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Project Berger 2026: al Gouffre Berger uno studio sull’inquinamento da agenti patogeni nelle grotte

August 1st 2026 at 13:00

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Il Project Berger 2026 promuove una ricerca sull’inquinamento da agenti patogeni nelle grotte per comprendere come funghi e batteri possano essere trasportati dagli speleologi e contribuire alla protezione degli ecosistemi sotterranei.

L’inquinamento da agenti patogeni nelle grotte diventa oggetto di studio

Il Project Berger 2026 ospiterà un progetto scientifico dedicato all’inquinamento da agenti patogeni nelle grotte, una ricerca che punta a comprendere come i microrganismi possano essere trasferiti involontariamente dagli esseri umani all’interno di uno degli ambienti naturali più delicati.

L’iniziativa si svolgerà durante il Camp Berger, in programma dal 2 al 7 agosto al Gouffre Berger, nel massiccio del Vercors, in Francia. Gli speleologi presenti saranno invitati a collaborare con il gruppo di ricerca permettendo il campionamento delle proprie attrezzature oppure raccogliendo campioni nelle zone più profonde della cavità.

Il progetto è coordinato dalla dott.ssa Julie Shapiro dello IUCN Bat Specialist Group e dalla dott.ssa Violeta Zhelyazkova del Museo Nazionale di Storia Naturale di Sofia, con il sostegno del National Museum of Natural History di Sofia e di National Geographic.

Perché l’inquinamento da agenti patogeni rappresenta un rischio

L’inquinamento da agenti patogeni si verifica quando un fungo, un batterio o un altro microrganismo viene trasferito in un ambiente differente da quello di origine oppure raggiunge una specie che non possiede difese naturali nei suoi confronti.

In queste condizioni un organismo normalmente innocuo può diventare responsabile della diffusione di malattie e alterare l’equilibrio biologico degli ecosistemi sotterranei.

Le grotte ospitano infatti una grande varietà di funghi, batteri e altri microrganismi, molti dei quali sono ancora poco conosciuti oppure non sono stati ancora descritti dalla ricerca scientifica. Nella loro area di origine convivono normalmente con l’ambiente circostante, ma il loro trasferimento in altre cavità potrebbe produrre effetti ancora poco studiati.

La sindrome del naso bianco come esempio

Il caso più noto di inquinamento da agenti patogeni nelle grotte è rappresentato dalla sindrome del naso bianco (White-Nose Syndrome), provocata dal fungo Pseudogymnoascus destructans.

Secondo gli studi disponibili, il fungo sarebbe stato introdotto accidentalmente in Nord America dall’Europa attraverso attrezzature o indumenti contaminati. Dopo la sua introduzione ha causato la morte di milioni di pipistrelli, diventando uno dei più gravi episodi di diffusione di una malattia legata agli ambienti sotterranei.

Questo episodio ha evidenziato quanto il trasporto involontario di microrganismi possa avere conseguenze rilevanti sulla fauna cavernicola e sulla conservazione della biodiversità.

Il progetto al Gouffre Berger

Per valutare il fenomeno, i ricercatori raccoglieranno campioni microbiologici lungo diversi settori del Gouffre Berger e sulle tute degli speleologi prima e dopo la permanenza in grotta.

I campioni saranno successivamente analizzati mediante metagenomica, una tecnica che permette di identificare contemporaneamente il DNA di numerose specie di funghi e batteri presenti nello stesso campione, comprese quelle che non possono essere coltivate con i metodi tradizionali.

L’obiettivo è verificare quali microrganismi siano presenti nelle varie zone della cavità e quali possano essere trasportati involontariamente attraverso le attrezzature utilizzate durante le esplorazioni.

Il contributo degli speleologi alla ricerca

Gli organizzatori invitano gli speleologi presenti al Camp Berger a partecipare allo studio autorizzando il campionamento delle proprie attrezzature oppure raccogliendo campioni nelle aree più profonde e meno frequentate della grotta.

Durante il campo sarà presente un punto informativo riconoscibile dalle bandiere del Museo Nazionale di Storia Naturale di Sofia e di National Geographic. Sarà inoltre possibile contattare i ricercatori via posta elettronica per ricevere informazioni o aderire al progetto prima dell’inizio delle attività.

Una ricerca per migliorare la tutela delle grotte

Lo studio rappresenta un contributo alla conoscenza dell’inquinamento da agenti patogeni nelle grotte e potrà fornire indicazioni utili per aggiornare le procedure di pulizia e disinfezione delle attrezzature speleologiche.

Comprendere come i microrganismi si spostino tra diversi ambienti ipogei consentirà di definire pratiche sempre più efficaci per ridurre il rischio di diffusione involontaria di agenti patogeni e contribuire alla conservazione degli ecosistemi sotterranei e della fauna che li abita.

Fonti

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Scintilena supera le 250 mila visualizzazioni a luglio 2026: archeologia, speleologia ed esplorazioni guidano l’interesse dei lettori

August 1st 2026 at 12:00

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Le statistiche di Scintilena per il mese di luglio 2026 evidenziano un forte interesse per la speleologia, l’archeologia, le grandi esplorazioni sotterranee e la ricerca scientifica. Tra gli articoli più letti emergono i Neanderthal, i fiumi sotterranei, le miniere storiche e le nuove tecnologie applicate allo studio del sottosuolo.

Visualizzazioni giornaliere di Luglio 2026

Scintilena chiude luglio con 250 mila visualizzazioni

Il mese di luglio 2026 si è concluso con un risultato significativo per Scintilena, che ha raggiunto circa 250.000 visualizzazioni complessive. Un dato che conferma il crescente interesse verso le notizie dedicate alla speleologia, al patrimonio sotterraneo, all’archeologia e alla ricerca scientifica.

L’analisi degli articoli più letti mostra come il pubblico non sia composto esclusivamente da speleologi. Molti contenuti hanno attirato anche lettori interessati alla storia dell’uomo, ai paesaggi carsici, alle tecnologie di esplorazione e ai grandi siti archeologici.

Neanderthal e Homo sapiens dominano la classifica

L’articolo più letto del mese è stato “Neanderthal e Homo sapiens: in una grotta della Turchia emergono tracce di una possibile cultura condivisa”, con 25.266 visualizzazioni.

Il tema dell’evoluzione umana continua a suscitare un forte interesse. Gli studi condotti nelle grotte rappresentano infatti una delle principali fonti di informazioni sulla preistoria, grazie alla conservazione di reperti archeologici, resti fossili e testimonianze delle frequentazioni umane.

Anche il quarto posto della classifica conferma questa tendenza. L’articolo dedicato al nuovo quadro genetico sulla sopravvivenza dei Neanderthal ha raccolto 14.826 visualizzazioni, dimostrando come la paleoantropologia sia uno degli argomenti più seguiti dai lettori.

Le esplorazioni speleologiche continuano ad attirare il pubblico

Grande interesse è stato riservato anche alle esplorazioni sotterranee.

Al secondo posto si colloca la notizia dedicata alla Grotta S’Edera, che ha superato i 18 chilometri di sviluppo, raggiungendo 17.538 visualizzazioni.

Segue l’articolo sull’esplorazione del sistema Reka–Timavo, dove sono stati documentati oltre 800 metri di nuove gallerie nella Jama 1 v Kanjaducah, con 16.325 visualizzazioni.

Questi dati confermano come le grandi esplorazioni rimangano uno degli argomenti di maggiore richiamo all’interno della comunità speleologica, soprattutto quando riguardano sistemi carsici di rilevanza internazionale.

Miniere, opere sotterranee e patrimonio storico

La classifica evidenzia anche un forte interesse per il patrimonio ipogeo costruito dall’uomo.

L’articolo dedicato al Monte Fortin e alle gallerie cannoniere della Prima guerra mondiale ha raggiunto 13.798 visualizzazioni, mentre quello sulle nuove esplorazioni nella Miniera di Raibl, a Cave del Predil, ha ottenuto 7.438 visualizzazioni.

Anche il racconto dell’emissario del Lago di Nemi, esempio di ingegneria idraulica dell’antichità, è entrato nella Top 10 con 6.455 visualizzazioni.

Questi risultati mostrano come la speleologia in cavità artificiali, l’archeologia industriale e le opere sotterranee storiche rappresentino temi capaci di coinvolgere un pubblico molto ampio.

Grotte turistiche e nuove scoperte archeologiche

Fra gli articoli più consultati compare anche la notizia dell’apertura al pubblico della Grotta Guattari, al Circeo, con 11.076 visualizzazioni.

Il sito continua a rappresentare uno dei luoghi simbolo della ricerca sui Neanderthal in Europa e dimostra come le aperture al pubblico dei grandi siti archeologici suscitino un forte interesse.

Molto seguita anche la scoperta di una città Maya in Messico, individuata grazie alla tecnologia LiDAR, che ha raccolto 9.892 visualizzazioni. L’utilizzo del telerilevamento continua infatti a rivoluzionare la ricerca archeologica, consentendo di individuare strutture nascoste sotto la vegetazione senza interventi invasivi.

Fossili e paleontologia nelle grotte

La presenza del ritrovamento di nuovi resti di Ursus ladinicus nella grotta di Conturines, con 7.551 visualizzazioni, conferma l’interesse dei lettori per la paleontologia.

Le grotte continuano a rappresentare archivi naturali di grande valore scientifico, capaci di conservare reperti fondamentali per ricostruire la fauna del passato e l’evoluzione degli ecosistemi.

La classifica dei dieci articoli più letti

  1. Neanderthal e Homo sapiens: in una grotta della Turchia emergono tracce di una possibile cultura condivisa – 25.266 visualizzazioni
  2. S’Edera supera i 18 chilometri: il grande fiume continua a sfidare gli esploratori – 17.538
  3. Esplorazione del fiume sotterraneo Reka/Timavo: scoperti oltre 800 metri di nuove gallerie nella Jama 1 v Kanjaducah – 16.325
  4. I Neanderthal sarebbero sopravvissuti per decine di migliaia di anni: il nuovo quadro genetico – 14.826
  5. Monte Fortin e gallerie cannoniere della Prima guerra mondiale – 13.798
  6. Grotta Guattari apre al pubblico – 11.076
  7. Grazie al LiDAR scoperta in Messico una città Maya intatta – 9.892
  8. Nuovo ritrovamento di Ursus ladinicus a Conturines – 7.551
  9. Miniera di Raibl, nuove esplorazioni nelle gallerie storiche di Cave del Predil – 7.438
  10. L’emissario del Lago di Nemi, capolavoro sotterraneo dell’ingegneria antica – 6.455

I temi che interessano maggiormente i lettori

La classifica di luglio evidenzia alcune tendenze precise. La ricerca sui Neanderthal occupa due delle prime quattro posizioni, mentre le grandi esplorazioni speleologiche continuano a richiamare migliaia di lettori. Accanto alla speleologia emergono l’archeologia, la paleontologia, le miniere storiche, le opere idrauliche antiche e le tecnologie innovative come il LiDAR.

L’insieme dei dati conferma che l’interesse verso il mondo sotterraneo nasce dall’incontro fra esplorazione, ricerca scientifica e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale. Una combinazione che continua a caratterizzare la linea editoriale di Scintilena e a coinvolgere una comunità di lettori sempre più ampia.

Fonti

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  • Musica sulle Apuane: ad Arni la montagna diventa palcoscenico, comunità e presidio del territorio
    Condividi Domenica 2 agosto 2026 il Rifugio Puliti ospita i Moscato Blues Band. On concerto nasce dai sentieri, dal lavoro dei volontari e da un’idea di montagna vissuta e condivisa, nel cuore delle Alpi Apuane. C’è un aspetto di Musica sulle Apuane che va oltre il programma artistico. È quello che si scopre leggendo il post del Rifugio Puliti, ad Arni, dove in vista del concerto di domenica 2 agosto 2026 vengono fornite le indicazioni per raggiungere le Case Giannelli. Non è un semplice
     

Musica sulle Apuane: ad Arni la montagna diventa palcoscenico, comunità e presidio del territorio

August 1st 2026 at 11:00

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Domenica 2 agosto 2026 il Rifugio Puliti ospita i Moscato Blues Band. On concerto nasce dai sentieri, dal lavoro dei volontari e da un’idea di montagna vissuta e condivisa, nel cuore delle Alpi Apuane.

C’è un aspetto di Musica sulle Apuane che va oltre il programma artistico.

È quello che si scopre leggendo il post del Rifugio Puliti, ad Arni, dove in vista del concerto di domenica 2 agosto 2026 vengono fornite le indicazioni per raggiungere le Case Giannelli. Non è un semplice avviso logistico: è il racconto di un territorio che continua a prendersi cura di sé, nonostante le difficoltà.

Da Pasqua il tradizionale accesso lungo il sentiero CAI 153 (ex 33) è stato interrotto a causa della chiusura del percorso originario, aggravata poi dalla successiva interdizione di un altro passaggio pubblico.

Di fronte a questa situazione, i volontari del Rifugio Puliti e del CAI Pietrasanta hanno recuperato e reso nuovamente percorribile una vecchia strada comunale dimenticata, creando un nuovo collegamento con il rifugio.

Un lavoro concreto, fatto di giornate sul terreno, manutenzione e segnaletica, che restituisce accessibilità alla montagna e permette al festival di svolgersi senza rinunciare al rispetto dei luoghi.

È forse questa l’essenza più autentica di Musica sulle Apuane: non portare semplicemente concerti in quota, ma valorizzare una rete di sentieri, rifugi, volontari e comunità locali che rende possibile ogni appuntamento.

Il festival, sostenuto dal Parco Regionale delle Alpi Apuane, dal Club Alpino Italiano, dal CAI Gruppo Regionale Toscana e dall’impegno dei volontari del CAI Massa, rappresenta ormai da anni un modello originale di cultura diffusa. Gli spettatori non sono soltanto pubblico: diventano escursionisti, camminatori, ospiti della montagna, invitati a raggiungere i luoghi con passo lento e con attenzione verso chi li abita.

Anche per questo il Rifugio Puliti invita a preferire gli accessi dal Castellaccio e dalle Gobbie, limitando il traffico nel paese di Arni e rispettando gli spazi della comunità. È un messaggio semplice ma significativo: la montagna non è un teatro costruito per un evento, è una casa condivisa.

Domenica 2 agosto, alle 15, alle Case Giannelli sopra Arni, saranno i Moscato Blues Band a dare voce alla quattordicesima edizione del festival. Ma il concerto sarà anche il risultato di un lavoro invisibile fatto di manutenzione dei sentieri, collaborazione tra sezioni del CAI e partecipazione di chi, ogni giorno, mantiene vivo questo territorio.

L’immagine scelta per l’edizione 2026 rafforza questo messaggio. La sirena, simbolo del festival, soffia dentro una conchiglia e le bolle che salgono verso le cime si trasformano in note musicali: il mare e la montagna dialogano, ricordando l’identità unica delle Apuane, dove la distanza tra costa e vette si misura in pochi chilometri ma racchiude un patrimonio naturale e culturale straordinario.

Quelle stesse montagne custodiscono anche luoghi simbolo come il Bivacco Aronte, il più antico rifugio delle Apuane, costruito nel 1902 e oggi gestito dal CAI Massa per conto della Sezione Ligure del CAI. Sorge al Passo della Focolaccia, in uno dei punti in cui convivono la straordinaria bellezza delle creste e la presenza delle cave di marmo, diventando negli anni un simbolo della tutela del paesaggio e della difesa della montagna.

Così, anche il concerto del Rifugio Puliti assume un significato che va oltre la musica. Ogni nota nasce da un sentiero riaperto, da una comunità che resiste, da volontari che continuano a credere che la cultura possa essere uno strumento di conoscenza e di cura del territorio.

Perché sulle Apuane la musica non arriva in montagna: cammina insieme alla montagna.

Musica sulle Apuane continua a raccontarne un’altra dimensione: quella dell’incontro. Dove un sentiero ripristinato vale quanto un palco, un rifugio diventa presidio culturale e ambientale, e un concerto è il punto di arrivo di un cammino fatto di volontariato, rispetto e condivisione. È questo il vero spartito delle Apuane

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  • Speleologia in cavità artificiali: il CAI Ortona dedica una serata al libro di Gabriele La Rovere 
    Condividi Oggi 1° agosto 2026 la sezione CAI di Ortona organizza la tradizionale Festa in Giardino con la presentazione del volume Speleologia in cavità artificiali. Pericoli e rischi. Linee guida, seguita da una cena e da musica popolare. Speleologia in cavità artificiali protagonista della Festa in Giardino del CAI Ortona Sabato 1° agosto 2026, a partire dalle ore 19.00, il giardino della sezione CAI di Ortona ospiterà la tradizionale Festa in Giardino, appuntamento che unisce momenti di
     

Speleologia in cavità artificiali: il CAI Ortona dedica una serata al libro di Gabriele La Rovere 

August 1st 2026 at 10:00

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Oggi 1° agosto 2026 la sezione CAI di Ortona organizza la tradizionale Festa in Giardino con la presentazione del volume Speleologia in cavità artificiali. Pericoli e rischi. Linee guida, seguita da una cena e da musica popolare.

Speleologia in cavità artificiali protagonista della Festa in Giardino del CAI Ortona

Sabato 1° agosto 2026, a partire dalle ore 19.00, il giardino della sezione CAI di Ortona ospiterà la tradizionale Festa in Giardino, appuntamento che unisce momenti di approfondimento culturale e convivialità.

L’iniziativa si aprirà con la presentazione del libro “Speleologia in cavità artificiali. Pericoli e rischi. Linee guida”, scritto dallo speleologo abruzzese Gabriele La Rovere. Il volume affronta uno dei temi più attuali per chi opera negli ambienti sotterranei realizzati dall’uomo, proponendo un’analisi dei principali fattori di rischio e delle modalità per affrontare l’attività in sicurezza. 

Il libro dedicato alla sicurezza nelle cavità artificiali

La pubblicazione prende in esame il mondo delle cavità artificiali, comprendendo miniere, gallerie, cunicoli, cisterne, rifugi, catacombe ed eremi, ambienti che rappresentano un patrimonio storico, archeologico e culturale di grande interesse.

Nel testo vengono illustrati i pericoli oggettivi, legati alle caratteristiche strutturali degli ambienti sotterranei, e i rischi soggettivi, che dipendono dall’esperienza, dalla preparazione tecnica e dai comportamenti adottati dagli operatori.

L’autore sottolinea come la conoscenza dell’ambiente ipogeo, l’addestramento, il lavoro di squadra e la pianificazione delle attività costituiscano elementi essenziali per ridurre i rischi durante le esplorazioni. Il volume nasce dall’esperienza maturata in anni di ricerca sul campo e dal confronto con numerosi specialisti del settore. 

Un tema di interesse per la comunità speleologica

Negli ultimi mesi il libro è stato presentato in diverse sedi del Club Alpino Italiano e in numerosi incontri dedicati alla speleologia, diventando occasione di confronto sulla sicurezza nelle attività svolte nelle cavità artificiali.

La disciplina richiede infatti competenze specifiche, differenti da quelle impiegate nelle grotte naturali, poiché gli ambienti antropici possono presentare instabilità strutturali, presenza di materiali degradati, scarsa qualità dell’aria e altre criticità che impongono procedure operative dedicate. 

Cena e musica popolare dopo la presentazione

Al termine dell’incontro la serata proseguirà con una cena sociale, accompagnata dall’esibizione di Roberto Giancaterino, che proporrà un repertorio di musica e canti popolari.

Il contributo richiesto per la partecipazione è di 20 euro. L’organizzazione aveva invitato gli interessati a confermare la presenza entro il 27 luglio per agevolare la preparazione dell’evento.

La Festa in Giardino rappresenta così un momento di incontro tra soci, appassionati di montagna e speleologi, con l’obiettivo di condividere esperienze, aggiornamenti tecnici e occasioni di approfondimento su temi legati al patrimonio sotterraneo e alla pratica della speleologia in cavità artificiali.

Fonti

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  • Creta, microbioma della grotta Gourgouthakas: dai 1.100 metri dei Lefka Ori una biobanca per la ricerca
    Condividi Il microbioma della grotta Gourgouthakas, nelle Montagne Bianche di Creta, è stato studiato durante la spedizione del 2022: batteri e funghi isolati in profondità aprono nuove piste per la microbiologia ambientale e la ricerca di composti bioattivi. Microbioma della grotta Gourgouthakas nei Lefka Ori La grotta Gourgouthakas si apre sul versante settentrionale dei Lefka Ori, le Montagne Bianche di Creta, a circa 1.550 metri di quota. Con uno sviluppo noto di 2.384 metri e una
     

Creta, microbioma della grotta Gourgouthakas: dai 1.100 metri dei Lefka Ori una biobanca per la ricerca

August 1st 2026 at 09:00

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Il microbioma della grotta Gourgouthakas, nelle Montagne Bianche di Creta, è stato studiato durante la spedizione del 2022: batteri e funghi isolati in profondità aprono nuove piste per la microbiologia ambientale e la ricerca di composti bioattivi.

Microbioma della grotta Gourgouthakas nei Lefka Ori

La grotta Gourgouthakas si apre sul versante settentrionale dei Lefka Ori, le Montagne Bianche di Creta, a circa 1.550 metri di quota.

Con uno sviluppo noto di 2.384 metri e una profondità rilevata di 1.100 metri, rientra tra le maggiori cavità verticali della Grecia e tra le cinquanta più profonde del mondo.

Il microbioma della grotta Gourgouthakas è al centro di una ricerca condotta dopo la spedizione speleologica del 2022. L’obiettivo non era limitato alla nuova documentazione topografica. La missione ha infatti associato rilievi, osservazioni geologiche, campionamenti biologici e prelievi d’acqua per analisi ambientali.

Le condizioni ipogee rendono questo ambiente rilevante per la microbiologia. Buio permanente, temperature basse, umidità molto elevata e disponibilità ridotta di nutrienti selezionano comunità capaci di sfruttare risorse energetiche diverse da quelle degli ecosistemi superficiali.

Spedizione Gourgouthakas 2022 e campionamenti

La spedizione Gourgouthakas 2022 ha riunito 40 speleologi provenienti da 12 gruppi ellenici. Il lavoro è stato organizzato in due fasi: nei primi nove giorni sono stati allestiti campo base, armi e comunicazioni fino al secondo bivacco; nei sedici giorni successivi le squadre hanno effettuato rilievi, fotografie, osservazioni litostratigrafiche e campionamenti fino al sifone terminale a quota -1.100 metri.[1]

La logistica di una cavità simile ha un ruolo decisivo anche nel lavoro scientifico. I materiali raccolti devono essere protetti dalla contaminazione esterna e trasferiti rapidamente in laboratorio. Nella ricerca descritta, i campioni microbiologici sono stati prelevati in nove stazioni differenti, mentre le acque sono state raccolte in cinque punti per analisi basate su DNA ambientale.[1]

La stessa spedizione ha documentato sette siti per il campionamento dei macroinvertebrati. Sono stati raccolti 52 esemplari, riferibili a oltre sette taxa troglobi, ed è stata segnalata anche una nuova specie di anfipode niphargide.[1]

Ricerca sul microbioma della grotta Gourgouthakas

Il microbioma della grotta Gourgouthakas comprende organismi adattati a un sistema sotterraneo stabile ma povero di energia disponibile. La coltivazione in laboratorio ha richiesto protocolli differenziati, con substrati nutritivi di composizione diversa e temperature vicine alle condizioni della grotta oppure più elevate.

Secondo i dati presentati dalla squadra di ricerca dell’Università di Creta e dell’Institute of Molecular Biology and Biotechnology della Foundation for Research and Technology-Hellas, dai campioni sono stati ottenuti 865 isolati tra batteri e funghi. La raccolta viene conservata a -80 gradi Celsius e costituisce una biobanca destinata a ulteriori studi di identificazione e caratterizzazione.

Il lavoro amplia quanto emerso dalla relazione speleologica della spedizione. Il documento del 2023 indicava già la coltivazione di oltre 200 ceppi microbici provenienti dai campioni raschiati sulle superfici della cavità. Il passaggio da questi primi isolati a una collezione più ampia permette di esaminare la diversità delle comunità e di selezionare i ceppi più interessanti per test funzionali.[1]

Molecole bioattive e applicazioni possibili

L’interesse per il microbioma della grotta Gourgouthakas riguarda soprattutto la possibile produzione di metaboliti secondari. In ambienti con nutrienti scarsi e forte competizione microbica, alcuni batteri e funghi possono produrre molecole utili nella difesa contro altri organismi.

I ricercatori stanno verificando attività antibatteriche, antivirali e antitumorali. Queste verifiche sono ancora nella fase sperimentale. Non indicano quindi applicazioni cliniche o agricole immediate, ma segnalano un serbatoio biologico da studiare con metodi controllati.

Due ceppi identificati con le sigle SRL871 e SRL810 hanno mostrato, nelle prime prove, capacità di contrasto verso patogeni delle colture orticole. Il dato può interessare la ricerca su strategie di biocontrollo, a condizione che i risultati vengano confermati in prove successive, su scala più ampia e in condizioni applicative.

Tutela della grotta e ricerca responsabile

La ricerca sul microbioma della grotta Gourgouthakas evidenzia anche la necessità di proteggere gli ecosistemi ipogei. Ogni prelievo richiede protocolli rigorosi, sia per non alterare le comunità residenti sia per evitare l’introduzione accidentale di microrganismi esterni.

La cavità attraversa unità geologiche differenti, dai marmi ricristallizzati della Trypali Unit ai calcari del Plattenkalk, con faglie osservate dall’ingresso fino alle zone più profonde. Questa complessità geologica si accompagna a una varietà di microambienti che può influenzare la distribuzione degli organismi.[1]

La continuità della ricerca dipenderà dalla conservazione dei campioni, dalla condivisione dei dati e da future spedizioni condotte con criteri di minimo impatto. Il microbioma della grotta Gourgouthakas offre così un caso di studio in cui l’esplorazione profonda diventa strumento per conoscere e tutelare un ecosistema poco accessibile.

Fonti

  • Rapporto della spedizione speleologica Gourgouthakas 2022, Zenodo: https://zenodo.org/records/7674013
  • Articolo di partenza, To Vima Science, “???????????? ???????????? ??? ?????? ??? ?????? ?????”, 30 luglio 2026.

Fonti
[1] report of the cave expedition of LOC1, Crete, Greece https://zenodo.org/records/7674013
[3] La grotta più profonda delle Cicladi presentata al Cavers Fest 2025 https://www.scintilena.com/scoperta-la-grotta-piu-profonda-delle-cicladi/05/16/
[4] 2224 la Krubera è di nuovo la grotta più profonda del mondo https://www.scintilena.com/nuova-misurazione-2224-la-krubera-e-di-nuovo-la-grotta-piu-profonda-del-mondo/08/24/
[5] Il Respiro Tossico della Terra: le grotte sulfuree della Grecia alla … https://www.scintilena.com/il-respiro-tossico-della-terra-le-grotte-sulfuree-della-grecia-alla-scoperta-scientifica/04/11/
[6] Krubera: Nuovo record mondiale di profondità – Call Of The Abyss Project – Scintilena https://www.scintilena.com/krubera-nuovo-record-mondiale-di-profondita-call-of-the-abyss-project/09/30/
[7] La grotta Veryovkina: il record mondiale di profondità speleologica https://www.scintilena.com/la-grotta-veryovkina-il-record-mondiale-di-profondita-speleologica/11/29/
[8] The hidden world of cave dwellers – Il mondo nascosto di chi vive nel sottosuolo – Scintilena https://www.scintilena.com/the-hidden-world-of-cave-dwellers-il-mondo-nascosto-di-chi-vive-nel-sottosuolo/08/25/
[9] L’International Journal of Speleology annuncia un numero speciale … https://www.scintilena.com/linternational-journal-of-speleology-annuncia-un-numero-speciale-dedicato-alle-strategie-globali-di-monitoraggio-delle-grottenuove-prospettive-sul-monitoraggio-delle-grotte-un-invito-alla-comunita/08/05/
[10] Simposio UIS: “to know and share caves and karts” Understanding, conservation and geotourism – Scintilena https://www.scintilena.com/simposio-uis-to-know-and-share-caves-and-karts-understanding-conservation-and-geotourism/01/02/
[11] In grotta alla ricerca di super batteri salvavita per realizzare … https://www.scintilena.com/in-grotta-alla-ricerca-di-batteri-salvavita/11/17/
[12] Esplorazioni: La Mammouth Cave raggiunge i 685 … https://www.scintilena.com/esplorazioni-la-mammouth-cave-raggiunge-i-685-chilometri-da-50-anni-e-la-grotta-piu-lunga-del-mondo/09/09/
[13] Microorganismi nelle Grotte: Una Soluzione alla Plastica? – Scintilena https://www.scintilena.com/microorganismi-nelle-grotte-una-soluzione-alla-plastica/08/17/
[14] Scintilena – il giornale quotidiano della speleologia italiana – Scintilena https://www.scintilena.com/page/583/?t=50654352&wpmp_switcher=mobile
[15] The cave Buco del Piombo joins the international underground climate research network – Scintilena https://www.scintilena.com/tre-cave-buco-del-piombo-joins-the-international-underground-climate-research-network/01/04/
[16] La Venta Esplorazioni Geografiche sfida le profondità della … https://www.scintilena.com/la-venta-esplorazioni-geografiche-sfida-le-profondita-della-qanaf-cave-in-oman/04/23/
[17] Alla scoperta della sorgente del Gorgazzo, la cavità a sifone più profonda d’ Italia – Scintilena https://www.scintilena.com/alla-scoperta-della-sorgente-del-gorgazzo-la-cavita-a-sifone-piu-profonda-d-italia/07/31/
[18] A Thousand Meters Deep: Vertical Profiling of the Subterranean Microbiome of Gourgouthakas Cave https://www.biorxiv.org/content/10.64898/2026.03.19.712943v1
[19] Gourgouthakas – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Gourgouthakas
[20] Cave microbial communities are structured by environmental … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC13101471/
[21] Frontiers | The geomicrobiology of limestone, sulfuric acid speleogenetic, and volcanic caves: basic concepts and future perspectives https://www.frontiersin.org/journals/microbiology/articles/10.3389/fmicb.2024.1370520/full
[22] ????????? ????????? ???????? ???? ?????? – ??????????? https://el.wikipedia.org/wiki/%CE%9A%CE%B1%CF%84%CE%AC%CE%BB%CE%BF%CE%B3%CE%BF%CF%82_%CE%B2%CE%B1%CE%B8%CF%8D%CF%84%CE%B5%CF%81%CF%89%CE%BD_%CF%83%CF%80%CE%B7%CE%BB%CE%B1%CE%AF%CF%89%CE%BD_%CF%83%CF%84%CE%B7%CE%BD_%CE%95%CE%BB%CE%BB%CE%AC%CE%B4%CE%B1
[23] List of caves in Greece – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_caves_in_Greece
[24] ?????????????? ????????????: ?????????? ??? 1.208 ?. ????? https://www.kathimerini.gr/k/k-magazine/562029649/spilaiovarathro-goyrgoythakas-exereynisi-sta-1-208-m-vathos/
[25] Gourgouthakas 2022: report of the cave expedition of LOC1, Crete … https://www.academia.edu/127830990/Gourgouthakas_2022_report_of_the_cave_expedition_of_LOC1_Crete_Greece
[26] Gourgouthakas cave https://www.unescositesincrete.gr/en/simeia-endiaferontos/gourgouthakas-cave/
[27] Exploring the caves of the Madara – The Kolymbari Courier https://kolymbaricourier.com/2025/08/17/exploring-the-caves-of-the-madara/
[28] World Deep Caves – Cave-Exploring.Com https://cave-exploring.com/index.php/long-and-deep-caves-of-the-world/world-deep-caves/
[29] ???????????? – ??????????? https://el.wikipedia.org/wiki/%CE%93%CE%BF%CF%85%CF%81%CE%B3%CE%BF%CF%8D%CE%B8%CE%B1%CE%BA%CE%B1%CF%82
[30] ??? ????? ????????? ?? ???????? ??????? ??? ??????? https://www.zarpanews.gr/sta-chania-vrisketai-to-vathytero-spilaio-tis-elladas-katavasi-sta-1-208-metra-sta-egkata-tis-gis/
[31] The Gourgouthakas–Lion 2025 Expedition was successfully completed! – Discover Crete https://www.discovercrete.com/blog/the-gourgouthakas-lion-2025-expedition-was-successfully-completed

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  • Il Carso in perenne movimento anche editoriale: è uscito Sopra e sotto il Carso di luglio
    Condividi Tra memoria, futuro e una legge che divide Dalle corde degli anni Settanta al dibattito sulle Grotte d’Italia: il nuovo numero di “Sopra e sotto il Carso” racconta una comunità che non smette di esplorare, discutere e costruire il proprio domani. Il numero di luglio 2026 di Sopra e sotto il Carso è particolarmente interessante. Non è soltanto una raccolta di articoli. È un viaggio che attraversa il tempo della speleologia italiana, dalle emozioni pionieristiche degli a
     

Il Carso in perenne movimento anche editoriale: è uscito Sopra e sotto il Carso di luglio

August 1st 2026 at 08:00

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Tra memoria, futuro e una legge che divide

Dalle corde degli anni Settanta al dibattito sulle Grotte d’Italia: il nuovo numero di “Sopra e sotto il Carso” racconta una comunità che non smette di esplorare, discutere e costruire il proprio domani.

Il numero di luglio 2026 di Sopra e sotto il Carso è particolarmente interessante.

Non è soltanto una raccolta di articoli.

È un viaggio che attraversa il tempo della speleologia italiana, dalle emozioni pionieristiche degli anni Settanta fino alle questioni più attuali che oggi animano il mondo ipogeo. Un numero che si legge come un movimento continuo: dalla memoria all’attualità, dalla ricerca sul terreno al confronto politico, dalle esplorazioni alle grandi manifestazioni internazionali.

L’editoriale di Maurizio Tavagnutti apre con una riflessione che diventa il filo conduttore dell’intera pubblicazione: i ricordi riaffiorati grazie ai social, le fotografie recuperate, le testimonianze sull’attrezzatura degli anni Settanta e la consapevolezza che quel patrimonio umano meriti di essere raccontato con calma, in più puntate. La nostalgia, però, non diventa mai celebrazione sterile; serve piuttosto a capire come la speleologia abbia costruito la propria identità attraverso passione, tecnica e spirito di scoperta.

Accanto alla memoria, c’è il presente operativo. Le pagine dedicate alle attività del Centro Ricerche Carsiche restituiscono l’immagine di un’associazione in piena attività: nuove esplorazioni tra Friuli e Slovenia, lavori di disostruzione, ricerche di cavità, monitoraggi biologici, conferenze, divulgazione nelle scuole e formazione dei più giovani. Una speleologia che continua a fare ciò che ha sempre fatto: andare sul terreno, osservare, documentare e condividere.

Il numero guarda anche come sempre oltre i confini nazionali. Trovano spazio l’annuncio dell’EuroSpeleo Forum di Pazin, destinato a riunire centinaia di speleologi europei, la nuova newsletter della Commissione UIS sul Pseudocarsismo e il concorso internazionale “Cryosphere in Motion”, dedicato alla divulgazione scientifica attraverso il linguaggio del video. Tre iniziative diverse, accomunate dalla stessa idea: la speleologia dialoga sempre più con la ricerca internazionale e con la comunicazione scientifica.

Ma il cuore pulsante di questo numero è senza dubbio il Disegno di legge 1499 sulle “Grotte d’Italia”. La rivista sceglie di affrontarlo da prospettive differenti, offrendo al lettore un quadro ricco e articolato.

Da una parte viene riportata la posizione della Società Speleologica Italiana, intervenuta in audizione al Senato, che riconosce l’importanza di una legge nazionale ma chiede con forza che al centro rimangano la tutela ambientale, il valore scientifico del patrimonio carsico e il coinvolgimento delle competenze speleologiche nella futura governance del settore.

Dall’altra arriva l’analisi di Rino Semeraro, che legge il provvedimento soprattutto sotto il profilo della valorizzazione turistica, interrogandosi sui suoi obiettivi, sulle possibili ricadute economiche e sulle differenti interpretazioni che stanno dividendo il mondo speleologico. Un contributo destinato a far discutere perché affronta senza reticenze i nodi più delicati del dibattito.

È probabilmente questo il merito principale della rivista: non limitarsi a prendere posizione, ma mettere sul tavolo documenti, riflessioni e opinioni diverse, lasciando al lettore il compito di costruire un giudizio consapevole.

Il ricco contenuto conferma la completezza dell’impostazione editoriale: geologia della Val Resia, anniversari storici, ricordi di Franco Vaia, speleocollezionismo, bibliografia, divulgazione scientifica e aggiornamenti dal mondo internazionale. Un mosaico che dimostra quanto la speleologia moderna sia ormai una disciplina capace di unire scienza, cultura, ambiente e memoria.

Alla fine della lettura rimane una sensazione precisa: il Carso continua a muoversi. Non soltanto nelle sue acque sotterranee o nelle esplorazioni che proseguono settimana dopo settimana, ma anche nelle idee, nei confronti, nelle prospettive di una comunità che si interroga sul proprio futuro senza dimenticare il proprio passato.

E’ forse proprio questo il messaggio più importante che emerge da queste pagine: la speleologia cresce quando continua a esplorare. Le grotte, certo. Ma anche se stessa.

In grotta con Protagora

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  • Man and Karst 2026 a Vendicari: sette giorni dedicati a carsismo e speleologia
    Condividi Dal 13 al 19 settembre la Riserva Naturale Orientata Oasi Faunistica di Vendicari ospiterà Man and Karst 2026, quarta edizione della conferenza internazionale promossa dal CIRS ETS tra ricerca speleo-idrogeologica, tutela delle acque carsiche e conoscenza del territorio siciliano. Man and Karst 2026 in Sicilia La Riserva Naturale Orientata “Oasi Faunistica di Vendicari”, nel territorio di Noto, ospiterà dal 13 al 19 settembre Man and Karst 2026 in Sicily. La conferenza internazio
     

Man and Karst 2026 a Vendicari: sette giorni dedicati a carsismo e speleologia

August 1st 2026 at 07:00

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Dal 13 al 19 settembre la Riserva Naturale Orientata Oasi Faunistica di Vendicari ospiterà Man and Karst 2026, quarta edizione della conferenza internazionale promossa dal CIRS ETS tra ricerca speleo-idrogeologica, tutela delle acque carsiche e conoscenza del territorio siciliano.

Man and Karst 2026 in Sicilia

La Riserva Naturale Orientata “Oasi Faunistica di Vendicari”, nel territorio di Noto, ospiterà dal 13 al 19 settembre Man and Karst 2026 in Sicily. La conferenza internazionale è promossa dal CIRS ETS, Centro Ibleo di Ricerche Speleo-Idrogeologiche, e rappresenta la quarta edizione di un percorso avviato nel 2019.

I lavori si svolgeranno presso il Centro regionale per la conservazione del germoplasma di Marianelli-Vendicari. La struttura è inserita nella riserva e opera sulla conservazione, caratterizzazione e tutela delle risorse genetiche vegetali della fascia mediterranea.[3][4]

Man and Karst 2026 riunirà circa cento partecipanti. Sono attesi ricercatori, geologi e speleologi provenienti da università e istituzioni di dieci Paesi, fra Europa, Asia e Nord Africa. Il programma prevede oltre sessanta relazioni scientifiche, momenti espositivi, visite tecniche e attività sul territorio.

Grotte e carsismo UNESCO

L’apertura del congresso, il 13 settembre, coinciderà con la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo. La ricorrenza è stata proclamata dall’UNESCO nel novembre 2025 e sarà celebrata ogni anno il 13 settembre.[5][6]

Per Man and Karst 2026 è previsto un primo appuntamento presso la Riserva naturale integrale Grotta Monello. L’iniziativa sarà curata dall’Università di Catania, attraverso l’Area della Terza missione, che seguirà anche la visita al sito.

La scelta della data lega il congresso siciliano a un quadro internazionale. L’UNESCO ha indicato la nuova giornata come strumento per accrescere la conoscenza di grotte e paesaggi carsici, promuovendo ricerca, educazione, cooperazione, protezione ambientale e turismo sostenibile.[6]

Acque carsiche e Geoparchi

Il nucleo scientifico di Man and Karst 2026 sarà rivolto alla protezione delle acque carsiche. Si tratta di un tema centrale per territori nei quali le falde sotterranee sono esposte agli effetti dell’inquinamento, della siccità e delle trasformazioni del suolo.

Le sessioni affronteranno anche la mappatura geomorfologica e la valorizzazione dei territori di interesse geologico. L’obiettivo è fornire strumenti utili alla conoscenza, alla pianificazione e alla possibile istituzione di Geoparchi, integrando tutela del paesaggio e fruizione naturalistica responsabile.

Tra i contributi annunciati figurano le esperienze di spedizioni e ricerche condotte in Congo, Giordania e Armenia. Il confronto internazionale permetterà di mettere in relazione metodi di studio e problemi diversi, dalle aree desertiche ai sistemi carsici mediterranei.

Il progetto in Cirenaica

Uno spazio rilevante sarà dedicato al Cyrenaica Karst Project, collaborazione avviata nel 2007 tra il CIRS e l’Università di Bengasi. Il progetto sarà presentato attraverso le sue applicazioni nella gestione delle risorse idriche del Nord Africa, nello studio delle forme carsiche e nella valutazione dei rischi legati ai vuoti sotterranei in ambito urbano.

La Cirenaica conserva contesti di particolare interesse per la ricerca speleo-idrogeologica. Le indagini sui fenomeni di crollo e sulle cavità presenti presso gli abitati possono contribuire alla definizione di strumenti di prevenzione e gestione del territorio.

Man and Karst 2026 dedicherà quindi attenzione al rapporto tra ricerca di base e applicazioni concrete. Cartografie tecniche, materiali fotografici e pubblicazioni specialistiche accompagneranno le sessioni congressuali.

Escursioni nel Sud-Est

Dopo le giornate dedicate agli interventi scientifici, i partecipanti prenderanno parte a escursioni nella Sicilia sud-orientale. Sono previste visite nella Riserva di Vendicari, a Capo Passero, a Noto e in altri siti di interesse geologico e carsico dell’area.[7][1]

Il programma si inserisce in un territorio dove zone umide costiere, dune, macchia mediterranea e affioramenti geologici convivono in pochi chilometri. Il Centro di Marianelli, sede dei lavori, è parte della rete regionale dedicata alla conservazione del germoplasma e al supporto delle aree protette siciliane.[4][3]

Le iscrizioni e gli aggiornamenti organizzativi per Man and Karst 2026 sono disponibili attraverso la piattaforma ufficiale del CIRS Ragusa.[1]

Fonti

Fonti
[1] Man and Karst 2026 – C I R S Ragusa https://cirs-ragusa.org/blog/man-and-karst-2026/
[2] Man and Karst 2026: la quarta edizione della conferenza … https://www.scintilena.com/man-and-karst-2026-la-quarta-edizione-della-conferenza-internazionale-sul-carsismo-torna-in-sicilia/02/20/
[3] Strutture | Regione Siciliana https://www.regione.sicilia.it/istituzioni/regione/strutture-regionali/assessorato-agricoltura-sviluppo-rurale-pesca-mediterranea/dipartimento-sviluppo-rurale-territoriale/centro-vivaistico-regionale/strutture
[4] Regione Siciliana https://www.simaseed.unict.it/regione-siciliana/
[5] International Day of Caves and Karst https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000395601
[6] UNESCO proclaims the International Day of Caves and Karst https://www.scintilena.com/unesco-proclaims-the-international-day-of-caves-and-karst/11/13/
[7] Man and Karst 2026 a Vendicari, in Sicilia la quarta edizione … https://www.scintilena.com/man-and-karst-2026-a-vendicari-in-sicilia-la-quarta-edizione-dedicata-a-carsismo-e-grotte/06/30/
[8] La siccità riscrive la storia delle grotte carsiche siciliane – Scintilena https://www.scintilena.com/la-siccita-riscrive-la-storia-delle-grotte-carsiche-siciliane/08/17/
[9] Man and Karst 2026 in Sicilia: la Quarta Edizione della … https://www.scintilena.com/man-and-karst-2026-in-sicilia-la-quarta-edizione-della-conferenza-internazionale-dedicata-al-carsismo/01/17/
[10] Risorse idriche e siccità negli Iblei: allarme su vulnerabilità e … https://www.scintilena.com/risorse-idriche-e-siccita-negli-iblei-allarme-su-vulnerabilita-e-protezione/07/16/
[11] Mexican karst, an opportunity for sustainable development … https://www.unesco.org/en/articles/mexican-karst-opportunity-sustainable-development-strengthened-unescos-new-global-initiative
[12] VIII Convegno Nazionale Cavità Artificiali, gli Interventi e i Poster – Scintilena https://www.scintilena.com/viii-convegno-nazionale-cavita-artificiali-gli-interventi-e-i-poster/08/12/
[13] Congressi Archivi https://www.scintilena.com/category/congressi/
[14] Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo https://www.scintilena.com/giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo-unesco-proclama-il-13-settembre-come-data-mondiale/11/13/
[15] Palermo e la Sicilia protagoniste del IX Convegno Nazionale di Speleologia in cavità artificiali, il primo evento “telematico” della Società Speleologica Italiana – Scintilena https://www.scintilena.com/palermo-e-la-sicilia-protagoniste-del-ix-convegno-nazionale-di-speleologia-in-cavita-artificiali-il-primo-evento-telematico-della-societa-speleologica-italiana/03/19/
[16] Venue – C I R S Ragusa https://cirs-ragusa.org/blog/venue/
[17] Puerto-Princesa Subterranean River National Park https://whc.unesco.org/en/list/652/
[18] International Day of Caves and Karst https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000396090
[19] Día Internacional de las Cuevas y el Karst https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000396090_spa
[20] El Karst mexicano, oportunidad de desarrollo sostenible fortalecida https://www.unesco.org/es/articles/el-karst-mexicano-oportunidad-de-desarrollo-sostenible-fortalecida-ante-nuevo-impulso-global-de
[21] Siracusa – Un’eccellenza siciliana: Il Centro di conservazione del germoplasma di Marianelli https://www.youtube.com/watch?v=7CYY2hw-t4E
[22] Vendicari mappa interattiva https://www.riserve-vendicari-cavagrande-pantalica.it/vendicari-mappa/
[23] 1 https://www.psrsicilia.it/Misure/15/Programma%20di%20conservazione%20delle%20risorse%20genetiche%20forestali.pdf
[24] A “lezione” nella riserva naturale di Vendicari https://www.archiviobollettino.unict.it/gallery/%E2%80%9Clezione%E2%80%9D-nella-riserva-naturale-di-vendicari
[25] Report of the Natural Sciences and IOC Commission (SC- … https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000396384
[26] Vendicari, venerdì seminario sul restauro costiero come misura per … https://www.unict.it/it/comunicati_stampa/vendicari-venerd%C3%AC-seminario-sul-restauro-costiero-come-misura-adattarsi-ai
[27] Present state and future trends of Karst studies https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000124707
[28] The Karst https://www.unesco.org/en/mab/karst

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  • La montagna ha un dentro e un fuori. Impariamo a raccontarli
    Condividi Dopo il successo della prima edizione, in autunno torna Newmont. Comunicare un’altra montagna, il corso dell’Università di Padova e L’AltraMontagna dedicato a chi vuole raccontare le terre alte con maggiore consapevolezza, andando oltre stereotipi, semplificazioni e luoghi comuni La montagna ha un dentro e un fuori, e vale la pena imparare a raccontarli entrambi. È da questa consapevolezza che nasce Newmont. Comunicare un’altra montagna, il corso promosso dall’Università di Pado
     

La montagna ha un dentro e un fuori. Impariamo a raccontarli

August 1st 2026 at 06:00

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Dopo il successo della prima edizione, in autunno torna Newmont. Comunicare un’altra montagna, il corso dell’Università di Padova e L’AltraMontagna dedicato a chi vuole raccontare le terre alte con maggiore consapevolezza, andando oltre stereotipi, semplificazioni e luoghi comuni

La montagna ha un dentro e un fuori, e vale la pena imparare a raccontarli entrambi.

È da questa consapevolezza che nasce Newmont. Comunicare un’altra montagna, il corso promosso dall’Università di Padova in collaborazione con L’AltraMontagna, che dopo il successo della prima edizione tornerà anche il prossimo autunno.

Raccontare la montagna, infatti, non significa soltanto descriverne la bellezza, le imprese sportive o il richiamo turistico. Significa comprenderne la complessità: i paesaggi e le persone, la natura e il lavoro, i conflitti e le trasformazioni, la memoria e le nuove sfide. Significa imparare a riconoscere ciò che resta spesso invisibile dietro immagini suggestive e narrazioni stereotipate.

Il percorso nasce proprio con questo obiettivo: offrire strumenti teorici e pratici per costruire una comunicazione più consapevole, capace di evitare le trappole della banalizzazione e della semplificazione e di restituire la pluralità delle montagne contemporanee.

Rivolto a giornalisti, comunicatori, amministratori, operatori del territorio, studenti e a chiunque desideri approfondire questi temi, Newmont propone un approccio multidisciplinare che intreccia geografia, antropologia, giornalismo, sociologia, ambiente e cultura. Attraverso lezioni, laboratori e il confronto con studiosi e professionisti, il corso invita a interrogarsi non solo su che cosa raccontiamo della montagna, ma anche su come lo facciamo e sulle conseguenze che ogni narrazione produce.

Dopo la massiccia partecipazione registrata alla prima edizione, il corso torna dunque con una nuova proposta formativa, confermando l’ambizione di contribuire alla costruzione di uno sguardo più attento, rigoroso e contemporaneo sulle terre alte, e – aggiungiamo noi – al loro interno.

Perché la montagna non è uno sfondo immobile né un semplice luogo da consumare: è un mondo vivo, complesso e in continua evoluzione.

E raccontarlo bene significa, prima di tutto, imparare a guardarlo davvero.

Informazioni sul corso:

Iscrizioni: entro il 28 settembre 2026

Quando si svolge: dal 30 ottobre al 28 novembre 2026

Costo: 100,00 euro a partecipante (minimo 20, massimo 50 iscritti), da pagare a conferma dell’iscrizione

Modalità: lezioni online su Zoom e tavola rotonda conclusiva presso la sede SAT di Trento

Docenti: Mauro Varotto, Chiara Bettega, Antonio De Rossi, Luca Battaglini, Marco Albino Ferrari, Luca Pianesi, Pietro Lacasella e Valentina Ciprian

Informazioni: Federica Napolitano – 049 827 8520 – didattica.dissgea@unipd.it

Programma completo e modulo di iscrizione: https://www.unipd.it/newmont

Come iscriversi:

  • compilare il modulo disponibile sul sito dell’Università di Padova;
  • inviare modulo e curriculum vitae a didattica.dissgea@unipd.it

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  • Capodacqua: appello agli speleosub per completare il monitoraggio del Gambero Rosso della Louisiana
    Condividi Una delle nasse utilizzate per il progetto di monitoraggio è stata spostata dall’ingresso della sorgente. Francesco Papetti invita chiunque l’abbia rimossa, anche in buona fede, a mettersi in contatto per recuperare i dati scientifici Un appello rivolto alla comunità degli speleologi e degli speleosub arriva da Francesco Papetti, impegnato nel progetto di monitoraggio del Gambero Rosso della Louisiana nella sorgente di Capodacqua, ad Amaseno, in Lazio, uno dei siti più frequentati d
     

Capodacqua: appello agli speleosub per completare il monitoraggio del Gambero Rosso della Louisiana

August 1st 2026 at 05:00

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Una delle nasse utilizzate per il progetto di monitoraggio è stata spostata dall’ingresso della sorgente. Francesco Papetti invita chiunque l’abbia rimossa, anche in buona fede, a mettersi in contatto per recuperare i dati scientifici

Un appello rivolto alla comunità degli speleologi e degli speleosub arriva da Francesco Papetti, impegnato nel progetto di monitoraggio del Gambero Rosso della Louisiana nella sorgente di Capodacqua, ad Amaseno, in Lazio, uno dei siti più frequentati dagli speleosub dell’Italia centrale.

l Gambero Rosso della Louisiana (Procambarus clarkii), come ormai tristemente noto alla comunità spelologica, è una specie invasiva che sta minacciando gli ecosistemi acquatici sotterranei.

Nel novembre 2025, racconta Papetti su Speleo-it, sono state recuperate le nasse posizionate per il monitoraggio. Quelle collocate nelle zone più profonde della sorgente sono state ritrovate esattamente dove erano state lasciate, consentendo il recupero dei gamberi catturati e dei dati previsti dal progetto.

Diversa la situazione della nassa installata a bassa profondità, nei pressi dell’ingresso della sorgente: è stata rimossa e successivamente ritrovata all’esterno.

Nessun allarme, precisa Papetti, che confida che il gesto sia frutto di un equivoco o della buona fede di qualcuno che non conosceva lo scopo dell’attrezzatura. Tuttavia, la rimozione impedisce di completare il monitoraggio statistico di quella postazione.

Per questo motivo viene chiesto a chiunque abbia spostato o recuperato la nassa di mettersi in contatto direttamente con Francesco Papetti, fornendo, se possibile, alcune semplici informazioni: quanti gamberi erano presenti nella nassa, le loro dimensioni ed eventuali altre specie catturate.

L’obiettivo è esclusivamente scientifico e consentirebbe di completare la raccolta dei dati previsti dal progetto di monitoraggio.

Per informazioni o segnalazioni è possibile contattare Francesco Papetti all’indirizzo papetti.francesco@gmail.com oppure al numero 335 7509831.

Per chi desidera approfondire, è disponibile anche il video del recupero delle nasse effettuato l’8 novembre 2025:
https://youtu.be/Mf9iYD9GwaU

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  • Terremoto ai Campi Flegrei, scossa di magnitudo 4.7: attivata l’Unità di Crisi
    Condividi Campi Flegrei, monitoraggio INGV rafforzato dopo il sisma delle 19.46: segnalati danni sul territorio e avviato il coordinamento con la Protezione Civile. La scossa ai Campi Flegrei Un terremoto di magnitudo Md 4.7 ha interessato l’area dei Campi Flegrei alle 19.46 del 31 luglio 2026. L’evento è stato localizzato dalla Sala Operativa dell’INGV-Osservatorio Vesuviano tra Pozzuoli e Quarto, a una profondità di circa 3 chilometri. La scossa è stata avvertita distintamente dalla p
     

Terremoto ai Campi Flegrei, scossa di magnitudo 4.7: attivata l’Unità di Crisi

Júl 31st 2026 at 23:17

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Campi Flegrei, monitoraggio INGV rafforzato dopo il sisma delle 19.46: segnalati danni sul territorio e avviato il coordinamento con la Protezione Civile.

La scossa ai Campi Flegrei

Un terremoto di magnitudo Md 4.7 ha interessato l’area dei Campi Flegrei alle 19.46 del 31 luglio 2026. L’evento è stato localizzato dalla Sala Operativa dell’INGV-Osservatorio Vesuviano tra Pozzuoli e Quarto, a una profondità di circa 3 chilometri.

La scossa è stata avvertita distintamente dalla popolazione flegrea e in ampie zone di Napoli. Le segnalazioni di risentimento hanno riguardato anche Ischia e la penisola sorrentina.

La mappa di scuotimento elaborata con dati delle reti sismiche e accelerometriche INGV e Dipartimento della Protezione Civile indica valori stimati fino al VII grado della scala Mercalli-Cancani-Sieberg nell’area interessata.

Il Dipartimento della Protezione Civile ha confermato che, dopo il sisma registrato dall’INGV, sono state segnalate situazioni di danno sul territorio. Le informazioni sulle persone ferite e sulla consistenza dei danni sono soggette alle verifiche in corso da parte delle strutture competenti.

Sciame sismico e verifiche

Il terremoto di magnitudo 4.7 si inserisce in uno sciame sismico nell’area dei Campi Flegrei. Al momento dell’emissione del comunicato dell’Osservatorio Vesuviano, alle 20.25, erano stati rilevati preliminarmente dieci terremoti con magnitudo pari o superiore a zero.

L’evento principale resta quello di magnitudo Md 4.7, con un’incertezza stimata di più o meno 0,3. I parametri sismologici possono essere aggiornati dopo le analisi e le revisioni tecniche dei dati registrati dalle reti strumentali.

L’INGV ha comunicato l’intensificazione delle procedure di monitoraggio e la convocazione dell’Unità di crisi dell’Istituto. Il Dipartimento della Protezione Civile ha a sua volta attivato l’Unità di Crisi, presieduta dal capo dipartimento Fabio Ciciliano e collegata alle strutture locali del Servizio nazionale.

Il coordinamento operativo riguarda le verifiche sul territorio, l’assistenza alla popolazione e la raccolta di dati necessari a valutare gli effetti del sisma. In questa fase, le comunicazioni istituzionali restano il riferimento per conoscere eventuali disposizioni locali, aggiornamenti sui sopralluoghi e indicazioni di sicurezza.

Monitoraggio INGV ai Campi Flegrei

Il monitoraggio dei Campi Flegrei è affidato all’INGV-Osservatorio Vesuviano. La sorveglianza utilizza reti dedicate alla sismicità, alle deformazioni del suolo e alle caratteristiche fisico-chimiche dei gas.[3]

Le misure strumentali sono integrate da campagne periodiche sul campo e da analisi di laboratorio. Il sistema consente di seguire l’evoluzione dei parametri geofisici e geochimici in tempo reale o quasi reale.[3]

I Campi Flegrei sono una caldera vulcanica attiva a ovest di Napoli. L’area è interessata dal bradisismo, cioè da lente variazioni verticali del suolo accompagnate, in alcune fasi, da sismicità e modifiche dei parametri monitorati.[4]

Il livello di allerta indicato dall’Osservatorio Vesuviano è giallo, corrispondente a uno stato di disequilibrio medio definito sulla base del monitoraggio e delle valutazioni della Commissione Grandi Rischi. Questo livello non sostituisce le misure di protezione civile che possono essere adottate in relazione agli effetti locali di singoli eventi sismici.[4]

Indicazioni alla popolazione

L’INGV richiama la necessità di seguire dati scientifici e comunicazioni ufficiali. Le persone residenti o presenti nell’area sono invitate ad attenersi alle indicazioni diffuse dalla Protezione Civile, dai Comuni e dalle altre autorità competenti.

La pianificazione speditiva di emergenza individua una zona di intervento che comprende parti dei territori di Pozzuoli, Bacoli e Napoli, incluse Bagnoli e porzioni di Soccavo, Pianura e Posillipo. La delimitazione considera la distribuzione degli epicentri registrati dal 1983 e le deformazioni del suolo misurate nell’area.[5]

Per i Campi Flegrei, gli aggiornamenti tecnici sono pubblicati dall’Osservatorio Vesuviano attraverso bollettini, localizzazioni sismiche e strumenti di consultazione dedicati. In presenza di nuove scosse, danni osservati o disposizioni locali, la popolazione deve utilizzare esclusivamente i canali istituzionali e i numeri di emergenza quando necessario.[6]

Fonti

Fonti
[1] Evento sismico, Md 4.7, ai Campi Flegrei e comunicato di sciame: 31 luglio 2026 https://ingvterremoti.com/2026/07/31/evento-sismico-md-4-7-ai-campi-flegrei-e-comunicato-di-sciame-31-luglio-2026/
[2] Terremoto di magnitudo 4.7 in area flegrea https://www.protezionecivile.gov.it/it/comunicato-stampa/terremoto-magnitudo-47-area-flegrea/
[3] Il monitoraggio | Dipartimento della Protezione Civile https://rischi.protezionecivile.gov.it/it/vulcanico/vulcani-italia/campi-flegrei/il-bradisismo-ai-campi-flegrei/il-monitoraggio/
[4] I Campi Flegrei – Inquadramento – Osservatorio Vesuviano https://www.ov.ingv.it/index.php/monitoraggio-sismico-e-vulcanico/campi-flegrei
[5] Mappa Pianificazione speditiva Campi Flegrei https://mappe.protezionecivile.gov.it/it/mappe-e-dashboards-rischi/pianificazione-speditiva-di-emergenza-campi-flegrei/
[6] Obiettivo Campi Flegrei – Osservatorio Vesuviano – INGV https://www.ov.ingv.it/index.php/monitoraggio-sismico-e-vulcanico/campi-flegrei/obiettivo-campi-flegrei

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  • Bat Night alla Miniera di Rosas: sabato 1° agosto una serata tra pipistrelli, natura e archeologia mineraria
    Condividi Sabato 1° agosto 2026, dalle 16:30 alle 22:30, la Miniera di Rosas ospiterà una Bat Night dedicata all’osservazione dei pipistrelli e della fauna notturna. L’iniziativa unirà la visita all’antico sito minerario con attività di monitoraggio naturalistico, guidate dal biospeleologo Matteo Diana. Bat Night alla Miniera di Rosas: alla scoperta della fauna che vive nell’antico complesso minerario La Miniera di Rosas, nel territorio di Narcao, nel Sulcis-Iglesiente, aprirà le proprie p
     

Bat Night alla Miniera di Rosas: sabato 1° agosto una serata tra pipistrelli, natura e archeologia mineraria

Júl 31st 2026 at 16:08

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Sabato 1° agosto 2026, dalle 16:30 alle 22:30, la Miniera di Rosas ospiterà una Bat Night dedicata all’osservazione dei pipistrelli e della fauna notturna. L’iniziativa unirà la visita all’antico sito minerario con attività di monitoraggio naturalistico, guidate dal biospeleologo Matteo Diana.

Bat Night alla Miniera di Rosas: alla scoperta della fauna che vive nell’antico complesso minerario

La Miniera di Rosas, nel territorio di Narcao, nel Sulcis-Iglesiente, aprirà le proprie porte sabato 1° agosto 2026, dalle 16:30 alle 22:30, per una Bat Night dedicata alla conoscenza dei pipistrelli e degli ambienti naturali che oggi caratterizzano uno dei più importanti siti minerari storici della Sardegna.

L’evento, organizzato da Sulcis Da Scoprire – Esperienze Archeo-Naturalistiche, propone un percorso che unisce archeologia industriale, biodiversità e divulgazione scientifica. L’obiettivo è mostrare come una miniera dismessa possa trasformarsi nel tempo in un rifugio prezioso per numerose specie animali, offrendo ai partecipanti un’occasione per osservare da vicino gli ecosistemi che si sono sviluppati dopo la fine dell’attività estrattiva.

La Miniera di Rosas oggi è un habitat per pipistrelli e altre specie

Da oltre quarant’anni la Miniera di Rosas non è più utilizzata per l’estrazione dei minerali. In questo periodo gallerie, edifici minerari, discariche e strutture industriali sono stati progressivamente colonizzati dalla fauna selvatica.

Oggi questi ambienti ospitano diverse specie di pipistrelli, insieme a ragni, falene, millepiedi, scorpioni e numerosi altri invertebrati specializzati nella vita in ambienti sotterranei o poco illuminati.

Le miniere abbandonate rappresentano infatti habitat di grande interesse naturalistico. Le temperature relativamente costanti, l’elevata umidità e la limitata presenza dell’uomo le rendono rifugi ideali per molte specie di chirotteri, che utilizzano questi luoghi per il riposo, la riproduzione e, in alcuni casi, per lo svernamento.

Visita guidata tra laveria, museo mineralogico e Galleria Santa Barbara

La prima parte della giornata sarà dedicata alla visita guidata del complesso minerario.

I partecipanti potranno conoscere alcuni degli edifici simbolo della Miniera di Rosas, tra cui la laveria, il Museo Mineralogico e la Galleria Santa Barbara, luoghi che raccontano la storia delle attività estrattive che hanno caratterizzato il Sulcis per oltre un secolo.

La visita permetterà di approfondire sia gli aspetti storici della miniera sia il processo di recupero e valorizzazione di un sito che oggi rappresenta anche un importante patrimonio ambientale.

Il bat detector per riconoscere le specie di pipistrelli

Terminata la visita alla miniera, l’escursione proseguirà lungo i sentieri del villaggio minerario.

Durante il percorso saranno effettuate diverse soste dedicate al monitoraggio dei pipistrelli mediante l’utilizzo del bat detector Echo Meter Touch 2 prodotto da Wildlife Acoustics.

Questo strumento rileva gli ultrasuoni emessi dai chirotteri durante il volo e li converte in frequenze udibili, consentendo di riconoscere le diverse specie presenti nell’area e di comprenderne il comportamento.

L’attività offrirà ai partecipanti un’introduzione pratica alle tecniche impiegate nella ricerca naturalistica e nel monitoraggio delle popolazioni di pipistrelli.

Non solo pipistrelli: osservazione della fauna notturna

La serata sarà dedicata anche all’osservazione di altri animali attivi dopo il tramonto.

Grazie all’impiego di visori notturni sarà possibile individuare, quando le condizioni ambientali lo consentiranno, rapaci notturni, piccoli mammiferi e altre specie che popolano l’area mineraria e il paesaggio circostante.

L’iniziativa offrirà quindi uno sguardo più ampio sulla biodiversità del territorio, mettendo in evidenza il ruolo delle ex aree minerarie nella conservazione della fauna selvatica.

Informazioni per partecipare alla Bat Night

La visita guidata alla Miniera di Rosas ha un costo di 10 euro a persona.

L’escursione nel villaggio minerario ha un costo di 15 euro a persona.

È consigliato portare torcia frontale, torcia manuale, macchina fotografica, spray antizanzare e abbigliamento da trekking adatto alle temperature stagionali. La cena sarà al sacco e a cura dei partecipanti.

L’escursione sarà condotta da Matteo Diana, guida AIGAE e RAS, naturalista e biospeleologo.

Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare l’organizzazione all’indirizzo e-mail sulcisdascoprire@gmail.com oppure tramite WhatsApp e Telegram al numero 348 5380716.

Miniere dismesse e tutela della biodiversità

Negli ultimi decenni numerosi studi hanno evidenziato l’importanza delle miniere dismesse per la conservazione della fauna, in particolare dei pipistrelli, specie protette dalla normativa italiana ed europea. Le cavità artificiali rappresentano spesso rifugi alternativi alle grotte naturali e svolgono un ruolo fondamentale per la sopravvivenza di molte popolazioni di chirotteri.

La Bat Night alla Miniera di Rosas intende valorizzare questo patrimonio naturale attraverso un’attività divulgativa che mette in relazione storia mineraria, biospeleologia e tutela degli ecosistemi, favorendo una maggiore conoscenza di un ambiente che continua a svolgere un ruolo importante per la biodiversità del Sulcis.

Fonti

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Pierre Saint-Martin: lo speleologo ferito è stato riportato in superficie. Conclusa con successo la lunga operazione di soccorso

Júl 31st 2026 at 13:51

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La conferma ufficiale è arrivata con il comunicato diffuso dallo Spéléo Secours Français alle ore 12

Si è conclusa con un lieto fine la complessa operazione di soccorso al Gouffre Lonné Peyret, nel massiccio della Pierre Saint-Martin. Alle 11:15 di oggi, 31 luglio 2026, lo speleologo ferito è stato riportato in superficie dall’ultima squadra di soccorritori impegnata nella zona d’ingresso della cavità.

L’uomo è stato immediatamente affidato ai sanitari del Service Départemental d’Incendie et de Secours (SDIS) e al personale medico, che hanno avviato il trasferimento verso il Centro Ospedaliero di Pau per le cure necessarie.

Dal punto di vista operativo, l’intervento non è ancora formalmente concluso: restano infatti impegnati sottoterra alcuni soccorritori incaricati del disallestimento delle attrezzature utilizzate durante il recupero. Solo al termine di queste operazioni il soccorso potrà dirsi definitivamente concluso.

Sono state necessarie quasi dodici ore di procedure per riportare in superficie la barella dal punto caldo allestito a -350 metri, lungo un percorso reso particolarmente impegnativo dai numerosi restringimenti e dagli ostacoli della cavità.

Per quanto riguarda la dinamica dell’incidente, non ne è ancora stata resa pubblica una ricostruzione dettagliata. Le comunicazioni ufficiali continuano a parlare soltanto di una caduta durante la progressione in grotta.

La Cellule Ressource Opérationnelle Nationale dello Spéléo Secours Français ha espresso le proprie congratulazioni e il proprio ringraziamento a tutti i soccorritori che hanno preso parte a questo intervento, definito particolarmente complesso.

Scintilena si unisce ai ringraziamenti rivolti ai volontari dello Spéléo Secours Français, ai Vigili del Fuoco, al personale sanitario e a tutti coloro che, con competenza, professionalità e straordinario spirito di squadra, hanno reso possibile il successo di un’operazione tanto delicata.

A tutti va il plauso dell’intera nostra comunità speleologica!

Link ai comunicati:

Immagini pubblicate sulla pagina Facebook della Préfecture des Pyrénées-Atlantiques

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  • Pierre Saint-Martin, prosegue l’evacuazione dello speleologo ferito: barella risalita fino a quota -200
    Condividi Proseguono senza sosta le operazioni di soccorso al Gouffre Lonné Peyret, nel massiccio della Pierre Saint-Martin, dove uno speleologo è rimasto ferito durante un’esplorazione. Secondo il punto di situazione diffuso alle ore 8 di questa mattina dallo Spéléo Secours Français, nel corso della notte le squadre impegnate sottoterra hanno completato la risalita della barella lungo l’intero tratto compreso tra -350 e -200 metri. L’evacuazione si è però rivelata più lenta del previsto.
     

Pierre Saint-Martin, prosegue l’evacuazione dello speleologo ferito: barella risalita fino a quota -200

Júl 31st 2026 at 11:38

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Proseguono senza sosta le operazioni di soccorso al Gouffre Lonné Peyret, nel massiccio della Pierre Saint-Martin, dove uno speleologo è rimasto ferito durante un’esplorazione.

Secondo il punto di situazione diffuso alle ore 8 di questa mattina dallo Spéléo Secours Français, nel corso della notte le squadre impegnate sottoterra hanno completato la risalita della barella lungo l’intero tratto compreso tra -350 e -200 metri.

L’evacuazione si è però rivelata più lenta del previsto. La conformazione della parte bassa della cavità, caratterizzata da numerosi meandri e passaggi particolarmente stretti, ha richiesto manovre estremamente delicate per consentire il passaggio della barella. Le operazioni hanno imposto un lavoro di grande precisione e un continuo coordinamento tra i soccorritori, che hanno avanzato metro dopo metro superando i numerosi ostacoli presenti lungo il percorso.

Intorno alle 6.30 il comando dei soccorsi ha disposto una temporanea sospensione della progressione per consentire la riorganizzazione delle squadre. Una parte dei soccorritori è rientrata in superficie, mentre gli altri sono stati riposizionati nella parte alta della cavità, dove si concentra ora la fase conclusiva dell’evacuazione.

Attualmente restano impegnati sottoterra una trentina di tecnici, incaricati sia della prosecuzione della risalita della vittima sia del progressivo disallestimento delle attrezzature installate lungo il percorso di soccorso.

Se non si verificheranno ulteriori difficoltà, l’uscita dello speleologo è prevista entro la tarda mattinata.

Con il cambio turno della mattinata è inoltre cambiata la direzione delle operazioni sotterranee: Paul Doumenjou ha assunto l’incarico di direttore dei soccorsi dello Spéléo Secours Français dei Pyrénées-Atlantiques, subentrando a Dominique Dorez nella conduzione della fase finale del recupero.

Continueremo a seguire l’evoluzione delle operazioni e a pubblicare nuovi aggiornamenti non appena disponibili.

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Speleologia a Nardò: il Gruppo Speleologico Neretino propone una nuova giornata di attività su corda al Giardino Botanico

Júl 31st 2026 at 08:16

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Il 6 agosto 2026 torna a Nardò l’iniziativa “Salire e scendere a modo mio”, dedicata a bambini dai 7 anni e adulti. L’appuntamento offre un primo contatto con le tecniche della progressione su corda in un ambiente controllato e con l’assistenza di istruttori esperti.

Attività su corda a Nardò per avvicinare il pubblico alla speleologia

Prosegue il programma estivo del Gruppo Speleologico Neretino con un nuovo appuntamento dedicato alla divulgazione della speleologia e delle tecniche di progressione verticale. Giovedì 6 agosto 2026, alle ore 17:30, il Giardino Botanico di Nardò ospiterà l’iniziativa “Salire e scendere a modo mio”, rivolta a famiglie, bambini e adulti interessati a sperimentare in sicurezza la salita e la discesa su corda.

L’attività rappresenta un’occasione per conoscere da vicino alcune delle tecniche utilizzate dagli speleologi durante le esplorazioni, adattate per consentire anche ai principianti di vivere un’esperienza pratica sotto la supervisione di personale qualificato. L’evento è aperto ai partecipanti a partire dai sette anni di età e prevede l’impiego di attrezzature professionali fornite dagli organizzatori. (Scintilena?)

Il programma estivo del Gruppo Speleologico Neretino

L’appuntamento del 6 agosto rientra nel calendario di iniziative estive che il Gruppo Speleologico Neretino organizza per promuovere la speleologia sul territorio salentino. Negli ultimi anni il gruppo ha proposto attività pratiche, visite guidate, incontri divulgativi e iniziative dedicate alla conoscenza dell’ambiente ipogeo, con l’obiettivo di coinvolgere un pubblico sempre più ampio. (Scintilena?)

La formula scelta punta a rendere accessibili le tecniche di progressione verticale anche a chi non ha mai frequentato una grotta. Gli istruttori seguono ogni partecipante durante tutte le fasi dell’attività, illustrando il corretto utilizzo dell’attrezzatura e le procedure di sicurezza che caratterizzano la pratica speleologica.

Il Giardino Botanico di Nardò come spazio per la divulgazione

La scelta del Giardino Botanico di Nardò permette di svolgere l’attività in un contesto facilmente raggiungibile e adatto anche alle famiglie. L’area ospita da tempo eventi culturali e divulgativi inseriti nella programmazione estiva della città e costituisce uno spazio utilizzato anche per iniziative dedicate alla valorizzazione del patrimonio naturale e ambientale. (Comune di Nardo?)

Per il Gruppo Speleologico Neretino, la proposta rappresenta uno strumento per far conoscere la speleologia non solo come attività esplorativa, ma anche come disciplina che promuove conoscenza del territorio, educazione ambientale e attenzione alla sicurezza.

Una realtà attiva nella ricerca e nella tutela del territorio

Fondato nel 1972, il Gruppo Speleologico Neretino è una delle principali realtà speleologiche della Puglia. Nel corso della sua attività ha contribuito all’esplorazione e alla documentazione delle cavità del Salento, sviluppando anche progetti di carattere archeologico, naturalistico e didattico. L’associazione collabora con enti e istituzioni nella valorizzazione del patrimonio ipogeo e nella diffusione della cultura speleologica attraverso incontri, attività con le scuole e iniziative aperte al pubblico. (gsneretino.it?)

Per partecipare all’iniziativa del 6 agosto è richiesta la prenotazione. Gli organizzatori ricordano che i posti disponibili sono limitati e mettono a disposizione i recapiti telefonici e l’indirizzo e-mail del gruppo per informazioni e iscrizioni.

Fonti

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  • Settant’anni dal primo “-1000”: il Gouffre Berger celebra una pietra miliare della speleologia mondiale
    Condividi Dal 1° al 10 agosto nel Vercors mostre, incontri ed esplorazioni per ricordare l’impresa del 1956. Lanciato anche un appello ai volontari per un progetto sulla tutela delle grotte. Nel 2026 la speleologia internazionale celebra uno degli anniversari più significativi della sua storia: i 70 anni del primo superamento della quota di -1000 metri di profondità, raggiunto il 10 agosto 1956 nel Gouffre Berger, nel massiccio francese del Vercors. L’ingresso del Gouffre Berger, nel massi
     

Settant’anni dal primo “-1000”: il Gouffre Berger celebra una pietra miliare della speleologia mondiale

Júl 31st 2026 at 06:00

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Dal 1° al 10 agosto nel Vercors mostre, incontri ed esplorazioni per ricordare l’impresa del 1956. Lanciato anche un appello ai volontari per un progetto sulla tutela delle grotte.

Nel 2026 la speleologia internazionale celebra uno degli anniversari più significativi della sua storia: i 70 anni del primo superamento della quota di -1000 metri di profondità, raggiunto il 10 agosto 1956 nel Gouffre Berger, nel massiccio francese del Vercors.

L’ingresso del Gouffre Berger, nel massiccio del Vercors, primo abisso al mondo a superare i 1.000 metri di profondità (foto: Gilbert Bohec / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0)

Scoperto nel 1953 da Joseph Berger, l’abisso divenne rapidamente il simbolo della nuova speleologia esplorativa. In appena tre anni gli speleologi francesi spinsero progressivamente il limite della profondità fino a raggiungere il sifone terminale a -1.122 metri, stabilendo un primato mondiale destinato a cambiare la storia dell’esplorazione sotterranea. Per la prima volta l’uomo superava la barriera dei mille metri in una cavità naturale, dimostrando le straordinarie potenzialità delle tecniche speleologiche allora in piena evoluzione.

Per ricordare quella storica impresa, dal 1° al 10 agosto 2026 il villaggio di Engins, alle porte del Vercors, con Méaudre, ospiterà un ricco programma di iniziative promosso dalla Fédération Française de Spéléologie, dal Comité Spéléologique Régional Auvergne-Rhône-Alpes, dallo Spéléo Grenoblois e dal Comité Départemental de l’Isère.

Per l’occasione è stato predisposto un ricco programma di iniziative: mostre storiche, conferenze, proiezioni, incontri con gli esploratori, attività speleologiche e momenti conviviali. Sono inoltre disponibili magliette celebrative dedicate ai 70 anni del primo “-1000” mondiale, prenotabili in anticipo e ritirabili durante la manifestazione, insieme ad altri materiali ricordo dell’anniversario.

Le celebrazioni guardano però anche al futuro.

In occasione dell’evento è stato infatti rilanciato il progetto internazionale “Wash Your Suit”, che studia l’inquinamento biologico delle grotte causato dal trasporto involontario di microrganismi attraverso tute, calzature e attrezzature speleologiche. Gli organizzatori sono alla ricerca di volontari che partecipino alle attività di campionamento durante le esplorazioni del Berger, contribuendo a una ricerca che punta a migliorare le pratiche di decontaminazione e la tutela degli ecosistemi sotterranei.

A settant’anni dal primo “-1000”, il Gouffre Berger continua così ad essere simbolo dell’esplorazione speleologica mondiale, ma diventa anche laboratorio di ricerca e conservazione, dove la memoria delle grandi imprese si intreccia con le sfide ambientali del presente.

L’ingresso del Gouffre Berger, nel massiccio del Vercors, primo abisso al mondo a superare i 1.000 metri di profondità (foto: Gilbert Bohec / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0)

In breve

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  • Lo Speleo Club Roma apre le iscrizioni al 68° Corso di Speleologia
    Condividi Dal prossimo 8 ottobre 2026, prenderà il via il nuovo corso organizzato dallo Speleo Club Roma APS Sono aperte le iscrizioni al 68° Corso di Speleologia organizzato dallo Speleo Club Roma APS, una delle realtà storiche della speleologia italiana. Il corso prenderà il via l’8 ottobre 2026 e offrirà ai partecipanti un percorso di avvicinamento al mondo delle grotte, con un programma che combina formazione teorica ed esperienza pratica. L’attività didattica comprende sei lezioni in
     

Lo Speleo Club Roma apre le iscrizioni al 68° Corso di Speleologia

Júl 31st 2026 at 05:00

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Dal prossimo 8 ottobre 2026, prenderà il via il nuovo corso organizzato dallo Speleo Club Roma APS

Sono aperte le iscrizioni al 68° Corso di Speleologia organizzato dallo Speleo Club Roma APS, una delle realtà storiche della speleologia italiana. Il corso prenderà il via l’8 ottobre 2026 e offrirà ai partecipanti un percorso di avvicinamento al mondo delle grotte, con un programma che combina formazione teorica ed esperienza pratica.

L’attività didattica comprende sei lezioni in sede dedicate agli aspetti fondamentali della speleologia, una sessione in palestra di roccia per apprendere le tecniche di progressione su corda e tre uscite in grotta, programmate nei fine settimana, durante le quali gli allievi potranno mettere in pratica quanto appreso accompagnati dagli istruttori del club.

Le attività teoriche si svolgeranno presso la sede dello Speleo Club Roma APS, in via Andrea Doria 79, scala F, a Roma, facilmente raggiungibile con la linea A della metropolitana (fermata Cipro).

Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare lo Speleo Club Roma APS all’indirizzo info@speleoclubroma.org oppure consultare il sito dello Speleo Club Roma.

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  • Gouffre Lonné Peyret: iniziata l’estrazione dello speleologo ferito da -350 metri
    Condividi Soccorso speleologico al Gouffre Lonné Peyret di Arette: 36 tecnici operano sottoterra per riportare in superficie la barella. La conclusione dell’evacuazione è stimata nelle prime ore di venerdì 31 luglio, se le condizioni del percorso resteranno regolari. Soccorso speleologico nel Gouffre Lonné Peyret È entrata nella fase di risalita l’operazione di soccorso speleologico nel Gouffre Lonné Peyret, noto anche come AP-7, sul massiccio della Pierre Saint-Martin, nel comune di Arett
     

Gouffre Lonné Peyret: iniziata l’estrazione dello speleologo ferito da -350 metri

Júl 31st 2026 at 02:22

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Soccorso speleologico al Gouffre Lonné Peyret di Arette: 36 tecnici operano sottoterra per riportare in superficie la barella. La conclusione dell’evacuazione è stimata nelle prime ore di venerdì 31 luglio, se le condizioni del percorso resteranno regolari.

Soccorso speleologico nel Gouffre Lonné Peyret

È entrata nella fase di risalita l’operazione di soccorso speleologico nel Gouffre Lonné Peyret, noto anche come AP-7, sul massiccio della Pierre Saint-Martin, nel comune di Arette, Pyrénées-Atlantiques. Alle 22 del 30 luglio tutte le installazioni tecniche previste per l’evacuazione della vittima erano state completate.

Il posto di comando dello Spéléo Secours Français del dipartimento 64 ha quindi autorizzato il condizionamento dell’infortunato in barella. È seguito lo smontaggio del punto caldo, la postazione predisposta per proteggerlo e assisterlo durante la lunga attesa a circa -350 metri.

La notizia dell’incidente era stata diffusa nella notte tra il 29 e il 30 luglio. Lo speleologo era caduto nel Gouffre Lonné Peyret alla quota di -350 metri; una prima squadra, con personale medico, lo aveva raggiunto e stabilizzato. Il sistema sotterraneo si trova nel settore della Pierre Saint-Martin, dove la complessità morfologica rende impegnativa ogni evacuazione in profondità.[1][2]

Barella tra pozzi e meandri del Gouffre Lonné Peyret

Le squadre di evacuazione hanno preso in consegna la barella una volta completato il dispositivo. La risalita alterna il superamento di pozzi verticali e la progressione in meandri stretti, passaggi che richiedono tempi tecnici e una continua successione di operatori.

Nel soccorso speleologico, ogni tratto viene affidato a una squadra collocata a un livello definito della cavità. Dopo avere trasferito la barella al gruppo successivo, gli operatori disinstallano le attrezzature di recupero posate sul proprio tratto. Poi rientrano in superficie portando con sé il materiale.

Nel Gouffre Lonné Peyret sono impegnati sottoterra 36 soccorritori. La distribuzione delle squadre lungo l’itinerario permette di mantenere la progressione della barella senza concentrare tutti gli operatori nello stesso punto. La fase resta lunga e fisicamente esigente, poiché la distanza verticale da colmare è di circa 350 metri.

Punto caldo pronto a essere ripristinato

L’assistenza sanitaria non termina con l’avvio dell’estrazione. L’équipe addetta alla vittima procede davanti alla barella ed è pronta a riallestire un punto caldo in caso di sosta prolungata o di necessità cliniche durante il trasporto.

Il dispositivo mantiene anche il collegamento continuo tra le squadre sotterranee e il posto di comando dello Spéléo Secours Français. Questo flusso di comunicazioni serve a seguire in tempo reale la risalita, coordinare il cambio delle squadre e valutare eventuali modifiche operative.

Nelle comunicazioni precedenti, l’organizzazione aveva indicato condizioni stabili per la vittima. La successiva evacuazione rimane subordinata alla progressione nei diversi tratti del Gouffre Lonné Peyret e all’assenza di ostacoli tecnici o sanitari.[1]

Stima per le prime ore di venerdì

Dominique Dorez ha assunto la funzione di direttore dei soccorsi sotterranei dello Spéléo Secours Français e di consigliere tecnico dipartimentale aggiunto per la speleologia nei Pyrénées-Atlantiques. Secondo la sua valutazione, la barella potrebbe uscire dal Gouffre Lonné Peyret nelle prime ore di venerdì 31 luglio, qualora non intervengano imprevisti che rallentino la progressione.

L’intervento conferma la necessità di un’organizzazione specializzata nelle cavità profonde, con squadre di assistenza, sanitari, tecnici d’armo e sistemi di comunicazione sotterranei. Le autorità non hanno ancora comunicato l’avvenuta uscita della vittima; l’aggiornamento delle ore 00 segnala esclusivamente l’avvio della fase di estrazione.

Fonti

  • Spéléo Secours Français, Gouffre Lonné Peyret – Arette – 64, comunicati operativi del 30 e 31 luglio 2026:
    https://www.speleo-secours.fr/2026/07/30/gouffre-lonne-peyret-arette-64/
  • Spéléo Secours Français, archivio dei soccorsi in corso:
    https://www.speleo-secours.fr/category/s-secours/encours/
  • Le Dauphiné Libéré, Un spéléologue bloqué à 350 m sous terre : une opération de secours hors norme en cours, 30 luglio 2026:
    https://www.ledauphine.com/faits-divers-justice/2026/07/30/un-speleologue-bloque-a-350-m-sous-terre-une-operation-de-secours-hors-norme-en-cours

Fonti
[1] Gouffre Lonné Peyret – Arette – 64 https://www.speleo-secours.fr/gouffre-lonne-peyret-arette-64/
[2] Pyrénées-Atlantiques. Un spéléologue bloqué à 350 m sous terre : une opération de secours hors norme en cours https://www.leprogres.fr/faits-divers-justice/2026/07/30/un-speleologue-bloque-a-350-m-sous-terre-une-operation-de-secours-hors-norme-en-cours

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  • Gouffre Lonné Peyret, soccorso speleologico in corso ad Arette
    Condividi Speleologo ferito a quota -350 metri nel Gouffre Lonné Peyret Sul massiccio della Pierre Saint-Martin è attivo un vasto soccorso speleologico per l’estrazione di un uomo caduto nel Gouffre Lonné Peyret. La vittima è stabile e assistita in un punto caldo sotterraneo, mentre le squadre preparano la risalita verso la superficie. Un intervento di soccorso speleologico è in corso nel Gouffre Lonné Peyret, cavità nota anche con la sigla AP-7, nel territorio comunale di Arette, dipartim
     

Gouffre Lonné Peyret, soccorso speleologico in corso ad Arette

Júl 30th 2026 at 22:48

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Speleologo ferito a quota -350 metri nel Gouffre Lonné Peyret

Sul massiccio della Pierre Saint-Martin è attivo un vasto soccorso speleologico per l’estrazione di un uomo caduto nel Gouffre Lonné Peyret. La vittima è stabile e assistita in un punto caldo sotterraneo, mentre le squadre preparano la risalita verso la superficie.

Un intervento di soccorso speleologico è in corso nel Gouffre Lonné Peyret, cavità nota anche con la sigla AP-7, nel territorio comunale di Arette, dipartimento dei Pyrénées-Atlantiques. L’allarme è giunto nella tarda serata di mercoledì 29 luglio al numero nazionale dello Spéléo Secours Français.

La persona coinvolta è uno speleologo ferito in seguito a una caduta alla quota di circa -350 metri. L’incidente è avvenuto nel settore sotterraneo del massiccio della Pierre Saint-Martin, area carsica di rilievo internazionale al confine pirenaico tra Francia e Spagna.

La cavità del Gouffre Lonné Peyret rientra tra le maggiori del settore Pierre Saint-Martin-Larra. Le fonti speleologiche disponibili attribuiscono al sistema uno sviluppo di decine di chilometri e una profondità superiore agli 800 metri, dati che danno la misura della complessità logistica dell’operazione in corso.

ORSEC attivato per il soccorso speleologico

Dopo la segnalazione dell’incidente, la prefettura dei Pyrénées-Atlantiques ha attivato il dispositivo specifico ORSEC.

La direzione tecnica dell’intervento è stata assunta dai consiglieri tecnici dipartimentali dello Spéléo Secours Français del dipartimento 64.

Nelle ore notturne una prima squadra di assistenza alla vittima, accompagnata da un medico, è entrata nel Gouffre Lonné Peyret.

I soccorritori hanno raggiunto lo speleologo, lo hanno sistemato in un punto caldo e ne hanno stabilizzato le condizioni cliniche.

Il punto caldo è una postazione protetta e riscaldata. In un recupero sotterraneo serve a limitare l’esposizione al freddo e all’umidità, permettendo nel contempo l’assistenza medica e la preparazione dell’evacuazione.

Le comunicazioni con la superficie sono state attivate attraverso sistemi di trasmissione radio attraverso la roccia. Questa tecnologia (forse il sistema Nicolà sviluppato dei francesi N.d.R) consente lo scambio di informazioni fra squadre sotterranee e posto di comando anche dove le normali comunicazioni radio non sono efficaci.

Squadre impegnate tra -350 e -150 metri

Alle 8 del 30 luglio risultavano già mobilitati oltre 25 soccorritori dello Spéléo Secours Français, con il supporto di vigili del fuoco e gendarmi specializzati.

Il dispositivo è poi cresciuto fino a superare 35 tecnici del soccorso speleologico, affiancati da circa dieci operatori tra sapeurs-pompiers e gendarmi.

Le squadre hanno avviato il riequipaggiamento dei pozzi della cavità per predisporre l’uscita con la barella.

Si tratta di una fase essenziale per predisporre ancoraggi, corde, sistemi di deviazione e dispositivi necessari al passaggio della barella lungo i tratti verticali.

Secondo il comunicato delle ore 16, le formazioni incaricate dell’evacuazione fra -350 e -150 metri erano tutte impegnate sottoterra. Altre squadre erano pronte a entrare per coprire il percorso fra -150 metri e l’ingresso della cavità.

L’estrazione potrà iniziare solo dopo il completamento della posa dei materiali e il pieno schieramento delle squadre. Il programma operativo prevedeva l’avvio della risalita in serata, in assenza di criticità lungo il percorso.

Comunicazioni e assistenza alla vittima

La squadra che aveva assicurato il primo contatto con l’infortunato è stata rilevata da un nuovo gruppo di soccorritori e sanitari. Questa rotazione permette di mantenere l’assistenza continua alla vittima senza interrompere le attività tecniche e mediche.

Lo Spéléo Secours Français sta inoltre predisponendo un collegamento telefonico filare interno al Gouffre Lonné Peyret. L’obiettivo è rendere più rapidi gli scambi fra il posto di comando in superficie e le squadre operative distribuite nei diversi livelli della cavità.

La direzione dell’intervento sotterraneo è affidata a Paul Doumenjou, direttore dei soccorsi sotterranei dello Spéléo Secours Français e consigliere tecnico dipartimentale aggiunto per la speleologia nei Pyrénées-Atlantiques.

Le informazioni disponibili indicano che le condizioni della vittima restano stabili. Le autorità e il soccorso speleologico non hanno comunicato, al momento dell’aggiornamento, la conclusione dell’estrazione.

Il contesto della Pierre Saint-Martin

Il massiccio della Pierre Saint-Martin è caratterizzato da un carsismo profondo, con grandi pozzi, reti di gallerie e importanti circolazioni idriche sotterranee. In questo ambiente, un intervento di soccorso speleologico richiede una pianificazione precisa, competenze verticali, personale sanitario e un’elevata disponibilità di materiali.

Il Gouffre Lonné Peyret è stato oggetto anche di attività di messa in sicurezza documentate nella pubblicistica della Fédération Française de Spéléologie. L’operazione in corso conferma il ruolo delle strutture specializzate francesi nella gestione di emergenze in cavità profonde e articolate.[2]

Fonti

Fonti
[1] Liste des cavités naturelles les plus profondes des Pyrénées-Atlantiques — Wikipédia https://fr.wikipedia.org/wiki/Liste_des_cavit%C3%A9s_naturelles_les_plus_profondes_des_Pyr%C3%A9n%C3%A9es-Atlantiques
[2] Auteurs – Publications – Fédération Française de Spéléologie https://publications.ffspeleo.fr/auteur.php?revue=203
[3] Gouffre Lonné Peyret – Arette – 64 https://www.speleo-secours.fr/gouffre-lonne-peyret-arette-64/
[4] Archives des Secours en cours https://www.speleo-secours.fr/category/s-secours/encours/
[5] Pyrénées-Atlantiques Un spéléologue bloqué à 350 m sous terre : une opération de secours hors norme en cours https://www.ledauphine.com/faits-divers-justice/2026/07/30/un-speleologue-bloque-a-350-m-sous-terre-une-operation-de-secours-hors-norme-en-cours
[6] MergedFile https://www.prefectures-regions.gouv.fr/irecontenu/telechargement/99104/631531/file/20221007_DPCPIERVF_fusionne.pdf

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  • Settimana speleologica 2026 in Slovacchia: Borinka ospita il raduno dei Piccoli Carpazi
    Condividi Settimana speleologica 2026 tra Borinsky kras e karso di Devín La Settimana speleologica 2026 si svolge dal 5 al 9 agosto a Kosarisko, presso Borinka, con uscite, conferenze e attività dedicate al carso dei Piccoli Carpazi. La Settimana speleologica 2026 si tiene dal 5 al 9 agosto a Kosarisko, sopra Borinka, in Slovacchia. L’iniziativa è curata da Speleo Bratislava e richiama speleologi interessati al carsismo dei Piccoli Carpazi. Il programma comprende escursioni sotterranee
     

Settimana speleologica 2026 in Slovacchia: Borinka ospita il raduno dei Piccoli Carpazi

Júl 30th 2026 at 12:00

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Settimana speleologica 2026 tra Borinsky kras e karso di Devín

La Settimana speleologica 2026 si svolge dal 5 al 9 agosto a Kosarisko, presso Borinka, con uscite, conferenze e attività dedicate al carso dei Piccoli Carpazi.

La Settimana speleologica 2026 si tiene dal 5 al 9 agosto a Kosarisko, sopra Borinka, in Slovacchia. L’iniziativa è curata da Speleo Bratislava e richiama speleologi interessati al carsismo dei Piccoli Carpazi.

Il programma comprende escursioni sotterranee e in superficie, incontri serali, momenti di confronto informale, uno scambio di attrezzatura, un concerto e il falò conclusivo. L’evento collega attività di campo e divulgazione.

La manifestazione punta su cavità note, nuovi ambienti, scoperte recenti e lavori di disostruzione.

La Settimana speleologica 2026 è quindi un appuntamento di incontro e aggiornamento per la comunità speleologica.

Borinsky kras e grotte

Il Borinsky kras si sviluppa nei calcari giurassici a nord di Borinka. L’area presenta doline, inghiottitoi, grotte, abissi e sorgenti carsiche, legati a una circolazione idrica ancora attiva.

Il settore conta oltre cinquanta cavità censite. Speleo Bratislava indica per il sistema carsico di Borinka uno sviluppo di 2.900 metri e un dislivello di 120 metri, con dati aggiornati al 2020.

Le acque infiltrate nel settore settentrionale confluiscono nel sistema di Velké Prepadlé e riemergono alla sorgente Limbasská.

Più a sud, le acque che si perdono nell’area di Kosarisko tornano in superficie a Medené Hámre. Alcuni tratti profondi sono sommersi e interessano gli speleosub.

Tra le cavità annunciate nel programma figurano Ananásová jaskyna, Notre Dame e Stará Garda. La Settimana speleologica 2026 offre così un quadro aggiornato del carsismo locale.

Tutela ambientale

Il sistema di Borinka ha valore geomorfologico, geologico e biologico.

La documentazione di protezione slovacca lo descrive come un insieme composto dalle grotte Majkova, Stará garda e Jubilejná, con settori attivi dal punto di vista idrologico.

Lo stesso documento segnala salamandre, anfibi, insetti e collemboli. Riporta anche lo svernamento del vespertilio maggiore Myotis myotis, elemento che conferma il rilievo biospeleologico dell’area.

In Slovacchia le grotte sono considerate monumenti naturali. L’accesso alle cavità non aperte al pubblico è regolato da norme precise, e a Borinka gli ingressi risultano chiusi per limitare i disturbi all’ambiente ipogeo.

In questo quadro, la Settimana speleologica 2026 assume anche un significato conservazionistico. Le attività proposte si svolgono in un’area fragile, dove conoscenza e tutela devono procedere insieme.

Karso di Devín e Piccoli Carpazi

L’iniziativa coinvolge anche il karso di Devín, nel settore dei Piccoli Carpazi vicino a Bratislava. La zona rientra nel Sandbersko-pajstúnsky geopark, istituito nel 2015 e dedicato a siti di interesse geologico, speleologico e paleontologico.

Nel geoparco rientrano località legate a Devínska Kobyla, Devín, Borinka e Marianka. Tra i siti più noti figurano Sandberg, il Castello di Devín, il Castello di Pajštún e la sorgente Limbasská del Borinský kras.

Questo contesto amplia il senso della Settimana speleologica 2026. Il programma non riguarda solo le grotte, ma anche il paesaggio, le acque sotterranee e la struttura del territorio carsico.

Accesso e iscrizioni

Il campo sarà raggiungibile dalla strada 1108 da Borinka, unica via indicata senza permessi. Il tratto oltre la cava richiede prudenza e velocità ridotta.

La registrazione è prevista per mercoledì 5 agosto, secondo il programma. La quota è di 15 euro per gli adulti e 5 euro per i minori di 18 anni. La maglietta costa 15 euro. Le colazioni si prenotano solo alla registrazione, al prezzo di 8 euro a porzione.

Il pagamento in contanti è raccomandato, in euro. È prevista anche la possibilità di pagamento tramite QR code, se la connessione e la tecnica lo consentono.

Ai partecipanti viene chiesto di portare gavetta, cucchiaio e bicchiere personali. La disponibilità di stoviglie lavabili è limitata. La Settimana speleologica 2026 unisce così logistica, partecipazione e attenzione ambientale.

Fonti

Fonti
[1] Little Carpathians https://mapcarta.com/18463386
[2] Castello di Devín (Rovine) https://mapy.com/it/?source=osm&id=1067213969
[3] Jaskyniarsky týžde? 2026 https://sss.sk/jaskyniarsky-tyzden-2026/
[4] Jaskyniarsky týžde? 2026 Pozývame všetkých jaskyniarov … https://www.facebook.com/slovenskaspeleologickaspolocnost/posts/jaskyniarsky-t%C3%BD%C5%BEde%C5%88-2026poz%C3%BDvame-v%C5%A1etk%C3%BDch-jaskyniarov-a-jaskyniarky-na-66-ro%C4%8Dn%C3%ADk/1510489391086979/
[5] SPELEO Bratislava https://speleobratislava.sk/
[6] Contact | Borinka https://www.obecborinka.sk/contact
[7] 66. Jaskyniarský týžde? 2026 – Borinka, Košarisko https://speleobratislava.sk/jt2026/
[8] Borinský Kras – SPELEO Bratislava https://speleobratislava.sk/borinsky-kras/
[9] Borinský jaskynný systém http://www.ssj.sk/user_files/PZ%20-%20Borinsk%C3%BD%20jaskynn%C3%BD%20syst%C3%A9m%20s%20mapami.pdf
[10] M? BA Devínska Nová Ves – oficiálne stránky https://www.devinskanovaves.sk/9833/sandbersko-pajstunsky-geopark
[11] Balcani: nel massiccio della Cvrsnica – Erzegovina … https://www.scintilena.com/scoperti-oltre-40-nuovi-ambienti-sotterranei-sul-massiccio-della-cvrsnica-la-piu-grande-esplorazione-speleologica-della-regione/07/25/
[12] Scintilena – il giornale quotidiano della speleologia italiana – Scintilena https://www.scintilena.com/page/583/?t=50654352&wpmp_switcher=mobile
[13] Il Sistema Carsico Dinarico della Croazia: Un’Analisi Dettagliata – Scintilena https://www.scintilena.com/il-sistema-carsico-dinarico-della-croazia-unanalisi-dettagliata/12/20/
[14] Straordinaria Scoperta poco oltre il confine sloveno di una nuova grotta sul Reka-Timavo: la Povirská dvorana è un nuovo importante ambiente sotterraneo – Scintilena https://www.scintilena.com/scoperta-poco-oltre-il-confine-sloveno-una-nuova-grotta-sul-reka-timavo-la-povirska-dvorana-e-un-nuovo-importante-ambiente-sotterraneo-per-la-speleologia/07/12/
[15] Streghe, Orchi e Krivapete – Le grotte tra miti e leggende – Scintilena https://www.scintilena.com/streghe-orchi-e-krivapete-le-grotte-tra-miti-e-leggende/11/30/
[16] Borinka https://en.wikipedia.org/wiki/Borinka
[17] Borinka – Wikipedie https://cs.wikipedia.org/wiki/Borinka
[18] Borinka – Wikipédia https://sk.wikipedia.org/wiki/Borinka
[19] ?o si myslíte o Borinke? https://www.reddit.com/r/Slovakia/comments/1kambh8/%C4%8Do_si_mysl%C3%ADte_o_borinke/
[20] Borinka – Wikipedia https://lmo.wikipedia.org/wiki/Borinka
[21] Naša obec – Borinka https://www.obecborinka.sk/nasa-obec
[22] ??????? (???????) — ???????? https://ce.wikipedia.org/wiki/%D0%91%D0%BE%D1%80%D0%B8%D0%BD%D0%BA%D0%B0_(%D0%9C%D0%B0%D0%BB%D0%B0%D1%86%D0%BA%D0%B8)
[23] La Borinka – The Slovak Spectator – SME https://spectator.sme.sk/culture-and-lifestyle/c/la-borinka
[24] Historický poklad ukrytý v údolí Malých Karpát, aj to je obec … https://sp21.sk/a/15264/srdcom-z-dediny-historicky-poklad-ukryty-v-udoli-malych-karpat-aj-to-je-obec-borinka
[25] Borovi?ka a gin. Poznáte rozdiel? https://www.svetnapojov.sk/borovicka-a-gin-poznate-rozdiel-a175
[26] Borinka (Malacky, Bratislavský kraj, Slovakia) https://citypopulation.de/en/slovakia/bratislavskykraj/malacky/507831__borinka/
[27] Borinka – Viquipèdia, l’enciclopèdia lliure https://ca.wikipedia.org/wiki/Borinka
[28] Mali Karpati – Wikipedija https://hr.wikipedia.org/wiki/Mali_Karpati

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  • Targa dell’Amicizia a Gargano da Scoprire: incontro culturale il 4 agosto a Manfredonia
    Condividi Patrimonio del Gargano tra speleologia, storia e fondali Il Touring Club Italiano – Club di Territorio di Manfredonia e l’Archeoclub d’Italia APS, sede Siponto–Monte Sant’Angelo, hanno annunciato un incontro culturale dedicato al gruppo Gargano da Scoprire. L’appuntamento è fissato per il 4 agosto 2026 alle ore 16 a Manfredonia e prevede la consegna della Targa dell’Amicizia. L’iniziativa riunisce temi che interessano direttamente chi frequenta e studia il territorio carsico pugl
     

Targa dell’Amicizia a Gargano da Scoprire: incontro culturale il 4 agosto a Manfredonia

Júl 30th 2026 at 11:00

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Patrimonio del Gargano tra speleologia, storia e fondali

Il Touring Club Italiano – Club di Territorio di Manfredonia e l’Archeoclub d’Italia APS, sede Siponto–Monte Sant’Angelo, hanno annunciato un incontro culturale dedicato al gruppo Gargano da Scoprire. L’appuntamento è fissato per il 4 agosto 2026 alle ore 16 a Manfredonia e prevede la consegna della Targa dell’Amicizia.

L’iniziativa riunisce temi che interessano direttamente chi frequenta e studia il territorio carsico pugliese.

Al centro ci sono il patrimonio naturale, la storia, l’antropologia, le cavità e gli ambienti sommersi del Gargano.

La Targa dell’Amicizia sarà assegnata a Gargano da Scoprire come riconoscimento per l’attività di divulgazione dedicata al territorio.

Il programma annunciato segnala una prospettiva interdisciplinare. Si passerà dalla religiosità rupestre alle tradizioni popolari, fino all’esplorazione subacquea e alla biodiversità costiera.

La partecipazione di Angela Quitadamo, rappresentante nazionale e presidente della sede Archeoclub Siponto–Monte Sant’Angelo, è prevista nel corso del pomeriggio.

Gli organizzatori sono il Touring Club Italiano – Club di Territorio di Manfredonia e l’Archeoclub d’Italia APS della sede locale.[1]

Speleologia del Gargano e percorsi di ricerca

Per la speleologia del Gargano, l’incontro richiama un quadro territoriale nel quale le grotte non sono soltanto oggetto di esplorazione.

Sono anche archivi archeologici, luoghi di culto, spazi del racconto popolare e ambienti da tutelare.

Il professor Andrea Grana, astrofisico, docente e autore, interverrà sui temi della storia, della religiosità e dell’eremitismo del Gargano.

La relazione collegherà i percorsi devozionali locali a contesti europei e includerà riferimenti al patrimonio speleologico e naturale pugliese.

Questo filone trova riscontri nella presenza di cavità di rilevanza preistorica nel territorio di Manfredonia.

Grotta Scaloria è stata indicata come elemento del dossier regionale per la candidatura UNESCO delle grotte carsiche preistoriche della Puglia.

Il riferimento colloca la speleologia del Gargano in una rete di ricerca che coinvolge archeologia, conservazione e conoscenza del paesaggio carsico. Gargano da Scoprire ha contribuito nel tempo alla circolazione di informazioni su grotte, archeologia e storia locale.

La Targa dell’Amicizia si inserisce quindi in un appuntamento rivolto alla comunicazione del patrimonio. Il programma collega il dato scientifico alle memorie delle comunità e alla conoscenza dei luoghi.

Folklore in grotta e Triplice Cinta

Il dottor Giovanni Barrella, scrittore e studioso di folklore, antropologia e speleologia, è indicato nel programma come appartenente alla Società Speleologica Italiana e al Gruppo Ricerche Puglia.

Il suo contributo sarà dedicato ai fenomeni magico-superstiziosi, al folklore in grotta e alla simbologia antica.

Tra gli argomenti annunciati figurano i rilievi relativi alla Triplice Cinta.

Il motivo viene studiato considerando collocazione, tecnica di incisione e relazione con le superfici che lo conservano. Negli ambienti ipogei, ogni interpretazione richiede documentazione e attenzione al contesto.

La speleologia del Gargano può offrire strumenti utili anche a questo lavoro. Rilievo, fotografia e osservazione permettono di distinguere segni, modifiche recenti e possibili evidenze di interesse storico.

La divulgazione deve accompagnare questi elementi con indicazioni chiare sulla tutela.

Cavità sommerse e biodiversità del litorale

Francesco Colletta, subacqueo ed esploratore di fondali e cavità sommerse, porterà il tema del patrimonio subacqueo.

Il suo intervento riguarderà conoscenza, tutela e valorizzazione degli ambienti sommersi e della biodiversità acquatica del litorale.

Il collegamento tra costa e interno è rilevante per comprendere il Gargano. Acque, sorgenti, fratture e reticolo carsico appartengono a un sistema che richiede osservazioni integrate.

Le cavità sommerse pongono inoltre esigenze specifiche di sicurezza, formazione e documentazione.

L’incontro del 4 agosto propone quindi una lettura ampia del territorio.

La speleologia del Gargano entra in dialogo con archeologia, antropologia, storia religiosa ed esplorazione subacquea. La consegna della Targa dell’Amicizia a Gargano da Scoprire costituirà il momento conclusivo del programma annunciato.

Il team di Scintilena si aggrega ai complimenti per l’ottimo lavoro di divulgazione che quelli di ‘Gargano da Scoprire’ svolgono giornalmente sulla propria pagina Facebook

Fonti

Fonti
[2] Manfredonia entra nella candidatura UNESCO delle grotte carsiche … https://www.scintilena.com/manfredonia-entra-nella-candidatura-unesco-delle-grotte-carsiche-preistoriche-grotta-scaloria-protagonista/03/18/
[3] Sotto l’Altare di San Michele Dorme una Civiltà Paleolitica https://www.scintilena.com/sotto-laltare-di-san-michele-dorme-una-civilta-paleolitica-la-grotta-che-racconta-la-storia-del-gargano/01/27/
[4] Scoperta la Farina più Antica del Mondo in una Grotta del … https://www.scintilena.com/scoperta-la-farina-piu-antica-del-mondo-in-una-grotta-del-gargano/11/19/
[10] L’arte rupestre di Grotta Pazienza: un viaggio nel passato https://www.scintilena.com/larte-rupestre-di-grotta-pazienza-un-viaggio-nel-passato/12/04/
[13] La Grava di Campolato, abisso del Gargano profondo oltre … https://www.scintilena.com/128403-2/06/19/
[16] Gli Eremi di San Celestino V sul Gargano https://www.scintilena.com/gli-eremi-di-san-celestino-v-sul-gargano-la-valle-di-stignano-custodisce-le-tracce-della-fuga-del-papa/05/21/
[17] Incontro culturale e consegna “Targa dell’Amicizia” al … https://www.ilsipontino.net/incontro-culturale-e-consegna-targa-dellamicizia-al-gruppo-gargano-da-scoprire-il-4-agosto-a-manfredonia/
[18] Incontro culturale e consegna Targa dell’Amicizia al … https://www.zazoom.it/2026-07-29/incontro-culturale-e-consegna-targa-dellamicizia-al-gruppo-gargano-da-scoprire-il-4-agosto-a-manfredonia/19514684/
[19] Scintilena https://www.scintilena.com/
[20] Manfredonia premia “Gargano da Scoprire”, incontro al … https://www.gazzettah24.it/manfredonia-premia-gargano-da-scoprire-incontro-al-touring-club-italiano-sul-patrimonio-locale/
[21] Touring Club Italiano | Viaggi, Itinerari, Cultura e Territori https://www.touringclub.it/
[22] Archeoclub d’Italia APS Sezione Siponto – Monte Sant’Angelo https://www.manfredoniaeventi.com/organizzatore/archeoclub-ditalia-aps-sezione-siponto—monte-santangelo/
[23] Archeoclub d’Italia APS Sede Siponto – Monte Sant’Angelo https://www.facebook.com/archeoclubsipontomanfredoniamontesantangelo/?locale=it_IT
[24] Gargano, le miniere di selce della preistoria: il distretto minerario più … https://www.scintilena.com/gargano-le-miniere-di-selce-della-preistoria-il-distretto-minerario-piu-antico-deuropa/01/17/
[25] Scintilena https://www.scintilena.com/page/260/
[26] Archeoclub d’Italia A.P.S. Siponto–Monte Sant’Angelo https://www.manfredonianews.it/2026/03/31/archeoclub-ditalia-a-p-s-siponto-monte-santangelo-rinnovate-le-cariche-sociali-per-il-nuovo-mandato/

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