Project Berger 2026: al Gouffre Berger uno studio sull’inquinamento da agenti patogeni nelle grotte
Il Project Berger 2026 promuove una ricerca sull’inquinamento da agenti patogeni nelle grotte per comprendere come funghi e batteri possano essere trasportati dagli speleologi e contribuire alla protezione degli ecosistemi sotterranei.
L’inquinamento da agenti patogeni nelle grotte diventa oggetto di studio
Il Project Berger 2026 ospiterà un progetto scientifico dedicato all’inquinamento da agenti patogeni nelle grotte, una ricerca che punta a comprendere come i microrganismi possano essere trasferiti involontariamente dagli esseri umani all’interno di uno degli ambienti naturali più delicati.
L’iniziativa si svolgerà durante il Camp Berger, in programma dal 2 al 7 agosto al Gouffre Berger, nel massiccio del Vercors, in Francia. Gli speleologi presenti saranno invitati a collaborare con il gruppo di ricerca permettendo il campionamento delle proprie attrezzature oppure raccogliendo campioni nelle zone più profonde della cavità.
Il progetto è coordinato dalla dott.ssa Julie Shapiro dello IUCN Bat Specialist Group e dalla dott.ssa Violeta Zhelyazkova del Museo Nazionale di Storia Naturale di Sofia, con il sostegno del National Museum of Natural History di Sofia e di National Geographic.
Perché l’inquinamento da agenti patogeni rappresenta un rischio
L’inquinamento da agenti patogeni si verifica quando un fungo, un batterio o un altro microrganismo viene trasferito in un ambiente differente da quello di origine oppure raggiunge una specie che non possiede difese naturali nei suoi confronti.
In queste condizioni un organismo normalmente innocuo può diventare responsabile della diffusione di malattie e alterare l’equilibrio biologico degli ecosistemi sotterranei.
Le grotte ospitano infatti una grande varietà di funghi, batteri e altri microrganismi, molti dei quali sono ancora poco conosciuti oppure non sono stati ancora descritti dalla ricerca scientifica. Nella loro area di origine convivono normalmente con l’ambiente circostante, ma il loro trasferimento in altre cavità potrebbe produrre effetti ancora poco studiati.
La sindrome del naso bianco come esempio
Il caso più noto di inquinamento da agenti patogeni nelle grotte è rappresentato dalla sindrome del naso bianco (White-Nose Syndrome), provocata dal fungo Pseudogymnoascus destructans.
Secondo gli studi disponibili, il fungo sarebbe stato introdotto accidentalmente in Nord America dall’Europa attraverso attrezzature o indumenti contaminati. Dopo la sua introduzione ha causato la morte di milioni di pipistrelli, diventando uno dei più gravi episodi di diffusione di una malattia legata agli ambienti sotterranei.
Questo episodio ha evidenziato quanto il trasporto involontario di microrganismi possa avere conseguenze rilevanti sulla fauna cavernicola e sulla conservazione della biodiversità.
Il progetto al Gouffre Berger
Per valutare il fenomeno, i ricercatori raccoglieranno campioni microbiologici lungo diversi settori del Gouffre Berger e sulle tute degli speleologi prima e dopo la permanenza in grotta.
I campioni saranno successivamente analizzati mediante metagenomica, una tecnica che permette di identificare contemporaneamente il DNA di numerose specie di funghi e batteri presenti nello stesso campione, comprese quelle che non possono essere coltivate con i metodi tradizionali.
L’obiettivo è verificare quali microrganismi siano presenti nelle varie zone della cavità e quali possano essere trasportati involontariamente attraverso le attrezzature utilizzate durante le esplorazioni.
Il contributo degli speleologi alla ricerca
Gli organizzatori invitano gli speleologi presenti al Camp Berger a partecipare allo studio autorizzando il campionamento delle proprie attrezzature oppure raccogliendo campioni nelle aree più profonde e meno frequentate della grotta.
Durante il campo sarà presente un punto informativo riconoscibile dalle bandiere del Museo Nazionale di Storia Naturale di Sofia e di National Geographic. Sarà inoltre possibile contattare i ricercatori via posta elettronica per ricevere informazioni o aderire al progetto prima dell’inizio delle attività.
Una ricerca per migliorare la tutela delle grotte
Lo studio rappresenta un contributo alla conoscenza dell’inquinamento da agenti patogeni nelle grotte e potrà fornire indicazioni utili per aggiornare le procedure di pulizia e disinfezione delle attrezzature speleologiche.
Comprendere come i microrganismi si spostino tra diversi ambienti ipogei consentirà di definire pratiche sempre più efficaci per ridurre il rischio di diffusione involontaria di agenti patogeni e contribuire alla conservazione degli ecosistemi sotterranei e della fauna che li abita.
Fonti
- Project Berger 2026 – https://berger2026.ffspeleo.fr/
- White-Nose Syndrome Response Team – https://www.whitenosesyndrome.org/
- IUCN SSC Bat Specialist Group – https://www.iucn.org/our-union/commissions/group/iucn-ssc-bat-specialist-group
- National Museum of Natural History, Sofia – https://www.nmnhs.com/
L'articolo Project Berger 2026: al Gouffre Berger uno studio sull’inquinamento da agenti patogeni nelle grotte proviene da Scintilena.





