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  • Presentati a Costacciaro 2026 gli Atti di Borgiosubterranea: la speleologia ligure diventa un libro
    Condividi Il volume raccoglie gli interventi dell’VIII Incontro di Speleologia Ligure, svoltosi a Borgio Verezzi nell’aprile 2025 a cura della Delegazione Speleologica Ligure e di Finalmentespeleo. Un patrimonio di esplorazioni, ricerche e memorie ora disponibile per la consultazione e l’acquisto. Una nuova occasione per incontrarlo sarà a Savona, il 10 dicembre prossimo Da Borgio Verezzi 2025 a Costacciaro 2026 Al Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro 2026 sono stati present
     

Presentati a Costacciaro 2026 gli Atti di Borgiosubterranea: la speleologia ligure diventa un libro

November 5th 2026 at 10:20

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Il volume raccoglie gli interventi dell’VIII Incontro di Speleologia Ligure, svoltosi a Borgio Verezzi nell’aprile 2025 a cura della Delegazione Speleologica Ligure e di Finalmentespeleo. Un patrimonio di esplorazioni, ricerche e memorie ora disponibile per la consultazione e l’acquisto. Una nuova occasione per incontrarlo sarà a Savona, il 10 dicembre prossimo

Da Borgio Verezzi 2025 a Costacciaro 2026

Al Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro 2026 sono stati presentati gli Atti di Borgiosubterranea 2025 – “Divenire”, il volume che raccoglie i contributi dell’VIII Incontro di Speleologia Ligure, svoltosi a Borgio Verezzi dal 4 al 6 aprile 2025.

L’appuntamento di Borgio ha riportato al centro dell’attenzione la speleologia ligure, riunendo esploratori, ricercatori, gruppi speleologici e appassionati attorno a un programma ricco di interventi e confronti.

La pubblicazione degli Atti rappresenta un risultato importante: le esperienze raccontate durante il convegno non rimangono soltanto nella memoria dei partecipanti, ma diventano documentazione consultabile, utile anche per chi non aveva potuto essere presente.

Esplorazioni, scienza, ambiente e memoria

Sfogliando l’indice del volume emerge la varietà dei temi affrontati: nuove esplorazioni e aggiornamenti sulle cavità liguri, rilievi e documentazione, monitoraggi ambientali, ricerche scientifiche, archeologia, paleontologia e storia della speleologia.

Tra i contributi trovano spazio studi sulle Grotte di Borgio Verezzi, sul loro ambiente sotterraneo e sulle attività di ricerca, accanto a lavori dedicati ad altre aree carsiche italiane e a progetti di collaborazione.

Non mancano le riflessioni sulla tutela delle grotte e sulla necessità di conservare la memoria delle esplorazioni.

Nelle pagine introduttive, il sindaco di Borgio Verezzi, Renato D’Aquino, ricorda che l’incontro del 2025 ha riunito oltre 200 partecipanti, con 38 interventi di carattere regionale e 16 di tematica extraregionale, oltre a mostre, stand e spettacoli.

I numeri raccontano un incontro vivace: il valore degli Atti però va oltre il bilancio della manifestazione: mettere per iscritto risultati, esperienze e conoscenze significa renderli disponibili alla comunità speleologica anche negli anni a venire.

Dove consultare e acquistare gli Atti

Il volume Borgiosubterranea 2025 – “Divenire”, pubblicato da Eidon Edizioni, è disponibile per la consultazione e l’acquisto.

Per informazioni è possibile rivolgersi alla Delegazione Speleologica Ligure, scrivendo all’indirizzo e-mail della presidenza: presidentedsl@gmail.com.

Una bella occasione per vedere il libro di persona, ed eventualmente decidere di acquisirlo nella propria biblioteca, sarà giovedì 10 dicembre 2026 a Savona, in occasione della serata Nel cuore della Terra per ascoltare il Cosmo, nell’ambito della rassegna Cine di Cime, al Nuovofilmstudio delle Officine Solimano.

Il 10 dicembre 2026 a Savona: dalle grotte di miniera all’Einstein Telescope

La serata, in programma alle ore 21, propone un percorso che unisce il patrimonio sotterraneo, la ricerca scientifica e le tecnologie del futuro.

Il programma comprende il documentario “Grotte di miniera. Dentro gli archivi del tempo” e la presentazione “L’eco del cosmo nel cuore della Terra”.

Ospiti dell’incontro saranno Angelo Naseddu, speleologo ed esploratore, già presidente della Federazione Speleologica Sarda, e Gianluca Gemme, fisico, dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e docente dell’Università di Genova, tra i progettisti dell’Einstein Telescope.

L’iniziativa si svolge con il patrocinio della Delegazione Speleologica Ligure.

L’appuntamento è al Nuovofilmstudio, Piazza Pippo Rebagliati 6A, Savona, con ingresso a 5 euro.

Sarà l’occasione per parlare di grotte e ricerca, ma anche per sfogliare gli Atti di Borgiosubterranea e ritrovare, tra le pagine, un anno di lavoro e di incontri della speleologia ligure.


Fonti e approfondimenti

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  • Federazione Speleologica Sarda: nuova Commissione Editoriale, le esplorazioni diventano racconti e ricerca
    Condividi Sardegna Speleologica raccoglie testi, fotografie e rilievi. La Federazione Speleologica Sarda collega la nuova attività editoriale a esplorazione, documentazione, formazione e tutela delle grotte La Federazione Speleologica Sarda ha una nuova Commissione Editoriale. Insediato il 10 settembre 2026, l’organismo curerà la pubblicazione della rivista Sardegna Speleologica e la diffusione della cultura speleologica attraverso il sito istituzionale, i social network e le pubblicazioni on
     

Federazione Speleologica Sarda: nuova Commissione Editoriale, le esplorazioni diventano racconti e ricerca

November 5th 2026 at 06:00

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Sardegna Speleologica raccoglie testi, fotografie e rilievi. La Federazione Speleologica Sarda collega la nuova attività editoriale a esplorazione, documentazione, formazione e tutela delle grotte

La Federazione Speleologica Sarda ha una nuova Commissione Editoriale. Insediato il 10 settembre 2026, l’organismo curerà la pubblicazione della rivista Sardegna Speleologica e la diffusione della cultura speleologica attraverso il sito istituzionale, i social network e le pubblicazioni online.

L’invito è rivolto a speleologhe, speleologi e gruppi che intendono condividere il lavoro svolto nel sottosuolo. La redazione raccoglierà resoconti esplorativi, studi, fotografie e rilievi. Prima dell’invio sarà necessario contattare la Commissione, per ricevere le indicazioni sugli standard richiesti nella preparazione dei file.

L’indirizzo di riferimento è redazione@federazionespeleologicasarda.it. Il contatto preliminare permetterà agli autori di predisporre i materiali secondo le esigenze redazionali.

Sardegna Speleologica: spazio a esplorazioni, scienza e patrimonio sotterraneo

Il programma editoriale abbraccia le diverse componenti della speleologia. Accanto alle nuove scoperte troveranno spazio biospeleologia, idrologia, geologia e paleontologia. Sono previsti contributi su rilievo, tecniche, materiali, speleologia urbana e cavità artificiali.

La raccolta comprenderà anche tutela e valorizzazione del patrimonio carsico. Rientrano nell’invito la storia della speleologia, le mostre, gli eventi e le attività didattiche. I gruppi potranno proporre resoconti di corsi, convegni e manifestazioni con contenuti di interesse generale.

Sardegna Speleologica mantiene così una funzione già riconoscibile nei numeri precedenti. Il fascicolo 28, del luglio 2016, affiancava esplorazioni e immersioni a studi sui pipistrelli, sui geotritoni e sulla sorgente di Su Gologone. Comprendeva inoltre ricerche sulle strutture sotterranee militari e sul ruolo degli speleologi nella pianificazione territoriale. [Fonte 9]

Federazione Speleologica Sarda: dalla rivista alla memoria delle esplorazioni

La pubblicazione dei risultati consente di conservare informazioni che nascono durante attività spesso lunghe e collettive. Relazioni, immagini e rilievi rendono consultabili percorsi di ricerca e conoscenze maturate dai gruppi.

Un esempio è il numero 29 di Sardegna Speleologica. Pubblicato nel 2017, è una monografia dedicata alla storia delle esplorazioni del Sistema Carsico del Supramonte Orientale. La Federazione presentò nello stesso periodo anche una guida alla Grotta di Santa Barbara e un volume sul monitoraggio della chirotterofauna del Sulcis-Iglesiente. [Fonte 10]

La nuova Commissione Editoriale si colloca in questa continuità. Il suo mandato riguarda sia la rivista sia i canali digitali. Sono strumenti diversi, riuniti dall’obiettivo dichiarato di promuovere la cultura speleologica.

Catasto e biblioteca: la documentazione della speleologia sarda

L’attività editoriale si inserisce in un sistema documentale più ampio. La Federazione Speleologica Sarda cura il WebGIS del Catasto Speleologico Regionale. Il portale permette di consultare ingressi georeferenziati, planimetrie e informazioni sulle cavità. Al momento della consultazione riporta 4.180 grotte a catasto. [Fonte 2]

A Iglesias, nella Foresteria Monteponi, hanno sede la Biblioteca Regionale di Speleologia e i centri di documentazione. La biblioteca raccoglie oltre 3.000 unità documentali. Il complesso è gestito dalla Federazione attraverso convenzioni con l’amministrazione regionale. [Fonte 5]

In questo quadro, Sardegna Speleologica costituisce uno dei luoghi di restituzione del lavoro sul campo. Le informazioni tecniche alimentano gli archivi; articoli e immagini ne rendono comprensibili i risultati a una comunità più ampia. Rivista e catasto mantengono funzioni differenti, entrambe legate alla conoscenza del patrimonio sotterraneo. [Fonte 4][Fonte 9]

Commissione Editoriale della Federazione Speleologica Sarda: come proporre i contributi

Per partecipare, gli autori dovranno prendere contatto con la redazione prima di trasmettere i materiali. La Commissione fornirà le indicazioni necessarie sull’elaborazione dei file.

L’invito riguarda testi, fotografie e rilievi. Le proposte potranno raccontare una scoperta, presentare uno studio oppure documentare un’attività utile alla comunità speleologica. Il riferimento resta redazione@federazionespeleologicasarda.it.

La richiesta della Federazione mette al centro il contributo degli esploratori. Il lavoro compiuto nelle grotte diventa materia da ordinare, conservare e raccontare attraverso Sardegna Speleologica e gli altri strumenti di comunicazione federale.


Relazione sulle attività e sulle azioni della Federazione Speleologica Sarda

Federazione Speleologica Sarda: una rete tra esplorazione, ricerca e servizi documentali

Le attività della Federazione Speleologica Sarda si sviluppano lungo più direttrici. Comprendono il coordinamento di iniziative comuni, l’esplorazione, la documentazione, la divulgazione e la collaborazione nella formazione. A queste si aggiunge la gestione di strumenti previsti dalla normativa regionale, a partire dal Catasto Speleologico Regionale. [Fonte 4][Fonte 1][Fonte 7]

Il rapporto tra questi ambiti costituisce un elemento centrale del lavoro federale. L’esplorazione produce osservazioni e rilievi. Il catasto raccoglie dati identificativi e tecnici. Biblioteca e centri documentali conservano le fonti. Le pubblicazioni diffondono risultati, metodi e conoscenze. La direttiva regionale sul catasto collega espressamente questi servizi alla pratica speleologica, alla ricerca e alla didattica. [Fonte 4]

L’attività non coincide quindi con le sole uscite in grotta. Comprende anche il lavoro successivo: verificare dati, archiviare documenti, organizzare bibliografie e rendere accessibili le informazioni. È su questo terreno che l’iniziativa dei gruppi assume una dimensione regionale. [Fonte 4][Fonte 6]

Catasto Speleologico Regionale: il ruolo pubblico della Federazione Speleologica Sarda

Il Catasto Speleologico Regionale rappresenta la documentazione ufficiale delle grotte e delle aree carsiche della Sardegna. Una prima istituzione risale alla legge regionale 21 settembre 1993, n. 46. Nel 1999 iniziò l’informatizzazione del materiale cartaceo. La legge regionale 7 agosto 2007, n. 4, istituì il catasto presso l’Assessorato della Difesa dell’Ambiente, confermandone la gestione federale. [Fonte 3]

La direttiva approvata con deliberazione regionale n. 44/19 del 29 settembre 2009 ne definisce il funzionamento. L’affidamento alla Federazione avviene tramite convenzione. La FSS è responsabile delle iscrizioni catastali e della corretta tenuta dei dati. Deve inoltre comunicare all’amministrazione regionale variazioni e aggiornamenti secondo le modalità convenzionali. [Fonte 4]

Il catasto comprende due sezioni: grotte o cavità naturali e aree carsiche. Le schede delle cavità raccolgono coordinate, quota, dislivelli, lunghezze e informazioni sul rilievo. Possono comprendere annotazioni sulla circolazione idrica, sullo stato di conservazione e su altre caratteristiche significative. [Fonte 4]

Per le aree carsiche vengono documentati anche estensione, litologia e principali fenomeni superficiali. La direttiva considera inoltre le informazioni sull’acquifero e sulla sua vulnerabilità. L’archivio collega quindi la descrizione delle singole grotte alla conoscenza del territorio che le ospita. [Fonte 4]

Questa impostazione attribuisce alla documentazione speleologica un’utilità che supera l’ambito associativo. La disponibilità di dati ordinati sostiene lo studio delle acque sotterranee, la conoscenza ambientale e la conservazione dei beni censiti. Sono finalità esplicitamente richiamate dalla disciplina regionale. [Fonte 4]

WebGIS delle grotte sarde: cartografia digitale e organizzazione territoriale

Il portale del Catasto Speleologico Regionale rende consultabili online i dati attraverso un WebGIS, cioè un sistema informativo geografico accessibile dal web. Il visualizzatore sovrappone a una base cartografica gli ingressi georeferenziati e le planimetrie delle grotte. Un motore di ricerca permette di interrogare la banca dati. [Fonte 2]

Sono disponibili versioni per computer e dispositivi mobili. Il sito comprende anche uno strumento dedicato alle schede di progressione. La documentazione cartacea è custodita presso la sede federale. Il dato di 4.180 grotte, riportato dal portale consultato, indica la dimensione dell’archivio e del lavoro di raccolta. [Fonte 2]

L’organizzazione territoriale attualmente indicata sul portale comprende sei ambiti: Cagliaritano, Nuorese, Ogliastra, Oristanese, Sassarese e Sulcis-Iglesiente. La presenza di referenti locali collega il sistema centrale alle attività condotte nei diversi settori dell’isola. [Fonte 2]

La verifica delle informazioni è parte integrante del servizio. La descrizione federale del catasto illustra il passaggio dai dati raccolti territorialmente ai controlli e all’archiviazione centrale. L’inserimento di una cavità richiede quindi un lavoro documentale, non la sola segnalazione dell’ingresso. [Fonte 6]

Tutela delle grotte e accesso ai dati: conoscenza e conservazione

La normativa collega il catasto alla tutela del patrimonio speleologico. La raccolta delle informazioni serve a identificare i beni e a descriverne caratteristiche e condizioni. Le schede possono conservare indicazioni utili sulla circolazione dell’acqua, sui reperti e sullo stato degli ambienti. [Fonte 4]

La direttiva del 2009 disciplina anche l’accesso ai dati. Per la loro pubblicazione o divulgazione prevede una comunicazione preventiva alla Federazione, la citazione della fonte e la consegna di una copia dell’eventuale pubblicazione. Tutela inoltre il lavoro intellettuale degli autori. [Fonte 4]

Un altro punto riguarda la sensibilità delle informazioni. L’accesso può essere limitato su precise disposizioni regionali quando la divulgazione rischia di danneggiare l’ambiente o interferisce con esigenze di sicurezza pubblica. Conoscenza e conservazione sono quindi considerate insieme. [Fonte 4]

Il ruolo federale comprende così un equilibrio tra consultazione, corretto uso dei materiali e salvaguardia dei luoghi documentati. È una funzione concreta di gestione del patrimonio informativo, distinta dalla semplice promozione della frequentazione delle grotte. [Fonte 4]

Biblioteca Regionale di Speleologia: archivi e memoria a Monteponi

La Biblioteca Regionale di Speleologia, il Centro di Documentazione Speleologica e il Centro Internazionale di Documentazione e Ricerca sulle Grotte di Miniera hanno sede a Iglesias. Si trovano nella Foresteria Monteponi, in viale Aligi Sassu. La gestione è affidata alla Federazione attraverso convenzioni con la Regione. [Fonte 5]

La biblioteca raccoglie oltre 3.000 unità documentali. È presente nel portale nazionale Speleoteca con la denominazione Biblioteca “Franco Todde” – Federazione Speleologica Sarda. Il patrimonio si arricchisce attraverso nuove acquisizioni. [Fonte 5]

Il Centro di Documentazione conserva carte geografiche, geologiche, naturalistiche ed escursionistiche. Sono presenti anche fotografie storiche e materiali audiovisivi. Questi documenti permettono di affiancare ai risultati recenti le testimonianze delle esplorazioni precedenti. [Fonte 5]

La direttiva regionale assegna alla FSS compiti di catalogazione, conservazione e incremento delle raccolte. Richiede inoltre di garantire l’integrità dei documenti e la consultazione nel rispetto del diritto d’autore. La biblioteca è dunque un servizio operativo per speleologi, ricercatori e attività didattiche. [Fonte 4]

Grotte di miniera e cavità artificiali: ricerca sul sottosuolo naturale e storico

Il Centro Internazionale di Documentazione e Ricerca sulle Grotte di Miniera promuove studi in collaborazione con istituti di ricerca, università e associazioni speleologiche. Il suo ambito riguarda le grotte di miniera, inserite nel più ampio patrimonio sotterraneo sardo. [Fonte 5]

La direttiva del 2009 prevede un raccordo con il Parco Geominerario della Sardegna. Le modalità di collaborazione devono essere definite attraverso un’intesa tra amministrazione regionale e Parco. Il centro è organizzato insieme al catasto, alla biblioteca e al Centro di Documentazione. [Fonte 4]

Le iniziative divulgate dal sito federale comprendono anche il convegno di Nuxis del 28 e 29 ottobre 2023 sulle cavità artificiali per un turismo sostenibile. Nello stesso anno, il programma culturale del sito Sa Marchesa ha affrontato la speleologia di miniera nel Medioevo sardo. Nel 2024 il sito federale ha inoltre annunciato un corso di secondo livello sulle cavità artificiali. [Fonte 1]

Le grotte naturali incontrate nelle attività minerarie e le cavità realizzate dall’uomo restano categorie differenti. Nel lavoro documentale federale trovano spazio sia la ricerca sugli ambienti naturali sia lo studio delle strutture sotterranee storiche. Lo testimoniano i servizi dedicati alle grotte di miniera e i contributi sulle opere militari pubblicati nella rivista. [Fonte 5][Fonte 9]

Commissione Speleosubacquea: esplorazioni e cooperazione nei sistemi carsici sardi

La Commissione Speleosubacquea è stata istituita il 17 giugno 2015, durante una riunione presso lo Speleo Club Oristanese. La pagina federale ne definisce gli obiettivi: esplorare, studiare, rilevare e documentare grotte sommerse terrestri e marine e sistemi carsici della Sardegna. [Fonte 7]

La collaborazione con altri gruppi regionali e nazionali costituisce un altro obiettivo dichiarato. La Commissione intende coinvolgere nuovi speleosubacquei e integrare il loro lavoro con il contributo degli speleologi impegnati nel supporto alle esplorazioni. [Fonte 7]

Un risultato documentato riguarda la Codula Ilune. Il portale del catasto ospita il documentario “Monte Longos – La via per la congiunzione”, realizzato dalla ComSub. Il film ricostruisce le esplorazioni del 2016 che collegarono diverse cavità, delineando un sistema di oltre 70 chilometri. Il dato si riferisce al risultato illustrato dal documentario. [Fonte 2]

Questa attività mostra il rapporto tra immersione, rilievo e restituzione pubblica. La scoperta di un collegamento viene accompagnata da documentazione tecnica e racconto audiovisivo. La cooperazione diventa così anche una modalità di produzione e trasmissione delle conoscenze. [Fonte 2][Fonte 7]

Sa Rutta ’e S’Edera: il progetto Main River 2026 e le esplorazioni oltre i sifoni

Nel 2026 le attività della ComSub hanno interessato Sa Rutta ’e S’Edera attraverso il progetto Main River. La preparazione ha compreso trasporto di materiali, organizzazione del campo e predisposizione delle attrezzature necessarie alle immersioni. [Fonte 13]

Il resoconto pubblicato da Scintilena il 19 maggio descrive il trasferimento dei materiali al primo sifone e la pianificazione dei trasporti verso S7. Il progetto comprendeva anche una raccolta fondi mediante una campagna di magliette, destinata a sostenere le spese tecniche. [Fonte 13]

Il 22 settembre 2026 Scintilena ha riportato il completamento dell’esplorazione del settimo sifone. Il rilievo ne ha fissato la lunghezza in 485 metri. Oltre il tratto sommerso sono stati raggiunti ambienti emersi e un lago con superficie stimata in circa 2.000 metri quadrati. [Fonte 14]

La sequenza restituisce la complessità organizzativa delle esplorazioni. Il risultato finale dipende anche dal lavoro di trasporto e preparazione, distribuito su più uscite. La documentazione pubblicata consente di ricostruire queste fasi insieme ai nuovi sviluppi della grotta. [Fonte 13][Fonte 14]

Biospeleologia in Sardegna: geotritoni, pipistrelli e tutela degli habitat

La costruzione della Commissione Biospeleologica prese avvio nel 2014. Una prima riunione informale si svolse a Nuxis durante un corso sulla tutela delle aree carsiche e degli ambienti ipogei. Seguì un incontro ufficiale a Oristano nel settembre dello stesso anno. [Fonte 8]

Gli obiettivi discussi comprendevano l’approfondimento delle conoscenze faunistiche e la tutela dei siti più vulnerabili. Tra le collaborazioni indicate figurava quella con l’Università di Milano-Bicocca per lo studio della distribuzione dei geotritoni. Furono inoltre previsti un corso di biospeleologia e una raccolta bibliografica condivisa. [Fonte 8]

L’attenzione alla fauna sotterranea è documentata anche dall’attività editoriale. Sardegna Speleologica n. 28 ospita contributi sui pipistrelli della Grotta di San Giovanni, sul microclima e sulle deposizioni dei geotritoni. Il fascicolo presenta inoltre il progetto sulla chirotterofauna del Sulcis-Iglesiente. [Fonte 9]

Nel 2017 la Federazione annunciò il volume “Studi sulla chirotterofauna in alcune grotte del Sulcis-Iglesiente”. La pubblicazione derivava dal monitoraggio del 2015-2016 ed era realizzata in collaborazione con la Provincia del Sud Sardegna, con finanziamento legato alla legge regionale n. 4/2007. [Fonte 10]

Queste iniziative collegano osservazione sul campo, formazione e pubblicazione dei risultati. La biospeleologia entra così nella conoscenza delle grotte insieme alla topografia e alla geologia, ampliando la documentazione delle loro caratteristiche ambientali. [Fonte 9][Fonte 8]

Formazione speleologica e sicurezza in grotta: collaborazione tra organismi distinti

La formazione coinvolge più soggetti della speleologia sarda. La Commissione Regionale Scuole di Speleologia pubblica programmi di corsi, aggiornamenti ed esami per le qualifiche didattiche SSI. Il calendario comprende, tra gli altri, il corso sulle tecniche di armo di base annunciato per il 28 febbraio e il 1° marzo 2026 a Perdasdefogu. [Fonte 11]

La collaborazione emerge anche nel seminario “Grotta Sicura”, organizzato dalla Federazione per l’11 e il 12 aprile 2026 a Dorgali. Il programma coinvolgeva il Comitato Esecutivo Regionale delle scuole CNSS-SSI, il CNSAS Sardegna e il Centro Speleo Archeologico Dorgali “Vittorio Mazzella”. [Fonte 12]

Le attività previste affrontavano organizzazione delle uscite, materiali, armi e prevenzione degli incidenti. Comprendevano testimonianze e dimostrazioni pratiche sulla gestione dell’infortunato nelle grotte Sos Jocos e Decima. La sicurezza veniva trattata attraverso confronto teorico ed esercitazione. [Fonte 12]

I ruoli restano distinti. La Federazione promuove e coordina iniziative comuni; le strutture didattiche operano nella formazione; il CNSAS interviene con le proprie competenze di soccorso. Il seminario rappresenta un esempio di collaborazione fra questi ambiti, senza sovrapporne le responsabilità. [Fonte 11][Fonte 12]

Divulgazione speleologica: riviste, mostre, convegni e canali digitali

La comunicazione federale comprende strumenti diversi. Il sito diffonde notizie sulle esplorazioni e sulle iniziative dei gruppi. La rivista ospita contributi estesi. Il portale del catasto affianca alle schede cartografiche fotografie e filmati. [Fonte 1][Fonte 2][Fonte 9]

Il complesso documentale di Monteponi ospita la mostra fotografica “La Sardegna Sotterranea”, costruita con materiali prodotti dai gruppi. Gli spazi sono utilizzati anche per attività convegnistiche e di promozione dello studio e della ricerca. [Fonte 5]

Il programma divulgato dal sito federale comprende raduni, mostre fotografiche e incontri tematici. Tra gli esempi figurano il Raduno Regionale di Speleologia di Lula del 2025, le iniziative culturali di Nuxis e il convegno del 2023 sulle esperienze delle grotte turistiche sarde. [Fonte 1]

La nuova Commissione Editoriale riunisce nel proprio mandato rivista, sito, social network e pubblicazioni online. L’invito del settembre 2026 mette a disposizione di questi canali i contributi della comunità speleologica. Il contatto preliminare con la redazione costituisce il passaggio operativo indicato agli autori.

Attività della Federazione Speleologica Sarda: le connessioni tra i diversi strumenti

Il quadro delle azioni federali può essere letto attraverso cinque collegamenti principali:

  • Esplorazione e documentazione: le ricerche producono rilievi e osservazioni, conservati e organizzati attraverso strumenti tecnici. [Fonte 4][Fonte 7]
  • Catasto e territorio: le schede associano le grotte alle caratteristiche delle aree carsiche e alle informazioni sugli acquiferi. [Fonte 4]
  • Ricerca e tutela: i programmi biospeleologici approfondiscono la conoscenza della fauna e l’attenzione ai siti vulnerabili. [Fonte 8]
  • Formazione e prevenzione: corsi e seminari mettono in relazione competenze tecniche e gestione delle situazioni critiche. [Fonte 11][Fonte 12]
  • Archivi e divulgazione: biblioteca, centri documentali, rivista e strumenti digitali conservano le fonti e ne diffondono i contenuti. [Fonte 5][Fonte 9]

La nuova attività editoriale si inserisce in queste relazioni. Pubblicare una ricerca significa renderne consultabili risultati e percorso. Raccogliere fotografie e rilievi permette di conservare il contributo degli autori. Per la Federazione, la comunicazione accompagna così il lavoro esplorativo e documentale che si sviluppa nei diversi territori della Sardegna. [Fonte 4][Fonte 9]

Fonti e documentazione

Comunicazione della nuova Commissione Editoriale della Federazione Speleologica Sarda, insediata il 10 settembre 2026: testo fornito per la redazione dell’articolo. Contatto: redazione@federazionespeleologicasarda.it.

  1. Federazione Speleologica Sarda – sito istituzionale e attività https://www.federazionespeleologicasarda.it/
  2. Catasto Speleologico Regionale della Sardegna – portale e WebGIS https://www.catastospeleologicoregionale.sardegna.it/
  3. Regione Sardegna, Sardegna SIRA – Catasto speleologico regionale https://portal.sardegnasira.it/catasto-speleologico-regionale
  4. Regione Sardegna – Direttiva per il funzionamento, aggiornamento e accesso al Catasto Speleologico Regionale, deliberazione n. 44/19 del 29 settembre 2009 https://www.regione.sardegna.it/documenti/1_73_20091001164354.pdf
  5. Regione Sardegna, Sardegna SIRA – Biblioteca Regionale di Speleologia https://portal.sardegnasira.it/biblioteca-speleologica-regionale
  6. Federazione Speleologica Sarda – Catasto delle Grotte https://www.federazionespeleologicasarda.it/catasto/
  7. Federazione Speleologica Sarda – Commissione Speleosubacquea https://www.federazionespeleologicasarda.it/commissione-speleosubacquea/
  8. Federazione Speleologica Sarda – Commissione Biospeleologica https://www.federazionespeleologicasarda.it/commissione-biospeleologica/
  9. Federazione Speleologica Sarda – Sardegna Speleologica n. 28, luglio 2016 https://www.federazionespeleologicasarda.it/sardegna-speleologica-28-luglio-2016/
  10. Federazione Speleologica Sarda – Sardegna Speleologica n. 29 e pubblicazioni, 9 novembre 2017 https://www.federazionespeleologicasarda.it/sardegna-speleologica-29789/
  11. Commissione Regionale Scuole di Speleologia della Sardegna – programmi formativi https://www.crss-sardegna.it/
  12. Scintilena – Grotta Sicura a Dorgali, 7 marzo 2026 https://www.scintilena.com/grotta-sicura-a-dorgali-il-seminario-sulla-sicurezza-in-grotta-della-federazione-speleologica-sarda/03/07/
  13. Scintilena – Grotta S’Edera, Main River 2026, 19 maggio 2026 https://www.scintilena.com/grotta-sedera-main-river-2026-il-progetto-entra-nella-fase-operativa/05/19/
  14. Scintilena – Sa Rutta ’e S’Edera, esplorazione del settimo sifone, 22 settembre 2026 https://www.scintilena.com/sa-rutta-e-sedera-il-settimo-sifone-si-arrende-dopo-485-metri-oltre-lacqua-appare-un-enorme-lago/09/22/

Consultazione delle fonti online: 4 novembre 2026. I dati numerici del portale catastale sono quelli visualizzati alla consultazione.

Sardegna Speleologica

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  • Federico Paperini Cavaliere della Repubblica: il riconoscimento al soccorritore del SASU e il lavoro del CNSAS
    Condividi A Terni l’onorificenza a Federico Paperini per gli interventi in ambiente impervio e nelle grandi emergenze. Il ruolo del SASU e le attività del CNSAS nel soccorso alpino e speleologico Federico Paperini, componente del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria, ha ricevuto il 4 novembre 2026 a Terni l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. A consegnarla sono stati il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco, la prefetta Antonietta Orlando e il sin
     

Federico Paperini Cavaliere della Repubblica: il riconoscimento al soccorritore del SASU e il lavoro del CNSAS

November 5th 2026 at 05:00

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A Terni l’onorificenza a Federico Paperini per gli interventi in ambiente impervio e nelle grandi emergenze. Il ruolo del SASU e le attività del CNSAS nel soccorso alpino e speleologico

Federico Paperini, componente del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria, ha ricevuto il 4 novembre 2026 a Terni l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. A consegnarla sono stati il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco, la prefetta Antonietta Orlando e il sindaco Stefano Bandecchi. Il riconoscimento riguarda un percorso che comprende oltre cento interventi tecnici e sanitari in ambiente impervio e la partecipazione alle emergenze del terremoto del Centro Italia del 2016 e di Rigopiano. [web:4]

Federico Paperini Cavaliere della Repubblica: la cerimonia del 4 novembre a Terni

La consegna si è svolta durante le celebrazioni della Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate. La mattinata si è aperta in piazza Briccialdi con l’alzabandiera e la deposizione delle corone al Monumento ai Caduti. La cerimonia è proseguita in piazza Tacito, dove sono state conferite le onorificenze a Federico Paperini, Cristiano Ceccotti, Stefania Capponi e Adriana De Santo. [web:5]

Per Paperini, conosciuto tra i soccorritori come “il Papero”, il titolo di Cavaliere della Repubblica riconosce anni dedicati all’assistenza delle persone in difficoltà. Nel percorso richiamato dal SASU rientrano gli interventi sul territorio e le operazioni nelle emergenze nazionali. Sono attività nelle quali preparazione tecnica e assistenza sanitaria devono procedere insieme. [web:4]

Federico Paperini e il SASU: interventi, organizzazione e volontariato

L’impegno di Federico Paperini nel SASU non riguarda soltanto le missioni di soccorso. Nei suoi mandati da vicepresidente ha contribuito allo sviluppo organizzativo del servizio regionale. La nota del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria richiama il lavoro istituzionale e l’attenzione alla tutela del personale volontario e tecnico. [web:4]

La continuità di una struttura di soccorso dipende anche da questo lavoro. La formazione, le verifiche delle competenze e i rapporti con il sistema sanitario costituiscono infatti attività permanenti del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. La legge ne disciplina il funzionamento e riconosce il carattere prevalentemente volontario dell’attività dei suoi membri. [web:8]

Il profilo di Paperini comprende anche il lavoro alla Provincia di Terni. A questo si affianca la promozione di attività sportive, educative e sociali in Valnerina, anche come istruttore presso il Centro Canoa e Rafting Le Marmore. Il riconoscimento riunisce così esperienze diverse di servizio alla comunità. [web:4]

Dal riconoscimento a Federico Paperini al soccorso alpino e speleologico in Umbria

Il SASU è il servizio regionale umbro del CNSAS. Opera in raccordo con il sistema di emergenza sanitaria per intervenire in montagna, in grotta e negli ambienti impervi. Il suo ruolo è richiamato dalla legge nazionale n. 74 del 2001 e dalla legge regionale umbra n. 1 del 2021. [web:42]

L’onorificenza a Federico Paperini si colloca dentro questa organizzazione. Il soccorso in un ambiente difficile richiede competenze che vanno oltre il raggiungimento dell’infortunato. Occorre assisterlo, proteggerlo e predisporne il trasporto lungo un percorso sicuro. Sono finalità che il CNSAS persegue attraverso la collaborazione tra personale tecnico, sanitari e sistema dell’emergenza. [web:8][web:14]

Il percorso del soccorritore umbro collega inoltre la dimensione regionale a quella nazionale. Le emergenze del Centro Italia e di Rigopiano hanno richiesto l’impiego di squadre provenienti da più territori. In quei contesti il CNSAS ha operato con le altre strutture del sistema di protezione civile, mettendo a disposizione le proprie specializzazioni. [web:41][web:47]

Relazione di approfondimento: attività, organizzazione e azioni del CNSAS

CNSAS: missione pubblica e ambiti del soccorso alpino e speleologico

Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico è una sezione nazionale del Club Alpino Italiano. Dispone di autonomia organizzativa, funzionale e patrimoniale. Svolge un servizio pubblico finalizzato al soccorso tecnico e sanitario e concorre alle attività di protezione civile. [web:14]

La sua competenza riguarda il territorio montano, l’ambiente ipogeo e le zone impervie. Il riferimento non è soltanto all’altitudine. Anche una cavità sotterranea o una forra possono richiedere attrezzature e preparazione specialistiche per raggiungere una persona e trasportarla. Il quadro operativo comprende pareti, sentieri, canyon, grotte e altri ambienti difficilmente accessibili. [web:14]

Le azioni fondamentali comprendono:

  • la ricerca e il soccorso degli infortunati e delle persone in pericolo;
  • l’assistenza ai soggetti esposti a un possibile peggioramento sanitario;
  • la ricerca dei dispersi;
  • il recupero e il trasporto delle persone soccorse;
  • il recupero dei caduti;
  • la prevenzione degli incidenti;
  • la formazione e l’aggiornamento del personale. [web:8][web:14]

L’espressione “rischio di evoluzione sanitaria” indica un elemento importante del mandato. L’attivazione non riguarda soltanto chi presenta già un trauma evidente. La legge comprende anche le persone le cui condizioni possono peggiorare, rendendo necessario un intervento tecnico e sanitario. [web:8]

Storia del CNSAS: dal soccorso alpino alla componente speleologica

La nascita dell’organizzazione nazionale risale al 12 dicembre 1954. A Clusone, il Consiglio centrale del CAI deliberò la costituzione del Corpo Soccorso Alpino. La decisione raccolse esperienze locali già sviluppate nelle comunità montane e nelle associazioni alpinistiche. Scipio Stenico fu il primo responsabile della nuova struttura. [web:14]

Il soccorso speleologico entrò nel Corpo nel 1968. Nel 1990 divenne parte integrante della struttura, dando vita al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Il passaggio consolidò l’integrazione tra due ambiti accomunati dalla difficoltà dell’ambiente, ma caratterizzati da tecniche e necessità operative specifiche. [web:14]

Questa evoluzione ha portato alla costruzione di una rete nazionale. I servizi regionali e provinciali assicurano il radicamento territoriale. Zone, delegazioni e stazioni organizzano la presenza locale e l’attività operativa. Il livello nazionale sostiene il sistema attraverso indirizzi, formazione e coordinamento. [web:14][web:28]

Organizzazione del CNSAS e ruolo dei servizi regionali come il SASU

L’articolazione territoriale consente di associare la conoscenza dei luoghi a procedure condivise. Lo statuto prevede che i servizi regionali e provinciali comprendano zone o delegazioni di soccorso. I soci sono inquadrati in stazioni alpine o speleologiche. [web:28]

La struttura permette di sviluppare competenze locali senza isolare le squadre. Un intervento complesso può richiedere l’arrivo di tecnici da altre regioni. Nel soccorso speleologico, questa collaborazione assume particolare rilievo quando servono specialisti, avvicendamenti e assistenza sanitaria prolungata. Un esempio è l’operazione all’Abisso Paperino del luglio 2025, che coinvolse oltre cinquanta tecnici di più delegazioni. [web:23]

Il SASU rappresenta l’articolazione di questo sistema in Umbria. Il suo collegamento con l’emergenza sanitaria regionale rende disponibile una risposta specialistica nei luoghi in cui l’accesso ordinario risulta difficile. Il servizio comprende sia la dimensione montana sia quella sotterranea. [web:42]

Legge 74 del 2001: competenze del CNSAS e collaborazione tra enti

La legge 21 marzo 2001, n. 74 riconosce il valore di solidarietà sociale e la funzione di pubblica utilità del CNSAS. Definisce i compiti di soccorso, ricerca e prevenzione. Stabilisce inoltre il rapporto con il Servizio sanitario nazionale e con il sistema dell’emergenza-urgenza. [web:8]

Il Corpo opera in stretto coordinamento con le centrali del Numero unico di emergenza 112 e con i servizi di elisoccorso. Le strutture regionali e provinciali sono individuate dalla legge come riferimento esclusivo per l’attuazione del soccorso sanitario nel territorio montano e nell’ambiente ipogeo. Le convenzioni disciplinano l’organizzazione dei servizi. [web:8]

Questo ruolo non elimina le competenze delle altre amministrazioni. La stessa legge le mantiene espressamente ferme. Nel proprio ambito operativo il CNSAS assume le funzioni di coordinamento e direzione previste dalla normativa quando intervengono squadre di enti diversi. Per le grandi emergenze e le calamità vale la distinzione indicata dalla legge n. 289 del 2002: il coordinamento generale rientra nel sistema dell’emergenza, al quale il Corpo concorre. [web:8][web:14]

Soccorso alpino del CNSAS: assistenza sanitaria e recupero tecnico

L’intervento in montagna combina due esigenze. La prima è raggiungere la persona e assisterla. La seconda è trasferirla senza aggiungere rischi a quelli già presenti. Per questo il soccorso comprende ricerca, recupero, trasporto sanitario e trasporto non sanitario. [web:14]

La componente tecnica consente di operare dove terreno e condizioni ambientali rendono difficile l’accesso. La componente sanitaria valuta e tratta l’infortunato. L’integrazione tra le due è il fondamento del rapporto con il sistema dell’emergenza, non una fase accessoria del recupero. [web:8][web:14]

L’elisoccorso rientra in questa organizzazione. La normativa riconosce la figura del tecnico di elisoccorso e disciplina il rapporto con i servizi sanitari e aeronautici. Restano centrali anche le squadre terrestri, alle quali fanno riferimento le operazioni sul terreno e le attività che richiedono una presenza diretta nell’ambiente. [web:8][web:14]

Soccorso speleologico CNSAS: medicina in grotta e trasporto del ferito

Il soccorso in grotta richiede una preparazione dedicata. L’ambiente ipogeo può imporre passaggi stretti, pozzi, meandri e lunghi percorsi di trasporto. L’assistenza sanitaria deve quindi essere organizzata all’interno della cavità e mantenuta durante le successive fasi del recupero. [web:23]

L’intervento all’Abisso Paperino, nel comune di Ormea, offre un esempio concreto. Il 21 luglio 2025 si concluse il recupero di uno speleologo ferito dalla caduta di un masso. L’incidente era avvenuto a circa quaranta metri di profondità. Due sanitari specializzati, provenienti da Piemonte e Umbria, lo stabilizzarono e monitorarono in una tenda riscaldata. [web:23]

Il trasporto richiese la disostruzione di tre strettoie e il superamento di due pozzi di circa quindici metri ciascuno. Parteciparono oltre cinquanta tecnici, arrivati da diverse regioni. Una volta all’esterno, il paziente fu affidato all’elisoccorso per il trasferimento in ospedale. [web:23]

Il caso mostra come la profondità non descriva da sola la complessità di un incidente. Contano soprattutto la geometria della cavità, le condizioni del ferito e le possibilità di movimentazione. La preparazione dell’itinerario di uscita deve procedere insieme all’assistenza medica. [web:23]

Specialisti CNSAS: disostruzione, speleosubacquea, ricerca e droni

La normativa riconosce numerose figure specialistiche. Oltre ai tecnici di soccorso alpino, speleologico e in forra, comprende sanitari per l’emergenza ad alto rischio, direttori delle operazioni e tecnici di centrale operativa. [web:8]

Tra le qualifiche figurano anche:

  • tecnici disostruttori;
  • tecnici speleosubacquei;
  • coordinatori delle operazioni di ricerca;
  • tecnici di ricerca;
  • unità cinofile da valanga e da ricerca in superficie;
  • piloti di sistemi aeromobili a pilotaggio remoto. [web:8]

Queste specializzazioni ampliano gli strumenti disponibili. La disostruzione permette di affrontare passaggi incompatibili con il trasporto del ferito. La speleosubacquea fornisce una competenza dedicata agli ambienti sommersi. Unità cinofile, tecnici di ricerca e droni concorrono alle attività di individuazione delle persone, secondo le caratteristiche dello scenario. [web:8][web:23][web:37]

Comunicazioni nel soccorso speleologico: ERMES e il campo interno ESTIA

Una parte del lavoro del CNSAS riguarda lo sviluppo di strumenti e tecnologie. Nel settembre 2026, all’Antro del Corchia, la Commissione Tecnica Speleologica ha riunito tecnici di diverse delegazioni per provare sistemi destinati agli interventi sotterranei. [web:18]

Tra questi figura ERMES, sviluppato per trasmettere voce, video, dati e parametri medici in grotta e negli ambienti confinati. La condivisione delle informazioni collega il lavoro vicino al paziente con il supporto disponibile all’esterno. L’attività formativa ha riguardato anche reti Mesh, ETHER e diagnostica delle linee telefoniche. [web:18][web:19]

Un altro settore è il supporto logistico agli interventi prolungati. ESTIA è un campo interno modulare pensato per le operazioni in profondità. Il progetto considera trasporto, installazione, impiego e recupero dei materiali. Sono aspetti necessari per sostenere la permanenza operativa nel sottosuolo. [web:18]

Formazione CNSAS: scuole nazionali, certificazioni e verifiche periodiche

La disponibilità delle squadre deriva da un’attività continuativa di formazione. La legge affida alle scuole nazionali la preparazione, la certificazione e la verifica periodica dell’operatività dei tecnici e delle unità cinofile. Gli aggiornamenti sono registrati nel libretto personale. [web:8]

Le scuole coprono il soccorso alpino, quello speleologico, la medicina in ambiente montano e ipogeo, il soccorso in forra, la cinofilia e la direzione delle operazioni. Il quadro formativo comprende anche il personale del Servizio sanitario nazionale per le competenze specifiche del Corpo. [web:8]

L’addestramento serve quindi a mantenere capacità individuali e lavoro di squadra. Le esercitazioni permettono di provare materiali e comunicazioni in scenari realistici. L’esperienza del Corchia ha perseguito anche questo obiettivo: trasferire nelle delegazioni territoriali le conoscenze sperimentate durante la formazione comune. [web:18]

CNSAS e grandi emergenze: terremoti del Centro Italia e Rigopiano

La partecipazione alle calamità costituisce un compito distinto dal soccorso ordinario. Il CNSAS è una struttura operativa del Servizio nazionale della protezione civile. Interviene entro le proprie competenze tecniche, cooperando con le altre componenti del sistema. [web:8][web:14]

Il Corpo ha operato nei terremoti del Centro Italia del 2016 e del 2017 e nell’emergenza di Rigopiano. Sono gli stessi contesti richiamati nel percorso di servizio di Federico Paperini, pur con una distinzione: i dati complessivi delle operazioni nazionali riguardano l’intera organizzazione. [web:4][web:47]

Per Rigopiano, il rapporto conclusivo del CNSAS documenta l’attivazione nella sera del 18 gennaio 2017. Furono impiegati complessivamente 403 tecnici, con 782 giornate/uomo e settanta mezzi fuoristrada per il trasferimento delle squadre. [web:41]

Le attività compresero ricerca in valanga, impiego di tecnologie RECCO, sonde tradizionali e sonde a vapore. Nelle macerie vennero utilizzate anche tecniche speleologiche. Il lavoro si svolse insieme agli altri enti presenti, nell’ambito dell’operazione diretta dal sistema di protezione civile. [web:41]

Attività CNSAS nel 2025: missioni, feriti e impegno dei soccorritori

Il rapporto sulle attività del 2025 restituisce la dimensione del servizio. Il totale nazionale pubblicato comprende 11.287 missioni del CNSAS e 1.750 del Soccorso Alpino Valdostano. Il risultato è di 13.037 missioni, circa l’8% in più rispetto alle 12.063 del 2024. [web:3]

Il report indica inoltre 9.624 feriti, 4.231 persone illese, 528 deceduti e 140 dispersi. Missioni e persone rappresentano grandezze diverse: un intervento può riguardare più soggetti. I dati sugli esiti non devono quindi essere letti come una suddivisione del numero delle missioni. [web:3]

L’impegno registrato raggiunge 204.996 ore/uomo. Le 46.927 presenze di soccorritori nelle attività vanno distinte dall’organico complessivo, pari a circa settemila tecnici: la stessa persona può partecipare a più operazioni nel corso dell’anno. [web:3]

Le cadute e le scivolate rappresentano il 45% delle cause d’intervento. Seguono i malori, con il 14,1%, e l’incapacità durante l’attività, con l’8,1%. L’escursionismo è l’attività più rappresentata, con il 43,6%. Questi dati orientano l’attenzione anche verso pratiche molto diffuse, non soltanto verso l’alpinismo tecnico. [web:3]

Prevenzione CNSAS: sicurezza in montagna, GeoResQ e richiesta di soccorso

La prevenzione è parte del mandato del Corpo. Le iniziative di “Sicuri sul Sentiero” affrontano pianificazione degli itinerari, scelta dell’equipaggiamento e modalità di richiesta di aiuto. Comprendono dimostrazioni e informazioni sulle tecnologie di localizzazione e di ricerca. [web:37]

Nel 2025 le centrali hanno gestito 354 eventi attraverso GeoResQ, l’app sviluppata dal CNSAS e dal CAI. Il rapporto indica 55.000 nuovi utenti e 256.000 utenti attivi complessivi. Lo strumento contribuisce alla localizzazione mediante coordinate GPS e al collegamento con la gestione dell’emergenza. [web:3]

Il riferimento telefonico per l’emergenza è il 112. La comunicazione della posizione e delle condizioni della persona permette alla centrale di organizzare la risposta. Nelle attività di prevenzione il CNSAS dedica spazio proprio alle informazioni da fornire e all’uso consapevole degli strumenti disponibili. [web:8][web:37]

Volontariato CNSAS: tutele, continuità del servizio e trasparenza

L’attività dei membri del Corpo è prevalentemente volontaria e senza fine di lucro. La legge n. 162 del 1992 riconosce specifiche tutele lavorative per le operazioni di soccorso e le esercitazioni. Si tratta di disposizioni che sostengono la partecipazione dei volontari al servizio. [web:8][web:14]

La continuità operativa richiede inoltre organizzazione, attrezzature, formazione e rapporti convenzionali con le istituzioni. Per rendere conoscibili questi aspetti, il CNSAS pubblica bilanci e documenti di approfondimento nella propria sezione dedicata alle pubblicazioni. [web:14][web:16]

Il lavoro delle strutture territoriali, compreso il SASU, si inserisce in questo quadro. Gli interventi rappresentano la parte più visibile. La preparazione delle persone e la gestione dell’organizzazione ne costituiscono il presupposto permanente. [web:8][web:14]

Fonti e indirizzi web completi

L'articolo Federico Paperini Cavaliere della Repubblica: il riconoscimento al soccorritore del SASU e il lavoro del CNSAS proviene da Scintilena.

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  • “Colori al buio”: Progetto Sebino segue il viaggio dell’acqua nel complesso Bueno Fonteno–Nueva Vida
    Condividi Tre traccianti immessi nei corsi d’acqua sotterranei di un sistema carsico che ormai supera i 45 chilometri di sviluppo. Cinque sorgenti sotto osservazione tra il lago d’Iseo e la Val Cavallina, per ricostruire percorsi e collegamenti ancora sconosciuti. Dove finisce l’acqua che scompare nelle profondità della montagna? Quali percorsi segue attraverso pozzi, gallerie e meandri? Quanto tempo impiega a raggiungere le sorgenti? Sono alcune delle domande alle quali cerca di r
     

“Colori al buio”: Progetto Sebino segue il viaggio dell’acqua nel complesso Bueno Fonteno–Nueva Vida

November 5th 2026 at 04:00

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Tre traccianti immessi nei corsi d’acqua sotterranei di un sistema carsico che ormai supera i 45 chilometri di sviluppo. Cinque sorgenti sotto osservazione tra il lago d’Iseo e la Val Cavallina, per ricostruire percorsi e collegamenti ancora sconosciuti.

Dove finisce l’acqua che scompare nelle profondità della montagna?

Quali percorsi segue attraverso pozzi, gallerie e meandri?

Quanto tempo impiega a raggiungere le sorgenti?

Sono alcune delle domande alle quali cerca di rispondere “Colori al buio”, l’operazione di tracciamento idrologico condotta da Progetto Sebino nel complesso carsico Bueno Fonteno–Nueva Vida, tra il lago d’Iseo e la Val Cavallina, in Lombardia.

Il 24 ottobre 2026, gli speleologi hanno immesso tre differenti traccianti nei corsi d’acqua sotterranei del sistema, che conta ormai oltre 45 chilometri di sviluppo esplorato. L’obiettivo è seguire il movimento dell’acqua attraverso la montagna e individuare le possibili connessioni con le sorgenti del territorio.

L’operazione è stata raccontata anche da L’AltraMontagna e approfondita da Progetto Sebino in un resoconto pubblicato il 3 novembre scorso.

Tre colori per seguire l’acqua

Nello studio degli acquiferi carsici, i tracciamenti permettono di indagare collegamenti che non possono essere osservati direttamente.

Si introducono nell’acqua sostanze riconoscibili anche a concentrazioni molto basse e si controlla successivamente se, dove e quando compaiono nei punti di monitoraggio.

I traccianti impiegati in questo tipo di ricerca sono scelti per poter essere rilevati attraverso specifiche analisi. Non sempre, quindi, l’acqua assume una colorazione visibile a occhio nudo.

Nel caso di “Colori al buio”, tre traccianti differenti sono stati utilizzati in altrettanti corsi d’acqua sotterranei del complesso Bueno Fonteno–Nueva Vida.

L’impiego di sostanze distinguibili permette di seguire contemporaneamente più percorsi idrici e di verificare se acque provenienti da settori diversi convergano verso le stesse sorgenti oppure seguano vie separate.

Il lavoro richiede una lunga preparazione, perché l’immissione dei traccianti rappresenta soltanto la prima fase dell’esperimento.

Cinque sorgenti sotto osservazione

All’esterno del complesso sono state individuate cinque sorgenti da monitorare, distribuite tra l’area del lago d’Iseo e la Val Cavallina.

Il controllo delle acque consentirà di cercare le tracce delle sostanze immesse in grotta e, qualora vengano rilevate, di ricostruire i collegamenti idrologici.

Accanto ai campionamenti sono stati installati nuovi strumenti per misurare la portata, cioè la quantità d’acqua che attraversa una determinata sezione nell’unità di tempo.

Sono previste anche analisi chimico-fisiche, utili per interpretare i risultati in relazione alle condizioni dell’acquifero.

La quantità d’acqua in circolazione, le precipitazioni e le variazioni di portata possono infatti influenzare la velocità di trasporto e la concentrazione dei traccianti.

Il monitoraggio proseguirà nelle prossime settimane, con una prima valutazione dei risultati attesa entro dicembre.

Per il momento non è ancora possibile indicare quali collegamenti siano stati dimostrati: l’esperimento è in corso e saranno i dati raccolti alle sorgenti a fornire le risposte.

Un sistema di oltre 45 chilometri

Il complesso Bueno Fonteno–Nueva Vida rappresenta uno dei principali fronti di esplorazione e ricerca speleologica dell’area sebina.

Con oltre 45 chilometri di gallerie, pozzi e meandri esplorati, il sistema offre agli speleologi una conoscenza diretta di una parte importante della rete sotterranea.

Ma il rilievo delle cavità, per quanto esteso, non coincide necessariamente con la conoscenza completa della circolazione idrica.

L’acqua può attraversare fratture, condotti troppo stretti per essere percorsi e settori ancora inesplorati. Due ambienti sotterranei apparentemente lontani possono appartenere allo stesso bacino idrogeologico, mentre gallerie vicine possono convogliare le acque verso sorgenti differenti.

Per questo i tracciamenti costituiscono uno strumento fondamentale di integrazione tra esplorazione speleologica, rilievo topografico e ricerca idrogeologica.

Il progetto “100 km di abissi”

L’operazione si inserisce nel più ampio progetto “100 km di abissi”, attraverso il quale Progetto Sebino porta avanti attività di esplorazione, documentazione e studio del sistema carsico.

L’iniziativa si sviluppa anche con il sostegno di Uniacque e del Lions Club Valcalepio Valcavallina.

La ricerca sulla circolazione sotterranea non riguarda soltanto la ricostruzione geografica delle grotte.

Conoscere l’origine delle acque che alimentano una sorgente e i percorsi che seguono attraverso le rocce è importante anche per comprendere la vulnerabilità degli acquiferi carsici.

In questi ambienti l’acqua può spostarsi rapidamente lungo fratture e condotti, con una capacità di filtrazione naturale spesso molto diversa da quella dei terreni porosi.

Individuare le aree di alimentazione e i collegamenti sotterranei contribuisce quindi alla conoscenza e alla tutela delle risorse idriche.

Ora la parola passa alle sorgenti

Dopo il lavoro degli speleologi nei corsi d’acqua sotterranei, la ricerca continua soprattutto attraverso il monitoraggio.

I campioni raccolti e le misure di portata dovranno chiarire se i traccianti raggiungeranno le sorgenti controllate, con quali tempi e in quali concentrazioni.

Ogni eventuale riscontro aggiungerà un elemento alla ricostruzione della rete idrica che attraversa la montagna.

Il complesso Bueno Fonteno–Nueva Vida è già conosciuto per decine di chilometri di ambienti percorribili. “Colori al buio” cerca ora di raccontare anche il viaggio dell’acqua nei tratti che gli speleologi non possono ancora raggiungere.

Fonti

Progetto Sebino (anche per le fotografie) – Report dettagliato operazione “Colori al buio”, complesso Bueno Fonteno–Nueva Vida, 24 ottobre 2026 – 3 novembre 2026
https://www.progettosebino.com/2026/11/03/report-dettagliato-operazione-colori-al-buio-complesso-bueno-fonteno-nueva-vida-24-10-2026/

L’AltraMontagna – Samuele Doria – “Versando traccianti chimici nell’acqua che spariva nella montagna hanno scoperto oltre 45 chilometri di pozzi, gallerie e tortuosi meandri: l’operazione Colori al buio” – 30 ottobre 2026
https://www.ildolomiti.it/altra-montagna/ambiente/2026/versando-traccianti-chimici-nellacqua-che-spariva-nella-montagna-hanno-scoperto-oltre-45-chilometri-di-pozzi-gallerie-e-tortuosi-meandri-loperazione-colori-al-buio

Partecipanti PS: Gianluca P.

Partecipanti gruppi esterni: Alessandro M. Federico B. Alberto C. Corrado P. Federico V. Sirio C. e Maurizio G.

Dai 40 chilometri esplorati allo studio delle acque sotterranee

Scintilena ha raccontato in passato il raggiungimento dei 40 chilometri di gallerie esplorate e topografate nel complesso Bueno Fonteno–Nueva Vida, una tappa importante nella lunga storia delle esplorazioni di Progetto Sebino.

Oggi il sistema supera i 45 chilometri di sviluppo e la ricerca prosegue anche sul fronte idrogeologico.

Con l’operazione “Colori al buio”, gli speleologi cercano di ricostruire i percorsi dell’acqua attraverso condotti e fratture ancora sconosciuti, aggiungendo alla conoscenza degli ambienti esplorati quella della circolazione idrica sotterranea.

Per approfondire:

Il complesso carsico del Sebino Occidentale “Bueno Fonteno-Vida”: 40 km di meraviglie sotterranee in una sfida apparentemente senza confini – Scintilena, 30 marzo 2025 https://www.scintilena.com/il-complesso-carsico-di-del-sebino-occidentale-bueno-fonteno-vida-40-km-di-meraviglie-sotterranea-in-una-sfida-apparentemente-senza-confini/03/30/

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  • Abisso Paperino, questa sera le nuove esplorazioni raccontate da Marco Massola e Fausto Selvatico
    Condividi Mercoledì 4 novembre alle 21:00, incontro online dell’Associazione Gruppi Speleologici Piemontesi – AGSP dedicato alla grande cavità di Ormea: dalle recenti scoperte dell’estate 2026 ai collegamenti idrogeologici L’AGSP prepara altre serate sulle esplorazioni piemontesi e sull’intelligenza artificiale applicata alla speleologia. Questa sera, mercoledì 4 novembre 2026, alle ore 21:00, l’Associazione Gruppi Speleologici Piemontesi (AGSP) propone un incontro online dedicato alle ult
     

Abisso Paperino, questa sera le nuove esplorazioni raccontate da Marco Massola e Fausto Selvatico

November 4th 2026 at 12:23

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Mercoledì 4 novembre alle 21:00, incontro online dell’Associazione Gruppi Speleologici Piemontesi – AGSP dedicato alla grande cavità di Ormea: dalle recenti scoperte dell’estate 2026 ai collegamenti idrogeologici

L’AGSP prepara altre serate sulle esplorazioni piemontesi e sull’intelligenza artificiale applicata alla speleologia.

Questa sera, mercoledì 4 novembre 2026, alle ore 21:00, l’Associazione Gruppi Speleologici Piemontesi (AGSP) propone un incontro online dedicato alle ultime esplorazioni dell’Abisso Paperino, una cavità che negli ultimi anni ha riservato importanti sorprese agli speleologi piemontesi e liguri.

L’appuntamento, intitolato “Alla scoperta dell’Abisso Paperino – Ultime esplorazioni e risultati di una grande cavità”, vedrà come relatori Marco Massola, del Gruppo Speleologico Explora, e Fausto Selvatico, dello Speleo Club Tanaro.

La partecipazione avverrà attraverso Google Meet, a questo collegamento.

Un abisso che continua a crescere

L’Abisso Paperino si apre a 1.890 metri di quota sull’Alpe degli Stanti, nel territorio comunale di Ormea, in provincia di Cuneo.

La sua storia esplorativa è cominciata nel 1989, quando Livio Gai, Umberto Minazzo ed Enzo Trincheri hanno individuato e aperto l’accesso alla cavità attraverso lavori di scavo.

Nel 2000 il Gruppo Speleologico lmperiese CAI ha ripreso le esplorazioni, portando lo sviluppo conosciuto a circa 1.500 metri.

Dopo un lungo periodo di inattività, le ricerche sono ripartite grazie a una squadra composta principalmente da speleologi dello Speleo Club Tanaro, del Gruppo Speleologico Explora e dello Speleo Club Saluzzo “F. Costa” (SCS), insieme ad altri speleologi piemontesi e liguri.

Il risultato è stato un progressivo ampliamento della conoscenza della grotta, che oggi supera i tre chilometri di sviluppo esplorato, con numerosi punti ancora aperti.

Le novità del campo estivo 2026

Il 15 settembre Scintilena ha pubblicato un resoconto di Marco Massola dedicato alla ripresa delle esplorazioni nell’Abisso Paperino.

foto di Marco Massola

Dopo una lunga pausa invernale, dovuta alle abbondanti nevicate, gli speleologi sono tornati nella cavità e hanno proseguito le ricerche in più direzioni.

Il campo dell’agosto 2026 ha permesso di individuare nuovi ambienti, alcuni dei quali raggiungono 3-4 metri di larghezza e 10-15 metri di altezza.

Le prosecuzioni aperte sono numerose e lasciano intravedere ulteriori possibilità esplorative.

L’incontro di questa sera permetterà di ripercorrere queste attività attraverso il racconto diretto di due protagonisti delle ricerche, approfondendo i risultati raggiunti e le conoscenze acquisite.

Il collegamento con la risorgenza del Borello

Tra i risultati più significativi delle ricerche figura una colorazione delle acque sotterranee effettuata in uno dei rami dell’Abisso Paperino.

Il tracciamento ha dimostrato una connessione idrogeologica con la risorgenza del Borello, in Val Corsaglia, situata a circa sette chilometri di distanza e mille metri più in basso rispetto all’ingresso della grotta.

È un risultato importante per comprendere la circolazione dell’acqua all’interno del massiccio carsico.

La posizione dell’Abisso Paperino, tra il sistema del Borello e quello della Mottera, suggerisce inoltre la possibilità che la cavità possa rappresentare un elemento di collegamento tra due grandi sistemi sotterranei.

Si tratta, per il momento, di un’ipotesi che richiederà ulteriori esplorazioni e verifiche.

Un ciclo di incontri dedicato alle esplorazioni piemontesi

La serata sull’Abisso Paperino è il primo appuntamento di un ciclo organizzato dall’AGSP per condividere le nuove esplorazioni effettuate in Piemonte dai diversi gruppi speleologici.

Nei prossimi mercoledì saranno presentate anche le attività del Gruppo Speleologico Piemontese (GSP) a O Freddo, del Gruppo Speleologico Alpi Marittime (GSAM) alle Carsene e dello Speleo Club Tanaro (SCT) al Rem del Ghiaccio e all’Abisso Dolly.

È inoltre in preparazione una serata dedicata all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella ricerca di possibili collegamenti tra cavità in aree carsiche complesse.

Un tema particolarmente interessante, che potrebbe aprire nuove prospettive nell’analisi dei dati esplorativi e topografici. Le modalità e le date dei prossimi incontri saranno comunicate dagli organizzatori.

Il ciclo permetterà di mettere in comune risultati, difficoltà, metodi di lavoro e nuove prospettive di ricerca, dando spazio ai gruppi impegnati nell’esplorazione del sottosuolo piemontese.

Come partecipare questa sera

Mercoledì 4 novembre 2026, ore 21:00
Relatori: Marco Massola – Gruppo Speleologico Explora; Fausto Selvatico – Speleo Club Tanaro.
Modalità: incontro online su Google Meet.
Collegamento alla serata: https://meet.google.com/cdi-jost-htm

Fonti

Associazione Gruppi Speleologici Piemontesi – “Alla scoperta dell’Abisso Paperino. Ultime esplorazioni e risultati di una grande cavità” – Locandina dell’incontro del 4 novembre 2026 – comunicazione informale sul ciclo di incontri AGSP e collegamento alla prima serata – 4 novembre 2026.

Marco Massola – Nuove esplorazioni nell’Abisso Paperino – Scintilena – 15 settembre 2026
https://www.scintilena.com/nuove-esplorazioni-nellabisso-paperino/09/15/

Speleo Club Saluzzo “F. Costa” – Pagina ufficiale Facebook
https://www.facebook.com/SpeleoClubSaluzzo/

foto di Marco Massola

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  • Cavità artificiali, al via oggi il corso della Federazione Speleologica Toscana: prima lezione con Carla Galeazzi
    Condividi Mercoledì 4 novembre alle 21:00 appuntamento online con “Classificazione e tipologie delle cavità artificiali, parte prima”. La lezione è aperta a tutti e sarà trasmessa gratuitamente sul canale YouTube della Federazione Speleologica Toscana. Questa sera, mercoledì 4 novembre 2026, alle ore 21:00, prende il via il corso dedicato alle cavità artificiali organizzato dalla Federazione Speleologica Toscana APS. La prima lezione, intitolata “Classificazione e tipologie delle cavità ar
     

Cavità artificiali, al via oggi il corso della Federazione Speleologica Toscana: prima lezione con Carla Galeazzi

November 4th 2026 at 06:40

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Mercoledì 4 novembre alle 21:00 appuntamento online con “Classificazione e tipologie delle cavità artificiali, parte prima”. La lezione è aperta a tutti e sarà trasmessa gratuitamente sul canale YouTube della Federazione Speleologica Toscana.

Questa sera, mercoledì 4 novembre 2026, alle ore 21:00, prende il via il corso dedicato alle cavità artificiali organizzato dalla Federazione Speleologica Toscana APS.

La prima lezione, intitolata “Classificazione e tipologie delle cavità artificiali, parte prima”, sarà tenuta da Carla Galeazzi e potrà essere seguita liberamente online, senza costi di partecipazione.

Come si classificano le cavità artificiali?

Il mondo sotterraneo non comprende soltanto le grotte naturali. Miniere, acquedotti, cisterne, gallerie, ambienti scavati per esigenze difensive e strutture legate alle attività umane costituiscono un patrimonio vastissimo, nel quale si intrecciano speleologia, archeologia, storia e studio del territorio.

La classificazione delle cavità artificiali permette di distinguere le diverse tipologie di opere sotterranee in base alle loro caratteristiche e funzioni, fornendo un linguaggio comune per documentarle e studiarle.

È proprio a questo tema che sarà dedicato il primo incontro del corso, con una lezione introduttiva affidata a Carla Galeazzi.

Una lezione aperta a tutti

La presidente della Federazione Speleologica Toscana, Nadia Ricci, ha comunicato che la lezione sarà liberamente fruibile attraverso il canale YouTube della Federazione.

L’appuntamento è rivolto a chi desidera avvicinarsi allo studio delle cavità artificiali, ma può interessare anche speleologi, appassionati di storia locale e persone impegnate nella conoscenza e nella documentazione del patrimonio sotterraneo.

L’appuntamento è per oggi, mercoledì 4 novembre, alle ore 21:00.

Fonte e collegamento alla diretta

Federazione Speleologica Toscana APS – Comunicazione della presidente Nadia Ricci sulla prima lezione del corso dedicato alle cavità artificiali – novembre 2026

Diretta YouTube:
https://www.youtube.com/live/BZXhTeS1DWQ

Sito Federazione Speleologica Toscana:https://www.speleotoscana.it/

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  • Grotta Rosa 2027, il decennale porta a Trieste dieci anni di speleologia al femminile
    Condividi Grotta Rosa 2027 riunirà le speleologhe tra Trieste e il Carso per tre giorni di incontri e condivisione. Sabato 13 marzo sarà dedicato alla grotta. Avviata la raccolta dei contatti: chi aveva lasciato il proprio nome a Costacciaro deve compilare nuovamente il modulo. Grotta Rosa 2027: tre giorni tra Trieste e il Carso Grotta Rosa festeggerà nel marzo 2027 il proprio decennale a Trieste. L’incontro riunirà speleologhe provenienti da tutta Italia per tre giorni tra la città e il C
     

Grotta Rosa 2027, il decennale porta a Trieste dieci anni di speleologia al femminile

November 4th 2026 at 06:00

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Grotta Rosa 2027 riunirà le speleologhe tra Trieste e il Carso per tre giorni di incontri e condivisione. Sabato 13 marzo sarà dedicato alla grotta. Avviata la raccolta dei contatti: chi aveva lasciato il proprio nome a Costacciaro deve compilare nuovamente il modulo.

Grotta Rosa 2027: tre giorni tra Trieste e il Carso

Grotta Rosa festeggerà nel marzo 2027 il proprio decennale a Trieste. L’incontro riunirà speleologhe provenienti da tutta Italia per tre giorni tra la città e il Carso. Al centro ci saranno le grotte, il confronto tra gruppi e le relazioni costruite attraverso la frequentazione del sottosuolo.

La giornata di sabato 13 marzo 2027 sarà dedicata all’uscita in grotta. L’appuntamento prosegue un percorso nato nel 2017 attorno al gruppo speleologico Buio Verticale del CAI Gubbio. Nel tempo l’iniziativa ha collegato partecipanti e realtà associative di diverse regioni italiane.[web:37][web:7]

L’annuncio del decennale richiama la formula che caratterizza Grotta Rosa: vivere un’esperienza comune, raccontare le attività dei rispettivi gruppi e conoscersi anche fuori dalla grotta. L’uscita sotterranea costituisce quindi una parte di un incontro più ampio. La condivisione prosegue nei momenti di ritrovo e nelle conversazioni tra persone con esperienze differenti.

Grotta Rosa 2027: il modulo raccoglie le manifestazioni di interesse

La raccolta dei nominativi è già iniziata. Il modulo indicato dalle organizzatrici serve a ricevere gli aggiornamenti sul programma completo, sulla logistica e sulle successive modalità di adesione.

La compilazione non costituisce un’iscrizione definitiva e non comporta impegni. Si tratta di una manifestazione di interesse, utile a mantenere il contatto con chi vorrebbe partecipare. Questa distinzione chiarisce il significato dell’invito, anche quando il collegamento viene presentato informalmente come “modulo di iscrizione”.

Il riferimento operativo è il seguente:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeh3sv6KQBDTWKxN_slEbTnLG8_7prKZllwqapiUmuEcUO36Q/viewform

Da Costacciaro 2026 a Grotta Rosa 2027: l’appello a reinserire i contatti

La presentazione del decennale è passata anche da Costacciaro 2026, Raduno Internazionale di Speleologia. In quella sede erano state raccolte le prime manifestazioni di interesse presso lo stand di Buio Verticale, nell’ambito del CAI.

Il foglio con i nominativi e i recapiti è stato preso, come riferisce il messaggio delle organizzatrici. Da qui nasce la richiesta di compilare nuovamente il modulo online. L’appello riguarda in particolare le persone che avevano già lasciato i propri dati allo stand.

Nella comunicazione compare anche un ringraziamento a La Scintilena e al raduno di Costacciaro per lo spazio dedicato all’iniziativa. La presentazione ha permesso di raccontare il percorso di Grotta Rosa alla comunità speleologica e di annunciare l’appuntamento triestino.

Grotta Rosa e Marisa Siccardi: il dialogo tra generazioni di speleologhe

Tra i momenti ricordati dalle promotrici figura l’incontro con Marisa Siccardi, speleologa di Savona. Il richiamo alla sua esperienza collega il decennale alla storia della presenza femminile nella speleologia italiana.

Nata nel 1935, Siccardi ha iniziato a frequentare le grotte del Finalese negli anni Cinquanta. Alla pratica speleologica ha affiancato una lunga attività infermieristica e competenze nell’assistenza sanitaria. La sua vicenda comprende anche le difficoltà incontrate dalle donne nell’accesso ai ruoli organizzati del soccorso. Nel 1974 la proposta di un suo ingresso nel CNSAS non fu accolta per le restrizioni dell’epoca alla partecipazione femminile.

Il suo coinvolgimento nel racconto di Grotta Rosa mette in relazione percorsi personali lontani nel tempo. Accanto alle uscite e alle amicizie, l’iniziativa diventa così uno spazio in cui riconoscere esperienze, competenze e memoria della speleologia femminile.

Relazione di approfondimento: attività, azioni e scopo di Grotta Rosa nel decennio 2017–2027

Grotta Rosa e Buio Verticale: le origini al Monte Cucco nel 2017

La prima edizione di Grotta Rosa risale al 25 marzo 2017. Il modulo dell’epoca la identifica espressamente come prima edizione. L’organizzazione faceva capo alle speleologhe del Gruppo Speleologico CAI Gubbio “Buio Verticale”. Il luogo scelto era la Grotta di Monte Cucco, nell’Appennino umbro-marchigiano.[web:11]

Il programma prevedeva un’uscita sotterranea seguita da una serata insieme. Il percorso annunciato collegava l’ingresso alto del Nibbio all’ingresso Est, passando dalla base del Pozzo Perugia e dalla parte turistica. La cena e il pernottamento erano previsti al rifugio CAI di Gubbio.

Già questa prima impostazione conteneva due elementi rimasti centrali. Il primo era la pratica speleologica condivisa. Il secondo era il tempo dedicato alla conoscenza reciproca. Il ritrovo non si esauriva quindi nell’itinerario tecnico: comprendeva anche una dimensione associativa e relazionale.

Le condizioni di partecipazione erano definite. L’iniziativa era aperta a speleologhe maggiorenni, socie CAI con tesseramento valido. Veniva richiesta una buona autonomia nella progressione. Il limite era fissato a 25 partecipanti. Questi requisiti descrivono l’organizzazione del 2017 e non costituiscono le condizioni di accesso all’edizione 2027.

Grotta Rosa 2018 a Guarcino: la collaborazione con lo Speleo Club Roma

La seconda edizione portò Grotta Rosa nel Lazio. Il 17 marzo 2018 l’uscita fu organizzata alla Grotta degli Urli, nel territorio di Guarcino, in provincia di Frosinone. Buio Verticale collaborò con lo Speleo Club Roma.

Il trasferimento in un’altra regione ampliò la rete dell’iniziativa. A cambiare non fu soltanto la cavità visitata. Entrò in gioco una collaborazione tra gruppi, con un programma che univa la giornata sotterranea alla cena e all’ospitalità notturna a Riano.

La descrizione dell’itinerario comprendeva pozzi iniziali e successive gallerie. Anche in questa edizione era richiesta autonomia nella progressione. La partecipazione prevedeva tesseramento CAI o UISP, oppure un’apposita assicurazione giornaliera per le persone non iscritte alle due associazioni. Il numero massimo era di 20 partecipanti.

L’esperienza di Guarcino mostra un’azione concreta del progetto: mettere in contatto speleologhe attraverso la collaborazione tra associazioni ospitanti. L’incontro in grotta diventava il punto di partenza per una relazione tra realtà territoriali diverse.

Grotta Rosa 2019 a Frasassi: conoscere altri ambienti sotterranei

Nel 2019 Grotta Rosa raggiunse le Marche. La meta fu la Grotta del Fiume, nel complesso di Frasassi. La notizia pubblicata da Scintilena descriveva un percorso tra sale e gallerie al di sotto del livello della grotta turistica, con ingresso sul fiume Sentino.

La successione delle sedi costituisce un tratto significativo dell’iniziativa. Monte Cucco, Guarcino e Frasassi rappresentano tre tappe di un incontro itinerante. Le partecipanti hanno così potuto frequentare ambienti diversi e confrontarsi con gruppi legati a differenti territori. La ricostruzione pubblicata per l’appuntamento del 2025 ricorda anche il passaggio di Grotta Rosa in Emilia-Romagna.[web:9][web:8][web:7]

Questa mobilità favorisce la circolazione delle conoscenze. La familiarità di un gruppo con la propria zona può diventare patrimonio condiviso durante un incontro nazionale. La visita non sostituisce il lavoro continuativo delle associazioni locali: offre un contesto nel quale raccontarlo e metterlo in relazione con altre esperienze.

Grotta Rosa 2025 al Monte Cucco: gruppi e percorsi differenziati

L’8 e il 9 marzo 2025 Grotta Rosa tornò al Monte Cucco. L’appuntamento venne presentato come sesta edizione. Il programma prevedeva un’uscita il sabato, con gruppi distinti secondo esperienza e necessità tecniche. La domenica era destinata a una passeggiata e ad altri momenti di condivisione.

Il successivo resoconto di Buio Verticale riassunse l’incontro nel titolo “Grotta Rosa 2025: 35 Donne, 3 Percorsi, un’Unica Passione”. Il dato finale restituisce la dimensione di quell’appuntamento: 35 partecipanti e tre percorsi.

La differenziazione degli itinerari è un’azione organizzativa importante. Consente di costruire una giornata comune senza richiedere che tutte affrontino necessariamente lo stesso percorso. Nel programma del 2025 questa scelta era collegata esplicitamente all’esperienza delle partecipanti e alle esigenze tecniche.

Il ritorno al Monte Cucco collegava inoltre l’incontro alle sue origini. Il decennale del 2027 si riferisce ai dieci anni trascorsi dalla nascita del progetto nel 2017. La ricorrenza racconta dunque una storia iniziata dieci anni prima, senza coincidere automaticamente con il numero delle edizioni svolte.[web:7]

Lo scopo di Grotta Rosa: una rete nazionale di speleologhe

Lo scopo dichiarato di Grotta Rosa è creare incontro e condivisione tra donne che praticano la speleologia. La frequentazione delle grotte costituisce il terreno comune. La costruzione di rapporti tra persone e gruppi rappresenta l’altro asse dell’iniziativa. La presentazione del 2025 indica espressamente il rafforzamento delle competenze, delle amicizie e delle collaborazioni tra speleologhe.

Le azioni sviluppate nel tempo possono essere ricondotte a cinque ambiti:

  • Uscite in grotta, come esperienza pratica condivisa e punto centrale degli incontri.
  • Collaborazioni tra gruppi, documentate anche dall’organizzazione congiunta del 2018.
  • Confronto tra livelli di esperienza, attraverso la composizione dei gruppi e la scelta degli itinerari.
  • Momenti fuori dalla grotta, come cene, pernottamenti e passeggiate.
  • Continuità dei contatti, per collegare partecipanti provenienti da regioni diverse.[web:9][web:7]

La formula non si basa soltanto sul ritrovarsi in prossimità dell’8 marzo. Offre uno spazio riconoscibile alla partecipazione femminile nella comunità speleologica. Il carattere nazionale nasce dalla provenienza delle partecipanti e dalla capacità di collegare realtà associative differenti.

In questo quadro, la socialità non è separata dalla pratica. Raccontare un’uscita, confrontare le abitudini di un gruppo e condividere una giornata sotterranea sono parti dello stesso processo. Le relazioni possono proseguire oltre il singolo appuntamento, secondo l’obiettivo dichiarato di consolidare una rete di contatti e collaborazioni.

Speleologia femminile e autonomia: il ruolo dell’esperienza condivisa

Le prime edizioni chiariscono che partecipazione e attenzione alle competenze procedono insieme. Nel 2017 e nel 2018 l’autonomia nella progressione era un requisito esplicito. Nel 2025 l’organizzazione dei gruppi teneva conto dell’esperienza e delle necessità tecniche.[web:9][web:7]

Grotta Rosa mette quindi in relazione speleologhe con percorsi personali differenti all’interno di attività organizzate. La condivisione non elimina le esigenze della progressione sotterranea. Le riconosce nella scelta delle modalità di partecipazione e degli itinerari.

Il confronto con figure come Marisa Siccardi aggiunge una dimensione storica. La presenza delle donne nella speleologia passa anche attraverso il riconoscimento delle competenze e delle responsabilità esercitate. La sua esperienza nel rapporto tra grotta e assistenza sanitaria rende concreto questo collegamento tra pratica, preparazione e accesso ai ruoli associativi.

Grotta Rosa 2027 a Trieste: il decennale nel territorio del Carso

L’approdo a Trieste colloca il decennale in un territorio strettamente legato alla storia della speleologia. Sul Carso, tra Trieste e Lubiana, si svilupparono nell’Ottocento alcuni dei primi studi sistematici delle cavità. Il nome stesso del territorio è alla base della terminologia del carsismo.

L’annuncio per marzo 2027 riprende gli elementi consolidati dell’iniziativa. Prevede tre giorni insieme, un’uscita in grotta sabato 13 marzo e il confronto tra esperienze associative. Il legame tra attività sotterranea e incontro personale resta il filo conduttore del progetto.

La raccolta digitale dei contatti accompagna questa fase organizzativa. Chi aveva lasciato il proprio nome a Costacciaro è invitato a reinserirlo. Il modulo consentirà di ricevere programma, indicazioni logistiche e modalità di adesione al decennale di Grotta Rosa.

Fonti e collegamenti

Per l’annuncio di Trieste 2027, l’appello relativo ai contatti di Costacciaro e il racconto dell’incontro con Marisa Siccardi è stata utilizzata la comunicazione delle organizzatrici riportata nel testo di partenza. Il modulo seguente è il collegamento operativo indicato nella comunicazione.

  1. Grotta Rosa 2027 — modulo per la manifestazione di interesse:
    https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeh3sv6KQBDTWKxN_slEbTnLG8_7prKZllwqapiUmuEcUO36Q/viewform
  2. Buio Verticale — modulo della prima edizione, 25 marzo 2017:
    https://www.buioverticale.it/wp-content/uploads/2017/03/Grotta-Rosa-mod.pdf
  3. Scintilena — “Uscita in Rosa al Monte Cucco con il CAI Gubbio”:
    https://www.scintilena.com/uscita-in-rosa-al-monte-cucco-con-il-cai-gubbio/03/08/
  4. Scintilena — “Seconda edizione Grotta Rosa a Guarcino (FR)”:
    https://www.scintilena.com/seconda-edizione-grotta-rosa-a-guarcino-fr/02/25/
  5. Scintilena — “La Grotta Rosa: la speleologia al femminile si ritrova a Frasassi”:
    https://www.scintilena.com/la-grotta-rosa-la-speleologia-al-femminile-si-ritrova-a-frasassi/03/05/
  6. Scintilena — “Grotta Rosa 2025: la speleologia al femminile torna al Monte Cucco”:
    https://www.scintilena.com/grotta-rosa-2025-la-speleologia-al-femminile-torna-al-monte-cucco/02/18/
  7. Buio Verticale — “Grotta Rosa 2025: 35 Donne, 3 Percorsi, un’Unica Passione”:
    https://www.buioverticale.it/grotta-rosa-2025-35-donne-3-percorsi-ununica-passione/
  8. Scintilena — “Marisa Siccardi: novant’anni di passione, coraggio e profondità”:
    https://www.scintilena.com/marisa-siccardi-novantanni-di-passione-coraggio-e-profondita/06/27/
  9. Wikipedia — “Speleologia”, per l’inquadramento storico del Carso:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Speleologia

Grotta Rosa

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  • Geositi, grotte e Livenza: a Caneva una giornata tra sorgenti, esplorazioni e realtà virtuale
    Condividi Sabato 7 novembre 2026 Caneva e Polcenigo presentano a Villa Frova i risultati dei progetti GEOinCANEVA e PolceniGEO. In programma una visita alle sorgenti del Livenza, un convegno, l’anteprima dei nuovi strumenti immersivi e l’apertura della mostra «Le grotte tra esplorazione e ricerca». Ingresso libero. Le sorgenti del Livenza, gli abissi del Cansiglio e le nuove tecnologie per conoscere il sottosuolo saranno i protagonisti di «Geositi, grotte e Livenza», in programma sabato 7
     

Geositi, grotte e Livenza: a Caneva una giornata tra sorgenti, esplorazioni e realtà virtuale

November 4th 2026 at 05:00

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Sabato 7 novembre 2026 Caneva e Polcenigo presentano a Villa Frova i risultati dei progetti GEOinCANEVA e PolceniGEO.

In programma una visita alle sorgenti del Livenza, un convegno, l’anteprima dei nuovi strumenti immersivi e l’apertura della mostra «Le grotte tra esplorazione e ricerca». Ingresso libero.

Le sorgenti del Livenza, gli abissi del Cansiglio e le nuove tecnologie per conoscere il sottosuolo saranno i protagonisti di «Geositi, grotte e Livenza», in programma sabato 7 novembre 2026 a Stevenà di Caneva, in provincia di Pordenone.

L’iniziativa unisce i Comuni di Caneva e Polcenigo nella giornata conclusiva dei progetti di geodivulgazione GEOinCANEVA e PolceniGEO, realizzati con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Servizio geologico, ai sensi della legge regionale 15/2016.

L’appuntamento affiancherà l’esperienza sul territorio agli incontri con geologi, divulgatori e speleologi, con attività aperte al pubblico e ingresso libero.[1]

Dalle sorgenti del Livenza agli abissi del Cansiglio

La giornata inizierà dalle 10.00 alle 12.00 con una visita guidata alle sorgenti della Santissima e del Molinetto. Il ritrovo è previsto al parcheggio del Santuario della Santissima: da qui partirà una breve passeggiata ad anello lungo la sponda, seguita dal trasferimento in automobile al Molinetto.[1]

L’escursione offrirà l’occasione per conoscere due emergenze del sistema sorgentizio del Livenza. Insieme al Gorgazzo, la Santissima e il Molinetto costituiscono un geosito di importanza nazionale: manifestazioni differenti, ma collegate, della circolazione delle acque nel massiccio carsico del Cansiglio-Cavallo. La visita permetterà quindi di leggere il paesaggio attraverso il rapporto fra le montagne, i percorsi sotterranei dell’acqua e le sorgenti della pedemontana.[2]

Questo collegamento tra superficie e profondità è anche uno dei fili conduttori dei progetti GEOinCANEVA e PolceniGEO. Le attività sviluppate nel corso del 2026 hanno affiancato escursioni guidate, pannelli divulgativi, materiali di approfondimento e strumenti digitali, costruendo un percorso di conoscenza condiviso fra i due territori comunali.[3]

A Villa Frova il bilancio dei progetti e l’anteprima dei virtual tour

Il programma pomeridiano si aprirà alle 14.30 a Villa Frova con i saluti delle autorità. Alle 15.00 Massimo Zanetti, direttore del Servizio geologico della Regione Friuli Venezia Giulia, presenterà il quadro della geodiversità e dei geositi regionali. Alle 15.30 Barbara Grillo, di Divulgando Srl, illustrerà il bilancio delle attività dedicate ai geositi di Caneva e Polcenigo, dalle uscite sul territorio ai percorsi per le scuole.[1]

Alle 16.00 Alessio Mereu, di Divulgando Srl, presenterà in anteprima i nuovi strumenti multimediali di GEOinCANEVA e PolceniGEO: un virtual tour e un’esperienza immersiva con i visori. Il pubblico potrà provare i contenuti, pensati per accompagnare la scoperta dei geositi dalle sorgenti del Livenza agli ambienti sotterranei del Cansiglio.[1]

La presentazione darà forma a uno degli obiettivi annunciati all’avvio dei progetti: raccontare la continuità geologica fra la fascia delle sorgenti e l’altopiano, affiancando alla visita diretta strumenti consultabili anche in ambiente digitale. Per GEOinCANEVA il percorso virtuale è stato progettato lungo l’itinerario che collega la sorgente del Molinetto all’Abisso Col de la Rizza; PolceniGEO ha previsto l’ampliamento dei contenuti dedicati alla Santissima.[3]

Gli speleologi raccontano esplorazioni e nuove ricerche

Il contributo del Gruppo Speleologico Sacile porterà al centro del convegno l’attività esplorativa e la ricerca sul campo. Alle 16.45 Filippo Felici presenterà le esplorazioni nel geosito «Doline e Abissi del Cansiglio», mentre alle 17.30 Adriano Feltrin illustrerà le ricerche nel conglomerato dei colli di Polcenigo e Budoia, un ambito di studio proposto all’attenzione del pubblico anche nella prospettiva di un futuro geosito.[1]

Il geosito «Doline e Abissi del Cansiglio», condiviso da Caneva e Polcenigo, riunisce testimonianze del carsismo superficiale e profondo, insieme a elementi di interesse idrogeologico e paleontologico. Le esplorazioni speleologiche contribuiscono così a conoscere non soltanto le cavità, ma anche la storia delle rocce e la circolazione delle acque che alimentano le sorgenti del territorio.[3]

La mostra «Le grotte tra esplorazione e ricerca» aperta anche domenica

Alle 18.00 sarà inaugurata a Villa Frova la mostra itinerante «Le grotte tra esplorazione e ricerca», della Federazione Speleologica Regionale e della Regione Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Gruppo Speleologico Sacile e il Catasto Speleologico Regionale. L’esposizione resterà aperta anche domenica 8 novembre.[1]

Pannelli, campioni e reperti accompagneranno i visitatori alla scoperta del patrimonio ipogeo regionale. Ai materiali espositivi si affiancheranno visori di realtà virtuale, riprese inedite realizzate con droni e un totem touch per esplorare le cavità a 360 gradi: linguaggi diversi per avvicinare il pubblico alle esplorazioni e alle ricerche nel sottosuolo.[1]

L’appuntamento si inserisce inoltre nell’anno del novantesimo anniversario del terremoto del Cansiglio del 18 ottobre 1936, collegando la conoscenza dei geositi alla memoria geologica e storica del territorio.[1]

Il programma di sabato 7 novembre 2026

  • 10.00–12.00 — Visita guidata alle sorgenti della Santissima e del Molinetto, con ritrovo al parcheggio del Santuario della Santissima.
  • 14.30 — A Villa Frova, saluti delle autorità.
  • 15.00 — «Geodiversità e geositi del Friuli Venezia Giulia», Massimo Zanetti, direttore del Servizio geologico regionale.
  • 15.30 — «I geositi di Caneva e Polcenigo: bilancio finale delle attività di geo-divulgazione», Barbara Grillo, Divulgando Srl.
  • 16.00 — Presentazione del virtual tour di GEOinCANEVA e PolceniGEO e della visione immersiva con i visori, Alessio Mereu, Divulgando Srl.
  • 16.45 — «Le esplorazioni nel geosito Doline e Abissi del Cansiglio», Filippo Felici, Gruppo Speleologico Sacile.
  • 17.30 — «Le ricerche nel conglomerato dei colli di Polcenigo e Budoia: una novità per un futuro geosito», Adriano Feltrin, Gruppo Speleologico Sacile.
  • 18.00 — Inaugurazione della mostra «Le grotte tra esplorazione e ricerca».[1]

Informazioni e promotori

Il convegno e la mostra si svolgeranno a Villa Frova, a Stevenà di Caneva (PN). L’ingresso è libero e gratuito. Per informazioni è possibile contattare l’Ufficio Cultura del Comune di Caneva al numero 0434 797447; aggiornamenti sui canali Facebook «Officina Villa Frova» e Instagram «@in.caneva».[1]

L’iniziativa è promossa dai Comuni di Caneva e Polcenigo e dalla Magnifica Comunità di Montagna Dolomiti Friulane Cavallo Cansiglio, in collaborazione con la Federazione Speleologica Regionale FVG, il Gruppo Speleologico Sacile – SSI e lo Speleo Team CAI Conegliano. I progetti sono curati da Divulgando Srl e sostenuti dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Servizio geologico, nell’ambito della legge regionale 15/2016.[1]

Fonti consultate

Fonti
[2] Santissima e Molinetto. Le Sorgenti del Livenza https://www.pordenonewithlove.it/it/evento/santissima-e-molinetto-le-sorgenti-del-livenza
[3] Nel Cuore della Terra: viaggia tra gli abissi e le sorgenti … https://www.scintilena.com/nel-cuore-della-terra-viaggia-tra-gli-abissi-e-le-sorgenti-del-cansiglio/03/30/
[4] Il bacino idrografico del fiume Livenza | Protezione Civile … https://www.protezionecivile.fvg.it/it/il-bacino-idrografico-del-fiume-livenza-0
[5] REGIONE FVG INFORMA https://www.ilgazzettino.it/speciali/regione_fvg_informa/
[6] Livenza – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Livenza
[7] Officina Villa Frova | Contenitore culturale multifunzionale http://officinavillafrova.incaneva.it/
[8] Santissima e Molinetto. Le Sorgenti del Livenza https://albergodiffusovivaro.it/2026/04/30/santissima-e-molinetto-le-sorgenti-del-livenza/
[9] ITALIA PREISTORICA IN GROTTA. QUADRI REGIONALI, STORIA … https://www.iipp.it/italia-preistorica-in-grotta-quadri-regionali-storia-degli-studi-ricerche-e-nuove-scoperte/
[10] Presentazione del progetto GEOinCANEVA – InCaneva https://incaneva.it/it/presentazione-del-progetto-geoincaneva-28854
[11] THE SOURCES OF THE LIVENZA RIVER CIRCULAR ROUTE https://www.visitsacile.it/wp-content/uploads/2023/12/EN_Anello-Sorgenti-del-Livenza-1.pdf
[12] Geositi, grotte e Livenza https://www.fsrfvg.it/?p=12493
[13] Fvg, il Masterplan sui siti produttivi degradati si amplia con cinque nuove aree https://www.nordest24.it/fvg-masterplan-siti-produttivi-degradati-cinque-nuove-aree
[14] meraviglie sotterranee da esplorare tutto l’anno 2026 – Italia Delight https://www.italiadelight.it/blog/en/grotte-spettacolari-italia-2026/
[15] Turismo, Piemonte e Liguria si presentano insieme all’Eicma 2026 https://www.ossola24.it/index.php/eventi/turismo-piemonte-e-liguria-si-presentano-insieme-alleicma-2026

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  • Distrutto il quaderno di vetta del Gran Sasso. Esiste ancora la nostra poesia?
    Condividi Di Agnese Wilde Il quaderno di vetta del Corno Grande sul Gran Sasso è stato ritrovato ridotto in pezzi da qualcuno che ne ha divelto la copertina, strappato le pagine e poi lo ha lasciato alle intemperie che hanno terminato il lavoro: l’intera memoria di una montagna buttata via, cancellata per sempre. I resti del quaderno sono stati recuperati da Vincenzo Brancadoro che li ha trasportati alla sezione Aquilana del CAI, dove verranno conservati. Appresa la notizia, il prim
     

Distrutto il quaderno di vetta del Gran Sasso. Esiste ancora la nostra poesia?

November 3rd 2026 at 07:00

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Di Agnese Wilde

Il quaderno di vetta del Corno Grande sul Gran Sasso è stato ritrovato ridotto in pezzi da qualcuno che ne ha divelto la copertina, strappato le pagine e poi lo ha lasciato alle intemperie che hanno terminato il lavoro: l’intera memoria di una montagna buttata via, cancellata per sempre.

I resti del quaderno sono stati recuperati da Vincenzo Brancadoro che li ha trasportati alla sezione Aquilana del CAI, dove verranno conservati.

Appresa la notizia, il primo pensiero che ho avuto è stato: §trønzo. Il secondo è stato “dobbiamo riscriverlo” e ho iniziato a contattare i miei amici per organizzare. Il terzo pensiero è stato per la nostra poesia che era lassù. Quella che avevamo scritto in quell’avventura in un autunno che era di molti gradi e poche parole mentre noi eravamo un fiume in piena e avevamo deciso di unirle insieme.

Dove è finita la nostra poesia? Chissà se è sopravvissuta ed è al sicuro, se è diventata pure lei unostraccio illeggibile. Esiste ancora la nostra poesia? E se è diventata un brandello, allora non esiste più? Credevo che una cosa esistesse solo se una penna la può raccontare, eppure la posso sentire ancora, è dentro di me e di te. Non era solo lassù.

Io e i miei amici ci siamo incontrati e mentre eravamo lì davanti ai nostri calici parlavamo dell’accaduto. Eravamo tutti indignati e arrabbiati, io per prima, eppure c’era qualcosa che continuava a ronzarmi in testa. Il fatto è questo: pensiamo tutti che sia stato qualche vandalo, magari qualche ragazzino irrispettoso della montagna, che è arrivato lì e ha distrutto i nostri ricordi, la nostra poesia. “Oramai la montagna è fin troppo frequentata da gentaccia” dice uno di noi. “Non è neppure la prima volta che succede in questo periodo”.

Poche settimane prima infatti, nel Bivacco Piergiorgio Desiati (1815m) il registro di vetta è stato danneggiato e le pagine utilizzate per accendere un fuoco. Un’ondata di vandalismo che travolge la montagna.

Il pensiero continua a ronzare in testa. Non riesco a capire. Perché un vandalo dovrebbe farsi 3000 metri, arrivare fin lassù e davanti a tanta bellezza pensare invece a stracciare via la memoria intera di una montagna? E soprattutto: come è possibile, dio, che un essere umano riesca ad arrivare in vetta con quello stato d’animo? Senza che un minimo, un minimo dico, la nostra montagna lo acquieti?

Non riesco a capire, la mia mente non riesce a concepire un qualcosa del genere. Sarà che io sono convinta che non esiste persona al mondo capace di amare la montagna ed essere al tempo stesso una pessima persona. Magari uno può amare la montagna ed essere un tipo particolare (anzi, certamente lo sarà) oppure essere un po’ difficile ma non certo una pessima persona.Voglio dire non sto giustificando il tipo, se lo incontrassi gli direi anche io sei uno §trønzo. Però misto anche interrogando se, forse, non possa essere stato un modo per comunicare qualcosa.

Qualcos’altro, come una forma di metaforica protesta.

Lo dico perché proprio mentre scrivo fuori dal mio posto di lavoro c’è una di quelle manifestazioni per cui i ragazzi in questi giorni hanno anche spaccato le vetrine. Mi sono sempre ripromessa che non sarei diventata una di quei vecchi bigotti incapaci di capire i giovani e così come mi sono messa davanti alle immagini delle città depredate e ai municipi in fiamme sforzandomi di capire (e capendo) la rabbia dei giovanissimi, così allo stesso modo io guardo il nostro libro distrutto e mi chiedo: e se non fosse un solo atto di vandalismo? E se fosse lo stesso? Che cosa potrebbe cercare di comunicarci? Perché distruggere la memoria di una montagna? Perché si può essere così stufi e arrabbiati con la memoria di una montagna? La voleva cancellare o ne voleva forse una nuova? Curiosa questa idea… una nuova memoria per la montagna.

Ci rifletto.

Io, forse, un senso l’ho trovato. O forse l’ho voluto trovare, perché per me non può esistere uno che arriva a 3000 metri per distruggere la montagna. Non riesco ad accettare che uno arrivi a 3000 metri senza essere folgorato e placato da quella bellezza. Ma forse hanno ragione i miei amici, forse è stato solo un povero §trønzo, uno spostato o uno il cui tormento interiore è così acceso che neppure una vetta del genere è stata capace di spegnerglielo.

Eppure, anche in questo caso, il nostro vandalo mi lascia questa riflessione: che fine ha fatto la nostra poesia?

Solo perché lui l’ha stracciata allora non c’è più? Cos’è che davvero permetteva a quella poesia, alla memoria della montagna, di esistere?

“Allora Agne, andata per il primo weekend di marzo?” Andata per il primo weekend di marzo.”Ma.. riscriviamo la stessa?” O ne scriviamo una nuova?

L'articolo Distrutto il quaderno di vetta del Gran Sasso. Esiste ancora la nostra poesia? proviene da Scintilena.

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  • Speleologia Veneta, il numero 25 prende forma: circa 350 pagine per raccontare il sottosuolo
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Speleologia Veneta, il numero 25 prende forma: circa 350 pagine per raccontare il sottosuolo

November 3rd 2026 at 06:00

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Prenotazioni aperte fino al 14 novembre 2026 per Speleologia Veneta, la rivista della Federazione Speleologica Veneta. Uscita prevista nei primi giorni di dicembre. Dalle esplorazioni agli acquiferi carsici, un percorso editoriale iniziato nel 1984 e sviluppato attraverso rivista, aggiornamenti catastali e allegati scientifici.

Speleologia Veneta 25: uscita a dicembre e prenotazioni entro il 14 novembre

È in fase di impaginazione e revisione il numero 25 di Speleologia Veneta, la rivista della Federazione Speleologica Veneta. La pubblicazione è prevista per i primi giorni di dicembre 2026. Il nuovo volume avrà circa 350 pagine, con una consistenza particolarmente ampia rispetto alla produzione precedente.

La redazione ha aperto le prenotazioni al prezzo di 17,00 euro per copia. La scadenza è fissata al 14 novembre 2026. Le richieste serviranno anche a definire il numero di esemplari da stampare.

Per prenotare una o più copie occorre scrivere a pgasparetto@libero.it, indicando:

  • nome e cognome;
  • indirizzo postale completo per la spedizione;
  • numero di copie desiderate.

Le spedizioni avverranno, ove possibile, attraverso il servizio Piego di libri di Poste Italiane per invii inferiori a 2 chilogrammi. Per quelli di peso superiore è previsto il corriere espresso. Il costo esatto della spedizione e le modalità di pagamento saranno comunicati dopo la stampa. L’annuncio della redazione invita quindi a prenotare entro la scadenza, sostenendo la produzione e la diffusione della rivista.

Speleologia Veneta dal 1984: dalle fotocopie alla nuova serie

La storia di Speleologia Veneta comincia nel 1984. La pubblicazione nasce come foglio informativo interno fotocopiato. Contiene brevi notizie e i verbali dell’Assemblea dei delegati dei gruppi veneti. Fino al 1990 escono sei numeri in questa veste essenziale, pensata soprattutto per la comunicazione associativa. [web:2]

Il passaggio alla stampa tipografica arriva con i primi finanziamenti. La nuova serie si apre nel 1993, come documenta il catalogo della Federazione. Al primo volume si affianca un supplemento dedicato agli elenchi catastali delle grotte e delle aree carsiche del Veneto, firmato da Paolo Mietto. La rivista amplia così la propria funzione: non soltanto informazione interna, ma anche pubblicazione di dati sul patrimonio sotterraneo regionale. [web:2][web:24]

Un’altra tappa riguarda la veste grafica. Dal numero 5, uscito nel 1997, la pubblicazione diventa interamente a colori. Il cambiamento accompagna la volontà della Federazione di costruire un bollettino accurato, alimentato dai contributi degli autori veneti. I rinnovi della redazione introducono nel tempo nuove impostazioni e diverse modalità di organizzazione dei contenuti. [web:2]

La redazione di Speleologia Veneta e la crescita degli autori

La formazione degli autori costituisce uno degli obiettivi dichiarati della rivista. Le diverse redazioni hanno cercato di coinvolgere un numero crescente di speleologi nella scrittura delle proprie esperienze e ricerche. Il lavoro editoriale offre quindi uno sbocco alle attività dei gruppi e favorisce la loro trasformazione in documentazione consultabile. [web:2]

Nel percorso della testata si sono succeduti, come direttori responsabili, Federico Lanaro, Enrico Gleria, Giancarlo Marchetto e Paolo Gasparetto. Sono nomi legati a fasi differenti della sua evoluzione. La continuità del progetto risiede nell’attenzione agli autori e nella volontà di raccogliere il lavoro svolto sul territorio. [web:2]

La figura di Federico “Ico” Lanaro mostra il rapporto fra esplorazione e pubblicazione. Nel 1993 raccontò su Speleologia Veneta la Spurga del Viperotto, con l’articolo “Il Faedo ha un abisso: la Spurga del Viperotto”. Alla scrittura affiancava fotografie e rilievi. La sua attività documenta un modo di fare speleologia nel quale l’esplorazione prosegue attraverso il racconto e la rappresentazione delle cavità. [web:20]

Gli allegati scientifici di Speleologia Veneta: una seconda linea editoriale

Accanto alla rivista si sviluppa una produzione di supplementi e allegati. Dal 2007 l’allegato, pubblicato in precedenza in modo sporadico, assume una propria programmazione. La finalità dichiarata è ospitare ricerche ed eventi importanti della speleologia veneta, lasciando alla rivista una struttura più agile e leggibile. [web:2]

Le due linee editoriali rispondono quindi a esigenze complementari. La testata raccoglie contributi diversi, notizie e resoconti. I volumi tematici permettono di organizzare materiali estesi attorno a uno stesso argomento, progetto o incontro. Questa articolazione emerge anche dal catalogo delle pubblicazioni federali. [web:2][web:24]

Fra i titoli figurano gli “Atti del terzo incontro di Speleologia Veronese”, allegato scientifico numero 5 del 2007. Seguono il volume del 2009 sul progetto IN.A.C. e quello del 2010 dedicato a “Ramaloch 2007”. Nel catalogo compare anche “L’acqua che berremo”, del 2011, con il sottotitolo “Speleologi e istituzioni difendono la risorsa più preziosa”. Il programma editoriale collega così ricerca, confronto fra gruppi e divulgazione delle questioni ambientali. [web:24]

Catasto delle grotte del Veneto: la documentazione nelle pubblicazioni

La componente catastale accompagna la nuova serie fin dall’inizio. Al supplemento del 1993 si aggiunge, nel 2005, il volume “Elenchi catastali delle grotte del Veneto – X aggiornamento generale”, ancora a firma di Paolo Mietto. La pubblicazione degli aggiornamenti costituisce una parte riconoscibile dell’attività editoriale federale. [web:24]

Il catasto e la rivista svolgono funzioni distinte, ma collegate. Gli elenchi ordinano le informazioni sulle cavità. Gli articoli ospitano invece descrizioni, interpretazioni e resoconti delle attività. La presenza di entrambi nel catalogo permette di affiancare la registrazione del patrimonio carsico alla narrazione delle ricerche che ne ampliano la conoscenza. [web:24][web:25]

Questa relazione è visibile anche nella produzione recente. Nel volume 24 trovano spazio le nuove esplorazioni del periodo 2020-2024, curate da Francesco Sauro, e le ricerche sul Monte Baldo raccontate da Andrea Ceradini. La rivista conserva quindi una funzione di aggiornamento sulle attività esplorative regionali. [web:25]

Acquiferi carsici e progetto IN.A.C.: la ricerca pubblicata da Speleologia Veneta

Un esempio articolato della produzione scientifica è l’allegato numero 6 del 2009, “IN.A.C. – Inquinamento Acque carsiche”. Il volume conta 192 pagine. Il suo indice riunisce strumenti di misura, organizzazione dei dati, idrogeologia, qualità delle acque e indagini biologiche. [web:26]

Una prima parte affronta il confronto fra datalogger di temperatura, cioè strumenti che registrano le misure nel tempo. Un altro contributo riguarda il GIS delle sorgenti del progetto: un sistema informativo geografico che associa dati e cartografia. Il lavoro comprende la scelta del software, il sistema di riferimento e la struttura delle tabelle. La pubblicazione affianca così i risultati delle indagini alle modalità impiegate per raccogliere e organizzare le informazioni. [web:26]

I casi territoriali comprendono i Monti Lessini veronesi e l’altopiano Faedo-Casaron. Altri contributi riguardano la sorgente Copacan presso Lumignano, le sorgenti dell’Oliero e alcune sorgenti dell’Altopiano dei Sette Comuni. Il volume ospita anche uno studio sulle temperature delle sorgenti della Vena d’Oro, nelle Prealpi Bellunesi. [web:26]

La ricerca si estende alle acque ipogee del Bus de la Genziana e del Bus del Pal, sul Cansiglio. Include inoltre metodi di raccolta dei protozoi negli ambienti sotterranei e nelle risorgive. Due contributi affrontano i protozoi delle acque carsiche del Montello, anche come possibili indicatori di qualità. Il monitoraggio fisico e chimico viene quindi affiancato dall’osservazione biologica. [web:26]

Un capitolo presenta il lavoro condotto dal Liceo Scientifico di Asiago con protocolli IN.A.C. La sua presenza documenta anche una collaborazione fra ricerca speleologica e scuola. La raccolta non si limita a descrivere luoghi: mette in circolazione esperienze, procedure e bibliografie. [web:26]

Speleologia Veneta 24: esplorazioni, sorgenti e ghiacciai ipogei

Il volume 24, pubblicato nel 2024, offre un quadro recente degli interessi della testata. Conta 222 pagine e alterna sezioni dedicate a eventi, incontri, articoli di approfondimento e attività dei gruppi. Vi figurano l’inaugurazione della biblioteca “Francesco Dal Cin”, uno stage per istruttori e aiuto istruttori e gli atti di “Tutti giù in Lessinia 2023”. [web:25]

L’idrogeologia occupa uno spazio specifico con i contributi di Alessio Fileccia sulla sorgente del Meschio. Un articolo presenta i risultati del monitoraggio 2017-2020. Un secondo riferisce della ripresa delle esplorazioni dopo trent’anni, con aggiornamenti all’ottobre 2022. Le due prospettive affiancano lo studio del bacino di alimentazione alla frequentazione esplorativa della sorgente. [web:25]

Il numero comprende anche “Lo stato di salute di alcuni ghiacciai ipogei dell’Altopiano di Asiago, 25 anni dopo”, di Jacopo Zannoni. La presenza del contributo estende l’attenzione editoriale agli ambienti sotterranei con ghiaccio e al loro confronto nel tempo. Nella stessa pubblicazione trovano spazio temi di circolazione dell’acqua e dinamica dell’ambiente ipogeo. [web:25]

Cavità artificiali, mappe digitali e psicologia nella rivista

Speleologia Veneta non si limita alle grotte naturali. Il volume 24 comprende uno studio sugli antichi acquedotti sotterranei di Asolo, firmato da Massimiliano Zago, Daniele Davolio, Marcello Pellegrini, Roberto Sordi e Marco Sordi. La sezione dedicata alla speleologia artificiale raccoglie quindi ricerche sul sottosuolo costruito dall’uomo. [web:25]

Un altro contributo presenta “Il Buio in tasca”, di Daniele Davolio e Marco Romano. Il sottotitolo, “Mappe digitali per una speleologia diffusa e condivisa”, esplicita l’attenzione agli strumenti digitali e alla condivisione della documentazione. [web:25]

La sezione “Speleologia e Psyche” allarga ulteriormente il campo. Un articolo affronta caratteristiche e abilità di esperti e non esperti nell’ambiente ipogeo. Un secondo, di Tommaso De Vivo, riguarda la rappresentazione mentale del corpo negli speleologi. La rivista ospita così anche studi sull’esperienza umana della grotta, accanto a esplorazione, geologia e ricerca sulle acque. [web:25]

Recensioni, riferimenti ai gruppi veneti, laboratori di biologia sotterranea e incarichi federali completano il volume. La testata mantiene quindi un collegamento fra approfondimento e vita associativa, senza ridurre la propria funzione al resoconto delle sole esplorazioni. [web:25]

Fonti e documentazione

Speleologia Veneta

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  • Grotta Chauvet, una sottile pellicola di calcite protegge i disegni di 37.000 anni fa
    Condividi Una tecnica basata sulla fluorescenza ultravioletta ha permesso di studiare le pareti senza toccarle, lavorando fino a 2,5 metri di distanza. Sui disegni è emerso un velo traslucido di calcite, mentre alcune tracce potrebbero conservare l’impronta termica di carboni ancora incandescenti Una pellicola quasi invisibile di calcite ricopre parte dei celebri disegni paleolitici della Grotta Chauvet, in Francia. Depositata naturalmente dall’acqua sulla superficie calcarea, potrebbe aver c
     

Grotta Chauvet, una sottile pellicola di calcite protegge i disegni di 37.000 anni fa

November 3rd 2026 at 05:00

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Una tecnica basata sulla fluorescenza ultravioletta ha permesso di studiare le pareti senza toccarle, lavorando fino a 2,5 metri di distanza. Sui disegni è emerso un velo traslucido di calcite, mentre alcune tracce potrebbero conservare l’impronta termica di carboni ancora incandescenti

Una pellicola quasi invisibile di calcite ricopre parte dei celebri disegni paleolitici della Grotta Chauvet, in Francia. Depositata naturalmente dall’acqua sulla superficie calcarea, potrebbe aver contribuito a proteggere per millenni alcune delle più antiche manifestazioni artistiche conosciute.

A rivelarla è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica ACS Omega da un gruppo di ricercatori francesi coordinato da Philippe Walter, del Laboratoire d’Archéologie Moléculaire et Structurale della Sorbonne Université e del CNRS.

Il risultato è interessante anche per il metodo utilizzato.

Nella Grotta Chauvet non ci si può semplicemente avvicinare a una parete per effettuare una misura. Il pavimento conserva impronte e altre testimonianze paleolitiche estremamente fragili e gli spostamenti dei ricercatori sono rigidamente limitati.

Gli scienziati hanno quindi sviluppato uno strumento capace di analizzare le superfici decorate senza contatto e da distanze fino a circa 2,5 metri, utilizzando la spettroscopia di fluorescenza ultravioletta.

Una luce invisibile per leggere la parete

Il principio consiste nell’illuminare una piccolissima porzione della superficie con radiazione ultravioletta e analizzare la fluorescenza emessa dai materiali.

La difficoltà, a Chauvet, è distinguere due materiali apparentemente molto simili: il calcare della parete e la calcite depositata successivamente dall’acqua.

Entrambi sono costituiti principalmente da carbonato di calcio.

La fluorescenza ultravioletta permette però di riconoscerli grazie alle differenti impurità, in particolare organiche, incorporate nella matrice minerale.

Per effettuare le misure i ricercatori hanno lavorato dalle passerelle predisposte all’interno della grotta, utilizzando un sistema ottico montato su un lungo supporto.

Sono stati raccolti 60 spettri di fluorescenza sulle pareti decorate, in condizioni tipicamente ipogee: temperatura intorno ai 13 °C e umidità relativa prossima al 100%.

Il velo sopra i cavalli

Le analisi si sono concentrate soprattutto nel Secteur des Chevaux, nella Sala Hillaire, comprendente il celebre Pannello dei Cavalli, l’Alcova dei Leoni e il Pannello delle Renne.

Sul Pannello dei Cavalli la spettroscopia ha permesso di riconoscere un sottile deposito traslucido di calcite sovrapposto ai disegni realizzati con carbone.

A occhio nudo questa copertura può essere praticamente invisibile.

La sua presenza è importante perché permette di ricostruire la storia della parete dopo la realizzazione delle figure e di comprendere meglio i processi che ne hanno determinato l’eccezionale conservazione.

La calcite può infatti aver funzionato, almeno in alcune zone, come una sorta di vernice naturale, isolando e proteggendo le tracce sottostanti.

Il fenomeno non è però uniforme.

Nell’Alcova dei Leoni i ricercatori hanno osservato una notevole variabilità nella distribuzione delle concrezioni. In alcuni punti, inoltre, la presenza stessa del carbone sembra aver influenzato la deposizione successiva del carbonato di calcio.

La parete decorata appare quindi come qualcosa che ha continuato a trasformarsi lentamente per migliaia di anni.

Disegnavano anche con carboni incandescenti?

Lo studio ha fatto emergere anche un secondo indizio, forse ancora più curioso.

In corrispondenza di alcune tracce nere e di zone associate all’impiego di torce, la luce ultravioletta ha prodotto una particolare fluorescenza arancione.

Per comprenderne l’origine, i ricercatori hanno effettuato esperimenti su campioni di riferimento.

Il riscaldamento di calcare e calcite ha prodotto un segnale simile a quello osservato sulle pareti di Chauvet.

Da qui nasce un’ipotesi affascinante: alcuni segni potrebbero essere stati realizzati utilizzando carboni molto caldi o ancora incandescenti, capaci di alterare termicamente il carbonato di calcio della superficie.

Gli autori dello studio mantengono però molta cautela.

La fluorescenza arancione rappresenta un indizio compatibile con un’alterazione provocata dal calore, non una dimostrazione definitiva della tecnica utilizzata dagli artisti paleolitici.

Una grotta chiusa per millenni

La Grotta Chauvet-Pont d’Arc, nelle gole dell’Ardèche, nel sud-est della Francia, è stata scoperta il 18 dicembre 1994 dagli speleologi Jean-Marie Chauvet, Éliette Brunel e Christian Hillaire.

Al suo interno sono conservate centinaia di rappresentazioni di animali: leoni delle caverne, rinoceronti, mammut, bisonti, cavalli e altre specie.

Parte delle decorazioni risale a circa 37.000 anni fa.

L’eccezionale stato di conservazione non dipende soltanto dalla calcite individuata sulle superfici. Antichi crolli hanno sigillato l’accesso alla grotta durante il Paleolitico superiore, isolandone gli ambienti per millenni.

Oggi Chauvet è uno dei siti di arte preistorica più protetti al mondo. L’accesso è fortemente limitato e persino gli scienziati devono muoversi lungo percorsi prestabiliti per evitare qualsiasi alterazione del suolo, delle impronte e delle pareti.

Pannello dei Leoni nella Caverne du Pont-d’Arc, riproduzione della Grotta Chauvet: al centro un cavallo circondato da leoni, rinoceronti, bisonti e mammut. Foto Claude Valette / Wikimedia Commons.

Studiare senza toccare

È forse proprio questo l’aspetto più interessante della nuova ricerca.

La tecnica messa a punto dal gruppo francese consente di ottenere informazioni sulla successione degli strati presenti sulle pitture senza prelevare materiale e senza entrare in contatto con la parete.

La fluorescenza permette inoltre di distinguere il calcare originario dalle concrezioni successive, nonostante entrambi siano costituiti da calcite.

Sapere dove si trovano questi sottilissimi veli minerali e come stanno evolvendo può diventare importante anche per controllare nel tempo lo stato di conservazione delle opere, soprattutto in relazione alle variazioni microclimatiche.

A Chauvet, insomma, la roccia non è soltanto il supporto sul quale gli uomini del Paleolitico hanno lasciato cavalli, leoni e rinoceronti.

In alcuni punti, nei millenni successivi, la grotta ha continuato lentamente a lavorare sopra quei disegni, depositando su di essi un sottilissimo velo di pietra.

Fonti

Boulard Y., Guillou T., Fritz C., Tosello G., Jaber M., Walter P. – In Situ Ultraviolet Fluorescence Spectroscopy for the Characterization of Translucent Calcite Coatings over Prehistoric Cave Art – ACS Omega – 29 settembre 2026
https://doi.org/10.1021/acsomega.6c05061

American Chemical Society – A glowing clue to how ancient cave artworks survived – 28 ottobre 2026
https://www.acs.org/pressroom/presspacs/2026/october/glowing-clue-to-how-ancient-cave-artworks-survived.html

PubMed – In Situ Ultraviolet Fluorescence Spectroscopy for the Characterization of Translucent Calcite Coatings over Prehistoric Cave Art – 2026
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42889610/

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  • “Rilievo: tra arte e tecnica”, a Costacciaro premiati i migliori rilievi speleologici del 2026
    Condividi Era Bianca di Riccardo Temponi vince la terza edizione del concorso promosso dalla Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali della SSI. Sul podio anche il Complesso del Colle dei Signori e l’Abisso Generale Marietto, mentre il pubblico premia Grotta Barone Un rilievo speleologico non è soltanto una successione di misure e punti topografici. È il risultato dell’esplorazione, dell’osservazione e dell’interpretazione di una cavità; uno strumento tecnico e scientifico che permette d
     

“Rilievo: tra arte e tecnica”, a Costacciaro premiati i migliori rilievi speleologici del 2026

November 3rd 2026 at 04:00

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Era Bianca di Riccardo Temponi vince la terza edizione del concorso promosso dalla Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali della SSI. Sul podio anche il Complesso del Colle dei Signori e l’Abisso Generale Marietto, mentre il pubblico premia Grotta Barone

Un rilievo speleologico non è soltanto una successione di misure e punti topografici. È il risultato dell’esplorazione, dell’osservazione e dell’interpretazione di una cavità; uno strumento tecnico e scientifico che permette di trasformare lo spazio sotterraneo percorso dagli speleologi in qualcosa che possa essere letto, studiato, confrontato e conservato.

Proprio su questo incontro fra precisione e rappresentazione si è giocata la terza edizione del concorso “Rilievo: tra arte e tecnica”, promosso dalla Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali della Società Speleologica Italiana ETS.

La proclamazione dei vincitori si è svolta sabato 31 ottobre alle 19.30, durante il Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro, alla presenza del presidente della SSI Sergio Orsini e di un folto pubblico. Alla fine, anche un brindisi per festeggiare vincitori e partecipanti.

Dieci rilievi, quattro criteri di valutazione

Undici gli elaborati presentati al concorso; dieci quelli ammessi alla valutazione della Commissione giudicatrice, composta da Raffaella Zerbetto, Alessandro Uggeri e Giampaolo Pinto.. Un elaborato non ha potuto concorrere alla graduatoria finale per ragioni esclusivamente legate alla rispondenza alle prescrizioni del bando, indipendenti dalla qualità del lavoro presentato.

Quattro i criteri presi in considerazione: leggibilità, estetica, completezza e originalità.

Non soltanto, quindi, precisione del tratto e presenza delle informazioni necessarie alla comprensione della cavità, ma anche equilibrio compositivo, chiarezza, utilizzo della simbologia, integrazione dei dati geologici e ambientali e capacità di sperimentare nuove soluzioni grafiche e tecnologiche.

Una valutazione particolarmente complessa perché le cavità rappresentate erano molto diverse fra loro. Un piccolo sistema sotterraneo, un grande complesso plurichilometrico e un abisso prevalentemente verticale pongono infatti problemi cartografici differenti e richiedono differenti capacità di sintesi.

Primo premio a Era Bianca

Il primo premio è stato assegnato a Era Bianca, rilievo di Riccardo Temponi.

La Commissione ha riconosciuto nella tavola un equilibrio particolarmente riuscito fra rigore tecnico, veste grafica e inquadramento geologico.

Pianta e sezione permettono di seguire lo sviluppo della cavità mantenendo una lettura complessiva molto chiara, mentre l’impiego misurato del colore evidenzia acqua e caratteristiche litologiche senza appesantire il disegno.

Il rilievo integra inoltre dati catastali, coordinate, quota, sviluppo e dislivello con informazioni sul regime idrico, sulla circolazione dell’aria e sul contesto geologico.

Un esempio particolarmente efficace di come informazioni molto diverse possano convivere all’interno della stessa tavola senza comprometterne la leggibilità.

Secondo il Complesso del Colle dei Signori

Il secondo premio è andato al Complesso del Colle dei Signori, rappresentato da Enrico Massa.

Qui la difficoltà è soprattutto nelle dimensioni e nell’articolazione del sistema: oltre 6,9 chilometri di sviluppo e 560 metri di profondità.

Piante e sezioni schematiche, affiancate da codici colore differenti, permettono di orientarsi all’interno di un complesso sviluppato su più livelli e di percepirne immediatamente l’estensione.

La Commissione ha premiato proprio questa capacità di sintesi: riuscire a rendere leggibile un sistema ipogeo di grande sviluppo senza perdere la percezione della sua complessità.

Terzo l’Abisso Generale Marietto

Il terzo premio è stato assegnato all’Abisso Generale Marietto, rilievo di Simon Beatrice.

In questo caso è la verticalità a diventare protagonista.

La disposizione affiancata della sezione sviluppata e della pianta consente di seguire con immediatezza la successione dei pozzi e di comprenderne la posizione reciproca.

La Commissione ha inoltre sottolineato la contestualizzazione della cavità nel particolare ambiente periglaciale della Vedretta Piana, a 2.861 metri di quota, un settore interessato dal ritiro glaciale e quindi in rapida evoluzione.

Tre menzioni speciali

Accanto ai primi tre classificati, la Commissione ha deciso di attribuire tre menzioni speciali, riconoscendo caratteristiche particolarmente significative di altrettanti elaborati.

Henry De Santis, con Arma del Galusso, è stato segnalato per la pulizia grafica e l’elevata leggibilità della rappresentazione classica in bianco e nero.

Vincenzo Martimucci, con Grotta Le Solagne, ha ricevuto la menzione per la sperimentazione tecnologica applicata al rilievo: fotogrammetria a 360°, nuvola di punti e successiva elaborazione digitale.

Luca Dada, con Abisso della Venere, è stato invece premiato per l’efficace utilizzo dei codici colore, capaci di distinguere i diversi rami e rendere comprensibili le sovrapposizioni di un sistema articolato.

Tre lavori molto diversi, che mostrano quanto ampio sia oggi il ventaglio degli strumenti disponibili per rappresentare una grotta: dal segno essenziale in bianco e nero alla fotogrammetria e alle nuvole di punti.

Il pubblico sceglie Grotta Barone

Alla valutazione tecnica della Commissione si è aggiunto il voto dei partecipanti al Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro.

Il maggior numero di preferenze è andato al rilievo di Enrico Massa, seguito da quello di Riccardo Temponi. Poiché entrambi avevano già ottenuto un premio dalla Commissione e i riconoscimenti non erano cumulabili, la graduatoria è stata fatta scorrere.

Il Premio del pubblico è stato quindi assegnato a Grotta Barone, rilievo di Antonio Bambina.

Una tavola particolarmente ricca, nella quale trovano spazio piante morfologiche e idrologiche, profili longitudinali, numerose sezioni trasversali, inquadramento cartografico e altre informazioni sulla cavità.

Una sala piena di grotte

Gli elaborati sono stati esposti durante il raduno nella Sala Uomini Originari di Costacciaro, per permettere agli speleologi di osservarli da vicino, confrontare tecniche e linguaggi e scegliere il proprio preferito.

Il confronto fra le tavole è uno degli aspetti più interessanti del concorso.

Rappresentare una cavità significa infatti risolvere problemi molto differenti. C’è chi deve raccontare chilometri di gallerie sovrapposte, chi una successione di grandi verticali, chi pochi metri di ambiente sotterraneo nei quali ogni dettaglio morfologico acquista importanza.

C’è chi sceglie il bianco e nero, chi utilizza il colore per separare livelli e rami, chi integra informazioni geologiche e idrologiche e chi sperimenta fotogrammetria, nuvole di punti e restituzioni tridimensionali.

Le tecnologie cambiano, ma rimane identica la domanda: come trasformare una grotta, spazio tridimensionale percorso fisicamente dagli esploratori, in una rappresentazione che possa essere compresa anche da chi non vi è mai entrato?

Qui che il titolo del concorso della Società Speleologica trova il suo significato più profondo: tra arte e tecnica.

Il premio più grande è il lavoro di tutti

La graduatoria individua necessariamente vincitori, menzioni e un premio del pubblico. Non racconta però da sola il lavoro che sta dietro agli elaborati presentati.

Ogni rilievo nasce da ore trascorse sottoterra, misure, appunti, capisaldi, controlli, ritorni nella cavità e molto lavoro successivo davanti a un tavolo o a un computer.

La stessa Commissione giudicatrice ha sottolineato quanto sia stata meditata la valutazione prima di arrivare alla scelta finale.

Per questo il ringraziamento della SSI ETS e della Commissione Catasto Cavità Naturali va a tutti i partecipanti alla terza edizione di “Rilievo: tra arte e tecnica”.

I lavori presentati testimoniano impegno, competenza e passione e contribuiscono, indipendentemente dalla posizione in classifica, alla valorizzazione del rilievo speleologico come strumento di documentazione, conoscenza e rappresentazione delle cavità naturali.

Una punta esplorativa può durare qualche ora o qualche giorno, e una scoperta può riempire per qualche giorno le conversazioni degli speleologi, ma un rilievo inserito a catasto, invece, raccontare la grotta per sempre.

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Premio Giovanni Badino e 5×1000 SSI 2026: dalla vita estrema di Frasassi ai giovani e all’archeologia sotterranea

November 3rd 2026 at 04:00

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Project STYX di Beatrice Rivoira vince la terza edizione del Premio Badino con una ricerca nelle acque sulfuree del sistema carsico marchigiano. Il Bando 5×1000 della Società Speleologica Italiana sosterrà invece Speleo Young 2027 di Francesco Maurano e il progetto di Massimo Pozzo dedicato all’incontro tra archeologia e speleologia

Tre progetti molto diversi, ma con un elemento comune: utilizzare la speleologia come strumento di ricerca, conoscenza e formazione.

La Società Speleologica Italiana ETS ha annunciato nell’Assemblea annuale dei soci, che ha avuto luogo al Raduno di Costacciaro 2026, i risultati 2026 del Premio Speleologico Internazionale Giovanni Badino e del bando finanziato attraverso il 5×1000, presentati in occasione dell’Incontro Internazionale di Speleologia di Costacciaro.

A vincere la terza edizione del Premio Badino è Project STYX: Sulfur. Water. Life., coordinato da Beatrice Rivoira insieme a un gruppo internazionale di ricercatori.

Per il bando 5×1000 sono stati selezionati “Summer Camp Speleo Young 2027”, presentato da Francesco Maurano, e “Archeologia e Speleologia: due mondi in connessione”, presentato da Massimo Pozzo.

Project STYX: nelle acque sulfuree di Frasassi alla ricerca della vita

Il progetto vincitore del Premio Giovanni Badino nasce da una collaborazione scientifica ed esplorativa avviata nel 2023 nel sistema carsico di Frasassi.

Il nome scelto, STYX – Sulfur. Water. Life., riassume bene il campo di ricerca: zolfo, acqua e vita. Beatrice Rivoira ne ha parlato con entusiasmo e competenza al Raduno 2026 a Costacciaro sabato 31 ottobre al Teatro Tenda.

Le indagini riguardano ambienti sotterranei isolati, sulfurei e permanentemente stratificati, raggiunti utilizzando avanzati autorespiratori a circuito chiuso. Qui esplorazione e ricerca scientifica procedono insieme.

L’obiettivo è studiare la vita microbica presente nelle falde acquifere carsiche, in condizioni ambientali molto particolari, e comprenderne le implicazioni anche nel campo dell’astrobiologia, la disciplina che studia le possibilità e le condizioni della vita nell’universo.

Il connubio tra esplorazione estrema e ricerca geobiologica ha condotto Project STYX direttamente al primo posto.

Il Premio Badino assegna al progetto di Beatrice Rivoira e del suo gruppo un contributo di 2.500,00 euro.

Alla terza edizione di quella che è stata una competizione decisamente internazionale sono arrivati otto progetti: la metà delle candidature proveniva da speleologi stranieri o era collegata a istituzioni estere.

Gli argomenti affrontati danno anche un’idea di quanto si sia ampliato oggi il campo della ricerca speleologica: digitalizzazione tridimensionale delle grotte, formazione delle pisoliti, cavità glaciali e glaciovulcaniche, evoluzione del permafrost, cambiamento climatico negli ambienti ipogei, organismi estremofili, maree termiche atmosferiche e climatologia dei tubi di lava.

Al secondo posto si è classificato ESCAPE, di Théophile Cailhol e Charlotte Honiat, dedicato all’esplorazione delle grotte subglaciali e all’evoluzione del permafrost nel massiccio della Vanoise, nelle Alpi francesi.

Terzo posto ex aequo per ThermoKarst di Claudio Pastore, sulla risposta termica dei sistemi carsici e delle grotte al cambiamento climatico, e VICE di Linda Sobolewski, dedicato alle cavità subglaciali di Kverkfjöll sotto la calotta glaciale del Vatnajökull, in Islanda.

Un premio nel nome di Giovanni Badino

Il riconoscimento, arrivato alla terza edizione, è promosso e finanziato dalla Società Speleologica Italiana ETS insieme all’Associazione di Esplorazioni Geografiche La Venta APS. Porta il nome di Giovanni Badino, fisico, speleologo ed esploratore che ha legato profondamente la ricerca scientifica all’esplorazione delle grotte.

Giovanni Badino – foto da Wikipedia

Non sorprende quindi che il progetto premiato nel 2026 si collochi proprio su quella frontiera dove entrare in ambienti difficili non rappresenta il punto di arrivo, ma il mezzo per porre nuove domande scientifiche.

SSI e La Venta hanno già annunciato l’intenzione di proseguire con una quarta edizione del premio.

Il 5×1000 SSI investe sull’educazione ambientale

Accanto al Premio Badino, SSI ha comunicato anche i risultati del bando 5×1000 2026.

La Società, riconosciuta come associazione di protezione ambientale, ha destinato al bando i 2.547,81 euro ricevuti attraverso il 5×1000 nel 2025.

Il tema scelto quest’anno è l’educazione ambientale, con particolare attenzione ai programmi capaci di coinvolgere le comunità locali e soprattutto i giovani nella conoscenza e nella salvaguardia degli ambienti ipogei.

I progetti che sono stati selezionati sono due.

Speleo Young 2027: portare i ragazzi sottoterra per conoscere e proteggere

Il primo è “Summer Camp Speleo Young 2027”, presentato da Francesco Franz Maurano.

Il nome si inserisce in un’esperienza che ha già alle spalle diverse edizioni. Speleo Young è nato nel 2023 e propone a ragazzi e ragazze un incontro diretto con la speleologia, il carsismo e gli ambienti naturali.

L’edizione 2026, organizzata da Tetide APS a Morigerati, nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, ha coinvolto giovani tra i 12 e i 17 anni.

Il programma ha affiancato alle escursioni in grotta attività di torrentismo, tecniche speleologiche, cartografia, orientamento e topografia, insieme a incontri sull’ecologia, sugli animali cavernicoli, sulla salvaguardia degli ecosistemi e sul rapporto tra uomo e grotte.

Non si tratta quindi soltanto di far conoscere ai più giovani l’esperienza dell’esplorazione.

L’idea è utilizzare la grotta come luogo nel quale imparare a osservare il territorio, comprenderne la fragilità e acquisire consapevolezza sulla tutela dell’acqua e degli ecosistemi sotterranei.

Francesco Maurano fa inoltre parte dell’European Children and Young Cavers Working Group della Federazione Speleologica Europea, nato per favorire il coinvolgimento di bambini e giovani nella speleologia e lo scambio di esperienze educative tra i diversi Paesi europei.

Il finanziamento SSI permetterà a questa esperienza di proseguire con Speleo Young 2027.

Archeologia e speleologia, due discipline che si incontrano sottoterra

Il secondo progetto finanziato attraverso il 5×1000 è “Archeologia e Speleologia: due mondi in connessione”, presentato da Massimo Pozzo.

La SSI non ha ancora pubblicato i dettagli operativi del progetto, ma il titolo indica con chiarezza il terreno sul quale intende muoversi: il rapporto tra ricerca speleologica e archeologica negli ambienti sotterranei. È un campo sul quale Pozzo e Underland hanno già lavorato. Tra le esperienze documentate c’è quella della Grotta Altro Pianet, in provincia di Bergamo, studiata attraverso la collaborazione tra speleologi e archeologi con l’impiego anche della fotogrammetria.

Ancora più significativo è quanto avvenuto nella grotta Cambio Programma, sull’Altopiano di Cariadeghe, nel Bresciano. Durante le esplorazioni condotte da Underland e Gruppo Grotte Brescia sono stati individuati resti scheletrici umani, dando origine nel 2022 a un intervento archeologico di emergenza e successivamente a uno studio interdisciplinare pubblicato dal Ministero della Cultura.

Sono casi che mostrano concretamente perché archeologia e speleologia abbiano bisogno di dialogare: lo speleologo può essere il primo a raggiungere un ambiente rimasto isolato per secoli o millenni e a riconoscere la presenza di tracce archeologiche. Da quel momento, però, modalità di accesso, documentazione, protezione e studio dei reperti richiedono competenze specifiche e una stretta collaborazione con archeologi e istituzioni preposte alla tutela.

Il progetto selezionato dalla SSI potrà sviluppare proprio l’incontro tra due mondi che, sotto terra, spesso percorrono gli stessi spazi.

Tre modi diversi di guardare nel buio

Dalle acque sulfuree di Frasassi ai ragazzi che imparano a conoscere una grotta, fino alle tracce lasciate dall’uomo negli ambienti sotterranei, i progetti premiati nel 2026 raccontano tre direzioni molto diverse della speleologia contemporanea.

Esplorare resta fondamentale. Ma ciò che viene trovato può diventare ricerca sulla vita in condizioni estreme, educazione ambientale, conoscenza archeologica e tutela.

Il fil rouge delle iniziative non ha interruzioni: entriamo nel sottosuolo per riportarne fuori conoscenza.

Fonti

Società Speleologica Italiana ETS – Premio speleologico internazionale Giovanni Badino 2026 – I vincitori – 30 ottobre 2026
https://speleo.it/site/premio-speleologico-internazionale-giovanni-badino-2026-vincitori/

Società Speleologica Italiana ETS – Bando 2026 per l’erogazione del cinque per mille riservato ai Soci della SSI ETS: i vincitori – 30 ottobre 2026
https://speleo.it/site/bando-2026-per-lerogazione-del-cinque-per-mille-riservato-ai-soci-della-ssi-ets-i-vincitori/

Tetide APS – Summer Camp Speleo Young 2026 – 2026
https://www.tetide.org/esperienze/summer-camp-speleo-young-2026/

Federazione Speleologica Europea – European Children and Young Cavers Working Group
https://www.eurospeleo.eu/european-children-and-young-cavers-working-group-ecyc/

XXIII Congresso Nazionale di Speleologia – La Grotta Altro Pianet (BG): tutela e valorizzazione del paesaggio archeologico sotterraneo – Cristina Longhi, Massimo Pozzo, Marco Tremari – 2022
https://www.congressospeleo2020.it/wp-content/uploads/2023/11/ormea2.pdf

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  • Elezioni SSI 2026, Orsini presidente: affluenza fra le più alte degli ultimi anni
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Elezioni SSI 2026, Orsini presidente: affluenza fra le più alte degli ultimi anni

November 2nd 2026 at 12:59

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Le Elezioni SSI 2026 si chiudono con il 35,02% di partecipazione e oltre 1.170 votanti. Sergio Orsini confermato alla presidenza della Società Speleologica Italiana ETS. Il rinnovo delle cariche accompagna le attività dell’associazione nella ricerca, nella formazione, nella documentazione e nella tutela del patrimonio sotterraneo.

Sergio Orsini è stato eletto presidente della Società Speleologica Italiana ETS con 630 voti, contro i 452 ottenuti da Vincenzo Martimucci. Lo scrutinio delle Elezioni SSI 2026 si è svolto il 30 ottobre a Costacciaro, durante l’Assemblea dei soci, nell’ambito del raduno internazionale di speleologia.

L’affluenza ha raggiunto il 35,02% dei 3.352 aventi diritto, con oltre 1.170 socie e soci partecipanti. La consultazione si colloca fra quelle con la partecipazione più elevata degli ultimi anni, sia per numero di votanti sia per percentuale sul corpo elettorale.

Il rinnovo riguarda la presidenza, gli otto componenti elettivi del Consiglio direttivo, i cinque membri dell’Organo di controllo e i tre probiviri. Le elezioni definiscono gli organi associativi per il triennio 2027-2029.[radunocostacciaro]

Elezioni SSI 2026 e partecipazione

Il dato dell’affluenza costituisce uno degli elementi principali delle Elezioni SSI 2026. Oltre un terzo degli aventi diritto ha partecipato alla scelta delle persone chiamate a guidare e presidiare il funzionamento dell’associazione.

Il confronto con due precedenti consultazioni restituisce la dimensione della partecipazione. Nel 2017 votarono 738 soci su 3.235 aventi diritto, pari a circa il 22,81%. Nel 2020 i votanti furono 864 su 2.662, corrispondenti a circa il 32,46%, secondo i rispettivi risultati del 2017 e risultati del 2020.

Rispetto a entrambe queste tornate, il 2026 presenta un numero maggiore di partecipanti e una percentuale superiore. Il risultato assume rilievo anche per l’ampiezza della base elettorale: gli aventi diritto sono stati 3.352.

Il voto riguarda una realtà nazionale articolata. La SSI riunisce competenze esplorative, scientifiche, didattiche e documentarie, che trovano espressione nelle commissioni, nelle scuole e nelle collaborazioni territoriali, come descritto nelle pagine ufficiali dedicate alla formazione e al Catasto nazionale.

Elezioni SSI 2026: la presidenza

La votazione per la presidenza ha assegnato 630 preferenze a Sergio Orsini e 452 a Vincenzo Martimucci. Il distacco fra i due candidati è di 178 voti.

Candidato alla presidenzaVoti
Sergio Orsini630
Vincenzo Martimucci452

Orsini prosegue così alla guida della Società Speleologica Italiana. Il suo nome compare già come presidente nei risultati ufficiali della consultazione del 2020.

Elezioni SSI 2026: il direttivo

Per gli otto posti del Consiglio direttivo, Marina Abisso ha ottenuto il maggior numero di preferenze, con 547 voti. Seguono Emilia Bottegal, conosciuta anche come Mila, con 493 voti, e Carla Galeazzi con 381.

Nelle prime otto posizioni figurano anche Andrea Benassi, Rossana D’Arienzo, Ferdinando Didonna, Stefano Cattabriga e Marco Vattano. La composizione definitiva dovrà tenere conto della scelta di Carla Galeazzi, risultata eletta anche fra i probiviri.

Candidato al Consiglio direttivoVoti
Marina Abisso547
Emilia Bottegal, Mila493
Carla Galeazzi*381
Andrea Benassi359
Rossana D’Arienzo350
Ferdinando Didonna333
Stefano Cattabriga328
Marco Vattano298
Alessandro Marraffa282
Luca Imperio274
Pierpaolo Fiorito265
Massimiliano Werk257
Francesco Murgia246
Giovanni Ragone215
Fedele Messina202
Massimiliano Zago192
Michele Magnoni157
Paolo Madonia127
Henry De Santis126
Lorenzo Grassi118
Rosario Ruggeri71

Carla Galeazzi dovrà optare per una sola carica.

SSI: controllo e probiviri

Per l’Organo di controllo, che prevede cinque componenti, le prime posizioni sono occupate da Cristina Donati Marchesi, Emanuela De Rossi, Giorgio Fornasier, Alessandro Casadei Turroni e Andrea Barbierato.

Candidato all’Organo di controlloVoti
Cristina Donati Marchesi625
Emanuela De Rossi472
Giorgio Fornasier412
Alessandro Casadei Turroni397
Andrea Barbierato378
Fabrizio Fusconi325
Antonio Denora286

Nella votazione per i tre probiviri, Maria Luigia Satta ha raccolto 625 preferenze. Seguono Federico Cendron con 582, Carla Galeazzi con 519 ed Enrico Maria Sacchi con 434.

Candidato al Collegio dei probiviriVoti
Maria Luigia Satta625
Federico Cendron582
Carla Galeazzi*519
Enrico Maria Sacchi434

Anche per questa graduatoria, l’esito definitivo terrà conto dell’opzione di Carla Galeazzi.

I risultati completi delle Elezioni SSI 2026 sono pubblicati nella pagina ufficiale dello scrutinio.

Società Speleologica Italiana: le radici

Il rinnovo delle cariche si inserisce nella storia di un’associazione che collega esplorazione, ricerca e protezione dell’ambiente sotterraneo. La SSI fu costituita il 25 giugno 1950 al Museo Civico di Storia Naturale di Verona, raccogliendo un percorso associativo avviato nel 1903, come ricostruisce la storia ufficiale della Società.

Fin dalla ricostituzione, l’associazione ha sviluppato rapporti con l’Istituto Italiano di Speleologia e con l’ambiente universitario bolognese. Questo legame ha contribuito a mantenere vicine l’attività dei gruppi e la ricerca sul carsismo, secondo la medesima ricostruzione storica.

La Società Speleologica Italiana è riconosciuta come associazione di protezione ambientale. Dal 2022 è inoltre Ente del Terzo Settore ed è membro dell’Union Internationale de Spéléologie e della Federazione Speleologica Europea, come riportato nella presentazione storica e istituzionale.

Questi diversi ambiti definiscono il suo ruolo. La SSI opera nella comunità speleologica, ma interviene anche nella conservazione degli ambienti ipogei, nella diffusione delle conoscenze e nel confronto con le istituzioni.

SSI e ricerca speleologica

L’attività scientifica della SSI comprende il sostegno a progetti, la valutazione delle proposte di ricerca e il collegamento fra discipline differenti. Nel 2022 è stato istituito un Comitato scientifico, con funzioni di supporto al Consiglio direttivo e alle commissioni, secondo la pagina ufficiale dedicata.

Il Comitato contribuisce alle posizioni associative sulle questioni ambientali. Collabora inoltre alla preparazione di documenti e alla valutazione dei progetti presentati ai bandi, fra cui il Premio internazionale Giovanni Badino e quelli finanziati con il cinque per mille, come precisato nella descrizione delle sue funzioni.

La ricerca sostenuta dall’associazione attraversa geologia, climatologia sotterranea, biospeleologia e documentazione digitale. La varietà dei progetti presentati al Premio Badino 2026 comprende anche ambienti glaciali, cavità laviche e organismi estremofili, secondo il resoconto ufficiale del premio.

SSI: scuole e formazione

La formazione è affidata alla Commissione Nazionale Scuole di Speleologia, la CNSS-SSI. Il suo lavoro comprende tecnica, ricerca esplorativa e scientifica, documentazione, prevenzione degli incidenti e rispetto ambientale, secondo la presentazione della Commissione.

L’organizzazione si sviluppa su tre livelli territoriali. Le scuole locali realizzano corsi di base e approfondimento; i comitati regionali promuovono qualificazione e specializzazione; la struttura nazionale organizza corsi specialistici e coordina la produzione didattica, come descrive la struttura della CNSS.

L’insegnamento non si esaurisce nelle manovre su corda. Comprende anche la capacità di osservare, rilevare e documentare una grotta, collocando la progressione tecnica all’interno di una pratica rispettosa dell’ambiente, in coerenza con gli obiettivi didattici della CNSS.

Un esempio recente è il corso del 2026 dedicato alla documentazione speleologica. Le attività hanno affrontato archivi, organizzazione delle biblioteche e ricerca bibliografica, con appuntamenti online e in presenza nell’area bolognese, come riportato da Scintilena.

Catasto SSI e conoscenza territoriale

Il Catasto Nazionale delle Grotte d’Italia raccoglie e mantiene aggiornate informazioni sulla posizione, sulle dimensioni e sui rilievi delle cavità naturali. La sua organizzazione si basa sul lavoro dei catasti regionali e dei rispettivi curatori, secondo la descrizione ufficiale del Catasto.

Questo patrimonio documentario collega le esplorazioni alla conoscenza del territorio. I dati riguardano anche le aree carsiche, le sorgenti associate e la vulnerabilità delle risorse idriche, come specificato nella pagina del Catasto nazionale.

Il rilievo speleologico assume quindi una funzione che supera il resoconto della singola uscita. Diventa una base per successive ricerche e per la lettura dei sistemi sotterranei.

La Commissione Catasto promuove anche il concorso “Rilievo: tra arte e tecnica”. L’iniziativa richiama l’attenzione sulla rappresentazione delle grotte e sulla qualità della documentazione prodotta dagli speleologi, come indicato fra le attività della Commissione.

Cavità artificiali: SSI e ISPRA

Un altro settore riguarda gli ambienti sotterranei realizzati o modificati dall’uomo. La SSI gestisce dal 1989 il Catasto delle Cavità Artificiali attraverso una rete di curatori regionali, secondo la presentazione della collaborazione con ISPRA.

La convenzione stipulata nel 2020 con ISPRA ha portato alla realizzazione del Geodatabase Nazionale delle Cavità Artificiali, disponibile online dal 2023. L’archivio raccoglie ubicazioni, documentazione, planimetrie, sezioni e relazioni di sopralluogo.[isprambiente.gov]

Il progetto dedica attenzione alle caratteristiche geologiche e morfometriche, oltre che agli aspetti di pericolosità. Le informazioni possono sostenere la gestione del territorio e gli interventi di mitigazione del rischio.[isprambiente.gov]

Si tratta di un collegamento concreto fra attività speleologica e utilità pubblica. La documentazione del sottosuolo antropico contribuisce alla conoscenza di strutture spesso poco visibili e alla valutazione delle loro condizioni.[isprambiente.gov]

Documentazione SSI e patrimonio bibliografico

La conservazione dei risultati è un altro asse dell’attività associativa. Il Centro Italiano di Documentazione Speleologica “Franco Anelli”, le biblioteche e gli strumenti di catalogazione permettono di consultare studi, relazioni e pubblicazioni prodotti in epoche diverse, come illustrato nell’approfondimento di Scintilena sulla documentazione speleologica.

Il progetto Speleoteca riunisce cataloghi di biblioteche specializzate e facilita la ricerca bibliografica. Offre uno strumento per ricostruire le conoscenze disponibili prima di avviare nuove esplorazioni o approfondimenti scientifici, secondo lo stesso articolo dedicato al corso SSI.

Questa attività riguarda anche la memoria dei gruppi. Rilievi, bollettini, fotografie e resoconti di spedizione costituiscono un patrimonio che deve essere ordinato e reso consultabile, come spiegato nell’approfondimento sulla formazione documentaria.

Editoria SSI e divulgazione speleologica

La produzione editoriale comprende le riviste Speleologia e Opera Ipogea. Le pubblicazioni ospitano contributi sulle esplorazioni e sugli studi del mondo sotterraneo, offrendo spazi differenti alla documentazione delle attività.[scintilena]

Anche il raduno di Costacciaro ha ospitato questo versante del lavoro associativo. Il programma SSI prevedeva un punto dedicato a libri e riviste, curato dal CIDS “Franco Anelli”, con il numero 94 di Speleologia in consultazione, secondo il programma ufficiale della presenza SSI.

La divulgazione passa inoltre attraverso incontri, corsi e strumenti audiovisivi. A Costacciaro era prevista per il 31 ottobre l’anteprima nazionale del documentario “Hidden Waters – Le acque nascoste”, inserita nel programma associativo del raduno.

Puliamo il Buio e tutela

La protezione degli ambienti ipogei trova un’applicazione operativa in Puliamo il Buio, la campagna promossa dalla SSI con Legambiente. Le attività comprendono rimozione dei rifiuti, documentazione del degrado e sensibilizzazione sul patrimonio sotterraneo.[scintilena]

L’iniziativa coinvolge gruppi e federazioni territoriali. Gli interventi richiedono competenze speleologiche quando i materiali si trovano in pozzi, inghiottitoi o settori raggiungibili soltanto con tecniche specifiche.[scintilena]

Nel 2026 le attività hanno interessato, fra gli altri luoghi, Tuvixeddu a Cagliari, l’inghiottitoio di Monte Carello fra Noci e Alberobello e la Buca di Pianiza dell’Alpe Sant’Antonio nel territorio di Molazzana.[speleotoscana][scintilena][scintilena]

La campagna non si limita alla pulizia. Punta a individuare le situazioni di rischio, documentarle e contribuire alla definizione di soluzioni per la bonifica e la prevenzione.[speleotoscana]

SSI e cambiamento climatico sotterraneo

Fra i progetti scientifici figura Underground Climate Change, UCC. Avviata alla fine del 2023, l’iniziativa di citizen science studia gli effetti del cambiamento climatico nelle grotte, secondo la presentazione ufficiale SSI.

Il progetto costruisce una rete di monitoraggio e una banca dati delle temperature di aria, acqua e roccia. Il lavoro comprende il recupero delle misure storiche e l’organizzazione di rilevamenti confrontabili nel tempo, come descritto dalla SSI e nell’approfondimento di Scintilena.[scintilena]

Alla fine del 2025 la rete contava oltre venti stazioni in funzione. Gli obiettivi riguardano la comprensione del riscaldamento sotterraneo e delle sue conseguenze sugli ecosistemi e sulle riserve idropotabili, secondo la scheda ufficiale UCC.

Il tema si inserisce in un settore scientifico in sviluppo. Uno studio pubblicato nel 2026 su Scientific Reports propone un protocollo di controllo della qualità delle temperature in grotta, sperimentato su dati di diciannove cavità piemontesi.[link.springer]

Biospeleologia SSI e tutela dei pipistrelli

La conoscenza della fauna sotterranea costituisce un ulteriore ambito di attività. La formazione specialistica permette agli speleologi di contribuire alle osservazioni senza separare la raccolta dei dati dalla conservazione degli habitat.

Un precedente documentato è il corso di biospeleologia sul monitoraggio dei chirotteri organizzato a Bari nel 2014 nell’ambito della CNSS-SSI. L’iniziativa coinvolse la Federazione Speleologica Pugliese, il Laboratorio Ipogeo Salentino di Biospeleologia, Tutela Pipistrelli e il Gruppo Speleologico Vespertilio, come riportato da Tutela Pipistrelli.

Il programma affrontava biologia, ecologia e tecniche non invasive per osservare le popolazioni. Prevedeva inoltre il coinvolgimento dei gruppi nella costruzione di una rete di monitoraggio regionale, secondo il programma del corso.

Nel 2026 l’attenzione divulgativa alla fauna di grotta ha riguardato anche i ragni Meta menardi e Meta bourneti, scelti dalla SSI come animali di grotta dell’anno. Le due specie consentono di affrontare il rapporto fra distribuzione, microclima e cambiamento climatico.[scintilena]

Premio Badino e ricerca finanziata

La SSI sostiene la ricerca anche attraverso contributi economici. Il Premio speleologico internazionale Giovanni Badino, promosso con l’associazione La Venta APS, è arrivato nel 2026 alla terza edizione, secondo il comunicato sui vincitori.

Sono stati presentati otto progetti. Il riconoscimento è stato assegnato a “Project STYX: Sulfur. Water. Life.”, presentato da Beatrice Rivoira con un gruppo internazionale di ricerca, come riportato nei risultati ufficiali del premio.

Il progetto riguarda il sistema carsico di Frasassi e lo studio della vita microbica in ambienti sotterranei sulfurei. Il contributo assegnato è di 2.500 euro, secondo il resoconto SSI.

Le candidature hanno affrontato anche permafrost, grotte subglaciali, risposta termica dei sistemi carsici e digitalizzazione tridimensionale. Il quadro mostra la varietà delle discipline che oggi concorrono alla ricerca speleologica, documentata nella graduatoria del Premio Badino 2026.

Cinque per mille ed educazione

Un altro strumento di sostegno è il bando finanziato con il cinque per mille. L’edizione 2026 ha destinato 2.547,81 euro, ricevuti nel 2025, a progetti di educazione ambientale rivolti alle comunità locali e soprattutto ai più giovani, secondo la comunicazione ufficiale sui vincitori.

I due progetti selezionati sono “Summer Camp Speleo Young 2027”, presentato da Francesco Maurano, e “Archeologia e Speleologia: due mondi in connessione”, presentato da Massimo Pozzo. La valutazione è stata affidata al Comitato scientifico, integrato da un componente del Consiglio direttivo, come indicato nei risultati del bando.

Il finanziamento collega così le risorse associative alla divulgazione e alla conoscenza degli ambienti ipogei. L’obiettivo dichiarato è coinvolgere le comunità nella loro salvaguardia, secondo i contenuti del bando 2026.

SSI e rappresentanza istituzionale

L’attività della Società Speleologica Italiana comprende anche il confronto con le istituzioni. Nel luglio 2026 la SSI ha portato il proprio contributo all’esame del disegno di legge n. 1499 sulla promozione e valorizzazione delle Grotte d’Italia, attraverso l’audizione del presidente Sergio Orsini presso la 9ª Commissione del Senato.[scintilena]

Questo ambito affianca il lavoro svolto sul terreno. La conoscenza accumulata attraverso esplorazioni, rilievi e studi entra nel confronto sui provvedimenti che riguardano il patrimonio carsico e sotterraneo.[scintilena][isprambiente.gov]

Sul piano internazionale, l’appartenenza alla UIS e alla Federazione Speleologica Europea colloca la SSI nelle reti di collaborazione della disciplina, come indicato nella presentazione istituzionale dell’associazione.

Le Elezioni SSI 2026 rinnovano quindi gli organi di una struttura impegnata su più fronti. Alla guida associativa si collegano scuole, archivi, catasti, progetti scientifici e campagne ambientali: attività che accompagnano il passaggio al triennio 2027-2029.[radunocostacciaro]

Fonti e approfondimenti


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  • Sa Marchesa, nuovi spazi per il turismo speleo-archeologico: accordo sul recupero delle ex aree minerarie
    Condividi Il Parco Geominerario della Sardegna e il Comune di Nuxis hanno firmato la convenzione per riqualificare gli ex spogliatoi della miniera. Il recupero delle ex aree minerarie rafforza l’accoglienza nel sito di Sa Marchesa, collegato alla Grotta di Acquacadda. Il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna e il Comune di Nuxis hanno sottoscritto una convenzione per recuperare l’edificio degli spogliatoi dell’ex miniera di Sa Marchesa, in località Acquacadda. L’intervento prev
     

Sa Marchesa, nuovi spazi per il turismo speleo-archeologico: accordo sul recupero delle ex aree minerarie

November 2nd 2026 at 05:00

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Il Parco Geominerario della Sardegna e il Comune di Nuxis hanno firmato la convenzione per riqualificare gli ex spogliatoi della miniera. Il recupero delle ex aree minerarie rafforza l’accoglienza nel sito di Sa Marchesa, collegato alla Grotta di Acquacadda.

Il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna e il Comune di Nuxis hanno sottoscritto una convenzione per recuperare l’edificio degli spogliatoi dell’ex miniera di Sa Marchesa, in località Acquacadda. L’intervento prevede una sala convegni, una reception e un’area espositiva, a servizio del complesso geo-speleologico e archeologico del Sulcis.[1][2]

Sa Marchesa, la convenzione

La firma si è svolta nella sede del Parco a Serbariu, a Carbonia. Erano presenti il commissario straordinario Roberto Curreli e il sindaco di Nuxis Romeo Ghilleri.[2][1]

L’accordo interessa un edificio legato alla vita quotidiana dei lavoratori della miniera. Gli spogliatoi di Sa Marchesa sono documentati anche nel Catalogo generale dei beni culturali, che conserva una scheda dedicata al fabbricato.[3]

Il recupero delle ex aree minerarie assume così una dimensione concreta. Gli ambienti destinati ai servizi dei minatori saranno riutilizzati per accogliere il pubblico e ospitare attività culturali, mantenendo il collegamento con la storia del luogo.[2][3]

Turismo speleo-archeologico e accoglienza

La reception, la sala convegni e gli spazi espositivi aggiungeranno nuove funzioni al sito di Sa Marchesa. Il complesso ospita già iniziative dedicate alla conoscenza del sottosuolo e alla valorizzazione delle cavità naturali e artificiali.[4][2]

Nel 2023, proprio a Sa Marchesa, si è svolto il convegno sulle cavità artificiali e sul turismo sostenibile promosso dallo Speleo Club Nuxis. L’iniziativa ha riunito esperienze di ricerca e gestione dei siti ipogei, inserendo il patrimonio minerario in una riflessione più ampia sulla fruizione culturale del territorio.[4]

Il recupero delle ex aree minerarie si collega quindi a un’attività divulgativa già presente. La nuova destinazione degli spogliatoi offrirà ulteriori ambienti per svilupparla.[2][4]

Acquacadda, ricerca nella grotta

La Grotta di Acquacadda rappresenta una componente centrale del sito. Le indagini dell’Università di Cagliari, dirette da Riccardo Cicilloni, sono riprese nel settembre 2019 con metodologie archeologiche e archeometriche.[5]

Le campagne di scavo contribuiscono a ricostruire le frequentazioni preistoriche della cavità. Alle attività partecipano ricercatori e studenti, nel quadro di una collaborazione che coinvolge il territorio di Nuxis.[6][7][8]

Lo Speleo Club Nuxis svolge un ruolo nella gestione e nella divulgazione del complesso di Sa Marchesa. L’incontro tra ricerca universitaria, conoscenza speleologica e attività culturali costituisce uno degli elementi che caratterizzano il sito.[9][5][4]

Acquacadda è Monumento naturale

La valorizzazione del complesso si accompagna a un recente riconoscimento di tutela. Con il decreto dell’assessora regionale della Difesa dell’ambiente del 22 aprile 2026, n. 10, è stato istituito il Monumento naturale “Grotta di Acquacadda – Su Montixeddu”.[10]

Il provvedimento protegge l’integrità della cavità e vieta l’asportazione di concrezioni, minerali e cristalli. Riserva inoltre attenzione al rinolofo maggiore e al rinolofo minore, presenti nella grotta.[11]

La gestione, la conservazione e la valorizzazione del Monumento naturale sono affidate al Comune di Nuxis. Le attività devono rispettare le esigenze degli habitat e delle specie, evitando disturbi alla fauna.[11]

Patrimonio minerario e territorio

Il recupero delle ex aree minerarie consente di conservare edifici, attrezzature e testimonianze del lavoro, attribuendo loro nuove funzioni pubbliche. In questo percorso, Sa Marchesa affianca la memoria estrattiva alla ricerca preistorica e alla conoscenza dell’ambiente sotterraneo.[12][13][5][4]

Il Sulcis offre già un riferimento nella Grande Miniera di Serbariu. Il recupero del complesso ha reso disponibili strutture museali e didattiche dedicate alla storia del carbone, alle tecniche estrattive e alla vita dei minatori.[12]

A Nuxis, la riqualificazione degli spogliatoi si inserisce in questa prospettiva. Il recupero delle ex aree minerarie passa anche da edifici di servizio che possono tornare a essere utilizzati, questa volta per l’accoglienza, lo studio e la divulgazione.[3][2]

Fonti della notizia


Recupero delle ex aree minerarie: bonifica, manutenzione e turismo speleo-archeologico in Italia

Il recupero delle ex aree minerarie come patrimonio culturale e ambientale. Sicurezza, ricerca, conservazione e gestione continuativa sono componenti complementari del turismo speleo-archeologico.

Recuperare il paesaggio minerario

Una miniera dismessa non coincide soltanto con le sue gallerie. Il patrimonio comprende edifici industriali, impianti, documenti, macchinari, infrastrutture e testimonianze delle comunità che vi hanno lavorato.[14]

Il recupero delle ex aree minerarie riguarda quindi un paesaggio costruito nel tempo. A San Silvestro, in Toscana, il progetto del parco archeominerario è nato proprio con l’obiettivo di valorizzare un territorio segnato dall’estrazione, non un singolo monumento isolato.[15]

Questa impostazione offre un criterio utile anche per gli interventi di dimensioni più contenute. La proposta di recupero può partire da un edificio e ricostruire, attraverso di esso, i rapporti tra sottosuolo, lavoro e insediamento.

Turismo speleo-archeologico e conoscenza

Il turismo speleo-archeologico può mettere in relazione ambienti sotterranei, tracce delle attività umane e trasformazioni del territorio. Esperienze come San Silvestro affiancano gallerie minerarie, musei, insediamenti medievali e percorsi di interesse geologico e naturalistico.[16]

La distinzione tra grotta naturale, scavo minerario e cavità modificata dall’uomo deve restare chiara nel racconto al pubblico. Nel Campigliese sono documentati anche ambienti nei quali le forme naturali si intrecciano con l’attività degli antichi minatori.[17]

Una proposta divulgativa coerente può utilizzare queste differenze come chiave di lettura. Il visitatore viene accompagnato a riconoscere l’origine degli ambienti, le tecniche di scavo e le successive trasformazioni.

Patrimonio minerario e tutela

Il Codice dei beni culturali e del paesaggio comprende, all’articolo 10, comma 4, lettera h, i siti minerari di interesse storico o etnoantropologico. Il recupero deve quindi considerare, secondo il regime applicabile al singolo bene, anche le esigenze di conservazione del patrimonio culturale.[18][19]

La ricerca archeologica può fornire una base decisiva alla progettazione. Il caso di San Silvestro mostra un percorso avviato dagli scavi universitari e dalle ricognizioni territoriali, poi sviluppato nella costituzione del parco.[15]

Sul piano operativo, è opportuno che il progetto distingua ciò che deve essere conservato, ciò che può essere adattato e ciò che richiede ulteriori indagini. Questa distinzione consente di assegnare una funzione ai manufatti senza ridurli a semplici contenitori.

Bonifica delle ex aree minerarie

La bonifica ambientale e il restauro edilizio affrontano questioni differenti. La disciplina nazionale sui siti contaminati considera le matrici ambientali e il rischio sanitario e ambientale, mentre la sicurezza dei siti minerari richiede anche verifiche delle strutture e degli ambienti di visita.[20][21]

Per le strutture di deposito dei rifiuti estrattivi, ISPRA considera sia il rischio statico-strutturale sia quello ecologico-sanitario. La valutazione comprende, tra gli altri elementi, le caratteristiche dei materiali depositati, la stabilità e gli interventi di contenimento o drenaggio.[22]

Il recupero delle ex aree minerarie deve perciò fondarsi su valutazioni specifiche. Le condizioni di un sito non possono essere trasferite automaticamente a un altro.

Nel caso di Sa Marchesa, la convenzione descritta riguarda la riqualificazione degli spogliatoi e le loro nuove destinazioni. Le considerazioni sulle bonifiche sviluppate in questa relazione riguardano il quadro generale della riconversione mineraria.[2]

Bonifica e destinazioni d’uso

La normativa ambientale utilizza anche l’analisi di rischio sito-specifica per definire gli obiettivi degli interventi sui siti contaminati. La destinazione futura dell’area deve quindi essere considerata insieme alle condizioni ambientali e alle modalità di esposizione delle persone.[20]

Una proposta di recupero può distinguere gli spazi destinati all’accoglienza, quelli riservati alla ricerca e quelli non accessibili al pubblico. La pianificazione per ambiti consente di collegare ciascuna funzione alle verifiche necessarie.

L’obiettivo operativo non dovrebbe essere l’apertura indistinta dell’intero complesso. È preferibile individuare un sistema di fruizione compatibile con le caratteristiche effettive dei luoghi.

Sicurezza delle gallerie minerarie

ISPRA e la rete ReMi hanno pubblicato indicazioni tecniche dedicate alla messa in sicurezza dei siti minerari dismessi valorizzati per finalità culturali. Il documento raccoglie pratiche e riferimenti maturati anche attraverso l’esperienza delle regioni.[21]

Per gli ambienti sotterranei, la progettazione affronta stabilità, ventilazione, gestione delle acque, impianti e condizioni di esercizio. Le indicazioni considerano sia gli interventi preliminari sia la successiva gestione in sicurezza.[23]

L’accessibilità fisica di una galleria non equivale quindi alla sua idoneità alla visita. Il percorso turistico deve essere individuato e gestito attraverso una valutazione tecnica coerente con l’uso previsto.[23]

Manutenzione delle ex miniere

La manutenzione è parte della gestione del sito, non una fase separata dalla valorizzazione. Le indicazioni ReMi collegano la progettazione degli interventi alle condizioni di esercizio e alla continuità dei controlli.[23]

Per un sito aperto al pubblico, una proposta di piano manutentivo dovrebbe comprendere almeno:

  • Controlli delle opere di consolidamento e delle strutture.
  • Verifica dei drenaggi e dei punti di raccolta dell’acqua.
  • Manutenzione di impianti, illuminazione e comunicazioni.
  • Controllo di parapetti, passerelle e pavimentazioni.
  • Verifica della segnaletica e delle attrezzature di emergenza.
  • Registrazione delle anomalie e degli interventi eseguiti.

Le frequenze devono essere stabilite dai responsabili tecnici in relazione al sito. Il piano dovrebbe anche indicare chi effettua i controlli, chi valuta i risultati e chi dispone eventuali limitazioni all’accesso.

Acque e paesaggio minerario

La gestione delle acque compare tra gli aspetti tecnici affrontati nelle indicazioni sulla sicurezza delle miniere dismesse. Anche negli inventari dei depositi estrattivi, drenaggi e sistemi di copertura sono considerati elementi rilevanti per la stabilità delle strutture.[22][23]

Il progetto di recupero dovrebbe quindi leggere insieme superficie e sottosuolo. Una proposta operativa può prevedere la documentazione dei percorsi dell’acqua, dei drenaggi storici e degli interventi successivi.

La manutenzione non dovrebbe limitarsi agli ambienti più visibili. Anche le opere di servizio meritano una collocazione esplicita nel programma gestionale.

Conservare gli edifici minerari

Gli edifici di servizio raccontano aspetti del lavoro che la sola visita in galleria non può rappresentare. A Serbariu, il recupero museale comprende la lampisteria, la sala argani e gli ambienti dedicati alla storia del carbone e dei minatori.[12]

In Val Germanasca, l’offerta integra percorsi sotterranei, esposizione permanente, archivio storico, laboratori e centro di accoglienza. Queste esperienze mostrano una valorizzazione distribuita tra fabbricati e sottosuolo.[24][12]

Per gli interventi futuri, una scelta progettuale utile consiste nel mantenere riconoscibile la funzione originaria degli ambienti. Spogliatoi, officine e sale macchine possono ospitare nuovi servizi senza perdere il proprio significato documentario.

Ricerca speleologica e archeologia

Il contributo speleologico può affiancare la documentazione dei manufatti e la ricerca storica. A Nuxis, le attività sulle cavità artificiali sono state inserite in un programma dedicato al turismo sostenibile speleologico e archeologico.[4]

La ricerca universitaria aggiunge strumenti per ricostruire cronologie, frequentazioni e trasformazioni degli ambienti. Ad Acquacadda, il progetto dell’Università di Cagliari utilizza metodologie archeologiche e archeometriche.[5]

Un programma di recupero può prevedere un archivio comune di rilievi, fotografie, documenti e risultati scientifici. La proposta dovrebbe assegnare anche criteri di aggiornamento e responsabilità per la conservazione dei dati.

Pipistrelli nelle miniere dismesse

Grotte, miniere, fortificazioni e gallerie svolgono un ruolo nel ciclo biologico di numerose specie europee di pipistrelli. Possono essere utilizzate come rifugi invernali, riproduttivi o temporanei.[25]

In Italia, i chirotteri e i loro siti di riproduzione e riposo sono tutelati da un insieme di norme nazionali e internazionali. La progettazione degli interventi deve quindi considerare anche gli utilizzi faunistici degli ambienti artificiali.[26][27][28][25]

La gestione può richiedere limitazioni stagionali o l’esclusione dalla visita di determinati settori. Le indicazioni EUROBATS prevedono misure differenziate secondo l’importanza del rifugio e le modalità con cui viene utilizzato dai pipistrelli.[28]

Acquacadda e tutela ambientale

Ad Acquacadda, il decreto regionale richiama espressamente la protezione del rinolofo maggiore e del rinolofo minore. Le attività ammesse devono rispettare le esigenze di conservazione delle specie e degli habitat.[11]

Il recupero degli edifici esterni e la protezione della grotta possono essere progettati come componenti complementari. Una proposta coerente può concentrare negli spazi di superficie l’accoglienza, le conferenze e parte dell’attività espositiva.

Questa organizzazione offre anche un criterio divulgativo. Il pubblico può ricevere informazioni sul sito prima dell’eventuale accesso agli ambienti più sensibili.

Accessibilità del patrimonio minerario

L’accessibilità deve essere descritta attraverso caratteristiche concrete. Il progetto può distinguere percorsi esterni, edifici, tratti sotterranei e contenuti consultabili senza ingresso in miniera.

Gli strumenti digitali possono ampliare le modalità di conoscenza anche dove le tracce minerarie sono scomparse o gli ambienti non sono visitabili. Uno studio sulle miniere di lignite umbre propone archivi georeferenziati, modelli tridimensionali e realtà aumentata per ricostruire questi paesaggi.[29]

Per i siti in recupero, la proposta dovrebbe comprendere informazioni chiare su distanze, pendenze, fondo, ostacoli e condizioni ambientali. L’obiettivo è consentire una scelta consapevole dell’esperienza di visita.

Esperienze italiane di recupero

Le esperienze italiane mostrano modi diversi di collegare conservazione, ricerca e fruizione. Il confronto è utile per individuare funzioni trasferibili, senza riprodurre automaticamente lo stesso modello in territori differenti.[30] Sito Patrimonio valorizzato Elemento di interesse San Silvestro, Toscana Miniere, musei, villaggio medievale e sentieri. [16] Il progetto nasce dalla ricerca archeologica e considera l’intero paesaggio storico. [15] Serbariu, Sardegna Edifici minerari, collezioni, macchinari e percorso sotterraneo. [12] La storia industriale viene collegata alla vita dei minatori e alla città di Carbonia. [12] Val Germanasca, Piemonte Miniere Paola e Gianna, archivio, esposizioni e laboratori. [24] L’esperienza ecomuseale integra lavoro minerario, geologia e cultura della valle. [13]

A San Silvestro, il percorso unisce tecniche estrattive di epoche diverse e insediamento medievale. In Val Germanasca, ScopriMiniera e ScopriAlpi sviluppano rispettivamente il tema del lavoro minerario e quello dell’interpretazione geologica.[13][16]

Comunità e lavoro locale

La riconversione turistica delle miniere riguarda anche il rapporto con le comunità residenti. Una ricerca pubblicata nel 2025 dall’Università di Macerata considera partecipazione, accessibilità, sostenibilità e gestione nei siti ReMi di Marche, Toscana e Sardegna.[30]

Lo studio evidenzia differenze regionali e modelli di sviluppo locale non uniformi. Il progetto della Val Germanasca indica tra le proprie finalità la conservazione del patrimonio culturale e la creazione di opportunità lavorative per la popolazione della valle.[13][30]

Per i nuovi interventi, una proposta gestionale può prevedere il coinvolgimento di ex lavoratori, associazioni, scuole e operatori locali. Le testimonianze orali dovrebbero essere raccolte come documentazione, con attenzione alla loro conservazione e contestualizzazione.

Reti territoriali e turismo

Il collegamento con altre risorse culturali è presente nell’esperienza della Val Germanasca, dove il tema minerario si estende alla storia e alla cultura del territorio. Anche la ricerca sulle miniere umbre considera itinerari capaci di mettere in relazione diversi punti di interesse.[29][13]

Una proposta per le ex aree minerarie può quindi comprendere collegamenti con musei, siti archeologici, sentieri e servizi di ospitalità. L’organizzazione dovrebbe privilegiare itinerari comprensibili e tempi di visita realistici.

Nel Sulcis, questo criterio può essere applicato mantenendo distinte le identità dei singoli luoghi. Sa Marchesa può essere raccontata attraverso il rapporto tra miniera, grotta, ricerca preistorica e attività speleologica, senza uniformarla ad altri complessi.[5][4]

Gestione economica e continuità

La sostenibilità dei siti riconvertiti non può essere valutata soltanto attraverso l’attrattività turistica. La ricerca dell’Università di Macerata utilizza indicatori che comprendono anche accessibilità, partecipazione e sostenibilità.[30]

Un modello economico proposto per il recupero dovrebbe distinguere le spese iniziali dai costi ricorrenti. Tra questi ultimi andrebbero considerati personale, manutenzione, monitoraggi, servizi, aggiornamento degli allestimenti e conservazione delle collezioni.

Le entrate da biglietti possono essere affiancate, nel piano gestionale, da attività didattiche, servizi culturali e sostegno pubblico. La ripartizione dovrebbe derivare dalle funzioni del sito e da ipotesi di gestione esplicite, non da previsioni automatiche di crescita dei visitatori.

Programmare il recupero minerario

Sulla base dei temi tecnici e gestionali descritti, un possibile percorso operativo può essere articolato in fasi:

  1. Conoscenza del sito: ricognizione di edifici, gallerie, documenti, impianti e valori ambientali.
  2. Valutazioni specialistiche: esame degli aspetti strutturali, ambientali, archeologici e faunistici.
  3. Definizione delle funzioni: individuazione degli spazi pubblici, scientifici, tecnici e non accessibili.
  4. Progettazione integrata: coordinamento tra conservazione, sicurezza, eventuale bonifica e servizi.
  5. Organizzazione della gestione: responsabilità, personale, procedure e risorse.
  6. Piano di manutenzione: controlli, registrazioni, interventi e criteri di sospensione delle visite.
  7. Verifica dei risultati: valutazione periodica delle condizioni del patrimonio e della qualità della fruizione.

La proposta non configura una sequenza amministrativa valida per ogni situazione. Le autorizzazioni e gli adempimenti devono essere definiti secondo le caratteristiche e il regime giuridico del singolo sito.

Indicatori per il turismo minerario

Il monitoraggio può utilizzare una pluralità di indicatori, come proposto anche dalla ricerca sulla sostenibilità dei siti minerari riconvertiti. Una griglia gestionale dovrebbe affiancare ai dati di affluenza le condizioni del patrimonio e la continuità della manutenzione.[30] Ambito Indicatori proposti Conservazione Stato dei manufatti, aggiornamento della documentazione, interventi programmati ed eseguiti Sicurezza Verifiche effettuate, anomalie registrate, aggiornamento delle procedure Ambiente Risultati dei monitoraggi previsti per il sito, condizioni dei rifugi faunistici Accessibilità Informazioni disponibili, percorsi utilizzabili, contenuti alternativi Cultura Attività didattiche, ricerche, incontri e collaborazione con le scuole Comunità Partecipazione locale, raccolta delle testimonianze, collaborazioni territoriali Gestione Copertura dei costi ricorrenti, continuità del personale, risorse per la manutenzione

La griglia può essere adattata alla dimensione del complesso. Per una piccola struttura di accoglienza, gli obiettivi saranno diversi da quelli di una miniera-museo con un percorso sotterraneo esteso.

Sa Marchesa come progetto territoriale

La convenzione di Nuxis assegna agli ex spogliatoi funzioni di accoglienza, esposizione e incontro. Queste destinazioni si affiancano a un sito già interessato da ricerca archeologica, attività speleologiche e iniziative sul turismo sostenibile.[4][5][2]

Il successivo sviluppo del progetto può utilizzare tali funzioni per rendere leggibile il rapporto tra patrimonio minerario e ambiente naturale. L’allestimento può distinguere la storia della miniera, i risultati degli scavi e le misure di tutela della grotta.

La continuità gestionale dovrebbe essere prevista insieme al recupero edilizio. Per Sa Marchesa, come per altri siti italiani, la proposta è considerare manutenzione, divulgazione e conservazione come parti dello stesso servizio culturale.

Fonti dell’approfondimento


Fonti
[1] Roberto Curreli Archivi https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/tag/roberto-curreli/
[2] Parco Geominerario Archivi https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/category/turismo-2/parco-geominerario/
[3] Servizi e Spogliatoi 1 Miniera Sa Marchesa Nuxis, 1955/00/00 https://www.catalogo.beniculturali.it/detail/SARDEGNA/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/2000207463
[4] Nuxis – Convegno – Le cavità artificiali per un turismo … https://www.federazionespeleologicasarda.it/nuxis-convegno-le-cavita-artificiali-per-un-turismo-sostenibile/
[5] Acquacadda di Nuxis – unica.it – Università di Cagliari https://web.unica.it/unica/it/dip_letterelebc_scavi_3.page
[6] gli studenti di archeologia visitano la grotta di Acquacadda https://www.scintilena.com/alla-scoperta-del-patrimonio-nascosto-gli-studenti-di-archeologia-visitano-la-grotta-di-acquacadda/01/17/
[7] Nuove Scoperte Archeologiche a Nuxis: La Grotta di Acquacadda https://www.gazzettasarda.com/contenuto/0/35/650068/nuove-scoperte-archeologiche-a-nuxis-la-grotta-di-acquacadda
[8] Nelle grotte di Nuxis si scavano 5mila anni di storia https://www.rainews.it/tgr/sardegna/video/2025/07/grotte-nuxisacquacaddascavi-archeologici-nuxisscavi-archeologici-unica-7588df4d-c490-43f6-811e-c88c105e5e11.html
[9] Speleo Club Nuxis: il presidente Roberto Curreli traccia … https://www.tuttomotorienews.it/speleo-club-nuxis-il-presidente-roberto-curreli-traccia-il-bilancio-2023/
[10] Su Montixeddu”, sito in Comune di Nuxis. https://www.regione.sardegna.it/atti-bandi-archivi/atti-amministrativi/tutti-gli-atti/177754686081367
[11] Istituito il Monumento naturale “Grotta di Acquacadda – Su … https://www.regione.sardegna.it/notizie/istituito-il-monumento-naturale-grotta-di-acquacadda-su-montixeddu-nel-comune-di-nuxis
[12] La Grande Miniera di Serbariu e il Museo del Carbone https://www.museodelcarbone.it/la-visita/il-museo-del-carbone/
[13] Ecomuseo EM&VG – Ecomuseo Miniere https://www.ecomuseominiere.it/ecomuseo/progetto-ecomuseo-val-germanasca/
[14] Who we are https://parcogeominerario.sardegna.it/en/who-we-are
[15] Storia del Parco Archeominerario di San Silvestro https://www.parchivaldicornia.it/parchi-archeologici/parco-archeominerario-di-san-silvestro/storia/
[16] Parco Archeominerario di San Silvestro, Campiglia Marittima https://www.parchivaldicornia.it/parchi-archeologici/parco-archeominerario-di-san-silvestro/
[17] New studies on the ancient mines of the Archeological Mines … https://www.scintilena.com/new-studies-on-the-ancient-mines-of-the-archeological-mines-park-of-san-silvestro-tuscany/04/02/
[18] Gli strumenti per la tutela dei paesaggi sotterranei. La … – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/files/progetti/remi/guideri.pdf
[19] DECRETO LEGISLATIVO 22 gennaio 2004, n. 42 – Normattiva https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:2004;42~art10!vig
[20] DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-03;152~art240-com1-leta
[21] Indicazioni per la messa in sicurezza dei siti minerari dismessi – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/documenti-tecnici/indicazioni-per-la-messa-in-sicurezza-dei-siti-minerari-dismessi
[22] Inventario nazionale delle strutture di deposito di rifiuti … – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/files2023/pubblicazioni/rapporti/rapporto-inventario-strutture-deposito-rev-3782022.pdf
[23] re-mi-a4-doc-tecnico-sicurezza-miniere-dismesse … – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/files2021/pubblicazioni/documenti-tecnici/re-mi-a4-doc-tecnico-sicurezza-miniere-dismesse-rev8-quater-con-paolucci-2-1.pdf
[24] Visite https://www.ecomuseominiere.it/visite/
[25] Conservation of Key Underground sites: the database https://www.eurobats.org/activities/intersessional_working_groups/underground_sites
[26] Pipistrelli, comunicare il valore della biodiversità senza … https://www.scintilena.com/pipistrelli-comunicare-il-valore-della-biodiversita-senza-alimentare-paure-e-pregiudizi/07/14/
[27] Workshop Nazionale sui Chirotteri al Parco dei Monti Lucretili https://www.scintilena.com/workshop-nazionale-sui-chirotteri-al-parco-dei-monti-lucretili-a-palombara-sabina-la-formazione-sulle-linee-guida-ispra-per-il-recupero-e-la-riabilitazione-dei-pipistrelli/04/27/
[28] Protecting and managing underground sites for bats https://www.eurobats.org/sites/default/files/documents/pdf/Meeting_of_Parties/MoP5_Inf_50_UndergroundSites.pdf
[29] Ghost Mines for Geoheritage Enhancement in the Umbria … https://www.mdpi.com/2076-3263/13/7/208
[30] “Miniere di turisti”: l’analisi della sostenibilità e delle prospettive di … https://rivisteopen.unimc.it/index.php/cap-cult/article/view/3719
[32] [PDF] Raccolta Maggio 2019 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2019_5_Raccolta-Scintilena-Maggio1.pdf
[33] Sardegna Speleologica – on-line i bollettini della rivista della Federazione Speleologica Sarda. – Scintilena https://www.scintilena.com/sardegna-speleologica-on-line-i-bollettini-della-rivista-della-federazione-speleologica-sarda/12/03/
[34] Convegno sulle cavità artificiali per promuovere un turismo sostenibile https://www.scintilena.com/convegno-sulle-cavita-artificiali-per-promuovere-un-turismo-sostenibile/10/15/
[35] Parco Geominerario della Sardegna alla Riunione ReMi-ISPRA https://www.scintilena.com/parco-geominerario-della-sardegna-alla-riunione-remi-ispra-confronto-sul-futuro-del-patrimonio-minerario-europeo/07/01/
[36] Raccolta Dicembre 2020 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2020_12_Raccolta_Scintilena_Dicembre.pdf
[37] Raccolta Maggio 2017 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2017_5_Raccolta_Scintilena_Maggio.pdf
[38] La Miniera Abbandonata non è una Rovina: è un Organismo che … https://www.scintilena.com/la-miniera-abbandonata-non-e-una-rovina-e-un-organismo-che-cambia/04/28/
[39] Nuove Scoperte Archeologiche nel Sito Geo Speleo … https://www.scintilena.com/nuove-scoperte-archeologiche-nel-sito-geo-speleo-archeologico-di-sa-marchesa/07/01/
[40] Raccolta Maggio 2011 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2023/06/2011_05_Raccolta_Scintilena_Maggio.pdf
[41] Parco Geominerario e Università di Cagliari: al via il Piano … https://www.scintilena.com/parco-geominerario-e-universita-di-cagliari-al-via-il-piano-socio-economico-e-il-dottorato-pnrr/04/09/
[42] Nuova Campagna di Scavi nella Grotta di Acquacadda … https://www.scintilena.com/nuova-campagna-di-scavi-nella-grotta-di-acquacadda-presentata-nel-sito-archeologico-sa-marchesa/09/09/
[43] Una luce nel buio – il giornale quotidiano della speleologia italiana https://www.scintilena.com/page/435/
[44] Sa Marchesa ospita il convegno sulle grotte turistiche in … https://www.scintilena.com/sa-marchesa-ospita-il-convegno-sulle-grotte-turistiche-in-sardegna/12/05/
[45] Raccolta Dicembre 2017 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2017_12_Raccolta_Scintilena_Dicembre.pdf
[46] Raccolta Giugno 2014 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2023/06/2014_06_Raccolta_Scintilena_Giugno.pdf
[47] Sito Geo Speleo Archeologico “Sa Marchesa” https://www.sitosamarchesa.it/images/brochure/opuscolo%20ITA%20ok%200612.pdf
[48] Grotta di Acquacadda – Campagna scavi archeologici 2023 https://www.federazionespeleologicasarda.it/grotta-acquacadda-campagna-scavi-2023/
[49] Grotta Acqua Cadda Su Montixeddu – portal.sardegnasira.it https://portal.sardegnasira.it/grotta-acqua-cadda-su-montixeddu
[50] Istituito il Monumento naturale Grotta di Acquacadda – “Su Montixeddu”, nel Comune di Nuxis https://portal.sardegnasira.it/-/istituito-il-monumento-naturale-grotta-di-acquacadda-su-montixeddu-nel-comune-di-nuxis
[51] SITO GEO SPELEO ARCHEOLOGICO SA MARCHESA … https://www.fossilieminerali.it/musei/sito-geo-speleo-archeologico-sa-marchesa-speleo-club-nuxis-comune-di-nuxis/
[52] Il Sulcis del carbone e dei metalli – GEEG https://www.geeg.it/2026/09/30/il-sulcis-del-carbone-e-dei-metalli/
[53] Gli scavi archeologici nella Grotta di Acquacadda (Nuxis) a servizio dell’ … https://www.parks.it/news/dettaglio.php?id=63338
[54] Tariffe https://www.sitosamarchesa.it/index.php/tariffe
[55] Sito Geo Speleo Archeologico Sa Marchesa – Idese https://idese.cultura.gov.it/place/sito-sa-marchesa/
[56] Riccardo Cicilloni Archivi – Pagina 2 di 5 – La Provincia del Sulcis Iglesiente https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/tag/riccardo-cicilloni/page/2/
[57] Nuxis, Museo e sito geospeleologico Sa Marchesa https://www.sardegnacultura.it/articolo/nuxis-museo-e-sito-geospeleologico-sa-marchesa
[58] Sa Marchesa Geological Speleological Archaeological Site – Idese https://idese.cultura.gov.it/en/place/sa-marchesa-geological-speleological-archaeological-site/
[59] Il Dottor Roberto Curreli è il nuovo Commissario … https://parcogeominerario.sardegna.it/il-dottor-roberto-curreli—il-nuovo-commissario-straordinario-del-parco-geominerario-storico-e-ambientale-della-sardegnaUXB4L
[60] Siglata la convenzione tra il Parco Geominerario e … https://parcogeominerario.sardegna.it/siglata-la-convenzione-tra-il-parco-geominerario-e-il-comune-di-nuxis-per-il-recupero-degli-spogliatoi-dell-ex-miniera-di-sa-marchesaUF6ZP
[61] Sito Geo Speleo Archeologico Sa Marchesa https://www.sitosamarchesa.com/
[62] Terza Giornata Nazionale sulle Miniere – Il programma in … https://www.scintilena.com/terza-giornata-nazionale-sulle-miniere-il-programma-in-umbria/05/26/
[63] Esplorazione Mineraria in Italia: Quattordici Progetti per l … – Scintilena https://www.scintilena.com/esplorazione-mineraria-in-italia-quattordici-progetti-per-lautonomia-delle-materie-prime/08/02/
[64] Giornata Nazionale delle Miniere 2026 a Domusnovas, tra trekking … https://www.scintilena.com/giornata-nazionale-delle-miniere-2026-a-domusnovas-tra-trekking-museo-mineralogico-e-convegno-su-san-michele/05/17/
[65] Agordo ai tempi delle miniere: storia, misteri ed esplorazione nella … https://www.scintilena.com/agordo-ai-tempi-delle-miniere-storia-misteri-ed-esplorazione-nella-valle-imperina/08/24/
[66] L’importanza del catasto Speleologico https://www.scintilena.com/limportanza-del-catasto-speleologico-uno-strumento-multidisciplinare-per-la-tutela-del-territorio/01/25/
[67] Flash Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/flash/
[68] Cavità Artificiali Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/cavita-artificiali/
[69] La Cava Romana Luxis apre le porte: il 25 ottobre un’uscita … https://www.scintilena.com/la-cava-romana-luxis-apre-le-porte-il-25-ottobre-unuscita-aperta-anche-ai-neofiti/10/23/
[70] Sardegna Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/sardegna/
[71] Grotta del Monte Cucco, speleologa bloccata a 150 metri di … https://www.scintilena.com/monte-cucco-speleologa-bloccata-a-150-metri-di-profondita-soccorsa-nella-notte/10/31/
[72] Scintilena – Una luce nel buio – il giornale quotidiano della … https://www.scintilena.com/
[73] Tanari Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/tag/tanari/
[74] Tuvixeddu, niente tunnel sotto la necropoli: il sottosuolo … https://www.scintilena.com/tuvixeddu-niente-tunnel-sotto-la-necropoli-il-sottosuolo-archeologico-ferma-il-progetto/10/28/
[75] Linee guida per la gestione e valorizzazione di siti e parchi … – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/manuali-e-linee-guida/linee-guida-per-la-gestione-e-valorizzazione-di
[76] BOLLETTINO UFFICIALE https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/normativa-sulla-tutela-valorizzazione-e-fruizione-del-patrimonio-geologico-minerario/normativa-regionale/programma-regionale-valorizzazione-patrimonio-minerario-dismesso-lombardia.pdf
[77] ACCESSO AI DATI https://portalesgi.isprambiente.it/en/dissemination-activities/
[78] Presentazione standard di PowerPoint https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/progetto-remi-rete-nazionale-dei-parchi-e-musei-minerari-italiani/file/2-presentazione-lo-pumo-regione-lombardia-xii-riunione-di-rete-giugno-2021.pdf
[79] DEL23-2Allegato https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/normativa-sulla-tutela-valorizzazione-e-fruizione-del-patrimonio-geologico-minerario/normativa-regionale/2018-05-08-dgr-23-2-allegato-alle-direttive-per-il-rilascio-autorizzazione-riutilizzo-patrimonio-minerario.pdf
[80] Bollettino Ufficiale https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/normativa-sulla-tutela-valorizzazione-e-fruizione-del-patrimonio-geologico-minerario/normativa-regionale/delibera-regione-lombardia-xi-5708-catasto-miniere-dismesse.pdf
[81] LA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO https://www.isprambiente.gov.it/files/eventi/eventi-2015/il-recupero-e-la-valorizzazione-dei-siti-di-miniera-dismessi/presentazione_domenico_savoca.pdf
[82] ReMi Project – National Network of Italian Mining Parks and Museums https://www.isprambiente.gov.it/en/projects/soil-and-territory/mines-and-quarries/remi-project-national-network-of-italian-mining-parks-and-museums
[83] Progetto di legge regionale per la tutela e valorizzazione dei … https://www.isprambiente.gov.it/files/progetti/suolo-e-territorio/risorse-minerarie/02_Progetto_L_R_tutela_sitiminerari_dismessi.pdf
[84] News in highlight — English – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/en/projects/soil-and-territory/mines-and-quarries/remi-project-national-network-of-italian-mining-parks-and-museums/news-in-highlight
[85] ReMi Project – National Network of Italian Mining Parks and … https://www.isprambiente.gov.it/en/projects/soil-and-territory/mines-and-quarries/remi-project-national-network-of-italian-mining-parks-and-museums/remi-project-national-network-of-italian-mining-parks-and-museums
[86] LE BANCHE DATI — Italiano – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/progetto-remi-rete-nazionale-dei-parchi-e-musei-minerari-italiani/banche-dati
[87] homepage https://www.isprambiente.gov.it/en
[88] Notizie in primo piano — Italiano – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/progetto-remi-rete-nazionale-dei-parchi-e-musei-minerari-italiani/notizie-in-primo-piano
[89] Progetto ReMi – Rete Nazionale dei Parchi e Musei Minerari … https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/progetto-remi-rete-nazionale-dei-parchi-e-musei-minerari-italiani/progetto-remi-rete-nazionale-dei-parchi-e-musei-minerari-italiani
[90] Contatti | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/contatti/
[91] Le miniere della Sardegna come rifugio per i pipistrelli https://www.scintilena.com/le-miniere-della-sardegna-come-rifugio-per-i-pipistrelli/02/19/
[92] Pipistrelli in Italia: cosa dice la legge e come proteggere specie e rifugi https://www.scintilena.com/pipistrelli-in-italia-cosa-dice-la-legge-e-come-proteggere-specie-e-rifugi/07/30/
[93] Pipistrelli e grotte: la scienza conferma gli effetti del … https://www.scintilena.com/pipistrelli-e-grotte-la-scienza-conferma-gli-effetti-del-disturbo-umano-sulle-colonie-in-ibernazione/03/12/
[94] Raccolta Gennaio 2021 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2021_1_Raccolta_Scintilena_Gennaio.pdf
[95] Pipistrelli in Lombardia: il Piano d’Azione nasce dalla … https://www.scintilena.com/pipistrelli-in-lombardia-il-piano-dazione-nasce-dalla-partecipazione-e-dai-nuovi-monitoraggi/08/23/
[96] Come riconoscere il guano di pipistrello? https://www.tutelapipistrelli.it/2014/04/08/4433/
[97] Tutela Pipistrelli https://www.tutelapipistrelli.it/
[98] Come costruire una bat box: guida pratica per realizzare … https://www.scintilena.com/come-costruire-una-bat-box-guida-pratica-per-realizzare-rifugi-per-pipistrelli/07/03/
[99] Come comportarsi | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/come-comportarsi/
[100] Pipistrelli, cosa dice la legge in Italia | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/2012/09/28/pipistrelli-cosa-dice-la-legge-in-italia/
[101] Come aiutare i pipistrelli: acqua, habitat e meno disturbo https://www.scintilena.com/come-aiutare-i-pipistrelli-acqua-habitat-e-meno-disturbo/07/03/
[102] Diversità e ruolo ecologico dei pipistrelli https://www.scintilena.com/diversita-e-ruolo-ecologico-dei-pipistrelli-2/05/10/
[103] [PDF] Il Programma Nazionale di Esplorazione – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/progetto-remi-rete-nazionale-dei-parchi-e-musei-minerari-italiani/file/15-12-2025-riunione-rete-decennale-fumanti.pdf
[104] Doc XV, n. 365 https://www.camera.it/temiap/2025/06/05/OCD177-8096.pdf
[105] Tabella%201%2030_06_2025.xlsx https://indicatoriambientali.isprambiente.it/sites/default/files/indicatori_ambientali/2025-07-16/Tabella%201%2030_06_2025.xlsx
[106] [PDF] Dati sull’ambiente – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/files2020/pubblicazioni/stato-ambiente/annuario-2020/dati_ambiente.pdf
[107] ACCESSO AI DATI https://portalesgi.isprambiente.it/en/elenco-base-dati/10/
[108] Geology, soil and contaminated sites – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/en/activities/soil-and-territory
[109] Parco Geominerario https://parcogeominerario.sardegna.it/
[110] English https://www.isprambiente.gov.it/en/@@search?taxonomy_thesaurus:list=s4f5quvdn7&set_language=en&b_start:int=460&sort_on=relevance
[111] Choose the zones https://parcogeominerario.sardegna.it/singolo-comune-en/86
[112] Choose the zones https://parcogeominerario.sardegna.it/guida-scelta-en/57
[113] News & Eventi https://parcogeominerario.sardegna.it/category/news-eventi/
[114] e me l’ovrare appaga https://library.oapen.org/bitstream/20.500.12657/55594/1/9788855182195.pdf
[115] Burladores e Convitati a Napoli tra Sei e Settecento, da Perrucci ad Abri (e oltre) https://fupress.com/redir.ashx?RetUrl=14599.pdf
[116] La fraseografia genovese e le più recenti innovazioni in GEPHRAS e GEPHRAS2 https://bop.unibe.ch/linguistik-online/article/download/10782/13931
[117] Due lettere inedite di Giorgio Orelli https://bop.unibe.ch/versants/article/download/8993/11971
[118] Per un commento di “Entrebescar” (1982) di Rossi Precerutti [pp. 174-199] https://riviste.unimi.it/index.php/inopera/article/view/27711
[119] La fattoria più profonda del mondo a 1100 metri: miniere inglesi diventano laboratori agricoli – Scintilena https://www.scintilena.com/la-fattoria-piu-profonda-del-mondo-a-1100-metri-miniere-inglesi-diventano-laboratori-agricoli/08/25/
[120] [PDF] Raccolta Giugno 2021 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2021_6_Raccolta_Scintilena_Giugno.pdf
[121] Sicurezza in cavità urbane e ipogei: norme, rischi e … https://www.scintilena.com/sicurezza-in-cavita-urbane-e-ipogei-norme-rischi-e-strumenti-per-lavorare-nel-sottosuolo/06/11/
[122] Bonifica della Voragine di San Lorenzo nel Carso triestino https://www.scintilena.com/bonifica-della-voragine-di-san-lorenzo-il-club-alpinistico-triestino-restituisce-valore-a-una-storica-cavita-del-carso/07/05/
[123] On line consultabili gli ATTI del Atti del XXI Congresso … https://www.scintilena.com/on-line-consultabili-gli-atti-del-atti-del-xxi-congresso-nazionale-di-speleologia-diffusione-delle-conoscenze/08/27/
[124] Giornate di Speleologia Urbana nella Trieste sotterranea dal … https://www.scintilena.com/giornate-di-speleologia-urbana-nella-trieste-sotterranea-dal-5-al-30-novembre/11/01/
[125] Esplorati gli antichi acquedotti di Montefiascone (VT) https://www.scintilena.com/esplorati-gli-antichi-acquedotti-di-montefiascone-vt/03/18/
[126] Abisso del Bifurto, Cerchiara rende omaggio agli speleologi … https://www.scintilena.com/abisso-del-bifurto-cerchiara-rende-omaggio-agli-speleologi-che-raggiunsero-il-fondo-nel-1962/10/30/
[127] BOLLETTINO UFFICIALE https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/normativa-sulla-tutela-valorizzazione-e-fruizione-del-patrimonio-geologico-minerario/normativa-regionale/programma-regionale-valorizzazione-patrimonio-minerario-dismesso-lombardia-1.pdf
[128] Relazione di Piano https://www.regione.sardegna.it/documenti/1_385_20180802114418.pdf
[129] ISPRA, Quaderni – 8/2014 https://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/Quad_AS_8_14.pdf
[130] Remi https://www.etsy.com/market/remi
[131] Rémi P | LinkedIn https://www.linkedin.com/in/r%C3%A9mi-p-8295a3150
[132] Catalogue Remi Confection/LOTUS BLANC 2025-2026 – Calaméo https://www.calameo.com/books/00056900423f190235f71
[133] [PDF] recupero e valorizzazione delle miniere dismesse – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00009100/9196-qas-3-ultimo-corretto.pdf
[134] Le miniere in Italia – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/files2020/notizie/miniere.pdf
[135] ISPRA pubblica “Lo stato delle bonifiche dei siti contaminati … https://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/notizie-e-novita-normative/notizie-ispra/2023/08/ispra-pubblica-il-rapporto-lo-stato-delle-bonifiche-dei-siti-contaminati-in-italia-secondo-rapporto-sui-dati-regionali
[136] [PDF] la laveria di su zurfuru – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00003900/3979-c2738-m2-u1.pdf
[137] Linee Guida – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/manuali-lineeguida/MLG_148_17_LGVAS.pdf
[138] Online il Rapporto “Lo stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia” https://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/notizie-e-novita-normative/notizie-ispra/2025/12/online-il-rapporto-lo-stato-delle-bonifiche-dei-siti-contaminati-in-italia
[139] Listino Prezzi 2026 – Il Sogno di Remì – Locazione turistica https://ilsognodiremi.com/listino-prezzi/
[140] 1200 (75 of 113) – Nola and Remi water shoot Aug 2026 https://alloutdoor.smugmug.com/Mike-Reid-Photography-Promotional-Dance-Team/Nola-and-Remi-water-shoot-Aug-2026/i-r5kdSx6
[141] Congressi Archivi – Pagina 9 di 14 – Scintilena https://www.scintilena.com/category/congressi/page/9/
[142] Archeologia Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/archeologia/
[143] Autore: Marina Abisso https://www.scintilena.com/author/marina-abisso/
[144] Nuxis Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/tag/nuxis/
[145] Corso di Speleologia in Cavità Artificiali a Nuxis – Scintilena https://www.scintilena.com/corso-di-speleologia-in-cavita-artificiali-a-nuxis/09/03/
[146] Grotte turistiche della Sardegna: confronto tra esperienze https://www.scintilena.com/grotte-turistiche-della-sardegna-confronto-tra-esperienze/11/22/
[147] Convegno Internazionale sulla Gestione del Patrimonio … https://www.scintilena.com/convegno-internazionale-sulla-gestione-del-patrimonio-culturale-in-sardegna/11/12/
[148] Recupero e Riabilitazione dei Chirotteri: il Workshop di … https://www.scintilena.com/recupero-e-riabilitazione-dei-chirotteri-il-workshop-di-tutela-pipistrelli-diventa-gratuito-per-soci-ed-enti-partner/05/04/
[149] Dalla Regione 4,28 milioni di euro per la bonifica dell’area … https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2026/08/dalla-regione-428-milioni-di-euro-per-la-bonifica-dellarea-ex-mineraria-di-sa-marchesa-a-nuxis/
[150] Dalla Regione 4,2 milioni per bonificare l’ex miniera di Nuxis https://cagliarinews.it/area-vasta/dalla-regione-nuxis-bonifica-ex-miniera-24-agosto-2026/
[151] Parco archeominerario di San Silvestro https://www.parchivaldicornia.it/images/ufficio_stampa/Parco_SS.pdf
[152] Il Parco Archeominerario di San Silvestro – San Vincenzo https://visitsanvincenzo.it/it/cosa-fare/da-vedere/il-parco-archeominerario-di-san-silvestro/
[153] Miniere d’Italia – Recupero museale TOS https://sites.google.com/view/miniere-italia/regioni/toscana/recupero-museale-tos
[154] Parco Archeominerario di San Silvestro – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/museo/regioni/musei/parco-archeominerario-di-san-silvestro
[155] Rifiuti e bonifiche: 11,3 milioni per impianti, risanamento … https://www.regione.sardegna.it/notizie/rifiuti-e-bonifiche-11-3-milioni-per-impianti-risanamento-ambientale
[156] TOUR COMPLETO DEL PARCO DI SAN SILVESTRO – Visit Tuscany https://www.visittuscany.com/export/shared/make/documenti/tour-completo-del-parco-di-san-silvestro_dwe.pdf
[157] I PARCHI DELLA VAL DI CORNIA https://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00004600/4605-il-progetto-di-tutela-3-cornia.pdf
[158] Parco Archeominerario di San Silvestro | Visit Tuscany https://www.visittuscany.com/it/attrazioni/san-silvestro-archaeological-mines-park/
[159] www.visittuscany.com · en · attractionsSan Silvestro Archaeological Mines Park – Visit Tuscany https://www.visittuscany.com/en/attractions/san-silvestro-archaeological-mines-park/
[160] Sottoscritta la convenzione tra il GeoParco e comune di … https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2026/10/sottoscritta-la-convenzione-tra-il-geoparco-e-comune-di-nuxis-per-il-recupero-delledificio-che-ospitava-gli-spogliatoi-dellex-miniera-di-sa-marchesa-in-localita-acquacadda/
[161] Parco archeominerario di San Silvestro https://cultura.gov.it/luogo/parco-archeominerario-di-san-silvestro
[162] Parco archeominerario di San Silvestro https://www.archeologiatoscana.it/it/musei/73-parco-archeominerario-di-san-silvestro
[163] The enhancement of the Viterbo Porticoes Museum and the creation of a public/private network for the definition of territorial enhancement projects https://siev.org/10-39-2026/
[164] Le eccellenze storico-minerarie della Sardegna sud-occidentale entrano nella European Route of Industrial Heritage (ERIH) – Scintilena https://www.scintilena.com/le-eccellenze-storico-minerarie-della-sardegna-sud-occidentale-entrano-nella-european-route-of-industrial-heritage-erih/06/26/
[165] Marchesini Tappezzeria di Renato e Rossella Reggiani Snc https://www.unioncamere.gov.it/imprese-storiche/marchesini-tappezzeria-di-renato-e-rossella-reggiani-snc
[166] Salumificio Marchese S.r.l. – Pozzaglio ed Uniti – Pagine Bianche https://www.paginebianche.it/scheda/pozzaglio-ed-uniti/salumificio-marchese.14517140
[167] Archeologia Archivi – Pagina 24 di 83 – Scintilena https://www.scintilena.com/category/archeologia/page/24/?wpmp_switcher=desktop
[168] Addio a Gianguido Guasco, “Grotta”: il ricordo dello … https://www.scintilena.com/addio-a-gianguido-guasco-grotta-il-ricordo-dello-speleologo-imperiese/10/30/
[169] Centro Italiano della Cultura del Carbone, Grande Miniera di … https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/museo/regioni/musei/miniera-serbariu
[170] Museo del carbone – Ministero della cultura https://cultura.gov.it/luogo/museo-del-carbone
[171] Grande Mine de Serbariu à Carbonia : histoire du travail – Italia.it https://www.italia.it/fr/sardaigne/carbonia/patrimoine-culturel/grande-mine-de-serbariu
[172] Museo del carbone – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_del_carbone
[173] Inaugurazione del Centro italiano della cultura del carbone https://cultura.gov.it/comunicato/inaugurazione-del-centro-italiano-della-cultura-del-carbone-1
[174] Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna https://www.parks.it/parco.geominerario.sardegna/nov.php
[175] Italian Centre for Coal Mining Culture https://www.coe.int/en/web/cultural-routes/-/italian-centre-for-coal-mining-culture
[176] Accordi centri concessioni.xlsx https://web.unica.it/unica/protected/500461/0/def/ref/GNC474079/
[177] Riccardo Cicilloni Archivi – Pagina 3 di 5 – La Provincia del Sulcis Iglesiente https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/tag/riccardo-cicilloni/page/3/
[178] Museo del Carbone – Grande Miniera di Serbariu https://www.museodelcarbone.it/
[179] Riconversione della Grande Miniera di Serbariu a Carbonia https://rivista.clionet.it/volume-10-2026/riconversione-della-grande-miniera-di-serbariu-a-carbonia-il-museo-del-carbone/
[180] Italian National Radon Action Plan: New Challenges for Risk Assessment https://www.mdpi.com/2073-4433/15/7/846/pdf?version=1721281577
[181] Radon Hazard in Central Italy: Comparison among Areas with Different Geogenic Radon Potential https://www.mdpi.com/1660-4601/19/2/666/pdf
[182] Radon Survey in Bank Buildings of Campania Region According to the Italian Transposition of Euratom 59/2013 https://www.mdpi.com/2075-1729/11/6/533/pdf
[183] Prali, riaprono le miniere di talco dell’Ecomuseo della Val Germanasca https://www.giornalelavoce.it/news/attualita/682493/prali-riaprono-le-miniere-di-talco-dellecomuseo-della-val-germanasca.html
[184] ECOMUSEO DELLE MINIERE E DELLA VAL GERMANASCA https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g2059208-d2308265-Reviews-or180-Ecomuseo_delle_Miniere_e_della_Val_Germanasca-Prali_Province_of_Turin_Pied.html
[185] Raccolta Aprile 2009 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2023/06/2009_04_Raccolta_Scintilena_Aprile.pdf
[186] Scintilena – Raccolta Luglio 2023 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2023/08/2023_07_Raccolta_Scintilena_Luglio.pdf
[187] Giornata Mondiale dell’Acqua 2026: dalla “bancarotta idrica” globale alle falde carsiche che ci tengono in vita – Scintilena https://www.scintilena.com/giornata-mondiale-dellacqua-2026-dalla-bancarotta-idrica-globale-alle-falde-carsiche-che-ci-tengono-in-vita/03/22/
[188] Sotto i Tuoi Piedi: Il Tesoro Invisibile dell’Italia – Scintilena https://www.scintilena.com/sotto-i-tuoi-piedi-il-tesoro-invisibile-dellitalia/05/08/
[189] Le Aree Carsiche nel Mirino: Vulnerabilità, Inquinamento e Tutela https://www.scintilena.com/le-aree-carsiche-nel-mirino-vulnerabilita-inquinamento-e-tutela-di-un-patrimonio-idrico-nazionale/04/24/
[190] 99 cose da sapere se abiti in un territorio carsico – Scintilena https://www.scintilena.com/come-riconoscere-se-vivi-in-un-territorio-carsico/06/06/
[191] Diffida alle Grotte di Castellana: richiesta sospensione attività … https://www.scintilena.com/diffida-alle-grotte-di-castellana-richiesta-sospensione-attivita-turistiche-da-tutela-pipistrelli/01/01/
[192] Raccolta Gennaio 2026 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2020/03/Annales-Scintilena-Gennaio-2026.pdf
[193] Ecomuseo Regionale delle Miniere e della Val Germanasca https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/museo/regioni/musei/ecomuseo-regionale-delle-miniere-di-prali-e-della-val-germanasca
[194] Ecomuseum of Mines and Germanasca Valley https://www.outdooractive.com/en/poi/province-of-turin/ecomuseum-of-mines-and-germanasca-valley/806544499/
[195] Ecomuseo delle Miniere e della Valle Germanasca | Museum https://turismotorino.org/en/visit/things-to-do-and-things-to-see/museums-and-heritage/ecomuseo-delle-miniere-e-della-valle-germanasca
[196] Scopriminiera – Ecomuseo regionale delle miniere e della Valle Germanasca https://cultura.gov.it/luogo/scopriminiera-ecomuseo-regionale-delle-miniere-e-della-valle-germanasca
[197] MINING ECO-MUSEUM | Hotel Salei https://hotelsalei.it/en/attivita_post/mining-eco-museum/
[198] Risultati ricerca per radon – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/@@search?SearchableText=radon&sort_on=sortable_title&b_start:int=70
[199] [PDF] Didattica 2025-2026.indd – Scopriminiera https://www.ecomuseominiere.it/wp-content/uploads/2025/09/Didattica-2025-2026-1.pdf
[200] Da sabato 14 marzo nuovamente visitabili le ex miniere di talco dell … https://www.cittametropolitana.torino.it/comunicazione/da-sabato-14-marzo-nuovamente-visitabili-le-ex-miniere-di-talco-dellecomuseo-di-prali
[201] 2 https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticolo?art.versione=1&art.idGruppo=0&art.flagTipoArticolo=0&art.codiceRedazionale=15G00043&art.idArticolo=2&art.idSottoArticolo=1&art.idSottoArticolo1=10&art.dataPubblicazioneGazzetta=2015-03-23&art.progressivo=0
[202] LA RIDUZIONE DEL RADON IN AMBIENTI CONFINATI … https://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/eventi/2024/10/rischio-radon-e-interventi-di-efficientamento-energetico/dimenno.pdf
[203] Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 Norme in materia … https://www.isprambiente.gov.it/files/sostanze-pericolose/d.-lgs-152-2006.pdf
[204] Normattiva – Il portale della legge vigente https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006;152~art65
[205] DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 https://www.normattiva.it/eli/stato/DECRETO_LEGISLATIVO/2006/04/03/152/CONSOLIDATED/20250827
[206] https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?!vig=urn:ni… https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?!vig=urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-03;152&art=242
[207] Decreto Legislativo 152/2006 – Normattiva https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-03;152!vig
[208] L’Unione europea quale cerniera tra la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e gli ordinamenti degli stati membri tra graduale implementazione normativa, ‘approccio cosmetico’ e adesione sostanziale al modello sociale di disabilità https://www.medra.org/servlet/MRService?hdl=10.3280/CEU2024-002001
[209] La convenzione di Palermo venticinque anni dopo: tra visioni, obiettivi conseguiti, promesse mancate, crisi del diritto internazionale e un futuro incerto https://riviste.unimi.it/index.php/cross/article/view/30601
[210] La convenzione 2005 dell’UNESCO come quadro strategico e sinergico per strutturare le azioni del Piano Mattei https://antropologiaeteatro.unibo.it/article/view/23579
[211] Il fattore temporale nell’acquisizione transfrontaliera delle e-evidence: il bilanciamento operato nel secondo Protocollo addizionale alla Convenzione di Budapest https://riviste.fupress.net/index.php/nuovagiuridica/article/view/3409
[212] Heritage Walks: la Convenzione di Faro per un patrimonio culturale vivente http://www.urbanisticainformazioni.it/Heritage-Walks-la-Convenzione-di-Faro-per-un-patrimonio-culturale.html
[213] La Convenzione tra la Santa Sede e l’Italia in materia di scambio di informazioni tributarie. Il richiamo (non casuale) al Trattato Lateranense sulla corretta applicazione delle esenzioni tributarie https://www.semanticscholar.org/paper/7cda09d57f2e408d8af2d1ec3eb25cfee0ef73b1
[214] La Convenzione tra la Santa Sede e l’Italia in materia di scambio di informazioni tributarie, in Riv. Il Tributario, Milano, Giuffrè (ISSN 2465-2512) https://www.semanticscholar.org/paper/ad4519705bae41750bafd7bafdd91198f4fe1b8d
[215] Il provvedimento che attua la Convenzione di Bruxelles del 2000: una lunga gestazione e un destino incerto https://www.semanticscholar.org/paper/da3a9f8e8d29259b93b3415df9ad1ec4a0d2aca2
[216] [PDF] Raccolta Maggio 2013 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2023/06/2013_05_Raccolta_Scintilena_Maggio.pdf
[217] Giovedì 26 giugno il sito geo-speleologico archeologico Sa … https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2025/06/giovedi-26-giugno-il-sito-geo-speleologico-archeologico-sa-marchesa-a-nuxis-ha-ospitato-la-prima-conferenza-di-dopo-gli-scavi/
[218] Convegno “Le grotte turistiche in Sardegna. Esperienze a confronto” https://www.tuttomotorienews.it/convegno-le-grotte-turistiche-in-sardegna-esperienze-a-confronto-limportanza-di-fare-rete/
[219] Dalla Regione 330.000 euro al comune di Nuxis per la … https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2022/12/dalla-regione-330-000-euro-al-comune-di-nuxis-per-la-valorizzazione-del-sito-preistorico-di-acqua-cadda-nuxis-ex-miniera-di-sa-marchesa/
[220] Inaugurato il Meeting Nazionale dei Geoparchi Italiani a … https://www.scintilena.com/inaugurato-il-meeting-nazionale-dei-geoparchi-italiani-a-petralia-sottana/12/05/
[221] Archeologia Archivi – Pagina 79 di 95 https://www.scintilena.com/category/archeologia/page/79/
[222] Il decreto dell’assessora della Difesa dell’Ambiente n. 10/2026, ha istituito ufficialmente il Monumento Naturale “Grotta di Acquacadda – Su Montixeddu” https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2026/05/il-decreto-dellassessora-della-difesa-dellambiente-n-10-2026-ha-istituito-ufficialmente-il-monumento-naturale-grotta-di-acquacadda-su-montixeddu/
[223] Al via lunedì 23 giugno, per il sesto anno consecutivo, gli scavi archeologici presso il sito della Grotta di Acquacadda, a Sa Marchesa (Nuxis) https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2025/06/al-via-lunedi-23-giugno-per-il-sesto-anno-consecutivo-gli-scavi-archeologici-presso-il-sito-della-grotta-di-acquacadda-a-sa-marchesa-nuxis/
[224] Mercoledì 9 luglio, a Sa Marchesa (Nuxis), s’è tenuta una conferenza sul progetto “Argentaria” https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2025/07/mercoledi-9-luglio-a-sa-marchesa-nuxis-se-tenuta-una-conferenza-sul-progetto-argentaria/
[225] Inizia lunedì 1 luglio, a Nuxis, la seconda annualità del secondo triennio della campagna di scavi nella grotta di Acquacadda https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2024/06/inizia-lunedi-1-luglio-a-nuxis-la-seconda-annualita-del-secondo-triennio-della-campagna-di-scavi-nella-grotta-di-acquacadda/
[226] Sabato 9 dicembre il sito Geo Speleo Archeologico Sa Marchesa, a Nuxis, ospiterà il convegno “Grotte turistiche in Sardegna. Esperienze a confronto” https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2023/12/sabato-9-dicembre-il-sito-geo-speleo-archeologico-sa-marchesa-a-nuxis-ospitera-il-convegno-grotte-turistiche-in-sardegna-esperienze-a-confronto/
[227] Si conclude domani, nella miniera di Sa Marchesa, a Nuxis, la prima campagna di scavi nella grotta di Acquacadda (nota anche grotta di Su Montixeddu). https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2019/09/si-conclude-domani-nella-miniera-di-sa-marchesa-a-nuxis-la-prima-campagna-di-scavi-nella-grotta-di-aacquacadda-nota-anche-grotta-di-su-pontixeddu/
[228] Da venerdì 21 a domenica 23 ottobre, a Sa Marchesa (Nuxis), il 1° convegno internazionale “Le grotte nella preistoria: scavi, studi e valorizzazione” https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2022/10/da-venerdi-21-a-domenica-23-ottobre-a-sa-marchesa-nuxis-il-1-convegno-internazionale-le-grotte-nella-preistoria-scavi-studi-e-valorizzazione/
[229] Stamane la studentessa Francesca Mereu ha conseguito la laurea magistrale in Archeologia con una tesi sulla Grotta di Acquacadda (Nuxis), relatore il professor Riccardo Cicilloni https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2025/07/stamane-la-studentessa-francesca-mereu-ha-conseguito-la-laurea-magistrale-in-archeologia-con-una-tesi-sulla-grotta-di-acquacadda-nuxis-relatore-il-professor-riccardo-cicilloni/

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  • Ojos de Cristal, 16 chilometri nel quarzo del Monte Roraima e una vita microbica fuori dal comune
    Condividi Nel grande sistema sotterraneo venezuelano, sviluppato nelle antichissime rocce quarzitiche del tepui, le esplorazioni hanno rivelato oltre 16 chilometri di gallerie. Nelle zone più interne una comunità batterica analizzata risultava composta fino all’84% da Ktedonobacterales, mai identificati prima in una grotta Una grotta lunga più di 16 chilometri scavata non nel calcare, ma nelle durissime rocce quarzitiche di una delle montagne più spettacolari del Sud America. Sulle sue pareti
     

Ojos de Cristal, 16 chilometri nel quarzo del Monte Roraima e una vita microbica fuori dal comune

November 2nd 2026 at 04:00

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Nel grande sistema sotterraneo venezuelano, sviluppato nelle antichissime rocce quarzitiche del tepui, le esplorazioni hanno rivelato oltre 16 chilometri di gallerie. Nelle zone più interne una comunità batterica analizzata risultava composta fino all’84% da Ktedonobacterales, mai identificati prima in una grotta

Una grotta lunga più di 16 chilometri scavata non nel calcare, ma nelle durissime rocce quarzitiche di una delle montagne più spettacolari del Sud America. Sulle sue pareti, in un ambiente apparentemente poverissimo di nutrienti, vivono comunità microbiche molto diverse da quelle conosciute nelle comuni cavità carbonatiche: è la Cueva Ojos de Cristal, conosciuta nella letteratura scientifica anche come Roraima Sur Cave, nel massiccio del Monte Roraima, in Venezuela.

La storia è tornata in questi giorni sulle pagine di EcoNews, anche se le esplorazioni e le ricerche microbiologiche risalgono agli anni precedenti. Vale comunque la pena ripercorrerla, perché Ojos de Cristal rappresenta un caso particolare sia per la speleologia sia per la geomicrobiologia.

Una grotta nel quarzo

Il Monte Roraima è un tepui alto circa 2.700 metri, formato prevalentemente da arenarie quarzose cementate da silice. Si trova nell’area di confine tra Venezuela, Guyana e Brasile.

L’ambiente è molto diverso dai grandi sistemi carsici calcarei ai quali siamo abituati: l’acqua riesce tuttavia a svolgere un ruolo importante anche qui. La dissoluzione dei cementi silicei e l’azione dell’acqua lungo fratture e livelli più vulnerabili della roccia hanno contribuito alla formazione di sistemi sotterranei estesi e complessi.

Tra questi c’è Ojos de Cristal, occhi di cristallo (dalle piccole cavità presenti sul pavimento di alcuni passaggi, nelle quali si trovano cristalli di quarzo arrotondati): la piccola entrata è stata individuata nel 2002 da speleologi slovacchi e cechi. Le successive campagne hanno progressivamente ampliato la conoscenza della cavità.

Nel 2005 risultavano esplorati 10.820 metri con 18 ingressi. Nel 2006 lo sviluppo era salito a 15,28 chilometri e nel 2007, dopo il collegamento con altre cavità, il sistema ha raggiunto 16,14 chilometri, con un dislivello di 73 metri e 23 ingressi conosciuti.

La sorpresa sulle pareti

Ojos de Cristal ha attirato anche l’attenzione dei microbiologi.

La quarzite è una roccia povera di nutrienti e ha una capacità di tamponare l’acidità molto inferiore rispetto alle rocce carbonatiche. I ricercatori si aspettavano quindi un ambiente sotterraneo con una modesta attività biologica.

Le analisi hanno mostrato una situazione diversa.

Uno studio pubblicato nel 2014 su Frontiers in Microbiology, coordinato dalla microbiologa Hazel Barton, ha analizzato campioni provenienti da tre punti della grotta situati a circa 55, 90 e 300 metri dall’ingresso.

Gli studiosi hanno rilevato una notevole attività microbica sulle superfici rocciose.

Procedendo verso l’interno, la composizione delle comunità cambiava in maniera evidente.

Fino all’84% di Ktedonobacterales

Vicino all’ingresso erano soprattutto Actinomycetales e Alphaproteobacteria a caratterizzare le comunità batteriche.

Nei due siti più interni la situazione era completamente diversa.

Tra l’82 e l’84% delle sequenze batteriche analizzate apparteneva a un particolare gruppo dei Ktedonobacterales, all’interno dei Chloroflexi.

Il dato non significa che l’84% di tutti i batteri presenti nell’intera grotta appartenga a questo gruppo: riguarda i campioni analizzati nei settori più profondi dello studio.

All’epoca della ricerca si trattava della prima identificazione di membri della classe Ktedonobacterales in un ambiente di grotta.

Anche gli archei hanno riservato sorprese. Nei campioni esaminati dominavano organismi appartenenti al gruppo Thaumarchaeota I.1c, precedentemente associato soprattutto ad ambienti acidi.

Da dove arriva l’energia

Rimane una domanda fondamentale: come può svilupparsi una comunità microbica così attiva in un ambiente apparentemente tanto povero?

Una parte della risposta potrebbe arrivare dall’acqua.

Il corso d’acqua che entra nella grotta attraversa prima la vegetazione superficiale e può quindi trasportare carbonio ed energia all’interno del sistema sotterraneo.

Anche la geochimica della roccia sembra avere un ruolo importante. La scarsa capacità della quarzite di tamponare l’acidità e il basso pH dell’ambiente potrebbero favorire alcune comunità microbiche rispetto ad altre.

Lo studio ha inoltre osservato sui granuli di quarzo tracce compatibili con processi di dissoluzione chimica associati all’attività microbica.

Un laboratorio naturale nel cuore del tepui

Ojos de Cristal mostra quanto possano essere diversi gli ecosistemi sotterranei quando cambia la roccia che li ospita.

Gran parte delle conoscenze sulla microbiologia delle grotte proviene infatti da cavità sviluppate nei calcari. Le grotte quarzitiche dei tepui presentano condizioni geochimiche differenti e possono ospitare comunità altrettanto particolari.

A oltre vent’anni dall’inizio delle esplorazioni, Ojos de Cristal conserva così due storie strettamente legate: quella degli speleologi che hanno seguito il vuoto per oltre sedici chilometri e quella, invisibile, dei microrganismi che riescono a vivere sulle pareti di quarzo nel buio del Monte Roraima.

Fonti

Barton H.A. et al. – Frontiers in Microbiology – Microbial diversity in a Venezuelan orthoquartzite cave is dominated by the Chloroflexi (Class Ktedonobacterales) and Thaumarchaeota Group I.1c – 26 novembre 2014
https://www.frontiersin.org/journals/microbiology/articles/10.3389/fmicb.2014.00615/full

PubMed – National Library of Medicine – Microbial diversity in a Venezuelan orthoquartzite cave is dominated by the Chloroflexi (Class Ktedonobacterales) and Thaumarchaeota Group I.1c – 2014
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25505450/

EcoNews – Slovak cavers say they mapped 10 miles of the quartzite cave Ojos de Cristal on Venezuela’s Mount Roraima, and up to 84 percent of its deep bacteria belonged to a class never before identified in a cave – 25 ottobre 2026
https://www.ecoticias.com/en/slovak-cavers-say-they-mapped-10-miles-of-the-quartzite-cave-ojos-de-cristal-on-venezuelas-mount-roraima-and-up-to-84-percent-of-its-deep-bacteria-belonged-to-a-class-never-before-identified-in-a-cave/52546/

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  • DNA dalle pareti delle grotte, nuove prospettive per studiare la presenza umana nella preistoria
    Condividi Alba Bossoms torna sul metodo sperimentale per recuperare DNA umano antico dalle superfici delle grotte. Tra i reperti analizzati anche un “aerografo” in osso proveniente da Altamira Lo scorso luglio Scintilena aveva raccontato lo studio pubblicato su Nature Communications sulla possibilità di recuperare DNA umano antico direttamente dalle pareti delle grotte, comprese superfici associate all’arte rupestre (https://www.scintilena.com/dna-antico-e-arte-rupestre-dalle-pareti-delle-gro
     

DNA dalle pareti delle grotte, nuove prospettive per studiare la presenza umana nella preistoria

November 2nd 2026 at 04:00

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Alba Bossoms torna sul metodo sperimentale per recuperare DNA umano antico dalle superfici delle grotte. Tra i reperti analizzati anche un “aerografo” in osso proveniente da Altamira

Lo scorso luglio Scintilena aveva raccontato lo studio pubblicato su Nature Communications sulla possibilità di recuperare DNA umano antico direttamente dalle pareti delle grotte, comprese superfici associate all’arte rupestre (https://www.scintilena.com/dna-antico-e-arte-rupestre-dalle-pareti-delle-grotte-una-nuova-traccia-umana/07/03/).

Ora Alba Bossoms, tra gli autori della ricerca, torna sull’argomento in un’intervista pubblicata da Storica National Geographic, soffermandosi sulle prospettive ma anche sui limiti di una tecnica ancora sperimentale.

Un caso particolarmente curioso riguarda un “aerografo” preistorico in osso proveniente dalla grotta di Altamira, probabilmente utilizzato per soffiare il pigmento sulle pareti. Proprio perché poteva essere entrato in contatto con la bocca, i ricercatori speravano di recuperarvi DNA umano antico. Il tentativo, però, non ha dato il risultato atteso: la contaminazione moderna e le condizioni di conservazione possono rendere difficile distinguere e recuperare le tracce genetiche più antiche.

È uno dei problemi che la ricerca dovrà affrontare. Il prossimo passo sarà capire dove e in quali condizioni il DNA riesca a conservarsi meglio, sviluppando tecniche di campionamento sempre meno invasive.

L’obiettivo non è ancora identificare l’autore di una specifica pittura rupestre, ma ottenere nuove informazioni su chi frequentava le grotte preistoriche, anche quando ossa e altri resti umani sono assenti.

Foto di copertina:

Bisonte nella grotta di Altamira, in Cantabria. Le superfici delle grotte con arte paleolitica sono oggi al centro di nuove ricerche sulla possibilità di recuperare tracce di DNA umano antico. Foto: Daniel Villafruela / Wikimedia Commons – CC BY-SA 3.0

Fonti

https://www.storicang.it/a/alba-bossoms-antropologa-potremmo-aver-scoperto-nuovo-modo-per-studiare-presenza-umana-nella-preistoria_18764

https://www.nature.com/articles/s41467-026-74234-2

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  • Giornate di Speleologia Urbana nella Trieste sotterranea dal 5 al 30 novembre
    Condividi Con il Club Alpinistico Triestino propone la dodicesima edizione della manifestazione Tornano a Trieste, dal 5 al 30 novembre 2026 in poi, le Giornate di Speleologia Urbana del CAT. La parola ad Alessandra Ressa: COMUNICATO STAMPA Giornate di Speleologia Urbana: dal 5 al 30 novembre alla scoperta della Trieste sotterranea Il Club Alpinistico Triestino propone la dodicesima edizione della manifestazione con conferenze e visite guidate dedicate alle gallerie antiaeree e a
     

Giornate di Speleologia Urbana nella Trieste sotterranea dal 5 al 30 novembre

November 1st 2026 at 04:55

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Con il Club Alpinistico Triestino propone la dodicesima edizione della manifestazione

Tornano a Trieste, dal 5 al 30 novembre 2026 in poi, le Giornate di Speleologia Urbana del CAT.

La parola ad Alessandra Ressa:

COMUNICATO STAMPA

Giornate di Speleologia Urbana: dal 5 al 30 novembre alla scoperta della Trieste sotterranea

Il Club Alpinistico Triestino propone la dodicesima edizione della manifestazione con conferenze e visite guidate dedicate alle gallerie antiaeree e ai bunker della Seconda guerra mondiale.

Trieste, 28 ottobre – Gallerie antiaeree, ricoveri pubblici e bunker raccontano una pagina significativa della storia di Trieste durante la Seconda guerra mondiale. Per approfondire la conoscenza di queste strutture e del loro contesto storico, il Club Alpinistico Triestino organizza dal 5 al 30 novembre 2026 la dodicesima edizione delle Giornate di Speleologia Urbana, con un ricco programma di incontri e visite guidate aperti al pubblico.

La prima giornata sarà giovedì 5 novembre alle 20, nella sede del CAT, in via Raffaele Abro 5/A, a Trieste, con la presentazione degli appuntamenti a cura del direttore della rassegna Lucio Mircovich e a seguire la conferenza I bombardamenti aerei alleati sulla provincia di Trieste, tenuta da Maurizio Radacich.

Venerdì 6 novembre, alle 20, è prevista una visita alla galleria antiaerea di via Pendice Scoglietto, con ritrovo all’incrocio tra via Cologna e via Pendice dello Scoglietto. Accompagneranno i partecipanti Maurizio Bressan, Marino Codiglia, Dean Leonardelli e Lucio Mircovich.

Giovedì 12 novembre, alle 20, il programma proseguirà alla Kleine Berlin, in via Fabio Severo. Dopo l’introduzione di Maurizio Radacich, seguirà la visita guidata con Lucio Mircovich, Maurizio Bressan, Marino Codiglia e Dean Leonardelli.

Mercoledì 18 novembre, alle 20, sempre alla Kleine Berlin, Maurizio Radacich terrà la conferenza I ricoveri pubblici in galleria della provincia di Trieste, dedicata alle strutture realizzate per proteggere la popolazione durante i bombardamenti.

Giovedì 19 novembre, alle 20, si visiterà la galleria antiaerea di Scala al Monticello, con ritrovo davanti all’ingresso del Centro Commerciale Il Giulia. La visita sarà condotta da Maurizio Bressan, Marino Codiglia, Dean Leonardelli e Lucio Mircovich.

Mercoledì 25 novembre, alle 20, la Kleine Berlin ospiterà la conferenza I ricoveri della Ferriera di Servola, a cura di Silvio Masè e Marco Brogi, dedicata alle strutture di protezione legate allo storico polo industriale triestino.

Sabato 28 novembre, alle 14.30, lo staff del CAT accompagnerà i partecipanti alla scoperta dei bunker di Opicina, con ritrovo nel piazzale dell’Obelisco.

La manifestazione si concluderà lunedì 30 novembre, alle 20, nella sede del Club Alpinistico Triestino, con la conferenza I bunker tedeschi nella provincia di Trieste, a cura di Maurizio Bressan. Al termine saranno consegnati gli attestati di partecipazione.

Le visite permetteranno di conoscere direttamente strutture sotterranee spesso poco accessibili, approfondendone la funzione e il ruolo nella storia del territorio.

La partecipazione alle visite è subordinata all’iscrizione, con un massimo di 25 persone. La quota è di 50 euro per gli adulti e di 25 euro per i bambini sotto i 10 anni. Per le escursioni è consigliato un abbigliamento adeguato alla visita in galleria; la durata delle escursioni è di circa due ore, salvo imprevisti.

Le iscrizioni si effettuano presso la sede del CAT, in via Raffaele Abro 5/A, il martedì dalle 21 alle 23 oppure direttamente prima delle presentazioni. Il modulo è disponibile sul sito www.cat.ts.it e, una volta compilato, può essere inviato a cat@cat.ts.it, indirizzo al quale rivolgersi anche per informazioni. La quota comprende l’iscrizione al CAT e il materiale divulgativo previsto dall’iniziativa.

Con questa dodicesima edizione, il Club Alpinistico Triestino rinnova il proprio impegno nella divulgazione e nella valorizzazione del patrimonio sotterraneo cittadino, offrendo al pubblico l’opportunità di esplorare luoghi che conservano importanti testimonianze del passato.

CLUB ALPINISTICO TRIESTINO APS

Via R. Abro, 5/A
34144 Trieste
cell.: 348 5164550
codice fiscale: 80016650329
e-mail:cat@cat.ts.it
pec:cat.trieste@pec.csvfvg.it
http://www.cat.ts.it

Ufficio Stampa: Alessandra Ressa +39 348 3515270

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  • Vizi preistorici? Incredibile ma vero: a Sulawesi piante psicoattive già 25.000 anni fa
    Condividi Le analisi dei denti di due cacciatori-raccoglitori di Sulawesi rivelano l’uso abituale della noce di areca, una pianta neuroattiva, fino a 25.000 anni fa Uno studio pubblicato su Science Advances parla di due cacciatori-raccoglitori vissuti a migliaia di anni di distanza. Il più antico è datato tra circa 25.000 e 16.000 anni fa, mentre il secondo tra circa 7.600 e 6.300 anni fa. Entrambi presentano sui denti profonde scanalature, compatibili con l’abitudine di trattenere e succh
     

Vizi preistorici? Incredibile ma vero: a Sulawesi piante psicoattive già 25.000 anni fa

November 1st 2026 at 04:00

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Le analisi dei denti di due cacciatori-raccoglitori di Sulawesi rivelano l’uso abituale della noce di areca, una pianta neuroattiva, fino a 25.000 anni fa

Uno studio pubblicato su Science Advances parla di due cacciatori-raccoglitori vissuti a migliaia di anni di distanza. Il più antico è datato tra circa 25.000 e 16.000 anni fa, mentre il secondo tra circa 7.600 e 6.300 anni fa.

Entrambi presentano sui denti profonde scanalature, compatibili con l’abitudine di trattenere e succhiare a lungo noci di areca intere. A rafforzare questa interpretazione sono state le analisi biomolecolari, che hanno individuato nei tessuti dentali tracce compatibili con la presenza di arecolina, il principale alcaloide neuroattivo dell’areca.

I ricercatori hanno anche condotto esperimenti dimostrando che mantenere a lungo una noce intera a contatto con la saliva può liberare arecolina in quantità sufficienti a produrre effetti fisiologici.

La noce di areca, seme della palma Areca catechu, ha effetti prevalentemente stimolanti dovuti soprattutto all’arecolina, un alcaloide che agisce sul sistema nervoso. Oggi viene spesso consumata nel cosiddetto betel quid, insieme a foglie di betel e calce spenta, ed è considerata una delle sostanze psicoattive più diffuse al mondo, con centinaia di milioni di consumatori soprattutto in Asia e nel Pacifico.

Frutti della palma Areca catechu, dai cui semi si ricava la cosiddetta noce di areca, contenente l’alcaloide psicoattivo arecolina. Foto: Dinesh Valke / Wikimedia Commons – CC BY-SA 2.0

Perché succhiavano le noci di areca?

La risposta rimane incerta. Entrambi gli individui soffrivano di importanti problemi dentali e gli autori considerano possibile che l’areca venisse utilizzata anche per le sue proprietà analgesiche.

Non è però possibile stabilire se questa fosse la ragione principale. Potrebbero aver avuto importanza anche gli effetti neuroattivi della pianta o motivazioni che i resti archeologici non permettono di ricostruire.

L’abitudine aveva inoltre conseguenze pesanti: la durezza delle noci provocava una progressiva usura dei denti e, in uno degli individui, le scanalature arrivavano fino alla cavità pulpare.

Una pratica precedente all’agricoltura

Il dato più interessante riguarda l’antichità del comportamento. I due individui erano cacciatori-raccoglitori preagricoli e il più antico testimonia questa pratica già nel Pleistocene superiore.

La scoperta suggerisce quindi che l’uso abituale di una pianta neuroattiva possa avere radici molto più antiche di quanto documentato finora.

Gli studiosi invitano comunque alla prudenza. I resti appartengono a soli due individui e non dimostrano che il comportamento fosse diffuso nell’intera popolazione di Sulawesi né che la pratica sia stata trasmessa senza interruzioni per migliaia di anni.

L’usura e le molecole rimaste nei denti possono restituire comportamenti quotidiani avvenuti decine di migliaia di anni fa, altrimenti difficili da riconoscere.

Che dire? Al prossimo Raduno inviteremo anche qualche cacciatore-raccoglitore… così, tanto per farli stare in buona compagnia.

Fonti

Science Advances – Betel nut sucking is the earliest recorded evidence for the habitual use of a neuroactive plant drug – 9 settembre 2026
https://doi.org/10.1126/sciadv.aei1901

Pikaia – Sulawesi: le più antiche tracce di droga? – 2026
https://pikaia.eu/sulawesi-piu-antiche-tracce-droga/

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  • Grotta del Monte Cucco, speleologa bloccata a 150 metri di profondità: soccorsa nella notte tra il 30 e il 31 ottobre
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Grotta del Monte Cucco, speleologa bloccata a 150 metri di profondità: soccorsa nella notte tra il 30 e il 31 ottobre

Október 31st 2026 at 15:38

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Colta da sfinimento durante la risalita nella Grotta del Monte Cucco, è stata raggiunta e assistita dalle squadre del Soccorso Alpino e Speleologico di Umbria e Marche. L’uscita intorno alle 5 del mattino, senza necessità di ricovero.

Una lunga notte di lavoro nel cuore del Monte Cucco, dove tecnici e sanitari del Soccorso Alpino e Speleologico sono intervenuti per assistere una speleologa che, durante la risalita, non era più in grado di proseguire autonomamente a causa dello sfinimento.

L’intervento si è svolto in condizioni ambientali impegnative, con nebbia fitta e forte vento all’esterno, mentre sottoterra le squadre hanno raggiunto la donna a circa 150 metri di profondità e l’hanno accompagnata verso l’uscita attraverso i pozzi della cavità.

Riportiamo di seguito le parole diffuse via social dal Soccorso Alpino e Speleologico Umbria:

COMUNICATO CNSAS

L’allarme è scattato intorno all’una di questa notte, quando il Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (SASU) è stato attivato per una speleologa colta da sfinimento durante la risalita, a circa 150 metri di profondità nella Grotta del Monte Cucco.

Raggiunta la località Pian del Monte nel Comune di Sigillo, in condizioni di nebbia fitta e forte vento, due squadre composte da tecnici e operatori del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria – CNSAS e Soccorso Alpino e Speleologico Marche – CNSAS sono entrate nella grotta. I soccorritori hanno raggiunto la donna nei rami sinistri del Baratro, alla base dell’omonimo pozzo, dove la stanchezza le aveva impedito di proseguire autonomamente verso l’uscita.

Dopo averla rifocillata, le squadre l’hanno assistita nella risalita dei pozzi, utilizzando paranchi e tecniche di soccorso speleologico.

Nel frattempo, una squadra ha accompagnato all’esterno i suoi compagni di esplorazione, per poi ricondurli alle auto parcheggiate a Pian del Monte. Con l’uscita di questo primo gruppo sono giunte anche le prime informazioni sulle condizioni della speleologa e sull’avvio delle operazioni di recupero.

Ulteriori squadre, composte da tecnici e sanitari, sono rimaste pronte a intervenire a supporto dei colleghi qualora fosse stato necessario.

Intorno alle 5:00 di questa mattina la speleologa, accompagnata dai soccorritori, ha raggiunto l’esterno della grotta. È stata quindi valutata dai sanitari del Soccorso Alpino e Speleologico, che hanno riscontrato soltanto la stanchezza accumulata, senza evidenziare problematiche tali da richiedere il trasferimento in ospedale.

Un intervento concluso positivamente grazie alla preparazione, alla disponibilità e al lavoro coordinato dei tecnici e dei sanitari coinvolti. Operare nel soccorso speleologico significa muoversi in ambienti complessi, spesso per ore e in condizioni difficili, mettendo competenza ed esperienza al servizio di chi si trova in difficoltà.

Un sentito plauso al Soccorso Alpino e Speleologico Umbria e Marche per la professionalità e l’impegno dimostrati anche in questa operazione.

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