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    Condividi La Slovenia ospita l’ECRA Meeting 2026: dall’1 al 4 ottobre a Kranj, con una settimana di pre-meeting tra grotte e canyon Annunciato il 19° European Cave Rescue Meeting Dal 1° al 4 ottobre 2026, la città di Kranj, capoluogo della regione slovena della Gorenjska, ospiterà il 19° European Cave Rescue Meeting (ECRM), l’appuntamento annuale della European Cave Rescue Association (ECRA) dedicato al soccorso speleologico europeo. L’annuncio ufficiale, pubblicato il 24 aprile 20
     

A Kranj il 19° Incontro Europeo del Soccorso Speleologico

Apríl 26th 2026 at 07:00

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La Slovenia ospita l’ECRA Meeting 2026: dall’1 al 4 ottobre a Kranj, con una settimana di pre-meeting tra grotte e canyon


Annunciato il 19° European Cave Rescue Meeting

Dal 1° al 4 ottobre 2026, la città di Kranj, capoluogo della regione slovena della Gorenjska, ospiterà il 19° European Cave Rescue Meeting (ECRM), l’appuntamento annuale della European Cave Rescue Association (ECRA) dedicato al soccorso speleologico europeo. L’annuncio ufficiale, pubblicato il 24 aprile 2026, è arrivato con la prima circolare diffusa dall’ECRA sul proprio sito.scintilena+2

L’evento è organizzato dalla Jamarska reševalna služba (JRS), il Servizio di Soccorso Speleologico della Slovenia, che agisce per conto dell’ECRA. Si tratta della prima volta che la Slovenia ospita il meeting europeo nella città di Kranj, che non a caso è sede di uno dei sette centri operativi della JRS.caverescue+1


Una Settimana di Pre-Meeting tra Natura e Sottosuolo

Prima del meeting vero e proprio, dal 26 al 30 settembre 2026, è prevista una settimana di pre-meeting dedicata ad attività all’aperto e underground. Il programma è ancora in fase di definizione, ma il comitato organizzatore ha anticipato la presenza di immersioni in grotta (cave diving), canyoning, escursioni in montagna e visite a destinazioni turistiche della regione.eurospeleo+1

Tra le possibili mete figura una visita alle Grotte di Škocjan (Skocjanske jame), Patrimonio Mondiale UNESCO, e alle aree carsiche della Gorenjska. La scelta dei luoghi non è casuale: proprio alle Grotte di Škocjan, nel dicembre 2025, la JRS aveva condotto un complesso intervento di recupero subacqueo.caverescue+2


Il Programma del Meeting: Workshop e Assemblea Generale

Il programma del meeting è ancora in lavorazione. Le sessioni previste comprendono:scintilena

  • Workshop tecnico – dedicato all’armonizzazione delle procedure operative e alle tecniche di soccorso
  • Workshop medico – gestione del trauma in ambienti ipogei, ipotermia, protocolli sanitari
  • Esercitazione di cave diving – soccorso in ambienti allagati con sessioni pratiche
  • Workshop di allargamento passaggi – tecnica specialistica fondamentale per gli ambienti carsici alpini e dinarici
  • Assemblea Generale ECRA – momento istituzionale con approvazione dei bilanci e decisioni strategiche

Il comitato organizzatore invita i partecipanti a proporre presentazioni, esercitazioni pratiche e workshop, da sottoporre ai presidenti delle commissioni competenti tramite i contatti pubblicati sul sito ECRA.scintilena


Chi è la JRS, il Servizio Ospitante

La Jamarska reševalna služba ha radici che risalgono al 1959, quando il soccorso speleologico sloveno fu organizzato per la prima volta in forma strutturata. Oggi conta 55 soccorritori operativi, scelti tra oltre 200 addestrati distribuiti su sette centri sul territorio nazionale: Ljubljana, Postojna, Sežana, Tolmin, Kranj, Velenje e Novo mesto.jamarska-zveza+1

La JRS è definita dalla legge slovena come servizio pubblico di protezione, soccorso e assistenza ed è cofinanziata dall’Amministrazione per la Protezione Civile e il Soccorso della Repubblica di Slovenia. In caso di incidenti di vasta portata, opera come unità CaveSAR EU CP, pronta a intervenire in tutta l’Unione Europea.caverescue+1

Negli ultimi anni la JRS ha condotto operazioni di rilievo, tra cui il salvataggio di cinque persone intrappolate nella Grotta Križna Jama nel gennaio 2024, un intervento elogiato dall’ECRA come «eccellente».cnn


Kranj: una Città con un’Anima Carsica

Kranj conta circa 38.000 abitanti (2025) ed è la terza o quarta città slovena per dimensione, insieme a Celje. Sorge alla confluenza tra i fiumi Kokra e Sava, su una terrazza di conglomerato di età glaciale. Il suo centro storico medievale è monumento culturale protetto dal 1983.scintilena

La morfologia del territorio è di particolare interesse per gli speleologi: il Canyon della Kokra, lungo circa 1,5 km e profondo fino a 30 metri nel tratto urbano, presenta sulle pareti di conglomerato cavità e anfratti originati dalla dissoluzione degli elementi calcarei. Sotto il centro storico si estendono inoltre gallerie artificiali scavate durante la Seconda Guerra Mondiale, lunghe circa 1.300 metri, caratterizzate da un microclima simile a quello delle grotte naturali, con formazioni concrezionali e fauna cavernicola.wikipedia+1

La Slovenia è uno dei paesi con la maggiore densità di grotte al mondo in rapporto alla superficie: quasi il 50% del territorio è costituito da substrato carsico, con oltre 11.000 grotte registrate nel catasto nazionale.jamarska-zveza+1


L’ECRA e la Cooperazione Europea nel Soccorso Speleologico

L’ECRA è stata fondata ufficialmente il 12 maggio 2012 a Castelnuovo di Garfagnana (Lucca), durante un incontro tra rappresentanti dei servizi di soccorso speleologico di Croazia, Slovenia, Germania, Serbia e Italia. Ha sede a Zagabria, in Croazia.scintilena+1

Il 19° meeting segue una lunga serie di appuntamenti europei. Il 18° Meeting si è svolto a Wojcieszów, Polonia, dal 25 al 28 settembre 2025, dove le sessioni pratiche hanno incluso rope-diving, trasporto subacqueo di un infortunato, esercitazioni con maschere integrali, ROV subacquei e workshop sulla demolizione rocciosa per l’allargamento di passaggi.scintilena+1


Come Partecipare

Per iscrizioni e informazioni, il sito di riferimento è www.caverescue.eu. Per qualsiasi domanda è disponibile l’indirizzo email info@caverescue.eu. Ulteriori dettagli sul programma, la logistica e le quote di partecipazione saranno pubblicati nelle prossime circolari.caverescue+1


19° European Cave Rescue Meeting 2026

  • L’ECRA dalla genesi al presente: dal primo incontro informale del 2007 a Berchtesgaden fino alla struttura attuale, con board, tipologie di membership e i paesi aderenti
  • La storia completa dei meeting europei: dalla prima riunione di Treviso (2009) all’edizione 2026 di Kranj, con una tabella di tutte le edizioni documentate
  • L’operazione Riesending (2014): il caso pratico più emblematico del valore della cooperazione ECRA — 202 speleosoccorritori in grotta, 175 stranieri, 11 giorni di operazioni
  • La JRS slovena: storia (dal 1959), struttura (7 centri, 55 soccorritori operativi su 200 addestrati), operazioni recenti tra cui il salvataggio alla Križna Jama e il recupero alle Grotte di Škocjan
  • Kranj come sede: la geomorfologia del canyon della Kokra, le gallerie WWII sotto il centro storico, la tradizione speleologica locale
  • La Slovenia come paese carsico: il 50% del territorio su substrato carsico, oltre 11.000 grotte registrate, 9 cavità oltre i 1.000 m di profondità
  • Il contesto scientifico del soccorso speleologico: tipologie di incidenti, rischio nel cave diving, coordinamento internazionale ECRA
  • Il Workshop di Aggtelek (maggio 2026): l’evento formativo ECRA svoltosi pochi mesi prima del meeting, con il suo innovativo approccio peer-to-peer

Il 19° European Cave Rescue Meeting 2026 – Studio Approfondito

Executive Summary

Il 19° European Cave Rescue Meeting (ECRM 2026) rappresenta l’evento di punta del soccorso speleologico europeo per l’anno in corso. Si svolgerà a Kranj, Slovenia, dall’1 al 4 ottobre 2026, preceduto da una settimana di pre-meeting avventuroso dal 26 settembre al 1° ottobre. L’organizzatore locale è la Jamarska reševalna služba (JRS), il servizio di soccorso speleologico sloveno, che agisce per conto della European Cave Rescue Association (ECRA). Il meeting si colloca in un contesto di crescente cooperazione europea nel soccorso ipogeo, catalizzata da operazioni di risonanza mondiale come il salvataggio al Riesending nel 2014 e da un’agenda formativa sempre più strutturata.[1][2][3]


L’ECRA: Genesi e Struttura

Origini

La storia dell’ECRA inizia informalmente nel 2007, quando un incontro tra paesi alpini karst a Berchtesgaden (Germania) discusse per la prima volta l’opportunità di creare un’organizzazione comune di soccorso speleologico. Seguirono una serie di riunioni preparatorie:[4]

  • 2008 – Primo incontro dei «Cave Rescue alpini», Monaco di Baviera, Germania[4]
  • 2009 – Secondo incontro, Treviso, Italia: parteciparono circa 50 speleosoccorritori da Italia, Francia, Svizzera, Germania, Austria, Slovenia, Croazia, Grecia e Romania[5]
  • 2010 – Terzo incontro, Saalfelden, Austria: fu deciso di allargare l’invito anche a organizzazioni di soccorso non alpine[4]
  • Primavera 2012 – Decisione formale di fondare l’ECRA[4]
  • 12 maggio 2012Fondazione ufficiale dell’ECRA a Castelnuovo di Garfagnana (LU), presso la sede nazionale del Soccorso Speleologico del CNSAS. Parteciparono rappresentanti di Croazia, Slovenia, Germania, Serbia e Italia; Austria e Inghilterra erano collegate in videoconferenza[6]
  • Autunno 2012 – L’ECRA viene formalmente costituita in Francia[4]

Missione e Struttura

L’ECRA ha sede a Zagabria, Croazia, e si definisce come «comunità di speleosoccorritori europei che condividono conoscenze e tecniche per realizzare un trasporto rapido, sicuro e confortevole del paziente fuori dalla grotta». Le sue finalità includono:[7][6]

  • Favorire lo scambio di esperienze e conoscenze nel soccorso in grotta
  • Cooperare nelle operazioni di salvataggio di particolare gravità (sia in Europa che fuori)
  • Migliorare le capacità operative delle componenti nazionali
  • Contribuire alla prevenzione degli incidenti in grotta a livello europeo

L’associazione prevede quattro categorie di membership:[8]

  1. Membri a pieno titolo: organizzazioni la cui funzione primaria è il soccorso speleologico (nazionali o regionali)
  2. Membri collaboratori: organizzazioni di soccorso speleologico extra-europee (senza diritto di voto)
  3. Membri associati: altre organizzazioni interessate al soccorso in grotta (senza diritto di voto)
  4. Membri individuali: singoli speleosoccorritori europei (senza diritto di voto)

Il Consiglio ECRA (2024)

Il board ECRA, eletto nell’Assemblea Generale 2024, è composto da:[9]

CaricaNomePaese / Organizzazione
PresidenteDinko NovoselHGSS – Croazia
VicepresidenteWerner ZaglerHRVD – Germania
Segretario GeneraleEwelina Raczy?skaGRJS – Polonia
TesoriereRobert ErhardtHGSS – Croazia
RevisoreRoman SebelaRepubblica Ceca
RevisoreMarek Voká?Norvegia

Paesi Membri

L’ECRA riunisce organizzazioni di soccorso speleologico da Austria, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Repubblica Ceca, Germania (con due organizzazioni), Ungheria (con due organizzazioni), Israele, Montenegro, Polonia (con due organizzazioni), e altri paesi europei tra cui Croazia, Slovenia, Italia, Norvegia, Romania, Serbia e Macedonia del Nord. L’Austria è entrata nell’ECRA il 2 ottobre 2015. La Francia non è membro diretto dell’ECRA: il suo servizio di soccorso speleologico, lo Spéléo-Secours Français (SSF), opera come commissione della Federazione Francese di Speleologia.[10][11][12]


La Storia dei Meeting Europei di Soccorso Speleologico

I meeting europei di soccorso speleologico precedono la fondazione dell’ECRA e si tengono con continuità almeno dal 2009, con cadenza sostanzialmente annuale.

EdizioneAnnoSedeOrganizzatore locale
Pre-ECRA2009Treviso, ItaliaCNSAS – VI Delegazione[5]
Pre-ECRA2010Saalfelden, Austria
Pre-ECRA2011CroaziaCMRS – Cave Rescue Commission[13]
8° Meeting2014Trieste, ItaliaCNSAS[14]
13° Meeting2019Baredine Cave, Istria, Croazia*Croatian Mountain Rescue Service[15]
15° Meeting2022Rudice, Carsio Moravo, Rep. Ceca— [16]
16° Meeting2023Mira de Aire, PortogalloFederação Portuguesa de Espeleologia[17]
17° Meeting2024Mostar, Bosnia ed ErzegovinaGSSuBiH[18]
18° Meeting2025Wojcieszów, Polonia (25-28 sett.)GOPR e GRJ[19][20]
19° Meeting2026Kranj, Slovenia (1-4 ott.)JRS[1][3]

*Il 13° meeting era inizialmente previsto in Turchia ma fu dirottato in Croazia per ragioni di sicurezza internazionale.[15]

Il 18° Meeting di Wojcieszów (2025), primo tenutosi in Polonia, ha incluso esercitazioni di rope-diving e trasporto subacqueo di un infortunato in cava, demolizione rocciosa per allargamento passaggi, sessioni di cave diving con maschere integrali, ROV subacquei e dispositivi DVP, oltre a workshop medici e di comunicazione.[20][21]


L’Operazione Riesending: il Catalizzatore dell’ECRA

Nessuna vicenda illustra meglio il valore dell’ECRA dell’operazione Riesending (giugno 2014). Il 7 giugno 2014, lo speleologo Johann Westhauser rimase gravemente ferito a 1.000 metri di profondità nella grotta Riesending (Baviera, Germania), la più profonda e lunga del Paese. L’operazione di soccorso durò 11 giorni, 10 ore e 14 minuti, per un totale di 274 ore.[22][23]

Mobilitò complessivamente:

  • 202 speleosoccorritori operativi all’interno della grotta, di cui 175 stranieri provenienti da Austria, Svizzera, Italia e Croazia[22]
  • 522 soccorritori di supporto logistico in superficie[22]
  • Forze di polizia, vigili del fuoco ed esercito con elicotteri
  • Circa 1.000 persone in totale impegnate nell’operazione[22]

«Quest’operazione è stata possibile solo grazie alla collaborazione dei migliori soccorritori speleologici d’Europa», dichiarò il responsabile operativo Clemens Reindl. Il presidente ECRA Darko Baksic commentò: «L’intervento ha dimostrato l’importanza della collaborazione internazionale nel campo del soccorso in grotta». Il costo stimato dell’operazione fu di circa 1 milione di euro.[23][22]


La JRS – Jamarska reševalna služba

Storia e Organizzazione

Le radici della Jamarska reševalna služba (JRS – Servizio di Soccorso Speleologico della Slovenia) risalgono alla seconda metà del XIX secolo, con la nascita della speleologia sistematica slovena. L’attività di soccorso ufficialmente organizzata data però al 1959. Nel 1971 la JRS organizzò il primo congresso iugoslavo di soccorso speleologico presso la Jopi?eva špilja (Croazia).[24][25]

Oggi la JRS opera all’interno della Jamarska zveza Slovenije (JZS – Associazione Speleologica Slovena) ed è definita dalla legge (Atto sulla Protezione contro Calamità Naturali e Altri Disastri, OJ RS 51/06) come servizio pubblico di protezione, soccorso e assistenza. Le sue operazioni sono cofinanziate dall’Amministrazione per la Protezione Civile e il Soccorso della Repubblica di Slovenia.[2][24]

Struttura Operativa

La JRS conta 55 soccorritori operativi scelti tra oltre 200 soccorritori addestrati distribuiti sul territorio nazionale. Sono organizzati in sette centri di soccorso: Ljubljana, Postojna, Sežana, Tolmin, Kranj, Velenje e Novo mesto. La presenza di uno dei centri proprio a Kranj, sede del 19° Meeting, rende la scelta della città particolarmente significativa.[2][24]

In caso di incidenti gravi di vasta portata, la JRS è pronta a intervenire in tutta l’UE come unità CaveSAR EU CP. Partecipa attivamente alla cooperazione internazionale, come nel progetto EU Proteus, cofinanziato dall’Unione Europea.[24][2]

Operazioni di Rilievo Recenti

La JRS ha dimostrato le proprie capacità in operazioni complesse:

  • Gennaio 2024 – Salvataggio di cinque persone intrappolate nella Grotta Križna Jama (Grotta della Croce, Slovenia meridionale). L’operazione fu elogiata dall’ECRA come «eccellente».[26]
  • Dicembre 2025 – La JRS intervenne per il recupero del corpo di un speleosub sloveno di 49 anni deceduto durante un’immersione nel sifone Ledeni dihalnik delle Grotte di Škocjan. L’intervento vide la partecipazione di 20 operatori specializzati, protezione civile locale, vigili del fuoco di Diva?a e forze di polizia.[27]

Le statistiche di attivazione della JRS mostrano una media di circa 8-10 interventi annui, che spaziano da rescue in verticale (brezni, voragini) a ricerche di persone scomparse in zone carsiche, con una profondità media degli interventi di 20-150 m.[28]


Il 19° Meeting: Dettagli e Programma

Date e Sede

FaseDateNote
Pre-meeting avventuroso26 settembre – 1° ottobre 2026Riservato ai partecipanti al meeting
Meeting principale1–4 ottobre 2026Kranj, Slovenia

Il pre-meeting 2026 promette attività d’eccezione: immersioni in grotta, canyoning, escursioni in montagna e una visita alle Grotte di Škocjan, Patrimonio UNESCO. La scelta delle Škocjan è simbolicamente potente: pochi mesi prima del meeting (dicembre 2025), la JRS aveva condotto proprio lì una complessa operazione di recupero.[3][29][27]

Programma dei Workshop

Il programma è in fase di definizione. Le sessioni previste sono:[19][1]

Workshop Tecnico
Tradizionalmente dedicato all’armonizzazione delle procedure operative standard (SOP) dei vari servizi nazionali. Nelle edizioni precedenti ha incluso confronti tra manovre di soccorso, trasporto in barella e sistemi di imbracatura.

Workshop Medico
Gestito dalla Commissione Medica ECRA, affronta tematiche come il trauma ipogeo, l’ipotermia, la gestione del paziente in ambienti confinati e i protocolli di trasmissione medica a distanza.

Esercitazione di Cave Diving
Sessioni pratiche di soccorso in ambienti allagati. Il 18° Meeting ha incluso rope-diving, trasporto subacqueo di infortunato, maschere integrali e ROV. Il formato del 19° integrerà probabilmente le risorse idrografiche della regione di Kranj.[20]

Workshop di Allargamento Passaggi
Tecnica specialistica fondamentale per gli ambienti carsici alpini e dinarici. La JRS ha sviluppato una specifica équipe (ekipa za širjenje ožin) descritta in un articolo scientifico peer-reviewed che illustra le tecniche sviluppate e l’esercitazione congiunta «Mežica 2015» con i soccorritori minerari.[30]

Assemblea Generale ECRA
Momento istituzionale: approvazione dei bilanci, rinnovo delle cariche (se previsto), ammissione di nuovi membri, decisioni strategiche.

I partecipanti che desiderano proporre presentazioni, esercitazioni o workshop possono inviare proposte ai presidenti delle commissioni competenti tramite i contatti ECRA.[1]


Kranj: La Sede del Meeting

Profilo Urbano e Geografico

Kranj (in latino Carnium, in tedesco Krainburg) è il capoluogo della Gorenjska (Carniola Superiore), la regione nordoccidentale della Slovenia. Con circa 38.000 abitanti (2025) è la terza o quarta città slovena per dimensione, insieme a Celje. L’area urbana allargata, con i quartieri limitrofi (Britof, Kokrica, Mlaka, Predoslje, Orehovlje, Hrastje, Breg ob Savi, Jama, Praše, Mav?i?e e le Bitnje), supera i 48.000 abitanti; la conurbazione con i comuni di Naklo, Šen?ur, Preddvor e Škofja Loka raggiunge 80.000-100.000 persone.[1]

La città sorge alla confluenza tra i fiumi Kokra e Sava, su una terrazza di conglomerato risalente all’era glaciale. Il centro storico medievale è riconosciuto come monumento culturale protetto dal 1983.[31][1]

Il Canyon della Kokra: Un’Anima Carsica nel Cuore della Città

La caratteristica geografica più significativa per i partecipanti al Meeting è il Canyon della Kokra: lungo circa 1,5 km e profondo fino a 30 metri, il fiume Kokra ha inciso il conglomerato creando un canyon urbano di rara bellezza. Lungo le pareti di conglomerato sono visibili cavità e anfratti dovuti alla dissoluzione degli elementi calcarei tra i ciottoli – fenomeni di interesse direttamente pertinente alla speleologia.[32]

Analogamente, a valle presso Drulovka, il Sava forma una gola di dimensioni simili con pareti di conglomerato. Sotto il centro storico medievale si estendono inoltre gallerie artificiali della Seconda Guerra Mondiale, lunghe circa 1.300 metri, scavate nel conglomerato e caratterizzate oggi da un microclima simile a quello delle grotte naturali (con stalattiti e fauna cavernicola).[31][1]

Kranj e la Speleologia

Kranj ospita il Društvo za raziskovanje jam Kranj (Società per la ricerca delle grotte di Kranj) – il club speleologico locale – con sede in Kebetova 9. La città è anche sede di uno dei sette centri operativi della JRS, il che garantisce una rete di supporto logistico e tecnico ideale per un evento del calibro dell’ECRM.[33][2]


La Slovenia nel Contesto della Speleologia Mondiale

Un Paese Carsico per Eccellenza

La Slovenia è uno dei paesi più ricchi di grotte al mondo in rapporto alla sua superficie (20.271 km²). Quasi il 50% del territorio (43-50% secondo le fonti) è costituito da rocce carbonatiche, ovvero da substrato carsico. Al Catasto delle Grotte sloveno risultano registrate oltre 11.000-14.000 grotte (il numero è cresciuto nel tempo: erano oltre 13.000 nel 2019, si aggiungo circa 200-290 nuove cavità l’anno). Di queste:[34][35][30][2]

  • 93 grotte hanno una lunghezza superiore a 1.000 m[34]
  • 9 grotte superano i 1.000 m di profondità[34]
  • 60 grotte hanno una profondità superiore a 300 m[34]

Il termine stesso «carso» (karst in inglese e tedesco) deriva dall’altopiano carsico sloveno tra Lubiana e il Golfo di Trieste, dove si tennero alcuni dei primi studi scientifici sistematici su questi fenomeni geomorfologici.[2]

Le Grotte di Riferimento

La Slovenia vanta alcune delle grotte più visitate e scientificamente rilevanti d’Europa:

  • Grotta di Postumia (Postojnska jama): oltre 20,5 km di gallerie documentate, milioni di visitatori l’anno, sede del famoso proteo cieco (Proteus anguinus)[30]
  • Grotte di Škocjan (Skocjanske jame): Patrimonio UNESCO, destinazione del pre-meeting ECRM 2026[29][3]
  • Sistema Postumia-Planina: hotspot mondiale di biodiversità sotterranea[36]

Accidenti Speleologici e Soccorso: Il Contesto Scientifico

Tipologie di Incidenti

Una revisione sistematica della letteratura scientifica (1999-2022) ha identificato le principali cause di incidente in speleologia: cadute, crolli e allagamenti sono le più frequenti, spesso gravi ma prevenibili. I fattori di rischio principali includono la mancanza di formazione in soccorso e primo soccorso, e l’assenza di dispositivi di protezione individuale adeguati.[37]

La speleologia subacquea (cave diving) presenta rischi specifici: un volume di Michel Ribera (Study of Cave Diving Accidents, 2026) rileva che i meccanismi degli incidenti si sono raffinati nel corso dei decenni – dalla fase pionieristica degli anni ’60-’70 all’era moderna, in cui l’analisi degli incidenti ha generato pratiche standardizzate come l’uso continuativo della sagola guida, la gestione delle miscele respiratorie e la ridondanza dell’attrezzatura.[38]

Un’analisi storica degli incidenti di cave diving in Gran Bretagna (1980-2005) stima un tasso di fatalità di 1 ogni 3.286 immersioni, con esperienza identificata come variabile principale: un subacqueo esperto è stimato essere 25 volte più probabilmente in vita rispetto a uno inesperto.[39]

Il Ruolo ECRA nel Coordinamento Internazionale

Un caso emblematico delle funzioni informali di coordinamento ECRA si è verificato nel settembre 2023: i soccorritori britannici (BCRC) ricevettero tramite ECRA una richiesta di assistenza per un’emergenza medica a 1.050 m di profondità nella grotta Morca, in Turchia. L’ECRA coordinò l’intervento di team da Ungheria, Italia, Croazia, Bulgaria e Polonia, oltre alla squadra britannica. Questo episodio dimostra come l’ECRA svolga un ruolo di coordinamento informale delle risorse europee anche al di fuori dei confini dell’UE.[40]


Il Workshop di Aggtelek 2026: Formazione ECRA tra un Meeting e l’Altro

Oltre ai meeting annuali, l’ECRA promuove eventi di formazione intermedi. Nel maggio 2026 (5-10 maggio, Parco Nazionale di Aggtelek, Ungheria), si è tenuto il Complex Medical & Technical Cave Rescue Workshop, organizzato dalla Commissione Medica ECRA con il supporto della Commissione Tecnica e ospitato dal Servizio Ungherese di Soccorso in Grotta.[41][42]

Il modello formativo adottato è innovativo: non un corso tradizionale con docenti e studenti, ma un approccio peer-to-peer basato su scenari. Gli organizzatori forniscono il framework, gli scenari realistici e gli ambienti; i partecipanti portano la loro esperienza, confrontano metodi e collaborano per raffinare le pratiche migliori. Erano previste due tracce parallele:[42][41]

  • Traccia Medica: per professionisti sanitari del soccorso speleologico (non un corso di primo soccorso generico)
  • Traccia Tecnica: per soccorritori operativamente pronti, capaci di operare in team da 8 persone in campo

Informazioni Pratiche per Partecipare all’ECRM 2026

  • Meeting principale: 1–4 ottobre 2026, Kranj, Slovenia
  • Pre-meeting avventuroso (solo per partecipanti al meeting): 26 settembre – 1° ottobre 2026 (cave diving, canyoning, escursioni in montagna, visita Grotte di Škocjan UNESCO)[3][29]
  • Organizzatore: Jamarska reševalna služba (JRS) per conto di ECRA[1][2]
  • Come raggiungere Kranj: città situata a circa 20 km nord-ovest di Lubiana, ben collegata con l’aeroporto internazionale Jože Pu?nik Ljubljana (LJU), a soli 4 km dall’aeroporto
  • Proposte per sessioni: inviare al presidente della commissione competente tramite i contatti pubblicati sul sito ECRA
  • Sito ufficiale: www.caverescue.eu
  • Email: info@caverescue.eu[1]

Fonti e Link

L'articolo A Kranj il 19° Incontro Europeo del Soccorso Speleologico proviene da Scintilena.

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  • Primo soccorso e gestione emergenze in grotta a Casola Valsenio 2026
    Condividi 1. Primo soccorso e gestione emergenza in grotta: a Casola Valsenio tre giorni di formazione SNS?CAI su aspetti medici, psicologici e comportamentali in ambiente ipogeo e torrentistico 2. Formazione speleologica: primo soccorso e gestione emergenza in grotta al centro del programma Dal 25 al 27 settembre 2026 a Casola Valsenio (Ravenna) si svolgerà il Corso nazionale di primo soccorso e gestione emergenze in grotta, organizzato in Emilia?Romagna dalla Scuola Nazionale di
     

Primo soccorso e gestione emergenze in grotta a Casola Valsenio 2026

Apríl 25th 2026 at 08:00

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1. Primo soccorso e gestione emergenza in grotta: a Casola Valsenio tre giorni di formazione SNS?CAI su aspetti medici, psicologici e comportamentali in ambiente ipogeo e torrentistico


2. Formazione speleologica: primo soccorso e gestione emergenza in grotta al centro del programma

Dal 25 al 27 settembre 2026 a Casola Valsenio (Ravenna) si svolgerà il Corso nazionale di primo soccorso e gestione emergenze in grotta, organizzato in Emilia?Romagna dalla Scuola Nazionale di Speleologia del CAI nell’ambito delle attività di formazione specialistica rivolte agli speleologi già formati.scintilena+1

Il corso, dedicato al tema “Primo soccorso e gestione dell’emergenza in grotta: aspetti medici, psicologici e comportamentali”, è ospitato presso Casa Olmatelli, struttura che accoglie sia le attività didattiche in aula sia la sistemazione dei partecipanti, con camere condivise dotate di servizi, cucina e spazi comuni.facebook+1

L’iniziativa si inserisce nel quadro più ampio della formazione speleologica e torrentistica 2026 definita dalla SNS?CAI, con l’obiettivo di rafforzare le competenze operative di chi frequenta l’ambiente ipogeo e di rendere più consapevole la gestione del rischio in contesti dove tempi e modalità di soccorso sono particolarmente complessi.scintilena+1


3. Primo soccorso e gestione emergenza in grotta: obiettivi, contenuti e metodi didattici

Il corso nazionale di primo soccorso e gestione emergenza in grotta mira a formare e informare i partecipanti sui comportamenti da adottare per prevenire, riconoscere e gestire un’emergenza sanitaria in caso di incidente in ambiente ipogeo e torrentistico.scintilena+1

Gli argomenti trattati includono:

  • la gestione dell’emergenza e dell’incidente in ambiente, con particolare attenzione all’organizzazione del gruppo e alle fasi che vanno dalla valutazione della scena all’allertamento del CNSAS;
  • richiami alle nozioni basiche di medicina e primo soccorso, applicate al contesto speleologico;
  • i principi di movimentazione del ferito in cavità e in forra, in coordinamento con il soccorso organizzato;
  • la gestione delle fasi emotive e psicologiche che intercorrono dal momento dell’incidente fino all’arrivo degli operatori del soccorso, con attenzione alle reazioni del ferito e del gruppo.scintilena+1

La didattica del corso di primo soccorso e gestione emergenza in grotta è articolata in lezioni frontali, simulazioni di ruolo, lavori di gruppo e utilizzo di supporti multimediali. È prevista inoltre una sessione pratica in ambiente ipogeo, nella quale i partecipanti metteranno alla prova le procedure affrontate in aula attraverso esercitazioni che simulano scenari realistici di incidente in grotta.scintilena+1

Le lezioni e gli interventi sono tenuti da Tecnici e Sanitari del CNSAS?SAER, operatori sanitari specializzati, psicologi, formatori e comunicatori con esperienza specifica nell’ambito dell’emergenza in ambiente sotterraneo. Questo impianto didattico consente di affrontare il primo soccorso e la gestione dell’emergenza in grotta non solo dal punto di vista tecnico?sanitario, ma anche sul piano comportamentale e comunicativo.scintilena+1


4. Requisiti di partecipazione e attrezzatura per il corso di primo soccorso ed emergenza in grotta

Il corso di primo soccorso e gestione emergenza in grotta è rivolto a speleologi già formati. Tra i requisiti indicati dagli organizzatori figurano:facebook+1

  • essere soci SSI o CAI in regola con il tesseramento 2026;
  • aver frequentato almeno un Corso di I livello / Introduzione alla Speleologia;
  • disporre di attrezzatura personale completa di progressione speleologica, compreso il sacco/borsino abituale con il suo contenuto standard;
  • portare una cordeletta da 10 metri e un telo termico di tipo pesante, per le esercitazioni di gestione del paziente e dell’ipotermia;
  • dotarsi di sacco a pelo personale, poiché la struttura non fornisce biancheria;
  • predisporre un sacchetto o dispositivo idoneo per la gestione delle deiezioni organiche in grotta, elemento in linea con le buone pratiche di tutela degli ambienti ipogei e con la vulnerabilità all’inquinamento delle aree carsiche;vulnerabilita-aree-carsiche.txt
  • utilizzare una borraccia personale per ridurre la produzione di rifiuti plastici.

Queste indicazioni logistiche, collegate al taglio pratico del corso di primo soccorso e gestione emergenza in grotta, richiamano anche l’esigenza di operare nel rispetto degli ecosistemi sotterranei e del sistema idrico carsico, notoriamente sensibile agli inquinanti e caratterizzato da scarsa capacità autodepurante.vulnerabilita-aree-carsiche.txt


5. Logistica a Casa Olmatelli e struttura delle tre giornate di formazione

La sede principale del corso di primo soccorso e gestione emergenza in grotta è Casa Olmatelli, in Via Cantone 6 a Casola Valsenio, con un ulteriore punto di appoggio presso lo Shops Café del paese.scintilena+1

La sistemazione prevede camere con letti a castello dotate di servizi, cucina e sala mensa/refettorio comune. Nella quota di iscrizione sono compresi:scintilena

  • i pernottamenti nelle notti di venerdì 25 e sabato 26 settembre;
  • i pasti di:
    • pranzo e cena di venerdì 25;
    • colazione, pranzo al sacco e cena di sabato 26;
    • colazione e pranzo di domenica 27.

Nell’ambito del corso è programmata un’uscita pratica in ambiente ipogeo legata alle simulazioni di gestione di incidente in grotta, che affianca le sessioni teoriche dedicate a primo soccorso e gestione emergenza in grotta.scintilena+1

Il programma dettagliato delle tre giornate è reso disponibile tramite QR code presente sulla locandina ufficiale dell’evento, pubblicata sul sito della SNS?CAI e richiamata anche negli annunci diffusi alla comunità speleologica.cai-imola+1


6. Iscrizioni, quota di partecipazione e segreterie organizzative

Le iscrizioni al corso di primo soccorso e gestione emergenza in grotta sono raccolte tramite due canali distinti:facebook+1

  • Scuole CAI (SNS/SNT): modulo di iscrizione online dedicato, raggiungibile dal sito della Scuola Nazionale di Speleologia CAI e dalla locandina dell’evento;
  • Scuole SSI: modulo di iscrizione tramite il sito indicato dall’organizzazione, con collegamento dal portale dei corsi SSI e dalle pagine dei gruppi speleologici coinvolti.

La quota di partecipazione è fissata in 160 euro, da versare entro il 15 agosto 2026 seguendo le indicazioni della segreteria. Il corso è a numero chiuso e le domande vengono accettate in rigoroso ordine cronologico di arrivo. L’iscrizione si considera perfezionata solo con l’invio del modulo compilato in ogni campo e della ricevuta di pagamento.scintilena+1

Per informazioni e chiarimenti sono attive due segreterie:

  • Segreteria CAI:
    • Patricia Iacoucci – e?mail: speleopat@gmail.com – cellulare: 338 977 3710;
  • Segreteria SSI:
    • Stefano Cattabriga – e?mail: s.cattabriga@libero.it – cellulare: 328 412 6468.

Questi contatti costituiscono il riferimento principale per tutte le comunicazioni relative al corso di primo soccorso e gestione emergenza in grotta, dalle modalità di iscrizione agli aspetti logistici.facebook+1


7. Avvertenze, limiti del corso e richiamo alla sicurezza in ambiente carsico

Gli organizzatori precisano che il corso non è un corso di tecnica di autosoccorso o di manovre di emergenza su corda: tali aspetti sono oggetto di iniziative specifiche e di altri moduli formativi del calendario SNS?CAI. Il focus rimane su primo soccorso e gestione emergenza in grotta, con particolare attenzione alle componenti mediche, psicologiche e organizzative.scintilena+1

Viene inoltre ricordato che la frequentazione della grotta comporta un rischio residuo sempre presente e non azzerabile. I partecipanti, aderendo al corso, ne sono consapevoli e si impegnano a rispettare scrupolosamente le indicazioni fornite dallo staff.scintilena

Durante tutte le esercitazioni di primo soccorso e gestione emergenza in grotta, i partecipanti sono tenuti ad attenersi alle direttive della Direzione del Corso. Il Direttore ha facoltà di escludere in qualsiasi momento chi manifesti comportamenti inadeguati o evidenti lacune tecniche tali da compromettere la sicurezza del gruppo e l’efficacia della didattica.scintilena

Il trattamento dei dati personali avviene nel rispetto dell’art. 13 del Regolamento UE 679/16 (GDPR). Questo quadro di regole completa l’impianto di un corso che punta a mettere al centro la sicurezza, la qualità della formazione su primo soccorso e gestione emergenza in grotta e la responsabilità individuale nelle attività speleologiche in ambiente carsico.vulnerabilita-aree-carsiche.txtscintilena


Dati essenziali del corso

  • Titolo: Corso Nazionale “Primo soccorso e gestione dell’emergenza in grotta: aspetti medici, psicologici e comportamentali”.
  • Quando: 25, 26 e 27 settembre 2026 (venerdì–domenica).
  • Dove: Casa Olmatelli, Via Cantone 6, Casola Valsenio (RA); ulteriore punto di appoggio Shops Café di Casola Valsenio.
  • Organizzazione: Scuola Nazionale di Speleologia del CAI (SNS?CAI), con docenti Tecnici e Sanitari CNSAS?SAER, operatori sanitari, psicologi, formatori e comunicatori esperti.
  • Quota: 160 € da versare entro il 15 agosto 2026; corso a numero chiuso, iscrizioni in ordine cronologico.

Contatti segreteria

  • Segreteria CAI: Patricia Iacoucci – speleopat@gmail.com – cell. 338 977 3710.
  • Segreteria SSI: Stefano Cattabriga – s.cattabriga@libero.it – cell. 328 412 6468.

Iscrizione

  • Soci SNS/SNT CAI: modulo online dedicato (link sulla pagina ufficiale SNS?CAI e sulla locandina).
  • Soci SSI: modulo attraverso il sito indicato dall’organizzazione (GSB?USB / SSI).
  • L’iscrizione è valida solo con:
    • modulo compilato in ogni campo
    • ricevuta del pagamento allegata

Struttura didattica e contenuti

La didattica è mista, con teoria, pratica e simulazioni:

  • Lezioni frontali in aula.
  • Simulazioni di ruolo e lavori di gruppo.
  • Supporti multimediali.
  • Una sessione pratica in ambiente ipogeo con simulazioni di gestione dell’emergenza.

Obiettivi formativi

Il corso mira a formare e informare i partecipanti su come:

  • Prevenire l’emergenza sanitaria durante attività speleologiche e torrentistiche.
  • Riconoscere precocemente segnali di incidente o malore in grotta e nei torrenti.
  • Gestire un’emergenza sanitaria in ambiente ipogeo e torrentistico, dalla prima risposta fino all’arrivo del CNSAS.

Argomenti chiave da “sapere a memoria”

  • Gestione dell’emergenza in ambiente:
    • valutazione della scena e sicurezza del gruppo
    • allertamento del sistema di soccorso e CNSAS
  • Nozioni basiche di medicina e primo soccorso:
    • valutazione primaria del ferito (coscienza, respiro, circolo)
    • gestione di traumi tipici speleo (contusioni, fratture sospette, ipotermia, esaurimento fisico)
  • Movimentazione del ferito:
    • principi di immobilizzazione e movimentazione prudente in ambiente difficile
    • collaborazione con la squadra di soccorso all’arrivo del CNSAS
  • Aspetti emotivi e psicologici:
    • reazioni emotive nel gruppo e nella vittima dal momento dell’incidente all’arrivo dei soccorsi
    • comunicazione efficace in situazione di stress
    • gestione del panico e del carico psicologico nel tempo prolungato dell’attesa in grotta

Requisiti e attrezzatura (checklist pratica)

Requisiti di accesso

  • Essere socio SSI o CAI in regola con il tesseramento 2026.
  • Aver frequentato almeno un Corso di I livello / Introduzione alla Speleologia.

Cosa portare

Per il corso e le esercitazioni ipogee:

  • Attrezzatura personale completa di progressione speleologica, inclusi:
    • casco, illuminazione, imbrago, bloccanti, discensore, longe, ecc.
    • sacco/borsino abituale con il contenuto standard per le tue uscite.
  • Cordeletta da 10 m.
  • Telo termico di tipo pesante (per la gestione dell’ipotermia).
  • Sacco a pelo personale (la struttura non fornisce biancheria).
  • Sacchetto o dispositivo idoneo per la gestione delle deiezioni organiche in grotta.
  • Borraccia personale per ridurre i rifiuti plastici.

Logistica e vita al corso

  • Sede: Casa Olmatelli, camere con letti a castello, servizi, cucina e sala mensa/refettorio comune.
  • Pasti inclusi:
    • venerdì 25: pranzo e cena
    • sabato 26: colazione, pranzo al sacco, cena
    • domenica 27: colazione, pranzo
  • Pernottamenti compresi: notti di venerdì 25 e sabato 26.
  • È prevista almeno un’uscita pratica in grotta nell’ambito delle simulazioni.
  • Programma dettagliato: accessibile tramite QR code sulla locandina ufficiale.

Avvertenze importanti (da ricordare per l’esame/colloquio)

  • Il corso non è un corso di tecnica di autosoccorso o di manovre di emergenza su corda; questi temi vengono affrontati in eventi specifici.
  • La frequentazione della grotta comporta un rischio residuo non azzerabile: il partecipante lo accetta aderendo al corso.
  • Durante le esercitazioni è obbligatorio attenersi alle direttive della Direzione del Corso.
  • Il Direttore può escludere in qualsiasi momento chi manifesti:
    • comportamenti inadeguati
    • lacune tecniche tali da compromettere sicurezza e efficacia didattica
  • Trattamento dati personali: nel rispetto dell’art. 13 del Regolamento UE 679/16 (GDPR).

1. Perché serve un corso di primo soccorso in grotta

La speleologia si svolge in territori carsici, caratterizzati da grotte, cavità, doline, inghiottitoi, reticoli idrografici superficiali poveri e acque che si infiltrano rapidamente nel sottosuolo.
Questi ambienti sono fisicamente impegnativi, isolati e difficili da raggiungere, con tempi di attesa lunghi prima che arrivino i soccorsi esterni.

Da ciò derivano tre motivi centrali per un corso dedicato:

  • L’ambiente ipogeo è ostile: buio, umidità, freddo, spazi stretti, rischio di cadute e traumi, ipotermia, stress fisico e mentale prolungato.
  • Il soccorso è complesso: la struttura di cavità e condotti rende il trasporto del ferito lento e tecnicamente difficile, quindi il gruppo deve saper gestire le prime ore in autonomia.
  • Il territorio carsico è fragile: ogni intervento in grotta avviene dentro un sistema idrico ed ecologico vulnerabile all’inquinamento, quindi le scelte operative devono essere compatibili con la tutela ambientale.

Il corso SNS?CAI di primo soccorso e gestione emergenza 2026 si colloca esattamente a questo incrocio: aumento della sicurezza del gruppo e rispetto dell’ambiente ipogeo e torrentistico.


2. Obiettivi formativi “estesi” del corso

Oltre alla scheda ufficiale, è utile vedere gli obiettivi in chiave più ampia, così da strutturare lo studio.

2.1 Competenze medico?sanitarie di base

Il corso mira a fornire:

  • Capacità di valutazione primaria del ferito (coscienza, respiro, circolo) e priorità d’intervento in ambiente remoto.
  • Riconoscimento e gestione iniziale di:
    • traumi da caduta e urti (contusioni, fratture sospette, trauma cranico)
    • ipotermia e sfinimento fisico, aggravati da acqua e permanenza prolungata in cavità fredde
    • malori acuti (sincope, crisi ansiose, ecc.)

In grotta la tempistica è cruciale: l’assenza di filtri naturali e la velocità con cui l’acqua e il freddo agiscono sui corpi è paragonabile alla rapidità con cui gli inquinanti raggiungono le falde nelle rocce fessurate.

2.2 Gestione dell’emergenza “di sistema”

Il corso non si limita al singolo ferito, ma punta a:

  • Far comprendere la catena dell’emergenza in ambiente:
    • valutazione della scena, sicurezza del gruppo, allertamento del CNSAS
    • raccolta di informazioni essenziali per il soccorso (posizione, dinamica, condizioni del ferito)
  • Insegnare la gestione del gruppo:
    • distribuire i compiti (assistenza al ferito, esplorazione, comunicazioni)
    • mantenere coesione e disciplina nelle fasi lunghe di attesa.

L’emergenza in cavità va pensata come “evento di lunga durata”, dove la stabilità psicologica e organizzativa è tanto importante quanto le manovre tecniche.

2.3 Dimensione psicologica ed emotiva

Un focus centrale del corso riguarda le fasi psicologiche che intercorrono dal momento dell’incidente fino all’arrivo del CNSAS:

  • Reazioni tipiche di vittima e compagni: panico, colpa, blocco decisionale, iperattività disorganizzata.
  • Tecniche di comunicazione e contenimento:
    • parlare in modo chiaro e coerente
    • gestire la paura “a voce alta” del gruppo
    • mantenere il ferito informato e rassicurato, senza nascondere la realtà.

Questa parte è fondamentale perché gli ecosistemi ipogei sono stabili ma fragili; allo stesso modo, la psiche del gruppo in emergenza è apparentemente solida, ma basta poco per portarla al collasso con conseguenze a catena sulla sicurezza.


3. Ambiente carsico, grotte e vulnerabilità: il contesto fisico dell’emergenza

Per uno studio davvero approfondito, il corso va letto dentro il quadro più generale della carsicità.

3.1 Caratteristiche dei territori carsici

I territori carsici sono formati da rocce carbonatiche (calcari, dolomie) dissolte dall’acqua, che creano cavità, grotte, doline, inghiottitoi, risorgenze e reticoli idrografici superficiali poveri.
La presenza di grotte naturali, doline, sorgenti improvvise e fiumi che scompaiono nel sottosuolo è il segnale che ti trovi in un’area carsica.

Per il soccorso questo significa:

  • Sistemi di deflusso complessi, con piene rapide e variabilità estrema delle portate in caso di pioggia.
  • Possibile evoluzione geologica in tempi umani: crolli, sinkhole, subsidenza possono compromettere accessi e percorsi.

3.2 Vulnerabilità all’inquinamento e implicazioni operative

Gli acquiferi carsici hanno:

  • infiltrazione molto rapida attraverso fessure e condotti
  • scarso potere autodepurante
  • veloce trasferimento di eventuali contaminanti dalle superfici alle sorgenti.

Conseguenze pratiche per la gestione di emergenza:

  • Evitare di introdurre in grotta sostanze che possano inquinare (lubrificanti, solventi, detergenti, ecc.) oltre al minimo indispensabile.
  • Gestire correttamente deiezioni, rifiuti e materiali sanitari durante simulazioni e interventi reali, perché anche piccole quantità possono contaminare grandi volumi d’acqua.

In quest’ottica si capiscono meglio requisiti come:

  • sacchetto/dispositivo per la gestione delle deiezioni organiche in grotta
  • borraccia personale per ridurre la plastica monouso.

Sono scelte coerenti sia con la sicurezza sanitaria sia con la tutela degli ecosistemi sotterranei, già esposti a rischi da agricoltura, industria, traffico e urbanizzazione.


4. Rischi specifici in grotta e in ambiente torrentistico

4.1 Tipologie di rischio sanitario

In grotta e in torrentismo si combinano:

  • Traumi meccanici: cadute, urti contro pareti, schiacciamenti, impatti con massi in acqua.
  • Rischi termici: ipotermia per contatto prolungato con acqua e rocce fredde, correnti d’aria e immobilità forzata.
  • Rischi respiratori: atmosfere povere di ossigeno, gas, condizioni di ventilazione particolare (in genere più tema da emergenza ambientale che da corso base, ma concettualmente collegato).
  • Rischi idrologici: piene improvvise in tratti allagabili, soprattutto in torrenti e fiumi ipogei, dove la risposta del sistema può essere rapidissima.

Il corso ti prepara a riconoscere questi rischi, prevenirli per quanto possibile, e reagire in modo strutturato quando qualcosa va storto.

4.2 Rischi ambientali e geologici

Nei territori carsici si sommano:

  • Sinkhole e subsidenza: collasso improvviso o lento abbassamento del terreno per cedimento di cavità sotterranee.
  • Rischi di inquinamento delle acque sotterranee con impatto a lungo termine su comunità e ecosistemi.

Per una gestione dell’emergenza responsabile, questo significa:

  • scegliere zone di bivacco, attesa e stoccaggio materiali in aree stabili e lontane da doline “sospette”
  • evitare azioni che possano peggiorare l’equilibrio locale (ad esempio scavi improvvisati, scarichi, uso incontrollato di sostanze chimiche).

5. Dimensione normativa e ruolo degli speleologi / corsisti

5.1 Normativa su aree carsiche e risorse idriche

In Italia non esiste una legge unica sulle aree carsiche, ma vari strumenti concorrono alla tutela: Codice dell’Ambiente (D.Lgs. 152/2006), legge sulle aree protette (L. 394/1991), vincoli paesaggistici (D.Lgs. 42/2004) e normative regionali specifiche.
Questi strumenti mirano a proteggere le acque sotterranee, gli ecosistemi ipogei e la stabilità geologica, imponendo valutazioni di impatto ambientale e limitazioni all’uso del suolo nelle zone vulnerabili.

L’integrazione tra normativa ambientale e gestione delle risorse idriche sotterranee è particolarmente importante in contesti carsici, proprio per la vulnerabilità agli inquinanti.

5.2 Ruolo degli speleologi formati al primo soccorso

Dopo un corso come questo, il corsista:

  • non è un sanitario, ma è un testimone competente: sa descrivere dinamica, condizioni del ferito e contesto ambientale ai professionisti del soccorso.
  • diventa un attore chiave nella prevenzione:
    • pianifica le uscite considerando i rischi idrologici e geologici del sistema carsico
    • contribuisce a evitare azioni che possano inquinare o degradare la grotta.
  • può collaborare in modo più efficace con CNSAS e istituzioni, anche nel monitoraggio di criticità ambientali osservate durante le escursioni (scarichi, discariche abusive, inquinanti evidenti).

Gli speleologi, grazie alla loro presenza capillare e alle competenze maturate con corsi come questo, sono spesso i primi a rilevare problemi ambientali e a segnalare necessità di tutela.

Fonti consultate

  • Scintilena – Corso nazionale di primo soccorso e gestione emergenze in grotta a Casola Valsenio
    https://www.scintilena.com/corso-nazionale-di-primo-soccorso-e-gestione-emergenze-in-grotta-a-casola-valsenio/04/12/scintilena
  • Scintilena – Archivio categoria “Corsi”
    https://www.scintilena.com/category/corsi/scintilena
  • Scintilena – Archivio categoria “Emilia Romagna”
    https://www.scintilena.com/category/emilia-romagna/scintilena
  • Scintilena – Nuovo corso di primo soccorso per gli speleologi SSI (caso analogo)
    https://www.scintilena.com/nuovo-corso-di-primo-soccorso-per-gli-speleologi-ssi/08/10/scintilena
  • SNS?CAI – Scheda evento corso nazionale primo soccorso e gestione emergenza Emilia?Romagna 2026
    https://www.sns-cai.it/evento/corso-nazionale-primo-soccorso-e-gestione-emergenza-emilia-romagna-sns-cai-2026/cai-imola
  • GSB?USB / SSI – Pagina corsi II e III livello
    https://www.gsb-usb.it/site/2026/04/01/corsi-di-ii-e-iii-livellogsb-usb
  • File “Guida completa ai territori carsici e tutela ambientale” – vulnerabilità delle aree carsiche, rischi ambientali e gestione delle risorse idriche sotterranee
    (vulnerabilità-aree-carsiche.txt, archivio Spazio Scintilena)vulnerabilita-aree-carsiche.txt

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Soccorso Speleologico in grotta: la XII Delegazione SAER affronta il simulato reale all’Abisso Primo Peroni

Apríl 25th 2026 at 07:00

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La XII Delegazione Speleologica del SAER mette alla prova il sistema di soccorso in grotta con un’esercitazione a condizioni reali: 20 tecnici CNSAS coinvolti, tecniche STC e recupero con corda singola


Il simulato di soccorso in grotta: non un’esercitazione ordinaria

Nel weekend del 19-20 aprile, la XII Delegazione Speleologica del SAER (Soccorso Alpino e Speleologico Emilia-Romagna) ha condotto all’Abisso Primo Peroni, nel territorio di Brisighella (Ravenna), un simulato integrale di soccorso in grotta. A differenza di una normale esercitazione programmata, l’attività si è svolta con dinamiche e tempistiche identiche a quelle di un vero intervento di emergenza. L’obiettivo era testare la reale capacità di risposta del sistema speleosoccorso, senza semplificazioni operative o avvisi anticipati ai tecnici coinvolti.[1][2]

La XII Delegazione Speleologica è la struttura territoriale del CNSAS che gestisce il soccorso in ambiente ipogeo per l’intera regione Emilia-Romagna. Fa parte del SAER, costituito nel 1993 come ente del Terzo Settore su base volontaria, convenzionato con il 118 per gli interventi in ambiente impervio. La delegazione è attualmente guidata da Giovanni Rossi, supportato da Davide Garavini e Matteo Ruocco.[3][4][5]


L’Abisso Primo Peroni: uno scenario tecnico impegnativo per il soccorso speleologico

L’Abisso Primo Peroni è una delle grotte più significative della Vena del Gesso Romagnola. La cavità si trova nel Comune di Brisighella, in provincia di Ravenna, a circa 211 metri di quota, ed è registrata al catasto regionale con il numero ER RA 627. Lo sviluppo totale raggiunge 1.500 metri, con un dislivello di -53 metri.[6][7]

La grotta è dedicata a Primo Peroni, uno dei fondatori del Gruppo Speleologico Faentino e pioniere dell’escursionismo nell’Appennino romagnolo, scomparso nel 1978. La sua morfologia interna è particolarmente complessa: presenta una verticale unica di 38 metri, una galleria percorsa da un torrente attivo, ampie sale nella parte fossile e una dolina interna. Queste caratteristiche rendono la grotta un banco di prova tecnico elevato per le squadre di soccorso in grotta, che devono confrontarsi con ambienti diversificati e transiti difficili.[7][8][6]


L’allertamento e l’attivazione della macchina del soccorso

I 20 tecnici partecipanti, provenienti da diverse aree dell’Emilia-Romagna, sono stati allertati senza conoscere in anticipo il luogo dell’incidente simulato. Questa modalità riproduce fedelmente le condizioni di un vero intervento, in cui la squadra riceve la chiamata tramite le Centrali Operative del 118 e deve attivarsi in tempi rapidi.[2][3]

Da quel momento è partita la catena operativa completa: attivazione della squadra di primo intervento con personale STC (Speleo Trauma Care), allestimento del campo base esterno, coordinamento delle squadre di recupero in grotta e gestione sanitaria dell’infortunato simulato. Il protocollo STC è il riferimento nazionale per la gestione del paziente politraumatizzato in ambiente ipogeo. Prevede la valutazione dello stato del paziente, la stabilizzazione, l’immobilizzazione di eventuali arti fratturati e la preparazione per il trasporto in barella. La XII Delegazione applica questo protocollo in tutte le esercitazioni sanitarie, anche in collaborazione con i sanitari della componente alpina del SAER.[9][10]


Le tecniche di recupero in grotta: corda singola, teleferiche e catene umane

Il recupero dell’infortunato simulato è stato condotto con le tecniche operative standard del soccorso speleologico in ambienti verticali. Sono state impiegate progressioni su corda singola, teleferiche di scarico per gestire i passaggi più critici e le cosiddette “armi umane” — catene di tecnici che passano la barella lungo i tratti orizzontali o in fessura, dove nessun sistema meccanico può sostituire la presenza fisica degli operatori.[11]

La scelta dell’Abisso Primo Peroni come scenario ha permesso di testare più tipologie di difficoltà in un’unica sessione. La presenza di una verticale di quasi 40 metri, di passaggi stretti e di ambienti con acqua ha obbligato i tecnici a prendere decisioni operative reali, adattando le soluzioni alle condizioni concrete della grotta. La XII Delegazione ha già testato sistemi analoghi di teleferica in esercitazioni precedenti, come quella svoltasi alla Grotta PPP nel maggio 2025, nel Parco dei Gessi Bolognesi.[8][6][11]


La formazione continua come standard del soccorso speleologico SAER

Il simulato all’Abisso Primo Peroni si inserisce in un programma sistematico di formazione e addestramento che la XII Delegazione porta avanti con regolarità. Nel solo 2023, i 36 tecnici in organico avevano partecipato a sei eventi addestrativi regionali in ambiente ipogeo e a sei eventi formativi della Scuola Regionale per nuovi volontari. Nel novembre 2024, la delegazione aveva già partecipato a un’esercitazione congiunta con il Soccorso Speleologico del Veneto, coinvolgendo una quarantina di tecnici in due grotte diverse.[1][2]

La specificità di questo tipo di attività sta nella complessità dell’ambiente ipogeo, dove ogni intervento può protrarsi per molte ore o persino giorni, richiede il coordinamento stretto tra componente sanitaria e tecnica, e non ammette margini di improvvisazione. La formazione continua, che include simulati reali come quello all’Abisso Primo Peroni, è lo strumento principale con cui il soccorso speleologico mantiene elevati gli standard operativi e la prontezza di risposta.[12][3][1]

Fonti
[1] Soccorso Speleologico dell’Emilia Romagna: un anno di … – Scintilena https://www.scintilena.com/soccorso-speleologico-dellemilia-romagna-un-anno-di-formazione-e-interventi/01/20/
[2] Collaborazione tra CNSAS Emilia-Romagna e Veneto – Scintilena https://www.scintilena.com/collaborazione-tra-cnsas-emilia-romagna-e-veneto-esercitazione-congiunta-nelle-grotte-di-gesso/11/27/
[3] XII Delegazione Speleo SAER – Soccorso Alpino Emilia Romagna https://www.saer.org/chi-siamo-xii-delegazione-speleologica
[4] Soccorso Alpino e Speleologico Emilia-Romagna, rinnovate le … https://www.modena2000.it/2025/03/03/soccorso-alpino-e-speleologico-emilia-romagna-rinnovate-le-cariche-regionali/
[5] saer: Home – CNSAS Servizio Regionale Emilia Romagna https://www.saer.org
[6] abisso Peroni – Gianluca Carboni http://www.gianlucacarboni.it/articolo.asp?pagina=924&sezione=Grotte+in+Emilia+Romagna
[7] Abisso Piero Peroni (Buco Grande) – Openspeleo http://www.openspeleo.org/openspeleo/caves-view-249.html
[8] Abisso Peroni 09 Novembre 2019 https://gruppogrotteariminum.blogspot.com/2019/11/abisso-peroni-09-novembre-2019.html
[9] Esercitazione del CNSAS Emilia Romagna alla Tanaccia – Corso … https://www.scintilena.com/esercitazione-del-cnsas-emilia-romagna-alla-tanaccia-corso-speleo-trauma-care/09/21/
[10] Iglesias, esercitazione su Speleo Trauma Care – CNSAS SARDEGNA – Soccorso Alpino e Speleologico Sardegna https://cnsas.sardegna.it/2018/12/iglesias-esercitazione-su-speleo-trauma-care/
[11] Esercitazione Soccorso Speleologico Grotta PPP: Formazione e … https://www.scintilena.com/esercitazione-soccorso-speleologico-grotta-ppp-formazione-e-tecnica-nel-parco-dei-gessi/05/16/
[12] Cuccuru Tiria, esercitazione sanitaria speleo – CNSAS SARDEGNA – Soccorso Alpino e Speleologico Sardegna https://cnsas.sardegna.it/2019/04/cuccuru-tiria-esercitazione-sanitaria-speleo/
[18] Il 32° Corso di Introduzione alla Speleologia del CAI Malo – Scintilena https://www.scintilena.com/il-32-corso-di-introduzione-alla-speleologia-del-cai-malo-nove-mesi-nel-mondo-sotterraneo-vicentino/02/28/
[19] Formazione per Autosoccorso in Grotta: In Emilia Romagna Un … https://www.scintilena.com/formazione-per-autosoccorso-in-grotta-in-emilia-romagna-un-successo-di-collaborazione/10/27/
[20] Concluso il corso congiunto SSI, CAI e CNSAS – Scintilena https://www.scintilena.com/concluso-il-corso-congiunto-ssi-cai-e-cnsas-primo-soccorso-e-gestione-dellemergenza-in-grotta/11/29/
[21] Corso nazionale di primo soccorso e gestione emergenze in grotta a … https://www.scintilena.com/corso-nazionale-di-primo-soccorso-e-gestione-emergenze-in-grotta-a-casola-valsenio/04/12/
[22] Emilia Romagna Archivi – Pagina 8 di 14 – Scintilena https://www.scintilena.com/category/emilia-romagna/page/8/
[23] Scintilena – Notiziario di speleologia e del sottosuolo – Scintilena https://www.scintilena.com/page/352/?t=50654352&wpmp_switcher=mobile
[24] Val Corsaglia: trauma toracico e collasso polmonare, escursionista salvato in grotta https://www.provinciagranda.it/home/2024/04/08/news/val-corsaglia-trauma-toracico-e-collasso-polmonare-escursionista-salvato-in-grotta-16083/
[25] Soccorso Alpino e Speleologico Emilia Romagna – CNSAS https://www.facebook.com/saercnsas/?locale=it_IT
[26] [PDF] LE GROTTE NEI GESSI DI RONTANA, DI BRISIGHELLA E DELLA … https://www.venadelgesso.it/assets/i-gessi-di-brisighella-e-rontana—le-grotte-nei-gessi-di-rontana-di-brisighella-e-della-bicocca.pdf
[27] [PDF] Alberto Spella – Soccorrere in ambienti difficili – IRC https://www.ircouncil.it/wp-content/uploads/2019/10/spella.pdf
[28] Emilia Romagna – CNSAS News https://news.cnsas.it/emilia-romagna/
[29] Catasto delle cavità naturali dell’Emilia-Romagna – Scheda SPELEO https://geo.regione.emilia-romagna.it/schede/speleo/index.jsp?id=392
[30] Etg – L’esercitazione del Soccorso alpino speleologico: 16 ore in grotta nell’Abisso di Monte Bul https://www.youtube.com/watch?v=XByMcB7BRGs

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  • Materiali speleo alpinistici, un corso nazionale tra teoria e test sul campo
    Condividi Il Gruppo Speleologico CAI Erba, sotto l’egida della Scuola Nazionale di Speleologia del CAI e in collaborazione con Kong Italia, organizza il III Corso nazionale “Progettazione, costruzione, test e certificazione materiali speleo-alpinistici”, in programma dal 19 al 21 giugno 2026 tra Erba (CO) e Monte Marenzo (LC): una formazione altamente specialistica, che punta alla sicurezza in ambito speleo alpinistico. L’obiettivo del corso è fornire agli allievi una comprensione concreta
     

Materiali speleo alpinistici, un corso nazionale tra teoria e test sul campo

Apríl 20th 2026 at 05:00

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Il Gruppo Speleologico CAI Erba, sotto l’egida della Scuola Nazionale di Speleologia del CAI e in collaborazione con Kong Italia, organizza il III Corso nazionale “Progettazione, costruzione, test e certificazione materiali speleo-alpinistici”, in programma dal 19 al 21 giugno 2026 tra Erba (CO) e Monte Marenzo (LC): una formazione altamente specialistica, che punta alla sicurezza in ambito speleo alpinistico.

L’obiettivo del corso è fornire agli allievi una comprensione concreta del ciclo di vita dei dispositivi di protezione individuale (DPI), dalla progettazione alla certificazione: teoria, importante e necessaria, e test diretti su attrezzature, con la possibilità per i partecipanti di portare e verificare il proprio materiale .

Il programma, articolato su tre giornate, alterna momenti formativi e attività pratiche. Si parte con la visita aziendale e le basi normative, per poi entrare nel dettaglio dei regolamenti europei e dei processi di certificazione. Nei giorni successivi, ampio spazio alle prove dinamiche con celle di carico, all’ispezione dei DPI e al confronto tra i partecipanti, fino alle esercitazioni pratiche con test sul campo.

Il corso è aperto ai soci CAI dai 16 anni in su ed è valido come aggiornamento per titolati e istruttori CAI di speleologia e torrentismo. I posti sono limitati a 20 partecipanti, a garanzia di un’esperienza didattica approfondita e seguita.

La quota di iscrizione è di € 140,00 e comprende vitto, alloggio e utilizzo del materiale tecnico collettivo. Resta a carico dei partecipanti l’attrezzatura personale per la progressione su corda, oltre alle spese di trasporto .

Riepilogo, referenti e contatti

  • Evento: III Corso nazionale “Progettazione, costruzione, test e certificazione materiali speleo-alpinistici”
  • Date: 19 – 21 giugno 2026
  • Sede del corso: Monte Marenzo (LC) c/o Kong Italia
  • Vitto e alloggio: Erba (CO) c/o Noilavoro Soc. Coop Sociale ONLUS
  • Organizzazione: Gruppo Speleologico CAI Erba – SNS CAI (con Kong Italia)
  • Quota: € 140,00 (vitto, alloggio e materiali inclusi) – dettagli tecnici nel volantino allegato
  • Info e iscrizioni: roberto.claudia@tiscali.it
  • Direttore del corso: Alfonso Ardizzi 347 03301707
  • Segreteria del corso: Roberto Sala 334 7583394

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  • Conferenza Medica BCRC 2026: i Mendip Hills diventano la capitale del soccorso speleologico
    Condividi La Mendip Cave Rescue ospita il convegno biennale del British Cave Rescue Council dedicato alla medicina di emergenza in grotta Mendip Cave Rescue e il soccorso speleologico nei Mendip Hills La Mendip Cave Rescue (MCR) è uno dei più longevi team di soccorso speleologico della Gran Bretagna. Il gruppo è attivo da quasi novant’anni, operando nell’area dei Mendip Hills nel Somerset. L’MCR interviene su chiamata della polizia di Avon e Somerset tramite il sistema SARCALL, il serv
     

Conferenza Medica BCRC 2026: i Mendip Hills diventano la capitale del soccorso speleologico

Apríl 18th 2026 at 10:00

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La Mendip Cave Rescue ospita il convegno biennale del British Cave Rescue Council dedicato alla medicina di emergenza in grotta


Mendip Cave Rescue e il soccorso speleologico nei Mendip Hills

La Mendip Cave Rescue (MCR) è uno dei più longevi team di soccorso speleologico della Gran Bretagna. Il gruppo è attivo da quasi novant’anni, operando nell’area dei Mendip Hills nel Somerset. L’MCR interviene su chiamata della polizia di Avon e Somerset tramite il sistema SARCALL, il servizio nazionale di allerta per il soccorso in montagna e in grotta. Il team è composto da speleologi esperti con qualifiche mediche avanzate e si è distinto nell’organizzazione di grandi eventi formativi per il settore.[1][2][3]

Il BCRC e la Conferenza Medica Biennale

Il British Cave Rescue Council (BCRC) è l’organismo rappresentativo del soccorso sotterraneo volontario nelle Isole Britanniche, fondato nel 1967. Tra le sue attività, il BCRC organizza con cadenza biennale una conferenza medica dedicata alla pratica avanzata della medicina di emergenza in contesti ipogei. Questi incontri hanno l’obiettivo di condividere conoscenze e aggiornamenti tecnici tra i team di soccorso di tutta la Gran Bretagna. L’edizione 2023 si era svolta a Clapham, nel North Yorkshire, e aveva ricevuto valutazioni molto positive dai partecipanti.[4][5][6]

La sede: Priddy Village Hall nel cuore dei Mendip Hills

Nel 2026 è la Mendip Cave Rescue ad ospitare la conferenza medica del BCRC. L’evento si terrà il 13 e 14 giugno 2026 alla Priddy Village Hall, nel villaggio di Priddy, cuore pulsante della speleologia dei Mendip Hills. Il programma si estende su un weekend completo, con attività sia in superficie che nelle grotte locali. La struttura della conferenza è pensata per alternare momenti formativi teorici e sessioni pratiche in ambiente ipogeo.[7][4]

Il programma del weekend: grotte, conferenze e sessioni pratiche

Il programma dettagliato del weekend è articolato come segue:[4]

  • Venerdì sera: benvenuto ai partecipanti, buffet e bar aperti alla Priddy Village Hall
  • Sabato mattina: colazione alla Priddy Village Hall, seguita da sessioni pratiche nelle grotte locali dei Mendip Hills
  • Sabato pomeriggio: pranzo e proseguimento delle sessioni sotterranee
  • Sabato sera: cena, bar aperto, proiezione di filmati e presentazioni
  • Domenica mattina: colazione, conferenze e presentazioni in sala
  • Domenica pomeriggio: pranzo e chiusura lavori con saluti finali

Chi può partecipare alla Conferenza Medica BCRC 2026

La conferenza è rivolta in via prioritaria ai membri dei team di soccorso speleologico in possesso di una qualifica medica. Sono ammessi sia i professionisti sanitari che i titolari della qualifica MREW RRMT (Remote Rescue Medical Technician), rilasciata dalla Mountain Rescue England and Wales. L’evento è comunque aperto a tutti i membri dei team di soccorso speleologico, anche privi di qualifica medica specifica. Si tratta di un’occasione di aggiornamento professionale di primo piano nel panorama del soccorso in grotta britannico.[2][4]

Biglietti e alloggio: dove dormire durante la BCRC Medical Conference

I biglietti per la conferenza medica BCRC 2026 sono già disponibili sul sito della Mendip Cave Rescue. Il costo è di £30 per l’intero weekend, con uno sconto di £5 per chi ha acquistato il biglietto prima del 30 aprile 2026. Il prezzo comprende tutte le sessioni (sia in superficie che sotterranee) e tutti i pasti, ma non include l’alloggio. La Mendip Cave Rescue ha tuttavia prenotato posti letto presso diversi rifugi speleologici locali, offerti ai delegati a una tariffa agevolata di £5 a persona per notte. I club coinvolti sono: Wessex Cave Club, Bristol Exploration Club, Shepton Mallet Caving Club, Mendip Nature Research Committee, Mendip Caving Group e Cerberus Spelæological Society. Al momento della prenotazione è necessario specificare la partecipazione alla conferenza medica BCRC.[4]

La qualifica RRMT e la formazione medica nel soccorso speleologico

La qualifica MREW Remote Rescue Medical Technician (RRMT) è una certificazione avanzata per il primo soccorso in ambienti remoti, incluse le grotte. Nel settembre 2024, ben 13 membri della Mendip Cave Rescue hanno conseguito questa qualifica. La conferenza medica BCRC rappresenta per questi operatori uno dei principali momenti di aggiornamento e confronto con colleghi di altri team. Il soccorso in grotta richiede competenze mediche specifiche, spesso diverse da quelle utilizzate in superficie, per via delle difficoltà di accesso e delle condizioni ambientali dei Mendip Hills e delle altre aree carsiche britanniche.[8][2][4]

Fonti
[1] MCR Calendar – Mendip Cave Rescue https://www.mendipcaverescue.org/index.php/mcr-calendar
[2] MCR Training – Mendip Cave Rescue https://www.mendipcaverescue.org/index.php/mcr-training
[3] Mendip Cave Rescue https://www.mendipcaverescue.org
[4] BCRC Medical Conference 2026 – Mendip Cave Rescue https://mendipcaverescue.org/index.php/bcrc-medical-conference-2026
[5] British Cave Rescue Council https://caverescue.bcrc.uk
[6] News and Events – British Cave Rescue Council https://caverescue.bcrc.uk/news-and-events/
[7] Briefing the team ahead of the training exercise. (Photo Ian Cooper) https://www.facebook.com/mendipcaverescue/photos/briefing-the-team-ahead-of-the-training-exercise-photo-ian-cooper/3464118477045312/
[8] Training – British Cave Rescue Council https://www.caverescue.org.uk/category/training/
[12] Galles, RESCON03 International Cave Rescue Conference – Scintilena https://www.scintilena.com/galles-rescon03-international-cave-rescue-conference/07/06/
[13] La British Cave Research Association annuncia il ritorno dei … https://www.scintilena.com/la-british-cave-research-association-annuncia-il-ritorno-dei-seminari-estivi/08/05/
[14] Descent 309: il nuovo numero della rivista britannica esplora le … https://www.scintilena.com/descent-309-il-nuovo-numero-della-rivista-britannica-esplora-le-grotte-piu-profonde-e-imponenti-del-pianeta/04/14/
[15] 8th European Cave Rescue Meeting 2014 Trieste, Italy – Scintilena https://www.scintilena.com/8th-european-cave-rescue-meeting-2014-trieste-italy/10/14/
[16] SUICRO 2025: Il Simposio Irlandese di Speleologia Torna … https://www.scintilena.com/suicro-2025-il-simposio-irlandese-di-speleologia-torna-a-enniskillen/09/17/
[17] 29th Annual BCRA Cave Science Symposium – Scintilena https://www.scintilena.com/29th-annual-bcra-cave-science-symposium/07/19/
[18] National Cave and Karst Management Symposium 2025 https://www.scintilena.com/national-cave-and-karst-management-symposium-2025-un-appuntamento-cruciale-per-la-speleologia-mondiale/09/01/
[19] La newsletter BCRA di marzo 2026 annuncia workshop, escursioni … https://www.scintilena.com/ora-ho-raccolto-informazioni-sufficienti-per-scrivere-larticolo-procedo-con-la-stesura/03/05/
[20] Spedizione Mayang 2026 in Papua Nuova Guinea https://www.scintilena.com/spedizione-mayang-2026-in-papua-nuova-guinea-la-grande-esplorazione-della-risorgenza-carsica-piu-imponente-del-pianeta/03/10/
[21] UIS World Events Calendar Union Internationale de … https://www.scintilena.com/uis-world-events-calendar-union-internationale-de-speleologie-2025-2026-program/07/15/
[22] Sotto l’Altare di San Michele Dorme una Civiltà Paleolitica https://www.scintilena.com/sotto-laltare-di-san-michele-dorme-una-civilta-paleolitica-la-grotta-che-racconta-la-storia-del-gargano/01/27/
[23] Archeologia in grotta a Poole’s Cavern: il field meeting 2026 del … https://www.scintilena.com/archeologia-in-grotta-a-pooles-cavern-il-field-meeting-2026-del-bcra-cave-archaeology-group/03/01/
[24] Il canarino ha smesso di cantare: perché le miniere di carbone … https://www.scintilena.com/il-canarino-ha-smesso-di-cantare-perche-le-miniere-di-carbone-abbandonate-sono-trappole-mortali/03/03/
[25] Gran Bretagna – BCRA Cave Science Field Meeting – Cheddar … https://www.scintilena.com/gran-bretagna-bcra-cave-science-field-meeting-cheddar/01/19/
[26] Calendario Eventi Mondiali UIS Union International de Spéléologie https://www.scintilena.com/calendario-eventi-mondiali-uis-union-international-de-speleologie-programma-2025-2026/07/16/
[27] The Thailand Cave Rescue: General Anaesthesia in Unique Circumstances Presents Ethical Challenges for the Rescue Team https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9233648/
[28] Guidelines for Mountain Rescue During the COVID-19 Pandemic: Official Guidelines of the International Commission for Alpine Rescue https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8252899/
[29] The Hemostatic Resuscitation and Trauma Induced Coagulopathy (HERETIC) meeting: challenging dogma https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10773426/
[30] MCR News – Mendip Cave Rescue https://www.mendipcaverescue.org/index.php/mcr-news
[31] Events – British Caving Association https://british-caving.org.uk/news/events/
[32] Mendip Cave Rescue (@mendipcaverescue) – Facebook https://www.facebook.com/mendipcaverescue/?locale=en_GB
[33] April 2026 – Darkness Below https://darknessbelow.co.uk/2026/04/
[34] Events and Meetings – British Cave Research Association https://bcra.org.uk/meetings/
[35] Mendip Cave Rescue (@mendipcaverescue) – Facebook https://www.facebook.com/mendipcaverescue/
[36] Mendip Cave Rescue Quiz Night – 17th January 2026 – UK Caving https://ukcaving.com/board/index.php?threads%2Fmendip-cave-rescue-quiz-night-17th-january-2026.33890%2F

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  • Alfio Cariola lascia il CNSAS Siciliano: una carriera nel soccorso speleologico e alpino
    Condividi Il volontario del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano si congeda per raggiunti limiti di età dopo anni di attività operativa incessante nel soccorso in grotta e nella ricerca dispersi Il congedo di un veterano del soccorso speleologico siciliano Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico della Sicilia (CNSAS) perde uno dei suoi volontari più longevi. Alfio Cariola ha lasciato il servizio attivo per raggiunti limiti di età. La sua uscita segna la fine di una carrie
     

Alfio Cariola lascia il CNSAS Siciliano: una carriera nel soccorso speleologico e alpino

Apríl 18th 2026 at 07:00

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Il volontario del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano si congeda per raggiunti limiti di età dopo anni di attività operativa incessante nel soccorso in grotta e nella ricerca dispersi


Il congedo di un veterano del soccorso speleologico siciliano

Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico della Sicilia (CNSAS) perde uno dei suoi volontari più longevi. Alfio Cariola ha lasciato il servizio attivo per raggiunti limiti di età. La sua uscita segna la fine di una carriera dedicata interamente al soccorso in ambiente impervio, speleologico e alpino.

Cariola è rimasto operativo fino all’ultimo giorno utile. Un impegno che i colleghi hanno descritto come incessante e costante nel tempo. Non si è trattato di un progressivo allontanamento, ma di una presenza piena fino alla conclusione del percorso consentito dalla normativa.


Un profilo tecnico trasversale nel CNSAS Sicilia

Nel corso della sua attività, Alfio Cariola ha ricoperto un ventaglio ampio di incarichi. Ha operato sia sul versante tecnico e logistico, sia assumendo ruoli di responsabilità organizzativa. La sua esperienza ha attraversato più ambiti: le squadre di soccorso speleologico, le squadre alpine e il coordinamento a livello regionale.

Questo profilo trasversale è raro nel mondo del volontariato di soccorso. Richiede una conoscenza approfondita delle procedure sia in ambiente ipogeo che in quota. Cariola ha saputo muoversi con competenza in entrambi i contesti.


Ricerca dispersi: la specializzazione degli ultimi anni

Nell’ultimo periodo della sua carriera nel CNSAS, Alfio Cariola ha sviluppato competenze specifiche nell’ambito della ricerca di persone disperse. Si tratta di un settore che richiede preparazione tecnica, capacità di coordinamento e resistenza fisica e psicologica.

La ricerca dispersi è uno degli ambiti più complessi del soccorso in ambiente impervio. Implica la gestione di aree vaste, la lettura del territorio, il coordinamento con altre forze di soccorso e la capacità di prendere decisioni rapide. Le competenze maturate da Cariola in questo campo rappresentano un patrimonio difficile da sostituire.

Il CNSAS Sicilia ha fatto sapere che si attiverà per valutare eventuali deroghe ai limiti di età, nei limiti del possibile, proprio per non disperdere questa esperienza accumulata negli anni.


Lo stile operativo che ha segnato il gruppo

I colleghi del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano ricordano Cariola per un approccio preciso e decisionista. Uno stile che, come è stato sottolineato nei saluti ufficiali, ha spesso generato momenti di ironia nel gruppo, ma che ha sempre garantito rigore e affidabilità.

Questo tipo di profilo — perfezionista, onnipresente, difficile da fermare — è quello che nei gruppi di soccorso speleo costituisce una colonna portante. Non solo per le competenze tecniche, ma per la funzione di riferimento che svolge nei confronti dei volontari più giovani.


Il ruolo del volontariato nel soccorso speleologico italiano

Il CNSAS è l’organizzazione italiana che gestisce il soccorso in montagna, in grotta e in ambiente impervio. È articolato in strutture regionali e opera in stretto coordinamento con il Numero Unico di Emergenza 112. I volontari che ne fanno parte si formano per anni e spesso sviluppano specializzazioni in settori precisi.

Il limite di età per l’operatività è una misura di sicurezza prevista per tutelare sia i soccorritori che le persone soccorse. Quando un volontario come Cariola raggiunge questo limite, l’organizzazione si trova a gestire la perdita di un bagaglio tecnico costruito in decenni di interventi reali.


I saluti del CNSAS Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano

Il gruppo ha rivolto ad Alfio Cariola i propri ringraziamenti pubblici per l’impegno e la perseveranza dimostrati nel corso di tutta la carriera. I messaggi di saluto hanno sottolineato il suo contributo come risorsa preziosa per tutti i volontari dell’organizzazione.

L’augurio espresso è quello di un futuro sereno, dopo anni trascorsi in prima linea. La porta, almeno simbolicamente, resta aperta: il CNSAS Sicilia intende esplorare le possibilità di deroga, per mantenere un collegamento con chi ha contribuito a costruire le competenze attuali del corpo.

Fonte: https://www.facebook.com/share/1ENdvqe5Er/?mibextid=wwXIfr

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  • Soccorso speleologico in formazione: la IX Delegazione CNSAS allena i futuri Operatori tra miniera e abisso
    Condividi Dieci aspiranti soccorritori mettono in pratica le tecniche di recupero con barella nel Bergamasco, tra la miniera di Plassa e l’abisso Marmazzo La formazione CNSAS per il soccorso speleologico nel bergamasco La Scuola regionale della IX Delegazione Speleologica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) ha condotto un nuovo evento formativo dedicato all’ottenimento della qualifica di Operatore di Soccorso Speleologico (OSS). L’attività si è svolta nei gio
     

Soccorso speleologico in formazione: la IX Delegazione CNSAS allena i futuri Operatori tra miniera e abisso

Apríl 16th 2026 at 07:00

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Dieci aspiranti soccorritori mettono in pratica le tecniche di recupero con barella nel Bergamasco, tra la miniera di Plassa e l’abisso Marmazzo


La formazione CNSAS per il soccorso speleologico nel bergamasco

La Scuola regionale della IX Delegazione Speleologica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) ha condotto un nuovo evento formativo dedicato all’ottenimento della qualifica di Operatore di Soccorso Speleologico (OSS). L’attività si è svolta nei giorni scorsi in due luoghi distinti della provincia di Bergamo, coinvolgendo dieci aspiranti soccorritori selezionati nel corso dello scorso anno.

Il soccorso speleologico rappresenta una componente specialistica del CNSAS. Gli interventi in ambiente ipogeo e in contesti confinati richiedono competenze tecniche avanzate, un addestramento costante e la capacità di adattarsi a scenari complessi e variabili. La formazione degli operatori segue un percorso strutturato, articolato in più sessioni pratiche progressive.


Il recupero con barella e la tecnica del contrappeso: focus della sessione

Il tema centrale di questa seconda sessione formativa è stato il recupero della barella mediante la tecnica del contrappeso. Gli allievi hanno approfondito le diverse varianti di uscita dalla verticale, una manovra critica nelle operazioni reali di soccorso speleologico.

La tecnica del contrappeso consente di gestire il peso della barella e del ferito nelle risalite verticali all’interno delle grotte, riducendo lo sforzo fisico delle squadre e aumentando la sicurezza del trasporto. Ogni variante risponde a geometrie di cavità diverse e richiede un’attenta valutazione del contesto operativo.


Prima giornata: esercitazioni in miniera a Oltre il Colle

Il programma formativo è iniziato sabato presso la miniera in località Plassa, nel comune di Oltre il Colle. Questo sito è frequentemente utilizzato dalla delegazione per le prime fasi di addestramento tecnico, grazie a un ambiente controllato che si presta all’apprendimento delle manovre di base.

Affiancati da istruttori regionali e collaboratori, i dieci allievi hanno esercitato le manovre di recupero con barella in condizioni gestibili. Il contesto della miniera consente di consolidare la tecnica prima di affrontare ambienti naturali più articolati. L’approccio progressivo è parte integrante del metodo formativo adottato dalla Scuola regionale per il soccorso speleologico.


Seconda giornata: applicazione reale nell’abisso Marmazzo a Camerata Cornello

La domenica l’attività si è spostata nell’abisso Marmazzo, in località Cespedosio nel comune di Camerata Cornello. In questo ambiente naturale più complesso, i partecipanti hanno messo in pratica quanto appreso il giorno precedente.

È stato simulato un intervento di recupero con barella lungo le verticali della cavità, con alternanza delle squadre impegnate nelle manovre. Le tecniche del contrappeso e del recupero con paranco sono state adattate di volta in volta alle caratteristiche specifiche dell’abisso Marmazzo. Nel corso della giornata è stata introdotta anche la ripresa di ancoraggi, ampliando ulteriormente il quadro delle competenze tecniche affrontate durante questa sessione di soccorso speleologico.


Istruttori e allievi: la composizione del gruppo di lavoro

Entrambe le giornate hanno visto una partecipazione costante. Erano presenti i dieci allievi OSS e nove tra istruttori regionali e collaboratori, per un totale di diciannove persone attivamente coinvolte nelle esercitazioni.

Questo rapporto numerico ha permesso di strutturare l’attività in modo efficace, garantendo un’assistenza ravvicinata durante le manovre più tecniche. La presenza di un corpo docente numeroso rispetto agli allievi è una caratteristica importante nella formazione al soccorso speleologico, dove la supervisione diretta è essenziale per la sicurezza e la qualità dell’apprendimento.


Un percorso OSS verso la qualifica di Operatore di Soccorso Speleologico

Questo secondo evento formativo si inserisce in un percorso più ampio verso la qualifica di Operatore di Soccorso Speleologico. Gli aspiranti soccorritori avevano già superato le selezioni lo scorso anno e stanno progressivamente acquisendo le competenze operative richieste.

Il CNSAS e la sua componente speleologica svolgono un ruolo fondamentale nel sistema nazionale di emergenza. La formazione continua degli operatori è il presupposto indispensabile per garantire interventi efficaci in ambienti dove le condizioni possono cambiare rapidamente e dove l’errore tecnico non è ammesso.

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  • Genova e Genovesato: formazione speleologica del Gruppo Speleologico Issel
    Condividi ll GS Ligure Arturo Issel propone un ricco calendario aperto anche al pubblico per “i primi passi nel buio” Un calendario fitto, vario e aperto non solo agli speleologi: a Genova il Gruppo Speleologico Ligure Arturo Issel conferma la propria vocazione alla divulgazione con una serie di incontri formativi che accompagnano il corso di primo livello organizzato dalla Scuola di Speleologia Lunense (di cui alcuni iscritti del Gruppo fanno parte), senza limitarsi ad esso. Un primo cons
     

Genova e Genovesato: formazione speleologica del Gruppo Speleologico Issel

Apríl 16th 2026 at 05:00

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ll GS Ligure Arturo Issel propone un ricco calendario aperto anche al pubblico per “i primi passi nel buio”

Un calendario fitto, vario e aperto non solo agli speleologi: a Genova il Gruppo Speleologico Ligure Arturo Issel conferma la propria vocazione alla divulgazione con una serie di incontri formativi che accompagnano il corso di primo livello organizzato dalla Scuola di Speleologia Lunense (di cui alcuni iscritti del Gruppo fanno parte), senza limitarsi ad esso.

Un primo consiglio: dare un’occhiata al sito del gruppo vale davvero la pena: oltre alle attività, è disponibile anche un volume sulla storia dell’Issel, liberamente scaricabile, che racconta un pezzo importante della speleologia ligure.

La sede è a Villa Borzino, a Busalla (GE), dove il gruppo si ritrova un giovedì al mese alle 20:30 (generalmente – ma non sempre – l’ultimo del mese: il calendario è deciso a inizio anno). Qui prende forma anche il ciclo di incontri, pensato per offrire competenze tecniche ed approfondimenti scientifici e culturali.

Dopo i primi appuntamenti del 7 e del 9 aprile scorsi, dedicati alla catena della sicurezza, prevenzione degli incidenti e primo soccorso in grotta, e all’evoluzione della speleologia e pianificazione delle uscite (a cura di Francesca Cassina), il programma prosegue con altri temi fondamentali.

Miniera di Rovegno @Laura Badiini
https://www.altavaltrebbia.net/2025/09/03/trovata-a-rovegno-la-droninoite-il-minerale-delle-stelle/

Il 16 aprile 2026: spazio alla biospeleologia, ecologia e salvaguardia dell’ambiente con il prof. Sebastiano Salvidio.

Il 23 aprile 2026: sarà la volta degli elementi di geologia, carsismo e speleogenesi, guidati dal geologo Marco Marchesini (il geologo che, nel 2025, ha pubblicato insieme ai suoi colleghi di un gruppo di ricerca multidisciplinare la scoperta in Val Trebbia di un minerale che in precedenza era stato osservato solo su meteoriti, la droninoite).

Il ciclo si completa il 7 maggio 2026, con una lezione su cartografia, rilievo topografico e documentazione delle grotte, tenuta da Matteo Pinna.

Le lezioni sono rivolte in primo luogo agli speleologi in formazione, ma lo spirito del gruppo è apertamente inclusivo: gli incontri accolgono anche un pubblico più ampio e curioso, interessato a conoscere il mondo sotterraneo da diverse prospettive.

E’ una bella opportunità per avvicinarsi con concretezza alla speleologia, e magari decidersi poi ad approfondirla, in un contesto attivo e coinvolgente.

Riepilogo

  • Ciclo di incontri informativi e formativi in tema speleologico
  • Dove: Villa Borzino, Busalla (Genova)
  • Quando: 16 aprile, 23 aprile, 7 maggio 2026
  • Organizzazione: Gruppo Speleologico Arturo Issel
  • Accesso: incontri aperti anche al pubblico interessato
  • Info: https://speleoissel.weebly.com/

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  • Grotte di Falvaterra: esercitazione SAF dei Vigili del Fuoco in ambiente ipogeo attivo
    Condividi Un’operazione su scala nazionale ha coinvolto nuclei specializzati da Udine, Bergamo, Macerata, Napoli e Sicilia per simulare il soccorso in grotta con teleferica sopra il fiume sotterraneo Esercitazione SAF a Falvaterra: il soccorso speleofluviale si mette alla prova Mercoledì 8 aprile, nel Comune di Falvaterra, in provincia di Frosinone, si è svolta una importante esercitazione di soccorso in ambiente ipogeo. L’iniziativa è stata coordinata dalla Scuola dei Vigili del Fuoco
     

Grotte di Falvaterra: esercitazione SAF dei Vigili del Fuoco in ambiente ipogeo attivo

Apríl 15th 2026 at 10:00

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Un’operazione su scala nazionale ha coinvolto nuclei specializzati da Udine, Bergamo, Macerata, Napoli e Sicilia per simulare il soccorso in grotta con teleferica sopra il fiume sotterraneo


Esercitazione SAF a Falvaterra: il soccorso speleofluviale si mette alla prova

Mercoledì 8 aprile, nel Comune di Falvaterra, in provincia di Frosinone, si è svolta una importante esercitazione di soccorso in ambiente ipogeo. L’iniziativa è stata coordinata dalla Scuola dei Vigili del Fuoco, distaccamento di Cassino, attraverso il nucleo SAF — Speleo-Alpino-Fluviale. L’esercitazione SAF ha avuto carattere nazionale, con la partecipazione di gruppi specializzati provenienti da Udine, Bergamo, Macerata, Napoli e dalla Sicilia.

L’obiettivo era simulare un incidente in uno scenario complesso: un’area ipogea attiva attraversata da un corso d’acqua sotterraneo. Questo tipo di attività rientra in un programma formativo ed esercitativo specifico, finalizzato a migliorare il coordinamento tra unità dislocate su tutto il territorio nazionale, la rapidità di risposta e l’efficacia delle procedure di soccorso in ambienti speleologici.


Le Grotte di Falvaterra: un sistema carsico attivo e frequentato

Il teatro dell’esercitazione SAF è il complesso speleologico delle Grotte di Falvaterra, una delle aree ipogee più attive e visitate del Lazio meridionale. Le operazioni sono iniziate poco dopo le ore 8:00, con le varie unità che hanno raggiunto l’ingresso della grotta.

Il sistema è percorso da un piccolo fiume sotterraneo che, all’ingresso, prende il nome di Fosso Mastro e alla risorgenza quello di Rio Obaco. Il corso d’acqua proviene dall’inghiottitoio a monte delle Grotte di Pastena, dopo aver percorso in sotterraneo circa 2,5 chilometri. Il bacino idrografico si estende su oltre 40 chilometri quadrati. I tempi di corrivazione sono molto ridotti: nelle piene autunnali e invernali le portate possono raggiungere diversi metri cubi al secondo, rendendo il sistema particolarmente impegnativo dal punto di vista del soccorso.

Da oltre dieci anni il complesso ipogeo di Falvaterra è aperto al pubblico. Si contano alcune migliaia di visite speleoturistiche in acqua ogni anno, oltre a esplorazioni di gruppi speleologici che raggiungono le Grotte di Pastena su un percorso di alcuni chilometri e a circa 200 metri di profondità.


La simulazione di soccorso: barella, teleferica e ambiente ipogeo attivo

Il cuore dell’esercitazione SAF ha riguardato il recupero di un infortunato simulato, rappresentato da un manichino. Per il trasporto della barella all’interno della grotta è stata allestita una teleferica appositamente montata sopra le acque del fiume sotterraneo.

L’operazione ha messo alla prova le capacità tecniche e organizzative delle squadre nelle condizioni reali di un ambiente speleofluviale. Dopo il recupero della barella e lo smontaggio di tutta l’attrezzatura, compresa la teleferica, le unità intervenute hanno effettuato un’ispezione delle altre parti attive della grotta. L’obiettivo era verificare le difficoltà e le criticità che potrebbero emergere in caso di un intervento reale in un contesto ipogeo attivo.


Il precedente storico: la piena del 1976 e i tre operai salvati

Le Grotte di Falvaterra non hanno mai registrato incidenti nelle attività turistiche o speleologiche regolari. Esiste però un precedente storico significativo. Nel novembre del 1976, una piena improvvisa del fiume sotterraneo bloccò tre operai all’interno della grotta durante i lavori di costruzione di una galleria idraulica.

Intervennero i Vigili del Fuoco, in un’epoca in cui le unità specialistiche SAF non esistevano ancora. L’intervento si concluse positivamente con il salvataggio dei tre operai. Quell’evento ebbe anche una notevole risonanza mediatica: fu uno dei primi collegamenti in diretta del telegiornale della RAI dedicato a un’operazione di soccorso in grotta. Le interviste furono condotte dal giovane giornalista Pietro Badaloni. Il materiale è tuttora consultabile nelle teche RAI.


Il ruolo del Comune di Falvaterra e l’importanza del soccorso speleofluviale

L’Amministrazione comunale di Falvaterra ha espresso piena disponibilità allo svolgimento dell’esercitazione, sottolineando la rilevanza dell’iniziativa in ragione della intensa frequentazione dell’area speleologica locale. Il Comune ha inoltre evidenziato la professionalità delle unità dei Vigili del Fuoco intervenute e l’importanza strategica di queste attività per la sicurezza della comunità.

Le esercitazioni SAF in ambienti ipogei attivi sono considerate fondamentali per mantenere un elevato livello di preparazione operativa. Il soccorso in grotta richiede competenze specifiche che non si sviluppano in ambienti convenzionali. La combinazione di ambienti ristretti, acqua, oscurità e difficoltà logistiche rende ogni intervento speleofluviale una sfida tecnica complessa, che solo l’addestramento continuativo e coordinato può affrontare con efficacia.

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  • Il Soccorso Speleo Francese sotto la lente dell’Ispezione Generale dell’Amministrazione
    Condividi Lo Spéléo Secours Français ottiene un riconoscimento istituzionale dall’IGA, che ne conferma il ruolo cruciale nel soccorso in ambiente sotterraneo e formula tre raccomandazioni per rafforzarne il sistema di finanziamento e di raccordo con i servizi di protezione civile. Il SSF e il soccorso speleologico sotto audit: l’IGA conduce il controllo 2025 Nel corso del 2025, l’Inspection générale de l’administration (IGA) — corpo ispettivo del Ministero dell’Interno francese — h
     

Il Soccorso Speleo Francese sotto la lente dell’Ispezione Generale dell’Amministrazione

Apríl 14th 2026 at 11:00

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Lo Spéléo Secours Français ottiene un riconoscimento istituzionale dall’IGA, che ne conferma il ruolo cruciale nel soccorso in ambiente sotterraneo e formula tre raccomandazioni per rafforzarne il sistema di finanziamento e di raccordo con i servizi di protezione civile.


Il SSF e il soccorso speleologico sotto audit: l’IGA conduce il controllo 2025

Nel corso del 2025, l’Inspection générale de l’administration (IGA) — corpo ispettivo del Ministero dell’Interno francese — ha sottoposto a controllo lo Spéléo Secours Français (SSF), la commissione tecnica di soccorso della Fédération Française de Spéléologie (FFS). Il controllo è stato condotto con il concorso dell’Inspection générale de la sécurité civile e rientra nella missione permanente dell’IGA di valutare le politiche di sicurezza civile, inclusa la gestione delle associazioni riconosciute di sicurezza civile (AASC).

Il rapporto di attività dell’IGA per il 2025 è stato pubblicato ufficialmente il 30 marzo 2026. Comprende 97 rapporti prodotti nell’anno e un capitolo specifico intitolato “Sécurité civile et gestion des crises”, con una sottosezione dedicata al “Contrôle de deux associations agréées de sécurité civile”: il SSF e il Bouclier bleu France. È il secondo controllo integrale del SSF nella sua storia. Il primo era stato condotto nell’ottobre-novembre 2012.


Un mémoire di 60 pagine: come il soccorso speleologico si è preparato all’audit IGA

Per prepararsi al controllo, la Direzione Nazionale del SSF ha redatto un mémoire di 60 pagine destinato agli ispettori. Il documento illustra le missioni dell’organizzazione, il bilancio operativo dei dieci anni precedenti, l’organizzazione interna e la precarietà dei finanziamenti. Si tratta di un atto di trasparenza istituzionale rilevante da parte di una struttura interamente volontaria.

Il SSF è la commissione tecnica di soccorso della FFS, federazione fondata nel 1963. La convenzione con il Ministero dell’Interno risale al 1977, facendo del SSF uno degli attori storici della sicurezza civile francese. Il riconoscimento formale come AASC risale al 2006, con l’agrément nazionale rinnovato da ultimo con l’arrêté del 2 dicembre 2024. Il SSF è l’unica federazione sportiva francese che gestisce direttamente i propri soccorsi, distinguendosi da tutte le altre strutture del volontariato civile.


Le conclusioni IGA: il soccorso speleologico è “cruciale” e “originale”

Il rapporto di attività IGA 2025 riassume le conclusioni in termini che la Direzione Nazionale del SSF ha dichiarato di condividere pienamente. Il testo recita:

“Entité spécialisée de la fédération française de spéléologie (FFS), le SSF joue un rôle crucial dans les opérations de secours en milieu souterrain, grâce à une expertise technique spécialisée et un engagement bénévole remarquable. Bénéficiant d’un agrément national, le SSF est organisé en antennes départementales qui, intégrées dans les comités départementaux de spéléologie, jouent un rôle opérationnel clé dans les dispositifs ORSEC.”

L’IGA ha scelto il termine “originale” per qualificare il SSF — insieme al Bouclier bleu France — all’interno del panorama delle AASC francesi. Il SSF è l’unica AASC il cui agrément riguarda esclusivamente le operazioni di soccorso in ambiente sotterraneo, senza dispositivi previsionali di soccorso (DPS), senza formazione al secourisme generalista e senza attività commerciali. Questa caratteristica lo rende strutturalmente diverso dalla quasi totalità delle associazioni riconosciute. L’IGA ha preferito il termine “originale” a “atipico”, e la direzione del SSF ha dichiarato che questa valutazione le conviene.


Le tre raccomandazioni per rafforzare il soccorso sotterraneo in Francia

A partire dalla propria valutazione, la missione IGA ha formulato tre raccomandazioni principali.

Prima raccomandazione: ridurre la capacità ISS autonoma dei SDIS. L’IGA invita a incoraggiare i Servizi Dipartimentali di Protezione Civile (SDIS) a ricondurre la propria capacità di intervento in sito sotterraneo (ISS) allo stretto necessario, rafforzando nel contempo i rapporti con l’antenne SSF locale. La logica è quella della sussidiarietà: formare squadre di vigili del fuoco per un’attività altamente specializzata e raramente necessaria è antieconomico, mentre il SSF garantisce già una copertura territoriale capillare con oltre 2.000 volontari formati. Nel 2025 si sono registrate 6 evacuazioni condotte autonomamente dai SDIS senza coinvolgimento dell’SSF locale.

Seconda raccomandazione: convenzioni bilaterali SSF/SDIS nei dipartimenti a rischio geologico. L’IGA mira a fare in modo che tutti i dipartimenti la cui geologia comporta rischi particolari vengano dotati di una convenzione bilaterale di assistenza tecnica tra SSF e SDIS. L’assenza di queste convenzioni crea ambiguità giuridiche e operative in materia di comando, allerta, indennizzi e formazione congiunta. Già nel 2012 il precedente controllo aveva evidenziato questa lacuna: su 47 SDIS che avrebbero dovuto avere rapporti con il SSF, solo 13 disponevano di una convenzione finanziaria con il Comitato Dipartimentale di Speleologia. A distanza di oltre un decennio, la questione rimane parzialmente irrisolta.

Terza raccomandazione: consolidare i bisogni di finanziamento del SSF. L’IGA invita a consolidare e oggettivare i bisogni di finanziamento pubblico espressi dal SSF. Il mémoire preparato per l’audit aveva sottolineato esplicitamente la precarietà delle entrate, frammentate, disomogenee sul territorio e spesso dipendenti da decisioni discrezionali delle autorità locali. Le risorse dipartimentali variano enormemente: alcune antenne beneficiano di convenzioni con i SDIS o di sovvenzioni dai Consigli Dipartimentali, altre funzionano con le sole contribuzioni dei soci FFS e con spese coperte direttamente dai volontari. La raccomandazione apre la strada alla costruzione di un dossier finanziario strutturato da presentare agli interlocutori istituzionali.


Bilancio operativo 2025: 38 persone soccorse sottoterra, 55% non speleologi

I dati del 2025 restituiscono un quadro operativo preciso dell’attività del SSF. Le strutture dipartimentali agréées sono 52, i soccorritori volontari attivi superano le 2.000 unità. Nel corso dell’anno sono state soccorse 38 persone in ambiente sotterraneo: 10 speleologi federati FFS, 7 speleologi non federati e 21 persone senza alcuna pratica speleologica. I non speleologi rappresentano il 55% del totale, a conferma della funzione di servizio pubblico universale svolta dal SSF. Si sono registrati 17 feriti e 2 decessi, entrambi visitatori di grotte attrezzate — uno per arresto cardiaco e uno per suicidio — non riconducibili a cause tecniche legate all’attività speleologica.

Il numero di eventi per il secondo anno consecutivo è in aumento, principalmente per falsi allarme e ritardi che coinvolgono non speleologi o speleologi non federati. Il numero elevato di auto-soccorsi dichiarati conferma invece la buona preparazione tecnica degli speleologi FFS.


Verso il 2027: i 50 anni della convenzione con il Ministero dell’Interno

Il SSF affronta questa nuova fase con un riconoscimento istituzionale rafforzato. La Direzione Nazionale ha già iniziato a preparare il 2027, anno in cui ricorrerà il cinquantesimo anniversario della convenzione con il Ministero dell’Interno. Si tratta di un appuntamento che la struttura intende utilizzare come momento di visibilità istituzionale e di consolidamento della propria vocazione pubblica. Il riconoscimento ottenuto dall’IGA rafforza la legittimità del SSF nel dialogo con i partner istituzionali — prefetture, SDIS, Consigli Dipartimentali — proprio nel momento in cui si apre la necessità di costruire un quadro finanziario più stabile e documentato.

Nel contesto più ampio del Beauvau de la sécurité civile — il processo di riforma avviato nel 2024 e concluso nel 2025 — le AASC sono state riconosciute per la prima volta come “partenaires des pouvoirs publics” e non semplici fornitori di servizi. Con 100.000 volontari e oltre 60.000 posti di soccorso garantiti ogni anno, le associazioni riconosciute rappresentano una componente strutturale del dispositivo nazionale. Il SSF, con la sua originalità riconosciuta, ne è uno degli esempi più coerenti e tecnicamente caratterizzati.


Fonti consultate

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  • Soccorso speleologico invernale alla Voragine della Ciuaiera: 15 tecnici CNSAS sfidano neve e profondità
    Condividi La Prima Delegazione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha simulato il recupero di un infortunato a -100 metri in condizioni invernali estreme, con 12 chilometri di avvicinamento su neve e nessun supporto elicotteristico. Esercitazione di soccorso speleologico ad alta quota: lo scenario operativo L’11 e il 12 aprile si è svolta un’esercitazione di soccorso speleologico organizzata dalla Prima Delegazione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (
     

Soccorso speleologico invernale alla Voragine della Ciuaiera: 15 tecnici CNSAS sfidano neve e profondità

Apríl 14th 2026 at 07:00

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La Prima Delegazione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha simulato il recupero di un infortunato a -100 metri in condizioni invernali estreme, con 12 chilometri di avvicinamento su neve e nessun supporto elicotteristico.


Esercitazione di soccorso speleologico ad alta quota: lo scenario operativo

L’11 e il 12 aprile si è svolta un’esercitazione di soccorso speleologico organizzata dalla Prima Delegazione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), con sede operativa presso la Voragine della Ciuaiera, nel comune di Ormea, in provincia di Cuneo.[1]

La cavità si apre a 2.099 metri di quota nelle Alpi Liguri, nell’area della Cima Ciuaiera, zona caratterizzata da importanti fenomeni carsici e da un accesso che, per gran parte dell’anno, risulta ostruito da abbondanti cumuli nevosi. L’obiettivo dell’esercitazione era simulare il recupero di uno speleologo infortunato in ambiente ipogeo, operando in condizioni invernali reali e in assenza di supporto aereo.[2][3][1]


Scenario simulato: frattura agli arti inferiori a cento metri di profondità

Lo scenario progettato per l’esercitazione prevedeva un incidente a 100 metri di profondità. Il figurante riportava una sospetta frattura agli arti inferiori in seguito a una caduta.[1]

Le operazioni di soccorso speleologico sono state condotte da una squadra composta da 15 tecnici. Ogni operatore era dotato di attrezzatura invernale completa: sci, ciaspole, pala, ARTVA e sonda. Lo scenario era privo di supporto elicotteristico, una scelta operativa che ha reso l’intervento più fedele a un’emergenza reale in quota.[1]


L’avvicinamento su neve: 12 chilometri con oltre 800 metri di dislivello

La fase di avvicinamento ha rappresentato uno degli elementi più impegnativi dell’intera operazione di soccorso speleologico. I tecnici hanno percorso circa 12 chilometri su neve, affrontando un dislivello positivo di 800 metri e accumuli nevosi superiori ai due metri.[1]

Il trasporto del materiale tecnico è avvenuto interamente a spalla. Non era disponibile alcun mezzo di supporto esterno per il rifornimento o la movimentazione delle attrezzature. Questa condizione logistica ha imposto una scelta accurata dei materiali, adottati in configurazione minima per contenere i pesi durante il lungo percorso.[1]

La Prima Delegazione CNSAS di Piemonte e Valle d’Aosta conta attualmente 45 tecnici specializzati per interventi in contesti naturali ipogei. Non è la prima volta che questa delegazione si addestra in ambienti ad alta quota in condizioni invernali: già in passato aveva svolto esercitazioni analoghe sui rilievi dell’Alta Valle Tanaro, nelle vicinanze della stessa area geografica.[4][5]


Dentro la grotta: pozzi verticali e tratti meandriformi

Una volta raggiunto l’ingresso della Voragine della Ciuaiera, i soccorritori hanno avviato le operazioni all’interno della cavità. Il recupero del figurante dalla quota di -100 metri ha richiesto il superamento di ostacoli naturali significativi.[1]

I tecnici hanno affrontato un pozzo da 20 metri, uno da 40 metri e diversi tratti meandriformi, tipici delle cavità carsiche dell’area. La Voragine della Ciuaiera è nota per la sua profondità superiore ai 200 metri e per la presenza di fauna endemica, tra cui il ragno Troglohyphantes vignai.[3]

Le operazioni di recupero della barella si sono svolte in modo continuativo, senza interruzioni, e si sono concluse in circa 10 ore.[1]


Addestramento continuo: la logistica come elemento critico del soccorso speleologico

L’esercitazione ha permesso al CNSAS di testare le procedure operative in uno scenario particolarmente severo. Uno degli aspetti più rilevanti emersi riguarda la gestione logistica: in ambienti invernali ad alta quota, l’accesso e la movimentazione rappresentano spesso le criticità principali, prima ancora delle operazioni di recupero in grotta.[1]

La configurazione minima dei materiali è stata una risposta diretta alle esigenze di trasporto su lunga distanza in terreno innevato. Questa impostazione richiede esperienza consolidata e capacità di valutazione tecnica da parte dei soccorritori.[1]

Esercitazioni di questo tipo rientrano nel programma di addestramento continuo del CNSAS, che si articola su scala nazionale attraverso 17 zone operative. Il soccorso speleologico italiano investe regolarmente in scenari formativi realistici, in contesti che spaziano dalle forze verticali in miniera agli ambienti alpini innevati.[6][7][8]


Il CNSAS e la formazione in ambiente ipogeo invernale

La Prima Delegazione Speleologica del CNSAS è storicamente impegnata in attività formative che includono la componente invernale. L’addestramento in ambiente nevoso, con utilizzo di ARTVA, pala e sonda, fa parte del programma modulare riconosciuto a livello nazionale.[9]

Interventi in grotte ad alta quota, dove l’ingresso è coperto da neve per buona parte dell’anno, richiedono una preparazione che integra le competenze speleologiche con quelle alpinistiche. Nessun supporto aereo, lunghi avvicinamenti e gestione autonoma dei materiali sono variabili con cui i tecnici devono confrontarsi regolarmente.[5][1]

L’esercitazione alla Voragine della Ciuaiera rappresenta un esempio concreto di come il soccorso speleologico si prepari ad operare in ambienti remoti e isolati, dove le condizioni meteorologiche e orografiche amplificano la complessità degli interventi.[1]

Fonti
[1] Neve, buio e 2.099 metri di quota: così il soccorso speleologico sfida … https://unionemonregalese.it/news/tendenza/311210/neve-buio-e-2-099-metri-di-quota-cosi-il-soccorso-speleologico-sfida-limpossibile.html

Comunicato ufficiale CNSAS

Neanche la neve ferma il soccorso speleologico

Voragine della Ciuaiera (CN): simulato il recupero di un infortunato in ambiente invernale a 2099 metri di quota

 

Si è svolta sabato 11 e domenica 12 aprile un’esercitazione di soccorso speleologico organizzata dalla Prima Delegazione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), finalizzata a simulare il recupero di uno speleologo infortunato in ambiente ipogeo in condizioni invernali particolarmente impegnative.

L’attività si è svolta presso la Voragine della Ciuaiera, nel comune di Ormea (CN), una cavità che si apre a quota 2.099 metri sul livello del mare e che, per gran parte dell’anno, presenta all’ingresso grandi cumuli di neve. Le condizioni ambientali hanno reso l’esercitazione particolarmente realistica, simulando uno scenario operativo privo di supporto elicotteristico e caratterizzato da un lungo avvicinamento su terreno innevato.

Lo scenario prevedeva un incidente a 100 metri di profondità, con uno speleologo coinvolto in una caduta e riportante una sospetta frattura agli arti inferiori. Le operazioni di soccorso sono state condotte da una squadra composta da 15 tecnici, equipaggiati con dotazioni invernali complete, tra cui sci, ciaspole, pala, ARTVA e sonda.

La fase di avvicinamento ha rappresentato uno degli elementi più impegnativi dell’intervento: i soccorritori hanno percorso circa 12 chilometri su neve, con un dislivello positivo di 800 metri e accumuli nevosi superiori ai due metri, trasportando a spalla il materiale tecnico necessario per le operazioni in grotta.

Una volta raggiunto l’ingresso, le squadre hanno effettuato la discesa nella cavità e il successivo recupero del figurante dalla quota di -100 metri, superando ostacoli naturali significativi, tra cui un pozzo da 20 metri, uno da 40 metri e diversi tratti meandriformi.

Le operazioni di recupero della barella si sono svolte in modo continuativo e senza interruzioni, concludendosi in circa 10 ore. La gestione dell’intervento ha richiesto un’attenta ottimizzazione dei materiali, utilizzati in configurazione minima a causa della necessità di trasporto su lunga distanza in ambiente innevato.

L’esercitazione ha permesso di testare procedure e capacità operative in uno scenario particolarmente severo, evidenziando l’importanza della preparazione tecnica e logistica per interventi in ambiente ipogeo in condizioni invernali, dove l’accesso e la movimentazione rappresentano spesso le principali criticità.

L’attività rientra nel programma di addestramento continuo del CNSAS, volto a garantire l’efficacia e la sicurezza degli interventi anche nei contesti più complessi e isolati.

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  • Concorso “Rilievo: tra Arte e Tecnica”: torna nel 2026 il concorso della SSI che promuove la restituzione dei rilievi
    Condividi Al via la terza edizione del concorso della Società Speleologica Italiana dedicata ai rilievi di grotte naturali Aperto ai soci SSI, il concorso premia qualità tecnica, chiarezza e resa grafica, con riconoscimenti fino a 350 euro La Società Speleologica Italiana ETS, attraverso la Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali, indice la terza edizione del concorso a premi “Rilievo: tra arte e tecnica”, l’iniziativa dedicata ai rilievi topografici di grotte naturali che mira a pro
     

Concorso “Rilievo: tra Arte e Tecnica”: torna nel 2026 il concorso della SSI che promuove la restituzione dei rilievi

Apríl 14th 2026 at 06:00

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Al via la terza edizione del concorso della Società Speleologica Italiana dedicata ai rilievi di grotte naturali

Aperto ai soci SSI, il concorso premia qualità tecnica, chiarezza e resa grafica, con riconoscimenti fino a 350 euro

La Società Speleologica Italiana ETS, attraverso la Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali, indice la terza edizione del concorso a premi “Rilievo: tra arte e tecnica”, l’iniziativa dedicata ai rilievi topografici di grotte naturali che mira a promuoverne produzione, realizzazione, accatastamento e diffusione.

Il concorso è aperto a tutti i soci SSI in regola con la quota associativa 2026 e riguarda rilievi 2D di cavità naturali italiane già inserite nel Catasto Grotte. Ogni partecipante potrà presentare un solo elaborato, di cui sia autore principale.

L’obiettivo è promuovere la qualità del rilievo speleologico in tutte le sue dimensioni: dalla leggibilità alla completezza, dall’accuratezza tecnica all’impatto visivo: il rilievo diventa un punto di incontro tra rigore scientifico e sensibilità grafica, tra misura e rappresentazione.

Il bando prevede 4 riconoscimenti (i primi 3 assegnati da una giuria di esperti, il 4° attribuito dal pubblico):

  • 1° premio: € 350,00
  • 2° premio: € 300,00
  • 3° premio: € 250,00
  • Premio del pubblico: € 200,00

La partecipazione richiede l’invio del rilievo in formato A0, accompagnato dalla documentazione tecnica prevista, all’indirizzo dedicato (concorsorilievo@socissi.it), entro il 19 ottobre 2026.

Il premio del pubblico sarà assegnato tramite votazione dei partecipanti al Raduno Internazionale di Speleologia 2026 a Costacciaro, mediante apposita scheda inclusa nella documentazione del Raduno

I lavori selezionati saranno esposti durante il Raduno Internazionale di Speleologia 2026, in programma a Costacciaro, dove avverrà anche la proclamazione dei vincitori nel corso dell’Assemblea dei soci SSI.

Alcune indicazioni:

  • i rilievi dovranno essere già accatastati, rispettare criteri formali ben definiti — con l’esclusione di elementi grafici non ammessi come fotografie o sfondi decorativi — ed essere distribuiti con licenza Creative Commons CC-BY-NC-SA,
  • la partecipazione prevede un contributo di € 20,00 per la stampa del rilievo.

La scelta di limitare il concorso ai rilievi 2D riflette una fase di transizione: le tecnologie 3D sono in rapido sviluppo, ma non ancora pienamente standardizzate nelle modalità di rappresentazione.

Al Raduno la Sala Rilievi potrà ospitare contributi fuori concorso ed esperienze multimediali 3D, a testimonianza di una disciplina in continua evoluzione.

Il bando completo è disponibile online e rappresenta un’importante occasione per tutti coloro che, attraverso il rilievo, contribuiscono a documentare, interpretare e trasmettere il patrimonio ipogeo.

Bando e informazioni

Per tutti i dettagli, i requisiti e le modalità di partecipazione è possibile consultare il bando completo:
https://drive.google.com/file/d/16vqlT0XMvZivTSt6xgjsLAYBqsfBnLly/view

Per richieste di chiarimento è possibile contattare l’organizzazione all’indirizzo: concorsorilievo@socissi.it

Il Concorso è partito: un’occasione concreta per rimettere al centro il rilievo come strumento di conoscenza e condivisione, capace di raccontare — con precisione e sensibilità — il mondo sotterraneo.

Ora sta agli speleologi attivarsi e partecipare.

Seconda edizione

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  • Campamento Internacional Garma Ciega 2026: due mesi di speleologia nel secondo sistema più lungo della Spagna
    Condividi Riaperte le porte del Sistema del Mortillano agli speleologi di tutto il mondo con un’edizione estesa. Le iscrizioni sono aperte per luglio e agosto 2026. Il Campamento Garma Ciega 2026 torna con una formula rinnovata Il Campamento Internacional Garma Ciega torna nell’estate 2026 con una formula ampliata rispetto alle edizioni precedenti. La Fundación Espeleosocorro Cántabro (ESOCAN), con sede a Ramales de la Victoria in Cantabria (Spagna), ha annunciato ufficialmente l’apert
     

Campamento Internacional Garma Ciega 2026: due mesi di speleologia nel secondo sistema più lungo della Spagna

Apríl 13th 2026 at 13:00

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Riaperte le porte del Sistema del Mortillano agli speleologi di tutto il mondo con un’edizione estesa. Le iscrizioni sono aperte per luglio e agosto 2026.


Il Campamento Garma Ciega 2026 torna con una formula rinnovata

Il Campamento Internacional Garma Ciega torna nell’estate 2026 con una formula ampliata rispetto alle edizioni precedenti. La Fundación Espeleosocorro Cántabro (ESOCAN), con sede a Ramales de la Victoria in Cantabria (Spagna), ha annunciato ufficialmente l’apertura delle iscrizioni per la nuova edizione, che si svolgerà dall’1 luglio al 31 agosto 2026.[1]

La principale novità di quest’anno è la durata bimestrale del campamento: nelle edizioni passate le attività si concentravano nel solo mese di luglio, mentre nel 2026 il periodo di apertura copre entrambi i mesi estivi. Un’altra novità riguarda la Sima del Sombrero: gli organizzatori hanno comunicato che quest’anno non verrà installata, ritenendola di scarso interesse per la maggior parte dei partecipanti.[2][3][4][5]

Le iscrizioni si effettuano tramite il Google Form ufficiale predisposto da ESOCAN. La quota di partecipazione è di 25 euro a persona, destinati all’acquisto e alla sostituzione delle corde fisse utilizzate nel sistema.[6]


Il Sistema del Mortillano: il secondo più lungo della penisola iberica

Il campamento si svolge nell’area del Sistema del Mortillano, complesso carsico situato nel comune di Soba, nell’Alto Asón cantabrico. Con oltre 140 km di gallerie esplorate e un dislivello che raggiunge i -930 m nel sifone di Garma Ciega, si tratta del secondo sistema sotterraneo più esteso della Spagna e uno dei più importanti d’Europa.[6][7]

Il sistema conta 20 bocche d’ingresso, otto fiumi sotterranei attivi e quattro dei pozzi più grandi della penisola, con profondità di 340, 266, 260 e 240 metri rispettivamente. Le due cavità principali interessate dal campamento sono la Grotta Garma Ciega e il Sumidero de Cellagua, collegati alla quota -450 m dalla magnifica Sala de los Titanes.[6][7][8]

Le esplorazioni nel sistema sono iniziate con le spedizioni polacche del Club PTIK di Gdynia e i successivi lavori dei gruppi francesi del Club di Bourgogne. L’Agrupación Espeleológica Ramaliega (AER) ha poi giocato un ruolo decisivo nell’aggiornamento topografico. Nel 2009 la connessione con la Sima del Acebo portò il sistema a superare 114 km di sviluppo e 950 m di dislivello, consolidandone il primato iberico. Le esplorazioni sono tuttora in corso.[7]


La traversata Garma Ciega – Cellagua: una delle più impegnative della Spagna

La traversata principale collega l’ingresso di Garma Ciega al Sumidero de Cellagua (o viceversa) attraverso la Sala de los Titanes: un percorso di circa 3,3 km con 440 m di dislivello in discesa, più la risalita dei pozzi di Cellagua. Il tempo di percorrenza stimato va dalle 18 alle 20 ore senza soste prolungate.[6][8]

Il percorso alterna grandi verticali — tra cui il “Pozo de los Fuertes” da 120 m — a meandri stretti e bagnati, gallerie fossili di grandi dimensioni, tratti dove è necessario nuotare e sezioni di canyon attivo. L’entrata di Garma Ciega si apre con un pozzo-rampa di 45 m che introduce nella via principale; quella di Cellagua presenta, in estate, sezioni bagnate alla base del P80 e del P58 che in caso di piena possono diventare impraticabili.[6]


A chi è destinato il campamento: requisiti e procedure

Il Campamento Internacional Garma Ciega è riservato esclusivamente a speleologi esperti e confermati, con piena autonomia nelle tecniche di progressione verticale, ottima forma fisica e adeguata preparazione psicologica. La traversata non è adatta a chi è alle prime armi o non ha un elevato livello tecnico.[6][8]

Per poter partecipare è obbligatorio disporre di una copertura assicurativa valida per il soccorso speleologico (tessera federativa o polizza privata). Il numero massimo di partecipanti è fissato a 10 persone al giorno per bocca, in rigoroso ordine di iscrizione: una volta raggiunto il limite, le date vengono chiuse.[6]

Il giorno precedente all’ingresso in grotta, ogni gruppo è tenuto a registrarsi presso l’ufficio ESOCAN di Ramales de la Victoria, comunicando data e ora di ingresso, obiettivo programmato e ora prevista di uscita. In alternativa, le stesse informazioni possono essere inviate via SMS o WhatsApp al +34 667 70 16 23. La notifica di avvenuta uscita al termine della traversata è obbligatoria.[9][6]


Il bivacco alla Sala de los Titanes e la logistica

A circa -500 m di profondità, nella Sala de los Titanes, è allestito un bivacco permanente con tende per 10 persone e materassino (senza sacco a pelo, gas o cibo, che ogni gruppo deve portare autonomamente). Il bivacco include anche un bidone stagne con kit di pronto soccorso completo. La priorità di accesso spetta ai gruppi in risalita dal sifone.[6]

ESOCAN non organizza un campo base in superficie: i partecipanti scelgono liberamente il proprio alloggio nella comarca dell’Alto Asón. L’area ricade in una zona naturale protetta ed è vietato circolare fuori dalle piste con i veicoli.[6]


Sicurezza: le raccomandazioni di ESOCAN

ESOCAN ribadisce che la traversata è un’attività ad alto impegno e con margine di rischio reale. Le condizioni idriche dei corsi d’acqua attivi — in particolare nella Galleria de la Ratonera — possono cambiare rapidamente in caso di pioggia, rendendo alcuni passaggi difficili o impraticabili. In periodi di precipitazioni intense, gli organizzatori si riservano il diritto di sospendere temporaneamente l’accesso.[6]

Tra l’equipaggiamento raccomandato figurano: kit completo di progressione verticale, coperta termica, cibo abbondante, illuminazione con riserve, indumenti caldi, fornellino con combustibile, chiave inglese 12/13, topografia completa della traversata e bussola. La dimensione ideale del gruppo è di 2-4 persone; gruppi superiori a 6 possono rallentare significativamente la progressione.[6]


Come iscriversi

Le iscrizioni al Campamento Internacional Garma Ciega 2026 sono aperte tramite il form ufficiale pubblicato da ESOCAN. La quota di 25 euro si versa tramite la piattaforma di pagamento ESOCAN o via bonifico all’IBAN ES04 1491 0001 2421 4922 4327 (banca Triodos). Nessuna iscrizione si considera valida senza la conferma del pagamento.[6]

Per informazioni è possibile contattare la Fundación Espeleosocorro Cántabro: Calle Trefilería n° 5, loc. 8, Ramales de la Victoria (Cantabria) — telefono/WhatsApp +34 667 70 16 23.[9][6]


Fonti consultate:

  1. ESOCAN – Información campamento Garma Ciega: https://espeleosocorro.es/informacion-campamento-garma-ciega/
  2. ESOCAN – Campamento internacional Garma Ciega: https://espeleosocorro.es/campamento-internacional-garma-ciega/
  3. ESOCAN – Fundación Espeleosocorro Cántabro (home): https://espeleosocorro.es
  4. ESOCAN – Archivo enero 2026: https://espeleosocorro.es/2026/01/
  5. Instagram ESOCAN – Annuncio Campamento 2026: https://www.instagram.com/p/DTf_bgCDH28/
  6. Facebook ESOCAN – Annuncio Campamento Internacional Garmaciega 2026: https://www.facebook.com/esocanfundacion/photos/campamento-internacional-garmaciega-2026-volvemos-a-la-carga-con-esta-actividad-
  7. Europa Press – Sistema Mortillano: https://www.europapress.es/cantabria/noticia-espeleologos-ramaliegos-convierten-sistema-mortillano-mayor-peninsula-iberica-15-mu
  8. El Confidencial – Garma Ciega-Sima del Sombrero: https://www.elconfidencial.com/espana/2024-06-24/pasajes-excursiones-cueva-garma-ciega-sima-sombrero-cantabria-2mpa_3909504/
  9. ESOCAN – Ex-07 14th ICRC 2024 Garma Ciega – Sima del Sombrero: https://espeleosocorro.es/ex-07-14-th-icrc-2024-garma-ciega-sima-del-sombrero/
  10. Firmania – Fundación Espeleosocorro Cántabro: https://firmania.es/ramales-de-la-victoria/fundaci%C3%B3n-espeleosocorro-c%C3%A1ntabro-esoc%C3%A1n-1762292

Fonti
[1] Fundación Espeleosocorro Cántabro ESOCAN https://espeleosocorro.es
[2] Sin categoría https://espeleosocorro.es/category/sin-categoria/
[3] enero | 2026 | Fundación Espeleosocorro Cántabro ESOCAN https://espeleosocorro.es/2026/01/
[4] CAMPAMENTO INTERNACIONAL GARMACIEGA 2026. … https://www.instagram.com/p/DTf_bgCDH28/
[5] Espeleosocorro – CAMPAMENTO INTERNACIONAL … https://www.facebook.com/esocanfundacion/photos/campamento-internacional-garmaciega-2026-volvemos-a-la-carga-con-esta-actividad-/916823370891890/
[6] Información campamento Garma Ciega https://espeleosocorro.es/informacion-campamento-garma-ciega/
[7] Espeleólogos ramaliegos convierten el Sistema del Mortillano en el mayor de la Península Ibérica y la 15ª del mundo https://www.europapress.es/cantabria/noticia-espeleologos-ramaliegos-convierten-sistema-mortillano-mayor-peninsula-iberica-15-mundo-20090812122959.html
[8] ¿Dónde está la cueva de la Garma Ciega-Sima del Sombrero en Cantabria? Así son sus excursiones de 20 horas https://www.elconfidencial.com/espana/2024-06-24/pasajes-excursiones-cueva-garma-ciega-sima-sombrero-cantabria-2mpa_3909504/
[9] Fundación Espeleosocorro Cántabro (Esocán), Ramales … https://firmania.es/ramales-de-la-victoria/fundaci%C3%B3n-espeleosocorro-c%C3%A1ntabro-esoc%C3%A1n-1762292
[10] 01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/86d36e7b-fb33-423c-9ed5-5859bb837351/01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt
[11] 02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/35124a74-892b-451f-9c91-aa405245406d/02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt
[12] 03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/2e8b1d27-c01e-4793-9b8a-e405da6de545/03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt

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  • Corso nazionale di primo soccorso e gestione emergenze in grotta a Casola Valsenio
    Condividi Appuntamento in Emilia-Romagna nel settembre 2026 Si terrà dal 25 al 27 settembre 2026 a Casola Valsenio (Ravenna), presso Casa Olmatelli, il corso nazionale “Primo soccorso e gestione dell’emergenza in grotta: aspetti medici, psicologici e comportamentali”. L’iniziativa, organizzata dal Comitato Esecutivo Emilia-Romagna della Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della Società Speleologica Italiana insieme alla Ronda Speleologica Imolese (CAI Imola) e in collaborazione con
     

Corso nazionale di primo soccorso e gestione emergenze in grotta a Casola Valsenio

Apríl 12th 2026 at 06:00

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Appuntamento in Emilia-Romagna nel settembre 2026

Si terrà dal 25 al 27 settembre 2026 a Casola Valsenio (Ravenna), presso Casa Olmatelli, il corso nazionale “Primo soccorso e gestione dell’emergenza in grotta: aspetti medici, psicologici e comportamentali”.

L’iniziativa, organizzata dal Comitato Esecutivo Emilia-Romagna della Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della Società Speleologica Italiana insieme alla Ronda Speleologica Imolese (CAI Imola) e in collaborazione con la Scuola Nazionale di Speleologia CAI, si propone di formare e informare i partecipanti sulla gestione delle emergenze sanitarie in ambiente ipogeo e torrentistico.

Il corso è rivolto a speleologi già formati: tra i requisiti è richiesto di essere soci SSI o CAI in regola con il tesseramento 2026 e aver frequentato almeno un corso di primo livello. Le attività didattiche prevedono lezioni frontali, simulazioni di ruolo, lavori di gruppo e una sessione pratica in grotta, con il contributo di tecnici e personale sanitario del CNSAS–SAER, oltre a psicologi e formatori.

Ampio spazio sarà dedicato non solo agli aspetti medici, ma anche alla gestione emotiva e psicologica dell’emergenza, dalle prime fasi dell’incidente fino all’arrivo dei soccorsi.

La quota di partecipazione è fissata in 160 euro, da versare entro il 15 agosto 2026. Il corso è a numero chiuso e le iscrizioni sono accettate in ordine cronologico. La quota comprende pernottamenti per le notti di venerdì e sabato e i pasti previsti durante le tre giornate, mentre restano escluse le spese di viaggio.

La sistemazione è prevista in camere condivise con servizi, cucina e spazi comuni, mentre tra le attività è inclusa un’uscita pratica in ambiente ipogeo nell’ambito delle simulazioni.

Gli organizzatori sottolineano che il corso non riguarda tecniche di autosoccorso su corda, ma è focalizzato sulla gestione sanitaria e comportamentale dell’emergenza, in un contesto dove il rischio residuo resta sempre presente.

Locandina:

https://www.sns-cai.it/evento/corso-nazionale-primo-soccorso-e-gestione-emergenza-emilia-romagna-sns-cai-2026/

Modulo iscrizione: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdqajQ8rSE5NEjzDGWCRtsNEnYhGTB1YDjLCKNO3UPp3WO3dQ/viewform

Fonte: SNS CAI / Commissione Nazionale Scuole di Speleologia

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  • Messico, minatore salvato dopo 14 giorni in una miniera allagata: il video del ritrovamento
    Condividi Intrappolato a 300 metri di profondità in una miniera di Sinaloa, è sopravvissuto in una galleria invasa dall’acqua: decisivo l’intervento dei soccorritori Un salvataggio che ha dell’incredibile arriva dal Messico, dove un minatore è stato recuperato vivo dopo aver trascorso 14 giorni intrappolato sott’acqua. Il video del momento in cui viene riportato in superficie sta facendo il giro del web, suscitando emozione e incredulità. L’incidente è avvenuto nello stato di Sinaloa, nel
     

Messico, minatore salvato dopo 14 giorni in una miniera allagata: il video del ritrovamento

Apríl 12th 2026 at 05:00

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Intrappolato a 300 metri di profondità in una miniera di Sinaloa, è sopravvissuto in una galleria invasa dall’acqua: decisivo l’intervento dei soccorritori

Un salvataggio che ha dell’incredibile arriva dal Messico, dove un minatore è stato recuperato vivo dopo aver trascorso 14 giorni intrappolato sott’acqua. Il video del momento in cui viene riportato in superficie sta facendo il giro del web, suscitando emozione e incredulità.

L’incidente è avvenuto nello stato di Sinaloa, nel comune di El Rosario, all’interno della miniera Santa Fe. Il lavoratore, Francisco Zapata Nájera, era rimasto bloccato a circa 300 metri di profondità in una galleria allagata, dopo un crollo avvenuto lo scorso 25 marzo 2026.

El Pais riferisce che al salvataggio hanno partecipato oltre 300 persone, tra cui i militari dell’esercito messicano, sommozzatori specializzati, protezione civile ed esperti del settore minerario. Decisivo l’intervento dei sub dell’esercito, che sono riusciti a individuare il minatore in un tunnel allagato: da quel momento sono servite più di 20 ore di operazioni complesse per riportarlo in superficie in sicurezza.

Le immagini mostrano l’intervento dei soccorritori, impegnati in un’operazione lunga e complessa. Dopo giorni di ricerche, la squadra è riuscita a localizzare l’uomo e a trarlo in salvo, nonostante le condizioni estreme e il rischio costante per la sicurezza.Visibilmente provato ma cosciente, il minatore è stato subito affidato alle cure dei medici.

La sua sopravvivenza, dopo un periodo così lungo in un ambiente ostile e sommerso, viene già considerata straordinaria.

Il video del ritrovamento è diventato virale in poche ore, simbolo della determinazione dei soccorritori e della straordinaria capacità di resistenza umana.

Fonti: Corriere della Sera

https://video.corriere.it/video-virali/messico-minatore-salvato-dopo-14-giorni-sott-acqua-il-video-del-ritrovamento/12cfc727-4dcd-4054-a522-9e7be29c5xlk

El País, edizione online https://elpais.com/mexico/2026-04-09/con-el-agua-a-la-cintura-tras-13-dias-bajo-tierra-asi-fue-el-rescate-de-uno-de-los-mineros-en-santa-fe.html

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  • “Grotta Sicura”: a Dorgali il seminario sulla sicurezza speleologica
    Condividi 11 e 12 aprile 2026: due giornate dedicate a formazione, prevenzione e tecniche di soccorso in speleologia Ha preso il via oggi, 11 aprile 2026, a Dorgali, il seminario “Grotta Sicura”, un appuntamento dedicato alla sicurezza in ambiente speleologico e rivolto agli speleologi della Sardegna. L’iniziativa, organizzata dalla Federazione Speleologica Sarda, è un importante momento di formazione e confronto su temi fondamentali quali la prevenzione degli incidenti, l’utilizzo delle
     

“Grotta Sicura”: a Dorgali il seminario sulla sicurezza speleologica

Apríl 11th 2026 at 05:00

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11 e 12 aprile 2026: due giornate dedicate a formazione, prevenzione e tecniche di soccorso in speleologia

Ha preso il via oggi, 11 aprile 2026, a Dorgali, il seminario “Grotta Sicura”, un appuntamento dedicato alla sicurezza in ambiente speleologico e rivolto agli speleologi della Sardegna.

L’iniziativa, organizzata dalla Federazione Speleologica Sarda, è un importante momento di formazione e confronto su temi fondamentali quali la prevenzione degli incidenti, l’utilizzo delle attrezzature e la gestione delle emergenze in grotta.

Antonio Chessa, consigliere della Federazione Speleologica Sarda, ha sottolineato l’importanza dell’evento, evidenziando come la due giorni sia pensata per rafforzare competenze e consapevolezza tra gli speleo regionali.

Il seminario è realizzato con la collaborazione del Comitato Esecutivo Regionale delle Scuole di Speleologia della Sardegna (CER) e del Soccorso Alpino e Speleologico della Sardegna (CNSAS), con il coinvolgimento di tecnici ed esperti del settore.

La prima giornata, ospitata a Dorgali, è dedicata a sessioni teoriche, testimonianze e approfondimenti.

Nella seconda sono previste esercitazioni pratiche in grotta, con simulazioni di intervento e gestione di infortuni.

Una lodevole iniziativa, che punta a promuovere la cultura della sicurezza, sempre più diffusa in speleologia.

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  • Recupero medicalizzato in grotta: il CNSAS testa nuove soluzioni all’Antro del Corchia
    Condividi All’Antro del Corchia tre giorni di esercitazioni CNSAS dedicati al recupero medicalizzato in grotta tra gilet riscaldanti e gestione del politrauma Recupero medicalizzato in grotta all’Antro del Corchia Dal 20 al 22 marzo, nel comune di Stazzema (LU), la Commissione Medica Speleologica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha svolto tre giornate di attività dedicate al recupero medicalizzato in grotta. L’incontro ha riunito medici, infermieri e formatori laici d
     

Recupero medicalizzato in grotta: il CNSAS testa nuove soluzioni all’Antro del Corchia

Apríl 5th 2026 at 06:24

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All’Antro del Corchia tre giorni di esercitazioni CNSAS dedicati al recupero medicalizzato in grotta tra gilet riscaldanti e gestione del politrauma


Recupero medicalizzato in grotta all’Antro del Corchia

Dal 20 al 22 marzo, nel comune di Stazzema (LU), la Commissione Medica Speleologica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha svolto tre giornate di attività dedicate al recupero medicalizzato in grotta. L’incontro ha riunito medici, infermieri e formatori laici del CNSAS, tutti tecnici di soccorso speleologico, con l’obiettivo di affinare procedure e materiali da impiegare in ambiente ipogeo.

Le sessioni teoriche in aula sono state affiancate da esercitazioni in grotta all’Antro del Corchia, uno dei complessi carsici più estesi e articolati d’Italia, già utilizzato in più occasioni come laboratorio sul campo per il soccorso speleologico. In questo contesto, il recupero medicalizzato in grotta è stato messo al centro del programma formativo, con scenari operativi studiati per riprodurre condizioni critiche e di difficile gestione.[1][2]


Soccorso speleologico medicalizzato e gilet riscaldante

La prima fase di esercitazione si è svolta lungo il ramo del Giglio, dove le squadre hanno simulato il recupero di un infortunato in barella. In questo scenario è stato testato un gilet riscaldante, attualmente in fase di sperimentazione come presidio di riscaldamento attivo da integrare nei sacchi sanitari.

Il dispositivo è stato valutato sia per il comfort percepito dalla persona trasportata, sia attraverso il monitoraggio strumentale della temperatura corporea con termometro timpanico. I dati raccolti hanno indicato un contributo concreto al mantenimento dell’isotermia in un ambiente freddo, saturo di umidità e privo di irraggiamento solare, condizioni tipiche delle cavità naturali. In questo modo il recupero medicalizzato in grotta si arricchisce di uno strumento in più per la prevenzione dell’ipotermia durante operazioni di lunga durata.


Recupero medicalizzato in grotta e gestione del politrauma

La seconda parte delle attività si è concentrata sulla gestione di un paziente con sospetto politrauma. La simulazione è stata allestita nel ramo del Serpente, un settore dell’Antro del Corchia caratterizzato da passaggi stretti, irregolari e con dimensioni molto ridotte.

In questo scenario è stato impiegato l’estricatore Ferno XT Pro, utilizzato per immobilizzare e movimentare il ferito in condizioni complesse. La progressione dei soccorritori lungo il ramo del Serpente ha mostrato in modo chiaro come il recupero medicalizzato in grotta diventi particolarmente delicato quando lo spazio utile è minimo. I normali sistemi di movimentazione su corda, abitualmente impiegati nel soccorso speleologico, risultano difficili da applicare senza aumentare il rischio di ulteriori traumi.


Criticità negli spazi confinati e sicurezza del paziente

Le prove dedicate al sospetto politrauma non hanno dato un esito pienamente soddisfacente. Le ridotte dimensioni degli ambienti, unite alla presenza di numerosi ostacoli naturali, hanno reso complessa la movimentazione del ferito e delle attrezzature di soccorso. In queste condizioni, garantire stabilità, immobilizzazione e protezione del paziente si è dimostrato particolarmente difficile.

L’esperienza ha messo in luce criticità precise nella gestione del trasporto in sicurezza di un paziente politraumatizzato in tratti di grotta molto stretti. Il recupero medicalizzato in grotta, soprattutto in spazi estremamente confinati, richiede soluzioni pensate specificamente per ridurre al minimo il rischio di aggravare il quadro clinico durante ogni manovra. La lezione operativa emersa da queste giornate indica la necessità di rivedere strumenti e procedure per questo tipo di ambiente.


Sviluppo di nuovi dispositivi per il soccorso speleologico medicalizzato

Alla luce dei risultati ottenuti, la Commissione Medica Speleologica del CNSAS proseguirà il lavoro insieme alla Commissione Tecnica Speleologica, responsabile di progettazione e sviluppo delle attrezzature di soccorso. L’obiettivo è ideare nuovi dispositivi che permettano un trasporto più sicuro e controllato dei pazienti politraumatizzati nei tratti di grotta meno modificabili e più disagevoli.

Il recupero medicalizzato in grotta viene così affrontato come un ambito in continua evoluzione, in cui competenze sanitarie, capacità tecniche e innovazione tecnologica devono procedere di pari passo. Le prove svolte in Toscana rientrano in un percorso di miglioramento costante, nel quale il CNSAS utilizza l’Antro del Corchia e altre cavità complesse come banchi di prova per affinare procedure, strumenti e strategie operative, con l’obiettivo di aumentare l’efficacia e la sicurezza del soccorso in ambiente ipogeo.

Il comunicato del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico

In Toscana test e sperimentazioni per il recupero medicalizzato in grotta
Attività della Commissione Medica Speleologica del CNSAS all’Antro del Corchia (LU)

Dal 20 al 22 marzo, medici e infermieri della Commissione Medica Speleologica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), insieme ai formatori laici – anch’essi tecnici del Corpo – si sono riuniti in Toscana, nel comune di Stazzema (LU), per tre giornate di attività teorico-pratiche dedicate al soccorso medicalizzato in ambiente ipogeo.
Le attività in aula sono state seguite da esercitazioni in grotta presso l’Antro del Corchia, uno dei complessi carsici più estesi d’Italia, scelto per le sue caratteristiche morfologiche che consentono di simulare scenari operativi particolarmente complessi.
L’esercitazione si è concentrata in primo luogo sul recupero di un ferito su barella lungo il ramo del Giglio, con l’impiego di un gilet riscaldante attualmente in fase di test come presidio di riscaldamento attivo. Il dispositivo, pensato per essere integrato nei sacchi sanitari utilizzati durante gli interventi, è stato valutato sia in termini di comfort percepito dal paziente sia attraverso il monitoraggio della temperatura corporea, rilevata mediante termometro timpanico.
Le prove hanno evidenziato risultati favorevoli: il gilet si è dimostrato efficace nel contribuire al mantenimento delle condizioni di isotermia del ferito in un ambiente caratterizzato da basse temperature, elevata umidità – prossima al 100% – e assenza di irraggiamento solare, come quello tipico delle cavità naturali.
Nella seconda fase dell’attività, è stata simulata la movimentazione di un ferito con sospetto politrauma mediante l’utilizzo dell’estricatore Ferno XT Pro, all’interno del ramo del Serpente, un tratto della grotta particolarmente angusto e caratterizzato da passaggi stretti e irregolari.
In questo contesto, la progressione si è rivelata particolarmente complessa: le dimensioni ridotte degli ambienti e la presenza di numerosi ostacoli naturali hanno reso difficoltoso il trasporto del presidio di soccorso speleologico con il ferito tramite l’ausilio dei dispositivi di movimentazione su corda normalmente impiegati nelle operazioni di soccorso in grotta.
L’esito delle prove in questo scenario non è stato pienamente soddisfacente, evidenziando criticità nella gestione del trasporto in sicurezza di un paziente politraumatizzato in spazi estremamente confinati, dove il rischio di aggravare le condizioni cliniche durante le manovre è particolarmente elevato.
L’attività ha quindi confermato la necessità di sviluppare soluzioni specifiche per il recupero di feriti in tratti di grotta particolarmente stretti e difficilmente modificabili. In questa direzione, la Commissione Medica del CNSAS, in collaborazione con la Commissione Tecnica Speleologica – responsabile della progettazione e sviluppo delle attrezzature utilizzate nelle operazioni di soccorso del CNSAS – proseguirà le attività di studio e sperimentazione finalizzate all’ideazione di nuovi dispositivi in grado di garantire il trasporto sicuro di pazienti politraumatizzati anche negli ambienti più estremi.
Queste attività rientrano nel continuo impegno del CNSAS nel migliorare l’efficacia e la sicurezza del soccorso in ambiente ipogeo, attraverso l’integrazione tra competenze sanitarie, capacità tecniche e innovazione tecnologica.

Fonti:

1] esercitazione interregionale nell’Antro del Corchia – Scintilena https://www.scintilena.com/soccorso-speleologico-sulle-apuane-esercitazione-interregionale-nellantro-del-corchia/03/29/
[2] successo dell’Open Day 2025 della CTS all’Antro del Corchia https://news.cnsas.it/tecnologia-e-innovazione-per-il-soccorso-in-grotta-successo-dellopen-day-2025-della-cts-allantro-del-corchia/
[8] Soccorso speleologico medicalizzato: Innovazione nella Grotta a Male https://www.scintilena.com/soccorso-speleologico-medicalizzato-innovazione-nella-grotta-a-male/11/13/
[9] Esercitazione interregionale di soccorso speleologico nell’Antro del … https://www.toscanaindiretta.it/cronaca/2026/03/29/esercitazione-interregionale-di-soccorso-speleologico-nellantro-del-corchia/234675/
[10] Toscana – CNSAS News https://news.cnsas.it/toscana/
[11] Delegazione III zona speleo – SAST https://www.sast.it/delegazione-iii-zona-speleo/
[12] [PDF] alpino e – boegan.it https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2012/02/CNSAS_50anni_webCompleto.pdf
[13] La Scuola di soccorso speleologico dell’Emilia – Facebook https://www.facebook.com/saercnsas/posts/la-scuola-di-soccorso-speleologico-dellemilia-romagna-ha-partecipato-allimportan/1262777142707942/
[14] Soccorso Alpino e Speleologico Toscano – Facebook https://www.facebook.com/SoccorsoAlpinoeSpeleologicoToscanoSAST/posts/durante-il-fine-settimana-del-21-e-22-marzo-lantro-del-corchia-%C3%A8-stato-teatro-di/1784375232582792/
[15] Soccorso Alpino e Speleologico Trentino | Instagram – Instagram https://www.instagram.com/p/DPyCJTdk8lF/

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  • Soccorso speleologico e comunicazione in grotta: alla Grotta del Frassino tre giorni di test tecnologici
    Condividi Alla Grotta del Frassino il Soccorso Speleologico sperimenta nuovi sistemi digitali per la comunicazione in grotta e il coordinamento dei soccorsi ipogei Esercitazione CTS del CNSAS e comunicazione in grotta alla Grotta del Frassino Nei giorni 27, 28 e 29 marzo 2026 la Commissione Tecnica Speleologica (CTS) del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha svolto una esercitazione alla Grotta del Frassino, nel massiccio del Campo dei Fiori, in provincia di Varese. L’at
     

Soccorso speleologico e comunicazione in grotta: alla Grotta del Frassino tre giorni di test tecnologici

Apríl 2nd 2026 at 07:00

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Alla Grotta del Frassino il Soccorso Speleologico sperimenta nuovi sistemi digitali per la comunicazione in grotta e il coordinamento dei soccorsi ipogei


Esercitazione CTS del CNSAS e comunicazione in grotta alla Grotta del Frassino

Nei giorni 27, 28 e 29 marzo 2026 la Commissione Tecnica Speleologica (CTS) del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha svolto una esercitazione alla Grotta del Frassino, nel massiccio del Campo dei Fiori, in provincia di Varese.

L’attività era centrata sullo sviluppo di nuovi sistemi di comunicazione per il soccorso in ambiente ipogeo, con particolare attenzione a come rendere più efficiente la comunicazione in grotta durante gli interventi reali.

Il tradizionale collegamento analogico su doppino telefonico resta il riferimento operativo in molti interventi di soccorso speleologico.

Durante l’esercitazione è stata verificata la possibilità di affiancare a questa tecnologia soluzioni digitali più versatili, mantenendo affidabilità e continuità del servizio anche in contesti morfologicamente complessi.


Sistemi wireless mesh e nuove frontiere della comunicazione in grotta

Uno dei filoni principali di lavoro ha riguardato tre diversi sistemi di comunicazione wireless basati su rete digitale con protocollo mesh.

Queste soluzioni consentono una comunicazione in grotta bidirezionale non solo per la voce, ma anche per testi, immagini e dati tecnici utili al coordinamento.

I sistemi mesh prevedono la distribuzione di nodi trasmettitori?ripetitori lungo lo sviluppo della cavità, in punti scelti in base alla morfologia interna.

Ogni nodo dialoga con i vicini, creando una rete decentralizzata che mira a garantire stabilità e continuità del segnale anche in presenza di meandri, pozzi e cambi di quota.

L’idea alla base ricalca il principio delle reti internet distribuite, adattato al contesto della comunicazione in grotta.

In questo modo, eventuali criticità su un singolo nodo possono essere compensate dal resto della rete, aumentando la resilienza complessiva del sistema di collegamento.


Il sistema Ermes: connettività Internet e supporto sanitario in grotta

In parallelo ai test sui sistemi wireless mesh sono proseguite le prove sul sistema Ermes, sviluppato dalla CTS proprio per portare connettività Internet in grotta.


Ermes è pensato per permettere al team sanitario presente sul ferito di inviare verso l’esterno dati diagnostici, immagini e comunicazioni vocali e testuali, così da ricevere supporto specialistico a distanza.

La comunicazione in grotta, in questo caso, non riguarda solo il coordinamento tecnico delle squadre, ma anche il flusso di informazioni sanitarie tra il personale sul posto e i medici in superficie.


Questo può risultare decisivo nelle fasi di valutazione del quadro clinico e nella scelta delle procedure di evacuazione più adatte.

Durante l’esercitazione sono stati verificati in particolare tre aspetti operativi.


Il primo ha riguardato la coesistenza tra fonia analogica tradizionale ed Ermes sullo stesso cavo telefonico, con l’obiettivo di ridurre al minimo interferenze e disturbi.


Il secondo punto è stato la risposta del sistema in presenza di cavo degradato, condizione frequente in scenari reali o su linee già utilizzate in precedenza.


Il terzo ambito di prova ha interessato il comportamento delle comunicazioni al variare delle modalità di giunzione tra le bobine di cavo.


Integrazione tra tecnologie e sviluppo del soccorso speleologico

L’esercitazione alla Grotta del Frassino si inserisce in un percorso più ampio di ricerca e sviluppo portato avanti dalla Commissione Tecnica Speleologica del CNSAS.


L’obiettivo è migliorare nel tempo capacità di comunicazione in grotta, coordinamento tra le squadre e gestione delle informazioni durante gli interventi ipogei.

La prospettiva è quella di integrare in modo progressivo le nuove tecnologie con i sistemi già collaudati sul campo, senza abbandonare strumenti che hanno dimostrato affidabilità nel tempo.


In questa logica, la comunicazione in grotta diventa un ambito in cui innovazione digitale e esperienza operativa devono procedere insieme.

Le prove svolte nel complesso carsico del Campo dei Fiori contribuiscono a definire protocolli e configurazioni tecniche replicabili in altre cavità, con scenari geologici e morfologici diversi.


Per la comunità speleologica e per il Soccorso Speleologico, questi test rappresentano un passo ulteriore verso interventi più efficaci, con una comunicazione in grotta sempre più strutturata, tracciabile e adatta alle esigenze reali del soccorso.

Il comunicato ufficiale CNSAS

Attività sperimentali del Soccorso Speleologico alla Grotta del Frassino (VA)

Test su nuove tecnologie di comunicazione in grotta

 

Nei giorni 27, 28 e 29 marzo 2026 si è svolta un’esercitazione della Commissione Tecnica Speleologica (CTS) del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), finalizzata all’avanzamento delle attività di progettazione e sviluppo di nuovi sistemi di comunicazione per il soccorso in ambiente ipogeo.

Le attività si sono svolte presso la Grotta del Frassino, nel complesso carsico di Campo dei Fiori in provincia di Varese, e hanno riguardato in particolare la sperimentazione di soluzioni innovative alternative al tradizionale collegamento analogico su doppino telefonico, comunemente utilizzato durante gli interventi di soccorso speleologico.

Tra i principali ambiti di test, sono stati valutati tre diversi sistemidi comunicazione wireless basati su rete digitale con protocollo mesh, che consentono la trasmissione bidirezionale non solo della voce, ma anche di testi, immagini e dati. I sistemi prevedono la distribuzione lungo lo sviluppo della cavità di nodi trasmettitori-ripetitori che comunicano tra loro, creando una rete decentralizzata in grado di garantire continuità e stabilità del segnale anche in ambienti complessi, secondo una logica analoga a quella delle reti internet distribuite.

Parallelamente, sono proseguite le attività di test e studio del sistema Ermes, sviluppato dalla CTS per portare connettività Internet in grotta. Il sistema consente al team sanitario impegnato sul ferito di trasmettere dati diagnostici, immagini e comunicazioni voce e testuali verso l’esterno, ricevendo al contempo supporto specialistico da remoto.

Le prove hanno riguardato in particolare la coesistenza tra sistemi di comunicazione tradizionali in fonia analogica ed Ermes sullo stesso cavo telefonico, con l’obiettivo di ridurre al minimo le interferenze; la valutazione delle prestazioni del sistema in presenza di cavo degradato ed il comportamento delle comunicazioni in funzione di diverse modalità di giunzione tra le bobine.

L’esercitazione si inserisce nel più ampio percorso di ricerca e sviluppo della Commissione Tecnica Speleologica del CNSAS, volto a migliorare le capacità di comunicazione e coordinamento negli interventi in grotta, attraverso l’integrazione tra tecnologie innovative e sistemi già consolidati.

 

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  • Savona, al via il 46° Corso di Speleologia: formazione nelle grotte liguri, in Val Bormida in particolare
    Condividi Presentato il nuovo ciclo del Gruppo Speleologico Savonese DLF: lezioni teoriche gratuite aperte a tutti – cinque uscite sul campo per gli iscritti tra aprile e giugno 2026 È stato presentato nella serata di venerdì 27 marzo 2026, presso il Salone del Dopolavoro Ferroviario di Savona, il 46° Corso di Speleologia organizzato dal Gruppo Speleologico Savonese DLF: un appuntamento atteso per la formazione speleologica nel territorio ligure. Il corso prenderà ufficialmente il via
     

Savona, al via il 46° Corso di Speleologia: formazione nelle grotte liguri, in Val Bormida in particolare

Apríl 2nd 2026 at 06:00

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Presentato il nuovo ciclo del Gruppo Speleologico Savonese DLF: lezioni teoriche gratuite aperte a tutti – cinque uscite sul campo per gli iscritti tra aprile e giugno 2026

È stato presentato nella serata di venerdì 27 marzo 2026, presso il Salone del Dopolavoro Ferroviario di Savona, il 46° Corso di Speleologia organizzato dal Gruppo Speleologico Savonese DLF: un appuntamento atteso per la formazione speleologica nel territorio ligure.

Il corso prenderà ufficialmente il via venerdì 10 aprile con la prima lezione teorica.

La prima esercitazione pratica si svolgerà domenica 12 aprile 2026 a Bardineto: grotta orizzontale e ricognizionenell’area carsica circostante.

Il programma prevede complessivamente dodici lezioni teoriche, che si terranno ogni venerdì sera fino al 12 giugno 2026, e cinque esercitazioni pratiche distribuite a domeniche alterne, dal 12 aprile al 7 giugno 2026. Le attività sul campo si svolgeranno principalmente nel territorio carsico della provincia di Savona, con particolare riferimento alla Val Bormida.

Le esercitazioni includeranno, oltre alla prima uscita esplorativa, due sessioni in “palestre” speleologiche su pareti di roccia e due discese in grotte con tratti verticali, dove i partecipanti potranno apprendere le tecniche di progressione su corda sia in discesa che in risalita.

Le lezioni teoriche saranno aperte gratuitamente a tutti gli interessati, mentre per partecipare alle attività pratiche è prevista una quota di iscrizione di 180 euro, comprensiva delle tessere associative al Gruppo Speleologico Savonese DLF, al Dopolavoro Ferroviario e alla Società Speleologica Italiana, oltre alla copertura assicurativa.

Il corso, organizzato dalla Scuola di “Savona e Alta Val Bormida”, è omologato dalla Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della Società Speleologica Italiana ETS, a conferma della qualità didattica e della preparazione degli istruttori. Si tratta del 46° corso in oltre mezzo secolo di attività: il primo è stato organizzato addirittura nel 1970.

Come sottolineano il direttore della Scuola Fabrizio Falco, il direttore del corso Stefano Palmesino e la segretaria Adele Sanna, il coro nasce per fornire agli allievi una preparazione completa, teorica e pratica, dalle tecniche di base della progressione in grotta fino agli aspetti scientifici legati al carsismo.

Grotta Viva le Bimbe – foto del Gruppo

Il percorso formativo offrirà anche un primo contatto con le attività di esplorazione, ricerca e documentazione svolte dal gruppo durante tutto l’anno, e permette ai partecipanti di comprendere concretamente cosa significhi fare speleologia.

Il corso è aperto a chiunque abbia compiuto 14 anni, senza limiti superiori di età, ed è una vera opportunità – come ogni corso di avvicinamento alla speleologia – per avvicinarsi in sicurezza al mondo sotterraneo, dove – come ricordano gli organizzatori – “natura e scienza, storia e folklore, avventura e sport si incontrano nelle profondità della terra”.

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  • 50 tecnici del soccorso sottoterra per 24 ore: esercitazione estrema nella Grotta delle Palme a Dossena
    Condividi La IX Delegazione Speleologica del CNSAS si è calata nel cuore della montagna per un addestramento continuo di alto livello, testando nuove tecniche di soccorso e comunicazione in profondità. DOSSENA (BG) – Importante esercitazione di squadra per la IX Delegazione Speleologica del CNSAS – Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, coordinata dalla Scuola speleologica: nel fine settimana appena trascorso, nella Grotta delle Palme, nel comune di Dossena, circa cinquanta tecnici d
     

50 tecnici del soccorso sottoterra per 24 ore: esercitazione estrema nella Grotta delle Palme a Dossena

Marec 30th 2026 at 08:00

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La IX Delegazione Speleologica del CNSAS si è calata nel cuore della montagna per un addestramento continuo di alto livello, testando nuove tecniche di soccorso e comunicazione in profondità.

DOSSENA (BG) – Importante esercitazione di squadra per la IX Delegazione Speleologica del CNSAS – Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, coordinata dalla Scuola speleologica: nel fine settimana appena trascorso, nella Grotta delle Palme, nel comune di Dossena, circa cinquanta tecnici di soccorso speleologico hanno preso parte a un’attività addestrativa complessa e continuativa, sviluppata nell’arco di più ore, dal sabato mattina fino alla notte tra sabato e domenica.

La componente speleologica del CNSAS riveste un ruolo fondamentale nel sistema di soccorso, operando in ambienti ipogei e contesti confinati dove ogni intervento richiede elevata preparazione tecnica, capacità di adattamento e coordinamento tra le squadre. L’esercitazione ha avuto come obiettivo principale il recupero di un ipotetico ferito, mettendo in pratica l’intero bagaglio tecnico acquisito dai partecipanti, attraverso l’utilizzo sia del materiale di squadra, sia delle dotazioni individuali assegnate a ciascun tecnico.

Durante l’attività è stato inoltre simulato un cambio squadra completo, riproducendo le dinamiche tipiche di un intervento reale e tenendo conto delle difficoltà specifiche dell’ambiente: meandri particolarmente stretti, e verticali con uscite complesse, che hanno richiesto attenzione, precisione e gestione efficace delle manovre. Un ulteriore obiettivo dell’esercitazione è stato il test dei nuovi strumenti di comunicazione con l’esterno grotta, fondamentali per garantire il coordinamento e la sicurezza delle operazioni in scenari operativi articolati.

L’elevato numero di partecipanti ha consentito di sviluppare un’esercitazione strutturata e realistica, permettendo ai tecnici di confrontarsi con situazioni complesse e di affinare ulteriormente le proprie competenze.

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