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    Condividi Dal 25 al 27 settembre 2026 il Gruppo Speleologico Comasco propone tre giornate dedicate a imparare a leggere la storia delle grotte attraverso forme, rocce, riempimenti e strutture geologiche. Il corso nazionale sarà preceduto da due lezioni online e unirà teoria e osservazioni direttamente sul campo Le registrazione all’evento appaiono chiuse, ma l’evento è tanto interessante che vale la pena comunque parlarne: gli interessati possono sempre chiedere informazioni su una riedizione
     

Due grotte, mille indizi: a Como il corso nazionale di geologia speleologica

September 21st 2026 at 05:00

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Dal 25 al 27 settembre 2026 il Gruppo Speleologico Comasco propone tre giornate dedicate a imparare a leggere la storia delle grotte attraverso forme, rocce, riempimenti e strutture geologiche. Il corso nazionale sarà preceduto da due lezioni online e unirà teoria e osservazioni direttamente sul campo

Le registrazione all’evento appaiono chiuse, ma l’evento è tanto interessante che vale la pena comunque parlarne: gli interessati possono sempre chiedere informazioni su una riedizione del corso

Non basta percorrere una grotta per conoscerla. Pareti, sedimenti, fratture, forme di erosione e riempimenti possono conservare gli indizi di una storia iniziata molto prima dell’arrivo degli speleologi.

È proprio questa capacità di “leggere” una grotta al centro del Corso nazionale di geologia speleologica “Due grotte, mille indizi”, organizzato dal Gruppo Speleologico Comasco, gruppo di attività della Sezione CAI di Como, in programma dal 25 al 27 settembre 2026.

Dalla carta geologica alla grotta

Il percorso formativo prevede due lezioni preliminari a distanza e tre giornate in presenza.

La parte introduttiva è dedicata all’inquadramento geologico e geomorfologico dell’area, alla lettura delle carte geologiche e all’utilizzo di C-Survey, software impiegato per lavorare con i dati dei rilievi delle grotte.

Durante le giornate in presenza teoria e attività sul terreno si alterneranno per affrontare la storia geologica del territorio, i processi speleogenetici, cioè i fenomeni che portano alla formazione e all’evoluzione delle grotte, e le trasformazioni avvenute nel Neogene e nel Quaternario.

Un’attenzione particolare sarà dedicata anche all’acquisizione dei dati strutturali e alla loro rappresentazione, mettendo subito in pratica in grotta quanto appreso durante le lezioni.

Imparare a riconoscere gli indizi

L’obiettivo non è soltanto acquisire nozioni di geologia, ma soprattutto imparare un metodo di osservazione.

Morfologie, depositi e strutture possono infatti raccontare fasi diverse della vita di una cavità. Durante il corso i partecipanti saranno guidati a collegare ciò che osservano a fenomeni come il carsismo, la tettonica, i movimenti gravitativi e le successive fasi di riempimento.

Mettendo insieme questi indizi diventa possibile ricostruire, almeno in parte, la successione degli eventi che hanno modellato una grotta e collegarla alla più ampia storia geologica del territorio.

Le attività sul campo

Il corso avrà sede presso l’Oratorio della Parrocchia di San Cassiano, in località Breccia a Como, mentre le attività sul terreno interesseranno il Parco Campo dei Fiori e Grotta Volpe.

Per partecipare è necessario essere soci CAI in regola con il tesseramento 2026 e avere almeno 15 anni; per i minorenni è richiesta l’autorizzazione di chi esercita la responsabilità genitoriale. È inoltre necessario disporre dell’equipaggiamento adatto alle escursioni e alla progressione in grotte suborizzontali, compresi casco omologato, illuminazione principale e di riserva e calzature adeguate.

Il corso è riconosciuto anche come aggiornamento tematico per gli Istruttori titolati e qualificati di Speleologia.

Iscrizioni chiuse

La quota prevista era di 160 euro, comprendente pasti, materiale didattico digitale e coperture assicurative CAI. La scadenza per le iscrizioni era fissata al 6 settembre 2026 e la pagina della Scuola Nazionale di Speleologia indica attualmente che le registrazioni sono chiuse.

Per informazioni resta disponibile l’indirizzo speleologia@caicomo.it; il referente organizzativo indicato è Mario Noseda Pedraglio.

Programma e informazioni sulla pagina ufficiale SNS-CAI

Scintilena ne aveva già parlato

Scintilena aveva presentato “Due grotte, mille indizi” il 14 giugno 2026, raccontando l’impostazione particolare di un corso pensato per trasformare la geologia speleologica in un’esperienza concreta sul campo. Con l’avvicinarsi dell’appuntamento, torniamo a segnalarlo sulla base delle informazioni pubblicate dalla Scuola Nazionale di Speleologia del CAI.

Due grotte, mille indizi: il precedente articolo di Scintilena

Fonte: Scuola Nazionale di Speleologia – Club Alpino Italiano https://www.sns-cai.it/evento/corso-nazionale-di-geologia-speleologica-lombardia-gs-comasco-2026

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  • Soccorritore ligure cade durante un addestramento in Trentino, elitrasportato a Trento
    Condividi L’incidente durante un’esercitazione del gruppo Forre del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino a Passo San Giovanni. Il soccorritore, classe 1961, è caduto per circa sei metri Un soccorritore ligure, classe 1961, è rimasto ferito nella tarda mattinata di venerdì 18 settembre durante un addestramento del gruppo Forre del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, in una falesia nei pressi di Passo San Giovanni, nel territorio di Nago-Torbole. Secondo quanto presente sul sito e su
     

Soccorritore ligure cade durante un addestramento in Trentino, elitrasportato a Trento

September 19th 2026 at 07:00

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L’incidente durante un’esercitazione del gruppo Forre del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino a Passo San Giovanni. Il soccorritore, classe 1961, è caduto per circa sei metri

Un soccorritore ligure, classe 1961, è rimasto ferito nella tarda mattinata di venerdì 18 settembre durante un addestramento del gruppo Forre del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, in una falesia nei pressi di Passo San Giovanni, nel territorio di Nago-Torbole.

Secondo quanto presente sul sito e sui social del Soccorso Alpino trentino, l’uomo è caduto per circa sei metri, battendo la schiena. I primi soccorsi sono stati prestati immediatamente dai corsisti e dagli istruttori presenti all’esercitazione, insieme al personale sanitario intervenuto sul posto.

La chiamata al Numero Unico di Emergenza 112 è arrivata intorno alle 11.40. La Centrale Unica di Emergenza ha quindi attivato l’elisoccorso. Dopo la valutazione e le prime cure, il soccorritore è stato recuperato con il verricello dal tecnico di elisoccorso e trasportato in elicottero all’ospedale Santa Chiara di Trento per ulteriori accertamenti.

In base alle prime informazioni, l’uomo per fortuna non sembrerebbe aver riportato gravi conseguenze. Meglio così!

E, in tutti i casi, in bocca al lupo e guarisci presto!

L’intervento si è concluso intorno alle 12.30.

Fonte: Soccorso Alpino e Speleologico Trentino https://soccorsoalpinotrentino.it/2026/09/18/caduta-in-falesia-durante-unesercitazione-soccorritore-elitrasportato-a-trento/?fbclid=IwY2xjawUaFrhwZG9mAWV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR6s3XlKZCoPf_BfsocImGTkD2mKvFbfDJrh3ijB8v-ZG5jUNeAdZIms67Vv8g_aem_KVyAsGnRazaW-wT-cIkDgQ

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  • Cavità artificiali, nuovo corso della Federazione Speleologica Toscana: teoria online e uscite sul campo
    Condividi Dal 4 novembre al 12 dicembre 2026 nove appuntamenti dedicati alla conoscenza e alla classificazione delle cavità artificiali. Le lezioni teoriche saranno aperte gratuitamente a tutti online, mentre per il corso completo sono previste tre uscite a Vitozza, alle Miniere del Frigido e ai Bottini di Siena Continua l’intensa attività di formazione e divulgazione della Federazione Speleologica Toscana APS, che per l’autunno propone un nuovo percorso dedicato questa volta alle cavità arti
     

Cavità artificiali, nuovo corso della Federazione Speleologica Toscana: teoria online e uscite sul campo

September 19th 2026 at 05:00

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Dal 4 novembre al 12 dicembre 2026 nove appuntamenti dedicati alla conoscenza e alla classificazione delle cavità artificiali. Le lezioni teoriche saranno aperte gratuitamente a tutti online, mentre per il corso completo sono previste tre uscite a Vitozza, alle Miniere del Frigido e ai Bottini di Siena

Continua l’intensa attività di formazione e divulgazione della Federazione Speleologica Toscana APS, che per l’autunno propone un nuovo percorso dedicato questa volta alle cavità artificiali, un settore della speleologia che permette di leggere il territorio anche attraverso le opere realizzate dall’uomo nel corso dei secoli.

Il Corso di Tipologie e Classificazione delle Cavità Artificiali 2026 si svolgerà dal 4 novembre al 12 dicembre, articolandosi in nove appuntamenti tra lezioni teoriche online e attività sul campo.

È un’altra iniziativa che testimonia l’attenzione della Federazione Toscana alla formazione continua degli speleologi, ma anche alla diffusione della cultura speleologica al di fuori della cerchia degli addetti ai lavori. Una scelta particolarmente significativa è infatti quella di rendere le lezioni teoriche gratuite e liberamente accessibili in diretta sul canale YouTube della Federazione, anche a chi non prenderà parte al corso completo.

Dalle abitazioni rupestri agli acquedotti

Il programma consentirà di conoscere le principali tipologie di cavità artificiali e i criteri utilizzati per classificarle. Si parlerà degli insediamenti abitativi rupestri di Vitozza, delle opere estrattive e delle miniere e degli acquedotti.

Alla teoria si affiancheranno tre uscite che porteranno i partecipanti a osservare direttamente realtà molto diverse fra loro: Vitozza, nel territorio di Sorano, le Miniere del Frigido a Massa e i Bottini di Siena. Tre luoghi che permetteranno di mettere in pratica quanto appreso durante le lezioni e di confrontarsi con differenti forme di cavità create dall’uomo.

A tenere gli incontri saranno esperti provenienti dalla Commissione Nazionale Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana ETS, dalla Scuola Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali, dall’Università degli Studi di Firenze e dall’Università di Urbino.

Iscrizioni entro il 25 ottobre 2026

Il corso completo, comprendente lezioni e attività in presenza, costa 30 euro. Il numero massimo è di 15 partecipanti, con priorità ai soci dei gruppi aderenti alla Federazione Speleologica Toscana che abbiano frequentato almeno un corso di introduzione alla speleologia. Le iscrizioni devono pervenire entro il 25 ottobre 2026.

Il corso è inoltre riconosciuto come aggiornamento per i qualificati ISS OTTO CAI e per i qualificati AI e IT SNS SSI.

Per chi invece desidera semplicemente approfondire l’argomento, resta la possibilità di seguire gratuitamente tutte le lezioni teoriche online: un modo concreto per mettere conoscenze e competenze a disposizione dell’intera comunità speleologica e di chiunque sia curioso di conoscere il mondo, spesso poco visibile, delle cavità artificiali.

Programma di massima:

Il corso si svolgerà dal 4 novembre al 12 dicembre 2026, secondo i seguenti appuntamenti:
1 – mercoledì 4/11 lezione teorica online, “Classificazione e tipologie delle cavità artificiali, parte prima”.
Relatrice Carla Galeazzi, membro del Centro Ricerche Sotterranee Egeria di Roma e della Commissione
Nazionale Cavità Artificiali (CNCA) della Società Speleologica Italiana.
2 – mercoledì 11/11 lezione teorica online, “Classificazione e tipologie delle cavità artificiali, parte seconda”.
Relatrice Carla Galeazzi, membro del Centro Ricerche Sotterranee Egeria di Roma e della Commissione
Nazionale Cavità Artificiali (CNCA) della Società Speleologica Italiana.
3 – mercoledì 18/11 lezione teorica online, “Gli insediamenti abitativi rupestri di Vitozza, San Quirico di
Sorano (GR)”. Relatrice Carmela Crescenzi, professore associato presso il Dipartimento di Architettura
dell’Università degli Studi di Firenze.
4 – sabato 21 e domenica 22/11 escursione all’insediamento abitativo di Vitozza, San Quirico di Sorano
(GR).
5 – mercoledì 25/11 lezione teorica online, “Opere estrattive, prima parte”. Relatori Maria Luisa Garberi,
membro della Commissione Nazionale Cavità Artificiali (CNCA) della Società Speleologica Italiana, e
Giovanni Belvederi, direttore della Scuola Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali (SNSCA) della Società
Speleologica Italiana.
6 – mercoledì 2/12 lezione teorica online, “Opere estrattive, seconda parte”. Relatori Maria Luisa Garberi,
membro della Commissione Nazionale Cavità Artificiali (CNCA) della Società Speleologica Italiana, e
Giovanni Belvederi, direttore della Scuola Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali (SNSCA) della Società
Speleologica Italiana.
7 – sabato 5/12 escursione alle Miniere del Frigido, Massa (MS).
8 – mercoledì 9/12 lezione teorica online, “Gli acquedotti”. Relatore Michele Betti, biologo e professore
presso l’Università degli Studi di Urbino, coordinatore della Commissione Nazionale Cavità Artificiali (CNCA)
della Società Speleologica Italiana.
9 – sabato 12/12 escursione ai Bottini di Siena (SI).

Le lezioni online potranno essere fruite liberamente da tutti gli interessati.


Numero massimo dei partecipanti (lezioni teoriche online ed escursioni): 15 speleologi, con priorità ai soci
dei Gruppi grotte aderenti alla Federazione Speleologica Toscana aps e che abbiano frequentato almeno un
corso di introduzione alla speleologia.

I partecipanti all’escursione alle Miniere del Frigido dovranno utilizzare
la propria attrezzatura di progressione omologata e in corso di validità.

Programma, modulo di iscrizione e tutte le informazioni sul sito della Federazione Speleologica Toscana

Canale YouTube: https://www.youtube.com/@speleotoscana

Fonte: Federazione Speleologica Toscana APS

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  • Soccorso speleologico, tecnologia e medicina in grotta: il CNSAS torna all’Antro del Corchia con l’Open Day 2026
    Condividi Il 26 settembre 2026, all’Antro del Corchia di Stazzema, la Commissione Tecnica Speleologica del CNSAS presenterà ai giornalisti sistemi di comunicazione, supporto logistico e diagnostica destinati agli interventi di soccorso speleologico in profondità. Open Day 2026 del Soccorso Speleologico all’Antro del Corchia Sabato 26 settembre 2026 l’Antro del Corchia, nel territorio di Stazzema, in provincia di Lucca, ospiterà l’Open Day 2026 organizzato dalla Commissione Tecnica Speleolo
     

Soccorso speleologico, tecnologia e medicina in grotta: il CNSAS torna all’Antro del Corchia con l’Open Day 2026

September 18th 2026 at 12:00

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Il 26 settembre 2026, all’Antro del Corchia di Stazzema, la Commissione Tecnica Speleologica del CNSAS presenterà ai giornalisti sistemi di comunicazione, supporto logistico e diagnostica destinati agli interventi di soccorso speleologico in profondità.

Open Day 2026 del Soccorso Speleologico all’Antro del Corchia

Sabato 26 settembre 2026 l’Antro del Corchia, nel territorio di Stazzema, in provincia di Lucca, ospiterà l’Open Day 2026 organizzato dalla Commissione Tecnica Speleologica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.

L’iniziativa è rivolta ai giornalisti e permetterà di seguire da vicino una giornata di addestramento dedicata ai tecnici del Soccorso Speleologico. Al centro delle dimostrazioni ci saranno le tecnologie sviluppate e sperimentate per affrontare gli interventi in ambiente ipogeo.

Il programma prevede prove operative sia all’esterno sia nei primi tratti della cavità. Un addetto stampa del CNSAS accompagnerà i giornalisti durante la visita, illustrando le attrezzature e le procedure utilizzate.

L’Antro del Corchia rappresenta un ambiente particolarmente adatto per questo tipo di attività. Il complesso carsico delle Alpi Apuane è infatti caratterizzato da notevole sviluppo, profondità e articolazione degli ambienti. Secondo il CNSAS, nel 2025 il complesso risultava rilevato per circa 80 chilometri, con oltre 20 ingressi e una profondità di circa 1.210 metri.

ERMES porta voce, video e dati nel sottosuolo

Uno dei sistemi che sarà presentato durante l’Open Day 2026 è ERMES, la tecnologia sviluppata dalla Commissione Tecnica Speleologica del CNSAS per consentire la trasmissione di voce, immagini e dati dall’interno delle grotte verso l’esterno.

Il sistema è basato su apparati collocati in valigette stagne e collegati attraverso una linea di comunicazione. La tecnologia permette di mantenere un collegamento operativo anche quando la normale telefonia mobile e le comunicazioni radio non sono disponibili.

La funzione più rilevante riguarda il soccorso medicalizzato. In un intervento in profondità, il personale sanitario può trasmettere all’esterno informazioni sulle condizioni del paziente, immagini diagnostiche e altri dati clinici. In questo modo specialisti situati in superficie possono contribuire alla valutazione del ferito senza dover raggiungere fisicamente il luogo dell’incidente.

Durante l’Open Day 2025 all’Antro del Corchia ERMES era già stato indicato dal CNSAS come un sistema operativo. In precedenti esercitazioni era stato utilizzato fino a 2.400 metri dall’ingresso della grotta. Il sistema era stato impiegato anche per trasmettere tracciati ECG e immagini ecografiche in tempo reale.

ESTIA per gli interventi speleologici di lunga durata

Un altro elemento della giornata sarà ESTIA, un sistema logistico destinato agli interventi complessi e prolungati in profondità.

Il dispositivo permette di allestire un campo interno per le squadre impegnate nelle operazioni. La configurazione presentata dal CNSAS comprende moduli leggeri e impermeabili, con tende dedicate al riposo e alla permanenza del personale.

La necessità di organizzare campi avanzati nasce dalla particolare durata degli interventi in grotta. La profondità, le strettoie, i pozzi, i tratti allagati e la distanza dall’ingresso possono rendere molto lungo il trasferimento di soccorritori, materiali e paziente.

Un sistema logistico interno consente quindi di ridurre gli spostamenti ripetuti verso l’esterno e di organizzare l’avvicendamento delle squadre. Nell’Open Day 2025 il CNSAS aveva descritto ESTIA come una struttura capace di supportare una squadra di nove tecnici, con sistemi per il comfort termico, l’igiene, la gestione dell’acqua e l’alimentazione.

Il sistema MESH e le comunicazioni dove le radio non arrivano

L’edizione 2026 introduce inoltre la presentazione del sistema MESH, indicato nell’invito stampa come una tecnologia destinata alla trasmissione radio di dati anche nelle zone nelle quali le normali comunicazioni radio non riescono a funzionare.

La possibilità di mantenere collegamenti affidabili rappresenta un aspetto centrale del soccorso speleologico. In una grotta la propagazione delle onde radio può essere ostacolata dalla morfologia della cavità. Pozzi, meandri, cambi di direzione e grandi distanze possono interrompere il collegamento diretto.

La ricerca tecnologica del CNSAS punta quindi a costruire reti di comunicazione adattabili alla conformazione dell’ambiente. L’obiettivo operativo è mantenere il contatto tra le squadre impegnate nella grotta e la Direzione delle Operazioni in superficie.

La simulazione sanitaria: diagnosi e telemedicina in grotta

Durante la giornata è prevista anche una simulazione di intervento condotta dalla Commissione Medica del CNSAS.

Lo scenario prevede un ferito all’interno della cavità. I tecnici dovranno raggiungere il paziente, assisterlo e predisporlo alle successive fasi di recupero. Parallelamente, i sanitari utilizzeranno strumenti multiparametrici per controllarne le condizioni.

La particolarità della dimostrazione sarà la trasmissione dei dati verso l’esterno attraverso ERMES. Dati clinici, immagini, video e voce potranno essere condivisi con centri specialistici esterni.

Il modello risponde a una delle principali difficoltà del soccorso speleologico: l’infortunato può trovarsi a grande distanza dall’ingresso e in un ambiente nel quale l’evacuazione richiede molte ore. La possibilità di mantenere un collegamento medico continuo può quindi contribuire alla gestione del paziente durante le diverse fasi dell’intervento.

Dal Corchia 2025 a Su Bentu: la sperimentazione diventa addestramento

L’Open Day 2026 si inserisce in un percorso già avviato dal CNSAS.

Nell’ottobre 2025, sempre all’Antro del Corchia, la prima edizione dell’Open Day della Commissione Tecnica Speleologica aveva riunito 56 tecnici provenienti da diverse regioni italiane. Per tre giornate furono testati sistemi come ESTIA, ERMES, Ether e un ecometro TDR per la diagnostica delle linee telefoniche.

L’attività della Commissione Tecnica Speleologica non si limita quindi alla progettazione delle apparecchiature. Le tecnologie vengono portate in ambiente reale, sottoposte alle condizioni operative delle grotte e valutate dai tecnici che dovranno utilizzarle durante gli interventi.

Un altro esempio significativo è rappresentato dalla grande esercitazione interregionale svolta nella grotta Su Bentu, in Sardegna, dal 5 al 7 dicembre 2025. L’esercitazione ha coinvolto 165 tecnici provenienti da 11 regioni. Il figurante si trovava a oltre 3.000 metri dall’ingresso e il recupero ha richiesto 44 ore di lavoro.

Durante l’esercitazione è stato utilizzato ERMES per trasmettere all’esterno la valutazione sanitaria del ferito, i parametri vitali e immagini ecografiche. Il collegamento ha permesso anche alla Centrale Operativa del 118 di Sassari di seguire a distanza l’evoluzione clinica dello scenario simulato.

La cooperazione internazionale nel soccorso speleosubacqueo

L’attività recente del Soccorso Speleologico CNSAS comprende anche la cooperazione internazionale.

Nel maggio 2025 si è svolta in Slovenia la prima esercitazione speleosubacquea congiunta tra CNSAS e Soccorso Speleologico Sloveno, la Jamarska Reševalna Služba. L’esercitazione ha coinvolto 14 tecnici speleosubacquei italiani e 10 tecnici sloveni.

In quell’occasione ERMES è stato utilizzato per realizzare un collegamento audiovisivo tra il campo avanzato posto a circa 500 metri dall’ingresso e l’esterno. L’esperienza ha permesso di verificare l’utilità della tecnologia anche in un contesto post-sifone, dove le condizioni operative rendono particolarmente complessa la comunicazione.

La collaborazione internazionale rappresenta una componente importante della preparazione del soccorso speleologico, soprattutto considerando che gli interventi in cavità profonde possono richiedere competenze e risorse distribuite tra più strutture.

Formazione continua e specializzazione dei tecnici

La tecnologia non sostituisce la preparazione degli operatori. Il CNSAS mantiene una struttura nazionale dedicata al Soccorso Speleologico, articolata in 16 delegazioni e 27 stazioni speleologiche, con tecnici formati per operare in grotte, cavità, pozzi, sifoni e ambienti confinati.

La formazione comprende progressione in grotta, tecniche su corda, movimentazione delle barelle, comunicazioni e soccorso sanitario in ambiente ostile. La Scuola Nazionale Tecnici di Soccorso Speleologico rende disponibili anche materiali formativi sulle tecniche operative, riservati al personale addestrato.

Nel 2026 il CNSAS ha inoltre proseguito le attività formative rivolte più in generale al soccorso in ambiente impervio. Il corso nazionale S.A.I. 2026 si è svolto in Toscana dal 16 al 19 aprile, coinvolgendo medici, infermieri e tecnici provenienti da tutta Italia. Il percorso ha unito competenze sanitarie e tecniche in scenari realistici.

Un sistema di soccorso costruito sulla preparazione

I dati più recenti pubblicati dal CNSAS restituiscono il quadro generale dell’attività del Corpo. Nel 2025 sono state registrate 13.037 missioni di soccorso complessive, con 46.927 soccorritori coinvolti nelle attività e oltre 204.000 ore/uomo. Il sistema opera in collaborazione con il numero unico di emergenza 112, il Servizio Sanitario Nazionale e le strutture dell’emergenza sanitaria.

Questi numeri riguardano l’insieme delle attività alpine e speleologiche e non consentono di ricavare da soli il numero degli interventi esclusivamente in grotta. Sono però indicativi del livello di organizzazione necessario per garantire una presenza operativa nazionale.

Nel Soccorso Speleologico la complessità aumenta quando l’incidente avviene lontano dall’ingresso. Ogni fase deve essere pianificata considerando tempi di percorrenza, trasporto dei materiali, assistenza sanitaria, comunicazioni, recupero della barella e avvicendamento delle squadre.

L’Antro del Corchia come laboratorio per il futuro del soccorso speleologico

L’Open Day del 26 settembre 2026 porta quindi all’Antro del Corchia una parte di questo lavoro quotidiano. Le tecnologie saranno mostrate in un ambiente reale e messe in relazione con le procedure operative del Soccorso Speleologico.

La sperimentazione di ERMES, ESTIA e MESH mostra un’evoluzione del modello di intervento. Non si tratta soltanto di raggiungere un infortunato e riportarlo all’esterno. La tendenza è costruire una rete operativa capace di mantenere comunicazioni, supporto sanitario, logistica e coordinamento anche a grande distanza dall’ingresso.

Per la speleologia, questo sviluppo riguarda direttamente la sicurezza delle esplorazioni. Per il sistema di emergenza, significa poter disporre di informazioni più complete e tempestive durante interventi che possono protrarsi per molte ore.

L’appuntamento di Stazzema sarà quindi anche un momento di divulgazione sul lavoro tecnico che precede e accompagna ogni intervento di Soccorso Speleologico. Dietro una comunicazione in grotta, una diagnosi trasmessa dall’interno o una barella movimentata in un pozzo esiste infatti un percorso fatto di progettazione, addestramento, verifiche e collaborazione tra competenze diverse.

Fonti

Invito stampa CNSAS per l’Open Day 2026, fornito alla redazione.

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  • Speleologia subacquea e soccorso: esercitazione SSF al Peyraou de Chadouillet
    Condividi In Ardèche due scenari operativi simultanei hanno riunito 25 tecnici, tra cui 16 speleosub, per testare ricerca, assistenza alla vittima, comunicazioni ed evacuazione in ambiente sifonato. Esercitazione SSF in Ardèche I plongeurs dello Spéléo Secours Français si sono riuniti nel fine settimana in Ardèche per un’esercitazione di soccorso in grotta condotta all’event de Peyraou de Chadouillet, nel territorio di Saint-André-de-Cruzières. L’attività ha assunto la forma di un barnum,
     

Speleologia subacquea e soccorso: esercitazione SSF al Peyraou de Chadouillet

September 13th 2026 at 14:00

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In Ardèche due scenari operativi simultanei hanno riunito 25 tecnici, tra cui 16 speleosub, per testare ricerca, assistenza alla vittima, comunicazioni ed evacuazione in ambiente sifonato.

Esercitazione SSF in Ardèche

I plongeurs dello Spéléo Secours Français si sono riuniti nel fine settimana in Ardèche per un’esercitazione di soccorso in grotta condotta all’event de Peyraou de Chadouillet, nel territorio di Saint-André-de-Cruzières. L’attività ha assunto la forma di un barnum, termine impiegato in Francia per indicare una simulazione complessa e organizzata come un intervento reale.

La giornata ha messo in campo 25 persone, delle quali 16 sommozzatori speleologi. Sono stati predisposti due scenari paralleli. La scelta di lavorare su più fronti ha permesso di verificare sia le procedure subacquee sia la capacità di assistenza e coordinamento lungo la parte asciutta e post-sifone della cavità.

Il Peyraou de Chadouillet non è una sede casuale. La cavità di Saint-André-de-Cruzières è nota nella storia della speleologia subacquea francese per le esplorazioni dei suoi rami allagati. Le pubblicazioni della Fédération Française de Spéléologie ricordano ricerche, lavori di attrezzamento e rilievo del sifone Nord, oltre a esplorazioni proseguite negli anni in condotti dalla morfologia complessa.

Soccorso in sifone: il primo scenario

Nel sifone aval, cioè nel ramo a valle, la simulazione prevedeva la ricerca di un subacqueo disperso nella zona dei 40 metri di profondità. Il ritrovamento della vittima, nello scenario, avveniva senza vita.

A quel punto le squadre hanno affrontato una sequenza che richiede metodo e divisione dei ruoli. Un primo gruppo è stato incaricato di documentare la situazione con immagini destinate agli accertamenti. Un secondo gruppo ha curato l’evacuazione della salma e dell’attrezzatura.

La speleologia subacquea opera in ambienti nei quali il collegamento con l’esterno può essere interrotto da lunghi tratti sommersi. La profondità, la distanza, la visibilità ridotta, le strettoie, la temperatura dell’acqua e la decompressione condizionano ogni manovra. Nel soccorso, questi fattori si aggiungono alla necessità di trasportare persone, materiali e informazioni lungo percorsi che non consentono improvvisazione.

Le indicazioni federali francesi per il soccorso in immersione speleologica richiamano proprio gli elementi essenziali da comunicare in caso di emergenza: cavità e comune, profilo della plongée, durata, profondità, distanza, autonomia, condizioni di visibilità e temperatura. Una profondità superiore a 40 metri è segnalata tra le condizioni particolari che incidono sulla valutazione dell’intervento.

Assistenza vittima oltre il terzo sifone

Il secondo scenario si è svolto nella branche amont, il ramo a monte. Un subacqueo non era rientrato per un problema all’attrezzatura. La squadra lo ha localizzato oltre il terzo sifone, dove attendeva i soccorsi.

È entrata quindi in azione l’équipe di assistenza alla vittima. Il compito non era limitato al recupero. I tecnici hanno simulato il riscaldamento della persona, la reidratazione, l’alimentazione e il sostegno psicologico. In un ambiente ipogeo, freddo e isolato, la stabilizzazione delle condizioni della vittima può essere decisiva prima che inizi il trasferimento.

In parallelo, una squadra trasmissioni ha predisposto i collegamenti fra la vittima e il posto di comando. Le comunicazioni sono un nodo operativo nei soccorsi sotterranei. Consentono di aggiornare la direzione dell’intervento sullo stato sanitario, sui tempi di avanzamento e sulle richieste di materiali, evitando che le informazioni dipendano soltanto da staffette umane.

La documentazione medica e operativa dello Spéléo Secours Français indica che, dopo il contatto con la vittima, occorre verificarne rapidamente coscienza, respirazione e circolazione. Prevede inoltre una presenza continuativa di soccorritori fino all’evacuazione. Riscaldamento, idratazione e alimentazione, quando possibili, rientrano nelle prime misure di assistenza.

Coordinamento tra tecnici e territorio

L’esercitazione ha coinvolto anche il coordinamento tra i Conseillers Techniques Départementaux del SSF dell’Ardèche, i tecnici referenti per la speleologia subacquea e i consiglieri tecnici nazionali. Questo passaggio è centrale: un soccorso in cavità allagata richiede competenze subacquee specialistiche, ma anche una catena di comando capace di dialogare con logistica, assistenza sanitaria, comunicazioni e istituzioni locali.

Il SSF nazionale ha ringraziato il SSF 07 per l’organizzazione e l’accoglienza, il Comune di Saint-André-de-Cruzières e il signor Rivière. La collaborazione con il territorio è parte della preparazione operativa. Accessi, spazi per il comando, gestione dei mezzi e conoscenza dell’area possono incidere in modo diretto sull’efficacia di un intervento.

Per le emergenze in ambiente sotterraneo, la Fédération Française de Spéléologie indica il numero verde nazionale 0800 121 123. Le procedure ricordano anche l’importanza di fornire dati precisi sulla cavità e sulle condizioni dell’incidente.

Speleologia subacquea e conoscenza del sottosuolo

La speleologia subacquea non riguarda soltanto il soccorso. È uno strumento di esplorazione e conoscenza del mondo sotterraneo. I sifoni sono spesso le soglie che separano i rami conosciuti di una grotta da prosecuzioni non ancora raggiunte. Superarli, con tecniche adeguate e in condizioni controllate, può consentire di collegare reti carsiche, individuare nuovi condotti e comprendere la circolazione delle acque.

Il contributo della speleologia subacquea è rilevante anche per l’idrogeologia. Rilievi, osservazioni morfologiche, misure di profondità e distanza, campionamenti e documentazione fotografica aiutano a ricostruire la struttura degli acquiferi carsici. Queste informazioni sono utili per studiare sorgenti, falde, vulnerabilità delle acque e dinamiche di piena.

Ogni esplorazione richiede prudenza. La speleologia subacquea unisce procedure di immersione, orientamento su filo guida, gestione del gas, controllo della decompressione e capacità di muoversi in grotta. Gli stessi saperi sono essenziali quando una squadra deve raggiungere una persona ferma oltre uno o più sifoni.

L’esercitazione dell’Ardèche mostra questo legame concreto. Addestrare squadre di speleologia subacquea significa prepararsi alla risposta alle emergenze e, nello stesso tempo, mantenere e sviluppare le competenze necessarie per esplorare, rilevare e proteggere gli ambienti carsici sommersi.

Fonti

Speleosub Francia

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  • Intervento di soccorso speleologico in Bosnia ed Erzegovina per una speleologa italiana
    Condividi Comunicato Ufficiale CNSAS Pe?ina Provalija (Grotta dell’Abisso), Nevesinje – 10 settembre 2026   Si è concluso alle 16:00 del 10 settembre l’intervento di soccorso speleologico presso la Pe?ina Provalija (Grotta dell’Abisso), una delle più estese cavità della Bosnia ed Erzegovina con oltre 4.100 metri di sviluppo esplorato, situata nei pressi di Nevesinje. L’incidente è avvenuto nella serata del 9 settembre durante un campo esplorativo organizzato dal Gruppo Speleologi
     

Intervento di soccorso speleologico in Bosnia ed Erzegovina per una speleologa italiana

September 10th 2026 at 16:20

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Comunicato Ufficiale CNSAS

Pe?ina Provalija (Grotta dell’Abisso),

Nevesinje – 10 settembre 2026

 

Si è concluso alle 16:00 del 10 settembre l’intervento di soccorso speleologico presso la Pe?ina Provalija (Grotta dell’Abisso), una delle più estese cavità della Bosnia ed Erzegovina con oltre 4.100 metri di sviluppo esplorato, situata nei pressi di Nevesinje.

L’incidente è avvenuto nella serata del 9 settembre durante un campo esplorativo organizzato dal Gruppo Speleologico Bolognese, al quale partecipavano speleologi provenienti da diverse regioni italiane.

Una speleologa italiana è precipitata per circa cinque metri nel corso di un’arrampicata esplorativa, riportando una sospetta frattura scomposta della caviglia.

Il punto dell’infortunio si trovava a circa un’ora e mezza di progressione dall’ingresso della grotta, lungo un tratto a sviluppo prevalentemente suborizzontale.

Tra i partecipanti alla spedizione erano presenti sei tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), provenienti dalle delegazioni di Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte e Veneto.

I soccorritori hanno immediatamente raggiunto la ferita, provvedendo alla sua messa in sicurezza, alla somministrazione di antidolorifici e generi di conforto e al consulto telefonico con una dottoressa appartenente al CNSAS piemontese – specializzata in interventi di soccorso medicalizzato in ambiente impervio – che ha fornito le prime indicazioni sanitarie per la gestione dell’infortunio.

Valutata la complessità dello scenario e le difficoltà morfologiche del recupero, i tecnici hanno allertato il Delegato della XII Delegazione Speleologica Emilia-Romagna e il Responsabile Nazionale del Soccorso Speleologico.

Il CNSAS ha quindi attivato, attraverso la European Cave Rescue Association, la Gorska Služba Spašavanja Bosne i Hercegovine, il Servizio di Soccorso Alpino della Bosnia ed Erzegovina, che ha assunto la direzione delle operazioni di soccorso intervenendo sul posto con 15 tecnici specializzati.

Nel corso delle prime 18 ore dall’incidente, i tecnici italiani presenti nella spedizione hanno completato l’attrezzamento dei principali punti critici del percorso di evacuazione, realizzando in particolare le teleferiche necessarie per il trasporto della barella nei tratti più impegnativi e collaborando con le squadre bosniache durante tutte le fasi del recupero.

L’evacuazione è iniziata alle ore 6:30 del 10 settembre. L’infortunata è rimasta sempre cosciente e collaborativa e, alle ore 12:00, con l’ingresso della prima squadra del soccorso speleologico bosniaco, era già stata completata circa la metà del percorso verso l’uscita.

Una successiva valutazione del tratto finale della grotta, particolarmente stretto e impegnativo, ha consentito di escludere la necessità delle complesse operazioni di disostruzione inizialmente ipotizzate. È stato comunque necessario procedere al disgaggio di alcune rocce che avrebbero impedito il passaggio della barella.

All’esterno della cavità la ferita è stata affidata al personale sanitario del servizio di soccorso bosniaco e trasferita in ambulanza all’ospedale. Le operazioni si sono concluse alle ore 16:00 del 10 settembre.

Il CNSAS desidera esprimere un sincero ringraziamento alla Gorska Služba Spašavanja Bosne i Hercegovine per la professionalità, la disponibilità e l’eccellente collaborazione dimostrate. L’intervento conferma il valore della rete di cooperazione tra i servizi di soccorso speleologico europei e l’importanza dei rapporti costruiti attraverso la European Cave Rescue Association, fondamentali per garantire un rapido ed efficace supporto reciproco negli interventi internazionali.

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  • Gouffre des Saints de Glace, soccorso speleologico in corso nel Vercors
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Gouffre des Saints de Glace, soccorso speleologico in corso nel Vercors

September 7th 2026 at 06:00

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Al Gouffre des Saints de Glace, ad Autrans-Méaudre en Vercors, è stato attivato il dispositivo ORSEC per un infortunio in profondità. Circa quaranta soccorritori sono impegnati nell’evacuazione in barella.

Gouffre des Saints de Glace: l’allarme nel pomeriggio

Aggiornamento: l’intervento è concluso, il ferito è stato portato fuori dalla grotta alle 1:30 di questa notte

Un intervento di soccorso speleologico è in corso al Gouffre des Saints de Glace, nel territorio di Autrans-Méaudre en Vercors, nel dipartimento dell’Isère. L’allarme è scattato nel pomeriggio di domenica, quando un praticante si è infortunato dopo una scivolata in una galleria della cavità.

Secondo le informazioni trasmesse dalla struttura di soccorso, l’uomo ha 56 anni e presenta un trauma alla caviglia. Il punto dell’incidente è stato indicato attorno a 150 metri di profondità. La Prefettura dell’Isère ha attivato le disposizioni specifiche ORSEC per il soccorso in ambiente sotterraneo.

La radio pubblica locale Ici Isère riferisce un primo allertamento attorno alle 15 e conferma il dispiegamento di circa quaranta persone.

Soccorso al Gouffre des Saints de Glace: squadre e sanità

L’operazione riunisce volontari dello Spéléo Secours Isère, vigili del fuoco del SDIS 38, personale della CRS Alpes e gendarmi del PGHM dell’Isère.

Partecipano anche un medico e un infermiere del SAMU 38, oltre ai volontari dell’ADRASEC 38, impegnati nelle comunicazioni specialistiche.

Una squadra medica ha raggiunto l’infortunato. Questo passaggio permette di valutarne le condizioni, prestare le prime cure e predisporre il trasferimento in sicurezza.

I soccorritori stanno installando gli equipaggiamenti necessari per la progressione della barella lungo i passaggi sotterranei e verso l’uscita.

In un recupero di questo tipo, il trasporto non coincide con un semplice sollevamento verticale.

La barella deve essere assicurata e guidata attraverso pozzi, meandri, strettoie e tratti inclinati. Le squadre alternano manovre su corda, accompagnamento e gestione delle comunicazioni. I tempi dipendono dalla morfologia della cavità, dalle condizioni della persona soccorsa e dalla necessità di non interrompere l’assistenza sanitaria.

Il sistema carsico del Vercors e il Gouffre des Saints de Glace

Il Gouffre des Saints de Glace appartiene al sistema del Trou qui souffle, nell’area di Méaudre e Autrans, sul massiccio del Vercors.

Il Gouffre des Saints de Glace non è nuovo a operazioni complesse. La documentazione storica dello Spéléo Secours Isère cita infatti precedenti interventi nell’area. Ogni evento ha caratteristiche proprie, ma la conoscenza della cavità e l’esperienza maturata dai gruppi locali costituiscono una risorsa operativa importante.

ORSEC e il ruolo del soccorso speleologico

L’attivazione delle disposizioni specifiche ORSEC coordina mezzi pubblici, sanitari e tecnici necessari a un’operazione sotterranea. Il dispositivo consente di adattare la risposta alla complessità dell’ambiente, nel quale accesso, comunicazioni e trasporto richiedono competenze specifiche.

In Francia lo Spéléo Secours Français è la commissione specializzata della Fédération Française de Spéléologie. È stato creato nel 1977 e risulta accreditato per le operazioni di sicurezza civile in cavità naturali e artificiali, sia asciutte sia allagate. Le sue funzioni comprendono la formazione dei soccorritori, la prevenzione, l’organizzazione degli interventi e lo sviluppo tecnico. [web:19]

Il coinvolgimento congiunto di volontari speleologi, soccorso sanitario, vigili del fuoco, gendarmeria e unità di montagna risponde proprio alla necessità di integrare competenze differenti. Al momento non è stata comunicata la conclusione del recupero. Le operazioni potrebbero proseguire per diverse ore, anche durante la notte, come indicato dalle prime informazioni disponibili. [web:18]

Fonti

https://www.speleo-secours.fr/secours-speleologique/

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  • Castellana Grotte, al via il 52° Corso di Speleologia del Gruppo Puglia Grotte
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Castellana Grotte, al via il 52° Corso di Speleologia del Gruppo Puglia Grotte

September 7th 2026 at 05:00

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Dal 20 settembre all’8 novembre 2026 torna a Castellana Grotte (Bari) il Corso di Introduzione alla Speleologia organizzato dal Gruppo Puglia Grotte APS, giunto alla sua 52ª edizione.

Il corso, omologato dalla Società Speleologica Italiana, sarà diretto da Modesto Tartarelli. Le lezioni teoriche si svolgeranno il martedì e il giovedì, mentre i fine settimana saranno dedicati alle esercitazioni in parete e alle uscite in grotta. La sede delle attività teoriche sarà quella del Gruppo Puglia Grotte, in via Margherita di Savoia 18, a Castellana Grotte.

Il programma affronta progressione su corda, tecniche esplorative, geologia e speleogenesi, prevenzione degli incidenti, ecologia e speleobiologia, cartografia e documentazione delle cavità. Le uscite interesseranno grotte del territorio di Castellana, del Gargano, del Matese e dell’area di Roccamorice.

Ad aprire il percorso sarà, domenica 20 settembre, un’uscita propedeutica alle Grotte di Castellana, aperta anche a chi desidera conoscere più da vicino l’attività speleologica prima di iscriversi. La partecipazione all’uscita non comporta l’iscrizione automatica al corso.

Il Gruppo Puglia Grotte, fondato nel 1971, svolge da oltre cinquant’anni attività di ricerca, esplorazione, formazione e divulgazione speleologica in Puglia, nell’Italia meridionale e all’estero.

Informazioni e iscrizioni: presso la sede del Gruppo il giovedì sera oppure agli indirizzi segreteria@gruppopugliagrotte.it e responsabileuscite@gruppopugliagrotte.it.

L’iscrizione e l’assicurazione SSI saranno effettuate direttamente dal direttore del corso, senza necessità di versamenti anticipati alla SSI.

Fonti:

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  • A Narni la speleologia non ha età: La Scintilena porta gli over 60 alla scoperta del mondo sotterraneo
    Condividi Lunedì 7 settembre 2026 parte a Narni Scalo il corso di Speleologia per la Terza Età ideato da Andrea Scatolini. Già più di dieci iscritti, tra i 60 e i 78 anni. Quattro incontri per studiare davvero le grotte e, a ottobre, una giornata a Frasassi NARNI – Si può cominciare a fare speleologia a settant’anni? Se per speleologia immaginiamo soltanto corde, imbraghi, pozzi verticali e strettoie da superare strisciando, la risposta potrebbe sembrare scontata. Invece, è proprio questo l’e
     

A Narni la speleologia non ha età: La Scintilena porta gli over 60 alla scoperta del mondo sotterraneo

September 5th 2026 at 05:30

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Lunedì 7 settembre 2026 parte a Narni Scalo il corso di Speleologia per la Terza Età ideato da Andrea Scatolini. Già più di dieci iscritti, tra i 60 e i 78 anni. Quattro incontri per studiare davvero le grotte e, a ottobre, una giornata a Frasassi

NARNI – Si può cominciare a fare speleologia a settant’anni? Se per speleologia immaginiamo soltanto corde, imbraghi, pozzi verticali e strettoie da superare strisciando, la risposta potrebbe sembrare scontata. Invece, è proprio questo l’equivoco che Andrea Scatolini, anima e cuore dell’associazione La Scintilena, vuole provare a rovesciare.

Perché una grotta si deve esplorare anche prima di entrarci. La si può conoscere attraverso la geologia, l’acqua che l’ha scavata, gli animali che la abitano, la storia degli uomini che l’hanno frequentata e degli speleologi che l’hanno studiata. E, soprattutto, non esiste un’età oltre la quale si debba smettere di essere curiosi.

Nasce da qui il Corso di speleologia per la terza età, che prenderà il via lunedì 7 settembre a Narni Scalo, organizzato da La Scintilena in collaborazione con ANCESCAO Narni, Associazione Tutela Pipistrelli APS e UTEC Narni, con il patrocinio del Comune di Narni.

Gli incontri si svolgeranno il 7, 14, 21 e 28 settembre, sempre di lunedì. Il ritrovo è alle 16 alla casetta all’ingresso del Campo Scuola di Narni Scalo, mentre la lezione inizierà alle 16.30.

E ancora prima di cominciare, l’esperimento sembra avere centrato il bersaglio.

Undici iscritti dai 60 ai 78 anni

Sono già undici i partecipanti, provenienti da Narni e Terni, con un’età compresa fra 60 e 78 anni. Un numero che potrebbe crescere ancora: Andrea conta di arrivare almeno a quindici iscritti, forse persino a venti.

Il dato più interessante non è soltanto anagrafico: le età – quelle età – raccontano che a 60, 70 o quasi 80 anni si può decidere di rimettersi a studiare, affrontare qualcosa di completamente nuovo e lasciarsi sorprendere da un mondo che, letteralmente, sta sotto i nostri piedi. Perché, in fondo, non esiste un’età oltre la quale si debba smettere di essere curiosi.

Una filosofia che richiama il celebre “Stay hungry. Stay foolish”: conservare la fame di conoscere, la disponibilità a stupirsi e il coraggio di sentirsi ancora principianti.

Nel caso degli iscritti di Narni e Terni, non è proprio uno slogan: lunedì pomeriggio torneranno davvero sui banchi per imparare come nasce una grotta.

Il corso nasce infatti da un’idea precisa: separare la conoscenza della speleologia dalla necessità di possedere le capacità fisiche richieste dall’esplorazione tecnica.

Scatolini lo spiega con un paragone efficace: «Nessun astronomo è mai andato su una stella a vedere come è fatta».

Allo stesso modo, per capire una grotta non è indispensabile calarsi in un pozzo. Si può imparare a leggere un paesaggio carsico, comprendere dove finisce l’acqua che scompare in un inghiottitoio, scoprire come nasce una stalattite, riconoscere una faglia o una frattura e capire perché, proprio lì, nel corso di migliaia o milioni di anni, l’acqua sia riuscita ad aprirsi una strada nella roccia.

È speleologia anche questa.

Altro che corso “facile”: si comincia dalla speleogenesi

E basta guardare il programma preparato per il primo appuntamento per capire che l’etichetta “terza età” non significa affatto semplificare fino a banalizzare.

La lezione inaugurale, tenuta dallo stesso Andrea, sarà dedicata alla storia della speleologia e alla speleogenesi, vale a dire all’insieme dei processi attraverso i quali si formano le grotte. Il percorso partirà dal rapporto fra uomo e cavità nella preistoria e arriverà alle prime esplorazioni scientifiche, a Édouard-Alfred Martel e alla nascita della speleologia moderna, fino allo sviluppo della disciplina in Italia.

Poi si scenderà, almeno con la mente, sotto terra.

Si parlerà di rocce carbonatiche e carsismo, di fratture, faglie e stratificazione, di zone vadose e freatiche e soprattutto dell’elemento che più di ogni altro costruisce il mondo sotterraneo: l’acqua.

Persino la chimica entrerà in aula. L’acqua piovana, attraversando atmosfera e terreno, si arricchisce di anidride carbonica; diventa così capace di aggredire lentamente il carbonato di calcio delle rocce. Infiltrandosi nelle discontinuità, allarga progressivamente fratture e condotti, contribuendo alla formazione delle cavità. Il materiale predisposto per gli allievi arriva a presentare anche la reazione chimica fondamentale del processo carsico.

Nessuno sconto sulla curiosità scientifica per ragioni anagrafiche.

Il fascicolo della prima lezione affronta inoltre le diverse famiglie di cavità – carsiche, vulcaniche, marine, glaciali e artificiali – e contiene un glossario con termini come dolina, inghiottitoio, risorgiva, diaclasi, faglia, anticlinale e sinclinale. È stato concepito non soltanto come supporto durante l’incontro, ma come materiale che i partecipanti potranno rileggere e approfondire autonomamente a casa.

Dalle grotte alla storia di Narni

Il luogo scelto per questo esperimento non è casuale.

Narni e il suo territorio hanno con il sottosuolo un rapporto antichissimo. Cavità naturali e artificiali, sorgenti, calcari, cunicoli e ambienti ipogei fanno parte del paesaggio e della storia locale. Insegnare a osservare ciò che avviene sotto i nostri piedi significa quindi anche offrire un modo diverso di leggere il territorio in cui si vive.

Qui emerge un altro aspetto del progetto di Scatolini: portare fuori dalla cerchia degli specialisti una cultura che spesso rimane confinata nei gruppi speleologici.

Non tutti possono o vogliono diventare esploratori. Tutti, invece, possono imparare perché una grotta esiste, quale patrimonio custodisce e perché debba essere rispettata.

La presenza dell’Associazione Tutela Pipistrelli APS consentirà inoltre di affrontare uno degli aspetti più delicati degli ambienti sotterranei: la fauna che li abita. Una grotta non è uno spazio vuoto a disposizione dell’uomo, ma un ecosistema nel quale anche una visita apparentemente innocua può avere conseguenze, soprattutto nei periodi più sensibili del ciclo biologico dei chirotteri.

La collaborazione con UTEC Narni aggiunge al progetto l’esperienza della speleologia del territorio, completando così un corso che vuole tenere insieme divulgazione scientifica, conoscenza locale e tutela.

Alla fine, Frasassi

Dopo i quattro lunedì di settembre arriverà il momento di vedere dal vivo ciò che fino a quel momento sarà stato studiato in aula.

La conclusione è prevista per la prima domenica di ottobre 2026, con una gita alle Grotte di Frasassi e il pranzo insieme al ristorante.

Grotte di Frasassi – Foto Accurimbono/Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Non sarà un’uscita speleologica tecnica, naturalmente, ma una visita lungo il percorso turistico: l’occasione per riconoscere concretamente sale, concrezioni e forme carsiche e collegarle ai fenomeni spiegati durante le lezioni.

C’è anche un valore sociale, volutamente semplice, in quel pranzo che chiuderà la giornata: il corso nasce per insegnare qualcosa, ma anche per creare occasioni d’incontro e restituire alla terza età spazi di partecipazione, scoperta e condivisione.

In corso comincia nell’anno delle grotte

C’è infine una coincidenza particolarmente significativa. Il corso prende il via proprio nel settembre 2026, il mese della prima Giornata internazionale delle grotte e del carsismo, fissata al 13 settembre dopo il riconoscimento dell’UNESCO.

Una cornice mondiale per una piccola esperienza che nasce a Narni Scalo, ma che parte dalla stessa convinzione: le grotte non appartengono soltanto agli speleologi che riescono a raggiungerne gli angoli più remoti.

Sono patrimonio di conoscenza.

Questo rende la scommessa più interessante lanciata da Andrea e dalla Scintilena ancora più interessante: riusciranno i nostri eroi a dimostrare che per continuare a esplorare non serve necessariamente essere giovani? E che, a volte, basta continuare a fare domande?

Io credo proprio di sì.

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  • Soccorso Speleologico Toscano: selezioni il 24 e 25 ottobre 2026 per nuovi volontari
    Condividi Il Soccorso Alpino e Speleologico Toscano apre le selezioni per gli speleologi interessati a entrare nella componente speleologica del SAST. Le verifiche di ingresso si svolgeranno il 24 e 25 ottobre 2026. Le domande vanno presentate entro il 30 settembre 2026. Il 24 e 25 ottobre 2026 si svolgeranno le verifiche di ingresso per gli aspiranti soci della componente speleologica del Soccorso Alpino e Speleologico Toscano (SAST). Gli speleologi interessati a partecipare alla selezion
     

Soccorso Speleologico Toscano: selezioni il 24 e 25 ottobre 2026 per nuovi volontari

September 5th 2026 at 05:00

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Il Soccorso Alpino e Speleologico Toscano apre le selezioni per gli speleologi interessati a entrare nella componente speleologica del SAST. Le verifiche di ingresso si svolgeranno il 24 e 25 ottobre 2026. Le domande vanno presentate entro il 30 settembre 2026.

Il 24 e 25 ottobre 2026 si svolgeranno le verifiche di ingresso per gli aspiranti soci della componente speleologica del Soccorso Alpino e Speleologico Toscano (SAST).

Gli speleologi interessati a partecipare alla selezione dovranno presentare entro il 30 settembre 2026 il proprio curriculum speleologico, illustrando l’attività svolta negli ultimi anni.

I requisiti richiesti

Per accedere alle selezioni è richiesta la totale autonomia nella progressione in grotta, insieme a una buona capacità nell’attrezzamento e nell’installazione di ancoraggi in cavità verticali e alla conoscenza delle tecniche di risalita in artificiale.

Le verifiche rappresentano il percorso di ingresso per gli aspiranti volontari che intendono entrare a far parte della squadra speleologica del SAST.

Date e contatti

Le selezioni si terranno sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026.

Termine per la presentazione della domanda: 30 settembre 2026.

Per informazioni e modalità di partecipazione è possibile contattare:

Email: g.dellacroce@sast.it
Telefono: 329 8144695

Fonte e immagine: Soccorso Alpino e Speleologico Toscano (SAST).

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  • Concorso “Rilievo: tra arte e tecnica” 2026: mettetevi in gioco!
    Condividi Finiscono i campi estivi, restano esplorazioni, dati e grotte da documentare: è il momento di trasformare il lavoro sul campo in buoni rilievi, aggiornare il Catasto e, perché no, partecipare al concorso SSI La stagione dei campi speleologici estivi si avvia verso la conclusione. È il momento dei rientri, dei bilanci, delle fotografie da riordinare e soprattutto delle esplorazioni da raccontare. E raccontatele! Agli amici, sui social, ma anche sui Bollettini e sulle riviste: e su
     

Concorso “Rilievo: tra arte e tecnica” 2026: mettetevi in gioco!

August 30th 2026 at 05:30

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Finiscono i campi estivi, restano esplorazioni, dati e grotte da documentare: è il momento di trasformare il lavoro sul campo in buoni rilievi, aggiornare il Catasto e, perché no, partecipare al concorso SSI

La stagione dei campi speleologici estivi si avvia verso la conclusione. È il momento dei rientri, dei bilanci, delle fotografie da riordinare e soprattutto delle esplorazioni da raccontare.

E raccontatele! Agli amici, sui social, ma anche sui Bollettini e sulle riviste: e su Scintilena, naturalmente.

Tra una relazione, qualche bella fotografia e il resoconto di ciò che è successo sottoterra, c’è un altro lavoro fondamentale, meno immediato ma indispensabile: realizzare buoni rilievi e fare in modo che i dati raccolti confluiscano nel Catasto.

Perché un’esplorazione non è soltanto arrivare dove prima non era arrivato nessuno: significa anche misurare, documentare e restituire agli altri speleologi e al futuro una rappresentazione chiara e affidabile della cavità.

Attraverso il rilievo e il Catasto, una parte importante del lavoro svolto sottoterra diventa patrimonio condiviso e rimane disponibile per le esplorazioni e gli studi futuri.

Quale momento migliore, allora, per ricordare che è aperta la terza edizione del concorso a premi “Rilievo: tra arte e tecnica”, promosso dalla Società Speleologica Italiana ETS, attraverso la Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali?

Il termine per presentare gli elaborati è fissato al 19 ottobre 2026. Per chi, terminati i campi estivi, si trova davanti appunti, misure e poligonali da trasformare in un rilievo completo, può essere uno stimolo in più per portare a termine il lavoro. E magari mettersi in gioco.

Chi può partecipare

La partecipazione è riservata ai soci SSI in regola con la quota associativa 2026. Sono ammessi rilievi 2D di cavità naturali italiane già inserite nel Catasto Grotte.

Ogni partecipante può concorrere con un solo elaborato, del quale deve essere autore principale.

L’obiettivo dell’iniziativa è promuovere la qualità del rilievo speleologico considerando i diversi aspetti che concorrono alla sua efficacia: leggibilità, completezza delle informazioni, accuratezza tecnica e qualità della restituzione grafica.

Il rilievo viene quindi valutato non soltanto come documento tecnico, ma anche come strumento attraverso il quale rendere leggibile e trasmettere la conoscenza di una cavità.

Quattro premi, compreso quello del pubblico

Il concorso prevede quattro riconoscimenti. I primi tre saranno assegnati da una giuria di esperti, mentre il quarto sarà deciso attraverso il voto del pubblico:

  • 1° premio: 350 euro
  • 2° premio: 300 euro
  • 3° premio: 250 euro
  • Premio del pubblico: 200 euro

Il Premio del pubblico sarà assegnato attraverso la votazione dei partecipanti al Raduno Internazionale di Speleologia 2026 di Costacciaro, utilizzando l’apposita scheda che sarà inserita nella documentazione che si riceverà alla registrazione al Raduno.

I lavori selezionati saranno esposti durante il Raduno di Costacciaro.

Ogni partecipante al Raduno potrà votare un solo rilievo: sarà possibile votare fino alle ore 17:00 del 31/10/2026

A seguire, la proclamazione dei vincitori.

Come partecipare

Il rilievo dovrà essere presentato in formato A0 e accompagnato dalla documentazione tecnica prevista dal bando.

Gli elaborati dovranno essere inviati entro il 19 ottobre 2026 all’indirizzo: concorsorilievo@socissi.it

È previsto un contributo di 20 euro per la stampa del rilievo.

Gli elaborati devono inoltre rispettare i criteri formali indicati nel regolamento. Tra questi, l’esclusione di elementi grafici non ammessi, come fotografie o sfondi decorativi, e la distribuzione del rilievo con licenza Creative Commons CC-BY-NC-SA.

Prima di preparare il materiale è quindi importante leggere attentamente il bando completo, nel quale sono specificati requisiti, caratteristiche degli elaborati e documentazione richiesta.

Perché soltanto rilievi 2D?

La scelta di dedicare il concorso ai rilievi bidimensionali tiene conto dell’attuale fase di evoluzione degli strumenti di rilievo e rappresentazione.

Le tecnologie 3D stanno infatti assumendo un ruolo sempre più importante nella documentazione delle cavità, ma le modalità con cui questi dati vengono rappresentati e restituiti sono ancora in rapido sviluppo e non pienamente standardizzate.

Questo non significa che il 3D resterà fuori dal Raduno: la Sala Rilievi potrà ospitare anche contributi fuori concorso ed esperienze multimediali tridimensionali, offrendo uno spazio di confronto sulle nuove possibilità della documentazione speleologica.

Dai campi estivi al Catasto

I campi finiscono, le esplorazioni continuano a vivere nei dati raccolti.

Un buon rilievo richiede tempo. Nasce sottoterra, tra capisaldi, misure, osservazioni e inevitabili difficoltà operative, e continua fuori dalla grotta con l’elaborazione e la restituzione dei dati.

E’ importante che quel lavoro non rimanga soltanto negli archivi dei gruppi o negli hard disk di chi ha partecipato alle esplorazioni. Documentare le cavità e aggiornare il Catasto significa mettere a disposizione della comunità speleologica conoscenze che potranno essere utilizzate, verificate e sviluppate nel tempo.

Il concorso SSI offre un’occasione in più per valorizzare questo lavoro, confrontarlo con quello di altri speleologi e contribuire alla diffusione di una cultura del rilievo fondata sulla qualità tecnica e sulla chiarezza della rappresentazione.

La scadenza per partecipare è il 19 ottobre 2026.

Quindi, finite di raccontare i vostri campi estivi – e mandateci pure le notizie per Scintilena – poi recuperate taccuini, dati e poligonali.

Fate rilievi accurati, metteteli a Catasto.

E mettetevi in gioco!

Per tutti i dettagli, i requisiti e le modalità di partecipazione è possibile consultare il bando completo:

Per ulteriori informazioni: concorsorilievo@socissi.it

Due passi nel Catasto:

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  • Giornata internazionale delle grotte e del carsismo: in Ungheria riflettori sul soccorso sotterraneo
    Condividi Dalla ricorrenza mondiale alla mostra sui 65 anni del Magyar Barlangi Ment?szolgálat La Giornata internazionale delle grotte e del carsismo porta al centro dell’attenzione il valore scientifico, ambientale e umano del mondo sotterraneo. In Ungheria, il tema si intreccia con il sessantacinquesimo anniversario del Magyar Barlangi Ment?szolgálat, il Servizio ungherese di soccorso speleologico, e con la mostra fotografica Ment?k Lámpafényben al Museo ungherese di storia naturale di Buda
     

Giornata internazionale delle grotte e del carsismo: in Ungheria riflettori sul soccorso sotterraneo

August 26th 2026 at 08:00

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Dalla ricorrenza mondiale alla mostra sui 65 anni del Magyar Barlangi Ment?szolgálat

La Giornata internazionale delle grotte e del carsismo porta al centro dell’attenzione il valore scientifico, ambientale e umano del mondo sotterraneo. In Ungheria, il tema si intreccia con il sessantacinquesimo anniversario del Magyar Barlangi Ment?szolgálat, il Servizio ungherese di soccorso speleologico, e con la mostra fotografica Ment?k Lámpafényben al Museo ungherese di storia naturale di Budapest. L’esposizione utilizza le immagini di Márton Kovács per documentare operazioni, addestramenti e lavoro volontario in ambiente ipogeo. [web:2][web:8]

Giornata internazionale delle grotte e del carsismo: le date da distinguere

Nel testo di partenza il 25 giugno viene indicato come Giornata mondiale delle grotte e il 14 agosto come Giornata mondiale degli speleologi. Queste ricorrenze possono essere adottate localmente o circolare nella comunità speleologica, ma occorre distinguerle dalla nuova ricorrenza internazionale ufficiale.

L’UNESCO ha proclamato il 13 settembre Giornata internazionale delle grotte e del carsismo nel novembre 2025, su proposta della Slovenia sostenuta dall’Unione internazionale di speleologia. Il 13 settembre 2026 sarà quindi la prima celebrazione ufficiale della Giornata internazionale delle grotte e del carsismo. Il programma di avvio è previsto a Postumia, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre. [web:24][web:29]

La precisazione non è soltanto formale. La Giornata internazionale delle grotte e del carsismo vuole riunire ricerca, educazione, protezione del patrimonio e cooperazione internazionale. L’UIS ricorda inoltre che i paesaggi carsici e le acque sotterranee associate costituiscono una risorsa essenziale per oltre un miliardo di persone. [web:26]

Soccorso speleologico ungherese e fragilità dell’ambiente ipogeo

Il messaggio della Giornata internazionale delle grotte e del carsismo comprende anche la sicurezza. Le grotte richiedono competenze tecniche, preparazione fisica, pianificazione e rispetto delle condizioni ambientali. Un incidente in sotterraneo impone spesso tempi lunghi, comunicazioni complesse e sistemi di trasporto adattati a pozzi, meandri, strettoie e terreni instabili.

In questo quadro si inserisce il Magyar Barlangi Ment?szolgálat. L’organizzazione, fondata nel 1961, celebra nel 2026 i suoi 65 anni di attività ed è descritta dalle fonti ungheresi come una delle più longeve organizzazioni civili di soccorso attive senza interruzioni nel Paese. Il lavoro non riguarda esclusivamente le emergenze in cavità. Formazione, esercitazioni, gestione delle attrezzature e coordinamento con gli altri servizi di emergenza sono elementi decisivi per intervenire in sicurezza. [web:8][web:9]

La memoria degli incidenti resta parte della cultura della prevenzione speleologica. Il 14 agosto è infatti associato da molte comunità al ricordo di Marcel Loubens, speleologo francese morto nel 1952 dopo un grave incidente nella grotta Pierre-Saint-Martin. La ricorrenza non sostituisce la Giornata internazionale delle grotte e del carsismo, ma richiama il valore della prudenza nell’attività esplorativa.

Ment?k Lámpafényben: fotografie e storia del barlangi ment?

La mostra Ment?k Lámpafényben, traducibile come “Soccorritori alla luce delle lampade”, presenta fotografie realizzate da Márton Kovács. Kovács è speleologo, soccorritore e fotoreporter. Da circa quindici anni documenta con la macchina fotografica interventi ed esercitazioni del soccorso speleologico ungherese. Le immagini esposte non sono scene ricostruite. Sono fotografie di taglio documentario, selezionate per restituire procedure, collaborazione tra operatori e condizioni operative nel sottosuolo. [web:8]

L’iniziativa è stata inaugurata il 21 febbraio 2026 al Museo ungherese di storia naturale. Nella stessa occasione è stato presentato il volume di József Mészáros Barlangi mentés – Kézikönyv a mélység hétköznapi h?seinek, dedicato alla storia, alle tecniche e alla direzione degli interventi di soccorso in grotta in Ungheria. [web:8][web:9]

Le informazioni sulla durata della mostra meritano un aggiornamento. Le comunicazioni di febbraio la indicavano visitabile fino al 6 giugno. Un reportage di Telex del 22 agosto riferisce invece che l’esposizione, vista la partecipazione del pubblico, è stata prorogata fino a dicembre. Chi intende visitarla dovrebbe verificare gli orari e l’effettiva apertura sul sito del museo prima di programmare il viaggio. [web:2][web:8]

Le ricerche nelle grotte ungheresi: il caso recente del lago di Hévíz

Il testo ricevuto non nomina una singola grotta alla quale riferire nuove scoperte. Per integrare l’articolo con un aggiornamento verificabile sulle più recenti ricerche ipogee in Ungheria, il riferimento più pertinente è il sistema di cavità sommerso del lago termale di Hévíz.

Il 17 marzo 2026 due subacquei della Direzione del Parco nazionale degli altopiani del Balaton hanno effettuato misurazioni geodetiche degli ingressi di cinque piccole cavità lungo la sponda occidentale del lago. Non si tratta di cavità scoperte dal nulla: erano già state individuate circa cinquant’anni prima durante l’esplorazione della grotta sorgente. La novità è la localizzazione precisa degli accessi, ottenuta con boe in immersione e ricevitori GNSS operati dalla superficie. [web:47]

Le verifiche hanno permesso di acquisire anche immagini e filmati. Il fine dichiarato è inserire tutte le cavità note del lago nel registro nazionale delle grotte. È un passaggio rilevante per la ricerca e per la gestione conservativa di un sistema termale delicato, dove la conoscenza spaziale delle aperture costituisce una base per il monitoraggio. [web:43][web:47]

La Giornata internazionale delle grotte e del carsismo offre dunque un contesto per collegare la tutela del carsismo al soccorso speleologico e alla documentazione scientifica. La mostra di Budapest racconta la componente umana delle emergenze. Le misurazioni di Hévíz mostrano invece come tecniche subacquee, rilievo e registrazione ufficiale possano ampliare la conoscenza di cavità già note solo in modo parziale. Entrambi i filoni richiamano una stessa esigenza: frequentare, studiare e proteggere il sottosuolo con metodi adeguati.

Fonti

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  • Messico, pescatore ritrovato vivo dopo 15 giorni in una grotta sommersa
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Messico, pescatore ritrovato vivo dopo 15 giorni in una grotta sommersa

August 22nd 2026 at 17:42

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AGGIORNAMENTO 22 AGOSTO 2026 – aggiunto il video con la ricostruzione dell’intervento speleosubacqueo

Il giovane pescatore è stato raggiunto in una cavità asciutta oltre un tratto sommerso. Era scomparso il 23 luglio durante una battuta di pesca

Un pescatore di 31 anni è stato ritrovato vivo il 7 agosto 2026, dopo essere rimasto per circa 15 giorni all’interno di un sistema di grotte nella zona di confine tra Veracruz e Oaxaca, in Messico.

L’uomo era scomparso il 23 luglio dopo essere entrato con il padre in un cenote nei pressi della comunità di San Francisco La Paz. Alle ricerche hanno partecipato abitanti della zona, Protezione Civile, sommozzatori della Marina messicana e successivamente subacquei specializzati.

Il 29 luglio era stato ritrovato il suo arpione a circa 65 metri di profondità, un indizio che aveva spinto i soccorritori a proseguire le ricerche all’interno della cavità.

A individuarlo è stato uno speleosubacqueo statunitense, che ha descritto un’esplorazione con visibilità inferiore a un metro e notevoli difficoltà nella posa della sagola guida. Dopo circa 100 metri di progressione nella grotta sommersa, le ricerche hanno infine condotto a una grande cavità asciutta.

Lo speleosub ha chiamato nell’oscurità e ha ricevuto una risposta: il pescatore era ancora vivo.

Secondo le testimonianze raccolte dalla stampa messicana, il pescatore avrebbe trascorso oltre due settimane nella cavità senza cibo, ma con acqua a disposizione. È stato accompagnato attraverso il tratto sommerso respirando con l’attrezzatura dei soccorritori e, una volta all’esterno, affidato ai sanitari.

Alcuni media hanno riferito che l’uomo sarebbe stato ritrovato a “oltre 100 metri di profondità”. Il resoconto del soccorritore parla invece di circa 100 metri di penetrazione all’interno della grotta, un dato che non equivale necessariamente alla profondità verticale.

La vicenda rappresenta un eccezionale caso di sopravvivenza in ambiente ipogeo e di soccorso attraverso una grotta sommersa.

Fonti: La Jornada, El Financiero, Imagen de Veracruz, 7–13 agosto 2026

Foto di copertina: un cenote in Messico. Foto di repertorio: Adam Baker / Wikimedia Commons, CC BY 2.0

Aggiornamento – Il racconto degli speleosub

A distanza di alcuni giorni dal ritrovamento di Erasto Crisanto Valdez, è stato diffuso un video che ricostruisce l’intervento degli speleosub impegnati nelle ricerche all’interno del sistema sommerso.

Le immagini e il racconto permettono di comprendere meglio le difficoltà dell’operazione e il momento straordinario in cui i soccorritori, entrati nella cavità quando ormai si temeva di dover recuperare un corpo, scoprirono invece che il pescatore era ancora vivo dopo circa 15 giorni trascorsi nel sistema sotterraneo.

Video: https://youtu.be/q2G9EdssWgA

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