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    Condividi E’ come fare un parco divertimenti al cimitero Tra il 10 e l’11 giugno 2026 si è svolta una visita istituzionale tra il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna e il Parco Regionale delle Alpi Apuane. L’appuntamento si è tenuto alla fortezza di Mont’Alfonso, a Castelnuovo di Garfagnana, una delle sedi del parco toscano. In tutta franchezza, la redazione di Scintilena non riesce a capire come si possa realizzare un parco in un posto dove le montagne vengono distrut
     

Parco Geominerario e Alpi Apuane, confronto sulla candidatura al Global Geoparks Network

Jún 12th 2026 at 09:00

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E’ come fare un parco divertimenti al cimitero

Tra il 10 e l’11 giugno 2026 si è svolta una visita istituzionale tra il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna e il Parco Regionale delle Alpi Apuane.

L’appuntamento si è tenuto alla fortezza di Mont’Alfonso, a Castelnuovo di Garfagnana, una delle sedi del parco toscano.

In tutta franchezza, la redazione di Scintilena non riesce a capire come si possa realizzare un parco in un posto dove le montagne vengono distrutte e l’ambiente compromesso per sempre.

Sarebbe meglio togliere fondi a questi scempi legalizzati che godono dell’appoggio della politica e delle lobby.

Il confronto ha riguardato la collaborazione tra i due enti, con attenzione ai progetti transfrontalieri, alle attività istituzionali e alla candidatura del Parco Geominerario al Global Geoparks Network.

Nel corso della riunione sono emersi anche i passaggi necessari per costruire il percorso di adesione alla rete internazionale.

Parco Geominerario e Alpi Apuane: collaborazione istituzionale e progettuale

A rappresentare il Parco Geominerario erano presenti il Commissario Straordinario Roberto Curreli e il Direttore Fabrizio Atzori.

Ad accoglierli c’erano il Presidente del Parco Regionale delle Alpi Apuane Andrea Tagliasacchi, la Direttrice Donella Consolati, Alessia Amorfini, Geopark Manager e Coordinatrice nazionale Geoparchi, e Giuseppe Otria, consulente scientifico e ricercatore del CNR.

L’incontro ha offerto un quadro utile per rafforzare il dialogo tra due realtà che operano in territori diversi, ma accomunati da temi legati alla geologia, alla valorizzazione ambientale e alla gestione del patrimonio naturale. In questo contesto, la collaborazione tra Parco Geominerario e Alpi Apuane assume un valore operativo e istituzionale.

Parco Geominerario e candidatura al Global Geoparks Network

Uno dei punti centrali della missione è stato il dossier per l’ingresso del Parco Geominerario nel Global Geoparks Network. I vertici dell’ente sardo hanno illustrato il percorso che intendono seguire per arrivare alla presentazione della candidatura.

È stato annunciato il coinvolgimento formale dei ministeri competenti, della Regione Autonoma della Sardegna, della Comunità del Parco, dei Comuni già aderenti alla rete e di quelli che entreranno in seguito. Saranno coinvolti anche gli altri soggetti interessati presenti sul territorio sardo.

La candidatura al Global Geoparks Network richiederà quindi un lavoro coordinato e condiviso. Il progetto punta a rafforzare il profilo internazionale del parco e a inserirlo nuovamente nel più alto ambito della rete dei geoparchi.

Tavolo permanente e confronto con i territori

Durante la visita è stata proposta anche l’istituzione di un tavolo di consultazione e lavoro permanente. Questo strumento dovrebbe accompagnare il processo di candidatura e favorire il dialogo con istituzioni e comunità locali.

L’obiettivo è avviare una serie di incontri nei territori interessati, per illustrare il progetto e raccogliere contributi utili alla sua definizione. La costruzione del dossier, in questa fase, appare legata alla partecipazione di più livelli istituzionali e alla condivisione del percorso con le comunità.

Nel quadro dell’incontro, la candidatura al Global Geoparks Network è stata quindi trattata come un processo da costruire nel tempo, con un ruolo centrale per il coordinamento tra enti, amministrazioni e soggetti scientifici.

Che profonda tristezza.

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  • Cave and Karst News giugno 2026: scadenze, eventi e nuove nomine nel programma NCKRI
    Condividi Cave and Karst News giugno 2026: scadenze, eventi e nuove nomine nel programma NCKRIIl Cave and Karst News di giugno 2026 segnala le principali scadenze per la comunità speleologica internazionale, dagli abstract per congressi su carsismo e biologia sotterranea fino agli appuntamenti NCKRI e NSS Convention 2026.[caves] Scadenze Cave and Karst News giugno 2026 Il numero di giugno di Cave and Karst News mette in primo piano una serie di date utili per ricercatori, tecnici e profess
     

Cave and Karst News giugno 2026: scadenze, eventi e nuove nomine nel programma NCKRI

Jún 10th 2026 at 00:00

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Cave and Karst News giugno 2026: scadenze, eventi e nuove nomine nel programma NCKRI
Il Cave and Karst News di giugno 2026 segnala le principali scadenze per la comunità speleologica internazionale, dagli abstract per congressi su carsismo e biologia sotterranea fino agli appuntamenti NCKRI e NSS Convention 2026.[caves]

Scadenze Cave and Karst News giugno 2026

Il numero di giugno di Cave and Karst News mette in primo piano una serie di date utili per ricercatori, tecnici e professionisti che lavorano su grotte e carsismo. Tra le più vicine c’è la fine della tariffa early bird per la Sinkhole Conference, fissata all’11 giugno 2026, con aumento della quota dal 12 giugno.[secure.touchnet]

Entro il 14 giugno scade anche la candidatura al programma Scientist in Parks, che per la stagione invernale 2026-2027 include diverse posizioni collegate ad ambienti di grotta e paesaggi carsici. Nello stesso calendario compare poi il termine del 26 giugno per l’invio dei contributi dedicati all’International Day of Caves and Karst e quello del 31 luglio per gli abstract della International Conference on Subterranean Biology.[geomorph]

Eventi speleologici e carsismo 2026

Nel calendario diffuso da NCKRI trovano spazio alcuni appuntamenti internazionali già attesi dalla comunità speleologica. La National Speleological Society Convention si terrà a Corydon, in Indiana, dal 6 al 10 luglio 2026, mentre GSA Connects 2026 è in programma a Denver dall’11 al 14 ottobre con abstract finali da presentare entro il 6 agosto.[caves]

Per il settore carsologico internazionale restano centrali anche Eurokarst con la riunione della Commissione Carsica dell’IAH a Neuchâtel, dal 31 agosto al 4 settembre, e la International Conference on Subterranean Biology prevista a Mangalia, in Romania, dal 7 al 12 settembre. Il 13 settembre sarà inoltre celebrata la International Day of Caves and Karst, oggi riconosciuta da UNESCO come ricorrenza internazionale.[scintilena]

Sinkhole Conference e gestione del carsismo

Uno dei passaggi più rilevanti del Cave and Karst News di giugno 2026 riguarda la 18ª edizione della Multidisciplinary Conference on Sinkholes and the Engineering and Environmental Impacts of Karst. L’incontro si svolgerà ad Albany, New York, dal 5 al 9 ottobre 2026 e viene presentato come un appuntamento dedicato ai temi dei georischi, delle acque sotterranee, dell’ingegneria e della gestione delle infrastrutture in aree carsiche.[sinkholeconference]

La conferenza prevede anche la richiesta di riconoscimento di ore formative professionali fino a 24 PDH presso il New York State Council of Professional Geologists. Il materiale informativo segnala inoltre una quota studenti ridotta e la possibilità di sostegno economico per favorire la partecipazione delle nuove generazioni di specialisti del carsismo.[sinkholeconference]

NCKRI tra NSS Convention, nuove assunzioni e ricerca

Nel notiziario emerge anche l’attività organizzativa del National Cave and Karst Research Institute. NCKRI sarà presente alla NSS Convention 2026 con l’iniziativa Coffee & Karst, una tavola rotonda informale prevista nelle mattine di martedì e mercoledì dalle 8 alle 9, pensata per discutere problemi concreti che riguardano la comunità di studiosi e operatori delle grotte.[caves]

Sul fronte interno, maggio 2026 ha segnato l’ingresso di nuove figure nel gruppo di lavoro. Tra queste viene citato Blase LaSala come nuovo Karst Scientist, con un profilo legato allo studio degli acquiferi carsici profondi del Grand Canyon attraverso lidar aereo e di grotta e immagini satellitari ad alta risoluzione.

Nel team entrano anche Derek Detweiler e James “JP” Palmer come Karst Research Technician. I loro percorsi di studio, incentrati rispettivamente su geochimica acquosa, biogeochimica, idrologia e modellazione delle faglie normali, mostrano l’orientamento interdisciplinare con cui NCKRI continua a sviluppare il proprio lavoro su grotte e carsismo.[nckri]

Formazione, ricerca applicata e gestione delle risorse carsiche

Il Cave and Karst News dedica spazio anche alle attività accademiche e di gestione del territorio. Nel programma formativo di New Mexico Tech vengono ricordate le lauree magistrali conseguite da Evan Bowen e Anika Baloun, oltre al riconoscimento assegnato a Mackenzie Best per una pubblicazione sui cicli dell’azoto negli ecosistemi sotterranei.[

Nell’ambito della gestione delle risorse carsiche, NCKRI segnala un sopralluogo lungo la Natchez Trace Parkway per valutare sorgenti, inghiottitoi, grotte e altre forme carsiche in vista di una pianificazione specifica. Un altro aggiornamento riguarda la partecipazione di Andy Armstrong al seminario nazionale della National Cave Rescue Commission, dove è stata testata anche la nuova didattica per il soccorso in grotta.

Questo quadro conferma come il Cave and Karst News di giugno 2026 non sia solo un elenco di scadenze, ma anche una sintesi del lavoro che ruota attorno a ricerca, formazione e gestione del carsismo. Per il settore speleologico, il mese di giugno apre quindi una fase intensa, con scadenze ravvicinate e una serie di appuntamenti che accompagneranno tutta la seconda metà del 2026.[nckri]

International Day of Caves and Karst 2026

La prima celebrazione mondiale dell’International Day of Caves and Karst 2026 si terrà a Postojna, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre, con il 13 settembre indicato come data ufficiale della ricorrenza proclamata dall’UNESCO nel 2025. Il programma prevede una conferenza internazionale, visite scientifiche e una cerimonia ufficiale nella Grotta di Postojna.[caveskarstday]

Date e programma

L’evento inaugurale è stato costruito come una conferenza scientifica internazionale dedicata alla gestione sostenibile di grotte e carsismo. Sono previste sessioni plenarie, comunicazioni orali ed escursioni di studio.[geomorph]

Il programma preliminare include due uscite sul territorio carsico sloveno. Una è dedicata alle Grotte di Škocjan e ai laghi intermittenti di Pivka, l’altra a Planina Cave, ai ponti naturali di Rakov Škocjan e al polje di Cerknica.[caveskarstday]

La cerimonia ufficiale dell’IDCK è annunciata per il 12 settembre, con incontro nel tardo pomeriggio alla Grotta di Postojna. Il giorno seguente, 13 settembre, sarà la data centrale della celebrazione internazionale.[izrkp.zrc-sazu]

Tema e obiettivi

L’iniziativa punta a rafforzare la consapevolezza pubblica sul valore delle grotte e dei paesaggi carsici. UNESCO e UIS collegano la giornata a ricerca, educazione, protezione ambientale, cultura e turismo sostenibile.[uis-speleo]

La celebrazione vuole anche dare visibilità alla cooperazione internazionale nel settore speleologico. La Slovenia ha promosso la proposta, con il sostegno dell’Unione Internazionale di Speleologia e dell’Istituto di Ricerca del Carso di Postojna.[gov]

Scadenze utili

Per chi intende partecipare con contributi scientifici, la scadenza per l’invio degli abstract è fissata al 26 giugno 2026. Le iscrizioni si chiuderanno poi il 28 agosto 2026.[geomorph]

La finestra temporale lascia quindi spazio alla preparazione di interventi e poster su ricerca, tutela e monitoraggio dei sistemi carsici. Il sito ufficiale dell’evento raccoglie anche aggiornamenti organizzativi e informazioni pratiche.[izrkp.zrc-sazu]

Luoghi coinvolti

Postojna sarà il centro della prima celebrazione, ma il programma richiama alcuni tra i siti carsici sloveni più noti. Tra questi figurano le Grotte di Škocjan, il sistema di Postojna e la Grotta di Planina, tutti luoghi di forte interesse per la speleologia e l’idrogeologia.[scintilena]

L’evento nasce dunque come appuntamento simbolico e tecnico insieme. Segna la prima applicazione concreta della giornata internazionale dopo la proclamazione UNESCO del novembre 2025.[scintilena]

Lista dei partner UNESCO per la conservazione del carsismo

La UIS afferma anche che oltre 150 organizzazioni in tutto il mondo hanno sostenuto la proposta. Nella documentazione storica sulla International Year of Caves and Karst viene inoltre ricordata una rete di 263 organizzazioni partner provenienti da 51 Paesi, segno di una cooperazione internazionale già consolidata sul tema.[uis-speleo]

Per la conservazione del carsismo, quindi, il quadro più corretto non è quello di una singola lista fissa, ma di una rete di enti UNESCO, istituzioni nazionali, società speleologiche e programmi scientifici collegati. Questa rete ruota soprattutto attorno alla Slovenia, alla UIS e ai programmi UNESCO dedicati a educazione, scienza e ambiente.[gov]

Come diventare partner o sostenitore di progetti UNESCO sul carsismo

Per diventare partner o sostenitore di progetti UNESCO sul carsismo, il passo più diretto è collegarsi all’UIS e ai canali ufficiali dell’International Day of Caves and Karst, che invitano organizzazioni e istituzioni a sostenere la proposta e a diffondere l’iniziativa presso delegazioni nazionali UNESCO e autorità competenti. La campagna per l’IDCK ha già raccolto il sostegno di oltre 150 organizzazioni nel mondo, quindi l’adesione avviene dentro una rete già attiva.[uis-speleo]

Come offrire sostegno

Secondo l’UIS, il sostegno può prendere forme diverse: comunicare con la propria delegazione UNESCO nazionale, chiedere appoggio politico-istituzionale, condividere materiali di campagna e promuovere gli eventi collegati alla giornata internazionale. Nella fase di proclamazione della giornata, la Slovenia ha coordinato la raccolta delle co-sponsorizzazioni, con il coinvolgimento dell’UIS e degli uffici UNESCO competenti.[gov]

Un altro modo concreto per partecipare è aderire come organizzazione partner o inserire il proprio evento nel calendario internazionale dedicato a grotte e carsismo. Il sito ufficiale della giornata indica infatti che programma, co-organizzatori e registrazioni vengono aggiornati centralmente.[uis-speleo]

Reti e programmi

Chi vuole sostenere il carsismo in ambito UNESCO può muoversi anche attraverso i programmi collegati alla tutela degli ecosistemi e del patrimonio naturale. Le fonti citano i programmi UNESCO IGGP, MAB e IHP, oltre a partner scientifici come ISC e IUCN, che hanno appoggiato la proclamazione della giornata internazionale.[unesdoc.unesco]

Sul piano della collaborazione specialistica, l’UIS lavora anche con organismi come IAH Karst Commission, IGU Karst Commission, ISCA e Bat Conservation International. Questo significa che una candidatura come partner può passare sia da canali UNESCO sia da reti speleologiche e scientifiche già strutturate.[council]

Passi pratici

In pratica, un ente interessato dovrebbe prima definire il proprio ruolo: sponsor, partner scientifico, sostenitore locale, organizzatore di evento o semplice promotore. Poi conviene contattare l’UIS tramite i riferimenti ufficiali presenti nelle campagne della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo e proporre una collaborazione coerente con la tutela, la ricerca o la divulgazione.[uis-speleo]

Per chi lavora sul territorio, è utile anche segnalare iniziative, conferenze, mostre o attività educative al calendario ufficiale della giornata. In questo modo il contributo entra in una rete internazionale visibile e coordinata, con ricadute su divulgazione, sensibilizzazione e conservazione.[caveskarstday]

Per enti italiani

Per associazioni, parchi, università e gruppi speleologici italiani, il canale più efficace resta l’allineamento con UIS e con i programmi UNESCO già citati. La partecipazione può essere sia formale, tramite sostegno istituzionale, sia operativa, con eventi, materiali informativi e campagne dedicate al carsismo.[uis-speleo]

La stessa logica vale per le realtà che operano in aree carsiche, biosfere, geoparchi o siti già riconosciuti dall’UNESCO. In questi casi il valore aggiunto sta nel collegare protezione, ricerca e comunicazione pubblica in una cornice internazionale condivisa.[visitkras]

Ruolo della IAH Karst Commission nella ricerca idrogeologica

La IAH Karst Commission svolge un ruolo centrale nella ricerca idrogeologica dei sistemi carsici, perché coordina studiosi, professionisti e istituzioni che si occupano di acque sotterranee in ambienti karstici. La sua missione dichiarata è promuovere una gestione scientificamente solida delle risorse idriche carsiche, con attenzione a uso potabile, agricoltura e protezione degli ecosistemi.[karst.iah]

Mandato scientifico

La Commissione è una delle più antiche e attive dell’International Association of Hydrogeologists, fondata nel 1970 a Neuchâtel. Fin dall’origine ha ricevuto il mandato di sviluppare la comprensione scientifica dell’idrogeologia delle aree carsiche, un ambito in cui il comportamento dell’acqua è complesso e spesso difficile da monitorare.[karst.iah]

Nel tempo ha costruito un forte profilo editoriale e tecnico. Le fonti sottolineano la sua capacità di pubblicare libri, atti, numeri speciali di riviste e linee guida, oltre a organizzare conferenze, workshop e corsi di formazione.[karst.iah]

Ricerca e metodi

La Commissione promuove una ricerca interdisciplinare che integra idrodinamica, idrochimica, isotopi, traccianti e modellazione quantitativa. In pratica, questo significa studiare come si muove l’acqua nei sistemi carsici, come interagisce con la roccia e come trasporta contaminanti o risorse utili.[scintilena]

Le attività di formazione comprendono anche corsi di campo e programmi per giovani professionisti. Tra gli strumenti didattici ricorrenti ci sono le prove con coloranti, il monitoraggio delle acque e le indagini sugli acquiferi carsici, utili anche per la gestione dei rischi ambientali.[scintilena]

Rete di partner

Un tratto distintivo della Commissione è la collaborazione con istituzioni specializzate. La lista dei partner comprende l’International Research Centre on Karst di Guilin, il Karst Dynamics Laboratory, il Centre for Karst Hydrogeology dell’Università di Belgrado, il Karst Research Institute di Postojna, il NCKRI, il Karst Waters Institute, l’Hoffman Environmental Research Institute e lo Swiss Institute of Speleology and Karstology.[karst.iah]

La Commissione lavora anche in cooperazione con la Speleogenesis Commission della UIS e con diversi programmi UNESCO, compresi progetti IGCP e iniziative come DIKTAS. Questo legame rafforza il collegamento tra ricerca idrogeologica, tutela del patrimonio carsico e trasferimento delle conoscenze ai decisori pubblici.[karma-project]

Impatto sulla gestione

Il valore della Karst Commission non è solo accademico. Le sue attività servono a orientare la protezione delle sorgenti, la salvaguardia degli acquiferi, il controllo dell’inquinamento e la pianificazione dell’uso del territorio in aree molto vulnerabili.[routledge]

Un esempio recente di questo approccio è il progetto MIKAS, che mira a costruire il primo elenco globale delle sorgenti più importanti degli acquiferi carsici e a definire un codice di buona pratica. È un segnale chiaro del passaggio dalla ricerca alla gestione concreta delle risorse idriche.[iahgroundwater-annualreports]

Collegamento con il carsismo

Nel quadro più ampio del carsismo internazionale, la Commissione IAH è uno dei soggetti che trasformano il sapere scientifico in strumenti operativi. La sua attività aiuta a leggere la vulnerabilità dei territori carsici e a costruire criteri più affidabili per la loro tutela.[karst.iah]

Per la speleologia scientifica, questo significa avere un punto di riferimento stabile per studi, formazione e cooperazione internazionale. La Commissione lavora infatti proprio nel punto d’incontro tra grotte, acqua e gestione sostenibile del sottosuolo.[karst.iah]

Pubblicazioni principali della IAH Karst Commission

Le pubblicazioni principali della IAH Karst Commission comprendono libri, numeri speciali di riviste, serie monografiche e linee guida tecniche dedicate all’idrogeologia carsica. La Commissione segnala inoltre una produzione editoriale continua, considerata tra le più solide a livello internazionale nel campo del carsismo.[karst.iah]

Serie e monografie

Tra le pubblicazioni ricorrenti della Commissione c’è la serie Reviews in Karst Hydrogeology, indicata come una delle collane più rappresentative del gruppo. La storia della Commissione ricorda anche l’avvio dell’annotated karst bibliography, una linea di lavoro bibliografico che ha sostenuto la raccolta sistematica della letteratura carsologica.[karst.iah]

La IAH pubblica inoltre due serie librarie di riferimento: Selected Papers on Hydrogeology e International Contributions to Hydrogeology. Queste collane ospitano volumi e raccolte che includono anche contributi della Karst Commission e di altri gruppi IAH.[routledge]

Numeri speciali

Un esempio rilevante è il numero speciale Five decades of advances in karst hydrogeology, pubblicato nel 2021 con 29 articoli firmati da 97 autori di 20 Paesi. La Commissione lo cita come uno dei risultati editoriali più significativi del periodo recente.[pmc.ncbi.nlm.nih]

La stessa documentazione ricorda anche un numero speciale di Environmental Earth Sciences curato da membri della Commissione, insieme ad altri articoli inseriti nella serie Reviews in Karst Hydrogeology. Questa combinazione di numeri speciali e contributi tematici mostra l’attenzione della Commissione per la diffusione della ricerca applicata.[iah]

Manuali e testi

Tra i titoli più noti compare il libro Methods in Karst Hydrogeology, dedicato alle tecniche di studio degli acquiferi carsici. Il volume è pensato per spiegare metodi di indagine utili alla comprensione delle falde carsiche, considerate fonti strategiche di acqua potabile.[books.google]

Più di recente, la documentazione IAH segnala anche il libro Karst: Environment and Management of Aquifers, al quale hanno lavorato diversi membri della Commissione. Il testo si colloca nella stessa linea di produzione orientata alla gestione sostenibile delle risorse idriche carsiche.[iah]

Rapporti e divulgazione

Oltre ai libri scientifici, la Commissione prepara e diffonde pubblicazioni tecniche e divulgative. Nel proprio profilo ufficiale indica infatti la produzione di linee guida tecniche, libri e materiali di divulgazione come parte stabile delle sue attività.[karst.iah]

Nel tempo sono apparsi anche rapporti annuali e newsletter della Commissione, utili per seguire progetti, eventi, nuove uscite e lavori in corso. Questo rende il catalogo editoriale della IAH Karst Commission non solo scientifico, ma anche operativo e aggiornato.[karst.iah]

Quadro generale

In sintesi, le pubblicazioni principali della IAH Karst Commission si distribuiscono su quattro livelli: serie monografiche, libri di riferimento, numeri speciali di rivista e materiali tecnici. Il filo conduttore resta lo stesso: produrre conoscenza affidabile per lo studio, la tutela e la gestione del carsismo.[karst.iah]

tabella con i dettagli delle pubblicazioni

PubblicazioneAutore / curatoreEditoreLink bibliograficoNota
Methods in Karst HydrogeologyNico Goldscheider, David Drew (cur.) [taylorfrancis]CRC Press / Taylor & Francis [taylorfrancis]DOI 10.1201/9781482266023 [taylorfrancis]Testo di riferimento sui metodi idrogeologici applicati ai sistemi carsici. [taylorfrancis]
Five decades of advances in karst hydrogeologyAugusto S. Auler, Zoran Stevanovi? [pubmed.ncbi.nlm.nih]Hydrogeology Journal / Springer [pmc.ncbi.nlm.nih]DOI 10.1007/s10040-020-02292-x [pubmed.ncbi.nlm.nih]Prefazione al numero speciale che celebra i 50 anni della IAH Karst Commission. [pmc.ncbi.nlm.nih]
Karst: Environment and Management of AquifersNon indicato chiaramente nelle fonti recuperate [gw-project]GW-Project / Springer (riferimento editoriale del volume) [gw-project]Pagina del volume [gw-project]Volume di introduzione e gestione degli acquiferi carsici, riccamente illustrato. [gw-project]
Reviews in Karst HydrogeologyCommissione IAH Karst Hydrogeology [karst.iah]Serie IAH / Taylor & Francis [routledge]Serie IAH Selected Papers on Hydrogeology [taylorfrancis]Collana tematica citata come una delle serie principali della Commissione. [karst.iah]
Numero speciale Environmental Earth Sciences su carsismoMembri della IAH Karst Commission [iah]Springer [iah]Riferimento citato nel report della Commissione [iah]Special issue segnalato come progetto editoriale della Commissione. [iah]
Karst water environment: Advances in research, management and policyTamim Younos, Madeline Schreiber, Katarina Kosi? Ficco (cur.) [gripp.iwmi]Springer International Publishing [gripp.iwmi]Scheda del volume [gripp.iwmi]Non è una pubblicazione interna della Commissione, ma è utile come riferimento vicino al suo ambito di lavoro. [gripp.iwmi]

Nota sulle fonti

Per alcuni volumi della Commissione, le fonti reperite non riportano in modo univoco tutti i dati editoriali, soprattutto per autore e casa editrice. In quei casi ho lasciato il campo esplicitamente non determinato invece di inferire informazioni non verificate.[karst.iah]

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  • Apuane: la montagna non si intimidisce
    Condividi Dopo i vandalismi che hanno colpito i partecipanti alla Camminata Consapevole, una riflessione sul diritto di conoscere, frequentare e difendere uno dei territori più straordinari e fragili d’Italia Le Alpi Apuane sono da sempre una montagna di contrasti. Terra di straordinaria bellezza, di profonde cavità carsiche, di biodiversità unica e di una lunga storia umana, rappresentano anche uno dei luoghi dove più intensamente si confrontano interessi economici, tutela ambientale e diver
     

Apuane: la montagna non si intimidisce

Jún 10th 2026 at 06:00

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Dopo i vandalismi che hanno colpito i partecipanti alla Camminata Consapevole, una riflessione sul diritto di conoscere, frequentare e difendere uno dei territori più straordinari e fragili d’Italia

Le Alpi Apuane sono da sempre una montagna di contrasti. Terra di straordinaria bellezza, di profonde cavità carsiche, di biodiversità unica e di una lunga storia umana, rappresentano anche uno dei luoghi dove più intensamente si confrontano interessi economici, tutela ambientale e diverse visioni del futuro del territorio.

Per questo quanto accaduto domenica 7 giugno 2026, al termine della “Camminata Consapevole per le Apuane”, non può lasciare indifferenti.

L’iniziativa, promossa dall’associazione Apuane Libere, ha visto la partecipazione di oltre trecento persone che hanno percorso il sentiero CAI dal Rifugio Donegani al Rifugio Orto di Donna attraversando una vallata profondamente segnata dall’attività estrattiva. Una camminata pacifica, finalizzata a osservare, comprendere e riflettere sul presente e sul futuro delle Apuane.

Al rientro, però, molti partecipanti hanno trovato le proprie automobili vandalizzate. Graffi, danneggiamenti e scritte hanno colpito decine di veicoli parcheggiati lungo la strada di accesso alla manifestazione.

I responsabili non sono ancora stati individuati e saranno le indagini delle autorità competenti a fare piena luce sull’accaduto. Ciò che appare già evidente, tuttavia, è il carattere intimidatorio di un gesto rivolto contro persone che stavano esercitando pacificamente il proprio diritto a partecipare a un’iniziativa pubblica.

@M.Abisso

La reazione del mondo della montagna e delle istituzioni è stata immediata e unanime.

Il CAI Toscana ha condannato l’accaduto parlando di un vero e proprio atto intimidatorio. Il Club Alpino Italiano, attraverso il delegato centrale all’Ambiente Mario Vaccarella, ha espresso solidarietà ai partecipanti e alle associazioni coinvolte, ricordando come la tutela dell’ambiente rappresenti un interesse collettivo e un patrimonio comune.

Parole nette sono giunte anche dal presidente del Parco Regionale delle Alpi Apuane, Lorenzo Tagliasacchi, che ha definito i fatti “gravissimi e inaccettabili”, ribadendo che nessuno può essere intimidito per le proprie idee.

Alla condanna si è unito il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che ha parlato di un episodio “intollerabile e vile”, un tentativo di colpire la libertà di manifestazione attraverso l’intimidazione. Una presa di posizione significativa che conferma la gravità con cui le istituzioni hanno interpretato l’accaduto.

Le Apuane sono da molti anni al centro di un acceso dibattito sul rapporto tra attività estrattive, tutela ambientale e sviluppo economico. È un confronto legittimo, spesso complesso e talvolta aspro. Ma proprio per questo deve poter avvenire nel rispetto reciproco, nella trasparenza e nella piena libertà di espressione.

@M.Abisso

Per gli speleologi, gli escursionisti, gli alpinisti e tutti coloro che frequentano queste montagne, e anche per chi non le frequenta e le ammira anche solo dall’autostrada, le Apuane sono un patrimonio naturale e culturale di valore internazionale. Sotto le loro creste si sviluppano alcuni dei più importanti sistemi carsici d’Europa; nelle loro vallate si intrecciano storia, paesaggio, biodiversità e memoria delle comunità locali.

Le Apuane non hanno bisogno di nuove divisioni, che rievocano antichi scontri. In queste montagne, nonostante differenze e contrasti, non sono mancati esempi di rispetto reciproco tra chi le vive in modi diversi. Il problema non sono i cavatori, ma chi dalla montagna trae profitto senza preoccuparsi delle conseguenze. Difendere questo territorio significa anche riconoscere il valore e la dignità di chi lo vive con rischio e lo conosce ogni giorno, cercando nel rispetto reciproco la strada per guardare nella stessa direzione.

Difendere la possibilità di conoscere questi luoghi, studiarli, percorrerli e discuterne il futuro significa difendere un principio fondamentale di partecipazione democratica.

Le idee possono essere diverse. Le opinioni possono anche essere profondamente distanti. Ma nessuna visione della montagna può trovare legittimazione nell’intimidazione.

La risposta più forte a quanto accaduto resta quella offerta dagli oltre trecento partecipanti alla camminata: continuare a frequentare le Apuane, a conoscerle e ad averne cura, nella convinzione che la montagna appartenga a tutti e che il suo futuro debba essere costruito attraverso il confronto, mai attraverso la paura.

@M.Abisso

Chi ha rigato quelle automobili probabilmente voleva lasciare un segno. Lo ha lasciato davvero, ma non quello immaginato. Ha ricordato a tutti quanto sia importante continuare a parlare delle Apuane, frequentarle, studiarle e comprenderle.

Noi conosciamo queste montagne anche dal loro interno: attraverso le grotte, le sorgenti, gli abissi e i grandi sistemi carsici che raccontano una storia antica, scritta nella roccia molto prima delle divisioni e delle contrapposizioni di oggi. Forse è anche per questo che sentiamo il dovere di affermare con chiarezza che nessuna intimidazione può trovare cittadinanza in montagna.

Le Alpi Apuane sono un patrimonio naturale, culturale e umano che appartiene a tutti. E il loro futuro deve poter essere discusso da tutti, nel rispetto delle idee e delle persone, senza paura e senza minacce. Perché una montagna può essere percorsa, studiata, amata, discussa. Ma non può appartenere a chi pretende di imporre il silenzio agli altri.

Un vecchio frequentatore della Val Serenaia, ricordando i campeggi al Donegani, le traversate sulle creste e gli anni trascorsi tra queste montagne, ha scritto qualche tempo fa: «Val Serenaia… mai più bel nome poteva esserle riservato». Poi ha aggiunto amaramente che oggi la chiamerebbe «Val Desolazione».

È un’opinione personale, certamente. Ma racconta quanto profonde siano le emozioni, i ricordi e le passioni che le Apuane continuano a suscitare.

Proprio per questo il loro futuro merita confronto, ascolto e rispetto. Perché una montagna può essere percorsa, studiata, amata, discussa. Ma non può appartenere a chi pretende di imporre il silenzio agli altri.

Marina Abisso – OrTAM – ONCN CAI

Cava di Val Serenaia: questa fotografia è attinta aa  http://www.flickr.com/photos/emanuelelotti/

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  • Rubare a un rifugio è rubare alla montagna
    Condividi Furto di viveri e bombole destinati al Rifugio Bietti-Buzzi. Un danno economico, ma soprattutto un colpo a uno dei presìdi delle Grigne, già private del Bogani in attesa di una nuova gestione Rubati viveri e bombole per un valore di 2.500 euro. Un gesto che pesa ben oltre il danno economico e che richiama altri episodi avvenuti sulle Grigne MANDELLO DEL LARIO – Furto pesante ai danni del Rifugio Bietti-Buzzi, posto a 1720 m, situato sul versante ovest della Grigna Settentrionale.
     

Rubare a un rifugio è rubare alla montagna

Jún 10th 2026 at 05:00

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Furto di viveri e bombole destinati al Rifugio Bietti-Buzzi. Un danno economico, ma soprattutto un colpo a uno dei presìdi delle Grigne, già private del Bogani in attesa di una nuova gestione

Rubati viveri e bombole per un valore di 2.500 euro. Un gesto che pesa ben oltre il danno economico e che richiama altri episodi avvenuti sulle Grigne

MANDELLO DEL LARIO – Furto pesante ai danni del Rifugio Bietti-Buzzi, posto a 1720 m, situato sul versante ovest della Grigna Settentrionale. Un Rifugio che è punto di riferimento per escursionisti e alpinisti diretti verso il Grignone.

Il Bietti è di proprietà della Sezione CAI Grigne di Mandello del Lario si affaccia sull’anfiteatro del Releccio.

Nel mirino dei ladri il materiale preparato per il rifornimento in quota. Il gestore Marco Madama aveva organizzato al parcheggio del Vò di Moncodeno, a 1.430 metri di quota, il carico destinato all’elicottero. All’alba del giorno successivo la scoperta: tutto era sparito.

Il bottino comprendeva generi alimentari, olio, legumi, verdure e quattro bombole di gas, per un valore complessivo stimato in circa 2.500 euro. Un danno importante, aggravato dalla complessa organizzazione necessaria per rifornire una struttura alpina.

Il furto al Bietti-Buzzi va oltre la semplice notizia di cronaca. Colpisce infatti uno dei presìdi della montagna lecchese, un luogo che svolge una funzione fondamentale di accoglienza, riferimento e sicurezza per quanti frequentano le Grigne.

I rifugi non sono semplici attività economiche. Sono parte integrante della cultura della montagna. Custodiscono sentieri, mantengono vive tradizioni, offrono supporto agli escursionisti e rappresentano punti di incontro per chi vive e frequenta l’ambiente alpino. Per questo colpire un rifugio significa colpire un patrimonio collettivo.

In territori sempre più soggetti all’abbandono delle aree interne, i rifugi sono gli unici presìdi permanenti, punti di riferimento che contribuiscono a mantenere viva la frequentazione responsabile della montagna.

Un rifugio non appartiene soltanto al suo gestore. Attorno a ogni struttura ruota una comunità fatta di escursionisti, alpinisti, speleologi, volontari del soccorso alpino, sezioni CAI e abitanti delle vallate. Ogni furto ai danni di un rifugio viene percepito come un’offesa a questa rete di persone che condivide gli stessi valori di rispetto, solidarietà e attenzione verso il territorio.

Particolarmente amara appare la natura del gesto. Chi ha rubato sapeva probabilmente che quei materiali erano destinati a un rifornimento in quota. Ogni carico richiede infatti tempo, impegno, organizzazione e costi elevati. Sottrarre viveri e bombole significa approfittare delle difficoltà che caratterizzano la gestione delle strutture alpine, rendendo ancora più gravoso il lavoro di chi sceglie di operare in montagna.

L’episodio richiama alla memoria quanto accaduto negli anni scorsi al Rifugio Bogani, anch’esso vittima di furti e atti vandalici che suscitarono una grande mobilitazione solidale. Oggi, mentre il Bogani è ancora in attesa di una nuova gestione, ogni rifugio attivo sulle Grigne assume un’importanza ancora maggiore per la comunità montana.

I valori che da sempre animano il Club Alpino Italiano, le associazioni alpinistiche e il mondo speleologico sono quelli del rispetto, dell’aiuto reciproco e della responsabilità verso il territorio. Chi frequenta la montagna sa che la sicurezza e la bellezza di questi luoghi dipendono anche dall’impegno silenzioso di gestori, volontari e appassionati che ogni giorno contribuiscono a mantenerli vivi.

Un rifugio non è soltanto un edificio. È un luogo di incontro, sicurezza, accoglienza e cultura. Per questo rubare viveri e bombole destinati a una struttura alpina non significa soltanto provocare un danno economico: significa colpire una delle espressioni più autentiche dello spirito della montagna.

Rubare a un rifugio significa rubare a tutta la montagna.

Fonte: https://www.valsassinanews.com/ – accesso 8/6/2026

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  • Puliamo il Buio a Tuvixeddu, speleologia e volontari ripuliscono la dolina
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Puliamo il Buio a Tuvixeddu, speleologia e volontari ripuliscono la dolina

Jún 9th 2026 at 09:00

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A Cagliari l’iniziativa Puliamo il Buio unisce GSAGS e Legambiente nel lungo fine settimana della Giornata Mondiale dell’Ambiente, con un intervento a Tuvixeddu tra cavità, rifiuti ingombranti e tutela del patrimonio sotterraneo

Puliamo il Buio Tuvixeddu

Questa mattina a Tuvixeddu, a Cagliari, l’iniziativa Puliamo il Buio ha portato nella stessa area speleologi, volontari ambientali e cittadini, impegnati nella pulizia della dolina e degli spazi circostanti nel fine settimana dedicato alla Giornata Mondiale dell’Ambiente.


L’azione è nata dalla collaborazione tra il Gruppo Speleo-Archeologico “Giovanni Spano” e Legambiente Sardegna, all’interno della campagna nazionale Puliamo il Buio, promossa insieme alla Società Speleologica Italiana per richiamare l’attenzione sugli ambienti ipogei e sul patrimonio sotterraneo.


A Tuvixeddu la speleologia è così entrata in città con un intervento concreto, centrato non solo sulla raccolta dei rifiuti ma anche sul valore civile della cura di luoghi spesso poco visibili e quindi più esposti all’abbandono.

Rifiuti nella dolina

Il lavoro più impegnativo ha riguardato il fondo della dolina, dove i volontari del GSAGS hanno recuperato rifiuti ingombranti accumulati nel tempo, tra cui scaldabagni, frigoriferi, lavatrici, biciclette, pneumatici, telai di motorini, una rete da letto e perfino una vecchia automobile.


Accanto agli ingombranti sono stati raccolti anche bottiglie di plastica, carta, arredi dismessi e altri materiali abbandonati, segno di un degrado stratificato che interessa sia le cavità sia l’area esterna.[3][4]
Nello stesso intervento, Legambiente ha coordinato in sicurezza la pulizia della zona circostante e la differenziazione del materiale recuperato, coinvolgendo anche cittadini che hanno scelto di dedicare la mattinata a Tuvixeddu.[2][3]

GSAGS e Legambiente

L’area scelta per Puliamo il Buio ha un valore che va oltre l’emergenza rifiuti, perché la dolina si trova in un contesto ricco di storia, vicino alle postazioni contraeree della Seconda guerra mondiale e affacciato sul sistema di Tuvixeddu e Tuvumannu.[2]
Per questo l’intervento ha assunto anche il significato di una manutenzione civica di un luogo identitario per Cagliari, dove ambiente, memoria storica e patrimonio sotterraneo si incontrano nello stesso paesaggio.[2]
Nel racconto delle associazioni emerge inoltre il peso delle competenze speleologiche messe in campo dal GSAGS, che ha operato nel recupero in profondità dei rifiuti più pesanti, mostrando come la speleologia possa offrire strumenti utili anche nella tutela ambientale urbana.[1][3]

Puliamo il Buio 2026

L’appuntamento di Tuvixeddu rientra tra gli eventi del cinquantennale del GSAGS, inseriti nel progetto “Sentieri nel Buio. 50 anni di ricerca e divulgazione speleologica”, con cui il gruppo cagliaritano sta ripercorrendo mezzo secolo di attività nel 2026.[5][1]
Secondo le informazioni diffuse nei giorni precedenti, Puliamo il Buio a Cagliari è stata presentata anche come anteprima nazionale verso “Puliamo il Mondo 2026”, la campagna di Legambiente che ogni anno, a fine settembre, mobilita volontari in tutta Italia contro l’abbandono dei rifiuti.[3][1]
La giornata sarda si inserisce quindi in un quadro più ampio, dove Puliamo il Buio viene usata per mettere al centro i luoghi nascosti, come grotte, doline e cavità, che possono trasformarsi in discariche abusive con effetti sugli ecosistemi ipogei e sulle risorse idriche.[1][3]

Speleologia e tutela ambientale

L’iniziativa di Tuvixeddu conferma un dato che la speleologia italiana richiama da tempo: gli ambienti sotterranei non sono spazi marginali, ma parti delicate del territorio che richiedono conoscenza tecnica, monitoraggio e partecipazione pubblica.[3][1]
Nel caso di Cagliari, Puliamo il Buio ha mostrato anche la possibilità di tenere insieme divulgazione, volontariato e presidio del paesaggio, in una zona che da anni resta al centro dell’attenzione per il suo valore storico, archeologico e ambientale.[5][2]
L’evento si è svolto con il patrocinio della Regione Sardegna, del Comune di Cagliari, dell’Associazione Italiana Cultura Sport e della Federazione Speleologica Sarda, rafforzando il profilo pubblico di un’azione che unisce speleologia e cittadinanza attiva.[1][3]

Fonti
[1] Il 6 giugno, in occasione della Giornata Mondiale … – Sardegna https://www.sardegnaierioggidomani.com/ambiente/il-6-giugno-in-occasione-della-giornata-mondiale-dellambiente-a-cagliari-si-terra-puliamo-il-buio-anteprima-di-puliamo-il-mondo/
[2] Questa mattina a Tuvixeddu l’iniziativa congiunta del Gruppo … https://www.sardegnaierioggidomani.com/ambiente/questa-mattina-a-tuvixeddu-liniziativa-congiunta-del-gruppo-speleo-archeologico-giovanni-spano-e-legambiente/
[3] Puliamo il buio anteprima Puliamo il mondo Sardegna https://www.legambiente.it/comunicati-stampa/anteprima-puliamo-il-mondo-puliamo-il-buio-prima-tappa-in-sardegna
[4] Tuvixeddu tra rifiuti, plastica e pneumatici: gli speleologi … https://www.unionesarda.it/news-sardegna/cagliari/tuvixeddu-tra-rifiuti-plastica-e-pneumatici-gli-speleologi-ripuliscono-le-grotte-del-colle-bcbo3j0s
[5] “Sentieri nel Buio” in mostra 50 anni di speleologia a Cagliari https://www.scintilena.com/sentieri-nel-buio-il-gruppo-speleo-archeologico-giovanni-spano-porta-in-mostra-50-anni-di-speleologia-a-cagliari/04/30/
[10] “Puliamo il Buio” a Cagliari: speleologi e volontari insieme per la … https://www.scintilena.com/puliamo-il-buio-a-cagliari-speleologi-e-volontari-insieme-per-la-tutela-degli-ambienti-sotterranei/06/06/
[11] Puliamo il Buio Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/puliamo-il-buio/
[12] puliamo il buio Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/tag/puliamo-il-buio/
[13] Sardegna Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/sardegna/
[14] Una luce nel buio – il giornale quotidiano della speleologia italiana https://www.scintilena.com/category/0/page/2422/?%2Fwp-admin%2Finstall_php&wpmp_switcher=mobile
[15] On line l’archivio PDF degli articoli di Novembre 2021 di Scintilena https://www.scintilena.com/on-line-larchivio-pdf-degli-articoli-di-novembre-2021-di-scintilena/12/01/
[16] Cinquant’anni sotto la Sardegna: il Gruppo G. Spano celebra mezzo … https://www.scintilena.com/cinquantanni-sotto-la-sardegna-il-gruppo-g-spano-celebra-mezzo-secolo-di-speleologia/03/20/
[17] Una luce nel buio – il giornale quotidiano della speleologia italiana https://www.scintilena.com/page/2408/?sid=18&lang=cn&act=topiccont&fid=1&id=1&page=1&pageall=1&numall=10
[18] Speleologia urbana a Cagliari: 50 anni di esplorazioni nel convegno … https://www.scintilena.com/speleologia-urbana-a-cagliari-50-anni-di-esplorazioni-nel-convegno-sentieri-nel-buio/05/29/
[19] Una luce nel buio – il giornale quotidiano della speleologia italiana https://www.scintilena.com/page/516/?c=3
[20] Generatore feed rss Scintilena per pillole di grotta https://www.scintilena.com/servizi-per-la-speleologia/generatore-feed-rss-scintilena-per-pillole-di-grotta/
[21] Puliamo il buio a Tuvixeddu, speleologi e volontari insieme … https://www.instagram.com/p/DZST_4csMnS/
[22] GSAGS – Gruppo Speleo Archeologico “Giovanni Spano” https://www.facebook.com/gsagspano/posts/puliamo-il-buio-a-tuvixeddu-sabato-6-giugno-in-occasione-della-giornata-mondiale/1622412573218017/
[23] Puliamo il Buio – Cagliari https://puliamoilmondo.it/eventi/puliamo-il-buio-cagliari/
[24] TUVIXEDDU, LEGAMBIENTE (RI)SCRIVE ALLA REGIONE https://www.chartabianca.it/1551/news/tuvixeddu-legambiente-ri-scrive-alla-regione-fermate-le-ruspe
[25] “Puliamo il buio” a Tuvixeddu il 6 giugno, 8.30 https://www.sardegnareporter.it/2026/06/puliamo-il-buio-a-tuvixeddu-il-6-giugno-8-30/777074/
[26] Sentieri nel Buio – Mostra fotografica – Cagliari https://www.gsags.it/sentieri-nel-buio-mostra-fotografica/
[27] “Puliamo il Buio” a Tuvixeddu ? – Sabato 6 giugno … https://www.instagram.com/p/DZIV2IrsWFZ/
[28] GSAGS https://www.facebook.com/gsagspano/photos/puliamo-il-buio-a-tuvixeddu-sabato-6-giugno-in-occasione-della-giornata-mondiale/1622412536551354/
[29] Speleologia: conclusa iniziativa “Puliamo il Buio” https://www.regione.basilicata.it/speleologia-conclusa-iniziativa-puliamo-il-buio/
[30] al parco tuvixeddu-tuvumannu https://www.regione.sardegna.it/documenti/1_39_20081212105113.pdf

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  • La Grotta dei Tayos, scrigno di biodiversità nascosta
    Condividi Dalla celebre grotta dell’Ecuador emergono nuove specie e nuove prospettive per la ricerca sui veleni animali. Lo racconta Carolyn Wilke in un articolo pubblicato da National Geographic l’8 gennaio 2026 “Cueva de los Tayos” significa letteralmente “Grotta dei Tayos”. Il nome deriva dai tayos (i Guacharos, Steatornis caripensis), particolari uccelli notturni che nidificano nelle grandi sale della cavità e che da secoli caratterizzano questo straordinario ambiente sotterraneo della Co
     

La Grotta dei Tayos, scrigno di biodiversità nascosta

Jún 9th 2026 at 05:00

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Dalla celebre grotta dell’Ecuador emergono nuove specie e nuove prospettive per la ricerca sui veleni animali. Lo racconta Carolyn Wilke in un articolo pubblicato da National Geographic l’8 gennaio 2026

“Cueva de los Tayos” significa letteralmente “Grotta dei Tayos”. Il nome deriva dai tayos (i Guacharos, Steatornis caripensis), particolari uccelli notturni che nidificano nelle grandi sale della cavità e che da secoli caratterizzano questo straordinario ambiente sotterraneo della Cordigliera del Cóndor, nell’Ecuador orientale. Proprio la loro presenza sostiene gran parte dell’ecosistema della grotta.

Le grotte continuano a sorprenderci. Non solo per i loro paesaggi nascosti o per le sfide esplorative che offrono agli speleologi, ma anche perché custodiscono forme di vita ancora sconosciute alla scienza e, forse, risorse preziose per la medicina del futuro.

La celebre Grotta dei Tayos torna sotto i riflettori internazionali grazie a una spedizione scientifica raccontata da National Geographic. A guidarla è Bryan Fry, tossicologo dell’Università del Queensland e studioso dei veleni animali, affiancato dall’attore Will Smith, protagonista della serie documentaria Pole to Pole. Nelle profondità del grande sistema carsico ecuadoriano, i ricercatori hanno cercato specie ancora sconosciute e raccolto campioni di veleno da animali cavernicoli, nella speranza di individuare sostanze utili alla medicina del futuro.

La ricerca, documentata nella serie televisiva Pole to Pole with Will Smith, ha visto il tossicologo australiano Bryan Fry e il suo team addentrarsi nelle profondità di uno dei più vasti e affascinanti sistemi sotterranei del Sud America. Dopo una discesa di quasi cento metri, gli studiosi hanno esplorato un ambiente quasi sconosciuto alla comunità scientifica internazionale, popolato da artropodi adattati a condizioni estreme.

Tra gli incontri più sorprendenti figurano enormi tarantole cavernicole, grandi “quanto un piatto da portata”. Il vero obiettivo della spedizione non era, naturalmente, soltanto documentare animali spettacolari: i ricercatori hanno raccolto campioni di veleno per analizzarne la composizione e individuare molecole potenzialmente utili allo sviluppo di nuovi farmaci.

Secondo Fry, la Grotta dei Tayos rappresenta un ecosistema eccezionale.

L’accesso è difficile e le comunicazioni con l’esterno sono limitate: in queste condizioni, le specie possono evolvere in modo indipendente per migliaia o milioni di anni, sviluppando caratteristiche uniche. Un fenomeno ben noto ai biospeleologi, che considerano le grotte veri e propri laboratori naturali dell’evoluzione.

Foto: Bernard Gagnon, Tayos 01, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0 – Le grandi sale della Grotta dei Tayos, teatro delle ricerche condotte dal tossicologo Bryan Fry e dal suo team. In questo ambiente remoto sono state individuate specie probabilmente nuove per la scienza e raccolti campioni di veleno destinati alla ricerca farmacologica

L’intero ecosistema della cavità si basa su un delicato apporto di nutrienti provenienti dall’esterno. I protagonisti sono i guacharos (Steatornis caripensis), uccelli notturni che nidificano nelle grandi sale della grotta e trasportano materia organica dall’ambiente forestale circostante. Le loro deiezioni alimentano una catena ecologica complessa che sostiene scarafaggi giganti, ragni, scorpioni, centopiedi e altri invertebrati specializzati.

Giovane guacharo (Steatornis caripensis), l’uccello che ha dato il nome alla Grotta dei Tayos. Le colonie che vivono nella cavità trasportano nutrienti dall’esterno, alimentando la ricca fauna sotterranea – Foto: Charles J. Sharp, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0

Per gli studiosi dei veleni, ambienti così isolati rappresentano una straordinaria opportunità. Molti farmaci oggi utilizzati derivano infatti da sostanze originariamente prodotte da animali velenosi. Un esempio classico è il captopril, utilizzato da oltre cinquant’anni contro l’ipertensione e sviluppato a partire da componenti del veleno di serpente. Più recentemente, alcune molecole individuate nei ragni australiani stanno mostrando risultati promettenti nel trattamento dei danni da infarto.

La ricerca nelle grotte potrebbe dunque contribuire alla scoperta di nuove sostanze bioattive. Gli organismi cavernicoli, costretti ad adattarsi a condizioni molto particolari, possono infatti sviluppare strategie biologiche e chimiche del tutto originali.

I risultati preliminari della spedizione sono già notevoli. Secondo Bryan Fry, il materiale raccolto ha permesso di identificare almeno sei specie probabilmente nuove per la scienza. Un dato che conferma quanto la biodiversità sotterranea sia ancora largamente inesplorata.

Per il mondo speleologico, notizie come questa rappresentano una conferma importante. Ogni nuova esplorazione, ogni rilievo e ogni studio biologico contribuiscono ad ampliare la conoscenza di ecosistemi fragili e spesso minacciati. Le grotte non sono soltanto luoghi di avventura o interesse geologico: sono archivi viventi della storia naturale e, talvolta, autentici scrigni di risorse scientifiche ancora da comprendere.

La Grotta dei Tayos, resa celebre dalle numerose campagne esplorative e scientifiche che si sono succedute dagli anni Sessanta in poi, compresa la famosa spedizione del 1976 alla quale partecipò anche Neil Armstrong, il primo uomo a camminare sulla Luna, e e dalle celebri storie sulla presunta “Biblioteca Metallica”, mai dimostrata ma entrata nell’immaginario collettivo degli appassionati di misteri, continua dunque a rivelare nuovi segreti.

Questa volta non si tratta di biblioteche o tesori nascosti, ma di qualcosa forse ancora più prezioso: la biodiversità e la conoscenza.

Fonte: Carolyn Wilke, Inside the little-known cave where tarantulas grow as big as dinner plates, National Geographic, 8 gennaio 2026 – https://www.nationalgeographic.com/animals/article/will-smith-pole-to-pole-huge-tarantula

Lo sapevi?

La fama mondiale della Grotta dei Tayos non deriva soltanto dal suo interesse speleologico e naturalistico.

Negli anni Sessanta l’esploratore Juan Móricz sostiene di aver scoperto al suo interno una misteriosa “Biblioteca Metallica”, composta da tavole incise attribuite a un’antica civiltà. La storia viene resa celebre dai libri di Erich von Däniken e alimenta numerose speculazioni su civiltà perdute e conoscenze dimenticate.

La grande spedizione internazionale del 1976, alla quale partecipa anche Neil Armstrong, non trova però alcuna prova della sua esistenza, contribuendo invece ad ampliare la conoscenza scientifica della grotta e a rendere i Tayos una delle grotte più celebri del pianeta –

Per approfondire: https://www.ancient-origins.net/ancient-places-americas/expedition-tayos-caves-never-seen-photographs-shed-light-mysterious-020555

Gli ambienti della Grotta dei Tayos ospitano una ricca fauna di artropodi, tra cui ragni, scorpioni, centopiedi e amblipigi. Proprio lo studio di questi animali potrebbe portare alla scoperta di nuove molecole utili alla ricerca farmacologica – Foto: Bernard Dupont, Spider, possibly Heterophrynus, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 2.0

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Nuova colorazione nell’Abisso del Luigione (1572 T/LU): la Federazione Speleologica Toscana continua lo studio sistematico degli acquiferi delle Alpi Apuane

Jún 7th 2026 at 06:00

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Fluoresceina, fluorocaptori e sonde digitali per seguire il percorso delle acque sotterranee nella zona della Pania di Corfino

Nel cuore delle Alpi Apuane, nell’area della Pania di Corfino (LU), la Commissione Scientifica della Federazione Speleologica Toscana ha realizzato una nuova colorazione nell’Abisso Luigione (1572 T/LU), importante attività di tracciamento delle acque carsiche finalizzata allo studio degli acquiferi sotterranei.

L’intervento ha previsto l’immissione di fluoresceina all’interno del sistema carsico e il successivo monitoraggio mediante fluorocaptori e sonde digitali, strumenti utilizzati per individuare i percorsi delle acque nel sottosuolo e comprendere le connessioni idrogeologiche tra le diverse aree del massiccio.

L’Abisso Luigione è una delle cavità più significative del settore della Pania di Corfino. Inserito in un contesto carsico di grande interesse scientifico, rappresenta un punto privilegiato per lo studio della circolazione idrica sotterranea nelle Alpi Apuane, una delle aree carsiche più importanti e complesse d’Italia.

Le prove di tracciamento con coloranti costituiscono uno degli strumenti più efficaci per comprendere il funzionamento degli acquiferi carsici. Attraverso l’analisi dei tempi di percorrenza e delle connessioni tra punti di assorbimento e sorgenti, gli speleologi possono raccogliere dati preziosi sulla dinamica delle acque sotterranee, contribuendo alla conoscenza e alla tutela delle risorse idriche.

Le Alpi Apuane ospitano alcuni dei più estesi e profondi sistemi carsici italiani e rappresentano un territorio di particolare interesse per la ricerca speleologica e idrogeologica. In questo contesto, attività come quella svolta dalla Commissione Scientifica FST consentono di migliorare la comprensione del funzionamento degli acquiferi e delle relazioni tra il mondo sotterraneo e le risorse idriche utilizzate dall’uomo.

La documentazione video realizzata durante le operazioni sul campo mostra le diverse fasi dell’attività di colorazione e monitoraggio.

Video: youtube.com/watch?is=_R3FsLrWRFh920vI&v=sHP4nXcyFFE&feature=youtu.be

Fonte notizia e immagini: Commissione Scientifica Federazione Speleologica Toscana – https://www.speleotoscana.it/2026/05/29/nuova-colorazione-allabisso-del-luigione-1572-t-lu/

Per approfondire: Catasto Toscano https://www.speleotoscana.it/scheda-catastale/?id=1572

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  • “Puliamo il Buio” a Cagliari: speleologi e volontari insieme per la tutela degli ambienti sotterranei
    Condividi Il 6 giugno 2026, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, a Cagliari si terrà “Puliamo il Buio”, anteprima di “Puliamo il Mondo” In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, sabato 6 giugno 2026 a Cagliari si svolgerà “Puliamo il Buio”, iniziativa dedicata alla salvaguardia degli ambienti ipogei e alla sensibilizzazione sui temi della tutela ambientale. L’appuntamento, in programma dalle 8.30 alle 13.00 nell’area di Tuvixeddu, è organizzato dal Gruppo SpeleoArc
     

“Puliamo il Buio” a Cagliari: speleologi e volontari insieme per la tutela degli ambienti sotterranei

Jún 6th 2026 at 05:00

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Il 6 giugno 2026, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, a Cagliari si terrà “Puliamo il Buio”, anteprima di “Puliamo il Mondo”

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, sabato 6 giugno 2026 a Cagliari si svolgerà “Puliamo il Buio”, iniziativa dedicata alla salvaguardia degli ambienti ipogei e alla sensibilizzazione sui temi della tutela ambientale.

L’appuntamento, in programma dalle 8.30 alle 13.00 nell’area di Tuvixeddu, è organizzato dal Gruppo SpeleoArcheologico “Giovanni Spano” insieme a Legambiente Sardegna e rappresenta un’anteprima della campagna nazionale “Puliamo il Mondo”. L’evento rientra inoltre tra le iniziative per il cinquantesimo anniversario del GSAGS, nell’ambito del progetto “Sentieri nel Buio. 50 anni di ricerca e divulgazione speleologica”.

“Puliamo il Buio” è la campagna nazionale promossa dalla Società Speleologica Italiana ETS e da Legambiente per la tutela delle cavità naturali e artificiali, con l’obiettivo di rimuovere rifiuti abbandonati, documentare situazioni di degrado e promuovere una maggiore consapevolezza sul valore degli ecosistemi sotterranei.

Nel corso della mattinata gli speleologi del Gruppo Speleo-Archeologico “Giovanni Spano” saranno impegnati nella rimozione dei rifiuti accumulati all’interno della dolina di Tuvixeddu, mentre i volontari di Legambiente opereranno nelle aree circostanti, aperti alla partecipazione di cittadini e associazioni interessate a contribuire alle attività di pulizia ambientale.

L’iniziativa rappresenta un’occasione per ricordare come la speleologia non sia soltanto esplorazione, ma anche conoscenza e tutela del territorio. Le cavità naturali costituiscono infatti ambienti particolarmente fragili, spesso utilizzati come indicatori dello stato di salute degli ecosistemi e delle risorse idriche sotterranee.

Con “Puliamo il Buio”, speleologi e volontari rinnovano un impegno comune per la difesa di luoghi spesso invisibili agli occhi della maggior parte delle persone, ma fondamentali per la conservazione della biodiversità e del patrimonio naturale.

Fonti:

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  • Nuova specie di pesce cavernicolo sfida l’idea dei “vicoli ciechi evolutivi”
    Condividi Uno studio dell’Università di Yale identifica una nuova specie di cavefish e riapre il dibattito sull’evoluzione negli ecosistemi sotterranei Le grotte non sarebbero “vicoli ciechi” dell’evoluzione come si è pensato per oltre un secolo. È quanto suggerisce un nuovo studio dell’Yale University pubblicato sulla rivista Integrative Organismal Biology, che ha identificato una nuova specie di pesce cavernicolo cieco nel sud-est degli Stati Uniti. La nuova specie, denominata Typhlichth
     

Nuova specie di pesce cavernicolo sfida l’idea dei “vicoli ciechi evolutivi”

Máj 30th 2026 at 06:00

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Uno studio dell’Università di Yale identifica una nuova specie di cavefish e riapre il dibattito sull’evoluzione negli ecosistemi sotterranei

Le grotte non sarebbero “vicoli ciechi” dell’evoluzione come si è pensato per oltre un secolo. È quanto suggerisce un nuovo studio dell’Yale University pubblicato sulla rivista Integrative Organismal Biology, che ha identificato una nuova specie di pesce cavernicolo cieco nel sud-est degli Stati Uniti.

La nuova specie, denominata Typhlichthys styx, appartiene al gruppo dei cosiddetti Southern cavefish, piccoli pesci adattati alla vita permanente nel buio delle acque sotterranee. Gli studiosi hanno ricostruito la loro storia evolutiva attraverso analisi genetiche e scansioni CT dei crani, dimostrando che tre diverse specie si sarebbero differenziate dopo l’adattamento all’ambiente ipogeo.

La scoperta mette in discussione una visione che risaliva fino a Charles Darwin. Nel suo On the Origin of Species, Darwin descriveva infatti gli organismi cavernicoli come “relitti di antiche forme di vita”, sopravvissuti in ambienti isolati ma poco inclini a generare nuove specie. Da questa idea nacque la teoria secondo cui gli ecosistemi sotterranei sarebbero ambienti evolutivamente stagnanti.

By David Starr Jordan – Jordan, David Starr (1907) Fishes, New York City, NY: Henry Holt and Company, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=43020420

Secondo i ricercatori di Yale, invece, proprio la geologia sotterranea e gli acquiferi carsici avrebbero favorito la separazione delle popolazioni e quindi la speciazione. Le tre linee evolutive individuate condividerebbero infatti un antenato comune vissuto circa 8 milioni di anni fa.

Tutti questi pesci hanno perso gli occhi vivendo nel buio permanente delle grotte, ma la nuova specie conserva particolari strutture ossee residue attorno alle orbite, assenti nelle altre specie analizzate. Questo elemento anatomico, insieme ai dati genetici, ha permesso di riconoscere Typhlichthys styx come specie distinta.

La ricerca si inserisce in un crescente interesse scientifico per gli ecosistemi sotterranei, considerati oggi veri laboratori naturali per comprendere adattamento, isolamento biologico ed evoluzione della vita nel sottosuolo.

Fonte: Mike Cummings, Yale University, “Emergence of new cavefish species challenges evolutionary dead-end idea”, pubblicato su Phys.org in data 23 maggio 2026 – articolo editato da Lisa Lock e revisionato da Robert Egan – https://phys.org/news/2026-05-emergence-cavefish-species-evolutionary-dead.html

By Ulysses Orange Cox – Cox, Ulysses O. (1905) Revision of the cave fishes of North America, Report of the Bureau of Fisheries, 1903/1904, Washington, D.C.: Government Printing Office, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=42379372

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  • Acqua dalle profondità della Terra: è stato scoperto un nuovo modo in cui può formarsi nel sottosuolo
    Condividi Science Advances pubblica uno studio in cui si mostra che l’acqua può nascere dall’incontro tra idrogeno molecolare e minerali ricchi di ossigeno, aprendo nuove prospettive sul ciclo idrogeologico profondo L’acqua non arriva soltanto dalla superficie, attraverso piogge, fiumi, mari e infiltrazioni. Nelle profondità della Terra può anche formarsi direttamente nel sottosuolo, grazie a reazioni chimiche tra idrogeno molecolare e minerali contenenti ossigeno. È quanto emerge da uno s
     

Acqua dalle profondità della Terra: è stato scoperto un nuovo modo in cui può formarsi nel sottosuolo

Máj 30th 2026 at 05:00

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Science Advances pubblica uno studio in cui si mostra che l’acqua può nascere dall’incontro tra idrogeno molecolare e minerali ricchi di ossigeno, aprendo nuove prospettive sul ciclo idrogeologico profondo

L’acqua non arriva soltanto dalla superficie, attraverso piogge, fiumi, mari e infiltrazioni. Nelle profondità della Terra può anche formarsi direttamente nel sottosuolo, grazie a reazioni chimiche tra idrogeno molecolare e minerali contenenti ossigeno.

È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances e guidato da Alberto Vitale Brovarone, dell’Università di Bologna, con la partecipazione di ricercatori italiani e internazionali. La ricerca descrive la formazione di una possibile “acqua non convenzionale”, generata in profondità da processi geologici finora poco considerati.

Secondo il modello tradizionale, il ciclo dell’acqua terrestre funziona come un grande circuito: l’acqua superficiale entra nelle rocce, viene trasportata in profondità dalla tettonica a placche, resta intrappolata nei minerali e può poi essere liberata in profondità, contribuendo alla formazione dei magmi e tornando in superficie attraverso vulcani e vapori.

La nuova ricerca aggiunge però un passaggio inatteso. In profondità possono formarsi fluidi ricchi di idrogeno molecolare, 2 molecole di H. Questo gas, penetrando tra le rocce, può reagire con minerali ricchi di ossigeno e dare origine a H2O: acqua vera e propria, ma prodotta attraverso un percorso diverso da quello normalmente considerato nel ciclo idrologico.

La scoperta è importante, perché obbliga a rivedere i modelli con cui viene stimata la quantità d’acqua presente nella litosfera e nelle parti profonde della Terra. Se l’acqua può nascere anche “dal basso”, allora il ciclo dell’acqua non è un sistema chiuso, ma un processo più complesso, legato anche alla chimica delle rocce e alla circolazione dei fluidi profondi.

Le implicazioni riguardano diversi campi: la formazione dei magmi, la dinamica dei terremoti, la geotermia, gli ambienti estremi del sottosuolo e persino la ricerca dell’acqua su altri pianeti. Meccanismi simili potrebbero infatti essere presi in considerazione anche nell’interpretazione dei dati raccolti dalle sonde spaziali, soprattutto quando si cerca di capire dove e come possa formarsi acqua in ambienti extraterrestri.

Per il mondo della speleologia e dell’idrogeologia, il tema è particolarmente interessante perché ricorda quanto il sottosuolo sia ancora un ambiente dinamico e poco conosciuto. Le grotte, gli acquiferi, le fratture profonde e i sistemi carsici rappresentano solo la parte più accessibile di una circolazione idrica molto più ampia, che può coinvolgere processi chimici e geologici attivi a profondità ben maggiori.

Per Scintilena il valore aggiunto è proprio tradurre temi scientifici complessi in qualcosa di leggibile da speleologi, appassionati e curiosi. Alcuni termini scientifici non saranno perfetti, ma questo è soprattutto il tentativo di raccontare in modo comprensibile quanto emerge dalla ricerca.

Fonti:

Da leggere anche: https://www.scintilena.com/lacqua-che-nasce-da-rocce-secche-nuovi-scenari-per-il-sottosuolo-terrestre/05/27/

Foto: M. Abisso

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  • I pipistrelli raccontano il cambiamento climatico: il 29 maggio il seminario S.It.E. con Danilo Russo
    Condividi Pipistrelli e cambiamento climatico al centro dell’incontro online della Società Italiana di Ecologia, in programma alle 15.00 con il docente dell’Università degli Studi di Napoli Federico II Il programma del seminario su pipistrelli e cambiamento climatico Venerdì 29 maggio 2026, alle ore 15.00, si tiene il seminario online “I pipistrelli raccontano il cambiamento climatico”. L’incontro è affidato a Danilo Russo, professore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
     

I pipistrelli raccontano il cambiamento climatico: il 29 maggio il seminario S.It.E. con Danilo Russo

Máj 29th 2026 at 10:00

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Pipistrelli e cambiamento climatico al centro dell’incontro online della Società Italiana di Ecologia, in programma alle 15.00 con il docente dell’Università degli Studi di Napoli Federico II

Il programma del seminario su pipistrelli e cambiamento climatico

Venerdì 29 maggio 2026, alle ore 15.00, si tiene il seminario online “I pipistrelli raccontano il cambiamento climatico”.

L’incontro è affidato a Danilo Russo, professore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

L’appuntamento rientra nel ciclo “Seminari di Ecologia e Sostenibilità – 2026” promosso dalla Società Italiana di Ecologia (S.It.E.). Il ciclo si svolge ogni venerdì nella fascia 15.00-16.00.

La formula prevede una relazione di 40-45 minuti. Seguono 15-20 minuti di discussione aperta.

Il pubblico è composto da dottorandi, giovani ricercatori, studiosi e persone interessate ai temi ecologici.

Le edizioni precedenti hanno registrato una partecipazione media di circa ottanta persone per appuntamento.

Il tema scelto per questo incontro unisce ecologia, conservazione e osservazione dei cambiamenti globali.

Attraverso i chirotteri si leggono alcuni segnali delle trasformazioni ambientali in corso.

Danilo Russo: il relatore esperto di pipistrelli e cambiamento climatico

Danilo Russo è professore ordinario di Ecologia presso il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Viene indicato come uno dei riferimenti italiani più noti nello studio dei chirotteri.

Il suo percorso comprende un PhD conseguito all’Università di Bristol.

Nell’aprile 2026 l’ateneo federiciano ha dato notizia del conferimento dell’Humboldt Research Award.

Il riconoscimento segnala il rilievo internazionale della sua attività scientifica.

Negli ultimi anni lo stesso ricercatore è intervenuto più volte sul legame tra pipistrelli e cambiamento climatico.

Un webinar di BatLife Europe ha approfondito come il clima che cambia influenzi i chirotteri e l’agricoltura.

Una ricerca italiana ha analizzato le risposte dei pipistrelli al clima in trasformazione.

Il seminario del 29 maggio si inserisce quindi in un filone già riconoscibile. Continua ad allargare il dialogo tra divulgazione e ricerca scientifica.

L’interesse per la speleologia: pipistrelli e cambiamento climatico negli ambienti sotterranei

Per il pubblico che segue il mondo della speleologia, il tema ha un interesse diretto. Il clima che cambia entra sempre più nel confronto sugli ambienti sotterranei. Un recente approfondimento ha mostrato come il monitoraggio climatico ipogeo serva a comprendere gli effetti del riscaldamento globale. In questo contesto i pipistrelli e il cambiamento climatico diventano una chiave di lettura utile.

Un seminario che usa i chirotteri come indicatori offre elementi concreti. Aiuta a seguire rifugi, colonie, dinamiche stagionali e qualità degli habitat nei sistemi carsici. L’incontro non riguarda solo la zoologia. Tocca l’osservazione del territorio, la conservazione e la lettura ecologica degli ambienti frequentati dal mondo speleologico. Per una testata di settore, il valore della notizia sta proprio in questo incrocio di competenze.

Come partecipare al seminario su pipistrelli e cambiamento climatico

Le informazioni generali sul programma 2026 sono pubblicate sul sito della Società Italiana di Ecologia. Lì compare anche l’elenco completo degli altri seminari previsti fino a dicembre. La registrazione passa da un form online dedicato. Per partecipare, i riferimenti utili sono il sito ecologia.it e il modulo di iscrizione raggiungibile dalla sezione incontri. Il collegamento avviene in diretta streaming. La partecipazione è aperta a tutti gli interessati.

I pipistrelli raccontano il cambiamento climatico: il 29 maggio il seminario S.It.E. con Danilo Russo

Pipistrelli e cambiamento climatico al centro dell’incontro online della Società Italiana di Ecologia, in programma alle 15.00 con il docente dell’Università degli Studi di Napoli Federico II

Il programma

Venerdì 29 maggio 2026, alle ore 15.00, è in calendario il seminario “I pipistrelli raccontano il cambiamento climatico”, affidato a Danilo Russo dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, all’interno del ciclo “Seminari di Ecologia e Sostenibilità – 2026” promosso dalla Società Italiana di Ecologia.[1][2]

Il ciclo S.It.E. si svolge di venerdì, nella fascia 15.00-16.00.[2][1]

Sul sito della Società Italiana di Ecologia si legge che la formula degli incontri prevede relazioni di 40-45 minuti seguite da 15-20 minuti di discussione, con un pubblico composto da dottorandi, giovani ricercatori, studiosi e persone interessate ai temi ecologici; le edizioni precedenti hanno registrato una partecipazione media di circa ottanta persone per appuntamento.[1]

Il tema

Il titolo “I pipistrelli raccontano il cambiamento climatico” mette al centro un nodo scientifico molto attuale, perché propone di leggere attraverso i chirotteri alcuni segnali delle trasformazioni ambientali in corso, dentro una cornice che unisce ecologia, conservazione e osservazione dei cambiamenti globali.[3][4]

Negli ultimi anni lo stesso Danilo Russo è intervenuto più volte su questo terreno, e Scintilena ha già richiamato sia un webinar di BatLife Europe dedicato a come il cambiamento climatico influenzi i pipistrelli e l’agricoltura, sia la presentazione di una ricerca italiana che analizza le risposte dei pipistrelli al clima che cambia.[4][3]

“I pipistrelli raccontano il cambiamento climatico” si inserisce quindi in un filone già riconoscibile, che continua ad allargare il dialogo tra divulgazione e ricerca.[3][4]

Il relatore

Danilo Russo è professore ordinario di Ecologia presso il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, ed è presentato da diverse fonti come uno dei riferimenti italiani più noti nello studio dei chirotteri.[5][6][7]

Il suo percorso comprende anche un PhD conseguito all’Università di Bristol, mentre nell’aprile 2026 l’ateneo federiciano ha dato notizia del conferimento dell’Humboldt Research Award, segnalando il rilievo internazionale della sua attività scientifica.[6][8]

La scelta del relatore definisce con chiarezza il profilo dell’incontro.[7][6]

Speleologia e pipistrelli

Per il pubblico della speleologia, “I pipistrelli raccontano il cambiamento climatico” ha un interesse diretto anche perché il tema del clima che cambia sta entrando sempre di più nel confronto sugli ambienti sotterranei, come mostrato da un recente approfondimento di Scintilena dedicato al monitoraggio climatico ipogeo come strumento per comprendere gli effetti del riscaldamento globale.[9]

In questo contesto, un seminario che usa i pipistrelli come chiave di lettura può offrire elementi utili anche a chi segue rifugi, colonie, dinamiche stagionali e qualità degli habitat nei sistemi carsici e nelle cavità.

Per una testata di settore, il valore della notizia sta anche qui: “I pipistrelli raccontano il cambiamento climatico” non riguarda solo la zoologia, ma tocca osservazione del territorio, conservazione e lettura ecologica degli ambienti frequentati dal mondo speleologico.

Informazioni e iscrizione

Le informazioni generali sul programma 2026 sono pubblicate sul sito della Società Italiana di Ecologia, dove compare anche l’elenco completo degli altri seminari previsti fino a dicembre.[2][1]

La registrazione passa dal form online dedicato.[10]

Per partecipare, i riferimenti utili sono ecologia.it per i dettagli sul ciclo di incontri e il modulo di iscrizione per la registrazione al seminario.[10][1]

Fonti:
[2] Seminari di Ecologia e Sostenibilità – 2026 https://www.ecologia.it/incontri/seminari-di-ecologia-2026/
[3] Come il cambiamento climatico influisce sui pipistrelli e sull’agricoltura https://www.scintilena.com/come-il-cambiamento-climatico-influisce-sui-pipistrelli-e-sullagricoltura-il-webinar-di-batlife-europe-con-il-prof-danilo-russo/02/12/
[4] Cambiamenti Climatici e Pipistrelli: Nuova Ricerca Italiana – Scintilena https://www.scintilena.com/cambiamenti-climatici-e-pipistrelli-nuova-ricerca-italiana/01/15/
[5] Napoli, arrivano i pipistrelli alla Città della Scienza! | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/2013/05/03/napoli-arrivano-i-pipistrelli-alla-citta-della-scienza/
[6] Humboldt Research Award al federiciano Danilo Russo https://www.unina.it/it/w/humboldt-research-award-il-federiciano-danilo-russo
[7] Danilo Russo https://www.mammiferi.org/soci/danilo-russo/
[8] La vita segreta dei pipistrelli, di Danilo Russo | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/2013/05/20/la-vita-segreta-dei-pipistrelli-di-danilo-russo/
[9] Monitoraggio Climatico Sotterraneo: Un Progetto Speleologico per … https://www.scintilena.com/monitoraggio-climatico-sotterraneo-un-progetto-speleologico-per-comprendere-il-cambiamento-climatico/01/07/
[91a3179fcc4c5
[14] Halloween, tutto sui pipistrelli al “Museo della Scienza” di Napoli https://www.tutelapipistrelli.it/2014/10/24/halloween-tutto-sui-pipistrelli-alla-citta-della-scienza-di-napoli/
[15] Oggi pomeriggio dedicato ai pipistrelli a Salerno – Scintilena https://www.scintilena.com/oggi-pomeriggio-dedicato-ai-pipistrelli-a-salerno/08/27/
[16] Microplastiche nei Sistemi Carsici: l’Inquinamento Silenzioso che … https://www.scintilena.com/microplastiche-nei-sistemi-carsici-linquinamento-silenzioso-che-raggiunge-il-cuore-della-terra/04/26/
[17] Happy Halloween a Città della Scienza – Scintilena https://www.scintilena.com/happy-halloween-a-citta-della-scienza/10/25/
[18] NCKRI offre borse di studio e finanziamenti per la ricerca sulle grotte … https://www.scintilena.com/nckri-offre-borse-di-studio-e-finanziamenti-per-la-ricerca-sulle-grotte-e-il-carsismo/02/11/
[19] La Società Speleologica Italiana invita a partecipare alla Giornata … https://www.scintilena.com/la-societa-speleologica-italiana-invita-a-partecipare-alla-giornata-mondiale-della-biodiversita-2023-e-alla-scoperta-del-niphargus-lanimale-di-grotta-dellanno/04/22/
[20] Pipistrelli Archivi – Pagina 20 di 29 – Scintilena https://www.scintilena.com/category/pipistrelli/page/20/
[21] Darwin Day con i pipistrelli, il 20 febbraio a Napoli | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/2015/02/02/darwin-day-con-i-pipistrelli-il-20-febbraio-a-napoli/
[22] Le femmine del vespertilio di Daubenton si alternano nei siti di … https://www.scintilena.com/le-femmine-del-vespertilio-di-daubenton-si-alternano-nei-siti-di-caccia-ad-alta-quota-lo-svela-uno-studio-italiano/03/02/
[23] Le iniziative di “Tutela pipistrelli” nel 2014 | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/2014/05/29/le-iniziative-di-tutela-pipistrelli-nel-2014/
[24] Genetic diversity of Italian greater horseshoe bats ( Rhinolophus ferrumequinum ) and distinction of the Sardinian colonies https://www.semanticscholar.org/paper/0e2406a53808eba723a68833735bc8a75162b4a4
[25] Association between procedural time and outcome in unsuccessful mechanical thrombectomy for acute ischemic stroke: analysis from the Italian Registry of Endovascular Treatment in Acute Stroke https://link.springer.com/10.1007/s00415-024-12458-2
[26] Effectiveness and tolerability of rimegepant in the acute treatment of migraine: a real-world, prospective, multicentric study (GAINER study) https://thejournalofheadacheandpain.biomedcentral.com/articles/10.1186/s10194-024-01935-8
[27] A Cross-Sectional Study of Variant Interpretation and Reporting of NGS Data Using Tertiary Analysis Software: Navify® Mutation Profiler https://link.springer.com/10.1007/s40487-024-00316-0
[28] Mammals of Italy: an annotated checklist http://www.italian-journal-of-mammalogy.it/Mammals-of-Italy-an-annotated-checklist,111473,0,2.html
[29] The early bat catches the fly: Daylight foraging in soprano pipistrelles https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S1616504709001281
[30] Rapid Assessment of Distribution of Wildlife and Human Activities for Prioritizing Conservation Actions in a Patagonian Landscape https://dx.plos.org/10.1371/journal.pone.0127265
[31] Zinc to cadmium replacement in the prokaryotic zinc-finger domain https://www.semanticscholar.org/paper/4082ca6e60915078bd51165ac83178424f5f7611
[32] non lo fanno, per esempio, qualora si accorgano che … https://www.instagram.com/greenandblue.ambiente/reel/DHtd1Q1Nz6C/
[33] La vita segreta dei pipistrelli https://tarka.it/wp-content/uploads/2017/03/Pipistrelli_estratto.pdf
[34] Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise https://www.facebook.com/parcoabruzzo/posts/i-cambiamenti-climatici-stanno-determinando-variazioni-anche-nella-dimensione-de/814362217397667/
[35] Vita segreta dei pipistrelli (@lavitasegretadeipipistrelli) https://www.facebook.com/lavitasegretadeipipistrelli/
[36] Pipistrelli e cambiamento climatico: cosa ci raccontano le … https://www.loscarpone.cai.it/dettaglio/pipistrelli-e-cambiamento-climatico-cosa-ci-raccontano-le-specie-del-pnalm/
[37] La Società Italiana di Ecologia ripropone anche per l’anno … https://web.unica.it/unica/page/it/la_societa_italiana_di_ecologia_ripropone_anche_per_lanno_2026_i_seminari_di_ecologia_e_sostenibilita
[38] Perché non avere paura dei pipistrelli http://www.centroregionalechirotteri.org/download/Repubblicapippi.pdf
[39] Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise https://www.facebook.com/parcoabruzzo/posts/%F0%9D%97%A9%F0%9D%97%B2%F0%9D%97%BF%F0%9D%98%80%F0%9D%97%BC-%F0%9D%97%B9%F0%9D%97%AE%F0%9D%97%B9%F0%9D%98%81%F0%9D%97%BC-%F0%9D%97%B0%F0%9D%97%BC%F0%9D%97%BA%F0%9D%97%B2-%F0%9D%97%B6-%F0%9D%97%BD%F0%9D%97%B6%F0%9D%97%BD%F0%9D%97%B6%F0%9D%98%80%F0%9D%98%81%F0%9D%97%BF%F0%9D%97%B2%F0%9D%97%B9%F0%9D%97%B9%F0%9D%97%B6-%F0%9D%98%80%F0%9D%97%B6-%F0%9D%97%AE%F0%9D%97%B1%F0%9D%97%AE%F0%9D%98%81%F0%9D%98%81%F0%9D%97%AE%F0%9D%97%BB%F0%9D%97%BC-%F0%9D%97%AE%F0%9D%97%B9-%F0%9D%97%B0%F0%9D%97%B9%F0%9D%97%B6%F0%9D%97%BA%F0%9D%97%AE-%F0%9D%97%B0%F0%9D%97%B5%F0%9D%97%B2-%F0%9D%97%B0%F0%9D%97%AE%F0%9D%97%BA%F0%9D%97%AF%F0%9D%97%B6%F0%9D%97%AEi-cambiamenti-clim/1373843634782853/
[40] Seminari di Ecologia e Sostenibilità – 2025 https://www.ecologia.it/incontri/seminari-di-ecologia-2025/
[41] “La vita segreta dei pipistrelli” nel libro di Danilo Russo https://www.blogcielomareterra.it/?p=363
[42] “Riconoscono i richiami di aiuto e sono in grado … https://www.instagram.com/reel/DHtd1Q1Nz6C/
[43] IMG_3868.jpeg https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/attachments/images/10794614/d9a84844-452e-4a3a-9196-0dcbb1db18d0/IMG_3868.jpeg?AWSAccessKeyId=ASIA2F3EMEYEXVFOBQCK&Signature=vgkLblifIeRkYeTZBIyl2LHJHxM%3D&x-amz-security-token=IQoJb3JpZ2luX2VjEO3%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2FwEaCXVzLWVhc3QtMSJGMEQCIFm2HCYKR5ejYC4xGJckJ6GPQJDuKHUxoiJBlRE0rbnQAiBXUbJt6dXorNLiz6Q9I6%2FqaKvEQkx%2FSOVDwckVBeW4zir8BAi2%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F8BEAEaDDY5OTc1MzMwOTcwNSIM4i5XBxduhnnQBy71KtAElv%2BGxV0l8iWSnaquXmeA8jbC9O9IuLWvkC%2BH6ZAtqYHNwX63UmzGOtWfJUWgXpWMEnmnbpx5wsqqn2jS4ckM2r8fjdnCoL8UKVgp%2Fegr0xUloSqzbXv8jkSfdZ%2B8mQ11K%2BESqxeaKB0yumGJg1Cb561148YOm%2B48SHKhk7IoId%2FQn7GNePv931hohKHcIjCfa0U%2FMuK5xtBccknoeuruj9tuOb%2BNMxHRHcfdCTpM3D6h6yxEUaIXo%2BNNU6Kh2rJm2sUoOqTHY51%2B2NO4hXn%2FGrRR0EKDH3fKFiQKzrWaiG5VqUWCwF3QwhtzNc2TlnXfi2%2BT0OuvRscy7I%2FQdf%2FQ%2Fiw%2B39ihChKQFcI05x4VA3eSSY4aVbfnf6ZtM6juX5bIDBINxdkv85ljfvr0FLarZLpkpJhAvCkRafX%2FfZnhY9mW38vzMsXHNcnbh5QNuixjpmx5hr8%2BRxIA%2B0vckOBZO%2Bh8YZwZe46kq%2FSAteYafISkO2njCzxQDp2nqhbtK3NcK6wuRJ8nGIoPpeYPmpscWUAeupLW%2B8a6LwPB0eW9ibvzsP%2Bbvhm0NRVlIUBxPokcSbk6R52RmclFp8FZDzIecjjyUxZwb%2Bv27hk4repIEO%2FvBPMMWgMgqofogXrxG25FvvjcMN9wVO%2B%2FsxMoCLEE149b4FWcY%2BmdcDsgY%2FtfPkNiHF113BhE8X9Ff0teeimiXp58lJ1714njh7avsXP6t7f%2FMVEqlxtIXlK%2Brux15VwZS20CWqjtklpn1soL%2FQjDp303%2B5aFHMokvLWzN6FgdjDdzeLQBjqZAYr7mjm5IqDwyApoeyUFQKchje1jCyS6eflbPmaeKHSmoWCeHn%2BCEUeDkdo6KKZECUlTYuqaMANMOfZ65u3hBTunPAjfGGq9xhavyzGNkn9jRMIqZybRi4TxOeKEFcQ20QCYPiq%2F0xN0%2FBTUHKnL83QqFSjLm32I%2B7QUPtHsvYwAqM0JzxDplcettunG1yGaCh48Bu%2BFD%2FzbWg%3D%3D&Expires=1780001390

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  • Mammoth Cave, cento anni fa il via al parco nazionale più noto del sottosuolo americano
    Condividi Dal Congresso degli Stati Uniti l’autorizzazione nel 1926: oggi protegge il sistema di grotte più lungo conosciuto al mondo Il 25 maggio 1926 il Congresso degli Stati Uniti autorizzò la creazione del Mammoth Cave National Park, dando avvio a un percorso che avrebbe portato alla nascita ufficiale del parco nazionale e cambiato per sempre il modo di conoscere e vivere uno dei paesaggi carsici più straordinari del pianeta. La storia di Mammoth Cave affonda però le sue radici molto p
     

Mammoth Cave, cento anni fa il via al parco nazionale più noto del sottosuolo americano

Máj 26th 2026 at 06:30

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Dal Congresso degli Stati Uniti l’autorizzazione nel 1926: oggi protegge il sistema di grotte più lungo conosciuto al mondo

Il 25 maggio 1926 il Congresso degli Stati Uniti autorizzò la creazione del Mammoth Cave National Park, dando avvio a un percorso che avrebbe portato alla nascita ufficiale del parco nazionale e cambiato per sempre il modo di conoscere e vivere uno dei paesaggi carsici più straordinari del pianeta.

La storia di Mammoth Cave affonda però le sue radici molto più lontano nel tempo. Per migliaia di anni le popolazioni native americane esplorarono le profondità del sistema sotterraneo ben prima della creazione del parco. All’inizio dell’Ottocento furono invece guide afroamericane schiavizzate, dotate di grande esperienza e conoscenza della grotta, a condurre i primi visitatori contribuendo a rendere celebre Mammoth Cave negli Stati Uniti.

Negli anni Trenta intervennero anche le squadre del Civilian Conservation Corps, il programma federale creato durante il New Deal, che realizzarono strade, sentieri e infrastrutture per preparare l’area al futuro riconoscimento come parco nazionale.

Il Mammoth Cave National Park venne ufficialmente istituito il 1° luglio 1941. Oggi tutela quasi 53 mila acri di foreste, corsi d’acqua e soprattutto il più lungo sistema di grotte conosciuto al mondo, con centinaia di chilometri di gallerie esplorate e ancora in continua evoluzione speleologica e scientifica.

Nel corso dei decenni, il sito ha ottenuto importanti riconoscimenti internazionali, tra cui quelli di Patrimonio Mondiale UNESCO, Riserva Internazionale della Biosfera e Dark Sky Park, a conferma del suo valore naturale, ambientale e scientifico a livello globale.

Nel centenario dell’autorizzazione del parco, il National Park Service ricorda le molte storie umane, culturali e scientifiche che hanno reso Mammoth Cave un luogo simbolo dell’esplorazione sotterranea mondiale.

Fonte foto e notizia: pagina social Mammoth Cave Natonal Park

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  • Giornata mondiale della Biodiversità: anche le grotte custodiscono specie preziose. I ragni Meta protagonisti del 2026
    Condividi Due ragni simbolo degli ambienti ipogei scelti dalla Società Speleologica Italiana ETS per sensibilizzare sulla tutela della biodiversità sotterranea In occasione della Giornata mondiale della Biodiversità 2026, 22 maggio, la Società Speleologica Italiana richiama l’attenzione sul valore degli ecosistemi sotterranei, ambienti fragili e ancora poco conosciuti che custodiscono una straordinaria ricchezza di vita. Grotte, cavità e ambienti carsici ospitano infatti specie spesso invi
     

Giornata mondiale della Biodiversità: anche le grotte custodiscono specie preziose. I ragni Meta protagonisti del 2026

Máj 22nd 2026 at 17:52

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Due ragni simbolo degli ambienti ipogei scelti dalla Società Speleologica Italiana ETS per sensibilizzare sulla tutela della biodiversità sotterranea

In occasione della Giornata mondiale della Biodiversità 2026, 22 maggio, la Società Speleologica Italiana richiama l’attenzione sul valore degli ecosistemi sotterranei, ambienti fragili e ancora poco conosciuti che custodiscono una straordinaria ricchezza di vita.

Grotte, cavità e ambienti carsici ospitano infatti specie spesso invisibili agli occhi della maggior parte delle persone, ma fondamentali per gli equilibri naturali. Per il 2026 la SSI ha scelto come “Animali di Grotta dell’Anno” i ragni Meta bourneti e Meta menardi, due specie caratteristiche degli ambienti ipogei europei, note per le grandi tele sospese nelle zone d’ingresso delle grotte.

La scelta si inserisce nell’iniziativa “Animale di Grotta dell’Anno”, promossa dalla SSI ETS, associazione di protezione ambientale riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con l’obiettivo di sensibilizzare pubblico, istituzioni e gestori delle cavità sull’importanza biologica e sulla conservazione degli ecosistemi sotterranei, particolarmente vulnerabili.

Per approfondire il progetto è disponibile sul sito della Società Speleologica, all’indirizzo https://animalidigrotta.speleo.it/ .

Questa sera, 22 maggio 2026, alle ore 21, la Commissione di Biospeleologia della Unione Internazionale di Speleologia organizza inoltre un webinar in diretta Facebook dedicato alla biodiversità sotterranea.

Diretta Facebook UIS Cave Biology Commission

L’iniziativa è stata rilanciata dal Gruppo di lavoro biologia della Società Speleologica Italiana ETS tramite una comunicazione diffusa da Fedele Messina, che augura buona visione.

L'articolo Giornata mondiale della Biodiversità: anche le grotte custodiscono specie preziose. I ragni Meta protagonisti del 2026 proviene da Scintilena.

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    Condividi Grotte, biodiversità e specie ipogee Nella Giornata mondiale della biodiversità, la Società Speleologica Italiana ETS richiama l’attenzione sul valore del mondo sotterraneo. Per il 2026 ha scelto come “Animali di Grotta dell’Anno” i ragni Meta bourneti e Meta menardi, due specie legate agli ambienti ipogei europei.[1][2] Meta menardi e Meta bourneti La scelta riguarda due ragni che vivono nella zona crepuscolare delle grotte, dove luce e oscurità si incontrano. Sono specie tro
     

Biodiversità sotterranea, la Società Speleologica Italiana al centro della Giornata mondiale

Máj 22nd 2026 at 16:15

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Grotte, biodiversità e specie ipogee

Nella Giornata mondiale della biodiversità, la Società Speleologica Italiana ETS richiama l’attenzione sul valore del mondo sotterraneo. Per il 2026 ha scelto come “Animali di Grotta dell’Anno” i ragni Meta bourneti e Meta menardi, due specie legate agli ambienti ipogei europei.[1][2]

Meta menardi e Meta bourneti

La scelta riguarda due ragni che vivono nella zona crepuscolare delle grotte, dove luce e oscurità si incontrano. Sono specie troglofile, quindi capaci di vivere stabilmente in ambienti sotterranei senza essere del tutto separate dalla superficie.[1][3]

Meta menardi è più legata agli ambienti freschi e si incontra soprattutto nel Centro-Nord e in aree montane. Meta bourneti, invece, predilige contesti più miti e mediterranei, con temperature più alte.[3][1]

La campagna SSI ETS

L’iniziativa “Animale di Grotta dell’Anno” nasce per sensibilizzare pubblico, autorità e gestori delle cavità sull’importanza biologica delle grotte. La campagna punta anche a far conoscere ecosistemi poco studiati, ma molto vulnerabili, e a sostenere la tutela della biodiversità sotterranea.[1][3]

Secondo la SSI ETS, questi ragni rappresentano bene il rapporto tra ambiente di superficie e sottosuolo. La loro presenza aiuta a leggere lo stato di salute delle cavità e degli habitat carsici.[3][1]

Perché contano le grotte

Le grotte e gli ambienti carsici ospitano comunità di organismi adattati al buio, alle variazioni minime di temperatura e a risorse limitate. Sono ecosistemi delicati, nei quali anche piccoli disturbi possono avere effetti duraturi.[1][2]

Proteggere la biodiversità significa quindi proteggere anche le acque sotterranee, gli ingressi delle cavità e gli equilibri ecologici che si sviluppano nel sottosuolo. In questo quadro, Meta menardi e Meta bourneti diventano specie utili anche per raccontare la conservazione delle grotte.[3][1]

Informazione e conservazione

La SSI invita a seguire il progetto attraverso il portale dedicato animalidigrotta.speleo.it, dove sono raccolte informazioni sulla campagna e sulle specie coinvolte. L’obiettivo è rendere più visibile una parte della biodiversità che spesso resta fuori dallo sguardo del pubblico.[1][3]

Nel quadro della Giornata mondiale della biodiversità, il messaggio è chiaro: anche il sottosuolo va considerato parte della rete naturale da proteggere. Le grotte non sono solo luoghi di interesse speleologico, ma ambienti vivi, con specie, relazioni e fragilità proprie.[2]

Fonti
[1] Meta menardi e Meta bourneti: i nuovi “Animali di grotta dell’anno … https://www.scintilena.com/meta-menardi-e-meta-bourneti-i-nuovi-animali-di-grotta-dellanno-2026/01/29/
[2] Giornata mondiale della Biodiversità 2026 – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/news/giornata-mondiale-della-biodiversita-2026
[3] Meta 2026: i ragni di grotta diventano sentinelle del … – Scintilena https://www.scintilena.com/meta-2026-i-ragni-di-grotta-diventano-sentinelle-del-cambiamento-climatico/03/30/
[8] Meta Bourneti, ragno troglofilo delle grotte del Gargano – Scintilena https://www.scintilena.com/meta-bourneti-ragno-troglofilo-delle-grotte-del-gargano-caratteristiche-e-ciclo-di-vita/05/11/
[9] Scintilena – Notiziario di speleologia e del sottosuolo – Scintilena https://www.scintilena.com/category/0/page/565/?%2Fwp-admin%2Finstall_php&wpmp_switcher=desktop
[10] Sotto i Tuoi Piedi: Il Tesoro Invisibile dell’Italia – Scintilena https://www.scintilena.com/sotto-i-tuoi-piedi-il-tesoro-invisibile-dellitalia/05/08/
[11] La fauna selvatica del sottosuolo: La Venta celebra la biodiversità … https://www.scintilena.com/la-fauna-selvatica-del-sottosuolo-la-venta-celebra-la-biodiversita-delle-grotte-nella-giornata-mondiale-della-fauna-selvatica/03/03/
[12] Flash Archivi – Pagina 15 di 83 – Scintilena https://www.scintilena.com/category/flash/page/15/
[13] Un evento per la biodiversità delle grotte nella Giornata internazionale https://www.scintilena.com/biodiversita-delle-grotte-protagonista-online-per-la-giornata-internazionale-della-biodiversita-2026-il-22-maggio-un-evento-in-diretta-facebook-raccontera-il-ruolo-della-fauna-cavernicola-e-la-campagn/05/09/
[14] I gamberi di grotta, Animale di Grotta USA 2025: e chi sarà il … https://www.scintilena.com/i-gamberi-di-grotta-animale-di-grotta-usa-2025-e-chi-sara-il-prossimo/02/26/
[15] la biospeleologia di Luisa Dainelli al centro dell’evento UIS https://www.scintilena.com/giornata-mondiale-della-biodiversita-2026-la-biospeleologia-di-luisa-dainelli-al-centro-dellevento-uis/05/20/
[16] In stampa il numero 93 di Speleologia: da Frasassi all’Albania … https://www.scintilena.com/in-stampa-il-numero-93-di-speleologia-da-frasassi-allalbania-sulfurea-un-viaggio-nel-mondo-carsico/05/07/
[17] il 22 maggio il live della UIS Biology Commission – Scintilena https://www.scintilena.com/biodiversita-delle-grotte-e-giornata-internazionale-della-biodiversita-2026-il-22-maggio-il-live-della-uis-biology-commission/05/19/
[18] Biodiversità sotterranea: Luisa Dainelli tra i protagonisti dell … https://www.scintilena.com/biodiversita-sotterranea-luisa-dainelli-protagonista-dellinternational-day-for-biodiversity-2026/05/20/
[19] Giornata internazionale della biodiversità 2026: la speleologia … https://www.scintilena.com/giornata-internazionale-della-biodiversita-2026-la-speleologia-celebra-la-conservazione-delle-grotte/05/18/
[20] Proteggere il mondo sotterraneo: biodiversità delle grotte, servizi … https://www.scintilena.com/proteggere-il-mondo-sotterraneo-biodiversita-delle-grotte-servizi-ecosistemici-e-campagne-cave-animal-of-the-year/05/08/
[21] Towards the new Checklist of the Italian Fauna https://escholarship.org/content/qt0jv6h904/qt0jv6h904.pdf?t=rderzc
[22] META BOURNETI, IL RAGNO TROGLOFILO DELLE … https://www.facebook.com/61553617765697/posts/meta-bourneti-il-ragno-troglofilo-delle-grotte-del-gargano-che-prima-ama-e-poi-o/122234885822120592/
[23] RAGNI A KM ZERO / Ragno delle grotte ENG BELOW??? … https://www.instagram.com/p/DRPE-AvkjdI/
[24] Quaderni SSI 10 – Vita nelle Grotte – Speleologia http://www.speleo.fvg.it/index_htm_files/Quaderni%20SSI%2010%20-%20Vita%20nelle%20Grotte.pdf
[25] “Rilievo: tra Arte e Tecnica”: la SSI ETS ha rilanciato ad aprile il … https://www.scintilena.com/rilievo-tra-arte-e-tecnica-la-ssi-ets-rilancia-il-concorso-2026-dedicato-ai-cartografi-speleologi/05/16/
[26] HO TROVATO IL RAGNO DELLE GROTTE! : Meta menardi https://www.youtube.com/watch?v=IpgWzWkyo_E
[27] Giornata Mondiale della Biodiversità – CNR https://www.cnr.it/en/event/20568/giornata-mondiale-della-biodiversita
[28] Double dare: Climate change and volcanic activity threatens local … https://iris.unito.it/handle/2318/1941552
[29] Meta menardi (Latreille, 1804) https://www.araneae.it/species/menardi/2266/
[30] Camminate nella biodiversità 2026 in 25 Beni del FAI – Dove Viaggi https://viaggi.corriere.it/eventi/cards/camminate-biodiversita-2026-beni-fai/
[31] 22 aprile – Giornata della Terra In occasione della … – Instagram https://www.instagram.com/p/DXayyLdgbwl/
[32] Giornata mondiale della biodiversità – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_mondiale_della_biodiversit%C3%A0

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  • Idrogeno naturale nello Scudo Canadese: dalle rocce antiche del Canada emerge una possibile nuova fonte energetica
    Condividi Uno studio pubblicato su PNAS misura per la prima volta il rilascio continuo di idrogeno naturale da una miniera vicino a Timmins, in Ontario, e indica un possibile uso energetico locale per miniere, industrie e comunità remote. La notizia è che il Canada dispone ora della prima misurazione diretta e continuativa di un serbatoio continentale di idrogeno naturale. Per il mondo del sottosuolo, il risultato sposta il tema dall’ipotesi geochimica alla valutazione concreta di una risorsa
     

Idrogeno naturale nello Scudo Canadese: dalle rocce antiche del Canada emerge una possibile nuova fonte energetica

Máj 22nd 2026 at 13:00

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Uno studio pubblicato su PNAS misura per la prima volta il rilascio continuo di idrogeno naturale da una miniera vicino a Timmins, in Ontario, e indica un possibile uso energetico locale per miniere, industrie e comunità remote.

La notizia è che il Canada dispone ora della prima misurazione diretta e continuativa di un serbatoio continentale di idrogeno naturale. Per il mondo del sottosuolo, il risultato sposta il tema dall’ipotesi geochimica alla valutazione concreta di una risorsa energetica.

Idrogeno naturale in Canada

Nel cuore dello Scudo Canadese, un gruppo di geochimici dell’Università di Toronto e dell’Università di Ottawa ha misurato direttamente la presenza, la concentrazione e l’accumulo nel tempo di idrogeno naturale, o idrogeno bianco, in rocce vecchie di circa un miliardo di anni. Le misure sono state raccolte in una miniera attiva vicino a Timmins, nel nord dell’Ontario, dove il gas fuoriesce spontaneamente dal sottosuolo e continua a farlo per anni. Il lavoro documenta quindi un rilascio reale e persistente di idrogeno naturale, non una semplice possibilità teorica ricavata da modelli.

Scudo Canadese e geochimica

Il dato più rilevante riguarda la continuità del fenomeno: i ricercatori hanno osservato che i fori di perforazione del sito rilasciano in media 0,008 tonnellate di idrogeno all’anno, cioè circa 8 chilogrammi per foro, e possono mantenere questo flusso per dieci anni o più. Estendendo il calcolo ai quasi 15.000 fori presenti nella miniera, il rilascio complessivo supera le 140 tonnellate annue di idrogeno naturale. Secondo le stime riportate dagli autori, questa quantità corrisponde a circa 4,7 milioni di chilowattora all’anno, un valore sufficiente a coprire il fabbisogno energetico annuale di oltre 400 abitazioni.singularityhub+1

Energia pulita e miniere

Lo studio collega la produzione di idrogeno naturale a reazioni geochimiche tra rocce e acque sotterranee profonde, un processo che avviene in modo spontaneo nella crosta terrestre. Gli autori spiegano che il Canada dispone di vaste aree, soprattutto nello Scudo Canadese, con rocce e minerali adatti a generare questo gas, e indicano gli stessi contesti geologici delle principali aree minerarie canadesi come luoghi dove la risorsa può essere cercata e valutata. Per questo l’idrogeno naturale viene descritto come una possibile fonte energetica locale, con un interesse immediato per miniere, poli industriali e territori lontani dalle grandi infrastrutture.

Idrogeno naturale e sottosuolo

Il valore industriale della scoperta appare chiaro se confrontato con l’uso attuale dell’idrogeno, impiegato su larga scala per fertilizzanti, metanolo e acciaio e prodotto oggi soprattutto con processi energivori basati su idrocarburi, con emissioni di monossido di carbonio e CO2. In questo quadro, l’idrogeno naturale potrebbe ridurre sia i costi sia la dipendenza dal trasporto di combustibili, perché produzione e utilizzo potrebbero trovarsi nello stesso distretto estrattivo o industriale. Gli autori indicano ricadute possibili per il Nord dell’Ontario e del Quebec, ma anche per Nunavut e Territori del Nord-Ovest, dove il tema dell’energia locale resta centrale per le attività produttive e per le comunità remote.

Ricerca PNAS 2026

Il lavoro non riguarda solo l’energia, perché l’idrogeno bianco era stato studiato finora soprattutto da microbiologi interessati alla biosfera profonda e all’astrobiologia, dato che questo gas può sostenere forme di vita microbica nel sottosuolo. Non a caso l’articolo si intitola Decadal record of continental H2 reservoirs reveals potential for subsurface microbial life and natural H2 exploration ed è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences il 18 maggio 2026. Il risultato centrale è semplice: sotto alcune delle rocce più antiche della Terra, l’idrogeno naturale non è più soltanto una voce promettente della geochimica del profondo, ma un flusso misurato nel tempo che ora può essere esplorato come risorsa del sottosuolo.

Fonte: https://www.pnas.org/doi/10.1073/pnas.2603895123

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  • Workshop sui chirotteri ai Monti Lucretili, confronto tra CRAS e veterinari sulla riabilitazione dei pipistrelli
    Condividi Al Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili un incontro dedicato alle linee guida per il recupero e la gestione dei chirotteri Si è svolto nel fine settimana, presso il Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, il workshop dedicato alle applicazioni delle linee guida sul recupero e la riabilitazione dei chirotteri. L’iniziativa ha riunito operatori dei CRAS, veterinari, volontari e rappresentanti di enti impegnati nella conservazione della fauna selvatica. L’incontro è st
     

Workshop sui chirotteri ai Monti Lucretili, confronto tra CRAS e veterinari sulla riabilitazione dei pipistrelli

Máj 22nd 2026 at 12:00

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Al Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili un incontro dedicato alle linee guida per il recupero e la gestione dei chirotteri

Si è svolto nel fine settimana, presso il Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, il workshop dedicato alle applicazioni delle linee guida sul recupero e la riabilitazione dei chirotteri. L’iniziativa ha riunito operatori dei CRAS, veterinari, volontari e rappresentanti di enti impegnati nella conservazione della fauna selvatica.

L’incontro è stato promosso dall’Associazione Tutela Pipistrelli e ha registrato la partecipazione di circa quaranta persone provenienti da diverse regioni italiane. Tra i presenti anche rappresentanti di importanti centri di recupero fauna selvatica, come quelli di Napoli e Rimini, oltre a veterinari umbri impegnati nelle attività di assistenza ai pipistrelli.

L’evento si è svolto in un clima di confronto tecnico e di condivisione delle esperienze maturate sul campo nella gestione dei chirotteri in difficoltà.

Recupero dei pipistrelli e formazione dei CRAS al centro del workshop

Secondo quanto riferito dagli organizzatori, il workshop ha affrontato diversi aspetti legati al recupero dei pipistrelli e alla loro gestione nei centri specializzati. I temi trattati hanno spaziato dalla legislazione sulla fauna protetta alla biologia dei chirotteri, fino alle pratiche di gestione in cattività e agli aspetti veterinari.

Particolare attenzione è stata dedicata alle zoonosi e alle procedure di sicurezza da adottare durante il trattamento degli animali. Durante gli interventi è stato ricordato come il rischio di trasmissione della rabbia sia molto basso, pur restando fondamentale l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale nelle attività di manipolazione dei pipistrelli.

Le relazioni tecniche hanno stimolato un confronto tra professionisti provenienti da realtà differenti. L’obiettivo comune è stato quello di uniformare le procedure operative e migliorare la collaborazione tra strutture di recupero, veterinari e associazioni di tutela ambientale.

Alessandra Tomassini: “Un incontro di alto livello con ottimi riscontri”

La presidente dell’Associazione Tutela Pipistrelli, Alessandra Tomassini, intervistata da Scintilena al termine del workshop, ha espresso soddisfazione per l’esito dell’iniziativa.

Tomassini ha spiegato che l’organizzazione dell’evento ha richiesto un notevole impegno da parte delle volontarie e dei volontari dell’associazione, coinvolti sia nella preparazione sia nella gestione delle attività durante il fine settimana.

È andata molto bene – ha dichiarato – con la partecipazione di molti CRAS importanti come quello di Napoli e Rimini, i veterinari dell’Umbria e numerosi professionisti del settore. È stato un incontro di alto livello e abbiamo ricevuto un ottimo feedback dai partecipanti”.

La presidente ha sottolineato anche l’interesse suscitato dagli argomenti affrontati durante le sessioni formative, in particolare quelli dedicati alla legislazione, alla biologia dei chirotteri, alla gestione veterinaria e alle zoonosi.

Conservazione dei chirotteri e nuove prospettive per il prossimo anno

Il workshop ai Monti Lucretili conferma il crescente interesse verso la tutela dei pipistrelli e il rafforzamento delle reti di collaborazione tra associazioni, centri recupero fauna selvatica e professionisti sanitari.

I chirotteri rappresentano una componente importante degli ecosistemi naturali e la loro protezione richiede competenze specifiche, aggiornamento continuo e procedure condivise. Occasioni formative di questo tipo contribuiscono a migliorare la qualità degli interventi di recupero e la gestione degli animali feriti o debilitati.

Secondo quanto emerso durante l’incontro, gli organizzatori stanno già valutando la possibilità di programmare un nuovo workshop il prossimo anno, con ulteriori approfondimenti dedicati alla conservazione dei pipistrelli e alle attività dei CRAS italiani.

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  • David Attenborough, 100 anni di natura: il volto che ha cambiato la divulgazione ambientale
    Condividi Dal 1957 ai nuovi documentari, Sir David Attenborough continua a raccontare biodiversità e natura a milioni di spettatori Compie 100 anni David Attenborough, figura centrale della divulgazione naturalistica mondiale e autore di una lunga stagione di documentari che hanno contribuito a cambiare il modo di raccontare la biodiversità, gli ecosistemi e il rapporto tra uomo e ambiente. Per oltre settant’anni, la sua voce e il suo stile narrativo hanno accompagnato milioni di persone a
     

David Attenborough, 100 anni di natura: il volto che ha cambiato la divulgazione ambientale

Máj 22nd 2026 at 11:00

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Dal 1957 ai nuovi documentari, Sir David Attenborough continua a raccontare biodiversità e natura a milioni di spettatori

Compie 100 anni David Attenborough, figura centrale della divulgazione naturalistica mondiale e autore di una lunga stagione di documentari che hanno contribuito a cambiare il modo di raccontare la biodiversità, gli ecosistemi e il rapporto tra uomo e ambiente.

Per oltre settant’anni, la sua voce e il suo stile narrativo hanno accompagnato milioni di persone alla scoperta della natura, trasformando il documentario naturalistico in uno strumento di conoscenza accessibile anche al grande pubblico. La ricorrenza è stata celebrata anche da BBC e dalla trasmissione Radio3 Scienza, che ha dedicato una puntata speciale alla sua vita e alla sua attività di divulgatore.

David Attenborough e la rivoluzione dei documentari naturalistici

La carriera di David Attenborough inizia quasi casualmente nel 1957 con il programma “Zoo Quest”. Da quel momento il divulgatore britannico costruisce un linguaggio televisivo nuovo, basato su immagini naturalistiche di alta qualità, rigore scientifico e una narrazione semplice ma precisa.

Serie come Life on Earth hanno segnato un passaggio importante nella storia dei documentari naturalistici. Per la prima volta il racconto della biodiversità veniva proposto con una struttura narrativa capace di coinvolgere un pubblico vastissimo, mantenendo attenzione ai contenuti scientifici.

Negli anni, Attenborough ha attraversato l’evoluzione tecnologica della televisione e della cinematografia naturalistica. Dalle prime riprese in pellicola ai moderni sistemi digitali, fino alle immagini in ultra definizione e ai droni utilizzati nelle produzioni più recenti, il suo lavoro ha documentato ambienti remoti, fauna selvatica e paesaggi fragili in ogni continente.

Il suo approccio ha influenzato generazioni di naturalisti, biologi, speleologi, zoologi e divulgatori ambientali. Molti ricercatori e professionisti della conservazione dichiarano di aver scelto il proprio percorso dopo aver visto i suoi programmi.

Biodiversità e conservazione ambientale al centro del racconto

Negli ultimi decenni, David Attenborough ha concentrato gran parte del proprio lavoro sui temi della crisi climatica, della perdita di biodiversità e della tutela degli ecosistemi.

Attraverso documentari e interventi pubblici, il divulgatore britannico ha raccontato gli effetti della pressione antropica sugli habitat naturali, portando all’attenzione internazionale questioni legate alla deforestazione, all’inquinamento marino e alla scomparsa di numerose specie animali.

Il suo contributo alla divulgazione scientifica è stato importante anche per la capacità di collegare il racconto della natura alla responsabilità collettiva verso l’ambiente. In molte produzioni recenti il tema della conservazione ambientale è diventato centrale, con particolare attenzione agli ecosistemi più vulnerabili.

Anche il pubblico interessato alla speleologia e agli ambienti sotterranei ritrova nel lavoro di Attenborough un metodo narrativo che valorizza l’osservazione scientifica e la documentazione dei fenomeni naturali. L’attenzione agli habitat poco conosciuti, alla biodiversità nascosta e agli equilibri ecologici richiama infatti molti aspetti della ricerca speleologica contemporanea.

“Secret Gardens” e i nuovi progetti a cento anni

Nonostante l’età, David Attenborough continua a lavorare a nuove produzioni. Tra i progetti più recenti figura Secret Gardens, uscita proprio in questi giorni.

La continuità della sua attività rappresenta un caso raro nel panorama della divulgazione scientifica internazionale. A cento anni, Attenborough rimane una delle figure più riconoscibili nel racconto della natura e della biodiversità.

La sua capacità di adattarsi ai cambiamenti dei media, mantenendo uno stile riconoscibile e scientificamente affidabile, continua a essere un riferimento anche nell’epoca delle piattaforme digitali e dei contenuti brevi.

La puntata speciale di Radio3 Scienza dedicata ai 100 anni di David Attenborough

La trasmissione speciale di Radio3 Scienza ha ripercorso le tappe principali della carriera del divulgatore britannico insieme alla naturalista e comunicatrice scientifica Chiara Ceci.

Nel corso della puntata si parla anche del festival Lector in Scienza, organizzato dalla Fondazione Giuseppe Di Vagno a Conversano, in Puglia, dal 7 al 9 maggio, con il concorso “In un cielo lontano” dedicato a Rossella Panarese.

La puntata è disponibile su RaiPlay Sound. https://www.raiplaysound.it/audio/2026/05/Radio3-Scienza-del-08052026-8371c322-a0d6-4518-92cc-d6c103fc9b39.html

L’eredità culturale di David Attenborough

L’opera di David Attenborough ha contribuito a rendere il documentario naturalistico uno dei principali strumenti di divulgazione scientifica contemporanea.

Il suo lavoro ha avvicinato il pubblico ai temi della biodiversità, della tutela ambientale e della conoscenza del pianeta. Un’eredità culturale che continua a influenzare il modo in cui la natura viene osservata, raccontata e studiata.

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  • 22 maggio Giornata della Biodiversità: Legambiente lancia il report con la “bussola del ripristino”
    Condividi Nel nuovo report presentato per la Giornata mondiale della Biodiversità, l’associazione ambientalista denuncia il ritardo italiano sugli obiettivi Ue e propone interventi Nature-Based Solutions per salvare gli ecosistemi degradati In occasione della Giornata mondiale della Biodiversità del 22 maggio, Legambiente ha presentato il report “Biodiversità a rischio 2026”, un documento che fotografa lo stato critico degli ecosistemi italiani e rilancia la necessità di accelerare gli interv
     

22 maggio Giornata della Biodiversità: Legambiente lancia il report con la “bussola del ripristino”

Máj 22nd 2026 at 06:00

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Nel nuovo report presentato per la Giornata mondiale della Biodiversità, l’associazione ambientalista denuncia il ritardo italiano sugli obiettivi Ue e propone interventi Nature-Based Solutions per salvare gli ecosistemi degradati

In occasione della Giornata mondiale della Biodiversità del 22 maggio, Legambiente ha presentato il report “Biodiversità a rischio 2026”, un documento che fotografa lo stato critico degli ecosistemi italiani e rilancia la necessità di accelerare gli interventi di ripristino ambientale. Al centro del dossier c’è la cosiddetta “bussola del ripristino”, uno strumento che individua per ogni ecosistema le soluzioni più efficaci per recuperare habitat e funzioni naturali compromesse.

L’Italia è sempre e ancora Ben lontana dagli obiettivi europei fissati al 2030 dalla Nature Restoration Law. La perdita di biodiversità continua infatti a interessare foreste, zone umide, ecosistemi costieri e ambienti agricoli, aggravata dagli effetti della crisi climatica, del consumo di suolo e dell’inquinamento. Le valutazioni di ISPRA indicano che quasi il 90% degli habitat terrestri si trova in uno stato di conservazione sfavorevole.

Per invertire la rotta, Legambiente punta sulle Nature-Based Solutions, ovvero interventi basati sui processi naturali: riforestazione, rinaturalizzazione dei corsi d’acqua, recupero delle dune costiere, tutela delle aree umide e incremento delle infrastrutture verdi urbane. Soluzioni che, oltre a favorire la biodiversità, aiutano a contrastare dissesto idrogeologico, erosione e ondate di calore.

Il report arriva in concomitanza con la Giornata mondiale della Biodiversità, istituita dalle Nazioni Unite per sensibilizzare governi e cittadini sull’importanza della tutela degli ecosistemi. La ricorrenza ricorda l’adozione della Convenzione sulla Diversità Biologica del 1992 e richiama l’urgenza di proteggere specie, habitat e risorse naturali.

Tra tutti questi, tutelate anche da associazioni di protezione ambientale riconosciute, quali sono CAI e SSI ETS, ricordiamo, ci sono anche le grotte.

Fonti:

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  • Cavità artificiali e segreti bellici: cosa è emerso dal convegno di Urbino
    Condividi • Ricercatori e speleologi portano nuove evidenze su iprite e arsenico: la Regione Marche avvia verifiche ufficiali• Esplorazioni inedite, documentari e dati scientifici aprono un fronte istituzionale sul rischio ambientale• Dal convegno nasce una risoluzione regionale per mappare e bonificare ordigni nei fondali e nelle gallerie• Tre giorni di studi, 27 contributi e una scoperta che coinvolge istituzioni e comunità scientifica• Tra archeologia sotterranea e minacce invisibili, Urbino
     

Cavità artificiali e segreti bellici: cosa è emerso dal convegno di Urbino

Máj 21st 2026 at 14:00

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• Ricercatori e speleologi portano nuove evidenze su iprite e arsenico: la Regione Marche avvia verifiche ufficiali
• Esplorazioni inedite, documentari e dati scientifici aprono un fronte istituzionale sul rischio ambientale
• Dal convegno nasce una risoluzione regionale per mappare e bonificare ordigni nei fondali e nelle gallerie
• Tre giorni di studi, 27 contributi e una scoperta che coinvolge istituzioni e comunità scientifica
• Tra archeologia sotterranea e minacce invisibili, Urbino diventa centro del dibattito nazionale

Si è concluso domenica 17 maggio a Urbino il X Convegno Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali, articolato in tre giornate di lavori e promosso dal Gruppo Speleologico Urbinate, Egeria Centro Ricerche Sotterranee Roma e dalla Commissione Nazionale Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana.

Sono stati giorni intensi che hanno visto la partecipazione di speleologi provenienti da gran parte del territorio italiano e greco, nonché della cittadinanza di Urbino. 

I lavori si sono aperti venerdì presso la Sala del Maniscalco con i saluti delle autorità locali.

A seguire, sono stati presentati materiali inediti relativi alle esplorazioni condotte dal Gruppo Speleologico Urbinate nell’area dell’ex arsenale sotterraneo della Regia Aeronautica lungo le gallerie dismesse della linea ferroviaria Urbino–Santarcangelo.

La giornata si è conclusa con la proiezione del documentario “Il mare invisibile” del giornalista investigativo Gianni Lannes, presente in sala, che affronta il tema dello smaltimento in mare degli stessi 100.000 ordigni bellici lungo le coste italiane, con successivo confronto con il pubblico. 

Le evidenze emerse durante il convegno hanno innescato un riscontro istituzionale immediato. Durante la seduta del Consiglio Regionale delle Marche del 19 maggio, le indagini presentate dai ricercatori hanno contribuito direttamente all’approvazione di una risoluzione unitaria.

L’atto impegna il Presidente e la Giunta regionale ad attivarsi presso i Ministeri competenti per avviare una verifica cautelativa.

L’obiettivo è mappare la presenza di ordigni bellici (contenenti iprite e arsenico) sia nei fondali della costa pesarese sia nelle gallerie urbinati, stimando i costi, i rischi e le modalità operative per una bonifica strutturale, anche attraverso l’intercettazione di fondi nazionali ed europei.

(Seduta 21 del Consiglio Regionale consultabile al seguente ink: https://www.youtube.com/live/ucmW1oK8YXw?si=xgL4671bKHqnJCtU&t=8085)

Sabato le attività sono proseguite presso la Sala Serpieri del Collegio Raffaello, con la presentazione dei 27 contributi che hanno stimolato il confronto tra i partecipanti, sia in presenza sia da remoto.

Da segnalare la sessione dedicata allo speleologo e astrofisico Vittorio Castellani, già presidente della Società Speleologica Italiana, nel ventennale della sua scomparsa.

È stata inoltre allestita una sessione poster a cura del Gruppo Speleologico Urbinate, dedicata alla valorizzazione e alle bellezze ipogee naturali e artificiali del territorio.

Alcuni dei temi trattati durante le giornate del convegno verranno approfonditi nei prossimi numeri della rivista scientifica Opera Ipogea curata dalla Commissione Nazionale Cavità Artifiiciali della Società Speleologica Italiana.

Il congresso si è concluso con la riunione della stessa Commissione e con una visita all’Acquedotto romano di Santa Lucia. 

Gli organizzatori ringraziano la Commissione Nazionale Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana per il coordinamento scientifico, la gestione e la selezione dei contributi tutti di elevato livello e raccolti nel ricco volume degli atti, nonché la Regione Marche, la Provincia di Pesaro e Urbino, il Comune di Urbino e il Legato Albani per il supporto istituzionale e la concessione degli spazi.

Fonte: Michele Magnoni / coordinamento organizzativo 
Gruppo Speleologico Urbinate

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Giornata delle Apuane: in Arnetola una mobilitazione per la tutela del territorio

Máj 21st 2026 at 05:00

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Domenica 24 maggio 2026 escursione aperta a tutti nella valle di Vagli di Sotto promossa da CRTAM, CAI Toscana e numerose associazioni ambientaliste: “Per un Parco Naturale, contro il Parco delle cave”

Domenica 24 maggio 2026, alle ore 10, la Valle di Arnetola, nel comune di Vagli di Sotto, in provincia di Lucca, ospiterà una nuova “Giornata delle Apuane”, iniziativa dedicata alla difesa ambientale e paesaggistica delle Alpi Apuane.

Tra i promotori dell’iniziativa figurano in primo piano il CAI Toscana, Apuane Libere, e CRTAM – Commissione Regionale Tutela Ambiente Montano Toscana, insieme a Legambiente, WWF Alta Toscana e numerose associazioni e comitati del territorio.

Lo slogan scelto dagli organizzatori è netto: “Per un Parco Naturale. Contro il Parco delle cave”.

L’iniziativa prevede un’escursione nella Valle di Arnetola, area considerata tra le più significative e delicate delle Alpi Apuane per biodiversità, fenomeni carsici, storia e paesaggio. Una valle che, secondo i promotori, rappresenta anche uno dei simboli della pressione esercitata dall’attività estrattiva sul territorio apuano.

Nel materiale diffuso per la giornata si sottolinea infatti la presenza di cave attive nel bacino del Monte Pallerina, oltre ai timori per possibili riaperture di siti estrattivi lungo aree di particolare valore naturalistico e storico, comprese zone vicine alla Via Vandelli e all’eremo di San Viano.

L’escursione non presenta particolari difficoltà tecniche: il percorso, di circa 2,6 chilometri con 300 metri di dislivello, si svolgerà prevalentemente su strada bianca e avrà una durata complessiva di circa tre ore e mezza, comprese le soste.

Per gli organizzatori, la “Giornata delle Apuane” vuole essere un momento di partecipazione e sensibilizzazione pubblica sul futuro delle montagne apuane, riaffermando la necessità di una tutela ambientale che metta al centro il valore del paesaggio, della biodiversità e della memoria storica del territorio.

Per partecipare alla Giornata delle Apuane non è prevista un’iscrizione online.

Gli organizzatori ricordano, però, che i soci CAI devono comunicare la propria partecipazione alla sezione di appartenenza per l’attivazione della copertura assicurativa, mentre i non soci possono assicurarsi presso una delle sezioni partecipanti entro venerdì 22 maggio.

Sul volantino dell’iniziativa è inoltre disponibile un QR code per raggiungere il punto di ritrovo nella Valle di Arnetola.

La Valle di Arnetola è uno scrigno di biodiversità e storia

L’escursione è organizzata per conoscere e tutelare una delle valli più emblematiche e fragili delle Alpi Apuane da: Apuane Libere, Amici della Terra Versilia, ARCI Massa Carrara, CAI Toscana –  CRTAM, CIPIT Comitato Indipendente per la Partecipazione l’Informazione e la Trasparenza, Comitato Custodi della Ceragiola, Comitato per la chiusura della ex Cava Fornace, Comitato Ugo Pisa, Gasvezza, Italia Nostra Massa – Montignoso, La Voce degli Alberi, Legambiente Carrara, Legambiente Massa – Montignoso, Legambiente Versilia, WWF Alta Toscana

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