Campo speleo Elce-Barile 2026, disostruzione e nuove verifiche nelle grotte dell’Umbria
Buche del vento, Grotta Fiorita e visite a Vorgozzo, Vorgozzino ed Elce-Barile hanno segnato la chiusura del campo, con circa 50 speleologi impegnati e una linea di lavoro orientata anche al plastic free.
Campo speleo Elce-Barile 2026: il bilancio delle attività
Si è concluso oggi il campo speleo Elce-Barile 2026, appuntamento che ha riunito circa 50 speleologi provenienti da Marche, Lazio, Puglia e da diverse aree dell’Umbria.
L’iniziativa ha alternato momenti di esplorazione, lavoro tecnico e attività di gruppo, con un obiettivo operativo chiaro: proseguire la disostruzione delle Buche del vento.
Il cantiere, secondo quanto riferito dagli organizzatori, ha permesso di estrarre svariati metri cubi di detriti e resterà aperto per ulteriori interventi.
Il campo si è inserito in un contesto di attività speleologiche già noto nell’area, dove la continuità delle campagne di lavoro è considerata decisiva per avanzare nelle esplorazioni.
La partecipazione è stata definita propositiva e ha coinvolto gruppi differenti, con una collaborazione che ha dato sostanza alla parte più impegnativa dell’evento.
Le fasi operative sono state accompagnate da visite ripetute ad alcune cavità della zona, segno di un programma che ha unito lavoro di scavo e osservazione diretta del territorio ipogeo.
Buche del vento: disostruzione e cantiere aperto
L’intervento alle Buche del vento è stato il fulcro del campo speleo Elce-Barile 2026.
La disostruzione ha richiesto un’azione costante, con la rimozione di materiale accumulato nel tempo e il progressivo alleggerimento del fronte di lavoro.
La quantità di detriti estratti conferma la complessità del sito e lascia intendere che le prossime fasi richiederanno ancora tempo e organizzazione.
La prosecuzione del cantiere è stata indicata come parte del programma futuro.
In ambito speleologico, questi interventi sono spesso decisivi per verificare continuità, passaggi d’aria e possibili sviluppi della cavità.
Anche in questo caso, l’attenzione resta alta sulla lettura del contesto geologico e sulla possibilità di avanzare con metodi prudenti e progressivi.
Grotta Fiorita: armamento e correnti d’aria
Un altro punto centrale del campo speleo Elce-Barile 2026 è stato il lavoro alla Grotta Fiorita, dove è stato sistemato l’armo fino all’attuale fondo, oltre i 40 metri di profondità.
L’intervento ha reso più agevole la progressione e ha permesso di raggiungere una quota utile per ulteriori osservazioni speleologiche.
Durante le operazioni è stato utilizzato anche un fumogeno, strumento che ha consentito di verificare con chiarezza la zona di deflusso delle correnti d’aria interne.
Questo dato è particolarmente rilevante per chi lavora in grotta, perché le correnti possono segnalare spazi ancora da esplorare o sistemi ipogei collegati.
La Grotta Fiorita resta quindi un punto di interesse per le future campagne.
Visite alle cavità dell’area
Nel corso del campo sono state visitate ripetutamente anche le grotte del Vorgozzo, del Vorgozzino ed Elce-Barile.
Le visite hanno avuto una funzione conoscitiva e di confronto tra speleologi, oltre che di verifica delle condizioni dei diversi ambienti sotterranei.
L’insieme delle cavità coinvolte mostra un territorio ricco di potenzialità esplorative e capace di richiedere una presenza tecnica costante.
La frequentazione ripetuta di queste grotte conferma anche l’interesse per una lettura più ampia del sistema carsico locale.
In un campo di questo tipo, le osservazioni dirette, la condivisione delle informazioni e il lavoro comune diventano parte integrante del risultato finale.
Plastic free e gestione dei rifiuti
Un elemento significativo dell’edizione 2026 è stato l’avvio della filosofia plastic free, proposta dal GGP e adottata con una formula pratica che ha chiesto ai partecipanti di usare posate e stoviglie personali, evitando la produzione di rifiuti usa e getta.
Il Consiglio Direttivo ha inoltre acquistato all’ingrosso posate e tazze di metallo, poi rivendute ai partecipanti, con l’obiettivo di rendere stabile questa abitudine.
Il bilancio finale della gestione dei rifiuti è stato molto contenuto: una cassetta di vetro da smaltire e due sacchi di indifferenziato.
Il dato mostra una scelta organizzativa concreta, legata alla riduzione dell’impatto ambientale delle attività speleologiche.
Per un campo che insiste in un ambiente fragile come quello carsico, la gestione dei materiali e dei rifiuti rappresenta un aspetto non secondario del lavoro complessivo.
Ringraziamenti e prospettive
L’evento si è chiuso con un ringraziamento ai principali organizzatori, riconosciuti per il supporto dato alla riuscita del campo.
La partecipazione ampia e la varietà dei gruppi presenti hanno confermato la capacità dell’iniziativa di attrarre speleologi da più regioni e di costruire un confronto operativo utile per le attività future.
Resta ora aperto il lavoro sulle Buche del vento, mentre Grotta Fiorita e le altre cavità visitate continueranno a essere osservate nel quadro delle prossime uscite.
Il campo speleo Elce-Barile 2026 si chiude così con risultati concreti sul piano tecnico e con una sperimentazione organizzativa orientata alla riduzione dei rifiuti.
Fonte: Paolo Boccaccini, Gruppo Grotte Pipistrelli CAI Terni
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