Základné zobrazenie

  • ✇Scintilena
  • Topografia ipogea in Sicilia: formazione e pratica nel cuore delle Madonie
    Condividi Concluso nel weekend del 18-19 aprile 2026 a Isnello il corso organizzato dalla Federazione Speleologica Regionale Siciliana (FSRS). Un’esperienza da replicare in altre regioni Si è concluso con successo il corso di topografia ipogea organizzato dalla Federazione Speleologica Regionale Siciliana, con Marco Corvi, docente, membro della Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali della SSI ETS. Alla formazione a distanza ha partecipato anche Fabrizio Toso, Coordinatore Nazionale del
     

Topografia ipogea in Sicilia: formazione e pratica nel cuore delle Madonie

Apríl 22nd 2026 at 05:00

Condividi

Concluso nel weekend del 18-19 aprile 2026 a Isnello il corso organizzato dalla Federazione Speleologica Regionale Siciliana (FSRS). Un’esperienza da replicare in altre regioni

Si è concluso con successo il corso di topografia ipogea organizzato dalla Federazione Speleologica Regionale Siciliana, con Marco Corvi, docente, membro della Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali della SSI ETS. Alla formazione a distanza ha partecipato anche Fabrizio Toso, Coordinatore Nazionale della Commissione Catasto.

Durante le esercitazioni pratiche sono stati utilizzati strumenti e software ormai consolidati nella pratica del rilievo speleologico, come DistoX e Cavway e TopoDroid, fondamentali per l’acquisizione e la gestione dei dati in ambiente ipogeo.

L’iniziativa ha confermato quanto la formazione tecnica sia importante per la crescita qualitativa della documentazione speleologica.

«Si è concluso il corso di topografia ipogea organizzato dalla FSRS con il supporto della Commissione Nazionale Catastoha scritto Dario Rocca, presidente della FSRS.Con la parte pratica, svoltasi nel fine settimana del 18-19 aprile a Isnello (PA), caratteristico borgo immerso nello scenario naturale del Parco delle Madonie, si è chiuso il percorso formativo per gli speleologi siciliani che, dopo la formazione a distanza, hanno messo in pratica le conoscenze acquisite, approfondendo sul campo, con il docente Marco Corvi, gli argomenti trattati. Protagonista indiscusso del fine settimana del 18 e 19 aprile è stata l’esercitazione pratica di topografia svolta il sabato all’Abisso Petrusi, cavità scoperta ed esplorata dal 2023 nel contesto del progetto “Madonie Suttasupra”, avviato nel 2015 dal Gruppo Speleologico Siracusano e dallo Speleo Club Ibleo di Ragusa con l’obiettivo di esplorare e documentare le cavità delle Madonie, progetto che ha coinvolto negli anni numerosi speleologi provenienti da tutta l’isola.

Corvi ha scelto di affidare a ciascun sottogruppo il compito di effettuare il rilievo topografico di una porzione dell’Abisso Petrusi, procedendo successivamente alla restituzione manuale della sezione. I diversi elaborati, una volta stampati e uniti, hanno restituito in modo evidente l’impegno dei partecipanti, dando forma a un risultato complessivo di grande valenza.

La domenica –prosegue Dario Rocca – è stata invece dedicata alla restituzione grafica dei dati di rilievo, con il contributo fondamentale dell’Amministrazione Comunale di Isnello, rappresentata dal Sindaco Marcello Catanzaro, che ha messo a disposizione i locali della biblioteca comunale e le attrezzature necessarie alla stampa. I nove speleologi, provenienti da cinque gruppi siciliani, hanno centrato l’obiettivo dell’iniziativa, arricchendo le conoscenze e le metodologie di rilievo e restituzione dei dati, contribuendo ad aumentare la qualità della documentazione speleologica regionale. Un sincero grazie al Sindaco di Isnello, Marcello Catanzaro, ai suoi collaboratori e a tutta la comunità isnellese per l’ospitalità e il supporto ricevuti, al docente Marco Corvi e a tutti i partecipanti».

Il corso si è quindi configurato come un momento di crescita concreta, capace di unire formazione teorica e applicazione sul campo, mettendo al centro la qualità del rilievo e della restituzione cartografica.

È importante sottolineare come questo percorso sia stato volutamente concepito, su richiesta del docente, al di fuori dei circuiti di attribuzione di crediti formativi per istruttori: una scelta precisa, orientata a privilegiare la diffusione libera e condivisa delle competenze e a favorire la partecipazione di chi avesse un reale e concreto desiderio di conoscenza.

L’auspicio è che questa esperienza possa rappresentare un modello replicabile, capace di coinvolgere altre Federazioni e quindi altre regioni, contribuendo a rafforzare, su scala nazionale, una cultura del rilievo sempre più consapevole e condivisa.

Corvi ha invitato i partecipanti a mettere in pratica le conoscenze acquisite, con l’auspicio che possano tradursi, oltre che in un incremento dei dati inseriti a catasto, anche nella partecipazione alla terza edizione del Concorso “Rilievo: tra Arte e Tecnica”, recentemente bandito dalla SSI ETS (qui i dettagli per partecipare: https://www.scintilena.com/rilievo-tra-arte-e-tecnica-torna-il-concorso-ssi-2026-commissione-catasto-cavita-naturali/04/14/).

Qui sotto il prodotto finale: un risultato lusinghiero, frutto di un lavoro a più mani realizzato in tempi brevissimi, ancora più significativo considerando che alcuni dei partecipanti erano neofiti della restituzione topografica. Un esito concreto, in linea con gli obiettivi del corso.

L'articolo Topografia ipogea in Sicilia: formazione e pratica nel cuore delle Madonie proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Alfio Cariola lascia il CNSAS Siciliano: una carriera nel soccorso speleologico e alpino
    Condividi Il volontario del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano si congeda per raggiunti limiti di età dopo anni di attività operativa incessante nel soccorso in grotta e nella ricerca dispersi Il congedo di un veterano del soccorso speleologico siciliano Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico della Sicilia (CNSAS) perde uno dei suoi volontari più longevi. Alfio Cariola ha lasciato il servizio attivo per raggiunti limiti di età. La sua uscita segna la fine di una carrie
     

Alfio Cariola lascia il CNSAS Siciliano: una carriera nel soccorso speleologico e alpino

Apríl 18th 2026 at 07:00

Condividi

Il volontario del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano si congeda per raggiunti limiti di età dopo anni di attività operativa incessante nel soccorso in grotta e nella ricerca dispersi


Il congedo di un veterano del soccorso speleologico siciliano

Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico della Sicilia (CNSAS) perde uno dei suoi volontari più longevi. Alfio Cariola ha lasciato il servizio attivo per raggiunti limiti di età. La sua uscita segna la fine di una carriera dedicata interamente al soccorso in ambiente impervio, speleologico e alpino.

Cariola è rimasto operativo fino all’ultimo giorno utile. Un impegno che i colleghi hanno descritto come incessante e costante nel tempo. Non si è trattato di un progressivo allontanamento, ma di una presenza piena fino alla conclusione del percorso consentito dalla normativa.


Un profilo tecnico trasversale nel CNSAS Sicilia

Nel corso della sua attività, Alfio Cariola ha ricoperto un ventaglio ampio di incarichi. Ha operato sia sul versante tecnico e logistico, sia assumendo ruoli di responsabilità organizzativa. La sua esperienza ha attraversato più ambiti: le squadre di soccorso speleologico, le squadre alpine e il coordinamento a livello regionale.

Questo profilo trasversale è raro nel mondo del volontariato di soccorso. Richiede una conoscenza approfondita delle procedure sia in ambiente ipogeo che in quota. Cariola ha saputo muoversi con competenza in entrambi i contesti.


Ricerca dispersi: la specializzazione degli ultimi anni

Nell’ultimo periodo della sua carriera nel CNSAS, Alfio Cariola ha sviluppato competenze specifiche nell’ambito della ricerca di persone disperse. Si tratta di un settore che richiede preparazione tecnica, capacità di coordinamento e resistenza fisica e psicologica.

La ricerca dispersi è uno degli ambiti più complessi del soccorso in ambiente impervio. Implica la gestione di aree vaste, la lettura del territorio, il coordinamento con altre forze di soccorso e la capacità di prendere decisioni rapide. Le competenze maturate da Cariola in questo campo rappresentano un patrimonio difficile da sostituire.

Il CNSAS Sicilia ha fatto sapere che si attiverà per valutare eventuali deroghe ai limiti di età, nei limiti del possibile, proprio per non disperdere questa esperienza accumulata negli anni.


Lo stile operativo che ha segnato il gruppo

I colleghi del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano ricordano Cariola per un approccio preciso e decisionista. Uno stile che, come è stato sottolineato nei saluti ufficiali, ha spesso generato momenti di ironia nel gruppo, ma che ha sempre garantito rigore e affidabilità.

Questo tipo di profilo — perfezionista, onnipresente, difficile da fermare — è quello che nei gruppi di soccorso speleo costituisce una colonna portante. Non solo per le competenze tecniche, ma per la funzione di riferimento che svolge nei confronti dei volontari più giovani.


Il ruolo del volontariato nel soccorso speleologico italiano

Il CNSAS è l’organizzazione italiana che gestisce il soccorso in montagna, in grotta e in ambiente impervio. È articolato in strutture regionali e opera in stretto coordinamento con il Numero Unico di Emergenza 112. I volontari che ne fanno parte si formano per anni e spesso sviluppano specializzazioni in settori precisi.

Il limite di età per l’operatività è una misura di sicurezza prevista per tutelare sia i soccorritori che le persone soccorse. Quando un volontario come Cariola raggiunge questo limite, l’organizzazione si trova a gestire la perdita di un bagaglio tecnico costruito in decenni di interventi reali.


I saluti del CNSAS Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano

Il gruppo ha rivolto ad Alfio Cariola i propri ringraziamenti pubblici per l’impegno e la perseveranza dimostrati nel corso di tutta la carriera. I messaggi di saluto hanno sottolineato il suo contributo come risorsa preziosa per tutti i volontari dell’organizzazione.

L’augurio espresso è quello di un futuro sereno, dopo anni trascorsi in prima linea. La porta, almeno simbolicamente, resta aperta: il CNSAS Sicilia intende esplorare le possibilità di deroga, per mantenere un collegamento con chi ha contribuito a costruire le competenze attuali del corpo.

Fonte: https://www.facebook.com/share/1ENdvqe5Er/?mibextid=wwXIfr

L'articolo Alfio Cariola lascia il CNSAS Siciliano: una carriera nel soccorso speleologico e alpino proviene da Scintilena.

Speleologia a Palermo: al via il XVI corso di primo livello con Le Taddarite, lo Speleo Club Ibleo e la Scuola di Speleologia di Palermo

Apríl 18th 2026 at 05:00

Condividi

“Le Taddarite”, ovvero i pipistrelli in siciliano: un nome che è già tutto un programma per un gruppo speleologico: torna a Palermo il corso organizzato dalla storica associazione e dallo Speleo Club Ibleo di Ragusa

La Scuola di Speleologia di Palermo organizza il XVI Corso di Speleologia di primo livello, un percorso formativo pensato per chi desidera avvicinarsi al mondo sotterraneo in modo consapevole e strutturato. L’iniziativa, promossa dall’associazione A.N.S. Le Taddarite con lo Speleo Club Ibleo e riconosciuta dalla Società Speleologica Italiana ETS, si svolgerà a Palermo dal 5 al 24 maggio 2026.

Il corso propone un programma completo di lezioni teoriche e attività pratiche, che offre una prima diversificata introduzione alla speleologia moderna.

Tra i temi trattati: speleogenesi e carsismo, tecniche di progressione in grotta, utilizzo dei materiali, biospeleologia e studio delle grotte vulcaniche.

Ampio spazio sarà dedicato alle uscite sul campo e alle esercitazioni, sia in ambiente naturale sia su parete di roccia: in quelle occasioni, i partecipanti potranno apprendere le tecniche di base per la progressione su corda in sicurezza.

Si costruiranno competenze, per trasmettere il valore dell’esplorazione responsabile.

Programma:

  • 5 Maggio – Martedì
    Presentazione del corso e del corpo istruttori
    Cenni di geologia
  • 7 Maggio – Giovedì
    Equipaggiamento di base, caratteristiche e resistenze dei materiali speleo-alpinistici
    Tecniche di progressione speleologica
  • 9 Maggio – Sabato
    Palestra di roccia (Sferracavallo, Palermo)
  • 10 Maggio – Domenica
    Palestra di roccia (Sferracavallo, Palermo)
  • 12 Maggio – Martedì
    Prevenzione degli incidenti e cenni di primo soccorso
    Biospeleologia
  • 14 Maggio – Giovedì
    Storia della speleologia e sua organizzazione in Italia e nel Mondo
    Speleologia in ambiente vulcanico
  • 16 Maggio – Sabato
    Palestra di roccia (Sferracavallo, Palermo)
  • 17 Maggio – Domenica
    Escursione in grotta verticale in rocce gessose
  • 19 Maggio – Martedì
    Carsismo epigeo e ipogeo
  • 21 Maggio – Giovedì
    Cenni di rilievo ipogeo
    Tutela degli ambienti carsici
    Riserve Naturali Speleologiche in Sicilia
  • 23 Maggio – Sabato
    Escursione in forra e in grotta, Gola Secca e Pozzo Gimmy (Isnello, Palermo)
  • 24 Maggio – Domenica
    Escursione in grotta verticale, Abisso del Vento (Isnello, Palermo)

Riepilogo, referenti e contatti

  • Evento: XVI Corso di Speleologia di primo livello
  • Direttore: Paolo Valenti
  • Luogo: Palermo –
  • Date: 5 – 24 maggio 2026
  • Organizzazione: Scuola di Speleologia di Palermo – A.N.S. Le Taddarite – S.C. Ibleo
  • Info e iscrizioni: le.taddarite@gmail.com – 328 924 8392 (dopo le 17:00)
    Sede: A.N.S. Le Taddarite – Via Terrasanta 46, Palermo – 328 924 8392 (dopo le 17:00)
  • Orari segreteria: giovedì dalle 21:30 alle 23:00
  • Link: https://www.letaddarite.it/2026/03/18/xvi-corso-di-speleologia-di-primo-livello/
  • La partecipazione al corso prevede l’iscrizione all’ANS Le Taddarite e alla Società Speleologica Italiana.
  • E’ previsto un contributo per la realizzazione del corso, da versare presso la sede sociale entro il 30 aprile 2026, compilando contestualmente la scheda di adesione: costo complessivo € 180,00

L'articolo Speleologia a Palermo: al via il XVI corso di primo livello con Le Taddarite, lo Speleo Club Ibleo e la Scuola di Speleologia di Palermo proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Etna: scoperto il condotto magmatico profondo che alimenta il vulcano
    Condividi La tomografia sismica e l’analisi geochimica rivelano come il magma risale da 80 chilometri nel mantello superiore attraverso una struttura verticale stabile L’Etna non è un vulcano come gli altri L’Etna non appartiene a nessuna delle tre categorie classiche di vulcani. È quanto emerge da uno studio pubblicato il 7 aprile 2026 sul Journal of Geophysical Research – Solid Earth da un team internazionale guidato dal professor Sébastien Pilet dell’Università di Losanna, in collab
     

Etna: scoperto il condotto magmatico profondo che alimenta il vulcano

Apríl 17th 2026 at 11:00

Condividi

La tomografia sismica e l’analisi geochimica rivelano come il magma risale da 80 chilometri nel mantello superiore attraverso una struttura verticale stabile


L’Etna non è un vulcano come gli altri

L’Etna non appartiene a nessuna delle tre categorie classiche di vulcani. È quanto emerge da uno studio pubblicato il 7 aprile 2026 sul Journal of Geophysical Research – Solid Earth da un team internazionale guidato dal professor Sébastien Pilet dell’Università di Losanna, in collaborazione con l’INGV di Catania.[1][2]

Il titolo del paper è diretto: “Mount Etna as a Leaking Pipe of Magmas From the Low Velocity Zone”. Il vulcano siciliano funziona come una tubatura che perde: il magma non si forma poco prima di un’eruzione, ma è già presente nel mantello superiore a circa 80 km di profondità e risale attraverso fratture nella placca tettonica.[3][4]

I ricercatori propongono di classificare l’Etna in una quarta categoria, quella dei cosiddetti vulcani petit-spot. Prima di questo studio, i petit-spot erano noti soltanto come piccoli edifici sottomarini, alti poche centinaia di metri. L’Etna sarebbe il primo grande stratovulcano al mondo a rientrare in questa categoria.[5]


Il condotto verticale profondo 10 km: una struttura già nota, ora spiegata

Al centro della ricerca c’è un condotto magmatico verticale profondo circa 10 chilometri. Questa struttura — già identificata da studi sismologici degli anni ’90 — collega la camera magmatica superiore con zone più profonde della crosta.[6]

Studi dell’INGV realizzati tra il 2021 e il 2024 avevano mappato tre zone a bassa velocità sismica fino a 10-12 km di profondità, interpretate come aree contenenti magma in percentuale ridotta ma in grado di alimentare l’attività eruttiva per lunghi periodi. Il nuovo studio aggiunge il tassello mancante: quelle zone non sono semplici serbatoi locali, ma l’ultimo tratto di un percorso che inizia a 80 km di profondità.[2][7][8]

La sorgente primaria si trova nella Low Velocity Zone (LVZ), una fascia del mantello superiore in cui le onde sismiche rallentano per la presenza di magma parzialmente fuso. Il condotto verticale di 10 km rappresenta la porzione finale di un’autostrada magmatica che parte dal mantello e arriva in superficie.[9][3]


Come funziona il meccanismo: la placca ionica come pompa

Il meccanismo che innesca la risalita è legato alla tettonica delle placche. La placca ionica, scendendo in subduzione al di sotto della Calabria, si piega verso il basso. Questa flessione genera fratture nella litosfera che agiscono come canali attraverso cui il magma già presente a 80 km viene spinto verso l’alto.[4][10]

I ricercatori hanno ricostruito l’evoluzione chimica delle lave eruttate dall’Etna nell’arco degli ultimi 500.000 anni. La composizione è rimasta pressoché costante nel tempo, nonostante i cambiamenti del regime tettonico. Questa stabilità è la prova chiave del modello: il magma proviene da una sorgente preesistente e persistente, non generata di volta in volta.[2]

I volumi eruttivi nel tempo dipendono quindi principalmente dall’intensità dei movimenti tettonici: più forti le deformazioni della placca, maggiore il magma mobilizzato verso la superficie.[4]


Perché l’Etna erutta così frequentemente

Questo modello risponde a una domanda centrale della vulcanologia moderna. L’Etna erutta più volte all’anno — in media tra le 2 e le 4 eruzioni per anno — con una frequenza difficilmente spiegabile con i modelli classici di vulcanismo da subduzione.[11]

La risposta del nuovo studio è chiara. Il vulcano non “aspetta” che nuove fusioni del mantello si formino prima di eruttare. Il magma è già disponibile in profondità, in riserva, nella Low Velocity Zone. Il condotto verticale profondo 10 km garantisce una via di risalita stabile e continua.[3][2]

Tre caratteristiche dell’Etna trovano così una spiegazione unitaria:

  • La rapidità della risalita magmatica, perché il materiale è già parzialmente fuso e mobilizzabile
  • La continuità dell’attività, perché il sistema attinge da una riserva mantellica persistente
  • La composizione costante delle lave, perché la sorgente è la stessa da 500.000 anni[10]

I Petit-Spot: la quarta categoria di vulcani

I vulcani petit-spot furono descritti per la prima volta nel 2006 da geologi giapponesi, che individuarono piccoli edifici vulcanici sottomarini nel Pacifico nord-occidentale, al largo del Giappone.[5][2]

Quegli edifici confermarono l’esistenza di tasche di magma al tetto del mantello terrestre — un’ipotesi avanzata in precedenza ma priva di prove dirette. Studi successivi mostrarono che questi vulcani sono alimentati da magma ricco di CO? derivato da fusione parziale dell’astenosfera, e che la loro genesi è legata alla flessione della placca tettonica nelle zone di subduzione.[12]

L’Etna condivide queste caratteristiche. La differenza è la scala: un edificio di oltre 3.000 metri di altezza, con eruzioni documentate per mezzo milione di anni, si rivela funzionare con lo stesso meccanismo di strutture vulcaniche di poche centinaia di metri. È una scoperta che allarga considerevolmente i confini di questo tipo di vulcanismo.[4]


Struttura verticale: dal mantello ai crateri

La sintesi tra il nuovo studio e le ricerche precedenti descrive un sistema a più livelli: Livello Profondità Struttura Funzione Sorgente primaria ~80 km Low Velocity Zone nel mantello superiore Riserva di magma preesistente Canale di risalita ~80–10 km Fratture nella placca ionica Via di migrazione del magma Zona di accumulo profonda 4–12 km Zona a bassa velocità sismica Pressurizzazione del sistema Serbatoio intermedio ~3–5 km Camera magmatica Differenziazione dei magmi Serbatoio superficiale ~1,5–2 km Zona di stoccaggio gas Generazione di fontane di lava Superficie 0–3.330 m s.l.m. Crateri sommitali e bocche laterali Eruzione

Il condotto verticale profondo 10 km è dunque il raccordo tra il sistema superficiale e la sorgente profonda nel mantello. Non il punto di partenza, ma l’ultimo tratto del percorso del magma.[7][6]


Monitoraggio e rischio vulcanico in Sicilia

Circa 700.000 persone vivono sulle pendici dell’Etna. Catania si trova a poche decine di chilometri dalle zone di possibile impatto delle colate laviche. La comprensione del sistema di alimentazione non è solo una questione scientifica: riguarda direttamente la sicurezza di una delle aree più popolose della Sicilia.[13]

L’INGV mantiene una rete di monitoraggio permanente con stazioni sismiche, GNSS, inclinometri e sensori geochimici. Un archivio di dati satellitari sull’eruzione del febbraio 2025 ha integrato immagini da più satelliti con misurazioni di SO? elaborate con intelligenza artificiale, fornendo tassi di effusione e mappe delle colate in quasi tempo reale.[14]

Un paper del 2025 dell’INGV aveva già dimostrato che l’analisi del parametro sismologico “b-value” permette di anticipare di mesi i segnali di risalita del magma, tracciando il percorso dalla crosta profonda fino alla superficie. Il nuovo modello del 2026 aggiunge un orizzonte temporale più ampio: conoscere la riserva mantellica e il meccanismo di ricarica può migliorare la capacità di prevedere non solo quando avverrà un’eruzione, ma anche quanto magma è disponibile e per quanto tempo l’attività potrà persistere.[15][4]


Implicazioni per la vulcanologia mondiale

La possibilità che l’Etna appartenga a una quarta categoria di vulcani ha implicazioni che vanno ben oltre la Sicilia. Se un grande stratovulcano può formarsi e mantenersi attivo attraverso il meccanismo dei petit-spot, altri edifici vulcanici con composizioni anomale rispetto alla loro posizione tettonica potrebbero essere re-interpretati con questo modello.[9]

Il magma parzialmente fuso nella Low Velocity Zone è universalmente presente alla base della litosfera su tutto il pianeta. Diventa quindi una fonte potenziale di vulcanismo ovunque esistano le fratture adatte a convogliarlo verso la superficie.[12]

Come segnalano gli stessi autori, il modello rimane per ora una proposta supportata da evidenze geochimiche e petrologiche. L’imaging sismico diretto della LVZ sotto l’Etna a quella profondità non è ancora disponibile. Campagne future di sismica profonda o array di sismografi su larga scala potranno confermare o raffinare il quadro. La collaborazione tra l’Università di Losanna e l’INGV apre la strada a una valutazione del rischio vulcanico basata su scale temporali e spaziali più ampie di quelle finora considerate.[9]


Fonti consultate

  • Pilet S. et al. (2026), “Mount Etna as a Leaking Pipe of Magmas From the Low Velocity Zone”, Journal of Geophysical Research – Solid Earth, DOI: 10.1029/2025JB032785 ? https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1029/2025JB032785
  • EurekAlert! – “A breakthrough in understanding the origin of Mount Etna” (12 aprile 2026) ? https://www.eurekalert.org/news-releases/1123763
  • Phys.org – “Mount Etna breaks volcano rules, tapping 80-kilometer-deep…” (12 aprile 2026) ? https://phys.org/news/2026-04-mount-etna-volcano-kilometer-deep.html
  • Greenreport.it – “L’Etna è un petit-spot. Ecco perché non rientra in nessuna categoria di vulcani” (13 aprile 2026) ? https://www.greenreport.it/news/scienza-e-tecnologie/61178-letna-e-un-petit-spot-ecco-perche-non-rientra-in-nessuna-categoria-di-vulcani/
  • Sbircialanotizia.it – “Etna, studio sull’origine: magma da 80 km e ipotesi petit-spot” (14 aprile 2026) ? https://www.sbircialanotizia.it/articoli/2026/04/etna-origine-8k2qp/
  • INGV – “Etna. Con la Tomografia sismica definita la struttura interna del vulcano” (11 ottobre 2021) ? https://www.ingv.it/stampa-urp/ufficio-stampa/comunicati-stampa/4979-etna-con-la-tomografia-sismica-definita-la-struttura-interna-del-vulcano
  • INGV – “Individuato il ‘cuore pulsante’ dell’Etna dallo studio delle fontane di lava” (20 maggio 2021) ? https://www.ingv.it/stampa-urp/ufficio-stampa/comunicati-stampa/individuato-il-cuore-pulsante-dell-etna-dallo-studio-delle-fontane-di-lava
  • Il Vulcanico – “Dalla sismicità naturale dell’Etna ai movimenti di risalita del magma” (22 marzo 2022) ? https://ilvulcanico.it/dalla-sismicita-naturale-delletna-ai-movimenti-di-risalita-del-magma/
  • Free Press Online – “Etna, studio INGV svela movimenti del magma” (ottobre 2025) ? https://www.freepressonline.it/2025/10/09/etna-studio-ingv-svela-movimenti-del-magma/
  • INGV – “Etna, nuovo archivio di dati satellitari sull’eruzione del 2025” (agosto 2025) ? https://agenparl.eu/2025/08/13/ingv-comunicato-stampa-vulcani-etna-nuovo-archivio-di-dati-satellitari-sulleruzione-del-2025/
  • Petit-spot volcanism (2017), PMC – “Petit-spot as definitive evidence for partial melting in the asthenosphere caused by CO?” ? https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5296659/
  • INGV CT – “Evoluzione geologica del Monte Etna” ? https://www.ct.ingv.it/index.php/ricerca/i-vulcani-siciliani/etna/evoluzione-geologica-del-monte-etna
  • INGV Vulcani – “Aggiornamento attività eruttiva Etna, gennaio 2026” ? https://ingvvulcani.com/2026/01/09/un-aggiornamento-sulla-attivita-eruttiva-delletna/

Fonti
[1] Mount Etna as a Leaking Pipe of Magmas From the Low Velocity Zone https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1029/2025JB032785
[2] A breakthrough in understanding the origin of Mount Etna – EurekAlert! https://www.eurekalert.org/news-releases/1123763
[3] Mount Etna breaks volcano rules, tapping 80-kilometer-deep … https://phys.org/news/2026-04-mount-etna-volcano-kilometer-deep.html
[4] L’Etna è un petit-spot. Ecco perché non rientra in nessuna categoria … https://www.greenreport.it/news/scienza-e-tecnologie/61178-letna-e-un-petit-spot-ecco-perche-non-rientra-in-nessuna-categoria-di-vulcani
[5] L’origine dell’Etna potrebbe essere unica al mondo – tgcom24 https://amp.tgcom24.mediaset.it/tgcom24/article/111021465
[6] USGS Publications Warehouse https://pubs.usgs.gov/publication/70020443
[7] Etna, ecco la Tomografia sismica 4 E. Individuate zone di … https://ilvulcanico.it/etna-ecco-la-tomografia-sismica-4-e-individuate-zone-di-accumulo-del-magma-che-possono-alimentare-lattivita-eruttiva/
[8] Etna. Seismic tomography defined the internal structure of the volcano and identified surface areas of accumulation of magma https://ingv.it/en/stampa-urp/ufficio-stampa/comunicati-stampa/etna-con-la-tomografia-sismica-definita-la-struttura-interna-del-vulcano-e-individuate-zone-superficiali-di-accumulo-del-magma
[9] Etna, studio sull’origine: magma da 80 km e ipotesi petit-spot https://www.sbircialanotizia.it/articoli/2026/04/etna-origine-8k2qp/
[10] The origin of Mount Etna (Sicily) : a « petit-spot » volcano https://claudegrandpeyvolcansetglaciers.com/2026/04/14/lorigine-de-letna-sicile-un-volcan-de-petit-spot-the-origin-of-mount-etna-sicily-a-petit-spot-volcano/
[11] Eruzioni dell’Etna – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Eruzioni_dell’Etna
[12] Petit-spot as definitive evidence for partial melting in the asthenosphere caused by CO2 https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5296659/
[13] Evoluzione geologica del Monte Etna – INGV https://www.ct.ingv.it/index.php/ricerca/i-vulcani-siciliani/etna/evoluzione-geologica-del-monte-etna
[14] [INGV Comunicato stampa] VULCANI | Etna, nuovo archivio di dati satellitari sull’eruzione del 2025 – Agenparl https://agenparl.eu/2025/08/13/ingv-comunicato-stampa-vulcani-etna-nuovo-archivio-di-dati-satellitari-sulleruzione-del-2025/
[15] Etna, studio INGV svela movimenti del magma – Free Press Online https://www.freepressonline.it/2025/10/09/etna-studio-ingv-svela-movimenti-del-magma/
[16] 01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/86d36e7b-fb33-423c-9ed5-5859bb837351/01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt
[17] 02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/35124a74-892b-451f-9c91-aa405245406d/02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt
[18] 03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/2e8b1d27-c01e-4793-9b8a-e405da6de545/03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt

L'articolo Etna: scoperto il condotto magmatico profondo che alimenta il vulcano proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Sicilia, I Karren della Dorsale Mesozoica e la Grotta del Lauro al Centro del Convegno dei Geologi di Sicilia
    Condividi Carsismo e risorse idriche nei Nebrodi: geologia, paesaggio e tutela dell’acqua si incontrano ad Alcara Li Fusi Il convegno: geologi siciliani e fenomeni carsici in Provincia di Messina L’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia ha organizzato un convegno dal titolo “Acqua e Territorio nei Nebrodi”, svoltosi il 28 e 29 marzo 2026 nel borgo di Alcara Li Fusi (Messina). La due giorni ha messo al centro il tema dell’acqua in tutte le sue implicazioni: geologiche, idrogeologiche,
     

Sicilia, I Karren della Dorsale Mesozoica e la Grotta del Lauro al Centro del Convegno dei Geologi di Sicilia

Apríl 13th 2026 at 09:00

Condividi

Carsismo e risorse idriche nei Nebrodi: geologia, paesaggio e tutela dell’acqua si incontrano ad Alcara Li Fusi


Il convegno: geologi siciliani e fenomeni carsici in Provincia di Messina

L’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia ha organizzato un convegno dal titolo “Acqua e Territorio nei Nebrodi”, svoltosi il 28 e 29 marzo 2026 nel borgo di Alcara Li Fusi (Messina). La due giorni ha messo al centro il tema dell’acqua in tutte le sue implicazioni: geologiche, idrogeologiche, normative e amministrative. La parte scientifica si è tenuta il 28 marzo, con relazioni dedicate all’idrogeologia dell’area e ai fenomeni carsici in Provincia di Messina, con particolare attenzione al territorio di Alcara Li Fusi. Il giorno successivo i partecipanti hanno visitato il Centro di Osservazione dei Grifoni e compiuto un trekking sulle pendici della dorsale mesozoica Longi-Taormina, dove è possibile osservare direttamente i karren — le caratteristiche scanalature di dissoluzione calcarea — che modellano i versanti delle Rocche del Crasto. L’organizzazione ha beneficiato della collaborazione dell’associazione Sicilia Ambiente, attiva nel borgo di Alcara Li Fusi.[1][2][3]


La dorsale Longi-Taormina: calcari liassici e carsismo mesozoico

I fenomeni carsici dei Nebrodi e dei Peloritani si sviluppano su una fascia di affioramenti carbonatici mesozoici che attraversa la Sicilia nord-orientale da San Fratello fino a Taormina: la dorsale Longi-Taormina. Questa struttura appartiene all’Unità tettonica Longi-Taormina, la parte più frontale delle falde Calabridi, sovrascorsa verso sud-ovest sulle formazioni flyschioidi dei Nebrodi. Questi calcari si distinguono nettamente — per aspetto e comportamento idrogeologico — dai flysch argillosi e arenacei che costituiscono la gran parte del paesaggio nebrodico.[4]

Le rocce protagoniste del carsismo sono i calcari neri e massivi di Longi: calcari liassici (Sinemuriano-Pliensbachiano, circa 190-175 milioni di anni fa), depositatisi in un ambiente di piattaforma carbonatica di acque basse con facies bioclastiche e ooliti. Il loro spessore supera i 500 metri in molti settori. Sopra di essi si trovano i calcari pelagici marnosi del Medolo, la Maiolica selcifera e la Scaglia, completando una successione che documenta il passaggio da ambienti di piattaforma ad acque profonde durante il Mesozoico. La purezza chimica di questi calcari — con alto contenuto in calcite — li rende particolarmente suscettibili alla dissoluzione in presenza di acqua e anidride carbonica.[5][4]


Il meccanismo del carsismo: acqua, CO? e dissoluzione progressiva

Il carsismo è un processo di dissoluzione chimica della roccia calcarea. L’acqua piovana, assorbendo CO? atmosferica e quella prodotta dalla decomposizione della materia organica nel suolo, diventa acido carbonico debole. Questo acido attacca il CaCO? trasformandolo in bicarbonato di calcio, solubile e asportabile. La reazione è reversibile: nelle grotte, dove la CO? viene perduta, il carbonato si riprecipita generando stalattiti, stalagmiti e altre concrezioni.[6][7][5]

Perché il carsismo si sviluppi in modo significativo, devono coesistere quattro condizioni: rocce carbonatiche solubili, fratturazione del mezzo roccioso, precipitazioni adeguate e un gradiente idraulico che permetta il ricambio delle acque. Nella dorsale di Alcara Li Fusi tutte e quattro le condizioni sono soddisfatte: i calcari liassici sono intensamente tettonizzati; le precipitazioni medie raggiungono 800-1.000 mm annui; i versanti ripidi assicurano gradienti idraulici elevati.[7][4]


I Karren della Rocca: le morfologie carsiche superficiali

I karren — o lapiaz — sono le morfologie carsiche epigee più visibili sui versanti calcarei della dorsale Longi-Taormina. Si tratta di solchi, scanalature, gallerie e vaschette di corrosione incisi sulla superficie dei calcari dall’azione dell’acqua piovana nel corso di decine di migliaia di anni. I karren si classificano in base al grado di copertura del suolo:[8][9]

  • Karren liberi su roccia nuda: scanalature rettilinee (Rillenkarren), solchi e docce di corrosione, lame aguzze;
  • Karren semiliberi: vaschette di corrosione (Kamenitza), piccole cavità subcircolari a fondo piatto colme d’acqua dopo le piogge;
  • Karren coperti: forme arrotondate (Rundkarren) sviluppate sotto il suolo, prive di creste aguzze.

Sui versanti delle Rocche del Crasto, l’escursione del convegno ha permesso di osservare questi solchi direttamente sulla roccia affiorante, testimoniando un’attività carsica tuttora in corso. Le Rocche del Crasto sono un massiccio calcareo che raggiunge i 1.315 m s.l.m. con pareti verticali che superano i 200 m di strapiombo nella Valle Calanna, dove è riconoscibile una scarpata di faglia attiva.[10][4]


La Grotta del Lauro: il carsismo ipogeo del Parco dei Nebrodi

Sul versante occidentale delle Rocche del Crasto, a circa 1.068 m di quota, si apre la Grotta del Lauro: la principale cavità carsica del Parco dei Nebrodi e una delle più importanti del Valdemone. La grotta si è formata per dissoluzione ipogea progressiva dei calcari liassici: le acque di infiltrazione hanno gradualmente allargato le fratture tettoniche preesistenti, creando cunicoli e gallerie nel corso di lunghi periodi geologici.[11][12]

L’interno della cavità conserva stalattiti, stalagmiti, colonne e concrezioni calcitiche. L’interesse scientifico della grotta va oltre la spettacolarità delle concrezioni: la Grotta del Lauro ospita almeno due specie di invertebrati miriapodi troglobi — completamente adattati alla vita sotterranea, ciechi e depigmentati — che rappresentano endemismi unici al mondo: Entotalassinum nebrodium e Beroniscus marcelii. La cavità è anche un sito di interesse archeozoologico: i reperti rinvenuti testimoniano la frequentazione umana nell’Età del Bronzo. L’accesso è consentito solo con guida autorizzata, per la tutela dell’ecosistema sotterraneo.[12][13][14][11]


Gli acquiferi carsici: una risorsa idrica preziosa e vulnerabile

Dal punto di vista idrogeologico, i calcari liassici della dorsale Longi-Taormina costituiscono il principale acquifero dell’area di Alcara Li Fusi e della zona peloritano-nebrodica nord-occidentale. Nelle sub-idrostrutture carbonatiche la permeabilità raggiunge valori dell’ordine di 10?? m/s per fessurazione e carsismo locale. Le acque che emergono dalle sorgenti alla base dei rilievi hanno una composizione chimica di tipo bicarbonato-calcico, con conducibilità di 300-800 µS/cm e qualità ottima per uso potabile.[4]

Il carsismo, però, rende questi acquiferi intrinsecamente vulnerabili: la rapidità con cui l’acqua si infiltra attraverso i karren e le fratture, senza subire filtrazione nel suolo, consente a eventuali contaminanti superficiali di raggiungere la falda in tempi brevissimi. Questo aspetto costituisce la principale sfida per la tutela idrogeologica dell’area.[4]


Il quadro normativo: tutelare l’acqua nelle aree carsiche

Il convegno ha affrontato anche il versante normativo-amministrativo della gestione delle risorse idriche nei Nebrodi. Il D.Lgs. 152/1999 impone alle Regioni la classificazione dei corpi idrici sotterranei, il monitoraggio e la predisposizione di Piani di Tutela delle Acque. La Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE obbliga a raggiungere il “buono stato” di tutti i corpi idrici, con particolare attenzione alla definizione di zone di salvaguardia nelle aree di ricarica degli acquiferi. Il Piano di Tutela delle Acque della Sicilia e il Piano di Gestione del Distretto Idrografico della Sicilia declinano questi obblighi a livello regionale, prevedendo per le sub-idrostrutture carbonatiche peloritane un monitoraggio qualitativo e quantitativo continuo.[4]

Per l’area di Alcara Li Fusi, la sfida amministrativa consiste nel tutelare le zone di ricarica carbonatica — le stesse aree dove si sviluppano i karren — da attività che potrebbero comprometterne la qualità idrica, mantenendo al contempo la vocazione turistica e naturalistica del territorio.


I Grifoni sulle Rocche del Crasto: un ecosistema integrato

L’escursione al Centro di Osservazione dei Grifoni ha completato il programma del convegno, collegando il tema geologico a quello naturalistico. Il grifone (Gyps fulvus) è stato reintrodotto nel Parco dei Nebrodi a partire dal 1999, con esemplari provenienti dalla Spagna. Il sito di Alcara Li Fusi è diventato il principale centro di nidificazione dei grifoni in Sicilia, con oltre 60 esemplari e almeno 16 coppie nidificanti alle pareti calcaree delle Rocche del Crasto. I volatili sfruttano le correnti termiche ascendenti generate dalle pareti verticali dei calcari: la morfologia carsica e tettonica delle Rocche non è solo un laboratorio geologico, ma anche un habitat fondamentale per la fauna selvatica.[15][16][17]


Fonti consultate

Fonti
[1] Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia – ORGS https://www.facebook.com/ordineregionalegeologidisicilia/posts/-acqua-e-territorio-nei-nebrodiidrogeologia-risorse-idriche-e-gestione-sostenibi/1741317253926693/
[2] Idrogeologia, risorse idriche e gestione sostenibile”, che il 28 e 29 … https://www.facebook.com/ordineregionalegeologidisicilia/posts/-grande-partecipazione-e-alto-livello-scientifico-per-la-due-giorni-di-alcara-li/1751308502927568/
[3] Save the date! Ancora pochi posti disponibili per l’escursione del 29 … https://www.facebook.com/ordineregionalegeologidisicilia/posts/save-the-date-ancora-pochi-posti-disponibili-per-lescursione-del-29-marzo-alla-g/1744289103629508/
[4] Corpo idrico sotterraneo: Peloritani – occidentali https://www2.regione.sicilia.it/presidenza/ucomrifiuti/acque/DOCUMENTI/DOCUMENTI_E/E3/PELORITANI/Peloritani_Occidentali.pdf
[5] Cenni sulla chimica del carsismo – Gruppo Grotte Gallarate https://www.gruppogrottegallarate.it/cenni-sulla-chimica-del-carsismo/
[6] Carsismo https://www.chimica-online.it/articoli/carsismo.htm
[7] Fenomeno carsico – Gruppo Grotte Castelli Romani https://www.ggcr.altervista.org/carsismo.html
[8] Campo solcato – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Campo_solcato
[9] Carsismo superficiale https://www.provincia.tn.it/News/Approfondimenti/Carsismo-superficiale
[10] Le escursioni e trekking migliori nei dintorni di Alcara Li Fusi – Komoot https://www.komoot.com/it-it/guide/568024/fantastici-trekking-e-escursioni-nei-dintorni-di-alcara-li-fusi
[11] Alcara li Fusi (Me) – Grotta del Lauro, Stalagmiti, Stalattiti e …Pipistrelli https://trovaeventi.com/sicilia/alcara-li-fusi-me-grotta-del-lauro-stalagmiti-stalattiti-e-pipistrelli/?hilite=%26quot%3BGiant+Benches+on+Lake+Iseo%26quot%3B
[12] Escursione alla Grotta del Lauro – Parco dei Nebrodi – Alcara Li Fusi https://www.ttattago.com/en/cosa-fare/alcara-li-fusi/activities/escursione-alla-grotta-del-lauro-parco-dei-nebrodi
[13] Alcara Li Fusi, escursione alla Grotta del Lauro – Nebrodi News https://www.nebrodinews.it/alcara-li-fusi-escursione-alla-grotta-del-lauro/
[14] Alla scoperta della Grotta del Lauro – Associazione PFM https://www.associazionepfm.it/escursioni/event/alla-scoperta-della-grotta-del-lauro/
[15] Primi risultati della reintroduzione del Grifone [Gyps fulvus … https://www.academia.edu/16787993/Primi_risultati_della_reintroduzione_del_Grifone_Gyps_fulvus_Hablizl_1783_nei_parchi_delle_Madonie_e_dei_Nebrodi_Sicilia_Aves_Falconiformes_
[16] Parco dei Nebrodi, torna a volare un giovane grifone https://www.tempostretto.it/news/parco-dei-nebrodi-torna-a-volare-un-giovane-grifone-liberato-dopo-2-mesi-di-cure.html
[17] in Sicilia c’è la (splendida) Grotta del Lauro – Balarm https://www.balarm.it/news/la-sua-bellezza-selvaggia-lascia-senza-fiato-in-sicilia-c-e-la-splendida-grotta-del-lauro-140696
[18] 01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/86d36e7b-fb33-423c-9ed5-5859bb837351/01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt
[19] 02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/35124a74-892b-451f-9c91-aa405245406d/02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt
[20] 03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/2e8b1d27-c01e-4793-9b8a-e405da6de545/03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt

L'articolo Sicilia, I Karren della Dorsale Mesozoica e la Grotta del Lauro al Centro del Convegno dei Geologi di Sicilia proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Ragusa sotterranea a rischio: il geologo Ruggieri chiede il monitoraggio delle latomie carsiche
    Condividi Le infiltrazioni d’acqua e la sismicità medio-alta mettono sotto pressione le cavità artificiali al di sotto di strutture pubbliche nel centro città Niscemi apre il dibattito, Ragusa ha le sue specificità La frana di Niscemi, che a fine gennaio 2026 ha costretto all’evacuazione tra 1.500 e 1.600 persone con un fronte di circa 4 km e sprofondamenti fino a 55 metri, ha riportato in primo piano il tema del rischio idrogeologico in Italia e in Sicilia. I dati ISPRA parlan
     

Ragusa sotterranea a rischio: il geologo Ruggieri chiede il monitoraggio delle latomie carsiche

Apríl 9th 2026 at 14:00

Condividi


Le infiltrazioni d’acqua e la sismicità medio-alta mettono sotto pressione le cavità artificiali al di sotto di strutture pubbliche nel centro città


Niscemi apre il dibattito, Ragusa ha le sue specificità

La frana di Niscemi, che a fine gennaio 2026 ha costretto all’evacuazione tra 1.500 e 1.600 persone con un fronte di circa 4 km e sprofondamenti fino a 55 metri, ha riportato in primo piano il tema del rischio idrogeologico in Italia e in Sicilia. I dati ISPRA parlano chiaro: il 94,5% dei comuni italiani è classificato a rischio per frane, alluvioni, valanghe o erosione costiera. Le frane censite nel territorio nazionale superano le 684.000 unità, e 1,3 milioni di persone risiedono in aree a pericolosità elevata.[1][2][3]

In questo quadro, il geologo Rosario Ruggieri, fondatore del CIRS ETS – Centro Ibleo di Ricerche Speleo-Idrogeologiche di Ragusa, ha richiamato l’attenzione sul rischio specifico della città di Ragusa. Un rischio che, a differenza di quello visibile e improvviso di Niscemi, è di natura sotterranea, lento e silenzioso.


Il carsismo ibleo: una roccia che si dissolve

Il territorio di Ragusa poggia su rocce carbonatiche carsiche. L’acqua piovana, arricchita di anidride carbonica, aggredisce chimicamente il calcare sciogliendolo progressivamente nel tempo. Questo fenomeno — responsabile nel lungo periodo della formazione di vallate, grotte e doline — crea un sottosuolo strutturalmente discontinuo, percorso da fratture e cavità.

Nei sistemi carsici, l’acqua si muove rapidamente attraverso fessure e condotti senza subire processi di filtrazione naturale, e la capacità del sistema di autoriparare i danni è molto limitata. È una caratteristica che il carsismo degli Iblei condivide con altre aree calcaree siciliane, ma che a Ragusa si somma a un fattore di rischio aggiuntivo: la presenza di cavità artificiali storiche al di sotto del centro urbano.


Le latomie: cave storiche sotto la città

Dopo il terremoto del Val di Noto del 1693 — la scossa più violenta mai registrata nella storia d’Italia, con magnitudo Mw 7.3 e un’intensità di X grado MCS a Ragusa — i cavatori, detti “pirriatura”, scavarono nel sottosuolo della città estraendo il calcare necessario alla ricostruzione. Nacquero così le latomie, cave sotterranee che si estendono al di sotto di quella che è oggi una parte significativa del centro abitato.[4][5]

Alcune di queste cavità si sviluppano direttamente sotto strutture pubbliche: l’ex ospedale civico di Ragusa, edifici dell’ARPA e il complesso di Viale Sicilia sorgono sopra latomie che in parte sono state messe in sicurezza, ma in parte restano accessibili solo attraverso tombini, in condizioni precarie.[6]


L’allarme di Ruggieri: fratture in movimento, vetrini già rotti

Nei sopralluoghi condotti dal CIRS con tecniche speleologiche — scendendo attraverso tombini con attrezzatura da esplorazione ipogea — il team di Ruggieri ha riscontrato fratture di una certa entità nelle volte delle latomie, percorse da infiltrazioni d’acqua. Con il tempo, questo fenomeno allarga le fessure e può portare al distacco di volumi di roccia.[6]

L’indicatore più preoccupante è lo stato dei vetrini di controllo collocati sulle fratture: sono già rotti, segno che movimenti sono in atto. La rottura di questi strumenti rudimentali indica che le fratture si sono già spostate rispetto alla loro posizione originaria. L’evoluzione di questi movimenti, secondo Ruggieri, “potrebbe causare il crollo delle volte coinvolgendo le strutture che stanno in superficie”.[6]


Il rischio sismico amplifica il pericolo

Ragusa è classificata in zona sismica 2 (sismicità medio-alta). Le linee guida nazionali per la microzonazione sismica identificano le aree con cavità sotterranee come “Zone di Attenzione per cedimenti differenziali e crollo” (ZAcd). In queste zone, le onde sismiche possono innescare il collasso di volte e pilastri in cavità già degradate, con effetti che risalgono fino al piano campagna.[7][8]

È la combinazione dei due fattori — carsismo attivo e sismicità — a rendere il rischio ragusano particolarmente complesso. “Ragusa ricade su un territorio ad alto rischio sismico,” spiega Ruggieri, “un fattore che potrebbe fare collassare queste strutture e di conseguenza quello che c’è sopra”. I terremoti non fanno altro che accelerare processi di degrado che il carsismo sta già producendo in modo autonomo.[6]


L’appello tecnico: strumentazione remota per le fratture

La proposta del CIRS è precisa. Ruggieri chiede l’installazione di una strumentazione idonea a monitorare in remoto l’evoluzione delle fratture nelle volte delle latomie critiche. Le tecnologie disponibili comprendono fessurimetri elettronici, inclinometri, estensimetri e sistemi di allarme con trasmissione dati in continuo. Strumenti che permettono di sapere, con aggiornamento costante, se una frattura si sta allargando, a che velocità e in quale direzione — in modo da poter intervenire con il consolidamento prima che il rischio diventi emergenza.[9][10][6]

I vetrini a rottura attualmente presenti nelle latomie registrano solo a posteriori che un movimento è avvenuto, senza fornire dati quantitativi sull’entità o la direzione dello spostamento. Il salto tecnologico verso sistemi elettronici è la condizione minima per una gestione del rischio che possa definirsi preventiva.[9]


Chi è Rosario Ruggieri e il CIRS

Il CIRS di Ragusa è attivo dal 1974 e pubblica la rivista scientifica Speleologia Iblea. Rosario Ruggieri è membro della Karst Commission internazionale e autore, nel 2023, del volume “Karst of Sicily” pubblicato da Springer nella serie “Cave and Karst Systems of the World”. Il libro, frutto di oltre quaranta anni di ricerche sul territorio siciliano, è oggi il riferimento scientifico internazionale sul carsismo dell’isola. La Sicilia vi emerge come una delle aree mondiali più significative per varietà dei fenomeni carsici, con carsismo attivo in quattro litotipi diversi: calcari, gessi, salgemma e basalti.[11][12][13]


Il paradosso della prevenzione in Italia

Il caso delle latomie di Ragusa si inscrive in una tendenza strutturale. Negli anni 2013-2019, l’Italia ha speso 20 miliardi di euro per le emergenze da dissesto e soltanto 2 miliardi per la prevenzione, con un rapporto di dieci a uno. L’ASviS stima in 26 miliardi il fabbisogno complessivo per mettere in sicurezza il territorio italiano. Dal 1999 al 2025, la quota di PIL investita nella mitigazione del dissesto è stata in media dello 0,05% all’anno.[14][15][16]

In Sicilia, i dati ISPRA indicano che 93.000 abitanti vivono in zone a rischio frane e 130.000 in aree a rischio alluvioni. Le province di Catania, Siracusa e Ragusa sono quelle con il rischio alluvionale più elevato della regione, con i bacini del fiume Ippari e dell’Irminio tra quelli più monitorati nel Ragusano.[17][18]

L’appello del CIRS non è nuovo. “Noi da anni segnaliamo questo tipo di problema,” sottolinea Ruggieri, “ora più che mai, dopo gli eventi atmosferici di questi giorni, bisogna accendere i riflettori e auspicare che si intervenga celermente”. La speleologia, in questo caso, non si limita all’esplorazione: entra direttamente al servizio della sicurezza del territorio.[6]


Parole chiave: rischio idrogeologico Ragusa, latomie carsiche, CIRS Ragusa, Rosario Ruggieri, carsismo ibleo, monitoraggio sotterraneo, sismicità Sicilia


Fonti

# Fonte Link 1 ISPRA – Comunicato frana Niscemi e dati IFFI isprambiente.gov.it 2 Il Domani Ibleo – Articolo originale Ruggieri (30/01/2026) ildomanibleo.com 3 Le Cronache dei Siciliani – ISPRA IdroGEO Sicilia lecronachedeisiciliani.com 4 QdS – Rischio alluvionale Sicilia, province più esposte qds.it 5 Radio Time – Frana Niscemi: cause e aggiornamenti radiotime.it 6 FNOB – Emergenza frane Italia, 1,3 milioni a rischio fnob.it 7 Dipartimento Protezione Civile – Frana Niscemi 2026 protezionecivile.gov.it 8 Wikipedia – Terremoto Val di Noto 1693 it.wikipedia.org 9 INGV – Il terremoto del 1693 nella Sicilia orientale ingvterremoti.com 10 CAI Ragusa – Cava Gonfalone e latomie cairagusa.org 11 Scintilena – Karst of Sicily, monografia Ruggieri scintilena.com 12 Hoepli – Karst of Sicily, Ruggieri Springer 2023 hoepli.it 13 OpenSpeleo – Profilo CIRS Ragusa openspeleo.org 14 Rinnovabili.it – Dissesto idrogeologico, rapporto 10:1 rinnovabili.it 15 ASviS – 26 miliardi per la messa in sicurezza Italia asvis.it 16 UIPA – Investimenti dissesto idrogeologico 1999-2025 uipa.it 17 Microzonazione sismica – Linee guida cavità ZAcd centromicrozonazionesismica.it 18 Studio GEO.LAB – Monitoraggio fessurazioni e cedimenti studiogeolab.it 19 ISPRA – Sinkhole urbani in Italia isprambiente.gov.it 20 Scintilena – Man and Karst 2024, CIRS Ragusa scintilena.com

Fonti
[1] Frana Niscemi: aggiornamenti, cause e cosa accadrà nei … https://www.radiotime.it/2026/01/28/frana-niscemi-aggiornamenti-cause-e-cosa-accadra-nei-prossimi-giorni/amp/
[2] Da Niscemi al quadro nazionale delle frane: il contributo di ISPRA tra dati … https://www.isprambiente.gov.it/it/istituto-informa/comunicati-stampa/anno-2026-1/frana-niscemi
[3] Emergenza frane in Italia: a rischio quasi 1,3 milioni di … https://www.fnob.it/2026/01/28/emergenza-frane-in-italia-a-rischio-quasi-13-milioni-di-persone-il-caso-niscemi-uno-su-tre/
[4] Terremoto del Val di Noto del 1693 – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Terremoto_del_Val_di_Noto_del_1693
[5] [PDF] MICROZONAZIONE SISMICA – Protezione Civile Sicilia https://www.protezionecivilesicilia.it/tinymce/js/tinymce/source/rischio-sismico/ms_3907/RAGUSA/RAGUSA/Relazione%20illustrativa.pdf
[6] Rischi idrogeologici a Ragusa, l’appello del geologo Rosario … https://www.ildomanibleo.com/2026/01/30/rischi-idrogeologici-a-ragusa-lappello-del-geologo-rosario-ruggieri/
[7] Ragusa – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ragusa
[8] [PDF] Microzonazione sismica https://www.centromicrozonazionesismica.it/documents/41/LG_cavita_20221207.pdf
[9] Monitoraggio fessurazioni e cedimenti – Studio Associato GEO.LAB http://www.studiogeolab.it/attivita/valutazione-del-rischio-idrogeologico/monitoraggio-fessurazioni-e-cedimenti/
[10] [PDF] tesi.pdf – Politecnico di Torino https://webthesis.biblio.polito.it/13058/1/tesi.pdf
[11] CIRS Ragusa http://www.openspeleo.org/openspeleo/groups-view-98.html
[12] Karst Of Sicily – Ruggieri Rosario | Libro Springer 09/2023 – HOEPLI.it https://www.hoepli.it/libro/karst-of-sicily/9783031074080.html
[13] Karst of Sicily: Una Monografia Scientifica Punto di Riferimento … https://www.scintilena.com/karst-of-sicily-una-monografia-scientifica-punto-di-riferimento-internazionale-per-la-speleologia/09/05/
[14] Dissesto idrogeologico Italia: servono 26 mld euro per prevenzione https://www.rinnovabili.it/clima-e-ambiente/dissesto-idrogeologico-italia-prevenzione/
[15] Policy brief ASviS dissesto idrogeologico: poca prevenzione e i … https://asvis.it/notizie-sull-alleanza/19-20213/policy-brief-asvis-dissesto-idrogeologico-poca-prevenzione-e-i-danni-aumentano
[16] Lo stato degli investimenti in Italia per ridurre il rischio idrogeologico https://www.uipa.it/lo-stato-degli-investimenti-in-italia-per-ridurre-il-rischio-idrogeologico/
[17] Dissesto idrogeologico in Sicilia, i dati ISPRA: migliaia di cittadini a … https://lecronachedeisiciliani.com/2026/02/19/dissesto-idrogeologico-in-sicilia-i-dati-ispra-migliaia-di-cittadini-a-rischio-tra-frane-e-alluvioni/
[18] Rischio idrogeologico in Sicilia: ecco quali sono le aree più … https://qds.it/rischio-idrogeologico-sicilia-aree-soggette-alluvioni/
[19] 01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.us-east-1.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/86d36e7b-fb33-423c-9ed5-5859bb837351/01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt?X-Amz-Algorithm=AWS4-HMAC-SHA256&X-Amz-Checksum-Mode=ENABLED&X-Amz-Credential=ASIA2F3EMEYETJO2EHAX%2F20260408%2Fus-east-1%2Fs3%2Faws4_request&X-Amz-Date=20260408T210507Z&X-Amz-Expires=3600&X-Amz-Security-Token=IQoJb3JpZ2luX2VjED0aCXVzLWVhc3QtMSJGMEQCIDt4Sk6mLxTqzaweTBrQyFxHuKjv%2Fc8TMipH0eNRRZAOAiBzXWLum1GNZ96vlIOxV7POUs51HWx5Ax66sazAICh8oyrrBAgGEAEaDDY5OTc1MzMwOTcwNSIMLj61huaFJ72gyLKlKsgEC7eVo4jL66VcOJ0PWIjyJu3B%2FKI5i%2B4XVfNDfxzkPXscbDMAGJDW9l7jsIDQ%2BqJgQL1id0cc87%2FcZYNm1LOwYQ8UDm024xg%2FZT4u71qICfFTC8Zp3cUo0KEodfO%2BKwQV%2FQ8CUd8NObrY0Z%2FBD7Dtb6VacK987pyB6hhJYFmME4TE1Sy9HPkHb%2BPbefIeg4tEeMJynG2G8Wif%2F2IZJzhUkbMKr%2BB0EYHw0%2BTptFCM%2FQycdLJa%2BK0CwoEEJTLqdY4h9zd3jXk7obJlm8upnrABwQwbRmfaMdcGF1uHkYE%2FcxR%2B5hTxXMgrrF%2BhFZHAgsBAp2jxAoWtB1SRaogzQnvKqvvOSAUof2oqpkL5Y5ELNucZ1%2FF9wpFaQOdvH9rp%2BIZft3rQKfk%2FVfAEHNIUIdwLcLOY4WFOSP1HxDiV04%2B9Ag4rysvh6X5pircz44H26jvTjsTWfBQ6cyU%2B969YLCa32bYHAlsVqoSmAd9zDNkh5hlgbOAb9wowKv4bTYiI%2B4w%2B7MZn%2FUZNFfszc5CFH3DS77JEPKac18gx5Wd%2B%2F046HtUqjZ55uelH6aP3CRW7b2eQozOyLSCs9ocPkQDLcYItSI8vks1EchO%2FZu5%2BTyJgv5OiRE5FSmIMhPhwJSy7fnqVKudzTxhNUp9QcgEzpVjZISmLmSo9A85OFcMvxrPUzFKP8zF7b9TyU4uoMnlDjfD7PBcn%2BkaO1ooDBQ5Ze%2BO2dOEHl8ruvPri%2FncFT81fsCr4lW3SslnlVGoluJDNunvPoEfPyJXs9lAwnPLazgY6mQEdQsECoj%2BM55HpmjBI6HKS1NXpt4jIA5eC0m0lBEmc3tnqqFI%2FSl3N4q3V23heqvAynaozxXmjN30JBDLrkYhi7N863LFEYcdC9DygM4kL2veJjfyxZOigcfVfY18jdOKF%2FWGuDlRfuLNDecBmp4m9YG2QOwvAmu7Bwjd%2FG5m9lNuD5hI3tqsNc7JF9I%2FNzGRQ2JiaoOdRuHw%3D&X-Amz-SignedHeaders=host&x-id=GetObject&X-Amz-Signature=60747f55e391eb5757abcf6e529f57cec4df05c9ae7016effbb5ec0e4416e480
[20] 02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.us-east-1.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/35124a74-892b-451f-9c91-aa405245406d/02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt?X-Amz-Algorithm=AWS4-HMAC-SHA256&X-Amz-Checksum-Mode=ENABLED&X-Amz-Credential=ASIA2F3EMEYETJO2EHAX%2F20260408%2Fus-east-1%2Fs3%2Faws4_request&X-Amz-Date=20260408T210507Z&X-Amz-Expires=3600&X-Amz-Security-Token=IQoJb3JpZ2luX2VjED0aCXVzLWVhc3QtMSJGMEQCIDt4Sk6mLxTqzaweTBrQyFxHuKjv%2Fc8TMipH0eNRRZAOAiBzXWLum1GNZ96vlIOxV7POUs51HWx5Ax66sazAICh8oyrrBAgGEAEaDDY5OTc1MzMwOTcwNSIMLj61huaFJ72gyLKlKsgEC7eVo4jL66VcOJ0PWIjyJu3B%2FKI5i%2B4XVfNDfxzkPXscbDMAGJDW9l7jsIDQ%2BqJgQL1id0cc87%2FcZYNm1LOwYQ8UDm024xg%2FZT4u71qICfFTC8Zp3cUo0KEodfO%2BKwQV%2FQ8CUd8NObrY0Z%2FBD7Dtb6VacK987pyB6hhJYFmME4TE1Sy9HPkHb%2BPbefIeg4tEeMJynG2G8Wif%2F2IZJzhUkbMKr%2BB0EYHw0%2BTptFCM%2FQycdLJa%2BK0CwoEEJTLqdY4h9zd3jXk7obJlm8upnrABwQwbRmfaMdcGF1uHkYE%2FcxR%2B5hTxXMgrrF%2BhFZHAgsBAp2jxAoWtB1SRaogzQnvKqvvOSAUof2oqpkL5Y5ELNucZ1%2FF9wpFaQOdvH9rp%2BIZft3rQKfk%2FVfAEHNIUIdwLcLOY4WFOSP1HxDiV04%2B9Ag4rysvh6X5pircz44H26jvTjsTWfBQ6cyU%2B969YLCa32bYHAlsVqoSmAd9zDNkh5hlgbOAb9wowKv4bTYiI%2B4w%2B7MZn%2FUZNFfszc5CFH3DS77JEPKac18gx5Wd%2B%2F046HtUqjZ55uelH6aP3CRW7b2eQozOyLSCs9ocPkQDLcYItSI8vks1EchO%2FZu5%2BTyJgv5OiRE5FSmIMhPhwJSy7fnqVKudzTxhNUp9QcgEzpVjZISmLmSo9A85OFcMvxrPUzFKP8zF7b9TyU4uoMnlDjfD7PBcn%2BkaO1ooDBQ5Ze%2BO2dOEHl8ruvPri%2FncFT81fsCr4lW3SslnlVGoluJDNunvPoEfPyJXs9lAwnPLazgY6mQEdQsECoj%2BM55HpmjBI6HKS1NXpt4jIA5eC0m0lBEmc3tnqqFI%2FSl3N4q3V23heqvAynaozxXmjN30JBDLrkYhi7N863LFEYcdC9DygM4kL2veJjfyxZOigcfVfY18jdOKF%2FWGuDlRfuLNDecBmp4m9YG2QOwvAmu7Bwjd%2FG5m9lNuD5hI3tqsNc7JF9I%2FNzGRQ2JiaoOdRuHw%3D&X-Amz-SignedHeaders=host&x-id=GetObject&X-Amz-Signature=a3067ca452ea6cd07168b849aabcfe71a53e33eb73ef65ff421211b3d1c1317e
[21] 03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.us-east-1.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/2e8b1d27-c01e-4793-9b8a-e405da6de545/03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt?X-Amz-Algorithm=AWS4-HMAC-SHA256&X-Amz-Checksum-Mode=ENABLED&X-Amz-Credential=ASIA2F3EMEYETJO2EHAX%2F20260408%2Fus-east-1%2Fs3%2Faws4_request&X-Amz-Date=20260408T210507Z&X-Amz-Expires=3600&X-Amz-Security-Token=IQoJb3JpZ2luX2VjED0aCXVzLWVhc3QtMSJGMEQCIDt4Sk6mLxTqzaweTBrQyFxHuKjv%2Fc8TMipH0eNRRZAOAiBzXWLum1GNZ96vlIOxV7POUs51HWx5Ax66sazAICh8oyrrBAgGEAEaDDY5OTc1MzMwOTcwNSIMLj61huaFJ72gyLKlKsgEC7eVo4jL66VcOJ0PWIjyJu3B%2FKI5i%2B4XVfNDfxzkPXscbDMAGJDW9l7jsIDQ%2BqJgQL1id0cc87%2FcZYNm1LOwYQ8UDm024xg%2FZT4u71qICfFTC8Zp3cUo0KEodfO%2BKwQV%2FQ8CUd8NObrY0Z%2FBD7Dtb6VacK987pyB6hhJYFmME4TE1Sy9HPkHb%2BPbefIeg4tEeMJynG2G8Wif%2F2IZJzhUkbMKr%2BB0EYHw0%2BTptFCM%2FQycdLJa%2BK0CwoEEJTLqdY4h9zd3jXk7obJlm8upnrABwQwbRmfaMdcGF1uHkYE%2FcxR%2B5hTxXMgrrF%2BhFZHAgsBAp2jxAoWtB1SRaogzQnvKqvvOSAUof2oqpkL5Y5ELNucZ1%2FF9wpFaQOdvH9rp%2BIZft3rQKfk%2FVfAEHNIUIdwLcLOY4WFOSP1HxDiV04%2B9Ag4rysvh6X5pircz44H26jvTjsTWfBQ6cyU%2B969YLCa32bYHAlsVqoSmAd9zDNkh5hlgbOAb9wowKv4bTYiI%2B4w%2B7MZn%2FUZNFfszc5CFH3DS77JEPKac18gx5Wd%2B%2F046HtUqjZ55uelH6aP3CRW7b2eQozOyLSCs9ocPkQDLcYItSI8vks1EchO%2FZu5%2BTyJgv5OiRE5FSmIMhPhwJSy7fnqVKudzTxhNUp9QcgEzpVjZISmLmSo9A85OFcMvxrPUzFKP8zF7b9TyU4uoMnlDjfD7PBcn%2BkaO1ooDBQ5Ze%2BO2dOEHl8ruvPri%2FncFT81fsCr4lW3SslnlVGoluJDNunvPoEfPyJXs9lAwnPLazgY6mQEdQsECoj%2BM55HpmjBI6HKS1NXpt4jIA5eC0m0lBEmc3tnqqFI%2FSl3N4q3V23heqvAynaozxXmjN30JBDLrkYhi7N863LFEYcdC9DygM4kL2veJjfyxZOigcfVfY18jdOKF%2FWGuDlRfuLNDecBmp4m9YG2QOwvAmu7Bwjd%2FG5m9lNuD5hI3tqsNc7JF9I%2FNzGRQ2JiaoOdRuHw%3D&X-Amz-SignedHeaders=host&x-id=GetObject&X-Amz-Signature=b48a413e754cc119e297652c640044af83a9f79b30361c9b4792ffb284a63a63

L'articolo Ragusa sotterranea a rischio: il geologo Ruggieri chiede il monitoraggio delle latomie carsiche proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Corso di Topografia Ipogea organizzato dalla FSRS
    Condividi La Federazione Speleologica Regionale Siciliana forma i nuovi topografi e cartografi La Federazione Speleologica Regionale Siciliana (FSRS), con il supporto della Commissione Nazionale Catasto, organizza un corso di topografia ipogea rivolto agli speleologi dei gruppi federati. L’iniziativa, aperta anche a chi si avvicina per la prima volta al rilievo, ma è animato da una solida motivazione, è condotta da Marco Corvi e rappresenta un’importante occasione formativa per gli speleol
     

Corso di Topografia Ipogea organizzato dalla FSRS

Apríl 8th 2026 at 05:30

Condividi

La Federazione Speleologica Regionale Siciliana forma i nuovi topografi e cartografi

La Federazione Speleologica Regionale Siciliana (FSRS), con il supporto della Commissione Nazionale Catasto, organizza un corso di topografia ipogea rivolto agli speleologi dei gruppi federati.

L’iniziativa, aperta anche a chi si avvicina per la prima volta al rilievo, ma è animato da una solida motivazione, è condotta da Marco Corvi e rappresenta un’importante occasione formativa per gli speleologi dei gruppi federati.

Il percorso didattico prevede tre lezioni online, propedeutiche alla fase in presenza in programma il 18 e 19 aprile 2026.

Qui, nella cornice naturale del Parco delle Madonie, ad Isnello (PA), adagiato tra le pieghe di una vallata, si aprono cavità di rilievo come l’Abisso del Vento e l’Abisso Petrusi. Proprio in questo contesto si svolgerà l’uscita pratica in grotta, durante la quale i partecipanti potranno mettere in campo le tecniche apprese.

La prima lezione ha visto la partecipazione di Fabrizio Toso, coordinatore nazionale del Commissione Catasto Cavità Naturali della SSI ETS.

L’iniziativa è nata con l’obiettivo di incentivare e migliorare le competenze nel rilievo e nella restituzione dei dati, contribuendo alla qualità della documentazione speleologica regionale.


Il comunicato stampa è a firma di Dario Rocca, presidente della Federazione Speleologica Regionale Siciliana (FSRS), che ringraziamo.

L'articolo Corso di Topografia Ipogea organizzato dalla FSRS proviene da Scintilena.

❌