Mostra Egidio Feruglio a Feletto Umberto: il legame tra speleologia friulana e Patagonia
La mostra Egidio Feruglio, promossa dal Circolo Speleologico Idrologico Friulano, apre il 18 settembre 2026 nella Biblioteca Comunale di Feletto Umberto e ripercorre l’attività dello scienziato nato in paese, tra ricerca sotterranea, geologia e studi patagonici.
Mostra Egidio Feruglio: inaugurazione e visite a Feletto Umberto
Feletto Umberto ospiterà dal 18 settembre all’11 ottobre 2026 la mostra “Egidio Feruglio – Uno scienziato tra il Friuli Venezia Giulia e la Patagonia”. L’inaugurazione è in programma venerdì 18 settembre, alle ore 18, nella Biblioteca Comunale di via Mazzini 9.
L’iniziativa è proposta dal Circolo Speleologico Idrologico Friulano di Udine. La realizzazione della mostra Egidio Feruglio è sostenuta dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Il progetto riporta l’attenzione sul percorso di uno studioso nato a Feletto Umberto il 1° settembre 1897 e morto a Udine il 4 luglio 1954.
L’esposizione sarà aperta lunedì e martedì dalle 15 alle 19. Il mercoledì, il giovedì e il venerdì l’orario sarà dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 19. Sabato e domenica la Biblioteca resterà chiusa.
La collocazione a Feletto Umberto ha un valore storico preciso. Qui nacque Feruglio e qui prese forma una parte essenziale della sua vocazione scientifica, prima dei lunghi anni di lavoro e di insegnamento in Argentina.
Egidio Feruglio e la speleologia friulana
Per la speleologia, Egidio Feruglio rappresenta una figura formatasi dentro la stagione pionieristica delle ricerche friulane. Da giovane frequentò la Società alpina friulana e il Circolo speleologico e idrografico friulano di Udine. In questo ambiente incontrò studiosi e maestri come Giovanni e Olinto Marinelli, Arrigo Lorenzi, Francesco Musoni e Michele Gortani.
Il Circolo promuoveva allora un’esplorazione sistematica delle cavità del Friuli. Feruglio svolgeva osservazioni sul terreno e annotava con cura ciò che vedeva. Appunti, schizzi e sezioni costituivano strumenti di lavoro, non semplici memorie di visita. Questo metodo, fondato su osservazione diretta e descrizione puntuale, rimase riconoscibile anche nella sua successiva attività geologica.
Tra il 1913 e il 1919 pubblicò otto brevi articoli su Mondo Sotterraneo e un contributo su In Alto. La sua produzione giovanile mostra il rapporto stretto tra speleologia, geografia fisica e geologia che caratterizzava la ricerca del tempo. Lo studio delle grotte non era separato dalla lettura delle rocce, delle sorgenti, delle forme del paesaggio e della circolazione delle acque.
Il contributo più noto di Egidio Feruglio alla conoscenza carsica regionale è la monografia La regione carsica di Villanova in Friuli, pubblicata nel 1954. L’opera affronta un’area di forte interesse geospeleologico dell’Alta Val Torre. Le cavità di Villanova si sviluppano in banconi calcarei inseriti nel flysch e, in alcuni casi, nello stesso flysch. Il lavoro costituisce ancora un riferimento storico per leggere la specificità geologica e sotterranea della zona.
Una delle Grotte di Villanova porta il suo nome. La dedica lega in modo concreto la memoria dello studioso alla speleologia friulana e a un patrimonio ipogeo che egli contribuì a descrivere con rigore.
Dalle Prealpi friulane alla Patagonia
Dopo la laurea in geologia a Firenze, conseguita nel 1920, Feruglio svolse attività di ricerca e assistenza a Udine e a Cagliari. Nei primi anni Venti pubblicò lavori dedicati alla pianura pedemorenica, alle Prealpi tra Isonzo e Arzino e alla zona delle risorgive del Basso Friuli. Erano studi nei quali si incontravano geologia, morfologia e idrologia.
Nel 1925 si trasferì in Argentina su incarico della Dirección General de Yacimientos Petrolíferos Fiscales, YPF. A Comodoro Rivadavia, nel Chubut, lavorò alla sorveglianza delle perforazioni e alla ricerca di nuove aree di interesse petrolifero. Le campagne lo portarono anche nelle province di Salta e Jujuy, nella regione del Golfo San Jorge e lungo la Cordigliera patagonica.
L’attività applicata alla ricerca di idrocarburi produsse anche una vasta documentazione territoriale. Feruglio compì rilevamenti, osservazioni stratigrafiche e ricognizioni in aree allora ancora poco conosciute sotto il profilo geologico. Partecipò inoltre alla spedizione di padre Alberto Maria De Agostini nella regione dei laghi Argentino e Viedma, tra il 1930 e il 1931.
Negli anni Quaranta insegnò all’Università di Cuyo, a Mendoza, e diresse l’Istituto del petrolio. Da questo lungo lavoro nacquero sintesi importanti sulla geomorfologia e sulla geologia argentina, compresa la Descripción geológica de la Patagonia, pubblicata tra il 1949 e il 1950 in tre volumi per oltre mille pagine.
Il ritorno e l’eredità scientifica
Dopo il rientro definitivo in Italia nel 1948, Feruglio ottenne nel 1949 la cattedra di geologia all’Università di Torino. Nel 1953 si trasferì a Roma. La morte lo colse a Udine nel luglio dell’anno seguente, poco dopo la pubblicazione della monografia dedicata alla regione carsica di Villanova.
La sua vicenda scientifica unisce due scale di ricerca. Da un lato ci sono le grotte, le risorgive e le Prealpi del Friuli. Dall’altro le grandi strutture geologiche, i bacini sedimentari e i paesaggi glaciali della Patagonia. In entrambi i contesti il punto di partenza fu il terreno: osservare, rilevare, descrivere e collegare i dati.
La mostra Egidio Feruglio offre quindi un’occasione di approfondimento sulla storia della speleologia italiana e sul ruolo che i circoli territoriali ebbero nella formazione di giovani ricercatori. Per il pubblico speleologico, la figura di Feruglio ricorda che la conoscenza delle cavità nasce anche dal rapporto tra esplorazione, cartografia, geologia e idrologia.
La sua eredità è riconosciuta anche in Argentina. A Trelew porta il suo nome il Museo Paleontologico Egidio Feruglio. L’Università di Udine gli ha dedicato le Grandi Aule del polo dei Rizzi. Due intitolazioni lontane fra loro, ma coerenti con una carriera costruita tra il Friuli e il Sud America.
Informazioni sulla mostra Egidio Feruglio
- Inaugurazione: venerdì 18 settembre 2026, ore 18
- Sede: Biblioteca Comunale, via Mazzini 9, Feletto Umberto (Udine)
- Periodo di visita: dal 18 settembre all’11 ottobre 2026
- Orari: lunedì e martedì 15-19; mercoledì, giovedì e venerdì 9-12.30 e 15-19
- Chiusura: sabato e domenica
- Promotore: Circolo Speleologico Idrologico Friulano di Udine
- Contributo: Regione autonoma Friuli Venezia Giulia
Fonti
- Federazione Speleologica Regionale del Friuli Venezia Giulia, “Mostra: Egidio Feruglio | Uno scienziato tra il Friuli Venezia Giulia e la Patagonia”: https://www.fsrfvg.it/?p=12224
- Dizionario Biografico dei Friulani, “Feruglio”: https://www.dizionariobiograficodeifriulani.it/feruglio-egidio
- Università degli Studi di Udine, “L’Università di Udine inaugura le nuove ‘Grandi Aule’”: https://qui.uniud.it/ateneo/l2019universita-di-udine-inaugura-le-nuove/
- Catasto Storico delle Grotte, scheda PRCS 13 Grotta Doviza: https://www.catastogrotte.it/grotta/13
Egidio Feruglio
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