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    Condividi Dopo il 13 settembre, le Giornate Nazionali della Speleologia 2026 proseguono con eventi, tutela e divulgazione sul carsismo in tutta Italia Le Giornate Nazionali della Speleologia 2026 non si esauriscono con il 13 settembre. La data ha coinciso con la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, ma la campagna nazionale resta aperta per tutto settembre e ottobre. Gruppi speleologici, Società Speleologica Italiana, sezioni del Club alpino italiano, scuole di speleo
     

Giornate Nazionali della Speleologia 2026: attività aperte fino a ottobre

September 18th 2026 at 13:00

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Dopo il 13 settembre, le Giornate Nazionali della Speleologia 2026 proseguono con eventi, tutela e divulgazione sul carsismo in tutta Italia

Le Giornate Nazionali della Speleologia 2026 non si esauriscono con il 13 settembre.

La data ha coinciso con la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, ma la campagna nazionale resta aperta per tutto settembre e ottobre. Gruppi speleologici, Società Speleologica Italiana, sezioni del Club alpino italiano, scuole di speleologia, associazioni e singoli soci possono ancora programmare iniziative rivolte al pubblico e inserirle nel calendario nazionale.

L’invito riguarda attività molto diverse. Sono previste visite guidate, open day, pulizie di cavità, incontri scientifici, laboratori per bambine e bambini, mostre, proiezioni, iniziative culturali e appuntamenti digitali. Il filo comune è la conoscenza del patrimonio ipogeo e dei territori carsici.

Giornate Nazionali della Speleologia e la data del 13 settembre

Il 13 settembre 2026 ha segnato la prima celebrazione della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, denominata in ambito internazionale International Day of Caves and Karst (IDCK). L’UNESCO ha proclamato la ricorrenza nel 2025, su proposta dell’Unione internazionale di speleologia e con il sostegno di oltre 150 organizzazioni. L’obiettivo dichiarato è promuovere conoscenza, tutela e valorizzazione delle grotte e dei sistemi carsici, considerati per il loro rilievo ambientale, scientifico, culturale, economico e paesaggistico. [web:2]

Le Giornate Nazionali della Speleologia 2026 hanno quindi rappresentato il quadro italiano di una ricorrenza che assume carattere annuale. La coincidenza ha dato maggiore visibilità a iniziative dedicate all’acqua sotterranea, alla biodiversità, alla ricerca e alla frequentazione consapevole delle cavità.

La prima celebrazione internazionale si è svolta anche a Postojna, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre, con una conferenza incentrata sulla gestione sostenibile di grotte e carsismo. In Italia, il calendario diffuso prima della ricorrenza raccoglieva appuntamenti in nove aree del Paese, tra visite, attività divulgative e interventi di bonifica. [web:7]

Eventi GNS 2026 fino a ottobre

La prosecuzione delle Giornate Nazionali della Speleologia 2026 consente di ampliare il programma oltre il fine settimana centrale. Le proposte possono essere organizzate fino alla conclusione di ottobre e registrate attraverso i moduli indicati dal portale dell’iniziativa. L’inserimento nel calendario nazionale permette di rendere pubblica l’attività e di coordinarla con le iniziative già programmate.

Tra le formule indicate rientrano le uscite sul campo, gli open day e le visite in grotte o aree carsiche, sempre nel rispetto delle autorizzazioni necessarie, delle condizioni ambientali e delle regole di sicurezza. Nel calendario 2026 compare, per esempio, un open day ai Monti Alburni presso la Grotta Fra’ Gentile, in programma il 19 settembre a Sant’Angelo a Fasanella, in provincia di Salerno. [web:16]

Sono parte della campagna anche le attività di Puliamo il Buio. Interventi di questo tipo possono unire il recupero di un ambiente degradato alla spiegazione pubblica delle ragioni della tutela. La rimozione dei rifiuti non coincide infatti con una semplice azione pratica. Può diventare un momento per illustrare la vulnerabilità degli ecosistemi sotterranei, i tempi molto lunghi di degradazione dei materiali e il collegamento tra ciò che accade in superficie e la qualità delle acque nel sottosuolo.

Carsismo, acqua e biodiversità al centro

La dimensione divulgativa delle Giornate Nazionali della Speleologia 2026 riguarda anche il significato più ampio del carsismo. Le grotte non sono ambienti isolati. Sono spesso parte di sistemi nei quali l’acqua attraversa fratture, condotti, risorgenti e acquiferi, con effetti diretti sulle risorse idriche e sugli ecosistemi.

Un esempio viene dal Friuli Venezia Giulia. La Regione segnala che il carsismo interessa circa il 70% delle aree montane e collinari regionali, con quasi 9.000 grotte censite. Le aree carsiche alimentano più di 1.200 sorgenti, molte delle quali sono captate a uso potabile. Nella stessa regione sono presenti ecosistemi sotterranei e specie altamente specializzate. [web:2]

Questo quadro aiuta a comprendere il valore di conferenze, laboratori e mostre fotografiche proposti durante le GNS. Le iniziative possono avvicinare il pubblico al lavoro di chi esplora, rileva e studia le cavità, senza ridurre la grotta a un luogo da visitare. Possono anche spiegare perché la tutela richieda attenzione agli ingressi, ai corsi d’acqua, alla fauna e alla gestione dei flussi di persone.

Come aderire al calendario nazionale

Gruppi e associazioni che intendono aderire alle Giornate Nazionali della Speleologia 2026 possono consultare il sito della campagna per il calendario aggiornato, il vademecum GNS IDCK26 e i moduli di registrazione. Le proposte possono riguardare anche documentari, presentazioni pubbliche, percorsi didattici e attività online. Questa varietà permette di coinvolgere persone che non praticano speleologia e di raccontare il legame tra grotte, paesaggio e comunità locali.

Nella programmazione è utile indicare con chiarezza luogo, orari, modalità di partecipazione, destinatari, attrezzatura richiesta, eventuale prenotazione e riferimenti organizzativi. Per le attività in ambiente ipogeo restano centrali la valutazione dei rischi, l’adeguatezza degli accompagnatori e il rispetto delle norme che regolano l’accesso alle cavità.

La campagna prosegue dunque fino a ottobre, offrendo alle realtà locali il tempo per costruire occasioni informative e di tutela. L’obiettivo è mantenere visibile il patrimonio sotterraneo anche dopo la data del 13 settembre e favorire una conoscenza più concreta dei sistemi carsici italiani.

Fonti

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  • Puliamo il Buio 2026: bonifica all’inghiottitoio di Monte Carello tra Noci e Alberobello
    Condividi L’edizione 2026 della campagna nazionale “Puliamo il Buio” si è conclusa con un intervento di bonifica nell’inghiottitoio di Monte Carello, al confine tra Noci e Alberobello. Il GASP! – Gruppo Archeologico Speleologico Pugliese della Sezione CAI di Gioia del Colle “Donato Boscia” ha guidato le operazioni di pulizia, rimuovendo rifiuti accumulati in decenni e richiamando l’attenzione sulla tutela del patrimonio carsico e ipogeo. L’intervento di Puliamo il Buio 2026 a Monte Carello
     

Puliamo il Buio 2026: bonifica all’inghiottitoio di Monte Carello tra Noci e Alberobello

September 17th 2026 at 13:00

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L’edizione 2026 della campagna nazionale “Puliamo il Buio” si è conclusa con un intervento di bonifica nell’inghiottitoio di Monte Carello, al confine tra Noci e Alberobello. Il GASP! – Gruppo Archeologico Speleologico Pugliese della Sezione CAI di Gioia del Colle “Donato Boscia” ha guidato le operazioni di pulizia, rimuovendo rifiuti accumulati in decenni e richiamando l’attenzione sulla tutela del patrimonio carsico e ipogeo.

L’intervento di Puliamo il Buio 2026 a Monte Carello

L’inghiottitoio di Monte Carello è una cavità carsica di rilievo, situata in un’area di confine tra i comuni di Noci e Alberobello, nelle vicinanze delle storiche cave di alabastro. La conformazione della cavità ha richiesto l’impiego di tecniche e attrezzature speleologiche, con operazioni di discesa, raccolta e rimozione dei materiali in sicurezza.

Tra i rifiuti rinvenuti figurano vecchi medicinali, pezzi d’auto, carcasse di animali e persino siringhe, materiali che testimoniano un uso improprio della cavità protratto nel tempo. La presenza di questi materiali rappresenta un rischio per le acque sotterranee e per la fauna ipogea, oltre a deturpare un ambiente di valore naturalistico e geologico.

All’intervento hanno partecipato i soci del GASP!, che hanno dedicato tempo, energie e competenze per garantire il successo dell’iniziativa. La bonifica è stata accompagnata da attività di documentazione e sensibilizzazione, con l’obiettivo di rendere visibili le criticità e favorire interventi di recupero e segnalazione.

La presenza delle istituzioni e l’interesse dei media

Particolarmente significativa è stata la presenza dei sindaci di Noci e Alberobello, insieme a rappresentanti del Corpo Forestale dello Stato locale. La posizione dell’inghiottitoio, che interessa entrambi i territori comunali, ha reso ancora più importante la partecipazione congiunta delle due amministrazioni.

L’iniziativa ha suscitato l’interesse dei media locali, con la presenza della televisione Telenorba, che ha documentato l’attività e contribuito a portare all’attenzione del pubblico il valore della tutela del patrimonio ipogeo. Le riprese e le interviste hanno coinvolto Luca Benedetto, presidente del GASP!, la speleologa Anna Eva De Tomaso e i sindaci Francesco Intini (Noci) e Francesco De Carlo (Alberobello).

Puliamo il Buio: storia e attività nel corso degli anni

“Puliamo il Buio” è la campagna nazionale promossa dalla Società Speleologica Italiana (SSI) in collaborazione con Legambiente, attiva dal 2005. L’iniziativa si collega a “Puliamo il Mondo”, l’appuntamento annuale di Legambiente legato a Clean-up the World, il più grande evento di volontariato ambientale del mondo.

Dal 2005 al 2012, la SSI ha raccolto 130.817 kg di materiali, recuperati e avviati a discarica autorizzata, grazie all’opera volontaria di centinaia di speleologi. Complessivamente, dal 2005 sono stati realizzati 171 interventi di ripristino in Italia, con 163.000 kg di spazzatura raccolti in 64.000 ore di lavoro.

L’obiettivo di “Puliamo il Buio” è triplice: ripulire le cavità naturali e artificiali, documentare i livelli di inquinamento e valutare i rischi, proponendo soluzioni concrete alle autorità locali. La campagna contribuisce all’aggiornamento del censimento delle cavità a rischio ambientale (CRA), avviato nel 1995 e ora in seno alla SSI.

Risultati e interventi significativi

Nel corso degli anni, “Puliamo il Buio” ha interessato numerose regioni italiane, con interventi di bonifica in grotte e cavità artificiali. In Sardegna, nel 2019, 50 speleologi hanno pulito la Voragine di Tiscali, rimuovendo 152 kg di rifiuti. In Lombardia, nel 2018, sono stati portati via 500 kg di materiale dalle Grotte del Brunino. In Umbria, nel 2006, 28 speleologi hanno prelevato 250 kg di immondizie dalla Grotta di Orlando.

In Veneto, negli anni Novanta, dalla grotta Spluga della Preta sono stati estratti 840 sacchi di rifiuti per un totale di 21.000 kg di immondizia, con operazioni di bonifica durate quasi cinque anni. In Puglia, il Parco dell’Alta Murgia, con le sue 550 grotte nella sola provincia di Bari, è stato più volte utilizzato per eliminare materiale illegale, tra cui carcasse di auto e camion.

Riconoscimenti e dimensione europea

La storia di “Puliamo il Buio” ha ricevuto un riconoscimento europeo: nel 2018 il progetto italiano ha ottenuto l’EuroSpeleo Protection Label. L’iniziativa si estende anche a livello europeo con il progetto “Clean Up the Dark”, che coinvolge la comunità speleologica di diversi paesi, tra cui Croazia, Germania e Slovenia.

Nel 2026, “Puliamo il Buio” entra nel calendario delle iniziative connesse alle Giornate Nazionali della Speleologia, promosse dalla SSI e dal Club Alpino Italiano. La mobilitazione italiana di settembre e ottobre si sviluppa attorno al 13 settembre, data della prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo istituita dall’UNESCO.

Il ruolo del GASP! e la tutela del carsismo pugliese

Il GASP! – Gruppo Archeologico Speleologico Pugliese della Sezione CAI di Gioia del Colle “Donato Boscia” partecipa da anni a “Puliamo il Buio”, contribuendo alla bonifica delle cavità carsiche in Puglia. L’edizione 2026 conferma l’impegno del gruppo nella conoscenza, nella tutela e nella valorizzazione dell’ambiente carsico e ipogeo pugliese.

L’attività di bonifica non si limita alla rimozione dei rifiuti, ma include la documentazione delle criticità e la sensibilizzazione delle comunità locali. La presenza delle istituzioni e dei media durante l’intervento di Monte Carello dimostra l’importanza di fare rete tra associazioni, speleologi, cittadini e istituzioni per preservare un patrimonio che appartiene a tutti.

Fonti

Puliamo il buio GASP

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Alla Grotta del Vento la prima Giornata UNESCO delle Grotte e del Carsismo: tecnica, memoria e divulgazione in Garfagnana

September 16th 2026 at 08:00

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Domenica 13 settembre 2026, Fornovolasco ha ospitato dimostrazioni di progressione verticale, attrezzature speleosubacquee e una visita storica guidata. L’iniziativa ha collegato la ricorrenza internazionale UNESCO alla conoscenza concreta del patrimonio carsico delle Alpi Apuane.


La prima Giornata internazionale UNESCO delle Grotte e del Carsismo

Il 13 settembre 2026 è stata celebrata per la prima volta la Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo – International Day of Caves and Karst (IDCK), ricorrenza annuale proclamata dall’UNESCO per sensibilizzare sul valore degli ambienti ipogei e dei paesaggi carsici.

La celebrazione internazionale si è svolta a Postojna, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre, con una conferenza scientifica e una cerimonia ufficiale nella celebre grotta turistica.

Secondo l’UNESCO, grotte e paesaggi carsici interessano quasi un quarto delle terre emerse e forniscono acqua potabile a oltre un miliardo di persone, oltre a conservare biodiversità sotterranea, archivi geologici e testimonianze della storia umana.


Grotta del Vento: un laboratorio pubblico di speleologia nelle Alpi Apuane

La Grotta del Vento, situata a Fornovolasco nel cuore del Parco delle Alpi Apuane (Garfagnana, provincia di Lucca), ha aderito alla ricorrenza con una giornata dedicata a tecnica, esplorazione e memoria storica della speleologia.

La cavità turistica, sviluppata in rocce calcaree, offre tre itinerari di durata diversa e consente di osservare gallerie fossili, condotti freatici e ambienti in concrezionamento.

La valorizzazione turistica è iniziata negli anni Sessanta: i lavori per l’accessibilità sono cominciati nel 1965, il primo itinerario è stato completato nel 1967, il secondo nel 1970 e il terzo nel 1982.


Dalla corrente d’aria alle prime esplorazioni: la storia della cavità

Prima dell’esplorazione sistematica, la grotta era conosciuta soprattutto per la corrente d’aria che usciva dall’apertura, sfruttata in una struttura usata come frigorifero naturale.

Nel 1898 una bambina di quattro anni, Bettina, penetrò per pochi metri nella cavità, aprendo simbolicamente la strada alla conoscenza moderna della grotta.

Le prime esplorazioni speleologiche organizzate risalgono al 1929, quando il Gruppo Speleologico Fiorentino del CAI raggiunse circa 60 metri di sviluppo, fermandosi davanti a una galleria a U piena d’acqua interpretata come sifone.


La mostra delle attrezzature: evoluzione della tecnica speleologica

Nel piazzale della Grotta del Vento è stata allestita una mostra storica che ha ripercorso l’evoluzione delle tecniche di progressione verticale e di illuminazione.

La progressione verticale è stata illustrata attraverso le scalette di corda con pioli di legno, le scale “superleggere” degli anni Sessanta e infine la progressione su sola corda con discensori e bloccanti, che ha reso più efficiente la salita e la discesa lungo i pozzi.

Il percorso storico ha ricordato anche il passaggio dalle prime lampade a incandescenza alle lampade frontali ad acetilene con accensione piezoelettrica, fino all’attuale illuminazione elettrica a LED.


Dimostrazioni di progressione verticale e arrampicata in grotta

Dal piazzale pendeva una corda dalla parete strapiombante, sulla quale gli speleologi hanno eseguito manovre dimostrative per mostrare il funzionamento dei sistemi di progressione moderna.

Le dimostrazioni sono state realizzate da Davide Massarenti, Pietro Taddei dello Speleo Club Garfagnana, Simona Marioti e Federico Bucci.

L’arrampicata in grotta e la discesa su corda dalla sommità della Sala dei Trenta Metri hanno aggiunto una dimensione spettacolare, subordinata però alla spiegazione tecnica per il pubblico non specialista.


Speleosubacquea: attrezzature e spiegazioni sui sifoni

L’esposizione ha incluso anche le attrezzature per l’esplorazione dei sifoni, introducendo il pubblico alla speleosubacquea, una delle discipline più complesse dell’esplorazione ipogea.

Un sifone è un tratto di cavità completamente o parzialmente allagato che richiede tecniche subacquee per essere attraversato, in un ambiente confinato e spesso privo di luce naturale.

Il pubblico ha ricevuto spiegazioni da Davide Massarenti, indicato come speleosub e istruttore subacqueo della Marina Militare.


Visita storica conclusiva guidata da Massimo Goldoni

La giornata si è conclusa con una visita speciale guidata da Massimo Goldoni, speleologo modenese, che ha riportato l’attenzione sui primi naturalisti che, agli inizi del Novecento, affrontarono le parti conosciute della grotta con strumenti e conoscenze molto più limitati.

Il percorso ha trasformato la grotta in un archivio di memoria, presentando sale e pozzi non soltanto come forme geologiche, ma come luoghi segnati da tentativi, errori, intuizioni e passaggi generazionali.


Il significato scientifico e ambientale del carsismo

Il carsismo nasce dall’interazione tra acqua, roccia solubile, fratture e tempo, creando gallerie, pozzi e reti idrologiche sotterranee.

Le aree carsiche sono riconoscibili per calcari e dolomie, doline, inghiottitoi, sorgenti, fiumi sotterranei e scarso sviluppo del reticolo superficiale.

Gli acquiferi carsici sono particolarmente vulnerabili all’inquinamento perché l’acqua può trasferirsi rapidamente attraverso fessure e cavità»», rendendo più difficile la filtrazione naturale degli inquinanti.


Valutazione dell’evento e prospettive future

La manifestazione ha avuto un esito positivo, con la partecipazione di un pubblico composto sia da speleologi e appassionati sia da visitatori curiosi.

L’evento ha trasformato una visita turistica in un’esperienza di interpretazione del patrimonio sotterraneo, mettendo in relazione strumenti, tecniche, persone e storia dell’esplorazione.

Inserita nella prima ricorrenza UNESCO dedicata alle grotte e al carsismo, l’iniziativa assume un significato più ampio: ricordare che il mondo sotterraneo è un sistema fragile, scientificamente prezioso e connesso alla sicurezza dell’acqua e alla conservazione della natura.


Fonti

Grotta del Vento

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  • Duemila Grotte, oggi a Trieste il centenario: un workshop guarda a cento anni di speleologia
    Condividi Alla Sala Luttazzi del Magazzino 26 l’incontro aperto al pubblico dedicato allo storico volume di Bertarelli e Boegan, considerato il primo esempio organico di catalogazione delle grotte Oggi, martedì 15 settembre 2026, Trieste celebra i cento anni di Duemila Grotte, una delle opere fondamentali nella storia della speleologia. A partire dalle ore 17.30, alla Sala Luttazzi del Magazzino 26, si terrà un workshop aperto a tutti dedicato al volume pubblicato nel 1926 da Luigi Vittori
     

Duemila Grotte, oggi a Trieste il centenario: un workshop guarda a cento anni di speleologia

September 15th 2026 at 06:00

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Alla Sala Luttazzi del Magazzino 26 l’incontro aperto al pubblico dedicato allo storico volume di Bertarelli e Boegan, considerato il primo esempio organico di catalogazione delle grotte

Oggi, martedì 15 settembre 2026, Trieste celebra i cento anni di Duemila Grotte, una delle opere fondamentali nella storia della speleologia.

A partire dalle ore 17.30, alla Sala Luttazzi del Magazzino 26, si terrà un workshop aperto a tutti dedicato al volume pubblicato nel 1926 da Luigi Vittorio Bertarelli ed Eugenio Boegan.

Duemila Grotte ha accompagnato generazioni di speleologi ed è considerato il primo esempio di catalogazione organica delle cavità naturali, un’opera che rappresentò per l’epoca un’esperienza pionieristica anche nel panorama internazionale.

Scintilena aveva già approfondito il significato storico del centenario nell’articolo “Duemila Grotte 1926-2026: a Trieste il centenario del grande catasto speleologico”, pubblicato lo scorso 20 agosto.

Un documento per leggere un secolo di speleologia

A cent’anni dalla pubblicazione, il valore di Duemila Grotte non è soltanto storico: il volume costituisce infatti un documento eccezionale per confrontare lo stato della speleologia del primo Novecento con l’evoluzione tecnica, scientifica ed esplorativa sviluppatasi nel corso del secolo successivo.

Rilievi, descrizioni e catalogazione delle cavità restituiscono l’immagine di una speleologia che stava costruendo i propri strumenti e il proprio metodo. Molte delle pratiche oggi considerate fondamentali — esplorare, rilevare, documentare, confrontare e conservare i dati — trovano le proprie radici proprio in quel grande inventario delle cavità naturali del Carso.

Gli strumenti sono cambiati profondamente, ma il principio resta lo stesso: trasformare l’esplorazione in conoscenza condivisa e duratura.

Dal catasto cartaceo alle nuove tecnologie

Ai rilievi eseguiti con gli strumenti dell’epoca si sono oggi affiancati sistemi GNSS, GIS, rilievi digitali, laser scanner, fotogrammetria e banche dati capaci di integrare informazioni topografiche, geologiche, idrologiche e ambientali.

Proprio il confronto tra il 1926 e il 2026 sarà uno degli elementi più interessanti dell’incontro triestino: osservare quanto siano cambiate tecniche, obiettivi e possibilità della speleologia partendo da un’opera che, cento anni fa, tentò per la prima volta di organizzare in modo sistematico la conoscenza del sottosuolo carsico.

La Commissione Grotte Eugenio Boegan

Tra i relatori del workshop saranno presenti numerosi soci della Commissione Grotte Eugenio Boegan, gruppo speleologico della Società Alpina delle Giulie e realtà profondamente legata alla storia dell’esplorazione e dello studio del Carso.

Una presenza particolarmente significativa proprio in occasione del centenario di un’opera che porta il nome di Eugenio Boegan e che continua a rappresentare uno dei riferimenti della speleologia triestina.

L’appuntamento di oggi

Il workshop si terrà oggi, martedì 15 settembre 2026, a partire dalle ore 17.30, presso la Sala Luttazzi del Magazzino 26 di Trieste.

L’incontro è aperto a tutti.

Informazioni sull’incontro di Trieste

  • Evento: Duemila Grotte. 1926-2026. La speleologia cent’anni dopo
  • Data: martedì 15 settembre 2026
  • Luogo: Sala Luttazzi, Magazzino 26, Trieste
  • Apertura al pubblico: ore 17.00
  • Inizio: ore 17.30
  • Iscrizioni: entro le ore 23.59 di lunedì 14 settembre 2026

Fonti

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  • Giornata internazionale UNESCO delle grotte e del carsismo: a Bad Grund riflettori sulla grotta di Lichtenstein
    Condividi Il 13 settembre 2026 inaugura la ricorrenza UNESCO dedicata al mondo sotterraneo. Nel centro del Harz, il HöhlenErlebnisZentrum collega le iniziative locali alla ricerca sulla grotta funeraria dell’Età del Bronzo presso Osterode. Il 13 settembre 2026 si celebra per la prima volta la Giornata internazionale UNESCO delle grotte e del carsismo. La ricorrenza, proclamata dalla Conferenza generale dell’UNESCO nel novembre 2025, nasce per richiamare l’attenzione su ambienti fragili e spes
     

Giornata internazionale UNESCO delle grotte e del carsismo: a Bad Grund riflettori sulla grotta di Lichtenstein

September 12th 2026 at 14:00

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Il 13 settembre 2026 inaugura la ricorrenza UNESCO dedicata al mondo sotterraneo. Nel centro del Harz, il HöhlenErlebnisZentrum collega le iniziative locali alla ricerca sulla grotta funeraria dell’Età del Bronzo presso Osterode.

Il 13 settembre 2026 si celebra per la prima volta la Giornata internazionale UNESCO delle grotte e del carsismo. La ricorrenza, proclamata dalla Conferenza generale dell’UNESCO nel novembre 2025, nasce per richiamare l’attenzione su ambienti fragili e spesso poco visibili: cavità naturali, acquiferi carsici, paesaggi modellati dalla dissoluzione delle rocce e patrimoni biologici, geologici e culturali conservati nel sottosuolo.

La prima celebrazione internazionale si svolge a Postumia, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre, con un convegno scientifico e una cerimonia ufficiale. Parallelamente, associazioni, musei, geoparchi e gruppi speleologici propongono iniziative in diversi Paesi. In Germania il Verband der deutschen Höhlen- und Karstforscher, VdHK, ha invitato enti e cittadini a partecipare con attività divulgative.

Giornata internazionale UNESCO delle grotte e del carsismo: acqua, biodiversità e paesaggi fragili

Le grotte sono cavità sotterranee naturali abbastanza grandi da poter essere esplorate dall’uomo. Il carsismo comprende invece le forme superficiali e sotterranee che si sviluppano soprattutto dove l’acqua scioglie rocce solubili, come calcari, dolomie, gessi e salgemma. Si tratta di sistemi collegati: ciò che avviene in superficie può raggiungere rapidamente fessure, inghiottitoi, falde e cavità.

L’UNESCO segnala che paesaggi carsici e grotte coprono quasi un quarto delle terre emerse e forniscono acqua potabile a più di un miliardo di persone. Sono dati che collocano la Giornata internazionale UNESCO delle grotte e del carsismo anche nel dibattito sulla gestione dell’acqua. La tutela non riguarda solo l’accesso alle cavità. Riguarda l’uso del suolo, la qualità delle acque, le attività estrattive, l’inquinamento e la pianificazione territoriale.

Questi ambienti ospitano specie adattate al buio, all’umidità e alla stabilità climatica. Conservano inoltre sedimenti, speleotemi e tracce che permettono di studiare l’evoluzione dei paesaggi e del clima. L’UNESCO stima che fenomeni carsici e cavità siano presenti in circa il 15-25% dei siti complessivamente inclusi nelle sue reti di Geoparchi globali, Riserve della biosfera e Patrimoni mondiali.

Bad Grund e la grotta di Lichtenstein al centro delle iniziative nel Harz

Nel massiccio dell’Harz, il HöhlenErlebnisZentrum di Bad Grund dedica le giornate d’azione di settembre 2026 alla Höhle im Lichtenstein, la grotta di Lichtenstein presso Osterode. L’iniziativa si rivolge a visitatori, famiglie, scuole, studenti e persone interessate alla storia del territorio, alle cavità e alla cultura dell’Età del Bronzo.

Il centro di Bad Grund unisce la visita guidata alla Iberger Tropfsteinhöhle, la grotta concrezionata dell’Iberg, con un museo archeologico dedicato alla cavità di Lichtenstein. La grotta è presentata come una sepoltura in grotta di circa 3.000 anni fa. Le ricerche condotte sui resti umani hanno ricostruito legami di parentela riferibili a un gruppo dell’Età del Bronzo e costituiscono uno degli elementi centrali del percorso museale.

La distinzione tra la cavità archeologica di Lichtenstein e la grotta turistica dell’Iberg è importante. Il museo consente di raccontare il contesto di Lichtenstein attraverso reperti, riproduzioni e risultati della ricerca, senza trasformare un sito delicato in uno spazio di fruizione indiscriminata. La valorizzazione può quindi accompagnarsi alla conservazione.

Il HöhlenErlebnisZentrum informa che la Iberger Tropfsteinhöhle è visitabile solo con guide formate. La struttura è aperta da martedì a domenica, dalle 10 alle 17, mentre la programmazione delle iniziative di settembre è consultabile sul sito del centro.

Lange Nacht der Höhlen e rete tedesca per il carsismo

Le iniziative tedesche si estendono oltre Bad Grund. Sabato 12 settembre è prevista la “Lange Nacht der Höhlen”, la Lunga notte delle grotte, promossa nell’ambito della programmazione del VdHK. Il programma annunciato dall’associazione prevede la possibilità di seguire la serata dal vivo alla Heimkehle e in streaming attraverso il canale YouTube del VdHK.

La scelta della vigilia collega attività pubbliche e passaggio simbolico alla data del 13 settembre. Il messaggio adottato per la prima Giornata internazionale UNESCO delle grotte e del carsismo è “Erforschen – Verstehen – Bewahren”: esplorare, comprendere, conservare. Sono tre passaggi che descrivono il lavoro speleologico contemporaneo.

L’esplorazione non consiste solo nell’avanzamento in ambienti ignoti. Comprende rilievo topografico, documentazione fotografica, osservazioni geologiche, monitoraggio ambientale e raccolta di dati condotta con metodi compatibili con la fragilità dei luoghi. La comprensione richiede il confronto tra speleologi, geologi, biologi, archeologi, idrogeologi e istituzioni. La conservazione dipende poi dalla qualità delle conoscenze disponibili e dalla loro traduzione in regole di tutela.

Speleologia e valorizzazione dei siti archeologici

La speleologia svolge un ruolo concreto nella valorizzazione dei siti archeologici in grotta. Prima di tutto rende leggibile il contesto fisico del ritrovamento. Un rilievo accurato individua ingressi, pozzi, strettoie, piani di calpestio, depositi e rapporti tra i reperti e la morfologia della cavità. Senza questa lettura, un oggetto archeologico rischia di essere separato dalla storia del luogo che lo ha conservato.

La documentazione speleologica aiuta anche a pianificare la tutela. Mappe, modelli tridimensionali e monitoraggi di temperatura, umidità e circolazione dell’aria permettono di valutare i rischi per pitture, ossa, manufatti e sedimenti. Possono servire a definire percorsi controllati, aree interdette e modalità di accesso per la ricerca. In molti casi, la fruizione museale, le repliche digitali e le ricostruzioni sono strumenti preferibili alla visita diretta.

La grotta di Lichtenstein mostra come il patrimonio ipogeo possa mettere in relazione archeologia, antropologia e divulgazione. La ricerca scientifica sul sito diventa contenuto per un museo e occasione per raccontare il rapporto tra comunità antiche e paesaggi sotterranei. Questa è una valorizzazione fondata sul contesto, non sulla semplice esposizione di reperti.

Anche in Italia, dove grotte e cavità artificiali custodiscono frequentazioni preistoriche, sepolture, culti, miniere e testimonianze storiche, la Giornata internazionale UNESCO delle grotte e del carsismo offre uno spunto per rafforzare collaborazioni tra gruppi speleologici, soprintendenze, parchi, musei e università. Il fine è conoscere meglio i siti, ridurre le alterazioni e rendere accessibile il loro significato al pubblico.

Dalla ricorrenza alla tutela quotidiana

La nuova giornata UNESCO non sostituisce le attività già svolte sul territorio. Offre una cornice internazionale per collegare ricerca, educazione e gestione responsabile. Per le realtà speleologiche, il 13 settembre può diventare un momento utile per presentare rilievi, monitoraggi, progetti di protezione delle acque, iniziative sulla fauna sotterranea e collaborazioni archeologiche.

Bad Grund propone in questo quadro un caso significativo. La storia della grotta di Lichtenstein viene comunicata insieme alla conoscenza dell’ambiente sotterraneo dell’Iberg. La rete tedesca del VdHK amplia il messaggio con eventi diffusi e una programmazione online. A Postumia, intanto, la prima celebrazione internazionale riunisce la dimensione scientifica e quella istituzionale.

La Giornata internazionale UNESCO delle grotte e del carsismo richiama infine un principio essenziale: il sottosuolo non è una risorsa isolata. Acqua, biodiversità, geologia e tracce della storia umana appartengono allo stesso sistema. Studiare le grotte e il carsismo è quindi una condizione necessaria per conservarli e per valorizzarne con rigore il patrimonio archeologico.

Fonti

La lunga notte della speleologia

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  • EuroSpeleo Forum 2026 a Pazin, il programma di Mundus Spelaeus prende forma
    Condividi Seconda circolare per il 18° EuroSpeleo Forum e l’incontro dei speleologi croati Il 18° EuroSpeleo Forum si svolgerà dal 13 al 15 novembre 2026 a Pazin, in Istria, Croazia. L’appuntamento sarà organizzato dalla Speleological Society Istra e riunirà il Forum europeo e il Meeting of Croatian Speleologists in un unico evento, denominato “Mundus Spelaeus 2026”. La seconda circolare contiene le informazioni aggiornate sul programma preliminare, sulle iscrizioni, sulle attività scientific
     

EuroSpeleo Forum 2026 a Pazin, il programma di Mundus Spelaeus prende forma

September 11th 2026 at 14:00

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Seconda circolare per il 18° EuroSpeleo Forum e l’incontro dei speleologi croati

Il 18° EuroSpeleo Forum si svolgerà dal 13 al 15 novembre 2026 a Pazin, in Istria, Croazia. L’appuntamento sarà organizzato dalla Speleological Society Istra e riunirà il Forum europeo e il Meeting of Croatian Speleologists in un unico evento, denominato “Mundus Spelaeus 2026”. La seconda circolare contiene le informazioni aggiornate sul programma preliminare, sulle iscrizioni, sulle attività scientifiche e sulle iniziative dedicate alla fotografia e al rilievo speleologico.

La manifestazione rappresenta la prima edizione del Forum EuroSpeleo ospitata dalla Croazia. L’iniziativa è sostenuta dalla European Speleological Federation, dalla Croatian Speleological Federation, dalla Commission for Speleology della Croatian Mountaineering Association e dalla Città di Pazin. La società speleologica organizzatrice opera insieme ad associazioni e gruppi speleologici croati coinvolti nella preparazione dell’incontro.

Mundus Spelaeus 2026 tra ricerca, esplorazione e tutela delle grotte

Il programma del 18° EuroSpeleo Forum punta a favorire lo scambio di esperienze tra ricercatori, speleologi, tecnici e appassionati. Tra gli obiettivi indicati dagli organizzatori figurano la presentazione di nuove ricerche, il rafforzamento della collaborazione tra federazioni e gruppi europei, la condivisione delle conoscenze e lo sviluppo di pratiche comuni per l’esplorazione e la protezione delle grotte e delle cavità carsiche.

Il tema della tutela ambientale sarà presente in diversi momenti dell’incontro. Sono previsti un workshop sulla pulizia di grotte e abissi, un blocco di interventi dedicato all’ecologia del sottosuolo e una tavola rotonda sui problemi ambientali del torrente Pazin?ica e della Grotta di Pazin. Un ulteriore confronto riguarderà il contrasto alle discariche abusive in grotta e negli abissi.

Il programma del 18° EuroSpeleo Forum a Pazin

La giornata inaugurale di venerdì 13 novembre inizierà con l’apertura di tre esposizioni dedicate alla voragine di Rašpor, ai valori naturali, scientifici e culturali del carsismo e alle grotte e agli abissi dell’Istria. Sarà inoltre proposto un laboratorio interattivo rivolto a bambini, scuole dell’infanzia e istituti scolastici.

Nel pomeriggio sono previsti l’accoglienza dei partecipanti, l’allestimento degli stand di federazioni, associazioni e aziende del settore, oltre agli incontri istituzionali della FSE. La stessa giornata comprenderà escursioni guidate in diverse cavità istriane. Tra le mete indicate figurano Rašpor Pit, Zra?ak nade 2, Bregi Sinkhole, Radota Cave, Kumbašeja velika e Piskovica, cavità sviluppata nel flysch.

Sabato 14 novembre sarà la giornata centrale. Le sessioni di conferenze saranno articolate in blocchi dedicati alle spedizioni e alle ricerche speleologiche in Croazia, alle attività delle organizzazioni speleologiche, alle spedizioni internazionali e alla ricerca scientifica e professionale nelle grotte. Le presentazioni saranno affiancate da poster, esposizioni fotografiche e tavole di rilievo.

In serata sono previsti il programma conviviale dello Speleo Bar e una competizione di abilità su ostacoli e corde. Domenica 15 novembre si terranno incontri delle organizzazioni speleologiche croate, tavole rotonde sul catasto speleologico e sulle discariche sotterranee. Saranno inoltre organizzate visite alla Grotta di Pazin, condizionate dalle condizioni idrologiche, e alla Grotta di Piskovica, indicata nella circolare con uno sviluppo di 1.036 metri.

Iscrizioni, quote e scadenze per i partecipanti

La quota di partecipazione al 18° EuroSpeleo Forum è di 30 euro a persona per chi effettua la preiscrizione online e provvede al pagamento entro le ore 16 del 6 novembre 2026. Il pagamento deve risultare sul conto dell’organizzazione entro quella scadenza. L’iscrizione sul posto, con pagamento in contanti, prevede invece una quota di 35 euro.

La registrazione comprende l’accesso alle attività, alle conferenze, alle mostre e agli eventi del programma. È incluso anche un pasto caldo previsto sabato. I partecipanti riceveranno un kit informativo con il programma dettagliato, la mappa delle sedi e materiali dedicati alle attrattive culturali, storiche e naturalistiche dell’Istria.

Per il pernottamento sono disponibili spazi al coperto presso il centro bowling, destinati a chi porterà sacco a pelo e materassino. Sono previste anche aree per tende, camper e veicoli con tenda da tetto. Le sistemazioni commerciali nella zona di Pazin dovranno essere organizzate autonomamente.

Conferenze e poster: invio degli abstract entro il 20 ottobre

Relatori e autori di poster possono inviare gli abstract entro il 20 ottobre 2026 all’indirizzo mundusspelaeus@gmail.com. Il testo non deve superare 350 parole e va preparato utilizzando il modello allegato alla seconda circolare. Ogni relatore avrà 15 minuti per la presentazione, comprese le domande e la discussione.

I poster dovranno avere il formato standard B1, pari a 70,7 × 100 centimetri, con orientamento verticale. Devono riportare titolo, nomi completi degli autori, affiliazioni e indirizzo email del relatore. La stampa dei poster è a carico degli autori. Le presentazioni potranno riguardare ogni ambito della speleologia, dalle esplorazioni alla ricerca scientifica, dalla documentazione tecnica alla conservazione degli ambienti sotterranei.

Concorsi di fotografia speleologica e rilievo delle grotte

La competizione di fotografia speleologica accetterà immagini dedicate all’esplorazione, alla protezione di grotte e abissi e alla didattica. Le fotografie dovranno essere inviate entro il 1° novembre 2026 alle ore 23:59. Ogni partecipante potrà proporre fino a tre immagini, in formato JPG o JPEG, con risoluzione minima di 3.508 pixel sul lato maggiore e 2.480 su quello minore.

Le immagini generate o manipolate con sistemi di intelligenza artificiale non saranno ammesse. Sono accettati fotomontaggi realizzati esclusivamente con elementi prodotti dall’autore. Una giuria selezionerà dieci fotografie per l’esposizione. Durante l’evento, i partecipanti potranno votare la loro immagine preferita.

È prevista anche una selezione di rilievi topografici di grotte e abissi. Gli elaborati dovranno essere inviati entro il 1° novembre 2026. La giuria sceglierà quindici disegni da esporre. La valutazione considererà la capacità di rappresentare lo spazio tridimensionale, la chiarezza delle informazioni e la qualità complessiva del rilievo.

Un appuntamento europeo per la speleologia

Il 18° EuroSpeleo Forum si presenta quindi come un appuntamento articolato, con un programma che unisce divulgazione, ricerca, tecnica, tutela ambientale e confronto tra organizzazioni. La scelta di Pazin collega l’incontro alla tradizione carsica dell’Istria e alla storia dell’esplorazione delle cavità della penisola.

La seconda circolare invita speleologi, ricercatori, associazioni, espositori e appassionati a programmare per tempo la partecipazione. Le scadenze principali riguardano l’invio degli abstract entro il 20 ottobre, le iscrizioni con quota ridotta entro il 6 novembre e la partecipazione ai concorsi fotografici e cartografici entro il 1° novembre 2026.

Fonti

Mundus

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  • La campagna globale Cave Animal of the Year alla 27a International Conference on Subterranean Biology 2026
    Condividi La UIS Biology Commission presenta a Mangalia l’evoluzione della campagna internazionale per la tutela della fauna ipogea; in Italia la Società Speleologica Italiana ha scelto i ragni di grotta come “Animali di Grotta 2026” La UIS Biology Commission è presente alla 27a International Conference on Subterranean Biology (ICSB 2026), in corso a Mangalia, in Romania, con un poster dedicato all’evoluzione globale della campagna «Cave Animal of the Year [web:12] L’iniziativa, nata nel 2008
     

La campagna globale Cave Animal of the Year alla 27a International Conference on Subterranean Biology 2026

September 11th 2026 at 09:00

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La UIS Biology Commission presenta a Mangalia l’evoluzione della campagna internazionale per la tutela della fauna ipogea; in Italia la Società Speleologica Italiana ha scelto i ragni di grotta come “Animali di Grotta 2026”

La UIS Biology Commission è presente alla 27a International Conference on Subterranean Biology (ICSB 2026), in corso a Mangalia, in Romania, con un poster dedicato all’evoluzione globale della campagna «Cave Animal of the Year [web:12] L’iniziativa, nata nel 2008 in Germania per impulso della Verband der deutschen Höhlen- und Karstforscher e.V. (VdHK), mira a trasformare specie sotterranee spesso poco conosciute in ambasciatori della conservazione degli ambienti ipogei. [web:31]

Il poster della UIS Biology Commission a Mangalia 2026

Il poster, intitolato «The global evolution of the “Cave Animal of the Year” campaign, è firmato da Ferdinando Didonna, Ana K. Celis, Luisa Andrea Imamura e Luisa Dainelli. [web:12]

Il lavoro illustra come la campagna tedesca sia divenuta un modello replicato in dodici Paesi: Australia, Austria, Brasile, Francia, Germania, Grecia, India, Italia, Messico, Spagna, Svizzera e Stati Uniti. [web:12]

L’obiettivo è creare una «sinergia globale-locale che unisca comunità speleologiche nazionali attorno a una specie simbolo scelta annualmente, per accrescere la visibilità»» pubblica della biodiversità»» sotterranea. [web:12]

La partecipazione della UIS Biology Commission alla conferenza romena è sostenuta da Luisa Dainelli, Research Fellow del CNR di Verbania Pallanza, che rappresenta la Commissione a Mangalia. [web:12]

L’ICSB 2026 si svolge dal 7 al 12 settembre e coincide con il quarantennale della scoperta della Grotta di Movile, sito di riferimento per la biospeleologia. [web:12]

UNESCO International Day of Caves and Karst 2026: il contesto della conferenza

La conferenza di Mangalia si inserisce in una settimana densa di appuntamenti per la comunità speleologica internazionale. [web:12]

Il 13 settembre 2026 cade la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo (International Day of Caves and Karst, IDCK), proclamata dall’UNESCO nel novembre 2025 su proposta della Slovenia e dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS). [web:4][web:11]

Le celebrazioni ufficiali si svolgono a Postojna, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre, con una conferenza scientifica e una cerimonia nella Grotta di Postumia. [web:2][web:8]

In questo quadro, la UIS Cave Biology Commission ha organizzato per il 12 settembre un incontro online intitolato «Life in the Dark: From Legacy to the Frontiers of Cave Science?, trasmesso in diretta Facebook. [web:7] L’appuntamento intende collegare la memoria scientifica della biospeleologia con le nuove frontiere della ricerca e le politiche globali di conservazione. [web:7]

Animale di Grotta 2026 in Italia: i ragni Meta menardi e Meta bourneti

In Italia, la campagna «Animale di Grotta dell’Anno?è»» coordinata dalla Società Speleologica Italiana (SSI). [web:29] Per il 2026 la scelta è ricaduta su due ragni di grotta del genere Meta: Meta menardi e Meta bourneti. [web:29] Queste specie sono considerate bioindicatori sensibili alle variazioni microclimatiche degli ambienti ipogei e il loro stato di salute riflette le condizioni ecologiche delle grotte. [web:29]

La selezione dei ragni di grotta come «Animali di Grotta 2026?sottolinea il ruolo di sentinelle del cambiamento climatico svolto da queste specie negli ecosistemi sotterranei. [web:29] La campagna italiana mira a diffondere conoscenze sulla biospeleologia e a promuovere azioni di tutela della biodiversità»» ipogea attraverso eventi, comunicazioni e attività di citizen science. [web:32]

La rete internazionale «Cave Animal of the Year e la sinergia globale-locale

La campagna «Cave Animal of the Year?si basa su un meccanismo semplice ed efficace: ogni Paese partecipante sceglie ogni anno una specie sotterranea da proporre come ambasciatrice della conservazione. [web:12] Questa strategia trasforma organismi poco noti al grande pubblico in simboli di campagne educative e di sensibilizzazione. [web:12] La rete internazionale coinvolge dodici nazioni, creando un ponte tra iniziative locali e una narrazione globale sulla vita sotterranea. [web:12]

La Germania resta il Paese di origine dell’iniziativa, con la VdHK che continua a coordinare la campagna nazionale e a fornire linee guida per le edizioni internazionali. [web:31] L’Italia partecipa attivamente attraverso la SSI, che integra la campagna con progetti di ricerca, monitoraggio e divulgazione. [web:29][web:32]

Biodiversità sotterranea e conservazione: il ruolo della biospeleologia

La biospeleologia studia gli organismi che vivono in ambienti sotterranei, dalle grotte carsiche alle cavità vulcaniche, fino agli acquiferi profondi. [web:12] Questi ecosistemi ospitano specie endemiche, spesso con adattamenti estremi come la perdita della vista e la depigmentazione. [web:20] La conservazione di questi habitat è cruciale per mantenere la diversità biologica e i servizi ecosistemici associati, come la depurazione delle acque sotterranee. [web:4]

La campagna «Cave Animal of the Year contribuisce a colmare il divario tra ricerca scientifica e percezione pubblica, rendendo accessibili temi complessi come la biospeleologia e la conservazione degli ipogei. [web:12] In questo senso, la scelta di specie carismatiche o ecologicamente significative aiuta a comunicare l’importanza della tutela della vita sotterranea. [web:29]

Eventi e iniziative per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo 2026

Oltre alla conferenza di Postojna, numerosi eventi sono previsti in tutto il mondo per celebrare la prima IDCK. [web:8] In Italia, il calendario nazionale propone attività dall’8 al 19 settembre, con escursioni, conferenze e interventi di bonifica di cavità. [web:9] I Geoparchi UNESCO sono stati invitati a partecipare con iniziative dedicate alla valorizzazione del patrimonio carsico e alla promozione di pratiche sostenibili. [web:10]

La partecipazione della UIS Biology Commission all’ICSB 2026 e la presenza italiana alla campagna «Cave Animal of the Year si inseriscono in questo contesto di mobilitazione internazionale per la conoscenza e la protezione degli ambienti sotterranei. [web:12][web:29]

Fonti

Animale di grotta dell’anno

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  • Sul Monte Gazzo il futuro della speleologia passa dalla memoria
    Condividi Il 13 settembre, a Genova Sestri Ponente, il Museo Speleologico del Monte Gazzo porta i visitatori nella Spluga della Preta con la realtà virtuale. Ma dietro l’iniziativa c’è una storia lunga quasi sessant’anni, fatta di esplorazioni, tutela del territorio, scuole e persone che hanno custodito il Museo con passione “Nel ’59 tra le colline della Val Chiaravagna, una donna del posto ci parlò di un “pertuso con le streghe”, un buco naacosto tra le fasce, temuto e dimenticato.Curiosi, c
     

Sul Monte Gazzo il futuro della speleologia passa dalla memoria

September 11th 2026 at 08:49

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Il 13 settembre, a Genova Sestri Ponente, il Museo Speleologico del Monte Gazzo porta i visitatori nella Spluga della Preta con la realtà virtuale. Ma dietro l’iniziativa c’è una storia lunga quasi sessant’anni, fatta di esplorazioni, tutela del territorio, scuole e persone che hanno custodito il Museo con passione

“Nel ’59 tra le colline della Val Chiaravagna, una donna del posto ci parlò di un “pertuso con le streghe”, un buco naacosto tra le fasce, temuto e dimenticato.
Curiosi, ci mettemmo a cercarlo. Un piccolo foro, appena visibile, sigillato da un grande masso. Con un piccone, provammo a spostarlo….e all’improvviso fu inghiottito dal buio!
Col cuore in gola, attendemmo il rimbombo.
Dieci metri.
Un secondo rimbombo. Trenta metri.
Poi un’eco lontanissimo. Ottanta metri sotto di noi.”
Nasce così il Buranco de Strie – da Pietro Maifredi

Il Museo Speleologico del Monte Gazzo, sulla cima rosicchiata dalle cave che domina Genova Sestri Ponente, appartiene a quest’ultima categoria.

Domenica 13 settembre 2026 avrà un motivo in più per raccontarsi: proprio quest’anno si celebra infatti per la prima volta la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, proclamata dall’UNESCO nel novembre 2025 su proposta dell’Unione Internazionale di Speleologia e con il sostegno di oltre 150 organizzazioni internazionali.

Per l’occasione il Museo permetterà ai visitatori di compiere un viaggio impossibile per la maggior parte delle persone: entrare nella Spluga della Preta attraverso la realtà virtuale.

Alcuni luoghi conservano oggetti, altri cconservano storie: in altri, più rari, le storie del passato continuano a produrne di nuove.

L’installazione, gentilmente concessa dall’Associazione Culturale Benetticeras APS e messa a disposizione grazie a Francesco Sauro, resterà sul Gazzo per circa un mese. Un visore consentirà di immergersi in uno degli abissi che hanno fatto la storia della speleologia italiana e internazionale.

foto Museo Geopaleontologico di Camposilvano – con l’Associazione Benetticeras al Mineral Show di Verona

La Spluga della Preta si apre sul Corno d’Aquilio, nei Monti Lessini. Le sue esplorazioni iniziarono nel 1925 e per decenni la cavità rappresentò uno dei grandi miti del mondo sotterraneo. Generazioni di speleologi vi hanno sperimentato tecniche, materiali e modi nuovi di affrontare la verticalità.

Portarla virtualmente sul Monte Gazzo significa quindi mettere in comunicazione due luoghi lontani ma accomunati dalla stessa cultura dell’esplorazione.

Un museo nato mentre il monte cambiava

Per capire il significato dell’iniziativa bisogna però tornare indietro nel tempo.

Il Museo di Speleologia del Monte Gazzo fu inaugurato nel maggio 1969, nei locali del Santuario della Madonna della Misericordia sulla sommità del monte. Il CAI di Bolzaneto era l’artefice principale. Nel settembre 1998 venne poi riproposto nell’attuale sede, completamente rinnovato nell’allestimento.

Non è casuale che un museo dedicato alle grotte sia nato proprio qui.

Il Gazzo è un monte di dolomia, scavato dall’acqua ma anche profondamente segnato dall’attività umana e dall’estrazione della pietra. Nel corso del Novecento l’attività delle cave ha modificato pesantemente il paesaggio e alcune cavità sono state distrutte o compromesse.

Proprio la necessità di documentare e salvare almeno la memoria di quel patrimonio sotterraneo è uno degli elementi che spiegano la nascita e il valore del Museo. Rilievi, plastici, reperti e fotografie hanno consentito di conservare testimonianza di grotte che rischiavano di scomparire sotto l’avanzare delle cave.

Oggi al suo interno si trovano attrezzature che raccontano l’evoluzione della speleologia, reperti, ricostruzioni e documentazione sul carsismo del Gazzo. Durante il riallestimento venne persino alla luce una vera parete di roccia, utilizzata per ricostruire un ambiente di grotta con concrezioni provenienti dalle cavità del monte.

foto Antonio Ferrazin

L’impostazione è scientifica, ma anche profondamente didattica.

Ed è forse qui che un piccolo museo mostra la sua forza: ciò che fuori è stato in parte perduto, dentro continua a essere raccontato.

Carlo e Carmen, una vita accanto al Museo

La storia di un museo come questo non si misura soltanto attraverso date, vetrine e reperti.

Si misura anche attraverso le persone che hanno continuato ad aprirne la porta.

Una figura inseparabile dalla memoria del Museo è Carlo Marzio, presidente onorario dello Speleo Club Gianni Ribaldone, profondo conoscitore della Val Chiaravagna e del Monte Gazzo. Per lunghi anni Carlo lo ha seguito, custodito e, nei momenti in cui le energie erano poche, sostanzialmente tenuto in vita. Non per obbligo, ma con quella forma particolare di dedizione che nasce quando un luogo diventa parte della propria esistenza.

Accanto a lui c’era Carmen Decia, sua moglie, presenza dolce e discreta, compagna anche di quella lunga storia speleologica.

Il suo nome compare già nel 1975 accanto a quello di Carlo tra gli autori del primo numero di “Speleorama”, pubblicato dallo Speleo Club Gianni Ribaldone con l’Università Popolare Sestrese e dedicato proprio alle grotte della Val Chiaravagna. In quelle pagine ci sono il Buranco de Strie, l’Antro delle Marmitte, la Grotta dello Scrigno e altre cavità che appartengono alla geografia sotterranea di questo territorio.

Carlo Marzio – foto Antonio Ferrazin

Carlo e Carmen (per noi sempre viva) rappresentano così qualcosa che difficilmente entra nelle cronologie ufficiali: la cura. Quella fatta di presenza, tempo regalato, memoria trasmessa e porte aperte.

Dal Ribaldone alle scuole

Lo Speleo Club Gianni Ribaldone, nato nel 1970 da speleologi già attivi in altri gruppi genovesi, ha costruito gran parte della propria storia con il Monte Gazzo e l’Alta Val Chiaravagna. Non per niente è gruppo speleologico del CAI Sestri Ponente!

Esplorazioni, rilevamenti topografici, fotografie, documentazione delle cavità, tutela ambientale e divulgazione hanno accompagnato negli anni l’attività del gruppo.

Quella vocazione continua ancora oggi.

Loris Leporatti e Ornella Porcile seguono in particolare il rapporto del Museo con le scuole. Ed è un aspetto tutt’altro che secondario. Una grotta osservata su un rilievo, un vecchio attrezzo, una concrezione, il racconto di una discesa possono diventare per un bambino il primo incontro con la geologia, con il carsismo o semplicemente con l’idea che sotto il paesaggio visibile esista un secondo paesaggio da conoscere e rispettare.

Negli anni più recenti anche la comunicazione ha trovato nuovi strumenti: Luca Raveane ha collaborato alla pagina social del Museo, contribuendo a portarne attività e immagini fuori dalle mura della piccola sede sul monte.

Gli Amici del Chiaravagna: dalla difesa alla valorizzazione

Un ruolo importante nella vita attuale del territorio è quello dell’Associazione Amici del Chiaravagna OdV, che collabora all’iniziativa del 13 settembre.

L’associazione nasce nel 1987 in una Val Chiaravagna alle prese con problemi ambientali pesantissimi: le cave, la discarica di Scarpino, gli scarichi nel torrente, il dissesto idrogeologico.

Negli anni l’impegno è passato dalla protesta alla proposta, con iniziative rivolte non soltanto alla tutela, ma anche alla conoscenza e alla valorizzazione del Monte Gazzo, della sua biodiversità, della sua geologia e della sua storia.

È degli Amici del Chiaravagna anche il progetto dell’Area Naturalistica Monte Gazzo, che mette insieme geologia, fauna, flora, storia, sentieri e patrimonio culturale e cerca di rendere riconoscibile alla cittadinanza il valore di questo territorio.

La collaborazione con il Museo appartiene quindi a una visione più ampia: non si protegge ciò che non si conosce.

Dal passato al LiDAR: il Buranco de Strie

Ed è qui che la storia torna al presente.

Giuse Repetto, che oggi segue con particolare attenzione il Museo, sta seguendo l’evolversi del rilievo del Buranco de Strie, una cavità profondamente legata alla storia speleologica dell’Alta Val Chiaravagna e dello stesso Ribaldone. I ragazzi del GS CAI Bolzaneto, con Marco Repetto, e del Ribaldone sono gli esecutori del rilievo, con tecnologia LiDAR.

foto Marina Abisso

Non è una scelta casuale.

Il Buranco de Strie appartiene alle esplorazioni storiche del territorio e ai lunghi lavori condotti dagli speleologi nelle cavità della valle. Oggi quelle esplorazioni possono essere affiancate da strumenti che gli speleologi di allora non avrebbero potuto immaginare.

Il rilievo LIDAR permette di acquisire con grande precisione la geometria degli ambienti sotterranei e di ricostruirli in tre dimensioni.

È un modo nuovo di documentare una grotta, conservarne la memoria e renderla leggibile anche a chi non può entrarvi fisicamente.

L’idea di Giuse è che, terminato il periodo dedicato alla Spluga della Preta, il Museo possa proporre una nuova installazione costruita proprio a partire dal lavoro che sta conducendo nel Buranco de Strie.

Il cerchio, in qualche modo, si chiude.

Il visitatore entrerà prima virtualmente in uno degli abissi più celebri d’Italia e, poco dopo, potrebbe trovarsi immerso in una cavità che si apre a pochi chilometri da casa.

Un museo che non vuole diventare soltanto memoria

La giornata del 13 settembre diventa allora molto più di una ricorrenza.

Lilli e Piero – Foro Daniele Gortan

Dentro quel piccolo Museo sulla sommità del Gazzo si incontrano quasi sessant’anni di storia.

Ci sono le grotte perdute sotto le cave e quelle ancora da studiare. Le fotografie in bianco e nero e le nuvole di punti di un rilievo LIDAR. Le corde e gli attrezzi di ieri e i visori di realtà virtuale.

Ci sono gli speleologi che hanno esplorato il monte, gli Amici del Chiaravagna che continuano a difenderne e valorizzarne il patrimonio, Loris e Ornella con i bambini delle scuole, Giuse con i nuovi progetti, il CAI di Bolzaneto e il Ribaldone sempre presenti. E ci sono Carlo e Carmen, e anche i tanti altri che qui non abbiamo nominato.

Persone grazie alle quali un museo piccolo, lontano dal centro della città e raggiungibile salendo fino alla cima di un monte, ha continuato ad avere una luce accesa e qualcuno disposto ad aprirne la porta.

Forse è proprio questo il filo che unisce tutto.

Custodire non significa fermare il tempo. Significa consegnare ciò che abbiamo ricevuto a chi verrà dopo, aggiungendo qualcosa di nostro.

Al Gazzo è successo così per quasi sessant’anni.

E il 13 settembre, indossando un visore per scendere virtualmente nella Spluga della Preta, quel viaggio continuerà.

Museo Speleologico del Monte Gazzo: Piazza Santuario Gazzo, 2 Genova Sestri Ponente

https://www.museionline.info/musei/museo-di-speleologia-monte-gazzo-di-genova

Info: mail leposen@tiscali.it e poggigirap@gmail.com

Ingresso gratuito

13 settembre: apertura h 10:00

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  • Slovenia, prima celebrazione della Giornata Internazionale UNESCO delle Grotte e del Carsismo
    Condividi Il 13 settembre 2026 si celebra per la prima volta la ricorrenza promossa dalla Slovenia e riconosciuta dall’UNESCO. A Postumia una conferenza scientifica internazionale e una cerimonia con speleologi, ricercatori e rappresentanti istituzionali La Slovenia si prepara a celebrare per la prima volta la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, istituita dall’UNESCO e fissata ogni anno al 13 settembre. La prima edizione della nuova ricorrenza internazionale si svolgerà domen
     

Slovenia, prima celebrazione della Giornata Internazionale UNESCO delle Grotte e del Carsismo

September 11th 2026 at 06:00

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Il 13 settembre 2026 si celebra per la prima volta la ricorrenza promossa dalla Slovenia e riconosciuta dall’UNESCO. A Postumia una conferenza scientifica internazionale e una cerimonia con speleologi, ricercatori e rappresentanti istituzionali

La Slovenia si prepara a celebrare per la prima volta la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, istituita dall’UNESCO e fissata ogni anno al 13 settembre. La prima edizione della nuova ricorrenza internazionale si svolgerà domenica 13 settembre 2026, con un programma di iniziative che pone ancora una volta la Slovenia al centro della ricerca, della speleologia e della tutela degli ambienti carsici e sotterranei.

L’istituzione della giornata ha un significato particolare proprio per il Paese balcanico: la proposta è infatti nata dalla Unione Internazionale di Speleologia (UIS), che ha sede a Postumia, ed è stata formalmente presentata all’UNESCO dalla Repubblica di Slovenia. Nel novembre 2025 la Conferenza Generale dell’UNESCO ha approvato all’unanimità la proclamazione del 13 settembre come International Day of Caves and Karst.

Quattro giorni dedicati alla ricerca e alla tutela del carsismo

Tra gli appuntamenti principali della prima celebrazione figura la conferenza scientifica internazionale “Explore, Understand and Protect: Towards Sustainable Management of Caves and Karst”, in programma a Postumia dal 10 al 13 settembre.
L’incontro riunisce ricercatori e specialisti attorno ai temi dello studio delle grotte e dei territori carsici, della loro conservazione e della gestione sostenibile di un patrimonio naturale particolarmente delicato.

Il momento istituzionale centrale si terrà invece sabato 12 settembre nella Grotta di Postumia, con la partecipazione di scienziati, speleologi, rappresentanti dell’UNESCO, autorità, esponenti del corpo diplomatico e ospiti provenienti dalla Slovenia e dall’estero.
Le celebrazioni si svolgono sotto il patrocinio onorario della Presidente della Repubblica di Slovenia Nataša Pirc Musar e con il patrocinio dell’UNESCO. Partecipano inoltre la Commissione nazionale slovena per l’UNESCO, le Grotte di Postumia, il Parco delle Grotte di Škocjan, i comuni di Postumia e Pivka e l’Associazione Speleologica Slovena.

La Slovenia, terra simbolo del Carso mondiale

Il riconoscimento UNESCO rappresenta anche un tributo alla lunga tradizione slovena negli studi carsici e nella speleologia. È proprio dal Carso classico, tra Slovenia e Italia, che deriva il termine internazionale “karst”, oggi utilizzato in tutto il mondo per indicare i paesaggi e i fenomeni prodotti dalla dissoluzione delle rocce solubili.A Postumia ha sede l’Unione Internazionale di Speleologia, mentre nel Paese opera anche una Cattedra UNESCO dedicata alla carsologia. Le Grotte di Škocjan, inoltre, sono inserite dal 1986 nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, una delle più importanti testimonianze naturali del carsismo sotterraneo europeo.

La nascita di una giornata internazionale dedicata specificamente alle grotte e al carsismo punta però soprattutto a richiamare l’attenzione sulla loro fragilità e sulla necessità di proteggerli.
Le aree carsiche interessano quasi un quinto delle terre emerse e costituiscono una fondamentale riserva di acqua potabile per oltre un miliardo di persone. Le grotte conservano inoltre ecosistemi unici, testimonianze paleontologiche, archivi climatici e tracce della presenza umana, ma rimangono ambienti ancora poco conosciuti e particolarmente vulnerabili alle trasformazioni e all’inquinamento.

Con la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, il mondo sotterraneo entra così ufficialmente nel calendario delle ricorrenze UNESCO, offrendo alla comunità speleologica un’importante occasione internazionale per diffondere conoscenza, promuovere la ricerca e sottolineare il valore della tutela delle grotte e dei paesaggi carsici per le generazioni future.

Fonte notizia e foto: Governo della Repubblica di Slovenia – GOV.SI / Slovenian Tourist Board

Anche l’Italia partecipa alla prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo attraverso la Società Speleologica Italiana ETS, membro nazionale italiano dell’Unione Internazionale di Speleologia. La SSI, insieme al Club Alpino Italiano, ha promosso per settembre e ottobre 2026 una nuova edizione delle Giornate della Speleologia, con il 13 settembre come momento centrale della mobilitazione nazionale.

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    Condividi Puliamo il Buio 2026 porterà volontari e gruppi speleologici alla Buca di Pianiza dell’Alpe S. Antonio, nel Comune di Molazzana: l’iniziativa della Federazione Speleologica Toscana coincide con la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo. Puliamo il Buio 2026 a Molazzana La Federazione Speleologica Toscana aderisce anche nel 2026 a Puliamo il Buio, l’iniziativa promossa dalla Società Speleologica Italiana in collaborazione con Legambiente e collegata alla campagn
     

Puliamo il Buio 2026 alla Buca di Pianiza dell’Alpe: la speleologia toscana per la tutela delle grotte

September 10th 2026 at 12:00

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Puliamo il Buio 2026 porterà volontari e gruppi speleologici alla Buca di Pianiza dell’Alpe S. Antonio, nel Comune di Molazzana: l’iniziativa della Federazione Speleologica Toscana coincide con la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo.

Puliamo il Buio 2026 a Molazzana

La Federazione Speleologica Toscana aderisce anche nel 2026 a Puliamo il Buio, l’iniziativa promossa dalla Società Speleologica Italiana in collaborazione con Legambiente e collegata alla campagna nazionale Puliamo il Mondo. L’appuntamento regionale è fissato per domenica 13 settembre alla Buca di Pianiza dell’Alpe S. Antonio, cavità censita con il numero 2385 T/LU e situata nel territorio comunale di Molazzana, in provincia di Lucca.

Il ritrovo è previsto alle ore 9 davanti al Comune di Molazzana. Da qui saranno organizzati equipaggi, trasferimenti e squadre di lavoro. L’attività verrà svolta da speleologi volontari della Federazione, con il patrocinio dell’amministrazione comunale e con attrezzature e procedure adatte a operare in sicurezza in ambiente sotterraneo.

L’intervento di Puliamo il Buio 2026 sarà dedicato alla raccolta dei materiali presenti nella cavità e alla loro documentazione. Per partecipare o chiedere informazioni, la Federazione indica l’indirizzo info@speleotoscana.it.

Buca di Pianiza dell’Alpe e rifiuti nelle grotte

Grotte, pozzi e inghiottitoi sono stati usati in molti contesti come luoghi di abbandono dei rifiuti. È una forma di degrado che richiede attenzione perché il sottosuolo conserva i materiali a lungo e rende più complesso sia il recupero sia l’accertamento dell’impatto ambientale.

Nelle aree carsiche il tema riguarda anche le acque sotterranee. Il carsismo mette infatti in relazione forme superficiali e reti ipogee attraverso fratture, condotti e vie di drenaggio. L’UNESCO ricorda che paesaggi carsici e grotte coprono quasi un quarto delle terre emerse e forniscono acqua potabile a oltre un miliardo di persone. La qualità delle acque, la biodiversità sotterranea e il patrimonio geologico sono quindi elementi strettamente connessi.

In questo quadro, Puliamo il Buio non consiste soltanto nella rimozione dei materiali recuperabili. L’iniziativa punta a individuare le criticità, registrare le condizioni delle cavità, segnalare situazioni che necessitano di interventi più articolati e alimentare una prevenzione basata sulla conoscenza del territorio. La documentazione prodotta può offrire elementi utili alle amministrazioni e agli enti competenti per valutare azioni di bonifica e misure di tutela.

La Buca di Pianiza dell’Alpe diventa perciò il luogo concreto in cui l’attività speleologica unisce lavoro sul campo, osservazione ambientale e comunicazione pubblica. La presenza di volontari formati è importante anche per distinguere i rifiuti rimovibili dalle situazioni che, per quantità, posizione o natura dei materiali, richiedono il coinvolgimento di soggetti specializzati.

13 settembre, Giornata UNESCO delle grotte e del carsismo

La data scelta per Puliamo il Buio 2026 aggiunge un elemento di rilievo. Il 13 settembre 2026 sarà celebrata per la prima volta la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, denominata in inglese International Day of Caves and Karst. La Conferenza generale dell’UNESCO ha proclamato questa ricorrenza annuale per accrescere la consapevolezza sul valore di ecosistemi fragili e favorirne protezione, studio e gestione sostenibile.

La prima celebrazione internazionale è prevista a Postumia, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre, con una conferenza scientifica e una cerimonia ufficiale. La coincidenza tra l’appuntamento toscano e la nuova giornata UNESCO lega un’azione locale a un messaggio più ampio: le grotte non sono spazi isolati, ma archivi geologici e climatici, habitat di specie adattate al sottosuolo, elementi del paesaggio e componenti dei sistemi idrici.

L’UNESCO indica tra gli obiettivi della ricorrenza la diffusione delle conoscenze sul carsismo presso cittadini, decisori e comunità, oltre al collegamento con gli obiettivi di sviluppo sostenibile relativi all’acqua, alle città, al clima e alla biodiversità. Una giornata di lavoro come Puliamo il Buio traduce questi principi in un’attività territoriale riconoscibile e verificabile.

Federazione Speleologica Toscana: attività e azioni

La Federazione Speleologica Toscana, FST APS, è stata costituita il 14 maggio 1967. Riunisce e favorisce la collaborazione tra i gruppi grotte toscani, mantenendo rapporti con realtà speleologiche italiane e straniere. La sua funzione non riguarda soltanto l’esplorazione: comprende ricerca, studio, documentazione, tutela e valorizzazione del patrimonio ipogeo e del paesaggio carsico superficiale.

Tra le principali azioni della Federazione rientrano:

  • La promozione della collaborazione fra gruppi speleologici e della ricerca sul territorio toscano.
  • La protezione delle grotte e la tutela delle aree carsiche di superficie.
  • La cura del Catasto Grotte attraverso una commissione dedicata.
  • La raccolta e l’aggiornamento di dati topografici, rilievi, documenti e informazioni sulle cavità.
  • La collaborazione con il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico del CAI nella prevenzione degli incidenti in grotta.
  • La diffusione di conoscenze utili per amministrazioni, ricercatori, gruppi e cittadini.

Il Catasto Online FST rende consultabili dati sulle cavità e permette ricerche, visualizzazione degli ingressi su cartografia e ortofoto, accesso a rilievi e documentazione dell’archivio storico. Per gli utenti registrati sono previste anche funzioni per proporre nuove cavità o segnalare correzioni. È uno strumento che collega il lavoro dei gruppi al quadro conoscitivo necessario per la gestione del territorio.

L’impegno della Federazione si colloca inoltre nel contesto della normativa toscana sulla tutela e valorizzazione del patrimonio speleologico. La legge regionale n. 20 del 1984 istituisce il Catasto regionale delle grotte e delle aree carsiche e prevede che vi confluiscano dati topografici e geologici, rilievi e documentazione relativa anche a inquinamento, deturpazioni e danni. In questo senso, le attività di censimento e segnalazione hanno una funzione ambientale oltre che scientifica.

Una tutela basata sulla conoscenza

L’adesione della FST a Puliamo il Buio 2026 conferma il ruolo della speleologia come pratica di conoscenza diretta degli ambienti ipogei. Gli speleologi possono rilevare segnali di alterazione, documentare i luoghi e mettere a disposizione competenze tecniche per affrontare situazioni difficili da osservare dall’esterno.

La tutela delle grotte richiede continuità. Richiede dati affidabili, comportamenti responsabili e interlocuzione con gli enti pubblici. La giornata del 13 settembre a Molazzana riunirà questi aspetti nella Buca di Pianiza dell’Alpe S. Antonio, associando la pulizia della cavità alla prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo.

Fonti

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Anche Descent Magazine celebra la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: il 13 settembre debutta la ricorrenza UNESCO

September 10th 2026 at 08:00

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La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo riunisce ricerca, tutela e divulgazione. Descent Magazine segnala gli appuntamenti del Regno Unito e la conferenza di Postumia, mentre il nuovo numero racconta esplorazioni recenti.

La prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo si terrà domenica 13 settembre 2026.

La data apre una ricorrenza annuale proclamata dall’UNESCO il 12 novembre 2025. L’iniziativa era stata proposta dall’Unione Internazionale di Speleologia, con il sostegno della Slovenia e delle istituzioni scientifiche del Carso sloveno.

Il programma centrale si svolgerà a Postumia, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre. La conferenza internazionale porta il titolo Explore, Understand and Protect: Towards Sustainable Management of Caves and Karst. Riunirà ricercatori, speleologi, educatori, gestori di aree carsiche e professionisti della conservazione. Sono previste sessioni scientifiche, escursioni in siti carsici sloveni e una cerimonia ufficiale nella Grotta di Postumia il 12 settembre. [web:6][web:18]

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo punta a rendere più visibili ambienti spesso conosciuti soltanto attraverso la loro dimensione esplorativa o turistica. Il sito ufficiale ricorda il peso dei sistemi carsici per le risorse idriche, la biodiversità sotterranea, gli archivi geologici e il patrimonio culturale. La ricorrenza collega quindi divulgazione, studio, gestione del territorio e protezione delle cavità. [web:6]

Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: il valore della data UNESCO

Il 13 settembre è stato scelto anche per ricordare la prima presentazione di grotte e carsismo presso la sede UNESCO di Parigi, avvenuta nel 2021. La proclamazione del 2025 ha trasformato quel percorso in una giornata internazionale permanente. Dal 2026 la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo sarà celebrata ogni anno.

Per le comunità speleologiche, il significato pratico della data consiste nella possibilità di proporre attività locali. Il portale IDCK invita associazioni, scuole, gestori di grotte, geoparchi e istituzioni a condividere i propri eventi. L’obiettivo è favorire una partecipazione diffusa, anche fuori dai grandi appuntamenti scientifici.

La tutela è un tema centrale. Il carsismo concentra acque sotterranee, ospita comunità biologiche specializzate e conserva informazioni sulle trasformazioni ambientali del passato. La corretta fruizione delle grotte richiede quindi attenzione agli accessi, ai rifiuti, al disturbo della fauna e alle alterazioni fisiche delle cavità. La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo offre un’occasione di comunicazione pubblica su questi aspetti.

Eventi speleologici nel Regno Unito e attività online

Nelle note diffuse da Descent Magazine sono indicati anche appuntamenti britannici collegati alla giornata. Il Technical Speleological Group prevede per il 13 settembre un pomeriggio al Castleton Village Hall. Sono annunciati stand e interventi rivolti anche a chi non pratica speleologia. I temi comprendono geologia, fauna ed esplorazione sotterranea.

La Derbyshire Caving Association ha invitato speleologi e club a organizzare pulizie delle grotte. L’iniziativa mette in primo piano un gesto concreto di protezione degli ambienti ipogei. La comunicazione di Descent cita inoltre una sessione online della UIS Biology Commission, intitolata Life in the Dark: From Legacy to the Frontiers of Cave Science, e una lunga diretta serale organizzata in lingua tedesca dall’associazione VdHK.

Queste attività traducono la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo in azioni con pubblici diversi. Conferenze e interventi scientifici possono aggiornare il confronto fra specialisti. Le giornate divulgative e le pulizie coinvolgono invece persone, gruppi locali e frequentatori delle aree carsiche.

Descent Magazine: informazione sull’esplorazione sotterranea

Descent Magazine è una rivista britannica dedicata alla speleologia e all’esplorazione del sottosuolo. Pubblica con cadenza normalmente bimestrale, nei mesi di febbraio, aprile, giugno, agosto, ottobre e dicembre. È edita da Stalactite Publishing e dichiara una linea fondata su contributi “scritti da speleologi per speleologi”. [web:30][web:31]

L’attività di Descent Magazine è quindi editoriale e documentaria. La testata raccoglie e diffonde resoconti di esplorazioni, rilievi, scoperte, conservazione, attività di soccorso e temi tecnici. Le pagine disponibili sul sito mostrano, per esempio, articoli su spedizioni a Mulu e Meghalaya, nuove aperture nelle Three Counties, tutela di grotte e pipistrelli e interventi di soccorso. La rivista mantiene anche un catalogo di arretrati e una rete di abbonamenti con distribuzione internazionale. [web:17][web:12]

Il notiziario ricevuto segnala l’uscita di Descent n. 311. Fra i contenuti è annunciato l’aggiornamento sulle esplorazioni a Weekend Explorers, nella Scanty Lardos Pot, accompagnato da una fotografia di Emma Wilson realizzata da Paul “Beardy” Swire. Il richiamo mostra una funzione tipica della rivista: rendere conoscibili esplorazioni e risultati che altrimenti resterebbero limitati ai singoli gruppi.

Descent sarà inoltre presente con uno stand a Hidden Earth, il principale convegno speleologico nazionale britannico, previsto al Llangollen Pavilion. Il sito dell’evento elenca la rivista tra gli sponsor e conferma la sede di Llangollen per il 2026. La partecipazione in fiera permette alla testata di incontrare lettori, associazioni, autori e fornitori di attrezzature, oltre a distribuire una selezione dei numeri più recenti. [web:13]

Pubblicazioni e confronto nella comunità speleologica

La newsletter di Descent richiama anche le nuove uscite di Caves & Karst Science e del CREG Journal, disponibili nella sezione delle pubblicazioni recenti della British Cave Research Association. La presenza di riviste divulgative, periodici tecnici e sedi congressuali compone una rete utile alla circolazione delle conoscenze.

In questo contesto, la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo può offrire un punto di raccordo internazionale. L’appuntamento di Postumia rappresenta il momento scientifico principale. Le attività nei territori, le iniziative online e il lavoro editoriale di testate come Descent permettono di trasferire al pubblico le esperienze di ricerca, esplorazione e tutela.

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  • Grotta del Vento, il 13 settembre tra esplorazione e memoria per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo
    Condividi Alla Grotta del Vento dimostrazioni speleologiche, materiali storici e una visita-racconto per la prima edizione UNESCO della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo Domenica 13 settembre 2026 la Grotta del Vento, a Fornovolasco nel Parco delle Alpi Apuane, dedica un’intera giornata alla speleologia. L’appuntamento coincide con la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, istituita dall’UNESCO e celebrata ogni anno il 13 settembre. Il programma annunc
     

Grotta del Vento, il 13 settembre tra esplorazione e memoria per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

September 9th 2026 at 13:00

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Alla Grotta del Vento dimostrazioni speleologiche, materiali storici e una visita-racconto per la prima edizione UNESCO della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

Domenica 13 settembre 2026 la Grotta del Vento, a Fornovolasco nel Parco delle Alpi Apuane, dedica un’intera giornata alla speleologia. L’appuntamento coincide con la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, istituita dall’UNESCO e celebrata ogni anno il 13 settembre.

Il programma annunciato mette insieme tecnica di progressione, osservazione dell’esplorazione verticale, documentazione storica e racconto delle prime campagne nella cavità. L’iniziativa è realizzata con la collaborazione dello Speleo Club Garfagnana. L’obiettivo dichiarato è riportare l’attenzione sul rapporto tra una grotta turistica, la ricerca e la storia delle persone che ne hanno ampliato la conoscenza.

La Grotta del Vento è situata nel territorio di Fabbriche di Vergemoli, in provincia di Lucca. La cavità presenta gallerie vadose e freatiche, tratti interessati dall’acqua e zone ricche di concrezioni. Il suo nome è legato alla forte corrente d’aria che, in estate, fuoriesce dall’ingresso inferiore.

Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, il quadro UNESCO

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo nasce da una proclamazione della Conferenza generale UNESCO, avvenuta nel novembre 2025. Il 2026 è quindi l’anno della prima celebrazione.

L’UNESCO indica le grotte e i paesaggi carsici come sistemi fragili, importanti per le risorse idriche, la biodiversità sotterranea, gli archivi geologici e le testimonianze della storia umana. Secondo l’Organizzazione, i paesaggi carsici coprono quasi un quarto delle terre emerse e contribuiscono all’approvvigionamento idrico potabile di oltre un miliardo di persone.

La ricorrenza invita istituzioni, comunità, scuole, geoparchi e associazioni a proporre visite, mostre e incontri pubblici. A Postumia, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre è previsto il programma internazionale inaugurale, con un convegno scientifico e una cerimonia ufficiale.

In questo contesto, la giornata alla Grotta del Vento collega un’iniziativa locale a una mobilitazione internazionale dedicata alla conoscenza e alla gestione responsabile del carsismo.

Grotta del Vento e tecnica speleologica nel programma del mattino

Le attività inizieranno dalle ore 10 nel piazzale della Grotta del Vento. Sono previste dimostrazioni sulle tecniche di progressione speleologica e sull’impiego delle attrezzature usate negli ambienti sotterranei.

Gli speleologi accompagneranno il pubblico nell’osservazione di materiali e procedure. L’impostazione è divulgativa. Le dimostrazioni non sostituiscono una formazione tecnica, che richiede corsi, istruttori qualificati e contesti adeguati.

Durante le visite nella cavità saranno effettuate calate nei pozzi più profondi, organizzate in modo da risultare osservabili dai visitatori. Il pubblico potrà vedere da vicino la progressione su corda e comprendere il ruolo della tecnica nell’esplorazione verticale.

La proposta richiama un aspetto centrale della speleologia: l’avanzamento nelle grotte non dipende soltanto dalla scoperta di nuovi passaggi. Richiede pianificazione, lettura dell’ambiente, conoscenza delle attrezzature, lavoro di squadra e attenzione alla sicurezza.

Memoria delle esplorazioni della Grotta del Vento

Per tutta la giornata il piazzale ospiterà fotografie, documenti, attrezzature e altri materiali relativi alle esplorazioni della Grotta del Vento. L’esposizione ricostruirà fasi, protagonisti e strumenti della conoscenza della cavità.

La storia nota della Grotta del Vento comprende le prime frequentazioni dalla fine dell’Ottocento. Nel 1961 il Gruppo Speleologico Bolognese del CAI superò il sifone iniziale durante una fase di siccità e esplorò 640 metri di gallerie. Nel settembre 1964 il Gruppo Speleologico Lucchese del CAI arrivò a 1.110 metri, realizzando rilievo topografico, documentazione fotografica e uno studio geomorfologico preliminare.

La valorizzazione turistica iniziò nel 1965. Il primo itinerario fu aperto nel 1967. Negli anni successivi le esplorazioni hanno portato lo sviluppo conosciuto a oltre quattro chilometri e mezzo, mentre restano diramazioni di difficile accesso.

Questo patrimonio documentario aiuta a leggere la grotta come luogo naturale e come archivio della pratica speleologica. Fotografie e attrezzature mostrano anche i cambiamenti intervenuti nelle tecniche di rilievo, comunicazione e sicurezza.

Visita serale alla Grotta del Vento tra testi e racconti

Alle ore 19 è annunciata una visita serale speciale. Il percorso sarà accompagnato da letture di testi, memorie e racconti dei primi esploratori, direttamente negli ambienti che furono teatro delle loro ricognizioni.

La formula proposta è quella di una visita-racconto. Le letture saranno integrate nel percorso e non presentate come appuntamento separato. L’intento è offrire ai partecipanti elementi per collocare difficoltà, intuizioni e risultati delle esplorazioni nel loro contesto fisico.

Il calendario estivo pubblicato sul sito della Grotta del Vento segnala anche esposizioni e dimostrazioni pratiche per il 13 settembre, oltre a proiezioni e conferenze alle ore 21. La pagina consultata non specifica se le attività serali costituiscano un programma unico o due momenti distinti. Per la partecipazione è quindi opportuno verificare orari e prenotazione direttamente con la struttura, al numero 0583 722024.

Attività didattiche e divulgative recenti alla Grotta del Vento

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo arriva al termine di un ciclo estivo dedicato alla divulgazione. Il 23 agosto, con lo Speleo Club Garfagnana, lo speleologo e fotografo Andrea Moretti ha presentato un incontro dedicato alla documentazione delle grotte, con interventi di Pietro Taddei e Vittorio Verole-Bozzello.

Il 28 agosto la sala multifunzionale ha ospitato “Le nuvole e la grotta”. L’incontro ha collegato l’alluvione della Garfagnana del 1996, meteorologia, cambiamenti climatici e microclima sotterraneo. Era previsto l’intervento del meteorologo Valerio Capecchi del Consorzio LaMMA, insieme a Vittorio Verole-Bozzello.

Il 4 settembre il programma ha affiancato l’inaugurazione della sistemazione paesaggistica davanti alla Sorgente del Tinello a un approfondimento sulla speleologia subacquea. Il tema comprendeva la sorgente e le esplorazioni più recenti nei sifoni della Garfagnana.

Accanto agli incontri pubblici, la Grotta del Vento mantiene proposte per gruppi e scuole su prenotazione. Il sito mette a disposizione materiali introduttivi sul carsismo regionale e una pubblicazione dedicata all’origine, all’evoluzione e agli aspetti scientifici della cavità. Sono strumenti pensati per preparare o proseguire in classe la visita.

La giornata del 13 settembre riunisce quindi attività pratiche, memoria storica e divulgazione. La Grotta del Vento diventa il punto di partenza per avvicinare il pubblico alle tecniche speleologiche e ai processi che formano il carsismo, senza separare l’esperienza della visita dalla conoscenza del territorio.

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  • Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo: la UIS porta la biospeleologia in diretta Facebook
    Condividi La Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo sarà celebrata il 13 settembre 2026. Alla vigilia, la Commissione Biologia dell’UIS propone l’incontro online “Life in the Dark”, dedicato alla ricerca biospeleologica, a Emil Racovi?? e alle politiche di tutela degli ecosistemi sotterranei. Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo, un debutto internazionale Il 13 settembre 2026 si celebrerà la Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo, denominata dall’UN
     

Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo: la UIS porta la biospeleologia in diretta Facebook

September 9th 2026 at 12:00

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La Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo sarà celebrata il 13 settembre 2026. Alla vigilia, la Commissione Biologia dell’UIS propone l’incontro online “Life in the Dark”, dedicato alla ricerca biospeleologica, a Emil Racovi?? e alle politiche di tutela degli ecosistemi sotterranei.

Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo, un debutto internazionale

Il 13 settembre 2026 si celebrerà la Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo, denominata dall’UNESCO International Day of Caves and Karst (IDCK). La ricorrenza è stata proclamata dalla Conferenza generale dell’UNESCO il 12 novembre 2025 e avrà cadenza annuale.

La data richiama l’attenzione sul valore ambientale, scientifico, idrico e culturale delle grotte e dei paesaggi carsici. L’UNESCO ricorda che questi territori coprono quasi un quarto delle terre emerse e forniscono acqua potabile a oltre un miliardo di persone. Sono anche archivi geologici, habitat di biodiversità specializzata e luoghi in cui restano tracce della storia umana.

La prima celebrazione internazionale si svolgerà a Postojna, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre, con una conferenza scientifica e una cerimonia ufficiale. Il calendario mondiale non si limiterà alla Slovenia. Associazioni, scuole, enti di gestione, grotte turistiche e comunità locali sono invitati a proporre iniziative e a inserirle nella mappa globale coordinata dall’Unione Internazionale di Speleologia.

La Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo colloca quindi la speleologia in un contesto più ampio. Ricerca, educazione, gestione sostenibile dell’acqua e conservazione della natura diventano parti della stessa discussione.

UIS Cave Biology Commission: “Life in the Dark” il 12 settembre

In questo quadro si inserisce l’appuntamento online della UIS Cave Biology Commission, intitolato “Life in the Dark: From Legacy to the Frontiers of Cave Science”. L’incontro è annunciato per sabato 12 settembre 2026, alla vigilia della ricorrenza UNESCO, in diretta Facebook Live.

Per il pubblico dell’Europa centrale l’orario indicato è le 22.00 CEST. La comunicazione riporta anche le 13.00 PDT/MST per Pacifico e Arizona e le 14.00 CST per Città del Messico. Ulteriori dettagli sul programma e sui relatori saranno comunicati dalla Commissione.

Il titolo dell’incontro delinea tre direzioni. La prima è la memoria scientifica della biospeleologia. La seconda riguarda le nuove frontiere dello studio della vita sotterranea. La terza guarda al rapporto tra conoscenza biologica e politiche globali di conservazione.

La Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo offre così anche uno spazio per rendere più visibili discipline che spesso operano lontano dall’attenzione pubblica. La biologia sotterranea non riguarda solo le grandi cavità visitabili. Comprende reti di fessure, sedimenti, falde, sorgenti e ambienti acquatici sotterranei, spesso difficili da osservare e delimitare.

Emil Racovi?? e l’eredità della biospeleologia

La serata renderà omaggio a Emil Racovi??, figura centrale nella nascita della biospeleologia. Il biologo ed esploratore romeno pubblicò nel 1907 l’“Essai sur les problèmes biospéologiques”, testo che contribuì a definire lo studio scientifico delle forme di vita degli ambienti sotterranei. Nel 1920 fondò a Cluj il primo istituto di speleologia al mondo.

Richiamare Racovi?? significa collegare la storia della disciplina alle domande attuali. Le tecniche di campionamento, la genetica, l’analisi del DNA ambientale, il rilievo tridimensionale e i modelli ecologici ampliano oggi le possibilità di indagine. Restano importanti anche l’osservazione sul campo, la documentazione accurata e la collaborazione tra speleologi, tassonomisti, idrogeologi e gestori del territorio.

Per molte specie sotterranee, la distribuzione ristretta e la difficoltà di rilevamento rendono le conoscenze ancora incomplete. Questa condizione incide sulle scelte di protezione. Una cavità nota può rappresentare solo una piccola parte di un sistema ecologico connesso al suolo, alle acque di infiltrazione e al bacino di alimentazione.

Biodiversità sotterranea e politiche di protezione

Uno dei dati richiamati nell’annuncio riguarda il divario tra valore ecologico e protezione effettiva. Una ricerca pubblicata su npj Biodiversity stima che solo il 6,9% dei paesaggi carsici e vulcanici che ospitano habitat sotterranei si sovrapponga alle aree protette, a fronte di circa il 17% della superficie terrestre e delle acque interne coperta da tali aree.

Lo studio evidenzia un punto decisivo per la tutela delle grotte e del carsismo: gli ecosistemi sotterranei hanno una struttura tridimensionale. La sola delimitazione in superficie non garantisce necessariamente la protezione di falde, cavità, fratture e habitat collegati. Le pressioni esterne possono arrivare nel sottosuolo attraverso l’uso del suolo, l’inquinamento, le captazioni idriche, le attività estrattive e le modifiche del regime delle acque.

La Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo può dunque favorire un confronto tra ricerca e decisioni pubbliche. La tutela non coincide con il solo divieto di accesso a una grotta. Richiede conoscenza dei sistemi idrogeologici, monitoraggi, gestione dei flussi di visita e attenzione ai bacini di ricarica.

I video messaggi UIS su Facebook

Accanto agli appuntamenti scientifici, la UIS sta dando spazio alla partecipazione della comunità speleologica internazionale. Sulla pagina Facebook dell’Unione Internazionale di Speleologia sono in pubblicazione video messaggi inviati da membri UIS di diversi Paesi. I contributi invitano a celebrare la Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo e a diffonderne le finalità.

L’iniziativa offre una testimonianza diretta della rete mondiale che opera nello studio, nell’esplorazione e nella difesa degli ambienti ipogei. Per gruppi e singoli speleologi può essere anche un invito a raccontare iniziative locali, esperienze di ricerca e attività educative legate al 13 settembre.

La diretta “Life in the Dark” del 12 settembre aggiunge a questo percorso un focus specifico sulla biodiversità. Il passaggio dalla storia della biospeleologia alle questioni di conservazione mostra come la Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo intenda connettere patrimonio scientifico, responsabilità ambientale e partecipazione pubblica.

Fonti

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  • Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo 2026: dall’Italia una rete di eventi tra ricerca, acqua e tutela
    Condividi La prima ricorrenza UNESCO del 13 settembre incontra le Giornate Nazionali della Speleologia, con appuntamenti in nove aree italiane dedicati alle cavità, agli acquiferi, alla biodiversità e alla divulgazione. La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo sarà celebrata per la prima volta domenica 13 settembre 2026. La data è stata proclamata dall’UNESCO come ricorrenza annuale per accrescere la conoscenza pubblica delle grotte e dei paesaggi carsici e per promuoverne studi
     

Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo 2026: dall’Italia una rete di eventi tra ricerca, acqua e tutela

September 8th 2026 at 08:00

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La prima ricorrenza UNESCO del 13 settembre incontra le Giornate Nazionali della Speleologia, con appuntamenti in nove aree italiane dedicati alle cavità, agli acquiferi, alla biodiversità e alla divulgazione.

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo sarà celebrata per la prima volta domenica 13 settembre 2026. La data è stata proclamata dall’UNESCO come ricorrenza annuale per accrescere la conoscenza pubblica delle grotte e dei paesaggi carsici e per promuoverne studio, protezione e gestione sostenibile.

In Italia, la ricorrenza si intreccia con le Giornate Nazionali della Speleologia promosse dalla Società Speleologica Italiana e dal Club Alpino Italiano. Il calendario diffuso sul portale nazionale propone attività dall’8 al 19 settembre, oltre a un intervento di bonifica previsto nel fine settimana del 12 e 13 settembre. Il programma riunisce visite accompagnate, conferenze, laboratori per famiglie, iniziative di documentazione e azioni dirette in ambiente ipogeo.

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo porta così sul territorio italiano temi che attraversano l’attività speleologica: la conoscenza delle cavità, la qualità delle acque sotterranee, la tutela dei chirotteri, la gestione delle visite e la trasmissione del patrimonio naturale e culturale.

Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: il quadro UNESCO

La denominazione ufficiale della nuova ricorrenza è International Day of Caves and Karst, in italiano Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, abbreviata IDCK. In alcuni contesti divulgativi può comparire l’espressione “Giornata mondiale delle grotte e del carsismo”. La data riconosciuta dall’UNESCO è però il 13 settembre, non una generica celebrazione mondiale priva di questa cornice istituzionale.

Secondo UNESCO, i paesaggi carsici e le grotte interessano quasi un quarto delle terre emerse e forniscono acqua potabile a oltre un miliardo di persone. Sono sistemi formati dalla dissoluzione di rocce solubili, soprattutto carbonatiche, che mettono in relazione forme di superficie, cavità, reti di fratture, sorgenti e falde. Ospitano inoltre biodiversità sotterranea e conservano archivi geologici, climatici, archeologici e storici.

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo richiama quindi il valore delle cavità oltre la sola dimensione esplorativa. UNESCO la collega agli obiettivi relativi all’acqua, alle città e alle comunità, al clima e alla biodiversità. Il primo appuntamento internazionale è previsto a Postojna, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre 2026, con una conferenza scientifica e una cerimonia ufficiale.

Giornate Nazionali della Speleologia tra visite e divulgazione

Il calendario italiano mostra una distribuzione geografica ampia. In Emilia-Romagna, il 13 settembre, la Tana della Mussina ad Albinea ospiterà due sessioni di accompagnamento. La giornata terminerà con la proiezione di un video dedicato ai Gessi Messiniani di Borzano, sito UNESCO.

A Trieste, la Caverna III di Basovizza aprirà al pubblico il 13 settembre in due fasce orarie. Il Club Alpinistico Triestino prevede una mostra didattica sui pipistrelli, con dodici pannelli trilingui, e un’attività al microscopio elettronico guidata da Sergio Dolce. L’iniziativa affronterà anche speleogenesi, flora e storia della cavità durante la Seconda guerra mondiale. Sempre a Trieste, il 15 settembre, il workshop “Duemila Grotte. 1926|2026. La speleologia, cent’anni dopo” riprenderà il tema del primo grande inventario delle cavità carsiche.

Nel Lazio, il 12 settembre a San Felice Circeo, una conferenza sarà dedicata alla Grotta Spaccata di Torre Paola. Il percorso annunciato collega esplorazione, paleontologia e tradizione omerica. Nelle Marche, dal 14 al 16 settembre, le biblioteche di Cerreto d’Esi, Sassoferrato e Mergo proporranno letture e laboratori per bambine, bambini e famiglie ispirati alla scoperta delle Grotte di Frasassi.

Carsismo, falde e biodiversità nel programma italiano

La tutela degli acquiferi è uno dei temi più ricorrenti della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo. In Veneto, a Valbrenta, l’open day del 13 settembre “Esplorare, capire e proteggere gli acquiferi carsici” prevede tre tappe presso Fontana Moretti, il Laghetto di Ponte Subiolo e la grotta fossile di Ponte Subiolo. Il programma introduce anche l’“Elefante Bianco”, cavità subacquea esplorata fino a meno 292 metri. Il 15 settembre, alle Grotte di Oliero, sarà invece presentata la guida “La fabbrica dell’acqua”.

Sempre nel Vicentino, sull’Altopiano dei Sette Comuni, I Recuperanti di Montagne Terzo Patrimonio svolgeranno una bonifica con rilievo cartografico di una cavità in Val Galmarara. L’attività, fissata il 12 e 13 settembre, riguarda la rimozione di rifiuti come vetro e plastica e la documentazione della grotta.

In Sardegna, l’11 settembre, il Parco di Monte Atzei a Narcao sarà il contesto di un’escursione tra le cavità della foresta del Rio Cannedu. Sulcis Underground annuncia approfondimenti sulla formazione delle grotte, sugli habitat e sui pipistrelli, con identificazione sul campo tramite bat detector.

Anche in Campania il programma prende la forma di un’uscita in cavità. Il 19 settembre, ai Monti Alburni, gruppi provenienti anche da Basilicata, Calabria e Puglia accompagneranno il pubblico alla Grotta di Fra’ Gentile, nell’area di Sant’Angelo a Fasanella. L’iniziativa è presentata come momento di osservazione dello stato degli ambienti ipogei e della fauna autoctona.

Sicilia e Puglia, conoscenza del territorio carsico

La Sicilia concentra diversi appuntamenti. A Noto, dal 13 al 19 settembre, la quarta edizione di “Man and Karst 2026” si svolgerà nell’area di Marianelli, nella Riserva naturale di Vendicari. Il CIRS ETS propone un programma dedicato a tutela, promozione e gestione sostenibile dei paesaggi carsici, degli ecosistemi sotterranei e dei beni culturali collegati.

A Catania, l’11 settembre, la conferenza “Gocce nel Buio” affronterà la salvaguardia delle falde acquifere e l’ecogestione del turismo sotterraneo. Il 13 settembre il Gruppo Grotte Catania CAI condurrà una giornata sul campo alle grotte Mastropietro e Genovese II, con prenotazione obbligatoria. A Palermo, nella Riserva naturale orientata Grotta della Molara, sono previsti due turni di visita con gli operatori della riserva e gli speleologi di ANS Le Taddarite.

In Puglia, l’8 settembre a Bari sarà presentato il volume “Viaggi sotto le Murge – Le radici del paesaggio”, dedicato alla lettura del patrimonio ipogeo in chiave culturale e naturalistica. Il 13 settembre, a Castellana Grotte, l’incontro “La speleologia: conoscere, condividere, divulgare” metterà a confronto associazioni, scuola, federazione e istituzioni. Sono annunciati contributi del Comune, della Federazione Speleologica Pugliese, della Commissione Nazionale Scuola di Speleologia SSI, del Gruppo Puglia Grotte e del Gruppo Speleologico Vespertilio.

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo offre dunque alle Giornate Nazionali della Speleologia un riferimento comune. Il calendario italiano porta l’attenzione sul rapporto fra ricerca e divulgazione, sul ruolo delle comunità locali e sulla fragilità dei sistemi carsici. Chi intende partecipare deve verificare direttamente con gli organizzatori gli orari, i requisiti, le prenotazioni e le eventuali coperture assicurative previste per ciascuna attività.

Fonti

Nota redazionale: date, luoghi, contatti, modalità di accesso e descrizioni del programma italiano sono ripresi dal testo di partenza indicato come proveniente dalla pagina della Società Speleologica Italiana e dal calendario nazionale delle Giornate della Speleologia. Prima della partecipazione è opportuno consultare gli organizzatori.

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  • Speleologia subacquea, alla Grotta del Vento un viaggio nell’ultima frontiera del mondo sotterraneo
    Condividi Il 4 settembre 2026 in programma alla Grotta del Vento, in Garfagnana, una serata dedicata alla speleologia subacquea e all’esplorazione degli ambienti sommersi delle Alpi Apuane Una grande serata in programma il 4 settembre 2026 alla Grotta del Vento, in Garfagnana. L’appuntamento, inserito nelle Serate della Scienza e dell’Avventura, ci porterà alla scoperta di quella che può essere considerata una delle ultime frontiere dell’esplorazione sotterranea: il mondo che si apre o
     

Speleologia subacquea, alla Grotta del Vento un viaggio nell’ultima frontiera del mondo sotterraneo

September 3rd 2026 at 05:00

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Il 4 settembre 2026 in programma alla Grotta del Vento, in Garfagnana, una serata dedicata alla speleologia subacquea e all’esplorazione degli ambienti sommersi delle Alpi Apuane

Una grande serata in programma il 4 settembre 2026 alla Grotta del Vento, in Garfagnana.


L’appuntamento, inserito nelle Serate della Scienza e dell’Avventura, ci porterà alla scoperta di quella che può essere considerata una delle ultime frontiere dell’esplorazione sotterranea: il mondo che si apre oltre i sifoni, dove la progressione speleologica prosegue sott’acqua e richiede tecniche, attrezzature e preparazione altamente specialistiche.


Protagonisti dell’incontro saranno Adriano Roncioni e Davide Massarenti, che racconteranno esperienze e attività di esplorazione speleosubacquea, illustrando tecniche, attrezzature e difficoltà legate alla progressione negli ambienti sotterranei allagati.


Nel corso della serata saranno presentate immagini e video inediti, tra cui materiali di Luigi Casati relativi alla Sorgente del Tinello: getteremo uno sguardo su ambienti normalmente non visibili, accessibili soltanto agli speleosubacquei.


Al centro dell’incontro ci saranno in particolare le esplorazioni della Buca del Tinello e della Tana del Pollone, due realtà del mondo carsico apuano nelle quali l’acqua rappresenta al tempo stesso un ostacolo alla progressione e una via verso nuove porzioni ancora da conoscere del sistema sotterraneo.

Alle 17 l’inaugurazione della Sorgente del Tinello

La giornata inizierà già alle ore 17.00, prima dell’incontro pubblico, con l’inaugurazione della Sorgente del Tinello.


A seguire, alle ore 18.00, nella Sala Multifunzionale della Grotta del Vento, avrà luogo la serata dedicata alla speleologia subacquea.

Insomma, una serata da non perdere: meglio prenotare!

Data: 4 settembre 2026
– Ore 17.00: inaugurazione della Sorgente del Tinello
– Ore 18.00: incontro “Speleologia subacquea”
– Grotta del Vento – Sala Multifunzionale
– Località: Fornovolasco, Fabbriche di Vergemoli (LU)
– Prenotazione consigliata: 0583 722024

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  • Concorso “Rilievo: tra arte e tecnica” 2026: mettetevi in gioco!
    Condividi Finiscono i campi estivi, restano esplorazioni, dati e grotte da documentare: è il momento di trasformare il lavoro sul campo in buoni rilievi, aggiornare il Catasto e, perché no, partecipare al concorso SSI La stagione dei campi speleologici estivi si avvia verso la conclusione. È il momento dei rientri, dei bilanci, delle fotografie da riordinare e soprattutto delle esplorazioni da raccontare. E raccontatele! Agli amici, sui social, ma anche sui Bollettini e sulle riviste: e su
     

Concorso “Rilievo: tra arte e tecnica” 2026: mettetevi in gioco!

August 30th 2026 at 05:30

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Finiscono i campi estivi, restano esplorazioni, dati e grotte da documentare: è il momento di trasformare il lavoro sul campo in buoni rilievi, aggiornare il Catasto e, perché no, partecipare al concorso SSI

La stagione dei campi speleologici estivi si avvia verso la conclusione. È il momento dei rientri, dei bilanci, delle fotografie da riordinare e soprattutto delle esplorazioni da raccontare.

E raccontatele! Agli amici, sui social, ma anche sui Bollettini e sulle riviste: e su Scintilena, naturalmente.

Tra una relazione, qualche bella fotografia e il resoconto di ciò che è successo sottoterra, c’è un altro lavoro fondamentale, meno immediato ma indispensabile: realizzare buoni rilievi e fare in modo che i dati raccolti confluiscano nel Catasto.

Perché un’esplorazione non è soltanto arrivare dove prima non era arrivato nessuno: significa anche misurare, documentare e restituire agli altri speleologi e al futuro una rappresentazione chiara e affidabile della cavità.

Attraverso il rilievo e il Catasto, una parte importante del lavoro svolto sottoterra diventa patrimonio condiviso e rimane disponibile per le esplorazioni e gli studi futuri.

Quale momento migliore, allora, per ricordare che è aperta la terza edizione del concorso a premi “Rilievo: tra arte e tecnica”, promosso dalla Società Speleologica Italiana ETS, attraverso la Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali?

Il termine per presentare gli elaborati è fissato al 19 ottobre 2026. Per chi, terminati i campi estivi, si trova davanti appunti, misure e poligonali da trasformare in un rilievo completo, può essere uno stimolo in più per portare a termine il lavoro. E magari mettersi in gioco.

Chi può partecipare

La partecipazione è riservata ai soci SSI in regola con la quota associativa 2026. Sono ammessi rilievi 2D di cavità naturali italiane già inserite nel Catasto Grotte.

Ogni partecipante può concorrere con un solo elaborato, del quale deve essere autore principale.

L’obiettivo dell’iniziativa è promuovere la qualità del rilievo speleologico considerando i diversi aspetti che concorrono alla sua efficacia: leggibilità, completezza delle informazioni, accuratezza tecnica e qualità della restituzione grafica.

Il rilievo viene quindi valutato non soltanto come documento tecnico, ma anche come strumento attraverso il quale rendere leggibile e trasmettere la conoscenza di una cavità.

Quattro premi, compreso quello del pubblico

Il concorso prevede quattro riconoscimenti. I primi tre saranno assegnati da una giuria di esperti, mentre il quarto sarà deciso attraverso il voto del pubblico:

  • 1° premio: 350 euro
  • 2° premio: 300 euro
  • 3° premio: 250 euro
  • Premio del pubblico: 200 euro

Il Premio del pubblico sarà assegnato attraverso la votazione dei partecipanti al Raduno Internazionale di Speleologia 2026 di Costacciaro, utilizzando l’apposita scheda che sarà inserita nella documentazione che si riceverà alla registrazione al Raduno.

I lavori selezionati saranno esposti durante il Raduno di Costacciaro.

Ogni partecipante al Raduno potrà votare un solo rilievo: sarà possibile votare fino alle ore 17:00 del 31/10/2026

A seguire, la proclamazione dei vincitori.

Come partecipare

Il rilievo dovrà essere presentato in formato A0 e accompagnato dalla documentazione tecnica prevista dal bando.

Gli elaborati dovranno essere inviati entro il 19 ottobre 2026 all’indirizzo: concorsorilievo@socissi.it

È previsto un contributo di 20 euro per la stampa del rilievo.

Gli elaborati devono inoltre rispettare i criteri formali indicati nel regolamento. Tra questi, l’esclusione di elementi grafici non ammessi, come fotografie o sfondi decorativi, e la distribuzione del rilievo con licenza Creative Commons CC-BY-NC-SA.

Prima di preparare il materiale è quindi importante leggere attentamente il bando completo, nel quale sono specificati requisiti, caratteristiche degli elaborati e documentazione richiesta.

Perché soltanto rilievi 2D?

La scelta di dedicare il concorso ai rilievi bidimensionali tiene conto dell’attuale fase di evoluzione degli strumenti di rilievo e rappresentazione.

Le tecnologie 3D stanno infatti assumendo un ruolo sempre più importante nella documentazione delle cavità, ma le modalità con cui questi dati vengono rappresentati e restituiti sono ancora in rapido sviluppo e non pienamente standardizzate.

Questo non significa che il 3D resterà fuori dal Raduno: la Sala Rilievi potrà ospitare anche contributi fuori concorso ed esperienze multimediali tridimensionali, offrendo uno spazio di confronto sulle nuove possibilità della documentazione speleologica.

Dai campi estivi al Catasto

I campi finiscono, le esplorazioni continuano a vivere nei dati raccolti.

Un buon rilievo richiede tempo. Nasce sottoterra, tra capisaldi, misure, osservazioni e inevitabili difficoltà operative, e continua fuori dalla grotta con l’elaborazione e la restituzione dei dati.

E’ importante che quel lavoro non rimanga soltanto negli archivi dei gruppi o negli hard disk di chi ha partecipato alle esplorazioni. Documentare le cavità e aggiornare il Catasto significa mettere a disposizione della comunità speleologica conoscenze che potranno essere utilizzate, verificate e sviluppate nel tempo.

Il concorso SSI offre un’occasione in più per valorizzare questo lavoro, confrontarlo con quello di altri speleologi e contribuire alla diffusione di una cultura del rilievo fondata sulla qualità tecnica e sulla chiarezza della rappresentazione.

La scadenza per partecipare è il 19 ottobre 2026.

Quindi, finite di raccontare i vostri campi estivi – e mandateci pure le notizie per Scintilena – poi recuperate taccuini, dati e poligonali.

Fate rilievi accurati, metteteli a Catasto.

E mettetevi in gioco!

Per tutti i dettagli, i requisiti e le modalità di partecipazione è possibile consultare il bando completo:

Per ulteriori informazioni: concorsorilievo@socissi.it

Due passi nel Catasto:

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  • Costacciaro 2026, si sta delineando un sogno: cinque elementi per raccontare il mondo sotterraneo
    Condividi Aria, Acqua, Terra, Fuoco, Vuoto. Il Raduno Internazionale di Speleologia prende forma. E fino al 31 agosto iscriversi costa meno Si sta delineando un sogno. Giorno dopo giorno Costacciaro 2026 acquista volti, immagini, parole e contenuti. Quello che qualche mese fa cominciava appena a prendere forma sta diventando il grande Raduno Internazionale di Speleologia, in programma dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, nel cuore del Monte Cucco. Il filo conduttore saranno ancora una vo
     

Costacciaro 2026, si sta delineando un sogno: cinque elementi per raccontare il mondo sotterraneo

August 29th 2026 at 04:30

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Aria, Acqua, Terra, Fuoco, Vuoto. Il Raduno Internazionale di Speleologia prende forma. E fino al 31 agosto iscriversi costa meno

Si sta delineando un sogno.

Giorno dopo giorno Costacciaro 2026 acquista volti, immagini, parole e contenuti. Quello che qualche mese fa cominciava appena a prendere forma sta diventando il grande Raduno Internazionale di Speleologia, in programma dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, nel cuore del Monte Cucco.

Il filo conduttore saranno ancora una volta i cinque elementi: ARIA, ACQUA, TERRA, FUOCO e VUOTO.

Cinque dimensioni per raccontare la speleologia e il mondo ipogeo: l’aria che respira nelle montagne, l’acqua che scava e trasforma, la terra che conserva la memoria, il fuoco come energia e trasformazione, il vuoto come spazio dell’esplorazione e dell’ignoto.

E adesso quei cinque elementi hanno anche cinque voci: Luca Mercalli, Simone Villotti, Antonio De Vivo, Gaetano Giudice e Robbie Shone, testimonial scelti per interpretarli e accompagnare il cammino verso Costacciaro.

Intanto il programma cresce: conferenze, mostre, workshop, esplorazioni, incontri e occasioni di confronto stanno componendo, tassello dopo tassello, quello che si annuncia come uno dei grandi appuntamenti della speleologia del 2026. Già a luglio Scintilena raccontava l’apertura delle iscrizioni e il ritorno dei cinque elementi come filo conduttore dell’incontro.

E per chi sta ancora pensando “mi iscrivo domani”, il momento è questo: l’iscrizione Early Bird a prezzo agevolato termina il 31 agosto.

Mancano pochi giorni.

Poi resterà l’attesa.

Quella di ritrovarsi a Costacciaro, tutti insieme, ancora una volta.

Aria. Acqua. Terra. Fuoco. Vuoto.

Cinque elementi. Un Raduno. Un sogno che sta prendendo forma.

Leggi l’articolo di luglio su Scintilena

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  • Giornata internazionale delle grotte e del carsismo: in Ungheria riflettori sul soccorso sotterraneo
    Condividi Dalla ricorrenza mondiale alla mostra sui 65 anni del Magyar Barlangi Ment?szolgálat La Giornata internazionale delle grotte e del carsismo porta al centro dell’attenzione il valore scientifico, ambientale e umano del mondo sotterraneo. In Ungheria, il tema si intreccia con il sessantacinquesimo anniversario del Magyar Barlangi Ment?szolgálat, il Servizio ungherese di soccorso speleologico, e con la mostra fotografica Ment?k Lámpafényben al Museo ungherese di storia naturale di Buda
     

Giornata internazionale delle grotte e del carsismo: in Ungheria riflettori sul soccorso sotterraneo

August 26th 2026 at 08:00

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Dalla ricorrenza mondiale alla mostra sui 65 anni del Magyar Barlangi Ment?szolgálat

La Giornata internazionale delle grotte e del carsismo porta al centro dell’attenzione il valore scientifico, ambientale e umano del mondo sotterraneo. In Ungheria, il tema si intreccia con il sessantacinquesimo anniversario del Magyar Barlangi Ment?szolgálat, il Servizio ungherese di soccorso speleologico, e con la mostra fotografica Ment?k Lámpafényben al Museo ungherese di storia naturale di Budapest. L’esposizione utilizza le immagini di Márton Kovács per documentare operazioni, addestramenti e lavoro volontario in ambiente ipogeo. [web:2][web:8]

Giornata internazionale delle grotte e del carsismo: le date da distinguere

Nel testo di partenza il 25 giugno viene indicato come Giornata mondiale delle grotte e il 14 agosto come Giornata mondiale degli speleologi. Queste ricorrenze possono essere adottate localmente o circolare nella comunità speleologica, ma occorre distinguerle dalla nuova ricorrenza internazionale ufficiale.

L’UNESCO ha proclamato il 13 settembre Giornata internazionale delle grotte e del carsismo nel novembre 2025, su proposta della Slovenia sostenuta dall’Unione internazionale di speleologia. Il 13 settembre 2026 sarà quindi la prima celebrazione ufficiale della Giornata internazionale delle grotte e del carsismo. Il programma di avvio è previsto a Postumia, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre. [web:24][web:29]

La precisazione non è soltanto formale. La Giornata internazionale delle grotte e del carsismo vuole riunire ricerca, educazione, protezione del patrimonio e cooperazione internazionale. L’UIS ricorda inoltre che i paesaggi carsici e le acque sotterranee associate costituiscono una risorsa essenziale per oltre un miliardo di persone. [web:26]

Soccorso speleologico ungherese e fragilità dell’ambiente ipogeo

Il messaggio della Giornata internazionale delle grotte e del carsismo comprende anche la sicurezza. Le grotte richiedono competenze tecniche, preparazione fisica, pianificazione e rispetto delle condizioni ambientali. Un incidente in sotterraneo impone spesso tempi lunghi, comunicazioni complesse e sistemi di trasporto adattati a pozzi, meandri, strettoie e terreni instabili.

In questo quadro si inserisce il Magyar Barlangi Ment?szolgálat. L’organizzazione, fondata nel 1961, celebra nel 2026 i suoi 65 anni di attività ed è descritta dalle fonti ungheresi come una delle più longeve organizzazioni civili di soccorso attive senza interruzioni nel Paese. Il lavoro non riguarda esclusivamente le emergenze in cavità. Formazione, esercitazioni, gestione delle attrezzature e coordinamento con gli altri servizi di emergenza sono elementi decisivi per intervenire in sicurezza. [web:8][web:9]

La memoria degli incidenti resta parte della cultura della prevenzione speleologica. Il 14 agosto è infatti associato da molte comunità al ricordo di Marcel Loubens, speleologo francese morto nel 1952 dopo un grave incidente nella grotta Pierre-Saint-Martin. La ricorrenza non sostituisce la Giornata internazionale delle grotte e del carsismo, ma richiama il valore della prudenza nell’attività esplorativa.

Ment?k Lámpafényben: fotografie e storia del barlangi ment?

La mostra Ment?k Lámpafényben, traducibile come “Soccorritori alla luce delle lampade”, presenta fotografie realizzate da Márton Kovács. Kovács è speleologo, soccorritore e fotoreporter. Da circa quindici anni documenta con la macchina fotografica interventi ed esercitazioni del soccorso speleologico ungherese. Le immagini esposte non sono scene ricostruite. Sono fotografie di taglio documentario, selezionate per restituire procedure, collaborazione tra operatori e condizioni operative nel sottosuolo. [web:8]

L’iniziativa è stata inaugurata il 21 febbraio 2026 al Museo ungherese di storia naturale. Nella stessa occasione è stato presentato il volume di József Mészáros Barlangi mentés – Kézikönyv a mélység hétköznapi h?seinek, dedicato alla storia, alle tecniche e alla direzione degli interventi di soccorso in grotta in Ungheria. [web:8][web:9]

Le informazioni sulla durata della mostra meritano un aggiornamento. Le comunicazioni di febbraio la indicavano visitabile fino al 6 giugno. Un reportage di Telex del 22 agosto riferisce invece che l’esposizione, vista la partecipazione del pubblico, è stata prorogata fino a dicembre. Chi intende visitarla dovrebbe verificare gli orari e l’effettiva apertura sul sito del museo prima di programmare il viaggio. [web:2][web:8]

Le ricerche nelle grotte ungheresi: il caso recente del lago di Hévíz

Il testo ricevuto non nomina una singola grotta alla quale riferire nuove scoperte. Per integrare l’articolo con un aggiornamento verificabile sulle più recenti ricerche ipogee in Ungheria, il riferimento più pertinente è il sistema di cavità sommerso del lago termale di Hévíz.

Il 17 marzo 2026 due subacquei della Direzione del Parco nazionale degli altopiani del Balaton hanno effettuato misurazioni geodetiche degli ingressi di cinque piccole cavità lungo la sponda occidentale del lago. Non si tratta di cavità scoperte dal nulla: erano già state individuate circa cinquant’anni prima durante l’esplorazione della grotta sorgente. La novità è la localizzazione precisa degli accessi, ottenuta con boe in immersione e ricevitori GNSS operati dalla superficie. [web:47]

Le verifiche hanno permesso di acquisire anche immagini e filmati. Il fine dichiarato è inserire tutte le cavità note del lago nel registro nazionale delle grotte. È un passaggio rilevante per la ricerca e per la gestione conservativa di un sistema termale delicato, dove la conoscenza spaziale delle aperture costituisce una base per il monitoraggio. [web:43][web:47]

La Giornata internazionale delle grotte e del carsismo offre dunque un contesto per collegare la tutela del carsismo al soccorso speleologico e alla documentazione scientifica. La mostra di Budapest racconta la componente umana delle emergenze. Le misurazioni di Hévíz mostrano invece come tecniche subacquee, rilievo e registrazione ufficiale possano ampliare la conoscenza di cavità già note solo in modo parziale. Entrambi i filoni richiamano una stessa esigenza: frequentare, studiare e proteggere il sottosuolo con metodi adeguati.

Fonti

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  • Fontanon di Goriuda, 25 anni di esplorazioni nel cuore del Canin
    Condividi Il Club Alpinistico Triestino celebra un quarto di secolo di attività speleosubacquea nella grande risorgenza della Val Raccolana. Una storia di esplorazione e ricerca che continua, con nuovi obiettivi ancora da raggiungere. Venticinque anni dentro la montagna, seguendo l’acqua e cercando passaggi verso ambienti ancora sconosciuti. Il Club Alpinistico Triestino celebra un importante anniversario delle esplorazioni speleosubacquee al Fontanon di Goriuda, una delle più spettacolari ri
     

Fontanon di Goriuda, 25 anni di esplorazioni nel cuore del Canin

August 26th 2026 at 06:00

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Il Club Alpinistico Triestino celebra un quarto di secolo di attività speleosubacquea nella grande risorgenza della Val Raccolana. Una storia di esplorazione e ricerca che continua, con nuovi obiettivi ancora da raggiungere.

Venticinque anni dentro la montagna, seguendo l’acqua e cercando passaggi verso ambienti ancora sconosciuti. Il Club Alpinistico Triestino celebra un importante anniversario delle esplorazioni speleosubacquee al Fontanon di Goriuda, una delle più spettacolari risorgenze del massiccio del Canin.

Una lunga storia, iniziata nei primi anni Duemila e proseguita attraverso immersioni, risalite, campi sotterranei, rilievi e nuove scoperte, che hanno progressivamente modificato la conoscenza della cavità. Un lavoro che ha richiesto negli anni competenze tecniche, continuità e la capacità di tornare più volte sugli stessi interrogativi posti da un sistema carsico complesso e ancora lontano dall’essere completamente conosciuto.

L’anniversario è stato celebrato tornando proprio al Goriuda, con gli speleologi del CAT, il presidente Franco Riosa e Duilio Cobol, protagonista delle esplorazioni fin dalle prime fasi. Alla giornata ha partecipato anche una troupe Rai: le immagini girate nella cavità saranno trasmesse in autunno all’interno di “Linea Bianca” su Rai 1.

Duilio Cobol con la troupe della RAI al Fontanon di Goriuda – Foto A. Ressa

I venticinque anni sono occasione per guardare indietro e puntare avanti.

Il Fontanon conserva ancora importanti incognite: il prossimo inverno gli speleologi intendono tornare a lavorare su quattro obiettivi esplorativi rimasti aperti, mentre sullo sfondo si fa sempre più interessante anche l’ipotesi di possibili collegamenti con altri sistemi carsici del Canin.

La parola ad Alessandra Ressa, dell’Ufficio Stampa del Club Alpinistico Triestino, che nel comunicato che segue ripercorre venticinque anni di esplorazioni al Fontanon di Goriuda, dalle prime immersioni alle grandi scoperte, fino alle domande che ancora oggi attendono una risposta.

CLUB ALPINISTICO TRIESTINO APS

COMUNICATO STAMPA con preghiera di pubblicazione

FONTANON DI GORIUDA, 25 ANNI NEL CUORE DELLA MONTAGNA: IL CAT CELEBRA UNA LUNGA STORIA DI ESPLORAZIONI SPELEOSUBACQUEE

Da un quarto di secolo gli speleologi del Club Alpinistico Triestino esplorano, studiano e documentano uno dei più affascinanti sistemi carsici del Friuli Venezia Giulia, il Fontanon di Goriuda. Il CAT, il presidente Franco Riosa e lo speleosubacqueo Duilio Cobol, protagonista delle esplorazioni dal loro principio, hanno voluto festeggiare questo speciale compleanno proprio all’interno della cavità da cui sgorga la cascata più celebre della Regione alla presenza di una troupe della RAI, che racconterà questa straordinaria esperienza in autunno all’interno di “Linea Bianca”.

Trieste, 25 agosto 2026 – Venticinque anni di esplorazioni continuative. È questo il traguardo che il Club Alpinistico Triestino celebra al Fontanon di Goriuda, una delle più importanti e spettacolari risorgenze delle Alpi Giulie, dove da un quarto di secolo generazioni di speleologi del CAT hanno investito tempo, energie, competenze e passione nel tentativo di svelare ciò che si nasconde oltre la cascata e dentro la montagna.

Una ricorrenza che non è stata celebrata semplicemente con un incontro, ma tornando là dove tutto è cominciato: nel cuore della Val Raccolana, davanti e dentro quella poderosa risorgenza che continua a rappresentare, dopo tanti anni, una delle grandi sfide della speleologia regionale.

Alla recente uscita hanno partecipato gli speleologi del Club Alpinistico Triestino e il presidente Franco Riosa, insieme a Duilio Cobol, speleosubacqueo e protagonista di una parte fondamentale di questa lunga stagione esplorativa. È stato proprio Cobol a organizzare l’uscita, mettendo a disposizione l’esperienza maturata in oltre 25 anni di attività dedicata all’esplorazione e alla ricerca nel Fontanon di Goriuda.

La ricorrenza diventa così soprattutto un momento per ripercorrere una storia fatta di scoperte, immersioni, risalite, rilievi, campi interni, corde, attrezzature e interminabili ore trascorse nel buio della montagna. Una storia nella quale il CAT ha avuto un ruolo costante, contribuendo in modo significativo alla conoscenza di una cavità che, ancora oggi, conserva importanti incognite.

Il Fontanon di Goriuda, infatti, non è semplicemente la spettacolare cascata che si incontra in Val Raccolana. È una poderosa risorgenza perenne attraverso la quale riaffiorano le acque del sovrastante massiccio del Canin. La scheda del Catasto Speleologico Regionale la identifica con il numero 20 e ne indica l’ingresso a 861 metri di quota, uno sviluppo planimetrico catastato di 767,6 metri e un dislivello positivo di 119 metri. La Regione Friuli Venezia Giulia lo ha inoltre classificato come geosito di interesse nazionale.

Per chi osserva il Fontanon dall’esterno, la grotta sembra terminare dopo il primo tratto percorribile a piedi. In realtà, dopo circa 150 metri, un lago obbliga a passare dalle tecniche speleologiche tradizionali a quelle della speleosubacquea oppure ad utilizzare un canotto. Da quel punto inizia un ambiente completamente diverso, nel quale la progressione avviene tra acqua, sifoni, roccia e oscurità assoluta.

La storia moderna delle esplorazioni del CAT al Goriuda prende forma nei primi anni Duemila, dopo l’incontro di un gruppo di sette speleosubacquei esperti avvenuto durante Bora 2000, importante appuntamento internazionale della speleologia svoltosi a Trieste. Da quell’esperienza nacque la volontà di continuare a lavorare insieme e di individuare nel Fontanon un ambiente nel quale mettere alla prova e affinare tecniche di immersione. Il Goriuda divenne progressivamente un vero laboratorio di esplorazione, nel quale ogni immersione poteva significare una nuova osservazione, un nuovo passaggio, una diversa interpretazione della cavità.

La grande svolta arrivò tra il 2008 e il 2009, quando gli speleosub del CAT riuscirono a individuare, al di sopra dei rami allora conosciuti, grandi gallerie fossili. La documentazione del Parco Naturale delle Prealpi Giulie racconta la scoperta di ambienti di dimensioni sorprendenti: una grande galleria superiore, con spazi così vasti che inizialmente i fasci luminosi degli esploratori non riuscivano nemmeno a illuminarne i limiti. Quelle scoperte cambiarono la lettura della grotta. Quello che per anni era stato considerato il “terzo sifone” non sembrava infatti rappresentare la prosecuzione principale della cavità, ma una sorta di vasca sospesa, mentre le antiche vie dell’acqua conducevano verso livelli superiori. Da qui ebbe inizio una nuova fase di esplorazioni e risalite, con sviluppi verticali superiori ai cento metri.

Per rendere possibile il lavoro fu necessario organizzare un vero e proprio campo base sotterraneo. Nel 2008, le attività comprendevano già il ripristino di centinaia di metri di linea telefonica, la realizzazione di un campo interno e la sistemazione delle sagole e degli ancoraggi tra i diversi sifoni.

Ma il Fontanon non ha mai concesso facilmente i propri segreti. Le piene periodiche hanno più volte danneggiato o distrutto le installazioni, costringendo gli speleologi a ricostruire ancoraggi, sostituire corde e ripristinare le vie di progressione. Ogni nuova esplorazione ha quindi richiesto non soltanto capacità tecnica, ma anche una notevole dose di pazienza e determinazione.

Venticinque anni di esplorazione continuativa significano anche venticinque anni di conoscenza maturata sul campo. E proprio questa esperienza ha fatto del Goriuda anche un ambiente particolarmente significativo per il soccorso speleosubacqueo.

Nel corso degli anni la cavità ha ospitato importanti esercitazioni del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, sfruttando la complessità dei percorsi e la presenza dei sifoni per simulare interventi in condizioni estremamente impegnative. Nel 2018, ad esempio, un’esercitazione nazionale speleosubacquea del CNSAS coinvolse tredici speleosubacquei e altri sette tecnici, impegnati nel superamento di due sifoni e nella simulazione del soccorso di persone in difficoltà in profondità. Il Goriuda ha dunque rappresentato negli anni non soltanto un luogo di scoperta, ma anche un ambiente nel quale sviluppare e verificare tecniche, procedure e capacità operative.

La speleosubacquea, del resto, non lascia spazio all’improvvisazione. La temperatura dell’acqua, la difficoltà degli ambienti, l’oscurità, i lunghi percorsi, la gestione delle bombole e la possibilità di un problema tecnico rendono ogni immersione un’attività ad elevata complessità. È necessario lavorare con attrezzature ridondanti, linee di sicurezza e materiali di riserva, mantenendo sempre la possibilità di gestire un eventuale guasto.

Ed è proprio questo uno degli aspetti che il CAT ha voluto mostrare anche in occasione di questa speciale uscita celebrativa.

A documentare la giornata, infatti, era presente una troupe della Rai, interessata a raccontare non soltanto la spettacolarità del Fontanon, ma soprattutto la storia degli uomini che da decenni ne inseguono le prosecuzioni. La troupe è stata accompagnata all’interno della cavità dalle Guide Turistiche Speleologiche del Friuli Venezia Giulia, che hanno curato l’accompagnamento in ambiente ipogeo e il supporto necessario alle riprese.

Le immagini realizzate al Goriuda confluiranno in un servizio che sarà trasmesso nel prossimo autunno all’interno di “Linea Bianca” su Rai 1. La presenza della televisione rappresenta un’importante occasione per far conoscere a un pubblico molto più vasto una realtà che normalmente rimane completamente nascosta: il lavoro degli speleologi, la complessità dell’esplorazione e, insieme alla bellezza del mondo sotterraneo, anche i rischi della speleosubacquea.

Ma la Rai, in questa occasione, è soprattutto una finestra su una storia che appartiene al CAT.

Una storia che non si conclude con i risultati già ottenuti. Perché, nonostante 25 anni di attività, il Fontanon di Goriuda continua a porre interrogativi.

Sono almeno quattro le grandi incognite sulle quali gli speleologi intendono tornare a lavorare. Una riguarda una difficile arrampicata di circa 40 metri sulla volta della galleria terminale; un’altra una risalita meno impegnativa che potrebbe aprire una nuova prosecuzione. Rimane poi da verificare un pozzo stimato in circa cinque metri, dal quale il rumore prodotto dalla caduta dei sassi potrebbe far pensare alla presenza di acqua. E proprio l’eventuale presenza di un nuovo sifone, a una distanza così importante dall’ingresso, rappresenterebbe una prospettiva esplorativa di grande interesse.

A rendere ancora più affascinante questa ricerca è il fatto che il Goriuda potrebbe non essere un sistema isolato. Negli ultimi anni le esplorazioni condotte da altri gruppi speleologici sull’altopiano del Canin hanno raggiunto settori che sembrano avvicinarsi a quelli esplorati dal CAT. L’ipotesi di un futuro collegamento fra sistemi carsici differenti appare quindi sempre più concreta.

Sarebbe una scoperta capace di aggiungere un capitolo importante alla conoscenza del carsismo del Canin e della circolazione delle acque sotterranee di uno dei più importanti territori carsici delle Alpi Giulie.

Per il Club Alpinistico Triestino, dunque, i 25 anni del gruppo speleosubacqueo non rappresentano un traguardo, ma la conferma di una scelta che continua nel tempo: esplorare, conoscere, documentare e trasmettere alle nuove generazioni la passione per il mondo sotterraneo.

Un quarto di secolo dopo l’inizio di questa avventura, Duilio Cobol e gli speleologi del CAT sono ancora davanti alle stesse domande che hanno accompagnato tante delle loro spedizioni: dove porta davvero l’acqua del Goriuda? Quanto si estende ancora la cavità? E soprattutto, cosa si nasconde oltre l’ultimo passaggio conosciuto?

Il prossimo inverno gli speleologi intendono tornare al lavoro sulle quattro grandi incognite ancora aperte.

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Venticinque anni sono tanti, soprattutto quando si misurano non in chilometri percorsi in superficie, ma in metri conquistati nel buio, immersione dopo immersione, risalita dopo risalita.

La storia del Fontanon di Goriuda racconta bene uno degli aspetti più autentici della speleologia: una grotta non si esaurisce con una scoperta e nemmeno con una generazione di esploratori. Rimane lì, con le sue domande, mentre cambiano gli uomini, migliorano le tecniche e nuove conoscenze permettono di tornare dove, anni prima, ci si era dovuti fermare.

Al Goriuda le domande sono ancora molte. Ci sono pareti da risalire, passaggi da verificare, la possibilità di nuove vie d’acqua e, più lontano, l’affascinante prospettiva di un collegamento con altri grandi sistemi carsici del Canin.

Il modo migliore di festeggiare venticinque anni di esplorazioni è considerarli un punto per continuare a cercare: sotto il Canin, l’acqua continua il suo viaggio: gli speleologi, inevitabilmente, continueranno a seguirla.

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13 settembre 2026, i Geoparchi UNESCO si mobilitano per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

August 24th 2026 at 06:00

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La Global Geoparks Network invita tutti i Geoparchi mondiali UNESCO a partecipare alla prima celebrazione dell’International Day of Caves and Karst. Eventi internazionali sono in programma a Postumia, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre 2026.

La Global Geoparks Network (GGN) ha invitato tutti gli UNESCO Global Geoparks del mondo a celebrare, il prossimo 13 settembre 2026, l’International Day of Caves and Karst (IDCK), la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo proclamata dall’UNESCO nel 2025.

La decisione è stata assunta dall’Executive Board della Global Geoparks Network durante la sua 176ª sessione, tenutasi il 3 giugno, con l’obiettivo di trasformare la prima celebrazione della Giornata in un grande momento internazionale dedicato alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione degli ambienti carsici.

Grotte e carsismo, un patrimonio fondamentale per il pianeta

La Giornata nasce per richiamare l’attenzione mondiale sull’importanza delle grotte e dei paesaggi carsici, ambienti straordinari ma spesso poco conosciuti e particolarmente vulnerabili.

I sistemi carsici custodiscono una biodiversità unica, importanti testimonianze geologiche, paleontologiche, archeologiche e culturali e rappresentano una risorsa fondamentale per le comunità umane.

Secondo la Global Geoparks Network, le acque associate agli ambienti carsici contribuiscono all’approvvigionamento di acqua potabile di oltre un miliardo di persone.

Allo stesso tempo, grotte e territori carsici sono sottoposti a pressioni crescenti dovute ai cambiamenti climatici, al degrado del territorio e a pratiche di utilizzo non sostenibili.

La loro protezione assume quindi un ruolo sempre più importante non soltanto per la conservazione del patrimonio naturale, ma anche per la sicurezza delle risorse idriche e per la resilienza delle comunità che vivono nelle regioni carsiche.

L’appello ai Geoparchi UNESCO

La Global Geoparks Network sottolinea il ruolo particolare degli UNESCO Global Geoparks, molti dei quali comprendono importanti sistemi carsici, grotte e paesaggi modellati dalla dissoluzione delle rocce.

La GGN invita i Geoparchi a organizzare iniziative insieme alle comunità locali per il 13 settembre e a promuovere la protezione e la gestione responsabile degli ambienti carsici attraverso ricerca scientifica, educazione, divulgazione e partecipazione delle comunità.

È stato inoltre rivolto ai Geoparchi l’invito a inviare fotografie rappresentative delle grotte e delle principali forme carsiche presenti nei rispettivi territori. Le immagini contribuiranno alla realizzazione di materiali promozionali destinati alla celebrazione internazionale.

Anche le reti regionali e nazionali dei Geoparchi sono chiamate a organizzare manifestazioni e attività nel corso dell’autunno 2026.

Dal 10 al 13 settembre gli eventi internazionali a Postumia

Uno dei momenti centrali della prima celebrazione internazionale si svolgerà a Postumia, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre 2026.

La Global Geoparks Network parteciperà agli eventi che segneranno simbolicamente e ufficialmente l’avvio della nuova ricorrenza mondiale.

Le manifestazioni si terranno sotto il patrocinio onorario della Presidente della Repubblica di Slovenia Nataša Pirc Musar e sotto il patrocinio dell’UNESCO, con il sostegno e la collaborazione della Commissione Nazionale Slovena per l’UNESCO, delle Grotte di Postumia, del Parco delle Grotte di Škocjan, dei Comuni di Postumia e Pivka e dell’Associazione Speleologica Slovena.

Il 13 settembre diventerà così un appuntamento annuale internazionale dedicato a uno dei patrimoni naturali più importanti e delicati del pianeta: il mondo sotterraneo e i territori carsici.

Per la comunità speleologica internazionale rappresenta anche un’occasione particolarmente significativa per portare fuori dalle grotte conoscenze maturate in decenni di esplorazione e ricerca e trasformarle in consapevolezza pubblica, educazione e tutela.


Fonte: Global Geoparks Network – post Facebook sull’International Day of Caves and Karst

Immagine: Global Geoparks Network / Lang Son UNESCO Global Geopark

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