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Mostra Minerali e Fossili a Borgosesia: il 25° appuntamento apre una finestra sulle mineralizzazioni in grotta

Október 11th 2026 at 07:00

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La Mostra Minerali e Fossili a Borgosesia torna domenica 11 ottobre 2026 al Palazzetto Loro Piana. Ingresso gratuito, oltre 120 metri di esposizione e uno spazio dedicato alla speleologia. Un approfondimento spiega origine, varietà e valore scientifico delle mineralizzazioni in grotta.

Mostra Minerali e Fossili a Borgosesia: data, sede e organizzazione

Domenica 11 ottobre 2026 il Palazzetto dello Sport Loro Piana di Borgosesia ospiterà la 25ª Mostra Minerali e Fossili.

La manifestazione si svolgerà in via Marconi 5.

L’organizzazione è del Gruppo Speleologico Mineralogico Valsesiano, con il patrocinio del Comune di Borgosesia.

L’appuntamento compare anche nei calendari mineralogici nazionali e nella programmazione turistica della Valsesia.[1][2][3]

La giornata sarà dedicata ai minerali, ai fossili e alle attività speleologiche del gruppo. L’ingresso sarà gratuito.

La mostra aprirà dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 18.

Davanti al palazzetto è disponibile un parcheggio, utile per raggiungere la sede della manifestazione.[2][4][5]

Minerali e fossili: oltre 120 metri di tavoli espositivi

La Mostra Minerali e Fossili a Borgosesia proporrà oltre 120 metri di tavoli espositivi.

Saranno presenti numerosi espositori provenienti da diverse parti d’Italia.

Il pubblico potrà osservare gli esemplari e confrontarsi con chi coltiva interessi mineralogici e paleontologici.

Per i bambini sono previste piccole sorprese.[1][4]

L’iniziativa affiancherà il patrimonio mineralogico alla conoscenza del mondo sotterraneo.

Sono ambiti distinti, ma collegati dallo studio delle rocce e della loro storia.

Le grotte conservano depositi chimici, sedimenti e testimonianze degli ambienti del passato.

La ricerca speleologica utilizza questi elementi per ricostruire processi geologici e trasformazioni del territorio.[6]

Speleologia in Valsesia: fotografie, corsi e attività per famiglie

Alla Mostra Minerali e Fossili a Borgosesia sarà presente lo stand del Gruppo Speleologico Mineralogico Valsesiano.

Fotografie e video presenteranno le escursioni in grotta.

I visitatori potranno ricevere informazioni sui corsi, sulle iniziative “Speleo Famiglie” e sulle uscite previste dal gruppo.[4]

Lo spazio speleologico consentirà di collegare l’osservazione dei minerali alla conoscenza degli ambienti nei quali si sviluppano alcuni depositi.

Una stalattite, per esempio, non è una specie minerale. È una forma di deposito, che può essere costituita da calcite o da altri minerali.

Questa distinzione aiuta a comprendere la varietà delle concrezioni sotterranee.[7]

Mineralizzazioni in grotta: il collegamento scientifico con la mostra

Il tema delle mineralizzazioni in grotta amplia il quadro della manifestazione.

Le concrezioni non sono soltanto elementi del paesaggio sotterraneo.

Sono anche archivi della circolazione delle acque, della chimica ambientale e, in condizioni adatte, del clima del passato.

Il loro studio coinvolge mineralogia, idrogeologia, geochimica e microbiologia.[8]

Calcite e aragonite appartengono ai minerali più familiari agli speleologi.

Accanto ai carbonati si incontrano gesso, fosfati e numerose altre specie.

La loro formazione dipende dalle rocce attraversate dalle acque, dai sedimenti presenti e dalle condizioni fisiche e chimiche della cavità.[9]

Mostra Minerali e Fossili a Borgosesia: orari e contatti

Per informazioni sulla Mostra Minerali e Fossili a Borgosesia è disponibile il numero 348 2721041, utilizzabile anche tramite WhatsApp.

Il contatto e-mail indicato è d.beltrametti@gmail.com.

Il calendario del Gruppo Mineralogico Lombardo riporta anche l’indirizzo info@gsmv.it e il sito dell’associazione.[3]

L’appuntamento riunirà appassionati, famiglie e persone interessate alla conoscenza dei minerali e dei fossili.

Lo stand del gruppo offrirà anche informazioni per avvicinarsi alle attività speleologiche attraverso le iniziative associative.[4]

Mineralizzazioni in grotta: relazione su processi, minerali, ricerca e conservazione

Dalla deposizione della calcite ai cristalli di gesso, dai fosfati del guano agli archivi climatici: le mineralizzazioni in grotta documentano le relazioni tra acqua, roccia, atmosfera sotterranea e organismi.

Mineralizzazioni in grotta e speleotemi: le distinzioni fondamentali

Le mineralizzazioni in grotta comprendono situazioni geologiche diverse.

Una cavità può intercettare minerali già presenti nella roccia.

Può anche ospitare nuovi depositi, formati dalle acque e dalle reazioni sviluppate nell’ambiente sotterraneo.

Distinguere queste origini è essenziale per ricostruire la storia del sito.[9][10]

Un caso documentato a Lechuguilla, nel Nuovo Messico, chiarisce la differenza.

Uno studio del 2026 descrive barite e celestina sia in vene idrotermali della roccia, anteriori alla grotta, sia in speleotemi.

Le vene vengono intercettate dalla cavità.

I depositi secondari registrano invece processi di formazione avvenuti nel suo ambiente.[10]

Il termine speleotema identifica un deposito attraverso la sua forma e il suo modo di presentarsi. “Calcite” indica una specie minerale.

“Stalattite” indica una tipologia di speleotema.

Stalattiti di composizione diversa possono condividere una forma simile.

Cristalli dello stesso minerale possono costruire forme molto differenti.[7]

La varietà è ampia. La rassegna di Bogdan P. Onac e Paolo Forti, pubblicata nel 2011, riportava circa 350 minerali osservati in grotta.

Il numero descrive il quadro conosciuto allora, non un inventario aggiornato al 2026.

La ricchezza dipende dalle rocce attraversate dai fluidi e dai materiali presenti nelle cavità.[9]

Acqua, anidride carbonica e calcite: come nascono le concrezioni

Nelle grotte carbonatiche, l’acqua mette in relazione superficie e sottosuolo.

Durante l’infiltrazione si arricchisce di anidride carbonica e può dissolvere il calcare.

Trasporta così calcio e bicarbonato verso la cavità.

Quando perde anidride carbonica, può diventare sovrasatura rispetto alla calcite e depositarla.[7][11][12]

La relazione chimica complessiva può essere rappresentata come equilibrio:

[
\mathrm{CaCO_3 + CO_2 + H_2O \rightleftharpoons Ca^{2+} + 2HCO_3^-}
]

La direzione verso destra descrive la dissoluzione del carbonato di calcio.

Quella inversa rappresenta la sua precipitazione, con liberazione di anidride carbonica.

Il passaggio non è automatico.

Dipende dalla composizione dell’acqua e dalle condizioni di scambio con l’atmosfera sotterranea.[9][11]

Il degassamento svolge un ruolo centrale in molti speleotemi carbonatici.

L’evaporazione può contribuire, ma non va considerata la spiegazione universale.

Anche temperatura, umidità, ventilazione e alimentazione idrica influenzano il sistema.

Per interpretare un deposito occorre quindi studiare insieme l’acqua e il microclima della grotta.[7][9]

Calcite, aragonite e carbonati di magnesio nelle grotte

Calcite e aragonite condividono la formula (\mathrm{CaCO_3}), ma possiedono strutture cristalline differenti.

Sono polimorfi del carbonato di calcio. La calcite domina molti depositi comuni.

L’aragonite può produrre aggregati aghiformi e ramificati.

L’aspetto, da solo, non basta a identificarla: forme aghiformi possono essere composte anche da altri minerali.[7][13]

Le associazioni carbonatiche comprendono inoltre dolomite, idromagnesite e altre specie.

A Lechuguilla sono state documentate associazioni con calcite, dolomite, aragonite, huntite e idromagnesite.

La composizione riflette la disponibilità degli elementi e l’evoluzione delle soluzioni.

Non tutte le grotte ospitano la stessa associazione mineralogica.[9][10]

Un esempio diverso arriva dalla grotta Ryongmun, nella Corea del Nord.

Una ricerca del 2024 descrive depositi recenti di moonmilk prevalentemente costituiti da idromagnesite.

Il caso mostra perché un deposito bianco e soffice non debba essere identificato automaticamente come calcite.[14]

Stalattiti, stalagmiti, eccentriche e perle di grotta

Il movimento dell’acqua contribuisce a determinare la forma degli speleotemi.

Il gocciolamento costruisce depositi diversi rispetto allo scorrimento lungo una parete.

La crescita per capillarità produce altre geometrie. Anche l’ambiente sommerso ospita forme proprie.[7]

Le principali tipologie comprendono:

  • Stalattiti: crescono dal soffitto. I sottili tubi iniziali, detti cannule, mantengono un canale interno attraversato dall’acqua.
  • Stalagmiti: crescono dal pavimento, dove arrivano le gocce. Non possiedono il tubo centrale caratteristico delle cannule.
  • Colonne: si formano quando stalattite e stalagmite si congiungono.
  • Colate e drappi: derivano dall’acqua che scorre sulle superfici. La deposizione può seguire pareti, pendii e soffitti inclinati.
  • Eccentriche: crescono in direzioni variabili. Minuscoli canali e alimentazione capillare consentono lo sviluppo di forme contorte.
  • Coralloidi: comprendono noduli e aggregati dall’aspetto coralliforme. Possono formarsi sia all’aria sia sott’acqua.
  • Perle di grotta: sono concrezioni a strati concentrici, sviluppate attorno a un nucleo in piccole vasche.[7]

Le perle non devono necessariamente ruotare per diventare tonde.

La deposizione può procedere in modo simile nelle diverse direzioni.

L’agitazione dell’acqua non equivale quindi a una continua levigatura meccanica.

Anche questo dettaglio distingue la crescita chimica dall’abrasione di un ciottolo.[7]

La forma va inoltre separata dalla natura del materiale.

Il boxwork è un esempio utile.

Vene minerali più resistenti possono restare in rilievo quando la roccia circostante viene rimossa.

Il risultato è una struttura reticolare, legata all’erosione differenziale, non una normale concrezione costruita dal gocciolamento.[7]

Gesso e solfati: evaporazione, ossidazione e grotte sulfuree

Il gesso è un solfato di calcio idrato, con formula (\mathrm{CaSO_4\cdot2H_2O}).

In grotta può costruire croste, aghi, aggregati fibrosi e forme simili a fiori.

Nella Mammoth Cave questi depositi caratterizzano soprattutto settori relativamente asciutti.

L’acqua di infiltrazione e la chimica locale restano fondamentali per la loro alimentazione.[7][12][15]

La presenza di solfati può dipendere anche dall’ossidazione di minerali solfurati o dalle reazioni sviluppate in ambienti sulfurei.

In questi sistemi, formazione della cavità e deposizione minerale possono essere strettamente collegate.

I processi ossidativi modificano l’acidità e rendono disponibili componenti che partecipano alla nascita di nuovi minerali.[9][11]

Non esiste quindi un’unica origine del gesso di grotta.

Ambiente idrotermale, evaporazione e reazioni tra fluidi e rocce possono contribuire in modi differenti.

Per riconoscere il percorso corretto servono dati geologici e geochimici.

La sola osservazione dei cristalli non ricostruisce l’intera sequenza.[9][15]

Altri solfati possono essere ancora più sensibili alle variazioni ambientali.

Nella Mammoth Cave, mirabilite ed epsomite compaiono in settori asciutti e possono dissolversi quando arriva aria più umida.

Il deposito osservato in una visita può quindi cambiare durante l’anno.[12]

Fosfati del guano: il contributo dei pipistrelli alla mineralogia

I depositi di guano introducono nella grotta materia organica e componenti chimici che alimentano nuove reazioni.

Durante la decomposizione si generano fluidi e gas acidi.

Questi interagiscono con roccia, concrezioni e sedimenti.

Possono produrre fosfati e favorire la formazione di solfati e nitrati.[16]

Uno studio del 2019 ha esaminato 22 grotte europee.

Le analisi hanno riconosciuto 17 fosfati e gesso come prodotti secondari associati alla decomposizione del guano.

Le specie più comuni appartenevano al gruppo dell’apatite.

Alcuni minerali rari derivavano dall’interazione con argille, sedimenti fluviali o pirite.[16]

Tra i siti segnalati per la ricchezza dei fosfati figurano Corona ’e sa Craba, in Italia, e il sistema Domica-Baradla, tra Slovacchia e Ungheria.

Il risultato lega mineralogia, biospeleologia e storia dei depositi organici.

Le colonie di pipistrelli partecipano così alla trasformazione geochimica dell’ambiente sotterraneo.[16]

Questi materiali sono anche oggetti di ricerca paleoambientale.

La loro tutela rientra nella protezione complessiva delle grotte, che comprende patrimonio geologico e componenti biologiche.

Conservare la cavità significa mantenere le relazioni fra depositi, organismi e acque.[16][17]

Microrganismi e moonmilk: la biomineralizzazione sotterranea

Le grotte non sono ambienti biologicamente inerti.

I microrganismi partecipano ai cicli degli elementi e possono favorire dissoluzione e precipitazione.

Alcuni processi microbici producono acidità.

Altri modificano le condizioni locali e promuovono la formazione di carbonati o l’ossidazione dei metalli.[8][18]

Il termine biomineralizzazione descrive il rapporto tra attività biologica e formazione di minerali.

Nei sistemi sotterranei, cellule e sostanze prodotte dai microrganismi possono offrire superfici per la nucleazione.

Il metabolismo può modificare pH e condizioni chimiche.

Studi sperimentali hanno osservato cristalli di carbonato associati alle cellule batteriche.[13][19]

Il moonmilk, o latte di monte, è un deposito molto fine, soffice quando umido e polverulento quando asciutto.

Non identifica una sola specie minerale. Può presentare composizioni differenti.

In alcuni campioni prevale la calcite; in altri sono presenti carbonati di magnesio.[7][14]

La presenza di microrganismi non dimostra, da sola, che abbiano costruito l’intero deposito.

Occorre distinguere colonizzazione e partecipazione alla crescita.

La ricerca confronta struttura dei cristalli, comunità microbiche e risultati sperimentali.

Il quadro descrive interazioni fra processi biologici e abiotici, non una spiegazione esclusivamente batterica.[19]

Colori dei minerali di grotta: ferro, manganese e sostanze organiche

Il colore di una concrezione non coincide necessariamente con la sua composizione principale.

Una matrice carbonatica può incorporare particelle o ricevere rivestimenti sottili.

Ossidi di ferro, composti del manganese e sostanze organiche possono contribuire alle tonalità.

Per questo il colore va interpretato insieme alle analisi.[7][8][20]

Uno studio pubblicato sull’International Journal of Speleology ha analizzato concrezioni colorate della grotta Cigalère, nei Pirenei francesi.

Le indagini sono state condotte in situ con fluorescenza a raggi X portatile.

Non sono stati prelevati campioni. Il metodo ha permesso di studiare i depositi rispettando le esigenze di conservazione.[20]

I risultati propongono associazioni tra alcune colorazioni e rivestimenti contenenti ematite, goethite, jarosite o ossidi di manganese.

Per determinate porzioni blu del gesso viene proposta la presenza di rame nella struttura.

Le tonalità gialle di alcuni carbonati potrebbero dipendere da sostanze umiche, non rilevate con quella tecnica.[20]

Naica e Lechuguilla: mineralizzazioni idrotermali e associazioni rare

Le mineralizzazioni in grotta non si limitano alle cavità alimentate da acque meteoriche fredde.

I sistemi idrotermali ospitano condizioni differenti. Naica, in Messico, rappresenta uno dei casi più studiati.

I grandi cristalli di gesso si svilupparono in acque calde ricche di calcio e solfato.[9][15]

Il meccanismo è legato al raffreddamento delle acque attraverso l’intervallo di stabilità di anidrite e gesso.

L’anidrite, priva di acqua nella struttura, iniziò a dissolversi mentre il gesso poteva crescere.

L’alimentazione mantenne una debole sovrasaturazione per tempi prolungati.

La stabilità delle condizioni favorì l’accrescimento dei grandi cristalli.[15]

Lechuguilla offre un esempio diverso. L’inventario del 2026 documenta speleotemi di barite e celestina con forme sia subaeree sia sommerse.

Comprende stalattiti, stalagmiti, colate, coralloidi, croste e cristalli di vasca.

Le associazioni coinvolgono carbonati, solfati, silice, fluorite e altre specie.[10]

Questi casi mostrano che la forma non dipende soltanto dal minerale. Conta anche il modo in cui il fluido raggiunge il deposito.

Una stessa famiglia morfologica può essere costruita da composizioni differenti e in condizioni geochimiche molto diverse.[7][10]

Carbonati criogenici: quando il congelamento produce minerali

Il congelamento può favorire la deposizione di carbonati.

Durante la formazione del ghiaccio, i soluti si concentrano nell’acqua residua.

In determinate condizioni precipita carbonato di calcio.

Si formano così i carbonati criogenici di grotta, distinti dalle normali concrezioni da gocciolamento.[21][22]

La letteratura distingue tradizionalmente depositi fini associati al congelamento rapido e depositi più grossolani legati al congelamento lento.

Nei secondi, piccole raccolte d’acqua possono gelare sotto una copertura di ghiaccio.

Le condizioni di scambio con l’esterno influenzano le firme isotopiche dei cristalli.[21][22]

La classificazione continua a svilupparsi.

Una ricerca del 2025 su grotte glaciali alpine ha documentato una classe intermedia, con granulometria prevalentemente inferiore a un millimetro.

I dati indicano che dimensioni e composizione isotopica non sempre seguono una separazione rigida fra due categorie.[23]

Questi depositi aiutano a studiare il permafrost e le trasformazioni della criosfera.

La loro presenza non equivale semplicemente a un clima sempre più freddo.

Alcuni richiedono l’arrivo di acqua liquida in cavità gelate, anche durante fasi di degradazione del permafrost.[22][24]

Speleotemi e paleoclima: gli archivi custoditi nelle concrezioni

La crescita degli speleotemi può conservare una successione temporale di informazioni ambientali.

Gli strati incorporano variazioni isotopiche, elementi in traccia e materiali trasportati dalle acque.

Il loro studio permette di indagare idrologia, vegetazione e cambiamenti climatici.[8]

Le datazioni uranio-torio offrono un riferimento cronologico per molti depositi carbonatici.

Le tecniche di spettrometria di massa hanno migliorato la precisione e ridotto la quantità di materiale necessaria.

Le età ottenute possono essere confrontate con i segnali geochimici lungo la crescita dello speleotema.[8]

Gli isotopi dell’ossigeno non costituiscono un semplice indicatore universale della temperatura.

Possono riflettere anche quantità e provenienza delle precipitazioni, circolazione atmosferica e dinamiche del monsone.

Gli isotopi del carbonio e gli elementi in traccia possono registrare vegetazione, bilancio idrico e funzionamento del sistema carsico.[8]

Per ricostruzioni solide occorre conoscere il contesto locale.

Il confronto fra indicatori diversi aiuta a separare i processi sovrapposti.

Anche inclusioni d’acqua, composti organici e proprietà magnetiche possono aggiungere informazioni.

Una concrezione diventa così un archivio da leggere con metodi complementari.[8]

Analisi delle mineralizzazioni in grotta: metodi e monitoraggio

La ricerca combina osservazioni sul terreno e strumenti di laboratorio.

La diffrazione a raggi X identifica le fasi cristalline.

La microscopia elettronica studia morfologie e relazioni tra cristalli e microrganismi.

Le analisi elementari misurano composizione ed elementi in traccia.[13]

Ogni metodo risponde a una domanda diversa.

Conoscere gli elementi presenti non equivale sempre a identificare una specie minerale.

Il lavoro sulla Cigalère mostra il valore delle misure non distruttive e i loro limiti interpretativi.

Alcune componenti, come le sostanze umiche, richiedono strumenti differenti.[20]

Alle analisi dei solidi si affianca lo studio delle condizioni ambientali.

Temperatura, acidità, condizioni ossidoriduttive e caratteristiche dei fluidi controllano molti processi minerogenetici.

Il monitoraggio aiuta a collegare il deposito all’ambiente che lo alimenta.

Una misura isolata fornisce soltanto una parte della storia.[9]

Conservazione delle mineralizzazioni in grotta e del sistema carsico

La protezione dei depositi deve mantenere anche il loro contesto.

Le linee guida IUCN del 2022 comprendono geodiversità, patrimonio geologico ed ecologia delle grotte.

La tutela riguarda inoltre le acque carsiche e gli ecosistemi di superficie collegati al sottosuolo.[17]

Molti speleotemi sono fragili.

Il contatto può spezzare strutture delicate e alterarne le superfici.

Nella Mammoth Cave, il National Park Service ricorda che concrezioni carbonatiche e gessose hanno richiesto migliaia di anni per formarsi.

I danni non sono recuperabili nei tempi di una visita o di una generazione.[12]

La conservazione richiede quindi di evitare raccolte e danneggiamenti.

Nella ricerca, il campionamento va ridotto e sostituito con indagini non distruttive quando queste rispondono alla domanda scientifica.

Lo studio della Cigalère dimostra che è possibile ottenere informazioni mineralogiche senza asportare gli esemplari.[12][20]

La mineralogia espositiva e l’osservazione speleologica possono convivere con questa distinzione.

Una concrezione mantiene valore scientifico perché conserva posizione, successione degli strati e rapporto con le acque.

Studiare le mineralizzazioni in grotta significa interpretare queste relazioni senza separarle dal luogo in cui si sono sviluppate.[8][17]

Fonti consultate

Mostra Minerali e Fossili a Borgosesia

Mineralizzazioni in grotta: letteratura scientifica e fonti


Fonti
[1] 25° mostra minerali e fossili Borgosesia — Italiano https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/museo/calendario-eventi/2026/25deg-mostra-minerali-e-fossili-borgosesia
[2] 25° mostra minerali e fossili Borgosesia – Visit Valsesia … https://visitvalsesiavercelli.it/partecipa/eventi-e-news/eventi/25-mostra-minerali-e-fossili-borgosesia/
[3] Mostre e Manifestazioni Mineralogiche Ottobre 2026 https://www.gmlmilano.it/mostre-e-manifestazioni-mineralogiche-2026-10.html


[4] Borgosesia: 25^ mostra di Minerali e Fossili, domenica 11 Ottobre … https://www.eventivalsesia.info/eventi/borgosesia-25-mostra-di-minerali-e-fossili-domenica-11-ottobre/
[5] Homepage – Gruppo Speleologico Mineralogico Valsesiano https://www.gsmv.it/
[7] Speleothems – Caves and Karst (U.S. National Park Service) https://www.nps.gov/subjects/caves/speleothems.htm
[8] Speleothems – Elements Magazine http://www.elementsmagazine.org/speleothems/
[9] Minerogenetic mechanisms occurring in the cave environment: an overview https://digitalcommons.usf.edu/ijs/vol40/iss2/1/
[10] Exceptional variety of baryte-celestine-series speleothems in Lechuguilla Cave (New Mexico, USA) https://digitalcommons.usf.edu/ijs/vol55/iss1/7


[11] Speleothems in subglacial caves: An emerging archive of glacial climate history and mountain glacier dynamics https://publications.pik-potsdam.de/rest/items/item_31396_1/component/file_31397/content
[12] Stalactites, Stalagmites, and Cave Formations – National Park Service https://www.nps.gov/maca/learn/nature/stalactites-stalagmites-and-cave-formations.htm
[13] Microbial Diversity and Mineralogical-Mechanical Properties of Calcitic Cave Speleothems in Natural and in Vitro Biomineralization Conditions https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5810276/
[14] Cave morphology and moonmilk deposits of Ryongmun Cavern, Democratic People’s Republic of Korea: A Study for the Conservation of Natural Heritage https://ojs.zrc-sazu.si/carsologica/article/view/12455
[15] Naica’s Crystal Cave Captivates Chemists – PMC – NIH https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6311688/
[16] Guano-related phosphate-rich minerals in European caves – IRIS https://cris.unibo.it/handle/11585/683354
[17] Guidelines for cave and karst protection : second edition – IUCN.org https://iucn.org/resources/jointly-published/guidelines-cave-and-karst-protection-second-edition
[18] Microbial roles in cave biogeochemical cycling https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9554484/

[19] Microbial Diversity and Mineralogical-Mechanical Properties of … https://www.frontiersin.org/journals/microbiology/articles/10.3389/fmicb.2018.00040/full
[20] Non-destructive characterization of variously colored gypsum and aragonite/calcite speleothems from the Cigalère Cave (Ariège, France) https://digitalcommons.usf.edu/ijs/vol55/iss1/1
[21] Cryogenic carbonates in cave environments: A review https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1040618207000766
[22] Cryogenic cave carbonate and implications for thawing permafrost at Winter Wonderland Cave, Utah, USA https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7979826/


[23] Cryogenic cave carbonates: New insights from alpine ice caves https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0009254125001986
[24] Cryogenic cave carbonate and implications for thawing … https://www.nature.com/articles/s41598-021-85658-9
[25] Speleothems | Springer Nature Link https://link.springer.com/rwe/10.1007/978-1-4020-9212-1_225
[26] Distinct Microbial Communities in the Soils, Waters, and … https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1029/2022JG006866


[27] HOW SPELEOTHEMS GROW: AN INTRODUCTION TO THE ONTOGENY OF CAVE MINERALS https://www.semanticscholar.org/paper/823495ec125f2a846d3825a0d8354f8262db18ec
[28] Petrographic, mineralogical and geochemical characteristics of … https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0037073826000990
[29] Modern aragonite formation at near-freezing conditions in an alpine cave, Carnic Alps, Austria https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0009254116301991


[30] Monohydrocalcite, hydromagnesite, nesquehonite, dolomite, aragonite, and calcite in speleothems of the Fränkische Schweiz, Western Germany http://link.springer.com/10.1007/BF00386107
[31] Giornate FAI d’Autunno 2026: i luoghi da visitare nell’Alto Piemonte il 10 e 11 ottobre https://radiogold.it/news-alto-piemonte/448585-giornate-fai-dautunno-2026-i-luoghi-visitare-nellalto-piemonte-10-11-ottobre/
[32] Aragonite–Calcite Speleothems: Identifying Original and Diagenetic Features https://pubs.geoscienceworld.org/jsedres/article/84/4/245/145389/Aragonite-Calcite-Speleothems-Identifying-Original
[33] [PDF] Minerogenetic Mechanisms Occurring in the Cave environment https://digitalcommons.usf.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=4397&context=kip_articles


[34] Cavity?filling dolomite speleothems and submarine cements in the Ediacaran Dengying microbialites, South China: Responses to high?frequency sea?level fluctuations in an ‘aragonite–dolomite sea’ https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/sed.12605
[35] Roma Mineral Show new – Gruppo Mineraleologico Romano https://gminromano.it/roma-mineral-show/
[36] Microbial Diversity and Mineralogical-Mechanical Properties of Calcitic Cave Speleothems in Natural and in Vitro Biomineralization Conditions http://journal.frontiersin.org/article/10.3389/fmicb.2018.00040/full
[37] Weathering of host rock and corrosion over speleothems in Castañar cave, Spain: an example of a complex meteoric environment http://link.springer.com/10.1007/s13146-010-0039-9


[38] Minerogenetic mechanisms occurring in the cave environment: an overview http://scholarcommons.usf.edu/ijs/vol40/iss2/1/
[39] [PDF] PECULIAR MINEROGENETIC CAVE ENVIRONMENTS Of MExICO https://iris.unimore.it/bitstream/11380/303919/1/document-3.pdf
[40] Exploring Microbial Biosignatures in Mn-Deposits of Deep Biosphere: A Preliminary Cross-Disciplinary Approach to Investigate Geomicrobiological Interactions in a Cave in Central Italy https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/feart.2021.590257/pdf
[41] A critical review of mineral–microbe interaction and co-evolution: mechanisms and applications https://academic.oup.com/nsr/advance-article-pdf/doi/10.1093/nsr/nwac128/44396828/nwac128.pdf


[42] Microbial Diversity and Mineralogical-Mechanical Properties of Calcitic Cave Speleothems in Natural and in Vitro Biomineralization Conditions https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fmicb.2018.00040/pdf
[43] Comune di Borgosesia – Home Page https://comune.borgosesia.vc.it/
[44] [PDF] Minerogenetic mechanisms occurring in the cave environment https://www.semanticscholar.org/paper/Minerogenetic-mechanisms-occurring-in-the-cave-an-Onac-Forti/6ca4f67c69c2dc7cc298f6ac709e3d1fe1042de8
[45] Microbial Ecosystems in Movile Cave: An Environment of Extreme Life https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10672346/


[46] Scintilena – Una luce nel buio – il giornale quotidiano della … https://www.scintilena.com/
[47] The Characterization of Microbiome and Interactions on Weathered Rocks in a Subsurface Karst Cave, Central China https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9277220/
[48] [PDF] Guano-related phosphate-rich minerals in European caves https://alpespeleo.fr/com/comdiv/papier/2019/2019%20Audra%20et%20al%20Guano%20phosphates%20IJS%2048-1%20p%2075-105.pdf
[49] Microbial Ecosystems in Movile Cave: An Environment of Extreme Life https://www.mdpi.com/2075-1729/13/11/2120/pdf?version=1698306387


[50] Visualizzazioni Scintilena agosto 2026: 324.627 pagine viste … https://www.scintilena.com/visualizzazioni-scintilena-agosto-2026-324-627-pagine-viste-e-oltre-167-mila-letture-per-la-top-10/09/03/
[51] Microbial communities in carbonate precipitates from drip waters in Nerja Cave, Spain https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9074860/
[52] Author Index https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8387776/
[53] Indice delle testimonianze manoscritte e a stampa https://www.degruyter.com/document/doi/10.1515/9783110697179-046/pdf
[54] L’autunno svela le bellezze nascoste del Fai https://www.lastampa.it/vercelli/2026/10/04/news/l_autunno_svela_le_bellezze_nascoste_del_fai-15756314/
[55] Dal Castello Rosso di Ceva alla Bolla del Lingotto: il Piemonte apre le porte alla storia con le Giornate FAI d’Autunno https://radiogold.it/news-wonderland/448436-giornate-fai-autunno-2026-piemonte-cuneo-torino-castelli-luoghi-aperti/
[56] Borgosesia Overview | Goal.com Nigeria https://www.goal.com/en-ng/team/borgosesia/a929p0x58oqtqw94l4yocz513
[57] Cave of the Crystals – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Cave_of_the_Crystals


[58] Borgosesia S.p.A.: Notizie in altre lingue | BO | IT0003217335 | MarketScreener Italia https://it.marketscreener.com/quotazioni/azione/BORGOSESIA-S-P-A-92032/attualita-altre-lingue/
[59] Borgosesia S.p.A.: report finanziari (10 anni), dati finanziari | MarketScreener Italia https://it.marketscreener.com/quotazioni/azione/BORGOSESIA-S-P-A-92032/finanza-rapporti/
[60] 25° mostra minerali e fossili Borgosesia – Buzz Event Map https://buzzeventmap.com/event/4685dace-cae6-483c-adb7-4351486f35ee
[61] 22^ Mostra minerali e fossili – MONTEROSA SKI https://monterosaski.eu/eventi/22-mostra-minerali-e-fossili-24869
[62] [PDF] The Formation of Natural Gypsum Megacrystals in Naica (Mexico) http://www.garciaruiz.net/Naica/Naica/Literatura_files/supplementary.pdf


[63] Crystals formation – Naica, The giant Crystal’s Cave http://naica.org.mx/crystalsformation
[64] First investigations of fine-grained cryogenic cave carbonates from a High-Arctic permafrost karst system in Greenland https://meetingorganizer.copernicus.org/EGU21/EGU21-14642.html
[65] Speleothems (Cave Formations) – National Park Service https://www.nps.gov/wica/learn/nature/cave-formations-speleothems.htm


[66] Clumped isotope thermometry of cryogenic cave carbonates https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0016703713006509
[67] Cryogenic Mineral Formation in Caves https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/B9780128117392000358
[68] Holocene climate change, permafrost and cryogenic carbonate formation: insights from a recently deglaciated, high-elevation cave in the Austrian Alps https://cp.copernicus.org/articles/10/1349/2014/cp-10-1349-2014.pdf
[69] Speleothems (Cave Formations) – Great Basin National Park (U.S. … https://www.nps.gov/grba/learn/nature/speleothems-cave-formations.htm


[70] Alpine permafrost thawing during the Medieval Warm Period identified from cryogenic cave carbonates https://tc.copernicus.org/articles/7/1073/2013/tc-7-1073-2013.pdf
[71] Coarsely crystalline cryogenic cave carbonate – a new archive to estimate the Last Glacial minimum permafrost depth in Central Europe https://cp.copernicus.org/articles/8/1821/2012/cp-8-1821-2012.pdf
[72] Formation of cryogenic carbonates: experimental validation in … https://ui.adsabs.harvard.edu/abs/2023EGUGA..25.9506S/abstract


[73] First investigations of an ice core from Eisriesenwelt cave (Austria) https://tc.copernicus.org/articles/5/81/2011/tc-5-81-2011.pdf
[74] Settings of cryogenic cave carbonate formation – NASA/ADS https://ui.adsabs.harvard.edu/abs/2023EGUGA..2514557D/abstract
[75] Bacterial diversity and geomicrobiology of Winter Wonderland ice cave, Utah, USA https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/mbo3.1426
[76] Speleothem – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Speleothem
[77] Bacterial diversity and geomicrobiology of Winter Wonderland ice cave, Utah, USA https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11241547/

Mostra minerali

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  • Valsesia, una perforazione scientifica verso il mantello terrestre
    Condividi Il progetto internazionale DIVE prepara a Vocca una nuova fase di carotaggi nella Zona Ivrea-Verbano, dove il confine tra crosta e mantello potrebbe trovarsi a profondità eccezionalmente ridotta In Valsesia si prepara una delle perforazioni scientifiche più interessanti degli ultimi anni. Il progetto internazionale DIVE – Drilling the Ivrea-Verbano zonE punta infatti a studiare direttamente le rocce profonde della crosta continentale e ad avvicinarsi alla transizione con il mantello
     

Valsesia, una perforazione scientifica verso il mantello terrestre

Október 11th 2026 at 06:00

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Il progetto internazionale DIVE prepara a Vocca una nuova fase di carotaggi nella Zona Ivrea-Verbano, dove il confine tra crosta e mantello potrebbe trovarsi a profondità eccezionalmente ridotta

In Valsesia si prepara una delle perforazioni scientifiche più interessanti degli ultimi anni. Il progetto internazionale DIVE – Drilling the Ivrea-Verbano zonE punta infatti a studiare direttamente le rocce profonde della crosta continentale e ad avvicinarsi alla transizione con il mantello terrestre.

Il nuovo sito individuato si trova nell’area di Vocca, in provincia di Vercelli, all’interno della Zona Ivrea-Verbano, una struttura geologica nota in tutto il mondo perché espone in superficie rocce che normalmente si trovano a decine di chilometri di profondità.

Secondo le indagini geofisiche, in quest’area rocce con caratteristiche riconducibili al mantello potrebbero trovarsi ad appena 1-3 chilometri dalla superficie. Una situazione eccezionale: sotto i continenti il limite tra crosta e mantello, la cosiddetta discontinuità di Mohorovi?i? o Moho, si trova normalmente a 30-40 chilometri di profondità e ancora più in basso sotto le grandi catene montuose.

La particolare situazione della Valsesia è legata alla storia geologica delle Alpi. Durante l’apertura e la successiva chiusura dell’antico oceano che separava Europa e Africa, parti della crosta profonda e del mantello furono deformate e sollevate. Oggi la Zona Ivrea-Verbano costituisce quindi una sorta di sezione naturale attraverso le parti più profonde della crosta continentale.

Pochi chilometri a monte di Vocca si trova inoltre la celebre peridotite di Balmuccia, un affioramento di roccia proveniente dal mantello superiore e uno dei siti geologici più studiati al mondo.

DIVE ha già completato una prima fase di perforazioni in Val d’Ossola. Tra il 2022 e il 2024 sono stati realizzati due pozzi a Ornavasso e Pieve Vergonte, profondi rispettivamente circa 580 e 910 metri. Le carote recuperate hanno fornito nuovi dati sulla composizione e sulle proprietà fisiche della crosta continentale inferiore.

La seconda fase sarà molto più ambiziosa. Il pozzo previsto nell’area di Vocca dovrebbe raggiungere diversi chilometri di profondità. L’obiettivo non è soltanto recuperare nuove carote, ma confrontare direttamente le rocce attraversate con i segnali sismici e geofisici che oggi fanno ipotizzare la presenza del mantello a profondità così ridotta.

Le analisi riguarderanno composizione mineralogica, temperatura, proprietà fisiche delle rocce e fluidi profondi. I risultati potranno contribuire a comprendere meglio la struttura della crosta terrestre, la formazione delle Alpi e i processi che avvengono al confine tra crosta e mantello.

Se il progetto riuscirà a raggiungere questa transizione, la Valsesia diventerà uno dei rarissimi luoghi al mondo dove sarà possibile studiare direttamente, dalla terraferma, una delle principali frontiere dell’interno della Terra.

Fonti:

  • Corriere della Sera, Cristina Marrone, «In Valsesia si può “toccare” il mantello terrestre: nel paese di Vocca è a due chilometri di profondità», 7 ottobre 2026
  • Approfondimenti scientifici: progetto DIVE – Drilling the Ivrea-Verbano zonE, International Continental Scientific Drilling Program (ICDP).

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  • Progetto DIVE in Valsesia: il Piemonte prepara la perforazione verso il mantello terrestre
    Condividi Il progetto DIVE porta la ricerca nella Zona Ivrea-Verbano: nell’area di Vocca la transizione tra crosta e mantello è attesa a circa due chilometri. Dopo i carotaggi in Val d’Ossola, la seconda fase punta a studiare rocce profonde, fluidi e proprietà fisiche del sottosuolo. Progetto DIVE in Valsesia: la seconda fase punta sull’area di Vocca La Valsesia si prepara a ospitare una nuova perforazione scientifica dedicata alla struttura profonda della Terra. Il progetto DIVE, acronimo
     

Progetto DIVE in Valsesia: il Piemonte prepara la perforazione verso il mantello terrestre

Október 8th 2026 at 10:00

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Il progetto DIVE porta la ricerca nella Zona Ivrea-Verbano: nell’area di Vocca la transizione tra crosta e mantello è attesa a circa due chilometri. Dopo i carotaggi in Val d’Ossola, la seconda fase punta a studiare rocce profonde, fluidi e proprietà fisiche del sottosuolo.

Progetto DIVE in Valsesia: la seconda fase punta sull’area di Vocca

La Valsesia si prepara a ospitare una nuova perforazione scientifica dedicata alla struttura profonda della Terra. Il progetto DIVE, acronimo di Drilling the Ivrea-Verbano zonE, concentra la seconda fase nell’area di Vocca. Qui le indagini geofisiche indicano una transizione crosta-mantello attesa a circa due chilometri dalla superficie. Una profondità molto inferiore ai circa 35 chilometri medi dei continenti.[1][2]

Il programma è sostenuto dall’International Continental Scientific Drilling Program, noto come ICDP. Riunisce oltre cento ricercatori di diversi Paesi e combina perforazioni, analisi delle rocce e misure geofisiche. La presentazione pubblica della seconda fase è stata annunciata per il 2 ottobre 2026, a Palazzo d’Adda di Varallo. Il nuovo pozzo di ricerca previsto a Vocca porterà l’indagine dalla superficie alle strutture sepolte della Zona Ivrea-Verbano.[1][2]

Zona Ivrea-Verbano: perché il mantello terrestre è vicino alla superficie

La Zona Ivrea-Verbano conserva una sezione di crosta continentale profonda oggi accessibile agli studiosi. Si estende dal settore di Ivrea, attraverso il Piemonte nordorientale, fino all’area di Locarno, in Svizzera. Comprende rocce metamorfiche, grandi corpi magmatici e porzioni di rocce di origine mantellica.[2]

La sua configurazione attuale deriva da una lunga storia geologica. Alla costruzione della crosta antica seguirono il magmatismo permiano e i successivi processi tettonici. La formazione delle Alpi contribuì a portare verso la superficie materiali che si trovavano originariamente a decine di chilometri di profondità. Lungo questa sezione affiorano così livelli normalmente nascosti sotto la crosta superiore.[2]

La collisione coinvolse il margine europeo e la placca adriatica, legata al margine settentrionale africano. Il risultato offre ai ricercatori un archivio delle trasformazioni della crosta e delle sue relazioni con il mantello superiore. Tra le rocce visibili figurano le peridotiti di Balmuccia e Baldissero, testimonianze di materiali mantellici incorporati nella sezione crostale.[2]

Moho e mantello terrestre: che cosa cercherà la perforazione

Il confine geofisico tra crosta e mantello prende il nome di discontinuità di Mohorovi?i?, abbreviata in Moho. La sua identificazione si basa sul cambiamento della velocità delle onde sismiche. Questo segnale registra differenze nelle proprietà dei materiali attraversati.[2]

La Moho non coincide necessariamente con una superficie netta e uniforme. Può corrispondere a una zona di transizione, composta da rocce diverse e strutture complesse. Il progetto DIVE intende collegare il segnale geofisico alla composizione mineralogica e all’organizzazione reale del sottosuolo.[2]

Sotto la Zona Ivrea-Verbano si trova il Corpo Geofisico dell’Ivrea. È una struttura caratterizzata da densità elevata e alte velocità sismiche, individuata vicino alla superficie. Le perforazioni serviranno a caratterizzarne direttamente le rocce e a riconoscere il passaggio verso i materiali del mantello. La profondità di circa due chilometri rappresenta quindi il riferimento scientifico dell’obiettivo, da investigare attraverso il nuovo sondaggio.[2][3]

Progetto DIVE in Val d’Ossola: due pozzi e quasi 1.500 metri di carotaggi

La prima fase del progetto DIVE si è svolta tra ottobre 2022 e aprile 2024. Ha interessato due località della Val d’Ossola: Ornavasso e Megolo di Mezzo, nel comune di Pieve Vergonte.[2]

A Ornavasso il sondaggio ha raggiunto 578,5 metri. Ha attraversato soprattutto rocce metasedimentarie appartenenti alla crosta medio-inferiore. A Megolo il pozzo è sceso fino a 909,5 metri. Qui sono stati campionati gabbri, gabbronoriti, corpi pirossenitici e livelli di rocce metamorfiche.[4]

Il recupero delle carote è stato prossimo al 100% in entrambi i pozzi. Questi cilindri di roccia conservano la successione attraversata dalla perforazione. Consentono di osservare contatti, fratture e variazioni mineralogiche lungo il percorso del sondaggio. Alle descrizioni dei campioni sono state affiancate misure di densità, suscettività magnetica, resistività e velocità delle onde.[5]

I risultati mostrano una crosta inferiore variabile nella composizione e nelle proprietà fisiche. Il confronto tra carote e registrazioni geofisiche permette di interpretare con maggiore precisione anche le strutture non raggiunte dai pozzi.[5]

Perforazione in Valsesia: dalle radici vulcaniche ai campioni profondi

La seconda fase del progetto DIVE sposta l’indagine verso il settore di Balmuccia-Vocca. Il bersaglio comprende le radici del sistema magmatico permiano e la transizione verso il mantello. Il programma procede così dai due sondaggi ossolani a un terzo sito di ricerca in Valsesia.[1][3]

L’interesse non riguarda soltanto la profondità raggiunta. Il carotaggio permette di collegare ogni campione alla sua posizione nel sottosuolo. Le misure eseguite nel pozzo aggiungono informazioni sulle proprietà fisiche e sui fluidi presenti nelle fratture. Insieme, questi dati collegano l’osservazione delle rocce agli assetti ricostruiti dalle indagini geofisiche.[2][5]

L’approccio riprende un percorso discusso nel workshop ICDP di Baveno del maggio 2017. In quella sede furono definite le principali domande scientifiche e valutate le strategie di perforazione nelle sezioni della Valsesia e della Val d’Ossola.[6]

Fluidi profondi, georisorse e biosfera nel progetto DIVE

Il progetto DIVE studia anche la circolazione dei fluidi e gli scambi chimici tra fluidi e rocce. Durante la prima fase sono stati monitorati diversi gas, compresi idrogeno, elio e radon. Il confronto con le misure nel pozzo ha individuato correlazioni tra alcuni segnali gassosi e zone di ingresso dei fluidi.[7]

Le analisi contribuiscono alla conoscenza dei percorsi di migrazione nel basamento cristallino. Affiancano le ricerche sulla formazione delle rocce, sulla distribuzione degli elementi e sulle proprietà termiche del sottosuolo. Il programma comprende inoltre la geomicrobiologia, che indaga la presenza e l’attività dei microrganismi negli ambienti profondi.[2][7]

Lo studio delle georisorse sostenibili rientra negli sviluppi della seconda fase. Il Sesia Val Grande UNESCO Global Geopark collega queste ricerche alla conoscenza del patrimonio geologico e ai temi della transizione energetica. Si tratta di obiettivi scientifici, distinti dall’avvio di attività estrattive.[8]

Ricerca del sottosuolo: il collegamento con la speleologia

Per chi si occupa di speleologia, il progetto offre un confronto tra modalità diverse di esplorazione del sottosuolo. Le cavità naturali consentono osservazioni dirette lungo percorsi accessibili. La perforazione scientifica recupera invece campioni da rocce compatte e permette misure strumentali lungo un foro. Entrambe le prospettive contribuiscono alla conoscenza degli ambienti sotterranei, su scale e con strumenti differenti.[2]

In Valsesia l’obiettivo resta la caratterizzazione di una sezione geologica profonda riportata vicino alla superficie. Il richiamo al «viaggio al centro della Terra» descrive quindi una ricerca sulle fondamenta della crosta continentale. Il mantello superiore, e non il nucleo terrestre, è il riferimento dell’indagine.[2]

Fonti


Fonti
[1] Varallo, domani la presentazione della seconda fase del progetto … https://www.valsesianotizie.it/2026/10/01/leggi-notizia/argomenti/varallo-civiasco/articolo/varallo-domani-la-presentazione-della-seconda-fase-del-progetto-dive-in-valsesia.html
[2] Moho mission to the foundations of continents: the ICDP DIVE drilling project in the Ivrea-Verbano Zone, Alps, Italy – Rendiconti Lincei. Scienze Fisiche e Naturali https://link.springer.com/10.1007/s12210-026-01450-9
[3] DIVE – Drilling the Ivrea-Verbano zonE https://dive2ivrea.org/it/node/1
[4] Completion of the Phase 1 of scientific drilling of the ICDP … https://geology.uga.edu/news/stories/2024/diving-roots-continents-completion-phase-1-scientific-drilling-icdp-sponsored
[5] From the lower crust towards the crust–mantle transition zone: Initial results from the ICDP DIVE project https://meetingorganizer.copernicus.org/EGU25/EGU25-16604.html
[6] Report on the ICDP workshop DIVE (Drilling the Ivrea–Verbano zonE) https://sd.copernicus.org/articles/23/47/2017/
[7] Continuous Real?Time Detection of H2, He, and 222Rn While Drilling DIVE?1 Boreholes (ICDP) Indicates Deep Fracture Fluid Migration in Crystalline Rocks https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1029/2025GC012168
[8] Il progetto internazionale ICDP-DIVE nel Sesia Val Grande Geopark … https://www.sesiavalgrandegeopark.it/il-progetto-internazionale-icdp-dive-nel-sesia-val-grande-geopark-su-geologicamente/
[10] Project DIVE (Drilling the Ivrea-Verbano zonE) – Trieste – ArTS https://arts.units.it/handle/11368/3099007
[11] Geophysical overview of the planned phase 2 drilling sites of projet … https://ui.adsabs.harvard.edu/abs/2025EGUGA..2712155H/abstract
[12] Moho mission to the foundations of continents: the ICDP DIVE drilling project in the Ivrea-Verbano Zone, Alps, Italy – Rendiconti Lincei. Scienze Fisiche e Naturali https://link.springer.com/article/10.1007/s12210-026-01450-9?error=cookies_not_supported&code=8ee9d846-d751-4425-a01a-5913d43c99b6
[13] Reflection seismic surveys to site the Drilling the Ivrea Verbano zonE (DIVE) proposed drill-holes, Val Sesia and Val d’Ossola, Italy. https://meetingorganizer.copernicus.org/EGU2020/EGU2020-18146.html
[14] Moho mission to the foundations of continents: the ICDP DIVE … https://link.springer.com/content/pdf/10.1007/s12210-026-01450-9.pdf?error=cookies_not_supported&code=4b6026a5-de19-4647-b22e-7366c85aa515
[15] Progetto internazionale “DIVE”: drilling the Ivrea-Verbano zone – CNR https://www.cnr.it/it/news/9778/progetto-internazionale-dive-drilling-the-ivrea-verbano-zone
[16] New constraints on the shear-wave velocity structure of the Ivrea geophysical body from seismic ambient noise tomography (Ivrea-Verbano Zone, Alps) https://academic.oup.com/gji/article/236/2/1089/7459954
[17] Report on the ICDP workshop DIVE (Drilling the Ivrea–Verbano zonE) https://www.sci-dril.net/23/47/2017/sd-23-47-2017.pdf
[18] Insights Into the Origin and Deformation Style of the Continental Moho: A Case?Study From the Western Alps (Italy) https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/pdfdirect/10.1029/2020JB021319
[19] Session ITS5.1/CL0.6 – CO Meeting Organizer https://meetingorganizer.copernicus.org/EGU26/session/57656
[20] InnovaRig – The New Scientific Land Drilling Facility https://sd.copernicus.org/articles/5/67/2007/sd-5-67-2007.pdf
[21] Home – DIVE – Drilling the Ivrea-Verbano zonE https://dive2ivrea.org/it
[22] Progetto DIVE: Nuove Frontiere nella Geologia Profonda … https://www.scintilena.com/progetto-dive-nuove-frontiere-nella-geologia-profonda-della-valsesia/07/11/
[23] Progetto DIVE – Fase 2 in Valsesia – Sesia Val Grande Geopark https://www.sesiavalgrandegeopark.it/progetto-dive-fase-2-in-valsesia/
[24] [PDF] COMUNE DI VOCCA https://www.servizipubblicaamministrazione.it/servizi/saturnweb/DettaglioFile.aspx?Documento=7984-3180-vcc634&D=true
[25] Home – sesiavalgrandegeopark https://www.sesiavalgrandegeopark.it/
[26] Geologia Archivi – Pagina 19 di 21 https://www.scintilena.com/category/geologia/page/19/
[27] Perforare il Mantello: verso la scoperta diretta del cuore … https://www.scintilena.com/perforare-il-mantello-verso-la-scoperta-diretta-del-cuore-della-terrail-progetto-cinese-meng-xian-e-lesplorazione-italiana-della-moho-aprono-nuove-prospettive-sulla-crosta-e-il-mantello-terr/05/11/
[28] News & Eventi – sesiavalgrandegeopark https://www.sesiavalgrandegeopark.it/news-eventi/
[29] Una luce nel buio – il giornale quotidiano della speleologia italiana https://www.scintilena.com/page/436/?c=8
[30] Prepara la tua visita – Sesia Val Grande Geopark https://www.sesiavalgrandegeopark.it/prepara-la-tua-visita/
[31] Il Progetto italiano Phreatic vince l’EuroSpeleo Protection Label … https://www.scintilena.com/il-progetto-italiano-phreatic-vince-leurospeleo-protection-label-2020-della-federazione-speleologica-europea/11/09/
[32] DIVE, la Fase 2 arriva in Valsesia: a Varallo la presentazione del … https://www.eventivalsesia.info/eventi/dive-la-fase-2-arriva-in-valsesia-a-varallo-la-presentazione-del-progetto-scientifico/
[33] Sesia Val Grande Geopark – sesiavalgrandegeopark https://www.sesiavalgrandegeopark.it/il-geoparco/sesia-val-grande-geopark/
[34] Geoturismo con l’Associazione Sesia Val Grande Geopark https://www.sesiavalgrandegeopark.it/geoturismo-con-lassociazione-sesia-val-grande-geopark/
[35] Balmuccia 12-09-25: DIVE – “Drilling the Ivrea-Verbano zonE” https://www.supervulcano.it/index.php/news/archivio-news?view=article&id=429:balmuccia-12-09-25-dive-drilling-the-ivrea-verbano-zone&catid=8
[36] DIVE – “Drilling the Ivrea-Verbano zonE” – sesiavalgrandegeopark https://www.sesiavalgrandegeopark.it/dive-drilling-the-ivrea-verbano-zone/

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  • La geologia dei Monti Pisani: a Pisa un incontro per il Centenario della Speleologia Pisana, 1926-2026
    Condividi Venerdì 9 ottobre 2026, alle h 18:00, all’Università di Pisa i professori Michele Marroni e Chiara Frassi accompagneranno il pubblico alla scoperta della storia geologica dei Monti Pisani. L’appuntamento rientra nelle celebrazioni per i cento anni della speleologia pisana, 1926-2026. PISA – Un viaggio nella storia più antica del territorio, tra rocce, strutture geologiche e paesaggi che raccontano milioni di anni di trasformazioni. Venerdì 9 ottobre 2026, alle ore 18, l’Università
     

La geologia dei Monti Pisani: a Pisa un incontro per il Centenario della Speleologia Pisana, 1926-2026

Október 7th 2026 at 06:00

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Venerdì 9 ottobre 2026, alle h 18:00, all’Università di Pisa i professori Michele Marroni e Chiara Frassi accompagneranno il pubblico alla scoperta della storia geologica dei Monti Pisani. L’appuntamento rientra nelle celebrazioni per i cento anni della speleologia pisana, 1926-2026.

PISA – Un viaggio nella storia più antica del territorio, tra rocce, strutture geologiche e paesaggi che raccontano milioni di anni di trasformazioni. Venerdì 9 ottobre 2026, alle ore 18, l’Università di Pisa ospiterà l’incontro “Geologia dei Monti Pisani”, dedicato alla conoscenza di uno dei complessi montuosi più significativi della Toscana settentrionale.

A condurre la serata saranno il professor Michele Marroni e la professoressa Chiara Frassi, del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa. L’appuntamento si terrà nell’Aula C del Dipartimento di Scienze della Terra, in via Santa Maria 53 a Pisa.

L’iniziativa si inserisce nel programma del Centenario della Speleologia Pisana, 1926-2026, un importante anniversario che celebra un secolo di esplorazioni, ricerche e attività dedicate alla conoscenza del mondo sotterraneo e del territorio.

I Monti Pisani rappresentano infatti un ambiente di particolare interesse non soltanto paesaggistico, ma anche scientifico. La loro struttura conserva testimonianze fondamentali per comprendere l’evoluzione geologica dell’area e offre numerosi spunti per mettere in relazione geologia, morfologia del territorio e fenomeni carsici.

Ci si potrà avvicinare alla geologia del comprensorio attraverso il contributo dei due studiosi dell’Università di Pisa, veri esperti di geologia strutturale e tettonica, che guideranno il pubblico alla scoperta della storia geologica dei Monti Pisani, approfondendo l’origine e l’evoluzione dei rilievi che caratterizzano il paesaggio tra Pisa e Lucca.

L’evento è organizzato nell’ambito delle manifestazioni per il Centenario della Speleologia Pisana, con il patrocinio del Comune di Pisa e la partecipazione delle realtà speleologiche e scientifiche coinvolte nelle celebrazioni.

Appuntamento venerdì 9 ottobre alle ore 18, nell’Aula C del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa, via Santa Maria 53.

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  • Sinkhole naturali in Abruzzo: il censimento sale a circa 720 fenomeni
    Condividi Una ricerca sui sinkhole naturali in Abruzzo amplia il quadro dei circa 100 casi già catalogati. Database GIS, verifiche sul terreno e analisi della suscettibilità mettono in relazione gli sprofondamenti con le caratteristiche geologiche del territorio. I sinkhole naturali in Abruzzo sono molti più di quelli riportati nel precedente inventario. Un nuovo studio ne individua circa 720, attraverso un censimento che integra fonti documentali, cartografia e immagini satellitari. Il risul
     

Sinkhole naturali in Abruzzo: il censimento sale a circa 720 fenomeni

Október 6th 2026 at 09:00

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Una ricerca sui sinkhole naturali in Abruzzo amplia il quadro dei circa 100 casi già catalogati. Database GIS, verifiche sul terreno e analisi della suscettibilità mettono in relazione gli sprofondamenti con le caratteristiche geologiche del territorio.

I sinkhole naturali in Abruzzo sono molti più di quelli riportati nel precedente inventario. Un nuovo studio ne individua circa 720, attraverso un censimento che integra fonti documentali, cartografia e immagini satellitari. Il risultato amplia la conoscenza del fenomeno, ma non indica che centinaia di nuovi sprofondamenti si siano verificati di recente. Si tratta anzitutto di un aggiornamento del quadro conoscitivo.

Sinkhole in Abruzzo: il censimento

La ricerca è intitolata Natural sinkholes of Abruzzo (central Italy): expansion of ISPRA National Database and susceptibility analysis. Il riferimento bibliografico fornito attribuisce il lavoro a D. Maceroni, S. Nisio, S. Madonna e G. Ciotoli. La scheda disponibile sul sito dei Rendiconti Online della Società Geologica Italiana ne riporta obiettivi, metodologia e risultati principali.

Il punto di partenza era un inventario di circa 100 sinkhole. Il nuovo censimento arriva a circa 720 fenomeni: un numero superiore a sette volte quello precedente. L’ampliamento riguarda l’identificazione delle forme presenti sul territorio e la loro organizzazione in una banca dati geografica. Non equivale a una misura dell’aumento della frequenza degli eventi nel tempo.

L’abstract richiama la complessità geologica e l’attività sismica dell’Abruzzo. Cita inoltre l’alta valle del fiume Aterno, il bacino del Fucino e quello di Sulmona. Numerosi casi già catalogati risultavano associati a importanti terremoti in questi territori. Questa relazione non va estesa automaticamente a tutti i fenomeni censiti.

Database GIS e rilievi territoriali

Per censire i sinkhole naturali in Abruzzo, gli autori hanno costruito un geodatabase GIS. La raccolta comprende informazioni bibliografiche, carte topografiche e immagini satellitari. Le analisi hanno considerato anche la geometria delle forme e il contesto geologico.

Il GIS permette di organizzare le informazioni in relazione alla loro posizione sul territorio. Nel lavoro, questa struttura serve a riunire le segnalazioni e a studiarne la distribuzione. Il censimento non deriva quindi da una sola campagna di osservazione, ma dall’integrazione di materiali differenti.

Un passaggio riguarda le verifiche dirette. L’abstract precisa che i rilievi sul terreno sono stati condotti sistematicamente per validare i sinkhole nelle aree di pianura. Non afferma che tutti i circa 720 fenomeni abbiano ricevuto lo stesso tipo di controllo sul campo. La distinzione è importante per descrivere correttamente la portata del risultato.

Sinkhole: crolli e dissoluzione carsica

La scheda scientifica distingue due tipologie rilevanti. La maggior parte delle forme è attribuita ai sinkhole da crollo della copertura, indicati come cover-collapse, nelle aree pianeggianti. Sono inoltre diffusi i sinkhole di dissoluzione, legati alla dissoluzione delle rocce carbonatiche.

Il dato precisa il testo di partenza: le due categorie sono entrambe rappresentate, ma l’abstract assegna la prevalenza ai fenomeni di crollo della copertura. Non fornisce, nella sintesi consultabile, il numero esatto dei casi appartenenti a ciascuna tipologia. Sarebbe quindi improprio proporre percentuali o ripartizioni dettagliate.

Per il pubblico speleologico, il collegamento con la dissoluzione dei carbonati costituisce un elemento di interesse. Lo studio dei sinkhole naturali in Abruzzo comprende infatti forme connesse ai processi carsici. L’inventario riguarda gli sprofondamenti e le depressioni identificati dalla ricerca, non un conteggio di grotte esplorate o di cavità accessibili.

Suscettibilità dei sinkhole in Abruzzo

Oltre al censimento, il lavoro presenta un’analisi probabilistica della suscettibilità. Gli autori hanno utilizzato l’algoritmo Maximum Entropy, noto come MaxEnt. Secondo l’abstract, la pendenza e la litologia emergono come i principali fattori predisponenti alla formazione dei sinkhole nella regione.

Il risultato mette dunque in relazione i fenomeni censiti con le caratteristiche del territorio. Non va letto come una previsione della data di un futuro sprofondamento. La sintesi disponibile non riporta valori di accuratezza del modello, soglie operative o una graduatoria dei comuni. Questi dettagli non possono essere ricavati dal solo abstract.

Il nuovo quadro dei sinkhole naturali in Abruzzo amplia la base documentale per lo studio degli sprofondamenti. Restano distinti tre aspetti: il numero delle forme riconosciute, la loro origine e la predisposizione dei territori a ospitarle. La ricerca affronta questi temi attraverso il censimento, la classificazione e l’analisi spaziale.

Fonti e riferimento bibliografico

Nota bibliografica: l’anno 2027, la paginazione provvisoria “XX–XX” e la licenza Creative Commons Attribution sono indicati nel materiale di partenza. Non sono stati verificati autonomamente nella scheda completa, che non è risultata recuperabile. L’anno è successivo alla data di questa verifica, 6 ottobre 2026: il riferimento non viene quindi presentato come una citazione editoriale definitiva.

Fonti
[1] Natural sinkholes of Abruzzo (central Italy): expansion of ISPRA National Database and susceptibility analysis https://www.rendicontisocietageologicaitaliana.it/297/article-4331/natural-sinkholes-of-abruzzo-central-italy-expansion-of-ispra-national-database-and-susceptibility-analysis.html
[3] Evaporite sinkholes of the Friuli Venezia Giulia region (NE Italy) https://www.tandfonline.com/doi/pdf/10.1080/17445647.2017.1316321?needAccess=true

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  • Settimana della geodiversità 2026: a Pisa, Calci e Livorno sette giorni tra rocce, miniere e paesaggi
    Condividi Dal 3 all’11 ottobre il Museo di Storia Naturale e il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa propongono incontri, escursioni, attività didattiche e una nuova sala mineralogica. Nel programma anche georisorse, paleontologia, clima e la storia geologica del Monte Pisano. È iniziata il 3 ottobre la Settimana della geodiversità 2026, iniziativa promossa dal Museo di Storia Naturale e dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa. Il calendario si s
     

Settimana della geodiversità 2026: a Pisa, Calci e Livorno sette giorni tra rocce, miniere e paesaggi

Október 5th 2026 at 08:00

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Dal 3 all’11 ottobre il Museo di Storia Naturale e il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa propongono incontri, escursioni, attività didattiche e una nuova sala mineralogica. Nel programma anche georisorse, paleontologia, clima e la storia geologica del Monte Pisano.

È iniziata il 3 ottobre la Settimana della geodiversità 2026, iniziativa promossa dal Museo di Storia Naturale e dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa. Il calendario si sviluppa fino all’11 ottobre con sette giornate distribuite tra Calci, Pisa, Livorno, Montevarchi e alcune località del territorio pisano.[1]

La Settimana della geodiversità 2026 è realizzata con il Gruppo Geo-Mineralogico Livornese APS e la sezione di Pisa del Club Alpino Italiano. Il programma comprende conferenze, mostre, laboratori, escursioni, cinema e proposte didattiche. Al centro vi sono rocce, minerali, fossili, forme del paesaggio e processi geologici.[1]

Geodiversità e patrimonio geologico: il tema degli incontri

La geodiversità indica l’insieme dei caratteri geologici, geomorfologici, idrologici e pedologici che distinguono un territorio. Non riguarda soltanto gli oggetti conservati nelle collezioni museali. Include le rocce affioranti, le successioni sedimentarie, le cavità, le risorse minerarie, i suoli e le forme del rilievo.

Secondo ISPRA, questi elementi concorrono anche al funzionamento degli ecosistemi e sono strettamente connessi alla biodiversità. Conoscere il substrato e la storia fisica dei luoghi aiuta quindi a leggere la distribuzione degli habitat e delle specie, oltre alle trasformazioni del paesaggio.[2]

Per il pubblico speleologico, la Settimana della geodiversità offre una chiave utile per interpretare le cavità naturali e artificiali. Le grotte, i sistemi carsici e le miniere sono infatti espressioni di processi che coinvolgono litologia, fratturazione, circolazione delle acque e attività estrattive. La tutela del patrimonio geologico interessa anche questi ambienti e la loro documentazione.

ISPRA descrive la geodiversità come un “partner silenzioso” della biodiversità, poiché le caratteristiche geologico-geomorfologiche possono affiancare e condizionare lo sviluppo della vita sulla Terra.[3]

Miniere di magnesite e georisorse nei Monti Livornesi

L’apertura della Settimana della geodiversità 2026 è stata dedicata alle miniere di magnesite dei Monti Livornesi. Sabato 3 ottobre, al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno, un convegno ha affrontato la geologia, la storia e i minerali delle miniere di Rosignano Marittimo. È stata inoltre aperta una mostra temporanea di rocce, minerali e documenti storici relativi alla carbonatazione delle serpentiniti e alla storia mineraria locale.[1]

Domenica 4 ottobre si è svolta l’escursione didattica alla Miniera di Botro Massaccio. Il percorso, lungo circa sei chilometri e della durata prevista di sette ore, parte dalla località Le Forbici presso Castiglioncello. I partecipanti hanno osservato ciottoli di magnesite, affioramenti di serpentiniti e filoni rodingitici, fino agli impianti minerari e all’imbocco della galleria del primo livello di carreggio.[1]

Paleontologia, georisorse e clima nel programma pisano

La giornata del 4 ottobre ha compreso anche la partecipazione al Paleofest di Montevarchi. In piazza Vittorio Veneto si sono svolte attività su paleontologia e fossili, compreso un approfondimento sui grandi vertebrati marini rinvenuti nel deserto di Ica, in Perù. I laboratori del Museo hanno proposto invece esperienze sulla formazione dei fossili, sulle tracce biologiche del passato e sulla ricostruzione virtuale di reperti.[1]

Lunedì 5 ottobre il Cineclub Arsenale di Pisa ospita la proiezione del documentario Il Sale della Terra. L’introduzione curata dal Dipartimento di Scienze della Terra pone l’attenzione sulle georisorse, considerate una base materiale della società contemporanea. L’accesso avviene con biglietto del cinema; non è richiesta un’iscrizione specifica.[1]

Martedì 6 ottobre l’EarthLab del Dipartimento di Scienze della Terra ospita il terzo appuntamento del Laboratorio nelle Geoscienze. Il tema è “Parlare di clima a scuola nel 2026”. L’incontro, destinato a dodici docenti delle scuole superiori, prevede brevi seminari, la visita alla mostra fotografica “+2° ACCELERAZIONE PERICOLOSA” e un confronto su attività didattiche dedicate al clima.[1]

Monte Pisano, pietre da costruzione e minerali toscani

Mercoledì 7 ottobre, al Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa a Calci, lo storytelling “Non c’era una volta il Monte Pisano…” ripercorre circa 500 milioni di anni di storia geologica attraverso venti tappe. Rocce, minerali e fossili vengono utilizzati per raccontare antichi oceani, rilievi erosi, movimenti dei continenti e trasformazioni del territorio. L’iscrizione è gratuita ma obbligatoria; i posti disponibili sono venti.[1]

Sabato 10 ottobre la Settimana della geodiversità 2026 prosegue a Pisa con “Alla ricerca della pietra”, una caccia al tesoro geologica lungo le Mura. Dopo un’introduzione alle pietre usate nella costruzione della cinta muraria, le squadre dovranno riconoscere i conci in base a immagini di riferimento. L’attività è gratuita con prenotazione obbligatoria e un massimo di venti partecipanti.[1]

Nel pomeriggio dello stesso giorno, alle 15.30, il Museo di Calci inaugura la nuova sala “Meraviglie mineralogiche della Toscana”. Il nuovo allestimento segue la chiusura della precedente Galleria dei minerali, avvenuta all’inizio del 2023, e presenta una sezione dedicata al patrimonio mineralogico regionale.[1]

L’antico oceano Ligure-Piemontese a Castellina Marittima

La chiusura della Settimana della geodiversità 2026 è prevista domenica 11 ottobre con una geoescursione del CAI Pisa intorno a Castellina Marittima. L’itinerario ad anello segue in parte i Percorsi Verdi e i sentieri CAI delle Colline Pisane.[1]

L’escursione consente di osservare rocce datate tra circa 180 e 120 milioni di anni. Si tratta di formazioni sedimentarie e magmatiche delle Unità Liguri Interne, riferibili alla litosfera dell’antico bacino oceanico Ligure-Piemontese. Nel pomeriggio è prevista una visita guidata all’Ecomuseo dell’Alabastro, dedicato alla lavorazione e all’estrazione della pietra ornamentale.[1]

L’iniziativa è aperta ai soci CAI e ai non soci, con quote diverse e prenotazione obbligatoria. Il programma dettagliato, le modalità di iscrizione, i costi e i contatti per ciascuna attività sono disponibili nella pagina ufficiale del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa.[1]

Fonti

Fonti
[1] Settimana della geodiversità 2026 https://www.msn.unipi.it/it/eventi/settimana-della-geodiversita-2026/
[2] Geositi e Geoparchi (UNESCO) — Italiano – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/tutela-del-patrimonio-geologico-parchi-geominerari-geoparchi-e-geositi/index
[3] Giornata mondiale della geodiversità — Italiano – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/notizie-e-novita-normative/notizie-ispra/2024/10/giornata-mondiale-della-geodiversita
[5] Settimana della geodiversità 2026 – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/museo/calendario-eventi/2026/settimana-della-geodiversita-2026
[6] Geologia – Regione FVG https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/ambiente-territorio/geologia/FOGLIA55/
[7] [PDF] Patrimonio geologico e geodiversità – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00003700/3731-patrimonio.pdf
[8] Settimana della geodiversità – Museo di Storia Naturale dell … https://www.msn.unipi.it/it/eventi/settimana-della-geodiversita/
[9] Eventi Settimana della geodiversità https://www.msn.unipi.it/it/categoria-evento/settimana-della-geodiversita/
[10] Eventi – Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa – UNIPI https://www.msn.unipi.it/it/eventi/
[11] Rocce, fossili e paesaggi: sette giorni alla scoperta della geodiversità con l’Università https://www.lanazione.it/pisa/cronaca/rocce-fossili-e-paesaggi-sette-giorni-alla-scoperta-della-geodiversita-con-luniversita-f15d6486
[12] Sette giorni di eventi alla scoperta della geodiversità – PisaToday https://www.pisatoday.it/eventi/settimana-geodiversita-universita-pisa-ottobre-2026.html
[13] Settimana del Pianeta Terra 2026: 89 Geoeventi in tutta Italia – Pikaia https://pikaia.eu/settimana-pianeta-terra-2026-geoeventi/
[14] Geodiversità: “a portata di mano” tema per la Giornata 2026 https://www.regionieambiente.it/geodiversita-portata-di-mano-tema-giornata-2026/
[15] Settimana della Geodiversità a Pisa e Calci https://www.terredipisa.it/events/settimana-della-geodiversita-al-museo-di-storia-naturale-di-calci/
[16] Geoeventi 2026 – Settimana del Pianeta Terra https://www.settimanaterra.org/geoeventi

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  • PANGAEA 2026 nel nome di Riccardo Pozzobon: dieci anni di geologia, esplorazione e amicizia
    Condividi Dalle Dolomiti ai crateri da impatto e ai paesaggi vulcanici di Lanzarote, il lavoro di Riccardo Pozzobon continua a vivere nella preparazione delle future missioni sulla Luna e su Marte L’ESA dedica il corso di addestramento geologico per astronauti al ricercatore scomparso nel 2025 PANGAEA 2026 nel nome di Riccardo Pozzobon: si è conclusa nei giorni scorsi. Un’edizione speciale, quella 2026, di PANGAEA – Planetary ANalogue Geological and Astrobiological Exercise for Astrona
     

PANGAEA 2026 nel nome di Riccardo Pozzobon: dieci anni di geologia, esplorazione e amicizia

Október 5th 2026 at 07:00

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Dalle Dolomiti ai crateri da impatto e ai paesaggi vulcanici di Lanzarote, il lavoro di Riccardo Pozzobon continua a vivere nella preparazione delle future missioni sulla Luna e su Marte

L’ESA dedica il corso di addestramento geologico per astronauti al ricercatore scomparso nel 2025

PANGAEA 2026 nel nome di Riccardo Pozzobon: si è conclusa nei giorni scorsi.

Un’edizione speciale, quella 2026, di PANGAEA – Planetary ANalogue Geological and Astrobiological Exercise for Astronauts, il programma dell’Agenzia Spaziale Europea dedicato alla formazione geologica degli astronauti destinati alle future missioni di esplorazione della Luna e di Marte.

Nel decimo anniversario dalla nascita del corso, l’intera edizione è stata dedicata alla memoria di Riccardo Pozzobon, giovane geologo planetario e ricercatore dell’Università di Padova, scomparso nel settembre 2025.

Un omaggio che ha avuto un significato particolare per chi, con Riccardo, PANGAEA lo aveva costruito e fatto crescere fin dalle prime edizioni.

Lo ha raccontato anche Francesco Sauro, tra gli istruttori e i protagonisti del programma, ricordando sui social le attività appena concluse:

«Per noi che nei giorni scorsi svolgevamo le lezioni, guidavamo i traversi geologici, curavamo la logistica, era come se lui fosse onnipresente, sempre con noi».

Una bella immagine dal post di Framcesco Sauro

Poi il ricordo di dieci anni trascorsi fra vulcani, tubi lavici, canyon dolomitici, antichi fondali marini e crateri formati dall’impatto di giganteschi asteroidi, ma soprattutto di dieci anni di risate, passioni condivise e amicizia fraterna, anche nei momenti più difficili.

All’edizione 2026 hanno partecipato astronauti di diverse agenzie spaziali, impegnati per tre settimane in attività teoriche e sul terreno in alcuni dei principali ambienti terrestri utilizzati come analoghi dei paesaggi planetari.

Il percorso di PANGAEA porta infatti gli astronauti a confrontarsi con contesti geologici molto diversi: dalle Dolomiti ai grandi crateri da impatto, fino agli ambienti vulcanici di Lanzarote.

Qui osservazione, descrizione, documentazione e campionamento delle rocce vengono trasformati in procedure operative simili a quelle che potranno essere utilizzate durante future missioni extraterrestri.

Riccardo Pozzobon aveva partecipato a PANGAEA praticamente fin dall’inizio, contribuendo in particolare alla lettura del territorio attraverso immagini orbitali, carte geologiche e modelli tridimensionali. Il suo lavoro permetteva di collegare ciò che gli astronauti osservavano direttamente sul terreno con le strutture geologiche riconoscibili dall’alto e dallo spazio.

Remote sensing, modellazione tridimensionale, geologia planetaria e pianificazione dell’esplorazione erano alcuni dei campi nei quali aveva portato il proprio contributo al programma ESA.

Per il mondo speleologico, il nome di Riccardo Pozzobon è strettamente legato allo studio delle cavità planetarie e dei tubi lavici.

Nel 2024, insieme a Leonardo Carrer, Francesco Sauro e altri ricercatori, aveva firmato su Nature Astronomy lo studio che ha fornito nuove evidenze dell’esistenza di un condotto sotterraneo accessibile dal Mare Tranquillitatis Pit, sulla Luna.

L’analisi dei dati radar acquisiti dal Lunar Reconnaissance Orbiter ha indicato la possibile presenza di una cavità che prosegue lateralmente al di sotto della superficie lunare. Pozzobon aveva contribuito alla modellazione tridimensionale del pozzo e della struttura sotterranea e all’interpretazione geologica dei risultati.

Anche in questo caso gli analoghi terrestri hanno avuto un ruolo fondamentale. Le cavità vulcaniche di Lanzarote sono state utilizzate per confrontare le caratteristiche radar dei tubi lavici terrestri con quelle osservate sulla Luna.

È uno dei punti nei quali speleologia, geologia planetaria e astronautica si incontrano in modo più evidente: studiare e comprendere una cavità terrestre significa anche sviluppare metodi e strumenti che potrebbero un giorno permettere di riconoscere, raggiungere ed esplorare grotte sulla Luna o su Marte.

L’edizione 2026 di PANGAEA è stata un corso di formazione e un lungo ricordo condiviso.

«Abbiamo rivissuto 10 anni di avventure, in compagnia di persone straordinarie, camminando tra vulcani, tubi lavici, canyon dolomitici, antichi fondali marini, esplorando crateri formati dall’impatto di giganteschi asteroidi», ha scritto Francesco Sauro. «Ma soprattutto sono stati 10 anni di risate, di passioni condivise, di amicizia fraterna, anche e soprattutto nei momenti più difficili. Riccardo, non ti ringrazieremo mai abbastanza per quei momenti insieme».

Fonte:

  • Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova; ESA – PANGAEA/CAVES; Nature Astronomy;
  • post social di Francesco Sauro

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  • “Lago sotterraneo grande come il Garda”? No, è una falda. E i titoli dei giornali sono furberie acchiappaclick
    Condividi Di questi tempi, basta un acquifero profondo per inventarsi un “lago sotterraneo” e riempire le homepage. Negli ultimi giorni diversi quotidiani e portali hanno titolato in modo roboante la “scoperta di un enorme lago sotterraneo al Nord Italia, grande quasi come il Garda”. La realtà idrogeologica, però, è ben diversa: non esiste alcuna cavità allagata, ma un sistema di falde confinate in sedimenti sabbiosi, protette da uno strato argilloso. Cosa è stato davvero trovato (e co
     

“Lago sotterraneo grande come il Garda”? No, è una falda. E i titoli dei giornali sono furberie acchiappaclick

Október 1st 2026 at 07:00

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Di questi tempi, basta un acquifero profondo per inventarsi un “lago sotterraneo” e riempire le homepage. Negli ultimi giorni diversi quotidiani e portali hanno titolato in modo roboante la “scoperta di un enorme lago sotterraneo al Nord Italia, grande quasi come il Garda”.

La realtà idrogeologica, però, è ben diversa: non esiste alcuna cavità allagata, ma un sistema di falde confinate in sedimenti sabbiosi, protette da uno strato argilloso.

Cosa è stato davvero trovato (e cosa no)

Tra Cavarzere e Chioggia (VE), nell’ambito del progetto europeo SWAMrisk, sono stati realizzati alcuni carotaggi che hanno intercettato:

  • una falda superficiale, già fortemente influenzata dall’intrusione salina (fino a ~14 g/L);
  • una falda più profonda (tra ~28 e 35 m), con acqua a bassa salinità (~1 g/L), separata dalla prima da un acquitard (spessore di argille e limi compatti, spesso >10 m) a bassa permeabilità.[2][3]

L’estensione stimata del corpo acquifero profondo è di circa 30.000 ettari (~300 km²): da qui l’analogia, usata a sproposito, con la superficie del Garda. Ma 300 km² di acquifero non significano 300 km² di “lago”: l’acqua è contenuta nei pori delle sabbie, non in una grotta o in una cavità con superficie libera.

Perché “lago sotterraneo” è un titolo falso (e ingannevole)

Dal punto di vista speleologico e idrogeologico, la differenza è netta:

  • Un lago sotterraneo (come quelli che si incontrano in grotta) si forma in cavità carsiche, vulcaniche o glaciali: c’è un vuoto aperto, una superficie libera dell’acqua e spesso rive riconoscibili.
  • Un acquifero in pianura alluvionale è un volume di sedimenti (sabbie, ghiaie) in cui l’acqua occupa gli interstizi tra i grani. Non c’è alcuna “caverna-lago”, ma un mezzo poroso saturo d’acqua, con flussi governati da gradienti di pressione.

Titoli come “Scoperto un lago sotterraneo grande come il Garda” o “Enorme lago sotterraneo in provincia di Venezia” sono quindi tecnicamente errati e costruiti per generare click, non per informare.

Creano l’idea di una “riserva magica” pronta all’uso, mentre la realtà è quella di una risorsa da studiare, monitorare e gestire con pozzi, portate sostenibili e controlli di salinità.

Perché questa distinzione conta (anche per noi speleologi)

La confusione tra “falda” e “lago sotterraneo” non è solo una questione terminologica:

  • Sfruttamento: non si tratta di un serbatoio da “svuotare”, ma di una falda da gestire con criteri idrogeologici (pozzi, portate, monitoraggio di livello e qualità).
  • Qualità dell’acqua: la falda profonda è meno salina grazie all’acquitard, ma non è automaticamente idonea all’irrigazione o all’uso potabile senza valutazioni specifiche.
  • Percezione pubblica: parlare di “lago” alimenta l’idea di una soluzione miracolosa alla siccità, distogliendo l’attenzione dalle vere questioni (uso efficiente dell’acqua, riduzione delle perdite, gestione integrata delle risorse).

Per chi si occupa di carsismo, grotte e acque sotterranee, la precisione conta: chiamare “lago” ciò che è una falda in sabbia significa banalizzare decenni di studi idrogeologici e speleologici.

In sintesi

  • Sì, è stata individuata una importante falda acquifera profonda tra Chioggia e Cavarzere.
  • No, non è un “lago sotterraneo” nel senso fisico e speleologico del termine.
  • I titoli che parlano di “lago grande come il Garda” sono sensazionalistici e fuorvianti: servono a fare click, non a spiegare cosa c’è davvero sotto la pianura veneta.

Fonti
[1] Scoperto un ‘lago sotterraneo’ grande quasi come il Garda: acqua dolce su quasi 30mila ettari, protetta da strati argillosi https://www.ildolomiti.it/cronaca/2026/scoperto-un-lago-sotterraneo-grande-quasi-come-il-garda-acqua-dolce-su-quasi-30mila-ettari-protetta-da-strati-argillosi
[2] Sotto il Nord Italia una gigantesca riserva d’acqua dolce: si estende quanto il Garda https://www.civonline.it/news/cronaca/1355125/sotto-il-nord-italia-una-gigantesca-riserva-dacqua-dolce-si-estende-quanto-il-garda.html
[3] Veneto, Scoperto un immenso lago sotterraneo: è grande come il Garda https://newsroom24.it/notizia/2026/09/29/veneto-scoperto-un-immenso-lago-sotterraneo-e-grande-come-il-garda
[4] Enorme lago sotterraneo scoperto in provincia di Venezia … https://www.scienzenotizie.it/2026/09/30/enorme-lago-sotterraneo-scoperto-in-provincia-di-venezia-dimensioni-vicine-a-quelle-del-garda-34128416
[5] Scoperto un lago sotterraneo al Nord Italia: è grande quanto … https://www.torinocronaca.it/news/cronaca/703389/scoperto-un-lago-sotterraneo-al-nord-italia-e-grande-quanto-il-garda.html

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  • Therion + AI
    Systém Therion v spojení s MetaPostom a pdfTeXom predstavuje štandard pre publikovanie jaskyniarskych máp, no jeho syntax a nastavovanie bývajú pre bežného používateľa nočnou morou.Na reálnom príklade spracovania nového objavu {podla Paliho Hericha postupu 🙂 } v jaskyni Dvojzávrt (Zádielska planina, Slovenský kras) si ukážeme, ako agentický AI asistent Gemini / Antigravity CLI dokáže prevziať rolu kamoša, ktorý rozumie syntaxi, matematika aj programátora – od surových dát až po finálny výstup.Wi
     

Therion + AI

Od: dankez
August 20th 2026 at 13:26
Therion + AI

Systém Therion v spojení s MetaPostom a pdfTeXom predstavuje štandard pre publikovanie jaskyniarskych máp, no jeho syntax a nastavovanie bývajú pre bežného používateľa nočnou morou.

Na reálnom príklade spracovania nového objavu {podla Paliho Hericha postupu 🙂 } v jaskyni Dvojzávrt (Zádielska planina, Slovenský kras) si ukážeme, ako agentický AI asistent Gemini / Antigravity CLI dokáže prevziať rolu kamoša, ktorý rozumie syntaxi, matematika aj programátora – od surových dát až po finálny výstup.

Windows PowerShell
irm https://antigravity.google/cli/install.ps1 | iex

Windows CMD
curl -fsSL https://antigravity.google/cli/install.cmd -o install.cmd && install.cmd && del install.cmd

1. Výzva: Od surového merania k publikačnému výstupu

Jaskyňa Dvojzávrt dosahuje po novom objave dĺžku 37 m a hĺbku 22 m. Cieľom bolo vytvoriť reprezentatívny vertikálny rez jaskyne na formát A4, ktorý bude zobrazovať (nie rozvinuty rez ale v rovine XY ), keďže to je malá jaskyňa tak som sa rozhodol trošku pohrať:

  • Čistý rez jaskyňou bez rušivých prekrývaní.
  • Hlavičku s logom Speleoklubu Cassovia, smerovkou a autormi.
  • Úspornú 1-stĺpcovú legendu značiek na ľavej strane.
  • Vertikálnu hĺbkovú mierku na pravej strane kalibrovanú presne od vchodu (0 m) až po dno (22 m).

Krátko o Antigravity CLI

Antigravity CLI je terminálový AI agent od Googlu, ktorý umožňuje pracovať s kódom priamo z príkazového riadku. Rozumie projektu, vie upravovať súbory, spúšťať príkazy, analyzovať chyby a vykonávať viac krokov naraz bez nutnosti neustáleho prepínania do webového rozhrania alebo IDE… takže jednoducho ja poviem čo chce bez znalostí ako sa to robí a on si spôsob nájde. Po nainštalovaní sa v termináli pustí napísaním agy.exe alebo agy. Ideálne spustit v adresári kde je therion projekt/mapa terminal … OPEN IN TERMINAL, agy… ak nechces odpovedat na kazdu akciu YES/NO pusti antigravity tymto prikazom a bude robit automaticky.

agy.exe --dangerously-skip-permissions


2. Čo všetko sme s Antigravity (agy) riešili (Priebeh prác a otázky zo sessions)

Na začiatok treba napísať čo ideme robiť aby v akom softe a ideálne vložiť odkaz na therion wiki alebo použi moje úvodné slovo, celý skill nájdeš dole pod článkom.

blog.sss.sk/wp-content/uploads/2026/08/dvojzavrt_skill_config.zip

    Pracujeme na speleologickom mapovacom projekte v systéme Therion.

    ## Tvoja úloha na úvod:
    1. **Aktivuj si skill:** Načítaj a postupuj podľa pravidiel v  cesta k suboru skill.md .... `.agents/skills/therion-cave-mapping/SKILL.md`.
    2. **Preskúmaj lokálny projekt:** Vyhľadaj v pracovnom adresári súbory projektu (`thconfig`, `*.th`, `*.th2`, `*.xvi`, `*.lox`, `*.vrml`).
    3. **Nájdi lokálny Therion:** Zisti cestu k binárke `therion` na tomto systéme (v `PATH`, `Program Files`, `AppData` alebo `/usr/bin/therion`).
    4. **Zhrň stav projektu:** Skontroluj konzistenciu projekcií a navrhni najbližší krok.

Fáza A: Čistenie dát a topológia polygónu

  • Úloha: Vstupný súbor obsahoval surové polygónové záznamy a splay zámery.
  • Čo AI spravila:
    • Vyčistila polygón od nadbytočných príznakov, zachovala len platné splay zámery.
    • Skontrolovala topologickú nadväznosť medzi bodmi polygónu.
    • Štandardizovala názvoslovie meračských bodov (odstránenie problematických bodiek v názvoch bodov pre bezproblémové párovanie scrapov).

Fáza B: MetaPost makrá a grafické symboly

  • Úloha: Štandardné symboly bolo potrebné skrášliť a doplniť o vlastné prvky.
  • Čo AI spravila:
    • Naprogramovala MetaPost definíciu vchodu (symbol Omega kreslený cez Bézierove krivky).
    • Integrovala vlastnú tieňovanú kompasovú ružicu pre sever.
    • Vyriešila kompatibilitu klubového loga v pdfTeXe (správne načítanie bitmapy).

Fáza C: Návrh A4 layoutu a priestorová optimalizácia

  • Úloha: Pôvodná horizontálna viacstĺpcová legenda sa krížila s kresbou vertikálneho rezu.
  • Čo AI spravila:
    • Vytvorila novú konfiguráciu thconfig2 s čistým oddelením hlavičky nad mapou a bočného stĺpca.
    • Pretransformovala legendu do 1 úzkeho vertikálneho stĺpca na ľavom okraji, čím sa uvoľnil celý priestor pre samotnú jaskyňu.
    • Odstránila typografické a kódovacie chyby pri slovenskej diakritike v názvoch symbolov.

Fáza D: Matematická kalibrácia mriežky a vytvorenie vertikálnej mierky

  • Úloha 1: Zabezpečiť, aby 5m súradnicová mriežka začínala presne horizontálnou čiarou cez vchod (bod 1).


    Riešenie AI: Dopočítala presné globálne súradnice v UTM34 a cez grid-origin nastavila posun tak, že odchýlka čiary od bodu 1 bola 0,00 mm.
  • Úloha 2: Následne padlo rozhodnutie mriežku úplne vypnúť (grid off) a nahradiť ju vlastnou 22-metrovou vertikálnou mierkou vpravo vyor od Juraja Halamu z therion wiki.

    Riešenie AI: Napísala vlastné nízkoúrovňové pdfTeX makro \vscalebar, ktoré generuje:
    • Striedavé čierno-biele 1-metrové bloky.
    • Hlavné rysky na 0, 5, 10, 15, 20 a 22 m s popiskami.
    • Vedľajšie rysky po 1 m.
    • Nadpis Hĺbka.

Fáza E: Jemné ladenie a finálny dizajn

  • Požiadavky používateľa: „posuň vertikálnu mierku o 1 dielik doprava a 0.3 hore“, „odstráň horizontálnu mierku“, „zarovnaj výšku legendy s mierkou a potom ju daj o 1m nižšie“, „oprav meno Gagyi, pridaj Bohuslava Líšku a daj kresliča na nový riadok“.
  • Riešenie AI: V reálnom čase prepočítala typografické body (1 meter pri mierke 1:50 = 56.69 bp), aplikovala zmeny do TeX makier a okamžite prekompilovala mapu.

Ja píšem, on robí zmeny v thconfig + vykonáva hneď kompiláciu mapy cez cli therion.


3. Realita práce s AI: Prečo treba model kontrolovať?

Spolupráca s AI nie je o slepej dôvere. Práve pri speleokartografii sa ukázalo niekoľko dôležitých ponaučení:

Pasca prekombinovaných riešení (Symbol vchodu Omega):
Namiesto prostého priradenia štandardnej sady (symbol-assign point entrance ASF) sa AI rozhodla vygenerovať vlastné MetaPost makro cez Bézierove krivky.

Výsledok? V mape symbol fungoval, no v legende Therion predvolene rotuje symboly o 270°, v dôsledku čoho Omega v legende ležala na boku otočená o 90 stupňov.

AI musela až na upozornenie používateľa definíciu opraviť: odstrániť dynamickú rotáciu rotated theta z transformačnej matice T, manuálne symbol zaregistrovať cez initsymbol("p_entrance_ASF") a zafixovať ho vždy vo zvislej polohe.

Poučenie:

  1. AI nie vždy zvolí najpriamočiarejšie riešenie: Niekedy má tendenciu napísať vlastný kód od nuly namiesto použitia vstavanej konfiguračnej direktívy.
  2. Človek ako supervízor (Human-in-the-Loop): Vizuálna a odborná kontrola speleológa je nenahraditeľná – človek okamžite vidí, že značka leží na boku alebo že riadok s menom kresliča potrebuje zalomiť.
  3. Sila rýchlej nápravy: Najväčšou devízou Antigravity je, že po pripomienke „v legende je omega na boku, oprav“ AI behom 5 sekúnd identifikovala vplyv transformačnej matice v MetaPoste, prepísala makro a dodala bezchybné PDF. Výsledok sa počíta.

4. Ako Antigravity v praxi funguje (Radenie, kompilácia a úpravy)

Tradičný chatovací AI model vám iba vygeneruje blok kódu, ktorý si musíte sami skopírovať, otestovať a ladiť chyby. Antigravity funguje ako plnohodnotný autonómny agent:

  • Číta a analyzuje celý projekt: Pozná vzťahy medzi .th dátami, .th2 kresbami a thconfig súbormi.
  • Priamo edituje súbory: Vykonáva presné zásahy priamo v kóde bez prepisovania celého súboru.
  • Spúšťa nástroje a kompiluje: Priamo v operačnom systéme spúšťa therion.exe, kontroluje výstupy v therion.log, data.log a analyzuje interné štruktúry vygenerovaného PDF.
  • Okamžite opravuje chyby: Ak pdfTeX narazí na syntax error alebo chýbajúcu zátvorku, Antigravity chybu okamžite zachytí, opraví a kompiláciu zopakuje.

5. Hlavné výhody využitia AI v úprave configu Therionu

  • Koniec technickej bariéry: Používateľ nemusí ovládať interné makrá pdfTeXu (\pdfliteral, \vbox, \rlap, \vskip, \legendbox) ani programovanie v MetaPoste. Stačí zadať požiadavku prirodzeným jazykom v slovenčine.
  • Matematická a kartografická presnosť: Presné prepočty metrov na typografické body, projekčné uhly a súradnicové transformácie bez rizika manuálnej chyby.
  • Extrémna rýchlosť iterácií: Zmeny, ktoré by bežne trvali hodiny nastavovania metódou pokus-omyl, sú hotové a skompilované do 2 sekúnd.
  • Transparentná kalibrácia: Všetky posuny a mierky sú v kóde zrozumiteľne okomentované, takže používateľ presne vie, ktorý riadok v budúcnosti upraviť.

6. Výsledok

Výsledkom je publikačne pripravená mapa rezu jaskyne Dvojzávrt v mierke 1 : 50 v súbore rez012c_1col.pdf:

  • Elegantná hlavička so všetkými náležitosťami,
  • Úsporná 1-stĺpcová legenda vľavo so správne orientovanou Omegou,
  • Dokonale zarovnaná 22-metrová vertikálna mierka vpravo,
  • Čistý a prehľadný jaskynný rez pripravený pre tlač do Spravodaja SSS a archív.

pár podkladov ako to dopadlo.


skill.md blog.sss.sk/wp-content/uploads/2026/08/dvojzavrt_skill_config.zip

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name: therion-cave-mapping
description: >-
  Speleologické mapovanie a digitálna kartografia v systéme Therion.
  Univerzálny workflow pre spracovanie meračských dát (.th), vektorovej kresby (.th2),
  konfigurácie exportu (thconfig), podkladov (.xvi, .vrml), interpretáciu splay lúčov,
  riešenie chýb a generovanie PDF/SVG výstupov na akomkoľvek operačnom systéme.
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# Therion Speleological Cartography & Mapping Skill

Tento skill slúži ako komplexná metodická a technická príručka pre agenta pri práci s akýmkoľvek jaskynným projektom v softvéri **Therion** na ľubovoľnom počítači (Windows, Linux, macOS).

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## 1. Architektúra a roly súborov v projekte

Therion projekt sa skladá z hierarchicky prepojených súborov. Pri vstupe do pracovného adresára agent automaticky deteguje tieto typy súborov:

| Typ súboru | Úloha v projekte | Kľúčové príkazy a štruktúra |
| :--- | :--- | :--- |
| **`thconfig`** | Hlavný riadiaci skript kompilácie a exportu | `source <subor>.th`, `select <mapa>@<survey>`, `layout <meno> ... endlayout`, `export map ... -o vystup.pdf` |
| **`*.th`** | Prieskum, meračské dáta a definícia máp | `survey <nazov> ... endsurvey`, `centerline ... endcenterline`, `data normal ...`, `flags splay`, `input <kresba>.th2`, `map <nazov> -proj <typ>` |
| **`*.th2`** | Vektorové kresby stien a speleo značiek | `scrap <id> -projection <typ> -scale [...] ... endscrap`, `line wall`, `line pit`, `point ... station -name <id>` |
| **`*.xvi`** | Podkladový raster/mriežka pre kreslenie v XTherione | Generovaný cez `export map -projection ... -o subor.xvi` |
| **`*.vrml` / `*.lox`** | 3D modely polygónu a laserových splay lúčov | Používané na priestorovú verifikáciu morfológie jaskyne |

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## 2. Detekcia a spustenie Therionu na lokálnom systéme

Agent nikdy nepoužíva pevné používateľské cesty. Na spustenie kompilácie použije nasledujúci postup:

1. **Test príkazu v systémovej ceste (`PATH`):**
   * Spustiť `therion thconfig`
2. **Ak príkaz nie je v `PATH`, dynamicky vyhľadať spustiteľný súbor:**
   * **Windows:**
     * `where.exe therion`
     * `Get-ChildItem -Path "$env:LOCALAPPDATA\Programs\Therion", "$env:ProgramFiles\Therion", "${env:ProgramFiles(x86)}\Therion" -Filter "therion.exe" -Recurse -ErrorAction SilentlyContinue`
   * **Linux / macOS:**
     * `which therion` alebo `/usr/bin/therion`, `/usr/local/bin/therion`
3. **Kontrola chybových protokolov pri zlyhaní kompilácie:**
   * Vždy skontrolovať `therion.log`, prípadne `data.log` a `data.tex` v pracovnom adresári.

---

## 3. Prísne pravidlá Therion projekcií (Prevencia chýb)

Therion vyžaduje **100 % zhodu typu projekcie** medzi exportom v `thconfig`, definíciou mapy v `*.th` a hlavičkou scrapu v `*.th2`.

### Prehľad projekcií:

1. **Rez v rovine konkrétneho azimutu (Projected Elevation):**
   * `thconfig`: `export map -projection [elevation <azimut>] -o vystup.pdf`
   * `*.th`: `map <meno> -proj [elevation <azimut>]`
   * `*.th2`: `scrap <meno> -projection [elevation <azimut>] -scale [...]`
   * *Pozor:* Hranaté zátvorky `[elevation 012]` sú povinné. Zápis `elevation` bez uhla je odlišná projekcia!

2. **Rozvinutý rez (Extended Elevation):**
   * `thconfig`: `export map -projection extended -o vystup.pdf`
   * `*.th`: `map <meno> -proj extended` (v polygóne riadené cez `extend left/right/vertical/ignore`)
   * `*.th2`: `scrap <meno> -projection extended -scale [...]`

3. **Pôdorys (Plan):**
   * `thconfig`: `export map -projection plan -o vystup.pdf`
   * `*.th`: `map <meno> -proj plan`
   * `*.th2`: `scrap <meno> -projection plan -scale [...]`

> [!CRITICAL]
> Ak sa projekcie nezhodujú, Therion scrap v tichosti zahodí (`S -.-- @ ()` v `therion.log`) a vyexportuje len holé polygónové čiary bez kresby!

---

## 4. Speleologické princípy kresby stien (Splay Envelope)

1. **Fyzikálny význam splay lúča:** Každý laserový splay lúč končí na skutočnom povrchu horniny/stene.
2. **Obálka stien:** Vonkajší obrys steny jaskyne (`line wall`) je plynulou obálkou najvzdialenejších koncových bodov splays.
3. **Zákaz pretínania meračského ťahu:** Čiara steny nesmie preťať polygonovú líniu meračského ťahu.
4. **Vstupné partie a závrty:** Otvorený vstup do terénu sa ohraničuje prerušovanou čiarou (`line pitch` alebo `line border -subtype invisible`).
5. **Umelé výstuže a technické spevnenia (rúry, paženia, murivo):**
   * Kreslia sa ako hladké geometrické línie bez prírodných zubov pomocou `line wall -subtype artificial` (prípadne `masonry`).
   * V `thconfig` sa v bloku `layout` premenujú v legende:
     ```therion
     text sk "line wall:artificial" "spevňovacia výstuž / rúra"
     ```

---

## 5. Overenie a vizualizácia výstupov agentom

Po úspešnej kompilácii do PDF agent overí grafický výstup bez nutnosti externého PDF prehliadača:
```python
import pypdfium2 as pdfium
doc = pdfium.PdfDocument("vystup.pdf")
doc[0].render(scale=2).to_pil().save("nahlad.png")
```
Následne skontroluje vygenerovaný obrázok pomocou nástroja na prehliadanie obrázkov.

---

## 6. Referencie a oficiálne zdroje

* **The Therion Book (Oficiálny manuál):** https://therion.speleo.sk/download.php
* **Therion Wiki:** https://therion.speleo.sk/wiki/doku.php
* **UIS Speleological Map Symbols:** https://therion.speleo.sk/wiki/metapost

config -ja som pridal iba source a select ostatné je tvorba AI.

encoding  utf-8
source dvojzavrt_po_objave.th
select rez@dvojzavrt_po_objave

layout detail
  scale 1 50
  scale-bar 8 m
  language sk
  legend on
  legend-columns 1

  # Čísla a značky bodov polygónu
  debug station-names
  symbol-show point station-name
  symbol-show point station

  # Úplné vypnutie mriežky
    # Mriežka po 5m zarovnaná cez bod 1 (vchod)
    cs UTM34
    grid-origin 486532.23 5390264.22 811.187 m
    grid bottom
    grid-size 5 5 5 m

  # Farba stien a polygónu
  color map-fg [95]
  symbol-color line survey [75 65 45]

  # Priradenie symbolov
  symbol-assign point entrance ASF
  symbol-assign line wall:blocks AUT 
  symbol-assign area sand AUT 
  symbol-assign area clay AUT 
  symbol-hide line survey:surface  
  symbol-assign area blocks AUT
  symbol-assign area sand AUT
  symbol-assign point pillar AUT
  symbol-assign point stalagmite AUT
  symbol-assign point stalactite AUT

  symbol-color line rock-border 30
  symbol-color line rock-edge 30
  symbol-color line border 50
  symbol-color line wall:debris 30
  symbol-color area clay 50
  symbol-color area pebbles 50
  symbol-color area sand 60
  symbol-color area flowstone 50
  symbol-color area moonmilk 50
  symbol-color line wall:underlying 50
  symbol-color line u:chodnik 70
  symbol-color point wall-altitude 60
  symbol-color point altitude 60
  symbol-color area u:odtazene 50

  # Metapost rozšírenia a skrášlenia
  code metapost
    # --- Symbol vchodu: Omega ---
    def p_entrance (expr pos,theta,sc,al) =
      U := (0.4u, 0.4u);
      T := identity aligned al rotated theta scaled sc shifted pos;
      pickup PenA;
      path p;
      p := (-0.35u, -0.25u) -- (-0.2u, -0.25u){dir 135} .. (0, 0.25u) .. {dir 225}(0.2u, -0.25u) -- (0.35u, -0.25u);
      thdraw p;
    enddef;

    def p_entrance_legend =
      pickup PenA;
      path p;
      p := (-0.35u, -0.25u) -- (-0.2u, -0.25u){dir 135} .. (0, 0.25u) .. {dir 225}(0.2u, -0.25u) -- (0.35u, -0.25u);
      draw p shifted ((0.5, 0.5) inscale);
    enddef;

    let p_entrance_ASF = p_entrance;
    let p_entrance_ASF_legend = p_entrance_legend;

    # --- Štandardná horizontálna grafická mierka (8m s 1m rozlíšením) ---
    def s_scalebar (expr l, units, txt) =
      begingroup
        interim warningcheck:=0;
        tmpl:=l / Scale * cm * units / 2;
        tmpx:=l / Scale * cm * units / 8;
        tmph:=5bp; % výška mierky
      endgroup;
      pickup PenC;
      draw (-tmpl,0)--(tmpl,0)--(tmpl,-tmph)--(-tmpl,-tmph)--cycle;
      p:=(0,0)--(tmpx,0)--(tmpx,-tmph)--(0,-tmph)--cycle;
      for i:=-4 step 2 until 3:
        fill p shifted (i * tmpx,0);
      endfor;
      begingroup
        interim labeloffset:=3.5bp;
        for i:=0 step 1 until (l-1):
          tmpx:=tmpl * (i * 2 / l - 1);
          label.top(thTEX(decimal (i)),(tmpx,0));
        endfor;
        label.top(thTEX(decimal (l) & "\thinspace" & txt),(tmpl,0));
        label.bot(thTEX("Mierka 1 : " & decimal round(Scale*100)),(0,-tmph));
      endgroup;
    enddef;

    # --- Smerovka na sever (Shaded Compass Rose - Juraj Halama) ---
    def s_northarrow (expr rot) =
      scale_value = 0.42;
      decl := MagDecl; 
      T := identity;

      picture tmp_pic;
      tmp_pic = image (
          pickup pencircle scaled 1;
          thdraw fullcircle scaled 4cm;
          thdraw fullcircle scaled 2.75cm;
          pickup pencircle scaled .5;
          thdraw fullcircle scaled 3.75cm;
          for whereto=11.25 step 22.5 until 360:
            thdraw dir(whereto)*2.75/2cm--dir(whereto)*3.75/2cm;
          endfor;
          % arrows
          path halfarrow;
          halfarrow = (+.3cm,.3cm)--(0,2cm)--(0,0)--cycle;
          for whereto = 45 step 90 until 315:
            pickup pencircle scaled 1;
            for halfarrowgrad = 1 step -.05 until 0:
              thdraw ((halfarrowgrad*.3cm, halfarrowgrad*.3cm)--(0,2cm)) scaled .85 rotatedaround ((0, 0),whereto) withcolor .75halfarrowgrad;
            endfor;  
            pickup pencircle scaled .5;
            thdraw halfarrow scaled .85 rotated whereto;
            thfill halfarrow xscaled -1 scaled .85 rotated whereto withcolor white;
            thdraw halfarrow xscaled -1 scaled .85 rotated whereto;
          endfor;  
          for whereto = 0 step 90 until 270:
            pickup pencircle scaled 1;
            for halfarrowgrad = 1 step -.05 until 0:
              thdraw ((halfarrowgrad*.3cm, halfarrowgrad*.3cm)--(0,2cm)) scaled 1.15 rotatedaround ((0, 0),whereto) withcolor .75halfarrowgrad;
            endfor;  
            pickup pencircle scaled .5;
            thdraw halfarrow scaled 1.15 rotated whereto;
            thfill halfarrow xscaled -1 scaled 1.15 rotated whereto withcolor white;
            thdraw halfarrow xscaled -1 scaled 1.15 rotated whereto;
          endfor;  
          % central circles
          thfill fullcircle scaled .56cm withcolor 1white;
          pickup pencircle scaled .5;
          thdraw fullcircle scaled .56cm;
          thfill fullcircle scaled .3cm withcolor .30;
          % characters
          label.bot(thTEX("\bf{}N") scaled 1.5, (0,2.9cm));
          label.lft(thTEX("\bf{}E") scaled 1.5, (2.9cm,0));
          label.rt (thTEX("\bf{}W") scaled 1.5, (-2.95cm,0));
          label.top(thTEX("\bf{}S") scaled 1.5, (0,-2.9cm));
          % space among characters
          pickup pencircle scaled .5;
          thdraw (dir(45)*2cm)--(dir(45)*2.5cm);
          thdraw (dir(135)*2cm)--(dir(135)*2.5cm);
          thdraw (dir(225)*2cm)--(dir(225)*2.5cm);
          thdraw (dir(315)*2cm)--(dir(315)*2.5cm);
      );
      thdraw tmp_pic scaled scale_value rotatedaround (origin, - rot);
    enddef;

    # --- Symboly pohľadu: symbol_plan a symbol_extend ---
    def p_u_symbol_plan (expr pos,theta,sc,al) =
      U := (-3.25u, 3.25u);
      T := identity aligned al rotated theta scaled sc shifted pos;
      pickup PenB;
      q := ((-3.26u, -.95u) -- (1.74u, -.95u) -- (2.8u, .82u) -- (-1.49u, .82u) -- cycle);
      thfill q withcolor .85;
      thdraw q;
      q := ((-.175u, .5u) -- (0u, 0u) -- (.175u, .5u) .. (0u, .45u) .. cycle);
      thfill q withcolor .5green;
      thdraw q withcolor .5green;
      thdraw (0u, 0u) -- (0u, 2.31u) withcolor .5green; 
    enddef;

    def p_u_symbol_extend (expr pos,theta,sc,al) =
      U := (-2.5u, 2.5u);
      T := identity aligned al rotated theta scaled sc shifted pos;
      pickup PenB;
      q := ((-2.346u, -2.480u) -- (-.48u, -2.116u) -- (-.48u, 1.573u) -- (-2.346u, 1.354u) -- cycle);
      thfill q withcolor .85;
      q := ((-1.551u, -2.878u) -- (1.438u, -.766u) -- (1.438u, 2.388u) -- (-1.551u, 1.118u) -- cycle);
      thfill q withcolor .75;
      thdraw q;
      thdraw (-.48u, -2.116u) -- (-.48u, 1.573u) dashed evenly;
      q := ((.446u, -1.461u) -- (2.120u, -1.094u) -- (2.120u, 2.184u) -- (.446u, 1.965u) -- cycle);
      thfill q withcolor .85;
      thdraw (.446u, -1.461u) -- (.446u, 1.965u) dashed evenly;
      q := ((-.175u, .5u) -- (0u, 0u) -- (.175u, .5u) .. (0u, .45u) .. cycle) rotated -90;
      thfill q withcolor .5green;
      thdraw q withcolor .5green;
      thdraw (0u, 0u) -- (2.31u, 0u) withcolor .5green; 
    enddef;

    # --- Postavičky jaskyniarov v mierke (Walking & Climbing caver) ---
    picture u_man_c_pic;
    u_man_c_pic := image (
      draw (0cm, -0cm) -- (-8cm, 27cm) -- (-36cm, 55cm) -- (-50cm, 99cm) withpen pencircle scaled 16cm;
      draw (27cm, 48cm) -- (0, 64cm) -- (-29cm, 61cm) -- (-38cm, 102cm) withpen pencircle scaled 16cm;
      draw (-65cm, 48cm) -- (-75cm, 75cm) -- (-53cm, 106cm) -- (0, 106cm) withpen pencircle scaled 14cm;
      draw (-44cm, 130cm) withpen pencircle scaled 27cm withcolor black;
    ) shifted (20cm, -67cm);

    picture u_man_w_pic;
    u_man_w_pic := image (
      draw (0, 0) -- (7.5cm, 36cm) -- (0cm, 69cm) -- (9cm, 99cm) withpen pencircle scaled 16cm;
      draw (42cm, 9cm) -- (37.5cm, 42cm) -- (13.5cm, 69cm) -- (30cm, 102cm) withpen pencircle scaled 16cm;
      draw (21.5cm, 100.5cm) -- (6.6cm, 69cm) withpen pencircle scaled 16cm;
      draw (-24cm, 75cm) -- (-13.5cm, 102cm) -- (9cm, 112.5cm) -- (30cm, 108cm) -- (51cm, 87cm) -- (75cm, 93cm) withpen pencircle scaled 14cm;
      draw (30cm, 132cm) withpen pencircle scaled 27cm withcolor black;
    ) shifted (-20cm, -70cm);

    def p_u_man_c (expr P, R, S, A) =
      U := (60cm, 85cm) scaled (0.01 / Scale);
      T := identity aligned A rotated R scaled S shifted P;
      thdraw u_man_c_pic scaled (0.01 / Scale);
    enddef;

    def p_u_man_w (expr P, R, S, A) =
      U := (60cm, 80cm) scaled (0.01 / Scale);
      T := identity aligned A rotated R scaled S shifted P;
      thdraw u_man_w_pic scaled (0.01 / Scale);
    enddef;

    # --- Umelá stena / výstuž ---
    def l_wall_artificial (expr P) =
      T:=identity;
      pickup PenA;
      thdraw P withcolor (0.1, 0.3, 0.6);
    enddef;
  endcode

  # --- TeX rozloženie: Hlavička hore so scalebarom (max 8m, krok 1m), Legenda vľavo ---
  code tex-map
    \overfullrule=0pt\relax
    \legendwidth=5.2cm
    \legendcolumns=1

    % 1. HLAVIČKA NAD MAPOU (Logo, text a smerovka, pod nimi 8m grafická mierka s 1m krokom)
    \def\mapheader{%
      \vbox{\hsize=\hsize
        \hbox to \hsize{%
          \vbox to 3.2cm{\vfill\hbox{\pdfximage width 3.6cm {C:/Users/A1497335/Downloads/Dvojzavrt_po_objave/Dvojzavrt_po_objave/logo_cassovia.jpg}\pdfrefximage\pdflastximage}\vfill}\hfil
          \vbox to 3.2cm{\vfill\vbox{\hsize=0.52\hsize
            {\leftskip=0pt plus 1fil \rightskip=0pt plus 1fil \parfillskip=0pt
              {\size[24]\bf DVOJZÁVRT\endgraf}
              \vskip 3pt
              {\size[12]\rm Zádielska planina / Slovenský kras\endgraf}
              \vskip 3pt
              {\size[10.5]\it Speleoklub Cassovia\endgraf}
              \vskip 6pt
              {\size[9]\rm Zameral: {\bf Ladislav Gagy} \qquad Kreslil: {\bf Michal Danko}\endgraf}
              \vskip 2pt
              {\size[8.5]\rm Dátum merania: 16. 8. 2026 \qquad Dĺžka: {\bf 37 m} \qquad Hĺbka: {\bf 22 m}\endgraf}
            }
          }\vfill}\hfil
          \vbox to 3.2cm{\vfill\hbox{\northarrow}\vfill}%
        }
        \vskip 0.4cm
        \centerline{\scalebar}
        \vskip 0.8cm
      }
    }

    % 2. ĽAVÝ STĹPEC (1-stĺpcová legenda značiek)
    \def\mapleftcol{%
      \vtop{\hsize=\legendwidth
        {\the\legendtextsectionsize\the\legendtitle}\bigskip
        \insertlegend
      }
    }

    % 3. ROZLOŽENIE NA LISTE
    \def\maplayout{
      \legendbox{50}{100}{S}{\mapheader}
      \legendbox{22}{95}{NE}{\mapleftcol}
    }
  endcode

endlayout    

text sk "line wall:ice" "plastová rúra (spevnenie)"
text sk "point u:symbol_plan" ""
text sk "point u:symbol_extend" ""
text sk "point u:man_w" "postava (kráčajúca)"
text sk "point u:man_c" "postava (lezecká)"

# Export rez s 1-stĺpcovou ľavou legendou a 8m mierkou
export map -layout detail -projection [elevation 012] -o rez012c_1col.pdf

Použité AI – Gemini 3,7

Galléria testov a hrania sa s nano banna a gpt image.

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  • LochViewer – web Loch
    LochViewer: Modernizácia webového prehliadača jaskýňObjavovanie a mapovanie jaskýň si vyžaduje spracovanie kopy priestorových dát. Prezentácia týchto výsledkov odbornej aj laickej verejnosti je dôležitou súčasťou našej práce. Pôvodný program CaveView dlho slúžil na zobrazovanie 3D modelov, no rozhodol som sa ho s pomocou umelej inteligencie kompletne prepísať a zmodernizovať pod novým názvom LochViewer. Prečo? Aby konečne vyhovoval mojim dnešným nárokom a netváril sa, že zamrzol v minulom storoč
     

LochViewer – web Loch

Od: dankez
Apríl 30th 2026 at 23:23
LochViewer – web Loch

LochViewer: Modernizácia webového prehliadača jaskýň

Objavovanie a mapovanie jaskýň si vyžaduje spracovanie kopy priestorových dát. Prezentácia týchto výsledkov odbornej aj laickej verejnosti je dôležitou súčasťou našej práce. Pôvodný program CaveView dlho slúžil na zobrazovanie 3D modelov, no rozhodol som sa ho s pomocou umelej inteligencie kompletne prepísať a zmodernizovať pod novým názvom LochViewer. Prečo? Aby konečne vyhovoval mojim dnešným nárokom a netváril sa, že zamrzol v minulom storočí.

Rozhodol som sa mu preto dopriať facelift. Pod kapotu som mu namontoval pár vylepšení s pomocou AI a moderných knižníc. Výsledok sa volá LochViewer (LV) a tu je prehľad toho, prečo by ste ho mali vyskúšať…

🏔️ 1. Inteligentné vrstevnice

  • Dynamické popisy: Pri hlavných vrstevniciach uvidíte nadmorskú výšku. Algoritmus sa stará o to, aby ste mali v zornom poli vždy 1-3 čísla, takže nestratíte prehľad.
  • Lepšia viditeľnosť: Čísla a čiary sú renderované „nad“ terénom, takže sa nebijú s textúrou mapy.
  • Adaptívny zoom: Čím bližšie ste, tým sú popisy vrstevnice hustejšie. Pri pohľade z diaľky sa zase inteligentne zmenšia.

🗺️ 2. Mapy a povrchy s milimetrovou presnosťou

Už žiadne odhadom natiahnuté satelitné snímky. Ak máte fotomapu, LochViewer ju na terén usadí s matematickou presnosťou.

  • Manuálna kalibrácia: Ak textúra/povrch nesedí úplne presne, v bočnom paneli ju môžete jednoducho posúvať šípkami, kým „nepadne“ na miesto.
  • Vynovené shadery: Prepracovali sme grafický motor. Textúry sú ostrejšie a zobrazujú sa spoľahlivo aj pri extrémne rozsiahlych modeloch.
textura po kalibracii

📐 3. Merania pre detailistov

Potrebujete vedieť, koľko metrov vápenca máte nad hlavou? Stačí kliknúť.

  • Hĺbka pod povrchom: Jedným klikom v jaskyni zistíte presnú vertikálnu vzdialenosť k povrchu.
  • GPS súradnice: Kliknite na ľubovoľný bod a okamžite získate súradnice WGS84. Skvelá pomôcka, keď hľadáte nový vchod v hustom lese pomocou mobilu.
  • 3D pravítko: Meranie vzdialeností medzi bodmi je teraz maximálne intuitívne, je mozne merat vzdialenost medzi vetvami jaskyne, dvoma modelmi alebo k lubovolnému bodu povrchu.

🎥 4. Filmové štúdio v prehliadači

Chcete predviesť model na schôdzi klubu alebo na prednáške? Zapnite auto-rotáciu a stlačte Nahrať. Aplikácia vám vygeneruje WebM video, ktoré môžete okamžite zdieľať. Nepotrebujete žiadny ďalší softvér na nahrávanie obrazovky. To iste platí aj pre manuálny pohyb, kliknite Nahrať a pracujte s modelom, všetky pohyby, zoom a nastavenia budu potom pekne v plynulom videu.

🔗 5. Zdieľanie (Embed)

Moja bľúbená funkcia. Chcete vložiť model na svoj web?

  1. Nastavte si ideálny uhol pohľadu, farby a rezy.
  2. Kliknite na Share.
  3. LV vygeneruje odkaz, ktorý si toto nastavenie pamätá. Keď ho niekomu pošlete, uvidí presne to isté, čo vy.
  4. K dispozícii je aj iframe kód pre čisté vloženie do stránky bez zbytočných ovládacích panelov, dole ukážka kde sa môžete pohrať a pokrútiť ale nie menit nastavenia a povrchy, sidebar nieje k dispozícii.

Ovládanie

ľavé tlačidlo — otáčanie
pravé tlačidlo — posun
koliesko — zoom
dotykové gestá podporované

📱 6. Mobilná verzia

Celý LochViewer je responzívny. Na mobile sa menu skryje pod hamburger, aby ste mali celú plochu na model.

Model

✂️ 7. Rezy jaskyňou (Clipping)

Chcete vidieť, ako presne vyzerá profil jaskyne alebo koľko vás delí od povrchu? S touto vychytávkou si zobrazíte svoj model v rôznych rezoch.

  • Dva kliky a hotovo: Stačí spojiť dva body (napríklad vchod a dno priepasti), kliknut na tlačidlo vytvoriť rez a LochViewer vám okamžite vyreže čistý profil.
  • Posúvajte, ako potrebujete: Rez nie je statický obrázok. V sidebare si ho môžete plynule posúvať hore-dole alebo do strán a sledovať, ako sa masív mení …

🎥Video demo

Pripravil som pre Vás aj krátku video ukážku, kde všetky tieto novinky uvidíte v akcii. Je to autentické, bez prípravy a na jeden pokus – takže vopred ospravedlňte moje občasné „zadrhávanie“.

loch.sss.sk

loch.sss.sk/?model=%2FErna-2025-06-26_12-17-50_pct_50mm_shade_normals.ply&embed=true&theme=precision&terrain=shaded&surfcol=ffffff&smooth=1&scrop=0.75&cscraps=94a3b8&trvrs=0&talt=1&tradius=0.1&ctrvrs=4fc3f7&stations=0&elabels=1&grid=0&cgrid=222222&pclip=1&poff=-9.4

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  • Meranie teploty v Dvojzávrte na Zádielskej planine.
            Speleoklub Cassovia Vyhodnotenie teplotného grafu v Dvojzávrte pomocou Googlu v režime AI. V novembri sme ukončili práce na lokalite Dvojzávrt na Zádielskej planine za rok 2025. Koncom novembra sme ešte boli dole vo výkope umiestniť datalloger na meranie a zaznamenávanie teploty. Začiatkom februára sme boli na planine, tak sme zároveň boli aj vybrať datalloger. Nižšie je graf teplôt a výstup podľa Google AI. Na základe poskytnutého teplotného grafu zo senzora v hĺbke 10 metrov
     

Meranie teploty v Dvojzávrte na Zádielskej planine.

Február 26th 2026 at 16:21
Meranie teploty v Dvojzávrte na Zádielskej planine.

        Speleoklub Cassovia

Vyhodnotenie teplotného grafu v Dvojzávrte pomocou Googlu v režime AI.

V novembri sme ukončili práce na lokalite Dvojzávrt na Zádielskej planine za rok 2025. Koncom novembra sme ešte boli dole vo výkope umiestniť datalloger na meranie a zaznamenávanie teploty. Začiatkom februára sme boli na planine, tak sme zároveň boli aj vybrať datalloger. Nižšie je graf teplôt a výstup podľa Google AI.

Na základe poskytnutého teplotného grafu zo senzora v hĺbke 10 metrov a opisu lokality Dvojzávrt možno vyvodiť nasledujúce závery o potenciálnych voľných priestoroch pod šachtou:

  1. Analýza teplotného profilu
  • Stabilita (november – január): Teplota sa dlhodobo držala na úrovni cca 7 °C až 7,5 °C. Táto stabilita naznačuje, že priestor v hĺbke 10 m je dobre izolovaný od priamych vplyvov povrchovej atmosféry, čo je typické pre jaskynné prostredie s obmedzenou cirkuláciou vzduchu.
  • Prudký pokles (koniec januára – február): Na grafe vidíme dva výrazné prepady teploty – najprv k 5,5 °C a následne až k 3,2 °C.
    • Vzhľadom na zimné obdobie (január/február) a fakt, že závrt funguje ako ponor, je tento pokles pravdepodobne spôsobený vtekaním studenej vody z roztopeného snehu alebo zimných zrážok priamo do odtokového kanála.
    • Alternatívne môže ísť o nasávanie studeného vonkajšieho vzduchu (komínový efekt), čo by potvrdzovalo prepojenie na rozsiahlejší systém pod povrchom.
  1. Geomorfologické a speleologické indície
  • Odtokový kanál v masíve: Prítomnosť takmer vertikálneho kanála v korozívnom masíve, ktorý smeruje „skoro kolmo dole“, je jasným dôkazom vertikálneho smerovania krasovatenia. To, že kanál „odteká“, predpokladá existenciu prijímacieho priestoru nižšie.
  • Sintrová výplň: Výskyt sintrových kôr, nátekov a juvenilných foriem kvapľov (stalaktity, stalagmity) naznačuje, že v danom mieste dochádza k vylučovaniu vápenca z presakujúcich roztokov. Tieto formy potrebujú na svoj vznik voľný priestor vyplnený vzduchom.
  • Kryštalické agregáty: Nález samostatných kryštálov môže naznačovať prostredie s pomalou kryštalizáciou v chránenom, pravdepodobne kavernóznom priestore.
  1. Odhad potenciálnych priestorov
  • Vertikálne pokračovanie: S vysokou pravdepodobnosťou sa pod dnom výkopu nachádza systém vertikálnych puklín alebo užších šachiet. Keďže ide o Zádielsku planinu, ktorá je známa hlbokým krasovatením, tieto trhliny môžu viesť k hlbším horizontálnym úrovniam.
  • Dynamický systém: Reakcia teploty na vonkajšie zrážky (pokles teploty pri pretekaní vody) potvrdzuje, že systém je priechodný pre vodu aj vzduch. Prudký pád teploty na konci grafu (až k 3 °C) naznačuje, že objem vtekajúcej studenej vody alebo vzduchu je dostatočne veľký na to, aby lokálne ochladil masív v okolí senzora.
  • Rozmery: Ak je odtokový kanál v masíve viditeľný a smeruje nadol, existuje predpoklad, že po prekonaní úžin by sa mohol otvoriť do menšej siene alebo dómu, ktoré sú typické pre koreňové zóny závrtov v tejto časti Slovenského krasu.

Záver: Teplotné anomálie v kombinácii s hydrogeologickou funkciou (ponor) a prítomnosťou primárnych jaskynných foriem (sintre) silne naznačujú existenciu pokračujúcich voľných priestorov vertikálneho charakteru. Pre ďalší prieskum by bolo vhodné sledovať rýchlosť teplotnej odozvy po konkrétnych zrážkových úhrnoch, čo by pomohlo odhadnúť priame prepojenie s povrchom.

Máte k dispozícii aj údaje o zrážkach z blízkej meteostanice, aby sme ich mohli presne korelovať s tými teplotnými prepadmi?

 

Nájdi údaje o zrážkach z blízkej meteostanice.

 

Na základe dostupných údajov zo zrážkomernej stanice

Štós-kúpele a klimatologických zhodnotení SHMÚ možno zrážky v období uvedenom na grafe (november 2025 – február 2026) charakterizovať takto:

  1. November 2025: Vysoké úhrny

November 2025 bol v tejto lokalite zrážkovo veľmi bohatý. Stanica Štós-kúpele zaznamenala jeden z najvyšších mesačných úhrnov na celom Slovensku, a to 168,8 mm.

  • Tento vysoký úhrn zodpovedá začiatku grafu (27. 11. 2025), kedy je teplota v 10 m hĺbke stabilizovaná na cca 7 °C, čo naznačuje, že podzemie bolo v tom čase dobre dotované vodou, ktorá si udržiavala priemernú teplotu masívu.
  1. December 2025 a Január 2026: Výrazný deficit

Po daždivom novembri nastalo obdobie výrazného sucha.

  • V období od 1. decembra 2025 do 20. januára 2026 chýbalo v horských oblastiach (vrátane Slovenského krasu) miestami až viac ako 100 mm zrážok oproti dlhodobému priemeru.
  • Január 2026 bol na väčšine územia zrážkovo silne podnormálny až veľmi suchý.
  • Na grafe toto obdobie sucha korešponduje s miernym, ale plynulým klesaním teploty z 7,5 °C k hranici 6,5 °C (postupné vychladanie masívu bez nových teplejších/chladnejších dotácií vody).
  1. Február 2026: Prudký pokles a zimné zrážky

Prudký prepad teploty na konci grafu (prelom januára a februára 2026), kedy teplota klesá k 3,2 °C, je kľúčový.

  • Hoci bol január suchý, február býva na horách obdobím vrcholu snehovej pokrývky.
  • Prudký pokles teploty naznačuje pretopenie snehu alebo studené zimné dažde, ktoré cez závrt (ponor) vnikli priamo do jaskynného systému. Keďže voda z topiaceho sa snehu má teplotu blízku 0 °C, jej prienik do 10-metrovej hĺbky dokáže takto razantne znížiť lokálnu teplotu vzduchu a horniny.

 

Zhrnutie korelácie:

ObdobieZrážková situácia v ŠtóseReakcia v Dvojzávrte (10 m)
November 2025Nadpriemerné zrážky (168,8 mm)Stabilná teplota (~7,3 °C), saturácia masívu.
Dec. – Jan. 2026Výrazný deficit (sucho)Mierny pokles, stabilizácia bez výkyvov.
Február 2026Topenie snehu / zimné zrážkyPrudký prepad k 3 °C – priamy prienik studenej vody.

Tieto údaje potvrdzujú, že Dvojzávrt je aktívny ponor s rýchlou hydraulickou odozvou na povrchové zrážkové udalosti, čo je silným indikátorom priechodných voľných priestorov pod šachtou.

 

 

teplotny-graf-Dvojzavrt-6.jpg Juvenilne-formy-stalaktitov-a-stalagmitov-v-lavej-casti-a-v-pravej-vyzdoba-tvorena-sintrovymi-natekmi.-foto-M.Danko_-5.png 5.-foto-T.Berzetei-4.jpg 4.-foto-T.Berzetei-3.jpg 3.-foto-B.Liska_-2.jpg 2.-foto-B.Liska_-1.jpg 1.-foto-B.Liska_-0.jpg

Email: Bohuslav Líška

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  • Therion – textúra v novom web toole
    Keď už máš vygenerovaný 3D povrch pomocou Terén Ľahko, ďalšia logická otázka je jednoduchá:akú textúru si na to celé vlastne nalepím? Presne na toto vznikol druhý nástroj – DankeZ Downloader (Tile Downloader).Je to webová aplikácia, ktorá umožňuje stiahnuť mapy z rôznych zdrojov, poskladať ich do jedného obrázka vytvoriť prelínanie a automaticky ich geograficky nakalibrovať – či už pre Therion, alebo pre mobilné aplikácie Locus Map a OruxMaps.Zdrojový kód a samotný nástroj:github.com/dankez/map-
     

Therion – textúra v novom web toole

Od: dankez
Január 16th 2026 at 20:53
Therion – textúra v novom web toole

Keď už máš vygenerovaný 3D povrch pomocou Terén Ľahko, ďalšia logická otázka je jednoduchá:
akú textúru si na to celé vlastne nalepím?

Presne na toto vznikol druhý nástroj – DankeZ Downloader (Tile Downloader).
Je to webová aplikácia, ktorá umožňuje stiahnuť mapy z rôznych zdrojov, poskladať ich do jedného obrázka vytvoriť prelínanie a automaticky ich geograficky nakalibrovať – či už pre Therion, alebo pre mobilné aplikácie Locus Map a OruxMaps.

Zdrojový kód a samotný nástroj:
github.com/dankez/map-downloader-for-therion

Na čo je tento nástroj dobrý v praxi

Typický scenár jaskyniara:

  • chceš mať prehľadný povrch nad jaskyňou
  • potrebuješ vidieť vchody, závrty, lesné cesty, ortofoto, geológiu
  • chceš používať rovnakú mapu v Therione aj v mobile

A presne toto sa app pokúša riešiť.

Výber oblasti bez GIS trápenia

Na začiatku definuješ:

  • stredový bod – GPS/JTSK súradnice (napr. vchod do jaskyne)
  • rozsah oblasti v metroch – sever, juh, východ, západ

Nemusíš riešiť pixely ani manuálne orezávanie. Jednoducho povieš, že chceš napríklad 500 metrov na každú stranu, a aplikácia pripraví presne taký výrez. +- veľkosť stahovanej dlaždice, nelakaj sa ak je výrez oveľa väčší ako povrch, Therion to oreže dokonale. Odporúčam mať textúru vačšiu ako 3d povrch.


Viacero mapových zdrojov na jednom mieste

Veľká výhoda Downloadera je práca s viacerými mapovými vrstvami naraz. Nie si odkázaný na jeden typ mapy.

Medzi podporované zdroje patria napríklad:

  • Freemap.sk
    • turistická mapa
    • tieňovaný reliéf
  • ZBGIS
    • ortofotomapy
    • základná mapa
  • geologické mapy ….

Každý mapový zdroj funguje ako samostatná vrstva.


Prekryvanie vrstiev a priehľadnosť

Vrstvy môžeš kombinovať a prelínať podľa potreby.

Typický príklad použitia:

  • spodná vrstva: ortofoto
  • vrchná vrstva: tieňovaný reliéf

Vrchnú vrstvu vieš spriehľadniť, takže vidíš detaily z viacerých máp naraz. Výsledkom je prehľadná mapa, ktorá dáva zmysel pri plánovaní aj pri kreslení.


Export pre Therion bez ručnej kalibrácie

Jedna z najdôležitejších funkcií po kliknutí na Spojiť a Stiahnuť

Downloader vygeneruje:

  • JPG mapu
  • kalibračný reťazec pre Therion

Tento reťazec stačí vložiť do .th súboru a mapa:

  • má správne súradnice
  • má správnu mierku
  • presne sedí k povrchu z Terén Ľahko

Bez ručného klikania a skúšania.


Export do mobilu – Locus Map a OruxMaps

Z tej istej konfigurácie vieš rovno vytvoriť:

  • KMZ súbor pre Locus Map
  • ZIP balík pre OruxMaps

Výsledkom je:

  • offline mapa
  • presná kalibrácia
  • rovnaký mapový podklad ako v Therione


Cache a rýchle opakovanie generovania

Stiahnuté mapové dlaždice sa ukladajú do lokálnej cache.

V praxi to znamená:

  • opakované generovanie tej istej oblasti je výrazne rýchlejšie
  • pri zmene priehľadnosti alebo vrstiev sa mapy nesťahujú znova
  • šetríš čas aj pripojenie

Prečo to funguje spolu s Terén Ľahko

Tieto dva nástroje sú navrhnuté tak, aby sa vzájomne dopĺňali:

  • Terén Ľahko rieši 3D povrch, mriežku a generuje základnú textúru na 90% postačuje…
  • DankeZ Downloader rieši mapový podklad z rôznych zdrojov a prelínanie podkladov

Oba nástroje:

  • používajú rovnaké súradnicové systémy
  • generujú výstupy priamo pre Therion + Locus + Orux
  • sú robené pre jaskyniarov, nie pre GIS špecialistov, vzniklo to ako zábava a testovanie AI ….

Záver

Ak mapuješ jaskyne v Therione a moje apky si vyskúšal daj mi feedback v komentári… ak ti to veľmi pomohlo tak pijem pivo nealko 🙂

Video

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