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Apuane: la montagna non si intimidisce

Jún 10th 2026 at 06:00

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Dopo i vandalismi che hanno colpito i partecipanti alla Camminata Consapevole, una riflessione sul diritto di conoscere, frequentare e difendere uno dei territori più straordinari e fragili d’Italia

Le Alpi Apuane sono da sempre una montagna di contrasti. Terra di straordinaria bellezza, di profonde cavità carsiche, di biodiversità unica e di una lunga storia umana, rappresentano anche uno dei luoghi dove più intensamente si confrontano interessi economici, tutela ambientale e diverse visioni del futuro del territorio.

Per questo quanto accaduto domenica 7 giugno 2026, al termine della “Camminata Consapevole per le Apuane”, non può lasciare indifferenti.

L’iniziativa, promossa dall’associazione Apuane Libere, ha visto la partecipazione di oltre trecento persone che hanno percorso il sentiero CAI dal Rifugio Donegani al Rifugio Orto di Donna attraversando una vallata profondamente segnata dall’attività estrattiva. Una camminata pacifica, finalizzata a osservare, comprendere e riflettere sul presente e sul futuro delle Apuane.

Al rientro, però, molti partecipanti hanno trovato le proprie automobili vandalizzate. Graffi, danneggiamenti e scritte hanno colpito decine di veicoli parcheggiati lungo la strada di accesso alla manifestazione.

I responsabili non sono ancora stati individuati e saranno le indagini delle autorità competenti a fare piena luce sull’accaduto. Ciò che appare già evidente, tuttavia, è il carattere intimidatorio di un gesto rivolto contro persone che stavano esercitando pacificamente il proprio diritto a partecipare a un’iniziativa pubblica.

@M.Abisso

La reazione del mondo della montagna e delle istituzioni è stata immediata e unanime.

Il CAI Toscana ha condannato l’accaduto parlando di un vero e proprio atto intimidatorio. Il Club Alpino Italiano, attraverso il delegato centrale all’Ambiente Mario Vaccarella, ha espresso solidarietà ai partecipanti e alle associazioni coinvolte, ricordando come la tutela dell’ambiente rappresenti un interesse collettivo e un patrimonio comune.

Parole nette sono giunte anche dal presidente del Parco Regionale delle Alpi Apuane, Lorenzo Tagliasacchi, che ha definito i fatti “gravissimi e inaccettabili”, ribadendo che nessuno può essere intimidito per le proprie idee.

Alla condanna si è unito il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che ha parlato di un episodio “intollerabile e vile”, un tentativo di colpire la libertà di manifestazione attraverso l’intimidazione. Una presa di posizione significativa che conferma la gravità con cui le istituzioni hanno interpretato l’accaduto.

Le Apuane sono da molti anni al centro di un acceso dibattito sul rapporto tra attività estrattive, tutela ambientale e sviluppo economico. È un confronto legittimo, spesso complesso e talvolta aspro. Ma proprio per questo deve poter avvenire nel rispetto reciproco, nella trasparenza e nella piena libertà di espressione.

@M.Abisso

Per gli speleologi, gli escursionisti, gli alpinisti e tutti coloro che frequentano queste montagne, e anche per chi non le frequenta e le ammira anche solo dall’autostrada, le Apuane sono un patrimonio naturale e culturale di valore internazionale. Sotto le loro creste si sviluppano alcuni dei più importanti sistemi carsici d’Europa; nelle loro vallate si intrecciano storia, paesaggio, biodiversità e memoria delle comunità locali.

Le Apuane non hanno bisogno di nuove divisioni, che rievocano antichi scontri. In queste montagne, nonostante differenze e contrasti, non sono mancati esempi di rispetto reciproco tra chi le vive in modi diversi. Il problema non sono i cavatori, ma chi dalla montagna trae profitto senza preoccuparsi delle conseguenze. Difendere questo territorio significa anche riconoscere il valore e la dignità di chi lo vive con rischio e lo conosce ogni giorno, cercando nel rispetto reciproco la strada per guardare nella stessa direzione.

Difendere la possibilità di conoscere questi luoghi, studiarli, percorrerli e discuterne il futuro significa difendere un principio fondamentale di partecipazione democratica.

Le idee possono essere diverse. Le opinioni possono anche essere profondamente distanti. Ma nessuna visione della montagna può trovare legittimazione nell’intimidazione.

La risposta più forte a quanto accaduto resta quella offerta dagli oltre trecento partecipanti alla camminata: continuare a frequentare le Apuane, a conoscerle e ad averne cura, nella convinzione che la montagna appartenga a tutti e che il suo futuro debba essere costruito attraverso il confronto, mai attraverso la paura.

@M.Abisso

Chi ha rigato quelle automobili probabilmente voleva lasciare un segno. Lo ha lasciato davvero, ma non quello immaginato. Ha ricordato a tutti quanto sia importante continuare a parlare delle Apuane, frequentarle, studiarle e comprenderle.

Noi conosciamo queste montagne anche dal loro interno: attraverso le grotte, le sorgenti, gli abissi e i grandi sistemi carsici che raccontano una storia antica, scritta nella roccia molto prima delle divisioni e delle contrapposizioni di oggi. Forse è anche per questo che sentiamo il dovere di affermare con chiarezza che nessuna intimidazione può trovare cittadinanza in montagna.

Le Alpi Apuane sono un patrimonio naturale, culturale e umano che appartiene a tutti. E il loro futuro deve poter essere discusso da tutti, nel rispetto delle idee e delle persone, senza paura e senza minacce. Perché una montagna può essere percorsa, studiata, amata, discussa. Ma non può appartenere a chi pretende di imporre il silenzio agli altri.

Un vecchio frequentatore della Val Serenaia, ricordando i campeggi al Donegani, le traversate sulle creste e gli anni trascorsi tra queste montagne, ha scritto qualche tempo fa: «Val Serenaia… mai più bel nome poteva esserle riservato». Poi ha aggiunto amaramente che oggi la chiamerebbe «Val Desolazione».

È un’opinione personale, certamente. Ma racconta quanto profonde siano le emozioni, i ricordi e le passioni che le Apuane continuano a suscitare.

Proprio per questo il loro futuro merita confronto, ascolto e rispetto. Perché una montagna può essere percorsa, studiata, amata, discussa. Ma non può appartenere a chi pretende di imporre il silenzio agli altri.

Marina Abisso – OrTAM – ONCN CAI

Cava di Val Serenaia: questa fotografia è attinta aa  http://www.flickr.com/photos/emanuelelotti/

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    Condividi Domenica 24 maggio 2026 escursione aperta a tutti nella valle di Vagli di Sotto promossa da CRTAM, CAI Toscana e numerose associazioni ambientaliste: “Per un Parco Naturale, contro il Parco delle cave” Domenica 24 maggio 2026, alle ore 10, la Valle di Arnetola, nel comune di Vagli di Sotto, in provincia di Lucca, ospiterà una nuova “Giornata delle Apuane”, iniziativa dedicata alla difesa ambientale e paesaggistica delle Alpi Apuane. Tra i promotori dell’iniziativa figurano in pri
     

Giornata delle Apuane: in Arnetola una mobilitazione per la tutela del territorio

Máj 21st 2026 at 05:00

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Domenica 24 maggio 2026 escursione aperta a tutti nella valle di Vagli di Sotto promossa da CRTAM, CAI Toscana e numerose associazioni ambientaliste: “Per un Parco Naturale, contro il Parco delle cave”

Domenica 24 maggio 2026, alle ore 10, la Valle di Arnetola, nel comune di Vagli di Sotto, in provincia di Lucca, ospiterà una nuova “Giornata delle Apuane”, iniziativa dedicata alla difesa ambientale e paesaggistica delle Alpi Apuane.

Tra i promotori dell’iniziativa figurano in primo piano il CAI Toscana, Apuane Libere, e CRTAM – Commissione Regionale Tutela Ambiente Montano Toscana, insieme a Legambiente, WWF Alta Toscana e numerose associazioni e comitati del territorio.

Lo slogan scelto dagli organizzatori è netto: “Per un Parco Naturale. Contro il Parco delle cave”.

L’iniziativa prevede un’escursione nella Valle di Arnetola, area considerata tra le più significative e delicate delle Alpi Apuane per biodiversità, fenomeni carsici, storia e paesaggio. Una valle che, secondo i promotori, rappresenta anche uno dei simboli della pressione esercitata dall’attività estrattiva sul territorio apuano.

Nel materiale diffuso per la giornata si sottolinea infatti la presenza di cave attive nel bacino del Monte Pallerina, oltre ai timori per possibili riaperture di siti estrattivi lungo aree di particolare valore naturalistico e storico, comprese zone vicine alla Via Vandelli e all’eremo di San Viano.

L’escursione non presenta particolari difficoltà tecniche: il percorso, di circa 2,6 chilometri con 300 metri di dislivello, si svolgerà prevalentemente su strada bianca e avrà una durata complessiva di circa tre ore e mezza, comprese le soste.

Per gli organizzatori, la “Giornata delle Apuane” vuole essere un momento di partecipazione e sensibilizzazione pubblica sul futuro delle montagne apuane, riaffermando la necessità di una tutela ambientale che metta al centro il valore del paesaggio, della biodiversità e della memoria storica del territorio.

Per partecipare alla Giornata delle Apuane non è prevista un’iscrizione online.

Gli organizzatori ricordano, però, che i soci CAI devono comunicare la propria partecipazione alla sezione di appartenenza per l’attivazione della copertura assicurativa, mentre i non soci possono assicurarsi presso una delle sezioni partecipanti entro venerdì 22 maggio.

Sul volantino dell’iniziativa è inoltre disponibile un QR code per raggiungere il punto di ritrovo nella Valle di Arnetola.

La Valle di Arnetola è uno scrigno di biodiversità e storia

L’escursione è organizzata per conoscere e tutelare una delle valli più emblematiche e fragili delle Alpi Apuane da: Apuane Libere, Amici della Terra Versilia, ARCI Massa Carrara, CAI Toscana –  CRTAM, CIPIT Comitato Indipendente per la Partecipazione l’Informazione e la Trasparenza, Comitato Custodi della Ceragiola, Comitato per la chiusura della ex Cava Fornace, Comitato Ugo Pisa, Gasvezza, Italia Nostra Massa – Montignoso, La Voce degli Alberi, Legambiente Carrara, Legambiente Massa – Montignoso, Legambiente Versilia, WWF Alta Toscana

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