“Colori al buio”: Progetto Sebino segue il viaggio dell’acqua nel complesso Bueno Fonteno–Nueva Vida
Tre traccianti immessi nei corsi d’acqua sotterranei di un sistema carsico che ormai supera i 45 chilometri di sviluppo. Cinque sorgenti sotto osservazione tra il lago d’Iseo e la Val Cavallina, per ricostruire percorsi e collegamenti ancora sconosciuti.
Dove finisce l’acqua che scompare nelle profondità della montagna?
Quali percorsi segue attraverso pozzi, gallerie e meandri?
Quanto tempo impiega a raggiungere le sorgenti?
Sono alcune delle domande alle quali cerca di rispondere “Colori al buio”, l’operazione di tracciamento idrologico condotta da Progetto Sebino nel complesso carsico Bueno Fonteno–Nueva Vida, tra il lago d’Iseo e la Val Cavallina, in Lombardia.
Il 24 ottobre 2026, gli speleologi hanno immesso tre differenti traccianti nei corsi d’acqua sotterranei del sistema, che conta ormai oltre 45 chilometri di sviluppo esplorato. L’obiettivo è seguire il movimento dell’acqua attraverso la montagna e individuare le possibili connessioni con le sorgenti del territorio.
L’operazione è stata raccontata anche da L’AltraMontagna e approfondita da Progetto Sebino in un resoconto pubblicato il 3 novembre scorso.

Tre colori per seguire l’acqua
Nello studio degli acquiferi carsici, i tracciamenti permettono di indagare collegamenti che non possono essere osservati direttamente.
Si introducono nell’acqua sostanze riconoscibili anche a concentrazioni molto basse e si controlla successivamente se, dove e quando compaiono nei punti di monitoraggio.
I traccianti impiegati in questo tipo di ricerca sono scelti per poter essere rilevati attraverso specifiche analisi. Non sempre, quindi, l’acqua assume una colorazione visibile a occhio nudo.
Nel caso di “Colori al buio”, tre traccianti differenti sono stati utilizzati in altrettanti corsi d’acqua sotterranei del complesso Bueno Fonteno–Nueva Vida.
L’impiego di sostanze distinguibili permette di seguire contemporaneamente più percorsi idrici e di verificare se acque provenienti da settori diversi convergano verso le stesse sorgenti oppure seguano vie separate.
Il lavoro richiede una lunga preparazione, perché l’immissione dei traccianti rappresenta soltanto la prima fase dell’esperimento.

Cinque sorgenti sotto osservazione
All’esterno del complesso sono state individuate cinque sorgenti da monitorare, distribuite tra l’area del lago d’Iseo e la Val Cavallina.
Il controllo delle acque consentirà di cercare le tracce delle sostanze immesse in grotta e, qualora vengano rilevate, di ricostruire i collegamenti idrologici.
Accanto ai campionamenti sono stati installati nuovi strumenti per misurare la portata, cioè la quantità d’acqua che attraversa una determinata sezione nell’unità di tempo.
Sono previste anche analisi chimico-fisiche, utili per interpretare i risultati in relazione alle condizioni dell’acquifero.
La quantità d’acqua in circolazione, le precipitazioni e le variazioni di portata possono infatti influenzare la velocità di trasporto e la concentrazione dei traccianti.
Il monitoraggio proseguirà nelle prossime settimane, con una prima valutazione dei risultati attesa entro dicembre.
Per il momento non è ancora possibile indicare quali collegamenti siano stati dimostrati: l’esperimento è in corso e saranno i dati raccolti alle sorgenti a fornire le risposte.
Un sistema di oltre 45 chilometri
Il complesso Bueno Fonteno–Nueva Vida rappresenta uno dei principali fronti di esplorazione e ricerca speleologica dell’area sebina.
Con oltre 45 chilometri di gallerie, pozzi e meandri esplorati, il sistema offre agli speleologi una conoscenza diretta di una parte importante della rete sotterranea.
Ma il rilievo delle cavità, per quanto esteso, non coincide necessariamente con la conoscenza completa della circolazione idrica.
L’acqua può attraversare fratture, condotti troppo stretti per essere percorsi e settori ancora inesplorati. Due ambienti sotterranei apparentemente lontani possono appartenere allo stesso bacino idrogeologico, mentre gallerie vicine possono convogliare le acque verso sorgenti differenti.
Per questo i tracciamenti costituiscono uno strumento fondamentale di integrazione tra esplorazione speleologica, rilievo topografico e ricerca idrogeologica.
Il progetto “100 km di abissi”
L’operazione si inserisce nel più ampio progetto “100 km di abissi”, attraverso il quale Progetto Sebino porta avanti attività di esplorazione, documentazione e studio del sistema carsico.
L’iniziativa si sviluppa anche con il sostegno di Uniacque e del Lions Club Valcalepio Valcavallina.
La ricerca sulla circolazione sotterranea non riguarda soltanto la ricostruzione geografica delle grotte.
Conoscere l’origine delle acque che alimentano una sorgente e i percorsi che seguono attraverso le rocce è importante anche per comprendere la vulnerabilità degli acquiferi carsici.
In questi ambienti l’acqua può spostarsi rapidamente lungo fratture e condotti, con una capacità di filtrazione naturale spesso molto diversa da quella dei terreni porosi.
Individuare le aree di alimentazione e i collegamenti sotterranei contribuisce quindi alla conoscenza e alla tutela delle risorse idriche.
Ora la parola passa alle sorgenti
Dopo il lavoro degli speleologi nei corsi d’acqua sotterranei, la ricerca continua soprattutto attraverso il monitoraggio.
I campioni raccolti e le misure di portata dovranno chiarire se i traccianti raggiungeranno le sorgenti controllate, con quali tempi e in quali concentrazioni.

Ogni eventuale riscontro aggiungerà un elemento alla ricostruzione della rete idrica che attraversa la montagna.
Il complesso Bueno Fonteno–Nueva Vida è già conosciuto per decine di chilometri di ambienti percorribili. “Colori al buio” cerca ora di raccontare anche il viaggio dell’acqua nei tratti che gli speleologi non possono ancora raggiungere.
Fonti
Progetto Sebino (anche per le fotografie) – Report dettagliato operazione “Colori al buio”, complesso Bueno Fonteno–Nueva Vida, 24 ottobre 2026 – 3 novembre 2026
https://www.progettosebino.com/2026/11/03/report-dettagliato-operazione-colori-al-buio-complesso-bueno-fonteno-nueva-vida-24-10-2026/
L’AltraMontagna – Samuele Doria – “Versando traccianti chimici nell’acqua che spariva nella montagna hanno scoperto oltre 45 chilometri di pozzi, gallerie e tortuosi meandri: l’operazione Colori al buio” – 30 ottobre 2026
https://www.ildolomiti.it/altra-montagna/ambiente/2026/versando-traccianti-chimici-nellacqua-che-spariva-nella-montagna-hanno-scoperto-oltre-45-chilometri-di-pozzi-gallerie-e-tortuosi-meandri-loperazione-colori-al-buio
Partecipanti PS: Gianluca P.
Partecipanti gruppi esterni: Alessandro M. Federico B. Alberto C. Corrado P. Federico V. Sirio C. e Maurizio G.
Dai 40 chilometri esplorati allo studio delle acque sotterranee
Scintilena ha raccontato in passato il raggiungimento dei 40 chilometri di gallerie esplorate e topografate nel complesso Bueno Fonteno–Nueva Vida, una tappa importante nella lunga storia delle esplorazioni di Progetto Sebino.
Oggi il sistema supera i 45 chilometri di sviluppo e la ricerca prosegue anche sul fronte idrogeologico.
Con l’operazione “Colori al buio”, gli speleologi cercano di ricostruire i percorsi dell’acqua attraverso condotti e fratture ancora sconosciuti, aggiungendo alla conoscenza degli ambienti esplorati quella della circolazione idrica sotterranea.
Per approfondire:
Il complesso carsico del Sebino Occidentale “Bueno Fonteno-Vida”: 40 km di meraviglie sotterranee in una sfida apparentemente senza confini – Scintilena, 30 marzo 2025 https://www.scintilena.com/il-complesso-carsico-di-del-sebino-occidentale-bueno-fonteno-vida-40-km-di-meraviglie-sotterranea-in-una-sfida-apparentemente-senza-confini/03/30/
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