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  • Presentati a Costacciaro 2026 gli Atti di Borgiosubterranea: la speleologia ligure diventa un libro
    Condividi Il volume raccoglie gli interventi dell’VIII Incontro di Speleologia Ligure, svoltosi a Borgio Verezzi nell’aprile 2025 a cura della Delegazione Speleologica Ligure e di Finalmentespeleo. Un patrimonio di esplorazioni, ricerche e memorie ora disponibile per la consultazione e l’acquisto. Una nuova occasione per incontrarlo sarà a Savona, il 10 dicembre prossimo Da Borgio Verezzi 2025 a Costacciaro 2026 Al Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro 2026 sono stati present
     

Presentati a Costacciaro 2026 gli Atti di Borgiosubterranea: la speleologia ligure diventa un libro

November 5th 2026 at 10:20

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Il volume raccoglie gli interventi dell’VIII Incontro di Speleologia Ligure, svoltosi a Borgio Verezzi nell’aprile 2025 a cura della Delegazione Speleologica Ligure e di Finalmentespeleo. Un patrimonio di esplorazioni, ricerche e memorie ora disponibile per la consultazione e l’acquisto. Una nuova occasione per incontrarlo sarà a Savona, il 10 dicembre prossimo

Da Borgio Verezzi 2025 a Costacciaro 2026

Al Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro 2026 sono stati presentati gli Atti di Borgiosubterranea 2025 – “Divenire”, il volume che raccoglie i contributi dell’VIII Incontro di Speleologia Ligure, svoltosi a Borgio Verezzi dal 4 al 6 aprile 2025.

L’appuntamento di Borgio ha riportato al centro dell’attenzione la speleologia ligure, riunendo esploratori, ricercatori, gruppi speleologici e appassionati attorno a un programma ricco di interventi e confronti.

La pubblicazione degli Atti rappresenta un risultato importante: le esperienze raccontate durante il convegno non rimangono soltanto nella memoria dei partecipanti, ma diventano documentazione consultabile, utile anche per chi non aveva potuto essere presente.

Esplorazioni, scienza, ambiente e memoria

Sfogliando l’indice del volume emerge la varietà dei temi affrontati: nuove esplorazioni e aggiornamenti sulle cavità liguri, rilievi e documentazione, monitoraggi ambientali, ricerche scientifiche, archeologia, paleontologia e storia della speleologia.

Tra i contributi trovano spazio studi sulle Grotte di Borgio Verezzi, sul loro ambiente sotterraneo e sulle attività di ricerca, accanto a lavori dedicati ad altre aree carsiche italiane e a progetti di collaborazione.

Non mancano le riflessioni sulla tutela delle grotte e sulla necessità di conservare la memoria delle esplorazioni.

Nelle pagine introduttive, il sindaco di Borgio Verezzi, Renato D’Aquino, ricorda che l’incontro del 2025 ha riunito oltre 200 partecipanti, con 38 interventi di carattere regionale e 16 di tematica extraregionale, oltre a mostre, stand e spettacoli.

I numeri raccontano un incontro vivace: il valore degli Atti però va oltre il bilancio della manifestazione: mettere per iscritto risultati, esperienze e conoscenze significa renderli disponibili alla comunità speleologica anche negli anni a venire.

Dove consultare e acquistare gli Atti

Il volume Borgiosubterranea 2025 – “Divenire”, pubblicato da Eidon Edizioni, è disponibile per la consultazione e l’acquisto.

Per informazioni è possibile rivolgersi alla Delegazione Speleologica Ligure, scrivendo all’indirizzo e-mail della presidenza: presidentedsl@gmail.com.

Una bella occasione per vedere il libro di persona, ed eventualmente decidere di acquisirlo nella propria biblioteca, sarà giovedì 10 dicembre 2026 a Savona, in occasione della serata Nel cuore della Terra per ascoltare il Cosmo, nell’ambito della rassegna Cine di Cime, al Nuovofilmstudio delle Officine Solimano.

Il 10 dicembre 2026 a Savona: dalle grotte di miniera all’Einstein Telescope

La serata, in programma alle ore 21, propone un percorso che unisce il patrimonio sotterraneo, la ricerca scientifica e le tecnologie del futuro.

Il programma comprende il documentario “Grotte di miniera. Dentro gli archivi del tempo” e la presentazione “L’eco del cosmo nel cuore della Terra”.

Ospiti dell’incontro saranno Angelo Naseddu, speleologo ed esploratore, già presidente della Federazione Speleologica Sarda, e Gianluca Gemme, fisico, dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e docente dell’Università di Genova, tra i progettisti dell’Einstein Telescope.

L’iniziativa si svolge con il patrocinio della Delegazione Speleologica Ligure.

L’appuntamento è al Nuovofilmstudio, Piazza Pippo Rebagliati 6A, Savona, con ingresso a 5 euro.

Sarà l’occasione per parlare di grotte e ricerca, ma anche per sfogliare gli Atti di Borgiosubterranea e ritrovare, tra le pagine, un anno di lavoro e di incontri della speleologia ligure.


Fonti e approfondimenti

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  • Federazione Speleologica Sarda: nuova Commissione Editoriale, le esplorazioni diventano racconti e ricerca
    Condividi Sardegna Speleologica raccoglie testi, fotografie e rilievi. La Federazione Speleologica Sarda collega la nuova attività editoriale a esplorazione, documentazione, formazione e tutela delle grotte La Federazione Speleologica Sarda ha una nuova Commissione Editoriale. Insediato il 10 settembre 2026, l’organismo curerà la pubblicazione della rivista Sardegna Speleologica e la diffusione della cultura speleologica attraverso il sito istituzionale, i social network e le pubblicazioni on
     

Federazione Speleologica Sarda: nuova Commissione Editoriale, le esplorazioni diventano racconti e ricerca

November 5th 2026 at 06:00

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Sardegna Speleologica raccoglie testi, fotografie e rilievi. La Federazione Speleologica Sarda collega la nuova attività editoriale a esplorazione, documentazione, formazione e tutela delle grotte

La Federazione Speleologica Sarda ha una nuova Commissione Editoriale. Insediato il 10 settembre 2026, l’organismo curerà la pubblicazione della rivista Sardegna Speleologica e la diffusione della cultura speleologica attraverso il sito istituzionale, i social network e le pubblicazioni online.

L’invito è rivolto a speleologhe, speleologi e gruppi che intendono condividere il lavoro svolto nel sottosuolo. La redazione raccoglierà resoconti esplorativi, studi, fotografie e rilievi. Prima dell’invio sarà necessario contattare la Commissione, per ricevere le indicazioni sugli standard richiesti nella preparazione dei file.

L’indirizzo di riferimento è redazione@federazionespeleologicasarda.it. Il contatto preliminare permetterà agli autori di predisporre i materiali secondo le esigenze redazionali.

Sardegna Speleologica: spazio a esplorazioni, scienza e patrimonio sotterraneo

Il programma editoriale abbraccia le diverse componenti della speleologia. Accanto alle nuove scoperte troveranno spazio biospeleologia, idrologia, geologia e paleontologia. Sono previsti contributi su rilievo, tecniche, materiali, speleologia urbana e cavità artificiali.

La raccolta comprenderà anche tutela e valorizzazione del patrimonio carsico. Rientrano nell’invito la storia della speleologia, le mostre, gli eventi e le attività didattiche. I gruppi potranno proporre resoconti di corsi, convegni e manifestazioni con contenuti di interesse generale.

Sardegna Speleologica mantiene così una funzione già riconoscibile nei numeri precedenti. Il fascicolo 28, del luglio 2016, affiancava esplorazioni e immersioni a studi sui pipistrelli, sui geotritoni e sulla sorgente di Su Gologone. Comprendeva inoltre ricerche sulle strutture sotterranee militari e sul ruolo degli speleologi nella pianificazione territoriale. [Fonte 9]

Federazione Speleologica Sarda: dalla rivista alla memoria delle esplorazioni

La pubblicazione dei risultati consente di conservare informazioni che nascono durante attività spesso lunghe e collettive. Relazioni, immagini e rilievi rendono consultabili percorsi di ricerca e conoscenze maturate dai gruppi.

Un esempio è il numero 29 di Sardegna Speleologica. Pubblicato nel 2017, è una monografia dedicata alla storia delle esplorazioni del Sistema Carsico del Supramonte Orientale. La Federazione presentò nello stesso periodo anche una guida alla Grotta di Santa Barbara e un volume sul monitoraggio della chirotterofauna del Sulcis-Iglesiente. [Fonte 10]

La nuova Commissione Editoriale si colloca in questa continuità. Il suo mandato riguarda sia la rivista sia i canali digitali. Sono strumenti diversi, riuniti dall’obiettivo dichiarato di promuovere la cultura speleologica.

Catasto e biblioteca: la documentazione della speleologia sarda

L’attività editoriale si inserisce in un sistema documentale più ampio. La Federazione Speleologica Sarda cura il WebGIS del Catasto Speleologico Regionale. Il portale permette di consultare ingressi georeferenziati, planimetrie e informazioni sulle cavità. Al momento della consultazione riporta 4.180 grotte a catasto. [Fonte 2]

A Iglesias, nella Foresteria Monteponi, hanno sede la Biblioteca Regionale di Speleologia e i centri di documentazione. La biblioteca raccoglie oltre 3.000 unità documentali. Il complesso è gestito dalla Federazione attraverso convenzioni con l’amministrazione regionale. [Fonte 5]

In questo quadro, Sardegna Speleologica costituisce uno dei luoghi di restituzione del lavoro sul campo. Le informazioni tecniche alimentano gli archivi; articoli e immagini ne rendono comprensibili i risultati a una comunità più ampia. Rivista e catasto mantengono funzioni differenti, entrambe legate alla conoscenza del patrimonio sotterraneo. [Fonte 4][Fonte 9]

Commissione Editoriale della Federazione Speleologica Sarda: come proporre i contributi

Per partecipare, gli autori dovranno prendere contatto con la redazione prima di trasmettere i materiali. La Commissione fornirà le indicazioni necessarie sull’elaborazione dei file.

L’invito riguarda testi, fotografie e rilievi. Le proposte potranno raccontare una scoperta, presentare uno studio oppure documentare un’attività utile alla comunità speleologica. Il riferimento resta redazione@federazionespeleologicasarda.it.

La richiesta della Federazione mette al centro il contributo degli esploratori. Il lavoro compiuto nelle grotte diventa materia da ordinare, conservare e raccontare attraverso Sardegna Speleologica e gli altri strumenti di comunicazione federale.


Relazione sulle attività e sulle azioni della Federazione Speleologica Sarda

Federazione Speleologica Sarda: una rete tra esplorazione, ricerca e servizi documentali

Le attività della Federazione Speleologica Sarda si sviluppano lungo più direttrici. Comprendono il coordinamento di iniziative comuni, l’esplorazione, la documentazione, la divulgazione e la collaborazione nella formazione. A queste si aggiunge la gestione di strumenti previsti dalla normativa regionale, a partire dal Catasto Speleologico Regionale. [Fonte 4][Fonte 1][Fonte 7]

Il rapporto tra questi ambiti costituisce un elemento centrale del lavoro federale. L’esplorazione produce osservazioni e rilievi. Il catasto raccoglie dati identificativi e tecnici. Biblioteca e centri documentali conservano le fonti. Le pubblicazioni diffondono risultati, metodi e conoscenze. La direttiva regionale sul catasto collega espressamente questi servizi alla pratica speleologica, alla ricerca e alla didattica. [Fonte 4]

L’attività non coincide quindi con le sole uscite in grotta. Comprende anche il lavoro successivo: verificare dati, archiviare documenti, organizzare bibliografie e rendere accessibili le informazioni. È su questo terreno che l’iniziativa dei gruppi assume una dimensione regionale. [Fonte 4][Fonte 6]

Catasto Speleologico Regionale: il ruolo pubblico della Federazione Speleologica Sarda

Il Catasto Speleologico Regionale rappresenta la documentazione ufficiale delle grotte e delle aree carsiche della Sardegna. Una prima istituzione risale alla legge regionale 21 settembre 1993, n. 46. Nel 1999 iniziò l’informatizzazione del materiale cartaceo. La legge regionale 7 agosto 2007, n. 4, istituì il catasto presso l’Assessorato della Difesa dell’Ambiente, confermandone la gestione federale. [Fonte 3]

La direttiva approvata con deliberazione regionale n. 44/19 del 29 settembre 2009 ne definisce il funzionamento. L’affidamento alla Federazione avviene tramite convenzione. La FSS è responsabile delle iscrizioni catastali e della corretta tenuta dei dati. Deve inoltre comunicare all’amministrazione regionale variazioni e aggiornamenti secondo le modalità convenzionali. [Fonte 4]

Il catasto comprende due sezioni: grotte o cavità naturali e aree carsiche. Le schede delle cavità raccolgono coordinate, quota, dislivelli, lunghezze e informazioni sul rilievo. Possono comprendere annotazioni sulla circolazione idrica, sullo stato di conservazione e su altre caratteristiche significative. [Fonte 4]

Per le aree carsiche vengono documentati anche estensione, litologia e principali fenomeni superficiali. La direttiva considera inoltre le informazioni sull’acquifero e sulla sua vulnerabilità. L’archivio collega quindi la descrizione delle singole grotte alla conoscenza del territorio che le ospita. [Fonte 4]

Questa impostazione attribuisce alla documentazione speleologica un’utilità che supera l’ambito associativo. La disponibilità di dati ordinati sostiene lo studio delle acque sotterranee, la conoscenza ambientale e la conservazione dei beni censiti. Sono finalità esplicitamente richiamate dalla disciplina regionale. [Fonte 4]

WebGIS delle grotte sarde: cartografia digitale e organizzazione territoriale

Il portale del Catasto Speleologico Regionale rende consultabili online i dati attraverso un WebGIS, cioè un sistema informativo geografico accessibile dal web. Il visualizzatore sovrappone a una base cartografica gli ingressi georeferenziati e le planimetrie delle grotte. Un motore di ricerca permette di interrogare la banca dati. [Fonte 2]

Sono disponibili versioni per computer e dispositivi mobili. Il sito comprende anche uno strumento dedicato alle schede di progressione. La documentazione cartacea è custodita presso la sede federale. Il dato di 4.180 grotte, riportato dal portale consultato, indica la dimensione dell’archivio e del lavoro di raccolta. [Fonte 2]

L’organizzazione territoriale attualmente indicata sul portale comprende sei ambiti: Cagliaritano, Nuorese, Ogliastra, Oristanese, Sassarese e Sulcis-Iglesiente. La presenza di referenti locali collega il sistema centrale alle attività condotte nei diversi settori dell’isola. [Fonte 2]

La verifica delle informazioni è parte integrante del servizio. La descrizione federale del catasto illustra il passaggio dai dati raccolti territorialmente ai controlli e all’archiviazione centrale. L’inserimento di una cavità richiede quindi un lavoro documentale, non la sola segnalazione dell’ingresso. [Fonte 6]

Tutela delle grotte e accesso ai dati: conoscenza e conservazione

La normativa collega il catasto alla tutela del patrimonio speleologico. La raccolta delle informazioni serve a identificare i beni e a descriverne caratteristiche e condizioni. Le schede possono conservare indicazioni utili sulla circolazione dell’acqua, sui reperti e sullo stato degli ambienti. [Fonte 4]

La direttiva del 2009 disciplina anche l’accesso ai dati. Per la loro pubblicazione o divulgazione prevede una comunicazione preventiva alla Federazione, la citazione della fonte e la consegna di una copia dell’eventuale pubblicazione. Tutela inoltre il lavoro intellettuale degli autori. [Fonte 4]

Un altro punto riguarda la sensibilità delle informazioni. L’accesso può essere limitato su precise disposizioni regionali quando la divulgazione rischia di danneggiare l’ambiente o interferisce con esigenze di sicurezza pubblica. Conoscenza e conservazione sono quindi considerate insieme. [Fonte 4]

Il ruolo federale comprende così un equilibrio tra consultazione, corretto uso dei materiali e salvaguardia dei luoghi documentati. È una funzione concreta di gestione del patrimonio informativo, distinta dalla semplice promozione della frequentazione delle grotte. [Fonte 4]

Biblioteca Regionale di Speleologia: archivi e memoria a Monteponi

La Biblioteca Regionale di Speleologia, il Centro di Documentazione Speleologica e il Centro Internazionale di Documentazione e Ricerca sulle Grotte di Miniera hanno sede a Iglesias. Si trovano nella Foresteria Monteponi, in viale Aligi Sassu. La gestione è affidata alla Federazione attraverso convenzioni con la Regione. [Fonte 5]

La biblioteca raccoglie oltre 3.000 unità documentali. È presente nel portale nazionale Speleoteca con la denominazione Biblioteca “Franco Todde” – Federazione Speleologica Sarda. Il patrimonio si arricchisce attraverso nuove acquisizioni. [Fonte 5]

Il Centro di Documentazione conserva carte geografiche, geologiche, naturalistiche ed escursionistiche. Sono presenti anche fotografie storiche e materiali audiovisivi. Questi documenti permettono di affiancare ai risultati recenti le testimonianze delle esplorazioni precedenti. [Fonte 5]

La direttiva regionale assegna alla FSS compiti di catalogazione, conservazione e incremento delle raccolte. Richiede inoltre di garantire l’integrità dei documenti e la consultazione nel rispetto del diritto d’autore. La biblioteca è dunque un servizio operativo per speleologi, ricercatori e attività didattiche. [Fonte 4]

Grotte di miniera e cavità artificiali: ricerca sul sottosuolo naturale e storico

Il Centro Internazionale di Documentazione e Ricerca sulle Grotte di Miniera promuove studi in collaborazione con istituti di ricerca, università e associazioni speleologiche. Il suo ambito riguarda le grotte di miniera, inserite nel più ampio patrimonio sotterraneo sardo. [Fonte 5]

La direttiva del 2009 prevede un raccordo con il Parco Geominerario della Sardegna. Le modalità di collaborazione devono essere definite attraverso un’intesa tra amministrazione regionale e Parco. Il centro è organizzato insieme al catasto, alla biblioteca e al Centro di Documentazione. [Fonte 4]

Le iniziative divulgate dal sito federale comprendono anche il convegno di Nuxis del 28 e 29 ottobre 2023 sulle cavità artificiali per un turismo sostenibile. Nello stesso anno, il programma culturale del sito Sa Marchesa ha affrontato la speleologia di miniera nel Medioevo sardo. Nel 2024 il sito federale ha inoltre annunciato un corso di secondo livello sulle cavità artificiali. [Fonte 1]

Le grotte naturali incontrate nelle attività minerarie e le cavità realizzate dall’uomo restano categorie differenti. Nel lavoro documentale federale trovano spazio sia la ricerca sugli ambienti naturali sia lo studio delle strutture sotterranee storiche. Lo testimoniano i servizi dedicati alle grotte di miniera e i contributi sulle opere militari pubblicati nella rivista. [Fonte 5][Fonte 9]

Commissione Speleosubacquea: esplorazioni e cooperazione nei sistemi carsici sardi

La Commissione Speleosubacquea è stata istituita il 17 giugno 2015, durante una riunione presso lo Speleo Club Oristanese. La pagina federale ne definisce gli obiettivi: esplorare, studiare, rilevare e documentare grotte sommerse terrestri e marine e sistemi carsici della Sardegna. [Fonte 7]

La collaborazione con altri gruppi regionali e nazionali costituisce un altro obiettivo dichiarato. La Commissione intende coinvolgere nuovi speleosubacquei e integrare il loro lavoro con il contributo degli speleologi impegnati nel supporto alle esplorazioni. [Fonte 7]

Un risultato documentato riguarda la Codula Ilune. Il portale del catasto ospita il documentario “Monte Longos – La via per la congiunzione”, realizzato dalla ComSub. Il film ricostruisce le esplorazioni del 2016 che collegarono diverse cavità, delineando un sistema di oltre 70 chilometri. Il dato si riferisce al risultato illustrato dal documentario. [Fonte 2]

Questa attività mostra il rapporto tra immersione, rilievo e restituzione pubblica. La scoperta di un collegamento viene accompagnata da documentazione tecnica e racconto audiovisivo. La cooperazione diventa così anche una modalità di produzione e trasmissione delle conoscenze. [Fonte 2][Fonte 7]

Sa Rutta ’e S’Edera: il progetto Main River 2026 e le esplorazioni oltre i sifoni

Nel 2026 le attività della ComSub hanno interessato Sa Rutta ’e S’Edera attraverso il progetto Main River. La preparazione ha compreso trasporto di materiali, organizzazione del campo e predisposizione delle attrezzature necessarie alle immersioni. [Fonte 13]

Il resoconto pubblicato da Scintilena il 19 maggio descrive il trasferimento dei materiali al primo sifone e la pianificazione dei trasporti verso S7. Il progetto comprendeva anche una raccolta fondi mediante una campagna di magliette, destinata a sostenere le spese tecniche. [Fonte 13]

Il 22 settembre 2026 Scintilena ha riportato il completamento dell’esplorazione del settimo sifone. Il rilievo ne ha fissato la lunghezza in 485 metri. Oltre il tratto sommerso sono stati raggiunti ambienti emersi e un lago con superficie stimata in circa 2.000 metri quadrati. [Fonte 14]

La sequenza restituisce la complessità organizzativa delle esplorazioni. Il risultato finale dipende anche dal lavoro di trasporto e preparazione, distribuito su più uscite. La documentazione pubblicata consente di ricostruire queste fasi insieme ai nuovi sviluppi della grotta. [Fonte 13][Fonte 14]

Biospeleologia in Sardegna: geotritoni, pipistrelli e tutela degli habitat

La costruzione della Commissione Biospeleologica prese avvio nel 2014. Una prima riunione informale si svolse a Nuxis durante un corso sulla tutela delle aree carsiche e degli ambienti ipogei. Seguì un incontro ufficiale a Oristano nel settembre dello stesso anno. [Fonte 8]

Gli obiettivi discussi comprendevano l’approfondimento delle conoscenze faunistiche e la tutela dei siti più vulnerabili. Tra le collaborazioni indicate figurava quella con l’Università di Milano-Bicocca per lo studio della distribuzione dei geotritoni. Furono inoltre previsti un corso di biospeleologia e una raccolta bibliografica condivisa. [Fonte 8]

L’attenzione alla fauna sotterranea è documentata anche dall’attività editoriale. Sardegna Speleologica n. 28 ospita contributi sui pipistrelli della Grotta di San Giovanni, sul microclima e sulle deposizioni dei geotritoni. Il fascicolo presenta inoltre il progetto sulla chirotterofauna del Sulcis-Iglesiente. [Fonte 9]

Nel 2017 la Federazione annunciò il volume “Studi sulla chirotterofauna in alcune grotte del Sulcis-Iglesiente”. La pubblicazione derivava dal monitoraggio del 2015-2016 ed era realizzata in collaborazione con la Provincia del Sud Sardegna, con finanziamento legato alla legge regionale n. 4/2007. [Fonte 10]

Queste iniziative collegano osservazione sul campo, formazione e pubblicazione dei risultati. La biospeleologia entra così nella conoscenza delle grotte insieme alla topografia e alla geologia, ampliando la documentazione delle loro caratteristiche ambientali. [Fonte 9][Fonte 8]

Formazione speleologica e sicurezza in grotta: collaborazione tra organismi distinti

La formazione coinvolge più soggetti della speleologia sarda. La Commissione Regionale Scuole di Speleologia pubblica programmi di corsi, aggiornamenti ed esami per le qualifiche didattiche SSI. Il calendario comprende, tra gli altri, il corso sulle tecniche di armo di base annunciato per il 28 febbraio e il 1° marzo 2026 a Perdasdefogu. [Fonte 11]

La collaborazione emerge anche nel seminario “Grotta Sicura”, organizzato dalla Federazione per l’11 e il 12 aprile 2026 a Dorgali. Il programma coinvolgeva il Comitato Esecutivo Regionale delle scuole CNSS-SSI, il CNSAS Sardegna e il Centro Speleo Archeologico Dorgali “Vittorio Mazzella”. [Fonte 12]

Le attività previste affrontavano organizzazione delle uscite, materiali, armi e prevenzione degli incidenti. Comprendevano testimonianze e dimostrazioni pratiche sulla gestione dell’infortunato nelle grotte Sos Jocos e Decima. La sicurezza veniva trattata attraverso confronto teorico ed esercitazione. [Fonte 12]

I ruoli restano distinti. La Federazione promuove e coordina iniziative comuni; le strutture didattiche operano nella formazione; il CNSAS interviene con le proprie competenze di soccorso. Il seminario rappresenta un esempio di collaborazione fra questi ambiti, senza sovrapporne le responsabilità. [Fonte 11][Fonte 12]

Divulgazione speleologica: riviste, mostre, convegni e canali digitali

La comunicazione federale comprende strumenti diversi. Il sito diffonde notizie sulle esplorazioni e sulle iniziative dei gruppi. La rivista ospita contributi estesi. Il portale del catasto affianca alle schede cartografiche fotografie e filmati. [Fonte 1][Fonte 2][Fonte 9]

Il complesso documentale di Monteponi ospita la mostra fotografica “La Sardegna Sotterranea”, costruita con materiali prodotti dai gruppi. Gli spazi sono utilizzati anche per attività convegnistiche e di promozione dello studio e della ricerca. [Fonte 5]

Il programma divulgato dal sito federale comprende raduni, mostre fotografiche e incontri tematici. Tra gli esempi figurano il Raduno Regionale di Speleologia di Lula del 2025, le iniziative culturali di Nuxis e il convegno del 2023 sulle esperienze delle grotte turistiche sarde. [Fonte 1]

La nuova Commissione Editoriale riunisce nel proprio mandato rivista, sito, social network e pubblicazioni online. L’invito del settembre 2026 mette a disposizione di questi canali i contributi della comunità speleologica. Il contatto preliminare con la redazione costituisce il passaggio operativo indicato agli autori.

Attività della Federazione Speleologica Sarda: le connessioni tra i diversi strumenti

Il quadro delle azioni federali può essere letto attraverso cinque collegamenti principali:

  • Esplorazione e documentazione: le ricerche producono rilievi e osservazioni, conservati e organizzati attraverso strumenti tecnici. [Fonte 4][Fonte 7]
  • Catasto e territorio: le schede associano le grotte alle caratteristiche delle aree carsiche e alle informazioni sugli acquiferi. [Fonte 4]
  • Ricerca e tutela: i programmi biospeleologici approfondiscono la conoscenza della fauna e l’attenzione ai siti vulnerabili. [Fonte 8]
  • Formazione e prevenzione: corsi e seminari mettono in relazione competenze tecniche e gestione delle situazioni critiche. [Fonte 11][Fonte 12]
  • Archivi e divulgazione: biblioteca, centri documentali, rivista e strumenti digitali conservano le fonti e ne diffondono i contenuti. [Fonte 5][Fonte 9]

La nuova attività editoriale si inserisce in queste relazioni. Pubblicare una ricerca significa renderne consultabili risultati e percorso. Raccogliere fotografie e rilievi permette di conservare il contributo degli autori. Per la Federazione, la comunicazione accompagna così il lavoro esplorativo e documentale che si sviluppa nei diversi territori della Sardegna. [Fonte 4][Fonte 9]

Fonti e documentazione

Comunicazione della nuova Commissione Editoriale della Federazione Speleologica Sarda, insediata il 10 settembre 2026: testo fornito per la redazione dell’articolo. Contatto: redazione@federazionespeleologicasarda.it.

  1. Federazione Speleologica Sarda – sito istituzionale e attività https://www.federazionespeleologicasarda.it/
  2. Catasto Speleologico Regionale della Sardegna – portale e WebGIS https://www.catastospeleologicoregionale.sardegna.it/
  3. Regione Sardegna, Sardegna SIRA – Catasto speleologico regionale https://portal.sardegnasira.it/catasto-speleologico-regionale
  4. Regione Sardegna – Direttiva per il funzionamento, aggiornamento e accesso al Catasto Speleologico Regionale, deliberazione n. 44/19 del 29 settembre 2009 https://www.regione.sardegna.it/documenti/1_73_20091001164354.pdf
  5. Regione Sardegna, Sardegna SIRA – Biblioteca Regionale di Speleologia https://portal.sardegnasira.it/biblioteca-speleologica-regionale
  6. Federazione Speleologica Sarda – Catasto delle Grotte https://www.federazionespeleologicasarda.it/catasto/
  7. Federazione Speleologica Sarda – Commissione Speleosubacquea https://www.federazionespeleologicasarda.it/commissione-speleosubacquea/
  8. Federazione Speleologica Sarda – Commissione Biospeleologica https://www.federazionespeleologicasarda.it/commissione-biospeleologica/
  9. Federazione Speleologica Sarda – Sardegna Speleologica n. 28, luglio 2016 https://www.federazionespeleologicasarda.it/sardegna-speleologica-28-luglio-2016/
  10. Federazione Speleologica Sarda – Sardegna Speleologica n. 29 e pubblicazioni, 9 novembre 2017 https://www.federazionespeleologicasarda.it/sardegna-speleologica-29789/
  11. Commissione Regionale Scuole di Speleologia della Sardegna – programmi formativi https://www.crss-sardegna.it/
  12. Scintilena – Grotta Sicura a Dorgali, 7 marzo 2026 https://www.scintilena.com/grotta-sicura-a-dorgali-il-seminario-sulla-sicurezza-in-grotta-della-federazione-speleologica-sarda/03/07/
  13. Scintilena – Grotta S’Edera, Main River 2026, 19 maggio 2026 https://www.scintilena.com/grotta-sedera-main-river-2026-il-progetto-entra-nella-fase-operativa/05/19/
  14. Scintilena – Sa Rutta ’e S’Edera, esplorazione del settimo sifone, 22 settembre 2026 https://www.scintilena.com/sa-rutta-e-sedera-il-settimo-sifone-si-arrende-dopo-485-metri-oltre-lacqua-appare-un-enorme-lago/09/22/

Consultazione delle fonti online: 4 novembre 2026. I dati numerici del portale catastale sono quelli visualizzati alla consultazione.

Sardegna Speleologica

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  • Federico Paperini Cavaliere della Repubblica: il riconoscimento al soccorritore del SASU e il lavoro del CNSAS
    Condividi A Terni l’onorificenza a Federico Paperini per gli interventi in ambiente impervio e nelle grandi emergenze. Il ruolo del SASU e le attività del CNSAS nel soccorso alpino e speleologico Federico Paperini, componente del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria, ha ricevuto il 4 novembre 2026 a Terni l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. A consegnarla sono stati il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco, la prefetta Antonietta Orlando e il sin
     

Federico Paperini Cavaliere della Repubblica: il riconoscimento al soccorritore del SASU e il lavoro del CNSAS

November 5th 2026 at 05:00

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A Terni l’onorificenza a Federico Paperini per gli interventi in ambiente impervio e nelle grandi emergenze. Il ruolo del SASU e le attività del CNSAS nel soccorso alpino e speleologico

Federico Paperini, componente del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria, ha ricevuto il 4 novembre 2026 a Terni l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. A consegnarla sono stati il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco, la prefetta Antonietta Orlando e il sindaco Stefano Bandecchi. Il riconoscimento riguarda un percorso che comprende oltre cento interventi tecnici e sanitari in ambiente impervio e la partecipazione alle emergenze del terremoto del Centro Italia del 2016 e di Rigopiano. [web:4]

Federico Paperini Cavaliere della Repubblica: la cerimonia del 4 novembre a Terni

La consegna si è svolta durante le celebrazioni della Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate. La mattinata si è aperta in piazza Briccialdi con l’alzabandiera e la deposizione delle corone al Monumento ai Caduti. La cerimonia è proseguita in piazza Tacito, dove sono state conferite le onorificenze a Federico Paperini, Cristiano Ceccotti, Stefania Capponi e Adriana De Santo. [web:5]

Per Paperini, conosciuto tra i soccorritori come “il Papero”, il titolo di Cavaliere della Repubblica riconosce anni dedicati all’assistenza delle persone in difficoltà. Nel percorso richiamato dal SASU rientrano gli interventi sul territorio e le operazioni nelle emergenze nazionali. Sono attività nelle quali preparazione tecnica e assistenza sanitaria devono procedere insieme. [web:4]

Federico Paperini e il SASU: interventi, organizzazione e volontariato

L’impegno di Federico Paperini nel SASU non riguarda soltanto le missioni di soccorso. Nei suoi mandati da vicepresidente ha contribuito allo sviluppo organizzativo del servizio regionale. La nota del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria richiama il lavoro istituzionale e l’attenzione alla tutela del personale volontario e tecnico. [web:4]

La continuità di una struttura di soccorso dipende anche da questo lavoro. La formazione, le verifiche delle competenze e i rapporti con il sistema sanitario costituiscono infatti attività permanenti del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. La legge ne disciplina il funzionamento e riconosce il carattere prevalentemente volontario dell’attività dei suoi membri. [web:8]

Il profilo di Paperini comprende anche il lavoro alla Provincia di Terni. A questo si affianca la promozione di attività sportive, educative e sociali in Valnerina, anche come istruttore presso il Centro Canoa e Rafting Le Marmore. Il riconoscimento riunisce così esperienze diverse di servizio alla comunità. [web:4]

Dal riconoscimento a Federico Paperini al soccorso alpino e speleologico in Umbria

Il SASU è il servizio regionale umbro del CNSAS. Opera in raccordo con il sistema di emergenza sanitaria per intervenire in montagna, in grotta e negli ambienti impervi. Il suo ruolo è richiamato dalla legge nazionale n. 74 del 2001 e dalla legge regionale umbra n. 1 del 2021. [web:42]

L’onorificenza a Federico Paperini si colloca dentro questa organizzazione. Il soccorso in un ambiente difficile richiede competenze che vanno oltre il raggiungimento dell’infortunato. Occorre assisterlo, proteggerlo e predisporne il trasporto lungo un percorso sicuro. Sono finalità che il CNSAS persegue attraverso la collaborazione tra personale tecnico, sanitari e sistema dell’emergenza. [web:8][web:14]

Il percorso del soccorritore umbro collega inoltre la dimensione regionale a quella nazionale. Le emergenze del Centro Italia e di Rigopiano hanno richiesto l’impiego di squadre provenienti da più territori. In quei contesti il CNSAS ha operato con le altre strutture del sistema di protezione civile, mettendo a disposizione le proprie specializzazioni. [web:41][web:47]

Relazione di approfondimento: attività, organizzazione e azioni del CNSAS

CNSAS: missione pubblica e ambiti del soccorso alpino e speleologico

Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico è una sezione nazionale del Club Alpino Italiano. Dispone di autonomia organizzativa, funzionale e patrimoniale. Svolge un servizio pubblico finalizzato al soccorso tecnico e sanitario e concorre alle attività di protezione civile. [web:14]

La sua competenza riguarda il territorio montano, l’ambiente ipogeo e le zone impervie. Il riferimento non è soltanto all’altitudine. Anche una cavità sotterranea o una forra possono richiedere attrezzature e preparazione specialistiche per raggiungere una persona e trasportarla. Il quadro operativo comprende pareti, sentieri, canyon, grotte e altri ambienti difficilmente accessibili. [web:14]

Le azioni fondamentali comprendono:

  • la ricerca e il soccorso degli infortunati e delle persone in pericolo;
  • l’assistenza ai soggetti esposti a un possibile peggioramento sanitario;
  • la ricerca dei dispersi;
  • il recupero e il trasporto delle persone soccorse;
  • il recupero dei caduti;
  • la prevenzione degli incidenti;
  • la formazione e l’aggiornamento del personale. [web:8][web:14]

L’espressione “rischio di evoluzione sanitaria” indica un elemento importante del mandato. L’attivazione non riguarda soltanto chi presenta già un trauma evidente. La legge comprende anche le persone le cui condizioni possono peggiorare, rendendo necessario un intervento tecnico e sanitario. [web:8]

Storia del CNSAS: dal soccorso alpino alla componente speleologica

La nascita dell’organizzazione nazionale risale al 12 dicembre 1954. A Clusone, il Consiglio centrale del CAI deliberò la costituzione del Corpo Soccorso Alpino. La decisione raccolse esperienze locali già sviluppate nelle comunità montane e nelle associazioni alpinistiche. Scipio Stenico fu il primo responsabile della nuova struttura. [web:14]

Il soccorso speleologico entrò nel Corpo nel 1968. Nel 1990 divenne parte integrante della struttura, dando vita al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Il passaggio consolidò l’integrazione tra due ambiti accomunati dalla difficoltà dell’ambiente, ma caratterizzati da tecniche e necessità operative specifiche. [web:14]

Questa evoluzione ha portato alla costruzione di una rete nazionale. I servizi regionali e provinciali assicurano il radicamento territoriale. Zone, delegazioni e stazioni organizzano la presenza locale e l’attività operativa. Il livello nazionale sostiene il sistema attraverso indirizzi, formazione e coordinamento. [web:14][web:28]

Organizzazione del CNSAS e ruolo dei servizi regionali come il SASU

L’articolazione territoriale consente di associare la conoscenza dei luoghi a procedure condivise. Lo statuto prevede che i servizi regionali e provinciali comprendano zone o delegazioni di soccorso. I soci sono inquadrati in stazioni alpine o speleologiche. [web:28]

La struttura permette di sviluppare competenze locali senza isolare le squadre. Un intervento complesso può richiedere l’arrivo di tecnici da altre regioni. Nel soccorso speleologico, questa collaborazione assume particolare rilievo quando servono specialisti, avvicendamenti e assistenza sanitaria prolungata. Un esempio è l’operazione all’Abisso Paperino del luglio 2025, che coinvolse oltre cinquanta tecnici di più delegazioni. [web:23]

Il SASU rappresenta l’articolazione di questo sistema in Umbria. Il suo collegamento con l’emergenza sanitaria regionale rende disponibile una risposta specialistica nei luoghi in cui l’accesso ordinario risulta difficile. Il servizio comprende sia la dimensione montana sia quella sotterranea. [web:42]

Legge 74 del 2001: competenze del CNSAS e collaborazione tra enti

La legge 21 marzo 2001, n. 74 riconosce il valore di solidarietà sociale e la funzione di pubblica utilità del CNSAS. Definisce i compiti di soccorso, ricerca e prevenzione. Stabilisce inoltre il rapporto con il Servizio sanitario nazionale e con il sistema dell’emergenza-urgenza. [web:8]

Il Corpo opera in stretto coordinamento con le centrali del Numero unico di emergenza 112 e con i servizi di elisoccorso. Le strutture regionali e provinciali sono individuate dalla legge come riferimento esclusivo per l’attuazione del soccorso sanitario nel territorio montano e nell’ambiente ipogeo. Le convenzioni disciplinano l’organizzazione dei servizi. [web:8]

Questo ruolo non elimina le competenze delle altre amministrazioni. La stessa legge le mantiene espressamente ferme. Nel proprio ambito operativo il CNSAS assume le funzioni di coordinamento e direzione previste dalla normativa quando intervengono squadre di enti diversi. Per le grandi emergenze e le calamità vale la distinzione indicata dalla legge n. 289 del 2002: il coordinamento generale rientra nel sistema dell’emergenza, al quale il Corpo concorre. [web:8][web:14]

Soccorso alpino del CNSAS: assistenza sanitaria e recupero tecnico

L’intervento in montagna combina due esigenze. La prima è raggiungere la persona e assisterla. La seconda è trasferirla senza aggiungere rischi a quelli già presenti. Per questo il soccorso comprende ricerca, recupero, trasporto sanitario e trasporto non sanitario. [web:14]

La componente tecnica consente di operare dove terreno e condizioni ambientali rendono difficile l’accesso. La componente sanitaria valuta e tratta l’infortunato. L’integrazione tra le due è il fondamento del rapporto con il sistema dell’emergenza, non una fase accessoria del recupero. [web:8][web:14]

L’elisoccorso rientra in questa organizzazione. La normativa riconosce la figura del tecnico di elisoccorso e disciplina il rapporto con i servizi sanitari e aeronautici. Restano centrali anche le squadre terrestri, alle quali fanno riferimento le operazioni sul terreno e le attività che richiedono una presenza diretta nell’ambiente. [web:8][web:14]

Soccorso speleologico CNSAS: medicina in grotta e trasporto del ferito

Il soccorso in grotta richiede una preparazione dedicata. L’ambiente ipogeo può imporre passaggi stretti, pozzi, meandri e lunghi percorsi di trasporto. L’assistenza sanitaria deve quindi essere organizzata all’interno della cavità e mantenuta durante le successive fasi del recupero. [web:23]

L’intervento all’Abisso Paperino, nel comune di Ormea, offre un esempio concreto. Il 21 luglio 2025 si concluse il recupero di uno speleologo ferito dalla caduta di un masso. L’incidente era avvenuto a circa quaranta metri di profondità. Due sanitari specializzati, provenienti da Piemonte e Umbria, lo stabilizzarono e monitorarono in una tenda riscaldata. [web:23]

Il trasporto richiese la disostruzione di tre strettoie e il superamento di due pozzi di circa quindici metri ciascuno. Parteciparono oltre cinquanta tecnici, arrivati da diverse regioni. Una volta all’esterno, il paziente fu affidato all’elisoccorso per il trasferimento in ospedale. [web:23]

Il caso mostra come la profondità non descriva da sola la complessità di un incidente. Contano soprattutto la geometria della cavità, le condizioni del ferito e le possibilità di movimentazione. La preparazione dell’itinerario di uscita deve procedere insieme all’assistenza medica. [web:23]

Specialisti CNSAS: disostruzione, speleosubacquea, ricerca e droni

La normativa riconosce numerose figure specialistiche. Oltre ai tecnici di soccorso alpino, speleologico e in forra, comprende sanitari per l’emergenza ad alto rischio, direttori delle operazioni e tecnici di centrale operativa. [web:8]

Tra le qualifiche figurano anche:

  • tecnici disostruttori;
  • tecnici speleosubacquei;
  • coordinatori delle operazioni di ricerca;
  • tecnici di ricerca;
  • unità cinofile da valanga e da ricerca in superficie;
  • piloti di sistemi aeromobili a pilotaggio remoto. [web:8]

Queste specializzazioni ampliano gli strumenti disponibili. La disostruzione permette di affrontare passaggi incompatibili con il trasporto del ferito. La speleosubacquea fornisce una competenza dedicata agli ambienti sommersi. Unità cinofile, tecnici di ricerca e droni concorrono alle attività di individuazione delle persone, secondo le caratteristiche dello scenario. [web:8][web:23][web:37]

Comunicazioni nel soccorso speleologico: ERMES e il campo interno ESTIA

Una parte del lavoro del CNSAS riguarda lo sviluppo di strumenti e tecnologie. Nel settembre 2026, all’Antro del Corchia, la Commissione Tecnica Speleologica ha riunito tecnici di diverse delegazioni per provare sistemi destinati agli interventi sotterranei. [web:18]

Tra questi figura ERMES, sviluppato per trasmettere voce, video, dati e parametri medici in grotta e negli ambienti confinati. La condivisione delle informazioni collega il lavoro vicino al paziente con il supporto disponibile all’esterno. L’attività formativa ha riguardato anche reti Mesh, ETHER e diagnostica delle linee telefoniche. [web:18][web:19]

Un altro settore è il supporto logistico agli interventi prolungati. ESTIA è un campo interno modulare pensato per le operazioni in profondità. Il progetto considera trasporto, installazione, impiego e recupero dei materiali. Sono aspetti necessari per sostenere la permanenza operativa nel sottosuolo. [web:18]

Formazione CNSAS: scuole nazionali, certificazioni e verifiche periodiche

La disponibilità delle squadre deriva da un’attività continuativa di formazione. La legge affida alle scuole nazionali la preparazione, la certificazione e la verifica periodica dell’operatività dei tecnici e delle unità cinofile. Gli aggiornamenti sono registrati nel libretto personale. [web:8]

Le scuole coprono il soccorso alpino, quello speleologico, la medicina in ambiente montano e ipogeo, il soccorso in forra, la cinofilia e la direzione delle operazioni. Il quadro formativo comprende anche il personale del Servizio sanitario nazionale per le competenze specifiche del Corpo. [web:8]

L’addestramento serve quindi a mantenere capacità individuali e lavoro di squadra. Le esercitazioni permettono di provare materiali e comunicazioni in scenari realistici. L’esperienza del Corchia ha perseguito anche questo obiettivo: trasferire nelle delegazioni territoriali le conoscenze sperimentate durante la formazione comune. [web:18]

CNSAS e grandi emergenze: terremoti del Centro Italia e Rigopiano

La partecipazione alle calamità costituisce un compito distinto dal soccorso ordinario. Il CNSAS è una struttura operativa del Servizio nazionale della protezione civile. Interviene entro le proprie competenze tecniche, cooperando con le altre componenti del sistema. [web:8][web:14]

Il Corpo ha operato nei terremoti del Centro Italia del 2016 e del 2017 e nell’emergenza di Rigopiano. Sono gli stessi contesti richiamati nel percorso di servizio di Federico Paperini, pur con una distinzione: i dati complessivi delle operazioni nazionali riguardano l’intera organizzazione. [web:4][web:47]

Per Rigopiano, il rapporto conclusivo del CNSAS documenta l’attivazione nella sera del 18 gennaio 2017. Furono impiegati complessivamente 403 tecnici, con 782 giornate/uomo e settanta mezzi fuoristrada per il trasferimento delle squadre. [web:41]

Le attività compresero ricerca in valanga, impiego di tecnologie RECCO, sonde tradizionali e sonde a vapore. Nelle macerie vennero utilizzate anche tecniche speleologiche. Il lavoro si svolse insieme agli altri enti presenti, nell’ambito dell’operazione diretta dal sistema di protezione civile. [web:41]

Attività CNSAS nel 2025: missioni, feriti e impegno dei soccorritori

Il rapporto sulle attività del 2025 restituisce la dimensione del servizio. Il totale nazionale pubblicato comprende 11.287 missioni del CNSAS e 1.750 del Soccorso Alpino Valdostano. Il risultato è di 13.037 missioni, circa l’8% in più rispetto alle 12.063 del 2024. [web:3]

Il report indica inoltre 9.624 feriti, 4.231 persone illese, 528 deceduti e 140 dispersi. Missioni e persone rappresentano grandezze diverse: un intervento può riguardare più soggetti. I dati sugli esiti non devono quindi essere letti come una suddivisione del numero delle missioni. [web:3]

L’impegno registrato raggiunge 204.996 ore/uomo. Le 46.927 presenze di soccorritori nelle attività vanno distinte dall’organico complessivo, pari a circa settemila tecnici: la stessa persona può partecipare a più operazioni nel corso dell’anno. [web:3]

Le cadute e le scivolate rappresentano il 45% delle cause d’intervento. Seguono i malori, con il 14,1%, e l’incapacità durante l’attività, con l’8,1%. L’escursionismo è l’attività più rappresentata, con il 43,6%. Questi dati orientano l’attenzione anche verso pratiche molto diffuse, non soltanto verso l’alpinismo tecnico. [web:3]

Prevenzione CNSAS: sicurezza in montagna, GeoResQ e richiesta di soccorso

La prevenzione è parte del mandato del Corpo. Le iniziative di “Sicuri sul Sentiero” affrontano pianificazione degli itinerari, scelta dell’equipaggiamento e modalità di richiesta di aiuto. Comprendono dimostrazioni e informazioni sulle tecnologie di localizzazione e di ricerca. [web:37]

Nel 2025 le centrali hanno gestito 354 eventi attraverso GeoResQ, l’app sviluppata dal CNSAS e dal CAI. Il rapporto indica 55.000 nuovi utenti e 256.000 utenti attivi complessivi. Lo strumento contribuisce alla localizzazione mediante coordinate GPS e al collegamento con la gestione dell’emergenza. [web:3]

Il riferimento telefonico per l’emergenza è il 112. La comunicazione della posizione e delle condizioni della persona permette alla centrale di organizzare la risposta. Nelle attività di prevenzione il CNSAS dedica spazio proprio alle informazioni da fornire e all’uso consapevole degli strumenti disponibili. [web:8][web:37]

Volontariato CNSAS: tutele, continuità del servizio e trasparenza

L’attività dei membri del Corpo è prevalentemente volontaria e senza fine di lucro. La legge n. 162 del 1992 riconosce specifiche tutele lavorative per le operazioni di soccorso e le esercitazioni. Si tratta di disposizioni che sostengono la partecipazione dei volontari al servizio. [web:8][web:14]

La continuità operativa richiede inoltre organizzazione, attrezzature, formazione e rapporti convenzionali con le istituzioni. Per rendere conoscibili questi aspetti, il CNSAS pubblica bilanci e documenti di approfondimento nella propria sezione dedicata alle pubblicazioni. [web:14][web:16]

Il lavoro delle strutture territoriali, compreso il SASU, si inserisce in questo quadro. Gli interventi rappresentano la parte più visibile. La preparazione delle persone e la gestione dell’organizzazione ne costituiscono il presupposto permanente. [web:8][web:14]

Fonti e indirizzi web completi

L'articolo Federico Paperini Cavaliere della Repubblica: il riconoscimento al soccorritore del SASU e il lavoro del CNSAS proviene da Scintilena.

Jeskyně ČR - Správa jeskyní České republiky jsou tématem nového čísla časopisu Ochrana přírody ;)

Jeskyně ČR - Správa jeskyní České republiky jsou tématem nového čísla časopisu Ochrana přírody ;)


🍂 Na podzim se v časopise Ochrana přírody věnujeme mimo jiné jeskyním. V úvodníku o nich píše houslový virtuos Jaroslav Svěcený. Dozvíte se i o tom, jakých bylo 20 let, které uběhly od vzniku Jeskyně ČR - Správa jeskyní České republiky. A neopomeneme ani Moravský kras. 🪨 Ten navíc slaví 70tiny, a proto je tématem rozhovoru s dlouholetým vedoucím CHKO Leošem Štefkou.

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  • “Colori al buio”: Progetto Sebino segue il viaggio dell’acqua nel complesso Bueno Fonteno–Nueva Vida
    Condividi Tre traccianti immessi nei corsi d’acqua sotterranei di un sistema carsico che ormai supera i 45 chilometri di sviluppo. Cinque sorgenti sotto osservazione tra il lago d’Iseo e la Val Cavallina, per ricostruire percorsi e collegamenti ancora sconosciuti. Dove finisce l’acqua che scompare nelle profondità della montagna? Quali percorsi segue attraverso pozzi, gallerie e meandri? Quanto tempo impiega a raggiungere le sorgenti? Sono alcune delle domande alle quali cerca di r
     

“Colori al buio”: Progetto Sebino segue il viaggio dell’acqua nel complesso Bueno Fonteno–Nueva Vida

November 5th 2026 at 04:00

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Tre traccianti immessi nei corsi d’acqua sotterranei di un sistema carsico che ormai supera i 45 chilometri di sviluppo. Cinque sorgenti sotto osservazione tra il lago d’Iseo e la Val Cavallina, per ricostruire percorsi e collegamenti ancora sconosciuti.

Dove finisce l’acqua che scompare nelle profondità della montagna?

Quali percorsi segue attraverso pozzi, gallerie e meandri?

Quanto tempo impiega a raggiungere le sorgenti?

Sono alcune delle domande alle quali cerca di rispondere “Colori al buio”, l’operazione di tracciamento idrologico condotta da Progetto Sebino nel complesso carsico Bueno Fonteno–Nueva Vida, tra il lago d’Iseo e la Val Cavallina, in Lombardia.

Il 24 ottobre 2026, gli speleologi hanno immesso tre differenti traccianti nei corsi d’acqua sotterranei del sistema, che conta ormai oltre 45 chilometri di sviluppo esplorato. L’obiettivo è seguire il movimento dell’acqua attraverso la montagna e individuare le possibili connessioni con le sorgenti del territorio.

L’operazione è stata raccontata anche da L’AltraMontagna e approfondita da Progetto Sebino in un resoconto pubblicato il 3 novembre scorso.

Tre colori per seguire l’acqua

Nello studio degli acquiferi carsici, i tracciamenti permettono di indagare collegamenti che non possono essere osservati direttamente.

Si introducono nell’acqua sostanze riconoscibili anche a concentrazioni molto basse e si controlla successivamente se, dove e quando compaiono nei punti di monitoraggio.

I traccianti impiegati in questo tipo di ricerca sono scelti per poter essere rilevati attraverso specifiche analisi. Non sempre, quindi, l’acqua assume una colorazione visibile a occhio nudo.

Nel caso di “Colori al buio”, tre traccianti differenti sono stati utilizzati in altrettanti corsi d’acqua sotterranei del complesso Bueno Fonteno–Nueva Vida.

L’impiego di sostanze distinguibili permette di seguire contemporaneamente più percorsi idrici e di verificare se acque provenienti da settori diversi convergano verso le stesse sorgenti oppure seguano vie separate.

Il lavoro richiede una lunga preparazione, perché l’immissione dei traccianti rappresenta soltanto la prima fase dell’esperimento.

Cinque sorgenti sotto osservazione

All’esterno del complesso sono state individuate cinque sorgenti da monitorare, distribuite tra l’area del lago d’Iseo e la Val Cavallina.

Il controllo delle acque consentirà di cercare le tracce delle sostanze immesse in grotta e, qualora vengano rilevate, di ricostruire i collegamenti idrologici.

Accanto ai campionamenti sono stati installati nuovi strumenti per misurare la portata, cioè la quantità d’acqua che attraversa una determinata sezione nell’unità di tempo.

Sono previste anche analisi chimico-fisiche, utili per interpretare i risultati in relazione alle condizioni dell’acquifero.

La quantità d’acqua in circolazione, le precipitazioni e le variazioni di portata possono infatti influenzare la velocità di trasporto e la concentrazione dei traccianti.

Il monitoraggio proseguirà nelle prossime settimane, con una prima valutazione dei risultati attesa entro dicembre.

Per il momento non è ancora possibile indicare quali collegamenti siano stati dimostrati: l’esperimento è in corso e saranno i dati raccolti alle sorgenti a fornire le risposte.

Un sistema di oltre 45 chilometri

Il complesso Bueno Fonteno–Nueva Vida rappresenta uno dei principali fronti di esplorazione e ricerca speleologica dell’area sebina.

Con oltre 45 chilometri di gallerie, pozzi e meandri esplorati, il sistema offre agli speleologi una conoscenza diretta di una parte importante della rete sotterranea.

Ma il rilievo delle cavità, per quanto esteso, non coincide necessariamente con la conoscenza completa della circolazione idrica.

L’acqua può attraversare fratture, condotti troppo stretti per essere percorsi e settori ancora inesplorati. Due ambienti sotterranei apparentemente lontani possono appartenere allo stesso bacino idrogeologico, mentre gallerie vicine possono convogliare le acque verso sorgenti differenti.

Per questo i tracciamenti costituiscono uno strumento fondamentale di integrazione tra esplorazione speleologica, rilievo topografico e ricerca idrogeologica.

Il progetto “100 km di abissi”

L’operazione si inserisce nel più ampio progetto “100 km di abissi”, attraverso il quale Progetto Sebino porta avanti attività di esplorazione, documentazione e studio del sistema carsico.

L’iniziativa si sviluppa anche con il sostegno di Uniacque e del Lions Club Valcalepio Valcavallina.

La ricerca sulla circolazione sotterranea non riguarda soltanto la ricostruzione geografica delle grotte.

Conoscere l’origine delle acque che alimentano una sorgente e i percorsi che seguono attraverso le rocce è importante anche per comprendere la vulnerabilità degli acquiferi carsici.

In questi ambienti l’acqua può spostarsi rapidamente lungo fratture e condotti, con una capacità di filtrazione naturale spesso molto diversa da quella dei terreni porosi.

Individuare le aree di alimentazione e i collegamenti sotterranei contribuisce quindi alla conoscenza e alla tutela delle risorse idriche.

Ora la parola passa alle sorgenti

Dopo il lavoro degli speleologi nei corsi d’acqua sotterranei, la ricerca continua soprattutto attraverso il monitoraggio.

I campioni raccolti e le misure di portata dovranno chiarire se i traccianti raggiungeranno le sorgenti controllate, con quali tempi e in quali concentrazioni.

Ogni eventuale riscontro aggiungerà un elemento alla ricostruzione della rete idrica che attraversa la montagna.

Il complesso Bueno Fonteno–Nueva Vida è già conosciuto per decine di chilometri di ambienti percorribili. “Colori al buio” cerca ora di raccontare anche il viaggio dell’acqua nei tratti che gli speleologi non possono ancora raggiungere.

Fonti

Progetto Sebino (anche per le fotografie) – Report dettagliato operazione “Colori al buio”, complesso Bueno Fonteno–Nueva Vida, 24 ottobre 2026 – 3 novembre 2026
https://www.progettosebino.com/2026/11/03/report-dettagliato-operazione-colori-al-buio-complesso-bueno-fonteno-nueva-vida-24-10-2026/

L’AltraMontagna – Samuele Doria – “Versando traccianti chimici nell’acqua che spariva nella montagna hanno scoperto oltre 45 chilometri di pozzi, gallerie e tortuosi meandri: l’operazione Colori al buio” – 30 ottobre 2026
https://www.ildolomiti.it/altra-montagna/ambiente/2026/versando-traccianti-chimici-nellacqua-che-spariva-nella-montagna-hanno-scoperto-oltre-45-chilometri-di-pozzi-gallerie-e-tortuosi-meandri-loperazione-colori-al-buio

Partecipanti PS: Gianluca P.

Partecipanti gruppi esterni: Alessandro M. Federico B. Alberto C. Corrado P. Federico V. Sirio C. e Maurizio G.

Dai 40 chilometri esplorati allo studio delle acque sotterranee

Scintilena ha raccontato in passato il raggiungimento dei 40 chilometri di gallerie esplorate e topografate nel complesso Bueno Fonteno–Nueva Vida, una tappa importante nella lunga storia delle esplorazioni di Progetto Sebino.

Oggi il sistema supera i 45 chilometri di sviluppo e la ricerca prosegue anche sul fronte idrogeologico.

Con l’operazione “Colori al buio”, gli speleologi cercano di ricostruire i percorsi dell’acqua attraverso condotti e fratture ancora sconosciuti, aggiungendo alla conoscenza degli ambienti esplorati quella della circolazione idrica sotterranea.

Per approfondire:

Il complesso carsico del Sebino Occidentale “Bueno Fonteno-Vida”: 40 km di meraviglie sotterranee in una sfida apparentemente senza confini – Scintilena, 30 marzo 2025 https://www.scintilena.com/il-complesso-carsico-di-del-sebino-occidentale-bueno-fonteno-vida-40-km-di-meraviglie-sotterranea-in-una-sfida-apparentemente-senza-confini/03/30/

L'articolo “Colori al buio”: Progetto Sebino segue il viaggio dell’acqua nel complesso Bueno Fonteno–Nueva Vida proviene da Scintilena.

  • ✇Aktualności – Jaskinie – Polski Związek Alpinizmu
  • ZEBRANIE SPRAWOZDAWCZE DELEGATÓW KLUBÓW – ZAPROSZENIE
    Komisja Taternictwa Jaskiniowego PZA zaprasza delegatów klubów zrzeszonych w Polskim Związku Alpinizmu na zebranie sprawozdawcze, które odbędzie się podczas tegorocznych Speleokonfrontacji. Termin: 21 listopada 2026 r. (sobota), godz. 15:00 Miejsce: Ośrodek Wypoczynkowy Orle Gniazdo, ul. Orle Gniazdo 20,  42-421 Hucisko Plan spotkania: 1. Sprawozdanie z działalności Komisji Taternictwa Jaskiniowego PZA za okres od kwietnia 2025 r. do listopada 2026 r. 2. Omówienie bieżących spraw
     

ZEBRANIE SPRAWOZDAWCZE DELEGATÓW KLUBÓW – ZAPROSZENIE

Komisja Taternictwa Jaskiniowego PZA zaprasza delegatów klubów zrzeszonych w Polskim Związku Alpinizmu na zebranie sprawozdawcze, które odbędzie się podczas tegorocznych Speleokonfrontacji.

Termin: 21 listopada 2026 r. (sobota), godz. 15:00

Miejsce: Ośrodek Wypoczynkowy Orle Gniazdo, ul. Orle Gniazdo 20,  42-421 Hucisko

Plan spotkania:

1. Sprawozdanie z działalności Komisji Taternictwa Jaskiniowego PZA za okres od kwietnia 2025 r. do listopada 2026 r.

2. Omówienie bieżących spraw i zagadnień dotyczących środowiska taternictwa jaskiniowego.

3. Wolne wnioski i dyskusja.

Serdecznie zapraszamy przedstawicieli klubów do udziału w spotkaniu. Będzie to okazja do podsumowania dotychczasowych działań Komisji, przedstawienia najważniejszych spraw oraz rozmowy o aktualnych potrzebach i kierunkach dalszej pracy na rzecz naszego środowiska.

  • ✇UIS
  • First celebration of the UNESCO International Day of Caves and Karst
    The first celebration of theUNESCO International Day of Caves and Karst took place symbolically in Postojna, Slovenia, from September 10 to 13, 2026. The first part consisted of a scientific conference —titled “Explore, Understand and Protect: Towards Sustainable Management of Caves and Karst”—which featured 40 presentations and 23 posters. A truly remarkable highlight was the main ceremonial event, held on Saturday, September 12, within Postojna Cave and its associated facilities. AFter short
     

First celebration of the UNESCO International Day of Caves and Karst

November 4th 2026 at 09:39

The first celebration of theUNESCO International Day of Caves and Karst took place symbolically in Postojna, Slovenia, from September 10 to 13, 2026. The first part consisted of a scientific conference —titled “Explore, Understand and Protect: Towards Sustainable Management of Caves and Karst”—which featured 40 presentations and 23 posters.

A truly remarkable highlight was the main ceremonial event, held on Saturday, September 12, within Postojna Cave and its associated facilities. AFter short excursion, everyone gathered in the Concert Hall for a spectacular program which combined cultural performances with official speeches.

The celebration was held under the patronage of UNESCO and the honorary patronage of the President of the Republic of Slovenia, Dr Nataša Pirc Musar, with the support of the Slovenian National Commission for UNESCO. The events were organised by the Karst Research Institute ZRC SAZU and the International Union of Speleology (UIS), together with many Slovenian partner institutions.

The book of abstracts, including the full conference program and details on accompanying field trips, can be found here:
https://izrkp.zrc-sazu.si/sites/default/files/IDCK_book_full%20[DV]_ver_d_0.pdf

A recording of the entire ceremony can be viewed here:

Brief overview of the key moments is available here:
https://izrkp.zrc-sazu.si/en/novice/the-main-ceremony-marking-the-first-celebration-of-unesco-international-day-of-caves-and

  • ✇Scintilena
  • Abisso Paperino, questa sera le nuove esplorazioni raccontate da Marco Massola e Fausto Selvatico
    Condividi Mercoledì 4 novembre alle 21:00, incontro online dell’Associazione Gruppi Speleologici Piemontesi – AGSP dedicato alla grande cavità di Ormea: dalle recenti scoperte dell’estate 2026 ai collegamenti idrogeologici L’AGSP prepara altre serate sulle esplorazioni piemontesi e sull’intelligenza artificiale applicata alla speleologia. Questa sera, mercoledì 4 novembre 2026, alle ore 21:00, l’Associazione Gruppi Speleologici Piemontesi (AGSP) propone un incontro online dedicato alle ult
     

Abisso Paperino, questa sera le nuove esplorazioni raccontate da Marco Massola e Fausto Selvatico

November 4th 2026 at 12:23

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Mercoledì 4 novembre alle 21:00, incontro online dell’Associazione Gruppi Speleologici Piemontesi – AGSP dedicato alla grande cavità di Ormea: dalle recenti scoperte dell’estate 2026 ai collegamenti idrogeologici

L’AGSP prepara altre serate sulle esplorazioni piemontesi e sull’intelligenza artificiale applicata alla speleologia.

Questa sera, mercoledì 4 novembre 2026, alle ore 21:00, l’Associazione Gruppi Speleologici Piemontesi (AGSP) propone un incontro online dedicato alle ultime esplorazioni dell’Abisso Paperino, una cavità che negli ultimi anni ha riservato importanti sorprese agli speleologi piemontesi e liguri.

L’appuntamento, intitolato “Alla scoperta dell’Abisso Paperino – Ultime esplorazioni e risultati di una grande cavità”, vedrà come relatori Marco Massola, del Gruppo Speleologico Explora, e Fausto Selvatico, dello Speleo Club Tanaro.

La partecipazione avverrà attraverso Google Meet, a questo collegamento.

Un abisso che continua a crescere

L’Abisso Paperino si apre a 1.890 metri di quota sull’Alpe degli Stanti, nel territorio comunale di Ormea, in provincia di Cuneo.

La sua storia esplorativa è cominciata nel 1989, quando Livio Gai, Umberto Minazzo ed Enzo Trincheri hanno individuato e aperto l’accesso alla cavità attraverso lavori di scavo.

Nel 2000 il Gruppo Speleologico lmperiese CAI ha ripreso le esplorazioni, portando lo sviluppo conosciuto a circa 1.500 metri.

Dopo un lungo periodo di inattività, le ricerche sono ripartite grazie a una squadra composta principalmente da speleologi dello Speleo Club Tanaro, del Gruppo Speleologico Explora e dello Speleo Club Saluzzo “F. Costa” (SCS), insieme ad altri speleologi piemontesi e liguri.

Il risultato è stato un progressivo ampliamento della conoscenza della grotta, che oggi supera i tre chilometri di sviluppo esplorato, con numerosi punti ancora aperti.

Le novità del campo estivo 2026

Il 15 settembre Scintilena ha pubblicato un resoconto di Marco Massola dedicato alla ripresa delle esplorazioni nell’Abisso Paperino.

foto di Marco Massola

Dopo una lunga pausa invernale, dovuta alle abbondanti nevicate, gli speleologi sono tornati nella cavità e hanno proseguito le ricerche in più direzioni.

Il campo dell’agosto 2026 ha permesso di individuare nuovi ambienti, alcuni dei quali raggiungono 3-4 metri di larghezza e 10-15 metri di altezza.

Le prosecuzioni aperte sono numerose e lasciano intravedere ulteriori possibilità esplorative.

L’incontro di questa sera permetterà di ripercorrere queste attività attraverso il racconto diretto di due protagonisti delle ricerche, approfondendo i risultati raggiunti e le conoscenze acquisite.

Il collegamento con la risorgenza del Borello

Tra i risultati più significativi delle ricerche figura una colorazione delle acque sotterranee effettuata in uno dei rami dell’Abisso Paperino.

Il tracciamento ha dimostrato una connessione idrogeologica con la risorgenza del Borello, in Val Corsaglia, situata a circa sette chilometri di distanza e mille metri più in basso rispetto all’ingresso della grotta.

È un risultato importante per comprendere la circolazione dell’acqua all’interno del massiccio carsico.

La posizione dell’Abisso Paperino, tra il sistema del Borello e quello della Mottera, suggerisce inoltre la possibilità che la cavità possa rappresentare un elemento di collegamento tra due grandi sistemi sotterranei.

Si tratta, per il momento, di un’ipotesi che richiederà ulteriori esplorazioni e verifiche.

Un ciclo di incontri dedicato alle esplorazioni piemontesi

La serata sull’Abisso Paperino è il primo appuntamento di un ciclo organizzato dall’AGSP per condividere le nuove esplorazioni effettuate in Piemonte dai diversi gruppi speleologici.

Nei prossimi mercoledì saranno presentate anche le attività del Gruppo Speleologico Piemontese (GSP) a O Freddo, del Gruppo Speleologico Alpi Marittime (GSAM) alle Carsene e dello Speleo Club Tanaro (SCT) al Rem del Ghiaccio e all’Abisso Dolly.

È inoltre in preparazione una serata dedicata all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella ricerca di possibili collegamenti tra cavità in aree carsiche complesse.

Un tema particolarmente interessante, che potrebbe aprire nuove prospettive nell’analisi dei dati esplorativi e topografici. Le modalità e le date dei prossimi incontri saranno comunicate dagli organizzatori.

Il ciclo permetterà di mettere in comune risultati, difficoltà, metodi di lavoro e nuove prospettive di ricerca, dando spazio ai gruppi impegnati nell’esplorazione del sottosuolo piemontese.

Come partecipare questa sera

Mercoledì 4 novembre 2026, ore 21:00
Relatori: Marco Massola – Gruppo Speleologico Explora; Fausto Selvatico – Speleo Club Tanaro.
Modalità: incontro online su Google Meet.
Collegamento alla serata: https://meet.google.com/cdi-jost-htm

Fonti

Associazione Gruppi Speleologici Piemontesi – “Alla scoperta dell’Abisso Paperino. Ultime esplorazioni e risultati di una grande cavità” – Locandina dell’incontro del 4 novembre 2026 – comunicazione informale sul ciclo di incontri AGSP e collegamento alla prima serata – 4 novembre 2026.

Marco Massola – Nuove esplorazioni nell’Abisso Paperino – Scintilena – 15 settembre 2026
https://www.scintilena.com/nuove-esplorazioni-nellabisso-paperino/09/15/

Speleo Club Saluzzo “F. Costa” – Pagina ufficiale Facebook
https://www.facebook.com/SpeleoClubSaluzzo/

foto di Marco Massola

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  • Souhrn speleo novinek (45. týden 2026)
    🔦 Přehled speleologických novinek Expedice Rača 2026 v Gruzii přinesla nové objevy v tamním krasovém systému, včetně rozšíření známých jeskynních prostor [1]. V jeskyni V Jedlích proběhl úklid přerostlé deponie, což umožní další speleologický průzkum [3]. ✍️ Pripravil pre vás Miško Ftipkár 🙂 Speleologie V Čr Expedice Rača 2026 v Gruzii 📅 2026-11-04 Speleologie V Čr Konečně! Amerika objevena aneb žába v luftě. 📅 2026-11-04 Speleologie V Čr O uplynulém víkendu se v krasu sešla p
     

Souhrn speleo novinek (45. týden 2026)

Od: dankez
November 4th 2026 at 08:10
🔦 Přehled speleologických novinek
Expedice Rača 2026 v Gruzii přinesla nové objevy v tamním krasovém systému, včetně rozšíření známých jeskynních prostor [1]. V jeskyni V Jedlích proběhl úklid přerostlé deponie, což umožní další speleologický průzkum [3].
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  • Cavità artificiali, al via oggi il corso della Federazione Speleologica Toscana: prima lezione con Carla Galeazzi
    Condividi Mercoledì 4 novembre alle 21:00 appuntamento online con “Classificazione e tipologie delle cavità artificiali, parte prima”. La lezione è aperta a tutti e sarà trasmessa gratuitamente sul canale YouTube della Federazione Speleologica Toscana. Questa sera, mercoledì 4 novembre 2026, alle ore 21:00, prende il via il corso dedicato alle cavità artificiali organizzato dalla Federazione Speleologica Toscana APS. La prima lezione, intitolata “Classificazione e tipologie delle cavità ar
     

Cavità artificiali, al via oggi il corso della Federazione Speleologica Toscana: prima lezione con Carla Galeazzi

November 4th 2026 at 06:40

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Mercoledì 4 novembre alle 21:00 appuntamento online con “Classificazione e tipologie delle cavità artificiali, parte prima”. La lezione è aperta a tutti e sarà trasmessa gratuitamente sul canale YouTube della Federazione Speleologica Toscana.

Questa sera, mercoledì 4 novembre 2026, alle ore 21:00, prende il via il corso dedicato alle cavità artificiali organizzato dalla Federazione Speleologica Toscana APS.

La prima lezione, intitolata “Classificazione e tipologie delle cavità artificiali, parte prima”, sarà tenuta da Carla Galeazzi e potrà essere seguita liberamente online, senza costi di partecipazione.

Come si classificano le cavità artificiali?

Il mondo sotterraneo non comprende soltanto le grotte naturali. Miniere, acquedotti, cisterne, gallerie, ambienti scavati per esigenze difensive e strutture legate alle attività umane costituiscono un patrimonio vastissimo, nel quale si intrecciano speleologia, archeologia, storia e studio del territorio.

La classificazione delle cavità artificiali permette di distinguere le diverse tipologie di opere sotterranee in base alle loro caratteristiche e funzioni, fornendo un linguaggio comune per documentarle e studiarle.

È proprio a questo tema che sarà dedicato il primo incontro del corso, con una lezione introduttiva affidata a Carla Galeazzi.

Una lezione aperta a tutti

La presidente della Federazione Speleologica Toscana, Nadia Ricci, ha comunicato che la lezione sarà liberamente fruibile attraverso il canale YouTube della Federazione.

L’appuntamento è rivolto a chi desidera avvicinarsi allo studio delle cavità artificiali, ma può interessare anche speleologi, appassionati di storia locale e persone impegnate nella conoscenza e nella documentazione del patrimonio sotterraneo.

L’appuntamento è per oggi, mercoledì 4 novembre, alle ore 21:00.

Fonte e collegamento alla diretta

Federazione Speleologica Toscana APS – Comunicazione della presidente Nadia Ricci sulla prima lezione del corso dedicato alle cavità artificiali – novembre 2026

Diretta YouTube:
https://www.youtube.com/live/BZXhTeS1DWQ

Sito Federazione Speleologica Toscana:https://www.speleotoscana.it/

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  • Grotta Rosa 2027, il decennale porta a Trieste dieci anni di speleologia al femminile
    Condividi Grotta Rosa 2027 riunirà le speleologhe tra Trieste e il Carso per tre giorni di incontri e condivisione. Sabato 13 marzo sarà dedicato alla grotta. Avviata la raccolta dei contatti: chi aveva lasciato il proprio nome a Costacciaro deve compilare nuovamente il modulo. Grotta Rosa 2027: tre giorni tra Trieste e il Carso Grotta Rosa festeggerà nel marzo 2027 il proprio decennale a Trieste. L’incontro riunirà speleologhe provenienti da tutta Italia per tre giorni tra la città e il C
     

Grotta Rosa 2027, il decennale porta a Trieste dieci anni di speleologia al femminile

November 4th 2026 at 06:00

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Grotta Rosa 2027 riunirà le speleologhe tra Trieste e il Carso per tre giorni di incontri e condivisione. Sabato 13 marzo sarà dedicato alla grotta. Avviata la raccolta dei contatti: chi aveva lasciato il proprio nome a Costacciaro deve compilare nuovamente il modulo.

Grotta Rosa 2027: tre giorni tra Trieste e il Carso

Grotta Rosa festeggerà nel marzo 2027 il proprio decennale a Trieste. L’incontro riunirà speleologhe provenienti da tutta Italia per tre giorni tra la città e il Carso. Al centro ci saranno le grotte, il confronto tra gruppi e le relazioni costruite attraverso la frequentazione del sottosuolo.

La giornata di sabato 13 marzo 2027 sarà dedicata all’uscita in grotta. L’appuntamento prosegue un percorso nato nel 2017 attorno al gruppo speleologico Buio Verticale del CAI Gubbio. Nel tempo l’iniziativa ha collegato partecipanti e realtà associative di diverse regioni italiane.[web:37][web:7]

L’annuncio del decennale richiama la formula che caratterizza Grotta Rosa: vivere un’esperienza comune, raccontare le attività dei rispettivi gruppi e conoscersi anche fuori dalla grotta. L’uscita sotterranea costituisce quindi una parte di un incontro più ampio. La condivisione prosegue nei momenti di ritrovo e nelle conversazioni tra persone con esperienze differenti.

Grotta Rosa 2027: il modulo raccoglie le manifestazioni di interesse

La raccolta dei nominativi è già iniziata. Il modulo indicato dalle organizzatrici serve a ricevere gli aggiornamenti sul programma completo, sulla logistica e sulle successive modalità di adesione.

La compilazione non costituisce un’iscrizione definitiva e non comporta impegni. Si tratta di una manifestazione di interesse, utile a mantenere il contatto con chi vorrebbe partecipare. Questa distinzione chiarisce il significato dell’invito, anche quando il collegamento viene presentato informalmente come “modulo di iscrizione”.

Il riferimento operativo è il seguente:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeh3sv6KQBDTWKxN_slEbTnLG8_7prKZllwqapiUmuEcUO36Q/viewform

Da Costacciaro 2026 a Grotta Rosa 2027: l’appello a reinserire i contatti

La presentazione del decennale è passata anche da Costacciaro 2026, Raduno Internazionale di Speleologia. In quella sede erano state raccolte le prime manifestazioni di interesse presso lo stand di Buio Verticale, nell’ambito del CAI.

Il foglio con i nominativi e i recapiti è stato preso, come riferisce il messaggio delle organizzatrici. Da qui nasce la richiesta di compilare nuovamente il modulo online. L’appello riguarda in particolare le persone che avevano già lasciato i propri dati allo stand.

Nella comunicazione compare anche un ringraziamento a La Scintilena e al raduno di Costacciaro per lo spazio dedicato all’iniziativa. La presentazione ha permesso di raccontare il percorso di Grotta Rosa alla comunità speleologica e di annunciare l’appuntamento triestino.

Grotta Rosa e Marisa Siccardi: il dialogo tra generazioni di speleologhe

Tra i momenti ricordati dalle promotrici figura l’incontro con Marisa Siccardi, speleologa di Savona. Il richiamo alla sua esperienza collega il decennale alla storia della presenza femminile nella speleologia italiana.

Nata nel 1935, Siccardi ha iniziato a frequentare le grotte del Finalese negli anni Cinquanta. Alla pratica speleologica ha affiancato una lunga attività infermieristica e competenze nell’assistenza sanitaria. La sua vicenda comprende anche le difficoltà incontrate dalle donne nell’accesso ai ruoli organizzati del soccorso. Nel 1974 la proposta di un suo ingresso nel CNSAS non fu accolta per le restrizioni dell’epoca alla partecipazione femminile.

Il suo coinvolgimento nel racconto di Grotta Rosa mette in relazione percorsi personali lontani nel tempo. Accanto alle uscite e alle amicizie, l’iniziativa diventa così uno spazio in cui riconoscere esperienze, competenze e memoria della speleologia femminile.

Relazione di approfondimento: attività, azioni e scopo di Grotta Rosa nel decennio 2017–2027

Grotta Rosa e Buio Verticale: le origini al Monte Cucco nel 2017

La prima edizione di Grotta Rosa risale al 25 marzo 2017. Il modulo dell’epoca la identifica espressamente come prima edizione. L’organizzazione faceva capo alle speleologhe del Gruppo Speleologico CAI Gubbio “Buio Verticale”. Il luogo scelto era la Grotta di Monte Cucco, nell’Appennino umbro-marchigiano.[web:11]

Il programma prevedeva un’uscita sotterranea seguita da una serata insieme. Il percorso annunciato collegava l’ingresso alto del Nibbio all’ingresso Est, passando dalla base del Pozzo Perugia e dalla parte turistica. La cena e il pernottamento erano previsti al rifugio CAI di Gubbio.

Già questa prima impostazione conteneva due elementi rimasti centrali. Il primo era la pratica speleologica condivisa. Il secondo era il tempo dedicato alla conoscenza reciproca. Il ritrovo non si esauriva quindi nell’itinerario tecnico: comprendeva anche una dimensione associativa e relazionale.

Le condizioni di partecipazione erano definite. L’iniziativa era aperta a speleologhe maggiorenni, socie CAI con tesseramento valido. Veniva richiesta una buona autonomia nella progressione. Il limite era fissato a 25 partecipanti. Questi requisiti descrivono l’organizzazione del 2017 e non costituiscono le condizioni di accesso all’edizione 2027.

Grotta Rosa 2018 a Guarcino: la collaborazione con lo Speleo Club Roma

La seconda edizione portò Grotta Rosa nel Lazio. Il 17 marzo 2018 l’uscita fu organizzata alla Grotta degli Urli, nel territorio di Guarcino, in provincia di Frosinone. Buio Verticale collaborò con lo Speleo Club Roma.

Il trasferimento in un’altra regione ampliò la rete dell’iniziativa. A cambiare non fu soltanto la cavità visitata. Entrò in gioco una collaborazione tra gruppi, con un programma che univa la giornata sotterranea alla cena e all’ospitalità notturna a Riano.

La descrizione dell’itinerario comprendeva pozzi iniziali e successive gallerie. Anche in questa edizione era richiesta autonomia nella progressione. La partecipazione prevedeva tesseramento CAI o UISP, oppure un’apposita assicurazione giornaliera per le persone non iscritte alle due associazioni. Il numero massimo era di 20 partecipanti.

L’esperienza di Guarcino mostra un’azione concreta del progetto: mettere in contatto speleologhe attraverso la collaborazione tra associazioni ospitanti. L’incontro in grotta diventava il punto di partenza per una relazione tra realtà territoriali diverse.

Grotta Rosa 2019 a Frasassi: conoscere altri ambienti sotterranei

Nel 2019 Grotta Rosa raggiunse le Marche. La meta fu la Grotta del Fiume, nel complesso di Frasassi. La notizia pubblicata da Scintilena descriveva un percorso tra sale e gallerie al di sotto del livello della grotta turistica, con ingresso sul fiume Sentino.

La successione delle sedi costituisce un tratto significativo dell’iniziativa. Monte Cucco, Guarcino e Frasassi rappresentano tre tappe di un incontro itinerante. Le partecipanti hanno così potuto frequentare ambienti diversi e confrontarsi con gruppi legati a differenti territori. La ricostruzione pubblicata per l’appuntamento del 2025 ricorda anche il passaggio di Grotta Rosa in Emilia-Romagna.[web:9][web:8][web:7]

Questa mobilità favorisce la circolazione delle conoscenze. La familiarità di un gruppo con la propria zona può diventare patrimonio condiviso durante un incontro nazionale. La visita non sostituisce il lavoro continuativo delle associazioni locali: offre un contesto nel quale raccontarlo e metterlo in relazione con altre esperienze.

Grotta Rosa 2025 al Monte Cucco: gruppi e percorsi differenziati

L’8 e il 9 marzo 2025 Grotta Rosa tornò al Monte Cucco. L’appuntamento venne presentato come sesta edizione. Il programma prevedeva un’uscita il sabato, con gruppi distinti secondo esperienza e necessità tecniche. La domenica era destinata a una passeggiata e ad altri momenti di condivisione.

Il successivo resoconto di Buio Verticale riassunse l’incontro nel titolo “Grotta Rosa 2025: 35 Donne, 3 Percorsi, un’Unica Passione”. Il dato finale restituisce la dimensione di quell’appuntamento: 35 partecipanti e tre percorsi.

La differenziazione degli itinerari è un’azione organizzativa importante. Consente di costruire una giornata comune senza richiedere che tutte affrontino necessariamente lo stesso percorso. Nel programma del 2025 questa scelta era collegata esplicitamente all’esperienza delle partecipanti e alle esigenze tecniche.

Il ritorno al Monte Cucco collegava inoltre l’incontro alle sue origini. Il decennale del 2027 si riferisce ai dieci anni trascorsi dalla nascita del progetto nel 2017. La ricorrenza racconta dunque una storia iniziata dieci anni prima, senza coincidere automaticamente con il numero delle edizioni svolte.[web:7]

Lo scopo di Grotta Rosa: una rete nazionale di speleologhe

Lo scopo dichiarato di Grotta Rosa è creare incontro e condivisione tra donne che praticano la speleologia. La frequentazione delle grotte costituisce il terreno comune. La costruzione di rapporti tra persone e gruppi rappresenta l’altro asse dell’iniziativa. La presentazione del 2025 indica espressamente il rafforzamento delle competenze, delle amicizie e delle collaborazioni tra speleologhe.

Le azioni sviluppate nel tempo possono essere ricondotte a cinque ambiti:

  • Uscite in grotta, come esperienza pratica condivisa e punto centrale degli incontri.
  • Collaborazioni tra gruppi, documentate anche dall’organizzazione congiunta del 2018.
  • Confronto tra livelli di esperienza, attraverso la composizione dei gruppi e la scelta degli itinerari.
  • Momenti fuori dalla grotta, come cene, pernottamenti e passeggiate.
  • Continuità dei contatti, per collegare partecipanti provenienti da regioni diverse.[web:9][web:7]

La formula non si basa soltanto sul ritrovarsi in prossimità dell’8 marzo. Offre uno spazio riconoscibile alla partecipazione femminile nella comunità speleologica. Il carattere nazionale nasce dalla provenienza delle partecipanti e dalla capacità di collegare realtà associative differenti.

In questo quadro, la socialità non è separata dalla pratica. Raccontare un’uscita, confrontare le abitudini di un gruppo e condividere una giornata sotterranea sono parti dello stesso processo. Le relazioni possono proseguire oltre il singolo appuntamento, secondo l’obiettivo dichiarato di consolidare una rete di contatti e collaborazioni.

Speleologia femminile e autonomia: il ruolo dell’esperienza condivisa

Le prime edizioni chiariscono che partecipazione e attenzione alle competenze procedono insieme. Nel 2017 e nel 2018 l’autonomia nella progressione era un requisito esplicito. Nel 2025 l’organizzazione dei gruppi teneva conto dell’esperienza e delle necessità tecniche.[web:9][web:7]

Grotta Rosa mette quindi in relazione speleologhe con percorsi personali differenti all’interno di attività organizzate. La condivisione non elimina le esigenze della progressione sotterranea. Le riconosce nella scelta delle modalità di partecipazione e degli itinerari.

Il confronto con figure come Marisa Siccardi aggiunge una dimensione storica. La presenza delle donne nella speleologia passa anche attraverso il riconoscimento delle competenze e delle responsabilità esercitate. La sua esperienza nel rapporto tra grotta e assistenza sanitaria rende concreto questo collegamento tra pratica, preparazione e accesso ai ruoli associativi.

Grotta Rosa 2027 a Trieste: il decennale nel territorio del Carso

L’approdo a Trieste colloca il decennale in un territorio strettamente legato alla storia della speleologia. Sul Carso, tra Trieste e Lubiana, si svilupparono nell’Ottocento alcuni dei primi studi sistematici delle cavità. Il nome stesso del territorio è alla base della terminologia del carsismo.

L’annuncio per marzo 2027 riprende gli elementi consolidati dell’iniziativa. Prevede tre giorni insieme, un’uscita in grotta sabato 13 marzo e il confronto tra esperienze associative. Il legame tra attività sotterranea e incontro personale resta il filo conduttore del progetto.

La raccolta digitale dei contatti accompagna questa fase organizzativa. Chi aveva lasciato il proprio nome a Costacciaro è invitato a reinserirlo. Il modulo consentirà di ricevere programma, indicazioni logistiche e modalità di adesione al decennale di Grotta Rosa.

Fonti e collegamenti

Per l’annuncio di Trieste 2027, l’appello relativo ai contatti di Costacciaro e il racconto dell’incontro con Marisa Siccardi è stata utilizzata la comunicazione delle organizzatrici riportata nel testo di partenza. Il modulo seguente è il collegamento operativo indicato nella comunicazione.

  1. Grotta Rosa 2027 — modulo per la manifestazione di interesse:
    https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeh3sv6KQBDTWKxN_slEbTnLG8_7prKZllwqapiUmuEcUO36Q/viewform
  2. Buio Verticale — modulo della prima edizione, 25 marzo 2017:
    https://www.buioverticale.it/wp-content/uploads/2017/03/Grotta-Rosa-mod.pdf
  3. Scintilena — “Uscita in Rosa al Monte Cucco con il CAI Gubbio”:
    https://www.scintilena.com/uscita-in-rosa-al-monte-cucco-con-il-cai-gubbio/03/08/
  4. Scintilena — “Seconda edizione Grotta Rosa a Guarcino (FR)”:
    https://www.scintilena.com/seconda-edizione-grotta-rosa-a-guarcino-fr/02/25/
  5. Scintilena — “La Grotta Rosa: la speleologia al femminile si ritrova a Frasassi”:
    https://www.scintilena.com/la-grotta-rosa-la-speleologia-al-femminile-si-ritrova-a-frasassi/03/05/
  6. Scintilena — “Grotta Rosa 2025: la speleologia al femminile torna al Monte Cucco”:
    https://www.scintilena.com/grotta-rosa-2025-la-speleologia-al-femminile-torna-al-monte-cucco/02/18/
  7. Buio Verticale — “Grotta Rosa 2025: 35 Donne, 3 Percorsi, un’Unica Passione”:
    https://www.buioverticale.it/grotta-rosa-2025-35-donne-3-percorsi-ununica-passione/
  8. Scintilena — “Marisa Siccardi: novant’anni di passione, coraggio e profondità”:
    https://www.scintilena.com/marisa-siccardi-novantanni-di-passione-coraggio-e-profondita/06/27/
  9. Wikipedia — “Speleologia”, per l’inquadramento storico del Carso:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Speleologia

Grotta Rosa

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  • Geositi, grotte e Livenza: a Caneva una giornata tra sorgenti, esplorazioni e realtà virtuale
    Condividi Sabato 7 novembre 2026 Caneva e Polcenigo presentano a Villa Frova i risultati dei progetti GEOinCANEVA e PolceniGEO. In programma una visita alle sorgenti del Livenza, un convegno, l’anteprima dei nuovi strumenti immersivi e l’apertura della mostra «Le grotte tra esplorazione e ricerca». Ingresso libero. Le sorgenti del Livenza, gli abissi del Cansiglio e le nuove tecnologie per conoscere il sottosuolo saranno i protagonisti di «Geositi, grotte e Livenza», in programma sabato 7
     

Geositi, grotte e Livenza: a Caneva una giornata tra sorgenti, esplorazioni e realtà virtuale

November 4th 2026 at 05:00

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Sabato 7 novembre 2026 Caneva e Polcenigo presentano a Villa Frova i risultati dei progetti GEOinCANEVA e PolceniGEO.

In programma una visita alle sorgenti del Livenza, un convegno, l’anteprima dei nuovi strumenti immersivi e l’apertura della mostra «Le grotte tra esplorazione e ricerca». Ingresso libero.

Le sorgenti del Livenza, gli abissi del Cansiglio e le nuove tecnologie per conoscere il sottosuolo saranno i protagonisti di «Geositi, grotte e Livenza», in programma sabato 7 novembre 2026 a Stevenà di Caneva, in provincia di Pordenone.

L’iniziativa unisce i Comuni di Caneva e Polcenigo nella giornata conclusiva dei progetti di geodivulgazione GEOinCANEVA e PolceniGEO, realizzati con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Servizio geologico, ai sensi della legge regionale 15/2016.

L’appuntamento affiancherà l’esperienza sul territorio agli incontri con geologi, divulgatori e speleologi, con attività aperte al pubblico e ingresso libero.[1]

Dalle sorgenti del Livenza agli abissi del Cansiglio

La giornata inizierà dalle 10.00 alle 12.00 con una visita guidata alle sorgenti della Santissima e del Molinetto. Il ritrovo è previsto al parcheggio del Santuario della Santissima: da qui partirà una breve passeggiata ad anello lungo la sponda, seguita dal trasferimento in automobile al Molinetto.[1]

L’escursione offrirà l’occasione per conoscere due emergenze del sistema sorgentizio del Livenza. Insieme al Gorgazzo, la Santissima e il Molinetto costituiscono un geosito di importanza nazionale: manifestazioni differenti, ma collegate, della circolazione delle acque nel massiccio carsico del Cansiglio-Cavallo. La visita permetterà quindi di leggere il paesaggio attraverso il rapporto fra le montagne, i percorsi sotterranei dell’acqua e le sorgenti della pedemontana.[2]

Questo collegamento tra superficie e profondità è anche uno dei fili conduttori dei progetti GEOinCANEVA e PolceniGEO. Le attività sviluppate nel corso del 2026 hanno affiancato escursioni guidate, pannelli divulgativi, materiali di approfondimento e strumenti digitali, costruendo un percorso di conoscenza condiviso fra i due territori comunali.[3]

A Villa Frova il bilancio dei progetti e l’anteprima dei virtual tour

Il programma pomeridiano si aprirà alle 14.30 a Villa Frova con i saluti delle autorità. Alle 15.00 Massimo Zanetti, direttore del Servizio geologico della Regione Friuli Venezia Giulia, presenterà il quadro della geodiversità e dei geositi regionali. Alle 15.30 Barbara Grillo, di Divulgando Srl, illustrerà il bilancio delle attività dedicate ai geositi di Caneva e Polcenigo, dalle uscite sul territorio ai percorsi per le scuole.[1]

Alle 16.00 Alessio Mereu, di Divulgando Srl, presenterà in anteprima i nuovi strumenti multimediali di GEOinCANEVA e PolceniGEO: un virtual tour e un’esperienza immersiva con i visori. Il pubblico potrà provare i contenuti, pensati per accompagnare la scoperta dei geositi dalle sorgenti del Livenza agli ambienti sotterranei del Cansiglio.[1]

La presentazione darà forma a uno degli obiettivi annunciati all’avvio dei progetti: raccontare la continuità geologica fra la fascia delle sorgenti e l’altopiano, affiancando alla visita diretta strumenti consultabili anche in ambiente digitale. Per GEOinCANEVA il percorso virtuale è stato progettato lungo l’itinerario che collega la sorgente del Molinetto all’Abisso Col de la Rizza; PolceniGEO ha previsto l’ampliamento dei contenuti dedicati alla Santissima.[3]

Gli speleologi raccontano esplorazioni e nuove ricerche

Il contributo del Gruppo Speleologico Sacile porterà al centro del convegno l’attività esplorativa e la ricerca sul campo. Alle 16.45 Filippo Felici presenterà le esplorazioni nel geosito «Doline e Abissi del Cansiglio», mentre alle 17.30 Adriano Feltrin illustrerà le ricerche nel conglomerato dei colli di Polcenigo e Budoia, un ambito di studio proposto all’attenzione del pubblico anche nella prospettiva di un futuro geosito.[1]

Il geosito «Doline e Abissi del Cansiglio», condiviso da Caneva e Polcenigo, riunisce testimonianze del carsismo superficiale e profondo, insieme a elementi di interesse idrogeologico e paleontologico. Le esplorazioni speleologiche contribuiscono così a conoscere non soltanto le cavità, ma anche la storia delle rocce e la circolazione delle acque che alimentano le sorgenti del territorio.[3]

La mostra «Le grotte tra esplorazione e ricerca» aperta anche domenica

Alle 18.00 sarà inaugurata a Villa Frova la mostra itinerante «Le grotte tra esplorazione e ricerca», della Federazione Speleologica Regionale e della Regione Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Gruppo Speleologico Sacile e il Catasto Speleologico Regionale. L’esposizione resterà aperta anche domenica 8 novembre.[1]

Pannelli, campioni e reperti accompagneranno i visitatori alla scoperta del patrimonio ipogeo regionale. Ai materiali espositivi si affiancheranno visori di realtà virtuale, riprese inedite realizzate con droni e un totem touch per esplorare le cavità a 360 gradi: linguaggi diversi per avvicinare il pubblico alle esplorazioni e alle ricerche nel sottosuolo.[1]

L’appuntamento si inserisce inoltre nell’anno del novantesimo anniversario del terremoto del Cansiglio del 18 ottobre 1936, collegando la conoscenza dei geositi alla memoria geologica e storica del territorio.[1]

Il programma di sabato 7 novembre 2026

  • 10.00–12.00 — Visita guidata alle sorgenti della Santissima e del Molinetto, con ritrovo al parcheggio del Santuario della Santissima.
  • 14.30 — A Villa Frova, saluti delle autorità.
  • 15.00 — «Geodiversità e geositi del Friuli Venezia Giulia», Massimo Zanetti, direttore del Servizio geologico regionale.
  • 15.30 — «I geositi di Caneva e Polcenigo: bilancio finale delle attività di geo-divulgazione», Barbara Grillo, Divulgando Srl.
  • 16.00 — Presentazione del virtual tour di GEOinCANEVA e PolceniGEO e della visione immersiva con i visori, Alessio Mereu, Divulgando Srl.
  • 16.45 — «Le esplorazioni nel geosito Doline e Abissi del Cansiglio», Filippo Felici, Gruppo Speleologico Sacile.
  • 17.30 — «Le ricerche nel conglomerato dei colli di Polcenigo e Budoia: una novità per un futuro geosito», Adriano Feltrin, Gruppo Speleologico Sacile.
  • 18.00 — Inaugurazione della mostra «Le grotte tra esplorazione e ricerca».[1]

Informazioni e promotori

Il convegno e la mostra si svolgeranno a Villa Frova, a Stevenà di Caneva (PN). L’ingresso è libero e gratuito. Per informazioni è possibile contattare l’Ufficio Cultura del Comune di Caneva al numero 0434 797447; aggiornamenti sui canali Facebook «Officina Villa Frova» e Instagram «@in.caneva».[1]

L’iniziativa è promossa dai Comuni di Caneva e Polcenigo e dalla Magnifica Comunità di Montagna Dolomiti Friulane Cavallo Cansiglio, in collaborazione con la Federazione Speleologica Regionale FVG, il Gruppo Speleologico Sacile – SSI e lo Speleo Team CAI Conegliano. I progetti sono curati da Divulgando Srl e sostenuti dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Servizio geologico, nell’ambito della legge regionale 15/2016.[1]

Fonti consultate

Fonti
[2] Santissima e Molinetto. Le Sorgenti del Livenza https://www.pordenonewithlove.it/it/evento/santissima-e-molinetto-le-sorgenti-del-livenza
[3] Nel Cuore della Terra: viaggia tra gli abissi e le sorgenti … https://www.scintilena.com/nel-cuore-della-terra-viaggia-tra-gli-abissi-e-le-sorgenti-del-cansiglio/03/30/
[4] Il bacino idrografico del fiume Livenza | Protezione Civile … https://www.protezionecivile.fvg.it/it/il-bacino-idrografico-del-fiume-livenza-0
[5] REGIONE FVG INFORMA https://www.ilgazzettino.it/speciali/regione_fvg_informa/
[6] Livenza – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Livenza
[7] Officina Villa Frova | Contenitore culturale multifunzionale http://officinavillafrova.incaneva.it/
[8] Santissima e Molinetto. Le Sorgenti del Livenza https://albergodiffusovivaro.it/2026/04/30/santissima-e-molinetto-le-sorgenti-del-livenza/
[9] ITALIA PREISTORICA IN GROTTA. QUADRI REGIONALI, STORIA … https://www.iipp.it/italia-preistorica-in-grotta-quadri-regionali-storia-degli-studi-ricerche-e-nuove-scoperte/
[10] Presentazione del progetto GEOinCANEVA – InCaneva https://incaneva.it/it/presentazione-del-progetto-geoincaneva-28854
[11] THE SOURCES OF THE LIVENZA RIVER CIRCULAR ROUTE https://www.visitsacile.it/wp-content/uploads/2023/12/EN_Anello-Sorgenti-del-Livenza-1.pdf
[12] Geositi, grotte e Livenza https://www.fsrfvg.it/?p=12493
[13] Fvg, il Masterplan sui siti produttivi degradati si amplia con cinque nuove aree https://www.nordest24.it/fvg-masterplan-siti-produttivi-degradati-cinque-nuove-aree
[14] meraviglie sotterranee da esplorare tutto l’anno 2026 – Italia Delight https://www.italiadelight.it/blog/en/grotte-spettacolari-italia-2026/
[15] Turismo, Piemonte e Liguria si presentano insieme all’Eicma 2026 https://www.ossola24.it/index.php/eventi/turismo-piemonte-e-liguria-si-presentano-insieme-alleicma-2026

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Therion 6.4.1 (2026-11-03):

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infrastructure and compiler:

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    macros in therion.h [#763] and thinfnan.h [#769]; removed macros from thexpdb
    [#781]; thbuffer replaced by std::string [#764,#767,#768]; refactor case
    insensitive comparators [#765, #771]; refactor thdecode_sql() [#782];
    refactor and fix thdecode and thencode [#786]; various C++ improvements [#770]
  • code clenup: removed class generator cclass.pl [#757] and other obsolete
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    SEZÓNA SÍCE KONČÍ, NO ŠTYRI JASKYNE SÚ EŠTE OTVORENÉ S koncom októbra sa uzavrela tohtoročná sezóna našich sprístupnených jaskýň. Aj v tomto roku ich krásy a hodnoty poznávali a obdivovali státisíce návštevníkov. Naďalej sú však otvorené ešte štyri jaskyne. Do 15. novembra sú to Belianska jaskyňa a Demänovská jaskyňa slobody s mohutnými dómami a krásnou výzdobou. Do konca novembra je otvorená jedinečná jaskyňa Domica v Slovenskom krase, ktorej sté výročie objavenia sme si nedávno pripomenuli a
     

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SEZÓNA SÍCE KONČÍ, NO ŠTYRI JASKYNE SÚ EŠTE OTVORENÉ

S koncom októbra sa uzavrela tohtoročná sezóna našich sprístupnených jaskýň. Aj v tomto roku ich krásy a hodnoty poznávali a obdivovali státisíce návštevníkov. Naďalej sú však otvorené ešte štyri jaskyne. Do 15. novembra sú to Belianska jaskyňa a Demänovská jaskyňa slobody s mohutnými dómami a krásnou výzdobou. Do konca novembra je otvorená jedinečná jaskyňa Domica v Slovenskom krase, ktorej sté výročie objavenia sme si nedávno pripomenuli a Važecká jaskyňa, v ktorej Vás privíta jaskynný medveď a krásna výzdoba.

Foto: P. Staník









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  • Distrutto il quaderno di vetta del Gran Sasso. Esiste ancora la nostra poesia?
    Condividi Di Agnese Wilde Il quaderno di vetta del Corno Grande sul Gran Sasso è stato ritrovato ridotto in pezzi da qualcuno che ne ha divelto la copertina, strappato le pagine e poi lo ha lasciato alle intemperie che hanno terminato il lavoro: l’intera memoria di una montagna buttata via, cancellata per sempre. I resti del quaderno sono stati recuperati da Vincenzo Brancadoro che li ha trasportati alla sezione Aquilana del CAI, dove verranno conservati. Appresa la notizia, il prim
     

Distrutto il quaderno di vetta del Gran Sasso. Esiste ancora la nostra poesia?

November 3rd 2026 at 07:00

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Di Agnese Wilde

Il quaderno di vetta del Corno Grande sul Gran Sasso è stato ritrovato ridotto in pezzi da qualcuno che ne ha divelto la copertina, strappato le pagine e poi lo ha lasciato alle intemperie che hanno terminato il lavoro: l’intera memoria di una montagna buttata via, cancellata per sempre.

I resti del quaderno sono stati recuperati da Vincenzo Brancadoro che li ha trasportati alla sezione Aquilana del CAI, dove verranno conservati.

Appresa la notizia, il primo pensiero che ho avuto è stato: §trønzo. Il secondo è stato “dobbiamo riscriverlo” e ho iniziato a contattare i miei amici per organizzare. Il terzo pensiero è stato per la nostra poesia che era lassù. Quella che avevamo scritto in quell’avventura in un autunno che era di molti gradi e poche parole mentre noi eravamo un fiume in piena e avevamo deciso di unirle insieme.

Dove è finita la nostra poesia? Chissà se è sopravvissuta ed è al sicuro, se è diventata pure lei unostraccio illeggibile. Esiste ancora la nostra poesia? E se è diventata un brandello, allora non esiste più? Credevo che una cosa esistesse solo se una penna la può raccontare, eppure la posso sentire ancora, è dentro di me e di te. Non era solo lassù.

Io e i miei amici ci siamo incontrati e mentre eravamo lì davanti ai nostri calici parlavamo dell’accaduto. Eravamo tutti indignati e arrabbiati, io per prima, eppure c’era qualcosa che continuava a ronzarmi in testa. Il fatto è questo: pensiamo tutti che sia stato qualche vandalo, magari qualche ragazzino irrispettoso della montagna, che è arrivato lì e ha distrutto i nostri ricordi, la nostra poesia. “Oramai la montagna è fin troppo frequentata da gentaccia” dice uno di noi. “Non è neppure la prima volta che succede in questo periodo”.

Poche settimane prima infatti, nel Bivacco Piergiorgio Desiati (1815m) il registro di vetta è stato danneggiato e le pagine utilizzate per accendere un fuoco. Un’ondata di vandalismo che travolge la montagna.

Il pensiero continua a ronzare in testa. Non riesco a capire. Perché un vandalo dovrebbe farsi 3000 metri, arrivare fin lassù e davanti a tanta bellezza pensare invece a stracciare via la memoria intera di una montagna? E soprattutto: come è possibile, dio, che un essere umano riesca ad arrivare in vetta con quello stato d’animo? Senza che un minimo, un minimo dico, la nostra montagna lo acquieti?

Non riesco a capire, la mia mente non riesce a concepire un qualcosa del genere. Sarà che io sono convinta che non esiste persona al mondo capace di amare la montagna ed essere al tempo stesso una pessima persona. Magari uno può amare la montagna ed essere un tipo particolare (anzi, certamente lo sarà) oppure essere un po’ difficile ma non certo una pessima persona.Voglio dire non sto giustificando il tipo, se lo incontrassi gli direi anche io sei uno §trønzo. Però misto anche interrogando se, forse, non possa essere stato un modo per comunicare qualcosa.

Qualcos’altro, come una forma di metaforica protesta.

Lo dico perché proprio mentre scrivo fuori dal mio posto di lavoro c’è una di quelle manifestazioni per cui i ragazzi in questi giorni hanno anche spaccato le vetrine. Mi sono sempre ripromessa che non sarei diventata una di quei vecchi bigotti incapaci di capire i giovani e così come mi sono messa davanti alle immagini delle città depredate e ai municipi in fiamme sforzandomi di capire (e capendo) la rabbia dei giovanissimi, così allo stesso modo io guardo il nostro libro distrutto e mi chiedo: e se non fosse un solo atto di vandalismo? E se fosse lo stesso? Che cosa potrebbe cercare di comunicarci? Perché distruggere la memoria di una montagna? Perché si può essere così stufi e arrabbiati con la memoria di una montagna? La voleva cancellare o ne voleva forse una nuova? Curiosa questa idea… una nuova memoria per la montagna.

Ci rifletto.

Io, forse, un senso l’ho trovato. O forse l’ho voluto trovare, perché per me non può esistere uno che arriva a 3000 metri per distruggere la montagna. Non riesco ad accettare che uno arrivi a 3000 metri senza essere folgorato e placato da quella bellezza. Ma forse hanno ragione i miei amici, forse è stato solo un povero §trønzo, uno spostato o uno il cui tormento interiore è così acceso che neppure una vetta del genere è stata capace di spegnerglielo.

Eppure, anche in questo caso, il nostro vandalo mi lascia questa riflessione: che fine ha fatto la nostra poesia?

Solo perché lui l’ha stracciata allora non c’è più? Cos’è che davvero permetteva a quella poesia, alla memoria della montagna, di esistere?

“Allora Agne, andata per il primo weekend di marzo?” Andata per il primo weekend di marzo.”Ma.. riscriviamo la stessa?” O ne scriviamo una nuova?

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