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    Condividi La grotta era piena di pipistrelli – la speleologia ligure si racconta al CAI Ligure-Genova – serata del GS Martel e del CAI Sottosezione di Cornigliano Giovedì 12 febbraio 2026, nella cornice della Galleria Mazzini, presso la sede del CAI Ligure-Genova, andrà in scena la prima edizione di “A Barma a l’ea pina de rattipennughi”, una serata dedicata alla speleologia ligure (ma non solo) e alle sue molteplici sfaccettature: racconto, ricerca, esplorazione, memoria, linguaggio.
     

A Barma a l’ea pina de rattipennughi

Február 8th 2026 at 05:30

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La grotta era piena di pipistrelli – la speleologia ligure si racconta al CAI Ligure-Genova – serata del GS Martel e del CAI Sottosezione di Cornigliano

Giovedì 12 febbraio 2026, nella cornice della Galleria Mazzini, presso la sede del CAI Ligure-Genova, andrà in scena la prima edizione di “A Barma a l’ea pina de rattipennughi”, una serata dedicata alla speleologia ligure (ma non solo) e alle sue molteplici sfaccettature: racconto, ricerca, esplorazione, memoria, linguaggio.

Per inciso, barma indica la grotta o il riparo sotto roccia.
Rattopenugo (o rattopennûgo) è il pipistrello: il termine deriva letteralmente da “ratto pennuto” o “topo con le ali”, composto da ratto (topo) e pennugo / pennûgo (ala, piuma).
Pina, in questo contesto, non ha ovviamente nulla a che fare con la moglie di Fantozzi, ma significa semplicemente “piena”.
Il titolo A Barma a l’ea pina de rattipennughi si traduce quindi letteralmente come:
“La grotta era piena di pipistrelli”.

L’incontro, presentato da Gianluca Gavotti, presidente del GS Martel, vedrà speleologi genovesi e non solo alternarsi brevemente sul palco per condividere, senza filtri, le loro esperienze più recenti, i progetti in corso, le aspirazioni e le sfide future. Un mosaico di interventi per dare voce a un mondo sotterraneo che vuole considividere, parlando anche di storia, territorio, di scienza e di cura dell’ambiente, tutto il proprio bagaglio personale.

Il programma della serata include una bella carrellata di argomenti.

Passeremo dal respiro della Pollera (e sì, le grotte respirano) alle esplorazioni e ai sogni tra le fratture della roccia nel Finalese e dintorni; dalla ricerca di una grotta perduta sulla Lama spezzina che ha portato ad altri risultati, al vagabondare sul promontorio del Caprione, affacciati sul Golfo dei Poeti; dalla Elpis, personificazione della speranza, scoperta nella ricerca di un nuovo ingresso della Over 50, alla riflessione su nuovi orizzonti del soccorso, ripensando alla tragedia di Vermicino.

Forni – foto GS Martel

Voleremo poi in alto, in un viaggio nel cuore della Carcaraia, tornando alla Over50, e assisteremo allo studio dei mulini glaciali, effimeri e affascinanti. E ancora: vivremo la riscoperta della grotta Dolly, faremo i complimenti agli amici del Bolzaneto che hanno pulito l’Andrassa, e scopriremo il progetto ORCO: un ORCO che non mangia i bambini, ma esplora e rileva la Montagna Vuota per eccellenza: il Corchia.

La serata alla Ligure si pone come fine quello di trasformare la speleologia in spettacolo narrativo, con linguaggio tecnico ed emozionale. Per costruire un ponte tra il mondo ipogeo e quello di superficie, l’evento è dedicato agli speleologi, agli aspiranti esploratori, agli escursionisti, ai curiosi, e a chiunque voglia fermarsi con noi.

Per informazioni: gianluca.gavotti@gmail.com

Cosa: Racconti di speleologia ligure
Dove: CAI Ligure-Genova – Galleria Mazzini 7/3 – Genova
Quando: giovedì 12 febbraio 2026, h 21
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

NB Son zeneize, riso ræo, strenzo i denti e parlo ciæo: sono genovese, rido poco, stringo i denti e parlo chiaro

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  • Speleologia nelle Alpi Marittime: a Cuneo il 55° corso di primo livello
    Condividi Dal 13 marzo al 3 maggio 2026, teoria e pratica per la scoperta del mondo sotterraneo Il Gruppo Speleologico Alpi Marittime (GSAM) di Cuneo organizza il 55° corso di speleologia, riconosciuto dalla Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della SSI ETS e dalla Scuola Nazionale di Speleologia del CAI. Il corso si svolgerà dal 13 marzo al 3 maggio 2026 e si articola in cinque lezioni teoriche e cinque uscite pratiche in grotta. Il corso affronterà aspetti legati all’equipaggi
     

Speleologia nelle Alpi Marittime: a Cuneo il 55° corso di primo livello

Február 8th 2026 at 05:00

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Dal 13 marzo al 3 maggio 2026, teoria e pratica per la scoperta del mondo sotterraneo

Il Gruppo Speleologico Alpi Marittime (GSAM) di Cuneo organizza il 55° corso di speleologia, riconosciuto dalla Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della SSI ETS e dalla Scuola Nazionale di Speleologia del CAI.

Il corso si svolgerà dal 13 marzo al 3 maggio 2026 e si articola in cinque lezioni teoriche e cinque uscite pratiche in grotta.

Il corso affronterà aspetti legati all’equipaggiamento, alla progressione in grotta, alla geologia, alla topografia, alla biospeleologia e alla sicurezza. Non mancheranno momenti dedicati alla storia della speleologia e alla consapevolezza ambientale.

La presentazione ufficiale del corso si terrà venerdì 20 febbraio alle ore 21 presso la sede del CAI di Cuneo, in via Porta Mondovì 5. Le iscrizioni dovranno essere effettuate entro tale data, direttamente in sede o telefonicamente.

Il programma prevede incontri teorici il venerdì sera e uscite pratiche la domenica. Le lezioni si svolgeranno presso la sede del gruppo, mentre le escursioni coinvolgeranno palestre di roccia e cavità naturali, con un’impostazione progressiva che accompagna i partecipanti dalla grotta orizzontale a quella verticale.

Tra i temi trattati durante le lezioni figurano la tecnica speleologica, la geologia, la topografia, la storia, la biospeleologia e l’ecologia. L’uscita finale, in programma dal primo al tre maggio, prevede anche una lezione di primo soccorso e la presentazione della SSI.

Il corso è aperto a un massimo di 12 partecipanti. L’età minima richiesta è di 16 anni, con autorizzazione dei genitori per i minorenni. È obbligatorio presentare un certificato medico di idoneità alla pratica sportiva non agonistica.

Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare:
– Enrico: 347 0400545
– Jacopo: 342 0209360

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  • Monte Crociglia: una montagna non è un sito qualsiasi
    Condividi Transizione energetica sì, ma con regole chiare e tutela reale dei territori Riflessione sulla proposta di parco eolico tra Ferriere e Santo Stefano d’Aveto alla luce delle politiche energetiche regionali e delle osservazioni dei territori: uno dei tanti parchi eolici non desiderati. Negli ultimi mesi si è intensificato il dibattito attorno al progetto di un parco eolico industriale sul Monte Crociglia, un rilievo appenninico di grande valore naturalistico, paesaggistico e identi
     

Monte Crociglia: una montagna non è un sito qualsiasi

Február 7th 2026 at 06:00

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Transizione energetica sì, ma con regole chiare e tutela reale dei territori

Riflessione sulla proposta di parco eolico tra Ferriere e Santo Stefano d’Aveto alla luce delle politiche energetiche regionali e delle osservazioni dei territori: uno dei tanti parchi eolici non desiderati.

Negli ultimi mesi si è intensificato il dibattito attorno al progetto di un parco eolico industriale sul Monte Crociglia, un rilievo appenninico di grande valore naturalistico, paesaggistico e identitario tra Emilia?Romagna e Liguria.

Un luogo quasi mistico, ricco di storia: il Monte Crociglia (1.578 m), noto anche come Monte dell’Angelo, è un’ampia montagna erbosa situata sullo spartiacque tra le valli dell’Aveto e del Nure, a nord dell’omonimo passo.

In quest’area, i flysch calcareo-marnosi tornano a prevalere sulle rocce ofiolitiche circostanti, influenzando la morfologia dei rilievi: se il vicino Monte Roncalla, a sud, ha una struttura aspra e articolata, il Crociglia si presenta come un gigantesco cupolone dai fianchi dolci e rassicuranti, quasi materni, coperti da praterie.

Al passo, un tempo, si svolgevano scambi e contrabbando di sale e metalli. Sulla vetta del Crociglia svetta oggi una grande statua di un angelo, in memoria della tragedia alpinistica del 1957 sul Piz Palü, nel massiccio del Bernina. Qui gli escursionisti si incontrano dal versante pagano al versante ligure.

GAEP e CAI sul Crociglia

Il panorama dalla cima è grandioso: si abbracciano l’Appennino Ligure, la Pianura Padana, le Alpi e perfino il mare (salvo nebbia o foschia), con viste ampie su tutta la Val d’Aveto.

Il toponimo Crociglia richiama un antico crocevia di mulattiere, dove si incontravano genti e mercanti delle valli. Per la facilità d’accesso, la bellezza delle fioriture primaverili, la presenza del Rifugio Stoto e i vasti panorami, il Crociglia è oggi una delle vette più frequentate e amate del circondario.

Il Rifugio Stoto del GAEP APS

Secondo quanto riportato anche da Nicola Giordanella, la procedura autorizzativa è stata avviata, generando una “pioggia di osservazioni” e mobilitazioni locali, tra cui petizioni e raccolte firme per contrastare l’intervento.

Il Crociglia conta, e non è solo “vento”: e cosa ci mettiamo? Le pale eoliche.

Il Monte Crociglia non è un punto qualsiasi sulla carta: è parte dello spartiacque appenninico principale, dove si dividono le acque verso il Tirreno e verso la Pianura Padana. È attraversato da sentieri CAI, itinerari escursionistici, crinali storici e ambienti naturali di pregio, con faggete, praterie d’altura e specie faunistiche significative.

La montagna è al tempo stesso ecosistema, paesaggio, cultura e identità collettiva. Per il CAI – e per chi vive o frequenta la montagna – questi luoghi sono paesaggi da ascoltare, non “spazi vuoti” da riempire con infrastrutture pesanti e impattanti.

Il progetto e le osservazioni dei territori

Il progetto prevede l’installazione di aerogeneratori di oltre 180 metri di altezza sul crinale tra i comuni di Ferriere (PC) e Santo Stefano d’Aveto (GE). Le amministrazioni locali hanno espresso contrarietà o richieste di modifica, citando l’impatto su paesaggio, biodiversità, percorsi escursionistici e assetti ambientali consolidati.

La Regione Emilia?Romagna ha già reso noto che, pur essendo favorevole allo sviluppo delle rinnovabili, considera il progetto di Ferriere non compatibile con criteri ambientali e paesaggistici, e sta predisponendo un parere tecnico negativo nell’ambito della procedura VIA.

La petizione pubblica per fermare l’impianto ha raccolto migliaia di firme in pochi giorni. La Regione Emilia-Romagna ha presentato una lunga serie di criticità tecniche, fra cui:

  • violazione di limiti altitudinali;
  • presenza in aree tutelate dal piano paesaggistico;
  • documentazione ambientale giudicata carente.

Elementi che rafforzano la necessità di una maggiore prudenza e partecipazione democratica.

Incontro pubblico aperto alla cittadinanza

A dimostrazione dell’interesse e della preoccupazione diffusa, il Comune di Santo Stefano d’Aveto ha convocato un incontro pubblico per discutere il progetto, ascoltare i cittadini e informare in modo trasparente.

  • Domenica 8 febbraio – Ore 15:00
  • Pala Arvigo, Santo Stefano d’Aveto

“Tuteliamo il territorio, l’ambiente e gli interessi della nostra comunità.”

Un’occasione importante, a cui partecipare attivamente, per ascoltare voci esperte e rappresentare le esigenze di chi ama e vive questi luoghi. La presenza di operatori ambientali, escursionisti, tecnici, amministratori locali e cittadini sarà fondamentale per rendere visibile la complessità e il valore del territorio minacciato.

Il quadro normativo in Liguria: PEAR 2030 e “aree idonee”

Nel frattempo, la Regione Liguria ha formalmente adottato il nuovo Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR 2030) e un Disegno di Legge sulle “aree idonee” alla realizzazione di impianti da fonti rinnovabili, nell’ambito del Pacchetto Energia Liguria 2030.

Il PEAR definisce gli obiettivi regionali al 2030 su energia rinnovabile, efficienza, decarbonizzazione e innovazione. Il Ddl allegato elenca categorie di aree non idonee (vincoli paesaggistici, siti Natura 2000, aree protette, rischio idrogeologico, siti Unesco…).

Tuttavia, manca ancora l’elenco completo e operativo delle aree effettivamente idonee, lasciando un vuoto che rischia di alimentare proposte speculative o inadeguate, anche in zone pregiate e sensibili.

Transizione sì, ma con pianificazione e partecipazione

La transizione energetica è una necessità, ma dev’essere anche giusta, condivisa e consapevole. Non basta parlare di rinnovabili: serve programmazione trasparente, coinvolgimento reale delle comunità e rispetto per il paesaggio e gli ecosistemi.

Il caso del Monte Crociglia evidenzia quanto sia urgente:

  • una mappatura ufficiale delle aree idonee, pubblica e partecipata;
  • una valutazione ambientale approfondita, non solo procedurale;
  • una voce forte delle comunità e delle associazioni, nel rispetto dei principi di tutela ambientale e culturale.

Come Operatrice TAM – Tutela Ambiente Montano – e Operatrice Naturalistico Culturale del CAI, mi sento di affermare che la montagna non è una riserva di spazio “libero” da occupare, ma un sistema vivo, complesso e prezioso, che merita rispetto, ascolto e cura.

La vera sostenibilità energetica non si costruisce contro i territori, ma insieme ad essi. La transizione ecologica sarà davvero giusta solo se includerà le persone e i luoghi, non se verrà imposta dall’alto come una nuova forma di sfruttamento.

Riferimenti e fonti

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Photos from CHKO Moravský kras's post

Pozor - pěší cesta mezi Punkevní jeskyněmi a propastí Macocha (i Pustým žlebem dál do Sloupu) je kvůli pádu skály uzavřená. PROVOZ PUNKEVNÍCH JESKYNÍ NENÍ NIJAK NARUŠEN. Jen přístup k jeskyním je jen ze Skalního mlýna. Těšíme se😉









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  • Ricordando Mario Gherbaz, dieci anni dopo
    Condividi Il tributo a una figura centrale della speleologia Il 9 febbraio 2016, la comunità speleologica italiana perdeva Mario “Marietto” Gherbaz, speleologo triestino tra i più rappresentativi e generosi della sua generazione. A distanza di dieci anni, il ricordo di chi lo ha conosciuto e ha condiviso con lui l’esperienza del mondo sotterraneo rimane vivido e carico di riconoscenza. In un lungo articolo pubblicato da Rino Semeraro nell’ultimo numero di Sopra e Sotto il Carso (che ripor
     

Ricordando Mario Gherbaz, dieci anni dopo

Február 7th 2026 at 05:00

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Il tributo a una figura centrale della speleologia

Il 9 febbraio 2016, la comunità speleologica italiana perdeva Mario “Marietto” Gherbaz, speleologo triestino tra i più rappresentativi e generosi della sua generazione. A distanza di dieci anni, il ricordo di chi lo ha conosciuto e ha condiviso con lui l’esperienza del mondo sotterraneo rimane vivido e carico di riconoscenza.

In un lungo articolo pubblicato da Rino Semeraro nell’ultimo numero di Sopra e Sotto il Carso (che riportiamo in calce), emerge il ritratto di uno speleologo completo: instancabile esploratore, abile tecnico, guida affidabile e spirito generoso. Un uomo capace di ispirare fiducia, trasmettere sapere senza ostentazione e di guidare intere squadre dentro e fuori le grotte, con discrezione e fermezza.

Mario “Marietto” Gherbaz (1943-2016) è stato uno dei protagonisti della speleologia italiana della seconda metà del Novecento, con una carriera lunga e intensa al servizio dell’esplorazione, della tecnica speleologica e della didattica. Mario Gherbaz si formò nella Trieste speleologica degli anni Cinquanta e Sessanta, in un ambiente segnato da rivalità vivaci tra gruppi ma anche da un fervore esplorativo senza pari. Entrò giovanissimo nella Commissione Grotte Eugenio Boegan del CAI Trieste, dove si distinse per competenza tecnica, capacità organizzativa e passione.

Gherbaz iniziò a frequentare le grotte fin da giovane e, a partire dagli anni Sessanta, partecipò con la Commissione Grotte “Eugenio Boegan” a molte delle esplorazioni più importanti del Carso. Si distinse soprattutto per le sue imprese sul massiccio del Canin, in particolare nell’Abisso Boegan e nell’Abisso Gortani, che rilevò con accuratezza nei primi nove chilometri.

Nella Boegan, maturò una visione personale dell’esplorazione, fatta non solo di profondità, ma di lettura attenta del reticolo sotterraneo e della sua articolazione in sistemi complessi, intuendo in anticipo molte dinamiche che sarebbero poi diventate centrali nella speleologia moderna.

Accanto all’esplorazione, si dedicò al soccorso speleologico, alla documentazione grafica e alla divulgazione. I suoi schizzi, le sue mappe e i suoi articoli sono ancora oggi materiale prezioso per chi studia la speleologia del Carso e dei grandi abissi alpini. E la sua visione tecnica – unita a una naturale propensione alla condivisione – ha lasciato un’impronta in decine di speleologi che, grazie a lui, hanno potuto imparare e poi proseguire da soli.

Nel 1969 superò l’esame per diventare Istruttore Nazionale di Speleologia CAI, ruolo che mantenne fino a diventare istruttore emerito. Contribuì allo sviluppo di attrezzature tecniche innovative per le esplorazioni, tra cui scalette superleggere, sistemi di trasporto del materiale e l’“Universore”, strumento che combinava funzioni di discesa e risalita.

Oltre alla sua attività pratica in grotta, Gherbaz si dedicò alla organizzazione di convegni nazionali di speleologia e di soccorso, contribuendo in modo significativo alla diffusione e alla professionalizzazione della speleologia in Italia.

Mario Gherbaz è ricordato anche per il suo “senso dell’esplorazione”, inteso come capacità di pensare e pianificare oltre la singola impresa: un pensiero esplorativo maturo, fondato su osservazione, ascolto e metodo. E’ stato tra i primi a intuire e sostenere una visione della speleologia che, non solo verticale o legata al record, sapesse anche leggere e inseguire le logiche della complessità ipogea, soprattutto nel massiccio del Canin.

La sua produzione comprende decine di pubblicazioni tecniche e scientifiche, in gran parte dedicate agli aspetti tecnici e alla sicurezza in grotta.

A dieci anni dalla sua scomparsa, il suo nome resta legato a una stagione importante della speleologia italiana: un riferimento per chi esplora, progetta, insegna, e comunque per chi considera la speleologia un’esperienza da vivere e da trasmettere.

Marietto Gherbaz in Canin anni 60? (foto arch. CGEB)

Un bel ricordo, completo e appassionato di Mario Gherbaz, è sulla pagina della Commissione Grotte Eugenio Boegan, a cui rimandiamo: https://www.boegan.it/2016/04/mario-gherbaz/

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    Od roku 1997 organizuje Správa slovenských jaskýň každé dva roky vedecké konferencie „Výskum, využívanie a ochrana jaskýň“, na ktorých sa prezentujú najnovšie výsledky výskumu, monitorovania a ochrany jaskýň. Nasledujúca konferencia sa bude konať v októbri 2026. https://www.ssj.sk/sk/akcia/28-16-vedecka-konferencia-vyskum-vyuzivanie-a-ochrana-jaskyn Jaskyne predstavujú vzácne, avšak veľmi zraniteľné prírodné pamiatky, ich regeneračná schopnosť je veľmi nízka, v niektorých prípadoch až nemožná
     

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Od roku 1997 organizuje Správa slovenských jaskýň každé dva roky vedecké konferencie „Výskum, využívanie a ochrana jaskýň“, na ktorých sa prezentujú najnovšie výsledky výskumu, monitorovania a ochrany jaskýň. Nasledujúca konferencia sa bude konať v októbri 2026.

https://www.ssj.sk/sk/akcia/28-16-vedecka-konferencia-vyskum-vyuzivanie-a-ochrana-jaskyn

Jaskyne predstavujú vzácne, avšak veľmi zraniteľné prírodné pamiatky, ich regeneračná schopnosť je veľmi nízka, v niektorých prípadoch až nemožná. Preto si jaskyne vo vzťahu k ich ochrane a využívaniu vyžadujú osobitnú pozornosť a prístup. Jaskyne sú chránené z hľadiska ich geologických, mineralogických, geomorfologických, hydrologických, klimatologických, biologických, paleontologických, archeologických či historických hodnôt. Ochrana jaskýň, vrátane sprístupnených a novoobjavených, musí vychádzať z vedeckých a odborných poznatkov. Ak sa majú naše jaskyne primerane a dostatočne chrániť, treba ich naďalej spoznávať a sledovať ich stav. Bez špecialistov na jaskyne sa to nedá dosiahnuť.

Štátna ochrana prírody Slovenskej republiky, Správa slovenských jaskýň, ako odborná organizácia ochrany prírody, vykonáva a koordinuje ochranu, výskum, monitoring, dokumentáciu a prevádzku všetkých jaskýň na Slovensku. Efektívnosť tohto integrovaného prístupu v podmienkach Slovenska dokladuje viac ako 50-ročná prax.







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  • Ako pľúca človeka, turistická trasa nálada alebo cesta životom…
    Ako pľúca človeka, turistická trasa nálada alebo cesta životom… Hladina v Občasnej vyvieračke stúpa a klesá: Raz hore raz dole ! Momentálne -1,5m Dnes sme si všimli nezvyčajného javu, spojeného pravdepodobne s dôsledkami mrazov snehu-zimy. V neposlednom rade aj tohtoročným objavom komína tesne pred ústím chodby k jazeru(myslime si). Že počas zimy jaskyňa na dne doliny nasáva vzduch sme vedeli. Efekt nasávania spojený s vysúšaním sedimentu sa neprejavoval. Dnes sme našli inak kompletne mokrú
     

Ako pľúca človeka, turistická trasa nálada alebo cesta životom…

Február 6th 2026 at 17:08
Ako pľúca človeka, turistická trasa nálada alebo cesta životom…

Hladina v Občasnej vyvieračke stúpa a klesá:

Raz hore raz dole ! Momentálne -1,5m

Dnes sme si všimli nezvyčajného javu, spojeného pravdepodobne s dôsledkami mrazov snehu-zimy. V neposlednom rade aj tohtoročným objavom komína tesne pred ústím chodby k jazeru(myslime si).
Že počas zimy jaskyňa na dne doliny nasáva vzduch sme vedeli. Efekt nasávania spojený s vysúšaním sedimentu sa neprejavoval. Dnes sme našli inak kompletne mokrú zablatenú chodbu totálne suchú. Žiadne blato, steny suché..

Čím nás ešte táto jaskyňa prekvapí ??



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Ledouchy & tajemný vznik pomíjivé krásy – Česká speleologická společnost ZO 6-11 Královopolská

https://csszo6-11.cz/2026/02/06/ledouchy-tajemny-vznik-pomijive-krasy/


Ledouchy & tajemný vznik pomíjivé krásy Publikováno: 6. 2. 2026 Autor: Bedřich Musílek — Žádné komentáře ↓ Vznik ledouchů je termodynamický proces, který vyžaduje specifickou rovnováhu mezi teplotou vody, vzduchem a horninou.  Nejedná se o obyčejné mrznutí, ale postupný r....

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  • ✇1-02 Tetín
  • Český neKras 2026
    Všechny zájemce o nekrasové jeskyně a podzemí zveme na další ročník, který se uskuteční dne 21. března od 17:00 v kulturním domě v Srbsku. Děkujeme za podporu obci Srbsko. Na co se můžete těšit: Lidé a minulost pískovcového pseudokrasu severních Čech (45 min) doc. PhDr. Mgr. Petr Šída, Ph.D., DSc. (Archeologický ústav AV ČR Brno a Katedra archeologie FF UHK) Bohatý skalní reliéf, přebytek skalních dutin a specifická živá příroda. Bohatý mix faktorů, který vedl kintenzivnímu
     

Český neKras 2026

Február 6th 2026 at 15:16

Všechny zájemce o nekrasové jeskyně a podzemí zveme na další ročník, který se uskuteční dne 21. března od 17:00 v kulturním domě v Srbsku. Děkujeme za podporu obci Srbsko.

Na co se můžete těšit:

Lidé a minulost pískovcového pseudokrasu severních Čech (45 min) doc. PhDr. Mgr. Petr Šída, Ph.D., DSc. (Archeologický ústav AV ČR Brno a Katedra archeologie FF UHK)

Bohatý skalní reliéf, přebytek skalních dutin a specifická živá příroda. Bohatý mix faktorů, který vedl kintenzivnímu osídlení lidmi již od pozdního glaciálu. Severočeské pískovce jsou unikátní fenomén evropské prehistorické krajiny. Ukážeme si, sjakými úskalími se při jejich výzkumu potýkáme a co před námi sedimenty skrývají.

Známá neznámá Loupežnická jeskyně u Labské Stráně (30 min) – Mgr. Jaroslav Kukla, Ph.D. (ZO ČSS 4-03 Labské pískovce)

Jak z posledních výzkumů vyplývá, systém Loupežnické a Pytlácké jeskyně je nejdelší rozsedlinovou jeskyní České křídové pánve. Jeho hluboké chodby byly prozkoumány již v roce 1911, přesto až do nedávna neexistovala přesná mapa této jeskyně. V průběhu let se podařilo získat zajímavé informace o historii objevů jeskyně, návštěvnosti i nehodách, které se v jeskyni staly. Kde se vzal název jeskyně, je však doposud malou záhadou.

Jeskyně typu tree mould vČeské republice (20 min) – Ing. Michal Hejna (ZO ČSS 1-02 Tetín)

Jeskyně typu mould tree vznikají, když jsou kmeny stromů překryty lávou, sopečným popelem či jiným typem horniny a po rozložení dřevní hmoty vznikne vhornině průlezná dutina. Jedním scelosvětově významných míst, kde se snimi můžeme setkat, je Střední Evropa, včetně Česka. Až do roku 2025 byly zČeské republiky známy tři podobné dutiny. Vroce 2025 bylo popsáno sedm nových jeskyní na dvou lokalitách ve dvou různých typech hornin.

Dinosauří trhlina v prohořelé haldě (7 min) – Doc. RNDr. Jan Lenart, Ph.D. (ZO ČSS 7- Orcus)

Průmyslové krajiny patří mezi nejdynamičtější geomorfologická prostředí, kde těžba a následná rekultivace vedly k mimořádné rozmanitosti geoprocesů. Ostrava, dnes již postindustriální oblast, skrývá řadu překvapivých speleologických příběhů. Po popisu nekrasové jeskyně Nad Lučinou (Lenart et al., 2023, Speleofórum) byla v roce 2025 během geomorfologického výzkumu prováděného Ostravskou univerzitou objevena další pozoruhodná lokalita – gravitační jeskyně vytvořená v termicky alterovaných horninách bývalé haldy dolu Doubrava.

Kaverny v haldách uhelných dolů vzniklé vyhořením uhlí (10 min) – Josef Loh (ZO ČSS 1-05 Geospeleos)

Přednáška se zaměřuje na unikátní kaverny vytvořené v tělese hald bývalých uhelných dolů v okolí Kladna. Tyto netradiční speleologické objekty představují specifický příklad pseudokrasových jevů vzniklých vyhořením uhlí.

Teplická Macocha aneb jak mapovat propast (30 min) – RNDr. Jakub Lysák Ph.D. (PřF UK), RNDr. Jan Moravec (ZO ČSS 1-02 Tetín)

I v pískovcích existují propasti a nejsou to jen úzké pukliny. Jednu obzvlášť hezkou máme v Teplických skalách. A jak takovou propast dokumentovat? To je výzva…

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  • Prosincový sumář
    Na konci roku už jsme jen vyklusávali, ale i tak jsme zvládli: Tři kopací akce na našich lokalitách Jednu kopací výpomoc u sousedů Dvě dokumentační akce Míša Tučný zpíval, že „ani sníh ani mráz na fešáky neplatí“. V prosinci nás nezastavily mráz, hromady holubího trusu ani vánice a metelice (fota Uzel, M. Majer a Cimbál).
     

Prosincový sumář

Február 6th 2026 at 15:16

Na konci roku už jsme jen vyklusávali, ale i tak jsme zvládli:

  • Tři kopací akce na našich lokalitách
  • Jednu kopací výpomoc u sousedů
  • Dvě dokumentační akce

Míša Tučný zpíval, že „ani sníh ani mráz na fešáky neplatí“. V prosinci nás nezastavily mráz, hromady holubího trusu ani vánice a metelice (fota Uzel, M. Majer a Cimbál).

Ledouchy & tajemný vznik pomíjivé krásy

Vznik ledouchů je termodynamický proces, který vyžaduje specifickou rovnováhu mezi teplotou vody, vzduchem a horninou.  Nejedná se o obyčejné mrznutí, ale postupný růst vrstvy po vrstvě. Nutných podmínek k tomuto růstu je hned několik.

Nasvícené ledouchy v Pekárně
Nasvícené ledouchy v Pekárně
Celý článek Ledouchy & tajemný vznik pomíjivé krásy
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    Tenerife, jeden z Kanárských ostrovů, je v posledních letech oblíbenou dovolenkovou destinací. Znalci se vyhnou horké a lidnaté letní sezóně a vypraví se na ostrov přes zimu, kdy tam panuje příjemných 20 stupňů a davy turistů jsou přece jen o něco menší. Zjednodušeně by se dalo říct, že celý ostrov je jedna velká sopka. Monumentální Pico del Teide dosahuje výšky 3715 m a představuje tak nejvyšší horu celého Španělska. Krasové jevy bychom na ostrově hledali marně, zato oplývá řadou lávový
     

Za lávouchy na Tenerife

Tenerife, jeden z Kanárských ostrovů, je v posledních letech oblíbenou dovolenkovou destinací. Znalci se vyhnou horké a lidnaté letní sezóně a vypraví se na ostrov přes zimu, kdy tam panuje příjemných 20 stupňů a davy turistů jsou přece jen o něco menší.

Zjednodušeně by se dalo říct, že celý ostrov je jedna velká sopka. Monumentální Pico del Teide dosahuje výšky 3715 m a představuje tak nejvyšší horu celého Španělska. Krasové jevy bychom na ostrově hledali marně, zato oplývá řadou lávových tunelů (anglicky lava tubes).

Z geologického hlediska vznikají lávové tunely ve velmi krátkém čase. Pokud při sopečné erupci dojde k produkci rychle tekoucí lávy typu pahoehoe (viz například toto video), může horní část lávového proudu ztuhnout, zatímco zbytek pod povrchem si udržuje vysokou teplotu a dále proudí. Po skončení erupce láva odteče a zanechá po sobě vyprázdněný lávový tunel.

Pohled do typického lávového tunelu. Rovnou podlahu doplňují lavice na stěnách, které odpovídají různým úrovním, ve kterých láva tekla.
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    Začátkem listopadu jsme se zúčastnili 3. ročníku odborné konference Kras, jeskyně a lidé v Českém krasu. Akci pořádala Agentura ochrany přírody a krajiny ČR ve spolupráci se Správou jeskyní ČR, Českou geologickou službou a Českou speleologickou společností v inspirativním prostředí benediktinského kláštera ve Svatém Janu pod Skálou. Páteční sérii přednášek z různých oborů (speleologie, geologie, biologie, hydrologie, klimatologie, archeologie) doplnila večerní prohlídka kostela Narození
     

Kras, jeskyně a lidé 2025

Začátkem listopadu jsme se zúčastnili 3. ročníku odborné konference Kras, jeskyně a lidé v Českém krasu. Akci pořádala Agentura ochrany přírody a krajiny ČR ve spolupráci se Správou jeskyní ČR, Českou geologickou službou a Českou speleologickou společností v inspirativním prostředí benediktinského kláštera ve Svatém Janu pod Skálou.

Páteční sérii přednášek z různých oborů (speleologie, geologie, biologie, hydrologie, klimatologie, archeologie) doplnila večerní prohlídka kostela Narození sv. Jana Křtitele a za ním ležící Jeskyně sv. Ivana. V sobotu následoval blok terénních exkurzí.

Benediktinský klášter a kostel Narození sv. Jana Křtitele.
Mlhavé sobotní ráno.
Bohatě zdobený refektář, ve kterém probíhaly přednášky.
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  • La Ruta de las Alas e Refugio IKA: il corridoio di grotte che può salvare un pipistrello “fantasma”
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La Ruta de las Alas e Refugio IKA: il corridoio di grotte che può salvare un pipistrello “fantasma”

Február 6th 2026 at 06:00

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In Colombia La Ruta de las Alas e Refugio IKA sperimentano un Banco di Habitat per proteggere un pipistrello in via di estinzione e quasi altre 80 specie di pipistrelli

Ecco una sintesi strutturata, pensata come guida di studio sull’iniziativa La Ruta de las Alas e sul Refugio Ika per la conservazione del murciélago antioqueño de alas de saco (Saccopteryx antioquensis) in Colombia.


1. Inquadramento rapido

  • Che cosa: creazione di un nuovo rifugio di fauna selvatica, Refugio Ika, che funge da primo Banco di Habitat dedicato a un pipistrello minacciato in America Latina, con specie bandiera Saccopteryx antioquensis.[1][2][3]
  • Dove: nel Corredor Kárstico del Oriente Antioqueño (CoKOA), in Antioquia (Colombia), un’area riconosciuta come AICOM – Área de Importancia para la Conservación de Murciélagos.[4][5][1]
  • Chi: iniziativa collaborativa La Ruta de las Alas, sviluppata da ricercatori colombiani con il supporto di Bat Conservation International (BCI) e della società di compensazioni ambientali Terrasos, tra altri partner.[3][6][4]
  • Perché: proteggere una specie endemica e in pericolo (EN) secondo IUCN, minacciata soprattutto dall’estrazione di calcare e marmo in un paesaggio carsico ricco di grotte.[7][8][4]
  • Cosa rende il progetto speciale:
  • è il primo Banco di Habitat per pipistrelli in America Latina;[6][1][3]
  • un unico sito tutela decine di specie di chirotteri (più di 40–55 specie documentate nel corridoio; BCI e BCI social parlano di ~80 specie nel paesaggio più ampio).[2][9][4]

2. La specie chiave: Saccopteryx antioquensis

2.1 Tassonomia e distribuzione

  • Nome comune: murciélago antioqueño de alas de saco / Antioquian sac-winged bat.
  • Nome scientifico: Saccopteryx antioquensis, famiglia *Emballonuridae.*[10][11][7]
  • Descritta nel 2001 sulla base di esemplari raccolti nel 1996 nel dipartimento di Antioquia, Colombia.[8][10]
  • Endemica della Colombia, con distribuzione estremamente ristretta all’oriente di Antioquia (Ande centrali).[3][7]

2.2 Ecologia e habitat

  • Dieta: strettamente insettivora, soprattutto coleotteri, ditteri e lepidotteri catturati in volo a 5–10 m dal suolo.[7]
  • Habitat:
  • foreste umide poco disturbate;
  • formazioni carsiche con grotte e cavità, essenziali come rifugi diurni.[4][7]
  • Ha esigenze ecologiche specifiche (dipendenza da grotte carsiche e foreste intatte), che ne limitano naturalmente l’areale.[7]

2.3 Stato di conservazione

  • IUCN Red List: Endangered (EN),[8][7]
  • distribuzione molto limitata;
  • pochissimi individui conosciuti;
  • habitat gravemente minacciato.
  • Minacce principali:
  • oltre 95 concessioni minerarie per l’estrazione di calcare e marmo nelle aree note di presenza;[4][7]
  • deforestazione, frammentazione dell’habitat, cambi di uso del suolo (agricoltura, allevamento).[6][4][7]

2.4 “Specie fantasma”: scomparsa e redescoperta

  • Dopo la descrizione nel 2001, la specie non è stata più osservata per circa 20 anni: i monitoraggi tra 2006 e 2016 non hanno trovato nuovi esemplari.[8][7]
  • Secondo BCI, S. antioquensis è stata nuovamente registrata nel 2020–2021, dopo due decenni senza osservazioni.[4][7]
  • La piattaforma La Ruta de las Alas sottolinea il “redescubrimiento” nel 2020, con conferme ulteriori nel municipio di Maceo nel 2025 (evidenza visiva e acustica).[9][3]
  • Questa situazione ha reso il pipistrello simbolo dell’urgenza di proteggere il paesaggio carsico di Antioquia.[3][6]

3. Il Corredor Kárstico del Oriente Antioqueño (CoKOA)

Per un pubblico speleologico è forse la parte più interessante.

3.1 Caratteristiche carsiche

  • CoKOA è un corridoio carsico nel comune di San Luis e aree vicine, nell’oriente di Antioquia.[5][4]
  • Comprende almeno 66 grotte note e numerose sorgenti e corsi d’acqua sotterranei e superficiali.[4]
  • Il carsismo crea:
  • pareti rocciose e cavità usate dai pipistrelli come rifugi;
  • sistemi idrici complessi, vulnerabili all’inquinamento e all’alterazione fisica.

3.2 Biodiversità di pipistrelli e fauna associata

  • BCI definisce CoKOA una sorta di “paradiso per pipistrelli”, con oltre 55 specie di chirotteri di diversi gruppi trofici (nettaro, frutta, insetti, piccoli vertebrati), incluse anche specie vampiriche e pescatrici.[4]
  • La Ruta de las Alas riporta che il Banco di Habitat nel territorio di Maceo protegge habitat di oltre 40 specie di pipistrelli.[9]
  • I materiali di BCI sull’Ika refuge parlano complessivamente di un paesaggio che supporta quasi 80 specie di pipistrelli, considerando un ambito andino più ampio attorno al corridoio.[12][2]
  • Oltre ai chirotteri, l’area ospita:
  • numerosi uccelli, anfibi, rettili e mammiferi terrestri;
  • una flora tipica di foreste umide andine, con ruolo importante per la regolazione idrica e il sequestro di carbonio.[6][4]

3.3 Minacce nel paesaggio carsico

  • Estrazione di calcare e marmo:
  • oltre 95 titoli minerari sovrapposti alle formazioni carsiche e alle foreste circostanti;[7][4]
  • rischio di distruzione di grotte, instabilità dei versanti, inquinamento delle acque.
  • Altre pressioni:
  • deforestazione per pascoli bovini e legname;[6][4]
  • frammentazione dell’habitat che interrompe i corridoi di spostamento dei pipistrelli;
  • impatti del cambiamento climatico, come siccità più intense e riduzione delle risorse idriche.[5]

Per la speleologia, CoKOA è dunque un caso emblematico di intersezione tra valore carsico, biodiversità ipogea/epigea e forte pressione mineraria.


4. L’iniziativa “La Ruta de las Alas”

4.1 Obiettivi principali

La Ruta de las Alas è un’iniziativa colombiana che usa S. antioquensis come specie bandiera per:

  • proteggere il Corredor Kárstico del Oriente Antioqueño e i paesaggi vicini (incluso Maceo nel Magdalena Medio antioqueño);[5][9]
  • cambiare la percezione sociale dei pipistrelli, spesso oggetto di stigma, attraverso educazione e divulgazione scientifica;[13][3]
  • sperimentare modelli innovativi di finanza per la conservazione (Banche di Habitat, crediti di biodiversità).[3][6]

4.2 Componenti scientifiche

Il progetto integra:

  • monitoraggi acustici spazialmente espliciti in tutta la AICOM CoKOA per mappare la distribuzione dei pipistrelli;[5]
  • modelli di idoneità di habitat e connettività per identificare le aree chiave per S. antioquensis e altre specie;[5]
  • campagne di campo (catture, registrazioni acustiche, osservazioni dirette) per aggiornare le conoscenze su comunità di pipistrelli e sullo stato del paesaggio.[9][4]

4.3 Componenti sociali e di comunicazione

  • L’iniziativa lavora con comunità locali, scuole e autorità per promuovere una nuova narrativa sui pipistrelli come “guardianes de la naturaleza”.[3]
  • Vengono prodotti materiali multimediali (video sul Refugio Ika, contenuti social, eventi divulgativi) per aumentare la consapevolezza pubblica.[14][2][5]

5. Il Refugio Ika e il Banco di Habitat per pipistrelli

5.1 Che cos’è il Refugio Ika?

  • Ika significa “pipistrello” nella lingua emberá, popolazione indigena della regione.[2]
  • Secondo BCI, nel 2024 è stato lanciato un nuovo wildlife refuge chiamato “Ika”, descritto come il primo Banco di Habitat formalmente stabilito per un pipistrello minacciato in America Latina.[15][2]
  • La Ruta de las Alas definisce il progetto come:
    “Refugio Ika, el guardián del Corredor Kárstico del Oriente Antioqueño”, ovvero il sito nucleare del Banco di Habitat per murciélagos all’interno dell’AICOM CoKOA.[5]

Nota geografica: alcune comunicazioni BCI indicano l’iniziativa come lanciata “a Bogotá, Colombia”; in realtà i terreni protetti si trovano in Antioquia (CoKOA e Maceo). Bogotá è soprattutto il centro istituzionale e di comunicazione del progetto.[2][9][5]

5.2 Funzioni ecologiche del rifugio

  • Proteggere gli habitat chiave (grotte, foreste umide, corsi d’acqua) utilizzati da:
  • S. antioquensis come rifugio e area di foraggiamento;
  • decine di altre specie di pipistrelli (nettaro-, frugivori, insettofagi, ecc.).[9][4][5]
  • Garantire connettività ecologica tra diverse grotte e porzioni di foresta, fondamentale per popolazioni di pipistrelli che si spostano su ampi territori.[4][5]
  • Mantenere servizi ecosistemici chiave, come:
  • controllo degli insetti (pipistrelli insettivori);
  • dispersione di semi e impollinazione (specie frugivore e nettarivore);
  • regolazione idrica e stoccaggio di carbonio tramite foreste montane.[16][4]

6. Il modello dei “Bancos de Hábitat” in Colombia

Per capire l’innovazione dell’Ika refuge è utile chiarire il concetto di Banco di Habitat.

6.1 Definizione generale

  • In Colombia, i Bancos de Hábitat sono definiti come terreni in cui si aggregano obblighi di compensazione ambientale, realizzando azioni di preservazione, miglioramento o restauro di ecosistemi per compensare impatti negativi sulla biodiversità.[17][18]
  • Le basi normative:
  • Decreto 2099 del 2016 e soprattutto la Resolución 1051 de 2017, che regolamenta campo di applicazione, requisiti e registrazione dei Bancos di Habitat.[17]
  • Il principio è un pagamento per risultati ambientali: un’azienda che danneggia un ecosistema (es. infrastrutture, miniere) acquista crediti di biodiversità generati dal Banco, che si impegna a proteggere/restaurare un’area per decenni.[18][19][17]

6.2 Il ruolo di Terrasos

  • Terrasos S.A.S. è l’operatore privato leader nella strutturazione di Bancos di Habitat in Colombia:
  • primi progetti dal 2016 in Meta (Orinoquia);[19][18]
  • oggi diversi Bancos registrati in vari dipartimenti (Meta, Casanare, Antioquia, Cesar, Santander, ecc.).[20][21]
  • I Bancos di Terrasos:
  • hanno orizzonte temporale di 20–30 anni;
  • generano crediti di biodiversità vendibili a imprese obbligate a compensare o a soggetti volontari;[22][19][20]
  • cercano di rendere la conservazione economicamente sostenibile per i proprietari dei terreni.[23][19]

6.3 L’innovazione di La Ruta de las Alas

  • La Ruta de las Alas, con il supporto di Terrasos, sta strutturando il primo Banco di Habitat in America Latina dedicato specificamente ai pipistrelli, con specie bandiera S. antioquensis.[1][6][3]
  • Questo Banco:
  • integra ricerca scientifica, pianificazione territoriale e finanza verde;
  • permette a imprese (incluso il settore minerario, potenziale impattante nell’area) di canalizzare le compensazioni verso un progetto strategico per la conservazione del corridoio carsico;[20][6]
  • è presentato come modello replicabile in altri paesi e per altre specie minacciate.[24][4]

7. Importanza per la conservazione e per le scienze carsiche/speleologia

Per un contesto come La Scintilena, il caso Ika–La Ruta de las Alas offre diversi spunti:

  • Casi carsici ad alta priorità: CoKOA è un esempio di come i paesaggi carsici con molte grotte siano allo stesso tempo hotspot di biodiversità (soprattutto per chirotteri) e target privilegiato dell’industria estrattiva.[7][4]
  • Speleologia e conservazione:
  • l’identificazione e la mappatura delle grotte (66+ cavità note) è essenziale per definire aree prioritarie di protezione;[4]
  • le conoscenze speleologiche alimentano direttamente i modelli di connettività e le decisioni sulla perimetrazione del Banco di Habitat.[5]
  • Approccio integrato:
  • ricerca biologica (bioacustica, studi di comunità di pipistrelli),
  • geologia carsica e idrogeologia,
  • strumenti giuridico–economici (habitat banking, crediti di biodiversità),
    sono fusi in un unico progetto, con S. antioquensis come specie ombrello per proteggere un intero paesaggio carsico.[6][3][4]

8. Scheda riassuntiva per lo studio

Specie chiave

  • Saccopteryx antioquensis
  • Endemica dell’oriente di Antioquia (Colombia)
  • Habitat: foreste umide e formazioni carsiche (grotte)
  • Dieta: insettivora
  • Stato IUCN: Endangered (EN)[8][7]

Area chiave

  • Corredor Kárstico del Oriente Antioqueño (CoKOA)
  • ? 66 grotte note
  • ? 40–55 specie di pipistrelli documentate; il paesaggio andino più ampio raggiunge quasi 80 specie[2][9][4]

Minacce principali

  • Oltre 95 concessioni minerarie (calcare, marmo)
  • Deforestazione, frammentazione, cambiamento climatico[6][7][4]

Iniziativa

  • La Ruta de las Alas: progetto colombiano per conservare il pipistrello antioqueño di ala a sacco e il paesaggio carsico associato
  • Usa S. antioquensis come specie bandiera per educazione, ricerca e finanza per la conservazione[13][3]

Strumento innovativo

  • Refugio Ika = primo Banco di Habitat per pipistrelli in America Latina
  • Localizzato nel paesaggio carsico di Antioquia, sostenuto da BCI, Terrasos e partner
  • Genera crediti di biodiversità per finanziare a lungo termine la protezione e il restauro dell’habitat[20][2][6][5]

9. Domande di ripasso / Flashcard

Puoi usarle come base per appunti o quiz.

  1. Definizione
  • Q: Che cos’è Saccopteryx antioquensis e qual è il suo stato di conservazione secondo IUCN?
  • A: È un pipistrello endemico dell’oriente di Antioquia (Colombia), specialistico di habitat carsici e foreste umide, classificato come Endangered (EN).[8][7]
  1. Distribuzione
  • Q: In quale regione della Colombia si concentra l’areale noto di S. antioquensis e perché è così ristretto?
  • A: Nel dipartimento di Antioquia, in aree con formazioni carsiche e foreste poco disturbate; la forte specializzazione ecologica e la frammentazione dell’habitat limitano naturalmente l’areale.[10][7][4]
  1. Paesaggio carsico
  • Q: Che cos’è il Corredor Kárstico del Oriente Antioqueño (CoKOA) e quante grotte si conoscono nell’area?
  • A: È un corridoio carsico in Antioquia, riconosciuto come AICOM, con almeno 66 grotte note e alta diversità di pipistrelli.[5][4]
  1. Minacce
  • Q: Qual è la principale minaccia documentata per l’habitat di S. antioquensis nel CoKOA?
  • A: Le attività minerarie (oltre 95 titoli per calcare e marmo), che danneggiano le formazioni carsiche e i sistemi idrici, oltre a deforestazione e frammentazione.[7][4]
  1. La Ruta de las Alas
  • Q: Quali sono i tre pilastri principali dell’iniziativa La Ruta de las Alas?
  • A:
    1. Ricerca scientifica (monitoraggi acustici, modelli di idoneità e connettività);
    2. Conservazione dell’habitat tramite Banco di Habitat;
    3. Educazione e comunicazione per cambiare la percezione dei pipistrelli.[3][6][5]
  1. Refugio Ika
  • Q: Perché il Refugio Ika è considerato un progetto pionieristico in America Latina?
  • A: Perché è il primo Banco di Habitat dedicato alla conservazione di pipistrelli, con specie bandiera S. antioquensis, integrando scienza e finanza per la conservazione.[1][2][3][6]
  1. Bancos de Hábitat
  • Q: In termini giuridico–ambientali, che cosa si intende per “Banco di Habitat” in Colombia?
  • A: Un’area registrata dove si implementano azioni di preservazione/restauro per generare crediti di biodiversità usati per compensare impatti ambientali di progetti produttivi, secondo la Resolución 1051 del 2017.[18][17]
  1. Ruolo di Terrasos
  • Q: Qual è il ruolo di Terrasos nel modello di habitat banking colombiano e, in particolare, in La Ruta de las Alas?
  • A: Terrasos struttura e gestisce i Bancos di Habitat, fornendo garanzie tecniche, legali e finanziarie, e nel caso de La Ruta de las Alas sostiene il Banco di Habitat per S. antioquensis nel corridoio carsico di Antioquia.[19][20][6]
  1. Connessione con la speleologia
  • Q: In che modo la conoscenza speleologica delle grotte di CoKOA contribuisce alla protezione di S. antioquensis?
  • A: La mappatura delle grotte e la comprensione dei sistemi carsici permettono di individuare rifugi chiave e di disegnare correttamente i confini del Banco di Habitat, garantendo la connettività tra siti di roosting e foraggiamento.[4][5]
  1. Prospettive future
    • Q: Perché il caso Ika–La Ruta de las Alas viene proposto come modello replicabile?
    • A: Perché mostra come una specie carsica estremamente rara possa essere protetta attraverso un mix di scienza, strumenti legali (Bancos di Habitat) e finanza verde, offrendo un paradigma per altri paesaggi vulnerabili e specie minacciate.[24][3][4]

Fonti
[1] La Ruta de las Alas – Estrategia para conservar el hábitat del … https://larutadelasalas.cuantico.com.co
[2] Last year, BCI and partners launched a new wildlife refuge … https://www.instagram.com/p/DUY4o6VjxX7/
[3] La Ruta de las Alas | Cuantico https://cuantico.com.co/la-ruta-de-las-alas/
[4] Banking for Bats – Bat Conservation International https://www.batcon.org/banking-for-bats/
[5] El lugar que habita – La Ruta de las Alas – Cuantico https://larutadelasalas.cuantico.com.co/el-lugar-que-habita/
[6] Un hito en la conservación de murciélagos en América … https://www.terrasos.co/un-hito-en-la-conservacion-de-murcielagos-en-america-latina/
[7] Saccopteryx antioquensis – Bat Conservation International https://www.batcon.org/bat/saccopteryx-antioquensis/
[8] Antioquian sac-winged bat https://en.wikipedia.org/wiki/Antioquian_sac-winged_bat
[9] El redescubrimiento del murciélago antioqueño por … https://www.udea.edu.co/wps/portal/udea/web/inicio/udea-noticias/udea-noticia/Contenido/asNoticias/Ciencia/redescubrimiento-murcielago
[10] Saccopteryx antioquensis – Wikispecies https://species.wikimedia.org/wiki/Saccopteryx_antioquensis
[11] genera https://batnames.org/genera/Saccopteryx
[12] there are now 1500 official bat species known to science! … https://www.instagram.com/p/DPOm7ZzDhkk/
[13] Con la implementación de un Banco de Hábitat, agrupación … https://laderasur.com/articulo/con-la-implementacion-de-un-banco-de-habitat-agrupacion-colombiana-busca-marcar-un-hito-en-la-conservacion-de-murcielagos-en-america-latina/
[14] En 1996, investigadores registraron por primera vez … https://www.instagram.com/reel/DHLhozwsXjx/
[15] We could all be so lucky! The ghost bat, ?????????? … https://www.instagram.com/p/DRAD93vj5oc/
[16] Ecología de murciélagos en el bosque seco tropical de Nariño (Colombia) y algunos comentarios sobre su conservación https://revistasinvestigacion.unmsm.edu.pe/index.php/rpb/article/view/11830
[17] Minambiente reglamenta y permite destinar las … https://www.catorce6.com/actualidad-ambiental/legales/15235-minambiente-reglamenta-y-permite-destinar-las-compensaciones-ambientales-y-la-inversion-forzosa-de-1-a-bancos-de-habitat
[18] Habitat Banks Information https://www.terrasos.co/en/habitat-banks-information/
[19] Primer Lugar: Terrasos SAS https://www.premiomedioambiente.caracoltv.com/primer-lugar-terrasos-sas/
[20] Take action for biodiversity – Terrasos https://actua.terrasos.co/en
[21] Habitat Banks https://www.terrasos.co/en/habitat-banks/
[22] ISA and Terrasos, pioneers in biodiversity credits to protect … https://www.terrasos.co/en/isa-and-terrasos-pioneers-in-biodiversity-credits-to-protect-endangered-species/
[23] Bancos de Hábitat, la visión innovadora de proteger los bosques en Colombia – Alianza de Terrasos con el Gobierno Británico. https://www.terrasos.co/bancos-de-habitat-la-vision-innovadora-de-proteger-los-bosques-en-colombia-alianza-de-terrasos-con-el-gobierno-britanico/
[24] Scaling Impact through Bat Conservation https://www.batcon.org/home/scalingimpact/
[26] Tradition vs. innovation: comparing bioacoustics and mist-net results to bat sampling https://figshare.com/ndownloader/files/32674260
[27] Taxonomic and Functional Diversity and Composition of Bats in a Regenerating Neotropical Dry Forest https://www.mdpi.com/1424-2818/12/9/332/pdf
[28] Bat assemblages in conservation areas of a metropolitan region in Southeastern Brazil, including an important karst habitat. https://www.scielo.br/j/bjb/a/yrhCQNWmvLkNG5S8YH76jkr/?format=pdf&lang=en
[29] En el Oriente Antioqueño se encuentra el primer banco de hábitat de Latinoamérica para la conservación de Murciélagos – DiariOriente – Oriente Antioqueño https://diarioriente.com/antioquia/el-primer-ban.html
[30] Antioquian Sac-winged Bat https://www.environmentalinclusion.com/endangered-species/saccopteryx-antioquensis
[31] Saccopteryx antioquensis – Wikispecies https://species.wikimedia.org/wiki/Saccopteryx_antioquensis?uselang=bg
[32] Antioquian Sac-winged Bat – Saccopteryx Antioquensis – Animal Information https://animalinformation.com/animal/antioquian-sac-winged-bat/
[33] Help build the future of conservation in Colombia https://larutadelasalas.cuantico.com.co/event_2025/
[34] Prensa_1 – La Ruta de las Alas – Cuantico https://larutadelasalas.cuantico.com.co/prensa_1/
[35] Mapping climate adaptation corridors for biodiversity—A regional-scale case study in Central America https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11142673/
[36] Spatio-temporal evolution of habitat quality and its influencing factors in karst areas based on the InVEST model https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11906070/
[37] Refugio de Vida Silvestre la Chiquita https://iwannatrip.com/es/Refugio-de-Vida-Silvestre-la-Chiquita/1656
[38] Connecting Colombia’s protected areas: Using a functional … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12063828/
[39] Murciélagos del parque natural El Refugio (Antioquia … https://revistas.udea.edu.co/index.php/actbio/article/view/330115?articlesBySimilarityPage=4
[40] Bojonawi: nueva área protegida en Colombia para la … https://www.elcolombiano.com/medio-ambiente/reserva-bojonawi-para-murcielagos-BM25831330
[41] Connectivity conservation at the crossroads: protected areas versus … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8753149/
[42] Wildlife Wonder at Refugio de Vida Silvestre Cuero y Salado https://app.advcollective.com/honduras/Wildlife/wildlife-wonder-at-refugio-de-vida-silvestre-cuero-y-salado
[43] ¡¡¡…Fauna Silvestre del Ecuador…!!! http://faunasilvestredelecuador.blogspot.com/2012/07/refugios-de-vida-silvestre-del-ecuador.html
[44] Bat Conservation International / Ending Bat Extinctions Worldwide https://www.batcon.org
[45] Claves para la implementación de los bancos de hábitat en el sector de infraestructura en Colombia https://repository.javeriana.edu.co/handle/10554/51492
[46] Murciélagos (Chiroptera) en un fragmento de bosque húmedo premontano en Norte de Santander – Colombia https://mammalogynotes.org/ojs/index.php/mn/article/view/469
[47] Murciélagos dispersores de semillas en gradientes sucesionales de la Orinoquia (San Martín, Meta, Colombia) http://revistas.unal.edu.co/index.php/actabiol/article/view/63561
[48] Respuestas funcionales de murciélagos asociados a fragmentos de bosque seco tropical en Córdoba (Colombia): implicaciones del tipo de manejo en sistemas de ganadería extensiva https://www.semanticscholar.org/paper/a7fab6ee278f108cebdc17c2b1e34b48e026f897
[49] Estructuración predial del primer banco de hábitat en Colombia y sus usufructos parciales http://www.jstor.org/stable/10.2307/j.ctv1ddcvkw.16
[50] Estructuración predial del primer banco de hábitat en Colombia y sus usufructos parciales https://www.semanticscholar.org/paper/68dbf84fec772cf4cad6bb2cbf6810a6f2c2364e
[51] DISTRIBUCIÓN ANIDADA DE MURCIÉLAGOS EN FRAGMENTOS DE BOSQUE PREMONTANO DE LA CUENCA MEDIA DEL RÍO CAUCA, COLOMBIA https://www.semanticscholar.org/paper/ce1d42216867fa414568ee317941a0a3452e8838
[52] Análisis de la estratificación vertical del ensamblaje de murciélagos de un fragmento de bosque seco tropical (Córdoba, Colombia), a partir de la heterogeneidad del hábitat y la ecomorofología alar https://www.semanticscholar.org/paper/5b6f7676aa8398a732812271011689d1a5131582
[53] Dieta y estructura trófica de murciélagos frugívoros en tres escenarios de transformación de un paisaje rural (ecoregión eje cafetero, Risaralda – Colombia) https://www.semanticscholar.org/paper/faa65bbc5f234cbd43f75277e996385eac98f461
[54] Checklist of the mammals (Mammalia) of Colombia https://mammalogynotes.org/ojs/index.php/mn/article/download/253/393
[55] Colección de Mamíferos “Alberto Cadena García” Instituto de Ciencias Naturales, Universidad Nacional de Colombia (ICN) https://mammalogynotes.org/ojs/index.php/mn/article/download/199/315
[56] Mammalogy Notes cumple 10 años y celebra su contribución al conocimiento de los mamíferos de Colombia y el mundo https://mammalogynotes.org/ojs/index.php/mn/article/download/422/554
[57] Vertebrados terrestres de la reserva natural de la central hidroeléctrica de caldas –CHEC– (Villamaría, Colombia): estado del conocimiento https://revistasojs.ucaldas.edu.co/index.php/boletincientifico/article/download/3322/3083
[58] Colección Teriológica de la Universidad de Antioquia (CTUA) https://mammalogynotes.org/ojs/index.php/mn/article/download/191/286
[59] Primeros registros del Phylum Bryozoa asociados a hábitats artificiales en el Caribe colombiano http://www.scielo.cl/pdf/lajar/v43n1/art04.pdf
[60] Inventario de mamíferos no voladores en Remanentes de bosque seco tropical en el valle del río Cauca, Cartago, Colombia https://mammalogynotes.org/ojs/index.php/mn/article/download/144/269
[61] Riqueza de especies, nuevos registros y actualización del listado taxonómico de la comunidad de murciélagos del Parque Nacional Natural Gorgona, Colombia https://revistas.ucr.ac.cr/index.php/rbt/article/download/16366/15886
[62] Descubra cómo Terrasos transforma las compensaciones ambientales en Colombia. https://es.linkedin.com/pulse/descubra-c%C3%B3mo-terrasos-transforma-las-compensaciones-ambientales-hrbbe
[63] Proteger a los murciélagos es vital para los ecosistemas. … https://www.instagram.com/p/DGRm9IKpvNr/
[64] Bancos de Hábitat Terrasos: conservación con resultados | Premios Caracol https://www.youtube.com/watch?v=ctBvbRNsMdQ

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