Základné zobrazenie

  • ✇Scintilena
  • Due grotte, mille indizi: a Como il corso nazionale di geologia speleologica
    Condividi Dal 25 al 27 settembre 2026 il Gruppo Speleologico Comasco propone tre giornate dedicate a imparare a leggere la storia delle grotte attraverso forme, rocce, riempimenti e strutture geologiche. Il corso nazionale sarà preceduto da due lezioni online e unirà teoria e osservazioni direttamente sul campo Le registrazione all’evento appaiono chiuse, ma l’evento è tanto interessante che vale la pena comunque parlarne: gli interessati possono sempre chiedere informazioni su una riedizione
     

Due grotte, mille indizi: a Como il corso nazionale di geologia speleologica

September 21st 2026 at 05:00

Condividi

Dal 25 al 27 settembre 2026 il Gruppo Speleologico Comasco propone tre giornate dedicate a imparare a leggere la storia delle grotte attraverso forme, rocce, riempimenti e strutture geologiche. Il corso nazionale sarà preceduto da due lezioni online e unirà teoria e osservazioni direttamente sul campo

Le registrazione all’evento appaiono chiuse, ma l’evento è tanto interessante che vale la pena comunque parlarne: gli interessati possono sempre chiedere informazioni su una riedizione del corso

Non basta percorrere una grotta per conoscerla. Pareti, sedimenti, fratture, forme di erosione e riempimenti possono conservare gli indizi di una storia iniziata molto prima dell’arrivo degli speleologi.

È proprio questa capacità di “leggere” una grotta al centro del Corso nazionale di geologia speleologica “Due grotte, mille indizi”, organizzato dal Gruppo Speleologico Comasco, gruppo di attività della Sezione CAI di Como, in programma dal 25 al 27 settembre 2026.

Dalla carta geologica alla grotta

Il percorso formativo prevede due lezioni preliminari a distanza e tre giornate in presenza.

La parte introduttiva è dedicata all’inquadramento geologico e geomorfologico dell’area, alla lettura delle carte geologiche e all’utilizzo di C-Survey, software impiegato per lavorare con i dati dei rilievi delle grotte.

Durante le giornate in presenza teoria e attività sul terreno si alterneranno per affrontare la storia geologica del territorio, i processi speleogenetici, cioè i fenomeni che portano alla formazione e all’evoluzione delle grotte, e le trasformazioni avvenute nel Neogene e nel Quaternario.

Un’attenzione particolare sarà dedicata anche all’acquisizione dei dati strutturali e alla loro rappresentazione, mettendo subito in pratica in grotta quanto appreso durante le lezioni.

Imparare a riconoscere gli indizi

L’obiettivo non è soltanto acquisire nozioni di geologia, ma soprattutto imparare un metodo di osservazione.

Morfologie, depositi e strutture possono infatti raccontare fasi diverse della vita di una cavità. Durante il corso i partecipanti saranno guidati a collegare ciò che osservano a fenomeni come il carsismo, la tettonica, i movimenti gravitativi e le successive fasi di riempimento.

Mettendo insieme questi indizi diventa possibile ricostruire, almeno in parte, la successione degli eventi che hanno modellato una grotta e collegarla alla più ampia storia geologica del territorio.

Le attività sul campo

Il corso avrà sede presso l’Oratorio della Parrocchia di San Cassiano, in località Breccia a Como, mentre le attività sul terreno interesseranno il Parco Campo dei Fiori e Grotta Volpe.

Per partecipare è necessario essere soci CAI in regola con il tesseramento 2026 e avere almeno 15 anni; per i minorenni è richiesta l’autorizzazione di chi esercita la responsabilità genitoriale. È inoltre necessario disporre dell’equipaggiamento adatto alle escursioni e alla progressione in grotte suborizzontali, compresi casco omologato, illuminazione principale e di riserva e calzature adeguate.

Il corso è riconosciuto anche come aggiornamento tematico per gli Istruttori titolati e qualificati di Speleologia.

Iscrizioni chiuse

La quota prevista era di 160 euro, comprendente pasti, materiale didattico digitale e coperture assicurative CAI. La scadenza per le iscrizioni era fissata al 6 settembre 2026 e la pagina della Scuola Nazionale di Speleologia indica attualmente che le registrazioni sono chiuse.

Per informazioni resta disponibile l’indirizzo speleologia@caicomo.it; il referente organizzativo indicato è Mario Noseda Pedraglio.

Programma e informazioni sulla pagina ufficiale SNS-CAI

Scintilena ne aveva già parlato

Scintilena aveva presentato “Due grotte, mille indizi” il 14 giugno 2026, raccontando l’impostazione particolare di un corso pensato per trasformare la geologia speleologica in un’esperienza concreta sul campo. Con l’avvicinarsi dell’appuntamento, torniamo a segnalarlo sulla base delle informazioni pubblicate dalla Scuola Nazionale di Speleologia del CAI.

Due grotte, mille indizi: il precedente articolo di Scintilena

Fonte: Scuola Nazionale di Speleologia – Club Alpino Italiano https://www.sns-cai.it/evento/corso-nazionale-di-geologia-speleologica-lombardia-gs-comasco-2026

L'articolo Due grotte, mille indizi: a Como il corso nazionale di geologia speleologica proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Etna, a ottobre il corso nazionale di speleologia in ambiente vulcanico
    Condividi Dall’8 all’11 ottobre 2026 sull’Etna il corso nazionale di aggiornamento dedicato alla vulcanospeleologia, organizzato dalla Sezione dell’Etna del CAI. Conferenze, grotte laviche, crateri sommitali, rilievo 3D ed escursioni sul campo per conoscere uno degli ambienti sotterranei più particolari d’Italia. Si avvicina l’appuntamento con il corso nazionale “La Speleologia in ambiente vulcanico”, in programma dall’8 all’11 ottobre 2026 sulle pendici dell’Etna, con sede logistica nel terr
     

Etna, a ottobre il corso nazionale di speleologia in ambiente vulcanico

September 20th 2026 at 06:00

Condividi

Dall’8 all’11 ottobre 2026 sull’Etna il corso nazionale di aggiornamento dedicato alla vulcanospeleologia, organizzato dalla Sezione dell’Etna del CAI. Conferenze, grotte laviche, crateri sommitali, rilievo 3D ed escursioni sul campo per conoscere uno degli ambienti sotterranei più particolari d’Italia.

Si avvicina l’appuntamento con il corso nazionale “La Speleologia in ambiente vulcanico”, in programma dall’8 all’11 ottobre 2026 sulle pendici dell’Etna, con sede logistica nel territorio di Milo, in provincia di Catania.

Organizzato dalla Sezione dell’Etna del Club Alpino Italiano, il corso è un aggiornamento culturale valido per Titolati e Qualificati di Speleologia del CAI ed è aperto anche agli speleologi in possesso dei requisiti tecnici richiesti.

Prima la teoria, poi l’Etna

Il percorso formativo comincerà ancora prima dell’arrivo in Sicilia, con due conferenze in FAD, cioè a distanza: la prima il 29 settembre, dedicata al vulcanismo e agli aspetti petrografici, e la seconda il 6 ottobre, dedicata agli aspetti morfologici. Entrambi gli incontri sono previsti alle ore 21.

Dall’8 ottobre ci si sposterà invece direttamente sull’Etna, alternando lezioni ed escursioni.

Il programma affronta il vulcanismo etneo, la vulcanospeleogenesi, cioè i processi attraverso i quali si formano le cavità in ambiente vulcanico, la flora e la fauna delle grotte laviche e le tecniche di rilevamento topografico, comprese quelle tridimensionali.

Dentro le grotte vulcaniche dell’Etna

Una parte importante del corso sarà naturalmente dedicata alle attività sul terreno.

Sono previste escursioni ai crateri sommitali dell’Etna, alle gallerie di scorrimento lavico della Grotta di KTM e della Grotta dei Tre Livelli, ai basalti colonnari dell’Alcantara e alle cavità legate alle fratture eruttive, tra cui la Grotta delle Palombe e i Pozzi dell’Eruzione del 1923.

Il programma comprende anche un’uscita in battello lungo la costa, da Catania a Santa Maria la Scala, per osservare le testimonianze delle eruzioni sottomarine e costiere.

L’alternanza fra teoria e osservazione diretta consentirà quindi di affrontare la vulcanospeleologia da diversi punti di vista: dalla genesi delle cavità alla loro morfologia, fino agli aspetti biologici e alle moderne tecniche utilizzate per documentarle.

Chi può partecipare

Per partecipare è necessario avere almeno 18 anni, essere soci CAI con tessera in corso di validità ed essere in grado di procedere autonomamente su sola corda. È richiesto inoltre il certificato medico previsto per l’attività sportiva.

La priorità è riservata agli istruttori della Scuola Nazionale di Speleologia CAI — INS, IS e ISS — ma il corso è aperto anche agli altri speleologi che possiedono i requisiti richiesti.

Il numero massimo indicato è di 20 partecipanti non residenti.

Quota, alloggio e organizzazione

La quota di partecipazione è di 150 euro, comprensiva di vitto, alloggio e materiale didattico.

La sede sarà una struttura riservata sulle pendici dell’Etna, nel territorio di Milo, dotata di posti letto, servizi e docce. I pasti saranno preparati e serviti nella struttura.

Per chi raggiungerà Catania con i mezzi pubblici è prevista la possibilità di organizzare un servizio navetta, contattando preventivamente la segreteria. Gli spostamenti durante le escursioni saranno effettuati con mezzi dell’organizzazione.

Per informazioni è possibile contattare Giuseppe Priolo al 347 603 0335 (giuseppe.priolo@sns-cai.it) oppure Giovanni Fichera al 338 843 0763 (giovanni.fichera@sns-cai.it). La segreteria del Gruppo Grotte Catania risponde all’indirizzo segreteria@gruppogrottecatania.it.

Programma completo, iscrizioni e informazioni sul sito SNS-CAI

Scintilena aveva già presentato il corso lo scorso 18 febbraio, quando era stato diffuso il primo programma dell’iniziativa. Ora, con l’avvicinarsi delle date, torniamo a segnalarlo facendo riferimento alle informazioni pubblicate sulla pagina ufficiale della Scuola Nazionale di Speleologia del CAI : Etna 2026, speleologia in ambiente vulcanico – il precedente articolo di Scintilena

Fonte: Scuola Nazionale di Speleologia – Club Alpino Italianohttps://www.sns-cai.it/evento/corso-la-speleologia-in-ambiente-vulcanico-sicilia-ggc-ottobre-2026/

L'articolo Etna, a ottobre il corso nazionale di speleologia in ambiente vulcanico proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • GIS avanzato per speleologia e torrentismo: corso nazionale a Treviso
    Condividi Tre lezioni online e un fine settimana di attività in presenza per approfondire QGIS, QField, cartografia digitale, modelli 3D, nuvole di punti, droni e fotogrammetria. Il corso nazionale si terrà tra settembre e ottobre 2026 ed è rivolto ai soci CAI e SSI. Iscrizioni entro il 20 settembre, per un massimo di 20 partecipanti. Dalla gestione del catasto delle grotte alla documentazione delle cavità, passando per cartografia digitale, rilievi tridimensionali, droni e fotogrammetria: so
     

GIS avanzato per speleologia e torrentismo: corso nazionale a Treviso

September 19th 2026 at 06:00

Condividi

Tre lezioni online e un fine settimana di attività in presenza per approfondire QGIS, QField, cartografia digitale, modelli 3D, nuvole di punti, droni e fotogrammetria. Il corso nazionale si terrà tra settembre e ottobre 2026 ed è rivolto ai soci CAI e SSI. Iscrizioni entro il 20 settembre, per un massimo di 20 partecipanti.

Dalla gestione del catasto delle grotte alla documentazione delle cavità, passando per cartografia digitale, rilievi tridimensionali, droni e fotogrammetria: sono numerose le applicazioni che i GIS, i sistemi informativi geografici, possono avere oggi nell’attività speleologica e torrentistica.

A questi strumenti è dedicato il Corso nazionale GIS avanzato Treviso 2026, organizzato con il coinvolgimento della Scuola Nazionale di Speleologia del CAI (SNS), della Scuola Nazionale di Torrentismo (SNT), della Società Speleologica Italiana (SSI) e del Gruppo Grotte Associazione XXX Ottobre.

Il percorso inizierà con tre lezioni online, in programma nelle serate di lunedì 28 settembre, mercoledì 30 settembre e lunedì 5 ottobre 2026. Questa prima parte servirà ad allineare le conoscenze dei partecipanti su GIS e cartografia, datum geodetici e sistemi di proiezione, software e plugin, tabelle, join e utilizzo di QField.

Dalla cartografia alle nuvole di punti

Il cuore del corso sarà poi il fine settimana in presenza a Treviso, durante il quale si entrerà nelle applicazioni più avanzate di QGIS e QField.

Il programma comprende il posizionamento dei rilievi 2D e 3D, l’utilizzo delle Carte Tecniche Regionali (CTR) e dei servizi cartografici WMS/WMFS, la georeferenziazione delle immagini raster e l’analisi dei DEM, i modelli digitali che descrivono l’andamento altimetrico del terreno.

Si lavorerà inoltre sulle elaborazioni altimetriche e sulla gestione di mesh e nuvole di punti, strumenti ormai fondamentali quando si vogliono rappresentare digitalmente ambienti e superfici complesse.

Uno spazio specifico sarà riservato a droni e fotogrammetria e all’utilizzo sul terreno degli strumenti GIS per il catasto delle grotte e la documentazione delle cavità.

Strumenti professionali applicati alla speleologia

L’obiettivo dichiarato è aumentare le competenze dei partecipanti nella gestione dei sistemi informativi territoriali, utilizzando strumenti e metodologie impiegati anche in ambito accademico e professionale, ma adattandoli alle esigenze concrete della speleologia e del torrentismo.

Il corso vuole essere anche un’occasione di confronto tra partecipanti provenienti da realtà e territori differenti, mettendo in comune soluzioni utili non soltanto all’esplorazione, ma anche alla didattica, alla divulgazione e all’analisi delle aree carsiche.

Il corso a Treviso

La sede delle attività in presenza sarà il Parco dello Storga a Treviso, presso la sede del Gruppo Grotte Treviso, in via Cal di Breda 132.

La struttura dispone di aula con proiettore, cucina e foresteria ed è prevista la possibilità di pernottare in camerata. Ai partecipanti viene richiesto di portare il proprio computer portatile e uno smartphone con i programmi utilizzati durante il corso già installati.

Possono partecipare i soci CAI o SSI in regola con il tesseramento 2026, con più di 15 anni e conoscenze di base di cartografia. Per i minorenni è necessaria l’autorizzazione di chi esercita la responsabilità genitoriale.

Iscrizioni entro il 20 settembre

La quota di partecipazione è di 180,00 euro e comprende l’alloggio, i materiali didattici e i pasti indicati nel programma, dalla cena del venerdì al pranzo della domenica.

Le iscrizioni dovranno essere effettuate entro il 20 settembre 2026 e sono disponibili al massimo 20 posti.

Il corso ha inoltre valore formativo per entrambe le realtà coinvolte: è valido come aggiornamento per titolati e qualificati SNS e SNT del CAI ed è omologato come corso di II livello SSI e valido come aggiornamento CNSS. L’iniziativa è patrocinata dalla Federazione Speleologica Veneta.

Per informazioni è possibile scrivere ad Annamaria Dalla Valle all’indirizzo annamaria.dallavalle@sns-cai.it.

Segreteria del corso:gruppogrottetreviso@gmail.com

Programma e informazioni sul sito SNS-CAI

Modulo online per l’iscrizione

Locandina: https://www.sns-cai.it/wp-content/uploads/2026/06/Corso-Nazionale-GIS-Avanzato-per-Speleologi-e-Torrentisti_2026.pdf

Fonte: Scuola Nazionale di Speleologia CAIhttps://www.sns-cai.it/evento/corso-nazionale-gis-avanzato-treviso-2026/

L'articolo GIS avanzato per speleologia e torrentismo: corso nazionale a Treviso proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Cavità artificiali, nuovo corso della Federazione Speleologica Toscana: teoria online e uscite sul campo
    Condividi Dal 4 novembre al 12 dicembre 2026 nove appuntamenti dedicati alla conoscenza e alla classificazione delle cavità artificiali. Le lezioni teoriche saranno aperte gratuitamente a tutti online, mentre per il corso completo sono previste tre uscite a Vitozza, alle Miniere del Frigido e ai Bottini di Siena Continua l’intensa attività di formazione e divulgazione della Federazione Speleologica Toscana APS, che per l’autunno propone un nuovo percorso dedicato questa volta alle cavità arti
     

Cavità artificiali, nuovo corso della Federazione Speleologica Toscana: teoria online e uscite sul campo

September 19th 2026 at 05:00

Condividi

Dal 4 novembre al 12 dicembre 2026 nove appuntamenti dedicati alla conoscenza e alla classificazione delle cavità artificiali. Le lezioni teoriche saranno aperte gratuitamente a tutti online, mentre per il corso completo sono previste tre uscite a Vitozza, alle Miniere del Frigido e ai Bottini di Siena

Continua l’intensa attività di formazione e divulgazione della Federazione Speleologica Toscana APS, che per l’autunno propone un nuovo percorso dedicato questa volta alle cavità artificiali, un settore della speleologia che permette di leggere il territorio anche attraverso le opere realizzate dall’uomo nel corso dei secoli.

Il Corso di Tipologie e Classificazione delle Cavità Artificiali 2026 si svolgerà dal 4 novembre al 12 dicembre, articolandosi in nove appuntamenti tra lezioni teoriche online e attività sul campo.

È un’altra iniziativa che testimonia l’attenzione della Federazione Toscana alla formazione continua degli speleologi, ma anche alla diffusione della cultura speleologica al di fuori della cerchia degli addetti ai lavori. Una scelta particolarmente significativa è infatti quella di rendere le lezioni teoriche gratuite e liberamente accessibili in diretta sul canale YouTube della Federazione, anche a chi non prenderà parte al corso completo.

Dalle abitazioni rupestri agli acquedotti

Il programma consentirà di conoscere le principali tipologie di cavità artificiali e i criteri utilizzati per classificarle. Si parlerà degli insediamenti abitativi rupestri di Vitozza, delle opere estrattive e delle miniere e degli acquedotti.

Alla teoria si affiancheranno tre uscite che porteranno i partecipanti a osservare direttamente realtà molto diverse fra loro: Vitozza, nel territorio di Sorano, le Miniere del Frigido a Massa e i Bottini di Siena. Tre luoghi che permetteranno di mettere in pratica quanto appreso durante le lezioni e di confrontarsi con differenti forme di cavità create dall’uomo.

A tenere gli incontri saranno esperti provenienti dalla Commissione Nazionale Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana ETS, dalla Scuola Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali, dall’Università degli Studi di Firenze e dall’Università di Urbino.

Iscrizioni entro il 25 ottobre 2026

Il corso completo, comprendente lezioni e attività in presenza, costa 30 euro. Il numero massimo è di 15 partecipanti, con priorità ai soci dei gruppi aderenti alla Federazione Speleologica Toscana che abbiano frequentato almeno un corso di introduzione alla speleologia. Le iscrizioni devono pervenire entro il 25 ottobre 2026.

Il corso è inoltre riconosciuto come aggiornamento per i qualificati ISS OTTO CAI e per i qualificati AI e IT SNS SSI.

Per chi invece desidera semplicemente approfondire l’argomento, resta la possibilità di seguire gratuitamente tutte le lezioni teoriche online: un modo concreto per mettere conoscenze e competenze a disposizione dell’intera comunità speleologica e di chiunque sia curioso di conoscere il mondo, spesso poco visibile, delle cavità artificiali.

Programma di massima:

Il corso si svolgerà dal 4 novembre al 12 dicembre 2026, secondo i seguenti appuntamenti:
1 – mercoledì 4/11 lezione teorica online, “Classificazione e tipologie delle cavità artificiali, parte prima”.
Relatrice Carla Galeazzi, membro del Centro Ricerche Sotterranee Egeria di Roma e della Commissione
Nazionale Cavità Artificiali (CNCA) della Società Speleologica Italiana.
2 – mercoledì 11/11 lezione teorica online, “Classificazione e tipologie delle cavità artificiali, parte seconda”.
Relatrice Carla Galeazzi, membro del Centro Ricerche Sotterranee Egeria di Roma e della Commissione
Nazionale Cavità Artificiali (CNCA) della Società Speleologica Italiana.
3 – mercoledì 18/11 lezione teorica online, “Gli insediamenti abitativi rupestri di Vitozza, San Quirico di
Sorano (GR)”. Relatrice Carmela Crescenzi, professore associato presso il Dipartimento di Architettura
dell’Università degli Studi di Firenze.
4 – sabato 21 e domenica 22/11 escursione all’insediamento abitativo di Vitozza, San Quirico di Sorano
(GR).
5 – mercoledì 25/11 lezione teorica online, “Opere estrattive, prima parte”. Relatori Maria Luisa Garberi,
membro della Commissione Nazionale Cavità Artificiali (CNCA) della Società Speleologica Italiana, e
Giovanni Belvederi, direttore della Scuola Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali (SNSCA) della Società
Speleologica Italiana.
6 – mercoledì 2/12 lezione teorica online, “Opere estrattive, seconda parte”. Relatori Maria Luisa Garberi,
membro della Commissione Nazionale Cavità Artificiali (CNCA) della Società Speleologica Italiana, e
Giovanni Belvederi, direttore della Scuola Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali (SNSCA) della Società
Speleologica Italiana.
7 – sabato 5/12 escursione alle Miniere del Frigido, Massa (MS).
8 – mercoledì 9/12 lezione teorica online, “Gli acquedotti”. Relatore Michele Betti, biologo e professore
presso l’Università degli Studi di Urbino, coordinatore della Commissione Nazionale Cavità Artificiali (CNCA)
della Società Speleologica Italiana.
9 – sabato 12/12 escursione ai Bottini di Siena (SI).

Le lezioni online potranno essere fruite liberamente da tutti gli interessati.


Numero massimo dei partecipanti (lezioni teoriche online ed escursioni): 15 speleologi, con priorità ai soci
dei Gruppi grotte aderenti alla Federazione Speleologica Toscana aps e che abbiano frequentato almeno un
corso di introduzione alla speleologia.

I partecipanti all’escursione alle Miniere del Frigido dovranno utilizzare
la propria attrezzatura di progressione omologata e in corso di validità.

Programma, modulo di iscrizione e tutte le informazioni sul sito della Federazione Speleologica Toscana

Canale YouTube: https://www.youtube.com/@speleotoscana

Fonte: Federazione Speleologica Toscana APS

L'articolo Cavità artificiali, nuovo corso della Federazione Speleologica Toscana: teoria online e uscite sul campo proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Cartografia digitale e GPS per il torrentismo: a ottobre il corso online della SNT
    Condividi La Scuola Nazionale di Torrentismo del Club Alpino Italiano propone il corso T21 dedicato alla cartografia digitale, all’uso di GPS, app e strumenti web e alle tecniche di rilievo. Il corso si svolgerà online nel mese di ottobre 2026, con un massimo di 16 partecipanti. La Scuola Nazionale di Torrentismo (SNT) del CAI organizza dal 1° al 31 ottobre 2026 il corso T21 – Cartografia digitale e GPS, un appuntamento formativo dedicato all’utilizzo degli strumenti digitali per l’orientamen
     

Cartografia digitale e GPS per il torrentismo: a ottobre il corso online della SNT

September 18th 2026 at 06:00

Condividi

La Scuola Nazionale di Torrentismo del Club Alpino Italiano propone il corso T21 dedicato alla cartografia digitale, all’uso di GPS, app e strumenti web e alle tecniche di rilievo. Il corso si svolgerà online nel mese di ottobre 2026, con un massimo di 16 partecipanti.

La Scuola Nazionale di Torrentismo (SNT) del CAI organizza dal 1° al 31 ottobre 2026 il corso T21 – Cartografia digitale e GPS, un appuntamento formativo dedicato all’utilizzo degli strumenti digitali per l’orientamento, la navigazione e il rilievo nelle attività di torrentismo e, più in generale, nelle attività outdoor.

Il corso si svolgerà online ed è diretto da Alessandro Rossi. La quota di partecipazione è di 30 euro e i posti disponibili sono limitati a un massimo di 16 iscritti.

Cartografia, GPS e rilievo

L’obiettivo è fornire ai partecipanti una buona conoscenza di base della cartografia digitale e la capacità di utilizzare GPS, applicazioni e strumenti web durante le uscite di torrentismo o altre attività in ambiente.

Il programma affronta inoltre le diverse fasi necessarie per eseguire un rilievo, dalla conoscenza della strumentazione impiegata fino alle tecniche utilizzate per la restituzione grafica dei dati raccolti.

Il corso ha validità come aggiornamento SNT. Non è valido, invece, come aggiornamento SNS.

Informazioni e iscrizioni

Per ulteriori informazioni è possibile contattare IT Alessandro Rossi (alessandro.rossi@mail.com – 349 6985892), INT Greta Coppini (gretacoppini.90@gmail.com – 340 4042902) oppure Lorenzo Grande (Lorgra@libero.it – 339 8869235).

Programma dettagliato del corso (PDF)

Modulo di iscrizione online

Pagina del corso sul sito della Scuola Nazionale di Torrentismo CAI

Fonte: Scuola Nazionale di Torrentismo – Club Alpino Italiano. Informazioni su validità SNT e numero massimo di partecipanti comunicate dall’organizzatore.

L'articolo Cartografia digitale e GPS per il torrentismo: a ottobre il corso online della SNT proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Castellana Grotte, il Gruppo Puglia Grotte presenta il 52° corso di introduzione alla speleologia
    Condividi Giornata Nazionale della Speleologia: formazione, ricerca e territorio al Centro Studi Il Gruppo Puglia Grotte presenta il 52° corso di introduzione alla speleologia. L’appuntamento è fissato per domenica 13 settembre 2026, alle ore 10, al Centro Studi Viterbo di Castellana Grotte. L’iniziativa si svolge in occasione della Giornata Nazionale della Speleologia e riunisce associazioni, istituzioni, federazione e scuola. L’incontro sarà dedicato alla conoscenza del mondo sotterraneo
     

Castellana Grotte, il Gruppo Puglia Grotte presenta il 52° corso di introduzione alla speleologia

September 11th 2026 at 13:00

Condividi

Giornata Nazionale della Speleologia: formazione, ricerca e territorio al Centro Studi

Il Gruppo Puglia Grotte presenta il 52° corso di introduzione alla speleologia. L’appuntamento è fissato per domenica 13 settembre 2026, alle ore 10, al Centro Studi Viterbo di Castellana Grotte. L’iniziativa si svolge in occasione della Giornata Nazionale della Speleologia e riunisce associazioni, istituzioni, federazione e scuola.

L’incontro sarà dedicato alla conoscenza del mondo sotterraneo e al ruolo della formazione speleologica. Il programma punta a illustrare le attività di ricerca, esplorazione e documentazione delle cavità. Sarà affrontato anche il rapporto tra speleologia e valorizzazione del territorio carsico.

52° corso di introduzione alla speleologia a Castellana Grotte

Il corso rappresenta il principale appuntamento formativo annuale del Gruppo Puglia Grotte. Secondo le informazioni diffuse dall’associazione, il percorso si svolgerà dal 20 settembre all’8 novembre 2026. Le lezioni teoriche sono previste il martedì e il giovedì. I fine settimana saranno dedicati alle esercitazioni in parete e alle uscite in grotta.

Il corso è omologato dalla Società Speleologica Italiana ed è diretto da Modesto Tartarelli. Il programma comprende la progressione su corda, le tecniche esplorative, la geologia, la speleogenesi e la prevenzione degli incidenti. Sono previste anche lezioni dedicate all’ecologia, alla speleobiologia, alla cartografia e alla documentazione delle cavità.

Le attività pratiche interesseranno grotte del territorio di Castellana, del Gargano, del Matese e dell’area di Roccamorice. Prima dell’avvio ufficiale è prevista un’uscita propedeutica alle Grotte di Castellana, programmata per domenica 20 settembre. L’iniziativa è rivolta anche a chi desidera conoscere l’attività speleologica prima di iscriversi al corso.

La partecipazione all’uscita propedeutica non comporta l’iscrizione automatica al percorso formativo. Per informazioni è possibile rivolgersi alla sede del Gruppo Puglia Grotte, in via Margherita di Savoia 18, il giovedì sera. Sono disponibili anche gli indirizzi segreteria@gruppopugliagrotte.it e responsabileuscite@gruppopugliagrotte.it.

Associazioni, federazione e istituzioni insieme

L’incontro del 13 settembre è costruito come un momento di confronto tra soggetti impegnati nella conoscenza del sottosuolo. Per il Comune di Castellana Grotte interverranno la vicesindaca e assessora alla Cultura Virginia Dibello e Antonio Dimasi, responsabile dell’Ufficio tecnico-ambiente.

Per la Federazione Speleologica Pugliese è previsto l’intervento del presidente Aurelio Marangella. La Commissione nazionale Scuola di Speleologia della Società Speleologica Italiana sarà rappresentata da Luciano Luprano, coordinatore regionale per la Puglia del CNSS-SSI.

Per il Gruppo Puglia Grotte interverranno il presidente Domenico Camicia e il direttore del corso Modesto Tartarelli. È annunciata anche la partecipazione del Gruppo Speleologico Vespertilio, rappresentato dalla presidente Emanuela Derossi.

La composizione dell’incontro sottolinea il valore della collaborazione. La speleologia richiede competenze tecniche, preparazione fisica, conoscenze naturalistiche e capacità di lavorare in gruppo. La formazione iniziale serve a costruire comportamenti corretti in grotta e a ridurre i rischi durante le attività esplorative.

Gruppo Puglia Grotte: oltre cinquant’anni di attività

Il Gruppo Puglia Grotte è stato fondato nel 1971. Da oltre cinquant’anni svolge attività di ricerca ed esplorazione speleologica in Puglia, nell’Italia meridionale e in Albania. L’associazione organizza corsi di introduzione alla speleologia, corsi di specializzazione, attività per docenti e laboratori didattici destinati alle scuole.

Nel corso della sua storia ha promosso spedizioni e progetti in Marocco, Tunisia, Albania, Cuba e Portogallo. Soci del gruppo hanno partecipato anche a iniziative di ricerca in Messico, Patagonia, Antartide e Filippine. In ambito nazionale, l’attività si concentra sul territorio pugliese, sulla Murgia e su altri complessi carsici dell’Italia meridionale.

Il Gruppo Puglia Grotte cura inoltre pubblicazioni e strumenti di documentazione. Tra questi figurano il bollettino Puglia Grotte, i Quaderni di Speleologia Meridionale, una biblioteca sociale con oltre mille volumi e un archivio di rilievi topografici e cartografie. L’associazione gestisce anche il Museo Speleologico Franco Anelli delle Grotte di Castellana, in collaborazione con la società Grotte di Castellana.

Dal 2009 il gruppo collabora all’organizzazione di Speleonight, visita guidata dedicata alla conoscenza delle Grotte di Castellana. L’attività punta a presentare al pubblico alcuni aspetti dell’esperienza speleologica, mantenendo distinta la visita divulgativa dalla pratica esplorativa.

Monitoraggio biologico e nuove cavità

Tra le attività recenti documentate dal Gruppo Puglia Grotte figura il monitoraggio di Italodytes stammeri nei rami laterali delle Grotte di Castellana. L’indagine è stata svolta con il patrocinio della Società Grotte di Castellana, nel quadro della campagna della Società Speleologica Italiana dedicata all’animale di grotta dell’anno.

Il monitoraggio ha l’obiettivo di verificare presenza, consistenza e persistenza della specie nell’ambiente ipogeo. Italodytes stammeri è un organismo legato agli habitat sotterranei pugliesi. Le attività di questo tipo permettono di raccogliere dati sulla biodiversità cavernicola e sulle condizioni degli ambienti non aperti al percorso turistico.

Sul fronte esplorativo, il Gruppo Puglia Grotte è stato incaricato dall’Amministrazione comunale di Castellana Grotte di esplorare, studiare e documentare le cavità carsiche rinvenute nella cittadina. Tra queste rientrano le Grotte dell’Abate Eustasio. La cavità, individuata in area urbana, ha riportato l’attenzione sul potenziale del sottosuolo carsico locale.

Il sito ufficiale del gruppo segnala inoltre attività di ricerca di nuove cavità, tra cui una grotta in contrada Mamutte e la Grotta San Luca. Le informazioni disponibili indicano che le attività comprendono sopralluoghi, rilievi e documentazione. Non vengono riportati, nelle pagine consultate, dati completi su sviluppo, profondità o stato definitivo delle esplorazioni.

Il Gruppo Puglia Grotte porta avanti anche progetti di ricerca in altri contesti. Il Progetto Grotta del Dragone, avviato con associazioni della Basilicata nell’area del Coccovello, comprende esplorazione, rilievo, monitoraggio ambientale, campionamento delle acque e studio microbiologico e mineralogico.

La speleologia come conoscenza condivisa

Il 52° corso di introduzione alla speleologia si inserisce in questa continuità tra formazione, ricerca e divulgazione. La speleologia non riguarda soltanto la discesa in grotta. Comprende l’osservazione dei fenomeni carsici, lo studio delle acque sotterranee, la documentazione degli ambienti e la tutela della biodiversità.

Il percorso formativo di Castellana Grotte offre quindi un primo accesso a un’attività complessa. Le lezioni e le uscite permettono di affrontare gli aspetti tecnici insieme a quelli scientifici e ambientali. La Giornata Nazionale della Speleologia diventa così il contesto per presentare una disciplina basata sulla preparazione e sulla condivisione delle conoscenze.

Fonti

Ho preparato anche il file Markdown scaricabile con il testo completo dell’articolo.

Fonti
[2] Castellana Grotte, al via il 52° Corso di Speleologia del Gruppo Puglia Grotte – Scintilena https://www.scintilena.com/castellana-grotte-al-via-il-52-corso-di-speleologia-del-gruppo-puglia-grotte/09/07/
[3] 51ª Edizione del Corso di Speleologia del Gruppo Puglia Grotte https://www.scintilena.com/51a-edizione-del-corso-di-speleologia-del-gruppo-puglia-grotte/09/01/
[4] Esplorazioni Nazionali https://www.gruppopugliagrotte.it/esplorazioni/nazionali/
[5] Puglia Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/puglia/
[6] TRECCHINA, DOPO ANELLI E OROFINO LA TRADIZIONE RIVIVE CON IL CORSO DI SPELEOLOGIA – Scintilena https://www.scintilena.com/trecchina-dopo-anelli-e-orofino-la-tradizione-rivive-con-il-corso-di-speleologia/10/05/
[7] Il Gruppo Puglia Grotte celebra il 50° corso di speleologia – Scintilena https://www.scintilena.com/il-gruppo-puglia-grotte-celebra-il-50-corso-di-speleologia/08/17/
[8] SSI Archivi https://www.scintilena.com/category/ssi/
[9] Novità https://www.gruppopugliagrotte.it/categories/novit%C3%A0/
[10] Gruppo Puglia Grotte APS — Ricerca · Esplorazione · Didattica … https://gruppopugliagrotte.it/
[11] Autore: Marina Abisso – Scintilena https://www.scintilena.com/author/marina-abisso/
[12] Chi siamo https://www.gruppopugliagrotte.it/home/chi-siamo/
[13] Archivi categoria: Novità https://www.gruppopugliagrotte.it/home/category/novita/
[14] Gruppo Puglia Grotte | Esplorazione | Comunicazione speleologica https://www.gruppopugliagrotte.it/home/
[15] Corsi Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/corsi/
[16] Grotte, Turismo e Ricerca Scientifica: 80 anni dalla scoperta … https://www.scintilena.com/grotte-turismo-e-ricerca-scientifica-80-anni-dalla-scoperta-delle-grotte-di-castellana/05/06/
[17] Gruppo Puglia Grotte APS — Ricerca · Esplorazione … https://www.gruppopugliagrotte.it/
[18] XVI INCONTRO DI SPELEOLOGIA REGIONALE … https://www.gruppopugliagrotte.it/eventi/spelaion2011/AttiSpelaion2011.pdf
[19] Relazioni https://www.gruppopugliagrotte.it/categories/relazioni/
[20] Esplorazione e ricerca — Gruppo Puglia Grotte APS https://www.gruppopugliagrotte.it/archivio-storico/esplorazione-e-ricerca/
[21] Contatti | Gruppo Puglia Grotte https://www.gruppopugliagrotte.it/home/chi-siamo/contatti/
[22] Progetto Grotta del Dragone https://www.gruppopugliagrotte.it/home/esplorazioni/nazionali/progetto-grotta-del-dragone/
[23] Archivio storico https://www.gruppopugliagrotte.it/archivio-storico/
[24] Pubblicazioni https://www.gruppopugliagrotte.it/pubblicazioni/
[25] Modulo_programma.doc https://www.gruppopugliagrotte.it/corso/26/programma.pdf
[26] 2015 — Gruppo Puglia Grotte APS https://www.gruppopugliagrotte.it/anni/2015/
[27] Speleological Museum Franco Anelli – Didactic journey https://www.gruppopugliagrotte.it/museo_percorso_eng.htm

Gruppo Puglia Grotte

L'articolo Castellana Grotte, il Gruppo Puglia Grotte presenta il 52° corso di introduzione alla speleologia proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • 35° Corso di Speleologia a Faenza: il Gruppo Speleologico Faentino apre le iscrizioni
    Condividi Dal 15 ottobre al 12 dicembre 2026 lezioni, palestra di roccia e grotte per avvicinarsi al carsismo della Romagna Il Gruppo Speleologico Faentino organizza il 35° Corso di primo livello di speleologia, in programma dal 15 ottobre al 12 dicembre 2026. L’iniziativa è rivolta a chi desidera avvicinarsi in modo strutturato all’ambiente sotterraneo, alle grotte e alle tecniche di progressione su corda. La presentazione pubblica è fissata per giovedì 8 ottobre 2026, alle ore 21. L’inco
     

35° Corso di Speleologia a Faenza: il Gruppo Speleologico Faentino apre le iscrizioni

September 10th 2026 at 09:00

Condividi

Dal 15 ottobre al 12 dicembre 2026 lezioni, palestra di roccia e grotte per avvicinarsi al carsismo della Romagna

Il Gruppo Speleologico Faentino organizza il 35° Corso di primo livello di speleologia, in programma dal 15 ottobre al 12 dicembre 2026. L’iniziativa è rivolta a chi desidera avvicinarsi in modo strutturato all’ambiente sotterraneo, alle grotte e alle tecniche di progressione su corda.

La presentazione pubblica è fissata per giovedì 8 ottobre 2026, alle ore 21. L’incontro si terrà nella sede del Gruppo Speleologico Faentino, ospitata dal Museo Civico di Scienze Naturali di Faenza, in via Medaglie d’Oro 51.

Il corso è omologato dalla Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della Società Speleologica Italiana. Il programma annunciato unisce lezioni teoriche, attività in palestra di roccia e uscite in grotta. La formula consente di affrontare gli argomenti di base prima della pratica in ambiente.

La quota indicata è di 200 euro, con riduzione prevista per gli studenti. Le informazioni e le iscrizioni fanno riferimento a Carlotta, al numero 338 991 9155, all’indirizzo info@gsfaentino.it e al sito del gruppo.

Corso di speleologia: grotte, acque sotterranee e mondi verticali

Il 35° Corso di Speleologia propone un’introduzione a diversi aspetti della disciplina. Il materiale diffuso dal Gruppo Speleologico Faentino indica tra i temi l’esplorazione, la geografia del mondo sotterraneo, le immagini e la documentazione, le acque sotterranee, i gessi e le rocce carsiche.

Spazio è previsto anche per il carsismo, la vita nelle grotte e la conoscenza degli ambienti verticali. La parte tecnica riguarda attrezzature, manovre e modalità di progressione. Nelle attività pratiche la palestra di roccia permette di apprendere e verificare le manovre in un contesto controllato. Le uscite in grotta collegano invece l’apprendimento tecnico all’osservazione diretta degli ambienti carsici.

Un corso di speleologia di primo livello non coincide con una semplice visita guidata. Offre le basi per leggere il territorio e per muoversi con preparazione in un ambiente che richiede attenzione, metodo e rispetto. La distinzione è importante soprattutto nei Gessi della Vena del Gesso romagnola, dove acque, fratture, crolli e morfologie evolvono in tempi geologicamente rapidi.

Il corso di speleologia prosegue una proposta formativa che il gruppo realizza periodicamente attraverso la propria Scuola di Speleologia.

Gruppo Speleologico Faentino: una storia nata nel 1966

Il Gruppo Speleologico Faentino è la realtà nata dalla fusione, avvenuta nel 1966, di due gruppi cittadini costituiti dieci anni prima: il Gruppo Speleologico “Città di Faenza” e il Gruppo Speleologico “Vampiro”. Le loro ricerche si inserirono nella storia esplorativa dei Gessi di Monte Mauro e del sistema carsico Rio Stella-Rio Basino, uno dei riferimenti della speleologia romagnola.

Tra il 1957 e il 1964 gli speleologi faentini completarono la traversata sotterranea tra l’Inghiottitoio del Rio Stella e la Grotta risorgente del Rio Basino. Quel lavoro contribuì alla conoscenza del sistema e fu accompagnato da rilievi e pubblicazioni. Nel tempo il Gruppo Speleologico Faentino ha continuato a svolgere esplorazioni, rilievi, ricerche e attività divulgative.

La sede presso il Museo Civico di Scienze Naturali “Domenico Malmerendi” colloca il gruppo in un contesto utile anche per la conservazione della documentazione e per il dialogo con il pubblico. La storia della speleologia faentina è legata anche a Paolo Biondi, tra i protagonisti della fondazione del gruppo nel 1966 e per anni impegnato nella valorizzazione della Vena del Gesso, del museo e della Grotta Tanaccia.

Esplorazioni nei Gessi di Monte Mauro e ricerca speleologica

L’attività del Gruppo Speleologico Faentino comprende l’esplorazione delle cavità, la loro documentazione topografica e lo studio del carsismo gessoso. Nei decenni successivi alla fondazione, le ricerche del gruppo hanno riguardato varie aree dei Gessi di Monte Mauro, nella Vena del Gesso romagnola.

Tra i risultati ricordati nella letteratura specialistica figura la scoperta, nel 1990, dell’Abisso Luciano Bentini, allora denominato F10. La cavità venne esplorata fino a circa 200 metri di profondità e le ricerche hanno proseguito nel tempo. Il Gruppo Speleologico Faentino ha inoltre lavorato nell’area dell’Abisso Vincenzo Ricciardi, esplorato nell’autunno 1992, e in altre cavità del settore di Monte Mauro e Monte della Volpe.

Le ricerche locali non riguardano soltanto l’avanzamento esplorativo. Rilievi, osservazioni geologiche, studio delle acque, biospeleologia e tutela fanno parte di un approccio multidisciplinare. Nel Progetto Stella-Basino, promosso dalla Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna tra il 2007 e il 2010 con il contributo di numerosi gruppi, lo sviluppo conosciuto del sistema carsico Stella-Basino è passato da 1.500 a 4.800 metri grazie alle nuove esplorazioni e al rilievo aggiornato.

In questo quadro, il Gruppo Speleologico Faentino svolge un’attività che unisce formazione, ricerca sul campo, memoria delle esplorazioni e divulgazione. Il 35° Corso di Speleologia rappresenta la porta di ingresso per chi intende conoscere questa pratica con un percorso organizzato.

Date, costi e contatti del 35° Corso di Speleologia

  • Presentazione: giovedì 8 ottobre 2026, ore 21
  • Sede della presentazione: Gruppo Speleologico Faentino, Museo Civico di Scienze Naturali, via Medaglie d’Oro 51, Faenza (RA)
  • Svolgimento del corso: dal 15 ottobre al 12 dicembre 2026
  • Struttura: lezioni teoriche, palestra di roccia e uscite in grotta
  • Omologazione: Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della Società Speleologica Italiana
  • Quota: 200 euro, con sconto studenti
  • Telefono: 338 991 9155, Carlotta
  • E-mail: info@gsfaentino.it
  • Sito: www.gsfaentino.it

Fonti

L'articolo 35° Corso di Speleologia a Faenza: il Gruppo Speleologico Faentino apre le iscrizioni proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Castellana Grotte, al via il 52° Corso di Speleologia del Gruppo Puglia Grotte
    Condividi Dal 20 settembre all’8 novembre 2026 torna a Castellana Grotte (Bari) il Corso di Introduzione alla Speleologia organizzato dal Gruppo Puglia Grotte APS, giunto alla sua 52ª edizione. Il corso, omologato dalla Società Speleologica Italiana, sarà diretto da Modesto Tartarelli. Le lezioni teoriche si svolgeranno il martedì e il giovedì, mentre i fine settimana saranno dedicati alle esercitazioni in parete e alle uscite in grotta. La sede delle attività teoriche sarà quella del Gruppo
     

Castellana Grotte, al via il 52° Corso di Speleologia del Gruppo Puglia Grotte

September 7th 2026 at 05:00

Condividi

Dal 20 settembre all’8 novembre 2026 torna a Castellana Grotte (Bari) il Corso di Introduzione alla Speleologia organizzato dal Gruppo Puglia Grotte APS, giunto alla sua 52ª edizione.

Il corso, omologato dalla Società Speleologica Italiana, sarà diretto da Modesto Tartarelli. Le lezioni teoriche si svolgeranno il martedì e il giovedì, mentre i fine settimana saranno dedicati alle esercitazioni in parete e alle uscite in grotta. La sede delle attività teoriche sarà quella del Gruppo Puglia Grotte, in via Margherita di Savoia 18, a Castellana Grotte.

Il programma affronta progressione su corda, tecniche esplorative, geologia e speleogenesi, prevenzione degli incidenti, ecologia e speleobiologia, cartografia e documentazione delle cavità. Le uscite interesseranno grotte del territorio di Castellana, del Gargano, del Matese e dell’area di Roccamorice.

Ad aprire il percorso sarà, domenica 20 settembre, un’uscita propedeutica alle Grotte di Castellana, aperta anche a chi desidera conoscere più da vicino l’attività speleologica prima di iscriversi. La partecipazione all’uscita non comporta l’iscrizione automatica al corso.

Il Gruppo Puglia Grotte, fondato nel 1971, svolge da oltre cinquant’anni attività di ricerca, esplorazione, formazione e divulgazione speleologica in Puglia, nell’Italia meridionale e all’estero.

Informazioni e iscrizioni: presso la sede del Gruppo il giovedì sera oppure agli indirizzi segreteria@gruppopugliagrotte.it e responsabileuscite@gruppopugliagrotte.it.

L’iscrizione e l’assicurazione SSI saranno effettuate direttamente dal direttore del corso, senza necessità di versamenti anticipati alla SSI.

Fonti:

L'articolo Castellana Grotte, al via il 52° Corso di Speleologia del Gruppo Puglia Grotte proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • A Narni la speleologia non ha età: La Scintilena porta gli over 60 alla scoperta del mondo sotterraneo
    Condividi Lunedì 7 settembre 2026 parte a Narni Scalo il corso di Speleologia per la Terza Età ideato da Andrea Scatolini. Già più di dieci iscritti, tra i 60 e i 78 anni. Quattro incontri per studiare davvero le grotte e, a ottobre, una giornata a Frasassi NARNI – Si può cominciare a fare speleologia a settant’anni? Se per speleologia immaginiamo soltanto corde, imbraghi, pozzi verticali e strettoie da superare strisciando, la risposta potrebbe sembrare scontata. Invece, è proprio questo l’e
     

A Narni la speleologia non ha età: La Scintilena porta gli over 60 alla scoperta del mondo sotterraneo

September 5th 2026 at 05:30

Condividi

Lunedì 7 settembre 2026 parte a Narni Scalo il corso di Speleologia per la Terza Età ideato da Andrea Scatolini. Già più di dieci iscritti, tra i 60 e i 78 anni. Quattro incontri per studiare davvero le grotte e, a ottobre, una giornata a Frasassi

NARNI – Si può cominciare a fare speleologia a settant’anni? Se per speleologia immaginiamo soltanto corde, imbraghi, pozzi verticali e strettoie da superare strisciando, la risposta potrebbe sembrare scontata. Invece, è proprio questo l’equivoco che Andrea Scatolini, anima e cuore dell’associazione La Scintilena, vuole provare a rovesciare.

Perché una grotta si deve esplorare anche prima di entrarci. La si può conoscere attraverso la geologia, l’acqua che l’ha scavata, gli animali che la abitano, la storia degli uomini che l’hanno frequentata e degli speleologi che l’hanno studiata. E, soprattutto, non esiste un’età oltre la quale si debba smettere di essere curiosi.

Nasce da qui il Corso di speleologia per la terza età, che prenderà il via lunedì 7 settembre a Narni Scalo, organizzato da La Scintilena in collaborazione con ANCESCAO Narni, Associazione Tutela Pipistrelli APS e UTEC Narni, con il patrocinio del Comune di Narni.

Gli incontri si svolgeranno il 7, 14, 21 e 28 settembre, sempre di lunedì. Il ritrovo è alle 16 alla casetta all’ingresso del Campo Scuola di Narni Scalo, mentre la lezione inizierà alle 16.30.

E ancora prima di cominciare, l’esperimento sembra avere centrato il bersaglio.

Undici iscritti dai 60 ai 78 anni

Sono già undici i partecipanti, provenienti da Narni e Terni, con un’età compresa fra 60 e 78 anni. Un numero che potrebbe crescere ancora: Andrea conta di arrivare almeno a quindici iscritti, forse persino a venti.

Il dato più interessante non è soltanto anagrafico: le età – quelle età – raccontano che a 60, 70 o quasi 80 anni si può decidere di rimettersi a studiare, affrontare qualcosa di completamente nuovo e lasciarsi sorprendere da un mondo che, letteralmente, sta sotto i nostri piedi. Perché, in fondo, non esiste un’età oltre la quale si debba smettere di essere curiosi.

Una filosofia che richiama il celebre “Stay hungry. Stay foolish”: conservare la fame di conoscere, la disponibilità a stupirsi e il coraggio di sentirsi ancora principianti.

Nel caso degli iscritti di Narni e Terni, non è proprio uno slogan: lunedì pomeriggio torneranno davvero sui banchi per imparare come nasce una grotta.

Il corso nasce infatti da un’idea precisa: separare la conoscenza della speleologia dalla necessità di possedere le capacità fisiche richieste dall’esplorazione tecnica.

Scatolini lo spiega con un paragone efficace: «Nessun astronomo è mai andato su una stella a vedere come è fatta».

Allo stesso modo, per capire una grotta non è indispensabile calarsi in un pozzo. Si può imparare a leggere un paesaggio carsico, comprendere dove finisce l’acqua che scompare in un inghiottitoio, scoprire come nasce una stalattite, riconoscere una faglia o una frattura e capire perché, proprio lì, nel corso di migliaia o milioni di anni, l’acqua sia riuscita ad aprirsi una strada nella roccia.

È speleologia anche questa.

Altro che corso “facile”: si comincia dalla speleogenesi

E basta guardare il programma preparato per il primo appuntamento per capire che l’etichetta “terza età” non significa affatto semplificare fino a banalizzare.

La lezione inaugurale, tenuta dallo stesso Andrea, sarà dedicata alla storia della speleologia e alla speleogenesi, vale a dire all’insieme dei processi attraverso i quali si formano le grotte. Il percorso partirà dal rapporto fra uomo e cavità nella preistoria e arriverà alle prime esplorazioni scientifiche, a Édouard-Alfred Martel e alla nascita della speleologia moderna, fino allo sviluppo della disciplina in Italia.

Poi si scenderà, almeno con la mente, sotto terra.

Si parlerà di rocce carbonatiche e carsismo, di fratture, faglie e stratificazione, di zone vadose e freatiche e soprattutto dell’elemento che più di ogni altro costruisce il mondo sotterraneo: l’acqua.

Persino la chimica entrerà in aula. L’acqua piovana, attraversando atmosfera e terreno, si arricchisce di anidride carbonica; diventa così capace di aggredire lentamente il carbonato di calcio delle rocce. Infiltrandosi nelle discontinuità, allarga progressivamente fratture e condotti, contribuendo alla formazione delle cavità. Il materiale predisposto per gli allievi arriva a presentare anche la reazione chimica fondamentale del processo carsico.

Nessuno sconto sulla curiosità scientifica per ragioni anagrafiche.

Il fascicolo della prima lezione affronta inoltre le diverse famiglie di cavità – carsiche, vulcaniche, marine, glaciali e artificiali – e contiene un glossario con termini come dolina, inghiottitoio, risorgiva, diaclasi, faglia, anticlinale e sinclinale. È stato concepito non soltanto come supporto durante l’incontro, ma come materiale che i partecipanti potranno rileggere e approfondire autonomamente a casa.

Dalle grotte alla storia di Narni

Il luogo scelto per questo esperimento non è casuale.

Narni e il suo territorio hanno con il sottosuolo un rapporto antichissimo. Cavità naturali e artificiali, sorgenti, calcari, cunicoli e ambienti ipogei fanno parte del paesaggio e della storia locale. Insegnare a osservare ciò che avviene sotto i nostri piedi significa quindi anche offrire un modo diverso di leggere il territorio in cui si vive.

Qui emerge un altro aspetto del progetto di Scatolini: portare fuori dalla cerchia degli specialisti una cultura che spesso rimane confinata nei gruppi speleologici.

Non tutti possono o vogliono diventare esploratori. Tutti, invece, possono imparare perché una grotta esiste, quale patrimonio custodisce e perché debba essere rispettata.

La presenza dell’Associazione Tutela Pipistrelli APS consentirà inoltre di affrontare uno degli aspetti più delicati degli ambienti sotterranei: la fauna che li abita. Una grotta non è uno spazio vuoto a disposizione dell’uomo, ma un ecosistema nel quale anche una visita apparentemente innocua può avere conseguenze, soprattutto nei periodi più sensibili del ciclo biologico dei chirotteri.

La collaborazione con UTEC Narni aggiunge al progetto l’esperienza della speleologia del territorio, completando così un corso che vuole tenere insieme divulgazione scientifica, conoscenza locale e tutela.

Alla fine, Frasassi

Dopo i quattro lunedì di settembre arriverà il momento di vedere dal vivo ciò che fino a quel momento sarà stato studiato in aula.

La conclusione è prevista per la prima domenica di ottobre 2026, con una gita alle Grotte di Frasassi e il pranzo insieme al ristorante.

Grotte di Frasassi – Foto Accurimbono/Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Non sarà un’uscita speleologica tecnica, naturalmente, ma una visita lungo il percorso turistico: l’occasione per riconoscere concretamente sale, concrezioni e forme carsiche e collegarle ai fenomeni spiegati durante le lezioni.

C’è anche un valore sociale, volutamente semplice, in quel pranzo che chiuderà la giornata: il corso nasce per insegnare qualcosa, ma anche per creare occasioni d’incontro e restituire alla terza età spazi di partecipazione, scoperta e condivisione.

In corso comincia nell’anno delle grotte

C’è infine una coincidenza particolarmente significativa. Il corso prende il via proprio nel settembre 2026, il mese della prima Giornata internazionale delle grotte e del carsismo, fissata al 13 settembre dopo il riconoscimento dell’UNESCO.

Una cornice mondiale per una piccola esperienza che nasce a Narni Scalo, ma che parte dalla stessa convinzione: le grotte non appartengono soltanto agli speleologi che riescono a raggiungerne gli angoli più remoti.

Sono patrimonio di conoscenza.

Questo rende la scommessa più interessante lanciata da Andrea e dalla Scintilena ancora più interessante: riusciranno i nostri eroi a dimostrare che per continuare a esplorare non serve necessariamente essere giovani? E che, a volte, basta continuare a fare domande?

Io credo proprio di sì.

L'articolo A Narni la speleologia non ha età: La Scintilena porta gli over 60 alla scoperta del mondo sotterraneo proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Corso di Speleologia per la Terza Età
    Condividi Scintilena – Prima Lezione Lunedì 7 settembre 2026, ore 16:00Docente: Andrea Scatolini STORIA DELLA SPELEOLOGIA E SPELEOGENESI Come si formano le grotte INDICE Introduzione Parte I – Storia della Speleologia 2.1 L’uomo e le grotte nella preistoria 2.2 Le prime esplorazioni scientifiche (XVI-XVIII secolo) 2.3 L’Ottocento e la nascita della speleologia moderna 2.4 Il Novecento e la speleologia contemporanea 2.5 La speleologia in Italia Par
     

Corso di Speleologia per la Terza Età

August 25th 2026 at 12:00

Condividi

Scintilena – Prima Lezione

Lunedì 7 settembre 2026, ore 16:00
Docente: Andrea Scatolini


STORIA DELLA SPELEOLOGIA E SPELEOGENESI

Come si formano le grotte


INDICE

  1. Introduzione
  2. Parte I – Storia della Speleologia
  1. Parte II – Speleogenesi: Come si Formano le Grotte
  1. Parte III – Tipi di Grotte
  1. Glossario dei Termini Principali
  2. Approfondimenti e Risorse

INTRODUZIONE

Benvenuti al primo incontro del Corso di Speleologia per la Terza Età organizzato da Scintilena in collaborazione con ANCESCAO NARNI, Associazione Tutela Pipistrelli e Gruppo Speleologico UTEC NARNI.

Questa lezione ha due obiettivi principali:

  1. Comprendere la storia della speleologia: come l’uomo ha iniziato a esplorare e studiare le grotte, dalle prime esplorazioni preistoriche fino alle moderne tecniche scientifiche.
  2. Capire come si formano le grotte: quali processi naturali, chimici e fisici creano questi affascinanti ambienti sotterranei che esploriamo oggi.

Il materiale che trovate in questo fascicolo è pensato per accompagnarvi durante la lezione e per permettervi di rileggere e approfondire a casa i concetti spiegati dal docente.


PARTE I – STORIA DELLA SPELEOLOGIA

L’uomo e le grotte nella preistoria

Le grotte esistono da molto prima della comparsa dell’uomo sul nostro pianeta. Durante tutto il Paleolitico superiore, le cavità naturali sono state utilizzate principalmente come luogo di rifugio temporaneo dalle intemperie e dai predatori naturali. [cite:13]

Con l’evoluzione dell’uomo e lo sviluppo delle diverse civiltà, le caverne hanno iniziato a svolgere una funzione pratica più costante e duratura, divenendo in alcune zone addirittura la dimora privilegiata. L’uso del sottosuolo a scopo abitativo venne integrato e poi sostituito dalla costruzione di cavità artificiali, nate sul modello offerto dalla natura. [cite:13]

Col tempo le grotte iniziarono ad avere anche la funzione di luogo di culto. Grazie alla scoperta del fuoco, l’uomo poté apprendere come allontanare i predatori, scaldare l’ambiente e creare i primi riti di convivialità. [cite:13]

Con l’uomo di Neanderthal apparvero i primi esempi di linguaggio e comunicazione “visiva”. Così apparvero le prime pitture rupestri. Successivamente, l’uomo di Cro-Magnon sviluppò linguaggi e dipinti rupestri più complessi, rappresentando scene di caccia, vita quotidiana e raffigurazioni di animali selvatici più dettagliate. [cite:13]

Esempi di notevole rilevanza si possono osservare in:

  • Grotta di Altamira (Spagna)
  • Grotta di Lascaux (Francia)

Dove ci sono pitture rupestri risalenti a 17.000 anni fa. [cite:13]


Le prime esplorazioni scientifiche (XVI-XVIII secolo)

L’interesse per lo studio e l’esplorazione del mondo sotterraneo da un punto di vista scientifico ha origini più recenti.

È solo con l’avvento dei primi naturalisti moderni, nel Seicento, che iniziano ad apparire delle descrizioni accurate. [cite:13]

In Europa è in particolare il libro Mundus Subterraneus del gesuita Athanasius Kircher il primo a mostrare un interesse complessivo a quanto avviene nel sottosuolo. [cite:13]

La ricerca idrologica ha continuato ad essere fino a metà del XIX secolo l’unica vera disciplina capace di giustificare l’esplorazione e la ricerca scientifica nelle grotte.

Del resto si può effettivamente definire la speleologia scientifica moderna come ramo operativo dell’idrologia. [cite:13]

Alcuni momenti importanti:

  • XVI secolo: Prime esplorazioni di grotte eseguite con intento scientifico. Nei primi del ‘500, P. Coppo ammette un corso sotterraneo del Timavo. [cite:4]
  • 1537: G. G. Trissino, dietro richiesta di L. Alberti, esplora il Covolo di Costozza e, oltre a descrivere la grotta e il corso d’acqua che la percorre, nota gli animali cavernicoli che vi ha scoperto (pipistrelli e nifarghi). [cite:4]

L’Ottocento e la nascita della speleologia moderna

Nel 1841 l’ingegnere “montanistico” Federico Lindner guidò l’esplorazione dell’abisso di Trebiciano con l’intento di raggiungere la sorgente sotterranea del fiume Timavo, per portare l’acqua in superficie, rendendola disponibile all’assetata popolazione triestina dell’epoca. [cite:13]

Dopo 11 mesi di tentativi, Lindner riuscì a raggiungere il fondo dell’Abisso di Trebiciano (-329 metri), nel Carso triestino, soltanto con l’ausilio di scale di legno, corde, ferri e mazze da minatore. L’opera di Lindner, commissionatagli dal Governo Austriaco, non fu poi mai presa in seria considerazione a causa dei costi e così l’intrepido genio solitario morì in miseria e senza riconoscenza alcuna. [cite:13]

Edouard Alfred Martel: il padre della speleologia moderna

Colui che senza dubbio diede il maggior contributo alla definizione della speleologia moderna, migliorandone la tecnica esplorativa e rendendola popolare fu Edouard Alfred Martel. [cite:13]

L’avvocato francese, nato nel 1859 a Pontoise, fu ‘folgorato’ a vent’anni mentre si trovava in viaggio alla grotta di Adelsberg (Postumia) e decise di intraprendere nel tempo libero la ricerca esplorativa del mondo sotterraneo. [cite:13]

Con un gruppo di pionieri nel giugno 1888 attraversò il Torrente Bonheur lungo la forra di Bramabiau, avvalendosi dell’uso di una scala rigida e di un’imbarcazione pieghevole. In due puntate esplorative il gruppo riuscì a compiere la traversata da valle a monte lungo un percorso di 1300 metri, con un centinaio di metri di dislivello e sei cascate principali. [cite:13]

L’eco che i giornali francesi dell’epoca diedero all’impresa fu tale, che al 28 giugno 1888 si attribuisce la nascita della speleologia. [cite:13]

Da quel giorno tante furono le esplorazioni compiute da Martel, così come tante furono le pubblicazioni scientifiche e narrative in merito. La più importante è sicuramente “Les Abîmes”, un trattato di 600 pagine che racconta le prime duecento grotte esplorate nei primi anni di attività speleologica. [cite:13]


Il Novecento e la speleologia contemporanea

Se Martel fu l’ultimo grande ricercatore isolato, da questo momento si diffonde l’interesse collettivo per la speleologia. [cite:13]

  • Marzo 1883: Nasce il “Comitato Grotte della Società Alpina delle Giulie di Trieste”, divenuto poi Commissione Grotte Eugenio Boegan, la più antica associazione speleologica al mondo ancora in attività. [cite:13]
  • 25 giugno 1950: A Verona, presso il Museo Civico di Storia Naturale, viene costituita la Società Speleologica Italiana (SSI). [cite:13]
  • 1958: Viene fondata la Scuola Nazionale di Speleologia del Club Alpino Italiano, che formalizzò un metodo, condiviso dai vari gruppi aderenti, di educazione alla tecnica esplorativa in grotta. [cite:13]

Dagli anni ’60 si sviluppa l’attrezzatura e negli anni ‘70 si passa al metodo per la tecnica di progressione su corda singola, che permette di ridurre notevolmente i tempi di percorrenza in grotta e il carico dei materiali che il gruppo esplorativo deve portarsi dietro. [cite:13]

In tutta Italia nascono nuovi gruppi di speleologi, promotori di corsi o di missioni esplorative, ma anche di iniziative a più ampio respiro, come raduni, mostre e pubblicazioni di carattere saggistico o scientifico. [cite:13]

Appare finalmente un mercato di prodotti dedicati agli appassionati del mondo sotterraneo, come attrezzi, caschi, luci e abiti tecnici specifici ed esclusivi, realizzati per chi pratica speleologia. [cite:13]

Per garantire che lo sviluppo della tecnica di progressione in sicurezza sia affiancato allo sviluppo della tecnologia secondo norme precise nascono diversi laboratori per testare le resistenze di corde e attrezzi. Ad esempio nel 1980 nasce il Laboratorio Prove Materiali del CENS di Costacciaro, vicino al Monte Cucco. Si tratta di un punto di riferimento fondamentale per la conoscenza delle caratteristiche fisiche dei materiali usati in speleologia. [cite:13]

Ai giorni nostri le prospettive che si aprono agli occhi di chi si avvicina a questo mondo sono tantissime e stimolanti. Grazie al miglioramento della tecnica e degli strumenti per esplorare il mondo sotterraneo, i tempi di percorrenza si sono talmente ridotti da permettere nel corso degli ultimi decenni risultati eccezionali e impensabili precedentemente. [cite:13]


La speleologia in Italia

Grazie ad alcuni studiosi italiani e grazie forse al fenomeno carsico molto comune nelle nostre zone, il XVI secolo vede i primi importanti contributi italiani alla conoscenza delle grotte. [cite:15]

L’Italia, con il suo vasto patrimonio carsico (Carso triestino, Alpi Apuane, Massiccio del Marguareis, Monte Canin, Grotte di Castellana, solo per citarne alcuni), è stata ed è tuttora una delle nazioni più attive nella ricerca speleologica mondiale. [cite:11]

Il catasto nazionale delle grotte è in continua crescita e per chi si accontenta di un’escursione in ipogei già noti e “certificati” c’è l’imbarazzo della scelta. [cite:13]


PARTE II – SPELEOGENESI: COME SI FORMANO LE GROTTE

Cosa sono le grotte

Per grotta s’intende una cavità naturale di dimensioni tali da essere accessibile all’uomo (generalmente si considera una lunghezza minima di 5 metri). [cite:7][cite:2]

La speleogenesi è l’insieme dei processi che portano alla formazione delle grotte. [cite:7]

Nella maggioranza dei casi, le grotte derivano dalla corrosione (scioglimento o dissoluzione chimica) di rocce solubili, quali i calcari, le dolomie, i marmi, i gessi, i depositi di salgemma ed in forma minore, i calcescisti. [cite:3]

Alla corrosione si aggiunge, subordinatamente, anche il fenomeno dell’erosione meccanica. [cite:3]


Le rocce e il carsismo

Nei carbonati, e a loro spese, avviene un fenomeno denominato carsismo. [cite:3]

Il carsismo è il processo secondo il quale le rocce carbonatiche si “sciolgono”, seguendo una reazione chimica specifica. [cite:3]

Tale fenomeno avviene a partire dalle acque che, più o meno inacidite dalla presenza di CO? atmosferica, si trasformano in acido carbonico (H?CO?), intaccano il carbonato di calcio (CaCO?) trasformandolo sia in idrocarbonato che calcio, ed infine asportandoli in soluzione. [cite:3]

Per carsismo s’intende l’insieme di processi d’asportazione delle rocce in cui il fenomeno dominante è quello della dissoluzione della roccia in acqua. [cite:7]

La maggior parte delle grotte più lunghe e più profonde si sviluppa per processi di corrosione chimica in rocce che, per le loro caratteristiche e per i minerali che le costituiscono, sono particolarmente solubili in acqua. L’insieme di questi processi di dissoluzione prende il nome di carsismo. [cite:8]


La reazione chimica fondamentale

La reazione chimica alla base del carsismo può essere così schematizzata:

CaCO? + H?CO? ? Ca?+ + 2HCO??

[cite:3]

Dove:

  • CaCO? = carbonato di calcio (la roccia calcarea)
  • H?CO? = acido carbonico (acqua + anidride carbonica)
  • Ca?+ = ioni calcio (in soluzione)
  • HCO?? = ioni bicarbonato (in soluzione)

Spiegazione semplice:

Le acque meteoriche (pioggia) passando attraverso l’atmosfera e il suolo si arricchiscono in anidride carbonica e diventano acide, riescono così ad aggredire il carbonato di calcio (solido) e trasformarlo in bicarbonato di calcio (solubile). [cite:12]

In pratica:

  1. L’acqua piovana assorbe CO? dall’aria e dal suolo (dove la percentuale di CO? può arrivare al 7-10%)
  2. Si forma acido carbonico (H?CO?)
  3. Questo acido “attacca” il calcare (CaCO?)
  4. Il calcare si scioglie e viene trasportato via dall’acqua in forma di ioni

Le tre fasi della formazione di una grotta

Semplificando, le fasi secondo cui un sistema ipogeo si crea, sono tre: [cite:3]

1. La fratturazione

Crea le vie di deflusso idrico preferenziali. [cite:3]

Le cavità si sviluppano a partire da fessurazioni presenti nella roccia (giunti di strato, diaclasi). Queste si formano in seguito a compressioni, distensioni, e flessioni della roccia. [cite:10]

Durante l’emersione le rocce sono soggette a forti pressioni litostatiche e subiscono piegamenti e flessioni che inducono rotture nella roccia. [cite:10]

I principali tipi di fratture sono:

  • Giunti di stratificazione: contatti fra gli strati, spesso ricchi di argilla e silicati
  • Diaclasi: fratture senza spostamento significativo dei blocchi
  • Faglie: discontinuità dove si osserva uno spostamento differenziale tra le originarie strutture della roccia [cite:10]

2. L’invasione da parte delle acque

Crea i grandi vuoti ipogei, allargando le fratture. [cite:3]

L’acqua acidificata filtra attraverso le fratture, dissolvendo la roccia lungo i percorsi di minor resistenza e allargando gradualmente questi canali. [cite:9]

Nel tempo, ciò crea fessure, canali sotterranei e infine grotte. [cite:9]

La genesi delle grotte è un processo divergente in cui un sistema di fratture in sviluppo supera tre soglie: [cite:10]

  • Quella cinetica
  • Quella del moto in regime di turbolenza
  • Quella del trasporto di sedimenti clastici

La dimensione tipica per cui si superano queste soglie è di circa un centimetro. [cite:10]

3. L’abbandono delle acque

Dà vita al vuoto percorribile. [cite:3]

Quando il livello delle falde acquifere diminuisce o oscilla, alcune parti della grotta si riempiono d’aria (zona vadosa), dove l’acqua che scorre scava ulteriori passaggi e formazioni attraverso l’erosione. [cite:9]


Fratture, faglie e stratificazione

La stratificazione

Le rocce sedimentarie sono caratterizzate da una netta stratificazione dovuta alle variazioni delle condizioni di deposizione dei sedimenti. [cite:10]

I contatti fra gli strati formano giunti di stratificazione, spesso ricchi di argilla e silicati, disomogenei rispetto alla massa compatta degli strati. Questi formano dei limiti più o meno permeabili. [cite:10]

La disposizione degli strati determina un piano nello spazio, che viene descritto da:

  • Angolo di immersione: la pendenza rispetto al piano orizzontale
  • Direzione: l’angolo che la direzione (nel piano dello strato) orizzontale forma con il Nord [cite:10]

Le pieghe

I piegamenti delle rocce possono presentare diverse forme di cui la più comune è l’ondulazione degli strati. [cite:10]

Si chiamano:

  • Anticlinali: le creste
  • Sinclinali: gli avvallamenti [cite:10]

Il fenomeno del piegamento permette di comprendere la fessurazione della roccia: nelle anticlinali la roccia risulta stirata nella parte alta, mentre nelle sinclinali lo è nella parte bassa. [cite:10]

Fratture e faglie

In termini molto generali possiamo definire una frattura come una generica discontinuità che interrompe la originaria distribuzione regolare dei granuli che compongono la roccia e di età successiva alla formazione della stessa. [cite:10]

Nella maggior parte dei casi la fratturazione è dovuta al comportamento rigido delle rocce sottoposte alle forze che modellano le catene montuose. [cite:10]

Nel caso del carsismo hanno primaria importanza le fratture di origine tettonica (quelle legate alla formazione delle montagne) in quanto si assume che il carsismo si imposti solo dopo che le rocce si siano completamente formate e trasformate in strutture rigide. [cite:10]

Le faglie sono discontinuità dove si osserva uno spostamento differenziale tra le originarie strutture della roccia. Se si vede una dislocazione anche di pochi mm tra le posizioni opposte si è in presenza di una faglia. [cite:10]

Si parla di faglie:

  • Dirette: prodotte da fenomeni distensivi, in cui i blocchi di roccia tendono ad allargarsi
  • Inverse: prodotte da fenomeni di compressione [cite:10]

Il ruolo dell’acqua

L’acqua è l’agente principale della speleogenesi. Nelle rocce carbonatiche le grotte si formano essenzialmente grazie a due tipi di processi in cui l’agente è l’acqua: [cite:7]

  1. Processi chimici: dissoluzione della roccia e corrosione
  2. Processi fisici: erosione meccanica

Azione chimica dell’acqua

L’acqua può dissolvere la roccia. Questa sua qualità (aggressività) dipende dalla quantità di sali disciolti e dalla quantità di anidride carbonica disciolta (che la rende acida). [cite:10]

Per corrodere la roccia l’acqua non deve essere satura. [cite:10]

La percentuale di anidride carbonica disciolta dipende dalla sua pressione parziale nell’aria:

  • All’esterno: molto bassa (0,03%)
  • Nel suolo vegetale: può arrivare al 7-10%
  • All’interno delle grotte: varia da 0,3% (sistemi verticali) a 5-6% (sistemi orizzontali con grande copertura di suoli vegetali) [cite:10]

Dunque i fattori biochimici (suoli vegetali) hanno influenza solo sulla zona superficiale. Nella zona profonda si hanno solo meccanismi chimico-fisici. [cite:10]

Azione meccanica dell’acqua

L’azione fisica dell’acqua dipende dalla sua velocità e dalla quantità e tipologia dei grani di sabbia, roccia e detriti trasportati dall’acqua, che agiscono come agenti abrasivi. [cite:10]

La circolazione dell’acqua dipende dalle dimensioni dei vuoti:

  • Regime turbolento: condotto largo (almeno dell’ordine dei centimetri), elevata velocità e miscelazione dell’acqua
  • Regime laminare: fessure piccole, velocità inferiori e miscelazione praticamente assente [cite:10]

I tempi di svuotamento dopo una piena:

  • Gallerie: dell’ordine dei giorni (o ore)
  • Fessure: settimane (o mesi) [cite:10]

Le zone di una grotta

La formazione delle grotte nei paesaggi carsici avviene per fasi, che corrispondono alla continua dissoluzione e al successivo ampliamento dei cunicoli sotterranei. [cite:9]

1. Frattura iniziale

Piccole crepe e fratture si formano nel substrato roccioso a causa di sollecitazioni naturali, attività tettonica o leggera erosione chimica. [cite:9]

2. Allargamento precoce

L’acqua acidificata filtra attraverso le fratture, dissolvendo la roccia lungo i percorsi di minor resistenza e allargando gradualmente questi canali. [cite:9]

3. Sviluppo della zona freatica

Durante i periodi in cui le falde acquifere sono alte, si formano delle grotte nella zona freatica (satura), dove le acque sotterranee riempiono le grotte, allargandole lentamente attraverso la soluzione. [cite:9]

4. Formazione della zona vadosa

Quando il livello delle falde acquifere diminuisce o oscilla, alcune parti della grotta si riempiono d’aria (zona vadosa), dove l’acqua che scorre scava ulteriori passaggi e formazioni attraverso l’erosione. [cite:9]

5. Crollo e speleogenesi

Nel tempo, sezioni di grotte possono crollare a causa della gravità e della mancanza di supporto strutturale, creando nuove aperture. [cite:9]


PARTE III – TIPI DI GROTTE

Grotte carsiche

Le grotte carsiche sono le più comuni e si formano per l’azione dell’acqua su terreni calcarei e dolomitici. [cite:11]

La formazione di queste grotte inizia con l’infiltrazione di acqua piovana o di fonti sotterranee attraverso fessure e crepe della roccia. L’acqua, che spesso contiene acido carbonico, scioglie gradualmente il calcare, creando cavità sempre più grandi nel tempo. [cite:11]

Le grotte carsiche possono essere caratterizzate da:

  • Stalattiti e stalagmiti
  • Laghi sotterranei
  • Fiumi e canyon sotterranei [cite:11]

Esempi famosi:

  • Grotte di Postumia (Slovenia)
  • Grotte di Lascaux (Francia)
  • Grotte di Frasassi (Italia) [cite:11]

Le concrezioni: stalattiti e stalagmiti

Le stalattiti sono formazioni a forma di ghiacciolo appese al soffitto della caverna, create dall’acqua che gocciola depositando carbonato di calcio. [cite:17]

Le stalagmiti sono formazioni verticali che crescono dal pavimento della caverna, formate dallo stesso processo ma con l’acqua che gocciola sul pavimento. [cite:17]

Curiosità: La crescita delle concrezioni è molto lenta: circa 0,1-0,2 mm all’anno. Ci vogliono 50-100 anni per far crescere 1 cm di stalattite o stalagmite! [cite:5]

Quando una stalattite e una stalagmite si incontrano, formano una colonna. [cite:5]


Grotte vulcaniche

Le grotte vulcaniche si formano quando il magma solidifica in superficie, formando rocce vulcaniche come la lava. [cite:11]

Queste rocce sono permeabili all’acqua e, quando la pressione dell’acqua supera quella del magma, l’acqua penetra all’interno, dando origine a tunnel e gallerie sotterranee. [cite:11]

Le grotte vulcaniche possono contenere:

  • Formazioni di lava
  • Stalattiti di lava
  • Possono essere abbastanza grandi da ospitare laghi e cascate sotterranee [cite:11]

Esempi famosi:

  • Grotte di Jeju (Corea del Sud)
  • Grotte del Vento sull’Etna (Sicilia, Italia) [cite:11]

Tubi di lava

I tubi di lava sono un tipo particolare di grotta vulcanica. Si formano quando un flusso di lava fusa scorre in superficie: la parte esterna si raffredda e solidifica, creando un “tubo”, mentre la lava all’interno continua a scorrere. Quando il flusso si esaurisce, rimane un tunnel vuoto. [cite:17]


Grotte marine

Le grotte marine (o caverne marine) si formano quando l’acqua del mare erode la costa. [cite:11]

Le onde e le correnti marittime possono scavare grotte sottomarine, che possono poi diventare accessibili via mare o tramite gallerie di ingresso sulla terraferma. [cite:11]

Le caverne marine sono spesso caratterizzate da:

  • Acque cristalline
  • Fauna marina (coralli, pesci, mammiferi marini) [cite:11]

Le grotte marine si formano in zone costiere, dove l’acqua marina ha accesso alle rocce costiere. L’azione delle onde, delle correnti e dell’erosione marina crea cavità e tunnel nelle rocce, dando origine a grotte marine. [cite:11]

Esempi famosi:

  • Grotte di Tojinbo (Giappone)
  • Grotte di Benagil (Portogallo) [cite:11]

Grotte glaciali

Le grotte di ghiaccio si trovano in ambienti glaciali. Sono spesso temporanee, poiché si formano solo quando le condizioni climatiche sono favorevoli, e possono sciogliersi rapidamente quando le temperature aumentano. [cite:11]

Le grotte glaciali si formano in aree dove la temperatura è sufficientemente bassa da far congelare l’acqua. L’acqua si infiltra nelle crepe della roccia e si congela, espandendosi e creando cavità·¹ sempre più grandi. Quando la temperatura sale, il ghiaccio si scioglie, creando fiumi sotterranei e laghi. [cite:11]

Le grotte glaciali possono contenere:

  • Formazioni di ghiaccio
  • Stalattiti di ghiaccio
  • Pilastri di ghiaccio [cite:11]

Esempi famosi:

  • Grotte di Eisriesenwelt (Austria)
  • Grotte di Mendenhall (Alaska, USA) [cite:11]

Grotte artificiali

Infine, ci sono anche grotte di origine artificiale, create dall’uomo per svariate ragioni. [cite:11]

Tra le più comuni ci sono:

  • Grotte turistiche, aperte al pubblico per visite guidate
  • Grotte di miniera, create dall’estrazione di minerali
  • Tunnel per la circolazione stradale o ferroviaria
  • Rifugi e bunker [cite:11]

Le grotte di origine artificiale sono create dall’uomo per vari motivi, come ad esempio per l’estrazione di minerali, la costruzione di rifugi o la creazione di tunnel per la circolazione stradale o ferroviaria. Molte grotte di origine artificiale sono state abbandonate. [cite:11]

Esempi famosi:

  • Acquedotto della Formina (Narni)
  • Salzbergwerk Berchtesgaden (Germania) [cite:11]

GLOSSARIO DEI TERMINI PRINCIPALI

Termine Definizione Carsismo Insieme di processi di dissoluzione delle rocce carbonatiche (calcari, dolomie) da parte dell’acqua acidificata Speleogenesi Insieme dei processi che portano alla formazione delle grotte Speleologia Scienza che studia le grotte e i fenomeni carsici Grotta Cavità·¹ naturale di dimensioni tali da essere accessibile all’uomo (generalmente >5 metri) Stalattite Formazione di carbonato di calcio che pende dal soffitto della grotta Stalagmite Formazione di carbonato di calcio che cresce dal pavimento della grotta Dolina Depressione circolare o ellittica nel terreno, causata dal crollo di cavità·¹ sotterranee Inghiottitoio Punto in cui un corso d’acqua superficiale scompare nel sottosuolo Risorgiva Punto in cui l’acqua sotterranea riemerge in superficie Zona vadosa Parte della grotta dove l’acqua scorre a pelo libero (non satura) Zona freatica Parte della grotta completamente satura d’acqua Diaclasi Frattura della roccia senza spostamento significativo dei blocchi Faglia Frattura della roccia con spostamento differenziale dei blocchi Anticlinale Piega degli strati rocciosi con la convessità·¹ rivolta verso l’alto (cresta) Sinclinale Piega degli strati rocciosi con la convessità·¹ rivolta verso il basso (avvallamento)


APPROFONDIMENTI E RISORSE

Per saperne di più

  • Società Speleologica Italiana (SSI): www.speleo.it
  • Commissione Grotte Eugenio Boegan (Trieste): la più antica associazione speleologica al mondo ancora in attività [cite:13]
  • Scuola Nazionale di Speleologia del CAI: organizza corsi di speleologia in tutta Italia [cite:13]

Grotte da visitare in Italia

  • Grotte di Frasassi (Marche)
  • Grotte di Castellana (Puglia)
  • Grotta Gigante (Trieste)
  • Grotte di Postumia (Slovenia, vicino al confine italiano)

Letture consigliate

  • “Les Abìmes” di Edouard Alfred Martel (il trattato fondativo della speleologia moderna) [cite:13]
  • “Mundus Subterraneus” di Athanasius Kircher (XVII secolo, primo interesse complessivo per il sottosuolo) [cite:13]

NOTE

Questo materiale didattico è stato prodotto per il Corso di Speleologia per la Terza Età di Scintilena.

Per ulteriori informazioni: www.scintilena.com


Buona esplorazione!

Andrea Scatolini
Docente del Corso di Speleologia


Documento creato per la lezione del 7 settembre 2026

L'articolo Corso di Speleologia per la Terza Età proviene da Scintilena.

❌