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  • Cavità artificiali, nuovo corso della Federazione Speleologica Toscana: teoria online e uscite sul campo
    Condividi Dal 4 novembre al 12 dicembre 2026 nove appuntamenti dedicati alla conoscenza e alla classificazione delle cavità artificiali. Le lezioni teoriche saranno aperte gratuitamente a tutti online, mentre per il corso completo sono previste tre uscite a Vitozza, alle Miniere del Frigido e ai Bottini di Siena Continua l’intensa attività di formazione e divulgazione della Federazione Speleologica Toscana APS, che per l’autunno propone un nuovo percorso dedicato questa volta alle cavità arti
     

Cavità artificiali, nuovo corso della Federazione Speleologica Toscana: teoria online e uscite sul campo

September 19th 2026 at 05:00

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Dal 4 novembre al 12 dicembre 2026 nove appuntamenti dedicati alla conoscenza e alla classificazione delle cavità artificiali. Le lezioni teoriche saranno aperte gratuitamente a tutti online, mentre per il corso completo sono previste tre uscite a Vitozza, alle Miniere del Frigido e ai Bottini di Siena

Continua l’intensa attività di formazione e divulgazione della Federazione Speleologica Toscana APS, che per l’autunno propone un nuovo percorso dedicato questa volta alle cavità artificiali, un settore della speleologia che permette di leggere il territorio anche attraverso le opere realizzate dall’uomo nel corso dei secoli.

Il Corso di Tipologie e Classificazione delle Cavità Artificiali 2026 si svolgerà dal 4 novembre al 12 dicembre, articolandosi in nove appuntamenti tra lezioni teoriche online e attività sul campo.

È un’altra iniziativa che testimonia l’attenzione della Federazione Toscana alla formazione continua degli speleologi, ma anche alla diffusione della cultura speleologica al di fuori della cerchia degli addetti ai lavori. Una scelta particolarmente significativa è infatti quella di rendere le lezioni teoriche gratuite e liberamente accessibili in diretta sul canale YouTube della Federazione, anche a chi non prenderà parte al corso completo.

Dalle abitazioni rupestri agli acquedotti

Il programma consentirà di conoscere le principali tipologie di cavità artificiali e i criteri utilizzati per classificarle. Si parlerà degli insediamenti abitativi rupestri di Vitozza, delle opere estrattive e delle miniere e degli acquedotti.

Alla teoria si affiancheranno tre uscite che porteranno i partecipanti a osservare direttamente realtà molto diverse fra loro: Vitozza, nel territorio di Sorano, le Miniere del Frigido a Massa e i Bottini di Siena. Tre luoghi che permetteranno di mettere in pratica quanto appreso durante le lezioni e di confrontarsi con differenti forme di cavità create dall’uomo.

A tenere gli incontri saranno esperti provenienti dalla Commissione Nazionale Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana ETS, dalla Scuola Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali, dall’Università degli Studi di Firenze e dall’Università di Urbino.

Iscrizioni entro il 25 ottobre 2026

Il corso completo, comprendente lezioni e attività in presenza, costa 30 euro. Il numero massimo è di 15 partecipanti, con priorità ai soci dei gruppi aderenti alla Federazione Speleologica Toscana che abbiano frequentato almeno un corso di introduzione alla speleologia. Le iscrizioni devono pervenire entro il 25 ottobre 2026.

Il corso è inoltre riconosciuto come aggiornamento per i qualificati ISS OTTO CAI e per i qualificati AI e IT SNS SSI.

Per chi invece desidera semplicemente approfondire l’argomento, resta la possibilità di seguire gratuitamente tutte le lezioni teoriche online: un modo concreto per mettere conoscenze e competenze a disposizione dell’intera comunità speleologica e di chiunque sia curioso di conoscere il mondo, spesso poco visibile, delle cavità artificiali.

Programma di massima:

Il corso si svolgerà dal 4 novembre al 12 dicembre 2026, secondo i seguenti appuntamenti:
1 – mercoledì 4/11 lezione teorica online, “Classificazione e tipologie delle cavità artificiali, parte prima”.
Relatrice Carla Galeazzi, membro del Centro Ricerche Sotterranee Egeria di Roma e della Commissione
Nazionale Cavità Artificiali (CNCA) della Società Speleologica Italiana.
2 – mercoledì 11/11 lezione teorica online, “Classificazione e tipologie delle cavità artificiali, parte seconda”.
Relatrice Carla Galeazzi, membro del Centro Ricerche Sotterranee Egeria di Roma e della Commissione
Nazionale Cavità Artificiali (CNCA) della Società Speleologica Italiana.
3 – mercoledì 18/11 lezione teorica online, “Gli insediamenti abitativi rupestri di Vitozza, San Quirico di
Sorano (GR)”. Relatrice Carmela Crescenzi, professore associato presso il Dipartimento di Architettura
dell’Università degli Studi di Firenze.
4 – sabato 21 e domenica 22/11 escursione all’insediamento abitativo di Vitozza, San Quirico di Sorano
(GR).
5 – mercoledì 25/11 lezione teorica online, “Opere estrattive, prima parte”. Relatori Maria Luisa Garberi,
membro della Commissione Nazionale Cavità Artificiali (CNCA) della Società Speleologica Italiana, e
Giovanni Belvederi, direttore della Scuola Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali (SNSCA) della Società
Speleologica Italiana.
6 – mercoledì 2/12 lezione teorica online, “Opere estrattive, seconda parte”. Relatori Maria Luisa Garberi,
membro della Commissione Nazionale Cavità Artificiali (CNCA) della Società Speleologica Italiana, e
Giovanni Belvederi, direttore della Scuola Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali (SNSCA) della Società
Speleologica Italiana.
7 – sabato 5/12 escursione alle Miniere del Frigido, Massa (MS).
8 – mercoledì 9/12 lezione teorica online, “Gli acquedotti”. Relatore Michele Betti, biologo e professore
presso l’Università degli Studi di Urbino, coordinatore della Commissione Nazionale Cavità Artificiali (CNCA)
della Società Speleologica Italiana.
9 – sabato 12/12 escursione ai Bottini di Siena (SI).

Le lezioni online potranno essere fruite liberamente da tutti gli interessati.


Numero massimo dei partecipanti (lezioni teoriche online ed escursioni): 15 speleologi, con priorità ai soci
dei Gruppi grotte aderenti alla Federazione Speleologica Toscana aps e che abbiano frequentato almeno un
corso di introduzione alla speleologia.

I partecipanti all’escursione alle Miniere del Frigido dovranno utilizzare
la propria attrezzatura di progressione omologata e in corso di validità.

Programma, modulo di iscrizione e tutte le informazioni sul sito della Federazione Speleologica Toscana

Canale YouTube: https://www.youtube.com/@speleotoscana

Fonte: Federazione Speleologica Toscana APS

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  • Soccorso speleologico, tecnologia e medicina in grotta: il CNSAS torna all’Antro del Corchia con l’Open Day 2026
    Condividi Il 26 settembre 2026, all’Antro del Corchia di Stazzema, la Commissione Tecnica Speleologica del CNSAS presenterà ai giornalisti sistemi di comunicazione, supporto logistico e diagnostica destinati agli interventi di soccorso speleologico in profondità. Open Day 2026 del Soccorso Speleologico all’Antro del Corchia Sabato 26 settembre 2026 l’Antro del Corchia, nel territorio di Stazzema, in provincia di Lucca, ospiterà l’Open Day 2026 organizzato dalla Commissione Tecnica Speleolo
     

Soccorso speleologico, tecnologia e medicina in grotta: il CNSAS torna all’Antro del Corchia con l’Open Day 2026

September 18th 2026 at 12:00

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Il 26 settembre 2026, all’Antro del Corchia di Stazzema, la Commissione Tecnica Speleologica del CNSAS presenterà ai giornalisti sistemi di comunicazione, supporto logistico e diagnostica destinati agli interventi di soccorso speleologico in profondità.

Open Day 2026 del Soccorso Speleologico all’Antro del Corchia

Sabato 26 settembre 2026 l’Antro del Corchia, nel territorio di Stazzema, in provincia di Lucca, ospiterà l’Open Day 2026 organizzato dalla Commissione Tecnica Speleologica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.

L’iniziativa è rivolta ai giornalisti e permetterà di seguire da vicino una giornata di addestramento dedicata ai tecnici del Soccorso Speleologico. Al centro delle dimostrazioni ci saranno le tecnologie sviluppate e sperimentate per affrontare gli interventi in ambiente ipogeo.

Il programma prevede prove operative sia all’esterno sia nei primi tratti della cavità. Un addetto stampa del CNSAS accompagnerà i giornalisti durante la visita, illustrando le attrezzature e le procedure utilizzate.

L’Antro del Corchia rappresenta un ambiente particolarmente adatto per questo tipo di attività. Il complesso carsico delle Alpi Apuane è infatti caratterizzato da notevole sviluppo, profondità e articolazione degli ambienti. Secondo il CNSAS, nel 2025 il complesso risultava rilevato per circa 80 chilometri, con oltre 20 ingressi e una profondità di circa 1.210 metri.

ERMES porta voce, video e dati nel sottosuolo

Uno dei sistemi che sarà presentato durante l’Open Day 2026 è ERMES, la tecnologia sviluppata dalla Commissione Tecnica Speleologica del CNSAS per consentire la trasmissione di voce, immagini e dati dall’interno delle grotte verso l’esterno.

Il sistema è basato su apparati collocati in valigette stagne e collegati attraverso una linea di comunicazione. La tecnologia permette di mantenere un collegamento operativo anche quando la normale telefonia mobile e le comunicazioni radio non sono disponibili.

La funzione più rilevante riguarda il soccorso medicalizzato. In un intervento in profondità, il personale sanitario può trasmettere all’esterno informazioni sulle condizioni del paziente, immagini diagnostiche e altri dati clinici. In questo modo specialisti situati in superficie possono contribuire alla valutazione del ferito senza dover raggiungere fisicamente il luogo dell’incidente.

Durante l’Open Day 2025 all’Antro del Corchia ERMES era già stato indicato dal CNSAS come un sistema operativo. In precedenti esercitazioni era stato utilizzato fino a 2.400 metri dall’ingresso della grotta. Il sistema era stato impiegato anche per trasmettere tracciati ECG e immagini ecografiche in tempo reale.

ESTIA per gli interventi speleologici di lunga durata

Un altro elemento della giornata sarà ESTIA, un sistema logistico destinato agli interventi complessi e prolungati in profondità.

Il dispositivo permette di allestire un campo interno per le squadre impegnate nelle operazioni. La configurazione presentata dal CNSAS comprende moduli leggeri e impermeabili, con tende dedicate al riposo e alla permanenza del personale.

La necessità di organizzare campi avanzati nasce dalla particolare durata degli interventi in grotta. La profondità, le strettoie, i pozzi, i tratti allagati e la distanza dall’ingresso possono rendere molto lungo il trasferimento di soccorritori, materiali e paziente.

Un sistema logistico interno consente quindi di ridurre gli spostamenti ripetuti verso l’esterno e di organizzare l’avvicendamento delle squadre. Nell’Open Day 2025 il CNSAS aveva descritto ESTIA come una struttura capace di supportare una squadra di nove tecnici, con sistemi per il comfort termico, l’igiene, la gestione dell’acqua e l’alimentazione.

Il sistema MESH e le comunicazioni dove le radio non arrivano

L’edizione 2026 introduce inoltre la presentazione del sistema MESH, indicato nell’invito stampa come una tecnologia destinata alla trasmissione radio di dati anche nelle zone nelle quali le normali comunicazioni radio non riescono a funzionare.

La possibilità di mantenere collegamenti affidabili rappresenta un aspetto centrale del soccorso speleologico. In una grotta la propagazione delle onde radio può essere ostacolata dalla morfologia della cavità. Pozzi, meandri, cambi di direzione e grandi distanze possono interrompere il collegamento diretto.

La ricerca tecnologica del CNSAS punta quindi a costruire reti di comunicazione adattabili alla conformazione dell’ambiente. L’obiettivo operativo è mantenere il contatto tra le squadre impegnate nella grotta e la Direzione delle Operazioni in superficie.

La simulazione sanitaria: diagnosi e telemedicina in grotta

Durante la giornata è prevista anche una simulazione di intervento condotta dalla Commissione Medica del CNSAS.

Lo scenario prevede un ferito all’interno della cavità. I tecnici dovranno raggiungere il paziente, assisterlo e predisporlo alle successive fasi di recupero. Parallelamente, i sanitari utilizzeranno strumenti multiparametrici per controllarne le condizioni.

La particolarità della dimostrazione sarà la trasmissione dei dati verso l’esterno attraverso ERMES. Dati clinici, immagini, video e voce potranno essere condivisi con centri specialistici esterni.

Il modello risponde a una delle principali difficoltà del soccorso speleologico: l’infortunato può trovarsi a grande distanza dall’ingresso e in un ambiente nel quale l’evacuazione richiede molte ore. La possibilità di mantenere un collegamento medico continuo può quindi contribuire alla gestione del paziente durante le diverse fasi dell’intervento.

Dal Corchia 2025 a Su Bentu: la sperimentazione diventa addestramento

L’Open Day 2026 si inserisce in un percorso già avviato dal CNSAS.

Nell’ottobre 2025, sempre all’Antro del Corchia, la prima edizione dell’Open Day della Commissione Tecnica Speleologica aveva riunito 56 tecnici provenienti da diverse regioni italiane. Per tre giornate furono testati sistemi come ESTIA, ERMES, Ether e un ecometro TDR per la diagnostica delle linee telefoniche.

L’attività della Commissione Tecnica Speleologica non si limita quindi alla progettazione delle apparecchiature. Le tecnologie vengono portate in ambiente reale, sottoposte alle condizioni operative delle grotte e valutate dai tecnici che dovranno utilizzarle durante gli interventi.

Un altro esempio significativo è rappresentato dalla grande esercitazione interregionale svolta nella grotta Su Bentu, in Sardegna, dal 5 al 7 dicembre 2025. L’esercitazione ha coinvolto 165 tecnici provenienti da 11 regioni. Il figurante si trovava a oltre 3.000 metri dall’ingresso e il recupero ha richiesto 44 ore di lavoro.

Durante l’esercitazione è stato utilizzato ERMES per trasmettere all’esterno la valutazione sanitaria del ferito, i parametri vitali e immagini ecografiche. Il collegamento ha permesso anche alla Centrale Operativa del 118 di Sassari di seguire a distanza l’evoluzione clinica dello scenario simulato.

La cooperazione internazionale nel soccorso speleosubacqueo

L’attività recente del Soccorso Speleologico CNSAS comprende anche la cooperazione internazionale.

Nel maggio 2025 si è svolta in Slovenia la prima esercitazione speleosubacquea congiunta tra CNSAS e Soccorso Speleologico Sloveno, la Jamarska Reševalna Služba. L’esercitazione ha coinvolto 14 tecnici speleosubacquei italiani e 10 tecnici sloveni.

In quell’occasione ERMES è stato utilizzato per realizzare un collegamento audiovisivo tra il campo avanzato posto a circa 500 metri dall’ingresso e l’esterno. L’esperienza ha permesso di verificare l’utilità della tecnologia anche in un contesto post-sifone, dove le condizioni operative rendono particolarmente complessa la comunicazione.

La collaborazione internazionale rappresenta una componente importante della preparazione del soccorso speleologico, soprattutto considerando che gli interventi in cavità profonde possono richiedere competenze e risorse distribuite tra più strutture.

Formazione continua e specializzazione dei tecnici

La tecnologia non sostituisce la preparazione degli operatori. Il CNSAS mantiene una struttura nazionale dedicata al Soccorso Speleologico, articolata in 16 delegazioni e 27 stazioni speleologiche, con tecnici formati per operare in grotte, cavità, pozzi, sifoni e ambienti confinati.

La formazione comprende progressione in grotta, tecniche su corda, movimentazione delle barelle, comunicazioni e soccorso sanitario in ambiente ostile. La Scuola Nazionale Tecnici di Soccorso Speleologico rende disponibili anche materiali formativi sulle tecniche operative, riservati al personale addestrato.

Nel 2026 il CNSAS ha inoltre proseguito le attività formative rivolte più in generale al soccorso in ambiente impervio. Il corso nazionale S.A.I. 2026 si è svolto in Toscana dal 16 al 19 aprile, coinvolgendo medici, infermieri e tecnici provenienti da tutta Italia. Il percorso ha unito competenze sanitarie e tecniche in scenari realistici.

Un sistema di soccorso costruito sulla preparazione

I dati più recenti pubblicati dal CNSAS restituiscono il quadro generale dell’attività del Corpo. Nel 2025 sono state registrate 13.037 missioni di soccorso complessive, con 46.927 soccorritori coinvolti nelle attività e oltre 204.000 ore/uomo. Il sistema opera in collaborazione con il numero unico di emergenza 112, il Servizio Sanitario Nazionale e le strutture dell’emergenza sanitaria.

Questi numeri riguardano l’insieme delle attività alpine e speleologiche e non consentono di ricavare da soli il numero degli interventi esclusivamente in grotta. Sono però indicativi del livello di organizzazione necessario per garantire una presenza operativa nazionale.

Nel Soccorso Speleologico la complessità aumenta quando l’incidente avviene lontano dall’ingresso. Ogni fase deve essere pianificata considerando tempi di percorrenza, trasporto dei materiali, assistenza sanitaria, comunicazioni, recupero della barella e avvicendamento delle squadre.

L’Antro del Corchia come laboratorio per il futuro del soccorso speleologico

L’Open Day del 26 settembre 2026 porta quindi all’Antro del Corchia una parte di questo lavoro quotidiano. Le tecnologie saranno mostrate in un ambiente reale e messe in relazione con le procedure operative del Soccorso Speleologico.

La sperimentazione di ERMES, ESTIA e MESH mostra un’evoluzione del modello di intervento. Non si tratta soltanto di raggiungere un infortunato e riportarlo all’esterno. La tendenza è costruire una rete operativa capace di mantenere comunicazioni, supporto sanitario, logistica e coordinamento anche a grande distanza dall’ingresso.

Per la speleologia, questo sviluppo riguarda direttamente la sicurezza delle esplorazioni. Per il sistema di emergenza, significa poter disporre di informazioni più complete e tempestive durante interventi che possono protrarsi per molte ore.

L’appuntamento di Stazzema sarà quindi anche un momento di divulgazione sul lavoro tecnico che precede e accompagna ogni intervento di Soccorso Speleologico. Dietro una comunicazione in grotta, una diagnosi trasmessa dall’interno o una barella movimentata in un pozzo esiste infatti un percorso fatto di progettazione, addestramento, verifiche e collaborazione tra competenze diverse.

Fonti

Invito stampa CNSAS per l’Open Day 2026, fornito alla redazione.

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  • Cavità artificiali, la Federazione Speleologica Toscana propone un corso tra teoria e campo
    Condividi Dal 4 novembre al 12 dicembre 2026 nove appuntamenti su classificazione, insediamenti rupestri, miniere e sistemi idraulici. Le lezioni online saranno gratuite e aperte a tutti; le uscite pratiche avranno posti limitati. Un percorso dedicato alle cavità artificiali La Federazione Speleologica Toscana APS organizza il Corso di Tipologie e Classificazione delle Cavità Artificiali 2026, percorso formativo dedicato allo studio degli ambienti ipogei realizzati o modificati dall’uomo.
     

Cavità artificiali, la Federazione Speleologica Toscana propone un corso tra teoria e campo

September 17th 2026 at 12:00

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Dal 4 novembre al 12 dicembre 2026 nove appuntamenti su classificazione, insediamenti rupestri, miniere e sistemi idraulici. Le lezioni online saranno gratuite e aperte a tutti; le uscite pratiche avranno posti limitati.

Un percorso dedicato alle cavità artificiali

La Federazione Speleologica Toscana APS organizza il Corso di Tipologie e Classificazione delle Cavità Artificiali 2026, percorso formativo dedicato allo studio degli ambienti ipogei realizzati o modificati dall’uomo. L’iniziativa combina lezioni teoriche in diretta streaming e tre attività sul campo.

Il calendario comprende nove appuntamenti e si svolgerà dal 4 novembre al 12 dicembre 2026. Le lezioni online saranno trasmesse sul canale YouTube “Federazione Speleologica Toscana”. La partecipazione alle dirette sarà gratuita e aperta a tutti, senza obbligo di iscrizione.

La parte pratica sarà riservata agli iscritti. Sono disponibili al massimo 15 posti. La priorità sarà assegnata ai soci dei gruppi grotte aderenti alla FST che abbiano già frequentato almeno un corso di introduzione alla speleologia.

Classificazione delle cavità artificiali e casi di studio

Il programma affronta i criteri utilizzati per riconoscere e descrivere le diverse cavità artificiali. La classificazione non si limita alla forma degli ambienti. Considera soprattutto la funzione per cui una struttura è stata realizzata e gli eventuali riutilizzi nel tempo.

Tra gli argomenti figurano le principali tipologie e modalità di classificazione, gli insediamenti abitativi rupestri di Vitozza, le opere estrattive e minerarie, gli acquedotti e i sistemi idraulici sotterranei.

Le uscite permetteranno di collegare la terminologia alla lettura diretta dei luoghi. La prima sarà dedicata a Vitozza, nel territorio di Sorano, in provincia di Grosseto. Il sito conserva un articolato insediamento rupestre, utile per esaminare ambienti abitativi e strutture connesse alla vita quotidiana.

La seconda uscita si svolgerà alle Miniere del Frigido, a Massa. Il tema sarà quello delle opere estrattive e delle tracce lasciate dalle attività minerarie. La terza interesserà i Bottini di Siena, rete storica di cunicoli e manufatti legati all’approvvigionamento idrico della città.

Le sette macro-tipologie SSI e UIS

La classificazione delle cavità artificiali elaborata dalla Commissione Nazionale Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana risale agli anni Ottanta. Il sistema è stato poi discusso e condiviso in ambito internazionale attraverso i confronti promossi dalla Union Internationale de Spéléologie.

L’albero tipologico comprende sette macro-tipologie, indicate con le lettere dalla A alla G:

  • A, opere idrauliche, come acquedotti, cisterne, pozzi, fognature e ghiacciaie;
  • B, insediamenti civili, tra cui abitazioni rupestri, opifici, magazzini, cantine e stalle;
  • C, opere di culto e sepolture, come chiese rupestri, eremi, catacombe e necropoli;
  • D, opere militari, comprese fortificazioni, gallerie, postazioni e rifugi;
  • E, opere estrattive, come cave, miniere e sondaggi minerari;
  • F, vie di transito, tra cui gallerie stradali, ferroviarie e cunicoli pedonali;
  • G, opere non identificate o non riconducibili alle categorie precedenti.

Nel contributo pubblicato su Opera Ipogea nel 2023, Carla Galeazzi e Carlo Germani propongono un aggiornamento della classificazione tipologica SSI/UIS. Le macro-tipologie A-G restano invariate. Anche le sottotipologie numeriche mantengono la continuità con il sistema precedente. Il nuovo livello delle sottoclassi, indicato per esempio con formule come A.1a, consente di precisare meglio la funzione originaria e gli eventuali riutilizzi.

Formazione, catasto e tutela del patrimonio ipogeo

La classificazione delle cavità artificiali ha ricadute concrete sulla documentazione speleologica. Una descrizione coerente facilita l’inserimento dei dati nel Catasto nazionale delle Cavità Artificiali della SSI e rende più confrontabili le informazioni raccolte in aree diverse.

La Commissione Cavità Artificiali della FST svolge attività di catalogazione tipologica, registrazione catastale e conservazione dei dati relativi alle opere ipogee toscane. La federazione segnala inoltre il rapporto con gli enti impegnati nella tutela del patrimonio storico e archeologico.

Lo studio di questi ambienti coinvolge discipline differenti. Le miniere richiedono conoscenze geologiche e minerarie. Gli insediamenti rupestri richiamano l’archeologia e la storia del territorio. Gli acquedotti e i bottini permettono di analizzare tecniche idrauliche, organizzazione urbana e gestione delle risorse.

Docenti e aggiornamento delle qualifiche

Il corpo docente comprende esperti della Commissione Nazionale Cavità Artificiali della SSI e della Scuola Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali. Sono inoltre coinvolti docenti e ricercatori delle Università degli Studi di Firenze e di Urbino.

Il corso è riconosciuto come aggiornamento per i qualificati ISS OTTO CAI e per i qualificati AI e IT della SNS SSI. Il requisito rende l’iniziativa pertinente per istruttori, aiuto-istruttori e tecnici sociali che operano nella formazione speleologica.

Iscrizioni e partecipazione

La quota per il corso completo, comprensivo di lezioni online e uscite, è di 30 euro per persona. Le lezioni online resteranno gratuite e accessibili anche a chi non partecipa alle attività pratiche.

Le iscrizioni alla parte in presenza devono essere effettuate entro il 25 ottobre 2026. Il modulo compilato dovrà essere inviato all’indirizzo segretario@speleotoscana.it. La partecipazione alle escursioni sarà confermata nei limiti dei 15 posti disponibili, secondo le priorità indicate dalla federazione.

Per seguire le lezioni è possibile utilizzare il canale YouTube della Federazione Speleologica Toscana. Il percorso offre così un accesso pubblico ai contenuti teorici e una dimensione operativa riservata agli iscritti alle uscite.

Fonti

Corso Cavità Artificiali

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Alla Grotta del Vento la prima Giornata UNESCO delle Grotte e del Carsismo: tecnica, memoria e divulgazione in Garfagnana

September 16th 2026 at 08:00

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Domenica 13 settembre 2026, Fornovolasco ha ospitato dimostrazioni di progressione verticale, attrezzature speleosubacquee e una visita storica guidata. L’iniziativa ha collegato la ricorrenza internazionale UNESCO alla conoscenza concreta del patrimonio carsico delle Alpi Apuane.


La prima Giornata internazionale UNESCO delle Grotte e del Carsismo

Il 13 settembre 2026 è stata celebrata per la prima volta la Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo – International Day of Caves and Karst (IDCK), ricorrenza annuale proclamata dall’UNESCO per sensibilizzare sul valore degli ambienti ipogei e dei paesaggi carsici.

La celebrazione internazionale si è svolta a Postojna, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre, con una conferenza scientifica e una cerimonia ufficiale nella celebre grotta turistica.

Secondo l’UNESCO, grotte e paesaggi carsici interessano quasi un quarto delle terre emerse e forniscono acqua potabile a oltre un miliardo di persone, oltre a conservare biodiversità sotterranea, archivi geologici e testimonianze della storia umana.


Grotta del Vento: un laboratorio pubblico di speleologia nelle Alpi Apuane

La Grotta del Vento, situata a Fornovolasco nel cuore del Parco delle Alpi Apuane (Garfagnana, provincia di Lucca), ha aderito alla ricorrenza con una giornata dedicata a tecnica, esplorazione e memoria storica della speleologia.

La cavità turistica, sviluppata in rocce calcaree, offre tre itinerari di durata diversa e consente di osservare gallerie fossili, condotti freatici e ambienti in concrezionamento.

La valorizzazione turistica è iniziata negli anni Sessanta: i lavori per l’accessibilità sono cominciati nel 1965, il primo itinerario è stato completato nel 1967, il secondo nel 1970 e il terzo nel 1982.


Dalla corrente d’aria alle prime esplorazioni: la storia della cavità

Prima dell’esplorazione sistematica, la grotta era conosciuta soprattutto per la corrente d’aria che usciva dall’apertura, sfruttata in una struttura usata come frigorifero naturale.

Nel 1898 una bambina di quattro anni, Bettina, penetrò per pochi metri nella cavità, aprendo simbolicamente la strada alla conoscenza moderna della grotta.

Le prime esplorazioni speleologiche organizzate risalgono al 1929, quando il Gruppo Speleologico Fiorentino del CAI raggiunse circa 60 metri di sviluppo, fermandosi davanti a una galleria a U piena d’acqua interpretata come sifone.


La mostra delle attrezzature: evoluzione della tecnica speleologica

Nel piazzale della Grotta del Vento è stata allestita una mostra storica che ha ripercorso l’evoluzione delle tecniche di progressione verticale e di illuminazione.

La progressione verticale è stata illustrata attraverso le scalette di corda con pioli di legno, le scale “superleggere” degli anni Sessanta e infine la progressione su sola corda con discensori e bloccanti, che ha reso più efficiente la salita e la discesa lungo i pozzi.

Il percorso storico ha ricordato anche il passaggio dalle prime lampade a incandescenza alle lampade frontali ad acetilene con accensione piezoelettrica, fino all’attuale illuminazione elettrica a LED.


Dimostrazioni di progressione verticale e arrampicata in grotta

Dal piazzale pendeva una corda dalla parete strapiombante, sulla quale gli speleologi hanno eseguito manovre dimostrative per mostrare il funzionamento dei sistemi di progressione moderna.

Le dimostrazioni sono state realizzate da Davide Massarenti, Pietro Taddei dello Speleo Club Garfagnana, Simona Marioti e Federico Bucci.

L’arrampicata in grotta e la discesa su corda dalla sommità della Sala dei Trenta Metri hanno aggiunto una dimensione spettacolare, subordinata però alla spiegazione tecnica per il pubblico non specialista.


Speleosubacquea: attrezzature e spiegazioni sui sifoni

L’esposizione ha incluso anche le attrezzature per l’esplorazione dei sifoni, introducendo il pubblico alla speleosubacquea, una delle discipline più complesse dell’esplorazione ipogea.

Un sifone è un tratto di cavità completamente o parzialmente allagato che richiede tecniche subacquee per essere attraversato, in un ambiente confinato e spesso privo di luce naturale.

Il pubblico ha ricevuto spiegazioni da Davide Massarenti, indicato come speleosub e istruttore subacqueo della Marina Militare.


Visita storica conclusiva guidata da Massimo Goldoni

La giornata si è conclusa con una visita speciale guidata da Massimo Goldoni, speleologo modenese, che ha riportato l’attenzione sui primi naturalisti che, agli inizi del Novecento, affrontarono le parti conosciute della grotta con strumenti e conoscenze molto più limitati.

Il percorso ha trasformato la grotta in un archivio di memoria, presentando sale e pozzi non soltanto come forme geologiche, ma come luoghi segnati da tentativi, errori, intuizioni e passaggi generazionali.


Il significato scientifico e ambientale del carsismo

Il carsismo nasce dall’interazione tra acqua, roccia solubile, fratture e tempo, creando gallerie, pozzi e reti idrologiche sotterranee.

Le aree carsiche sono riconoscibili per calcari e dolomie, doline, inghiottitoi, sorgenti, fiumi sotterranei e scarso sviluppo del reticolo superficiale.

Gli acquiferi carsici sono particolarmente vulnerabili all’inquinamento perché l’acqua può trasferirsi rapidamente attraverso fessure e cavità»», rendendo più difficile la filtrazione naturale degli inquinanti.


Valutazione dell’evento e prospettive future

La manifestazione ha avuto un esito positivo, con la partecipazione di un pubblico composto sia da speleologi e appassionati sia da visitatori curiosi.

L’evento ha trasformato una visita turistica in un’esperienza di interpretazione del patrimonio sotterraneo, mettendo in relazione strumenti, tecniche, persone e storia dell’esplorazione.

Inserita nella prima ricorrenza UNESCO dedicata alle grotte e al carsismo, l’iniziativa assume un significato più ampio: ricordare che il mondo sotterraneo è un sistema fragile, scientificamente prezioso e connesso alla sicurezza dell’acqua e alla conservazione della natura.


Fonti

Grotta del Vento

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  • Puliamo il Buio 2026 alla Buca di Pianiza dell’Alpe: la speleologia toscana in prima linea per la tutela del carsismo
    Condividi In occasione della prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, la Federazione Speleologica Toscana ha bonificato la cavità 2385 T/LU a Molazzana, rimuovendo 400 kg di rifiuti con il supporto del Comune. La coincidenza simbolica: Giornata UNESCO e azione concreta Il 13 settembre 2026 ha segnato un doppio appuntamento per la comunita speleologica internazionale e italiana. Da un lato, la prima celebrazione ufficiale della Giornata Internazionale delle Grotte e del Ca
     

Puliamo il Buio 2026 alla Buca di Pianiza dell’Alpe: la speleologia toscana in prima linea per la tutela del carsismo

September 16th 2026 at 06:00

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In occasione della prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, la Federazione Speleologica Toscana ha bonificato la cavità 2385 T/LU a Molazzana, rimuovendo 400 kg di rifiuti con il supporto del Comune.

La coincidenza simbolica: Giornata UNESCO e azione concreta

Il 13 settembre 2026 ha segnato un doppio appuntamento per la comunita speleologica internazionale e italiana. Da un lato, la prima celebrazione ufficiale della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo (International Day of Caves and Karst – IDCK), istituita dall’UNESCO nel novembre 2025 su proposta della Slovenia e dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS). [web:2][web:3][web:4] Dall’altro, l’edizione toscana di Puliamo il Buio 2026, la campagna nazionale promossa dalla Societa Speleologica Italiana (SSI) in collaborazione con Legambiente, dedicata alla bonifica e alla tutela delle cavita carsiche. [web:7][web:11]

La scelta di fissare l’intervento alla Buca di Pianiza dell’Alpe di Sant’Antonio proprio in questa data ha conferito all’iniziativa un valore operativo oltre che simbolico: non solo una ricorrenza istituzionale, ma un’azione concreta di salvaguardia di un ambiente ipogeo vulnerabile. [web:7][web:10]

Obiettivi della campagna Puliamo il Buio

Puliamo il Buio nasce con una missione chiara e articolata. Individuare e documentare le situazioni di rischio ambientale nelle grotte e nelle cavita naturali o artificiali. Intervenire, dove tecnicamente possibile, con operazioni di bonifica e rimozione dei rifiuti. Contribuire a individuare soluzioni per la prevenzione dell’abbandono dei rifiuti e la gestione sostenibile del carsismo. [web:5][web:7]

La campagna e collegata a Puliamo il Mondo, l’iniziativa nazionale di Legambiente, e dal 2005 unisce la rimozione dei rifiuti al censimento delle criticita, alla valutazione del rischio e alla sensibilizzazione delle comunita locali. [web:7][web:13]

Svolgimento dell’evento: numeri e partecipazione

All’edizione toscana di Puliamo il Buio 2026 hanno aderito circa 30 volontari, provenienti da diversi gruppi speleologici della Federazione Speleologica Toscana (FST). Tra i gruppi coinvolti figurano lo Speleo Club Garfagnana, il GST Speleo Fucecchio, il GSAA Massa, il GSF Firenze, il GSPI Pisa, l’ASS Siena, la SST Firenze e il GSAV. [web:5][web:6][web:7]

L’evento e stato organizzato con il patrocinio del Comune di Molazzana, che ha fornito supporto logistico per il trasporto dei sacchi di rifiuti raccolti. [web:5][web:6][web:7] Il ritrovo era previsto alle ore 9 davanti al Municipio di Molazzana, da dove sono stati organizzati equipaggi, trasferimenti e squadre di lavoro. [web:7][web:11]

Quantita e tipologia dei rifiuti recuperati

Nel corso della giornata, gli speleologi hanno recuperato dalla cavita una quantita considerevole di materiali. Circa 400 kg di rifiuti sono stati riportati in superficie, distribuiti in 30 sacchi riempiti, con un peso medio di circa 15 kg ciascuno. [web:5][web:6][web:7]

La tipologia dei rifiuti era principalmente composta da vetro, plastica e metalli, oltre ad alcune batterie, particolarmente problematiche per il loro potenziale impatto ambientale. [web:5][web:6][web:7] Al termine delle operazioni, grazie alla collaborazione dell’amministrazione comunale, i sacchi sono stati trasportati con un mezzo messo a disposizione dal Comune in un luogo idoneo, dove resteranno temporaneamente in attesa del successivo conferimento ai centri di raccolta. [web:5][web:6][web:7]

La Buca di Pianiza dell’Alpe di Sant’Antonio (2385 T/LU)

La Buca di Pianiza dell’Alpe di Sant’Antonio e una cavita carsica censita con il numero 2385 T/LU nel catasto speleologico toscano. [web:5][web:6][web:7] Si trova nel territorio del Comune di Molazzana, in provincia di Lucca, nell’area dell’Alpe di Sant’Antonio, un settore dell’Appennino Tosco-Emiliano caratterizzato da estesi fenomeni carsici. [web:5][web:6][web:7]

La cavita si apre a 910 metri di quota nel cuore delle Alpi Apuane. E una cavita in calcare con uno sviluppo spaziale di 120 metri e un dislivello di 40 metri, caratterizzata da una fessura discendente e da un inghiottitoio occasionale. [web:10] La scheda catastale, aggiornata nel 2023, segnalava la presenza di rifiuti non recenti nella prima parte della grotta, rendendo ancora piu significativo l’intervento di bonifica promosso dalla Federazione Speleologica Toscana. [web:10]

Vulnerabilita delle aree carsiche e rischi ambientali

Le aree carsiche sono particolarmente vulnerabili all’inquinamento e all’abbandono dei rifiuti per diverse ragioni. La permeabilita elevata favorisce l’infiltrazione rapida dell’acqua superficiale nel sottosuolo attraverso fessure e inghiottitoi, trasportando con se eventuali contaminanti. [file:1] La difficolta di accesso rende molte cavita poco visibili o difficili da raggiungere, favorendo l’abbandono illegale di rifiuti. [web:9] Gli ecosistemi ipogei ospitano specie endemiche e adattate a condizioni di scarsa energia, molto sensibili alle alterazioni ambientali. [web:2][web:8]

I rifiuti recuperati (vetro, plastica, metalli, batterie) rappresentano una fonte di inquinamento potenzialmente grave per gli ecosistemi sotterranei. Vetro e plastica possono frammentarsi in microplastiche e microvetri, con effetti negativi sulla fauna ipogea. [web:5][web:6][web:7] I metalli possono rilasciare ioni metallici tossici nelle acque sotterranee. [web:5][web:6][web:7] Le batterie contengono metalli pesanti (piombo, cadmio, mercurio) e sostanze chimiche pericolose, con elevato potenziale di contaminazione delle falde acquifere. [web:5][web:6][web:7]

Gestione post-bonifica e collaborazione istituzionale

Dopo la raccolta, i sacchi sono stati trasportati in un’area di stoccaggio temporaneo, in attesa del conferimento ai centri di raccolta differenziata. [web:5][web:6][web:7] Questa fase e cruciale per garantire che i materiali vengano smaltiti correttamente, evitando che tornino a inquinare l’ambiente. [web:5][web:9]

L’intervento alla Buca di Pianiza rappresenta un esempio di collaborazione virtuosa tra associazioni speleologiche, volontari, amministrazione pubblica e organizzazioni nazionali e internazionali. [web:5][web:7][web:9] Questa sinergia e fondamentale per garantire la sostenibilita delle azioni di tutela e la continuita degli interventi nel tempo. [web:5][web:7]

Contesto nazionale e internazionale: altre iniziative Puliamo il Buio 2026

Nel 2026, Puliamo il Buio ha registrato iniziative distribuite in piu regioni italiane. Alla Voragine di San Lorenzo sul Carso triestino si e svolta una bonifica con 21 volontari, per rimuovere rifiuti accumulati nel corso di decenni. [web:9] Alla Dolina di Tuvixeddu a Cagliari e intervenuto il Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano insieme a Legambiente in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente. [web:9] All’Inghiottitoio di Monte Carello (Puglia) il GASP! ha operato tra Noci e Alberobello, con rimozione di rifiuti e sensibilizzazione delle comunita locali. [web:3][web:13]

Queste iniziative dimostrano come la campagna sia radicata in tutto il territorio nazionale, con un impatto significativo sulla tutela del carsismo italiano. [web:9][web:13]

Il progetto europeo Clean-Up the Dark

A livello europeo, l’esperienza italiana di Puliamo il Buio si inserisce nel contesto del progetto Clean-Up the Dark, una banca dati che amplia la mappa delle cavita pulite e inquinate con dati da Francia, Germania e Paese Basco. [web:9] Il progetto mira a rendere visibili le grotte bonificate e a monitorare le pressioni antropiche sugli ambienti ipogei. [web:9]

La speleologia al servizio dell’ambiente: responsabilita e tutela

Puliamo il Buio dimostra come la speleologia non sia soltanto esplorazione e ricerca, ma anche responsabilita e tutela del territorio. [web:5][web:7] Gli speleologi, grazie alle loro competenze tecniche e alla conoscenza degli ambienti sotterranei, sono figure chiave per identificare le criticita ambientali nelle grotte, intervenire in sicurezza per la rimozione dei rifiuti e documentare le situazioni di rischio. [web:5][web:7][web:9]

Prospettive future: monitoraggio, sensibilizzazione e formazione

Le prospettive future includono il monitoraggio continuo delle cavita a rischio, per identificare tempestivamente nuove situazioni di inquinamento. [web:9] La sensibilizzazione delle comunita locali e dei visitatori, per ridurre l’abbandono dei rifiuti. [web:5][web:9] L’integrazione con progetti europei come Clean-Up the Dark, per condividere dati e buone pratiche a livello internazionale. [web:9] La formazione degli speleologi e dei tecnici, per migliorare le capacita di intervento in sicurezza e di documentazione delle criticita. [web:5][web:9]

In questo contesto, la speleologia si conferma non solo una disciplina scientifica e sportiva, ma anche un presidio attivo per la tutela del patrimonio carsico italiano ed europeo. [web:5][web:7][web:9]


Fonti consultate

Federazione Speleologica Toscana

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  • Serata speleologia al CAI Massa: il Gruppo Speleologico Archeologico Apuano apre le porte alle grotte delle Alpi Apuane
    Condividi Grotte delle Alpi Apuane e speleologia: appuntamento giovedì 17 settembre alla sede CAI Massa Giovedì 11 settembre alle 21:00 la sede del CAI di Massa ha ospitato una serata dedicata alla speleologia organizzata dal Gruppo Speleologico Archeologico Apuano (GSAA). L’incontro rappresenta un’occasione per avvicinare il pubblico al mondo sotterraneo delle grotte delle Alpi Apuane, uno dei distretti carsici più rilevanti d’Europa. La serata si inserisce in un più ampio contesto di divulg
     

Serata speleologia al CAI Massa: il Gruppo Speleologico Archeologico Apuano apre le porte alle grotte delle Alpi Apuane

September 11th 2026 at 10:00

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Grotte delle Alpi Apuane e speleologia: appuntamento giovedì 17 settembre alla sede CAI Massa

Giovedì 11 settembre alle 21:00 la sede del CAI di Massa ha ospitato una serata dedicata alla speleologia organizzata dal Gruppo Speleologico Archeologico Apuano (GSAA). L’incontro rappresenta un’occasione per avvicinare il pubblico al mondo sotterraneo delle grotte delle Alpi Apuane, uno dei distretti carsici più rilevanti d’Europa. La serata si inserisce in un più ampio contesto di divulgazione scientifica sulla speleologia e sul patrimonio ipogeo apuano, con l’obiettivo di stimolare curiosità e possibili nuovi approcci all’esplorazione sotterranea.

Il Gruppo Speleologico Archeologico Apuano: storia e attività

Il Gruppo Speleologico Archeologico Apuano (GSAA) è stato fondato nel 1981 e opera da oltre quattro decenni nell’ambito della ricerca, dell’esplorazione e della divulgazione speleologica nelle Alpi Apuane. Oltre all’attività di ricerca di nuove cavità e alla diffusione della conoscenza dell’ambiente ipogeo, il gruppo organizza regolarmente corsi di avvicinamento alla speleologia destinati a principianti e appassionati.

La sede operativa del GSAA si trova presso la sezione CAI di Massa, in Via della Posta 8 a Canevara, dove il gruppo si riunisce tradizionalmente ogni giovedì sera alle 21:00. Il gruppo è federato alla Federazione Speleologica Toscana e mantiene una presenza attiva sul territorio attraverso pubblicazioni, incontri pubblici e iniziative di formazione.

Alpi Apuane: un distretto carsico di rilevanza europea

Le Alpi Apuane rappresentano una delle aree carsiche più importanti d’Italia e d’Europa. Sul territorio apuano si contano quasi 2.000 grotte censite, con una concentrazione eccezionale di cavitಲ di grande sviluppo e profondità. Tra le 50 grotte più profonde della penisola, 17 sono apuane; tra le 50 più estese in lunghezza, 8 appartengono a questo distretto.

Le grotte più profonde e estese delle Alpi Apuane

Il record di profondità è detenuto dall’Abisso Paolo Roversi, situato nel territorio di Minucciano (Lucca), sulle pendici del Monte Tambura nell’area della Carcaraia. Con un dislivello di 1.350 metri, è considerata fino ad ora la grotta più profonda d’Italia , ma da fonti certe dovrebbe perdere tra poco il suo primato e la ventitreesima al mondo.

Il Complesso del Monte Corchia, nel territorio di Stazzema (Lucca), è invece la grotta più estesa d’Italia con oltre 60 chilometri di sviluppo e una profondità che supera i 1.180 metri. Una piccola parte di questo gigantesco sistema carsico è accessibile al pubblico attraverso un percorso turistico di circa due chilometri.

Altre cavità di rilievo nelle grotte delle Alpi Apuane includono:

  • Abisso Olivifer (1.215 metri di profondità)
  • Abisso Chimera (1.172 metri)
  • Complesso Saragato-Aria Ghiaccia (oltre 35 km di sviluppo, 1.250 metri di profondità)
  • Abisso Perestrojka (oltre 1.000 metri)
  • Buca del Muschio/Abisso Satanachia (1.040 metri)

Carsismo e speleologia: processi e caratteristiche

Il carsismo è il processo chimico-fisico attraverso il quale le rocce carbonatiche (principalmente calcari e dolomie) vengono dissolte dall’acqua meteorica arricchita di anidride carbonica. La reazione fondamentale può essere schematizzata come: CaCO? + H?CO? ? Ca2+ + 2HCO3-. Questo processo genera nel tempo un’estesa rete di cavitಲ sotterranee, gallerie, pozzi e sistemi di drenaggio ipogeo.

Nelle Alpi Apuane, la maggior parte delle grotte presenta un andamento prevalentemente verticale, con le tipiche caratteristiche degli abissi di alta montagna. Le grotte più profonde si spingono sino alla quota della zona satura, che oscilla prevalentemente fra i 550 e i 300 metri di altitudine.

La speleologia, dal greco spelaion (grotta) e logos (scienza), è la disciplina che studia le grotte e comprende ogni azione svolta volontariamente dall’uomo all’interno di una cavitಲ naturale. In Italia, la speleologia moderna si è sviluppata a partire dall’Ottocento con la costituzione dei primi gruppi speleologici e oggi vede la collaborazione tra strutture nazionali come la Società Speleologica Italiana e il Club Alpino Italiano.

Grotte turistiche e accessibilità nelle Alpi Apuane

Oltre agli abissi riservati agli speleologi esperti, nelle Alpi Apuane sono presenti tre grotte turistiche visitabili durante tutto l’anno: l’Antro del Corchia, la Grotta del Vento e le Grotte di Equi Terme. Questi siti offrono percorsi guidati accessibili al grande pubblico, permettendo di osservare da vicino stalattiti, stalagmiti, colate e altre concrezioni carsiche.

La Grotta del Vento, situata a Fornovolasco nel comune di Fabbriche di Vergemoli (Lucca), è recentemente stata protagonista di un ciclo di appuntamenti estivi dedicati alla divulgazione speleologica, con incontri su fotografia, racconti, scienza ed esplorazioni sotterranee.

Biospeleologia e tutela del patrimonio ipogeo

Il GSAA partecipa attivamente anche ad attività di biospeleologia, la branca della speleologia che studia la fauna e la flora delle grotte. Recentemente il gruppo ha ospitato iniziative come la “Giornata Bio Speleo” della Federazione Speleologica Toscana, con uscite sul campo in grotte dell’area apuana come la Buca della Renella e il Tanone di Torano, seguite da laboratori di analisi dei campioni raccolti.

La tutela delle grotte delle Alpi Apuane e della loro biodiversitಲ rappresenta una priorità per gli speleologi apuani, che collaborano con enti di ricerca e istituzioni per la conservazione di questo patrimonio naturale unico.

Dettagli dell’evento al CAI Massa

  • Data: giovedì 17 settembre 2026
  • Orario: 21:00
  • Luogo: Sede CAI Massa, Via della Posta 8, Canevara (Massa)
  • Organizzatore: Gruppo Speleologico Archeologico Apuano (GSAA)
  • Ingresso: libero, aperto a tutti gli interessati

La serata si propone come momento di incontro e scambio tra speleologi esperti e persone curiose di avvicinarsi per la prima volta al mondo sotterraneo. Per chi volesse approfondire, il GSAA mantiene contatti attraverso il sito web gsaapuano.blogspot.it e la pagina Facebook del gruppo.


Fonti

Gruppo Speleo Archeologico Apuano

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  • Puliamo il Buio 2026 alla Buca di Pianiza dell’Alpe: la speleologia toscana per la tutela delle grotte
    Condividi Puliamo il Buio 2026 porterà volontari e gruppi speleologici alla Buca di Pianiza dell’Alpe S. Antonio, nel Comune di Molazzana: l’iniziativa della Federazione Speleologica Toscana coincide con la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo. Puliamo il Buio 2026 a Molazzana La Federazione Speleologica Toscana aderisce anche nel 2026 a Puliamo il Buio, l’iniziativa promossa dalla Società Speleologica Italiana in collaborazione con Legambiente e collegata alla campagn
     

Puliamo il Buio 2026 alla Buca di Pianiza dell’Alpe: la speleologia toscana per la tutela delle grotte

September 10th 2026 at 12:00

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Puliamo il Buio 2026 porterà volontari e gruppi speleologici alla Buca di Pianiza dell’Alpe S. Antonio, nel Comune di Molazzana: l’iniziativa della Federazione Speleologica Toscana coincide con la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo.

Puliamo il Buio 2026 a Molazzana

La Federazione Speleologica Toscana aderisce anche nel 2026 a Puliamo il Buio, l’iniziativa promossa dalla Società Speleologica Italiana in collaborazione con Legambiente e collegata alla campagna nazionale Puliamo il Mondo. L’appuntamento regionale è fissato per domenica 13 settembre alla Buca di Pianiza dell’Alpe S. Antonio, cavità censita con il numero 2385 T/LU e situata nel territorio comunale di Molazzana, in provincia di Lucca.

Il ritrovo è previsto alle ore 9 davanti al Comune di Molazzana. Da qui saranno organizzati equipaggi, trasferimenti e squadre di lavoro. L’attività verrà svolta da speleologi volontari della Federazione, con il patrocinio dell’amministrazione comunale e con attrezzature e procedure adatte a operare in sicurezza in ambiente sotterraneo.

L’intervento di Puliamo il Buio 2026 sarà dedicato alla raccolta dei materiali presenti nella cavità e alla loro documentazione. Per partecipare o chiedere informazioni, la Federazione indica l’indirizzo info@speleotoscana.it.

Buca di Pianiza dell’Alpe e rifiuti nelle grotte

Grotte, pozzi e inghiottitoi sono stati usati in molti contesti come luoghi di abbandono dei rifiuti. È una forma di degrado che richiede attenzione perché il sottosuolo conserva i materiali a lungo e rende più complesso sia il recupero sia l’accertamento dell’impatto ambientale.

Nelle aree carsiche il tema riguarda anche le acque sotterranee. Il carsismo mette infatti in relazione forme superficiali e reti ipogee attraverso fratture, condotti e vie di drenaggio. L’UNESCO ricorda che paesaggi carsici e grotte coprono quasi un quarto delle terre emerse e forniscono acqua potabile a oltre un miliardo di persone. La qualità delle acque, la biodiversità sotterranea e il patrimonio geologico sono quindi elementi strettamente connessi.

In questo quadro, Puliamo il Buio non consiste soltanto nella rimozione dei materiali recuperabili. L’iniziativa punta a individuare le criticità, registrare le condizioni delle cavità, segnalare situazioni che necessitano di interventi più articolati e alimentare una prevenzione basata sulla conoscenza del territorio. La documentazione prodotta può offrire elementi utili alle amministrazioni e agli enti competenti per valutare azioni di bonifica e misure di tutela.

La Buca di Pianiza dell’Alpe diventa perciò il luogo concreto in cui l’attività speleologica unisce lavoro sul campo, osservazione ambientale e comunicazione pubblica. La presenza di volontari formati è importante anche per distinguere i rifiuti rimovibili dalle situazioni che, per quantità, posizione o natura dei materiali, richiedono il coinvolgimento di soggetti specializzati.

13 settembre, Giornata UNESCO delle grotte e del carsismo

La data scelta per Puliamo il Buio 2026 aggiunge un elemento di rilievo. Il 13 settembre 2026 sarà celebrata per la prima volta la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, denominata in inglese International Day of Caves and Karst. La Conferenza generale dell’UNESCO ha proclamato questa ricorrenza annuale per accrescere la consapevolezza sul valore di ecosistemi fragili e favorirne protezione, studio e gestione sostenibile.

La prima celebrazione internazionale è prevista a Postumia, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre, con una conferenza scientifica e una cerimonia ufficiale. La coincidenza tra l’appuntamento toscano e la nuova giornata UNESCO lega un’azione locale a un messaggio più ampio: le grotte non sono spazi isolati, ma archivi geologici e climatici, habitat di specie adattate al sottosuolo, elementi del paesaggio e componenti dei sistemi idrici.

L’UNESCO indica tra gli obiettivi della ricorrenza la diffusione delle conoscenze sul carsismo presso cittadini, decisori e comunità, oltre al collegamento con gli obiettivi di sviluppo sostenibile relativi all’acqua, alle città, al clima e alla biodiversità. Una giornata di lavoro come Puliamo il Buio traduce questi principi in un’attività territoriale riconoscibile e verificabile.

Federazione Speleologica Toscana: attività e azioni

La Federazione Speleologica Toscana, FST APS, è stata costituita il 14 maggio 1967. Riunisce e favorisce la collaborazione tra i gruppi grotte toscani, mantenendo rapporti con realtà speleologiche italiane e straniere. La sua funzione non riguarda soltanto l’esplorazione: comprende ricerca, studio, documentazione, tutela e valorizzazione del patrimonio ipogeo e del paesaggio carsico superficiale.

Tra le principali azioni della Federazione rientrano:

  • La promozione della collaborazione fra gruppi speleologici e della ricerca sul territorio toscano.
  • La protezione delle grotte e la tutela delle aree carsiche di superficie.
  • La cura del Catasto Grotte attraverso una commissione dedicata.
  • La raccolta e l’aggiornamento di dati topografici, rilievi, documenti e informazioni sulle cavità.
  • La collaborazione con il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico del CAI nella prevenzione degli incidenti in grotta.
  • La diffusione di conoscenze utili per amministrazioni, ricercatori, gruppi e cittadini.

Il Catasto Online FST rende consultabili dati sulle cavità e permette ricerche, visualizzazione degli ingressi su cartografia e ortofoto, accesso a rilievi e documentazione dell’archivio storico. Per gli utenti registrati sono previste anche funzioni per proporre nuove cavità o segnalare correzioni. È uno strumento che collega il lavoro dei gruppi al quadro conoscitivo necessario per la gestione del territorio.

L’impegno della Federazione si colloca inoltre nel contesto della normativa toscana sulla tutela e valorizzazione del patrimonio speleologico. La legge regionale n. 20 del 1984 istituisce il Catasto regionale delle grotte e delle aree carsiche e prevede che vi confluiscano dati topografici e geologici, rilievi e documentazione relativa anche a inquinamento, deturpazioni e danni. In questo senso, le attività di censimento e segnalazione hanno una funzione ambientale oltre che scientifica.

Una tutela basata sulla conoscenza

L’adesione della FST a Puliamo il Buio 2026 conferma il ruolo della speleologia come pratica di conoscenza diretta degli ambienti ipogei. Gli speleologi possono rilevare segnali di alterazione, documentare i luoghi e mettere a disposizione competenze tecniche per affrontare situazioni difficili da osservare dall’esterno.

La tutela delle grotte richiede continuità. Richiede dati affidabili, comportamenti responsabili e interlocuzione con gli enti pubblici. La giornata del 13 settembre a Molazzana riunirà questi aspetti nella Buca di Pianiza dell’Alpe S. Antonio, associando la pulizia della cavità alla prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo.

Fonti

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  • Grotta del Vento, il 13 settembre tra esplorazione e memoria per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo
    Condividi Alla Grotta del Vento dimostrazioni speleologiche, materiali storici e una visita-racconto per la prima edizione UNESCO della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo Domenica 13 settembre 2026 la Grotta del Vento, a Fornovolasco nel Parco delle Alpi Apuane, dedica un’intera giornata alla speleologia. L’appuntamento coincide con la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, istituita dall’UNESCO e celebrata ogni anno il 13 settembre. Il programma annunc
     

Grotta del Vento, il 13 settembre tra esplorazione e memoria per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

September 9th 2026 at 13:00

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Alla Grotta del Vento dimostrazioni speleologiche, materiali storici e una visita-racconto per la prima edizione UNESCO della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

Domenica 13 settembre 2026 la Grotta del Vento, a Fornovolasco nel Parco delle Alpi Apuane, dedica un’intera giornata alla speleologia. L’appuntamento coincide con la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, istituita dall’UNESCO e celebrata ogni anno il 13 settembre.

Il programma annunciato mette insieme tecnica di progressione, osservazione dell’esplorazione verticale, documentazione storica e racconto delle prime campagne nella cavità. L’iniziativa è realizzata con la collaborazione dello Speleo Club Garfagnana. L’obiettivo dichiarato è riportare l’attenzione sul rapporto tra una grotta turistica, la ricerca e la storia delle persone che ne hanno ampliato la conoscenza.

La Grotta del Vento è situata nel territorio di Fabbriche di Vergemoli, in provincia di Lucca. La cavità presenta gallerie vadose e freatiche, tratti interessati dall’acqua e zone ricche di concrezioni. Il suo nome è legato alla forte corrente d’aria che, in estate, fuoriesce dall’ingresso inferiore.

Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, il quadro UNESCO

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo nasce da una proclamazione della Conferenza generale UNESCO, avvenuta nel novembre 2025. Il 2026 è quindi l’anno della prima celebrazione.

L’UNESCO indica le grotte e i paesaggi carsici come sistemi fragili, importanti per le risorse idriche, la biodiversità sotterranea, gli archivi geologici e le testimonianze della storia umana. Secondo l’Organizzazione, i paesaggi carsici coprono quasi un quarto delle terre emerse e contribuiscono all’approvvigionamento idrico potabile di oltre un miliardo di persone.

La ricorrenza invita istituzioni, comunità, scuole, geoparchi e associazioni a proporre visite, mostre e incontri pubblici. A Postumia, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre è previsto il programma internazionale inaugurale, con un convegno scientifico e una cerimonia ufficiale.

In questo contesto, la giornata alla Grotta del Vento collega un’iniziativa locale a una mobilitazione internazionale dedicata alla conoscenza e alla gestione responsabile del carsismo.

Grotta del Vento e tecnica speleologica nel programma del mattino

Le attività inizieranno dalle ore 10 nel piazzale della Grotta del Vento. Sono previste dimostrazioni sulle tecniche di progressione speleologica e sull’impiego delle attrezzature usate negli ambienti sotterranei.

Gli speleologi accompagneranno il pubblico nell’osservazione di materiali e procedure. L’impostazione è divulgativa. Le dimostrazioni non sostituiscono una formazione tecnica, che richiede corsi, istruttori qualificati e contesti adeguati.

Durante le visite nella cavità saranno effettuate calate nei pozzi più profondi, organizzate in modo da risultare osservabili dai visitatori. Il pubblico potrà vedere da vicino la progressione su corda e comprendere il ruolo della tecnica nell’esplorazione verticale.

La proposta richiama un aspetto centrale della speleologia: l’avanzamento nelle grotte non dipende soltanto dalla scoperta di nuovi passaggi. Richiede pianificazione, lettura dell’ambiente, conoscenza delle attrezzature, lavoro di squadra e attenzione alla sicurezza.

Memoria delle esplorazioni della Grotta del Vento

Per tutta la giornata il piazzale ospiterà fotografie, documenti, attrezzature e altri materiali relativi alle esplorazioni della Grotta del Vento. L’esposizione ricostruirà fasi, protagonisti e strumenti della conoscenza della cavità.

La storia nota della Grotta del Vento comprende le prime frequentazioni dalla fine dell’Ottocento. Nel 1961 il Gruppo Speleologico Bolognese del CAI superò il sifone iniziale durante una fase di siccità e esplorò 640 metri di gallerie. Nel settembre 1964 il Gruppo Speleologico Lucchese del CAI arrivò a 1.110 metri, realizzando rilievo topografico, documentazione fotografica e uno studio geomorfologico preliminare.

La valorizzazione turistica iniziò nel 1965. Il primo itinerario fu aperto nel 1967. Negli anni successivi le esplorazioni hanno portato lo sviluppo conosciuto a oltre quattro chilometri e mezzo, mentre restano diramazioni di difficile accesso.

Questo patrimonio documentario aiuta a leggere la grotta come luogo naturale e come archivio della pratica speleologica. Fotografie e attrezzature mostrano anche i cambiamenti intervenuti nelle tecniche di rilievo, comunicazione e sicurezza.

Visita serale alla Grotta del Vento tra testi e racconti

Alle ore 19 è annunciata una visita serale speciale. Il percorso sarà accompagnato da letture di testi, memorie e racconti dei primi esploratori, direttamente negli ambienti che furono teatro delle loro ricognizioni.

La formula proposta è quella di una visita-racconto. Le letture saranno integrate nel percorso e non presentate come appuntamento separato. L’intento è offrire ai partecipanti elementi per collocare difficoltà, intuizioni e risultati delle esplorazioni nel loro contesto fisico.

Il calendario estivo pubblicato sul sito della Grotta del Vento segnala anche esposizioni e dimostrazioni pratiche per il 13 settembre, oltre a proiezioni e conferenze alle ore 21. La pagina consultata non specifica se le attività serali costituiscano un programma unico o due momenti distinti. Per la partecipazione è quindi opportuno verificare orari e prenotazione direttamente con la struttura, al numero 0583 722024.

Attività didattiche e divulgative recenti alla Grotta del Vento

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo arriva al termine di un ciclo estivo dedicato alla divulgazione. Il 23 agosto, con lo Speleo Club Garfagnana, lo speleologo e fotografo Andrea Moretti ha presentato un incontro dedicato alla documentazione delle grotte, con interventi di Pietro Taddei e Vittorio Verole-Bozzello.

Il 28 agosto la sala multifunzionale ha ospitato “Le nuvole e la grotta”. L’incontro ha collegato l’alluvione della Garfagnana del 1996, meteorologia, cambiamenti climatici e microclima sotterraneo. Era previsto l’intervento del meteorologo Valerio Capecchi del Consorzio LaMMA, insieme a Vittorio Verole-Bozzello.

Il 4 settembre il programma ha affiancato l’inaugurazione della sistemazione paesaggistica davanti alla Sorgente del Tinello a un approfondimento sulla speleologia subacquea. Il tema comprendeva la sorgente e le esplorazioni più recenti nei sifoni della Garfagnana.

Accanto agli incontri pubblici, la Grotta del Vento mantiene proposte per gruppi e scuole su prenotazione. Il sito mette a disposizione materiali introduttivi sul carsismo regionale e una pubblicazione dedicata all’origine, all’evoluzione e agli aspetti scientifici della cavità. Sono strumenti pensati per preparare o proseguire in classe la visita.

La giornata del 13 settembre riunisce quindi attività pratiche, memoria storica e divulgazione. La Grotta del Vento diventa il punto di partenza per avvicinare il pubblico alle tecniche speleologiche e ai processi che formano il carsismo, senza separare l’esperienza della visita dalla conoscenza del territorio.

Fonti

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  • Soccorso Speleologico Toscano: selezioni il 24 e 25 ottobre 2026 per nuovi volontari
    Condividi Il Soccorso Alpino e Speleologico Toscano apre le selezioni per gli speleologi interessati a entrare nella componente speleologica del SAST. Le verifiche di ingresso si svolgeranno il 24 e 25 ottobre 2026. Le domande vanno presentate entro il 30 settembre 2026. Il 24 e 25 ottobre 2026 si svolgeranno le verifiche di ingresso per gli aspiranti soci della componente speleologica del Soccorso Alpino e Speleologico Toscano (SAST). Gli speleologi interessati a partecipare alla selezion
     

Soccorso Speleologico Toscano: selezioni il 24 e 25 ottobre 2026 per nuovi volontari

September 5th 2026 at 05:00

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Il Soccorso Alpino e Speleologico Toscano apre le selezioni per gli speleologi interessati a entrare nella componente speleologica del SAST. Le verifiche di ingresso si svolgeranno il 24 e 25 ottobre 2026. Le domande vanno presentate entro il 30 settembre 2026.

Il 24 e 25 ottobre 2026 si svolgeranno le verifiche di ingresso per gli aspiranti soci della componente speleologica del Soccorso Alpino e Speleologico Toscano (SAST).

Gli speleologi interessati a partecipare alla selezione dovranno presentare entro il 30 settembre 2026 il proprio curriculum speleologico, illustrando l’attività svolta negli ultimi anni.

I requisiti richiesti

Per accedere alle selezioni è richiesta la totale autonomia nella progressione in grotta, insieme a una buona capacità nell’attrezzamento e nell’installazione di ancoraggi in cavità verticali e alla conoscenza delle tecniche di risalita in artificiale.

Le verifiche rappresentano il percorso di ingresso per gli aspiranti volontari che intendono entrare a far parte della squadra speleologica del SAST.

Date e contatti

Le selezioni si terranno sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026.

Termine per la presentazione della domanda: 30 settembre 2026.

Per informazioni e modalità di partecipazione è possibile contattare:

Email: g.dellacroce@sast.it
Telefono: 329 8144695

Fonte e immagine: Soccorso Alpino e Speleologico Toscano (SAST).

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  • Speleologia subacquea, alla Grotta del Vento un viaggio nell’ultima frontiera del mondo sotterraneo
    Condividi Il 4 settembre 2026 in programma alla Grotta del Vento, in Garfagnana, una serata dedicata alla speleologia subacquea e all’esplorazione degli ambienti sommersi delle Alpi Apuane Una grande serata in programma il 4 settembre 2026 alla Grotta del Vento, in Garfagnana. L’appuntamento, inserito nelle Serate della Scienza e dell’Avventura, ci porterà alla scoperta di quella che può essere considerata una delle ultime frontiere dell’esplorazione sotterranea: il mondo che si apre o
     

Speleologia subacquea, alla Grotta del Vento un viaggio nell’ultima frontiera del mondo sotterraneo

September 3rd 2026 at 05:00

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Il 4 settembre 2026 in programma alla Grotta del Vento, in Garfagnana, una serata dedicata alla speleologia subacquea e all’esplorazione degli ambienti sommersi delle Alpi Apuane

Una grande serata in programma il 4 settembre 2026 alla Grotta del Vento, in Garfagnana.


L’appuntamento, inserito nelle Serate della Scienza e dell’Avventura, ci porterà alla scoperta di quella che può essere considerata una delle ultime frontiere dell’esplorazione sotterranea: il mondo che si apre oltre i sifoni, dove la progressione speleologica prosegue sott’acqua e richiede tecniche, attrezzature e preparazione altamente specialistiche.


Protagonisti dell’incontro saranno Adriano Roncioni e Davide Massarenti, che racconteranno esperienze e attività di esplorazione speleosubacquea, illustrando tecniche, attrezzature e difficoltà legate alla progressione negli ambienti sotterranei allagati.


Nel corso della serata saranno presentate immagini e video inediti, tra cui materiali di Luigi Casati relativi alla Sorgente del Tinello: getteremo uno sguardo su ambienti normalmente non visibili, accessibili soltanto agli speleosubacquei.


Al centro dell’incontro ci saranno in particolare le esplorazioni della Buca del Tinello e della Tana del Pollone, due realtà del mondo carsico apuano nelle quali l’acqua rappresenta al tempo stesso un ostacolo alla progressione e una via verso nuove porzioni ancora da conoscere del sistema sotterraneo.

Alle 17 l’inaugurazione della Sorgente del Tinello

La giornata inizierà già alle ore 17.00, prima dell’incontro pubblico, con l’inaugurazione della Sorgente del Tinello.


A seguire, alle ore 18.00, nella Sala Multifunzionale della Grotta del Vento, avrà luogo la serata dedicata alla speleologia subacquea.

Insomma, una serata da non perdere: meglio prenotare!

Data: 4 settembre 2026
– Ore 17.00: inaugurazione della Sorgente del Tinello
– Ore 18.00: incontro “Speleologia subacquea”
– Grotta del Vento – Sala Multifunzionale
– Località: Fornovolasco, Fabbriche di Vergemoli (LU)
– Prenotazione consigliata: 0583 722024

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  • Puliamo il Buio 2026: la Federazione Speleologica Toscana alla Buca di Pianiza il 13 settembre
    Condividi La Federazione Speleologica Toscana rinnova l’adesione a “Puliamo il Buio”, l’iniziativa nazionale dedicata alla salvaguardia degli ambienti ipogei. L’appuntamento è domenica 13 settembre alla Buca di Pianiza dell’Alpe S. Antonio, nel Comune di Molazzana, in una giornata che quest’anno assume anche un particolare valore simbolico. La Federazione Speleologica Toscana (FST) ha pubblicato sul proprio sito l’articolo dedicato all’edizione 2026 di “Puliamo il Buio”, l’iniziativa ideata d
     

Puliamo il Buio 2026: la Federazione Speleologica Toscana alla Buca di Pianiza il 13 settembre

September 1st 2026 at 00:09

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La Federazione Speleologica Toscana rinnova l’adesione a “Puliamo il Buio”, l’iniziativa nazionale dedicata alla salvaguardia degli ambienti ipogei. L’appuntamento è domenica 13 settembre alla Buca di Pianiza dell’Alpe S. Antonio, nel Comune di Molazzana, in una giornata che quest’anno assume anche un particolare valore simbolico.

La Federazione Speleologica Toscana (FST) ha pubblicato sul proprio sito l’articolo dedicato all’edizione 2026 di “Puliamo il Buio”, l’iniziativa ideata dalla Società Speleologica Italiana (SSI) in collaborazione con Legambiente, alla quale anche quest’anno la Federazione toscana ha scelto di aderire.

L’intervento è in programma domenica 13 settembre 2026 presso la Buca di Pianiza dell’Alpe S. Antonio (2385 T/LU), nel territorio del Comune di Molazzana, in provincia di Lucca.

L’operazione rientra nelle attività di tutela e sensibilizzazione dedicate al mondo sotterraneo e punta ancora una volta l’attenzione su un problema spesso poco visibile all’esterno: l’abbandono di rifiuti nelle grotte, negli inghiottitoi e negli ambienti carsici.

“Puliamo il Buio” porta infatti sottoterra lo spirito delle campagne ambientali dedicate alla pulizia del territorio, coinvolgendo direttamente gli speleologi nell’individuazione, documentazione e rimozione dei rifiuti presenti nelle cavità naturali.

Un 13 settembre dal significato particolare

L’edizione di quest’anno assume inoltre un valore speciale. La giornata scelta per l’intervento coincide infatti con la prima celebrazione della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, istituita dall’UNESCO.

La concomitanza lega idealmente l’azione concreta di pulizia della Buca di Pianiza a un messaggio più ampio: le grotte e i territori carsici sono ambienti naturali delicati, archivi di storia geologica e climatica, habitat e riserve d’acqua che richiedono conoscenza, attenzione e tutela.

Per gli speleologi, la frequentazione del mondo sotterraneo non significa soltanto esplorazione e ricerca. Significa anche assumersi la responsabilità della sua conservazione, documentare le situazioni di degrado e contribuire alla diffusione di una maggiore consapevolezza sul valore degli ambienti ipogei.

La FST rinnova l’impegno per Puliamo il Buio

Con l’appuntamento alla Buca di Pianiza, la Federazione Speleologica Toscana rinnova dunque la propria partecipazione alla campagna promossa dalla SSI insieme a Legambiente, trasformando la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo in un’occasione concreta di intervento sul territorio.

L’iniziativa del 13 settembre a Molazzana sarà così non soltanto una giornata dedicata alla rimozione dei rifiuti dal sottosuolo, ma anche un momento per richiamare l’attenzione sul ruolo che la speleologia può svolgere nella conoscenza, nel monitoraggio e nella protezione del patrimonio carsico.

Avevamo già anticipato l’iniziativa lo scorso luglio, annunciando la scelta della Buca di Pianiza come luogo dell’intervento 2026. La nuova comunicazione della Federazione Speleologica Toscana conferma ora l’appuntamento del 13 settembre e invita a conoscere più nel dettaglio l’operazione attraverso l’articolo pubblicato sul sito della FST.

Finti:

L’articolo della Federazione Speleologica Toscana dedicato all’iniziativa è disponibile sul sito FST https://www.speleotoscana.it/2026/08/31/puliamo-il-buio-2026-buca-di-pianiza-dellalpe-s-antonio-2385-t-lu/

Scintilena: “Puliamo il Buio 2026: la Federazione Speleologica Toscana ripulisce la Buca di Pianizza nella Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo” https://www.scintilena.com/puliamo-il-buio-2026-la-federazione-speleologica-toscana-ripulisce-la-buca-di-pianizza-nella-giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo/07/24/

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  • Le nuvole e la Grotta del Vento: dall’alluvione del 1996 ai cambiamenti climatici
    Condividi Il 28 agosto un incontro tra meteorologia, ambiente ipogeo e memoria del territorio Venerdì 28 agosto, alle 21, la sala multifunzionale della Grotta del Vento ospiterà il secondo appuntamento estivo dedicato alla conoscenza del mondo sotterraneo. Il tema della serata sarà il rapporto fra atmosfera, montagna e cavità carsiche. Il percorso prenderà avvio dalla grande alluvione del 1996 e arriverà ai cambiamenti climatici che interessano la Toscana. L’incontro, dal titolo Le nuvole
     

Le nuvole e la Grotta del Vento: dall’alluvione del 1996 ai cambiamenti climatici

August 26th 2026 at 10:00

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Il 28 agosto un incontro tra meteorologia, ambiente ipogeo e memoria del territorio

Venerdì 28 agosto, alle 21, la sala multifunzionale della Grotta del Vento ospiterà il secondo appuntamento estivo dedicato alla conoscenza del mondo sotterraneo. Il tema della serata sarà il rapporto fra atmosfera, montagna e cavità carsiche. Il percorso prenderà avvio dalla grande alluvione del 1996 e arriverà ai cambiamenti climatici che interessano la Toscana.

L’incontro, dal titolo Le nuvole e la grotta, vedrà gli interventi di Vittorio Verole Bozzello, direttore della Grotta del Vento, e di Valerio Capecchi, meteorologo del Consorzio LaMMA. La proposta mette in relazione fenomeni spesso osservati separatamente. Da una parte le piogge, le nuvole e le dinamiche meteorologiche. Dall’altra l’aria, l’acqua e le rocce di un sistema sotterraneo.

Grotta del Vento e microclima: aria, acqua e roccia in movimento

Vittorio Verole Bozzello illustrerà il microclima della Grotta del Vento. Temperatura, umidità, circolazione dell’aria e presenza dell’acqua definiscono un ambiente che reagisce alle condizioni esterne con tempi e modalità proprie. La cavità diventa così un punto di osservazione utile per leggere gli scambi fra superficie e sottosuolo.

Nelle grotte, l’aria non è immobile. Le differenze di quota fra ingressi, le variazioni termiche esterne e la geometria dei passaggi possono favorire correnti d’aria. Anche l’acqua meteorica, infiltrandosi nelle fratture e negli strati permeabili, collega direttamente gli episodi di pioggia ai processi carsici. Per questo la Grotta del Vento consente di affrontare in modo concreto il legame fra meteorologia e ambiente ipogeo.

Nel corso della serata saranno presentate immagini degli eventi del 1996. La memoria visiva sarà affiancata alla lettura dei dati. L’obiettivo è ricostruire il contesto territoriale nel quale un fenomeno atmosferico intenso può trasformarsi in piena, frana e trasporto di detriti.

Alluvione 1996 in Versilia e Garfagnana: il caso che segnò il territorio

Il 19 giugno 1996 un nubifragio di forte intensità colpì parte del bacino del torrente Versilia e il bacino della Turrite di Gallicano, in Garfagnana. L’evento produsse un’alluvione associata a dissesti diffusi. L’erosione degli alvei montani alimentò il trasporto solido verso i fondovalle, dove il cambio di pendenza favorì rilevanti depositi alluvionali, con vittime e danni ingenti.

La complessità dell’episodio portò a uno studio interdisciplinare promosso dall’allora Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente. Geologi, ingegneri idraulici, meteorologi, climatologi e altri specialisti analizzarono dinamiche naturali, condizioni territoriali e possibili linee guida per aree con caratteristiche simili.

Capecchi ripercorrerà il passaggio dagli strumenti disponibili negli anni Novanta alle attuali tecniche di osservazione, modellistica e previsione. Il confronto aiuta a comprendere come sono cambiati i sistemi di monitoraggio. Aiuta anche a distinguere il dato misurato dalla sua interpretazione nel contesto locale.

Cambiamenti climatici in Toscana: distinguere eventi e tendenze

La parte conclusiva dell’incontro sarà dedicata ai cambiamenti climatici in Toscana. Le domande riguardano la frequenza e l’intensità degli eventi estremi, ma anche il corretto uso delle serie storiche. Una singola precipitazione eccezionale è un evento meteorologico. Il clima descrive invece l’andamento statistico di temperatura, precipitazioni e altri parametri su periodi lunghi.

Il LaMMA svolge analisi climatiche regionali usando reti di stazioni meteorologiche, mappe di anomalia termica e pluviometrica e report periodici. Per la siccità impiega indicatori basati sia sulle piogge rilevate al suolo sia sullo stato della vegetazione osservato da satellite. Questi strumenti permettono di seguire fenomeni diversi, dalle carenze idriche alle anomalie stagionali.

Parlare di cambiamenti climatici non significa attribuire automaticamente ogni temporale o ogni ondata di calore a una sola causa. Significa esaminare le tendenze, la distribuzione degli estremi e la vulnerabilità dei territori. In aree montane e carsiche, dove l’acqua può concentrarsi rapidamente nei bacini e circolare nel sottosuolo, questa lettura richiede il confronto fra meteorologia, idrologia e conoscenza locale.

Grotta del Vento, cambiamenti climatici e conoscenza del paesaggio

L’appuntamento alla Grotta del Vento propone quindi una chiave di lettura che parte dalla cavità e arriva al paesaggio esterno. La Grotta del Vento sarà il luogo da cui osservare l’interazione continua fra aria, acqua, temperatura e roccia. I cambiamenti climatici saranno discussi attraverso dati, esempi e la memoria dell’alluvione del 1996, senza sovrapporre il tempo di un singolo giorno alle tendenze del clima.

Per il pubblico interessato alla speleologia, il tema richiama un aspetto centrale della ricerca in ambiente carsico: la grotta non è separata dalla montagna. È parte di un sistema nel quale le condizioni atmosferiche in superficie influenzano infiltrazione, portate idriche, ventilazione e microclima ipogeo. L’incontro si terrà venerdì 28 agosto alle 21, nella sala multifunzionale della Grotta del Vento.

Fonti

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