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    Condividi L’appello del Presidente Sergio Orsini. Il 31 dicembre 2026 scadrà il mandato di questo Consiglio Direttivo. Prepariamoci quindi al rinnovo delle cariche sociali per il triennio 2027-2029. Le votazioni riguardano l’elezione del Presidente, di otto Consiglieri, di tre Probiviri e di tre componenti dell’Organo di Controllo e due supplenti secondo le modalità previste dall’Art.21 del Regolamento SSI ETS approvato nell’Assemblea Ordinaria dei Soci del 17 luglio 2023 e secondo le ind
     

Elezioni per rinnovo cariche sociali SSI

August 3rd 2026 at 10:00

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L’appello del Presidente Sergio Orsini.

Il 31 dicembre 2026 scadrà il mandato di questo Consiglio Direttivo. Prepariamoci quindi al rinnovo delle cariche sociali per il triennio 2027-2029.

Le votazioni riguardano l’elezione del Presidente, di otto Consiglieri, di tre Probiviri e di tre componenti dell’Organo di Controllo e due supplenti secondo le modalità previste dall’Art.21 del Regolamento SSI ETS approvato nell’Assemblea Ordinaria dei Soci del 17 luglio 2023 e secondo le indicazioni di voto.

Il tuo voto è importante, come è importante, avendo i requisiti necessari, candidarsi e portare idee nuove e un aiuto concreto alla Speleologia italiana.

Per prima cosa è necessario costituire la Commissione elettorale, che sarà composta da un minimo di nove a un massimo di undici membri: i tre Probiviri uscenti, il membro dell’Organo di Controllo uscente (uno in caso di organo monocratico) e da cinque Soci che abbiano maturato almeno cinque anni consecutivi di associazione alla SSI ETS e ne facciano richiesta nei termini e nelle modalità riportate più avanti e indicate dal Consiglio Direttivo. Non possono far parte della Commissione Elettorale i candidati a qualsiasi carica sociale. Pertanto, se fra i Probiviri e i componenti dell’Organo di Controllo ve ne fosse qualcuno che si ricandida, dovrà essere sostituito da un numero uguale di componenti del Consiglio Direttivo o ex tali (non candidati, estratti a sorte, partendo dai consiglieri in carica e procedendo a ritroso in ordine temporale).

Se desideri far parte della Commissione elettorale e ne hai i requisiti, puoi inviare la tua candidatura a partire dal 20 luglio e fino al termine massimo del 30 luglio 2026. I componenti saranno scelti entro il 3 agosto, dando la precedenza alle mail in ordine di arrivo. Le candidature – complete di nome, cognome, indirizzo mail e recapito telefonico – devono essere inviate unicamente all’indirizzo mail dedicato candidature.commissione2026@socissi.it

I probiviri e i componenti dell’Organo di controllo sono invitati a comunicare tempestivamente, non oltre il 28 luglio, al Consiglio Direttivo la propria disponibilità o indisponibilità a far parte della Commissione Elettorale. In modo tale da poter adempiere alle eventuali sostituzioni come sopra descritto.

Le altre date e scadenze utili per le candidature sono:

·         4 agosto ATTO DI INDIZIONE: invio mail a tutti i Soci con invito alle candidature – tramite apposito modulo – a Presidenza, Consiglio Direttivo, Proboviro, componenti dell’Organo di Controllo per il triennio 2027-2029;

·         5 agosto apertura ufficiale per le candidature che dovranno essere inviate unicamente all’indirizzo mail dedicato elezioni2026@socissi.it;

·         10 settembre alle ore 23.59 termine ultimo per l’invio delle candidature;

·         11/25 settembre esame, da parte della Commissione elettorale, delle candidature pervenute e inserimento dei nominativi nelle schede elettorali;

·         5 ottobre inizio delle votazioni tramite la piattaforma Polyas;

·         27 ottobre chiusura delle votazioni;

·         Assemblea Ordinaria, nel corso del Raduno di Costacciaro (PG), con scrutinio pubblico ed elezione degli organi direttivi per il triennio 2027-2029

Certo della massima partecipazione, vi saluto caramente.

Sergio Orsini

Presidente della SSI ETS

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  • Sistemi carsici e risorse idriche: dalla roccia all’acqua che arriva alle sorgenti
    Condividi L’idrogeologia delle grotte spiega il legame tra paesaggio, falde acquifere carsiche e protezione delle acque sotterranee Sotto le aree calcaree scorrono fiumi poco visibili, ma decisivi per l’approvvigionamento idrico di molte comunità. Comprendere i sistemi carsici e risorse idriche significa quindi conoscere il percorso dell’acqua dalla pioggia alla sorgente e prevenire i rischi che possono comprometterne qualità e disponibilità. Sistemi carsici e risorse idriche: come funzion
     

Sistemi carsici e risorse idriche: dalla roccia all’acqua che arriva alle sorgenti

August 3rd 2026 at 09:00

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L’idrogeologia delle grotte spiega il legame tra paesaggio, falde acquifere carsiche e protezione delle acque sotterranee

Sotto le aree calcaree scorrono fiumi poco visibili, ma decisivi per l’approvvigionamento idrico di molte comunità. Comprendere i sistemi carsici e risorse idriche significa quindi conoscere il percorso dell’acqua dalla pioggia alla sorgente e prevenire i rischi che possono comprometterne qualità e disponibilità.

Sistemi carsici e risorse idriche: come funziona il reticolo sotterraneo

Il carsismo è l’insieme dei processi con cui l’acqua dissolve lentamente rocce solubili, soprattutto calcari e dolomie. Nel tempo, fratture e discontinuità della roccia si ampliano e formano fessure, pozzi, inghiottitoi, condotti e grotte.

L’acqua piovana assorbe anidride carbonica nell’atmosfera e nel suolo. Diventa così leggermente acida e può sciogliere il carbonato di calcio presente nelle rocce. Questo processo genera una rete sotterranea dalla geometria complessa.

I sistemi carsici e le risorse idriche non coincidono necessariamente. Il bacino idrogeologico, cioè l’area che alimenta una sorgente attraverso il sottosuolo, può essere molto diverso dal bacino delimitato dagli spartiacque superficiali.

L’acqua può infiltrarsi in una dolina o in un inghiottitoio. Può poi riemergere a chilometri di distanza, attraverso sorgenti situate in valli o pianure. La superficie, in questi paesaggi, mostra spesso pochi corsi d’acqua proprio perché una parte rilevante del drenaggio avviene nel sottosuolo.

Falde acquifere carsiche funzionamento e acqua potabile

Un acquifero carsico è un sistema roccioso capace di ricevere, immagazzinare, trasportare e restituire acque sotterranee. La sua permeabilità dipende sia dalle fratture naturali sia dalle cavità allargate dalla dissoluzione carsica.

Il funzionamento delle falde acquifere carsiche è caratterizzato dalla coesistenza di zone diverse. Nei settori meno carsificati l’acqua può essere trattenuta più a lungo. Nei grandi condotti, invece, il flusso può essere rapido e convogliare volumi importanti verso le sorgenti.

Le sorgenti carsiche hanno un ruolo rilevante in Italia e nel Mediterraneo. La Società Speleologica Italiana stima che le acque di origine carsica costituiscano circa il 40% dell’approvvigionamento idrico potabile italiano; il dato evidenzia il peso strategico di questi sistemi nella gestione della risorsa.

Anche su scala europea l’acqua sotterranea è essenziale. Nell’Unione europea fornisce il 65% dell’acqua destinata al consumo potabile e il 25% di quella utilizzata per l’irrigazione.

Protezione delle acque sotterranee e vulnerabilità carsica

La stessa rapidità che rende efficienti gli acquiferi carsici ne aumenta la fragilità. In molti punti l’acqua penetra direttamente nel sottosuolo, senza attraversare spessori di terreno capaci di trattenere o degradare gli inquinanti.

Fertilizzanti, pesticidi, reflui non trattati, rifiuti, idrocarburi e sedimenti di attività estrattive possono raggiungere le falde. La protezione delle acque sotterranee deve quindi iniziare nelle aree di ricarica, spesso lontane dalle sorgenti utilizzate dagli acquedotti.

Durante le piene, l’acqua può mobilitare sostanze accumulate nei condotti, nei sifoni e nei laghi sotterranei. Di conseguenza, la qualità di una sorgente può cambiare rapidamente dopo piogge intense.

L’Agenzia europea dell’ambiente segnala che l’inquinamento diffuso agricolo è la principale pressione associata allo scarso stato chimico delle acque sotterranee nell’Unione europea. Nitrati e pesticidi sono tra gli inquinanti più frequentemente rilevati nei programmi di monitoraggio.

Gli acquiferi carsici costieri del Mediterraneo sono esposti anche al rischio di intrusione salina. Prelievi eccessivi possono ridurre la pressione dell’acqua dolce e favorire l’avanzamento dell’acqua marina nel sottosuolo.

Idrogeologia delle grotte spiegazione e strumenti di studio

La spiegazione dell’ idrogeologia delle grotte richiede osservazioni in superficie e nel sottosuolo. Gli speleologi contribuiscono a individuare condotti, livelli idrici, sorgenti, inghiottitoi e punti di perdita della rete carsica.

Uno degli strumenti più efficaci è il tracciamento con sostanze idonee e controllate. Un tracciante immesso in un punto di infiltrazione viene cercato nelle sorgenti per ricostruire le connessioni idriche, i tempi di transito e la velocità del flusso.

Sono impiegati anche rilievi topografici, sensori di livello, misure di portata, campionamenti chimici e microbiologici. Il monitoraggio deve intensificarsi durante le piogge, le piene e i periodi di magra, quando i sistemi carsici possono mostrare risposte molto diverse.

Il progetto ERC-KARST ha richiamato l’importanza dei dati di rilievo speleologico per sviluppare modelli capaci di interpretare flusso e trasporto di soluti nei sistemi complessi. L’obiettivo è migliorare la previsione di piene, siccità e trasferimento dei contaminanti.

Gestione sostenibile dei sistemi carsici e risorse idriche

La gestione sostenibile richiede una cartografia accurata delle aree carsiche, delle zone di ricarica e dei bacini idrogeologici. Le sole informazioni morfologiche di superficie non bastano a stabilire dove finiscano le acque infiltrate.

Occorre proteggere gli inghiottitoi, limitare gli scarichi impropri e controllare le attività agricole, industriali ed estrattive nelle zone vulnerabili. La prevenzione è particolarmente importante perché il recupero di una falda contaminata può essere lungo, tecnicamente difficile e costoso.

In Italia, la Carta Idrogeologica d’Italia elaborata da ISPRA offre una base nazionale per analizzare acquiferi, sorgenti, permeabilità e pressioni antropiche. Lo strumento non sostituisce le indagini locali, indispensabili nei contesti carsici più articolati.

La conoscenza delle grotte resta quindi parte integrante della protezione delle acque sotterranee. Rilievi, monitoraggi e collaborazione tra speleologi, geologi, gestori idrici e amministrazioni possono trasformare il patrimonio sotterraneo in una base concreta per pianificare l’uso dell’acqua.

Fonti

Fonti
[1] Dossier-Le-Acque-di-origine-carsica-una-risorsa-strategica … https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2024/08/Dossier-Le-Acque-di-origine-carsica-una-risorsa-strategica.pdf
[2] Europe’s groundwater — a key resource under pressure https://www.eea.europa.eu/en/analysis/publications/europes-groundwater-a-key-resource-under-pressure
[3] Edited by https://eclass.uoa.gr/modules/document/file.php/GEOL125/%CE%8E%CE%BB%CE%B7%20%CE%BC%CE%B1%CE%B8%CE%AE%CE%BC%CE%B1%CF%84%CE%BF%CF%82/06-%CE%9C%CE%AC%CE%B8%CE%B7%CE%BC%CE%B1-PI-VULK-Method-cost_action_620_final_report.pdf
[4] CALL FOR SURVEY DA ERC-KARST – Scintilena https://www.scintilena.com/call-for-survey-da-erc-karst-2/11/24/
[5] La nuova Carta Idrogeologica d’Italia (CII500K): strumenti, metodologia e … https://portalesgi.isprambiente.it/?p=8555
[7] Normativa europea vigente sulla tutela delle acque sotterranee https://www.scintilena.com/normativa-europea-vigente-sulla-tutela-delle-acque-sotterranee/07/27/
[8] La Vulnerabilità degli Acquiferi Carsici https://www.scintilena.com/la-vulnerabilita-degli-acquiferi-carsici/03/21/
[9] Slovenia: monitoraggio continuo delle acque carsiche sotterranee https://www.scintilena.com/slovenia-monitoraggio-continuo-delle-acque-carsiche-sotterranee/05/08/
[10] Vulnerabilità degli acquiferi carsici in ambiente alpino https://www.scintilena.com/vulnerabilita-degli-acquiferi-carsici-in-ambiente-alpino-nuovo-approccio-di-modellazione-numerica/08/07/
[11] Acquiferi carsici in Italia: una risorsa idrica strategica da … https://www.scintilena.com/acquiferi-carsici-in-italia-una-risorsa-idrica-strategica-da-tutelare/06/05/
[12] Il carsismo alle Nazioni Unite: sessione online dell’iniziativa Karst … https://www.scintilena.com/il-carsismo-alle-nazioni-unite-sessione-online-delliniziativa-karst-aware-sullunea-7/03/04/
[13] Clean Up the Dark European Network, an international project inspired by the Italian experience – Scintilena https://www.scintilena.com/clean-up-the-dark-european-network-an-international-project-inspired-by-the-italian-experience/09/02/
[14] 99 cose da sapere se abiti in un territorio carsico https://www.scintilena.com/come-riconoscere-se-vivi-in-un-territorio-carsico/06/06/
[15] Libri: Karst Hydrogeology, Geomorphology and Caves in offerta fino … https://www.scintilena.com/libri-karst-hydrogeology-geomorphology-and-caves-in-offerta-fino-a-fine-anno/06/23/
[16] Cave protection campaign at EU-parliament – Scintilena https://www.scintilena.com/cave-protection-campaign-at-eu-parliament/09/29/
[17] Le Aree Carsiche nel Mirino: Vulnerabilità, Inquinamento e … https://www.scintilena.com/le-aree-carsiche-nel-mirino-vulnerabilita-inquinamento-e-tutela-di-un-patrimonio-idrico-nazionale/04/24/
[18] 6th EuroSpeleo Protection Symposium in September in Germany – Scintilena https://www.scintilena.com/6th-eurospeleo-protection-symposium-in-september-in-germany/11/12/
[19] Carta Idrogeologica d’Italia: ISPRA mappa il patrimonio … https://www.scintilena.com/carta-idrogeologica-ditalia-ispra-mappa-il-patrimonio-nascosto-delle-acque-sotterranee-che-forniscono-l84-dellacqua-potabile/07/18/
[20] Giornata Internazionale delle Grotte e del Carso: Un Iniziativa per la Conservazione e la Sensibilizzazione – Scintilena https://www.scintilena.com/giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-karst-un-iniziativa-per-la-conservazione-e-la-sensibilizzazione/10/13/
[21] [PDF] VULnERABILITà dEGLI ACqUIFERI ALL’InqUInAmEnTO E AREE dI … https://www.isprambiente.gov.it/files2017/pubblicazioni/periodici-tecnici/memorie-descrittive-della-carta-geologica-ditalia/volume-92/memdes_92_1_10_vulerabilita_acquiferi.pdf
[22] Gli Acquiferi Carsici d’Italia — Una Risorsa Strategica – Scintilena https://www.scintilena.com/guida-di-studio-gli-acquiferi-carsici-ditalia-una-risorsa-strategica/03/21/
[23] 2. – CARATTERI IDROGEOLOGICI DELLA https://www.isprambiente.gov.it/files2017/pubblicazioni/periodici-tecnici/memorie-descrittive-della-carta-geologica-ditalia/volume-92/memdes_92_1_2_caratteri_idrogeologici.pdf
[24] metodologie e tecniche di indagine adottate per lo studio delle … https://www.isprambiente.gov.it/files2017/pubblicazioni/periodici-tecnici/memorie-descrittive-della-carta-geologica-ditalia/volume-92/memdes_92_1_9_metodologie.pdf
[25] BOSSEA MMXIII https://csc.cai.it/wp-content/uploads/2017/08/14_FidelibusSpecchio_Acquifero-carsico-costiero-del-Salento.pdf
[26] Geologia https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/ambiente-territorio/geologia/FOGLIA44/
[27] DIRECTIVE 2006/118/EC OF THE EUROPEAN PARLIAMENT AND OF THE COUNCIL https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:32006L0118
[28] Surface water and groundwater pollutants – Wednesday, 24 April 2024 https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2024-0358_EN.html
[29] EUR-Lex – 52003PC0550 – EN https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/HTML/?uri=CELEX:52003PC0550
[30] UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II http://www.fedoa.unina.it/14564/1/Marsiglia_Palmira_34.pdf
[31] frontespizioparteprima https://www.isprambiente.gov.it/files2017/pubblicazioni/periodici-tecnici/memorie-descrittive-della-carta-geologica-ditalia/volume-92/memdes_92_1_intro.pdf

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  • Esplorare per conservare: perché le grotte sono laboratori viventi del pianeta
    Condividi Conservazione delle grotte e biodiversità: conoscere il mondo che resta nascosto Ogni grotta conserva una parte della storia del pianeta che non appare in superficie. Acque, rocce, sedimenti, concrezioni e comunità biologiche formano sistemi collegati al paesaggio esterno. Per questo l’importanza degli ecosistemi sotterranei supera i confini della singola cavità: comprenderli è necessario per proteggere falde, sorgenti, specie rare e archivi naturali del clima. La conservazio
     

Esplorare per conservare: perché le grotte sono laboratori viventi del pianeta

August 3rd 2026 at 08:00

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Conservazione delle grotte e biodiversità: conoscere il mondo che resta nascosto

Ogni grotta conserva una parte della storia del pianeta che non appare in superficie. Acque, rocce, sedimenti, concrezioni e comunità biologiche formano sistemi collegati al paesaggio esterno.

Per questo l’importanza degli ecosistemi sotterranei supera i confini della singola cavità: comprenderli è necessario per proteggere falde, sorgenti, specie rare e archivi naturali del clima.

La conservazione delle grotte e biodiversità richiede dati, pianificazione e regole di frequentazione.

Esplorare non significa soltanto raggiungere nuovi ambienti. Significa documentarne le condizioni iniziali e riconoscere i limiti che permettono a un sistema ipogeo di mantenere le proprie funzioni.

Ecosistemi carsici: cosa sono e perché sono cruciali per l’ambiente?

Un sistema sotterraneo comprende cavità accessibili, fessure, acquiferi, sorgenti, corsi d’acqua ipogei e altri spazi privi di luce.

Nel carsismo, l’acqua circola attraverso fratture e condotti prodotti dalla dissoluzione di rocce solubili, soprattutto calcari, dolomie ed evaporiti.

La grotta visibile è quindi solo una parte di una rete molto più ampia.

Gli ecosistemi carsici sono collegati alla superficie attraverso la ricarica idrica, il trasporto di materia organica e gli scambi d’aria.

Una modifica del suolo può avere conseguenze sotterranee.

Disboscamento, impermeabilizzazione e uso non corretto delle aree di ricarica influenzano quantità e qualità dell’acqua che raggiunge gli acquiferi.

Questa connessione spiega l’importanza degli ecosistemi sotterranei anche per le persone. Le aree carsiche forniscono acqua potabile a circa il 10% della popolazione mondiale.

La protezione del territorio carsico è dunque anche una misura di tutela della risorsa idrica, non solo della cavità.

Biodiversità ipogea: quali specie vivono nelle grotte e perché sono uniche?

Le grotte ospitano pipistrelli, invertebrati, microrganismi e, negli ambienti acquatici, crostacei, molluschi, pesci e anfibi adattati alla vita sotterranea.

Non tutte le specie rinvenute in cavità dipendono esclusivamente dal sottosuolo. I troglobi e gli stigobi, però, trascorrono l’intero ciclo vitale in ambienti ipogei.

Molti organismi hanno areali ristretti. Alcuni sono noti da una sola grotta o da pochi acquiferi.

La scarsità di nutrienti, il buio e la relativa stabilità climatica favoriscono adattamenti specifici, come perdita della pigmentazione e degli occhi, sviluppo di strutture sensoriali e ritmi vitali lenti.

La biodiversità ipogea comprende anche comunità meno visibili. Batteri e altri microrganismi partecipano ai cicli della materia e, in condizioni particolari, possono sostenere reti trofiche basate su reazioni chimiche.

Conservazione delle grotte e biodiversità significano quindi proteggere organismi conosciuti e processi ecologici ancora poco descritti.

Ruolo della speleologia scientifica nella conservazione delle grotte

Il ruolo della speleologia scientifica parte dall’esplorazione condotta con metodo. Rilievi, catasti, osservazioni faunistiche, campionamenti mirati e monitoraggi di temperatura, umidità, anidride carbonica, acque e sedimenti consentono di definire lo stato di un sito e le sue vulnerabilità.

I dati raccolti aiutano a delimitare bacini di alimentazione e zone sensibili. Permettono anche di valutare gli effetti di accessi ripetuti, lavori esterni o gestione turistica. Il ruolo della speleologia scientifica è decisivo perché rende verificabili le scelte di tutela e collega geologia, idrogeologia, biologia, archeologia e climatologia.

La ricerca deve ridurre il proprio impatto. Percorsi definiti, gruppi contenuti, attrezzature pulite, divieto di prelievi non indispensabili e documentazione condivisa sono misure concrete. Ogni attività dovrebbe essere proporzionata alla fragilità del sito e accompagnata da controlli nel tempo.

Minacce agli ambienti ipogei: dalla superficie alla cavità

Le minacce principali non iniziano sempre all’ingresso di una grotta. Inquinamento delle acque, estrazione di materiali, captazioni idriche, agricoltura intensiva, urbanizzazione e perdita di vegetazione possono alterare la rete carsica. Nei condotti, il trasporto rapido dell’acqua può distribuire contaminanti fino a sorgenti e habitat lontani.

Esistono anche pressioni dirette. Visite non regolate, calpestio, rifiuti, graffiti, illuminazione inadatta, modifiche dei passaggi e disturbo alle colonie di pipistrelli possono cambiare il microclima e danneggiare concrezioni o comunità biologiche. Il cambiamento climatico aggiunge un fattore diffuso, perché modifica piogge, ricarica degli acquiferi e condizioni termiche alle quali molte specie sono adattate.

La conservazione delle grotte e biodiversità richiede di guardare all’intero sistema. Proteggere soltanto il vuoto sotterraneo, senza considerare il bacino esterno, può risultare insufficiente.

Protezione concreta delle grotte: pianificazione, monitoraggio e responsabilità

La prima azione è conoscere. Catasti aggiornati, rilievi accurati e inventari biologici permettono di individuare cavità prioritarie e aree di ricarica da tutelare. Le valutazioni ambientali per cave, infrastrutture, captazioni e trasformazioni del suolo dovrebbero includere esplicitamente gli effetti sul sottosuolo.

Servono poi strumenti di gestione. Aree protette, fasce di rispetto, regolazione degli accessi, chiusure stagionali dove sono presenti pipistrelli e piani per il turismo in grotta possono ridurre le pressioni. Nei siti aperti al pubblico, il monitoraggio del microclima e dei flussi di visita consente di adattare la gestione ai dati osservati.

Anche la divulgazione è parte della protezione. Chi frequenta una cavità deve sapere che un’impronta, un prelievo o un lavaggio improprio dell’attrezzatura possono avere effetti persistenti. L’importanza degli ecosistemi sotterranei diventa più chiara quando si riconosce che la tutela della grotta dipende da ciò che avviene dentro, sopra e attorno ad essa.

Esplorare per conservare significa produrre conoscenza utile, condividere i risultati e limitare gli impatti. È questa la direzione indicata dalle linee guida internazionali per la protezione delle grotte e del carso.

Fonti

Fonti
[1] Guidelines for Cave and Karst Protection (2nd Edition) https://engage.iucn.org/sites/default/files/2023-04/Guidelines-for-Cave-and-Karst-Protection-2022.pdf
[2] Towards evidence?based conservation of subterranean … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9545027/
[3] Guidelines for cave and karst protection : second edition https://iucn.org/resources/jointly-published/guidelines-cave-and-karst-protection-second-edition
[5] Controversie internazionali sulla conservazione delle grotte https://www.scintilena.com/controversie-internazionali-sulla-protezione-delle-grotte-unanalisi-globale-dei-conflitti-tra-conservazione-e-sviluppo/08/30/
[6] La Sfida Globale per la Conservazione degli Ecosistemi … https://www.scintilena.com/biodiversita-sotterranea-la-sfida-globale-per-la-conservazione-degli-ecosistemi-ipogei/09/18/
[7] Monitoraggio Specie Invasive nelle Grotte del Kosovo https://www.scintilena.com/monitoraggio-specie-invasive-nelle-grotte-del-kosovo-ricerca-scientifica-internazionale-per-la-protezione-degli-ecosistemi-sotterranei/09/13/
[8] Evaporiti UNESCO: cosa è cambiato in due anni tra ricerca … https://www.scintilena.com/evaporiti-unesco-cosa-e-cambiato-in-due-anni-tra-ricerca-tutela-e-sfide-ancora-aperte/01/27/
[9] Vulnerabilità Climatica e Lacune nella Conservazione di … https://www.scintilena.com/nowhere-to-hide-vulnerabilita-climatica-e-lacune-nella-conservazione-di-zopherobatrus-un-raro-coleottero-troglobio/05/08/
[10] L’Impatto dell’inquinamento idrico sulle comunità ipogee https://www.scintilena.com/limpatto-dellinquinamento-idrico-sulle-comunita-ipogee/07/27/
[11] Conferenza su Plinio il Vecchio e le Grotte: Un Viaggio … https://www.scintilena.com/conferenza-su-plinio-il-vecchio-e-le-grotte-un-viaggio-attraverso-la-scienza-antica-e-le-tecnologie-moderne/08/31/
[12] 13 Settembre: il Mondo Celebra le Grotte — Postojna … https://www.scintilena.com/13-settembre-il-mondo-celebra-le-grotte-postojna-ospita-la-prima-giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo/04/12/
[13] Microplastiche nelle grotte turistiche italiane: una nuova … https://www.scintilena.com/microplastiche-nelle-grotte-turistiche-italiane-una-nuova-minaccia-per-il-patrimonio-geologico-mondiale/08/17/
[14] sessione online dell’iniziativa Karst-Aware sull’UNEA-7 https://www.scintilena.com/il-carsismo-alle-nazioni-unite-sessione-online-delliniziativa-karst-aware-sullunea-7/03/04/
[15] Animali cavernicoli: I sovrani dimenticati del buio totale https://www.scintilena.com/animali-cavernicoli-i-sovrani-dimenticati-del-buio-totale/01/24/
[16] Nuove Creature delle Grotte Scoperte in Spagna https://www.scintilena.com/nuove-creature-delle-grotte-scoperte-in-spagna-un-genere-inedito-e-due-specie-sconosciute-riscrivono-la-fauna-sotterranea-iberica/04/24/
[17] 99 cose da sapere se abiti in un territorio carsico https://www.scintilena.com/come-riconoscere-se-vivi-in-un-territorio-carsico/06/06/
[18] EuroSpeleo Protection Label 2025: premiato il progetto di … https://www.scintilena.com/eurospeleo-protection-label-2025-premiato-il-progetto-di-conservazione-delle-grotte-nel-bacino-del-fiume-aoos-vjosa/07/03/
[19] Un nuovo punto di riferimento per la biospeleologia https://www.scintilena.com/un-nuovo-punto-di-riferimento-per-la-biospeleologia-pubblicato-il-primo-dataset-completo-sulla-fauna-sotterranea-pugliese/06/08/
[20] Sustainable speleology and cave conservation – Ricerca UniBa https://ricerca.uniba.it/handle/11586/510220
[21] Minacce e conservazione degli ecosistemi sotterranei https://www.scintilena.com/minacce-e-conservazione-degli-ecosistemi-sotterranei-lo-studio-globale-di-nanni-et-al-su-biological-conservation/07/14/
[22] Subterranean Biodiversity on the Brink: Urgent Framework for … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12523527/
[23] Assessing preservation priorities of caves and karst areas using the frequency of endemic cave-dwelling species https://pdfs.semanticscholar.org/8b20/30345dbe89f3099165b8477b7547e14736fa.pdf
[24] Caves as wildlife refuges in degraded landscapes in the Brazilian Amazon – PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37055452/
[25] Conserving relics from ancient underground worlds: assessing the influence of cave and landscape features on obligate iron cave dwellers from the Eastern Amazon – PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29576987/
[26] Out of sight and out of mind? The conservation status … https://www.conservationgateway.org/collections/biodiversity/subterranean-biodiversity-conservation-gaps-cave-obligate-species-north-america/
[27] https://doi.org/10.11606/issn.2316-9095.v23-205328 https://repositorio.usp.br/directbitstream/6eeec711-ebbc-45ab-a387-5fbe662738e1/3249258_ingl%C3%AAs.pdf
[28] An expert-based global assessment of threats and conservation measures for subterranean ecosystems https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0006320723002379
[29] La – Minacce e conservazione degli ecosistemi sotterranei … https://www.facebook.com/Scintilena/photos/minacce-e-conservazione-degli-ecosistemi-sotterranei-lo-studio-globale-di-nanni-/1665453212253875/
[30] Scientists’ Warning on the Conservation of Subterranean Ecosystems https://academic.oup.com/bioscience/article/69/8/641/5519083?login=true
[31] Available online at scholarcommons.usf.edu/ijs https://digitalcommons.usf.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1814&context=ijs

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  • Corso di speleologia a Putignano: al via il 37° Corso di Introduzione alla Speleologia del Gruppo Ricerche Carsiche
    Condividi Dal 17 settembre al 22 ottobre 2026 il 37° Corso di Introduzione alla Speleologia accompagnerà i partecipanti alla scoperta delle grotte della Puglia con lezioni teoriche, esercitazioni in palestra di roccia e uscite in ambiente ipogeo. Il 37° Corso di Introduzione alla Speleologia apre le iscrizioni Sono aperte le iscrizioni al 37° Corso di Introduzione alla Speleologia organizzato dal Gruppo Ricerche Carsiche Putignano, realtà del Club Alpino Italiano – Sezione di Gioia del Col
     

Corso di speleologia a Putignano: al via il 37° Corso di Introduzione alla Speleologia del Gruppo Ricerche Carsiche

August 3rd 2026 at 07:00

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Dal 17 settembre al 22 ottobre 2026 il 37° Corso di Introduzione alla Speleologia accompagnerà i partecipanti alla scoperta delle grotte della Puglia con lezioni teoriche, esercitazioni in palestra di roccia e uscite in ambiente ipogeo.

Il 37° Corso di Introduzione alla Speleologia apre le iscrizioni

Sono aperte le iscrizioni al 37° Corso di Introduzione alla Speleologia organizzato dal Gruppo Ricerche Carsiche Putignano, realtà del Club Alpino Italiano – Sezione di Gioia del Colle che dal 1983 svolge attività di ricerca, studio e divulgazione del fenomeno carsico.

Il corso si svolgerà dal 17 settembre al 22 ottobre 2026 ed è rivolto a chi desidera avvicinarsi alla speleologia senza necessità di esperienze precedenti. L’obiettivo è fornire le basi tecniche e culturali per conoscere il mondo sotterraneo, imparare a muoversi in sicurezza e comprendere il valore scientifico e ambientale delle grotte.

L’iniziativa è organizzata nell’ambito della Scuola Nazionale di Speleologia del Club Alpino Italiano, seguendo un programma che alterna teoria e pratica, secondo il modello adottato dai corsi CAI in tutta Italia. 

Speleologia e formazione: lezioni teoriche e attività pratiche

Il programma prevede sei lezioni teoriche presso la sede del Gruppo Ricerche Carsiche, in via Noci 83 a Putignano.

Gli argomenti affrontati comprendono:

  • presentazione dell’attività speleologica, esposizione al rischio e mitigazione;
  • materiali e tecniche di progressione;
  • geologia e carsismo;
  • topografia speleologica;
  • biospeleologia;
  • consegna degli attestati finali.

Accanto alle lezioni sono previste cinque attività pratiche: due esercitazioni in palestra di roccia e tre uscite in grotta, durante le quali gli allievi potranno applicare le tecniche apprese sotto la guida degli istruttori della Scuola. Il calendario potrà subire modifiche in base alle condizioni meteorologiche o organizzative.

Un percorso per conoscere il patrimonio carsico della Puglia

Il Gruppo Ricerche Carsiche Putignano opera da oltre quarant’anni nella ricerca e nell’esplorazione delle cavità pugliesi. Attraverso il corso intende trasmettere non soltanto le tecniche di progressione, ma anche la conoscenza dell’ambiente carsico e l’importanza della sua tutela.

La frequentazione delle grotte viene affrontata con particolare attenzione agli aspetti della sicurezza, della responsabilità individuale e del rispetto degli ecosistemi sotterranei. Durante il corso vengono illustrate anche le basi della geologia, della formazione delle cavità e della biodiversità ipogea, elementi fondamentali per comprendere il valore del patrimonio naturale pugliese.

Iscrizioni, requisiti e quota di partecipazione

Il corso è aperto a persone dai 15 anni di età e prevede un numero massimo di 12 partecipanti.

Le iscrizioni resteranno aperte fino al 10 settembre 2026 oppure fino al raggiungimento dei posti disponibili.

Al momento dell’iscrizione occorre presentare:

  • due fotografie formato tessera;
  • certificato medico per attività sportiva non agonistica.

La quota di partecipazione è di:

  • 130 euro per i soci CAI;
  • 180 euro per i non soci.

La quota comprende le lezioni teoriche, le uscite pratiche, il materiale tecnico di progressione in grotta, l’attrezzatura personale, l’assicurazione, le dispense e la tessera del Club Alpino Italiano.

Per informazioni è possibile contattare Mirko Mangini (331 5774634), Piero Lippolis (368 3080018) oppure la Grotta del Trullo di Putignano (080 4912113).

La speleologia come attività di conoscenza e tutela

I corsi di introduzione rappresentano il primo passo per chi desidera avvicinarsi alla speleologia in modo consapevole. Oltre all’apprendimento delle tecniche di progressione, consentono di conoscere gli aspetti scientifici del carsismo e il delicato equilibrio degli ambienti sotterranei, promuovendo comportamenti rispettosi durante le attività di esplorazione.

Per il Gruppo Ricerche Carsiche Putignano questa trentasettesima edizione conferma un impegno pluridecennale nella formazione di nuovi speleologi e nella valorizzazione del patrimonio carsico della Puglia. 

Fonti

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  • Nardò, Gruppo Speleologico Neretino verso il finale del ciclo estivo tra preistoria e patrimonio idrico
    Condividi Il 9 agosto 2026 al Castello Acquaviva l’incontro “Pucze, puteos e trozze” chiuderà il programma di divulgazione del Gruppo Speleologico Neretino dedicato al territorio, alle acque sotterranee e alle opere rurali minori. Il Gruppo Speleologico Neretino conclude domenica 9 agosto il proprio ciclo estivo 2026 con un incontro dedicato alla memoria idrica e rurale del Salento. L’appuntamento è fissato alle ore 19 nell’atrio del Castello Acquaviva di Nardò. L’ingresso è libero. Il tit
     

Nardò, Gruppo Speleologico Neretino verso il finale del ciclo estivo tra preistoria e patrimonio idrico

August 3rd 2026 at 06:00

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Il 9 agosto 2026 al Castello Acquaviva l’incontro “Pucze, puteos e trozze” chiuderà il programma di divulgazione del Gruppo Speleologico Neretino dedicato al territorio, alle acque sotterranee e alle opere rurali minori.

Il Gruppo Speleologico Neretino conclude domenica 9 agosto il proprio ciclo estivo 2026 con un incontro dedicato alla memoria idrica e rurale del Salento. L’appuntamento è fissato alle ore 19 nell’atrio del Castello Acquaviva di Nardò. L’ingresso è libero.

Il titolo scelto è “Pucze, puteos e trozze”. La serata intende approfondire pozzi, opere di captazione e manufatti rurali collegati alla ricerca dell’acqua nel sottosuolo. Si tratta di strutture spesso poco visibili nel paesaggio contemporaneo, ma centrali nella storia delle comunità agricole salentine.

Gruppo Speleologico Neretino e il ciclo estivo 2026

Il programma estivo del Gruppo Speleologico Neretino ha proposto incontri che uniscono speleologia, archeologia, preistoria e conoscenza del paesaggio. Il percorso è iniziato il 5 luglio con “Sotto i nostri piedi”, dedicato alla tutela e alla fruizione delle aree archeologiche e speleologiche del territorio neretino.

In quella occasione sono intervenuti Serena Strafella della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, Giovanna Cera dell’Università del Salento e Antonio Saponara. Il tema della tutela del patrimonio ipogeo è parte costante dell’attività divulgativa del gruppo.

Il secondo incontro, “La baia del tempo”, si è svolto il 15 luglio. La serata ha posto al centro la preistoria della costa neretina, le grotte e le comunità umane che frequentarono il Salento tra la presenza neandertaliana e quella di Homo sapiens. Le ricerche nelle cavità della Baia di Uluzzo costituiscono un riferimento importante per la conoscenza del Paleolitico mediterraneo.[1]

Il Gruppo Speleologico Neretino affonda le proprie origini nel 1972, nel contesto delle ricerche preistoriche avviate nell’area. La sua attività comprende esplorazione, documentazione, didattica, archeologia e studio dei fenomeni carsici. Secondo la scheda storica di OpenSpeleo, il gruppo ha contribuito al catasto di circa cento cavità terrestri e subacquee del Salento.[2]

Pucze, puteos e trozze nel Salento

L’incontro conclusivo sarà introdotto dall’ingegnera Anastasia Rocca. La geologa Francesca Lagna interverrà sul tema della risorsa idrica sotterranea. Antonio D’Elia affronterà invece l’architettura dei pozzi freatici del XVII secolo. Francesco Orlando proporrà una riflessione sul rapporto fra uomo e acqua, osservato nelle sue dimensioni quotidiane, produttive e simboliche.

Le trozze sono tra gli elementi più riconoscibili di questo patrimonio. Il termine indica pozzi molto profondi, realizzati manualmente nella roccia e dotati di sistemi di sollevamento dell’acqua. In alcuni casi la profondità poteva raggiungere diverse decine di metri.[3]

Il loro impiego rispondeva alle condizioni ambientali del Salento. In un territorio con pochi corsi d’acqua superficiali permanenti, l’accesso alla falda e la raccolta dell’acqua piovana hanno richiesto nei secoli soluzioni tecniche specifiche. Pozzi, cisterne, pozzelle e trozze raccontano quindi una lunga pratica di adattamento alle caratteristiche idrogeologiche locali.[4]

La parola trozza è ricondotta al latino medievale trochlea, collegato al concetto di carrucola. Non si tratta dunque solo di un’apertura verticale nel terreno. La struttura univa lo scavo, la necessità di raggiungere la falda e l’uso di dispositivi adatti a recuperare l’acqua.[4]

Patrimonio idrico rurale e speleologia

Per il Gruppo Speleologico Neretino, il patrimonio idrico rurale rientra nel più ampio campo delle cavità artificiali e dei manufatti ipogei. Studiare queste opere significa rilevarne forma, tecniche costruttive, rapporto con le falde e inserimento nel paesaggio storico.

L’interesse del gruppo per le trozze non è recente. Nell’aprile 2026 era già stata organizzata a Nardò una serata divulgativa dedicata alla loro conoscenza e salvaguardia. In quel contesto, il gruppo ha evidenziato il valore dei pozzi scavati a mano come documenti della vita rurale e della gestione storica della risorsa idrica.[5]

Anche una precedente iniziativa al Castello Acquaviva aveva illustrato trozze, trappeti ipogei e cave sotterranee. La documentazione di questi manufatti consente di leggere insieme le tecniche estrattive, agricole e idrauliche che hanno modellato il territorio neretino.[3]

La serata del 9 agosto chiuderà quindi un itinerario che dal sottosuolo archeologico arriva alle forme più quotidiane dell’uso dell’acqua. Il Gruppo Speleologico Neretino propone un’occasione di approfondimento rivolta a cittadini, studiosi e persone interessate alla storia materiale del Salento.

Fonti

Fonti
[1] Puglia Archivi https://www.scintilena.com/category/puglia/
[2] Gruppo Speleologico Neretino http://www.openspeleo.org/openspeleo/groups-view-118.html
[3] Scoperte Sotterranee: Un Viaggio negli Ipogei Artificiali di Nardò – Scintilena https://www.scintilena.com/scoperte-sotterranee-un-viaggio-negli-ipogei-artificiali-di-nardo/08/20/
[4] Le Trozze di Nardò: il Gruppo Speleologico Neretino racconta la … https://www.scintilena.com/le-trozze-di-nardo-il-gruppo-speleologico-neretino-racconta-la-storia-dellacqua-nel-salento/04/24/
[5] Gruppo Speleologico Neretino – Speleo dal 1972 https://www.gsneretino.it/
[7] Scoprire il Salento Sotterraneo: Un Viaggio tra Storia e Sudore – Scintilena https://www.scintilena.com/scoprire-il-salento-sotterraneo-un-viaggio-tra-storia-e-sudore/07/19/
[8] L’arte del trarre l’olio: viaggio nei trappeti ipogei tra storia e … https://www.scintilena.com/larte-del-trarre-lolio-viaggio-nei-trappeti-ipogei-tra-storia-e-speleologia/08/16/
[9] Carsica Experience 2025 – tra storia, miti e leggende – Scintilena https://www.scintilena.com/carsica-experience-2025-tra-storia-miti-e-leggende/07/24/
[10] L’Abruzzo nascosto torna a Pagannica: mostra fotografica uPIX nei locali del Palazzo Ducale – Scintilena https://www.scintilena.com/labruzzo-nascosto-torna-a-pagannica-mostra-fotografica-upix-nei-locali-del-palazzo-ducale/06/20/
[11] Umbria Water Festival – Il programma narnese https://www.scintilena.com/umbria-water-festival-il-programma-narnese/05/11/
[12] Didattica Archivi – Pagina 3 di 19 https://www.scintilena.com/category/didattica/page/3/
[13] Programma del Raduno Nazionale Puglia Underground 2014 https://www.scintilena.com/programma-del-raduno-nazionale-puglia-underground-2014/05/22
[20] Puglia, il Gruppo Speleologico Neretino apre il programma … https://www.scintilena.com/puglia-il-gruppo-speleologico-neretino-apre-il-programma-estivo-2026-nel-giardino-botanico/06/17/
[21] Gruppo Speleologico Neretino (@gsneretino) https://www.instagram.com/gsneretino/
[22] Nardò (LE): “INSOLITA RASSEGNA”, la rassegna letteraria … https://otticheparallelemagazine.com/2026/07/02/nardo-le-insolita-rassegna-la-rassegna-letteraria-che-non-ti-aspetti-nel-centro-storico-barocco-salentino/
[23] Nardò | I tre porcellini – specialità tutta sarda https://iltaccodibacco.it/en/puglia/events/324874.html
[24] Gruppo Speleologico Neretino | Nardò https://www.facebook.com/gruppospeleologico.neretino/?locale=it_IT
[25] Nardò, predoni al lavoro scomparso un antico pozzo https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/mondo/450982/nardo-predoni-al-lavoro-scomparso-un-antico-pozzo.html
[26] Gruppo Speleologico Neretino https://www.facebook.com/gruppospeleologico.neretino/photos/1387488033414119/
[27] “Onde di Cultura”: Nardò accende l’estate con arte, musica e teatro https://www.leccetomorrow.it/2026/06/01/onde-di-cultura-nardo-accende-lestate-con-arte-musica-e-teatro/
[28] La Notte della Taranta – Etapa de Nardò https://www.festivalinitalia.it/es/festival/la-notte-della-taranta-etapa-de-nardo
[29] Full text of “Archivio storico siciliano” http://archive.org/stream/archiviostorico60patrgoog/archiviostorico60patrgoog_djvu.txt
[30] Nardò sottoterra: il Gruppo Speleologico Neretino guida turisti e residenti alla scoperta delle meraviglie nascoste – Scintilena https://www.scintilena.com/nardo-sottoterra-il-gruppo-speleologico-neretino-guida-turisti-e-residenti-alla-scoperta-delle-meraviglie-nascoste/06/27/

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  • Sei giovani barbagianni in un solo nido: un segnale incoraggiante per la biodiversità rurale
    Condividi Una straordinaria covata scoperta in Inghilterra racconta quanto la qualità degli habitat possa fare la differenza per la conservazione di uno dei rapaci notturni più affascinanti d’Europa: ne parla la BBC La notizia non riguarda direttamente la speleologia, ma richiama uno dei temi cari a Scintilena: la tutela degli habitat e della biodiversità, valori che accomunano il mondo speleologico e quello della conservazione della natura. BBC nei giorni scorsi ha pubblicato una notizia
     

Sei giovani barbagianni in un solo nido: un segnale incoraggiante per la biodiversità rurale

August 3rd 2026 at 05:00

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Una straordinaria covata scoperta in Inghilterra racconta quanto la qualità degli habitat possa fare la differenza per la conservazione di uno dei rapaci notturni più affascinanti d’Europa: ne parla la BBC

La notizia non riguarda direttamente la speleologia, ma richiama uno dei temi cari a Scintilena: la tutela degli habitat e della biodiversità, valori che accomunano il mondo speleologico e quello della conservazione della natura.

BBC nei giorni scorsi ha pubblicato una notizia che, pur arrivando da lontano, parla anche del nostro territorio.

E’ stata scoperta una covata di sei giovani barbagianni (Tyto alba) in una fattoria nei pressi di Peterborough, in Inghilterra: un evento raro, accolto con entusiasmo dai ricercatori impegnati nel monitoraggio della specie e da chi, ogni giorno, lavora per mantenere vivo il delicato equilibrio degli ecosistemi agricoli.

I sei piccoli, di età compresa tra i quaranta e i cinquanta giorni, sono stati trovati all’interno di una cassetta nido installata nell’ambito di un progetto di conservazione. Dopo il controllo sanitario, sono stati inanellati con un codice identificativo che consentirà di seguirne gli spostamenti e di raccogliere informazioni preziose sulla loro sopravvivenza e sulla futura riproduzione.

Si tratta di una covata eccezionale. Negli ultimi anni, infatti, il numero di giovani barbagianni allevati con successo era diminuito sensibilmente. Gli adulti continuavano a occupare i siti di nidificazione, ma la scarsità di prede, soprattutto piccoli roditori, spesso impediva loro di portare a termine la riproduzione.

Quest’anno, invece, le condizioni ambientali si sono rivelate più favorevoli. L’abbondanza di cibo ha permesso alle coppie di allevare nidiate numerose, e quella di Peterborough rappresenta, finora, il caso più significativo osservato nel programma di monitoraggio locale.

Il barbagianni è molto più di un elegante rapace notturno dal caratteristico volto a forma di cuore. È un vero indicatore della qualità ambientale. Dove sopravvivono prati stabili, filari, siepi, fossati e un’agricoltura capace di conservare una buona biodiversità, questa specie trova le condizioni ideali per cacciare e riprodursi. Al contrario, la semplificazione del paesaggio rurale, l’eliminazione degli elementi naturali e il traffico stradale rappresentano ancora oggi alcune delle principali cause del suo declino.

La fattoria inglese dove è avvenuta la scoperta ha investito proprio nella creazione di habitat favorevoli: percorsi di caccia lontani dalle strade, tutela delle aree verdi e installazione di cassette nido. Un esempio concreto di come una gestione attenta del territorio possa produrre risultati misurabili.

Anche in Italia il barbagianni è diffuso in molte aree agricole e collinari, comprese numerose vallate alpine e prealpine. Nidifica spesso in cascine, fienili, campanili, ruderi e altri edifici tradizionali, ambienti che rischiano di scomparire o di essere ristrutturati senza tenere conto della fauna selvatica. In alcune zone trova rifugio anche in cavità naturali e pareti rocciose, a testimonianza della sua straordinaria capacità di adattamento.

La presenza del barbagianni racconta una storia che va oltre la singola specie: il territorio conserva ancora insetti, piccoli mammiferi, prati ricchi di vita e spazi in cui la natura riesce a mantenere il proprio equilibrio. Per questo una covata di sei giovani, al di là della curiosità ornitologica, è un piccolo successo della conservazione.

Fonte: BBC News, Peterborough farm’s delight after six white owlets found nesting. https://www.bbc.com/news/articles/cvg9nql8x83o

Una nota per i lettori

La notizia arriva dall’Inghilterra e non riguarda direttamente il mondo della speleologia. Tuttavia, racconta un esempio concreto di come la tutela degli habitat, il monitoraggio scientifico e una gestione attenta del territorio possano produrre risultati significativi per la conservazione della fauna selvatica.

Il barbagianni è una specie simbolo degli ecosistemi rurali e la sua presenza testimonia la buona qualità dell’ambiente. Ogni coppia può catturare migliaia di piccoli roditori ogni anno, svolgendo un prezioso servizio ecosistemico e contribuendo all’equilibrio naturale senza alcun intervento artificiale.

Per questo abbiamo scelto di condividere questa storia: perché la conservazione della biodiversità è un patrimonio comune, e ogni successo nella tutela della natura rappresenta una buona notizia anche per chi, come gli speleologi, dedica il proprio impegno alla conoscenza e alla salvaguardia dell’ambiente.

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  • Pipistrelli e anticorpi: scoperta la doppia architettura genetica che li rende immuni ai virus
    Condividi Pipistrelli e anticorpi al centro di uno studio su undici specie di vespertilionidi: due loci completi per le catene pesanti delle immunoglobuline, su cromosomi distinti, ampliano il quadro dell’immunità antivirale. Pipistrelli e anticorpi, la scoperta genetica I vespertilionidi possiedono una caratteristica immunogenetica finora non descritta negli altri mammiferi. Un gruppo di ricerca coordinato da Tulane University, con collaborazioni di Stanford University e Centers for D
     

Pipistrelli e anticorpi: scoperta la doppia architettura genetica che li rende immuni ai virus

August 2nd 2026 at 09:00

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Pipistrelli e anticorpi al centro di uno studio su undici specie di vespertilionidi: due loci completi per le catene pesanti delle immunoglobuline, su cromosomi distinti, ampliano il quadro dell’immunità antivirale.

Pipistrelli e anticorpi, la scoperta genetica

I vespertilionidi possiedono una caratteristica immunogenetica finora non descritta negli altri mammiferi.

Un gruppo di ricerca coordinato da Tulane University, con collaborazioni di Stanford University e Centers for Disease Control and Prevention, ha identificato due loci completi e funzionali del gene della catena pesante delle immunoglobuline, o IGH, collocati su cromosomi diversi.

Lo studio è stato pubblicato il 29 luglio 2026 su Science Advances. L’analisi comprende undici specie della famiglia Vespertilionidae, la più numerosa tra i Chirotteri, con oltre 500 specie.

Negli altri mammiferi conosciuti, la produzione delle catene pesanti degli anticorpi dipende invece da un solo locus IGH.

La scoperta riguarda quindi i pipistrelli e anticorpi in una prospettiva nuova. Non dimostra ancora quale sia l’effetto di questa configurazione durante un’infezione, ma definisce un’architettura genetica che può ampliare i percorsi con cui il sistema immunitario adattativo costruisce e seleziona le proprie risposte.

Anticorpi dei pipistrelli e due loci IGH

Gli anticorpi sono proteine del sistema immunitario capaci di riconoscere strutture specifiche di virus, batteri e altre molecole estranee. Ogni immunoglobulina comprende due catene pesanti e due catene leggere; le regioni variabili alle estremità della proteina contribuiscono al riconoscimento dell’antigene.

Nei vespertilionidi, i due loci IGH risultano entrambi attivi. I ricercatori lo hanno verificato anche con dati di trascrittomica a singola cellula nel pipistrello bruno americano (Eptesicus fuscus), mostrando che le cellule B usano entrambe le serie genetiche per riarrangiare ed esprimere le catene pesanti.

Il primo sistema presenta un repertorio più ampio di segmenti genici.

Può offrire una maggiore varietà iniziale nella costruzione degli anticorpi dei pipistrelli.

Il secondo locus è più compatto e dispone di meno segmenti, ma mostra segnali compatibili con un impiego più marcato dell’ipermutazione somatica, il processo che modifica le sequenze degli anticorpi nelle cellule B dopo il contatto con un antigene.

Diversità immunitaria nei vespertilionidi

Le due sedi genetiche non sono una semplice copia ridondante. I dati indicano meccanismi distinti per generare diversità, un uso preferenziale del locus più piccolo e differenze nella selezione delle cellule B che hanno incontrato l’antigene e delle plasmacellule.

Gli autori propongono che l’assetto derivi dalla duplicazione di un locus IGH ancestrale, seguita da perdite, mantenimenti e duplicazioni indipendenti dei segmenti genici.

Configurazioni con loci duplicati sono note in forma più limitata in alcuni pesci teleostei. Nei mammiferi, la presenza di due loci IGH completi, separati e funzionanti rappresenta invece un caso inedito.

Questo dato invita a non estendere automaticamente i risultati all’intero ordine dei Chirotteri. La duplicazione è stata osservata nei vespertilionidi e dovrà essere cercata, specie per specie, nelle altre linee evolutive.

Virus, tolleranza e limiti dello studio

Molte specie di pipistrelli possono ospitare virus zoonotici senza sviluppare manifestazioni cliniche paragonabili a quelle osservate in altri ospiti. La tolleranza virale non è spiegata da un solo tratto: ricerche precedenti indicano il possibile concorso della regolazione dell’infiammazione, delle vie interferoniche e di altre variazioni dell’immunità innata e adattativa.[4][5][6]

I due loci IGH offrono una possibile chiave per capire la varietà degli anticorpi dei pipistrelli. Non consentono ancora di affermare che rendano la risposta più rapida, più efficace o direttamente responsabile della tolleranza ai virus.[2][1]

Per rispondere serviranno studi funzionali durante infezioni controllate, confronti tra specie e analisi delle risposte anticorpali nel tempo.[2][3]

La cautela è rilevante anche nella comunicazione del rischio. I pipistrelli non devono essere descritti solo come serbatoi di patogeni: il rischio di trasmissione dipende da specifici contesti ecologici, sanitari e di contatto fra fauna selvatica, animali domestici e persone.[7][4]

Ricadute per biospeleologia e tutela

Per la biospeleologia, la ricerca su pipistrelli e anticorpi rafforza il valore delle colonie come sistemi naturali da studiare con tecniche attente al benessere degli animali. Grotte, miniere e altri rifugi sotterranei possono ospitare aggregazioni riproduttive, svernanti o di transito.[8]

Campionamenti, rilievi faunistici e attività speleologiche richiedono protocolli adeguati alla stagione e alla specie presente. La protezione dei rifugi e la riduzione del disturbo sono coerenti sia con la conservazione dei Chirotteri sia con la qualità dei dati biologici raccolti.[8]

Conoscere meglio gli anticorpi dei pipistrelli può aiutare a impostare monitoraggi più precisi e a distinguere le dinamiche immunitarie proprie delle diverse specie.[3][1]

Prossime verifiche sugli anticorpi dei pipistrelli

Il passo successivo sarà osservare come i due loci IGH contribuiscano alla risposta contro agenti patogeni reali. Sarà utile stabilire quali anticorpi derivino da ciascun locus, con quale frequenza e in quali fasi dell’infezione.[1][3]

Altrettanto importante sarà confrontare individui, popolazioni e specie con ecologie differenti. La nuova architettura genetica non chiude il problema della tolleranza virale, ma offre una direzione sperimentale concreta per studiare come evolvono gli anticorpi dei pipistrelli e come l’immunità adattativa si integri con le altre difese dell’organismo.[7][2]

Fonti

Fonti
[1] Immunoglobulin heavy chain locus duplication in bats 4518 https://academic.oup.com/jimmunol/article/214/Supplement_1/vkaf283.2191/8330103
[2] How bats tolerate viruses: Tulane study sheds light on one of nature’s biggest immune mysteries https://www.eurekalert.org/news-releases/1137879
[3] Genetically and Functionally Distinct Immunoglobulin Heavy Chain Locus Duplication in Bats https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2024.08.09.606892v1.full.pdf
[4] Lezioni traducibili dal sistema immunitario equilibrato dei … https://www.scintilena.com/lezioni-traducibili-dal-sistema-immunitario-equilibrato-dei-pipistrelli/02/23/
[5] Extraordinary diversity of antiviral immune-related gene families … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC13085271/
[6] Comparative analyses of bat genomes identify distinct evolution of immunity in Old World fruit bats https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.add0141
[7] Diverse hosts, diverse immune systems: Evolutionary variation in bat … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12412728/
[9] Publications – Bats at Tulane (BAT) lab https://www.tulanebats.com/pagecv
[10] Immunoglobulin germline reference sequences enable … – NIH https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12664418/
[11] Annotation of bat IG H/L/K loci and analysis of the characteristics of bat BCR-CDR3 repertoires – PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42245652/
[12] Vaccinare i pipistrelli per fermare le prossime pandemie? – Scintilena https://www.scintilena.com/vaccinare-i-pipistrelli-per-fermare-le-prossime-pandemie/04/05/
[13] Hannah bio – Bats at Tulane (BAT) lab https://www.tulanebats.com/hannah-bio
[14] Python Cave e Virus di Marburg: cosa rivela lo studio 2026 – Scintilena https://www.scintilena.com/python-cave-e-virus-di-marburg-cosa-rivela-lo-studio-2026/05/04/
[15] Landscape of IGH germline genes of Chiroptera and the … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10986613/
[16] Bats at Tulane (BAT) lab https://www.tulanebats.com/

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  • Font-de-Gaume: la datazione al radiocarbonio riscrive la cronologia dell’arte rupestre paleolitica
    Condividi Le pitture della grotta di Font-de-Gaume in Dordogna sono state datate per la prima volta con il radiocarbonio. La ricerca apre nuove prospettive per lo studio dell’arte rupestre paleolitica e dell’evoluzione delle frequentazioni umane nelle grotte decorate. La grotta di Font-de-Gaume entra in una nuova fase della ricerca archeologica Per la prima volta è stato possibile attribuire un’età assoluta ad alcune pitture della grotta di Font-de-Gaume, uno dei più importanti siti di
     

Font-de-Gaume: la datazione al radiocarbonio riscrive la cronologia dell’arte rupestre paleolitica

August 2nd 2026 at 08:00

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Le pitture della grotta di Font-de-Gaume in Dordogna sono state datate per la prima volta con il radiocarbonio.

La ricerca apre nuove prospettive per lo studio dell’arte rupestre paleolitica e dell’evoluzione delle frequentazioni umane nelle grotte decorate.

La grotta di Font-de-Gaume entra in una nuova fase della ricerca archeologica

Per la prima volta è stato possibile attribuire un’età assoluta ad alcune pitture della grotta di Font-de-Gaume, uno dei più importanti siti di arte rupestre paleolitica della Francia.

La ricerca, coordinata dal Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) e pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), rappresenta un passaggio significativo per gli studi sull’arte preistorica della Dordogna.

La grotta si trova nella valle della Vézère, nel sud-ovest della Francia, un’area inserita nel Patrimonio Mondiale UNESCO dal 1979 insieme ad altri siti preistorici di grande valore, tra cui la celebre grotta di Lascaux.

Font-de-Gaume conserva oltre duecento figure dipinte e incise, con una ricca presenza di bisonti, cavalli e mammut, ed è una delle poche grotte decorate francesi ancora accessibili al pubblico in modo regolamentato. (Wikipedia?)

Arte rupestre paleolitica: perché la datazione era così difficile

Per decenni gli studiosi hanno ritenuto impossibile applicare la datazione al radiocarbonio alle pitture nere della regione.

Si pensava infatti che i pigmenti fossero composti esclusivamente da ossidi minerali di ferro e manganese, privi di carbonio organico.

Il gruppo di ricerca ha deciso di verificare questa ipotesi utilizzando tecniche completamente non invasive.

La microspettrometria Raman e l’imaging iperspettrale hanno consentito di analizzare la composizione chimica delle pitture senza alterarle.

Le analisi hanno evidenziato la presenza diffusa di particelle di carbone vegetale incorporate nel pigmento nero.

Questo risultato ha reso possibile il ricorso alla datazione con il carbonio-14, metodo finora considerato non applicabile alle pitture della Dordogna. (ScienceDaily?)

Datazione al radiocarbonio delle pitture di Font-de-Gaume

Dopo la scoperta del carbone nei pigmenti, le autorità francesi hanno autorizzato in via eccezionale il prelievo di microscopici campioni da due figure nere.

La prima rappresenta un bisonte. L’analisi ha indicato un’età compresa tra circa 13.460 e 13.160 anni fa, confermando la sua appartenenza al Paleolitico superiore.

La seconda figura, interpretata come una maschera o un volto stilizzato, ha restituito un risultato più complesso.

Diverse parti dell’immagine sono state realizzate in epoche differenti, con intervalli cronologici separati anche da migliaia di anni.

Questo suggerisce che la stessa figura possa essere stata modificata o completata nel corso di successive frequentazioni della grotta. (PubMed?)

Le prospettive per lo studio delle grotte decorate

La nuova metodologia offre possibilità che vanno oltre il caso di Font-de-Gaume.

Molte altre pitture considerate finora non databili potrebbero essere riesaminate con gli stessi criteri, verificando la presenza di carbone nei pigmenti.

Disporre di date assolute consentirà di confrontare con maggiore precisione le diverse fasi artistiche delle grotte decorate, comprendere l’evoluzione degli stili e ricostruire quando gruppi umani differenti siano tornati negli stessi siti per aggiungere nuove immagini o intervenire su quelle già esistenti.

La ricerca contribuisce anche a comprendere meglio il significato culturale delle cavità decorate durante il Paleolitico superiore.

Le grotte potrebbero aver rappresentato luoghi frequentati per periodi molto lunghi, mantenendo un valore simbolico attraverso numerose generazioni.

Un nuovo strumento per l’archeologia preistorica

Gli autori dello studio ritengono che l’integrazione tra analisi chimiche non invasive e datazione al radiocarbonio possa diventare un riferimento per le future ricerche sull’arte rupestre paleolitica.

L’approccio sperimentato a Font-de-Gaume dimostra come tecnologie moderne possano fornire nuove informazioni senza compromettere la conservazione di opere che costituiscono uno dei patrimoni archeologici più importanti d’Europa.

La possibilità di attribuire una cronologia diretta alle pitture apre una fase nuova nello studio delle grotte decorate della Dordogna e, più in generale, dell’arte parietale paleolitica.

Fonti

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  • Speleologia a Pradut: il Gruppo Speleologico Sacile racconta le nuove esplorazioni alla Cjasa dei Venth
    Condividi Il 13 agosto 2026 al Rifugio Pradut un incontro dedicato alla speleologia, alle esplorazioni del Gruppo Speleologico Sacile e alle più recenti scoperte nell’area del Colciavath. Un incontro pubblico dedicato alla speleologia nel territorio di Pradut Giovedì 13 agosto 2026, alle ore 17.30, il Rifugio Pradut, nel comune di Claut (Pordenone), ospiterà un appuntamento dedicato alla speleologia e all’attività di esplorazione del Gruppo Speleologico Sacile. L’iniziativa, promossa c
     

Speleologia a Pradut: il Gruppo Speleologico Sacile racconta le nuove esplorazioni alla Cjasa dei Venth

August 2nd 2026 at 07:00

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Il 13 agosto 2026 al Rifugio Pradut un incontro dedicato alla speleologia, alle esplorazioni del Gruppo Speleologico Sacile e alle più recenti scoperte nell’area del Colciavath.

Un incontro pubblico dedicato alla speleologia nel territorio di Pradut

Giovedì 13 agosto 2026, alle ore 17.30, il Rifugio Pradut, nel comune di Claut (Pordenone), ospiterà un appuntamento dedicato alla speleologia e all’attività di esplorazione del Gruppo Speleologico Sacile.

L’iniziativa, promossa con il titolo “La Cjasa dei Venth si presenta”, offrirà al pubblico l’occasione di conoscere da vicino il lavoro svolto dagli speleologi nell’area carsica delle Dolomiti Friulane.

L’incontro sarà incentrato sulle più recenti esplorazioni e sulle scoperte effettuate negli ultimi mesi, con particolare riferimento al sistema carsico sviluppato nella zona del Colciavath, che continua a richiamare l’interesse della comunità speleologica italiana.

Le recenti esplorazioni del Gruppo Speleologico Sacile

Negli ultimi mesi il Gruppo Speleologico Sacile ha concentrato una parte importante delle proprie attività nell’area di Pradut e Colciavath.

Tra le scoperte più significative figura la cavità denominata La Cjasa dei Venti, individuata nei pressi di Casera Casavento.

La grotta, caratterizzata da una marcata corrente d’aria all’ingresso, ha già raggiunto uno sviluppo di circa quattro chilometri e presenta numerosi passaggi, strettoie e gallerie ancora oggetto di esplorazione.

Secondo gli speleologi potrebbe rappresentare un importante collettore collegato ad altre cavità dell’area, prospettiva che rende particolarmente interessante la prosecuzione delle ricerche. 

Le attività di rilievo e documentazione hanno inoltre consentito di ampliare la conoscenza del sistema carsico locale, che negli ultimi anni si è confermato uno dei più dinamici del Friuli Venezia Giulia.

Il territorio del Pradut e il patrimonio carsico delle Dolomiti Friulane

L’area di Pradut-Resettum, nel territorio comunale di Claut, rappresenta uno dei principali comprensori carsici della provincia di Pordenone. Qui sono note numerose cavità naturali, tra cui il Landri Scur e altri importanti abissi esplorati nel corso degli ultimi decenni.

Il Gruppo Speleologico Sacile opera da anni in questa zona svolgendo attività di esplorazione, rilievo topografico, ricerca scientifica e tutela del patrimonio ipogeo. L’associazione promuove anche iniziative divulgative rivolte al pubblico, con l’obiettivo di far conoscere il fenomeno carsico e sensibilizzare sull’importanza della conservazione degli ambienti sotterranei. 

La Cjasa dei Venth: un’occasione per conoscere il mondo sotterraneo

L’appuntamento del 13 agosto sarà rivolto sia agli appassionati sia a chi desidera avvicinarsi per la prima volta alla speleologia. Attraverso immagini, racconti e aggiornamenti sulle campagne esplorative, i partecipanti potranno seguire l’evoluzione delle ricerche condotte nelle montagne del Friuli occidentale.

L’incontro offrirà anche l’opportunità di comprendere come si svolge un’esplorazione speleologica moderna, dall’individuazione di nuovi ingressi alla documentazione topografica, fino agli aspetti scientifici e ambientali legati alla conoscenza del territorio.

Le recenti attività nel comprensorio del Colciavath dimostrano come il sottosuolo delle Dolomiti Friulane continui a riservare nuove prospettive di ricerca, confermando il valore della collaborazione tra gruppi speleologici e della divulgazione verso il pubblico.

Fonti

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  • CAI Regione Toscana e Mountain Wilderness Italia insieme per il Parco Nazionale delle Alpi Apuane
    Condividi Le due associazioni lanciano un percorso comune per promuovere l’istituzione del Parco Nazionale e annunciano la costituzione di un comitato promotore aperto al mondo ambientalista, scientifico e istituzionale Il Club Alpino Italiano – Regione Toscana e Mountain Wilderness Italia hanno annunciato, con un comunicato congiunto diffuso il 20 luglio, l’avvio di un percorso comune per promuovere l’istituzione del Parco Nazionale delle Alpi Apuane. Sulla pagina social di Speleologia To
     

CAI Regione Toscana e Mountain Wilderness Italia insieme per il Parco Nazionale delle Alpi Apuane

August 2nd 2026 at 06:00

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Le due associazioni lanciano un percorso comune per promuovere l’istituzione del Parco Nazionale e annunciano la costituzione di un comitato promotore aperto al mondo ambientalista, scientifico e istituzionale

Il Club Alpino Italiano – Regione Toscana e Mountain Wilderness Italia hanno annunciato, con un comunicato congiunto diffuso il 20 luglio, l’avvio di un percorso comune per promuovere l’istituzione del Parco Nazionale delle Alpi Apuane.

Sulla pagina social di Speleologia Toscana c’è un post del Coordinamento Ambientalista Versiliese che ne dà notizia.

La proposta non è nuova: il CAI l’aveva già approvata con una mozione dell’Assemblea dei Delegati di Saint Vincent nel 2016, e Mountain Wilderness, fin dalla sua fondazione, nel 1987, sostiene la necessità di una maggiore tutela delle Alpi Apuane, sempre al centro del dibattito per l’intensa attività estrattiva del marmo.

Nel documento si sottolinea che le Apuane rappresentano un patrimonio naturale di rilievo nazionale e internazionale e che l’attuale modello di gestione non sarebbe più sufficiente a garantire un’efficace tutela dell’area. Secondo i promotori, il riconoscimento come Parco Nazionale consentirebbe di rafforzare la conservazione degli ecosistemi, favorire un turismo sostenibile e ampliare le opportunità di finanziamento.

Per sostenere questa prospettiva, CAI Toscana e Mountain Wilderness intendono costituire un comitato promotore aperto al coinvolgimento delle principali associazioni ambientaliste, del mondo della ricerca, delle università, delle amministrazioni locali e delle istituzioni nazionali ed europee.

Le Alpi Apuane rivestono un’importanza particolare anche per la speleologia italiana e internazionale. Il massiccio ospita alcuni dei sistemi carsici più estesi e profondi del Paese, con decine di cavità di grande interesse scientifico, idrogeologico e naturalistico, motivo per cui ogni iniziativa riguardante il futuro di questo territorio è seguita con attenzione dalla comunità speleologica.

Il comunicato apre così una nuova fase del dibattito sulla tutela delle Apuane, destinata a coinvolgere istituzioni, associazioni e cittadini.

Seguiremo gli sviluppi di questa iniziativa con grande interesse: il futuro delle Apuane è nel nostro cuore.

Foto di copertina: Wikipedia Common CC BY 40 ‘Was the sunset in Tuscany…the God’s eye peeked between the clouds… Alpi Apuane rock marble peaks and the orange-yellow sun light above quarries and the Sea!’ – Sandra Ross

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  • L’Ipogeo di Calaforno racconta ancora la preistoria: una nuova datazione riscrive la storia di un reperto
    Condividi Un nuovo studio scientifico conferma che una mandibola rinvenuta nel grande monumento funerario di Giarratana appartiene al tardo III millennio a.C. La datazione al radiocarbonio corregge l’ipotesi iniziale e rafforza il valore scientifico della scoperta Nel territorio di Giarratana (Ragusa), a circa 600 metri sul livello del mare, si estende il Parco forestale Calaforno, un’area boschiva che prende il nome da una serie di cavità che si trovano più a valle: la grotta Calaforno o Ipo
     

L’Ipogeo di Calaforno racconta ancora la preistoria: una nuova datazione riscrive la storia di un reperto

August 2nd 2026 at 05:00

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Un nuovo studio scientifico conferma che una mandibola rinvenuta nel grande monumento funerario di Giarratana appartiene al tardo III millennio a.C. La datazione al radiocarbonio corregge l’ipotesi iniziale e rafforza il valore scientifico della scoperta

Nel territorio di Giarratana (Ragusa), a circa 600 metri sul livello del mare, si estende il Parco forestale Calaforno, un’area boschiva che prende il nome da una serie di cavità che si trovano più a valle: la grotta Calaforno o Ipogeo di Calaforno: un susseguirsi di 35 piccole camere, utilizzate inizialmente come tombe e poi trasformate, nei secoli, in abitazioni.

L’Ipogeo di Calaforno continua a restituire informazioni preziose sulla preistoria siciliana. Si tratta di uno straordinario complesso funerario scavato nella roccia, uno dei più importanti monumenti ipogei dell’isola, ora al centro di un nuovo studio che aggiorna la storia di uno dei reperti umani rinvenuti al suo interno.

È stato infatti pubblicato l’addendum a una ricerca apparsa sulla rivista Archives of Oral Biology, dedicata alla mandibola di una giovane donna scoperta nell’ipogeo. La notizia della pubblicazione è stata diffusa dalla professoressa Elena Varotto, antropologa forense e paleopatologa, prima autrice dello studio. Varotto si occupa di bioarcheologia e dello studio dei resti umani antichi, con particolare attenzione alla paleopatologia e all’antropologia forense, ed è autrice di numerose pubblicazioni scientifiche internazionali.

Grazie a una nuova datazione al radiocarbonio, i ricercatori hanno potuto stabilire con certezza che il reperto risale al tardo III millennio a.C., tra il 2282 e il 2041 a.C.

Il risultato modifica l’interpretazione proposta nel primo studio. Inizialmente, infatti, la cronologia era stata ricostruita sulla base del contesto di rinvenimento. L’Ipogeo di Calaforno fu utilizzato come luogo di sepoltura per migliaia di anni: costruito nel Tardo Eneolitico, continuò a essere frequentato nell’età del Bronzo, fu riutilizzato in epoca tardo-romana e rimase noto fino al Medioevo. La presenza di una moneta tardo-romana vicino alla mandibola aveva fatto ipotizzare una deposizione relativamente recente.

La nuova analisi dimostra invece che il reperto appartiene alla fase preistorica del monumento. La vicinanza con la moneta è il risultato dei rimescolamenti che, nel corso dei secoli, hanno interessato i depositi archeologici dell’ipogeo.

Oltre a chiarire la cronologia del reperto, lo studio conferma anche l’importanza scientifica della mandibola, che presenta un raro caso di dente del giudizio inferiore rimasto completamente incluso nell’osso. Si tratta di una condizione ben conosciuta dalla medicina moderna, ma raramente documentata nei resti umani così antichi.

La ricerca dimostra come l’integrazione tra archeologia, antropologia fisica, diagnostica per immagini e datazioni al radiocarbonio permetta oggi di ricostruire con maggiore precisione la storia dei grandi complessi ipogei, correggendo interpretazioni basate esclusivamente sul contesto di rinvenimento.

Per chi si occupa di archeologia, e per ogni speleologo, il caso di Calaforno è un concreto esempio di come gli ipogei continuino a fornire nuove informazioni grazie all’applicazione delle più moderne tecniche di ricerca.

Fonti:

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  • La siccità del Danubio fa emergere presunti resti di mammut in Bulgaria
    Condividi Sul fondale del grande fiume affiorano mandibola, zanne e altre ossa. Gli esperti: “L’identificazione dovrà essere confermata dalle analisi” Le eccezionali condizioni di siccità che stanno interessando il bacino del Danubio hanno portato alla luce, nei pressi del villaggio di Ryahovo, nel nord della Bulgaria, resti ossei attribuiti in via preliminare a un mammut. La scoperta è avvenuta lungo un tratto del fiume dove il livello dell’acqua ha raggiunto valori eccezionalmente bassi dop
     

La siccità del Danubio fa emergere presunti resti di mammut in Bulgaria

August 2nd 2026 at 04:00

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Sul fondale del grande fiume affiorano mandibola, zanne e altre ossa. Gli esperti: “L’identificazione dovrà essere confermata dalle analisi”

Le eccezionali condizioni di siccità che stanno interessando il bacino del Danubio hanno portato alla luce, nei pressi del villaggio di Ryahovo, nel nord della Bulgaria, resti ossei attribuiti in via preliminare a un mammut. La scoperta è avvenuta lungo un tratto del fiume dove il livello dell’acqua ha raggiunto valori eccezionalmente bassi dopo settimane di caldo intenso e scarsissime precipitazioni.

A individuare le ossa è stato un abitante del luogo, che ha notato alcuni reperti affiorare dal fondale emerso del Danubio. Sul posto sono intervenuti gli specialisti del Museo Regionale di Storia di Ruse, che hanno riconosciuto una mandibola, due zanne e quella che potrebbe essere una costola appartenenti a un mammut.

I reperti saranno trasferiti presso il museo per essere sottoposti a interventi di conservazione e a successive analisi paleontologiche, indispensabili per stabilire con certezza specie, età e origine. Gli esperti sottolineano infatti che l’attribuzione al mammut è, al momento, soltanto preliminare.

Secondo il direttore del museo, Nikolay Nenov, il ritrovamento rappresenta soprattutto un’importante opportunità scientifica. L’area in cui sono emersi i resti era probabilmente una vasta zona umida durante il Pleistocene, un ambiente favorevole alla presenza di grandi mammiferi come i mammut.

Ricostruzione del mammut lanoso (Mammuthus primigenius), specie diffusa in Europa e Asia durante il Pleistocene. Illustrazione: Mauricio Antón / Wikimedia Commons – CC BY 2.5

La scoperta si inserisce in un contesto più ampio di eccezionale abbassamento dei livelli del Danubio, che nelle ultime settimane ha causato difficoltà alla navigazione, al trasporto merci e al turismo fluviale in diversi Paesi dell’Europa orientale. Lo stesso fenomeno ha recentemente riportato alla luce anche relitti storici e altri reperti archeologici lungo il corso del fiume.

Se le analisi confermeranno l’identificazione, il ritrovamento offrirà nuove informazioni sulla fauna che popolava le pianure del basso Danubio durante l’ultima era glaciale, contribuendo alla ricostruzione dell’ambiente preistorico della regione.

Fonti

Foto di copertina: Il fiume Danubio nei pressi di Oryahovo, sulla sponda bulgara, non lontano da Ryahovo, dove sono stati rinvenuti i presunti resti di mammut. Foto: Todor Bozhinov (Martyr) / Wikimedia Commons – CC BY-SA 3.0

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  • Project Berger 2026: al Gouffre Berger uno studio sull’inquinamento da agenti patogeni nelle grotte
    Condividi Il Project Berger 2026 promuove una ricerca sull’inquinamento da agenti patogeni nelle grotte per comprendere come funghi e batteri possano essere trasportati dagli speleologi e contribuire alla protezione degli ecosistemi sotterranei. L’inquinamento da agenti patogeni nelle grotte diventa oggetto di studio Il Project Berger 2026 ospiterà un progetto scientifico dedicato all’inquinamento da agenti patogeni nelle grotte, una ricerca che punta a comprendere come i microrganismi
     

Project Berger 2026: al Gouffre Berger uno studio sull’inquinamento da agenti patogeni nelle grotte

August 1st 2026 at 13:00

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Il Project Berger 2026 promuove una ricerca sull’inquinamento da agenti patogeni nelle grotte per comprendere come funghi e batteri possano essere trasportati dagli speleologi e contribuire alla protezione degli ecosistemi sotterranei.

L’inquinamento da agenti patogeni nelle grotte diventa oggetto di studio

Il Project Berger 2026 ospiterà un progetto scientifico dedicato all’inquinamento da agenti patogeni nelle grotte, una ricerca che punta a comprendere come i microrganismi possano essere trasferiti involontariamente dagli esseri umani all’interno di uno degli ambienti naturali più delicati.

L’iniziativa si svolgerà durante il Camp Berger, in programma dal 2 al 7 agosto al Gouffre Berger, nel massiccio del Vercors, in Francia. Gli speleologi presenti saranno invitati a collaborare con il gruppo di ricerca permettendo il campionamento delle proprie attrezzature oppure raccogliendo campioni nelle zone più profonde della cavità.

Il progetto è coordinato dalla dott.ssa Julie Shapiro dello IUCN Bat Specialist Group e dalla dott.ssa Violeta Zhelyazkova del Museo Nazionale di Storia Naturale di Sofia, con il sostegno del National Museum of Natural History di Sofia e di National Geographic.

Perché l’inquinamento da agenti patogeni rappresenta un rischio

L’inquinamento da agenti patogeni si verifica quando un fungo, un batterio o un altro microrganismo viene trasferito in un ambiente differente da quello di origine oppure raggiunge una specie che non possiede difese naturali nei suoi confronti.

In queste condizioni un organismo normalmente innocuo può diventare responsabile della diffusione di malattie e alterare l’equilibrio biologico degli ecosistemi sotterranei.

Le grotte ospitano infatti una grande varietà di funghi, batteri e altri microrganismi, molti dei quali sono ancora poco conosciuti oppure non sono stati ancora descritti dalla ricerca scientifica. Nella loro area di origine convivono normalmente con l’ambiente circostante, ma il loro trasferimento in altre cavità potrebbe produrre effetti ancora poco studiati.

La sindrome del naso bianco come esempio

Il caso più noto di inquinamento da agenti patogeni nelle grotte è rappresentato dalla sindrome del naso bianco (White-Nose Syndrome), provocata dal fungo Pseudogymnoascus destructans.

Secondo gli studi disponibili, il fungo sarebbe stato introdotto accidentalmente in Nord America dall’Europa attraverso attrezzature o indumenti contaminati. Dopo la sua introduzione ha causato la morte di milioni di pipistrelli, diventando uno dei più gravi episodi di diffusione di una malattia legata agli ambienti sotterranei.

Questo episodio ha evidenziato quanto il trasporto involontario di microrganismi possa avere conseguenze rilevanti sulla fauna cavernicola e sulla conservazione della biodiversità.

Il progetto al Gouffre Berger

Per valutare il fenomeno, i ricercatori raccoglieranno campioni microbiologici lungo diversi settori del Gouffre Berger e sulle tute degli speleologi prima e dopo la permanenza in grotta.

I campioni saranno successivamente analizzati mediante metagenomica, una tecnica che permette di identificare contemporaneamente il DNA di numerose specie di funghi e batteri presenti nello stesso campione, comprese quelle che non possono essere coltivate con i metodi tradizionali.

L’obiettivo è verificare quali microrganismi siano presenti nelle varie zone della cavità e quali possano essere trasportati involontariamente attraverso le attrezzature utilizzate durante le esplorazioni.

Il contributo degli speleologi alla ricerca

Gli organizzatori invitano gli speleologi presenti al Camp Berger a partecipare allo studio autorizzando il campionamento delle proprie attrezzature oppure raccogliendo campioni nelle aree più profonde e meno frequentate della grotta.

Durante il campo sarà presente un punto informativo riconoscibile dalle bandiere del Museo Nazionale di Storia Naturale di Sofia e di National Geographic. Sarà inoltre possibile contattare i ricercatori via posta elettronica per ricevere informazioni o aderire al progetto prima dell’inizio delle attività.

Una ricerca per migliorare la tutela delle grotte

Lo studio rappresenta un contributo alla conoscenza dell’inquinamento da agenti patogeni nelle grotte e potrà fornire indicazioni utili per aggiornare le procedure di pulizia e disinfezione delle attrezzature speleologiche.

Comprendere come i microrganismi si spostino tra diversi ambienti ipogei consentirà di definire pratiche sempre più efficaci per ridurre il rischio di diffusione involontaria di agenti patogeni e contribuire alla conservazione degli ecosistemi sotterranei e della fauna che li abita.

Fonti

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Scintilena supera le 250 mila visualizzazioni a luglio 2026: archeologia, speleologia ed esplorazioni guidano l’interesse dei lettori

August 1st 2026 at 12:00

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Le statistiche di Scintilena per il mese di luglio 2026 evidenziano un forte interesse per la speleologia, l’archeologia, le grandi esplorazioni sotterranee e la ricerca scientifica. Tra gli articoli più letti emergono i Neanderthal, i fiumi sotterranei, le miniere storiche e le nuove tecnologie applicate allo studio del sottosuolo.

Visualizzazioni giornaliere di Luglio 2026

Scintilena chiude luglio con 250 mila visualizzazioni

Il mese di luglio 2026 si è concluso con un risultato significativo per Scintilena, che ha raggiunto circa 250.000 visualizzazioni complessive. Un dato che conferma il crescente interesse verso le notizie dedicate alla speleologia, al patrimonio sotterraneo, all’archeologia e alla ricerca scientifica.

L’analisi degli articoli più letti mostra come il pubblico non sia composto esclusivamente da speleologi. Molti contenuti hanno attirato anche lettori interessati alla storia dell’uomo, ai paesaggi carsici, alle tecnologie di esplorazione e ai grandi siti archeologici.

Neanderthal e Homo sapiens dominano la classifica

L’articolo più letto del mese è stato “Neanderthal e Homo sapiens: in una grotta della Turchia emergono tracce di una possibile cultura condivisa”, con 25.266 visualizzazioni.

Il tema dell’evoluzione umana continua a suscitare un forte interesse. Gli studi condotti nelle grotte rappresentano infatti una delle principali fonti di informazioni sulla preistoria, grazie alla conservazione di reperti archeologici, resti fossili e testimonianze delle frequentazioni umane.

Anche il quarto posto della classifica conferma questa tendenza. L’articolo dedicato al nuovo quadro genetico sulla sopravvivenza dei Neanderthal ha raccolto 14.826 visualizzazioni, dimostrando come la paleoantropologia sia uno degli argomenti più seguiti dai lettori.

Le esplorazioni speleologiche continuano ad attirare il pubblico

Grande interesse è stato riservato anche alle esplorazioni sotterranee.

Al secondo posto si colloca la notizia dedicata alla Grotta S’Edera, che ha superato i 18 chilometri di sviluppo, raggiungendo 17.538 visualizzazioni.

Segue l’articolo sull’esplorazione del sistema Reka–Timavo, dove sono stati documentati oltre 800 metri di nuove gallerie nella Jama 1 v Kanjaducah, con 16.325 visualizzazioni.

Questi dati confermano come le grandi esplorazioni rimangano uno degli argomenti di maggiore richiamo all’interno della comunità speleologica, soprattutto quando riguardano sistemi carsici di rilevanza internazionale.

Miniere, opere sotterranee e patrimonio storico

La classifica evidenzia anche un forte interesse per il patrimonio ipogeo costruito dall’uomo.

L’articolo dedicato al Monte Fortin e alle gallerie cannoniere della Prima guerra mondiale ha raggiunto 13.798 visualizzazioni, mentre quello sulle nuove esplorazioni nella Miniera di Raibl, a Cave del Predil, ha ottenuto 7.438 visualizzazioni.

Anche il racconto dell’emissario del Lago di Nemi, esempio di ingegneria idraulica dell’antichità, è entrato nella Top 10 con 6.455 visualizzazioni.

Questi risultati mostrano come la speleologia in cavità artificiali, l’archeologia industriale e le opere sotterranee storiche rappresentino temi capaci di coinvolgere un pubblico molto ampio.

Grotte turistiche e nuove scoperte archeologiche

Fra gli articoli più consultati compare anche la notizia dell’apertura al pubblico della Grotta Guattari, al Circeo, con 11.076 visualizzazioni.

Il sito continua a rappresentare uno dei luoghi simbolo della ricerca sui Neanderthal in Europa e dimostra come le aperture al pubblico dei grandi siti archeologici suscitino un forte interesse.

Molto seguita anche la scoperta di una città Maya in Messico, individuata grazie alla tecnologia LiDAR, che ha raccolto 9.892 visualizzazioni. L’utilizzo del telerilevamento continua infatti a rivoluzionare la ricerca archeologica, consentendo di individuare strutture nascoste sotto la vegetazione senza interventi invasivi.

Fossili e paleontologia nelle grotte

La presenza del ritrovamento di nuovi resti di Ursus ladinicus nella grotta di Conturines, con 7.551 visualizzazioni, conferma l’interesse dei lettori per la paleontologia.

Le grotte continuano a rappresentare archivi naturali di grande valore scientifico, capaci di conservare reperti fondamentali per ricostruire la fauna del passato e l’evoluzione degli ecosistemi.

La classifica dei dieci articoli più letti

  1. Neanderthal e Homo sapiens: in una grotta della Turchia emergono tracce di una possibile cultura condivisa – 25.266 visualizzazioni
  2. S’Edera supera i 18 chilometri: il grande fiume continua a sfidare gli esploratori – 17.538
  3. Esplorazione del fiume sotterraneo Reka/Timavo: scoperti oltre 800 metri di nuove gallerie nella Jama 1 v Kanjaducah – 16.325
  4. I Neanderthal sarebbero sopravvissuti per decine di migliaia di anni: il nuovo quadro genetico – 14.826
  5. Monte Fortin e gallerie cannoniere della Prima guerra mondiale – 13.798
  6. Grotta Guattari apre al pubblico – 11.076
  7. Grazie al LiDAR scoperta in Messico una città Maya intatta – 9.892
  8. Nuovo ritrovamento di Ursus ladinicus a Conturines – 7.551
  9. Miniera di Raibl, nuove esplorazioni nelle gallerie storiche di Cave del Predil – 7.438
  10. L’emissario del Lago di Nemi, capolavoro sotterraneo dell’ingegneria antica – 6.455

I temi che interessano maggiormente i lettori

La classifica di luglio evidenzia alcune tendenze precise. La ricerca sui Neanderthal occupa due delle prime quattro posizioni, mentre le grandi esplorazioni speleologiche continuano a richiamare migliaia di lettori. Accanto alla speleologia emergono l’archeologia, la paleontologia, le miniere storiche, le opere idrauliche antiche e le tecnologie innovative come il LiDAR.

L’insieme dei dati conferma che l’interesse verso il mondo sotterraneo nasce dall’incontro fra esplorazione, ricerca scientifica e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale. Una combinazione che continua a caratterizzare la linea editoriale di Scintilena e a coinvolgere una comunità di lettori sempre più ampia.

Fonti

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  • Musica sulle Apuane: ad Arni la montagna diventa palcoscenico, comunità e presidio del territorio
    Condividi Domenica 2 agosto 2026 il Rifugio Puliti ospita i Moscato Blues Band. On concerto nasce dai sentieri, dal lavoro dei volontari e da un’idea di montagna vissuta e condivisa, nel cuore delle Alpi Apuane. C’è un aspetto di Musica sulle Apuane che va oltre il programma artistico. È quello che si scopre leggendo il post del Rifugio Puliti, ad Arni, dove in vista del concerto di domenica 2 agosto 2026 vengono fornite le indicazioni per raggiungere le Case Giannelli. Non è un semplice
     

Musica sulle Apuane: ad Arni la montagna diventa palcoscenico, comunità e presidio del territorio

August 1st 2026 at 11:00

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Domenica 2 agosto 2026 il Rifugio Puliti ospita i Moscato Blues Band. On concerto nasce dai sentieri, dal lavoro dei volontari e da un’idea di montagna vissuta e condivisa, nel cuore delle Alpi Apuane.

C’è un aspetto di Musica sulle Apuane che va oltre il programma artistico.

È quello che si scopre leggendo il post del Rifugio Puliti, ad Arni, dove in vista del concerto di domenica 2 agosto 2026 vengono fornite le indicazioni per raggiungere le Case Giannelli. Non è un semplice avviso logistico: è il racconto di un territorio che continua a prendersi cura di sé, nonostante le difficoltà.

Da Pasqua il tradizionale accesso lungo il sentiero CAI 153 (ex 33) è stato interrotto a causa della chiusura del percorso originario, aggravata poi dalla successiva interdizione di un altro passaggio pubblico.

Di fronte a questa situazione, i volontari del Rifugio Puliti e del CAI Pietrasanta hanno recuperato e reso nuovamente percorribile una vecchia strada comunale dimenticata, creando un nuovo collegamento con il rifugio.

Un lavoro concreto, fatto di giornate sul terreno, manutenzione e segnaletica, che restituisce accessibilità alla montagna e permette al festival di svolgersi senza rinunciare al rispetto dei luoghi.

È forse questa l’essenza più autentica di Musica sulle Apuane: non portare semplicemente concerti in quota, ma valorizzare una rete di sentieri, rifugi, volontari e comunità locali che rende possibile ogni appuntamento.

Il festival, sostenuto dal Parco Regionale delle Alpi Apuane, dal Club Alpino Italiano, dal CAI Gruppo Regionale Toscana e dall’impegno dei volontari del CAI Massa, rappresenta ormai da anni un modello originale di cultura diffusa. Gli spettatori non sono soltanto pubblico: diventano escursionisti, camminatori, ospiti della montagna, invitati a raggiungere i luoghi con passo lento e con attenzione verso chi li abita.

Anche per questo il Rifugio Puliti invita a preferire gli accessi dal Castellaccio e dalle Gobbie, limitando il traffico nel paese di Arni e rispettando gli spazi della comunità. È un messaggio semplice ma significativo: la montagna non è un teatro costruito per un evento, è una casa condivisa.

Domenica 2 agosto, alle 15, alle Case Giannelli sopra Arni, saranno i Moscato Blues Band a dare voce alla quattordicesima edizione del festival. Ma il concerto sarà anche il risultato di un lavoro invisibile fatto di manutenzione dei sentieri, collaborazione tra sezioni del CAI e partecipazione di chi, ogni giorno, mantiene vivo questo territorio.

L’immagine scelta per l’edizione 2026 rafforza questo messaggio. La sirena, simbolo del festival, soffia dentro una conchiglia e le bolle che salgono verso le cime si trasformano in note musicali: il mare e la montagna dialogano, ricordando l’identità unica delle Apuane, dove la distanza tra costa e vette si misura in pochi chilometri ma racchiude un patrimonio naturale e culturale straordinario.

Quelle stesse montagne custodiscono anche luoghi simbolo come il Bivacco Aronte, il più antico rifugio delle Apuane, costruito nel 1902 e oggi gestito dal CAI Massa per conto della Sezione Ligure del CAI. Sorge al Passo della Focolaccia, in uno dei punti in cui convivono la straordinaria bellezza delle creste e la presenza delle cave di marmo, diventando negli anni un simbolo della tutela del paesaggio e della difesa della montagna.

Così, anche il concerto del Rifugio Puliti assume un significato che va oltre la musica. Ogni nota nasce da un sentiero riaperto, da una comunità che resiste, da volontari che continuano a credere che la cultura possa essere uno strumento di conoscenza e di cura del territorio.

Perché sulle Apuane la musica non arriva in montagna: cammina insieme alla montagna.

Musica sulle Apuane continua a raccontarne un’altra dimensione: quella dell’incontro. Dove un sentiero ripristinato vale quanto un palco, un rifugio diventa presidio culturale e ambientale, e un concerto è il punto di arrivo di un cammino fatto di volontariato, rispetto e condivisione. È questo il vero spartito delle Apuane

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  • Speleologia in cavità artificiali: il CAI Ortona dedica una serata al libro di Gabriele La Rovere 
    Condividi Oggi 1° agosto 2026 la sezione CAI di Ortona organizza la tradizionale Festa in Giardino con la presentazione del volume Speleologia in cavità artificiali. Pericoli e rischi. Linee guida, seguita da una cena e da musica popolare. Speleologia in cavità artificiali protagonista della Festa in Giardino del CAI Ortona Sabato 1° agosto 2026, a partire dalle ore 19.00, il giardino della sezione CAI di Ortona ospiterà la tradizionale Festa in Giardino, appuntamento che unisce momenti di
     

Speleologia in cavità artificiali: il CAI Ortona dedica una serata al libro di Gabriele La Rovere 

August 1st 2026 at 10:00

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Oggi 1° agosto 2026 la sezione CAI di Ortona organizza la tradizionale Festa in Giardino con la presentazione del volume Speleologia in cavità artificiali. Pericoli e rischi. Linee guida, seguita da una cena e da musica popolare.

Speleologia in cavità artificiali protagonista della Festa in Giardino del CAI Ortona

Sabato 1° agosto 2026, a partire dalle ore 19.00, il giardino della sezione CAI di Ortona ospiterà la tradizionale Festa in Giardino, appuntamento che unisce momenti di approfondimento culturale e convivialità.

L’iniziativa si aprirà con la presentazione del libro “Speleologia in cavità artificiali. Pericoli e rischi. Linee guida”, scritto dallo speleologo abruzzese Gabriele La Rovere. Il volume affronta uno dei temi più attuali per chi opera negli ambienti sotterranei realizzati dall’uomo, proponendo un’analisi dei principali fattori di rischio e delle modalità per affrontare l’attività in sicurezza. 

Il libro dedicato alla sicurezza nelle cavità artificiali

La pubblicazione prende in esame il mondo delle cavità artificiali, comprendendo miniere, gallerie, cunicoli, cisterne, rifugi, catacombe ed eremi, ambienti che rappresentano un patrimonio storico, archeologico e culturale di grande interesse.

Nel testo vengono illustrati i pericoli oggettivi, legati alle caratteristiche strutturali degli ambienti sotterranei, e i rischi soggettivi, che dipendono dall’esperienza, dalla preparazione tecnica e dai comportamenti adottati dagli operatori.

L’autore sottolinea come la conoscenza dell’ambiente ipogeo, l’addestramento, il lavoro di squadra e la pianificazione delle attività costituiscano elementi essenziali per ridurre i rischi durante le esplorazioni. Il volume nasce dall’esperienza maturata in anni di ricerca sul campo e dal confronto con numerosi specialisti del settore. 

Un tema di interesse per la comunità speleologica

Negli ultimi mesi il libro è stato presentato in diverse sedi del Club Alpino Italiano e in numerosi incontri dedicati alla speleologia, diventando occasione di confronto sulla sicurezza nelle attività svolte nelle cavità artificiali.

La disciplina richiede infatti competenze specifiche, differenti da quelle impiegate nelle grotte naturali, poiché gli ambienti antropici possono presentare instabilità strutturali, presenza di materiali degradati, scarsa qualità dell’aria e altre criticità che impongono procedure operative dedicate. 

Cena e musica popolare dopo la presentazione

Al termine dell’incontro la serata proseguirà con una cena sociale, accompagnata dall’esibizione di Roberto Giancaterino, che proporrà un repertorio di musica e canti popolari.

Il contributo richiesto per la partecipazione è di 20 euro. L’organizzazione aveva invitato gli interessati a confermare la presenza entro il 27 luglio per agevolare la preparazione dell’evento.

La Festa in Giardino rappresenta così un momento di incontro tra soci, appassionati di montagna e speleologi, con l’obiettivo di condividere esperienze, aggiornamenti tecnici e occasioni di approfondimento su temi legati al patrimonio sotterraneo e alla pratica della speleologia in cavità artificiali.

Fonti

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  • Creta, microbioma della grotta Gourgouthakas: dai 1.100 metri dei Lefka Ori una biobanca per la ricerca
    Condividi Il microbioma della grotta Gourgouthakas, nelle Montagne Bianche di Creta, è stato studiato durante la spedizione del 2022: batteri e funghi isolati in profondità aprono nuove piste per la microbiologia ambientale e la ricerca di composti bioattivi. Microbioma della grotta Gourgouthakas nei Lefka Ori La grotta Gourgouthakas si apre sul versante settentrionale dei Lefka Ori, le Montagne Bianche di Creta, a circa 1.550 metri di quota. Con uno sviluppo noto di 2.384 metri e una
     

Creta, microbioma della grotta Gourgouthakas: dai 1.100 metri dei Lefka Ori una biobanca per la ricerca

August 1st 2026 at 09:00

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Il microbioma della grotta Gourgouthakas, nelle Montagne Bianche di Creta, è stato studiato durante la spedizione del 2022: batteri e funghi isolati in profondità aprono nuove piste per la microbiologia ambientale e la ricerca di composti bioattivi.

Microbioma della grotta Gourgouthakas nei Lefka Ori

La grotta Gourgouthakas si apre sul versante settentrionale dei Lefka Ori, le Montagne Bianche di Creta, a circa 1.550 metri di quota.

Con uno sviluppo noto di 2.384 metri e una profondità rilevata di 1.100 metri, rientra tra le maggiori cavità verticali della Grecia e tra le cinquanta più profonde del mondo.

Il microbioma della grotta Gourgouthakas è al centro di una ricerca condotta dopo la spedizione speleologica del 2022. L’obiettivo non era limitato alla nuova documentazione topografica. La missione ha infatti associato rilievi, osservazioni geologiche, campionamenti biologici e prelievi d’acqua per analisi ambientali.

Le condizioni ipogee rendono questo ambiente rilevante per la microbiologia. Buio permanente, temperature basse, umidità molto elevata e disponibilità ridotta di nutrienti selezionano comunità capaci di sfruttare risorse energetiche diverse da quelle degli ecosistemi superficiali.

Spedizione Gourgouthakas 2022 e campionamenti

La spedizione Gourgouthakas 2022 ha riunito 40 speleologi provenienti da 12 gruppi ellenici. Il lavoro è stato organizzato in due fasi: nei primi nove giorni sono stati allestiti campo base, armi e comunicazioni fino al secondo bivacco; nei sedici giorni successivi le squadre hanno effettuato rilievi, fotografie, osservazioni litostratigrafiche e campionamenti fino al sifone terminale a quota -1.100 metri.[1]

La logistica di una cavità simile ha un ruolo decisivo anche nel lavoro scientifico. I materiali raccolti devono essere protetti dalla contaminazione esterna e trasferiti rapidamente in laboratorio. Nella ricerca descritta, i campioni microbiologici sono stati prelevati in nove stazioni differenti, mentre le acque sono state raccolte in cinque punti per analisi basate su DNA ambientale.[1]

La stessa spedizione ha documentato sette siti per il campionamento dei macroinvertebrati. Sono stati raccolti 52 esemplari, riferibili a oltre sette taxa troglobi, ed è stata segnalata anche una nuova specie di anfipode niphargide.[1]

Ricerca sul microbioma della grotta Gourgouthakas

Il microbioma della grotta Gourgouthakas comprende organismi adattati a un sistema sotterraneo stabile ma povero di energia disponibile. La coltivazione in laboratorio ha richiesto protocolli differenziati, con substrati nutritivi di composizione diversa e temperature vicine alle condizioni della grotta oppure più elevate.

Secondo i dati presentati dalla squadra di ricerca dell’Università di Creta e dell’Institute of Molecular Biology and Biotechnology della Foundation for Research and Technology-Hellas, dai campioni sono stati ottenuti 865 isolati tra batteri e funghi. La raccolta viene conservata a -80 gradi Celsius e costituisce una biobanca destinata a ulteriori studi di identificazione e caratterizzazione.

Il lavoro amplia quanto emerso dalla relazione speleologica della spedizione. Il documento del 2023 indicava già la coltivazione di oltre 200 ceppi microbici provenienti dai campioni raschiati sulle superfici della cavità. Il passaggio da questi primi isolati a una collezione più ampia permette di esaminare la diversità delle comunità e di selezionare i ceppi più interessanti per test funzionali.[1]

Molecole bioattive e applicazioni possibili

L’interesse per il microbioma della grotta Gourgouthakas riguarda soprattutto la possibile produzione di metaboliti secondari. In ambienti con nutrienti scarsi e forte competizione microbica, alcuni batteri e funghi possono produrre molecole utili nella difesa contro altri organismi.

I ricercatori stanno verificando attività antibatteriche, antivirali e antitumorali. Queste verifiche sono ancora nella fase sperimentale. Non indicano quindi applicazioni cliniche o agricole immediate, ma segnalano un serbatoio biologico da studiare con metodi controllati.

Due ceppi identificati con le sigle SRL871 e SRL810 hanno mostrato, nelle prime prove, capacità di contrasto verso patogeni delle colture orticole. Il dato può interessare la ricerca su strategie di biocontrollo, a condizione che i risultati vengano confermati in prove successive, su scala più ampia e in condizioni applicative.

Tutela della grotta e ricerca responsabile

La ricerca sul microbioma della grotta Gourgouthakas evidenzia anche la necessità di proteggere gli ecosistemi ipogei. Ogni prelievo richiede protocolli rigorosi, sia per non alterare le comunità residenti sia per evitare l’introduzione accidentale di microrganismi esterni.

La cavità attraversa unità geologiche differenti, dai marmi ricristallizzati della Trypali Unit ai calcari del Plattenkalk, con faglie osservate dall’ingresso fino alle zone più profonde. Questa complessità geologica si accompagna a una varietà di microambienti che può influenzare la distribuzione degli organismi.[1]

La continuità della ricerca dipenderà dalla conservazione dei campioni, dalla condivisione dei dati e da future spedizioni condotte con criteri di minimo impatto. Il microbioma della grotta Gourgouthakas offre così un caso di studio in cui l’esplorazione profonda diventa strumento per conoscere e tutelare un ecosistema poco accessibile.

Fonti

  • Rapporto della spedizione speleologica Gourgouthakas 2022, Zenodo: https://zenodo.org/records/7674013
  • Articolo di partenza, To Vima Science, “???????????? ???????????? ??? ?????? ??? ?????? ?????”, 30 luglio 2026.

Fonti
[1] report of the cave expedition of LOC1, Crete, Greece https://zenodo.org/records/7674013
[3] La grotta più profonda delle Cicladi presentata al Cavers Fest 2025 https://www.scintilena.com/scoperta-la-grotta-piu-profonda-delle-cicladi/05/16/
[4] 2224 la Krubera è di nuovo la grotta più profonda del mondo https://www.scintilena.com/nuova-misurazione-2224-la-krubera-e-di-nuovo-la-grotta-piu-profonda-del-mondo/08/24/
[5] Il Respiro Tossico della Terra: le grotte sulfuree della Grecia alla … https://www.scintilena.com/il-respiro-tossico-della-terra-le-grotte-sulfuree-della-grecia-alla-scoperta-scientifica/04/11/
[6] Krubera: Nuovo record mondiale di profondità – Call Of The Abyss Project – Scintilena https://www.scintilena.com/krubera-nuovo-record-mondiale-di-profondita-call-of-the-abyss-project/09/30/
[7] La grotta Veryovkina: il record mondiale di profondità speleologica https://www.scintilena.com/la-grotta-veryovkina-il-record-mondiale-di-profondita-speleologica/11/29/
[8] The hidden world of cave dwellers – Il mondo nascosto di chi vive nel sottosuolo – Scintilena https://www.scintilena.com/the-hidden-world-of-cave-dwellers-il-mondo-nascosto-di-chi-vive-nel-sottosuolo/08/25/
[9] L’International Journal of Speleology annuncia un numero speciale … https://www.scintilena.com/linternational-journal-of-speleology-annuncia-un-numero-speciale-dedicato-alle-strategie-globali-di-monitoraggio-delle-grottenuove-prospettive-sul-monitoraggio-delle-grotte-un-invito-alla-comunita/08/05/
[10] Simposio UIS: “to know and share caves and karts” Understanding, conservation and geotourism – Scintilena https://www.scintilena.com/simposio-uis-to-know-and-share-caves-and-karts-understanding-conservation-and-geotourism/01/02/
[11] In grotta alla ricerca di super batteri salvavita per realizzare … https://www.scintilena.com/in-grotta-alla-ricerca-di-batteri-salvavita/11/17/
[12] Esplorazioni: La Mammouth Cave raggiunge i 685 … https://www.scintilena.com/esplorazioni-la-mammouth-cave-raggiunge-i-685-chilometri-da-50-anni-e-la-grotta-piu-lunga-del-mondo/09/09/
[13] Microorganismi nelle Grotte: Una Soluzione alla Plastica? – Scintilena https://www.scintilena.com/microorganismi-nelle-grotte-una-soluzione-alla-plastica/08/17/
[14] Scintilena – il giornale quotidiano della speleologia italiana – Scintilena https://www.scintilena.com/page/583/?t=50654352&wpmp_switcher=mobile
[15] The cave Buco del Piombo joins the international underground climate research network – Scintilena https://www.scintilena.com/tre-cave-buco-del-piombo-joins-the-international-underground-climate-research-network/01/04/
[16] La Venta Esplorazioni Geografiche sfida le profondità della … https://www.scintilena.com/la-venta-esplorazioni-geografiche-sfida-le-profondita-della-qanaf-cave-in-oman/04/23/
[17] Alla scoperta della sorgente del Gorgazzo, la cavità a sifone più profonda d’ Italia – Scintilena https://www.scintilena.com/alla-scoperta-della-sorgente-del-gorgazzo-la-cavita-a-sifone-piu-profonda-d-italia/07/31/
[18] A Thousand Meters Deep: Vertical Profiling of the Subterranean Microbiome of Gourgouthakas Cave https://www.biorxiv.org/content/10.64898/2026.03.19.712943v1
[19] Gourgouthakas – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Gourgouthakas
[20] Cave microbial communities are structured by environmental … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC13101471/
[21] Frontiers | The geomicrobiology of limestone, sulfuric acid speleogenetic, and volcanic caves: basic concepts and future perspectives https://www.frontiersin.org/journals/microbiology/articles/10.3389/fmicb.2024.1370520/full
[22] ????????? ????????? ???????? ???? ?????? – ??????????? https://el.wikipedia.org/wiki/%CE%9A%CE%B1%CF%84%CE%AC%CE%BB%CE%BF%CE%B3%CE%BF%CF%82_%CE%B2%CE%B1%CE%B8%CF%8D%CF%84%CE%B5%CF%81%CF%89%CE%BD_%CF%83%CF%80%CE%B7%CE%BB%CE%B1%CE%AF%CF%89%CE%BD_%CF%83%CF%84%CE%B7%CE%BD_%CE%95%CE%BB%CE%BB%CE%AC%CE%B4%CE%B1
[23] List of caves in Greece – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_caves_in_Greece
[24] ?????????????? ????????????: ?????????? ??? 1.208 ?. ????? https://www.kathimerini.gr/k/k-magazine/562029649/spilaiovarathro-goyrgoythakas-exereynisi-sta-1-208-m-vathos/
[25] Gourgouthakas 2022: report of the cave expedition of LOC1, Crete … https://www.academia.edu/127830990/Gourgouthakas_2022_report_of_the_cave_expedition_of_LOC1_Crete_Greece
[26] Gourgouthakas cave https://www.unescositesincrete.gr/en/simeia-endiaferontos/gourgouthakas-cave/
[27] Exploring the caves of the Madara – The Kolymbari Courier https://kolymbaricourier.com/2025/08/17/exploring-the-caves-of-the-madara/
[28] World Deep Caves – Cave-Exploring.Com https://cave-exploring.com/index.php/long-and-deep-caves-of-the-world/world-deep-caves/
[29] ???????????? – ??????????? https://el.wikipedia.org/wiki/%CE%93%CE%BF%CF%85%CF%81%CE%B3%CE%BF%CF%8D%CE%B8%CE%B1%CE%BA%CE%B1%CF%82
[30] ??? ????? ????????? ?? ???????? ??????? ??? ??????? https://www.zarpanews.gr/sta-chania-vrisketai-to-vathytero-spilaio-tis-elladas-katavasi-sta-1-208-metra-sta-egkata-tis-gis/
[31] The Gourgouthakas–Lion 2025 Expedition was successfully completed! – Discover Crete https://www.discovercrete.com/blog/the-gourgouthakas-lion-2025-expedition-was-successfully-completed

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  • Il Carso in perenne movimento anche editoriale: è uscito Sopra e sotto il Carso di luglio
    Condividi Tra memoria, futuro e una legge che divide Dalle corde degli anni Settanta al dibattito sulle Grotte d’Italia: il nuovo numero di “Sopra e sotto il Carso” racconta una comunità che non smette di esplorare, discutere e costruire il proprio domani. Il numero di luglio 2026 di Sopra e sotto il Carso è particolarmente interessante. Non è soltanto una raccolta di articoli. È un viaggio che attraversa il tempo della speleologia italiana, dalle emozioni pionieristiche degli a
     

Il Carso in perenne movimento anche editoriale: è uscito Sopra e sotto il Carso di luglio

August 1st 2026 at 08:00

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Tra memoria, futuro e una legge che divide

Dalle corde degli anni Settanta al dibattito sulle Grotte d’Italia: il nuovo numero di “Sopra e sotto il Carso” racconta una comunità che non smette di esplorare, discutere e costruire il proprio domani.

Il numero di luglio 2026 di Sopra e sotto il Carso è particolarmente interessante.

Non è soltanto una raccolta di articoli.

È un viaggio che attraversa il tempo della speleologia italiana, dalle emozioni pionieristiche degli anni Settanta fino alle questioni più attuali che oggi animano il mondo ipogeo. Un numero che si legge come un movimento continuo: dalla memoria all’attualità, dalla ricerca sul terreno al confronto politico, dalle esplorazioni alle grandi manifestazioni internazionali.

L’editoriale di Maurizio Tavagnutti apre con una riflessione che diventa il filo conduttore dell’intera pubblicazione: i ricordi riaffiorati grazie ai social, le fotografie recuperate, le testimonianze sull’attrezzatura degli anni Settanta e la consapevolezza che quel patrimonio umano meriti di essere raccontato con calma, in più puntate. La nostalgia, però, non diventa mai celebrazione sterile; serve piuttosto a capire come la speleologia abbia costruito la propria identità attraverso passione, tecnica e spirito di scoperta.

Accanto alla memoria, c’è il presente operativo. Le pagine dedicate alle attività del Centro Ricerche Carsiche restituiscono l’immagine di un’associazione in piena attività: nuove esplorazioni tra Friuli e Slovenia, lavori di disostruzione, ricerche di cavità, monitoraggi biologici, conferenze, divulgazione nelle scuole e formazione dei più giovani. Una speleologia che continua a fare ciò che ha sempre fatto: andare sul terreno, osservare, documentare e condividere.

Il numero guarda anche come sempre oltre i confini nazionali. Trovano spazio l’annuncio dell’EuroSpeleo Forum di Pazin, destinato a riunire centinaia di speleologi europei, la nuova newsletter della Commissione UIS sul Pseudocarsismo e il concorso internazionale “Cryosphere in Motion”, dedicato alla divulgazione scientifica attraverso il linguaggio del video. Tre iniziative diverse, accomunate dalla stessa idea: la speleologia dialoga sempre più con la ricerca internazionale e con la comunicazione scientifica.

Ma il cuore pulsante di questo numero è senza dubbio il Disegno di legge 1499 sulle “Grotte d’Italia”. La rivista sceglie di affrontarlo da prospettive differenti, offrendo al lettore un quadro ricco e articolato.

Da una parte viene riportata la posizione della Società Speleologica Italiana, intervenuta in audizione al Senato, che riconosce l’importanza di una legge nazionale ma chiede con forza che al centro rimangano la tutela ambientale, il valore scientifico del patrimonio carsico e il coinvolgimento delle competenze speleologiche nella futura governance del settore.

Dall’altra arriva l’analisi di Rino Semeraro, che legge il provvedimento soprattutto sotto il profilo della valorizzazione turistica, interrogandosi sui suoi obiettivi, sulle possibili ricadute economiche e sulle differenti interpretazioni che stanno dividendo il mondo speleologico. Un contributo destinato a far discutere perché affronta senza reticenze i nodi più delicati del dibattito.

È probabilmente questo il merito principale della rivista: non limitarsi a prendere posizione, ma mettere sul tavolo documenti, riflessioni e opinioni diverse, lasciando al lettore il compito di costruire un giudizio consapevole.

Il ricco contenuto conferma la completezza dell’impostazione editoriale: geologia della Val Resia, anniversari storici, ricordi di Franco Vaia, speleocollezionismo, bibliografia, divulgazione scientifica e aggiornamenti dal mondo internazionale. Un mosaico che dimostra quanto la speleologia moderna sia ormai una disciplina capace di unire scienza, cultura, ambiente e memoria.

Alla fine della lettura rimane una sensazione precisa: il Carso continua a muoversi. Non soltanto nelle sue acque sotterranee o nelle esplorazioni che proseguono settimana dopo settimana, ma anche nelle idee, nei confronti, nelle prospettive di una comunità che si interroga sul proprio futuro senza dimenticare il proprio passato.

E’ forse proprio questo il messaggio più importante che emerge da queste pagine: la speleologia cresce quando continua a esplorare. Le grotte, certo. Ma anche se stessa.

In grotta con Protagora

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  • Man and Karst 2026 a Vendicari: sette giorni dedicati a carsismo e speleologia
    Condividi Dal 13 al 19 settembre la Riserva Naturale Orientata Oasi Faunistica di Vendicari ospiterà Man and Karst 2026, quarta edizione della conferenza internazionale promossa dal CIRS ETS tra ricerca speleo-idrogeologica, tutela delle acque carsiche e conoscenza del territorio siciliano. Man and Karst 2026 in Sicilia La Riserva Naturale Orientata “Oasi Faunistica di Vendicari”, nel territorio di Noto, ospiterà dal 13 al 19 settembre Man and Karst 2026 in Sicily. La conferenza internazio
     

Man and Karst 2026 a Vendicari: sette giorni dedicati a carsismo e speleologia

August 1st 2026 at 07:00

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Dal 13 al 19 settembre la Riserva Naturale Orientata Oasi Faunistica di Vendicari ospiterà Man and Karst 2026, quarta edizione della conferenza internazionale promossa dal CIRS ETS tra ricerca speleo-idrogeologica, tutela delle acque carsiche e conoscenza del territorio siciliano.

Man and Karst 2026 in Sicilia

La Riserva Naturale Orientata “Oasi Faunistica di Vendicari”, nel territorio di Noto, ospiterà dal 13 al 19 settembre Man and Karst 2026 in Sicily. La conferenza internazionale è promossa dal CIRS ETS, Centro Ibleo di Ricerche Speleo-Idrogeologiche, e rappresenta la quarta edizione di un percorso avviato nel 2019.

I lavori si svolgeranno presso il Centro regionale per la conservazione del germoplasma di Marianelli-Vendicari. La struttura è inserita nella riserva e opera sulla conservazione, caratterizzazione e tutela delle risorse genetiche vegetali della fascia mediterranea.[3][4]

Man and Karst 2026 riunirà circa cento partecipanti. Sono attesi ricercatori, geologi e speleologi provenienti da università e istituzioni di dieci Paesi, fra Europa, Asia e Nord Africa. Il programma prevede oltre sessanta relazioni scientifiche, momenti espositivi, visite tecniche e attività sul territorio.

Grotte e carsismo UNESCO

L’apertura del congresso, il 13 settembre, coinciderà con la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo. La ricorrenza è stata proclamata dall’UNESCO nel novembre 2025 e sarà celebrata ogni anno il 13 settembre.[5][6]

Per Man and Karst 2026 è previsto un primo appuntamento presso la Riserva naturale integrale Grotta Monello. L’iniziativa sarà curata dall’Università di Catania, attraverso l’Area della Terza missione, che seguirà anche la visita al sito.

La scelta della data lega il congresso siciliano a un quadro internazionale. L’UNESCO ha indicato la nuova giornata come strumento per accrescere la conoscenza di grotte e paesaggi carsici, promuovendo ricerca, educazione, cooperazione, protezione ambientale e turismo sostenibile.[6]

Acque carsiche e Geoparchi

Il nucleo scientifico di Man and Karst 2026 sarà rivolto alla protezione delle acque carsiche. Si tratta di un tema centrale per territori nei quali le falde sotterranee sono esposte agli effetti dell’inquinamento, della siccità e delle trasformazioni del suolo.

Le sessioni affronteranno anche la mappatura geomorfologica e la valorizzazione dei territori di interesse geologico. L’obiettivo è fornire strumenti utili alla conoscenza, alla pianificazione e alla possibile istituzione di Geoparchi, integrando tutela del paesaggio e fruizione naturalistica responsabile.

Tra i contributi annunciati figurano le esperienze di spedizioni e ricerche condotte in Congo, Giordania e Armenia. Il confronto internazionale permetterà di mettere in relazione metodi di studio e problemi diversi, dalle aree desertiche ai sistemi carsici mediterranei.

Il progetto in Cirenaica

Uno spazio rilevante sarà dedicato al Cyrenaica Karst Project, collaborazione avviata nel 2007 tra il CIRS e l’Università di Bengasi. Il progetto sarà presentato attraverso le sue applicazioni nella gestione delle risorse idriche del Nord Africa, nello studio delle forme carsiche e nella valutazione dei rischi legati ai vuoti sotterranei in ambito urbano.

La Cirenaica conserva contesti di particolare interesse per la ricerca speleo-idrogeologica. Le indagini sui fenomeni di crollo e sulle cavità presenti presso gli abitati possono contribuire alla definizione di strumenti di prevenzione e gestione del territorio.

Man and Karst 2026 dedicherà quindi attenzione al rapporto tra ricerca di base e applicazioni concrete. Cartografie tecniche, materiali fotografici e pubblicazioni specialistiche accompagneranno le sessioni congressuali.

Escursioni nel Sud-Est

Dopo le giornate dedicate agli interventi scientifici, i partecipanti prenderanno parte a escursioni nella Sicilia sud-orientale. Sono previste visite nella Riserva di Vendicari, a Capo Passero, a Noto e in altri siti di interesse geologico e carsico dell’area.[7][1]

Il programma si inserisce in un territorio dove zone umide costiere, dune, macchia mediterranea e affioramenti geologici convivono in pochi chilometri. Il Centro di Marianelli, sede dei lavori, è parte della rete regionale dedicata alla conservazione del germoplasma e al supporto delle aree protette siciliane.[4][3]

Le iscrizioni e gli aggiornamenti organizzativi per Man and Karst 2026 sono disponibili attraverso la piattaforma ufficiale del CIRS Ragusa.[1]

Fonti

Fonti
[1] Man and Karst 2026 – C I R S Ragusa https://cirs-ragusa.org/blog/man-and-karst-2026/
[2] Man and Karst 2026: la quarta edizione della conferenza … https://www.scintilena.com/man-and-karst-2026-la-quarta-edizione-della-conferenza-internazionale-sul-carsismo-torna-in-sicilia/02/20/
[3] Strutture | Regione Siciliana https://www.regione.sicilia.it/istituzioni/regione/strutture-regionali/assessorato-agricoltura-sviluppo-rurale-pesca-mediterranea/dipartimento-sviluppo-rurale-territoriale/centro-vivaistico-regionale/strutture
[4] Regione Siciliana https://www.simaseed.unict.it/regione-siciliana/
[5] International Day of Caves and Karst https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000395601
[6] UNESCO proclaims the International Day of Caves and Karst https://www.scintilena.com/unesco-proclaims-the-international-day-of-caves-and-karst/11/13/
[7] Man and Karst 2026 a Vendicari, in Sicilia la quarta edizione … https://www.scintilena.com/man-and-karst-2026-a-vendicari-in-sicilia-la-quarta-edizione-dedicata-a-carsismo-e-grotte/06/30/
[8] La siccità riscrive la storia delle grotte carsiche siciliane – Scintilena https://www.scintilena.com/la-siccita-riscrive-la-storia-delle-grotte-carsiche-siciliane/08/17/
[9] Man and Karst 2026 in Sicilia: la Quarta Edizione della … https://www.scintilena.com/man-and-karst-2026-in-sicilia-la-quarta-edizione-della-conferenza-internazionale-dedicata-al-carsismo/01/17/
[10] Risorse idriche e siccità negli Iblei: allarme su vulnerabilità e … https://www.scintilena.com/risorse-idriche-e-siccita-negli-iblei-allarme-su-vulnerabilita-e-protezione/07/16/
[11] Mexican karst, an opportunity for sustainable development … https://www.unesco.org/en/articles/mexican-karst-opportunity-sustainable-development-strengthened-unescos-new-global-initiative
[12] VIII Convegno Nazionale Cavità Artificiali, gli Interventi e i Poster – Scintilena https://www.scintilena.com/viii-convegno-nazionale-cavita-artificiali-gli-interventi-e-i-poster/08/12/
[13] Congressi Archivi https://www.scintilena.com/category/congressi/
[14] Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo https://www.scintilena.com/giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo-unesco-proclama-il-13-settembre-come-data-mondiale/11/13/
[15] Palermo e la Sicilia protagoniste del IX Convegno Nazionale di Speleologia in cavità artificiali, il primo evento “telematico” della Società Speleologica Italiana – Scintilena https://www.scintilena.com/palermo-e-la-sicilia-protagoniste-del-ix-convegno-nazionale-di-speleologia-in-cavita-artificiali-il-primo-evento-telematico-della-societa-speleologica-italiana/03/19/
[16] Venue – C I R S Ragusa https://cirs-ragusa.org/blog/venue/
[17] Puerto-Princesa Subterranean River National Park https://whc.unesco.org/en/list/652/
[18] International Day of Caves and Karst https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000396090
[19] Día Internacional de las Cuevas y el Karst https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000396090_spa
[20] El Karst mexicano, oportunidad de desarrollo sostenible fortalecida https://www.unesco.org/es/articles/el-karst-mexicano-oportunidad-de-desarrollo-sostenible-fortalecida-ante-nuevo-impulso-global-de
[21] Siracusa – Un’eccellenza siciliana: Il Centro di conservazione del germoplasma di Marianelli https://www.youtube.com/watch?v=7CYY2hw-t4E
[22] Vendicari mappa interattiva https://www.riserve-vendicari-cavagrande-pantalica.it/vendicari-mappa/
[23] 1 https://www.psrsicilia.it/Misure/15/Programma%20di%20conservazione%20delle%20risorse%20genetiche%20forestali.pdf
[24] A “lezione” nella riserva naturale di Vendicari https://www.archiviobollettino.unict.it/gallery/%E2%80%9Clezione%E2%80%9D-nella-riserva-naturale-di-vendicari
[25] Report of the Natural Sciences and IOC Commission (SC- … https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000396384
[26] Vendicari, venerdì seminario sul restauro costiero come misura per … https://www.unict.it/it/comunicati_stampa/vendicari-venerd%C3%AC-seminario-sul-restauro-costiero-come-misura-adattarsi-ai
[27] Present state and future trends of Karst studies https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000124707
[28] The Karst https://www.unesco.org/en/mab/karst

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La montagna ha un dentro e un fuori. Impariamo a raccontarli

August 1st 2026 at 06:00

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Dopo il successo della prima edizione, in autunno torna Newmont. Comunicare un’altra montagna, il corso dell’Università di Padova e L’AltraMontagna dedicato a chi vuole raccontare le terre alte con maggiore consapevolezza, andando oltre stereotipi, semplificazioni e luoghi comuni

La montagna ha un dentro e un fuori, e vale la pena imparare a raccontarli entrambi.

È da questa consapevolezza che nasce Newmont. Comunicare un’altra montagna, il corso promosso dall’Università di Padova in collaborazione con L’AltraMontagna, che dopo il successo della prima edizione tornerà anche il prossimo autunno.

Raccontare la montagna, infatti, non significa soltanto descriverne la bellezza, le imprese sportive o il richiamo turistico. Significa comprenderne la complessità: i paesaggi e le persone, la natura e il lavoro, i conflitti e le trasformazioni, la memoria e le nuove sfide. Significa imparare a riconoscere ciò che resta spesso invisibile dietro immagini suggestive e narrazioni stereotipate.

Il percorso nasce proprio con questo obiettivo: offrire strumenti teorici e pratici per costruire una comunicazione più consapevole, capace di evitare le trappole della banalizzazione e della semplificazione e di restituire la pluralità delle montagne contemporanee.

Rivolto a giornalisti, comunicatori, amministratori, operatori del territorio, studenti e a chiunque desideri approfondire questi temi, Newmont propone un approccio multidisciplinare che intreccia geografia, antropologia, giornalismo, sociologia, ambiente e cultura. Attraverso lezioni, laboratori e il confronto con studiosi e professionisti, il corso invita a interrogarsi non solo su che cosa raccontiamo della montagna, ma anche su come lo facciamo e sulle conseguenze che ogni narrazione produce.

Dopo la massiccia partecipazione registrata alla prima edizione, il corso torna dunque con una nuova proposta formativa, confermando l’ambizione di contribuire alla costruzione di uno sguardo più attento, rigoroso e contemporaneo sulle terre alte, e – aggiungiamo noi – al loro interno.

Perché la montagna non è uno sfondo immobile né un semplice luogo da consumare: è un mondo vivo, complesso e in continua evoluzione.

E raccontarlo bene significa, prima di tutto, imparare a guardarlo davvero.

Informazioni sul corso:

Iscrizioni: entro il 28 settembre 2026

Quando si svolge: dal 30 ottobre al 28 novembre 2026

Costo: 100,00 euro a partecipante (minimo 20, massimo 50 iscritti), da pagare a conferma dell’iscrizione

Modalità: lezioni online su Zoom e tavola rotonda conclusiva presso la sede SAT di Trento

Docenti: Mauro Varotto, Chiara Bettega, Antonio De Rossi, Luca Battaglini, Marco Albino Ferrari, Luca Pianesi, Pietro Lacasella e Valentina Ciprian

Informazioni: Federica Napolitano – 049 827 8520 – didattica.dissgea@unipd.it

Programma completo e modulo di iscrizione: https://www.unipd.it/newmont

Come iscriversi:

  • compilare il modulo disponibile sul sito dell’Università di Padova;
  • inviare modulo e curriculum vitae a didattica.dissgea@unipd.it

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