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    Condividi Grotta Rosa 2027 riunirà le speleologhe tra Trieste e il Carso per tre giorni di incontri e condivisione. Sabato 13 marzo sarà dedicato alla grotta. Avviata la raccolta dei contatti: chi aveva lasciato il proprio nome a Costacciaro deve compilare nuovamente il modulo. Grotta Rosa 2027: tre giorni tra Trieste e il Carso Grotta Rosa festeggerà nel marzo 2027 il proprio decennale a Trieste. L’incontro riunirà speleologhe provenienti da tutta Italia per tre giorni tra la città e il C
     

Grotta Rosa 2027, il decennale porta a Trieste dieci anni di speleologia al femminile

November 4th 2026 at 06:00

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Grotta Rosa 2027 riunirà le speleologhe tra Trieste e il Carso per tre giorni di incontri e condivisione. Sabato 13 marzo sarà dedicato alla grotta. Avviata la raccolta dei contatti: chi aveva lasciato il proprio nome a Costacciaro deve compilare nuovamente il modulo.

Grotta Rosa 2027: tre giorni tra Trieste e il Carso

Grotta Rosa festeggerà nel marzo 2027 il proprio decennale a Trieste. L’incontro riunirà speleologhe provenienti da tutta Italia per tre giorni tra la città e il Carso. Al centro ci saranno le grotte, il confronto tra gruppi e le relazioni costruite attraverso la frequentazione del sottosuolo.

La giornata di sabato 13 marzo 2027 sarà dedicata all’uscita in grotta. L’appuntamento prosegue un percorso nato nel 2017 attorno al gruppo speleologico Buio Verticale del CAI Gubbio. Nel tempo l’iniziativa ha collegato partecipanti e realtà associative di diverse regioni italiane.[web:37][web:7]

L’annuncio del decennale richiama la formula che caratterizza Grotta Rosa: vivere un’esperienza comune, raccontare le attività dei rispettivi gruppi e conoscersi anche fuori dalla grotta. L’uscita sotterranea costituisce quindi una parte di un incontro più ampio. La condivisione prosegue nei momenti di ritrovo e nelle conversazioni tra persone con esperienze differenti.

Grotta Rosa 2027: il modulo raccoglie le manifestazioni di interesse

La raccolta dei nominativi è già iniziata. Il modulo indicato dalle organizzatrici serve a ricevere gli aggiornamenti sul programma completo, sulla logistica e sulle successive modalità di adesione.

La compilazione non costituisce un’iscrizione definitiva e non comporta impegni. Si tratta di una manifestazione di interesse, utile a mantenere il contatto con chi vorrebbe partecipare. Questa distinzione chiarisce il significato dell’invito, anche quando il collegamento viene presentato informalmente come “modulo di iscrizione”.

Il riferimento operativo è il seguente:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeh3sv6KQBDTWKxN_slEbTnLG8_7prKZllwqapiUmuEcUO36Q/viewform

Da Costacciaro 2026 a Grotta Rosa 2027: l’appello a reinserire i contatti

La presentazione del decennale è passata anche da Costacciaro 2026, Raduno Internazionale di Speleologia. In quella sede erano state raccolte le prime manifestazioni di interesse presso lo stand di Buio Verticale, nell’ambito del CAI.

Il foglio con i nominativi e i recapiti è stato preso, come riferisce il messaggio delle organizzatrici. Da qui nasce la richiesta di compilare nuovamente il modulo online. L’appello riguarda in particolare le persone che avevano già lasciato i propri dati allo stand.

Nella comunicazione compare anche un ringraziamento a La Scintilena e al raduno di Costacciaro per lo spazio dedicato all’iniziativa. La presentazione ha permesso di raccontare il percorso di Grotta Rosa alla comunità speleologica e di annunciare l’appuntamento triestino.

Grotta Rosa e Marisa Siccardi: il dialogo tra generazioni di speleologhe

Tra i momenti ricordati dalle promotrici figura l’incontro con Marisa Siccardi, speleologa di Savona. Il richiamo alla sua esperienza collega il decennale alla storia della presenza femminile nella speleologia italiana.

Nata nel 1935, Siccardi ha iniziato a frequentare le grotte del Finalese negli anni Cinquanta. Alla pratica speleologica ha affiancato una lunga attività infermieristica e competenze nell’assistenza sanitaria. La sua vicenda comprende anche le difficoltà incontrate dalle donne nell’accesso ai ruoli organizzati del soccorso. Nel 1974 la proposta di un suo ingresso nel CNSAS non fu accolta per le restrizioni dell’epoca alla partecipazione femminile.

Il suo coinvolgimento nel racconto di Grotta Rosa mette in relazione percorsi personali lontani nel tempo. Accanto alle uscite e alle amicizie, l’iniziativa diventa così uno spazio in cui riconoscere esperienze, competenze e memoria della speleologia femminile.

Relazione di approfondimento: attività, azioni e scopo di Grotta Rosa nel decennio 2017–2027

Grotta Rosa e Buio Verticale: le origini al Monte Cucco nel 2017

La prima edizione di Grotta Rosa risale al 25 marzo 2017. Il modulo dell’epoca la identifica espressamente come prima edizione. L’organizzazione faceva capo alle speleologhe del Gruppo Speleologico CAI Gubbio “Buio Verticale”. Il luogo scelto era la Grotta di Monte Cucco, nell’Appennino umbro-marchigiano.[web:11]

Il programma prevedeva un’uscita sotterranea seguita da una serata insieme. Il percorso annunciato collegava l’ingresso alto del Nibbio all’ingresso Est, passando dalla base del Pozzo Perugia e dalla parte turistica. La cena e il pernottamento erano previsti al rifugio CAI di Gubbio.

Già questa prima impostazione conteneva due elementi rimasti centrali. Il primo era la pratica speleologica condivisa. Il secondo era il tempo dedicato alla conoscenza reciproca. Il ritrovo non si esauriva quindi nell’itinerario tecnico: comprendeva anche una dimensione associativa e relazionale.

Le condizioni di partecipazione erano definite. L’iniziativa era aperta a speleologhe maggiorenni, socie CAI con tesseramento valido. Veniva richiesta una buona autonomia nella progressione. Il limite era fissato a 25 partecipanti. Questi requisiti descrivono l’organizzazione del 2017 e non costituiscono le condizioni di accesso all’edizione 2027.

Grotta Rosa 2018 a Guarcino: la collaborazione con lo Speleo Club Roma

La seconda edizione portò Grotta Rosa nel Lazio. Il 17 marzo 2018 l’uscita fu organizzata alla Grotta degli Urli, nel territorio di Guarcino, in provincia di Frosinone. Buio Verticale collaborò con lo Speleo Club Roma.

Il trasferimento in un’altra regione ampliò la rete dell’iniziativa. A cambiare non fu soltanto la cavità visitata. Entrò in gioco una collaborazione tra gruppi, con un programma che univa la giornata sotterranea alla cena e all’ospitalità notturna a Riano.

La descrizione dell’itinerario comprendeva pozzi iniziali e successive gallerie. Anche in questa edizione era richiesta autonomia nella progressione. La partecipazione prevedeva tesseramento CAI o UISP, oppure un’apposita assicurazione giornaliera per le persone non iscritte alle due associazioni. Il numero massimo era di 20 partecipanti.

L’esperienza di Guarcino mostra un’azione concreta del progetto: mettere in contatto speleologhe attraverso la collaborazione tra associazioni ospitanti. L’incontro in grotta diventava il punto di partenza per una relazione tra realtà territoriali diverse.

Grotta Rosa 2019 a Frasassi: conoscere altri ambienti sotterranei

Nel 2019 Grotta Rosa raggiunse le Marche. La meta fu la Grotta del Fiume, nel complesso di Frasassi. La notizia pubblicata da Scintilena descriveva un percorso tra sale e gallerie al di sotto del livello della grotta turistica, con ingresso sul fiume Sentino.

La successione delle sedi costituisce un tratto significativo dell’iniziativa. Monte Cucco, Guarcino e Frasassi rappresentano tre tappe di un incontro itinerante. Le partecipanti hanno così potuto frequentare ambienti diversi e confrontarsi con gruppi legati a differenti territori. La ricostruzione pubblicata per l’appuntamento del 2025 ricorda anche il passaggio di Grotta Rosa in Emilia-Romagna.[web:9][web:8][web:7]

Questa mobilità favorisce la circolazione delle conoscenze. La familiarità di un gruppo con la propria zona può diventare patrimonio condiviso durante un incontro nazionale. La visita non sostituisce il lavoro continuativo delle associazioni locali: offre un contesto nel quale raccontarlo e metterlo in relazione con altre esperienze.

Grotta Rosa 2025 al Monte Cucco: gruppi e percorsi differenziati

L’8 e il 9 marzo 2025 Grotta Rosa tornò al Monte Cucco. L’appuntamento venne presentato come sesta edizione. Il programma prevedeva un’uscita il sabato, con gruppi distinti secondo esperienza e necessità tecniche. La domenica era destinata a una passeggiata e ad altri momenti di condivisione.

Il successivo resoconto di Buio Verticale riassunse l’incontro nel titolo “Grotta Rosa 2025: 35 Donne, 3 Percorsi, un’Unica Passione”. Il dato finale restituisce la dimensione di quell’appuntamento: 35 partecipanti e tre percorsi.

La differenziazione degli itinerari è un’azione organizzativa importante. Consente di costruire una giornata comune senza richiedere che tutte affrontino necessariamente lo stesso percorso. Nel programma del 2025 questa scelta era collegata esplicitamente all’esperienza delle partecipanti e alle esigenze tecniche.

Il ritorno al Monte Cucco collegava inoltre l’incontro alle sue origini. Il decennale del 2027 si riferisce ai dieci anni trascorsi dalla nascita del progetto nel 2017. La ricorrenza racconta dunque una storia iniziata dieci anni prima, senza coincidere automaticamente con il numero delle edizioni svolte.[web:7]

Lo scopo di Grotta Rosa: una rete nazionale di speleologhe

Lo scopo dichiarato di Grotta Rosa è creare incontro e condivisione tra donne che praticano la speleologia. La frequentazione delle grotte costituisce il terreno comune. La costruzione di rapporti tra persone e gruppi rappresenta l’altro asse dell’iniziativa. La presentazione del 2025 indica espressamente il rafforzamento delle competenze, delle amicizie e delle collaborazioni tra speleologhe.

Le azioni sviluppate nel tempo possono essere ricondotte a cinque ambiti:

  • Uscite in grotta, come esperienza pratica condivisa e punto centrale degli incontri.
  • Collaborazioni tra gruppi, documentate anche dall’organizzazione congiunta del 2018.
  • Confronto tra livelli di esperienza, attraverso la composizione dei gruppi e la scelta degli itinerari.
  • Momenti fuori dalla grotta, come cene, pernottamenti e passeggiate.
  • Continuità dei contatti, per collegare partecipanti provenienti da regioni diverse.[web:9][web:7]

La formula non si basa soltanto sul ritrovarsi in prossimità dell’8 marzo. Offre uno spazio riconoscibile alla partecipazione femminile nella comunità speleologica. Il carattere nazionale nasce dalla provenienza delle partecipanti e dalla capacità di collegare realtà associative differenti.

In questo quadro, la socialità non è separata dalla pratica. Raccontare un’uscita, confrontare le abitudini di un gruppo e condividere una giornata sotterranea sono parti dello stesso processo. Le relazioni possono proseguire oltre il singolo appuntamento, secondo l’obiettivo dichiarato di consolidare una rete di contatti e collaborazioni.

Speleologia femminile e autonomia: il ruolo dell’esperienza condivisa

Le prime edizioni chiariscono che partecipazione e attenzione alle competenze procedono insieme. Nel 2017 e nel 2018 l’autonomia nella progressione era un requisito esplicito. Nel 2025 l’organizzazione dei gruppi teneva conto dell’esperienza e delle necessità tecniche.[web:9][web:7]

Grotta Rosa mette quindi in relazione speleologhe con percorsi personali differenti all’interno di attività organizzate. La condivisione non elimina le esigenze della progressione sotterranea. Le riconosce nella scelta delle modalità di partecipazione e degli itinerari.

Il confronto con figure come Marisa Siccardi aggiunge una dimensione storica. La presenza delle donne nella speleologia passa anche attraverso il riconoscimento delle competenze e delle responsabilità esercitate. La sua esperienza nel rapporto tra grotta e assistenza sanitaria rende concreto questo collegamento tra pratica, preparazione e accesso ai ruoli associativi.

Grotta Rosa 2027 a Trieste: il decennale nel territorio del Carso

L’approdo a Trieste colloca il decennale in un territorio strettamente legato alla storia della speleologia. Sul Carso, tra Trieste e Lubiana, si svilupparono nell’Ottocento alcuni dei primi studi sistematici delle cavità. Il nome stesso del territorio è alla base della terminologia del carsismo.

L’annuncio per marzo 2027 riprende gli elementi consolidati dell’iniziativa. Prevede tre giorni insieme, un’uscita in grotta sabato 13 marzo e il confronto tra esperienze associative. Il legame tra attività sotterranea e incontro personale resta il filo conduttore del progetto.

La raccolta digitale dei contatti accompagna questa fase organizzativa. Chi aveva lasciato il proprio nome a Costacciaro è invitato a reinserirlo. Il modulo consentirà di ricevere programma, indicazioni logistiche e modalità di adesione al decennale di Grotta Rosa.

Fonti e collegamenti

Per l’annuncio di Trieste 2027, l’appello relativo ai contatti di Costacciaro e il racconto dell’incontro con Marisa Siccardi è stata utilizzata la comunicazione delle organizzatrici riportata nel testo di partenza. Il modulo seguente è il collegamento operativo indicato nella comunicazione.

  1. Grotta Rosa 2027 — modulo per la manifestazione di interesse:
    https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeh3sv6KQBDTWKxN_slEbTnLG8_7prKZllwqapiUmuEcUO36Q/viewform
  2. Buio Verticale — modulo della prima edizione, 25 marzo 2017:
    https://www.buioverticale.it/wp-content/uploads/2017/03/Grotta-Rosa-mod.pdf
  3. Scintilena — “Uscita in Rosa al Monte Cucco con il CAI Gubbio”:
    https://www.scintilena.com/uscita-in-rosa-al-monte-cucco-con-il-cai-gubbio/03/08/
  4. Scintilena — “Seconda edizione Grotta Rosa a Guarcino (FR)”:
    https://www.scintilena.com/seconda-edizione-grotta-rosa-a-guarcino-fr/02/25/
  5. Scintilena — “La Grotta Rosa: la speleologia al femminile si ritrova a Frasassi”:
    https://www.scintilena.com/la-grotta-rosa-la-speleologia-al-femminile-si-ritrova-a-frasassi/03/05/
  6. Scintilena — “Grotta Rosa 2025: la speleologia al femminile torna al Monte Cucco”:
    https://www.scintilena.com/grotta-rosa-2025-la-speleologia-al-femminile-torna-al-monte-cucco/02/18/
  7. Buio Verticale — “Grotta Rosa 2025: 35 Donne, 3 Percorsi, un’Unica Passione”:
    https://www.buioverticale.it/grotta-rosa-2025-35-donne-3-percorsi-ununica-passione/
  8. Scintilena — “Marisa Siccardi: novant’anni di passione, coraggio e profondità”:
    https://www.scintilena.com/marisa-siccardi-novantanni-di-passione-coraggio-e-profondita/06/27/
  9. Wikipedia — “Speleologia”, per l’inquadramento storico del Carso:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Speleologia

Grotta Rosa

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  • Geositi, grotte e Livenza: a Caneva una giornata tra sorgenti, esplorazioni e realtà virtuale
    Condividi Sabato 7 novembre 2026 Caneva e Polcenigo presentano a Villa Frova i risultati dei progetti GEOinCANEVA e PolceniGEO. In programma una visita alle sorgenti del Livenza, un convegno, l’anteprima dei nuovi strumenti immersivi e l’apertura della mostra «Le grotte tra esplorazione e ricerca». Ingresso libero. Le sorgenti del Livenza, gli abissi del Cansiglio e le nuove tecnologie per conoscere il sottosuolo saranno i protagonisti di «Geositi, grotte e Livenza», in programma sabato 7
     

Geositi, grotte e Livenza: a Caneva una giornata tra sorgenti, esplorazioni e realtà virtuale

November 4th 2026 at 05:00

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Sabato 7 novembre 2026 Caneva e Polcenigo presentano a Villa Frova i risultati dei progetti GEOinCANEVA e PolceniGEO.

In programma una visita alle sorgenti del Livenza, un convegno, l’anteprima dei nuovi strumenti immersivi e l’apertura della mostra «Le grotte tra esplorazione e ricerca». Ingresso libero.

Le sorgenti del Livenza, gli abissi del Cansiglio e le nuove tecnologie per conoscere il sottosuolo saranno i protagonisti di «Geositi, grotte e Livenza», in programma sabato 7 novembre 2026 a Stevenà di Caneva, in provincia di Pordenone.

L’iniziativa unisce i Comuni di Caneva e Polcenigo nella giornata conclusiva dei progetti di geodivulgazione GEOinCANEVA e PolceniGEO, realizzati con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Servizio geologico, ai sensi della legge regionale 15/2016.

L’appuntamento affiancherà l’esperienza sul territorio agli incontri con geologi, divulgatori e speleologi, con attività aperte al pubblico e ingresso libero.[1]

Dalle sorgenti del Livenza agli abissi del Cansiglio

La giornata inizierà dalle 10.00 alle 12.00 con una visita guidata alle sorgenti della Santissima e del Molinetto. Il ritrovo è previsto al parcheggio del Santuario della Santissima: da qui partirà una breve passeggiata ad anello lungo la sponda, seguita dal trasferimento in automobile al Molinetto.[1]

L’escursione offrirà l’occasione per conoscere due emergenze del sistema sorgentizio del Livenza. Insieme al Gorgazzo, la Santissima e il Molinetto costituiscono un geosito di importanza nazionale: manifestazioni differenti, ma collegate, della circolazione delle acque nel massiccio carsico del Cansiglio-Cavallo. La visita permetterà quindi di leggere il paesaggio attraverso il rapporto fra le montagne, i percorsi sotterranei dell’acqua e le sorgenti della pedemontana.[2]

Questo collegamento tra superficie e profondità è anche uno dei fili conduttori dei progetti GEOinCANEVA e PolceniGEO. Le attività sviluppate nel corso del 2026 hanno affiancato escursioni guidate, pannelli divulgativi, materiali di approfondimento e strumenti digitali, costruendo un percorso di conoscenza condiviso fra i due territori comunali.[3]

A Villa Frova il bilancio dei progetti e l’anteprima dei virtual tour

Il programma pomeridiano si aprirà alle 14.30 a Villa Frova con i saluti delle autorità. Alle 15.00 Massimo Zanetti, direttore del Servizio geologico della Regione Friuli Venezia Giulia, presenterà il quadro della geodiversità e dei geositi regionali. Alle 15.30 Barbara Grillo, di Divulgando Srl, illustrerà il bilancio delle attività dedicate ai geositi di Caneva e Polcenigo, dalle uscite sul territorio ai percorsi per le scuole.[1]

Alle 16.00 Alessio Mereu, di Divulgando Srl, presenterà in anteprima i nuovi strumenti multimediali di GEOinCANEVA e PolceniGEO: un virtual tour e un’esperienza immersiva con i visori. Il pubblico potrà provare i contenuti, pensati per accompagnare la scoperta dei geositi dalle sorgenti del Livenza agli ambienti sotterranei del Cansiglio.[1]

La presentazione darà forma a uno degli obiettivi annunciati all’avvio dei progetti: raccontare la continuità geologica fra la fascia delle sorgenti e l’altopiano, affiancando alla visita diretta strumenti consultabili anche in ambiente digitale. Per GEOinCANEVA il percorso virtuale è stato progettato lungo l’itinerario che collega la sorgente del Molinetto all’Abisso Col de la Rizza; PolceniGEO ha previsto l’ampliamento dei contenuti dedicati alla Santissima.[3]

Gli speleologi raccontano esplorazioni e nuove ricerche

Il contributo del Gruppo Speleologico Sacile porterà al centro del convegno l’attività esplorativa e la ricerca sul campo. Alle 16.45 Filippo Felici presenterà le esplorazioni nel geosito «Doline e Abissi del Cansiglio», mentre alle 17.30 Adriano Feltrin illustrerà le ricerche nel conglomerato dei colli di Polcenigo e Budoia, un ambito di studio proposto all’attenzione del pubblico anche nella prospettiva di un futuro geosito.[1]

Il geosito «Doline e Abissi del Cansiglio», condiviso da Caneva e Polcenigo, riunisce testimonianze del carsismo superficiale e profondo, insieme a elementi di interesse idrogeologico e paleontologico. Le esplorazioni speleologiche contribuiscono così a conoscere non soltanto le cavità, ma anche la storia delle rocce e la circolazione delle acque che alimentano le sorgenti del territorio.[3]

La mostra «Le grotte tra esplorazione e ricerca» aperta anche domenica

Alle 18.00 sarà inaugurata a Villa Frova la mostra itinerante «Le grotte tra esplorazione e ricerca», della Federazione Speleologica Regionale e della Regione Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Gruppo Speleologico Sacile e il Catasto Speleologico Regionale. L’esposizione resterà aperta anche domenica 8 novembre.[1]

Pannelli, campioni e reperti accompagneranno i visitatori alla scoperta del patrimonio ipogeo regionale. Ai materiali espositivi si affiancheranno visori di realtà virtuale, riprese inedite realizzate con droni e un totem touch per esplorare le cavità a 360 gradi: linguaggi diversi per avvicinare il pubblico alle esplorazioni e alle ricerche nel sottosuolo.[1]

L’appuntamento si inserisce inoltre nell’anno del novantesimo anniversario del terremoto del Cansiglio del 18 ottobre 1936, collegando la conoscenza dei geositi alla memoria geologica e storica del territorio.[1]

Il programma di sabato 7 novembre 2026

  • 10.00–12.00 — Visita guidata alle sorgenti della Santissima e del Molinetto, con ritrovo al parcheggio del Santuario della Santissima.
  • 14.30 — A Villa Frova, saluti delle autorità.
  • 15.00 — «Geodiversità e geositi del Friuli Venezia Giulia», Massimo Zanetti, direttore del Servizio geologico regionale.
  • 15.30 — «I geositi di Caneva e Polcenigo: bilancio finale delle attività di geo-divulgazione», Barbara Grillo, Divulgando Srl.
  • 16.00 — Presentazione del virtual tour di GEOinCANEVA e PolceniGEO e della visione immersiva con i visori, Alessio Mereu, Divulgando Srl.
  • 16.45 — «Le esplorazioni nel geosito Doline e Abissi del Cansiglio», Filippo Felici, Gruppo Speleologico Sacile.
  • 17.30 — «Le ricerche nel conglomerato dei colli di Polcenigo e Budoia: una novità per un futuro geosito», Adriano Feltrin, Gruppo Speleologico Sacile.
  • 18.00 — Inaugurazione della mostra «Le grotte tra esplorazione e ricerca».[1]

Informazioni e promotori

Il convegno e la mostra si svolgeranno a Villa Frova, a Stevenà di Caneva (PN). L’ingresso è libero e gratuito. Per informazioni è possibile contattare l’Ufficio Cultura del Comune di Caneva al numero 0434 797447; aggiornamenti sui canali Facebook «Officina Villa Frova» e Instagram «@in.caneva».[1]

L’iniziativa è promossa dai Comuni di Caneva e Polcenigo e dalla Magnifica Comunità di Montagna Dolomiti Friulane Cavallo Cansiglio, in collaborazione con la Federazione Speleologica Regionale FVG, il Gruppo Speleologico Sacile – SSI e lo Speleo Team CAI Conegliano. I progetti sono curati da Divulgando Srl e sostenuti dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Servizio geologico, nell’ambito della legge regionale 15/2016.[1]

Fonti consultate

Fonti
[2] Santissima e Molinetto. Le Sorgenti del Livenza https://www.pordenonewithlove.it/it/evento/santissima-e-molinetto-le-sorgenti-del-livenza
[3] Nel Cuore della Terra: viaggia tra gli abissi e le sorgenti … https://www.scintilena.com/nel-cuore-della-terra-viaggia-tra-gli-abissi-e-le-sorgenti-del-cansiglio/03/30/
[4] Il bacino idrografico del fiume Livenza | Protezione Civile … https://www.protezionecivile.fvg.it/it/il-bacino-idrografico-del-fiume-livenza-0
[5] REGIONE FVG INFORMA https://www.ilgazzettino.it/speciali/regione_fvg_informa/
[6] Livenza – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Livenza
[7] Officina Villa Frova | Contenitore culturale multifunzionale http://officinavillafrova.incaneva.it/
[8] Santissima e Molinetto. Le Sorgenti del Livenza https://albergodiffusovivaro.it/2026/04/30/santissima-e-molinetto-le-sorgenti-del-livenza/
[9] ITALIA PREISTORICA IN GROTTA. QUADRI REGIONALI, STORIA … https://www.iipp.it/italia-preistorica-in-grotta-quadri-regionali-storia-degli-studi-ricerche-e-nuove-scoperte/
[10] Presentazione del progetto GEOinCANEVA – InCaneva https://incaneva.it/it/presentazione-del-progetto-geoincaneva-28854
[11] THE SOURCES OF THE LIVENZA RIVER CIRCULAR ROUTE https://www.visitsacile.it/wp-content/uploads/2023/12/EN_Anello-Sorgenti-del-Livenza-1.pdf
[12] Geositi, grotte e Livenza https://www.fsrfvg.it/?p=12493
[13] Fvg, il Masterplan sui siti produttivi degradati si amplia con cinque nuove aree https://www.nordest24.it/fvg-masterplan-siti-produttivi-degradati-cinque-nuove-aree
[14] meraviglie sotterranee da esplorare tutto l’anno 2026 – Italia Delight https://www.italiadelight.it/blog/en/grotte-spettacolari-italia-2026/
[15] Turismo, Piemonte e Liguria si presentano insieme all’Eicma 2026 https://www.ossola24.it/index.php/eventi/turismo-piemonte-e-liguria-si-presentano-insieme-alleicma-2026

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  • Soccorso Speleologico CNSAS Friuli Venezia Giulia: aperte le selezioni per nuovi aspiranti volontari
    Condividi Le prove si svolgeranno il 6 e 7 febbraio 2027. Candidature entro il 10 gennaio: richieste esperienza speleologica, capacità di attrezzamento, autosoccorso e competenze di progressione in ambiente verticale e invernale Sono aperte in Friuli Venezia Giulia le selezioni per gli aspiranti volontari del Soccorso Speleologico del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS). Le selezioni della II Delegazione – Friuli Venezia Giulia per l’anno 2027 si svolgeranno nelle giorna
     

Soccorso Speleologico CNSAS Friuli Venezia Giulia: aperte le selezioni per nuovi aspiranti volontari

Október 18th 2026 at 05:00

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Le prove si svolgeranno il 6 e 7 febbraio 2027. Candidature entro il 10 gennaio: richieste esperienza speleologica, capacità di attrezzamento, autosoccorso e competenze di progressione in ambiente verticale e invernale

Sono aperte in Friuli Venezia Giulia le selezioni per gli aspiranti volontari del Soccorso Speleologico del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS).

Le selezioni della II Delegazione – Friuli Venezia Giulia per l’anno 2027 si svolgeranno nelle giornate di sabato 6 e domenica 7 febbraio 2027.

Gli interessati in possesso dei requisiti richiesti dovranno presentare la domanda e la relativa documentazione entro il 10 gennaio 2027.

I requisiti per accedere alle selezioni

L’accesso al percorso richiede una preparazione speleologica già consolidata. Non si tratta infatti di un corso per avvicinarsi alla speleologia, ma di una selezione rivolta a persone che possiedono già autonomia ed esperienza nella progressione in ambiente ipogeo.

I candidati devono avere un’età compresa tra 18 e 45 anni ed essere soci del Club Alpino Italiano.

Tra le competenze richieste figurano:

  • ottima capacità di progressione in grotta;
  • ottime capacità di attrezzamento;
  • conoscenza delle tecniche di autosoccorso di base;
  • capacità di progressione in corda doppia;
  • padronanza delle tecniche di arrampicata libera fino al IV grado UIAA;
  • padronanza delle tecniche di arrampicata artificiale;
  • capacità di progressione e avvicinamento in ambiente invernale utilizzando attrezzature adeguate.

Il quadro dei requisiti evidenzia la preparazione tecnica richiesta a chi intende intraprendere il percorso per diventare volontario del Soccorso Speleologico.

Dalla speleologia al soccorso

L’attività del Soccorso Speleologico si svolge in ambienti nei quali le normali operazioni di emergenza diventano particolarmente complesse.

Pozzi, meandri, strettoie, corsi d’acqua sotterranei, grandi verticali e lunghi percorsi lontani dall’ingresso possono rendere necessario trasportare una persona infortunata per molte ore, talvolta per giorni.

Alle competenze proprie dello speleologo devono quindi aggiungersi una formazione specifica nelle tecniche di soccorso, la capacità di operare all’interno di squadre organizzate e un’attività costante di addestramento.

Le selezioni rappresentano il primo passaggio di questo percorso e servono a verificare che gli aspiranti possiedano le basi tecniche necessarie per affrontare la successiva formazione.

Informazioni e documentazione

Per informazioni sulle selezioni e per ottenere la documentazione necessaria è possibile contattare Stefano Gobessi, responsabile della Scuola regionale: tel. 348 3861322 – e-mail: stefano.gobessi@cnasas.it

Le candidature dovranno essere presentate entro e non oltre il 10 gennaio 2027.

Le selezioni degli aspiranti volontari del Soccorso Speleologico CNSAS del Friuli Venezia Giulia si svolgeranno sabato 6 e domenica 7 febbraio 2027.

Fonte

Federazione Speleologica Regionale del Friuli Venezia Giulia APS – Selezione aspiranti soccorso speleologico CNSAS FVG ODV – 6-7 febbraio 2027

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  • TracerKanin, le vie dell’acqua sotto il Canin: a Gorizia una conferenza sul progetto Italia-Slovenia
    Condividi Il 24 ottobre 2026 Rino Semeraro presenterà le ricerche di TracerKanin sui torrenti sotterranei del Canin/Kanin. Appuntamento alle 19 nella Sala Dora Bassi, con ingresso libero. TracerKanin a Gorizia: la conferenza del 24 ottobre Dove scorre l’acqua nel cuore del Canin? La domanda sarà al centro della conferenza in programma sabato 24 ottobre 2026, alle ore 19, nella Sala Dora Bassi di Gorizia. L’incontro si terrà in via Garibaldi 7. L’ingresso è libero. Il Centro Ricerche Car
     

TracerKanin, le vie dell’acqua sotto il Canin: a Gorizia una conferenza sul progetto Italia-Slovenia

Október 16th 2026 at 07:00

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Il 24 ottobre 2026 Rino Semeraro presenterà le ricerche di TracerKanin sui torrenti sotterranei del Canin/Kanin. Appuntamento alle 19 nella Sala Dora Bassi, con ingresso libero.

TracerKanin a Gorizia: la conferenza del 24 ottobre

Dove scorre l’acqua nel cuore del Canin? La domanda sarà al centro della conferenza in programma sabato 24 ottobre 2026, alle ore 19, nella Sala Dora Bassi di Gorizia. L’incontro si terrà in via Garibaldi 7. L’ingresso è libero.

Il Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” APS propone una serata dedicata all’idrogeologia del massiccio condiviso da Italia e Slovenia. Il relatore sarà Rino Semeraro, con l’intervento “Torrenti sotterranei nel massiccio del Monte Canin/Kanin (Italia / Slovenia): TracerKanin Project”. La conferenza è rivolta a soci, speleologi, studiosi e cittadini interessati alla circolazione delle acque nelle montagne carsiche.

L’appuntamento porterà al pubblico il lavoro di TracerKanin, progetto internazionale avviato nel 2021. Le ricerche combinano esplorazione speleologica, tracciamenti delle acque, misure alle sorgenti e analisi di laboratorio. L’obiettivo è ricostruire i collegamenti idrici tra le grotte del massiccio e le risorgenze delle valli circostanti.[1]

Canin e Kanin: un acquifero che attraversa il confine

Il Canin, chiamato Kanin in Slovenia, appartiene alle Alpi Giulie. Le sue acque sotterranee circolano in una rete di pozzi, fratture, gallerie e collettori. Le sorgenti restituiscono parte di questi flussi nelle valli italiane e slovene. Tra i recapiti principali figurano il Fontanon di Goriuda, la Risorgiva Acquarolo e il Fontanon del Sart sul territorio italiano. Sul versante sloveno si trovano, tra le altre, le sorgenti Možnica, Glijun e Boka.[1]

La superficie della montagna non basta a descrivere questa circolazione. I bacini sotterranei richiedono indagini specifiche. TracerKanin affronta il problema attraverso esperimenti che seguono sostanze fluorescenti immesse nei corsi d’acqua delle grotte. Il loro ritrovamento alle sorgenti documenta i collegamenti. Le concentrazioni e i tempi di arrivo aiutano a descrivere il comportamento dell’acquifero.[1][2]

TracerKanin: dalle grotte italiane agli abissi sloveni

La prima campagna ha interessato il settore nord-occidentale del Canin. Il 4 settembre 2021 sono stati immessi tre traccianti nell’Abisso Gortani, nell’Inghiottitoio della Terra Rossa e nell’Abisso Picciola. Nell’Abisso Gortani l’operazione ha raggiunto il Grande Meandro, a circa 800 metri di profondità. Tutte e tre le sostanze sono state successivamente rintracciate nei punti di uscita monitorati.[1]

Nel 2022 TracerKanin ha esteso le indagini al versante meridionale sloveno. Il 9 luglio sono stati introdotti due traccianti negli abissi Renejevo brezno e Skalarjevo brezno. Le immissioni sono avvenute rispettivamente presso il lago Copacabana, a circa 1.240 metri di profondità, e nella zona del lago Free Willy, a circa 1.200 metri.[3]

Le operazioni sul campo si sono concluse il 13 agosto 2022. Le prime analisi hanno documentato l’arrivo dei traccianti alle sorgenti Boka e Bo?i?. I risultati hanno confermato collegamenti già conosciuti nella letteratura idrogeologica. Hanno inoltre fornito dati per approfondire i tempi di trasferimento e la distribuzione dei flussi.[2]

Speleologia e ricerca carsica: il lavoro condiviso di TracerKanin

Il progetto riunisce il Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer”, la Commissione Grotte “E. Boegan” SAG-CAI e la Società Adriatica di Speleologia. Partecipano anche la società speleologica di Lubiana e il Karst Research Institute dello ZRC SAZU di Postojna. Il coordinamento è affidato al Laboratorio speleologico e di tecniche fluorimetriche di Farra d’Isonzo.[1]

Questa collaborazione unisce le competenze necessarie per lavorare in profondità e per interpretare i dati raccolti all’esterno. La conferenza di Gorizia illustrerà le ricerche e i risultati di TracerKanin. Il tema centrale sarà il passaggio dall’esplorazione delle cavità alla comprensione dei sistemi idrici sotterranei del Canin/Kanin.

Fonti della notizia


TracerKanin e l’idrogeologia del Canin/Kanin: quadro di approfondimento

Dalle campagne di multitracciamento alla divulgazione scientifica: obiettivi, organizzazione e risultati della ricerca transfrontaliera.

TracerKanin: dai primi tracciamenti al programma pluriennale

I tracciamenti delle acque sul Canin iniziarono nel 1968. Prima dell’avvio di TracerKanin erano stati effettuati circa dieci esperimenti. Si trattava prevalentemente di prove qualitative, con alcuni contributi semiquantitativi. Avevano delineato diverse direzioni del drenaggio sotterraneo, preparando il terreno per indagini più articolate.[1]

TracerKanin nasce nel 2021 per integrare i collegamenti idrici con informazioni sull’idrodinamica. Il progetto considera concentrazioni, tempi di trasferimento, portate e condizioni meteorologiche. La ricerca non si esaurisce nel ritrovamento di un colorante alla sorgente. Prosegue con il trattamento delle registrazioni e il confronto con la struttura geologica del massiccio.[1][4]

La dimensione pluriennale deriva da questa successione di attività. Preparazione, sperimentazione, analisi e interpretazione richiedono tempi differenti. A queste fasi si aggiungono cartografia, pubblicazioni e divulgazione.[1][4]

Geologia del Canin: come si organizza la circolazione sotterranea

L’acquifero principale si sviluppa nel Calcare del Dachstein, di età norico-retica. La formazione ospita una rete di condotti carsici. Le acque circolano anche nelle fratture, dove il trasferimento può essere più lento e accompagnato da immagazzinamento.[1]

La Dolomia Principale, di età norica, si trova al di sotto del calcare o in contatto laterale attraverso faglie. Il contrasto di permeabilità contribuisce all’impostazione di gallerie e collettori. La dolomia non costituisce una barriera impermeabile assoluta. È interessata anch’essa da carsificazione e circolazione idrica, sebbene in misura minore.[1]

Questa struttura si riflette nella geometria delle grotte. Grandi successioni di pozzi raggiungono reti profonde, inclinate o suborizzontali. Alla base si incontrano torrenti sotterranei e sifoni. Nella zona epifreatica, interessata dalle oscillazioni del livello dell’acqua, le variazioni durante le piene possono superare il centinaio di metri.[1]

TracerKanin: partenariato e risorse della ricerca

Il progetto è stato completamente autofinanziato dai partner. Le risorse comprendono personale, strumenti e copertura economica delle attività. Alla campagna hanno contribuito anche speleologi esterni al partenariato.[1]

Il resoconto della prima fase indica 60 speleologi italiani e sloveni impegnati nelle operazioni. Il gruppo scientifico-tecnico comprende dieci specialisti, ricercatori, studiosi ed esperti. Tra i componenti figurano Rino Semeraro, Riccardo Corazzi, Špela Borko e Franci Gabrovšek. Questi numeri descrivono la prima fase, non il totale cumulativo del programma.[1]

L’organizzazione associa due reti operative. Una lavora nelle grotte, raggiungendo i punti di immissione. L’altra controlla sorgenti e corsi d’acqua esterni. Il collegamento tra queste attività permette di trasformare una discesa speleologica in un esperimento idrogeologico.[1][2]

Multitracciamento del Canin: strumenti e interpretazione

Il multitracciamento utilizza sostanze distinguibili, introdotte in punti diversi. Nella prima campagna sono state impiegate uranina, solforodamina B e Tinopal CBS-X. Il controllo delle uscite comprendeva fluocaptori, campioni d’acqua, fluorimetri e sonde per i parametri fisico-chimici.[1]

I diversi strumenti rispondono a esigenze complementari:

  • I fluocaptori raccolgono il segnale del passaggio del tracciante durante l’esposizione.
  • I campioni d’acqua consentono analisi riferite a momenti precisi.
  • I fluorimetri registrano l’andamento della concentrazione nel tempo.
  • Le misure di portata permettono di collegare le concentrazioni alle quantità d’acqua in transito.[1][5]

La curva di restituzione rappresenta l’andamento temporale del tracciante presso un punto di controllo. L’associazione tra concentrazione e portata permette di stimare la massa restituita. Questo passaggio distingue una lettura quantitativa dalla semplice identificazione di una connessione.[5]

TracerKanin 2021: la campagna nel settore italiano

La preparazione iniziò nel maggio 2021. Il resoconto tecnico descrive 22 punti di controllo sulle sorgenti e sui corsi d’acqua italiani e sloveni. Le installazioni comprendevano strutture protettive e ancoraggi progettati per resistere alle piene.[1]

Il 4 settembre furono effettuate tre immissioni quasi contemporanee:

  • Uranina nel Grande Meandro dell’Abisso Gortani, a circa 800 metri di profondità.
  • Solforodamina B nell’Inghiottitoio della Terra Rossa, poco sotto l’ingresso.
  • Tinopal CBS-X nell’Abisso Picciola, a circa 90 metri di profondità.[1]

Dal 28 agosto al 16 ottobre furono eseguiti dieci cicli di campionamento e misura. Tre squadre seguirono Val Raccolana e Valle del Rio del Lago, Val Resia, Val Možnica e conca di Bovec. Le operazioni principali terminarono il 17 ottobre. Alcune osservazioni proseguirono nei mesi successivi.[1]

Il lavoro comprendeva il controllo di dieci stazioni meteorologiche. Durante la campagna si verificarono tre eventi piovosi. Il maggiore raggiunse 171 millimetri di pioggia. Nessun fluocaptore andò perduto e nessuna apparecchiatura installata risultò danneggiata.[1]

TracerKanin: analisi e dimensioni del lavoro scientifico

La rendicontazione della prima fase distingue 87 giornate-persona per laboratorio e officina e 167 per le attività sul campo. Il totale raggiunge 254 giornate-persona. Il dato somma il tempo lavorato dai partecipanti e non indica giorni consecutivi di campagna.[1]

Il rapporto registra circa 471 analisi di laboratorio già eseguite, sette monitoraggi in continuo e 220 acquisizioni multiparametriche sul campo. Tutti e tre i traccianti erano stati rintracciati nei punti di uscita.[1]

L’elaborazione comprendeva l’aggiornamento della cartografia geologica e idrogeologica. Prevedeva inoltre il riesame dei dati idrochimici, geochimici e carsologici disponibili. Il progetto costruisce così una lettura integrata, nella quale le osservazioni sperimentali vengono confrontate con la struttura della montagna.[1]

TracerKanin 2022: il versante sloveno e le sorgenti Boka e Bo?i?

La seconda campagna fu programmata attraverso un incontro del 26 maggio 2022 al Karst Research Institute di Postojna. La preparazione utilizzò anche i dati della prima fase.[6]

Il 9 luglio venne immessa uranina nel Renejevo brezno, presso il lago Copacabana. Nello Skalarjevo brezno fu introdotta solforodamina B, nella zona del lago Free Willy. Le operazioni furono condotte rispettivamente dalla squadra di Lubiana e dal gruppo JKNM di Novo Mesto.[3]

Le prime analisi documentarono l’arrivo dei traccianti alle sorgenti Boka e Bo?i?. La campagna confermò collegamenti già presenti nella letteratura idrogeologica. Fornì inoltre elementi per approfondire concentrazioni e tempi di restituzione.[2]

L’assenza di precipitazioni caratterizzò il periodo descritto nel resoconto. I tempi di arrivo risultarono più lunghi del previsto. Questo andamento mostra il rapporto tra risposta del sistema e condizioni idrologiche dell’esperimento. I risultati vengono inquadrati in un acquifero composto da sottobacini interconnessi.[2]

Una connessione idrica va distinta da una giunzione speleologica. Il test positivo documenta il passaggio dell’acqua e del tracciante. Non dimostra, da solo, che l’intero percorso sia esplorato o percorribile dall’uomo.[1][2]

TracerKanin: pubblicazioni e divulgazione dopo le campagne

Il percorso del progetto comprende la diffusione delle ricerche. Al raduno internazionale di Costacciaro del novembre 2023 fu inserito nella programmazione il documentario “Tracerkanin Project” di Bruno Vojtissek.[1][7]

Nel gennaio 2024 il Laboratorio speleologico e di tecniche fluorimetriche segnalò una presentazione della prima fase tra i casi di studio collegati agli atti del “Seminario nazionale monitoraggi ambientali in grotte naturali”. Il seminario si era svolto a Cala Gonone nel 2022. Gli atti erano stati distribuiti durante il raduno di Costacciaro del 2023.[8]

Una presentazione di Riccardo Corazzi compare anche nelle attività per la Giornata mondiale dell’acqua 2024. L’incontro annunciato a Gorizia per il 24 ottobre 2026 si inserisce in questo percorso di comunicazione della ricerca.[9]

Fonti dell’approfondimento

Fonti
[1] TRACERKANIN Project https://www.speleolab.org/tracerkanin-project/
[2] TracerKanin project concluse con successo le operazioni sul … https://www.scintilena.com/tracerkanin-project-concluse-con-successo-le-operazioni-sul-campo-della-seconda-fase/09/09/
[3] TracerKanin fase 2 si tracciano le acque delle grotte slovene del … https://www.scintilena.com/tracerkanin-fase-2-si-tracciano-le-acque-delle-grotte-slovene-del-canin/07/26/
[4] TracerKanin Project – SAS https://sastrieste.it/index.php/2021/10/08/tracerkanin-project/
[5] [PDF] Prove di multitracciamento di ghiacciai rocciosi e ambienti … https://www.stsn.ch/wp-content/uploads/2015/05/01-Boll_101_Mari_pp13-20.pdf
[6] 2° Fase Tracerkanin – Speleolab https://www.speleolab.org/2-fase-tracerkanin/
[7] Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro 2023 – Scintilena https://www.scintilena.com/raduno-internazionale-di-speleologia-di-costacciaro-2023-unimmersione-nel-fascino-delle-grotte-attraverso-film-e-documentari/11/01/
[8] Prima fase del TRACERKANIN Project: pubblicata una … https://www.speleolab.org/prima-fase-del-tracerkanin-project-un-powerpoint-tra-i-casi-di-studio-congiuntamente-agli-atti-del-seminarionazionale-monitoraggi-ambientali-in-grotte-naturali-sa/
[9] Evento per la Giornata Mondiale dell’Acqua 2024 https://www.speleolab.org/evento-per-la-giornata-mondiale-dellacqua-2024-lacqua-per-la-pace/
[11] Comune di Gorizia https://www.comune.gorizia.it/
[12] Bio-bibliografia – Dora Bassi https://www.dorabassi.it/biobibliografia/
[13] 11610 – CANI smarriti e trovati https://www.canismarritietrovati.it/en/trovati/11610/
[14] Sul Monte Canin speleologi italiani e sloveni tracciano le … https://www.scintilena.com/sul-monte-canin-speleologi-italiani-e-sloveni-tracciano-le-acque-dalle-grotte-alle-sorgenti-con-il-progetto-internazionale-tracerkanin/10/01/
[15] Sul Canin terminati i prelievi del grande progetto di … https://www.scintilena.com/sul-canin-terminati-i-prelievi-del-grande-progetto-di-tracciamento-tracerkanin-ora-si-inziano-a-studiare-i-dati-della-circolazione-delle-acque-sotterranee/11/12/
[16] Scienze Archivi – Pagina 68 di 68 https://www.scintilena.com/category/scienze/page/68/
[17] Scienze Archivi – Pagina 69 di 69 https://www.scintilena.com/category/scienze/page/69/
[18] Estero Archivi – Pagina 189 di 190 https://www.scintilena.com/category/estero/page/189/
[19] Raccolta Settembre 2022 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2023/06/2022_09_Raccolta_Scintilena_Settembre.pdf
[20] Scienze Archivi – Pagina 67 di 67 https://www.scintilena.com/category/scienze/page/67/
[21] Sala Dora Bassi – Gorizia – èStoria https://www.estoria.it/locations/sala-dora-bassi/
[22] Scienze Archivi – Pagina 61 di 61 https://www.scintilena.com/category/scienze/page/61/
[23] Cento anni dalla nascita di Dora Bassi, Gorizia celebra l’artista che … https://www.ilgoriziano.it/articolo/cento-anni-nascita-dora-bassi-gorizia-celebra-artista-amava-citta-3-febbraio-2021
[24] Risultati – Federazione Italiana Sport Rotellistici https://www.fisr.it/artistico/risultati.html
[25] Race Results https://getraceresults.com/
[26] Games from 2023 https://www.nintendolife.com/games/browse?year=2023&page=21
[27] uno dei maggiori multi-tracer test eseguiti sull’idrologia carsica, in … https://www.boegan.it/2021/09/tracerkanin-project-uno-dei-maggiori-multi-tracer-test-eseguiti-sullidrologia-carsica-in-uno-dei-piu-vasti-carsi-dalta-quota-europei/
[28] [PDF] Rivista online del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” aps … https://www.cavernas.org.br/wp-content/uploads/2022/07/Sopra-e-sotto-il-Carso-6-2022.pdf
[29] Race-Tracking.com – Live Results https://www.race-tracking.com/
[30] Calendar and results | ROK Cup Italia https://italy.rokcup.com/risultati_en.php
[31] Bibliografia – Speleolab https://www.speleolab.org/bibliografia/
[32] Ficr: MANIFESTAZIONI VARIE https://risultati.ficr.it/
[33] All Events : : my.raceresult https://my.raceresult.com/
[34] Races Results – Advanced Timing https://www.advancedtiming.it/raceslist.asp
[35] Champions Gallery https://www.racingpost.com/profile/owner/144477/champions-gallery/?authme=owner-stats&state=L3Byb2ZpbGUvb3duZXIvMTQ0NDc3L2NoYW1waW9ucy1nYWxsZXJ5L3N0YXRzLw==
[36] Second To None https://www.racingpost.com/profile/owner/129443/second-to-none/?authme=owner-entries&state=L3Byb2ZpbGUvb3duZXIvMTI5NDQzL3NlY29uZC10by1ub25lL2VudHJpZXMv
[37] Gortani – Progettazione Cantine: Serbatoi, Autoclavi, Vinificatori https://www.gortani.com/
[38] Conclusa 2° Fase Tracerkanin – Speleolab https://www.speleolab.org/conclusa-2-fase-tracerkanin/
[39] Concluse le operazioni sul campo del TRACERKANIN Project https://www.fsrfvg.it/?p=10386
[40] Pubblicazioni Archivi https://www.speleolab.org/category/pubblicazioni/
[41] Dr.ssa Antonella Astori https://www.speleolab.org/team/antonella-astori/
[42] TracerKanin project: concluse con successo le operazioni sul … https://www.fsrfvg.it/?p=10706
[43] tracerkanin – Boegan https://www.boegan.it/tag/tracerkanin/
[44] Gortani – Carnia Industrial Park https://www.carniaindustrialpark.it/en/established-companies/Gortani/
[45] News https://www.speleolab.org/news/
[46] [PDF] Allegato 1 – Regione FVG https://www.regione.fvg.it/rafvg/export/sites/default/RAFVG/ambiente-territorio/geologia/FOGLIA44/allegati/DECRETO_AREE_ED_ACQUIFERI_CARSICI-_ALLEGATO_1_x1.0x.PDF
[47] [PDF] UNIVERSITÀ DI BOLOGNA Studio dell’acquifero carsico del Cansiglio https://amslaurea.unibo.it/id/eprint/17087/1/Tedesco_Luca_tesi.pdf
[48] Conferito a Nihon Hidankyo il Nobel per la Pace 2024 https://unipd-centrodirittiumani.it/it/notizie/conferito-a-nihon-hidankyo-il-nobel-per-la-pace-2024
[49] [PDF] 11. I TEST CON TRACCIANTE 11.1 Aspetti fisici del trasporto di un … https://art.torvergata.it/retrieve/e291c0d3-6a5d-cddb-e053-3a05fe0aa144/Cap11-12.pdf
[50] PACE 2024: Call for Participation https://pacechallenge.org/2023/11/20/PACE-2024-CFP/
[51] [PDF] Analisi di portate di un sistema carsico: il sistema delle Fuse https://webthesis.biblio.polito.it/secure/16568/1/tesi.pdf
[52] TracerKanin Project – Comunicato – SAS https://sastrieste.it/index.php/2021/11/13/tracerkanin-project-2/
[53] Strumentazione e misure sulla dissoluzione delle superfici carsiche https://www.boegan.it/1997/01/strumentazione-e-misure-sulla-dissoluzione-delle-superfici-carsiche/
[54] [PDF] Studio idrogeologico della Valle e del Lago di Tovel – MUSE Trento https://www2.muse.it/pubblicazioni/5/actaB81s2/Vol_LagoTovel_016.pdf

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  • Alla scoperta del Cansiglio sotterraneo con il progetto didattico “La montagna capovolta”
    Condividi di Barbara Grillo Radicio Si chiama «La Montagna capovolta» il progetto didattico che in questo anno scolastico 2026/27 coinvolgerà le classi prime della Scuola Secondaria di Primo Grado dell’Istituto Comprensivo dell’Alpago. Il progetto ha l’obiettivo di stimolare la curiosità degli alunni avvicinandoli alla conoscenza della natura geologica e speleologica del Cansiglio, che pur essendo vicino all’Alpago, rimane per molti sconosciuta. L’iniziativa nasce dalla collaborazio
     

Alla scoperta del Cansiglio sotterraneo con il progetto didattico “La montagna capovolta”

Október 15th 2026 at 06:00

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di Barbara Grillo Radicio

Si chiama «La Montagna capovolta» il progetto didattico che in questo anno scolastico 2026/27 coinvolgerà le classi prime della Scuola Secondaria di Primo Grado dell’Istituto Comprensivo dell’Alpago.

Il progetto ha l’obiettivo di stimolare la curiosità degli alunni avvicinandoli alla conoscenza della natura geologica e speleologica del Cansiglio, che pur essendo vicino all’Alpago, rimane per molti sconosciuta.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il gruppo Speleoteam – CAI di Conegliano e il CAI Alpago e si inserisce nel programma ormai consolidato di «Montagna amica e sicura», arricchendolo con esperienza nel mondo ipogeo.

Il progetto prevede una prima fase in classe, curata da Maria Giovanna Campanella, e una successiva uscita in Cansiglio nella primavera del 2027 coordinata da Barbara Grillo e tutto il gruppo.

L’idea è maturata in occasione dell’escursione e inaugurazione, il 14 giugno, del pannello dedicato al geosito “Doline e Abissi del Cansiglio”, che fa parte di un progetto coordinato dalla geologa Barbara Grillo, socia di Speleoteam, in collaborazione con i Comuni di Caneva e Polcenigo e con la Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso il Servizio geologico regionale.

In quell’occasione numerosi appassionati, tra cui membri del CAI Alpago, avevano percorso il sentiero geologico degli “Abissi del Cansiglio”, che consente di conoscere il fenomeno carsico e di osservare alcune delle principali grotte dell’area geosito che caratterizzano il Massiccio del Cansiglio – Cavallo.

In tutta la montagna si contano circa 200 cavità, di cui una trentina situate nella zona scelta come rappresentativa del carsismo locale con importanza nazionale. 

Tra quelle più conosciute ci sono il Bus de la Lum, profondo 186 metri, e l’Abisso del Col de la Rizza, che con i suoi 794 metri di profondità rappresenta la cavità più profonda del Friuli Occidentale, i cui ingressi sono raggiungibili durante il percorso geologico.

Le cavità sono quasi tutte a sviluppo verticale e l’unica che ancora si presta a una visita di avvicinamento per capire la speleologia con limitato impegno tecnico e attrezzatura è la Grotta degli Slipari, che viene spesso usata per attività didattiche. Ha un andamento sub-orizzontale con uno sviluppo di qualche centinaio di metri.

Oltre alla visita alla grotta, si farà una passeggiata nel bosco, grazie al sentiero geologico arricchito da pannelli informativi che illustrano le caratteristiche geologiche e speleologiche del territorio grazie a una collaborazione tra i Comuni di Caneva e Polcenigo, la Magnifica Comunità di Montagna, i gruppi speleologici di Conegliano, Pordenone e Sacile, la Federazione speleologica regionale del Friuli Venezia Giulia, il CAI e la Società Speleologica Italiana. 

Il percorso si intreccia con il sentiero didattico dei forestali LIFESPAN, che si occupa di mostrare come la vita e la biodiversità riprende dalle piante morte, ed è gestito dal Corpo forestale regionale del Friuli Venezia Giulia.

Il progetto si chiama “Montagna Capovolta” perché non c’è una cima da raggiungere, un sentiero da percorrere o un bosco da attraversare, ma anche un mondo nascosto da conoscere e rispettare.

Testo rielaborato da Barbara Grillo per conto di Scatolini 🙂 e tratto da: https://www.newsinquota.it/la-montagna-capovolta-entra-in-classe-alla-scoperta-del-cansiglio-sotterraneo/

 

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  • Tina Jama, una piccola grotta del Carso custodisce un accampamento organizzato di 8.000 anni fa
    Condividi Nella cavità di Sgonico/Zgonik, lunga appena 5,5 metri, gli archeologi hanno raggiunto i livelli del Mesolitico recente: un’ascia in corno di cervo, armi, ornamenti, ocra e il dente da latte di un bambino raccontano le ultime comunità di cacciatori-raccoglitori dell’Adriatico nord-orientale Scintilena ha già dato notizia nei giorni scorsi dei nuovi ritrovamenti nella grotta Tina Jama, sul Carso triestino. Torniamo ora sulla scoperta con un approfondimento dedicato alla cavità, alla
     

Tina Jama, una piccola grotta del Carso custodisce un accampamento organizzato di 8.000 anni fa

Október 15th 2026 at 05:00

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Nella cavità di Sgonico/Zgonik, lunga appena 5,5 metri, gli archeologi hanno raggiunto i livelli del Mesolitico recente: un’ascia in corno di cervo, armi, ornamenti, ocra e il dente da latte di un bambino raccontano le ultime comunità di cacciatori-raccoglitori dell’Adriatico nord-orientale

Scintilena ha già dato notizia nei giorni scorsi dei nuovi ritrovamenti nella grotta Tina Jama, sul Carso triestino. Torniamo ora sulla scoperta con un approfondimento dedicato alla cavità, alla sua lunga stratigrafia archeologica e alle testimonianze lasciate dalle comunità che la frequentarono migliaia di anni fa.

Non occorre una grande grotta per conservare una grande storia. La Tina Jama, sul Carso triestino nel territorio di Sgonico/Zgonik, è una cavità di dimensioni modeste: secondo il Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia ha uno sviluppo planimetrico di appena 5,5 metri, una profondità di 1,2 metri e l’ingresso a 473 metri di quota.

Eppure il deposito accumulato al suo interno sta restituendo una delle sequenze archeologiche più interessanti per comprendere la preistoria dell’Adriatico nord-orientale.

La quarta campagna di scavo, condotta nel 2026, ha raggiunto ricchi livelli attribuiti al Mesolitico recente, immediatamente precedenti alle testimonianze dei primi gruppi neolitici.

Tra i reperti spicca una rara ascia realizzata in corno di cervo, sulla quale è ancora visibile una perforazione rimasta incompleta. Manufatti confrontabili sono conosciuti soprattutto nell’Europa centrale e settentrionale, mentre in Italia esempi analoghi risultano estremamente rari.

Accanto all’ascia sono comparsi piccoli manufatti in pietra, elementi trapezoidali impiegati nelle armature delle frecce e scarti prodotti durante la loro lavorazione, oltre a punte in osso.

Un secondo oggetto in corno di cervo, lungo circa 11 centimetri e attraversato da perforazioni, potrebbe essere stato utilizzato per raddrizzare le aste delle frecce, anche se la sua funzione dovrà essere verificata attraverso ulteriori studi.

Ornamenti, ocra e strumenti di caccia

Il deposito racconta molto più della tecnologia utilizzata per la caccia.

Sono stati recuperati ornamenti ricavati da conchiglie marine e d’acqua dolce e canini atrofici di cervo perforati per essere utilizzati come pendagli. Uno di questi conserva tracce di ocra.

La stessa sostanza è stata individuata in diversi punti dello scavo e, in alcuni casi, è associata a residui di adesivi ancora presenti sugli strumenti in selce.

Sono tracce minuscole, ma capaci di fornire informazioni sulle tecniche di lavorazione degli utensili e, più in generale, sulla vita quotidiana delle comunità che utilizzarono la cavità.

Il dente di un bambino

Tra i ritrovamenti più significativi c’è anche un dente umano da latte.

Un reperto piccolissimo, ma potenzialmente molto importante. Il suo studio potrebbe fornire nuove informazioni sulle popolazioni che frequentavano il Carso alla fine del Mesolitico, una fase ancora scarsamente documentata nell’area.

La presenza del dente aggiunge inoltre un elemento umano particolarmente suggestivo al quadro ricostruito dagli archeologi: nella grotta non sono rimasti soltanto gli strumenti della caccia e della vita quotidiana, ma anche una traccia diretta delle persone che vi trovarono riparo quasi ottomila anni fa.

Un accampamento dentro la grotta

Una parte dei reperti proviene da quella che gli archeologi interpretano come la traccia di un vero accampamento mesolitico.

L’area era organizzata attorno a un focolare nella zona più protetta della cavità e risultava delimitata, verso l’ingresso, da pietre e blocchi.

La possibilità di leggere non soltanto singoli oggetti, ma anche l’organizzazione dello spazio occupato dagli uomini preistorici, rende Tina Jama particolarmente interessante per lo studio delle ultime comunità di cacciatori-raccoglitori del Caput Adriae.

La ricerca riguarda infatti una fase cruciale della preistoria europea: il passaggio dal mondo dei cacciatori-raccoglitori a quello delle comunità che praticavano agricoltura e allevamento.

Secondo gli studiosi, i primi gruppi neolitici raggiunsero il Carso seguendo la costa dalmata e istriana circa 7.500 anni fa.

Proprio le ultime comunità mesolitiche potrebbero aver avuto un ruolo importante nei cambiamenti che accompagnarono questo processo, ma le loro tracce nel Carso e in Istria sono spesso discontinue o disturbate.

Tina Jama conserva invece una sequenza archeologica particolarmente ricca.

Una cavità frequentata per millenni

Gli scavi degli anni precedenti avevano già mostrato quanto lunga fosse la storia umana della grotta.

Le ricerche hanno infatti documentato diversi momenti di frequentazione preistorica. Tra i reperti più noti emersi dalle campagne precedenti figura anche un raro pugnale in rame di oltre 4.000 anni fa, riferibile alla seconda metà del III millennio a.C.

Strato dopo strato, le indagini stanno quindi ricostruendo una storia che attraversa millenni, dalle frequentazioni mesolitiche alle successive fasi neolitiche, eneolitiche e dell’età dei metalli.

Tina Jama e la speleologia

Anche la storia speleologica della cavità presenta alcuni elementi curiosi.

La Tina Jama è registrata nel Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia con il numero 6479 e la sigla locale 6189 VG.

La grotta era stata segnalata negli anni Settanta, ma con una posizione largamente errata. Fu rintracciata nuovamente negli anni Novanta da Elio Polli.

Il Catasto descrive una cavità costituita da un unico vano con fondo terroso, un tempo più ampia e utilizzata in passato anche come ricovero per gli ovini.

Una cavità apparentemente modesta che, grazie alle ricerche archeologiche, si sta invece rivelando un archivio straordinariamente complesso.

Tracce di caccia, tecnologia, alimentazione, ornamento e presenza umana permettono oggi di ricostruire il momento in cui, sul Carso, stava cambiando radicalmente il modo di vivere e di utilizzare il territorio.

Le indagini sono condotte dall’Università Ca’ Foscari Venezia, su concessione del Ministero della Cultura, in collaborazione con l’Institute of Archaeology dello ZRC SAZU di Lubiana, l’Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics, l’Università degli Studi di Siena e la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Friuli Venezia Giulia.

Fonti:

  • Il Piccolo
  • Università Ca’ Foscari Venezia
  • Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Friuli Venezia Giulia
  • Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia

L'articolo Tina Jama, una piccola grotta del Carso custodisce un accampamento organizzato di 8.000 anni fa proviene da Scintilena.

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  • “Stillicidio” arriva al numero 4: il Gruppo Triestino Speleologi narra esplorazioni, memoria e cultura speleologica
    Condividi Nel numero di ottobre 2026 del notiziario del GTS trovano spazio attività sul Carso e fuori regione, esplorazioni, incontri, pubblicazioni e documenti d’archivio È online il numero 4 – ottobre 2026 di “Stillicidio – Idee che scavano la roccia”, il notiziario del Gruppo Triestino Speleologi APS. Trentatré pagine che restituiscono un quadro molto ampio dell’attività del gruppo e, allo stesso tempo, mostrano quanto possa essere importante in speleologia raccontare e conservare ciò che
     

“Stillicidio” arriva al numero 4: il Gruppo Triestino Speleologi narra esplorazioni, memoria e cultura speleologica

Október 13th 2026 at 05:30

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Nel numero di ottobre 2026 del notiziario del GTS trovano spazio attività sul Carso e fuori regione, esplorazioni, incontri, pubblicazioni e documenti d’archivio

È online il numero 4 – ottobre 2026 di “Stillicidio – Idee che scavano la roccia”, il notiziario del Gruppo Triestino Speleologi APS. Trentatré pagine che restituiscono un quadro molto ampio dell’attività del gruppo e, allo stesso tempo, mostrano quanto possa essere importante in speleologia raccontare e conservare ciò che viene fatto sul terreno.

Si parte proprio con una riflessione sul valore delle pubblicazioni. Nell’editoriale, significativamente intitolato “Informarsi e informare, scrivere e raccogliere”, il GTS richiama l’importanza di far circolare bollettini e riviste, conservarli nelle biblioteche e renderli disponibili alla consultazione. Scrivere, raccogliere, conservare e condividere vengono indicati come aspetti diversi di uno stesso obiettivo: far circolare la conoscenza.

Il tema trova subito applicazione nella presentazione del XXIII volume del Bollettino del Gruppo Triestino Speleologi, la pubblicazione storica che Stillicidio affianca con una formula più agile e fortemente illustrata.

Gran parte del nuovo numero è naturalmente dedicata all’attività sul campo. Le pagine documentano lavori ed esplorazioni in cavità carsiche, con rilievi, fotografie degli ambienti sotterranei e immagini delle operazioni condotte dagli speleologi. Tra i contributi compaiono attività sul Monte Canin, una ricognizione alla Pivarna jama/Grotta presso Sesana, in Slovenia, e altre uscite nelle grotte del territorio.

Si scandaglia l’area triestina. Il fascicolo racconta anche un workshop sul Dvernice Grotte, svoltosi a Trieste nel settembre scorso, e dedica spazio alla partecipazione del gruppo ad appuntamenti e incontri nei quali esplorazione, ricerca e divulgazione si intrecciano.

Il numero permette anche di seguire la normale vita di gruppo speleologico, quella che raramente emerge dai grandi resoconti esplorativi: sopralluoghi, rilievi, lavori nelle cavità, incontri, assemblee, collaborazioni e momenti di confronto. Sono le attività, documentate con numerose fotografie, a far vivere nel lettore il senso della continuità del lavoro associativo.

Particolarmente interessante è la presenza delle pagine dedicate alla memoria storica della speleologia. Documenti dattiloscritti, fotografie d’epoca, vecchie pubblicazioni e materiali provenienti dagli archivi riportano il lettore a esperienze e testimonianze del passato: una scelta coerente con l’editoriale.

Completano il fascicolo contributi sulla divulgazione e sugli incontri pubblici, immagini di concrezioni e ambienti sotterranei, notizie sull’attività sociale e una rassegna di libri e pubblicazioni. Ne risulta un notiziario che racconta le esplorazioni e, la trama di attività, persone e documenti sulla quale si costruisce nel tempo la storia di un gruppo.

Al Gruppo Triestino Speleologi va quindi un sincero complimento. In un periodo nel quale molta comunicazione speleologica rischia di disperdersi rapidamente nei social network, scegliere di ordinare fotografie, rilievi, resoconti e documenti in una pubblicazione significa lasciare una traccia consultabile anche domani. Una formula semplice ma preziosa: raccontare ciò che si fa, conservarne memoria e metterlo a disposizione degli altri.

Stillicidio numero 4/2026 è disponibile qui, per lettura e download: https://gtspeleo.it/stillicidio-numero-4-2026/ : buona lettura!

Fonte: Gruppo Triestino Speleologi APS, Stillicidio – Idee che scavano la roccia, n. 4, ottobre 2026, 33 pp.;

Gruppo Triestino Speleologi APS, pagina di presentazione di Stillicidio n. 4/2026.

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  • Basovizza apre al pubblico la Caverna III: viaggio nel sottosuolo del Carso
    Condividi Sabato 24 ottobre 2026 visite gratuite con gli speleologi del Club Alpinistico Triestino: viaggio alla scoperta della fauna ipogea e delle testimonianze naturali Il Club Alpinistico Triestino APS propone per sabato 24 ottobre 2026 un’apertura straordinaria della Caverna III ad Est di Basovizza, nell’ambito delle iniziative dedicate alla Giornata Internazionale della Speleologia e del Carsismo. Basovizza apre al pubblico Accompagnati dagli istruttori di tecnica speleologica e dal
     

Basovizza apre al pubblico la Caverna III: viaggio nel sottosuolo del Carso

Október 13th 2026 at 05:00

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Sabato 24 ottobre 2026 visite gratuite con gli speleologi del Club Alpinistico Triestino: viaggio alla scoperta della fauna ipogea e delle testimonianze naturali

Il Club Alpinistico Triestino APS propone per sabato 24 ottobre 2026 un’apertura straordinaria della Caverna III ad Est di Basovizza, nell’ambito delle iniziative dedicate alla Giornata Internazionale della Speleologia e del Carsismo. Basovizza apre al pubblico

Accompagnati dagli istruttori di tecnica speleologica e dal naturalista Sergio Dolce, i partecipanti potranno conoscere da vicino l’ambiente sotterraneo carsico, la sua fauna e alcune testimonianze del suo passato, tra cui il calco del cranio di un orso delle caverne.


Pubblichiamo di seguito integralmente il comunicato di Alessandra Ressa, del Club Alpinistico Triestino per Basovizza apre al pubblico.

CLUB ALPINISTICO TRIESTINO APS

COMUNICATO STAMPA

Alla scoperta del mondo sotterraneo: la Caverna III di Basovizza apre al pubblico

Sabato 24 ottobre un’occasione speciale per entrare nel sottosuolo del Carso e scoprire, accompagnati dagli speleologi, un ambiente che custodisce testimonianze della vita animale e della storia naturale del territorio

C’è un mondo che comincia pochi metri sotto i nostri piedi, invisibile a chi percorre ogni giorno il Carso in superficie, ma capace di raccontare una storia antichissima fatta di acqua, roccia, animali e uomini. È il mondo sotterraneo, un patrimonio naturale spesso nascosto e proprio per questo ancora più affascinante, che sabato 24 ottobre sarà possibile conoscere da vicino grazie all’apertura straordinaria al pubblico della Caverna III ad Est di Basovizza, organizzata dal Club Alpinistico Triestino. L’appuntamento fa parte della serie di eventi organizzati dal CAT dedicati alla Giornata Internazionale della Speleologia e del Carsismo.

La giornata, istituita per la prima volta il 13 settembre 2026 su iniziativa dell’UNESCO e dell’UIS, Unione Internazionale di Speleologia, offre l’occasione per avvicinarsi alla speleologia non soltanto come disciplina dedicata all’esplorazione delle grotte, ma anche come strumento per conoscere e comprendere un ambiente fragile e ricco di testimonianze del passato.

Per l’occasione, la Caverna III ad Est di Basovizza sarà aperta ai visitatori, che potranno percorrerla accompagnati in sicurezza dagli Istruttori di Tecnica Speleologica del Club Alpinistico Triestino. La cavità, caratterizzata da uno sviluppo prevalentemente orizzontale e da un accesso relativamente agevole, permette anche a chi non ha mai avuto esperienza del mondo sotterraneo di compiere un primo viaggio nell’ambiente ipogeo, scoprendone caratteristiche, curiosità e peculiarità.

Ad accompagnare la visita ci sarà il dottor Sergio Dolce, già Direttore del Museo di Storia Naturale di Trieste, che illustrerà ai partecipanti alcuni degli aspetti più interessanti legati alla flora e alla fauna ipogea, permettendo di comprendere come la vita riesca ad adattarsi a condizioni ambientali completamente diverse da quelle della superficie.

La visita sarà inoltre un’occasione per fare un salto indietro nel tempo attraverso le testimonianze degli animali che un tempo popolavano le cavità carsiche. Per l’occasione sarà infatti esposto il calco del cranio di un orso delle caverne, grande mammifero preistorico che frequentò le grotte europee fino a circa 25.000 anni fa, insieme ad altri manufatti che contribuiranno a raccontare la lunga storia naturale del sottosuolo carsico.

L’iniziativa è gratuita e prevede due turni di visita, dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16. Le iscrizioni saranno aperte dall’8 al 24 ottobre 2026 e potranno essere effettuate presso la sede del Club Alpinistico Triestino, in via Raffaele Abro 5/A a Trieste, il martedì dalle 21 alle 23, oppure scaricando il modulo dal sito www.cat.ts.it e inviandolo, una volta compilato, all’indirizzo cat@cat.ts.it. Per ulteriori informazioni è possibile contattare il Club Alpinistico Triestino anche tramite WhatsApp al 327 8461635.

CLUB ALPINISTICO TRIESTINO APS

Via R. Abro, 5/A
34144 Trieste
cell.: 348 5164550
codice fiscale: 80016650329
e-mail:cat@cat.ts.it
pec:cat.trieste@pec.csvfvg.it
http://www.cat.ts.it

Ufficio Stampa: Alessandra Ressa +39 348 3515270

Il 24 ottobre si apriranno le porte su un mondo insieme nuovo e antichissimo, quello del sottosuolo carsico, da scoprire passo dopo passo accompagnati da chi lo conosce, lo esplora e lo studia.

Scintilena – https://www.scintilena.com/caverna-iii-di-basovizza-il-24-ottobre-visite-gratuite-nel-sottosuolo-del-carso/10/08/

http://www.cat.ts.it

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  • Speleologia per la terza età: a Cormons ripartono le lezioni, a Narni il corso si chiude a Frasassi
    Condividi Il Centro Ricerche Carsiche Seppenhofer propone un corso di speleologia per la terza età nell’anno accademico 2026-2027 dell’Università di Cormons. A Narni, La Scintilena e UTEC hanno concluso un percorso con 15 iscritti, lezioni teoriche e visite alle grotte di Falvaterra e Frasassi. Speleologia per la terza età nel nuovo anno accademico di Cormons La speleologia torna nel programma dell’Università della Terza Età di Cormons. Venerdì 9 ottobre si è svolta l’inaugurazione dell’an
     

Speleologia per la terza età: a Cormons ripartono le lezioni, a Narni il corso si chiude a Frasassi

Október 11th 2026 at 10:00

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Il Centro Ricerche Carsiche Seppenhofer propone un corso di speleologia per la terza età nell’anno accademico 2026-2027 dell’Università di Cormons. A Narni, La Scintilena e UTEC hanno concluso un percorso con 15 iscritti, lezioni teoriche e visite alle grotte di Falvaterra e Frasassi.

Speleologia per la terza età nel nuovo anno accademico di Cormons

La speleologia torna nel programma dell’Università della Terza Età di Cormons. Venerdì 9 ottobre si è svolta l’inaugurazione dell’anno accademico 2026-2027, alla presenza di docenti, corsisti e rappresentanti delle realtà territoriali. Tra i primi appuntamenti figura il Corso di speleologia teorico, curato dal Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” APS. L’iniziativa propone un avvicinamento alle grotte e al patrimonio carsico attraverso la divulgazione scientifica e l’esperienza dei relatori. [web:5][web:35]

Il calendario dell’Università indica Maurizio Tavagnutti come docente. Le lezioni sono programmate il venerdì, dal 16 ottobre al 13 novembre 2026, dalle 17.30 alle 18.30. La sede indicata è la sala Kuenburg, identificata nel calendario dalla sigla “MO”. Il corso rientra nell’offerta didattica dell’Università, le cui attività inizieranno lunedì 12 ottobre e termineranno il 13 maggio 2027. [web:37][web:10]

Carso e grotte: i temi del corso di speleologia teorico

Geologia, formazione delle cavità e storia delle esplorazioni costituiscono i temi centrali del percorso annunciato dal Seppenhofer. L’obiettivo è fornire strumenti per conoscere il mondo ipogeo e leggere il paesaggio carsico. La presentazione del corso sul sito dell’Università richiama lo studio del carsismo e l’importanza della speleologia nelle scienze geografiche. [web:35]

Il corso di speleologia per la terza età porta così in aula una disciplina che comprende osservazione, ricerca e interpretazione del territorio. La conoscenza delle grotte non riguarda soltanto la progressione nel sottosuolo. Comprende anche lo studio dell’acqua, delle rocce e dei processi che modellano le cavità. Sono aspetti affrontati anche nel percorso divulgativo realizzato a Narni. [web:34][web:35]

La collaborazione tra il Seppenhofer e l’Università di Cormons ha precedenti documentati. Nel 2018 la rivista “Sopra e sotto il Carso” riportava un ciclo di lezioni con Maurizio Tavagnutti e Giorgio Cancian. Il programma comprendeva anche una visita conclusiva alla grotta Obir, in Austria. Il nuovo appuntamento si inserisce quindi in un rapporto didattico già sviluppato negli anni. [web:8]

A Narni concluso il corso di speleologia per la terza età

Intanto, a Narni, domenica 4 ottobre si è concluso il Corso di Speleologia per la terza età. Lo ha organizzato l’associazione La Scintilena in collaborazione con UTEC Narni, presso la sede ANCESCAO ADÌ di Narni Scalo. Il percorso ha registrato un riscontro positivo, con 15 iscritti. I partecipanti hanno seguito le lezioni teoriche e preso parte alle uscite alle grotte di Falvaterra e di Frasassi.

Il progetto, ideato da Andrea Scatolini, prevedeva quattro incontri nelle giornate del 7, 14, 21 e 28 settembre. Alla collaborazione hanno partecipato anche ANCESCAO Narni e l’Associazione Tutela Pipistrelli APS, con il patrocinio del Comune di Narni. Il programma ha affiancato la conoscenza del sottosuolo all’attenzione per la fauna e la tutela ambientale. [web:34]

La prima lezione era dedicata alla storia della speleologia e alla speleogenesi, cioè ai processi di formazione delle grotte. Il materiale didattico affrontava rocce carbonatiche, fratture, faglie e circolazione dell’acqua. Il corso di speleologia per la terza età ha quindi mantenuto un’impostazione scientifica, con contenuti accessibili anche a chi si avvicinava per la prima volta alla materia. [web:34]

Grotte di Falvaterra e Diversamente Speleo: l’uscita dedicata alla partecipazione

Il percorso narnese ha compreso un’uscita alle Grotte di Falvaterra con Diversamente Speleo. La giornata del 27 settembre si è svolta nel Monumento naturale Grotte di Falvaterra e Rio Obaco, in provincia di Frosinone. L’iniziativa ha riunito gruppi speleologici di cinque regioni. Tra le realtà umbre erano presenti il Gruppo Speleologico UTEC Narni e l’associazione La Scintilena. [web:17]

Il resoconto dell’evento riporta 16 partecipanti di Diversamente Speleo accompagnati in grotta da una rete di 76 speleologi. Questi numeri riguardano la manifestazione e sono distinti dai 15 iscritti al corso narnese. L’accompagnamento delle persone e l’adattamento dell’esperienza alle loro esigenze costituiscono il centro del progetto Diversamente Speleo. [web:17][web:20]

Grotte di Frasassi: la visita conclusiva del corso di Narni

L’uscita finale si è svolta alle grotte turistiche di Frasassi, a Genga, nelle Marche. La visita ha concluso il percorso iniziato in aula, consentendo ai partecipanti di osservare direttamente ambienti sotterranei e concrezioni. L’appuntamento era stato previsto fin dalla presentazione del corso per la prima domenica di ottobre. [web:34]

Il percorso turistico di Frasassi permette di osservare stalattiti, stalagmiti e colate lungo un itinerario attrezzato. La visita dura circa un’ora e quindici minuti. Nel programma narnese questa esperienza ha collegato le spiegazioni teoriche alle forme visibili in grotta, senza richiedere una progressione speleologica tecnica. [web:18][web:34]

Speleologia per la terza età: formazione e conoscenza del territorio

Le iniziative di Cormons e Narni condividono un’impostazione divulgativa. Le associazioni speleologiche mettono le proprie competenze a disposizione di un pubblico interessato a conoscere il sottosuolo. A Cormons il percorso si sviluppa attraverso lezioni teoriche. A Narni, gli incontri sono stati affiancati da due uscite, concludendo un’esperienza di studio e partecipazione. [web:35][web:34]

La speleologia per la terza età amplia così il pubblico della conoscenza carsica. La formazione non coincide necessariamente con l’apprendimento delle tecniche di esplorazione verticale. Può partire dalla comprensione di una grotta, della sua storia e del suo ambiente, per costruire un rapporto più consapevole con il patrimonio sotterraneo. [web:34]

Fonti e documentazione

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  • Grotte di Barcis, due visite autunnali nel sottosuolo della Valcellina
    Condividi Le Grotte di Barcis saranno visitabili il 24 ottobre e l’8 novembre 2026 con le guide del Parco Dolomiti Friulane. Il percorso attraverserà la Forra del Cellina e i rami superiori della Grotta della Vecchia Diga, un complesso studiato da oltre settant’anni. Grotte di Barcis: le escursioni del 24 ottobre e dell’8 novembre Il Parco Naturale Dolomiti Friulane propone due geoescursioni alle Grotte di Barcis, in programma sabato 24 ottobre e domenica 8 novembre 2026. Il ritrovo è fiss
     

Grotte di Barcis, due visite autunnali nel sottosuolo della Valcellina

Október 9th 2026 at 10:00

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Le Grotte di Barcis saranno visitabili il 24 ottobre e l’8 novembre 2026 con le guide del Parco Dolomiti Friulane. Il percorso attraverserà la Forra del Cellina e i rami superiori della Grotta della Vecchia Diga, un complesso studiato da oltre settant’anni.

Grotte di Barcis: le escursioni del 24 ottobre e dell’8 novembre

Il Parco Naturale Dolomiti Friulane propone due geoescursioni alle Grotte di Barcis, in programma sabato 24 ottobre e domenica 8 novembre 2026. Il ritrovo è fissato alle ore 9 al Centro visite di Barcis, in località Ponte Antoi. Accompagneranno i partecipanti Antonio Cossutta e Paolo De Nardo. Le attività dureranno circa sei ore e richiedono la prenotazione attraverso il sito del Parco. [web:40][web:3]

Le due giornate porteranno il pubblico in un ambiente non attrezzato per il turismo ordinario. La proposta combina escursionismo, osservazione geologica e speleologia. L’itinerario comprende la strada storica della Valcellina, un sentiero ripido e la progressione nei settori superiori della cavità. [web:40][web:3]

Dalla Forra del Cellina alle Grotte di Barcis

Dal Centro visite il gruppo percorrerà la vecchia strada della Valcellina fino alla Vecchia Diga. Il tragitto attraversa la forra incisa dal torrente Cellina nei calcari di scogliera del Cretaceo. Le pareti e il corso d’acqua permettono di osservare il rapporto tra struttura delle rocce ed erosione fluviale. [web:40]

La Vecchia Diga rappresenta il primo sbarramento costruito sul Cellina per alimentare la produzione idroelettrica della centrale di Malnisio. Da questo punto parte il sentiero che raggiunge l’ingresso delle grotte, ai piedi di una parete rocciosa. Il dislivello complessivo in salita indicato dagli organizzatori è di 140 metri. [web:40][web:3]

Il percorso unisce così due aspetti della storia della valle. Da una parte si osservano gli ambienti modellati dall’acqua. Dall’altra si incontrano le opere realizzate per utilizzarne l’energia. [web:40]

Grotte di Barcis: la visita nei rami superiori

La visita si svolgerà nelle gallerie superiori, che hanno un andamento quasi orizzontale. Il gruppo attraverserà diversi ambienti fino a una sala con un pozzo collegato ai settori profondi. La discesa in questi rami non fa parte dell’escursione. [web:40][web:3]

Le Grotte di Barcis non sono attrezzate e la visita proposta dal Parco prevede l’accompagnamento delle guide. Due tratti sono stretti. Il contatto con il terreno e le superfici della cavità può sporcare gli indumenti. Sono richiesti pantaloni lunghi, felpa e scarponcini, questi ultimi obbligatori. L’attrezzatura comprende casco e lampada frontale, disponibili anche a noleggio sul posto. [web:40][web:3]

Tariffe e prenotazioni per le Grotte di Barcis

La quota di partecipazione è di 25 euro per gli adulti. La tariffa ridotta è di 13 euro per i ragazzi sotto i 12 anni e per le persone con più di 70 anni. Il noleggio dell’attrezzatura costa 5 euro a persona. [web:40][web:3]

Le prenotazioni sono obbligatorie e si effettuano dalle schede delle due attività sul sito del Parco Naturale Dolomiti Friulane. Per informazioni sono indicati i contatti delle guide: Antonio Cossutta, 329 6872503, e Paolo De Nardo, 333 8876626. [web:40][web:3]

Grotta della Vecchia Diga: una visita legata alla ricerca speleologica

Le escursioni interessano il complesso conosciuto anche come Grotta della Vecchia Diga o Grotte della Valcellina. La scheda del Catasto storico riporta 1.388 metri di sviluppo, 82 metri di profondità e due ingressi. Le dimensioni descrivono l’insieme dei percorsi conosciuti, non la lunghezza dell’itinerario aperto ai partecipanti. [web:5]

Il sistema è stato studiato attraverso esplorazioni terrestri e speleosubacquee, ricerche idrogeologiche e indagini sulla fauna sotterranea. L’Unione Speleologica Pordenonese ha inoltre utilizzato la cavità per la didattica. Nel 2013 ha raccolto questo patrimonio di conoscenze nel volume «Le acque del Cellina e la Grotta della Vecchia Diga». Le visite autunnali si inseriscono nella valorizzazione di un ambiente che mantiene insieme interesse scientifico, storia locale e conoscenza del territorio. [web:11][web:32]

Fonti online dell’articolo

  • Parco Naturale Dolomiti Friulane, «Le grotte di Barcis», scheda del 24 ottobre 2026: https://www.parcodolomitifriulane.it/evento/le-grotte-di-barcis/
  • Parco Naturale Dolomiti Friulane, «Avventura speleologica», scheda dell’8 novembre 2026: https://www.parcodolomitifriulane.it/evento/avventura-speleologica/
  • Catasto storico delle grotte, cavità 786, «Grotte della Valcellina»: https://www.catastogrotte.it/grotta/786
  • Portale di Barcis, «Grotta della Vecchia Diga»: https://www.barcis.fvg.it/Grotta-della-Vecchia-Diga.111.0.html
  • Commissione Grotte «Eugenio Boegan», «Progressione», n. 61, recensione del volume sulle acque del Cellina: https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2017/08/Progressione_061.pdf

Ricerche speleologiche nelle Grotte di Barcis: storia, acque sotterranee e biodiversità della Vecchia Diga

Una relazione sul complesso carsico della Valcellina, dalle esplorazioni avviate negli anni Cinquanta alle risalite oltre il sifone, agli studi biospeleologici e geofisici. Le Grotte di Barcis rappresentano un punto d’incontro tra ricerca del sottosuolo, gestione dell’acqua e divulgazione ambientale.

Grotte di Barcis e Grotta della Vecchia Diga: l’identità del complesso carsico

L’espressione Grotte di Barcis, utilizzata nel programma delle escursioni, indica in questo contesto il complesso della Vecchia Diga. Nella documentazione speleologica compare anche il nome Grotte della Valcellina. I riferimenti catastali sono 786 per il catasto regionale e 327 per quello storico friulano. Questi identificativi permettono di collegare descrizioni, rilievi e bibliografia della stessa cavità. [web:5][web:11]

La grotta si apre sulla destra orografica del torrente Cellina, in corrispondenza della vecchia presa idroelettrica. La scheda storica registra due ingressi e un sistema di gallerie intercomunicanti. Lo sviluppo riportato è di 1.388 metri. La profondità e il dislivello indicati sono di 82 metri. [web:5]

Lo sviluppo esprime la lunghezza complessiva dei percorsi rilevati. Non coincide con la distanza in linea retta tra ingresso e fondo. Una cavità prevalentemente orizzontale può quindi comprendere pozzi, camini e tratti allagati. Nella Vecchia Diga questa articolazione distingue nettamente il settore della visita guidata dalle parti raggiunte attraverso attività esplorative specialistiche. [web:5][web:40]

Geologia delle Grotte di Barcis: dai calcari cretacici alle gallerie sotterranee

Il paesaggio della Forra del Cellina è inciso in calcari di scogliera del Cretaceo. Si tratta di rocce formate in un antico ambiente marino. La cavità permette di osservare questa origine anche attraverso i fossili. Il portale turistico Pordenone With Love segnala numerose rudiste nel settore denominato Corridoio dei Fossili. [web:40][web:12]

Le rudiste erano molluschi bivalvi marini. Vivevano soprattutto in acque poco profonde e contribuirono alla formazione di accumuli carbonatici e scogliere. Il loro riconoscimento aiuta a interpretare l’ambiente nel quale si depositarono i sedimenti poi trasformati in roccia. [web:47]

La nascita delle gallerie appartiene a una fase diversa dalla formazione del calcare. Il carsismo comprende i processi legati all’azione solvente dell’acqua sulle rocce. L’acqua di infiltrazione percorre le discontinuità e può ampliare progressivamente i passaggi. Quando le condizioni favoriscono la deposizione del carbonato di calcio, si formano concrezioni come stalattiti e stalagmiti. [web:57]

Nella Vecchia Diga la descrizione catastale evidenzia il controllo esercitato dalla stratificazione. Le volte di molte gallerie seguono le superfici degli strati. Oltre il sifone è descritta anche una galleria d’interstrato, incisa da un meandro. Queste forme collegano l’architettura della grotta alla struttura del massiccio roccioso e alla circolazione dell’acqua. [web:5]

Prime esplorazioni delle Grotte di Barcis: Corradino Corrado e gli studi sulla valle

La storia documentata della cavità prende avvio nei primi anni Cinquanta. L’ingegnere Corradino Corrado la individuò durante gli studi sul carsismo collegati alla costruzione della diga di Barcis. L’origine dell’interesse per la grotta fu quindi anche applicativa. Conoscere i percorsi dell’acqua nel calcare aveva un significato concreto per le opere della valle. [web:11][web:12]

La bibliografia catastale registra il contributo di Corrado «Le Grotte della bassa Valcellina», pubblicato nel 1953 nella Rivista mensile del CAI. Riporta inoltre «Le Grotte della Valcellina» di Silvano Mosetti, presentato negli atti del VI Congresso nazionale di speleologia e pubblicato nel 1956. Questi lavori collocano le prime esplorazioni all’interno della ricerca speleologica regionale e nazionale. [web:5]

La prosecuzione degli studi coinvolse diversi gruppi. Nella documentazione ricorrono il Gruppo Triestino Speleologi, l’Unione Speleologica Pordenonese e il Gruppo Speleologico Sacile. La conoscenza della Vecchia Diga si è costruita attraverso contributi successivi: ricognizioni, rilievi, immersioni e risalite. [web:5]

Morfologia delle Grotte di Barcis: gallerie superiori e settore attivo

Il complesso comprende ambienti che differiscono per forma e rapporto con l’acqua. I rami superiori presentano gallerie intercomunicanti. Nei settori più bassi si incontra un lago-sifone. Oltre questo passaggio allagato si sviluppano ambienti percorsi da un corso d’acqua che alimenta il sifone stesso. [web:5]

La descrizione del ramo ascendente segnala una breve galleria, un laghetto poco profondo e una successione di caverne. In una di esse una cascata proviene da un camino laterale. Più avanti compare una galleria che, nelle condizioni normali descritte, non è percorsa dall’acqua. Il meandro prosegue invece con salti e cambi di direzione. [web:5]

Questa successione spiega perché lo studio della grotta richieda tecniche diverse. Le gallerie superiori consentono osservazioni e rilievi terrestri. Il sifone richiede competenze speleosubacquee. I camini impongono risalite verticali. Ogni settore aggiunge informazioni sulla geometria del sistema e sui suoi rapporti con l’acqua. [web:5]

Speleosubacquea nelle Grotte di Barcis: il sifone come passaggio esplorativo

Il sifone costituisce uno dei punti centrali nella storia esplorativa della Vecchia Diga. Il suo superamento ha consentito l’accesso al ramo attivo e alle gallerie ascendenti. Le indagini speleosubacquee hanno quindi ampliato la conoscenza della cavità oltre gli ambienti raggiungibili senza immersione. [web:5][web:11]

La bibliografia conserva riferimenti specifici a queste attività. Nel 1990 Daniele Cirillo pubblicò «Attività speleosubacquee. Nuove prospettive esplorative» su «Esplorare». Nel 1994 Mauro Perotti firmò «Attività recenti speleosubacquee nella grotta Vecchia Diga (786/327 FR) – Barcis (PN)», apparso su «Speleologia», numero 30, alle pagine 96-97. Un ulteriore contributo di Cirillo sulle esplorazioni regionali compare nel volume «Speleologia Subacquea» del 1996. [web:5]

Il valore di queste esplorazioni non si misura soltanto nei metri aggiunti. L’accesso oltre il sifone permette di osservare il corso d’acqua sotterraneo, i suoi apporti laterali e la successione degli ambienti. La topografia assume così anche una funzione idrogeologica. [web:5]

Risalite e nuovi rami delle Grotte di Barcis tra il 1989 e il 1995

La scheda catastale riprende una cronaca esplorativa pubblicata nell’edizione speciale di «Esplorare» del 1995. Nel 1989 M. Camuccio, del Gruppo Speleologico Sacile, affrontò la risalita di un camino poco oltre il sifone. L’attenzione si spostò quindi anche verso le prosecuzioni verticali del settore interno. [web:5]

Nel 1991 D. Cirillo e G. Puppi, dell’Unione Speleologica Pordenonese, insieme a G. Zamparo del Lindner, rilevarono circa 30 metri di uno stretto meandro laterale. Il ramo presentava una corrente d’aria e un arrivo d’acqua. L’esplorazione fu interrotta dall’arrivo di una piena. L’episodio documenta la variabilità idrologica della cavità. [web:5]

Nel gennaio 1992 D. Cirillo, con G. Dagiat, S. Candida e M. D’Andrea, iniziò la risalita del camino terminale. Il lavoro venne concluso nel 1995 da M. Perotti, F. Tracanelli e M. Mazzolo. Dopo 35 metri di arrampicata artificiale, gli esploratori raggiunsero la base di un altro vasto camino. [web:5]

La sequenza mostra un’attività sviluppata su più anni. Una prosecuzione veniva individuata, affrontata e poi ripresa da squadre successive. Anche una grotta conosciuta da decenni poteva offrire nuovi ambienti, soprattutto nei punti dove acqua, strettoie e verticalità rendevano più impegnativa l’esplorazione. [web:5]

Idrogeologia delle Grotte di Barcis: leggere il percorso delle acque

L’acqua collega la grotta al paesaggio della Valcellina. La descrizione catastale segnala un sistema nel quale il lago-sifone raccoglie e smaltisce gli apporti del ramo interno. Oltre il passaggio allagato, il corso d’acqua e la cascata laterale mostrano che l’alimentazione non dipende da un solo condotto. [web:5]

Sul pavimento di alcune gallerie sono stati osservati detriti levigati e ciottoli di varie dimensioni. La scheda descrive anche depositi conglomeratici. Questi materiali costituiscono elementi utili per ricostruire il trasporto sedimentario e l’evoluzione dei passaggi. La lettura della grotta comprende quindi sia le forme scavate nella roccia sia ciò che l’acqua ha depositato. [web:5]

La piena incontrata nel 1991 offre un riferimento concreto al comportamento dinamico del sistema. Gallerie e meandri non sono ambienti idrologicamente immutabili. Le osservazioni effettuate durante le esplorazioni contribuiscono a riconoscere le condizioni nelle quali l’acqua occupa o attraversa i diversi settori. [web:5]

Questo interesse prosegue il legame originario tra indagine speleologica e studio della valle. Le ricerche iniziali nacquero nel contesto delle opere idrauliche. La monografia del 2013 ha poi riunito storia degli impianti, geologia, geomorfologia e conoscenza del sottosuolo attorno al tema delle acque del Cellina. [web:11][web:32]

Biospeleologia nelle Grotte di Barcis: la fauna degli ambienti ipogei

Le ricerche nella Vecchia Diga comprendono anche la biospeleologia, cioè lo studio della vita negli ambienti sotterranei. La recensione del volume del 2013 pubblicata su «Progressione» segnala l’individuazione di sedici specie troglobie nelle grotte. Il dato appartiene al quadro delle conoscenze raccolte dalla monografia. [web:32]

Gli organismi troglobi sono adattati alla vita sotterranea. Negli animali cavernicoli possono comparire depigmentazione, riduzione degli occhi e allungamento delle appendici. Buio, umidità e limitate escursioni termiche contribuiscono a definire le condizioni ecologiche di questi ambienti. [web:54][web:57]

La bibliografia della cavità comprende studi sui collemboli, sugli isopodi e su altri artropodi ipogei. Registra inoltre contributi sui chirotteri delle grotte della provincia di Pordenone. La diversità dei temi mostra che l’interesse naturalistico non riguarda una sola categoria di animali. [web:5]

La ricerca biologica aggiunge una dimensione diversa a quella esplorativa. Un piccolo deposito, una zona umida o una fessura possono avere interesse anche quando non conducono a nuove gallerie. Conoscere l’ambiente sotterraneo significa quindi considerare insieme morfologia, acqua e organismi. [web:5][web:57]

Geofisica nelle Grotte di Barcis: la stazione clinometrica

La Vecchia Diga ha ospitato anche attività di ricerca geofisica. La cronaca dell’Unione Speleologica Pordenonese riferisce che nel 1989 l’Istituto di Geofisica dell’Università di Trieste riprese lo studio clinometrico nella cavità. Gli speleologi collaboravano con un impegno settimanale. [web:31]

La bibliografia catastale registra inoltre «La stazione clinometrica di Barcis», un contributo di M. Zadro pubblicato nel 1990 su «Esplorare», alle pagine 50-53. Questo riferimento documenta l’utilizzo della grotta anche come sede di osservazioni strumentali. [web:5]

Un clinometro, o inclinometro, misura un’inclinazione. Il principio consente di seguire variazioni dell’orientamento del supporto sul quale lo strumento è collocato. Il filone geofisico resta distinto dagli studi sulle acque e dagli avanzamenti esplorativi, pur utilizzando lo stesso ambiente sotterraneo. [web:49][web:31]

Didattica speleologica nelle Grotte di Barcis: il ruolo dell’Unione Pordenonese

L’Unione Speleologica Pordenonese ha affiancato alla ricerca un’attività di divulgazione. La cronaca storica del gruppo descrive il progetto «Grotta didattica Vecchia Diga». L’obiettivo era valorizzare la cavità per un turismo soprattutto scolastico, con attenzione alle esigenze ecologiche del luogo. [web:31]

Il progetto proponeva un rapporto diretto tra visitatore e ambiente ipogeo. La grotta non era soltanto un luogo da attraversare. Diventava uno spazio nel quale spiegare fenomeni carsici, osservare le rocce e conoscere il lavoro degli speleologi. Il portale di Barcis conferma questa funzione di centro per la didattica speleologica della Valcellina. [web:31][web:11]

Le escursioni del 2026 conservano una distinzione precisa tra visita e ricerca specialistica. Il pubblico percorre i rami superiori con le guide. I settori profondi, i sifoni e le risalite restano fuori dal programma. Questa organizzazione consente di presentare la cavità attraverso un itinerario delimitato, senza confonderlo con un’esplorazione dell’intero sistema. [web:40][web:3]

La monografia sulle Grotte di Barcis: un patrimonio di ricerca multidisciplinare

Nel 2013 l’Unione Speleologica Pordenonese pubblicò «Le acque del Cellina e la Grotta della Vecchia Diga». La recensione della Commissione Grotte «Eugenio Boegan» indica un volume di 202 pagine. L’opera comprende capitoli sulla storia della Valcellina, sull’ingegneria idraulica, sulle prime esplorazioni, sulla geologia e sulla geomorfologia. Affronta inoltre biospeleologia, promozione e valorizzazione. [web:32]

Fotografie, mappe, disegni e diagrammi accompagnano il testo. Sei appendici approfondiscono le caratteristiche storico-tecniche delle grotte e del territorio. La bibliografia è organizzata per temi e comprende anche riferimenti a risorse online. [web:32]

Il filo conduttore è l’acqua del Cellina. La scelta collega le opere in superficie ai fenomeni carsici e alle indagini nel sottosuolo. Il complesso della Vecchia Diga viene così presentato come parte della storia ambientale della valle, non come una cavità separata dal territorio circostante. [web:11][web:32]

Grotte di Barcis nel contesto carsico di Montelonga e della Valcellina

La ricerca locale comprende anche altre cavità, che vanno mantenute distinte dalla Vecchia Diga. La cronaca dell’Unione Speleologica Pordenonese ricorda le esplorazioni in Montelonga, nei pressi di Barcis. Nel 1983 fu disceso un inghiottitoio con tre lunghi pozzi, fino a circa 200 metri di profondità. La cavità venne dedicata a Maurizio Vazzoler. [web:31]

Nel 1984 gli speleologi esplorarono l’Abisso Barcis, descritto allora con una profondità di circa 130 metri. L’anno successivo una diramazione ne aumentò la profondità di alcune decine di metri. Questi dati appartengono alla cronaca di quelle campagne e descrivono sistemi diversi dalle Grotte della Vecchia Diga. [web:31]

Il confronto chiarisce la varietà della speleologia nel territorio. Ai sistemi con prevalente andamento orizzontale si affiancano abissi verticali. Le ricerche hanno quindi richiesto prospezioni in superficie, discese di pozzi, rilievi, risalite e immersioni. La Vecchia Diga rappresenta uno dei luoghi nei quali questa esperienza si è intrecciata più direttamente con studio scientifico e didattica. [web:31][web:5][web:11]

Fonti online e bibliografia della relazione sulle Grotte di Barcis

  • Catasto storico delle grotte, «Grotte della Valcellina», scheda 786/327: dati dimensionali, descrizione, cronologia esplorativa e bibliografia. https://www.catastogrotte.it/grotta/786
  • Portale di Barcis, «Grotta della Vecchia Diga»: storia, attività scientifica e didattica, volume del 2013. https://www.barcis.fvg.it/Grotta-della-Vecchia-Diga.111.0.html
  • Pordenone With Love, «La Grotta della Vecchia Diga»: inquadramento territoriale e Corridoio dei Fossili. https://www.pordenonewithlove.it/it/cosa-fare/natura/parchi/la-grotta-della-vecchia-diga
  • Unione Speleologica Pordenonese, cronaca storica tratta da «Esplorare», n. 1, ottobre 1990: progetto didattico, collaborazione geofisica e attività in Montelonga. https://users.libero.it/expo.pn/usp0.htm
  • Commissione Grotte «Eugenio Boegan», «Progressione», n. 61: recensione di «Le acque del Cellina e la Grotta della Vecchia Diga», Unione Speleologica Pordenonese, 2013, 202 pagine. https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2017/08/Progressione_061.pdf
  • Parco Naturale Dolomiti Friulane, visita del 24 ottobre 2026. https://www.parcodolomitifriulane.it/evento/le-grotte-di-barcis/
  • Parco Naturale Dolomiti Friulane, visita dell’8 novembre 2026. https://www.parcodolomitifriulane.it/evento/avventura-speleologica/
  • Scintilena, «Grotte Vecchia Diga di Barcis: avventure speleologiche fra natura, storia e geologia», 26 luglio 2025: precedente programma di valorizzazione della cavità. https://www.scintilena.com/grotte-vecchia-diga-di-barcis-avventure-speleologiche-fra-natura-storia-e-geologia/07/26/
  • Treccani, «Rudiste»: definizione e significato paleontologico. https://www.treccani.it/enciclopedia/rudiste/
  • Treccani, «Inclinometro», Dizionario delle Scienze Fisiche. https://www.treccani.it/enciclopedia/inclinometro_(Dizionario-delle-Scienze-Fisiche)/
  • Museo Civico di Scienze Naturali di Bergamo, «Carsismo»: dissoluzione, concrezioni e adattamenti della fauna cavernicola. https://www.museoscienzebergamo.it/esposizione/scienze-della-terra/carsismo/
  • Società Italiana di Esplorazioni e Ricerche, materiale didattico «Il fenomeno carsico». https://www.sievr.it/corsiprima/geo%2019%20lezioni/04.pdf

Le Grotte di Barcis

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  • Grotta Tina Jama, un’ascia in corno di cervo racconta il passaggio dal Mesolitico al Neolitico
    Condividi Nel Carso triestino la quarta campagna di scavo alla grotta Tina Jama indaga un accampamento di circa 8.000 anni fa. Reperti in selce, ornamenti e un dente infantile aiutano a ricostruire la transizione verso agricoltura e allevamento. Visite gratuite il 10 ottobre. La grotta Tina Jama, nel Comune di Sgonico/Zgonik, restituisce nuove testimonianze delle ultime comunità di cacciatori-raccoglitori del Carso triestino. Tra i ritrovamenti della quarta campagna di scavo figurano una rar
     

Grotta Tina Jama, un’ascia in corno di cervo racconta il passaggio dal Mesolitico al Neolitico

Október 8th 2026 at 09:00

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Nel Carso triestino la quarta campagna di scavo alla grotta Tina Jama indaga un accampamento di circa 8.000 anni fa. Reperti in selce, ornamenti e un dente infantile aiutano a ricostruire la transizione verso agricoltura e allevamento. Visite gratuite il 10 ottobre.

La grotta Tina Jama, nel Comune di Sgonico/Zgonik, restituisce nuove testimonianze delle ultime comunità di cacciatori-raccoglitori del Carso triestino. Tra i ritrovamenti della quarta campagna di scavo figurano una rara ascia in corno di cervo, piccoli elementi in selce per le frecce, ornamenti e un dente umano da latte. Le ricerche si concentrano sul passaggio tra Mesolitico e Neolitico nell’Adriatico nord-orientale, dove i primi gruppi neolitici arrivarono circa 7.500 anni fa. Sabato 10 ottobre 2026 il sito sarà visitabile con due visite guidate gratuite. [web:9][web:2]

Grotta Tina Jama: una sequenza archeologica tra Mesolitico e Neolitico

La cavità si trova nell’area del monte Lanaro/Volnik. La quarta campagna, prossima alla conclusione, ha raggiunto un ricco deposito del Mesolitico recente. Questi strati si trovano immediatamente sotto quelli associati ai primi gruppi neolitici.

La successione permette di studiare nello stesso sito due fasi decisive della preistoria locale. Da una parte si trovano le testimonianze delle comunità che vivevano di caccia e raccolta. Dall’altra emergono le tracce delle popolazioni portatrici di nuove pratiche di sussistenza, legate all’agricoltura e all’allevamento.

Secondo Federico Bernardini, direttore scientifico dello scavo, i primi gruppi neolitici raggiunsero il Carso risalendo le coste della Dalmazia e dell’Istria. Il loro arrivo avvenne alcune centinaia di anni dopo rispetto all’Istria meridionale. Lo studio della grotta Tina Jama affronta il ruolo delle ultime comunità mesolitiche in questo processo di trasformazione. [web:9]

L’ascia in corno di cervo e gli strumenti del Mesolitico

Uno dei reperti principali è una grande ascia ricavata da un corno di cervo. Conserva le tracce di una perforazione non completata. Il manufatto trova confronti nell’Europa centrale e settentrionale, mentre reperti analoghi sono molto rari in Italia.

A poca distanza è stato recuperato un secondo oggetto in corno. È lungo circa 11 centimetri e presenta un foro trasversale largo circa un centimetro, oltre a una perforazione longitudinale centrale. Una delle ipotesi è che servisse a raddrizzare le aste delle frecce. La funzione resta oggetto di studio: le analisi dovranno chiarire l’impiego di questo strumento. [web:9]

Il deposito ha restituito anche numerosi manufatti in selce e scarti di lavorazione. Tra questi figurano piccoli elementi trapezoidali impiegati come armature delle frecce, cioè parti inserite nei proiettili. Sono presenti punte in osso, alcune frammentarie e probabilmente appartenenti ad armi da lancio. L’insieme documenta diverse lavorazioni di materiali minerali e animali all’interno dell’accampamento.

Ornamenti, ocra e un dente infantile alla grotta Tina Jama

Gli ornamenti comprendono conchiglie marine e di acqua dolce perforate. Sono stati recuperati anche canini atrofici di cervo, forati per essere utilizzati come pendagli. Uno di questi conserva tracce di ocra.

L’ocra compare in più punti del deposito. In alcuni casi è associata a sostanze adesive ancora conservate sugli strumenti in selce. Questi residui offrono elementi per studiare la preparazione e l’uso degli utensili. [web:10]

Tra i ritrovamenti figura inoltre un dente umano da latte. Il reperto potrà contribuire allo studio delle popolazioni del Mesolitico recente. È stato recuperato anche un frammento osseo con incisioni ravvicinate, probabilmente intenzionali, il cui significato deve essere chiarito.

Un accampamento mesolitico organizzato attorno al focolare

Parte dei materiali proviene da un livello con probabili tracce di un accampamento di circa 8.000 anni fa. Il focolare occupava la zona più riparata della grotta. All’ingresso, una struttura composta da pietre e blocchi delimitava lo spazio.

Lo scavo su un’ampia superficie consente di collegare i reperti alla disposizione delle strutture. La ricerca non riguarda quindi soltanto i singoli oggetti, ma anche l’organizzazione dell’ambiente utilizzato dalle comunità preistoriche.

Alla grotta Tina Jama si affianca lo studio dei resti animali, affidato a Francesco Boschin dell’Università degli Studi di Siena. La buona conservazione dei reperti permette analisi archeozoologiche di dettaglio. L’attenzione si concentra sul cambiamento delle pratiche di sussistenza e dello sfruttamento dell’ambiente carsico con l’arrivo dell’allevamento.

Scavi nel Carso triestino: la collaborazione tra Italia e Slovenia

L’Università Ca’ Foscari Venezia è titolare della concessione di scavo del Ministero della Cultura. La direzione scientifica è affidata a Federico Bernardini, in collaborazione con l’Istituto di Archeologia dello ZRC SAZU, il Centro Internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam e l’Università di Siena. Partecipa la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Friuli Venezia Giulia. Elena Leghissa è responsabile del progetto per la parte slovena. [web:9]

La campagna 2026 rientra nel progetto «Tina Jama: Stratigraphy of Prehistoric Transitions in the Northern Adriatic», diretto da Leghissa. Il finanziamento ricade nel programma «Archaeological Research (2022–2027)», codice P6-0064.

Le attività sul campo hanno beneficiato della collaborazione dei proprietari del terreno, Marino Pernarcich e Paola Zivec. Il sostegno logistico è arrivato anche dalle aziende agricole Marucelli Omar e Mili? Zagrski.

Le indagini proseguono un percorso già documentato nelle precedenti campagne. Nel 2025 Scintilena aveva riportato risultati relativi a una sequenza compresa tra Mesolitico ed età del Bronzo, insieme al ritrovamento di un raro pugnale in rame di oltre 4.000 anni fa. I nuovi scavi approfondiscono ora le fasi più antiche e la transizione neolitica. [web:7]

Tina Jama e speleologia: la cavità nel Catasto regionale

La grotta è registrata nel Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia con il numero 6479 e la sigla locale 6189VG. La scheda riporta un ingresso a 473 metri di quota e uno sviluppo planimetrico di 5,5 metri. Sono i dati catastali della cavità, distinti dall’estensione del deposito archeologico indagato.

Il catasto descrive un vano dal suolo terroso, utilizzato in passato come ricovero per ovini. La storia recente della grotta si aggiunge così alle frequentazioni preistoriche documentate dagli scavi. [web:13]

Visite guidate alla grotta Tina Jama il 10 ottobre 2026

Sabato 10 ottobre sono previste due visite guidate gratuite, condotte da Federico Bernardini ed Elena Leghissa. I ritrovi sono fissati alle ore 10.00 e alle ore 14.00. [web:2][web:9]

Il punto di incontro è il parcheggio alla base del sentiero numero 5A per il Lanaro. Si trova circa 300 metri a nord dell’agriturismo Mili? Zagrski. La risalita richiede circa mezz’ora di cammino per persone allenate. Sono consigliati abbigliamento e calzature adeguati al percorso.

Fonti

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  • Caverna III di Basovizza, il 24 ottobre visite gratuite nel sottosuolo del Carso
    Condividi La Caverna III di Basovizza apre al pubblico con il Club Alpinistico Triestino: due turni di visita, approfondimenti sulla vita ipogea con Sergio Dolce e un calco del cranio dell’orso delle caverne. Caverna III di Basovizza: l’apertura del 24 ottobre 2026 Sabato 24 ottobre 2026 la Caverna III di Basovizza sarà aperta al pubblico per una giornata dedicata alla conoscenza del sottosuolo carsico. Il Club Alpinistico Triestino APS organizza visite gratuite accompagnate dai propri Ist
     

Caverna III di Basovizza, il 24 ottobre visite gratuite nel sottosuolo del Carso

Október 8th 2026 at 08:00

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La Caverna III di Basovizza apre al pubblico con il Club Alpinistico Triestino: due turni di visita, approfondimenti sulla vita ipogea con Sergio Dolce e un calco del cranio dell’orso delle caverne.

Caverna III di Basovizza: l’apertura del 24 ottobre 2026

Sabato 24 ottobre 2026 la Caverna III di Basovizza sarà aperta al pubblico per una giornata dedicata alla conoscenza del sottosuolo carsico. Il Club Alpinistico Triestino APS organizza visite gratuite accompagnate dai propri Istruttori di Tecnica Speleologica. Sono previsti due turni: dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16.

L’appuntamento rientra nella serie di iniziative del CAT dedicate alla Giornata internazionale delle grotte e del carsismo. Il programma unisce la visita della cavità alla divulgazione naturalistica. Ad accompagnare i partecipanti sarà anche il dottor Sergio Dolce, già direttore del Museo di Storia Naturale di Trieste.

La Caverna III di Basovizza viene già utilizzata dal Club per attività educative e visite con le scuole. Nel maggio 2026 ha ospitato «Un giorno da speleologo», nell’ambito della Settimana del Geoparco transfrontaliero Kras-Carso. L’apertura di ottobre prosegue questo percorso di avvicinamento del pubblico all’ambiente sotterraneo.[1]

La Caverna III di Basovizza nel Catasto grotte del Friuli Venezia Giulia

La cavità è registrata nel Catasto speleologico regionale con il numero 1146 e con la sigla locale 3461 VG. L’ingresso si trova a 385 metri di quota, in una piccola dolina presso il paese di Basovizza. La scheda catastale riporta uno sviluppo planimetrico di 158 metri e una profondità di 11 metri.[2]

Il percorso ha un andamento prevalentemente orizzontale. L’accesso avviene attraverso una china che conduce a una caverna spaziosa, dalla quale si sviluppano due rami. Questa conformazione consente di presentare al pubblico un ambiente sotterraneo articolato, senza associarlo soltanto all’immagine dei grandi pozzi verticali. L’ingresso richiede comunque attenzione: la descrizione catastale segnala una china ripida, da affrontare seguendo gli accompagnatori.[2]

La Caverna III di Basovizza appartiene inoltre a un insieme di cavità vicine. Secondo la descrizione del Catasto, in passato queste grotte dovevano costituire un sistema sotterraneo più esteso. La visita permette quindi di conoscere una parte di un paesaggio carsico che continua anche sotto la superficie.[2]

Fauna ipogea e speleologia: la visita con Sergio Dolce

L’intervento di Sergio Dolce sarà dedicato agli aspetti naturalistici della cavità, con approfondimenti sulla flora e sulla fauna ipogea. Il percorso offrirà ai partecipanti una lettura dell’ambiente sotterraneo che affianca l’osservazione alla spiegazione scientifica.

La speleologia sarà presentata come attività di esplorazione e come strumento di conoscenza. Rocce, forme della grotta e organismi diventeranno elementi di un racconto comune sulla storia naturale del Carso.

La proposta si inserisce nelle attività divulgative del Club Alpinistico Triestino. Il CAT affianca alle uscite in grotta iniziative di biospeleologia e percorsi didattici. Dal 2011 porta avanti un progetto di educazione ambientale rivolto soprattutto alle scuole, finalizzato alla conoscenza del patrimonio ipogeo del Carso triestino.[3]

Orso delle caverne: un calco per raccontare il passato del Carso

Durante l’apertura sarà esposto il calco del cranio di un orso delle caverne, insieme ad altri manufatti didattici. Il materiale servirà a introdurre il tema degli animali che frequentavano le cavità nel passato.

L’orso delle caverne, Ursus spelaeus, visse in Europa e in Asia durante il Pleistocene medio e superiore. La documentazione del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste colloca alcuni degli ultimi resti conosciuti intorno a 25.000 anni fa. Il museo conserva anche reperti provenienti dalla Caverna Pocala e ne espone due scheletri completi. Il calco previsto per la visita consentirà di collegare l’esperienza in grotta a questo patrimonio paleontologico del territorio.[4]

Giornata internazionale delle grotte e del carsismo: conoscere e proteggere

La ricorrenza internazionale cade il 13 settembre. Proclamata dalla Conferenza generale dell’UNESCO nel novembre 2025, è stata celebrata per la prima volta nel 2026. Le iniziative inaugurali si sono svolte a Postumia, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre, con il coinvolgimento dell’Unione Internazionale di Speleologia.[5][6]

La giornata promuove la conoscenza, lo studio e la gestione sostenibile delle grotte e dei territori carsici. L’apertura organizzata dal CAT porta questi temi sul piano della partecipazione diretta: entrare in una cavità accompagnati dagli speleologi e comprenderne il valore naturale.[7]

Visite gratuite alla Caverna III di Basovizza: iscrizioni e contatti

Le iscrizioni saranno aperte dall’8 al 24 ottobre 2026. La partecipazione è gratuita e prevede la registrazione secondo le modalità indicate dagli organizzatori:

  • In sede: Club Alpinistico Triestino, via Raffaele Abro 5/A, Trieste, il martedì dalle 21 alle 23.
  • Via email: scaricare il modulo dal sito www.cat.ts.it e inviarlo compilato a cat@cat.ts.it.
  • Per informazioni: contattare il Club anche tramite WhatsApp al 327 8461635.

L’indirizzo della sede, l’email e il numero di contatto sono riportati anche sul sito ufficiale del CAT.[3]

Fonti


Fonti
[1] Un giorno da speleologo: il Club Alpinistico Triestino … – Scintilena https://www.scintilena.com/un-giorno-da-speleologo-il-club-alpinistico-triestino-apre-la-caverna-iii-ad-est-di-basovizza-il-club-alpinistico-triestino-propone-visite-guidate-gratuite-e-mostre-didattiche-nella-caverna-iii-ad-es/05/20/
[2] Caverna 3ª ad E di Basovizza – Catasto Speleologico Regionale https://catastogrotte.regione.fvg.it/scheda/1146-Caverna_3_ad_E_di_Basovizza
[3] Club Alpinistico Triestino: Home https://www.cat.ts.it/
[4] L’orso delle caverne – Museo Civico di Storia Naturale di Trieste https://museostorianaturaletrieste.it/visita/il-quaternario/lorso-delle-caverne/
[5] UNESCO International Day of Caves and Karst https://www.caveskarstday.org/
[6] First UNESCO International Day of Caves and Karst (Postojna … https://www.geomorph.org/2026/04/first-unesco-international-day-of-caves-and-karst-postojna-slovenia-10-13-september-2026/
[7] International Day of Caves and Karst | UNESCO https://www.unesco.org/en/days/caves-and-karst
[9] Fontanone del Riu Neri – Federazione Speleologica Regionale https://www.fsrfvg.it/?p=11735
[10] The Global Geoparks Network celebrates the International Day of … https://www.globalgeoparksnetwork.org/news/global-geoparks-network-celebrates-international-day-caves-and-karst
[11] Petra “Coda Allegra”: Piccole escursioni a 6 zampe https://codaallegra.blogspot.com/
[12] International Day of Caves and Karst 2026: what to expect – inItaly https://www.initaly.it/en/articolo/giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo-2026-calendario-e-35259
[13] UNESCO International Day of Caves and Karst – UIS https://uis-speleo.org/index.php/event/unesco-international-day-of-caves-and-karst/
[14] International Day of Caves and Karst (IDCK) https://izrkp.zrc-sazu.si/en/dogodki/international-day-of-caves-and-karst-idck
[15] Calendario – Club Alpinistico Triestino https://www.cat.ts.it/calendario/
[16] UNESCO proclaims the International Day of Caves and Karst! https://www.eurospeleo.eu/2025/11/26/unesco-proclaims-the-international-day-of-caves-and-karst/
[17] Kleine Berlin – Club Alpinistico Triestino https://www.cat.ts.it/kleine-berlin/
[18] Ciao Susi https://www.fsrfvg.it/?p=7491
[19] Chi siamo – Club Alpinistico Triestino https://www.cat.ts.it/chi-siamo/
[20] Orso delle Caverne | Musei di Genova https://www.museidigenova.it/it/orso-delle-caverne
[21] Ursus spelaeus | Itinerari Virtuali – Unipd http://itinerarivirtuali.musei.unipd.it/itinerario/sostenibilita-musei-unipd/obiettivo-13-lotta-ai-cambiamenti-climatici/reperto/ursus-spelaeus
[22] Scintilena – Una luce nel buio – il giornale quotidiano della … https://www.scintilena.com/
[23] La Caverna 3° ad E di Basovizza – boegan.it https://www.boegan.it/2004/05/la-caverna-3-ad-e-di-basovizza/
[24] Orso delle caverne: perché si è estinto? L’uomo sul banco degli … https://www.archeostorie.it/orso-delle-caverne-perche-estinto/
[25] ORSO DELLE CAVERNE | Parco della Preistoria https://www.parcodellapreistoria.it/preistoria_orso-delle-caverne
[26] L’orso delle caverne – Museo Storia Naturale Gagliole https://www.museostorianaturalegagliole.com/orso-delle-caverne/
[27] 840 | Caverna 1ª ad E di Basovizza – Catasto Speleologico Regionale https://catastogrotte.regione.fvg.it/scheda/840-Caverna_1_ad_E_di_Basovizza
[28] L’orso delle caverne: i fossili del Museo Civico di Storia https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/percorso-tematico/
[29] PRCS 4938 GROTTA 3° DELLA PINETA DI BASOVIZZA https://www.catastogrotte.it/grotta/4938
[30] Una luce nel buio – il giornale quotidiano della speleologia italiana https://www.scintilena.com/page/1267/?nomobile/wp-admin/install_php&wpmp_switcher=mobile

Comunicato ufficiale:

Alla scoperta del mondo sotterraneo: la Caverna III di Basovizza apre al pubblico


Sabato 24 ottobre un’occasione speciale per entrare nel sottosuolo del Carso e scoprire, accompagnati dagli speleologi, un ambiente che custodisce testimonianze della vita animale e della storia naturale del territorio


C’è un mondo che comincia pochi metri sotto i nostri piedi, invisibile a chi percorre ogni giorno il Carso in superficie, ma capace di raccontare una storia antichissima fatta di acqua, roccia, animali e uomini. È il mondo sotterraneo, un patrimonio naturale spesso nascosto e proprio per questo ancora più affascinante, che sabato 24 ottobre sarà possibile conoscere da vicino grazie all’apertura straordinaria al pubblico della Caverna III ad Est di Basovizza, organizzata dal Club Alpinistico Triestino. L’appuntamento fa parte della serie di eventi organizzati dal CAT dedicati alla Giornata Internazionale della Speleologia e del Carsismo.
La giornata, istituita per la prima volta il 13 settembre 2026 su iniziativa dell’UNESCO e dell’UIS, Unione Internazionale di Speleologia, offre l’occasione per avvicinarsi alla speleologia non soltanto come disciplina dedicata all’esplorazione delle grotte, ma anche come strumento per conoscere e comprendere un ambiente fragile e ricco di testimonianze del passato.
Per l’occasione, la Caverna III ad Est di Basovizza sarà aperta ai visitatori, che potranno percorrerla accompagnati in sicurezza dagli Istruttori di Tecnica Speleologica del Club Alpinistico Triestino. La cavità, caratterizzata da uno sviluppo prevalentemente orizzontale e da un accesso relativamente agevole, permette anche a chi non ha mai avuto esperienza del mondo sotterraneo di compiere un primo viaggio nell’ambiente ipogeo, scoprendone caratteristiche, curiosità e peculiarità.

Ad accompagnare la visita ci sarà il dottor Sergio Dolce, già Direttore del Museo di Storia Naturale di Trieste, che illustrerà ai partecipanti alcuni degli aspetti più interessanti legati alla flora e alla fauna ipogea, permettendo di comprendere come la vita riesca ad adattarsi a condizioni ambientali completamente diverse da quelle della superficie.

La visita sarà inoltre un’occasione per fare un salto indietro nel tempo attraverso le testimonianze degli animali che un tempo popolavano le cavità carsiche.

Per l’occasione sarà infatti esposto il calco del cranio di un orso delle caverne, grande mammifero preistorico che frequentò le grotte europee fino a circa 25.000 anni fa, insieme ad altri manufatti che contribuiranno a raccontare la lunga storia naturale del sottosuolo carsico.
L’iniziativa è gratuita e prevede due turni di visita, dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16.

Le iscrizioni saranno aperte dall’8 al 24 ottobre 2026 e potranno essere effettuate presso la sede del Club Alpinistico Triestino, in via Raffaele Abro 5/A a Trieste, il martedì dalle 21 alle 23, oppure scaricando il modulo dal sito www.cat.ts.it e inviandolo, una volta compilato, all’indirizzo cat@cat.ts.it.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare il Club Alpinistico Triestino anche tramite WhatsApp al 327 8461635.
CLUB ALPINISTICO TRIESTINO APS@Web

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  • Sotto il Carso comincia l’avventura: a Trieste il 44° corso di speleologia del CAT
    Condividi Dal 3 novembre al 1° dicembre 2026 la Scuola di Speleologia Ennio Gherlizza del Club Alpinistico Triestino propone il 44° corso di primo livello, con lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche nelle grotte del Carso RIESTE – Imparare a muoversi in grotta, conoscere il carsismo, osservare la vita sotterranea e avvicinarsi alla speleologia con attenzione alla sicurezza e alla tutela dell’ambiente ipogeo. È questo il percorso proposto dal 44° Corso di Speleologia di primo livello organ
     

Sotto il Carso comincia l’avventura: a Trieste il 44° corso di speleologia del CAT

Október 7th 2026 at 05:00

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Dal 3 novembre al 1° dicembre 2026 la Scuola di Speleologia Ennio Gherlizza del Club Alpinistico Triestino propone il 44° corso di primo livello, con lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche nelle grotte del Carso

RIESTE – Imparare a muoversi in grotta, conoscere il carsismo, osservare la vita sotterranea e avvicinarsi alla speleologia con attenzione alla sicurezza e alla tutela dell’ambiente ipogeo. È questo il percorso proposto dal 44° Corso di Speleologia di primo livello organizzato dalla Scuola di Speleologia Ennio Gherlizza del Club Alpinistico Triestino APS.

Il corso prenderà il via il 3 novembre 2026 e proseguirà fino al 1° dicembre, alternando incontri teorici nella sede del CAT di Trieste ed esercitazioni pratiche in cava e nelle grotte del Carso. L’iniziativa è rivolta anche a chi non ha precedenti esperienze speleologiche e vuole scoprire, con l’accompagnamento degli istruttori, tecniche, conoscenze e aspetti scientifici dell’esplorazione sotterranea.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Club Alpinistico Triestino.

La parola ad Alessandra Ressa.

COMUNICATO STAMPA con preghiera di pubblicazione

Scendere nel buio per scoprire un mondo nuovo: al via il nuovo corso di speleologia del Club Alpinistico Triestino

Non serve essere esperti alpinisti, né avere già messo piede in una grotta. Servono curiosità, voglia di mettersi alla prova e il desiderio di scoprire un mondo che, a pochi metri dalla superficie, cambia completamente le proprie regole. Il Club Alpinistico Triestino apre le iscrizioni al nuovo corso di primo livello di introduzione alla speleologia, un percorso pensato per chi vuole avvicinarsi al mondo sotterraneo imparando a conoscerlo, rispettarlo e viverlo in sicurezza.

C’è un momento, quando si entra per la prima volta in una grotta, in cui la luce del giorno scompare alle spalle e tutto ciò che sembrava familiare cambia improvvisamente. Il rumore dell’acqua diventa più vicino, le pareti assumono forme inattese, il buio non è più semplicemente assenza di luce e anche il proprio corpo comincia a percepire lo spazio in maniera diversa. È proprio da quella soglia che può cominciare un’avventura destinata a cambiare il modo di guardare il territorio.

Il nuovo corso di primo livello organizzato dalla Scuola di Speleologia Ennio Gherlizza del Club Alpinistico Triestino nasce per accompagnare passo dopo passo chi desidera compiere questo primo ingresso nel mondo sotterraneo. Non sarà soltanto un corso sulle tecniche necessarie per muoversi in grotta, ma un vero viaggio alla scoperta dell’ambiente ipogeo, delle sue origini, delle forme di vita che lo abitano, delle tracce lasciate dall’uomo e delle straordinarie caratteristiche geologiche del Carso.

La Scuola di Speleologia del CAT vanta una storia che risale al 1975 e dal 1983 organizza corsi di primo livello secondo gli standard della Società Speleologica Italiana. Nel corso degli anni la formazione si è sviluppata affiancando alle lezioni teoriche l’insegnamento delle tecniche di progressione, comprese quelle necessarie per muoversi su corda. Oggi la scuola dispone di un gruppo di istruttori e aiuto istruttori con competenze diverse e complementari, in grado di offrire agli allievi una formazione che unisce esperienza sul campo, preparazione tecnica e conoscenza scientifica.

Ed è proprio la qualità degli istruttori uno degli elementi che caratterizza il corso. Accanto agli istruttori nazionali certificati dalla Società Speleologica Italiana figurano infatti speleologi con una lunga esperienza di esplorazione e di didattica e professionisti impegnati anche nel Soccorso Alpino e Speleologico del Friuli Venezia Giulia.

Per chi si avvicina per la prima volta alla speleologia, questo significa poter imparare direttamente da persone abituate ad affrontare situazioni molto diverse in ambiente sotterraneo e a trasmettere agli altri non soltanto la tecnica, ma soprattutto il concetto fondamentale che sta alla base di ogni esplorazione: in grotta l’avventura comincia dalla conoscenza e dalla sicurezza.

Durante il corso si scoprirà innanzitutto come nasce una grotta. Si parlerà di carsismo, di acqua e di roccia, dei processi che nel corso di migliaia e talvolta milioni di anni hanno scavato condotti, pozzi, gallerie e grandi sale nel sottosuolo. Ma la geologia sarà soltanto il punto di partenza, perché una grotta è un ambiente complesso nel quale si incontrano fenomeni naturali, biodiversità, storia e tracce della presenza umana.

Gli allievi impareranno a riconoscere le principali morfologie e concrezioni che si possono incontrare sottoterra, comprendendo come si sono formate e perché alcune cavità presentano caratteristiche completamente diverse da altre. Si parlerà della fauna cavernicola e degli organismi che hanno sviluppato straordinarie strategie per vivere in un ambiente privo di luce, ma anche dell’importanza della tutela di un patrimonio fragile, che può essere danneggiato in modo irreversibile da comportamenti superficiali o semplicemente inconsapevoli.

Una parte importante sarà dedicata alla tecnica di progressione in grotta. Non si tratta semplicemente di imparare a camminare in un ambiente accidentato: una grotta può richiedere di superare passaggi tecnici nei quali è necessario utilizzare correttamente il corpo e l’attrezzatura. Gli allievi saranno accompagnati nell’apprendimento delle tecniche fondamentali, affrontando progressivamente le diverse situazioni che possono presentarsi durante un’uscita.

Ma la preparazione di uno speleologo non è soltanto fisica. Muoversi sottoterra significa anche imparare a gestire la fatica, la concentrazione e le proprie reazioni davanti a situazioni nuove. Per questo il corso affronterà anche aspetti legati alla gestione della paura e della fatica, aiutando gli allievi a comprendere come affrontare con lucidità le normali difficoltà che possono emergere durante una progressione. Imparare a riconoscere i propri limiti, mantenere la calma e affrontare un passaggio con metodo fa parte della formazione tanto quanto imparare una manovra tecnica.

E poi ci sarà la parte forse più affascinante: quella che porta a capire che sotto i nostri piedi esiste un vero archivio della storia del territorio. Nel corso si parlerà infatti di archeologia in grotta, delle tracce lasciate da uomini e animali che hanno frequentato le cavità nel corso dei secoli e dei millenni, dei reperti e delle testimonianze che possono trasformare una grotta in una preziosa fonte di informazioni sul passato. La speleologia non consiste soltanto nell’entrare in una cavità, ma anche nel saper osservare ciò che si incontra e nel comprendere il valore scientifico, naturalistico e storico di quell’ambiente.

Le lezioni teoriche, ospitate nella sede del Club Alpinistico Triestino di via Raffaele Abro 5/A a Trieste, permetteranno di acquisire le conoscenze necessarie prima di affrontare le uscite pratiche. Saranno proprio queste ultime a trasformare le nozioni apprese in aula in esperienza concreta, accompagnando gli allievi nelle prime esplorazioni e permettendo loro di prendere confidenza con l’ambiente ipogeo e con le tecniche di progressione.

Le lezioni teoriche sono in programma in orario serale dal 3 novembre al 1 dicembre ogni martedì e giovedì, mentre le uscite pratiche si svolgeranno ogni domenica dall’8 al 29 novembre 2026. Per informazioni e iscrizioni scrivere a cat@cat.ts.it

(foto a cura del Club Alpinistico Triestino)

CLUB ALPINISTICO TRIESTINO APS

Via R. Abro, 5/A
34144 Trieste
cell.: 348 5164550
codice fiscale: 80016650329
e-mail:cat@cat.ts.it

Il corso sarà la porta d’ingresso verso un territorio che a Trieste e dintorni è parte del paesaggio, della storia e dell’identità stessa della città, ma che continua a custodire sotto la superficie spazi e storie ancora da conoscere.

Per chi non è mai entrato in una grotta, può essere l’occasione per scoprire la speleologia: tecnica, corde e passaggi nel buio, ma soprattutto curiosità, osservazione, conoscenza e rispetto per un ambiente straordinariamente fragile.

Basta scendere pochi metri sotto i nostri piedi per cominciare a guardare con occhi diversi anche quello che è in superficie.

Programma del 44° Corso di Speleologia

  • Martedì 3 novembre, ore 20:30 – Presentazione; ambiente ipogeo; organizzazione della speleologia; Catasto Grotte
  • Giovedì 5 novembre, ore 20:30 – Equipaggiamento individuale
  • Domenica 8 novembre – Esercitazione pratica in cava a Rupinpiccolo
  • Martedì 10 novembre, ore 20:30 – Carsismo e speleogenesi
  • Giovedì 12 novembre, ore 20:30 – Speleobiologia
  • Domenica 15 novembre – Esercitazione pratica in Grotta Ternovizza
  • Martedì 17 novembre, ore 20:30 – Cartografia e rilevamento
  • Giovedì 19 novembre, ore 20:30 – Equipaggiamento collettivo e armo
  • Domenica 22 novembre – Esercitazione pratica in Grotta Natale
  • Martedì 24 novembre, ore 20:30 – Prevenzione e primo soccorso
  • Giovedì 26 novembre, ore 20:30 – Archeologia
  • Domenica 29 novembre – Esercitazione pratica in Grotta Ercole
  • Martedì 1° dicembre, ore 20:30 – Geologia; gestione della paura e della fatica; chiusura del corso

Quota di partecipazione: 150 euro
Età minima: 14 anni
Chiusura iscrizioni: martedì 27 ottobre 2026, ore 20:30
Informazioni e iscrizioni: cat@cat.ts.it – WhatsApp 349 5128401 (Clarissa)

Fonte notizia e immagini: Alessandra Ressa

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  • Duemila Grotte a Trieste: il centenario del volume che ordinò il Carso sotterraneo
    Condividi Il workshop del 15 settembre 2026 ha messo in dialogo il catasto speleologico storico, la ricerca contemporanea e la prima Giornata internazionale UNESCO delle grotte e del carsismo Trieste ha dedicato il 15 settembre 2026 un workshop a Duemila Grotte. Quarant’anni di esplorazioni nella Venezia Giulia, il volume pubblicato dal Touring Club Italiano nel 1926 e firmato da Luigi Vittorio Bertarelli ed Eugenio Boegan. L’incontro, intitolato “Duemila Grotte 1926-2026. La speleologia cent
     

Duemila Grotte a Trieste: il centenario del volume che ordinò il Carso sotterraneo

Október 4th 2026 at 12:00

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Il workshop del 15 settembre 2026 ha messo in dialogo il catasto speleologico storico, la ricerca contemporanea e la prima Giornata internazionale UNESCO delle grotte e del carsismo

Trieste ha dedicato il 15 settembre 2026 un workshop a Duemila Grotte. Quarant’anni di esplorazioni nella Venezia Giulia, il volume pubblicato dal Touring Club Italiano nel 1926 e firmato da Luigi Vittorio Bertarelli ed Eugenio Boegan. L’incontro, intitolato “Duemila Grotte 1926-2026. La speleologia cent’anni dopo”, si è svolto alla Sala Luttazzi del Magazzino 26, nel Porto Vecchio.[1][2]

L’appuntamento ha riunito storia della speleologia, documentazione, rilievo, catasto e comunicazione. Il centenario del libro ha offerto un punto di osservazione sul cambiamento delle pratiche speleologiche nel Carso e sul valore degli archivi per le ricerche attuali.[1][3]

Duemila Grotte e il catasto speleologico della Venezia Giulia

Duemila Grotte occupa un posto centrale nella bibliografia speleologica italiana. Il volume conta 494 pagine, comprende incisioni, tavole a colori e una carta speleologica alla scala 1:100.000. La sua struttura associa divulgazione e organizzazione dei dati.[2][4]

La prima parte è costruita come un manuale di speleologia. Tratta il carsismo, la flora e la fauna ipogee, la paleontologia, l’esplorazione, il rilievo, la fotografia, le grotte di guerra e l’idrologia sotterranea. La seconda parte raccoglie il catasto delle cavità della Venezia Giulia nei confini dell’epoca tra le due guerre.[2]

Il censimento descriveva 2.142 cavità e conservava circa 800 rilievi. Mappe, localizzazioni, descrizioni e disegni consentivano di trasformare osservazioni raccolte in decenni in un patrimonio consultabile. Per la speleologia del Carso, il libro rappresentò quindi anche un modello di metodo: esplorare, misurare, ordinare e restituire le informazioni.[3][5]

La storia editoriale dell’opera è significativa. Le matrici originarie furono distrutte durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Nel 1986 fu realizzata una ristampa anastatica, che rese nuovamente disponibile il testo e ne preservò la consultazione.[2]

Workshop Duemila Grotte: archivi, rilievo e ricerca sul Carso

Il workshop Duemila Grotte è stato organizzato dalla Federazione Speleologica Regionale del Friuli Venezia Giulia APS con la Commissione Grotte Eugenio Boegan della Società Alpina delle Giulie, sezione di Trieste del Club Alpino Italiano. L’iniziativa ha avuto i patrocini della Società Speleologica Italiana e del Servizio geologico della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.[1]

Nel programma hanno trovato spazio la genesi del volume, le grotte di guerra, il rilievo ipogeo e l’evoluzione degli strumenti di misura. La parte contemporanea ha affrontato il Catasto speleologico regionale, la comunicazione della speleologia, le grotte turistiche, l’archeologia carsica, le cavità artificiali, le acque e la biodiversità sotterranee.[3]

Ha partecipato anche il Centro Italiano di Documentazione Speleologica della Società Speleologica Italiana ETS. La sua presenza ha richiamato un tema essenziale: le pubblicazioni speleologiche non sono soltanto testimonianze storiche. Sono strumenti per conservare dati, rendere confrontabili le osservazioni e trasmettere conoscenze a ricercatori, gruppi e pubblico.

Nel caso di Duemila Grotte, questa funzione emerge con particolare chiarezza. L’opera racconta le cavità e il paesaggio carsico, ma registra anche le tecniche e gli interessi della speleologia del primo Novecento. Il confronto con i catasti digitali e con il rilievo strumentale attuale permette di seguire l’evoluzione della ricerca senza separarla dalla sua documentazione.

UNESCO e Duemila Grotte nella Giornata delle grotte e del carsismo

La data del workshop si è collocata nel calendario della prima Giornata internazionale delle grotte e del carsismo. La ricorrenza UNESCO cade ogni 13 settembre ed è dedicata alla conoscenza, alla protezione, allo studio e alla gestione sostenibile degli ambienti carsici.[6][7]

Secondo l’UNESCO, grotte e paesaggi carsici coprono quasi un quarto delle terre emerse e forniscono acqua potabile a più di un miliardo di persone. Sono anche ambienti fragili, con biodiversità sotterranea, archivi geologici e testimonianze culturali che richiedono attenzione specifica.[6]

In Friuli Venezia Giulia, le iniziative per la ricorrenza hanno incluso aperture al pubblico, attività divulgative e appuntamenti dedicati al patrimonio ipogeo. Il workshop Duemila Grotte ha collegato questa dimensione internazionale alla storia locale del Carso triestino.[7]

Il nesso è concreto. Un catasto speleologico aggiornato contribuisce alla lettura dei sistemi sotterranei, alla pianificazione della tutela e alla conoscenza delle risorse idriche. Gli inventari storici permettono inoltre di confrontare dati, toponimi, accessi e condizioni delle cavità nel tempo.

Dal volume del 1926 alla documentazione speleologica attuale

A cento anni dalla pubblicazione, Duemila Grotte resta un riferimento per comprendere il rapporto tra esplorazione e scrittura scientifica. Il suo impianto riuniva discipline diverse e dava forma a un archivio territoriale del Carso.[1][2]

La speleologia contemporanea utilizza strumenti digitali, banche dati geografiche, rilievi tridimensionali e misure sempre più precise. Rimane invariata la necessità di verificare, archiviare e condividere i risultati. In questo senso, il workshop Duemila Grotte ha proposto una lettura attuale del libro: non un oggetto soltanto celebrativo, ma una fonte utile per discutere qualità della documentazione e continuità della ricerca.

La giornata triestina ha così riportato l’attenzione sul valore delle pubblicazioni speleologiche. Ogni rilievo, scheda catastale, fotografia e relazione può diventare parte di una memoria collettiva del sottosuolo. È una base necessaria per studiare e proteggere le grotte del Carso.

Fonti

Fonti
[1] FSR-FVG APS e La Gazzetta dello speleologo: Federazione … https://www.fsrfvg.it/
[2] DUEMILA GROTTE. 1926-2026 La speleologia cent’anni dopo – Eventi http://eventi.regione.fvg.it/Eventi/dettaglioEvento.asp?evento=28441
[3] Duemila Grotte, a Trieste il centenario del volume che ha dato forma … https://www.scintilena.com/duemila-grotte-a-trieste-il-centenario-del-volume-che-ha-dato-forma-al-catasto-carsico/09/12/
[4] Duemila grotte : quarant’anni di esplorazioni nella Venezia Giulia http://www.librinlinea.it/titolo/duemila-grotte-quarantanni-di-esplora/LO10249460
[6] International Day of Caves and Karst | UNESCO https://www.unesco.org/en/days/caves-and-karst
[7] Giornata internazionale delle grotte e del carsismo – IDCK https://catastogrotte.regione.fvg.it/pagina/39/idck-giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo
[8] [PDF] Luigi Vittorio Bertarelli, colui che ha saputo valorizzare il patrimonio … https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2009/12/Bertarelli_-Sopra-e-sotto-il-Carso-11-2020.pdf
[9] Workshop di speleologia cent’anni dopo “Duemila Grotte” https://www.triesteallnews.it/2026/09/workshop-di-speleologia-centanni-dopo-duemila-grotte/
[10] Duemila Grotte. 1926-2026, La Speleologia, cent’anni dopo https://salaluttazzi.comune.trieste.it/eventi/duemila-grotte-1926-2026-la-speleologia-centanni-dopo/
[11] Archivio per Agosto 2026 https://www.fsrfvg.it/?m=202608&ec3_listing=disable
[12] Duemila grotte – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Duemila_grotte
[13] Duemila grotte. Quarant’anni di esplorazioni nella Venezia Giulia da … https://www.abebooks.it/Duemila-grotte-Quarantanni-esplorazioni-Venezia-Giulia/32457996339/bd
[14] Luigi Vittorio Bertarelli – boegan.it https://www.boegan.it/2009/12/luigi-vittorio-bertarelli/
[15] UNESCO International Day of Caves and Karst https://www.caveskarstday.org/
[16] Luigi Vittorio Bertarelli http://www.gwferrari.it/RivisteSpeleo/BiblioPersone/BiblioBertarelli/BiblioBertarelli.html
[17] “Duemila grotte: quarant’anni di esplorazioni nella Venezia Giulia” di … https://www.cacciatoredilibri.com/duemila-grotte-quarantanni-di-esplorazioni-nella-venezia-giulia-di-luigi-vittorio-bertarelli-ed-eugenio-boegan-touring-club-italiano-1926/
[18] Duemila grotte. Quarant’anni di esplorazioni nella Venezia Giulia https://www.vialibri.net/years/books/911163630/1926-bertarelli-l-v-e-boegan-e-duemila-grotte-quarantanni-di-esplorazioni-nella
[19] Rifiuti abbandonati nelle grotte. Gli speleologi ne recuperano 400 kg https://www.lanazione.it/lucca/cronaca/rifiuti-abbandonati-nelle-grotte-gli-a8bc4db9
[20] Il mondo alla rovescia – RTV SLO https://www.rtvslo.si/capodistria/radio-capodistria/notizie/friuli-venezia-giulia/il-mondo-alla-rovescia/793791
[21] Resoconto del workshop Duemila Grotte – 1926 | 2026 https://www.fsrfvg.it/?p=12363
[22] Giornate della Speleologia – Il buio è portato alla luce, l’Italia … https://www.giornatedellaspeleologia.it/
[23] Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: a Postumia la … https://www.scintilena.com/giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo-a-postumia-la-prima-celebrazione-unesco/09/12/
[24] Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo 2026 – ESCA https://www.esca-pdsotterranea.it/portal/index.php/dalla-rete/giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo-2026
[25] Duemila Grotte. 1926-2026, La Speleologia, cent’anni dopo https://triestecultura.it/evento/duemila-grotte-1926-2026-la-speleologia-centanni-dopo/
[26] Duemila Grotte. 1926-2026, La Speleologia, cent’anni dopo https://triestecultura.it/evento/duemila-grotte-1926-2026-la-speleologia-centanni-dopo-3/
[27] CELEBRATI CON UN WORKSHOP I 100 ANNI DEL “DUEMILA … https://caisag.ts.it/cgeb-un-workshop-per-i-100-anni-del-2000-grotte-2026/
[28] giornata internazionale delle grotte e del carsismo Archivi https://grottadelvento.com/it/tag/giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo/
[29] Sito web ufficiale – Carsismo e Grotte nelle Evaporiti dell’Appennino … https://www.ekcna.it/

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  • CAI Feltre in Grotta Valentina: sul Carso triestino una giornata di Speleo per Tutti
    Condividi Il Gruppo Speleologico San Giusto accompagna l’escursione del 20 settembre 2026 Il Gruppo Speleologico San Giusto ha accompagnato domenica 20 settembre 2026 il Gruppo Speleologico del CAI Feltre nella Grotta Valentina, a Visogliano, nel Comune di Duino Aurisina. L’uscita era inserita nel progetto Speleo per Tutti, proposto dalla sezione feltrina per avvicinare nuovi partecipanti alla conoscenza diretta degli ambienti sotterranei. La giornata ha portato un gruppo proveniente dal B
     

CAI Feltre in Grotta Valentina: sul Carso triestino una giornata di Speleo per Tutti

Október 3rd 2026 at 13:00

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Il Gruppo Speleologico San Giusto accompagna l’escursione del 20 settembre 2026

Il Gruppo Speleologico San Giusto ha accompagnato domenica 20 settembre 2026 il Gruppo Speleologico del CAI Feltre nella Grotta Valentina, a Visogliano, nel Comune di Duino Aurisina. L’uscita era inserita nel progetto Speleo per Tutti, proposto dalla sezione feltrina per avvicinare nuovi partecipanti alla conoscenza diretta degli ambienti sotterranei.

La giornata ha portato un gruppo proveniente dal Bellunese nel Carso triestino, in una cavità normalmente non aperta in modo continuativo alla fruizione. L’accompagnamento del Gruppo Speleologico San Giusto ha reso possibile la visita in un contesto guidato, unendo l’esperienza escursionistica alla lettura dell’ambiente carsico.

Speleo per Tutti e l’avvicinamento alla speleologia

Il programma del CAI Feltre presentava Speleo per Tutti come un’escursione speleologica accessibile, destinata a far conoscere la grotta a persone interessate a una prima esperienza sotterranea. La proposta indicava una difficoltà escursionistica per ambienti confinati, richiedendo quindi attenzione alle condizioni del percorso, abbigliamento adeguato e rispetto delle indicazioni degli accompagnatori.[1][2]

Il Gruppo Speleologico del CAI Feltre svolge attività di introduzione alla speleologia attraverso corsi, uscite pratiche e iniziative didattiche. In questo quadro, Speleo per Tutti non coincide con una visita turistica tradizionale: il contatto con la cavità avviene in un ambiente naturale, dove gli spostamenti richiedono consapevolezza, tempi adeguati e cura dei luoghi.[3]

La collaborazione con il Gruppo Speleologico San Giusto mette in relazione due realtà associative impegnate nella diffusione della cultura speleologica. Per i partecipanti, la visita ha rappresentato un momento di osservazione diretta delle forme del Carso e delle condizioni fisiche che caratterizzano una grotta.

Grotta Valentina, cavità del Carso triestino

La Grotta Valentina è censita dal Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia con il numero 1295. Si trova nell’area di Visogliano, tra Sistiana e Malchina, nel territorio comunale di Duino Aurisina. Le fonti locali e istituzionali descrivono una cavità lunga circa 365 metri e profonda circa 30 metri.[4][5]

La Grotta Valentina presenta una galleria riccamente concrezionata. Nel tratto iniziale sono segnalate grandi stalattiti, in prevalenza di tonalità ocra scura e in parte ancora attive, insieme a stalagmiti di forma massiccia. Questi depositi sono il risultato di tempi geologici molto lunghi e sono sensibili alle alterazioni fisiche e chimiche dell’ambiente.[4]

Il percorso non dispone di passerelle o ringhiere. Comprende un breve cunicolo iniziale da affrontare carponi, passaggi nei quali occorre usare le mani e zone fangose. Anche per questo, l’esperienza in Grotta Valentina richiede scarpe adatte, indumenti resistenti, casco e un comportamento attento. Il fango ricordato dai partecipanti costituisce una componente concreta della progressione in una cavità naturale, non un elemento accessorio.[5]

Carso triestino, divulgazione e tutela della cavità

Il Carso triestino è uno dei territori che hanno dato il nome allo stesso concetto di carsismo. La circolazione dell’acqua nelle rocce calcaree contribuisce alla formazione di cavità, condotte e concrezioni. Leggere questi elementi durante un’escursione permette di collegare l’esperienza personale ai processi geologici che hanno modellato il sottosuolo.

Le iniziative di Speleo per Tutti possono favorire questa conoscenza quando sono preparate e condotte da speleologi esperti. La divulgazione non si limita a mostrare una cavità. Richiede di spiegare perché le concrezioni non devono essere toccate, perché i rifiuti e l’illuminazione impropria possono danneggiare l’ambiente e perché la sicurezza del gruppo dipende dal rispetto delle procedure.

Per il Gruppo Speleologico San Giusto, attivo a Trieste dal 1954, l’accompagnamento rientra nella continuità di attività dedicate all’esplorazione, allo studio e alla divulgazione del patrimonio sotterraneo. La Grotta Valentina è stata inoltre al centro delle aperture organizzate il 12 e 13 settembre 2026 nell’ambito di “Grotte Aperte”, pochi giorni prima dell’uscita del CAI Feltre.[5][6]

Un’esperienza guidata nel mondo sotterraneo

L’uscita del 20 settembre conferma il valore delle collaborazioni tra gruppi speleologici di territori diversi. La presenza di accompagnatori competenti consente di affrontare la Grotta Valentina in modo ordinato e di trasformare l’escursione in un momento di conoscenza del Carso triestino.

La formula Speleo per Tutti punta ad ampliare il pubblico della speleologia senza eliminare le caratteristiche proprie dell’ambiente ipogeo. La cavità resta un luogo con limiti fisici, superfici scivolose, passaggi bassi e concrezioni fragili. Proprio questi aspetti rendono necessario un approccio prudente e rispettoso.

Per il gruppo del CAI Feltre, la giornata in Grotta Valentina ha unito scoperta, progressione in ambiente naturale e confronto con una realtà speleologica radicata nel territorio triestino. Per il Gruppo Speleologico San Giusto, l’iniziativa ha rappresentato un ulteriore appuntamento di divulgazione sul campo, dedicato alla conoscenza e alla tutela del mondo sotterraneo.

Fonti

Fonti
[1] Grotta Valentina – CAI Feltre https://www.caifeltre.it/2026/09/09/grotta-valentina-2026/
[2] [PDF] Domenica 20 Settembre 2026 Grotta Valentina Duino Aurisina (TS) https://www.caifeltre.it/wp-content/uploads/2026/09/Grotta_Valentina_2026.pdf
[3] Gruppo Speleologico – CAI Feltre https://www.caifeltre.it/gruppo-speleologico/
[4] 1295 | Grotta Valentina – Catasto Speleologico Regionale https://catastogrotte.regione.fvg.it/criga/scheda/1295-Grotta_Valentina
[5] Grotte Aperte. Grotta Valentina: open days e visita gratuita http://eventi.regione.fvg.it/Eventi/dettaglioEvento.asp?evento=28501
[6] Un giorno nella Grotta Valentina di Visogliano https://www.turismofvg.it/2018/07/19/un-giorno-nella-grotta-valentina-di-visogliano/
[8] Grotta Valentina | Viaggio nel Cuore del Carso https://www.grottavalentina.it/
[9] Grotta Valentina – CAI Feltre https://www.caifeltre.it/2025/09/08/grotta-valentina/
[10] Famiglie in Movimento 2026: il Gruppo Speleologico San Giusto … https://www.scintilena.com/famiglie-in-movimento-2026-il-gruppo-speleologico-san-giusto-avvicina-i-bambini-alla-speleologia/09/10/
[11] Grotta Valentina: visite gratuite a Sistiana, per festeggiare i 60 anni … https://www.triesteprima.it/eventi/grotta-valentina-visite-gratuite-a-sistiana-per-festeggiare-i-60-anni-del-gruppo-speleologico-san-giusto.html
[12] News – Pagina 7 – CAI Feltre https://www.caifeltre.it/news/page/7/
[13] CAI Feltre – Sezione di Feltre https://www.caifeltre.it/
[14] 1295 | Grotta Valentina – Catasto Speleologico Regionale https://catastogrotte.regione.fvg.it/1295
[15] Grotta Valentina – quattro passi tra preistoria e avventura https://www.trieste.com/animali/news/visite-grotta-valentina.html
[16] Grotta Valentina: Apertura Straordinaria al Pubblico – Scintilena https://www.scintilena.com/grotta-valentina-apertura-straordinaria-al-pubblico/08/22/
[17] le grotte della grande guerra: la grotta valentina – TriestePrima https://www.triesteprima.it/eventi/le-grotte-della-grande-guerra-la-grotta-valentina-3207695.html
[18] Speleo per tutti. Escursioni in facili grotte del nord-est … https://www.ibs.it/speleo-per-tutti-escursioni-in-libro-sandro-sedran/e/9788889562093
[19] Speleo Per Tutti Escursioni In Facili Grotte Del https://mcsprogram.org/libweb/u5GDG7/246367/SpeleoPerTuttiEscursioniInFaciliGrotteDel.pdf
[20] Gruppo Speleologico San Giusto Trieste: GSSG https://www.gssg.it/
[21] Sito del Gruppo Speleologico San Giusto (Trieste) – Scintilena https://www.scintilena.com/sito-del-gruppo-speleologico-san-giusto-trieste/04/15/
[22] Gruppo Speleologico San Giusto – Openspeleo.org http://www.openspeleo.org/openspeleo/groups-view-149.html
[23] S-TEAM: Speleo per tutti https://www.speleo-team.it/p/speleo-per-tutti.html
[24] Grotta Nera: nuova collaborazione tra Ecothema e Gruppo … https://ecothema.org/grotta-nera-nuova-collaborazione-tra-ecothema-e-gruppo-speleologico-san-giusto/
[25] gruppo speleologico san giusto associazione di promozione sociale https://italianonprofit.it/scheda-ente/80019460320/
[26] I gruppi grotte – boegan.it https://www.boegan.it/2008/12/i-gruppi-grotte/
[27] Tutela delle grotte – Club Alpinistico Triestino https://www.cat.ts.it/tutela-delle-grotte/
[28] Speleo per tutti. Escursioni in facili grotte del nord-est … https://www.textjourneybookhouse.com/product/speleo-per-tutti-escursioni-in-facili-grotte-del-nord-est-italiano-e-slovenia/
[29] Speleo Per Tutti Escursioni In Facili Grotte Del https://meso2019.iaslc.org/files/Resources/index.jsp/speleo_per_tutti_escursioni_in_facili_grotte_del.pdf

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  • Commissione Grotte Boegan a Cefalonia: grotte, forre e laghi carsici nel Geoparco UNESCO
    Condividi La CGEB torna in Grecia per la “Prospezione Greca 2026”: tra Monte Ainos, Sami e Argostoli, i soci cercano nuove cavità e rivisitano alcuni geositi con laghi d’acqua dolce quasi a livello del mare La Commissione Grotte “Eugenio Boegan” di Trieste è tornata in Grecia per la Prospezione Greca 2026. L’obiettivo è cercare nuove grotte sull’isola di Cefalonia e tornare in alcune cavità particolari, dove si raggiungono gli acquiferi carsici e laghi di colore smeraldo. Le prime notizie son
     

Commissione Grotte Boegan a Cefalonia: grotte, forre e laghi carsici nel Geoparco UNESCO

Október 3rd 2026 at 11:00

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La CGEB torna in Grecia per la “Prospezione Greca 2026”: tra Monte Ainos, Sami e Argostoli, i soci cercano nuove cavità e rivisitano alcuni geositi con laghi d’acqua dolce quasi a livello del mare

La Commissione Grotte “Eugenio Boegan” di Trieste è tornata in Grecia per la Prospezione Greca 2026. L’obiettivo è cercare nuove grotte sull’isola di Cefalonia e tornare in alcune cavità particolari, dove si raggiungono gli acquiferi carsici e laghi di colore smeraldo. Le prime notizie sono arrivate dai soci il 2 ottobre.

La CGEB è una delle realtà speleologiche più antiche d’Italia. È nata nel 1883 come Comitato alle Grotte della Società degli Alpinisti Triestini. Oggi porta il nome di Eugenio Boegan, che ne divenne presidente nel 1904.

Il viaggio

La spedizione è partita il 22 settembre, nonostante le molte incognite. Il gruppo ha raggiunto Vasiliki, sull’isola di Lefkada, e da lì si è imbarcato per Cefalonia. Dopo lo sbarco a Fiskardo, la base è stata spostata ad Agia Efimia, sulla costa orientale dell’isola.

Le ricerche sul Monte Ainos

I primi tre giorni sono stati dedicati alla ricerca sul territorio nel parco del Monte Ainos. È il massiccio più alto dell’isola: la vetta, il Megas Soros, supera di poco i 1.600 metri.

Qui i soci hanno visitato la nota grotta di Petasi, che ospita una folta colonia di pipistrelli. Petasi e Nyfi sono le due grotte di montagna che si possono raggiungere con i sentieri dell’Ainos. Sono ambienti dove vivono animali che evitano la presenza umana, come pipistrelli e insetti. Il Parco Nazionale segnala in queste grotte la presenza di pipistrelli del genere Rhinolophus. Tra la fine della primavera e l’estate si formano anche colonie riproduttive di femmine con i piccoli.

Sopra il paese di Drakopoulata il gruppo ha percorso il letto di una grande forra. Gli ambienti sono imponenti e lungo i versanti restano vecchi terrazzamenti in pietra. Raccontano di una coltivazione intensiva dell’ulivo, oggi abbandonata in queste zone così impervie.

Una nuova piccola cavità sopra Sami

Un’altra ricerca si è svolta sopra Sami, nella zona dell’acropoli antica. Un cacciatore del posto ha segnalato una cavità e si è offerto di accompagnare gli speleologi, indicando la posizione a grandi linee. La grotta è stata trovata: è piccola, ed è stata rilevata, fotografata e posizionata con il GPS.

I soci hanno poi esplorato i dintorni di Sami intorno ai 250 metri di quota. Qui le forme carsiche di superficie sono molto evidenti, con una corrosione marcata della roccia.

Laghi d’acqua dolce quasi a livello del mare

Nei giorni successivi gli speleologi sono tornati in alcune grotte già note: Rouspa, Agioi Theodori e Agia Eleousa. Sono tutti geositi del Geoparco UNESCO Cefalonia-Itaca. Nel Geoparco si trovano anche grotte famose come quella delle Ninfe, legata al mito di Ulisse.

La dolina di Agia Eleousa dista circa 300 metri dalla grotta di Agioi Theodori. Agioi Theodori si trova vicino a Sami, lungo la strada per Poulata. Per quanto riguarda Rouspa, il Geoparco descrive la grotta di Grouspa, vicino a Razata e alle mura dell’antica Krane. Il pozzo-grotta si apre a 137 metri di quota.

In queste cavità si arriva fino alle acque carsiche di fondo. Lì si formano laghi d’acqua dolce limpidissima, anche se la quota è vicina allo zero. È un tratto tipico dell’idrogeologia di Cefalonia. Vicino ad Argostoli, per esempio, ci sono i famosi katavothres: inghiottitoi costieri dove l’acqua di mare entra nella roccia. Quell’acqua, in parte, torna in superficie dall’altra parte dell’isola.

La spedizione continua

La missione non è ancora finita. I soci CGEB hanno ancora qualche giorno per visitare altri geositi, e hanno promesso di raccontarli presto.

Fonte principale: “Prospezione Greca 2026 – Cefalonia. Prime notizie”, Commissione Grotte E. Boegan, 2 ottobre 2026. https://www.boegan.it/2026/10/prospezione-greca-2026-cefalonia/


Fonti

Fonti
[1] Home | ???????? ?????????? https://www.kefaloniageopark.gr/en
[2] Kefalonia-Ithaca UNESCO Global Geopark https://www.unesco.org/en/iggp/kefalonia-ithaca-unesco-global-geopark
[3] 24. ??????? ??????? (??????) https://kefaloniageopark.gr/node/637
[4] Kefalonia Georoutes https://kefaloniageopark.gr/en/node/534
[5] Argostoli, Kefalonia: Capital on the Lagoon Guide – Greece Tours https://mygreecetours.org/argostoli-kefalonia/
[6] Geosites of Kefalonia | ???????? ?????????? – ?????? https://kefaloniageopark.gr/en/node/557
[7] Cave of Agios Theodoros – Showcaves.com https://www.showcaves.com/english/gr/caves/AgiosTheodoros.html
[8] ??? MOUNTAIN AENOS https://kefaloniageopark.gr/sites/default/files/2020-06/Book-To%20oros%20Ainos-English.pdf
[9] Aenos trails | ???????? ?????????? – ?????? https://kefaloniageopark.gr/en/node/307
[10] Fauna/Avifauna – ??????? ?????? ?????! https://aenosnationalpark.gr/en/fysiko-perivallon/panida-ornithopanida/
[11] Commissione Grotte Eugenio Boegan – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Commissione_Grotte_Eugenio_Boegan
[12] BOEGAN Eugenio (2.10.1875 – 18.11.1939) https://www.boegan.it/2009/09/boegan-eugenio/
[13] Natural Environment and Climate Change Agency … https://kefaloniageopark.gr/en/node/228
[14] The UNESCO Global Geoparks https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000389209
[15] UNESCO designates 8 new Global Geoparks https://www.unesco.org/en/articles/unesco-designates-8-new-global-geoparks
[16] Geoparks in Greece https://www.visitgreece.gr/en/inspirations/geoparks-in-greece
[17] Kefalonia – Nature in the Spotlight https://www.greece-is.com/kefalonia-nature-in-the-spotlight/
[18] PATRIMONIUL MONDIAL UNESCO: Geoparcul Kefalonia – Ithaca din Grecia https://agerpres.ro/documentare/2023/09/13/patrimoniul-mondial-unesco-geoparcul-kefalonia—ithaca-din-grecia–1168514
[19] European https://www.globalgeoparksnetwork.org/sites/default/files/2025-03/BookletGeoparks_0.pdf
[20] 16 New candidates http://www.globalgeopark.org.cn/UploadFiles/2021_3_9/intergov_check_english_2021.pdf
[21] ?????????????? ??????? ??????? ????????? http://users.ntua.gr/paneios/grouspa.htm
[22] Caves of Greece: Grouspa Cave https://www.showcaves.com/english/gr/caves/Grouspa.html
[23] CAVING https://outdoorkefalonia.com/activities-kefalonia/17-kefalonia-caving
[24] Cookies Policy https://www.kefaloniageopark.gr/en/node/790
[25] DROGARATI CAVE https://www.kefalonia-island.gr/topgrotte.php
[26] – KENTAVROS https://www.kentavros.com.gr/en/-n-39
[27] Kefalonia Travel Guide | Beaches, Villages, Attractions to See https://eskapas.com/kefalonia-travel-guide/
[28] Greece https://www.thesun.ie/where/greece/page/123/
[29] Historical – Christian – Leisure – Kefalonia Tours & Cruises https://www.kefaloniantours.com/historical-christian-leisure/
[30] Urlaub in Katavothres Griechenland – Kefalonia – GriechenlandWeb.de https://www.griechenlandweb.de/orte/katavothres-kefalonia.php
[31] Katavothres – Kefalonia (Greece) https://www.greeceguide.co.uk/destinations/katavothres-cephalonia.php
[32] Cave of Agioi Theodoroi https://www.visitgreece.gr/en/experiences/nature/caves/cave-of-agioi-theodoroi
[33] Geosite No 14. Sinkholes of Argostoli https://kefaloniageopark.gr/en/node/525
[34] Argostoli – Spiagge e alloggi consigliati https://www.grecia.info/isole-ionie/cefalonia/argostoli/
[35] Ainos National Park: Peaks, Trails & Map | PeakVisor https://peakvisor.com/park/ainos-national-park.html
[36] The protection project of the Cave of Za in Naxos has been … https://www.lifegrecabat.eu/en/news-articles/373
[37] Kefalonie 6 – hory | Kam se vydat.cz https://www.kamsevydat.cz/kefalonie-6-hory-ainos/
[38] Recommendations for visits to important bat roosts – LIFE GRECABAT https://www.lifegrecabat.eu/en/news-articles/296
[39] common bent – wing bat; | LIFE GRECABAT https://www.lifegrecabat.eu/en/taxonomy/term/42
[40] “Proteas” Caving Club of Thessaloniki hosts … https://www.lifegrecabat.eu/en/news-articles/265
[41] 5 Things to do on Mount Ainos: The National Park of Kefalonia https://amarivilla.com/5-things-to-do-on-mount-ainos-the-national-park-of-kefalonia/
[42] Eugenio Boegan – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Eugenio_Boegan
[43] Benvenuto nel sito internet del catasto storico delle grotte della Commissione Grotte Eugenio Boegan https://www.catastogrotte.it/
[44] La Commissione Grotte in festa per la scoperta del Timavo https://www.boegan.it/
[45] Commissione Grotte ” EUGENIO BOEGAN” C.A.I. Trieste http://www.openspeleo.org/openspeleo/groups-view-75.en.html
[46] Grotta Gigante http://www-dft.ts.infn.it/TS/grotta.html
[47] [PDF] PROGRESSIONE http://www.gwferrari.it/RivisteSpeleo/FV/Progressione2023-V69-Indice.pdf
[48] [PDF] 1926 | 2026 – Eventi – Regione FVG http://eventi.regione.fvg.it/redazione/Reposit/Eventi/28441_locandina_duemila_grotte_alta.pdf
[49] Int. J. Speleol. https://digitalcommons.usf.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1385&context=ijs

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  • ALLA SCOPERTA DELLA RISORGIVA DI EOLO
    Condividi Nuove esplorazioni nel cuore del Monte Cuar Sabato 10 ottobre 2026, alle ore 20:30, nella Sala Murero, in via Grap 11, a Forgaria nel Friuli (UD), la Pro Loco Forgaria nel Friuli APS propone un incontro pubblico dedicato a uno dei luoghi più affascinanti e meno conosciuti del nostro territorio: la Risorgiva di Eolo, nel cuore del Monte Cuar, ad Avasinis, nel territorio di Trasaghis. Dentro la montagna, esiste un mondo che dalla superficie non possiamo vedere: un complesso sistema
     

ALLA SCOPERTA DELLA RISORGIVA DI EOLO

Október 9th 2026 at 05:00

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Nuove esplorazioni nel cuore del Monte Cuar

Sabato 10 ottobre 2026, alle ore 20:30, nella Sala Murero, in via Grap 11, a Forgaria nel Friuli (UD), la Pro Loco Forgaria nel Friuli APS propone un incontro pubblico dedicato a uno dei luoghi più affascinanti e meno conosciuti del nostro territorio: la Risorgiva di Eolo, nel cuore del Monte Cuar, ad Avasinis, nel territorio di Trasaghis.

Dentro la montagna, esiste un mondo che dalla superficie non possiamo vedere: un complesso sistema di gallerie, sale, torrenti, laghi, sifoni e cascate, modellato dall’acqua nel corso del tempo e ancora oggi in parte inesplorato.

Negli ultimi anni gli speleologi dell’Unione Speleologica Pordenonese CAI sono tornati a percorrere sistematicamente questa cavità, che conta già oltre cinque chilometri di sviluppo conosciuto, individuando nuove prosecuzioni e spingendosi sempre più lontano dall’ingresso.

Le esplorazioni più recenti hanno portato anche al superamento di due sifoni, a oltre due chilometri dall’ingresso della grotta, consentendo di raggiungere ambienti mai percorsi prima.

Dietro ogni nuovo tratto tracciato sulla carta ci sono ore di progressione nel sottosuolo, trasporto di attrezzature, lavoro di squadra, preparazione tecnica e immersioni in luoghi completamente invisibili a chi vive e percorre la superficie.

Durante la serata sarà possibile entrare idealmente in questo mondo attraverso immagini, filmati e testimonianze dirette degli esploratori.

A guidarci nel racconto della Risorgiva di Eolo, delle nuove scoperte e dell’avventura umana e scientifica che accompagna ogni esplorazione sarà la giornalista Alessandra Ressa, moderatrice dell’incontro.

A lei la parola.

PROLOCO FORGARIA NEL FRIULI APS

COMUNICATO STAMPA

ALLA SCOPERTA DELLA RISORGIVA DI EOLO: NUOVE ESPLORAZIONI NEL CUORE DEL MONTE CUAR

Sabato 10 ottobre 2026, alle ore 20:30 nella Sala Murero, in via Grap 11, a Forgaria nel Friuli (UD), si terrà un incontro pubblico dedicato a una delle cavità più affascinanti e misteriose del Friuli Venezia Giulia: la Risorgiva di Eolo, nel cuore del Monte Cuar, ad Avasinis, nel territorio di Trasaghis. Protagonisti della serata saranno gli speleologi che da anni ne stanno esplorando i meandri e, in particolare, lo speleosub Daniele Ceschin dell’Unione Speleologica Pordenonese CAI, impegnato nelle più recenti esplorazioni dei rami inferiori della grotta.

Conosciuta da decenni dagli speleologi ma praticamente sconosciuta al grande pubblico, la Risorgiva di Eolo è un sistema carsico di straordinaria complessità, nel quale l’acqua ha scavato nel tempo un intricato susseguirsi di gallerie, strettoie, sale, laghi, torrenti, scivoli e spettacolari cascate sotterranee. La cavità, che presenta uno sviluppo già catastato di oltre cinque chilometri, si articola su diversi livelli e alterna tratti facilmente percorribili ad ambienti nei quali l’esplorazione richiede tecniche speleologiche e, nei settori allagati, speleosubacquee.

È proprio nei settori più lontani dall’ingresso che negli ultimi anni si sono concentrate le ricerche dell’Unione Speleologica Pordenonese CAI, gruppo particolarmente attivo sia nell’attività esplorativa sia nella ricerca scientifica e nella divulgazione speleologica. L’USP collabora infatti con altri gruppi a progetti di ricerca ed esplorazione, organizza attività didattiche anche rivolte ai bambini e prende parte a spedizioni speleologiche internazionali; è inoltre in preparazione una nuova spedizione in Brasile.

L’avventura nella Risorgiva di Eolo è iniziata circa cinque anni fa, quando gli speleologi dell’USP hanno deciso di tornare a confrontarsi con una cavità già esplorata in passato. L’analisi dei vecchi rilievi aveva evidenziato alcune zone molto lontane dall’ingresso nelle quali potevano esistere possibili prosecuzioni. Le esplorazioni precedenti risalivano inoltre a diversi decenni prima, quando le tecniche e soprattutto i sistemi di illuminazione erano molto differenti da quelli oggi disponibili. Da qui la decisione di rivisitare sistematicamente la grotta, verificando nuovamente i settori già conosciuti e cercando eventuali passaggi rimasti inesplorati.

Il lavoro ha portato alla scoperta di circa 250 metri di nuove gallerie, ma proprio durante queste ricognizioni è emerso un ulteriore elemento di grande interesse: nella parte allagata della cavità, a oltre due chilometri dall’ingresso, si apriva una prosecuzione subacquea ancora inesplorata. Il superamento di questo limite ha richiesto una complessa operazione logistica e l’impiego delle tecniche di speleologia subacquea. Per raggiungere il punto di immersione è stato necessario trasportare all’interno della grotta tutta l’attrezzatura per circa due chilometri, organizzando il lavoro di una squadra numerosa e predisponendo un campo base sotterraneo.

Nel corso delle esplorazioni, Daniele Ceschin ha superato due sifoni, affrontando complessivamente quasi 70 metri di percorso subacqueo, per poi proseguire per circa 300 metri oltre i sifoni, entrando in ambienti che fino a quel momento non erano stati percorsi. Le esplorazioni hanno così permesso di ampliare la conoscenza della parte terminale della Risorgiva di Eolo e di aggiornare la documentazione e la mappatura della cavità. Le recenti esplorazioni hanno effettivamente portato al superamento di due tratti sommersi, rispettivamente di circa 10 e 40 metri, seguiti da nuove gallerie caratterizzate da cascate, scivoli e laghetti.

Durante la serata sarà proiettato un filmato realizzato durante le recenti esplorazioni speleosubacquee, con immagini e audio originali che documentano sia il lungo trasporto dell’attrezzatura nel sottosuolo sia l’avvicinamento ai sifoni, l’immersione e la successiva esplorazione dei nuovi ambienti oltre il limite conosciuto. Sarà quindi possibile seguire, attraverso le immagini, tutte le fasi di un’esplorazione che normalmente rimane completamente invisibile a chi percorre la superficie del territorio.

A raccontare al pubblico questa straordinaria esperienza sarà proprio Daniele Ceschin, speleosubacqueo dell’Unione Speleologica Pordenonese CAI, che conosce ormai la Risorgiva di Eolo in profondità: negli ultimi anni vi è entrato circa 30 volte e ha effettuato quattro esplorazioni oltre i sifoni. Un’attività impegnativa, che richiede preparazione, organizzazione e una notevole capacità di adattamento alle condizioni dell’ambiente sotterraneo, ma che ha aperto nuove prospettive per la prosecuzione delle ricerche.

E l’esplorazione non è affatto conclusa. Le nuove gallerie hanno infatti mostrato che la Risorgiva di Eolo conserva ancora possibili prosecuzioni e l’USP ha già programmato di tornare nella cavità durante l’inverno. Questa volta l’esplorazione speleosubacquea potrà contare su due subacquei, con Ceschin affiancato a turno dai suoi figli.

La serata di Forgaria sarà dunque un’occasione per entrare idealmente in un mondo che si trova a pochi chilometri da noi, ma che rimane invisibile dalla superficie: un territorio sotterraneo modellato dall’acqua, fatto di gallerie, torrenti, laghi e cascate, dove ogni passaggio può nascondere una prosecuzione ancora sconosciuta. Un viaggio nelle profondità del Monte Cuar per conoscere da vicino il lavoro degli speleologi e scoprire, attraverso immagini e testimonianze dirette, le nuove frontiere dell’esplorazione della Risorgiva di Eolo.

L’ingresso è libero.

Modera l’incontro la giornalista Alessandra Ressa

Proloco Forgaria nel Friuli APS

Via Grap 11, 33030 Forgaria nel Friuli (UD)

www.prolocoforgaria.it

prolocoforgaria@gmail.com

Ufficio stampa: +39 3483515270 +39 333 8229514

Fonte notizia e fotografie: Alessandra Ressa

Risorgiva di Eolo: oltre i sifoni del Monte Cuar, incontro a Forgaria

https://www.scintilena.com/risorgiva-di-eolo-oltre-i-sifoni-del-monte-cuar-incontro-a-forgaria-nel-friuli/10/03/

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  • Cronache Ipogee di settembre: dal Canin alla prima Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo
    Condividi Nel nuovo numero della rivista speleologica del Friuli Venezia Giulia, la storica celebrazione di Postumia, le esplorazioni sul Canin, i nuovi nati di Charinus ioanniticus nella Kleine Berlin e un ricco panorama di attività, ricerca e divulgazione È disponibile il numero 9/2026 di Cronache Ipogee, le pagine di informazione speleologica dedicate al Friuli Venezia Giulia. Un fascicolo particolarmente ricco, che racconta un settembre segnato da un avvenimento destinato a entrare nella
     

Cronache Ipogee di settembre: dal Canin alla prima Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo

Október 2nd 2026 at 06:00

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Nel nuovo numero della rivista speleologica del Friuli Venezia Giulia, la storica celebrazione di Postumia, le esplorazioni sul Canin, i nuovi nati di Charinus ioanniticus nella Kleine Berlin e un ricco panorama di attività, ricerca e divulgazione

È disponibile il numero 9/2026 di Cronache Ipogee, le pagine di informazione speleologica dedicate al Friuli Venezia Giulia. Un fascicolo particolarmente ricco, che racconta un settembre segnato da un avvenimento destinato a entrare nella storia della speleologia internazionale: la prima celebrazione della Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo, fissata il 13 settembre.

Dal 10 al 13 settembre Postumia, in Slovenia, è diventata il centro della comunità speleologica internazionale con il convegno Explore, Understand and Protect: Towards Sustainable Management of Caves and Karst e con la prima celebrazione della nuova giornata internazionale, proclamata ufficialmente dalla Conferenza generale dell’UNESCO nel novembre 2025.

L’iniziativa corona un percorso avviato dall’Union Internationale de Spéléologie e punta a far conoscere a un pubblico sempre più vasto il valore scientifico, ambientale, culturale ed educativo delle grotte e dei territori carsici.

La ricorrenza ha avuto una grande eco anche sul Monte Canin. A Sella Nevea si è tenuta la conferenza Il mondo ipogeo del Canin, organizzata dal Parco Naturale delle Prealpi Giulie insieme alla Regione Friuli Venezia Giulia. Tra gli argomenti affrontati, cinquant’anni di campi speleologici del Club Alpinistico Triestino, le esplorazioni speleosubacquee alla risorgiva del Monte Sart e al Fontanone di Goriuda, la geologia del massiccio e le leggende del Canin.

Proprio il Canin torna nelle pagine del numero con il resoconto del campo speleologico 2026. Alla G1 gli esploratori sono riusciti a superare il meandro che da tempo ostacolava la progressione, senza però trovare per il momento una prosecuzione verso il fondo. Sono proseguiti anche rilievi ed esplorazioni in altre cavità.

Particolarmente interessanti sono le osservazioni sulla neve sotterranea: alcune grotte un tempo ostruite dalla neve stanno lentamente diventando accessibili, mentre altre, nella stessa zona, continuano a conservarla a lungo. Un fenomeno che gli speleologi intendono seguire nel tempo per comprenderne meglio le dinamiche.

Fra le notizie naturalistiche spicca quella proveniente dalla Kleine Berlin di Trieste, dove è stata nuovamente osservata una femmina di Charinus ioanniticus con i piccoli sul dorso. L’aracnide, appartenente all’ordine degli Amblypygi, costituisce una delle presenze zoologiche più singolari del sottosuolo urbano triestino.

La popolazione era stata studiata scientificamente a partire dal 2019 e il nuovo avvistamento conferma che questi animali non si limitano a sopravvivere nelle gallerie artificiali dell’ex rifugio antiaereo, ma riescono a completarvi il proprio ciclo biologico.

Il numero conduce poi i lettori nelle gallerie del Forte Ercole, sulle alture di Gemona del Friuli, dove strutture militari del primo Novecento, infiltrazioni d’acqua, concrezioni e presenza di pipistrelli compongono oggi un ambiente di particolare interesse anche dal punto di vista speleologico.

Spazio inoltre alla geologia e alla paleontologia dell’Alta Val Tagliamento, alla speleodidattica, alla topografia e al rilievo, alla storia della speleologia e alle numerose attività dei gruppi regionali.

42 pagine che si svolgono in un panorama particolarmente ampio: dal campo in Canin al sessantesimo anniversario del Gruppo Speleologico Pradis, dalla Risorgiva di Eolo al corso di armo sostenibile, fino agli appuntamenti di Speleorando e al Convegno Nazionale di Speleologia Grotte e carsismo

https://cronacheipogee.jimdofree.com/cronache-ipogee

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    Condividi Il 3 e 4 ottobre 2026 due escursioni guidate per conoscere la fauna cavernicola e il mondo sotterraneo: sabato 3 ottobre nella Grotta Petnjak – domenica 4 ottobre nella Grotta Velika Sprincnica Torna Speleorando, l’iniziativa del Club Alpinistico Triestino giunta alla sedicesima edizione. Quest’anno il percorso conduce in due grotte del Carso sloveno, con un’attenzione speciale agli animali che vivono nel buio. Le uscite sono aperte anche a chi si avvicina per la prima
     

Speleorando 2026: alla scoperta delle grotte del Carso sloveno

September 28th 2026 at 05:00

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Il 3 e 4 ottobre 2026 due escursioni guidate per conoscere la fauna cavernicola e il mondo sotterraneo: sabato 3 ottobre nella Grotta Petnjak – domenica 4 ottobre nella Grotta Velika Sprincnica

Torna Speleorando, l’iniziativa del Club Alpinistico Triestino giunta alla sedicesima edizione.

Quest’anno il percorso conduce in due grotte del Carso sloveno, con un’attenzione speciale agli animali che vivono nel buio.

Le uscite sono aperte anche a chi si avvicina per la prima volta alla speleologia.

Per il programma e le informazioni su come partecipare, lasciamo la parola ad Alessandra Ressa, dell’ufficio stampa del Club Alpinistico Triestino.

CLUB ALPINISTICO TRIESTINO APS

“SPELEORANDO”, ALLA SCOPERTA DELLE GROTTE E DELLA FAUNA CAVERNICOLA DEL CARSO
Trieste, 26 settembre 2026 – Il Club Alpinistico Triestino rinnova anche quest’anno l’appuntamento con “Speleorando”, giunto alla sua sedicesima edizione, iniziativa dedicata alla conoscenza del mondo sotterraneo e rivolta a chi desidera avvicinarsi alla speleologia attraverso escursioni in grotte di facile accesso, accompagnati da esperti, istruttori di speleologia e guide speleologiche.

L’edizione 2026 sarà dedicata in particolare a “Le grotte e la fauna cavernicola” e proporrà due giornate di esplorazione nel Carso sloveno, in programma sabato 3 e domenica 4 ottobre. L’obiettivo dell’iniziativa è far conoscere l’ambiente ipogeo nel modo più semplice e divertente possibile, sempre nel rispetto delle condizioni di sicurezza e con un pizzico di avventura, offrendo ai partecipanti l’opportunità di entrare in alcune cavità particolarmente interessanti dal punto di vista morfologico e naturalistico.

Le grotte sono state infatti selezionate per le loro caratteristiche e per la possibilità di essere percorse senza particolari difficoltà, consentendo ai visitatori di assaporare con tranquillità il fascino del mondo sotterraneo e di osservare da vicino concrezioni, forme e ambienti modellati nel corso del tempo dall’acqua e dai processi carsici. Il programma sarà accompagnato da approfondimenti dedicati alla formazione delle grotte, al carsismo e soprattutto agli organismi che hanno sviluppato particolari adattamenti per vivere in questi ambienti privi di luce.

La prima uscita è prevista sabato 3 ottobre alle ore 9, con ritrovo nel parcheggio del quadrivio di Opicina, sul lato destro per chi arriva dall’Obelisco. La destinazione sarà la Grotta Petnjak, identificata con il numero 397 nel catasto speleologico storico del Friuli Venezia Giulia (VG) e con il numero 952 del Catasto Speleologico Sloveno. Nel corso dell’escursione i partecipanti potranno conoscere più da vicino la vita nel sottosuolo e la fauna cavernicola terrestre.

Domenica 4 ottobre, sempre con ritrovo alle ore 9 nel parcheggio del quadrivio di Opicina, si entrerà invece nella Grotta Velika Sprincnica, registrata con il numero 3390 VG e il numero 6495 del Catasto Speleologico Sloveno. In questa occasione è prevista anche una proiezione all’interno della grotta dedicata alla fauna cavernicola e ad alcuni aspetti del carsismo, per permettere ai partecipanti di approfondire gli argomenti affrontati durante l’escursione direttamente nell’ambiente sotterraneo.

A guidare gli incontri sarà il biologo Sergio Dolce, che accompagnerà i partecipanti alla scoperta delle caratteristiche delle cavità e degli organismi che le abitano. Una particolare attenzione sarà riservata alla fauna cavernicola e alle straordinarie strategie di adattamento sviluppate dagli animali che trascorrono la propria vita, o parte di essa, nel buio del sottosuolo. Il percorso didattico si concluderà inoltre con un approfondimento sull’utilizzo del bat-detector, lo strumento che consente di rendere udibili gli ultrasuoni emessi dai chirotteri, permettendo di avvicinarsi anche al mondo dei pipistrelli attraverso una tecnologia specificamente utilizzata nello studio e nell’osservazione di questi animali.

“Speleorando” nasce con l’intento di rendere accessibile la conoscenza della speleologia anche a chi non ha mai avuto occasione di entrare in una grotta. Le uscite sono concepite come vere e proprie esperienze di scoperta, nelle quali l’osservazione diretta dell’ambiente si unisce alle spiegazioni degli accompagnatori, permettendo di comprendere come si formano le cavità carsiche e quali forme di vita riescono a sopravvivere in condizioni ambientali estremamente particolari.

Le iscrizioni sono aperte fino a sabato 3 ottobre 2026, data della prima uscita, e possono essere effettuate presso la sede del Club Alpinistico Triestino, in via Raffaele Abro 5/A, il martedì sera dalle 21 alle 23, oppure attraverso il modulo scaricabile dal sito del CAT, www.cat.ts.it, e inviandolo all’indirizzo cat@cat.ts.it.

La quota di partecipazione, stabilita a titolo di contributo spese, è di 10 euro per gli adulti e 5 euro per i minori di 10 anni. I caschetti con illuminazione frontale saranno forniti dal Club Alpinistico Triestino; si raccomanda di presentarsi alle escursioni con abbigliamento adeguato e calzature adatte alla percorrenza in grotta.

La partecipazione è limitata a un massimo di 20 persone. Per i minori, l’età minima consentita è di 8 anni ed è obbligatoria la presenza di uno dei genitori o di chi ne fa le veci, oltre al consenso scritto degli stessi. I partecipanti dovranno attenersi alle disposizioni impartite dagli istruttori e dagli accompagnatori; il mancato rispetto delle indicazioni potrà comportare, a insindacabile giudizio dei responsabili dell’iniziativa, l’esclusione dall’escursione.

Con “Speleorando” il Club Alpinistico Triestino propone dunque ancora una volta un modo diretto e coinvolgente per entrare nel cuore del mondo carsico, conoscere gli ambienti sotterranei e scoprire la sorprendente biodiversità che si nasconde sotto la superficie, trasformando la visita a una grotta in un’esperienza di osservazione, divulgazione scientifica e conoscenza del territorio.

CLUB ALPINISTICO TRIESTINO APS

Via R. Abro, 5/A
34144 Trieste
cell.: 348 5164550
codice fiscale: 80016650329
e-mail:cat@cat.ts.it
pec:cat.trieste@pec.csvfvg.it
http://www.cat.ts.it

Ufficio Stampa: Alessandra Ressa +39 348 3515270

Due appuntamenti da non perdere, per scoprire il Carso anche sotto la superficie: sabato 3 ottobre nella Grotta Petnjak e domenica 4 ottobre nella Grotta Velika Sprincnica; forme modellate dall’acqua e incontri con la fauna cavernicola.

Quota di partecipazione ad uscita: euro 10,00 ad adulto, euro 5,00 a minore

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  • È morto Franco Cucchi, geologo e speleologo che ha studiato il Carso
    Condividi La Società Adriatica di Speleologia ricorda Franco Cucchi, docente dell’Università di Trieste e studioso del Carso, delle grotte e delle acque sotterranee. Il ricordo di Franco Cucchi nella speleologia triestina Ieri è morto Franco Cucchi, geologo e speleologo legato alla ricerca sul Carso. A darne notizia è la Società Adriatica di Speleologia (SAS) sulla sua pagina Facebook, che lo ricorda come socio, membro del proprio Comitato Scientifico e punto di riferimento per le attività
     

È morto Franco Cucchi, geologo e speleologo che ha studiato il Carso

September 26th 2026 at 09:00

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La Società Adriatica di Speleologia ricorda Franco Cucchi, docente dell’Università di Trieste e studioso del Carso, delle grotte e delle acque sotterranee.

Il ricordo di Franco Cucchi nella speleologia triestina

Ieri è morto Franco Cucchi, geologo e speleologo legato alla ricerca sul Carso. A darne notizia è la Società Adriatica di Speleologia (SAS) sulla sua pagina Facebook, che lo ricorda come socio, membro del proprio Comitato Scientifico e punto di riferimento per le attività di studio.

Il ricordo della Società Adriatica di Speleologia parte da un incontro recente. «Soltanto l’altro giovedì Franco era passato in sede», scrivono i soci. Avevano trascorso alcune ore insieme a lui, parlando di ricerca, speleologia e idee da realizzare. Nel comunicato emerge il rapporto personale costruito nel tempo, accanto al riconoscimento del suo contributo scientifico.

Per la SAS, Franco Cucchi è stato più di un socio. L’associazione richiama la sua disponibilità a condividere conoscenze e a metterle al servizio delle indagini nel mondo sotterraneo. Lo definisce un ponte con la propria storia e ricorda il suo lavoro nel Comitato Scientifico. Sono parole che restituiscono il ruolo svolto nella vita associativa, oltre a quello ricoperto nell’università.

Franco Cucchi tra geologia del Carso e acque sotterranee

Franco Cucchi ha insegnato Geografia fisica all’Università di Trieste. Un profilo pubblicato dal laboratorio di comunicazione scientifica della SISSA ricorda anche il suo insegnamento di Geologia applicata e la laurea in Scienze geologiche conseguita a Trieste nel 1972. Nello stesso profilo, i suoi interessi di ricerca comprendono geomorfologia carsica, morfologie di superficie e sotterranee, speleologia, idrologia e vulnerabilità del territorio.[web:10]

Il Carso è stato uno dei principali ambiti del suo lavoro. Studiare questo territorio significa osservare insieme rocce, forme del paesaggio, cavità e circolazione delle acque. Sono aspetti collegati: la conoscenza geologica aiuta a interpretare la distribuzione delle grotte, mentre lo studio degli ambienti ipogei contribuisce a ricostruire l’evoluzione del massiccio carsico.

Tra i lavori documentati nell’archivio dell’Università di Trieste figura il capitolo Geologia e geomorfologia del Carso Classico. Pubblicato nel 2015, porta le firme di Franco Cucchi, Sara Biolchi, Luca Zini, Bogdan Jurkovšek e Tea Kolar-Jurkovšek. Il contributo è inserito nel volume dedicato alle acque del Carso Classico e al progetto Hydrokarst, in un contesto di ricerca che coinvolge il territorio italiano e quello sloveno.[web:7]

La Grotta Impossibile e la ricerca nelle cavità

Un episodio concreto del rapporto tra geologia e speleologia emerge dalla documentazione sulle prime esplorazioni della Grotta Impossibile di Cattinara. Durante i lavori per la viabilità triestina, iniziati nel 2004, una commissione fu incaricata di valutare le cavità incontrate dagli scavi. La direzione venne affidata a Franco Cucchi, indicato dal resoconto anche come direttore, all’epoca, del Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia.[web:11]

Quel lavoro coinvolse ricercatori universitari e speleologi di diversi gruppi. Le indagini geologiche e morfologiche affiancarono l’esplorazione e il rilievo delle cavità intercettate dal cantiere. Il caso mostra un aspetto ricorrente dell’attività di Franco Cucchi: il confronto tra ricerca accademica, conoscenza del sottosuolo e lavoro delle associazioni speleologiche.[web:11]

Anche lo studio del patrimonio archeologico delle grotte rientra tra le iniziative alle quali è associato il suo nome. Un articolo pubblicato da Scintilena nel maggio 2026 lo indica tra i coordinatori del CRIGA, il Catasto Ragionato Informatico delle Grotte Archeologiche. Il Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia descrive l’integrazione dei dati del progetto nelle proprie attività di documentazione delle cavità di interesse archeologico.[web:18][web:32]

Il saluto della Società Adriatica di Speleologia

Nel messaggio della SAS, il docente e lo studioso lasciano spazio anche all’amico. I soci ricordano le discussioni, i progetti condivisi e la curiosità per ciò che resta da scoprire. Alla famiglia e alle persone che gli sono state vicine rivolgono il proprio cordoglio.

L’associazione conclude con l’impegno a portare avanti quanto era stato progettato insieme. Non vengono precisati, nel testo diffuso, i contenuti o i tempi di quelle iniziative. Il ricordo di Franco Cucchi resta così legato sia agli studi sul Carso sia al lavoro che la comunità speleologica intende proseguire.

Fonti

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