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Abisso del Bifurto, Cerchiara rende omaggio agli speleologi che raggiunsero il fondo nel 1962

Október 30th 2026 at 04:30

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Sessantaquattro anni dopo la storica esplorazione a ?683 metri, Giulio Gecchele è tornato sul Pollino. Sei alberi sono stati piantati presso l’Abisso in memoria degli esploratori di una delle grandi pagine della speleologia italiana

Sessantaquattro anni dopo, Giulio Gecchele è tornato a Cerchiara di Calabria, ai piedi del Pollino, dove da giovane aveva partecipato a una delle esplorazioni più importanti della speleologia italiana del dopoguerra: quella dell’Abisso del Bifurto, conosciuto anche come Fossa del Lupo.

Venerdì 23 ottobre il Comune di Cerchiara di Calabria ha accolto Gecchele durante una seduta del Consiglio comunale dedicata agli speleologi protagonisti di quella stagione di esplorazioni. Alcuni dei compagni ancora in vita hanno partecipato in videocollegamento.

Al termine dell’incontro la delegazione ha raggiunto l’Abisso, dove sono stati messi a dimora sei alberi, uno per ciascuno dei sei speleologi che nell’agosto del 1962 affrontarono la discesa verso il fondo.

Nel 1961 fino a -440m

La storia era cominciata l’anno precedente.

Nel 1961 il Gruppo Speleologico Piemontese CAI-UGET di Torino aveva organizzato una spedizione nel Pollino, spingendo l’esplorazione del Bifurto fino alla profondità di circa 440 metri. La grotta continuava.

Un’immagine del film di Frammartino

Nell’estate successiva gli speleologi sono tornati a Cerchiara con l’obiettivo di completarne l’esplorazione.

Il bollettino Grotte del Gruppo Speleologico Piemontese, pubblicato nel 1962, conserva la relazione di quei giorni e permette di ricostruire direttamente le fasi dell’impresa.

Agosto 1962, verso il fondo

Il 6 agosto è iniziata la nuova esplorazione.

La squadra che ha proseguito verso il fondo era composta da Giulio Gecchele, Marziano Di Maio e Dario Sodero, del Gruppo Speleologico Piemontese; Gianni Follis, del GSAM di Cuneo; Giancarlo Pasini e Sergio Trebbi, del Gruppo Speleologico Bolognese.

Con loro sono scesi una quindicina di sacchi di materiale.

Le condizioni erano quelle della speleologia dell’epoca: progressione su scalette metalliche, grandi quantità di materiale da trasportare e lunghe permanenze sottoterra.

La relazione del GSP registra 60 ore di grotta per la fase esplorativa del 7, 8 e 9 agosto.

Il lavoro non si è concluso con il raggiungimento del fondo. Gli speleologi sono tornati nella cavità per completare il rilievo, esplorare alcuni pozzi laterali e recuperare il materiale. Una delle ultime operazioni di disarmo e rilievo è durata altre 20 ore consecutive.

Alla fine il dato topografico era stabilito: -683m di dislivello, circa 520 m di sviluppo rilevato secondo i dati pubblicati allora.

Per l’epoca era una profondità eccezionale e collocava il Bifurto tra le grandi cavità conosciute.

Una storia diventata cinema

Molti anni dopo quella spedizione ha trovato una nuova forma di racconto.

L’esplorazione del Bifurto ha ispirato Il Buco di Michelangelo Frammartino, film presentato nel 2021 alla 78ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, dove ha ricevuto il Premio speciale della giuria.

Il film ha riportato all’attenzione del grande pubblico la speleologia dei primi anni Sessanta: le scalette, le corde, i sacchi, le lampade e soprattutto il rapporto tra gli uomini, la montagna e un vuoto sotterraneo del quale ancora non si conosceva il fondo.

Non è un documentario della spedizione, ma una ricostruzione cinematografica ispirata a quell’esperienza.

Nel 1962 sei speleologi raggiunsero il fondo dell’Abisso del Bifurto, a ?683 metri, completando una delle grandi esplorazioni della speleologia italiana. 64 anni dopo, Cerchiara rende loro omaggio con una cerimonia e sei alberi piantati nei pressi dell’Abisso, alla presenza di Giulio Gecchele

Sei alberi accanto all’Abisso

Oggi quella storia è tornata nel luogo dove era cominciata.

Dopo il Consiglio comunale del 23 ottobre, Gecchele e la delegazione hanno raggiunto il Bifurto. Nei pressi dell’ingresso sono stati piantati sei alberi in ricordo dei sei speleologi della squadra che raggiunse il fondo nel 1962.

Un segno semplice, rimasto sulla superficie proprio accanto al luogo nel quale, sessantaquattro anni fa, quegli uomini scesero per centinaia di metri nel sottosuolo.

E questa volta a raccontare il Bifurto non c’erano soltanto fotografie, rilievi e vecchi bollettini.

C’era ancora uno dei suoi esploratori.

Fonti

Gruppo Speleologico Piemontese CAI-UGET – L’Abisso di Bifurto, Grotte n. 19 – luglio-ottobre 1962
https://www.gsptorino.it/grotte/gr_019_1962.htm

Eco dello Jonio – Cerchiara di Calabria rende omaggio agli speleologi del Bifurto: una storia di coraggio e ricerca – 25 ottobre 2026
https://ecodellojonio.it/articoli/attualita/2026/10/cerchiara-di-calabria-rende-omaggio-agli-speleologi-del-bifurto-una-storia-di-coraggio-e-ricerca

LaC News24 – Quando la roccia incontra la memoria: l’Amministrazione di Cerchiara riabbraccia la storia dell’Abisso del Bifurto – 25 ottobre 2026
https://www.lacnews24.it/cultura/quando-la-roccia-incontra-la-memoria-lamministrazione-di-cerchiara-riabbraccia-la-storia-dellabisso-del-bifurto-chlh091b

Lo Scarpone – Club Alpino Italiano – Raccontare il buio. Così “Il buco” sbarca a Venezia – 2021
https://www.loscarpone.cai.it/dettaglio/raccontare-buio-il-buco-mostra-cinema-venezia/

Un’altra immagine del film di Frammartino

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  • Grotte di Stiffe, ottobre tra pipistrelli e oscurità: arrivano Bat Tour e Visita al Buio
    Condividi Il 24 e il 31 ottobre 2026 le Grotte di Stiffe propongono due appuntamenti dedicati ai pipistrelli e alla scoperta sensoriale dell’ambiente sotterraneo. Biglietti online e posti limitati. Le Grotte di Stiffe dedicano gli ultimi due sabati di ottobre alla conoscenza della fauna e alla percezione dell’ambiente sotterraneo. Sabato 24 ottobre 2026, alle 15:30, è in programma il Bat Tour, nuovo appuntamento dedicato ai pipistrelli. Sabato 31 ottobre, alle 18:00, seguirà la Visita al Buio
     

Grotte di Stiffe, ottobre tra pipistrelli e oscurità: arrivano Bat Tour e Visita al Buio

Október 11th 2026 at 09:00

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Il 24 e il 31 ottobre 2026 le Grotte di Stiffe propongono due appuntamenti dedicati ai pipistrelli e alla scoperta sensoriale dell’ambiente sotterraneo. Biglietti online e posti limitati.

Le Grotte di Stiffe dedicano gli ultimi due sabati di ottobre alla conoscenza della fauna e alla percezione dell’ambiente sotterraneo. Sabato 24 ottobre 2026, alle 15:30, è in programma il Bat Tour, nuovo appuntamento dedicato ai pipistrelli. Sabato 31 ottobre, alle 18:00, seguirà la Visita al Buio. Le due iniziative si svolgeranno nel complesso carsico di San Demetrio ne’ Vestini, in provincia dell’Aquila. I posti sono limitati e i biglietti sono acquistabili online.

Bat Tour alle Grotte di Stiffe: il 24 ottobre un incontro con il mondo dei pipistrelli

Il Bat Tour introduce una proposta tematica centrata sulla conoscenza dei chirotteri, il gruppo di mammiferi al quale appartengono i pipistrelli. L’appuntamento del 24 ottobre alle Grotte di Stiffe sposta l’attenzione dal paesaggio geologico agli animali che utilizzano gli ambienti sotterranei.

Le grotte non sono soltanto spazi da attraversare. Per molte specie di pipistrelli costituiscono rifugi utilizzati in diverse fasi dell’anno. Possono ospitare animali durante il letargo, la riproduzione e gli spostamenti stagionali. Comprendere queste funzioni aiuta a leggere la cavità anche come habitat, oltre che come sistema di gallerie, concrezioni e corsi d’acqua. [web:5]

La proposta di ottobre si affianca alle iniziative divulgative già sviluppate nel sito. Nel maggio 2026 le Grotte di Stiffe hanno ospitato un Biospeleo Tour dedicato agli ecosistemi ipogei. In quell’occasione l’attenzione si è concentrata sulla biodiversità e sui rapporti tra fauna e acque sotterranee. Il nuovo Bat Tour pone invece al centro uno specifico gruppo animale. [web:8]

Pipistrelli in grotta: conoscere i rifugi e rispettare gli animali

La conoscenza dei pipistrelli passa anche dal rispetto dei loro ritmi biologici. Tutela Pipistrelli indica due fasi particolarmente delicate: il letargo, orientativamente tra novembre e marzo, e la nascita, crescita e svezzamento dei piccoli, soprattutto in giugno e luglio. Nei rifugi occupati da colonie, in questi periodi vanno evitati sopralluoghi che possano disturbare gli animali. [web:7]

L’osservazione responsabile richiede comportamenti semplici. Non si devono toccare i pipistrelli, avvicinarsi alle colonie o dirigere fasci luminosi sugli animali. Vanno evitati anche il flash fotografico e i rumori non necessari. Durante il letargo, risvegli ripetuti consumano le riserve energetiche accumulate prima dell’inverno. La divulgazione su questi aspetti rende più comprensibile il legame tra frequentazione delle grotte e conservazione della fauna. [web:5]

Visita al Buio alle Grotte di Stiffe: il 31 ottobre spazio ai suoni dell’acqua

Il secondo appuntamento è previsto per sabato 31 ottobre 2026, alle 18:00. La Visita al Buio propone un approccio diverso rispetto alla consueta illuminazione turistica. Il centro dell’esperienza diventa la percezione dello spazio sotterraneo attraverso il buio, i suoni e le sensazioni della grotta.

La formula è già stata proposta alle Grotte di Stiffe. Nella precedente edizione di maggio, l’illuminazione fissa lasciava posto alle lampade frontali dei partecipanti. Il percorso restava quello turistico, mentre cambiava il modo di osservare e attraversare gli ambienti. Il suono dell’acqua acquistava così maggiore rilievo nell’esperienza di visita. [web:8]

Questo elemento caratterizza profondamente Stiffe. Il fiume sotterraneo accompagna il visitatore tra rapide, specchi d’acqua e cascate. Con una diversa illuminazione, l’attenzione può concentrarsi sul rumore della corrente e sulla relazione tra acqua, roccia e spazio. [web:2][web:8]

Grotte di Stiffe e carsismo: una risorgenza attiva nel territorio aquilano

Le Grotte di Stiffe si aprono nel comune di San Demetrio ne’ Vestini, in Abruzzo. Sono una risorgenza attiva: il punto in cui un corso d’acqua sotterraneo torna alla superficie. Il sito ufficiale descrive il Rio Gamberale come alimentato dagli inghiottitoi carsici dell’Altopiano delle Rocche. [web:2]

L’acqua continua a modellare gli ambienti attraversati dalla visita. Cascate e rapide si alternano a stalattiti e stalagmiti. Il percorso turistico si sviluppa per circa 700 metri ed è attrezzato con passerelle, scale e ponti. La visita ordinaria dura indicativamente 50–60 minuti. Questi dati descrivono il percorso abituale del sito, sul quale si innestano le proposte tematiche. [web:2]

Bat Tour e Visita al Buio: biglietti e contatti delle Grotte di Stiffe

Il calendario annunciato comprende due appuntamenti distinti:

  • Bat Tour: sabato 24 ottobre 2026, ore 15:30.
  • Visita al Buio: sabato 31 ottobre 2026, ore 18:00.

Per entrambe le iniziative i posti sono limitati. L’acquisto avviene online attraverso le pagine dedicate del sistema di biglietteria, raggiungibile dal sito delle Grotte di Stiffe. Per informazioni sono disponibili i numeri 329 7823909 e 0862 583798, riportati anche dal portale di prenotazione. [web:11]

Fonti e link per le prenotazioni

Grotte di Stiffe

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  • Grotte di Barcis, due visite autunnali nel sottosuolo della Valcellina
    Condividi Le Grotte di Barcis saranno visitabili il 24 ottobre e l’8 novembre 2026 con le guide del Parco Dolomiti Friulane. Il percorso attraverserà la Forra del Cellina e i rami superiori della Grotta della Vecchia Diga, un complesso studiato da oltre settant’anni. Grotte di Barcis: le escursioni del 24 ottobre e dell’8 novembre Il Parco Naturale Dolomiti Friulane propone due geoescursioni alle Grotte di Barcis, in programma sabato 24 ottobre e domenica 8 novembre 2026. Il ritrovo è fiss
     

Grotte di Barcis, due visite autunnali nel sottosuolo della Valcellina

Október 9th 2026 at 10:00

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Le Grotte di Barcis saranno visitabili il 24 ottobre e l’8 novembre 2026 con le guide del Parco Dolomiti Friulane. Il percorso attraverserà la Forra del Cellina e i rami superiori della Grotta della Vecchia Diga, un complesso studiato da oltre settant’anni.

Grotte di Barcis: le escursioni del 24 ottobre e dell’8 novembre

Il Parco Naturale Dolomiti Friulane propone due geoescursioni alle Grotte di Barcis, in programma sabato 24 ottobre e domenica 8 novembre 2026. Il ritrovo è fissato alle ore 9 al Centro visite di Barcis, in località Ponte Antoi. Accompagneranno i partecipanti Antonio Cossutta e Paolo De Nardo. Le attività dureranno circa sei ore e richiedono la prenotazione attraverso il sito del Parco. [web:40][web:3]

Le due giornate porteranno il pubblico in un ambiente non attrezzato per il turismo ordinario. La proposta combina escursionismo, osservazione geologica e speleologia. L’itinerario comprende la strada storica della Valcellina, un sentiero ripido e la progressione nei settori superiori della cavità. [web:40][web:3]

Dalla Forra del Cellina alle Grotte di Barcis

Dal Centro visite il gruppo percorrerà la vecchia strada della Valcellina fino alla Vecchia Diga. Il tragitto attraversa la forra incisa dal torrente Cellina nei calcari di scogliera del Cretaceo. Le pareti e il corso d’acqua permettono di osservare il rapporto tra struttura delle rocce ed erosione fluviale. [web:40]

La Vecchia Diga rappresenta il primo sbarramento costruito sul Cellina per alimentare la produzione idroelettrica della centrale di Malnisio. Da questo punto parte il sentiero che raggiunge l’ingresso delle grotte, ai piedi di una parete rocciosa. Il dislivello complessivo in salita indicato dagli organizzatori è di 140 metri. [web:40][web:3]

Il percorso unisce così due aspetti della storia della valle. Da una parte si osservano gli ambienti modellati dall’acqua. Dall’altra si incontrano le opere realizzate per utilizzarne l’energia. [web:40]

Grotte di Barcis: la visita nei rami superiori

La visita si svolgerà nelle gallerie superiori, che hanno un andamento quasi orizzontale. Il gruppo attraverserà diversi ambienti fino a una sala con un pozzo collegato ai settori profondi. La discesa in questi rami non fa parte dell’escursione. [web:40][web:3]

Le Grotte di Barcis non sono attrezzate e la visita proposta dal Parco prevede l’accompagnamento delle guide. Due tratti sono stretti. Il contatto con il terreno e le superfici della cavità può sporcare gli indumenti. Sono richiesti pantaloni lunghi, felpa e scarponcini, questi ultimi obbligatori. L’attrezzatura comprende casco e lampada frontale, disponibili anche a noleggio sul posto. [web:40][web:3]

Tariffe e prenotazioni per le Grotte di Barcis

La quota di partecipazione è di 25 euro per gli adulti. La tariffa ridotta è di 13 euro per i ragazzi sotto i 12 anni e per le persone con più di 70 anni. Il noleggio dell’attrezzatura costa 5 euro a persona. [web:40][web:3]

Le prenotazioni sono obbligatorie e si effettuano dalle schede delle due attività sul sito del Parco Naturale Dolomiti Friulane. Per informazioni sono indicati i contatti delle guide: Antonio Cossutta, 329 6872503, e Paolo De Nardo, 333 8876626. [web:40][web:3]

Grotta della Vecchia Diga: una visita legata alla ricerca speleologica

Le escursioni interessano il complesso conosciuto anche come Grotta della Vecchia Diga o Grotte della Valcellina. La scheda del Catasto storico riporta 1.388 metri di sviluppo, 82 metri di profondità e due ingressi. Le dimensioni descrivono l’insieme dei percorsi conosciuti, non la lunghezza dell’itinerario aperto ai partecipanti. [web:5]

Il sistema è stato studiato attraverso esplorazioni terrestri e speleosubacquee, ricerche idrogeologiche e indagini sulla fauna sotterranea. L’Unione Speleologica Pordenonese ha inoltre utilizzato la cavità per la didattica. Nel 2013 ha raccolto questo patrimonio di conoscenze nel volume «Le acque del Cellina e la Grotta della Vecchia Diga». Le visite autunnali si inseriscono nella valorizzazione di un ambiente che mantiene insieme interesse scientifico, storia locale e conoscenza del territorio. [web:11][web:32]

Fonti online dell’articolo

  • Parco Naturale Dolomiti Friulane, «Le grotte di Barcis», scheda del 24 ottobre 2026: https://www.parcodolomitifriulane.it/evento/le-grotte-di-barcis/
  • Parco Naturale Dolomiti Friulane, «Avventura speleologica», scheda dell’8 novembre 2026: https://www.parcodolomitifriulane.it/evento/avventura-speleologica/
  • Catasto storico delle grotte, cavità 786, «Grotte della Valcellina»: https://www.catastogrotte.it/grotta/786
  • Portale di Barcis, «Grotta della Vecchia Diga»: https://www.barcis.fvg.it/Grotta-della-Vecchia-Diga.111.0.html
  • Commissione Grotte «Eugenio Boegan», «Progressione», n. 61, recensione del volume sulle acque del Cellina: https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2017/08/Progressione_061.pdf

Ricerche speleologiche nelle Grotte di Barcis: storia, acque sotterranee e biodiversità della Vecchia Diga

Una relazione sul complesso carsico della Valcellina, dalle esplorazioni avviate negli anni Cinquanta alle risalite oltre il sifone, agli studi biospeleologici e geofisici. Le Grotte di Barcis rappresentano un punto d’incontro tra ricerca del sottosuolo, gestione dell’acqua e divulgazione ambientale.

Grotte di Barcis e Grotta della Vecchia Diga: l’identità del complesso carsico

L’espressione Grotte di Barcis, utilizzata nel programma delle escursioni, indica in questo contesto il complesso della Vecchia Diga. Nella documentazione speleologica compare anche il nome Grotte della Valcellina. I riferimenti catastali sono 786 per il catasto regionale e 327 per quello storico friulano. Questi identificativi permettono di collegare descrizioni, rilievi e bibliografia della stessa cavità. [web:5][web:11]

La grotta si apre sulla destra orografica del torrente Cellina, in corrispondenza della vecchia presa idroelettrica. La scheda storica registra due ingressi e un sistema di gallerie intercomunicanti. Lo sviluppo riportato è di 1.388 metri. La profondità e il dislivello indicati sono di 82 metri. [web:5]

Lo sviluppo esprime la lunghezza complessiva dei percorsi rilevati. Non coincide con la distanza in linea retta tra ingresso e fondo. Una cavità prevalentemente orizzontale può quindi comprendere pozzi, camini e tratti allagati. Nella Vecchia Diga questa articolazione distingue nettamente il settore della visita guidata dalle parti raggiunte attraverso attività esplorative specialistiche. [web:5][web:40]

Geologia delle Grotte di Barcis: dai calcari cretacici alle gallerie sotterranee

Il paesaggio della Forra del Cellina è inciso in calcari di scogliera del Cretaceo. Si tratta di rocce formate in un antico ambiente marino. La cavità permette di osservare questa origine anche attraverso i fossili. Il portale turistico Pordenone With Love segnala numerose rudiste nel settore denominato Corridoio dei Fossili. [web:40][web:12]

Le rudiste erano molluschi bivalvi marini. Vivevano soprattutto in acque poco profonde e contribuirono alla formazione di accumuli carbonatici e scogliere. Il loro riconoscimento aiuta a interpretare l’ambiente nel quale si depositarono i sedimenti poi trasformati in roccia. [web:47]

La nascita delle gallerie appartiene a una fase diversa dalla formazione del calcare. Il carsismo comprende i processi legati all’azione solvente dell’acqua sulle rocce. L’acqua di infiltrazione percorre le discontinuità e può ampliare progressivamente i passaggi. Quando le condizioni favoriscono la deposizione del carbonato di calcio, si formano concrezioni come stalattiti e stalagmiti. [web:57]

Nella Vecchia Diga la descrizione catastale evidenzia il controllo esercitato dalla stratificazione. Le volte di molte gallerie seguono le superfici degli strati. Oltre il sifone è descritta anche una galleria d’interstrato, incisa da un meandro. Queste forme collegano l’architettura della grotta alla struttura del massiccio roccioso e alla circolazione dell’acqua. [web:5]

Prime esplorazioni delle Grotte di Barcis: Corradino Corrado e gli studi sulla valle

La storia documentata della cavità prende avvio nei primi anni Cinquanta. L’ingegnere Corradino Corrado la individuò durante gli studi sul carsismo collegati alla costruzione della diga di Barcis. L’origine dell’interesse per la grotta fu quindi anche applicativa. Conoscere i percorsi dell’acqua nel calcare aveva un significato concreto per le opere della valle. [web:11][web:12]

La bibliografia catastale registra il contributo di Corrado «Le Grotte della bassa Valcellina», pubblicato nel 1953 nella Rivista mensile del CAI. Riporta inoltre «Le Grotte della Valcellina» di Silvano Mosetti, presentato negli atti del VI Congresso nazionale di speleologia e pubblicato nel 1956. Questi lavori collocano le prime esplorazioni all’interno della ricerca speleologica regionale e nazionale. [web:5]

La prosecuzione degli studi coinvolse diversi gruppi. Nella documentazione ricorrono il Gruppo Triestino Speleologi, l’Unione Speleologica Pordenonese e il Gruppo Speleologico Sacile. La conoscenza della Vecchia Diga si è costruita attraverso contributi successivi: ricognizioni, rilievi, immersioni e risalite. [web:5]

Morfologia delle Grotte di Barcis: gallerie superiori e settore attivo

Il complesso comprende ambienti che differiscono per forma e rapporto con l’acqua. I rami superiori presentano gallerie intercomunicanti. Nei settori più bassi si incontra un lago-sifone. Oltre questo passaggio allagato si sviluppano ambienti percorsi da un corso d’acqua che alimenta il sifone stesso. [web:5]

La descrizione del ramo ascendente segnala una breve galleria, un laghetto poco profondo e una successione di caverne. In una di esse una cascata proviene da un camino laterale. Più avanti compare una galleria che, nelle condizioni normali descritte, non è percorsa dall’acqua. Il meandro prosegue invece con salti e cambi di direzione. [web:5]

Questa successione spiega perché lo studio della grotta richieda tecniche diverse. Le gallerie superiori consentono osservazioni e rilievi terrestri. Il sifone richiede competenze speleosubacquee. I camini impongono risalite verticali. Ogni settore aggiunge informazioni sulla geometria del sistema e sui suoi rapporti con l’acqua. [web:5]

Speleosubacquea nelle Grotte di Barcis: il sifone come passaggio esplorativo

Il sifone costituisce uno dei punti centrali nella storia esplorativa della Vecchia Diga. Il suo superamento ha consentito l’accesso al ramo attivo e alle gallerie ascendenti. Le indagini speleosubacquee hanno quindi ampliato la conoscenza della cavità oltre gli ambienti raggiungibili senza immersione. [web:5][web:11]

La bibliografia conserva riferimenti specifici a queste attività. Nel 1990 Daniele Cirillo pubblicò «Attività speleosubacquee. Nuove prospettive esplorative» su «Esplorare». Nel 1994 Mauro Perotti firmò «Attività recenti speleosubacquee nella grotta Vecchia Diga (786/327 FR) – Barcis (PN)», apparso su «Speleologia», numero 30, alle pagine 96-97. Un ulteriore contributo di Cirillo sulle esplorazioni regionali compare nel volume «Speleologia Subacquea» del 1996. [web:5]

Il valore di queste esplorazioni non si misura soltanto nei metri aggiunti. L’accesso oltre il sifone permette di osservare il corso d’acqua sotterraneo, i suoi apporti laterali e la successione degli ambienti. La topografia assume così anche una funzione idrogeologica. [web:5]

Risalite e nuovi rami delle Grotte di Barcis tra il 1989 e il 1995

La scheda catastale riprende una cronaca esplorativa pubblicata nell’edizione speciale di «Esplorare» del 1995. Nel 1989 M. Camuccio, del Gruppo Speleologico Sacile, affrontò la risalita di un camino poco oltre il sifone. L’attenzione si spostò quindi anche verso le prosecuzioni verticali del settore interno. [web:5]

Nel 1991 D. Cirillo e G. Puppi, dell’Unione Speleologica Pordenonese, insieme a G. Zamparo del Lindner, rilevarono circa 30 metri di uno stretto meandro laterale. Il ramo presentava una corrente d’aria e un arrivo d’acqua. L’esplorazione fu interrotta dall’arrivo di una piena. L’episodio documenta la variabilità idrologica della cavità. [web:5]

Nel gennaio 1992 D. Cirillo, con G. Dagiat, S. Candida e M. D’Andrea, iniziò la risalita del camino terminale. Il lavoro venne concluso nel 1995 da M. Perotti, F. Tracanelli e M. Mazzolo. Dopo 35 metri di arrampicata artificiale, gli esploratori raggiunsero la base di un altro vasto camino. [web:5]

La sequenza mostra un’attività sviluppata su più anni. Una prosecuzione veniva individuata, affrontata e poi ripresa da squadre successive. Anche una grotta conosciuta da decenni poteva offrire nuovi ambienti, soprattutto nei punti dove acqua, strettoie e verticalità rendevano più impegnativa l’esplorazione. [web:5]

Idrogeologia delle Grotte di Barcis: leggere il percorso delle acque

L’acqua collega la grotta al paesaggio della Valcellina. La descrizione catastale segnala un sistema nel quale il lago-sifone raccoglie e smaltisce gli apporti del ramo interno. Oltre il passaggio allagato, il corso d’acqua e la cascata laterale mostrano che l’alimentazione non dipende da un solo condotto. [web:5]

Sul pavimento di alcune gallerie sono stati osservati detriti levigati e ciottoli di varie dimensioni. La scheda descrive anche depositi conglomeratici. Questi materiali costituiscono elementi utili per ricostruire il trasporto sedimentario e l’evoluzione dei passaggi. La lettura della grotta comprende quindi sia le forme scavate nella roccia sia ciò che l’acqua ha depositato. [web:5]

La piena incontrata nel 1991 offre un riferimento concreto al comportamento dinamico del sistema. Gallerie e meandri non sono ambienti idrologicamente immutabili. Le osservazioni effettuate durante le esplorazioni contribuiscono a riconoscere le condizioni nelle quali l’acqua occupa o attraversa i diversi settori. [web:5]

Questo interesse prosegue il legame originario tra indagine speleologica e studio della valle. Le ricerche iniziali nacquero nel contesto delle opere idrauliche. La monografia del 2013 ha poi riunito storia degli impianti, geologia, geomorfologia e conoscenza del sottosuolo attorno al tema delle acque del Cellina. [web:11][web:32]

Biospeleologia nelle Grotte di Barcis: la fauna degli ambienti ipogei

Le ricerche nella Vecchia Diga comprendono anche la biospeleologia, cioè lo studio della vita negli ambienti sotterranei. La recensione del volume del 2013 pubblicata su «Progressione» segnala l’individuazione di sedici specie troglobie nelle grotte. Il dato appartiene al quadro delle conoscenze raccolte dalla monografia. [web:32]

Gli organismi troglobi sono adattati alla vita sotterranea. Negli animali cavernicoli possono comparire depigmentazione, riduzione degli occhi e allungamento delle appendici. Buio, umidità e limitate escursioni termiche contribuiscono a definire le condizioni ecologiche di questi ambienti. [web:54][web:57]

La bibliografia della cavità comprende studi sui collemboli, sugli isopodi e su altri artropodi ipogei. Registra inoltre contributi sui chirotteri delle grotte della provincia di Pordenone. La diversità dei temi mostra che l’interesse naturalistico non riguarda una sola categoria di animali. [web:5]

La ricerca biologica aggiunge una dimensione diversa a quella esplorativa. Un piccolo deposito, una zona umida o una fessura possono avere interesse anche quando non conducono a nuove gallerie. Conoscere l’ambiente sotterraneo significa quindi considerare insieme morfologia, acqua e organismi. [web:5][web:57]

Geofisica nelle Grotte di Barcis: la stazione clinometrica

La Vecchia Diga ha ospitato anche attività di ricerca geofisica. La cronaca dell’Unione Speleologica Pordenonese riferisce che nel 1989 l’Istituto di Geofisica dell’Università di Trieste riprese lo studio clinometrico nella cavità. Gli speleologi collaboravano con un impegno settimanale. [web:31]

La bibliografia catastale registra inoltre «La stazione clinometrica di Barcis», un contributo di M. Zadro pubblicato nel 1990 su «Esplorare», alle pagine 50-53. Questo riferimento documenta l’utilizzo della grotta anche come sede di osservazioni strumentali. [web:5]

Un clinometro, o inclinometro, misura un’inclinazione. Il principio consente di seguire variazioni dell’orientamento del supporto sul quale lo strumento è collocato. Il filone geofisico resta distinto dagli studi sulle acque e dagli avanzamenti esplorativi, pur utilizzando lo stesso ambiente sotterraneo. [web:49][web:31]

Didattica speleologica nelle Grotte di Barcis: il ruolo dell’Unione Pordenonese

L’Unione Speleologica Pordenonese ha affiancato alla ricerca un’attività di divulgazione. La cronaca storica del gruppo descrive il progetto «Grotta didattica Vecchia Diga». L’obiettivo era valorizzare la cavità per un turismo soprattutto scolastico, con attenzione alle esigenze ecologiche del luogo. [web:31]

Il progetto proponeva un rapporto diretto tra visitatore e ambiente ipogeo. La grotta non era soltanto un luogo da attraversare. Diventava uno spazio nel quale spiegare fenomeni carsici, osservare le rocce e conoscere il lavoro degli speleologi. Il portale di Barcis conferma questa funzione di centro per la didattica speleologica della Valcellina. [web:31][web:11]

Le escursioni del 2026 conservano una distinzione precisa tra visita e ricerca specialistica. Il pubblico percorre i rami superiori con le guide. I settori profondi, i sifoni e le risalite restano fuori dal programma. Questa organizzazione consente di presentare la cavità attraverso un itinerario delimitato, senza confonderlo con un’esplorazione dell’intero sistema. [web:40][web:3]

La monografia sulle Grotte di Barcis: un patrimonio di ricerca multidisciplinare

Nel 2013 l’Unione Speleologica Pordenonese pubblicò «Le acque del Cellina e la Grotta della Vecchia Diga». La recensione della Commissione Grotte «Eugenio Boegan» indica un volume di 202 pagine. L’opera comprende capitoli sulla storia della Valcellina, sull’ingegneria idraulica, sulle prime esplorazioni, sulla geologia e sulla geomorfologia. Affronta inoltre biospeleologia, promozione e valorizzazione. [web:32]

Fotografie, mappe, disegni e diagrammi accompagnano il testo. Sei appendici approfondiscono le caratteristiche storico-tecniche delle grotte e del territorio. La bibliografia è organizzata per temi e comprende anche riferimenti a risorse online. [web:32]

Il filo conduttore è l’acqua del Cellina. La scelta collega le opere in superficie ai fenomeni carsici e alle indagini nel sottosuolo. Il complesso della Vecchia Diga viene così presentato come parte della storia ambientale della valle, non come una cavità separata dal territorio circostante. [web:11][web:32]

Grotte di Barcis nel contesto carsico di Montelonga e della Valcellina

La ricerca locale comprende anche altre cavità, che vanno mantenute distinte dalla Vecchia Diga. La cronaca dell’Unione Speleologica Pordenonese ricorda le esplorazioni in Montelonga, nei pressi di Barcis. Nel 1983 fu disceso un inghiottitoio con tre lunghi pozzi, fino a circa 200 metri di profondità. La cavità venne dedicata a Maurizio Vazzoler. [web:31]

Nel 1984 gli speleologi esplorarono l’Abisso Barcis, descritto allora con una profondità di circa 130 metri. L’anno successivo una diramazione ne aumentò la profondità di alcune decine di metri. Questi dati appartengono alla cronaca di quelle campagne e descrivono sistemi diversi dalle Grotte della Vecchia Diga. [web:31]

Il confronto chiarisce la varietà della speleologia nel territorio. Ai sistemi con prevalente andamento orizzontale si affiancano abissi verticali. Le ricerche hanno quindi richiesto prospezioni in superficie, discese di pozzi, rilievi, risalite e immersioni. La Vecchia Diga rappresenta uno dei luoghi nei quali questa esperienza si è intrecciata più direttamente con studio scientifico e didattica. [web:31][web:5][web:11]

Fonti online e bibliografia della relazione sulle Grotte di Barcis

  • Catasto storico delle grotte, «Grotte della Valcellina», scheda 786/327: dati dimensionali, descrizione, cronologia esplorativa e bibliografia. https://www.catastogrotte.it/grotta/786
  • Portale di Barcis, «Grotta della Vecchia Diga»: storia, attività scientifica e didattica, volume del 2013. https://www.barcis.fvg.it/Grotta-della-Vecchia-Diga.111.0.html
  • Pordenone With Love, «La Grotta della Vecchia Diga»: inquadramento territoriale e Corridoio dei Fossili. https://www.pordenonewithlove.it/it/cosa-fare/natura/parchi/la-grotta-della-vecchia-diga
  • Unione Speleologica Pordenonese, cronaca storica tratta da «Esplorare», n. 1, ottobre 1990: progetto didattico, collaborazione geofisica e attività in Montelonga. https://users.libero.it/expo.pn/usp0.htm
  • Commissione Grotte «Eugenio Boegan», «Progressione», n. 61: recensione di «Le acque del Cellina e la Grotta della Vecchia Diga», Unione Speleologica Pordenonese, 2013, 202 pagine. https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2017/08/Progressione_061.pdf
  • Parco Naturale Dolomiti Friulane, visita del 24 ottobre 2026. https://www.parcodolomitifriulane.it/evento/le-grotte-di-barcis/
  • Parco Naturale Dolomiti Friulane, visita dell’8 novembre 2026. https://www.parcodolomitifriulane.it/evento/avventura-speleologica/
  • Scintilena, «Grotte Vecchia Diga di Barcis: avventure speleologiche fra natura, storia e geologia», 26 luglio 2025: precedente programma di valorizzazione della cavità. https://www.scintilena.com/grotte-vecchia-diga-di-barcis-avventure-speleologiche-fra-natura-storia-e-geologia/07/26/
  • Treccani, «Rudiste»: definizione e significato paleontologico. https://www.treccani.it/enciclopedia/rudiste/
  • Treccani, «Inclinometro», Dizionario delle Scienze Fisiche. https://www.treccani.it/enciclopedia/inclinometro_(Dizionario-delle-Scienze-Fisiche)/
  • Museo Civico di Scienze Naturali di Bergamo, «Carsismo»: dissoluzione, concrezioni e adattamenti della fauna cavernicola. https://www.museoscienzebergamo.it/esposizione/scienze-della-terra/carsismo/
  • Società Italiana di Esplorazioni e Ricerche, materiale didattico «Il fenomeno carsico». https://www.sievr.it/corsiprima/geo%2019%20lezioni/04.pdf

Le Grotte di Barcis

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Acquasparta Sotterranea, 400mila euro per aprire il borgo sotto Palazzo Cesi

Október 9th 2026 at 09:00

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Il progetto Acquasparta Sotterranea recupererà gli ambienti ipogei del centro storico. Lavori previsti tra il 2027 e il 2028, percorsi accessibili e collegamenti con il patrimonio culturale: una nuova tappa nello sviluppo del turismo sotterraneo in Umbria.

Acquasparta Sotterranea: il finanziamento dell’Area Interna Media Valle del Tevere

Acquasparta prepara un nuovo percorso di visita nel sottosuolo del centro storico. Il progetto Acquasparta Sotterranea dispone di un finanziamento di 400mila euro, assegnato attraverso i fondi dell’Area Interna Media Valle del Tevere. L’intervento riguarda gli ambienti ipogei del piano interrato dei giardini, del Palazzo Ducale e dell’area sottostante piazza Federico Cesi. Il Comune ha annunciato il programma di recupero e valorizzazione il 7 ottobre 2026.[1]

Il finanziamento si inserisce in un insieme più ampio di interventi territoriali. Per Acquasparta sono previste risorse complessive di circa 630mila euro: circa 400mila per i sotterranei di Palazzo Cesi e circa 230mila per uno spazio pubblico destinato ad attività sociali. Gli interventi presentati per gli otto Comuni dell’Area Interna raggiungono complessivamente 11,7 milioni di euro. Ne fanno parte Todi, Comune capofila, Acquasparta, San Gemini, Avigliano Umbro, Montecastrilli, Collazzone, Fratta Todina e Monte Castello di Vibio.[2]

Palazzo Cesi e turismo sotterraneo: un percorso nella storia di Acquasparta

Acquasparta Sotterranea nasce per integrare l’offerta museale ed esperienziale di Palazzo Cesi. Gli ambienti sotto il palazzo e gli spazi pubblici diventeranno parte di un itinerario dedicato alla storia del borgo. Il programma culturale annunciato dal Comune comprende racconti legati all’alchimia, agli incontri carbonari e ai riti di iniziazione. Questi temi entreranno nella narrazione del percorso insieme alle architetture e alle memorie del sottosuolo.[1]

La visita sarà concepita come un collegamento tra il palazzo e gli ambienti ipogei. Il patrimonio sotterraneo contribuirà così a raccontare una dimensione meno visibile del centro storico. Il progetto comunale associa questa valorizzazione allo sviluppo turistico, all’innovazione e alla capacità del paese di attrarre visitatori.[1]

Acquasparta Sotterranea accessibile a scuole, famiglie e persone con disabilità

L’accessibilità costituisce uno degli elementi previsti dal progetto. L’itinerario sarà rivolto a bambini, scuole, famiglie e persone con disabilità. Sono annunciati interventi per abbattere le barriere fisiche e sensoriali, così da ampliare la possibilità di conoscere gli ambienti sotterranei.[1]

L’impostazione lega il recupero degli spazi alla loro funzione educativa. Le visite scolastiche e familiari rientrano nel pubblico individuato dal Comune. Acquasparta Sotterranea sarà quindi sviluppata come percorso culturale destinato a categorie diverse di visitatori, non soltanto come accesso a locali finora poco conosciuti.[1]

Recupero dei sotterranei di Acquasparta: lavori tra il 2027 e il 2028

La prima fase comprenderà il recupero e la valorizzazione degli ambienti ipogei interessati dal finanziamento. La conclusione dei lavori è prevista entro un massimo di due anni, con un orizzonte indicato tra il 2027 e il 2028. Questa è la scansione temporale annunciata dall’amministrazione per l’intervento.[1]

Il programma guarda anche ad altre aree del borgo. Sono in corso ricerche, mappature e verifiche tecniche sui tracciati storici che conducevano all’antico orto botanico. L’obiettivo è predisporre ulteriori progetti da presentare a futuri finanziamenti. Queste estensioni rappresentano lo sviluppo successivo del percorso già finanziato.[1]

Turismo sotterraneo in Umbria: Acquasparta accanto a Narni, Orvieto e Todi

Il progetto si colloca in un panorama regionale nel quale la ricerca speleologica ha già prodotto percorsi culturali aperti al pubblico. A Narni, sei giovani del Gruppo Speleologico UTEC riscoprirono nel 1979 gli ambienti sotto l’antico convento domenicano. A Orvieto, le esplorazioni avviate alla fine degli anni Settanta contribuirono a conoscere il sistema di cavità artificiali della rupe, oggi raccontato anche dalle visite di Orvieto Underground.[3][4]

A Todi, il Gruppo Speleologico locale riscoprì ed esplorò nel 1994 le cisterne romane di via del Monte. A Perugia, il Gruppo Speleologico CAI organizza itinerari urbani che collegano pozzi, cisterne, cunicoli e rifugi. Nel marzo 2026, Collescipoli ha proposto visite ai sotterranei dei palazzi e ai rifugi con l’iniziativa “Speleologia sotto le mura”.[5][6][7]

Acquasparta Sotterranea aggiunge a questo quadro un investimento pubblico dedicato al recupero degli ipogei e alla loro fruizione culturale. Il programma prevede un sistema di luoghi e memorie capace di collegare storia, natura e scienza, ampliando l’offerta del borgo attraverso il suo sottosuolo.[1]

Fonti dell’articolo


Turismo sotterraneo in Umbria: dagli speleologi ai percorsi culturali dei centri storici

Lo sviluppo del turismo sotterraneo in Umbria: Narni, Orvieto, Perugia, Todi, Città della Pieve, Collescipoli e Terni. Esplorazioni, recupero del patrimonio, modelli di visita e integrazione territoriale nel quadro del nuovo progetto Acquasparta Sotterranea.

Turismo sotterraneo in Umbria: la città letta attraverso i suoi ipogei

Il turismo sotterraneo in Umbria mette in relazione la visita dei centri storici con le strutture costruite sotto strade, piazze, chiese e palazzi. Il patrimonio comprende cisterne, pozzi, gallerie, ambienti produttivi, cripte, locali di detenzione e rifugi antiaerei. Sono opere diverse per epoca e funzione. La loro lettura consente di seguire la storia urbana attraverso la gestione dell’acqua, l’organizzazione del lavoro, le pratiche religiose e la protezione della popolazione.[4][6][8][9]

In questo contesto, la speleologia in cavità artificiali svolge un ruolo specifico. Studia ambienti sotterranei realizzati dall’uomo, ne documenta le caratteristiche e ne ricostruisce gli usi. La disciplina non coincide quindi con la sola esplorazione delle grotte naturali. Le ricerche condotte nel territorio ternano mostrano bene questa varietà: riguardano rifugi, tratti del canale Nerino e sotterranei dei centri storici.[10][11]

Il turismo sotterraneo in Umbria nasce dall’incontro fra questa ricerca e la valorizzazione culturale. Narni e Orvieto rappresentano percorsi di visita strutturati. Perugia affianca luoghi archeologici visitabili a iniziative di speleologia urbana. Todi collega il patrimonio idraulico alle attività di ricerca e divulgazione. Città della Pieve, Collescipoli e Terni offrono ulteriori articolazioni, dalle cantine storiche ai percorsi legati alla memoria del Novecento.[5][9][10][12][13][14]

Speleologi e turismo sotterraneo: dall’esplorazione alla conoscenza pubblica

Le esperienze umbre mostrano una sequenza ricorrente. Un accesso viene individuato o riaperto. Gli ambienti vengono esplorati e descritti. La documentazione consente di ricostruire la loro collocazione e di collegarli alla storia della città. Il percorso turistico prende forma quando questa conoscenza viene accompagnata dal recupero e dall’organizzazione delle visite. A Narni, il passaggio dalla scoperta del 1979 all’attività dell’Associazione Subterranea, nata nel 1994, esprime questa continuità.[3][15]

L’esplorazione costituisce una parte del lavoro. A Narni, la ricerca documentale prosegue negli archivi e si intreccia con le evidenze degli ambienti sotterranei. A Todi, la memoria delle indagini è stata resa pubblica anche attraverso il documentario “Sprofondando nel buio”, realizzato nel 1979. Sono due esempi di come la speleologia produca materiali utili alla divulgazione, oltre ai risultati delle ricognizioni.[5][15]

La collaborazione fra speleologi, archeologi, studiosi e amministrazioni assume quindi un valore operativo. Permette di trasformare un ambiente esplorato in un luogo comprensibile al pubblico. Le visite perugine e l’iniziativa di Collescipoli mostrano anche il ruolo dell’accompagnamento: il racconto dei luoghi rende leggibili strutture che, osservate senza spiegazioni, resterebbero difficili da interpretare.[7][16]

Narni Sotterranea: la scoperta speleologica diventa un percorso culturale

Narni costituisce uno dei riferimenti più riconoscibili del turismo sotterraneo in Umbria. Nel 1979 sei giovani del Gruppo Speleologico UTEC individuarono un passaggio fra i resti dell’antico convento domenicano, scendendo dall’area degli attuali giardini di San Bernardo. Il varco conduceva a un ambiente affrescato: la chiesa dedicata a San Michele, successivamente conosciuta anche come Santa Maria della Rupe.[3]

Il recupero ha restituito un complesso in cui architettura religiosa e storia del Sant’Uffizio si incontrano. La chiesa scavata nella roccia conserva un ciclo pittorico con l’immagine di San Michele Arcangelo. La visita collega gli ambienti alle vicende ricostruite attraverso le ricerche documentali. Il sito è dunque sia un patrimonio materiale sia un racconto storico costruito nel tempo.[12][17]

L’Associazione culturale Subterranea, costituita nel 1994, ha fra i propri obiettivi la salvaguardia e la valorizzazione del sito. La ricerca è proseguita negli archivi vaticani, nell’archivio dell’ex Sant’Uffizio e al Trinity College di Dublino. Questa attività permette di collegare le tracce visibili alle persone e alle istituzioni che utilizzarono gli ambienti.[15]

Il modello narnese dimostra come una scoperta speleologica possa alimentare una proposta culturale continuativa. Il suo elemento distintivo è il rapporto fra esplorazione, recupero, ricerca d’archivio e accompagnamento del pubblico. La componente turistica deriva da questa costruzione di conoscenza, non dalla sola presenza di spazi sotterranei.[12][15]

Orvieto Underground: la rupe e le attività della città sotterranea

A Orvieto, la natura geologica della rupe ha favorito lo scavo di ambienti sotterranei per circa 2.500 anni. Il sistema comprende pozzi, cisterne, cunicoli e locali utilizzati per attività diverse. Orvieto Underground presenta al pubblico una parte di questo patrimonio attraverso un percorso guidato.[18]

Le esplorazioni degli speleologi locali, avviate alla fine degli anni Settanta, contribuirono alla riscoperta di una rete che comprende oltre 1.200 cavità e strutture sotterranee. Questo numero descrive il patrimonio complessivo, non la quantità di ambienti attraversati durante una singola visita. Il percorso turistico seleziona luoghi capaci di raccontare le funzioni del sottosuolo e le trasformazioni della città.[4]

Fra gli elementi più caratteristici figurano i colombai, con le numerose nicchie ricavate nelle pareti, e i resti del mulino di Santa Chiara. Macine, pressa e altri apprestamenti documentano l’uso produttivo degli ipogei. L’itinerario collega inoltre le opere di epoca etrusca agli utilizzi più recenti, compreso l’impiego dei sotterranei come rifugi durante la Seconda guerra mondiale.[4]

Sul piano turistico, Orvieto mostra il valore della prossimità fra percorso sotterraneo e monumenti di superficie. Le visite partono da piazza Duomo. Il sottosuolo entra così in un itinerario urbano che può comprendere la cattedrale e i musei. La città dispone anche di altri luoghi sotterranei, fra cui il Pozzo della Cava, il Pozzo di San Patrizio e il Labirinto di Adriano, ciascuno con una propria identità di visita.[4][19]

Perugia Sotterranea: gli itinerari del Gruppo Speleologico CAI

Perugia presenta un modello articolato. All’offerta archeologica dell’area di San Lorenzo si affiancano gli appuntamenti di “Perugia Sotterranea”, organizzati dal Gruppo Speleologico CAI con il patrocinio comunale. Il primo percorso permette di leggere l’acropoli etrusca e le trasformazioni romane e medievali. Gli appuntamenti speleologici collegano invece più siti del centro storico, compresi ambienti aperti in occasione delle iniziative.[6][14][16]

Il programma del 18 e 19 aprile 2026 comprendeva sette tappe. Vi figuravano il rifugio antiaereo sotto Sant’Ercolano, l’affresco sotterraneo dell’Ospedale Grande, i resti del muro etrusco del Sopramuro, il pozzo di via Sant’Agata e la cisterna di Porta Sole. Completavano l’itinerario la Postierla della Conca e il cunicolo di Braccio.[6]

Questa successione rende evidente la pluralità del patrimonio urbano. Il visitatore incontra infrastrutture idrauliche, testimonianze difensive e luoghi legati all’assistenza e alla protezione civile. Il sottosuolo non viene raccontato come un’unica struttura, ma come una stratificazione di opere con funzioni differenti.[6]

Nel 2026 la quota comprendeva anche un coupon per visitare autonomamente il Pozzo Etrusco entro quindici giorni. Il collegamento fra evento speleologico e sito museale costituisce un esempio concreto di integrazione dell’offerta. Consente di estendere l’esperienza oltre la durata dell’escursione e di associare forme diverse di fruizione del patrimonio.[6]

Todi Sotterranea: cisterne e cunicoli raccontano la gestione dell’acqua

A Todi, il patrimonio sotterraneo è strettamente collegato alla gestione dell’acqua. La descrizione turistica regionale comprende oltre tre chilometri di cunicoli e gallerie, centinaia di pozzi e decine di cisterne di epoche diverse. L’itinerario segnalato da Umbria Tourism include le cisterne romane di piazza del Popolo, le gallerie della Fabbrica della Piana e la Neviera della Valle.[8]

La ricerca speleologica ha avuto un ruolo diretto nella riscoperta degli ambienti. Nel 1994 il Gruppo Speleologico Todi esplorò le cisterne romane di via del Monte. Nel giugno 2023, un’iniziativa dell’Associazione Todi Sotterranea APS ha previsto una targa per ricordare quel lavoro presso il sito archeologico visitabile.[5]

Nella stessa occasione è stato valorizzato il documentario “Sprofondando nel buio”. Realizzato dagli speleologi nel 1979, aveva mostrato ai cittadini le immagini del sottosuolo tuderte. La documentazione audiovisiva lega la storia delle esplorazioni alla conoscenza pubblica della città.[5]

Todi offre quindi una chiave tematica precisa per il turismo sotterraneo in Umbria: il rapporto fra abitato e risorse idriche. Le cisterne e i cunicoli permettono di spiegare come gli spazi sotterranei fossero parte delle infrastrutture urbane. La visita può collegare questi manufatti alle piazze e agli edifici sovrastanti, rendendo comprensibile il loro posto nell’organizzazione della città.[8]

Città della Pieve: cantine storiche, cripte e nuove cavità

Città della Pieve arricchisce il quadro regionale con un patrimonio distribuito fra edifici civili e religiosi. Nei sotterranei della cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio si conservano resti monumentali di una struttura loggiata. Colonne in arenaria, elementi gotici, volte costolonate e tracce di affreschi documentano trasformazioni architettoniche del centro storico.[9]

Un altro nucleo si trova nelle cantine della Corgna, in corrispondenza del Palazzo Comunale. Le gallerie cinquecentesche, sostenute da volte a sesto acuto, sono state utilizzate come cantine per l’invecchiamento del vino. La conoscenza del sistema si è ampliata nel 2014, quando la rimozione di un muro di mattoni ha consentito l’accesso ad altre cavità.[9]

La scheda di Umbria Tourism indica le cantine come visitabili su richiesta e descrive il proseguimento degli studi sugli ulteriori ambienti. Il patrimonio comprende anche due celle nel Palazzo Vescovile, con incisioni e iscrizioni: le più antiche risalgono alla metà del Seicento. Questi luoghi vengono collegati alla storia del tribunale ecclesiastico cittadino.[9]

Città della Pieve propone così un percorso tematico differente da quello delle grandi infrastrutture idrauliche. Il sottosuolo collega architettura religiosa, conservazione del vino e memoria della giustizia ecclesiastica. La progressiva conoscenza delle cavità amplia le possibilità di lettura del centro storico, affiancando gli ambienti ipogei al patrimonio artistico della città.[9]

Collescipoli: le ricerche dei Pipistrelli e le visite sotto i palazzi

Collescipoli, nel Comune di Terni, rappresenta un esempio recente di passaggio dalla ricerca alla divulgazione. Le indagini del Gruppo Grotte Pipistrelli del CAI di Terni sono iniziate nell’ottobre 2025. Hanno interessato gli ambienti sotterranei del castello e sono confluite nella manifestazione “Speleologia sotto le mura”, organizzata dal 20 al 29 marzo 2026.[10]

L’iniziativa ha unito conferenza, mostra video-fotografica e visite guidate. Nei fine settimana del 21-22 e del 28-29 marzo il programma comprendeva i rifugi antiaerei e i sotterranei di alcuni palazzi nobiliari. Il percorso collegava gli ambienti ipogei ai vicoli e alle strutture del centro storico.[7]

L’attività è stata sostenuta dalla Fondazione Carit e realizzata con la collaborazione del Centro Sociale e Culturale Collescipoli APS Ancescao. Questo assetto ha collegato il gruppo di ricerca alle realtà locali. La documentazione delle esplorazioni è diventata il contenuto di una proposta culturale rivolta a cittadini e visitatori.[10]

Per Collescipoli, la prospettiva indicata dai promotori è quella di un museo diffuso sotterraneo. Il lavoro speleologico fornisce la base conoscitiva per un possibile sviluppo formativo e turistico. Le aperture del marzo 2026 costituiscono un’esperienza concreta di presentazione al pubblico di ambienti normalmente non accessibili.[10]

Terni Sotterranea: rifugi antiaerei e archeologia industriale

Terni introduce un tema particolarmente legato alla storia contemporanea. Il patrimonio esplorato comprende rifugi antiaerei, cavità nell’area delle acciaierie e tratti dell’antico canale Nerino. Le attività del Gruppo Grotte Pipistrelli collegano lo studio di queste strutture alla ricostruzione della vita urbana e industriale.[10]

Il progetto “Terni Sotterranea” ha coinvolto il Comune, gli speleologi, l’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea e il laboratorio di comunicazione Blob, legato alla Siviera. Il rifugio di via Carrara, raggiungibile dalla sede dell’ex carcere divenuto spazio sociale, costituisce uno dei luoghi attraverso i quali raccontare la protezione dei civili durante la guerra.[10][20]

La specificità ternana è l’incontro fra speleologia urbana, memoria dei bombardamenti e archeologia industriale. Il visitatore può riconoscere il rapporto fra fabbriche, infrastrutture e spazi di protezione. Il sottosuolo diventa una chiave per comprendere il Novecento della città, accanto ai musei e alle testimonianze conservate in superficie.[10][21]

Le ricerche sui rifugi sono rimaste un tema della divulgazione locale anche nel 2025. Nel quadro regionale, Terni e Collescipoli possono offrire contenuti complementari: da una parte la città industriale e le sue infrastrutture, dall’altra il castello, i palazzi e gli ambienti sotterranei riutilizzati nel tempo.[10][22]

Turismo sotterraneo in Umbria: percorsi permanenti e aperture tematiche

Le esperienze descritte non richiedono un solo modello organizzativo. Narni e Orvieto offrono percorsi guidati strutturati. Perugia combina siti archeologici e appuntamenti di speleologia urbana. Città della Pieve comprende ambienti visitabili su richiesta. Collescipoli ha sperimentato un calendario concentrato di aperture, mentre Todi affianca la visita alle iniziative dedicate alla ricerca.[5][6][7][9][12][13][14]

Questa varietà può costituire la base di un’offerta regionale complementare. I siti continuativi permettono di programmare la visita durante un soggiorno. Gli appuntamenti tematici aggiungono date e contenuti specifici. Gli ambienti accessibili su richiesta possono sostenere proposte per gruppi e attività educative. Il valore comune resta la lettura guidata del patrimonio, adattata alle caratteristiche dei singoli luoghi.

L’accessibilità entra in questa organizzazione come parte del progetto culturale. Acquasparta prevede l’abbattimento delle barriere fisiche e sensoriali. A Orvieto, la descrizione del percorso segnala invece scale e terreno irregolare. Queste caratteristiche mostrano l’importanza di comunicare le condizioni di visita per ciascun sito, senza attribuire a tutti gli ipogei le stesse modalità di fruizione.[1][4]

Rete turistica del sottosuolo: il precedente di Narni, Orvieto e Amelia

Un precedente concreto di collaborazione risale al 31 gennaio 2023. Comune di Orvieto, Associazione culturale Subterranea e Sistema Museo hanno sottoscritto una convenzione triennale per la promozione integrata del Pozzo di San Patrizio, di Narni Sotterranea e delle cisterne romane di Amelia. L’accordo prevedeva riduzioni reciproche presentando il biglietto di uno dei siti.[23][24]

L’obiettivo dichiarato era creare itinerari tematici e favorire la permanenza dei turisti nell’Umbria sud-occidentale. Il caso dimostra che il patrimonio sotterraneo può essere promosso attraverso relazioni fra città diverse. L’identità dei singoli luoghi rimane riconoscibile, mentre il visitatore riceve un incentivo a proseguire il percorso nel territorio.[23]

Questo precedente offre una base per ragionare su un’integrazione più ampia. Una proposta regionale potrebbe collegare Narni, Orvieto, Perugia, Todi, Città della Pieve, Collescipoli, Terni e, dopo il recupero, Acquasparta. Si tratterebbe di un possibile sviluppo, con calendari e informazioni coordinati, non della descrizione di un circuito già istituito fra tutte queste località.

Sviluppo turistico e ricadute locali: dal singolo ipogeo al soggiorno

Lo sviluppo turistico legato al sottosuolo può essere valutato attraverso la relazione fra visita e territorio. Un percorso ipogeo può affiancare musei, monumenti e passeggiate urbane. L’obiettivo della permanenza più lunga, già esplicitato nell’accordo del 2023, collega questa offerta alle altre componenti del soggiorno.[23]

Narni valorizza una storia ricostruita attraverso ambienti e documenti. Orvieto integra il sottosuolo con il contesto della rupe e di piazza Duomo. Perugia collega tappe diverse del centro storico. Todi concentra il racconto sulle infrastrutture idriche. Città della Pieve affianca cantine e architetture religiose. Terni e Collescipoli sviluppano la memoria dei rifugi e delle trasformazioni urbane. Questa differenziazione sostiene itinerari complementari anziché visite ripetitive.[4][6][8][9][10][15]

Sul piano della programmazione, le ricadute potrebbero essere misurate con indicatori distinti: visitatori paganti, partecipanti alle iniziative, gruppi scolastici, visite abbinate ad altri siti e pernottamenti associati ai percorsi. La distinzione fra questi dati consentirebbe di valutare sia la diffusione culturale sia il contributo turistico, senza confondere la partecipazione a un evento con il soggiorno in una località.

Una gestione di lungo periodo può inoltre considerare insieme ricerca, manutenzione, formazione degli accompagnatori e aggiornamento dei contenuti. L’esperienza di Narni, dove gli studi documentali continuano, e quella di Collescipoli, dove le esplorazioni sono diventate mostra e visite, indicano il valore di un’offerta alimentata dalla conoscenza dei luoghi.[10][15]

Acquasparta Sotterranea: un nuovo investimento nel patrimonio urbano umbro

Il finanziamento di Acquasparta introduce un intervento di recupero nel quadro delle politiche per l’Area Interna Media Valle del Tevere. I 400mila euro sono destinati al sistema di ambienti sotto i giardini, il Palazzo Ducale e piazza Federico Cesi. Il percorso sarà collegato all’offerta di Palazzo Cesi e progettato per un pubblico che comprende scuole, famiglie e persone con disabilità.[1]

La futura estensione verso i tracciati dell’antico orto botanico aggiunge una prospettiva territoriale al primo nucleo. Ricerca, mappatura e verifica tecnica precedono la preparazione di ulteriori candidature a finanziamento. L’amministrazione configura così uno sviluppo per fasi, con il recupero degli ambienti già individuati e la possibilità di ampliare successivamente l’itinerario.[1]

Nella storia del turismo sotterraneo in Umbria, Acquasparta si affianca quindi alle località che hanno trasformato il sottosuolo in un patrimonio culturale visitabile. Il nuovo progetto collega investimento pubblico, accessibilità e interpretazione storica. Le esperienze di Narni, Orvieto, Perugia, Todi, Città della Pieve, Collescipoli e Terni offrono riferimenti diversi per costruire questa nuova proposta senza uniformare luoghi che conservano funzioni e memorie proprie.[1][3][4][6][8][9][10]

Fonti della relazione

Oltre alle fonti dell’articolo, sono stati utilizzati i seguenti riferimenti pubblici.


Fonti
1 Acquasparta, finanziato con l’Area Interna il progetto del percorso dei sotterranei – Portale https://www.provincia.terni.it/portal/-/-ptn-acquasparta-finanziato-con-l-area-interna-il-progetto-del-percorso-dei-sotterranei
[2] Oltre 600mila euro ad Acquasparta all’Area Interna Media Valle del … https://www.ansa.it/umbria/notizie/2026/09/29/oltre-600mila-euro-ad-acquasparta-allarea-interna-media-valle-del-tevere_de948963-5189-4b8c-8664-a5ac65608c48.html
[3] Narni Sotterranea – Turismo Narni https://www.turismonarni.it/cosa-vedere/citta-di-narni/narni-sotterranea/
[4] www.orvietoviva.com · orvieto-undergroundOrvieto Underground: informazioni e orari | Orvieto https://www.orvietoviva.com/orvieto-underground/
[5] Todi svela i segreti della sua città sotterranea – Scintilena https://www.scintilena.com/todi-svela-i-segreti-della-sua-citta-sotterranea/06/21/
[6] Perugia Sotterranea: due giorni di speleologia urbana tra millenni di … https://www.scintilena.com/perugia-sotterranea-due-giorni-di-speleologia-urbana-tra-millenni-di-storia-nascosta/04/13/
[7] Speleologia sotto le mura: a Collescipoli un viaggio nei sotterranei … https://www.scintilena.com/speleologia-sotto-le-mura-a-collescipoli-un-viaggio-nei-sotterranei-della-storia/03/16/
[8] Todi Sotterranea – Umbriatourism https://www.umbriatourism.it/it/w/todi-sotterranea
[9] I sotterranei di Città della Pieve – Umbriatourism https://www.umbriatourism.it/it/w/i-sotterranei-di-citta-della-pieve
[10] Collescipoli sotto le mura: itinerario esplorativo dentro, fuori e sotto – Vivo Umbria https://www.vivoumbria.it/collescipoli-sotto-le-mura-itinerario-esplorativo-dentro-fuori-e-sotto/
[11] Speleologia in cavità artificiali – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Speleologia_in_cavit%C3%A0_artificiali
[12] Narni Sotterranea – Un mistero lungo 30 anni https://www.narnisotterranea.it/
[13] Contatti&Info – Orvieto Underground https://orvietounderground.it/contattiinfo/
[14] Perugia sotterranea: viaggio tra Etruschi, Roma e Medioevo https://isolasanlorenzo.it/i-luoghi/perugia-sotterranea/
[15] Chi siamo – Narni Sotterranea https://www.narnisotterranea.it/?portfolio=chi-siamo
[16] PERUGIA SOTTERRANEA – ‘L SOTTO DE PERUGIA – Scintilena https://www.scintilena.com/perugia-sotterranea-l-sotto-de-perugia/02/06/
[17] Narni sotterranea – Ministero della cultura https://cultura.gov.it/luogo/narni-sotterranea
[18] Orvieto Underground https://orvietounderground.it/
[19] Orvieto underground – Ministero della cultura https://cultura.gov.it/luogo/orvieto-underground
[20] Terni | Umbria Underground – UmbriaSotterranea https://www.umbriasotterranea.it/terni/
[21] Terni sotterranea: archeologia industriale e speleologia urbana https://www.micropolisumbria.it/terni-sotterranea-archeologia-industriale-e-speleologia-urbana/
[22] Terni sotterranea, obiettivo riscoprire i rifugi antiaerei della città https://www.umbria24.it/attualita/terni-sotterranea-obiettivo-riscoprire-i-rifugi-antiaerei-della-citta/
[23] La storia dell’Umbria dal profondo: accordo tra Pozzo di San Patrizio … https://r1-it.storage.cloud.it/orvieto/www.comune.orvieto.tr.it/storia-umbria-dal-profondo-accordo-orvieto-narni-amelia/index.html
[24] Nei sotterranei di tre città per scoprire la storia dell’Umbria – ANSA https://www.ansa.it/umbria/notizie/2023/01/31/nei-sotterranei-di-tre-citta-per-scoprire-la-storia-dellumbria_fb7e0220-ed0b-4d31-ba3f-162a3ba2d221.html
[26] Quante storie 2018/19 – Narni Sotterranea – Video – RaiPlay https://www.raiplay.it/video/2019/01/Narni-Sotterranea-603beda4-5028-461c-bdae-a3450977710b.html
[27] città sotterranea Orvieto – Borgo Giorgione https://www.borgogiorgione.com/it/blog-6-orvieto-sotterranea.php
[28] Speleologia sotto le mura | Vivi Terni https://turismo.comune.terni.it/eventi/speleologia-sotto-le-mura
[29] La Storia – Orvieto Underground https://orvietounderground.it/storia/
[30] Anche Acquasparta scopre e valorizza la sua dimensione ‘sotterranea’ https://www.umbriaon.it/anche-acquasparta-scopre-e-valorizza-la-sua-dimensione-sotterranea/
[31] Nasce il Progetto Acquasparta Sotterranea – Virgilio https://www.virgilio.it/italia/acquasparta/notizielocali/nasce_il_progetto_acquasparta_sotterranea_-77475962.html
[32] Narni sotterranea – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Narni_sotterranea
[33] Acquasparta Sotterranea Finanziato con l Area Interna il Progetto … https://www.virgilio.it/italia/acquasparta/notizielocali/_acquasparta_sotterranea_finanziato_con_l_area_interna_il_progetto_del_percorso_ipogeo-77476328.html
[34] Il percorso archeologico di Narni Sotterranea – Secret Umbria https://www.secretumbria.it/alla-scoperta-di-narni-sotterranea-un-percorso-tra-le-grotte-e-i-cunicoli-dellantica-citta/
[35] Perugia Sotterranea – Bella Umbria https://www.bellaumbria.net/it/musei-e-gallerie-d-arte/perugia-sotterranea/
[36] Todi sotterranea – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Todi_sotterranea
[37] A Città della Pieve nuove scoperte nell’Umbria Sotterranea – Scintilena https://www.scintilena.com/a-citta-della-pieve-nuove-scoperte-nellumbria-sotterranea/04/29/
[38] Il Gruppo Speleologico di Todi e le Cisterne Romane – ilTamTam.it https://www.iltamtam.it/2023/06/21/il-gruppo-speleologico-di-todi-e-le-cisterne/
[39] Todi sotterranea, in mostra le cisterne dell’antica Arx Magistra https://www.lavocedelterritorio.it/todi-sotterranea-in-mostra-le-cisterne-dellantica-arx-magistra/
[40] Todi | Umbria Underground – UmbriaSotterranea https://www.umbriasotterranea.it/todi/
[41] Perugia Sotterranea: speleologia urbana alla scoperta della città … https://www.scintilena.com/perugia-sotterranea-speleologia-urbana-alla-scoperta-della-citta-nascosta/06/27/
[42] Perugia Sotterranea: alla scoperta della città nascosta nel nuovo … https://www.scintilena.com/perugia-sotterranea-alla-scoperta-della-citta-nascosta-nel-nuovo-evento-organizzato-dal-gruppo-speleologico/11/12/
[43] Visite a Perugia Sotterranea il 27 novembre! Nei … – Scintilena https://www.scintilena.com/visite-a-perugia-sotterranea-il-27-novembre-nei-sotterranei-di-fortebraccio/11/17/
[44] Perugia Sotterranea nuovo itinerario nei cunicoli di Braccio … https://www.scintilena.com/perugia-sotterranea-nuovo-itinerario-nei-cunicoli-di-braccio-fortebraccio-domenica-22-maggio/05/15/
[45] Archivi categoria: News https://www.fugs.it/archives/category/news
[46] In fuga dalle bombe nelle viscere della terra, ecco i segreti del Colle … https://www.ternitoday.it/video/terni-rifugi-anti-aerei-scavati-roccia-video.html
[47] Rifugi antiaerei e grotte, la storia dei ternani sotto terra – Il Messaggero https://www.ilmessaggero.it/umbria/rifugi_antiaerei_e_grotte_la_storia_dei_ternani_sotto_terra-7101887.html
[48] Sotterranei di Orvieto – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Sotterranei_di_Orvieto
[49] Orvieto Underground: scopri la storia segreta della città sotterranea https://www.secretumbria.it/orvieto-sotterranea/
[50] Città della Pieve – Al via la stagione speleologica https://provincia.perugia.it/news/citta-della-pieve-al-la-stagione-speleologica
[51] Orvieto Underground: la città sotterranea umbra – ELLE Decor https://www.elledecor.com/it/viaggi/a38537896/orvieto-underground-citta-sotterranea-umbra/
[52] Gruppo Speleologico – CAI – Sezione di Perugia https://www.caiperugia.it/index.php/gruppo-speleologico
[53] Città della Pieve | Umbria Underground https://www.umbriasotterranea.it/citta-della-pieve/
[54] “SUBTERRANEA” – Segreti celati – Città della Pieve https://www.comune.cittadellapieve.pg.it/c054012/po/mostra_news.php?id=95&area=H
[55] [PDF] SPELEOLOGIA – BCT – Terni https://bct.comune.terni.it/sites/default/files/speleologiad_per_sito_nuova_immagine.pdf
[56] Visualizza – Catasto Cavità Umbria https://catasto.fugs.it/index.php?mod=caves&nv_regione=UMBRIA&page=3&op=view
[57] Orvieto Underground: storia e visita guidata – Cantine Neri https://www.cantineneri.it/orvieto-underground/
[58] firmato accordo di programma per realizzazione leolandia umbria https://www.regione.umbria.it/la-presidente?p_p_id=101&p_p_lifecycle=0&p_p_state=maximized&p_p_mode=view&_101_struts_action=/asset_publisher/view_content&_101_returnToFullPageURL=https://www.regione.umbria.it/la-presidente?p_p_id=3&p_p_lifecycle=1&p_p_state=normal&p_p_state_rcv=1&_101_assetEntryId=16585940&_101_type=content&_101_urlTitle=area-crisi-complessa-terni-narni-firmato-accordo-di-programma-per-realizzazione-leolandia-umbria&inheritRedirect=true
[59] Bellezze sotterranee, patto turistico – La Nazione https://www.lanazione.it/umbria/cronaca/bellezze-sotterranee-patto-turistico-f58ac452
[60] Città della Pieve – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0_della_Pieve
[61] Fiction girate a citta della pieve? – qualcherisposta.it https://qualcherisposta.it/fiction-girate-a-citta-della-pieve
[62] Sulla Rupe le telecamere di TF1. Protagonista il Pozzo di San … https://www.orvietonews.it/cultura/2023/02/01/sulla-rupe-le-telecamere-di-tf1-protagonista-il-pozzo-di-san-patrizio-e-il-suo-legame-con-il-castello-di-chambord-100139.html
[63] Terni, la ‘Liberazione’ rivissuta nei rifugi – UmbriaON https://www.umbriaon.it/terni-la-liberazione-rivissuta-nei-rifugi/
[64] Provvedimenti del Consiglio di Amministrazione anno 2023 https://www.teverenera.it/trasp/at/content/provvedimenti-del-consiglio-di-amministrazione-anno-2023
[65] Città della Pieve https://www.cittadellapieve.org/

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  • Grotte turistiche, Lorenzo Burzacca confermato nel direttivo ISCA 2026-2030
    Condividi Il 10° congresso in Dordogna rinnova la guida dell’associazione internazionale delle grotte turistiche. Friedrich Oedl resta alla presidenza; nel nuovo mandato trovano spazio conservazione, gestione sostenibile e divulgazione del patrimonio sotterraneo. Grotte turistiche: la conferma di Lorenzo Burzacca nel direttivo ISCA Lorenzo Burzacca è stato confermato nel consiglio direttivo dell’International Show Caves Association per il mandato 2026-2030. L’elezione si è svolta durante i
     

Grotte turistiche, Lorenzo Burzacca confermato nel direttivo ISCA 2026-2030

Október 8th 2026 at 11:00

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Il 10° congresso in Dordogna rinnova la guida dell’associazione internazionale delle grotte turistiche. Friedrich Oedl resta alla presidenza; nel nuovo mandato trovano spazio conservazione, gestione sostenibile e divulgazione del patrimonio sotterraneo.

Grotte turistiche: la conferma di Lorenzo Burzacca nel direttivo ISCA

Lorenzo Burzacca è stato confermato nel consiglio direttivo dell’International Show Caves Association per il mandato 2026-2030. L’elezione si è svolta durante il 10° congresso ISCA, ospitato nella Dordogna francese dal 22 settembre al 1° ottobre 2026. Burzacca figura tra i nove direttori della nuova squadra, insieme a rappresentanti di Europa, Americhe e Oceania. [web:5]

La conferma mantiene la presenza italiana nella guida dell’associazione internazionale delle grotte turistiche. Il nuovo direttivo proseguirà il lavoro sulla cooperazione tra i siti aperti al pubblico. Tra le priorità figurano lo scambio di conoscenze, la conservazione e lo sviluppo responsabile del patrimonio sotterraneo. [web:5]

Il congresso ISCA in Dordogna e il confronto sul turismo sotterraneo

Il 10° congresso ISCA si è svolto a Périgueux e nella regione della Dordogna. L’organizzazione ha coinvolto la Fédération Française du Tourisme et du Patrimoine Souterrains, la federazione francese dedicata al turismo e al patrimonio sotterraneo. La Francia ha ospitato per la prima volta questo appuntamento internazionale. [web:4][web:9]

Il programma congressuale ha affiancato presentazioni, laboratori di confronto e assemblea generale. Le attività previste comprendevano anche una rassegna video internazionale e visite a diversi siti del territorio. Tra questi figuravano Lascaux IV, le grotte di Maxange e il Gouffre de Proumeyssac. [web:9]

Il calendario complessivo comprendeva inoltre escursioni prima e dopo le giornate centrali del congresso. Domme, Tourtoirac, Villars e Cougnac erano tra le mete inserite nel programma. La dimensione territoriale dell’incontro ha così affiancato il confronto professionale sulla gestione delle grotte turistiche. [web:9]

Direttivo ISCA 2026-2030: presidente, vicepresidenti e direttori

La presidenza dell’ISCA per il quadriennio 2026-2030 è affidata all’austriaco Friedrich Oedl. Lo spagnolo Rafael Pagés Rodríguez ricopre il ruolo di primo vicepresidente. Il portoghese Nuno Querido Jorge è il secondo vicepresidente. Lo spagnolo Juan José Tíscar Moya assume gli incarichi di segretario e tesoriere. [web:5]

Accanto a queste quattro cariche, il consiglio comprende nove direttori: [web:5]

  • Heros A. Santos Lobo, Brasile;
  • Yvonne Wagner, Germania;
  • Guilhem de Grully, Francia;
  • Peter Gažik, Slovacchia;
  • Jakub Gabris, Repubblica Ceca;
  • Joe Klimczak, Stati Uniti;
  • Lorenzo Burzacca, Italia;
  • Peter Chandler, Nuova Zelanda;
  • Oliver Bowerman, Regno Unito.

La composizione riunisce esperienze provenienti da undici Paesi. Le tredici cariche del consiglio sono distinte dalle presidenze dei comitati e delle commissioni specializzate, annunciate insieme al nuovo direttivo. Questa articolazione affianca alla guida associativa specifiche competenze scientifiche, culturali e comunicative. [web:5]

Grotte turistiche e patrimonio sotterraneo: le commissioni specializzate

Lo spagnolo Juan José Durán Valsero presiede il Comitato scientifico e tecnico. La francese Joëlle Darricau guida la Commissione sulla preistoria. Allo statunitense Rod Graves è affidata la Commissione media, relazioni pubbliche e risorse informative. [web:5]

I tre incarichi riguardano ambiti diversi del patrimonio sotterraneo. La componente scientifica e tecnica affianca il lavoro sulla preistoria e quello sulla comunicazione. Nel mandato 2026-2030, questi settori accompagnano gli obiettivi dichiarati dall’associazione: conservazione, educazione e gestione sostenibile dei siti. [web:5]

ISCA e Italia: una rete internazionale per le grotte turistiche

L’International Show Caves Association riunisce persone, associazioni, società ed enti pubblici che possiedono, gestiscono o conducono grotte aperte alle visite. La sede dell’organizzazione si trova a Genga, in Italia, in largo Leone XII. I congressi e le assemblee generali seguono un ciclo quadriennale. [web:13]

Il rapporto con il territorio italiano comprende anche la storia degli incontri internazionali. Nel 2018 Genga e le Grotte di Frasassi hanno ospitato l’ottavo congresso ISCA. La conferma di Burzacca nel nuovo consiglio prosegue questa presenza italiana nelle strutture dell’associazione. [web:9][web:5]

Per il quadriennio appena avviato, il programma annunciato dall’ISCA mette al centro la cooperazione. Il confronto tra gestori dovrà sostenere lo scambio di esperienze e conoscenze. La fruizione turistica viene collegata alla tutela delle cavità e alla loro funzione educativa, insieme allo sviluppo responsabile del patrimonio sotterraneo. [web:5]

Fonti

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  • Grotte di Castellana, il mondo sotterraneo può diventare rifugio climatico contro il caldo estremo
    Condividi Durante le ondate di calore la Grave, con una temperatura intorno ai 16 °C, ha accolto anziani e persone fragili Il complesso carsico pugliese sperimenta una nuova funzione sociale, mentre cresce l’attenzione per accessibilità, sostenibilità e nuove forme di fruizione Le Grotte di Castellana, uno dei più importanti complessi carsici turistici italiani, durante l’estate 2026 hanno assunto anche una funzione insolita e particolarmente attuale: quella di rifugio climatico nelle gior
     

Grotte di Castellana, il mondo sotterraneo può diventare rifugio climatico contro il caldo estremo

Október 8th 2026 at 05:00

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Durante le ondate di calore la Grave, con una temperatura intorno ai 16 °C, ha accolto anziani e persone fragili

Il complesso carsico pugliese sperimenta una nuova funzione sociale, mentre cresce l’attenzione per accessibilità, sostenibilità e nuove forme di fruizione

Le Grotte di Castellana, uno dei più importanti complessi carsici turistici italiani, durante l’estate 2026 hanno assunto anche una funzione insolita e particolarmente attuale: quella di rifugio climatico nelle giornate caratterizzate dalle temperature più elevate.

L’iniziativa è stata sperimentata nel mese di luglio, quando la Grave, la grande cavità d’ingresso del sistema sotterraneo, è stata aperta per alcune ore ad anziani, bambini e persone fragili, offrendo loro un ambiente naturalmente fresco nel quale trascorrere parte della giornata. Nel sottosuolo di Castellana la temperatura si mantiene infatti attorno ai 16-16,5 °C per tutto l’anno.

Secondo quanto documentato il 18 luglio dalla TGR Puglia, nella Grave sono state organizzate anche attività di socializzazione e intrattenimento. L’iniziativa non era riservata ai soli abitanti di Castellana Grotte, ma era rivolta anche a persone provenienti dai comuni vicini e dall’area barese. La società di gestione aveva inoltre annunciato la possibilità di riattivare il servizio in occasione di successive ondate di calore.

Il sottosuolo come risposta alle temperature estreme

L’esperienza di Castellana introduce un tema destinato probabilmente ad assumere un interesse crescente: il ruolo degli ambienti sotterranei in presenza di condizioni climatiche estreme.

Le cavità naturali possiedono un microclima molto più stabile rispetto all’ambiente esterno. Nel caso delle Grotte di Castellana, il complesso si sviluppa per oltre tre chilometri e presenta temperature interne sostanzialmente costanti durante l’anno. Una caratteristica normalmente associata alla visita turistica che, durante le giornate di caldo eccezionale, può acquisire anche un valore sociale.

L’esperimento dell’estate è tornato all’attenzione nei giorni scorsi grazie a un articolo pubblicato dal Corriere della Sera il 3 ottobre, dedicato alle trasformazioni in corso intorno al sito carsico pugliese. Il direttore artistico Giuseppe Savino ha ricordato che, durante l’estate particolarmente calda, le grotte sono state aperte alla cittadinanza nelle ore di maggiore afa proprio con la funzione di rifugio climatico.

Si tratta di un utilizzo che non modifica la destinazione principale delle Grotte di Castellana, ma mette in evidenza come un ambiente naturale ipogeo possa entrare, con le necessarie cautele e valutazioni, anche nelle strategie locali di adattamento alle temperature estreme.

Accessibilità e nuove modalità di conoscenza delle grotte

L’attenzione alla funzione sociale del complesso si accompagna ad altre iniziative rivolte ad ampliare le possibilità di fruizione. Il progetto “Grotte 100% Accessibili”, ad esempio, prevede visite dedicate anche a persone con disabilità fisiche, sensoriali, psichiche e intellettivo-relazionali, con modalità organizzative specifiche e una preventiva valutazione della compatibilità con il microclima e con le caratteristiche dell’ambiente sotterraneo.

Accanto alla visita turistica tradizionale vengono inoltre proposte esperienze che cercano di avvicinare il pubblico alla dimensione esplorativa della grotta.

Con SpeleoFamily, rivolta alle famiglie, parte del percorso viene effettuata al buio e con modalità che richiamano le prime esplorazioni del complesso. L’itinerario comprende anche una deviazione dal normale tracciato turistico verso la Caverna delle Concrezioni Coralline.

SpeleoNight propone invece un percorso di circa tre chilometri che comprende l’esplorazione di un tratto non normalmente inserito nella visita turistica e il passaggio individuale nel Corridoio del Deserto, sfruttando oscurità e silenzio come elementi dell’esperienza sotterranea.

Sono modalità di fruizione molto diverse dalla speleologia esplorativa propriamente detta, ma testimoniano il tentativo di comunicare al grande pubblico aspetti della grotta che vanno oltre la semplice contemplazione delle concrezioni.

Dalla scoperta del 1938 alle nuove funzioni del mondo sotterraneo

La storia moderna delle Grotte di Castellana è legata alla discesa di Franco Anelli nella Grave il 23 gennaio 1938 e alle successive esplorazioni condotte insieme a Vito Matarrese. Fu poi Matarrese, proseguendo le ricerche, a raggiungere nel 1939 la Grotta Bianca, uno degli ambienti più conosciuti del complesso.

A quasi novant’anni dall’inizio di quelle esplorazioni, Castellana mostra così un’altra possibile relazione tra comunità e sottosuolo. La grotta resta innanzitutto un ambiente naturale delicato, da conoscere e tutelare, ma la stabilità del suo microclima mette oggi in evidenza anche una funzione che difficilmente sarebbe stata immaginata dai primi esploratori.

In estati sempre più segnate da episodi di caldo intenso, l’esperienza pugliese offre quindi uno spunto che va oltre il singolo sito turistico: le cavità naturali possono diventare anche luoghi nei quali riflettere concretamente sul rapporto fra ambiente sotterraneo, comunità e adattamento ai cambiamenti climatici, purché ogni utilizzo sia compatibile con la conservazione del sistema carsico e con la sicurezza delle persone.

Fonti: Corriere della Sera, 3 ottobre 2026; Rai TGR Puglia, 18 luglio 2026; Grotte di Castellana Srl, sito istituzionale

Foto: Grave delle Grotte di Castellana – Boboseiptu / Wikimedia Commons – CC BY-SA 4.0

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  • Grecia, a Salonicco il 16° seminario di speleologia del Proteas
    Condividi Il gruppo speleologico Proteas – Speleologia di Salonicco organizza la sedicesima edizione del corso dedicato alla formazione di nuovi speleologi. Tecniche di progressione, sicurezza, conoscenza dell’ambiente sotterraneo e, nella tradizione formativa dell’associazione, anche rilievo delle cavità. La speleologia greca è organizzata, come quella italiana, in una rete di gruppi che collaborano nelle esplorazioni, nella ricerca e nella tutela dell’ambiente sotterraneo, con frequenti
     

Grecia, a Salonicco il 16° seminario di speleologia del Proteas

Október 6th 2026 at 05:00

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Il gruppo speleologico Proteas – Speleologia di Salonicco organizza la sedicesima edizione del corso dedicato alla formazione di nuovi speleologi. Tecniche di progressione, sicurezza, conoscenza dell’ambiente sotterraneo e, nella tradizione formativa dell’associazione, anche rilievo delle cavità.

La speleologia greca è organizzata, come quella italiana, in una rete di gruppi che collaborano nelle esplorazioni, nella ricerca e nella tutela dell’ambiente sotterraneo, con frequenti scambi e collaborazioni internazionali, avendo grande cura della formazione.

Un esempio: a Salonicco, in Grecia, prenderà il via il 13 ottobre 2026 la sedicesima edizione del Seminario di Speleologia e Speleo-esplorazione organizzato dal gruppo Proteas – Speleologia di Salonicco

L’iniziativa è rivolta anche a persone senza precedente esperienza e combina lezioni teoriche e attività pratiche, con l’obiettivo di fornire le conoscenze di base per muoversi in grotta in sicurezza e partecipare successivamente alle escursioni e alle spedizioni organizzate dall’associazione durante l’anno.

Il programma di questa edizione pone l’attenzione sull’attrezzatura, sulle tecniche speleologiche, sulla sicurezza e sul comportamento responsabile nell’ambiente sotterraneo.

La formazione proposta da Proteas si inserisce però in un’attività didattica ormai consolidata. Nei programmi pubblicati dall’associazione per i seminari degli anni precedenti compaiono, oltre alle tecniche di progressione e alla geologia, anche organizzazione delle spedizioni, prevenzione degli incidenti, soccorso speleologico e cartografia delle grotte. In alcune edizioni gli allievi hanno effettuato esercitazioni pratiche di rilievo e fotografia direttamente nelle cavità.

Il rilievo costituisce del resto una componente importante dell’attività esplorativa del gruppo di Salonicco. Nella documentazione pubblicata da Proteas sono presenti rilievi realizzati con strumenti digitali DistoX e DistoX2, utilizzati sia per la documentazione di singole cavità sia nell’ambito di spedizioni esplorative.

Il sito dell’associazione ospita inoltre un archivio delle grotte esplorate e documentate dal gruppo, con indicazioni relative a sviluppo, profondità e autori o anni dei rilievi.

Il 16° Seminario di Speleologia e Speleo-esplorazione è articolato su 20 appuntamenti, dal 13 ottobre al 19 novembre 2026: 13, 15, 17, 18, 20, 22, 24, 25, 27, 29 e 31 ottobre; 1, 3, 5, 7, 8, 10, 12, 16 e 19 novembre 2026.

Le lezione teoriche, che avranno inizio alle h 20 e durata di circa due ore, come nella precedente edizione verteranno su:

  • materiali e attrezzatura speleologica;
  • elementi di geologia;
  • nodi e ancoraggi;
  • teoria dell’armo;
  • organizzazione delle spedizioni;
  • cartografia/rilievo delle grotte (????????????);
  • incidenti, prevenzione e soccorso speleologico.

A queste si aggiungevano esercitazioni pratiche in grotte e palestre tecniche della Grecia settentrionale.

Il primo incontro è previsto martedì 13 ottobre 2026, alle ore 20, nella sede di Proteas, in Grigoriou Lampraki 7, a Salonicco.

I posti disponibili sono limitati e l’organizzazione ha predisposto un modulo online per le iscrizioni:

Fonti: Voria – Grecia – https://www.voria.gr/article/thessaloniki-proteas-launches-16th-speleology-seminar-underground-exploration

Informazioni: Gruppo Proteas – Speleologia di Salonicco https://proteascave.gr/seminaria/ – http://proteascave.gr/contact/

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  • Pozzo di San Patrizio senza barriere: a Orvieto le visite in joelette il 3 ottobre
    Condividi Cinque ‘carrozzelle fuoristrada’ e squadre di volontari per accompagnare persone con disabilità motoria lungo le scale elicoidali del monumento rinascimentale. L’iniziativa coinvolge Majella Sporting Team, Comune di Orvieto, CoopCulture, associazioni locali e CAI. Il Pozzo di San Patrizio senza barriere torna al centro di una giornata dedicata alla fruizione inclusiva del patrimonio storico. Sabato 3 ottobre, dalle ore 17, il monumento di Orvieto sarà visitabile da persone con disab
     

Pozzo di San Patrizio senza barriere: a Orvieto le visite in joelette il 3 ottobre

Október 3rd 2026 at 14:00

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Cinque ‘carrozzelle fuoristrada’ e squadre di volontari per accompagnare persone con disabilità motoria lungo le scale elicoidali del monumento rinascimentale. L’iniziativa coinvolge Majella Sporting Team, Comune di Orvieto, CoopCulture, associazioni locali e CAI.

Il Pozzo di San Patrizio senza barriere torna al centro di una giornata dedicata alla fruizione inclusiva del patrimonio storico. Sabato 3 ottobre, dalle ore 17, il monumento di Orvieto sarà visitabile da persone con disabilità e difficoltà motorie grazie a cinque joelette, carrozzelle fuoristrada monoruota condotte da squadre di accompagnatori.

L’iniziativa è organizzata dalla Majella Sporting Team di Lama dei Peligni, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Orvieto e di CoopCulture. Le visite sono previste dopo un tour nel centro storico della delegazione abruzzese, attesa nel primo pomeriggio.

Il Pozzo di San Patrizio senza barriere si rivolge in modo particolare alle ragazze e ai ragazzi delle associazioni orvietane Tartaruga Xyz e Andromeda, invitati a partecipare all’esperienza. Saranno presenti anche rappresentanti della sezione CAI di Orvieto e volontari del gruppo di montagnaterapia.

Pozzo di San Patrizio senza barriere e joelette

La joelette è una carrozzella da fuoristrada a ruota unica. Viene manovrata da due o più accompagnatori e consente a persone con mobilità ridotta, anche con necessità di assistenza completa, di affrontare itinerari non serviti dalle comuni carrozzine.

Nel caso orvietano, la joelette sarà impiegata lungo il complesso sistema di scale del pozzo. Si tratta di un impiego che richiede una preparazione accurata delle squadre, una gestione dei tempi e il coordinamento con i responsabili del sito. La finalità non è modificare la struttura storica, ma rendere possibile una visita dedicata attraverso un accompagnamento umano e tecnico.

La Majella Sporting Team promuove dal 2014 il progetto “Montagne senza barriere”. L’attività nasce per favorire l’accesso alla montagna per persone con disabilità, poi estesa a luoghi culturali e monumenti caratterizzati da percorsi complessi. Per il Pozzo di San Patrizio senza barriere, l’associazione porterà cinque mezzi e i propri volontari.

L’esperienza di Giulia nel monumento

L’appuntamento del 3 ottobre segue una prima sperimentazione svolta il 25 aprile 2026. In quella occasione Giulia Romano, dodicenne con disabilità, ha percorso in joelette le rampe elicoidali del Pozzo di San Patrizio, accompagnata dai volontari della Majella Sporting Team.

Il Comune di Orvieto ha descritto quell’esperienza come una verifica concreta di accessibilità possibile in un luogo che, per conformazione storica e architettonica, non è pienamente accessibile in modo ordinario. La discesa e la risalita dei 248 gradini hanno mostrato che visite specifiche possono essere organizzate quando sono presenti competenze, volontari e condizioni operative adeguate.

Il sindaco Roberta Tardani ha collegato la nuova giornata agli appuntamenti cittadini del Disability Pride. L’obiettivo dichiarato è proseguire un percorso di attenzione all’accessibilità, consentendo a più persone di conoscere direttamente uno dei principali monumenti di Orvieto.

Storia e struttura del Pozzo di San Patrizio

Il Pozzo di San Patrizio senza barriere interessa un’opera rinascimentale costruita per rispondere a una necessità idrica e difensiva. Il progetto fu affidato ad Antonio da Sangallo il Giovane da papa Clemente VII dopo il Sacco di Roma del 1527, quando il pontefice trovò rifugio a Orvieto. I lavori si conclusero nel 1537, sotto Paolo III.

La struttura raggiunge circa 53 metri di profondità. La sua caratteristica più nota è la doppia rampa elicoidale indipendente: una permetteva di scendere e l’altra di risalire, evitando l’incrocio tra persone e animali da soma impegnati nel trasporto dell’acqua. Ciascuna scala conta 248 gradini ed è illuminata da 72 aperture.

Proprio questa organizzazione interna, pensata nel XVI secolo per il passaggio dei muli e per la continuità dell’approvvigionamento, costituisce oggi la principale difficoltà per chi ha ridotta mobilità. Le visite con joelette non trasformano il monumento in un percorso privo di ostacoli. Offrono invece una modalità di accesso accompagnata, programmata e basata sul lavoro di squadra.

Montagnaterapia e accessibilità culturale

Alla giornata prenderà parte il gruppo di montagnaterapia del CAI di Orvieto. La montagnaterapia utilizza la frequentazione di ambienti naturali e l’attività di gruppo come elementi di sostegno al benessere e ai percorsi di salute di persone con fragilità, disabilità o patologie.

In questo caso l’attenzione si sposta dal paesaggio montano a un ambiente sotterraneo costruito. Il principio resta affine: favorire partecipazione, relazione e autonomia possibile attraverso un’esperienza condivisa, senza ridurre le persone alla sola condizione di disabilità.

Il Pozzo di San Patrizio senza barriere propone quindi un modello di visita temporaneo e assistito. Il suo esito dipende dalla formazione degli accompagnatori, dalla valutazione delle condizioni di sicurezza e dalla collaborazione tra associazioni, gestori e istituzioni. Per un monumento scavato nella rupe di tufo, la questione dell’accessibilità richiede soluzioni su misura, capaci di rispettare insieme le persone e il bene storico.

Fonti

Fonti
[1] Il Pozzo di San Patrizio senza barriere, il 3 ottobre le visite a bordo … https://www.comune.orvieto.tr.it/it/news/il-pozzo-di-san-patrizio-senza-barriere-il-3-ottobre-le-visite-a-bordo-della-joelette
[2] Pozzo di San Patrizio senza barriere. In programma le visite a bordo … https://www.orvietonews.it/sociale/2026/09/29/pozzo-di-san-patrizio-senza-barriere-in-programma-le-visite-a-bordo-di-cinque-joelette-124028.html
[3] Pozzo di San Patrizio, prove di accessibilità possibile: la discesa di … https://www.comune.orvieto.tr.it/it/news/pozzo-di-san-patrizio-prove-di-accessibilita-possibile-la-discesa-di-giulia-con-la-joelette
[4] Storia del Pozzo di San Patrizio a Orvieto: Origini e Leggenda https://pozzodisanpatrizio.it/la-storia-del-pozzo-di-san-patrizio/
[6] Novità – Comune di Orvieto https://www.comune.orvieto.tr.it/it/news
[7] Ad Orvieto un viaggio immersivo nel pozzo di S.Patrizio – ANSA https://www.ansa.it/canale_viaggi/regione/umbria/2022/06/27/ad-orvieto-un-viaggio-immersivo-nel-pozzo-di-s.patrizio_b9bea903-df08-4ab3-8946-8ebfd700dd86.html
[8] Pozzo di San Patrizio scale: la doppia chiocciola che … https://veiano.it/pozzo-di-san-patrizio-scale/
[9] Pozzo di San Patrizio Senza Barriere in Programma le Visite a … https://www.virgilio.it/italia/terni/notizielocali/pozzo_di_san_patrizio_senza_barriere_in_programma_le_visite_a_bordo_di_cinque_joelette-77441430.html
[10] Pozzo di San Patrizio Orvieto — Orari, Biglietti e Storia https://pozzodisanpatrizio.it/
[11] Pozzo di San Patrizio a Orvieto: storia e visita https://www.bebilterrazzo.it/pozzo-di-san-patrizio.html
[12] Pozzo di San Patrizio: la discesa nel cuore della terra a … https://www.italyonair.com/luoghi/monumenti-e-attrazioni/pozzo-san-patrizio-orvieto-guida.html
[13] Pozzo di San Patrizio a Orvieto: storia, leggenda e informazioni https://www.viaggievacanze.com/pozzo-di-san-patrizio-18560.html
[14] 30 Settembre 2026 – OrvietoLife https://www.orvietolife.it/2026/09/30/
[15] Pozzo di San Patrizio a Orvieto: storia, architettura e misteri… https://journal.guidy.it/blog/pozzo-san-patrizio-orvieto-clemente-vii-storia
[16] Il sogno di Giulia si realizza: scende e risale i 248 scalini del Pozzo … https://www.espressione24.it/il-sogno-di-giulia-si-realizza-scende-e-risale-i-248-scalini-del-pozzo-di-san-patrizio-in-joelette-grazie-allassociazione-majella-sporting-team-di-lama-dei-peligni/

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