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Anche la Galleria Glori-Castellaro a Costacciaro: la memoria di una battaglia per la Valle Argentina

Október 30th 2026 at 09:58

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Tra le mostre del Raduno, un viaggio nelle gallerie della “diga fantasma” del Ponente ligure racconta il rapporto tra sottosuolo, geologia, grandi opere e difesa del territorio. Accanto, un’interessante esposizione raccoglie gli stemmi dei gruppi speleologici italiani

Tra le numerose mostre allestite al Raduno di Costacciaro ce n’è una che tocca un tema particolarmente caro a tutti gli speleologi: il rapporto tra conoscenza del sottosuolo, grandi opere, rischi ambientali e comunità che vivono il territorio.

È “La Galleria Glori-Castellaro. Un viaggio nel cuore della Valle Argentina”, un progetto dedicato all’esplorazione e alla documentazione della grande opera sotterranea incompiuta della Valle Argentina. Sulle tavole esposte a Costacciaro: un grande Lavoro degli Speleologi Ponente Ligure (SPL) e del G.S. Ligure A. Issel (ISSEL).

A presentare il lavoro Alessandro e Alessio Pastorelli, dello Speleo Club CAI Sanremo: Marco Marchesini, del G.S. Ligure A. Issel, e’ il geologo che ha ha fatto parte del gruppi di lavoro, condotto attraverso immagini, documentazione e osservazioni raccolte durante le ricognizioni nel sistema sotterraneo.

La mostra porta così in Umbria una storia ligure che Scintilena ha già seguito: quella delle grandi gallerie artificiali scavate nel Ponente ligure per un progetto idroelettrico mai completato.

Dentro la montagna, ciò che resta della diga

La Galleria Glori-Castellaro faceva parte del grande progetto della diga di Glori, pensato alla fine degli anni Cinquanta lungo il torrente Argentina.

Lo sbarramento previsto avrebbe raggiunto circa 80 metri di altezza e creato un invaso di circa 20 milioni di metri cubi d’acqua. I lavori iniziarono nel 1959 e lasciarono nel territorio un sistema sotterraneo imponente, con gallerie e altre infrastrutture legate alla futura opera.

Il progetto incontrò problemi tecnici e una forte opposizione della popolazione.

Dopo la tragedia del Vajont del 9 ottobre 1963, la mobilitazione nella Valle Argentina diventò ancora più intensa. L’11 novembre dello stesso anno migliaia di persone parteciparono alla protesta contro la diga, guidata dal sindaco di Badalucco Filippo Boeri.

Il progetto venne abbandonato, ma la storia non terminò allora. Ipotesi legate alla realizzazione di un invaso sono tornate nel corso degli anni, fino alle contestazioni più recenti e allo stop del 2024.

La diga non c’è.

Le sue gallerie, invece, sono ancora dentro la montagna. E speriamo restino li’, perchè spesso si sente oarlare di nuovo orogetti di DiGa, in un territorio e una roccia fragile.

Speleologia e memoria ambientale

La mostra di Costacciaro permette di guardare quelle gallerie non semplicemente come resti di archeologia industriale.

Il percorso ricostruisce l’inquadramento geografico della Valle Argentina, la complessa geologia dell’area, la storia del progetto e il suo contesto sociale.

Le immagini delle esplorazioni mostrano ciò che oggi rimane sottoterra: condotte, binari, strutture artificiali e rocce intensamente deformate, in ambienti nei quali, dopo oltre sessant’anni, l’acqua e i processi naturali hanno cominciato a modificare quanto era stato scavato dall’uomo.

Particolarmente interessante è la parte dedicata alla geologia. La Valle Argentina si trova in un territorio strutturalmente complesso, segnato da pieghe, faglie e fratture.

Conoscere ciò che si trova sotto i nostri piedi non è quindi soltanto una questione scientifica o speleologica. Diventa fondamentale quando sul territorio vengono progettate opere capaci di modificarne profondamente l’equilibrio.

Le gallerie Glori-Castellaro sono diventate così anche un luogo di ricerca, esplorazione e documentazione speleologica.

Entrarvi significa osservare ciò che rimane di un progetto incompiuto, ma anche conservare la memoria di una valle che più volte si è confrontata con l’ipotesi della costruzione di un grande invaso.

La battaglia contro la diga

Una parte della mostra è dedicata proprio al contesto sociale.

Fotografie, ritagli di giornale e documenti raccontano le manifestazioni contro la diga e una vicenda rimasta profondamente impressa nella memoria locale.

Tra le immagini compare anche il volume Per non dimenticare. L’opposizione della diga nella Valle Argentina, insieme alla documentazione delle mobilitazioni più recenti.

La storia di Glori, infatti, è tornata d’attualità più volte. Ancora nel 2023 nuove ipotesi legate alla realizzazione di un invaso hanno provocato proteste nella valle; nell’aprile 2024 il finanziamento ministeriale destinato allo studio di fattibilità è stato stralciato per l’assenza delle condizioni propedeutiche al progetto.

Per Scintilena questo è forse uno degli aspetti più significativi della mostra: il sottosuolo conserva anche le conseguenze delle scelte compiute in superficie.

Una galleria artificiale può diventare un documento storico. La geologia permette di leggere la complessità di un territorio. La speleologia può contribuire a documentare entrambe.

Palazzo Ducale, tra fotografie, collezioni e memoria speleologica

La Galleria Glori-Castellaro è soltanto una delle esposizioni ospitate a Palazzo Ducale, che durante il raduno di Costacciaro diventa uno dei punti d’incontro tra fotografia, documentazione e memoria della speleologia.

Negli stessi spazi si possono visitare “Sul limitare del buio” del GS Alpi Marittime CAI Cuneo e “Tracce invisibili” di Natasa Milosevic. Sono presenti inoltre la Federazione Speleologica Toscana, con il proprio stand e alcuni rilievi spettacolari (tra i quali la rappresentazione completa della pianta del Corchia e il rilievo della Carcaraia (ormai piu’ di 85 km!) e lo SpeleoFotoContest, e l’Associazione La Venta.

Un posto particolare spetta allo speleocollezionismo, presente con “Viaggio tra gli animali delle tenebre” di Isabella Abbona e con “I loghi dei Gruppi Grotte Italiani 2.0” di Alessandro Pastorelli per gli Speleocollezionisti Italiani.

Quest’ultima esposizione raccoglie gli stemmi dei gruppi speleologici disponendoli sulle rispettive regioni. Visti tutti insieme diventano quasi una grande mappa della speleologia italiana: gruppi storici, realtà ancora attive e sigle che appartengono ormai alla memoria del movimento speleologico.

“I loghi dei Gruppi Grotte Italiani 2.0”, curata da Alessandro Pastorelli per gli Speleocollezionisti Italiani, raccoglie gli stemmi dei gruppi speleologici disponendoli sulle rispettive regioni.

Una grande mappa della speleologia italiana: gruppi storici, realtà ancora attive e sigle che appartengono ormai alla memoria del movimento speleologico.

Anche la Liguria ha una storia più articolata di quanto possa apparire osservando soltanto gli stemmi presenti nell’esposizione. Dopo il 1974 in Liguria, ha raccontato Alessandro, sono nati, e in alcuni casi successivamente scomparsi, altri gruppi.

Tra questi il Gruppo Speleo Proteo di Castellaro, nato intorno al 1980 sulle ceneri dello Speleo Club di Sanremo del CTG e cessato nei primi anni Novanta. Il gruppo ha pubblicato anche un proprio bollettino, I Troglobi. Più recente è l’HSN Speleo di Pietra Ligure, fondato nel 1997 e rimasto attivo per pochi anni.

Sono particolari che trasformano una raccolta di stemmi in qualcosa di più di una curiosità.

Dietro ogni simbolo ci sono persone, esplorazioni, rilievi, pubblicazioni, riunioni, campi e grotte cercate per anni. Alcuni gruppi continuano il loro cammino, altri si trasformano o scompaiono, ma quello che hanno prodotto rimane nella storia della speleologia.

A Costacciaro, così, due mostre apparentemente molto diverse finiscono per raccontare qualcosa di simile.

Le gallerie di Glori-Castellaro conservano la memoria di un territorio. Gli stemmi conservano quella di chi il sottosuolo lo ha esplorato.

Fonti

Programma del raduno di Costacciaro – Mostre ed esposizioni – 2026.

Scintilena – La Galleria Glori-Castellaro: viaggio nel cuore della Valle Argentina – 22 agosto 2026
https://www.scintilena.com/la-galleria-glori-castellaro-viaggio-nella-valle-argentina/08/22/

Scintilena – Glori-Castellaro: viaggio nella Valle Argentina – 6 maggio 2026
https://www.scintilena.com/glori-castellaro-viaggio-nella-valle-argentina/05/06/

RaiNews TGR Liguria – Stop alla diga di Glori a Badalucco (IM) in Valle Argentina – 2 aprile 2024
https://www.rainews.it/tgr/liguria/video/2024/04/stop-alla-diga-di-glori-in-valle-argentina-3573f527-ac28-475f-8497-4cc8fed01616.html

Alessandro Pastorelli – comunicazione sulla storia dei gruppi speleologici liguri – ottobre 2026.

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