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    Condividi Sabato 5 settembre la prima proiezione dedicata alla storia della storica miniera del Comelico. Al mattino prevista una visita speleologica ai dodici livelli del sito. Sabato 5 settembre 2026, alle ore 16.00, il Cinema Piave di Santo Stefano di Cadore (Belluno) ospiterà la prima proiezione del docufilm “Salafossa – L’ultima miniera del Cadore”, un viaggio nella memoria del Comelico attraverso le gallerie, il lavoro e il paesaggio che hanno segnato la storia dell’ultima grande realtà
     

“Salafossa – L’ultima miniera del Cadore”: il docufilm debutta a Santo Stefano di Cadore

August 4th 2026 at 05:00

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Sabato 5 settembre la prima proiezione dedicata alla storia della storica miniera del Comelico. Al mattino prevista una visita speleologica ai dodici livelli del sito.

Sabato 5 settembre 2026, alle ore 16.00, il Cinema Piave di Santo Stefano di Cadore (Belluno) ospiterà la prima proiezione del docufilm “Salafossa – L’ultima miniera del Cadore”, un viaggio nella memoria del Comelico attraverso le gallerie, il lavoro e il paesaggio che hanno segnato la storia dell’ultima grande realtà mineraria del Cadore.

L’iniziativa rappresenta un’occasione per riscoprire un importante capitolo del patrimonio storico e industriale delle Dolomiti, raccontato attraverso immagini, testimonianze e ambienti sotterranei di grande fascino.

La giornata sarà arricchita, nella mattinata, dalla possibilità di partecipare a una visita speleologica della miniera, percorrendo i suoi dodici livelli, per vivere direttamente gli ambienti che fanno da sfondo al documentario.

L’evento è patrocinato dalla Società Speleologica Italiana (SSI) e dalla Commissione Nazionale Cavità Artificiali (CNCA).

In breve

  • Quando: sabato 5 settembre 2026, ore 16.00
  • Dove: Cinema Piave, Santo Stefano di Cadore (BL)
  • Evento: prima proiezione del docufilm Salafossa – L’ultima miniera del Cadore
  • Al mattino: visita speleologica ai 12 livelli della miniera
  • Patrocinio: Società Speleologica Italiana ETS e Commissione Nazionale Cavità Artificiali (

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  • Monte Canin, riparte la grande esplorazione del Club Alpinistico Triestino
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Monte Canin, riparte la grande esplorazione del Club Alpinistico Triestino

Júl 20th 2026 at 05:00

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Al via la campagna speleologica estiva sul massiccio del Canin: fino a settembre squadre impegnate tra nuove esplorazioni, rilievi e ricerca scientifica in uno dei più importanti sistemi carsici d’Europa

La parola ad Alessandra Ressa, per il Comunicato stampa del CAT

È ufficialmente iniziata la campagna speleologica estiva del Club Alpinistico Triestino sul Monte Canin, uno degli appuntamenti più attesi della stagione esplorativa.

La missione, che rappresenta una tradizione consolidata da circa cinquant’anni, vedrà gli speleologi del CAT impegnati fino al mese di settembre nell’esplorazione di nuove cavità e nella prosecuzione delle ricerche all’interno del vasto complesso carsico del Canin, tra i più estesi e significativi d’Europa.

Il comunicato diffuso dal Club racconta l’avvio delle operazioni logistiche, dall’allestimento del campo base in quota al trasporto con elicottero di uomini e materiali, passaggio indispensabile per garantire settimane di lavoro in completa autosufficienza. La campagna si concentrerà sia sull’approfondimento delle esplorazioni già avviate, come quelle nella promettente Grotta G1, sia sulla ricerca di nuovi ingressi attraverso sistematiche battute di superficie.

Di seguito pubblichiamo integralmente il comunicato stampa del Club Alpinistico Triestino, che illustra obiettivi, organizzazione e prospettive della spedizione 2026 sul Monte Canin.

La parola ad Alessandra Ressa;

CLUB ALPINISTICO TRIESTINO APS

COMUNICATO STAMPA con preghiera di pubblicazione

Monte Canin, al via la missione speleologica del Club Alpinistico Triestino

Monte Canin (Udine), 19 luglio 2026 – Ha preso ufficialmente il via la missione speleologica estiva del Club Alpinistico Triestino (CAT) sul massiccio del Monte Canin, uno dei più importanti laboratori naturali del carsismo d’alta quota in Europa.

Un appuntamento che si rinnova da circa cinquant’anni e che vedrà gli speleologi del sodalizio triestino impegnati fino al mese di settembre nell’esplorazione e nella ricerca di nuove cavità nel vasto altopiano carsico del Canin.

La giornata inaugurale è stata dedicata al complesso allestimento del campo base, operazione che ha richiesto un’importante organizzazione logistica.

Le operazioni sono iniziate intorno alle ore 9.00 con il trasporto in quota, mediante elicottero da Sella Nevea, di uomini e materiali. In appena venti minuti, grazie a quattro rotazioni del velivolo, sono stati trasferiti al campo nove speleologi e sei big bag contenenti complessivamente circa 800 chilogrammi di materiale.

Oltre alle tende, il materiale comprendeva l’attrezzatura speleologica individuale e collettiva, corde, materiali tecnici, strumenti topografici, viveri, riserve d’acqua, attrezzature da cucina e tutto il necessario per garantire diverse settimane di permanenza e di attività in completa autosufficienza.

Una volta conclusi i trasporti, i partecipanti hanno provveduto all’allestimento completo del campo: è stata montata la grande tenda sociale insieme alle tende personali, sistemato il materiale nei contenitori di stoccaggio, ciascuno identificato con apposite etichette descrittive per facilitarne la gestione durante la permanenza in quota, e organizzata la cambusa con tutte le scorte alimentari.

Alle ore 14.00 il campo risultava completamente operativo. Dopo aver messo in sicurezza l’intera struttura e le attrezzature, il gruppo è sceso al Rifugio Celso Gilberti per una breve sosta prima del rientro a Sella Nevea con la cabinovia e del successivo ritorno a Trieste.

Il campo resterà operativo fino a settembre e vedrà alternarsi numerose squadre composte da speleologi esperti del Club Alpinistico Triestino. L’attività esplorativa di quest’anno si concentrerà principalmente su tre nuove cavità individuate nel corso della campagna 2025. Le condizioni meteorologiche particolarmente avverse e il sopraggiungere dell’autunno avevano infatti impedito il proseguimento delle operazioni, rinviate quindi alla stagione estiva 2026.

Parallelamente proseguiranno le ricerche all’interno della promettente Grotta G1, scoperta dal CAT due anni fa e già esplorata fino a circa 270 metri di profondità. Le caratteristiche geomorfologiche della cavità e le correnti d’aria rilevate fanno ritenere agli speleologi che il sistema possa proseguire ulteriormente in profondità, riservando ancora importanti sviluppi.

Oltre al completamento delle esplorazioni già avviate, le squadre saranno impegnate anche nella ricerca sistematica di nuovi ingressi attraverso battute di superficie nelle aree ancora poco investigate del massiccio. Ogni nuova cavità individuata sarà documentata, rilevata topograficamente e inserita nel Catasto Speleologico Regionale secondo le procedure previste.

Negli ultimi anni le campagne speleologiche del Club Alpinistico Triestino e le collaborazioni tra gruppi regionali italiani e dell’est Europa hanno portato a risultati di assoluto rilievo scientifico sul Monte Canin, con importanti sviluppi esplorativi nelle cavità denominate Il Giglio e la più recente G1, confermando il ruolo del sodalizio triestino tra i protagonisti dell’esplorazione speleologica d’alta quota. Il massiccio del Monte Canin rappresenta infatti uno dei più estesi e complessi sistemi carsici d’Europa. Sul versante italiano sono state censite oltre un migliaio di cavità e le esplorazioni condotte negli ultimi decenni hanno contribuito alla realizzazione del Sistema del Monte Canin, il più esteso sistema ipogeo italiano, con uno sviluppo complessivo che sfiora i 90 chilometri.

CLUB ALPINISTICO TRIESTINO APSVia R. Abro, 5/A34144 Triestecell.: 348 5164550codice fiscale: 80016650329e-mail: [cat@cat.ts.it](mailto:cat@cat.ts.it)pec: [cat.trieste@pec.csvfvg.it](mailto:cat.trieste@pec.csvfvg.it)[http://www.cat.ts.it](http://www.cat.ts.it)Ufficio Stampa: Alessandra Ressa +39 348 3515270

Foto di copertina: Alessandra Ressa (pubblicata anche su Trieste.news)

Altre foto: Alessandra Ressa, Franco Riosa, Daen Scroccaro

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