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SedaDNA, perché è una svolta metodologica per la ricerca in grotta e la paleoecologia

Júl 8th 2026 at 14:00

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Il sedaDNA, cioè il DNA antico conservato nei sedimenti, trasforma il sedimento in un archivio biologico capace di documentare ecosistemi, fauna, flora e in alcuni casi anche gruppi umani, anche quando mancano resti ossei o fossili riconoscibili.

Il sedaDNA è considerato una svolta metodologica perché amplia in modo netto ciò che i ricercatori possono osservare nel passato, usando campioni di sedimento che prima erano soprattutto contesto stratigrafico e oggi diventano fonte diretta di informazione genetica. In questo senso, la novità non sta solo nella tecnica di laboratorio, ma nel cambio di scala dell’indagine: da un singolo reperto a una lettura molto più ampia della biodiversità e delle dinamiche ambientali nel tempo.

SedaDNA e archivio genetico dei sedimenti

La letteratura recente descrive il sedaDNA come uno strumento che supera un limite storico del record fossile, perché gran parte della vita passata non si conserva in forma visibile, mentre piccoli frammenti genetici possono restare intrappolati nella matrice sedimentaria e restituire una fotografia dell’ecosistema al momento della deposizione. Un solo campione può infatti contenere tracce che segnalano la presenza di organismi molto diversi, dai microbi ai mammiferi, rendendo il sedaDNA utile non solo per capire “chi c’era”, ma anche per ricostruire relazioni ecologiche, cambiamenti di habitat e passaggi climatici.

SedaDNA nelle grotte e nella ricerca archeologica

Nel caso delle grotte, il sedaDNA è considerato particolarmente importante perché i depositi carsici e archeologici offrono un contesto favorevole per studiare presenza animale, frequentazioni umane e successioni stratigrafiche, come sottolinea una rassegna del 2025 dedicata proprio a sfide e opportunità del DNA antico da sedimenti in ambiente ipogeo. Un lavoro pubblicato su Science ha mostrato che dai sedimenti di grotta è stato possibile recuperare non solo DNA mitocondriale, ma anche DNA nucleare di Neanderthal e Denisoviani, ricostruendo eventi di sostituzione di popolazione e ottenendo risultati coerenti con quelli derivati dai resti scheletrici, con serie temporali più dense e meno dipendenti dal ritrovamento di ossa e denti.

Metodologia del sedaDNA e qualità dei dati

Un altro motivo per cui il sedaDNA rappresenta una svolta metodologica è la pluralità degli approcci analitici oggi disponibili: il metabarcoding seleziona gruppi tassonomici mirati tramite brevi marcatori diagnostici, la metagenomica analizza l’insieme dei frammenti presenti nel campione, mentre il target capture arricchisce il DNA di taxa di interesse quando il segnale è raro o mescolato a una forte componente microbica. Questo significa che il sedaDNA non è una tecnica unica e rigida, ma una piattaforma metodologica adattabile a domande differenti, dalla paleoecologia alla paleogenetica, con protocolli sviluppati anche per ridurre l’effetto degli inibitori chimici che spesso complicano l’analisi dei sedimenti antichi.

SedaDNA, risoluzione ecologica e cronologie più fitte

Sul piano interpretativo, il sedaDNA è visto come un progresso anche perché in alcuni ambiti offre una risoluzione più precisa di altri indicatori ambientali: per esempio, il DNA vegetale può restituire informazioni sulla vegetazione con maggiore precisione spaziale rispetto al polline fossile, mentre in ambiente marino ha già permesso di seguire cambiamenti della biodiversità e delle condizioni del ghiaccio marino su scale che arrivano a quasi 100.000 anni. In contesti di grotta, studi recenti come quello su El Mirón, in Spagna, hanno identificato 28 taxa diversi, inclusi umani e numerosi vertebrati, mostrando che il sedaDNA può integrare archeologia, paleontologia e studio del clima nella stessa sequenza sedimentaria.

Limiti del sedaDNA e perché resta una svolta metodologica

La definizione di svolta metodologica non implica che il sedaDNA sia semplice da usare, perché i ricercatori devono controllare con attenzione contaminazioni moderne, inibitori, processi di rimescolamento del deposito e problemi di attribuzione cronologica o stratigrafica del DNA conservato nei sedimenti. Proprio il fatto che oggi esistano laboratori dedicati, protocolli di purificazione, metodi di arricchimento e studi sulla conservazione microstratigrafica del DNA in sedimenti di grotta spiega perché il sedaDNA sia ormai considerato non una curiosità sperimentale, ma un metodo maturo che cambia il modo di leggere gli archivi sotterranei e paleoambientali.

Fonti
[1] Sedimentary ancient DNA as a tool in paleoecology – Nature Reviews Earth & Environment https://www.nature.com/articles/s43017-021-00158-8
[2] Unearthing Neanderthal population history using nuclear and mitochondrial DNA from cave sediments https://www.science.org/doi/10.1126/science.abf1667
[3] Sedimentary ancient DNA metagenomic analysis provides new … https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0305440326000865
[4] Sedimentary ancient DNA from caves: Challenges and opportunities https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/jqs.3712
[5] Maximizing efficiency in sedimentary ancient DNA analysis – Nature https://www.nature.com/articles/s41598-024-69741-5
[6] Maximizing efficiency in sedimentary ancient DNA analysis https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11339378/
[7] A sedimentary ancient DNA perspective on human and carnivore persistence through the Late Pleistocene in El Mirón Cave, Spain https://www.nature.com/articles/s41467-024-55740-7
[8] The potential of sedimentary ancient DNA for reconstructing past sea ice evolution – The ISME Journal https://www.nature.com/articles/s41396-019-0457-1
[9] Microstratigraphic preservation of ancient faunal and hominin DNA in Pleistocene cave sediments | PNAS https://www.pnas.org/doi/abs/10.1073/pnas.2113666118
[14] I Tiankeng Cinesi: Giganteschi Portali verso Mondi Sotterranei … https://www.scintilena.com/i-tiankeng-cinesi-giganteschi-portali-verso-mondi-sotterranei-nascosti/08/21/
[15] Nuovo studio rivoluziona la datazione del cranio di Petralona https://www.scintilena.com/nuovo-studio-rivoluziona-la-datazione-del-cranio-di-petralona-286-000-anni-svelano-segreti-dellevoluzione-umana-europea/09/01/
[16] Le Omics Rivoluzionano la Biologia Sotterranea: Grotte e Acquiferi … https://www.scintilena.com/le-omics-rivoluzionano-la-biologia-sotterranea-grotte-e-acquiferi-sotto-la-lente-molecolare/04/29/
[17] Glossario speleologico UIS – Lettera ‘a’ Traduzione in italiano https://www.scintilena.com/glossario-speleologico-uis-lettera-a-traduzione-in-italiano/07/22/
[18] Il record di immersione speleosub di Xavier Meniscus presentato a … https://www.scintilena.com/il-record-di-immersione-speleosub-di-xavier-meniscus-presentato-a-marsiglia/06/14/
[19] 99 cose da sapere se abiti in un territorio carsico – Scintilena https://www.scintilena.com/come-riconoscere-se-vivi-in-un-territorio-carsico/06/06/
[20] Italia preistorica in grotta: a fine Ottobre il convegno di San Lorenzo … https://www.scintilena.com/italia-preistorica-in-grotta-a-fine-ottobre-il-convegno-di-san-lorenzo-bellizzi/10/03/
[21] Quando la Terra respira: Il Lago del Capraro, lo stagno che … https://www.scintilena.com/quando-la-terra-respira-il-lago-del-capraro-lo-stagno-che-scompare-e-il-cambiamento-climatico/01/22/
[22] L’acquedotto più lungo del mondo antico non è dove pensi – Scintilena https://www.scintilena.com/125844-2/05/03/
[23] Lascaux: Quando il Patrimonio Paleolitico Incontra la Fragilità dell … https://www.scintilena.com/lascaux-quando-il-patrimonio-paleolitico-incontra-la-fragilita-dellambiente-carsico/01/20/
[24] Come funziona Scintilena: Le nostre fonti di informazione (per … https://www.scintilena.com/come-funziona-scintilena-le-nostre-fonti-di-informazione-per-adesso/05/21/
[25] Diretta Ore 21.30 – Storia della comunicazione speleo su internet https://www.scintilena.com/storia-della-comunicazione-speleo-su-internet/11/26/
[26] Sedimentary ancient DNA: a new paleogenomic tool for … https://www.frontiersin.org/journals/marine-science/articles/10.3389/fmars.2023.1185435/full
[27] [PDF] Siobhan Evans1,2,3, Bastien Llamas1,2,3,4,5,6, and Jamie R … https://d197for5662m48.cloudfront.net/documents/publicationstatus/230559/preprint_pdf/dbbce49b8a6fc9dd9bb77cb8cbd954e4.pdf
[28] Ancient DNA Chronology within Sediment Deposits – Oxford Academic https://academic.oup.com/mbe/article/24/4/982/1012556?guestAccessKey=
[29] [PDF] Sedimentary ancient DNA reveals past ecosystem and biodiversity … https://epic.awi.de/57479/1/1-s2.0-S0277379122003341-main.pdf
[30] Sedimentary ancient DNA metagenomic analysis provides new … https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2025.06.19.660509v1.full-text
[31] Science Journals — AAAS https://orbi.uliege.be/bitstream/2268/245281/1/605.full.pdf

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  • Tracce tafonomiche sulle ossa animali: cosa raccontano davvero i resti ossei
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Tracce tafonomiche sulle ossa animali: cosa raccontano davvero i resti ossei

Júl 8th 2026 at 13:00

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Dalla macellazione ai carnivori, la tafonomia delle ossa animali aiuta a ricostruire azioni umane, agenti naturali, ambiente di deposito e storia del sito

Dalle tracce tafonomiche sulle ossa animali si possono ricavare informazioni molto concrete su chi ha modificato i resti, in quale fase, e in quali condizioni ambientali si sono conservati. Le ossa non indicano solo la presenza di una specie, ma permettono di distinguere macellazione umana, predazione, rosicchiamento, alterazioni del sedimento e processi avvenuti dopo la deposizione.

Tafonomia delle ossa animali e attività umane

Le strie da taglio, i segni di macellazione e le fratture intenzionali mostrano se una carcassa è stata lavorata dall’uomo, e aiutano a riconoscere operazioni come scarnificazione, disarticolazione, divisione della carcassa e recupero del midollo. Nello studio di Tombola di Cerea, per esempio, le strie profonde a sezione a V, i fendenti e la loro posizione su omero, femore, radio, scapola, mandibola, vertebre e tarso hanno permesso di leggere gesti tecnici diversi legati alla lavorazione delle carcasse. La distribuzione di queste tracce sulle varie parti anatomiche consente anche di capire quali porzioni dell’animale erano più sfruttate e quali specie venivano trattate più intensamente.

Tracce tafonomiche, carnivori e altri agenti biologici

Le ossa possono conservare morsi, punctures, pits, scores, furrows e fratture caratteristiche lasciate dai carnivori, utili per capire se i resti sono stati accumulati o rimaneggiati da predatori e necrofagi. Nel caso analizzato a Ferrara, il 36% delle tracce naturali era attribuito ai carnivori, mentre le rosicature dei roditori risultavano molto più rare, un dato che aiuta a riconoscere quali animali abbiano avuto un ruolo nella formazione del deposito. Anche questa distinzione è importante perché permette di separare un accumulo dovuto all’azione umana da un insieme osseo prodotto da iene, canidi, altri carnivori o piccoli roditori.

Ossa animali, ambiente di deposito e conservazione

Le tracce tafonomiche informano anche sulle condizioni fisiche e chimiche del deposito, perché weathering, esfoliazione, erosione da radici, macchie di manganese e abrasioni registrano l’effetto del clima, del suolo, dell’acqua e della permanenza in superficie. A Tombola di Cerea, oltre il 76% del campione mostrava alterazioni leggere legate ad agenti climatici ed edafici, con incidenze rilevanti di erosione da radici, esfoliazione, manganese e weathering, in rapporto con le caratteristiche stratigrafiche dei livelli. Questo tipo di lettura permette di capire se un osso è rimasto esposto prima del seppellimento, se è stato spostato dall’acqua o se ha subito trasformazioni lente all’interno del sedimento.

Tafonomia delle ossa animali e ricostruzione del sito

La tafonomia delle ossa animali serve a stabilire se un accumulo è primario o secondario, se i resti sono stati lasciati dove l’animale è morto oppure trasportati, e se il deposito è stato rimescolato da crolli, colate o infiltrazioni. Per questo l’analisi non si ferma alla singola traccia, ma mette insieme posizione del reperto, stato di conservazione, rapporto con il sedimento, associazione con strumenti e lettura stratigrafica del contesto. In grotta e nei siti archeologici questa combinazione di dati permette di ricostruire alternanze tra presenza animale e presenza umana, modalità di occupazione delle cavità e processi di formazione del deposito.

Informazioni economiche, ecologiche e paleoambientali

Dalle tracce tafonomiche si ricavano anche indicazioni sull’economia animale e sul rapporto tra gruppi umani e fauna, perché i segni di macellazione e la distribuzione anatomica dei resti chiariscono quali specie erano allevate, cacciate o sfruttate per materie prime. Lo studio di Tombola ha mostrato, attraverso l’insieme delle tracce e la composizione faunistica, un’economia centrata soprattutto sugli animali domestici, con un ruolo secondario della caccia e con il recupero di palco e altre parti dure per usi artigianali. Allo stesso tempo, la presenza di certe specie e di specifiche alterazioni ambientali consente di ricostruire boschi, aree umide, variazioni della falda e condizioni ecologiche del paesaggio antico.

In sintesi, le tracce tafonomiche sulle ossa animali permettono di leggere una vera sequenza di eventi: morte, consumo, manipolazione, trasporto, seppellimento e conservazione. È proprio questa lettura integrata che trasforma un frammento osseo in una fonte utile per archeologia, paleontologia e speleologia scientifica.

Fonti
[5] Megafauna nelle grotte preistoriche https://www.scintilena.com/megafauna-nelle-grotte-preistoriche/06/13/
[6] Grotta Grande, tra Neandertaliani e iene – Scintilena https://www.scintilena.com/grotta-grande-tra-neandertaliani-e-iene/12/28/
[7] Spedizione Archeologica e Speleologica in Botswana https://www.scintilena.com/spedizione-archeologica-e-speleologica-in-botswana-un-viaggio-alla-scoperta-delle-origini-umane/01/05/
[8] Rocce Verdi nei Pirenei: la Grotta 338 Rivela 4.000 Anni di … https://www.scintilena.com/rocce-verdi-nei-pirenei-la-grotta-338-rivela-4-000-anni-di-estrazione-preistorica-del-rame/05/05/
[9] Lo studio delle tracce fossili riscrive la storia dell’ … https://www.scintilena.com/lo-studio-delle-tracce-fossili-riscrive-la-storia-dellevoluzione-animale-prima-dellesplosione-cambriana/07/18/
[10] Le Rocce Sedimentarie: Gli Archivi Naturali della Storia … https://www.scintilena.com/le-rocce-sedimentarie-gli-archivi-naturali-della-storia-terrestre/10/04/
[11] Ominini: scoperti segni in Romania risalenti a 1,95 milioni di anni fa https://www.scintilena.com/nuove-evidenze-sulla-presenza-di-ominini-in-europa-scoperti-segni-di-attivita-in-romania-risalenti-a-195-milioni-di-anni-fa/02/12/
[12] La grotta che racconta i Neandertal: la Ciota Ciara https://www.scintilena.com/la-grotta-che-racconta-i-neandertal-la-ciota-ciara-riapre-il-paleolitico-piemontese/12/20/
[13] Pipistrelli: superstizione, curiosità, cinema, letteratura e sogni https://www.tutelapipistrelli.it/2014/07/24/pipistrelli-superstizione-curiosita-cinema-letteratura-e-sogni/
[14] Scoperte le più antiche tracce umane nel Plateau Centrale … https://www.scintilena.com/scoperte-le-piu-antiche-tracce-umane-nel-plateau-centrale-iraniano/07/10/
[15] Scoperte le più antiche incisioni d’Europa: non sono opera … https://www.scintilena.com/scoperte-le-piu-antiche-incisioni-deuropa-non-sono-opera-di-homo-sapiens/08/09/
[16] Proteggere il mondo sotterraneo: biodiversità delle grotte, servizi … https://www.scintilena.com/proteggere-il-mondo-sotterraneo-biodiversita-delle-grotte-servizi-ecosistemici-e-campagne-cave-animal-of-the-year/05/08/
[17] Nuove Scoperte in Polonia di Cannibalismo tribale https://www.scintilena.com/cannibalismo-di-guerra-nelleuropa-preistorica-nuove-scoperte-in-polonia/02/12/
[18] Homo Erectus: Come Sopravvivere al Cambiamento … https://www.scintilena.com/homo-erectus-come-sopravvivere-al-cambiamento-climatico-di-un-milione-di-anni-fa/01/23/
[19] Xiaozhai Tiankeng: dentro la dolina più profonda del mondo, dove … https://www.scintilena.com/xiaozhai-tiankeng-dentro-la-dolina-piu-profonda-del-mondo-dove-una-foresta-primordiale-sopravvive-nellombra-dellabisso/05/01/
[20] [PDF] Analisi archeozoologica e tafonomica dei resti faunistici provenienti … https://annali.unife.it/museologia/article/download/1320/1299/0
[21] Microsoft Word – TESI caccia g PHD.docx https://air.unimi.it/retrieve/6ea46909-a088-4956-b8e2-51d08ff9c3fa/phd_unimi_R12284.pdf
[22] MUSE_Vol_PA-n54-01_210x297_005-016.indd https://sfera.unife.it/retrieve/0ddc0317-a5b5-463d-a23a-b86922d5486c/DeLorenzi_SA%20UnitV_PA2024.pdf
[23] Uncovering Forensic Taphonomic Agents: Animal Scavenging in the … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9027482/
[24] Tracking changes in bone fracture morphology over time: environment, taphonomy, and the archaeological record https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S030544031100375X
[25] How Do Taphonomists Identify Scavenging Marks Versus Hunting Marks On Bone? – Anthropology Insights https://www.youtube.com/watch?v=eVFasl5nieI
[26] [PDF] Animal bone Environmental – Wessex Archaeology https://www.wessexarch.co.uk/sites/default/files/projects/dorchester_county_hospital/07_Animal_bone.pdf
[27] Röekillorna Spring from a taphonomic perspective https://lup.lub.lu.se/luur/download?func=downloadFile&recordOId=9209138&fileOId=9209139
[28] Squamate bone taphonomy: A new experimental framework and its application to the Natufian zooarchaeological record – Scientific Reports https://www.nature.com/articles/s41598-020-66301-5
[29] [PDF] TAPHONOMY AND ARCHAEOLOGICALLY RECOVERED … https://ethnobiology.org/sites/default/files/pdfs/JoE/7-2/Klippeletal1987.pdf
[30] Tafonomia – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Tafonomia
[31] Squamate bone taphonomy: A new experimental framework and its … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7287132/
[32] Zooarcheologia: Studio dei Resti Faunici e Tafonomia https://www.studocu.com/it/document/sapienza-universita-di-roma/archeologia-preistorica-e-protostorica/zooarcheologia-studio-dei-resti-faunici-e-tafonomia/165142118
[33] Paleontologia-Tafonomia e Tracce – Paleontologia Prof. Lucia Angiolini Tafonomia e tracce lunedì e – Studocu https://www.studocu.com/nl-be/document/universita-degli-studi-di-milano/paleontologia/paleontologia-tafonomia-e-tracce/1717377?origin=recommended-suggestion-1
[34] Characterization of recent marks produced on fossil bone surface during sullegic and trephic processes and their influence on taphonomic studies https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1040618217305700

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  • Grotte archivi del tempo
    Condividi Le grotte sono archivi naturali eccezionali: conservano sedimenti, ossa, reperti, tracce biologiche, concrezioni e segni di frequentazione umana in condizioni spesso più stabili rispetto agli ambienti esterni. Il loro valore nasce dalla sovrapposizione di due scale temporali diverse ma intrecciate: il tempo geologico, lento e stratificato, e il tempo dell’uomo, fatto di occupazioni, rituali, transiti, attività tecniche e gesti simbolici. Il tempo geologico e il tempo dell’uomo
     

Grotte archivi del tempo

Júl 8th 2026 at 11:00

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Le grotte sono archivi naturali eccezionali: conservano sedimenti, ossa, reperti, tracce biologiche, concrezioni e segni di frequentazione umana in condizioni spesso più stabili rispetto agli ambienti esterni. Il loro valore nasce dalla sovrapposizione di due scale temporali diverse ma intrecciate: il tempo geologico, lento e stratificato, e il tempo dell’uomo, fatto di occupazioni, rituali, transiti, attività tecniche e gesti simbolici.

Il tempo geologico e il tempo dell’uomo

Il tempo geologico nelle grotte si manifesta attraverso la formazione della cavità, la deposizione dei sedimenti e la crescita di concrezioni come stalattiti e stalagmiti. Gli strati mineralizzati e sedimentari registrano variazioni climatiche, idrologiche e ambientali su scale di secoli, millenni e decine di millenni. Il tempo umano, invece, entra nella stratigrafia con focolari, utensili, resti alimentari, ossa lavorate, sepolture, frequentazioni rituali e arte parietale.

Quando questi due tempi si incontrano, la grotta diventa un archivio composito: un deposito naturale che ingloba tracce culturali. Per questo una stessa sezione stratigrafica può raccontare insieme l’alternanza di fasi fredde e temperate, la presenza di carnivori, l’arrivo di gruppi umani, episodi di macellazione, accensioni di fuoco e persino la deposizione di materiali votivi.

Come si leggono i sedimenti

Lo studio dei sedimenti di grotta parte dalla stratigrafia: ogni livello viene descritto per colore, granulometria, struttura, presenza di ceneri, carboni, clasti, ossa, gusci o manufatti. La micromorfologia permette di osservare sezioni sottili al microscopio per distinguere depositi naturali, accumuli antropici, rimaneggiamenti, calpestio e alterazioni post-deposizionali. La datazione può basarsi su radiocarbonio, serie dell’uranio, OSL e altre tecniche, a seconda del materiale.

Le grotte ben conservate hanno un vantaggio decisivo: i livelli possono restare relativamente protetti da erosione, luce solare, bioturbazione e disturbi moderni. Tuttavia il deposito non è mai “puro”: acqua, crolli, animali scavatori, frequentazioni ripetute e concrezionamento possono spostare o sigillare i materiali, quindi l’interpretazione richiede sempre il confronto tra stratigrafia, tafonomia, archeozoologia, geoarcheologia e genetica.

Ossa di animali

Le ossa animali sono una delle fonti più ricche. Possono testimoniare fauna locale, clima, catene alimentari, competizione tra umani e carnivori e modalità di occupazione della cavità. La presenza di orso delle caverne, grandi erbivori o carnivori del Pleistocene aiuta a ricostruire ecosistemi e stagionalità.

Le tracce sulle ossa sono fondamentali: tagli da strumenti litici, fratture intenzionali per l’estrazione del midollo, rosicchiamenti di iene o lupi, corrosione digestiva, abrasione da trasporto e bruciature permettono di distinguere tra caccia, macellazione, accumulo naturale, predazione o uso secondario della grotta da parte di animali. Metodi come microscopia 3D, studio tafonomico e confronto sperimentale consentono di separare ciò che è umano da ciò che è naturale.

DNA antico nei sedimenti e sulle pareti

Il DNA antico sedimentario (sedaDNA) ha cambiato profondamente la ricerca. Oggi è possibile identificare la presenza di specie umane e animali anche senza trovare scheletri ben conservati, perché cellule, fluidi e frammenti biologici possono restare intrappolati nei sedimenti per lunghissimi periodi. Questo consente di riconoscere frequentazioni invisibili all’archeologia tradizionale.

Nel caso della Grotta di El Mirón, l’analisi di 32 campioni sedimentari ha permesso di rilevare Neanderthal, uomini moderni e numerosi taxa animali, compresi taxa non riconosciuti con i metodi archeozoologici classici. Ancora più innovativa è la recente prova che anche le pareti di grotta possono conservare DNA umano antico per millenni, persino in superfici senza pitture visibili ma vicine a contesti rupestri. Questo apre una nuova frontiera per lo studio delle frequentazioni umane e del rapporto tra gesto, contatto fisico e spazio sotterraneo.

Resti di cibo e dieta

I resti di cibo includono ossa con tracce di macellazione, conchiglie, gusci, semi carbonizzati, residui organici aderenti ai recipienti, pollini, fitoliti e microresti vegetali. Insieme mostrano cosa si mangiava, come si trasformavano gli alimenti e se la grotta fosse un riparo temporaneo, un campo stagionale, un’area di lavorazione o un luogo rituale.

La distribuzione spaziale è importante quanto il reperto in sé: un’alta concentrazione di resti combusti vicino a un focolare suggerisce consumo e cottura; accumuli marginali possono indicare scarichi; resti selezionati e deposti in modo non funzionale possono invece suggerire pratiche simboliche. Anche l’assenza di certi scarti può essere significativa, perché può indicare trasporto della carne altrove o pulizia intenzionale dell’area abitata.

Focolai preistorici

I focolai sono marcatori temporali e funzionali di grande valore. Possono conservare ceneri, carboni, sedimenti rubefatti, ossa bruciate, strumenti associati e talvolta residui utili per datazione e analisi paleoambientali. Un focolare non indica solo il fuoco: indica organizzazione dello spazio, controllo tecnico, socialità, illuminazione, cottura, difesa e spesso permanenza prolungata.

La forma, la temperatura raggiunta, il numero di riaccensioni e la posizione rispetto all’ingresso aiutano a capire il tipo di occupazione. Focolari ripetuti nello stesso punto suggeriscono ricorrenza e memoria del luogo; focolari profondi in zone buie possono indicare attività specifiche, esplorazione, rituali o produzione di luce per arte parietale.

Ritrovamenti antichi e moderni

Le grotte conservano sia materiali preistorici sia tracce di età storica e moderna. In molte cavità si trovano sequenze lunghissime, con frequentazioni che vanno dal Paleolitico superiore fino a epoche bizantine o contemporanee. Questo rende necessaria una lettura diacronica molto attenta, perché uno stesso sito può essere stato rifugio, stalla, santuario, sepolcreto, nascondiglio, miniera o luogo di culto in momenti diversi.

I ritrovamenti moderni non sono meno importanti: oggetti metallici, segni di escavazione, depositi recenti, graffiti contemporanei e tracce di esplorazione speleologica raccontano la storia più recente del rapporto tra uomo e grotta. Dal punto di vista scientifico, però, questi elementi possono anche disturbare i livelli antichi, quindi documentazione e tutela diventano centrali.

Utensili e tecnologia

Gli utensili rinvenuti in grotta comprendono strumenti litici, ossei, ceramiche, elementi di ornamento, pigmenti, lampade e oggetti votivi. La loro funzione va studiata insieme al contesto: un raschiatoio vicino a resti faunistici racconta lavorazione; un vaso in una cavità profonda può indicare deposizione rituale; pigmenti e strumenti di applicazione rimandano a pratiche grafiche o simboliche.

L’usura dei bordi, i residui microscopici e la relazione con i livelli sedimentari aiutano a capire la tecnologia e i comportamenti. Anche la provenienza delle materie prime è cruciale, perché segnala mobilità, scambi e capacità di pianificazione del gruppo umano.

Usi delle grotte

Le grotte non hanno avuto un solo uso. Le evidenze mostrano funzioni multiple: riparo, abitazione temporanea, base di caccia, luogo funerario, santuario, deposito votivo, miniera, fortezza e spazio terapeutico o simbolico. L’uso dipende da morfologia, accessibilità, luce, umidità, presenza d’acqua e rapporto con il territorio esterno.

In alcuni casi l’ingresso viene usato per la vita quotidiana, mentre le zone profonde assumono valore rituale o funerario. In altri casi gli animali occupano la grotta in certe fasi e gli umani in altre, creando stratigrafie miste che documentano alternanze, conflitti o coesistenze indirette.

Arte rupestre

L’arte rupestre in grotta non è solo immagine: è azione nello spazio. Pitture, incisioni, impronte, mani negative, modellati in argilla e segni astratti sono legati a supporto roccioso, acustica, luce mobile, percorsi interni e accesso selettivo. Per questo l’arte va studiata insieme alla topografia della grotta e non come elemento isolato.

La presenza di calcite sopra i pigmenti può contribuire sia alla datazione sia alla conservazione. Le ricerche recenti mostrano inoltre che alcune superfici decorate o adiacenti possono trattenere DNA umano antico, suggerendo che il contatto fisico con le pareti abbia lasciato tracce biologiche durevoli. Pur senza attribuire un dipinto a un individuo preciso, questo dato amplia enormemente le possibilità interpretative.

Culti Maya e mondo sotterraneo

Per i Maya, molte grotte erano luoghi di accesso a Xibalba, il mondo sotterraneo. Nelle regioni carsiche del Belize e dello Yucatán le cavità furono usate come spazi rituali, con offerte, vasi votivi, resti umani e pratiche legate all’acqua, alla fertilità, al potere e alla comunicazione con entità soprannaturali.

L’ambiente sotterraneo aveva una forza simbolica particolare: oscurità, profondità, umidità, eco e presenza di acque interne rendevano la grotta un luogo di soglia tra mondi. In siti maya specifici, il rinvenimento di offerte e di resti in contesti difficili da raggiungere suggerisce rituali intenzionali, non semplici usi utilitari. In alcuni casi, come nelle cavità associate ai cicli agricoli e alla richiesta di pioggia, la funzione sacrale è strettamente connessa all’ecologia del carsismo.

Perché le grotte sono archivi del tempo

Le grotte sono archivi del tempo perché combinano conservazione fisica, stratificazione e memoria culturale. Un deposito di grotta può contenere nello stesso punto la storia del clima, della fauna, delle tecniche, dell’alimentazione, del simbolismo e delle trasformazioni del paesaggio umano. Sono quindi archivi naturali, archeologici e biologici insieme.

Concetti chiave da ricordare

  • Tempo geologico: formazione della cavità, deposizione dei sedimenti, crescita delle concrezioni, cambiamenti climatici.
  • Tempo dell’uomo: occupazioni, fuochi, strumenti, dieta, rituali, arte, sepolture.
  • Sedimenti: non sono solo “terra”, ma un archivio stratificato di processi naturali e culturali.
  • Ossa animali: permettono ricostruzione paleoecologica, tafonomica e comportamentale.
  • SedaDNA: individua presenze umane e animali anche senza ossa riconoscibili.
  • Arte rupestre: va letta come pratica spaziale, simbolica e materiale.
  • Grotte maya: esempi fortissimi di uso rituale del mondo sotterraneo.
  • Tutela: scavare o disturbare i sedimenti senza metodo distrugge informazioni irripetibili.

Domande di ripasso

  1. Che differenza c’è tra un accumulo alimentare, un deposito naturale e un contesto rituale?
  2. Quali indicatori aiutano a interpretare un focolare preistorico?
  3. Perché l’arte rupestre va studiata insieme allo spazio interno della cavità?
  4. In che senso le grotte maya erano luoghi di soglia con il mondo sotterraneo?
  5. Perché la tutela dei sedimenti è essenziale quanto la conservazione dei reperti visibili?

Flashcard rapide

  • D: Che cos’è il sedaDNA?
    R: DNA antico recuperato dai sedimenti, utile per identificare specie e frequentazioni anche senza resti ossei visibili.
  • D: Cosa indica una frattura intenzionale su un osso lungo?
    R: Spesso l’estrazione del midollo da parte umana.
  • D: Perché le concrezioni sono importanti?
    R: Registrano variazioni climatiche e possono sigillare e conservare superfici o depositi.
  • D: Un focolare cosa documenta oltre al fuoco?
    R: Organizzazione dello spazio, attività umane, durata dell’occupazione e talvolta cronologia.
  • D: Qual è il valore archeologico delle grotte maya?
    R: Mostrano l’uso del sottosuolo come spazio rituale, cosmologico e politico-religioso.

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