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  • Acquacadda: una conferenza racconta gli straordinari ritrovamenti archeologici nella grotta
    Condividi Con il decreto n. 10/2026, la Regione Autonoma della Sardegna ha istituito ufficialmente il Monumento Naturale di Acquacadda Il sito di Sa Marchesa ospiterà giovedì 21 maggio 2026, alle h 18.30, una bella conferenza dedicata agli importanti ritrovamenti archeologici emersi nella grotta di Acquacadda, nel territorio di Nuxis. L’appuntamento, aperto al pubblico, offrirà l’occasione di conoscere più da vicino le recenti attività di ricerca e il valore storico e culturale di uno dei
     

Acquacadda: una conferenza racconta gli straordinari ritrovamenti archeologici nella grotta

Máj 19th 2026 at 18:47

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Con il decreto n. 10/2026, la Regione Autonoma della Sardegna ha istituito ufficialmente il Monumento Naturale di Acquacadda

Il sito di Sa Marchesa ospiterà giovedì 21 maggio 2026, alle h 18.30, una bella conferenza dedicata agli importanti ritrovamenti archeologici emersi nella grotta di Acquacadda, nel territorio di Nuxis.

L’appuntamento, aperto al pubblico, offrirà l’occasione di conoscere più da vicino le recenti attività di ricerca e il valore storico e culturale di uno dei siti più affascinanti del Sulcis.

L’iniziativa, dal titolo “Le comunità calcolitiche e le risorse animali del Sulcis. I dati archeozoologici dalla Grotta di Acquacadda a Nuxis”, vedrà gli interventi di Alfredo Carannante, direttore del Dipartimento Archeologia del Mediterraneo dell’International Research Institute for Archaeology and Ethnology (IRIAE), e dell’archeozoologo Salvatore Chilàrdi, anch’egli dell’IRIAE.

L’incontro si svolgerà presso il sito geospeleoarcheologico “Sa Marchesa” ad Acquacadda – Nuxis (SU), all’incrocio tra la S.P. 78 km 0,2 e la S.S. 293 km 50,4.

La notizia è stata riportata da La Provincia del Sulcis Iglesiente.

Il nome di Acquacadda è noto nel mondo speleologico e ambientale anche per il recente riconoscimento dell’area di Acquacadda–Su Montixeddu come Monumento Naturale della Sardegna, un risultato che Scintilena aveva raccontato nel marzo scorso, sottolineando il ruolo decisivo della speleologia sarda nella tutela del sito (https://www.scintilena.com/acquacadda-su-montixeddu-nasce-un-monumento-naturale-trionfo-della-speleologia-sarda/05/03/)

La conferenza si inserisce dunque in un percorso più ampio di attenzione verso un territorio che continua a rivelare testimonianze preziose del passato e straordinari valori naturalistici ancora da esplorare e proteggere: grazie al paziente e ininterrotto lavoro degli speleologi.

Dove e quando

Giovedì 21 maggio 2026, ore 18.30, presso il sito geospeleoarcheologico “Sa Marchesa”, Acquacadda – Nuxis (SU)

Ingresso

Partecipazione libera e aperta a tutti

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  • Geodiversità e geositi del Piemonte: al CAI di Lanzo Torinese una serata con il geologo Luca Paro
    Condividi Venerdì 22 maggio nella sede del CAI Lanzo un incontro aperto a tutti per parlare di patrimonio geologico, tutela del territorio e meraviglie naturali delle Valli di Lanzo Il CAI di Lanzo invita soci, appassionati e curiosi a un nuovo appuntamento culturale dedicato alla scoperta del patrimonio geologico piemontese. Ospite della serata sarà Luca Paro, geologo di Arpa Piemonte, che guiderà il pubblico in un viaggio tra geodiversità, geositi e paesaggi delle Valli di Lanzo. L’incon
     

Geodiversità e geositi del Piemonte: al CAI di Lanzo Torinese una serata con il geologo Luca Paro

Máj 19th 2026 at 18:22

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Venerdì 22 maggio nella sede del CAI Lanzo un incontro aperto a tutti per parlare di patrimonio geologico, tutela del territorio e meraviglie naturali delle Valli di Lanzo

Il CAI di Lanzo invita soci, appassionati e curiosi a un nuovo appuntamento culturale dedicato alla scoperta del patrimonio geologico piemontese. Ospite della serata sarà Luca Paro, geologo di Arpa Piemonte, che guiderà il pubblico in un viaggio tra geodiversità, geositi e paesaggi delle Valli di Lanzo.

L’incontro, a ingresso libero e gratuito, si terrà venerdì 22 maggio alle ore 21 nella sede del CAI Lanzo, in via Savant 1 a Lanzo Torinese.

Tema centrale della conferenza sarà la straordinaria geodiversità del Piemonte, frutto di una lunga e complessa storia geologica che ha modellato montagne, colline e pianure della regione. Un patrimonio naturale e culturale di grande valore, oggi sempre più riconosciuto anche a livello istituzionale grazie alla Legge Regionale 23/2023, tra le prime in Italia dedicate alla tutela e valorizzazione dei geositi e dei geoparchi.

Nel corso della serata si parlerà in particolare delle Valli di Lanzo, territorio ricco di emergenze geologiche di grande interesse, con riferimenti ai geositi inseriti nel primo elenco regionale di prossima pubblicazione.

Il CAI di Lanzo presenta l’evento come un appuntamento “davvero imperdibile” e invita il pubblico ad

Se desiderate conoscere meglio il territorio alpino attraverso lo sguardo della geologia e comprendere quanto il paesaggio che attraversiamo ogni giorno custodisca storie antichissime, fragili e da proteggere….arrivate con qualche minuto di anticipo!

L’interesse che sta sviluppandosi attorno alla serata è alto: i posti potrebbero esaurirsi rapidamente.

QUANDO: Venerdì 22 maggio 2026, ore 21
DOVE: sede del CAI Lanzo in via Savant 1 a Lanzo Torinese
COME: partecipazione libera e gratuita

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  • Progetto geometrie di grotta a Campocatino: la lezione pratica con Cavway alla Grotta degli Urli
    Condividi La Federazione Speleologica del Lazio ha avviato un percorso di uniformazione del rilievo ipogeo e di miglioramento della documentazione catastale regionale, con formazione online e prova sul campo nel fine settimana del 16 e 17 maggio 2026. Formazione e rilievo ipogeo La Federazione Speleologica del Lazio ha distribuito ai gruppi federati il nuovo strumento Cavway per il rilievo ipogeo, con l’obiettivo di rendere omogenei gli standard di lavoro e più solida la documentazione cat
     

Progetto geometrie di grotta a Campocatino: la lezione pratica con Cavway alla Grotta degli Urli

Máj 19th 2026 at 14:00

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La Federazione Speleologica del Lazio ha avviato un percorso di uniformazione del rilievo ipogeo e di miglioramento della documentazione catastale regionale, con formazione online e prova sul campo nel fine settimana del 16 e 17 maggio 2026.

Formazione e rilievo ipogeo

La Federazione Speleologica del Lazio ha distribuito ai gruppi federati il nuovo strumento Cavway per il rilievo ipogeo, con l’obiettivo di rendere omogenei gli standard di lavoro e più solida la documentazione catastale regionale.

Dopo una prima fase di lezioni online dedicate al funzionamento del sistema e alle sue applicazioni nei software specializzati, il progetto è entrato nella fase pratica a Campocatino, nella Grotta degli Urli.

La speleologia e documentazione catastale restano infatti un punto decisivo per la qualità dei rilievi e per la loro confrontabilità tra gruppi diversi.[1]

La prova a Campocatino

Nel weekend del 16 e 17 maggio 2026, il Rifugio Calderari di Campocatino ha ospitato la sessione esercitativa che ha portato i partecipanti direttamente in grotta.

Il maltempo ha reso le condizioni meno favorevoli, ma non ha bloccato l’attività prevista, che si è svolta regolarmente con l’uso del Cavway e con l’integrazione del sistema TopoDroid.

La prova sul terreno ha permesso di mettere in relazione teoria e pratica, un passaggio utile quando si parla di rilievo ipogeo e di formazione speleologica.[1]

Presenze e ringraziamenti

Il Gruppo Speleologico “Talpe” del CAI di Rieti era presente con Paola Angeletti, presidente del gruppo, e con Federico Casadei.

Il gruppo ha espresso un ringraziamento alla vecchia e alla nuova giunta della FSL per l’approvazione e il finanziamento del progetto.

Un riconoscimento è stato rivolto anche alla presidente Antonella Santini e all’attuale Giunta, con una menzione particolare per Gabriele Catoni.[1]

Supporto operativo

Tra i ringraziamenti figura Patrizio Ricciotti, indicato come decisivo per rendere fruibile il rifugio, e Tarcisio Verdecchia, apprezzato per la disponibilità dichiarata come continuativa.

Un ringraziamento specifico è stato inoltre rivolto a Marina Abisso e Marco Corvi, che hanno accompagnato i partecipanti dentro e fuori la cavità.

Il loro contributo ha riguardato anche la trasmissione delle nozioni necessarie per usare al meglio Cavway e TopoDroid, due strumenti che richiedono pratica e attenzione nella fase di acquisizione dei dati.[1]

Standard condivisi

L’esperienza di Campocatino mostra come il rilievo ipogeo sia sempre più legato a standard condivisi, formazione e verifica sul campo.

In questa prospettiva, Cavway rappresenta una base comune per i gruppi federati, mentre il lavoro con TopoDroid consente di integrare i dati in modo operativo.

Il progetto geometrie di grotta punta così a migliorare il valore tecnico del rilievo e a rendere più coerente la documentazione catastale regionale.

Per la speleologia laziale, il passaggio da lezioni online a esercitazioni reali in cavità segna un percorso di apprendimento strutturato, utile per la qualità complessiva delle future schede di grotta.[1]

Fonte Testo di Federico Casadei su Facebook:

Progetto geometrie di grotta.

Al fine di uniformare gli standard di rilievo dei gruppi della FSL e migliorare la qualità della documentazione catastale regionale, la Federazione Speleologica del Lazio ha fornito a tutti i gruppi federati il nuovo strumento “cavway” per il rilievo ipogeo. Dopo aver effettuato delle lezioni online facendo così conoscere il nuovo sistema e le sue applicazioni su software dedicati, nel weekend 16/17 maggio 2026 usufruendo del Rifugio Calderari di Campocatino si è svolta la lezione pratica presso la grotta degli Urli. Il tempo non è stato clemente ma non ha fermato l’attività. Il Gruppo Speleologico “Talpe” del CAI di Rieti, presente con Angeletti Paola(presidente del gruppo) e Casadei Federico, ringrazia la vecchia e nuova giunta della FSL per aver approvato e finanziato il progetto, il presidente della FSL (Antonella Santini) e tutta l’attuale Giunta, in particolar modo Gabriele Catoni. Patrizio Ricciotti per aver reso fruibile il rifugio e Tarcisio Verdecchia per sua disponibilità illimitata. Infine un ringraziamento speciale a Marina Abisso e Marco Corvi per averci accompagnato fuori e dentro la grotta, fornendo a tutti noi le nozioni necessarie per poter usare al meglio il Cavway ed il sistema TopoDroid.

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  • Festival dell’Acqua di Staranzano, speleologia e arte nel programma della quarta edizione
    Condividi La mostra immersiva Scapes_Under e l’incontro su ecosistema carsico e rifugio climatico portano la speleologia al centro del Festival dell’Acqua di Staranzano, con la partecipazione del Gruppo Triestino Speleologi e della Società Adriatica di Speleologia, con Gianni Benedetti e Marco Restaino Festival dell’Acqua di Staranzano e quarta edizione È in corso a Staranzano la quarta edizione del Festival dell’Acqua, appuntamento dedicato ai temi ambientali, alla divulgazione e al rappo
     

Festival dell’Acqua di Staranzano, speleologia e arte nel programma della quarta edizione

Máj 19th 2026 at 13:00

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La mostra immersiva Scapes_Under e l’incontro su ecosistema carsico e rifugio climatico portano la speleologia al centro del Festival dell’Acqua di Staranzano, con la partecipazione del Gruppo Triestino Speleologi e della Società Adriatica di Speleologia, con Gianni Benedetti e Marco Restaino

Festival dell’Acqua di Staranzano e quarta edizione

È in corso a Staranzano la quarta edizione del Festival dell’Acqua, appuntamento dedicato ai temi ambientali, alla divulgazione e al rapporto tra comunità e risorse naturali.

Nel programma trovano spazio incontri scientifici, iniziative culturali e momenti di confronto che mettono al centro l’acqua come elemento naturale, sociale e simbolico.

Il Festival dell’Acqua di Staranzano si conferma così anche come un contesto utile per affrontare argomenti vicini alla speleologia e al paesaggio carsico.

In questo quadro, il calendario dei prossimi giorni segnala due iniziative di particolare interesse per chi segue il mondo sotterraneo e i temi della ricerca ambientale.

Mostra Scapes_Under e mondo di sotto a Staranzano

Giovedì 21 maggio alle ore 17.00, nel Palazzo Municipale di Staranzano, verrà inaugurata la mostra Scapes_Under. Echoes from more than human worlds.

Si tratta di una proposta immersiva dedicata al “mondo di sotto”, tema che richiama in modo diretto l’ambiente ipogeo, i suoi equilibri e le forme di relazione tra esseri viventi, materia e paesaggio.

Alla realizzazione della mostra ha contribuito anche il Gruppo Triestino Speleologi.

La presenza del gruppo inserisce nel Festival dell’Acqua di Staranzano un punto di vista legato all’esperienza diretta dell’esplorazione, della conoscenza del sottosuolo e della lettura dei contesti carsici.


La mostra resterà aperta fino al 24 maggio con orario 10.00-13.00 e 15.00-19.00, offrendo più finestre di visita per il pubblico e per chi seguirà il festival nei giorni successivi.


Ecosistema carsico e rifugio climatico nell’incontro Rifugi – Shelters

Sabato 23 maggio alle ore 17.00, nella Sala Delbianco di Staranzano, è in programma l’incontro Rifugi – Shelters.

L’ecosistema carsico come potenziale rifugio climatico.
Il tema mette in relazione il carsismo con le trasformazioni ambientali in corso e con il possibile ruolo degli ambienti naturali nella lettura dei cambiamenti climatici.

Per la parte speleologica è stato invitato Gianni Benedetti.

Speleologia e divulgazione ambientale nel Festival dell’Acqua di Staranzano

Mercoledì 20 maggio alle ore 18 è atteso in Sala Delbianco il talk Timavo: alla scoperta del fiume nascosto con Marco Restaino, Presidente della Società Adriatica di Speleologia. Il Timavo è il fiume sotterraneo per eccellenza.

La presenza della mostra Scapes_Under e dell’incontro dedicato all’ecosistema carsico segnala una collocazione concreta della speleologia all’interno del Festival dell’Acqua di Staranzano.

Da una parte emerge il racconto immersivo del mondo sotterraneo; dall’altra si apre un confronto sul valore climatico e ambientale dei sistemi carsici.


Il sito del festival descrive infatti una manifestazione che unisce divulgazione scientifica, attività culturali, mostre, visite e iniziative dedicate alla sostenibilità, creando un quadro adatto anche a temi vicini alla ricerca speleologica.


Appuntamenti e informazioni utili sul Festival dell’Acqua di Staranzano


Per chi segue la speleologia, gli appuntamenti di Staranzano rappresentano un’occasione di aggiornamento su due fronti distinti: la rappresentazione del “mondo di sotto” attraverso un linguaggio espositivo immersivo e il ragionamento sull’ecosistema carsico come potenziale rifugio climatico.


Il programma completo del Festival dell’Acqua di Staranzano è consultabile sul sito ufficiale del festival.

https://acquafestival.it/

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  • Sub italiani alle Maldive: i sommozzatori finlandesi recuperano due corpi dalla grotta sommersa di Dhekunu Kandu
    Condividi Operazioni di cave diving tecnico in corso: previsto il recupero degli altri due il 22 maggio Secondo l’ANSA, si tratta dei corpi di Monica Montefalcone e di Federico Gualtieri. La tragedia nella grotta sommersa di Vaavu Il 14 maggio 2026, cinque subacquei italiani sono entrati nel sistema di grotte sommerse di Dhekunu Kandu — nota anche come Devana Kandu — nell’atollo di Vaavu, alle Maldive, a una profondità compresa tra i 55 e i 60 metri. L’accesso alla cavità si
     

Sub italiani alle Maldive: i sommozzatori finlandesi recuperano due corpi dalla grotta sommersa di Dhekunu Kandu

Máj 19th 2026 at 12:16

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Operazioni di cave diving tecnico in corso: previsto il recupero degli altri due il 22 maggio


Secondo l’ANSA, si tratta dei corpi di Monica Montefalcone e di Federico Gualtieri.

La tragedia nella grotta sommersa di Vaavu

Il 14 maggio 2026, cinque subacquei italiani sono entrati nel sistema di grotte sommerse di Dhekunu Kandu — nota anche come Devana Kandu — nell’atollo di Vaavu, alle Maldive, a una profondità compresa tra i 55 e i 60 metri. L’accesso alla cavità si colloca ben oltre i 30 metri consentiti dalla normativa maldiviana per le immersioni ricreative, limite che le autorità locali ritengono sia stato superato senza le necessarie autorizzazioni.[1][2]

Il gruppo viaggiava a bordo della safari boat MV Duke of York, la cui licenza di esercizio è stata sospesa dalle autorità maldiviane dopo l’incidente. L’allarme è scattato alle 13.45 ora locale, quando il centro di coordinamento marittimo della guardia costiera ha ricevuto la chiamata di soccorso. Nessuno dei cinque è riemerso.[3][4]

Le vittime: ricercatori e istruttori di immersione

I cinque italiani deceduti sono stati identificati come Monica Montefalcone, docente di biologia marina all’Università di Genova, sua figlia Giorgia Sommacal, la ricercatrice Muriel Oddenino, lo scienziato marino Federico Gualtieri e l’istruttore subacqueo Gianluca Benedetti. Quattro dei cinque erano legati all’Università di Genova. Benedetti, responsabile operativo per Luxury Yacht Maldives e Albatros Top Boat, è stato il primo corpo recuperato nelle fasi iniziali delle ricerche.[5][6]

Il portavoce del governo maldiviano ha precisato che tre dei cinque subacquei erano esplicitamente indicati come parte di un gruppo di ricerca autorizzato, mentre la posizione degli altri due non era chiara nei documenti ufficiali.[7]

La morte del soccorritore e la sospensione delle ricerche

Le operazioni di recupero hanno subito una brusca interruzione quando il sergente maggiore Mohamed Mahudhee della Marina maldiviana ha perso la vita durante un tentativo di raggiungere i corpi, colpito da malattia da decompressione. Mahudhee è stato proclamato “martire nazionale” dalle autorità dell’isola. La sua morte ha reso evidente la pericolosità estrema del sito e ha portato alla sospensione temporanea di tutte le attività di ricerca.[8][5]

Il sistema di grotte si estende per centinaia di metri attraverso più camere e passaggi interni, a una profondità che raggiunge i 60 metri. Le condizioni operative sono state descritte dagli esperti come un intervento in ambiente overhead profondo, con rischio elevato.[1]

Gli speleosub finlandesi di DAN Europe entrano in azione

DAN Europe ha mobilitato una task force di tre speleosub finlandesi: Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist, arrivati a Malé il 17 maggio. I tre hanno operato in coordinamento con la Maldives National Defence Force, il Ministero degli Affari Esteri italiano e le autorità consolari italiane.[5][1]

Il 18 maggio, la squadra specialistica ha condotto la prima immersione tecnica in grotta nel sito di Dhekunu Kandu. L’immersione è durata circa tre ore e ha permesso di localizzare tutte e quattro le vittime ancora disperse. La missione ha richiesto competenze specifiche di speleosub e gestione di spazi confinati in ambienti overhead.[1][5]

Recupero dei corpi: due il 19 maggio, due il 20 maggio

Nella giornata del 19 maggio, i tre speleosub finlandesi hanno recuperato i corpi di due delle quattro vittime ancora disperse nella grotta sommersa. Il portavoce presidenziale Mohamed Hussain Shareef ha confermato ufficialmente il recupero. Il piano prevede il recupero degli altri due corpi nella giornata successiva, il 20 maggio.[3]

I corpi si trovavano a una profondità di circa 60 metri, il doppio del limite legale per le immersioni ricreative alle Maldive. L’operazione richiede tecniche di cave diving avanzato, con gestione precisa delle miscele respiratorie e delle soste di decompressione.[3]

Indagini ancora aperte in Italia e alle Maldive

La Procura di Roma ha avviato un’indagine per ricostruire la catena decisionale che ha preceduto l’immersione. Le autorità maldiviane stanno accertando come i subacquei abbiano superato il limite di profondità consentito e se l’immersione fosse stata autorizzata dall’operatore turistico. Alcuni media internazionali riferiscono che i sub potrebbero aver utilizzato attrezzatura ricreativa standard, non idonea per il cave diving a quelle profondità.[2][5][1]

La Società Speleologica Italiana e l’Università di Genova hanno diffuso messaggi di cordoglio per le famiglie delle vittime.[3]

Fonti:

https://www.facebook.com/share/1JJtg8BEJd/?mibextid=wwXIfr


[1] Maldive, localizzati i corpi dei quattro sub italiani nella grotta … https://www.scintilena.com/maldive-localizzati-i-corpi-dei-quattro-sub-italiani-nella-grotta-sommersa-di-dhekunu-kandu/05/19/
[2] Tragedia alle Maldive, sub italiani intrappolati a 62 metri in una grotta https://tg.la7.it/cronaca/maldive-sub-italiani-dispersi-grotta-universita-genova-15-05-2026-256769/amp
[3] Maldive, la tragedia nella grotta di Vaavu – Scintilena https://www.scintilena.com/maldive-la-tragedia-nella-grotta-di-vaavu/05/15/
[4] morto anche un sub che cercava i corpi degli italiani. L’ … https://www.quotidiano.net/cronaca/sub-morti-maldive-oggi-news-n9a4xtzf
[5] Maldive, arrivano gli speleosub dalla Finlandia per la ricerca dei … https://www.scintilena.com/maldive-arrivano-gli-speleosub-finlandesi-per-la-ricerca-dei-corpi-nella-grotta-sommersa/05/18/
[6] Cinque sub italiani morti alle Maldive. Le possibili cause https://tg.la7.it/cronaca/sub-italiani-morti-alle-maldive-cause-14-05-2026-256728
[7] Maldive, il governo: «La grotta non era nel piano di ricerca https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/18/italiani-morti-maldive-grotta-permessi-notizie/8390088/
[8] Maldive, superstiti in Italia. Il recupero delle salme affidato ai sub … https://www.quotidiano.net/cronaca/maldive-superstiti-in-italia-il-recupero-delle-salme-affidato-ai-sub-finlandesi-t0pmpd7f
[9] Cave-Monitoring-Reports_IIS_eng_printable (1).pdf https://ppl-ai-file-upload.s3.us-east-1.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/aac47009-36b6-414c-a17d-a894fd324d3c/Cave-Monitoring-Reports_IIS_eng_printable-1.pdf?X-Amz-Algorithm=AWS4-HMAC-SHA256&X-Amz-Checksum-Mode=ENABLED&X-Amz-Credential=ASIA2F3EMEYE3ADTDBHK%2F20260519%2Fus-east-1%2Fs3%2Faws4_request&X-Amz-Date=20260519T101331Z&X-Amz-Expires=3600&X-Amz-Security-Token=IQoJb3JpZ2luX2VjEAsaCXVzLWVhc3QtMSJHMEUCIQDAHjeEn%2Fa80lP0nqCci%2Fbu2H6JLjDd36oKzIpVa3TrVwIgTYr4iT7BibRuYY1gXDmqPJE9mgY8K8UiFvlO0adAPIoq9AQI0%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2FARABGgw2OTk3NTMzMDk3MDUiDPI9k0ksObaZYyOM5irIBC0e95AvyixfhPBUYZzUGn5hT7MDkHtCVRFduy6escbwRmSzKVMJmYScyhyH4TNHd5BMA1wqvKbkHadv%2FiHs%2BOyuOmFFl8C%2Fm5pTn3NBSfoPPqehDRSlYVWq9%2BXDbcpl%2BtNC5WkjpJl5caTb1roqJCtO9vEunrValF%2BfyXOLXSc0flc0n6a%2BDBQs9wxqwSwRubEenzJXdqZP079tlO9a1YczoH2%2BVW%2BOYv013igGa8UHjrXKDOLBrDeewzitytPrkXTrOmqx5FvAXgOf1oZhEZtbWUCdMCRmyhyCtkWlqk3Psvmo2dyKVU7O1dgGDVuPAZc86POcJGntxgyMsMDJkR8WdAKr%2FiQ07FZRtomXzesOH7Fk22ebyBMigR%2FY2A%2Bmm53X2aW%2F3ulO0Gxi6AyRpSKM8hoXqmwXikwLzP3Tb2BYOt6%2FirTZs24tE7%2FPr5DPUfEXHDhZdjfkt16xWuq%2FzmiO6un4sRvbBqoKvmhUmoopcBs%2B2A781QfUvvyAb%2By%2B8kcGowcLG%2Brxm269Jg4ZyL162GDz3LvlwWq6Ve4JNa2PyO6noJAxpBWYA6r%2BMO%2Fsa8Ynm2sYk2%2B6TJhndbVpBW%2BPsEr1LHO4qVGEFWDQD7I9ZgurinsmZ6gqjv%2BGEs8sTpqBCD9x0wHFkUtFYjJ2FfNmdfpdPqz%2FhP%2BAyKGQjbyv5DnygAdqRCOjH8EYjTtu9deVJcWGB879QOZ6v%2BvWGuGIN9Bpnnh4Uafw8V4ggqO4p2epXoC9SZfulZBRxBEQrPckRA0jsOKIMLXusNAGOpgBUq%2FKURbGQyNaxyiB7OD4J63QPmft5czbkvPq6Qfit5p7xwdFwZUh1Wj1ALQF5Hsb4X2DbHbLGb%2F6wl6M%2FwKxUXtYCWDFl%2FBdtoG2G9g1XQZpiCI0Ne3JmmimrjkzO3s%2BYla53CyCuDRansin2Kw9UVSN8njGgTHi0bySt8UlLadO2bKWGg7x9GT2D2oDxV0Un%2BjzSjI8gZc%3D&X-Amz-SignedHeaders=host&x-id=GetObject&X-Amz-Signature=5dbb027b8135449402c540118a4b24db73055e6329830e84f10bcbcda5fa797a
[10] 01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.us-east-1.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/86d36e7b-fb33-423c-9ed5-5859bb837351/01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt?X-Amz-Algorithm=AWS4-HMAC-SHA256&X-Amz-Checksum-Mode=ENABLED&X-Amz-Credential=ASIA2F3EMEYE3ADTDBHK%2F20260519%2Fus-east-1%2Fs3%2Faws4_request&X-Amz-Date=20260519T101331Z&X-Amz-Expires=3600&X-Amz-Security-Token=IQoJb3JpZ2luX2VjEAsaCXVzLWVhc3QtMSJHMEUCIQDAHjeEn%2Fa80lP0nqCci%2Fbu2H6JLjDd36oKzIpVa3TrVwIgTYr4iT7BibRuYY1gXDmqPJE9mgY8K8UiFvlO0adAPIoq9AQI0%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2FARABGgw2OTk3NTMzMDk3MDUiDPI9k0ksObaZYyOM5irIBC0e95AvyixfhPBUYZzUGn5hT7MDkHtCVRFduy6escbwRmSzKVMJmYScyhyH4TNHd5BMA1wqvKbkHadv%2FiHs%2BOyuOmFFl8C%2Fm5pTn3NBSfoPPqehDRSlYVWq9%2BXDbcpl%2BtNC5WkjpJl5caTb1roqJCtO9vEunrValF%2BfyXOLXSc0flc0n6a%2BDBQs9wxqwSwRubEenzJXdqZP079tlO9a1YczoH2%2BVW%2BOYv013igGa8UHjrXKDOLBrDeewzitytPrkXTrOmqx5FvAXgOf1oZhEZtbWUCdMCRmyhyCtkWlqk3Psvmo2dyKVU7O1dgGDVuPAZc86POcJGntxgyMsMDJkR8WdAKr%2FiQ07FZRtomXzesOH7Fk22ebyBMigR%2FY2A%2Bmm53X2aW%2F3ulO0Gxi6AyRpSKM8hoXqmwXikwLzP3Tb2BYOt6%2FirTZs24tE7%2FPr5DPUfEXHDhZdjfkt16xWuq%2FzmiO6un4sRvbBqoKvmhUmoopcBs%2B2A781QfUvvyAb%2By%2B8kcGowcLG%2Brxm269Jg4ZyL162GDz3LvlwWq6Ve4JNa2PyO6noJAxpBWYA6r%2BMO%2Fsa8Ynm2sYk2%2B6TJhndbVpBW%2BPsEr1LHO4qVGEFWDQD7I9ZgurinsmZ6gqjv%2BGEs8sTpqBCD9x0wHFkUtFYjJ2FfNmdfpdPqz%2FhP%2BAyKGQjbyv5DnygAdqRCOjH8EYjTtu9deVJcWGB879QOZ6v%2BvWGuGIN9Bpnnh4Uafw8V4ggqO4p2epXoC9SZfulZBRxBEQrPckRA0jsOKIMLXusNAGOpgBUq%2FKURbGQyNaxyiB7OD4J63QPmft5czbkvPq6Qfit5p7xwdFwZUh1Wj1ALQF5Hsb4X2DbHbLGb%2F6wl6M%2FwKxUXtYCWDFl%2FBdtoG2G9g1XQZpiCI0Ne3JmmimrjkzO3s%2BYla53CyCuDRansin2Kw9UVSN8njGgTHi0bySt8UlLadO2bKWGg7x9GT2D2oDxV0Un%2BjzSjI8gZc%3D&X-Amz-SignedHeaders=host&x-id=GetObject&X-Amz-Signature=0c3d189973e4315d488c5bea1bc7f3e611dccbac0937f2d781986742dba7d228
[11] 02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.us-east-1.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/35124a74-892b-451f-9c91-aa405245406d/02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt?X-Amz-Algorithm=AWS4-HMAC-SHA256&X-Amz-Checksum-Mode=ENABLED&X-Amz-Credential=ASIA2F3EMEYE3ADTDBHK%2F20260519%2Fus-east-1%2Fs3%2Faws4_request&X-Amz-Date=20260519T101331Z&X-Amz-Expires=3600&X-Amz-Security-Token=IQoJb3JpZ2luX2VjEAsaCXVzLWVhc3QtMSJHMEUCIQDAHjeEn%2Fa80lP0nqCci%2Fbu2H6JLjDd36oKzIpVa3TrVwIgTYr4iT7BibRuYY1gXDmqPJE9mgY8K8UiFvlO0adAPIoq9AQI0%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2FARABGgw2OTk3NTMzMDk3MDUiDPI9k0ksObaZYyOM5irIBC0e95AvyixfhPBUYZzUGn5hT7MDkHtCVRFduy6escbwRmSzKVMJmYScyhyH4TNHd5BMA1wqvKbkHadv%2FiHs%2BOyuOmFFl8C%2Fm5pTn3NBSfoPPqehDRSlYVWq9%2BXDbcpl%2BtNC5WkjpJl5caTb1roqJCtO9vEunrValF%2BfyXOLXSc0flc0n6a%2BDBQs9wxqwSwRubEenzJXdqZP079tlO9a1YczoH2%2BVW%2BOYv013igGa8UHjrXKDOLBrDeewzitytPrkXTrOmqx5FvAXgOf1oZhEZtbWUCdMCRmyhyCtkWlqk3Psvmo2dyKVU7O1dgGDVuPAZc86POcJGntxgyMsMDJkR8WdAKr%2FiQ07FZRtomXzesOH7Fk22ebyBMigR%2FY2A%2Bmm53X2aW%2F3ulO0Gxi6AyRpSKM8hoXqmwXikwLzP3Tb2BYOt6%2FirTZs24tE7%2FPr5DPUfEXHDhZdjfkt16xWuq%2FzmiO6un4sRvbBqoKvmhUmoopcBs%2B2A781QfUvvyAb%2By%2B8kcGowcLG%2Brxm269Jg4ZyL162GDz3LvlwWq6Ve4JNa2PyO6noJAxpBWYA6r%2BMO%2Fsa8Ynm2sYk2%2B6TJhndbVpBW%2BPsEr1LHO4qVGEFWDQD7I9ZgurinsmZ6gqjv%2BGEs8sTpqBCD9x0wHFkUtFYjJ2FfNmdfpdPqz%2FhP%2BAyKGQjbyv5DnygAdqRCOjH8EYjTtu9deVJcWGB879QOZ6v%2BvWGuGIN9Bpnnh4Uafw8V4ggqO4p2epXoC9SZfulZBRxBEQrPckRA0jsOKIMLXusNAGOpgBUq%2FKURbGQyNaxyiB7OD4J63QPmft5czbkvPq6Qfit5p7xwdFwZUh1Wj1ALQF5Hsb4X2DbHbLGb%2F6wl6M%2FwKxUXtYCWDFl%2FBdtoG2G9g1XQZpiCI0Ne3JmmimrjkzO3s%2BYla53CyCuDRansin2Kw9UVSN8njGgTHi0bySt8UlLadO2bKWGg7x9GT2D2oDxV0Un%2BjzSjI8gZc%3D&X-Amz-SignedHeaders=host&x-id=GetObject&X-Amz-Signature=a894ee952299af764782d884ba2d543c752b6c4fd4906b5347efd91b20cf94d2
[12] 03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.us-east-1.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/2e8b1d27-c01e-4793-9b8a-e405da6de545/03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt?X-Amz-Algorithm=AWS4-HMAC-SHA256&X-Amz-Checksum-Mode=ENABLED&X-Amz-Credential=ASIA2F3EMEYE3ADTDBHK%2F20260519%2Fus-east-1%2Fs3%2Faws4_request&X-Amz-Date=20260519T101331Z&X-Amz-Expires=3600&X-Amz-Security-Token=IQoJb3JpZ2luX2VjEAsaCXVzLWVhc3QtMSJHMEUCIQDAHjeEn%2Fa80lP0nqCci%2Fbu2H6JLjDd36oKzIpVa3TrVwIgTYr4iT7BibRuYY1gXDmqPJE9mgY8K8UiFvlO0adAPIoq9AQI0%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2FARABGgw2OTk3NTMzMDk3MDUiDPI9k0ksObaZYyOM5irIBC0e95AvyixfhPBUYZzUGn5hT7MDkHtCVRFduy6escbwRmSzKVMJmYScyhyH4TNHd5BMA1wqvKbkHadv%2FiHs%2BOyuOmFFl8C%2Fm5pTn3NBSfoPPqehDRSlYVWq9%2BXDbcpl%2BtNC5WkjpJl5caTb1roqJCtO9vEunrValF%2BfyXOLXSc0flc0n6a%2BDBQs9wxqwSwRubEenzJXdqZP079tlO9a1YczoH2%2BVW%2BOYv013igGa8UHjrXKDOLBrDeewzitytPrkXTrOmqx5FvAXgOf1oZhEZtbWUCdMCRmyhyCtkWlqk3Psvmo2dyKVU7O1dgGDVuPAZc86POcJGntxgyMsMDJkR8WdAKr%2FiQ07FZRtomXzesOH7Fk22ebyBMigR%2FY2A%2Bmm53X2aW%2F3ulO0Gxi6AyRpSKM8hoXqmwXikwLzP3Tb2BYOt6%2FirTZs24tE7%2FPr5DPUfEXHDhZdjfkt16xWuq%2FzmiO6un4sRvbBqoKvmhUmoopcBs%2B2A781QfUvvyAb%2By%2B8kcGowcLG%2Brxm269Jg4ZyL162GDz3LvlwWq6Ve4JNa2PyO6noJAxpBWYA6r%2BMO%2Fsa8Ynm2sYk2%2B6TJhndbVpBW%2BPsEr1LHO4qVGEFWDQD7I9ZgurinsmZ6gqjv%2BGEs8sTpqBCD9x0wHFkUtFYjJ2FfNmdfpdPqz%2FhP%2BAyKGQjbyv5DnygAdqRCOjH8EYjTtu9deVJcWGB879QOZ6v%2BvWGuGIN9Bpnnh4Uafw8V4ggqO4p2epXoC9SZfulZBRxBEQrPckRA0jsOKIMLXusNAGOpgBUq%2FKURbGQyNaxyiB7OD4J63QPmft5czbkvPq6Qfit5p7xwdFwZUh1Wj1ALQF5Hsb4X2DbHbLGb%2F6wl6M%2FwKxUXtYCWDFl%2FBdtoG2G9g1XQZpiCI0Ne3JmmimrjkzO3s%2BYla53CyCuDRansin2Kw9UVSN8njGgTHi0bySt8UlLadO2bKWGg7x9GT2D2oDxV0Un%2BjzSjI8gZc%3D&X-Amz-SignedHeaders=host&x-id=GetObject&X-Amz-Signature=4884e583e800832aef679b716e1569046a345837376010b9f71e12d27f23aaf8
[13] Il cordoglio del mondo speleologico per le vittime dell’immersione … https://www.scintilena.com/il-cordoglio-del-mondo-speleologico-per-le-vittime-dellimmersione-alle-maldive/05/14/
[14] Speleosub Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/speleosub/
[15] Elefante Bianco a -292 metri: lo speleosub polacco Bartlomiej Pitala … https://www.scintilena.com/elefante-bianco-a-292-metri-lo-speleosub-polacco-bartlomiej-pitala-firma-il-nuovo-record-di-immersione-in-grotta-in-italia/03/03/
[16] speleosub americano perde la vita nella grotta Plura Cave – Scintilena https://www.scintilena.com/tragedia-in-norvegia-speleosub-americano-perde-la-vita-nella-grotta-plura-cave/04/05/
[17] Soccorso Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/soccorso/
[18] Sicilia Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/sicilia/
[19] Maldive, individuati i 4 corpi dei sub italiani. Oggi e domani il recupero https://tg24.sky.it/mondo/2026/05/18/maldive-italiani-morti-diretta-news
[20] Cinque italiani morti alle Maldive durante immersione https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/14/italiani-morti-maldive-immersione-notizie/8386383/
[21] Finnish divers will try to recover 2 of the dead Italians from … https://www.clickondetroit.com/news/world/2026/05/19/finnish-divers-will-try-to-recover-2-of-the-dead-italians-from-an-underwater-cave-in-the-maldives/
[22] Maldive, recuperato nella grotta uno dei corpi. Meteo e squali … https://www.iltempo.it/attualita/2026/05/15/news/maldive-recuperato-grotta-corpo-sub-meteo-squali-ricerche-cause-tragedia-47744121/
[23] Chi erano gli italiani morti durante un’immersione alle Maldive https://tg24.sky.it/mondo/2026/05/14/italiani-morti-maldive-chi-sono
[24] Finnish divers will try to recover 2 of the dead Italians from … https://www.washingtonpost.com/world/2026/05/19/maldives-recovery-bodies-italian-divers-underwater-cave/b9b90b2a-5352-11f1-9c40-7a0a12d9e745_story.html
[25] Le notizie del 15 maggio sull’incidente avvenuto durante un … https://www.corriere.it/cronache/diretta-live/26_maggio_15/italiani-morti-alle-maldive-le-notizie-in-diretta-iniziano-le-operazioni-di-recupero-dei-subacquei-deceduti-l-ambasciatore-d.shtml
[26] Bodies of four missing Italian divers found in the Maldives https://www.youtube.com/watch?v=Ufz3_3mlFoc
[27] Sub morti durante immersione alle Maldive: recuperato un corpo su … https://it.euronews.com/my-europe/2026/05/15/sub-morti-durante-immersione-alle-maldive-recuperato-un-corpo-su-cinque-si-indaga-su-cause
[28] Bodies of Four Italian Divers Found in Maldives Cave https://www.nytimes.com/2026/05/18/world/asia/maldives-divers-accident-bodies-found.html

L'articolo Sub italiani alle Maldive: i sommozzatori finlandesi recuperano due corpi dalla grotta sommersa di Dhekunu Kandu proviene da Scintilena.

Biodiversità delle grotte e Giornata internazionale della biodiversità 2026: il 22 maggio il live della UIS Biology Commission

Máj 19th 2026 at 12:00

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La biodiversità delle grotte sarà al centro dell’incontro online “Celebrating Cave Biodiversity”, promosso dalla UIS Biology Commission per la Giornata internazionale della biodiversità 2026 e collegato alla campagna Cave Animal of the Year.

Giornata internazionale della biodiversità 2026 e biodiversità delle grotte

Il 22 maggio 2026, data in cui si celebra ogni anno l’International Day for Biological Diversity, la UIS Biology Commission organizza un appuntamento online dedicato alla biodiversità delle grotte.[2][1]

L’edizione 2026 della ricorrenza internazionale adotta il tema “Acting locally for global impact”, ripreso anche nei materiali dell’evento dedicato agli ambienti sotterranei.[3][2]

In questo quadro si inserisce “Celebrating Cave Biodiversity. Cave Animal of the Year Campaign”, iniziativa pensata per portare l’attenzione sugli ecosistemi ipogei e sulle specie che vivono in grotta.[4][1]

Il programma è annunciato in diretta per il 22 maggio alle 15:00 EDT, alle 21:00 CEST e alle 5:00 AEST del 23 maggio, con diffusione attraverso la pagina Facebook della UIS Cave Biology Commission.[5][1]

UIS Biology Commission, campagna Cave Animal of the Year e conservazione delle grotte

La biodiversità delle grotte rappresenta il tema centrale dell’incontro promosso dalla Commissione di Biologia dell’Unione Internazionale di Speleologia.[6][1]

La campagna Cave Animal of the Year, richiamata nel titolo del live, viene presentata come uno strumento di divulgazione e sensibilizzazione dedicato alla fauna cavernicola e alla protezione dei suoi habitat.[1][4]

Secondo le informazioni diffuse online, la campagna internazionale è cresciuta sotto il coordinamento della UIS Biology Commission e mira a dare continuità alle iniziative nazionali dedicate agli animali di grotta.[7][4]

La logica del progetto è quella di rendere più visibili le specie sotterranee, favorire la circolazione di contenuti tra diversi paesi e collegare ricerca, educazione ambientale e tutela degli ecosistemi carsici.[7][1]

Ferdinando Didonna presenta il live sulla biodiversità delle grotte

A presentare l’incontro sarà Ferdinando Didonna, indicato online come presidente della UIS Biology Commission.[8][9]

Nel testo fornito dagli organizzatori, Didonna viene descritto come laureato in scienze forestali a Bari, con successive specializzazioni in sviluppo rurale presso UNED in Costa Rica e in microfinanza presso ULB in Belgio.[10]

Il suo profilo professionale lo colloca oggi nell’ambito della consulenza tecnica europea, con attività rivolte a programmi di sviluppo rurale, sociale, economico e ambientale in collaborazione con paesi dell’America Latina.[10]

Nella stessa presentazione compaiono anche gli incarichi di vicepresidente di Tetide.org, segretario della European Cave Protection Commission e membro del Cave and Karst Working Group della IUCN/WCPA.[10]

Evento online, contatti e diffusione social per la biodiversità delle grotte

Nei materiali promozionali dell’evento compaiono l’indirizzo email uiscaveanimal@gmail.com e il riferimento social @UISCaveBiologyCommission per informazioni e aggiornamenti.[11][12]

L’appuntamento si inserisce in una linea di attività che usa campagne tematiche e incontri online per rafforzare l’attenzione pubblica sulla biodiversità delle grotte.[4][1]

Per il pubblico interessato alla speleologia e alla biospeleologia, il live del 22 maggio si presenta come un momento di informazione dedicato a specie cavernicole, habitat sotterranei e strumenti di comunicazione legati alla conservazione.[6][1]

Fonti
[1] Biodiversità delle grotte protagonista online per la Giornata … https://www.scintilena.com/biodiversita-delle-grotte-protagonista-online-per-la-giornata-internazionale-della-biodiversita-2026-il-22-maggio-un-evento-in-diretta-facebook-raccontera-il-ruolo-della-fauna-cavernicola-e-la-campagn/05/09/
[2] International Day for Biological Diversity 2026 | Knowledge for policy https://knowledge4policy.ec.europa.eu/event/international-day-biological-diversity-2026_en
[3] World Biodiversity Day 2026 – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/en/news/world-biodiversity-day-2026
[4] uis-caveanimal https://www.caveanimal.com
[5] Giornata internazionale della biodiversità 2026: la speleologia … https://www.scintilena.com/giornata-internazionale-della-biodiversita-2026-la-speleologia-celebra-la-conservazione-delle-grotte/05/18/
[6] Grotte e biodiversità, il 22 maggio il live UIS con Stefano Mammola https://www.scintilena.com/grotte-e-biodiversita-il-22-maggio-il-live-uis-con-stefano-mammola/05/17/
[7] Proteggere il mondo sotterraneo: biodiversità delle grotte, servizi … https://www.scintilena.com/proteggere-il-mondo-sotterraneo-biodiversita-delle-grotte-servizi-ecosistemici-e-campagne-cave-animal-of-the-year/05/08/
[8] Ferdinando DIDONNA | IUCN World Conservation Congress https://iucncongress2025.org/speakers/ferdinando-didonna
[9] Cave Animal of the Year -International Day for Biological Diversity https://www.facebook.com/events/cave-animal-of-the-year-international-day-for-biological-diversity/2425966017827588/
[10] Dr Ferdinando Didonna – EU Agenda https://euagenda.eu/speakers/ferdinando-didonna
[11] Union – Facebook https://www.facebook.com/UISCaveBiologyCommission/photos/-join-the-global-celebration-live-on-facebook-on-may-22nd-we-mark-the-internatio/1288534433421439/
[12] UIS Biology Commission | Join the global celebration – LIVE on … https://www.instagram.com/p/DYYNpUDEcsu/
[14] Paving the Way for Standardized and Comparable Subterranean Biodiversity Studies https://subtbiol.pensoft.net/article/1300/download/pdf/
[15] Extending beyond individual caves: a graph theory approach broadening conservation priorities in Amazon iron ore caves https://peerj.com/articles/16877
[16] A conservation roadmap for the subterranean biome https://onlinelibrary.wiley.com/doi/pdfdirect/10.1111/conl.12834
[17] Towards evidence?based conservation of subterranean ecosystems https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9545027/
[18] Beyond Expectations: Recent Discovery of New Cave-Restricted Species Elevates the Água Clara Cave System to the Richest Hotspot of Subterranean Biodiversity in the Neotropics https://www.mdpi.com/1424-2818/15/12/1215/pdf?version=1702534122
[19] New Insights into the Variation and Admixture of the Cave-Dwelling Spider Trogloneta yunnanensis in South China Karst https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10093053/
[20] DarkCideS 1.0, a global database for bats in karsts and caves https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8983664/
[21] UIS Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/uis/
[22] Bracken Cave: Il Rifugio dei Pipistrelli in Texas con 15 milioni di … https://www.scintilena.com/bracken-cave-il-rifugio-dei-pipistrelli-in-texas-con-15-milioni-di-individui-e-il-piu-grande-del-mondo/07/09/
[23] Biospeleologia Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/biospeleologia/
[24] [PDF] Raccolta Luglio 2023 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2023/08/2023_07_Raccolta_Scintilena_Luglio.pdf
[25] Fauna Cavernicola in Costa Rica: Uno Sguardo Approfondito alla … https://www.scintilena.com/fauna-cavernicola-in-costa-rica-uno-sguardo-approfondito-alla-fauna-sotterranea/01/21/
[26] Autore: Scintilena https://www.scintilena.com/author/scintilena/
[27] Un ragno delle grotte scoperto in Corsica riporta indietro l’orologio di … https://www.scintilena.com/un-ragno-delle-grotte-scoperto-in-corsica-riporta-indietro-lorologio-di-milioni-di-anni-un-fossile-vivente-che-risale-a-19-milioni-di-anni-fa/03/11/
[28] Grotte, spaghetti (e mandolino) al Parlamento Europeo – Scintilena https://www.scintilena.com/grotte-spaghetti-e-mandolino-al-parlamento-europeo/11/19/
[29] Scoperte di nuove specie nelle grotte di Capo Caccia – Scintilena https://www.scintilena.com/scoperte-di-nuove-specie-nelle-grotte-di-capo-caccia-il-mediterraneo-antico-si-svela/01/03/
[30] Conservazione Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/ambiente/conservazione/
[31] Vulnerabilità Climatica e Lacune nella Conservazione di … – Scintilena https://www.scintilena.com/nowhere-to-hide-vulnerabilita-climatica-e-lacune-nella-conservazione-di-zopherobatrus-un-raro-coleottero-troglobio/05/08/
[32] Call for Entries: The 2nd UIS International Photo Contest … – Instagram https://www.instagram.com/p/DXqTVweFKIX/
[33] National – uis-caveanimal https://www.caveanimal.com/national
[34] Join the global celebration – LIVE on Facebook! On May 22nd, we … https://www.facebook.com/UISCaveBiologyCommission/posts/-join-the-global-celebration-live-on-facebook-on-may-22nd-we-mark-the-internatio/1288540383420844/
[35] [PDF] BULLETIN – International Union of Speleology http://uis-speleo.org/wp-content/uploads/2022/12/uisb642.pdf
[36] Blog – UIS – International Union of Speleology http://uis-speleo.org/index.php/blog/

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  • Pier Giorgio Baldracco Presidente Onorario del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
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Pier Giorgio Baldracco Presidente Onorario del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico

Máj 19th 2026 at 11:00

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Titolo onorifico storico per il CNSAS

L’Assemblea nazionale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, riunita il 16 maggio 2026 nella nuova sede nazionale di Milano, ha nominato all’unanimità Pier Giorgio Baldracco Presidente Onorario del CNSAS, su proposta del presidente nazionale Maurizio Dellantonio e della Direzione nazionale.

Si tratta della prima volta che questo titolo viene conferito nella storia del Corpo, a riconoscimento di oltre cinquant’anni di impegno nel soccorso alpino e speleologico e nella costruzione dell’identità nazionale del CNSAS.

Profilo di Pier Giorgio Baldracco tra soccorso speleologico e impegno istituzionale

Pier Giorgio Baldracco, torinese, classe 1949, entra nel Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico nel 1968, a 19 anni, con una deroga speciale rispetto ai limiti di età allora previsti.

Speleologo ed esploratore di riferimento a livello nazionale, affianca all’attività sul terreno un costante impegno nella crescita organizzativa e istituzionale del Corpo.

La sua formazione professionale come dirigente d’azienda in ambito privato contribuisce alla visione manageriale con cui affronterà, negli anni successivi, i processi di riorganizzazione interna del CNSAS.

L’intervento alla risorgenza della Taramburla e la Medaglia d’Argento al Valor Civile

Tra le tappe più note del percorso operativo di Baldracco spicca la direzione del complesso intervento di soccorso del 1981 nella risorgenza della Taramburla, in provincia di Cuneo, per il recupero di tre speleologi bloccati in grotta da una piena improvvisa.

L’operazione, che richiese una gestione articolata di uomini, mezzi e condizioni ambientali particolarmente critiche, è divenuta un riferimento nella storia del soccorso speleologico italiano.

Per questa azione Baldracco, insieme agli altri soccorritori coinvolti, riceve il 20 ottobre 1982 la Medaglia d’Argento al Valor Civile conferita dal Presidente della Repubblica.[^1]

Ruoli di responsabilità nel CNSAS e contributo alla Protezione Civile

Nel corso della sua lunga permanenza nel CNSAS, Baldracco ricopre numerosi incarichi di responsabilità, contribuendo alla progressiva integrazione del Corpo nel sistema nazionale di Protezione Civile.

Il suo lavoro si concentra sul riconoscimento istituzionale del ruolo del soccorso alpino e speleologico, sulla definizione di procedure condivise e sul rafforzamento delle relazioni con le strutture nazionali competenti.

Questo percorso contribuisce a collocare il CNSAS come soggetto operativo stabile all’interno del dispositivo di risposta alle emergenze di protezione civile in ambiente montano e ipogeo.

La presidenza nazionale (2004–2015) e la riorganizzazione del CNSAS

Alla guida del CNSAS come presidente nazionale dal 2004 al 2015, Baldracco promuove una profonda fase di riorganizzazione interna e innovazione.

Tra gli interventi più significativi rientrano l’aggiornamento dello Statuto, la nascita della Sezione Nazionale del Club Alpino Italiano dedicata al Corpo e la strutturazione di un modello organizzativo più coerente con una realtà nazionale complessa e distribuita.

Il suo mandato è caratterizzato dalla ricerca di una identità nazionale condivisa, in grado di valorizzare le competenze locali mantenendo al contempo una direzione unitaria del Corpo.

Innovazione tecnologica, ricerca dispersi e basi del sistema GeoresQ

Durante la presidenza Baldracco, il CNSAS investe con decisione nell’adozione di strumenti tecnologici avanzati a supporto delle operazioni di soccorso.

Vengono sviluppati sistemi dedicati alla ricerca delle persone disperse, alla gestione dei dati territoriali e alla geolocalizzazione, che costituiranno la base del futuro sistema GeoresQ, oggi riferimento per il tracciamento e le segnalazioni in ambiente montano.

Questi sviluppi contribuiscono a ridefinire procedure operative e a rafforzare l’efficacia degli interventi sia in superficie sia in contesti ipogei.

Rapporti con Dipartimento della Protezione Civile e istituzioni nazionali

Nel corso del suo mandato presidenziale vengono consolidati e ampliati i rapporti con il Dipartimento della Protezione Civile, con le amministrazioni centrali e con le istituzioni nazionali che si occupano di gestione delle emergenze e sicurezza del territorio.

Il CNSAS consolida la propria presenza ai tavoli di coordinamento, contribuendo alla definizione di protocolli d’intervento in caso di eventi calamitosi, incidenti in montagna e situazioni di rischio in ambiente ipogeo.

Questo processo favorisce un riconoscimento formale del ruolo tecnico-operativo del Corpo nel contesto della protezione civile italiana.

La direzione della Scuola Nazionale Direttori Operazioni di Soccorso (2019–2024)

Terminata la presidenza nazionale, Baldracco assume, dal 2019 al 2024, la direzione della Scuola Nazionale Direttori Operazioni di Soccorso del CNSAS.

In questo ruolo segue la formazione e l’aggiornamento dei quadri chiamati a gestire le operazioni complesse, in un contesto caratterizzato da scenari di intervento sempre più articolati.

Conclude il servizio attivo al raggiungimento dei limiti di età, lasciando una struttura formativa rafforzata e orientata alla standardizzazione delle competenze sul territorio nazionale.

Le parole del Presidente nazionale Maurizio Dellantonio

Nel commentare la nomina, il presidente nazionale del CNSAS, Maurizio Dellantonio, sottolinea come il titolo di Presidente Onorario intenda rendere omaggio a una figura che ha dedicato oltre cinquant’anni della propria vita al Corpo.

Nella sua dichiarazione evidenzia il contributo decisivo di Baldracco alla crescita, alla modernizzazione e al riconoscimento del CNSAS a livello nazionale, definendolo parte importante della storia e dei valori che guidano ogni giorno l’operato di tecnici e volontari.

Le sue parole inquadrano la decisione dell’Assemblea nazionale come espressione di una gratitudine condivisa da tutte le componenti del Corpo.

La reazione di Pier Giorgio Baldracco alla nomina onoraria

Baldracco accoglie la nomina a Presidente Onorario come motivo di forte emozione e di profondo onore, ringraziando il presidente Dellantonio, la Direzione nazionale e l’intera Assemblea del CNSAS per la scelta.

Nella sua dichiarazione ricorda l’ingresso nel Corpo nel 1968, a 19 anni, e richiama l’entusiasmo e la passione che lo accompagnano ancora oggi, sottolineando l’impegno costante nel mettere le proprie competenze al servizio del soccorso alpino e speleologico.

Richiama inoltre le responsabilità condivise e i momenti umani vissuti insieme a migliaia di volontari e tecnici nel corso di decenni di attività.

Dalla frammentazione iniziale a un’unica identità nazionale del CNSAS

Ripercorrendo gli anni della presidenza, Baldracco ricorda come, al momento del suo insediamento, il CNSAS fosse caratterizzato da una struttura ancora frammentata e da una identità nazionale non pienamente consolidata.

Il lavoro svolto in quel periodo è orientato a rafforzare il senso di appartenenza, la coesione interna e la capacità di operare come unico Corpo nazionale, pur nel rispetto delle specificità territoriali.

Oggi, osserva Baldracco, questa identità appare compiutamente definita, con un livello di riconoscimento istituzionale e sociale considerato motivo di soddisfazione per chi ha partecipato a quel percorso.

La nuova Sede nazionale del CNSAS come simbolo di solidità e futuro

Nel suo intervento Baldracco richiama anche il valore simbolico della nuova Sede nazionale del CNSAS a Milano, che ospita l’Assemblea in cui viene deliberata la nomina a Presidente Onorario.

L’edificio viene indicato come testimonianza concreta della solidità raggiunta dal Corpo, della sua modernità organizzativa e della volontà di proiettarsi nel futuro con strutture adeguate alle esigenze operative e formative.

La sede diventa così il luogo in cui si intrecciano memoria storica, presente operativo e prospettive di sviluppo del soccorso alpino e speleologico.

Un ringraziamento a tecnici, sanitari e volontari del soccorso alpino e speleologico

Concludendo il suo intervento, Baldracco rivolge un augurio di lunga vita al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e un ringraziamento ai tecnici, agli operatori sanitari e ai volontari.

Ne sottolinea la competenza, lo spirito di sacrificio e l’umanità nel servizio quotidiano alle persone in difficoltà, in ambienti spesso complessi e in condizioni operative impegnative.

Il richiamo ai valori di servizio e responsabilità condivisa colloca la sua nomina onoraria all’interno di una storia collettiva che riguarda l’intera comunità del soccorso alpino e speleologico italiano.


References

Pier Giorgio Baldracco nominato Presidente Onorario
del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico

Milano, 18 maggio 2026 – L’Assemblea nazionale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, riunitasi a Milano il 16 maggio 2026, ha approvato all’unanimità la nomina di Pier Giorgio Baldracco a Presidente Onorario del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, su proposta del Presidente nazionale Maurizio Dellantonio e della Direzione nazionale. Si tratta della prima nomina a Presidente Onorario nella storia del CNSAS.

Torinese, classe 1949, dirigente d’azienda in pensione, Pier Giorgio Baldracco entra nel Soccorso Alpino e Speleologico nel 1968, a soli 19 anni, con una deroga speciale rispetto ai limiti di età previsti all’epoca. Speleologo ed esploratore di riferimento a livello nazionale, ha legato il proprio nome a importanti attività operative e istituzionali del Corpo.

Nel 1981 dirige il complesso intervento di soccorso nella risorgenza della Taramburla, in provincia di Cuneo, per salvare tre speleologi bloccati in grotta a causa di una piena improvvisa. Per quell’operazione viene insignito della Medaglia d’Argento al Valor Civile dal Presidente della Repubblica il 20 ottobre 1982, insieme agli altri soccorritori impegnati nell’intervento.

Nel corso della sua lunga esperienza nel CNSAS, Baldracco ha ricoperto numerosi incarichi di responsabilità, contribuendo in maniera determinante alla crescita e al riconoscimento istituzionale del Corpo all’interno del sistema nazionale di Protezione Civile.

Dal 2004 al 2015 è stato Presidente nazionale del CNSAS, guidando una profonda fase di riorganizzazione e innovazione: dall’aggiornamento dello Statuto alla nascita della Sezione Nazionale del Club Alpino Italiano, dall’introduzione di strumenti tecnologici avanzati fino allo sviluppo dei sistemi dedicati alla ricerca delle persone disperse e alle basi del futuro sistema GeoresQ. Durante il suo mandato sono stati inoltre rafforzati i rapporti con il Dipartimento della Protezione Civile e con le istituzioni nazionali.

Dal 2019 al 2024 ha infine ricoperto il ruolo di Direttore della Scuola Nazionale Direttori Operazioni di Soccorso concludendo il servizio attivo per raggiunti limiti di età.

Dichiarazione del Presidente nazionale del CNSAS, Maurizio Dellantonio

«Con questa nomina il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico intende rendere omaggio a una figura che ha dedicato oltre cinquant’anni della propria vita al servizio del Soccorso Alpino e Speleologico, contribuendo in maniera decisiva alla crescita, alla modernizzazione e al riconoscimento del CNSAS a livello nazionale. Pier Giorgio Baldracco rappresenta una parte importante della nostra storia e dei valori che ogni giorno guidano l’impegno dei nostri tecnici e volontari».

Dichiarazione del Presidente Onorario del CNSAS, Pier Giorgio Baldracco

«Ricevere questo riconoscimento rappresenta per me un motivo di grande emozione e un onore profondo. Desidero ringraziare il Presidente nazionale Maurizio Dellantonio, la Direzione nazionale e tutta l’Assemblea del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico per questa scelta che accolgo con sincera gratitudine.

Ho dedicato al CNSAS gran parte della mia vita, entrando nel Corpo nel 1968, appena diciannovenne, con l’entusiasmo e la passione che mi accompagnano ancora oggi. In tutti questi anni ho sempre cercato di mettere il massimo impegno al servizio del Soccorso Alpino e Speleologico, condividendo esperienze, difficoltà, responsabilità e straordinari momenti umani con migliaia di volontari e tecnici.

Quando assunsi l’incarico di Presidente nazionale, il CNSAS era una realtà composta da grandi professionalità e competenze, ma ancora molto frammentata e alla ricerca di una piena identità nazionale condivisa. In quegli anni si è lavorato con determinazione proprio in questa direzione, per rafforzare il senso di appartenenza, la struttura organizzativa e la capacità di operare come un unico Corpo nazionale.

Oggi vedere quanto il CNSAS sia cresciuto, quanto sia riconosciuto e quanto sia forte la sua identità rappresenta una grande soddisfazione. I frutti di quel percorso sono ormai pienamente sbocciati. Anche la nuova Sede nazionale, dove si è svolta questa Assemblea, ne è una testimonianza concreta: un luogo che rappresenta la solidità, la modernità e il futuro del nostro Corpo.

Auguro lunga vita al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e desidero rivolgere un grazie sincero a tutti gli operatori, i tecnici, i sanitari e i volontari che ogni giorno, con competenza, spirito di sacrificio e straordinaria umanità, continuano a servire il Paese e le persone in difficoltà».

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  • Maldive, localizzati i corpi dei quattro sub italiani nella grotta sommersa di Dhekunu Kandu
    Condividi La task force finlandese di DAN Europe completa la prima immersione tecnica: vittime individuate, recupero in corso nei prossimi giorni La tragedia: cinque sub italiani nella grotta sommersa di Vaavu Il 14 maggio 2026, cinque subacquei italiani sono entrati nel sistema di grotte sommerse di Dhekunu Kandu — nota anche come Devana Kandu — nell’atollo di Vaavu, alle Maldive, a una profondità compresa tra i 55 e i 60 metri. L’accesso alla cavità si colloca ben al di sotto
     

Maldive, localizzati i corpi dei quattro sub italiani nella grotta sommersa di Dhekunu Kandu

Máj 19th 2026 at 10:00

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La task force finlandese di DAN Europe completa la prima immersione tecnica: vittime individuate, recupero in corso nei prossimi giorni


La tragedia: cinque sub italiani nella grotta sommersa di Vaavu

Il 14 maggio 2026, cinque subacquei italiani sono entrati nel sistema di grotte sommerse di Dhekunu Kandu — nota anche come Devana Kandu — nell’atollo di Vaavu, alle Maldive, a una profondità compresa tra i 55 e i 60 metri.

L’accesso alla cavità si colloca ben al di sotto dei 30 metri consentiti dalle autorità maldiviane, limite che secondo le indagini locali sarebbe stato superato senza le necessarie autorizzazioni.

L’immersione si è trasformata in tragedia: il corpo del primo sub, Gianluca Benedetti — istruttore di immersione e responsabile operativo per Luxury Yacht Maldives e Albatros Top Boat — è stato recuperato nelle prime fasi delle ricerche.

Gli altri quattro, legati all’Università di Genova, sono rimasti dispersi all’interno del sistema di gallerie.[1][2][3]

Le quattro vittime che erano ancora disperse sono Monica Montefalcone, la figlia Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri.

Il sistema di grotte si estende per centinaia di metri attraverso più camere e passaggi interni, rendendo le operazioni di ricerca estremamente complesse.

Nel corso dei primi tentativi di soccorso, un ufficiale della Marina maldiviana ha perso la vita durante le operazioni di recupero.[3][1]


DAN Europe attiva la task force internazionale di speleosub

Di fronte alla complessità tecnica della missione, DAN Europe ha mobilitato un team di specialisti internazionali di cave diving.

La task force è composta da tre esperti finlandesi: Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist, tutti con esperienza consolidata in missioni di recupero ad alto rischio in ambienti subacquei confinati.

Il team è arrivato alle Maldive il 17 maggio 2026 e ha operato in pieno coordinamento con la Maldives National Defence Force, il Ministero degli Affari Esteri italiano e le autorità consolari italiane a Malé.[4][5][1][3]

La task force di DAN Europe ha avuto il compito di localizzare le quattro vittime, valutare le condizioni operative all’interno della grotta e pianificare le fasi di recupero.

L’operazione è stata descritta dalle stesse autorità maldiviane come ad “alto rischio”.

Il sito presenta caratteristiche operative particolarmente critiche: l’ingresso della cavità è profondo e il sistema sottomarino si sviluppa per centinaia di metri in ambienti angusti e buui.[6][3]


Prima immersione tecnica: tutte e quattro le vittime individuate

Il 18 maggio 2026, la squadra specialistica ha condotto la prima immersione tecnica in grotta nel sito di Dhekunu Kandu.

L’immersione è iniziata alle 08:30 ora italiana ed è durata circa tre ore.

Durante questa prima fase operativa, il team ha esplorato il sistema di grotte sommerse, valutato le condizioni ambientali e operative, localizzato tutte e quattro le vittime ancora disperse e raccolto le informazioni necessarie per pianificare le fasi successive del recupero.[4][6]

Per condurre l’immersione in sicurezza in un ambiente così ostile, i tre specialisti hanno utilizzato tecnologia subacquea avanzata.

Tra i sistemi impiegati figurano rebreather a circuito chiuso, DPV (Diver Propulsion Vehicles) ad alte prestazioni e configurazioni di supporto vitale completamente ridondanti.

Un rebreather è un sistema che ricicla il gas respirato, rimuove l’anidride carbonica tramite un assorbitore chimico e reintegra automaticamente l’ossigeno metabolizzato: questo permette immersioni prolungate, un consumo ridotto di gas e un controllo preciso della miscela respiratoria, caratteristiche essenziali nelle operazioni in grotta.[6]


Cave diving nelle grotte sommerse: tecnica e rischio nelle operazioni di recupero

Le grotte sommerse come Dhekunu Kandu rappresentano ambienti tra i più pericolosi per i subacquei.

L’assenza di una via di risalita diretta in caso di emergenza, la scarsa visibilità, le correnti interne e la profondità rendono ogni intervento un’operazione ad alto rischio.

Il cave diving tecnico — la disciplina che permette di lavorare in questi contesti — richiede anni di formazione specialistica, equipaggiamenti dedicati e pianificazione meticolosa di ogni fase dell’immersione.[7][3]

Il sistema di Dhekunu Kandu si sviluppa attraverso più camere collegate da stretti passaggi a profondità superiori ai 55 metri.

In questo scenario, i tre specialisti finlandesi hanno operato con margini di sicurezza elevati grazie all’impiego di tecnologie di supporto vitale ridondanti.

La localizzazione delle vittime durante la prima immersione è un risultato tecnico significativo, ma rappresenta solo la prima fase di un processo che richiederà ancora giorni di lavoro delicato e coordinato.[3][4][6]


Il recupero: operazioni in corso nei prossimi giorni

Dopo la localizzazione delle quattro vittime, DAN Europe ha comunicato che i giorni successivi al 18 maggio saranno dedicati alle delicate procedure di recupero.

Le operazioni si svolgono in costante coordinamento con la Maldives National Defence Force e con le autorità italiane competenti a Malé.

Ulteriori aggiornamenti sulla pianificazione operativa e sulle tempistiche del recupero saranno comunicati progressivamente, man mano che la coordinazione tra le parti prosegue.[6]

Sul fronte giudiziario, la Procura di Roma ha aperto un’indagine per fare luce sulla dinamica dell’incidente e sulla catena decisionale che ha preceduto l’immersione fatale.

Secondo quanto emerso, il gruppo si trovava a bordo di un liveaboard legato ad Albatros Top Boat e alla struttura commerciale Duke of York.

Resta da chiarire se l’immersione fosse stata autorizzata dall’operatore turistico e se i subacquei disponessero di equipaggiamento adeguato per un cave diving tecnico profondo.[2][1]

Fonti
[1] Maldive, arrivano gli speleosub dalla Finlandia per la ricerca dei … https://www.scintilena.com/maldive-arrivano-gli-speleosub-finlandesi-per-la-ricerca-dei-corpi-nella-grotta-sommersa/05/18/
[2] Maldives: Italian divers trapped 62 meters deep in a cave – YouTube https://www.youtube.com/watch?v=zfmiNACn7GU
[3] DAN supports international Search & Recovery operations in the … https://www.scubaportal.it/en/operazioni-ricerca-maldive/
[4] È durata circa 3 ore l’immersione dei sub esperti nella quale oggi … https://www.instagram.com/reel/DYetwQXGnaC/
[5] DAN supporta le operazioni internazionali di search & recovery alle … https://www.daneurope.org/it/-/it-1
[6] DAN-led mission locates all four missing divers in the Maldives https://www.daneurope.org/en/-/maldives
[7] Il video dentro la grotta di Devana Kandu alle Maldive – Corriere TV https://video.corriere.it/il-video-dentro-la-grotta-di-devana-kandu-alle-maldive-qui-potrebbero-trovarsi-i-corpi-dei-quattro-italiani/1c8fefb1-5806-499c-ab6d-8e0a66634xlk

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  • Grotta Paglicci Bene dell’Umanità: Rignano Garganico punta al marchio “prodotto preistorico”
    Condividi La candidatura UNESCO e il rilancio turistico-economico di Grotta Paglicci al centro del convegno nazionale, dell’escursione guidata, del Premio “Ambasciatori della Preistoria” e dell’apertura del tour “Notti Magiche” per valorizzare il brand territoriale. Rignano Garganico ospita il 23 maggio 2026 l’iniziativa nazionale “Grotta Paglicci – Bene dell’Umanità”, finalizzata a sostenere l’iter di candidatura UNESCO e a promuovere una strategia di sviluppo culturale, turistico ed economi
     

Grotta Paglicci Bene dell’Umanità: Rignano Garganico punta al marchio “prodotto preistorico”

Máj 19th 2026 at 09:00

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La candidatura UNESCO e il rilancio turistico-economico di Grotta Paglicci al centro del convegno nazionale, dell’escursione guidata, del Premio “Ambasciatori della Preistoria” e dell’apertura del tour “Notti Magiche” per valorizzare il brand territoriale.


Rignano Garganico ospita il 23 maggio 2026 l’iniziativa nazionale “Grotta Paglicci – Bene dell’Umanità”, finalizzata a sostenere l’iter di candidatura UNESCO e a promuovere una strategia di sviluppo culturale, turistico ed economico basata sul patrimonio paleolitico locale.

La giornata unisce escursione sul campo, convegno scientifico-istituzionale, assegnazione del premio locale e un evento musicale serale con la tribute band “Notti Magiche”.[1][2][3]

Il rilancio e la candidatura UNESCO


Sostegno istituzionale e strategia per la candidatura UNESCO
La Regione Puglia ha avviato il percorso per includere le grotte carsiche preistoriche — tra cui Grotta Paglicci — nella Lista del Patrimonio Mondiale, coinvolgendo più Comuni e istituzioni per riconoscere il valore universale del sistema ipogeo pugliese.

L’evento del 23 maggio è pensato come tappa pubblica per consolidare consenso, presentare evidenze scientifiche e richiamare attenzione sulla necessità di riaprire il museo e riprendere attività di scavo e tutela.[2][4][1]

Valore scientifico e patrimonio archeologico


Grotta Paglicci come archivio della preistoria e reperti
Grotta Paglicci è riconosciuta per un giacimento che ha restituito decine di migliaia di reperti e testimonianze pittoriche, con occorrenze attribuite a lunghe fasi del Paleolitico e rinvenimenti come la cosiddetta “Donna di Paglicci”; il sito documenta la presenza di diverse specie umane e un arco cronologico che rende il complesso di grande interesse scientifico.

Il patrimonio comprende pitture e graffiti parietali, resti umani e un ricco corredo litico che giustifica l’attenzione rivolta alla tutela e alla candidatura UNESCO.[5][1]

Economia locale e “prodotto preistorico”


Trasformare il patrimonio in identità territoriale
Il comitato promotore intende valorizzare il brand “Rignano – Grotta Paglicci” per creare un prodotto territoriale che integri accoglienza, artigianato, enogastronomia e offerta turistica, con l’obiettivo di generare un indotto economico duraturo.

La proposta include la riapertura del polo museale, il rilancio degli scavi e iniziative che mettano in relazione ricerca scientifica e sviluppo locale, elementi ritenuti necessari per la sostenibilità dell’offerta culturale.[1][2]

Premio “Ambasciatori della Preistoria”
Riconoscimenti alle eccellenze locali


Durante il convegno sarà consegnato il premio “Ambasciatori della Preistoria” a sette soggetti — singoli, imprese e realtà locali — indicati come promotori del valore territoriale e del marchio Paglicci sul mercato internazionale.

I premiati rappresentano settori diversi (agricoltura, forno/tradizione, prodotti tipici, arte, turismo, casearia, design automobilistico) e sono chiamati a sostenere il progetto di valorizzazione e promozione.[2]

Escursione e programma della giornata
Itinerario, partecipazione e misure pratiche


La mattinata prevede un cammino escursionistico tra i siti preistorici del territorio (raduno, proiezioni, sopralluoghi e visite guidate), con iscrizione obbligatoria, contributo volontario e limiti di età dai 10 ai 99 anni; il pomeriggio è dedicato al convegno con interventi istituzionali, scientifici e alla cerimonia di consegna dei premi. L’evento serale ospita l’apertura del tour dei Red Diamonds e della tribute band “Notti Magiche”, con la cantante rignanese Lucia Iannacci e ospiti speciali, per coniugare cultura e intrattenimento.[3][6][2]

Elenco delle fonti

  • Articolo su Grotta Paglicci, iter di candidatura UNESCO e caratteristiche del giacimento.[1]
  • Programma dell’evento del 23 maggio 2026, elenco premiati, dettagli escursione e convegno.[2]
  • Informazioni generali su Grotta Paglicci, reperti e museo, scheda Parco Nazionale del Gargano.[5]
  • Comunicazioni e annunci locali relativi al tour e alla tribute band “Notti Magiche”.[6][3]

Fonti
[1] Grotta Paglicci: il sistema ipogeo segreto che potrebbe riscrivere la … https://www.scintilena.com/grotta-paglicci-il-sistema-ipogeo-segreto-che-potrebbe-riscrivere-la-preistoria-del-gargano/02/19/
[2] GROTTA PAGLICCI: ESCURSIONE TRA I TESORI … https://www.retegargano.it/2026/05/17/grotta-paglicci-escursione-tra-i-tesori-preistorici-di-rignano-garganico-23-maggio-2026-ecco-come-prenotarsi/
[3] Rignano Garganico – RignanoNews.com – Facebook https://www.facebook.com/rignano.garganico/photos/1333462705482728/
[4] Le grotte preistoriche della Puglia verso il Patrimonio UNESCO https://www.scintilena.com/le-grotte-preistoriche-della-puglia-verso-il-patrimonio-unesco/12/21/
[5] Grotta Paglicci https://www.parcogargano.it/poi/grotta-paglicci/
[11] AD OSTUNI APERTA AL PUBBLICO LA GROTTA DELLA … https://www.scintilena.com/ad-ostuni-aperta-al-pubblico-la-grotta-della-gestante-paleolitica-piu%E2%80%99-antica-del-mondo/10/16/
[12] Scoperta la Farina più Antica del Mondo in una Grotta del … https://www.scintilena.com/scoperta-la-farina-piu-antica-del-mondo-in-una-grotta-del-gargano/11/19/
[14] LE GROTTE DELLA PUGLIA NELLA PREISTORIA – CONVEGNO NAZIONALE AD OSTUNI – Scintilena https://www.scintilena.com/le-grotte-della-puglia-nella-preistoria-convegno-nazionale-ad-ostuni/10/09/

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  • Roma sotto Roma, la nuova carta delle cavità sotterranee arriva il 10 giugno
    Condividi ISPRA, CNR-IGAG e Ordine dei Geologi del Lazio presentano a Roma l’aggiornamento sulla cartografia del sottosuolo urbano. La conferenza si terrà al Parco dell’Appia Antica e sarà dedicata alla nuova Carta delle Cavità Sotterranee di Roma. Conferenza Roma sotto Roma La conferenza “Roma sotto Roma” è in programma il 10 giugno 2026, dalle 9:30 alle 13:00, nella sala conferenze del Parco Naturale dell’Appia Antica, in via Appia Antica 42, a Roma. L’iniziativa è promossa da ISPRA, Con
     

Roma sotto Roma, la nuova carta delle cavità sotterranee arriva il 10 giugno

Máj 19th 2026 at 08:00

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ISPRA, CNR-IGAG e Ordine dei Geologi del Lazio presentano a Roma l’aggiornamento sulla cartografia del sottosuolo urbano. La conferenza si terrà al Parco dell’Appia Antica e sarà dedicata alla nuova Carta delle Cavità Sotterranee di Roma.

Conferenza Roma sotto Roma

La conferenza “Roma sotto Roma” è in programma il 10 giugno 2026, dalle 9:30 alle 13:00, nella sala conferenze del Parco Naturale dell’Appia Antica, in via Appia Antica 42, a Roma. L’iniziativa è promossa da ISPRA, Consiglio Nazionale delle Ricerche, CNR-IGAG e Ordine dei Geologi del Lazio.

Il tema centrale sarà la nuova Carta delle Cavità Sotterranee di Roma, uno strumento di aggiornamento del quadro conoscitivo sul sottosuolo della Capitale.

Carta delle cavità sotterranee di Roma

La Carta delle Cavità Sotterranee di Roma raccoglie e integra dati provenienti da letteratura scientifica, archivi cartografici storici, database istituzionali, cartografie archeologiche e indagini dirette.

Secondo ISPRA, la mappatura riguarda cave, catacombe, ipogei, cunicoli idraulici e altre infrastrutture sotterranee.

La cartografia non si limita a fotografare i vuoti, ma definisce anche una mappa di densità dei sistemi ipogei.

Il lavoro di ricognizione

Il progetto nasce per migliorare il censimento dei vuoti sotterranei di Roma. ISPRA ha costituito un gruppo di lavoro con Roma Capitale, CNR, Protezione Civile Nazionale, Roma Metropolitane, associazioni speleologiche romane e Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.

L’obiettivo è affiancare ai dati puntuali anche mappature areali più complete. La carta resta uno strumento in evoluzione, perché ISPRA la indica ancora in fase di elaborazione e perfezionamento.

Rischio sinkhole urbano

Il sottosuolo romano è formato da una rete complessa di gallerie, spesso a più livelli e a differenti profondità. ISPRA segnala che molte cavità sono di origine antropica e che, in alcuni casi, abitazioni civili sono state costruite sopra vuoti non bonificati o non conosciuti.

In presenza di cavità e perdite della rete idraulica, può aumentare il rischio di sinkhole antropogenici e di crolli degli strati superficiali. La Carta delle Cavità Sotterranee di Roma serve anche a valutare in via preliminare questa suscettibilità.

Dati e distribuzione

L’aggiornamento più recente parla di circa 5.600 elementi puntuali e 1.500 elementi lineari o poligonali distribuiti su circa 350 chilometri quadrati del territorio urbano.

Le aree con maggiore concentrazione di cavità risultano soprattutto nel centro storico e nei settori orientali e sud-orientali della città.

La rete sotterranea riflette l’uso storico dei terreni vulcanici, delle cave e degli spazi catacombali.

Per chi si occupa di speleologia urbana e geologia applicata, questi dati hanno un peso diretto nella lettura del territorio.

Interesse per la speleologia

Per la comunità speleologica, la conferenza di Roma rappresenta un momento di confronto su cartografia, rischio geologico e ricerca sul sottosuolo.

La Carta delle Cavità Sotterranee di Roma è infatti utile non solo alla pianificazione urbana, ma anche alla conoscenza di un patrimonio ipogeo che intreccia geologia, archeologia e storia del paesaggio.

Il seminario del 10 giugno si colloca dentro questo quadro, con un taglio tecnico e divulgativo insieme.

Fonti e riferimenti

L’annuncio dell’evento e i contenuti di riferimento arrivano dalle pagine ISPRA dedicate alla cartografia delle cavità sotterranee di Roma e dal materiale del CNR-IGAG e dell’Ordine dei Geologi del Lazio.

La sede e la data della conferenza sono coerenti con la comunicazione istituzionale diffusa per l’appuntamento romano.

Fonti
[1] Carta delle Cavità Sotterranee di Roma 2026 – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/news/carta-delle-cavita-sotterranee-di-roma-2026
[2] Carta delle cavità sotterranee di Roma – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/suolo-e-territorio/cartografia/carta-delle-cavita-sotterranee-di-roma
[3] La Geologia nel mondo del lavoro 2026. Ciclo di seminari … https://dst.web.uniroma1.it/it/la-geologia-nel-mondo-del-lavoro-2026-ciclo-di-seminari-tenuti-da-geologi-professionisti
[4] Carta delle Cavità Sotterranee di Roma 2026 – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/suolo-e-territorio/sinkholes-e-cavita-sotterranee/cavita-sotterranee/progetto-censimento-delle-cavita-sotterranee-a-roma/carta-delle-cavita-sotterranee-di-roma-2026
[10] Sicurezza urbana e sinkhole a Roma: aggiornata la mappa di … https://www.scintilena.com/sicurezza-urbana-e-sinkhole-a-roma-aggiornata-la-mappa-di-suscettibilita/07/28/
[11] Esplorazione Sotterranea nella Caffarella: Un Viaggio nel Cuore di … https://www.scintilena.com/esplorazione-sotterranea-nella-caffarella-un-viaggio-nel-cuore-di-roma/10/31/
[12] Definizione e obiettivi della speleologia scientifica – Scintilena https://www.scintilena.com/definizione-e-obiettivi-della-speleologia-scientifica/09/05/
[23] ISPRA – CARTA CAVITA SOTTERRANEE ROMA 2026 – LinkedIn https://it.linkedin.com/posts/ispra_2_carta-cavita-sotterranee-roma-2026-activity-7460634997645914112-8lE_
[24] “Carta delle cavità sotterranee di Roma” a cura di ISPRA http://geologico.cittametropolitanaroma.it/pubblicazioni/carta-cavita-sotterranee-roma-cura-ispra
[25] carta-sotterranea-roma-2026.jpg – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/suolo-e-territorio/sinkholes-e-cavita-sotterranee/cavita-sotterranee/progetto-censimento-delle-cavita-sotterranee-a-roma/carta-sotterranea-roma-2026.jpg/view
[26] [PDF] cnr – avviso n. rm-01/2026 per il conferimento di un incarico di … https://www.cnr.it/trasparenza/avvisi-incarichi/avviso/2026-30/38473-30-01-2026-avviso-rm-01-2026-signed.pdf
[27] Una città sotto la città: il sottosuolo di Roma è un intricato labirinto di … https://www.facebook.com/ISPRAmbiente/posts/-una-citt%C3%A0-sotto-la-citt%C3%A0-il-sottosuolo-di-roma-%C3%A8-un-intricato-labirinto-di-cavi/1399857462180573/
[28] il sottosuolo di Roma è un intricato labirinto di cavità scavate nel … https://www.instagram.com/p/DYUNLcRljdQ/
[29] News – CNR-IGAG https://www.igag.cnr.it/it/news/
[30] CNR – IGAG Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria https://www.facebook.com/100066194906175/posts/il-22-aprile-2026-in-occasione-della-giornata-mondiale-della-terra-listituto-di-/1237640741785744/
[31] La Geologia nel Mondo del Lavoro 2026 https://www.cngeologi.it/2026/03/05/la-geologia-nel-mondo-del-lavoro-2026/

Finora l’archivio ISPRA indica circa 5.600 elementi puntuali e 1.500 elementi areali/lineari censiti per Roma.[1]

Se si considerano tutte le tipologie insieme, il quadro descritto nella scheda parla quindi di oltre 7.000 cavità o tracciati mappati, anche se la carta è ancora in fase di perfezionamento.[1]

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  • Sardegna Grotta S’Edera: il progetto ‘Main River 2026’ entra nella fase operativa
    Condividi Speleosub della Federazione Speleologica Sarda al lavoro su Grotta S’Edera Main River 2026 tra trasporto materiali, campo base e raccolta fondi Commissione Speleosub FSS e progetto Grotta S’Edera Main River 2026 La Commissione Speleosub della Federazione Speleologica Sarda ha ripreso le attività esplorative alla Grotta S’Edera nell’ambito del progetto Grotta S’Edera Main River 2026. L’obiettivo è preparare le future immersioni oltre i sifoni e strutturare una campagna esplorat
     

Sardegna Grotta S’Edera: il progetto ‘Main River 2026’ entra nella fase operativa

Máj 19th 2026 at 07:00

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Speleosub della Federazione Speleologica Sarda al lavoro su Grotta S’Edera Main River 2026 tra trasporto materiali, campo base e raccolta fondi

Commissione Speleosub FSS e progetto Grotta S’Edera Main River 2026

La Commissione Speleosub della Federazione Speleologica Sarda ha ripreso le attività esplorative alla Grotta S’Edera nell’ambito del progetto Grotta S’Edera Main River 2026.


L’obiettivo è preparare le future immersioni oltre i sifoni e strutturare una campagna esplorativa subacquea di medio periodo.

Grotta S’Edera Main River 2026 nasce come progetto di esplorazione e studio di un importante sistema ipogeo sardo, con un’impostazione organizzativa tipica della speleologia moderna.

L’iniziativa combina aspetti logistici complessi, attività speleosubacquee e una raccolta fondi dedicata a sostenere le spese vive del materiale tecnico.

Trasporto dei materiali al primo sifone della Grotta S’Edera

Sabato 16 si è svolta una tappa chiave del progetto: il trasporto dei materiali fino al primo sifone, indicato come S1, all’interno della Grotta S’Edera.


La giornata è stata dedicata quasi interamente alla movimentazione dei carichi lungo il percorso sotterraneo.

La Commissione Speleosub ha scelto una strategia a staffetta, con più checkpoint distribuiti lungo la grotta.


Ogni squadra ha avuto il compito di ricevere, avanzare e consegnare i sacchi al punto successivo, riducendo i tempi di percorrenza e gestendo meglio la fatica dei singoli.

Questa modalità operativa sarà mantenuta anche nelle fasi successive del progetto Grotta S’Edera Main River 2026, soprattutto oltre i sifoni.


Nella parte post-sifone la priorità sarà portare al settimo sifone S7 le bombole e l’attrezzatura necessaria per un solo speleosub, con trasporti mirati e ancora più selettivi.

Trenta speleologi in grotta e squadra di logistica esterna

Durante l’operazione in Grotta S’Edera erano presenti contemporaneamente circa trenta persone impegnate sulle varie tratte interne.


Il numero elevato di partecipanti è stato gestito grazie a una pianificazione preparata nelle settimane precedenti, che ha permesso di assorbire gli imprevisti operativi.

In superficie una squadra di logistica esterna ha lavorato in parallelo per completare la preparazione del campo base.

Il campo ha accolto un afflusso consistente di speleologi e volontari, dimostrando la capacità della Commissione Speleosub FSS di coordinare attività dentro e fuori cavità.

Al termine della giornata, al sifone S1 risultano posizionati circa trenta sacchi di materiale tecnico e logistico.


Questo dato indica che l’infrastruttura minima per avviare il lavoro subacqueo su Grotta S’Edera Main River 2026 è ora disponibile in grotta.

Verso la fase esplorativa di Grotta S’Edera Main River 2026

Con il completamento del trasporto a S1, la Commissione Speleosub considera conclusa la fase preliminare di allestimento.

Il progetto Grotta S’Edera Main River 2026 entra così nella fase esplorativa vera e propria, che riguarderà in particolare i tratti oltre i sifoni.

Nelle prossime uscite i lavori si concentreranno sulle immersioni e sul trasporto mirato delle bombole verso S7.

Questa impostazione rispecchia l’evoluzione della speleologia organizzata in Italia, dove progetti strutturati si basano su logistica, catasti aggiornati e collaborazioni tra gruppi regionali.[1]

Raccolta fondi e magliette per il progetto S’Edera Main River

Per sostenere Grotta S’Edera Main River 2026 è stata avviata una raccolta fondi attraverso la campagna “FSS-ComSub S’Edera The Main River 2026”.

La raccolta è collegata alla realizzazione di magliette e gadget dedicati, che permettono di contribuire alle spese del progetto.

Chi desidera partecipare alla campagna può compilare il modulo online indicato dalla Commissione Speleosub FSS.

Dopo l’invio del form, il sistema invia una mail di conferma con il riepilogo dell’ordine, l’importo totale da versare e la causale corretta da indicare nel bonifico.

Il pagamento va effettuato tramite bonifico bancario sull’IBAN della Federazione Speleologica Sarda, come specificato nelle istruzioni ricevute via mail.

La scadenza per inviare il modulo e completare il bonifico è fissata al 25 maggio, così da consentire la programmazione delle produzioni e delle spedizioni.

Le grafiche delle magliette e dei gadget della campagna Grotta S’Edera Main River 2026 sono firmate da Alessandro Brazzai, già autore di lavori apprezzati in ambito speleologico.

Il materiale promozionale mantiene un legame diretto con il progetto, richiamando grotta, sifoni e tema “Main River”.

Un tassello per la speleologia sarda

Il lavoro della Commissione Speleosub della Federazione Speleologica Sarda alla Grotta S’Edera si inserisce nel quadro più ampio della speleologia regionale.

L’attenzione congiunta a esplorazione, sicurezza, logistica e finanziamento partecipato rende Grotta S’Edera Main River 2026 un caso di studio interessante per il movimento speleologico sardo.

Progetti strutturati come Grotta S’Edera Main River 2026 contribuiscono a consolidare metodi di lavoro condivisi, a favorire la collaborazione tra gruppi e a dare continuità alle grandi esplorazioni ipogee.

La combinazione tra attività sul campo e campagne di supporto economico permette di affrontare programmi esplorativi complessi con maggiore sostenibilità nel tempo.


Fonti

  • Comunicazioni della Commissione Speleosub della Federazione Speleologica Sarda sul progetto Grotta S’Edera Main River 2026
  • Modulo online di raccolta fondi “FSS-ComSub S’Edera The Main River 2026”
  • Materiali storici sulla speleologia italiana pubblicati dalla Società Speleologica Italiana[1]

Riferimenti form per il contributo volontario:
https://forms.gle/wK1eg3ekbK4sAZEC8

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  • Gessi di Borzano e Tana della Mussina, visita guidata tra Unesco e gestione del territorio
    Condividi Formazione sul carsismo di Albinea e Vezzano Nel pomeriggio di sabato 9 maggio si è svolta una nuova tappa del progetto “Raccontare i gessi”, promosso dall’Ente Parchi Emilia Centrale per approfondire il valore dei Gessi messiniani di Borzano. L’incontro ha coinvolto amministratori e dipendenti dei comuni reggiani compresi nel sito seriale “Carsismo e grotte nelle Evaporiti dell’Appennino Settentrionale”, con attenzione particolare ad Albinea e Vezzano sul Crostolo.[1] L’obiettiv
     

Gessi di Borzano e Tana della Mussina, visita guidata tra Unesco e gestione del territorio

Máj 19th 2026 at 06:00

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Formazione sul carsismo di Albinea e Vezzano

Nel pomeriggio di sabato 9 maggio si è svolta una nuova tappa del progetto “Raccontare i gessi”, promosso dall’Ente Parchi Emilia Centrale per approfondire il valore dei Gessi messiniani di Borzano. L’incontro ha coinvolto amministratori e dipendenti dei comuni reggiani compresi nel sito seriale “Carsismo e grotte nelle Evaporiti dell’Appennino Settentrionale”, con attenzione particolare ad Albinea e Vezzano sul Crostolo.[1]

L’obiettivo era rafforzare la conoscenza diretta del territorio e delle sue criticità di gestione. La visita ha permesso di collegare tutela ambientale, aspetti geologici, archeologia e frequentazione speleologica, in un contesto riconosciuto come patrimonio mondiale Unesco dal 2023.[1]

Gessi messiniani di Borzano

La prima parte della giornata si è svolta nella sede del Ceas di Albinea, con un’introduzione in aula dedicata all’origine dei gessi e al loro inquadramento geologico. In seguito il gruppo ha raggiunto i Gessi messiniani di Borzano per una lettura sul campo del paesaggio carsico, con il contributo del professor Stefano Lugli di Unimore.[1]

L’area di Borzano rappresenta un punto di interesse per chi studia il rapporto tra evaporiti, forme carsiche e uso storico del territorio. La visita ha toccato anche la rupe del Castello di Borzano, dove la componente geologica si intreccia con quella storica e insediativa.[1]

Archeologia e gesso

La seconda parte del percorso ha riguardato la chiesa di San Giovanni e le tombe antropomorfe ricavate nel banco gessoso nei pressi dell’edificio sacro. A illustrare questi elementi sono intervenuti la presidente del Gruppo Archeologico Albinetano, Gabriella Gandolfi, e l’architetto Giuliano Cervi.[1]

Il passaggio ha evidenziato come il carsismo in gesso non sia solo un tema geologico. È anche una chiave di lettura per comprendere l’archeologia locale, le pratiche di uso del suolo e le tracce lasciate dalle comunità che hanno abitato l’area.[1]

Ingresso alla Tana della Mussina

L’ultima tappa è stata la Tana della Mussina, raggiunta con il supporto tecnico del Gruppo speleologico “G. Chierici”. La presenza degli speleologi ha reso possibile l’accesso in sicurezza alla cavità e ha dato alla visita una dimensione diretta, legata alla fruizione consapevole delle grotte.[1]

Nel file di riferimento si ricorda che la speleologia, intesa come scienza delle grotte, si è evoluta fino a includere attività volontarie dell’uomo in cavità naturali e artificiali. Il testo sottolinea anche quanto le grotte siano ambienti fragili, da frequentare con attenzione e con strumenti adeguati.[1]

Gestione dell’area Unesco

Il vice sindaco di Albinea, Leonardo Napoli, ha spiegato che il momento formativo nasce dall’esigenza di preparare tecnici e amministratori che operano ogni giorno nell’area Unesco. La visita è stata pensata per osservare sul posto luoghi e peculiarità che hanno determinato il riconoscimento internazionale del territorio.[1]

Napoli ha richiamato anche gli interventi in corso tra Comune ed Ente Parchi Emilia Centrale. Tra questi figurano l’acquisto del Castello di Borzano con le aree limitrofe, l’acquisizione del terreno e del sentiero della Tana della Mussina e la manutenzione della rete sentieristica.[1]

Valore per la speleologia

L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di conoscenza e protezione delle aree carsiche. Il materiale di riferimento ricorda che la tutela delle grotte e dei paesaggi carsici è una delle sfide centrali per il terzo millennio, insieme alla gestione sostenibile della frequentazione e al controllo degli impatti ambientali.[1]

Nel caso dei Gessi di Borzano e della Tana della Mussina, la visita ha mostrato quanto formazione, amministrazione e speleologia debbano dialogare. Il racconto del territorio passa anche da questi passaggi sul campo, utili a collegare ricerca, conservazione e responsabilità pubblica.[1]

Fonte:

https://www.facebook.com/share/p/1BA38bNqis/?mibextid=wwXIfr

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  • “Tra Natura e Quota” a Savona al Nuovo Filmstudio
    Condividi Il 28 maggio 2026 il docufilm realizzato con il CAI porta sul grande schermo le Alpi Apuane, tra biodiversità, ferrate, sicurezza e tutela ambientale Prosegue il tour nazionale di “Tra Natura e Quota”, il docufilm realizzato da Cineblend in collaborazione con il Club Alpino Italiano, che il 28 maggio 2026 alle ore 21 farà tappa a Savona, al Nuovo Filmstudio, nella zona della vecchia darsena di Savona, dentro il complesso culturale delle Officine Solimano, in Piazza Pippo Rebagliati
     

“Tra Natura e Quota” a Savona al Nuovo Filmstudio

Máj 19th 2026 at 05:00

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Il 28 maggio 2026 il docufilm realizzato con il CAI porta sul grande schermo le Alpi Apuane, tra biodiversità, ferrate, sicurezza e tutela ambientale

Prosegue il tour nazionale di “Tra Natura e Quota”, il docufilm realizzato da Cineblend in collaborazione con il Club Alpino Italiano, che il 28 maggio 2026 alle ore 21 farà tappa a Savona, al Nuovo Filmstudio, nella zona della vecchia darsena di Savona, dentro il complesso culturale delle Officine Solimano, in Piazza Pippo Rebagliati 6A.

Protagonista del film è Giovanni Storti, volto amatissimo del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, impegnato in un’esperienza intensa e autentica tra sentieri, ferrate e paesaggi delle Alpi Apuane.

Diretto da Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon, il documentario è stato presentato al Trento Film Festival 2025 e affronta con leggerezza ma anche profondità temi legati alla montagna, alla biodiversità, alla sicurezza e alla tutela ambientale.

Il racconto accompagna lo spettatore lungo un percorso che prende avvio dall’Orto Botanico Pellegrini-Ansaldi, raggiunge il Rifugio Puliti e culmina sulla storica Ferrata del Monte Procinto, considerata la più antica d’Italia.

L’ironia di Giovanni Storti diventa uno strumento efficace per avvicinare anche il pubblico meno esperto alla cultura della montagna, senza rinunciare a riflessioni importanti sul rapporto tra uomo e ambiente.

Uno dei temi centrali del documentario è infatti quello dell’estrattivismo marmifero nelle Alpi Apuane e delle sue conseguenze ambientali. Il film richiama l’attenzione sull’impatto delle cave sul paesaggio, sulla biodiversità e sul delicato equilibrio idrogeologico di un territorio unico.

Nel corso del viaggio intervengono numerosi protagonisti del mondo ambientale e alpino: Alessio Piccioli della SOSEC CAI, la guida ambientale Andrea Ribolini, la biologa Elena Alberti, Gionata Landi del Soccorso Alpino e Speleologico e del GS Lunense, Alberto Grossi – scrittore e documentarista da anni impegnato nella difesa delle Apuane – e Veronica Pierotti, presidente del CAI Forte dei Marmi.

La serata savonese sarà anche un’occasione per riflettere sui temi della tutela ambientale, della frequentazione consapevole della montagna e dell’impatto delle attività estrattive sulle Alpi Apuane.

Sarà presente in sala anche Marina Abisso, speleologa genovese dello SCR Ribaldone e del GS Lunense, impegnata nelle Apuane anche come operatore CAI TAM – Tutela Ambiente Montano – e del Comitato Scientifico.

Per chi desidera approfondire ulteriormente il tema dell’escavazione marmifera nelle Apuane, è disponibile online anche “Aut Aut – Il marmo e la vita”, documentario realizzato da Alberto Grossi e dedicato agli effetti ambientali dell’attività estrattiva in uno dei territori più delicati e discussi dell’arco montuoso italiano.

Donne e uomini, associazioni locali, comitati, studiosi e semplici appassionati, da oltre vent’anni si battono per salvaguardare questo patrimonio naturale e culturale. E continuano a farlo, chiedendo ora anche il sostegno della comunità internazionale: “Salviamo le Alpi Apuane. Montagne martiri. Un patrimonio che appartiene a tutti.”

Per approfondire:

Come sempre, quando si parla di iniziative di Nuovofilstudio, questo appuntamento è pensato quale “tappa” di un cammino, alla scoperta di una montagna che parla attraverso immagini, suoni, volti e riflessioni: un territorio da ascoltare, più che da conquistare.

Evento: proiezione del docufilm Tra Natura e Quota con Giovanni Storti
Quando: 28 maggio 2026 – ore 21.00
Dove: Nuovofilmstudio – Officine Solimano – Piazza Pippo Rebagliati 6A, Savona

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  • Sentieri nel buio a Cagliari, il Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano racconta 50 anni di ricerca
    Condividi Convegno sulla speleologia urbana e il sottosuolo di Sant’Eulalia Il Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano porta a Cagliari un convegno dedicato alla speleologia urbana, all’archeologia e alle buone pratiche di tutela del sottosuolo. L’appuntamento è per venerdì 22 maggio 2026, dalle 16.00 alle 18.30, al Teatro Sant’Eulalia, con ingresso libero e gratuito. Sentieri nel Buio e i 50 anni del gruppo L’iniziativa rientra nel programma “Sentieri nel Buio”, dedicato ai 50 an
     

Sentieri nel buio a Cagliari, il Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano racconta 50 anni di ricerca

Máj 18th 2026 at 14:00

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Convegno sulla speleologia urbana e il sottosuolo di Sant’Eulalia

Il Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano porta a Cagliari un convegno dedicato alla speleologia urbana, all’archeologia e alle buone pratiche di tutela del sottosuolo.

L’appuntamento è per venerdì 22 maggio 2026, dalle 16.00 alle 18.30, al Teatro Sant’Eulalia, con ingresso libero e gratuito.

Sentieri nel Buio e i 50 anni del gruppo

L’iniziativa rientra nel programma “Sentieri nel Buio”, dedicato ai 50 anni di ricerca, divulgazione e attività speleologica del gruppo.

L’evento è organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università degli Studi di Cagliari, la Parrocchia di Sant’Eulalia e l’Associazione Sant’Eulalia, che gestisce il Sistema Museale MUTSEU.

Il convegno vuole mettere al centro il lavoro di studio condotto nel tempo sul sottosuolo della chiesa di Sant’Eulalia. La formula è quella di un incontro a più voci, costruito intorno a esperienze di scavo, rilievo e documentazione.[1]

Il caso Sant’Eulalia

La storia del sito di Sant’Eulalia è legata al Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano fin dai primi sopralluoghi del 1990, quando gli speleologi furono chiamati dalla Soprintendenza per ispezionare un pozzo di età romana rinvenuto sotto la sagrestia della chiesa.

Da quell’intervento nacque una lunga stagione di indagini, durata quasi vent’anni, che ha riportato alla luce un’area di grande interesse storico e culturale.

Il convegno intende ripercorrere questa vicenda attraverso il contributo di chi ha seguito le diverse fasi degli scavi.

Il sottosuolo di Sant’Eulalia viene presentato come un luogo in cui si leggono oltre duemila anni di storia urbana di Cagliari.[1]

Interventi e temi

Aprirà i lavori Nicola Sitzia, presidente del G.S.A.G.S., con una introduzione al progetto “Sentieri nel Buio”.

Sabrina Cisci parlerà del rapporto tra strade, pozzi, cisterne e tombe nella tutela archeologica della città. Don Mario Cugusi, già parroco di Sant’Eulalia, porterà una testimonianza sulla cronologia dello scavo. Sono previsti anche gli interventi di Donatella Mureddu, Roberto Sanna, Rossana Martorelli e Don Marco Lai, con il coordinamento di Fabio Pinna dell’Università di Cagliari.

Il programma mette in relazione archeologia urbana e speleologia urbana come pratiche che richiedono metodo, attenzione e collaborazione tra enti diversi.

Visita finale

Al termine degli interventi è prevista una visita guidata all’Area archeologica di Sant’Eulalia. Per gli studenti di alcuni corsi di laurea in ambito archeologico e storico-artistico è stato richiesto anche il riconoscimento di crediti formativi, legati alla partecipazione a seminari e visite guidate.

La giornata si inserisce in un calendario più ampio di eventi pensati per i cinquant’anni del gruppo. Per la speleologia italiana si tratta di un momento di divulgazione che unisce ricerca, memoria e tutela del patrimonio ipogeo.

Il comunicato ufficiale:

SENTIERI NEL BUIO

50 ANNI DI RICERCA E DIVULGAZIONE SPELEOLOGICA DEL GRUPPO SPELEOARCHEOLOGICO GIOVANNI SPANO

***

CONVEGNO

VENERDÌ 22 MAGGIO 2026

“Archeologia e Speleologia urbana: le buone pratiche.

Il caso del sottosuolo della Chiesa di Sant’Eulalia”

***

Teatro Sant’Eulalia – via del Collegio 2, Cagliari

dalle ore 16.00 alle 18.30

INGRESSO LIBERO E GRATUITO

 

Il 22 maggio il Gruppo Speleo Archeologico Giovanni Spano organizza al Teatro Sant’Eulalia di Cagliari il convegno “Archeologia e Speleologia urbana: le buone pratiche. Il caso del sottosuolo della Chiesa di Sant’Eulalia”: un dialogo corale e senza precedenti dedicato alla riscoperta del sottosuolo di Sant’Eulalia. Per la prima volta si incontrano archeologi, speleologi e studiosi e i protagonisti che hanno contribuito alle ricerche e agli scavi dell’Area archeologica di Sant’Eulalia, riportando alla luce un luogo straordinario della memoria storica della città. 

L’evento è aperto a tutti ed è organizzato dal G.S.A.G.S nell’ambito dell’iniziativa “Sentieri nel Buio” per i 50 anni di attività del gruppo, in collaborazione con il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università degli Studi di Cagliari, la Parrocchia e Associazione  Sant’Eulalia

 

La storia degli scavi sotto la chiesa di Sant’Eulalia a Cagliari è legata al Gruppo Speleo-Archeologico “Giovanni Spano” fin dai primi tempi. Furono tra i primi, nel 1990, su incarico della Soprintendenza Archeologica di Cagliari e in collaborazione con il Parroco Don Cugusi, a ispezionare per un primo sopralluogo l’imboccatura di un pozzo di età romana colmo di detriti, rinvenuto sotto il pavimento deteriorato dall’umidità della sagrestia della chiesa di Sant’Eulalia, durante i lavori di risanamento. Nata come una breve esplorazione speleo-archeologica, diede il via a una lunga fase di indagini: quasi vent’anni di scavi e di scoperte straordinarie. In occasione dei festeggiamenti per i 50 anni di ricerca, divulgazione e attività speleologica attraverso l’iniziativa “Sentieri nel Buio” che vede una serie di eventi nel corso dell’anno, il G.S.A.G.S., in collaborazione con il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università degli Studi di Cagliari, la Parrocchia e l’Associazione Sant’Eulalia (MUTSEU Sistema Museale Sant’Eulalia), organizza a Cagliari, venerdì 22 maggio nel Teatro SantEulalia, in via del Collegio n. 2, dalle16.00 alle 18.30, il convegno dal titolo “Archeologia e speleologia urbana: le buone pratiche. Il caso del sottosuolo della chiesa di SantEulalia.” Un incontro a più voci, che vede per la prima volta riuniti tutti i protagonisti delle scoperte, degli scavi e delle ricerche nell’Area archeologica di Sant’Eulalia, che hanno lavorato con passione per riportare alla luce il sito.

Un racconto corale inedito di chi ha vissuto le diverse fasi dell’esplorazione e degli scavi di questo sito di grande interesse storico, archeologico e culturale, che oggi tutti abbiamo la possibilità di ammirare: un luogo sotterraneo affascinante, dove la storia di oltre duemila anni di Cagliari, dall’età romana fino al medioevo e oltre, emerge in silenzio tra pietra, luce e memoria.

 

Intervengono: Nicola Sitzia, Presidente G.S.A.G.S. che introduce il progetto “Sentieri nel Buio. 50 anni di ricerca e divulgazione speleologica del Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni SpanoSabrina Cisci, funzionaria responsabile della tutela archeologica per Cagliari S.A.B.A.P. (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio), per la Città Metropolitana di Cagliari e le Province di Oristano e Sud Sardegna, interverrà sul tema “Strade, pozzicisternetombe: la storia sotto i nostri piedi da raccontare e tutelare”; Don Mario Cugusi, parroco di Serdiana, già parroco di Sant’Eulalia, porterà la sua testimonianza su “SantEulaliacronologia di uno scavo”; Donatella Mureddu, archeologa (tra le prime che seguirono i lavori di scavo nel sito) porterà il suo contributo “SantEulalia, il pozzo e la storia”; Roberto Sanna, speleologo G.S.A.G.S. sul tema “La speleologia al servizio dellarcheologia. Il quartiere Marina e le sue cavità”; Rossana Martorelli, professoressa di Archeologia cristiana, tardoantica e medievale UniCa, con il suo contributo su ”1999-2008. Il cantiere di S. Eulalia:unoccasione di formazione, studio e recupero di un frammento di storia urbana”; Don Marco Lai, parroco di Sant’Eulalia e presidente dell’Associazione Sant’Eulalia nel panel “Larea archeologica di Sant’Eulaliala storia continua”.

Introduce e modera Fabio Pinna, professore di Archeologia cristiana, tardoantica e medievale all’Università degli Studi di Cagliari. Lingresso al convegno è libero e gratuito, fino ad esaurimento posti del teatro.

Dopo gli interventi, seguirà la visita guidata allArea archeologica di SantEulalia.

 

Nel 1992, dopo la scoperta del pozzo gli speleologi del G.S.A.G.S., chiamati dalla Soprintendenza Archeologica di Cagliari, hanno iniziato a scavare con piccozza, cazzuola e pala, pensando di trovare un tratto dell’acquedotto romano. I lavori si svolgevano la notte per cinque, sei ore ininterrotte, per alcuni mesi si portava su la terra che aveva riempito il pozzo. Dalla prima scoperta del pozzo l’area ha riservato inaspettate sorprese: una volta liberata dalla terra e dai detriti, finalmente è spuntata la meraviglia che oggi conosciamo. Successivamente gli scavi sono proseguiti nella cisterna, ugualmente all’epoca colma di terra, e sono arrivati altri ritrovamenti. Gli scavi dell’Università sono stati avviati successivamente, la professoressa Martorelli nel suo intervento data l’inizio al 1998. Il lunghissimo lavoro di scavo ci ha impegnato per circa un anno (1992-1993) con l’intervento di circa quindici soci”, racconta Roberto Sanna, tra i primi speleologi del G.S.A.G.S a effettuare gli scavi.

 

Per gli studenti dei corsi di Laurea in Beni Culturali Archeologici, Storico-Artistici e Archivistici, Archeologia e Storia dell’Arte, è stato richiesto il riconoscimento di un credito formativo a coloro che parteciperanno a tre seminari in collaborazione con l’Università di Cagliari, di cui due in corso di definizione, e a tre visite guidate

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Ponte Caffaro capitale internazionale del canyoning: dal 2 al 9 agosto il raduno AIC in Lombardia richiama appassionati da tutta Europa

Máj 18th 2026 at 13:00

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L’attesa è finita per gli amanti dell’adrenalina, delle cascate e della natura.

Dal 2 al 9 agosto, la località di Ponte Caffaro (BS), incastonata tra le sponde del Lago d’Idro e le imponenti vette della Valle del Chiese, ospiterà il Raduno Internazionale dell’Associazione Italiana Canyoning, uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati di canyoning e torrentismo.

L’evento, organizzato dall’Associazione Italiana Canyong, porterà nel territorio centinaia di praticanti, tecnici, istruttori e appassionati provenienti dall’Italia e dall’estero, trasformando per una settimana Ponte Caffaro in un punto di incontro internazionale dedicato alla scoperta delle forre alpine, alla sicurezza e alla cultura dell’acqua.

La scelta di Ponte Caffaro non è casuale. La zona offre un ventaglio di forre tra i più interessanti dell’arco alpino. Dai percorsi tecnici e verticali alle discese più ludiche e acquatiche, il territorio circostante vanta “classiche” imperdibili come il Rio Nero e il Palvico, capaci di regalare emozioni forti sia ai più esperti che agli appassionati di livello intermedio.

Informazioni ed iscrizioni sono disponibili sul sito ufficiale Raduno AIC 2026: www.radunoaic.it

Il raduno rappresenta molto più di una semplice manifestazione sportiva: sarà un’occasione di incontro e scambio tra realtà diverse unite dalla passione per il canyoning.

L’Associazione Italiana Canyoning, nata nel 1998, è oggi il principale punto di riferimento nazionale per la promozione del canyoning, la formazione tecnica e la tutela dell’ambiente forra.

Negli anni i raduni internazionali organizzati dall’associazione sono diventati eventi di richiamo europeo, capaci di valorizzare i territori ospitanti e di creare importanti occasioni di promozione turistica e sportiva.

La scelta di Ponte Caffaro conferma il crescente interesse verso le vallate alpine del territorio gardesano e trentino, apprezzate per la varietà dei percorsi, la qualità ambientale e l’ospitalità.

Per una settimana il paese diventerà così il centro di una rete internazionale di appassionati accomunati dal rispetto per la natura, dalla cultura della sicurezza e dalla voglia di vivere la montagna in modo autentico.

Il Raduno Internazionale AIC promette quindi di essere non solo un evento sportivo di alto livello, ma anche una grande occasione di incontro, turismo outdoor e valorizzazione del territorio.

Preparate corda, imbrago e spirito d’avventura: l’acqua della Valle del Chiese vi aspetta!

Il Consiglio Direttivo dell’Associazione Italiana Canyoning

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  • Stifone e Narni, convegno su acqua, ferro e miniere in Umbria, al Centro Visite “G. Fortunati”
    Condividi Il 30 maggio 2026 un appuntamento dedicato al paesaggio industriale e alle ricerche sul territorio narnese, nel quadro della XVIII Giornata Nazionale delle Miniere. La Cooperativa Sociale Comunità Parco Gole del Nera organizza per sabato 30 maggio 2026, dalle ore 9, il convegno “Stifone e Narni: il paesaggio dell’acqua, del ferro e delle miniere”. L’incontro si svolgerà nel nuovo Centro Visite “G. Fortunati” di Stifone, in Via Stifone Centro 29, a Narni. L’iniziativa si inse
     

Stifone e Narni, convegno su acqua, ferro e miniere in Umbria, al Centro Visite “G. Fortunati”

Máj 18th 2026 at 12:00

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Il 30 maggio 2026 un appuntamento dedicato al paesaggio industriale e alle ricerche sul territorio narnese, nel quadro della XVIII Giornata Nazionale delle Miniere.

La Cooperativa Sociale Comunità Parco Gole del Nera organizza per sabato 30 maggio 2026, dalle ore 9, il convegno “Stifone e Narni: il paesaggio dell’acqua, del ferro e delle miniere”.

L’incontro si svolgerà nel nuovo Centro Visite “G. Fortunati” di Stifone, in Via Stifone Centro 29, a Narni.

L’iniziativa si inserisce nella XVIII Giornata Nazionale delle Miniere, che quest’anno si tiene il 30 e 31 maggio 2026 ed è dedicata alla valorizzazione del patrimonio minerario come bene culturale.[1][2][3]

Paesaggio dell’acqua e del ferro

Il convegno punta a mettere in relazione le risorse idriche, le attività produttive storiche e le tracce minerarie del territorio.

Il tema richiama il ruolo di Stifone nella storia locale e la lettura del paesaggio come insieme di sorgenti, impianti, cave, miniere e infrastrutture legate alla lavorazione del ferro.

Nel quadro della Giornata delle Miniere, l’appuntamento di Narni si collega anche alla più ampia riflessione sulla conservazione del patrimonio industriale e sulla sua fruizione pubblica.[3][1]

I relatori

Il programma prevede interventi di Edoardo Currà, Marina Docci e Renato Covino per AIPAI, con un contributo sulla conservazione e valorizzazione del patrimonio archeologico-industriale, sul master PARES e sulle iniziative dell’associazione.

AIPAI promuove infatti ricerca, catalogazione, conservazione e valorizzazione del patrimonio industriale, anche attraverso reti con università e istituzioni.[4][3]

Lucio di Matteo, dell’Università degli Studi di Perugia, presenterà le ricerche idrogeologiche sulle sorgenti di Stifone.

Maria Cristina Marinozzi, per Italia Nostra Amelia, parlerà dei mulini ad acqua e della loro valorizzazione.

Andrea Scatolini, del Gruppo Speleologico UTEC Narni, e Presidente de La Scintilena interverrà sulla speleologia nelle miniere di monte Santa Croce e sulla ferriera di Stifone.

Marco Venanzi, di AIPAI, affronterà il tema delle centrali idroelettriche nell’Umbria meridionale.[5][6][3]

Speleologia e cavità artificiali

Il convegno interessa da vicino anche il pubblico speleologico, perché tocca cavità artificiali, miniere, sistemi idrici e paesaggi carsici.

La presenza di un intervento sulla speleologia nelle miniere di monte Santa Croce e nella ferriera di Stifone conferma il legame tra esplorazione del sottosuolo, lettura storica del territorio e tutela delle testimonianze del lavoro.

In questo quadro, il Centro Visite “G. Fortunati” diventa un punto di riferimento per la divulgazione locale.[2][6]

Valore territoriale

L’incontro mette insieme ricerca, memoria industriale e valorizzazione del paesaggio.

La scelta di Stifone come sede segnala l’attenzione verso un’area in cui acqua, ferro e miniere hanno lasciato segni ancora leggibili.

Il confronto tra studiosi, associazioni e operatori del territorio si presenta come un passaggio utile per approfondire questi temi con un taglio divulgativo e tecnico insieme.[6][3]

Dati essenziali

  • Titolo: “Stifone e Narni: il paesaggio dell’acqua, del ferro e delle miniere”.
  • Data: sabato 30 maggio 2026.
  • Orario: dalle ore 9.
  • Luogo: Centro Visite “G. Fortunati”, Via Stifone Centro 29, Narni.
  • Organizzazione: Cooperativa Sociale Comunità Parco Gole del Nera.
  • Contesto: XVIII Giornata Nazionale delle Miniere.[1][2]

Fonti
[1] XVIII Giornata Nazionale delle Miniere – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/events/xviii-giornata-nazionale-delle-miniere
[2] Stifone – Inaugurazione Centro visite – Comune di Narni https://www.comune.narni.tr.it/novita/notizie/stifone-inaugurazione-centro-visite
[3] Chi siamo – AIPAI https://www.patrimonioindustriale.it/chi-siamo/
[4] MASTER TPTI | AIPAI https://www.aipaipatrimonioindustriale.com/master-tpti
[5] I mulini ad acqua dell’Amerino: a Stifone la presentazione del … https://www.scintilena.com/i-mulini-ad-acqua-dellamerino-a-stifone-la-presentazione-del-volume-che-racconta-secoli-di-archeologia-fluviale/03/12/
[6] UTEC- Ricerche sulle cave di ferro di Montoro e Stifone http://www.scintilena.com/utec/old/utec/stifone4.htm
[16] Giornata Nazionale delle Miniere 2026 a Domusnovas, tra trekking … https://www.scintilena.com/giornata-nazionale-delle-miniere-2026-a-domusnovas-tra-trekking-museo-mineralogico-e-convegno-su-san-michele/05/17/
[18] Miniere di marna e speleologia in cavità artificiali – Scintilena https://www.scintilena.com/miniere-di-marna-e-speleologia-in-cavita-artificiali-a-colledimezzo-la-presentazione-del-libro-di-gabriele-la-rovere/05/15/
[19] Terza Giornata Nazionale sulle Miniere – Il programma in … https://www.scintilena.com/terza-giornata-nazionale-sulle-miniere-il-programma-in-umbria/05/26/
[29] C’è tempo fino al 23 maggio per aderire alla Giornata Nazionale … https://www.mobilitadolce.net/ce-tempo-fino-al-23-maggio-per-aderire-alla-giornata-nazionale-delle-miniere/
[30] Narni: sabato 12 luglio il Comune inaugura le “Mole” ed il Centro … https://www.narnionline.com/narni-sabato-12-luglio-il-comune-inaugura-le-mole-ed-il-centro-visite-giuseppe-fortunati-di-stifone-23588
[31] AMODO – La XVIII Giornata Nazionale delle Miniere – Facebook https://www.facebook.com/AlleanzaAMODO/photos/la-xviii-giornata-nazionale-delle-miniere-edizione-2026-si-terr%C3%A0-questanno-nelle/1288529566756634/
[34] XVIII Giornata Nazionale delle Miniere 2026 – Assorisorse https://www.assorisorse.org/newsroom/eventi-assorisorse/xviii-giornata-nazionale-delle-miniere-2026

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  • Francesca Bellucci, una vita per la speleologia campana
    Condividi Insegnante, speleologa e dirigente CAI, ha unito attività di studio, esplorazione e responsabilità associative in Campania. Il ricordo di una speleologa Ieri mattina è venuta a mancare Francesca Bellucci, insegnante di professione e speleologa per passione. Il suo nome resta legato alla speleologia campana e, in particolare, alle ricerche svolte sui Monti Alburni. Il suo impegno ha riguardato anche la redazione di testi a carattere scientifico, contribuendo alla documenta
     

Francesca Bellucci, una vita per la speleologia campana

Máj 18th 2026 at 11:00

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Insegnante, speleologa e dirigente CAI, ha unito attività di studio, esplorazione e responsabilità associative in Campania.

Il ricordo di una speleologa

Ieri mattina è venuta a mancare Francesca Bellucci, insegnante di professione e speleologa per passione.

Il suo nome resta legato alla speleologia campana e, in particolare, alle ricerche svolte sui Monti Alburni.

Il suo impegno ha riguardato anche la redazione di testi a carattere scientifico, contribuendo alla documentazione del carsismo regionale.[1]

La notizia ha suscitato cordoglio nel mondo speleologico e nel CAI. Il Soccorso alpino e speleologico della Campania, CNSAS, si è stretto attorno ai familiari e agli amici in questo momento di dolore.[1]

Ricerca sui Monti Alburni

Bellucci ha partecipato in modo determinante alla ricerca speleologica in Campania.

I Monti Alburni rappresentano uno dei settori più studiati del carsismo regionale, e il suo contributo si inserisce in una tradizione di esplorazione e osservazione scientifica che ha arricchito la conoscenza del territorio.[1]

Le attività di rilievo, studio e divulgazione sono parte essenziale della speleologia, intesa come disciplina che unisce esplorazione e ricerca.

Il suo lavoro scientifico si è affiancato all’esperienza sul campo, con attenzione alla documentazione delle grotte e delle loro morfologie.[1]

L’impegno nel CAI

Dopo essere stata presidente della sezione CAI di Avellino, Francesca Bellucci ha assunto anche la presidenza del Gruppo Regionale CAI della Campania.

In questo ruolo ha portato avanti le attività con continuità e con la passione che l’ha sempre contraddistinta.[1]

La sua presenza nel CAI ha unito organizzazione, volontariato e attenzione per l’ambiente montano e sotterraneo.

Nel mondo speleologico il lavoro associativo è spesso decisivo quanto quello esplorativo, perché richiede capacità di coordinamento e responsabilità verso i territori.[1]

Un’eredità da coltivare

Il vuoto lasciato da Francesca Bellucci è profondo. La sua eredità resta concreta: progetti avviati, testi scientifici, relazioni costruite nel tempo e un esempio di impegno vissuto con coerenza .

Per la speleologia campana e per il CAI regionale, il suo percorso rappresenta un riferimento che continuerà a essere ricordato. La speleologia italiana vive anche grazie a figure capaci di connettere ricerca, formazione e vita associativa.[1]

Fonti:

https://www.facebook.com/share/p/1BU9ZW3MLn/?mibextid=wwXIfr

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  • Emilia – Diga di Vetto, la grotta scoperta vicino al progetto riapre il tema delle verifiche geologiche
    Condividi Il catasto regionale delle grotte dell’Emilia Romagna e le osservazioni degli speleologi riportano al centro una frattura recente nell’area della futura diga. I geologi chiedono indagini aggiuntive per chiarire natura, estensione e possibili effetti sulla progettazione. La segnalazione degli speleologi Nell’area interessata dal progetto della diga di Vetto è stata recentemente individuata una cavità, citata anche nelle osservazioni al Documento di Fattibilità delle Alternative Pr
     

Emilia – Diga di Vetto, la grotta scoperta vicino al progetto riapre il tema delle verifiche geologiche

Máj 18th 2026 at 10:00

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Il catasto regionale delle grotte dell’Emilia Romagna e le osservazioni degli speleologi riportano al centro una frattura recente nell’area della futura diga. I geologi chiedono indagini aggiuntive per chiarire natura, estensione e possibili effetti sulla progettazione.

La segnalazione degli speleologi

Nell’area interessata dal progetto della diga di Vetto è stata recentemente individuata una cavità, citata anche nelle osservazioni al Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali.

La grotta, esplorata pochi anni fa dal Gruppo Speleologico e Paleoetnologico Gaetano Chierici di Reggio Emilia, è tornata al centro dell’attenzione dopo l’intervento del vicepresidente Miki Ferrari in un seminario dell’Ordine dei Geologi dell’Emilia-Romagna.

La notizia rimette in primo piano il rapporto tra esplorazione speleologica e valutazione del sottosuolo.[1]

Il vuoto sotterraneo si presenta come una diaclasi tettonica, cioè una fenditura della montagna. Secondo quanto illustrato dagli speleologi, la cavità si sviluppa per circa 100 metri all’interno della montagna, con un tratto percorribile di circa 35-40 metri. All’esterno, l’allineamento delle fratture prosegue per circa mezzo chilometro.

La Grotta ‘Giulia da Neda’

La cavità si trova nel territorio di Scurano, nel comune di Neviano degli Arduini, nella località di Neda, sul versante parmense della Val d’Enza, a quota 510 metri.

La scoperta è nata da un piccolo foro al suolo, poi progressivamente ampliato fino a raggiungere un diametro di circa un metro.[1]

Ferrari ha spiegato che la frattura era stata esplorata circa 7-8 anni fa e risulta censita nel Catasto Regionale delle Grotte dell’Emilia Romagna.

In fondo al ramo noto della grotta è stato osservato un rigagnolo d’acqua. Il punto centrale, oggi, è capire dove quell’acqua vada e quale relazione abbia con l’assetto interno della montagna.[1]

Le verifiche richieste

Il presidente regionale dell’Ordine dei Geologi, Fabrizio Giorgini, ha definito la cavità un elemento di debolezza da approfondire.

Ha chiarito che non si tratta di una presa di posizione a favore o contro la diga, ma di una richiesta tecnica di studio. La sua osservazione si lega alla normativa, che prevede l’assenza di elementi di fragilità in prossimità di un manufatto come un invaso.[1]

Secondo Giorgini, la grotta non era emersa nel dibattito pubblico fino agli approfondimenti successivi alle osservazioni.

Proprio il ricorso al catasto delle cavità e alle verifiche documentali ha permesso di riportarla alla luce.

Per questo i geologi chiedono che chi seguirà il progetto tenga conto della struttura, della sua geometria e della possibile continuità della frattura in profondità.[1]

Il peso dei dati tecnici

Il caso mostra quanto siano importanti le indagini preliminari quando si progettano opere in aree complesse.

La grotta non va letta solo come curiosità speleologica, ma come possibile indicatore della struttura geologica locale.

La sua presenza vicino alla stretta di Vetto richiede valutazioni su stabilità, permeabilità e comportamento delle acque sotterranee.[1]

Il mondo speleologico, in questo caso, ha fornito dati utili alla lettura del territorio.

In una prospettiva tecnica, la cavità rappresenta un punto da indagare con attenzione prima di definire interventi che possano modificare l’area.

L’attenzione si concentra quindi non solo sulla grotta, ma sull’intero sistema di fratture e faglie e sul loro significato per la futura diga.[1]

Un tema per la speleologia

Per la speleologia italiana, il caso di Vetto conferma il valore delle osservazioni sul campo e dell’accatastamento in uno strumento condiviso e riconosciuto dalla Regione quale è il Catasto Speleologico Regionale.

Anche una cavità recente, fuori dai grandi contesti carsici, può avere un ruolo decisivo nelle scelte di pianificazione territoriale.

La vicenda dimostra anche come la collaborazione tra speleologi e geologi resti centrale quando si lavora su infrastrutture sensibili.[1]

Nel quadro più ampio della speleologia, la protezione e la conoscenza del sottosuolo non servono solo alla ricerca scientifica.

Servono anche a leggere correttamente il territorio prima che vengano prese decisioni irreversibili.

Il caso della diga di Vetto entra così tra gli esempi in cui una grotta, pur piccola e recente, diventa un dato tecnico da non trascurare.[1]

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  • Il progetto “Shtares 2026”
    Condividi La grotta Shpella Shtares, nei pressi di Vrane e Madhe nel Parco Naturale Regionale Nikaj Mërtur (Alpi Albanesi, Kukës), si apre a circa 1.400 m s.l.m. alla base della cresta di Maja e Kakisë, che si innalza per 700–800 m sopra la valle glaciale. Un forte flusso d’aria gelida (30–40 m³/s a circa 3 °C) emerge dall’ingresso principale, indicando che si tratta dello sbocco inferiore di un sistema molto più esteso, per cui l’esplorazione si è sviluppata principalmente verso l’alto.
     

Il progetto “Shtares 2026”

Máj 18th 2026 at 09:00

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La grotta Shpella Shtares, nei pressi di Vrane e Madhe nel Parco Naturale Regionale Nikaj Mërtur (Alpi Albanesi, Kukës), si apre a circa 1.400 m s.l.m. alla base della cresta di Maja e Kakisë, che si innalza per 700–800 m sopra la valle glaciale.

Un forte flusso d’aria gelida (30–40 m³/s a circa 3 °C) emerge dall’ingresso principale, indicando che si tratta dello sbocco inferiore di un sistema molto più esteso, per cui l’esplorazione si è sviluppata principalmente verso l’alto.

La grotta si sviluppa su più livelli, alternando condotti freatici con gallerie arrotondate e zone vadosi con pozzi e meandri.

Il livello basale è per lo più sub-orizzontale lungo piani di faglia e mostra evidenti effetti di gelo-disgelo, mentre i livelli superiori sono controllati da fratture e spesso interrotti da crolli che impongono continui spostamenti verticali.


Il deflusso idrico è attualmente limitato. I principali corsi attivi si trovano presso “La Basilica”, dove è situato un campo sotterraneo con tre tende (due tende dormitorio per otto persone e un bivacco), nella “Ravine of the Raganello Boys” e in un meandro scoperto nel 2024 in “The Midday Branches”.

Un pozzo dal livello basale conduce a un piccolo sifone, il punto più profondo conosciuto. Non sono note sorgenti esterne collegate al sistema.

Scoperta nell’agosto 2016 durante la spedizione Curraj, la grotta è stata individuata grazie alle conoscenze dei pastori locali, in particolare della famiglia Kolbucaj, che conosce da tempo il massiccio e ha indicato l’ingresso basandosi sulla memoria.

Dal 2016, il Gruppo Speleologico Martinese ha concentrato qui la propria attività esplorativa, iniziando con la spedizione del 2017 e ampliando progressivamente il sistema carsico rilevato fino a 12 km entro l’estate 2025.

Le esplorazioni nella Shpella Shtares, condotte sistematicamente dal 2016, hanno progressivamente ampliato la conoscenza della cavità e rivelato settori morfologicamente distinti caratterizzati da forti correnti d’aria e alta complessità strutturale.

I primi lavori hanno definito il ramo “Piccola Mark” (circa 1 km dall’ingresso), importante per comprendere il comportamento termico interno e la continuità del sistema verso le aree più profonde. Parallelamente, sono state esplorate gallerie di livello superiore come il settore Guggenheim e il ramo Kolbucaj, che restano zone attive di ricerca.

Un’attenzione particolare è rivolta alla Sala Giglio e alla Sala Maria-Josè, grandi ambienti che fungono da punti di convergenza per molteplici correnti d’aria e condotti, dove l’esplorazione verso l’alto è in corso per chiarire i livelli superiori del sistema.

Il “Caos di Giovanni”, una vasta zona di crollo che separa il livello basale da quelli superiori, rappresenta una discontinuità chiave che ha fortemente influenzato le strategie esplorative, orientando l’attenzione verso pozzi attivi come i sistemi Ascensore e Kolbucaj.

Nel complesso, i dati suggeriscono una struttura tripartita: una zona superiore sconosciuta probabilmente collegata a ingressi in quota, una zona intermedia in esplorazione (Guggenheim–Kolbucaj) e un livello basale che si estende fino alla Sala Giglio ed è controllato dal Caos di Giovanni.

La “Sala Rossa”, una cavità a sviluppo verticale con formazioni rocciose di colore rosso, è stata anch’essa ampiamente studiata e si prevede che sarà uno dei principali obiettivi del progetto Shtares 2026.

In sintesi, il sistema di grotte appare altamente dinamico, con grandi volumi d’aria, settori ancora inesplorati e una complessa rete di connessioni idro-aerodinamiche.

Scienza e documentazione – tra biospeleologia e geologia

Il progetto Shtares si è rivelato un pilastro per il Gruppo Speleologico Martinese, consentendo un’ampia gamma di studi in diversi ambiti grazie alla partecipazione, negli anni, di studenti universitari di geologia e biologia. Ha inoltre ospitato occasionalmente professori e professionisti provenienti da vari campi in tutta Europa, coinvolgendo l’Università di Bologna, l’Università di Bari “Aldo Moro”, l’Università di Padova, ISSKA, l’Associazione Spagnola di Entomologia e l’Università di Lubiana.

Un clima severo

ng Dal 2022, nella Shpella Shtares è stato installato un sistema di monitoraggio meteorologico attraverso una rete di termometri distribuiti nei diversi livelli della grotta, ampliata fino a dieci sensori tra il 2022 e il 2024. I dati raccolti hanno evidenziato una forte variabilità termica stagionale: presso l’ingresso le temperature variano da -8 °C in inverno a oltre 3 °C in estate, mentre nei settori più profondi, circa 1 km dall’ingresso, sono state registrate temperature minime fino a -1 °C.

Le misurazioni anemometriche hanno inoltre rilevato correnti d’aria comprese tra 30 e 40 m³/s, tra le più intense mai documentate in ambiente sotterraneo.

Le osservazioni confermano che la grotta è soggetta a un marcato “effetto camino”, determinato da ingressi posti a quote differenti. Durante l’estate, l’aria viene richiamata da ingressi superiori ancora sconosciuti, probabilmente situati tra 2.100 e 2.200 metri di altitudine. Attraversando settori ricchi di neve e ghiaccio, l’aria si raffredda fino a circa 0 °C e discende nelle parti più profonde della grotta, stabilizzandosi tra 3 e 4 °C.

In inverno, il flusso si inverte: l’aria fredda esterna viene aspirata nell’ingresso principale e penetra per oltre 500 metri nel sistema, causando forti oscillazioni termiche giornaliere.

Per studiare la circolazione delle masse d’aria è stato condotto anche un primo test con tracciante, mediante il rilascio di 2 kg di CO?, che ha evidenziato la forte dispersione del gas nei grandi volumi della grotta e la necessità di ulteriori sensori.

Le indagini geologiche hanno documentato depositi sabbiosi fini, sia sciolti sia cementati, con sedimenti biancastri, grigi e rossastri. Le gallerie si sviluppano principalmente lungo sistemi di faglia, alcuni dei quali mostrano segni di riattivazione recente. I cicli di gelo-disgelo hanno inoltre favorito la formazione di suoli strutturati poligonali (“patterned ground”) e contribuito ai fenomeni di crollo osservati nel livello basale della grotta.

Vita estrema

L’indagine biospeleologica condotta nella Shpella Shtares rivela un ecosistema sotterraneo di straordinario interesse scientifico. Nonostante le basse temperature, le forti correnti d’aria e il congelamento stagionale della grotta, essa ospita diverse specie di fauna cavernicola, prevalentemente invertebrati altamente specializzati. Tra questi, solo i tricotteri (Trichoptera) e i pipistrelli (Chiroptera) sono troglofili, mentre il resto della fauna è costituito da specie troglobie adattate all’ambiente sotterraneo estremo.

Lo studio sistematico ha mostrato una distribuzione piuttosto uniforme degli organismi nei settori più profondi della grotta, con concentrazioni maggiori in prossimità dei punti di stillicidio e di piccole raccolte d’acqua. La rete trofica sembra basarsi su comunità batteriche come produttori primari, seguite da detritivori e filtratori — tra cui lombrichi e coleotteri — e predatori come aracnidi e pseudoscorpioni.

Particolarmente significativi sono i risultati ottenuti durante la campagna “Shtares 2023”, che ha permesso il campionamento di circa venti esemplari tra acari, ditteri, collemboli, ragni e coleotteri. Tra questi spiccano i coleotteri leptodirini endemici: Anthroherpon shtarensis, Riberius stillicidi e Kircheria dritae (dedicato alla moglie del pastore George), descritti per la prima volta da campioni raccolti nel 2019 grazie alla collaborazione scientifica con Giachino e Casale, pubblicata nel 2022. Tutte e tre le specie sono attualmente note solo per questa grotta.

Di grande interesse è anche la scoperta di un coleottero precedentemente non osservato nella cavità: le prime analisi morfologiche suggeriscono che appartenga a una famiglia diversa rispetto alle specie note e che possa avere comportamento predatorio. Tutto il materiale raccolto è attualmente in studio presso l’Università di Bari “Aldo Moro”, dove sono in corso analisi tassonomiche e genetiche.

Il team di esplorazione

Le spedizioni a Shtares hanno coinvolto circa sessanta speleologi provenienti da diversi Paesi europei. La spedizione del 2026 segnerà l’ottava estate che il gruppo trascorre sul Maja e Kakisë, nel villaggio di Vrane e Madhe (contea di Kukës), ospitato dalla famiglia di pastori Kolbucaj.

Diversi gruppi speleologici hanno collaborato alle esplorazioni, tra cui il Gruppo Speleologico Faenza, il GSB-USB (Bologna), La Venta e Continent 8. Le spedizioni sono state inoltre supportate dalla Società Speleologica Italiana, dalla Federazione Francese di Speleologia, dall’Unione Internazionale di Speleologia, dall’Istituto Svizzero di Speleologia e Studi Carsici, nonché dal Servizio Regionale Puglia del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.

Negli anni, tra i partecipanti figurano studenti di geologia (Università di Bologna, Bari, Padova), due dottorandi (Università di Padova e Neuchâtel), docenti di meteorologia ipogea (ISSKA), geografi ed esperti di biospeleologia (Associazione Entomologica Spagnola, Università di Lubiana).

Per Shtares 2026, il Gruppo Speleologico Martinese continuerà il monitoraggio di temperatura e correnti d’aria, lo studio delle forme di vita cavernicole e l’esplorazione delle aree ancora sconosciute oltre i fronti attuali.
Obiettivi principali restano i settori oltre la Sala Rossa, dove si prevede un vasto labirinto inesplorato, e il ripercorrimento della “Via di Poseidone” per chiudere importanti anelli morfologici.

Come di consueto, l’esplorazione si sviluppa verso l’alto e richiede una logistica significativa: oltre 1.000 metri di corda, centinaia di ancoraggi in acciaio e numerosi strumenti saranno installati, come già avvenuto nel 2025.
Il team si autofinanzia, coprendo internamente i costi tecnici e scientifici senza gravare sui partecipanti invitati, e pertanto è costantemente alla ricerca di finanziamenti e sponsorizzazioni in linea con la propria missione.

Fonte:

https://ukcaving.com/board/index.php?threads/the-shtares-2026-project.34455/

L'articolo Il progetto “Shtares 2026” proviene da Scintilena.

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  • Giornata internazionale della biodiversità 2026: la speleologia celebra la conservazione delle grotte
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Giornata internazionale della biodiversità 2026: la speleologia celebra la conservazione delle grotte

Máj 18th 2026 at 08:00

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Val Hildreth-Werker e la cave conservation: un evento online della UIS Biology Commission per la biodiversità delle grotte

Biodiversità delle grotte e Giornata internazionale della biodiversità 2026

La Giornata internazionale della biodiversità 2026 sarà l’occasione per accendere i riflettori sulla biodiversità delle grotte e sui fragili ecosistemi sotterranei, al centro di un evento online promosso dalla Commissione Biologia dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS Biology Commission). [web:3][web:6][web:9]
L’incontro, trasmesso in diretta Facebook, si inserisce nella cornice della campagna “Cave Animal of the Year” e vuole trasformare la sensibilizzazione in azioni concrete per la tutela della fauna cavernicola e degli ambienti carsici. [web:9][web:12]

Val Hildreth-Werker, quasi cinquant’anni di cave conservation

Protagonista dell’appuntamento sarà Val Hildreth-Werker, figura di riferimento internazionale per la cave conservation, con quasi cinque decenni di attività dedicata alla protezione delle grotte e degli ecosistemi sotterranei. [web:27][web:33]
Con un background in fotografia medico-chirurgica e una lunga esperienza come educatrice outdoor, dagli anni Settanta Hildreth-Werker ha contribuito allo sviluppo di protocolli di conservazione, tecniche di restauro e programmi di sensibilizzazione rivolti a speleologi, enti gestori, ONG e operatori del settore minerario. [web:27][web:26]

Cave Conservation and Restoration: il “manuale” per proteggere le grotte

Val Hildreth-Werker è co-editrice, insieme a Jim C. Werker, del volume “Cave Conservation and Restoration”, un manuale di oltre 600 pagine pubblicato dalla National Speleological Society e oggi disponibile in open access, spesso definito la “bibbia della conservazione delle grotte”. [web:24][web:27][web:33]

Il testo raccoglie le migliori pratiche per identificare e proteggere le risorse ipogee, definire limiti di utilizzo, monitorare gli impatti, pianificare interventi di restauro, riparare speleotemi danneggiati e promuovere un’etica di minima impronta, rivolgendosi tanto ai responsabili di aree carsiche quanto ai singoli speleologi. [web:24][web:27]

Etica a minimo impatto e protocolli di restauro in grotta

Il lavoro di Hildreth-Werker ha contribuito a diffondere un approccio alla speleologia basato su metodi a minimo impatto, che mettono al centro la protezione del “cave resource”, ovvero l’insieme di forme, depositi e comunità biologiche che caratterizzano ogni cavità. [web:24][web:27]


Nel manuale e nei suoi corsi vengono illustrati strumenti e procedure per la pulizia di superfici, la rimozione di riempimenti e rifiuti artificiali, il controllo dei materiali organici introdotti dall’uomo, fino alle tecniche delicate di riparazione di speleotemi, sempre accompagnate da una accurata documentazione scientifica. [web:24][web:27][web:19]

Dalle miniere alle aree protette: formazione per enti, ONG e operatori

Nel corso degli anni, Val Hildreth-Werker ha tenuto workshop e sessioni di formazione in numerosi contesti, dalle agenzie governative alle ONG, fino alle compagnie minerarie che operano in aree carsiche, con l’obiettivo di integrare la tutela delle grotte nella gestione del territorio. [web:26][web:35]


Questi percorsi formativi affrontano temi che vanno dalla valutazione degli impatti alla pianificazione degli accessi, dall’uso di tecniche di monitoraggio ambientale alla definizione di standard operativi condivisi per ridurre i danni a speleotemi, fauna cavernicola e risorse idriche sotterranee. [web:26][web:19]

Riconoscimenti e ruolo nelle istituzioni speleologiche

Hildreth-Werker è Fellow della National Speleological Society (NSS) e ha ricevuto l’Outstanding Service Award per il contributo di lunga data alla conservazione degli ecosistemi sotterranei e alla formazione della comunità speleologica internazionale. [web:28][web:32]


All’interno dell’Unione Internazionale di Speleologia ricopre incarichi dedicati alla protezione del carsismo e delle grotte, contribuendo a collegare le esperienze maturate nella pratica di campo con le linee guida e le politiche di tutela a livello globale. [web:31][web:22]

Un evento online dedicato alla cave conservation e al Cave Animal of the Year

L’incontro online per la Giornata internazionale della biodiversità 2026 sarà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook @UisCaveBiologyCommission il 22 maggio 2026 alle 15:00 EDT, 21:00 CEST e 5:00 AEST del 23 maggio. [web:3][web:12]


Durante il live, la UIS Biology Commission presenterà la campagna “Cave Animal of the Year”, iniziativa che ogni anno porta l’attenzione su una specie legata agli ambienti di grotta, evidenziandone esigenze ecologiche, minacce e azioni possibili per la sua conservazione. [web:28][web:9]

Come partecipare e contatti per la UIS Biology Commission

Per seguire l’evento è sufficiente collegarsi alla diretta Facebook sulla pagina della UIS Biology Commission all’orario indicato; non è richiesta registrazione preventiva. [web:3][web:12]
Per informazioni, domande o proposte di collaborazione in tema di biodiversità delle grotte e cave conservation, la Commissione Biologia UIS mette a disposizione il contatto email uiscaveanimal@gmail.com. [web:12][web:15]

Biodiversità delle grotte, servizi ecosistemici e responsabilità degli speleologi

Gli ecosistemi sotterranei ospitano comunità biologiche altamente specializzate, spesso endemiche, che dipendono da condizioni ambientali stabili e da un delicato equilibrio tra idrologia, geochimica e apporto di nutrienti. [file:1][web:22]


Grotte, fratture carsiche e acquiferi forniscono servizi ecosistemici fondamentali, tra cui la regolazione delle acque sotterranee e la conservazione di archivi naturali sul clima e sugli ambienti del passato, che richiedono pratiche di esplorazione e gestione sempre più attente alla conservazione. [file:1][web:23]

Dalla teoria alla pratica: trasformare la consapevolezza in azione

La Giornata internazionale della biodiversità 2026 e l’intervento di Val Hildreth-Werker offrono alla comunità speleologica uno spazio per riflettere su come integrare l’etica a minimo impatto nelle uscite di routine, nei progetti di esplorazione e nelle attività di divulgazione. [web:3][web:27]


Adottare le linee guida della cave conservation, partecipare a programmi di monitoraggio e sostenere campagne come “Cave Animal of the Year” sono passi concreti per contribuire a fermare la perdita di biodiversità sotterranea e garantire che le grotte restino ambienti vivi e funzionali anche per le generazioni future. [web:9][web:22]

Certo — queste sono le fonti usate per l’articolo, con i relativi link.

Fonti principali

  1. Scintilena – Biodiversità delle grotte protagonista online per la Giornata internazionale della biodiversità 2026
    Link: https://www.scintilena.com/biodiversita-delle-grotte-protagonista-online-per-la-giornata-internazionale-della-biodiversita-2026-…[1]
  2. UIS / Cave Animal of the Year
    Link: https://www.caveanimal.com[2]
  3. Facebook UIS Cave Biology Commission / evento “Cave Animal of the Year – International Day for Biological Diversity”
    Link: https://www.facebook.com/events/cave-animal-of-the-year-international-day-for-biological-diversity/2425966017827588/[3]
  4. Digital Commons @ USF – Cave Conservation and Restoration
    Link: https://digitalcommons.usf.edu/kip_monographs/7/[4]
  5. National Speleological Society – Cave Conservation and Restoration PDF
    Link: https://caves.org/wp-content/uploads/2022/06/CCR-Book.pdf[5]
  6. Learn More Caves – Cave Conservation and Restoration PDF
    Link: https://learnmore.caves.org/wp-content/uploads/CCR%20Book.pdf[6]
  7. Speleo-Concepts – Cave Conservation and Restoration
    Link: https://www.speleo-concepts.com/buecher/hoehle/fachbuecher/cave-conservation-and-restoration.php[7]
  8. PMC – Towards evidence-based conservation of subterranean ecosystems
    Link: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9545027/[8]
  9. Wiley – A conservation roadmap for the subterranean biome
    Link: https://onlinelibrary.wiley.com/doi/pdfdirect/10.1111/conl.12834[9]
  10. Scintilena – Proteggere il mondo sotterraneo: biodiversità delle grotte, servizi ecosistemici e campagne Cave Animal of the Year
    Link: https://www.scintilena.com/proteggere-il-mondo-sotterraneo-biodiversita-delle-grotte-servizi-ecosistemici-e-campagne-cave-animal-…[10]

Fonti di supporto

  1. MDPI – Integration of Remote-Sensing Techniques for the Preventive Conservation of Paleolithic Cave Art in the Karst of the Altamira Cave
    Link: https://www.mdpi.com/2072-4292/15/4/1087/pdf?version=1676544603[11]
  2. MDPI – A Multimodal Research Approach to Assessing the Karst Structural Conditions of the Ceiling of a Cave with Palaeolithic Cave Art Paintings
    Link: https://www.mdpi.com/1424-8220/23/22/9153/pdf?version=1699880420[12]
  3. MDPI – Monitoring Human Impact in Show Caves. A Study of Four Romanian Caves
    Link: https://www.mdpi.com/2071-1050/13/4/1619/pdf?version=1612427612[13]
  4. Semantics Scholar – Cave Conservation and Restoration Course in Brazil
    Link: https://www.semanticscholar.org/paper/d37d2751280250950f1b4d7f602e4dcc644d0e4d[14]

Fonti
[1] Biodiversità delle grotte protagonista online per la Giornata … https://www.scintilena.com/biodiversita-delle-grotte-protagonista-online-per-la-giornata-internazionale-della-biodiversita-2026-il-22-maggio-un-evento-in-diretta-facebook-raccontera-il-ruolo-della-fauna-cavernicola-e-la-campagn/05/09/
[2] uis-caveanimal https://www.caveanimal.com
[3] Cave Animal of the Year -International Day for Biological Diversity https://www.facebook.com/events/cave-animal-of-the-year-international-day-for-biological-diversity/2425966017827588/
[4] Cave Conservation and Restoration – Digital Commons @ USF https://digitalcommons.usf.edu/kip_monographs/7/
[5] [PDF] Cave Conservation and Restoration – National Speleological Society https://caves.org/wp-content/uploads/2022/06/CCR-Book.pdf
[6] [PDF] Cave Conservation and Restoration https://learnmore.caves.org/wp-content/uploads/CCR%20Book.pdf
[7] Cave Conservation and Restoration https://www.speleo-concepts.com/buecher/hoehle/fachbuecher/cave-conservation-and-restoration.php
[8] Towards evidence?based conservation of subterranean ecosystems https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9545027/
[9] A conservation roadmap for the subterranean biome https://onlinelibrary.wiley.com/doi/pdfdirect/10.1111/conl.12834
[10] Proteggere il mondo sotterraneo: biodiversità delle grotte, servizi … https://www.scintilena.com/proteggere-il-mondo-sotterraneo-biodiversita-delle-grotte-servizi-ecosistemici-e-campagne-cave-animal-of-the-year/05/08/
[11] Integration of Remote-Sensing Techniques for the Preventive Conservation of Paleolithic Cave Art in the Karst of the Altamira Cave https://www.mdpi.com/2072-4292/15/4/1087/pdf?version=1676544603
[12] A Multimodal Research Approach to Assessing the Karst Structural Conditions of the Ceiling of a Cave with Palaeolithic Cave Art Paintings: Polychrome Hall at Altamira Cave (Spain) https://www.mdpi.com/1424-8220/23/22/9153/pdf?version=1699880420
[13] Monitoring Human Impact in Show Caves. A Study of Four Romanian Caves https://www.mdpi.com/2071-1050/13/4/1619/pdf?version=1612427612
[14] Cave Conservation and Restoration Course in Brazil https://www.semanticscholar.org/paper/d37d2751280250950f1b4d7f602e4dcc644d0e4d
[16] Collecting eco?evolutionary data in the dark: Impediments to subterranean research and how to overcome them https://onlinelibrary.wiley.com/doi/pdfdirect/10.1002/ece3.7556
[17] THE VIRTUAL BATCAVE: A PROJECT FOR THE SAFEGUARD OF A UNESCO WHL FRAGILE ECOSYSTEM https://www.int-arch-photogramm-remote-sens-spatial-inf-sci.net/XLII-2-W9/17/2019/isprs-archives-XLII-2-W9-17-2019.pdf
[18] [PDF] primo convegno italiano sul recupero e la riabilitazione dei chirotteri http://www.tutelapipistrelli.it/wp-content/uploads/2015/10/Atti-convegno-CHIRecuperO-2016.pdf
[19] Ecco il Programma del Raduno Nazionale di Speleologia di Urzulei Icnussa 2019 Impronte – Scintilena https://www.scintilena.com/ecco-il-programma-del-raduno-nazionale-di-speleologia-di-urzulei-icnussa-2019-impronte/03/24/
[20] Programma Raduno Nazionale di Speleologia Icnussa … https://www.scintilena.com/programma-raduno-nazionale-di-speleologia-icnussa-2019-urzulei/04/24/
[21] Xiaozhai Tiankeng: dentro la dolina più profonda del mondo, dove … https://www.scintilena.com/xiaozhai-tiankeng-dentro-la-dolina-piu-profonda-del-mondo-dove-una-foresta-primordiale-sopravvive-nellombra-dellabisso/05/01/
[22] Quei 32 misteriosi simboli identici in centinaia di grotte https://www.scintilena.com/quei-32-misteriosi-simboli-identici-in-centinaia-di-grotte-la-donna-che-li-ha-decifrati-sara-alla-convention-speleologica-dellanno/03/03/
[23] I Signori dell’Oscurità: Quando la Scienza Svela i Segreti … – Scintilena https://www.scintilena.com/i-signori-delloscurita-quando-la-scienza-svela-i-segreti-dei-pipistrelli-cavernicoli/01/27/
[24] Olena Godlevska, la scienziata che ha portato i pipistrelli ucraini … https://www.scintilena.com/olena-godlevska-la-scienziata-che-ha-portato-i-pipistrelli-ucraini-fuori-dalloscurita/03/09/
[25] La guerra in Medio Oriente blocca il MESS5: rinviato il Simposio di … https://www.scintilena.com/la-guerra-in-medio-oriente-blocca-il-mess5-rinviato-il-simposio-di-speleologia-del-libano/03/20/
[26] Le Acque Sotterranee delle Grotte di Pertosa-Auletta … https://www.scintilena.com/le-acque-sotterranee-delle-grotte-di-pertosa-auletta-rivelano-i-segreti-dellecoidrologia-carsica/08/16/
[27] Incidenti in speleologia subacquea: il libro di Michel Ribera analizza … https://www.scintilena.com/incidenti-in-speleologia-subacquea-il-libro-di-michel-ribera-analizza-decenni-di-dati-e-svela-i-meccanismi-fatali/02/21/
[28] Cave Conservation and Restoration: Workshops Around the Globe https://digitalcommons.wku.edu/con_karst_res_proc/con_karst_pro_2020/day_one/8/
[29] British Caving Library https://www.caving-library.org.uk/catalogue/BCL/code/php/library.php?action=search&lib=&type=any&search=author&search_string=Val+Hildreth-Werker%2C+Jim+C.Werker
[30] Sustainable speleology and cave conservation – Ricerca UniBa https://ricerca.uniba.it/handle/11586/510220
[31] Cave Animal of the Year – Hellenic Institute of Speleological Research https://inspee.gr/what-we-do/campaigns/cave-animal-of-the-year/
[32] Nat’l Speleo Society (@NSScaves) / Posts / X – Twitter https://x.com/NSScaves
[33] [PDF] Cave Conservation and Restoration Course in Brazil https://digitalcommons.wku.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1050&context=nckms
[34] National Speleological Society: Home https://caves.org
[35] Merit Award Recipients – National Speleological Society https://caves.org/nss-awards/certificate-of-merit/certificate-of-merit-recipients/
[36] Cave Conservation and Restoration International Workshops https://www.youtube.com/watch?v=xH0fe7jOkWE

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