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    Condividi Domenica 27 settembre 2026 il GOA Canyoning e l’Associazione Italiana Canyoning organizzano una giornata di volontariato per raccogliere rifiuti e materiali abbandonati nel Torrente Crocetta, a Quaratica, nel comune di Riccò del Golfo di Spezia. L’iniziativa è rivolta a persone già autonome e attrezzate per muoversi in sicurezza in forra Una giornata con corde, sacchi e attrezzatura da torrentismo, ma questa volta con un obiettivo particolare: ripulire una forra dai rifiuti. Dome
     

Puliamo il Torrente Crocetta: volontari in azione nella forra di Quaratica – Riccò del Golfo (SP)

September 22nd 2026 at 05:00

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Domenica 27 settembre 2026 il GOA Canyoning e l’Associazione Italiana Canyoning organizzano una giornata di volontariato per raccogliere rifiuti e materiali abbandonati nel Torrente Crocetta, a Quaratica, nel comune di Riccò del Golfo di Spezia. L’iniziativa è rivolta a persone già autonome e attrezzate per muoversi in sicurezza in forra

Una giornata con corde, sacchi e attrezzatura da torrentismo, ma questa volta con un obiettivo particolare: ripulire una forra dai rifiuti.

Domenica 27 settembre 2026, dalle 9 alle 16, è in programma l’iniziativa “Puliamo il Torrente Crocetta”, un’uscita di volontariato organizzata a Quaratica, nel comune di Riccò del Golfo di Spezia, dal GOA Canyoning, il Gruppo torrentistico “GOA Canyoning” insieme all’Associazione Italiana Canyoning (AIC). Tutte le informazioni operative sono riportate nella locandina dell’iniziativa.

Rifiuti da portare fuori dalla forra

Il programma prevede l’ingresso nella forra dal cosiddetto punto 1, con ritrovo alle 9. Una volta entrati nel torrente, i volontari procederanno verso valle raccogliendo rifiuti urbani e materiali di piccola taglia.

L’organizzazione prevede una squadra impegnata direttamente nell’alveo, incaricata di raccogliere e insaccare i materiali, e una squadra all’uscita, che dovrà aprire il collegamento con la strada attraverso la vegetazione. Tra le operazioni previste figura anche la predisposizione di un sistema per recuperare e trasferire i materiali dall’alveo verso la strada.

I sacchi raccolti saranno infine portati al Comune, nei pressi dell’uscita.

Un ambiente che richiede esperienza

La locandina precisa un aspetto importante: non si tratta di una normale passeggiata ecologica.

La partecipazione è pensata per i soci GOA e AIC, ma è aperta anche a chi pratica autonomamente il torrentismo ed è già in grado di muoversi in sicurezza in una forra.

I partecipanti dovranno portare guanti robusti e la propria attrezzatura da torrentismo; i sacchi grandi saranno messi a disposizione dagli organizzatori. Speleo o muta sono indicate soltanto se dovessero risultare effettivamente necessarie.

Il Torrente Crocetta è normalmente asciutto, anche se possono rimanere alcune pozze. Accessi e uscite, inoltre, non sono sempre agevoli e la vegetazione può complicare il percorso.

Gli organizzatori sottolineano quindi chiaramente che chi partecipa deve essere in grado di uscire autonomamente dalla forra con la propria attrezzatura.

Una giornata di torrentismo al servizio dell’ambiente

L’iniziativa porta l’esperienza maturata nella frequentazione delle forre direttamente al servizio del territorio.

Chi pratica canyoning conosce infatti luoghi che spesso rimangono nascosti alla maggior parte delle persone: gole, torrenti incassati e tratti difficilmente raggiungibili dove anche la rimozione di un semplice rifiuto può richiedere capacità tecniche e attrezzature specifiche.

“Puliamo il Torrente Crocetta” diventa così anche un piccolo esempio di cura concreta degli ambienti naturali frequentati dagli appassionati di torrentismo.

Attenzione: Quaratica è un luogo magico, ma con pochissimi parcheggi e strade strette: partecipate numerosi, ma – per piacere – raggiungete la zona con il minor numero possibile di automobili!

Quando: domenica 27 settembre 2026, ore 9:00–16:00
Dove: Torrente Crocetta, Quaratica – Riccò del Golfo di Spezia (SP)
Organizzazione: GOA Canyoning e Associazione Italiana Canyoning

Domenica 27 settembre 2026 il GOA Canyoning e l’Associazione Italiana Canyoning organizzano una giornata di volontariato per ripulire il Torrente Crocetta, a Quaratica, nel comune di Riccò del Golfo di Spezia. I volontari raccoglieranno e porteranno fuori dalla forra rifiuti e materiali abbandonati. L’iniziativa è rivolta a persone già autonome e attrezzate per muoversi in sicurezza in ambiente di forra.

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  • Barranco di Trevélez, morto un uomo dopo la caduta in una pozza durante il canyoning
    Condividi Nel barranco di Trevélez, nella provincia di Granada, i soccorsi hanno raggiunto l’area impervia ma hanno potuto solo constatare il decesso. La Federazione andalusa aveva già raccomandato di non effettuare il percorso fino a nuova comunicazione. Un uomo è morto sabato 19 settembre nel barranco di Trevélez, nell’Alpujarra di Granada, dopo essere caduto in una pozza mentre praticava canyoning. L’allarme è arrivato al servizio di emergenza 112 dell’Andalusia alle 14.10. Sul posto sono
     

Barranco di Trevélez, morto un uomo dopo la caduta in una pozza durante il canyoning

September 21st 2026 at 12:52

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Nel barranco di Trevélez, nella provincia di Granada, i soccorsi hanno raggiunto l’area impervia ma hanno potuto solo constatare il decesso. La Federazione andalusa aveva già raccomandato di non effettuare il percorso fino a nuova comunicazione.

Un uomo è morto sabato 19 settembre nel barranco di Trevélez, nell’Alpujarra di Granada, dopo essere caduto in una pozza mentre praticava canyoning. L’allarme è arrivato al servizio di emergenza 112 dell’Andalusia alle 14.10. Sul posto sono intervenuti Guardia Civil e Centro di Emergenza Sanitaria 061.

Le fonti disponibili non indicano al momento identità, età e provenienza della vittima. Non sono state rese pubbliche neppure le circostanze tecniche che hanno preceduto la caduta. I soccorritori, una volta raggiunto l’uomo, ne hanno confermato il decesso.

Canyoning nel barranco di Trevélez e il dispositivo di soccorso

La stampa locale riferisce che l’attività era in corso nel barranco di Trevélez, nel territorio comunale di Carataunas, nella comarca dell’Alpujarra. Alcune prime ricostruzioni parlano di discesa in corda doppia; altre definiscono l’attività come barranquismo, il termine spagnolo per canyoning o discesa di canyon.

La zona presenta accessi difficili. Per questo sono stati mobilitati gli specialisti del Gruppo di soccorso e intervento in montagna della Guardia Civil, il GREIM, insieme alle altre componenti dell’apparato di emergenza. Secondo una delle cronache, nel dispositivo ha operato anche l’unità aerea; un particolare che evidenzia la complessità logistica dell’intervento, non le cause dell’incidente.

Il fatto è avvenuto nel corso della giornata di sabato. L’orario della chiamata al 112 è l’elemento cronologico più preciso diffuso dalle fonti consultate. Gli accertamenti sulle dinamiche spettano alle autorità competenti. Non è possibile stabilire dalle informazioni finora rese note se abbiano avuto un ruolo il livello dell’acqua, la configurazione della pozza, l’attrezzatura o altri fattori.

Barranco di Trevélez: caratteristiche e punti critici del percorso

Il barranco di Trevélez è un itinerario fluviale caratterizzato da strettoie, pareti verticali, salti e pozze. La rete provinciale di itinerari di Granada descrive un accesso con una prima calata frazionata e verticale di circa 19 metri, seguito da una successione di manovre su corda, disarrampicate e passaggi in acqua.

La stessa scheda segnala tratti nei quali l’idrodinamica può diventare pericolosa con portata elevata. In particolare, viene indicata una seconda pozza, conosciuta come “la lavadora”, dove una controcorrente poco visibile può ostacolare l’uscita. Nel prosieguo sono segnalati altri punti con forti movimenti d’acqua, controcorrenti e un sifone che può risultare meno riconoscibile quando il flusso aumenta.

Queste informazioni descrivono le criticità generali dell’itinerario e non costituiscono una ricostruzione dell’episodio del 19 settembre. Ogni discesa richiede la verifica diretta delle condizioni del giorno, delle portate e dello stato delle attrezzature fisse, oltre a competenze adeguate per la progressione in ambiente acquatico verticale.

L’avviso sul Cañón del Río Trevélez prima dell’incidente

Nel mese di luglio 2026 la Federazione andalusa di speleologia e discesa di canyon e barranchi, in coordinamento con il GREIM, ha pubblicato una raccomandazione di astensione dalla discesa del Cañón del Río Trevélez fino a nuovo avviso. Il testo attribuisce l’avviso ai cambiamenti geomorfologici intervenuti nel corso d’acqua e ai danni o spostamenti delle installazioni, ancora da verificare.

L’avviso è un elemento rilevante per chi frequenta il barranco di Trevélez. Non permette però di associare automaticamente quelle condizioni alla caduta mortale di sabato. Serviranno eventuali comunicazioni degli inquirenti per chiarire se il divieto tecnico fosse ancora vigente nel punto interessato e quale fosse lo stato effettivo del percorso al momento dell’incidente.

La vicenda richiama l’importanza di distinguere le descrizioni storiche di un canyon dalla sua situazione reale. Piene, trasporto di sedimenti, caduta di blocchi e danneggiamento degli ancoraggi possono modificare rapidamente un tracciato. La consultazione di avvisi federali e dei servizi locali deve precedere ogni ingresso in forra.

Informazioni da attendere sul decesso nel barranco di Trevélez

Al 21 settembre non risultano diffusi dati pubblici ulteriori sulla vittima né una spiegazione ufficiale dell’accaduto. È quindi necessario evitare conclusioni sulle responsabilità e sulle cause. Le informazioni confermate restano la caduta in una pozza, l’attivazione dei soccorsi alle 14.10 e la constatazione del decesso sul posto.

Per la comunità speleologica e torrentistica, il caso ribadisce il valore della pianificazione. La valutazione del rischio deve includere bollettini, portata osservata, aggiornamenti sugli ancoraggi, vie di fuga, capacità del gruppo e tempi di attivazione dei soccorsi. Nel barranco di Trevélez, dove sono presenti tratti acquatici e verticali impegnativi, queste verifiche assumono un rilievo particolare.

Fonti

Canyoning incidente

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  • Puliamo il Buio e Puliamo il Mondo: rifiuti rimossi dal canyon del Temete alle Conche di Laviano
    Condividi L’anteprima nazionale di Puliamo il Mondo 2026 nell’Alta Valle del Sele chiude con oltre 20 sacchi raccolti. L’intervento nel canyon conferma il legame tra Puliamo il Buio, speleologia, canyoning e tutela delle acque. Puliamo il Mondo 2026 nelle Conche di Laviano Il canyon del torrente Temete, nelle Conche di Laviano, è stato al centro della sesta e ultima anteprima nazionale di Puliamo il Mondo 2026. L’iniziativa si è svolta nell’Alta Valle del Sele, in provincia di Salerno, e h
     

Puliamo il Buio e Puliamo il Mondo: rifiuti rimossi dal canyon del Temete alle Conche di Laviano

September 9th 2026 at 07:00

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L’anteprima nazionale di Puliamo il Mondo 2026 nell’Alta Valle del Sele chiude con oltre 20 sacchi raccolti. L’intervento nel canyon conferma il legame tra Puliamo il Buio, speleologia, canyoning e tutela delle acque.

Puliamo il Mondo 2026 nelle Conche di Laviano

Il canyon del torrente Temete, nelle Conche di Laviano, è stato al centro della sesta e ultima anteprima nazionale di Puliamo il Mondo 2026. L’iniziativa si è svolta nell’Alta Valle del Sele, in provincia di Salerno, e ha coinvolto volontari e volontarie dell’Associazione Italiana Canyoning, Legambiente, il Comune di Laviano e realtà locali.

L’azione ha interessato un ambiente inciso dall’acqua e difficile da raggiungere. Per lavorare in sicurezza sono state necessarie competenze specifiche e attrezzature tecniche proprie della progressione in canyon. La scelta operativa ha permesso di intervenire anche nei tratti dove il recupero dei materiali non sarebbe stato possibile con una normale attività di raccolta lungo sentieri o sponde.

Il bilancio comunicato dagli organizzatori supera i 20 sacchi di rifiuti. Dal canyon del Temete sono stati rimossi pneumatici di camion e trattori, reti metalliche, pezzi di ferro, bottiglie, flaconi e una vecchia impastatrice per cemento. Si tratta di materiali diversi per volume, peso e possibile impatto, rinvenuti in un corso d’acqua inserito in un paesaggio naturale di pregio.

Rifiuti nel torrente Temete e tutela delle acque

Il recupero alle Conche di Laviano richiama il percorso che i rifiuti possono compiere nei sistemi idrici. Gli oggetti lasciati in prossimità di impluvi, torrenti e forre non restano necessariamente nel punto di abbandono. Le piene li possono spostare verso valle, frammentarli o trascinarli nei fiumi, fino agli ambienti costieri e marini.

Pneumatici, metalli e rifiuti plastici richiedono tempi e modalità di gestione differenti. La loro presenza dentro un canyon aumenta anche la complessità del recupero. I volontari devono valutare accessi, ancoraggi, calate, movimentazione dei carichi e sicurezza del gruppo. In questi contesti la prevenzione dell’abbandono resta quindi la misura più efficace.

L’intervento nelle Conche di Laviano mostra anche il valore del canyoning come competenza applicata alla cura del territorio. Le tecniche di progressione in forra consentono di raggiungere tratti stretti, salti e pozze che costituiscono barriere fisiche alla raccolta. La collaborazione tra praticanti, associazioni ambientali e istituzioni locali rende possibile trasformare una segnalazione di degrado in un’azione concreta e documentata.

Puliamo il Buio nelle Giornate Nazionali della Speleologia

L’esperienza campana si collega ai temi affrontati da Puliamo il Buio, la campagna promossa dalla Società Speleologica Italiana e da Legambiente per la salvaguardia degli ambienti ipogei. Puliamo il Buio porta l’attenzione nelle grotte naturali, nelle cavità artificiali, negli inghiottitoi e nelle aree carsiche, dove l’abbandono dei rifiuti può rimanere nascosto per lungo tempo.

L’iniziativa non si limita alla rimozione dei materiali. Puliamo il Buio punta anche a individuare e documentare le situazioni di degrado, a rendere visibile il problema e a diffondere conoscenze sul patrimonio sotterraneo. Grotte e carsismo ospitano habitat specializzati e, in molti territori, svolgono un ruolo rilevante per la ricarica e la protezione delle acque sotterranee.

Nel 2026, Puliamo il Buio entra inoltre nel calendario delle iniziative connesse alle Giornate Nazionali della Speleologia. La mobilitazione italiana di settembre e ottobre, promossa dalla Società Speleologica Italiana e dal Club Alpino Italiano, si sviluppa attorno al 13 settembre, data della prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo istituita dall’UNESCO. Tra le attività previste figurano visite, incontri scientifici, laboratori, mostre e giornate di pulizia ambientale.

Da Cagliari a Molazzana, interventi nei luoghi nascosti

Le attività del 2026 hanno già offerto esempi diversi di Puliamo il Buio. Il 6 giugno a Tuvixeddu, a Cagliari, il Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano e Legambiente Sardegna hanno effettuato una pulizia nella cavità di una dolina e nelle aree circostanti. Il resoconto dell’iniziativa indica 62 sacchi raccolti e il recupero di un’automobile abbandonata, oltre a rifiuti ingombranti, pneumatici e altri materiali.

Il 13 settembre è programmato un altro intervento alla Buca di Pianiza dell’Alpe S. Antonio, nel comune di Molazzana, in provincia di Lucca. La Federazione Speleologica Toscana aderisce a Puliamo il Buio nel giorno della prima ricorrenza internazionale dedicata a grotte e carsismo. L’appuntamento sottolinea un punto comune alle diverse iniziative: conoscere un ambiente sotterraneo o incassato significa anche riconoscerne le fragilità e contribuire alla sua tutela.

Le Conche di Laviano non sono una cavità carsica. Il caso del Temete conserva però una chiara continuità con Puliamo il Buio. Canyon, torrenti, inghiottitoi e grotte fanno parte di sistemi nei quali acqua, roccia e rifiuti possono entrare in relazione diretta. Per questo gli interventi nei luoghi meno visibili hanno anche un valore informativo: riportano in superficie un problema che, senza il lavoro sul campo, resterebbe spesso fuori dallo sguardo pubblico.

Puliamo il Buio, prevenzione e responsabilità territoriale

Puliamo il Mondo e Puliamo il Buio operano su scale e ambienti differenti, con un obiettivo condiviso: contrastare l’abbandono dei rifiuti e rafforzare la responsabilità verso i luoghi frequentati. L’attività svolta a Laviano chiude il ciclo delle anteprime nazionali 2026 di Puliamo il Mondo con un intervento in un’area dove l’impegno tecnico è parte essenziale del risultato.

La rimozione dei rifiuti non sostituisce le politiche di prevenzione, il conferimento corretto e il controllo del territorio. Può però fornire indicazioni utili sulle criticità locali e coinvolgere cittadini, praticanti e amministrazioni in una lettura più attenta di torrenti, forre e ambienti sotterranei. In questa prospettiva, Puliamo il Buio resta uno strumento di tutela che unisce speleologia, monitoraggio e divulgazione.

Fonti

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