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Mostra di fotografia underground e speleologia a Nancy: l’USAN porta “Six pieds sous terre” alla Biblioteca degli Ingegneri

Október 3rd 2026 at 12:00

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Dal 5 ottobre al 13 novembre 2026 la Biblioteca degli Ingegneri Brabois dell’Università della Lorena ospita fotografie e materiali dell’Union Spéléologique de l’Agglomération Nancéienne. La mostra di fotografia underground e speleologia è consultabile anche nell’e-museo digitale dell’ateneo.

Mostra di fotografia underground e speleologia alla BU Ingénieurs Brabois

La mostra di fotografia underground e speleologia “Six pieds sous terre” sarà ospitata dal 5 ottobre al 13 novembre 2026 alla BU Ingénieurs Brabois, la Biblioteca degli Ingegneri dell’Università della Lorena. La sede si trova al 2 avenue de la Forêt de Haye, a Vandœuvre-lès-Nancy, nell’area universitaria di Brabois.[1]

L’iniziativa è proposta dall’Union Spéléologique de l’Agglomération Nancéienne, nota con l’acronimo USAN. L’esposizione riunisce fotografie e materiale speleologico. L’obiettivo dichiarato dall’Università della Lorena è far conoscere una disciplina dalle molte componenti, attraverso un dispositivo accessibile nel contesto quotidiano di una biblioteca universitaria.[1]

Il titolo francese, letteralmente “sei piedi sottoterra”, richiama l’ambiente sotterraneo senza ridurre la speleologia alla sola dimensione sportiva. La mostra di fotografia underground e speleologia presenta infatti immagini, tecniche e strumenti che accompagnano l’attività in grotta.

Fotografie e attrezzature per raccontare il mondo sotterraneo

La fotografia underground ha un ruolo importante nella divulgazione speleologica. In grotta la luce naturale manca quasi del tutto. Ogni immagine richiede quindi fonti luminose artificiali, tempi di lavoro adeguati e attenzione alla sicurezza del gruppo.

Le fotografie esposte permettono di avvicinare il pubblico a spazi che spesso non sono direttamente frequentabili. Pozzi, gallerie, concrezioni e ambienti artificiali sotterranei possono essere osservati fuori dal contesto operativo. Il materiale speleologico completa questo racconto visivo e rende riconoscibili alcuni aspetti concreti della progressione e della documentazione in ambiente ipogeo.

Per chi studia ingegneria e discipline scientifiche, la mostra di fotografia underground e speleologia apre anche un collegamento con la conoscenza del sottosuolo. La speleologia comprende osservazione dei fenomeni carsici, rilievo, documentazione, studio delle acque e attenzione alla conservazione degli ambienti. La collocazione in uno spazio universitario può favorire un primo contatto con metodi e linguaggi della ricerca sul mondo sotterraneo.

L’USAN e lo Spéléodrome di Nancy

L’USAN opera nell’area di Nancy nel campo dell’esplorazione, della visita, dello studio e della protezione degli ambienti sotterranei. Le attività dell’associazione comprendono la speleologia in cavità naturali e artificiali, oltre ad altri ambiti collegati alla pratica speleologica.[2]

Nel territorio nancéien è particolarmente noto lo Spéléodrome di Nancy. Si tratta di un antico sistema sotterraneo di drenaggio delle acque del plateau de Haye, trasformato in sito per l’addestramento speleologico. Le gallerie si sviluppano nell’area a ovest e a nord di Clairlieu, tra i comuni di Villers-lès-Nancy e Chaligny.[2]

La gestione di questi luoghi richiede regole di accesso e responsabilità specifiche. La documentazione didattica della rete geologica dell’Académie de Nancy-Metz segnala che gli accessi dello Spéléodrome sono chiusi per ragioni di sicurezza e tutela. Le visite possono avvenire sotto la responsabilità di associazioni abilitate dalla Ligue Spéléologique Lorraine.[2]

In questo quadro, la mostra di fotografia underground e speleologia offre una modalità non invasiva per avvicinarsi al patrimonio sotterraneo locale. Le immagini non sostituiscono l’esperienza sul terreno. Possono però spiegare perché preparazione, accompagnamento qualificato e rispetto dei siti siano elementi essenziali della pratica.

Una mostra di speleologia anche nell’e-museo universitario

“Six pieds sous terre” non resta limitata agli spazi fisici della Biblioteca degli Ingegneri Brabois. L’Università della Lorena comunica che l’esposizione sarà visibile anche online attraverso l’e-museo delle biblioteche dell’ateneo.[1]

La doppia presenza, in biblioteca e in ambiente digitale, amplia la possibilità di consultazione. Studenti, appassionati e lettori interessati alla fotografia underground possono conoscere i contenuti anche senza raggiungere Vandœuvre-lès-Nancy nel periodo di apertura.

La scelta di collocare la mostra in una biblioteca universitaria dà rilievo alla dimensione culturale della speleologia. L’attività sotterranea viene presentata come pratica che unisce esplorazione, conoscenza, tecnica, documentazione fotografica e tutela del patrimonio. È un approccio coerente con il lavoro delle associazioni speleologiche, impegnate nella trasmissione di competenze e nella lettura responsabile degli ambienti ipogei.

Informazioni pratiche sulla mostra USAN a Nancy

La mostra di fotografia underground e speleologia “Six pieds sous terre” è in programma dal 5 ottobre al 13 novembre 2026. La sede è la BU Ingénieurs Brabois, 2 avenue de la Forêt de Haye, 54500 Vandœuvre-lès-Nancy, in Francia.[1]

L’esposizione è realizzata dall’Union Spéléologique de l’Agglomération Nancéienne. La pagina dell’Università della Lorena indica inoltre la disponibilità della versione digitale nell’e-museo delle biblioteche universitarie.[1]

Fonti

Fonti
[1] [Expo] « Six pieds sous terre » à la BU Ingénieurs Brabois https://factuel.univ-lorraine.fr/evenement/expo-six-pieds-sous-terre-a-la-bu-ingenieurs-brabois/
[2] Le spéléodrome de Nancy – Localisation https://sites.ac-nancy-metz.fr/base-geol/fiche.php?dossier=016&p=2localis&a=
[4] Six pieds sous terre : il y a 3000 ans : archéologie des Landes de … https://ccbmn.culture.gouv.fr/doc/SYRACUSE/1050493/six-pieds-sous-terre-il-y-a-3000-ans-archeologie-des-landes-de-gascogne-realise-par-marie-bilbao-et-
[5] union speleologique de l’agglomeration nanceienne https://annuaire-entreprises.data.gouv.fr/entreprise/447529181
[6] Nancy – Spéléologie. La passion souterraine de l’USAN https://www.estrepublicain.fr/edition-de-nancy-ville/2017/08/13/la-passion-souterraine-de-l-usan
[7] Union spéléologique de l’agglomération nancéienne – Wikipédia https://fr.wikipedia.org/wiki/Union_sp%C3%A9l%C3%A9ologique_de_l’agglom%C3%A9ration_nanc%C3%A9ienne
[8] Spéléodrome de Nancy — Wikipédia https://fr.wikipedia.org/wiki/Sp%C3%A9l%C3%A9odrome_de_Nancy
[9] Union spéléologique de l’agglomération nancéienne https://usan.ffspeleo.fr/
[10] 6 pieds sous terre éditions https://6pieds-sous-terre.com/
[11] Union Spéléologique de l’Agglomération Nancéienne (USAN) https://parlementnanceiendusport.fr/club/union-speleologique-de-lagglomeration-nanceienne-usan/
[12] UNION SPÉLÉOLOGIQUE DE L’AGGLOMÉRATION NANCÉIENNE https://www.petitfute.com/v20962-nancy-54000/c1171-sports-loisirs/c1253-loisirs-et-sports-individuels/c339-speleologie/653099-union-speleologique-de-l-agglomeration-nanceienne.html
[13] UNION SPELEOLOGIQUE DE L’AGGLOMERATION NANCEIENNE https://www.sports-et-loisirs.fr/clubs-cours/fiche-union+speleologique+de+l+agglomeration+nanceienne-48066.php
[14] Union spéléologique de l’agglomération nancéienne | HelloAsso https://www.helloasso.com/associations/union-speleologique-de-l-agglomeration-nanceienne
[15] Six pieds sous terre : découvrez la spéléo ! (BU sciences et … https://factuel.univ-lorraine.fr/evenement/six-pieds-sous-terre-decouvrez-la-speleo-bu-sciences-et-techniques/
[16] USAN – Sportives – Nancy54 https://www.nancy54.com/usan
[17] Fiche de présentation du club : usan http://cds54.free.fr/clubs/club.php?nom=usan

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  • Mostra fotografia speleologica a Cascina: Speleofotocontest porta le immagini ipogee alla Libreria Spazio Y
    Condividi Dal 24 al 30 ottobre una selezione dall’archivio di Speleofotocontest sarà esposta a Cascina. Il programma comprende l’inaugurazione con un talk e, il 30 ottobre, la proiezione del film “La montagna vuota” di Roberto Tronconi sull’Antro del Corchia. Mostra fotografia speleologica tra grotte, roccia e luce La mostra fotografia speleologica promossa dalla Federazione Speleologica Toscana sarà ospitata dalla Libreria Spazio Y di Cascina, in provincia di Pisa, dal 24 al 30 ottobre. L
     

Mostra fotografia speleologica a Cascina: Speleofotocontest porta le immagini ipogee alla Libreria Spazio Y

Október 3rd 2026 at 07:00

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Dal 24 al 30 ottobre una selezione dall’archivio di Speleofotocontest sarà esposta a Cascina. Il programma comprende l’inaugurazione con un talk e, il 30 ottobre, la proiezione del film “La montagna vuota” di Roberto Tronconi sull’Antro del Corchia.

Mostra fotografia speleologica tra grotte, roccia e luce

La mostra fotografia speleologica promossa dalla Federazione Speleologica Toscana sarà ospitata dalla Libreria Spazio Y di Cascina, in provincia di Pisa, dal 24 al 30 ottobre. L’esposizione presenterà una selezione di immagini provenienti dall’archivio di Speleofotocontest.

Il progetto propone al pubblico ambienti che, per loro natura, restano fuori dalla visione quotidiana. Grotte, pareti rocciose, concrezioni e spazi sotterranei saranno al centro di un percorso dedicato al rapporto tra esplorazione e fotografia. L’ingresso è gratuito.

La fotografia in grotta richiede tempi, tecniche e attenzione specifici. La luce artificiale non serve soltanto a rendere leggibile uno spazio buio. Può documentare morfologie, dimensioni e particolari degli ambienti carsici. Può anche restituire il lavoro di progressione e di ricerca svolto dagli speleologi.

La mostra fotografia speleologica si inserisce nel lavoro di divulgazione che la Federazione Speleologica Toscana ha già sviluppato attraverso esposizioni dedicate al patrimonio ipogeo. Nel 2025, la federazione aveva presentato a Livorno “Bellezza e Fragilità – Immagini rubate al buio”, con fotografie di cavità naturali e richiami alla necessità di tutelare ecosistemi sotterranei delicati.[1]

Federazione Speleologica Toscana e incontro del 24 ottobre

L’inaugurazione della mostra fotografia speleologica è fissata per venerdì 24 ottobre alle 18.30. Al taglio del nastro seguirà un talk dedicato alla speleologia e alla fotografia in ambiente sotterraneo.

L’appuntamento potrà offrire un contesto per leggere le immagini oltre il loro valore estetico. Ogni fotografia speleologica è infatti legata a una cavità, a una fase esplorativa, a una scelta tecnica e alle condizioni di tutela del luogo ripreso. La documentazione visiva può contribuire alla conoscenza delle forme carsiche e alla trasmissione della memoria delle esplorazioni.

La sede dell’iniziativa è la Libreria Spazio Y, in via Tosco-Romagnola 137 a Cascina. La libreria si presenta come realtà indipendente e spazio culturale della città; l’indirizzo e il riferimento alla fermata “Cascina – Via Tosco Romagnola 137” sono indicati anche nelle sue informazioni di contatto.[2][3]

La montagna vuota e l’Antro del Corchia

Il secondo appuntamento è previsto per giovedì 30 ottobre alle 18.30. Sarà proiettato “La montagna vuota”, film di Roberto Tronconi dedicato all’Antro del Corchia e alla sua storia esplorativa.

Il documentario ricostruisce il lungo rapporto tra gli speleologi e il complesso del Monte Corchia, nelle Alpi Apuane. Le prime testimonianze documentarie delle esplorazioni della Buca di Eolo, allora detta anche Ventajola, risalgono al 1840 e sono attribuite ad Angelo Simi e al figlio Emilio. Nel 1960 una spedizione congiunta dello Speleo Club Milano e del Gruppo Speleologico Bolognese raggiunse per la prima volta il fondo allora conosciuto del complesso.[4]

“La montagna vuota” raccoglie immagini e testimonianze sulle campagne esplorative sviluppate in particolare fra gli anni Sessanta e Settanta. Nel racconto trovano spazio Franco Utili, legato alla conoscenza storica del Corchia, e Andrea Gobetti, chiamato a riflettere sul significato contemporaneo dell’andare in grotta.[4]

Antro del Corchia, un sistema carsico delle Alpi Apuane

L’Antro del Corchia è tra i principali sistemi carsici italiani. Fonti di promozione territoriale indicano oltre 53 chilometri di gallerie e pozzi e collocano la cavità a Levigliani, frazione del comune di Stazzema, nel cuore delle Alpi Apuane. La documentazione della Federazione Speleologica Toscana riferisce uno sviluppo superiore ai 70 chilometri e una profondità di circa 1.187 metri, valori che possono variare nel tempo con il progredire delle esplorazioni e delle revisioni topografiche.[4][5]

Una parte del sistema è accessibile con visita guidata attraverso un itinerario attrezzato di circa due chilometri. Il percorso turistico, aperto nel 2001, utilizza un accesso artificiale realizzato presso una cava di marmo dismessa, così da non impiegare gli ingressi naturali della grotta.[5]

La proiezione permette quindi di affiancare alla mostra fotografia speleologica una narrazione storica del lavoro sul campo. Le immagini dell’archivio e il film sul Corchia riportano l’attenzione su due elementi centrali della speleologia: documentare gli ambienti sotterranei e conoscerne la storia senza separarla dalla loro conservazione.

Informazioni sulla mostra fotografia speleologica

  • Quando: dal 24 al 30 ottobre.
  • Dove: Libreria Spazio Y, via Tosco-Romagnola 137, Cascina (PI).
  • 24 ottobre, ore 18.30: inaugurazione della mostra e talk su speleologia e fotografia in ambiente sotterraneo.
  • 30 ottobre, ore 18.30: proiezione di “La montagna vuota” di Roberto Tronconi.
  • Ingresso: gratuito.

Fonti

Fonti
[1] Bellezza e Fragilità – Immagini rubate al buio – https://www.speleotoscana.it/2025/09/10/bellezza-e-fragilita-immagini-rubate-al-buio/
[2] Contatti – Libreria Spazio Y https://www.libreriaspazioy.it/contact/
[3] La libreria – Libreria Spazio Y https://www.libreriaspazioy.it/about-us/
[4] La Montagna Vuota – – Federazione Speleologica Toscana https://www.speleotoscana.it/2021/11/06/la-montagna-vuota/
[5] Antro del Corchia – Visit Tuscany https://www.visittuscany.com/it/attrazioni/antro-del-corchia/
[7] Parco Alpi Apuane: Antro del Corchia – parks.it https://www.parks.it/parco.alpi.apuane/Epun_dettaglio.php?id_pun=260
[8] Corchia, la montagna vuota: premiato il film del maremmano … https://www.ilgiunco.net/2020/02/20/corchia-la-montagna-vuota-premiato-il-film-del-maremmano-roberto-tronconi/
[9] Maremma Magazine – OTTOBRE 2017 – Numero 8 – [CS Edizioni srl] https://www.maxisoft.it/mdm/maremmamagazine/magazine.php?flash=no&rivista=1_1_78
[10] [PDF] Il CORCHIA, la montagna vuota – # Nuove Direzioni # http://www.nuovedirezioni.it/public/pubblicazioni/interi/10/Nd53_Antro_Del_Corchia_NUOVO_02.pdf
[11] 194 Complesso carsico dell’Antro del Corchia https://parcapuane.toscana.it/apuane_geopark/schede_geositi/complesso_carsico_antro_corchia.pdf
[12] Antro del Corchia – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Antro_del_Corchia
[13] Grotta Antro del Corchia – CorchiaPark https://www.corchiapark.it/cosa-fare/grotta-antro-del-corchia/
[14] Corchia La Montagna Vuota – Il film disponibile in visione gratuita https://www.scintilena.com/corchia-la-montagna-vuota-il-film-disponibile-in-visione-gratuita/11/07/
[15] Corchia – Prima proiezione ufficiale del film “La Montagna Vuota” di … https://www.scintilena.com/corchia-prima-proiezione-ufficiale-del-film-la-montagna-vuota-di-roberto-tronconi-il-16-luglio-a-levigliani/07/02/
[16] L’ANTRO DEL CORCHIA – Terre di Lunigiana https://www.terredilunigiana.com/natura/antrodelcorchia.php
[17] [PDF] «Vioz» – Teca digitale CAI https://tecadigitale.cai.it/periodici/PDF/Lo%20scarpone/Lo%20scarpone_1996_10_10.pdf
[18] [PDF] 187 13eme en lutte. Tredicesimo in lotta. Parigi. Francia. GC https://www.centrodocpistoia.it/pdfextra/bibliotecaRiviste.pdf
[19] [PDF] Fuoco & Fiamme https://www.luigifilocamo.it/Appennino/Appennino_1998_1.pdf
[20] Spazio Y – Turismo Roma https://www.turismoroma.it/en/places/spazio-y
[21] Libreria Spazio Y – Libreria indipendente a Cascina – https://www.libreriaspazioy.it/
[22] Home – Spazio Y https://spazioy.com/
[23] Spazio Y – Contemporary art venues https://luoghidelcontemporaneo.cultura.gov.it/en/esplora/spazio-y_en/
[24] LIBRERIA SPAZIO Y: Tutto quello che c’è da sapere (2026) https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g793691-d34607836-Reviews-Libreria_Spazio_Y-Cascina_Province_of_Pisa_Tuscany.html
[25] A Cascina apre Spazio Y: la nuova libreria indipendente tra lettura e … https://www.cascinanotizie.it/cascina-apre-spazio-y-la-nuova-libreria-indipendente-tra-lettura-e-cultura-condivisa
[26] Book club – Libreria Spazio Y https://www.libreriaspazioy.it/book-club/
[27] Chi siamo – Spazio Y https://spazioy.com/chi-siamo-2/
[28] Eventi – Libreria Spazio Y https://www.libreriaspazioy.it/blog-list/
[29] Contatti – Spazio Y https://spazioy.com/contact/
[30] Libreria Spazio Y (Cascina, Italy): Hours, Address – Tripadvisor https://www.tripadvisor.com/Attraction_Review-g793691-d34607836-Reviews-Libreria_Spazio_Y-Cascina_Province_of_Pisa_Tuscany.html
[31] Spazio Y https://luoghidelcontemporaneo.cultura.gov.it/esplora/spazio-y/

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  • Le Grotte a Udine: mostra sul patrimonio speleologico del Friuli Venezia Giulia fino al 27 settembre
    Condividi “Le Grotte: tra esplorazione e ricerca” è aperta alla Società Filologica Friulana. Pannelli, reperti, immagini e realtà virtuale raccontano cavità, ricerca e tutela del patrimonio speleologico regionale. Le Grotte a Udine, date e orari della mostra La mostra “Le Grotte: tra esplorazione e ricerca. Il patrimonio speleologico del Friuli Venezia Giulia” resta visitabile a Udine fino a domenica 27 settembre 2026. L’esposizione è ospitata nella sede della Società Filologica Friulana,
     

Le Grotte a Udine: mostra sul patrimonio speleologico del Friuli Venezia Giulia fino al 27 settembre

September 16th 2026 at 11:00

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“Le Grotte: tra esplorazione e ricerca” è aperta alla Società Filologica Friulana. Pannelli, reperti, immagini e realtà virtuale raccontano cavità, ricerca e tutela del patrimonio speleologico regionale.

Le Grotte a Udine, date e orari della mostra

La mostra “Le Grotte: tra esplorazione e ricerca. Il patrimonio speleologico del Friuli Venezia Giulia” resta visitabile a Udine fino a domenica 27 settembre 2026. L’esposizione è ospitata nella sede della Società Filologica Friulana, in via Manin 18. L’ingresso è libero.

Le Grotte ha aperto al pubblico l’11 settembre. L’inaugurazione si è svolta alle 17.30, nel quadro delle iniziative regionali legate alla prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo. La ricorrenza cade ogni anno il 13 settembre ed è stata proclamata dall’UNESCO nel novembre 2025.

La visita è possibile dal martedì al venerdì, dalle 16 alle 20. Il sabato e la domenica la mostra è aperta dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 20. La chiusura settimanale è prevista il lunedì.

L’iniziativa è stata realizzata dalla Federazione Speleologica Regionale FVG APS con la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, il Circolo Speleologico e Idrologico Friulano e la Società Filologica Friulana. La collaborazione riunisce associazioni speleologiche, istituzioni pubbliche e realtà culturali attive nella conoscenza del territorio regionale.

Patrimonio speleologico Friuli Venezia Giulia tra rilievo e ricerca

Il nucleo della mostra Le Grotte è il patrimonio speleologico del Friuli Venezia Giulia. Pannelli esplicativi, fotografie e reperti illustrano le attività che rendono possibile la conoscenza delle cavità: esplorazione, rilievo topografico, documentazione fotografica, osservazione biologica, studio delle acque e aggiornamento dei dati catastali.

Il percorso evita di presentare la speleologia come sola frequentazione del sottosuolo. L’esplorazione è anche produzione di dati. Una nuova prosecuzione, un ingresso localizzato con precisione o un rilievo aggiornato possono contribuire a comprendere la struttura di un sistema carsico, le sue relazioni con le acque sotterranee e le esigenze di protezione dell’ambiente ipogeo.

Il territorio regionale comprende contesti carsici differenti. Il Carso classico, le Prealpi Giulie e il massiccio del Canin presentano morfologie, sistemi idrici e vicende esplorative proprie. Questa varietà rende il patrimonio speleologico del Friuli Venezia Giulia un tema che coinvolge geologia, idrogeologia, biologia, archeologia e storia delle esplorazioni.

In questo quadro opera il Catasto Speleologico Regionale, istituito dalla legge regionale 15 del 2016 presso il Servizio geologico della Regione. Il Catasto è definito dall’amministrazione regionale come centro di raccolta dati e studi sul patrimonio speleologico, sulle aree carsiche e sugli acquiferi carsici. Svolge una funzione tecnica per conoscenza, tutela, gestione, divulgazione e valorizzazione, in collaborazione con enti di ricerca e gruppi speleologici.

I dati richiamati nel programma regionale della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo indicano 8.691 cavità censite e 9.540 ingressi. Il numero degli accessi è superiore a quello delle cavità perché un medesimo complesso ipogeo può avere più entrate. Il dato offre una misura della diffusione del patrimonio speleologico del Friuli Venezia Giulia, senza ridurre le grotte a semplici luoghi di visita.

Realtà virtuale per conoscere le cavità regionali

Le Grotte include una sezione dedicata alle tecnologie immersive. I visitatori possono usare visori per realtà virtuale e navigare video a 360 gradi. Schermi e postazioni digitali propongono inoltre virtual tour e filmati divulgativi.

Questi strumenti consentono di avvicinarsi a spazi sotterranei che non sono ordinariamente accessibili a un pubblico ampio. Una visualizzazione digitale non sostituisce l’attività sul campo né il rigore della documentazione speleologica. Può però rendere più chiari gli ambienti, le dimensioni dei vuoti sotterranei e le modalità di lavoro adottate dai gruppi.

La soluzione ha anche un valore di tutela. Molte grotte ospitano concrezioni vulnerabili, sedimenti con interesse scientifico, fauna specializzata e tracce archeologiche. Limitare gli accessi non necessari e proporre forme di divulgazione digitale può contribuire a ridurre le pressioni sugli ambienti più delicati, mantenendo la possibilità di farne conoscere caratteristiche e valore.

La presenza di materiali fisici e contenuti immersivi mette in relazione due piani. Da una parte ci sono i reperti, le immagini e la memoria delle esplorazioni. Dall’altra ci sono gli strumenti contemporanei con cui si possono comunicare luoghi complessi, spesso non raggiungibili o inadatti alla fruizione ordinaria.

Giornata UNESCO e speleologia regionale

La mostra Le Grotte si collega alla prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo. L’UNESCO indica che la ricorrenza mira a richiamare l’attenzione sulle cavità naturali sotterranee, sulle risorse idriche e sui paesaggi geologici. Il riferimento internazionale colloca quindi la tutela del carsismo in un ambito che unisce ricerca, educazione ambientale e gestione responsabile.

Il Friuli Venezia Giulia ha accompagnato la ricorrenza con un programma diffuso. Tra le iniziative figuravano “Grotte aperte”, con visite gratuite in cinque cavità turistiche del Catasto regionale, e un workshop a Trieste dedicato al centenario di Duemila Grotte di Luigi Vittorio Bertarelli ed Eugenio Boegan. L’opera è ricordata dalla Regione come il primo catasto speleologico al mondo.

Per la mostra udinese sono stati annunciati anche contributi sulla storia della speleologia friulana e sulla Grotta Tirfor, nel Complesso Bernardo Chiappa del Monte Bernadia. La presentazione di casi di studio permette di riportare il discorso dal patrimonio generale a esplorazioni e territori concreti.

Le Grotte propone così una lettura accessibile del mondo ipogeo regionale. Il visitatore trova una sintesi tra paesaggio carsico, attività associativa, ricerca scientifica e strumenti di divulgazione. La conoscenza delle cavità resta un passaggio essenziale anche per la loro tutela.

Informazioni utili

Mostra: “Le Grotte: tra esplorazione e ricerca. Il patrimonio speleologico del Friuli Venezia Giulia”
Sede: Società Filologica Friulana, via Manin 18, Udine
Periodo: fino al 27 settembre 2026
Orari: dal martedì al venerdì, 16-20; sabato e domenica, 10-12 e 16-20
Ingresso: libero

Fonti

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  • Mostra Egidio Feruglio a Feletto Umberto: il legame tra speleologia friulana e Patagonia
    Condividi La mostra Egidio Feruglio, promossa dal Circolo Speleologico Idrologico Friulano, apre il 18 settembre 2026 nella Biblioteca Comunale di Feletto Umberto e ripercorre l’attività dello scienziato nato in paese, tra ricerca sotterranea, geologia e studi patagonici. Mostra Egidio Feruglio: inaugurazione e visite a Feletto Umberto Feletto Umberto ospiterà dal 18 settembre all’11 ottobre 2026 la mostra “Egidio Feruglio – Uno scienziato tra il Friuli Venezia Giulia e la Patagonia”. L’in
     

Mostra Egidio Feruglio a Feletto Umberto: il legame tra speleologia friulana e Patagonia

September 13th 2026 at 11:00

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La mostra Egidio Feruglio, promossa dal Circolo Speleologico Idrologico Friulano, apre il 18 settembre 2026 nella Biblioteca Comunale di Feletto Umberto e ripercorre l’attività dello scienziato nato in paese, tra ricerca sotterranea, geologia e studi patagonici.

Mostra Egidio Feruglio: inaugurazione e visite a Feletto Umberto

Feletto Umberto ospiterà dal 18 settembre all’11 ottobre 2026 la mostra “Egidio Feruglio – Uno scienziato tra il Friuli Venezia Giulia e la Patagonia”. L’inaugurazione è in programma venerdì 18 settembre, alle ore 18, nella Biblioteca Comunale di via Mazzini 9.

L’iniziativa è proposta dal Circolo Speleologico Idrologico Friulano di Udine. La realizzazione della mostra Egidio Feruglio è sostenuta dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Il progetto riporta l’attenzione sul percorso di uno studioso nato a Feletto Umberto il 1° settembre 1897 e morto a Udine il 4 luglio 1954.

L’esposizione sarà aperta lunedì e martedì dalle 15 alle 19. Il mercoledì, il giovedì e il venerdì l’orario sarà dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 19. Sabato e domenica la Biblioteca resterà chiusa.

La collocazione a Feletto Umberto ha un valore storico preciso. Qui nacque Feruglio e qui prese forma una parte essenziale della sua vocazione scientifica, prima dei lunghi anni di lavoro e di insegnamento in Argentina.

Egidio Feruglio e la speleologia friulana

Per la speleologia, Egidio Feruglio rappresenta una figura formatasi dentro la stagione pionieristica delle ricerche friulane. Da giovane frequentò la Società alpina friulana e il Circolo speleologico e idrografico friulano di Udine. In questo ambiente incontrò studiosi e maestri come Giovanni e Olinto Marinelli, Arrigo Lorenzi, Francesco Musoni e Michele Gortani.

Il Circolo promuoveva allora un’esplorazione sistematica delle cavità del Friuli. Feruglio svolgeva osservazioni sul terreno e annotava con cura ciò che vedeva. Appunti, schizzi e sezioni costituivano strumenti di lavoro, non semplici memorie di visita. Questo metodo, fondato su osservazione diretta e descrizione puntuale, rimase riconoscibile anche nella sua successiva attività geologica.

Tra il 1913 e il 1919 pubblicò otto brevi articoli su Mondo Sotterraneo e un contributo su In Alto. La sua produzione giovanile mostra il rapporto stretto tra speleologia, geografia fisica e geologia che caratterizzava la ricerca del tempo. Lo studio delle grotte non era separato dalla lettura delle rocce, delle sorgenti, delle forme del paesaggio e della circolazione delle acque.

Il contributo più noto di Egidio Feruglio alla conoscenza carsica regionale è la monografia La regione carsica di Villanova in Friuli, pubblicata nel 1954. L’opera affronta un’area di forte interesse geospeleologico dell’Alta Val Torre. Le cavità di Villanova si sviluppano in banconi calcarei inseriti nel flysch e, in alcuni casi, nello stesso flysch. Il lavoro costituisce ancora un riferimento storico per leggere la specificità geologica e sotterranea della zona.

Una delle Grotte di Villanova porta il suo nome. La dedica lega in modo concreto la memoria dello studioso alla speleologia friulana e a un patrimonio ipogeo che egli contribuì a descrivere con rigore.

Dalle Prealpi friulane alla Patagonia

Dopo la laurea in geologia a Firenze, conseguita nel 1920, Feruglio svolse attività di ricerca e assistenza a Udine e a Cagliari. Nei primi anni Venti pubblicò lavori dedicati alla pianura pedemorenica, alle Prealpi tra Isonzo e Arzino e alla zona delle risorgive del Basso Friuli. Erano studi nei quali si incontravano geologia, morfologia e idrologia.

Nel 1925 si trasferì in Argentina su incarico della Dirección General de Yacimientos Petrolíferos Fiscales, YPF. A Comodoro Rivadavia, nel Chubut, lavorò alla sorveglianza delle perforazioni e alla ricerca di nuove aree di interesse petrolifero. Le campagne lo portarono anche nelle province di Salta e Jujuy, nella regione del Golfo San Jorge e lungo la Cordigliera patagonica.

L’attività applicata alla ricerca di idrocarburi produsse anche una vasta documentazione territoriale. Feruglio compì rilevamenti, osservazioni stratigrafiche e ricognizioni in aree allora ancora poco conosciute sotto il profilo geologico. Partecipò inoltre alla spedizione di padre Alberto Maria De Agostini nella regione dei laghi Argentino e Viedma, tra il 1930 e il 1931.

Negli anni Quaranta insegnò all’Università di Cuyo, a Mendoza, e diresse l’Istituto del petrolio. Da questo lungo lavoro nacquero sintesi importanti sulla geomorfologia e sulla geologia argentina, compresa la Descripción geológica de la Patagonia, pubblicata tra il 1949 e il 1950 in tre volumi per oltre mille pagine.

Il ritorno e l’eredità scientifica

Dopo il rientro definitivo in Italia nel 1948, Feruglio ottenne nel 1949 la cattedra di geologia all’Università di Torino. Nel 1953 si trasferì a Roma. La morte lo colse a Udine nel luglio dell’anno seguente, poco dopo la pubblicazione della monografia dedicata alla regione carsica di Villanova.

La sua vicenda scientifica unisce due scale di ricerca. Da un lato ci sono le grotte, le risorgive e le Prealpi del Friuli. Dall’altro le grandi strutture geologiche, i bacini sedimentari e i paesaggi glaciali della Patagonia. In entrambi i contesti il punto di partenza fu il terreno: osservare, rilevare, descrivere e collegare i dati.

La mostra Egidio Feruglio offre quindi un’occasione di approfondimento sulla storia della speleologia italiana e sul ruolo che i circoli territoriali ebbero nella formazione di giovani ricercatori. Per il pubblico speleologico, la figura di Feruglio ricorda che la conoscenza delle cavità nasce anche dal rapporto tra esplorazione, cartografia, geologia e idrologia.

La sua eredità è riconosciuta anche in Argentina. A Trelew porta il suo nome il Museo Paleontologico Egidio Feruglio. L’Università di Udine gli ha dedicato le Grandi Aule del polo dei Rizzi. Due intitolazioni lontane fra loro, ma coerenti con una carriera costruita tra il Friuli e il Sud America.

Informazioni sulla mostra Egidio Feruglio

  • Inaugurazione: venerdì 18 settembre 2026, ore 18
  • Sede: Biblioteca Comunale, via Mazzini 9, Feletto Umberto (Udine)
  • Periodo di visita: dal 18 settembre all’11 ottobre 2026
  • Orari: lunedì e martedì 15-19; mercoledì, giovedì e venerdì 9-12.30 e 15-19
  • Chiusura: sabato e domenica
  • Promotore: Circolo Speleologico Idrologico Friulano di Udine
  • Contributo: Regione autonoma Friuli Venezia Giulia

Fonti

Egidio Feruglio

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