Recuperanti di Montagne, dalle grotte ripulite a un piano contro i rifiuti sull’Altopiano
Recuperanti di Montagne e bonifica ambientale: il bando veneto da 577 mila euro apre la strada a interventi coordinati nei Sette Comuni
Un piano condiviso per rimuovere i rifiuti abbandonati nei boschi, nei pascoli e nelle cavità dell’Altopiano dei Sette Comuni. È la proposta rivolta all’Unione Montana e alle amministrazioni locali da un intervento pubblicato il 16 ottobre 2026 su 7 Comuni Online. Al centro figura il coinvolgimento dei Recuperanti di Montagne – Terzo Patrimonio, associazione che dal 2015 organizza interventi di pulizia in zone impervie e ambienti sotterranei. La proposta collega questa esperienza alle risorse regionali disponibili per la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti abbandonati. [web:6][web:39]
La Regione del Veneto ha destinato alla misura 577.000 euro. La scadenza per presentare le richieste è il 30 ottobre 2026. L’obiettivo del finanziamento è sostenere i Comuni nella gestione di un problema che interessa anche territori difficili da raggiungere. [web:34]
Recuperanti di Montagne e bando Veneto: la proposta per i Sette Comuni
Il bando regionale costituisce il riferimento economico dell’iniziativa proposta per l’Altopiano. Secondo le condizioni riportate da 7 Comuni Online, il contributo può coprire fino all’80% delle spese sostenute dai Comuni. Il limite indicato è di 80.000 euro per progetto. [web:6]
L’appello invita le amministrazioni a costruire una programmazione comune. La conoscenza del territorio maturata dai Recuperanti di Montagne potrebbe contribuire a individuare i siti, documentarne le condizioni e organizzare gli interventi. Il percorso proposto comprende mappatura delle microdiscariche, coordinamento logistico e sensibilizzazione di residenti e visitatori. Il conferimento dei materiali resterebbe collegato ai servizi di gestione e smaltimento autorizzati. [web:6]
Il finanziamento regionale e la proposta locale hanno funzioni distinte. Il primo mette a disposizione risorse pubbliche. La seconda indica una possibile collaborazione tra enti e volontariato, valorizzando un’attività già radicata sul territorio. [web:6][web:34]
Bonifica della Grotta di Fiara: l’esperienza dei Recuperanti di Montagne
La Grotta di Fiara rappresenta uno degli interventi più articolati condotti dall’associazione. La cavità si trova nel territorio di Gallio, su un fondo di proprietà del Comune di Rotzo. Questa distinzione chiarisce il ruolo dell’amministrazione di Rotzo nelle operazioni e nella logistica. [web:28]
Il 7 e l’8 settembre 2024 furono recuperati 45 sacchi di rifiuti. Il resoconto firmato da Claudio Barbato registra 29 partecipanti e 464 ore complessive di lavoro volontario. Tra i materiali rimossi figuravano resti di circa trenta pecore, un cranio bovino e un altro attribuito a un cavallo o a un asino. Furono recuperati anche plastica, vetro, ferro e batterie. [web:29]
La pulizia proseguì nel settembre 2025. Scintilena ha successivamente riportato la conclusione dell’intervento, insieme all’assegnazione all’associazione del riconoscimento «L’Altopianese dell’anno 2025». La vicenda di Fiara riunisce le principali componenti del lavoro dei Recuperanti di Montagne: organizzazione, competenze speleologiche, gestione dei rifiuti e collaborazione istituzionale. [web:10]
Tutela delle acque carsiche e rifiuti nelle grotte dell’Altopiano
L’interesse per queste operazioni non riguarda soltanto l’aspetto dei luoghi. Le grotte appartengono a un sistema idrico sotterraneo. Negli acquiferi carsici, fratture e condotti possono facilitare il trasferimento dei contaminanti dalla superficie al sottosuolo. La letteratura scientifica considera per questo essenziali la prevenzione delle sorgenti d’inquinamento e il monitoraggio delle acque. [web:23]
A Fiara, durante la campagna del 2024, furono raccolti campioni destinati ad analisi chimiche, microbiologiche ed ecotossicologiche. La rimozione dei rifiuti si affiancò quindi a un’attività conoscitiva sulle condizioni dell’ambiente ipogeo. [web:29]
Recuperanti di Montagne, volontariato e continuità della bonifica ambientale
La collaborazione proposta per i Sette Comuni si inserisce in una storia di interventi già documentati. Nel 2021, a Contrada Bosco di Asiago, l’associazione organizzò la rimozione di circa 500 chilogrammi di rifiuti da una galleria della Prima guerra mondiale. Nella stessa giornata furono ripulite altre due località vicine. [web:8]
Il passaggio verso una programmazione territoriale condivisa punta a dare continuità a queste azioni. La proposta pubblicata il 16 ottobre mette insieme conoscenza dei siti, risorse regionali e responsabilità amministrative. La scadenza del 30 ottobre definisce il termine per le richieste al bando, mentre il lavoro dei Recuperanti di Montagne offre un’esperienza concreta su cui costruire la collaborazione. [web:6][web:34]
Relazione di approfondimento sulle attività dei Recuperanti di Montagne – Terzo Patrimonio
Recuperanti di Montagne: origine dell’associazione e radicamento nell’Altopiano
I Recuperanti di Montagne – Terzo Patrimonio sono attivi dal 2015, anno indicato come fondazione dell’associazione. Il loro ambito d’intervento comprende discariche abusive e accumuli di rifiuti in zone impervie dell’Altopiano dei Sette Comuni. Già nel maggio 2022 l’associazione riferiva di avere ripulito una decina di discariche di questo tipo. Si tratta di un bilancio riferito a quella data, utile a descrivere il percorso precedente alla campagna di Fiara. [web:39]
Il nome richiama una figura storica del territorio: il recuperante che cercava ferro e materiali lasciati dalla Grande Guerra. L’associazione riprende quel riferimento legato alla frequentazione della montagna e lo orienta verso la tutela ambientale. L’attività contemporanea riguarda la rimozione dei rifiuti, non la raccolta di residuati bellici. [web:10]
Recuperanti di Montagne e censimento delle discariche abusive
La rimozione dei rifiuti è preceduta dalla conoscenza dei luoghi. Nel 2021 Scintilena riportava circa un centinaio di siti inquinati catalogati negli anni e progressivamente affrontati. Il dato descrive il patrimonio di segnalazioni e ricognizioni allora disponibile, non il numero delle bonifiche già concluse. [web:8]
Questa distinzione aiuta a comprendere la dimensione dell’attività. Un sito individuato può richiedere sopralluoghi, verifiche sulle condizioni di accesso, interlocuzioni con gli enti e organizzazione dei trasporti. Il caso di Fiara mostra quanto la preparazione possa incidere sui tempi complessivi. L’intervento era già stato annunciato per il giugno 2022, ma fu rinviato per questioni burocratiche ancora da risolvere. [web:39]
La proposta dell’ottobre 2026 valorizza proprio questa conoscenza territoriale. La mappatura delle criticità costituisce uno dei collegamenti indicati tra il lavoro associativo e l’eventuale programmazione dei Comuni. Il censimento assume così una funzione operativa: permette di passare dalla segnalazione del problema all’organizzazione di progetti localizzati. [web:6]
Bonifica di Contrada Bosco: rifiuti in una galleria della Grande Guerra
L’intervento di Contrada Bosco, nel territorio di Asiago, documenta l’impegno anche nelle cavità artificiali. Nell’ottobre 2021 i Recuperanti di Montagne organizzarono la pulizia di una galleria militare della Prima guerra mondiale. Parteciparono speleologi appartenenti a gruppi vicentini. [web:8]
Dalla cavità uscirono circa 500 chilogrammi di materiali. Il resoconto cita taniche di olio esausto, pneumatici, elettrodomestici, fiale di farmaci e un sedile d’auto. Segnala inoltre la presenza di eternit. Una parte consistente dei rifiuti risaliva agli anni Ottanta e Novanta. Il deposito raccontava quindi un uso prolungato del sottosuolo come luogo di abbandono. [web:8]
La cronaca registra una segnalazione ai Carabinieri e il deposito provvisorio dei materiali in attesa del recupero da parte della ditta incaricata della raccolta. Il lavoro non terminava all’uscita della galleria. Comprendeva il raccordo con la gestione esterna dei rifiuti. Nella medesima giornata furono ripulite altre due località vicine. [web:8]
Grotta di Fiara: dall’esplorazione speleologica alla preparazione della pulizia
La Grotta di Fiara era stata esplorata dal Gruppo Speleologico Settecomuni circa quarant’anni prima dell’intervento del 2024. Nel resoconto delle operazioni, uno degli esploratori ricordava che la cavità era pulita al tempo delle prime visite. Il successivo accumulo di carcasse e altri materiali aveva trasformato l’ambiente. [web:29]
La preparazione della pulizia precede di diversi anni l’ingresso operativo dei volontari. Un video dell’interno era già stato realizzato nell’agosto 2020. Nel 2022 venne annunciata una giornata di bonifica in coincidenza con la Giornata mondiale dell’ambiente, poi rinviata. Nel settembre 2024 il progetto arrivò alla fase di recupero dei rifiuti. [web:39][web:29]
La cavità si trova nel comune di Gallio, mentre il fondo appartiene al Comune di Rotzo. Nel percorso organizzativo intervennero quindi aspetti territoriali, patrimoniali e amministrativi. La ricostruzione pubblicata nel 2025 descrive il sostegno del Comune di Rotzo e dei Carabinieri Forestali di Asiago, insieme al contributo documentale del CAI e della Società Speleologica Italiana. [web:28]
Bonifica della Grotta di Fiara nel 2024: persone, attrezzature e organizzazione
Le operazioni del 7 e 8 settembre 2024 richiesero attività sia in superficie sia nel sottosuolo. All’ingresso fu rimosso un tronco caduto. Seguirono il disgaggio, la sistemazione di una recinzione e l’installazione di un verricello a bandiera. L’attrezzatura serviva a sollevare i big bag con i sacchi di rifiuti. [web:29]
Il resoconto delle due giornate elenca verricello, gruppo elettrogeno, corde, impalcatura, motosega, badili, picconi, leve, sacchi, big bag e pickup. Questa dotazione descrive un cantiere organizzato, nel quale il recupero verticale rappresentava soltanto una delle lavorazioni. La movimentazione proseguiva all’esterno, fino al punto di raccolta. [web:29]
I volontari si distribuirono tra mansioni differenti:
- recupero e insaccamento dei materiali all’interno della grotta;
- sollevamento dei carichi e ricezione in superficie;
- separazione dei rifiuti recuperati;
- trasporto dei sacchi al punto di raccolta;
- gestione dei pasti e della logistica del campo. [web:29]
Il bilancio pubblicato da Claudio Barbato indica 29 partecipanti, 45 sacchi recuperati e 464 ore complessive di lavoro gratuito. Il Comune di Rotzo fornì quasi interamente cibo e bevande per circa trenta persone e tre pasti. Il sostegno logistico consentì di affiancare il lavoro sotterraneo alle attività esterne. [web:29]
Recuperanti di Montagne e collaborazione tra gruppi speleologici
La campagna di Fiara coinvolse una rete di gruppi, non soltanto i soci dell’associazione organizzatrice. Il resoconto del 2024 elenca GS Settecomuni, Gruppo Grotte Trevisiol, Gruppo Grotte Giara Modon di Valstagna, Gruppo Grotte Treviso, Gruppo Grotte Valdagno, Club Speleologico Proteo, Gruppo Speleologico Padovano CAI e Gruppo Speleologico Sacile. [web:29]
La presenza di più realtà mise in relazione conoscenza locale e capacità tecniche. Alla componente speleologica si affiancarono cittadini e volontari impegnati in superficie. Il modello consentiva una partecipazione differenziata: chi non entrava in grotta contribuiva alla selezione, al trasporto e alla logistica. [web:29]
Anche il programma del settembre 2025 prevedeva una collaborazione con il Gruppo Grotte Gastone Trevisiol CAI Vicenza e altri gruppi veneti e friulani. I Recuperanti di Montagne assicuravano vitto e materiali collettivi. L’organizzazione associativa svolgeva quindi una funzione di raccordo tra squadre, attrezzature e permanenza sul posto. [web:12]
Rifiuti animali, documentazione e rapporti con i Carabinieri Forestali
La presenza di resti animali rese la pulizia di Fiara diversa da una comune raccolta di rifiuti escursionistici. I sacchi contenevano carcasse e ossa, insieme a materiali eterogenei. Il lavoro richiedeva di gestire ciò che risaliva dalla cavità e di separarlo in superficie. [web:29]
Durante la campagna del 2024 alcuni marchi auricolari identificativi degli animali furono consegnati ai Carabinieri Forestali di Asiago. Il resoconto riferisce anche la documentazione fotografica dei materiali estratti dal pozzo. La rimozione si accompagnò così alla conservazione di elementi utili alle verifiche delle autorità. [web:29]
Questo passaggio distingue i compiti dei soggetti coinvolti. I volontari svolgevano le operazioni organizzate di recupero. I Forestali ricevevano la documentazione e gli elementi identificativi. Il contributo dell’associazione riguardava quindi anche l’emersione e la registrazione di una situazione di degrado sotterraneo. [web:29]
Tutela delle acque carsiche: il significato scientifico delle bonifiche
Il collegamento tra rifiuti e acqua costituisce il fondamento ambientale di queste attività. La revisione scientifica di F. Ka?aro?lu, pubblicata nel 1999 su Water, Air, & Soil Pollution, descrive l’elevata vulnerabilità degli acquiferi carsici all’inquinamento. Tra le pressioni considerate figurano gli scarichi e lo smaltimento di rifiuti domestici, agricoli e industriali. [web:23]
Il sottosuolo carsico non è un contenitore isolato. La circolazione attraverso fratture e condotti mette in relazione settori diversi dell’acquifero. La conoscenza dei percorsi dell’acqua diventa quindi importante per comprendere anche il trasferimento dei contaminanti. Una sintesi pubblicata nel 2025 dall’American Geophysical Union richiama il ruolo dei tracciamenti, del monitoraggio e della modellazione di questi processi. [web:27]
Nel caso di Fiara, i campionamenti del 2024 furono destinati ad analisi chimiche, microbiologiche ed ecotossicologiche. La ricostruzione giornalistica dell’agosto 2025 riferisce che le analisi avevano confermato un forte inquinamento. La pulizia interveniva quindi su una situazione per la quale erano state raccolte anche informazioni sulla qualità dell’acqua. [web:29][web:28]
La letteratura collega la protezione degli acquiferi a più azioni complementari: conoscenza idrogeologica, controllo delle sorgenti d’inquinamento, monitoraggio e informazione pubblica. Il lavoro documentato dei Recuperanti di Montagne si colloca soprattutto nella rimozione dei depositi e nella sensibilizzazione, con un raccordo alle verifiche ambientali. [web:23][web:29][web:17]
Grotta di Fiara nel 2025 e riconoscimento all’impegno dei Recuperanti di Montagne
La prima campagna non esaurì il materiale presente nella cavità. L’associazione organizzò una nuova fase per il 6 e 7 settembre 2025, destinata a completare la pulizia. L’intervento confermava la necessità di tornare sullo stesso sito, anziché limitarsi a una singola giornata di raccolta. [web:28]
Nel gennaio 2026 Scintilena riportò la conclusione della pulizia avvenuta nel settembre precedente. La stessa notizia attribuiva al lavoro del 2025 altre 490 ore. Il dato rende visibile la consistenza della seconda fase e il proseguimento dell’impegno dopo l’operazione iniziale. [web:10]
All’associazione fu assegnato il riconoscimento «L’Altopianese dell’anno 2025». La notizia collegava il premio alla campagna di Fiara e alle altre azioni contro le discariche abusive. Il riconoscimento portava all’attenzione pubblica un’attività distribuita nel tempo, fatta di preparazione, interventi sul campo e relazioni con la comunità. [web:10]
Recuperanti di Montagne e divulgazione ambientale a Rotzo
L’attività associativa comprende incontri pubblici e restituzione dei risultati. Il 20 dicembre 2024, alla Casa della Cultura di Rotzo, i Recuperanti di Montagne presentarono fotografie e filmati a una cinquantina di cittadini. La serata affrontò le condizioni dei pascoli e dei boschi, il carsismo e la tutela delle sorgenti. [web:17]
Fu proiettato anche un filmato sulle giornate di pulizia di Fiara, realizzato da uno speleologo e speleosub vicentino. La documentazione consentiva di mostrare ambienti e operazioni normalmente poco visibili a chi non frequenta il sottosuolo. Il racconto dell’intervento diventava uno strumento di informazione territoriale. [web:17]
Questa attività collega l’esperienza tecnica alla prevenzione. La revisione scientifica sulla protezione degli acquiferi carsici comprende proprio la consapevolezza pubblica tra gli elementi di un sistema di tutela. Nel lavoro dell’associazione, incontri e immagini accompagnano la rimozione materiale dei rifiuti. [web:23][web:17]
Bonifica ambientale dell’Altopiano: il raccordo tra volontariato ed enti pubblici
Le esperienze di Contrada Bosco e Fiara mostrano una filiera composta da soggetti diversi. L’associazione organizza persone e competenze. I gruppi speleologici contribuiscono alle operazioni ipogee. Le amministrazioni sostengono aspetti organizzativi e territoriali. Le autorità ricevono segnalazioni e documentazione. I servizi incaricati intervengono nella gestione dei materiali raccolti. [web:8][web:29][web:28]
La proposta pubblicata il 16 ottobre 2026 porta questa collaborazione a una scala intercomunale. I tre elementi indicati sono l’individuazione delle microdiscariche, l’integrazione tra risorse pubbliche e lavoro volontario e il coinvolgimento della comunità. Il bando regionale offre il possibile sostegno economico; l’esperienza dei Recuperanti di Montagne fornisce conoscenza dei luoghi e precedenti operativi. [web:6]
Il passaggio da singoli interventi a una programmazione condivisa è il tema della proposta rivolta all’Unione Montana. Il patrimonio di attività già realizzate ne costituisce il punto di partenza: ricognizioni, recuperi in cavità naturali e artificiali, rapporti con gli enti, documentazione e divulgazione. [web:6][web:8][web:29][web:17]
Fonti giornalistiche, istituzionali e scientifiche
- 7 Comuni Online, 16 ottobre 2026 — «Un’opportunità per il territorio: l’Unione Montana dei Sette Comuni e i “Recuperanti di Montagne” uniscano le forze per pulire i nostri boschi».
https://www.7comunionline.it/2026/10/16/altopiano-e-recuperanti-di-montagne-insieme-per-la-bonifica-ambientale/ - Regione del Veneto — «Rifiuti abbandonati, 577 mila euro ai Comuni per rimuoverli».
https://www.regione.veneto.it/article-detail?articleId=14422328 - 7 Comuni Online, 28 maggio 2022 — «Recuperanti di Montagne: bonifica alla Grotta di Fiara per la Giornata Mondiale dell’Ambiente».
https://www.7comunionline.it/2022/05/28/recuperanti-di-montagne-bonifica-alla-grotta-di-fiara-per-la-giornata-mondiale-dellambiente/ - Scintilena, 22 ottobre 2021 — «Asiago I Recuperanti di Montagne ripuliscono 500 kg di rifiuti da una cavità della Prima Guerra Mondiale».
https://www.scintilena.com/asiago-i-recuperanti-di-montagne-ripuliscono-500-kg-di-rifiuti-da-una-cavita-della-prima-guerra-mondiale/10/22/ - Scintilena, 14 settembre 2024 — «Bonifica della Grotta di Fiara: Un Impegno Corale per l’Ambiente», con resoconto di Claudio Barbato.
https://www.scintilena.com/bonifica-della-grotta-di-fiara-un-impegno-corale-per-lambiente/09/14/ - Scintilena, 24 dicembre 2024 — «La Bonifica della Grotta di Fiara: Incontro a Rotzo con la Verità sui Pascoli e Boschi dell’Altopiano dei Sette Comuni».
https://www.scintilena.com/la-bonifica-della-grotta-di-fiara-incontro-a-rotzo-con-la-verita-sui-pascoli-e-boschi-dellaltopiano/12/24/ - 7 Comuni Online, 25 agosto 2025 — «Grotta di Fiara, i Recuperanti di Montagne tornano per completare la bonifica».
https://www.7comunionline.it/2025/08/25/grotta-di-fiara-i-recuperanti-di-montagne-tornano-per-completare-la-bonifica/ - Scintilena, 2 settembre 2025 — «Grotta di Fiara pronta alla bonifica: i Recuperanti di Montagne tornano all’opera».
https://www.scintilena.com/grotta-di-fiara-pronta-alla-bonifica-i-recuperanti-di-montagne-tornano-allopera/09/02/ - Scintilena, 6 gennaio 2026 — «Recuperanti di montagne premiati come Altopianese dell’anno per la tutela ambientale dell’Altopiano».
https://www.scintilena.com/recuperanti-di-montagne-premiati-come-altopianese-dellanno-per-la-tutela-ambientale-dellaltopiano/01/06/ - Ka?aro?lu, F., 1999 — «Review of Groundwater Pollution and Protection in Karst Areas», Water, Air, & Soil Pollution, 113, 337–356. DOI: 10.1023/A:1005014532330.
https://link.springer.com/article/10.1023/A:1005014532330 - Eos, American Geophysical Union, 22 luglio 2025 — «Groundwater Pollution in Karst Regions: Toward Better Models».
https://eos.org/editors-vox/groundwater-pollution-in-karst-regions-toward-better-models
Recuperanti di montagne
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