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La Grotta Nera del Carso riapre al pubblico: Ecothema e Gruppo Speleologico San Giusto insieme per visite guidate e didattica
Condividi La storica caverna preistorica del Bosco Bazzoni torna accessibile grazie alla collaborazione tra la cooperativa ambientale e il gruppo speleologico triestino, con un programma di visite guidate per scuole, famiglie e adulti Pubblicato il 23 maggio 2026 La Grotta Nera del Carso: una caverna preistorica tra storia e leggenda La Grotta Nera, situata all’interno della Particella Sperimentale del Bosco Bazzoni sul Carso triestino, torna visitabile al pubblico. La riape
La Grotta Nera del Carso riapre al pubblico: Ecothema e Gruppo Speleologico San Giusto insieme per visite guidate e didattica
La storica caverna preistorica del Bosco Bazzoni torna accessibile grazie alla collaborazione tra la cooperativa ambientale e il gruppo speleologico triestino, con un programma di visite guidate per scuole, famiglie e adulti
Pubblicato il 23 maggio 2026
La Grotta Nera del Carso: una caverna preistorica tra storia e leggenda
La Grotta Nera, situata all’interno della Particella Sperimentale del Bosco Bazzoni sul Carso triestino, torna visitabile al pubblico.
La riapertura è resa possibile da una nuova collaborazione tra Ecothema, cooperativa sociale attiva dal 1988 nella promozione della cultura scientifica e ambientale, e il Gruppo Speleologico San Giusto (GSSG), da anni custode della cavità.
L’accordo amplia le possibilità di accesso alla grotta. Saranno disponibili più giorni e orari rispetto al passato, con una particolare attenzione alle comitive, alle associazioni e alle classi scolastiche.
La Grotta Nera, nota anche come Caverna delle Selci, è una vasta caverna immersa in una piccola dolina. Il sito fu frequentato già in epoca preistorica, dal paleolitico fino al neolitico. Oggi al suo interno si trovano diverse ricostruzioni scenografiche che raccontano la vita delle prime comunità umane.
Storia e memoria: dalla preistoria al dopoguerra nel cuore del Carso
La caverna porta con sé strati di memoria sovrapposti nel tempo. In età medievale circolò la leggenda — quasi certamente infondata — che lo spazio fosse stato usato come lazzaretto per i malati di lebbra, ai quali il cibo veniva calato dall’alto attraverso un camino.
Ben documentato, invece, è l’uso nel secondo dopoguerra. La grotta fu impiegata per far brillare le bombe e i residuati bellici recuperati sul Carso. Un passato pesante, che contrasta con la vocazione attuale del sito come luogo di educazione e cultura.
Il recupero della cavità ha restituito alla Grotta Nera la sua funzione storica e didattica. Le ricostruzioni presenti al suo interno accompagnano il visitatore attraverso la protostoria, offrendo un percorso che abbraccia millenni di presenza umana sul Carso.
Visite guidate e laboratori: l’offerta di Ecothema per scuole e famiglie
Con l’ingresso di Ecothema nella gestione delle visite, l’offerta si arricchisce di nuovi contenuti. La cooperativa propone visite guidate, laboratori per le scuole, attività dedicate alle famiglie e momenti formativi per il pubblico adulto.
Le attività si svolgono su prenotazione. Le visite sono condotte da guide esperte. Il programma completo è pubblicato sul sito ufficiale di Ecothema all’indirizzo ecothema.org/visite-guidate.
Il percorso non si limita alla sola caverna. Le visite si estendono anche al Bosco Bazzoni, area di rimboschimento del Carso realizzata circa un secolo fa. Il bosco rappresenta un esempio significativo di recupero ambientale su un territorio storicamente segnato dall’erosione e dalla rarefazione della copertura vegetale.
La speleologia educativa sul Carso: il ruolo del Gruppo Speleologico San Giusto
Il Gruppo Speleologico San Giusto è il soggetto che da anni garantisce la tutela e la gestione della Grotta Nera. La collaborazione con Ecothema non sostituisce questo ruolo, ma lo affianca con competenze specifiche nella comunicazione scientifica e nella didattica ambientale.
La sinergia tra i due enti risponde a un’esigenza concreta: rendere la speleologia accessibile a pubblici diversi, non solo agli appassionati del settore. Scuole, famiglie e gruppi organizzati possono ora pianificare visite strutturate, con contenuti adattati alle diverse fasce d’età.
Le visite guidate in ambienti carsici richiedono competenza e attenzione alla sicurezza. La presenza congiunta di speleologi esperti del GSSG e delle guide di Ecothema garantisce standard elevati sia sul piano tecnico che su quello educativo.
Le voci dei protagonisti: la grotta come luogo vivo
Marco Paparot, Dorian Lorenzutti e Francesca Soglian, referenti di Ecothema, descrivono così il significato del progetto: «La Grotta Nera è un ambiente che tocca profondamente chi la visita, perché ci mette in connessione diretta con il tempo profondo, con il paesaggio e con ciò che siamo stati. Il nostro impegno sarà quello di renderla un luogo vivo, dove ogni visita diventi un’esperienza coinvolgente, rispettosa e significativa».
L’obiettivo dichiarato è trasformare la caverna in un punto di riferimento culturale stabile per il territorio. Non un museo statico, ma uno spazio in cui la speleologia si incontra con la storia, l’ecologia e la didattica.
Come prenotare una visita alla Grotta Nera
Le visite alla Grotta Nera del Bosco Bazzoni sono disponibili su prenotazione. Per informazioni sul calendario, sui laboratori e sulle modalità di accesso, è possibile consultare il sito Ecothema alla sezione dedicata alle visite guidate.
L’accesso alla caverna avviene in gruppo, con accompagnamento obbligatorio da parte delle guide. La Grotta Nera si conferma così un sito di riferimento per la speleologia didattica e culturale sul Carso triestino.
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Astrobiologi: “La vita extraterrestre potrebbe essere più comune di quanto pensiamo”
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Astrobiologi: “La vita extraterrestre potrebbe essere più comune di quanto pensiamo”
Secondo un recente studio pubblicato su Nature Astronomy (2026), i dati raccolti dalle missioni spaziali degli ultimi vent’anni cambiano radicalmente la nostra visione della vita nel Sistema Solare.
Mars Express, Cassini, Curiosity e altre sonde hanno rivelato ambienti molto più favorevoli all’abitabilità di quanto si pensasse. La ricerca riassume i risultati chiave in tre elementi fondamentali:
- Acqua liquida: molte lune ghiacciate nascondono oceani sotterranei. Ad esempio, la sonda Cassini ha confermato la presenza di un vasto oceano salato sotto la crosta di Encelado, e i dati della missione Galileo indicano un oceano globale sotto la crosta di Europa.
- Analogamente, il satellite Ganimede possiede un vasto oceano interno celato da uno spesso strato di ghiaccio. Questi bacini protetti dal ghiaccio potrebbero fornire condizioni stabili dove l’acqua liquida rimane presente a lungo.
- Composti organici complessi: elementi fondamentali per la vita sono stati trovati in molti corpi del Sistema Solare. La missione Rosetta ha rilevato nell’atmosfera della cometa 67P la presenza di amminoacidi come la glicina e di fosforo, ingredienti chiave di proteine e DNA. I meteoriti carboniosi (ad esempio il famoso meteorite di Murchison) contengono vari amminoacidi, dimostrando che molecole organiche complesse possono sopravvivere miliardi di anni nello spazio. Inoltre Cassini ha individuato molecole organiche complesse nei getti ghiacciati che fuoriescono dall’oceano di Encelado. Questi reperti indicano che i mattoni chimici della vita sono largamente distribuiti oltre la Terra.
- Fonti di energia geochimica: anche senza luce solare è possibile trovare energia chimica vitale. Reazioni come la serpentinizzazione (idratazione di rocce ultramafiche) producono idrogeno utilizzabile dai microrganismi. Studi recenti confermano che su Marte e probabilmente sotto i ghiacci di Europa e Encelado tali processi attivi hanno generato H? e gradienti redox che, sulla Terra, alimentano ecosistemi microbici.
- In pratica, molti mondi ghiacciati dispongono di fonti di energia interne simili a quelle che sostengono la vita negli abissi oceanici terrestri.
La combinazione di acqua liquida, materia organica e energia geochimica dipinge uno scenario nuovo: come osserva la NASA/ESA parlando di Encelado, «il corpo celeste soddisfa tutti i requisiti per essere un ambiente abitabile in grado di sostenere la vita».
In altre parole, le condizioni che sulla Terra favoriscono la vita sembrano presenti anche altrove.
Missioni spaziali in arrivo
Queste prospettive stimolano e giustificano le missioni astrobiologiche dei prossimi anni. La NASA lancerà Europa Clipper e Dragonfly rispettivamente nel 2024 e nel 2028.
Europa Clipper esplorerà l’oceano di Europa analizzando la sua spessa crosta ghiacciata, mentre Dragonfly atterrerà su Titano per studiarne la chimica organica complessa.
Sul fronte marziano, la missione Mars Sample Return (in programma nei prossimi anni) recupererà i campioni di roccia prelevati da Curiosity e Perseverance e li riporterà sulla Terra per analisi dettagliate.
Queste spedizioni avranno l’obiettivo esplicito di cercare segnali di vita (passata o presente) negli ambienti oceanici del Sistema Solare.
Se su Europa o Encelado dovessero essere trovate tracce biologiche, oppure se i campioni marziani confermassero la presenza di vecchi microrganismi, la domanda più antica di tutte – siamo soli nell’Universo? – troverebbe finalmente una risposta.
Prospettive e conclusioni
Il quadro che emerge da queste ricerche è inaspettatamente incoraggiante. Se ambienti come quelli di Europa, Encelado o Ganimede possiedono acqua, elementi chimici organici e fonti di energia, non c’è ragione di credere che la vita sulla Terra sia un’eccezione unica.
Le condizioni necessarie per forme di vita di tipo terrestre appaiono un’esito naturale in molti luoghi, come sottolinea lo studio sul Nature Astronomy.
In definitiva, confermare la presenza di vita extraterrestre rimane una sfida aperta, ma i nuovi dati rendono il futuro dell’astrobiologia più promettente che mai.
Le prossime missioni potrebbero rivoluzionare la nostra concezione della vita: persino l’assenza di forme viventi in questi ambienti ricchi di ingredienti potrebbe dirci molto sulle ragioni uniche del nostro pianeta.
In ogni caso, la ricerca va avanti con entusiasmo, pronta a esplorare in situ ogni possibile «biosfera nascosta» del Sistema Solare, da una caverna di Titano a un lago salato di Marte, nella speranza di scoprire che la vita è davvero «una possibilità naturale» ovunque abbondino acqua e chimica attiva.
Fonti: le informazioni sono tratte da studi e news scientifiche internazionali (Nature Astronomy 2026, ESA, NASA) che documentano la presenza di oceani sotterranei, composti organici complessi e serpentinizzazione nel Sistema Solare.
Fonti: https://www.facebook.com/share/1DgMLvS3Em/?mibextid=wwXIfr
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Campo speleo Elce-Barile 2026, tre giorni di attività sui Monti Amerini
Condividi Dal 12 al 14 giugno il Gruppo Grotte “Pipistrelli” del CAI di Terni organizza un campo speleo dedicato a scavi, esplorazioni e documentazione del carsismo nei Monti Amerini. L’iniziativa punta a riunire speleologi con diversi livelli di esperienza per lavorare su fronti attivi e per proseguire le esplorazioni in corso nell’area di Elce-Barile.[1][2] Tre giorni di speleologia Il campo speleo Elce-Barile 2026 è impostato come una tre giorni di attività sul terreno, con base nei pre
Campo speleo Elce-Barile 2026, tre giorni di attività sui Monti Amerini
Dal 12 al 14 giugno il Gruppo Grotte “Pipistrelli” del CAI di Terni organizza un campo speleo dedicato a scavi, esplorazioni e documentazione del carsismo nei Monti Amerini. L’iniziativa punta a riunire speleologi con diversi livelli di esperienza per lavorare su fronti attivi e per proseguire le esplorazioni in corso nell’area di Elce-Barile.[1][2]
Tre giorni di speleologia
Il campo speleo Elce-Barile 2026 è impostato come una tre giorni di attività sul terreno, con base nei pressi dei Monti Amerini. Il programma annuncia interventi di scavo, ricerca di passaggi e verifica di correnti d’aria considerate utili per individuare nuove prosecuzioni. In ambito speleologico, l’attenzione ai flussi d’aria è uno degli elementi più usati per orientare le esplorazioni verso zone ancora non note.[3][1]
L’obiettivo non è solo aprire nuovi varchi. Il lavoro include anche l’aggiornamento della documentazione e della cartografia delle cavità interessate. Questo approccio è coerente con una speleologia che unisce attività esplorativa e rilievo, due aspetti che in Italia hanno accompagnato l’evoluzione dei gruppi grotte fin dalle origini della disciplina organizzata.[3]
Scavi ed esplorazioni
La parte centrale dell’iniziativa riguarda gli scavi e le esplorazioni in corso. I partecipanti saranno impegnati in fronti considerati attivi, dove si cercherà di comprendere la direzione delle possibili prosecuzioni sotterranee. Il testo diffuso dagli organizzatori richiama la necessità di un lavoro fisico e tecnico, con attenzione alla sicurezza e alla collaborazione tra i presenti.
L’area dei Monti Amerini offre un contesto adatto a questo tipo di attività, perché il carsismo umbro presenta cavità, drenaggi sotterranei e condizioni che possono favorire nuove scoperte. In speleologia, l’osservazione diretta degli ambienti e dei segnali del sottosuolo resta decisiva anche quando si lavora con rilievi, mappe e strumenti di misura.[2][1]
Documentazione e mappa
Una parte importante del campo speleo Elce-Barile 2026 sarà dedicata alla documentazione. Aggiornare il quadro delle cavità significa raccogliere dati utili per rilievi, osservazioni ambientali e futura consultazione da parte del gruppo e della comunità speleologica locale. La documentazione è uno degli strumenti base della speleologia moderna, insieme all’esplorazione e al supporto scientifico.[1][2]
Nel testo di presentazione viene indicata anche la volontà di aggiungere in mappa diramazioni ancora ignote. Questo passaggio ha un peso concreto, perché il rilievo delle nuove porzioni contribuisce a chiarire la geometria del sistema sotterraneo e a orientare gli interventi successivi. In un’area come quella dei Monti Amerini, ogni aggiornamento può aiutare a leggere meglio il rapporto tra superficie e sottosuolo.[2]
Convivenza in grotta
Accanto al lavoro tecnico, il campo speleo prevede momenti di condivisione fuori dalla grotta. Sono previsti spazi per il confronto tra partecipanti, il racconto delle attività e la socialità che di solito accompagna i campi speleo. Questo aspetto, pur meno visibile, ha un ruolo importante nella vita dei gruppi, perché rafforza la collaborazione e facilita l’organizzazione delle uscite successive.
La formula scelta dal Gruppo Grotte “Pipistrelli” del CAI di Terni richiama una tradizione molto diffusa nella speleologia italiana: esplorare, documentare e lavorare in squadra. In questo caso, il campo speleo Elce-Barile 2026 si presenta come un appuntamento operativo, più che come un semplice incontro conviviale.[3]
Info e adesioni
Per partecipare è stato indicato il contatto email pipistrellicaiterni@gmail.com e i riferimenti telefonici Stefano 3355606410 e Marco 337768356. È stata inoltre fornita la coordinate del parcheggio presso gli ex Castagneti delle Morre: 42.7066728216942, 12.31350797268979.[1]
Nel complesso, il campo speleo Elce-Barile 2026 si annuncia come un appuntamento di lavoro sul carsismo dei Monti Amerini, con scavi, esplorazioni, documentazione e partecipazione di gruppo. Per la speleologia locale rappresenta una nuova occasione per proseguire attività già avviate e per consolidare la conoscenza del sottosuolo dell’area ternana.[2][1]
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France HABE Prize 2026, prorogata la scadenza per le candidature
Condividi Il premio UIS per la tutela del carsismo e delle grotte resta aperto fino al 30 giugno 2026 La Commissione per la Protezione del Carsismo e delle Grotte dell’Unione Internazionale di Speleologia ha prorogato al 30 giugno 2026 il termine per presentare le candidature al France HABE Prize 2026. Il premio, assegnato ogni anno dalla UIS, è dedicato alle iniziative che valorizzano la protezione del carsismo e degli ambienti sotterranei.[1][2][3] France HABE Prize 2026, obiettivi e des
France HABE Prize 2026, prorogata la scadenza per le candidature
Il premio UIS per la tutela del carsismo e delle grotte resta aperto fino al 30 giugno 2026
La Commissione per la Protezione del Carsismo e delle Grotte dell’Unione Internazionale di Speleologia ha prorogato al 30 giugno 2026 il termine per presentare le candidature al France HABE Prize 2026. Il premio, assegnato ogni anno dalla UIS, è dedicato alle iniziative che valorizzano la protezione del carsismo e degli ambienti sotterranei.[1][2][3]
France HABE Prize 2026, obiettivi e destinatari
Il France HABE Prize è pensato per riconoscere progetti, attività e pubblicazioni che contribuiscono in modo concreto alla tutela delle grotte e dei territori carsici. La UIS lo assegna attraverso la propria Commissione per la Protezione del Carsismo e delle Grotte, con l’intento di sostenere esempi utili alla comunità speleologica internazionale. La proroga della scadenza al 30 giugno 2026 offre più tempo a chi sta completando una proposta o a chi non aveva ancora inviato la domanda. Il riferimento ufficiale resta la pagina della commissione UIS dedicata al premio.[4][5][1]
Sostegno e partner
L’edizione 2026 è sostenuta anche da RESSEG e BARHAR, indicati come partner dell’iniziativa insieme alla UIS. Secondo l’annuncio diffuso dalla UIS, queste collaborazioni servono a rafforzare il riconoscimento destinato al vincitore. RESSEG e BARHAR, entrambi legati al settore dell’attrezzatura speleologica e del soccorso, affiancano così il premio in un’ottica di supporto pratico alla protezione sotterranea. La presenza di sponsor tecnici conferma l’interesse del comparto speleologico per i temi della conservazione.[2][6]
Come presentare la candidatura
Le informazioni utili sono disponibili sul sito della UIS, nella sezione della Karst and Cave Protection Commission. La pagina ufficiale del premio riporta regolamento e materiali collegati all’edizione in corso. Per chi intende partecipare, il nuovo termine del 30 giugno 2026 sostituisce quello precedente e consente un margine più ampio per la preparazione dei dossier. Il premio France HABE resta una delle iniziative UIS più riconoscibili nel campo della tutela carsica e sotterranea.[5][1][2][4]
Valore per la speleologia
Nel contesto speleologico, il France HABE Prize mette in evidenza il rapporto tra esplorazione, ricerca e protezione ambientale. La UIS richiama da anni l’importanza di preservare grotte e ambienti carsici come patrimonio naturale e fonte di conoscenza. Anche la documentazione della UIS e le precedenti comunicazioni di Scintilena mostrano che il premio è stato pensato per promuovere interventi concreti e replicabili. La proroga di quest’anno amplia quindi la possibilità di partecipare con progetti già pronti o in fase avanzata.[7][8][1][2][5]
Fonte ufficiale
Le informazioni ufficiali sono disponibili nella pagina della Karst and Cave Protection Commission della UIS. Per il dettaglio sull’edizione 2026 e sulla nuova scadenza, il riferimento è l’annuncio UIS dedicato al France HABE Prize 2026.[2][4]
Ho preparato anche il file scaricabile con il testo completo dell’articolo: report France HABE Prize 2026.
Fonti
[1] France Habe Prize – UIS https://uis-speleo.org/index.php/france-habe-prize-2/
[2] 2026 France Habe Prize – UIS – International Union of Speleology https://uis-speleo.org/index.php/2026/04/15/2026-france-habe-prize/
[3] Società Speleologica Italiana ETS | Bologna – Facebook https://www.facebook.com/SPELEO.IT/
[4] Premio Internazionale UIS: France HABE Prize 2017 – Scintilena https://www.scintilena.com/premio-internazionale-uis-france-habe-prize-2017/05/02/
[5] The France HABE Prize deadline for submitting applications has … https://www.facebook.com/uisspeleo/posts/the-france-habe-prize-deadline-for-submitting-applications-has-been-extended-to-/1389038946601399/
[6] Premio France Habe 2026: aperta la candidatura per la protezione … https://www.scintilena.com/premio-france-habe-2026-aperta-la-candidatura-per-la-protezione-del-carsismo-e-delle-grotte/04/16/
[7] Posticipo data scadenza per il premio France HABE Prize 2022 – Scintilena https://www.scintilena.com/posticipo-data-scadenza-per-il-premio-france-habe-prize-2022/05/07/
[8] Premio France HABE 2024: Estesi i Termini di Presentazione delle … https://www.scintilena.com/premio-france-habe-2024-estesi-i-termini-di-presentazione-delle-candidature/06/10/
[10] Bollettino 59 della Unione Internazionale di Speleologia disponibile on line – Scintilena https://www.scintilena.com/bollettino-59-della-unione-internazionale-di-speleologia-disponibile-on-line/08/25/
[11] Disponibile l’ultimo numero del Bollettino UIS – Union Internationale de Speleologie – Scintilena https://www.scintilena.com/disponibile-lultimo-numero-del-bollettino-uis-union-internationale-de-speleologie/02/14/
[12] Corso SSI sulla documentazione speleologica: archivi, OPAC e … https://www.scintilena.com/corso-ssi-sulla-documentazione-speleologica-archivi-opac-e-ricerca-bibliografica/04/27/
[13] SpeleoMedit in italiano: il Ministero della Cultura finanzia la prima … https://www.scintilena.com/speleomedit-in-italiano-il-ministero-della-cultura-finanzia-la-prima-panoramica-sulle-grotte-del-mediterraneo/04/27/
[14] On Line the new UIS Bulletin June 2021 – Union International de Speleologie – Scintilena https://www.scintilena.com/on-line-the-new-uis-bulletin-june-2021-union-international-de-speleologie/07/14/
[15] France Habe Prize 2025: nuovi sponsor per la tutela del carsismo e … https://www.scintilena.com/france-habe-prize-2025-nuovi-sponsor-per-la-tutela-del-carsismo-e-delle-grotte/03/26/
[16] Conservazione Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/ambiente/conservazione/
[17] Disponibile l’ultimo bollettino dell’Union international de Speleologie UIS Volume 64-1 – Scintilena https://www.scintilena.com/disponibile-lultimo-bollettino-dellunion-international-de-speleologie-uis-volume-64-1/07/11/
[18] CONCORSO SPELEOFOTOGRAFIA 2018 – Scintilena https://www.scintilena.com/concorso-speleofotografia-2018/05/31/
[19] Deadline June 30th, 2026 Apply now and get the chance to win … https://www.instagram.com/p/DU8DDRwDBHs/
[20] European Prize for Women Innovators powered by EIC & EIT https://eic.ec.europa.eu/eic-prizes/european-prize-women-innovators-powered-eic-eit_en
[21] There is still time to apply for this year’s ACS Studio Prize! The ACS … https://www.instagram.com/reel/DYAWDUDhQf_/
[22] UNESCO ICT in Education Prize https://www.unesco.org/en/prizes/ict-education
[23] ICCR Yuva Mitra Prize | Official website of Indian Council for Cultural … https://iccr.gov.in/iccr-yuva-mitra-prize
[24] uis france habe prize 2014 https://hoehlentier.de/wp-content/uploads/UISCAY_e362401139d9cce733728abdb2853868.pdf
[25] Rome Prize | American Academy in Rome https://aarome.org/apply/rome-prize
[26] The William B. & Elizabeth L. White Medal for Excellence in Karst … https://karstwaters.org/awards-and-scholarships/kwi-karst-award/
[27] Competitions and submissions – Irish Writers Centre https://irishwriterscentre.ie/resources/competitions-submissions/
[28] Società – France HABE Prize 2026: prorogata la scadenza per le … https://www.facebook.com/SPELEO.IT/photos/-france-habe-prize-2026-prorogata-la-scadenza-per-le-candidaturela-commissione-p/1459285926228479/
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Croazia, la scoperta nella grotta di una testa in terracotta riapre il mistero dei culti illirici
Condividi Il lavoro congiunto di archeologi e speleologi croati ha fatto riemergere da Crno jezero una maschera teatrale greca del IV-III secolo a.C. Pelješac, nella grotta Crno jezero emerge una maschera teatrale greca del IV-III secolo a.C. Le ricerche nella grotta Crno jezero a Pelješac riportano alla luce un reperto integro e rafforzano l’ipotesi di un santuario illirico frequentato per secoli, con il supporto operativo degli speleologi accanto agli archeologi[1][2][3] Maschera teat
Croazia, la scoperta nella grotta di una testa in terracotta riapre il mistero dei culti illirici
Il lavoro congiunto di archeologi e speleologi croati ha fatto riemergere da Crno jezero una maschera teatrale greca del IV-III secolo a.C.
Pelješac, nella grotta Crno jezero emerge una maschera teatrale greca del IV-III secolo a.C.
Le ricerche nella grotta Crno jezero a Pelješac riportano alla luce un reperto integro e rafforzano l’ipotesi di un santuario illirico frequentato per secoli, con il supporto operativo degli speleologi accanto agli archeologi[1][2][3]
Maschera teatrale greca nella grotta Crno jezero
Nella grotta Crno jezero, sulla penisola croata di Pelješac, una campagna di scavo condotta tra il 23 aprile e il 4 maggio 2026 ha portato al rinvenimento di una testa in terracotta con raffigurazione di maschera teatrale greca, datata fra il IV e il III secolo a.C.. Il reperto è stato individuato durante le ricerche organizzate dal Museo Archeologico dei Musei di Dubrovnik, in un contesto che era già emerso nel 2025 come uno dei più interessanti dell’area per lo studio dei rapporti tra comunità illiriche e cultura greca.[2][3][4][1]
La maschera teatrale greca trovata nella grotta Crno jezero è cava all’interno e presenta un piccolo foro nella parte superiore, elemento che fa pensare a un oggetto sospeso su una parete e non a un manufatto d’uso quotidiano. Il fatto che sia rimasta integra, in una parte nascosta e quasi sigillata della cavità, offre agli studiosi un contesto di lettura molto raro, perché gli oggetti sembrano essersi conservati nella loro posizione antica per oltre duemila anni.[1]
Santuario illirico di Pelješac e lunga storia della cavità
Le indagini precedenti avevano già chiarito che la grotta Crno jezero non fu usata in un solo periodo né con una sola funzione. Nel Bronzo, in particolare nel II millennio a.C., la cavità sembra aver funzionato come rifugio o spazio abitativo stagionale, probabilmente legato a fasi di instabilità o a esigenze temporanee delle comunità locali.[3][4]
In una fase successiva, tra il 1012 e il 481 a.C., parte della grotta fu impiegata come necropoli, secondo quanto indicano le analisi radiocarboniche eseguite sui resti umani rinvenuti nel sito. Dopo la fine di questo uso funerario, la grotta Crno jezero sembra trasformarsi in un santuario illirico attivo dalla fine del IV secolo fino alla metà del I secolo a.C., con una frequentazione rituale documentata da numerosi materiali votivi.[3]
Reperti votivi, vino e culti nella grotta Crno jezero
Accanto alla maschera teatrale greca, gli archeologi hanno recuperato numerose piccole ceramiche di produzione greca e locale, fra cui anforette, ciotole e kantharoi, forme che compaiono spesso nei contesti cultuali come offerte deposte nel corso di pratiche rituali. Sono emersi anche frammenti di recipienti greci di pregio legati alla conservazione e al consumo del vino, oltre a resti riferibili a una figura divina di ambito greco già segnalata nelle ricerche dello scorso anno.[5][3]
Secondo le valutazioni riportate dagli archeologi, l’insieme dei materiali consente di ipotizzare rituali collegati al vino e forse a una figura assimilabile a Dioniso, o a un suo equivalente locale in ambito illirico, anche se il culto preciso resta da definire con ulteriori studi. Proprio la presenza della maschera teatrale greca nella grotta Crno jezero rafforza questa linea interpretativa, perché il teatro greco aveva in Dioniso il suo referente religioso più diretto.[6][1]
Il contributo degli speleologi nelle ricerche a Pelješac
Le attività nella grotta Crno jezero hanno coinvolto archeologi, restauratori e speleologi, a conferma di quanto il lavoro interdisciplinare sia decisivo nei siti ipogei complessi. Alla campagna hanno partecipato gli archeologi Domagoj Perki? e Krešimir Grbavac, la restauratrice Sanja Pujo, gli speleologi Hrvoje e Nataša Cvitanovi? dello Speleološki klub Ursus Spelaeus di Karlovac e l’archeologa e speleologa Mirna Šandri? dello Speleološki odsjek HPD Željezni?ar di Zagabria.[2]
Il ruolo degli speleologi, in un contesto come quello della grotta Crno jezero, è parte integrante della ricerca, perché accesso, sicurezza, progressione e lettura degli spazi sotterranei sono condizioni essenziali per rendere possibile uno scavo accurato. La scoperta di Pelješac si inserisce inoltre in un quadro più ampio che comprende altri santuari illirici noti nell’area di Dubrovnik, come Spila a Nakovana e Vilina špilja, utili per confrontare pratiche, cronologie e rapporti con il mondo greco.[2]
Pelješac, una scoperta utile per la speleologia e per l’archeologia
Per il mondo della speleologia, la grotta Crno jezero offre un esempio concreto di come una cavità possa conservare in modo stratificato tracce di vita, sepoltura e culto. Per l’archeologia adriatica, la maschera teatrale greca di Pelješac aggiunge un elemento nuovo alla conoscenza dei santuari in grotta e dei processi di contatto tra cultura illirica e modelli religiosi greci.[4][1][3][2]
Fonti
[1] FOTO Senzacija na Pelješcu: Pronašli drevno svetište, u njemu i glavu s gr?kom kazališnom maskom https://www.vecernji.hr/kultura/foto-senzacija-na-peljescu-pronasli-drevno-svetiste-u-njemu-i-glavu-s-grckom-kazalisnom-maskom-1962031
[2] Fantasti?no arheološko otkri?e: Na Pelješcu prona?ena gr?ka … https://www.hercegovina.info/vijesti/hrvatska/fantasticno-arheolosko-otkrice-na-peljescu-pronadjena-grcka-kazalisna-maska-stara-vise-od-2000-godina/256854/
[3] U špilju Crno jezero ?ovjek se sklanjao, ostavljao svoje … https://blaga.hr/u-spilju-crno-jezero-covjek-se-sklanjao-tamo-je-ostavljao-svoje-mrtve-i-stovao-ilirske-bogove/35111/
[4] Dubrovnik Museums Reveal 4000 Years of Life in Crno Jezero Cave https://www.thedubrovniktimes.com/news/dubrovnik/item/18075-crno-jezero-cave-reveals-4-000-years-of-illyrian-and-prehistoric-life
[5] FOTO U špilji na Pelješcu otkriveno ilirsko svetište, pogledajte https://www.index.hr/vijesti/clanak/foto-u-spilji-na-peljescu-otkriveno-ilirsko-svetiste-pogledajte/2680262.aspx
[6] Dioniz u pelješkoj špilji? Crno jezero ?uvalo je gr?ku masku, vino i … https://blaga.hr/dioniz-u-peljeskoj-spilji-crno-jezero-cuvalo-je-grcku-masku-vino-i-tragove-ilirskih-obreda/40509/
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A Treviso la Masterclass di Medicina di Spedizione di Miles Beyond
Condividi Formazione per spedizioni e primo soccorso Il 16 e 17 maggio, a Treviso, si è svolta la Masterclass di Medicina di Spedizione organizzata da Miles Beyond, con il supporto di La Venta Esplorazioni Geografiche e la sede del Gruppo Grotte Treviso come punto di riferimento per le attività. L’iniziativa ha riunito 33 partecipanti provenienti da diverse regioni italiane. Due giorni di lezioni e simulazioni La Masterclass di Medicina di Spedizione è stata guidata dai medici Luca Care
A Treviso la Masterclass di Medicina di Spedizione di Miles Beyond
Formazione per spedizioni e primo soccorso
Il 16 e 17 maggio, a Treviso, si è svolta la Masterclass di Medicina di Spedizione organizzata da Miles Beyond, con il supporto di La Venta Esplorazioni Geografiche e la sede del Gruppo Grotte Treviso come punto di riferimento per le attività. L’iniziativa ha riunito 33 partecipanti provenienti da diverse regioni italiane.
Due giorni di lezioni e simulazioni
La Masterclass di Medicina di Spedizione è stata guidata dai medici Luca Carenzo e Patrizio Rubcich, con la supervisione tecnica di Francesco Maria Sauro e Antonio De Vivo. Il programma ha alternato lezioni frontali, workshop e simulazioni pratiche, con attenzione agli aspetti clinici e logistici della vita di spedizione.
I temi affrontati
Nel corso delle due giornate sono stati trattati argomenti legati alla medicina di montagna, alla medicina nella giungla, al colpo di calore e ai fattori umani. Spazio anche alla valutazione del viaggiatore, ai kit medici, alla potabilizzazione dell’acqua, alle comunicazioni e agli aspetti legislativi.
Tecniche e aspetti operativi
La Masterclass di Medicina di Spedizione ha incluso anche contenuti tecnici, tra cui la progressione su corda, tema rilevante per chi opera in ambienti complessi e remoti. La combinazione tra teoria e pratica ha permesso ai partecipanti di confrontarsi con scenari vicini a quelli delle spedizioni reali.
Il ruolo di Miles Beyond
Miles Beyond si presenta come una realtà specializzata nell’organizzazione, nel supporto e nel training di spedizioni nazionali e internazionali ad alta complessità. Con questa Masterclass di Medicina di Spedizione, la società ha messo la propria esperienza al servizio della formazione di professionisti interessati a questo settore.
Interesse per il mondo speleologico
Per il pubblico della speleologia, la Masterclass di Medicina di Spedizione richiama temi familiari, come la gestione dell’emergenza in ambienti isolati, l’autonomia operativa e la preparazione logistica. In contesti sotterranei o in ambienti estremi, competenze di questo tipo possono fare la differenza.
Fonte un reel su Facebook
https://www.facebook.com/share/r/18ASeiUPi1/?mibextid=wwXIfr
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Pipistrelli e virus nell’aria: tre patogeni mammiferi rilevati vicino a rifugi artificiali
Condividi Uno studio di bat science analizza l’aria a livello di respiro accanto a roost artificiali per pipistrelli in un campus universitario Contesto: bat science, pipistrelli e rischio virale Da anni il dibattito sulle zoonosi mette al centro i pipistrelli, spesso in modo semplificato, mentre la ricerca più recente sottolinea che la prevenzione del rischio passa soprattutto da gestione degli habitat, riduzione delle interferenze umane e monitoraggi mirati. Organizzazioni come Bat Co
Pipistrelli e virus nell’aria: tre patogeni mammiferi rilevati vicino a rifugi artificiali
Uno studio di bat science analizza l’aria a livello di respiro accanto a roost artificiali per pipistrelli in un campus universitario
Contesto: bat science, pipistrelli e rischio virale
Da anni il dibattito sulle zoonosi mette al centro i pipistrelli, spesso in modo semplificato, mentre la ricerca più recente sottolinea che la prevenzione del rischio passa soprattutto da gestione degli habitat, riduzione delle interferenze umane e monitoraggi mirati.
Organizzazioni come Bat Conservation International e diversi gruppi di ricerca evidenziano che proteggere gli ambienti dei pipistrelli e limitare le alterazioni dei loro rifugi è una delle vie più efficaci per ridurre gli spillover, senza demonizzare i pipistrelli stessi.
Lo studio sull’aria vicino ai rifugi artificiali per pipistrelli
L’articolo documenta la rilevazione genetica di tre virus di mammiferi in campioni d’aria raccolti a livello di respiro accanto a rifugi artificiali per pipistrelli installati in un campus universitario.
Il lavoro si inserisce nella linea di studi che utilizzano campionatori d’aria e tecniche di amplificazione genetica per cercare RNA o DNA virale in aerosol, già impiegate ad esempio per SARS?CoV?2 e altri virus respiratori.
Gli autori mostrano che in prossimità dei roost artificiali per pipistrelli possono essere rintracciate, a livello genetico, sequenze riconducibili a virus che infettano mammiferi, suggerendo che in quell’ambiente circola materiale virale respirabile.
L’articolo rientra in un quadro più ampio di ricerche che cercano di capire come e quanto virus respiratori restino sospesi in aria, a quali concentrazioni e con quali possibili implicazioni per la salute umana e per la gestione di strutture frequentate da pipistrelli.
È importante sottolineare che i metodi più usati in questi studi, come la RT?PCR, rilevano materiale genetico virale ma non dimostrano automaticamente la presenza di virus infettivi, un punto sottolineato da diverse review sull’uso del campionamento ambientale.
Per valutare il reale rischio sanitario servono in genere colture su cellule vive e altre prove funzionali, che non sempre sono possibili o previste nei protocolli di monitoraggio ambientale.
Implicazioni per pipistrelli, roost artificiali e gestione sanitaria
Per chi si occupa di pipistrelli, lo studio aggiunge un tassello a favore di una lettura prudente ma non allarmistica del rapporto tra colonie e presenza di virus nell’aria.
La rilevazione di tre virus di mammiferi accanto a rifugi artificiali non dimostra di per sé che i pipistrelli siano l’unica fonte, ma segnala un contesto complesso dove fauna selvatica, ambiente e attività umane si intrecciano.
La bat science da anni insiste sul fatto che interventi basati sull’eliminazione dei pipistrelli possono essere controproducenti, anche perché la perdita di colonie riduce servizi ecosistemici come il controllo degli insetti e l’impollinazione.
Le strategie più efficaci per contenere il rischio di spillover includono piuttosto la protezione degli habitat, il controllo degli accessi non necessari alle grotte e la riduzione delle interferenze dirette con le colonie di pipistrelli.
Collegamenti con la speleologia e il monitoraggio in grotta
Per il mondo speleologico, questo tipo di ricerca suggerisce possibili integrazioni tra monitoraggi tradizionali di fauna cavernicola e campionamenti dell’aria mirati, soprattutto in siti molto frequentati da pubblico o operatori.
In Italia, il quadro normativo europeo (Direttiva Habitat 92/43/CEE) già prevede il monitoraggio regolare dello stato di conservazione dei pipistrelli, tutti inclusi negli allegati di interesse comunitario, e diversi progetti regionali hanno sviluppato protocolli standardizzati per il censimento delle colonie ipogee.
Integrare, dove ha senso, misure sulla qualità dell’aria e sulla presenza di materiale virale può aiutare a definire procedure di accesso in grotta basate su dati, senza penalizzare inutilmente né i pipistrelli né l’attività speleologica.
Lo studio sui roost artificiali vicino ai pipistrelli mostra come la bat science possa fornire elementi tecnici utili per progettare linee guida di gestione che tengano insieme conservazione, sicurezza sanitaria e fruizione speleologica.
Fonti:
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0021850226000893
https://www.batcon.org/press/for-future-pandemics-prevention-is-paramount
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7118525
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3421691
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11753960
https://asm.org/articles/2024/july/how-studying-bat-viruses-prevent-zoonotic-disease
http://www.tutelapipistrelli.it
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Terrore nel Buio della Sicilia del Pleistocene: Svelati i Segreti delle Iene Cannibali nella Più Grande Tana Sotterranea d’Europa a San Teodoro
Condividi Un Portale nel Tempo: La Riscoperta Scientifica della Grotta di San Teodoro Il buio delle profondità della Sicilia nascondeva un segreto straordinario, un antico regno dominato da feroci predatori che frantumavano le ossa delle loro prede nel silenzio delle cavità carsiche. Oggi, grazie a una ricerca scientifica internazionale, quel passato riemerge dall’oscurità delle grotte per riscrivere la storia degli ecosistemi insulari quaternari. La Grotta di San Teodoro, situata pre
Terrore nel Buio della Sicilia del Pleistocene: Svelati i Segreti delle Iene Cannibali nella Più Grande Tana Sotterranea d’Europa a San Teodoro
Un Portale nel Tempo: La Riscoperta Scientifica della Grotta di San Teodoro
Il buio delle profondità della Sicilia nascondeva un segreto straordinario, un antico regno dominato da feroci predatori che frantumavano le ossa delle loro prede nel silenzio delle cavità carsiche.
Oggi, grazie a una ricerca scientifica internazionale, quel passato riemerge dall’oscurità delle grotte per riscrivere la storia degli ecosistemi insulari quaternari.
La Grotta di San Teodoro, situata presso Acquedolci in provincia di Messina, è tornata prepotentemente al centro della paleontologia dei vertebrati e della speleologia scientifica con un importante studio pubblicato il 5 febbraio 2026 sulla prestigiosa Rivista Italiana di Paleontologia e Stratigrafia.
Il lavoro, intitolato “Spotted hyaena spotted on island: the Upper Pleistocene hyaenas from San Teodoro Cave (Sicily, Italy) provide new insights on the palaeobiology, palaeoecology, and sociality of Crocuta“, svela dettagli inediti sulla vita, la neuroanatomia e la complessa ecologia di una delle popolazioni di iene più enigmatiche del Pleistocene superiore. Firmato da un team multidisciplinare guidato da Dawid A. Iurino e composto da esperti delle università di Milano, Roma (Sapienza), Messina, Bristol e del Creswell Heritage Trust, l’articolo rappresenta la prima analisi sistematica globale condotta sul materiale scheletrico di Crocuta proveniente da questo eccezionale deposito ipogeo.
Parametro dello Studio
Dettagli Editoriali e Scientifici
Rivista Scientifica
Rivista Italiana di Paleontologia e Stratigrafia, Volume 132, Fascicolo 1 (2026)
Data di Pubblicazione
5 Febbraio 2026 (Ricevuto il 16 Luglio 2025; Accettato il 15 Gennaio 2026)
Identificativo Digitale (DOI)
10.54103/2039-4942/29453
Licenza d’Uso
Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International
Team di Ricerca
D. A. Iurino, A. Iannucci, A. K. Jones, F. Spadola, G. Mangano, N. Iannelli, D. C. Schreve, R. Sardella, L. Bonfiglio
Un Bunker di Mille Metri Quadrati: La Tana Sotterranea Più Grande d’Europa
La Grotta di San Teodoro non costituisce unicamente una meraviglia geologica per gli amanti della speleologia, ma rappresenta un immenso e unico archivio tafonomico.
Con una superficie calpestabile interna che si estende per circa 1.000 metri quadrati, la grotta è scientificamente riconosciuta come la più grande tana di iene pleistoceniche finora documentata in un contesto insulare europeo.
Le viscere della cavità sono state esplorate e scavate sistematicamente, rivelando che l’intera superficie del pavimento ipogeo era attivamente occupata da questi grandi carnivori. [1][2]
La ricostruzione stratigrafica dei depositi dell’Unità B descrive un’occupazione ciclica e prolungata nel tempo, strutturata su tre livelli fossiliferi principali che narrano la complessa evoluzione paleoecologica del sito.
Livello Stratigrafico (Unità B)
Densità dei Reperti Fossili
Caratteristiche Geofisiche e Depozionali
Evidenze di Attività di Crocuta
Livello B-I (Superiore)
Estremamente elevata
Sovrastato da sedimenti rimaneggiati recenti di spessore variabile
Migliaia di coproliti, ossa frantumate e abbondanti segni di morsi
Livello B-II (Intermedio)
Estremamente elevata
Depositi stabilizzati indicanti una frequentazione ciclica a lungo termine
Evidenze sistematiche di accumulo di prede e attività di nursery
Livello B-III (Inferiore)
Molto bassa
Livello più antico; risente di geomorfologia instabile e barriere d’accesso
Tracce sporadiche di passaggi, assenza di accumuli strutturati
Mentre il livello più profondo e antico (B-III) riflette una fase in cui la grotta era difficilmente accessibile a causa delle condizioni geomorfologiche o idrologiche del sistema carsico, i livelli B-II e B-I testimoniano l’esplosione demografica di questi predatori. All’interno di questi strati sedimentari, le iene hanno lasciato una firma tafonomica inconfondibile, composta da migliaia di coproliti e resti scheletrici di grandi mammiferi che recano i segni inequivocabili di una sistematica opera di frantumazione, masticazione, rosicchiamento e digestione gastrica. [1]
L’Effetto Isola: Perché i Super-Predatori Siciliani Erano “Nani”
Mentre le popolazioni di iene delle caverne dell’Europa continentale (Crocuta crocuta spelaea) svilupparono dimensioni corporee imponenti per resistere ai rigori delle glaciazioni pleistoceniche – offrendo un perfetto esempio biologico della regola di Bergmann – lo scenario insulare siciliano impose traiettorie adattative del tutto peculiari. I dati biometrici e morfologici analizzati nel nuovo studio confermano che le iene della Grotta di San Teodoro presentavano una taglia corporea leggermente ridotta rispetto alle popolazioni coeve della terraferma. [1]
Questo fenomeno viene ricondotto direttamente all’effetto dell’insularismo. L’isolamento geografico della Sicilia durante il Pleistocene superiore limitò drasticamente lo spazio vitale e indusse forti fluttuazioni nella disponibilità di risorse alimentari.
Le iene dovettero quindi adattare la propria corporatura per ridurre il fabbisogno metabolico individuale, mantenendo al contempo inalterate le capacità predatorie necessarie per dominare la catena alimentare locale. [1]
I depositi della grotta restituiscono un quadro vivido di questo antico e spietato ecosistema insulare. Tra le prede trascinate nel buio della cavità figurano non solo specie tipiche degli ambienti aperti e boschivi, ma anche forme endemiche sottomesse all’influenza dell’isolamento geografico.
Specie Predata nella Grotta
Rilevanza Paleoecologica dell’Esemplare
Tipo di Evidenza Tafonomica nel Deposito
Palaeoloxodon mnaidriensis
Elefante nano endemico della Sicilia pleistocenica
Ossa di giovani individui recanti evidenti tracce di predazione
Bos primigenius (Uro)
Grande erbivoro selvatico, preda d’elezione dei clan
Ossa lunghe spezzate meccanicamente per consumare il midollo
Bison priscus (Bisonte delle steppe)
Meno abbondante rispetto all’uro nei depositi ipogei
Segni di rosicchiamento profondo ed esteso accumulo osseo
Equus hydruntinus (Asino selvatico)
Indicatore di climi aridi e praterie aperte
Tracce di impatto sui resti degli arti inferiori
Cervus elaphus e Sus scrofa
Cervi rossi e cinghiali associati a rifugi forestali
Ossa frammentate e parzialmente digerite
Crocuta crocuta (Iena maculata)
Evidenza di cannibalismo intra-specifico
Ossa di iena con segni di morsi inflitti da conspecifici
Questo accumulo faunistico dimostra che la iena di San Teodoro non si limitava a consumare carcasse abbandonate, ma agiva come un cacciatore attivo e spietato, capace di abbattere prede di grandi dimensioni e persino di consumare i propri simili nei momenti di carestia estrema, come testimoniato dalle evidenti tracce di cannibalismo intra-specifico documentate nel sito.
Cervelli Diversi e Socialità Alterata: La Neuroanatomia e i Segreti del Coprolite
Uno degli aspetti più rivoluzionari ed entusiasmanti dello studio risiede nell’applicazione della neuroanatomia comparativa. Attraverso sofisticate scansioni tomografiche tridimensionali dei crani fossili, i ricercatori hanno potuto ricostruire fedelmente l’endocasto, ossia la forma e lo sviluppo del cervello di queste antiche iene. [1][2][3][4]
L’analisi dell’endocasto rivela che il cervello delle iene delle caverne pleistoceniche differiva in modo significativo da quello delle iene maculate africane moderne. Sebbene il volume complessivo fosse maggiore e la forma più allungata, le iene preistoriche mostravano regioni anteriori (frontali) proporzionalmente più ridotte rispetto ai loro discendenti attuali.
Nelle iene moderne, i lobi frontali sono strettamente associati alla gestione dei comportamenti sociali complessi e alla coordinazione all’interno dei clan gerarchici.
La riduzione di queste aree cerebrali suggerisce che le iene pleistoceniche di San Teodoro potessero avere un’organizzazione sociale meno articolata o comportamenti cooperativi differenti, un tassello fondamentale per comprendere l’evoluzione del “cervello sociale” nei grandi carnivori insulari. [1][2][3][4]
In parallelo, la scienza biologica ha compiuto un balzo in avanti straordinario grazie alla paleogenomica.
Recenti analisi del DNA antico estratto direttamente da un coprolite fossile proveniente dalla Grotta di San Teodoro hanno permesso di chiarire in modo definitivo la posizione filogenetica della iena siciliana (Catalano et al., 2024).
L’incredibile conservazione di materiale genetico intatto all’interno delle feci fossilizzate è il risultato diretto del microclima sotterraneo stabile e protetto, che solo l’ambiente profondo delle caverne riesce a preservare intatto per decine di migliaia di anni.
Il Ruolo della Speleologia e la Tutela degli Archivi Sotterranei
La pubblicazione di scoperte di tale portata su riviste scientifiche internazionali evidenzia l’importanza cruciale della ricerca speleologica.
La speleologia moderna non si limita all’esplorazione geografica o alla pura progressione su corda, ma rappresenta l’avamposto operativo della biospeleologia, della geologia del Quaternario e della paleontologia. [1][2][3][4]
La Grotta di San Teodoro dimostra chiaramente che ogni singolo granello di sedimento sotterraneo calpestato durante le esplorazioni custodisce informazioni inestimabili sulla storia geoclimatica e biologica del pianeta, registrando fedelmente le variazioni del livello del mare e i processi di inaridimento legati alle glaciazioni del Würm.
Per gli speleologi, “un giorno da paleontologo” non è soltanto una suggestiva attività formativa o divulgativa , ma costituisce una responsabilità etica primaria finalizzata a preservare l’integrità dei depositi ipogei, affinché la scienza possa continuare a fare luce sui misteri più profondi della vita preistorica.
1, https://www.researchgate.net/publication/260712638_An_exclusively_hyena-collected_bone_assemblage_in_the_Late_Pleistocene_of_Sicily_Taphonomy_and_stratigraphic_context_of_the_large_mammal_remains_from_San_Teodoro_Cave_North-Eastern_Sicily_Italy (An exclusively hyena-collected bone assemblage in the Late Pleistocene of Sicily: Taphonomy and stratigraphic context of the large mammal remains from San Teodoro Cave (North-Eastern Sicily, Italy) | Request PDF – ResearchGate)
2, https://www.researchgate.net/publication/260712638_An_exclusively_hyena-collected_bone_assemblage_in_the_Late_Pleistocene_of_Sicily_Taphonomy_and_stratigraphic_context_of_the_large_mammal_remains_from_San_Teodoro_Cave_North-Eastern_Sicily_Italy (An exclusively hyena-collected bone assemblage in the Late Pleistocene of Sicily: Taphonomy and stratigraphic context of the large mammal remains from San Teodoro Cave (North-Eastern Sicily, Italy) | Request PDF – ResearchGate)
3, https://riviste.unimi.it/index.php/RIPS/article/view/29453 (SPOTTED HYAENA SPOTTED ON ISLAND: THE UPPER …)
4, https://www.researchgate.net/publication/260712638_An_exclusively_hyena-collected_bone_assemblage_in_the_Late_Pleistocene_of_Sicily_Taphonomy_and_stratigraphic_context_of_the_large_mammal_remains_from_San_Teodoro_Cave_North-Eastern_Sicily_Italy (An exclusively hyena-collected bone assemblage in the Late Pleistocene of Sicily: Taphonomy and stratigraphic context of the large mammal remains from San Teodoro Cave (North-Eastern Sicily, Italy) | Request PDF – ResearchGate)
5, https://www.cat.ts.it/ (Club Alpinistico Triestino: Home)
6, https://www.speleologiaveneta.it/index.php/la-scintilena (La Scintilena – FEDERAZIONE SPELEOLOGICA VENETA)
Fonte: https://riviste.unimi.it/index.php/RIPS/article/view/29453
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ICSB 2026: la conferenza internazionale di biologia sotterranea si tiene a Mangalia per i 40 anni dalla scoperta della Grotta di Movile
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ICSB 2026: la conferenza internazionale di biologia sotterranea si tiene a Mangalia per i 40 anni dalla scoperta della Grotta di Movile
Dal 7 al 12 settembre 2026, la città rumena di Mangalia ospita la 27esima edizione dell’International Conference on Subterranean Biology, a pochi chilometri dall’ecosistema sotterraneo a chemiosintesi più studiato al mondo.
La biologia sotterranea internazionale si riunisce a Mangalia per la 27esima edizione dell’ICSB
Dal 7 al 12 settembre 2026, Mangalia diventa il punto di riferimento mondiale per la ricerca sugli ecosistemi sotterranei. La città rumena, situata sulla costa meridionale della Dobrogea, affacciata sul Mar Nero, ospiterà la 27esima edizione dell’International Conference on Subterranean Biology (ICSB 2026).
La conferenza riunisce ogni sue anni ricercatori, biologi e speleologi provenienti da ogni parte del mondo. L’obiettivo è condividere gli studi più recenti sulla biologia sotterranea e favorire lo scambio scientifico tra comunità di ricerca diverse.
La scelta di Mangalia non è casuale. Il 2026 segna il 40° anniversario della scoperta della Grotta di Movile. La grotta si trova a soli 3 chilometri dal centro congressi. Questo elemento conferisce all’edizione 2026 un valore scientifico e simbolico di primo piano, rendendo la sede particolarmente significativa per l’intera comunità che studia gli ambienti sotterranei.
Grotta di Movile: l’ecosistema sotterraneo a chemiosintesi con il record di specie endemiche
La Grotta di Movile è uno degli ecosistemi sotterranei più analizzati della comunità scientifica globale. Scoperta nel 1986, è rimasta isolata dalla superficie per oltre 5 milioni di anni. Fu il primo ecosistema sotterraneo a essere riconosciuto come interamente basato sulla chemiosintesi.
La chemiosintesi è un processo biologico in cui la vita si sviluppa non grazie alla luce solare, ma attraverso l’ossidazione di composti chimici. In questo caso, il principale substrato energetico è l’idrogeno solforato. Questo meccanismo rende la grotta un caso di studio centrale per comprendere le dinamiche della vita in ambienti estremi, nonché per approfondire le ipotesi sull’origine della vita stessa.
La Grotta di Movile ospita 37 specie endemiche. Si tratta del numero più alto mai registrato in un ecosistema sotterraneo analogo. L’accesso è consentito esclusivamente per finalità di ricerca scientifica. Questa limitazione ha preservato intatta la biodiversità dell’ambiente nel corso dei decenni. La biologia sotterranea trova qui uno dei suoi oggetti di studio più rilevanti a livello mondiale.
Il paesaggio carsico della Dobrogea: geodiversità e ambienti sotterranei nel cuore della Romania
I partecipanti all’ICSB 2026 avranno l’opportunità di esplorare anche il territorio circostante Mangalia. La Dobrogea meridionale presenta un paesaggio carsico di notevole interesse per la ricerca geologica e biologica. Il territorio è caratterizzato da doline formatesi per dissoluzione e collasso, da altipiani calcarei e da laghi salati ad alto contenuto minerale.
Questo contesto offre numerosi spunti per la biologia sotterranea. La varietà degli ambienti carsici della regione consente confronti diretti tra ecosistemi con caratteristiche molto differenti. La Dobrogea si configura così come un laboratorio naturale di rilievo per gli studiosi degli ambienti ipogei, in grado di affiancare alla Grotta di Movile ulteriori scenari di ricerca sul campo.
La presenza di laghi salati e formazioni geologiche particolari arricchisce il quadro scientifico disponibile. Non si tratta solo di una cornice paesaggistica, ma di un insieme di ambienti che interagiscono con gli ecosistemi sotterranei della zona.
Abstract e registrazioni ICSB 2026: scadenze e contatti per partecipare a Mangalia
La 27esima conferenza internazionale di biologia sotterranea si terrà presso la sede di ?oseaua Constan?ei, no. 5, 905500 Mangalia, Romania. La scadenza per l’invio degli abstract è fissata al 31 luglio 2026. I ricercatori interessati a presentare i propri lavori in biologia sotterranea, speleobiologia o discipline affini sono invitati a rispettare questa data.
Per informazioni su registrazioni, programma e partecipazione, è attivo l’indirizzo email dedicato: icsb2026mangalia@gmail.com.
L’ICSB 2026 si inserisce in una lunga tradizione di conferenze dedicate agli ambienti sotterranei. La scelta di Mangalia e la coincidenza con il quarantennale della Grotta di Movile offrono alla comunità della biologia sotterranea un contesto di particolare rilevanza per fare il punto sullo stato della ricerca internazionale.
Fonti:
Certo. Ecco le fonti usate per la notizia, con i relativi link.[1][2][3]
- International Society for Subterranean Biology, News
Link: sibios-issb.org/index.php/news
Contiene l’annuncio ufficiale della 27ª International Conference on Subterranean Biology, con data e sede.[1] - International Society for Subterranean Biology, Conferences
Link: sibios-issb.org/index.php/conferences
Riporta la conferenza del 2026 a Mangalia, Romania, con le date 7–12 settembre 2026.[2] - Pagina Facebook dedicata a ICSB 2026
Link: facebook.com/p/27th-International-Conference-on-Subterranean-Biology-2026-61578142154074/
Conferma il calendario dell’evento e il messaggio “Save the date”.[4] - Pagina evento su Espeleologia.cat
Link: espeleologia.cat/ca/agenda/esdeveniments-externs/27th-international-conference-on-subterranean-biology/
Riporta l’appuntamento con la dicitura “7–12 September 2026, Mangalia, Romania”.[3] - UIA Yearbook Profile della ISSB
Link: uia.org/s/or/en/1100036835
Indica l’evento del 7 settembre 2026 a Mangalia, Romania, collegato alla ISSB.[5]
Fonti
[1] News – International Society for Subterranean Biology https://www.sibios-issb.org/index.php/news/
[2] Conferences – International Society for Subterranean Biology https://www.sibios-issb.org/index.php/conferences/
[3] 27th International Conference on Subterranean Biology https://www.espeleologia.cat/ca/agenda/esdeveniments-externs/27th-international-conference-on-subterranean-biology/
[4] Dear colleagues and friends of Biospeleology. The 27th … – Facebook https://www.facebook.com/ISER.BUCHAREST/posts/dear-colleagues-and-friends-of-biospeleologythe-27th-international-conference-on/1053428683611542/
[5] International Society for Subterranean Biology | UIA Yearbook Profile https://uia.org/s/or/en/1100036835
[6] 25th International Conference on Subterranean Biology at Cluj … https://www.scintilena.com/25th-international-conference-on-subterranean-biology-at-cluj-napoca-in-romania-in-july-2022/12/10/
[7] SpeleoMedit in italiano: il Ministero della Cultura finanzia la prima … https://www.scintilena.com/speleomedit-in-italiano-il-ministero-della-cultura-finanzia-la-prima-panoramica-sulle-grotte-del-mediterraneo/04/27/
[8] Neve, rocce fratturate e droni: così si studia l’acqua nascosta dell … https://www.scintilena.com/neve-rocce-fratturate-e-droni-cosi-si-studia-lacqua-nascosta-dellappennino/04/29/
[9] Isotopi come Bussola per le Acque Sotterranee dell’Appennino … https://www.scintilena.com/isotopi-come-bussola-per-le-acque-sotterranee-dellappennino-centrale/04/29/
[10] Nuove Creature delle Grotte Scoperte in Spagna – Scintilena https://www.scintilena.com/nuove-creature-delle-grotte-scoperte-in-spagna-un-genere-inedito-e-due-specie-sconosciute-riscrivono-la-fauna-sotterranea-iberica/04/24/
[11] 24th International Conference on Subterranean Biology in … https://www.scintilena.com/24th-international-conference-on-subterranean-biology-in-portogallo/01/29/
[12] Nelle grotte dei Balcani vivono due minuscoli collemboli che non … https://www.scintilena.com/nelle-grotte-dei-balcani-vivono-due-minuscoli-collemboli-che-non-esistono-in-nessun-altro-luogo/05/13/
[13] Nel Sottosuolo di Cutrofiano la Ricerca Svela i Segreti delle Cavità … https://www.scintilena.com/nel-sottosuolo-di-cutrofiano-la-ricerca-svela-i-segreti-delle-cavita-ipogee-pugliesi-ora-ho-informazioni-sufficienti/01/31/
[14] Conferenza su Plinio il Vecchio e le Grotte: Un Viaggio Attraverso la … https://www.scintilena.com/conferenza-su-plinio-il-vecchio-e-le-grotte-un-viaggio-attraverso-la-scienza-antica-e-le-tecnologie-moderne/08/31/
[15] Corso di biospeleologia a Clivio: tre giorni per studiare la fauna … https://www.scintilena.com/corso-di-biospeleologia-a-clivio-tre-giorni-per-studiare-la-fauna-degli-ambienti-ipogei/03/12/
[16] Il ciclo di vita dei Materiali speleo-alpinistici – Scintilena https://www.scintilena.com/materiali-speleo-alpinistici-il-ciclo-di-vita-al-centro-del-iii-corso-nazionale-a-erba-e-monte-marenzo/04/25/
[17] Fauna Cavernicola in Costa Rica: Uno Sguardo Approfondito alla … https://www.scintilena.com/fauna-cavernicola-in-costa-rica-uno-sguardo-approfondito-alla-fauna-sotterranea/01/21/
[18] Ghiacciai rocciosi: serbatoi d’acqua nascosti nelle montagne alpine https://www.scintilena.com/ghiacciai-rocciosi-serbatoi-dacqua-nascosti-nelle-montagne-alpine/05/07/
[19] UIS Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/uis/
[20] Siti Speleo in Inglese – Scintilena https://www.scintilena.com/siti-speleo-in-inglese/03/05/
[21] 27th International Conference on Subterranean Biology – 2026 https://www.facebook.com/p/27th-International-Conference-on-Subterranean-Biology-2026-61578142154074/
[22] The International Society for Systems Biology https://www.issb.org
[23] ICSB World Congress 2026: Washington, D.C. https://icsb.org/ayman-tarabishy/washington-dc-2026-congress/
[24] 26th International Conference on Subterranean Biology and 6th … https://caves.org/event/26th-international-conference-on-subterranean-biology-and-6th-international-symposium-on-anchialine-ecosystems/
[25] March 2026 ISSB meeting agenda posted – IAS Plus https://www.iasplus.com/en/news/2026/03/issb-meeting-agenda
[26] 26th International Conference on Subterranean Biology, and the 6th … https://subtbiol.pensoft.net/topical_collection/257/
[27] March 2026 ISSB Update and podcast now available – IFRS https://www.ifrs.org/news-and-events/news/2026/03/march-2026-issb-update-and-podcast-now-available/
[28] 26th International Conference on Subterranean Biology and 6th … https://www.eurospeleo.eu/event/26th-international-conference-on-subterranean-biology-and-6th-international-symposium-on-anchialine-ecosystems/
[29] The ISSB Story: bringing the global baseline to life – YouTube https://www.youtube.com/watch?v=bDTrxG3ioDU
[30] International Society for Subterranean Biology – ISSB website https://www.sibios-issb.org
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CaveSketch: il rilievo speleologico diventa immediato
Condividi Dalle esplorazioni glaciovulcaniche nasce il tool open-source di Lorenzo Bordin per visualizzare rilievi direttamente dal campo Nel mondo della speleologia digitale nasce un nuovo strumento pensato per semplificare il lavoro di chi realizza rilievi in grotta. Si chiama CaveSketch ed è un’applicazione gratuita e open-source sviluppata da Lorenzo Bordin del GSL, Gruppo Speleologico di Lavis. La funzione di georeferenziazione permette di sovrapporre il rilievo speleologico alle imma
CaveSketch: il rilievo speleologico diventa immediato
Dalle esplorazioni glaciovulcaniche nasce il tool open-source di Lorenzo Bordin per visualizzare rilievi direttamente dal campo
Nel mondo della speleologia digitale nasce un nuovo strumento pensato per semplificare il lavoro di chi realizza rilievi in grotta. Si chiama CaveSketch ed è un’applicazione gratuita e open-source sviluppata da Lorenzo Bordin del GSL, Gruppo Speleologico di Lavis.

Lorenzo è un esploratore attivo anche in ambito glaciovulcanico con il gruppo “Esploratori di Terre di Ghiacci e di Fuoco”. Ha partecipato negli ultimi anni a diverse attività di esplorazione e documentazione in ambienti glaciali e vulcanici, tra Islanda e Alpi. Ha inoltre preso parte alle esplorazioni sul Pitztaler Gletscher, in Austria. In particolare, tra maggio e ottobre 2025, ha portato a termine l’esplorazione e la traversata di una vasta cavità glaciale di contatto (attualmente la seconda grotta nel ghiaccio delle Alpi per sviluppo), con Maria Francesca Trombini, Andrea Benassi, Lazzaro (Cristian Monticone), Paolo Turrini e Letizia Tassi.
A gennaio 2026 è apparso sulla Rivista del CAI un bellissimo articolo (in calce i riferimenti), a firma di Lorenzo e degli altri esploratori coinvolti, dedicato alle esplorazioni glaciovulcaniche in Islanda.
L’idea di CaveSketch nasce da un’esigenza concreta e molto comune durante le spedizioni: poter visualizzare rapidamente un rilievo pulito, esportarlo in PDF oppure georeferenziarlo su immagini satellitari direttamente dal campo base, senza dover attendere il rientro a casa o utilizzare software complessi installati su PC.
CaveSketch funziona interamente nel browser, anche da smartphone, e utilizza i file DXF esportati da TopoDroid. In pochi passaggi consente di:
- ottenere PDF di pianta e sezione con scala e rotazione personalizzabili;
- georeferenziare il rilievo su mappe satellitari tramite punti GPS;
- esportare il lavoro in formato KML per Google Earth.

Lorenzo sottolinea che il progetto non vuole sostituire strumenti consolidati come Therion o cSurvey, fondamentali per la documentazione definitiva, ma piuttosto proporsi come utility “agile” per la condivisione rapida dei dati tra compagni di spedizione.
Il progetto è disponibile online a questi indirizzi:
App: https://cavesketch.streamlit.app/
GitHub: https://github.com/LorBordin/cave_sketch

La Commissione Catasto Cavità Naturali della SSI ETS ha chiesto a Lorenzo di presentare CaveSketch in una serata online dei “Mercoledì Catastali” sul canale YouTube della Commissione: vi daremo notizia!
Articolo citato: “Ghiaccio Bollente”, di Monticone, Benassi, Bordin e Trombini (foto di Benassi e Monticone) – La Rivista del CAI – gennaio 2026
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Quarta missione degli speleosub finlandesi alle Maldive per mappare la grotta e pulire l’area, inquirenti ascolteranno i familiari delle vittime
Condividi Speleosub finlandesi tornano nella cavità di Dhekunu Kandu per rilevamenti tecnici e cartografia della grotta; la Procura ha disposto l’autopsia su Benedetti e prevede audizioni dei familiari per chiarire la dinamica dell’incidente Si è svolta giovedì 21 maggio la quarta immersione specialistica condotta dai tre speleosub finlandesi inviati alle Maldive per le operazioni nel sistema di grotte di Dhekunu Kandu, dove hanno perso la vita cinque cittadini italiani e un soccorritore dell
Quarta missione degli speleosub finlandesi alle Maldive per mappare la grotta e pulire l’area, inquirenti ascolteranno i familiari delle vittime
Speleosub finlandesi tornano nella cavità di Dhekunu Kandu per rilevamenti tecnici e cartografia della grotta; la Procura ha disposto l’autopsia su Benedetti e prevede audizioni dei familiari per chiarire la dinamica dell’incidente
Si è svolta giovedì 21 maggio la quarta immersione specialistica condotta dai tre speleosub finlandesi inviati alle Maldive per le operazioni nel sistema di grotte di Dhekunu Kandu, dove hanno perso la vita cinque cittadini italiani e un soccorritore dell’esercito delle Maldive.
Missione tecnica e obiettivi
Scopo della missione: mappatura della grotta e pulizia dell’area
L’immersione degli speleosub finlandesi aveva finalità tecniche e scientifiche: i tecnici hanno effettuato rilievi e valutazioni per mappare la morfologia delle cavità di Dhekunu Kandu e raccogliere dati utili alle indagini in corso.
Dettagli sulle operazioni
La squadra finlandese, mobilitata da DAN Europe, prosegue le immersioni con procedure metodiche per ridurre i rischi e documentare la struttura interna della grotta, compresa la rimozione di detriti o ostacoli che possono compromettere future perizie.
Procedura giudiziaria in Italia
Autopsia su Benedetti e deleghe tra Procure
La Procura di Roma ha coordinato le indagini e ha disposto che il corpo di Gianluca Benedetti venga sottoposto ad autopsia la prossima settimana, con incarico eseguito su delega dalla Procura di Busto Arsizio; gli esami saranno svolti da periti con competenze in incidenti subacquei.
Ascolti dei familiari e acquisizione di materiali
Gli inquirenti italiani hanno previsto di sentire nei prossimi giorni i familiari delle vittime e i responsabili del Dipartimento dell’Ateneo genovese coinvolto nel viaggio, allo scopo di ricostruire la catena decisionale che ha preceduto l’immersione.
Elementi sulle condizioni dell’immersione
Irregolarità dell’immersione e attrezzature
Le ricostruzioni giornalistiche indicano che l’immersione sarebbe stata condotta oltre i limiti consentiti dalle normative locali, i corpi si trovavano a 60 metri di profondità , con evidenze secondo le quali tre dei cinque sub non avevano una luce, alcuni utilizzavano una sola bombola da 12 litri e nessuno risultava in possesso di brevetti “full cave” per speleologia subacquea.
Ipotesi tecniche e possibili concause
Le autorità stanno esaminando diverse ipotesi, tra cui la carenza di preparazione, la mancata programmazione dell’immersione e l’uso di attrezzatura non adeguata. Dalle cronache giornalistiche non è mai emerso l’uso della sagola guida che è praticamente imprescindibile nella speleologia subacquea. Si escludono problemi dovuti alle caratteristiche morfologiche della grotta ( le correnti interne e l’effetto Venturi sono delle clamorose invenzioni giornalistiche, in quanto gli speleosub finlandesi hanno sempre affermato che dal loro sopralluogo non risultano possibili forti correnti in grado di risucchiare un bel niente e i passaggi stretti e i sedimenti che si alzano con la pinneggiatura esistono in ogni grotta sommersa), per stabilire da quale errore sia stata provocata la tragedia o piuttosto se sia semplicemente dovuta alla serie di errori, leggerezze e inottemperanze che hanno alzato enormemente il rischio.
Sicuramente non è stata sfortuna.
Aspetti operativi: sequestro e raccolta prove
Sequestro di dispositivi e acquisizione di materiali audiovisivi
Le autorità maldiviane hanno sequestrato computer e telefoni e gli investigatori italiani intendono acquisire le attrezzature recuperate durante le immersioni, incluse eventuali registrazioni videografiche (GoPro) che possano fornire elementi sulla dinamica dell’evento.
Implicazioni per la comunità speleologica
Riflessioni sulla sicurezza nelle immersioni in grotta
L’incidente riapre il dibattito sulla formazione richiesta per il cave diving profondo, sulle attrezzature necessarie e sulle procedure da adottare.
Gli esperti ricordano l’importanza di brevetti specialistici per immersioni tecniche speleosub e piani operativi dettagliati.
L’incidente è solo l’ennesimo di una serie di incidenti occorsi a sub e diving che improvvisano gite in grotta per turisti paganti, e questo purtroppo succede ovunque, anche in Italia.
Fonti principali
- Articoli e aggiornamenti pubblicati da Scintilena e riferimenti ai resoconti giornalistici su operazioni e inchieste.[1]
- Comunicazioni su missioni e interventi della task force finlandese inviata da DAN Europe.[2]
- Notizie sull’autopsia disposta dalla Procura e dettagli sulle deleghe e sui periti incaricati.[6]
- Report giornalistici che documentano modalità dell’immersione e sequestro di dispositivi.[8][7]
- Scambi di opinioni e delucidazioni in chat con specialisti speleosub italiani di comprovata esperienza anche di soccorso.
Nota redazionale
L’articolo riporta gli sviluppi noti al momento e gli atti ufficiali indicati dalle procure e dalle autorità locali; ulteriori aggiornamenti verranno pubblicati quando gli esiti delle autopsie e delle audizioni renderanno disponibili nuovi elementi per la ricostruzione della dinamica.
Fonti
[1] Sub italiani alle Maldive: i sommozzatori finlandesi recuperano due … https://www.scintilena.com/sub-italiani-alle-maldive-i-sommozzatori-finlandesi-recuperano-due-corpi-dalla-grotta-sommersa-di-dhekunu-kandu/05/19/
[2] Maldive, arrivano gli speleosub dalla Finlandia per la ricerca dei … https://www.scintilena.com/maldive-arrivano-gli-speleosub-finlandesi-per-la-ricerca-dei-corpi-nella-grotta-sommersa/05/18/
[3] Maldive, localizzati i corpi dei quattro sub italiani nella … https://www.scintilena.com/maldive-localizzati-i-corpi-dei-quattro-sub-italiani-nella-grotta-sommersa-di-dhekunu-kandu/05/19/
[4] DAN Europe ha confermato il recupero di due delle quattro vittime … https://www.instagram.com/p/DYhk3PJjsGP/
[5] Maldive, la procura di Roma dispone l’autopsia sulla salma di … https://www.cdt.ch/news/maldive-la-procura-di-roma-dispone-lautopsia-sulla-salma-di-benedetti-428285
[6] Tragedia alle Maldive, sarà Tajana di Pavia a eseguire l’autopsia di Benedetti https://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2026/05/21/news/tragedia_maldive_domani_autopsia_corpo_benedetti-15630280/
[7] Maldive 4° missione dei sub finlandesi per mappare grotta e pulire area ; saranno ascoltati familiari delle vittime https://www.zazoom.it/2026-05-21/maldive-4-missione-dei-sub-finlandesi-per-mappare-grotta-e-pulire-area-saranno-ascoltati-familiari-delle-vittime/19227805/
[8] Morti alle Maldive, il tour operator: “Nessuno aveva brevetto” https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/morti-maldive-tour-operator-brevetto_112337233-202602k.shtml
[9] Maldive, recuperati gli ultimi corpi dei sub italiani – Scintilena https://www.scintilena.com/maldive-recuperati-gli-ultimi-corpi-dei-sub-italiani-resta-il-mistero-sulla-tragedia/05/20/
[10] Italiani morti alle Maldive, recuperati gli ultimi due corpi – Adnkronos https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/italiani-morti-maldive-recuperati-ultimi-due-corpi-news-oggi_1e6qPFqj2JZCDXJFBVMtBy
[11] Maldive, morto anche un soccorritore nella grotta … https://www.scintilena.com/maldive-tragedia-nella-grotta-sommersa-di-vaavu-morto-anche-un-soccorritore-maldiviano/05/17/
[16] Palinuro recuperato il corpo del terzo sub morto in grotta – Scintilena https://www.scintilena.com/palinuro-recuperato-il-corpo-del-terzo-sub-morto-in-grotta/08/25/
[17] Incidenti https://www.scintilena.com/category/incidenti/
[18] Come funziona Scintilena: Le nostre fonti di informazione (per … https://www.scintilena.com/come-funziona-scintilena-le-nostre-fonti-di-informazione-per-adesso/05/21/
[19] Speleosub Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/speleosub/
[25] Maldive, la tragedia nella grotta di Vaavu https://www.scintilena.com/maldive-la-tragedia-nella-grotta-di-vaavu/05/15/
[26] I quattro corpi sono stati trovati tutti nello stesso cunicolo delle grotte … https://www.instagram.com/reel/DYhocqFKTtX/
[27] Le immagini girate nel 2014 a Devana Kandu, nell’atollo di Vaavu … https://www.facebook.com/Repubblica/videos/le-immagini-girate-nel-2014-a-devana-kandu-nellatollo-di-vaavu-mostrano-perch%C3%A9-i/1873403653327654/
[28] Maldive, 4° missione dei sub finlandesi per “mappare grotta e pulire … https://www.ilgiornaleditalia.it/news/cronaca/787228/maldive-4-missione-dei-sub-finlandesi-per-mappare-grotta-e-pulire-area-saranno-ascoltati-familiari-delle-vittime.html
[29] Tragedia alle Maldive, i sub finlandesi di nuovo nella grotta. Indagini … https://www.primocanale.it/cronaca/67246-tragedia-alle-maldive,-i-sub-finlandesi-di-nuovo-nella-grotta-si-indaga-sul-brevetto-full-cave-e-l-attrezzatura-dei-sub-italiani.html
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Giornata mondiale della Biodiversità: anche le grotte custodiscono specie preziose. I ragni Meta protagonisti del 2026
Condividi Due ragni simbolo degli ambienti ipogei scelti dalla Società Speleologica Italiana ETS per sensibilizzare sulla tutela della biodiversità sotterranea In occasione della Giornata mondiale della Biodiversità 2026, 22 maggio, la Società Speleologica Italiana richiama l’attenzione sul valore degli ecosistemi sotterranei, ambienti fragili e ancora poco conosciuti che custodiscono una straordinaria ricchezza di vita. Grotte, cavità e ambienti carsici ospitano infatti specie spesso invi
Giornata mondiale della Biodiversità: anche le grotte custodiscono specie preziose. I ragni Meta protagonisti del 2026
Due ragni simbolo degli ambienti ipogei scelti dalla Società Speleologica Italiana ETS per sensibilizzare sulla tutela della biodiversità sotterranea
In occasione della Giornata mondiale della Biodiversità 2026, 22 maggio, la Società Speleologica Italiana richiama l’attenzione sul valore degli ecosistemi sotterranei, ambienti fragili e ancora poco conosciuti che custodiscono una straordinaria ricchezza di vita.
Grotte, cavità e ambienti carsici ospitano infatti specie spesso invisibili agli occhi della maggior parte delle persone, ma fondamentali per gli equilibri naturali. Per il 2026 la SSI ha scelto come “Animali di Grotta dell’Anno” i ragni Meta bourneti e Meta menardi, due specie caratteristiche degli ambienti ipogei europei, note per le grandi tele sospese nelle zone d’ingresso delle grotte.

La scelta si inserisce nell’iniziativa “Animale di Grotta dell’Anno”, promossa dalla SSI ETS, associazione di protezione ambientale riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con l’obiettivo di sensibilizzare pubblico, istituzioni e gestori delle cavità sull’importanza biologica e sulla conservazione degli ecosistemi sotterranei, particolarmente vulnerabili.

Per approfondire il progetto è disponibile sul sito della Società Speleologica, all’indirizzo https://animalidigrotta.speleo.it/ .
Questa sera, 22 maggio 2026, alle ore 21, la Commissione di Biospeleologia della Unione Internazionale di Speleologia organizza inoltre un webinar in diretta Facebook dedicato alla biodiversità sotterranea.
Diretta Facebook UIS Cave Biology Commission
L’iniziativa è stata rilanciata dal Gruppo di lavoro biologia della Società Speleologica Italiana ETS tramite una comunicazione diffusa da Fedele Messina, che augura buona visione.

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Biodiversità sotterranea, la Società Speleologica Italiana al centro della Giornata mondiale
Condividi Grotte, biodiversità e specie ipogee Nella Giornata mondiale della biodiversità, la Società Speleologica Italiana ETS richiama l’attenzione sul valore del mondo sotterraneo. Per il 2026 ha scelto come “Animali di Grotta dell’Anno” i ragni Meta bourneti e Meta menardi, due specie legate agli ambienti ipogei europei.[1][2] Meta menardi e Meta bourneti La scelta riguarda due ragni che vivono nella zona crepuscolare delle grotte, dove luce e oscurità si incontrano. Sono specie tro
Biodiversità sotterranea, la Società Speleologica Italiana al centro della Giornata mondiale
Grotte, biodiversità e specie ipogee
Nella Giornata mondiale della biodiversità, la Società Speleologica Italiana ETS richiama l’attenzione sul valore del mondo sotterraneo. Per il 2026 ha scelto come “Animali di Grotta dell’Anno” i ragni Meta bourneti e Meta menardi, due specie legate agli ambienti ipogei europei.[1][2]
Meta menardi e Meta bourneti
La scelta riguarda due ragni che vivono nella zona crepuscolare delle grotte, dove luce e oscurità si incontrano. Sono specie troglofile, quindi capaci di vivere stabilmente in ambienti sotterranei senza essere del tutto separate dalla superficie.[1][3]
Meta menardi è più legata agli ambienti freschi e si incontra soprattutto nel Centro-Nord e in aree montane. Meta bourneti, invece, predilige contesti più miti e mediterranei, con temperature più alte.[3][1]
La campagna SSI ETS
L’iniziativa “Animale di Grotta dell’Anno” nasce per sensibilizzare pubblico, autorità e gestori delle cavità sull’importanza biologica delle grotte. La campagna punta anche a far conoscere ecosistemi poco studiati, ma molto vulnerabili, e a sostenere la tutela della biodiversità sotterranea.[1][3]
Secondo la SSI ETS, questi ragni rappresentano bene il rapporto tra ambiente di superficie e sottosuolo. La loro presenza aiuta a leggere lo stato di salute delle cavità e degli habitat carsici.[3][1]
Perché contano le grotte
Le grotte e gli ambienti carsici ospitano comunità di organismi adattati al buio, alle variazioni minime di temperatura e a risorse limitate. Sono ecosistemi delicati, nei quali anche piccoli disturbi possono avere effetti duraturi.[1][2]
Proteggere la biodiversità significa quindi proteggere anche le acque sotterranee, gli ingressi delle cavità e gli equilibri ecologici che si sviluppano nel sottosuolo. In questo quadro, Meta menardi e Meta bourneti diventano specie utili anche per raccontare la conservazione delle grotte.[3][1]
Informazione e conservazione
La SSI invita a seguire il progetto attraverso il portale dedicato animalidigrotta.speleo.it, dove sono raccolte informazioni sulla campagna e sulle specie coinvolte. L’obiettivo è rendere più visibile una parte della biodiversità che spesso resta fuori dallo sguardo del pubblico.[1][3]
Nel quadro della Giornata mondiale della biodiversità, il messaggio è chiaro: anche il sottosuolo va considerato parte della rete naturale da proteggere. Le grotte non sono solo luoghi di interesse speleologico, ma ambienti vivi, con specie, relazioni e fragilità proprie.[2]
Fonti
[1] Meta menardi e Meta bourneti: i nuovi “Animali di grotta dell’anno … https://www.scintilena.com/meta-menardi-e-meta-bourneti-i-nuovi-animali-di-grotta-dellanno-2026/01/29/
[2] Giornata mondiale della Biodiversità 2026 – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/news/giornata-mondiale-della-biodiversita-2026
[3] Meta 2026: i ragni di grotta diventano sentinelle del … – Scintilena https://www.scintilena.com/meta-2026-i-ragni-di-grotta-diventano-sentinelle-del-cambiamento-climatico/03/30/
[8] Meta Bourneti, ragno troglofilo delle grotte del Gargano – Scintilena https://www.scintilena.com/meta-bourneti-ragno-troglofilo-delle-grotte-del-gargano-caratteristiche-e-ciclo-di-vita/05/11/
[9] Scintilena – Notiziario di speleologia e del sottosuolo – Scintilena https://www.scintilena.com/category/0/page/565/?%2Fwp-admin%2Finstall_php&wpmp_switcher=desktop
[10] Sotto i Tuoi Piedi: Il Tesoro Invisibile dell’Italia – Scintilena https://www.scintilena.com/sotto-i-tuoi-piedi-il-tesoro-invisibile-dellitalia/05/08/
[11] La fauna selvatica del sottosuolo: La Venta celebra la biodiversità … https://www.scintilena.com/la-fauna-selvatica-del-sottosuolo-la-venta-celebra-la-biodiversita-delle-grotte-nella-giornata-mondiale-della-fauna-selvatica/03/03/
[12] Flash Archivi – Pagina 15 di 83 – Scintilena https://www.scintilena.com/category/flash/page/15/
[13] Un evento per la biodiversità delle grotte nella Giornata internazionale https://www.scintilena.com/biodiversita-delle-grotte-protagonista-online-per-la-giornata-internazionale-della-biodiversita-2026-il-22-maggio-un-evento-in-diretta-facebook-raccontera-il-ruolo-della-fauna-cavernicola-e-la-campagn/05/09/
[14] I gamberi di grotta, Animale di Grotta USA 2025: e chi sarà il … https://www.scintilena.com/i-gamberi-di-grotta-animale-di-grotta-usa-2025-e-chi-sara-il-prossimo/02/26/
[15] la biospeleologia di Luisa Dainelli al centro dell’evento UIS https://www.scintilena.com/giornata-mondiale-della-biodiversita-2026-la-biospeleologia-di-luisa-dainelli-al-centro-dellevento-uis/05/20/
[16] In stampa il numero 93 di Speleologia: da Frasassi all’Albania … https://www.scintilena.com/in-stampa-il-numero-93-di-speleologia-da-frasassi-allalbania-sulfurea-un-viaggio-nel-mondo-carsico/05/07/
[17] il 22 maggio il live della UIS Biology Commission – Scintilena https://www.scintilena.com/biodiversita-delle-grotte-e-giornata-internazionale-della-biodiversita-2026-il-22-maggio-il-live-della-uis-biology-commission/05/19/
[18] Biodiversità sotterranea: Luisa Dainelli tra i protagonisti dell … https://www.scintilena.com/biodiversita-sotterranea-luisa-dainelli-protagonista-dellinternational-day-for-biodiversity-2026/05/20/
[19] Giornata internazionale della biodiversità 2026: la speleologia … https://www.scintilena.com/giornata-internazionale-della-biodiversita-2026-la-speleologia-celebra-la-conservazione-delle-grotte/05/18/
[20] Proteggere il mondo sotterraneo: biodiversità delle grotte, servizi … https://www.scintilena.com/proteggere-il-mondo-sotterraneo-biodiversita-delle-grotte-servizi-ecosistemici-e-campagne-cave-animal-of-the-year/05/08/
[21] Towards the new Checklist of the Italian Fauna https://escholarship.org/content/qt0jv6h904/qt0jv6h904.pdf?t=rderzc
[22] META BOURNETI, IL RAGNO TROGLOFILO DELLE … https://www.facebook.com/61553617765697/posts/meta-bourneti-il-ragno-troglofilo-delle-grotte-del-gargano-che-prima-ama-e-poi-o/122234885822120592/
[23] RAGNI A KM ZERO / Ragno delle grotte ENG BELOW??? … https://www.instagram.com/p/DRPE-AvkjdI/
[24] Quaderni SSI 10 – Vita nelle Grotte – Speleologia http://www.speleo.fvg.it/index_htm_files/Quaderni%20SSI%2010%20-%20Vita%20nelle%20Grotte.pdf
[25] “Rilievo: tra Arte e Tecnica”: la SSI ETS ha rilanciato ad aprile il … https://www.scintilena.com/rilievo-tra-arte-e-tecnica-la-ssi-ets-rilancia-il-concorso-2026-dedicato-ai-cartografi-speleologi/05/16/
[26] HO TROVATO IL RAGNO DELLE GROTTE! : Meta menardi https://www.youtube.com/watch?v=IpgWzWkyo_E
[27] Giornata Mondiale della Biodiversità – CNR https://www.cnr.it/en/event/20568/giornata-mondiale-della-biodiversita
[28] Double dare: Climate change and volcanic activity threatens local … https://iris.unito.it/handle/2318/1941552
[29] Meta menardi (Latreille, 1804) https://www.araneae.it/species/menardi/2266/
[30] Camminate nella biodiversità 2026 in 25 Beni del FAI – Dove Viaggi https://viaggi.corriere.it/eventi/cards/camminate-biodiversita-2026-beni-fai/
[31] 22 aprile – Giornata della Terra In occasione della … – Instagram https://www.instagram.com/p/DXayyLdgbwl/
[32] Giornata mondiale della biodiversità – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_mondiale_della_biodiversit%C3%A0
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OPLATÍ SA NAVŠTÍVIŤ DEMÄNOVSKÚ ĽADOVÚ JASKYŇU? Táto oddávna známa jaskyňa je súčasťou Demänovského jaskynného systému, ktorý je s dĺžkou viac než 50 km najdlhším v Karpatoch. Poznal ju už Matej Bel, ktorý ju spomína v prvej časti svojho monumentálneho historicko-geografického diela v r. 1723. Okrem unikátnej mapy, ktorej autorom je Belov spolupracovník Georg Buchholtz, obsahuje aj náčrt dračej kostry... Práve Demänovská ľadovka bola a stále je jedinečným náleziskom „dračích“ kostí, ktoré v Belo
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Táto oddávna známa jaskyňa je súčasťou Demänovského jaskynného systému, ktorý je s dĺžkou viac než 50 km najdlhším v Karpatoch. Poznal ju už Matej Bel, ktorý ju spomína v prvej časti svojho monumentálneho historicko-geografického diela v r. 1723. Okrem unikátnej mapy, ktorej autorom je Belov spolupracovník Georg Buchholtz, obsahuje aj náčrt dračej kostry... Práve Demänovská ľadovka bola a stále je jedinečným náleziskom „dračích“ kostí, ktoré v Belových časoch miestni odvážlivci zbierali pre ich nesporné liečivé účinky. Dnes už vieme, že „dračie“ kosti patria jaskynným medveďom, z ktorých posledné vyhynuli pred asi 24 000 rokmi. Jedna taká kostra „kráčajúceho draka“ tam na návštevníkov čaká.
Impozantné podzemné siene sú charakteristické akousi ponurou atmosférou (ideálny dračí brloh). K tomu iste prispieva aj časté čierne sfarbenie stien, stropov či výzdoby, čo spôsobili sadze z fakiel či dávnych požiarov. Túto bývalú vyvieračku Demänovky zdobia mohutné sitnrové stĺpy, či vysoké klenby. Časť stien je pokrytá stáročnými podpismi niekdajších návštevníkov. Hoci bez ľadu, je to krásna ukážka demänovského podzemia.
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Primo soccorso in grotta alle Gole del Nera: formazione UTEC Narni con CNSAS SASU Umbria
Condividi A Narni una giornata di formazione sul primo soccorso in grotta alla Grotta dei Grilli, lungo il percorso ciclo pedonale delle Gole del Nera Formazione sul primo soccorso in grotta alla Grotta dei Grilli Domenica 24 maggio, alla Grotta dei Grilli, a pochi metri dal percorso ciclo pedonale delle Gole del Nera, si svolgerà una giornata dedicata al primo soccorso in grotta per gli speleologi del Gruppo Speleologico UTEC Narni.L’incontro è programmato nella fascia della mattina e
Primo soccorso in grotta alle Gole del Nera: formazione UTEC Narni con CNSAS SASU Umbria
A Narni una giornata di formazione sul primo soccorso in grotta alla Grotta dei Grilli, lungo il percorso ciclo pedonale delle Gole del Nera
Formazione sul primo soccorso in grotta alla Grotta dei Grilli
Domenica 24 maggio, alla Grotta dei Grilli, a pochi metri dal percorso ciclo pedonale delle Gole del Nera, si svolgerà una giornata dedicata al primo soccorso in grotta per gli speleologi del Gruppo Speleologico UTEC Narni.
L’incontro è programmato nella fascia della mattina e si concentrerà sugli aspetti pratici della gestione dell’emergenza in ambiente ipogeo, con particolare attenzione alle fasi che precedono l’arrivo delle squadre di soccorso organizzato.
La Grotta dei Grilli si trova lungo il tracciato ciclopedonale delle Gole del Nera, in un contesto naturalistico molto frequentato da escursionisti e ciclisti.
L’area è oggi uno dei principali punti di accesso al mondo sotterraneo del Monte Santa Croce, dove il Gruppo Speleologico UTEC Narni svolge da quasi 50 anni attività esplorative, divulgative e didattiche.
L’UTEC Narni e il percorso formativo su sicurezza e primo soccorso in grotta
La giornata rientra nel percorso formativo che l’UTEC Narni porta avanti da circa tre anni, strutturato in corsi di lunga durata, fino a sei mesi, con moduli dedicati alla conoscenza delle grotte, del mondo sotterraneo e alla sicurezza in grotta.
Questo approccio continuativo consente ai soci di consolidare nel tempo tecniche speleologiche, lettura dell’ambiente e consapevolezza dei rischi legati all’esplorazione ipogea.
All’interno di questo quadro, il tema del primo soccorso in grotta è diventato un pilastro della proposta formativa.
L’obiettivo è far sì che ogni speleologo sia in grado di reagire in modo ordinato e coordinato a un incidente, attivando tempestivamente la catena dei soccorsi e offrendo al ferito un supporto adeguato nelle prime fasi, spesso decisive.
CNSAS SASU Umbria e speleologi insieme per la sicurezza in grotta
La formazione sarà tenuta da tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), tramite il Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (SASU), struttura di riferimento regionale per gli interventi in montagna, in grotta e in ambiente impervio.
In caso di incidente, l’attivazione del SASU avviene tramite il sistema di emergenza sanitaria, con il coordinamento della centrale operativa del 118 e l’invio di squadre specializzate, anche medicalizzate, in grado di operare in contesti complessi.
La collaborazione tra gruppi speleologici e CNSAS SASU Umbria è considerata un elemento chiave per la sicurezza in grotta, perché permette di armonizzare le procedure tra chi frequenta le cavità per attività esplorative e chi interviene in caso di emergenza.
In quest’ottica, giornate dedicate al primo soccorso in grotta contribuiscono a diffondere una cultura dell’emergenza condivisa, basata su linguaggi e protocolli operativi compatibili.
Simulazioni di incidente e tecniche di gestione del ferito in grotta
Nel corso della mattinata alla Grotta dei Grilli è prevista una esercitazione con simulazione di incidente in grotta.
I partecipanti si confronteranno con scenari realistici, che serviranno a verificare tempi di reazione, capacità di valutazione e coordinamento delle manovre sul ferito in condizioni di limitata accessibilità e visibilità.
Tra le prove pratiche, il focus sarà sulla movimentazione del ferito lungo tratti angusti o verticali, tema centrale del primo soccorso in grotta, dove ogni manovra deve rispettare sia la sicurezza dell’infortunato sia quella dei compagni di squadra.
Saranno messe in pratica tecniche per fermare una emorragia, immobilizzare un arto, trattare un paziente con sospetto trauma cranico, stabilizzarlo e predisporlo al successivo trasferimento alle squadre di soccorso specializzate.
Un altro aspetto centrale sarà la gestione dell’ipotermia, che in grotta rappresenta un rischio concreto anche in caso di infortuni di media gravità.
Durante la giornata di formazione sul primo soccorso in grotta saranno illustrate modalità di copertura, isolamento dal suolo, utilizzo di teli termici e strategie di riscaldamento progressivo del ferito.
Primo soccorso in grotta e preparazione all’emergenza per gli speleologi
Gli organizzatori sottolineano come la preparazione di base sul primo soccorso in grotta non sia un ambito riservato a pochi specialisti, ma un patrimonio che dovrebbe far parte del bagaglio di ogni speleologo.
La capacità di riconoscere rapidamente la gravità di un trauma, comunicare in modo efficace con i servizi di emergenza e assistere il compagno in attesa del CNSAS SASU Umbria può fare la differenza in termini di esito e tempi di intervento.
In questo senso, l’allenamento alla gestione dell’emergenza in ambiente ipogeo va di pari passo con la prevenzione: pianificazione delle uscite, verifica delle condizioni dei partecipanti, attrezzatura adeguata e conoscenza delle vie di accesso e di fuga sono parte integrante della sicurezza in grotta.scintilena+1
La giornata alla Grotta dei Grilli contribuisce così a rafforzare un percorso in cui formazione continua, primo soccorso in grotta e collaborazione con il soccorso organizzato convergono verso un obiettivo comune: praticare la speleologia in modo sempre più consapevole e responsabile.
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Idrogeno naturale nello Scudo Canadese: dalle rocce antiche del Canada emerge una possibile nuova fonte energetica
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Idrogeno naturale nello Scudo Canadese: dalle rocce antiche del Canada emerge una possibile nuova fonte energetica
Uno studio pubblicato su PNAS misura per la prima volta il rilascio continuo di idrogeno naturale da una miniera vicino a Timmins, in Ontario, e indica un possibile uso energetico locale per miniere, industrie e comunità remote.
La notizia è che il Canada dispone ora della prima misurazione diretta e continuativa di un serbatoio continentale di idrogeno naturale. Per il mondo del sottosuolo, il risultato sposta il tema dall’ipotesi geochimica alla valutazione concreta di una risorsa energetica.
Idrogeno naturale in Canada
Nel cuore dello Scudo Canadese, un gruppo di geochimici dell’Università di Toronto e dell’Università di Ottawa ha misurato direttamente la presenza, la concentrazione e l’accumulo nel tempo di idrogeno naturale, o idrogeno bianco, in rocce vecchie di circa un miliardo di anni. Le misure sono state raccolte in una miniera attiva vicino a Timmins, nel nord dell’Ontario, dove il gas fuoriesce spontaneamente dal sottosuolo e continua a farlo per anni. Il lavoro documenta quindi un rilascio reale e persistente di idrogeno naturale, non una semplice possibilità teorica ricavata da modelli.
Scudo Canadese e geochimica
Il dato più rilevante riguarda la continuità del fenomeno: i ricercatori hanno osservato che i fori di perforazione del sito rilasciano in media 0,008 tonnellate di idrogeno all’anno, cioè circa 8 chilogrammi per foro, e possono mantenere questo flusso per dieci anni o più. Estendendo il calcolo ai quasi 15.000 fori presenti nella miniera, il rilascio complessivo supera le 140 tonnellate annue di idrogeno naturale. Secondo le stime riportate dagli autori, questa quantità corrisponde a circa 4,7 milioni di chilowattora all’anno, un valore sufficiente a coprire il fabbisogno energetico annuale di oltre 400 abitazioni.singularityhub+1
Energia pulita e miniere
Lo studio collega la produzione di idrogeno naturale a reazioni geochimiche tra rocce e acque sotterranee profonde, un processo che avviene in modo spontaneo nella crosta terrestre. Gli autori spiegano che il Canada dispone di vaste aree, soprattutto nello Scudo Canadese, con rocce e minerali adatti a generare questo gas, e indicano gli stessi contesti geologici delle principali aree minerarie canadesi come luoghi dove la risorsa può essere cercata e valutata. Per questo l’idrogeno naturale viene descritto come una possibile fonte energetica locale, con un interesse immediato per miniere, poli industriali e territori lontani dalle grandi infrastrutture.
Idrogeno naturale e sottosuolo
Il valore industriale della scoperta appare chiaro se confrontato con l’uso attuale dell’idrogeno, impiegato su larga scala per fertilizzanti, metanolo e acciaio e prodotto oggi soprattutto con processi energivori basati su idrocarburi, con emissioni di monossido di carbonio e CO2. In questo quadro, l’idrogeno naturale potrebbe ridurre sia i costi sia la dipendenza dal trasporto di combustibili, perché produzione e utilizzo potrebbero trovarsi nello stesso distretto estrattivo o industriale. Gli autori indicano ricadute possibili per il Nord dell’Ontario e del Quebec, ma anche per Nunavut e Territori del Nord-Ovest, dove il tema dell’energia locale resta centrale per le attività produttive e per le comunità remote.
Ricerca PNAS 2026
Il lavoro non riguarda solo l’energia, perché l’idrogeno bianco era stato studiato finora soprattutto da microbiologi interessati alla biosfera profonda e all’astrobiologia, dato che questo gas può sostenere forme di vita microbica nel sottosuolo. Non a caso l’articolo si intitola Decadal record of continental H2 reservoirs reveals potential for subsurface microbial life and natural H2 exploration ed è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences il 18 maggio 2026. Il risultato centrale è semplice: sotto alcune delle rocce più antiche della Terra, l’idrogeno naturale non è più soltanto una voce promettente della geochimica del profondo, ma un flusso misurato nel tempo che ora può essere esplorato come risorsa del sottosuolo.
Fonte: https://www.pnas.org/doi/10.1073/pnas.2603895123
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