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    Condividi Cinque lezioni di cartografia digitale e GPS per il torrentismo, dal 12 al 26 ottobre 2026: il corso T21 della Scuola Nazionale di Torrentismo è riservato a 16 soci CAI La Scuola Nazionale di Torrentismo del Club Alpino Italiano propone il corso T21 «Cartografia digitale e GPS». Le lezioni si svolgeranno dal 12 al 26 ottobre 2026, interamente online sulla piattaforma Google Meet. Il percorso comprende cinque incontri serali, dalle 20:30 alle 22:30, per dieci ore complessive di forma
     

Cartografia digitale e GPS: il CAI porta il canyoning sulle mappe, corso online dal 12 ottobre

Október 9th 2026 at 11:00

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Cinque lezioni di cartografia digitale e GPS per il torrentismo, dal 12 al 26 ottobre 2026: il corso T21 della Scuola Nazionale di Torrentismo è riservato a 16 soci CAI

La Scuola Nazionale di Torrentismo del Club Alpino Italiano propone il corso T21 «Cartografia digitale e GPS». Le lezioni si svolgeranno dal 12 al 26 ottobre 2026, interamente online sulla piattaforma Google Meet. Il percorso comprende cinque incontri serali, dalle 20:30 alle 22:30, per dieci ore complessive di formazione. La partecipazione è riservata ai soci CAI in regola con l’iscrizione 2026. Sono previsti al massimo 16 iscritti, con una quota di 30 euro.[1]

L’iniziativa rientra nelle attività della Scuola Nazionale di Torrentismo e della Commissione Centrale Speleologia e Torrentismo del CAI. Il corso è dedicato all’impiego di mappe, ricevitori GPS, applicazioni e strumenti web nelle uscite in forra e nelle attività outdoor. Alessandro Rossi è il referente indicato per la direzione. Il percorso ha validità come aggiornamento SNT, mentre non è valido come aggiornamento SNS.[2]

Cartografia digitale e GPS: dalla lettura delle mappe al rilievo dei torrenti

Il corso punta a costruire una conoscenza generale della cartografia digitale e GPS. L’obiettivo è collegare la lettura delle mappe all’utilizzo degli strumenti sul territorio. Il programma affronta anche le fasi di esecuzione di un rilievo, la strumentazione impiegata e le tecniche di restituzione grafica.[1]

Per il torrentismo, questa preparazione interessa la documentazione degli itinerari e l’organizzazione degli spostamenti. Un esempio è il catasto delle forre del Gruppo Torrentistico Otto Verticale del CAI Roma. Presentato da Scintilena nel dicembre 2024, comprendeva oltre 210 canyon del Lazio, dell’Italia e dell’estero. Le schede integrano descrizioni, difficoltà, tempi di percorrenza, tracce e punti GPS.[3]

Corso T21: il programma di cartografia digitale e GPS in cinque serate

Le lezioni seguono una progressione dai riferimenti geografici alla rappresentazione di un torrente:

  • Lunedì 12 ottobre, ore 20:30–22:30: introduzione al corso, cenni di geodesia, forma della Terra, ellissoidi di riferimento, tipi di coordinate, coordinate geografiche e proiettate.
  • Giovedì 15 ottobre, ore 20:30–22:30: cartografia digitale e raster, fonti cartografiche OSM, IGM, CTR e Google. Seguono funzionamento del GPS, riduzione degli errori, modelli di ricevitori e relative funzionalità.
  • Lunedì 19 ottobre, ore 20:30–22:30: software cartografici, formati KML, KMZ e GPX, gestione di punti e tracce, importazione ed esportazione dei dati.
  • Giovedì 22 ottobre, ore 20:30–22:30: analisi di un’applicazione per smartphone e simulazione di estrapolazione dei dati dalla cartografia.
  • Lunedì 26 ottobre, ore 20:30–22:30: rilievo di un torrente, software per la sua rappresentazione grafica e conclusione del corso.[1]

Torrentismo online: esercitazioni e requisiti per partecipare al corso T21

Ogni lezione prevede esercizi da svolgere direttamente online. La partecipazione attiva costituisce una parte del percorso didattico. La direzione si riserva di escludere chi non dimostri di avere seguito attivamente lezioni ed esercitazioni.[1]

Sono richiesti computer, monitor, webcam, mouse, smartphone e un account Google. I partecipanti devono avere una buona padronanza del PC, della posta elettronica e di Google Meet. Al termine è previsto l’invio dell’attestato di partecipazione in formato elettronico, tramite email.[1]

Il corso di cartografia digitale e GPS è quindi un modulo specialistico sugli strumenti di orientamento e rilievo. Il suo programma non coincide con quello di un corso pratico di progressione in forra. La formazione sul terreno richiede anche l’apprendimento delle tecniche specifiche del torrentismo e dell’impiego della relativa attrezzatura.[1][4]

Cartografia digitale e GPS: iscrizioni, pagamento e contatti del corso CAI

Le iscrizioni vengono accettate fino al raggiungimento dei 16 posti disponibili. Il modulo è accessibile all’indirizzo: https://forms.gle/eiHic3MQ6AQSv5Hb6

Durante l’iscrizione sono richiesti il certificato di iscrizione CAI per il 2026 e la ricevuta del pagamento. La quota di 30 euro va versata tramite bonifico intestato a C.A.I. Club Alpino Italiano Sezione di Roma, presso Banca Sella. L’IBAN indicato è IT29Y0326803200000853107250. La causale è «NOME COGNOME – Corso Cartografia Digitale».[1]

Per informazioni sono indicati tre contatti:

  • IT Alessandro Rossi: alessandro.rossi@mail.com — +39 349 6985892.
  • INT Greta Coppini: gretacoppini.90@gmail.com — +39 340 4042902.
  • Lorenzo Grande: Lorgra@libero.it — +39 339 8869235.[2]

Fonti dell’articolo sul corso di cartografia digitale e GPS


Canyoning in Italia e all’estero: relazione su territori, formazione, sicurezza e ambiente

Canyoning e torrentismo: una disciplina tra acqua, roccia e progressione su corda

Canyoning e torrentismo indicano la discesa di gole e corsi d’acqua incassati nella roccia. La progressione avviene generalmente da monte verso valle. Combina cammino, nuoto, disarrampicata e discesa su corda. Alcuni passaggi possono comprendere scivoli naturali e salti, quando le condizioni e la valutazione tecnica lo consentono. Non tutti i canyon presentano acqua permanente. La definizione adottata dalla federazione francese FFME comprende anche percorsi asciutti o con scorrimento discontinuo.[4][5]

La varietà dei movimenti non deve nascondere l’unità dell’ambiente. Una cascata, una pozza e una strettoia appartengono allo stesso itinerario. Le difficoltà non si valutano come ostacoli indipendenti. Contano anche la successione dei passaggi, la durata complessiva e le possibilità di uscita. La classificazione francese distingue proprio difficoltà verticale, difficoltà acquatica e impegno del percorso.[6]

Il canyoning non è una discesa fluviale in imbarcazione. La sua caratteristica è la progressione a piedi e su corda, con tratti eventualmente percorsi a nuoto. Il recupero delle corde e la presenza di salti possono rendere il ritorno verso monte molto difficile. Per questo l’AIC sottolinea la dimensione collettiva dell’attività e l’importanza dell’organizzazione del gruppo.[5]

Storia del canyoning: dalle esplorazioni delle gole alla pratica specializzata

La storia del canyoning precede la sua diffusione come attività ricreativa organizzata. La FFME colloca le prime esplorazioni documentate alla fine dell’Ottocento. Ricorda, tra gli episodi iniziali, la discesa dell’Artuby nel Verdon compiuta da Armand Jamet nel 1893. Le attrezzature erano lontane da quelle attuali. Nelle successive esplorazioni furono impiegati anche mezzi provenienti dalla speleologia, come le scale, insieme a imbarcazioni e altri sistemi di attraversamento.[4]

Questo percorso aiuta a comprendere il legame con la speleologia. La discesa di ambienti incassati richiede lettura del terreno, organizzazione del materiale e capacità di documentazione. Il torrentismo conserva queste relazioni, ma possiede tecniche specifiche. La presenza dell’acqua e la variabilità delle condizioni impongono una preparazione dedicata, non la semplice trasposizione delle competenze acquisite in altre discipline.[4]

Oggi la pratica comprende formazione associativa, esplorazione, frequentazione autonoma e uscite accompagnate da professionisti. Sono forme diverse di accesso allo stesso ambiente. Il panorama italiano comprende scuole, catasti e raduni. Quello internazionale affianca sistemi federali di formazione, offerte turistiche e regolamentazioni dei siti.[2][7][8][9]

Canyoning in Italia

La documentazione degli itinerari è un secondo asse dell’attività associativa. Il catasto AIC consente agli utenti registrati di inserire e aggiornare schede, caricare fotografie e aggiungere informazioni sulle ultime discese. Il modello mette in relazione una descrizione relativamente stabile del percorso con osservazioni più recenti.[12]

Il catasto di Otto Verticale integra invece, tra le sue funzioni descritte da Scintilena, una mappa interattiva, criteri di ricerca e dati GPS. La consultazione da dispositivi mobili collega la preparazione a casa con l’orientamento sul territorio. La disponibilità di una traccia non sostituisce la valutazione delle condizioni: anche la FFME raccomanda di incrociare le informazioni generali con quelle locali.[3][13]

Canyoning sulle Alpi e nelle Prealpi: il ruolo dei territori e dei raduni

L’Italia settentrionale offre diversi contesti di pratica. Il portale nazionale Italia.it presenta esempi in Trentino e Friuli Venezia Giulia. Le attività associative documentano inoltre la frequentazione delle Alpi Carniche, del Canal del Ferro e delle Dolomiti Friulane. In questi territori, il raduno itinerante FriulCanyon ha raggiunto nel 2026 la nona edizione, con appuntamento a Cimolais.[14][15]

I raduni costituiscono anche un luogo di incontro internazionale. L’AIC ha fissato il proprio 22° Raduno Internazionale dal 2 al 9 agosto 2026 a Ponte Caffaro, nel comune bresciano di Bagolino. L’annuncio prevedeva la partecipazione di torrentisti italiani e stranieri. Il significato associativo dell’incontro riguarda la condivisione di itinerari, esperienze e cultura della disciplina.[15]

La presenza di un’offerta territoriale ampia non rende equivalenti i percorsi. La scelta deve tenere conto del livello tecnico e fisico dei partecipanti, delle condizioni e delle caratteristiche della forra. La FFME raccomanda di adeguare l’uscita soprattutto al componente meno preparato del gruppo.[16]

Canyoning nell’Appennino e in Sardegna: forre, accessi e differenze tra percorsi

Nell’Italia centrale, Italia.it segnala le Gole del Salinello, nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. La descrizione evidenzia tratti stretti e profondi, pareti elevate, pozze e cascate. Questi elementi mostrano come l’interesse paesaggistico coincida con esigenze tecniche di progressione.[14]

In Umbria, l’offerta di operatori locali comprende la Forra del Casco, in Valnerina, e la Forra di Prodo, nell’area di Orvieto. Le presentazioni distinguono itinerari con caratteristiche e disponibilità stagionali differenti. Non esiste quindi una sola esperienza di canyoning appenninico: accessi, verticalità, acqua e durata vanno esaminati per il percorso prescelto.[17]

La Sardegna aggiunge un contesto diverso. Italia.it descrive Bacu Padente come un canyon calcareo dell’Ogliastra che raggiunge il mare del Golfo di Orosei. Lo indica come percorso destinato a praticanti competenti. L’esempio chiarisce che l’attrattiva di un luogo non è un criterio sufficiente per sceglierlo. Il livello richiesto resta un elemento decisivo.[14]

Canyoning in Francia e Spagna: classificazione tecnica e territori di pratica

La Francia offre un riferimento importante per il linguaggio tecnico della disciplina. La FFME pubblica definizioni, indicazioni di sicurezza, documenti ambientali e un sistema di classificazione dei canyon. La scala distingue tre aspetti:

  • v: difficoltà verticale, con valori da 1 a 7.
  • a: difficoltà acquatica, con valori da 1 a 7.
  • I–VI: impegno e ampiezza del percorso, espressi con numeri romani.[6]

Il documento specifica che le scale restano aperte verso l’alto. L’impegno considera anche il tempo necessario per trovare una zona al riparo dalla piena, raggiungere una via di uscita e completare l’itinerario. Una sigla come v3 a4 III non è quindi un voto unico. Riassume dimensioni differenti del percorso.[6]

La valutazione si riferisce a una portata ordinaria nella stagione abituale di pratica, con livello relativamente basso. Un aumento dell’acqua può cambiare il problema tecnico senza modificare la sigla riportata nella guida. La classificazione serve a confrontare itinerari, non a certificare le condizioni del giorno.[6]

In Spagna, la Sierra de Guara compare nell’offerta del portale ufficiale Spain.info. Le proposte comprendono attività per famiglie e programmi di più giornate. Il territorio mostra la compresenza di percorsi introduttivi e soggiorni dedicati a discese successive. Queste formule non eliminano la necessità di verificare requisiti, condizioni e regole del singolo itinerario.[16][18][19]

Canyoning in Svizzera e a Réunion: dall’offerta guidata alle grandi verticali

Il Ticino presenta un’offerta articolata di canyoning. Il portale turistico cantonale descrive la discesa di corsi d’acqua montani con pozze, cascate e scivoli. Evidenzia la natura di gruppo dell’attività e la necessità di attrezzatura adeguata. Tra le località riportate dalla promozione territoriale figurano Lodrino, Iragna, Cresciano e Pontirone.[8][20]

L’offerta guidata permette di avvicinarsi a percorsi selezionati con il supporto di professionisti. Non equivale a un’automatica preparazione alla frequentazione autonoma. La padronanza delle tecniche e la capacità di valutare l’ambiente restano competenze da acquisire attraverso formazione ed esperienza.[4][8]

L’isola di Réunion, nell’Oceano Indiano, presenta un altro quadro. Il portale ufficiale cita Bras Rouge, Langevin, Fleur Jaune, Trou de Fer, Takamaka e Sainte-Suzanne. Il Trou de Fer viene indicato come itinerario riservato a canyonisti esperti. La descrizione di Fleur Jaune integrale comprende calate superiori a 50 metri e una successione di cascate.[21]

Il confronto tra Ticino e Réunion mostra perché una destinazione non possa essere trattata come una categoria di difficoltà. All’interno dello stesso territorio esistono percorsi diversi. La scelta deve riguardare l’itinerario concreto, non la notorietà del luogo.[16][21]

Canyoneering negli Stati Uniti: permessi e piene improvvise a Zion

Negli Stati Uniti è frequente il termine canyoneering. Il Parco nazionale di Zion costituisce un esempio di gestione regolamentata. Il National Park Service richiede permessi per tutti i canyon che necessitano di corde o attrezzatura da discesa. Le regole comprendono anche limiti numerici dei gruppi, differenti secondo l’itinerario.[9]

Il sistema non riguarda soltanto le discese tecniche. Sono soggetti a permesso anche specifici attraversamenti dei Narrows e altri itinerari Wilderness. Chi organizza un viaggio deve distinguere il percorso preciso e la modalità di percorrenza, senza estendere a tutti i canyon le condizioni previste per un singolo sito.[9][22]

A Zion il rischio di piena improvvisa è centrale. Il National Park Service avverte che tutti i canyon stretti sono potenzialmente pericolosi. L’acqua può salire a livelli pericolosi in minuti o secondi. L’aspetto asciutto o tranquillo del percorso non costituisce una garanzia. La preparazione richiede la consultazione delle previsioni e delle informazioni aggiornate sul potenziale di flash flood.[23]

Sicurezza nel canyoning: meteo, acqua e capacità di rinuncia

La preparazione comincia prima dell’ingresso in forra. La FFME indica tra le verifiche essenziali itinerario, condizioni, meteo, mezzi di allerta, attrezzatura e lunghezza adeguata delle corde. Richiede inoltre informazioni sulle eventuali regolazioni e variazioni del livello d’acqua.[4][16]

Il rischio acquatico non coincide con la sola capacità di nuotare. Nelle indicazioni federali compaiono movimenti d’acqua, vasche con uscite difficili e passaggi in cui le condizioni possono aumentare l’impegno. La formazione deve affrontare l’interazione tra acqua, ostacoli e tecniche di progressione. Una buona preparazione in altri sport non sostituisce questo apprendimento.[4]

La possibilità di rinunciare fa parte della gestione dell’attività. Il controllo delle condizioni non è un passaggio formale da completare per confermare una decisione già presa. Serve a scegliere se entrare, cambiare itinerario o interrompere il programma prima dell’impegno. La FFME inserisce esplicitamente la rinuncia tra le buone pratiche.[4]

Attrezzatura per il canyoning: protezione termica e sistemi di progressione

L’attrezzatura di base comprende protezione termica adeguata, casco, imbracatura, corde e discensore. La FFME collega l’impiego del materiale alla conoscenza delle tecniche specifiche. Il possesso degli strumenti, da solo, non rende un gruppo preparato.[4]

La selezione del materiale dipende dalle caratteristiche del percorso. Le indicazioni di sicurezza richiamano la lunghezza delle corde e la preparazione del sacco. Contano inoltre il livello fisico e tecnico di tutti i componenti. L’attrezzatura deve essere pianificata per l’uscita reale, non soltanto sulla base di un elenco generico.[16]

Anche salti e scivoli richiedono valutazioni specifiche. Non sono passaggi obbligati che definiscono la disciplina. Nelle informazioni di sicurezza per Zion, il National Park Service invita a non saltare e a utilizzare una corda. È un richiamo utile a distinguere la rappresentazione ricreativa del canyoning dalla decisione tecnica sul singolo ostacolo.[24]

Cartografia digitale e GPS nel canyoning: utilità e limiti del posizionamento

La cartografia digitale e GPS collega la descrizione delle forre a punti e tracce utilizzabili durante la preparazione. Il catasto di Otto Verticale mostra questa integrazione. Il corso T21 affronta i formati KML, KMZ e GPX, la gestione dei dati e la restituzione grafica del rilievo.[1][3]

La qualità del posizionamento dipende dalle condizioni di ricezione. GPS.gov distingue l’accuratezza dei segnali trasmessi dai satelliti dall’accuratezza ottenuta dall’utente. Contano geometria dei satelliti, ostacoli, condizioni atmosferiche e caratteristiche del ricevitore. I segnali riflessi dalle pareti possono produrre errori, un fenomeno chiamato multipath.[25]

Per una forra, questa distinzione è rilevante. Pareti e ostacoli possono limitare la visibilità del cielo e rendere meno affidabile una posizione. Una traccia registrata non va quindi interpretata come una ricostruzione infallibile di ogni passaggio. I dati devono essere letti insieme alla cartografia, alla descrizione dell’itinerario e alle informazioni locali.[13][25]

Il GPS non valuta la portata, lo stato degli ancoraggi o la praticabilità di un’uscita. Il suo impiego riguarda il posizionamento e la documentazione. La valutazione del canyon resta legata alle condizioni ambientali e alle competenze del gruppo. Questo è il rapporto tra utilità digitale e preparazione sul terreno.[4][25]

Soccorso in forra: allerta, coordinate e organizzazione preventiva

In Italia le indicazioni del Soccorso Alpino e Speleologico Alto Adige riportano il 112 come numero da chiamare in caso di incidente. Le informazioni essenziali comprendono luogo, dinamica, numero delle persone coinvolte, condizioni degli infortunati e recapito di chi chiama. La posizione è importante, ma non esaurisce la comunicazione dell’emergenza.[26]

L’organizzazione preventiva comprende anche i mezzi di allerta. La FFME li inserisce tra gli elementi da valutare prima della partenza. A Zion, il National Park Service raccomanda di lasciare l’itinerario a una persona esterna e di confermare il rientro. Le due indicazioni collegano la preparazione tecnica alla gestione dei contatti.[16][23]

La difficoltà del soccorso aumenta quando il terreno limita accessi e uscite. Nella propria documentazione sul canyoning invernale, la FFME descrive interventi lunghi, condizioni meteorologiche restrittive e problemi di protezione dal freddo. La disponibilità di soccorritori non annulla quindi l’impegno dell’ambiente.[4]

Ambiente e canyoning: ridurre l’impatto e rispettare gli accessi

Le gole non sono soltanto luoghi di attività sportiva. La FFME richiama la vulnerabilità di greti, depositi di tufo, fauna e flora. Invita ad adattare il numero dei partecipanti alla sensibilità del canyon e alla sua frequentazione.[4]

Le buone pratiche comprendono l’uso dei sentieri previsti e la riduzione del calpestio non necessario nel letto del corso d’acqua. Richiedono discrezione, rimozione dei rifiuti e rispetto degli altri frequentatori. Comprendono anche proprietari, coltivazioni, recinzioni e prese d’acqua.[4]

La gestione degli accessi è parte della tutela. Prima della partenza vanno verificate autorizzazioni, date, orari, parcheggi e indicazioni locali. Un sito presente in un catasto non è automaticamente disponibile in ogni stagione. La FFME raccomanda di controllare le informazioni sul posto e di confrontarsi con club e professionisti locali.[4][13]

Il ruolo del praticante può andare oltre la semplice fruizione. La raccolta di osservazioni, l’aggiornamento delle schede e il dialogo con gli interlocutori locali contribuiscono alla conoscenza dei siti. I catasti partecipativi e le indicazioni ambientali federali mostrano due aspetti complementari di questa responsabilità.[4][12]

Canyoning invernale e stagionalità: perché la conoscenza estiva non basta

Non esiste una stagione valida per ogni canyon. Le condizioni dipendono dal sito e devono essere controllate prima dell’uscita. La FFME dedica un avvertimento specifico alla pratica invernale, quando neve, ghiaccio e acqua in movimento introducono difficoltà ulteriori.[4]

Tra i rischi descritti figurano cadute di ghiaccio, ponti di neve fragili, vasche parzialmente gelate, corde irrigidite e ancoraggi inaccessibili. Il freddo accentua inoltre il rischio di ipotermia. Gli accessi e le vie di uscita possono risultare modificati.[4]

La federazione chiarisce che la conoscenza estiva del percorso è insufficiente. Il canyoning invernale richiede competenze ulteriori, anche in ambito alpinistico e nivologico. Non rappresenta soltanto la stessa discesa con temperature più basse. Cambiano sia il quadro dei pericoli sia le possibilità di intervento.[4]

Organizzare il canyoning all’estero: itinerari, regole e interlocutori locali

Un viaggio internazionale richiede una preparazione specifica per ciascuna destinazione. L’esempio di Zion mostra il peso di permessi e limiti dei gruppi. Quelli del Ticino e di Réunion evidenziano invece la varietà dell’offerta e dei livelli tecnici. Non è sufficiente scegliere un paese noto per il canyoning.[8][9][21]

La preparazione può essere organizzata in cinque passaggi:

  1. Individuare il percorso e valutarne difficoltà verticale, acquatica e impegno.
  2. Confrontare l’itinerario con la preparazione di tutti i partecipanti.
  3. Verificare regole di accesso, autorizzazioni e informazioni locali aggiornate.
  4. Controllare condizioni meteorologiche, acqua e materiale necessario.
  5. Definire mezzi di allerta, contatti esterni e organizzazione del rientro.[4][6][16][23]

Questa relazione offre un quadro di orientamento e documentazione. Non sostituisce l’addestramento pratico necessario alla progressione in forra. Il corso T21 affronta un tassello preciso di tale preparazione: l’uso della cartografia digitale e GPS per comprendere, gestire e rappresentare i dati territoriali.[1][4]

Fonti della relazione sul canyoning in Italia e all’estero


Fonti

[2] Cartografia digitale e GPS per il torrentismo: a ottobre il corso online … https://www.scintilena.com/cartografia-digitale-e-gps-per-il-torrentismo-a-ottobre-il-corso-online-della-snt/09/18/
[3] Innovativo Catasto Forre per il Torrentismo: Un Nuovo Strumento … https://www.scintilena.com/innovativo-catasto-forre-per-il-torrentismo-un-nuovo-strumento-per-gli-appassionati/12/11/
[4] Pratiquer canyon – FFME https://www.ffme.fr/montagne-canyon/canyon/pratiquer-canyon/
[5] Il canyoning https://www.aic-canyoning.it/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=17&Itemid=107&lang=it
[6] [PDF] 1 Système de cotations en canyonisme – FFME https://www.ffme.fr/wp-content/uploads/2020/04/Syst%C3%A8me-de-cotations-en-canyonisme.pdf
[7] About – Raduno AIC 2026 https://radunoaic.it/about/
[8] Canyoning in Ticino, Bellinzona https://www.ticino.ch/it/commons/details/Canyoning-in-Ticino/73492.html
[9] Wilderness Regulations – Zion – National Park Service https://www.nps.gov/zion/planyourvisit/wilderness-regulations.htm
[10] Torrentismo in Italia – Catasto AIC https://catastoforre.aic-canyoning.it/index/regioni
[11] Information sécurité en canyon – FFME https://www.ffme.fr/information-securite-en-canyon/
[12] Dove fare canyoning in Italia – Italia.it https://www.italia.it/it/italia/cosa-fare/dove-fare-canyoning-in-italia
[13] AIC – Associazione Italiana Canyoning https://www.aic-canyoning.it/
[14] Sécurité – Rappel des bonnes pratiques en canyonisme – FFME https://www.ffme.fr/securite-rappel-des-bonnes-pratiques-en-canyonisme/
[15] Centro Canyoning – Canyoning in centro Italia, Lazio, Umbria … https://www.canyoning.naturaavventura.it/
[16] Canyoning for family and kids in Sierra de Guara | spain.info in italiano https://www.spain.info/it/attivita/canyoning-for-family-sierra-de-guara/
[17] Week of canyoning in Sierra de Guara | spain.info in italiano https://www.spain.info/it/attivita/week-canyoning-sierra-de-guara/
[18] Canyoning – TicinoTopTen https://www.ticinotopten.ch/it/avventura/canyoning
[19] Canyoning à La Réunion : jetez-vous à l’eau – Reunion.fr https://www.reunion.fr/decouvrez/canyoning-a-la-reunion-jetez-vous-a-l-eau/
[20] The Narrows – Zion – National Park Service https://www.nps.gov/zion/planyourvisit/thenarrows.htm?ref=popsugar.com&=__psv__p_43556200__t_w
[21] Flash Floods – Zion National Park (U.S. National Park Service) https://www.nps.gov/zion/planyourvisit/flash-flood.htm
[22] Canyoneering in Zion – Video (U.S. National Park Service) https://www.nps.gov/media/video/view.htm?id=277C299C-155D-451F-67EC1348316FA603
[23] GPS Accuracy | GPS.gov https://www.gps.gov/gps-accuracy
[24] Sicurezza | Soccorso Alpino e Speleologico Alto Adige C.N.S.A.S. … https://www.soccorsoalpino.org/sicurezza
[25] T21 – Corso Cartografia digitale e GPS – Club Alpino Italiano – CAI https://organizzazione.cai.it/scuola-nazionale-torrentismo/evento/t21-cartografia-digitale-e-gps/
[26] Eventi – 22 Ottobre 2026 – Scuola Nazionale di Torrentismo https://organizzazione.cai.it/scuola-nazionale-torrentismo/eventi/2026-10-22/
[27] Corso online di Cartografia digitale e GPS – Scintilena https://www.scintilena.com/corso-online-di-cartografia-digitale-e-gps/09/08/
[28] Canyoning Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/canyoning/
[29] Torrentismo Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/torrentismo/
[30] Torrentismo Archivi – Pagina 6 di 8 – Scintilena https://www.scintilena.com/category/torrentismo/page/6/
[31] Associazione Italiana Canyoning – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Associazione_Italiana_Canyoning
[32] Corsi di Torrentismo – Scintilena https://www.scintilena.com/corsi-di-torrentismo/04/02/
[33] Torrentismo Archivi – Pagina 8 di 8 – Scintilena https://www.scintilena.com/category/torrentismo/page/8/
[34] Canyoning Archivi – Pagina 6 di 15 – Scintilena https://www.scintilena.com/category/canyoning/page/6/
[35] Torrentismo: Un Percorso di Scoperta tra Natura e Avventura https://www.scintilena.com/torrentismo-un-percorso-di-scoperta-tra-natura-e-avventura/06/30/
[36] Canyoneering Permits – Zion – National Park Service https://www.nps.gov/zion/planyourvisit/canyoneeringpermits.htm
[37] Sécurité – FFME https://www.ffme.fr/ffme/securite/
[38] Fédération Française de la Montagne et de l’Escalade (FFME) https://www.ffme.fr/
[39] Canyoning: attività tra l’acquatico e l’alpinistico sempre più in voga https://www.rainews.it/tgr/bolzano/video/2023/06/canyoning-torrentismo-soccorso-alpino-forre-cascate-scivoli-acqua-alto-adige-trentino-cd4aa496-5dbf-4538-8e31-b4e07dd6aaf2.html
[40] Torrentismo in sicurezza – Soccorso Alpino e Speleologico Sardegna https://cnsas.sardegna.it/2018/08/torrentismo-in-sicurezza/
[41] The best Canyoning activities in Ticino | Manawa https://www.manawa.com/en/destinations/1806-ticino/1192-canyoning
[42] [PDF] normes-de-classement-canyon-28 novembre 2015 http://www.servicejeunesse.asso.fr/Regelementation_ACM/PDF_Regelementation/APS_ACM_canyonisme-classement.pdf
[43] Base de cotation des canyons (FFME) https://infos-canyon.fr/base-de-cotation-des-canyons/
[44] Esercitazione per 19 tecnici del Soccorso Alpino per il canyoning https://www.bergamonews.it/2015/05/17/esercitazione-per-19-tecnicidel-soccorso-alpinoper-il-canyoning/204354/
[45] Les cotations en canyoning – Escal’OSud https://www.escalosud.com/les-cotations-en-canyoning/
[46] Best Canyoning Destinations in Spain: Sierra de Guara Guide – Picuco https://www.picuco.com/en-es/blog/best-canyoning-destinations-in-spain-sierra-de-guara-rio
[47] Canyoning In Sierra De Guara https://sierradeguaracanyoning.com/en/canyoning-in-sierra-de-guara/
[48] Zion Park permit system re-evaluated in wake of deadly flash flood https://www.sltrib.com/news/2015/09/30/zion-park-permit-system-re-evaluated-in-wake-of-deadly-flash-flood/
[49] [PDF] Zion National Park – Wilderness Guide https://npshistory.com/publications/zion/wilderness-guide/2021.pdf
[50] Canyoning fleur jaune – Cilaos – Tripadvisor https://www.tripadvisor.fr/ShowUserReviews-g480229-d3889240-r454719323-Canyoning_la_Reunion-Cilaos_Arrondissement_of_Saint_Pierre.html
[51] Canyoning Trou de Fer Réunion – 2 jours | Ti Canyon https://www.ticanyon-reunion.fr/tous-les-canyons-damdup/trou-de-fer
[52] Fleur Jaune | Canyon aérien mythique dans le cirque de Cilaos https://www.canyonaventure.re/project/canyon-fleur-jaune-cilaos-canyoning-reunion
[53] Zion Permits: A 2026 Guide to Camping & Narrows Reservations https://reservenature.com/blogs/zion-permits-guide
[54] Canyoning in Réunion Island: Guide to the Best … – Tropicalodge https://www.tropicalodge.re/blog/canyoning-reunion
[55] Canyon Fleur Jaune – Carte de La Réunion https://www.cartedelareunion.fr/listings/canyon-fleur-jaune/
[56] Simulated Multipath Using Software Generated GPS Signals https://ntrs.nasa.gov/citations/20240003498
[57] Canyoning a Umbria: 16 prezzi e offerte 2026 | Yumping https://www.yumping.com/it/canyoning/umbria
[58] Canyoning – La Porta della Valnerina https://www.laportadellavalnerina.com/canyoning/
[59] GNSS Multipath in Urban Canyons: 9 Receiver Tests https://gnsssimulator.com/gnss-multipath-urban-canyon/
[60] GPS Accuracy: errors, precision and signal limitations – OkMap https://www.okmap.org/en/en_articles/en_gpsAccuracy.aspx
[61] Torrentismo Canyoning in Umbria – Rafting Marmore https://www.raftingmarmore.com/attivita/torrentismo-canyoning/
[62] Canyoning – Regala un’esperienza unica – Liveinup https://www.liveinup.it/esperienze/canyoning
[63] Canyoning in Italia: avventure emozionanti tra i torrenti | Freedome https://freedome.it/canyoning/

Scuola Nazionale Canyoning, iscrizioni on line: https://forms.gle/eiHic3MQ6AQSv5Hb6

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  • Batteri oro e argento nelle grotte: a Ternovizza un seminario tra ricerca e citizen science
    Condividi Il corso dell’11 ottobre 2026 sul Carso triestino formerà speleologi per osservare, documentare e segnalare i batteri oro e argento al Catasto Speleologico Regionale La Grotta di Ternovizza, sul Carso triestino, ospiterà domenica 11 ottobre 2026 il seminario “Batteri Oro e Argento – come trovarli e perché”. L’iniziativa unirà formazione teorica, osservazione diretta e documentazione fotografica delle comunità microbiche ipogee. Il corso è organizzato dalla Federazione Speleologica R
     

Batteri oro e argento nelle grotte: a Ternovizza un seminario tra ricerca e citizen science

September 24th 2026 at 09:00

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Il corso dell’11 ottobre 2026 sul Carso triestino formerà speleologi per osservare, documentare e segnalare i batteri oro e argento al Catasto Speleologico Regionale

La Grotta di Ternovizza, sul Carso triestino, ospiterà domenica 11 ottobre 2026 il seminario “Batteri Oro e Argento – come trovarli e perché”. L’iniziativa unirà formazione teorica, osservazione diretta e documentazione fotografica delle comunità microbiche ipogee. Il corso è organizzato dalla Federazione Speleologica Regionale del Friuli Venezia Giulia – APS nell’ambito della Convenzione 2026-2029 n. 3677, stipulata con il Servizio Geologico regionale il 30 luglio 2026.[1]

Il seminario sui batteri oro e argento è riconosciuto come Corso di Secondo Livello della Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della Società Speleologica Italiana. Ha inoltre il patrocinio dell’Organo Tecnico Territoriale Operativo CAI Veneto–Friuli Venezia Giulia. I posti disponibili sono venti e la partecipazione è gratuita.[1]

Batteri oro e argento: cosa indica il nome

La definizione batteri oro e argento è un nome descrittivo e convenzionale. Non certifica la presenza di oro o argento nelle pareti. Indica invece biofilm e comunità microbiche che, sotto sorgenti luminose adatte, assumono riflessi dorati, giallo-arancio, argentei oppure azzurro-verdi.[2][3]

Queste formazioni appaiono come sottili rivestimenti sulle superfici rocciose. Sono spesso associate a piccole gocce d’acqua. La condensa può produrre riflessi simili e generare falsi positivi. Per questo l’osservazione deve seguire criteri ripetibili e confrontare luce ordinaria, LED e ultravioletto filtrato.[3]

Il progetto regionale, avviato nella primavera 2024, utilizza segnalazioni degli speleologi per censire la distribuzione del fenomeno nelle grotte del Friuli Venezia Giulia. Le colonie definite “argento” appaiono azzurre o verde acqua con la lampada indicata dal progetto. Quelle definite “oro” mostrano tonalità dal giallo intenso all’arancione.[4][5]

La fluorescenza costituisce un segnale utile, ma non equivale da sola a un’identificazione microbiologica. Fotografie e osservazioni permettono di localizzare i siti. La composizione delle comunità richiede poi campionamenti autorizzati e analisi specifiche, secondo protocolli scientifici e conservativi.[6][3]

Grotta di Ternovizza, laboratorio sul campo

Le attività si svolgeranno nella Grotta di Ternovizza, numero 78 del Catasto Speleologico Regionale e 242 VG nella numerazione storica. La cavità, nota anche con il nome sloveno Jama v Hribih, si apre nel comune di Duino Aurisina. Il Catasto regionale riporta due ingressi, quota di 275 metri, sviluppo planimetrico di 470 metri e profondità di 95,2 metri.[7]

La prima parte del percorso previsto dal seminario è orizzontale e non presenta difficoltà tecniche rilevanti. Segue una verticale di circa trenta metri. Questo tratto sarà riservato agli speleologi autonomi nella progressione su corda, dotati di attrezzatura personale e copertura assicurativa CAI o SSI.[1]

I partecipanti saranno divisi in due squadre in base alle capacità tecniche dichiarate. I fenomeni da osservare sono presenti sia sopra sia sotto il pozzo. La soluzione consente di svolgere l’esercitazione senza rendere obbligatoria la discesa verticale.[1]

Programma del seminario in grotta

Il ritrovo è fissato alle 9.30 nel piazzale davanti alla Trattoria Suban di Ternova Piccola, nel comune di Duino Aurisina. Le coordinate comunicate sono 45.764540, 13.700570. Alle 10 è previsto lo spostamento verso l’ingresso, seguito dalla registrazione e dall’avvio delle lezioni.[1]

La sessione teorica presenterà le conoscenze disponibili sui batteri oro e argento, sulle comunità microbiche ipogee e sui biofilm di grotta. Una parte sarà dedicata alle sorgenti luminose. L’attenzione si concentrerà sulle lampade UV filtrate e sui criteri minimi necessari per ottenere una segnalazione utilizzabile.[1]

Durante la sessione pratica saranno confrontate illuminazione ordinaria, LED e UV. Gli allievi proveranno a fotografare le superfici con smartphone, fotocamere e lenti macro. Compileranno inoltre una scheda minima con posizione, caratteristiche del sito e informazioni ambientali disponibili.[1]

La giornata comprenderà un confronto sulla restituzione e sulla validazione dei dati. Saranno discusse anche le misure di tutela per i siti microbiologicamente sensibili. La chiusura è prevista intorno alle 18, seguita da un rinfresco alla Trattoria Suban.[1]

Citizen science e Catasto Speleologico Regionale

Uno degli obiettivi è creare una rete di speleologi preparati a riconoscere e documentare i batteri oro e argento. Le osservazioni potranno confluire nel sistema informativo del Catasto Speleologico Regionale quando il campo dedicato sarà implementato dal Servizio Geologico. Le segnalazioni dovranno essere accompagnate da fotografie, posizione e dati ambientali raccolti in modo coerente.[1]

Il Catasto Speleologico Regionale è il centro pubblico di raccolta dei dati e degli studi sul patrimonio speleologico, sulle aree carsiche e sugli acquiferi carsici del Friuli Venezia Giulia. Al 1° settembre 2026 censiva 8.795 cavità, 9.644 ingressi, 81 aree carsiche, oltre 28.000 morfotipi epigei e più di 1.250 sorgenti.[8][9]

La citizen science non sostituisce il lavoro di laboratorio. Può ampliare la copertura territoriale, individuare siti da verificare e costruire serie di osservazioni confrontabili. La qualità del risultato dipende dalla standardizzazione del rilievo e dalla successiva validazione degli specialisti.

Ricerca scientifica nelle grotte

La ricerca scientifica nelle grotte riguarda geologia, idrogeologia, climatologia, biospeleologia, archeologia e microbiologia. Nel caso dei biofilm, l’attenzione è rivolta agli organismi che vivono in ambienti bui, umidi e spesso poveri di nutrienti. Le comunità possono aderire a roccia e speleotemi mediante matrici extracellulari, formando strutture complesse e difficili da studiare senza alterarle.[10][11]

Gli studi recenti mostrano che i microrganismi ipogei partecipano ai cicli biogeochimici del carbonio, dell’azoto, dello zolfo e del ferro. Possono contribuire alla dissoluzione o alla deposizione dei carbonati. Possono anche intervenire nella formazione di speleotemi e altri depositi secondari.[12][13]

Le tecniche impiegate comprendono microscopia, colture selettive, analisi del DNA, sequenziamento del gene 16S rRNA, metagenomica e misure chimico-fisiche. L’integrazione tra dati molecolari e parametri ambientali aiuta a distinguere le specie presenti dalle loro funzioni ecologiche. Permette inoltre di seguire le variazioni delle comunità nel tempo.[11][6]

In questo quadro, la fluorescenza è soprattutto uno strumento di individuazione e orientamento. Può rivelare strutture poco evidenti in luce visibile e guidare successive indagini. Occorre però distinguere le risposte biologiche da quelle dei minerali e dei materiali organici, documentando sorgente luminosa, lunghezza d’onda, distanza, impostazioni fotografiche e condizioni della superficie.[14][6]

La ricerca scientifica nelle grotte richiede anche cautele operative. Il contatto, il calpestio, l’illuminazione prolungata e i campionamenti non pianificati possono modificare habitat molto localizzati. Per questa ragione il seminario collega il censimento alle procedure di tutela e alla definizione di siti sensibili.[1]

Docenti, materiali e iscrizioni

Le lezioni saranno affidate a Josef Vuch, Benedetta Rigo e Alberto Riva, autori dello studio sul censimento regionale pubblicato nel volume 54 di Atti e Memorie della Commissione Grotte “Eugenio Boegan”. La direzione è di Sergio Soban, del Comitato regionale CNSS-SSI. La segreteria organizzativa è curata da Antonella Miani della Federazione.[2][1]

Ogni partecipante riceverà materiale sintetico, indicazioni per l’osservazione, una scheda di rilevamento e una bibliografia essenziale. È consigliato portare uno smartphone o una fotocamera personale. Per l’accesso alla verticale occorrono attrezzatura da progressione, autonomia tecnica, autocertificazione e assicurazione valida per l’attività in grotta.[1]

L’iscrizione si effettua mediante il modulo online: https://forms.gle/VtaX26Lt7hbCV6to8. Dopo l’invio sarà creata una mailing list per conferme e comunicazioni organizzative. Per informazioni è disponibile l’indirizzo federazione@fsrfvg.it.[1]

Fonti

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  • Cavità artificiali, la Federazione Speleologica Toscana propone un corso tra teoria e campo
    Condividi Dal 4 novembre al 12 dicembre 2026 nove appuntamenti su classificazione, insediamenti rupestri, miniere e sistemi idraulici. Le lezioni online saranno gratuite e aperte a tutti; le uscite pratiche avranno posti limitati. Un percorso dedicato alle cavità artificiali La Federazione Speleologica Toscana APS organizza il Corso di Tipologie e Classificazione delle Cavità Artificiali 2026, percorso formativo dedicato allo studio degli ambienti ipogei realizzati o modificati dall’uomo.
     

Cavità artificiali, la Federazione Speleologica Toscana propone un corso tra teoria e campo

September 17th 2026 at 12:00

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Dal 4 novembre al 12 dicembre 2026 nove appuntamenti su classificazione, insediamenti rupestri, miniere e sistemi idraulici. Le lezioni online saranno gratuite e aperte a tutti; le uscite pratiche avranno posti limitati.

Un percorso dedicato alle cavità artificiali

La Federazione Speleologica Toscana APS organizza il Corso di Tipologie e Classificazione delle Cavità Artificiali 2026, percorso formativo dedicato allo studio degli ambienti ipogei realizzati o modificati dall’uomo. L’iniziativa combina lezioni teoriche in diretta streaming e tre attività sul campo.

Il calendario comprende nove appuntamenti e si svolgerà dal 4 novembre al 12 dicembre 2026. Le lezioni online saranno trasmesse sul canale YouTube “Federazione Speleologica Toscana”. La partecipazione alle dirette sarà gratuita e aperta a tutti, senza obbligo di iscrizione.

La parte pratica sarà riservata agli iscritti. Sono disponibili al massimo 15 posti. La priorità sarà assegnata ai soci dei gruppi grotte aderenti alla FST che abbiano già frequentato almeno un corso di introduzione alla speleologia.

Classificazione delle cavità artificiali e casi di studio

Il programma affronta i criteri utilizzati per riconoscere e descrivere le diverse cavità artificiali. La classificazione non si limita alla forma degli ambienti. Considera soprattutto la funzione per cui una struttura è stata realizzata e gli eventuali riutilizzi nel tempo.

Tra gli argomenti figurano le principali tipologie e modalità di classificazione, gli insediamenti abitativi rupestri di Vitozza, le opere estrattive e minerarie, gli acquedotti e i sistemi idraulici sotterranei.

Le uscite permetteranno di collegare la terminologia alla lettura diretta dei luoghi. La prima sarà dedicata a Vitozza, nel territorio di Sorano, in provincia di Grosseto. Il sito conserva un articolato insediamento rupestre, utile per esaminare ambienti abitativi e strutture connesse alla vita quotidiana.

La seconda uscita si svolgerà alle Miniere del Frigido, a Massa. Il tema sarà quello delle opere estrattive e delle tracce lasciate dalle attività minerarie. La terza interesserà i Bottini di Siena, rete storica di cunicoli e manufatti legati all’approvvigionamento idrico della città.

Le sette macro-tipologie SSI e UIS

La classificazione delle cavità artificiali elaborata dalla Commissione Nazionale Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana risale agli anni Ottanta. Il sistema è stato poi discusso e condiviso in ambito internazionale attraverso i confronti promossi dalla Union Internationale de Spéléologie.

L’albero tipologico comprende sette macro-tipologie, indicate con le lettere dalla A alla G:

  • A, opere idrauliche, come acquedotti, cisterne, pozzi, fognature e ghiacciaie;
  • B, insediamenti civili, tra cui abitazioni rupestri, opifici, magazzini, cantine e stalle;
  • C, opere di culto e sepolture, come chiese rupestri, eremi, catacombe e necropoli;
  • D, opere militari, comprese fortificazioni, gallerie, postazioni e rifugi;
  • E, opere estrattive, come cave, miniere e sondaggi minerari;
  • F, vie di transito, tra cui gallerie stradali, ferroviarie e cunicoli pedonali;
  • G, opere non identificate o non riconducibili alle categorie precedenti.

Nel contributo pubblicato su Opera Ipogea nel 2023, Carla Galeazzi e Carlo Germani propongono un aggiornamento della classificazione tipologica SSI/UIS. Le macro-tipologie A-G restano invariate. Anche le sottotipologie numeriche mantengono la continuità con il sistema precedente. Il nuovo livello delle sottoclassi, indicato per esempio con formule come A.1a, consente di precisare meglio la funzione originaria e gli eventuali riutilizzi.

Formazione, catasto e tutela del patrimonio ipogeo

La classificazione delle cavità artificiali ha ricadute concrete sulla documentazione speleologica. Una descrizione coerente facilita l’inserimento dei dati nel Catasto nazionale delle Cavità Artificiali della SSI e rende più confrontabili le informazioni raccolte in aree diverse.

La Commissione Cavità Artificiali della FST svolge attività di catalogazione tipologica, registrazione catastale e conservazione dei dati relativi alle opere ipogee toscane. La federazione segnala inoltre il rapporto con gli enti impegnati nella tutela del patrimonio storico e archeologico.

Lo studio di questi ambienti coinvolge discipline differenti. Le miniere richiedono conoscenze geologiche e minerarie. Gli insediamenti rupestri richiamano l’archeologia e la storia del territorio. Gli acquedotti e i bottini permettono di analizzare tecniche idrauliche, organizzazione urbana e gestione delle risorse.

Docenti e aggiornamento delle qualifiche

Il corpo docente comprende esperti della Commissione Nazionale Cavità Artificiali della SSI e della Scuola Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali. Sono inoltre coinvolti docenti e ricercatori delle Università degli Studi di Firenze e di Urbino.

Il corso è riconosciuto come aggiornamento per i qualificati ISS OTTO CAI e per i qualificati AI e IT della SNS SSI. Il requisito rende l’iniziativa pertinente per istruttori, aiuto-istruttori e tecnici sociali che operano nella formazione speleologica.

Iscrizioni e partecipazione

La quota per il corso completo, comprensivo di lezioni online e uscite, è di 30 euro per persona. Le lezioni online resteranno gratuite e accessibili anche a chi non partecipa alle attività pratiche.

Le iscrizioni alla parte in presenza devono essere effettuate entro il 25 ottobre 2026. Il modulo compilato dovrà essere inviato all’indirizzo segretario@speleotoscana.it. La partecipazione alle escursioni sarà confermata nei limiti dei 15 posti disponibili, secondo le priorità indicate dalla federazione.

Per seguire le lezioni è possibile utilizzare il canale YouTube della Federazione Speleologica Toscana. Il percorso offre così un accesso pubblico ai contenuti teorici e una dimensione operativa riservata agli iscritti alle uscite.

Fonti

Corso Cavità Artificiali

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