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La scoperta di Pseudocandona sulphurella in una grotta sulfurea dell’Albania riaccende l’attenzione sulla biodiversità sotterranea dei Balcani, sulle nuove specie degli ambienti ipogei e sulla necessità di proteggere gli acquiferi carsici del Carso Dinarico con monitoraggio continuo e gestione condivisa.
Scoperta in Albania e biodiversità sotterranea dei Balcani
La notizia dall’Albania riguarda la scoperta di una nuova specie estremofila di ostracode, Pseudocandona sulphurella sp
La scoperta di Pseudocandona sulphurella in una grotta sulfurea dell’Albania riaccende l’attenzione sulla biodiversità sotterranea dei Balcani, sulle nuove specie degli ambienti ipogei e sulla necessità di proteggere gli acquiferi carsici del Carso Dinarico con monitoraggio continuo e gestione condivisa.
Scoperta in Albania e biodiversità sotterranea dei Balcani
La notizia dall’Albania riguarda la scoperta di una nuova specie estremofila di ostracode, Pseudocandona sulphurella sp. nov.,
La nuova specie è stata individuata in una grotta sulfurea grazie a uno studio integrato basato su analisi morfologiche e genetiche pubblicato su Subterranean Biology.
Lo studio indica che si tratta del primo ostracode stigobionte documentato in Albania.
Questo dato rafforza il peso scientifico della biodiversità sotterranea dei Balcani e conferma il ruolo delle cavità sulfuree come ambienti chiave per leggere i processi di adattamento alla scarsità di ossigeno e alla presenza di idrogeno solforato.
Nel quadro più ampio delle ricerche recenti, la scoperta si inserisce in una fase di forte attenzione verso l’Albania sotterranea, dove le spedizioni hanno già segnalato sistemi sulfurei di rilievo e nuove prospettive di studio geochimico, biologico e speleogenetico.[4][5][6][7][8][1]
Carso Dinarico, nuove specie e valore scientifico degli ambienti ipogei balcanici
La biodiversità sotterranea dei Balcani non si esaurisce con il nuovo ostracode albanese, perché negli ultimi anni il Carso Dinarico ha continuato a restituire dati rilevanti su specie endemiche, microendemismi e faune ancora poco note.
Nel sistema Lukina jama–Trojama, nel cuore del Carso Dinarico, sono state censite 45 specie, con 25 troglobionti, 16 stigobionti e tre specie endemiche della sola cavità, mentre altri studi hanno ridefinito la presenza di collemboli sotterranei nella regione balcanica e ampliato il quadro della fauna cavernicola slovena e greca.
Questo insieme di risultati mostra che la biodiversità sotterranea dei Balcani è uno dei campi più dinamici della biospeleologia europea, anche perché la regione ospita ecosistemi eterogenei, isolamento idrologico e cavità che favoriscono speciazione e differenziazione locale.
Perché il Carso Dinarico è centrale per biodiversità sotterranea e risorse idriche
Il Carso Dinarico viene indicato come uno degli hotspot mondiali della vita sotterranea, con una fauna in larga parte endemica e con ecosistemi che legano in modo stretto biodiversità, geologia e circolazione delle acque sotterranee.
In questa regione la biodiversità sotterranea dei Balcani ha anche un valore pratico, perché gli acquiferi carsici costituiscono una risorsa idrica strategica e la loro qualità dipende dalla conservazione degli habitat ipogei e delle aree di ricarica.
Il significato della nuova specie scoperta in Albania va quindi oltre la tassonomia, perché richiama l’attenzione su un sistema in cui fauna cavernicola, microbiologia, idrologia sotterranea e approvvigionamento idrico fanno parte dello stesso equilibrio territoriale.
Minacce agli habitat sotterranei e acquiferi carsici nei Balcani
Le principali minacce alla biodiversità sotterranea dei Balcani e agli acquiferi carsici del Carso Dinarico sono legate all’inquinamento diffuso, agli scarichi industriali, ai fertilizzanti, ai pesticidi, al turismo non regolato, alle cave e alle trasformazioni del suolo che alterano rapidamente i percorsi di infiltrazione.
Le fonti richiamano anche gli effetti della siccità e dei cambiamenti climatici, che possono modificare portate, stabilità idrologica e qualità delle acque, con ricadute dirette sugli organismi specializzati che vivono nel sottosuolo.
In ambienti carsici, dove la capacità autodepurante è ridotta e i flussi possono essere veloci, anche un impatto superficiale localizzato può trasferirsi in tempi brevi verso sorgenti, falde e cavità, rendendo la prevenzione la misura più efficace.
Monitoraggio in tempo reale e gestione condivisa degli acquiferi carsici
Le strategie di protezione più solide puntano su prevenzione, cartografia speleologica, monitoraggio continuo e pianificazione territoriale delle aree di ricarica, con l’uso di sonde multiparametriche, telemetria, traccianti, misure di portata, modellazione numerica e tecniche geofisiche capaci di seguire in tempo reale il comportamento degli acquiferi carsici.
Sul piano internazionale, il caso del sistema acquifero carsico dinarico rappresenta un riferimento perché il progetto DIKTAS ha introdotto una gestione integrata transfrontaliera tra Albania, Bosnia ed Erzegovina, Croazia e Montenegro
La fase più recente, DIKTAS II, punta su governance condivisa, zone di protezione armonizzate, monitoraggio moderno e scambio di dati in tempo reale.
In questo contesto, la nuova specie scoperta in Albania diventa anche un indicatore della necessità di trattare la biodiversità sotterranea dei Balcani e gli acquiferi carsici del Carso Dinarico come un unico patrimonio scientifico e ambientale, da studiare con continuità e da proteggere con strumenti coordinati su scala regionale.
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Nuove analisi sul Principe (28.000 anni fa) rilevano traumi compatibili con morsi e artigli, indicando che l’adolescente morì dopo un violento scontro con un grande carnivoro
Il nuovo studio collega in modo convincente i traumi scheletrici del “Principe” a un attacco di orso, riscrivendo la dinamica della sua morte nel Paleolitico superiore.[1]
L’analisi microstrutturale e la revisione dettagliata delle fratture suggeriscono che il giovane sopravvisse tra le 48 e le 72 ore dopo l
Nuove analisi sul Principe (28.000 anni fa) rilevano traumi compatibili con morsi e artigli, indicando che l’adolescente morì dopo un violento scontro con un grande carnivoro
Il nuovo studio collega in modo convincente i traumi scheletrici del “Principe” a un attacco di orso, riscrivendo la dinamica della sua morte nel Paleolitico superiore.[1]
L’analisi microstrutturale e la revisione dettagliata delle fratture suggeriscono che il giovane sopravvisse tra le 48 e le 72 ore dopo l’aggressione, prima di spirare a causa delle ferite e delle complicanze successive.[2]
Contesto della scoperta — Storia e datazione della sepoltura
La Caverna delle Arene Candide, in Liguria, è nota da decenni per il suo ricco corredo paleolitico e per la celebre sepoltura del cosiddetto “Principe”, rinvenuta nel 1942 e datata intorno a 28.000 anni fa.[3][4]
Il sepolcro includeva un copricapo di conchiglie e strumenti litici che hanno fatto ritenere l’individuo di particolare rilievo sociale tra i gruppi gravettiani locali.[3]
Metodi hi-tech usati nello studio
I ricercatori hanno riesaminato lo scheletro con tecniche avanzate di imaging, analisi microscopiche e valutazione paleopatologica per distinguere tra traumi antemortem, perimortem e post?deposizionali.[5]
Le osservazioni includono l’identificazione di segni di infiammazione ossea iniziale, che ha permesso di stimare un breve intervallo di sopravvivenza dopo l’evento traumatico.[2][5]
Lesioni e interpretazione: segni di mauling da carnivoro
Le lesioni principali riguardano il cranio, il volto e la spalla, con perdita della metà sinistra della mandibola e parte della clavicola; a queste si aggiungono fratture da schiacciamento delle vertebre cervicali e un morso alla fibula destra, elementi coerenti con morsi e colpi di zampa.[5][2]
Una incisione lineare sul parietale sinistro è stata interpretata come compatibile con un graffio da artiglio, mentre il pattern complessivo orienta verso un grande orso (orso bruno o orso delle caverne) come agente dell’attacco.[1][5]
Tempistica della morte e implicazioni sociali
La presenza di una risposta infiammatoria iniziale nelle ossa suggerisce che il ragazzo non morì istantaneamente ma rimase vivo per alcuni giorni dopo l’aggressione, probabilmente in condizioni critiche prima del decesso.[2]
Il fatto che il corpo sia stato comunque inumato con un corredo ricco indica che la comunità gli riservò una sepoltura intenzionale, segno di cure o di significato sociale attribuito all’individuo nonostante la morte violenta.[4][1]
Rilevanza per la ricerca su interazioni uomo-fauna del Pleistocene
Questo studio fornisce una delle prove più dirette di un’interazione mortale tra Homo sapiens e grandi carnivori nel tardo Pleistocene europeo, ampliando la comprensione dei rischi affrontati dai gruppi di cacciatori-raccoglitori e delle strategie di convivenza con grandi predatori.[6][1]
La ricerca colloca inoltre l’episodio nel quadro più ampio delle relazioni tra umani e orsi, tema indagato dalla paleozoologia e dall’archeologia forense per valutare impatti sulla sopravvivenza delle popolazioni di orso e sulle pratiche umane di sfruttamento e difesa.[7][6]
Sezione fonti
Articolo e dati del Journal of Anthropological Sciences che descrivono i nuovi segni di trauma e la loro interpretazione.[5]
Sintesi giornalistica e approfondimenti su stampa internazionale e divulgativa che riportano le conclusioni dello studio.[8][1]
Approfondimenti e contestualizzazione storica della Caverna delle Arene Candide e del ritrovamento del “Principe”.[4][3]
Il “Principe” delle Arene Candide e l’autopsia hi-tech: nuovi dettagli su una morte avvenuta 28.000 anni fa
Sottotitolo: Tra analisi microscopiche, tracce ossee e confronto con altri casi del Paleolitico, lo studio riapre il dossier sul giovane sepolto in Liguria e propone l’ipotesi di un attacco di orso.
Il caso del “Principe” delle Arene Candide torna al centro dell’attenzione scientifica. Un nuovo studio conferma che l’adolescente paleolitico non sarebbe morto per cause naturali, ma per le conseguenze di un’aggressione violenta compatibile con l’attacco di un grande carnivoro, con ogni probabilità un orso.[1][2] L’interesse non riguarda solo la causa della morte. Conta anche il metodo. La ricerca ha usato osservazione diretta, lettura microscopica dei traumi e valutazione delle possibili fasi di guarigione, con un approccio che ricorda una vera autopsia forense applicata a resti di 28.000 anni fa.[3][4]
Il caso del Principe
Il “Principe” fu rinvenuto nella Caverna delle Arene Candide, in Liguria, nel 1942, in una sepoltura ricca di ornamenti e oggetti di prestigio.[5][6] Per molto tempo la sua morte è rimasta oggetto di ipotesi diverse. Il nuovo studio restringe il quadro. Le lesioni osservate sul cranio, sulla mandibola, sulla clavicola e su altre ossa indicano un evento traumatico concentrato e coerente con un attacco animale.[2][1]
Il quadro generale è importante anche per la speleologia, perché la grotta non restituisce solo un reperto umano, ma un intero contesto di frequentazione paleolitica.[6][7] La sepoltura mostra che la cavità fu usata come luogo funerario e come archivio biologico e culturale del Paleolitico superiore.[7][5]
Le tecniche di analisi
Lo studio ha lavorato sulle superfici ossee con osservazioni ad alta precisione, cercando segni compatibili con trauma perimortem e con una breve sopravvivenza successiva all’aggressione.[8][3] Le analisi microscopiche hanno permesso di distinguere fratture da impatto, segni di taglio e piccole tracce di risposta biologica del tessuto osseo.[1][2]
Un punto rilevante riguarda la sopravvivenza dopo l’attacco. Le ossa mostrano indizi di inizio di guarigione, il che suggerisce che il giovane non morì nell’immediato, ma visse ancora per due o tre giorni.[3][8] Questo elemento rafforza l’interpretazione forense. Non si tratta solo di riconoscere una lesione, ma di ricostruire una sequenza temporale della morte.[4]
Orso o altro carnivoro
Gli autori indicano come più probabile un orso bruno o un orso delle caverne.[9][2] La distribuzione dei danni, tra volto, spalla e gamba, è compatibile con la dinamica di un predatore di grandi dimensioni che morde, strattona e colpisce con forza.[1][3]
Il confronto con altri casi paleolitici mostra quanto siano rare le prove dirette di attacchi di carnivori contro esseri umani.[10][9] Per questo il caso delle Arene Candide ha un peso particolare. Offre un raro esempio di interazione mortale tra uomini e grandi predatori nel tardo Pleistocene europeo.[11][10]
Il confronto con altri ritrovamenti
Il tema dei rapporti tra umani e orsi non è nuovo nella ricerca speleologica e paleontologica. In diverse grotte europee sono state trovate tracce di sfruttamento degli orsi, di caccia e di convivenza competitiva negli stessi ambienti carsici.[12][9] In questo quadro, il “Principe” aggiunge un tassello diverso. Qui non si parla di caccia all’orso, ma di un essere umano probabilmente ucciso da un orso.[2][1]
Il confronto con altri siti aiuta a capire meglio i rischi del Paleolitico superiore. Le grotte erano risorse, rifugi e luoghi funerari. Erano anche spazi frequentati da animali pericolosi.[13][9] La nuova lettura del caso Arene Candide mostra quindi un ambiente molto più complesso di quanto suggerisca la sola sepoltura.[6][7]
Perché conta oggi
Questa ricerca interessa la speleologia perché lega in modo diretto la cavità carsica alla storia biologica e sociale di chi la frequentò.[14][7] Interessa anche l’archeologia preistorica, perché unisce dati ossei, tafonomia e interpretazione del contesto funerario in un’unica ricostruzione.[10][2]
Il “Principe” delle Arene Candide resta così una figura centrale per comprendere la vita e i rischi delle comunità paleolitiche in Liguria. La sua storia non parla solo di una sepoltura, ma di un episodio violento rimasto nascosto per millenni e oggi leggibile grazie a tecniche di analisi più raffinate.[8][1]
Fonti principali: studio pubblicato su Journal of Anthropological Sciences Reports e sintesi divulgative collegate.[2][8][1]
Fonti [1] Mauled by a bear, 27,500 years ago: What a lavish teen burial reveals https://phys.org/news/2026-02-mauled-years-lavish-teen-burial.html [2] New signs of skeletal trauma in the Upper Paleolithic ‘Principe … https://arpi.unipi.it/handle/11568/1321150 [3] Skeleton analysis confirms Stone Age teenager mauled by bear … https://repo.enc.edu/2026/01/29/skeleton-analysis-confirms-stone-age-teenager-mauled-by-bear-28000-years-ago/ [4] Mauled by a bear, 27,500 years ago – UdeMnouvelles https://nouvelles.umontreal.ca/en/article/2026/02/09/mauled-by-a-bear-27500-years-ago [5] Sepoltura del “Principe” delle Arene Candide https://www.museidigenova.it/it/principe-delle-arene-candide [6] A day with the Prince of Arene Candide https://visitfinaleligure.it/en/day-with-the-prince-of-arene-candide/ [7] Grotta delle Arene Candide un viaggio nel tempo tra storia … https://www.scintilena.com/grotta-delle-arene-candide-un-viaggio-nel-tempo-tra-storia-e-natura/06/26/ [8] Researchers Say This Paleolithic Teenage Boy Died a … https://www.smithsonianmag.com/smart-news/researchers-say-this-paleolithic-teenage-boy-died-a-slow-death-after-a-bear-mauled-him-180988111/ [9] Human ancestors may have hunted cave bears 300,000 years ago https://www.science.org/content/article/human-ancestors-may-have-hunted-cave-bears-300-000-years-ago [10] New signs of skeletal trauma in the Upper Paleolithic “Principe” from … https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41364101/ [11] Stone Age teenager was mauled by a bear 28,000 … – Live Science https://www.livescience.com/archaeology/stone-age-teenager-was-mauled-by-a-bear-28-000-years-ago-skeletal-analysis-confirms [12] Cacciatori di orsi delle caverne: nuove prove rivelano che gli antenati umani cacciavano orsi 300.000 anni fa – Scintilena https://www.scintilena.com/cacciatori-di-orsi-delle-caverne-nuove-prove-rivelano-che-gli-antenati-umani-cacciavano-orsi-300-000-anni-fa/05/29/ [13] Le Rocce Sedimentarie: Gli Archivi Naturali della Storia … https://www.scintilena.com/le-rocce-sedimentarie-gli-archivi-naturali-della-storia-terrestre/10/04/ [14] Speleologia e Archeologia: Scoperte nelle Grotte Italiane – Scintilena https://www.scintilena.com/speleologia-e-archeologia-scoperte-nelle-grotte-italiane/04/08/ [15] Il Principe e l’Orso: nuove tracce di morte nella caverna … https://www.scintilena.com/il-principe-e-lorso-nuove-tracce-di-morte-nella-caverna-delle-arene-candide/12/13/ [16] Nuovo studio sul “Principe” delle Arene Candide – Scintilena https://www.scintilena.com/nuovo-studio-sul-principe-delle-arene-candide-traumi-compatibili-con-lattacco-di-un-orso/02/16/ [17] Scoperte le più antiche tracce umane nel Plateau Centrale … https://www.scintilena.com/scoperte-le-piu-antiche-tracce-umane-nel-plateau-centrale-iraniano/07/10/ [18] Quando la Terra respira: Il Lago del Capraro, lo stagno che … https://www.scintilena.com/quando-la-terra-respira-il-lago-del-capraro-lo-stagno-che-scompare-e-il-cambiamento-climatico/01/22/ [19] Scoperte raffigurazioni di arte rupestre in una grotta … https://www.scintilena.com/scoperte-raffigurazioni-di-arte-rupestre-in-una-grotta-francese-grazie-allhiperspectral-imaging/01/08/ [20] Sotto l’Altare di San Michele Dorme una Civiltà Paleolitica: La Grotta … https://www.scintilena.com/sotto-laltare-di-san-michele-dorme-una-civilta-paleolitica-la-grotta-che-racconta-la-storia-del-gargano/01/27/ [21] Quanto tempo impiega una stalattite per crescere di un … https://www.scintilena.com/quanto-tempo-impiega-una-stalattite-per-crescere-di-un-centimetro/08/18/ [22] Python Cave e Virus di Marburg: cosa rivela lo studio 2026 – Scintilena https://www.scintilena.com/python-cave-e-virus-di-marburg-cosa-rivela-lo-studio-2026/05/04/ [23] Conferenza su Plinio il Vecchio e le Grotte: Un Viaggio Attraverso la … https://www.scintilena.com/conferenza-su-plinio-il-vecchio-e-le-grotte-un-viaggio-attraverso-la-scienza-antica-e-le-tecnologie-moderne/08/31/ [24] Cave and karst news and announcements from 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attack evidence https://www.ancient-origins.net/news-history-archaeology/il-principe-bear-attack-evidence-00102488 [30] [PDF] Brevi note – Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria https://www.iipp.it/wp-content/uploads/2019/01/BREVI-NOTE_RSP-ITALIA-TRA-MEDITERRANEO.pdf [31] Paleolithic teenager buried 28,000 years ago had very brutal death https://www.earth.com/news/skeleton-of-paleolithic-teenager-buried-28000-years-ago-suggests-brutal-death/ [32] NUOVO STUDIO SUL CELEBRE “PRINCIPE” DELLA … https://liguria.cultura.gov.it/nuovo-studio-sul-celebre-principe-della-caverna-delle-arene-candide/ [33] Cave Bear Skull in Russia Suggests Ancient Humans … https://www.businessinsider.com/cave-bear-skull-hole-russia-ancient-human-hunters-photos-2021-6 [34] Svelata la morte del “Principe delle Arene Candide” dopo … https://www.facebook.com/museidigenova/posts/svelata-la-morte-del-principe-delle-arene-candide-dopo-28000-anni-un-nuovo-studi/1208551324763095/ [35] Early evidence for bear exploitation during MIS 9 from the … https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36566141/
Altre Fonti: [1] Stone Age teenager was mauled by a bear 28,000 … – Live Science https://www.livescience.com/archaeology/stone-age-teenager-was-mauled-by-a-bear-28-000-years-ago-skeletal-analysis-confirms [2] NUOVO STUDIO SUL CELEBRE “PRINCIPE” DELLA … https://sabapmetge.cultura.gov.it/nuovo-studio-sul-celebre-principe-della-caverna-delle-arene-candide/ [3] Grotta delle Arene Candide un viaggio nel tempo tra storia … https://www.scintilena.com/grotta-delle-arene-candide-un-viaggio-nel-tempo-tra-storia-e-natura/06/26/ [4] A day with the Prince of Arene Candide https://visitfinaleligure.it/en/day-with-the-prince-of-arene-candide/ [5] New signs of skeletal trauma in the Upper Paleolithic “Principe” from … https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41364101/ [6] Le Rocce Sedimentarie: Gli Archivi Naturali della Storia … https://www.scintilena.com/le-rocce-sedimentarie-gli-archivi-naturali-della-storia-terrestre/10/04/ [7] Cacciatori di orsi delle caverne: nuove prove rivelano che gli antenati umani cacciavano orsi 300.000 anni fa – Scintilena https://www.scintilena.com/cacciatori-di-orsi-delle-caverne-nuove-prove-rivelano-che-gli-antenati-umani-cacciavano-orsi-300-000-anni-fa/05/29/ [8] A foraging teenager was mauled by a bear 27,000 years ago, skeleton shows https://www.scientificamerican.com/article/a-foraging-teenager-was-mauled-by-a-bear-27-000-years-ago-skeleton-shows/ [13] Il Principe e l’Orso: nuove tracce di morte nella caverna … https://www.scintilena.com/il-principe-e-lorso-nuove-tracce-di-morte-nella-caverna-delle-arene-candide/12/13/ [14] Pipistrelli: superstizione, curiosità, cinema, letteratura e sogni https://www.tutelapipistrelli.it/2014/07/24/pipistrelli-superstizione-curiosita-cinema-letteratura-e-sogni/ [15] L’ultimo Ursus Spelaeus viene da Siena – Nuova scoperta sulla Montagnola Senese – Scintilena https://www.scintilena.com/lultimo-ursus-spelaeus-viene-da-siena-nuova-scoperta-sulla-montagnola-senese/11/11/ [16] Nuovo studio sul “Principe” delle Arene Candide – Scintilena https://www.scintilena.com/nuovo-studio-sul-principe-delle-arene-candide-traumi-compatibili-con-lattacco-di-un-orso/02/16/ [17] Paleontologia e archeologia in grotta: il secondo incontro online di … https://www.scintilena.com/paleontologia-e-archeologia-in-grotta-il-secondo-incontro-online-di-biologia-sotterranea-piemonte/03/04/ [18] Una miniera di risorse nella libreria digitale di karst Information Portal – Scintilena https://www.scintilena.com/una-miniera-di-risorse-nella-libreria-digitale-di-karst-information-portal/04/14/ [19] Il 22 gennaio 2026 a Genova la presentazione del libro di Andrea … https://www.scintilena.com/primitivi-sacerdoti-e-scienziati-un-nuovo-volume-racconta-larcheologia-preistorica-in-liguria/01/19/ [20] Research reveals Ice Age ‘Prince’ mauled by bear https://www.nbcrightnow.com/national/research-reveals-ice-age-prince-mauled-by-bear/article_d5babdc4-0571-5f1a-a0a0-b98519c9a767.html [21] New human remains from the Late Epigravettian necropolis of Arene Candide (Liguria, northwestern Italy): Direct radiocarbon evidence and inferences on the funerary use of the cave during the Younger Dryas https://hal.science/hal-03321927/file/S0277379121003383.pdf [22] [PDF] PALAEOLITHIC ITALY – The BUR.P.P.H. Project https://burpph.wordpress.com/wp-content/uploads/2019/02/riel-salvatore-et-al.-2018-new-insights-into-the-paleolithic-chronology-and-funerary-ritual-of-the-caverna-della-arene-candide.pdf [23] Arene Candide – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Arene_Candide [24] UN MORSO FATALE : L’ORSO CHE UCCISE IL PRINCIPE … https://archeologiagalliacisalpina.wordpress.com/2026/02/01/un-morso-fatale-lorso-che-uccise-il-principe-ligure-del-paleolitico/
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Conferenza e uscita sul Carso tra botanica, archeologia, paleontologia e grotte tutelate
A Trieste il calendario di TAM – Tutela Ambiente Montano propone due momenti dedicati a Carlo Marchesetti e al paesaggio carsico. Il programma unisce una serata di approfondimento scientifico e un’escursione sul territorio, con un taglio divulgativo e una forte attenzione al rapporto tra grotte, ambiente e storia locale.[1][2]
Carlo Marchesetti e il Carso triestino
Venerdì 12 giugno, alle
Conferenza e uscita sul Carso tra botanica, archeologia, paleontologia e grotte tutelate
A Trieste il calendario di TAM – Tutela Ambiente Montano propone due momenti dedicati a Carlo Marchesetti e al paesaggio carsico. Il programma unisce una serata di approfondimento scientifico e un’escursione sul territorio, con un taglio divulgativo e una forte attenzione al rapporto tra grotte, ambiente e storia locale.[1][2]
Carlo Marchesetti e il Carso triestino
Venerdì 12 giugno, alle 18.30, nella sala proiezioni della Società Alpina delle Giulie, Sergio Dolce presenterà la proiezione “Carlo Marchesetti botanico, archeologo e paleontologo”. L’incontro si lega al centenario della morte dello studioso triestino, nato nel 1850 e morto nel 1926, già direttore del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste per quarant’anni.[1] Marchesetti ebbe interessi ampi e trasversali. Si occupò di botanica, di archeologia e di paleontologia, e lasciò lavori importanti sulla flora di Trieste e sui siti preistorici del Carso. La sua attività toccò anche l’ambito ipogeo, con ricerche in grotte di interesse archeologico come la Grotta Azzurra di Samatorza, la Grotta dell’Orso e la Caverna Pocala di Aurisina.[1]
Grotte e ricerca scientifica
L’appuntamento richiama un tema centrale per la speleologia: le grotte non sono solo luoghi da esplorare, ma ambienti che conservano tracce utili a molte discipline scientifiche. Il materiale divulgativo richiamato per questa notizia ricorda che le cavità hanno un ambiente stabile e a bassa energia, quindi possono trattenere sedimenti, resti biologici e testimonianze storiche per tempi molto lunghi.[2] Per questo motivo la speleologia è strettamente connessa alla ricerca scientifica. Nel caso triestino, la figura di Marchesetti permette di leggere il Carso come spazio di studio, non solo come scenario naturale.[2][1]
Escursione del 14 giugno
Domenica 14 giugno è prevista un’escursione ad anello con Sergio Dolce, pensata per attraversare ambienti carsici caratterizzati da boschi e grotte. Il percorso comprende la visita al Castelliere del Monte San Leonardo e alla Grotta dell’Acqua, o Grotta di Boriano, inserita nel sistema di tutela della direttiva Habitat Natura 2000.[1] L’uscita si collega anche alla 14ª edizione di “In cammino nei Parchi e aree protette”. L’iniziativa è aperta a soci e non soci CAI, con iscrizioni raccolte al termine della conferenza di venerdì. Il doppio appuntamento unisce così divulgazione e frequentazione consapevole del territorio.[1]
Un messaggio di tutela
La proposta di TAM mette in evidenza anche il valore della conservazione. Le grotte e gli ambienti carsici sono fragili e richiedono attenzione, soprattutto quando entrano in relazione con attività culturali, escursionistiche e scientifiche.[2] In questo senso, il richiamo alla Grotta dell’Acqua tutelata da Natura 2000 è significativo. L’iniziativa triestina offre quindi un’occasione per ricordare Marchesetti, ma anche per leggere il Carso come un paesaggio da conoscere e proteggere.[2][1]
Una figura poliedrica
Il centenario della morte di Marchesetti diventa il filo conduttore di un percorso che intreccia scienze naturali, archeologia e frequentazione del mondo sotterraneo. Sergio Dolce, già direttore del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste, porterà immagini e contenuti che restituiscono la complessità di questa figura.[1] Per il pubblico speleologico, l’evento ha un interesse particolare perché lega la storia della ricerca al territorio carsico triestino. È un richiamo diretto al ruolo delle grotte come archivi naturali e culturali del paesaggio.[2]
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La Domus Liceo Cavour, scoperta nei sotterranei del Liceo Cavour vicino al Colosseo, collega racconti scolastici, indagini archeologiche e un progetto di apertura al pubblico.[1][2][3]
Domus Liceo Cavour sotto il Liceo Cavour di Roma
Negli ambienti sotterranei della palestra maschile del Liceo Scientifico Cavour sono emersi i resti, in ottimo stato di conservazione, di una porzione di grande domus di epoca medio-imperiale, oggi indicata come Domus Liceo Cavour.[2][1]
Il sito s
La Domus Liceo Cavour, scoperta nei sotterranei del Liceo Cavour vicino al Colosseo, collega racconti scolastici, indagini archeologiche e un progetto di apertura al pubblico.[1][2][3]
Domus Liceo Cavour sotto il Liceo Cavour di Roma
Negli ambienti sotterranei della palestra maschile del Liceo Scientifico Cavour sono emersi i resti, in ottimo stato di conservazione, di una porzione di grande domus di epoca medio-imperiale, oggi indicata come Domus Liceo Cavour.[2][1]
Il sito si trova nel rione Monti, in un settore centrale della Roma antica tra le Carinae e l’Esquilino, a breve distanza dal Colosseo.[4][2]
La scoperta è stata resa pubblica dopo l’avvio delle attività archeologiche e di pulizia degli ambienti interrati, partite nel quadro del progetto “Cantieri Narranti” della Soprintendenza Speciale di Roma.[1][2]
Racconti degli studenti e segnalazioni per la Domus Liceo Cavour
Per anni, all’interno del Liceo Cavour, hanno circolato racconti su ambienti e passaggi nascosti sotto gli spazi scolastici, considerati da molti poco più che una leggenda di istituto.[3][5]
Secondo la ricostruzione emersa tra fonti scolastiche e stampa internazionale, quelle voci hanno contribuito a riaccendere l’attenzione sul seminterrato, mentre il personale docente ha poi trasmesso le informazioni alla Soprintendenza, aprendo la strada all’intervento ufficiale.[5][3][1]
La notizia assume interesse anche per il mondo della speleoarcheologia urbana, perché mostra come un ambiente ipogeo frequentato solo marginalmente possa conservare strutture antiche ancora leggibili sotto edifici moderni.[2][5]
Villa romana del II secolo con affreschi e stucchi conservati
Le strutture individuate appartengono a una residenza della metà del II secolo d.C. o, più in generale, dell’età medio-imperiale, con ambienti voltati e superfici decorate ancora in parte leggibili.[3][2]
Le pareti e le volte conservano intonaci decorati, motivi floreali, figure umane e stucchi monocromi, mentre altre fonti segnalano anche affreschi e mosaici tra gli elementi più rilevanti del complesso.[4][2]
Prima degli interventi, la domus risultava in gran parte interrata e presentava cinque ambienti visibili, due dei quali non interessati direttamente dai lavori più recenti.[2]
Nomi antichi e contesto sociale della Domus Liceo Cavour
Uno dei dati più interessanti riguarda il rinvenimento storico di una fistula in piombo con i nomi di Umbria Albina e L. Fabius Gallus, elementi utili per la contestualizzazione cronologica e sociale del complesso.[2] Questi riferimenti fanno pensare a un’abitazione collegata a personaggi di rango elevato, inserita in un settore urbano di particolare importanza nella topografia della Roma imperiale.[4][2] Il nome definitivo della villa non è ancora fissato, e la denominazione Domus Liceo Cavour resta per ora quella adottata in attesa che lo scavo fornisca dati più certi sui proprietari e sulla storia edilizia della residenza.[1][3]
Apertura al pubblico della Domus Liceo Cavour e percorso di visita
Il progetto in corso prevede il consolidamento e il restauro delle murature e delle volte, la pulitura delle superfici decorate, la rimozione di elementi moderni intrusivi e la sistemazione degli accessi.[2] È previsto anche un ingresso diretto dalla strada, con un percorso di visita corredato da apparati didattici e materiali informativi, così da rendere il sito fruibile in condizioni di maggiore sicurezza e accessibilità.[2] Secondo le anticipazioni diffuse dalla stampa internazionale, scuola e soprintendenza puntano ad aprire la Domus Liceo Cavour ai visitatori, con la possibilità che proprio gli studenti coinvolti nella riscoperta possano diventare guide del futuro percorso.[6][3]
Archeologia urbana e memoria scolastica nel caso del Liceo Cavour
La vicenda del Liceo Cavour unisce memoria scolastica, stratificazione urbana e ricerca archeologica in uno dei punti più densi della città storica.[5][2] In questo caso, il sottosuolo non ha restituito soltanto ambienti antichi ben conservati, ma anche un esempio concreto di come una segnalazione nata in ambito scolastico possa trasformarsi in un cantiere di studio e valorizzazione pubblica.[3][1][2] Per Roma, la Domus Liceo Cavour aggiunge un nuovo tassello alla lettura del patrimonio nascosto sotto gli edifici contemporanei, con ricadute culturali che interessano archeologia, didattica e gestione dei siti ipogei.[3][2]
Fonti [1] Domus Liceo Cavour https://www.liceocavour.edu.it/web/?page_id=1636 [2] [PDF] 132 – Domus Liceo Cavour https://soprintendenzaspecialeroma.it/wp-content/uploads/2026/03/id-132-Domus-Liceo-Cavour.pdf [3] Italian teenagers discover 1800-year-old Roman luxury … https://www.livescience.com/archaeology/romans/italian-teenagers-discover-1-800-year-old-roman-luxury-house-underneath-their-high-school-gym [4] Scoperta una domus romana sotto il liceo Cavour: affreschi … https://www.fanpage.it/roma/scoperta-una-domus-romana-sotto-il-liceo-cavour-affreschi-e-mosaici-nella-scuola-a-due-passi-dal-colosseo/ [5] A Second-Century Roman Villa Emerges Beneath Rome’s Liceo Cavour https://www.wantedinrome.com/news/a-second-century-roman-villa-emerges-beneath-romes-liceo-cavour.html [6] Unos alumnos de Roma descubren una lujosa domus romana de … https://www.lavanguardia.com/historiayvida/20260605/11556926/alumnos-roma-descubren-lujosa-domus-romana-1800-anos-debajo-gimnasio-instituto-roma-coliseo.html [12] Convegno: Cavità di origine antropica, modalità d’indagine, aspetti … https://www.scintilena.com/convegno-cavita-di-origine-antropica-modalita-dindagine-aspetti-di-catalogazione-analisi-della-pericolosita-monitoraggio-e-valorizzazione/11/28/ [13] Corso di speleoarcheologia con Sotterranei di Roma https://www.scintilena.com/corso-di-speleoarcheologia-con-sotterranei-di-roma/03/28/ [14] Nuovi scavi della Cattedra di Preistoria dell’Università di … https://www.scintilena.com/nuovi-scavi-della-cattedra-di-preistoria-delluniversita-di-roma-tor-vergata-a-sezze/08/16/ [15] Il Gruppo Vespertilio in azione in cavità artificiali https://www.scintilena.com/il-gruppo-vespertilio-in-azione-in-cavita-artificiali/05/06/ [16] XV Giornata Nazionale delle Miniere 2023: Territorio e Memorie a Domusnovas – Scintilena https://www.scintilena.com/xv-giornata-nazionale-delle-miniere-2023-territorio-e-memorie-a-domusnovas/05/23/ [17] Forum Novum: riprese le ricerche speleo-archeologiche https://www.scintilena.com/forum-novum-riprese-le-ricerche-speleo-archeologiche/02/10/ [18] “Ghiacciai nascosti. La vita nelle grotte con ghiaccio”: ricerca, clima … https://www.scintilena.com/ghiacciai-nascosti-la-vita-nelle-grotte-con-ghiaccio-ricerca-clima-ed-ecosistemi-invisibili-nelle-prealpi-venete/01/28/ [19] Archeologia subacquea in ambienti chiusi: a Roma si svela il mondo … https://www.scintilena.com/archeologia-subacquea-in-ambienti-chiusi-a-roma-si-svela-il-mondo-sommerso/02/13/ [20] Lascaux: Quando il Patrimonio Paleolitico Incontra la Fragilità dell … https://www.scintilena.com/lascaux-quando-il-patrimonio-paleolitico-incontra-la-fragilita-dellambiente-carsico/01/20/ [21] Acquae Imperatorum: dieci anni di esplorazioni speleosubacquee … https://www.scintilena.com/acquae-imperatorum-dieci-anni-di-esplorazioni-speleosubacquee-svelano-il-sistema-idrico-nascosto-di-roma/03/02/ [22] Zone carsiche e Tubi di lava segnalati dall’UNESCO per diventare … https://www.scintilena.com/zone-carsiche-e-tubi-di-lava-segnalati-dallunesco-per-diventare-patrimonio-dellumanita/06/20/ [23] L’Acquedotto Vergine: Due Millenni di Ingegneria Idraulica Romana … https://www.scintilena.com/perfetto-ho-raccolto-unampia-documentazione-procedo-con-la-redazione-della-ricerca-approfondita/01/28/ [24] La Miniera Abbandonata non è una Rovina: è un Organismo che … https://www.scintilena.com/la-miniera-abbandonata-non-e-una-rovina-e-un-organismo-che-cambia/04/28/ [25] Le Rocce Sedimentarie: Gli Archivi Naturali della Storia … https://www.scintilena.com/le-rocce-sedimentarie-gli-archivi-naturali-della-storia-terrestre/10/04/ [26] Da una leggenda alla domus romana sotto il Cavour https://www.facebook.com/groups/873738140260282/posts/1772326290401458/ [27] Scoperta una domus romana sotto il liceo Cavour https://www.zazoom.it/2026-06-02/scoperta-una-domus-romana-sotto-il-liceo-cavour-affreschi-e-mosaici-nella-scuola-a-due-passi-dal-colosseo/19288988/ [28] Laboratori per le Scuole https://www.domusromanalucca.it/visite-scolastiche/ [29] Roma, una magnifica domus è stata scoperta sotto a un liceo https://initalia.virgilio.it/roma-magnifica-domus-liceo-67651 [30] Roman domus with intact paintings and stucco work … https://www.facebook.com/groups/thearchaeologynewsnetwork/posts/27911993181722195/ [31] Students uncover a 1,800-year-old Roman mansion hidden beneath their school gym in Rome https://timesofindia.indiatimes.com/world/rest-of-world/students-uncover-a-1800-year-old-roman-mansion-hidden-beneath-their-school-gym-in-rome/articleshow/131564773.cms [32] Lettera_Orientamento_Sito https://lcavour.edu.it/wp-content/uploads/sites/922/Lettera_Orientamento_Sito.pdf?x84004 [33] Uns alumnes de Roma descobreixen una de luxosa domus romana de fa 1.800 anys sota el gimnàs del seu institut, a prop del Colosseu https://www.lavanguardia.com/encatala/20260608/11556954/uns-alumnes-roma-descobreixen-luxosa-domus-romana-fa-1-800-anys-sota-gimnas-seu-institut-prop-colosseu-ctx.html [34] Domus Liceo Cavour https://www.liceocavour.edu.it/web/?p=1640
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GEA 2026 porta a Lecce nuove ricerche tra carsismo salentino, archeologia costiera e studio del sottosuolo.
L’incontro del 13 giugno, nella sede della Soprintendenza in via Libertini, riunisce relazioni dedicate alle grotte, agli insediamenti antichi e ai reperti emersi dalle indagini più recenti.
GEA 2026 e la Soprintendenza di Lecce
Le Giornate Europee dell’Archeologia 2026 a Lecce si svolgono dalle 10 alle 13 e sono introdotte dal soprintendente arch. Antonio Zunno.
Il
GEA 2026 porta a Lecce nuove ricerche tra carsismo salentino, archeologia costiera e studio del sottosuolo.
L’incontro del 13 giugno, nella sede della Soprintendenza in via Libertini, riunisce relazioni dedicate alle grotte, agli insediamenti antichi e ai reperti emersi dalle indagini più recenti.
GEA 2026 e la Soprintendenza di Lecce
Le Giornate Europee dell’Archeologia 2026 a Lecce si svolgono dalle 10 alle 13 e sono introdotte dal soprintendente arch. Antonio Zunno.
Il programma mette al centro il rapporto tra ricerca archeologica e ambiente carsico, un tema che interessa direttamente anche la speleologia. La giornata è pensata come momento di restituzione pubblica su studi avviati nel territorio salentino.
Carsismo nel Salento
Tra gli interventi più attesi c’è quello dedicato al carsismo nel Salento, con dati preliminari dalle nuove ricerche speleologiche e archeologiche in territorio di Melendugno.
La relazione, firmata da A. Pansini, I. Tiberi e A. Potenza, è condotta in collaborazione con il Gruppo Speleologico Leccese “Ndronico” e con il Laboratorio di Archeozoologia LAZUS dell’Università del Salento. Il tema conferma quanto il carsismo sia uno strumento utile per leggere la storia del territorio, non solo dal punto di vista geologico ma anche archeologico.
Punta dell’Aspide e insediamenti
Un altro contributo riguarda i ritrovamenti di Punta dell’Aspide a Nardò, inseriti nel quadro degli insediamenti costieri salentini dell’Età del Bronzo.
La relazione presenta ricerche e studi condotti nel biennio 2024-2025 da S. Strafella, I. Tiberi e G. Aprile. Questo filone di lavoro aiuta a collegare i dati raccolti sul terreno con le dinamiche di frequentazione antica delle coste.
Lecce tra scavo e centro storico
Il programma include anche due interventi dedicati alla città. Dopo l’anfiteatro presenta le indagini archeologiche nel centro storico di Lecce, mentre Il porto, la chiesa, il castello affronta l’archeologia di San Cataldo. Le relazioni mostrano come il sottosuolo urbano e costiero continui a restituire informazioni su assetti antichi e trasformazioni successive. In questo contesto, il confronto tra archeologi e speleologi diventa particolarmente utile.[2][1]
Laboratorio sui reperti
La mattinata comprende anche un’attività laboratoriale curata da S. Taurino, dal titolo Dallo scavo al museo. Il laboratorio è dedicato alla schedatura di reperti archeologici in consegna alla Soprintendenza. Al termine delle relazioni sarà possibile esaminare una selezione dei materiali rinvenuti, offrendo al pubblico un contatto diretto con le testimonianze emerse dagli studi.[1]
Speleologia e archeologia
Il taglio dell’iniziativa conferma il valore della speleologia come supporto alla ricerca storica e archeologica. Le grotte e le cavità, per la loro capacità di conservare tracce e depositi, sono ambienti decisivi per comprendere frequentazioni antiche, mutamenti del paesaggio e relazione tra uomo e sottosuolo. A Lecce, il legame tra carsismo, archeologia e tutela emerge quindi come il filo conduttore dell’intera giornata.[2][1]
Fonti
Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, programma GEA 2026.[1]
Materiali su speleologia e ricerca scientifica.[2]
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E’ come fare un parco divertimenti al cimitero
Tra il 10 e l’11 giugno 2026 si è svolta una visita istituzionale tra il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna e il Parco Regionale delle Alpi Apuane.
L’appuntamento si è tenuto alla fortezza di Mont’Alfonso, a Castelnuovo di Garfagnana, una delle sedi del parco toscano.
In tutta franchezza, la redazione di Scintilena non riesce a capire come si possa realizzare un parco in un posto dove le montagne vengono distrut
Tra il 10 e l’11 giugno 2026 si è svolta una visita istituzionale tra il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna e il Parco Regionale delle Alpi Apuane.
L’appuntamento si è tenuto alla fortezza di Mont’Alfonso, a Castelnuovo di Garfagnana, una delle sedi del parco toscano.
In tutta franchezza, la redazione di Scintilena non riesce a capire come si possa realizzare un parco in un posto dove le montagne vengono distrutte e l’ambiente compromesso per sempre.
Sarebbe meglio togliere fondi a questi scempi legalizzati che godono dell’appoggio della politica e delle lobby.
Il confronto ha riguardato la collaborazione tra i due enti, con attenzione ai progetti transfrontalieri, alle attività istituzionali e alla candidatura del Parco Geominerario al Global Geoparks Network.
Nel corso della riunione sono emersi anche i passaggi necessari per costruire il percorso di adesione alla rete internazionale.
Parco Geominerario e Alpi Apuane: collaborazione istituzionale e progettuale
A rappresentare il Parco Geominerario erano presenti il Commissario Straordinario Roberto Curreli e il Direttore Fabrizio Atzori.
Ad accoglierli c’erano il Presidente del Parco Regionale delle Alpi Apuane Andrea Tagliasacchi, la Direttrice Donella Consolati, Alessia Amorfini, Geopark Manager e Coordinatrice nazionale Geoparchi, e Giuseppe Otria, consulente scientifico e ricercatore del CNR.
L’incontro ha offerto un quadro utile per rafforzare il dialogo tra due realtà che operano in territori diversi, ma accomunati da temi legati alla geologia, alla valorizzazione ambientale e alla gestione del patrimonio naturale. In questo contesto, la collaborazione tra Parco Geominerario e Alpi Apuane assume un valore operativo e istituzionale.
Parco Geominerario e candidatura al Global Geoparks Network
Uno dei punti centrali della missione è stato il dossier per l’ingresso del Parco Geominerario nel Global Geoparks Network. I vertici dell’ente sardo hanno illustrato il percorso che intendono seguire per arrivare alla presentazione della candidatura.
È stato annunciato il coinvolgimento formale dei ministeri competenti, della Regione Autonoma della Sardegna, della Comunità del Parco, dei Comuni già aderenti alla rete e di quelli che entreranno in seguito. Saranno coinvolti anche gli altri soggetti interessati presenti sul territorio sardo.
La candidatura al Global Geoparks Network richiederà quindi un lavoro coordinato e condiviso. Il progetto punta a rafforzare il profilo internazionale del parco e a inserirlo nuovamente nel più alto ambito della rete dei geoparchi.
Tavolo permanente e confronto con i territori
Durante la visita è stata proposta anche l’istituzione di un tavolo di consultazione e lavoro permanente. Questo strumento dovrebbe accompagnare il processo di candidatura e favorire il dialogo con istituzioni e comunità locali.
L’obiettivo è avviare una serie di incontri nei territori interessati, per illustrare il progetto e raccogliere contributi utili alla sua definizione. La costruzione del dossier, in questa fase, appare legata alla partecipazione di più livelli istituzionali e alla condivisione del percorso con le comunità.
Nel quadro dell’incontro, la candidatura al Global Geoparks Network è stata quindi trattata come un processo da costruire nel tempo, con un ruolo centrale per il coordinamento tra enti, amministrazioni e soggetti scientifici.
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Videoinstallazioni, Cassero di Porta Lame e divulgazione speleologica nel programma del GSB-USB
Inaugurazione a Bologna
Bologna ospita una nuova iniziativa del Gruppo Speleologico Bolognese-Unione Speleologica Bolognese, con l’inaugurazione delle videoinstallazioni in programma venerdì 12 giugno alle 20.30 presso la sede del GSB-USB Aps al Cassero di Porta Lame.
La sede, punto di riferimento per la speleologia cittadina, è da anni sede di attività culturali, incontri e visite
Videoinstallazioni, Cassero di Porta Lame e divulgazione speleologica nel programma del GSB-USB
Inaugurazione a Bologna
Bologna ospita una nuova iniziativa del Gruppo Speleologico Bolognese-Unione Speleologica Bolognese, con l’inaugurazione delle videoinstallazioni in programma venerdì 12 giugno alle 20.30 presso la sede del GSB-USB Aps al Cassero di Porta Lame.
La sede, punto di riferimento per la speleologia cittadina, è da anni sede di attività culturali, incontri e visite legate al mondo sotterraneo.[2][3][1]
Le videoinstallazioni saranno visitabili anche sabato 13 giugno dalle 16 alle 19, offrendo al pubblico un’occasione di accesso agli spazi del Cassero e alle proposte del gruppo.
L’apertura in due giornate consente di distribuire le visite e di presentare il lavoro in modo più ampio.[3][1]
Il ruolo del GSB-USB
Il GSB-USB è una realtà storica della speleologia bolognese e regionale, attiva nella promozione di ricerche, indagini e attività culturali sul territorio.
La sede del Cassero di Porta Lame ospita anche il Museo di Speleologia “Luigi Fantini”, riconosciuto tra i musei della Città Metropolitana di Bologna e aperto su appuntamento.[2][3]
Negli anni il gruppo ha affiancato all’attività esplorativa una presenza costante nella divulgazione, con conferenze, corsi e incontri pubblici.
Questo appuntamento si colloca in una linea già nota, che unisce documentazione, racconto e valorizzazione del patrimonio sotterraneo.[3][2]
Videoinstallazioni e fruizione pubblica
L’iniziativa delle videoinstallazioni porta nel Cassero un linguaggio visivo pensato per accompagnare il pubblico nella conoscenza della speleologia e dei suoi temi.
La proposta si lega alla funzione culturale della sede, che ospita eventi temporanei e attività aperte alla cittadinanza.[1][3]
La scelta di un fine settimana di apertura facilita la partecipazione di appassionati, studiosi e curiosi.
Per il mondo speleologico, questi momenti hanno un valore concreto, perché rendono visibile un lavoro che spesso resta lontano dai riflettori.
Un presidio culturale per la speleologia
Il Cassero di Porta Lame continua così a essere un presidio importante per la speleologia bolognese.
La presenza del museo e delle attività del GSB-USB conferma il ruolo del gruppo nella conservazione della memoria speleologica e nella divulgazione al pubblico.[2][3]
In una città che ospita da tempo iniziative dedicate al sottosuolo, la nuova apertura aggiunge un tassello al rapporto tra ricerca, esposizione e partecipazione.
Le videoinstallazioni, in questo quadro, diventano uno strumento per avvicinare un pubblico più ampio ai temi della speleologia.[3][2]
Fonti [1] “Un uomo con una lampada nella grotta” Cinque descrizioni … https://www.instagram.com/p/DZW4u39MP5k/ [2] Unione Speleologica Bolognese (GSB-USB) – F.S.R.E.R. https://fsrer.it/site/gsb-usb/ [3] Cultura – Museo di Speleologia “Luigi Fantini” https://www.cittametropolitana.bo.it/cultura/guidaMusei/Museo_di_Speleologia_Luigi_Fantini [8] Gli speleologi di Bologna propongono il virtual tour del Museo … https://www.scintilena.com/gli-speleologi-di-bologna-propongono-il-virtual-tour-del-museo-di-speleologia/12/28/ [9] Le Cave di lapis specularis nella Vena del Gesso … https://www.scintilena.com/le-cave-di-lapis-specularis-nella-vena-del-gesso-romagnola/05/24/ [10] Auyán-Tepui: grotte alle origini del tempo, presentazione a … https://www.scintilena.com/auyan-tepui-grotte-alle-origini-del-tempo-presentazione-a-bologna/06/10/ [11] Pagina 32 di 2306 – Una luce nel buio – Notiziario di … – Scintilena https://www.scintilena.com/page/32/?act=topiccont&fid=1&id=1&lang=cn&numall=10&page=1&pageall=1&sid=18 [12] “Usi impropri delle grotte(?). La fruizione delle cavità nell … https://www.scintilena.com/usi-impropri-delle-grotte-la-fruizione-delle-cavita-nelliconografia-antica-e-moderna-webinar-a-del-gruppo-speleologico-bolognese-unione-speleologica-bolognese/12/01/ [13] Addio a Giancarlo Pasini, pioniere delle esplorazioni speleologiche … https://www.scintilena.com/addio-a-giancarlo-pasini-pioniere-delle-esplorazioni-speleologiche-italiane/03/07/ [14] al via il 62° Corso di Speleologia a Bologna https://www.scintilena.com/scopri-il-mondo-sotterraneo-al-via-il-62-corso-di-speleologia-a-bologna/03/14/ [15] un tributo alla speleologia e alla ricerca scientifica https://www.scintilena.com/ricordando-il-paso-un-tributo-alla-speleologia-e-alla-ricerca-scientifica/02/05/ [16] I sotterranei di Parigi, al buio nella Ville Lumière https://www.scintilena.com/i-sotterranei-di-parigi-al-buio-nella-ville-lumiere/07/02/ [17] Libro sulle Grotte Bolognesi https://www.scintilena.com/libro-sulle-grotte-bolognesi/04/21/ [18] Unione Speleologica Bolognese GSB-USB https://www.facebook.com/GSB.USB/?locale=it_IT [19] gruppo speleologico bolognese (@gsb.usb) https://www.instagram.com/gsb.usb/ [20] Gruppo Speleologico Bolognese https://www.openspeleo.org/openspeleo/index.php?mod=groups&nav=1&page=2&nv_country=105&viewmode=icon&op=view&id=92 [21] 147.pdf https://www.gsb-usb.it/sottoterra/147.pdf [22] 2026_LOCANDINA – GINNASIO – IV EDIZIONE – DEF https://assets.culturabologna.it/bc25ddd4-4cc4-4d93-81a1-79aa549a219c-2026-locandina-ginnasio-iv-edizione-def.pdf
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Ipogeo Santa Chiara Nocera Inferiore, rilievi tecnici e nuove indagini nella chiesa del monastero dopo i danni causati da umidità e degrado della pavimentazione.
A Nocera Inferiore, sotto la chiesa di Santa Chiara, è emerso un vasto ambiente sotterraneo durante accertamenti nati da un problema conservativo della pavimentazione e delle murature.
La scoperta dell’ipogeo Santa Chiara Nocera Inferiore inserisce ora il restauro della chiesa in un quadro più ampio, che coinvolge anche
Ipogeo Santa Chiara Nocera Inferiore, rilievi tecnici e nuove indagini nella chiesa del monastero dopo i danni causati da umidità e degrado della pavimentazione.
A Nocera Inferiore, sotto la chiesa di Santa Chiara, è emerso un vasto ambiente sotterraneo durante accertamenti nati da un problema conservativo della pavimentazione e delle murature.
La scoperta dell’ipogeo Santa Chiara Nocera Inferiore inserisce ora il restauro della chiesa in un quadro più ampio, che coinvolge anche la lettura storica e archeologica del complesso.
Ipogeo Santa Chiara
La vicenda prende avvio da un progressivo deterioramento del pavimento in marmo e delle pareti laterali della chiesa, segnati da fenomeni di umidità che hanno reso necessarie verifiche mirate.
Nel corso di queste indagini, attraverso un condotto di aerazione, è stata introdotta una microcamera che ha documentato la presenza di un’aula sotterranea di notevoli dimensioni, rimasta nascosta sotto l’edificio sacro.
In questo modo la scoperta dell’ipogeo Santa Chiara Nocera Inferiore non nasce da uno scavo programmato, ma da un controllo tecnico legato alla conservazione della chiesa e alla ricerca delle cause del degrado.
Rilievi a Nocera
Le operazioni successive hanno definito meglio la consistenza dello spazio ipogeo.
I rilievi, coordinati dall’architetto Vincenzo Piccolo e supportati dalle acquisizioni laser scanner eseguite dal geometra Gennaro Pagano, hanno restituito l’immagine di un ambiente con volte e pilastri, esteso quasi quanto la chiesa sovrastante e posto a circa 2,40 metri di profondità.
Per ottenere la documentazione tridimensionale, il geometra Giovanni Pignataro si è calato nel vano dal foro di ventilazione, permettendo di trasformare una prima evidenza visiva in un quadro metrico più preciso e utile alle prossime analisi sull’ipogeo Santa Chiara Nocera Inferiore.
Storia del monastero
Il contesto storico rende la scoperta ancora più rilevante.
Il complesso monastico di Santa Chiara risale infatti alla fine del Duecento ed è documentato già nel 1304, dato che colloca la chiesa e il monastero dentro una lunga stratificazione edilizia e religiosa della città.
Il monastero di Santa Chiara è inoltre indicato dal portale civico del Comune di Nocera Inferiore in via Raffaele Libroia, mentre una campagna di restauro delle pitture murali del complesso era già stata avviata nel 2006 su iniziativa della Soprintendenza, segno di un interesse conservativo che precede la scoperta attuale.[1][2]
Restauro della chiesa
L’ambiente sotterraneo dovrà ora essere interpretato con attenzione, perché la sua funzione originaria non è ancora definita.
Le prossime indagini stratigrafiche saranno decisive per capire se si tratti di uno spazio legato a fasi costruttive precedenti, a opere di fondazione, a un ambiente di servizio oppure a una struttura riadattata nel tempo insieme al monastero.
In questa fase, l’ipogeo Santa Chiara Nocera Inferiore diventa quindi un elemento centrale sia per il progetto di restauro della chiesa sia per la ricostruzione storica del complesso.
Archeologia e prospettive
Nel corso dei secoli, il monastero ha già conosciuto trasformazioni importanti, in particolare dopo l’alluvione del 1742 e il terremoto del 1857, quando furono eseguiti interventi di consolidamento che possono avere inciso sull’assetto edilizio oggi visibile.
Per questo la nuova cavità sotterranea non va letta come un episodio isolato, ma come una possibile tessera di una vicenda costruttiva complessa, in cui eventi naturali, restauri e rifacimenti hanno modificato il rapporto tra gli spazi in superficie e quelli nascosti.
Per Nocera Inferiore, la scoperta apre quindi un cantiere di studio che interessa insieme tutela, archeologia del costruito e conoscenza del patrimonio religioso locale, con l’ipogeo Santa Chiara Nocera Inferiore destinato a diventare uno dei punti più osservati delle prossime fasi di ricerca.
Come vengono gestite le scoperte archeologiche urbane
Le scoperte archeologiche urbane vengono in genere gestite con una sequenza precisa di verifiche, autorizzazioni e misure di tutela, prima ancora di pensare a scavo e valorizzazione. In Italia la fase iniziale passa di norma dalla Soprintendenza competente, che valuta l’interesse del rinvenimento e decide come procedere.[soprintendenzaluccaemassacarrara.cultura.gov]
Primo intervento
Quando un ritrovamento emerge durante lavori edilizi, restauro o indagini tecniche, la priorità è mettere in sicurezza l’area e fermare le attività che possono danneggiare il contesto. La normativa prevede anche la denuncia del rinvenimento fortuito entro 24 ore e la conservazione del bene nel luogo di scoperta, salvo esigenze di sicurezza.[scintilena]
Valutazione scientifica
Dopo la segnalazione, intervengono archeologi e tecnici per documentare il contesto con rilievi, fotografie, schede e, quando serve, scansioni o modelli tridimensionali. Le indagini preventive servono a capire se il rinvenimento richiede uno scavo vero e proprio, un semplice monitoraggio o un progetto di restauro integrato.[sabap-pr.cultura.gov]
Ruolo della Soprintendenza
La Soprintendenza non si limita ad autorizzare. Coordina la direzione scientifica, verifica la documentazione e può imporre saggi archeologici, prescrizioni conservative o ulteriori analisi prima della ripresa dei lavori. Nei casi di scavo archeologico, la responsabilità scientifica resta centrale e la relazione finale deve seguire standard tecnici precisi.[soprintendenza.venezia.beniculturali]
Cantiere e tutela
In ambito urbano, la gestione è spesso complessa perché i resti si trovano sotto edifici, strade o impianti moderni. Per questo archeologia e urbanistica devono procedere insieme, cercando un equilibrio tra tutela, sicurezza e continuità dei lavori pubblici o privati. Quando il bene è conservato in situ, si preferisce proteggerlo senza rimuoverlo, se le condizioni lo consentono.[e-l.unifi]
Valorizzazione finale
Una volta conclusa la fase di studio, la scoperta può essere integrata nel progetto di restauro o trasformata in un elemento di conoscenza per la città. La valorizzazione, però, arriva dopo la documentazione e la messa in sicurezza, non prima.[colosseo]
Tecnologie di rilievo archeologico non invasivo in ambito urbano
Le tecnologie di rilievo archeologico non invasivo in ambito urbano servono a documentare il sottosuolo senza alterarlo, prima di aprire scavi o intervenire sui manufatti. Oggi il lavoro si basa soprattutto su fotogrammetria, laser scanner, georadar, geofisica e, nei casi più avanzati, radiografia muonica.[scintilena]
Rilievo 3D urbano
Il laser scanner e la fotogrammetria digitale sono tra gli strumenti più usati per ricostruire edifici, ipogei e contesti archeologici complessi in tre dimensioni. Queste tecniche permettono di ottenere nuvole di punti dense e modelli metrici utili per lo studio, la conservazione e la progettazione dei restauri.[archcalc.cnr]
Georadar e geofisica
In città, il georadar è particolarmente utile perché consente di leggere le discontinuità del sottosuolo senza perforazioni. A esso si affiancano resistività elettrica e magnetometria, che aiutano a individuare muri, vuoti, fosse e altre anomalie sepolte.[masterin]
Droni e telerilevamento
Quando gli spazi lo consentono, i droni supportano il rilievo aerofotogrammetrico e la documentazione di aree estese. La combinazione con sistemi GNSS e punti di controllo a terra migliora la georeferenziazione e collega il sito urbano al suo contesto territoriale.[atti.asita]
Tecniche avanzate
La radiografia muonica è una soluzione più recente, utile in contesti urbani dove non è possibile usare metodi invasivi. Questa tecnica ha già mostrato la capacità di individuare camere o vuoti nascosti dietro masse murarie o sotto strutture antiche, aprendo nuove possibilità per l’archeologia urbana.[scintilena]
Uso operativo
Nella pratica, queste tecnologie vengono spesso combinate in modo complementare. Il laser scanner documenta le geometrie, il georadar cerca le anomalie nel sottosuolo e la fotogrammetria restituisce texture e dettagli visivi, creando un archivio digitale utile anche per la fruizione virtuale. Questo approccio riduce i rischi per il bene e aiuta a prendere decisioni più rapide nei cantieri urbani.[scintilena]
Integrazione BIM nella conservazione preventiva di siti antichi
L’integrazione del BIM nella conservazione preventiva di siti antichi consiste nell’uso di modelli informativi digitali, spesso in forma HBIM o ABIM, per raccogliere in un unico ambiente dati geometrici, materici, storici e manutentivi del bene. In questo modo il modello non serve solo a rappresentare il sito, ma a programmare monitoraggi, manutenzioni e interventi prima che il degrado diventi un danno maggiore.[pompeiisites]
Modello informativo
Nel patrimonio storico il BIM viene adattato come HBIM, cioè Heritage Building Information Modeling, con finalità documentali, gestionali e manutentive per edifici e complessi esistenti. Il modello registra stratificazioni costruttive, forme di degrado, materiali, interventi subiti nel tempo e attività previste dal piano di manutenzione.[docs.dicatechpoliba]
Conservazione preventiva
Per la conservazione preventiva, il vantaggio principale è la possibilità di confrontare i dati raccolti nel tempo e leggere l’evoluzione del degrado in modo organizzato. Il Parco archeologico di Pompei, per esempio, ha avviato rilievi per la modellazione tridimensionale in BIM della Casa di Arianna proprio con l’obiettivo di monitorare lo stato di conservazione dei manufatti archeologici e pianificare gli interventi.[research.uniroma1]
Dati e monitoraggio
Un sistema HBIM può integrare rilievi laser scanner, fotogrammetria, schede conservative e dati da sensori, così da collegare il modello digitale alle condizioni reali del sito. Questa struttura consente di gestire il monitoraggio del degrado anche strutturale, la catalogazione delle informazioni in archivio digitale e perfino la simulazione degli effetti di eventi catastrofici come i terremoti.[fondamenta.edilizianamirial]
Interoperabilità
L’efficacia cresce quando il BIM dialoga con GIS e database esterni, perché la conservazione di un sito antico dipende anche dal contesto territoriale, ambientale e di rischio. I formati interoperabili come IFC servono proprio a far collaborare archeologi, restauratori, progettisti e amministrazioni sullo stesso patrimonio informativo.[scintilena]
Limiti operativi
L’applicazione del BIM ai siti antichi non è una trasposizione automatica del modello edilizio contemporaneo, perché geometrie irregolari, fasi storiche sovrapposte e incertezze interpretative richiedono workflow specifici. Per questo molti studi parlano di RIM, HBIM o ABIM come adattamenti necessari, orientati non solo al progetto ma alla conoscenza critica e alla manutenzione programmata del bene culturale.[archcalc.cnr]
Il contributo della speleologia in cavità artificiali nella ricerca archeologica
La speleologia in cavità artificiali offre alla ricerca archeologica un contributo concreto in termini di accesso, documentazione, sicurezza e lettura tecnica degli ambienti sotterranei costruiti o riadattati dall’uomo. In Italia questo settore è ormai riconosciuto come un ambito stabile di studio, con attività di censimento, rilievo e valorizzazione di ipogei di interesse storico-archeologico.[scintilena]
Accesso ai contesti
Molti contesti archeologici sotterranei si trovano in spazi angusti, instabili o difficili da raggiungere, come cunicoli, acquedotti, miniere, rifugi e ambienti rupestri. In questi casi la speleologia in cavità artificiali mette a disposizione tecniche di progressione, sicurezza e gestione del rischio che rendono possibile l’indagine diretta del sito.[scintilena]
Documentazione tecnica
Uno dei contributi più importanti riguarda il rilievo topografico e la restituzione spaziale delle cavità. La tradizione della speleologia urbana ha mostrato da tempo che il rilievo interno, affiancato dal corretto posizionamento topografico, fornisce informazioni essenziali per leggere forma, estensione, connessioni e fasi d’uso delle strutture ipogee. A questo si aggiungono oggi modelli 3D, catasti dedicati e protocolli di documentazione sempre più condivisi.[sigeaweb]
Lettura archeologica
Le cavità artificiali sono manufatti e quindi, per loro natura, interessano direttamente l’archeologia del sottosuolo. La ricerca speleologica consente di analizzare opere idrauliche, insediamenti rupestri, gallerie minerarie, ambienti di culto e altri spazi sotterranei che conservano tracce materiali della storia urbana e territoriale. In questo quadro, la speleologia non sostituisce l’archeologia ma la integra con una competenza operativa e spaziale specifica.[scintilena]
Censimento e tutela
Gli speleologi italiani hanno censito e documentato migliaia di sotterranei artificiali, fino alla costruzione di un Catasto delle cavità artificiali italiane promosso dalla Commissione Nazionale Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana. Questo lavoro ha creato una base conoscitiva utile non solo per la ricerca, ma anche per la tutela preventiva e per la pianificazione degli interventi. Anche l’accordo tra Società Speleologica Italiana e Istituto Centrale per l’Archeologia va nella stessa direzione, cioè unire censimento, ricerca e divulgazione sui contesti archeologici sotterranei.[scintilena]
Valore interdisciplinare
Il contributo della speleologia in cavità artificiali è rilevante anche perché unisce archeologia, storia, geologia, idrogeologia, architettura conservativa e analisi del territorio. Proprio questa capacità di lavorare tra discipline diverse rende la speleologia uno strumento utile per comprendere non solo il singolo ipogeo, ma il rapporto tra sottosuolo, città e memoria storica.[scintilena][youtube]
Differenze tra catasto delle cavità naturali e catasto delle cavità artificiali
La differenza principale è che il catasto delle cavità naturali registra grotte formate dai processi geologici, mentre il catasto delle cavità artificiali riguarda spazi scavati o costruiti dall’uomo, come cisterne, cunicoli, miniere e rifugi. Cambiano quindi sia l’origine sia le informazioni che il catasto deve conservare: nel primo caso prevalgono dati geologici e morfologici, nel secondo contano molto anche storia d’uso, funzione, stratificazione antropica e rischi legati alla conservazione.[scintilena]
Cavità naturali
Il catasto delle cavità naturali serve a censire grotte, ingressi, sviluppo, profondità, rilievi topografici, contesto geologico, idrologia e altri attributi utili alla ricerca e alla tutela. In diversi sistemi regionali la cavità naturale è una grotta formata senza intervento umano e viene registrata con schede singole e convalida tecnica del conservatore catastale. Il criterio di base è la morfologia naturale dell’ambiente sotterraneo, non la sua funzione storica o archeologica.[scintilena]
Cavità artificiali
Il catasto delle cavità artificiali raccoglie invece opere ipogee create dall’uomo e documenta posizione, tipologia, stato di conservazione, pericolosità, bibliografia e dati storici o archeologici. Qui il valore del bene non dipende dalla genesi carsica, ma dal suo uso umano e dalla relazione con il tessuto urbano o territoriale. Per questo il catasto delle cavità artificiali è spesso più vicino alla speleologia urbana, all’archeologia del sottosuolo e al restauro architettonico.[scintilena]
Gestione e accesso
Anche la struttura amministrativa è diversa. Il catasto delle grotte naturali tende a essere organizzato per criteri geomorfologici e territoriali, mentre quello delle cavità artificiali richiede spesso una maggiore integrazione con enti culturali, soprintendenze e archivi storici, perché il bene può avere rilevanza archeologica o monumentale. In alcuni contesti la consultazione dei rilievi delle cavità artificiali è anche più protetta, per motivi di sicurezza o di tutela del sito.[fspuglia]
Uso nella ricerca
In sintesi, il catasto delle cavità naturali descrive il sottosuolo della natura, quello delle cavità artificiali descrive il sottosuolo costruito dall’uomo. Il primo è soprattutto uno strumento geologico e speleologico, il secondo è anche un archivio storico, archeologico e conservativo. Proprio questa differenza spiega perché i due catasti abbiano procedure simili nella forma, ma finalità e contenuti molto diversi.[scintilena]
Casi di Studio di integrazione tra speleologia urbana e restauro architettonico
Ci sono diversi casi di studio in cui la speleologia urbana non si limita all’esplorazione, ma diventa uno strumento operativo per il restauro architettonico, perché fornisce rilievi, accesso tecnico, lettura delle stratificazioni e dati utili alla conservazione. I casi più chiari riguardano cisterne storiche, complessi ipogei urbani, gallerie monumentali e chiese con strutture sepolte, dove il lavoro speleologico entra direttamente nel progetto di tutela.[scintilena]
Casi studio
Sito
Integrazione tra speleologia urbana e restauro
Risultato
Fontana del Lantro, Bergamo
Il Gruppo Speleologico Bergamasco “Le Nottole” ha unito ricerca d’archivio, esplorazione della cisterna, rilievo topografico e studio della rete idrica sotterranea urbana. [scintilena]
Il sito è passato da cavità abbandonata a monumento accessibile e valorizzato, con una lettura storica utile anche alla conservazione. [scintilena]
Ipogei di Santarcangelo di Romagna
Una tesi dedicata al complesso ipogeo ha integrato rete topografica di precisione e laser scanner terrestre per il rilievo 3D e la georeferenziazione degli ambienti sotterranei. [amslaurea.unibo]
Gli elaborati metrici ottenuti sono indicati come base funzionale per attività di monitoraggio e restauro delle cavità ipogee. [amslaurea.unibo]
Grotta dei Massacci, Frasso Sabino
Il Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio ha operato in collaborazione con la Soprintendenza, realizzando documentazione fotografica e rilievo 3D LiDAR degli ipogei esplorati. [scintilena]
Il caso mostra come la documentazione speleologica avanzata possa sostenere studio, tutela e future scelte conservative in un contesto archeologico complesso. [scintilena]
Grotta di Seiano, Napoli
Uno studio sul rilievo tridimensionale di ambienti ipogei ha applicato uno scanner mobile alla lunga galleria monumentale romana di Posillipo per acquisire e verificare l’allineamento dei dati. [sifet]
La ricerca evidenzia che il rilievo 3D rapido è utile per rappresentare e gestire passaggi sotterranei complessi, condizione essenziale anche per la conservazione architettonica. [sifet]
Metodi usati
Nei casi citati ricorrono sempre alcune tecniche comuni: rilievo topografico, laser scanner, fotogrammetria, georeferenziazione e analisi archivistica. Quando il restauro riguarda edifici storici sopra ambienti ipogei, si aggiungono spesso indagini diagnostiche non distruttive come il georadar, che possono essere integrate con il laser scanning per leggere il rapporto tra sottosuolo, pavimentazioni e strutture murarie.[iris.unipa]
Perché funziona
La speleologia urbana è utile al restauro architettonico perché consente di lavorare in spazi difficili, documentare geometrie irregolari e capire il funzionamento storico di cisterne, cunicoli, gallerie e camere sotterranee. In questo modo il progetto di restauro non si basa solo sulla parte visibile dell’edificio, ma anche sul sistema ipogeo che ne condiziona stabilità, umidità, uso storico e possibilità di valorizzazione.[scintilena]
Indicazioni operative
Da questi casi emerge un modello abbastanza chiaro: prima si accede in sicurezza agli ambienti, poi si esegue il rilievo metrico e infine si integrano i dati nel progetto conservativo. È proprio questa sequenza, tra speleologia urbana e restauro architettonico, a rendere possibile una conservazione più precisa dei siti antichi e dei loro vuoti nascosti.[scintilena]
Speleologia urbana e restauro architettonico: il ruolo dei gruppi speleo nelle indagini sul patrimonio nascosto
Sottotitolo: speleologia urbana e restauro architettonico si incontrano nelle indagini su ipogei, cisterne e gallerie storiche, dove i gruppi speleo forniscono accesso, rilievi 3D, lettura tecnica e supporto alla tutela insieme a Soprintendenze e Comuni.[scintilena]
La speleologia urbana e restauro architettonico si incontrano soprattutto quando un edificio storico conserva sotto di sé vuoti artificiali, reti idrauliche o ambienti sepolti che non possono essere letti solo dalla superficie. In questi casi i gruppi speleo non svolgono un ruolo accessorio, ma diventano parte operativa dell’indagine, perché portano competenze di progressione in sicurezza, rilievo topografico, modellazione 3D e conoscenza del comportamento degli ambienti ipogei. È un passaggio importante per il restauro, dato che molte criticità di conservazione dipendono proprio da ciò che si trova sotto pavimenti, murature e fondazioni.[scintilena]
Gruppi speleo e indagini archeologiche
Il contributo dei gruppi speleo comincia spesso dalla possibilità di entrare dove altri tecnici non possono lavorare con la stessa efficacia, in cunicoli stretti, pozzi, camere ipogee e sistemi sotterranei complessi. La loro attività comprende rilievi topografici, modelli 3D, monitoraggi microclimatici e protocolli di sicurezza, strumenti che permettono di leggere strutture, sepolture e manufatti dentro il volume reale della cavità e non solo come punti isolati su una planimetria. Per questo la speleologia urbana e restauro architettonico finiscono spesso per condividere la stessa base documentaria, costruita direttamente nel sottosuolo.[scintilena]
Grotta dei Massacci e rilievi 3D
Un caso chiaro arriva dalla Grotta dei Massacci, nel territorio di Frasso Sabino, dove il Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio ha avviato una campagna di ricerca in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti. Le indagini hanno messo in evidenza un sistema di gallerie nel basamento del sepolcro romano, l’esplorazione di un pozzo nella camera funeraria fino a 6,50 metri di profondità e la presenza di una cisterna a cunicoli di epoca preromana ancora attiva. In questo contesto la speleologia urbana e restauro architettonico si toccano in modo diretto, perché la documentazione fotografica e il rilievo 3D LiDAR prodotti dal gruppo collegano gli ipogei alle murature e agli ambienti di superficie, offrendo dati utili sia alla lettura archeologica sia alla futura conservazione del complesso.[scintilena]
Padova e Bergamo sotto la città
Un secondo modello emerge a Padova, dove ESCA – Padova Sotterranea porta avanti da anni uno studio sistematico delle cavità artificiali urbane con un approccio che unisce speleologia, archeologia e storia. Le indagini del gruppo mirano all’individuazione geografica e tipologica delle cavità, all’analisi delle tecniche costruttive e alla comprensione delle funzioni originarie, cioè proprio gli elementi che servono quando un ipogeo entra in un percorso di tutela o di recupero. Anche a Bergamo il Gruppo Speleologico Bergamasco “Le Nottole” lavora sul censimento e sulla valorizzazione delle cavità artificiali del sottosuolo cittadino, come mostra il caso della Fontana del Lantro, una cisterna storica sotto la chiesa di San Lorenzo aperta al pubblico in collaborazione con il Comune.[scintilena]
Dalla mappa al restauro architettonico
Il punto decisivo è che i gruppi speleo producono dati che il progetto di restauro può usare subito: quote, sezioni, modelli tridimensionali, lettura dei percorsi d’acqua e verifica delle connessioni tra vuoti sotterranei e fabbrica storica. Non si tratta solo di scoprire ambienti nascosti, ma di capire come questi spazi incidano su umidità, stabilità, accessibilità e storia costruttiva dell’edificio. In questa prospettiva la speleologia urbana e restauro architettonico non sono due campi separati, ma due strumenti che si rafforzano quando l’indagine viene impostata in modo integrato.[amslaurea.unibo]
Una rete di ricerca sul sottosuolo storico
La stessa logica si ritrova nei progetti di scala più ampia coordinati dalla Società Speleologica Italiana, come la Carta degli antichi acquedotti, pensata come ricerca continua e alimentata dai contributi dei gruppi locali che compilano schede, validano dati e aggiornano il censimento nel tempo. Questo metodo, basato su indagine archivistica, esplorazione fisica e rilievo topografico, è lo stesso che diversi gruppi applicano alle reti ipogee urbane e ai manufatti storici da conservare. Il ruolo dei gruppi speleo nelle indagini, quindi, non riguarda solo la scoperta, ma anche la costruzione del documento tecnico e scientifico da cui può partire un restauro più consapevole del patrimonio sotterraneo.[scintilena]
Il caso di Narni Sotterranea
Il caso narnese resta attuale perché dimostra che le cavità artificiali urbane non sono soltanto spazi da valorizzare turisticamente. Sono prima di tutto archivi materiali da documentare, proteggere e interpretare con competenze specialistiche. L’esperienza degli speleologi dell’UTEC ha mostrato che la scoperta, se seguita da rilievo, studio e restauro, può trasformarsi in un processo di conoscenza condivisa e di tutela duratura. Narni Sotterranea rimane per questo uno dei casi più utili quando si vuole capire come i gruppi speleo entrino concretamente nelle indagini sul patrimonio ipogeo urbano.[scintilena]
Narni Sotterranea, il caso che lega speleologia urbana e restauro
Narni Sotterranea mostra come i gruppi speleo abbiano trasformato una scoperta fortuita in un percorso di ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio ipogeo.
Il caso di Narni Sotterranea è uno dei riferimenti più noti quando si parla di speleologia urbana applicata alla ricerca archeologica e al restauro. Tutto nasce nel 1979, quando sei giovani del Gruppo Speleologico UTEC di Narni intercettarono un passaggio sotto un antico convento domenicano e portarono alla luce un ambiente affrescato, poi identificato come Chiesa di San Michele. Da quella scoperta è partito un lavoro lungo, fatto di esplorazioni, pulizia, studio d’archivio e restauri, che ha cambiato la conoscenza del sottosuolo narnese.
La scoperta iniziale
La prima fase fu tipica della speleologia urbana: un accesso casuale, l’esplorazione prudente e la verifica di ciò che si trovava dietro i muri del convento. Gli speleologi trovarono una chiesa ipogea, una cisterna romana e poi altri locali sotterranei, tra cui una cella dei prigionieri e la stanza delle torture del Tribunale dell’Inquisizione. Il caso divenne subito rilevante perché univa il recupero fisico degli ambienti alla ricostruzione storica della città, con materiali e testimonianze di epoche diverse nello stesso complesso.
Il ruolo dell’UTEC
Il Gruppo Speleologico UTEC di Narni non si limitò alla scoperta. Nei decenni successivi portò avanti rilievi, ricerche in archivio, documentazione dei sotterranei e attività di tutela, fino a diventare uno dei principali soggetti della conoscenza del patrimonio ipogeo locale. La sua azione si intrecciò anche con il catasto delle cavità artificiali della Società Speleologica Italiana, che proprio a Narni trovò uno dei suoi contesti più significativi. In questo senso il caso di Narni Sotterranea mostra bene come i gruppi speleo possano essere decisivi non solo nell’esplorazione, ma anche nella costruzione di un quadro scientifico utile al restauro.
Dal rilievo alla tutela
Con il passare del tempo, il lavoro degli speleologi si è trasformato in una pratica di conservazione. Le indagini hanno interessato la chiesa ipogea di San Michele Arcangelo, la cisterna, i passaggi e i tratti dell’acquedotto della Formina, fino alla definizione di percorsi visitabili e interventi di restauro. Nel 1995 arrivò una convenzione con il Comune di Narni, e l’anno successivo il sito divenne parte di un circuito di visita pubblica, sostenuto anche dai contributi delle visite guidate. Il modello è importante perché lega in modo diretto ricerca speleologica, restauro architettonico e gestione culturale del bene.
Un laboratorio urbano
Narni Sotterranea è anche un laboratorio di speleologia urbana in senso pieno. Qui gli ambienti non sono solo “da vedere”, ma da leggere come tracce della storia della città: una chiesa rupestre, una cisterna romana, cunicoli idraulici, spazi inquisitoriali e sistemi di collegamento che raccontano usi diversi del sottosuolo. La presenza di ambienti complessi ha reso necessario un approccio tecnico costante, basato su accessibilità, sicurezza, studio dei materiali e monitoraggio delle condizioni conservative. È proprio questa continuità tra esplorazione e cura a fare di Narni un caso esemplare per speleologia urbana e restauro.
Un modello ancora attuale
Il caso narnese resta attuale perché dimostra che le cavità artificiali urbane non sono soltanto spazi da valorizzare turisticamente. Sono prima di tutto archivi materiali da documentare, proteggere e interpretare con competenze specialistiche. L’esperienza degli speleologi dell’UTEC ha mostrato che la scoperta, se seguita da rilievo, studio e restauro, può trasformarsi in un processo di conoscenza condivisa e di tutela duratura. Narni Sotterranea rimane per questo uno dei casi più utili quando si vuole capire come i gruppi speleo entrino concretamente nelle indagini sul patrimonio ipogeo urbano.
Sinergie tra associazioni locali e istituzioni nella tutela ipogea
Le sinergie tra associazioni locali e istituzioni nella tutela ipogea si costruiscono quando i gruppi di volontariato speleologico, gli enti di tutela e le amministrazioni condividono dati, responsabilità e obiettivi. In questo ambito il valore delle associazioni locali sta soprattutto nella conoscenza diretta del territorio, mentre quello delle istituzioni è garantire continuità, tutela legale e strumenti amministrativi per la conservazione.[scintilena][youtube][soprintendenzapdve.beniculturali]
Reti locali
Le associazioni speleologiche territoriali sono spesso le prime a censire cavità artificiali, ipogei e sistemi sotterranei, perché operano sul campo in modo continuativo. Il loro lavoro alimenta catasti regionali e archivi condivisi, come accade in Friuli Venezia Giulia, dove il Catasto Speleologico Regionale è costruito in stretta collaborazione con enti di ricerca, gruppi e associazioni speleologiche. Questo modello permette alle istituzioni di ricevere informazioni già verificate e aggiornate, utili per pianificazione e tutela.[scintilena]
Ruolo delle istituzioni
Le Soprintendenze, i Comuni e gli enti regionali intervengono per trasformare la conoscenza locale in protezione formale, autorizzazioni, vincoli e progetti di restauro. In molti casi la collaborazione è necessaria anche per aprire i siti al pubblico in modo controllato, come avviene in contesti ipogei valorizzati con visite guidate e percorsi di fruizione. Le istituzioni, inoltre, possono coordinare la gestione dei dati e favorire la cooperazione tra soggetti diversi attraverso strumenti ufficiali e tavoli tecnici.[scintilena][youtube][soprintendenzapdve.beniculturali]
Modelli di collaborazione
Un esempio efficace è quello delle federazioni o reti speleologiche che operano come ponte tra mondo associativo e apparato pubblico. HYPOGEA, per esempio, mette insieme competenze di associazioni specializzate e collabora con istituzioni preposte alla tutela del patrimonio storico e archeologico, oltre che con enti nazionali e locali interessati alla messa in sicurezza delle cavità artificiali. Anche la Società Speleologica Italiana promuove accordi e collaborazioni con enti pubblici e istituzioni, rafforzando la funzione delle associazioni locali come interfaccia tecnica e scientifica sul territorio.[scintilena][youtube]
Tutela ipogea
La tutela ipogea funziona meglio quando la documentazione nasce dal basso e viene poi assunta da un sistema pubblico di protezione. Le associazioni locali raccolgono dati, fanno rilievi, segnalano criticità e seguono gli spazi nel tempo; le istituzioni traducono questo lavoro in conservazione, norme, restauro e valorizzazione. È una collaborazione che riduce la distanza tra esplorazione e tutela, e che rende più solida la difesa del patrimonio sotterraneo.[scintilena][youtube][regione.fvg]
Un metodo condiviso
Il caso più convincente è quello in cui associazioni e istituzioni non lavorano in sequenza separata, ma nella stessa filiera di conoscenza. Prima si esplora e si documenta, poi si verifica, si protegge e si restituisce il bene alla comunità con criteri di sicurezza e conservazione. In questo modo la tutela ipogea diventa un processo comune, fondato su competenze complementari e su una responsabilità condivisa.[youtube][regione.fvg]
Gestione dei rischi nella fruizione turistica di siti sotterranei
La gestione dei rischi nella fruizione turistica di siti sotterranei si basa su tre punti: conoscere bene il sito, controllare l’ambiente e limitare l’afflusso in modo compatibile con la sicurezza e la conservazione. Nei contesti ipogei, infatti, il problema non riguarda solo il visitatore, ma anche stabilità, aria, umidità, gas e impatto sul patrimonio.[scintilena]
Rischi principali
Le criticità più frequenti sono cedimenti, presenza di gas nocivi o carenza di ossigeno, ristagni d’acqua, superfici scivolose e instabilità delle pareti. A questi si aggiungono il rischio idrogeologico e il deterioramento causato dal passaggio delle persone, che può alterare sedimenti, superfici decorate e microclima interno.[scintilena]
Valutazione preventiva
Prima di aprire un sito al turismo serve una valutazione tecnica preliminare, con rilievi, misure ambientali e verifica della percorribilità. In grotta o in cavità artificiali, i protocolli prevedono misurazioni dell’atmosfera, eventuale ventilazione forzata e controllo continuo dei parametri prima di autorizzare l’accesso. Anche il numero dei visitatori va calibrato in base alla capacità del sito, come mostrano esperienze dove si adottano limiti di gruppo e prenotazione obbligatoria.[scintilena]
Fruizione controllata
La fruizione turistica funziona meglio quando è regolata da percorsi fissi, guide preparate e dispositivi adeguati. Regole di accesso, casco, illuminazione, abbigliamento idoneo e accompagnamento qualificato riducono i rischi e proteggono gli ambienti più fragili. In diversi modelli di gestione, come quelli sviluppati in progetti internazionali, il monitoraggio scientifico serve anche a stabilire quante visite siano sostenibili senza danneggiare il sito.[postojnska-jama]
Tutela del patrimonio
La sicurezza non è separata dalla conservazione. Il turismo sotterraneo può introdurre polveri, fibre, microplastiche e variazioni ambientali che, nel tempo, incidono sul bene culturale e sugli ecosistemi ipogei. Per questo la gestione corretta richiede manutenzione dei percorsi, pulizia controllata, limiti agli accessi e sorveglianza periodica delle condizioni interne.[scintilena]
Modello sostenibile
La soluzione più efficace è un modello integrato, in cui la valutazione dei rischi precede ogni apertura e il monitoraggio continua anche dopo l’avvio delle visite. Questo approccio consente di bilanciare fruizione, sicurezza e tutela, evitando che il sito sotterraneo venga trattato come una semplice attrazione. In pratica, un sito sotterraneo è davvero visitabile solo se resta leggibile, stabile e sicuro nel tempo.[parcomajella]
Metodologie per il rilievo e la documentazione del sottosuolo urbano
Le metodologie per il rilievo e la documentazione del sottosuolo urbano combinano tecniche dirette e non invasive per costruire un quadro preciso di vuoti, strutture e connessioni ipogee. In ambito urbano si usano soprattutto rilievo topografico, georadar, laser scanner, fotogrammetria, droni, scansione mobile e, in alcuni casi, interferometria radar e sensori termici.[scintilena]
Rilievo diretto
Il rilievo diretto resta la base per misurare accessi, quote, sviluppo e rapporti geometrici degli ambienti sotterranei. Bussola, clinometro, metro e stazione totale sono ancora utili per la poligonale di base, mentre i dati vengono oggi integrati con sistemi digitali ad alta precisione. In ipogei complessi o stretti, il rilievo topografico consente di collocare ogni ambiente dentro un sistema di coordinate reale e confrontabile nel tempo.[scintilena]
Geofisica non invasiva
Per individuare cavità e anomalie senza aprire scavi, le indagini geofisiche sono decisive. Il georadar è tra le tecniche più usate perché permette di mappare discontinuità e vuoti nel sottosuolo urbano, mentre microgravimetria e metodi elettrici aiutano a leggere la struttura interna del terreno. Questi strumenti sono particolarmente utili quando il sottosuolo è occupato da edifici, sottoservizi o pavimentazioni storiche.[eventiiatt]
Rilievo 3D
Laser scanner e fotogrammetria sono oggi il cuore della documentazione degli ipogei urbani. Producono nuvole di punti, modelli tridimensionali e ortofoto utili a monitoraggio, restauro e analisi delle deformazioni. In casi di ambienti estesi o difficili da raggiungere, i sistemi SLAM e gli scanner portatili permettono acquisizioni rapide anche in assenza di GNSS.[scintilena]
Droni e telerilevamento
Nelle aree urbane, i droni servono soprattutto per ingressi, coperture, cortili e contesti di superficie che influenzano il sottosuolo. La fotogrammetria da UAV e il LiDAR aereo aiutano a leggere rapporti tra cityscape e ipogeo, e possono segnalare anomalie superficiali compatibili con cavità. Se integrati con dati topografici e GIS, questi rilievi migliorano la lettura complessiva del sito.[dialnet.unirioja]
Documentazione integrata
La documentazione completa del sottosuolo urbano nasce dall’unione di dati metrici, immagini, schede descrittive e archivi storici. Il risultato finale è spesso un modello 3D georeferenziato associato a elaborati 2D, utili per sovrapporre la città visibile con quella nascosta e per supportare tutela, restauro e pianificazione. È proprio questa integrazione tra rilievo, geofisica e lettura storica che rende oggi possibile una conoscenza più affidabile del sottosuolo urbano.[amslaurea.unibo]
Principali gruppi speleologici attivi nell’archeologia urbana e nelle cavità artificiali in Italia.
Ipogei antichi, cunicoli e acquedotti preromani, sistemi idraulici urbani, speleoarcheologia in contesti monumentali (Roma e Sabina) speleo+1
Collaborazioni storiche con Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e di Roma; inserito nel quadro federativo laziale speleo+1
Progetto “Magliano Sotterranea” su vicus e opere idrauliche sotterranee a Magliano Sabina insieme a GSS e Comune; esplorazioni e studi su infrastrutture ipogee sabine scintilena+1
GSS – Gruppo Speleologico Sabino “Paolino Cometti”
Esplorazione di ipogei urbani in rupe tufacea, strutture idrauliche antiche e cavità “dimenticate” dei centri storici speleo
Collaborazione con Comune di Magliano Sabina e supporto scientifico del GSAV per il progetto “Magliano Sotterranea” speleo+1
Rilievi sistematici delle cavità del centro storico, valutazione della loro fruizione turistica e documentazione di cunicoli, pozzi e cisterne speleo
UTEC Narni – Gruppo Speleologico UTEC
Narni e Umbria meridionale scintilena+1
Speleologia urbana in complessi misti (chiese rupestri, cisterne, acquedotti, strutture inquisitoriali), supporto a restauro e valorizzazione di Narni Sotterranea scintilena+1
Collaborazioni con Comune di Narni, Federazione Umbra Gruppi Speleologici, SSI; co?organizzazione di corsi su speleologia urbana e cavità artificiali utecnarni.altervista+1
Gestione e studio del circuito “Narni Sotterranea”; ricerche su acquedotto della Formina e fonti storiche; attività formative su archeologia del sottosuolo umbro scintilena+2
ESCA – Padova Sotterranea
Provincia di Padova e Colli Euganei scintilena+1
Cavità artificiali urbane e periurbane (gallerie medievali, acquedotti, ghiacciaie, rifugi, cisterne), cartografia catastale e mappatura del sottosuolo scintilena+1
Iscritta all’Albo Regionale Gruppi Speleologici del Veneto; dialogo con Regione Veneto e amministrazioni locali per studi, tutela e divulgazione scintilena+1
Progetti sul patrimonio ipogeo padovano (Castello Carrarese, sistemi idraulici, cavità euganee) e ciclo divulgativo “Le pillole di ESCA” su cartografia e catasto scintilena+1
–Roma Sotterranea
–Sotterranei di Roma APS
(Sono due gruppi completamente separati ma molto simili)
Roma e hinterland turismoroma+1
Speleologia in cavità artificiali urbane, ricognizione di sotterranei di rilevanza storica e archeologica, supporto a stabilità e fruizione degli ipogei cittadini
Associazioni culturali nate da speleologi appassionati di archeologia; collaborano con Roma Capitale e altri enti per valorizzazione e studio del patrimonio ipogeo
Itinerari “Lazio Sotterraneo 2026” tra Roma, Bellegra, Valle Tiberina ed emissario di Nemi; tour continuativi e formazione avanzata in speleologia urbana
HYPOGEA – Federazione per le cavità artificiali del Lazio
Coordinamento di ricerche su cavità artificiali, documentazione scientifica di ipogei storici e archeologici, definizione di standard di rilievo e sicurezza youtube
Federazione di A.S.S.O., Egeria CRS e Roma Sotterranea; rappresentata nella Commissione Nazionale Cavità Artificiali SSI e nella UIS; collaborazione con enti di tutela e Protezione Civile youtubefacebook
Gestione del catasto delle cavità artificiali del Lazio; supporto a progetti di messa in sicurezza e percorsi turistico?culturali sotterranei youtubefacebook
A.S.S.O. ETS – Archeologia, Subacquea, Speleologia e Organizzazione
Italia e progetti internazionali, con forte presenza nell’area romana
Archeologia subacquea e ipogea, esplorazione e rilievo di pozzi, acquedotti, cisterne e cavità artificiali sommerse o parzialmente allagate scintilena+1
Collabora con Soprintendenze, università, enti di ricerca e amministrazioni; associata alla SSI e parte della rete HYPOGEA asso-net.blogspotyoutube
Progetti di ricerca e documentazione in ambienti chiusi e sommersi; consulenza tecnica su scavi e rilievi archeologici sotterranei scintilenayoutube
Centro ricerche “Egeria” – Frascati Sotterranea
Frascati e area tuscolana
Mappatura analitica di cavità idrauliche storiche e rifugi antiaerei, archeologia del sottosuolo urbano in area vulcanica laziale scintilena
Progetto “Frascati Sotterranea” in collaborazione con Comune di Frascati; cavità registrate nel catasto delle cavità artificiali; parte della federazione HYPOGEA scintilena+2
Studio sistematico di cavità idrauliche e rifugi della Seconda guerra mondiale, con rilievi e catalogazione finalizzati alla tutela e divulgazione scintilena
Gruppo Speleo?Archeologico Giovanni Spano (G.S.A.G.S.)
Speleologia urbana e archeologia ipogea: cisterne, gallerie, opere rupestri e strutture sotterranee storiche nel contesto cittadino scintilena
Patrocini della Regione Sardegna e del Comune di Cagliari; collaborazioni con Università di Cagliari e realtà culturali locali scintilena
Progetto “Sentieri nel Buio” per i 50 anni di attività, con bilancio delle esplorazioni urbane, uso di tecnologie 3D e programma di seminari su patrimonio ipogeo scintilena
Cavità artificiali storiche (difesa, idraulica, culto, funerarie), lettura speleo?archeologica del sottosuolo in contesto di città d’arte scintilena
Organizza il X Convegno Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali con SSI e Commissione Nazionale Cavità Artificiali; patrocinio di Provincia e Comune di Urbino scintilena+1
Coordinamento del convegno “Urbino capitale delle cavità artificiali” 2026; progetti di studio e divulgazione sulle opere ipogee del territorio ducale scintilena
Gruppo Speleologico Bergamasco “Le Nottole”
Bergamo Alta e area urbana bergamasca
Speleologia urbana in cisterne, acquedotti e strutture idrauliche storiche; recupero, studio e visita della Fontana del Lantro e altri sotterranei cittadini scintilena+1
Collaborazione strutturata con Comune di Bergamo per l’apertura al pubblico della Fontana del Lantro e la gestione in sicurezza della fruizione scintilena+2
Cicli annuali di aperture guidate alla Fontana del Lantro con visite gratuite e gruppi contingentati; lavori di manutenzione, rilievo e valorizzazione del sistema idrico ipogeo di Città Alta scintilena+2
Gruppo Speleologico di Todi / Todi Sotterranea
Todi e centri storici umbri
Speleologia urbana applicata a cisterne, cunicoli di drenaggio e pozzi; lettura integrata di “Todi sotterranea” tramite esplorazione e studio delle fonti scintilena+1
In collaborazione con Associazione Todi Sotterranea APS, Comune di Todi, Federazione Umbra Gruppi Speleologici; coinvolto in convegni su tutela e valorizzazione del sottosuolo urbano scintilena+1
Progetto pluriennale “Todi sotterranea” su decine di cisterne e centinaia di pozzi; esplorazioni e mostre rione per rione; ricerche anche su grotte e cavità ibride (Grotta dei Conoidi, Tane del Diavolo) scintilena+2
Realtà speleologica senese (Bottini di Siena)
Siena, centro storico e sistema dei Bottini wikipedia+1
Studio, esplorazione e accompagnamento nel sistema di acquedotti sotterranei medievali (25 km di gallerie), con lettura idraulica e storico?urbanistica wikipedia+1
Collaborazione con Comune di Siena e uffici tecnici per visite, sicurezza e manutenzione del percorso sotterraneo riaperto tra Biblioteca Comunale e Fonte Gaia intoscana
Percorsi guidati nei tratti visitabili dei Bottini; monitoraggio dello stato di conservazione e sensibilizzazione sul valore idraulico e storico del reticolo ipogeo senese intoscana+1
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Un lungo weekend di esplorazione: il Colciavath rivela nuovi sviluppi
L’Abisso dell’Ottavo Nano é più vicino.
Dopo l’entusiasmo delle prime scoperte, il ponte tra il 30 maggio e il 2 giugno 2026 ha regalato nuove emozioni agli esploratori impegnati nella grande avventura speleologica del Colciavath, nel territorio comunale di Claut.
Alla Cjasa dei Vent, base logistica delle operazioni, si sono ritrovati numerosi speleologi e amici provenienti dal Gruppo Speleologico Sacile e
Un lungo weekend di esplorazione: il Colciavath rivela nuovi sviluppi
L’Abisso dell’Ottavo Nano é più vicino.
Dopo l’entusiasmo delle prime scoperte, il ponte tra il 30 maggio e il 2 giugno 2026 ha regalato nuove emozioni agli esploratori impegnati nella grande avventura speleologica del Colciavath, nel territorio comunale di Claut.
Alla Cjasa dei Vent, base logistica delle operazioni, si sono ritrovati numerosi speleologi e amici provenienti dal Gruppo Speleologico Sacile e da altre realtà speleologiche, tutti attratti da quella che si sta rivelando una delle più interessanti scoperte degli ultimi anni nell’area.
Le aspettative non sono state deluse.
Al termine dei quattro giorni di attività, il rilievo della cavità si è allungato di oltre un chilometro rispetto alla settimana precedente.
Ai più di due chilometri già documentati si sono aggiunti circa 1.500 metri di nuovi ambienti esplorati, testimonianza di un sistema sotterraneo ancora lontano dall’essere compreso nella sua interezza.
Le squadre hanno proseguito l’avanzata in direzione dell’Abisso dell’Ottavo Nano, superando idealmente l’area della Casera Colciavath e spingendosi verso gli altipiani soprastanti.
Parallelamente sono state individuate e percorse nuove diramazioni, aprendo ulteriori prospettive esplorative.
Una struttura affascinante: un labirinto di gallerie freatiche parallele, sviluppate su livelli differenti e percorse da correnti d’aria simili.
La sua configurazione continua a sorprendere anche gli speleologi più esperti.
L’impressione condivisa da chi sta partecipando all’esplorazione è quella di trovarsi di fronte a un sistema di dimensioni eccezionali, un “mostro” sotterraneo che continua a rivelare nuovi spazi a ogni incursione.
Ogni weekend aggiunge tasselli importanti alla conoscenza della grotta, e alimenta il desiderio di tornare.
Lasciamo la parola all’entusiasmo di Filippo Felici, Felpe:
“6 e 7 giugno 2026, La Cjasa dei Venti, Comune di Claut, Parco Naturale Dolomiti Friulane, Rifugio Pradut 1450mt
Proseguono incessantemente le esplorazioni e le ricerche della grande grotta trovata recentemente alle pendici del Colciavath a cura del Gruppo Speleologico Sacile.
In particolare sono proseguite le esplorazioni e la documentazione dell’esteso freatico delle gallerie del Grecale e la risalita di un enorme meandro che continua a puntare diritto diritto verso il fondo dell’Abisso dell’Ottavo Nano.
In totale sono state rilevate ancora poco meno di 3 km di ambienti sempre grand e percorsi da una notevole corrente d’aria che, misurazioni alla mano, in alcuni punti supera i 50 km/h di velocità.
Eh sì, perchè questo weekend c’erano con noi anche colleghi speleologi dell’Università di Padova arrivati proprio per effettuare queste misure. Ne sono stati esplorati almeno un altro km e non ancora rilevati. Noi continuiamo a sognare in grande! A presto, mitico Colciavath!
con Claudio Dal Cin Ennio Rizzotti Alessandro Marraffa Marco Poletto Alvise Rossi Davide Sciardi Alberto Gattel Sara Di Chiara Filippo Felici Carlo Centazzo Damiano Boccalon Olimpio Fantuz Massimo Casagrande Nicola Bellotto Sebastiano Sergio Poeta Benedetta Daniel Watschinger”
Insomma, l’esplorazione del Colciavath è tutt’altro che conclusa.
Anzi, i risultati di questi giorni confermano che il potenziale della cavità è ancora enorme e che le prossime campagne potrebbero riservare scoperte di grande rilievo.
Il richiamo del Colciavath continua a farsi sentire.
E gli esploratori sono già pronti a rispondere.
Complimenti, ragazzi!
Fonte notizia e foto da pagina social Filippo Felici
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A Valbrenta, dal 25 al 27 settembre 2026, tre giorni di formazione della Scuola Nazionale di Speleologia del CAI dedicati alle manovre su corda e agli scenari operativi
L’autosoccorso rappresenta una delle competenze più importanti per ogni speleologo. Non si tratta soltanto di conoscere le tecniche, ma di saperle applicare correttamente nel contesto giusto, valutando condizioni, rischi e possibili soluzioni operative. È proprio su questi aspetti che si concentrerà il Corso Nazional
A Valbrenta, dal 25 al 27 settembre 2026, tre giorni di formazione della Scuola Nazionale di Speleologia del CAI dedicati alle manovre su corda e agli scenari operativi
L’autosoccorso rappresenta una delle competenze più importanti per ogni speleologo. Non si tratta soltanto di conoscere le tecniche, ma di saperle applicare correttamente nel contesto giusto, valutando condizioni, rischi e possibili soluzioni operative. È proprio su questi aspetti che si concentrerà il Corso Nazionale di Autosoccorso su Corda – Tecniche e Scenari Operativi, in programma a Valbrenta (Vicenza) dal 25 al 27 settembre 2026.
L’iniziativa è organizzata dal Gruppo Speleologico Padovano CAI, nell’ambito delle attività della Scuola Nazionale di Speleologia del Club Alpino Italiano, e si rivolge a speleologi esperti interessati ad approfondire e consolidare le proprie competenze nelle manovre di autosoccorso.
Il percorso formativo non affronta gli aspetti più complessi del soccorso organizzato, ma punta a sviluppare una maggiore consapevolezza nell’utilizzo delle tecniche individuali e di squadra legate alla progressione su corda. L’obiettivo è confrontare procedure diverse, comprenderne punti di forza e limiti e valutarne l’efficacia nei differenti contesti operativi.
Particolare attenzione sarà dedicata anche a situazioni meno frequenti ma tutt’altro che trascurabili, come le problematiche legate a traversi, pendoli e altri scenari che possono complicare la gestione di un’emergenza. Attraverso simulazioni ed esercitazioni pratiche, i partecipanti saranno chiamati ad analizzare le situazioni proposte e a individuare le strategie più appropriate, sviluppando capacità decisionali oltre che abilità tecniche.
Il corso sarà preceduto, il 10 settembre, da una serata online dedicata alla complessità dell’autosoccorso. Le attività in presenza alterneranno momenti teorici e numerose esercitazioni pratiche presso la palestra speleologica del COGOEON di Valgadena, mentre la base logistica sarà ospitata presso il Rafting Hotel Ai Cavallini di Valbrenta.
Valido come aggiornamento per gli istruttori di speleologia CAI qualificati e titolati (ISS, IS e INS), il corso rappresenta un’importante occasione di confronto tecnico e crescita formativa per chi opera abitualmente in ambiente ipogeo.
Scheda pratica Corso Nazionale di Autosoccorso su Corda – Tecniche e Scenari Operativi
Quando:
Serata online: 10 settembre 2026
Corso in presenza: 25-27 settembre 2026
Dove:
Base logistica: Rafting Hotel Ai Cavallini, Valbrenta (VI)
Attività pratiche: palestra speleologica del COGOEON di Valgadena
Destinatari: Speleologi esperti, soci CAI in regola con il tesseramento 2026, maggiorenni
Posti disponibili: 20
Quota di iscrizione: 200,00, comprensivi di vitto e alloggio dal pranzo di venerdì 25 settembre al pranzo di domenica 27 settembre
Pagamento: Bonifico bancario intestato a Club Alpino Italiano Sez. Padova APS-ETS IBAN IT95 B030 6909 6061 0000 0069 222– Causale: Nome Cognome – Corso Naz. AS Speleo 2026
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Elenco completo degli eventi di speleologia su Scintilena
12–14 giugno 2026Campo speleo Elce-Barile 2026, tre giorni di attività sui Monti Amerinihttps://www.scintilena.com/campo-speleo-elce-barile-2026-tre-giorni-di-attivita-sui-monti-amerini/05/23/
12–14 giugno 2026Festa della Sezione CAI Roma 2026 Grotta a Male – Scintilenahttps://www.scintilena.com/festa-della-sezione-cai-roma-2026-grotta-a-male-due-uscite-speleologiche-aperte-a-tutti/05/08/
12–14 giugno 2026Stage di Avvic
20 settembre – 22 ottobre 2026 Corso di Speleologia 2026 Società di Studi Carsici A.F. Lindner (per principianti) https://www.studicarsici.it/il-corso/
Nota: Tutti i link portano alle notizie originali su Scintilena,
Fonti [1] Giornata di avvicinamento alla speleologia con il CAI Jesi il 13 giugno https://www.scintilena.com/giornata-di-avvicinamento-alla-speleologia-con-il-cai-jesi-il-13-giugno/05/22/ [2] lo Speleoclub Garfagnana festeggia alla Grotta del Vento – Scintilena https://www.scintilena.com/quarantanni-sotto-la-montagna-lo-speleoclub-garfagnana-festeggia-alla-grotta-del-vento/06/11/ [3] Campo speleo Elce-Barile 2026, tre giorni di attività sui … https://www.scintilena.com/campo-speleo-elce-barile-2026-tre-giorni-di-attivita-sui-monti-amerini/05/23/ [4] Perfezionamento Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/perfezionamento/ [5] Corso di Biospeleologia applicata “Tenebris vitae”, a giugno tre … https://www.scintilena.com/corso-di-biospeleologia-applicata-tenebris-vitae-a-giugno-tre-giorni-di-formazione-tra-malchina-e-abisso-di-trebiciano/05/14/ [6] Tetide APS lancia il 3° Summer Camp Speleo Young 2026 – Scintilena https://www.scintilena.com/tetide-aps-lancia-il-3-summer-camp-speleo-young-2026-vivi-la-natura-esplora-e-cresci/05/25/ [7] Campo InGrigna! 2026: stiamo arrivando! – Scintilena https://www.scintilena.com/campo-ingrigna-2026-stiamo-arrivando/03/24/ [8] Sigillo chiama: ad agosto il 78° Corso Nazionale di Tecnica https://www.scintilena.com/sigillo-chiama-ad-agosto-il-78-corso-nazionale-di-tecnica/02/27/ [9] Toscana Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/toscana/ [10] Speleologia per la Terza Età: a Narni Scalo parte il … – Scintilena https://www.scintilena.com/speleologia-per-la-terza-eta-a-narni-scalo-parte-il-progetto-formativo-dellassociazione-la-scintilena/04/12/ [11] Costacciaro 2026 accende i motori: online la piattaforma … – Scintilena https://www.scintilena.com/costacciaro-2026-accende-i-motori-online-la-piattaforma-per-partecipare-al-raduno-internazionale-di-speleologia/03/17/ [12] Spelaion 2026 a Bari: la speleologia pugliese celebra 50 anni del … https://www.scintilena.com/spelaion-2026-a-bari-la-speleologia-pugliese-celebra-50-anni-del-gruppo-vespertilio/05/30/