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Dal Rinascimento a Martel: l’origine dei termini speleologia, stalattite e stalagmite e le opere che hanno fondato la ricerca scientifica sulle grotte e sui bacini carsici
Origine del termine speleologia
La parola speleologia nasce dall’unione dei termini greci spelaion (grotta) e logos (studio, scienza), e viene adottata in epoca moderna per indicare la disciplina che studia le grotte e i fenomeni carsici. Nel lessico scientifico europeo, è nel XIX secolo che il termine comincia a comparire con continuità, in particolare nell’opera di Édouard?Alfred Martel, considerato il padre della speleologia moderna.[1][2][3]
Fonti divulgative e storiche concordano nel collocare la piena affermazione della parola speleologia tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, quando la cavità sotterranea viene riconosciuta non più come semplice curiosità naturale o luogo di mito, ma come ambiente di studio integrato tra geologia, idrologia, biologia e archeologia. In questa fase, il termine si stabilizza come etichetta disciplinare e inizia a essere usato nei titoli di manuali, riviste e istituzioni.[2][4]
In italiano e in francese, la forma moderna speleologia / spéléologie si lega direttamente alla tradizione accademica che fa capo a Martel e alle società speleologiche di fine Ottocento. La radice rimane però la stessa: l’idea di un “discorso sulla grotta”, una scienza che nasce dalla necessità di dare sistematicità a esplorazioni un tempo episodiche.[3][5][1]
Origine dei termini stalattite e stalagmite
I termini stalattite e stalagmite derivano entrambi da radici greche che richiamano il gesto di gocciolare. Le fonti etimologiche indicano per stalattite un legame con stalaktós (“gocciolante”), mentre stalagmite viene fatto risalire a stàlagma (“goccia”, “gocciolamento”), in un quadro linguistico che associa direttamente il nome al processo di stillicidio.[6][7]
Nel vocabolario Treccani, stalagmite è definita come concrezione minerale di calcite o aragonite che si accresce dal pavimento di una cavità per precipitazione di carbonato di calcio da gocce d’acqua mineralizzata. La voce rimanda esplicitamente alla parentela con le stalattiti, formazioni analoghe ma pendenti dalla volta, e richiama l’origine greca comune dei due termini.[7][6]
Le enciclopedie etimologiche e i repertori storici mostrano che i termini entrano nel latino e nelle lingue moderne tra XVII e XVIII secolo come voci scientifiche, cioè come parole costruite in ambito erudito per descrivere fenomeni osservati nelle grotte. La loro diffusione è collegata alla nascita della mineralogia e della geologia sistematica: non nascono nel linguaggio quotidiano, ma arrivano attraverso trattati, repertori naturalistici e opere di storia naturale.[8][6]
Dalle leggende al metodo scientifico
Per comprendere il contesto in cui nascono questi termini, occorre guardare alla storia lunga del rapporto tra uomo e grotte. Nel Medioevo europeo le cavità sotterranee sono spesso considerate luoghi d’eccellenza per speculazioni sovrannaturali: ingressi all’Inferno, dimore di demoni, spazi marginali frequentati da eremiti, alchimisti, briganti. La grotta è più “scenario mitico” che oggetto di studio.[9]
La svolta avviene tra Rinascimento e Seicento, quando la curiosità naturalistica, la mineralogia e le prime forme di idrologia sotterranea iniziano a trasformare le cavità in laboratori naturali. È in questo clima che emergono autori come Georg Agricola, Vannoccio Biringuccio, Ulisse Aldrovandi, Athanasius Kircher, Johann Weikhard Valvasor, Antonio Vallisneri e, più tardi, Lazzaro Spallanzani.[10][11][9]
I precursori: minerali, metalli e sottosuolo
Georg Agricola e la nascita della mineralogia
Georg Agricola (1494–1555) è considerato uno dei fondatori della mineralogia e della metallurgia moderna. Il suo contributo alla futura speleologia sta nel metodo: osservazione diretta delle miniere, classificazione sistematica di fossili e minerali, descrizione del sottosuolo non più come spazio mitico ma come insieme di corpi e processi.[12][13][14]
Tra le sue opere principali:
- De natura fossilium (1546), una delle prime classificazioni scientifiche dei minerali, che affronta forma, composizione e giacitura.[12]
- De re metallica (1556), trattato sulle tecniche estrattive, la ventilazione delle miniere, il drenaggio e il rapporto tra acque sotterranee e lavori minerari.[15][12]
Benché non parli di “speleologia”, Agricola contribuisce a creare il lessico e l’attenzione per cavità e vene minerali che saranno fondamentali per ogni studio successivo sulle grotte.[14]
Vannoccio Biringuccio e la Pirotechnia
Vannoccio Biringuccio (1480–ca. 1539), metallurgista senese, è noto per la Pirotechnia (1540), considerata uno dei testi fondatori sulle arti del fuoco e dei metalli. L’opera descrive forni, fonderie, miniere, tecniche di fusione e, indirettamente, ambienti sotterranei legati alla ricerca di minerali.[16][17]
Biringuccio non scrive trattati sulle grotte come oggetto autonomo, ma partecipa alla stessa trasformazione culturale: il sottosuolo è un luogo da indagare con strumenti, misure e pratica tecnica. Questo approccio sperimentale e artigianale sarà ripreso da generazioni di naturalisti.[18]
Ulisse Aldrovandi e gli speleotemi
Nel XVII secolo, Ulisse Aldrovandi (1522–1605) rappresenta una figura di raccordo tra la tradizione enciclopedica rinascimentale e la nascente storia naturale moderna. Nel Museum metallicum, pubblicato postumo nel 1648, Aldrovandi descrive gli speleotemi con il nome di “stelechiiti”, portando in un repertorio sistematico concrezioni provenienti da cavità del bolognese.[11][10]
Questo inserimento degli speleotemi in un contesto di mineralogia generale anticipa l’uso di termini come stalattite e stalagmite, e contribuisce a spostare le grotte dall’area della curiosità verso quella della classificazione scientifica.[10]
Athanasius Kircher e il \”Mundus Subterraneus\”
La Terra come organismo complesso
Con Athanasius Kircher (1602–1680) il mondo sotterraneo entra al centro di un grande progetto enciclopedico. Il Mundus subterraneus (1665) è generalmente considerato uno dei primi trattati sistematici sul sottosuolo: dodici libri che cercano di descrivere cavità, acque, vulcani, minerali, fossili e persino le forme di vita nascoste.[19][20]
Kircher vede le grotte come laboratori naturali dove si manifestano forze interne della Terra: percorsi di acque, correnti d’aria, interazioni tra fuoco e rocce. La sua descrizione è spesso mescolata a immagini fantasiose, ma introduce un principio chiave: il sottosuolo è un sistema, non un insieme di vuoti casuali.[20][21]
Concrezioni e linguaggi
Nelle sezioni dedicate alle cavità e ai fenomeni di stillicidio, Kircher descrive forme che corrispondono a ciò che oggi chiamiamo stalattiti e stalagmiti, anche se la terminologia non è ancora stabilizzata. Le edizioni moderne e i commenti mostrano come la sua opera abbia contribuito a far entrare nel repertorio scientifico immagini e concetti che poi verranno fissati da mineralogia e speleologia.[22][23][24]
Valvasor e il paesaggio carsico sloveno
\”Die Ehre des Herzogtums Crain\” e il lago di Cerknica
Johann Weikhard Valvasor (1641–1693) è noto per la monumentale Die Ehre des Herzogtums Crain (1689), dedicata al ducato di Carniola. Il valore speleologico del volume sta nell’attenzione al carsismo sloveno, ai fenomeni di inghiottitoi, risorgive e laghi intermittenti.[25][26]
Il caso più celebre è il lago di Cerknica (Cerkniško jezero): Valvasor ne studia l’intermittenza, osservando come il bacino si riempia e si svuoti in relazione a un reticolo di condotti e cavità sotterranee. Questo lavoro gli vale l’ingresso nella Royal Society di Londra, riconoscimento significativo del suo contributo alla nascente idrologia sotterranea.[27][28][29]
Cartografia e descrizione
Valvasor non produce mappe speleologiche nel senso moderno, ma costruisce una geografia del sottosuolo attraverso testi, incisioni e confronti stagionali. Il suo lavoro sul lago di Cerknica e sui sistemi carsici contribuisce a mostrare come il paesaggio carsico sia il prodotto di una circolazione sotterranea complessa, anticipando molte delle domande che la speleologia affronterà in seguito.[30][31]
Vallisneri e le acque sotterranee
Contro i \”lambicchi\” sotterranei
Nel primo Settecento, Antonio Vallisneri (1661–1730) porta una svolta decisiva nel dibattito sull’origine delle sorgenti. Nel suo testo Lezione accademica intorno all’origine delle fontane, Vallisneri contesta le teorie che attribuiscono le sorgenti a grandi serbatoi sotterranei alimentati da maree o da misteriosi lambicchi, e mostra, con osservazioni ed esperimenti, che le acque perenni derivano perlopiù da piogge infiltrate nel sottosuolo.[32][33][34]
Questa interpretazione, fondata su sopralluoghi montani e su esplorazioni di cavità, è una delle pietre miliari dell’idrologia sotterranea: le grotte diventano luoghi in cui seguire il percorso dell’acqua, non solo spazi chiusi.[35]
Influenze filosofiche e metodo
Vallisneri si muove in un contesto influenzato dal cartesianesimo, ma ne fa un uso critico. Adotta l’idea di spiegare i fenomeni naturali con cause fisiche, rifiuta qualità occulte, ma insiste sulla necessità di confrontare le teorie con esperienze e osservazioni reali. In questo senso, il suo contributo alla storia della speleologia è metodologico: le cavità vengono lette con l’occhio del medico-naturalista che misura, annota e verifica.[36][37][35]
Spallanzani e la natura come laboratorio
Lazzaro Spallanzani (1729–1799) è noto soprattutto per i suoi esperimenti sulla generazione spontanea e sulla fisiologia, ma le sue lettere di viaggio mostrano un’attenzione costante al paesaggio montano e alle acque. Nel solco aperto da Vallisneri, Spallanzani tratta la natura – e quindi anche le cavità – come un immenso laboratorio, dove ogni fenomeno deve essere verificato con esperimenti e controlli.[38][39][40]
Pur non essendo un “biospeleologo” in senso stretto, contribuisce a consolidare l’idea che anche gli ambienti sotterranei e le acque ipogee siano degni di osservazione sperimentale rigorosa.[41]
La biospeleologia: dal \”cucciolo di drago\” al proteo
Valvasor, Laurenti e il Proteus anguinus
Un capitolo importante nella storia della biospeleologia è quello del Proteus anguinus, anfibio cavernicolo delle acque carsiche della Carniola. Nella Die Ehre des Herzogtums Crain, Valvasor descrive creature delle acque sotterranee del Carso sloveno nel clima di una zoologia ancora piena di meraviglia, associandole talvolta all’immaginario del “piccolo drago”.[42][43][44]
La svolta scientifica arriva nel 1768 con Josephus Nicolaus Laurenti, che pubblica la prima descrizione formale del proteo e gli attribuisce il nome Proteus anguinus, inserendolo nel quadro zoologico degli anfibi urodeli. Il passaggio dalla zoologia fantastica alla zoologia delle grotte segna l’avvio di una vera e propria biospeleologia, anche se la parola arriverà molto più tardi.[45][46][42]
Pionieri della biospeleologia
Le sintesi storiche citano, tra i pionieri della biospeleologia, oltre a Laurenti, anche naturalisti ottocenteschi che si dedicano alla fauna delle cavità, in particolare in area alpina e carsica. L’interesse per protei, troglobionti e comunità ipogee si consolida nel corso dell’Ottocento e viene formalizzato da riviste e società scientifiche nel secolo successivo.[46][45]
Martel e la speleologia moderna
Édouard?Alfred Martel
Édouard?Alfred Martel (1859–1938) è generalmente riconosciuto come il padre della speleologia moderna. Avvocato di formazione, si dedica all’esplorazione sistematica delle cavità in Europa e nel mondo, considera la speleologia un ramo della geografia fisica e dell’idrologia, e fonda nel 1895 la Société de Spéléologie, prima organizzazione speleologica europea.[47][2][3]
Tra le sue opere principali:
- La Spéléologie, ou science des cavernes (1900), uno dei primi testi che usa apertamente il termine speleologia nel titolo.[3]
- La Spéléologie au XXe siècle (1905), rassegna e bibliografia delle ricerche sotterranee dei primi anni del secolo.[3]
- L’Évolution souterraine (1908), dedicato ai processi di formazione e trasformazione del mondo ipogeo.[3]
- Le Nouveau traité des eaux souterraines (1922), che collega direttamente speleologia e idrologia sotterranea.[3]
Martel esplora centinaia di cavità, dai gouffre francesi ai sistemi carsici europei, contribuendo a fissare tecniche, metodologie e linguaggi che resteranno centrali nella disciplina.[5][2]
Pietre miliari italiane
In Italia, la speleologia moderna si struttura tra la seconda metà dell’Ottocento e il Novecento. La scoperta e l’esplorazione sistematica della Grotta di Trebiciano nel 1841 da parte di Antonio Federico Lindner, nell’ambito delle ricerche per l’approvvigionamento idrico di Trieste, è considerata un momento fondativo.[48]
La fondazione dell’Istituto Italiano di Speleologia nel 1927 presso le grotte di Postumia, poi spostato in Puglia e a Bologna, segna il primo riconoscimento istituzionale dell’attività speleologica italiana. Nel 1950 nasce la Società Speleologica Italiana, che coordina ricerche, catasti e campagne di studio.[11][48]
Più recentemente, figure come Arrigo Cigna sono riconosciute come padri della speleologia scientifica contemporanea, in particolare per l’idrologia dei sistemi carsici e la modellazione degli acquiferi.[49][50]
Quadro cronologico sintetico
- XVI secolo – Agricola, Biringuccio: mineralogia e metallurgia, descrizione tecnica del sottosuolo.[17][12]
- Inizio XVII secolo – Aldrovandi: speleotemi nel Museum metallicum.[10][11]
- 1665 – Kircher, Mundus subterraneus: primo grande trattato sul mondo sotterraneo.[19][20]
- 1689 – Valvasor, Die Ehre des Herzogtums Crain: carsismo sloveno, lago di Cerknica, fenomeni ipogei.[26][51]
- Prima metà XVIII secolo – Vallisneri: origine meteorica delle sorgenti, esplorazioni montane e speleologiche.[33][32]
- Seconda metà XVIII secolo – Spallanzani: natura come laboratorio, consolidamento del metodo sperimentale.[40][41]
- 1768 – Laurenti: descrizione scientifica del Proteus anguinus, avvio della zoologia delle grotte.[43][42]
- XIX secolo – Adelsberg/Postojna e altri grandi sistemi carsici entrano nell’orizzonte della ricerca sistematica e del turismo scientifico.[52][2]
- Fine XIX – inizio XX secolo – Martel: definizione della speleologia come disciplina, fondazione di società speleologiche, testi programmatici.[5][3]
- XX secolo – Nascita e sviluppo della Società Speleologica Italiana, consolidamento della speleologia scientifica, crescita della biospeleologia.[45][48][11]
- XXI secolo – Speleologia come disciplina multidisciplinare che integra geologia, biologia, idrologia, archeologia e conservazione.[50][1]
Conclusione
L’origine dei termini speleologia, stalattite e stalagmite è inseparabile dalla storia del modo in cui gli uomini hanno guardato alle grotte. Si passa da una fase in cui le cavità sono luoghi di mito e timore a una fase in cui diventano oggetti di studio, prima per ragioni minerarie e idrauliche, poi per una vera curiosità scientifica.[9][10]
I precursori – da Agricola a Biringuccio, da Aldrovandi a Kircher, Valvasor, Vallisneri e Spallanzani – costruiscono il contesto in cui la speleologia potrà nascere. La formalizzazione del termine e della disciplina arriva con Martel, e si consolida nel Novecento grazie a istituzioni, società speleologiche, catasti e una crescente attenzione ai sistemi carsici e alla biospeleologia.[2][9][10][3]
Per chi oggi si occupa di speleologia, risalire a queste radici significa comprendere che ogni stalattite e ogni stalagmite non sono solo forme minerali, ma anche il risultato di un lungo percorso culturale che ha trasformato le grotte da “regno del diavolo” in laboratorio naturale del pianeta.[50][9]
Fonti
[1] Origini, evoluzione e significato della parola ‘Speleologia’ – Scintilena https://www.scintilena.com/origini-evoluzione-e-significato-della-parola-speleologia/03/18/
[2] Nel Cuore della Terra: Il Viaggio della Speleologia dal … – Scintilena https://www.scintilena.com/nel-cuore-della-terra-il-viaggio-della-speleologia-dal-passato-al-futuro/09/20/
[3] Édouard-Alfred Martel https://it.wikipedia.org/wiki/%C3%89douard-Alfred_Martel
[4] Nuovo Numero di Acta Carsologica Disponibile Online – Scintilena https://www.scintilena.com/nuovo-numero-di-acta-carsologica-disponibile-online/11/07/
[5] Alla scoperta del mondo sotterraneo – mglobba https://mglobba.altervista.org/allascopertadelmondosotterraneo.html
[6] Stalattiti e stalagmiti – Enciclopedia https://www.treccani.it/enciclopedia/stalattiti-e-stalagmiti_(Enciclopedia-dei-ragazzi)/
[7] Stalagmite – Significato ed etimologia – Vocabolario https://www.treccani.it/vocabolario/stalagmite/
[8] stalactite – Etimologia, Origine e Significato https://www.etymonline.com/it/word/stalactite
[9] Dalle Leggende al Metodo Scientifico: La Speleologia nel … https://www.scintilena.com/dalle-leggende-al-metodo-scientifico-la-speleologia-nel-rinascimento/01/22/
[10] Storia delle esplorazioni speleologiche in Italia – Scintilena https://www.scintilena.com/storia-delle-esplorazioni-speleologiche-in-italia/05/12/
[11] GUIDA DIVULGATIVA ALLA SPELEOLOGIA – Scintilena https://www.scintilena.com/guida-accademico-divulgativa-alla-speleologia/01/21/
[12] Agricola, Georg – Enciclopedia – Treccani https://www.treccani.it/enciclopedia/georg-agricola/
[13] Georgius Agricola | Biography & Facts – Britannica https://www.britannica.com/biography/Georgius-Agricola
[14] Mineralogia e metallurgia – Enciclopedia https://www.treccani.it/enciclopedia/mineralogia-e-metallurgia_(Storia-della-civilt%C3%A0-europea-a-cura-di-Umberto-Eco)/
[15] De re metallica – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/De_re_metallica
[16] BIRINGUCCIO, Vannoccio – Enciclopedia https://www.treccani.it/enciclopedia/vannoccio-biringuccio_(Enciclopedia-Italiana)/
[17] Vannoccio Biringuccio | Renaissance, Metallurgy & Chemistry | Britannica https://www.britannica.com/biography/Vannoccio-Biringuccio
[18] Vannoccio Biringuccio https://www.minerbook.it/mineralogisti-storici/vannoccio-biringuccio/
[19] Anthanasius Kircher e il Mundus Subterraneus https://www.speleoclubroma.org/scr/2020/05/08/anthanasius-kircher-e-il-mundus-subterraneus/
[20] Book Review: Mundus Subterraneus https://digitalcommons.usf.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1084&context=ijs
[21] Signs and symbols in Kircher’s Mundus Subterraneus http://georegister.org/publications/2011_kircherfull.pdf
[22] Full text of “Athanasii Kircheri e Soc. Jesu Mundus subterraneus https://archive.org/stream/athanasiikircher00kirc_4/athanasiikircher00kirc_4_djvu.txt
[23] Vol 1 Book 4 – Wichita State University https://www.wichita.edu/academics/fairmount_las/geology/wparcell/Kircher/Mundus/Vol1Bk04.php
[24] Der MUNDUS SUBTERRANEUS des Athanasius Kircher https://opus.bibliothek.uni-augsburg.de/opus4/frontdoor/deliver/index/docId/117236/file/Roth+Stumb%C3%B6ck,+Der+Mundus+Subterraneus+des+Athanasius+Kircher+Endfassung.pdf
[25] Valvasor, Johann Weikhard – Enciclopedia – Treccani https://www.treccani.it/enciclopedia/johann-weikhard-valvasor/
[26] Die Ehre dess Hertzogthums Crain – Wikipedia https://de.wikipedia.org/wiki/Die_Ehre_dess_Hertzogthums_Crain
[27] il lago di Circonio Slovenia il fenomeno Carsico https://www.scintilena.com/il-lago-di-circonio-slovenia-il-fenomeno-carsico/10/04/
[28] Related Articles: https://www.terreincognitemagazine.it/janez-vajkard-valvasor-linventore-delle-guide-turistiche/
[29] Johann Weichart Valvasor https://it.wikipedia.org/wiki/Johann_Weichart_Valvasor
[30] ‘Die Ehre Deß Hertzogthums Crain: Das ist, Wahre, … https://www.digitale-sammlungen.de/en/details/bsb10805531
[31] Bidovec 2008 web 2.indd https://tile.loc.gov/storage-services/master/gdc/gdcebookspublic/20/20/71/92/14/2020719214/2020719214.pdf
[32] Vallisneri, Antonio – Enciclopedia https://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-vallisneri_(Il-Contributo-italiano-alla-storia-del-Pensiero:-Scienze)/
[33] Contro i lambicchi. Antonio Vallisneri e l’origine delle sorgenti https://research.uniupo.it/it/publications/contro-i-lambicchi-antonio-vallisneri-e-lorigine-delle-sorgenti/
[34] Contro i lambicchi. Antonio Vallisneri e l’origine delle sorgenti https://www.acquesotterranee.net/acque/article/download/011-12-0011/187/373
[35] 17-Federzoni 325-343 https://www.cisge.it/ojs/index.php/Volumi/article/download/820/824/
[36] Antonio Vallisneri – Edizione Nazionale delle Opere https://www.vallisneri.it/presentazione.shtml
[37] I segni del tempo: teorie e storie della terra – Enciclopedia https://www.treccani.it/enciclopedia/i-segni-del-tempo-teorie-e-storie-della-terra_(Il-Contributo-italiano-alla-storia-del-Pensiero:-Scienze)/
[38] Spallanzani, Lazzaro – Enciclopedia https://www.treccani.it/enciclopedia/lazzaro-spallanzani_(Il-Contributo-italiano-alla-storia-del-Pensiero:-Scienze)/
[39] Lazzaro Spallanzani | Italian Physiologist & Microbiologist | Britannica https://www.britannica.com/biography/Lazzaro-Spallanzani
[40] Lazzaro Spallanzani in “Il Contributo Italiano alla Storia del Pensiero … https://www.academia.edu/18528683/Lazzaro_Spallanzani_in_Il_Contributo_Italiano_alla_Storia_del_Pensiero_Ottava_Appendice_Enciclopedia_Italiana_Treccani_Roma_2013
[41] Spallanzani, Lazzaro – Enciclopedia – Treccani https://www.treccani.it/enciclopedia/lazzaro-spallanzani/
[42] Proteus anguinus https://it.wikipedia.org/wiki/Proteus_anguinus
[43] History of research on Proteus anguinus Laurenti 1768 in Slovenia / Zgodovina raziskovanja ?loveške ribice (Proteus anguinus Laurenti 1768) v Sloveniji https://ojs.sazu.si/folia_bio_geo/article/view/7544
[44] A tu per tu con i cuccioli di drago nelle Grotte di Postumia https://www.slovely.eu/grotte-postumia-cuccioli-di-drago/
[45] Gli abitatori delle grotte – Biospeleologia del Friuli https://www.faunaitalia.it/fstoch/pdf/Stoch,%202008e.pdf
[46] Biospelologia – Storia https://digilander.libero.it/enrlana/biosp1.htm
[47] La storia della speleologia https://www.gsmv.it/index.php/speleologia/la-storia-della-speleologia.html
[48] Evoluzione della Speleologia in Italia – Scintilena https://www.scintilena.com/evoluzione-della-speleologia-in-italia-dalle-origini-al-riconoscimento-internazionale-xix-secolo-2009/01/26/
[49] La speleologia italiana piange Arrigo Cigna: addio al padre della … https://www.scintilena.com/la-speleologia-italiana-piange-arrigo-cigna-addio-al-padre-della-speleologia-scientifica-moderna/03/07/
[50] Speleologia Scientifica: Custode degli Acquiferi Carsici e delle … https://www.scintilena.com/speleologia-scientifica-custode-degli-acquiferi-carsici-e-delle-acque-sotterranee/09/05/
[51] Die Ehre deß Herzogthums Crain : das ist wahre gruendliche und recht eigendliche Belegen- und Beschaffenheit dieses in manchen alten und neuen Geschicht-Bu?chern zwar ru?hmlich beru?hrten, doch bishero nie annoch recht beschriebenen Ro?misch-keyserlichen herrlichen Erblandes / 1 = [Buch 1-4] : Valvasor, Johann Weikhard von : Free Download, Borrow, and Streaming : Internet Archive https://archive.org/details/bub_gb_ho5OAAAAcAAJ
[52] Storia della Speleologia https://www.scintilena.com/storia-della-speleologia-2/03/17/
L'articolo Dalle “caverne” alla Speleologia: come nacquero i termini speleologia, stalattite e stalagmite e chi costruì la scienza delle grotte proviene da Scintilena.