Základné zobrazenie

  • ✇Scintilena
  • Giengen an der Brenz al centro della speleologia tedesca: dal 23 al 26 luglio il 64° Raduno Annuale
    Condividi Il 64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi arriva alla Höhlen Erlebnis Welt di Giengen-Hürben, tra Charlottenhöhle e calendario europeo della speleologia 2026 Dal 23 al 26 luglio Giengen an der Brenz ospiterà il 64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi, uno degli appuntamenti storici della speleologia tedesca e un evento inserito nel calendario europeo 2026 della comunità speleologica continentale. Il raduno è indicato come conferenza annuale della federazione speleolog
     

Giengen an der Brenz al centro della speleologia tedesca: dal 23 al 26 luglio il 64° Raduno Annuale

Júl 6th 2026 at 14:00

Condividi

Il 64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi arriva alla Höhlen Erlebnis Welt di Giengen-Hürben, tra Charlottenhöhle e calendario europeo della speleologia 2026

Dal 23 al 26 luglio Giengen an der Brenz ospiterà il 64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi, uno degli appuntamenti storici della speleologia tedesca e un evento inserito nel calendario europeo 2026 della comunità speleologica continentale.

Il raduno è indicato come conferenza annuale della federazione speleologica tedesca VdHK e si svolgerà a Giengen-Hürben con il motto “Cave-Human-Nature”.[1][2][3][4]

64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi a Giengen an der Brenz

Il 64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi si terrà presso la Höhlen Erlebnis Welt, in Lonetalstrasse 61 a Giengen-Hürben, nel Geoparco della Schwäbische Alb.

La sede scelta collega in modo diretto il 64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi a un’area dove la visita in grotta, la divulgazione geologica e la valorizzazione del paesaggio carsico fanno parte della stessa proposta culturale.[2][1]

La formula del 64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi mantiene quindi un profilo che non riguarda solo l’incontro associativo, ma anche il rapporto fra grotte, presenza umana e ambiente, già richiamato dal motto ufficiale dell’edizione 2026.

La pagina dell’evento rimanda inoltre a successivi aggiornamenti informativi e a un sito dedicato, segno che la comunicazione organizzativa è ancora in fase di completamento a poche settimane dall’apertura del raduno.[1]

Charlottenhöhle e speleologia tedesca nel contesto di Giengen-Hürben

Il 64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi si svolgerà in un luogo strettamente legato alla Charlottenhöhle, cavità che secondo il servizio geologico del Baden-Württemberg raggiunge 587 metri ed è la più lunga grotta della Germania meridionale visitabile dal pubblico.

La Charlottenhöhle fu scoperta nel 1893 e prende il nome dalla regina Charlotte del Württemberg.[2]

Dal punto di vista geologico, la grotta si è formata come cavità fluviale in calcari dolomitici del Giurassico superiore. Il suo sviluppo è caratterizzato da un condotto alto e stretto, con sezioni a profilo “a buco di serratura”, intervallato da sale più ampie ricche di concrezioni e forme di deposito calcitico.

Il sito segnala anche la presenza di una lampenflora interessante, elemento che richiama un tema noto nella gestione delle grotte attrezzate e nella conservazione degli ambienti ipogei aperti alle visite.[2]

Accanto alla cavità, il percorso di accesso comprende un sentiero didattico con otto stazioni che accompagna il visitatore in una lettura del tempo geologico e storico del territorio. Questo quadro rende il 64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi particolarmente coerente con una sede che unisce pratica speleologica, divulgazione e attenzione al contesto naturale.[1][2]

Calendario europeo della speleologia 2026 e ruolo del raduno tedesco

La newsletter EuroSpeleo di luglio 2026 segnala il 64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi tra gli incontri dei prossimi mesi insieme ad altri appuntamenti europei distribuiti tra estate e autunno. Anche il calendario internazionale pubblicato da Scintilena apre la rassegna estiva proprio con il 64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi a Giengen an der Brenz dal 23 al 26 luglio.[3][2]

Questo inserimento nel circuito informativo europeo attribuisce al raduno tedesco un rilievo che va oltre il piano nazionale. Per il pubblico italiano interessato alla speleologia, la notizia ha un valore specifico perché mostra come i grandi appuntamenti federativi continuino a essere ospitati in luoghi dove il patrimonio carsico è leggibile anche per un pubblico più ampio.[3][1][2]

Giengen an der Brenz, Charlottenhöhle e prospettive del raduno

Nello stato attuale delle informazioni disponibili, i punti certi riguardano le date, la sede e il tema generale del 64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi. Restano invece da definire nel dettaglio gli aggiornamenti organizzativi, che gli stessi promotori rinviano a comunicazioni successive.[1][2]

Per questa ragione, il 64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi si presenta già come una notizia rilevante soprattutto per il contesto che lo ospita: Giengen-Hürben, la Höhlen Erlebnis Welt e la Charlottenhöhle compongono infatti un quadro in cui la speleologia tedesca incontra la divulgazione del carsismo e la valorizzazione di una cavità storica della Germania meridionale. Nel calendario europeo 2026, il passaggio da Giengen an der Brenz assume così il profilo di una tappa da osservare con attenzione da parte di associazioni, gruppi e lettori che seguono l’evoluzione della speleologia continentale.[3][2][1]

Fonti
[2] Eventi internazionali di speleologia 2026: il calendario europeo tra … https://www.scintilena.com/eventi-internazionali-di-speleologia-2026-il-calendario-europeo-tra-congressi-spedizioni-e-raduni/07/05/
[3] EuroSpeleo Newsletter luglio 2026: la FSE mette in rete eventi … https://www.scintilena.com/eurospeleo-newsletter-luglio-2026-la-fse-mette-in-rete-eventi-progetti-e-tutela-del-carsismo/07/03/
[4] Events from September 5, 2022 – European Speleological Federation https://www.eurospeleo.eu/events/
[5] Holocene landscape evolution, palaeoclimate and human impact in the Fotsch Valley, Stubai Alps, Austria: Interrogating biomarkers, stable isotopes, macrofossils and palynological indicators from a subalpine mire archive https://journals.sagepub.com/doi/pdf/10.1177/09596836231176485
[6] The anomalous polymict ordinary chondrite breccia of Elmshorn (H3?6)—Late reaccretion after collision between two ordinary chondrite parent bodies, complete disruption, and mixing possibly about 2.8?Gyr ago https://onlinelibrary.wiley.com/doi/pdfdirect/10.1111/maps.14193
[7] Ein frühweichselzeitliches Profil bei Rahden-Welle (nördliches Wiehengebirgsvorland, Nordrhein-Westfalen) https://www.eg-quaternary-sci-j.net/47/107/1997/egqsj-47-107-1997.pdf
[8] 64th Annual Conference of the German Speleological Federation … https://www.eurospeleo.eu/event/64th-annual-conference-of-the-german-speleological-federation-vdhk/
[9] Speläologische Ereignisse / Veranstaltungen / events……… künftige … https://www.lochstein.de/veransta.htm
[10] Charlottenhöhle: A Subterranean Spectacle https://evendo.com/locations/germany/swabia/attraction/charlottenhohle
[11] Charlottenhöhle (2025) – All You Need to Know BEFORE You Go (with Reviews) https://www.tripadvisor.com/Attraction_Review-g1587176-d3668198-Reviews-Charlottenhohle-Giengen_an_der_Brenz_Baden_Wurttemberg.html
[12] CHARLOTTENHÖHLE: Tutto quello che c’è da sapere (2026) https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g1587176-d3668198-Reviews-Charlottenhohle-Giengen_an_der_Brenz_Baden_Wurttemberg.html
[13] ,,ta-f https://www.lfu.bayern.de/download/geologie/dgk25/dgk25_7327_giengen_an_der_brenz.pdf
[14] Höhlenerlebniswelt Giengen-Hürben: A Journey Through Time and Caves https://evendo.com/locations/germany/swabia/attraction/hohlenerlebniswelt-giengen-hurben
[15] BERGFEX: Giengen an der Brenz: Dopust Giengen an der Brenz – Putovanja Giengen an der Brenz https://hr.bergfex.com/sommer/giengen-an-der-brenz/
[16] Charlottenhöhle bei Giengen an der Brenz https://lgrbwissen.lgrb-bw.de/printpdf/23637
[17] Hikes in Giengen on the Brenz https://www.outdooractive.com/en/hikes/giengen-on-the-brenz/hikes-in-giengen-on-the-brenz/1459397/
[18] Campo Estivo Internazionale Didattico per Giovani Speleologi in Germania – Scintilena https://www.scintilena.com/campo-estivo-internazionale-didattico-per-giovani-speleologi-in-germania/02/07/

L'articolo Giengen an der Brenz al centro della speleologia tedesca: dal 23 al 26 luglio il 64° Raduno Annuale proviene da Scintilena.

Monte Fortin e gallerie cannoniere della Prima guerra mondiale: il sistema difensivo ipogeo dell’Isonzo torna al centro della ricerca

Júl 6th 2026 at 13:00

Condividi

Uno studio dedicato alle gallerie cannoniere di Monte Fortin ricostruisce il ruolo della batteria in caverna di Villanova di Farra nel sistema difensivo dell’Isonzo e riporta l’attenzione su uno dei principali complessi sotterranei della Prima guerra mondiale in Friuli-Venezia Giulia.

Gallerie cannoniere di Monte Fortin nel fronte dell’Isonzo

Le gallerie cannoniere di Monte Fortin, a Villanova di Farra nel comune di Farra d’Isonzo, sono al centro di un contributo scientifico firmato da Marco Meneghini e pubblicato nel nuovo numero di Opera Ipogea, dedicato a una batteria in caverna della Prima guerra mondiale inserita nel sistema difensivo dell’Isonzo.

Il complesso viene presentato come uno dei più significativi esempi di fortificazione sotterranea del fronte isontino, un dato che ne rafforza l’interesse anche per chi si occupa di speleologia e cavità artificiali.

La localizzazione sulla sommità del Monte Fortin, a 116 metri di quota, conferma il valore strategico del sito nel controllo del territorio tra la pianura friulana, il settore isontino e gli accessi verso Gorizia, come riportano anche le schede divulgative e turistiche dedicate al luogo.

In questo quadro, le gallerie cannoniere di Monte Fortin emergono non come una struttura isolata, ma come parte di una più ampia organizzazione difensiva legata alla guerra in sotterraneo sul fronte orientale italiano.

Monte Fortin tra posizione strategica e opere militari sotterranee

Il Monte Fortin viene descritto come un’altura da sempre adatta al controllo dell’area circostante, con una funzione di osservazione che nei secoli ha interessato il passaggio sull’Isonzo e i collegamenti verso le regioni orientali.

Questa continuità strategica spiega perché il rilievo sia stato nuovamente fortificato durante la Prima guerra mondiale, quando l’esercito italiano decise di realizzare opere sotterranee capaci di proteggere uomini, armamenti e collegamenti interni.

Le fonti disponibili indicano che la struttura comprende due gallerie d’accesso che collegano i lati est e ovest del monte, intersecate da una galleria principale orientata da nord a sud.

Questo schema costruttivo restituisce l’immagine di una batteria in caverna progettata per sfruttare la protezione offerta dalla roccia e, allo stesso tempo, mantenere un’organizzazione funzionale degli spazi ipogei.

Prima guerra mondiale e sistema difensivo dell’Isonzo

Secondo il riassunto dello studio, le gallerie cannoniere di Monte Fortin furono scavate dal Regio Esercito italiano nel 1917.

Non entrarono mai in servizio operativo, ma erano destinate, insieme ad altre strutture analoghe poste sulle alture attorno a Gorizia, alla difesa di questo settore del fronte in caso di sfondamento delle linee.

Il sito assume quindi un rilievo particolare nello studio del sistema difensivo dell’Isonzo, perché documenta una fase della guerra in cui la protezione sotterranea e la dispersione delle postazioni di artiglieria diventavano elementi decisivi nella progettazione militare.

Le gallerie cannoniere di Monte Fortin aiutano a leggere il passaggio da forme più tradizionali di fortificazione a opere ipogee pensate per resistere meglio al fuoco nemico e mantenere capacità operativa in contesti instabili.

Speleologia e cavità artificiali nel caso Monte Fortin

Per il mondo della speleologia, le gallerie cannoniere di Monte Fortin rappresentano un caso di interesse su più livelli.

Sul piano storico, conservano una testimonianza materiale della guerra combattuta nel sottosuolo; sul piano tecnico, mostrano come le cavità artificiali militari possano diventare oggetto di rilievo, documentazione e studio specialistico; sul piano territoriale, si inseriscono in un paesaggio che unisce memoria bellica e frequentazione culturale del territorio.

Le stesse informazioni dedicate alla visita del sito indicano che l’accesso non è sempre libero e che in diversi casi avviene su accordo con la proprietà o con i soggetti che ne curano l’apertura e la valorizzazione.

Questo aspetto richiama un tema noto a chi opera nelle cavità artificiali: la conservazione passa anche attraverso forme di fruizione controllata, soprattutto quando si tratta di ambienti sotterranei delicati e di interesse storico.

Ricerca scientifica sulle gallerie cannoniere di Monte Fortin

La pubblicazione del saggio in Opera Ipogea conferma l’attenzione della ricerca verso le cavità artificiali di interesse storico e militare, un ambito che negli ultimi anni ha acquisito maggiore visibilità anche nella divulgazione speleologica.

Il tema, peraltro, era già presente nel dibattito culturale del Goriziano, dove risultano conferenze e iniziative dedicate sia alle cavità della Prima guerra mondiale del fronte dell’Isonzo sia alle gallerie cannoniere di Monte Fortin.

Un elemento centrale del lavoro è il ricorso alla documentazione degli archivi militari, che secondo il riassunto dell’articolo permette di leggere il complesso come un modello di forte di nuova concezione e progettazione.

È proprio questo approccio a dare alle gallerie cannoniere di Monte Fortin un valore che supera l’interesse locale e le colloca nella storia delle opere sotterranee del Novecento, tra archeologia militare, studio del paesaggio e ricerca sulle cavità artificiali.

È disponibile anche il file scaricabile in formato Markdown con il testo dell’articolo: monte-fortin-gallerie-cannoniere.md.

Fonti
[1] Opera Ipogea 1/2026 in spedizione: il nuovo numero tra cavità … https://www.scintilena.com/opera-ipogea-1-2026-in-spedizione-il-nuovo-numero-tra-cavita-artificiali-archeologia-e-ricerca-speleologica/06/26/
[2] Gallerie cannoniere del Monte Fortin – Turismo Friuli Venezia Giulia https://www.turismofvg.it/it/grandeguerra-monumenti/gallerie-cannoniere-del-monte-fortin
[3] Tracce di Grande Guerra: il monte Fortin https://www.turismofvg.it/fvglivexperience/leonardo-portelli/tracce-di-grande-guerra-il-monte-fortin
[4] Monte Fortin Archivi – associazione culturale Lacus Timavi https://www.lacustimavi.it/tag/monte-fortin/
[5] Gallerie Cannoniere del Monte Fortin – The Walk of Peace https://www.thewalkofpeace.com/it/locations/underground-cannon-tunnels-on-mount-fortin/
[6] Cannoniere del MONTE FORTIN – SUPERMONTIFVG https://supermontifvg.com/2019/04/13/cannoniere-del-monte-fortin/
[7] Ciclo di Conferenze del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” https://www.scintilena.com/ciclo-di-conferenze-del-centro-ricerche-carsiche-c-seppenhofer/11/30/
[8] Scintilena, Autore presso Scintilena – Pagina 1824 di 1933 https://www.scintilena.com/author/scintilena/page/1824/
[17] Racconti dal Buio: speleosubacquea e Fontanon di Riu Neri nella … https://www.scintilena.com/racconti-dal-buio-speleosubacquea-e-fontanon-di-riu-neri-nella-puntata-del-10-marzo-su-radio-fragola/03/12/
[18] Corso LiDAR iPhone e CloudCompare al Montello: il rilievo 3D in … https://www.scintilena.com/corso-lidar-iphone-e-cloudcompare-al-montello-il-rilievo-3d-in-grotta-si-impara-a-nervesa-della-battaglia/03/13/
[19] Sullo Stelvio scoperto intatto un rifugio austriaco della … https://www.scintilena.com/sullo-stelvio-scoperto-intatto-un-rifugio-austriaco-della-prima-guerra-mondiale-in-una-grotta/11/13/
[20] Corso di Biospeleologia applicata “Tenebris vitae”, a giugno tre … https://www.scintilena.com/corso-di-biospeleologia-applicata-tenebris-vitae-a-giugno-tre-giorni-di-formazione-tra-malchina-e-abisso-di-trebiciano/05/14/
[21] Nuova Guida ai Forti della Grande Guerra: Un Viaggio tra Veneto e Trentino – Scintilena https://www.scintilena.com/nuova-guida-ai-forti-della-grande-guerra-un-viaggio-tra-veneto-e-trentino/11/12/
[22] “Racconti dal Buio” torna su Radio Fragola con una … https://www.scintilena.com/125545-2/04/28/
[23] Evaporiti UNESCO: cosa è cambiato in due anni tra ricerca … https://www.scintilena.com/evaporiti-unesco-cosa-e-cambiato-in-due-anni-tra-ricerca-tutela-e-sfide-ancora-aperte/01/27/
[24] Cavit – Scintilena https://www.scintilena.com/cavit/
[25] Coleotteri Sotterranei Piemontesi: Quarant’anni di Ricerca tra … https://www.scintilena.com/coleotteri-sotterranei-piemontesi-quarantanni-di-ricerca-tra-scoperta-e-specializzazione/01/16/
[26] LA PASSEGGIATA SUL MONTE FORTIN (FARRA D’ISONZO) http://gruppoermadavf.blogspot.com/2015/03/la-passeggiata-sul-monte-fortin-farra.html
[27] Despacho (extrato) n.º 3035/2026, de 10 de março | DR https://diariodarepublica.pt/dr/detalhe/despacho-extrato/3035-2026-1069986398
[28] 3035 ?????? https://irbank.net/3035/cap
[29] La Galleria Cannoniera di Monte Fortin – Fotografo di Guerra https://www.fotografodiguerra.it/la-galleria-cannoniera-di-monte-fortin/
[30] Genova : guida alla Selva – Barbieri, Marina – “L’Erma” di … – Torrossa https://www.torrossa.com/it/resources/an/6048623
[31] le gallerie cannoniere di Monte Fortin – Lacus Timavi https://www.lacustimavi.it/le-gallerie-cannoniere-di-monte-fortin/
[32] Monte Fortin. Le Cannoniere della Pace – Facebook https://www.facebook.com/100072490020378/?locale=gl_ES
[33] [PDF] Tempo di vacanze – Federazione Speleologica Regionale https://www.fsrfvg.it/sopraesotto/Sopra-e-sotto-il-Carso-2016-07.pdf
[34] IOSR-JBM Volume-28 ~ Issue-1 ~ January 2026 https://iosrjournals.org/iosr-jbm/pages/28(1)Series-4.html
[35] TENUTA VILLANOVA: Tutto quello che c’è da sapere (2025) https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g1537392-d8421834-Reviews-Tenuta_Villanova-Farra_d_Isonzo_Province_of_Gorizia_Friuli_Venezia_Giulia.html

L'articolo Monte Fortin e gallerie cannoniere della Prima guerra mondiale: il sistema difensivo ipogeo dell’Isonzo torna al centro della ricerca proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Archeologia del rupestre a Otranto: l’ipogeo dell’episcopio racconta il sottosuolo del Salento
    Condividi Nuovo studio su insediamenti rupestri e cavità artificiali: l’ipogeo dell’episcopio di Otranto, tra stoccaggio alimentare, archeologia urbana e fotogrammetria 3D. Censimento delle cavità artificiali di Otranto e insediamenti rupestri del Salento Lo studio sull’ipogeo dell’episcopio di Otranto rientra in un progetto di archeologia del rupestre dedicato al censimento delle cavità artificiali del territorio comunale. Sono state catalogate oltre 160 cavità scavate dall’uomo,
     

Archeologia del rupestre a Otranto: l’ipogeo dell’episcopio racconta il sottosuolo del Salento

Júl 6th 2026 at 12:00

Condividi

Nuovo studio su insediamenti rupestri e cavità artificiali: l’ipogeo dell’episcopio di Otranto, tra stoccaggio alimentare, archeologia urbana e fotogrammetria 3D.


Censimento delle cavità artificiali di Otranto e insediamenti rupestri del Salento

Lo studio sull’ipogeo dell’episcopio di Otranto rientra in un progetto di archeologia del rupestre dedicato al censimento delle cavità artificiali del territorio comunale.

Sono state catalogate oltre 160 cavità scavate dall’uomo, che documentano un sistema complesso di insediamenti rupestri nel Salento e un fitto paesaggio ipogeo urbano.[1][2]

Questo lavoro si inserisce nel più ampio Catasto delle grotte e cavità artificiali della Puglia, promosso dalla Regione Puglia e dalla Federazione Speleologica Pugliese per omogeneizzare i dati e completare il quadro del patrimonio sotterraneo regionale.[3][2]


L’ipogeo dell’episcopio di Otranto: struttura e archeologia del rupestre

Tra le cavità artificiali censite, l’ipogeo dell’episcopio di Otranto è uno dei casi più significativi per l’archeologia del rupestre e per la speleologia in cavità artificiali.

Il complesso si articola in quattro ambienti principali, disposti secondo uno schema cruciforme sotto il chiostro del palazzo vescovile, nel centro storico della città.[2][1]

In una prima fase di lettura la pianta cruciforme ha suggerito una possibile funzione religiosa, ma l’assenza di altari, simboli iconografici o elementi liturgici specifici porta a privilegiare interpretazioni legate a usi funzionali e produttivi.[1]


Cisterne e nicchie: stoccaggio alimentare negli insediamenti rupestri salentini

La camera centrale dell’ipogeo dell’episcopio di Otranto presenta una volta a botte e ospita una cisterna quadrangolare in muratura, segno di una progettazione accurata del sistema idrico sotterraneo.

Le tre camere laterali sono caratterizzate da nicchie scavate direttamente nella roccia, di forma circolare, ogivale e rettangolare, interpretabili come alloggiamenti per contenitori destinati a vino, olio e altre derrate.[4][1]

Nel vano meridionale è stata individuata una seconda cisterna, di dimensioni maggiori, dotata di un sistema di troppo pieno, che testimonia competenze di idraulica applicata in ambito ipogeo e una gestione dell’acqua pensata per un uso prolungato.

Questo insieme di cisterne e nicchie colloca l’ipogeo dell’episcopio di Otranto nel quadro più generale del stoccaggio alimentare negli insediamenti rupestri del Salento, dove la stabilità microclimatica delle cavità artificiali è sfruttata per la conservazione delle risorse.[4][2][1]


Rilievo topografico e fotogrammetria 3D nel sottosuolo di Otranto

La ricerca sull’ipogeo dell’episcopio di Otranto ha adottato un approccio multidisciplinare che combina esplorazione speleologica, rilievo topografico e analisi stratigrafica delle superfici interne.

A queste metodologie si è affiancata la fotogrammetria 3D, utilizzata per ottenere una restituzione tridimensionale dell’ipogeo e per documentare in dettaglio volumi, nicchie e cisterne.[5][1]

Tecniche di fotogrammetria 3D e di rilievo digitale sono già state sperimentate in altri siti ipogei pugliesi, come la Grotta dei Cervi di Porto Badisco, dove modelli tridimensionali ad alta risoluzione hanno supportato lo studio e la conservazione degli apparati parietali.

L’applicazione di queste tecnologie all’ipogeo dell’episcopio di Otranto inserisce il caso nel dibattito più ampio sulla cartografia speleologica e sulla documentazione 3D del mondo sotterraneo, tema oggi centrale nella speleologia in cavità artificiali.[6][7][5][1]


Quattro fasi di sviluppo e problemi di cronologia

L’analisi stratigrafica delle superfici e delle strutture ha permesso di riconoscere almeno quattro fasi di sviluppo dell’ipogeo dell’episcopio di Otranto, con interventi successivi di scavo, ampliamento e adattamento degli spazi.

La mancanza di materiali datanti associati agli strati non consente una cronologia precisa, ma iscrizioni del XVIII secolo attestano una frequentazione in età moderna del complesso ipogeo.[1]

Queste fasi di trasformazione sono coerenti con quanto emerso in altri contesti di archeologia urbana e insediamenti rupestri salentini, dove le cavità artificiali mostrano una lunga storia di riusi e aggiornamenti funzionali, spesso legati a mutamenti nelle esigenze produttive e difensive delle comunità.[8][4]


Catasto delle cavità, speleologia in cavità artificiali e archeologia urbana

Il lavoro sull’ipogeo dell’episcopio di Otranto si collega direttamente al Catasto delle cavità artificiali pugliesi, che punta a censire e descrivere tutte le grotte naturali e le cavità di origine antropica della regione.

In questo quadro, l’ipogeo dell’episcopio di Otranto è una scheda significativa per comprendere il ruolo delle cavità artificiali in un tessuto urbano storico, dove sottosuolo e superficie risultano strettamente connessi.[3][2]

La speleologia in cavità artificiali, sviluppatasi in Italia a partire dalla fine dell’Ottocento e oggi strutturata in catasti e commissioni nazionali, offre gli strumenti tecnici per esplorare e rilevare questi contesti complessi, mentre l’archeologia urbana fornisce le chiavi interpretative per leggere le relazioni tra ipogeo e edifici soprastanti.

L’ipogeo dell’episcopio di Otranto diventa così un laboratorio congiunto per speleologi e archeologi del rupestre, utile a indagare le connessioni tra cavità, palazzo vescovile e più ampio sistema di cavità artificiali cittadine.[8][2][1]


Prospettive di ricerca sugli insediamenti rupestri di Otranto e del Salento

Questo primo approccio allo studio dell’ipogeo dell’episcopio di Otranto pone le basi per indagini più approfondite sugli insediamenti rupestri del Salento e sul ruolo delle cavità artificiali nella storia urbana di Otranto.

Ulteriori campagne di rilievo topografico e di fotogrammetria 3D potranno affinare la lettura delle fasi di sviluppo e delle soluzioni adottate per lo stoccaggio alimentare e la gestione idrica nel sottosuolo.[5][4][1]

Il confronto con altri siti di archeologia del rupestre nelle Serre salentine e con le schede del catasto regionale delle cavità artificiali consentirà di inserire l’ipogeo dell’episcopio di Otranto in una rete più ampia di casi studio, valorizzando il patrimonio ipogeo pugliese e offrendo nuovi temi di interesse alla comunità speleologica nazionale.[2][4]


Fonti

  • Regione Puglia, “Catasto delle grotte e delle formazioni naturali – Catasto delle Grotte e Cavità Artificiali della Puglia”.[2]
  • Federazione Speleologica Pugliese, documentazione su catasto cavità artificiali e attività speleologiche regionali.[3]
  • S. Calò, contributi su archeologia del rupestre nel Salento e insediamenti rupestri delle Serre Salentine.[4][8]
  • Progetti e studi su rilievi e modellazione 3D di cavità artificiali e siti ipogei in Puglia.[7][5]
  • Materiali didattici della Società Speleologica Italiana su speleologia in cavità artificiali e ricerca in grotta.[1]

Fonti
[2] Catasto delle grotte e delle formazioni naturali – S.I.T. – Puglia.con https://pugliacon.regione.puglia.it/web/sit-puglia-sit/catasto-delle-grotte-e-delle-formazioni-naturali
[3] Federazione Speleologica Pugliese https://www.fspuglia.it/public/documenti/SchedaCatastoPuglia.pdf
[4] Paesaggio di Pietra: la seconda edizione del libro sull’archeologia del rupestre del Salento – Scintilena https://www.scintilena.com/paesaggio-di-pietra-la-seconda-edizione-del-libro-sullarcheologia-del-rupestre-del-salento/05/02/
5 Rilievi e modellazione 3D https://www.academia.edu/7832173/Rilievi_e_modellazione_3D
[6] Mappe dall’Oscurità: come nasce la cartografia del mondo sotterraneo https://www.scintilena.com/mappe-dalloscurita-come-nasce-la-cartografia-del-mondo-sotterraneo-3/04/25/
[7] La Grotta dei Cervi di Porto Badisco in 3D https://comune.otranto.le.it/novita/la-grotta-dei-cervi-di-porto-badisco-in-3d/
[8] Italian Cadastre of Artificial Cavities https://books.google.com/books/about/Italian_Cadastre_of_Artificial_Cavities.html?id=9CdmAAAAMAAJ
[9] Corso di II livello SSI: rilievo topografico ipogeo con … https://www.scintilena.com/corso-di-ii-livello-ssi-rilievo-topografico-ipogeo-con-software-csurvey-a-dicembre-a-vicenza/11/07/
[10] Anti Atlante marocchino, cavità e memoria – Scintilena https://www.scintilena.com/anti-atlante-marocchino-cavita-e-memoria/06/25/
[11] 3D e “Citizen science” per rivelare i segreti sotterranei del … https://www.scintilena.com/3d-e-citizen-scienze-per-rivelare-i-segreti-sotterranei-del-golfo-di-orosei-il-progetto-speleosub-phreatic/10/08/
[12] Mappatura 3D delle grotte: soluzioni rapide e flessibili per … https://www.scintilena.com/mappatura-3d-delle-grotte-soluzioni-rapide-e-flessibili-per-rilievi-ipogei/07/27/
[13] Nel Sottosuolo di Cutrofiano la Ricerca Svela i Segreti delle Cavità … https://www.scintilena.com/nel-sottosuolo-di-cutrofiano-la-ricerca-svela-i-segreti-delle-cavita-ipogee-pugliesi-ora-ho-informazioni-sufficienti/01/31/
[14] Modellazione 3D di cavità artificiali per analisi geomeccanica a … https://www.scintilena.com/modellazione-3d-di-grotte-artificiali-per-analisi-geomeccanica-a-gravina-in-puglia/09/02/
[15] Cavit – Scintilena https://www.scintilena.com/cavit/01/11/
[16] Aprile ricco di novità nelle Cronache Ipogee: esplorazioni, storia e … https://www.scintilena.com/aprile-ricco-di-novita-nelle-cronache-ipogee-esplorazioni-storia-e-tutela-dellambiente-sotterraneo/05/03/
[17] Grotta Paglicci candidata a Bene dell’Umanità UNESCO – Scintilena https://www.scintilena.com/grotta-paglicci-candidata-a-bene-dellumanita-unesco-convegno-nazionale-a-rignano-garganico/03/06/
[18] VIII Convegno Nazionale Cavità Artificiali, gli Interventi e i Poster – Scintilena https://www.scintilena.com/viii-convegno-nazionale-cavita-artificiali-gli-interventi-e-i-poster/08/12/
[19] I Sotterranei di Todi: droni, rilievi 3D e intelligenza artificiale https://www.scintilena.com/i-sotterranei-di-todi-droni-rilievi-3d-e-intelligenza-artificiale/08/31/
[20] Castro (Le): Biodiversità stigofaunistica record nelle grotte del Salento https://www.scintilena.com/castro-le-biodiversita-stigofaunistica-record-nelle-grotte-del-salento/06/09/
[21] Atti e Memorie n. 54 della Commissione Grotte “Eugenio Boegan” https://www.scintilena.com/atti-e-memorie-n-54-della-commissione-grotte-eugenio-boegan-quattro-nuovi-studi-tra-storia-del-carsismo-microclimatologia-ipogea-speleologia-in-montenegro-e-batteri-fluorescenti/02/21/
[22] [PDF] Castellana, 03 – FSP – Federazione Speleologica Pugliese http://win.fspuglia.it/2012_CENSIMENTO_CHIROTTERI_ANDRANO/001.C%20-%20REPORT%20supporto%20sorveglianza%20sanitaria%20.pdf
[23] Rilievo dell’architettura – Politecnico di Bari http://rilievo.stereofot.it/home.html
[24] [PDF] Scelte e problemi del rilievo ipogeo http://marcocorvi.altervista.org/caving/notes/docs/2024-ScelteEProblemi.pdf
[25] SESSIONE 5 https://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/atti/sessione5-sinkhole.pdf
[26] Alma Mater Studiorum – Università di Bologna https://amsdottorato.unibo.it/id/eprint/310/1/Girelli.pdf
[27] Slide 1 https://www.gexcel.it/images/software/RECONSTRUCTOR/2018_SuccessCase_JRC-3D-Reconstructor_Acas3D_Necropoli-Ellenistica-Napoli_it.pdf
[28] IX Convegno Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali https://www.pa.ingv.it/wp-content/uploads/Quarta-circolare-HypoPA2020.pdf
[29] [PDF] La riproducibilità digitale per un nuovo approccio alla … – iris univpm https://iris.univpm.it/retrieve/e18b8791-bc31-d302-e053-1705fe0a27c8/Tesi_Angeloni.pdf
[30] Cavità di origine antropica, modalità d’indagine, aspetti … https://iris.unitn.it/retrieve/handle/11572/262580/332329/2018-GDA-Supplemento-4-18%20(estratto).pdf
[31] Tesi Dottorato_Paola Meli.pdf https://iris.unipa.it/retrieve/handle/10447/90894/97981/Tesi%20Dottorato_Paola%20Meli_CicloXXIV.pdf

L'articolo Archeologia del rupestre a Otranto: l’ipogeo dell’episcopio racconta il sottosuolo del Salento proviene da Scintilena.

Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo 2026: l’European Cave Protection Commission (ECPC) propone nuove iniziative per la tutela del patrimonio carsico

Júl 6th 2026 at 11:00

Condividi

In vista della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo 2026, la European Cave Protection Commission invita associazioni e federazioni speleologiche a promuovere attività dedicate alla protezione delle grotte, alla sensibilizzazione delle istituzioni e alla valorizzazione del carsismo.

Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo 2026: una rete di iniziative in tutta Europa

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, celebrata ogni anno il 13 settembre, rappresenta un’occasione per richiamare l’attenzione sul valore scientifico, ambientale e culturale delle grotte e dei territori carsici. Dopo il riconoscimento ufficiale della ricorrenza da parte dell’UNESCO, la comunità speleologica internazionale è impegnata nell’organizzazione di iniziative rivolte al pubblico, alle istituzioni e ai gestori del territorio. (National Speleological Society?)

In vista dell’edizione 2026, la European Cave Protection Commission (ECPC) ha predisposto un elenco di proposte destinate alle federazioni nazionali, ai gruppi speleologici e alle associazioni locali, con l’obiettivo di favorire una partecipazione diffusa e coordinata.

Tutela delle grotte e del carsismo: il dialogo con le istituzioni

Uno dei punti centrali delle proposte riguarda il coinvolgimento diretto dei rappresentanti politici. L’ECPC suggerisce di accompagnare parlamentari europei, amministratori locali e decisori pubblici all’interno delle grotte per mostrare direttamente la fragilità degli ecosistemi sotterranei e il legame tra il carsismo e la qualità delle risorse idriche.

L’iniziativa, denominata “Member of European Parliament in a Cave”, punta a far comprendere come l’inquinamento delle aree superficiali possa raggiungere rapidamente gli acquiferi carsici, compromettendo sorgenti utilizzate per l’approvvigionamento di acqua potabile.

Accanto alle visite in grotta vengono proposti incontri divulgativi rivolti a sindaci, tecnici comunali e gestori del servizio idrico. I workshop, denominati “Karst 101”, intendono illustrare in modo semplice il funzionamento degli ambienti carsici e l’importanza di una pianificazione territoriale adeguata.

Direttiva Quadro sulle Acque e protezione del carsismo

Tra le iniziative previste per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo 2026 assume particolare rilievo la proposta di un Manifesto sull’acqua nei sistemi carsici, sviluppato insieme alla Federation Speleologique Européenne (FSE) e allo European Environmental Bureau (EEB).

L’obiettivo è chiedere che la vulnerabilità degli acquiferi carsici venga riconosciuta in maniera esplicita nell’ambito della Direttiva Quadro sulle Acque dell’Unione Europea. Più che una modifica complessiva della normativa, la proposta riguarda l’introduzione di un allegato tecnico dedicato alla vulnerabilità del carsismo, con l’utilizzo sistematico della cartografia della vulnerabilità carsica nella pianificazione e nella tutela delle acque sotterranee.

La proposta arriva in una fase in cui la normativa europea sulle acque è oggetto di revisione e consultazione, rendendo il 2026 un momento particolarmente importante per presentare contributi condivisi dalla comunità speleologica. (Environment?)

Eventi locali e attività divulgative per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

L’ECPC propone anche numerose iniziative facilmente realizzabili dai gruppi speleologici.

Tra queste figurano l’organizzazione di una Karst Night o di una Karst Day, eventi ispirati alle tradizionali serate dedicate ai pipistrelli, la traduzione nella lingua locale del filmato ufficiale dell’UIS, la distribuzione di manifesti e materiale informativo e la pubblicazione di un calendario condiviso degli eventi.

Un’altra proposta riguarda la predisposizione di linee guida che suggeriscano attività di divulgazione capaci di aumentare la visibilità della speleologia e della tutela delle grotte presso il grande pubblico.

L’ECPC invita inoltre tutti i club e le federazioni a inserire nei propri siti internet un collegamento al portale ufficiale della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, contribuendo a rendere più riconoscibile l’iniziativa a livello internazionale.

Una partecipazione diffusa per valorizzare il patrimonio sotterraneo

Le proposte della European Cave Protection Commission non costituiscono un programma vincolante, ma una raccolta di idee che ogni organizzazione potrà adattare alla propria realtà territoriale.

L’obiettivo comune rimane quello di utilizzare la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo come occasione per promuovere la conoscenza del patrimonio sotterraneo, rafforzare il dialogo con le istituzioni e sensibilizzare cittadini e amministrazioni sulla necessità di proteggere gli ecosistemi carsici, fondamentali anche per la conservazione delle risorse idriche e della biodiversità.

Fonti

  • Sito ufficiale della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: https://www.caveskarstday.org
  • National Speleological Society – International Day of Caves and Karst – September 13 Every Year  
  • Commissione Europea – Commission launches call for evidence on targeted revision of EU water legislation  
  • Parlamento Europeo – Targeted revision of the Water Framework Directive  

L'articolo Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo 2026: l’European Cave Protection Commission (ECPC) propone nuove iniziative per la tutela del patrimonio carsico proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Abisso Franco Milazzo, la disostruzione che riapre il dibattito nella speleologia
    Condividi Dopo il comunicato della Federazione Speleologica Toscana, il Gruppo Speleologico Lunense chiarisce le ragioni dell’intervento: al centro del confronto restano tutela, esplorazione e responsabilità condivisa Un intervento di disostruzione all’Abisso Franco Milazzo ha riacceso, nei giorni scorsi, un confronto profondo e non nuovo all’interno della comunità speleologica: fino a che punto è lecito modificare un ambiente ipogeo per consentire la prosecuzione di un’esplorazione? E chi de
     

Abisso Franco Milazzo, la disostruzione che riapre il dibattito nella speleologia

Júl 6th 2026 at 10:46

Condividi

Dopo il comunicato della Federazione Speleologica Toscana, il Gruppo Speleologico Lunense chiarisce le ragioni dell’intervento: al centro del confronto restano tutela, esplorazione e responsabilità condivisa

Un intervento di disostruzione all’Abisso Franco Milazzo ha riacceso, nei giorni scorsi, un confronto profondo e non nuovo all’interno della comunità speleologica: fino a che punto è lecito modificare un ambiente ipogeo per consentire la prosecuzione di un’esplorazione? E chi deve valutare, prima dell’intervento, il rapporto tra necessità esplorativa e impatto sull’ambiente?

Il tema è emerso pubblicamente con il comunicato diffuso il 3 luglio 2026 dalla Federazione Speleologica Toscana APS, che, venuta a conoscenza di un recente intervento in un punto definito “storico e caratteristico” dell’Abisso Milazzo, ha richiamato l’attenzione sull’importanza di limitare le disostruzioni nelle cavità naturali ai soli casi realmente indispensabili e motivati da concrete finalità esplorative.

La posizione della FST è netta nel principio: la disostruzione, pur avendo consentito in passato scoperte importanti, comporta sempre una modifica dell’ambiente sotterraneo. Per questo, secondo la Federazione, dovrebbe essere considerata un’estrema soluzione, da adottare solo dopo un’attenta valutazione della reale necessità dell’intervento e del rapporto tra benefici esplorativi e impatto sull’ambiente.

Il comunicato ha avuto immediata eco nella lista Speleo-it, dove diversi interventi hanno espresso preoccupazione per il rischio di trasformare progressivamente le grotte in ambienti adattati alle esigenze di chi le percorre. Alcuni commenti hanno richiamato il valore del limite, l’autoregolamentazione, la responsabilità individuale e il dovere di non lasciare tracce. Altri hanno sottolineato come la tutela del patrimonio carsico debba essere un valore condiviso da tutta la comunità speleologica, non soltanto un principio formale.

foto: Marina Abisso

In questo quadro si è inserita la risposta del Gruppo Speleologico Lunense, intervenuto tempestivamente per chiarire la propria posizione in merito all’episodio.

Il gruppo ha precisato che l’intervento è stato “ridotto al minimo indispensabile” e che non aveva in alcun modo finalità di semplice comodità o agevolazione della normale frequentazione della grotta. La motivazione principale, secondo quanto dichiarato dal GS Lunense, era legata a un progetto esplorativo speleosubacqueo nel tratto oltre il sifone terminale della cavità.

In particolare, la necessità è nata dalle difficoltà incontrate dallo speleosubacqueo Gigi Casati, indicato dal gruppo come incaricato dell’esplorazione, nel superare una strettoia con l’attrezzatura necessaria, compreso il rebreather. L’intervento, dunque, come riferisce il Gruppo, non sarebbe stato pensato per rendere più agevole la grotta ai visitatori, ma per rendere possibile una prosecuzione esplorativa altrimenti impedita.

foto da pagina social Luigi Casati

Il Gruppo ha inoltre riconosciuto un punto delicato: in una cavità conosciuta e frequentata come l’Abisso Milazzo, sarebbe stato opportuno condividere preventivamente con la Federazione e con la comunità speleologica le ragioni dell’intervento. Una comunicazione preventiva, si legge nella risposta, avrebbe probabilmente evitato incomprensioni e giudizi formulati senza tutti gli elementi disponibili.

Allo stesso tempo, il GS Lunense ha osservato che, prima della pubblicazione di un comunicato riferito a un episodio così specifico, forse avrebbe potuto essere utile acquisire anche il punto di vista di chi aveva effettuato l’intervento: infatti, la finalità esplorativa del progetto era nota da tempo in diversi ambienti speleologici.

Il confronto, però, non si esaurisce nel singolo caso. Al contrario, l’episodio dell’Abisso Milazzo sembra aver fatto emergere una questione più ampia: sono necessari criteri condivisi per valutare gli interventi di disostruzione nelle cavità di particolare interesse?

Da una parte vi è il richiamo alla massima cautela: le grotte non sono spazi da adattare alle esigenze degli speleologi, ma ambienti naturali fragili, irripetibili, da conoscere e conservare. Dall’altra vi è la consapevolezza che la storia della speleologia è anche storia di esplorazioni rese possibili da passaggi aperti, strettoie superate, ostacoli affrontati con strumenti e tecniche diverse a seconda delle epoche.

Il nodo sta proprio qui: distinguere tra intervento necessario e adattamento arbitrario, tra esplorazione motivata e semplice comodità, tra gesto tecnico e trasformazione irreversibile. Una distinzione che non può essere affidata solo all’emotività del momento, ma nemmeno risolta con formule generiche valide per ogni situazione.

Il dibattito nato su Speleo-it lo dimostra.

C’è chi ritiene che l’allargamento di un passaggio sia giustificabile solo in casi eccezionali, per soccorso o per reali e motivate esigenze esplorative. C’è chi teme che il principio della prevenzione, se applicato senza limiti, possa diventare una giustificazione per intervenire su troppe cavità. C’è anche chi ricorda che, senza disostruzione, una parte dell’esplorazione speleologica contemporanea rischierebbe di fermarsi, soprattutto in contesti dove le prosecuzioni sono sempre più spesso selettive, strette, difficili.

In mezzo a queste posizioni, il “caso” Milazzo pone una domanda che riguarda tutti: quale metodo deve darsi oggi la comunità speleologica per decidere quando un intervento è accettabile?

foto: Marina Abisso

Il GS Lunense, nella sua risposta, ha dichiarato la propria disponibilità a un dialogo aperto e costruttivo con la Federazione Speleologica Toscana e con l’intera comunità speleologica, anche per arrivare alla definizione di criteri condivisi. È forse questo il punto più importante emerso dalla vicenda: la necessità di trasformare una polemica in un’occasione di confronto serio.

Perché tutela ed esplorazione non sono necessariamente valori contrapposti. Possono però diventarlo quando manca un percorso comune, quando le decisioni vengono prese senza condivisione preventiva, quando la comunicazione arriva dopo l’intervento e non prima.

All’ingresso della grotta, una targa affissa nel 2011 da diversi gruppi ricorda Franco Milazzo, scomparso tragicamente a soli trent’anni, con una sua frase del 16 aprile 1979: “La notte ci farà rivivere nei sogni ciò che durante il giorno è stata una magnifica realtà…”.

È forse da queste parole che si può ripartire: dalla consapevolezza che la grotta è esperienza, memoria ed esplorazione, ma anche responsabilità. La “magnifica realtà” vissuta sottoterra non è solo la meta raggiunta, ma il modo in cui la si attraversa: con preparazione, programmazione, rispetto, misura e cura.

L’Abisso Milazzo, cavità nota e frequentata da decenni, diventa così il luogo simbolico di una discussione più ampia. Non solo su una strettoia, non solo su un intervento, non solo su chi avesse ragione o torto. Ma sul modo in cui la speleologia contemporanea intende stare dentro il proprio tempo: continuare a esplorare, certo, ma farlo assumendosi fino in fondo la responsabilità del limite.

Entrare in grotta resta un privilegio. Esplorare è una delle sue forme più alte. Ogni privilegio, quando incontra un ambiente fragile, chiede misura, confronto e responsabilità.

Fonte

Comunicato della Federazione Speleologica Toscana APS, “Comunicato della Federazione Speleologica Toscana aps”, pubblicato il 3 luglio 2026 e diffuso sulla lista Speleo-it e sui canali social: https://www.speleotoscana.it/2026/07/03/comunicato-della-federazione-speleologica-toscana-aps/

Risposta del Gruppo Speleologico Lunense, firmata da Daniele Sigismondi, presidente del gruppo, diffusa sulla lista Speleo-it il 5 luglio 2026 e sui canali social

testo e foto da pagina social del GS Lunense

L'articolo Abisso Franco Milazzo, la disostruzione che riapre il dibattito nella speleologia proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Speleologia sulla Cvrsnica: al via la spedizione internazionale “Srce Cvrsnice” nel cuore delle Alpi Dinariche
    Condividi La spedizione speleologica Srce Cvrsnice entra nella fase operativa con l’allestimento del campo avanzato. Oltre trenta speleologi e volontari provenienti da Bosnia-Erzegovina, Croazia, Bulgaria e Polonia prenderanno parte alle esplorazioni sul massiccio della Cvrsnica, dove negli ultimi due anni sono stati individuati i principali sistemi ipogei conosciuti della montagna. Spedizione speleologica Srce Cvrsnice: iniziati i preparativi del campo avanzato Proseguono i prepar
     

Speleologia sulla Cvrsnica: al via la spedizione internazionale “Srce Cvrsnice” nel cuore delle Alpi Dinariche

Júl 6th 2026 at 10:00

Condividi

La spedizione speleologica Srce Cvrsnice entra nella fase operativa con l’allestimento del campo avanzato.

Oltre trenta speleologi e volontari provenienti da Bosnia-Erzegovina, Croazia, Bulgaria e Polonia prenderanno parte alle esplorazioni sul massiccio della Cvrsnica, dove negli ultimi due anni sono stati individuati i principali sistemi ipogei conosciuti della montagna.

Spedizione speleologica Srce Cvrsnice: iniziati i preparativi del campo avanzato

Proseguono i preparativi per la spedizione speleologica Srce Cvrsnice, uno degli appuntamenti dedicati all’esplorazione del carsismo della Bosnia-Erzegovina. Nei giorni scorsi una prima squadra di sei speleologi ha raggiunto il futuro campo base avanzato trasportando attrezzature tecniche, corde, materiali logistici e viveri necessari allo svolgimento delle attività.

Il trasporto dei materiali rappresenta una delle fasi più impegnative dell’organizzazione. Il campo è infatti situato in una zona remota del massiccio della Cvrsnica, raggiungibile solo dopo una lunga marcia in quota.

La squadra è salita fino alla cima del Plocno (2.228 metri), il punto più elevato della montagna, per poi proseguire verso il campo avanzato destinato a ospitare gli speleologi durante la spedizione.

Il Plocno costituisce il tetto della Cvrsnica e uno dei rilievi più importanti delle Alpi Dinariche. (HPD Prenj 1933 Mostar?)

Esplorazione delle grotte della ?vrsnica: una ricerca iniziata nel 2024

L’edizione 2026 rappresenta la terza spedizione consecutiva organizzata con il campo avanzato “Srce Cvrsnice”. Questa soluzione logistica permette di lavorare direttamente nelle aree carsiche più lontane dai principali accessi, riducendo i tempi di avvicinamento alle cavità.

Le spedizioni precedenti hanno prodotto risultati significativi. Nel 2024 e nel 2025 gli speleologi hanno individuato la grotta Pusanija, che con una profondità di 224 metri è attualmente la cavità più profonda conosciuta della Cvrsnica, e il sistema Radetzky, sviluppato per oltre 400 metri, oggi il più esteso del massiccio secondo le conoscenze disponibili.

Questi risultati confermano come la montagna presenti ancora vaste aree carsiche poco esplorate e con un elevato potenziale speleologico. Il substrato calcareo della Cvrsnica, caratterizzato da ampi altopiani e profonde fratture, offre infatti condizioni favorevoli allo sviluppo di nuove cavità. (Take your Backpack?)

Una spedizione internazionale dedicata alla speleologia

L’edizione di quest’anno avrà un carattere internazionale. Oltre agli speleologi della Bosnia-Erzegovina parteciperanno gruppi provenienti da Croazia, Bulgaria e Polonia.

Nel corso della spedizione sono attesi più di trenta partecipanti tra esploratori e personale di supporto logistico. La collaborazione tra squadre di diversi Paesi consente di condividere competenze tecniche, esperienze nell’esplorazione di grandi sistemi carsici e metodologie di rilievo e documentazione.

L’obiettivo principale rimane l’individuazione di nuovi ingressi, la prosecuzione delle esplorazioni nelle cavità già conosciute e il completamento della documentazione topografica delle grotte individuate.

La logistica è parte integrante della spedizione speleologica

Uno degli aspetti più complessi della spedizione riguarda la logistica. La distanza tra il campo avanzato e i punti di accesso principali, individuati nelle aree di Plocno, Boricevac e Masna Luka, richiede una pianificazione accurata del trasporto di ogni materiale.

Gli organizzatori hanno ringraziato Krešimir Krišta dell’iniziativa HIGHLANDER BiH per la donazione di una consistente quantità di prodotti alimentari destinati ai partecipanti e per il supporto fornito nel trasporto lungo la pista sterrata che conduce fino al Plocno.

Una volta completato l’allestimento del campo, inizierà la fase esplorativa vera e propria, con squadre impegnate ogni giorno nella ricerca di nuovi ingressi e nell’approfondimento delle cavità già individuate.

La Cvrsnica continua ad attirare la ricerca speleologica

Negli ultimi anni il massiccio della ?vrsnica sta attirando un interesse crescente da parte della comunità speleologica dei Balcani. La presenza di estesi affioramenti calcarei, doline, campi carsici e grandi pareti rocciose lascia ipotizzare l’esistenza di ulteriori sistemi ipogei ancora inesplorati.

La spedizione Srce Cvrsnice si inserisce in questo percorso di ricerca, con l’obiettivo di ampliare la conoscenza del patrimonio sotterraneo della montagna attraverso esplorazioni sistematiche e documentazione scientifica.

Fonti:

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid02iPMrz5mtkwUzexnFpeqqvdmZWDbXghP27uEcGWrhVDHcjiiBxauwB2mwzDcBthE3l&id=100063690753277

  • Pagina ufficiale della spedizione “Srce Cvrsnice” (comunicato degli organizzatori).
  • Guida escursionistica sul massiccio della Cvrsnica e sul Plo?no. (Take your Backpack?Attachment.png)

L'articolo Speleologia sulla Cvrsnica: al via la spedizione internazionale “Srce Cvrsnice” nel cuore delle Alpi Dinariche proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Speleologi, grotte e preistoria: pubblicati gli atti del convegno di Tiggiano
    Condividi Il volume Speleologi, Grotte e Preistoria raccoglie gli interventi del convegno organizzato dal Gruppo Speleologico Tricase nel 2025, offrendo un quadro aggiornato sulle ricerche di speleoarcheologia nel Mezzogiorno e sulla tutela delle cavità carsiche. Speleologi, grotte e preistoria: un volume che conserva il lavoro del convegno La pubblicazione degli atti di un convegno rappresenta sempre un momento importante per la comunità speleologica. Se la scoperta di una nuova cavità am
     

Speleologi, grotte e preistoria: pubblicati gli atti del convegno di Tiggiano

Júl 6th 2026 at 09:00

Condividi

Il volume Speleologi, Grotte e Preistoria raccoglie gli interventi del convegno organizzato dal Gruppo Speleologico Tricase nel 2025, offrendo un quadro aggiornato sulle ricerche di speleoarcheologia nel Mezzogiorno e sulla tutela delle cavità carsiche.

Speleologi, grotte e preistoria: un volume che conserva il lavoro del convegno

La pubblicazione degli atti di un convegno rappresenta sempre un momento importante per la comunità speleologica. Se la scoperta di una nuova cavità amplia la conoscenza del territorio, la diffusione dei risultati della ricerca permette invece di conservarli e renderli disponibili a studiosi, speleologi e appassionati.

A un anno esatto dal convegno “Speleologi, Grotte e Preistoria”, svoltosi il 24 maggio 2025 a Tiggiano (Lecce), il Gruppo Speleologico Tricase ha pubblicato gli atti dell’incontro nel volume omonimo (ISBN 979-1224069225), edito da Youcanprint. Il libro conta 106 pagine e raccoglie i contributi presentati durante la giornata di studi. (Youcanprint Store?)

Speleoarcheologia e preistoria al centro del convegno

Il tema di Speleologi, grotte e preistoria nasce dall’incontro tra discipline diverse che trovano nelle cavità naturali un terreno comune di ricerca. La speleologia fornisce infatti gli strumenti per documentare e raggiungere siti spesso difficilmente accessibili, mentre archeologi, antropologi, geologi e paleontologi ricostruiscono la frequentazione umana delle grotte nel corso dei millenni.

Come ricorda il testo di presentazione del volume, gli interventi propongono una panoramica sulle più recenti ricerche speleoarcheologiche dell’Italia meridionale. Tra gli argomenti affrontati figurano le esplorazioni nelle Grotte di Pertosa-Auletta, gli studi dedicati all’Uomo di Altamura, le ricerche nella Grotta dei Cervi, nella Grotta delle Veneri e nel complesso di Santa Maria della Grotta, con particolare attenzione allo sfruttamento delle risorse naturali, alle dinamiche insediative della preistoria e alla conservazione delle cavità carsiche. (Youcanprint Store?)

Le grotte come archivio della preistoria

Le grotte costituiscono uno degli archivi naturali più preziosi per la ricostruzione della storia dell’uomo. In questi ambienti si conservano resti archeologici, depositi sedimentari, testimonianze artistiche e tracce delle attività umane che spesso non sopravvivono in contesti all’aperto.

Nel Mezzogiorno italiano sono presenti alcuni dei siti più significativi d’Europa. L’Uomo di Altamura rappresenta uno dei reperti paleoantropologici meglio conservati del continente, mentre la Grotta dei Cervi di Porto Badisco conserva uno dei più estesi complessi di arte parietale del Neolitico europeo. Le Grotte di Pertosa-Auletta continuano invece a fornire nuovi elementi sulla frequentazione umana e sull’utilizzo delle cavità in età preistorica. La ricerca speleoarcheologica continua inoltre ad evolversi grazie all’impiego di nuove metodologie di analisi dei reperti e dei contesti di scavo. (Springer?)

Un anniversario per il Gruppo Speleologico Tricase

Il convegno era stato organizzato nel maggio 2025 anche per celebrare i primi dieci anni di attività del Gruppo Speleologico Tricase. Il programma aveva riunito sette relatori provenienti da diverse realtà scientifiche, accompagnati da una mostra fotografica dedicata al mondo sotterraneo e alla ricerca speleologica. (Gruppo Speleologico Tricase?)

La pubblicazione degli atti completa oggi quel percorso, trasformando una giornata di studio in una risorsa consultabile nel tempo. Per il mondo della speleologia si tratta di un risultato significativo, perché rende disponibili contributi scientifici che potranno essere utilizzati come riferimento sia nelle future ricerche sia nelle attività di divulgazione.

Un contributo alla documentazione della speleologia italiana

La realizzazione degli atti conferma l’importanza della documentazione nella vita dei gruppi speleologici. Le esplorazioni producono conoscenza sul territorio, mentre la pubblicazione dei risultati permette di conservarla e condividerla con la comunità scientifica.

In questo senso, Speleologi, grotte e preistoria rappresenta non solo il resoconto di un convegno, ma anche una testimonianza del dialogo tra speleologia, archeologia e ricerca interdisciplinare. Un esempio di come le attività dei gruppi speleologici possano contribuire alla valorizzazione del patrimonio ipogeo e della storia più antica del territorio.

Fonti

L'articolo Speleologi, grotte e preistoria: pubblicati gli atti del convegno di Tiggiano proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Speleologia in Croazia: oltre un chilometro di nuove gallerie esplorate nella grotta Punar u Luci
    Condividi La spedizione internazionale Punar u Luci in Croazia, sostenuta dal programma Euro Speleo Project ESP 2025-02, amplia la conoscenza del massiccio della Licka Pljesivica con nuove esplorazioni, ricerche biospeleologiche e una grotta che raggiunge i 350 metri di profondità. Euro Speleo Project ESP 2025-02: un progetto internazionale per la speleologia in Croazia La spedizione internazionale Punar u Luci 2025, inserita nel programma Euro Speleo Project ESP 2025-02, ha portato a
     

Speleologia in Croazia: oltre un chilometro di nuove gallerie esplorate nella grotta Punar u Luci

Júl 6th 2026 at 08:00

Condividi

La spedizione internazionale Punar u Luci in Croazia, sostenuta dal programma Euro Speleo Project ESP 2025-02, amplia la conoscenza del massiccio della Licka Pljesivica con nuove esplorazioni, ricerche biospeleologiche e una grotta che raggiunge i 350 metri di profondità.

Euro Speleo Project ESP 2025-02: un progetto internazionale per la speleologia in Croazia

La spedizione internazionale Punar u Luci 2025, inserita nel programma Euro Speleo Project ESP 2025-02, ha portato a importanti risultati esplorativi nel massiccio della Licka Pljesivica, nell’area di Pusto Polje, nei pressi di Gracac, in Croazia.

L’iniziativa è stata organizzata dal Dipartimento Speleologico del CMC St. Michael di Šibenik, con la collaborazione della Commissione Speleologica dell’Associazione Alpinistica Croata, dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS) e dell’associazione ADIPA per gli studi biospeleologici.

Il progetto ha inoltre ricevuto il sostegno della Federazione Speleologica Europea (FSE) attraverso il programma Euro Speleo Project e il supporto tecnico dello sponsor Aventure Verticale. (eurospeleo.eu?)

L’intera spedizione si è svolta tra maggio e settembre 2025, mentre la fase operativa principale si è tenuta dal 15 al 24 agosto. Hanno preso parte alle attività 77 speleologi provenienti da Croazia, Bosnia-Erzegovina, Austria, Germania e Uruguay. (eurospeleo.eu?)

Esplorazione della grotta Punar u Luci e nuovi sviluppi topografici

L’obiettivo principale della spedizione era raggiungere il primo sifone della grotta Punar u Luci trasportando l’attrezzatura speleosubacquea lungo un percorso complesso caratterizzato da profondi pozzi e camini verticali.

Per consentire il trasporto di oltre 500 chilogrammi di materiali, gli speleologi hanno installato nuove attrezzature di progressione, predisposto un bivacco sotterraneo e realizzato un sistema di comunicazione CaveLink tra il campo base e le squadre impegnate in profondità.

Parallelamente sono proseguite le ricerche di nuovi ingressi nell’area carsica circostante. (eurospeleo.eu?)

Anche se i sommozzatori non sono riusciti a raggiungere il secondo sifone previsto dal programma, il lavoro delle squadre di esplorazione ha prodotto risultati significativi. Dopo avere attrezzato e risalito un camino, sono stati scoperti e rilevati oltre un chilometro di nuove gallerie nella grotta Punar u Luci.

Grazie a queste esplorazioni la cavità raggiunge ora circa 2,7 chilometri di sviluppo e una profondità di 350 metri, confermandosi uno dei principali sistemi carsici dell’area. (eurospeleo.eu?)

Nuove cavità e ricerche biospeleologiche nel massiccio della Licka Pljesivica

L’attività della spedizione non si è limitata alla grotta principale. Le squadre hanno esplorato anche altre cavità della zona, tra cui la nuova grotta Palezinka, sviluppata per 345 metri e profonda 191 metri.

Accanto alle esplorazioni sono stati svolti studi biospeleologici coordinati dall’associazione ADIPA, con raccolta di campioni e osservazioni dedicate alla fauna ipogea del territorio. Queste ricerche permettono di ampliare la conoscenza degli ecosistemi sotterranei della Croazia e di documentare specie adattate agli ambienti carsici profondi. (eurospeleo.eu?)

Una spedizione che conferma il valore della cooperazione internazionale

La spedizione Punar u Luci 2025 rappresenta uno degli esempi più recenti di collaborazione internazionale promossa dagli Euro Speleo Project della Federazione Speleologica Europea. L’unione di competenze provenienti da diversi Paesi ha consentito di affrontare una logistica complessa e di ottenere nuovi dati esplorativi, topografici e scientifici.

Il risultato più evidente è l’ampliamento della conoscenza della grotta Punar u Luci, con oltre un chilometro di nuovi rami esplorati. A questo si aggiungono la documentazione di nuove cavità, il completamento di rilievi topografici aggiornati e il contributo delle ricerche biologiche, elementi che arricchiscono il quadro conoscitivo del carsismo della Croazia e forniscono una base per future campagne esplorative.

Fonti

L'articolo Speleologia in Croazia: oltre un chilometro di nuove gallerie esplorate nella grotta Punar u Luci proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Funghi entomopatogeni nelle grotte: al via il progetto europeo che coinvolge gli speleologi nella raccolta di campioni
    Condividi Il progetto europeo sui funghi entomopatogeni nelle grotte invita gli speleologi a raccogliere artropodi colonizzati da muffe per ampliare le conoscenze sulla biodiversità ipogea e sulle relazioni tra funghi e fauna cavernicola. Funghi entomopatogeni nelle grotte: un progetto coordinato a livello europeo Prenderà il via la fase operativa del progetto “Sampling entomopathogenic fungi in subterranean habitats for DNA analysis”, un’iniziativa dedicata allo studio dei funghi ento
     

Funghi entomopatogeni nelle grotte: al via il progetto europeo che coinvolge gli speleologi nella raccolta di campioni

Júl 6th 2026 at 07:00

Condividi

Il progetto europeo sui funghi entomopatogeni nelle grotte invita gli speleologi a raccogliere artropodi colonizzati da muffe per ampliare le conoscenze sulla biodiversità ipogea e sulle relazioni tra funghi e fauna cavernicola.

Funghi entomopatogeni nelle grotte: un progetto coordinato a livello europeo

Prenderà il via la fase operativa del progetto “Sampling entomopathogenic fungi in subterranean habitats for DNA analysis”, un’iniziativa dedicata allo studio dei funghi entomopatogeni nelle grotte europee. Il progetto è coordinato dal gruppo di lavoro di biospeleologia della Commissione Europea per la Protezione delle Grotte (ECPC), organismo che opera nell’ambito della Federazione Speleologica Europea (FSE).

L’obiettivo è costruire un quadro rappresentativo della presenza e della distribuzione dei funghi entomopatogeni nelle grotte del continente, attraverso l’analisi genetica di campioni raccolti direttamente dagli speleologi. Il lavoro di laboratorio sarà svolto presso l’Università di Vienna, mentre il campionamento sul campo sarà affidato alle associazioni e ai gruppi speleologici dei diversi Paesi europei. (ecology.univie.ac.at?)

Perché studiare i funghi entomopatogeni nelle grotte

Negli ecosistemi sotterranei la disponibilità di nutrienti è limitata. Per questo motivo la decomposizione degli organismi rappresenta un processo fondamentale per il mantenimento della catena alimentare.

Quando un artropode, come un insetto, un ragno, un millepiedi o altri invertebrati, muore all’interno di una grotta, viene frequentemente colonizzato da muffe e funghi. Questi microrganismi decompongono i tessuti organici, rendendo nuovamente disponibili i nutrienti per altri organismi cavernicoli, tra cui collemboli e numerosi piccoli invertebrati adattati alla vita sotterranea.

Una delle domande scientifiche che il progetto intende affrontare riguarda il numero di specie fungine che non si limitano a decomporre animali già morti, ma che sono in grado di infettare organismi vivi, provocandone la morte. I cosiddetti funghi entomopatogeni costituiscono infatti un gruppo molto diversificato, noto anche per alcune applicazioni nel controllo biologico dei parassiti agricoli. (CORDIS?)

Campionamento nelle grotte europee da aprile 2026 a marzo 2027

La fase principale della raccolta dei campioni si svilupperà da aprile 2026 a marzo 2027.

Il progetto invita gli speleologi di tutta Europa a raccogliere esclusivamente artropodi morti già ricoperti da muffe o miceli fungini presenti nelle grotte. I campioni saranno successivamente inviati ai laboratori per l’identificazione mediante analisi del DNA.

Accanto al materiale biologico sarà importante registrare informazioni sul luogo di rinvenimento, sull’ambiente esterno, sull’eventuale identificazione dell’ospite e sulle caratteristiche della cavità. Questi dati consentiranno di elaborare analisi statistiche sulla distribuzione geografica delle specie fungine e sulle relazioni tra ospite, habitat ed ecosistema.

Per facilitare il lavoro sul campo, il gruppo di biospeleologia dell’ECPC ha predisposto una guida al campionamento e una scheda digitale per la registrazione dei dati.

Un contributo alla conoscenza della biodiversità sotterranea

Il progetto rappresenta un esempio di collaborazione tra ricerca scientifica e comunità speleologica internazionale. La partecipazione diretta degli speleologi permetterà di raccogliere un numero elevato di campioni provenienti da aree geografiche molto diverse, ampliando le conoscenze sulla biodiversità fungina degli ambienti ipogei.

I risultati potranno contribuire a comprendere meglio la distribuzione dei funghi entomopatogeni nelle grotte europee, il loro ruolo ecologico nei processi di decomposizione e le eventuali relazioni con specie già note per applicazioni in agricoltura e nella lotta biologica contro insetti dannosi.

La raccolta dei dati proseguirà fino a quando sarà disponibile un quadro sufficientemente rappresentativo delle specie presenti nelle cavità europee, fornendo una base utile per futuri studi sulla biospeleologia e sulla conservazione degli ecosistemi sotterranei.

Come partecipare al progetto europeo

Le associazioni speleologiche e gli speleologi interessati possono richiedere la guida al campionamento e il modulo online scrivendo all’indirizzo biospeleo@eurospeleo.eu.

L’iniziativa è sostenuta economicamente dalla Federazione Speleologica Europea e punta a creare una rete di collaborazione scientifica tra ricercatori e speleologi volontari in tutta Europa.

Fonti

  • Ecco le fonti citate nell’articolo con i relativi link.
  1. European Cave Protection Commission (ECPC) – Progetto “Sampling entomopathogenic fungi in subterranean habitats for DNA analysis”
    Documento informativo del progetto distribuito dalla Commissione Europea per la Protezione delle Grotte (ECPC) nell’ambito della Federazione Speleologica Europea (FSE).
    Non è disponibile una pagina web pubblica dedicata. Le istruzioni e la guida al campionamento vengono richieste scrivendo a: biospeleo@eurospeleo.eu
  2. European Speleological Federation (FSE) – Sito ufficiale
    https://www.eurospeleo.eu/
  3. University of Vienna – Department of Functional and Evolutionary Ecology
    Pagina del progetto DARCO (conservazione degli ecosistemi sotterranei), che ospita anche le attività di ricerca sulla biodiversità ipogea.
    https://ecology.univie.ac.at/about-us/unit-limnology/projects/darco-2022-2026/
  4. CORDIS – BIPESCO: Biocontrol of important soil dwelling pests by improving the efficacy of insect pathogenic fungi
    Progetto europeo sui funghi entomopatogeni e le loro applicazioni nel controllo biologico.
    https://cordis.europa.eu/project/id/FAIR984105

Per questo specifico progetto di campionamento nelle grotte, al momento la principale fonte resta il comunicato della European Cave Protection Commission (ECPC). Non risulta ancora pubblicata una pagina dedicata sul sito della FSE con tutti i dettagli operativi; gli organizzatori indicano come riferimento l’indirizzo e-mail biospeleo@eurospeleo.eu per ottenere la guida al campionamento e il modulo online.

L'articolo Funghi entomopatogeni nelle grotte: al via il progetto europeo che coinvolge gli speleologi nella raccolta di campioni proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Chirotteri in grotta: tre lezioni online gratuite della Federazione Speleologica Lombarda
    Condividi Riconoscimento delle specie, bioacustica e aspetti sanitari: disponibili su YouTube i video realizzati nell’ambito del progetto LIFE NatConnect2030. La conoscenza dei chirotteri è sempre più importante anche per chi frequenta le grotte. Per questo la Federazione Speleologica Lombarda (FSLo) ha reso disponibili gratuitamente sul proprio canale YouTube tre lezioni dedicate ai pipistrelli, realizzate nell’ambito del progetto europeo LIFE NatConnect2030, iniziativa dedicata alla conserv
     

Chirotteri in grotta: tre lezioni online gratuite della Federazione Speleologica Lombarda

Júl 6th 2026 at 05:00

Condividi

Riconoscimento delle specie, bioacustica e aspetti sanitari: disponibili su YouTube i video realizzati nell’ambito del progetto LIFE NatConnect2030.

La conoscenza dei chirotteri è sempre più importante anche per chi frequenta le grotte. Per questo la Federazione Speleologica Lombarda (FSLo) ha reso disponibili gratuitamente sul proprio canale YouTube tre lezioni dedicate ai pipistrelli, realizzate nell’ambito del progetto europeo LIFE NatConnect2030, iniziativa dedicata alla conservazione della biodiversità e al rafforzamento della rete Natura 2000 nel Nord Italia.

Le lezioni affrontano tre temi fondamentali per speleologi, naturalisti e appassionati:

  • Riconoscimento delle specie – come distinguere le principali specie di chirotteri presenti sul territorio.
  • Bioacustica – un’introduzione alle tecniche di identificazione attraverso gli ultrasuoni emessi dai pipistrelli.
  • Aspetti sanitari – indicazioni utili per operare in sicurezza e nel rispetto degli animali durante le attività in grotta.
Rinolofo minore (Rhinolophus hipposideros) in grotta durante lo svernamento – Wikipedia Common Licenza CC BY-SA 4.0.

I video rappresentano un’opportunità di aggiornamento per tutti coloro che frequentano l’ambiente ipogeo. La tutela dei pipistrelli passa infatti anche attraverso una maggiore conoscenza della loro biologia, del loro comportamento e delle corrette modalità di osservazione, evitando disturbi soprattutto nei delicati periodi dello svernamento e della riproduzione.

La collaborazione tra speleologi e chirotterologi è ormai un elemento fondamentale delle attività di conservazione. Da anni la Federazione Speleologica Lombarda promuove il monitoraggio dei chirotteri nelle cavità naturali, contribuendo alla raccolta di dati utili alla ricerca e alla tutela di specie protette.

Le tre lezioni sono disponibili gratuitamente sul canale YouTube della Federazione Speleologica Lombarda:

Riconoscimento delle specie
https://www.youtube.com/watch?v=pNH4HJTuEEQ

Bioacustica
https://www.youtube.com/watch?v=mJ44TDDaFYs

Aspetti sanitari
https://www.youtube.com/watch?v=XqOppyearnc

Per ulteriori contenuti è possibile visitare il canale YouTube della Federazione Speleologica Lombarda:
https://www.youtube.com/@federazionespeleologicalom7110

Buona visione!

L'articolo Chirotteri in grotta: tre lezioni online gratuite della Federazione Speleologica Lombarda proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Scintilena in ferie, ma la notizia resta viva
    Condividi Dal 4 all’11 luglio la redazione lavora con ritmi più lenti, mentre Marina Abisso garantisce la continuità della pubblicazione per il notiziario di speleologia. Una pausa estiva annunciata Scrivo queste righe per spiegare una settimana particolare per Scintilena. Dal 4 all’11 luglio sto è in vacanza, in una zona dove la connessione Internet è debole e incerta. La pubblicazione degli articoli resta comunque affidata a Marina Abisso, che continua a seguire il lavoro redazion
     

Scintilena in ferie, ma la notizia resta viva

Júl 5th 2026 at 14:00

Condividi

Dal 4 all’11 luglio la redazione lavora con ritmi più lenti, mentre Marina Abisso garantisce la continuità della pubblicazione per il notiziario di speleologia.

Una pausa estiva annunciata

Scrivo queste righe per spiegare una settimana particolare per Scintilena.

Dal 4 all’11 luglio sto è in vacanza, in una zona dove la connessione Internet è debole e incerta.

La pubblicazione degli articoli resta comunque affidata a Marina Abisso, che continua a seguire il lavoro redazionale con la consueta precisione.

La frequenza di aggiornamento potrebbe quindi rallentare. Non si tratta di una sospensione del lavoro, ma di una normale conseguenza di un periodo estivo trascorso lontano da una connessione stabile.

Anche in queste condizioni, il notiziario prova a restare presente per i lettori che lo seguono ogni giorno.

La redazione di Scintilena

Con questa nota, confermo un aspetto che per me è importante: Scintilena non è mai stata un progetto rigido, ma un notiziario costruito sulla collaborazione.

La sua storia mostra un lavoro distribuito, fatto di autori, contributi e aggiornamenti che si sono succeduti nel tempo.

Andrea Scatolini resta una figura centrale nella storia del sito, ma la continuità editoriale passa anche da altre presenze. Marina Abisso è la più importante di queste, e la sua attività recente dimostra che il portale continua a vivere grazie a una redazione che sa adattarsi alle circostanze.

Il senso della continuità

Marina Abisso e Andrea Scatolini a Volta Mantovana 2026

Scrivendo di speleologia, so che la continuità conta quanto la scoperta. Anche una breve pausa può farsi sentire, soprattutto in una testata che segue con attenzione eventi, esplorazioni, ricerca e tutela del sottosuolo. Per questo segnalo con chiarezza ai lettori che la settimana dal 4 all’11 luglio potrebbe portare qualche ritardo nelle uscite.

La scelta di affidare gli articoli a Marina Abisso è stata vincente, coerente con la struttura di Scintilena, che da anni si presenta come un notiziario online dedicato alla speleologia italiana.

Il sito ha sempre dichiarato di lavorare con una redazione volontaria e con un aggiornamento non legato a una cadenza fissa.

Un notiziario che resta presente

Anche in vacanza, il lavoro non si interrompe del tutto. Se la connessione lo consentirà, qualche articolo potrà arrivare comunque, magari da una posizione più favorevole del campeggio, come il tetto del bungalow o un punto più alto dell’area. È un dettaglio leggero, ma racconta bene il carattere pratico e informale del progetto.

In fondo, Scintilena ha sempre avuto questa natura: informare con costanza, ma senza forzare i tempi quando le condizioni non lo permettono. È una pausa breve, legata al periodo estivo, che non cambia la sostanza del lavoro redazionale né il rapporto con i lettori.

Un saluto ai lettori

Da parte mia, resta un ringraziamento ai lettori fedeli che seguono il notiziario con attenzione. Questa settimana la pubblicazione potrà essere meno regolare, ma la redazione continua a esserci. Marina Abisso proseguirà il lavoro e, appena possibile, il flusso delle notizie tornerà al suo ritmo abituale.

La speleologia vive anche attraverso queste piccole continuità quotidiane. Una redazione che comunica con trasparenza, un fondatore che si prende una pausa e una collaborazione che garantisce presenza: è da qui che passa il senso di Scintilena.

Andrea Scatolini

Strategie per mantenere alta l’engagement durante le pause estive

Per mantenere alta l’engagement durante le pause estive, conviene lavorare su contenuti brevi, programmati in anticipo e coerenti con il periodo, puntando su interazione leggera e continuità editoriale.

In estate funzionano bene micro-contenuti, calendari editoriali pianificati, repurposing dei materiali migliori e iniziative come sondaggi o challenge.[1][2][3]

Strategie pratiche

  • Programmare in anticipo i contenuti chiave, così la presenza resta costante anche quando il team è ridotto.[3][1]
  • Riproporre articoli, post o rubriche già performanti in formati più rapidi da consumare, come caroselli, clip o pillole informative.[4][3]
  • Usare contenuti stagionali e leggeri, perché in estate l’attenzione tende a concentrarsi su materiali rapidi, utili e facili da condividere.[2][4]
  • Inserire domande, sondaggi, quiz o piccoli inviti alla partecipazione per mantenere attivo il dialogo con il pubblico.[1][2]
  • Conservare una cadenza minima di pubblicazione, anche con frequenza ridotta, per non interrompere il rapporto con i lettori.[5][6]

Per Scintilena

Nel caso di un notiziario come Scintilena, la strategia più adatta è una presenza leggera ma continua, affidata a contenuti brevi, notizie selezionate e aggiornamenti facili da pubblicare anche in condizioni operative limitate. È utile preparare in anticipo una piccola scorta di testi, rilanciare articoli di interesse durevole e alternare notizie con richiami alla community speleologica.[7][8][9][1]

Il ruolo del lavoro collaborativo nelle testate online indipendenti

Il lavoro collaborativo è il principale motivo per cui una testata online indipendente riesce a restare viva, credibile e continua nel tempo. Nel caso di Scintilena, la redazione volontaria, gli autori diffusi e il coordinamento editoriale mostrano bene come la collaborazione non sia un contorno, ma la struttura stessa del progetto.[1][2]

Una redazione distribuita

Scintilena si definisce un notiziario online della speleologia italiana e specifica che il proprio lavoro consiste nel raccogliere, verificare e ordinare le informazioni. La testata è curata da una redazione volontaria e si appoggia a figure diverse, con ruoli che vanno dalla scrittura alla traduzione, fino al supporto tecnico.[2][3]

Questo modello riduce la dipendenza da una sola persona e rende possibile coprire ambiti diversi senza perdere continuità. Quando una redazione è distribuita, anche una pausa temporanea o un cambio di ritmo non bloccano l’intero flusso informativo.[3][1]

Vantaggi editoriali

Il primo vantaggio è la resilienza: se più persone possono intervenire, la testata regge meglio ferie, imprevisti e sovraccarichi. Il secondo è la qualità, perché il confronto tra autori, editor e collaboratori aiuta a correggere errori, chiarire i testi e migliorare l’impostazione delle notizie.[4][1]

C’è poi un vantaggio di copertura. Una redazione collaborativa può seguire più temi, più territori e più lingue, come mostra la rete di collaboratori indicata da Scintilena nel tempo. Per una testata di nicchia, questa ampiezza è spesso decisiva.[1][3]

I limiti da gestire

Il lavoro collaborativo non elimina però il problema del coordinamento. Scintilena ha spiegato in passato che bozze, validazioni, richieste di approfondimento e programmazione richiedono tempo e organizzazione, soprattutto quando la struttura è piccola. Senza regole chiare, la collaborazione può trasformarsi in rallentamento.[4]

Per questo servono processi semplici, ruoli definiti e un flusso di pubblicazione sostenibile. Una testata indipendente funziona bene quando riesce a bilanciare apertura e controllo, evitando sia il caos sia l’eccesso di centralizzazione.[1][4]

Un modello utile

Nelle testate online indipendenti, la collaborazione è anche una forma di comunità. Gli autori non producono soltanto contenuti, ma partecipano a un patrimonio comune di conoscenza, utile a chi segue il settore e a chi vi si avvicina per la prima volta. Questo vale ancora di più per ambiti specialistici come la speleologia, dove l’informazione spesso nasce dal campo e richiede competenze diverse.[1]

Scintilena mostra che un progetto editoriale indipendente può durare proprio perché non si affida a una sola voce. La collaborazione, in questo senso, non è solo un metodo di lavoro: è la condizione che permette alla testata di restare autonoma, leggibile e presente nel tempo.[3][1]

Fonti


[1] Autore: Marina Abisso – Scintilena https://www.scintilena.com/author/marina-abisso/
[2] Chi eravamo – Scintilena https://www.scintilena.com/chi-eravamo/02/16/
[3] Chi siamo – Scintilena https://www.scintilena.com/chi-siamo/02/16/
[4] Diretta Ore 21.30 – Storia della comunicazione speleo su … – Scintilena https://www.scintilena.com/storia-della-comunicazione-speleo-su-internet/11/26/
[1] How to Grow an Engaged Audience This Summer https://digitalmediabutterfly.com/grow-engaged-audience-summer/
[2] How to Tune Your Content Strategy for a Vacationing Audience https://rkiveai.com/en/resource/blog/summer-content-strategy-vacation-audience

L'articolo Scintilena in ferie, ma la notizia resta viva proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Eventi internazionali di speleologia 2026: il calendario europeo tra congressi, spedizioni e raduni
    Condividi Gli eventi internazionali di speleologia 2026 riuniscono speleologi, ricercatori e associazioni in tutta Europa. Dal raduno tedesco al congresso di Costacciaro, passando per Eurokarst, Hypogea e la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, il calendario propone numerosi appuntamenti dedicati all’esplorazione, alla ricerca scientifica e alla tutela del patrimonio ipogeo. Eventi internazionali di speleologia 2026: una stagione ricca di appuntamenti La seconda parte d
     

Eventi internazionali di speleologia 2026: il calendario europeo tra congressi, spedizioni e raduni

Júl 5th 2026 at 13:00

Condividi

Gli eventi internazionali di speleologia 2026 riuniscono speleologi, ricercatori e associazioni in tutta Europa. Dal raduno tedesco al congresso di Costacciaro, passando per Eurokarst, Hypogea e la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, il calendario propone numerosi appuntamenti dedicati all’esplorazione, alla ricerca scientifica e alla tutela del patrimonio ipogeo.

Eventi internazionali di speleologia 2026: una stagione ricca di appuntamenti

La seconda parte del 2026 propone un calendario particolarmente intenso di eventi internazionali di speleologia, con iniziative dedicate all’esplorazione, alla ricerca scientifica, al carsismo, alla biologia sotterranea e alla valorizzazione delle grotte turistiche. Il programma, pubblicato dalla Federazione Speleologica Europea (FSE), raccoglie manifestazioni organizzate da associazioni, enti di ricerca e federazioni nazionali in numerosi Paesi europei. (Eurospeleo?)

Gli appuntamenti rappresentano occasioni di confronto tra speleologi provenienti da diversi continenti e affrontano temi che spaziano dalle nuove esplorazioni alla conservazione degli ecosistemi ipogei, fino allo sviluppo delle tecnologie di rilievo e documentazione.

Estate 2026: spedizioni speleologiche e grandi incontri europei

Il calendario si apre dal 23 al 26 luglio con il 64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi a Giengen an der Brenz, uno degli appuntamenti storici della speleologia tedesca.

Dal 25 luglio al 9 agosto si svolgerà invece la spedizione internazionale Hidden Bussento International Expedition a Morigerati, dedicata all’esplorazione del sistema carsico del Bussento. L’iniziativa richiama gruppi speleologici italiani e stranieri impegnati nelle attività di rilievo, documentazione ed esplorazione.

Dal 21 agosto al 4 settembre sarà la volta di Eurokarst 2026, ospitato a Neuchâtel. Il congresso costituisce uno dei principali appuntamenti scientifici europei dedicati al carsismo e riunisce geologi, idrogeologi, geomorfologi, speleologi e studiosi provenienti da numerosi istituti di ricerca. (Eurospeleo?)

Settembre tra biologia sotterranea, carsismo e tutela delle grotte

Il mese di settembre concentra gran parte degli eventi internazionali di speleologia 2026.

Dal 7 al 12 settembre la città di Mangalia ospiterà la 27ª International Conference on Subterranean Biology, dedicata agli studi sugli organismi adattati agli ambienti sotterranei e agli ecosistemi ipogei.

Dal 10 al 13 settembre il Karst Research Institute organizzerà a Postojna la celebrazione internazionale della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, promossa dalla International Union of Speleology. L’iniziativa punta a diffondere la conoscenza del patrimonio carsico e della sua conservazione. (Eurospeleo?)

Dal 13 al 19 settembre si terrà a Noto la conferenza scientifica internazionale Man and Karst 2026, dedicata al rapporto tra uomo, paesaggi carsici, biodiversità e patrimonio culturale. Il programma comprende relazioni scientifiche, escursioni e attività divulgative inserite nel quadro della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo. (Eurospeleo?)

Nello stesso periodo, dal 16 al 20 settembre, la Prilep ospiterà il Balkan Caver’s Camp, tradizionale incontro degli speleologi balcanici.

Dal 18 al 20 settembre, a Ferrières, si svolgeranno le Speleologische Dagen, manifestazione aperta a tutti gli speleologi con attività tecniche, incontri e momenti di divulgazione.

Congressi internazionali tra cavità artificiali e grotte turistiche

Dal 22 al 26 settembre Tbilisi ospiterà Hypogea 2026, quinto congresso internazionale dedicato alla speleologia nelle cavità artificiali. L’evento riunisce studiosi di archeologia sotterranea, storia, architettura e conservazione delle opere ipogee.

Dal 22 settembre al 1° ottobre sarà invece la volta del 10° Congresso Internazionale dell’International Show Caves Association (ISCA), previsto in Périgueux. Il congresso affronta i temi della gestione sostenibile delle grotte turistiche, della sicurezza, della valorizzazione del patrimonio naturale e dell’accoglienza dei visitatori.

Autunno 2026: Costacciaro, vulcanospeleologia ed EuroSpeleo Forum

Tra gli appuntamenti più attesi in Italia figura l’International Italian Meeting, in programma dal 29 ottobre al 1° novembre a Costacciaro. L’incontro rappresenta uno dei principali momenti di aggregazione della comunità speleologica italiana e internazionale.

Dal 1° all’8 novembre le isole di Lanzarote e Tenerife ospiteranno il 22° Simposio Internazionale di Vulcanospeleologia, dedicato allo studio delle cavità vulcaniche e dei processi geologici che le hanno generate.

Il calendario si concluderà dal 13 al 15 novembre a Pazin con il 18° EuroSpeleo Forum, organizzato insieme all’incontro degli speleologi croati. L’evento rappresenta uno dei principali appuntamenti annuali della comunità speleologica europea, con conferenze, tavole rotonde e attività sul territorio. (Eurospeleo?)

Un calendario che favorisce la collaborazione internazionale

Il calendario degli eventi internazionali di speleologia 2026 evidenzia la crescente collaborazione tra associazioni speleologiche, università e istituti di ricerca. Le manifestazioni affrontano temi scientifici, tecnici e ambientali, favorendo lo scambio di esperienze tra esploratori e ricercatori.

Per gli speleologi italiani il programma offre anche numerose occasioni di partecipazione diretta, grazie agli appuntamenti previsti in Campania, Sicilia, Umbria e ad altri congressi facilmente raggiungibili nel contesto europeo.

Fonti

L'articolo Eventi internazionali di speleologia 2026: il calendario europeo tra congressi, spedizioni e raduni proviene da Scintilena.

La Società Speleologica Ceca entra nella Federazione Speleologica Europea: un nuovo passo per la cooperazione internazionale

Júl 5th 2026 at 12:00

Condividi

La Società Speleologica Ceca è stata accolta nella Federazione Speleologica Europea (FSE). L’ingresso rafforza la collaborazione tra le organizzazioni speleologiche del continente e porta nella rete europea una delle realtà più attive nella ricerca, nell’esplorazione e nella tutela delle grotte.

La Società Speleologica Ceca entra nella Federazione Speleologica Europea

La Società Speleologica Ceca (?eská speleologická spole?nost – CSS) è entrata ufficialmente a far parte della Federazione Speleologica Europea (FSE). L’ammissione è stata approvata all’unanimità durante l’Assemblea Generale della FSE del 16 aprile 2026. Con questo ingresso la federazione riunisce ora le organizzazioni nazionali di 32 Paesi europei. (Eurospeleo?)

La Repubblica Ceca sarà rappresentata nella FSE dai delegati Michal Hejna e Markéta Jakovenko. La federazione ha accolto con favore l’adesione della CSS, evidenziando le prospettive di collaborazione tra gli speleologi cechi e le altre organizzazioni europee. (Eurospeleo?)

La Società Speleologica Ceca: una realtà consolidata della speleologia europea

Fondata il 12 dicembre 1978 e con sede a Praga, la Società Speleologica Ceca rappresenta oggi una delle principali organizzazioni speleologiche dell’Europa centrale. Alla fine del 2025 contava 59 gruppi speleologici affiliati e 1.224 soci impegnati nelle attività di esplorazione, documentazione, ricerca scientifica e tutela del patrimonio sotterraneo. (Speleo?)

L’organo sovrano dell’associazione è l’Assemblea Generale, convocata ogni quattro anni, che elegge il Consiglio direttivo, il presidente e il collegio dei revisori. L’attività operativa è affidata ai numerosi club locali distribuiti sul territorio nazionale, che costituiscono il nucleo della speleologia ceca.

Tra gli appuntamenti più importanti organizzati dalla CSS figura Speleofórum, il principale congresso nazionale dedicato alla speleologia, ospitato ogni anno nel Carso Moravo e frequentato da circa 450 partecipanti. Accanto a questo si svolge il tradizionale Incontro Speleologico, una manifestazione itinerante che cambia sede ogni anno e favorisce lo scambio di esperienze tra i gruppi del Paese.

Pubblicazioni e attività scientifica della Società Speleologica Ceca

L’attività editoriale rappresenta uno degli elementi caratterizzanti della Società Speleologica Ceca. La rivista elettronica eSpeleo viene pubblicata tre volte all’anno, mentre gli atti di Speleofórum raccolgono annualmente i risultati delle ricerche presentate durante il congresso. È inoltre attiva la collana editoriale “CSS Library”, che nel 2026 raggiungerà il quarantacinquesimo volume, e ogni quattro anni viene pubblicato un rapporto in lingua inglese dedicato alle attività svolte tra un congresso e l’altro dell’International Union of Speleology. (Speleo?)

All’interno della società opera anche il Servizio di Soccorso Speleologico, affiliato alla European Cave Rescue Association, che contribuisce allo sviluppo delle tecniche di intervento e della sicurezza in ambiente ipogeo.

Le grotte della Repubblica Ceca tra carsismo e pseudocarsismo

La distribuzione delle aree carsiche e delle più importanti aree pseudocarsiche nella Repubblica Ceca.
A – aree carsiche: 1 = Carso boemo, 2 = Carso moravo, 3 = Carso di Javo?í?ko, 4 = Carso di Hranice, 5 = Monti Železné hory, 6 = Monte Králický Sn?žník.
B – pseudocarso: I = Labské pískovce (arenarie dell’Elba), II = area di Koko?ínsko, III = ?eský ráj (Paradiso boemo), IV = area di Doksy e Ralsko, V = rocce di Teplice e Adršpach, VI = Broumovské st?ny.
Carta semplificata secondo Bosák e Vašítko (2001), dall’Enciclopedia Biospeologica, vol. III.
Pagina 2

L’ingresso della Società Speleologica Ceca nella FSE richiama anche l’attenzione sul patrimonio sotterraneo della Repubblica Ceca.

Il principale territorio carsico è il Carso Boemo, esteso per circa 240 chilometri quadrati. Il sistema più sviluppato è però il Carso Moravo, dove si concentra il maggior numero di cavità conosciute.

Qui si trova anche il sistema delle Amateur Caves, che supera i 50 chilometri di sviluppo topografato e rappresenta la grotta più lunga del Paese. Sempre nel Carso Moravo si apre la grande sala del Giant Dome, nella cavità di Rudické propadání, con dimensioni di circa 70 metri di lunghezza, 30 di larghezza e 60 di altezza.

Un primato mondiale appartiene invece all’Hranická Abyss, una cavità profonda almeno 519,5 metri, dei quali circa 450 sommersi. È considerata l’abisso allagato più profondo conosciuto al mondo. La Repubblica Ceca ospita inoltre la grotta dolomitica più lunga del Paese, le Bozkov Caves, e numerose cavità pseudocarsiche sviluppate soprattutto nelle arenarie, tra cui la Teplice Cave, che raggiunge quasi due chilometri di sviluppo. (Speleo?)

Cooperazione internazionale e prospettive future

La tradizione speleologica ceca ha una lunga dimensione internazionale. L’allora Cecoslovacchia fu tra i membri fondatori dell’International Union of Speleology e ha ospitato i Congressi Internazionali di Speleologia nel 1973 e nel 2013. I gruppi della Società Speleologica Ceca partecipano inoltre a progetti di ricerca ed esplorazione in numerosi Paesi europei e in aree extraeuropee, tra cui Cina, Messico e Yemen.

L’ingresso nella Federazione Speleologica Europea amplia ulteriormente queste opportunità di collaborazione, favorendo lo scambio di competenze, la tutela del patrimonio carsico e lo sviluppo di progetti condivisi tra le organizzazioni speleologiche europee.

Fonti

L'articolo La Società Speleologica Ceca entra nella Federazione Speleologica Europea: un nuovo passo per la cooperazione internazionale proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Traduzione – Editoriale del Presidente per il nuovo numero della newsletter EuroSpeleo – luglio 2026
    Condividi Cari speleologi,sono lieto di darvi il benvenuto a questa seconda edizione della Newsletter EuroSpeleo di quest’anno.32 — trentadue — è il nuovo numero dei membri della FSE. Nell’ultima Assemblea Generale della FSE abbiamo accolto la Società Speleologica Ceca come membro a pieno titolo della Federazione Speleologica Europea. Gli speleologi cechi sono molto noti per le loro attività nelle straordinarie regioni carsiche del loro Paese, ma anche per i loro viaggi dedicati all’esplo
     

Traduzione – Editoriale del Presidente per il nuovo numero della newsletter EuroSpeleo – luglio 2026

Júl 5th 2026 at 11:00

Condividi


Cari speleologi,
sono lieto di darvi il benvenuto a questa seconda edizione della Newsletter EuroSpeleo di quest’anno.
32 — trentadue — è il nuovo numero dei membri della FSE.

Nell’ultima Assemblea Generale della FSE abbiamo accolto la Società Speleologica Ceca come membro a pieno titolo della Federazione Speleologica Europea.

Gli speleologi cechi sono molto noti per le loro attività nelle straordinarie regioni carsiche del loro Paese, ma anche per i loro viaggi dedicati all’esplorazione di sistemi carsici all’estero.

Va quindi un caloroso benvenuto a tutti gli speleologi cechi che leggono questa newsletter, con l’invito a scoprire i vantaggi dei Progetti EuroSpeleo.

Parlando di progetti, la FSE ha aumentato i fondi destinati ai Progetti EuroSpeleo. Ogni anno potranno essere finanziati due progetti in più.

Oltre all’ESP, l’Assemblea Generale ha anche approvato un maggiore sostegno per il Forum annuale EuroSpeleo. Ora sono disponibili 1.500 euro per l’organizzazione di un Forum.

Siamo inoltre lieti di annunciare una borsa di studio annuale per due studenti che desiderino partecipare al Forum EuroSpeleo.

È previsto un fondo massimo di 500 euro per studente ogni anno.
Il Forum 2026 si terrà in un’area molto interessante e il Bureau è felice di aver trovato una nuova regione per il più grande evento speleologico sotto l’egida della FSE.

L’annuncio è riportato in questo numero della Newsletter.

Siamo nel primo anno dell’International Day of Caves and Karst, con un grande evento che si svolgerà a Postojna, organizzato dalla UIS.

Oltre a questo appuntamento più istituzionale, l’ECPC ha elaborato un elenco di idee per i club speleologici regionali o locali e l’auspicio è che possano offrire spunti utili per organizzare, anche nei diversi territori, piccole iniziative capaci di accrescere l’attenzione verso la protezione delle grotte.

La FSE ha inoltre deciso di ampliare i propri interessi nella politica speleologica internazionale e mette a disposizione fondi per sostenere la presenza fisica ai grandi eventi — per esempio IUCN e ONU — in tutto il mondo, al fine di difendere i temi legati alle grotte e al carsismo.

Tra circa un anno, in occasione dell’Assemblea Generale FSE 2027, l’auspicio è quello di ampliare l’attuale Bureau della FSE con altri speleologi interessati.

Il Bureau della FSE potrebbe avere in totale 9 seggi disponibili, contro i 6 attuali, e l’invito rivolto a tutti è a prendere in considerazione una possibile candidatura.

La convocazione sarà annunciata entro la fine di quest’anno.

Jean-Claude Thies, Presidente della FSE

L'articolo Traduzione – Editoriale del Presidente per il nuovo numero della newsletter EuroSpeleo – luglio 2026 proviene da Scintilena.

EuroSpeleo Newsletter luglio 2026: la Federazione Speleologica Europea pubblica il nuovo numero dedicato alla speleologia europea

Júl 5th 2026 at 10:00

Condividi

La EuroSpeleo Newsletter luglio 2026 raccoglie notizie, progetti e appuntamenti della Federazione Speleologica Europea (FSE), offrendo un aggiornamento sulle attività delle organizzazioni speleologiche del continente e sulle iniziative dedicate alla tutela delle grotte e del carsismo.

EuroSpeleo Newsletter luglio 2026: un aggiornamento sulla speleologia europea

La Federazione Speleologica Europea (FSE) ha annunciato la pubblicazione della EuroSpeleo Newsletter luglio 2026, il periodico informativo che riunisce notizie provenienti dalle organizzazioni speleologiche aderenti e presenta le principali iniziative della federazione.

La pubblicazione è disponibile esclusivamente in formato digitale ed è distribuita attraverso il sito ufficiale della FSE, le mailing list e i canali social dell’organizzazione. Il notiziario viene realizzato dal Bureau della Federazione e viene pubblicato con cadenza non periodica, in occasione di aggiornamenti e comunicazioni di particolare interesse per la comunità speleologica europea. (eurospeleo.eu?)

L’obiettivo della EuroSpeleo Newsletter luglio 2026 è mantenere un collegamento costante tra le federazioni nazionali, i gruppi speleologici e i singoli speleologi, favorendo la circolazione delle informazioni riguardanti esplorazione, ricerca scientifica, tutela del patrimonio carsico ed eventi internazionali.

La Federazione Speleologica Europea e la cooperazione internazionale

La Federazione Speleologica Europea rappresenta oggi le organizzazioni speleologiche nazionali di oltre trenta Paesi europei e promuove la collaborazione tra le diverse realtà della speleologia continentale. Tra le sue attività rientrano il coordinamento di progetti internazionali, il sostegno alle iniziative dedicate alla protezione delle grotte, la diffusione delle conoscenze scientifiche e l’organizzazione di incontri tecnici e congressi. (eurospeleo.eu?)

La newsletter costituisce uno degli strumenti attraverso cui la FSE rende accessibili le informazioni sulle proprie attività, offrendo spazio anche alle iniziative promosse dalle federazioni aderenti.

I contenuti della EuroSpeleo Newsletter luglio 2026

Il nuovo numero propone una panoramica delle attività più recenti della speleologia europea.

Tra gli argomenti trovano spazio gli aggiornamenti sui progetti della Federazione, le iniziative dedicate alla conservazione delle grotte, le opportunità di partecipazione per gli speleologi e il calendario dei principali appuntamenti internazionali previsti nei prossimi mesi.

La EuroSpeleo Newsletter luglio 2026 richiama inoltre l’attenzione su eventi di rilievo come il 18° EuroSpeleo Forum, in programma a Pazin, in Croazia, dal 13 al 15 novembre 2026, e sulle borse di studio messe a disposizione dalla FSE per favorire la partecipazione dei giovani speleologi europei. Vengono inoltre ricordati i progetti sostenuti attraverso il programma EuroSpeleo Projects e le iniziative della Commissione Europea per la Protezione delle Grotte. (eurospeleo.eu?)

Una pubblicazione rivolta ai gruppi speleologici europei

Nel messaggio che accompagna la diffusione del bollettino, il Segretario Generale della FSE, Alena Gessert, invita le organizzazioni nazionali e i gruppi speleologici a condividere il più possibile la newsletter con i propri soci e con tutti gli interessati alla speleologia.

La pubblicazione è disponibile in lingua inglese e francese, con l’intento di raggiungere il maggior numero possibile di lettori all’interno della comunità speleologica europea. (eurospeleo.eu?)

Dove scaricare la EuroSpeleo Newsletter luglio 2026

La EuroSpeleo Newsletter luglio 2026 può essere scaricata gratuitamente dal sito ufficiale della Federazione Speleologica Europea, dove è disponibile sia la versione inglese sia quella francese. Sul portale della FSE è inoltre consultabile l’archivio delle edizioni precedenti della newsletter, che documenta le principali attività della federazione e della speleologia europea degli ultimi anni. (eurospeleo.eu?)

Fonti

  • European Speleological Federation – EuroSpeleo Newsletter, July 2026.
  • European Speleological Federation – EuroSpeleo Newsletter Archive.
  • European Speleological Federation – Sito ufficiale della FSE.

L'articolo EuroSpeleo Newsletter luglio 2026: la Federazione Speleologica Europea pubblica il nuovo numero dedicato alla speleologia europea proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Monte Barro, riscoperti i fossili di Antonio Stoppani: torna visitabile lo storico sito dell’Azzarola
    Condividi Nel Parco del Monte Barro un progetto di recupero riporta alla luce il sito fossilifero dell’Azzarola studiato da Antonio Stoppani. La ricerca scientifica, la nuova carta geoturistica e i percorsi dedicati valorizzano uno dei luoghi simbolo della geologia lombarda. LIl Monte Barro e il recupero del sito fossilifero dell’Azzarola Il Monte Barro torna al centro dell’attenzione della comunità scientifica grazie al recupero del sito fossilifero dell’Azzarola, uno dei luoghi più impor
     

Monte Barro, riscoperti i fossili di Antonio Stoppani: torna visitabile lo storico sito dell’Azzarola

Júl 5th 2026 at 09:00

Condividi

Nel Parco del Monte Barro un progetto di recupero riporta alla luce il sito fossilifero dell’Azzarola studiato da Antonio Stoppani. La ricerca scientifica, la nuova carta geoturistica e i percorsi dedicati valorizzano uno dei luoghi simbolo della geologia lombarda.

LIl Monte Barro e il recupero del sito fossilifero dell’Azzarola

Il Monte Barro torna al centro dell’attenzione della comunità scientifica grazie al recupero del sito fossilifero dell’Azzarola, uno dei luoghi più importanti per gli studi del geologo e naturalista Antonio Stoppani. L’intervento ha consentito di riportare alla luce un affioramento roccioso ricco di fossili, restituendo leggibilità a un’area che nella seconda metà dell’Ottocento contribuì allo sviluppo della paleontologia italiana. (valsassinaoggi.it?)

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Silea, Parco Regionale del Monte Barro e Cooperativa Eliante, insieme ad associazioni e istituzioni del territorio lecchese. Il progetto rientra nelle celebrazioni dedicate ai duecento anni dalla nascita di Antonio Stoppani, figura considerata tra i principali divulgatori delle scienze naturali in Italia e autore de Il Bel Paese. (valsassinaoggi.it?)

Antonio Stoppani e i fossili del Monte Barro

L’area dell’Azzarola occupa un posto di rilievo nella storia della geologia italiana. Qui Antonio Stoppani studiò numerosi fossili del Triassico superiore, dedicando al sito una monografia illustrata con tavole litografiche che documentavano la ricchezza paleontologica del Monte Barro.

Le ricerche contribuirono alla conoscenza degli antichi ambienti marini che occupavano questa parte della Lombardia oltre 200 milioni di anni fa. I fossili rinvenuti appartengono soprattutto a organismi marini come molluschi e coralli, elementi fondamentali per ricostruire l’evoluzione geologica dell’area prealpina. (Parco Barro?)

Il Monte Barro rappresenta infatti uno dei principali affioramenti di rocce triassiche della Lombardia. La sua geologia ha attirato per oltre un secolo studiosi italiani e stranieri ed è caratterizzata anche dalla presenza di fenomeni carsici e testimonianze delle glaciazioni quaternarie. (Parks?)

Ricerca paleontologica e valorizzazione del patrimonio geologico

L’intervento è stato realizzato sotto la supervisione del paleontologo Andrea Tintori. Le attività hanno previsto la pulizia dell’affioramento, la sua mappatura e il rilievo dei principali livelli fossiliferi.

Parallelamente sono stati studiati i muretti a secco presenti nell’area boschiva, costruiti utilizzando rocce provenienti dagli stessi livelli geologici descritti da Stoppani. Durante le operazioni sono stati recuperati campioni destinati ad attività divulgative e didattiche, con l’obiettivo di favorire una maggiore conoscenza del patrimonio geologico locale. (valsassinaoggi.it?)

Il progetto dimostra come ricerca scientifica, tutela ambientale e divulgazione possano procedere insieme nella conservazione dei geositi più significativi.

La nuova carta geoturistica dei luoghi stoppaniani

Uno dei risultati più concreti dell’iniziativa è la realizzazione di una nuova carta geoturistica dedicata ai luoghi studiati da Antonio Stoppani.

La mappa collega i principali siti geologici compresi tra i Corni di Canzo, il Monte Barro e il Moregallo attraverso una rete di itinerari escursionistici. L’obiettivo è favorire una visita consapevole del territorio, offrendo ai camminatori strumenti per comprendere la storia geologica delle montagne lecchesi e il valore delle osservazioni condotte dal celebre geologo. (Parco Barro?)

L’iniziativa comprende anche un convegno scientifico promosso dall’Associazione Geologia e Turismo insieme al Parco Regionale del Monte Barro, dedicato alla divulgazione della geologia e della paleontologia.

Un patrimonio geologico da conservare e divulgare

Il recupero dell’Azzarola restituisce alla comunità un sito di elevato interesse scientifico e culturale. L’affioramento torna ad essere leggibile, mentre la nuova rete di percorsi favorisce una conoscenza diretta del territorio e della sua storia naturale.

Per chi si occupa di geologia, paleontologia e speleologia, il progetto rappresenta un esempio di valorizzazione integrata del patrimonio naturale. La tutela degli affioramenti fossiliferi, insieme alla diffusione delle conoscenze scientifiche, contribuisce infatti a preservare luoghi che hanno avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo delle scienze della Terra in Italia.

A due secoli dalla nascita di Antonio Stoppani, il Monte Barro conferma così il proprio valore come laboratorio naturale dove ricerca, educazione ambientale e fruizione sostenibile possono convivere, offrendo nuove opportunità di studio e divulgazione del patrimonio geologico lombardo.

Chi è Stoppani per la speleologia

Antonio Stoppani fu uno dei protagonisti delle scienze della Terra nell’Italia dell’Ottocento. Per la speleologia il suo contributo può essere riassunto in alcuni aspetti fondamentali.

Un precursore degli studi sul carsismo

Stoppani studiò le rocce calcaree, i fenomeni carsici e le cavità naturali delle Prealpi lombarde in un periodo in cui la speleologia non era ancora una disciplina autonoma. Le sue osservazioni contribuirono alla comprensione della formazione delle montagne e degli ambienti sotterranei.

Studi sulle grotte lombarde

Nel corso delle sue ricerche visitò diverse grotte della Lombardia, descrivendone gli aspetti geologici, le concrezioni e i depositi sedimentari. Le cavità erano per lui veri laboratori naturali, utili per interpretare la storia geologica del territorio.

Paleontologia e cavità

Le sue ricerche sui fossili, come quelle condotte nell’area del Monte Barro, interessavano soprattutto gli affioramenti rocciosi piuttosto che le grotte. Molti dei fossili studiati permisero di ricostruire gli antichi mari triassici che occupavano l’attuale Lombardia.

Un divulgatore prima ancora che uno speleologo

L’opera più celebre di Stoppani, Il Bel Paese (1876), contribuì a diffondere la conoscenza della geologia italiana presso il grande pubblico. Il libro descrive montagne, ghiacciai, grotte e fenomeni naturali con un linguaggio accessibile, influenzando generazioni di naturalisti e futuri speleologi.

Il legame con la speleologia moderna

Stoppani morì nel 1891, pochi anni prima della nascita della speleologia moderna promossa da Édouard-Alfred Martel. Non fu quindi uno speleologo nel senso attuale del termine, ma uno dei geologi che prepararono il terreno scientifico su cui la speleologia si sviluppò. I suoi studi sulle rocce carbonatiche, sui fenomeni carsici e sulla divulgazione delle scienze naturali rappresentano ancora oggi un riferimento storico per chi si occupa di geologia e di ambienti sotterranei.

In sintesi, Antonio Stoppani può essere considerato un precursore della speleologia scientifica italiana, più che uno speleologo in senso stretto. Il suo contributo principale fu quello di interpretare il territorio carsico e gli ambienti sotterranei con metodo geologico, rendendoli oggetto di studio e di divulgazione scientifica.

Fonti

  • Prima Lecco – Parco del Monte Barro: riscoperti i fossili studiati dal celebre naturalista e geologo lecchese Antonio Stoppani.
  • Parco Regionale del Monte Barro – Carta geoturistica “I colori delle rocce” e progetto dedicato ai luoghi stoppaniani. Carta geoturistica del Parco Monte Barro?Attachment.png
  • Parchi.it – Scheda del Parco Regionale del Monte Barro e descrizione geologica. Parco Regionale del Monte Barro?Attachment.png

L'articolo Monte Barro, riscoperti i fossili di Antonio Stoppani: torna visitabile lo storico sito dell’Azzarola proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Siti minerari storici: a Tarvisio la XXI riunione della rete ReMi ISPRA rafforza il confronto europeo
    Condividi La XXI riunione della rete ReMi ISPRA ha riunito a Tarvisio rappresentanti di parchi geominerari, musei minerari e istituzioni italiane ed europee per discutere la valorizzazione dei siti minerari storici e condividere buone pratiche di gestione del patrimonio minerario. La XXI riunione della rete ReMi ISPRA a Tarvisio Si è svolta il 27 giugno 2026 a Tarvisio la XXI riunione della rete ReMi ISPRA, organizzata nell’ambito del primo Incontro Internazionale dei Minatori d’Europa, ma
     

Siti minerari storici: a Tarvisio la XXI riunione della rete ReMi ISPRA rafforza il confronto europeo

Júl 5th 2026 at 08:00

Condividi

La XXI riunione della rete ReMi ISPRA ha riunito a Tarvisio rappresentanti di parchi geominerari, musei minerari e istituzioni italiane ed europee per discutere la valorizzazione dei siti minerari storici e condividere buone pratiche di gestione del patrimonio minerario.

La XXI riunione della rete ReMi ISPRA a Tarvisio

Si è svolta il 27 giugno 2026 a Tarvisio la XXI riunione della rete ReMi ISPRA, organizzata nell’ambito del primo Incontro Internazionale dei Minatori d’Europa, manifestazione ospitata dal Parco Geominerario di Cave del Predil dal 26 al 28 giugno.

L’appuntamento ha rappresentato un momento di confronto tra enti che operano nella conservazione e nella valorizzazione dei siti minerari storici. Alla tavola rotonda hanno partecipato rappresentanti di parchi geominerari, musei minerari e istituzioni provenienti dall’arco alpino italiano e da altri Paesi europei, con l’obiettivo di condividere esperienze, individuare criticità e proporre strategie comuni per la gestione del patrimonio minerario. (ISPRA?)

La rete ReMi ISPRA e la tutela del patrimonio minerario

La rete ReMi ISPRA è il progetto promosso dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale per mettere in relazione parchi, musei e realtà impegnate nella conservazione delle aree minerarie storiche italiane.

Avviata nel 2006, la rete favorisce la collaborazione tra amministrazioni, enti locali e gestori dei siti minerari, sostenendo la diffusione delle buone pratiche nella tutela, nel recupero ambientale e nella valorizzazione culturale delle miniere dismesse. Nel corso degli anni è diventata un punto di riferimento per lo scambio di competenze e per la promozione del patrimonio minerario nazionale. (ISPRA?)

Siti minerari storici: confronto sulle buone pratiche

Il programma della giornata ha previsto una tavola rotonda dedicata ai siti minerari storici, coordinata da Agata Patanè, coordinatrice della rete ReMi, e dal professor Massimo Preite, componente del Board di ERIH – European Route of Industrial Heritage.

Il confronto si è concentrato sulle modalità di valorizzazione delle miniere storiche, sulla gestione dei musei minerari, sulla conservazione delle testimonianze archeologiche industriali e sulle opportunità offerte dal turismo culturale. Tra gli obiettivi dell’incontro vi era anche quello di individuare azioni condivise per migliorare la fruizione dei siti e rafforzare la collaborazione tra le diverse realtà europee impegnate nella tutela del patrimonio minerario. (Turismo FVG?)

Cave del Predil, esempio di recupero del patrimonio minerario

La scelta di Tarvisio e di Cave del Predil come sede dell’incontro assume un significato particolare. La storica miniera di Raibl, sfruttata fin dall’epoca romana per l’estrazione di piombo e zinco e rimasta attiva fino ai primi anni Novanta, rappresenta oggi uno dei principali esempi italiani di recupero di un sito minerario storico.

L’ex complesso minerario è stato trasformato in un parco geominerario visitabile, con un percorso all’interno delle gallerie, un museo della tradizione mineraria e spazi dedicati alla memoria del lavoro dei minatori. La valorizzazione del sito costituisce un modello di riconversione che unisce tutela del patrimonio industriale, divulgazione scientifica e sviluppo turistico del territorio. (Italia.it?)

Un patrimonio che interessa anche il mondo della speleologia

Le miniere storiche rappresentano un ambito di interesse anche per la comunità speleologica. Molte gallerie minerarie costituiscono infatti importanti cavità artificiali oggetto di studio sotto il profilo storico, geologico e ambientale. La documentazione, il rilievo e la conservazione di questi ambienti contribuiscono alla conoscenza del patrimonio sotterraneo e delle tecniche estrattive che hanno caratterizzato numerosi territori europei.

Incontri come quello organizzato a Tarvisio favoriscono il dialogo tra musei, enti di ricerca, amministrazioni e associazioni, creando occasioni di collaborazione per la tutela di un patrimonio che conserva testimonianze del lavoro, della storia industriale e dell’evoluzione del rapporto tra l’uomo e il sottosuolo.

Fonti

L'articolo Siti minerari storici: a Tarvisio la XXI riunione della rete ReMi ISPRA rafforza il confronto europeo proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Bonifica della Voragine di San Lorenzo: il Club Alpinistico Triestino restituisce valore a una storica cavità del Carso
    Condividi La Voragine di San Lorenzo torna al centro dell’attenzione grazie a un intervento di bonifica realizzato dal Club Alpinistico Triestino. Ventuno volontari hanno recuperato rifiuti accumulati per decenni in una delle più note cavità del Carso triestino, contribuendo alla tutela dell’ambiente ipogeo e delle acque sotterranee. Bonifica della Voragine di San Lorenzo nel Carso triestino Sabato 4 luglio 2026 il Club Alpinistico Triestino (CAT) ha concluso un’importante operazione di bo
     

Bonifica della Voragine di San Lorenzo: il Club Alpinistico Triestino restituisce valore a una storica cavità del Carso

Júl 5th 2026 at 07:00

Condividi

La Voragine di San Lorenzo torna al centro dell’attenzione grazie a un intervento di bonifica realizzato dal Club Alpinistico Triestino. Ventuno volontari hanno recuperato rifiuti accumulati per decenni in una delle più note cavità del Carso triestino, contribuendo alla tutela dell’ambiente ipogeo e delle acque sotterranee.

Bonifica della Voragine di San Lorenzo nel Carso triestino

Sabato 4 luglio 2026 il Club Alpinistico Triestino (CAT) ha concluso un’importante operazione di bonifica all’interno della Voragine di San Lorenzo (catasto 159/294 VG), cavità situata nel territorio di San Dorligo della Valle/Dolina, sul Carso triestino.

L’intervento ha coinvolto 21 speleologi volontari impegnati nel recupero di rifiuti accumulati nel corso di molti decenni. L’iniziativa rappresenta un esempio concreto dell’attività svolta dai gruppi speleologici per la conservazione del patrimonio sotterraneo, che comprende non soltanto l’esplorazione e la ricerca scientifica, ma anche la tutela degli ambienti carsici.

La Voragine di San Lorenzo è censita nel Catasto Storico delle Grotte del Friuli Venezia Giulia e costituisce una delle cavità più conosciute del Carso classico. Si apre a circa 385 metri di quota, presenta una profondità di circa 72-75 metri ed è caratterizzata da un ampio ingresso verticale ben visibile nel paesaggio carsico. Il primo rilievo speleologico risale al 1902 ed è opera di Agostino Bastiansich; la cavità venne successivamente rilevata e aggiornata nel 1966 dalla Commissione Grotte “Eugenio Boegan”. (catastogrotte.it?)

Una cavità di interesse geologico e storico

Dal punto di vista geomorfologico la Voragine di San Lorenzo si è sviluppata lungo fratture dei calcari del Carso classico, modellata nel tempo dalla dissoluzione delle acque meteoriche e da successivi fenomeni di crollo.

L’interno è dominato da un grande pozzo iniziale che conduce a un esteso cono detritico, configurazione tipica di alcune delle principali cavità del Carso triestino.

Accanto al valore scientifico, la cavità conserva anche una complessa memoria storica. Durante la Seconda guerra mondiale vi furono gettati materiali bellici e, nel dopoguerra, il sito fu utilizzato anche come luogo di occultamento di cadaveri, assumendo nel linguaggio comune la denominazione di “foiba”. Dopo le operazioni di recupero degli ordigni esplosivi, la cavità venne nuovamente utilizzata come discarica abusiva, con il progressivo accumulo di materiali di ogni genere.

I rifiuti recuperati durante la bonifica della Voragine di San Lorenzo

Nel corso degli anni nella Voragine di San Lorenzo si erano accumulati rifiuti edili, rottami metallici, pneumatici, vetro, plastica, filo di ferro e grandi quantità di filo spinato.

L’intervento del CAT ha richiesto una complessa organizzazione tecnica. I volontari hanno operato lungo circa 50 metri di discesa verticale utilizzando sistemi di paranco per il recupero dei sacchi contenenti il materiale raccolto.

I rifiuti sono stati selezionati, concentrati in due grandi big bag e successivamente trasportati manualmente con carriole fino alla strada, dove saranno smaltiti dalla società A&T2000.

La particolare conformazione del Carso rende questo tipo di interventi particolarmente importanti. Nei sistemi carsici l’acqua piovana penetra rapidamente nel sottosuolo attraverso fratture e condotti naturali, mentre la capacità di filtrazione è limitata. La presenza di discariche abusive può quindi rappresentare una potenziale fonte di contaminazione delle falde acquifere.

Il lavoro di squadra dei volontari speleologi

Le operazioni sono state coordinate dalla speleologa del CAT Atenaide Blasini con il supporto di Moreno Tommasini e Mario Carboni per gli aspetti tecnici della bonifica.

Hanno collaborato anche Massimiliano Fontana ed Enrico Vendramin della società A&T2000 per l’organizzazione dello smaltimento dei rifiuti e Jasmin Pecar del Comune di San Dorligo della Valle per gli aspetti logistici e autorizzativi.

Alla giornata di lavoro hanno preso parte inoltre Gianfranco Tomasini del Gruppo Speleologico Talpe del Carso, Antonella Miani e Mattia Mauro del Gruppo Linder, contribuendo alle attività di recupero e movimentazione dei materiali.

La tutela delle grotte come parte della speleologia

La bonifica della Voragine di San Lorenzo evidenzia come la speleologia svolga un ruolo attivo nella protezione del patrimonio naturale.

Le attività dei gruppi speleologici comprendono il monitoraggio delle cavità, la documentazione scientifica, il rilievo topografico, la conservazione degli ecosistemi sotterranei e la rimozione dei rifiuti abbandonati.

Interventi di questo tipo consentono di ridurre l’impatto ambientale provocato dall’abbandono indiscriminato di materiali e restituiscono pieno valore a cavità che rappresentano un patrimonio geologico, storico e naturalistico del Carso triestino.

Fonti

  • Comunicato stampa del Club Alpinistico Triestino APS (4 luglio 2026).
  • Catasto Storico delle Grotte – Commissione Grotte “Eugenio Boegan”: Voragine di San Lorenzo (grotta n. 159/294 VG). https://www.catastogrotte.it/grotta/159

L'articolo Bonifica della Voragine di San Lorenzo: il Club Alpinistico Triestino restituisce valore a una storica cavità del Carso proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Punta degli Stretti, l’allarme resta: la Federazione Speleologica Toscana chiede interventi concreti
    Condividi A due anni dal primo appello, la grotta continua a essere frequentata senza un sistema efficace di tutela La FST sollecita Comune e comunità locale ad avviare una gestione responsabile degli accessi A oltre due anni dal primo appello lanciato sulla situazione della Grotta di Punta degli Stretti, la Federazione Speleologica Toscana torna a denunciare una condizione di forte preoccupazione. Nonostante le rassicurazioni ricevute e la disponibilità inizialmente manifestata dall’Ammin
     

Punta degli Stretti, l’allarme resta: la Federazione Speleologica Toscana chiede interventi concreti

Júl 5th 2026 at 06:00

Condividi

A due anni dal primo appello, la grotta continua a essere frequentata senza un sistema efficace di tutela

La FST sollecita Comune e comunità locale ad avviare una gestione responsabile degli accessi

A oltre due anni dal primo appello lanciato sulla situazione della Grotta di Punta degli Stretti, la Federazione Speleologica Toscana torna a denunciare una condizione di forte preoccupazione. Nonostante le rassicurazioni ricevute e la disponibilità inizialmente manifestata dall’Amministrazione comunale, secondo la Federazione non sono stati adottati provvedimenti concreti per garantire la tutela di uno degli ambienti ipogei più delicati e preziosi del territorio.

La FST aveva accolto positivamente l’apertura a un percorso condiviso, arrivando a presentare una proposta progettuale pensata per coniugare valorizzazione e conservazione del sito. Un contributo costruito sulla base di competenze tecniche, conoscenze scientifiche e decenni di esperienza nello studio del patrimonio carsico toscano. Tuttavia, denuncia la Federazione, quel progetto è rimasto senza seguito.

Nel frattempo, la Grotta di Punta degli Stretti continua a essere meta di un flusso costante di visitatori, spesso accompagnati da operatori improvvisati o da soggetti che propongono escursioni in assenza di un quadro regolamentato. La Federazione ricorda infatti che in Toscana non esiste una figura professionale riconosciuta di guida speleologica, elemento che rende ancora più urgente una riflessione sulla sicurezza, sulla competenza e sulla responsabilità nella gestione delle visite.

A destare ulteriore allarme è anche la promozione turistica del sito. Diversi portali e canali di valorizzazione del territorio continuano a presentare la grotta come una semplice attrazione da visitare, fornendo indicazioni dettagliate per l’accesso ma senza adeguate informazioni sulla fragilità dell’ambiente sotterraneo, sulle regole di comportamento necessarie e sulle criticità naturalistiche presenti.

La Grotta di Punta degli Stretti non può essere considerata una meta turistica qualunque. Si tratta di un ambiente naturale estremamente sensibile, dove ogni accesso non controllato può contribuire ad alterazioni difficili, se non impossibili, da recuperare. Il valore geologico, biologico e paesaggistico del sito richiede una gestione attenta, competente e continuativa.

Per questo la Federazione Speleologica Toscana rinnova il proprio appello alla Comunità di Monte Argentario e all’Amministrazione comunale affinché si passi dalle dichiarazioni di principio a una politica concreta di tutela. Tra le priorità indicate vi sono la definizione di un sistema di gestione degli accessi, una corretta informazione rivolta ai visitatori, il coinvolgimento delle competenze scientifiche e speleologiche del territorio e l’adozione di strumenti efficaci per garantire la conservazione della grotta.

La FST conferma la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni per individuare soluzioni equilibrate e sostenibili. Tuttavia, dopo due anni di attesa, ritiene non più rinviabile un deciso cambio di passo.

La tutela del patrimonio naturale, sottolinea la Federazione, non può essere affidata soltanto alle buone intenzioni. Servono responsabilità, scelte coraggiose e interventi concreti, prima che i danni diventino irreversibili.

Fonte: Federazione Speleologica Toscana APS, comunicato “Punta degli Stretti: due anni dopo, resta la situazione di allarme”, pubblicato il 4 luglio 2026

Link: https://www.speleotoscana.it/2026/07/04/punta-degli-stretti-due-anni-dopo-resta-la-situazione-di-allarme/

il precedente comunicato:

L'articolo Punta degli Stretti, l’allarme resta: la Federazione Speleologica Toscana chiede interventi concreti proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Dalle grotte allo spazio: concluso in Italia il corso CAVES dell’Agenzia Spaziale Europea
    Condividi Cinque astronauti provenienti da tre agenzie spaziali si sono addestrati sottoterra per prepararsi alle future missioni di esplorazione planetaria. Si è conclusa in Italia l’edizione 2026 di CAVES (Cooperative Adventure for Valuing and Exercising Human Behaviour and Performance Skills), il programma di addestramento dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) che utilizza l’ambiente ipogeo come palestra naturale per sviluppare competenze fondamentali nelle future missioni di esplorazione.
     

Dalle grotte allo spazio: concluso in Italia il corso CAVES dell’Agenzia Spaziale Europea

Júl 5th 2026 at 05:00

Condividi

Cinque astronauti provenienti da tre agenzie spaziali si sono addestrati sottoterra per prepararsi alle future missioni di esplorazione planetaria.

Si è conclusa in Italia l’edizione 2026 di CAVES (Cooperative Adventure for Valuing and Exercising Human Behaviour and Performance Skills), il programma di addestramento dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) che utilizza l’ambiente ipogeo come palestra naturale per sviluppare competenze fondamentali nelle future missioni di esplorazione.

Cinque astronauti provenienti da tre diverse agenzie spaziali hanno trascorso diversi giorni sottoterra affrontando un ambiente complesso, isolato e privo di riferimenti esterni. L’obiettivo non è imparare la speleologia, ma acquisire capacità indispensabili nello spazio: lavoro di squadra, gestione dello stress, problem solving, comunicazione e capacità di prendere decisioni in condizioni difficili.

Perché proprio una grotta?

Le grotte rappresentano uno dei migliori analoghi terrestri delle future missioni sulla Luna e su Marte. L’assenza di luce naturale, l’isolamento, l’orientamento in un ambiente sconosciuto, le comunicazioni limitate e la necessità di pianificare ogni attività rendono l’ambiente ipogeo un banco di prova ideale per studiare il comportamento umano in condizioni estreme.

Il corso CAVES non insegna soltanto tecniche di progressione in grotta. Attraverso esercitazioni sul campo, rilievi, documentazione scientifica e raccolta di campioni, gli astronauti sviluppano capacità di osservazione, leadership, collaborazione e problem solving, imparando a prendere decisioni efficaci anche in situazioni di stress e con risorse limitate.

Come nelle future missioni di esplorazione spaziale, ogni componente dell’equipaggio svolge un ruolo preciso e il successo della squadra dipende dalla fiducia reciproca, dalla comunicazione e dalla capacità di adattarsi a un ambiente ostile.

Un laboratorio naturale per lo spazio

Durante il corso gli astronauti lavorano fianco a fianco con istruttori, geologi e speleologi, affrontando esplorazioni, rilievi topografici, documentazione scientifica e attività di ricerca in un contesto che richiede collaborazione continua e massima attenzione alla sicurezza.

L’ambiente sotterraneo offre infatti condizioni difficili da riprodurre altrove: assenza di riferimenti esterni, logistica complessa, autonomia operativa e necessità di prendere decisioni rapide. Per questo motivo le grotte rappresentano un laboratorio naturale unico per preparare le future missioni di esplorazione.

Un programma nato in Italia

Il corso CAVES è organizzato dall’ESA dal 2011 e si svolge in Italia, dove il patrimonio carsico offre ambienti particolarmente adatti a questo tipo di addestramento.

Nel corso degli anni hanno partecipato astronauti dell’ESA, della NASA, della JAXA, della Canadian Space Agency e di altre agenzie spaziali internazionali, confermando il valore della speleologia come strumento di formazione interdisciplinare.

La speleologia incontra l’esplorazione spaziale

Per la comunità speleologica il programma CAVES rappresenta un importante riconoscimento del valore delle competenze maturate nel mondo ipogeo.

Le capacità richieste a uno speleologo – osservazione, adattamento, pianificazione, gestione del rischio, collaborazione e capacità decisionale – sono oggi considerate essenziali anche per l’esplorazione dello spazio. E il corso dell’ESA è l’ennesima dimostrazione che la speleologia, esplorazione e ricerca scientifica, è una disciplina capace di formare uomini e donne chiamati a operare negli ambienti più estremi, dalla profondità delle grotte fino alle future basi sulla Luna e, un giorno, su Marte.

Fonte: Agenzia Spaziale Europea (ESA), Lo spazio sotto, 1 luglio 2026 –https://www.esa.int/Space_in_Member_States/Italy/Lo_spazio_sotto

L'articolo Dalle grotte allo spazio: concluso in Italia il corso CAVES dell’Agenzia Spaziale Europea proviene da Scintilena.

❌