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    Condividi Uno studio internazionale nelle foreste tropicali del Camerun porta alla descrizione di due nuove specie di pipistrelli e rivela una biodiversità ancora largamente da conoscere. Due nuove specie di pipistrelli sono state descritte nelle foreste tropicali del Camerun: Glauconycteris baka e Glauconycteris lobeke. La scoperta è il risultato di uno studio internazionale pubblicato sulla rivista scientifica ZooKeys, dedicato alla tassonomia e alla conservazione dei pipistrelli africani d
     

Scoperte in Camerun due nuove specie di pipistrelli: Glauconycteris baka e Glauconycteris lobeke

August 25th 2026 at 05:00

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Uno studio internazionale nelle foreste tropicali del Camerun porta alla descrizione di due nuove specie di pipistrelli e rivela una biodiversità ancora largamente da conoscere.

Due nuove specie di pipistrelli sono state descritte nelle foreste tropicali del Camerun: Glauconycteris baka e Glauconycteris lobeke. La scoperta è il risultato di uno studio internazionale pubblicato sulla rivista scientifica ZooKeys, dedicato alla tassonomia e alla conservazione dei pipistrelli africani del genere Glauconycteris.

Con le due nuove specie, il numero di specie attualmente riconosciute all’interno del genere sale a 15.

Le ricerche nelle foreste del Camerun

Il lavoro nasce da diverse campagne di ricerca condotte nel sud-est del Camerun, principalmente nel Parco Nazionale di Lobéké e nella Riserva della Biosfera di Dja, due aree caratterizzate dalle foreste pluviali del bacino del Congo.

Durante le indagini sul campo i ricercatori hanno raccolto nuovi dati sui pipistrelli del genere Glauconycteris, piccoli vespertilionidi forestali distribuiti nell’Africa subsahariana e ancora relativamente poco rappresentati nelle collezioni scientifiche.

Per distinguere le specie, il gruppo di ricerca ha adottato un approccio tassonomico integrato, combinando caratteristiche morfologiche e cranio-dentali con analisi genetiche e, quando disponibili, dati acustici.

I risultati hanno permesso di riconoscere due linee evolutive sufficientemente distinte da essere descritte come specie nuove per la scienza.

Glauconycteris baka

La prima nuova specie è stata chiamata Glauconycteris baka.

L’olotipo è un maschio adulto raccolto nel luglio 2023 nei pressi del villaggio di Mambele, nell’area del Parco Nazionale di Lobéké.

È un pipistrello di piccole dimensioni, caratterizzato da una pelliccia marrone scuro e da una piccola macchia chiara su ciascuna spalla. Le analisi genetiche e le caratteristiche anatomiche hanno consentito di distinguerlo dalle specie morfologicamente più simili.

Il nome baka rende inoltre omaggio al popolo Baka, comunità indigena strettamente legata alle foreste dell’Africa centrale.

Glauconycteris lobeke

La seconda nuova specie, Glauconycteris lobeke, prende invece il nome dal Parco Nazionale di Lobéké, sottolineando l’importanza di quest’area protetta per la conservazione della fauna forestale del bacino del Congo.

L’olotipo è un maschio adulto raccolto nel novembre 2023 presso il villaggio di Djombi, mentre un secondo esemplare utilizzato per la descrizione proviene dall’area di Yenga.

La specie presenta una pelliccia bruna, piccole macchie chiare sulle spalle e caratteristiche morfologiche e genetiche che consentono di distinguerla dalle altre specie conosciute del genere.

Una biodiversità maggiore del previsto

Lo studio non si limita alla descrizione delle due nuove specie.

I ricercatori segnalano infatti Glauconycteris superba per la prima volta in Camerun e mostrano che Glauconycteris beatrix, così come interpretata in precedenti studi genetici, comprende in realtà più linee evolutive e costituisce un complesso di specie.

Il quadro che emerge suggerisce quindi che la diversità dei pipistrelli forestali dell’Africa centrale sia ancora sottostimata.

Le foreste guineo-congolesi, e in particolare le zone ancora scarsamente campionate, potrebbero custodire ulteriori specie non ancora riconosciute dalla scienza.

Ricerca e conservazione

La scoperta mette in evidenza anche il valore delle aree protette del Camerun.

Conoscere con precisione quali specie vivono in questi ecosistemi è infatti essenziale per valutarne lo stato di conservazione e pianificare strategie efficaci di tutela.

Nel caso dei pipistrelli forestali africani, la difficoltà di campionamento e la scarsità di esemplari disponibili nelle collezioni scientifiche hanno a lungo limitato la conoscenza della loro reale diversità.

Le nuove ricerche dimostrano quanto sia importante continuare le indagini nelle foreste tropicali dell’Africa centrale, territori nei quali una parte significativa della biodiversità resta ancora da documentare.

Riferimento scientifico

Gomeh-Djame A., Bates P.J.J., Juste J., Suarez-Rubio M., Torrent L., García-Mudarra J.L., Agodigo Ayangma E., Yettore F., Bilong Bilong C.F., Bakwo-Fils E.-M. (2026).

An integrated taxonomic and conservation assessment of Glauconycteris (Chiroptera, Vespertilionidae) in Cameroon, with the description of two new species from the Northwestern Congolian Lowland Forest.

ZooKeys 1282: 161–204.

https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC13288025/?utm_source=chatgpt.com

DOI: 10.3897/zookeys.1282.183038

Fonte: Estación Biológica de Doñana – CSIC; ZooKeys.

Foto: Estación Biológica de Doñana – CSIC / autori dello studio

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  • Bat-Night alla Riserva dei Ghirardi: una serata alla scoperta dei pipistrelli
    Condividi Venerdì 28 agosto passeggiata serale con esperti per conoscere da vicino la vita e le abitudini dei chirotteri Venerdì 28 agosto, dalle 20:30 alle 23:00, la Riserva Naturale Regionale Oasi WWF dei Ghirardi, nel territorio di Borgo Val di Taro (Parma), ospita una Bat-Night, serata dedicata alla scoperta dei pipistrelli e della fauna notturna. Accompagnati da esperti, i partecipanti potranno conoscere la vita segreta dei chirotteri e delle falene, approfondendone abitudini, caratte
     

Bat-Night alla Riserva dei Ghirardi: una serata alla scoperta dei pipistrelli

August 24th 2026 at 05:00

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Venerdì 28 agosto passeggiata serale con esperti per conoscere da vicino la vita e le abitudini dei chirotteri

Venerdì 28 agosto, dalle 20:30 alle 23:00, la Riserva Naturale Regionale Oasi WWF dei Ghirardi, nel territorio di Borgo Val di Taro (Parma), ospita una Bat-Night, serata dedicata alla scoperta dei pipistrelli e della fauna notturna.

Accompagnati da esperti, i partecipanti potranno conoscere la vita segreta dei chirotteri e delle falene, approfondendone abitudini, caratteristiche e importanza per gli ecosistemi e per la nostra vita quotidiana. L’incontro prevede una breve passeggiata serale nei dintorni del Centro Visite della Riserva.

La partecipazione è gratuita, con iscrizione obbligatoria presso il Centro Visite. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 349 773 6093 tramite SMS o WhatsApp.

L’appuntamento è al Centro Visite della Riserva, località Predelle di Porcigatone, Borgo Val di Taro (PR).

Evento presso Riserva Naturale Regionale Oasi WWF dei Ghirardi, Borgo Val di Taro (Parma), Emilia-Romagna

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Pantelleria, il pipistrello che “sussurra”: scoperta in Europa una presenza africana rimasta nascosta per quasi due secoli

August 22nd 2026 at 09:15

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Le registrazioni acustiche di Nycteris thebaica documentano per la prima volta con solide evidenze la specie e l’intera famiglia dei Nycteridae in Europa. I ricercatori ipotizzano sull’isola una piccola popolazione finora sfuggita ai monitoraggi: ora la sfida è individuarne i rifugi e ricostruirne l’origine.

Per quasi due secoli è rimasto un fantasma nella zoologia siciliana. Non un animale estinto e neppure, necessariamente, un nuovo arrivato dall’Africa: potrebbe essere semplicemente un pipistrello così difficile da rilevare da essere rimasto fuori dai radar della ricerca.

Ora una serie di registrazioni effettuate a Pantelleria fornisce la prima evidenza solida della presenza in Europa di Nycteris thebaica, specie africana conosciuta in inglese anche come Egyptian slit-faced bat, il pipistrello egiziano dalla faccia fessurata.

La scoperta è descritta nello studio “A ghost from the past: Acoustic evidence for the long-overlooked occurrence of the African bat Nycteris thebaica in Europe”, pubblicato nel 2026 sulla rivista scientifica Global Ecology and Conservation da Danilo Russo, Luca Cistrone, Andrea Biddittu e Mirjam Knörnschild.

Il risultato è particolarmente importante perché non aggiunge soltanto una specie alla chirotterofauna europea: Nycteris thebaica rappresenta anche il primo membro della famiglia dei Nycteridae documentato con solide evidenze in Europa.

Un fantasma che viene dal passato

Il titolo, “A ghost from the past”, non è casuale: la storia affonda le radici nella letteratura zoologica siciliana dell’Ottocento, nella quale comparivano indicazioni della possibile presenza di pipistrelli riconducibili al genere Nycteris.

Quelle antiche segnalazioni, tuttavia, non potevano essere verificate in maniera affidabile: mancavano esemplari conservati e informazioni sufficientemente precise per stabilire con certezza l’identità degli animali osservati.

Per quasi 200 anni le indicazioni sono quindi rimaste sospese tra storia della zoologia e mistero.

Le registrazioni effettuate a Pantelleria riportano oggi sorprendentemente alla luce quel vecchio interrogativo.

Il pipistrello che “sussurra”

Uno degli aspetti più affascinanti della scoperta riguarda proprio il modo in cui l’animale è stato individuato.

Nycteris thebaica è adattata a volare lentamente e molto vicino al terreno, anche in ambienti complessi. Soprattutto, utilizza segnali di ecolocalizzazione estremamente deboli.

Per questa caratteristica appartiene a quei pipistrelli che vengono definiti “whispering bats”, letteralmente pipistrelli che “sussurrano”: questo comportamento potrebbe aver contribuito a renderne tanto difficile l’individuazione con i normali sistemi di monitoraggio acustico.

Durante un monitoraggio passivo condotto a Pantelleria, i ricercatori hanno rilevato alcuni segnali insoliti: l’anomalia li ha spinti a modificare il metodo di ricerca.

I rilevatori sono stati collocati a meno di mezzo metro dal terreno e impostati con un’elevata sensibilità, in modo da intercettare i debolissimi ultrasuoni emessi da animali che volano a bassa quota: la nuova strategia ha funzionato.

Graphical abstract dello studio sulla presenza di Nycteris thebaica a Pantelleria. © Mirjam Knörnschild; foto del pipistrello © Piotr Naskrecki. Fonte: Russo et al., 2026, Global Ecology and Conservation

Le registrazioni hanno restituito richiami di ecolocalizzazione con caratteristiche compatibili con quelle di Nycteris thebaica. Ma non soltanto.

Sono state rilevate anche vocalizzazioni sociali e, in almeno una sequenza, segnali riconducibili alla presenza contemporanea di due individui in volo.

Non è un semplice visitatore africano

È un dettaglio particolarmente importante: la presenza di più individui e di vocalizzazioni sociali rende meno convincente l’ipotesi di un unico pipistrello arrivato accidentalmente dall’Africa.

I ricercatori ritengono plausibile che a Pantelleria possa esistere una piccola popolazione residente, rimasta fino a oggi inosservata proprio a causa delle particolari caratteristiche ecologiche e acustiche della specie.

In altre parole, il pipistrello potrebbe non essere arrivato adesso, ma essere lì da molto tempo.

E’ un’ipotesi che rende ancora più significativo il richiamo alle misteriose segnalazioni zoologiche del XIX secolo.

Pantelleria, ponte tra Africa ed Europa

La scoperta accende nuovamente i riflettori anche sulla straordinaria posizione biogeografica di Pantelleria.

L’isola vulcanica si trova nel Canale di Sicilia, tra la costa nordafricana e la Sicilia, in una posizione cruciale per comprendere gli scambi faunistici tra Africa ed Europa.

Gli autori dello studio prendono in considerazione anche una prospettiva paleogeografica.

Durante le fasi glaciali del passato, quando il livello del Mediterraneo era più basso di quello attuale, le distanze di mare aperto tra le terre emerse del Canale di Sicilia risultavano ridotte.

Pantelleria e altre terre del Mediterraneo centrale potrebbero quindi avere svolto il ruolo di “stepping stones”, vere e proprie pietre di guado biogeografiche che avrebbero facilitato la dispersione verso nord di specie provenienti dall’Africa.

La popolazione di Nycteris thebaica individuata a Pantelleria potrebbe quindi rappresentare una presenza periferica di origine africana molto più antica di quanto si possa immaginare.

Per stabilirlo saranno però necessarie ulteriori ricerche.

Ora bisogna trovare i rifugi

Le registrazioni acustiche sono solo l’inizio della ricerca.

Uno dei prossimi obiettivi sarà infatti individuare i rifugi utilizzati dagli animali, verificare le dimensioni della popolazione e ottenere dati che permettano di confermarne anche geneticamente l’origine.

Sarà poi importante capire se Nycteris thebaica sia presente esclusivamente a Pantelleria oppure se piccole popolazioni possano essere sopravvissute inosservate anche in altre isole del Canale di Sicilia o nella stessa Sicilia.

La ricerca dovrà infine chiarire lo stato di conservazione di questa popolazione e valutarne le possibili minacce.

Tra quelle prese in considerazione dagli studiosi figurano gli incendi e la presenza di gatti domestici liberi di vagare, potenziali predatori di animali che, per le loro abitudini di volo a bassissima quota, potrebbero risultare particolarmente vulnerabili.

La scoperta insegna anche un metodo di ricerca

La storia del “fantasma” di Pantelleria contiene anche una lezione metodologica che va oltre la scoperta di una singola specie: quando un animale non viene rilevato, infatti, non significa necessariamente che non esista. Può anche significare che non lo stiamo cercando nel modo giusto.

Nel caso di Nycteris thebaica, è stato necessario cambiare prospettiva: abbassare i rilevatori quasi fino al terreno, aumentarne la sensibilità e mettersi in ascolto di segnali molto più deboli di quelli normalmente registrati durante i monitoraggi dei pipistrelli.

Il dettaglio tecnico ha trasformato un’anomalia acustica in una scoperta biogeografica, e lascia aperta una domanda affascinante: quanti altri “fantasmi” potrebbero essere ancora presenti nel Mediterraneo, semplicemente perché non abbiamo ancora imparato ad ascoltarli?

Grazie ad Henry De Santis, presidente dello Speleo Club Ribaldone, per aver l’articolo pubblicato sulla Sicilia, da cui è partita la ricerca delle fonti scientifiche alla base di questo articolo.

Fonti e approfondimenti

Russo D., Cistrone L., Biddittu A., Knörnschild M. (2026), A ghost from the past: Acoustic evidence for the long-overlooked occurrence of the African bat Nycteris thebaica in Europe, Global Ecology and Conservation, 70, e04377.
DOI: 10.1016/j.gecco.2026.e04377https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2351989426003276?via%3Dihub

Ein Geist aus der Vergangenheit: Seit zwei Jahrhunderten übersehene afrikanische Fledermaus in Europa entdeckt, comunicazione sulla ricerca pubblicata da VBIO – Verband Biologie, Biowissenschaften & Biomedizin in Deutschland.

Pantelleria, torna il “fantasma del passato”: trovata la presenza di un animale, è l’unica presenza in Europa, La Sicilia.

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