Zobrazenie na čítanie

Abisso Mattarelli: nuove esplorazioni e sviluppo oltre i 7 km

Condividi

Gli speleologi del GSV CAI Varese annunciano sui social nuove scoperte alla Grotta Mattarelli, esplorata per oltre un chilometro nelle ultime uscite tra marzo e aprile 2026. La cavità raggiunge ora 7203 metri di sviluppo e resta al centro dell’attività esplorativa al Campo dei Fiori, con importanti potenzialità ancora da indagare.

Nel 2023, dopo 8 anni di ricerche e fatiche, gli speleologi del Gruppo Speleologico CAI Varese (GSV) avevano raggiunto un grande obiettivo: il secondo ingresso all’Abisso Mattarelli (anche Grotta dei Mattarelli). Il nuovo accesso si trova alla stessa quota di quello precedente, ma consente di evitare i pozzi in frana che caratterizzano il primo tratto della cavità. E’ un punto di partenza strategico che ha consentito di proseguire la risalita verso la cima della montagna, dove molti obiettivi – tra cui Shangai – attendono gli speleologi più determinati.

In questi giorni arriva un nuovo importante aggiornamento da parte degli speleologi varesini, che sulla loro pagina Facebook annunciano un ulteriore successo, frutto di un’esplorazione condotta tra fine marzo e inizio aprile 2026, con la partecipazione di nuove e “vecchie” glorie.

dalla pagina FB del GS CAI VArese

Riportiamo il post con fedeltà:

“Ecco le ultime scoperte nella grotta dei Mattarelli, dove a 5 ore dalla superficie, si è esplorato oltre 1 km tra gallerie e ambienti mozzafiato….
La grotta raggiunge uno sviluppo di 7203m, e i fronti esplorazione sono ancora aperti!”

Il risultato conferma il grande potenziale della cavità e la continuità dell’impegno esplorativo sul massiccio del Campo dei Fiori, già protagonista negli anni recenti di importanti scoperte, insieme ad altre aree come lo Stelvio, di cui si è parlato anche al Raduno Lombardo di Malonno.

Dieci anni dall’inizio dell’avventura

La Grotta Mattarelli è stata scoperta nel 2016 dagli stessi speleologi varesini, segnando una nuova fase di interesse per il Campo dei Fiori dopo un lungo periodo di relativa inattività. L’ingresso si trova nel territorio comunale di Barasso, nella parte alta del versante meridionale del massiccio.

Verticalità – Grotta Mattarelli © Luana Aimar

Alcuni tratti della cavità si distinguono per la straordinaria ricchezza di concrezioni, con stalattiti e stalagmiti di varie forme, e un settore è caratterizzato da una presenza eccezionale di fossili, in particolare ammoniti e crinoidi, tanto da ricordare una vera e propria galleria di museo di storia naturale.

Il nuovo aggiornamento esplorativo conferma come l’Abisso Mattarelli (guardate le foto da Facebook! https://www.facebook.com/media/set/?vanity=GSVarese&set=a.1647621112145082)

@Peter Lindner – dalla pagina FB del GS CAI Varese

è tutt’altro che “chiuso”: i fronti restano aperti e le prospettive di sviluppo continuano a stimolare l’attività del gruppo.

Ed ecco il resoconto dettagliato delle esplorazioni, inviato da Sandro Uggeri sulla lista Speleo-it, che cita anche gli speleologi coinvolti, ai quali vanno i nostri complimenti per la perseveranza e i risultati raggiunti:

Le ultime informazioni scritte su Speleo-IT relative alla Grotta Mattarelli (M. Campo dei Fiori, Varese) risalgono all’inizio 2023, in occasione dell’apertura del secondo ingresso, scoperto utilizzando tecniche speleologiche (risalite e disostruzioni), topografiche, ARTVA, radioline e datalogger… Ingresso importante perché il primo è assai pericoloso per attraversamenti di frane verticali molto instabili.

Anche per sistemare il secondo ingresso, che si apre verticale nel centro di una valletta, c’è voluto il suo tempo. Idem per rendere il successivo percorso un minimo agevole, aprendo lo Stalinpass, che permette di evitare lo stretto e fangoso Ramo Ortomio, così denominato per le tante concrezioni a cavolfiore.

Finalmente sono stati guardati i rami in risalita presso il nuovo ingresso. 

Ripetuti test col Naso, abbinati a datalogger di temperatura, hanno accertato connessioni con le tre principali grotte soprastanti, Shanghai, Uno e Fulmini, ma per il momento da Mattarelli non è stata trovata la via giusta. Concentrandosi su Shanghai sono state fatte una decina di uscite, fino ad avere la meglio sulla strettoia detta “della tanica”, strumento utilizzato per allontanare il detrito. Oltre la strettoia, due saloni ed una galleria in discesa, fino ad una strettoia ventosa che rappresenta l’ attuale fondo, a circa -180, a 900 m dall’ ingresso, con percorrenza non banale. La distanza da Mattarelli è circa una quarantina di metri, non facili da superare perché in questo tratto le due grotte si sviluppano in parallelo.

Tornando a Mattarelli, la più importante scoperta ha luogo questo inverno: il ramo dedicato ad Andrea Gonzaga, speleologo varesino deceduto in autunno, quasi all’improvviso, lasciando un grande vuoto.

Il Ramo Andy inizia circa a -380, con una serie di camini per un’ottantina di metri di dislivello positivo. In cima intercettano una zona freatica antica: sono particolari i resti di un antico lago, ora testimoniato da profondi mud crack fossili, talvolta ricoperti da una sabbiolina costituita da ossicini di pipistrelli.

All’insù la zona freatica continua con la Galleria Controvento, ultima esplorazione domenica scorsa: finisce su camino ventoso e pozzo inesplorato. All’ingiù invece si sviluppa la Galleria Basilisco, un grosso freatico anch’esso fermo, da una settimana, su di un pozzo. Manca poco per superare in pianta ed in sezione il fondo di Mattarelli, -414. Qualche centinaio di metri più a sud si trova Nuovi Orizzonti, il freatico alla base del Campo dei Fiori, con i suoi 7300 metri di sviluppo.

Mattarelli misura al momento 7200 metri di sviluppo, di cui circa 1500 metri esplorati nel 2026. 

Come ormai d’uso (purtroppo) io scrivo ma partecipo solo marginalmente alle esplorazioni, spinte dai soci più giovani del GSV CAI Varese. Tra tutti vanno citati Simon Beatrice, Leopoldo Losa, Oliver Beatrice, Marco Bertoni, Giuseppe Gastaldi, Peter Beatrice, Massimo Loriato, Santo Vezzano ed il supporto fornito dal Gruppo Grotte le Nottole, dal GG Cai Gallarate e dall’ adrenalinico Corvo, ritornato per l’occasione nella sua culla speleologica”.

Le fotografie sono attinte dalla pagina social del Gruppo Speleologico CAI Varese (GSV) , eccetto lo scatto di @Luana Ajmar, tratto dalla pagina dello Scarpone del CAI.

dalla pagina FB del GS CAI Varese

L'articolo Abisso Mattarelli: nuove esplorazioni e sviluppo oltre i 7 km proviene da Scintilena.

  •  

Giovediamoci 2026 torna a Trieste

Condividi

Diciassette serate al CAT tra speleologia, ricerca e divulgazione: un calendario aperto a tutti nel cuore della città

“Inizia la rassegna GIOVEDIAMOCI 2026: un viaggio tra scienza, mistero e mondi sotterranei nel cuore di Trieste”

Anche nel 2026 il Club Alpinistico Triestino rinnova il proprio impegno nella divulgazione scientifica e culturale, aprendo la sede sociale al pubblico con GIOVEDIAMOCI 2026, il ciclo di incontri serali aperti a tutti e dedicati alla scoperta del mondo sotterraneo, della scienza e dell’esplorazione.

Il programma prevede 17 appuntamenti con esperti di diversi settori – dalla speleologia alla chimica, dall’astronomia alla storia, fino alla speleosubacquea e alla speleologia urbana – offrendo al pubblico un’occasione unica di approfondimento e confronto.

Grotta Savi, carso triestino (foto A. Ressa)

Tutti gli incontri si svolgeranno il giovedì alle ore 20.30 presso la sede del CAT, a Trieste, Via Raffaele Abro 5/A, con ingresso libero fino ad esaurimento posti e senza necessità di prenotazione.

Di seguito il programma completo:

30 aprile – Benedetta Rigo, Alberto Riva, Josef Vuch
Batteri oro e argento – Capitolo 2

7 maggio – Maurizio Bressan, Silvio Masè, Cristian Duro, Marco Brogi
Bunker della provincia di Trieste (parte prima) e galleria antiaerea di Viale D’Annunzio

14 maggio – Dario Gasparo
Spedizione sui vulcani

21 maggio – Paolo Forti, Fulvio Forti
CO2 – aspetti chimici e strumenti

28 maggio – Gigliola Antonazzi
Dello spazio e del tempo

4 giugno – Maurizio Bressan
Bunker della provincia di Trieste (parte seconda)

11 giugno – Dario Gasparo
Rilievi 3D

18 giugno – Stefano Schirinzi
Curiosando tra le stelle

10 settembre – Lorenzo Lucia Molch
Base segreta

17 settembre – Alessandro Turchetto
Gas tossici (e non) in grotta – metodi di misura

24 settembre – Duilio Cobol
Speleosubacquea – tecnica ed attrezzatura

1 ottobre – Stefano Schirinzi
Pillole di universo

8 ottobre – Duilio Cobol
Esplorazioni speleosubacquee

15 ottobre – M. Carboni, F. Gherlizza, M. Nacinovi, F. Podgornik
Storie di grotte e grottisti

22 ottobre – Furio Scrimali
Serata fotografica

12 novembre – Sergio Dolce
Uomo di Neanderthal face to face

10 dicembre – Franco Gherlizza
Grotte e leggende del Friuli Venezia Giulia

Con GIOVEDIAMOCI 2026, il Club Alpinistico Triestino conferma il proprio ruolo di punto di riferimento per la cultura ipogea e scientifica sul territorio, proponendo un calendario ricco e variegato, capace di coinvolgere appassionati e curiosi di ogni età.

In allegato il comunicato stampa, a firma di Alessandra Ressa del CLUB ALPINISTICO TRIESTINO APS (Via R. Abro, 5/A – Trieste)

L'articolo Giovediamoci 2026 torna a Trieste proviene da Scintilena.

  •  

Cimitero di relitti nello Stretto di Gibilterra: 2.500 anni di storia sui fondali

Condividi

Rotte obbligate, attese forzate, battaglie navali: oltre cento navi raccontano il passato di uno dei passaggi marittimi più pericolosi del Mediterraneo

Tra Europa e Africa, dove il Mediterraneo si apre verso l’Atlantico, lo Stretto di Gibilterra rappresenta da millenni un passaggio obbligato per la navigazione. Un luogo strategico, affollato e spesso ostile, che oggi rivela una nuova dimensione: quella di un immenso archivio sommerso.

Una recente indagine archeologica, condotta nell’ambito del progetto Herakles, ha portato alla scoperta di un vero e proprio “cimitero di relitti” nella Baia di Algeciras, all’estremità orientale dello stretto. Qui, in un’area relativamente ristretta, sono stati identificati 151 siti archeologici, tra cui i resti di oltre cento imbarcazioni naufragate nel corso di circa 2.500 anni.

Un nodo cruciale della navigazione

Separando il Nord Africa dall’Europa e collegando due grandi bacini marini, lo stretto ha sempre avuto un ruolo centrale nelle rotte commerciali e militari. Non sorprende quindi che la Baia di Algeciras sia stata teatro di eventi storici rilevanti, come la Battaglia di Gibilterra e la Prima battaglia di Algeciras.

Ma il fattore determinante non è stato solo il conflitto. Come sottolineano i ricercatori, molte delle navi che attraversavano lo stretto erano costrette a fermarsi in rada, in attesa di condizioni meteorologiche favorevoli. Proprio queste soste prolungate, in un contesto ambientale complesso e spesso imprevedibile, hanno contribuito a trasformare la baia in una trappola.

Un mosaico di culture sui fondali

Uno degli aspetti più sorprendenti dello studio è la varietà dei relitti individuati. Navi provenienti da tutta Europa — olandesi, veneziane, spagnole, inglesi — testimoniano il carattere internazionale di questa rotta. Un crocevia dove si incrociano commerci, guerre e migrazioni.

Tra i reperti più antichi figurano imbarcazioni di epoca punica (V secolo a.C.), mentre ben 25 relitti risalgono al periodo dell’Impero Romano, quando Roma controllava entrambe le sponde dello stretto.

Particolarmente interessanti sono anche i ritrovamenti medievali, che potrebbero fornire nuove informazioni sulla navigazione nel periodo della presenza islamica nella penisola iberica — una fase ancora poco documentata sotto il profilo archeologico subacqueo.

Dalla guerra di corsa ai “maiali” della Seconda guerra mondiale

Il racconto prosegue fino all’età moderna e contemporanea. Tra i relitti identificati figura il Puente Mayorga IV, una cannoniera spagnola del XVIII secolo progettata per attacchi furtivi contro la flotta britannica, capace di mimetizzarsi tra le imbarcazioni da pesca.

Ancora più vicino a noi nel tempo è il ritrovamento di un Maiale, il celebre siluro a lenta corsa utilizzato dalla marina italiana durante la Seconda Guerra Mondiale. Questi mezzi trasportavano operatori subacquei incaricati di collocare cariche esplosive sotto le navi nemiche ancorate, rappresentando una soluzione ingegnosa in condizioni di inferiorità navale.

Un patrimonio fragile

Oggi questo straordinario patrimonio è esposto a rischi concreti: attività di dragaggio, sviluppo costiero e cambiamenti climatici minacciano l’integrità di relitti rimasti per secoli protetti dai sedimenti.

Per questo motivo, i ricercatori auspicano l’adozione di misure di tutela efficaci. Parallelamente, stanno lavorando alla realizzazione di modelli digitali e ricostruzioni immersive, che permettano di esplorare virtualmente questi siti senza comprometterne la conservazione.

In fondo, il fondale della Baia di Algeciras non è un deposito di relitti: è una stratificazione di storie, rotte e incontri. Un paesaggio sommerso che, come una grande grotta, conserva nel silenzio tracce preziose del nostro passato.

Fonte: Smithsonian Magazine – https://www.smithsonianmag.com/smart-news/in-a-graveyard-of-shipwrecks-between-europe-and-africa-archaeologists-discovered-vessels-doomed-over-thousands-of-years-180988605/ – Michele Debczak – 24 aprile 2026

L'articolo Cimitero di relitti nello Stretto di Gibilterra: 2.500 anni di storia sui fondali proviene da Scintilena.

  •  

Voragine nel centro di Giulianova: scoperto un cunicolo sotterraneo

Condividi

Speleologi al lavoro per chiarire origine e sviluppi della rete ipogea sotto via Mazzini

Momenti di apprensione nel centro storico di Giulianova, dove il 22/4/2026 si è aperta improvvisamente una voragine in via Mazzini, portando alla luce un sistema di cunicoli sotterranei finora nascosto. L’episodio si è verificato mentre un furgone era in manovra: il mezzo è stato bruscamente fermato dal cedimento del lastricato, che ha generato una profonda buca nel manto stradale.

I soccorsi sono intervenuti rapidamente, liberando il veicolo e mettendo in sicurezza l’area. La rimozione del mezzo ha però reso evidente la presenza di una cavità sottostante, suscitando immediata attenzione da parte delle autorità locali.

Nella mattinata successiva, due assessori e un consigliere – che già si erano interessati alle peculiarità di Giulianova sotterranea – hanno effettuato un primo sopralluogo per valutare la situazione. Dai primi riscontri, la voragine si troverebbe in un punto particolarmente delicato: l’incrocio di quattro corridoi sotterranei, uno dei quali sembrerebbe estendersi in direzione di piazza Belvedere.

Un elemento che richiama racconti e testimonianze tramandate nel tempo dagli abitanti più anziani della città.

Per approfondire la natura e l’estensione della cavità, è previsto l’arrivo di una squadra di speleologi da Teramo, con l’incarico di effettuare un sopralluogo tecnico all’interno del cunicolo.

La buca si trova in corrispondenza del punto di confluenza di quattro corridoi sotterranei, uno dei quali
correrebbe verso piazza Belvedere, a conferma di quanto sostenuto dai racconti tramandati e dalla memoria degli anziani.

Il loro intervento sarà fondamentale per comprendere se si tratti di strutture artificiali, forse legate a opere storiche o di servizio, oppure di fenomeni naturali legati alla conformazione del sottosuolo.

Le verifiche serviranno anche a escludere eventuali rischi per la stabilità dell’area e per la sicurezza pubblica, in un contesto urbano particolarmente frequentato. Nel frattempo, la zona resta sotto monitoraggio in attesa degli sviluppi delle indagini.

L’assessore incaricato, di concerto con gli Enti preposti, trarrà poi le necessarie conclusioni in merito all’interesse storico culturale del ritrovamento, con l’auspicio di un sottosuolo sicuro e calpestabile, che porterebbe un nuovo e maggiore interesse ad un centro storico già affascinante, dal punto di vista dell’ attrattività turistica.

Fonti: https://www.cityrumorsabruzzo.it/ – EkuoNews

L'articolo Voragine nel centro di Giulianova: scoperto un cunicolo sotterraneo proviene da Scintilena.

  •  

Microplastiche nei sistemi carsici: sfide e ricerca multidisciplinare

Condividi

6° Incontro online di Biologia Sotterranea Piemonte – Gruppo di Ricerca, con Valentina Balestra

Mercoledì 29 aprile 2026, alle ore 20:30, avrà luogo il sesto incontro online organizzato da Biologia Sotterranea Piemonte – Gruppo di Ricerca: l’appuntamento, come sempre dedicato all’approfondimento scientifico degli ambienti ipogei e delle loro criticità ambientali, tratterà un tema emergente e ancora poco esplorato.

Ospite della serata sarà la dott.ssa Valentina Balestra dell’Università degli Studi di Torino, che guiderà un intervento focalizzato sulla presenza e sull’impatto delle microplastiche nei sistemi carsici.

L’incontro affronterà il problema dell’inquinamento in modo multidisciplinare, analizzando il ruolo delle microplastiche all’interno di ecosistemi sotterranei complessi. In particolare, si parlerà delle interazioni con la fauna cavernicola, della loro accumulazione nei sedimenti e della diffusione nelle acque, evidenziando implicazioni ambientali e prospettive di ricerca futura.

Si approfondirà un fenomeno globale in una prospettiva ancora poco indagata: quella degli ambienti carsici, che negli equilibri idrogeologici e nella biodiversità svolgono un ruolo cruciale .

Link alla videochiamata: https://meet.google.com/hom-fxyy-vff

Per approfondire: progetti emergenti nel campo del contrasto alle microplastiche: https://www.regione.piemonte.it/web/pinforma/notizie/alcotra-oltre-55-milioni-euro-per-24-nuovi-progetti?fbclid=IwY2xjawRYbmlleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEexiv6aTmdx5n05MduSjAfHaONhn4eQ1L7pwJc1VQ_7FB98p6eldhgdSKDsB8_aem_Z5OhWjkFHdxIgEEqoT2ybQ

Il ciclo di incontri di Biologia Sotterranea Piemonte proseguirà con un nuovo appuntamento già fissato:
– 2 maggio – Enrico Lana, con un intervento dedicato alla biospeleologia in Piemonte.

L'articolo Microplastiche nei sistemi carsici: sfide e ricerca multidisciplinare proviene da Scintilena.

  •  

‘Dinamiche e tracciamento quantitativo dei flussi aerei sotterranei con NASO e CO2’: un corso in Liguria – 26-28 giugno 2026

Condividi

Un corso nazionale SNS CAI: i flussi aerei sotterranei al centro della formazione teorica e pratica

Tre giorni intensi di formazione, tra teoria e pratica sul campo, dedicati a uno degli aspetti più affascinanti – e spesso decisivi – dell’esplorazione speleologica: i flussi aerei sotterranei. Dal 26 al 28 giugno 2026 la Scuola Nazionale di Speleologia del CAI propone a La Spezia un corso nazionale interamente dedicato a questo tema, organizzato insieme al Gruppo Speleologico Lunense e all’OTTO Speleologia e Torrentismo Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta.

Un corso specialistico ed estremamente concreto, pensato per chi vuole affinare uno degli strumenti più sottili e potenti della speleologia: la capacità di leggere l’aria per capire la grotta.

La base operativa sarà la sede del Gruppo Speleologico Lunense – Opera Mista Castellazzo, a Spezia.

Le attività pratiche si svolgeranno nell’area carsica di Pignone (SP), contesto ideale per applicare sul terreno quanto appreso in aula.

Il corso è costruito su un’alternanza tra lezioni teoriche e attività pratiche, con l’obiettivo di fornire strumenti concreti e immediatamente utilizzabili.

Il corso è tenuto da Gian Domenico Cella (direttore), Alessandro Vernassa e Maurizio Miragoli, tutti con consolidata esperienza nello studio della meteorologia ipogea e nei tracciamenti in ambiente carsico.

Vernassa, dello Speleo Club Ribaldone, è l’ideatore del NASO: acronimo di Novel Aereal Sensing Observer, il NASO è un innovativo strumento di rilevazione “olfattiva” open source, che consente di tracciare l’aria in modo semplice ed economico utilizzando un sensore con datalogger e un tracciante non inquinante.

La giornata di venerdì si apre con l’accoglienza dei partecipanti e un primo richiamo alla meteorologia ipogea classica, per poi entrare nel vivo con la gestione delle ricerche in ambiente carsico e l’analisi della strumentazione necessaria. Nel pomeriggio ci si sposta sul campo, nell’area di Pignone, per il posizionamento dei datalogger e i primi lanci di traccianti.

Il sabato approfondisce le basi teoriche del tracciamento, accompagnate da esempi reali di studi condotti in aree carsiche. Si passa poi a tecniche più specifiche, come l’uso del NASO e i tracciamenti quantitativi con CO2. Nel pomeriggio, di nuovo sul terreno, si effettuano misure dirette di velocità e portata dei flussi aerei.

La domenica è dedicata alla restituzione del lavoro svolto: recupero della strumentazione, scarico e analisi dei dati, fino alla discussione finale e alla consegna dei diplomi.

L’obiettivo del corso è chiaro: capire l’aria per leggere la grotta.

Quindi, si deve arrivare a fornire metodologie affidabili per monitorare e interpretare i flussi d’aria sotterranei, integrandoli con le conoscenze di base della meteorologia ipogea.

Sono competenze non teoriche: saper leggere un flusso d’aria significa, spesso, individuare connessioni tra ingressi diversi di uno stesso sistema carsico o intuire la presenza di prosecuzioni ancora inesplorate. In questo senso, il corso si colloca pienamente nell’ambito della speleologia esplorativa.

Non a caso, l’attività è riconosciuta come aggiornamento ufficiale per istruttori CAI (ISS, IS, INS).

Partecipazione e requisiti

Il corso è a numero chiuso, con un massimo di 15 partecipanti e priorità agli istruttori CAI.

È richiesta una preparazione di base (livello scuola superiore) o esperienza speleologica, oltre a motivazione e disponibilità al lavoro sul campo.

È necessario presentarsi con abbigliamento adatto sia all’ambiente esterno sia alla progressione in grotta orizzontale. È inoltre consigliato portare strumenti personali di misura – come rilevatori di CO?, anemometri o igrometri – e un computer portatile per l’analisi dei dati.

Logistica, materiali, costi, iscrizione

La struttura del GSL offre posti letto (portare materassino e sacco a pelo), servizi, docce e spazio per tende o camper.

La sede sarà accessibile già dalla sera di giovedì 25 giugno, con modalità specificate nel volantino allegato, scaricabile all’indirizzo https://www.sns-cai.it/wp-content/uploads/2026/04/Volantino_Corso-Nazionale-Flussi-Aerei-Sotterranei-SNS-CAI-2026.pdf.

Durante il corso sarà disponibile anche strumentazione certificata per il confronto con quella personale, e a ogni partecipante verrà consegnata una chiavetta USB contenente materiali didattici e bibliografia.

La quota di partecipazione è di € 125,00, di cui € 45,00 da versare entro il 15 giugno 2026 (bonifico su IBAN: IT78X0569611009CCI000422980, intestato a Francesca Puccio) ed € 80,00 da versare all’arrivo. Per chi arriva giovedì 25 giugno è previsto un supplemento di 15 euro (cena e pernottamento). I non soci CAI devono aggiungere € 36,00 per assicurazione obbligatoria.

Le iscrizioni si chiudono il 15 giugno 2026, con invio della documentazione a info@gruppogrottenovara.it

Per informazioni:

Per approfondire: https://www.scintilena.com/tracciamento-aereo-sotterraneo-tutte-le-tecniche-per-seguire-laria-nelle-grotte/03/13/

L'articolo ‘Dinamiche e tracciamento quantitativo dei flussi aerei sotterranei con NASO e CO2’: un corso in Liguria – 26-28 giugno 2026 proviene da Scintilena.

  •  

“Caveman – Il gigante nascosto”: al Cinema Moretti un viaggio nella storia vicina della nostra speleologia

Condividi

Sabato 25 aprile 2026, alle ore 21:15, il Cinema Moretti di Pietra Ligure (SV) raccconta Filippo Dobrilla

Un viaggio nelle profondità della terra, dove arte e speleologia si incontrano in un’impresa fuori dall’ordinario.

Sabato 25 aprile 2026, alle ore 21.15, il Cinema Moretti di Pietra Ligure ospiterà la proiezione del docufilm “Caveman – Il gigante nascosto”, nell’ambito delle iniziative promosse dal Club Alpino Italiano – sezioni di Albenga, Finale Ligure e Loano.

Il film, diretto da Tommaso Landucci, racconta la storia di una delle opere più sorprendenti e meno conosciute al mondo: una monumentale scultura in marmo raffigurante un uomo addormentato, realizzata dallo scultore e speleologo Filippo Dobrilla e collocata a ben 650 metri di profondità all’interno di una grotta.

Un’opera che ha sfidato i limiti artistici, fisici e logistici, diventando simbolo di un legame profondo tra creatività umana e ambiente sotterraneo.

Il documentario accompagna lo spettatore in uno spazio remoto e invisibile, restituendo la complessità e la potenza di un progetto unico nel suo genere: la concretizzazione di un sogno.

L’iniziativa si arricchisce inoltre della partecipazione del gruppo speleologico L.C.S. Pietra Ligure – Libera Confraternita Speleologica, che contribuirà ad approfondire il contesto esplorativo e tecnico legato al mondo delle grotte, offrendo al pubblico uno sguardo diretto sull’attività speleologica.

Con una durata di 91 minuti, il docufilm si propone come un’esperienza decisamente immersiva.

  • SABATO 25 aprile2026 – Ore 21.15 – Pietra Ligure (SV) – Piazza Castello – tel. 019/62931740

L'articolo “Caveman – Il gigante nascosto”: al Cinema Moretti un viaggio nella storia vicina della nostra speleologia proviene da Scintilena.

  •  

Ci sono grotte a Spezia? Un viaggio nel sottosuolo vicino

Condividi

Un racconto che parte da una simpatica provocazione, per celebrare a nostro modo la 56ª Giornata Mondiale della Terra

Al CAI Sestri, in Via Galliano, a Genova Sestri Ponente, alle 21 del 22 aprile 2026

“Chiederci se ci sono grotte nel sottosuolo di La Spezia è puro eufemismo”. A Genova torna a battere il cuore per il Pianeta con una provocazione, che apre l’incontro promosso dal Gruppo Speleologico Ribaldone: l’appuntamento promette di essere coinvolgente, quanto la precedente esplorazione dello scorso 15 aprile, dedicata al sottosuolo di Noli.

A guidare il pubblico in questo viaggio saranno Marina Abisso ((attiva nella zona anche con il GS Lunense), Henry De Santis e Alessandro Vernassa, affiancati da un nuovo protagonista: Antonio Ferrazin, medico e appassionato speleoesploratore.

Un patrimonio nascosto: 288 cavità ipogee nella provincia spezzina

Il sottosuolo dell’estremo levante ligure racconta una storia sorprendente: il catasto speleologico registra oggi più di 280 siti ipogei in provincia di Spezia, di cui 59 solo sotto la città): numeri che testimoniano una diffusione ampia e significativa del fenomeno carsico, frutto di condizioni geologiche molto particolari.

Il valore culturale della speleologia

Corrado Mantero, alpinista e già reggente del CAI Sestri, sintetizza così lo spirito dell’iniziativa:

“Continua il viaggio nel sottosuolo proposto dal Gruppo speleologico Ribaldone: a Marina, Herry e Alessandro si aggiunge un altro appassionato speleo esploratore, nonché medico, Antonio Ferrazin.”

Un invito a guardare sotto i nostri piedi con occhi diversi, riconoscendo nelle cavità naturali non solo un fenomeno geologico, ma un patrimonio culturale e scientifico da conoscere e valorizzare.

Lo SpeleoClub Ribaldone è il gruppo speleologico del CAI Sestri: ha avviato, di concerto con il Presidente, Andreina Castello, e gli altri amici della Sezione, un ciclo di incontri per far conoscere il mondo sottosopra, anche a KM 0, o poco più.

La bellezza del sottosuolo spezzino è notevole: non è casuale la scelta di parlarne il 22 aprile, Giornata Mondiale della Terra, per meglio seguire il fil rouge che lega l’esplorazione speleologica all’impegno verso il territorio, nello spirito CAI e SSI (ambedue associazioni di protezione ambientale), senza scordare di far cenno alla topografia ipogea, che dà concretezza e garanzia di memoria al vuoto delle nostre grotte.

Fotografie: M. Abisso (OrTAM, ONCN)
Cartolina d’epoca Grotta della Madonna: gentile concessione Ugo De Mattei

L'articolo Ci sono grotte a Spezia? Un viaggio nel sottosuolo vicino proviene da Scintilena.

  •  

Topografia ipogea in Sicilia: formazione e pratica nel cuore delle Madonie

Condividi

Concluso nel weekend del 18-19 aprile 2026 a Isnello il corso organizzato dalla Federazione Speleologica Regionale Siciliana (FSRS). Un’esperienza da replicare in altre regioni

Si è concluso con successo il corso di topografia ipogea organizzato dalla Federazione Speleologica Regionale Siciliana, con Marco Corvi, docente, membro della Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali della SSI ETS. Alla formazione a distanza ha partecipato anche Fabrizio Toso, Coordinatore Nazionale della Commissione Catasto.

Durante le esercitazioni pratiche sono stati utilizzati strumenti e software ormai consolidati nella pratica del rilievo speleologico, come DistoX e Cavway e TopoDroid, fondamentali per l’acquisizione e la gestione dei dati in ambiente ipogeo.

L’iniziativa ha confermato quanto la formazione tecnica sia importante per la crescita qualitativa della documentazione speleologica.

«Si è concluso il corso di topografia ipogea organizzato dalla FSRS con il supporto della Commissione Nazionale Catastoha scritto Dario Rocca, presidente della FSRS.Con la parte pratica, svoltasi nel fine settimana del 18-19 aprile a Isnello (PA), caratteristico borgo immerso nello scenario naturale del Parco delle Madonie, si è chiuso il percorso formativo per gli speleologi siciliani che, dopo la formazione a distanza, hanno messo in pratica le conoscenze acquisite, approfondendo sul campo, con il docente Marco Corvi, gli argomenti trattati. Protagonista indiscusso del fine settimana del 18 e 19 aprile è stata l’esercitazione pratica di topografia svolta il sabato all’Abisso Petrusi, cavità scoperta ed esplorata dal 2023 nel contesto del progetto “Madonie Suttasupra”, avviato nel 2015 dal Gruppo Speleologico Siracusano e dallo Speleo Club Ibleo di Ragusa con l’obiettivo di esplorare e documentare le cavità delle Madonie, progetto che ha coinvolto negli anni numerosi speleologi provenienti da tutta l’isola.

Corvi ha scelto di affidare a ciascun sottogruppo il compito di effettuare il rilievo topografico di una porzione dell’Abisso Petrusi, procedendo successivamente alla restituzione manuale della sezione. I diversi elaborati, una volta stampati e uniti, hanno restituito in modo evidente l’impegno dei partecipanti, dando forma a un risultato complessivo di grande valenza.

La domenica –prosegue Dario Rocca – è stata invece dedicata alla restituzione grafica dei dati di rilievo, con il contributo fondamentale dell’Amministrazione Comunale di Isnello, rappresentata dal Sindaco Marcello Catanzaro, che ha messo a disposizione i locali della biblioteca comunale e le attrezzature necessarie alla stampa. I nove speleologi, provenienti da cinque gruppi siciliani, hanno centrato l’obiettivo dell’iniziativa, arricchendo le conoscenze e le metodologie di rilievo e restituzione dei dati, contribuendo ad aumentare la qualità della documentazione speleologica regionale. Un sincero grazie al Sindaco di Isnello, Marcello Catanzaro, ai suoi collaboratori e a tutta la comunità isnellese per l’ospitalità e il supporto ricevuti, al docente Marco Corvi e a tutti i partecipanti».

Il corso si è quindi configurato come un momento di crescita concreta, capace di unire formazione teorica e applicazione sul campo, mettendo al centro la qualità del rilievo e della restituzione cartografica.

È importante sottolineare come questo percorso sia stato volutamente concepito, su richiesta del docente, al di fuori dei circuiti di attribuzione di crediti formativi per istruttori: una scelta precisa, orientata a privilegiare la diffusione libera e condivisa delle competenze e a favorire la partecipazione di chi avesse un reale e concreto desiderio di conoscenza.

L’auspicio è che questa esperienza possa rappresentare un modello replicabile, capace di coinvolgere altre Federazioni e quindi altre regioni, contribuendo a rafforzare, su scala nazionale, una cultura del rilievo sempre più consapevole e condivisa.

Corvi ha invitato i partecipanti a mettere in pratica le conoscenze acquisite, con l’auspicio che possano tradursi, oltre che in un incremento dei dati inseriti a catasto, anche nella partecipazione alla terza edizione del Concorso “Rilievo: tra Arte e Tecnica”, recentemente bandito dalla SSI ETS (qui i dettagli per partecipare: https://www.scintilena.com/rilievo-tra-arte-e-tecnica-torna-il-concorso-ssi-2026-commissione-catasto-cavita-naturali/04/14/).

Qui sotto il prodotto finale: un risultato lusinghiero, frutto di un lavoro a più mani realizzato in tempi brevissimi, ancora più significativo considerando che alcuni dei partecipanti erano neofiti della restituzione topografica. Un esito concreto, in linea con gli obiettivi del corso.

L'articolo Topografia ipogea in Sicilia: formazione e pratica nel cuore delle Madonie proviene da Scintilena.

  •  

Materiali speleo alpinistici, un corso nazionale tra teoria e test sul campo

Condividi

Il Gruppo Speleologico CAI Erba, sotto l’egida della Scuola Nazionale di Speleologia del CAI e in collaborazione con Kong Italia, organizza il III Corso nazionale “Progettazione, costruzione, test e certificazione materiali speleo-alpinistici”, in programma dal 19 al 21 giugno 2026 tra Erba (CO) e Monte Marenzo (LC): una formazione altamente specialistica, che punta alla sicurezza in ambito speleo alpinistico.

L’obiettivo del corso è fornire agli allievi una comprensione concreta del ciclo di vita dei dispositivi di protezione individuale (DPI), dalla progettazione alla certificazione: teoria, importante e necessaria, e test diretti su attrezzature, con la possibilità per i partecipanti di portare e verificare il proprio materiale .

Il programma, articolato su tre giornate, alterna momenti formativi e attività pratiche. Si parte con la visita aziendale e le basi normative, per poi entrare nel dettaglio dei regolamenti europei e dei processi di certificazione. Nei giorni successivi, ampio spazio alle prove dinamiche con celle di carico, all’ispezione dei DPI e al confronto tra i partecipanti, fino alle esercitazioni pratiche con test sul campo.

Il corso è aperto ai soci CAI dai 16 anni in su ed è valido come aggiornamento per titolati e istruttori CAI di speleologia e torrentismo. I posti sono limitati a 20 partecipanti, a garanzia di un’esperienza didattica approfondita e seguita.

La quota di iscrizione è di € 140,00 e comprende vitto, alloggio e utilizzo del materiale tecnico collettivo. Resta a carico dei partecipanti l’attrezzatura personale per la progressione su corda, oltre alle spese di trasporto .

Riepilogo, referenti e contatti

  • Evento: III Corso nazionale “Progettazione, costruzione, test e certificazione materiali speleo-alpinistici”
  • Date: 19 – 21 giugno 2026
  • Sede del corso: Monte Marenzo (LC) c/o Kong Italia
  • Vitto e alloggio: Erba (CO) c/o Noilavoro Soc. Coop Sociale ONLUS
  • Organizzazione: Gruppo Speleologico CAI Erba – SNS CAI (con Kong Italia)
  • Quota: € 140,00 (vitto, alloggio e materiali inclusi) – dettagli tecnici nel volantino allegato
  • Info e iscrizioni: roberto.claudia@tiscali.it
  • Direttore del corso: Alfonso Ardizzi 347 03301707
  • Segreteria del corso: Roberto Sala 334 7583394

L'articolo Materiali speleo alpinistici, un corso nazionale tra teoria e test sul campo proviene da Scintilena.

  •  

Il pericolo non è solo la guerra: anche l’ambiente è in pericolo

Condividi

Dalle politiche ambientali negli Stati Uniti agli effetti sulla salute: un allarme che non possiamo ignorare

Fonte: The Dismantling of Environmental Protections — A Grave Threat to America’s Health, New England Journal of Medicine, 25 marzo 2026.

C’è un’immagine potente che torna alla memoria: un fiume che prende fuoco. Accadde nel 1969, a Cleveland, quando il Cuyahoga River divenne simbolo del degrado ambientale. Da lì nacque una stagione di consapevolezza, norme e tutela che ha migliorato concretamente la qualità dell’aria e dell’acqua, salvando — secondo le stime — centinaia di migliaia di vite ogni anno.

“Waterfoul,” 1964 This editorial cartoon by Bill Roberts appeared in the Cleveland Press on July 24, 1964. Source: Cleveland State University, Michael Schwartz Library, Special Collections

Oggi, secondo un recente articolo pubblicato sul New England Journal of Medicine, quella traiettoria rischia di invertirsi.

Negli Stati Uniti, una serie di decisioni politiche sta progressivamente indebolendo le protezioni ambientali costruite in decenni. Non si tratta di un singolo provvedimento, ma di un insieme coerente di scelte: dall’allentamento degli standard sulle polveri sottili (PM2.5), alla riduzione dei controlli sulle emissioni provenienti da industria, petrolio e gas, fino al ridimensionamento delle politiche di contrasto ai cambiamenti climatici.

A questo si aggiungono interventi su più fronti: l’indebolimento delle norme su sostanze tossiche come benzene e arsenico, la revisione delle regole sulle emissioni delle centrali a carbone, il rallentamento della transizione verso energie rinnovabili e veicoli a basse emissioni, oltre a modifiche che incidono sulla qualità dell’acqua potabile e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Le conseguenze non sono astratte, ma hanno ricadute sulla salute.

Un aumento delle polveri sottili significa più asma nei bambini, più infarti e ictus negli adulti, più morti premature. L’incremento di inquinanti come ozono, ossidi di azoto e particolato fine è associato a un peggioramento delle malattie respiratorie e cardiovascolari. La riduzione dei controlli su sostanze tossiche come mercurio e arsenico espone le popolazioni più vulnerabili a danni neurologici, tumori e deficit cognitivi, in particolare nei bambini esposti già in fase prenatale.

L’indebolimento delle politiche climatiche accelera inoltre eventi estremi — ondate di calore, incendi, alluvioni — che già oggi causano vittime e sofferenza, con effetti che si estendono ben oltre il breve periodo e coinvolgono intere comunità.

Non meno rilevante è l’impatto sulle fasce più fragili della popolazione: chi vive in prossimità di impianti industriali o centrali energetiche, chi ha minore accesso alle cure, chi lavora in ambienti esposti a rischi ambientali e climatici. L’ambiente, ancora una volta, non è neutrale: amplifica le disuguaglianze esistenti.

C’è poi un altro elemento, meno visibile ma altrettanto critico: l’indebolimento della ricerca scientifica. Il ridimensionamento degli enti pubblici e dei programmi di ricerca ambientale riduce la capacità di monitorare i rischi, produrre evidenze e guidare decisioni informate. È un effetto meno immediato, ma profondo e duraturo, destinato a incidere sulle politiche future e sulla tutela della salute collettiva.

Per chi vive e frequenta la montagna, questi temi non sono lontani. Si traducono in segnali concreti: ghiacciai che arretrano, stagioni che cambiano, ecosistemi più fragili, risorse idriche meno prevedibili. Non sono percezioni, ma trasformazioni in atto. Ed è proprio da questi territori, spesso considerati marginali, che si coglie con maggiore chiarezza quanto il legame tra ambiente e salute sia diretto e non più rimandabile.

Non meno significativo è il divario tra comunicazione politica e evidenza scientifica. Il 22 aprile 2025 — Giornata della Terra — la Casa Bianca ha dichiarato: “Finalmente abbiamo un presidente che segue la scienza”, sostenendo che gli Stati Uniti stiano mantenendo standard capaci di garantire aria e acqua tra le più pulite al mondo.

Gli autori dell’articolo offrono però una lettura opposta: le politiche attuali rischiano di smantellare il lavoro di intere generazioni, portando a un peggioramento della qualità dell’aria e dell’acqua, a temperature in aumento e a condizioni di lavoro più pericolose. Le conseguenze ricadranno soprattutto sulle fasce più vulnerabili della popolazione, ampliando disuguaglianze già esistenti e traducendosi, nel tempo, in un aumento misurabile di malattie e mortalità.

Fonte: The Dismantling of Environmental Protections — A Grave Threat to America’s Health, New England Journal of Medicine, 2026 – https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMp2514370

Una riflessione necessaria

L’attenzione pubblica è inevitabilmente catturata dai conflitti e dalle tensioni geopolitiche, e il tema ambientale rischia di passare in secondo piano.
Eppure, i due piani non sono separati.
L’ambiente è sicurezza, salute, e futuro.
Non si tratta di contrapporre emergenze, ma di riconoscere che alcune minacce sono silenziose, cumulative, meno visibili — e proprio per questo più difficili da affrontare.
Chi frequenta la montagna, dentro e fuori, lo percepisce con immediatezza: ghiacciai che arretrano, stagioni che cambiano, ecosistemi più fragili: il paesaggio si trasforma davvero.
Per questo, la tutela ambientale non può essere considerata un lusso o un tema secondario. È una responsabilità collettiva che riguarda direttamente la qualità della vita, oggi e domani.

Sotto, un’immagine di oggi: il fiume Cuyahoga, simbolo della rinascita ambientale negli Stati Uniti (fonte: National Park Service – public domain): speriamo sia di buon augurio.

L'articolo Il pericolo non è solo la guerra: anche l’ambiente è in pericolo proviene da Scintilena.

  •  

Speleologia a Palermo: al via il XVI corso di primo livello con Le Taddarite, lo Speleo Club Ibleo e la Scuola di Speleologia di Palermo

Condividi

“Le Taddarite”, ovvero i pipistrelli in siciliano: un nome che è già tutto un programma per un gruppo speleologico: torna a Palermo il corso organizzato dalla storica associazione e dallo Speleo Club Ibleo di Ragusa

La Scuola di Speleologia di Palermo organizza il XVI Corso di Speleologia di primo livello, un percorso formativo pensato per chi desidera avvicinarsi al mondo sotterraneo in modo consapevole e strutturato. L’iniziativa, promossa dall’associazione A.N.S. Le Taddarite con lo Speleo Club Ibleo e riconosciuta dalla Società Speleologica Italiana ETS, si svolgerà a Palermo dal 5 al 24 maggio 2026.

Il corso propone un programma completo di lezioni teoriche e attività pratiche, che offre una prima diversificata introduzione alla speleologia moderna.

Tra i temi trattati: speleogenesi e carsismo, tecniche di progressione in grotta, utilizzo dei materiali, biospeleologia e studio delle grotte vulcaniche.

Ampio spazio sarà dedicato alle uscite sul campo e alle esercitazioni, sia in ambiente naturale sia su parete di roccia: in quelle occasioni, i partecipanti potranno apprendere le tecniche di base per la progressione su corda in sicurezza.

Si costruiranno competenze, per trasmettere il valore dell’esplorazione responsabile.

Programma:

  • 5 Maggio – Martedì
    Presentazione del corso e del corpo istruttori
    Cenni di geologia
  • 7 Maggio – Giovedì
    Equipaggiamento di base, caratteristiche e resistenze dei materiali speleo-alpinistici
    Tecniche di progressione speleologica
  • 9 Maggio – Sabato
    Palestra di roccia (Sferracavallo, Palermo)
  • 10 Maggio – Domenica
    Palestra di roccia (Sferracavallo, Palermo)
  • 12 Maggio – Martedì
    Prevenzione degli incidenti e cenni di primo soccorso
    Biospeleologia
  • 14 Maggio – Giovedì
    Storia della speleologia e sua organizzazione in Italia e nel Mondo
    Speleologia in ambiente vulcanico
  • 16 Maggio – Sabato
    Palestra di roccia (Sferracavallo, Palermo)
  • 17 Maggio – Domenica
    Escursione in grotta verticale in rocce gessose
  • 19 Maggio – Martedì
    Carsismo epigeo e ipogeo
  • 21 Maggio – Giovedì
    Cenni di rilievo ipogeo
    Tutela degli ambienti carsici
    Riserve Naturali Speleologiche in Sicilia
  • 23 Maggio – Sabato
    Escursione in forra e in grotta, Gola Secca e Pozzo Gimmy (Isnello, Palermo)
  • 24 Maggio – Domenica
    Escursione in grotta verticale, Abisso del Vento (Isnello, Palermo)

Riepilogo, referenti e contatti

  • Evento: XVI Corso di Speleologia di primo livello
  • Direttore: Paolo Valenti
  • Luogo: Palermo –
  • Date: 5 – 24 maggio 2026
  • Organizzazione: Scuola di Speleologia di Palermo – A.N.S. Le Taddarite – S.C. Ibleo
  • Info e iscrizioni: le.taddarite@gmail.com – 328 924 8392 (dopo le 17:00)
    Sede: A.N.S. Le Taddarite – Via Terrasanta 46, Palermo – 328 924 8392 (dopo le 17:00)
  • Orari segreteria: giovedì dalle 21:30 alle 23:00
  • Link: https://www.letaddarite.it/2026/03/18/xvi-corso-di-speleologia-di-primo-livello/
  • La partecipazione al corso prevede l’iscrizione all’ANS Le Taddarite e alla Società Speleologica Italiana.
  • E’ previsto un contributo per la realizzazione del corso, da versare presso la sede sociale entro il 30 aprile 2026, compilando contestualmente la scheda di adesione: costo complessivo € 180,00

L'articolo Speleologia a Palermo: al via il XVI corso di primo livello con Le Taddarite, lo Speleo Club Ibleo e la Scuola di Speleologia di Palermo proviene da Scintilena.

  •  

PaleoFestival 2026: a Spezia un viaggio interattivo nel mondo antico

Condividi

Due giornate di laboratori per divulgare l’archeologia presso adulti e bambini

Un fine settimana dedicato all’archeologia sperimentale e alla divulgazione del mondo antico: il 18 e 19 aprile 2026 il Museo del Castello San Giorgio di Spezia ospita il PaleoFestival, un evento ricco di attività pensate per avvicinare il pubblico alla storia attraverso l’esperienza diretta.

Il programma propone un’ampia varietà di laboratori e dimostrazioni interattive, rivolte sia ai più giovani sia agli adulti, con attività che spaziano dalla lavorazione dei materiali preistorici alla metallurgia dell’età del Bronzo, dalla tessitura antica alla scrittura geroglifica, fino alla sperimentazione di tecniche di sopravvivenza e produzione artigianale.

Tra i nomi presenti al festival figura anche Alfio Tomaselli, socio collaboratore dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria (IIPP), da anni impegnato nella divulgazione dell’archeologia sperimentale. Attraverso il sito archeologiasperimentale.it e il suo canale YouTube “Musteriano”, Tomaselli promuove attività laboratoriali e ricostruzioni delle tecnologie preistoriche. Da decenni collabora con università, musei, parchi archeologici e istituzioni culturali, contribuendo alla diffusione di pratiche e conoscenze legate alla vita e alle tecniche dell’uomo preistorico, con un’intensa attività didattica e divulgativa sia in Italia che all’estero.

Ci saranno quindi momenti di approfondimento scientifico, come incontri dedicati all’archeologia sperimentale e alla divulgazione, ed esposizioni e rievocazioni che ricostruiscono scene di vita antica, e offrono uno sguardo concreto sulle pratiche quotidiane delle civiltà del passato.

Il contesto spezzino, inoltre, aggiunge un ulteriore elemento di interesse: il territorio conserva importanti testimonianze archeologiche legate anche al mondo sotterraneo, dalla presenza dell’Ursus spelaeus e altri animali preistorici in grotte locali fino a evidenze di frequentazione umana preistorica. A queste si aggiunge il recente ritrovamento della Grotta dei Picconi, al momento in fase si studio, che ha restituito testimonianze di epoca neolitica, a conferma del valore archeologico del sottosuolo della zona.

Il PaleoFestival è una preziosa occasione per far incontrare ricerca, didattica e partecipazione: il museo, che è stupendo, diventerà spazio dinamico per far rivivere il passato.

Sintesi del programma:
Tra le attività in programma: laboratori di pittura preistorica, lavorazione della selce e accensione del fuoco, tessitura e lavorazione della pelle, dimostrazioni di metallurgia e costruzione di archi, scrittura antica e geroglifica, oltre a rievocazioni storiche, attività sulla vita quotidiana nel mondo antico e incontri dedicati all’archeologia sperimentale.

Dove: Museo del Castello San Giorgio, La Spezia
Quando: 18 e 19 aprile 2026
Come: attività e laboratori per tutte le età, ingresso secondo modalità del museo

Per approfondimenti sull’attività di Alfio Tomaselli: https://www.archeologiasperimentale.it/

L'articolo PaleoFestival 2026: a Spezia un viaggio interattivo nel mondo antico proviene da Scintilena.

  •  

Il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano in azione – 16 aprile 2026

Condividi

Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico in azione sul versante nord dell’Etna

Un breve post del Soccorso dà l’idea della grande importanza di un servizio davvero essenziale.

Entra dentro la Grotta Corruccio sul versante nord dell’Etna e scivola all’ingresso. Recuperata dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.
Nella tarda mattinata di giovedì, il Servizio Regionale Sicilia del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (#CNSAS) è stato attivato dalla Centrale Operativa 118 di Catania per recuperare una donna che aveva riportato un grave trauma ad un arto inferiore, nei pressi della Grotta Corruccio.
Immediatamente da Linguaglossa è partita una squadra di Tecnici della Stazione Etna nord che hanno raggiunto l’area indicata. La paziente, di nazionalità inglese di 70 anni, che faceva parte di un gruppo di escursionisti con guida, era scivolata sui gradoni di ingresso della Grotta Corruccio, riportando un trauma importante.
La donna è stata valutata dal punto di vista sanitario, immobilizzata, posizionata in barella e condotta sino a dove attendeva l’ambulanza per il successivo trasferimento presso una struttura ospedaliera.

Grazie, come sempre!

Fonte foto e testo: post Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano – 16/4/2026

L'articolo Il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano in azione – 16 aprile 2026 proviene da Scintilena.

  •  

Genova e Genovesato: formazione speleologica del Gruppo Speleologico Issel

Condividi

ll GS Ligure Arturo Issel propone un ricco calendario aperto anche al pubblico per “i primi passi nel buio”

Un calendario fitto, vario e aperto non solo agli speleologi: a Genova il Gruppo Speleologico Ligure Arturo Issel conferma la propria vocazione alla divulgazione con una serie di incontri formativi che accompagnano il corso di primo livello organizzato dalla Scuola di Speleologia Lunense (di cui alcuni iscritti del Gruppo fanno parte), senza limitarsi ad esso.

Un primo consiglio: dare un’occhiata al sito del gruppo vale davvero la pena: oltre alle attività, è disponibile anche un volume sulla storia dell’Issel, liberamente scaricabile, che racconta un pezzo importante della speleologia ligure.

La sede è a Villa Borzino, a Busalla (GE), dove il gruppo si ritrova un giovedì al mese alle 20:30 (generalmente – ma non sempre – l’ultimo del mese: il calendario è deciso a inizio anno). Qui prende forma anche il ciclo di incontri, pensato per offrire competenze tecniche ed approfondimenti scientifici e culturali.

Dopo i primi appuntamenti del 7 e del 9 aprile scorsi, dedicati alla catena della sicurezza, prevenzione degli incidenti e primo soccorso in grotta, e all’evoluzione della speleologia e pianificazione delle uscite (a cura di Francesca Cassina), il programma prosegue con altri temi fondamentali.

Miniera di Rovegno @Laura Badiini
https://www.altavaltrebbia.net/2025/09/03/trovata-a-rovegno-la-droninoite-il-minerale-delle-stelle/

Il 16 aprile 2026: spazio alla biospeleologia, ecologia e salvaguardia dell’ambiente con il prof. Sebastiano Salvidio.

Il 23 aprile 2026: sarà la volta degli elementi di geologia, carsismo e speleogenesi, guidati dal geologo Marco Marchesini (il geologo che, nel 2025, ha pubblicato insieme ai suoi colleghi di un gruppo di ricerca multidisciplinare la scoperta in Val Trebbia di un minerale che in precedenza era stato osservato solo su meteoriti, la droninoite).

Il ciclo si completa il 7 maggio 2026, con una lezione su cartografia, rilievo topografico e documentazione delle grotte, tenuta da Matteo Pinna.

Le lezioni sono rivolte in primo luogo agli speleologi in formazione, ma lo spirito del gruppo è apertamente inclusivo: gli incontri accolgono anche un pubblico più ampio e curioso, interessato a conoscere il mondo sotterraneo da diverse prospettive.

E’ una bella opportunità per avvicinarsi con concretezza alla speleologia, e magari decidersi poi ad approfondirla, in un contesto attivo e coinvolgente.

Riepilogo

  • Ciclo di incontri informativi e formativi in tema speleologico
  • Dove: Villa Borzino, Busalla (Genova)
  • Quando: 16 aprile, 23 aprile, 7 maggio 2026
  • Organizzazione: Gruppo Speleologico Arturo Issel
  • Accesso: incontri aperti anche al pubblico interessato
  • Info: https://speleoissel.weebly.com/

L'articolo Genova e Genovesato: formazione speleologica del Gruppo Speleologico Issel proviene da Scintilena.

  •  

Speleotoscana, due incontri online: Geoscopio e LiDAR

Condividi

Strumenti digitali e analisi del territorio al centro del nuovo ciclo della Federazione Speleologica Toscana

La speleologia toscana guarda sempre più all’integrazione tra esplorazione sul campo e strumenti digitali. In questa direzione si inserisce il nuovo ciclo di incontri online promosso dalla Federazione Speleologica Toscana, due appuntamenti aperti a tutti e trasmessi in diretta su YouTube, pensati per approfondire tecnologie ormai centrali nella ricerca e nella conoscenza del territorio carsico.

Il primo appuntamento è in programma giovedì 23 aprile alle ore 21:30 ed è dedicato al Geoscopio della Regione Toscana, piattaforma sempre più utilizzata da speleologi e ricercatori. A guidare l’incontro sarà Fabrizio Fallani, speleologo, referente della Commissione Catasto FST. L’intervento offrirà una panoramica concreta sull’uso dello strumento, con particolare attenzione alla sezione dedicata a grotte e cartografia: dalla visualizzazione di carte e immagini, all’interrogazione dei dati disponibili, fino al download dei materiali per l’utilizzo offline su smartphone.

Il secondo incontro, previsto per giovedì 7 maggio, sempre alle ore 21:30, approfondirà invece l’impiego dei dati DTM LiDAR nella ricerca speleologica. Leonardo Piccini, speleologo, professore associato all’Università di Firenze, introdurrà i modelli digitali del terreno spiegandone natura e potenzialità. Un focus specifico sarà dedicato alla lettura e interpretazione dei dati e al loro utilizzo pratico per individuare grotte, doline e altre forme carsiche superficiali, aprendo nuove prospettive nell’esplorazione.

Entrambi gli appuntamenti rappresentano un’occasione concreta per aggiornarsi su strumenti che stanno ridefinendo il modo di fare speleologia, rendendo sempre più efficace il dialogo tra osservazione diretta e analisi digitale del territorio.

Gli incontri sono aperti a tutti e saranno trasmessi in diretta sul canale YouTube della Federazione Speleologica Toscana: iscriversi e attivare le notifiche è il modo più semplice per non perdere l’inizio delle dirette.

La FST dà appuntamento online, confermando un percorso di divulgazione e formazione che guarda al futuro della disciplina.

Riepilogo appuntamenti

  • Giovedì 23 aprile, ore 21:30
    Le funzioni del Geoscopio della Regione Toscana – con Fabrizio Fallani
  • Giovedì 7 maggio, ore 21:30
    Uso dei dati cartografici DTM LiDAR per la ricerca speleologica – con Leonardo Piccini
  • Diretta sul canale YouTube della Federazione Speleologica Toscana https://www.youtube.com/@speleotoscana
  • LA FST raccomanda di iscriversi al canale e attivare la campanella per ricevere il link e la notifica di inizio diretta!

L'articolo Speleotoscana, due incontri online: Geoscopio e LiDAR proviene da Scintilena.

  •  

A Chiavari (GE) si parla della cultura di Golasecca: conferenza al Museo Archeologico

Condividi

Giovedì 16 aprile ultimo appuntamento sul ciclo dedicato all’Italia preromana, con intervento dell’archeologa Barbara Grassi

Un nuovo appuntamento con la storia e l’archeologia dell’Italia preromana è in programma giovedì 16 aprile 2026 al Museo Archeologico Nazionale di Chiavari.

Alle ore 15.30 si terrà la conferenza “Cultura di Golasecca. I dati delle ricerche recenti”, ultimo incontro di un ciclo che ha già approfondito Liguri, Etruschi e Veneti. Protagonista dell’incontro sarà Barbara Grassi, funzionaria archeologa della Soprintendenza ABAP, che presenterà i risultati aggiornati delle ricerche su una delle principali culture protostoriche dell’Italia settentrionale.

Un po’ di Lombardia in Liguria: Golasecca si trova in provincia di Varese, in Lombardia, ed è situato vicino al fiume Ticino, tra il Lago Maggiore e la pianura padana: qui ono stati scoperti i primi importanti ritrovamenti archeologici già nell’Ottocento.

La cultura di Golasecca, sviluppatasi tra il XII e il V secolo a.C., rappresenta una realtà di grande rilievo nell’Italia nord-occidentale, con importanti connessioni anche con gli antichi Liguri del Tigullio.

La cultura di Golasecca, sviluppatasi nell’area del Ticino, intratteneva rapporti con le popolazioni liguri del Tigullio, inserendosi in una rete di scambi che collegava il Nord Italia all’Europa continentale. Le indagini archeologiche, avviate già nel XIX secolo, hanno restituito strutture funerarie circolari e rettangolari, con urne cinerarie accompagnate da ricchi corredi in ceramica, bronzo e ferro.

Le ricerche più recenti, grazie anche al contributo di discipline come archeobotanica, archeozoologia e antropologia, stanno ampliando le conoscenze su ambiente, insediamenti e rituali funerari, offrendo un quadro sempre più dettagliato di questa civiltà.

Il programma prevede alle ore 15 una breve visita al museo guidata dal direttore (ingresso a pagamento), seguita dalla conferenza a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. È consigliata la prenotazione.

Un’occasione per avvicinarsi alla storia più antica del territorio, in un’area che, tra l’altro, presenta anche interessanti contesti naturali e carsici, con la presenza di grotte in rocce cristalline come la Grotta dei Monti o Frigna di Golasecca.

?????? e dove: Giovedì 16 aprile 2026 al Museo Archeologico Nazionale di Chiavari, in Via Costaguta 2

????????? ????????:

??? ??.?? –  breve visita al Museo di Chiavari, insieme al direttore del museo – ingresso a bigliettazione ordinaria  

??? ??.?? – “Cultura di Golasecca. I dati delle ricerche recenti” – conferenza di Barbara Grassi | ingresso gratuito fino a esaurimento posti

???????? ???? ? ??????????? ?????, ?? ??????????? ?? ????????????

???????????? ? ????????????: drm-lig.museochiavari@cultura.gov.it Tel. 0185.320829

?????????: 3€ intero – 2€ ridotto (18-25 anni) – Gratuito minori di 18 anni e altre agevolazioni

L'articolo A Chiavari (GE) si parla della cultura di Golasecca: conferenza al Museo Archeologico proviene da Scintilena.

  •  

Concorso “Rilievo: tra Arte e Tecnica”: torna nel 2026 il concorso della SSI che promuove la restituzione dei rilievi

Condividi

Al via la terza edizione del concorso della Società Speleologica Italiana dedicata ai rilievi di grotte naturali

Aperto ai soci SSI, il concorso premia qualità tecnica, chiarezza e resa grafica, con riconoscimenti fino a 350 euro

La Società Speleologica Italiana ETS, attraverso la Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali, indice la terza edizione del concorso a premi “Rilievo: tra arte e tecnica”, l’iniziativa dedicata ai rilievi topografici di grotte naturali che mira a promuoverne produzione, realizzazione, accatastamento e diffusione.

Il concorso è aperto a tutti i soci SSI in regola con la quota associativa 2026 e riguarda rilievi 2D di cavità naturali italiane già inserite nel Catasto Grotte. Ogni partecipante potrà presentare un solo elaborato, di cui sia autore principale.

L’obiettivo è promuovere la qualità del rilievo speleologico in tutte le sue dimensioni: dalla leggibilità alla completezza, dall’accuratezza tecnica all’impatto visivo: il rilievo diventa un punto di incontro tra rigore scientifico e sensibilità grafica, tra misura e rappresentazione.

Il bando prevede 4 riconoscimenti (i primi 3 assegnati da una giuria di esperti, il 4° attribuito dal pubblico):

  • 1° premio: € 350,00
  • 2° premio: € 300,00
  • 3° premio: € 250,00
  • Premio del pubblico: € 200,00

La partecipazione richiede l’invio del rilievo in formato A0, accompagnato dalla documentazione tecnica prevista, all’indirizzo dedicato (concorsorilievo@socissi.it), entro il 19 ottobre 2026.

Il premio del pubblico sarà assegnato tramite votazione dei partecipanti al Raduno Internazionale di Speleologia 2026 a Costacciaro, mediante apposita scheda inclusa nella documentazione del Raduno

I lavori selezionati saranno esposti durante il Raduno Internazionale di Speleologia 2026, in programma a Costacciaro, dove avverrà anche la proclamazione dei vincitori nel corso dell’Assemblea dei soci SSI.

Alcune indicazioni:

  • i rilievi dovranno essere già accatastati, rispettare criteri formali ben definiti — con l’esclusione di elementi grafici non ammessi come fotografie o sfondi decorativi — ed essere distribuiti con licenza Creative Commons CC-BY-NC-SA,
  • la partecipazione prevede un contributo di € 20,00 per la stampa del rilievo.

La scelta di limitare il concorso ai rilievi 2D riflette una fase di transizione: le tecnologie 3D sono in rapido sviluppo, ma non ancora pienamente standardizzate nelle modalità di rappresentazione.

Al Raduno la Sala Rilievi potrà ospitare contributi fuori concorso ed esperienze multimediali 3D, a testimonianza di una disciplina in continua evoluzione.

Il bando completo è disponibile online e rappresenta un’importante occasione per tutti coloro che, attraverso il rilievo, contribuiscono a documentare, interpretare e trasmettere il patrimonio ipogeo.

Bando e informazioni

Per tutti i dettagli, i requisiti e le modalità di partecipazione è possibile consultare il bando completo:
https://drive.google.com/file/d/16vqlT0XMvZivTSt6xgjsLAYBqsfBnLly/view

Per richieste di chiarimento è possibile contattare l’organizzazione all’indirizzo: concorsorilievo@socissi.it

Il Concorso è partito: un’occasione concreta per rimettere al centro il rilievo come strumento di conoscenza e condivisione, capace di raccontare — con precisione e sensibilità — il mondo sotterraneo.

Ora sta agli speleologi attivarsi e partecipare.

Seconda edizione

L'articolo Concorso “Rilievo: tra Arte e Tecnica”: torna nel 2026 il concorso della SSI che promuove la restituzione dei rilievi proviene da Scintilena.

  •  

Nel Bollettino di aprile 2026 del Comitato Scientifico Centrale del CAI si parla di grotte (ma non solo)

Condividi

Tra clima, biodiversità e archeologia, le cavità naturali emergono come archivi preziosi per leggere il passato e il presente dell’ambiente montano

Le grotte nel Bollettino CSC del CAI – 4/2026

Il nuovo Bollettino del Comitato Scientifico Centrale del CAI (aprile 2026) è come un numero ricco e articolato, capace di attraversare molti dei temi oggi più urgenti per chi si occupa di montagna: cambiamento climatico, biodiversità, gestione del territorio e ricerca scientifica.

In questo mosaico di contributi, le grotte trovano uno spazio significativo, non isolato ma inserito in una visione più ampia dell’ambiente montano come sistema complesso, dinamico e fragile.

Le grotte come archivi del passato: le “grotte a orso” alpine

Tra gli articoli più vicini alla sensibilità speleologica spicca il contributo di Davide Delpiano, Marco Peresani e Fabio Bona dedicato alle cosiddette “Grotte a orso” alpine.

Si tratta di cavità che, nel corso del Paleolitico, erano frequentate sia dagli orsi che dagli esseri umani. Il lavoro mette in luce un aspetto affascinante: la possibile alternanza stagionale nell’uso delle grotte. Durante l’inverno gli orsi le occupavano per il letargo e la riproduzione, mentre in estate gli stessi ambienti venivano utilizzati dai Neanderthal come rifugi temporanei durante attività di caccia in quota.

Queste cavità diventano così veri e propri archivi paleoecologici, capaci di conservare tracce biologiche, sedimentologiche e culturali. Non solo luoghi fisici, ma spazi di interazione tra specie diverse e testimoni di adattamenti ambientali profondi.

Per il mondo speleologico, questo significa riconoscere alle, oltre all’interesse esplorativo, un valore scientifico interdisciplinare sempre più centrale.

Dalla profondità alla superficie: il filo comune dell’ambiente

Il tema delle grotte si intreccia con altri contributi del Bollettino, mostrando una continuità tra ambienti ipogei e paesaggi di superficie.

L’articolo sui Rifugi Sentinella del clima e dell’ambiente descrive una rete di monitoraggio diffusa lungo tutta la dorsale alpino-appenninica, pensata per raccogliere dati meteorologici e ambientali in alta quota.

Questo progetto evidenzia come gli ambienti montani – comprese le aree carsiche – siano veri “hot spot” del cambiamento climatico, dove gli effetti si manifestano in modo rapido e spesso amplificato.

In questa prospettiva, le grotte possono essere lette come ambienti di registrazione lenta, capaci di conservare nel tempo segnali che in superficie risultano più difficili da isolare.

Biodiversità nascosta (e fragile)

Un altro contributo interessante, anche se non direttamente speleologico, riguarda gli endemismi dei Sibillini, con lo studio sui chirocefali condotto da Enrico Ripa e Loredana Di Giacomo.

Qui il focus è su due specie uniche, legate a piccoli ambienti acquatici d’alta quota e oggi minacciate da pressioni antropiche. Il parallelo con il mondo ipogeo è immediato:
ecosistemi isolati, equilibri delicatissimi, specie spesso uniche e vulnerabili.

La perdita di biodiversità è questione ecologica e culturale: la scomparsa di questi ambienti significa perdere conoscenza, storia e possibilità di studio.

Una visione integrata della montagna

Il valore di questo numero del Bollettino sta proprio nella sua capacità di mettere in relazione ambiti diversi: clima, geologia, biologia, archeologia.

Le grotte, in questo contesto, non sono un tema marginale, ma diventano uno dei tasselli fondamentali per comprendere la complessità del sistema montano.

Dalle cavità frequentate dai Neanderthal alle reti di monitoraggio climatico, fino agli ecosistemi più fragili e nascosti, emerge un messaggio chiaro: la montagna è un archivio vivente, e le grotte ne rappresentano alcune delle pagine più profonde e meno leggibili, ma anche tra le più preziose.

In queste righe abbiamo richiamato solo alcuni spunti, in particolare quelli più vicini alla sensibilità speleologica, ma il Bollettino offre molto di più.

Per questo l’invito è semplice: prendetevi il tempo di leggerlo con attenzione. È un numero ricco, ben costruito e capace di offrire chiavi di lettura profonde sul rapporto tra uomo, ambiente e montagna.

Davvero una lettura interessante, da non perdere.

Il Bollettino del Comitato Scientifico Centrale del CAI è pubblicato online in formato PDF ed è liberamente scaricabile dal sito ufficiale del CSC. Una scelta importante, che conferma la volontà del Club Alpino Italiano di diffondere conoscenza scientifica accessibile e condivisa, in linea con la propria missione storica di studio e tutela dell’ambiente montano.

Bollettino CSC CAI: https://csc.cai.it/bollettino-aprile-2026/

L'articolo Nel Bollettino di aprile 2026 del Comitato Scientifico Centrale del CAI si parla di grotte (ma non solo) proviene da Scintilena.

  •  

Corso nazionale di primo soccorso e gestione emergenze in grotta a Casola Valsenio

Condividi

Appuntamento in Emilia-Romagna nel settembre 2026

Si terrà dal 25 al 27 settembre 2026 a Casola Valsenio (Ravenna), presso Casa Olmatelli, il corso nazionale “Primo soccorso e gestione dell’emergenza in grotta: aspetti medici, psicologici e comportamentali”.

L’iniziativa, organizzata dal Comitato Esecutivo Emilia-Romagna della Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della Società Speleologica Italiana insieme alla Ronda Speleologica Imolese (CAI Imola) e in collaborazione con la Scuola Nazionale di Speleologia CAI, si propone di formare e informare i partecipanti sulla gestione delle emergenze sanitarie in ambiente ipogeo e torrentistico.

Il corso è rivolto a speleologi già formati: tra i requisiti è richiesto di essere soci SSI o CAI in regola con il tesseramento 2026 e aver frequentato almeno un corso di primo livello. Le attività didattiche prevedono lezioni frontali, simulazioni di ruolo, lavori di gruppo e una sessione pratica in grotta, con il contributo di tecnici e personale sanitario del CNSAS–SAER, oltre a psicologi e formatori.

Ampio spazio sarà dedicato non solo agli aspetti medici, ma anche alla gestione emotiva e psicologica dell’emergenza, dalle prime fasi dell’incidente fino all’arrivo dei soccorsi.

La quota di partecipazione è fissata in 160 euro, da versare entro il 15 agosto 2026. Il corso è a numero chiuso e le iscrizioni sono accettate in ordine cronologico. La quota comprende pernottamenti per le notti di venerdì e sabato e i pasti previsti durante le tre giornate, mentre restano escluse le spese di viaggio.

La sistemazione è prevista in camere condivise con servizi, cucina e spazi comuni, mentre tra le attività è inclusa un’uscita pratica in ambiente ipogeo nell’ambito delle simulazioni.

Gli organizzatori sottolineano che il corso non riguarda tecniche di autosoccorso su corda, ma è focalizzato sulla gestione sanitaria e comportamentale dell’emergenza, in un contesto dove il rischio residuo resta sempre presente.

Locandina:

https://www.sns-cai.it/evento/corso-nazionale-primo-soccorso-e-gestione-emergenza-emilia-romagna-sns-cai-2026/

Modulo iscrizione: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdqajQ8rSE5NEjzDGWCRtsNEnYhGTB1YDjLCKNO3UPp3WO3dQ/viewform

Fonte: SNS CAI / Commissione Nazionale Scuole di Speleologia

L'articolo Corso nazionale di primo soccorso e gestione emergenze in grotta a Casola Valsenio proviene da Scintilena.

  •  
❌