Speleologia subacquea e soccorso: esercitazione SSF al Peyraou de Chadouillet
In Ardèche due scenari operativi simultanei hanno riunito 25 tecnici, tra cui 16 speleosub, per testare ricerca, assistenza alla vittima, comunicazioni ed evacuazione in ambiente sifonato.
Esercitazione SSF in Ardèche
I plongeurs dello Spéléo Secours Français si sono riuniti nel fine settimana in Ardèche per un’esercitazione di soccorso in grotta condotta all’event de Peyraou de Chadouillet, nel territorio di Saint-André-de-Cruzières. L’attività ha assunto la forma di un barnum, termine impiegato in Francia per indicare una simulazione complessa e organizzata come un intervento reale.
La giornata ha messo in campo 25 persone, delle quali 16 sommozzatori speleologi. Sono stati predisposti due scenari paralleli. La scelta di lavorare su più fronti ha permesso di verificare sia le procedure subacquee sia la capacità di assistenza e coordinamento lungo la parte asciutta e post-sifone della cavità.
Il Peyraou de Chadouillet non è una sede casuale. La cavità di Saint-André-de-Cruzières è nota nella storia della speleologia subacquea francese per le esplorazioni dei suoi rami allagati. Le pubblicazioni della Fédération Française de Spéléologie ricordano ricerche, lavori di attrezzamento e rilievo del sifone Nord, oltre a esplorazioni proseguite negli anni in condotti dalla morfologia complessa.
Soccorso in sifone: il primo scenario
Nel sifone aval, cioè nel ramo a valle, la simulazione prevedeva la ricerca di un subacqueo disperso nella zona dei 40 metri di profondità. Il ritrovamento della vittima, nello scenario, avveniva senza vita.
A quel punto le squadre hanno affrontato una sequenza che richiede metodo e divisione dei ruoli. Un primo gruppo è stato incaricato di documentare la situazione con immagini destinate agli accertamenti. Un secondo gruppo ha curato l’evacuazione della salma e dell’attrezzatura.
La speleologia subacquea opera in ambienti nei quali il collegamento con l’esterno può essere interrotto da lunghi tratti sommersi. La profondità, la distanza, la visibilità ridotta, le strettoie, la temperatura dell’acqua e la decompressione condizionano ogni manovra. Nel soccorso, questi fattori si aggiungono alla necessità di trasportare persone, materiali e informazioni lungo percorsi che non consentono improvvisazione.
Le indicazioni federali francesi per il soccorso in immersione speleologica richiamano proprio gli elementi essenziali da comunicare in caso di emergenza: cavità e comune, profilo della plongée, durata, profondità, distanza, autonomia, condizioni di visibilità e temperatura. Una profondità superiore a 40 metri è segnalata tra le condizioni particolari che incidono sulla valutazione dell’intervento.
Assistenza vittima oltre il terzo sifone
Il secondo scenario si è svolto nella branche amont, il ramo a monte. Un subacqueo non era rientrato per un problema all’attrezzatura. La squadra lo ha localizzato oltre il terzo sifone, dove attendeva i soccorsi.
È entrata quindi in azione l’équipe di assistenza alla vittima. Il compito non era limitato al recupero. I tecnici hanno simulato il riscaldamento della persona, la reidratazione, l’alimentazione e il sostegno psicologico. In un ambiente ipogeo, freddo e isolato, la stabilizzazione delle condizioni della vittima può essere decisiva prima che inizi il trasferimento.
In parallelo, una squadra trasmissioni ha predisposto i collegamenti fra la vittima e il posto di comando. Le comunicazioni sono un nodo operativo nei soccorsi sotterranei. Consentono di aggiornare la direzione dell’intervento sullo stato sanitario, sui tempi di avanzamento e sulle richieste di materiali, evitando che le informazioni dipendano soltanto da staffette umane.
La documentazione medica e operativa dello Spéléo Secours Français indica che, dopo il contatto con la vittima, occorre verificarne rapidamente coscienza, respirazione e circolazione. Prevede inoltre una presenza continuativa di soccorritori fino all’evacuazione. Riscaldamento, idratazione e alimentazione, quando possibili, rientrano nelle prime misure di assistenza.
Coordinamento tra tecnici e territorio
L’esercitazione ha coinvolto anche il coordinamento tra i Conseillers Techniques Départementaux del SSF dell’Ardèche, i tecnici referenti per la speleologia subacquea e i consiglieri tecnici nazionali. Questo passaggio è centrale: un soccorso in cavità allagata richiede competenze subacquee specialistiche, ma anche una catena di comando capace di dialogare con logistica, assistenza sanitaria, comunicazioni e istituzioni locali.
Il SSF nazionale ha ringraziato il SSF 07 per l’organizzazione e l’accoglienza, il Comune di Saint-André-de-Cruzières e il signor Rivière. La collaborazione con il territorio è parte della preparazione operativa. Accessi, spazi per il comando, gestione dei mezzi e conoscenza dell’area possono incidere in modo diretto sull’efficacia di un intervento.
Per le emergenze in ambiente sotterraneo, la Fédération Française de Spéléologie indica il numero verde nazionale 0800 121 123. Le procedure ricordano anche l’importanza di fornire dati precisi sulla cavità e sulle condizioni dell’incidente.
Speleologia subacquea e conoscenza del sottosuolo
La speleologia subacquea non riguarda soltanto il soccorso. È uno strumento di esplorazione e conoscenza del mondo sotterraneo. I sifoni sono spesso le soglie che separano i rami conosciuti di una grotta da prosecuzioni non ancora raggiunte. Superarli, con tecniche adeguate e in condizioni controllate, può consentire di collegare reti carsiche, individuare nuovi condotti e comprendere la circolazione delle acque.
Il contributo della speleologia subacquea è rilevante anche per l’idrogeologia. Rilievi, osservazioni morfologiche, misure di profondità e distanza, campionamenti e documentazione fotografica aiutano a ricostruire la struttura degli acquiferi carsici. Queste informazioni sono utili per studiare sorgenti, falde, vulnerabilità delle acque e dinamiche di piena.
Ogni esplorazione richiede prudenza. La speleologia subacquea unisce procedure di immersione, orientamento su filo guida, gestione del gas, controllo della decompressione e capacità di muoversi in grotta. Gli stessi saperi sono essenziali quando una squadra deve raggiungere una persona ferma oltre uno o più sifoni.
L’esercitazione dell’Ardèche mostra questo legame concreto. Addestrare squadre di speleologia subacquea significa prepararsi alla risposta alle emergenze e, nello stesso tempo, mantenere e sviluppare le competenze necessarie per esplorare, rilevare e proteggere gli ambienti carsici sommersi.
Fonti
- Comunicato sull’esercitazione del Spéléo Secours Français fornito nel testo della richiesta.
- Fédération Française de Spéléologie, pagina soccorso: https://ffspeleo.fr/secours.html
- Fédération Française de Spéléologie, SSF plongée: https://ffspeleo.fr/efps-ssf.html
- Fédération Française de Spéléologie, manuale di assistenza alla vittima: https://comed.ffspeleo.fr/docs_comed/documents/Manuel%20ASV.pdf
- Spelunca 109, Peyraou de Chadouillet: https://spelunca.ffspeleo.fr/200803_Spelunca_109.pdf
- Spelunca 086, esplorazioni al Peyraou de Chadouillet: https://spelunca.ffspeleo.fr/200206_Spelunca_086.pdf
Speleosub Francia
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