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    Condividi Dal rifugio voluto dal regime fascista al bunker antiatomico della Guerra Fredda, il volume di Gregory Paolucci e Giuseppe Lo Gaglio ricostruisce la storia del Bunker del Soratte attraverso documenti, fotografie e testimonianze, accompagnando il lettore alla scoperta di uno dei più importanti siti sotterranei italiani. Bunker del Soratte: un patrimonio storico custodito nel sottosuolo del Lazio Il Bunker del Soratte, scavato all’interno del Monte Soratte nel territorio di Sant’Or
     

Bunker del Soratte: il libro che racconta la storia del più grande complesso sotterraneo militare del Lazio

Jún 30th 2026 at 14:00

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Dal rifugio voluto dal regime fascista al bunker antiatomico della Guerra Fredda, il volume di Gregory Paolucci e Giuseppe Lo Gaglio ricostruisce la storia del Bunker del Soratte attraverso documenti, fotografie e testimonianze, accompagnando il lettore alla scoperta di uno dei più importanti siti sotterranei italiani.

Bunker del Soratte: un patrimonio storico custodito nel sottosuolo del Lazio

Il Bunker del Soratte, scavato all’interno del Monte Soratte nel territorio di Sant’Oreste, rappresenta uno dei complessi ipogei più significativi della storia italiana del Novecento. Nato come rifugio antiaereo destinato alle più alte cariche dello Stato durante il regime fascista, il sito fu successivamente trasformato nel quartier generale delle forze tedesche guidate dal feldmaresciallo Albert Kesselring e, negli anni della Guerra Fredda, convertito in bunker antiatomico destinato al Governo italiano e al Presidente della Repubblica. (Bunker Soratte?)

A raccontare questa vicenda è il volume “Il bunker del Soratte. Una montagna di storia”, scritto da Gregory Paolucci e Giuseppe Lo Gaglio, pubblicato nel 2014 e successivamente ampliato nel 2017 fino a raggiungere 380 pagine. L’opera nasce da un lungo lavoro di ricerca storica condotto dall’Associazione Culturale Bunker Soratte.

Il recupero del Bunker del Soratte e la nascita del Percorso della Memoria

Per molti decenni le gallerie del Monte Soratte rimasero interdette al pubblico, essendo sotto il controllo del Demanio della Difesa. Solo nei primi anni Duemila il Comune di Sant’Oreste avviò il percorso amministrativo che portò alla restituzione dell’area alla comunità locale.

Da quel momento prese forma un progetto di recupero storico e museale affidato all’Associazione Culturale Bunker Soratte. Attraverso ricerche archivistiche, testimonianze dirette e il recupero di materiali originali è stato realizzato il Percorso della Memoria, oggi visitabile, che accompagna i visitatori lungo le gallerie conservando i segni degli eventi che hanno interessato il complesso durante la Seconda guerra mondiale e la Guerra Fredda. (Bunker Soratte?)

Il libro amplia la visita al Bunker del Soratte

Come evidenzia Carla Galeazzi nella sua recensione, il volume non costituisce soltanto una guida alla visita, ma permette di comprendere il contesto storico in cui nacque il complesso sotterraneo.

Le pagine ricostruiscono la progettazione delle gallerie iniziate nel 1937, il loro utilizzo durante l’occupazione tedesca, il bombardamento alleato del maggio 1944 e la successiva trasformazione del settore più profondo in rifugio antiatomico nell’ambito dei programmi della NATO durante la Guerra Fredda. (Bunker Soratte?)

Un ruolo importante è affidato anche all’apparato iconografico. Fotografie d’epoca, documenti originali, planimetrie e immagini provenienti dagli archivi raccolti dagli autori accompagnano il lettore nella ricostruzione delle diverse fasi della storia del sito.

Il valore del Bunker del Soratte per gli studiosi del mondo sotterraneo

Pur trattandosi di una cavità artificiale, il Bunker del Soratte rappresenta un luogo di interesse anche per chi si occupa di speleologia e di studio degli ambienti ipogei.

Le grandi gallerie scavate nella montagna testimoniano come il sottosuolo possa assumere funzioni molto diverse nel corso della storia: militari, strategiche, scientifiche e culturali. La speleologia in cavità artificiali, sviluppatasi in Italia soprattutto dagli anni Settanta e oggi riconosciuta come una disciplina specialistica, considera opere come quella del Monte Soratte un patrimonio da documentare, studiare e conservare.

Un sito storico oggi aperto al pubblico

Oggi il Bunker del Soratte è uno dei principali siti di archeologia militare visitabili nel Lazio. Le visite guidate consentono di percorrere parte dei circa quattro chilometri di gallerie recuperate, affiancate da esposizioni permanenti, mezzi storici, uniformi e installazioni dedicate alla memoria del Novecento. Negli ultimi anni il percorso si è arricchito anche di nuove modalità di visita, tra cui un trenino elettrico che ripercorre parte del tracciato interno e installazioni multimediali dedicate alla storia del complesso. (Bunker Soratte?)

Il volume di Gregory Paolucci e Giuseppe Lo Gaglio costituisce quindi uno strumento utile sia per preparare la visita sia per approfondire le vicende di un luogo che continua a suscitare interesse tra storici, appassionati di fortificazioni, studiosi delle cavità artificiali e visitatori interessati alla storia contemporanea.

Fonti

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  • Soccorso speleologico a Claut: esercitazione interregionale nella nuova Grotta La Cjasa dei Venti
    Condividi Oltre quaranta tecnici del Soccorso Speleologico di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino e Alto Adige hanno operato per tre giorni nella Grotta La Cjasa dei Venti, una cavità scoperta di recente nelle Dolomiti Friulane, mettendo alla prova procedure e collaborazione in un ambiente ancora poco conosciuto. Esercitazione di soccorso speleologico nella nuova grotta delle Dolomiti Friulane Dal 26 al 28 giugno si è svolta a Claut, in provincia di Pordenone, un’esercitazione di socco
     

Soccorso speleologico a Claut: esercitazione interregionale nella nuova Grotta La Cjasa dei Venti

Jún 30th 2026 at 13:00

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Oltre quaranta tecnici del Soccorso Speleologico di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino e Alto Adige hanno operato per tre giorni nella Grotta La Cjasa dei Venti, una cavità scoperta di recente nelle Dolomiti Friulane, mettendo alla prova procedure e collaborazione in un ambiente ancora poco conosciuto.

Esercitazione di soccorso speleologico nella nuova grotta delle Dolomiti Friulane

Dal 26 al 28 giugno si è svolta a Claut, in provincia di Pordenone, un’esercitazione di soccorso speleologico che ha coinvolto le delegazioni del Friuli Venezia Giulia, del Veneto, del Trentino e dell’Alto Adige del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.

Più di quaranta tecnici hanno preso parte alle operazioni addestrative all’interno della Grotta La Cjasa dei Venti – La Casa dei Venti, una cavità individuata soltanto tre mesi fa nell’area di Casera Casavento, nelle Dolomiti Friulane, a circa 975 metri di quota.

L’attività è stata organizzata per simulare un intervento complesso di recupero in ambiente ipogeo, consentendo alle diverse squadre di operare insieme in uno scenario reale e caratterizzato da numerose incognite. L’addestramento congiunto rappresenta uno degli aspetti fondamentali della preparazione del Soccorso Speleologico, poiché gli interventi più impegnativi richiedono spesso la collaborazione di personale proveniente da più regioni. (sast.it?)

La Grotta La Cjasa dei Venti e le sue caratteristiche speleologiche

La cavità è stata esplorata dagli speleologi del gruppo di Sacile, che operano abitualmente nelle Dolomiti Friulane. Il nome scelto, Grotta La Cjasa dei Venti, deriva dalla forte corrente d’aria che fuoriesce dall’ingresso, con velocità misurate intorno ai 60 chilometri orari, un elemento che lascia ipotizzare la presenza di ulteriori sviluppi sotterranei.

Dal punto di vista morfologico, la grotta presenta caratteristiche differenti rispetto alle classiche cavità verticali. Lo sviluppo è prevalentemente orizzontale e raggiunge attualmente circa quattro chilometri di lunghezza. Il percorso è reso impegnativo dalla presenza di numerose strettoie e passaggi articolati, mentre la profondità rimane contenuta.

Secondo le prime osservazioni degli esploratori, la cavità potrebbe costituire un importante collettore collegato ad altri sistemi carsici presenti sotto il Colciavath. Le attività di soccorso si sono concentrate sui primi due chilometri già esplorati.

Una grotta ancora fuori dal Catasto regionale come banco di prova

Uno degli aspetti più significativi dell’esercitazione riguarda proprio la scelta della cavità. La Grotta La Cjasa dei Venti non è ancora inserita nel Catasto regionale delle grotte e le informazioni disponibili risultano ancora limitate.

In queste condizioni i soccorritori non possono contare su dati consolidati riguardo ai tempi di percorrenza, ai punti critici o alla quantità di materiale necessaria per affrontare un eventuale intervento. Ogni fase richiede quindi valutazioni continue, adattamento alle condizioni reali e una pianificazione dinamica delle operazioni.

Situazioni di questo tipo riproducono con maggiore fedeltà gli scenari che possono verificarsi durante un’emergenza reale, quando le informazioni disponibili sono spesso parziali e l’organizzazione deve evolvere rapidamente in funzione delle caratteristiche dell’ambiente ipogeo.

Collaborazione tra delegazioni del Soccorso Speleologico

Nel corso dei tre giorni di attività sono state sperimentate le procedure di movimentazione della barella, la gestione delle strettoie, il trasporto dei materiali e il coordinamento tra squadre provenienti da territori diversi.

Negli ultimi anni il Soccorso Speleologico interviene frequentemente con squadre interregionali, mobilitando tecnici specializzati, sanitari e personale logistico in operazioni che possono protrarsi anche per molte ore. Per questo motivo le esercitazioni condivise rappresentano un momento essenziale della formazione permanente, permettendo di uniformare le tecniche operative e migliorare l’integrazione tra le diverse delegazioni. (Soccorso Alpino Trentino?)

L’esercitazione di Claut si è conclusa con esito positivo, confermando la capacità delle squadre di operare con efficacia anche in una cavità di recente scoperta, dove l’esperienza diretta sul terreno diventa uno strumento fondamentale per affrontare le complessità del soccorso in ambiente sotterraneo.

Fonti

  • Comunicato del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico – Delegazioni coinvolte nell’esercitazione.

Comunicato ufficiale CNSAS:

A Claut esercitazione speleologica tra Friuli, Veneto, Trentino e Alto Adige

Claut (PN)

In una grotta scoperta appena tre mesi fa tra le Dolomiti Friulane, nella zona di Casera Casavento a quota 975 metri, si è svolta nell’arco di tre giorni, tra il 26 e il 28 giugno, una importante esercitazione del Soccorso speleologico. Vi hanno preso parte le delegazioni del Friuli Venezia Giulia, del Veneto, del Trentino e dell’Alto Adige con la partecipazione di più di quaranta soccorritori speleologi che hanno condiviso difficili manovre di recupero all’interno della cavità.

La grotta è stata denominata dai suoi scopritori – speleologi del gruppo di Sacile (Pn), che operano spesso in questa zona – “Grotta La Cjasa dei Venti/ La Casa dei Venti” in quanto connotata da una corrente d’aria in uscita della velocità di 60 Km/orari, una velocità considerevole. Altra caratteristica della grotta è quella di non svilupparsi molto in profondità, di avere un percorso abbastanza orizzontale, ma con molte strettoie, e di avere una lunghezza di circa quattro chilometri. La grotta potrebbe inoltre essere un collettore con altre cavità presenti in zona sotto il Colciavath. L’esercitazione ha avuto come scenario i primi due chilometri di sviluppo della cavità.

La possibilità per i soccorritori speleologi di affrontare una esercitazione di soccorso all’interno di una grotta poco conosciuta – la grotta non è ancora stata acquisita al catasto grotte regionale – costituisce un ottimo banco di prova: in questo modo i soccorritori possono mettere alla prova non solo le proprie capacità ma anche testare l’affiatamento tra le varie squadre nell’affrontare le incognite di un percorso, cosa che normalmente nelle esercitazioni di questo genere non accade perché si svolgono in grotte già note, dove si sa quali materiali occorrono, si conoscono i tempi di percorrenza, le difficoltà e i punti nevralgici da superare. 

Negli scenari complessi gli interventi coinvolgono sempre più delegazioni speleologiche che devono esercitarsi per questo ad operare in totale affiatamento e avvicendamento. 

Anche in questo caso la collaborazione tra le delegazioni è stata proficua

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  • Sa Rutta ‘e S’Edera, ancora nuove esplorazioni speleosubacquee oltre il Settimo Sifone in Sardegna
    Condividi Speleologia subacquea e rilievi nella grotta di Sa Rutta ‘e S’Edera: sviluppo esplorativo fino a 360 metri di ambienti allagati appena scoperti Contesto delle esplorazioni speleosubacquee in Sa Rutta ‘e S’Edera Le attività di esplorazione nella cavità di Sa Rutta ‘e S’Edera proseguono nel solco delle campagne speleosubacquee avviate nel corso dell’anno.La grotta, già oggetto di precedenti fasi di rilievo, continua a restituire informazioni rilevanti sulla sua morfologia inter
     

Sa Rutta ‘e S’Edera, ancora nuove esplorazioni speleosubacquee oltre il Settimo Sifone in Sardegna

Jún 30th 2026 at 12:00

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Speleologia subacquea e rilievi nella grotta di Sa Rutta ‘e S’Edera: sviluppo esplorativo fino a 360 metri di ambienti allagati appena scoperti


Contesto delle esplorazioni speleosubacquee in Sa Rutta ‘e S’Edera

Le attività di esplorazione nella cavità di Sa Rutta ‘e S’Edera proseguono nel solco delle campagne speleosubacquee avviate nel corso dell’anno.
La grotta, già oggetto di precedenti fasi di rilievo, continua a restituire informazioni rilevanti sulla sua morfologia interna.

Il lavoro della Commissione Speleosub della Federazione Speleologica Sarda si è concentrato su una progressione oltre i sifoni noti.
L’obiettivo è la ricostruzione completa del sistema idraulico e delle sue connessioni interne.

Le condizioni operative risultano complesse. Le attività in Sa Rutta ‘e S’Edera richiedono una pianificazione accurata.
La presenza di lunghi tratti allagati impone logistica e coordinamento costante.


Logistica e trasporto delle attrezzature nella speleologia subacquea

Una delle fasi più impegnative ha riguardato la gestione delle attrezzature per la progressione subacquea.
In particolare, le bombole da 7 litri sono state trasferite lungo i percorsi interni della grotta.

Il trasporto è avvenuto attraverso una staffetta tra più squadre.
Le attrezzature hanno attraversato ambienti asciutti e sifoni intermedi.

Nella fase successiva, le stesse bombole sono state riportate verso le zone operative avanzate.
Il sistema di movimentazione ha permesso di sostenere l’esplorazione in profondità.

Questo approccio logistico è stato determinante per l’avanzamento in Sa Rutta ‘e S’Edera.
La gestione delle risorse ha consentito la continuità delle immersioni esplorative.


Superamento del Settimo Sifone e nuovi ambienti interni

Le squadre speleosub hanno raggiunto e attraversato il Settimo Sifone.
Questo tratto rappresenta uno dei passaggi idraulici più significativi della grotta.

Oltre il sifone sono stati osservati ambienti asciutti e nuove diramazioni.
In Sa Rutta ‘e S’Edera si conferma una struttura interna articolata.

Le esplorazioni hanno evidenziato anche arrampicate su depositi fangosi e dislivelli.
Sono stati individuati nuovi affacci su ambienti ancora non completamente documentati.

Un pozzo di circa 15 metri ha segnato un punto di arresto temporaneo.
L’area potrebbe rappresentare un ulteriore sviluppo del sistema carsico.


Rilievi speleologici e sviluppo subacqueo della grotta

Le attività di rilievo hanno permesso di aggiornare la mappatura interna della cavità.
Il nuovo tratto esplorato in ambiente sommerso raggiunge circa 360 metri di sviluppo.

In Sa Rutta ‘e S’Edera è stata inoltre confermata la continuità della galleria principale subacquea.
Il sistema mostra una progressione oltre le zone già conosciute.

Le rilevazioni includono anche nuovi tratti minori, rilevati in fase di esplorazione avanzata.
Il lavoro di documentazione proseguirà nelle prossime campagne.


Prospettive per la speleologia subacquea in Sardegna

Le attività in Sa Rutta ‘e S’Edera indicano la possibilità di ulteriori sviluppi esplorativi.
La presenza di continuità idrauliche suggerisce margini ancora non completamente indagati.

La speleologia subacquea in Sardegna conferma un quadro di ricerca in evoluzione.
Le campagne future saranno orientate al completamento dei rilievi e alla verifica delle connessioni interne.

Il lavoro della Commissione Speleosub della Federazione Speleologica Sarda resta focalizzato sulla documentazione progressiva del sistema.
Sa Rutta ‘e S’Edera continua a rappresentare un riferimento per le esplorazioni speleosubacquee regionali e nazionali.

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  • Apertura dell’Eremo di San Cassiano: il 5 luglio visite guidate tra speleologia, archeologia e natura nei Colli Berici
    Condividi Il Club Speleologico Proteo riapre al pubblico l’Eremo di San Cassiano a Lumignano. Una giornata dedicata alla scoperta di un sito che unisce storia, grotte, geologia, biodiversità e paesaggio dei Colli Berici. L’Eremo di San Cassiano torna visitabile la prima domenica di luglio Domenica 5 luglio il Club Speleologico Proteo di Vicenza aprirà nuovamente al pubblico l’Eremo di San Cassiano, come avviene tradizionalmente la prima domenica di ogni mese. L’iniziativa offrirà la possib
     

Apertura dell’Eremo di San Cassiano: il 5 luglio visite guidate tra speleologia, archeologia e natura nei Colli Berici

Jún 30th 2026 at 11:00

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Il Club Speleologico Proteo riapre al pubblico l’Eremo di San Cassiano a Lumignano. Una giornata dedicata alla scoperta di un sito che unisce storia, grotte, geologia, biodiversità e paesaggio dei Colli Berici.

L’Eremo di San Cassiano torna visitabile la prima domenica di luglio

Domenica 5 luglio il Club Speleologico Proteo di Vicenza aprirà nuovamente al pubblico l’Eremo di San Cassiano, come avviene tradizionalmente la prima domenica di ogni mese. L’iniziativa offrirà la possibilità di visitare gratuitamente uno dei luoghi più significativi dei Colli Berici, accompagnati dalle guide dell’associazione che da anni si occupa della valorizzazione e della tutela del complesso.  

L’apertura è prevista per l’intera giornata, dalle 9.00 alle 18.00 secondo il programma diffuso dagli organizzatori. La prenotazione non è richiesta e l’accesso è libero.

L’Eremo di San Cassiano racconta milioni di anni di storia

La visita all’Eremo di San Cassiano attraversa epoche molto diverse tra loro. Il percorso inizia dalle antiche scogliere coralline formatesi circa 36 milioni di anni fa, testimonianza dell’origine geologica dei Colli Berici, per arrivare alle cavità naturali frequentate dagli orsi delle caverne e successivamente dall’uomo di Neanderthal.

Il sito conserva inoltre importanti testimonianze dell’Alto Medioevo. Gli scavi archeologici hanno portato alla luce una necropoli rupestre con numerose sepolture scavate nella roccia e i resti dell’antica chiesa altomedievale incorporata nell’attuale edificio del XVII secolo. Le ricerche archeologiche condotte negli anni Novanta hanno documentato almeno tredici tombe e strutture murarie appartenenti ai primi insediamenti religiosi del luogo.  

Speleologia, archeologia e leggenda nei Colli Berici

L’Eremo di San Cassiano rappresenta un punto d’incontro tra diverse discipline. Oltre agli aspetti geologici e speleologici, il complesso è legato alla tradizione della regina Adelaide, figura storica attorno alla quale si sono sviluppati racconti e leggende locali che fanno parte della memoria del territorio.

Le guide accompagneranno i visitatori lungo un itinerario che permette di comprendere come il paesaggio carsico dei Colli Berici abbia favorito nei secoli la presenza dell’uomo, dall’età preistorica fino all’insediamento monastico medievale. Questo approccio rende la visita interessante sia per gli appassionati di speleologia sia per chi desidera approfondire gli aspetti storici e archeologici dell’area.  

Natura e biodiversità attorno all’Eremo di San Cassiano

L’area di Lumignano è conosciuta anche per il suo valore naturalistico. Le pareti rocciose e gli ambienti rupestri ospitano specie di particolare interesse conservazionistico.

Tra gli uccelli osservabili figurano il falco pellegrino, il picchio muraiolo, oltre a presenze più sporadiche come il sordone e il passero solitario. Di rilievo anche la flora locale, con la presenza della Saxifraga berica, specie endemica dei Colli Berici strettamente legata agli ambienti rocciosi dell’area.

Questa ricchezza naturalistica rende il sito un esempio di integrazione tra patrimonio geologico, biodiversità e tutela ambientale.

Informazioni pratiche per la visita

Per raggiungere l’Eremo di San Cassiano è necessario utilizzare il sentiero 3-4, con partenza da Via Brojo a Lumignano. Il tradizionale sentiero n. 3 risulta infatti interdetto per motivi di sicurezza a causa di smottamenti, come indicato dal Club Speleologico Proteo e dal Comune di Longare. Si consigliano scarponcini o calzature adatte ai percorsi su terreno roccioso.  

L’iniziativa rappresenta un’opportunità per conoscere uno dei siti più rappresentativi del patrimonio storico e naturale dei Colli Berici, valorizzato da anni grazie all’attività del Club Speleologico Proteo attraverso visite guidate e attività divulgative.

Fonti

  • Club Speleologico Proteo – Eremo di San Cassiano.  Sito ufficiale?Attachment.png
  • Comune di Longare – Scheda dell’Eremo di San Cassiano.  Comune di Longare?Attachment.png
  • Voce enciclopedica sull’Eremo di San Cassiano e risultati degli studi archeologici.  

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  • Canyoning sul Torrente Molassa: il 19 luglio una discesa nelle forre di Barcis
    Condividi Nel Parco Naturale delle Dolomiti Friulane un’escursione guidata tra canyon, marmitte di erosione e acque cristalline del Torrente Molassa Il canyoning sul Torrente Molassa torna tra gli appuntamenti estivi del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane. Domenica 19 luglio, a Barcis (Pordenone), è in programma una discesa guidata lungo uno dei percorsi più suggestivi della Valcellina, dedicata a chi desidera avvicinarsi a questa disciplina sportiva in un contesto naturale di grande inte
     

Canyoning sul Torrente Molassa: il 19 luglio una discesa nelle forre di Barcis

Jún 30th 2026 at 10:00

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Nel Parco Naturale delle Dolomiti Friulane un’escursione guidata tra canyon, marmitte di erosione e acque cristalline del Torrente Molassa

Il canyoning sul Torrente Molassa torna tra gli appuntamenti estivi del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane. Domenica 19 luglio, a Barcis (Pordenone), è in programma una discesa guidata lungo uno dei percorsi più suggestivi della Valcellina, dedicata a chi desidera avvicinarsi a questa disciplina sportiva in un contesto naturale di grande interesse geologico e paesaggistico.

L’iniziativa rientra nel calendario delle attività outdoor promosse dal Parco e sarà condotta da una Guida Alpina. I partecipanti affronteranno il percorso indossando muta, casco e l’attrezzatura tecnica necessaria, dopo un briefing dedicato alle norme di sicurezza e alle modalità di progressione nel torrente. (Parco Dolomiti Friulane?)

Canyoning sul Torrente Molassa tra geologia e ambiente naturale

Il Torrente Molassa rappresenta uno dei geositi più interessanti della Valcellina. La sua forra confluisce nella più ampia Forra del Cellina, creando un ambiente modellato nel corso dei millenni dall’erosione dell’acqua sulle rocce calcaree.

Durante la discesa è possibile osservare numerose forme geomorfologiche tipiche degli ambienti torrentizi, tra cui marmitte di erosione, pareti levigate, strettoie e cavità scavate dalla forza dell’acqua. Il canyon del Molassa costituisce un geosito di interesse regionale, mentre la Forra del Cellina è riconosciuta come geosito di interesse nazionale per il suo valore geomorfologico, geologico e idrogeologico. (Parco Dolomiti Friulane?)

Chi può partecipare all’attività di canyoning

L’escursione è pensata per persone in buona condizione fisica che sappiano nuotare e abbiano una buona confidenza con l’ambiente acquatico. La pratica del canyoning richiede infatti la capacità di muoversi in sicurezza tra acqua corrente, rocce e piccoli salti naturali.

Secondo le indicazioni degli organizzatori, l’attività non è indicata a chi soffre di vertigini o di attacchi di panico. La progressione avviene seguendo costantemente le indicazioni della Guida Alpina, che accompagna il gruppo lungo tutto il percorso.

Il canyon del Molassa è considerato un itinerario di difficoltà contenuta e, nelle edizioni precedenti, non prevedeva l’impiego di corde, risultando adatto anche a chi desidera vivere una prima esperienza in questo tipo di ambiente naturale, sempre nel rispetto delle condizioni idrologiche del torrente. (Parco Dolomiti Friulane?)

Il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane e la Valcellina

L’attività si svolge nel territorio del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, area protetta istituita per conservare uno dei paesaggi più integri dell’arco alpino orientale. Il Parco comprende vallate poco antropizzate, ambienti dolomitici e numerosi corsi d’acqua che hanno dato origine a canyon e forre di elevato valore naturalistico.

Barcis rappresenta uno dei principali punti di accesso alla Riserva Naturale della Forra del Cellina, caratterizzata da profonde incisioni nella roccia calcarea e da acque limpide che rendono questa zona particolarmente apprezzata dagli escursionisti e dagli appassionati di attività outdoor. (Dolomiti.it?)

Prenotazioni

La partecipazione è a numero limitato ed è richiesta la prenotazione attraverso il sito ufficiale del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane. Gli organizzatori forniranno ai partecipanti tutte le indicazioni relative all’attrezzatura personale da portare e al materiale tecnico messo a disposizione durante la giornata. (Parco Dolomiti Friulane?)

Fonti

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Cancún, riconosciuto il primo Santuario Urbano dei Pipistrelli del Messico: una grotta con oltre 200.000 esemplari diventa modello di conservazione

Jún 30th 2026 at 09:00

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La cavità dell’Università dei Caraibi entra nella rete dei Siti di Importanza per la Conservazione dei Pipistrelli (SICOM): ospita sei specie e rappresenta uno dei più importanti rifugi riproduttivi urbani della Penisola dello Yucatán.

Il riconoscimento per la conservazione dei pipistrelli a Cancún

La conservazione dei pipistrelli compie un nuovo passo in America Latina con il riconoscimento del Santuario Urbano dei Pipistrelli dell’Università dei Caraibi a Cancún, nello stato messicano di Quintana Roo. Il sito è stato inserito tra i Siti di Importanza per la Conservazione dei Pipistrelli (SICOM) dalla Rete Latinoamericana e Caraibica per la Conservazione dei Pipistrelli (RELCOM), diventando il primo santuario urbano di questo tipo nel Paese. (unicaribe.mx?)

La designazione rappresenta un caso significativo perché riguarda una cavità situata all’interno di un contesto fortemente urbanizzato, dimostrando come anche le aree urbane possano conservare habitat fondamentali per la biodiversità quando vengono adeguatamente tutelate.

Una grotta scoperta nel 2014 e trasformata in laboratorio di ricerca

La cavità fu individuata nel 2014 all’interno del campus universitario. Le prime esplorazioni scientifiche incontrarono notevoli difficoltà a causa delle temperature elevate e delle condizioni microclimatiche interne, che in alcune zone raggiungono i 50 °C.

Negli anni successivi i ricercatori dell’Università dei Caraibi hanno sviluppato un programma di monitoraggio continuo che ha trasformato il sito in un vero laboratorio naturale dedicato allo studio dell’ecologia dei pipistrelli, del loro comportamento riproduttivo e del ruolo ecologico svolto in ambiente urbano. (unicaribe.mx?)

Oltre 200.000 pipistrelli appartenenti a sei specie

Le indagini effettuate attraverso sistemi di videomonitoraggio e conteggi standardizzati hanno stimato una popolazione di circa 201.600 pipistrelli, rendendo questa cavità uno dei più importanti rifugi urbani documentati nella Penisola dello Yucatán. (RELCOM?)

Il Santuario Urbano dei Pipistrelli ospita sei specie:

  • Artibeus jamaicensis
  • Artibeus lituratus
  • Glossophaga mutica
  • Micronycteris microtis
  • Mormoops megalophylla
  • Pteronotus mesoamericanus

Di particolare interesse sono le colonie riproduttive di Mormoops megalophylla e Pteronotus mesoamericanus, che utilizzano la grotta come rifugio di maternità. In questo ambiente le femmine partoriscono e allevano i piccoli sfruttando condizioni microclimatiche molto stabili, indispensabili per il successo riproduttivo della colonia. (RELCOM?)

Il valore ecologico dei pipistrelli negli ecosistemi urbani

La presenza di una colonia così numerosa assume un’importanza che va oltre la conservazione della singola cavità. I pipistrelli svolgono infatti servizi ecosistemici fondamentali, tra cui il controllo naturale degli insetti, l’impollinazione e la dispersione dei semi.

Nel caso di Cancún, questi mammiferi contribuiscono anche al contenimento di insetti che possono trasmettere malattie come dengue, Zika e chikungunya, evidenziando il ruolo della fauna selvatica nella qualità degli ecosistemi cittadini. (unicaribe.mx?)

La rete RELCOM e i Siti di Importanza per la Conservazione dei Pipistrelli

In America Latina e nei Caraibi le cavità utilizzate dai pipistrelli ricevono livelli di protezione differenti a seconda delle normative nazionali. La rete RELCOM ha sviluppato uno strumento specifico costituito dalle Aree (AICOM) e dai Siti di Importanza per la Conservazione dei Pipistrelli (SICOM).

I SICOM comprendono rifugi di dimensioni limitate, come grotte, miniere, ponti o edifici, che ospitano popolazioni di particolare interesse conservazionistico. La loro individuazione permette di orientare interventi di tutela e gestione anche in territori fortemente antropizzati. Attualmente la rete riconosce centinaia di aree e siti distribuiti in 24 Paesi dell’America Latina e dei Caraibi. (RELCOM?)

Un esempio di tutela delle grotte in ambiente urbano

Il caso del Santuario Urbano dei Pipistrelli dell’Università dei Caraibi dimostra come la ricerca scientifica, la pianificazione territoriale e la collaborazione tra università e organizzazioni per la conservazione possano garantire la protezione di habitat sotterranei anche in contesti urbani in rapida espansione.

Per il mondo della speleologia e della biospeleologia il riconoscimento rappresenta un esempio di gestione integrata di una cavità naturale che coniuga ricerca, monitoraggio e conservazione della fauna cavernicola, valorizzando il ruolo delle grotte come elementi essenziali degli ecosistemi.

Fonti

  • Università dei Caraibi (Unicaribe): riconoscimento del Santuario Urbano dei Pipistrelli. (unicaribe.mx?Attachment.png)
  • RELCOM – Banca dati dei Siti di Importanza per la Conservazione dei Pipistrelli (SICOM). (RELCOM?Attachment.png)
  • Excélsior – Riconoscimento del rifugio urbano di Cancún. (Excélsior?Attachment.png)

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  • Giornata Mondiale dell’Ambiente: un webinar ha messo al centro la tutela di grotte, carsismo e comunità
    Condividi La Commissione di Biologia dell’UIS ha promosso un incontro dedicato al ruolo della ricerca scientifica e delle nuove tecnologie nella conservazione degli ecosistemi sotterranei dell’America Latina In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, la Commissione di Biologia dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS) ha organizzato il webinar “Cuevas, Karso y Comunidades: Desde la ciencia a la conservación”, un incontro online dedicato al rapporto tra grotte, carsismo, ricerca
     

Giornata Mondiale dell’Ambiente: un webinar ha messo al centro la tutela di grotte, carsismo e comunità

Jún 30th 2026 at 08:00

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La Commissione di Biologia dell’UIS ha promosso un incontro dedicato al ruolo della ricerca scientifica e delle nuove tecnologie nella conservazione degli ecosistemi sotterranei dell’America Latina

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, la Commissione di Biologia dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS) ha organizzato il webinar “Cuevas, Karso y Comunidades: Desde la ciencia a la conservación”, un incontro online dedicato al rapporto tra grotte, carsismo, ricerca scientifica e comunità locali.

L’evento, trasmesso in diretta il 30 giugno 2026, ha proposto una riflessione sul valore degli ecosistemi sotterranei e sull’importanza di integrare conoscenze scientifiche, innovazione tecnologica e partecipazione delle comunità nella loro conservazione.

Grotte e carsismo al centro dell’intervento di Ángel A. Acosta Colón

Relatore dell’incontro è stato Ángel A. Acosta Colón, professore e ricercatore dell’Università di Porto Rico ad Arecibo e direttore del Grupo de Investigación y Educación del Karso y Cuevas.

Nel corso della conferenza ha illustrato come gli strumenti della ricerca possano contribuire alla conservazione delle grotte e dei sistemi carsici, affrontando temi che spaziano dalla geologia alla tutela ambientale, fino agli aspetti sociali legati alle popolazioni che vivono in prossimità di questi territori.

L’intervento ha evidenziato come la gestione del patrimonio sotterraneo richieda un approccio multidisciplinare, capace di mettere in relazione scienza, tecnologia e conoscenza del territorio.

Tecnologia LiDAR e ricerca scientifica per la conservazione delle grotte

Una parte dell’incontro è stata dedicata alle tecnologie impiegate nello studio degli ambienti sotterranei. Acosta Colón ha presentato le attività del proprio gruppo di ricerca, impegnato nello sviluppo di applicazioni basate sul rilievo geomorfologico con tecnologia LiDAR per la documentazione delle cavità e dei paesaggi carsici.

Tra gli ambiti di ricerca figurano anche la tutela dell’arte rupestre, la conservazione della biodiversità sotterranea e la promozione della giustizia ambientale nelle comunità che dipendono dalle risorse dei sistemi carsici.

Il relatore ha ricordato inoltre il proprio percorso accademico, che comprende una formazione in Fisica Applicata e un dottorato in Oceanografia, competenze che confluiscono nelle attività di ricerca dedicate agli ecosistemi sotterranei.

Collaborazioni internazionali per gli ecosistemi sotterranei

Durante il webinar è stato illustrato anche il quadro delle collaborazioni internazionali sviluppate dal gruppo di ricerca. Diversi progetti coordinati da Acosta Colón hanno ricevuto il sostegno di enti statunitensi come NASA, Environmental Protection Agency (EPA) e National Science Foundation (NSF).

L’obiettivo dichiarato delle attività è quello di integrare ricerca scientifica, innovazione tecnologica ed educazione ambientale per favorire una gestione sostenibile dei sistemi carsici.

Conservazione delle grotte e coinvolgimento delle comunità

Uno dei messaggi emersi dall’incontro riguarda la necessità di affiancare agli studi scientifici il coinvolgimento delle comunità locali. La conservazione delle grotte e del carsismo richiede infatti una collaborazione tra ricercatori, enti di tutela e cittadini, affinché il patrimonio geologico e biologico possa essere preservato nel lungo periodo.

Il webinar ha offerto una panoramica sulle esperienze sviluppate in America Latina, mostrando come la cooperazione tra università, istituzioni e territorio possa contribuire alla protezione degli ambienti sotterranei e alla valorizzazione del loro patrimonio naturale e culturale.

Fonti

  • Commissione di Biologia dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS).
  • Materiale informativo e locandina ufficiale dell’evento.

L'articolo Giornata Mondiale dell’Ambiente: un webinar ha messo al centro la tutela di grotte, carsismo e comunità proviene da Scintilena.

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  • Underland e Descent 310: il documentario di Robert Petit porta la speleologia nel cinema del tempo profondo
    Condividi Nel numero di giugno 2026 di Descent Caving Magazine, l’intervista a Robert Petit riporta l’attenzione su Underland, il documentario che attraversa grotte, ghiacci, laboratori sotterranei e tracce umane antiche, con un racconto che interessa da vicino anche il mondo della speleologia. Descent 310 e Underland Nel numero 310 di Descent, in uscita a giugno 2026, compare l’articolo “Terranauts and Deep Time”, firmato da Polly Judd, che presenta un’intervista al regista Robert Petit s
     

Underland e Descent 310: il documentario di Robert Petit porta la speleologia nel cinema del tempo profondo

Jún 30th 2026 at 07:00

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Nel numero di giugno 2026 di Descent Caving Magazine, l’intervista a Robert Petit riporta l’attenzione su Underland, il documentario che attraversa grotte, ghiacci, laboratori sotterranei e tracce umane antiche, con un racconto che interessa da vicino anche il mondo della speleologia.

Descent 310 e Underland

Nel numero 310 di Descent, in uscita a giugno 2026, compare l’articolo “Terranauts and Deep Time”, firmato da Polly Judd, che presenta un’intervista al regista Robert Petit sul film Underland . Nel sommario dello stesso numero, il titolo è affiancato ad altri temi centrali per il settore, tra nuove esplorazioni, memoria della comunità speleologica e sostenibilità delle spedizioni .

La presenza di Underland in Descent 310 mostra come il cinema documentario stia entrando con più continuità anche nel discorso speleologico specializzato . In questo passaggio, la grotta non è solo luogo di esplorazione, ma anche spazio di lettura del tempo profondo, della memoria umana e dei cambiamenti ambientali.[2][3]

Il documentario Underland

Underland è un documentario del 2025 diretto da Rob Petit, tratto dal libro di Robert Macfarlane, con Sandra Hüller come voce narrante e una durata di 79 minuti. La produzione riunisce Sandbox Films, Protozoa Pictures, Planet Octopus Studios e Spring Films.[4][5][6]

Secondo la scheda di distribuzione, Underland accompagna gli spettatori in grotte sacre, scarichi allagati, ghiacciai in fusione, camere funerarie sommerse e laboratori scientifici sotterranei. È questo impianto a rendere Underland un film vicino alla sensibilità della speleologia contemporanea, perché unisce esplorazione, ambiente, scienza e racconto del sottosuolo.[3][2]

Le impronte maya nello Yucatán

L’immagine collegata al servizio di Descent richiama le antiche impronte di mano maya nello Yucatán, in Messico, presenti in una scena del film Underland . Il riferimento non è marginale, perché quelle tracce sintetizzano bene il rapporto tra cavità naturali, simboli e lunga durata che il documentario mette al centro.[7][2]

Le ricerche archeologiche diffuse dalla stampa internazionale parlano di 137 impronte rosse e nere trovate in una grotta della penisola dello Yucatán e datate a circa 1.200 anni fa. Secondo gli studiosi citati in quelle ricostruzioni, molte appartenevano a bambini e potrebbero essere legate a un rito di passaggio maya, con il nero associato alla morte rituale e il rosso alla vita o alla guerra.[8][9][7]

Festival e distribuzione

Il percorso pubblico di Underland è iniziato con la première mondiale al Tribeca Film Festival 2025, nella sezione Documentary Competition. Nel 2026 il film è arrivato nelle sale del Regno Unito e dell’Irlanda, mentre Oscilloscope Laboratories ne ha acquisito i diritti per il mercato nordamericano.[5][10][11][1][3]

La critica ha descritto Underland come un documentario contemplativo, più orientato all’immersione che alla spiegazione lineare. Per il pubblico della speleologia, questo significa trovarsi davanti a un’opera che non sostituisce il racconto tecnico delle esplorazioni, ma lo affianca con una riflessione visiva sul sottosuolo e sulle sue stratificazioni culturali.[12][3]

Speleologia e divulgazione

L’attenzione dedicata da Descent 310 a Underland segnala un punto interessante per la divulgazione speleologica . Il film mostra come la speleologia possa dialogare con il cinema, con l’archeologia e con i temi ambientali senza perdere il proprio radicamento nel mondo delle grotte.[2][3]

In questo senso, Underland entra nel lessico della speleologia divulgativa come un’opera che usa il sottosuolo per raccontare il presente attraverso il tempo profondo . È anche per questo che la sua presenza sulle pagine di Descent assume rilievo per chi segue l’evoluzione culturale della speleologia oltre la sola cronaca esplorativa .

È stato anche generato un file Markdown scaricabile con il testo dell’articolo: underland_descent_310_notizia.md .

Fonti
[1] Underland: il documentario sulle grotte prodotto da Darren Aronofsky debutta al Tribeca – Scintilena https://www.scintilena.com/underland-il-documentario-sulle-grotte-prodotto-da-darren-aronofsky-debutta-al-tribeca/06/03/
[2] Underland — Dogwoof Releasing https://releasing.dogwoof.com/underland
[3] Underland review – poetic exploration of life deep beneath the Earth’s surface https://www.theguardian.com/film/2026/mar/25/underland-review-life-beneath-earths-surface-rob-petit
[4] Underland (2025) – IMDb https://www.imdb.com/title/tt36590141/
[5] Underland https://filmsandfestivals.britishcouncil.org/projects/underland
[6] Underland – Sandbox Films https://www.sandboxfilms.org/films/underland/
[7] Handprints found in Yucatán cave are the vestige of a Maya ceremony 1,200 years ago – Yucatán Magazine https://yucatanmagazine.com/handprints-found-in-yucatan-cave-are-the-vestige-of-a-maya-ceremony-1200-years-ago/
[8] 1,200 Years Ago, Maya Children Decorated This Hidden Cave With … https://www.smithsonianmag.com/smart-news/1200-years-ago-maya-children-decorated-hidden-cave-handprints-180977663/
[9] News – 1,200-Year-Old Children’s Hand Prints Found in Mexican Cave – Archaeology Magazine https://archaeology.org/news/2021/05/02/210503-maya-hand-prints/
[10] ‘Underland’ – Preview Clip | Tribeca 2025 https://www.youtube.com/watch?v=0-wpxXuIzYU
[11] Oscilloscope Buys Robert Petit’s ‘Underland’ Documentary, Narrated by Sandra Hüller and Produced by Darren Aronofsky (EXCLUSIVE) https://variety.com/2026/film/markets-festivals/oscilloscope-laboratories-buys-underland-tribeca-1236676560/
[12] ‘Underland’ Review: Subterranean Adventurers https://www.nytimes.com/2026/06/04/movies/underland-review-subterranean-adventurers.html
[15] Non solo Derinkuyu: in Cappadocia ci sono oltre 200 città sotterranee https://www.scintilena.com/non-solo-derinkuyu-in-cappadocia-ci-sono-oltre-200-citta-sotterranee-e-una-e-piu-grande-di-tutte/05/22/
[16] SpeleoMedit in italiano: il Ministero della Cultura finanzia la prima … https://www.scintilena.com/speleomedit-in-italiano-il-ministero-della-cultura-finanzia-la-prima-panoramica-sulle-grotte-del-mediterraneo/04/27/
[17] Albania e BSU, incontro a Tirana su cooperazione e adesione – Scintilena https://www.scintilena.com/albania-e-bsu-incontro-a-tirana-su-cooperazione-e-adesione-2/06/14/
[18] Il Mese del Doc Wanted: Un percorso documentaristico attraverso figure rivoluzionarie – Scintilena https://www.scintilena.com/il-mese-del-doc-wanted-un-percorso-documentaristico-attraverso-figure-rivoluzionarie/02/05/
[19] Scheletro preistorico di 8.000 anni scoperto in una grotta sommersa … https://www.scintilena.com/scheletro-preistorico-di-8-000-anni-scoperto-in-una-grotta-sommersa-del-messico-un-possibile-rito-funerario/03/03/
[20] “Ghiacciai nascosti. La vita nelle grotte con ghiaccio”: ricerca, clima … https://www.scintilena.com/ghiacciai-nascosti-la-vita-nelle-grotte-con-ghiaccio-ricerca-clima-ed-ecosistemi-invisibili-nelle-prealpi-venete/01/28/
[21] “Tra Natura e Quota” arriva a Mondovì: Giovanni Storti porta le Alpi … https://www.scintilena.com/tra-natura-e-quota-arriva-a-mondovi-giovanni-storti-porta-le-alpi-apuane-sul-grande-schermo/03/09/
[22] Grotta di Orda: il labirinto subacqueo di gesso più lungo … https://www.scintilena.com/grotta-di-orda-il-labirinto-subacqueo-di-gesso-piu-lungo-del-mondo-nascosto-sotto-gli-urali/03/10/
[23] Biodiversità glaciale e criosfera: la lettera su Science che sfida l … https://www.scintilena.com/biodiversita-glaciale-e-criosfera-la-lettera-su-science-che-sfida-leuropa/05/05/
[24] Il documentario “Uomini e Dei, il Mare e il Sacro” disponibile … https://www.scintilena.com/il-documentario-uomini-e-dei-il-mare-e-il-sacro-disponibile-gratuitamente-su-youtube/02/28/
[25] Pozzo del Merro: a 30 km da Roma c’è un abisso carsico … – Scintilena https://www.scintilena.com/pozzo-del-merro-a-30-km-da-roma-ce-un-abisso-carsico-allagato-senza-fondo-conosciuto/04/15/
[26] Perché le AI Generative Falliscono in Geografia: Errori di … – Scintilena https://www.scintilena.com/perche-le-ai-generative-falliscono-in-geografia-errori-di-localizzazione-prossimita-e-allucinazioni/05/01/
[27] Grava di San Leonardo, il documentario che racconta la … https://www.scintilena.com/grava-di-san-leonardo-il-documentario-che-racconta-la-voragine-del-gargano-tra-bellezza-e-degrado/02/21/
[28] Rob Petit on taking a dive into Deep Time, inheritance and … https://www.eyeforfilm.co.uk/feature/2025-06-18-rob-petit-on-taking-a-dive-into-deep-time-inheritance-and-legacy-in-documentary-underland-feature-story-by-amber-wilkinson
[29] Underland + ScreenTalk with Rob Petit, Robert Macfarlane … https://www.barbican.org.uk/whats-on/2026/event/underland-screentalk-with-rob-petit-robert-macfarlane
[30] Underland https://watch.plex.tv/movie/underland-2025
[31] Underland – Film documentaire 2025 https://www.allocine.fr/film/fichefilm_gen_cfilm=1000027106.html

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  • Man and Karst 2026 a Vendicari, in Sicilia la quarta edizione dedicata a carsismo e grotte
    Condividi Man and Karst 2026 si terrà dal 13 al 19 settembre nella Riserva di Vendicari, con il CIRS ETS al centro di un programma che unisce sessioni scientifiche, escursioni sul campo e tutela del paesaggio carsico Man and Karst 2026 torna in Sicilia con la quarta edizione della conferenza internazionale promossa dal CIRS ETS – Hyblean Center of Speleo-Hydrogeological Research. L’appuntamento è fissato dal 13 al 19 settembre 2026 nella Riserva Naturale Orientata Oasi Faunistica di Vendicari
     

Man and Karst 2026 a Vendicari, in Sicilia la quarta edizione dedicata a carsismo e grotte

Jún 30th 2026 at 06:00

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Man and Karst 2026 si terrà dal 13 al 19 settembre nella Riserva di Vendicari, con il CIRS ETS al centro di un programma che unisce sessioni scientifiche, escursioni sul campo e tutela del paesaggio carsico

Man and Karst 2026 torna in Sicilia con la quarta edizione della conferenza internazionale promossa dal CIRS ETS – Hyblean Center of Speleo-Hydrogeological Research. L’appuntamento è fissato dal 13 al 19 settembre 2026 nella Riserva Naturale Orientata Oasi Faunistica di Vendicari, nel territorio di Noto, in provincia di Siracusa.

Sul sito del CIRS è indicata la disponibilità della circolare dell’evento, con aggiornamenti utili per iscrizioni e organizzazione.[2][3][1]

Man and Karst 2026 e la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

La data di apertura di Man and Karst 2026 coincide con il 13 settembre, giornata che l’UNESCO ha proclamato Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo durante la Conferenza Generale di Samarcanda del 12 novembre 2025.

Questo collegamento inserisce Man and Karst 2026 in un quadro internazionale che punta a rafforzare la conoscenza pubblica del patrimonio ipogeo e dei paesaggi carsici. La manifestazione siciliana si colloca così dentro una rete di iniziative che legano ricerca, divulgazione e protezione ambientale.[4][5][6][2]

Man and Karst 2026 nella Riserva di Vendicari tra paesaggio carsico e area umida protetta

La scelta di Vendicari dà a Man and Karst 2026 un contesto ambientale di forte interesse naturalistico. La riserva, istituita nel 1984 dalla Regione Siciliana, ricade nel comune di Noto ed è riconosciuta come area umida di importanza internazionale Ramsar e sito della rete Natura 2000. La scheda ufficiale regionale descrive Vendicari come una stretta fascia costiera di alto valore biologico, con pantani, saline, macchia mediterranea, costa sabbiosa e costa rocciosa.[1]

Per la conferenza sono indicati gli spazi di Casa Cittadella e Marianelli, all’interno dell’area protetta. Proprio questo contesto rende coerente il profilo scientifico di Man and Karst 2026, che punta alla lettura del carsismo come sistema fisico, ecologico e culturale. La cornice di Vendicari consente anche di collegare gli aspetti speleologici a temi più ampi, come la gestione del territorio, la conservazione della biodiversità e la fruizione sostenibile.[2][1]

Man and Karst 2026, i temi scientifici della conferenza sul carsismo

Il programma annunciato per Man and Karst 2026 copre diversi ambiti di ricerca. Tra i temi principali figurano geomorfologia carsica, idrogeologia e protezione delle acque, biospeleologia, ecologia, conservazione delle grotte, archeologia e paleontologia negli ambienti carsici, georischi, miniere e strutture sotterranee artificiali in aree carsiche. L’impostazione conferma la natura interdisciplinare dell’iniziativa, già emersa nelle precedenti edizioni siciliane seguite dal CIRS.[7][8][2]

L’obiettivo dichiarato resta quello di contribuire alla conoscenza, alla valorizzazione e alla salvaguardia del paesaggio carsico e delle sue risorse storiche e ambientali. In questa prospettiva, Man and Karst 2026 presenta la ricerca scientifica come uno strumento utile alla comunità e alla gestione consapevole dei territori. È un’impostazione che interessa da vicino il mondo speleologico, ma anche geologi, naturalisti, archeologi e operatori della tutela ambientale.[9][2]

Man and Karst 2026, escursioni, iscrizioni e logistica per i partecipanti

Accanto alle sessioni scientifiche, Man and Karst 2026 prevede escursioni e visite in diversi siti della Sicilia sud-orientale, tra cui la Riserva di Vendicari, Capo Passero, Noto e altre aree carsiche del territorio. Il calendario diffuso online segnala anche attività post-convegno e momenti dedicati ai poster e agli incontri tra partecipanti. Per i geologi sono previsti crediti APC, mentre la SIMP ha annunciato contributi per soci junior.[9][2]

Le informazioni disponibili indicano come riferimento organizzativo il sito del CIRS Ragusa, con contatto email dedicato e dettagli sulle modalità di partecipazione. La sede è raggiungibile anche da Catania, elemento che rende l’evento accessibile a un pubblico nazionale e internazionale. In attesa del programma definitivo, Man and Karst 2026 si presenta già come uno degli appuntamenti italiani più rilevanti del 2026 per chi segue speleologia, carsismo e tutela degli ambienti sotterranei.[3][2][9]

Fonti

Scarica la seconda circolare con date e programma: https://cirs-ragusa.org/blog/man-and-karst-2026/
[2] Man and Karst 2026, International Scientific Conference https://www.eurospeleo.eu/event/man-and-karst-2026-international-scientific-conference/
[3] Man and Karst 2026 in Sicilia: la Quarta Edizione della Conferenza … https://www.scintilena.com/man-and-karst-2026-in-sicilia-la-quarta-edizione-della-conferenza-internazionale-dedicata-al-carsismo/01/17/
[4] Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo – Scintilena https://www.scintilena.com/giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo-unesco-proclama-il-13-settembre-come-data-mondiale/11/13/
[5] Unesco https://www.caveskarstday.org/unesco
[6] November 2025 – uis-speleo.org https://uis-speleo.org/index.php/2025/11/
[7] Man and Karst 2026: la quarta edizione della conferenza … https://www.scintilena.com/man-and-karst-2026-la-quarta-edizione-della-conferenza-internazionale-sul-carsismo-torna-in-sicilia/02/20/
[8] Mezzo Secolo di Ricerca e Passione con il CIRS Ragusa – Scintilena https://www.scintilena.com/mezzo-secolo-di-ricerca-e-passione-con-il-cirs-ragusa/06/26/
[9] Man and Karst International Scientific Conference 2026 https://www.socminpet.it/N336/man-and-karst-international-scientific-conference-2026.html
[11] Celebrazioni del Cinquantenario del CIRS Ragusa – Scintilena https://www.scintilena.com/celebrazioni-del-cinquantenario-del-cirs-ragusa/09/28/
[12] Man and Karst 2024: Un’edizione siciliana per la conoscenza e la … https://www.scintilena.com/man-and-karst-2024-unedizione-siciliana-per-la-conoscenza-e-la-valorizzazione-del-paesaggio-carsico/03/05/
[13] Pozzo del Merro: a 30 km da Roma c’è un abisso carsico … – Scintilena https://www.scintilena.com/pozzo-del-merro-a-30-km-da-roma-ce-un-abisso-carsico-allagato-senza-fondo-conosciuto/04/15/
[14] L’Unione Internazionale di Speleologia chiede il riconoscimento … https://www.scintilena.com/lunione-internazionale-di-speleologia-chiede-il-riconoscimento-unesco-del-13-settembre-come-giornata-mondiale-delle-grotte-e-del-karst/08/31/
[15] Man and Karst 2024 in Sicily: una conferenza internazionale … https://www.scintilena.com/man-and-karst-2024-in-sicily-una-conferenza-internazionale-dedicata-alla-ricerca-e-alla-valorizzazione-del-paesaggio-carsico/06/01/
[16] Vulnerabilità Climatica e Lacune nella Conservazione di … – Scintilena https://www.scintilena.com/nowhere-to-hide-vulnerabilita-climatica-e-lacune-nella-conservazione-di-zopherobatrus-un-raro-coleottero-troglobio/05/08/
[17] Sentieri Carsici e Grotte dello Zingaro: il CIRS Ragusa … – Scintilena https://www.scintilena.com/sentieri-carsici-e-grotte-dello-zingaro-il-cirs-ragusa-torna-nella-riserva-il-30-e-31-maggio-2026/05/07/
[18] Scintilena – Raccolta Luglio 2023 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2023/08/2023_07_Raccolta_Scintilena_Luglio.pdf
[19] Settembre 2026: Postumia ospiterà la prima celebrazione mondiale … https://www.scintilena.com/septembre-2026-postojna-ospita-la-prima-celebrazione-mondiale-della-giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo/01/16/
[20] Sorgenti carsiche iblee: una passeggiata nella Valle della … https://www.scintilena.com/sorgenti-carsiche-iblee-una-passeggiata-nella-valle-della-misericordia-per-la-giornata-mondiale-dellacqua-2026/03/11/
[21] Monte Nerone – Ripresi gli scavi archeologici alla Grotta … https://www.scintilena.com/monte-nerone-ripresi-gli-scavi-archeologici-alla-grotta-delle-nottole-presso-fondarca/08/01/
[22] International Day of Caves and Karst – UNESCO Digital Library https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000396090
[23] Riserva naturale di Vendícari – Touring Club Italiano https://www.touringclub.it/destinazioni/noto/vedere/287198-riserva-naturale-di-vendicari
[24] Riserva naturale orientata Oasi Faunistica di Vendicari – Italia.it – Italy https://www.italia.it/it/sicilia/siracusa/riserva-di-vendicari
[25] UNESCO PROCLAIMS THE INTERNATIONAL DAY OF … https://ojs.zrc-sazu.si/carsologica/article/download/14935/12805/46110
[26] MAN and KARST 2026 in Sicily** Sopralluoghi preliminari per la … https://www.facebook.com/groups/679169668776761/posts/25189683837298670/
[27] Riserva naturale orientata Oasi Faunistica di Vendicari – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Riserva_naturale_orientata_Oasi_Faunistica_di_Vendicari
[28] UNESCO International Day of Caves and Karst https://www.caveskarstday.org
[29] Vendicari Oasi Faunistica Orientata https://www.riserva-vendicari.it/riserva-vendicari/
[30] La Riserva di Vendicari Riserva Naturale Orientata https://www.riserve-vendicari-cavagrande-pantalica.it/la-riserva-di-vendicari-2/

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  • Islanda: il 9 luglio prende il via la spedizione glaciospeleologica “Vatnajokull 2026 – Fire Under Ice”
    Condividi Sotto il ghiaccio, sopra il vulcano: ritorno in Islanda del gruppo Tra due giovedì, il 9 luglio 2026, prenderà il via in Islanda la spedizione internazionale “Vatnajokull 2026 – Fire Under Ice”, un progetto di esplorazione e ricerca glaciospeleologica che vedrà tra i protagonisti Andrea Benassi, consigliere della Società Speleologica Italiana. La missione porterà un gruppo di tredici speleologi, ricercatori e tecnici nell’area del Kverkfjoll, sul versante settentrionale del ghia
     

Islanda: il 9 luglio prende il via la spedizione glaciospeleologica “Vatnajokull 2026 – Fire Under Ice”

Jún 30th 2026 at 05:00

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Sotto il ghiaccio, sopra il vulcano: ritorno in Islanda del gruppo

Tra due giovedì, il 9 luglio 2026, prenderà il via in Islanda la spedizione internazionale “Vatnajokull 2026 – Fire Under Ice”, un progetto di esplorazione e ricerca glaciospeleologica che vedrà tra i protagonisti Andrea Benassi, consigliere della Società Speleologica Italiana.

La missione porterà un gruppo di tredici speleologi, ricercatori e tecnici nell’area del Kverkfjoll, sul versante settentrionale del ghiacciaio Vatnajökull, il più esteso d’Europa. Qui l’attività geotermica alimentata dal vulcanismo crea spettacolari cavità nel ghiaccio, ambienti rarissimi dove si incontrano ghiaccio, acqua e calore proveniente dall’interno della Terra.

La spedizione 2026 raccoglie l’eredità della precedente esplorazione del 2025. I protagonisti di quella missione – Cristian Monticone (Lazzaro Speleo), Andrea Benassi, Maria F. Trombin e Lorenzo Bordin – hanno recentemente pubblicato sulla Rivista del Club Alpino Italiano (gennaio 2026) un articolo dedicato alle esplorazioni glaciovulcaniche condotte in Islanda. La documentazione di uno dei più estesi sistemi glaciovulcanici finora conosciuti, nell’area geotermale di Hveradalur, ha posto le basi per l’attuale progetto internazionale.

Parlando della spedizione del 2025, Andrea Benassi aveva descritto così il paesaggio del Kverkfjoll:

«Lo spettacolo che si mostra ai nostri occhi tra i ghiacci che ricoprono il cratere del vulcano Kverkfjöll è qualcosa di surreale. Enormi nuvole di gas si alzano dalle rocce e dalle fratture nel ghiaccio, un grande lago geotermale si apre fumante in mezzo al ghiaccio, circondato da altissimi seracchi azzurri.»

Le grotte glaciovulcaniche rappresentano uno degli ambienti più rari e meno conosciuti del pianeta. Si sviluppano dove il calore dei vulcani fonde il ghiaccio dall’interno, creando sistemi di gallerie, laghi subglaciali e cavità in continua evoluzione. Come ricordava Benassi, «le grotte glaciovulcaniche attualmente note e studiate sono poche, concentrate in pochi luoghi sull’intero pianeta».

La spedizione 2026 amplia gli obiettivi dell’esplorazione precedente, trasformando una scoperta speleologica in un articolato programma di ricerca scientifica. Sono previsti rilievi topografici, modellazioni tridimensionali delle cavità, monitoraggi di temperatura, gas e dinamiche idriche, oltre alla raccolta di campioni microbiologici che saranno analizzati in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Particolare interesse rivestono i microrganismi estremofili che popolano questi ambienti, organismi capaci di vivere in condizioni estreme e che potrebbero offrire nuove informazioni non solo sulla biodiversità terrestre, ma anche sulla possibilità di forme di vita in ambienti extraterrestri analoghi, come gli oceani nascosti sotto i ghiacci delle lune di Giove e Saturno.

Durante la spedizione saranno inoltre installati strumenti di monitoraggio destinati a raccogliere dati nel tempo, che verranno recuperati nelle future campagne grazie alla collaborazione con gruppi di ricerca internazionali.

Il progetto coinvolge la Società Speleologica Italiana, il Club Alpino Italiano, la Società Geografica Italiana, ricercatori islandesi e un gruppo affiliato alla National Speleological Society statunitense. Un esempio di collaborazione internazionale in cui la speleologia diventa strumento di ricerca interdisciplinare per comprendere l’evoluzione dei ghiacciai, i processi geotermici e gli effetti dei cambiamenti climatici.

Fonti:
Riccardo Isola, SettesereQui, 25 giugno 2026
Andrea Benassi, SettesereQui, 6 settembre 2025
Andrea Benassi, Cristian Monticone, Maria F. Trombin e Lorenzo Bordin, Rivista del Club Alpino Italiano, gennaio 2026

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