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  • Malužinská jaskyňa | Úžasný podzemný klenot
    Malužinská - Bocianska dolina je zatiaľ jedinou dolinou kde sa dajú navštíviť 3 podzemné unikáty. Malužinská jaskyňa je známa svojou krásou a rôznymi významnými prvkami. Jej najväčší priestor je tzv. Vysoký dóm s výškou až 14 metrov a dĺžkou približne 33 metrov. Jaskyňa je vytvorená v dolomitoch a je známa svojou prítomnosťou pulimentu, červenohnedej plastickej hliny, ktorá sa kedysi používala pri výrobe rámov na obraz. Prístup k jaskyni je trochu športovo-adrenalínový, najprv približne desaťm
     

Malužinská jaskyňa | Úžasný podzemný klenot

Malužinská - Bocianska dolina je zatiaľ jedinou dolinou kde sa dajú navštíviť 3 podzemné unikáty.

Malužinská jaskyňa je známa svojou krásou a rôznymi významnými prvkami. Jej najväčší priestor je tzv. Vysoký dóm s výškou až 14 metrov a dĺžkou približne 33 metrov. Jaskyňa je vytvorená v dolomitoch a je známa svojou prítomnosťou pulimentu, červenohnedej plastickej hliny, ktorá sa kedysi používala pri výrobe rámov na obraz. Prístup k jaskyni je trochu športovo-adrenalínový, najprv približne desaťminútová túra do kopca, potom zostup úzkou chodbou a schodiskom - mlynárske schody. Jaskyňa je otvorená od marca do novembra a odporúča sa objednať sa vopred na tel.: 0907 474 508

Štôlňa Zubaustollen je sprístupnená baňa nachádzajúca sa v obci Malužiná, na začiatku Malužinskej doliny. Otvorená je od 3. júna 2022 a je známa svojou farebnou výzdobou a čarovným jazierkom. Prehliadky sú limitované na 10 osôb a je potrebné rezervovať telefonicky alebo e-mailom. Vstupenky sa zakúpia na recepcii Speleocampu Malužiná, kde návštevníci dostanú aj potrebnú výstroj, ako sú baterky a šiltovky. Cesta k bani trvá približne 25 minút pešo a je otvorená celoročne. 0907 474 508
https://maluzinskajaskyna.sk/

Štôlňa Salvátor sa nachádza v obci Vyšná Boca a bola otvorená pre verejnosť v roku 2018. Štôlňa ponúka prehliadku histórie baníctva v regióne a technológie ťažby zlata a striebro. Vstup do podzemia je možný len so sprievodcom, ktorý prevedie návštevníkov úzkymi chodbami a zachovanými banskými dielami. Štôlňa je horizontálna, čo umožňuje pohodlný prístup do srdca hory, kde teplota dosahuje stabilných 6 až 8 stupňov Celzia.
V štôlni sa v minulosti ťažilo zlato a striebro. 0917 581 851


Nachádza sa nad obcou Malužiná, na ľavej strane Bocianskej doliny, na severnej strane Nízkych Tatier. Je vytvorená v dolomitoch.

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  • Aperte le iscrizioni al Raduno Internazionale di Speleologia Costacciaro 2026!
    Condividi I cinque elementi tornano a guidare l’avventura: dal 29 ottobre al 1° novembre 2026 il cuore del Monte Cucco aspetta la grande comunità della speleologia. È il momento di iscriversi e iniziare a costruire insieme il Raduno! Ci siamo, finalmente! Dopo tanta attesa è arrivato uno dei momenti più belli: sono ufficialmente aperte le iscrizioni al Raduno Internazionale di Speleologia Costacciaro 2026, in programma dal 29 ottobre al 1° novembre nel magnifico scenario del Parco del
     

Aperte le iscrizioni al Raduno Internazionale di Speleologia Costacciaro 2026!

Júl 22nd 2026 at 16:35

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I cinque elementi tornano a guidare l’avventura: dal 29 ottobre al 1° novembre 2026 il cuore del Monte Cucco aspetta la grande comunità della speleologia.

È il momento di iscriversi e iniziare a costruire insieme il Raduno!

Ci siamo, finalmente!

Dopo tanta attesa è arrivato uno dei momenti più belli: sono ufficialmente aperte le iscrizioni al Raduno Internazionale di Speleologia Costacciaro 2026, in programma dal 29 ottobre al 1° novembre nel magnifico scenario del Parco del Monte Cucco. (Raduno 2026).

Il Raduno torna nel luogo dove la passione per il mondo sotterraneo incontra natura, ricerca, amicizia e condivisione. E lo fa riprendendo il filo conduttore che aveva conquistato tutti nel 2023: i cinque elementi.

Aria, respiro e orientamento nel buio, soffio che accompagna la fermentazione e dà vita ai lieviti.
Acqua, forza paziente che scolpisce la roccia, nutrimento della vite e anima della birra.
Terra, corpo vivo della montagna, ma anche il suolo che nutre la vite, l’orzo e il luppolo.
Fuoco, luce che rende visibile l’oscurità, sole che porta a maturazione l’uva, calore che trasforma i malti, accompagna la distillazione del rum e, alla fine della giornata, accende il Gran Pampel.
Vuoto, la dimensione più profonda del mondo sotterraneo, ma anche il bicchiere che si svuota allo SpeleoBar. È ciò che gli speleologi cercano e attraversano. È lo spazio che si riempie di racconti. Un bicchiere vuoto è semplicemente l’inizio del prossimo pieno

Cinque simboli che raccontano l’essenza della speleologia e accompagnano chi esplora, osserva e si lascia sorprendere dal mondo nascosto sotto i nostri piedi.

Anche nel 2026, Costacciaro sarà il punto d’incontro di speleologi, associazioni, ricercatori, fotografi, esploratori e appassionati provenienti da tutta Italia e dall’estero, pronti a vivere quattro giorni ricchi di incontri, conferenze, mostre, workshop, escursioni e tante occasioni per stare insieme.

Le novità iniziano già dalla comunicazione: sui canali social del Raduno era stato pubblicato da poco un video intrigante che anticipava l’atmosfera dell’evento e accompagna l’apertura delle iscrizioni.

E ora: via alle emozioni!

Come partecipare

Da oggi è possibile iscriversi direttamente online:

Iscrizioni:
https://radunocostacciaro.it/registrazione-partecipanti-2/

Per iscriversi, è necessaria l’iscrizione all’Associazione Ipogenica 2026.

– Early Bird (la traduciamo “non aspettare l’ultimo giorno”) + Associazione Ipogenica 2026 + maglietta d’autore: € 50,00

– Early Bird + Associazione Ipogenica 2026: € 35,00

– Bambini e ragazzi (0-15 anni): partecipazione gratuita, con registrazione in segreteria all’arrivo

Chi desidera organizzare una mostra, una conferenza, un workshop, un’esposizione, un’attività o contribuire in qualsiasi altro modo alla manifestazione può proporre la propria iniziativa attraverso:

Costruiamo il Raduno:
https://radunocostacciaro.it/costruiamo-il-raduno/

Per organizzare al meglio il soggiorno sono già disponibili tutte le informazioni dedicate all’accoglienza:

Accoglienza 2026:
https://radunocostacciaro.it/accoglienza-2026/

Per tutte le novità, gli aggiornamenti e le informazioni sul Raduno:

Sito ufficiale:
https://radunocostacciaro.it/

Il conto alla rovescia è iniziato.

Costacciaro 2026 non sarà soltanto un Raduno: sarà il luogo dove ritrovarsi, condividere esperienze, costruire nuovi progetti e vivere, ancora una volta, la magia dei cinque elementi.

Noi ci saremo. E voi?

Saranno 47 gli ospiti che in tre giorni si alterneranno sulle nostre poltroncine, nel salottino di Costacciaro Spritz Blitz Scintilens, a raccontare e a raccontarsi tra amici.

Faremo i turni di notte incontrarli tutti e sarà un piacere immenso!

Pagina Instagram

https://www.instagram.com/reel/DbFxXXtOxy7/?igsh=MTlkcnlvb296emY5Mg==

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  • Cuore di Ferro: alla Miniera della Manina una serata dedicata alla memoria mineraria e alla speleologia
    Condividi Al Rifugio Case Rosse dei Minatori, al Passo della Manina, una serata tra racconti, fotografia e cultura dell’esplorazione sotterranea per riscoprire la storia delle miniere della Val di Scalve. Miniera della Manina e Val di Scalve: un patrimonio da riscoprire Sabato 29 agosto 2026 il Rifugio Case Rosse dei Minatori, al Passo della Manina, ospiterà “Cuore di Ferro”, un appuntamento dedicato alla memoria delle miniere della Val di Scalve e al mondo dell’esplorazione sotterranea.
     

Cuore di Ferro: alla Miniera della Manina una serata dedicata alla memoria mineraria e alla speleologia

Júl 22nd 2026 at 07:00

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Al Rifugio Case Rosse dei Minatori, al Passo della Manina, una serata tra racconti, fotografia e cultura dell’esplorazione sotterranea per riscoprire la storia delle miniere della Val di Scalve.

Miniera della Manina e Val di Scalve: un patrimonio da riscoprire

Sabato 29 agosto 2026 il Rifugio Case Rosse dei Minatori, al Passo della Manina, ospiterà “Cuore di Ferro”, un appuntamento dedicato alla memoria delle miniere della Val di Scalve e al mondo dell’esplorazione sotterranea.

L’iniziativa si svolgerà a circa 1.800 metri di quota, in un luogo che per secoli ha rappresentato uno dei principali centri estrattivi della Lombardia. Le miniere della Manina hanno infatti avuto un ruolo importante nello sviluppo economico della valle, grazie all’estrazione del minerale di ferro, attività documentata già in epoca romana e proseguita nei secoli fino alla definitiva chiusura degli impianti negli anni Settanta del Novecento. Ancora oggi sono visibili gli imbocchi delle gallerie, le discariche minerarie e altre strutture legate all’antica attività estrattiva. 

Il Rifugio Case Rosse dei Minatori al centro dell’iniziativa

La manifestazione si svolgerà presso il Rifugio Case Rosse dei Minatori, ricavato dagli edifici che un tempo ospitavano i lavoratori delle miniere. Oggi la struttura rappresenta un punto di riferimento per gli escursionisti che percorrono il Sentiero delle Orobie Orientali e per chi desidera conoscere la storia industriale della Val di Scalve. 

L’ambientazione contribuirà a creare un collegamento diretto con il passato del territorio, offrendo ai partecipanti la possibilità di immergersi nei luoghi dove generazioni di minatori hanno lavorato in condizioni spesso difficili.

Speleologia in cavità artificiali e memoria del lavoro minerario

Il programma della serata unirà divulgazione, testimonianze e valorizzazione del patrimonio minerario.

Sono previsti momenti dedicati ai racconti sulla vita quotidiana dei minatori, accompagnati da musica e testimonianze che ripercorreranno la storia dell’attività estrattiva locale.

Uno spazio significativo sarà riservato anche alla mostra fotografica dedicata al mondo ipogeo e alle esplorazioni nelle miniere, con immagini che documentano l’attività di ricerca e di studio nelle cavità artificiali.

La scelta di dedicare l’iniziativa alla speleologia in miniera evidenzia un settore della disciplina che negli ultimi decenni ha assunto crescente rilevanza scientifica. Le cavità artificiali rappresentano infatti un patrimonio storico, archeologico e culturale che consente di ricostruire le tecniche estrattive, l’organizzazione del lavoro e l’evoluzione delle attività produttive.

La collaborazione tra enti speleologici e realtà del territorio

L’evento è promosso dalla Scuola Nazionale Speleologica Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana, dalla Commissione Cavità Artificiali SSI, dal Museo Etnografico di Schilpario, dal Gruppo Alpinistico Celadina, dalla Federazione Speleologica Lombarda e dal Comune di Vilminore di Scalve – Nona.

La collaborazione tra associazioni speleologiche, istituzioni culturali e amministrazioni locali punta a valorizzare un patrimonio che unisce archeologia industriale, ricerca storica ed esplorazione delle cavità artificiali.

Un appuntamento dedicato alla cultura delle miniere

“Cuore di Ferro” propone un’occasione di approfondimento per speleologi, appassionati di storia mineraria, escursionisti e visitatori interessati a conoscere uno dei luoghi simbolo dell’attività estrattiva lombarda.

L’iniziativa intende mantenere viva la memoria del lavoro nelle miniere della Manina, raccontando il rapporto tra uomo e montagna attraverso testimonianze, immagini e documentazione storica. La scelta del Rifugio Case Rosse, situato a breve distanza dagli antichi imbocchi minerari, permette di vivere l’esperienza nel contesto originale in cui questa storia si è sviluppata.

Fonti

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  • Esce “Tracce d’antico in valle d’Orba”, il nuovo volume di Enrico Di Iorio dedicato alle rocce incise
    Condividi Cinque anni di ricerche hanno portato alla pubblicazione di un’opera che documenta il più ampio repertorio di incisioni rupestri conosciute nell’Alta Valle dell’Orba L’Alta Valle dell’Orba, al confine tra Liguria e Piemonte, è un territorio ricco di testimonianze storiche e archeologiche. Conosciuta anche per la tragedia della diga di Ortiglieto del 1935, la valle conserva un patrimonio meno noto, ma di grandissimo interesse: quello delle rocce incise. A questo tema è dedicato i
     

Esce “Tracce d’antico in valle d’Orba”, il nuovo volume di Enrico Di Iorio dedicato alle rocce incise

Júl 22nd 2026 at 06:00

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Cinque anni di ricerche hanno portato alla pubblicazione di un’opera che documenta il più ampio repertorio di incisioni rupestri conosciute nell’Alta Valle dell’Orba

L’Alta Valle dell’Orba, al confine tra Liguria e Piemonte, è un territorio ricco di testimonianze storiche e archeologiche. Conosciuta anche per la tragedia della diga di Ortiglieto del 1935, la valle conserva un patrimonio meno noto, ma di grandissimo interesse: quello delle rocce incise.

A questo tema è dedicato il nuovo volume di Enrico Di Iorio, “Tracce d’antico in valle d’Orba”, frutto di cinque anni di ricerche sul campo.

Il libro documenta il più vasto repertorio oggi conosciuto delle incisioni rupestri dell’Alta Valle dell’Orba: 35 rocce incise, oltre 320 fotografie delle incisioni e quasi 500 immagini complessive distribuite in 312 pagine.

Roccia incisa dell’Alta Valle dell’Orba. Immagine condivisa da Sergio Siravo Severi

L’opera amplia e sostituisce il precedente volume “Alta Valle dell’Orba – Preistoria ed Età Romana”, ormai esaurito, presentando nuovi ritrovamenti, una documentazione aggiornata e un quadro più completo delle testimonianze incise presenti sul territorio.

Le incisioni rupestri sono una preziosa testimonianza della frequentazione umana di queste montagne: un patrimonio di grande interesse per tutti, archeologi, geologi, speleologi e studiosi del paesaggio.

Il volume è disponibile presso le edicole di Martina e Olba San Pietro, frazioni del Comune di Urbe (Savona).

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  • Chi ha paura del buio? A Nardò, forse nessuno
    Condividi “Furchio ti la Zappa” continua a incantare: piccoli esploratori crescono con “In Grotta con le Stelle” Un’esperienza di speleologia dedicata ai più giovani, capace di coinvolgere anche gli adulti. Grande successo per l’iniziativa “In Grotta con le Stelle”, organizzata da diversi annidal Gruppo Speleologico Neretino per accompagnare bambini e famiglie alla scoperta del mondo sotterraneo attraverso un’esperienza autentica di esplorazione. Teatro dell’attività è la suggestiva gr
     

Chi ha paura del buio? A Nardò, forse nessuno

Júl 22nd 2026 at 05:00

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“Furchio ti la Zappa” continua a incantare: piccoli esploratori crescono con “In Grotta con le Stelle”

Un’esperienza di speleologia dedicata ai più giovani, capace di coinvolgere anche gli adulti.

Grande successo per l’iniziativa “In Grotta con le Stelle”, organizzata da diversi annidal Gruppo Speleologico Neretino per accompagnare bambini e famiglie alla scoperta del mondo sotterraneo attraverso un’esperienza autentica di esplorazione.

Teatro dell’attività è la suggestiva grotta “Furchio ti la Zappa”, nel territorio di Nardò, in provincia di Lecce, nel cuore del Salento, che continua a regalare emozioni intense a ogni nuova visita.

Una dozzina di partecipanti, tra bambini e adulti, si è ritrovata in prima serata per affrontare il passaggio dalla luce all’oscurità. Casco in testa e illuminazione frontale, il gruppo ha varcato l’ingresso della cavità con lo stesso spirito degli esploratori di un tempo, pronto a vivere un’avventura ben diversa da una semplice visita turistica.

Le tenebre hanno fatto da cornice a quella che il post social del Gruppo, con un sorriso, definisce “una sporca dozzina”, citando il film di Aldrich.

I piccoli esploratori hanno affrontato ogni passaggio con curiosità e coraggio.

Nulla li ha fermati, neanche il cunicolo stretto e impegnativo che conduce alla sala finale della grotta.

Qui, seduti in cerchio, hanno atteso in silenzio il lento cadere di una goccia da una stalattite. Quando la goccia ha raggiunto la stalagmite sottostante, è scattato un applauso spontaneo, quasi a celebrare il lento lavoro della natura che, nell’arco di migliaia di anni, costruisce le concrezioni della grotta.

Un gesto semplice e spontaneo, bellissimo, che viene dal cuore dei giovani: ricorderà loro, negli anni, il valore del tempo e della pazienza.

Qualche imprevisto durante l’avvicinamento, chi aveva sottovalutato i consigli sull’abbigliamento ha dovuto fare i conti con le zanzare, presenza immancabile nelle serate estive…ma tutto questo fa parte dell’esperienza!

All’ingresso della grotta gli sguardi dei bambini tradivano un pizzico di timore, che è subito diventato entusiasmo e voglia di mettersi alla prova.

L’uscita dopo un paio d’ore intense: l’esitazione iniziale aveva ormai lasciato spazio all’orgoglio di aver vissuto un’esperienza autentica, fatta di fango, umidità, silenzio e scoperta, anche di sè.

Nel “Furchio ti la Zappa” si striscia, si osserva lo stillicidio, si ascolta il silenzio assoluto e si percepisce la forza di un ambiente naturale che conserva intatto il proprio fascino.

Una leggenda locale racconta che, in un punto della grotta, appoggiando l’orecchio alla parete sia possibile “vedere” e persino toccare il buio: nessuno, almeno finora, è riuscito a smentirla.

La serata si è conclusa con un caloroso arrivederci, e con il ringraziamento agli accompagnatori del Gruppo Speleologico Neretino.

Grazie al Gruppo per il bellissimo resoconto, attinto da un post di Facebook e arricchito di molte fotografie (due o tre le prendiamo in prestito…).

fonte: post FB Gruppo Speleologico Neretino

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  • Photos from Správa slovenských jaskýň's post
    PREDNÁŠKA NIELEN O VAŽECKOM KRASE Minulý týždeň sa v areáli Važeckej jaskyne uskutočnilo podujatie venované Važeckému krasu a jaskyni. Sprievodcom aj verejnosti prednášal zaslúžilý jaskyniar a bývalý správca Važeckej jaskyne Milan Orfánus, ktorý sa poznávaniu tajomstiev krasu a histórie Liptova aktívne venuje aj na dôchodku. (Feed generated with FetchRSS)
     

Photos from Správa slovenských jaskýň's post

PREDNÁŠKA NIELEN O VAŽECKOM KRASE

Minulý týždeň sa v areáli Važeckej jaskyne uskutočnilo podujatie venované Važeckému krasu a jaskyni. Sprievodcom aj verejnosti prednášal zaslúžilý jaskyniar a bývalý správca Važeckej jaskyne Milan Orfánus, ktorý sa poznávaniu tajomstiev krasu a histórie Liptova aktívne venuje aj na dôchodku.







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  • Do krasu Slovinska
    V krasu Slovinska je bezpočet jeskyní a propastí s bohatou krápníkovou výzdobou. A ty přilákaly 17-19 července Moniku, Romana, Láďu a další kamarády Davida s ZO Labyrint, Míšu (vedl exkurze) ze skupiny Jána Majku a kamarády Jirku a Marci. Nakonec stihli tři propasťovité systémy a stálo to za to. Systém Logarček. Dlouhý přes 5 km s hloubkou 120 metrů. Hned po počátečním slanění je jasné, že se bude jednat o velice nádherně zdobenou jeskyní. Mišo s Jirkou nás provádí zcela neomylně systémem úzkých
     

Do krasu Slovinska

V krasu Slovinska je bezpočet jeskyní a propastí s bohatou krápníkovou výzdobou. A ty přilákaly 17-19 července Moniku, Romana, Láďu a další kamarády Davida s ZO Labyrint, Míšu (vedl exkurze) ze skupiny Jána Majku a kamarády Jirku a Marci. Nakonec stihli tři propasťovité systémy a stálo to za to.

Systém Logarček. Dlouhý přes 5 km s hloubkou 120 metrů. Hned po počátečním slanění je jasné, že se bude jednat o velice nádherně zdobenou jeskyní. Mišo s Jirkou nás provádí zcela neomylně systémem úzkých krápníkových chodbiček k dalšímu slanění do spodních pater, ještě, že už cestu znají, ušetří nám to dost, tolik potřebného času. Horní patra jsou suchá s množstvím krápníků. Dolní patra pak změní charakter na blátivé chodby s obřími dómy. Nejprve jdeme směr Severní rokav. Blatna dvorana dostává svému jménu a doslova se kloužeme po zadku jejími síněmi. Ve Skalním rovu po chvilce trefujeme průstup skrze úzké a blatité plazivé systémy do obří chodby, kterou docházíme k jezerům. To je pro dnešní den náš točný bod. 

 

Na druhý den nám Mišo domluvil u místních jeskyňářů otevření jeskyně Netopirjeva jama pri Orleku.   Má délku 370 m s hloubkou -46 m (-80 m v jamarské věži). Sebou máme více jak 120 metrů lan a používáme vše, navíc v propasti padla 80 m lano a v pytli zbývá necelý metr 😊, opět můžeme jenom děkovat, že jsme zde s Mišem, který má informace nejaktuálnější. Nepatrnou dírou v zemi se soukáme úzkým zřejmě střílením prostorem až k prvnímu slanění, které nás svede na římsu nad propast. Ani z ní však není dno, na které dále míříme vidět. Ústřední propast je monumentální nejen výzdobou, ale i svými expozicemi, při které se tají dech. Po 80 metrovém sestupu s přepínkami „pod převisy a v luftu“ nutno říci, že cesta sestupu je vedena perfektně. Dole nás čeká další slanění užší chodbou, kde se ukrývá z jeskyně to nejlepší. Výzdoba v síni, do které se dostaneme je neskutečná. V komínech jsou lana vedoucí do výzdoby, a tak si prohlížíme tuto nádhernou síň i shora

Netopirjeva jama pri Orleku vstup

 

Netopirjeva jama pri Orleku

Poslední den brzy ráno a už jsme zase v cajkách a slaňujeme jeskyni MT11 (Materija). Jeskyně má délku 350 metrů s hloubkou -70 metrů, ale výzdoba a nádherně obrovské dómy opět potěší jeskyňářské oči. Průchod na spodní patro je opět natolik nepatrný, že jsme rádi, že Mišo ví, kde přesně je 😊

Děkujeme Míšovi z oblastné skupiny Jána Majku za to, že naplánoval takto nádherný prodloužený víkend v těchto famózních Slovinských jeskyních 😊a samozřejmě všem účastníkům za neúnavné tahání vaků, lan a potřebného materiálu, abychom se dostali do těch nejkrásnějších prostor skrytých hluboko v podzemí.

Ubytko zařizuje Láďa a luxusně. Trochu se bojíme, po tom co vylezeme z jeskyně zamazaní blátem, jestli jsme neměli zvolit radši nějaký místní speleokemp. Hned po příjezdu je jasné, že majitelka penziónu nebudeme mít s „jamaři“ žádný problém a nad tím, že ji na prádelní šňůře visí plno špinavých overálů jen mávne rukou 😊, načež kluky pošle k sousedovi do sklípku pro místní vínko.

Dle zápisu Moniky

 

 

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  • Plánujete co ve STŘEDU 22
    Plánujete co ve STŘEDU 22. července 2026? Zbrašovské aragonitové jeskyně v Teplicích nad Bečvou připravují od 9 do 16 hodin HISTORICKÉ PROHLÍDKY KE 100. VÝROČÍ ZPŘÍSTUPNĚNÍ. Průvodci v dobových kostýmech přiblíží historii zpřístupňování přírodního podzemí v Hranickém krasu. Vstupenky bude možné získat přímo v pokladně. (Feed generated with FetchRSS)
     

Plánujete co ve STŘEDU 22

Plánujete co ve STŘEDU 22. července 2026? Zbrašovské aragonitové jeskyně v Teplicích nad Bečvou připravují od 9 do 16 hodin HISTORICKÉ PROHLÍDKY KE 100. VÝROČÍ ZPŘÍSTUPNĚNÍ.
Průvodci v dobových kostýmech přiblíží historii zpřístupňování přírodního podzemí v Hranickém krasu.
Vstupenky bude možné získat přímo v pokladně.



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  • Alla Grotta del Vento tornano le Serate al Buio
    Condividi Da venerdì 24 luglio prossimo, riprendono gli appuntamenti serali che permettono di visitare la celebre cavità delle Alpi Apuane illuminati soltanto da lampade a carburo e torce. La Grotta del Vento ripropone anche quest’anno le “Serate al Buio”, un’esperienza che consente ai visitatori di percorrere il ramo turistico della cavità in condizioni simili a quelle vissute dai primi esploratori. A partire da venerdì 24 luglio 2026, e successivamente ogni venerdì alle ore 19 fino alla
     

Alla Grotta del Vento tornano le Serate al Buio

Júl 21st 2026 at 05:30

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Da venerdì 24 luglio prossimo, riprendono gli appuntamenti serali che permettono di visitare la celebre cavità delle Alpi Apuane illuminati soltanto da lampade a carburo e torce.

La Grotta del Vento ripropone anche quest’anno le “Serate al Buio”, un’esperienza che consente ai visitatori di percorrere il ramo turistico della cavità in condizioni simili a quelle vissute dai primi esploratori.

A partire da venerdì 24 luglio 2026, e successivamente ogni venerdì alle ore 19 fino alla fine di agosto e ai primi di settembre, le luci dell’impianto turistico verranno spente. L’illuminazione sarà affidata esclusivamente a lampade a carburo e torce, offrendo una percezione completamente diversa degli ambienti sotterranei.

Nel buio, concrezioni, gallerie e grandi sale assumono un aspetto più naturale, mentre suoni, ombre e prospettive restituiscono un’esperienza più vicina a quella della speleologia esplorativa. Un’occasione per scoprire la grotta da un punto di vista insolito ai più, valorizzando il fascino dell’ambiente ipogeo senza la consueta illuminazione scenografica.

Le visite serali permettono inoltre di raggiungere la Grotta del Vento al tramonto, nel cuore del Parco Regionale delle Alpi Apuane, con vista sulla valle della Turrite di Gallicano.

La prenotazione è consigliata.

Informazioni: 0583 722024.

Fonte notizia e fotografie: Comunicato Grotta del Vento – Vittorio Verole-Bozzello

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  • I club speleologici celebrano la loro storia: la British Caving Association -BCA invita a raccontare gli anniversari
    Condividi Nel BCA Annual Report 2025 una pagina è dedicata ai traguardi raggiunti dalle associazioni britanniche. Ora la British Caving Association lancia una domanda alla comunità speleologica: quanti anni ha il vostro gruppo? La British Caving Association (BCA) ha dedicato una pagina del suo Annual Report 2025 agli anniversari di alcuni storici club speleologici del Regno Unito, celebrando la lunga tradizione di associazioni che da decenni contribuiscono all’esplorazione, alla ricerca e all
     

I club speleologici celebrano la loro storia: la British Caving Association -BCA invita a raccontare gli anniversari

Júl 21st 2026 at 05:00

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Nel BCA Annual Report 2025 una pagina è dedicata ai traguardi raggiunti dalle associazioni britanniche. Ora la British Caving Association lancia una domanda alla comunità speleologica: quanti anni ha il vostro gruppo?

La British Caving Association (BCA) ha dedicato una pagina del suo Annual Report 2025 agli anniversari di alcuni storici club speleologici del Regno Unito, celebrando la lunga tradizione di associazioni che da decenni contribuiscono all’esplorazione, alla ricerca e alla diffusione della cultura speleologica.

Tra i protagonisti figurano il Bristol Exploration Club, che nel 2025 ha festeggiato il 90° anniversario, l’Earby Pothole Club, giunto agli 80 anni, la University of Leeds Speleological Association, che ha celebrato i 60 anni di attività, e la Great Orme Exploration Society, arrivata al 40° anniversario.

La pubblicazione del rapporto annuale è stata accompagnata da un invito rivolto a tutta la comunità speleologica. Attraverso un post pubblicato sui propri canali social, la BCA chiede ai club di raccontare la propria storia e di indicare l’anno di fondazione della propria associazione, lanciando anche una curiosa sfida: esistono gruppi speleologici con oltre cento anni di vita?

Una bella iniziativa, che valorizza il patrimonio di esperienze, competenze e volontariato che caratterizza le i gruppi speleologici, e ricorda come la continuità dei gruppi rappresenti uno degli elementi più importanti per la crescita della disciplina e per la conservazione della memoria delle esplorazioni.

La domanda può essere estesa anche alla comunità speleologica italiana, ricca di gruppi con una lunga storia alle spalle.

Molte associazioni vantano decenni di attività: ce n’è qualcuna che ha già superato il secolo di vita?

Scintilena invita i gruppi italiani a raccontare nei commenti l’anno della propria fondazione e a condividere i traguardi raggiunti nel corso della loro storia.

Fonte: British Caving Association, post pubblicato sui canali social della BCA e BCA Annual Report 2025.

Rapporto completo: https://british-caving.org.uk/bca-annual-report-2025/

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Proseguono le escursioni al Priamàr Sotterraneo: il 24 luglio 2026 nuovo appuntamento con il Gruppo Speleologico Savonese

Júl 20th 2026 at 06:00

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Da oltre quarant’anni gli speleologi accompagnano i visitatori alla scoperta dei sotterranei della fortezza di Savona. Prenotazione obbligatoria

Continua l’iniziativa “Priamàr Sotterraneo 2026”, lo storico programma di visite guidate organizzato dal Gruppo Speleologico Savonese DLF per far conoscere gli ambienti sotterranei della Fortezza del Priamàr di Savona.

Il prossimo appuntamento è in programma venerdì 24 luglio, con tre turni di visita alle ore 20.15, 20.45 e 21.15. Le escursioni proseguiranno poi il 7 e 28 agosto, l’11 e 25 settembre e il 9 ottobre.

L’iniziativa, giunta alla sua quarantaquattresima edizione, è realizzata con il patrocinio del Comune di Savona e nell’ambito del “Patto di Collaborazione Beni Comuni”. Dal 1983 gli speleologi del GSS accompagnano il pubblico lungo gallerie, cunicoli e ambienti sotterranei che costituiscono il “Priamàr nascosto”, normalmente non visitabile in autonomia.

Il percorso si sviluppa nei sotterranei del Bastione di Santa Caterina e negli ambienti ipogei della fortezza, costruita dalla Repubblica di Genova a partire dal 1542 sul promontorio del Priamàr, luogo che conserva testimonianze della storia di Savona fin dall’età del Bronzo.

Per partecipare è obbligatoria la prenotazione. I partecipanti dovranno presentarsi 15 minuti prima dell’orario scelto, muniti di scarpe sportive e torcia elettrica o frontalino. La temperatura all’interno dei cunicoli è di circa 16 °C.

Le visite ai sotterranei del Bastione di Santa Caterina sono gratuite, mentre per l’escursione dedicata alla scoperta dei segreti e delle segrete della fortezza è richiesto un contributo a rimborso spese.

Il GSS chiede: ‘Se siete impossibilitati a partecipare, vista la grande richiesta, è gradita la disdetta al n. 3402399597 per garantire la possibilità di accedere ad altre persone’.

Prenotazioni sul sito del Gruppo Speleologico Savonese o mediante QR code:

https://www.gruppospeleosavonese.it/escursioni-priamar-sotterraneo.html?fbclid=IwY2xjawTFitZleHRuA2FlbQMxMDAAc3J0YwZhcHBfaWQMMzUwNjg1NTMxNzI4AAEeN29NWRcPxT50Rz5d_Y03qicoo2s2j6tUeE0J0JTs9C7BI2PnmVtK9YsT0zo_aem_nFNR_44p75EOHDkGLqzfhQ

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  • Monte Canin, riparte la grande esplorazione del Club Alpinistico Triestino
    Condividi Al via la campagna speleologica estiva sul massiccio del Canin: fino a settembre squadre impegnate tra nuove esplorazioni, rilievi e ricerca scientifica in uno dei più importanti sistemi carsici d’Europa La parola ad Alessandra Ressa, per il Comunicato stampa del CAT È ufficialmente iniziata la campagna speleologica estiva del Club Alpinistico Triestino sul Monte Canin, uno degli appuntamenti più attesi della stagione esplorativa. La missione, che rappresenta una tradizio
     

Monte Canin, riparte la grande esplorazione del Club Alpinistico Triestino

Júl 20th 2026 at 05:00

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Al via la campagna speleologica estiva sul massiccio del Canin: fino a settembre squadre impegnate tra nuove esplorazioni, rilievi e ricerca scientifica in uno dei più importanti sistemi carsici d’Europa

La parola ad Alessandra Ressa, per il Comunicato stampa del CAT

È ufficialmente iniziata la campagna speleologica estiva del Club Alpinistico Triestino sul Monte Canin, uno degli appuntamenti più attesi della stagione esplorativa.

La missione, che rappresenta una tradizione consolidata da circa cinquant’anni, vedrà gli speleologi del CAT impegnati fino al mese di settembre nell’esplorazione di nuove cavità e nella prosecuzione delle ricerche all’interno del vasto complesso carsico del Canin, tra i più estesi e significativi d’Europa.

Il comunicato diffuso dal Club racconta l’avvio delle operazioni logistiche, dall’allestimento del campo base in quota al trasporto con elicottero di uomini e materiali, passaggio indispensabile per garantire settimane di lavoro in completa autosufficienza. La campagna si concentrerà sia sull’approfondimento delle esplorazioni già avviate, come quelle nella promettente Grotta G1, sia sulla ricerca di nuovi ingressi attraverso sistematiche battute di superficie.

Di seguito pubblichiamo integralmente il comunicato stampa del Club Alpinistico Triestino, che illustra obiettivi, organizzazione e prospettive della spedizione 2026 sul Monte Canin.

La parola ad Alessandra Ressa;

CLUB ALPINISTICO TRIESTINO APS

COMUNICATO STAMPA con preghiera di pubblicazione

Monte Canin, al via la missione speleologica del Club Alpinistico Triestino

Monte Canin (Udine), 19 luglio 2026 – Ha preso ufficialmente il via la missione speleologica estiva del Club Alpinistico Triestino (CAT) sul massiccio del Monte Canin, uno dei più importanti laboratori naturali del carsismo d’alta quota in Europa.

Un appuntamento che si rinnova da circa cinquant’anni e che vedrà gli speleologi del sodalizio triestino impegnati fino al mese di settembre nell’esplorazione e nella ricerca di nuove cavità nel vasto altopiano carsico del Canin.

La giornata inaugurale è stata dedicata al complesso allestimento del campo base, operazione che ha richiesto un’importante organizzazione logistica.

Le operazioni sono iniziate intorno alle ore 9.00 con il trasporto in quota, mediante elicottero da Sella Nevea, di uomini e materiali. In appena venti minuti, grazie a quattro rotazioni del velivolo, sono stati trasferiti al campo nove speleologi e sei big bag contenenti complessivamente circa 800 chilogrammi di materiale.

Oltre alle tende, il materiale comprendeva l’attrezzatura speleologica individuale e collettiva, corde, materiali tecnici, strumenti topografici, viveri, riserve d’acqua, attrezzature da cucina e tutto il necessario per garantire diverse settimane di permanenza e di attività in completa autosufficienza.

Una volta conclusi i trasporti, i partecipanti hanno provveduto all’allestimento completo del campo: è stata montata la grande tenda sociale insieme alle tende personali, sistemato il materiale nei contenitori di stoccaggio, ciascuno identificato con apposite etichette descrittive per facilitarne la gestione durante la permanenza in quota, e organizzata la cambusa con tutte le scorte alimentari.

Alle ore 14.00 il campo risultava completamente operativo. Dopo aver messo in sicurezza l’intera struttura e le attrezzature, il gruppo è sceso al Rifugio Celso Gilberti per una breve sosta prima del rientro a Sella Nevea con la cabinovia e del successivo ritorno a Trieste.

Il campo resterà operativo fino a settembre e vedrà alternarsi numerose squadre composte da speleologi esperti del Club Alpinistico Triestino. L’attività esplorativa di quest’anno si concentrerà principalmente su tre nuove cavità individuate nel corso della campagna 2025. Le condizioni meteorologiche particolarmente avverse e il sopraggiungere dell’autunno avevano infatti impedito il proseguimento delle operazioni, rinviate quindi alla stagione estiva 2026.

Parallelamente proseguiranno le ricerche all’interno della promettente Grotta G1, scoperta dal CAT due anni fa e già esplorata fino a circa 270 metri di profondità. Le caratteristiche geomorfologiche della cavità e le correnti d’aria rilevate fanno ritenere agli speleologi che il sistema possa proseguire ulteriormente in profondità, riservando ancora importanti sviluppi.

Oltre al completamento delle esplorazioni già avviate, le squadre saranno impegnate anche nella ricerca sistematica di nuovi ingressi attraverso battute di superficie nelle aree ancora poco investigate del massiccio. Ogni nuova cavità individuata sarà documentata, rilevata topograficamente e inserita nel Catasto Speleologico Regionale secondo le procedure previste.

Negli ultimi anni le campagne speleologiche del Club Alpinistico Triestino e le collaborazioni tra gruppi regionali italiani e dell’est Europa hanno portato a risultati di assoluto rilievo scientifico sul Monte Canin, con importanti sviluppi esplorativi nelle cavità denominate Il Giglio e la più recente G1, confermando il ruolo del sodalizio triestino tra i protagonisti dell’esplorazione speleologica d’alta quota. Il massiccio del Monte Canin rappresenta infatti uno dei più estesi e complessi sistemi carsici d’Europa. Sul versante italiano sono state censite oltre un migliaio di cavità e le esplorazioni condotte negli ultimi decenni hanno contribuito alla realizzazione del Sistema del Monte Canin, il più esteso sistema ipogeo italiano, con uno sviluppo complessivo che sfiora i 90 chilometri.

CLUB ALPINISTICO TRIESTINO APSVia R. Abro, 5/A34144 Triestecell.: 348 5164550codice fiscale: 80016650329e-mail: [cat@cat.ts.it](mailto:cat@cat.ts.it)pec: [cat.trieste@pec.csvfvg.it](mailto:cat.trieste@pec.csvfvg.it)[http://www.cat.ts.it](http://www.cat.ts.it)Ufficio Stampa: Alessandra Ressa +39 348 3515270

Foto di copertina: Alessandra Ressa (pubblicata anche su Trieste.news)

Altre foto: Alessandra Ressa, Franco Riosa, Daen Scroccaro

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  • La Società Speleologica Italiana interviene in audizione al Senato sul Disegno di legge sulle Grotte d’Italia
    Condividi Durante l’audizione sul disegno di legge n. 1499, la SSI ETS ha chiesto una normativa che riconosca il valore scientifico, ambientale e idrogeologico del patrimonio carsico nazionale e valorizzi le competenze del mondo speleologico La Società Speleologica Italiana ETS è intervenuta il 15 luglio 2026 in audizione presso la 9ª Commissione permanente del Senato della Repubblica, nell’ambito dell’esame del disegno di legge n. 1499, “Disposizioni per la promozione e la valorizzazione del
     

La Società Speleologica Italiana interviene in audizione al Senato sul Disegno di legge sulle Grotte d’Italia

Júl 19th 2026 at 10:35

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Durante l’audizione sul disegno di legge n. 1499, la SSI ETS ha chiesto una normativa che riconosca il valore scientifico, ambientale e idrogeologico del patrimonio carsico nazionale e valorizzi le competenze del mondo speleologico

La Società Speleologica Italiana ETS è intervenuta il 15 luglio 2026 in audizione presso la 9ª Commissione permanente del Senato della Repubblica, nell’ambito dell’esame del disegno di legge n. 1499, “Disposizioni per la promozione e la valorizzazione delle Grotte d’Italia”, presentando osservazioni e proposte di modifica al DDL.

Nel suo intervento, il presidente della SSI ETS, Sergio Orsini, ha espresso apprezzamento per l’iniziativa di dotare il patrimonio carsico e speleologico italiano di una legge nazionale, sottolineando però la necessità che il provvedimento «ponga al centro la tutela ambientale e valorizzi l’interesse scientifico in relazione alla protezione dell’ambiente e dei cittadini».

Il disegno di legge prevede, tra l’altro, l’istituzione presso il Ministero del Turismo di una banca dati nazionale con una mappa digitale delle grotte, la creazione di un Tavolo permanente, la promozione di studi e ricerche scientifiche e campagne di comunicazione dedicate al patrimonio ipogeo italiano.

Nel corso dell’audizione Orsini ha ricordato il ruolo svolto dalla Società Speleologica Italiana nella ricerca scientifica, nel monitoraggio ambientale, nello studio del clima sotterraneo e nella salvaguardia delle risorse idriche. Ha inoltre richiamato le dimensioni del patrimonio speleologico nazionale, costituito da oltre 46.000 grotte censite, per uno sviluppo complessivo di più di 5.300 chilometri.

«Le grotte non sono soltanto luoghi da visitare, ma veri e propri laboratori naturali», ha affermato Orsini, ricordando il contributo della ricerca speleologica allo studio degli ecosistemi sotterranei, delle risorse idriche e della formazione degli astronauti attraverso il programma ESA CAVES.

Tra le proposte avanzate dalla SSI figura l’ampliamento della definizione contenuta nel disegno di legge, includendo, oltre alle grotte, anche grotte turistiche e non turistiche, cavità artificiali e sommerse, aree e sistemi carsici, acquiferi e forre.

La Società ha inoltre invitato a riflettere sull’attribuzione della banca dati nazionale al Ministero del Turismo. «Le grotte sono innanzitutto un patrimonio ambientale, scientifico e idrogeologico», ha evidenziato Orsini, osservando che solo una parte delle cavità è destinata alla fruizione turistica, mentre la maggioranza richiede attività di ricerca, monitoraggio, documentazione e conservazione.

Riguardo al Tavolo permanente previsto dal disegno di legge, la SSI ha chiesto che vi siano rappresentate anche le associazioni che si occupano istituzionalmente delle diverse tipologie di cavità, mettendo a disposizione le competenze maturate nel corso di decenni di attività.

In conclusione dell’intervento, il presidente della Società Speleologica Italiana ha dichiarato: «Condividiamo pienamente l’obiettivo di valorizzare il patrimonio carsico nazionale. Auspichiamo che il testo possa essere migliorato ponendo al centro la tutela ambientale e il coinvolgimento delle competenze tecnico-scientifiche già presenti nel nostro Paese. La Società Speleologica Italiana è disponibile a contribuire a questo percorso».

L’audizione integrale è disponibile sulla WebTV del Senato. L’intervento della Società Speleologica Italiana inizia dal minuto 22:30.

Il Comunicato della SSI ETS è disponibile a questo collegamento:

Per approfondire:

  • Scintilena https://www.scintilena.com/la-societa-speleologica-italiana-in-audizione-al-senato-sul-ddl-dedicato-alle-grotte-ditalia/07/14

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  • Vena del Gesso Romagnola e Onferno: il patrimonio carsico dell’Emilia-Romagna riconosciuto dall’UNESCO
    Condividi La Vena del Gesso Romagnola e la Riserva Naturale di Onferno rappresentano alcune delle più importanti aree carsiche italiane in rocce evaporitiche. Dal 2023 fanno parte del sito UNESCO Carsismo e grotte nelle evaporiti dell’Appennino settentrionale, riconosciuto per il suo valore geologico, geomorfologico e speleologico. La Vena del Gesso Romagnola: un paesaggio carsico unico nell’Appennino L’Emilia-Romagna è tra le regioni italiane con la minore estensione di rocce carsificabil
     

Vena del Gesso Romagnola e Onferno: il patrimonio carsico dell’Emilia-Romagna riconosciuto dall’UNESCO

Júl 19th 2026 at 07:00

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La Vena del Gesso Romagnola e la Riserva Naturale di Onferno rappresentano alcune delle più importanti aree carsiche italiane in rocce evaporitiche. Dal 2023 fanno parte del sito UNESCO Carsismo e grotte nelle evaporiti dell’Appennino settentrionale, riconosciuto per il suo valore geologico, geomorfologico e speleologico.

La Vena del Gesso Romagnola: un paesaggio carsico unico nell’Appennino

L’Emilia-Romagna è tra le regioni italiane con la minore estensione di rocce carsificabili: meno dell’1% del territorio è costituito da litologie solubili. Nonostante questa limitata diffusione, il patrimonio ipogeo regionale è di grande interesse scientifico. Le esplorazioni speleologiche hanno documentato oltre 900 grotte, per uno sviluppo complessivo vicino ai 100 chilometri, concentrate soprattutto nei rilievi gessosi dell’Appennino romagnolo e bolognese.

Il settore più rappresentativo è la Vena del Gesso Romagnola, una dorsale lunga circa 25 chilometri che attraversa le province di Bologna e Ravenna. Si tratta del più esteso affioramento di gessi selenitici dell’Europa occidentale, modellato nel corso di milioni di anni dall’azione dell’acqua che ha originato doline, valli cieche, inghiottitoi e un articolato reticolo di cavità sotterranee. Questo sistema costituisce uno dei più importanti esempi di carsismo in rocce evaporitiche a livello internazionale.

Le grotte della Vena del Gesso Romagnola aperte al pubblico

Nella Vena del Gesso Romagnola sono censite oltre 200 cavità naturali. Alcune di esse sono visitabili attraverso percorsi guidati organizzati dagli enti gestori del parco.

Tra le più note figura la Grotta di Re Tiberio, che rappresenta il tratto terminale di un articolato sistema sotterraneo sviluppato nei gessi. Frequentata fin dall’antichità, conserva testimonianze archeologiche che documentano la presenza umana dalla preistoria fino all’età romana.

Sono accessibili anche la Tanaccia, una delle cavità più conosciute della zona per le sue caratteristiche geomorfologiche, e la Grotta di Cà Toresina, modificata in epoca romana per l’estrazione del lapis specularis, il gesso trasparente utilizzato come materiale per finestre prima della diffusione del vetro.

Queste grotte consentono di osservare direttamente le forme tipiche del carsismo nei gessi, caratterizzate da gallerie, concrezioni in solfato di calcio e ambienti sotterranei che ospitano specie animali adattate alla vita ipogea.

La Grotta di Onferno e la Riserva Naturale

Nella Romagna orientale si trova la Riserva Naturale di Onferno, istituita per proteggere uno dei più significativi sistemi carsici regionali.

La Grotta di Onferno, conosciuta fin dall’inizio dell’Ottocento, è attraversata da un torrente sotterraneo che ha scavato un lungo traforo naturale nei gessi. Il percorso conserva spettacolari forme erosive, depositi sedimentari e rappresenta uno dei principali siti italiani per lo studio dell’evoluzione del carsismo evaporitico.

La riserva riveste anche un ruolo importante dal punto di vista naturalistico. La grotta ospita infatti una delle più rilevanti colonie di pipistrelli dell’Emilia-Romagna, motivo per cui l’accesso è regolamentato durante i periodi più delicati del ciclo biologico dei chirotteri. Le visite guidate consentono di coniugare divulgazione scientifica e tutela ambientale.

Il riconoscimento UNESCO del sito EKCNA

Dal settembre 2023 la Vena del Gesso Romagnola e la Riserva Naturale di Onferno fanno parte del sito seriale UNESCO “Carsismo e grotte nelle evaporiti dell’Appennino settentrionale” (EKCNA).

Il riconoscimento comprende anche i gessi triassici dell’Alta Val Secchia e gli affioramenti gessosi del basso Appennino reggiano e bolognese. L’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale è motivata dall’eccezionale valore dei processi geologici che caratterizzano questi ambienti, considerati un riferimento internazionale per lo studio dell’evoluzione del carsismo in rocce evaporitiche.

Il sito rappresenta un laboratorio naturale dove geologia, geomorfologia, idrologia e speleologia consentono di comprendere l’evoluzione del paesaggio e dei sistemi sotterranei, offrendo anche importanti opportunità di ricerca scientifica e divulgazione ambientale.

Visite guidate per conoscere il patrimonio carsico

La valorizzazione della Vena del Gesso Romagnola e della Riserva Naturale di Onferno passa anche attraverso un articolato programma di visite guidate speleologiche organizzate durante l’anno.

Le escursioni permettono di conoscere da vicino un patrimonio naturale che, pur sviluppandosi in una regione con una limitata presenza di rocce carsificabili, costituisce uno dei sistemi evaporitici più importanti d’Europa. L’obiettivo è favorire una fruizione consapevole delle grotte, nel rispetto degli equilibri ambientali e delle specie che le abitano, promuovendo al tempo stesso la conoscenza del patrimonio geologico riconosciuto dall’UNESCO.

Fonti

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