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Uno studio scientifico pubblicato sull’Italian Journal of Mammalogy documenta le massime quote raggiunte da 29 specie di chirotteri in Piemonte e Valle d’Aosta. Per quattro specie i dati superano qualsiasi record mondiale finora conosciuto.
Uno studio sistematico sul gradiente altitudinale dei pipistrelli alpini
Un gruppo di ricercatori italiani e austriaci ha pubblicato, nell’aprile 2026, uno studio che raccoglie e analizza i record altitudinali di 29 specie di pipistrelli nel territorio di Piemonte e Valle d’Aosta, un’area che include alcune tra le cime più elevate d’Europa.
Il lavoro, firmato da Alex Bellè, Lucia Bello, Laura Garzoli, Fabrizio Gili, Giorgia Mattioli, Alberto Pastorino, Ibor Sabas, Rocco Tiberti, Paolo Debernardi ed Elena Patriarca, è apparso su Hystrix – Italian Journal of Mammalogy. Il periodo di raccolta dati sul campo copre gli anni 2018–2025. La ricerca ha integrato questi dati con una revisione sistematica della letteratura scientifica e grigia esistente, inclusi bollettini speleologici e banche dati regionali delle grotte.
L’area di studio comprende le Alpi Occidentali, le colline interne piemontesi, parte dell’Alta Pianura Padana e il settore settentrionale dell’Appennino Ligure. Le 29 specie documentate corrispondono al 96,7% delle specie di chirotteri regolarmente presenti nell’Italia continentale.
Nuovi record per 15 specie, quattro potrebbero essere mondiali
I ricercatori hanno identificato nuovi record altitudinali per 15 delle 29 specie censite nell’area. Si tratta di: Tadarida teniotis, Barbastella barbastellus, Eptesicus nilssonii, Eptesicus serotinus, Nyctalus lasiopterus, Nyctalus leisleri, Nyctalus noctula, Vespertilio murinus, Hypsugo savii, Pipistrellus nathusii, Pipistrellus pipistrellus, Pipistrellus pygmaeus, Myotis crypticus, Myotis daubentonii e Myotis mystacinus.
Per le restanti 14 specie, i record sono stati recuperati dalla letteratura scientifica e grigia disponibile.
Quattro specie raggiungono quote che, secondo gli autori, non trovano precedenti in nessun’altra parte del mondo:
- Barbastella barbastellus a 2.703 m (Lago Leità, Ceresole Reale, TO; agosto 2024)
- Myotis crypticus a 2.484 m (Colle Lauson, Salbertrand, TO; settembre 2022)
- Myotis daubentonii a 2.564 m (Alpi Graie; agosto 2024)
- Pipistrellus kuhlii a 2.208 m (Saint-Rhémy-En-Bosses, AO)
Il record assoluto in termini di quota appartiene a Tadarida teniotis (Molosso di Cestoni) e a Pipistrellus pipistrellus (Pipistrello nano), rilevati entrambi a 3.046 m sul livello del mare al Colle della Torre, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, nel settembre 2023.
Le tecniche di rilevamento in alta quota
Il monitoraggio si è avvalso principalmente di registratori acustici passivi (modelli SM2BAT+, SM4BAT e AudioMoth), operativi a 384 kHz. Catture con reti a nebbia e harp-trap e ispezioni dirette dei roost sono state utilizzate prevalentemente al di sotto dei 2.000 m di quota, dove la resa è nettamente superiore: 9,0 individui catturati per notte contro soli 2,8 al di sopra di tale soglia.
Ogni registrazione è stata classificata con il software Tadarida e successivamente validata manualmente. Per la distinzione delle specie del genere Plecotus, morfologicamente molto simili, sono stati applicati protocolli di analisi molecolare su campioni di biopsia alare o fecali.
La revisione bibliografica ha seguito il protocollo PRISMA (Preferred Reporting Items for Systematic Reviews and Meta-Analyses). Si è rivelata insufficiente da sola — ha individuato solo 18 studi rilevanti — ed è stata integrata con ricerche esperte in fonti non indicizzate.
Prima segnalazione in Valle d’Aosta per la nottola comune e conferma della nottola gigante in Piemonte
Lo studio riporta due dati distributivi di particolare interesse faunistico. La Nottola comune (Nyctalus noctula) viene segnalata per la prima volta in Valle d’Aosta, regione dove la specie era finora assente dai dati ufficiali.
La Nottola gigante (Nyctalus lasiopterus) — la specie di pipistrello europeo più grande — viene confermata in Piemonte, dove aveva un’unica segnalazione precedente. La nuova registrazione, a 2.484 m sulle Alpi Cozie nel settembre 2022, aggiunge un dato di distribuzione altitudinale significativo per questa specie rara in Italia.
Cambiamento climatico e spostamento verso l’alto delle specie
I record altitudinali documentati si inseriscono in un quadro più ampio di risposta dei chirotteri al riscaldamento globale. Studi a lungo termine in Italia centrale su Myotis daubentonii hanno registrato uno spostamento verso l’alto di 175 metri del limite altitudinale delle femmine riproduttive nell’arco di 24 anni (2000–2023).
Le foreste ripariali emergono come corridoi ecologici essenziali per facilitare questa espansione altitudinale. I pipistrelli ripariali usano i corsi d’acqua alpini come vie di risalita, sfruttando le cavità degli alberi come roost diurni e i corsi d’acqua come aree di caccia.
Nelle aree di recente colonizzazione ad alta quota, le femmine di M. daubentonii adottano comportamenti inusuali di turnazione temporale nei siti di foraggiamento: invece di cacciare contemporaneamente, si alternano negli stessi specchi d’acqua, probabilmente per ridurre la competizione in ambienti dove la disponibilità di prede è ancora limitata.
Record nei siti ipogei: grotte e miniere come rifugi di alta quota
Lo studio documenta anche i record altitudinali per siti di svernamento e swarming. I dati più rilevanti riguardano:
- Barbastella barbastellus: svernamento a 1.903 m (miniera di Praborna, Saint-Marcel, AO) e swarming a 1.930 m (Rem del Ghiaccio, Garessio, CN)
- Rhinolophus ferrumequinum (Ferro di cavallo maggiore): individuo torpido a 1.947 m (Arma delle Mastrelle, Briga Alta, CN)
- Rhinolophus hipposideros (Ferro di cavallo minore): ibernazione a 1.760 m (Carsena di Viora, Ormea, CN)
- Miniopterus schreibersii: ibernazione a 1.530 m (Grotta di Rio Martino, Crissolo, CN)
Questi dati sottolineano il ruolo degli ambienti ipogei di alta montagna nella conservazione dei chirotteri. Le grotte e le miniere abbandonate a quote elevate rappresentano rifugi termicamente stabili, meno esposti ai disturbi antropici tipici delle quote più basse.
Implicazioni per la conservazione in quota
Lo studio invita a non trascurare la presenza dei pipistrelli nella valutazione dell’impatto delle attività umane in alta quota. Gli impianti eolici in aree montane, l’inquinamento luminoso da strutture alpine (rifugi, impianti sciistici) e il disturbo ai siti di roost ipogei sono tra le principali minacce identificate.
I chirotteri sono considerati ottimi bioindicatori del cambiamento climatico per la loro diversità ecologica e la relativa facilità di monitoraggio acustico. La documentazione sistematica dei record altitudinali fornisce una baseline fondamentale per rilevare e misurare i futuri spostamenti distributivi delle specie nelle Alpi.
Fonte: http://www.italian-journal-of-mammalogy.it/Elevational-records-of-bats-in-Northwestern-Italy,220697,0,2.html
Fonti consultate:
Record Altitudinali dei Pipistrelli nell’Italia Nord-Occidentale
Studio approfondito basato su: Bellè et al. (2026), “Elevational records of bats in Northwestern Italy”, Hystrix – Italian Journal of Mammalogy, DOI: 10.4404/hystrix-00858-2026
Sintesi Esecutiva
Lo studio, pubblicato nel 2026 sull’Italian Journal of Mammalogy (Hystrix), documenta le massime elevazioni raggiunte da 29 specie di pipistrelli in Piemonte e Valle d’Aosta (Italia nord-occidentale), area che include alcune delle cime più alte d’Europa. I dati di campo coprono il periodo 2018–2025 e identificano nuovi record altitudinali per 15 specie; per quattro di esse (Barbastella barbastellus, Myotis crypticus, Myotis daubentonii e Pipistrellus kuhlii) i record potrebbero rappresentare i più alti a livello mondiale. Lo studio fornisce un contributo fondamentale alla comprensione delle risposte dei chirotteri al cambiamento climatico e alla conservazione nelle aree di alta quota alpine.[^1][^2]
Contesto e Motivazioni dello Studio
Importanza Ecologica dei Chirotteri
I pipistrelli costituiscono quasi un quarto di tutte le specie di mammiferi descritte, con circa 1.500 specie note a livello mondiale. Svolgono servizi ecosistemici essenziali: controllo degli insetti nocivi, impollinazione, dispersione dei semi. La loro sensibilità agli stressori ambientali (attività agricole e industriali, gestione forestale, produzione energetica, urbanizzazione, persecuzione) e la strategia riproduttiva di tipo K — con tassi di declino rapidi e recupero lento — hanno portato molte specie a essere inserite nelle liste di protezione nazionale e internazionale.
I chirotteri sono anche considerati eccellenti bioindicatori, in particolare per lo studio del cambiamento climatico, grazie alla loro elevata diversità tassonomica ed ecologica, alla distribuzione geografica ampia e alla relativa facilità di monitoraggio.
Distribuzione Altitudinale e Cambiamento Climatico
I cambiamenti nella distribuzione delle specie sono tra le conseguenze più studiate del cambiamento climatico. In Europa, espansioni verso latitudini più elevate sono già state documentate in specie ecologicamente flessibili come Pipistrellus kuhlii e Hypsugo savii. Al contrario, alcune specie come Myotis dasycneme, Eptesicus nilssonii e Nyctalus noctula potrebbero affrontare contrazioni distributive secondo modelli previsionali.
Uno studio paradigmatico a lungo termine su Myotis daubentonii nell’Italia centrale ha documentato uno spostamento verso l’alto di 175 metri del limite altitudinale delle femmine riproduttive nell’arco di 24 anni (2000–2023), interpretato come risposta diretta all’aumento delle temperature. In parallelo, le femmine hanno mostrato un aumento delle dimensioni corporee, probabilmente correlato a condizioni termiche più favorevoli nei siti di roost.
Perché le Alpi Nord-Occidentali?
L’area di Piemonte e Valle d’Aosta è stata scelta per ragioni specifiche:
- Include un settore delle Alpi Occidentali con alcune tra le cime più elevate d’Europa.
- Per via delle differenze climatiche (temperature più miti e maggiore umidità dovute alla vicinanza all’Oceano Atlantico), le fasce vegetazionali si estendono a quote maggiori rispetto alle Alpi Centrali o Orientali.
- L’area ospita 28 specie regolarmente presenti più una 29ª (Nyctalus lasiopterus), rappresentando il 96,7% delle specie di pipistrelli presenti regolarmente nell’Italia continentale.
- È probabile che molte specie raggiungano i loro limiti altitudinali nazionali in questa zona.
Area di Studio e Metodologia
Caratteristiche Geografiche
L’area di studio copre Piemonte e Valle d’Aosta (Fig. 1):
- Alpi occidentali italiane: circa 41% della superficie totale.
- Colline piemontesi interne: ~31%.
- Alta Pianura Padana: ~26%.
- Settore settentrionale dell’Appennino Ligure: ~2%.
Le fasce vegetazionali riconoscibili comprendono:
- Fascia basale (<800–900 m): foreste decidue a latifoglie, fortemente trasformate.
- Fascia montana (900–1.400/1.600 m): foreste dominate da Fagus sylvatica e conifere.
- Fascia subalpina (1.400/1.600–2.000/2.300 m): limite superiore delle foreste, larici, rododendri, pascoli.
- Fascia alpina (2.000/2.300–2.600/3.000 m): praterie alpine, arbusti nani.
- Fascia nivale (>2.600–3.000 m): rocce nude, nevai e ghiacciai.
Tecniche di Rilevamento
Le tecniche classiche di censimento adottate includono: Metodo Descrizione Applicazione principale Rilievi acustici Registratori passivi (SM2BAT+, SM4BAT, AudioMoth) a 384 kHz Tutto il gradiente altitudinale Catture Reti a nebbia e harp-trap a siti di foraggiamento, corridoi di volo, roost Principalmente <2.000 m Ispezioni roost Grotte, miniere abbandonate, edifici Prevalentemente <2.000 m
La classificazione acustica automatica (software Tadarida) è stata utilizzata per una prima associazione delle registrazioni alle specie; ogni occorrenza è stata poi validata manualmente. Per l’identificazione di Plecotus spp. sono stati impiegati anche metodi molecolari (biopsia alare o analisi delle feci).
L’efficienza delle catture sopra i 2.000 m è risultata significativamente inferiore: 9,0 individui/notte al di sotto di questa quota vs. 2,8 individui/notte al di sopra.
Revisione della Letteratura
Oltre ai dati di campo (2018–2025), è stata condotta una revisione sistematica seguendo il protocollo PRISMA (Preferred Reporting Items for Systematic Reviews and Meta-Analyses), che ha identificato 18 studi rilevanti su Scopus e Web of Science. Tuttavia, data la frammentazione delle informazioni disponibili sulla distribuzione altitudinale dei chirotteri, la ricerca bibliografica standard si è rivelata insufficiente, ed è stata integrata con letteratura grigia, rapporti tecnici locali, bollettini speleologici e banche dati regionali delle grotte (Piemonte e Valle d’Aosta). Questo approccio ibrido (standard PRISMA + ricerca esperta) è una delle caratteristiche metodologiche distintive dello studio.
Risultati: Record Altitudinali per Specie
Panoramica Generale
Lo studio documenta record altitudinali per 29 specie di chirotteri:[^2]
- 15 specie con nuovi record identificati dai dati di campo 2018–2025.
- 14 specie con record derivanti dalla letteratura scientifica e grigia.
- Con l’eccezione di M. schreibersii, R. euryale, M. capaccinii e P. austriacus, i record elencati sono probabilmente i più alti finora registrati in Italia.
- I record di B. barbastellus, M. crypticus, M. daubentonii e P. kuhlii rappresentano, a quanto si sappia, record mondiali.
Specie con i Record Altitudinali Più Elevati
Specie (nome comune) Record (m s.l.m.) Metodo Anno Note Tadarida teniotis (Molosso di Cestoni) 3.046 Acustico 2023 Colle della Torre, Gran Paradiso Pipistrellus pipistrellus (Pipistrello nano) 3.046 Acustico 2023 Colle della Torre, Gran Paradiso Plecotus auritus/macrobullaris (gruppo) 3.065 Acustico 2023 Alpi Graie Hypsugo savii (Pipistrello di Savi) 2.853 Acustico 2024 Alpi Graie Nyctalus leisleri (Nottola di Leisler) 2.853 Acustico 2024 Alpi Graie Myotis spp. 2.988 Acustico 2023 Alpi Graie Barbastella barbastellus (Barbastello) 2.703 Acustico 2024 Lago Leità, Ceresole Reale Eptesicus nilssonii (Serotino di Nilsson) 2.703 Acustico 2024 Lago Leità, Ceresole Reale Myotis daubentonii (Vespertilio di Daubenton) 2.564 Acustico 2024 Alpi Graie Nyctalus noctula (Nottola comune) 2.520 Acustico 2025 Alpi Graie Myotis crypticus2.484 Acustico 2022 Cottian Alps Nyctalus lasiopterus (Nottola gigante) 2.484 Acustico 2022 Alpi Cozie Pipistrellus nathusii (Pipistrello di Nathusius) 2.610 Acustico 2021 Alpi Graie
Specie con Record di Roost ad Alta Quota
Specie Quota roost (m) Tipo Località Barbastella barbastellus 1.903 (svernamento) Miniera abbandonata Praborna, Saint-Marcel (AO) Barbastella barbastellus 1.930 (swarming) Grotta Rem del Ghiaccio, Garessio (CN) Rhinolophus ferrumequinum 1.947 (individuo torpido) Grotta Arma delle Mastrelle, Briga Alta (CN) Rhinolophus hipposideros 1.760 (ibernazione) Grotta Carsena di Viora, Ormea (CN) Miniopterus schreibersii 1.530 (ibernazione) Grotta Grotta di Rio Martino, Crissolo (CN)
Specie con Nuovi Record Mondiali
Quattro specie presentano record altitudinali che, secondo gli autori, rappresentano i massimi conosciuti a livello mondiale:[^2]
- Barbastella barbastellus — 2.703 m (Lago Leità, Ceresole Reale, TO; 29–30 agosto 2024). Il precedente record era 2.292 m.
- Myotis crypticus — 2.484 m (Colle Lauson, Salbertrand, TO; settembre 2022). Specie di recente descrizione, precedentemente quasi sconosciuta ad alta quota.
- Myotis daubentonii — 2.564 m (Alpi Graie; agosto 2024). Specie ripariale che ha già mostrato spostamenti altitudinali documentati in Italia centrale.
- Pipistrellus kuhlii — 2.208 m (Casa Carioni, Saint-Rhémy-En-Bosses, AO; 2016). Record precedente per questa specie nelle Alpi era appunto 2.208 m, confermato e documentato definitivamente.
Prime Segnalazioni e Conferme Distributive
- Prima segnalazione di Nyctalus noctula in Valle d’Aosta: la specie era finora assente da questa regione.
- Conferma della presenza di Nyctalus lasiopterus in Piemonte: la specie era stata segnalata in precedenza una sola volta nell’area.
Metodologia di Identificazione
Identificazione Acustica
L’identificazione delle specie tramite ecolocalizzazione ha richiesto criteri altamente conservativi. I parametri acustici descritti per ogni nuovo record includono:
- FmaxE = frequenza della massima ampiezza dello spettro
- SF/EF = frequenza iniziale/finale della chiamata
- BL = larghezza di banda della chiamata
- dur = durata della chiamata
- IPI = intervallo tra l’inizio di due chiamate consecutive
- Distinzione tra chiamate QCF (quasi-costante frequenza, BL <5 kHz), FM (frequenza modulata) e CF (frequenza costante)
In caso di incertezza anche moderata, le registrazioni sono state assegnate a livelli tassonomici superiori (es. Myotis sp.) o scartate.
Identificazione Molecolare (Plecotus spp.)
Per discriminare le specie del genere Plecotus — morfologicamente molto simili — sono stati impiegati protocolli molecolari su biopsie alari o campioni fecali, descritti nell’allegato S1.
Implicazioni per la Ricerca sul Cambiamento Climatico
I Chirotteri come Indicatori del Riscaldamento Globale
I pipistrelli rispondono al cambiamento climatico sia attraverso spostamenti distributivi (in quota e in latitudine) sia attraverso variazioni morfologiche (dimensioni corporee). Studi a lungo termine in Italia centrale su M. daubentonii hanno documentato contemporaneamente uno spostamento verso l’alto del limite altitudinale delle femmine riproduttive (+175 m in 24 anni) e un aumento delle dimensioni corporee.
Tuttavia, un’analisi su 15 specie in Italia ha mostrato che l’aumento delle dimensioni corporee non è un fenomeno generalizzato: solo tre specie (M. daubentonii, Nyctalus leisleri e Pipistrellus pygmaeus) hanno mostrato un incremento misurabile nel corso di oltre 20 anni di monitoraggio.
Risposte Comportamentali nelle Aree Neocoionizzate
A quote di recente colonizzazione, le femmine riproduttive di M. daubentonii mostrano comportamenti inusuali di turnazione temporale nei siti di foraggiamento: invece di cacciare contemporaneamente, si alternano negli stessi siti, probabilmente per evitare la competizione in ambienti dove la disponibilità di prede è limitata. Le foreste ripariali ben conservate emergono come corridoi ecologici cruciali per facilitare questi spostamenti.
Migrazioni Altitudinali vs. Residenza
Lo studio distingue tra:
- Specie residenti che raggiungono alte quote per foraging estivo (es. T. teniotis, H. savii, B. barbastellus).
- Specie migratrici che attraversano le Alpi durante le migrazioni autunnali (es. N. leisleri, N. noctula, V. murinus, E. serotinus).
Ricerche precedenti nei valichi alpini della Valle d’Aosta (2016) avevano già documentato un flusso migratorio di pipistrelli, con incremento delle attività nel periodo 31 agosto–14 settembre, associato principalmente al gruppo N. leisleri/N. noctula/V. murinus/E. serotinus.
Fasce Vegetazionali e Distribuzione delle Specie
La distribuzione altitudinale delle specie riflette in parte le fasce vegetazionali alpine. Alcune specie forestali (es. B. barbastellus, M. daubentonii) sfruttano le zone ecotonali al limite superiore del bosco, mentre specie rupicole o ad ampio spettro ecologico (es. T. teniotis, H. savii, P. pipistrellus) raggiungono le quote più elevate nelle fasce alpine e subnivali.
I laghi glaciali — abbondanti nell’area di studio — rappresentano siti di foraggiamento e abbeverata particolarmente importanti ad alta quota, poiché aumentano la produttività primaria e secondaria locale attraverso la disponibilità idrica e i nutrienti derivati dall’ecosistema lacustre.
Implicazioni per la Conservazione
Minacce alle Quote Elevate
Lo studio sottolinea l’importanza di non trascurare i pipistrelli nella valutazione dell’impatto delle attività umane in alta quota, in particolare:
- Impianti eolici in aree montane: le specie migratrici e quelle ad alta mobilità sono particolarmente vulnerabili.
- Inquinamento luminoso da strutture ad alta quota (rifugi, impianti sciistici).
- Disturbo antropico ai siti di roost (grotte, miniere abbandonate a quote elevate).
Banche Dati e Monitoraggio
Lo studio evidenzia lacune significative nelle conoscenze sulla chirotterofauna di alta quota, anche in aree ben studiate come le Alpi Occidentali. Gran parte delle informazioni disponibili era frammentata in fonti grigie, bollettini speleologici e database regionali. La creazione di banche dati georeferenziate e il monitoraggio a lungo termine sono strumenti fondamentali per rilevare futuri cambiamenti distributivi.
Specie di Interesse Conservazionistico
Alcune specie documentate nello studio sono incluse nelle liste di protezione europee (Direttiva Habitat, Allegato II e IV) e presentano popolazioni in declino in Italia. La documentazione di roost ad alta quota — ambienti meno soggetti a pressioni agricole o insediative — potrebbe rivestire importanza strategica per la conservazione.
Sintesi dei Principali Record per Famiglia
Famiglia Molossidae
- Tadarida teniotis: 3.046 m (Colle della Torre, Noasca, TO; settembre 2023). Precedente record: 2.560 m (PNGP, Patriarca et al. 2018). Specie rupicola, segnalata dal livello del mare a oltre 2.000 m. Ampiamente distribuita in Italia.
Famiglia Vespertilionidae
- Barbastella barbastellus: 2.703 m — possibile record mondiale.
- Eptesicus nilssonii: 2.703 m (Lago Leità, Ceresole Reale, TO; luglio 2024). Specie rara nell’area, con distribuzione che si estende fino alle Alpi Marittime.
- Eptesicus serotinus: 2.275 m (Conca Cialancia, Perrero, TO; luglio 2018).
- Hypsugo savii: 2.853 m. Specie in espansione verso latitudini e quote superiori in Europa.
- Myotis daubentonii: 2.564 m — possibile record mondiale. Specie ripariale in documentata espansione altitudinale.
- Myotis crypticus: 2.484 m — possibile record mondiale per questa specie di recente descrizione.
- Myotis mystacinus: 2.396 m (cattura; Lago di Nel, Ceresole Reale, TO; luglio/agosto 2024).
- Nyctalus lasiopterus: 2.484 m. Prima conferma solida della presenza in Piemonte.
- Nyctalus leisleri: 2.853 m. Specie migratrice con popolazioni in aumento in Italia centrale.
- Nyctalus noctula: 2.520 m. Prima segnalazione in Valle d’Aosta.
- Pipistrellus kuhlii: 2.208 m — possibile record mondiale per le Alpi.
- Pipistrellus nathusii: 2.610 m.
- Pipistrellus pipistrellus: 3.046 m (Colle della Torre; settembre 2023).
- Pipistrellus pygmaeus: 2.526 m.
- Plecotus auritus: 2.402 m (cattura; 2020).
- Plecotus macrobullaris: 2.292 m (cattura; 2015).
- Vespertilio murinus: 2.526 m.
Famiglia Rhinolophidae
- Rhinolophus ferrumequinum: 1.947 m (roost; Arma delle Mastrelle, Briga Alta, CN).
- Rhinolophus hipposideros: 1.760 m (individuo torpido in grotta; Carsena di Viora, Ormea, CN; novembre 2019).
Famiglia Miniopteridae
- Miniopterus schreibersii: 1.550 m (acustico; Alta Val Curone, Alessandria; 2022).
Confronto con Studi Europei
Area Quota massima documentata Riferimento Alpi svizzere 3.460 m (8 specie) Zingg & Bontadina 2016 Alpi austriache 3.100 m Widerin & Reiter 2017–2018 Alpi italiane (NW) 3.065 m (P. auritus/macrobullaris gruppo) Bellè et al. 2026 Alpi occidentali italiane (2016) 2.208 m (P. kuhlii) Caprio et al. 2020 Monti Pirin, Bulgaria 2.300–2.600 m Dundarova & Popov 2024
Nelle Alpi svizzere, 8 specie sono state rilevate acusticamente a 3.460 m s.l.m. in 36 notti di indagine, e flussi migratori regolari di pipistrelli sono stati documentati fino a 2.500 m. Lo studio piemontese si allinea con questo quadro, portando nuovi dati per il versante italiano della catena.
Domande di Ripasso / Flashcard
Concetti Chiave
D1: Quante specie di pipistrelli sono state documentate nello studio e in quale area?
R: 29 specie in Piemonte e Valle d’Aosta (Italia nord-occidentale); esse rappresentano il 96,7% delle specie regolarmente presenti nell’Italia continentale.
D2: Per quante specie sono stati stabiliti nuovi record altitudinali con dati di campo 2018–2025?
R: 15 specie (T. teniotis, B. barbastellus, E. nilssonii, E. serotinus, N. lasiopterus, N. leisleri, N. noctula, V. murinus, H. savii, P. nathusii, P. pipistrellus, P. pygmaeus, M. crypticus, M. daubentonii, M. mystacinus).
D3: Quali specie presentano record altitudinali che potrebbero essere i più alti al mondo?
R: Barbastella barbastellus (2.703 m), Myotis crypticus (2.484 m), Myotis daubentonii (2.564 m) e Pipistrellus kuhlii (2.208 m).[^2]
D4: Qual è la tecnica di rilevamento più utilizzata ad alta quota (>2.000 m)?
R: Il monitoraggio acustico passivo, poiché catture e ispezioni dei roost sono logisticamente più difficili e meno produttive in alta quota (2,8 individui/notte vs. 9,0 al di sotto di 2.000 m).
D5: Qual è il record altitudinale assoluto registrato nello studio per una singola specie identificata con certezza?
R: 3.046 m per Tadarida teniotis e Pipistrellus pipistrellus (Colle della Torre, Gran Paradiso National Park; settembre 2023).
D6: Qual è lo studio di riferimento che documenta lo spostamento altitudinale di M. daubentonii in Italia centrale?
R: Russo et al. 2024 / Belli et al. 2025: 175 m di spostamento verso l’alto del limite delle femmine riproduttive in 24 anni (2000–2023), nel PNALM.
D7: Perché i boschi ripariali sono importanti per l’espansione altitudinale dei pipistrelli?
R: Fungono da corridoi ecologici essenziali, offrendo rifugi per il roost diurno (cavità degli alberi) e siti di foraggiamento lungo i corsi d’acqua, permettendo alle specie di risalire gradualmente i versanti alpini.
D8: Quale novità distributiva è stata segnalata per la prima volta riguardo a Nyctalus noctula?
R: La prima segnalazione di questa specie in Valle d’Aosta.
D9: Quali sono i parametri acustici chiave utilizzati per l’identificazione delle specie?
R: FmaxE (frequenza della massima ampiezza), SF/EF (frequenza iniziale/finale), BL (larghezza di banda), dur (durata), IPI (intervallo tra chiamate consecutive), e la distinzione tra chiamate QCF, FM e CF.
D10: Qual è la procedura bibliografica standard utilizzata e perché si è rivelata insufficiente?
R: Il protocollo PRISMA, che ha individuato solo 18 studi rilevanti. Si è rivelato insufficiente perché gran parte dell’informazione sulle quote dei pipistrelli è frammentata in letteratura grigia, bollettini speleologici e database regionali non indicizzati.
Glossario dei Termini Tecnici
Termine Definizione
Record altitudinale La quota massima alla quale una specie è stata osservata
Swarming Comportamento autunnale (ago-set) di raccolta di pipistrelli all’ingresso di grotte/miniere, con cattura di molti individui (prevalentemente maschi di più specie)
Roost Sito di rifugio utilizzato dai pipistrelli per riposare, riprodursi o svernare
Harp-trap Tipo di trappola passiva per la cattura dei chirotteri
Feeding buzz Sequenza di ultrasuoni emessa durante un attacco di caccia; indica attività di foraggiamento
QCF Quasi-costante frequenza: chiamata con BL <5 kHz
FM Frequenza modulata: chiamata con rapido sweep in frequenza
CF Costante frequenza: chiamata a frequenza stabile (tipica dei rinolofidi)
FmaxE Frequenza della massima energia spettrale della chiamata
IPI Intervallo interpulse (tra l’inizio di due chiamate consecutive)
Fascia subnivale/nivale Zona alpina oltre i 2.600–3.000 m caratterizzata da rocce nude, nevai e ghiacciai
K-selected Strategia riproduttiva con bassa produzione di discendenti, lunga vita, recupero lento delle popolazioni
Ecolocalizzazione Sistema biologico di navigazione/caccia basato sull’emissione e la ricezione di ultrasuoni
Autori dello studio originale: Alex Bellè, Lucia Bello, Laura Garzoli, Fabrizio Gili, Giorgia Mattioli, Alberto Pastorino, Ibor Sabas, Rocco Tiberti, Paolo Debernardi, Elena Patriarca. Autrice corrispondente: Laura Garzoli (CNR-IRSA, Verbania). Ricevuto: 15 gennaio 2026; Accettato: 15 aprile 2026.
References
- Elevational records of bats in Northwestern Italy – We report the elevational records (i.e. highest elevations) at which 29 bat species were recorded in…
- [PDF] Elevational records of bats in Northwestern Italy – Abstract: We report the elevational records (i.e. highest elevations) at which 29 bat species were r…
L'articolo Pipistrelli da record: Sulle Alpi a oltre 3000 metri ridisegnano la mappa della chirotterofauna alpina proviene da Scintilena.