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    Condividi Un documentario speleologico sul complesso carsico Bueno Fonteno – Nueva Vida, tra esplorazione e scoperta Il 10 giugno 2026 il cineteatro San Filippo Neri di Nembro (BG) ospita la prima proiezione pubblica di Universi Paralleli, il nuovo documentario firmato da Giorgio Tomasi. Il film è dedicato al complesso carsico Bueno Fonteno – Nueva Vida, nel Sebino bergamasco, e nasce dalla collaborazione con il Progetto Sebino, l’associazione che dal 2006 conduce sistematicamente le espl
     

“Universi Paralleli”: il nuovo docu-film di Giorgio Tomasi racconta il Sebino sotterraneo

Máj 26th 2026 at 13:00

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Un documentario speleologico sul complesso carsico Bueno Fonteno – Nueva Vida, tra esplorazione e scoperta

Il 10 giugno 2026 il cineteatro San Filippo Neri di Nembro (BG) ospita la prima proiezione pubblica di Universi Paralleli, il nuovo documentario firmato da Giorgio Tomasi. Il film è dedicato al complesso carsico Bueno Fonteno – Nueva Vida, nel Sebino bergamasco, e nasce dalla collaborazione con il Progetto Sebino, l’associazione che dal 2006 conduce sistematicamente le esplorazioni speleologiche nell’area.scintilena


Il docu-film speleologico “Universi Paralleli”: dalla scoperta del terzo ingresso alla sala cinematografica

L’idea del documentario prende forma da uno degli eventi più significativi della recente storia esplorativa del Sebino: la scoperta, nel settembre 2025, del terzo ingresso del complesso carsico, denominato “Ingresso dei Pischelli”. Questo nuovo accesso, aperto dopo uno scavo che ha portato le due squadre — una all’interno e una all’esterno — a congiungersi attraverso la roccia, ha aperto prospettive esplorative completamente nuove per il settore Universi Paralleli.

Il regista Giorgio Tomasi ha seguito sul campo alcune delle discese esplorative, affiancando gli speleologi del Progetto Sebino. “Ho avuto l’opportunità di partecipare ad alcune discese esplorative insieme agli speleologi del Sebino”, ha dichiarato Tomasi, “e ciò che mi ha colpito maggiormente è stata l’energia, l’entusiasmo e la voglia di esplorare nuovi mondi sotterranei, energia che traspariva soprattutto nei più giovani.”


Il complesso carsico del Sebino: 45 chilometri di gallerie sotterranee

Il documentario racconta un sistema in continua crescita. Il complesso carsico Bueno Fonteno – Nueva Vida supera oggi i 45 chilometri di sviluppo topografato, un dato che lo colloca tra i sistemi carsici più estesi delle Prealpi lombarde. Le esplorazioni sono iniziate oltre vent’anni fa, dall’ingresso principale di Bueno Fonteno, e da allora non si sono mai interrotte.scintilena+1

Il settore Universi Paralleli è stato scoperto l’8 dicembre 2024. In pochi mesi, sono stati esplorati e topografati oltre 7 chilometri di nuove gallerie, quasi tutte in risalita, con un potenziale ancora elevato. La morfologia è complessa: meandri articolati, camini imponenti, passaggi che richiedono tecnica e pianificazione accurata.scintilena+1


Dal primo speleologo ai giovani esploratori: il filo narrativo del film

Il docu-film percorre la storia delle esplorazioni attraverso le voci dei protagonisti, storici e nuovi. Racconta il cammino che dall’ingresso principale di Bueno Fonteno porta al terzo accesso del complesso, seguendo una linea temporale che abbraccia più di due decenni di ricerche.

Tra i momenti narrati c’è anche il ricordo di Roberto Ziglioli, uno dei pionieri delle esplorazioni nel Sebino, scomparso nel maggio 2023 e fondatore dello Speleo CAI Lovere nel 1980. A lui è intitolato un camino da 65 metri scoperto nel settore Universi Paralleli, uno dei passaggi più imponenti dell’intero sistema. Il passaggio di testimone tra le generazioni è uno dei temi centrali del film: i giovani speleologi di oggi portano avanti intuizioni e sogni di chi ha iniziato a scavare e topografare decenni fa.


Universi Paralleli e l’Ursus spelaeus: quando la grotta è anche un archivio paleontologico

Le esplorazioni recenti nel settore Universi Paralleli non hanno restituito solo nuove gallerie. Nel gennaio 2026, durante due uscite successive, gli speleologi hanno rinvenuto resti fossili di Ursus spelaeus*, l’orso delle caverne vissuto durante il Pleistocene superiore. I resti — ossa e denti — sono stati trovati in una diramazione secondaria, in prossimità di un camino che potrebbe aver comunicato con l’esterno in epoche remote.

L’ipotesi formulata dagli speleologi è che l’animale sia caduto attraverso un accesso oggi occluso, cercando poi senza successo una via d’uscita lungo il meandro. I reperti sono stati consegnati al professor Aldo Avogadri, naturalista e curatore del Museo Civico di Scienze Naturali “Alessio Amighetti” di Lovere, museo riconosciuto dalla Regione Lombardia e dedicato al patrimonio naturalistico dell’area camuno-sebina. Il ritrovamento conferma il valore del Sebino sotterraneo non solo come oggetto di esplorazione speleologica, ma anche come archivio naturale di dati biologici e geologici.


La serata a Nembro: proiezione e confronto con gli esploratori

L’appuntamento del 10 giugno 2026 al cineteatro San Filippo Neri di via Vittoria 12, Nembro (BG) non si esaurisce con la proiezione del film. Al termine è previsto un momento di confronto diretto con gli esploratori, quelli storici e quelli che oggi portano avanti le ricerche nel complesso carsico del Sebino.

Gli speleologi del Progetto Sebino racconteranno le ultime scoperte all’interno del sistema, un’occasione per chi segue da vicino la speleologia bergamasca di aggiornarsi sul lavoro sul campo e sulle prospettive future. Il complesso, nonostante i decenni di ricerche, mostra ancora settori inesplorati e potenziali aperture verso nuovi vasti ambienti sotterranei.


Progetto Sebino e la divulgazione speleologica nel territorio bergamasco

Il Progetto Sebino ha sviluppato nel tempo una solida attività di divulgazione, con serate pubbliche, eventi e collaborazioni con istituzioni locali. Il docu-film di Tomasi si inserisce in questa tradizione comunicativa: portare la speleologia del Sebino fuori dalle grotte, verso un pubblico più ampio.

Il complesso carsico Bueno Fonteno – Nueva Vida è oggi uno dei sistemi carsici più attivi dal punto di vista esplorativo in Italia settentrionale. Le gallerie di Universi Paralleli continuano ad essere percorse e topografate, con nuove uscite che allungano regolarmente lo sviluppo complessivo. Il documentario arriva in un momento in cui l’attività è particolarmente intensa: nell’inverno e nella primavera del 2026 sono stati esplorati e cartografati centinaia di nuovi metri di gallerie.scintilena+1


L’appuntamento è per mercoledì 10 giugno 2026, ore da definire, al cineteatro San Filippo Neri, via Vittoria 12, Nembro (BG).

Fonti utilizzate

  1. Universi Paralleli e Ursus spelaeus: nuove evidenze paleontologiche nel complesso del Sebino
    https://www.scintilena.com/universi-paralleli-e-ursus-spelaeus-nuove-evidenze-paleontologiche-nel-complesso-del-sebino/02/15/
  2. Il complesso carsico del Sebino Occidentale “Bueno Fonteno-Vida” – 40 km di meraviglie sotterranee
    https://www.scintilena.com/il-complesso-carsico-di-del-sebino-occidentale-bueno-fonteno-vida-40-km-di-meraviglie-sotterranea-in-
  3. Nuove conquiste all’orizzonte sul Lago d’Iseo: scoperto il terzo ingresso del complesso
    https://www.scintilena.com/nuove-conquiste-allorizzonte-sul-lago-diseo-il-terzo-ingresso-del-complesso/10/05/
  4. Magico Bueno Fonteno: il Progetto Sebino racconta il complesso carsico del Sebino Occidentale a Varese
    https://www.scintilena.com/magico-bueno-fonteno-il-progetto-sebino-racconta-il-complesso-carsico-del-sebino-occidentale-a-varese
  5. Le meraviglie sotterranee di Progetto Sebino in una serata-evento a Grone
    https://www.scintilena.com/mercoledi-20-agosto-2025-a-grone-le-meraviglie-sotterranee-di-progetto-sebino-in-una-serata-evento/08
  6. Nueva Vida continua a crescere: 750 metri nuovi nelle profondità del Sebino
    https://www.scintilena.com/nueva-vida-continua-a-crescere-750-metri-nuovi-nelle-profondita-del-sebino/03/13/
  7. Complesso carsico Bueno Fonteno-Nueva Vida: 750 metri di nuove gallerie esplorati in una sola giornata
    https://www.scintilena.com/complesso-carsico-bueno-fonteno-nueva-vida-750-metri-di-nuove-gallerie-esplorati-in-una-sola-giornata

Tutte le fonti sono articoli pubblicati su Scintilena.com, il notiziario italiano di speleologia. Le informazioni relative alla serata del 10 giugno 2026 e al docu-film di Giorgio Tomasi provengono dal testo fornito direttamente dal comunicato stampa di Giorgio Tomasi

Comunicato stampa

UNIVERSI PARALLELI un docu-film di Giorgio Tomasi
Mercoledì 10 giugno 2026, al cineteatro San Filippo Neri di via Vittoria 12
a Nembro (BG), verrà presentato il nuovo film-documentario di Giorgio
Tomasi dal titolo Universi Paralleli.


Il documentario, realizzato in collaborazione con il Progetto Sebino, è
stato girato nel complesso carsico Bueno Fonteno – Nueva Vida abisso che
si apre nella zona Sebino in provincia di Bergamo.


L’idea del film nasce dalla scoperta del terzo ingresso della grotta.
Attraverso le testimonianze di alcuni protagonisti, il documentario
ripercorre il cammino che dall’ingresso principale di Bueno Fonteno
conduce al nuovo accesso del complesso: dai primi esploratori, oltre
vent’anni fa, fino ai giovani che oggi proseguono con grande impegno
l’esplorazione di un sistema che supera i 45 chilometri di sviluppo.


Racconta Giorgio Tomasi: “Ho avuto l’opportunità di partecipare ad
alcune discese esplorative insieme agli speleologi del Sebino e ciò che mi
ha colpito maggiormente è stata l’energia, l’entusiasmo e la voglia di
esplorare nuovi mondi sotterranei, energia che traspariva soprattutto nei
più giovani.”


Al termine della proiezione ci sarà un momento di confronto con gli
esploratori, storici e nuovi protagonisti del progetto, che racconteranno le
ultime scoperte all’interno del grande complesso carsico, un sistema che
sembra ancora capace di regalare emozioni e nuovi vasti ambienti da
esplorare.

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  • Cave Week 2026: una settimana per conoscere, difendere e valorizzare il mondo delle grotte
    Condividi Cave Week (1–7 giugno 2026) invita speleologi, ricercatori e cittadini a eventi, pulizie, visite e attività didattiche per promuovere la conoscenza delle grotte e del carsismo Cave Week in breve Cave Week si svolge dal 1 al 7 giugno 2026 e propone una settimana di attività rivolte alla conoscenza e alla tutela delle grotte e dei sistemi carsici. Perché Cave Week è rilevante per la speleologia Sottolinea l’importanza delle grotte come ambienti unici che custodiscono formazio
     

Cave Week 2026: una settimana per conoscere, difendere e valorizzare il mondo delle grotte

Máj 26th 2026 at 12:00

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Cave Week (1–7 giugno 2026) invita speleologi, ricercatori e cittadini a eventi, pulizie, visite e attività didattiche per promuovere la conoscenza delle grotte e del carsismo

Cave Week in breve


Cave Week si svolge dal 1 al 7 giugno 2026 e propone una settimana di attività rivolte alla conoscenza e alla tutela delle grotte e dei sistemi carsici.

Perché Cave Week è rilevante per la speleologia


Sottolinea l’importanza delle grotte come ambienti unici che custodiscono formazioni minerali fragili, biocenosi rare, reperti archeologici e fossili importanti per la ricostruzione del clima e della storia della Terra. Le grotte funzionano spesso come laboratori naturali dove discipline come geologia, paleontologia, biologia, idrologia e meteorologia trovano dati fondamentali per la ricerca.

Programma e strumenti per gli organizzatori


Gli organizzatori e i gruppi interessati possono consultare il Cave Week Toolkit, una raccolta di risorse online e materiali stampabili pensati per eventi pubblici e scolastici. Il toolkit include materiali per attività didattiche, piani di comunicazione, e suggerimenti per promuovere iniziative locali durante la settimana.

Modalità di partecipazione a Cave Week e attività consigliate


Durante Cave Week è possibile partecipare in molte modalità: eventi in presenza, webinar, passeggiate per l’osservazione dei chirotteri, progetti di pulizia di grotte e aree carsiche, incontri con relatori, proiezioni, contest artistici e attività per famiglie. Le attività suggerite comprendono pulizie di grotta e karst, passeggiate guidate per l’osservazione dei pipistrelli, laboratori didattici per ragazzi e incontri divulgativi con ricercatori. Chi usa i social può segnalare le iniziative taggando @caveweek o con l’hashtag #caveweek per aumentare la visibilità degli eventi.

Tutela della biodiversità e buone pratiche


Promuove anche pratiche di tutela, come protocolli di decontaminazione per evitare la diffusione di malattie dei pipistrelli, e comportamenti responsabili per proteggere speleotemi e habitat sensibili. La settimana è un’opportunità per sensibilizzare sul ruolo delle grotte nella ricarica di acquiferi e nella fornitura di acqua potabile, collegando la conservazione delle cavità ipogee a temi di pubblico interesse.

Coinvolgimento scientifico e formativo


Le grotte offrono dati preziosi per progetti di ricerca e programmi educativi; L’evento incoraggia scuole, università e centri di ricerca a proporre attività che mettano in luce aspetti di paleontologia, archeologia, idrologia e biologia sotterranea. Risorse come il programma Junior Cave Scientist sono indicate per coinvolgere i più giovani e integrare le attività con materiale didattico strutturato.

Esempi pratici per gruppi locali

  • Organizzare una pulizia di grotta o del territorio karstico con volontari, rispettando protocolli di sicurezza e tutela.
  • Tenere una passeggiata notturna per l’osservazione dei pipistrelli usando bat detector e spiegazioni sulla loro ecologia.
  • Proporre una mostra fotografica o un concorso artistico sul tema delle formazioni speleotematiche e della vita sotterranea.

Materiali e contatti utili


Per orientarsi nella programmazione e nella comunicazione degli eventi sono disponibili il Cave Week Toolkit e il piano di comunicazione messi a disposizione dagli organizzatori della manifestazione. Chi desidera ricevere aggiornamenti e materiali può iscriversi alle liste di distribuzione dedicate per restare informato sulle attività e sulle risorse disponibili.

Elenco delle fonti

  • Pagina informativadel National Cave and Karst Research Institute, con dettagli sulle date, obiettivi e toolkit.
  • Pagina Celebrate del U.S. National Park Service che descrive la storia e lo scopo della manifestazione.
  • Comunicazioni e post ufficiali su social media, con indicazioni su come partecipare e promuovere le attività (post e inviti alla condivisione).
  • Messaggi informativi e locandine con le date e le modalità di adesione riportate in comunicazioni e newsletter eventi.

Maggiorti info: Cave Week National Cave and Karst Research Institute #

Le fonti usate per la notizia sono queste, con i relativi link:

Per completezza, ho anche consultato una pagina Scintilena collegata a Cave and Karst News: https://www.scintilena.com/cave-and-karst-news-and-announcements-from-nckri-national-cave-and-karst-research-institute/02/26/

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  • Cave Week 2026, un webinar sulle salamandre cavernicole
    Condividi In occasione della Cave Week, il National Speleological Society e il National Cave and Karst Research Institute organizzano il 3 giugno un webinar pubblico dedicato al 2026 Cave Animal of the Year: il complesso del Slimy Salamander (Plethodon glutinosus group). L’incontro sarà trasmesso su Zoom e aperto sia ai soci sia ai non soci. Cave Week 2026 e divulgazione speleologica Cave Week si svolge nella prima settimana completa di giugno e nasce per valorizzare grotte e carsismo
     

Cave Week 2026, un webinar sulle salamandre cavernicole

Máj 26th 2026 at 11:00

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In occasione della Cave Week, il National Speleological Society e il National Cave and Karst Research Institute organizzano il 3 giugno un webinar pubblico dedicato al 2026 Cave Animal of the Year: il complesso del Slimy Salamander (Plethodon glutinosus group).

L’incontro sarà trasmesso su Zoom e aperto sia ai soci sia ai non soci.

Cave Week 2026 e divulgazione speleologica

Cave Week si svolge nella prima settimana completa di giugno e nasce per valorizzare grotte e carsismo con attività di divulgazione, ricerca e sensibilizzazione.

Per il 2026 il NCKRI indica un programma diffuso di iniziative, tra cui webinar, eventi dal vivo e materiali informativi.

L’appuntamento con il Cave Animal of the Year rientra in questa cornice. L’obiettivo è avvicinare il pubblico alla vita sotterranea e ai legami tra grotte, foreste e biodiversità.

Il complesso Slimy Salamander

Il protagonista del webinar è il complesso dei Slimy Salamander, un gruppo di specie molto simili tra loro e diffuse negli Stati Uniti orientali.

La Wildlife Commission della Carolina del Nord ricorda che questi anfibi sono terrestri, vivono soprattutto nei boschi umidi e possono frequentare anche le grotte.

Non si tratta di veri abitanti obbligati del mondo ipogeo. Sono invece specie troglofile, cioè organismi che usano le grotte con regolarità ma mantengono anche una presenza stabile in ambiente forestale.

Nel materiale del NCKRI il complesso viene presentato come uno dei gruppi di anfibi più frequentemente osservati nelle cavità dell’Est americano. Questo spiega perché sia stato scelto come simbolo della campagna 2026.

Il relatore del webinar

La conferenza sarà tenuta dal dottor Matt Niemiller, professore associato di ecologia all’University of Alabama in Huntsville e cofondatore di Niemiller Nature LLC. Le fonti consultate indicano che le sue ricerche riguardano ecologia, evoluzione e conservazione della vita sotterranea del Nord America, con particolare attenzione agli ecosistemi di grotta e alle salamandre del Sud-Est degli Stati Uniti.

Il suo profilo scientifico è legato da anni allo studio della fauna ipogea. Una fonte biografica giornalistica lo cita anche in ricerche su specie di grotta rare e in campagne di monitoraggio biologico nelle cavità dell’Alabama.

Temi dell’incontro

Durante il webinar verranno affrontati diversi aspetti della biologia delle salamandre cavernicole

Tra questi figurano alimentazione, riproduzione, adattamenti alla vita in ambienti umidi e il ruolo ecologico tra bosco e sottosuolo.[2][1]

L’incontro farà spazio anche a specie associate alle grotte, come il Pigeon Mountain Salamander e il Dixie Caverns Salamander. Il programma del NCKRI segnala inoltre l’attenzione verso le sfide di conservazione che interessano le salamandre forestali.

Per la speleologia, il tema è rilevante. Le grotte non sono ambienti separati dal paesaggio esterno, ma parti di sistemi ecologici più ampi, collegati alle acque sotterranee, al suolo e ai boschi di superficie.

Conservazione e ricerca

Il NCKRI sottolinea che le grotte ospitano formazioni fragili, specie rare, fossili, reperti archeologici e falde acquifere importanti per l’acqua potabile. Per questo le attività di divulgazione vengono affiancate da una forte componente di tutela ambientale.

Nel caso dei salamandri del gruppo Plethodon glutinosus, la conservazione assume un valore particolare. Il loro uso delle grotte e dei boschi li rende indicatori utili della qualità degli habitat.[4]

Il webinar del 3 giugno si inserisce quindi in un filone ormai consolidato di comunicazione scientifica speleologica. La Cave Week, nata nel 2018 come iniziativa dal basso, è oggi un momento riconosciuto per parlare di grotte, carsismo e biodiversità sotterranea.[3]

Informazioni pratiche

L’appuntamento è fissato per mercoledì 3 giugno alle 19:00, ora centrale americana. La partecipazione avverrà via Zoom Webinar, con accesso aperto al pubblico.[2][1]

Per informazioni organizzative è indicata Jenna Crabtree all’indirizzo email fornito dagli organizzatori.[2]

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Fonti
[1] Cave Week – National Cave and Karst Research Institute https://nckri.org/cave-week/
[2] [PDF] NSS News April – National Speleological Society https://caves.org/wp-content/uploads/2026/04/April_26_News-1.pdf
[3] Celebrate Cave Week! – Caves and Karst (U.S. National Park Service) https://www.nps.gov/subjects/caves/cave-week.htm
[4] Slimy Salamander Complex – NC Wildlife https://www.ncwildlife.gov/species/slimy-salamander-complex
[5] Researchers discover record-breaking salamander https://www.eurekalert.org/news-releases/900794
[6] Discovery of an endangered species in a well-known cave raises questions https://phys.org/news/2019-09-discovery-endangered-species-well-known-cave.html
[12] Meta menardi e Meta bourneti: i nuovi “Animali di grotta … https://www.scintilena.com/meta-menardi-e-meta-bourneti-i-nuovi-animali-di-grotta-dellanno-2026/01/29/
[13] La White Nose Syndrome ha raggiunto la Virginia – Scintilena https://www.scintilena.com/la-white-nose-syndrome-ha-raggiunto-la-virginia/03/08/
[14] Karst Field Studies Program a Giugno e Luglio in Kentucky – Scintilena https://www.scintilena.com/karst-field-studies-program-a-giugno-e-luglio-in-kentucky/05/25/
[15] Hidden Earth, Leek, Staffordshire, United Kingdom – Scintilena https://www.scintilena.com/hidden-earth-leek-staffordshire-united-kingdom/01/03/
[16] DNA Ambientale nelle Acque Sotterranee: Il Progetto GReG Apre … https://www.scintilena.com/dna-ambientale-nelle-acque-sotterranee-il-progetto-greg-apre-nuove-frontiere-per-la-conservazione-della-biodiversita-ipogea/08/15/
[17] UIS World Events Calendar Union Internationale de … https://www.scintilena.com/uis-world-events-calendar-union-internationale-de-speleologie-2025-2026-program/07/15/
[18] Le Omics Rivoluzionano la Biologia Sotterranea: Grotte e Acquiferi … https://www.scintilena.com/le-omics-rivoluzionano-la-biologia-sotterranea-grotte-e-acquiferi-sotto-la-lente-molecolare/04/29/
[19] On Line the new UIS Bulletin June 2021 – Union International de Speleologie – Scintilena https://www.scintilena.com/on-line-the-new-uis-bulletin-june-2021-union-international-de-speleologie/07/14/
[20] Monitoraggio biologico nelle grotte. censiti pipistrelli tricolore … https://www.scintilena.com/pero-gli-americani-fanno-anche-cose-buone/03/04/
[21] International Speleology Meeting Urzulei – ICNUSSA 2019 https://www.scintilena.com/international-speleology-meeting-urzulei-icnussa-2019-traces/03/25/
[22] Zone carsiche e Tubi di lava segnalati dall’UNESCO per diventare … https://www.scintilena.com/zone-carsiche-e-tubi-di-lava-segnalati-dallunesco-per-diventare-patrimonio-dellumanita/06/20/
[23] Una miniera di risorse nella libreria digitale di karst Information Portal – Scintilena https://www.scintilena.com/una-miniera-di-risorse-nella-libreria-digitale-di-karst-information-portal/04/14/
[24] Rivelatori di muoni portatili testati per misurazioni in una grotta … https://www.scintilena.com/rivelatori-di-muoni-portatili-testati-per-misurazioni-in-una-grotta-nel-british-cave-science-centre/01/06/
[25] Una luce nel buio – Notiziario di speleologia e del sottosuolo https://www.scintilena.com/page/498/?c=13
[26] Slimy salamander species and conservation – Facebook https://www.facebook.com/NCKRI/posts/have-you-ever-seen-a-slimy-salamander-in-a-cavein-honor-of-the-2026-usa-cave-ani/1000145519202509/
[27] A bonus post for Amphibian Week 2026 This year’s USA Cave … https://www.instagram.com/p/DYDXSU1kVXX/
[28] Hidden in the shadows of this cave is one of the most … – Instagram https://www.instagram.com/reel/DVNANXlEkDq/
[29] Cave Animal of the Year – Germany https://hoehlentier.de/en/
[30] Have you ever seen a slimy salamander in a cave? In … – Facebook https://www.facebook.com/NCKRI/photos/have-you-ever-seen-a-slimy-salamander-in-a-cavein-honor-of-the-2026-usa-cave-ani/1000146819202379/
[31] National Cave and Karst Research Institute – Facebook https://www.facebook.com/NCKRI/posts/991239133426481/
[32] [PDF] Variation in diet between cave and surface populations of … – LOUIS https://louis.uah.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1399&context=uah-theses
[33] 2026 International Cave Diving Conference – NSS CDS https://nsscds.org/event/2026-international-cave-diving-conference/
[34] Celebrate Cave Week 2024! What is Cave Week and … – YouTube https://www.youtube.com/watch?v=1BFtWduQZ58
[35] [PDF] Reproductive Biology of the Northern Slimy Salamander (Plethodon … https://www.herpconbio.org/Volume_19/Issue_2/Wilson_etal_2024.pdf
[36] Olm – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Olm
[37] Day of Caves and Karst https://www.caveskarstday.org
[38] Coleotteri Troglobi: Nuova Ricerca Rivela Come Profondità e … https://www.scintilena.com/coleotteri-troglobi-nuova-ricerca-rivela-come-profondita-e-connettivita-influenzano-la-variabilita-morfologica/10/04/
[39] 3D Cave Viewer: quando la speleologia entra nel browser https://www.scintilena.com/3d-cave-viewer-quando-la-speleologia-entra-nel-browser/04/27/
[40] Baltic Speleological Congress 2007 – Comunicato Stampa – Scintilena https://www.scintilena.com/baltic-speleological-congress-2007-comunicato-stampa/12/03/
[41] Pubblicato il nuovo bollettino dell’Unione Internazionale … – Scintilena https://www.scintilena.com/pubblicato-il-nuovo-bollettino-dellunione-internazionale-di-speleologia/02/20/
[42] Pipistrelli e sindrome del naso bianco: la diga del Michigan che … https://www.scintilena.com/now-i-have-comprehensive-information-let-me-write-the-article/03/04/
[43] Le femmine del vespertilio di Daubenton si alternano nei siti di … https://www.scintilena.com/le-femmine-del-vespertilio-di-daubenton-si-alternano-nei-siti-di-caccia-ad-alta-quota-lo-svela-uno-studio-italiano/03/02/
[44] Controversie, Conflitti e Accordi sulla Protezione delle Grotte https://www.scintilena.com/controversie-conflitti-e-accordi-sulla-protezione-delle-grotte-la-sfida-della-tutela-del-patrimonio-speleologico-mondiale/07/27/
[45] Bracken Cave Preserve: la più grande colonia di pipistrelli … https://www.scintilena.com/bracken-cave-preserve-al-via-la-stagione-2026-per-visitare-la-piu-grande-colonia-di-pipistrelli-al-mondo/04/28/
[46] Dall’Oscurità alla Luce: Le Grotte trasformarono l’Anima … https://www.scintilena.com/bozza-automatdalloscurita-alla-luce-come-le-grotte-nellantichita-trasformarono-la-medicina-la-filosofia-e-lanima-umana-attraverso-i-millenniica/01/21/
[47] Pagina 125 di 2331 – Una luce nel buio – Notiziario di … – Scintilena https://www.scintilena.com/page/125/?wpmp_switcher=mobile
[48] Slovenia – 25th International Karstological School “Classical Karst” MILESTONES AND CHALLENGES IN KARSTOLOGY – Scintilena https://www.scintilena.com/slovenia-25th-international-karstological-school-classical-karst-milestones-and-challenges-in-karstology/03/05/
[49] Atti e Memorie n. 54 della Commissione Grotte “Eugenio Boegan … https://www.scintilena.com/atti-e-memorie-n-54-della-commissione-grotte-eugenio-boegan-quattro-studi-tra-storia-del-carsismo-microclimatologia-ipogea-e-batteri-fluorescenti/03/09/
[50] [PDF] life history and demographic differences between cave – and surface … https://www.herpconbio.org/Volume_10/Issue_2/Taylor_etal_2015.pdf
[51] Caves as breeding sites for Salamandra salamandra: habitat selection, larval development and conservation issues https://air.unimi.it/retrieve/dfa8b991-2196-748b-e053-3a05fe0a3a96/nwjz.111139.Manenti.pdf
[52] Biogeography, phylogeny, and morphological evolution of central … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3848792/
[53] Microsoft PowerPoint – TNCaveSalamander http://fwf.ag.utk.edu/mgray/wfs493/Lectures/TNCaveSalamander.pdf
[54] [PDF] 15th International Congress of Speleology Salamanders 2 9 2009 … http://www.speleobiology.com/niemiller/wp-content/uploads/bsk-pdf-manager/Niemiller_and_Miller_2009_56.pdf
[55] [PDF] Long-term Observations of Salamander Abundance in Twilight … https://www.herpconbio.org/Volume_16/Issue_1/Camp_Jensen_2021.pdf
[56] Cave Animal of the Year 2026 Slimy Salamanders are … – Instagram https://www.instagram.com/p/DYnmgS_gda_/
[57] amre2828.dvi https://digilander.libero.it/lyrgus/Ficetola%202012%20salamanders%20in%20caves.pdf
[58] Rediscovery of the Tennessee Cave Salamander (Gyrinophilus … https://www.eaglehill.us/SENAonline/articles/SENA-24-4/53-Niemiller.shtml
[59] Biogeography, phylogeny, and morphological evolution of central Texas cave and spring salamanders https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3848792/
[60] Matthew L. Niemiller, Ph.D. Talks About Cave Invertebrates in Big Bat Cave https://www.youtube.com/watch?v=LoC8Aueqcvs

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  • CaveAI Pro, l’app Android che porta rilievo speleologico e IA nel taccuino digitale
    Condividi CaveAI Pro è una nuova app per Android pensata per registrare, visualizzare ed esportare rilievi speleologici direttamente dallo smartphone. Lo sviluppatore Georgios Kourentzis la presenta come uno strumento moderno che integra intelligenza artificiale, registrazioni vocali e connessione Bluetooth con gli strumenti di rilievo, con l’obiettivo di rendere più semplice il lavoro in grotta. Rilievo speleologico in mobilità L’app consente di gestire planimetrie, sezioni, profili e
     

CaveAI Pro, l’app Android che porta rilievo speleologico e IA nel taccuino digitale

Máj 26th 2026 at 10:00

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CaveAI Pro è una nuova app per Android pensata per registrare, visualizzare ed esportare rilievi speleologici direttamente dallo smartphone.

Lo sviluppatore Georgios Kourentzis la presenta come uno strumento moderno che integra intelligenza artificiale, registrazioni vocali e connessione Bluetooth con gli strumenti di rilievo, con l’obiettivo di rendere più semplice il lavoro in grotta.

Rilievo speleologico in mobilità

L’app consente di gestire planimetrie, sezioni, profili estesi e viste a raggi X sovrapposte alle immagini satellitari, collegando la geometria del progetto con ingresso della grotta e dati GPS, quando necessari.

La scheda sul Play Store indica anche la possibilità di registrare e visualizzare i dati in formato mobile con un’impostazione pensata per l’uso sul terreno.

Nel messaggio diffuso dallo sviluppatore, CaveAI viene presentata come una nuova app Android sviluppata per portare la mappatura e il surveying della grotta a un livello più avanzato.

Kourentzis scrive di aver voluto creare uno strumento moderno che semplifichi il lavoro sottoterra grazie all’integrazione di IA, voice recordings e connettività Bluetooth con gli strumenti di rilievo.

Esportazione e integrazione

Uno dei punti più interessanti è l’esportazione. CaveAI Pro permette di salvare dati e rappresentazioni visive in diversi formati, tra cui immagine, PDF, CSV, DXF, KML e Therion, oltre ad altri formati utili per archiviazione e passaggio su software desktop.

Questa scelta si inserisce in una tendenza già visibile nella speleologia digitale italiana, dove il rilievo non resta più chiuso nel singolo software o nel quaderno di campagna, ma viene portato verso flussi di lavoro condivisi, cartografie consultabili e modelli tridimensionali.

Assistente CaveAI

La parte più caratterizzante dell’app è l’assistente CaveAI.

La descrizione disponibile indica che può funzionare localmente con i dati di telemetria, dove supportato, mentre i servizi cloud di intelligenza artificiale vengono usati solo se connessione e impostazioni lo consentono.

Nel messaggio di presentazione, Kourentzis insiste proprio su questo punto: l’obiettivo è aiutare gli speleologi con domande, indicazioni e supporto operativo durante le uscite, senza interrompere il flusso di lavoro in cavità.

Bluetooth e sensori

CaveAI Pro include anche supporto Bluetooth e integrazione con sensori esterni, compresi i misuratori di ossigeno nell’aria delle grotte BLE, se compatibili con l’hardware usato.

La scheda segnala uno scambio continuo di dati di rilievo con altri dispositivi.

Per la speleologia questa funzione non è secondaria.

La documentazione tecnica della disciplina mostra da tempo quanto siano importanti la raccolta di misure in grotta, la verifica strumentale e l’uso di dati affidabili per leggere ventilazione, clima ipogeo e sicurezza del lavoro sul campo.

Privacy e requisiti

La pagina dell’app sottolinea che la maggior parte dei dati del progetto viene archiviata localmente sul dispositivo, mentre le connessioni cloud restano regolate dalle impostazioni attive e dall’informativa sulla privacy pubblicata.

Anche i permessi per posizione, fotocamera, microfono, rete e Bluetooth risultano accessibili solo quando l’utente li attiva esplicitamente.

Sul piano tecnico, CaveAI Pro richiede Android 7.0 o versioni successive, pesa 10 MB, è disponibile nella versione 1.2.8 ed è stata aggiornata il 24 maggio 2026. La scheda indica inoltre una classificazione PEGI 3 e un acquisto in-app da 5,49 euro tramite Play.[3]

Una piccola novità

Al momento l’app risulta con oltre 100 download, quindi si trova ancora in una fase iniziale di diffusione.

L’annuncio dello sviluppatore invita gli speleologi a provarla nelle prossime spedizioni e a inviare osservazioni e suggerimenti, segno che il progetto è ancora in affinamento.

Nel quadro della speleologia digitale, CaveAI Pro si affianca a strumenti già usati per rilievo 3D, elaborazione di nuvole di punti e visualizzazione web.

La direzione è chiara: spostare sempre più funzioni operative nello smartphone, senza perdere il legame con la documentazione tecnica e con la condivisione dei dati.

Fonti
[1] CaveAI app for cave mapping and surveying – Facebook https://www.facebook.com/groups/1113287172033553/posts/27741238958811679/
[2] Cave mapping android app introduced – Facebook https://www.facebook.com/groups/5528904818/posts/10164407591124819/
[4] Mappe dall’Oscurità: come nasce la cartografia del mondo sotterraneo https://www.scintilena.com/mappe-dalloscurita-come-nasce-la-cartografia-del-mondo-sotterraneo-3/04/25/
[5] Scanner 3D e Droni: come la cartografia digitale delle … https://www.scintilena.com/scanner-3d-e-droni-come-la-cartografia-digitale-delle-grotte-sta-cambiando-la-speleologia/04/26/
[7] 3D Cave Viewer: quando la speleologia entra nel browser https://www.scintilena.com/3d-cave-viewer-quando-la-speleologia-entra-nel-browser/04/27/
[8] LiDAR iPhone e CloudCompare: a Nervesa il corso che … – Scintilena https://www.scintilena.com/lidar-iphone-e-cloudcompare-a-nervesa-il-corso-che-porta-il-rilievo-3d-in-grotta-nello-smartphone/02/13/
[9] Minotaur: rivoluzione nella mappatura speleosubacquea https://www.scintilena.com/minotaur-rivoluzione-nella-mappatura-speleosubacquea/09/01/
[10] Non solo Derinkuyu: in Cappadocia ci sono oltre 200 città sotterranee https://www.scintilena.com/non-solo-derinkuyu-in-cappadocia-ci-sono-oltre-200-citta-sotterranee-e-una-e-piu-grande-di-tutte/05/22/
[11] Cavway X1: a promising return and a warm wish for its … https://www.scintilena.com/cavway-x1-a-promising-return-and-a-warm-wish-for-its-inventor/06/24/
[13] NASO: il nuovo strumento per il tracciamento dell’aria in … https://www.scintilena.com/naso-un-nuovo-strumento-per-il-tracciamento-dellaria-in-speleologia/02/20/
[14] Creare mappe 3D delle grotte con il tuo smartphone – Scintilena https://www.scintilena.com/creare-mappe-3d-delle-grotte/06/09/
[15] Pipistrelli: superstizione, curiosità, cinema, letteratura e sogni https://www.tutelapipistrelli.it/2014/07/24/pipistrelli-superstizione-curiosita-cinema-letteratura-e-sogni/
[16] Carta degli antichi acquedotti: gli speleologi italiani mappano … https://www.scintilena.com/carta-degli-antichi-acquedotti-gli-speleologi-italiani-mappano-duemila-anni-di-ingegneria-idraulica/05/04/
[17] Diretta Ore 21.30 – Storia della comunicazione speleo su internet https://www.scintilena.com/storia-della-comunicazione-speleo-su-internet/11/26/
[18] InDEPTH Magazine: il numero di marzo 2026 tra archeologia … https://www.scintilena.com/indepth-magazine-il-numero-di-marzo-2026-tra-archeologia-subacquea-alle-egadi-grotte-sommerse-e-immersioni-tecniche/03/07/
[19] Tecnologie digitali per la documentazione geologica: confronto tra SfM-MVS e LiDAR iOS – Scintilena https://www.scintilena.com/tecnologie-digitali-per-la-documentazione-geologica-confronto-tra-sfm-mvs-e-lidar-ios/02/25/
[20] George Slovensko – App su Google Play https://play.google.com/store/apps/details/George_Slovensko?id=sk.slsp.georgego&hl=it

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  • Speleologia e fotografia, il racconto di uPIX uNDER PIXel in onda martedì 26 maggio
    Condividi Alberto Di Fabio ospite su Radio Onda Verde 98 MHz Martedì 26 maggio, alle 14.30, Alberto Di Fabio, presidente dell’associazione uPIX uNDER PIXel, sarà protagonista di un incontro dedicato al rapporto tra speleologia e fotografia. Il racconto metterà al centro un mondo sotterraneo fatto di luoghi affascinanti, memoria e osservazione del paesaggio ipogeo.[1][2] Speleologia e fotografia, un incontro di ricerca e racconto La speleologia e la fotografia si incontrano in un ambito
     

Speleologia e fotografia, il racconto di uPIX uNDER PIXel in onda martedì 26 maggio

Máj 26th 2026 at 09:00

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Alberto Di Fabio ospite su Radio Onda Verde 98 MHz

Martedì 26 maggio, alle 14.30, Alberto Di Fabio, presidente dell’associazione uPIX uNDER PIXel, sarà protagonista di un incontro dedicato al rapporto tra speleologia e fotografia. Il racconto metterà al centro un mondo sotterraneo fatto di luoghi affascinanti, memoria e osservazione del paesaggio ipogeo.[1][2]

Speleologia e fotografia, un incontro di ricerca e racconto

La speleologia e la fotografia si incontrano in un ambito che unisce documentazione, divulgazione e sensibilità visiva. Le grotte conservano tracce di ambienti antichi, manufatti, depositi e presenze biologiche, perché il loro ambiente stabile tende a preservare ciò che vi si deposita. In questo senso, la fotografia diventa uno strumento utile per osservare e raccontare ciò che spesso resta nascosto, dai dettagli geologici alle specie animali e vegetali presenti nel sottosuolo.[2]

L’associazione uPIX uNDER PIXel si muove proprio in questo spazio di confine, dove l’immagine aiuta a leggere la speleologia come esperienza scientifica e culturale. Il tema proposto da Alberto Di Fabio richiama anche la lunga tradizione della speleologia italiana, che ha sempre intrecciato esplorazione e documentazione.[3][2]

Il valore delle grotte

Le grotte non sono solo cavità da esplorare. Sono ambienti che conservano informazioni su archeologia, biologia, geologia, paleontologia e idrogeologia. In esse possono sopravvivere resti di frequentazioni umane, ossa, sedimenti e concrezioni, ma anche specie adattate alla vita nel buio, comprese forme poco conosciute o del tutto peculiari.[2]

Questo rende la speleologia e fotografia un binomio utile anche per la divulgazione. L’immagine permette di avvicinare il pubblico alla complessità del mondo sotterraneo senza alterarlo. Nel racconto di martedì sarà probabilmente centrale anche il tema della conservazione, perché la tutela dell’ambiente di grotta è indicata come una delle sfide principali per il futuro della speleologia.[1][2]

Come seguire la trasmissione

L’appuntamento sarà trasmesso sui 98 MHz, in streaming sulla pagina ufficiale di Radio Onda Verde 98 MHz e tramite l’app dell’emittente. La trasmissione sarà disponibile anche sul digitale terrestre ai canali 185, Piana TV 2020, e 79, Telitalia Produzioni Televisive [user query].

Chi desidera intervenire potrà farlo tramite il numero della radio indicato dall’emittente [user query]. Il formato dell’incontro punta a coinvolgere un pubblico interessato alla speleologia e alla fotografia, ma anche chi segue con curiosità il racconto dei territori sotterranei [user query].

Una realtà da conoscere

uPIX uNDER PIXel si presenta come una realtà che usa la fotografia per restituire valore ai luoghi ipogei e al loro contenuto storico e naturale. Nel contesto speleologico, questo approccio è importante perché aiuta a documentare senza semplificare, mostrando come ogni grotta possa essere al tempo stesso archivio naturale e spazio di osservazione.[2]

Per Scintilena, l’incontro di martedì rappresenta quindi un’occasione per approfondire un tema che unisce speleologia, fotografia e divulgazione. Il racconto di Alberto Di Fabio offrirà uno sguardo su una pratica che non si limita all’immagine, ma la usa per leggere il sottosuolo come ambiente vivo, complesso e da proteggere.[1][2]

Dettagli utili

  • Martedì 26 maggio.
  • Ore 14.30.
  • Ospite: Alberto Di Fabio, presidente di uPIX uNDER PIXel.
  • Temi: speleologia e fotografia, racconto del mondo sotterraneo.
  • Ascolto: 98 MHz, streaming su Radio Onda Verde 98 MHz, app, digitale terrestre canali 185, 2020 e 79 [user query].

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  • Stifone e Parco Gole del Nera: convegno e trekking per la Giornata Nazionale delle Miniere
    Condividi XVIII Giornata Nazionale delle Miniere, Stifone al centro del patrimonio geo-minerario umbro Il borgo di Stifone e l’area protetta del Parco Gole del Nera ospiteranno un appuntamento dedicato alla memoria scientifica, storica e ambientale del patrimonio geo-minerario e dell’archeologia industriale dell’Umbria meridionale. La manifestazione si inserisce nella XVIII Giornata Nazionale delle Miniere e punta a rileggere il rapporto tra territorio, acque e attività estrattive con un tagl
     

Stifone e Parco Gole del Nera: convegno e trekking per la Giornata Nazionale delle Miniere

Máj 26th 2026 at 08:00

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XVIII Giornata Nazionale delle Miniere, Stifone al centro del patrimonio geo-minerario umbro

Il borgo di Stifone e l’area protetta del Parco Gole del Nera ospiteranno un appuntamento dedicato alla memoria scientifica, storica e ambientale del patrimonio geo-minerario e dell’archeologia industriale dell’Umbria meridionale. La manifestazione si inserisce nella XVIII Giornata Nazionale delle Miniere e punta a rileggere il rapporto tra territorio, acque e attività estrattive con un taglio divulgativo e scientifico.

L’iniziativa mette al centro anche il tema del turismo lento e della mobilità dolce, due elementi sempre più presenti nei progetti di valorizzazione dei paesaggi storici e minerari. Nel caso di Stifone, il legame tra risorse idriche, strutture produttive e uso del suolo offre un quadro utile per comprendere la trasformazione del territorio nel tempo.

La sessione di approfondimento

La giornata si aprirà con una sessione coordinata da Lorenzo Francisci, in rappresentanza della Cooperativa Parco Gole del Nera e di AIPAI.

I saluti istituzionali saranno affidati a Giuseppe Morici, presidente della Cooperativa Parco Gole del Nera, a Lorenzo Lucarelli, sindaco di Narni, e a Gianni Di Mattia, rappresentante di Legambiente.

La presenza di soggetti diversi indica una collaborazione ampia tra istituzioni, associazioni e realtà del territorio [user query]. In questo contesto, la Giornata Nazionale delle Miniere diventa anche un momento di confronto sulla tutela dei siti e sulla loro lettura storica.

Relatori e temi

Il panel riunirà studiosi ed esperti con contributi centrati su archeologia industriale, idrogeologia e storia dello sfruttamento delle acque.

Renato Covino, past president AIPAI, parlerà di archeologia industriale e conservazione del patrimonio industriale.

Marina Docci, dell’Università La Sapienza di Roma e di AIPAI, illustrerà le iniziative dell’associazione nell’Umbria meridionale.

Lucio di Matteo, dell’Università degli Studi di Perugia, interverrà sull’idrogeologia di Stifone.

Maria Cristina Marinozzi, di Italia Nostra Amelia, affronterà il tema dei mulini ad acqua dell’Umbria meridionale e della loro conservazione.

Andrea Scatolini, dell’UTEC Narni, presenterà le miniere di ferro del monte Santa Croce e la ferriera di Stifone

Marco Venanzi, di AIPAI, chiuderà con un intervento sullo sfruttamento delle acque nell’Umbria meridionale tra Ottocento e Novecento.

Escursione guidata

Per domenica 31 maggio è previsto un trekking guidato su un itinerario accessibile che ripercorrerà i luoghi simbolo della storia industriale, estrattiva e spirituale dell’area .

L’appuntamento è fissato alle 9.00 presso il Centro Visite G. Fortunati di Stifone.

La partecipazione è a numero chiuso e richiede prenotazione obbligatoria entro il 29 maggio 2026.

L’escursione rappresenta la parte più esperienziale del programma.

Il percorso mette insieme lettura del paesaggio e conoscenza dei segni lasciati dalle attività produttive, offrendo una chiave di visita coerente con l’idea di turismo lento richiamata dagli organizzatori.

Reti e patrocini

La Giornata Nazionale delle Miniere si svolge con il patrocinio e la collaborazione di numerosi enti e reti nazionali e internazionali.

Tra questi figurano ISPRA, ReMi, il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, AIPAI, ANIM, l’Associazione Italiana di Geologia e Turismo, Assorisorse, ERIH, EuroGeoSurveys, il Consiglio Nazionale dei Geologi e Primavera della Mobilità Dolce .

Questo insieme di soggetti conferma la dimensione nazionale dell’appuntamento e il suo rilievo per chi si occupa di miniere, cavità, paesaggi storici e valorizzazione del sottosuolo.

Per il territorio di Narni e Stifone, l’iniziativa offre una occasione per riportare all’attenzione pubblica la relazione tra acqua, lavoro, infrastrutture e memoria industriale.

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Grotta delle Meraviglie, possibile prolungamento di Grotta Paglicci: una scoperta che apre nuovi scenari per la preistoria pugliese

Máj 26th 2026 at 07:00

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Scoperta speleologica nel Gargano: la “Grotta delle Meraviglie” potrebbe estendere il sistema di Grotta Paglicci e offrire nuove evidenze sul Paleolitico del territorio


Un annuncio che potrebbe riscrivere la conoscenza della preistoria nel Gargano arriva da Rignano Garganico: durante il convegno nazionale dedicato a Grotta Paglicci è stata resa pubblica la presenza di una nuova cavità, definita “Grotta delle Meraviglie”, che secondo le prime ipotesi potrebbe essere il naturale prolungamento del celebre sito paleolitico internazionale.[1]

Attenzione: la notizia trovata in rete solo sul sito

https://www.rignanonews.com/2026/05/25/eccezionale-scoperta-nel-gargano-ce-la-grotta-delle-meraviglie-possibile-prolungamento-di-grotta-paglicci/ è estremamente scarsa di informazioni ed è piena di ‘potrebbe’ e ‘sembrerebbe’ tanto che questo notiziario ha il dubbio che potrebbe essere gonfiata o esagerata. Eventuali chiarimenti degli speleologi pugliesi al corrente dei fatti reali possono essere inviati per mail, watsapp o nei commenti di questo articolo per definire meglio questa notizia.


Sull’origine della notizia


La scoperta è stata ufficializzata nel corso del convegno “Grotta Paglicci, bene dell’Umanità” tenutosi a Rignano Garganico, evento che punta al rilancio del sito e alla candidatura UNESCO delle grotte preistoriche pugliesi.[2][1]

I nomi collegati all’esplorazione sono quelli degli speleologi Matteo Viola e Silvio Orlando, che operano nell’ambito dell’Archeo Speleo Club di Rignano Garganico; l’ubicazione della nuova cavità è stata mantenuta riservata per ragioni di tutela.

Ipotesi scientifiche e potenziale collegamento con Grotta Paglicci

Che cosa ipotizzano gli esperti
Le prime valutazioni suggeriscono che la Grotta delle Meraviglie potrebbe essere fisicamente connessa al complesso di Paglicci, ampliando il sistema ipogeo noto per la sua lunga sequenza cronologica e per i numerosissimi reperti paleolitici rinvenuti in decenni di ricerche.[3][2]


Se confermato, il collegamento coinvolgerebbe temi centrali per la preistoria europea: movimenti umani, pratiche funerarie e artistica parietale, nonché continuità di frequentazione dal Paleolitico fino ad età più recenti.[3]

Tutela, procedure e ruolo della Soprintendenza


Iter di tutela e responsabilità istituzionali
Gli organizzatori hanno dichiarato che la documentazione preliminare verrà trasmessa alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Puglia, che avvierà i sopralluoghi tecnici e le procedure di tutela necessarie prima di ogni campagna di ricerca o scavo.


L’intervento della Soprintendenza è fondamentale per garantire protocolli di sicurezza, misure di conservazione e un piano di studio condiviso con archeologi e speleologi, in linea con le pratiche di salvaguardia attuate per siti di alto valore scientifico.

Implicazioni per la ricerca e per il patrimonio del Gargano

Valore scientifico e prospettive di studio
Grotta Paglicci è già riconosciuta come riferimento per il Paleolitico nel Mediterraneo e fa parte del percorso avviato dalla Regione Puglia per la candidatura UNESCO delle grotte preistoriche; l’eventuale estensione tramite la Grotta delle Meraviglie potrebbe fornire materiali e contesti stratigrafici nuovi per datazioni, studi paleoambientali e ricerche sulle culture umane antiche.[2][3]

L’apertura di nuove linee di ricerca richiederà campagne interdisciplinari che combinino speleologia, archeologia, paleoecologia e tecniche avanzate di prospezione e datazione.[3]

Salvaguardia, comunicazione e coinvolgimento del territorio


Proteggere il sito e pianificare la fruizione
Per tutelare il patrimonio emerso, le istituzioni locali e le associazioni scientifiche sono chiamate a coordinare protocolli rigorosi che contemperino ricerca e conservazione, evitando danni accidentali e controllando l’accesso alla cavità, la cui ubicazione resta segreta proprio per questi motivi.


Al contempo, gli sviluppi scientifici potrebbero rinsaldare il ruolo del Gargano come “scrigno” della preistoria europea e sostenere iniziative culturali e museali compatibili con la tutela del bene.

Fonti principali

  • Notizie e programma del convegno “Grotta Paglicci – Bene dell’Umanità”, Rignano Garganico.[1]
  • Ricostruzioni e approfondimenti su Grotta Paglicci e sul sistema ipogeo del Gargano pubblicati su Scintilena.[3][2]
  • Comunicazioni locali e istituzionali relative alle iniziative per la tutela e la candidatura UNESCO delle grotte preistoriche pugliesi.[5][4]

Nota redazionale
Il resoconto si basa sulle informazioni rese pubbliche durante il convegno e sui materiali disponibili al momento; ulteriori indagini e i pronunciamenti ufficiali della Soprintendenza e delle équipe scientifiche incaricate forniranno i dettagli stratigrafici e cronologici necessari a verificare le ipotesi sulla natura e l’eventuale collegamento con Grotta Paglicci.

Domanda per i lettori interessati
Gli archeologi o i gruppi speleologici che dispongono di osservazioni pertinenti o che intendono collaborare alle future attività di studio sono invitati a contattare le autorità scientifiche indicate nel convegno per aderire ai progetti di ricerca coordinati.

Fonti
[1] Grotta Paglicci: conference launches relaunch and … https://www.initaly.it/en/articolo/grotta-paglicci-convegno-per-il-rilancio-e-la-candidatura-unesco-11619
[2] Le grotte preistoriche della Puglia verso il Patrimonio UNESCO https://www.scintilena.com/le-grotte-preistoriche-della-puglia-verso-il-patrimonio-unesco/12/21/
[3] Grotta Paglicci: il sistema ipogeo segreto che potrebbe riscrivere la … https://www.scintilena.com/grotta-paglicci-il-sistema-ipogeo-segreto-che-potrebbe-riscrivere-la-preistoria-del-gargano/02/19/
[4] Grotta Paglicci Bene dell’Umanità: Rignano Garganico si fa … https://provincia.foggia.it/it/news/grotta-paglicci-bene-dellumanita-rignano-garganico-si-fa-prodotto-preistorico-tra-istituzioni-scienza-premi-e-grande-rock
[5] GROTTA PAGLICCI: ESCURSIONE TRA I TESORI … https://www.retegargano.it/2026/05/17/grotta-paglicci-escursione-tra-i-tesori-preistorici-di-rignano-garganico-23-maggio-2026-ecco-come-prenotarsi/
[13] Scoperta una nuova grotta nel cuore della Puglia: Geos Ostuni e Gruppo Speleologico Tricase ne svela i segreti” – Scintilena https://www.scintilena.com/scoperta-una-nuova-grotta-nel-cuore-della-puglia-geos-ostuni-e-gruppo-speleologico-tricase-ne-svela-i-segreti/06/23/
[14] Programma del Raduno Nazionale Puglia Underground 2014 https://www.scintilena.com/programma-del-raduno-nazionale-puglia-underground-2014/05/22/
[15] “Monte Corno” conquista il Trento Film Festival – Scintilena https://www.scintilena.com/monte-corno-conquista-il-trento-film-festival/05/08/
[16] ITALIA PREISTORICA IN GROTTA – Scintilena https://www.scintilena.com/italia-preistorica-in-grotta/08/09/
[17] In Puglia il Congresso Internazionale di archeologia … https://www.scintilena.com/in-puglia-il-congresso-internazionale-di-archeologia-rupestre-a-settembre-2024/01/02/
[18] Al Raduno Internazionale di Speleologia, il 4 novembre, la Grotta … https://www.scintilena.com/al-raduno-internazionale-di-speleologia-il-4-novembre-la-grotta-guattari-rivela-nuove-scoperte-sulle-iene-e-i-neanderthal/10/21/
[19] Pagina 2143 di 2341 – Una luce nel buio – Notiziario di … – Scintilena https://www.scintilena.com/category/0/page/2143/
[20] La Grotta Guattari, uno dei luoghi più importanti al mondo per lo … https://www.scintilena.com/la-grotta-guattari-uno-dei-luoghi-piu-importanti-al-mondo-per-lo-studio-delluomo-di-neanderthal/08/01/
[21] Grotte Archivi – Pagina 22 di 29 – Scintilena https://www.scintilena.com/tag/grotte/page/22/
[22] Il Decimo Convegno della Federazione Speleologica del … https://www.scintilena.com/lacqua-e-laria-scultori-delle-grotte-il-decimo-convegno-della-federazione-speleologica-del-lazio-indaga-sul-cambiamento-climatico-e-la-biodiversita-sotterranea/05/07/
[23] Notulae to the Italian native vascular flora: 11 https://italianbotanist.pensoft.net/article/68048/download/pdf/
[24] Grotta Paglicci, prodotto storico. Istituzioni, scienza e grande Rock https://provincia.foggia.it/it/eventi/grotta-paglicci-prodotto-storico-istituzioni-scienza-e-grande-rock
[25] Grotta Paglicci https://www.grotta-paglicci.it
[26] VIA LIBERA DELLA REGIONE ALL’ITER DI CANDIDATURA … https://www.retegargano.it/2025/12/21/via-libera-della-regione-alliter-di-candidatura-unesco-delle-grotte-carsiche-della-puglia-preistorica-anche-grotta-paglicci-di-rignano-garganico-e-pirro-nord-di-apricena/
[27] Rignano Garganico, visita alla Grotta Paglicci | LaTerradiPuglia Shop https://www.laterradipuglia.it/2021/arte-cultura/rignano-garganico-visita-alla-grotta-paglicci.htm
[28] Grotta Paglicci – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Grotta_Paglicci
[29] Convegno su Grotta Paglicci bene dell’umanità, parte la fase di … https://www.vocedelgargano.com/convegno-su-grotta-paglicci-bene-dellumanita-parte-la-fase-di-rilancio-unitario-del-sito-paleolitico/
[30] Località Paglicci – grotta (età paleolitica) https://www.cartapulia.it/esplora-la-carta?p_p_id=ricercaCartapulia_INSTANCE_1yi8w0oVRO9u&p_p_lifecycle=2&p_p_state=normal&p_p_mode=view&p_p_resource_id=downloadDetailPDF&p_p_cacheability=cacheLevelPage&_ricercaCartapulia_INSTANCE_1yi8w0oVRO9u_itemId=15961&_ricercaCartapulia_INSTANCE_1yi8w0oVRO9u_priv_r_p_mvcRenderCommandName=detailPage
[31] Paglicci Cave: conference to relaunch site and support UNESCO … https://www.initaly.it/en/articolo/grotta-paglicci-convegno-per-rilancio-e-candidatura-unesco-11879
[32] Grotta Paglicci Bene dell’Umanità: Rignano Garganico si … – Instagram https://www.instagram.com/p/DYecSv8ipyt/
[33] giacimento in cavità naturale frequentazione antropica https://catalogo.cultura.gov.it/detail/ArchaeologicalProperty/1600388964
[34] PRESENTATO GARGANO IN MOVIMENTO: TRE WEEKEND … https://www.ventiperquattro.it/presentato-gargano-in-movimento-tre-weekend-esperienziali-a-maggio-e-giugno

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  • Mammoth Cave, cento anni fa il via al parco nazionale più noto del sottosuolo americano
    Condividi Dal Congresso degli Stati Uniti l’autorizzazione nel 1926: oggi protegge il sistema di grotte più lungo conosciuto al mondo Il 25 maggio 1926 il Congresso degli Stati Uniti autorizzò la creazione del Mammoth Cave National Park, dando avvio a un percorso che avrebbe portato alla nascita ufficiale del parco nazionale e cambiato per sempre il modo di conoscere e vivere uno dei paesaggi carsici più straordinari del pianeta. La storia di Mammoth Cave affonda però le sue radici molto p
     

Mammoth Cave, cento anni fa il via al parco nazionale più noto del sottosuolo americano

Máj 26th 2026 at 06:30

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Dal Congresso degli Stati Uniti l’autorizzazione nel 1926: oggi protegge il sistema di grotte più lungo conosciuto al mondo

Il 25 maggio 1926 il Congresso degli Stati Uniti autorizzò la creazione del Mammoth Cave National Park, dando avvio a un percorso che avrebbe portato alla nascita ufficiale del parco nazionale e cambiato per sempre il modo di conoscere e vivere uno dei paesaggi carsici più straordinari del pianeta.

La storia di Mammoth Cave affonda però le sue radici molto più lontano nel tempo. Per migliaia di anni le popolazioni native americane esplorarono le profondità del sistema sotterraneo ben prima della creazione del parco. All’inizio dell’Ottocento furono invece guide afroamericane schiavizzate, dotate di grande esperienza e conoscenza della grotta, a condurre i primi visitatori contribuendo a rendere celebre Mammoth Cave negli Stati Uniti.

Negli anni Trenta intervennero anche le squadre del Civilian Conservation Corps, il programma federale creato durante il New Deal, che realizzarono strade, sentieri e infrastrutture per preparare l’area al futuro riconoscimento come parco nazionale.

Il Mammoth Cave National Park venne ufficialmente istituito il 1° luglio 1941. Oggi tutela quasi 53 mila acri di foreste, corsi d’acqua e soprattutto il più lungo sistema di grotte conosciuto al mondo, con centinaia di chilometri di gallerie esplorate e ancora in continua evoluzione speleologica e scientifica.

Nel corso dei decenni, il sito ha ottenuto importanti riconoscimenti internazionali, tra cui quelli di Patrimonio Mondiale UNESCO, Riserva Internazionale della Biosfera e Dark Sky Park, a conferma del suo valore naturale, ambientale e scientifico a livello globale.

Nel centenario dell’autorizzazione del parco, il National Park Service ricorda le molte storie umane, culturali e scientifiche che hanno reso Mammoth Cave un luogo simbolo dell’esplorazione sotterranea mondiale.

Fonte foto e notizia: pagina social Mammoth Cave Natonal Park

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  • Soccorritori speleosub in Laos per salvare sette persone in una miniera allagata.
    Condividi Soccorso nella miniera in Laos: la nuova emergenza Soccorritori thailandesi stanno tentando di raggiungere sette cercatori d’oro intrappolati da giorni in una miniera allagata nel Laos, in un’operazione che richiama il salvataggio della squadra di calcio in Thailandia nel 2018 e le recenti missioni di recupero dei corpi dei sub italiani alle Maldive. Nel distretto di Long Chaeng, nella provincia di Xaisomboun, in Laos centrale, un gruppo di abitanti del villaggio è rimasto
     

Soccorritori speleosub in Laos per salvare sette persone in una miniera allagata.

Máj 26th 2026 at 06:00

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Soccorso nella miniera in Laos: la nuova emergenza

Soccorritori thailandesi stanno tentando di raggiungere sette cercatori d’oro intrappolati da giorni in una miniera allagata nel Laos, in un’operazione che richiama il salvataggio della squadra di calcio in Thailandia nel 2018 e le recenti missioni di recupero dei corpi dei sub italiani alle Maldive.

Nel distretto di Long Chaeng, nella provincia di Xaisomboun, in Laos centrale, un gruppo di abitanti del villaggio è rimasto bloccato in una miniera dopo violente piogge che hanno provocato una piena improvvisa.[4][5]


Secondo i media locali e internazionali, otto persone erano entrate nella cavità tra il 19 e il 20 maggio per cercare oro e altri minerali, ma l’uscita è stata rapidamente ostruita dall’acqua in aumento.[5][6][4]

Uno dei cercatori è riuscito a tornare indietro nuotando e arrampicandosi tra i livelli inferiori della grotta, raggiungendo l’esterno e dando l’allarme alle autorità.[6][5]
Gli altri sette sono rimasti intrappolati in profondità, in un sistema ipogeo descritto come stretto, a più livelli e con tratti che si estendono per oltre 100 metri dall’ingresso.[2][7][5]

Dinamica dell’incidente nella grotta del Laos

Le informazioni diffuse dai servizi di soccorso laotiani indicano che l’ingresso della grotta è angusto, con un corridoio inclinato che porta a diverse camere sovrapposte, separate da dislivelli di 10–20 metri, caratterizzate da terreno scivoloso e ostacoli rocciosi.[5][6]
Le forti piogge hanno rapidamente trasformato il sistema in un torrente sotterraneo, innalzando il livello dell’acqua e bloccando i passaggi di ritorno verso la superficie.[4][5]

Il superstite ha riferito di essersi fermato al quarto livello, circa 40–50 metri dall’ingresso, quando ha notato l’aumento del flusso d’acqua e ha deciso di tentare la fuga, mentre i compagni procedevano più in profondità nella grotta.[3][5]
A oggi, lo stato di salute dei sette intrappolati non è noto e i soccorritori parlano apertamente di “corsa contro il tempo”, con l’acqua che continua a rappresentare il principale ostacolo al soccorso nella miniera in Laos.[6][4][5]

Strategie di soccorso nella grotta in Laos

Sul posto sono stati mobilitati circa un centinaio di operatori tra volontari, esercito, polizia e personale medico del Laos, affiancati da squadre provenienti dalla vicina Thailandia.[2][4][5]
Le autorità hanno installato potenti pompe per abbassare il livello dell’acqua all’interno della cavità, mentre squadre di speleosub iniziano a esplorare le sezioni sommerse nel tentativo di raggiungere una zona asciutta dove si spera che i sette abbiano trovato riparo.[7][1][2]

Le condizioni restano complesse: i passaggi sono stretti, con visibilità ridotta e correnti interne legate alla piena, fattori che rendono rischiose le immersioni in ambiente coperto.[1][4]
La struttura multi-livello della grotta impone una progressione lenta, con l’installazione di linee guida, la mappatura progressiva dei rami e un coordinamento stretto tra chi opera in superficie e le squadre impegnate nel soccorso nella grotta in Laos.[7][2][5]

Il ruolo di Mikko Paasi nel soccorso in Laos

A coordinare una parte chiave delle operazioni subacquee è il finlandese Mikko Paasi, speleosub tecnico di lungo corso, residente in Thailandia e già protagonista del salvataggio dei ragazzi di Tham Luang nel 2018.[8][9][3]
La stampa italiana riferisce che Paasi si è unito alla task force internazionale su richiesta dei soccorritori, dopo un viaggio complesso per raggiungere il Laos e mettere a disposizione la sua esperienza nelle immersioni in grotta in condizioni di piena.[3]

Paasi è noto nella comunità internazionale del cave diving per il suo ruolo nell’operazione di Tham Luang, per il quale ha ricevuto un’onorificenza dal re di Thailandia e un riconoscimento ufficiale dalla Finlandia.[9][10][8]
Negli ultimi anni ha continuato a operare come istruttore e esploratore tecnico, partecipando a missioni di soccorso e di esplorazione in contesti complessi del carsismo asiatico, una lunga esperienza che oggi viene valorizzata nel soccorso nella grotta in Laos.[8][9]

Dalla squadra di calcio in Thailandia alla grotta in Laos

Il caso di Long Chaeng richiama immediatamente alla memoria l’incidente del 2018 nella grotta di Tham Luang, nel nord della Thailandia, in cui 12 ragazzi di una squadra di calcio e il loro allenatore rimasero intrappolati per settimane a causa delle piogge monsoniche.[11][12][13]
Anche allora la combinazione di improvvisa piena, ambiente carsico complesso e passaggi sommersi rese necessario un massiccio intervento speleosubacqueo con centinaia di soccorritori, tra cui i tecnici stranieri specializzati come Paasi.[14][11][8]

Nel caso thailandese si trattò di un’operazione di evacuazione estremamente delicata, con i ragazzi sedati e guidati uno a uno lungo chilometri di gallerie in parte allagate, in un contesto che molti soccorritori hanno definito uno dei più difficili mai affrontati.[15][11][14]
In Laos, il numero di persone intrappolate è inferiore, ma il quadro operativo presenta analogie significative: piena improvvisa, grotta remota, accessi angusti e necessità di integrare pompaggio, progressione terrestre e immersioni tecniche nel soccorso nella grotta in Laos.[1][2][5]

Dai corpi recuperati alle Maldive al soccorso in Laos

Il nome di Mikko Paasi è legato anche, indirettamente, alla recente tragedia subacquea verificatasi alle Maldive, dove cinque sub italiani sono morti in una grotta sommersa a circa 60 metri di profondità, nell’atollo di Vaavu.[16][17][18]
Dopo l’interruzione delle prime ricerche, causata anche dalla morte di un sommozzatore maldiviano colpito da malattia da decompressione, le autorità hanno chiesto il supporto di DAN Europe, che ha mobilitato tre speleosub finlandesi esperti di immersioni profonde in grotta.[17][18][19][16]

Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist hanno localizzato e recuperato progressivamente i quattro corpi ancora dispersi, lavorando in un ambiente descritto come molto profondo, stretto e tecnicamente impegnativo, con immersioni di diverse ore e complesse soste di decompressione.[18][19][20][16]
Secondo la ricostruzione dei media italiani, Paasi ha seguito da vicino l’operazione, parte di una ristretta rete di specialisti finlandesi del cave diving che, nel giro di pochi giorni, ha visto alcuni membri impegnati alle Maldive e lo stesso Paasi partire per il soccorso nella grotta in Laos.[20][17][3]

Confronto tra Laos, Thailandia e Maldive

Il confronto tra la grotta di Long Chaeng, Tham Luang e la cavità sommersa di Dhekunu/Devana Kandu permette di cogliere analogie e differenze importanti dal punto di vista del soccorso speleosubacqueo.[19][11][18][1] Scenario Contesto Obiettivo operativo Principali criticità Grotta in Laos (Long Chaeng) Grotta carsica terrestre a più livelli, parzialmente allagata Raggiungere e riportare in superficie sette cercatori d’oro intrappolati Piena in corso, passaggi stretti, visibilità ridotta, stato delle vittime ignoto[1][5][6] Tham Luang (Thailandia, 2018) Grande sistema carsico, forte piena monsonica Evacuare 12 ragazzi e un allenatore vivi, sotto sedazione Lunghe distanze allagate, logistica di massa, rischio psicofisico dei ragazzi[11][12][13] Grotta sommersa alle Maldive Sistema di grotte marine a 55–60 metri di profondità Recuperare cinque corpi di sub deceduti Profondità elevata, ambiente completamente allagato, decompressione, rischio per i soccorritori[16][18][19][20]

In tutti e tre i casi, l’elemento comune è la necessità di combinare competenze di speleologia, immersione tecnica e gestione del rischio in ambienti overhead, dove non è possibile risalire direttamente in superficie.[11][18][8]
La presenza di una ristretta comunità di specialisti, spesso gli stessi nomi che si ritrovano in operazioni diverse, evidenzia quanto sia cruciale un nucleo internazionale di esperti per affrontare missioni complesse come il soccorso nella grotta in Laos.[9][3][8]

Riflessioni per la comunità speleologica

Per la comunità speleologica e speleosubacquea internazionale, l’episodio del Laos è un ulteriore richiamo alla necessità di prevenzione, formazione e coordinamento tra gruppi di soccorso di paesi diversi.[21][22][11]
Le dinamiche dell’incidente – ricerca di minerali in una cavità conosciuta e già segnalata come rischiosa dalle autorità locali – ricordano quanto sia importante la sensibilizzazione delle comunità rurali che frequentano grotte e miniere per motivi economici.[4][5][6]

Dal punto di vista operativo, l’esperienza di Tham Luang e delle Maldive ha già portato allo sviluppo di protocolli specifici per immersioni in grotta in condizioni di piena, per il trasporto di persone non addestrate e per il recupero di corpi in profondità, protocolli che ora vengono adattati al soccorso nella grotta in Laos.[18][19][8][11]
Per i lettori di settore, questi eventi mostrano come la speleologia e la speleosubacquea non siano solo esplorazione, ma anche capacità di intervento in situazioni di emergenza estrema, in cui ogni decisione si misura sulla linea sottile tra rischio accettabile e tutela della vita umana.[23][16][11]


Fonti principali

– Dispacci e approfondimenti su Long Chaeng/Xaisomboun da DW, Associated Press, CBS, Thai PBS World, The Nation Thailand e altri media internazionali.[2][5][6][7][1][4]
– Articolo de ilfattoquotidiano.it sul coinvolgimento di Mikko Paasi nel soccorso in Laos e sui parallelismi con Tham Luang e le Maldive.[3]
– Documentazione su Tham Luang da Wikipedia, Yle, testate internazionali e interviste a Mikko Paasi.[10][13][14][8][11]
– Copertura del caso Maldive e del recupero dei corpi da Scintilena, CBS, BBC e altri media internazionali.[24][16][17][19][20][18]

Fonti
[1] Laos cave: Rescuers race to reach group trapped by flood – DW News https://www.dw.com/en/laos-rescuers-race-to-reach-7-trapped-in-flooded-cave/a-77287273
[2] Thais join efforts to rescue seven trapped in Laos cave https://www.thephuketnews.com/thais-join-efforts-to-rescue-seven-trapped-in-laos-cave-100370.php
[3] 7 cercatori d’oro intrappolati in una grotta da 5 giorni: in soccorso … https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/25/7-cercatori-doro-intrappolati-in-una-grotta-da-5-giorni-in-soccorso-arriva-il-super-sub-finlandese-mikko-paasi/8397634/
[4] Narrow exit, flash floods: Rescuers race to save 7 trapped in Laos cave since last week https://www.hindustantimes.com/world-news/narrow-exit-flash-floods-rescuers-race-to-save-7-trapped-in-laos-cave-since-last-week-101779736804069.html
[5] Seven trapped in flooded Laos cave as rescue teams race time https://www.nationthailand.com/news/asean/40066587
[6] Rescuers race to reach 7 trapped in a Laos cave after flash flooding blocks the exit https://www.sfgate.com/news/world/article/rescuers-race-to-reach-7-trapped-in-a-laos-cave-22275278.php
[7] Experts from Thai rescue join efforts to save 7 gold prospectors trapped in Laos cave https://www.cbsnews.com/texas/news/laos-cave-thai-rescue-seven-trapped/
[8] Mikko Paasi | Tec CCR Instructor Trainer & Explorer | Malta | Thailand https://www.mikkopaasi.com
[9] Mikko-Paasi – Tech Dive Asia https://techdiveasia.com/mikko-paasi/
[10] Finnish diver receives Thai award for role in gripping cave rescue – Yle https://yle.fi/a/3-10393924
[11] Tham Luang cave rescue – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Tham_Luang_cave_rescue
[12] Thailand Cave Rescue: Death of Diver Raises Stakes – TIME https://time.com/5331594/thailand-cave-rescue-seal-death-rains/
[13] Incidente di Tham Luang – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Incidente_di_Tham_Luang
[14] Thai cave rescue: how divers went from the easy life to daring mission https://www.scmp.com/magazines/post-magazine/long-reads/article/2155761/thai-cave-rescue-how-divers-went-easy-life-daring
[15] Thai Cave Rescue : “One Day Longer and Those 13 Boys Would Be … https://www.zeit.de/wissen/2021-07/thai-cave-rescue-thailand-tham-luang-2018-diver-mikko-paasi
[16] Sub italiani alle Maldive: i sommozzatori finlandesi recuperano due … https://www.scintilena.com/sub-italiani-alle-maldive-i-sommozzatori-finlandesi-recuperano-due-corpi-dalla-grotta-sommersa-di-dhekunu-kandu/05/19/
[17] Maldive, arrivano gli speleosub dalla Finlandia per la ricerca dei … https://www.scintilena.com/maldive-arrivano-gli-speleosub-finlandesi-per-la-ricerca-dei-corpi-nella-grotta-sommersa/05/18/
[18] Bodies of divers who died in Maldives scuba accident returned to Italy https://www.cbsnews.com/news/maldives-divers-scuba-accident-deaths-remains-returned-italy/
[19] Bodies of Italian divers did not have optimal equipment, says rescuer https://www.bbc.com/news/articles/c0l2j723nrxo
[20] Maldives, the recovery of the last two bodies – YouTube https://www.youtube.com/watch?v=mH4G2xTU-WA
[21] 16esimo incontro del soccorso speleologico europeo ECRA https://www.scintilena.com/16esimo-incontro-del-soccorso-speleologico-europeo-ecra/02/21/
[22] Quando il Suolo Sprofonda: Sinkhole Vulcanici, Maar e Voragini https://www.scintilena.com/quando-il-suolo-sprofonda-sinkhole-vulcanici-maar-e-voragini-la-differenza-che-puo-salvarti-la-vita/05/06/
[23] Evaporiti UNESCO: cosa è cambiato in due anni tra ricerca … https://www.scintilena.com/evaporiti-unesco-cosa-e-cambiato-in-due-anni-tra-ricerca-tutela-e-sfide-ancora-aperte/01/27/
[24] Maldives, the diver: “Bodies found when we thought they weren’t there” https://www.youtube.com/watch?v=SfKq16-JMfI
[31] Invitation for the International Speleological Expedition SPELEO … https://www.scintilena.com/invitation-for-the-international-speleological-expedition-speleo-laos-2019/11/29/
[32] Esplorazione speleosubacquea alle Grotte di Oliero – Scintilena https://www.scintilena.com/esplorazione-speleosubacquea-alle-grotte-di-oliero-alberto-cavedon-racconta-le-immersioni-in-grotta-a-vicenza/03/07/
[33] Python Cave e Virus di Marburg: cosa rivela lo studio 2026 – Scintilena https://www.scintilena.com/python-cave-e-virus-di-marburg-cosa-rivela-lo-studio-2026/05/04/
[34] International Scientific Conference “Man and Karst” in Sicily in September 2022 – Scintilena https://www.scintilena.com/international-scientific-conference-man-and-karst-in-sicily-in-september-2022/12/12/
[35] Galles, RESCON03 International Cave Rescue Conference – Scintilena https://www.scintilena.com/galles-rescon03-international-cave-rescue-conference/07/06/
[36] Programma Simposio internazionale di speleologia https://www.scintilena.com/programma-simposio-internazionale-di-speleologia-varenna-29-30-aprile-1-maggio-2017/04/14/
[37] Biodiversità e Scoperte Scientifiche nelle Grotte della Vena … https://www.scintilena.com/meiogypsos-si-racconta-biodiversita-e-scoperte-scientifiche-nelle-grotte-della-vena-del-gesso-romagnola/10/03/
[38] 3D Cave Viewer: quando la speleologia entra nel browser https://www.scintilena.com/3d-cave-viewer-quando-la-speleologia-entra-nel-browser/04/27/
[39] La Sicilia ospiterà la Conferenza Internazionale “Man and Karst 2024” – Scintilena https://www.scintilena.com/la-sicilia-ospitera-la-conferenza-internazionale-man-and-karst-2024/12/07/
[40] Equilibrio tra pipistrelli e agricoltura montana: una ricerca italiana … https://www.scintilena.com/equilibrio-tra-pipistrelli-e-agricoltura-montana-una-ricerca-italiana-rivela-le-chiavi-per-conservare-la-biodiversita/01/03/
[41] The bodies of all five divers who went missing during a scuba diving … https://www.instagram.com/reel/DYfsJMemGE5/
[42] Two Thailand-based expert cave divers, Finnish Mikko Pirtari Paasia … https://www.facebook.com/laotiantimes/posts/two-thailand-based-expert-cave-divers-finnish-mikko-pirtari-paasia-and-thai-norr/1426257519528097/
[43] Tham Luang rescue divers join Laos cave mission – Thai PBS World https://world.thaipbs.or.th/detail/tham-luang-rescue-divers-join-laos-cave-mission/61461
[44] Tham Luang divers join Laos gold-prospecting cave rescue mission https://divernet.com/scuba-news/health-safety/accidents/tham-luang-divers-join-laos-gold-prospecting-cave-rescue-mission/
[45] Thailandia – Dalla realtà alla fiction: Il salvataggio più sofferto nella … https://www.scintilena.com/thailandia-dalla-realta-alla-fiction-il-salvataggio-piu-sofferto-nella-storia-del-soccorso-in-grotta-diventa-un-evento-da-raccontare-in-tv-e-sul-grande-schermo/03/15/
[46] E’ morto uno dei 13 bambini salvati dalla grotta in Thailandia nel 2018 – Scintilena https://www.scintilena.com/e-morto-uno-dei-13-bambini-salvati-dalla-grotta-in-thailandia-nel-2018/02/16/
[47] Thirteen Lives il film del salvataggio dei 13 bambini nella grotta in … https://www.scintilena.com/thirteen-lives-il-film-del-salvataggio-dei-13-bambini-nella-grotta-in-thailandia-arriva-finalmente-su-amazon/06/29/
[48] Dai Fondi Oceanici alla Luna: la Nuova Era della Cartografia … https://www.scintilena.com/dai-fondi-oceanici-alla-luna-la-nuova-era-della-cartografia-geologica-spaziale/05/08/
[49] Una luce nel buio – Notiziario di speleologia e del sottosuolo https://www.scintilena.com/category/0/page/730/?wpmp_switcher=mobile
[50] [PDF] primo convegno italiano sul recupero e la riabilitazione dei chirotteri http://www.tutelapipistrelli.it/wp-content/uploads/2015/10/Atti-convegno-CHIRecuperO-2016.pdf
[51] Vulnerabilità Climatica e Lacune nella Conservazione di … – Scintilena https://www.scintilena.com/nowhere-to-hide-vulnerabilita-climatica-e-lacune-nella-conservazione-di-zopherobatrus-un-raro-coleottero-troglobio/05/08/
[52] Corso di speleobiologia: un’occasione formativa per la … https://www.scintilena.com/corso-di-speleobiologia-unoccasione-formativa-per-la-biodiversita-sotterranea-del-friuli-venezia-giulia/08/15/
[53] Thailand. “This is how we survived in the cave” – YouTube https://www.youtube.com/watch?v=1t5qtBYTQCE
[54] Tham Luang divers join Laos gold-prospecting cave rescue mission … https://www.instagram.com/p/DYwu08Wkav1/
[55] Scuba News | Latest diving news & discoveries – Divernet https://divernet.com/category/scuba-news/
[56] Mikko Paasi – Thai cave rescue – S01 E08 – YouTube https://www.youtube.com/watch?v=lB62SmmwozY
[57] Tham Luang rescue divers join Laos cave mission – Thai PBS World https://world.thaipbs.or.th/detail/61461
[58] Two divers went into the cave, only one came out. And so began an … https://www.facebook.com/IFLScience/posts/two-divers-went-into-the-cave-only-one-came-out-and-so-began-an-epic-rescue-miss/1554998642957914/

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  • Cerna 2026: torna il grande campo di esplorazione speleologica nei Monti Capatanii
    Condividi Dal 17 al 26 luglio gli speleologi del Clubul de Speologie Silex Brasov riprenderanno le esplorazioni nel sistema carsico Cerna Oltetului – Taraia, una delle aree più promettenti della Romania Dal 17 al 26 luglio 2026 si svolgera “Cerna 2026”, il campo di esplorazione speleologica organizzato dal Clubul de Speologie Silex Brasov nei Monti Capatanii, nel cuore dell’area carsica di Valea Cernei Oltetului. L’obiettivo principale della spedizione sara la prosecuzione delle ricerche e
     

Cerna 2026: torna il grande campo di esplorazione speleologica nei Monti Capatanii

Máj 26th 2026 at 05:00

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Dal 17 al 26 luglio gli speleologi del Clubul de Speologie Silex Brasov riprenderanno le esplorazioni nel sistema carsico Cerna Oltetului – Taraia, una delle aree più promettenti della Romania

Dal 17 al 26 luglio 2026 si svolgera “Cerna 2026”, il campo di esplorazione speleologica organizzato dal Clubul de Speologie Silex Brasov nei Monti Capatanii, nel cuore dell’area carsica di Valea Cernei Oltetului.

L’obiettivo principale della spedizione sara la prosecuzione delle ricerche e delle esplorazioni nel sistema carsico Cerna Oltetului – Taraia, considerato uno dei territori con il piu alto potenziale esplorativo della Romania. Il gruppo Silex Brasov lavora in quest’area fin dagli anni ’80, portando avanti un’attivita continua di documentazione, rilievo ed esplorazione.

Durante il campo verranno proseguite le attivita in importanti cavita della zona, tra cui Ponorul Nou, Ponorul Suspendat e Gaura cu Vajgau, senza trascurare cavita minori e nuove aree di ricerca in superficie.

“Cerna 2026” ènon un’occasione di esplorazione speleogicca e un momento di incontro tra speleologi, ricercatori e appassionati del mondo sotterraneo, in un contesto naturale di grande valore ambientale e scientifico.

Per iscrizioni e informazioni aggiuntive e possibile contattare direttamente gli organizzatori tramite il sito ufficiale del Clubul de Speologie Silex Brasov:
https://speosilex.ro/contact/

L’elenco aggiornato di campi, stage ed eventi speleologici annunciati in Romania e disponibile qui:
https://speosilex.ro/evenimente-speologice/

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  • Lo Scarburatore, il canale Telegram gratuito che rilancia gli articoli di Scintilena
    Condividi Feed RSS di Scintilena, bot Telegram e IFTTT per ricevere le notizie di speleologia direttamente sul cellulare Un servizio nato per seguire Scintilena Francesco Ornaghi ha realizzato un bot che legge i feed RSS di Scintilena e li invia al canale Telegram pubblico Lo Scarburatore. Il canale è gratuito e può essere usato da chiunque abbia Telegram. Per chi segue la speleologia, è un modo semplice per ricevere gli aggiornamenti di Scintilena senza controllare ogni volta il sit
     

Lo Scarburatore, il canale Telegram gratuito che rilancia gli articoli di Scintilena

Máj 25th 2026 at 11:00

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Feed RSS di Scintilena, bot Telegram e IFTTT per ricevere le notizie di speleologia direttamente sul cellulare

Un servizio nato per seguire Scintilena

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Fonti

  • Informazioni fornite nel testo del messaggio dell’utente.
  • Materiali di riferimento sul ruolo dei feed RSS, della comunicazione speleologica e della diffusione delle notizie tramite canali digitali.[3][1]

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  • Operazione di soccorso nella Repubblica Ceca
    Condividi Messi in salvo 5 speleologi vicino a Holštejn, nel Carso Moravo: bloccati a causa di una sacca di anidride carbonica Nel pomeriggio di domenica 24 maggio 2026 è stata portata a termine con successo un’operazione di soccorso speleologico nel Moravian Karst, nei pressi di Holštejn, nell’area di Blansko. Secondo le immagini diffuse dai soccorritori, l’intervento sarebbe avvenuto nella cavità “Stará Rasovna – Trativodná chodba”, una delle numerose grotte del sistema carsico del Morav
     

Operazione di soccorso nella Repubblica Ceca

Máj 25th 2026 at 05:00

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Messi in salvo 5 speleologi vicino a Holštejn, nel Carso Moravo: bloccati a causa di una sacca di anidride carbonica

Nel pomeriggio di domenica 24 maggio 2026 è stata portata a termine con successo un’operazione di soccorso speleologico nel Moravian Karst, nei pressi di Holštejn, nell’area di Blansko.

Secondo le immagini diffuse dai soccorritori, l’intervento sarebbe avvenuto nella cavità “Stará Rasovna – Trativodná chodba”, una delle numerose grotte del sistema carsico del Moravian Karst, nella Repubblica Ceca sud-orientale. L’area di Holštejn è nota per la presenza di complessi reticoli sotterranei e cavità con ventilazione irregolare, dove possono accumularsi sacche naturali di anidride carbonica.

Secondo quanto comunicato dal Servizio Speleologico Ceco (SZS CSS), un gruppo di cinque speleologi in esplorazione è rimasto bloccato nel sottosuolo dopo aver raggiunto una zona con un’elevata concentrazione di anidride carbonica.

L’incidente è avvenuto a circa cento metri dall’ingresso della cavità.

La presenza di anidride carbonica, che come è noto è particolarmente pericolosa negli ambienti sotterranei, così come al di fuori da essi, in ambienti poco ventilati, ha impedito al gruppo di proseguire o uscire in sicurezza.

Determinante si è rivelata la decisione del responsabile della spedizione, che ha immediatamente compreso la gravità della situazione: per evitare tentativi rischiosi di autosoccorso, ha contattatao il numero di emergenza 112.

Sul posto sono intervenuti i soccorritori speleologici del SZS CSS, i Vigili del Fuoco della Regione della Moravia Meridionale (HZS Jihomoravského kraje), il servizio sanitario d’emergenza ZZS JMK e altre unità del sistema integrato di soccorso ceco.

L’operazione si è conclusa positivamente dopo 5 ore e 47 minuti di intervento.

Le Autorità hanno ringraziato tutte le squadre coinvolte per il coordinamento e la professionalità dimostrati durante il salvataggio.

Dove si trova il Carso Moravo

L’intervento è avvenuto nel Moravian Karst, una delle aree carsiche più note della Czech Republic, situata nella regione della Moravia Meridionale, vicino alla città di Blansko. L’area è molto frequentata da speleologi ed escursionisti.

La zona di Holstejn è famosa per il vasto sistema di cavità sotterranee, gole e fiumi ipogei che caratterizzano il Carso Moravo. Nell’area si trovano oltre mille grotte censite, anche se solo una parte è accessibile al pubblico.

Tra le cavità più conosciute figurano le Punkva Caves, celebri per i percorsi sotterranei in barca, e l’Macocha Abyss, un impressionante baratro profondo oltre 130 metri, considerato uno dei simboli naturali della regione.

Un’immagine presa, come le altre, dalla pagina social dell’HZS CR, il Corpo dei Vigili del Fuoco della Repubblica Ceca


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  • Tetide APS lancia il 3° Summer Camp Speleo Young 2026: vivi la natura, esplora e cresci
    Condividi Torna dal 5 al 12 luglio 2026 a Morigerati (SA) il Summer Camp Speleo Young, rivolto a ragazzi e ragazze dai 12 ai 17 anni Dal 5 al 12 luglio 2026, nel suggestivo scenario di Morigerati (SA), nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, torna il Summer Camp Speleo Young, giunto alla sua terza edizione e promosso da Tetide APS. un bellissimo messaggio inclusivo: Hai tra i 12 e 17 anni? Partecipa al Summer Camp Speleo young 2026 Sei genitore di una rag
     

Tetide APS lancia il 3° Summer Camp Speleo Young 2026: vivi la natura, esplora e cresci

Máj 25th 2026 at 05:00

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Torna dal 5 al 12 luglio 2026 a Morigerati (SA) il Summer Camp Speleo Young, rivolto a ragazzi e ragazze dai 12 ai 17 anni

Dal 5 al 12 luglio 2026, nel suggestivo scenario di Morigerati (SA), nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, torna il Summer Camp Speleo Young, giunto alla sua terza edizione e promosso da Tetide APS.

un bellissimo messaggio inclusivo:

Hai tra i 12 e 17 anni? 
Partecipa al Summer Camp Speleo young 2026

Sei genitore di una ragazza o un ragazzo tra i 12 e 17 anni? 
Iscrivila/o al Summer Camp Speleo young 2026

Sei un insegnante? 
Invita i tuoi alunni a partecipare al Summer Camp Speleo young 2026

Sei uno speleologo? 
Contattaci su segreteria@tetide.org  per partecipare come formatore al Summer Camp Speleo young 2026

Il campo estivo è rivolto a ragazzi e ragazze dai 12 ai 17 anni e rappresenta un’opportunità unica per vivere un’esperienza immersiva nella natura, all’insegna dell’avventura, della scoperta e della crescita personale.

Esperienza che fanno crescere (bene) tra grotte, fiumi e sentieri, anche grazie a una rete di collaborazioni sul territorio

Il programma propone attività coinvolgenti pensate per avvicinare i giovani al patrimonio naturalistico del territorio cilentano:

  • esplorazioni speleologiche in grotte e ambienti sotterranei
  • escursioni lungo sentieri naturalistici
  • attività di torrentismo e esperienze fluviali
  • laboratori e incontri formativi dedicati alla tutela degli ecosistemi

Attraverso queste esperienze, i partecipanti avranno modo di sviluppare spirito di gruppo, autonomia e consapevolezza ambientale, imparando a conoscere e rispettare la natura in modo diretto e coinvolgente.

Il progetto è realizzato da Tetide APS con il supporto delle Amministrazioni Comunali di Morigerati e Caselle in Pittari, in collaborazione con L@S APS, Associazione Zap!, Transluoghi – Ecomuseo del Bussento Contemporaneo e la Cooperativa Sociale Labor Limae.

L’iniziativa gode inoltre del patrocinio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, della Società Speleologica Italiana ETS, della Federazione Speleologica Campana e dell’Associazione Italiana Cultura Sport – APS Comitato Provinciale Salerno.

Quote di partecipazione

Sono previste due modalità di partecipazione:

  • Quota A – € 350,00: pensione completa, alloggio, attività, attrezzature, assicurazione e spostamenti inclusi
  • Quota B – € 150,00: attività, attrezzature, assicurazione, spostamenti e pranzo al sacco

È previsto uno sconto di € 20,00 per fratelli.
La tessera associativa Tetide (€ 10,00 per i non soci) e le spese personali non sono incluse.

Informazioni e iscrizioni

Per partecipare o richiedere maggiori informazioni: mail: info@tetide.orgtel 3299064395 – 3482974991

https://www.scintilena.com/dal-cilento-alle-grotte-torna-il-summer-camp-speleo-young/04/30/

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  • Io t’avrei portato sulla luna ma a te bastava vederla dal divano
    Condividi Incidente speleo-subacqueo Maldive, il mio pensiero.   di Agnese De Montis Pubblichiamo volentieri le riflessioni molto profonde di una nostra lettrice, speleologa, sulla libertà di essere speleologi. “Io t’avrei portato sulla luna ma a te bastava vederla dal divano“   In questi giorni i titoli di giornale recitano: “Tornare sui propri passi”, “Imprudenti”, “Inesperti”.   Mi dispiace sempre sentire come alcuni giornalisti parlino di questo tipo di incidenti. Da
     

Io t’avrei portato sulla luna ma a te bastava vederla dal divano

Máj 24th 2026 at 11:00

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Incidente speleo-subacqueo Maldive, il mio pensiero. 

 di Agnese De Montis

Pubblichiamo volentieri le riflessioni molto profonde di una nostra lettrice, speleologa, sulla libertà di essere speleologi.

Io t’avrei portato sulla luna ma a te bastava vederla dal divano

 

In questi giorni i titoli di giornale recitano:

Tornare sui propri passi”, “Imprudenti”, “Inesperti”.

 

Mi dispiace sempre sentire come alcuni giornalisti parlino di questo tipo di incidenti. Da piccola ero affascinata dal giornalismo, era quello che avrei voluto fare “da grande”.

Il mio interesse si è infranto quando ho capito che oggi essere giornalista mainstream significa raccontare fatti impregnandoli di luoghi comuni, raccontarli come la gente li vuole sentire e non come sono nella realtà. Insomma, raccontare, ma senza far riflettere troppo. Limitarsi a dire, senza spiegare. Anzi, alimentare luoghi comuni fa comodo, per raccogliere quante più visualizzazioni possibili. Forse a nessuno interessa davvero capire? Quello che mi dispiace, in definitiva, è rendermi conto, ogni volta, di come funzioni la mente della gran parte delle persone che abitano questo mondo. Di quanto non si riesca mai a comprendere discipline come la speleologia e di quanto, consequenzialmente, ci si affretti subito a criticarle senza riflettere davvero su cosa si stia dicendo. Eppure – mi dico – “ma non era questo”? Non è forse questo a renderci umani? Il bisogno di conoscere, di scoprire, di porsi delle domande, andare a vedere, toccare con mano. Sentire, testare, condividere. 

Andare avanti. Andare oltre.

Migliorare e migliorarsi.

Ora lo dico in senso metaforico: c’è stato un periodo della mia vita in cui non mi davo pace; non capivo come alcune persone potessero funzionare diversamente da così.

Della mia umile esperienza, ricordo le prime uscite fatte in grotta. Una volta chiesi alla persona che frequentavo all’epoca se avessimo potuto vederci un altro giorno, perché i miei amici speleo stavano organizzando un’uscita e io volevo andare con loro. “Sono io l’unica grotta che ti dovrebbe interessare” disse scherzando (ma neanche troppo). E allora vieni pure tu, no? 

 

Mi ricordo che una volta scrissi “io t’avrei portato sulla luna ma a te bastava vederla dal divano”. Oggi, continuo a non capire, ma accetto che ad alcune persone basti “vedere le cose” dal divano. Anche se non è così che ci siamo evoluti. Anche se non è così che secondo me dovrebbe essere. Però, anche loro dovrebbero accettare che c’è chi invece ha bisogno di andare sulla luna, o almeno provarci, senza doverle necessariamente criticare. Chi ci prova, ve lo assicuro, sa benissimo che qualcosa può andare storto e lo ha già messo in conto. Perché a volte possiamo sbagliare, ed è anche questo che ci rende umani. Altre volte, quello che c’è la fuori si rivela troppo più grande di noi; anche questo ci rende umani. A chi dice “inesperto” o “impudente” chiedo: penseresti le stesse cose di un astronauta?

“Tornare sui propri passi”?  Sono proprio questi, i passi di questa gente. Ma… ragazzi, quella è la cazzo di luna!! 

La luna, a volte, è una cima. Una donna, una professione, un ideale. 

A volte, la luna è una grotta.

 

Agnese De Montis

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  • Lo stencil di Sulawesi datato a 67.800 anni è oggi considerato la più antica arte rupestre conosciuta
    Condividi Lo stencil di Sulawesi datato a 67.800 anni è oggi considerato la più antica arte rupestre conosciuta, perché è stato datato con un’età minima molto solida e supera tutti gli altri esempi finora pubblicati. La scoperta è importante non solo per la sua antichità, ma anche perché mostra che la produzione simbolica complessa era già presente in una fase molto precoce della storia di Homo sapiens in Wallacea.[1][2][3] Che cosa è stato trovato Il reperto si trova nella grotta calcarea
     

Lo stencil di Sulawesi datato a 67.800 anni è oggi considerato la più antica arte rupestre conosciuta

Máj 24th 2026 at 10:00

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Lo stencil di Sulawesi datato a 67.800 anni è oggi considerato la più antica arte rupestre conosciuta, perché è stato datato con un’età minima molto solida e supera tutti gli altri esempi finora pubblicati. La scoperta è importante non solo per la sua antichità, ma anche perché mostra che la produzione simbolica complessa era già presente in una fase molto precoce della storia di Homo sapiens in Wallacea.[1][2][3]

Che cosa è stato trovato

Il reperto si trova nella grotta calcarea di Liang Metanduno, sull’isola di Muna, nel sud-est di Sulawesi. Si tratta di uno stencil di mano realizzato con pigmento ocra spruzzato su una mano appoggiata alla parete, con dita che in parte risultano modificate o appuntite, un dettaglio che rende l’immagine particolarmente distintiva.[3][4][5]

Secondo la descrizione degli autori, il motivo è molto discreto e in parte coperto da depositi minerali e da immagini più recenti, il che spiega perché sia rimasto inosservato per molto tempo. Proprio questa “visibilità nascosta” rende la scoperta una delle più sorprendenti dell’archeologia dell’arte rupestre recente.[6][7]

Perché la data è così importante

La data di 67.800 anni rappresenta oggi il record per l’arte rupestre conosciuta, con un margine di oltre mille anni rispetto ai precedenti record attribuiti a contesti iberici legati anche ai Neanderthal. In pratica, lo stencil di Sulawesi ha spostato ancora più indietro l’inizio documentabile della pratica artistica sulle pareti rocciose.[2][3][6][8]

Questo non significa che sia necessariamente il primo atto artistico mai compiuto, ma che è il più antico finora datato in modo affidabile. La distinzione è cruciale: in archeologia conta ciò che si può misurare, non ciò che si ipotizza in astratto.[7][9]

Come è stata ottenuta la datazione

La data non deriva dal pigmento in sé, ma dalle croste di calcite e carbonato di calcio che si sono depositate sopra la pittura. Analizzando queste incrostazioni con datazione uranio-serie, i ricercatori hanno ottenuto un’età minima per l’immagine sottostante.[2][4][9]

Il principio è semplice: se una crosta minerale si è formata sopra il dipinto, il dipinto deve essere più antico della crosta. Per questo il risultato è considerato una data minima, non una data esatta della realizzazione.[7][9][10]

Cosa rende il caso speciale

Il motivo è speciale non solo per l’età, ma anche per il suo stile. Gli studiosi hanno sottolineato che la forma delle dita, volutamente alterata, distingue questo stencil da molte altre mani preistoriche e suggerisce una tradizione locale ben riconoscibile.[3][4][5]

Inoltre, la scoperta si inserisce in una sequenza molto ricca di arte rupestre antica a Sulawesi: prima le pitture figurative e narrative oltre 51.000 anni fa, poi questo stencil ancora più antico. Il risultato è che l’isola appare oggi come uno dei centri più importanti al mondo per lo studio delle origini dell’immaginazione visiva umana.[2][11][12]

Cosa implica per la storia umana

La scoperta suggerisce che le popolazioni umane presenti in Wallacea possedessero già capacità simboliche sofisticate molto prima di quanto si pensasse in passato. Le mani stencil non sono semplici segni tecnici: implicano scelta del supporto, uso intenzionale del pigmento e produzione di un’immagine riconoscibile e socialmente significativa.[1][2][4][13]

Questo rafforza l’idea che l’arte rupestre non sia un’invenzione tardiva o marginale, ma una componente antica del comportamento umano moderno. In più, il fatto che il record sia ora in Indonesia sposta il baricentro della storia dell’arte preistorica lontano da una lettura eurocentrica.[2][8][11][14]

Un limite da tenere presente

Anche se il record è attualmente attribuito a Sulawesi, ogni “più antico” in archeologia resta provvisorio: nuove scoperte possono sempre anticipare la cronologia nota. Per questo è più corretto dire che è la più antica arte rupestre finora conosciuta e attualmente meglio datata.[2][7][8][9]

In sintesi per lo studio

  • Il sito è Liang Metanduno, sull’isola di Muna, in Sulawesi.[3][4]
  • L’opera è uno stencil di mano in ocra con dita in parte modificate.[4][5]
  • La data minima è 67.800 anni, ottenuta con analisi uranio-serie sulle croste di calcite.[2][9]
  • È oggi considerata la più antica arte rupestre conosciuta.[8][2]
  • La scoperta è fondamentale perché mostra una simbolizzazione molto antica e rafforza il ruolo di Sulawesi come area chiave per le origini dell’arte umana.[1][11]

Fonti
[1] Early human symbolic behavior in the Late Pleistocene of Wallacea https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5402422/
[2] Rock art from at least 67,800 years ago in Sulawesi https://www.nature.com/articles/s41586-025-09968-y
[3] Hand stencil in Indonesian cave seen as the oldest-known rock art https://www.reuters.com/science/hand-stencil-indonesian-cave-seen-oldest-known-rock-art-2026-01-21/
[4] Hand shape in Indonesian cave may be world’s oldest known rock art https://www.theguardian.com/science/2026/jan/21/hand-shape-indonesia-cave-rock-art-67800-years-old
[5] World’s oldest cave art discovered in Indonesia’s Muna island https://www.aljazeera.com/news/2026/1/22/worlds-oldest-cave-art-discovered-in-indonesias-muna-island
[6] Hand stencils discovered in an Indonesian cave are oldest-known rock art https://www.abc.net.au/news/science/2026-01-22/oldest-rock-art-hand-prints-sulawesi/106245480
[7] A 67,800-year-old handprint may be the world’s oldest rock art https://www.nytimes.com/2026/01/22/world/asia/indonesia-handprint-rock-art-research.html
[8] Archaeology: Earliest known rock art from Indonesia (Nature) https://www.natureasia.com/en/info/press-releases/detail/9213
[9] Humanity’s oldest known cave art has been discovered in Sulawesi https://theconversation.com/humanitys-oldest-known-cave-art-has-been-discovered-in-sulawesi-273364
[10] A 67,800-Year-Old Handprint May Be the World’s Oldest Rock Art https://www.nytimes.com/2026/01/22/us/indonesia-handprint-rock-art-research.html
[11] Sulawesi, la pittura rupestre che riscrive l’origine dell’arte – Scintilena https://www.scintilena.com/sulawesi-la-pittura-rupestre-che-riscrive-lorigine-dellarte-51-000-anni-di-narrazione-nelle-grotte-indonesiane/03/04/
[12] L’arte rupestre di Sulawesi: la più antica narrazione … https://www.scintilena.com/larte-rupestre-di-sulawesi-la-piu-antica-narrazione-figurativa-dellumanita/01/14/
[13] Hand Traces: Technical Aspects of Positive and Negative Hand-Marking in Rock Art https://www.mdpi.com/2076-0752/3/4/367
[14] Pourquoi l’humain dessinait sur les parois des cavernes ? https://www.mnhn.fr/fr/pourquoi-l-humain-dessinait-sur-les-parois-des-cavernes
[15] SpeleoMedit in italiano: il Ministero della Cultura finanzia la prima … https://www.scintilena.com/speleomedit-in-italiano-il-ministero-della-cultura-finanzia-la-prima-panoramica-sulle-grotte-del-mediterraneo/04/27/
[16] Python Cave e Virus di Marburg: cosa rivela lo studio 2026 – Scintilena https://www.scintilena.com/python-cave-e-virus-di-marburg-cosa-rivela-lo-studio-2026/05/04/
[17] Nuove Creature delle Grotte Scoperte in Spagna – Scintilena https://www.scintilena.com/nuove-creature-delle-grotte-scoperte-in-spagna-un-genere-inedito-e-due-specie-sconosciute-riscrivono-la-fauna-sotterranea-iberica/04/24/
[18] Il ciclo di vita dei Materiali speleo-alpinistici – Scintilena https://www.scintilena.com/materiali-speleo-alpinistici-il-ciclo-di-vita-al-centro-del-iii-corso-nazionale-a-erba-e-monte-marenzo/04/25/
[19] DNA antico dalla Grotta di Stajnia ricostruito DNA Neanderthal https://www.scintilena.com/dna-antico-dalla-grotta-di-stajnia-ricostruito-il-profilo-genetico-del-piu-antico-gruppo-di-neanderthal-delleuropa-centro-orientale/04/24/
[20] Concorso di scrittura creativa – Arte nelle grotte e grotte nell’arte – Scintilena https://www.scintilena.com/concorso-scrittura-creativa-a-palermo-arte-nele-grotte-e-grotte-nellarte/03/03/
[21] Perché le AI Generative Falliscono in Geografia: Errori di … – Scintilena https://www.scintilena.com/perche-le-ai-generative-falliscono-in-geografia-errori-di-localizzazione-prossimita-e-allucinazioni/05/01/
[22] La pittura rupestre di Sulawesi: la più antica narrazione … https://www.scintilena.com/la-pittura-rupestre-di-sulawesi-la-piu-antica-narrazione-figurativa-dellumanita/05/18/
[23] CHIRecuperO: the first italian conference on the rescue and rehabilitation of bats https://www.tutelapipistrelli.it/chirecupero-the-first-italian-conference-on-the-rescue-and-rehabilitation-of-bats/
[24] I Signori dell’Oscurità: Quando la Scienza Svela i Segreti … – Scintilena https://www.scintilena.com/i-signori-delloscurita-quando-la-scienza-svela-i-segreti-dei-pipistrelli-cavernicoli/01/27/
[25] [PDF] primo convegno italiano sul recupero e la riabilitazione dei chirotteri http://www.tutelapipistrelli.it/wp-content/uploads/2015/10/Atti-convegno-CHIRecuperO-2016.pdf
[26] Microplastiche nei Sistemi Carsici: l’Inquinamento … https://www.scintilena.com/microplastiche-nei-sistemi-carsici-linquinamento-silenzioso-che-raggiunge-il-cuore-della-terra/04/26/
[27] XVIIIth International Symposium of Biospeleology – Scintilena https://www.scintilena.com/xviiith-international-symposium-of-biospeleology/06/06/
[28] The effects of climate change on the Pleistocene rock art of Sulawesi https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8119963/
[29] The historical impact of anthropogenic air-borne sulphur on the Pleistocene rock art of Sulawesi https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9748042/
[30] Oldest cave art found in Sulawesi https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7806210/
[31] Liang Metanduno – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Liang_Metanduno
[32] Scientists discovered the world’s oldest rock art in a Sulawesi cave … https://www.facebook.com/laotiantimes/posts/%EF%B8%8F-scientists-discovered-the-worlds-oldest-rock-art-in-a-sulawesi-cave-indonesia-/1323492249804625/
[33] Cave art found in Indonesia could be the world’s oldest The ancient … https://www.facebook.com/WIONews/posts/gravitas-cave-art-found-in-indonesia-could-be-the-worlds-oldestthe-ancient-hand-/1245788850993620/
[34] Indonesia: World’s Oldest Cave Art Found in Sulawesi Scientists say … https://www.instagram.com/reel/DTz6GN8CNLF/?hl=it
[35] This week in Nature: Old masters. The cover shows … – Instagram https://www.instagram.com/p/DU59qZOEiXq/
[36] New discovery! 67,800-year-old rock art in Sulawesi, Indonesia https://www.youtube.com/shorts/PRNL329dZ9Y

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  • Le mani positive e negative sono due tecniche fondamentali dell’arte rupestre
    Condividi Le mani positive e negative sono due tecniche fondamentali dell’arte rupestre: la prima lascia l’impronta diretta della mano pigmentata, la seconda crea una sagoma svuotata tramite spruzzo di colore attorno alla mano appoggiata alla roccia. Il loro studio è importante perché mostra che la mano non è solo un’immagine semplice, ma un gesto tecnico e simbolico che combina corpo, pigmento, superficie e intenzione. Definizione La mano positiva è un’impronta piena ottenuta applican
     

Le mani positive e negative sono due tecniche fondamentali dell’arte rupestre

Máj 24th 2026 at 09:00

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Le mani positive e negative sono due tecniche fondamentali dell’arte rupestre: la prima lascia l’impronta diretta della mano pigmentata, la seconda crea una sagoma svuotata tramite spruzzo di colore attorno

alla mano appoggiata alla roccia. Il loro studio è importante perché mostra che la mano non è solo un’immagine semplice, ma un gesto tecnico e simbolico che combina corpo, pigmento, superficie e intenzione.

Definizione

La mano positiva è un’impronta piena ottenuta applicando pigmento sulla mano e poi premendola contro la parete rocciosa, così che resti la traccia colorata del palmo e delle dita.[3][5]
La mano negativa o stencil è invece la silhouette lasciata quando la mano viene appoggiata sulla roccia e il pigmento viene soffiato o spruzzato attorno ad essa, mentre l’area coperta dalla mano rimane chiara.[2][6]

Queste due forme non sono soltanto varianti estetiche: rappresentano due modi diversi di trasformare il corpo in segno, cioè di convertire una parte fisica del soggetto in immagine durevole. Proprio per questo la mano stencillata è spesso considerata una specie di “traccia” o indice diretto della presenza umana, mentre la mano positiva appare più vicina a un’impronta immediata e intenzionale.[1][7][8]

Mano negativa

La tecnica della mano negativa è la più famosa nell’arte preistorica delle grotte. In pratica, l’autore appoggia una mano sulla roccia e proietta pigmento sopra o attorno ad essa; il metodo può essere eseguito soffiando il colore direttamente dalla bocca oppure usando un supporto cavo, come un osso o una canna, per nebulizzare il pigmento. Il risultato è una sagoma netta, spesso molto leggibile anche a distanza, perché il contorno della mano crea una forte presenza visiva.[1][2][6]

Dal punto di vista tecnico, servono almeno tre condizioni: un pigmento adatto, una superficie rocciosa idonea e una certa padronanza del gesto di spruzzo. La scelta del punto sulla parete, la posizione della mano e la distanza del soffio incidono molto sulla qualità dell’immagine. In molti siti le mani negative sono presenti in serie, segno che la pratica poteva essere ripetuta e condivisa da più persone in una stessa frequentazione della grotta.[2][4][8][1]

Mano positiva

La mano positiva funziona in modo diverso: la mano viene pigmentata e poi pressata direttamente sulla roccia, lasciando una vera impronta colorata. Questa tecnica è meno “a stencil” e più simile a una marcatura corporea diretta, dove il contatto tra mano e parete è totale o quasi totale.[1][3][5]

Tecnologicamente è una procedura semplice, ma non per questo banale. Bisogna preparare l’ocra o altri pigmenti, spesso mescolati con acqua, grasso o leganti naturali, e applicarli in modo uniforme per ottenere una traccia leggibile. In alcuni casi le mani positive possono apparire come mani “tinte” più che come veri disegni, e questo le rende molto interessanti per lo studio della relazione fra gesto, corpo e immagine.[7][1]

Come si realizzavano

Le mani negative richiedono la combinazione di appoggio e nebulizzazione del pigmento, spesso con un gesto controllato e ripetibile. Il pigmento poteva essere disperso con il fiato, oppure tramite un piccolo tubo, una canna o un osso cavo; in alcuni casi si usavano polveri secche, in altri soluzioni liquide.[2][6]

Le mani positive, invece, richiedono l’applicazione diretta del colore sulla pelle prima del contatto con la parete, oppure la stesura del pigmento sulla superficie della mano dopo averlo preparato in una vaschetta o su un supporto improvvisato. In entrambi i casi la scelta della superficie rocciosa non era casuale: servivano zone adatte per texture, umidità, visibilità e significato spaziale.[1][4]

Cosa rivelano

Dal punto di vista archeologico, queste tecniche dimostrano che l’arte rupestre non nasce da un impulso generico, ma da una pratica tecnica già ben strutturata. La ripetizione di mani in luoghi specifici suggerisce un sapere condiviso, trasmesso socialmente, e forse legato a rituali, memoria collettiva o segnali di appartenenza.[1][4][8]

Sul piano simbolico, la mano è un segno eccezionale perché è allo stesso tempo corpo e immagine. Per questo gli studiosi la trattano spesso come una forma limite dell’arte: non è solo rappresentazione, ma anche impronta, presenza, traccia, quasi un passaggio diretto tra soggetto e roccia.[4][7]

Varietà e problemi interpretativi

Le mani non sono tutte uguali: possono essere isolate, in gruppi, sovrapposte, allungate o con dita mancanti. Questa varietà ha alimentato molte ipotesi, dal linguaggio dei segni ai sistemi di conteggio, fino a interpretazioni rituali e identitarie.[1][9][10]

Tuttavia, la prudenza è indispensabile. Il fatto che una mano sia negativa o positiva non basta, da solo, a spiegarne il significato, perché la stessa tecnica può essere usata in contesti diversi con funzioni diverse. L’elemento più solido è che entrambe le tecniche implicano un’azione intenzionale di marcatura del corpo nello spazio roccioso, cioè una forma molto antica di comunicazione visiva.[4][7][8][1]

Da ricordare

  • Mano positiva: impronta piena del pigmento sulla parete.[3][5]
  • Mano negativa: sagoma ottenuta spruzzando pigmento intorno alla mano.[2][6]
  • Tecnica negativa: spesso con soffio orale o tubo/canna cava.[6][2]
  • Elementi necessari: pigmento, superficie adatta, controllo del gesto.[1]
  • Significato: non solo decorazione, ma presenza, memoria, appartenenza o rito.[7][8]

Informazioni di base

Le mani positive e negative sono due modalità tecniche di trasformare il corpo in segno: la prima imprime la mano pigmentata, la seconda ne traccia il contorno tramite spruzzo; entrambe testimoniano una forte intenzionalità simbolica e una notevole competenza tecnica.[1][7]

Fonti
[1] Hand Traces: Technical Aspects of Positive and Negative Hand-Marking in Rock Art https://www.mdpi.com/2076-0752/3/4/367
[2] Spray technique | Lascaux cavearcheologie.culture.gouv.fr › lascaux › glossary › spray-technique https://archeologie.culture.gouv.fr/lascaux/en/glossary/spray-technique
[3] Exploring the utility of Geometric Morphometrics to analyse prehistoric hand stencils https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10943054/
[4] Pourquoi l’humain dessinait sur les parois des cavernes ? https://www.mnhn.fr/fr/pourquoi-l-humain-dessinait-sur-les-parois-des-cavernes
[5] Prehistoric hand marks in rock art – Facebook https://www.facebook.com/groups/Archaeology.Prehistoric/posts/672322299583649/
[6] Cave Art Hand stencil at Gorham’s Cave – Gibraltar National Museum https://www.gibmuseum.gi/news/cave-art-hand-stencil-at-gorhams-cave-122
[7] ‘La Main négative’: Limit-Case and Primal Scene of Art https://www.euppublishing.com/doi/10.3366/para.2021.0375
[8] Hand stencils and communal history: A case study from Auwim, East Sepik, Papua New Guinea https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1002/arco.5287
[9] Reevaluating Hand Stencil Phenomena in Cave Art: A Step Forward … https://www.cambridge.org/core/journals/cambridge-archaeological-journal/article/reevaluating-hand-stencil-phenomena-in-cave-art-a-step-forward-towards-the-characterization-of-symbolic-patterns-during-the-upper-palaeolithic-in-europe/E867DBB1487323B415E401E3CCEF2042
[10] Gravettian hand stencils as sign language formatives https://royalsocietypublishing.org/rstb/article/376/1824/20200205/31589/Gravettian-hand-stencils-as-sign-language
[11] Grotta della Poesia di Roca: realtà virtuale e intelligenza artificiale … https://www.scintilena.com/grotta-della-poesia-di-roca-realta-virtuale-e-intelligenza-artificiale-per-studiare-le-iscrizioni-messapiche/03/05/
[12] Concorso di scrittura creativa – Arte nelle grotte e grotte nell’arte – Scintilena https://www.scintilena.com/concorso-scrittura-creativa-a-palermo-arte-nele-grotte-e-grotte-nellarte/03/03/
[13] Ghiacciai rocciosi: serbatoi d’acqua nascosti nelle montagne alpine https://www.scintilena.com/ghiacciai-rocciosi-serbatoi-dacqua-nascosti-nelle-montagne-alpine/05/07/
[14] Carta degli antichi acquedotti: gli speleologi italiani mappano … https://www.scintilena.com/carta-degli-antichi-acquedotti-gli-speleologi-italiani-mappano-duemila-anni-di-ingegneria-idraulica/05/04/
[15] Caves 2012: cave as space analogue – Scintilena https://www.scintilena.com/caves-2012-cave-as-space-analogue/08/10/
[16] Baltic Speleological Congress 2007 – Comunicato Stampa – Scintilena https://www.scintilena.com/baltic-speleological-congress-2007-comunicato-stampa/12/03/
[17] Rocce Verdi nei Pirenei: la Grotta 338 Rivela 4.000 Anni … – Scintilena https://www.scintilena.com/rocce-verdi-nei-pirenei-la-grotta-338-rivela-4-000-anni-di-estrazione-preistorica-del-rame/05/05/
[18] On line l’archivio PDF degli articoli di Novembre 2021 … https://www.scintilena.com/on-line-larchivio-pdf-degli-articoli-di-novembre-2021-di-scintilena/12/01/
[19] Pipistrelli: superstizione, curiosità, cinema, letteratura e sogni https://www.tutelapipistrelli.it/2014/07/24/pipistrelli-superstizione-curiosita-cinema-letteratura-e-sogni/
[20] Tesori nascosti del Carso: nuove scoperte archeologiche rivelano … https://www.scintilena.com/tesori-nascosti-del-carso-nuove-scoperte-archeologiche-rivelano-9000-anni-di-storia-nelle-grotte/10/10/
[21] CHIRecuperO: the first italian conference on the rescue and rehabilitation of bats https://www.tutelapipistrelli.it/chirecupero-the-first-italian-conference-on-the-rescue-and-rehabilitation-of-bats/
[22] La speleologia ungherese compie 100 anni – Scintilena https://www.scintilena.com/la-speleologia-ungherese-compie-100-anni/11/05/
[23] Luxor, scoperta una camera segreta con 22 sarcofagi dei cantori di … https://www.scintilena.com/luxor-scoperta-una-camera-segreta-con-22-sarcofagi-dei-cantori-di-amon-e-otto-papiri-sigillati/03/03/
[24] La conquista del Buio, riprodotta l’illuminazione delle grotte preistoriche da ricercatori spagnoli – Scintilena https://www.scintilena.com/la-conquista-del-buio-riprodotta-lilluminazione-delle-grotte-preistoriche-da-ricercatori-spagnoli/06/21/
[25] Speleologia – In distribuzione il n°68, in parte consultabile ON LINE! – Scintilena https://www.scintilena.com/speleologia-in-distribuzione-il-n68-in-parte-consultabile-on-line/07/29/
[26] Negative Results of Fusing Code and Documentation for Learning to Accurately Identify Sensitive Source and Sink Methods : An Application to the Android Framework for Data Leak Detection https://ieeexplore.ieee.org/document/10123678/
[27] An Overview of Sentiment Analysis in Social Media and Its Applications in Disaster Relief http://link.springer.com/10.1007/978-3-319-30319-2_13
[28] Definition and learning of logic-based kernels for categorical data, and application to collaborative filtering https://www.semanticscholar.org/paper/b1cac3c164208ebbae6314d33ed7cefcdb9327c9
[29] LOOK?NG AT “DESIGN and DESIGNER” FROM a CULTURAL POINT of VIEW http://dergipark.org.tr/en/doi/10.58201/utsobilder.1138287
[30] DynFD: Functional Dependency Discovery in Dynamic Datasets https://openproceedings.org/2019/conf/edbt/EDBT19_paper_32.pdf
[31] Assessment of fault activity by the ESR dating technique https://www.semanticscholar.org/paper/6ce274d09dccad8603d02445844de0aac65f91b2
[32] Hand Stencils in Rock Art: What, How, and Why I The Art Newbie https://www.theartnewbie.com/blog/hand-stencils
[33] hands and feet in rock art https://www.ccsp.it/web/SITOVCS2021/papers/Giorgi.pdf
[34] Hand Traces: Technical Aspects of Positive and Negative https://pdfs.semanticscholar.org/bf67/3db2e7cf1390568ea671ffae8f7049c3c2cc.pdf
[35] Hand Stencil | Techniques & Processes, Premodern Culture – Impart https://imp-art.org/definitions/hand-stencil/
[36] Griffith researchers have discovered a 67,800 year old hand stencil … https://www.instagram.com/reel/DTzU_1qiacP/?hl=it
[37] From Hands to Geometry: Reading Prehistoric Symbols https://www.theartnewbie.com/blog/prehistoric-symbols
[38] Figurative Art Discovered Deep in Indonesian Cave is the Oldest in the World https://www.ancient-origins.net/news-history-archaeology/figurative-art-0010968
[39] The Case for Hand Stencils and Prints as Proprio-Performative https://pdfs.semanticscholar.org/8d6c/8b83853f0797663fc471b459631627f8c84a.pdf
[40] [PDF] 2014 A PRELIMINARY STUDY OF HAND STENCILS Undoubtedly https://www.ccsp.it/wp-content/uploads/2021/04/bcsp37-38_pp109-122.pdf

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Mani dipinte nella preistoria, il caso Sulawesi riapre il dibattito

Máj 24th 2026 at 08:00

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Lo stencil più antico noto

La scoperta di Sulawesi ha portato a 67.800 anni fa la data minima di uno stencil di mano, oggi considerato il più antico esempio di arte rupestre conosciuto. La notizia rilancia il tema delle mani dipinte nella preistoria e del loro possibile significato simbolico e comunicativo.[1][2]

Il valore delle mani rupestri

Le mani dipinte, positive o negative, sono tra i motivi più riconoscibili dell’arte rupestre preistorica. In ambito speleologico e scientifico le grotte sono lette come archivi naturali, capaci di conservare tracce materiali e culturali per tempi lunghissimi. La mano, come segno di presenza e identità, resta però difficile da interpretare in modo univoco.[2][3][4]

Sulawesi e la datazione

Lo studio pubblicato su Nature ha riguardato stencil di mani nella grotta di Liang Metanduno, sull’isola di Muna, nell’area di Sulawesi. La datazione è stata ottenuta analizzando le croste minerali sopra il pigmento, così da ricavare un’età minima dell’immagine. Questo colloca la pratica in una fase molto antica della storia simbolica umana.[1][2]

Tecnica e diffusione

La mano negativa si ottiene appoggiando la mano sulla parete e spruzzando pigmento attorno al contorno; la mano positiva, invece, usa colore applicato direttamente sulla mano . Motivi simili compaiono in molte aree del mondo, dall’Europa all’Australia, fino alle Americhe, segno di una diffusione ampia e non locale. In questo quadro, la continuità tra gesto, corpo e roccia è un tema centrale anche per la lettura speleologica delle cavità decorate.[3][4][2]

Le ipotesi sul significato

Gli studiosi non propongono una sola spiegazione. Le ipotesi più discusse riguardano presenza personale, appartenenza al gruppo, memoria rituale, relazione con il territorio e comunicazione con il mondo invisibile. Alcune mani con dita modificate hanno suggerito anche letture legate a codici gestuali o conteggi, ma queste ricostruzioni restano prudenti e non definitive.[4][3]

Il confronto con l’Australia

L’etnografia aborigena australiana è utile perché mostra come l’arte rupestre possa essere legata a miti, paesaggio e vita sociale . Per gli studiosi, però, non offre una traduzione automatica del Paleolitico. Serve piuttosto a ricordare che un’immagine in grotta può avere funzioni multiple e non ridursi a semplice decorazione.[3][4]

Per la speleologia

Per un notiziario come Scintilena, la scoperta di Sulawesi è rilevante anche perché conferma il ruolo delle grotte come archivi di lunga durata e come luoghi in cui si intrecciano ricerca, conservazione e studio dei segni umani. Le mani dipinte, in questo senso, non sono soltanto un tema di preistoria, ma anche un esempio di come le cavità custodiscano tracce decisive per capire il rapporto tra esseri umani e ambiente sotterraneo. Il nuovo record cronologico non chiude il problema, ma rende ancora più evidente quanto sia antico e complesso il linguaggio delle mani dipinte.[2][4][1][3]


• definizione e tecniche delle mani positive/negative;
• la scoperta 2026 di Sulawesi (circa 67.800 anni) e il suo significato per la cronologia dell’arte rupestre;
• la diffusione globale delle mani dipinte e alcuni siti chiave (Gargas, Cueva de las Manos, complessi australiani);
• le principali ipotesi interpretative (firma personale, coesione sociale, supporto alla memoria mitica, letture sciamaniche, ipotesi mitologico?comparative) con relativi limiti critici;
• il ruolo dell’Australia come “laboratorio” etnografico per capire il nesso tra arte rupestre, mito e identità aborigena;

Preistoria: l’enigma delle mani dipinte

Obiettivi di studio

  • Capire che cosa sono le mani dipinte nell’arte rupestre e perché sono importanti.[3][5]
  • Conoscere la scoperta del 2026 a Sulawesi e la sua rilevanza cronologica.[2][1]
  • Ripassare le principali ipotesi interpretative sul significato delle mani dipinte.[4][3]
  • Comprendere perché l’etnografia aborigena australiana aiuta a formulare ipotesi, ma non fornisce “traduzioni” automatiche del Paleolitico.[6][3]

1. Che cosa sono le mani dipinte

Le mani dipinte sono impronte o sagome di mani umane realizzate sulle pareti rocciose, soprattutto in grotta, mediante due tecniche principali: la mano positiva e la mano negativa, cioè lo stencil. La mano positiva si ottiene appoggiando la mano pigmentata sulla roccia, mentre la mano negativa si crea appoggiando la mano nuda alla parete e spruzzando colore intorno al suo contorno.[2][5]

Queste immagini sono tra i motivi più riconoscibili e persistenti dell’arte rupestre preistorica, e la loro ricorrenza in regioni molto lontane suggerisce che rispondessero a bisogni simbolici profondi, non a un gesto casuale o puramente decorativo. Proprio perché la mano è insieme corpo, identità, gesto e presenza, essa costituisce un segno particolarmente potente dal punto di vista cognitivo e sociale.[3][4]

2. La scoperta di Sulawesi

Nel gennaio 2026 uno studio pubblicato su Nature ha annunciato che alcuni stencil di mani nella grotta di Liang Metanduno, sull’isola di Muna nell’area di Sulawesi, hanno un’età minima di almeno 67.800 anni. Questa datazione li rende la più antica arte rupestre conosciuta al mondo secondo le evidenze disponibili finora.[1][2]

La data è stata ottenuta analizzando sottili croste minerali formatesi sopra il pigmento, un metodo che permette di stabilire un’età minima dell’immagine perché la crosta deve essere necessariamente successiva alla pittura. La scoperta rafforza anche l’idea che l’Asia sud-orientale insulare sia stata un centro molto importante per lo sviluppo precoce del comportamento simbolico umano durante le migrazioni verso Sahul, cioè il grande blocco preistorico che comprendeva Australia e Nuova Guinea.[7][8][1][2]

Un dettaglio molto discusso è che alcune dita sembrano allungate o rese appuntite, come se la sagoma della mano fosse stata volutamente trasformata. Questo fa pensare che non si trattasse solo di “lasciare un’impronta”, ma di costruire un’immagine con valore simbolico, forse legata a metamorfosi, animalizzazione o identità rituali che oggi non sappiamo più decifrare con certezza.[4][1][2][3]

3. Diffusione mondiale

Le mani dipinte non sono un fenomeno locale di Sulawesi, ma compaiono in molte aree del mondo preistorico, dalle grotte europee ai siti sudamericani, dall’Africa all’Australia. Questa diffusione transcontinentale è uno dei motivi per cui la domanda sul loro significato è così importante: non si tratta di una tradizione isolata, ma di una forma espressiva ricorrente in gruppi umani molto diversi.[9][5][3]

In Europa, le mani negative sono note in vari complessi paleolitici; in Sud America il caso più celebre è la Cueva de las Manos in Argentina; in Australia, la lunga continuità dell’arte rupestre indigena offre un osservatorio eccezionale per confronti interpretativi.

Il fatto che lo stesso motivo compaia in contesti geografici e cronologici lontani non dimostra un unico significato universale, ma indica che la mano funzionava come segno particolarmente efficace per esprimere presenza, appartenenza o relazione con uno spazio significativo.[6][3][4]

4. Tecniche e forme

Le due forme principali sono dunque:

  • mani positive, cioè impronte lasciate con pigmento applicato direttamente sulla mano;[5]
  • mani negative, cioè silhouette lasciate spruzzando colore attorno alla mano appoggiata alla parete.[2][5]

Gli stencil negativi richiedono una certa padronanza tecnica, perché bisogna preparare il pigmento, scegliere la distanza giusta, controllare il soffio e usare una superficie adatta. In molti casi, quindi, non si tratta di un gesto impulsivo, ma di un’azione codificata e probabilmente condivisa da una comunità.[3][5][2]

Alcune mani mostrano variazioni insolite, come dita piegate, mancanti o trasformate, e ciò ha generato molte ipotesi interpretative. In passato questi dettagli sono stati letti come mutilazioni reali, codici di conteggio o linguaggi gestuali, ma oggi prevale maggiore prudenza, perché le stesse forme possono dipendere da posture volontarie delle dita, convenzioni iconiche o significati rituali che non possediamo più.[4][5][3]

5. La grande domanda: perché dipingere le mani?

La domanda centrale è questa: perché tanti esseri umani, in epoche e continenti diversi, hanno sentito il bisogno di lasciare la propria mano sulla roccia? La risposta più solida oggi non è una formula unica, ma l’idea che l’arte rupestre fosse un mezzo di comunicazione simbolica, memoria e relazione, il cui significato dipendeva dal contesto sociale e rituale di ciascun gruppo.[9][3][4]

Il Muséum national d’Histoire naturelle francese sottolinea che l’arte parietale è probabilmente dettata da un bisogno impellente di comunicare, ma che tali messaggi restano difficili da interpretare perché i loro codici simbolici ci sfuggono. Questo vale in modo speciale per le mani: sono immagini semplici da vedere, ma estremamente difficili da spiegare in modo definitivo.[3]

6. Ipotesi interpretative principali

6.1 Firma personale o presenza individuale

Una prima ipotesi vede nelle mani una forma di auto-segnatura, cioè la dichiarazione “io sono stato qui”. In questa lettura, la mano sarebbe una sorta di firma corporea, il segno più immediato dell’identità di una persona o della sua partecipazione a un evento collettivo.[5][3]

Questa interpretazione è intuitiva e convincente fino a un certo punto, ma da sola non basta, perché molte mani appaiono in gruppi ordinati, in luoghi specifici e in associazione con altri motivi simbolici. Questo suggerisce che la mano non fosse solo un gesto individuale, ma anche parte di sistemi più complessi di significato.[4][5][3]

6.2 Appartenenza e coesione sociale

Una seconda ipotesi interpreta le mani come segni di appartenenza al gruppo, alla comunità o a una tradizione rituale condivisa. Lasciare la mano su una parete poteva equivalere a iscriversi simbolicamente in una memoria collettiva, a mostrare presenza nel gruppo o a partecipare a una pratica socialmente riconosciuta.[6][3]

Questa lettura è particolarmente plausibile quando le mani compaiono in gran numero nello stesso luogo, quasi a costruire un archivio visivo delle presenze umane. In questo senso, la parete diventerebbe uno spazio sociale, non solo una superficie artistica.[5][3]

6.3 Memoria, mito e trasmissione

Un’altra ipotesi forte è che le mani servissero da supporti alla memoria di racconti, antenati, eventi o percorsi mitici. In molte interpretazioni contemporanee dell’arte rupestre, le immagini non illustrano semplicemente qualcosa, ma aiutano a ricordare narrazioni che venivano trasmesse oralmente e riattivate nel rito.[3][4]

Questa idea acquista particolare forza quando si guarda all’etnografia australiana, dove molte immagini rupestri sono collegate a storie ancestrali e a relazioni con il territorio. In tale prospettiva, la mano potrebbe non significare solo “una mano”, ma richiamare una persona, una storia, un antenato o un diritto rituale su un luogo.[10][6][3]

6.4 Comunicazione con il mondo invisibile

Una linea interpretativa molto diffusa nel Novecento collega l’arte rupestre a pratiche religiose, sciamaniche o a stati di coscienza alterata. In questo quadro, le mani potrebbero rappresentare tracce lasciate in uno spazio di contatto tra il mondo umano e un mondo altro, fatto di spiriti, antenati o forze invisibili.[11][4][3]

Questa ipotesi rimane affascinante ma discussa, perché è difficile provarla direttamente con i soli dati archeologici. Alcuni studi recenti hanno persino proposto che l’ambiente profondo delle grotte, con fumo, scarsa ventilazione e ipossia, potesse favorire stati alterati durante la realizzazione delle immagini, ma si tratta di spiegazioni ancora molto dibattute e non sufficienti da sole a spiegare il fenomeno.[11][4][3]

6.5 Codici, conteggi, linguaggi delle dita

Nel caso delle mani con dita incomplete o piegate, si è spesso pensato a sistemi di conteggio, linguaggi gestuali o codici convenzionali. L’idea è suggestiva, ma finora non esiste una dimostrazione condivisa e sistematica che confermi un vero “alfabeto delle mani” valido in modo generale.[4][5]

Oggi molti studiosi preferiscono considerare queste ipotesi come possibilità aperte ma non dimostrate. Le forme delle dita possono dipendere da posture intenzionali, effetti tecnici o significati locali diversi da sito a sito.[5][3][4]

7. L’Australia come laboratorio interpretativo

L’Australia occupa un posto speciale in questo dibattito perché conserva una tradizione rupestre aborigena di eccezionale continuità temporale e profondità culturale. Alcuni complessi d’arte rupestre australiana hanno età molto antiche, e soprattutto esistono testimonianze etnografiche e storiche che mostrano come l’arte su roccia possa essere legata a miti, territorio, genealogie e pratiche rituali.[10][6]

Questo non significa che le mani paleolitiche europee o indonesiane possano essere “tradotte” usando direttamente i significati aborigeni moderni. Significa però che l’etnografia dimostra una cosa fondamentale: l’arte rupestre può essere un mezzo vivo di memoria sociale, identità, spiritualità e legame con il paesaggio.[6][3]

Nei sistemi culturali aborigeni, molte immagini sono connesse al Dreaming o Tempo del Sogno, cioè alla trama ancestrale che collega esseri, luoghi, norme e percorsi sul territorio. In questa prospettiva, dipingere non significa semplicemente rappresentare, ma attivare relazioni tra persone, antenati e spazio.[10][6]

8. Cosa insegna il confronto etnografico

Il confronto etnografico insegna soprattutto prudenza metodologica. Da un lato, mostra che immagini apparentemente semplici possono avere significati ricchissimi e stratificati; dall’altro, ricorda che non bisogna trasferire automaticamente interpretazioni moderne o recenti a contesti di decine di migliaia di anni fa.[3][4]

Per lo studio delle mani dipinte, questo vuol dire evitare due errori opposti: pensare che siano “solo decorazioni” oppure credere di possederne la chiave definitiva. La posizione più rigorosa consiste nel combinare archeologia, studio dei pigmenti, datazioni, disposizione spaziale delle immagini e confronti antropologici controllati.[1][4][3]

9. Cosa cambia con Sulawesi

La scoperta di Sulawesi non risolve l’enigma, ma cambia la scala del problema. Se esseri umani producevano stencil di mani già quasi 68.000 anni fa, allora questa pratica appartiene a una fase molto antica dell’evoluzione simbolica umana e non può essere considerata un fenomeno tardo o marginale.[7][1][2]

Inoltre, il fatto che l’arte rupestre così antica emerga in Wallacea suggerisce che le popolazioni in migrazione verso Sahul possedessero già repertori simbolici complessi e forse li stessero trasformando in nuovi ambienti insulari. Le mani di Sulawesi non sono quindi soltanto un record cronologico: sono la prova che la relazione tra corpo, segno e roccia ha radici profondissime nella storia della nostra specie.[8][7][1][3]

10. Interpretazione più convincente oggi

L’interpretazione più equilibrata oggi è che le mani dipinte fossero segni polifunzionali. Potevano indicare presenza individuale, appartenenza collettiva, partecipazione rituale, memoria narrativa e relazione con luoghi speciali, tutto insieme e in forme diverse a seconda delle culture e dei momenti storici.[4][3]

In altre parole, la domanda “perché dipingevano le mani?” probabilmente non ha una sola risposta. Proprio come la scrittura, i simboli religiosi o i monumenti possono avere più funzioni contemporaneamente, anche le mani rupestri potevano agire su più livelli: personale, sociale, mitico e spirituale.[3][4]

11. Punti chiave da ricordare

  • Le mani dipinte sono tra i motivi più antichi e diffusi dell’arte rupestre preistorica.[5][3]
  • Lo stencil di Sulawesi datato a 67.800 anni è attualmente la più antica arte rupestre conosciuta.[1][2]
  • Le mani negative si realizzano spruzzando pigmento attorno alla mano appoggiata alla roccia.[2][5]
  • Il loro significato resta incerto, ma gli studiosi propendono per funzioni simboliche e comunicative, non decorative.[4][3]
  • Le ipotesi principali riguardano identità personale, appartenenza sociale, memoria mitica, ritualità e comunicazione con l’invisibile.[11][3][4]
  • L’etnografia aborigena australiana mostra che l’arte rupestre può avere relazioni profonde con territorio, miti e vita sociale.[10][6]
  • Nessuna teoria unica spiega tutti i casi; serve un approccio comparativo e prudente.[3][4]

13. Domande di ripasso

  1. Che differenza c’è tra una mano positiva e una mano negativa nell’arte rupestre?[5]
  2. Perché la scoperta di Sulawesi del 2026 è così importante per la cronologia dell’arte preistorica?[1][2]
  3. Per quali ragioni le mani dipinte non possono essere interpretate come semplici decorazioni?[4][3]
  4. Quali sono le principali ipotesi sul significato delle mani dipinte?[3][4]
  5. Perché l’Australia viene considerata un laboratorio utile per interpretare l’arte rupestre?[6][10]
  6. In che senso la mano può essere letta come segno di presenza individuale e al tempo stesso collettiva?[3]
  7. Quali cautele servono nell’uso dell’etnografia per interpretare la preistoria?[4][3]
  8. Che cosa suggerisce l’aspetto modificato di alcune dita nelle mani di Sulawesi?[2][1]
  9. Quali limiti presenta l’ipotesi di un linguaggio delle dita o di un sistema di conteggio?[5][4]
  10. Perché oggi gli studiosi preferiscono spiegazioni multiple anziché una teoria unica?[4][3]

14. Flashcard

D1. Che cos’è una mano negativa?
R1. È una sagoma ottenuta appoggiando la mano alla roccia e spruzzando pigmento attorno al suo contorno.[2][5]

D2. Dove si trova oggi la più antica mano dipinta conosciuta?
R2. A Liang Metanduno, nell’area di Sulawesi, in Indonesia.[1][2]

D3. Quanti anni ha circa lo stencil più antico di Sulawesi?
R3. Almeno 67.800 anni.[1][2]

D4. Che cosa suggerisce la diffusione mondiale delle mani dipinte?
R4. Che rispondessero a bisogni simbolici ricorrenti e importanti in società diverse.[9][3]

D5. Qual è la funzione interpretativa più generale oggi accettata?
R5. Le mani fanno parte di una comunicazione simbolica complessa, non puramente decorativa.[3][4]

D6. Perché l’etnografia australiana è utile?
R6. Perché mostra che l’arte rupestre può essere legata a miti, territorio, identità e rituali.[10][6]

D7. Le mani di Sulawesi erano semplici impronte casuali?
R7. No, alcuni dettagli come le dita modificate suggeriscono una costruzione intenzionale dell’immagine.[2][1]

D8. Esiste una spiegazione unica del significato delle mani dipinte?
R8. No, oggi prevale un modello interpretativo plurale e prudente.[4][3]

15. Mini sintesi finale da memorizzare

Le mani dipinte sono uno dei segni più antichi, semplici e potenti dell’arte rupestre umana. La scoperta di Sulawesi, datata a 67.800 anni, mostra che questa pratica era già presente in una fase remotissima della storia simbolica della nostra specie. Il loro significato preciso resta incerto, ma le ipotesi più solide le collegano a identità, memoria, appartenenza, ritualità e comunicazione simbolica, mentre il confronto con l’Australia aborigena insegna che immagini apparentemente semplici possono custodire sistemi culturali molto complessi.[6][1][2][5][3]

Fonti
[1] Rock art from at least 67,800 years ago in Sulawesi – Nature https://www.nature.com/articles/s41586-025-09968-y
[2] Hand stencils discovered in an Indonesian cave are oldest-known … https://www.abc.net.au/news/science/2026-01-22/oldest-rock-art-hand-prints-sulawesi/106245480
[3] Pourquoi l’humain dessinait sur les parois des cavernes ? https://www.mnhn.fr/fr/pourquoi-l-humain-dessinait-sur-les-parois-des-cavernes
[4] Pourquoi ils ont peint dans les grottes https://www.scienceshumaines.com/pourquoi-ils-ont-peint-dans-les-grottes_fr_44907.html
[5] Exploring the utility of Geometric Morphometrics to analyse prehistoric hand stencils https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10943054/
[6] Ancient Aboriginal rock art, African sites make UNESCO World … https://www.aljazeera.com/news/2025/7/11/endangered-aboriginal-rock-art-gets-unesco-world-heritage-status
[7] Early human symbolic behavior in the Late Pleistocene of Wallacea https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5402422/
[8] Hand-stencil motifs found in caves in Sulawesi, Indonesia, dating to … https://www.facebook.com/NaturePortfolioJournals/posts/hand-stencil-motifs-found-in-caves-in-sulawesi-indonesia-dating-to-at-least-6780/1366931288796467/
[9] Pourquoi les hommes et femmes de la Préhistoire peignaient-ils … https://www.nationalgeographic.fr/histoire/sciences-paleoanthropologie-pourquoi-les-hommes-et-femmes-de-la-prehistoire-peignaient-ils-dans-les-cavernes
[10] Burrup Peninsula rock art gallery to be nominated for UNESCO … https://murujuga.org.au/burrup-peninsula-rock-art-gallery-to-be-nominated-for-unesco-world-heritage-listing/
[11] Science décalée : les artistes préhistoriques étaient-ils shootés pour réaliser leurs peintures rupestres ? https://www.futura-sciences.com/sciences/actualites/archeologie-science-decalee-artistes-prehistoriques-etaient-ils-shootes-realiser-leurs-peintures-rupestres-86744/
[12] The effects of climate change on the Pleistocene rock art of Sulawesi https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8119963/
[13] Oldest cave art found in Sulawesi https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7806210/
[14] A reassessment of the early archaeological record at Leang Burung 2, a Late Pleistocene rock-shelter site on the Indonesian island of Sulawesi https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5894965/
[15] SpeleoMedit in italiano: il Ministero della Cultura finanzia la prima … https://www.scintilena.com/speleomedit-in-italiano-il-ministero-della-cultura-finanzia-la-prima-panoramica-sulle-grotte-del-mediterraneo/04/27/
[16] Microplastiche nei Sistemi Carsici: l’Inquinamento … https://www.scintilena.com/microplastiche-nei-sistemi-carsici-linquinamento-silenzioso-che-raggiunge-il-cuore-della-terra/04/26/
[17] Perché le AI Generative Falliscono in Geografia: Errori di … – Scintilena https://www.scintilena.com/perche-le-ai-generative-falliscono-in-geografia-errori-di-localizzazione-prossimita-e-allucinazioni/05/01/
[18] Neve, rocce fratturate e droni: così si studia l’acqua nascosta dell … https://www.scintilena.com/neve-rocce-fratturate-e-droni-cosi-si-studia-lacqua-nascosta-dellappennino/04/29/
[19] Slovenia – Welcome to Karstology doctoral study – Scintilena https://www.scintilena.com/slovenia-welcome-to-karstology-doctoral-study/02/16/
[20] Sette ghepardi mummificati nelle grotte dell’Arabia – Scintilena https://www.scintilena.com/sette-ghepardi-mummificati-nelle-grotte-dellarabia-una-scoperta-che-riscrive-la-storia-naturale/01/17/
[21] In Australia la Scoperta del Gabarnmung Rock Shelter Rivela Arte Aborigena di 35.500 Anni Fa – Scintilena https://www.scintilena.com/in-australia-la-scoperta-del-gabarnmung-rock-shelter-rivela-arte-aborigena-di-35-500-anni-fa/11/12/
[22] Python Cave e Virus di Marburg: cosa rivela lo studio 2026 – Scintilena https://www.scintilena.com/python-cave-e-virus-di-marburg-cosa-rivela-lo-studio-2026/05/04/
[23] La newsletter BCRA di marzo 2026 annuncia workshop, escursioni … https://www.scintilena.com/ora-ho-raccolto-informazioni-sufficienti-per-scrivere-larticolo-procedo-con-la-stesura/03/05/
[24] Esplorazioni dei nativi americani e datazioni al radiocarbonio alla Grotta di Helms Deep, Tennessee – Scintilena https://www.scintilena.com/esplorazione-indigena-e-datazioni-al-radiocarbonio-alla-grotta-di-helms-deep-tennessee/07/27/
[25] Nuove Creature delle Grotte Scoperte in Spagna – Scintilena https://www.scintilena.com/nuove-creature-delle-grotte-scoperte-in-spagna-un-genere-inedito-e-due-specie-sconosciute-riscrivono-la-fauna-sotterranea-iberica/04/24/
[26] 13 Settembre: il Mondo Celebra le Grotte — Postojna ospita la prima … https://www.scintilena.com/13-settembre-il-mondo-celebra-le-grotte-postojna-ospita-la-prima-giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo/04/12/
[27] Evaporiti UNESCO: cosa è cambiato in due anni tra ricerca … https://www.scintilena.com/evaporiti-unesco-cosa-e-cambiato-in-due-anni-tra-ricerca-tutela-e-sfide-ancora-aperte/01/27/
[28] Il ciclo di vita dei Materiali speleo-alpinistici – Scintilena https://www.scintilena.com/materiali-speleo-alpinistici-il-ciclo-di-vita-al-centro-del-iii-corso-nazionale-a-erba-e-monte-marenzo/04/25/
[29] 99 cose da sapere se abiti in un territorio carsico – Scintilena https://www.scintilena.com/come-riconoscere-se-vivi-in-un-territorio-carsico/06/06/
[30] Oldest cave painting dated in Sulawesi – Bradshaw Foundation https://www.bradshawfoundation.com/asia/indonesia/oldest_cave_painting_dated_in_sulawesi/index.php
[31] Rock art from at least 67,800 years ago in Sulawesi | UK Caving https://ukcaving.com/board/index.php?threads%2Frock-art-from-at-least-67-800-years-ago-in-sulawesi.34068%2F
[32] Griffith researchers have discovered a 67,800 year old hand stencil … https://www.instagram.com/reel/DTzU_1qiacP/?hl=it
[33] Cave art found in Indonesia could be the world’s oldest The ancient … https://www.facebook.com/WIONews/posts/gravitas-cave-art-found-in-indonesia-could-be-the-worlds-oldestthe-ancient-hand-/1245788850993620/
[34] Murujuga rock art granted World Heritage status | ABC NEWS https://www.youtube.com/watch?v=OFc-pT0j4IE
[35] Lab Notes: The oldest rock art in the world…that we know of https://www.abc.net.au/listen/programs/lab-notes/lab-notes-the-oldest-rock-art-in-the-world-that-we-know-of/106246264

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  • Briganti e grotte garganiche, tra mito e memoria
    Condividi Nel Gargano le grotte e il brigantaggio si intrecciano in racconti tramandati, tracce storiche e paesaggi carsici che continuano a segnare l’identità locale. Grotte e cultura garganica Nel Gargano le grotte non sono soltanto cavità naturali. Sono parte della cultura locale e della memoria collettiva. La tradizione le lega a racconti popolari, devozione religiosa e vicende di lunga durata, in un rapporto che unisce geologia e storia umana. Questa presenza è così radicata da tra
     

Briganti e grotte garganiche, tra mito e memoria

Máj 24th 2026 at 07:00

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Nel Gargano le grotte e il brigantaggio si intrecciano in racconti tramandati, tracce storiche e paesaggi carsici che continuano a segnare l’identità locale.

Grotte e cultura garganica

Nel Gargano le grotte non sono soltanto cavità naturali. Sono parte della cultura locale e della memoria collettiva. La tradizione le lega a racconti popolari, devozione religiosa e vicende di lunga durata, in un rapporto che unisce geologia e storia umana.


Questa presenza è così radicata da trasformare ogni cavità in un luogo di narrazione. Le storie si mescolano ai fatti, e il confine tra leggenda e realtà resta spesso sottile. Per questo le grotte garganiche vengono ricordate come spazi di passaggio, rifugio e mistero.

Brigantaggio e rifugi ipogei

Il tema del brigantaggio si inserisce con forza in questo quadro. Le grotte, per la loro posizione e per la loro morfologia, offrirono riparo, nascondiglio e deposito per uomini in fuga e per i loro beni.


Nel racconto locale, le cavità diventano così luoghi strategici. Servivano a sfuggire ai controlli, a celare armi e a proteggere bottini. La geografia del Gargano, con i suoi rilievi e i suoi anfratti, si è prestata bene a questo uso.

I casi ricordati

Tra gli esempi più citati figura Gabriele Gilardi, noto come “Briele Jalardë”, brigante ottocentesco di San Paolo Civitate, associato alla “Rottë dë Jalardë” e alla Grotta Paglicci nel territorio di Rignano Garganico.


Le narrazioni parlano anche di un tesoro sepolto da Gilardi e dai suoi compagni. La vicenda ha alimentato ricerche, tentativi e nuove versioni del racconto, senza che emergessero prove definitive.


Un altro episodio riguarda alcuni presunti avventurieri dei primi decenni del Novecento, che avrebbero usato “Lu Rutèljë” credendolo un libro di riti satanici. La storia è entrata nella tradizione orale come esempio di superstizione e fraintendimento.[1]

Leggende locali

A Vico del Gargano resiste il ricordo di una grotta legata a “Lu Zambre”, soprannome di Angelo Maria del Sambro, indicato dalla tradizione come capo-brigante che avrebbe nascosto il ricavato delle sue scorrerie.[1]


Anche a San Nicandro Garganico ricorrono racconti simili. La Grotta Coppa del Mortaio e la Grotta di Piscina Secca sono associate a presenze brigantesche, ritrovamenti di cimeli e occultamento di beni sottratti.[1]


Nel caso di Piscina Secca, la forma della cavità rende plausibile, almeno dal punto di vista narrativo, l’uso come rifugio. L’ingresso ristretto e lo sviluppo orizzontale hanno favorito l’immaginazione popolare.[1]

Morfologia e suggestione

La forza di queste storie dipende anche dall’aspetto delle grotte. Un ingresso piccolo, un accesso nascosto e una cavità ampia all’interno alimentano l’idea di un luogo adatto alla fuga e alla conservazione di oggetti preziosi.[1]
In un territorio dove la frequentazione delle grotte ha avuto per secoli un valore pratico e simbolico, il brigantaggio ha trovato un ambiente già carico di significati. Le cavità non erano solo spazi fisici, ma anche luoghi della paura, della protezione e della memoria.[1]

Memoria e divulgazione

Oggi queste vicende continuano a interessare speleologi, studiosi di storia locale e appassionati di tradizioni popolari. Il valore del racconto non sta solo nella ricerca del tesoro o nella figura del brigante, ma nella lettura del paesaggio come archivio di esperienze umane.[1]


Nel Gargano, le grotte restano quindi un elemento centrale dell’identità del territorio. La loro presenza unisce geologia, oralità e storia sociale, e mantiene vivo un patrimonio narrativo che continua a essere trasmesso.[1]

Fonti

Testo di riferimento fornito nello spazio “Notizie approfondite”, con richiami al materiale di Scintilena e ai contenuti del file locale di supporto.[1]

Fonti
https://www.facebook.com/share/1D47PeJg5B/?mibextid=wwXIfr

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  • Notizie dal CNSAS Liguria
    Condividi 16/17 maggio 2026: esercitazione nel Finalese per la Scuola Regionale della XIII Delegazione Speleologica Liguria del Soccorso Alpino e Speleologico La formazione, nella speleologia come nel soccorso, non è mai un punto d’arrivo ma un percorso continuo fatto di esperienza, aggiornamento e condivisione. La Scuola Regionale della XIII Delegazione Speleologica Liguria del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico rappresenta da anni uno dei riferimenti fondamentali per la prepa
     

Notizie dal CNSAS Liguria

Máj 24th 2026 at 06:00

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16/17 maggio 2026: esercitazione nel Finalese per la Scuola Regionale della XIII Delegazione Speleologica Liguria del Soccorso Alpino e Speleologico

La formazione, nella speleologia come nel soccorso, non è mai un punto d’arrivo ma un percorso continuo fatto di esperienza, aggiornamento e condivisione.

La Scuola Regionale della XIII Delegazione Speleologica Liguria del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico rappresenta da anni uno dei riferimenti fondamentali per la preparazione tecnica e culturale dei volontari impegnati nelle attività di soccorso in ambiente ipogeo.

Di seguito riportiamo integralmente il comunicato del CNSAS.

“Nel weekend del 16 e 17 maggio si è svolta nel Finalese la terza uscita formativa del 2026 della Scuola Regionale della XIII Delegazione Speleologica Liguria del Soccorso Alpino e Speleologico.

Le due giornate di attività si sono concentrate sulle tecniche di movimento di squadra e trasporto in ambiente impervio, con esercitazioni lungo la valle del Rio Mortà e sulle pareti della falesia del Vacché.Le simulazioni hanno permesso ai tecnici di approfondire procedure operative e coordinamento, in ambienti particolarmente adatti alla formazione speleologica.

Al termine delle attività, i momenti di confronto tra tecnici e istruttori hanno rappresentato un’importante occasione di crescita e consolidamento del lavoro di squadra.

Un ringraziamento a tutti i tecnici e agli istruttori che hanno preso parte all’attività formativa”.

Il lavoro della Scuola Regionale conferma quanto la preparazione tecnica, la collaborazione tra squadre e la trasmissione delle competenze siano elementi centrali per garantire interventi efficaci e sicuri.

Un impegno spesso silenzioso, ma fondamentale, che continua a rafforzare la capacità operativa del Soccorso Alpino e Speleologico sul territorio ligure e nazionale.

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  • Le incisioni rupestri di Garessio arrivano su La Stampa: il Riparo degli Oranti continua a far parlare di sé
    Condividi Le misteriose incisioni rupestri del Riparo degli Oranti, nel territorio di Garessio, continuano ad attirare attenzione anche fuori dagli ambienti specialistici. Per approfondire: Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria (IIPP) – https://www.iipp.it Dopo la pubblicazione scientifica dello studio firmato da Andrea Arcà, Fabio Negrino e Sergio G. Lerma, la notizia è stata ripresa nelle scorse settimane anche da molti, tra cui noi di Scintilena. Recentemente, anche La Stamp
     

Le incisioni rupestri di Garessio arrivano su La Stampa: il Riparo degli Oranti continua a far parlare di sé

Máj 24th 2026 at 05:00

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Le misteriose incisioni rupestri del Riparo degli Oranti, nel territorio di Garessio, continuano ad attirare attenzione anche fuori dagli ambienti specialistici.

Per approfondire: Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria (IIPP) – https://www.iipp.it

Dopo la pubblicazione scientifica dello studio firmato da Andrea Arcà, Fabio Negrino e Sergio G. Lerma, la notizia è stata ripresa nelle scorse settimane anche da molti, tra cui noi di Scintilena.

Recentemente, anche La Stampa ha raccontato al grande pubblico la scoperta di un importante sito rituale dell’età del Ferro nelle Alpi Liguri.

Il sito, situato sul versante sinistro della Val Tanaro a circa 930 metri di quota, è ciò che resta di una cavità naturale collassata ai piedi di una parete calcarea triassica. Oggi appare come un grande riparo sotto roccia, ma conserva tracce di una frequentazione umana antichissima.

Il nome “Riparo degli Oranti” deriva dalla presenza di figure antropomorfe schematiche con le braccia rivolte verso l’alto, una postura interpretata come gesto rituale o di invocazione. Si tratta di una tipologia iconografica ben nota nell’arte rupestre alpina e frequentemente collegata a contesti simbolici e cultuali.

Lo studio pubblicato nel *Bullettino di Paletnologia Italiana* documenta un complesso articolato di incisioni e strutture simboliche. Nel settore principale sono state censite 67 figure, tra cui 37 coppelle, canaletti, antropomorfi schematici e croci greche trifoliate.

Dal punto di vista archeologico, il confronto con i grandi complessi petroglifici della Valcamonica e della Valtellina suggerisce una lunga frequentazione del sito: gli antropomorfi sarebbero attribuibili alla prima età del Ferro, mentre le coppelle potrebbero appartenere a una fase più tarda. Le croci incise sembrano invece riferibili ad epoche medievali o moderne.

Ma uno degli aspetti più interessanti della scoperta riguarda il rapporto tra carsismo e archeologia.

Le figure del settore B sono infatti state realizzate su una placca stalagmitica, cioè una superficie di calcite formatasi all’interno della cavità originaria grazie al lento stillicidio dell’acqua. Questo significa che la concrezione si è formata prima delle incisioni e che gli incisori hanno scelto intenzionalmente quella superficie per incidere le figure.

Non è un dettaglio secondario.

Le incisioni su calcite stalagmitica sono relativamente rare e raccontano molto sia dell’ambiente originario della grotta sia della possibile percezione simbolica dello spazio da parte delle comunità protostoriche. Una superficie chiara, liscia e diversa dal normale calcare poteva essere considerata un supporto “speciale”, forse legato a pratiche rituali o deposizioni votive.

In teoria, proprio la calcite potrebbe anche aiutare a delimitare cronologicamente la realizzazione delle incisioni attraverso future analisi geologiche e geocronologiche.

Il sito mostra inoltre lavorazioni intenzionali della roccia e una distribuzione delle coppelle che suggerisce un utilizzo non casuale dello spazio. Non viene esclusa nemmeno una possibile funzione confinaria: a meno di venti metri dal riparo passa infatti il confine comunale tra Garessio e Ormea.

La documentazione del sito è stata realizzata con metodologie avanzate, tra cui modelli digitali del terreno, rilievi per trasparenza a contatto e catalogazione tramite RARO – RockArt RecOrder, database dedicato alla documentazione dell’arte rupestre.

È uno di quei casi in cui speleologia, geomorfologia e archeologia dialogano direttamente, aiutandosi a vicenda nella lettura di un luogo complesso e stratificato.

Forse è proprio questo l’aspetto più affascinante del Riparo degli Oranti: non solo un sito di arte rupestre, ma un punto d’incontro tra paesaggio carsico, memoria simbolica e frequentazioni umane antiche che continuano ancora oggi a emergere dalla roccia.

Fonti: La Stampa; Scintilena; Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria (IIPP)

Per approfondire: Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria (IIPP) – https://www.iipp.it

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