Le incisioni rupestri di Garessio arrivano su La Stampa: il Riparo degli Oranti continua a far parlare di sé
Le misteriose incisioni rupestri del Riparo degli Oranti, nel territorio di Garessio, continuano ad attirare attenzione anche fuori dagli ambienti specialistici.
Per approfondire: Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria (IIPP) – https://www.iipp.it
Dopo la pubblicazione scientifica dello studio firmato da Andrea Arcà, Fabio Negrino e Sergio G. Lerma, la notizia è stata ripresa nelle scorse settimane anche da molti, tra cui noi di Scintilena.
Recentemente, anche La Stampa ha raccontato al grande pubblico la scoperta di un importante sito rituale dell’età del Ferro nelle Alpi Liguri.
Il sito, situato sul versante sinistro della Val Tanaro a circa 930 metri di quota, è ciò che resta di una cavità naturale collassata ai piedi di una parete calcarea triassica. Oggi appare come un grande riparo sotto roccia, ma conserva tracce di una frequentazione umana antichissima.
Il nome “Riparo degli Oranti” deriva dalla presenza di figure antropomorfe schematiche con le braccia rivolte verso l’alto, una postura interpretata come gesto rituale o di invocazione. Si tratta di una tipologia iconografica ben nota nell’arte rupestre alpina e frequentemente collegata a contesti simbolici e cultuali.
Lo studio pubblicato nel *Bullettino di Paletnologia Italiana* documenta un complesso articolato di incisioni e strutture simboliche. Nel settore principale sono state censite 67 figure, tra cui 37 coppelle, canaletti, antropomorfi schematici e croci greche trifoliate.
Dal punto di vista archeologico, il confronto con i grandi complessi petroglifici della Valcamonica e della Valtellina suggerisce una lunga frequentazione del sito: gli antropomorfi sarebbero attribuibili alla prima età del Ferro, mentre le coppelle potrebbero appartenere a una fase più tarda. Le croci incise sembrano invece riferibili ad epoche medievali o moderne.
Ma uno degli aspetti più interessanti della scoperta riguarda il rapporto tra carsismo e archeologia.
Le figure del settore B sono infatti state realizzate su una placca stalagmitica, cioè una superficie di calcite formatasi all’interno della cavità originaria grazie al lento stillicidio dell’acqua. Questo significa che la concrezione si è formata prima delle incisioni e che gli incisori hanno scelto intenzionalmente quella superficie per incidere le figure.
Non è un dettaglio secondario.
Le incisioni su calcite stalagmitica sono relativamente rare e raccontano molto sia dell’ambiente originario della grotta sia della possibile percezione simbolica dello spazio da parte delle comunità protostoriche. Una superficie chiara, liscia e diversa dal normale calcare poteva essere considerata un supporto “speciale”, forse legato a pratiche rituali o deposizioni votive.
In teoria, proprio la calcite potrebbe anche aiutare a delimitare cronologicamente la realizzazione delle incisioni attraverso future analisi geologiche e geocronologiche.
Il sito mostra inoltre lavorazioni intenzionali della roccia e una distribuzione delle coppelle che suggerisce un utilizzo non casuale dello spazio. Non viene esclusa nemmeno una possibile funzione confinaria: a meno di venti metri dal riparo passa infatti il confine comunale tra Garessio e Ormea.
La documentazione del sito è stata realizzata con metodologie avanzate, tra cui modelli digitali del terreno, rilievi per trasparenza a contatto e catalogazione tramite RARO – RockArt RecOrder, database dedicato alla documentazione dell’arte rupestre.
È uno di quei casi in cui speleologia, geomorfologia e archeologia dialogano direttamente, aiutandosi a vicenda nella lettura di un luogo complesso e stratificato.
Forse è proprio questo l’aspetto più affascinante del Riparo degli Oranti: non solo un sito di arte rupestre, ma un punto d’incontro tra paesaggio carsico, memoria simbolica e frequentazioni umane antiche che continuano ancora oggi a emergere dalla roccia.
Fonti: La Stampa; Scintilena; Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria (IIPP)
Per approfondire: Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria (IIPP) – https://www.iipp.it
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