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Marche, Rossi chiede il riconoscimento della guida canyoning

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La proposta punta a distinguere le competenze tra attività in grotta e torrentismo, sulla scia del modello già adottato in Umbria.

La richiesta in Consiglio regionale

Il vice presidente del Consiglio regionale delle Marche, Giacomo Rossi, ha chiesto alla Regione di riconoscere la qualifica di guida canyoning. La proposta nasce dalla crescita di questa attività nel territorio marchigiano e dalla sua progressiva distinzione rispetto alla guida speleologica tradizionale.[1][2]

Rossi richiama la Legge regionale n. 4 del 23 gennaio 1996, che disciplina le professioni nel turismo e nel tempo libero. La norma individua all’articolo 41 la guida speleologica e, all’articolo 42, i due gradi della professione: guida speleologica e aspirante guida speleologica.[1]

L’evoluzione della professione

Nel testo della richiesta viene sottolineato che, nel tempo, la professione si è diversificata. Accanto all’attività in grotta si sono sviluppate competenze più specifiche, come la guida canyoning e la guida in cavità artificiali.[1]

Questa evoluzione rispecchia anche un quadro più ampio della speleologia italiana. La documentazione storica della Società Speleologica Italiana mostra infatti come, nel corso del Novecento, tecniche, materiali e ambiti di intervento siano cambiati in modo significativo, spingendo la disciplina verso una maggiore specializzazione. La guida canyoning si colloca proprio dentro questo processo di differenziazione.[1]

Il modello umbro

Rossi cita il caso dell’Umbria, dove una delibera di Giunta ha definito il mansionario delle figure professionali. In quel quadro, la guida speleologica è abilitata a sviluppare itinerari in grotta, mentre un’altra figura è abilitata a condurre gruppi in attività di torrentismo o canyoning.[1]

Secondo l’esponente di Civici Marche, un’impostazione simile aiuterebbe anche la Regione Marche a valorizzare meglio le competenze richieste da questa attività. Il riconoscimento della guida canyoning servirebbe, nelle sue intenzioni, a rendere più chiara la distinzione tra settori diversi della stessa area professionale.[1]

Turismo attivo e territorio

La richiesta si inserisce in un contesto in cui il turismo all’aria aperta ha assunto un peso crescente. Il canyoning, come altre attività legate al mondo sotterraneo e ai corsi d’acqua, richiede preparazione tecnica, conoscenza dell’ambiente e attenzione alla sicurezza.[2][1]

Anche la speleologia, nelle sue varie forme, ha visto negli anni una forte specializzazione. Le fonti tecniche della SSI ricordano che le attività in grotta e quelle in cavità artificiali o in contesti idrici hanno bisogno di approcci diversi, sia per la conduzione dei gruppi sia per la tutela dell’ambiente. In questo quadro, il riconoscimento della guida canyoning viene presentato come uno strumento di qualificazione professionale.[3][2]

Una decisione attesa

La proposta di Rossi chiede alla Regione Marche di valutare se introdurre una distinzione formale tra le figure che lavorano in grotta e quelle che operano nel torrentismo e nel canyoning. L’obiettivo dichiarato è migliorare la promozione della professione e adattare la normativa a un settore che, negli ultimi anni, si è ampliato.[1]

Per il mondo speleologico marchigiano, la questione riguarda anche il rapporto tra tradizione e nuove specializzazioni. La discussione tocca sia la formazione degli operatori sia la definizione dei profili professionali, in un ambito in cui la precisione delle competenze ha un peso diretto sulla qualità delle attività proposte.[2][3]

Fonte: https://www.occhioallanotizia.it/rossi-civici-marche-richiede-il-riconoscimento-della-qualifica-di-guida-canyoning/

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Spelaion 2026 a Bari: la speleologia pugliese celebra 50 anni del Gruppo Vespertilio

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L’incontro annuale della speleologia pugliese torna nel capoluogo con una doppia ricorrenza

Il Gruppo Speleologico Vespertilio CAI Bari organizza Spelaion 2026, l’annuale incontro della speleologia pugliese, in programma nei giorni 4, 5 e 6 dicembre 2026 a Bari. L’evento si svolge in collaborazione con la Federazione Speleologica Pugliese e con il patrocinio del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico della Puglia. L’edizione di quest’anno assume un carattere particolare: sarà l’occasione per celebrare i 50 anni di fondazione del Gruppo Speleologico Vespertilio, una delle realtà speleologiche più consolidate del panorama nazionale.[1][2][3]

Spelaion: l’appuntamento fisso della speleologia pugliese

Spelaion è la manifestazione di riferimento per la comunità speleologica regionale. Si tratta di un raduno annuale che ruota tra le diverse province pugliesi, ospitato di volta in volta da un gruppo organizzatore diverso, con il supporto della Federazione Speleologica Pugliese. Nel 2024, ad esempio, l’evento si è tenuto a Grottaglie, mentre nel 2025 il palcoscenico è stato il Palazzo Ducale di Martina Franca. Bari aveva già ospitato l’appuntamento nel 2010, e ora lo accoglie nuovamente in una circostanza di grande significato per il sodalizio barese.[4][5][6][7]

Il Gruppo Speleologico Vespertilio CAI Bari: mezzo secolo di esplorazioni

Il Gruppo Speleologico Vespertilio CAI Bari è una realtà radicata nel tessuto speleologico pugliese e nazionale. La sede si trova in Via Giuseppe Volpe, 6 a Bari, e il gruppo apre le proprie porte ogni venerdì sera per accogliere soci e appassionati. Nel corso dei decenni, il Vespertilio ha sviluppato un’attività sistematica di esplorazione e studio delle cavità pugliesi, estendendo le proprie ricerche anche a grotte di altre regioni italiane. La formazione è un asse portante dell’attività: il gruppo organizza corsi di introduzione alla speleologia con cadenza regolare — l’ultimo in ordine di tempo è stato il XXXIV corso — contribuendo a trasmettere la cultura dell’esplorazione sotterranea alle nuove generazioni.[8][9][1]

La Federazione Speleologica Pugliese e il contesto regionale

La Federazione Speleologica Pugliese rappresenta la struttura di coordinamento per i gruppi speleologici della regione. Al 2012 contava 22 gruppi affiliati e continua a svolgere un ruolo centrale nei confronti delle istituzioni regionali e nazionali. Tra i suoi compiti più rilevanti vi è la gestione del Catasto delle Grotte e delle Cavità Artificiali della Puglia, realizzato su incarico della Regione Puglia in base alla Legge Regionale 33/2009. La FSP è presieduta da Aurelio Marangella e coordina le attività dei gruppi distribuiti su tutto il territorio pugliese.[3][10][11]

Il programma di Spelaion 2026: aggiornamenti in arrivo

Il programma dettagliato di Spelaion 2026 non è ancora stato reso pubblico. Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, sarà diffuso nei prossimi mesi attraverso i canali ufficiali: il sito web vespertilio.it, la pagina Facebook e il profilo Instagram del Gruppo Speleologico Vespertilio CAI Bari. La formula consolidata delle edizioni precedenti prevede in genere presentazioni scientifiche, proiezioni di filmati e documentari, esposizioni di poster e momenti conviviali che favoriscono lo scambio tra i gruppi partecipanti. L’edizione 2026, data la contemporanea ricorrenza del cinquantenario, potrebbe includere iniziative speciali legate alla storia del Vespertilio e alla memoria speleologica barese.[2][6]

Come seguire gli aggiornamenti su Spelaion 2026 a Bari

Per chi è interessato a partecipare o a restare informato, gli aggiornamenti su Spelaion 2026 saranno pubblicati in via prioritaria sul sito ufficiale vespertilio.it/spelaion-2026. Il gruppo è raggiungibile anche tramite i propri profili social su Facebook e Instagram. Per informazioni di carattere generale, la sede è aperta il venerdì sera e l’indirizzo email di riferimento è info@vespertilio.it.[2][8]

Fonti
[1] Parte il XXXIV Corso di Introduzione alla Speleologia del … https://www.scintilena.com/parte-il-xxxiv-corso-di-introduzione-alla-speleologia-del-gruppo-speleologico-vespertilio-cai-bari/09/16/
[2] Gruppo Speleologico Vespertilio CAI Bari – Gruppo … https://vespertilio.it
[3] Federazione Speleologica Pugliese: FSP https://www.fspuglia.it
[4] Spelaion 2018: Programma completo di questo weekend – Scintilena https://www.scintilena.com/spelaion-2018-programma-completo-di-questo-weekend/12/03/
[5] Cavernae Solertes Inquisitores, il libro di Spélaion 2025 celebra i 50 … https://www.scintilena.com/cavernae-solertes-inquisitores-il-libro-di-spelaion-2025-celebra-i-50-anni-del-gruppo-speleologico-martinese/02/14/
[6] Spelaion a Bari a Dicembre 2010 – Scintilena https://www.scintilena.com/spelaion-a-bari-a-dicembre-2010/05/14/
[7] Spélaion 2025: cinquant’anni di passione per il sottosuolo – Scintilena https://www.scintilena.com/spelaion-2025-cinquantanni-di-passione-per-il-sottosuolo/12/04/
[8] Openspeleo – Gruppo Speleologico Vespertilio https://www.openspeleo.org/openspeleo/index.php?mod=groups&page=1&nv_zone=190&op=view&id=31
[9] Chi siamo – Gruppo Speleologico Vespertilio CAI Bari https://vespertilio.it/chi-siamo/
[10] Conferenza sulla Grotta Sant’Angelo di Ostuni: speleologia, storia e … https://www.scintilena.com/conferenza-sulla-grotta-santangelo-di-ostuni-speleologia-storia-e-nuove-scoperte-scientifiche/09/10/
[11] Catasto delle grotte e delle formazioni naturali – S.I.T. https://pugliacon.regione.puglia.it/web/sit-puglia-sit/catasto-delle-grotte-e-delle-formazioni-naturali
[18] “OPERAZIONE FARAUALLA”, L’OMBELICO DI PUGLIA – Scintilena https://www.scintilena.com/operazione-faraualla-lombelico-di-puglia/02/17/
[19] Gruppo Speleologico Neretino: al via le attività su corda per tutte le … https://www.scintilena.com/gruppo-speleologico-neretino-al-via-le-attivita-su-corda-per-tutte-le-eta-a-nardo/07/13/
[20] SPELAION 2013 “GOCCE DI STORIA” – COMUNICATO STAMPA … https://www.scintilena.com/spelaion-2013-gocce-di-storia-comunicato-stampa-dagli-organizzatori/12/21/
[21] il Gruppo Speleologico Neretino invita alla scoperta delle grotte locali https://www.scintilena.com/speleologia-in-puglia-il-gruppo-speleologico-neretino-invita-alla-scoperta-delle-grotte-locali/07/11/
[22] GASP! Porta a Termine Terza Immersione nella Grotta Rotolo https://www.scintilena.com/gasp-porta-a-termine-terza-immersione-nella-grotta-rotolo/07/31/
[23] Evoluzione della Speleologia in Italia – Scintilena https://www.scintilena.com/evoluzione-della-speleologia-in-italia-dalle-origini-al-riconoscimento-internazionale-xix-secolo-2009/01/26/
[24] Spelaion 2024: Al Via l’Evento Speleologico Pugliese dell’Anno https://www.scintilena.com/spelaion-2024-al-via-levento-speleologico-pugliese-dellanno/12/05/
[25] La Palude del Capitano si trasforma in un laboratorio di ricerca sulle … https://www.scintilena.com/la-palude-del-capitano-si-trasforma-in-un-laboratorio-di-ricerca-sulle-doline-carsiche-del-salento/12/06/
[26] Nel Sottosuolo di Cutrofiano la Ricerca Svela i Segreti delle Cavità … https://www.scintilena.com/nel-sottosuolo-di-cutrofiano-la-ricerca-svela-i-segreti-delle-cavita-ipogee-pugliesi-ora-ho-informazioni-sufficienti/01/31/
[27] Gruppo Speleologico Vespertilio CAI Bari https://www.facebook.com/groups/gsvespertilio/
[28] Dalla grotta alla vetta: cinquant’anni di storia del CAI di Gioia … https://www.loscarpone.cai.it/dettaglio/dalla-grotta-alla-vetta-cinquant%E2%80%99anni-di-storia-del-cai-di-gioia-del-colle/
[29] Evento regionale di speleologia “Spelaion Gocce di Storia” … https://www.puglialive.net/evento-regionale-di-speleologia-spelaion-gocce-di-storia-alla-grotta-del-trullo-a-putignano-8-9-10-dicembre/
[30] #Spèlaion2025 Dal 5 all’8 dicembre a Martina Franca, nell’ … https://www.instagram.com/p/DQ4MHjijUuK/
[31] XXIX CORSO DI INTRODUZIONE ALLA SPELEOLOGIA http://www.caibari.it/attachments/article/257/Brochure%202017.pdf
[32] Spélaion 2025 – Cavernae solertes inquisitores https://spelaion2025.gsmartinese.it
[33] Federazione Speleologica Pugliese: rinnovo delle cariche https://agorablog.it/eventi/federazione-speleologica-pugliese-rinnovo-delle-cariche/
[34] Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio https://www.speleovespertilio.it/homepage.htm

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Ambienti carsici in Italia, conoscenza e tutela: aperta la call per la Giornata di Studi UNESCO

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Ricercatori, professionisti e amministratori pubblici si confrontano su grotte, risorse idriche e sviluppo sostenibile del territorio carsico


Un convegno per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

In occasione della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo indetta dall’UNESCO, la SIGEA-APS – Società Italiana di Geologia Ambientale – ha organizzato una Giornata di Studi a Roma. L’evento si terrà l’11 settembre 2026 presso il Palazzetto Mattei, in Villa Celimontana (via della Navicella, 12).

L’iniziativa si concentra sugli ambienti carsici italiani. Si parlerà del loro valore scientifico, ambientale e territoriale. L’incontro è aperto a ricercatori, professionisti, enti gestori, amministratori pubblici e associazioni speleologiche.

L’obiettivo è fare il punto sulle conoscenze attuali. Si vogliono anche definire strategie di tutela e sviluppo sostenibile per queste aree fragili.


Tre pilastri tematici: conoscenza, tutela e sostenibilità dei sistemi carsici

La giornata si sviluppa attorno a tre grandi aree di lavoro.

Il primo pilastro riguarda la conoscenza. Si analizzerà lo stato dell’arte della ricerca geomorfologica, idrogeologica e biologica sugli ecosistemi carsici.

Il secondo pilastro è la tutela. Si discuteranno metodologie e politiche per salvaguardare il paesaggio carsico e le sue cavità ipogee.

Il terzo pilastro affronta lo sviluppo sostenibile. Si valuterà come integrare la risorsa carsica nella pianificazione territoriale. Si parlerà anche di fruizione turistica sostenibile e gestione delle risorse idriche.

Gli ambienti carsici rappresentano la principale riserva idrica nazionale in molte regioni. Ospitano ecosistemi delicati e siti archeologici di grande interesse.


Chi può partecipare e come inviare i contributi

L’iniziativa è rivolta a un pubblico ampio e specializzato. Geologi, ingegneri, biologi e pianificatori sono invitati a intervenire. Anche enti di gestione (parchi, consorzi di bonifica, complessi ipogei aperti al turismo) possono portare la loro esperienza.

Le amministrazioni pubbliche e le associazioni speleologiche troveranno un utile spazio di confronto.

L’invio dei contributi è aperto fino al 30 giugno 2026. I riassunti dovranno seguire le norme editoriali disponibili sul sito della SIGEA. La lunghezza massima è di 4 pagine, comprese tabelle e figure.

Info su: http://sigea-aps.it


Pubblicazione su Geologia dell’Ambiente e scadenze da rispettare

Tutti i riassunti accettati saranno pubblicati in un supplemento della rivista ufficiale della SIGEA-APS, Geologia dell’Ambiente. Il volume uscirà in occasione della Giornata di Studi.

La partecipazione è libera previa iscrizione. L’evento si svolgerà in presenza dalle 9.00 alle 14.00.

Per chi studia o lavora sugli ambienti carsici, questo appuntamento rappresenta un’utile occasione per aggiornare conoscenze e metodologie. Non mancheranno spunti applicativi per la gestione del territorio.

Informazioni dettagliate e modulistica sono disponibili su: sigea-aps.it.

Il comitato scientifico è composto da Antonello Fiore, Luca Guerrieri, Laura Melelli, Mario Parise e Fabio Stoch. La segreteria organizzativa cura i dettagli logistici e la selezione degli abstract.

Fonte: https://www.facebook.com/share/p/1JSJvqr8am/?mibextid=wwXIfr

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Into Sternes: un decennio di esplorazione sotto le Montagne Bianche di Creta

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La conferenza online sul sistema carsico di Sternes

La Hellenic Federation of Speleology (F.H.S.) e la Balkan Speleological Union (BSU) organizzano per il 3 giugno 2026, alle ore 20:00 (EEST / ora della Bulgaria), una conferenza online intitolata “Into Sternes: A Decade Beneath Crete”. L’evento si terrà sulla piattaforma Microsoft Teams ed è aperto a tutti gli appassionati di speleologia. Relatore della serata sarà Stylianos Zacharias, vicepresidente della Balkan Speleological Union e membro della Federazione Ellenica di Speleologia, figura di riferimento nel panorama speleologico greco e balcanico da oltre vent’anni.scintilena+1

Il sistema carsico di Sternes: dati e profondità

Il sistema carsico di Sternes si trova a circa 2.050 metri di quota, nel cuore delle Montagne Bianche (Lefka Ori) di Creta, nel territorio del comune di Sfakia. Con oltre 10,5 chilometri di gallerie mappate e una profondità massima che raggiunge i 700 metri, Sternes è attualmente la seconda grotta più profonda della Grecia. La cavità ricade all’interno dell’area protetta Natura 2000 “Lefka Ori and Paraktia Zoni”, che ne riconosce l’importanza ecologica e paesaggistica.argophilia+1

Un decennio di spedizioni internazionali

La storia moderna di Sternes inizia nel 1989–1992, quando il Groupe Spéléologique d’Orsay (GSO) esplorò la grotta fino a oltre –400 metri di profondità. Dopo anni di oblio, la cavità fu riscoperta nel 2005 dai membri del club speleologico SELAS, che la riesplorandola in quattro spedizioni tra il 2009 e il 2012. Dal 2017 in poi, il club speleologico di Creta (SPOK) ha organizzato spedizioni internazionali annuali, con la partecipazione di decine di esploratori provenienti da Grecia, Italia, Gran Bretagna, USA, Canada, Israele e altri paesi. Le spedizioni hanno incluso campi sotterranei a oltre 500 metri di profondità, rilevamenti topografici, documentazione geologica e indagini sulla fauna ipogea e sull’idrologia.youtubeneoskosmos

I progressi dell’esplorazione di Sternes

Nel corso delle spedizioni più recenti, le gallerie orizzontali a partire da –600 metri hanno rivelato uno sviluppo ancora non completamente cartografato. Solo nell’ultima fase esplorativa nota, il team ha rilevato circa 3 chilometri aggiuntivi di passaggi orizzontali, con nuove possibilità di approfondimento verticale ancora da verificare. Il comune di Sfakia ha sostenuto attivamente le ricerche, riconoscendo in Sternes non solo un sito scientifico di primo piano, ma anche una risorsa per il turismo alternativo e d’avventura di Creta.neoskosmos+1

Stylianos Zacharias e il ruolo della Balkan Speleological Union

Stylianos Zacharias è vicepresidente della Balkan Speleological Union (BSU), organizzazione che riunisce le federazioni speleologiche dei paesi balcanici con l’obiettivo di promuovere la cooperazione scientifica e le esplorazioni nella regione. Legato al SELAS Caving Club di Atene, Zacharias è coinvolto nelle attività di Sternes sin dalla riscoperta della grotta nel 2005. La sua conferenza del 3 giugno 2026 ripercorrerà dieci anni di lavoro sul campo: le spedizioni, i campi sotterranei, le scoperte più significative e la rete di collaborazioni internazionali che hanno reso possibile l’esplorazione sistematica del sistema carsico di Sternes.facebook+2youtube

Come partecipare all’evento

L’evento è accessibile online tramite Microsoft Teams e si rivolge a speleologi, ricercatori e appassionati di esplorazione sotterranea. La conferenza si terrà il 3 giugno 2026 alle ore 20:00 (EEST), che corrisponde alle 19:00 in Italia (CEST). Per aggiornamenti e informazioni sulla partecipazione, è possibile seguire la pagina ufficiale della Balkan Speleological Union su Facebook e i canali della Hellenic Federation of Speleology.fhs+1

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Conferenza Medica BCRC 2026: tecniche di soccorso in grotta nel cuore del Mendip

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Il Mendip Cave Rescue ospita a Priddy il convegno biennale del British Cave Rescue Council dedicato alla medicina d’emergenza applicata al soccorso speleologico


BCRC Medical Conference: cos’è e a chi si rivolge

Il British Cave Rescue Council (BCRC) organizza ogni due anni una conferenza medica dedicata alle tecniche sanitarie avanzate impiegate nelle operazioni di soccorso in grotta. L’appuntamento riunisce soccorritori, professionisti sanitari e tecnici da tutto il Regno Unito per condividere conoscenze e aggiornamenti pratici.

L’edizione 2026 è ospitata dal Mendip Cave Rescue e si svolgerà nei giorni 13 e 14 giugno 2026 (con apertura la sera di venerdì 12 giugno) presso la Priddy Village Hall, nel Somerset. La conferenza è principalmente rivolta ai membri delle squadre di soccorso in possesso di qualifica medica — operatori sanitari o titolari della certificazione MREW RRMT (Remote Rescue Medical Technician) — ma è aperta a tutti i componenti dei team di soccorso spelologico interessati alle tecniche mediche in ambiente ipogeo.


Il programma del weekend di soccorso speleologico

Il fine settimana prevede un programma articolato tra sessioni pratiche in grotta e interventi teorici in sala:

  • Venerdì sera: talk di benvenuto, buffet e bar aperti alla Priddy Village Hall
  • Sabato mattina: colazione, poi sessioni pratiche sotterranee nelle grotte locali
  • Sabato pomeriggio: pranzo, seguite da ulteriori sessioni in grotta
  • Sabato sera: cena, bar aperto e proiezione di slide show e filmati
  • Domenica mattina: colazione, poi conferenze e presentazioni in sala
  • Domenica pomeriggio: pranzo e chiusura dei lavori

Il formato misto — con attività sia in superficie che sottoterra — permette di coniugare formazione teorica e addestramento pratico in condizioni reali.


Biglietti e quota di partecipazione alla conferenza medica

I biglietti per la BCRC Medical Conference 2026 sono in vendita su Eventbrite al prezzo di £30 per l’intero weekend. Era previsto uno sconto early bird di £5 per chi acquistava entro il 30 aprile 2026. La quota comprende tutte le sessioni (superficie e grotta) e tutti i pasti, ma non include il pernottamento.

Il Mendip Cave Rescue ha effettuato una prenotazione provvisoria di posti letto presso diversi club speleologici locali. I partecipanti sono invitati a contattare direttamente uno dei club convenzionati per prenotare l’alloggio, specificando la partecipazione alla conferenza BCRC: tutti i club offrono una tariffa speciale di £5 a persona a notte. I club disponibili sono:


Condivisione delle conoscenze tra squadre di soccorso in grotta

Uno degli obiettivi principali della conferenza è favorire lo scambio di esperienze tra i diversi team di soccorso speleologico britannici. Il formato biennale del BCRC Medical Conference consente di aggiornare le pratiche mediche, confrontare protocolli e sperimentare nuove tecniche in un contesto operativo realistico.

Ulteriori informazioni sull’evento sono disponibili sul sito ufficiale del Mendip Cave Rescue e sul sito del British Cave Rescue Council.

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Bracken Cave 2026: tornano le visite all’alba nella colonia di pipistrelli più grande al mondo

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Da giugno ad agosto riaprono le visite all’alba nella riserva texana, dove oltre 15 milioni di esemplari fanno rientro dopo la notte di caccia. Prenotazioni aperte da aprile.


La colonia di Bracken Cave e lo spettacolo dei pipistrelli all’alba

La Bracken Cave, a pochi chilometri da San Antonio in Texas, ospita la colonia di pipistrelli più numerosa del pianeta. Più di 15 milioni di esemplari della specie Tadarida brasiliensis scelgono questa grotta come rifugio estivo. Ogni mattina, prima dell’alba, i pipistrelli rientrano dopo una notte di attività.

L’evento “Morning Bat Flights” permette di osservare questo rientro da un’area dedicata. I visitatori vedono il flusso compatto dei pipistrelli che si riversa nella cavità. La riserva di Bracken Cave è gestita da Bat Conservation International.

L’appuntamento si ripete tra il 14 giugno e il 15 agosto 2026. Non si tratta di uno spettacolo serale, ma di un’esperienza che inizia molto presto al mattino. L’orario di arrivo è fissato per le 5:30. Il cancello chiude alle 5:45. Chi arriva oltre quell’ora non può più accedere.


Come prenotare i Morning Bat Flights 2026: date e biglietti

Le prenotazioni per i Morning Bat Flights seguono un calendario preciso. I membri di Bat Conservation International ricevono un codice di accesso via email il 18 marzo 2026. La registrazione riservata ai membri apre il 1° aprile alle 9:00, ora centrale. La registrazione per il pubblico generale scatta il 15 aprile 2026, sempre alle 9:00.

Ogni partecipante ha bisogno di un biglietto, senza eccezioni per età. Il costo è di 32,55 dollari. I membri possono inserire un codice promozionale durante l’acquisto. Il codice dà diritto a uno sconto sui primi otto biglietti. Biglietti aggiuntivi sono a prezzo pieno.

Le serate non sono più divise in date per soli membri e date per il pubblico. Membri e non membri condividono le stesse date di visita. Se una data è esaurita, è possibile iscriversi a una lista d’attesa. Quando si liberano posti, l’organizzazione invia un’email a tutti gli iscritti. I biglietti vengono assegnati in ordine di arrivo. Non sono previsti rimborsi. Dalla conferma email si trovano le istruzioni per cambiare la data della visita.


Cosa aspettarsi dalla visita: orari, abbigliamento e regole della riserva

La permanenza alla Bracken Cave dura dalle due alle tre ore, in base all’orario dell’alba. Non esiste un momento esatto di emersione. Si arriva presto per avere tempo di ascoltare le spiegazioni sulla colonia di pipistrelli.

L’area di osservazione è attrezzata con panche a gradoni. Non serve portare sedie. Si consiglia un abbigliamento comodo e scarpe chiuse. Il caldo texano è intenso. Portare acqua in bottiglia, crema solare e repellente per insetti è utile. Le macchine fotografiche sono ammesse, ma senza flash. Sono vietati alcolici, cibo, sigarette, sigarette elettroniche, animali domestici, camper e motocicli.

In loco c’è un bagno chimico unisex con dispenser di disinfettante per le mani. Non ci sono servizi aggiuntivi. La Bracken Cave Preserve è un’area naturale non pavimentata. I sentieri sono sterrati e possono essere irregolari.


Accessibilità e famiglie: consigli per vivere l’esperienza nella colonia di pipistrelli texana

L’accessibilità dell’area di osservazione è limitata. La riserva fa il possibile per accogliere visitatori con mobilità ridotta. Il parcheggio più vicino dista circa 100 metri dal punto di osservazione. Il percorso è ricoperto di pacciame e non ha pavimentazione. Per esigenze specifiche si può scrivere a batflights@batcon.org. All’arrivo è utile segnalare alla guida eventuali necessità di assistenza.

Portare bambini molto piccoli alla Bracken Cave è sconsigliato. I gestori suggeriscono di valutare con attenzione la presenza di minori di 6 anni. La visita può allungarsi fino a quattro ore. Il caldo estivo del Texas è impegnativo. I bambini devono restare sorvegliati in ogni momento. Non ci sono servizi di custodia.

La colonia di pipistrelli di Bracken Cave rappresenta un sito di interesse naturalistico globale. I Morning Bat Flights offrono un punto di osservazione diretto su una delle più grandi concentrazioni di mammiferi sulla Terra. Le prenotazioni si esauriscono ogni anno in fretta. Registrarsi il prima possibile alla data desiderata è la scelta più efficace. L’esperienza unisce divulgazione, ricerca e conservazione in un contesto naturale protetto. La riserva si trova al 7515 Bracken Cave Road, San Antonio, Texas 78266.

Ecco le fonti e i link relativi all’articolo.

Fonte del testo
L’articolo è stato scritto basandosi sul testo originale da te fornito, che contiene la descrizione ufficiale dell’evento “Morning Bat Flights at Bracken Cave Preserve 2026” con tutti i dettagli su date, orari, prenotazioni e regole della riserva.

Link ufficiale per l’attività

https://www.batcon.org/visit-us/bracken-cave/

Su questa pagina vengono pubblicati ogni anno i dettagli aggiornati sui bat flights, comprese le date di registrazione e le modalità di acquisto dei biglietti. Al momento (maggio 2026), il sito rimanda alla biglietteria per la stagione in corso.

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Balkan Cavers’ Camp 2026: speleologi dai Balcani e dal mondo si ritrovano in Macedonia del Nord

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La speleologia balcanica torna protagonista a Shtavica, Prilep, dal 16 al 20 settembre

Dal 16 al 20 settembre 2026, il villaggio di Shtavica, nel comune di Prilep, in Macedonia del Nord, ospiterà il Balkan Cavers’ Camp 2026 (BCC2026), l’appuntamento annuale che riunisce speleologi provenienti dai Balcani e da tutta Europa. L’evento è organizzato dalla Federazione Speleologica Macedone sotto l’egida della Balkan Speleological Union (BSU), l’organismo che coordina le attività speleologiche nell’area balcanica.


La Balkan Speleological Union: storia e missione di un’organizzazione regionale

La Balkan Speleological Union è stata fondata nel 2002 a Vratza, in Bulgaria, con sede a Sofia, ed è membro dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS). L’organizzazione unisce le federazioni speleologiche nazionali di Albania, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Grecia, Montenegro, Macedonia del Nord, Romania, Serbia, Slovenia e Turchia. La sua missione è promuovere l’esplorazione, la ricerca, la conservazione e il soccorso in grotta, attraverso spedizioni congiunte, corsi di formazione ed eventi come il Balkan Cavers’ Camp.balkan-cavers

Il Camp esiste, nella sua forma attuale, dal 2007 e da allora si svolge ogni anno in un paese diverso della regione. Le edizioni precedenti si sono tenute in Romania (2010), Montenegro (2013), Serbia (2023), Croazia (2024) e Bosnia ed Erzegovina (2025). La BSU ha aggiornato il proprio statuto nell’assemblea straordinaria tenutasi a Sofia il 29 marzo 2025.scintilena+4


Il programma del BCC2026: esplorazione, formazione e scambio culturale

Il Balkan Cavers’ Camp 2026 si articola su quattro giornate di attività intense. Il programma include escursioni in grotta, workshop tecnici di SRT (Single Rope Technique) e di soccorso speleologico, conferenze e presentazioni scientifiche, visite culturali nel territorio macedone, serate balcaniche attorno al fuoco con musica e gastronomia locale.facebook

Il campo base sarà attrezzato con acqua, elettricità e connessione internet, per garantire comfort logistico ai partecipanti provenienti da più paesi. L’evento è aperto alla partecipazione internazionale, in linea con lo spirito delle edizioni passate: nel 2024, in Croazia, il Balkan Cavers’ Camp aveva attirato oltre 250 speleologi. Le registrazioni sono già aperte; il pagamento sarà per il momento gestito in loco.facebook+2


Speleologia in Macedonia del Nord: un territorio carsico ricco di grotte

La Macedonia del Nord dispone di un patrimonio carsico di grande interesse. La grotta di Gostivar, la più lunga del paese con 1,2 km di sviluppo, è percorsa da un fiume sotterraneo con una cascata di 7 metri. Bela Voda (955 metri) ospita una sala con cristalli e un lago sotterraneo. Sul Monte Karadzica, la grotta Solunska 4 è la più profonda con 450 metri e un pozzo verticale di 250 metri.lonelyplanetitalia

La regione di Prelip, sede del BCC2026, è nota anche per le sue formazioni rocciose e la geologia carsica che caratterizza questa parte della Macedonia del Nord. La scelta di Shtavica come sede del camp offre ai partecipanti la possibilità di esplorare un’area poco conosciuta a livello internazionale, contribuendo alla documentazione scientifica del sottosuolo macedone.lonelyplanetitalia


La tradizione del Balkan Cavers’ Camp: un modello di cooperazione speleologica

Il Balkan Cavers’ Camp si è affermato nel corso degli anni come uno dei principali eventi di aggregazione speleologica in Europa orientale. L’edizione 2024 in Croazia, alle Grotte Cerovacke, si è svolta dal 29 maggio al 2 giugno con la partecipazione di speleologi da tutta la regione. Durante il BCC2025 in Bosnia ed Erzegovina si è tenuta anche l’assemblea generale della BSU, a dimostrazione dell’importanza istituzionale che l’evento ha assunto.uis-speleo+1

Il format del camp, che alterna attività tecniche in grotta a momenti di condivisione culturale, risponde a una filosofia consolidata: rafforzare la comunità speleologica balcanica attraverso la collaborazione diretta sul campo. Per informazioni e iscrizioni: balkancaverscamp@gmail.com.eurospeleo


Fonte: Balkan Speleological Union · Evento Facebook BCC2026facebook+1

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Gravimetria assoluta e carsismo: uno studio INGV osserva le variazioni d’acqua nel sottosuolo dell’Appennino centrale

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Misure gravimetriche tra Abruzzo, Umbria e Lazio mostrano cambiamenti nelle masse idriche sotterranee e possibili effetti post-sismici nei sistemi carsici dell’Aquilano

Un gruppo di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha pubblicato sulla rivista Remote Sensing uno studio dedicato alle variazioni della gravità terrestre e del contenuto idrico sotterraneo nell’Appennino centrale.

La ricerca, intitolata “Time-Lapse Absolute Gravity Measurements Unveil Subsurface Water Content Variations in Central Italy”, analizza le misure effettuate tra il 2018 e il 2023 in quattro stazioni distribuite tra Abruzzo, Lazio e Umbria: L’Aquila, Popoli, Sant’Angelo Romano e Terni.

Lo studio mette in relazione la gravimetria assoluta con dati satellitari, modelli idrologici e monitoraggi InSAR, mostrando come le variazioni di massa dell’acqua nel sottosuolo possano essere rilevate anche in ambienti carsici complessi e in aree interessate da intensa attività sismica.

La rete gravimetrica nell’Appennino centrale e il ruolo del gravimetro FG5

La rete di misura è stata sviluppata nell’ambito di progetti finanziati dall’INGV, tra cui il progetto AGAVE, dedicato allo studio integrato dei rischi naturali attraverso gravimetria assoluta, GNSS e telerilevamento.

Le campagne di misura sono state eseguite con un gravimetro assoluto FG5#238, uno strumento ad alta precisione basato sulla caduta libera controllata da interferometria laser e orologio atomico. Le misure sono state effettuate in ambienti chiusi, durante le ore notturne, per ridurre il rumore ambientale e ottenere precisioni dell’ordine di pochi microGal.

Secondo i ricercatori, le variazioni osservate raggiungono circa 15-20 microGal in tre stazioni, mentre nel sito di L’Aquila si arriva a circa 37-40 microGal. Si tratta di valori significativi per questo tipo di monitoraggio geofisico.

Un precedente comunicato dell’INGV aveva già evidenziato l’importanza della gravimetria assoluta nelle aree sismogenetiche dell’Appennino centrale, in relazione ai terremoti del 2009 e del 2016. (ingv.it)

Carsismo e acqua sotterranea: il caso di L’Aquila

L’aspetto più interessante per il mondo speleologico riguarda il comportamento dell’area aquilana.

I dati mostrano infatti che le variazioni gravimetriche registrate a L’Aquila risultano molto più ampie rispetto a quelle spiegabili dai modelli idrologici regionali. Secondo gli autori, il fenomeno potrebbe essere collegato a redistribuzioni locali di massa nei sistemi carsici fratturati del sottosuolo.

L’area dell’Aquilano è caratterizzata da acquiferi carbonatici profondi, forte fratturazione tettonica e fenomeni di carsismo diffuso. In questo contesto, terremoti e sequenze sismiche possono modificare la permeabilità delle rocce, la circolazione idrica e la pressione nei pori.

I ricercatori ipotizzano che i terremoti dell’Terremoto dell’Aquila del 2009 e della sequenza Terremoti dell’Italia centrale del 2016 abbiano prodotto aggiustamenti progressivi nelle microfratture del sistema carbonatico, con effetti ancora osservabili a distanza di anni.

Secondo lo studio, questi processi potrebbero avvenire senza deformazioni verticali evidenti del terreno. Per questo motivo risultano invisibili alle normali tecniche InSAR, ma rilevabili attraverso la gravimetria assoluta.

I dati satellitari GRACE-FO e GLDAS confermano il deficit idrico

Per interpretare le variazioni osservate, il gruppo di ricerca ha integrato le misure gravimetriche con i dati satellitari della missione GRACE-FO e con il sistema modellistico GLDAS.

Le analisi mostrano una diminuzione significativa dello stoccaggio idrico terrestre tra il 2018 e l’autunno 2020. La perdita stimata a scala regionale raggiunge circa 9 gigatonnellate di acqua.

Le serie temporali delle precipitazioni, dei livelli piezometrici e delle portate fluviali indicano una coerenza generale con il calo della gravità misurato nelle stazioni.

Nel caso di Terni, le variazioni delle falde spiegano gran parte del segnale gravimetrico. A L’Aquila, invece, il comportamento appare più complesso e suggerisce l’esistenza di fenomeni locali non descrivibili dai modelli regionali.

Gravimetria assoluta e speleologia: nuove prospettive di ricerca

Lo studio apre prospettive interessanti anche per la ricerca speleologica e idrogeologica.

La possibilità di individuare redistribuzioni di massa in sistemi carsici profondi senza deformazioni superficiali evidenti offre nuovi strumenti per comprendere il funzionamento degli acquiferi carbonatici dell’Appennino.

Secondo gli autori, la gravimetria assoluta potrebbe diventare un supporto importante nello studio dei processi post-sismici, delle variazioni di porosità e delle migrazioni di fluidi sotterranei.

In aree caratterizzate da grotte, faglie attive e grandi circuiti idrici carsici, queste tecniche potrebbero contribuire a migliorare la conoscenza delle dinamiche sotterranee e dei rapporti tra sismicità e circolazione delle acque.

L’integrazione tra gravimetria assoluta, telerilevamento satellitare e dati idrogeologici viene indicata dai ricercatori come uno degli approcci più promettenti per il monitoraggio delle aree carsiche sismicamente attive.

Un monitoraggio di lungo periodo per i sistemi carsici dell’Appennino

Il lavoro evidenzia anche i limiti attuali del monitoraggio. Le campagne gravimetriche sono episodiche e non permettono di seguire nel dettaglio le variazioni stagionali rapide.

Nonostante questo, la precisione delle misure consente di individuare tendenze di lungo periodo e anomalie localizzate difficilmente osservabili con altri strumenti.

Per gli autori, mantenere reti di gravimetria assoluta nelle aree tettonicamente attive dell’Appennino rappresenta un elemento importante per studiare le dinamiche profonde dei sistemi idrici sotterranei e i loro rapporti con la sismicità.

La ricerca conferma anche il valore multidisciplinare di questi monitoraggi, che coinvolgono geofisica, idrogeologia, carsismo e osservazione satellitare.

Fonti

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Nuova specie di pesce cavernicolo sfida l’idea dei “vicoli ciechi evolutivi”

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Uno studio dell’Università di Yale identifica una nuova specie di cavefish e riapre il dibattito sull’evoluzione negli ecosistemi sotterranei

Le grotte non sarebbero “vicoli ciechi” dell’evoluzione come si è pensato per oltre un secolo. È quanto suggerisce un nuovo studio dell’Yale University pubblicato sulla rivista Integrative Organismal Biology, che ha identificato una nuova specie di pesce cavernicolo cieco nel sud-est degli Stati Uniti.

La nuova specie, denominata Typhlichthys styx, appartiene al gruppo dei cosiddetti Southern cavefish, piccoli pesci adattati alla vita permanente nel buio delle acque sotterranee. Gli studiosi hanno ricostruito la loro storia evolutiva attraverso analisi genetiche e scansioni CT dei crani, dimostrando che tre diverse specie si sarebbero differenziate dopo l’adattamento all’ambiente ipogeo.

La scoperta mette in discussione una visione che risaliva fino a Charles Darwin. Nel suo On the Origin of Species, Darwin descriveva infatti gli organismi cavernicoli come “relitti di antiche forme di vita”, sopravvissuti in ambienti isolati ma poco inclini a generare nuove specie. Da questa idea nacque la teoria secondo cui gli ecosistemi sotterranei sarebbero ambienti evolutivamente stagnanti.

By David Starr Jordan – Jordan, David Starr (1907) Fishes, New York City, NY: Henry Holt and Company, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=43020420

Secondo i ricercatori di Yale, invece, proprio la geologia sotterranea e gli acquiferi carsici avrebbero favorito la separazione delle popolazioni e quindi la speciazione. Le tre linee evolutive individuate condividerebbero infatti un antenato comune vissuto circa 8 milioni di anni fa.

Tutti questi pesci hanno perso gli occhi vivendo nel buio permanente delle grotte, ma la nuova specie conserva particolari strutture ossee residue attorno alle orbite, assenti nelle altre specie analizzate. Questo elemento anatomico, insieme ai dati genetici, ha permesso di riconoscere Typhlichthys styx come specie distinta.

La ricerca si inserisce in un crescente interesse scientifico per gli ecosistemi sotterranei, considerati oggi veri laboratori naturali per comprendere adattamento, isolamento biologico ed evoluzione della vita nel sottosuolo.

Fonte: Mike Cummings, Yale University, “Emergence of new cavefish species challenges evolutionary dead-end idea”, pubblicato su Phys.org in data 23 maggio 2026 – articolo editato da Lisa Lock e revisionato da Robert Egan – https://phys.org/news/2026-05-emergence-cavefish-species-evolutionary-dead.html

By Ulysses Orange Cox – Cox, Ulysses O. (1905) Revision of the cave fishes of North America, Report of the Bureau of Fisheries, 1903/1904, Washington, D.C.: Government Printing Office, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=42379372

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Acqua dalle profondità della Terra: è stato scoperto un nuovo modo in cui può formarsi nel sottosuolo

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Science Advances pubblica uno studio in cui si mostra che l’acqua può nascere dall’incontro tra idrogeno molecolare e minerali ricchi di ossigeno, aprendo nuove prospettive sul ciclo idrogeologico profondo

L’acqua non arriva soltanto dalla superficie, attraverso piogge, fiumi, mari e infiltrazioni. Nelle profondità della Terra può anche formarsi direttamente nel sottosuolo, grazie a reazioni chimiche tra idrogeno molecolare e minerali contenenti ossigeno.

È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances e guidato da Alberto Vitale Brovarone, dell’Università di Bologna, con la partecipazione di ricercatori italiani e internazionali. La ricerca descrive la formazione di una possibile “acqua non convenzionale”, generata in profondità da processi geologici finora poco considerati.

Secondo il modello tradizionale, il ciclo dell’acqua terrestre funziona come un grande circuito: l’acqua superficiale entra nelle rocce, viene trasportata in profondità dalla tettonica a placche, resta intrappolata nei minerali e può poi essere liberata in profondità, contribuendo alla formazione dei magmi e tornando in superficie attraverso vulcani e vapori.

La nuova ricerca aggiunge però un passaggio inatteso. In profondità possono formarsi fluidi ricchi di idrogeno molecolare, 2 molecole di H. Questo gas, penetrando tra le rocce, può reagire con minerali ricchi di ossigeno e dare origine a H2O: acqua vera e propria, ma prodotta attraverso un percorso diverso da quello normalmente considerato nel ciclo idrologico.

La scoperta è importante, perché obbliga a rivedere i modelli con cui viene stimata la quantità d’acqua presente nella litosfera e nelle parti profonde della Terra. Se l’acqua può nascere anche “dal basso”, allora il ciclo dell’acqua non è un sistema chiuso, ma un processo più complesso, legato anche alla chimica delle rocce e alla circolazione dei fluidi profondi.

Le implicazioni riguardano diversi campi: la formazione dei magmi, la dinamica dei terremoti, la geotermia, gli ambienti estremi del sottosuolo e persino la ricerca dell’acqua su altri pianeti. Meccanismi simili potrebbero infatti essere presi in considerazione anche nell’interpretazione dei dati raccolti dalle sonde spaziali, soprattutto quando si cerca di capire dove e come possa formarsi acqua in ambienti extraterrestri.

Per il mondo della speleologia e dell’idrogeologia, il tema è particolarmente interessante perché ricorda quanto il sottosuolo sia ancora un ambiente dinamico e poco conosciuto. Le grotte, gli acquiferi, le fratture profonde e i sistemi carsici rappresentano solo la parte più accessibile di una circolazione idrica molto più ampia, che può coinvolgere processi chimici e geologici attivi a profondità ben maggiori.

Per Scintilena il valore aggiunto è proprio tradurre temi scientifici complessi in qualcosa di leggibile da speleologi, appassionati e curiosi. Alcuni termini scientifici non saranno perfetti, ma questo è soprattutto il tentativo di raccontare in modo comprensibile quanto emerge dalla ricerca.

Fonti:

Da leggere anche: https://www.scintilena.com/lacqua-che-nasce-da-rocce-secche-nuovi-scenari-per-il-sottosuolo-terrestre/05/27/

Foto: M. Abisso

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Giornata Nazionale delle Miniere 2026: Domusnovas celebra la Miniera di San Michele tra speleologia, storia e geologia

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Il 30 e 31 maggio 2026, la comunità di Domusnovas ospita la XVIII edizione della Giornata Nazionale delle Miniere con un programma ricco di eventi dedicati alla speleologia, alla storia mineraria e alla valorizzazione del territorio sardo.


Giornata Nazionale delle Miniere 2026: il programma a Domusnovas

La XVIII Giornata Nazionale delle Miniere trova quest’anno sede a Domusnovas, nel Sulcis-Iglesiente, con un programma articolato su due giorni: sabato 30 e domenica 31 maggio 2026. L’iniziativa è organizzata dallo Speleo Club Domusnovas in collaborazione con l’Associazione Circhiola e l’Associazione Mineralogica Domusnovas. L’evento gode del patrocinio del Comune di Domusnovas e del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna.

Il filo conduttore dell’intera manifestazione è la Miniera di San Michele, un sito di rilevanza storica e naturalistica che ha segnato profondamente l’identità del territorio. Geologia, storia e speleologia sono i tre ambiti tematici attorno a cui ruotano le iniziative in programma. La Giornata Nazionale delle Miniere rappresenta ogni anno un appuntamento di riferimento per chi studia e promuove il patrimonio minerario italiano.


Trekking minerario lungo il Sentiero dei Minatori: escursione gratuita alla Miniera di San Michele

Sabato 30 maggio, alle ore 8.30, prende il via il trekking gratuito “Lungo il Sentiero dei Minatori”, organizzato dallo Speleo Club Domusnovas. Il punto di ritrovo è fissato presso la Chiesetta di San Giovanni, nelle vicinanze delle Grotte di San Giovanni.

Il percorso si sviluppa su circa 6 chilometri, con un dislivello di 186 metri e una durata stimata di 4 ore. I partecipanti sono accompagnati da una guida ambientale escursionistica. Il tracciato attraversa luoghi legati alla memoria operaia e mineraria della zona, offrendo una lettura del paesaggio che unisce natura e storia del lavoro.

È presente un breve tratto di galleria. Per questo motivo è obbligatorio portare una torcia — anche quella dello smartphone è considerata sufficiente — oltre a scarpe da trekking, acqua, snack e abbigliamento a strati.

La prenotazione è obbligatoria. Per iscriversi è possibile contattare lo Speleo Club Domusnovas al numero 3405841129 oppure via email all’indirizzo speleoclubdomusnovas@gmail.com.


Museo Mineralogico e patrimonio geologico: visite aperte nei locali dell’ex Montegranatico

Per entrambe le giornate — sabato 30 e domenica 31 maggio — è prevista l’apertura del Museo Mineralogico, curato dall’Associazione Mineralogica Domusnovas. La sede è negli storici locali dell’ex Montegranatico, con orario continuato dalle 9.00 alle 19.30.

Il museo raccoglie una selezione di minerali e reperti legati al patrimonio geologico locale. La sua apertura nei giorni della Giornata Nazionale delle Miniere intende rendere accessibile al pubblico un aspetto spesso poco conosciuto della storia mineraria della Sardegna. La speleologia e la geologia trovano in questo contesto una cornice espositiva concreta e tangibile.


Presentazione del libro su Lord Thomas Allnutt Brassey e il lavoro delle cernitrici

Nel pomeriggio di sabato 30 maggio, alle ore 17.30 presso Casa Pirinu in Corso Repubblica a Domusnovas, l’Associazione Circhiola organizza la presentazione del volume “Lord Thomas Allnutt Brassey. Genio e impresa di un aristocratico inglese in Sardegna” (Isolapalma, 2025), scritto dal geologo Mauro Giuseppe Buosi.

Il libro ripercorre la figura di un imprenditore britannico che ebbe un ruolo significativo nello sviluppo dell’industria mineraria sarda tra Ottocento e Novecento. La serata include anche l’inaugurazione di un pannello commemorativo dedicato alle cernitrici di Domusnovas, a cura di Iride Peis. Le cernitrici erano le lavoratrici addette alla selezione manuale del minerale estratto: una componente essenziale del lavoro minerario, la cui memoria è ancora viva nel tessuto sociale della comunità locale.

L’iniziativa si inserisce in un percorso di recupero della memoria storica legata alla Miniera di San Michele e al lavoro che vi si svolgeva, con attenzione tanto alle figure imprenditoriali quanto a quelle operaie.


Convegno sulla Miniera di San Michele: geologia, storia e speleologia a confronto

La domenica 31 maggio, alle ore 17.30 presso l’ex Mulino Sa Ferraria in Via Stazione, lo Speleo Club Domusnovas organizza il convegno conclusivo dell’evento: “Convegno sulla Miniera di San Michele — Geologia / Storia / Speleologia”.

Il convegno rappresenta il momento di approfondimento scientifico e culturale della due giorni. Geologia, storia e speleologia sono trattati come chiavi di lettura complementari per comprendere la Miniera di San Michele nella sua complessità. Ricercatori, appassionati e membri delle associazioni organizzatrici si confrontano su un patrimonio che ha ancora molto da raccontare.

La speleologia riveste un ruolo centrale nella valorizzazione di questo sito. Le cavità naturali e artificiali legate all’attività estrattiva sono oggetto di studio e documentazione da parte dello Speleo Club Domusnovas, che da anni opera sul territorio con finalità scientifiche e divulgative.


Giornata Nazionale delle Miniere: un appuntamento nazionale che valorizza il patrimonio minerario italiano

La Giornata Nazionale delle Miniere è un appuntamento promosso ogni anno per richiamare l’attenzione sul patrimonio minerario italiano, spesso sottovalutato rispetto ad altre forme di eredità culturale. Domusnovas, con la sua storia estrattiva e la presenza delle Grotte di San Giovanni — una delle cavità naturali più note della Sardegna — è un contesto particolarmente significativo per ospitare questa XVIII edizione.

Il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, che patrocina l’evento, è riconosciuto dall’UNESCO come uno dei parchi geominerari più importanti d’Europa. La sua partecipazione istituzionale sottolinea il valore di un’iniziativa che unisce speleologia, geologia e storia in un’ottica di tutela e promozione territoriale.


Informazioni pratiche per partecipare agli eventi della Giornata Nazionale delle Miniere a Domusnovas

  • Trekking “Lungo il Sentiero dei Minatori” — Sabato 30 maggio, ore 8.30, ritrovo alla Chiesetta di San Giovanni. Prenotazione obbligatoria: 3405841129 / speleoclubdomusnovas@gmail.com
  • Museo Mineralogico — Sabato 30 e domenica 31 maggio, dalle 9.00 alle 19.30, ex Montegranatico.
  • Presentazione libro su Lord Thomas Allnutt Brassey — Sabato 30 maggio, ore 17.30, Casa Pirinu, C.so Repubblica, Domusnovas.
  • Convegno sulla Miniera di San Michele — Domenica 31 maggio, ore 17.30, ex Mulino Sa Ferraria, Via Stazione snc.

Organizzatori: Speleo Club Domusnovas, Associazione Circhiola, Associazione Mineralogica Domusnovas. Patrocinio: Comune di Domusnovas, Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna.

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Gilde dei pipistrelli: una bussola per orientarsi nella biodiversità

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Un nuovo studio su Mammal Review analizza lo sviluppo e l’uso delle gilde dei pipistrelli, raggruppamenti ecologici che aiutano a interpretare il ruolo delle specie negli ecosistemi.

Il concetto di gilda ecologica applicato ai pipistrelli

In ecologia, una gilda è un insieme di specie che sfruttano la stessa classe di risorse in modo simile.

Il mondo dei pipistrelli offre un esempio calzante di questa varietà di strategie.

Alcuni esemplari catturano gli insetti in volo in spazi aperti.

Altri prelevano le prede direttamente dalle superfici di foglie o tronchi.

Ci sono specie che si muovono agilmente tra la vegetazione fitta. Altre ancora sfiorano l’acqua per nutrirsi.

La dieta non è uniforme: molti chirotteri sono insettivori, altri consumano frutta, nettare, piccoli vertebrati, pesci e, in rari casi, sangue.

Anche la scelta dei rifugi e degli habitat è molto diversificata. Le gilde dei pipistrelli permettono di mettere ordine in questa complessità.

Un team internazionale di ricercatori ha pubblicato una revisione sistematica sulla rivista Mammal Review per fare il punto su come gli ecologi impiegano le gilde dei pipistrelli.

Il lavoro è frutto di una collaborazione tra Giappone, Italia e Lussemburgo. Sono stati analizzati centinaia di studi per capire quali sistemi di gilde vengano utilizzati e con quali criteri.

I cinque sistemi principali di gilde dei pipistrelli

Dalla revisione, che ha selezionato 658 lavori scientifici, emerge un dato chiaro. Il 99 per cento degli studi esaminati usa una combinazione di cinque grandi sistemi di gilde dei pipistrelli.

Il primo è la gilda trofica, basata sulla dieta.

Il secondo riguarda il tipo di habitat.

Il terzo è la modalità di foraggiamento.

Il quarto si fonda sull’ecolocalizzazione.

Il quinto prende in esame i rifugi.

La maggior parte di questi sistemi si concentra sulle strategie di alimentazione.

Spesso i ricercatori assegnano una specie a una gilda analizzando il disegno dei richiami di ecolocalizzazione e la morfologia alare.

Questi tratti forniscono indizi concreti su come un pipistrello si muove e caccia.

La revisione pubblicata su Mammal Review fornisce così una panoramica aggiornata sull’uso delle gilde dei pipistrelli.

La distribuzione geografica e le specie studiate

L’analisi ha preso in esame anche la copertura geografica e tassonomica degli studi.

Quasi la metà delle ricerche, il 47 per cento, è stata condotta nella regione Neotropicale.

Un dato che rivela un interesse scientifico concentrato in alcune aree del pianeta.

Complessivamente, le ricerche basate sulle gilde dei pipistrelli hanno coinvolto il 71 per cento delle specie valide esistenti.

Il 93 per cento dei generi e tutte le famiglie sono rappresentati. Solo il 9 per cento degli studi ha incluso membri della famiglia Pteropodidae.

Le gilde dei pipistrelli si confermano uno strumento utile per studiare la ripartizione delle risorse. Consentono di identificare specie che hanno sviluppato convergenze adattative. Aiutano a comprendere le risposte dei chirotteri ai disturbi ecologici e alle iniziative di conservazione.

Lacune nella ricerca e indicazioni per il futuro

La revisione segnala alcune lacune. Le gilde basate sui rifugi richiedono ulteriori approfondimenti e un affinamento dei criteri.

Le regioni Indomalese e Afrotropicale risultano fortemente sotto-studiate. Il team raccomanda ai ricercatori di indicare sempre in modo esplicito i criteri utilizzati per assegnare le specie a una gilda. Suggerisce inoltre di specificare con precisione il tipo di gilda impiegata nello studio.

Questo lavoro di sintesi contribuisce a rendere più chiaro un campo concettualmente articolato. L’obiettivo è migliorare la comprensione del ruolo ecologico delle diverse specie di pipistrelli. Le gilde dei pipistrelli rappresentano una chiave di lettura per interpretare la biodiversità e orientare le strategie di tutela. L’abstract dell’articolo è disponibile online.

Il testo completo può essere richiesto direttamente agli autori anche attraverso ResearchGate.

Fonti:


Fonte primaria (articolo scientifico)

· Titolo: Understanding Bat Guilds: A Systematic Review of Their Development, Uses and Research Implications
· Autori: Jenkins, S. H., H. Doi, D. Russo, K. Kravchenko, and C. E. Vincenot
· Rivista: Mammal Review, volume 56, numero 2, articolo e70037 (maggio 2026)
· DOI: https://doi.org/10.1111/mam.70037
· Link alla pagina dell’editore (Wiley Online Library):
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/mam.70037

Fonte secondaria (pagina ResearchGate per richiedere il PDF)

· Titolo sulla piattaforma: Understanding Bat Guilds: A Systematic Review of Their Development, Uses and Research Implications
· Link ResearchGate:
https://www.researchgate.net/publication/404759753_Understanding_Bat_Guilds_A_Systematic_Review_of_Their_Development_Uses_and_Research_Implications


Tutti i dati riportati nell’articolo (percentuali, numero di studi analizzati, distribuzione geografica, lacune della ricerca, ecc.) sono stati ricavati dal testo descrittivo e dall’abstract

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Biospeleologia nei Monti Apuseni: scuola estiva internazionale su fauna di grotta e monitoraggio degli habitat

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Dal 20 al 27 luglio 2026, a Ic Ponor in Romania, un corso intensivo in biospeleologia formerà studenti, ricercatori e professionisti sulle tecniche di monitoraggio della fauna cavernicola e degli habitat sotterranei.

La International Summer School in Biospeleology si terrà dal 20 al 27 luglio 2026 a Ic Ponor, nei Monti Apuseni, all’interno dell’Apuseni Natural Park, in Romania, con un programma dedicato al monitoraggio della fauna di grotta e degli habitat carsici. L’iniziativa è promossa dalla University Babes-Bolyai di Cluj-Napoca, attraverso la Faculty of Biology and Geology, Department of Taxonomy and Ecology, e prevede attività in lingua inglese rivolte a un gruppo ristretto di 15 partecipanti provenienti da diversi Paesi.[1]

Scuola estiva di biospeleologia tra ecologia sotterranea e monitoraggio in grotta

La scuola estiva di biospeleologia nasce con l’obiettivo di fornire basi teoriche e strumenti applicativi per la valutazione della biodiversità sotterranea e per l’adozione di protocolli standardizzati di monitoraggio delle specie cavernicole e dei loro habitat. Il programma unisce lezioni teoriche, esercitazioni pratiche e uscite sul campo, con attenzione specifica all’ecologia di grotta, alle relazioni tra invertebrati e ambiente ipogeo, ai metodi di campionamento e alle tecniche di monitoraggio basate anche su eDNA.[1]

Nel dettaglio, il corso affronta temi che interessano da vicino la biospeleologia contemporanea: microbiologia di grotta, ecologia delle acque sotterranee, adattamenti morfologici e fisiologici della fauna ipogea, identificazione tramite morfologia e DNA barcoding, studio degli acquiferi carsici, climatologia di grotta e ricostruzione paleoclimatica tramite speleotemi. La struttura didattica prevede sette giorni di formazione intensiva, con sessioni teoriche mattutine di tre o quattro ore e attività pratiche pomeridiane di durata analoga.[1]

Apuseni Natural Park e Ic Ponor come campo scuola per la biospeleologia

La scelta di Ic Ponor colloca la scuola estiva di biospeleologia in un contesto di forte interesse per chi si occupa di carsismo e ambienti sotterranei. L’area si trova nei Monti Apuseni, un territorio noto per il paesaggio carsico e per la presenza di numerose cavità, tanto che il parco naturale viene descritto come caratterizzato da valli profonde, canyon e una rete di oltre 3.500 grotte.[2][1]

Le informazioni pratiche pubblicate dagli organizzatori mostrano un’impostazione fortemente orientata al lavoro sul campo. Le lezioni si svolgeranno tra la struttura Salvamont e il cottage del Parco Naturale Apuseni, con disponibilità di spazi per presentazioni e attività di laboratorio. Le uscite in grotta fanno parte integrante del percorso e richiedono una condizione fisica adeguata, oltre a equipaggiamento specifico per ambienti freddi, dove le temperature indicate sono comprese tra 5 e 8 °C.[1]

Destinatari, docenti e contenuti della summer school in biospeleologia

La summer school in biospeleologia è aperta soprattutto a studenti di laurea triennale negli ultimi anni, studenti magistrali, dottorandi, ricercatori, ranger dei parchi naturali e professionisti impegnati nella protezione ambientale e nella conservazione. Il numero chiuso, fissato a 15 partecipanti, suggerisce una formula centrata sul confronto diretto con i docenti e su un addestramento pratico ravvicinato.[1]

Il corpo docente riunisce specialisti provenienti da Romania, Stati Uniti, Regno Unito e Slovenia. Tra i tutor figurano Dan Jones del New Mexico Tech per biospeleologia e microbiologia di grotta, Sanda Iepure della University Babes-Bolyai e dell’Emil Racovi?? Institute of Speleology per campionamento e monitoraggio della fauna cavernicola, Maja Zagmajster dell’Università di Lubiana sui temi della protezione degli habitat sotterranei, Vasile Ersek della Northumbria University per la carsologia e Virgil Dr?gu?in dell’Emil Racovi?? Institute of Speleology per la climatologia.[1]

Costi, candidatura e supporti economici per la scuola estiva di biospeleologia

La quota di partecipazione è fissata in 250 euro, mentre l’alloggio è gratuito. I pasti sono indicati a 40 euro al giorno tramite catering locale, e gli spostamenti verso le grotte per le attività sul campo sono inclusi nell’organizzazione; resta invece a carico dei partecipanti il viaggio da e per Ic Ponor, con la possibilità di usufruire di un trasferimento da Cluj-Napoca per circa 10 euro a persona.[3][1]

Per candidarsi occorre inviare entro il 31 maggio 2026 una lettera motivazionale di 500 parole su uno dei seguenti temi: carsismo, biologia di grotta, paleontologia, oppure tutela e conservazione delle grotte nel proprio Paese, allegando anche il curriculum vitae. Gli organizzatori indicano che la selezione terrà conto dell’interesse dimostrato, delle conoscenze pregresse in biologia di grotta e carsologia e della preparazione fisica necessaria per il lavoro in ambiente ipogeo; i nomi degli ammessi saranno pubblicati il 1° giugno 2026. È inoltre prevista la possibilità di richiedere un sostegno economico, aggiungendo alla domanda un breve testo, non oltre 200 parole, che motivi la richiesta.[1]

Il legame con il monitoraggio della biodiversità sotterranea

La scuola estiva di biospeleologia si inserisce in una linea di lavoro che richiama da vicino il progetto europeo Sub-BioMon, citato dagli organizzatori tra i sostenitori dell’iniziativa. Il progetto, attivo da aprile 2024 a marzo 2027, punta a sviluppare metodi e protocolli standardizzati per il monitoraggio della biodiversità sotterranea nelle aree carsiche europee, anche attraverso l’integrazione fra tecniche classiche, DNA barcoding ed eDNA.[4][5][1]

In questo quadro, la proposta formativa nei Monti Apuseni appare come un’occasione concreta di aggiornamento per chi opera nella biospeleologia e nella gestione degli habitat sotterranei. L’impostazione interdisciplinare, che unisce fauna cavernicola, idrogeologia carsica, climatologia e conservazione, riflette esigenze sempre più presenti nella ricerca e nel monitoraggio ambientale in grotta.[6][1]

Per informazioni e candidature, il riferimento indicato è l’indirizzo email sanda.iepure@ubbcluj.ro, mentre i dettagli completi del programma sono pubblicati dalla University Babes-Bolyai nella pagina dedicata alla International Summer School in Biospeleology.[1]

Fonti
[2] APUSENI NATURE PARK – Romania https://www.youtube.com/watch?v=V2KgtK5UnXA
[3] International Summer School in Biospeleology (20 https://biogeo.ubbcluj.ro/international-summer-school-in-biospeleology-20-27-july-2026/
[4] sub-biomon-ro https://sub-biomon-ro.github.io/sub-biomon-ro-project/
[5] Sub-BioMon Project | project https://www.sub-biomon.net
[6] Dr. Maja Zagmajster Introduces the Sub-BioMon Project https://www.abcdarkworld.com/2024/09/13/dr-maja-zagmajster-introduces-the-sub-biomon-project-advancing-biodiversity-monitoring-in-karst-ecosystems/
[10] Scuola estiva internazionale: Summer School Speleothem Science 2019 in Romania – Scintilena https://www.scintilena.com/scuola-estiva-internazionale-summer-school-speleothem-science-2019-in-romania/12/19/
[11] XVIIIth International Symposium of Biospeleology – Scintilena https://www.scintilena.com/xviiith-international-symposium-of-biospeleology/06/06/
[12] Il 19° Congresso Internazionale di Speleologia si svolgerà in Brasile nel 2025 – Scintilena https://www.scintilena.com/il-19-congresso-internazionale-di-speleologia-si-svolgera-in-brasile-nel-2025/12/20/
[13] Corso Nazionale di Speleologia in Romania: la 35ª Edizione della National Speleology School – Scintilena https://www.scintilena.com/corso-nazionale-di-speleologia-in-romania-la-35a-edizione-della-national-speleology-school/06/04/
[14] Workshop Internazionale di Soccorso Speleologico Medico … https://www.scintilena.com/workshop-internazionale-di-soccorso-speleologico-medico-e-tecnico-in-ungheria/11/11/
[15] On Line il Programma del Raduno Nazionale di Speleologia https://www.scintilena.com/on-line-il-programma-del-raduno-nazionale-di-speleologia-caselle-in-pittari-siphonia-2024/10/12/
[16] BALKAN CAMP 2010 – ROMANIA – Scintilena https://www.scintilena.com/balkan-camp-2010-romania/04/23/
[17] 25th International Conference on Subterranean Biology at Cluj … https://www.scintilena.com/25th-international-conference-on-subterranean-biology-at-cluj-napoca-in-romania-in-july-2022/12/10/
[18] In stampa il numero 93 di Speleologia: da Frasassi all’Albania … https://www.scintilena.com/in-stampa-il-numero-93-di-speleologia-da-frasassi-allalbania-sulfurea-un-viaggio-nel-mondo-carsico/05/07/
[19] I prossimi eventi ed incontri internazionali di speleologia e carsismo – Scintilena https://www.scintilena.com/i-prossimi-eventi-ed-incontri-internazionali-di-speleologia-e-carsismo/02/28/
[20] La newsletter BCRA di marzo 2026 annuncia workshop, escursioni … https://www.scintilena.com/ora-ho-raccolto-informazioni-sufficienti-per-scrivere-larticolo-procedo-con-la-stesura/03/05/
[21] Calendario Eventi Internazionali – Scintilena https://www.scintilena.com/calendario-eventi-internazionali-2/01/07/
[22] Perforare il Mantello: verso la scoperta diretta del cuore della TerraIl … https://www.scintilena.com/perforare-il-mantello-verso-la-scoperta-diretta-del-cuore-della-terrail-progetto-cinese-meng-xian-e-lesplorazione-italiana-della-moho-aprono-nuove-prospettive-sulla-crosta-e-il-mantello-terr/05/11/
[23] CAI Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/cai/
[24] L’ultimo rifugio dei Neanderthal: sopravvissuti fino a 12mila anni fa https://www.scintilena.com/lultimo-rifugio-quando-il-neanderthal-sopravvisse-il-doppio-di-quanto-credevamo/01/22/
[25] Chronometric data and stratigraphic evidence support discontinuity between Neanderthals and early Homo sapiens in the Italian Peninsula https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11399134/
[26] New Alien Plant Taxa for Italy and Europe: An Update https://www.mdpi.com/2223-7747/13/5/620/pdf?version=1708931258
[27] Advanced Courses & Summer schools https://www.szn.it/index.php/en/education/advanced-courses-summer-schools
[28] Applications call for the Summer School … https://www.facebook.com/groundeco/posts/applications-call-for-the-summer-school-in-biospeleology-cave-fauna-habitats-mon/1415954703883021/
[29] ? ? Applications call for the Summer School in # … https://www.instagram.com/p/DYWTEdXl8vP/
[30] International Summer School of Museology and Heritage https://fhs.upr.si/en/summer-schools/international-summer-school-of-museology-and-heritage/
[31] News https://biogeo.ubbcluj.ro/pages/taxonomie/?page_id=138142&lang=en
[32] Mountain biking trails in Apuseni Natural Park https://www.outdooractive.com/en/mountain-biking-trails/apuseni/mountain-biking-trails-in-apuseni-natural-park/280080130/
[33] International Summer School 2026 https://csrcc.it/en/events/international-summer-school-2026
[34] Acces https://www.parcapuseni.ro/turism/access
[35] INTERNATIONAL SUMMER SCHOOL IN EARTH … https://www.irsps.eu/international-summer-school-in-earth-observation/
[36] The Sub-BioMon Project: Developing and testing … https://www.ksd.iser.ro/journal-24/2024/ksdsp24-15.pdf

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Biodiversità delle grotte, dall’Australia un’azione locale che guarda al 2030

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Cathie Plowman e la biodiversità delle grotte al centro dell’incontro UIS per la Giornata internazionale della biodiversà

Una storia australiana di impegno costante mostra come la biodiversità delle grotte possa entrare nel dibattito pubblico partendo da iniziative locali.

Al centro dell’incontro c’è Cathie Plowman, attiva da decenni nella conservazione e oggi impegnata in un lavoro di sensibilizzazione dedicato alla fauna cavernicola australiana.

Biodiversità delle grotte e Giornata della biodiversità

L’iniziativa si inserisce nella Giornata internazionale della biodiversità, che ricorre ogni anno il 22 maggio, e nel tema scelto per il 2026, “Acting locally for global impact”, cioè agire localmente per produrre un impatto più ampio. In questo contesto, la biodiversità delle grotte viene proposta come un terreno concreto in cui collegare ricerca, educazione pubblica e tutela degli habitat sotterranei. La UIS Biology Commission, promotrice dell’appuntamento, è una delle commissioni ufficiali dell’Unione Internazionale di Speleologia e indica tra i propri obiettivi la conoscenza degli animali di grotta e la protezione dei loro ambienti.[1][2][3][4][5][6]

Cathie Plowman e il programma Australian Cave Animals

La relatrice annunciata è Cathie Plowman, che vive in Tasmania ed è attiva nella conservazione dal 1974. Il suo percorso riunisce esperienze diverse: infermiera, ex ranger dei parchi, show cave manager e professionista della comunicazione, con un profilo che combina competenze scientifiche, gestionali e divulgative. Incoraggiata da Bärbel Vogel della Federazione Speleologica Tedesca, Plowman ha avviato nel 2019 la campagna Australian Cave Animal of the Year, guidandola fino al 2024, per poi sviluppare l’attuale programma Australian Cave Animals con nuovi materiali e prodotti dedicati alla sensibilizzazione sulla fauna di grotta.

Azione locale e sensibilizzazione sulla fauna di grotta

Il punto più interessante della vicenda riguarda il metodo. La biodiversità delle grotte non viene presentata come un tema riservato agli specialisti, ma come una materia che può essere resa comprensibile a comunità locali, scuole, visitatori e amministrazioni attraverso campagne semplici, immagini efficaci e messaggi continui. In questa prospettiva, il lavoro di Cathie Plowman mostra come una passione territoriale possa trasformarsi in una rete nazionale di attenzione verso gli animali cavernicoli, spostando il tema dalla sola ricerca scientifica alla partecipazione pubblica.

KMGBF e conservazione degli ecosistemi sotterranei

Il riferimento richiamato dall’evento è il Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework, adottato alla COP15 del 2022 da 196 Paesi come quadro globale per fermare e invertire la perdita di natura. Il documento definisce quattro obiettivi al 2050 e ventitré target al 2030, indicando che l’attuazione richiede impegno politico, strumenti di monitoraggio e contributi coordinati a tutti i livelli della società. Per questo la biodiversità delle grotte entra con coerenza nel discorso internazionale: gli habitat ipogei sono spesso fragili, poco visibili e legati a pressioni locali, quindi la protezione parte quasi sempre dal territorio, dall’informazione e dalla capacità di costruire consenso attorno a specie poco conosciute.[5][7][8]

Il significato speleologico della biodiversità delle grotte

Per il mondo speleologico, il messaggio è chiaro. La biodiversità delle grotte non riguarda solo l’elenco delle specie presenti negli ambienti sotterranei, ma anche il modo in cui questi organismi possono diventare indicatori della qualità degli habitat e strumenti narrativi per spiegare il valore del carsismo a un pubblico più ampio. Campagne come Cave Animal of the Year e il successivo sviluppo australiano promosso da Plowman si muovono proprio in questa direzione, dando un volto riconoscibile a un tema spesso percepito come distante e tecnico.[4][9]

Diretta Facebook UIS e informazioni pratiche

L’incontro “Celebrating Cave Biodiversity: Cave Animal of the Year Campaign” è stato fissato per il 22 maggio 2026, alle 15:00 EDT, 21:00 CEST e 5:00 AEST del giorno successivo, con trasmissione sulla pagina Facebook della UIS Cave Biology Commission. Le informazioni diffuse per l’evento indicano anche il contatto email uiscaveanimal@gmail.com e il riferimento social @UISCaveBiologyCommission per aggiornamenti e comunicazioni. In questo quadro, la figura di Cathie Plowman diventa il tramite per raccontare un’idea semplice ma centrale per la biodiversità delle grotte: il percorso verso il 2030 passa anche da azioni locali, costanti e ben comunicate, una specie alla volta.[2][7][10][1][5]

Fonti
[1] il 22 maggio il live della UIS Biology Commission – Scintilena https://www.scintilena.com/biodiversita-delle-grotte-e-giornata-internazionale-della-biodiversita-2026-il-22-maggio-il-live-della-uis-biology-commission/05/19/
[2] Theme of the International Day for Biological Diversity 2026 https://www.cbd.int/article/2026-03-17-Biodiversity-Day-2026-theme
[3] International Day for Biological Diversity 2026 https://knowledge4policy.ec.europa.eu/event/international-day-biological-diversity-2026_en
[4] About us – uis-caveanimal https://www.caveanimal.com/about-us
[5] International Day for Biological Diversity (IDB) 2026 https://www.cbd.int/biodiversity-day/2026
[6] UIS Commissions and Working Groups https://uis-speleo.org/index.php/uis-commissions-and-working-groups/
[7] Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework | Biodiversity https://www.fao.org/biodiversity/kunming-montreal-global-biodiversity-framework/
[8] Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework https://www.cbd.int/gbf
[9] Un evento per la biodiversità delle grotte nella Giornata internazionale https://www.scintilena.com/biodiversita-delle-grotte-protagonista-online-per-la-giornata-internazionale-della-biodiversita-2026-il-22-maggio-un-evento-in-diretta-facebook-raccontera-il-ruolo-della-fauna-cavernicola-e-la-campagn/05/09/
[10] Grotte e biodiversità, il 22 maggio il live UIS con Stefano Mammola https://www.scintilena.com/grotte-e-biodiversita-il-22-maggio-il-live-uis-con-stefano-mammola/05/17/
[16] Proteggere il mondo sotterraneo: biodiversità delle grotte, servizi … https://www.scintilena.com/proteggere-il-mondo-sotterraneo-biodiversita-delle-grotte-servizi-ecosistemici-e-campagne-cave-animal-of-the-year/05/08/
[17] Giornata internazionale della biodiversità 2026: la speleologia … https://www.scintilena.com/giornata-internazionale-della-biodiversita-2026-la-speleologia-celebra-la-conservazione-delle-grotte/05/18/
[18] Giornata mondiale della Biodiversità: anche le grotte custodiscono … https://www.scintilena.com/giornata-mondiale-della-biodiversita-anche-le-grotte-custodiscono-specie-preziose-i-ragni-meta-protagonisti-del-2026/05/22/
[19] la biospeleologia di Luisa Dainelli al centro dell’evento UIS https://www.scintilena.com/giornata-mondiale-della-biodiversita-2026-la-biospeleologia-di-luisa-dainelli-al-centro-dellevento-uis/05/20/
[20] Biodiversità sotterranea: Luisa Dainelli tra i protagonisti dell … https://www.scintilena.com/biodiversita-sotterranea-luisa-dainelli-protagonista-dellinternational-day-for-biodiversity-2026/05/20/
[21] Il mondo sotterraneo in mostra — UIS lancia il 2 … – Scintilena https://www.scintilena.com/il-mondo-sotterraneo-in-mostra-uis-lancia-il-2-concorso-fotografico-internazionale-su-grotte-e-carsismo/05/27/
[22] UIS Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/uis/
[23] Addressing biodiversity loss by building a shared future https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9187073/
[24] Addressing biodiversity loss by building a shared future https://dx.plos.org/10.1371/journal.pbio.3001690
[25] Evaluating global interest in biodiversity and conservation https://onlinelibrary.wiley.com/doi/pdfdirect/10.1111/cobi.14100
[26] Monitoring status and trends in genetic diversity for the Convention on Biological Diversity: An ongoing assessment of genetic indicators in nine countries https://conbio.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/conl.12953
[27] Biocultural diversity and crop improvement https://portlandpress.com/emergtoplifesci/article/7/2/151/233819/Biocultural-diversity-and-crop-improvement
[28] Conservation of rare and endangered plant species in China https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9926111/
[29] Biodiversity and ecosystem services science for a sustainable planet: the DIVERSITAS vision for 2012-20. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC4121961/
[30] ? “Acting locally for global impact” is the theme of the 2026 … https://www.facebook.com/UNBiodiversity/posts/-acting-locally-for-global-impact-is-the-theme-of-the-2026-edition-of-the-intern/1279855367574089/
[31] International Day for Biological Diversity https://www.un.org/en/observances/biological-diversity-day
[32] International Day for Biological Diversity – 22 May https://www.cbd.int/ibd/
[33] World Biodiversity Day 2026 – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/en/news/world-biodiversity-day-2026
[34] International Union of Speleology (UIS) – International Science Council https://council.science/member/uis-union-internationale-de-speleologie/
[35] International Day for Biological Diversity https://en.wikipedia.org/wiki/International_Day_for_Biological_Diversity
[36] Stepping Up on Biodiversity: What the Kunming?Montreal Global … https://www.unepfi.org/industries/investment/stepping-up-on-biodiversity/
[37] IMG_3871.jpeg https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/attachments/images/10794614/2357dba1-aab1-43ee-976a-208d07b69278/IMG_3871.jpeg?AWSAccessKeyId=ASIA2F3EMEYE7QYE3C7S&Signature=LP%2FGGT%2B7uv7NniLaj%2FgidVs7jI8%3D&x-amz-security-token=IQoJb3JpZ2luX2VjEO3%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2FwEaCXVzLWVhc3QtMSJHMEUCIAflAfuU5MxLNk2WEQm07R1%2FEVQMYdtN3LUmB%2FczQWBgAiEA%2BfB7hkiNkIiNLDBBHN7dELbZ5nfOK6iB9jeHQkAv1Moq%2FAQItv%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2FARABGgw2OTk3NTMzMDk3MDUiDI1tg4LuZOz0SFmatirQBLxxSOqwGwFMU6uBWXBtIpASpmiGAZYYPt9as7zj1Dxg9q2PAuqIwOSyVZ1mui%2FIFVPwwsmk0xExRXf599FyH7FSTQduUY5Ja52dsrASya5vcHcQ368lJ7gteeza%2BhX9t6qUqqc9rxw89afX08C7ywCPY853LGyPtyJaJ0EBLcdMHtYbMwidsW9e5crahgAkZSSG%2BnX6I%2FYygcoMQUwY6CXxo15wKHa60Vw%2FiXfURltt8CnEM6%2BAoVJm6ZTmTewgg9NoPcLMUmHCljk37%2FoHhmX%2B8S3Nz1PdF4NOc%2BwGFYUOxLpyEUzcPCVLRgXWeIoHQVESSiSjHrNONnHGzDaJvOeKK1Q6gTWoc8TJVEXDqpo48RxjZqjESuJ0ll35isgDrF9K%2BfGpCChONCtr1G5bRHHwEyFZ5RrVlqwBJFALC5m%2FxhmAPOEUcXIvuJG91hGTtBi%2FgTabtVEGOWNHUjkLnUlkJY5ifg61GASd9WxKKY75RZDF%2BwzPN6BpDE6iNqDtP8%2Fio%2Bb%2BV0L%2BxND%2FKuWtZR%2F71qyRfbZb%2FNJLx8zf%2FtJl3k5jIEs%2FXLANQ6kLm9%2BGm5yNCCcb0mRtAru%2BiYau6zpc3BFSMsI2ocKgLFMAX5qaQxUqOey8lApbjz3EfJJhCqZdOR9AT7CqzU5uvsgxVQZWrbC9yfV4cow0sXqtFmKpGLO6DguEeYoV0234MGr6mvb5c1d7ec4RoyiH2fFu0b5QERToo6pxNWnXOCFSqddDiYpC7QbxpmGio7W1aWfLLvYoibayICSybVxzenp0dNkwnMni0AY6mAEKk6gacdHg346iezv4KsnPVvLOlSnJRDv7vVY9yqEmOm6mzaLyxQgSWMfT%2F16jTe9HMtyuGhhNtnfGqYL2x0TSxZXSHPHkdLhhI0962%2FFwTaGNgz%2FvKpq%2Bbg3p9vX3h8WvAOb3%2BZhUHKqGVNnRfKbqsIXgXJUqRdWPn1tX06cpSYb70RLadm3WuLJ2xPMcqQwFbs3Gmo4hLA%3D%3D&Expires=1780002518

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Inghiottitoio del Caravo: geologia, esplorazioni e misteri del sistema carsico del Bussento

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Nel cuore del Bussento uno degli inghiottitoi più profondi del Cilento continua ad attirare l’interesse della speleologia

L’Inghiottitoio del Caravo rappresenta una delle cavità più significative del sistema carsico del Bussento, nel Cilento meridionale. Situato nell’alveo del rio Bacuta, questo inghiottitoio raccoglie le acque che scendono dalle pendici del Monte Rotondo e del Monte Pannello, convogliandole nel sottosuolo attraverso una complessa rete di fratture e condotti carsici.

L’area del Bussento è nota da decenni per la presenza di fenomeni idrogeologici di grande interesse. Il Caravo rientra tra le cavità che hanno contribuito a definire la conoscenza della circolazione idrica sotterranea dell’intero massiccio carbonatico. La morfologia della cavità, unita alla presenza di importanti strutture erosive, continua ancora oggi a rappresentare un punto di riferimento per la ricerca speleologica nel Cilento.

Le esplorazioni speleologiche nel Bussento dagli anni ’50

Le prime esplorazioni dell’Inghiottitoio del Caravo risalgono agli anni Cinquanta. In quel periodo numerosi gruppi speleologici iniziarono a documentare le principali cavità del Bussento, avviando campagne di rilievo e studio che permisero di comprendere meglio il funzionamento idrologico dell’area.

Il Caravo venne esplorato parallelamente ad altri importanti inghiottitoi del sistema carsico del Bussento. Le spedizioni dell’epoca si svolgevano con attrezzature molto diverse da quelle moderne e richiedevano tempi lunghi di progressione, soprattutto nei grandi pozzi verticali e nei tratti interessati dalla presenza costante dell’acqua.

Le indagini speleologiche condotte nel corso degli anni hanno evidenziato il ruolo centrale dell’Inghiottitoio del Caravo nella rete sotterranea del Bussento. Le osservazioni idrologiche e morfologiche hanno contribuito a formulare diverse ipotesi sui collegamenti interni tra le varie cavità del comprensorio carsico.

Morfologia dell’Inghiottitoio del Caravo e sviluppo verticale

Dal punto di vista morfologico, l’Inghiottitoio del Caravo presenta uno sviluppo prevalentemente verticale. L’ampio ingresso introduce rapidamente in una serie di grandi pozzi e ambienti modellati dall’azione erosiva dell’acqua.

Uno degli elementi più caratteristici della cavità è un pozzo di circa 70 metri, che rappresenta uno dei principali ostacoli tecnici lungo la progressione. I pozzi sono intervallati da cenge e strette forre scavate nel calcare, con tratti canyoniformi che testimoniano l’intensa attività idrica sotterranea.

All’interno della cavità sono presenti marmitte erosive, piccoli laghi e vasche modellate dal flusso continuo dell’acqua. Questi elementi rendono l’Inghiottitoio del Caravo un ambiente di particolare interesse per lo studio dell’evoluzione carsica e della dinamica idrologica sotterranea.

La presenza costante dell’acqua caratterizza gran parte della progressione speleologica. In alcuni periodi dell’anno la portata può aumentare sensibilmente, modificando le condizioni di accesso e rendendo necessaria una particolare attenzione durante le esplorazioni.

Il lago-sifone terminale e le ipotesi di collegamento con Orsivacca

La progressione nell’Inghiottitoio del Caravo termina in corrispondenza di un lago-sifone terminale. Questo tratto rappresenta uno degli aspetti più interessanti della cavità dal punto di vista scientifico.

Oltre il sifone potrebbe infatti proseguire il sistema ipogeo del Bussento. Nel corso degli anni diversi studiosi e speleologi hanno ipotizzato possibili collegamenti tra il Caravo e altri inghiottitoi dell’area, tra cui Orsivacca.

Queste ipotesi derivano sia dalla conformazione geologica del massiccio sia dal comportamento delle acque sotterranee osservato durante le attività di monitoraggio. Il sistema carsico del Bussento appare infatti estremamente articolato, con condotti profondi e reti idriche sotterranee ancora parzialmente sconosciute.

L’Inghiottitoio del Caravo continua quindi a rappresentare un importante laboratorio naturale per la speleologia e per lo studio dei fenomeni carsici del Cilento. Le sue caratteristiche geomorfologiche e idrologiche mantengono vivo l’interesse scientifico verso una delle aree sotterranee più complesse dell’Italia meridionale.

Fonti e riferimenti sull’Inghiottitoio del Caravo e sul sistema carsico del Bussento

Per approfondire la storia esplorativa, la morfologia e il contesto carsico dell’Inghiottitoio del Caravo, risultano utili diverse fonti storiche e documenti recenti dedicati al Bussento e alla speleologia campana.

Fonti online dedicate all’Inghiottitoio del Caravo

  • Syphonìa 2024 – Inghiottitoio del CaravoAttachment.png
    Contiene una descrizione dettagliata della cavità, delle esplorazioni del 1952 del Circolo Speleologico Romano e delle ipotesi di collegamento con Orsivacca.
  • Syphonìa 2024 – Inghiottitoio OrsivaccaAttachment.png
    Utile per comprendere il quadro esplorativo degli inghiottitoi del Bussento e le ricerche sul possibile collettore sotterraneo tra Caravo, Orsivacca e la risorgenza del Bussento.
  • Syphonìa 2024 – Inghiottitoio del BussentoAttachment.png
    Approfondimento storico e speleologico sul principale inghiottitoio dell’area, con riferimenti alle spedizioni degli anni ’50.

Fonti territoriali e ambientali sul carsismo del Bussento

  • Itinerari del Cilento – Grotte e inghiottitoi dell’Alta Valle del BussentoAttachment.png
    Panoramica geografica e ambientale sugli inghiottitoi di Cozzetta, Caravo, Orsivacca e Bussento.
  • Parco Nazionale del Cilento – Inghiottitoio del BussentoAttachment.png
    Scheda istituzionale sul fenomeno carsico del Bussento e sull’area protetta del Cilento.
  • Showcaves – The Caves of the Bussento RiverAttachment.png
    Fonte internazionale che ricostruisce la storia delle esplorazioni nel sistema del Bussento e cita le connessioni studiate tra Caravo, Orsivacca, Bacuta e Cozzetta.  

Articoli recenti e attività esplorative

  • Hidden Bussento 2026 – ScintilenaAttachment.png
    Articolo sulle nuove campagne esplorative internazionali dedicate agli inghiottitoi del Bussento, inclusi Caravo e Orsivacca.
  • Campo Speleologico 2024 – TetideAttachment.png
    Documento sulle attività speleologiche recenti nell’area di Caselle in Pittari e Morigerati.

Riferimenti bibliografici storici citati nelle fonti

Le pagine dedicate agli inghiottitoi del Bussento richiamano numerosi lavori storici della speleologia italiana:

  • Franchetti C., 1954 – relazioni sulle esplorazioni del Circolo Speleologico Romano nel Bussento.
  • Spicaglia, 1954 – documentazione sulle prime discese al Caravo.
  • Parenzan P., 1953-1957 – attività del Centro Speleologico Meridionale.
  • GSV, 1986 – rilievi e rivisitazioni del Gruppo Speleologico Valtiberino.
  • “Atlante delle Grotte della Campania” – repertorio speleologico regionale citato nelle schede Tetide.  

L'articolo Inghiottitoio del Caravo: geologia, esplorazioni e misteri del sistema carsico del Bussento proviene da Scintilena.

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I pipistrelli raccontano il cambiamento climatico: il 29 maggio il seminario S.It.E. con Danilo Russo

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Pipistrelli e cambiamento climatico al centro dell’incontro online della Società Italiana di Ecologia, in programma alle 15.00 con il docente dell’Università degli Studi di Napoli Federico II

Il programma del seminario su pipistrelli e cambiamento climatico

Venerdì 29 maggio 2026, alle ore 15.00, si tiene il seminario online “I pipistrelli raccontano il cambiamento climatico”.

L’incontro è affidato a Danilo Russo, professore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

L’appuntamento rientra nel ciclo “Seminari di Ecologia e Sostenibilità – 2026” promosso dalla Società Italiana di Ecologia (S.It.E.). Il ciclo si svolge ogni venerdì nella fascia 15.00-16.00.

La formula prevede una relazione di 40-45 minuti. Seguono 15-20 minuti di discussione aperta.

Il pubblico è composto da dottorandi, giovani ricercatori, studiosi e persone interessate ai temi ecologici.

Le edizioni precedenti hanno registrato una partecipazione media di circa ottanta persone per appuntamento.

Il tema scelto per questo incontro unisce ecologia, conservazione e osservazione dei cambiamenti globali.

Attraverso i chirotteri si leggono alcuni segnali delle trasformazioni ambientali in corso.

Danilo Russo: il relatore esperto di pipistrelli e cambiamento climatico

Danilo Russo è professore ordinario di Ecologia presso il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Viene indicato come uno dei riferimenti italiani più noti nello studio dei chirotteri.

Il suo percorso comprende un PhD conseguito all’Università di Bristol.

Nell’aprile 2026 l’ateneo federiciano ha dato notizia del conferimento dell’Humboldt Research Award.

Il riconoscimento segnala il rilievo internazionale della sua attività scientifica.

Negli ultimi anni lo stesso ricercatore è intervenuto più volte sul legame tra pipistrelli e cambiamento climatico.

Un webinar di BatLife Europe ha approfondito come il clima che cambia influenzi i chirotteri e l’agricoltura.

Una ricerca italiana ha analizzato le risposte dei pipistrelli al clima in trasformazione.

Il seminario del 29 maggio si inserisce quindi in un filone già riconoscibile. Continua ad allargare il dialogo tra divulgazione e ricerca scientifica.

L’interesse per la speleologia: pipistrelli e cambiamento climatico negli ambienti sotterranei

Per il pubblico che segue il mondo della speleologia, il tema ha un interesse diretto. Il clima che cambia entra sempre più nel confronto sugli ambienti sotterranei. Un recente approfondimento ha mostrato come il monitoraggio climatico ipogeo serva a comprendere gli effetti del riscaldamento globale. In questo contesto i pipistrelli e il cambiamento climatico diventano una chiave di lettura utile.

Un seminario che usa i chirotteri come indicatori offre elementi concreti. Aiuta a seguire rifugi, colonie, dinamiche stagionali e qualità degli habitat nei sistemi carsici. L’incontro non riguarda solo la zoologia. Tocca l’osservazione del territorio, la conservazione e la lettura ecologica degli ambienti frequentati dal mondo speleologico. Per una testata di settore, il valore della notizia sta proprio in questo incrocio di competenze.

Come partecipare al seminario su pipistrelli e cambiamento climatico

Le informazioni generali sul programma 2026 sono pubblicate sul sito della Società Italiana di Ecologia. Lì compare anche l’elenco completo degli altri seminari previsti fino a dicembre. La registrazione passa da un form online dedicato. Per partecipare, i riferimenti utili sono il sito ecologia.it e il modulo di iscrizione raggiungibile dalla sezione incontri. Il collegamento avviene in diretta streaming. La partecipazione è aperta a tutti gli interessati.

I pipistrelli raccontano il cambiamento climatico: il 29 maggio il seminario S.It.E. con Danilo Russo

Pipistrelli e cambiamento climatico al centro dell’incontro online della Società Italiana di Ecologia, in programma alle 15.00 con il docente dell’Università degli Studi di Napoli Federico II

Il programma

Venerdì 29 maggio 2026, alle ore 15.00, è in calendario il seminario “I pipistrelli raccontano il cambiamento climatico”, affidato a Danilo Russo dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, all’interno del ciclo “Seminari di Ecologia e Sostenibilità – 2026” promosso dalla Società Italiana di Ecologia.[1][2]

Il ciclo S.It.E. si svolge di venerdì, nella fascia 15.00-16.00.[2][1]

Sul sito della Società Italiana di Ecologia si legge che la formula degli incontri prevede relazioni di 40-45 minuti seguite da 15-20 minuti di discussione, con un pubblico composto da dottorandi, giovani ricercatori, studiosi e persone interessate ai temi ecologici; le edizioni precedenti hanno registrato una partecipazione media di circa ottanta persone per appuntamento.[1]

Il tema

Il titolo “I pipistrelli raccontano il cambiamento climatico” mette al centro un nodo scientifico molto attuale, perché propone di leggere attraverso i chirotteri alcuni segnali delle trasformazioni ambientali in corso, dentro una cornice che unisce ecologia, conservazione e osservazione dei cambiamenti globali.[3][4]

Negli ultimi anni lo stesso Danilo Russo è intervenuto più volte su questo terreno, e Scintilena ha già richiamato sia un webinar di BatLife Europe dedicato a come il cambiamento climatico influenzi i pipistrelli e l’agricoltura, sia la presentazione di una ricerca italiana che analizza le risposte dei pipistrelli al clima che cambia.[4][3]

“I pipistrelli raccontano il cambiamento climatico” si inserisce quindi in un filone già riconoscibile, che continua ad allargare il dialogo tra divulgazione e ricerca.[3][4]

Il relatore

Danilo Russo è professore ordinario di Ecologia presso il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, ed è presentato da diverse fonti come uno dei riferimenti italiani più noti nello studio dei chirotteri.[5][6][7]

Il suo percorso comprende anche un PhD conseguito all’Università di Bristol, mentre nell’aprile 2026 l’ateneo federiciano ha dato notizia del conferimento dell’Humboldt Research Award, segnalando il rilievo internazionale della sua attività scientifica.[6][8]

La scelta del relatore definisce con chiarezza il profilo dell’incontro.[7][6]

Speleologia e pipistrelli

Per il pubblico della speleologia, “I pipistrelli raccontano il cambiamento climatico” ha un interesse diretto anche perché il tema del clima che cambia sta entrando sempre di più nel confronto sugli ambienti sotterranei, come mostrato da un recente approfondimento di Scintilena dedicato al monitoraggio climatico ipogeo come strumento per comprendere gli effetti del riscaldamento globale.[9]

In questo contesto, un seminario che usa i pipistrelli come chiave di lettura può offrire elementi utili anche a chi segue rifugi, colonie, dinamiche stagionali e qualità degli habitat nei sistemi carsici e nelle cavità.

Per una testata di settore, il valore della notizia sta anche qui: “I pipistrelli raccontano il cambiamento climatico” non riguarda solo la zoologia, ma tocca osservazione del territorio, conservazione e lettura ecologica degli ambienti frequentati dal mondo speleologico.

Informazioni e iscrizione

Le informazioni generali sul programma 2026 sono pubblicate sul sito della Società Italiana di Ecologia, dove compare anche l’elenco completo degli altri seminari previsti fino a dicembre.[2][1]

La registrazione passa dal form online dedicato.[10]

Per partecipare, i riferimenti utili sono ecologia.it per i dettagli sul ciclo di incontri e il modulo di iscrizione per la registrazione al seminario.[10][1]

Fonti:
[2] Seminari di Ecologia e Sostenibilità – 2026 https://www.ecologia.it/incontri/seminari-di-ecologia-2026/
[3] Come il cambiamento climatico influisce sui pipistrelli e sull’agricoltura https://www.scintilena.com/come-il-cambiamento-climatico-influisce-sui-pipistrelli-e-sullagricoltura-il-webinar-di-batlife-europe-con-il-prof-danilo-russo/02/12/
[4] Cambiamenti Climatici e Pipistrelli: Nuova Ricerca Italiana – Scintilena https://www.scintilena.com/cambiamenti-climatici-e-pipistrelli-nuova-ricerca-italiana/01/15/
[5] Napoli, arrivano i pipistrelli alla Città della Scienza! | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/2013/05/03/napoli-arrivano-i-pipistrelli-alla-citta-della-scienza/
[6] Humboldt Research Award al federiciano Danilo Russo https://www.unina.it/it/w/humboldt-research-award-il-federiciano-danilo-russo
[7] Danilo Russo https://www.mammiferi.org/soci/danilo-russo/
[8] La vita segreta dei pipistrelli, di Danilo Russo | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/2013/05/20/la-vita-segreta-dei-pipistrelli-di-danilo-russo/
[9] Monitoraggio Climatico Sotterraneo: Un Progetto Speleologico per … https://www.scintilena.com/monitoraggio-climatico-sotterraneo-un-progetto-speleologico-per-comprendere-il-cambiamento-climatico/01/07/
[91a3179fcc4c5
[14] Halloween, tutto sui pipistrelli al “Museo della Scienza” di Napoli https://www.tutelapipistrelli.it/2014/10/24/halloween-tutto-sui-pipistrelli-alla-citta-della-scienza-di-napoli/
[15] Oggi pomeriggio dedicato ai pipistrelli a Salerno – Scintilena https://www.scintilena.com/oggi-pomeriggio-dedicato-ai-pipistrelli-a-salerno/08/27/
[16] Microplastiche nei Sistemi Carsici: l’Inquinamento Silenzioso che … https://www.scintilena.com/microplastiche-nei-sistemi-carsici-linquinamento-silenzioso-che-raggiunge-il-cuore-della-terra/04/26/
[17] Happy Halloween a Città della Scienza – Scintilena https://www.scintilena.com/happy-halloween-a-citta-della-scienza/10/25/
[18] NCKRI offre borse di studio e finanziamenti per la ricerca sulle grotte … https://www.scintilena.com/nckri-offre-borse-di-studio-e-finanziamenti-per-la-ricerca-sulle-grotte-e-il-carsismo/02/11/
[19] La Società Speleologica Italiana invita a partecipare alla Giornata … https://www.scintilena.com/la-societa-speleologica-italiana-invita-a-partecipare-alla-giornata-mondiale-della-biodiversita-2023-e-alla-scoperta-del-niphargus-lanimale-di-grotta-dellanno/04/22/
[20] Pipistrelli Archivi – Pagina 20 di 29 – Scintilena https://www.scintilena.com/category/pipistrelli/page/20/
[21] Darwin Day con i pipistrelli, il 20 febbraio a Napoli | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/2015/02/02/darwin-day-con-i-pipistrelli-il-20-febbraio-a-napoli/
[22] Le femmine del vespertilio di Daubenton si alternano nei siti di … https://www.scintilena.com/le-femmine-del-vespertilio-di-daubenton-si-alternano-nei-siti-di-caccia-ad-alta-quota-lo-svela-uno-studio-italiano/03/02/
[23] Le iniziative di “Tutela pipistrelli” nel 2014 | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/2014/05/29/le-iniziative-di-tutela-pipistrelli-nel-2014/
[24] Genetic diversity of Italian greater horseshoe bats ( Rhinolophus ferrumequinum ) and distinction of the Sardinian colonies https://www.semanticscholar.org/paper/0e2406a53808eba723a68833735bc8a75162b4a4
[25] Association between procedural time and outcome in unsuccessful mechanical thrombectomy for acute ischemic stroke: analysis from the Italian Registry of Endovascular Treatment in Acute Stroke https://link.springer.com/10.1007/s00415-024-12458-2
[26] Effectiveness and tolerability of rimegepant in the acute treatment of migraine: a real-world, prospective, multicentric study (GAINER study) https://thejournalofheadacheandpain.biomedcentral.com/articles/10.1186/s10194-024-01935-8
[27] A Cross-Sectional Study of Variant Interpretation and Reporting of NGS Data Using Tertiary Analysis Software: Navify® Mutation Profiler https://link.springer.com/10.1007/s40487-024-00316-0
[28] Mammals of Italy: an annotated checklist http://www.italian-journal-of-mammalogy.it/Mammals-of-Italy-an-annotated-checklist,111473,0,2.html
[29] The early bat catches the fly: Daylight foraging in soprano pipistrelles https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S1616504709001281
[30] Rapid Assessment of Distribution of Wildlife and Human Activities for Prioritizing Conservation Actions in a Patagonian Landscape https://dx.plos.org/10.1371/journal.pone.0127265
[31] Zinc to cadmium replacement in the prokaryotic zinc-finger domain https://www.semanticscholar.org/paper/4082ca6e60915078bd51165ac83178424f5f7611
[32] non lo fanno, per esempio, qualora si accorgano che … https://www.instagram.com/greenandblue.ambiente/reel/DHtd1Q1Nz6C/
[33] La vita segreta dei pipistrelli https://tarka.it/wp-content/uploads/2017/03/Pipistrelli_estratto.pdf
[34] Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise https://www.facebook.com/parcoabruzzo/posts/i-cambiamenti-climatici-stanno-determinando-variazioni-anche-nella-dimensione-de/814362217397667/
[35] Vita segreta dei pipistrelli (@lavitasegretadeipipistrelli) https://www.facebook.com/lavitasegretadeipipistrelli/
[36] Pipistrelli e cambiamento climatico: cosa ci raccontano le … https://www.loscarpone.cai.it/dettaglio/pipistrelli-e-cambiamento-climatico-cosa-ci-raccontano-le-specie-del-pnalm/
[37] La Società Italiana di Ecologia ripropone anche per l’anno … https://web.unica.it/unica/page/it/la_societa_italiana_di_ecologia_ripropone_anche_per_lanno_2026_i_seminari_di_ecologia_e_sostenibilita
[38] Perché non avere paura dei pipistrelli http://www.centroregionalechirotteri.org/download/Repubblicapippi.pdf
[39] Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise https://www.facebook.com/parcoabruzzo/posts/%F0%9D%97%A9%F0%9D%97%B2%F0%9D%97%BF%F0%9D%98%80%F0%9D%97%BC-%F0%9D%97%B9%F0%9D%97%AE%F0%9D%97%B9%F0%9D%98%81%F0%9D%97%BC-%F0%9D%97%B0%F0%9D%97%BC%F0%9D%97%BA%F0%9D%97%B2-%F0%9D%97%B6-%F0%9D%97%BD%F0%9D%97%B6%F0%9D%97%BD%F0%9D%97%B6%F0%9D%98%80%F0%9D%98%81%F0%9D%97%BF%F0%9D%97%B2%F0%9D%97%B9%F0%9D%97%B9%F0%9D%97%B6-%F0%9D%98%80%F0%9D%97%B6-%F0%9D%97%AE%F0%9D%97%B1%F0%9D%97%AE%F0%9D%98%81%F0%9D%98%81%F0%9D%97%AE%F0%9D%97%BB%F0%9D%97%BC-%F0%9D%97%AE%F0%9D%97%B9-%F0%9D%97%B0%F0%9D%97%B9%F0%9D%97%B6%F0%9D%97%BA%F0%9D%97%AE-%F0%9D%97%B0%F0%9D%97%B5%F0%9D%97%B2-%F0%9D%97%B0%F0%9D%97%AE%F0%9D%97%BA%F0%9D%97%AF%F0%9D%97%B6%F0%9D%97%AEi-cambiamenti-clim/1373843634782853/
[40] Seminari di Ecologia e Sostenibilità – 2025 https://www.ecologia.it/incontri/seminari-di-ecologia-2025/
[41] “La vita segreta dei pipistrelli” nel libro di Danilo Russo https://www.blogcielomareterra.it/?p=363
[42] “Riconoscono i richiami di aiuto e sono in grado … https://www.instagram.com/reel/DHtd1Q1Nz6C/
[43] IMG_3868.jpeg https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/attachments/images/10794614/d9a84844-452e-4a3a-9196-0dcbb1db18d0/IMG_3868.jpeg?AWSAccessKeyId=ASIA2F3EMEYEXVFOBQCK&Signature=vgkLblifIeRkYeTZBIyl2LHJHxM%3D&x-amz-security-token=IQoJb3JpZ2luX2VjEO3%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2FwEaCXVzLWVhc3QtMSJGMEQCIFm2HCYKR5ejYC4xGJckJ6GPQJDuKHUxoiJBlRE0rbnQAiBXUbJt6dXorNLiz6Q9I6%2FqaKvEQkx%2FSOVDwckVBeW4zir8BAi2%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F8BEAEaDDY5OTc1MzMwOTcwNSIM4i5XBxduhnnQBy71KtAElv%2BGxV0l8iWSnaquXmeA8jbC9O9IuLWvkC%2BH6ZAtqYHNwX63UmzGOtWfJUWgXpWMEnmnbpx5wsqqn2jS4ckM2r8fjdnCoL8UKVgp%2Fegr0xUloSqzbXv8jkSfdZ%2B8mQ11K%2BESqxeaKB0yumGJg1Cb561148YOm%2B48SHKhk7IoId%2FQn7GNePv931hohKHcIjCfa0U%2FMuK5xtBccknoeuruj9tuOb%2BNMxHRHcfdCTpM3D6h6yxEUaIXo%2BNNU6Kh2rJm2sUoOqTHY51%2B2NO4hXn%2FGrRR0EKDH3fKFiQKzrWaiG5VqUWCwF3QwhtzNc2TlnXfi2%2BT0OuvRscy7I%2FQdf%2FQ%2Fiw%2B39ihChKQFcI05x4VA3eSSY4aVbfnf6ZtM6juX5bIDBINxdkv85ljfvr0FLarZLpkpJhAvCkRafX%2FfZnhY9mW38vzMsXHNcnbh5QNuixjpmx5hr8%2BRxIA%2B0vckOBZO%2Bh8YZwZe46kq%2FSAteYafISkO2njCzxQDp2nqhbtK3NcK6wuRJ8nGIoPpeYPmpscWUAeupLW%2B8a6LwPB0eW9ibvzsP%2Bbvhm0NRVlIUBxPokcSbk6R52RmclFp8FZDzIecjjyUxZwb%2Bv27hk4repIEO%2FvBPMMWgMgqofogXrxG25FvvjcMN9wVO%2B%2FsxMoCLEE149b4FWcY%2BmdcDsgY%2FtfPkNiHF113BhE8X9Ff0teeimiXp58lJ1714njh7avsXP6t7f%2FMVEqlxtIXlK%2Brux15VwZS20CWqjtklpn1soL%2FQjDp303%2B5aFHMokvLWzN6FgdjDdzeLQBjqZAYr7mjm5IqDwyApoeyUFQKchje1jCyS6eflbPmaeKHSmoWCeHn%2BCEUeDkdo6KKZECUlTYuqaMANMOfZ65u3hBTunPAjfGGq9xhavyzGNkn9jRMIqZybRi4TxOeKEFcQ20QCYPiq%2F0xN0%2FBTUHKnL83QqFSjLm32I%2B7QUPtHsvYwAqM0JzxDplcettunG1yGaCh48Bu%2BFD%2FzbWg%3D%3D&Expires=1780001390

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Sotto Roma c’è un’altra Roma: la geomorfologia rivela il paesaggio sepolto dell’Urbs antica

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La prima mappa dettagliata a scala 1:5000 del centro storico di Roma ricostruisce tremila anni di trasformazioni del suolo tra rischi naturali e depositi antropici profondi fino a 20 metri

Geomorfologia urbana di Roma: cos’è lo studio dell’Urbs

Un gruppo di ricercatori dell’Università La Sapienza di Roma — Francesca Vergari, Gian Marco Luberti, Alessia Pica e Maurizio Del Monte — ha pubblicato nel 2020 sul Journal of Maps uno studio dedicato alla geomorfologia del centro storico di Roma, l’area corrispondente all’antica Urbs, delimitata dalle mura aureliane.

Lo studio approfondisce un lavoro avviato nel 2016, quando fu presentata la prima carta geomorfologica dell’area centrale di Roma alla scala 1:10.000.

Il nuovo contributo porta la scala di dettaglio a 1:5000, raddoppiando la risoluzione cartografica e quadruplicando lo spazio disponibile per la rappresentazione dei dati.

Questo avanzamento tecnico ha permesso di descrivere con maggiore precisione le forme del paesaggio urbano, distinguendo tra processi naturali e modificazioni indotte dall’attività umana nel corso di circa tremila anni.

La geomorfologia urbana di Roma è un campo di ricerca che studia come le forme del terreno influenzano lo sviluppo delle città, come le attività urbane modificano i processi geologici di superficie e quali rischi naturali derivano da questa interazione.

Nel caso di Roma, la complessità è eccezionale per la durata e l’intensità delle trasformazioni storiche.

Valli sepolte e colline artificiali: il paesaggio nascosto sotto Roma

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dallo studio riguarda la profondità delle trasformazioni antropiche del territorio.

Sotto le strade e gli edifici del centro storico di Roma si trovano depositi antropici spessi fino a 20 metri, che nel corso dei secoli hanno progressivamente riempito le antiche valli naturali.

Un esempio documentato è il Fosso di Santa Croce, un antico corso d’acqua che scorreva tra la zona di San Giovanni e Santa Croce in Gerusalemme.

Oggi è completamente sepolto sotto la città moderna, ma la sua presenza è ricostruibile attraverso l’incrocio di dati archeologici, geognostici e geoarcheologici.

Accanto alle valli scomparse, lo studio descrive anche la formazione di colline artificiali.

Il Monte della Giustizia, per esempio, deve la sua origine alla costruzione, a partire dal VI secolo a.C., di un imponente sistema difensivo militare che comprendeva le Mura Serviane, un fossato e un terrapieno. Questa struttura ha elevato progressivamente la superficie del colle Esquilino fino a farne il rilievo più alto di Roma sulla sponda sinistra del Tevere.

Un altro esempio è Monte Giordano, nel rione Ponte, citato persino da Dante nella Divina Commedia: si tratta di un accumulo di materiali di riporto che nei secoli ha formato un’altura artificiale nel tessuto urbano medievale.

La geomorfologia urbana di Roma rivela quindi un territorio profondamente ri-modellato, in cui il paesaggio naturale originario è spesso irriconoscibile senza strumenti di analisi specializzati.

L’Antropocene a Roma: tremila anni di modificazioni del territorio

Il concetto di Antropocene — il periodo geologico in cui l’attività umana è diventata la principale forza di modifica della superficie terrestre — trova a Roma una delle sue espressioni più documentate e continue.

Il termine fu proposto da Paul Crutzen e Eugene Stoermer nel 2000, ma l’idea che l’uomo agisse come agente geomorfologico alla pari di altri processi naturali era già stata avanzata nel 1873 dal geologo italiano Antonio Stoppani. Nel caso di Roma, questa sovrapposizione tra processi naturali e antropici si estende per circa tremila anni senza soluzione di continuità.

I ricercatori hanno combinato dati provenienti da fonti molto diverse: analisi cartografiche multitemporali, dati archeologici, indagini geognostiche e geoarcheologiche. Le evidenze del Circo Massimo e dell’Isola Tiberina hanno permesso di ricostruire le condizioni paleogeografiche al momento della fondazione di Roma. I dati sulle antiche aree paludose hanno consentito di ricostruire la rete idrografica naturale originaria del centro urbano.

Questa metodologia interdisciplinare è considerata dagli autori fondamentale per distinguere ciò che è naturale da ciò che è stato costruito o trasformato dall’uomo nella geomorfologia urbana della città.

Carta geomorfologica a scala 1:5000: innovazioni metodologiche nella cartografia urbana

Sul piano tecnico, lo studio ha verificato se la legenda sviluppata per la mappa del 2016 potesse essere adattata portando la scala a 1:5000. Il risultato è positivo: il raddoppio della scala ha reso possibile inserire nuovi simboli cartografici e distinguere con maggiore precisione tra forme del terreno di origine naturale e di origine antropica.

La carta geomorfologica a questa scala ha applicazioni concrete nella pianificazione urbana. Gli autori sottolineano che mappe di questo tipo possono essere utilizzate come strumento complementare per la valutazione dei rischi naturali in ambito urbano. Il metodo è ritenuto replicabile per altri centri storici, in Italia e all’estero.

Rischi naturali e subsidenza: le implicazioni pratiche per la sicurezza di Roma

I materiali antropici non consolidati che riempiono le antiche valli di Roma non sono soltanto un dato storico e scientifico. Hanno implicazioni dirette sulla sicurezza del territorio urbano.

Depositi di riporto di questa natura possono causare fenomeni di subsidenza, cedimenti del terreno e collasso della superficie stradale. In caso di evento sismico, questi materiali tendono ad amplificare le onde sismiche, aumentando il rischio per gli edifici sovrastanti.

La conoscenza dettagliata della geomorfologia urbana di Roma diventa quindi uno strumento di prevenzione. Sapere dove si trovano le valli sepolte, quali aree sono costruite su riporti profondi e dove il terreno naturale è stato più alterato permette di orientare le scelte progettuali e le politiche di pianificazione del rischio. Per una città che ospita un patrimonio architettonico e storico di portata mondiale, questa conoscenza assume un valore operativo preciso.

Fonte: Vergari F., Luberti G.M., Pica A., Del Monte M. (2020). Geomorphology of the historic centre of the Urbs (Rome, Italy). Journal of Maps, 16(1), 6–17. https://doi.org/10.1080/17445647.2020.1761465

Vedi anche: https://www.facebook.com/share/1D6VpUyfKb/?mibextid=wwXIfr

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Inchiostro di penna nelle meteoriti marziane, non tracce di vita, ma un segnale d’allarme sui rischi di contaminazione dei campioni.

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Un nuovo studio mostra che anche residui quasi invisibili possono confondere la lettura dei segnali chimici più ricercati, proprio quelli legati alla possibile vita antica su Marte.

Meteoriti marziane e inchiostro di penna: cosa è stato trovato

Un gruppo di ricercatori dell’Università dei Paesi Baschi ha analizzato sei meteoriti marziane già preparate e studiate in passato, più un campione di controllo mai lavorato in laboratorio.[1][2]

Sulle superfici tagliate, lucidate e maneggiate, il team ha identificato una serie di contaminanti di origine terrestre, tra cui lubrificanti, fibre sintetiche, residui di abrasivi e soprattutto tracce di inchiostro di penna blu.[4][5][2]

Fra i composti individuati compare il Pigment Blue 15, un colorante a base di rame ampiamente usato negli inchiostri delle penne a sfera.[6][7][8]

Queste sostanze sono state trovate proprio in quelle zone delle meteoriti marziane dove di solito si cercano molecole organiche potenzialmente legate ad antichi processi biologici.[5][2]

Come è stata analizzata la contaminazione nelle meteoriti marziane

Per mappare i contaminanti sulle meteoriti marziane, i ricercatori hanno utilizzato la spettroscopia Raman, una tecnica non distruttiva che riconosce i materiali in base alla “firma” delle vibrazioni molecolari.[2][4][5]

Ogni composto produce un pattern caratteristico nello spettro Raman, permettendo di distinguere i minerali originari della roccia dai residui introdotti durante il taglio e la preparazione.[4][2]

Lo studio ha classificato i contaminanti in due grandi famiglie: quelli generati durante la preparazione del campione, come frammenti di diamante provenienti dalle lame di taglio o dai dischi di lucidatura, e quelli dovuti alla semplice manipolazione, come l’inchiostro blu e altre tracce organiche legate alle attività umane.[5][2]

Il campione non lavorato mostra un quadro molto più pulito, a conferma che gran parte dei segnali “estranei” nasce in laboratorio e non sulle meteoriti marziane stesse.[1][2]

Perché l’inchiostro nelle meteoriti marziane preoccupa chi cerca la vita

Il problema non è l’inchiostro in sé, ma il fatto che pigmenti sintetici e residui organici terrestri possono sovrapporsi alle firme chimiche che si vorrebbero attribuire a processi marziani.[2][5]

Pigment Blue 15 e altri composti affini mostrano segnali nel Raman e nelle analisi organiche che, in mancanza di un controllo rigoroso, potrebbero essere scambiati per tracce di carbonio extraterrestre.[8][6][2]

Gli autori sottolineano che oggi le tecniche analitiche sono in genere in grado di riconoscere molti contaminanti e di considerarli nelle interpretazioni.[6][2]

Il lavoro non mette quindi in discussione gli studi precedenti sulle meteoriti marziane, ma evidenzia quanto sia ridotto il margine d’errore quando si cercano segnali deboli, ai limiti della rilevabilità.[8][2]

Meteoriti marziane, missioni di ritorno campioni e protocolli di pulizia

Il tema acquista peso in vista delle missioni di ritorno campioni, come la campagna Mars Sample Return che dovrà riportare sulla Terra le carote raccolte dal rover Perseverance.[5][2]

Una volta arrivate in laboratorio, quelle rocce marziane dovranno essere tagliate, montate e lucidate, seguendo procedure che riducano al minimo la possibilità di aggiungere segnali organici terrestri.[2][5]

Nel loro articolo su Applied Geochemistry, Coloma e colleghi propongono una revisione di solventi, materiali e passaggi di pulizia, per esempio valutando la sostituzione di alcuni alcoli e l’uso di consumabili meno “sporchi” dal punto di vista chimico.[1][5][2]

Il gruppo invita anche a una maggiore standardizzazione tra laboratori, in modo che le meteoriti marziane e, in futuro, i campioni di Marte vengano trattati con protocolli comparabili, mirati alla riduzione sistematica della contaminazione.[9][5][2]

Dal laboratorio alle grotte: una lezione sulla contaminazione dei campioni

Per chi si occupa di speleologia scientifica, il messaggio che arriva dalle meteoriti marziane è familiare: ogni campione racconta una storia, ma quella storia può essere alterata da tracce portate dall’uomo.[10][11][2]

Nelle grotte, ricerche recenti hanno mostrato come microplastiche, microfibre e altri contaminanti antropici raggiungano sedimenti, acque e fauna ipogea, imponendo protocolli di campionamento e conservazione sempre più attenti.[12][10]

Nel caso delle meteoriti marziane, l’inchiostro di una penna o un velo di lubrificante bastano per interferire con l’interpretazione di segnali organici estremamente rari.[6][5][2]

Nelle cavità terrestri, un guanto non sterile o un contenitore non pulito possono modificare la composizione chimica di un’acqua di stillicidio o introdurre DNA estraneo in un campione biologico.[10][12]

La vicenda delle meteoriti marziane ricorda quindi che la ricerca di tracce di vita, sulla Terra come fuori, dipende tanto dalla potenza degli strumenti quanto dalla cura con cui si evita di “scrivere” sui campioni con il proprio inchiostro.[8][5][2]

Fonti
[1] Analysing the sample preparation process in meteorites and its … https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0883292726000296
[2] Contaminants, including ink, detected in meteorites suggest sample … https://phys.org/news/2026-04-contaminants-ink-meteorites-sample.html
[3] Contaminants, including ink, detected in meteorites suggest sample … https://www.eurekalert.org/news-releases/1123983
[4] Analysing The Sample Preparation Process In Meteorites And Its … https://astrobiology.com/2026/04/analysing-the-sample-preparation-process-in-meteorites-and-its-impact-on-the-pretreatment-of-returned-samples-to-earth.html
[5] Contaminants, Including Ink, Detected In Meteorites Suggest … https://astrobiology.com/2026/04/contaminants-including-ink-detected-in-meteorites-suggest-sample-preparation-needs-improving.html
[6] Scientists Found Literal Ink From Ballpoint Pens in Martian … https://gizmodo.com/scientists-found-literal-ink-from-ballpoint-pens-in-martian-meteorites-2000746996
[7] Researchers examining six meteorites from Mars found clear … https://x.com/Rainmaker1973/status/2058536537260691661
[8] Mysterious ‘Martian’ Discoveries: Ink from Pens and Alcohol in … https://news.inbox.lv/15054hk-mysterious-martian-discoveries-ink-from-pens-and-alcohol-in-meteorites?language=en
[9] Scientists find pen ink in Martian meteorites and expose a flaw in … https://en.clickpetroleoegas.com.br/scientists-find-pen-ink-in-martian-meteorites-and-expose-a-flaw-in-nasas-sample-preparation-warning-that-invisible-contaminations-can-confus-ctl01/
[10] Branche scientifiche coinvolte nello studio delle grotte – Scintilena https://www.scintilena.com/branche-scientifiche-coinvolte-nello-studio-delle-grotte/09/05/
[11] Isotopi come Bussola per le Acque Sotterranee dell’Appennino … https://www.scintilena.com/isotopi-come-bussola-per-le-acque-sotterranee-dellappennino-centrale/04/29/
[12] Microplastiche nei Sistemi Carsici: l’Inquinamento … https://www.scintilena.com/microplastiche-nei-sistemi-carsici-linquinamento-silenzioso-che-raggiunge-il-cuore-della-terra/04/26/
[17] Curation and classification procedures for the UK Antarctic meteorite collection https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/maps.14273
[18] Nondestructive determination of the physical properties of Antarctic meteorites: Importance for the meteorite—parent body connection https://onlinelibrary.wiley.com/doi/pdfdirect/10.1111/maps.14094
[19] Fundamental constraints and questions from the study of martian meteorites and the need for returned samples https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11745394/
[20] Geochemical Characterization of the NWA 11273 Lunar Meteorite Using Nondestructive Analytical Techniques: Original, Shocked, and Alteration Mineral Phases https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9165041/
[21] High-spatial resolution functional chemistry of nitrogen compounds in the observed UK meteorite fall Winchcombe https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10817942/
[22] Combined Neutron and X?Ray Tomography—A Versatile and Non?Destructive Tool in Planetary Geosciences https://onlinelibrary.wiley.com/doi/pdfdirect/10.1029/2023JE008222
[23] The Arpu Kuilpu Meteorite: In-depth characterization of an H5 chondrite
delivered from a Jupiter Family Comet orbit https://arxiv.org/pdf/2409.10382.pdf
[24] Using Organic Contaminants to Constrain the Terrestrial Journey of the Martian Meteorite Lafayette https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9618387/
[25] [PDF] Raccolta Aprile 2006 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2006_4_Raccolta_Scintilena_Aprile.pdf
[26] Osservata in Puglia la prima femmina albina di ferro di cavallo … https://www.scintilena.com/osservata-in-puglia-la-prima-femmina-albina-di-ferro-di-cavallo-minore-in-italia-allattava-un-piccolo-con-pigmentazione-normale/04/09/
[27] Great Blue Hole vs Taam Ja’: la guerra dei record tra le doline … https://www.scintilena.com/great-blue-hole-vs-taam-ja-la-guerra-dei-record-tra-le-doline-sommerse-che-nessuno-riesce-a-misurare-davvero/05/01/
[28] Python Cave e Virus di Marburg: cosa rivela lo studio 2026 – Scintilena https://www.scintilena.com/python-cave-e-virus-di-marburg-cosa-rivela-lo-studio-2026/05/04/
[29] La ricerca speleologica – Scintilena http://www.scintilena.com/utec/old/utec/vento.htm
[30] Luxor, scoperta una camera segreta con 22 sarcofagi dei cantori di … https://www.scintilena.com/luxor-scoperta-una-camera-segreta-con-22-sarcofagi-dei-cantori-di-amon-e-otto-papiri-sigillati/03/03/
[31] International Speleocamp for young cavers Juhöfola 2020, Germany – Scintilena https://www.scintilena.com/international-speleocamp-for-young-cavers-juhofola-2020-germany/01/16/
[32] Sulawesi, la pittura rupestre che riscrive l’origine dell’arte – Scintilena https://www.scintilena.com/sulawesi-la-pittura-rupestre-che-riscrive-lorigine-dellarte-51-000-anni-di-narrazione-nelle-grotte-indonesiane/03/04/
[33] Nella Gruta del Toro cento anni dopo Casteret – Scintilena https://www.scintilena.com/nella-gruta-del-toro-cento-anni-dopo-casteret-lesplorazione-subacquea-torna-protagonista-ai-pirenei/04/25/
[34] Glossario speleologico UIS – Lettera ‘a’ Traduzione in italiano https://www.scintilena.com/glossario-speleologico-uis-lettera-a-traduzione-in-italiano/07/22/
[35] Zone carsiche e Tubi di lava segnalati dall’UNESCO per diventare … https://www.scintilena.com/zone-carsiche-e-tubi-di-lava-segnalati-dallunesco-per-diventare-patrimonio-dellumanita/06/20/
[36] Nuove Creature delle Grotte Scoperte in Spagna – Scintilena https://www.scintilena.com/nuove-creature-delle-grotte-scoperte-in-spagna-un-genere-inedito-e-due-specie-sconosciute-riscrivono-la-fauna-sotterranea-iberica/04/24/
[37] Martian Meteorite: Ink Contamination Found in Samples https://infopetitenation.ca/martian-meteorite/
[38] blue pen ink. Researchers analyzing six Martian meteorites found … https://www.facebook.com/fromquarktoquasars/posts/scientists-discovered-something-bizarre-inside-meteorites-from-mars-blue-pen-ink/1546509473753646/
[39] Scientists found something bizarre inside a Martian meteorite https://www.instagram.com/p/DY3Bng9j3jw/
[40] A sample preparation guide for clay?rich carbonaceous chondrites https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/maps.14140
[41] shergottite https://karmaka.de/?cat=43
[42] Scientists found something bizarre inside a Martian meteorite: blue … https://www.instagram.com/reel/DY4I5_VM52M/

L'articolo Inchiostro di penna nelle meteoriti marziane, non tracce di vita, ma un segnale d’allarme sui rischi di contaminazione dei campioni. proviene da Scintilena.

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Gas tossici e roccia instabile: la corsa contro il tempo nella miniera d’oro del Laos

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Cinque sopravvissuti trovati vivi in una miniera d’oro abbandonata di Xaisomboun

Cinque dei sette cercatori d’oro intrappolati da oltre una settimana nella miniera d’oro abbandonata di Long Cheng, nella provincia centrale laotiana di Xaisomboun, sono stati localizzati vivi dai soccorritori il 27 maggio 2026.

I cinque uomini appaiono deboli e denutriti, ma senza ferite gravi né malattie acute, secondo quanto confermato dal gruppo laotiano Rescue Volunteer for People.

Le ricerche proseguono per le altre due persone ancora disperse nelle gallerie allagate.[1][2]

I sette uomini erano entrati nella miniera il 20 maggio alla ricerca di oro. Forti piogge monsoniche hanno provocato un’inondazione improvvisa che ha ostruito l’unica via d’uscita, intrappolandoli nelle profondità del sistema sotterraneo. Una sola persona era riuscita a fuggire prima che i cunicoli si allagassero, e aveva allertato le autorità.[3][1]

Aria viziata e idrogeno solforato: i gas tossici nella miniera abbandonata

L’ambiente interno della miniera d’oro abbandonata ha rappresentato fin da subito una delle sfide più critiche dell’operazione di soccorso.

I sistemi di monitoraggio dei gas tossici hanno rilevato sacche di idrogeno solforato, un composto che si accumula naturalmente in assenza di ventilazione, insieme a concentrazioni pericolose di anidride carbonica.

Secondo gli specialisti intervenuti, la qualità dell’aria nella miniera di Long Cheng è risultata peggiore rispetto alle attese, con livelli di umidità e ristagno chimico elevati in tutti i rami più stretti delle gallerie.[4][5]

Per ridurre il rischio di svenimento e rendere transitabili le vie di accesso, gli ingegneri hanno calato condotte d’aria profonde nel sistema, pompando ossigeno pulito verso l’interno e spingendo fuori i gas nocivi.

Ogni operatore che avanza nei cunicoli indossa sensori in grado di fornire dati in tempo reale sulle concentrazioni di gas pericolosi. Senza questo sistema di monitoraggio continuo, l’accesso ai rami più profondi della miniera sarebbe stato impossibile.[4]

Speleosub internazionali in azione: veterani di Tham Luang guidano i soccorsi

L’operazione ha richiesto il dispiegamento di oltre cento soccorritori, tra cui quindici speleosub specializzati.

Alcuni di questi avevano già partecipato al salvataggio della squadra di calcio giovanile nella grotta di Tham Luang, in Thailandia, nel 2018.

Il coordinamento dell’operazione è stato affidato a Kengkard Bongkawong, responsabile del gruppo Metta Tham Rescue (MTK), affiancato dallo speleosub finlandese Mikko Paasi.[2][6][7]

Le squadre di soccorso hanno impiegato giorni per superare i 15 metri di ostacoli iniziali, sfondando strati di sabbia e ghiaia per avanzare verso il pozzo sommerso che si riteneva conducesse alla camera dove si trovavano i dispersi.

Il tunnel si sviluppa per circa 300 metri dall’ingresso, tra passaggi angusti, fango e visibilità pressoché nulla. I tecnici hanno anche individuato quattro pozzi verticali in superficie che potrebbero collegarsi al sistema di grotte e offrire vie di accesso alternative.[7][8]

Roccia fragile e rischio crolli: la geologia della miniera di Long Cheng

La miniera d’oro abbandonata di Long Cheng presenta caratteristiche geologiche che rendono l’operazione più complessa rispetto ad altri salvataggi analoghi.

Gli esperti hanno sottolineato che gli strati rocciosi in questa regione del Laos sono significativamente più fragili rispetto a quelli della grotta di Tham Luang. La struttura è descritta dagli specialisti intervenuti come instabile, soggetta a improvvisi cedimenti, flussi di fango e restrizioni claustrofobiche nelle gallerie.[4]

Questa fragilità geologica impone di calcolare i tempi di trasporto in barella con precisione assoluta, e obbliga i soccorritori a monitorare in continuo le micro-vibrazioni delle pareti per prevenire collassi durante le operazioni di recupero.

I rischi non si limitano ai cunicoli interni: anche la zona di accesso alla miniera d’oro abbandonata è sottoposta a sorveglianza costante da parte dei geologi del team.[4]

Piano medico di stabilizzazione: ospedali da campo e sindrome da rialimentazione

All’imboccatura della miniera d’oro abbandonata è stato allestito un dispositivo sanitario articolato. Le tende mediche da campo nella zona di prima accoglienza sono attrezzate per trattare ipotermia, disidratazione grave ed esposizione prolungata al buio. I cinque sopravvissuti localizzati appaiono molto deboli e affamati, ma in condizioni stabili.[1][4]

Il piano medico di stabilizzazione prevede una reintroduzione graduale del nutrimento, per scongiurare la sindrome da rialimentazione. Somministrare cibo in modo troppo rapido a organismi fortemente denutriti può innescare squilibri metabolici potenzialmente fatali: si procederà quindi con liquidi e sali minerali prima di avviare le fasi del recupero fisico. Una flotta di ambulanze e mezzi di trasporto medicale pesante è schierata alla base della montagna, pronta a intervenire in caso di traumi improvvisi da crollo.[4]

Operazione ancora aperta: le prossime fasi del soccorso nella miniera del Laos

Le operazioni di pompaggio dell’aria vengono mantenute attive senza interruzioni, orientando le decisioni sull’avanzamento dei sub in base ai dati del monitoraggio dei gas tossici. Il coordinamento tra i gruppi di soccorso locali e i tecnici internazionali prosegue con riunioni periodiche. L’obiettivo resta il recupero completo di tutti i dispersi dalla miniera d’oro abbandonata, incluse le due persone di cui non si hanno ancora notizie.[2][4]

L’operazione di Long Cheng richiama inevitabilmente il salvataggio di Tham Luang, ma le condizioni della miniera d’oro abbandonata — la qualità dell’aria, la fragilità delle pareti e la mancanza di mappe delle gallerie — rendono ogni fase del soccorso un problema logistico a sé. Il tempo rimane la variabile più critica: le condizioni meteo nella regione di Xaisomboun possono cambiare rapidamente e nuove piogge monsoniche potrebbero complicare ulteriormente le operazioni.[9][10][4]


Fonti: The Laotian Times, Metta Tham Rescue Association (MTK), Rescue Volunteer for People (Laos), ABC News, Adnkronos, Il Fatto Quotidiano, Dive Magazine, Scintilena[6][7][9][1][2]

Fonti
[1] Laos, trovati vivi 5 dei 7 minatori intrappolati in una grotta … https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/laos-grotta-uomini-bloccati-news-oggi_6IbFnom77GtUlfXoWOEgxD
[2] Laos cave operation locates 5 people, search group says … https://abcnews.com/International/laos-cave-operation-rescues-5-people-search-group/story?id=133340194
[3] Paura in Laos, in sette intrappolati in una grotta da … https://video.corriere.it/esteri/paura-in-laos-in-sette-intrappolati-in-una-grotta-da-una-settimana-erano-in-cerca-di-oro/533c70f3-11cc-4353-900a-a61bae398xlk
[4] Villagers found in abandoned gold mine after eight days | 9 … https://www.youtube.com/watch?v=LPkjdomXawk
[5] Five gold miners trapped for days inside Laos cave found alive https://www.youtube.com/watch?v=xuzXkSNiFE4
[6] 7 cercatori d’oro intrappolati in una grotta da 5 giorni https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/25/7-cercatori-doro-intrappolati-in-una-grotta-da-5-giorni-in-soccorso-arriva-il-super-sub-finlandese-mikko-paasi/8397634/
[7] Laos, cercatori d’oro in grotta: il video dei soccorritori https://tg.la7.it/esteri/laos-cercatori-oro-grotta-video-soccorritori-cunicolo-27-05-2026-257403
[8] ‘Not far away’: rescue team confident of reaching 7 trapped for days … https://www.dailymaverick.co.za/article/2026-05-26-not-far-away-rescue-team-confident-of-reaching-7-trapped-for-days-in-laos-cave-/
[9] Soccorritori speleosub in Laos per salvare sette persone … – Scintilena https://www.scintilena.com/soccorritori-thailandesi-stanno-tentando-di-raggiungere-sette-cercatori-doro-intrappolati-da-giorni-in-una-grotta-allagata-nel-laos-in-unoperazione-che-richiama-il-salvataggio-della/05/26/
[10] Laos, 7 minatori intrappolati in una grotta allagata https://www.agi.it/estero/news/2026-05-26/laos-minatori-grotta-37238218/
[15] Speleosub Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/speleosub/
[16] Estero Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/estero/
[17] Incidenti Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/incidenti/
[18] La Tragedia della Nutty Putty Cave: La storia di John Edward Jones https://www.scintilena.com/la-tragedia-della-nutty-putty-cave-la-storia-di-john-edward-jones/01/14/
[19] Immersione record a Santa Clara: la grotta sommersa … – Scintilena https://www.scintilena.com/immersione-record-a-santa-clara-la-grotta-sommersa-del-tamaulipas-raggiunge-205-metri-di-profondita/03/10/
[20] Un’altra tragedia a Tank Cave: recuperato il corpo di uno speleosub https://www.scintilena.com/unaltra-tragedia-a-tank-cave-recuperato-il-corpo-di-uno-speleosub/12/07/
[21] Il Pozzo di Kola: Scoperte e Misteri del Foro più Profondo del Mondo https://www.scintilena.com/il-pozzo-di-kola-scoperte-e-misteri-del-foro-piu-profondo-del-mondo/06/04/
[22] Perforare il cuore dei vulcani: per la prima volta gli scienziati … https://www.scintilena.com/perforare-il-cuore-dei-vulcani-per-la-prima-volta-gli-scienziati-puntano-a-studiare-il-magma-vivo-dallinterno/04/14/
[23] European cave rescue annual meeting and update european cave rescue adress book – Scintilena https://www.scintilena.com/european-cave-rescue-annual-meeting-and-update-european-cave-rescue-adress-book/01/09/
[24] [PDF] Raccolta Luglio 2023 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2023/08/2023_07_Raccolta_Scintilena_Luglio.pdf
[25] Batteri delle pareti delle grotte della Cina inibiscono la WNS, il fungo … https://www.scintilena.com/batteri-delle-pareti-delle-grotte-della-cina-inibiscono-la-wns-il-fungo-della-sindrome-del-naso-bianco-nei-pipistrelli/05/06/
[26] Invitation for the International Speleological Expedition SPELEO … https://www.scintilena.com/invitation-for-the-international-speleological-expedition-speleo-laos-2019/11/29/
[27] Microplastiche nei Sistemi Carsici: l’Inquinamento Silenzioso che … https://www.scintilena.com/microplastiche-nei-sistemi-carsici-linquinamento-silenzioso-che-raggiunge-il-cuore-della-terra/04/26/
[28] Si è svolto in Montenegro il settimo Balkan Cavers Camp – Scintilena https://www.scintilena.com/si-e-svolto-in-montenegro-il-settimo-balkan-cavers-camp/07/23/
[29] Cinque dei sette cercatori d’oro intrappolati da una … https://www.instagram.com/p/DY4vC2cDe8P/
[30] VIDEO | Intrappolati in una grotta in Laos e trovati vivi dopo … https://www.dire.it/28-05-2026/1243969-video-intrappolati-in-una-grotta-in-laos-e-trovati-vivi-dopo-una-settimana-le-immagini-del-salvataggio/
[31] Rescuers located all seven Laotian miners trapped … https://www.facebook.com/thethaigernews/posts/rescuers-located-all-seven-laotian-miners-trapped-in-a-gold-mine-tunnel-in-long-/1387937400031816/
[32] Thai cave rescue veterans join operation to reach seven … https://divemagazine.com/scuba-diving-news/thai-cave-rescue-veterans-flooded-laos-cave
[33] Cinque dei sette cercatori d’oro intrappolati da una … https://www.facebook.com/missioneavventura/posts/cinque-dei-sette-cercatori-doro-intrappolati-da-una-settimana-in-una-grotta-alla/1510902811046462/
[34] Relief after rescuers found five trapped men deep inside a … https://www.facebook.com/AC360/posts/relief-after-rescuers-found-five-trapped-men-deep-inside-a-cave-in-laos-but-now-/1358617919464684/

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Speleologia urbana a Cagliari: 50 anni di esplorazioni nel convegno “Sentieri nel Buio”

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Il Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano celebra mezzo secolo di ricerca e divulgazione speleologica con una giornata di studi all’Exma, tra bilanci, tecnologie 3D e nuove scoperte nel mondo ipogeo

Il mondo sotterraneo della Sardegna si racconta in una giornata di studi che mette al centro la speleologia urbana a Cagliari e il patrimonio ipogeo dell’isola.

Sabato 30 maggio 2026, negli spazi dell’Exma in via San Lucifero 71, si tiene il convegno “Sentieri nel Buio. 50 anni di ricerca e divulgazione speleologica del G.S.A.G.S.”, organizzato dal Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano con il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Cagliari.

L’incontro, a ingresso libero fino a esaurimento posti, rappresenta il momento culminante della prima parte di iniziative legate al cinquantennale dell’associazione.

L’evento dedicato alla speleologia urbana a Cagliari arriva dopo mesi di appuntamenti che hanno riscosso un’ampia partecipazione.

Tra questi, la visita alla cavità artificiale di S’Avanzada, aperta al pubblico per la prima volta, e gli itinerari al Pozzo di San Pancrazio, all’Acquedotto Romano e all’area archeologica di Sant’Eulalia, accompagnati da una mostra fotografica.

Il convegno si propone come spazio di confronto tra speleologi, rappresentanti della Federazione Speleologica Sarda, studiosi, istituzioni e cittadini.

Al centro del dibattito, la tutela del patrimonio ipogeo sardo, le trasformazioni della disciplina nell’isola e le prospettive future.

L’apertura dei lavori e i saluti istituzionali

La giornata prende il via alle 9:30 con l’accoglienza dei partecipanti. Alle 10:00 sono previsti i saluti di Nicola Sitzia, presidente del G.S.A.G.S., e di Gianni De Falco, presidente della Federazione Speleologica Sarda.

Intervengono poi Luisa Giua Marassi, assessora all’ecologia urbana, ambiente e verde pubblico del Comune di Cagliari.

Per la Regione Autonoma della Sardegna portano il loro saluto Rosanna Laconi, assessora della Difesa dell’Ambiente, e Ilaria Portas, assessora della Pubblica Istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

Il programma del convegno speleologia Sardegna 2026: dalla storia alle nuove tecnologie

Alle 10:45 iniziano gli interventi tecnici. Cristiana Cilla, Luchino Chessa, Antonio Trogu e Roberto Sanna del G.S.A.G.S. aprono con “Esplorazioni nelle cavità artificiali di Cagliari: un percorso lungo 50 anni”.

Il panel ripercorre l’impegno del gruppo nella scoperta, nello scavo e nell’apertura di siti sotterranei cittadini.

Un lavoro condotto in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna.

Alle 11:45 Roberto Nini, archeologo e speleologo del Gruppo Speleologico UTEC di Narni, presenta il caso di “Narni Sotterranea – Come la speleologia può cambiare l’economia di un luogo”. Un esempio concreto di come la ricerca ipogea possa incidere sullo sviluppo economico e turistico di un territorio.

Alle 12:15 Marco Mattana e Alessandro Lai, esploratori storici del G.S.A.G.S., approfondiscono il tema dell’Acquedotto Romano di Karales. L’intervento illustra le fasi di una scoperta che i cagliaritani hanno potuto osservare da vicino proprio grazie a “Sentieri nel Buio”.

Dopo cinquant’anni di ricerche e indagini, il gruppo ha portato alla luce il tracciato dell’acquedotto romano.

Un percorso di circa 40 chilometri di condotte che dalla sorgente di Cabudacquas, nel territorio di Villamassargia, conduceva l’acqua fino all’antica Karales.

Alle 12:45 Alice Scanu del G.S.A.G.S. interviene su “Rilievo 3D e realtà immersiva per conoscere, valorizzare e condividere il mondo ipogeo”. L’intervento mostra come le tecnologie digitali permettano di esplorare virtualmente ambienti ipogei, carsici e artificiali. Un’esperienza immersiva che rende accessibile a tutti un patrimonio spesso nascosto.

Archivio digitale, ricerca scientifica e il futuro della speleologia urbana a Cagliari

Dopo la pausa delle 13:15, i lavori riprendono alle 14:30. Silvia Arrica del G.S.A.G.S. traccia una “Storia della speleologia e sua evoluzione in Sardegna”.

L’intervento inquadra la disciplina come scienza a tutti gli effetti. Non solo attività sportiva, ma studio delle cavità naturali che abbraccia geologia, idrologia, biospeleologia e fenomeni fisici del sottosuolo.

Alle 15:00 Francesca Deiana e Marco Frau presentano il “Progetto O.R.M.E. – Organizzazione e Raccolta Memorie Esplorative”. Si tratta del primo archivio digitale che raccoglie i dati delle grotte scoperte ed esplorate dal gruppo in cinquant’anni di attività. Un database con sistema di ricerca rapida e filtri. Uno strumento pensato per consultare le informazioni e pianificare nuove campagne di esplorazione.

Alle 15:30 Jo De Waele, professore ordinario al Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna, tiene una relazione su “L’importanza delle grotte e della speleologia nella ricerca scientifica: alcuni esempi concreti”.

Dopo un coffee break, alle 16:45 Marco Frau e Davide Godani curano l’intervento “Esplorazione: dove il mondo non ha fine”. Un racconto dell’esplorazione carsica come viaggio nelle profondità della Terra. Un’esperienza che segna la crescita personale e restituisce alla grotta il suo carattere di frontiera ancora inviolata.

Alle 17:30 Diego Vacca, vicepresidente G.S.A.G.S., e Davide Godani affrontano il tema della speleosubacquea. Il panel ripercorre la storia di questa specializzazione nel gruppo, dalle origini fino alle esperienze più recenti tra le acque sotterranee.

Le nuove scoperte e le prospettive per l’esplorazione ipogea

Alle 18:00 Angelo Naseddu, presidente della Federazione Speleologica Sarda, ripercorre le origini della FSS. A seguire, alle 18:15, Francesca Deiana e Marco Frau presentano per la prima volta al pubblico i risultati delle esplorazioni nella grotta “La Grande Illusione”, nel territorio dell’Iglesiente. Una delle ricerche in profondità più rilevanti condotte dal Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano negli ultimi vent’anni.

La moderazione dell’intera giornata è affidata a Giorgia Antoni, Lavinia Congiu e Andrea Rinaldi del G.S.A.G.S.

L’iniziativa “Sentieri nel Buio” riprenderà dopo l’estate con seminari in collaborazione con l’Università di Cagliari e le scuole.

Sono inoltre previste attività di divulgazione scientifica e l’apertura al pubblico della biblioteca del gruppo.

Un patrimonio documentale di circa 5.000 titoli, tra le principali collezioni speleologiche della Sardegna.

L’appuntamento del 30 maggio conferma l’attenzione verso la speleologia urbana a Cagliari come disciplina capace di connettere passato e presente, ricerca scientifica e partecipazione. Per informazioni è possibile scrivere a info@gsags.it.

L'articolo Speleologia urbana a Cagliari: 50 anni di esplorazioni nel convegno “Sentieri nel Buio” proviene da Scintilena.

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