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Chiese ipogee in Nuova Aquitania: Gurat, Aubeterre e Saint-Émilion raccontano il Medioevo scavato nel calcare

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Tre chiese ipogee tra Charente e Gironda, con Saint-Georges di Gurat al centro di nuove attenzioni

Nel sud-ovest della Francia, tra la Charente e la Gironda, tre chiese ipogee consentono di osservare un capitolo particolare dell’architettura medievale: edifici religiosi ottenuti scavando il calcare invece di costruire muri con blocchi sovrapposti.

L’église Saint-Georges di Gurat, meno nota rispetto ai grandi complessi di Aubeterre-sur-Dronne e Saint-Émilion, è il sito più raccolto di questo itinerario sotterraneo.

La cappella di Gurat si trova ai piedi della falesia, a sud della chiesa parrocchiale del paese. La banca dati patrimoniale francese la identifica come “église souterraine monolithe dite chapelle Saint-Georges”, la colloca nel XII secolo e ricorda che è iscritta tra i Monumenti storici dal 30 ottobre 1963. [web:2]

Chiesa ipogea di Gurat, un’architettura ottenuta per sottrazione

La definizione di chiesa monolitica descrive un edificio ricavato, in larga misura, entro una sola massa rocciosa. A Gurat il cantiere non aggiunse pietre. Tolse il calcare, lasciando in posto le parti necessarie a sostenere la volta e a organizzare gli spazi.

La cappella Saint-Georges deriva da un’antica cavità. Presenta una navata a fondo piatto e un secondo spazio più stretto sul lato nord. I due ambienti sono separati da due colonne risparmiate nella roccia, collegate da arcate. Nella seconda navata una parte della volta è stata svuotata per suggerire l’effetto di una cupola. [web:2]

Questo principio costruttivo rende leggibile il rapporto tra forma architettonica e caratteristiche geologiche. Le colonne non sono elementi portati in cantiere, ma porzioni di banco calcareo che gli scavatori decisero di conservare. Nicchie, sedute e sepolture indicano inoltre che il luogo ebbe usi religiosi e funerari.

Il testo che ha riportato l’attenzione sul monumento riferisce di indagini archeologiche che orienterebbero la cronologia alla fine dell’XI e all’inizio del XII secolo. Le fonti patrimoniali facilmente consultabili mantengono invece una datazione generale al XII secolo. Per ora è corretto distinguere tra questa classificazione consolidata e le possibili precisazioni che potranno emergere da pubblicazioni scientifiche delle campagne di scavo. [web:2]

Le chiese ipogee e le ipotesi su pellegrini ed eremitaggio

Attorno a Saint-Georges circolano racconti che la collegano a pellegrini diretti a Santiago de Compostela, a un eremitaggio e a ripari in tempi di conflitto. La scheda monumentale riporta tali tradizioni e segnala due vicine escavazioni che potrebbero corrispondere ad antiche celle eremitiche. Non costituiscono però, da sole, la prova documentaria di un monastero medievale stabile sul posto. [web:2]

Questa cautela è importante per la lettura speleologica e archeologica del sito. Un vuoto scavato può cambiare funzione nel tempo. Dopo la dismissione cultuale, cavità e fronti di cava potevano diventare depositi, ambienti rurali o spazi di servizio. Le trasformazioni successive possono alterare le tracce del primo impianto e rendere più complessa l’interpretazione.

Le chiese ipogee non sono semplicemente “grotte adattate”. Richiedono una valutazione preventiva della resistenza della roccia, della geometria dei pilastri, delle fratture e del deflusso delle acque. In una falesia calcarea, gestire l’umidità e le infiltrazioni è parte della conservazione del monumento quanto la lettura delle sue forme liturgiche.

Da Gurat ad Aubeterre, le chiese monolitiche della Charente

Aubeterre-sur-Dronne offre il confronto più diretto. La chiesa sotterranea di Saint-Jean è registrata nella piattaforma nazionale del patrimonio francese come “Eglise souterraine monolithe Saint-Jean”. [web:20] Le fonti locali descrivono un grande ambiente rupestre realizzato nel XII secolo sotto l’antico castello e collegato in passato alla fortificazione da un corridoio oggi chiuso. [web:25]

La scala di Aubeterre è molto diversa da quella di Gurat. Una fonte turistica locale stima in 9.000 metri cubi la roccia estratta in circa vent’anni, un dato che restituisce l’entità del lavoro necessario per il complesso. [web:26] All’interno sono segnalati un reliquiario di pietra alto circa sei metri e strutture funerarie, elementi che rendono evidente il ruolo del santuario nella memoria religiosa e signorile della località. [web:23]

Le tradizioni storiche attribuiscono l’ampliamento del XII secolo a Pierre de Castillon, visconte di Aubeterre, dopo il ritorno dalle crociate. La sua figura è spesso associata anche a Saint-Émilion. È un nesso da trattare con precisione: le fonti divulgative presentano questa attribuzione, mentre l’identificazione di singole maestranze comuni tra i cantieri resta priva di una documentazione diretta nota. [web:18][web:23]

Gurat non può quindi essere assegnata automaticamente allo stesso committente o alla stessa squadra. La vicinanza territoriale e cronologica mostra comunque che le chiese monolitiche erano una scelta praticata in un’area dove il calcare offriva condizioni favorevoli all’escavazione e alla modellazione di spazi sacri.

Saint-Émilion e la dimensione regionale delle chiese monolitiche

A Saint-Émilion, in Gironda, il tema raggiunge una scala urbana. L’ufficio del turismo della città definisce la chiesa monolitica un edificio religioso sotterraneo scavato all’inizio del XII secolo, lungo 38 metri e alto 12. Il termine “monolitico” richiama proprio l’edificio ricavato nell’altopiano calcareo, la cui struttura rimane un unico blocco. [web:10]

Il complesso di Saint-Émilion è ancora consacrato e ospita celebrazioni e concerti. L’accesso alla chiesa avviene esclusivamente con visita guidata, secondo le indicazioni dell’ente turistico locale. [web:16] Il campanile, realizzato tra XII e XV secolo e rinforzato alla base nel secolo successivo, appartiene a una fase architettonica distinta dall’escavazione dell’aula sotterranea. [web:10]

Le tre chiese monolitiche non sono copie l’una dell’altra. Gurat conserva una dimensione più discreta, Aubeterre mostra un vasto santuario rupestre con un programma monumentale complesso, Saint-Émilion integra il vuoto scavato nel paesaggio storico di una città costruita sul calcare. Letti insieme, i tre siti mostrano come nel Medioevo la roccia potesse essere insieme substrato geologico, materiale da estrarre, parete architettonica e spazio di culto.

Tutela e visita delle chiese monolitiche

Per chi osserva questi luoghi con interesse speleologico, la priorità è distinguere il patrimonio rupestre visitabile dalle cavità naturali. L’analisi riguarda qui ambienti artificiali o profondamente rielaborati, inseriti in pareti e banchi calcarei. La loro fragilità dipende dalle condizioni della roccia, dai cicli di umidità, dalle infiltrazioni, dall’uso pubblico e dalle modifiche accumulate nel tempo.

A Gurat, la tutela come Monumento storico offre un riferimento formale per la conservazione. [web:2] Ad Aubeterre e Saint-Émilion le informazioni per la visita devono essere controllate presso i gestori locali prima della partenza, poiché modalità e calendari possono cambiare. Un percorso tra questi tre siti permette di seguire una stessa tecnica, il grande scavo nel calcare, senza cancellare le differenze tra funzioni, dimensioni e storie documentate.

Fonti

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Brian Kakuk, la conservazione delle grotte prima della mappa

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Lo speleosub delle Bahamas racconta come cambia l’esplorazione

Dopo quasi quarant’anni di attività, Brian Kakuk descrive un passaggio che interessa da vicino la speleologia subacquea: l’esplorazione delle cavità sommerse non può essere separata dalla tutela dei dati, dei reperti e degli ecosistemi che esse custodiscono.

Il tema è al centro del suo recente intervento per InDEPTH Magazine e riguarda in particolare i blue holes delle Bahamas, ambienti nei quali ricerca, documentazione e conservazione delle grotte devono procedere insieme.

Brian Kakuk e la speleologia subacquea delle Bahamas

All’inizio della sua esperienza, racconta Kakuk, l’attrazione principale era l’ignoto.

Il vuoto nero oltre il limite della linea e lo spazio ancora assente dalle carte rappresentavano il motore dell’esplorazione.

Con il tempo, la domanda è cambiata: non soltanto dove prosegue una grotta, ma perché esiste, quali processi l’hanno formata e quali testimonianze conserva.

Brian Kakuk è un esploratore e istruttore di immersione in grotta attivo alle Bahamas da decenni.

È fondatore e direttore della Bahamas Caves Research Foundation e opera anche attraverso Bahamas Underground, struttura dedicata alla formazione e alle immersioni tecniche.

Il suo percorso comprende esplorazione, fotografia, supporto alla ricerca e attività di tutela delle cavità sommerse di Abaco e Andros.

Questo cambiamento di prospettiva è significativo per la speleologia subacquea.

La misura di un’attività non coincide più soltanto con i metri di condotta rilevati o con una nuova diramazione individuata.

Conta anche la qualità delle osservazioni, il metodo di documentazione e la capacità di lasciare l’ambiente nelle condizioni più vicine possibili a quelle originarie.

Blue holes delle Bahamas, archivi naturali delicati

I blue holes sono doline o cavità allagate. Nelle Bahamas formano sistemi molto diversi tra loro per morfologia, collegamento con il mare, stratificazione delle acque e comunità biologiche.

In diversi casi uno strato di acqua dolce sovrasta acqua salata di origine marina. Sotto l’aloclino possono svilupparsi condizioni povere di ossigeno o anossiche, con processi chimici che rendono questi ambienti difficili da attraversare e al tempo stesso importanti per la ricerca.

La rilevanza non è solo biologica. A Sawmill Sink, sull’isola di Great Abaco, studi pubblicati su Proceedings of the National Academy of Sciences hanno documentato resti vegetali e di vertebrati del Quaternario tardo. La buona conservazione è collegata alla deposizione in acqua salata anossica. I reperti datati nel deposito torboso coprono un intervallo compreso approssimativamente fra 4.200 e 1.000 anni calibrati prima del presente.

Le grotte sommerse possono quindi conservare tracce di fauna scomparsa, cambiamenti ambientali, sedimenti e indizi archeologici. Per Kakuk, il confronto con ricercatori di discipline diverse ha reso evidente questa densità di informazioni. La grotta non è un semplice spazio da percorrere. È un archivio naturale, culturale e biologico, nel quale ogni passaggio umano può produrre conseguenze.

Conservazione delle grotte e limiti all’impatto

Il messaggio proposto dall’esploratore è concreto. In alcuni contesti significa raccogliere meno campioni. In altri, vuol dire ridurre il contatto con fondali, pareti, sedimenti e concrezioni. Vuol dire anche scegliere con attenzione l’assetto, il percorso e le procedure di posa della sagola.

La conservazione delle grotte può richiedere una decisione ancora più netta: riavvolgere la linea e non cartografare una sala appena raggiunta. Non è la rinuncia alla conoscenza. È la scelta di valutare il rapporto tra il valore dell’informazione ottenibile e il rischio di alterare un ambiente fragile. Nelle cavità con depositi non consolidati, acque stratificate o testimonianze paleontologiche, il danno può essere immediato e spesso non reversibile.

Il principio vale anche per le attività scientifiche. La ricerca produce conoscenza necessaria alla tutela, ma richiede progettazione, autorizzazioni, tecniche adeguate e un prelievo proporzionato alle domande di studio. La conservazione delle grotte non esclude l’esplorazione: ne ridefinisce le priorità e impone una responsabilità condivisa fra subacquei, speleologi, ricercatori, gestori e comunità locali.

Abaco, tutela territoriale e ricerca condivisa

L’attività di Kakuk si collega anche alla protezione territoriale dei blue holes di South Abaco. La South Abaco Blue Holes Conservation Area, istituita nel 2015, protegge una rete di grotte e blue holes sotterranei insieme agli habitat terrestri circostanti, tra pinete e coppice forest. La presenza di un’area protetta non sostituisce le buone pratiche sul campo. Offre però un quadro nel quale ricerca, fruizione e conservazione delle grotte possono essere pianificate con maggiore continuità.

L’esperienza bahamense mostra che le mappe restano strumenti essenziali. Servono alla sicurezza, alla conoscenza idrogeologica e alla gestione. Non devono però diventare l’unico fine dell’attività. Lasciare una porzione di grotta non esplorata o non divulgata può essere una scelta di protezione, soprattutto quando l’accesso futuro non garantirebbe condizioni compatibili con la sua integrità.

Per la comunità della speleologia subacquea, la riflessione di Brian Kakuk riporta al centro una domanda operativa: quale informazione è davvero necessaria e con quale impronta può essere ottenuta? Nelle grotte delle Bahamas, la risposta passa dal riconoscimento del loro valore scientifico e dalla pratica quotidiana della conservazione delle grotte.

Fonti

https://www.facebook.com/share/1HdZaEjktU/?mibextid=wwXIfr

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Salamandre delle caverne europee: lo studio che ricostruisce gli spostamenti nel buio

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La ricerca su Speleomantes strinatii misura uso dello spazio, attività stagionale e differenze tra i sessi in una popolazione sotterranea ligure

Un nuovo studio dedicato alle salamandre delle caverne europee analizza come gli individui utilizzino lo spazio in ambiente ipogeo.

La ricerca riguarda il geotritone di Strinati, Speleomantes strinatii, e porta la firma di Giacomo Rosa, Andrea Costa e Sebastiano Salvidio.

Il lavoro è apparso il 6 agosto 2025 sulla rivista Population Ecology con il titolo Moving in the Dark: Enlightening the Spatial Population Ecology of European Cave Salamanders.

La ricerca applica modelli di cattura-ricattura spaziale a una popolazione sotterranea.

L’obiettivo è descrivere movimenti, aree frequentate, sovrapposizione tra individui e condizioni che rendono più probabile osservare gli animali.

Il risultato offre elementi utili per comprendere l’ecologia delle salamandre delle caverne europee, un gruppo per il quale il sottosuolo è rifugio e ambiente di attività, ma non l’unico spazio vitale.

Salamandre delle caverne europee e il contesto di studio

Speleomantes strinatii è un urodelo pletodontide distribuito nel sud-est della Francia e nel nord-ovest dell’Italia.

È una specie terrestre e priva di polmoni: gli scambi respiratori avvengono attraverso pelle e mucosa orale.

Per questo la disponibilità di aria umida è un vincolo biologico rilevante.

La specie frequenta grotte, fessure, accumuli di blocchi, affioramenti rocciosi e ambienti forestali umidi.

Le cavità e gli ambienti sotterranei superficiali possono offrire riparo nelle fasi climaticamente sfavorevoli.

La presenza all’esterno resta importante, soprattutto per l’alimentazione e per l’uso stagionale del mosaico di microhabitat.

Questa premessa aiuta a leggere il nuovo lavoro senza ridurre il geotritone a un animale esclusivamente cavernicolo.

Le salamandre delle caverne europee studiate dagli autori appartengono infatti a una specie capace di collegare habitat epigei e ipogei.

La qualità del reticolo di rifugi, delle foreste e delle cavità può quindi incidere sulla continuità ecologica locale.

Cattura-ricattura spaziale per seguire i geotritoni

Il campione comprendeva 104 individui riconosciuti fotograficamente: 43 maschi, 35 femmine e 26 subadulti. Il riconoscimento individuale è stato ottenuto dalle caratteristiche del disegno ventrale, evitando la marcatura fisica diretta. Le osservazioni sono state collocate nello spazio e analizzate con il metodo della cattura-ricattura spaziale, noto con la sigla SCR dall’inglese spatial capture-recapture.

Questo approccio non considera soltanto quante volte un individuo viene ritrovato. Tiene conto anche del punto in cui avviene l’osservazione. In questo modo è possibile stimare densità, centro dell’area frequentata, estensione dell’home range e probabilità di rilevamento in rapporto alle caratteristiche dell’ambiente.

Una comunicazione scientifica precedente degli autori, riferita alla Stazione Biospeleologica A. Issel di Besolagno, nel Genovese, indicava già l’impiego di una griglia permanente e della foto-identificazione del ventre con il software WILD-ID. Gli autori avevano rilevato una probabilità di osservazione più elevata in estate e sulle pareti più scabre. Il nuovo articolo integra questi elementi in un’analisi della dinamica individuale e dell’organizzazione spaziale.

Ecologia spaziale delle salamandre delle caverne europee

I dati mostrano differenze tra maschi e femmine. Le femmine hanno percorso distanze maggiori in tempi più brevi: 0,60 metri al giorno contro 0,22 metri al giorno per i maschi durante il monitoraggio. Anche la sovrapposizione delle aree frequentate non è risultata simmetrica. Una quota più ampia dell’home range dei maschi era coperta dall’home range delle femmine, rispetto alla situazione opposta.

Il dato non definisce da solo le cause di questa configurazione. Può però orientare nuove verifiche su disponibilità delle risorse, incontri riproduttivi, comportamento alimentare e struttura dei microhabitat. In una cavità, differenze anche piccole nella rugosità delle pareti, nell’umidità o nella distanza dall’ingresso possono influenzare la distribuzione degli animali.

Le salamandre delle caverne europee sono risultate più attive nel periodo estivo. Gli animali hanno inoltre mostrato una preferenza per i settori interni della cavità e per pareti più rugose. Le superfici irregolari possono mettere a disposizione appigli, fessure e discontinuità utili come rifugio, oltre a generare microcondizioni diverse su scala molto ridotta.

Monitoraggio di Speleomantes strinatii e tutela degli habitat

Il valore dello studio riguarda anche il metodo. Le cavità sono spesso ambienti con struttura apparentemente semplice, ma ospitano gradienti climatici e microhabitat molto selettivi. Dati di presenza privi di localizzazione precisa rischiano di perdere una parte essenziale di questa variabilità.

L’integrazione tra foto-identificazione, griglia di rilievo e modelli SCR permette invece di collegare le osservazioni individuali alla struttura dello spazio. Lo stesso impianto può sostenere programmi di monitoraggio ripetuti, purché le procedure di visita siano standardizzate e a basso impatto.

La letteratura recente segnala per S. strinatii associazioni con microhabitat freschi, umidi e poco illuminati. Studi demografici di lungo periodo hanno anche indicato la sopravvivenza degli adulti come parametro centrale per la crescita della popolazione. Ne deriva l’importanza di evitare alterazioni dei regimi di umidità, della copertura forestale e dei rifugi sotterranei, naturali o artificiali.

Per speleologi e gestori, il messaggio operativo è misurabile: documentare con precisione il luogo delle osservazioni può generare informazioni utili senza trasformare la cavità in un laboratorio invasivo. La ricerca sulle salamandre delle caverne europee mostra che il sottosuolo non è uno spazio uniforme. È un insieme di settori, superfici e condizioni microclimatiche che gli animali selezionano nel tempo.

Fonti

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Comunicazioni in grotta con Cueva a Cueva dal Messico alla Russia un collegamento in tempo reale

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Cueva a Cueva: dalla Gruta de La Puente un collegamento in tempo reale tra Messico e Russia


Il Progetto Búho prepara nella Sierra de Álvarez una rete con fibra ottica, WiFi e satellite per mettere in comunicazione il sottosuolo potosino con specialisti internazionali


Dal 14 al 16 agosto 2026 la Gruta de La Puente, nella Sierra de Álvarez dello Stato messicano di San Luis Potosí, sarà sede di Cueva a Cueva, un’attività tecnica promossa dal Proyecto Búho.

L’obiettivo dichiarato è realizzare una comunicazione audiovisiva in tempo reale dall’interno della cavità con speleologi e specialisti collegati dalla Russia e da altri Paesi.

Il programma prevede l’installazione di un’infrastruttura temporanea composta da fibra ottica, rete WiFi sotterranea e collegamento satellitare dal posto di controllo in superficie.

Il test avrà quindi una duplice funzione. Da una parte collegherà un gruppo in grotta con interlocutori a distanza intercontinentale.

Dall’altra offrirà un banco di prova per soluzioni utili alla coordinazione in esplorazione, addestramento e soccorso speleologico.

Cueva a Cueva e la Gruta de La Puente nella Sierra de Álvarez

Cueva a Cueva si svolgerà nelle Grutas de La Puente, cavità situate nella Sierra de Álvarez, nel territorio del municipio di San Nicolás Tolentino.

Le fonti locali descrivono un ambiente ipogeo con tratti percorsi dall’acqua, passaggi stretti e temperature basse.

Una cronaca di esplorazione riferisce valori prossimi a 4 °C durante le soste interne.

La scelta della Gruta de La Puente colloca l’iniziativa in un’area già frequentata per attività escursionistiche e speleologiche.

Le informazioni disponibili descrivono percorsi sotterranei con concrezioni e tratti bagnati.

Questi elementi rendono necessaria una pianificazione attenta delle operazioni, sia per la gestione dei cavi e dei nodi di rete sia per la tutela dell’ambiente di grotta.

Nel contesto di Cueva a Cueva, la comunicazione non sarà affidata al solo segnale radio.

Le pareti rocciose e la geometria delle gallerie attenuano o interrompono facilmente le trasmissioni convenzionali.

Per questo il progetto indica un’architettura fisica di collegamento, con fibra e rete locale, integrata verso l’esterno da un terminale satellitare.

Fibra ottica e WiFi per la comunicazione speleologica

Il primo giorno, venerdì 14 agosto, sarà dedicato all’arrivo, alla registrazione, al campo e alla preparazione del posto di controllo.

Sono previste l’alimentazione elettrica, la configurazione del collegamento Starlink, la posa della fibra ottica, la configurazione del WiFi e le prove iniziali.

Sabato 15 agosto sarà la giornata dell’ingresso in cavità.

I partecipanti prepareranno le attività interne e le sessioni di confronto.

Il momento centrale annunciato è una videoconferenza internazionale.

Il collegamento dovrebbe mettere in relazione il gruppo nella Gruta de La Puente con gli specialisti in Russia e con altri contributori remoti.

Domenica 16 agosto il calendario indica la documentazione fotografica e audiovisiva, il ritiro di fibra e attrezzature, la pulizia del sito, l’inventario e la chiusura.

Il carattere temporaneo dell’allestimento è un dato rilevante.

Cavi, punti WiFi e apparati dovranno essere rimossi al termine delle prove, evitando di lasciare infrastrutture nella cavità.

Cueva a Cueva si inserisce in un filone tecnico già sperimentato in ambito speleologico.

Un lavoro dell’International Journal of Speleology del 2026 descrive, per esempio, un sistema italiano per inviare dati da sensori collocati a centinaia di metri di profondità verso un server web.

La soluzione utilizza un collegamento Ethernet tra il dispositivo in grotta e una stazione esterna, quindi una rete LoRaWAN per l’invio dei dati.

La finalità di Cueva a Cueva è diversa, perché mira anche a voce e video in diretta.

Il principio operativo resta vicino: creare un percorso affidabile tra l’ambiente sotterraneo e una stazione esterna, quindi instradare la comunicazione su reti di superficie.

In questo caso, il collegamento satellitare rappresenta la tratta finale verso Internet.


Proyecto Búho, test precedenti e soccorso in grotta

Il Proyecto Búho presenta il proprio sistema come una piattaforma di comunicazione per grotte, miniere e luoghi remoti.

L’architettura comprende messaggi di testo, audio, video e aggiornamenti sullo stato delle attività.

Il posto di controllo può così ricevere informazioni dalle squadre sotterranee e registrare l’avanzamento delle operazioni.

Il gruppo messicano segnala una prima prova nella Cueva de Las Peñas, nella Sierra de Álvarez, con connessione satellitare e circa dieci ore di attività continua.

Un secondo prototipo è stato installato nelle Grutas Xoxafi, nello Stato di Hidalgo, durante il sesto corso internazionale di soccorso in grotta, dal 20 al 25 ottobre 2025.

Secondo i dati pubblicati dal progetto, l’allestimento comprendeva 700 metri di cablaggio Ethernet e fibra, cinque punti WiFi e un’autonomia energetica fino a 48 ore.

Tali dati sono riferiti dagli organizzatori e costituiscono un utile precedente tecnico, non una certificazione indipendente delle prestazioni.

Cueva a Cueva potrà offrire nuovi elementi osservabili, soprattutto sulla posa della fibra, sulla stabilità della rete locale, sui consumi energetici e sulla qualità del collegamento audiovisivo.

Per il soccorso speleologico, una comunicazione bidirezionale può migliorare il flusso delle informazioni tra squadra interna e direzione esterna.

Non sostituisce procedure, competenze, ridondanze e pianificazione dell’emergenza.

Può però fornire un supporto operativo per aggiornamenti, immagini, assegnazione di compiti e verifica della situazione.


Impatto ambientale e valore della sperimentazione Cueva a Cueva

La sperimentazione tecnologica in grotta richiede anche attenzione ambientale.

La posa di cavi, il transito degli operatori e l’uso di illuminazione e apparati possono incidere su sedimenti, concrezioni, fauna e microclima.

Il programma di Cueva a Cueva include espressamente il ritiro delle apparecchiature e la pulizia del sito.
Questo passaggio deve essere considerato parte integrante della prova.

La qualità del risultato non dipenderà solo dalla riuscita della videoconferenza tra Messico e Russia.

Conteranno anche la documentazione delle modalità di installazione, il recupero completo dei materiali e la limitazione delle interferenze con l’ambiente ipogeo.

Cueva a Cueva propone quindi una verifica sul campo di una rete speleologica temporanea a scala internazionale.

I risultati attesi dovranno essere valutati sui dati effettivamente raccolti durante l’iniziativa.

La Gruta de La Puente diventerà per tre giorni un punto di incontro tra speleologia, telecomunicazioni e organizzazione del soccorso.

Fonti:


• Proyecto Búho, comunicazione in tempo reale e descrizione dei prototipi: https://www.proyectobuho.org/


• International Journal of Speleology, “Riki&Dolphin: real time data transmission from the bottom of a cave to a website”: https://digitalcommons.usf.edu/ijs/vol55/iss2/3/


• La Brecha, “Viaje a las Grutas de la Puente”: https://labrecha.me/turismo/2024/10/11/viaje-a-las-grutas-de-la-puente/


• Civitatis, informazioni descrittive sull’escursione alla Gruta de La Puente: https://www.civitatis.com/mx/san-luis-potosi/espeleologia-gruta-puente/

Per maggiori approfondimenti leggi anche:

1] Proyecto Búho | Comunicación en tiempo real https://www.proyectobuho.org/

[2] “Real-time cave data transmission” by Luca Tringali, Giacomo … https://digitalcommons.usf.edu/ijs/vol55/iss2/3/

[3] Viaje a las Grutas de la Puente https://labrecha.me/turismo/2024/10/11/viaje-a-las-grutas-de-la-puente/

[5] real time data transmission from the bottom of a cave to a … https://digitalcommons.usf.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=2603&context=ijs

[6] A LOW-COST ICT SOLUTION TO SUPPORT VISITORS IN … https://isprs-archives.copernicus.org/articles/XLVIII-1-W1-2023/121/2023/isprs-archives-XLVIII-1-W1-2023-121-2023.pdf

[7] Development of underground communication system for … https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0886779824004656

[9] Espeleología en la gruta de La Puente desde San Luis Potosí https://www.civitatis.com/mx/san-luis-potosi/espeleologia-gruta-puente/

[10] De Cueva a Cueva Proyecto Búho https://www.facebook.com/proyectobuhooficial/videos/cuevas/4387139304890302/

[11] SWAR-2EX: Mining Rescue Communication System – EASTAV https://www.eastav.com/en/servicios/mineria-y-subsuelo/sybet

[12] Caving in La Puente Cave from San Luis Potosí – Civitatis.com https://www.civitatis.com/en/san-luis-potosi/caving-la-puente-cave/

[14] LoCave – Revolutionary Underground Communication System for Cave … https://locave.org/

[15] SpellCom – Robust wireless communication in caves https://sybet.eu/systems/spellcom/

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Microplastiche nelle acque di stillicidio: il Carso di Slivia entra nello studio sulle contaminazioni sotterranee

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Microplastiche nelle acque di stillicidio della Grotta delle Torri di Slivia: uno studio pubblicato su Groundwater for Sustainable Development rileva fibre cellulosiche, PET e poliuretano e richiama la necessità di monitorare le connessioni tra superficie e sottosuolo.

Microplastiche nelle acque di stillicidio, un primo riscontro

Le microplastiche nelle acque di stillicidio sono state documentate per la prima volta da una ricerca condotta nella Grotta delle Torri di Slivia, o Pejca v Lazcu, nel Carso Classico del Nord-Est italiano.

Il lavoro, intitolato Falling from the ceiling: first evidence of microplastic and microfibre pollution in cave dripping waters, è apparso nel volume 34 di Groundwater for Sustainable Development, rivista Elsevier, ed è disponibile in accesso aperto.

Lo studio è firmato da Valentina Balestra, Raffaella Mossotti, Luca Zini e Rossana Bellopede. Le affiliazioni riuniscono Università di Torino, Politecnico di Torino, CNR-STIIMA, Università di Trieste e Biologia Sotterranea Piemonte – Gruppo di Ricerca.

La ricerca concentra l’attenzione sull’acqua che percola dalla copertura rocciosa e alimenta gli stillicidi di grotta.

Questo flusso rappresenta un collegamento diretto tra ciò che avviene al suolo e gli ambienti ipogei. Nei sistemi carsici, fratture, condotti e doline favoriscono un trasferimento relativamente rapido degli inquinanti verso falde e cavità.

Grotta delle Torri di Slivia e campionamento

Alla Grotta delle Torri di Slivia sono stati esaminati sette punti di campionamento.

Microparticelle antropiche sono state rilevate in quattro punti; le microplastiche vere e proprie sono emerse in tre. Le quantità di microplastiche variavano da zero a 23 particelle per litro.

Il dato non descrive una contaminazione uniforme della cavità.

Indica, invece, differenze locali che potranno essere chiarite solo ricostruendo con maggiore dettaglio i percorsi dell’acqua di infiltrazione, le condizioni meteorologiche e gli usi del suolo nelle rispettive aree di alimentazione.

Gli autori hanno combinato microscopia e analisi spettroscopiche per contare e caratterizzare le particelle.

Questo passaggio è rilevante perché l’osservazione visiva da sola non consente di attribuire con certezza la composizione del materiale.

Una precedente indagine in acque carsiche italiane aveva già applicato filtrazione, microscopia con e senza luce UV e verifiche spettroscopiche, evidenziando l’utilità di metodi integrati.

Microfibre cellulosiche, PET e poliuretano

Il risultato più evidente riguarda la composizione. L’80,5% delle microparticelle antropiche analizzate era di natura cellulosica e l’81,6% presentava forma fibrosa. Il cotone è risultato il materiale più frequente tra le fibre.

Le microplastiche nelle acque di stillicidio identificate con certezza comprendevano soprattutto PET, cioè polietilene tereftalato, e poliuretano. Erano prevalentemente frammenti; è stata segnalata una sola fibra in PET.

Le particelle inferiori a un millimetro costituivano l’89,3% del totale. La classe dimensionale tra 0,49 e 0,10 millimetri era la più rappresentata, con il 51,5% delle particelle.

Il quadro è coerente con quanto osservato in altre ricerche dedicate alle acque carsiche.

Un’indagine pubblicata nel 2023 ha rilevato nelle acque di grotta tra 12 e 54 microplastiche per litro, con una media di 28; le fibre rappresentavano il 95,1% delle particelle e la maggioranza misurava meno di un millimetro.

Doline, infrastrutture e vie di trasporto

Lo studio non attribuisce la contaminazione a una fonte unica. Tra le possibili sorgenti sono indicate discariche e rifiuti nelle doline, attività umane del territorio, infrastrutture viarie e ferroviarie prossime, oltre alle interazioni tra inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo.

Queste ipotesi richiedono verifiche mirate. Il carsismo è un sistema aperto e vulnerabile: le acque superficiali possono entrare rapidamente nel sottosuolo, con tempi di filtrazione spesso ridotti rispetto ad altri acquiferi. In un monitoraggio statunitense su sorgenti carsiche, le concentrazioni di microplastiche sono aumentate in relazione all’urbanizzazione e ai regimi di piena, a conferma dell’importanza del contesto territoriale e degli eventi idrologici.

Per le microplastiche nelle acque di stillicidio, un futuro programma di indagine dovrà quindi associare analisi dei sedimenti e delle acque superficiali, caratterizzazione delle particelle aerodisperse, tracciamento idrogeologico e controlli ripetuti nelle diverse stagioni.

Anche le piogge intense meritano attenzione: studi su falde carsiche hanno osservato che gli eventi di precipitazione possono modificare abbondanza e trasporto delle microplastiche.

Conservazione delle acque carsiche e fauna ipogea

La presenza di microplastiche nelle acque di stillicidio pone una questione che riguarda insieme risorsa idrica, habitat e fauna sotterranea.

Le cavità carsiche ospitano comunità adattate a condizioni ambientali stabili e dipendono da apporti idrici che provengono dall’esterno.

Le evidenze disponibili non consentono di definire nello specifico il rischio ecologico per la Grotta delle Torri di Slivia.

Lo studio segnala però la necessità di considerare gli effetti potenziali su ecosistemi e risorse idriche e propone monitoraggi multidisciplinari orientati alla conservazione.

Il risultato si inserisce in un filone di ricerca in crescita. Nelle grotte turistiche italiane, uno studio sui sedimenti ha trovato microplastiche in tutte le cavità considerate, con valori medi più alti sui percorsi turistici rispetto alle aree speleologiche: 4.300 contro 2.570 particelle per chilogrammo.

La nuova indagine aggiunge un elemento diverso: non riguarda soltanto i depositi o le acque interne, ma le microplastiche nelle acque di stillicidio, cioè nel passaggio con cui la superficie continua a interagire con la grotta. Per gestori, speleologi, ricercatori e amministrazioni locali, la priorità indicata è estendere i controlli dal sottosuolo al bacino di alimentazione.

La collaborazione con grotte turistiche e gruppi speleologici viene indicata dagli autori come utile per avviare studi pilota e raccogliere dati comparabili.

Fonti

Fonti
[1] first evidence of microplastic and microfibre pollution in … https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2352801X26000949
[2] Preliminary investigations of microplastic pollution in karst systems, from surface watercourses to cave waters – PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36424222/
[3] Microplastiche nelle grotte turistiche: una nuova minaccia per il … https://www.scintilena.com/microplastiche-nelle-grotte-turistiche-una-nuova-minaccia-per-il-patrimonio-geologico-mondiale/11/23/
[4] Urbanization and Flooding Enhance Microplastic Pollution in Karst Aquifers https://ui.adsabs.harvard.edu/abs/2022AGUFM.H56D..07B/abstract
[5] Preliminary Study on the Distribution, Source, and Ecological … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9691064/
[6] Microplastics in caves: A new threat in the most famous geo-heritage in the world. Analysis and comparison of Italian show caves deposits https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0301479723009775
[7] Microplastiche nelle grotte del Timavo: la contaminazione raggiunge … https://www.scintilena.com/microplastiche-nelle-grotte-del-timavo-la-contaminazione-raggiunge-300-metri-di-profondita/02/19/
[8] Microplastiche e Microfibre nei Sistemi Carsici – Scintilena https://www.scintilena.com/microplastiche-e-microfibre-nei-sistemi-carsici-nella-tesi-di-dottorato-di-valentina-balestra/01/29/
[9] Microplastiche in Grotte Inesplorate: Studio Inedito Rivela Inquinamento nel “Continente Buio” Abruzzese – Scintilena https://www.scintilena.com/microplastiche-in-grotte-inesplorate-studio-inedito-rivela-inquinamento-nel-continente-buio-abruzzese-2/08/24/
[10] Microplastiche nei Sistemi Carsici: l’Inquinamento Silenzioso che … https://www.scintilena.com/microplastiche-nei-sistemi-carsici-linquinamento-silenzioso-che-raggiunge-il-cuore-della-terra/04/26/
[11] Microplastiche nelle grotte turistiche italiane: una nuova minaccia per il patrimonio geologico mondiale – Scintilena https://www.scintilena.com/microplastiche-nelle-grotte-turistiche-italiane-una-nuova-minaccia-per-il-patrimonio-geologico-mondiale/08/17/
[12] Microplastiche nelle acque sotterranee: identificata … https://www.scintilena.com/microplastiche-nelle-acque-sotterranee-identificata-presenza-anche-nella-fauna-ipogea/12/28/
[13] Grotte del Carso e Ambiente: Un Evento di Divulgazione … https://www.scintilena.com/grotte-del-carso-e-ambiente-un-evento-di-divulgazione-scientifica-alle-torri-di-slivia/09/17/
[14] Nuovo libro: Impatto umano sulla grotte messicane (in inglese e … https://www.scintilena.com/nuovo-libro-impatto-umano-sulla-grotte-messicane-in-inglese-e-spagnolo/02/26/
[15] Libri: Karst Hydrogeology, Geomorphology and Caves in offerta fino … https://www.scintilena.com/libri-karst-hydrogeology-geomorphology-and-caves-in-offerta-fino-a-fine-anno/06/23/
[16] Solo un mese per scaricare il nuovo studio sulle microplastiche nelle … https://www.scintilena.com/solo-un-mese-per-scaricare-il-nuovo-studio-sulle-microplastiche-nelle-grotte-turistiche-italiane/06/10/
[17] Microplastiche nelle Acque Sotterranee: Nuovo Studio nel Regno Unito Rivela Dati Preoccupanti – Scintilena https://www.scintilena.com/microplastiche-nelle-acque-sotterranee-nuovo-studio-nel-regno-unito-rivela-dati-preoccupanti/11/20/
[18] Studio e ricerca delle tracce invisibili dell’inquinamento … https://www.scintilena.com/studio-e-ricerca-delle-tracce-invisibili-dellinquinamento-plastico/04/25/
[19] Slovenia – 25th International Karstological School “Classical Karst” MILESTONES AND CHALLENGES IN KARSTOLOGY – Scintilena https://www.scintilena.com/slovenia-25th-international-karstological-school-classical-karst-milestones-and-challenges-in-karstology/03/05/
[20] Via all’ International Spring Project per monitorare le microplastiche nelle grotte – Scintilena https://www.scintilena.com/via-all-international-spring-project-per-monitorare-le-microplastiche-nelle-grotte/08/04/
[21] Lost in the Dark: Current Evidence and Knowledge Gaps About Microplastic Pollution in Natural Caves https://arts.units.it/retrieve/2bffc6be-4ce5-4101-b6fe-b6f791b2dca5/Piccardo%20&%20Bevilacqua_2024_Environments.pdf
[22] Microplastic pollution in karst areas: a threat to caves … https://iris.polito.it/handle/11583/2972057
[23] Preliminary investigations of microplastic pollution in karst systems, from surface watercourses to cave waters https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0169772222001656
[24] Above and in the underground: Linking microplastic patterns in cave … https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0269749125013120
[25] Research article Seasonal dynamics and typology of microplastic pollution in Huixian karst wetland groundwater: Implications for ecosystem health https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0301479724008685
[26] Microplastics in Pristine Caves of the Classic Karst (NE Italy) https://arts.units.it/handle/11368/3125238
[27] [PDF] A case study from Classical karst – AIR Unimi https://air.unimi.it/retrieve/d649ed0d-9515-4fcd-8280-45d334b6fe77/Balestra%20et%20al%202024%20microplastics%20karst%20proteus.pdf
[28] The invisible problem of microplastics and microfibres in … https://iris.polito.it/retrieve/14d5b429-f9d4-426b-97cc-92cf6a97fafe/conv_2025-12%20thesis%20balestra%20valentina%20mps%20karst%20systems%20nd%20aquifers.pdf
[29] Assessing Microplastic Contamination Within Karst … https://uknowledge.uky.edu/context/ees_etds/article/1120/viewcontent/FareediThesis2024.pdf

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Picos de Europa, rimossa una tonnellata di rifiuti da una profonda cavità naturale

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Nei Picos de Europa un intervento coordinato tra speleologi, tecnici e volontari ha permesso di recuperare circa una tonnellata di rifiuti da una grotta di difficile accesso, nell’ambito del Progetto LIBERA dedicato alla tutela degli ambienti naturali.

Bonifica in una sima dei Picos de Europa

Un’importante operazione di pulizia ambientale è stata portata a termine nei Picos de Europa, dove circa una tonnellata di rifiuti è stata rimossa da una sima di difficile accesso.

L’intervento è stato realizzato da tecnici della Federazione Cantabrica degli Sport di Montagna e Arrampicata e della Federazione Cantabrica di Speleologia, con il supporto di volontari esperti di alta montagna e progressione in ambiente ipogeo. (Cadena SER?)

L’attività si è svolta nell’arco di diversi giorni e ha richiesto tecniche specifiche per il recupero dei materiali da una cavità naturale particolarmente impegnativa.

Al termine delle operazioni sono stati recuperati otto sacchi di rifiuti, accumulati nel corso degli anni.

Plastica, metalli e vetro tra i materiali recuperati

I materiali rinvenuti con maggiore frequenza sono stati plastica, metalli e vetro.

La presenza di questi rifiuti in una cavità remota evidenzia come anche gli ambienti naturali più difficili da raggiungere possano essere interessati dall’abbandono incontrollato di materiali.

Il recupero ha richiesto un’attenta organizzazione logistica, sia per garantire la sicurezza degli operatori sia per movimentare all’esterno il materiale raccolto. Operazioni di questo tipo richiedono competenze speleologiche, esperienza nella progressione su corda e una pianificazione accurata delle attività, caratteristiche indispensabili quando si interviene in cavità profonde o con accessi complessi. (Cadena SER?)

Il Progetto LIBERA e la tutela degli ambienti naturali

L’iniziativa rientra nel programma di adozione degli spazi naturali del Progetto LIBERA, promosso da SEO/BirdLife in collaborazione con Ecoembes e sviluppato in Cantabria dalla Federazione Cantabrica di Montagna e Arrampicata.

Il progetto opera in tutta la Spagna con attività di sensibilizzazione, monitoraggio e raccolta dei rifiuti dispersi nell’ambiente, fenomeno definito con il termine spagnolo basuraleza, che indica l’abbandono di rifiuti negli ecosistemi naturali.

Negli ultimi anni il programma ha coinvolto migliaia di volontari e centinaia di interventi in aree protette, coste, fiumi e zone montane. (Cadena SER?)

Un richiamo alla protezione delle cavità naturali

Secondo SEO/BirdLife, questa operazione dimostra che il problema dell’abbandono dei rifiuti interessa anche alcuni degli spazi naturali più remoti e di maggiore valore ecologico della Spagna.

L’associazione sottolinea che nemmeno gli ambienti apparentemente incontaminati sono immuni da questo fenomeno. (Cadena SER?)

Per il mondo della speleologia, interventi di questo tipo rappresentano anche un’occasione per richiamare l’attenzione sull’importanza della tutela delle cavità naturali.

Le grotte e le doline costituiscono ecosistemi delicati, caratterizzati da equilibri ambientali che possono essere compromessi dalla presenza di rifiuti, con conseguenze sulla qualità delle acque, sulla fauna sotterranea e sul valore naturalistico dei siti.

L’operazione conclusa nei Picos de Europa evidenzia il ruolo della collaborazione tra federazioni speleologiche, volontari e organizzazioni ambientaliste nella conservazione del patrimonio carsico e degli ambienti montani.

Fonti

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Straordinaria scoperta in Spagna: Cova Dones, 120 iscrizioni latine nel santuario romano ipogeo di Valencia

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Le ricerche nella grotta di Millares rafforzano il profilo di Cova Dones come sito di lunga durata, già noto per l’arte preistorica e ora al centro di un nuovo studio sulle iscrizioni latine e sul culto romano in ambiente sotterraneo.

Cova Dones, il nuovo quadro della scoperta

La grotta di Cova Dones, nel territorio di Millares vicino a Valencia, torna al centro dell’attenzione archeologica.

L’aggiornamento diffuso dall’INAPH dell’Università di Alicante parla di circa 120 iscrizioni latine di età romana, associate a un culto femminile e a un contesto rituale sotterraneo di grande interesse.

Nel quadro ricostruito dai ricercatori compaiono anche fusayole, anelli di bronzo, un bracciale, ceramiche e resti faunistici.

Secondo la nota scientifica e le prime letture riportate dalla stampa di settore, il sito si configura come un santuario romano ipogeo frequentato in un settore profondo della cavità, oltre i 200 metri dall’ingresso.

In alcune iscrizioni compare il termine “Domina”, mentre altre sembrano collegarsi a un nome divino meno noto, “Malaci”.

Il quadro suggerisce una pratica religiosa legata in modo particolare alla presenza femminile.

Le iscrizioni latine e il culto femminile

Il dato più rilevante riguarda proprio le iscrizioni latine. Gli studiosi citati nelle comunicazioni ufficiali e nelle sintesi giornalistiche descrivono un insieme epigrafico ampio, raro per una grotta e ancora in fase di analisi.

La presenza di nomi femminili, di offerte votive e di piccoli oggetti personali indica che l’area non era un semplice passaggio sotterraneo, ma un luogo di culto con gesti ripetuti nel tempo.

In questo contesto, Cova Dones mostra un interesse che va oltre la singola scoperta.

Le iscrizioni latine, lette insieme ai reperti mobili, offrono un’immagine più precisa di un santuario romano ipogeo frequentato con modalità che gli archeologi definiscono ancora in corso di studio.

La documentazione, infatti, non è completa e le analisi proseguono.

Dal Paleolitico all’età romana, una frequentazione lunga

La storia del sito non comincia in età romana.

Nel 2023 la rivista Antiquity e la successiva comunicazione dell’Università di Southampton hanno documentato in Cova Dones più di un centinaio di pitture e incisioni paleolitiche, datate ad almeno 24.000 anni fa.

Il sito era quindi già noto come una delle principali grotte con arte rupestre del Mediterraneo orientale iberico.

Nel 2025 l’Università di Alicante aveva già annunciato un primo nucleo di ritrovamenti romani: quindici iscrizioni e una moneta del tempo di Claudio deposta come offerta in una sala profonda oltre 200 metri.

Il nuovo aggiornamento del 2026 amplia in modo netto il quadro e conferma che il santuario romano ipogeo non fu un episodio isolato, ma parte di una frequentazione più ampia e stratificata.

Le prospettive di ricerca per Cova Dones

Per la speleologia archeologica, Cova Dones è un sito di grande interesse anche per la sua complessità interna.

La cavità presenta livelli diversi di frequentazione e di studio, e una parte significativa dell’area decorata risulta ancora da analizzare in dettaglio.

Questo significa che il quadro delle iscrizioni latine e del culto romano potrebbe cambiare ancora con le prossime campagne.

La vicenda di Cova Dones conferma anche un aspetto noto alla speleologia: le grotte possono conservare tracce molto lontane tra loro nel tempo.

In uno stesso ambiente si sovrappongono frequentazioni preistoriche, cultuali e storiche.

Nel caso valenciano, le iscrizioni latine e il santuario romano ipogeo si aggiungono a un patrimonio preistorico già di primo piano, rendendo il sito un riferimento importante per archeologi, speleologi e studiosi delle religioni antiche.

Fonti principali


https://inaph.ua.es/es/noticias_noticias.html


https://web.ua.es/en/actualidad-universitaria/2025/january2025/27-31/roman-sanctuary-unearthed-in-cova-de-les-dones-one-of-iberia-s-largest-cave-art-sites.html


https://www.archaeology.org/news/2026/07/31/latin-graffiti-recorded-in-underground-cave/


https://www.cambridge.org/core/journals/antiquity/article/cova-dones-a-major-palaeolithic-cave-art-site-in-eastern-iberia/209249A848B919CE653531CB85856DEC


https://www.southampton.ac.uk/news/2023/09/cave-art.page

Per l’articolo su Cova Dones, le fonti sono:

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Giornata internazionale delle grotte e del carsismo: il Friuli Venezia Giulia prepara il 13 settembre

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La Giornata internazionale delle grotte e del carsismo debutta nel 2026 e porta in Friuli Venezia Giulia visite gratuite, una mostra a Udine e un workshop a Trieste sul catasto di Bertarelli e Boegan.

Giornata internazionale delle grotte e del carsismo in Friuli Venezia Giulia

Il Friuli Venezia Giulia celebrerà il 13 settembre 2026 la prima Giornata internazionale delle grotte e del carsismo. La Regione ha presentato un programma di iniziative rivolte al pubblico e al mondo speleologico, collocate tra l’11 e il 27 settembre.

L’annuncio è stato illustrato dall’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile Fabio Scoccimarro. L’obiettivo dichiarato è accrescere la conoscenza del patrimonio ipogeo e favorirne una fruizione responsabile.

La ricorrenza è stata proclamata dall’UNESCO il 12 novembre 2025, durante la 43ª Conferenza generale di Samarcanda. La data scelta è il 13 settembre. La proposta è nata nel quadro del lavoro dell’Unione internazionale di speleologia, con il sostegno di oltre 150 organizzazioni.

La Giornata internazionale delle grotte e del carsismo richiama l’attenzione sul valore scientifico, ambientale, culturale e paesaggistico degli ambienti sotterranei. Il riconoscimento punta anche a sostenere ricerca, educazione, cooperazione internazionale e turismo sostenibile.

Catasto speleologico regionale e patrimonio carsico

I dati del Catasto speleologico regionale mostrano la consistenza del patrimonio friulano. Il portale censisce 8.691 cavità e 9.540 ingressi.

Nel territorio regionale sono documentati sistemi di grande sviluppo e profondità.

Il massiccio del Canin rappresenta uno dei principali ambiti carsici italiani e contiene la ‘Grotta più grande d’Italia’ che con più di 90 km documentati e rilevati dagli speleologi si sviluppa sotto il massiccio carsico e comprende molte grotte unite tra loro fino a formare un grandissimo reticolo sotterraneo.

Grotte, acquiferi e sorgenti formano un sistema connesso, rilevante per biodiversità e risorse idriche regionali.

La legge regionale 15 del 2016 colloca geodiversità, patrimonio geologico e speleologico, aree carsiche e risorse idriche in una prospettiva unitaria di tutela e valorizzazione.

Il Catasto speleologico regionale costituisce uno degli strumenti conoscitivi di questo impianto.

Grotte aperte il 12 e 13 settembre

Per la prima Giornata internazionale delle grotte e del carsismo, la Regione sostiene l’iniziativa “Grotte aperte”, prevista sabato 12 e domenica 13 settembre. Le cinque grotte turistiche inserite nel Catasto speleologico regionale saranno visitabili gratuitamente.

La redazione di Scintilena ignora quali sono le grotte turistiche e non ne citiamo neanche una, pur conoscendone un paio, ma francamente non ci interessa.

L’iniziativa amplia l’accessibilità a cavità già attrezzate per la visita. Non equivale a un’apertura indiscriminata del patrimonio sotterraneo, poiché la frequentazione delle grotte richiede attenzione alle condizioni ambientali, alle regole di sicurezza e alla vulnerabilità degli habitat.

Il calendario regionale comprenderà appuntamenti realizzati con enti parco, riserve naturali regionali, enti locali e associazioni speleologiche. Sono previsti anche materiali divulgativi dedicati al pubblico.

Mostra sulla speleologia regionale a Udine

Dall’11 al 27 settembre la Società Filologica Friulana di Udine ospiterà una mostra sulla speleologia regionale.

Il percorso proporrà pannelli, reperti e immagini, insieme a un’esperienza immersiva in realtà virtuale.

La scelta di associare documentazione storica e strumenti digitali permette di presentare il lavoro svolto in grotta senza trasferire nel sottosuolo grandi flussi di visitatori.

Rilievi, fotografie e dati catastali sono parti essenziali della ricerca speleologica e della conservazione della memoria esplorativa.

L’esposizione si inserisce nel programma della Giornata internazionale delle grotte e del carsismo e offrirà un punto di accesso divulgativo alla storia delle ricerche regionali.

Duemila Grotte e il workshop di Trieste

Il 15 settembre la sala Luttazzi del Porto Vecchio di Trieste ospiterà un workshop dedicato al centenario di Duemila Grotte. Il volume di Luigi Vittorio Bertarelli ed Eugenio Boegan è indicato dalla Regione come il primo catasto speleologico al mondo.

L’appuntamento mette al centro il ruolo dei catasti nella speleologia. Registrare una cavità significa conservarne localizzazione, dati morfologici, rilievi, documentazione e informazioni sulle esplorazioni. Significa anche disporre di basi più solide per pianificazione, ricerca e tutela.

Le attività dei gruppi speleologici saranno sostenute dagli strumenti contributivi previsti dalla normativa regionale. In questo quadro, la Giornata internazionale delle grotte e del carsismo assume in Friuli Venezia Giulia il carattere di un momento pubblico dedicato sia alla conoscenza sia alla responsabilità verso un patrimonio fragile.

Fonti

Fonti
[1] Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Notizie dalla … https://www.regione.fvg.it/rafvg/comunicati/comunicato.act;jsessionid=934AA1055288DC7E681E811030E39079?dir=/rafvg/cms/RAFVG/notiziedallagiunta/&nm=20260804150105005
[2] UNESCO proclaims the International Day of Caves and Karst https://www.scintilena.com/unesco-proclaims-the-international-day-of-caves-and-karst/11/13/
[3] Statistiche grotte accatastate – Catasto Speleologico Regionale https://catastogrotte.regione.fvg.it/statistica
[4] Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: la UIS invita la comunità speleologica mondiale a organizzare eventi il 13 settembre 2026 https://www.scintilena.com/giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo-la-uis-invita-la-comunita-speleologica-mondiale-a-organizzare-eventi-il-13-settembre-2026/07/16/
[5] Postojna ospita la prima Giornata UNESCO delle grotte e del carsismo https://www.scintilena.com/postojna-ospita-la-prima-giornata-unesco-delle-grotte-e-del-carsismo/06/15/
[6] Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo 2026: l’European Cave Protection Commission (ECPC) propone nuove iniziative per la tutela del patrimonio carsico https://www.scintilena.com/giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo-2026-leuropean-cave-protection-commission-ecpc-propone-nuove-iniziative-per-la-tutela-del-patrimonio-carsico/07/06/
[7] Grotte del Carso e Ambiente: Un Evento di Divulgazione Scientifica alle Torri di Slivia https://www.scintilena.com/grotte-del-carso-e-ambiente-un-evento-di-divulgazione-scientifica-alle-torri-di-slivia/09/17/
[8] 99 cose da sapere se abiti in un territorio carsico https://www.scintilena.com/come-riconoscere-se-vivi-in-un-territorio-carsico/06/06/
[9] Sistemi carsici e risorse idriche: dalla roccia all’acqua che arriva alle sorgenti https://www.scintilena.com/sistemi-carsici-e-risorse-idriche-dalla-roccia-allacqua-che-arriva-alle-sorgenti/08/03/
[10] Proteggere il mondo sotterraneo: biodiversità delle grotte, servizi ecosistemici e campagne “Cave Animal of the Year” https://www.scintilena.com/proteggere-il-mondo-sotterraneo-biodiversita-delle-grotte-servizi-ecosistemici-e-campagne-cave-animal-of-the-year/05/08/
[11] MEETING PER LA SPELEOLOGIA in Friuli venezia Giulia https://www.scintilena.com/meeting-per-la-speleologia-in-friuli-venezia-giulia-ad-un-anno-della-legge-regionale-152016/12/04/
[12] Pubblica da solo le tue notizie su La Scintilena! – Scintilena https://www.scintilena.com/pubblica-da-solo-le-tue-notizie-su-la-scintilena/02/10/
[13] Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo https://www.scintilena.com/giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo-conferenza-sul-carso-goriziano/09/10/
[14] Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo https://www.scintilena.com/13-settembre-la-speleologia-italiana-si-prepara-alla-prima-giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo/07/10/
[15] Speleologia in Friuli Venezia Giulia: dal Tavolo regionale … https://www.scintilena.com/speleologia-in-friuli-venezia-giulia-dal-tavolo-regionale-spunta-lidea-di-celebrare-la-giornata-unesco-delle-grotte/03/12/
[16] Scienze Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/scienze/
[17] Il Global Geoparks Network sostiene la prima Giornata … https://www.scintilena.com/il-global-geoparks-network-sostiene-la-prima-giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo/06/18/
[18] Speleo2025: la speleologia protagonista a Gorizia tra … https://www.scintilena.com/speleo2025-la-speleologia-protagonista-a-gorizia-tra-scienza-cultura-e-cooperazione-internazionale/06/18/
[19] Come pubblicare le notizie – Scintilena https://www.scintilena.com/come-pubblicare-le-notizie/03/17/
[20] Ricerca speleologica nel Monte Bernadia: mappato il … https://www.scintilena.com/ricerca-speleologica-nel-monte-bernadia-mappato-il-sistema-carsico-delle-prealpi-giulie/09/14/
[21] Le fonti di informazione di Scintilena – Scintilena https://www.scintilena.com/le-fonti-di-informazione-di-scintilena/11/09/
[22] Verso la Giornata Internazionale delle Grotte e dei Carsismi https://www.scintilena.com/verso-la-giornata-internazionale-delle-grotte-e-dei-carsismi/10/01/
[23] Alla Scoperta delle Grotte Preistoriche del Friuli Venezia … https://www.scintilena.com/alla-scoperta-delle-grotte-preistoriche-del-friuli-venezia-giulia/06/03/
[24] Postojna ospita la prima Giornata UNESCO delle grotte e del carsismo https://www.scintilena.com/postojna-ospita-la-prima-giornata-unesco-delle-grotte-e-del-carsismo/06/15/
[25] Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo 2026: l’European Cave Protection Commission (ECPC) propone nuove iniziative per la tutela del patrimonio carsico https://www.scintilena.com/giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo-2026-leuropean-cave-protection-commission-ecpc-propone-nuove-iniziative-per-la-tutela-del-patrimonio-carsico/07/06/
[26] 99 cose da sapere se abiti in un territorio carsico https://www.scintilena.com/come-riconoscere-se-vivi-in-un-territorio-carsico/06/06/
[27] Sistemi carsici e risorse idriche: dalla roccia all’acqua che arriva alle sorgenti https://www.scintilena.com/sistemi-carsici-e-risorse-idriche-dalla-roccia-allacqua-che-arriva-alle-sorgenti/08/03/
[28] Giornata internazionale delle grotte e del carsismo – 13 Settembre https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/ambiente-territorio/geologia/FOGLIA52/
[29] Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Fabio Scoccimarro https://www.regione.fvg.it/rafvg/giunta/dettaglio.act;jsessionid
[30] International Day of Caves and Karst https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000395601
[31] Speleonauta 2026: il corso di speleologia per principianti … https://www.scintilena.com/speleonauta-2026-il-corso-di-speleologia-per-principianti-torna-sul-carso-con-quattro-uscite-tra-aprile-e-maggio/03/12/
[32] Tavolo della Speleologia del 5 marzo 2026 https://catastogrotte.regione.fvg.it/dettaglionews/169
[33] Corso di speleobiologia: un’occasione formativa per la … https://www.scintilena.com/corso-di-speleobiologia-unoccasione-formativa-per-la-biodiversita-sotterranea-del-friuli-venezia-giulia/08/15/
[34] Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Fabio Scoccimarro https://www.regione.fvg.it/rafvg/giunta/ricerca.act?dir
[35] Mexican karst, an opportunity for sustainable development … https://www.unesco.org/en/articles/mexican-karst-opportunity-sustainable-development-strengthened-unescos-new-global-initiative
[36] Un giorno da speleologo: il Club Alpinistico Triestino apre … https://www.scintilena.com/un-giorno-da-speleologo-il-club-alpinistico-triestino-apre-la-caverna-iii-ad-est-di-basovizza-il-club-alpinistico-triestino-propone-visite-guidate-gratuite-e-mostre-didattiche-nella-caverna-iii-ad-es/05/20/
[37] OMNIBUS/1. OK AULA A NORME AMBIENTE: 3,6 MLN … https://www.consiglio.regione.fvg.it/pagineinterne/Portale/comunicatiStampaDettaglio.aspx?ID
[38] English Archivi https://www.scintilena.com/category/english/
[39] Focus sul Catasto Speleologico dell’Umbria a Stroncone https://www.scintilena.com/focus-sul-catasto-speleologico-dellumbria-a-stroncone-aggiornamento-ricerca-e-divulgazione/11/05/
[40] Notizie dalla Giunta https://www.regione.fvg.it/rafvg/comunicati/homepage.act?dir
[41] List of International Days https://www.unesco.org/en/days/list
[42] Catasto Speleologico Regionale – Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia https://catastogrotte.regione.fvg.it/
[43] Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Fabio Scoccimarro https://www.regione.fvg.it/rafvg/giunta/dettaglio.act;jsessionid=387F61324ED5E56B11C37E92F7C7B823?dir=/rafvg/cms/RAFVG/Giunta/Scoccimarro/comunicati/&id=149546&ass=C07&WT.ti=Ricerca%20comunicati%20stampa
[44] Ricerca avanzata – Catasto Speleologico Regionale – Regione FVG https://catastogrotte.regione.fvg.it/cerca
[45] Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Fabio Scoccimarro https://www.regione.fvg.it/rafvg/giunta/dettaglio.act;jsessionid=FB65752056EBC6D9776CF01E343E32DD?dir=/rafvg/cms/RAFVG/Giunta/Scoccimarro/comunicati/&id=145223&ass=C07&WT.ti=Ricerca%20comunicati%20stampa
[46] Calendario uscite speleo FVG – Federazione Speleologica Regionale https://www.fsrfvg.it/?page_id=6695
[47] Benvenuto nel sito internet del catasto storico delle grotte della Commissione Grotte Eugenio Boegan https://www.catastogrotte.it/
[48] Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Agenda https://catastogrotte.regione.fvg.it/agenda
[49] Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Fabio Scoccimarro https://www.regione.fvg.it/rafvg/giunta/dettaglio.act;jsessionid=42B21BEB6666644264346BE46FA092FC?dir=/rafvg/cms/RAFVG/Giunta/Scoccimarro/comunicati/&id=147504&ass=C07&WT.ti=Ricerca%20comunicati%20stampa
[50] International Day of Caves and Karst https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000396090
[51] [PDF] Friuli Venezia Giulia “underground”: un viaggio tra grotte, miniere e … https://www.turismofvg.it/proxyvfs.axd/null/r363604/friuli-venezia-giulia-underground-pdf?ext=.pdf&v=445073
[52] CSR/CN/0 https://www.regione.fvg.it/rafvg/export/sites/default/RAFVG/ambiente-territorio/geologia/FOGLIA33/allegati/20210323_Decreto1750.pdf

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Reka Exploration, scoperti nuovi 800 metri nel percorso sotterraneo del Reka-Timavo

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La spedizione speleosub nella Jama 1 di Kanjaduce amplia le conoscenze del sistema carsico presso Sezana

La spedizione internazionale Reka Exploration ha documentato circa 800 metri di nuovi ambienti a monte nella Jama 1 v Kanjaducah, nei pressi di Sezana, sul Carso sloveno.

L’esplorazione riguarda il corso sotterraneo del fiume Reka, che scompare nelle Grotte di Škocjan e riemerge in Italia, a San Giovanni di Duino, con il nome di Timavo.

Reka Exploration e il nuovo Lipiski rov

La spedizione Reka Exploration si è svolta nel luglio 2026 ed è stata organizzata da speleologi cechi guidati da Tomáš Roth.

Hanno partecipato oltre sessanta persone provenienti da Repubblica Ceca, Slovenia, Slovacchia, Ungheria e Germania; il Jamarsko drustvo Sezana ha curato l’appoggio logistico e messo a disposizione gli spazi presso la Grotta di Vilenica.[1]

Le attività hanno avuto come base la Jama 1 v Kanjaducah, una cavità profonda circa 330 metri.

Gli speleologi di Sezana intercettarono qui l’alveo ipogeo del Reka nel 2003.

Nel 2008 una prima esplorazione subacquea aveva oltrepassato il sifone iniziale, lungo 20 metri, raggiungendo circa 100 metri verso monte.[1]

Nel 2026 Radek Nejezchleb e Petr Chmel hanno attraversato il secondo sifone, lungo 400 metri e profondo 22 metri.

Oltre il tratto sommerso hanno trovato una grande galleria, poi denominata Lipiski rov, lunga circa 450 metri.

Al suo termine hanno investigato un terzo sifone per circa 200 metri, fino a 30 metri di profondità.[1]

Le dimensioni della galleria sul Reka-Timavo

Il nuovo settore della Jama 1 v Kanjaducah è largo fra 30 e 50 metri e alto fra 20 e 40 metri.

Il Reka scorre lateralmente alla galleria, con rapide che rendono percepibile la dinamica del corso attivo. Sono stati osservati camini e colate calcitiche che formano cascate di concrezione.[1]

Pavel Kubalek ha risalito una scala fino a una finestra collocata circa 50 metri sopra il fiume.

Da quel punto ha individuato un ramo superiore di circa 35 metri, chiuso da una cupola riccamente concrezionata.

Il nome Lipiski rov richiama la vicina Lipiski jama: uno dei camini potrebbe offrire, in futuro, una possibile direzione di collegamento con quel sistema.[1]

La cartografia e la documentazione degli ambienti sono state realizzate durante la spedizione.

Questo aspetto è centrale per valutare geometrie, dislivelli, possibili prosecuzioni e relazioni con le cavità già note del Carso di Sežana.[1]

Jama 1 v Kanjaducah e i dati catastali

Con gli sviluppi individuati dalla Reka Exploration, la Jama 1 v Kanjaducah raggiunge una lunghezza prossima ai tre chilometri e, secondo la notizia della spedizione, diventa la cavità più lunga del Carso di Sezana.

Il confronto con il catasto sloveno richiede una precisazione: l’ultimo elenco ufficiale disponibile, aggiornato al 30 giugno 2025, riportava per la cavità 1.332 metri di sviluppo e 329 metri di profondità. I nuovi rilievi dovranno quindi essere recepiti e validati nel Kataster jam.[2][1]

Il dato storico di profondità risulta coerente con la quota indicata dagli esploratori.

La revisione catastale sarà utile anche per definire la posizione della Jama 1 v Kanjaducah rispetto alle altre grandi cavità dell’area, fra cui la Lipiski jama, catalogata nel 2025 con 1.400 metri di sviluppo e 250 metri di profondità.

Le ipotesi verso Kacna jama

Il lavoro della Reka Exploration si inserisce nella ricerca di continuità tra i diversi tronchi sotterranei del Reka-Timavo.

Le prossime esplorazioni punteranno verso monte, in direzione della Kacna jama presso Divaca.

Sono ipotizzati due possibili percorsi: un ramo attivo di circa cinque chilometri e un ramo di piena verso Povir, stimato in 4,5 chilometri. Si tratta di ipotesi esplorative, non di collegamenti già dimostrati.[1]

Kacna jama è uno dei principali riferimenti regionali: nel catasto sloveno aggiornato al giugno 2025 il suo sistema era accreditato di 20.200 metri di sviluppo e 280 metri di profondità.

La verifica dei possibili collegamenti con la Jama 1 v Kanjaducah potrebbe contribuire a definire meglio la struttura dell’acquifero carsico fra Sezana, Povir e Divaca.[2]

Un contesto di ricerche recenti

L’area di Povir aveva già restituito nel 2025 la Povirská dvorana, una sala di circa 60 per 30 metri situata a circa 300 metri di profondità.

Anche quell’esplorazione aveva coinvolto speleosub cechi, inclusi Nejezchleb e Chmel, e aveva richiesto il superamento di più sifoni.[3]

Il nuovo Lipiski rov aggiunge quindi un elemento distinto al quadro delle ricerche sul Reka-Timavo.

L’accesso attraverso sifoni profondi, le portate del fiume e la distanza dalle vie d’ingresso continueranno a condizionare tempi, sicurezza e organizzazione delle future campagne.

Fonti

Fonti
[1] Razkrit še en del skrivnosti podzemne Reke https://primorske.si/primorska/srednja-primorska/razkrit-se-en-del-skrivnosti-podzemne-reke/
[2] Najdaljše in najgloblje jame v Sloveniji https://www.jamarska-zveza.si/index.php/strokovne-sluzbe/ss-kataster-jam/ss-kj-prejeto-gradivo/78-kataster-arhiv/47-najdaljse-in-najgloblje-jame-v-sloveniji
[3] Straordinaria Scoperta poco oltre il confine sloveno di una nuova grotta sul Reka-Timavo: la Povirská dvorana è un nuovo importante ambiente sotterraneo – Scintilena https://www.scintilena.com/scoperta-poco-oltre-il-confine-sloveno-una-nuova-grotta-sul-reka-timavo-la-povirska-dvorana-e-un-nuovo-importante-ambiente-sotterraneo-per-la-speleologia/07/12/
[4] Caving in the world: Slovenia – Republika Slovenija https://www.scintilena.com/caving-in-the-world-slovenia-republika-slovenija/09/15/
[5] Matejeva Jama: scoperta una nuova grotta monumentale nel Carso sloveno – Scintilena https://www.scintilena.com/matejeva-jama-scoperta-una-nuova-grotta-monumentale-nel-carso-sloveno/05/30/
[7] Gruppi della Federazione Speleologica Slovena – Scintilena https://www.scintilena.com/gruppi-della-federazione-speleologica-slovena/12/07/
[13] Nuova scoperta sul Monte Canin l’Abisso Skalarjevo Brezno … https://www.scintilena.com/nuova-scoperta-sul-monte-canin-labisso-skalarjevega-esplorato-fino-a-1167-metri-e-la-grotta-continua/11/14/
[18] Jama 1 v Kanjaducah https://www.hribi.net/tocka/jama/jama_1_v_kanjaducah/16013
[19] Odprava Reka Exploration se je uspešno zaklju?ila … https://www.facebook.com/61568599921926/posts/odprava-reka-exploration-se-je-uspe%C5%A1no-zaklju%C4%8Dilaz-veseljem-predstavljamo-osnute/122179045016619997/
[20] Neverjetno odkritje: v bližini Sežane našli najve?jo jamo v zadnjih 20 letih https://n1info.si/novice/slovenija/neverjetno-odkritje-v-blizini-sezane-nasli-najvecjo-jamo-v-zadnjih-20-letih/

https://primorske.si/primorska/srednja-primorska/razkrit-se-en-del-skrivnosti-podzemne-reke/

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Grotte in 3D: il corso su LiDAR iPhone e CloudCompare per il rilievo speleologico

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Una serie di 21 lezioni di Paolo Corradeghini, realizzata con il Gruppo Naturalistico Montelliano, affronta l’acquisizione e l’elaborazione delle nuvole di punti per grotte e miniere

Il progetto Grotte in 3D, curato da Paolo Corradeghini sul canale YouTube “Paolo Corradeghini Geomatica e Topografia”, mette a disposizione una sequenza di lezioni dedicate alla gestione delle nuvole di punti applicata al rilievo speleologico.

La serie è realizzata grazie alla collaborazione con il Gruppo Naturalistico Montelliano.

Il percorso comprende 21 episodi e segue l’intera catena di lavoro: importazione dei dati, pulizia, analisi, estrazione di sezioni e restituzione bidimensionale.

Le Grotte in 3D costituiscono un tema sempre più presente nella documentazione delle cavità naturali e artificiali.

Una nuvola di punti non sostituisce automaticamente il rilievo tradizionale, né risolve da sola i problemi di inquadramento topografico.

Può però registrare in modo fitto le superfici osservate, offrendo un supporto utile allo studio di pareti, pavimenti, volte, sezioni e volumi.

LiDAR iPhone per il rilievo speleologico

Nella serie Grotte in 3D, l’uso dello smartphone con sensore LiDAR viene proposto come una soluzione leggera per l’acquisizione 3D.

Il LiDAR lavora misurando il tempo impiegato dalla luce emessa per raggiungere una superficie e tornare al sensore.

Da queste distanze viene costruita una rappresentazione tridimensionale dell’ambiente, che le applicazioni di scansione possono esportare come nuvola di punti o modello.

In grotta il vantaggio pratico è soprattutto logistico.

Un telefono compatibile è meno ingombrante di molte strumentazioni dedicate e può essere utile nei passaggi stretti o durante ricognizioni rapide.

Le acquisizioni ottenute con dispositivi mobili richiedono però un controllo attento della qualità.

La letteratura tecnica segnala buoni risultati su scene di pochi metri, mentre l’errore e la deriva possono crescere nelle scansioni estese.

Illuminazione, geometrie poco leggibili, acqua, superfici molto scure o riflettenti e percorso di acquisizione incidono sul risultato.

Per questo il LiDAR di iPhone va considerato uno strumento di documentazione e integrazione.

Quando il dato deve essere riferito a una rete topografica, confrontato nel tempo o impiegato per misure di precisione, restano necessari controlli, punti noti e procedure di validazione.

Le Grotte in 3D aiutano a collocare il dato mobile dentro un flusso di elaborazione più consapevole.

CloudCompare gratuito per le nuvole di punti

Il software gratuito e open source CloudCompare è il secondo elemento centrale del corso.

Nato per elaborare e confrontare nuvole di punti dense e mesh triangolari, dispone di strumenti per visualizzazione, segmentazione, registrazione, ricampionamento, campi scalari, misure e analisi delle distanze.

La sua struttura dati è pensata per affrontare anche dataset molto estesi.

Nel contesto delle Grotte in 3D, CloudCompare permette di isolare parti non utili della scansione, separare pavimento e soffitto, impostare piani di taglio e ricavare sezioni.

È possibile colorare i punti in base alla quota, creare polilinee, allineare rilievi differenti e produrre modelli digitali di elevazione o curve di livello.

Il passaggio dal 3D al 2D rende poi il dato più vicino alle esigenze di tavole, sezioni e profili.

La disponibilità gratuita non elimina la necessità di formazione.

La qualità finale dipende dalla corretta acquisizione, dalla conoscenza delle funzioni e dalla capacità di riconoscere artefatti, rumore e superfici mancanti.

L’episodio dedicato alla pulizia dei problemi di scansione sottolinea proprio questo passaggio operativo.

Dalla scansione alla restituzione della grotta

La struttura del corso segue una progressione utile per chi inizia.

I primi episodi affrontano software, area di lavoro, importazione LAS e traslazione.

La parte successiva entra nella segmentazione, nelle sezioni e nelle misure.

Gli ultimi video trattano allineamento, densificazione, animazione, pulizia e conversione dal 3D al 2D.

Questo schema può essere utile sia per cavità naturali sia per miniere e altre cavità artificiali.

Le sezioni trasversali e i profili longitudinali consentono di leggere lo sviluppo degli ambienti.

Il modello tridimensionale, se integrato con dati topografici affidabili e osservazioni sul campo, può migliorare la documentazione e rendere ripetibili alcune analisi.

Elenco delle lezioni Grotte in 3D

  1. Grotte in 3D – EP01 – Quale software usare per gestire le nuvole di punti di un rilievo speleologico
    https://www.youtube.com/watch?v=UiGda9FTct4&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=1&pp=iAQB
  2. Grotte in 3D – EP02 – L’area di lavoro di Cloud Compare
    https://www.youtube.com/watch?v=_Tdzv0ZaKsg&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=2&pp=iAQB
  3. Grotte in 3D – EP03 – Importa una nuvola in Cloud Compare (in formato LAS) e fai una traslazione
    https://www.youtube.com/watch?v=CbTiTv3Qafw&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=3&pp=iAQB
  4. Grotte in 3D – EP04 – Togli parti della nuvola che non ti interessano con la “Segmentazione”
    https://www.youtube.com/watch?v=aLAmh4tJUpY&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=4&pp=iAQB0gcJCaMLAYcqIYzv
  5. Grotte in 3D – EP05 – Salva il progetto di editing in formato “BIN” (per riprenderlo dopo)
    https://www.youtube.com/watch?v=02iuRsgPKaw&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=5&pp=iAQB
  6. Grotte in 3D – EP06 – Fai un sezione di una nuvola di punti di una grotta
    https://www.youtube.com/watch?v=udvvyoHB9cM&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=6&pp=iAQB
  7. Grotte in 3D – EP07 – Trova (automaticamente) i limiti planimetrici di una grotta
    https://www.youtube.com/watch?v=Xo-DvdjRMQo&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=7&pp=iAQB
  8. Grotte in 3D – EP08 – “Scoperchiare” una nuvola di punti con la segmentazione
    https://www.youtube.com/watch?v=eunYw58c4Bk&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=8&pp=iAQB
  9. Grotte in 3D – EP09 – Misurare una nuvola di punti
    https://www.youtube.com/watch?v=XH9nLfm78J4&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=9&pp=iAQB
  10. Grotte 3D – EP10 – Colorare una nuvola di punti con la quota (e un primo approccio ai campi scalari)
    https://www.youtube.com/watch?v=A8p0ZmsCvi8&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=10&pp=iAQB
  11. Grotte in 3D – EP11 – Creare una polinea (vettoriale e 3D)
    https://www.youtube.com/watch?v=faYyQvHLqrI&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=11&pp=iAQB
  12. Grotte in 3D – EP12 – Sezioni trasversali automatiche
    https://www.youtube.com/watch?v=ciincbrKWxA&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=12&pp=iAQB
  13. Grotte in 3D – EP13 – Estrarre il profilo longitudinale di una miniera
    https://www.youtube.com/watch?v=Ur_Var3SDXE&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=13&pp=iAQB
  14. Grotte in 3D – EP14 – Sviluppo longitudinale di una (parte di) miniera
    https://www.youtube.com/watch?v=nMQ5RZN-nHQ&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=14&pp=iAQB
  15. Grotte in 3D – EP15 – Costruire un DEM (Modello Digitale di Elevazione)
    https://www.youtube.com/watch?v=zn_faKHsE58&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=15&pp=iAQB
  16. Grotte in 3D – EP16 – Curve di livello
    https://www.youtube.com/watch?v=5RH-Ag-kSgA&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=16&pp=iAQB
  17. Grotte in 3D – EP17 – Allineare due nuvole di punti
    https://www.youtube.com/watch?v=PQS7reeSIaU&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=17&pp=iAQB
  18. Grotte in 3D – EP18 – Aumentare la densità della nuvola di punti
    https://www.youtube.com/watch?v=aOKU_Bcokbk&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=18&pp=iAQB
  19. Grotte in 3D – EP19 – Crea un’animazione e naviga dentro la nuvola di punti
    https://www.youtube.com/watch?v=oDB1AUlw68s&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=19&pp=iAQB
  20. Grotte in 3D – EP20 – Pulire una nuvola di punti da “problemi di scansione”
    https://www.youtube.com/watch?v=SEu4tYLi82o&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=20&pp=iAQB
  21. Grotte in 3D – EP21 – Dal 3D al 2D
    https://www.youtube.com/watch?v=R2bImzWw0Cs&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=21&pp=iAQB

Fonti

Elenco delle lezioni Grotte in 3D

54:05 — Grotte in 3D – EP21 – Dal 3D al 2D
https://www.youtube.com/watch?v=R2bImzWw0Cs&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=21&pp=iAQB

14:53 — Grotte in 3D – EP01 – Quale software usare per gestire le nuvole di punti di un rilievo speleologico
https://www.youtube.com/watch?v=UiGda9FTct4&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=1&pp=iAQB

18:17 — Grotte in 3D – EP02 – L’area di lavoro di Cloud Compare
https://www.youtube.com/watch?v=_Tdzv0ZaKsg&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=2&pp=iAQB

21:37 — Grotte in 3D – EP03 – Importa una nuvola in Cloud Compare (in formato LAS) e fai una traslazione
https://www.youtube.com/watch?v=CbTiTv3Qafw&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=3&pp=iAQB

20:02 — Grotte in 3D – EP04 – Togli parti della nuvola che non ti interessano con la “Segmentazione”
https://www.youtube.com/watch?v=aLAmh4tJUpY&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=4&pp=iAQB0gcJCaMLAYcqIYzv

15:56 — Grotte in 3D – EP05 – Salva il progetto di editing in formato “BIN” (per riprenderlo dopo)
https://www.youtube.com/watch?v=02iuRsgPKaw&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=5&pp=iAQB

32:58 — Grotte in 3D – EP06 – Fai un sezione di una nuvola di punti di una grotta
https://www.youtube.com/watch?v=udvvyoHB9cM&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=6&pp=iAQB

31:35 — Grotte in 3D – EP07 – Trova (automaticamente) i limiti planimetrici di una grotta
https://www.youtube.com/watch?v=Xo-DvdjRMQo&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=7&pp=iAQB

19:09 — Grotte in 3D – EP08 – “Scoperchiare” una nuvola di punti con la segmentazione
https://www.youtube.com/watch?v=eunYw58c4Bk&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=8&pp=iAQB

23:24 — Grotte in 3D – EP09 – Misurare una nuvola di punti
https://www.youtube.com/watch?v=XH9nLfm78J4&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=9&pp=iAQB

36:44 — Grotte 3D – EP10 – Colorare una nuvola di punto con la quota (e un primo approccio ai campi scalari)
https://www.youtube.com/watch?v=A8p0ZmsCvi8&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=10&pp=iAQB

22:10 — Grotte in 3D – EP11 – Creare una polinea (vettoriale e 3D)
https://www.youtube.com/watch?v=faYyQvHLqrI&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=11&pp=iAQB

18:41 — Grotte in 3D – EP12 – Sezioni trasversali automatiche
https://www.youtube.com/watch?v=ciincbrKWxA&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=12&pp=iAQB

15:25 — Grotte in 3D – EP13 – Estrarre il profilo longitudinale di una miniera
https://www.youtube.com/watch?v=Ur_Var3SDXE&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=13&pp=iAQB

20:09 — Grotte in 3D – EP14 – Sviluppo longitudinale di una (parte di) miniera
https://www.youtube.com/watch?v=nMQ5RZN-nHQ&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=14&pp=iAQB

36:53 — Grotte in 3D – EP15 – Costruire un DEM (Modello Digitale di Elevazione)
https://www.youtube.com/watch?v=zn_faKHsE58&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=15&pp=iAQB

20:23 — Grotte in 3D – EP16 – Curve di livello
https://www.youtube.com/watch?v=5RH-Ag-kSgA&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=16&pp=iAQB

25:57 — Grotte in 3D – EP17 – Allineare due nuvole di punti
https://www.youtube.com/watch?v=PQS7reeSIaU&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=17&pp=iAQB

22:18 — Grotte in 3D – EP18 – Aumentare la densità della nuvola di punti
https://www.youtube.com/watch?v=aOKU_Bcokbk&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=18&pp=iAQB

23:39 — Grotte in 3D – EP19 – Crea un’animazione e naviga dentro la nuvola di punti
https://www.youtube.com/watch?v=oDB1AUlw68s&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=19&pp=iAQB

18:08 — Grotte in 3D – EP20 – Pulire una nuvola di punti da “problemi di scansione”
https://www.youtube.com/watch?v=SEu4tYLi82o&list=PLrHt3p3U-QzGGlEE3FHr_bD6DXiZgb-PL&index=20&pp=iAQB

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Elezioni per rinnovo cariche sociali SSI

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L’appello del Presidente Sergio Orsini.

Il 31 dicembre 2026 scadrà il mandato di questo Consiglio Direttivo. Prepariamoci quindi al rinnovo delle cariche sociali per il triennio 2027-2029.

Le votazioni riguardano l’elezione del Presidente, di otto Consiglieri, di tre Probiviri e di tre componenti dell’Organo di Controllo e due supplenti secondo le modalità previste dall’Art.21 del Regolamento SSI ETS approvato nell’Assemblea Ordinaria dei Soci del 17 luglio 2023 e secondo le indicazioni di voto.

Il tuo voto è importante, come è importante, avendo i requisiti necessari, candidarsi e portare idee nuove e un aiuto concreto alla Speleologia italiana.

Per prima cosa è necessario costituire la Commissione elettorale, che sarà composta da un minimo di nove a un massimo di undici membri: i tre Probiviri uscenti, il membro dell’Organo di Controllo uscente (uno in caso di organo monocratico) e da cinque Soci che abbiano maturato almeno cinque anni consecutivi di associazione alla SSI ETS e ne facciano richiesta nei termini e nelle modalità riportate più avanti e indicate dal Consiglio Direttivo. Non possono far parte della Commissione Elettorale i candidati a qualsiasi carica sociale. Pertanto, se fra i Probiviri e i componenti dell’Organo di Controllo ve ne fosse qualcuno che si ricandida, dovrà essere sostituito da un numero uguale di componenti del Consiglio Direttivo o ex tali (non candidati, estratti a sorte, partendo dai consiglieri in carica e procedendo a ritroso in ordine temporale).

Se desideri far parte della Commissione elettorale e ne hai i requisiti, puoi inviare la tua candidatura a partire dal 20 luglio e fino al termine massimo del 30 luglio 2026. I componenti saranno scelti entro il 3 agosto, dando la precedenza alle mail in ordine di arrivo. Le candidature – complete di nome, cognome, indirizzo mail e recapito telefonico – devono essere inviate unicamente all’indirizzo mail dedicato candidature.commissione2026@socissi.it

I probiviri e i componenti dell’Organo di controllo sono invitati a comunicare tempestivamente, non oltre il 28 luglio, al Consiglio Direttivo la propria disponibilità o indisponibilità a far parte della Commissione Elettorale. In modo tale da poter adempiere alle eventuali sostituzioni come sopra descritto.

Le altre date e scadenze utili per le candidature sono:

·         4 agosto ATTO DI INDIZIONE: invio mail a tutti i Soci con invito alle candidature – tramite apposito modulo – a Presidenza, Consiglio Direttivo, Proboviro, componenti dell’Organo di Controllo per il triennio 2027-2029;

·         5 agosto apertura ufficiale per le candidature che dovranno essere inviate unicamente all’indirizzo mail dedicato elezioni2026@socissi.it;

·         10 settembre alle ore 23.59 termine ultimo per l’invio delle candidature;

·         11/25 settembre esame, da parte della Commissione elettorale, delle candidature pervenute e inserimento dei nominativi nelle schede elettorali;

·         5 ottobre inizio delle votazioni tramite la piattaforma Polyas;

·         27 ottobre chiusura delle votazioni;

·         Assemblea Ordinaria, nel corso del Raduno di Costacciaro (PG), con scrutinio pubblico ed elezione degli organi direttivi per il triennio 2027-2029

Certo della massima partecipazione, vi saluto caramente.

Sergio Orsini

Presidente della SSI ETS

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Sistemi carsici e risorse idriche: dalla roccia all’acqua che arriva alle sorgenti

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L’idrogeologia delle grotte spiega il legame tra paesaggio, falde acquifere carsiche e protezione delle acque sotterranee

Sotto le aree calcaree scorrono fiumi poco visibili, ma decisivi per l’approvvigionamento idrico di molte comunità. Comprendere i sistemi carsici e risorse idriche significa quindi conoscere il percorso dell’acqua dalla pioggia alla sorgente e prevenire i rischi che possono comprometterne qualità e disponibilità.

Sistemi carsici e risorse idriche: come funziona il reticolo sotterraneo

Il carsismo è l’insieme dei processi con cui l’acqua dissolve lentamente rocce solubili, soprattutto calcari e dolomie. Nel tempo, fratture e discontinuità della roccia si ampliano e formano fessure, pozzi, inghiottitoi, condotti e grotte.

L’acqua piovana assorbe anidride carbonica nell’atmosfera e nel suolo. Diventa così leggermente acida e può sciogliere il carbonato di calcio presente nelle rocce. Questo processo genera una rete sotterranea dalla geometria complessa.

I sistemi carsici e le risorse idriche non coincidono necessariamente. Il bacino idrogeologico, cioè l’area che alimenta una sorgente attraverso il sottosuolo, può essere molto diverso dal bacino delimitato dagli spartiacque superficiali.

L’acqua può infiltrarsi in una dolina o in un inghiottitoio. Può poi riemergere a chilometri di distanza, attraverso sorgenti situate in valli o pianure. La superficie, in questi paesaggi, mostra spesso pochi corsi d’acqua proprio perché una parte rilevante del drenaggio avviene nel sottosuolo.

Falde acquifere carsiche funzionamento e acqua potabile

Un acquifero carsico è un sistema roccioso capace di ricevere, immagazzinare, trasportare e restituire acque sotterranee. La sua permeabilità dipende sia dalle fratture naturali sia dalle cavità allargate dalla dissoluzione carsica.

Il funzionamento delle falde acquifere carsiche è caratterizzato dalla coesistenza di zone diverse. Nei settori meno carsificati l’acqua può essere trattenuta più a lungo. Nei grandi condotti, invece, il flusso può essere rapido e convogliare volumi importanti verso le sorgenti.

Le sorgenti carsiche hanno un ruolo rilevante in Italia e nel Mediterraneo. La Società Speleologica Italiana stima che le acque di origine carsica costituiscano circa il 40% dell’approvvigionamento idrico potabile italiano; il dato evidenzia il peso strategico di questi sistemi nella gestione della risorsa.

Anche su scala europea l’acqua sotterranea è essenziale. Nell’Unione europea fornisce il 65% dell’acqua destinata al consumo potabile e il 25% di quella utilizzata per l’irrigazione.

Protezione delle acque sotterranee e vulnerabilità carsica

La stessa rapidità che rende efficienti gli acquiferi carsici ne aumenta la fragilità. In molti punti l’acqua penetra direttamente nel sottosuolo, senza attraversare spessori di terreno capaci di trattenere o degradare gli inquinanti.

Fertilizzanti, pesticidi, reflui non trattati, rifiuti, idrocarburi e sedimenti di attività estrattive possono raggiungere le falde. La protezione delle acque sotterranee deve quindi iniziare nelle aree di ricarica, spesso lontane dalle sorgenti utilizzate dagli acquedotti.

Durante le piene, l’acqua può mobilitare sostanze accumulate nei condotti, nei sifoni e nei laghi sotterranei. Di conseguenza, la qualità di una sorgente può cambiare rapidamente dopo piogge intense.

L’Agenzia europea dell’ambiente segnala che l’inquinamento diffuso agricolo è la principale pressione associata allo scarso stato chimico delle acque sotterranee nell’Unione europea. Nitrati e pesticidi sono tra gli inquinanti più frequentemente rilevati nei programmi di monitoraggio.

Gli acquiferi carsici costieri del Mediterraneo sono esposti anche al rischio di intrusione salina. Prelievi eccessivi possono ridurre la pressione dell’acqua dolce e favorire l’avanzamento dell’acqua marina nel sottosuolo.

Idrogeologia delle grotte spiegazione e strumenti di studio

La spiegazione dell’ idrogeologia delle grotte richiede osservazioni in superficie e nel sottosuolo. Gli speleologi contribuiscono a individuare condotti, livelli idrici, sorgenti, inghiottitoi e punti di perdita della rete carsica.

Uno degli strumenti più efficaci è il tracciamento con sostanze idonee e controllate. Un tracciante immesso in un punto di infiltrazione viene cercato nelle sorgenti per ricostruire le connessioni idriche, i tempi di transito e la velocità del flusso.

Sono impiegati anche rilievi topografici, sensori di livello, misure di portata, campionamenti chimici e microbiologici. Il monitoraggio deve intensificarsi durante le piogge, le piene e i periodi di magra, quando i sistemi carsici possono mostrare risposte molto diverse.

Il progetto ERC-KARST ha richiamato l’importanza dei dati di rilievo speleologico per sviluppare modelli capaci di interpretare flusso e trasporto di soluti nei sistemi complessi. L’obiettivo è migliorare la previsione di piene, siccità e trasferimento dei contaminanti.

Gestione sostenibile dei sistemi carsici e risorse idriche

La gestione sostenibile richiede una cartografia accurata delle aree carsiche, delle zone di ricarica e dei bacini idrogeologici. Le sole informazioni morfologiche di superficie non bastano a stabilire dove finiscano le acque infiltrate.

Occorre proteggere gli inghiottitoi, limitare gli scarichi impropri e controllare le attività agricole, industriali ed estrattive nelle zone vulnerabili. La prevenzione è particolarmente importante perché il recupero di una falda contaminata può essere lungo, tecnicamente difficile e costoso.

In Italia, la Carta Idrogeologica d’Italia elaborata da ISPRA offre una base nazionale per analizzare acquiferi, sorgenti, permeabilità e pressioni antropiche. Lo strumento non sostituisce le indagini locali, indispensabili nei contesti carsici più articolati.

La conoscenza delle grotte resta quindi parte integrante della protezione delle acque sotterranee. Rilievi, monitoraggi e collaborazione tra speleologi, geologi, gestori idrici e amministrazioni possono trasformare il patrimonio sotterraneo in una base concreta per pianificare l’uso dell’acqua.

Fonti

Fonti
[1] Dossier-Le-Acque-di-origine-carsica-una-risorsa-strategica … https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2024/08/Dossier-Le-Acque-di-origine-carsica-una-risorsa-strategica.pdf
[2] Europe’s groundwater — a key resource under pressure https://www.eea.europa.eu/en/analysis/publications/europes-groundwater-a-key-resource-under-pressure
[3] Edited by https://eclass.uoa.gr/modules/document/file.php/GEOL125/%CE%8E%CE%BB%CE%B7%20%CE%BC%CE%B1%CE%B8%CE%AE%CE%BC%CE%B1%CF%84%CE%BF%CF%82/06-%CE%9C%CE%AC%CE%B8%CE%B7%CE%BC%CE%B1-PI-VULK-Method-cost_action_620_final_report.pdf
[4] CALL FOR SURVEY DA ERC-KARST – Scintilena https://www.scintilena.com/call-for-survey-da-erc-karst-2/11/24/
[5] La nuova Carta Idrogeologica d’Italia (CII500K): strumenti, metodologia e … https://portalesgi.isprambiente.it/?p=8555
[7] Normativa europea vigente sulla tutela delle acque sotterranee https://www.scintilena.com/normativa-europea-vigente-sulla-tutela-delle-acque-sotterranee/07/27/
[8] La Vulnerabilità degli Acquiferi Carsici https://www.scintilena.com/la-vulnerabilita-degli-acquiferi-carsici/03/21/
[9] Slovenia: monitoraggio continuo delle acque carsiche sotterranee https://www.scintilena.com/slovenia-monitoraggio-continuo-delle-acque-carsiche-sotterranee/05/08/
[10] Vulnerabilità degli acquiferi carsici in ambiente alpino https://www.scintilena.com/vulnerabilita-degli-acquiferi-carsici-in-ambiente-alpino-nuovo-approccio-di-modellazione-numerica/08/07/
[11] Acquiferi carsici in Italia: una risorsa idrica strategica da … https://www.scintilena.com/acquiferi-carsici-in-italia-una-risorsa-idrica-strategica-da-tutelare/06/05/
[12] Il carsismo alle Nazioni Unite: sessione online dell’iniziativa Karst … https://www.scintilena.com/il-carsismo-alle-nazioni-unite-sessione-online-delliniziativa-karst-aware-sullunea-7/03/04/
[13] Clean Up the Dark European Network, an international project inspired by the Italian experience – Scintilena https://www.scintilena.com/clean-up-the-dark-european-network-an-international-project-inspired-by-the-italian-experience/09/02/
[14] 99 cose da sapere se abiti in un territorio carsico https://www.scintilena.com/come-riconoscere-se-vivi-in-un-territorio-carsico/06/06/
[15] Libri: Karst Hydrogeology, Geomorphology and Caves in offerta fino … https://www.scintilena.com/libri-karst-hydrogeology-geomorphology-and-caves-in-offerta-fino-a-fine-anno/06/23/
[16] Cave protection campaign at EU-parliament – Scintilena https://www.scintilena.com/cave-protection-campaign-at-eu-parliament/09/29/
[17] Le Aree Carsiche nel Mirino: Vulnerabilità, Inquinamento e … https://www.scintilena.com/le-aree-carsiche-nel-mirino-vulnerabilita-inquinamento-e-tutela-di-un-patrimonio-idrico-nazionale/04/24/
[18] 6th EuroSpeleo Protection Symposium in September in Germany – Scintilena https://www.scintilena.com/6th-eurospeleo-protection-symposium-in-september-in-germany/11/12/
[19] Carta Idrogeologica d’Italia: ISPRA mappa il patrimonio … https://www.scintilena.com/carta-idrogeologica-ditalia-ispra-mappa-il-patrimonio-nascosto-delle-acque-sotterranee-che-forniscono-l84-dellacqua-potabile/07/18/
[20] Giornata Internazionale delle Grotte e del Carso: Un Iniziativa per la Conservazione e la Sensibilizzazione – Scintilena https://www.scintilena.com/giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-karst-un-iniziativa-per-la-conservazione-e-la-sensibilizzazione/10/13/
[21] [PDF] VULnERABILITà dEGLI ACqUIFERI ALL’InqUInAmEnTO E AREE dI … https://www.isprambiente.gov.it/files2017/pubblicazioni/periodici-tecnici/memorie-descrittive-della-carta-geologica-ditalia/volume-92/memdes_92_1_10_vulerabilita_acquiferi.pdf
[22] Gli Acquiferi Carsici d’Italia — Una Risorsa Strategica – Scintilena https://www.scintilena.com/guida-di-studio-gli-acquiferi-carsici-ditalia-una-risorsa-strategica/03/21/
[23] 2. – CARATTERI IDROGEOLOGICI DELLA https://www.isprambiente.gov.it/files2017/pubblicazioni/periodici-tecnici/memorie-descrittive-della-carta-geologica-ditalia/volume-92/memdes_92_1_2_caratteri_idrogeologici.pdf
[24] metodologie e tecniche di indagine adottate per lo studio delle … https://www.isprambiente.gov.it/files2017/pubblicazioni/periodici-tecnici/memorie-descrittive-della-carta-geologica-ditalia/volume-92/memdes_92_1_9_metodologie.pdf
[25] BOSSEA MMXIII https://csc.cai.it/wp-content/uploads/2017/08/14_FidelibusSpecchio_Acquifero-carsico-costiero-del-Salento.pdf
[26] Geologia https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/ambiente-territorio/geologia/FOGLIA44/
[27] DIRECTIVE 2006/118/EC OF THE EUROPEAN PARLIAMENT AND OF THE COUNCIL https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:32006L0118
[28] Surface water and groundwater pollutants – Wednesday, 24 April 2024 https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2024-0358_EN.html
[29] EUR-Lex – 52003PC0550 – EN https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/HTML/?uri=CELEX:52003PC0550
[30] UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II http://www.fedoa.unina.it/14564/1/Marsiglia_Palmira_34.pdf
[31] frontespizioparteprima https://www.isprambiente.gov.it/files2017/pubblicazioni/periodici-tecnici/memorie-descrittive-della-carta-geologica-ditalia/volume-92/memdes_92_1_intro.pdf

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Esplorare per conservare: perché le grotte sono laboratori viventi del pianeta

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Conservazione delle grotte e biodiversità: conoscere il mondo che resta nascosto

Ogni grotta conserva una parte della storia del pianeta che non appare in superficie. Acque, rocce, sedimenti, concrezioni e comunità biologiche formano sistemi collegati al paesaggio esterno.

Per questo l’importanza degli ecosistemi sotterranei supera i confini della singola cavità: comprenderli è necessario per proteggere falde, sorgenti, specie rare e archivi naturali del clima.

La conservazione delle grotte e biodiversità richiede dati, pianificazione e regole di frequentazione.

Esplorare non significa soltanto raggiungere nuovi ambienti. Significa documentarne le condizioni iniziali e riconoscere i limiti che permettono a un sistema ipogeo di mantenere le proprie funzioni.

Ecosistemi carsici: cosa sono e perché sono cruciali per l’ambiente?

Un sistema sotterraneo comprende cavità accessibili, fessure, acquiferi, sorgenti, corsi d’acqua ipogei e altri spazi privi di luce.

Nel carsismo, l’acqua circola attraverso fratture e condotti prodotti dalla dissoluzione di rocce solubili, soprattutto calcari, dolomie ed evaporiti.

La grotta visibile è quindi solo una parte di una rete molto più ampia.

Gli ecosistemi carsici sono collegati alla superficie attraverso la ricarica idrica, il trasporto di materia organica e gli scambi d’aria.

Una modifica del suolo può avere conseguenze sotterranee.

Disboscamento, impermeabilizzazione e uso non corretto delle aree di ricarica influenzano quantità e qualità dell’acqua che raggiunge gli acquiferi.

Questa connessione spiega l’importanza degli ecosistemi sotterranei anche per le persone. Le aree carsiche forniscono acqua potabile a circa il 10% della popolazione mondiale.

La protezione del territorio carsico è dunque anche una misura di tutela della risorsa idrica, non solo della cavità.

Biodiversità ipogea: quali specie vivono nelle grotte e perché sono uniche?

Le grotte ospitano pipistrelli, invertebrati, microrganismi e, negli ambienti acquatici, crostacei, molluschi, pesci e anfibi adattati alla vita sotterranea.

Non tutte le specie rinvenute in cavità dipendono esclusivamente dal sottosuolo. I troglobi e gli stigobi, però, trascorrono l’intero ciclo vitale in ambienti ipogei.

Molti organismi hanno areali ristretti. Alcuni sono noti da una sola grotta o da pochi acquiferi.

La scarsità di nutrienti, il buio e la relativa stabilità climatica favoriscono adattamenti specifici, come perdita della pigmentazione e degli occhi, sviluppo di strutture sensoriali e ritmi vitali lenti.

La biodiversità ipogea comprende anche comunità meno visibili. Batteri e altri microrganismi partecipano ai cicli della materia e, in condizioni particolari, possono sostenere reti trofiche basate su reazioni chimiche.

Conservazione delle grotte e biodiversità significano quindi proteggere organismi conosciuti e processi ecologici ancora poco descritti.

Ruolo della speleologia scientifica nella conservazione delle grotte

Il ruolo della speleologia scientifica parte dall’esplorazione condotta con metodo. Rilievi, catasti, osservazioni faunistiche, campionamenti mirati e monitoraggi di temperatura, umidità, anidride carbonica, acque e sedimenti consentono di definire lo stato di un sito e le sue vulnerabilità.

I dati raccolti aiutano a delimitare bacini di alimentazione e zone sensibili. Permettono anche di valutare gli effetti di accessi ripetuti, lavori esterni o gestione turistica. Il ruolo della speleologia scientifica è decisivo perché rende verificabili le scelte di tutela e collega geologia, idrogeologia, biologia, archeologia e climatologia.

La ricerca deve ridurre il proprio impatto. Percorsi definiti, gruppi contenuti, attrezzature pulite, divieto di prelievi non indispensabili e documentazione condivisa sono misure concrete. Ogni attività dovrebbe essere proporzionata alla fragilità del sito e accompagnata da controlli nel tempo.

Minacce agli ambienti ipogei: dalla superficie alla cavità

Le minacce principali non iniziano sempre all’ingresso di una grotta. Inquinamento delle acque, estrazione di materiali, captazioni idriche, agricoltura intensiva, urbanizzazione e perdita di vegetazione possono alterare la rete carsica. Nei condotti, il trasporto rapido dell’acqua può distribuire contaminanti fino a sorgenti e habitat lontani.

Esistono anche pressioni dirette. Visite non regolate, calpestio, rifiuti, graffiti, illuminazione inadatta, modifiche dei passaggi e disturbo alle colonie di pipistrelli possono cambiare il microclima e danneggiare concrezioni o comunità biologiche. Il cambiamento climatico aggiunge un fattore diffuso, perché modifica piogge, ricarica degli acquiferi e condizioni termiche alle quali molte specie sono adattate.

La conservazione delle grotte e biodiversità richiede di guardare all’intero sistema. Proteggere soltanto il vuoto sotterraneo, senza considerare il bacino esterno, può risultare insufficiente.

Protezione concreta delle grotte: pianificazione, monitoraggio e responsabilità

La prima azione è conoscere. Catasti aggiornati, rilievi accurati e inventari biologici permettono di individuare cavità prioritarie e aree di ricarica da tutelare. Le valutazioni ambientali per cave, infrastrutture, captazioni e trasformazioni del suolo dovrebbero includere esplicitamente gli effetti sul sottosuolo.

Servono poi strumenti di gestione. Aree protette, fasce di rispetto, regolazione degli accessi, chiusure stagionali dove sono presenti pipistrelli e piani per il turismo in grotta possono ridurre le pressioni. Nei siti aperti al pubblico, il monitoraggio del microclima e dei flussi di visita consente di adattare la gestione ai dati osservati.

Anche la divulgazione è parte della protezione. Chi frequenta una cavità deve sapere che un’impronta, un prelievo o un lavaggio improprio dell’attrezzatura possono avere effetti persistenti. L’importanza degli ecosistemi sotterranei diventa più chiara quando si riconosce che la tutela della grotta dipende da ciò che avviene dentro, sopra e attorno ad essa.

Esplorare per conservare significa produrre conoscenza utile, condividere i risultati e limitare gli impatti. È questa la direzione indicata dalle linee guida internazionali per la protezione delle grotte e del carso.

Fonti

Fonti
[1] Guidelines for Cave and Karst Protection (2nd Edition) https://engage.iucn.org/sites/default/files/2023-04/Guidelines-for-Cave-and-Karst-Protection-2022.pdf
[2] Towards evidence?based conservation of subterranean … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9545027/
[3] Guidelines for cave and karst protection : second edition https://iucn.org/resources/jointly-published/guidelines-cave-and-karst-protection-second-edition
[5] Controversie internazionali sulla conservazione delle grotte https://www.scintilena.com/controversie-internazionali-sulla-protezione-delle-grotte-unanalisi-globale-dei-conflitti-tra-conservazione-e-sviluppo/08/30/
[6] La Sfida Globale per la Conservazione degli Ecosistemi … https://www.scintilena.com/biodiversita-sotterranea-la-sfida-globale-per-la-conservazione-degli-ecosistemi-ipogei/09/18/
[7] Monitoraggio Specie Invasive nelle Grotte del Kosovo https://www.scintilena.com/monitoraggio-specie-invasive-nelle-grotte-del-kosovo-ricerca-scientifica-internazionale-per-la-protezione-degli-ecosistemi-sotterranei/09/13/
[8] Evaporiti UNESCO: cosa è cambiato in due anni tra ricerca … https://www.scintilena.com/evaporiti-unesco-cosa-e-cambiato-in-due-anni-tra-ricerca-tutela-e-sfide-ancora-aperte/01/27/
[9] Vulnerabilità Climatica e Lacune nella Conservazione di … https://www.scintilena.com/nowhere-to-hide-vulnerabilita-climatica-e-lacune-nella-conservazione-di-zopherobatrus-un-raro-coleottero-troglobio/05/08/
[10] L’Impatto dell’inquinamento idrico sulle comunità ipogee https://www.scintilena.com/limpatto-dellinquinamento-idrico-sulle-comunita-ipogee/07/27/
[11] Conferenza su Plinio il Vecchio e le Grotte: Un Viaggio … https://www.scintilena.com/conferenza-su-plinio-il-vecchio-e-le-grotte-un-viaggio-attraverso-la-scienza-antica-e-le-tecnologie-moderne/08/31/
[12] 13 Settembre: il Mondo Celebra le Grotte — Postojna … https://www.scintilena.com/13-settembre-il-mondo-celebra-le-grotte-postojna-ospita-la-prima-giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo/04/12/
[13] Microplastiche nelle grotte turistiche italiane: una nuova … https://www.scintilena.com/microplastiche-nelle-grotte-turistiche-italiane-una-nuova-minaccia-per-il-patrimonio-geologico-mondiale/08/17/
[14] sessione online dell’iniziativa Karst-Aware sull’UNEA-7 https://www.scintilena.com/il-carsismo-alle-nazioni-unite-sessione-online-delliniziativa-karst-aware-sullunea-7/03/04/
[15] Animali cavernicoli: I sovrani dimenticati del buio totale https://www.scintilena.com/animali-cavernicoli-i-sovrani-dimenticati-del-buio-totale/01/24/
[16] Nuove Creature delle Grotte Scoperte in Spagna https://www.scintilena.com/nuove-creature-delle-grotte-scoperte-in-spagna-un-genere-inedito-e-due-specie-sconosciute-riscrivono-la-fauna-sotterranea-iberica/04/24/
[17] 99 cose da sapere se abiti in un territorio carsico https://www.scintilena.com/come-riconoscere-se-vivi-in-un-territorio-carsico/06/06/
[18] EuroSpeleo Protection Label 2025: premiato il progetto di … https://www.scintilena.com/eurospeleo-protection-label-2025-premiato-il-progetto-di-conservazione-delle-grotte-nel-bacino-del-fiume-aoos-vjosa/07/03/
[19] Un nuovo punto di riferimento per la biospeleologia https://www.scintilena.com/un-nuovo-punto-di-riferimento-per-la-biospeleologia-pubblicato-il-primo-dataset-completo-sulla-fauna-sotterranea-pugliese/06/08/
[20] Sustainable speleology and cave conservation – Ricerca UniBa https://ricerca.uniba.it/handle/11586/510220
[21] Minacce e conservazione degli ecosistemi sotterranei https://www.scintilena.com/minacce-e-conservazione-degli-ecosistemi-sotterranei-lo-studio-globale-di-nanni-et-al-su-biological-conservation/07/14/
[22] Subterranean Biodiversity on the Brink: Urgent Framework for … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12523527/
[23] Assessing preservation priorities of caves and karst areas using the frequency of endemic cave-dwelling species https://pdfs.semanticscholar.org/8b20/30345dbe89f3099165b8477b7547e14736fa.pdf
[24] Caves as wildlife refuges in degraded landscapes in the Brazilian Amazon – PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37055452/
[25] Conserving relics from ancient underground worlds: assessing the influence of cave and landscape features on obligate iron cave dwellers from the Eastern Amazon – PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29576987/
[26] Out of sight and out of mind? The conservation status … https://www.conservationgateway.org/collections/biodiversity/subterranean-biodiversity-conservation-gaps-cave-obligate-species-north-america/
[27] https://doi.org/10.11606/issn.2316-9095.v23-205328 https://repositorio.usp.br/directbitstream/6eeec711-ebbc-45ab-a387-5fbe662738e1/3249258_ingl%C3%AAs.pdf
[28] An expert-based global assessment of threats and conservation measures for subterranean ecosystems https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0006320723002379
[29] La – Minacce e conservazione degli ecosistemi sotterranei … https://www.facebook.com/Scintilena/photos/minacce-e-conservazione-degli-ecosistemi-sotterranei-lo-studio-globale-di-nanni-/1665453212253875/
[30] Scientists’ Warning on the Conservation of Subterranean Ecosystems https://academic.oup.com/bioscience/article/69/8/641/5519083?login=true
[31] Available online at scholarcommons.usf.edu/ijs https://digitalcommons.usf.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1814&context=ijs

L'articolo Esplorare per conservare: perché le grotte sono laboratori viventi del pianeta proviene da Scintilena.

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Corso di speleologia a Putignano: al via il 37° Corso di Introduzione alla Speleologia del Gruppo Ricerche Carsiche

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Dal 17 settembre al 22 ottobre 2026 il 37° Corso di Introduzione alla Speleologia accompagnerà i partecipanti alla scoperta delle grotte della Puglia con lezioni teoriche, esercitazioni in palestra di roccia e uscite in ambiente ipogeo.

Il 37° Corso di Introduzione alla Speleologia apre le iscrizioni

Sono aperte le iscrizioni al 37° Corso di Introduzione alla Speleologia organizzato dal Gruppo Ricerche Carsiche Putignano, realtà del Club Alpino Italiano – Sezione di Gioia del Colle che dal 1983 svolge attività di ricerca, studio e divulgazione del fenomeno carsico.

Il corso si svolgerà dal 17 settembre al 22 ottobre 2026 ed è rivolto a chi desidera avvicinarsi alla speleologia senza necessità di esperienze precedenti. L’obiettivo è fornire le basi tecniche e culturali per conoscere il mondo sotterraneo, imparare a muoversi in sicurezza e comprendere il valore scientifico e ambientale delle grotte.

L’iniziativa è organizzata nell’ambito della Scuola Nazionale di Speleologia del Club Alpino Italiano, seguendo un programma che alterna teoria e pratica, secondo il modello adottato dai corsi CAI in tutta Italia. 

Speleologia e formazione: lezioni teoriche e attività pratiche

Il programma prevede sei lezioni teoriche presso la sede del Gruppo Ricerche Carsiche, in via Noci 83 a Putignano.

Gli argomenti affrontati comprendono:

  • presentazione dell’attività speleologica, esposizione al rischio e mitigazione;
  • materiali e tecniche di progressione;
  • geologia e carsismo;
  • topografia speleologica;
  • biospeleologia;
  • consegna degli attestati finali.

Accanto alle lezioni sono previste cinque attività pratiche: due esercitazioni in palestra di roccia e tre uscite in grotta, durante le quali gli allievi potranno applicare le tecniche apprese sotto la guida degli istruttori della Scuola. Il calendario potrà subire modifiche in base alle condizioni meteorologiche o organizzative.

Un percorso per conoscere il patrimonio carsico della Puglia

Il Gruppo Ricerche Carsiche Putignano opera da oltre quarant’anni nella ricerca e nell’esplorazione delle cavità pugliesi. Attraverso il corso intende trasmettere non soltanto le tecniche di progressione, ma anche la conoscenza dell’ambiente carsico e l’importanza della sua tutela.

La frequentazione delle grotte viene affrontata con particolare attenzione agli aspetti della sicurezza, della responsabilità individuale e del rispetto degli ecosistemi sotterranei. Durante il corso vengono illustrate anche le basi della geologia, della formazione delle cavità e della biodiversità ipogea, elementi fondamentali per comprendere il valore del patrimonio naturale pugliese.

Iscrizioni, requisiti e quota di partecipazione

Il corso è aperto a persone dai 15 anni di età e prevede un numero massimo di 12 partecipanti.

Le iscrizioni resteranno aperte fino al 10 settembre 2026 oppure fino al raggiungimento dei posti disponibili.

Al momento dell’iscrizione occorre presentare:

  • due fotografie formato tessera;
  • certificato medico per attività sportiva non agonistica.

La quota di partecipazione è di:

  • 130 euro per i soci CAI;
  • 180 euro per i non soci.

La quota comprende le lezioni teoriche, le uscite pratiche, il materiale tecnico di progressione in grotta, l’attrezzatura personale, l’assicurazione, le dispense e la tessera del Club Alpino Italiano.

Per informazioni è possibile contattare Mirko Mangini (331 5774634), Piero Lippolis (368 3080018) oppure la Grotta del Trullo di Putignano (080 4912113).

La speleologia come attività di conoscenza e tutela

I corsi di introduzione rappresentano il primo passo per chi desidera avvicinarsi alla speleologia in modo consapevole. Oltre all’apprendimento delle tecniche di progressione, consentono di conoscere gli aspetti scientifici del carsismo e il delicato equilibrio degli ambienti sotterranei, promuovendo comportamenti rispettosi durante le attività di esplorazione.

Per il Gruppo Ricerche Carsiche Putignano questa trentasettesima edizione conferma un impegno pluridecennale nella formazione di nuovi speleologi e nella valorizzazione del patrimonio carsico della Puglia. 

Fonti

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Nardò, Gruppo Speleologico Neretino verso il finale del ciclo estivo tra preistoria e patrimonio idrico

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Il 9 agosto 2026 al Castello Acquaviva l’incontro “Pucze, puteos e trozze” chiuderà il programma di divulgazione del Gruppo Speleologico Neretino dedicato al territorio, alle acque sotterranee e alle opere rurali minori.

Il Gruppo Speleologico Neretino conclude domenica 9 agosto il proprio ciclo estivo 2026 con un incontro dedicato alla memoria idrica e rurale del Salento. L’appuntamento è fissato alle ore 19 nell’atrio del Castello Acquaviva di Nardò. L’ingresso è libero.

Il titolo scelto è “Pucze, puteos e trozze”. La serata intende approfondire pozzi, opere di captazione e manufatti rurali collegati alla ricerca dell’acqua nel sottosuolo. Si tratta di strutture spesso poco visibili nel paesaggio contemporaneo, ma centrali nella storia delle comunità agricole salentine.

Gruppo Speleologico Neretino e il ciclo estivo 2026

Il programma estivo del Gruppo Speleologico Neretino ha proposto incontri che uniscono speleologia, archeologia, preistoria e conoscenza del paesaggio. Il percorso è iniziato il 5 luglio con “Sotto i nostri piedi”, dedicato alla tutela e alla fruizione delle aree archeologiche e speleologiche del territorio neretino.

In quella occasione sono intervenuti Serena Strafella della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, Giovanna Cera dell’Università del Salento e Antonio Saponara. Il tema della tutela del patrimonio ipogeo è parte costante dell’attività divulgativa del gruppo.

Il secondo incontro, “La baia del tempo”, si è svolto il 15 luglio. La serata ha posto al centro la preistoria della costa neretina, le grotte e le comunità umane che frequentarono il Salento tra la presenza neandertaliana e quella di Homo sapiens. Le ricerche nelle cavità della Baia di Uluzzo costituiscono un riferimento importante per la conoscenza del Paleolitico mediterraneo.[1]

Il Gruppo Speleologico Neretino affonda le proprie origini nel 1972, nel contesto delle ricerche preistoriche avviate nell’area. La sua attività comprende esplorazione, documentazione, didattica, archeologia e studio dei fenomeni carsici. Secondo la scheda storica di OpenSpeleo, il gruppo ha contribuito al catasto di circa cento cavità terrestri e subacquee del Salento.[2]

Pucze, puteos e trozze nel Salento

L’incontro conclusivo sarà introdotto dall’ingegnera Anastasia Rocca. La geologa Francesca Lagna interverrà sul tema della risorsa idrica sotterranea. Antonio D’Elia affronterà invece l’architettura dei pozzi freatici del XVII secolo. Francesco Orlando proporrà una riflessione sul rapporto fra uomo e acqua, osservato nelle sue dimensioni quotidiane, produttive e simboliche.

Le trozze sono tra gli elementi più riconoscibili di questo patrimonio. Il termine indica pozzi molto profondi, realizzati manualmente nella roccia e dotati di sistemi di sollevamento dell’acqua. In alcuni casi la profondità poteva raggiungere diverse decine di metri.[3]

Il loro impiego rispondeva alle condizioni ambientali del Salento. In un territorio con pochi corsi d’acqua superficiali permanenti, l’accesso alla falda e la raccolta dell’acqua piovana hanno richiesto nei secoli soluzioni tecniche specifiche. Pozzi, cisterne, pozzelle e trozze raccontano quindi una lunga pratica di adattamento alle caratteristiche idrogeologiche locali.[4]

La parola trozza è ricondotta al latino medievale trochlea, collegato al concetto di carrucola. Non si tratta dunque solo di un’apertura verticale nel terreno. La struttura univa lo scavo, la necessità di raggiungere la falda e l’uso di dispositivi adatti a recuperare l’acqua.[4]

Patrimonio idrico rurale e speleologia

Per il Gruppo Speleologico Neretino, il patrimonio idrico rurale rientra nel più ampio campo delle cavità artificiali e dei manufatti ipogei. Studiare queste opere significa rilevarne forma, tecniche costruttive, rapporto con le falde e inserimento nel paesaggio storico.

L’interesse del gruppo per le trozze non è recente. Nell’aprile 2026 era già stata organizzata a Nardò una serata divulgativa dedicata alla loro conoscenza e salvaguardia. In quel contesto, il gruppo ha evidenziato il valore dei pozzi scavati a mano come documenti della vita rurale e della gestione storica della risorsa idrica.[5]

Anche una precedente iniziativa al Castello Acquaviva aveva illustrato trozze, trappeti ipogei e cave sotterranee. La documentazione di questi manufatti consente di leggere insieme le tecniche estrattive, agricole e idrauliche che hanno modellato il territorio neretino.[3]

La serata del 9 agosto chiuderà quindi un itinerario che dal sottosuolo archeologico arriva alle forme più quotidiane dell’uso dell’acqua. Il Gruppo Speleologico Neretino propone un’occasione di approfondimento rivolta a cittadini, studiosi e persone interessate alla storia materiale del Salento.

Fonti

Fonti
[1] Puglia Archivi https://www.scintilena.com/category/puglia/
[2] Gruppo Speleologico Neretino http://www.openspeleo.org/openspeleo/groups-view-118.html
[3] Scoperte Sotterranee: Un Viaggio negli Ipogei Artificiali di Nardò – Scintilena https://www.scintilena.com/scoperte-sotterranee-un-viaggio-negli-ipogei-artificiali-di-nardo/08/20/
[4] Le Trozze di Nardò: il Gruppo Speleologico Neretino racconta la … https://www.scintilena.com/le-trozze-di-nardo-il-gruppo-speleologico-neretino-racconta-la-storia-dellacqua-nel-salento/04/24/
[5] Gruppo Speleologico Neretino – Speleo dal 1972 https://www.gsneretino.it/
[7] Scoprire il Salento Sotterraneo: Un Viaggio tra Storia e Sudore – Scintilena https://www.scintilena.com/scoprire-il-salento-sotterraneo-un-viaggio-tra-storia-e-sudore/07/19/
[8] L’arte del trarre l’olio: viaggio nei trappeti ipogei tra storia e … https://www.scintilena.com/larte-del-trarre-lolio-viaggio-nei-trappeti-ipogei-tra-storia-e-speleologia/08/16/
[9] Carsica Experience 2025 – tra storia, miti e leggende – Scintilena https://www.scintilena.com/carsica-experience-2025-tra-storia-miti-e-leggende/07/24/
[10] L’Abruzzo nascosto torna a Pagannica: mostra fotografica uPIX nei locali del Palazzo Ducale – Scintilena https://www.scintilena.com/labruzzo-nascosto-torna-a-pagannica-mostra-fotografica-upix-nei-locali-del-palazzo-ducale/06/20/
[11] Umbria Water Festival – Il programma narnese https://www.scintilena.com/umbria-water-festival-il-programma-narnese/05/11/
[12] Didattica Archivi – Pagina 3 di 19 https://www.scintilena.com/category/didattica/page/3/
[13] Programma del Raduno Nazionale Puglia Underground 2014 https://www.scintilena.com/programma-del-raduno-nazionale-puglia-underground-2014/05/22
[20] Puglia, il Gruppo Speleologico Neretino apre il programma … https://www.scintilena.com/puglia-il-gruppo-speleologico-neretino-apre-il-programma-estivo-2026-nel-giardino-botanico/06/17/
[21] Gruppo Speleologico Neretino (@gsneretino) https://www.instagram.com/gsneretino/
[22] Nardò (LE): “INSOLITA RASSEGNA”, la rassegna letteraria … https://otticheparallelemagazine.com/2026/07/02/nardo-le-insolita-rassegna-la-rassegna-letteraria-che-non-ti-aspetti-nel-centro-storico-barocco-salentino/
[23] Nardò | I tre porcellini – specialità tutta sarda https://iltaccodibacco.it/en/puglia/events/324874.html
[24] Gruppo Speleologico Neretino | Nardò https://www.facebook.com/gruppospeleologico.neretino/?locale=it_IT
[25] Nardò, predoni al lavoro scomparso un antico pozzo https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/mondo/450982/nardo-predoni-al-lavoro-scomparso-un-antico-pozzo.html
[26] Gruppo Speleologico Neretino https://www.facebook.com/gruppospeleologico.neretino/photos/1387488033414119/
[27] “Onde di Cultura”: Nardò accende l’estate con arte, musica e teatro https://www.leccetomorrow.it/2026/06/01/onde-di-cultura-nardo-accende-lestate-con-arte-musica-e-teatro/
[28] La Notte della Taranta – Etapa de Nardò https://www.festivalinitalia.it/es/festival/la-notte-della-taranta-etapa-de-nardo
[29] Full text of “Archivio storico siciliano” http://archive.org/stream/archiviostorico60patrgoog/archiviostorico60patrgoog_djvu.txt
[30] Nardò sottoterra: il Gruppo Speleologico Neretino guida turisti e residenti alla scoperta delle meraviglie nascoste – Scintilena https://www.scintilena.com/nardo-sottoterra-il-gruppo-speleologico-neretino-guida-turisti-e-residenti-alla-scoperta-delle-meraviglie-nascoste/06/27/

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Pipistrelli e anticorpi: scoperta la doppia architettura genetica che li rende immuni ai virus

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Pipistrelli e anticorpi al centro di uno studio su undici specie di vespertilionidi: due loci completi per le catene pesanti delle immunoglobuline, su cromosomi distinti, ampliano il quadro dell’immunità antivirale.

Pipistrelli e anticorpi, la scoperta genetica

I vespertilionidi possiedono una caratteristica immunogenetica finora non descritta negli altri mammiferi.

Un gruppo di ricerca coordinato da Tulane University, con collaborazioni di Stanford University e Centers for Disease Control and Prevention, ha identificato due loci completi e funzionali del gene della catena pesante delle immunoglobuline, o IGH, collocati su cromosomi diversi.

Lo studio è stato pubblicato il 29 luglio 2026 su Science Advances. L’analisi comprende undici specie della famiglia Vespertilionidae, la più numerosa tra i Chirotteri, con oltre 500 specie.

Negli altri mammiferi conosciuti, la produzione delle catene pesanti degli anticorpi dipende invece da un solo locus IGH.

La scoperta riguarda quindi i pipistrelli e anticorpi in una prospettiva nuova. Non dimostra ancora quale sia l’effetto di questa configurazione durante un’infezione, ma definisce un’architettura genetica che può ampliare i percorsi con cui il sistema immunitario adattativo costruisce e seleziona le proprie risposte.

Anticorpi dei pipistrelli e due loci IGH

Gli anticorpi sono proteine del sistema immunitario capaci di riconoscere strutture specifiche di virus, batteri e altre molecole estranee. Ogni immunoglobulina comprende due catene pesanti e due catene leggere; le regioni variabili alle estremità della proteina contribuiscono al riconoscimento dell’antigene.

Nei vespertilionidi, i due loci IGH risultano entrambi attivi. I ricercatori lo hanno verificato anche con dati di trascrittomica a singola cellula nel pipistrello bruno americano (Eptesicus fuscus), mostrando che le cellule B usano entrambe le serie genetiche per riarrangiare ed esprimere le catene pesanti.

Il primo sistema presenta un repertorio più ampio di segmenti genici.

Può offrire una maggiore varietà iniziale nella costruzione degli anticorpi dei pipistrelli.

Il secondo locus è più compatto e dispone di meno segmenti, ma mostra segnali compatibili con un impiego più marcato dell’ipermutazione somatica, il processo che modifica le sequenze degli anticorpi nelle cellule B dopo il contatto con un antigene.

Diversità immunitaria nei vespertilionidi

Le due sedi genetiche non sono una semplice copia ridondante. I dati indicano meccanismi distinti per generare diversità, un uso preferenziale del locus più piccolo e differenze nella selezione delle cellule B che hanno incontrato l’antigene e delle plasmacellule.

Gli autori propongono che l’assetto derivi dalla duplicazione di un locus IGH ancestrale, seguita da perdite, mantenimenti e duplicazioni indipendenti dei segmenti genici.

Configurazioni con loci duplicati sono note in forma più limitata in alcuni pesci teleostei. Nei mammiferi, la presenza di due loci IGH completi, separati e funzionanti rappresenta invece un caso inedito.

Questo dato invita a non estendere automaticamente i risultati all’intero ordine dei Chirotteri. La duplicazione è stata osservata nei vespertilionidi e dovrà essere cercata, specie per specie, nelle altre linee evolutive.

Virus, tolleranza e limiti dello studio

Molte specie di pipistrelli possono ospitare virus zoonotici senza sviluppare manifestazioni cliniche paragonabili a quelle osservate in altri ospiti. La tolleranza virale non è spiegata da un solo tratto: ricerche precedenti indicano il possibile concorso della regolazione dell’infiammazione, delle vie interferoniche e di altre variazioni dell’immunità innata e adattativa.[4][5][6]

I due loci IGH offrono una possibile chiave per capire la varietà degli anticorpi dei pipistrelli. Non consentono ancora di affermare che rendano la risposta più rapida, più efficace o direttamente responsabile della tolleranza ai virus.[2][1]

Per rispondere serviranno studi funzionali durante infezioni controllate, confronti tra specie e analisi delle risposte anticorpali nel tempo.[2][3]

La cautela è rilevante anche nella comunicazione del rischio. I pipistrelli non devono essere descritti solo come serbatoi di patogeni: il rischio di trasmissione dipende da specifici contesti ecologici, sanitari e di contatto fra fauna selvatica, animali domestici e persone.[7][4]

Ricadute per biospeleologia e tutela

Per la biospeleologia, la ricerca su pipistrelli e anticorpi rafforza il valore delle colonie come sistemi naturali da studiare con tecniche attente al benessere degli animali. Grotte, miniere e altri rifugi sotterranei possono ospitare aggregazioni riproduttive, svernanti o di transito.[8]

Campionamenti, rilievi faunistici e attività speleologiche richiedono protocolli adeguati alla stagione e alla specie presente. La protezione dei rifugi e la riduzione del disturbo sono coerenti sia con la conservazione dei Chirotteri sia con la qualità dei dati biologici raccolti.[8]

Conoscere meglio gli anticorpi dei pipistrelli può aiutare a impostare monitoraggi più precisi e a distinguere le dinamiche immunitarie proprie delle diverse specie.[3][1]

Prossime verifiche sugli anticorpi dei pipistrelli

Il passo successivo sarà osservare come i due loci IGH contribuiscano alla risposta contro agenti patogeni reali. Sarà utile stabilire quali anticorpi derivino da ciascun locus, con quale frequenza e in quali fasi dell’infezione.[1][3]

Altrettanto importante sarà confrontare individui, popolazioni e specie con ecologie differenti. La nuova architettura genetica non chiude il problema della tolleranza virale, ma offre una direzione sperimentale concreta per studiare come evolvono gli anticorpi dei pipistrelli e come l’immunità adattativa si integri con le altre difese dell’organismo.[7][2]

Fonti

Fonti
[1] Immunoglobulin heavy chain locus duplication in bats 4518 https://academic.oup.com/jimmunol/article/214/Supplement_1/vkaf283.2191/8330103
[2] How bats tolerate viruses: Tulane study sheds light on one of nature’s biggest immune mysteries https://www.eurekalert.org/news-releases/1137879
[3] Genetically and Functionally Distinct Immunoglobulin Heavy Chain Locus Duplication in Bats https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2024.08.09.606892v1.full.pdf
[4] Lezioni traducibili dal sistema immunitario equilibrato dei … https://www.scintilena.com/lezioni-traducibili-dal-sistema-immunitario-equilibrato-dei-pipistrelli/02/23/
[5] Extraordinary diversity of antiviral immune-related gene families … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC13085271/
[6] Comparative analyses of bat genomes identify distinct evolution of immunity in Old World fruit bats https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.add0141
[7] Diverse hosts, diverse immune systems: Evolutionary variation in bat … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12412728/
[9] Publications – Bats at Tulane (BAT) lab https://www.tulanebats.com/pagecv
[10] Immunoglobulin germline reference sequences enable … – NIH https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12664418/
[11] Annotation of bat IG H/L/K loci and analysis of the characteristics of bat BCR-CDR3 repertoires – PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42245652/
[12] Vaccinare i pipistrelli per fermare le prossime pandemie? – Scintilena https://www.scintilena.com/vaccinare-i-pipistrelli-per-fermare-le-prossime-pandemie/04/05/
[13] Hannah bio – Bats at Tulane (BAT) lab https://www.tulanebats.com/hannah-bio
[14] Python Cave e Virus di Marburg: cosa rivela lo studio 2026 – Scintilena https://www.scintilena.com/python-cave-e-virus-di-marburg-cosa-rivela-lo-studio-2026/05/04/
[15] Landscape of IGH germline genes of Chiroptera and the … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10986613/
[16] Bats at Tulane (BAT) lab https://www.tulanebats.com/

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Font-de-Gaume: la datazione al radiocarbonio riscrive la cronologia dell’arte rupestre paleolitica

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Le pitture della grotta di Font-de-Gaume in Dordogna sono state datate per la prima volta con il radiocarbonio.

La ricerca apre nuove prospettive per lo studio dell’arte rupestre paleolitica e dell’evoluzione delle frequentazioni umane nelle grotte decorate.

La grotta di Font-de-Gaume entra in una nuova fase della ricerca archeologica

Per la prima volta è stato possibile attribuire un’età assoluta ad alcune pitture della grotta di Font-de-Gaume, uno dei più importanti siti di arte rupestre paleolitica della Francia.

La ricerca, coordinata dal Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) e pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), rappresenta un passaggio significativo per gli studi sull’arte preistorica della Dordogna.

La grotta si trova nella valle della Vézère, nel sud-ovest della Francia, un’area inserita nel Patrimonio Mondiale UNESCO dal 1979 insieme ad altri siti preistorici di grande valore, tra cui la celebre grotta di Lascaux.

Font-de-Gaume conserva oltre duecento figure dipinte e incise, con una ricca presenza di bisonti, cavalli e mammut, ed è una delle poche grotte decorate francesi ancora accessibili al pubblico in modo regolamentato. (Wikipedia?)

Arte rupestre paleolitica: perché la datazione era così difficile

Per decenni gli studiosi hanno ritenuto impossibile applicare la datazione al radiocarbonio alle pitture nere della regione.

Si pensava infatti che i pigmenti fossero composti esclusivamente da ossidi minerali di ferro e manganese, privi di carbonio organico.

Il gruppo di ricerca ha deciso di verificare questa ipotesi utilizzando tecniche completamente non invasive.

La microspettrometria Raman e l’imaging iperspettrale hanno consentito di analizzare la composizione chimica delle pitture senza alterarle.

Le analisi hanno evidenziato la presenza diffusa di particelle di carbone vegetale incorporate nel pigmento nero.

Questo risultato ha reso possibile il ricorso alla datazione con il carbonio-14, metodo finora considerato non applicabile alle pitture della Dordogna. (ScienceDaily?)

Datazione al radiocarbonio delle pitture di Font-de-Gaume

Dopo la scoperta del carbone nei pigmenti, le autorità francesi hanno autorizzato in via eccezionale il prelievo di microscopici campioni da due figure nere.

La prima rappresenta un bisonte. L’analisi ha indicato un’età compresa tra circa 13.460 e 13.160 anni fa, confermando la sua appartenenza al Paleolitico superiore.

La seconda figura, interpretata come una maschera o un volto stilizzato, ha restituito un risultato più complesso.

Diverse parti dell’immagine sono state realizzate in epoche differenti, con intervalli cronologici separati anche da migliaia di anni.

Questo suggerisce che la stessa figura possa essere stata modificata o completata nel corso di successive frequentazioni della grotta. (PubMed?)

Le prospettive per lo studio delle grotte decorate

La nuova metodologia offre possibilità che vanno oltre il caso di Font-de-Gaume.

Molte altre pitture considerate finora non databili potrebbero essere riesaminate con gli stessi criteri, verificando la presenza di carbone nei pigmenti.

Disporre di date assolute consentirà di confrontare con maggiore precisione le diverse fasi artistiche delle grotte decorate, comprendere l’evoluzione degli stili e ricostruire quando gruppi umani differenti siano tornati negli stessi siti per aggiungere nuove immagini o intervenire su quelle già esistenti.

La ricerca contribuisce anche a comprendere meglio il significato culturale delle cavità decorate durante il Paleolitico superiore.

Le grotte potrebbero aver rappresentato luoghi frequentati per periodi molto lunghi, mantenendo un valore simbolico attraverso numerose generazioni.

Un nuovo strumento per l’archeologia preistorica

Gli autori dello studio ritengono che l’integrazione tra analisi chimiche non invasive e datazione al radiocarbonio possa diventare un riferimento per le future ricerche sull’arte rupestre paleolitica.

L’approccio sperimentato a Font-de-Gaume dimostra come tecnologie moderne possano fornire nuove informazioni senza compromettere la conservazione di opere che costituiscono uno dei patrimoni archeologici più importanti d’Europa.

La possibilità di attribuire una cronologia diretta alle pitture apre una fase nuova nello studio delle grotte decorate della Dordogna e, più in generale, dell’arte parietale paleolitica.

Fonti

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Speleologia a Pradut: il Gruppo Speleologico Sacile racconta le nuove esplorazioni alla Cjasa dei Venth

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Il 13 agosto 2026 al Rifugio Pradut un incontro dedicato alla speleologia, alle esplorazioni del Gruppo Speleologico Sacile e alle più recenti scoperte nell’area del Colciavath.

Un incontro pubblico dedicato alla speleologia nel territorio di Pradut

Giovedì 13 agosto 2026, alle ore 17.30, il Rifugio Pradut, nel comune di Claut (Pordenone), ospiterà un appuntamento dedicato alla speleologia e all’attività di esplorazione del Gruppo Speleologico Sacile.

L’iniziativa, promossa con il titolo “La Cjasa dei Venth si presenta”, offrirà al pubblico l’occasione di conoscere da vicino il lavoro svolto dagli speleologi nell’area carsica delle Dolomiti Friulane.

L’incontro sarà incentrato sulle più recenti esplorazioni e sulle scoperte effettuate negli ultimi mesi, con particolare riferimento al sistema carsico sviluppato nella zona del Colciavath, che continua a richiamare l’interesse della comunità speleologica italiana.

Le recenti esplorazioni del Gruppo Speleologico Sacile

Negli ultimi mesi il Gruppo Speleologico Sacile ha concentrato una parte importante delle proprie attività nell’area di Pradut e Colciavath.

Tra le scoperte più significative figura la cavità denominata La Cjasa dei Venti, individuata nei pressi di Casera Casavento.

La grotta, caratterizzata da una marcata corrente d’aria all’ingresso, ha già raggiunto uno sviluppo di circa quattro chilometri e presenta numerosi passaggi, strettoie e gallerie ancora oggetto di esplorazione.

Secondo gli speleologi potrebbe rappresentare un importante collettore collegato ad altre cavità dell’area, prospettiva che rende particolarmente interessante la prosecuzione delle ricerche. 

Le attività di rilievo e documentazione hanno inoltre consentito di ampliare la conoscenza del sistema carsico locale, che negli ultimi anni si è confermato uno dei più dinamici del Friuli Venezia Giulia.

Il territorio del Pradut e il patrimonio carsico delle Dolomiti Friulane

L’area di Pradut-Resettum, nel territorio comunale di Claut, rappresenta uno dei principali comprensori carsici della provincia di Pordenone. Qui sono note numerose cavità naturali, tra cui il Landri Scur e altri importanti abissi esplorati nel corso degli ultimi decenni.

Il Gruppo Speleologico Sacile opera da anni in questa zona svolgendo attività di esplorazione, rilievo topografico, ricerca scientifica e tutela del patrimonio ipogeo. L’associazione promuove anche iniziative divulgative rivolte al pubblico, con l’obiettivo di far conoscere il fenomeno carsico e sensibilizzare sull’importanza della conservazione degli ambienti sotterranei. 

La Cjasa dei Venth: un’occasione per conoscere il mondo sotterraneo

L’appuntamento del 13 agosto sarà rivolto sia agli appassionati sia a chi desidera avvicinarsi per la prima volta alla speleologia. Attraverso immagini, racconti e aggiornamenti sulle campagne esplorative, i partecipanti potranno seguire l’evoluzione delle ricerche condotte nelle montagne del Friuli occidentale.

L’incontro offrirà anche l’opportunità di comprendere come si svolge un’esplorazione speleologica moderna, dall’individuazione di nuovi ingressi alla documentazione topografica, fino agli aspetti scientifici e ambientali legati alla conoscenza del territorio.

Le recenti attività nel comprensorio del Colciavath dimostrano come il sottosuolo delle Dolomiti Friulane continui a riservare nuove prospettive di ricerca, confermando il valore della collaborazione tra gruppi speleologici e della divulgazione verso il pubblico.

Fonti

L'articolo Speleologia a Pradut: il Gruppo Speleologico Sacile racconta le nuove esplorazioni alla Cjasa dei Venth proviene da Scintilena.

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Project Berger 2026: al Gouffre Berger uno studio sull’inquinamento da agenti patogeni nelle grotte

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Il Project Berger 2026 promuove una ricerca sull’inquinamento da agenti patogeni nelle grotte per comprendere come funghi e batteri possano essere trasportati dagli speleologi e contribuire alla protezione degli ecosistemi sotterranei.

L’inquinamento da agenti patogeni nelle grotte diventa oggetto di studio

Il Project Berger 2026 ospiterà un progetto scientifico dedicato all’inquinamento da agenti patogeni nelle grotte, una ricerca che punta a comprendere come i microrganismi possano essere trasferiti involontariamente dagli esseri umani all’interno di uno degli ambienti naturali più delicati.

L’iniziativa si svolgerà durante il Camp Berger, in programma dal 2 al 7 agosto al Gouffre Berger, nel massiccio del Vercors, in Francia. Gli speleologi presenti saranno invitati a collaborare con il gruppo di ricerca permettendo il campionamento delle proprie attrezzature oppure raccogliendo campioni nelle zone più profonde della cavità.

Il progetto è coordinato dalla dott.ssa Julie Shapiro dello IUCN Bat Specialist Group e dalla dott.ssa Violeta Zhelyazkova del Museo Nazionale di Storia Naturale di Sofia, con il sostegno del National Museum of Natural History di Sofia e di National Geographic.

Perché l’inquinamento da agenti patogeni rappresenta un rischio

L’inquinamento da agenti patogeni si verifica quando un fungo, un batterio o un altro microrganismo viene trasferito in un ambiente differente da quello di origine oppure raggiunge una specie che non possiede difese naturali nei suoi confronti.

In queste condizioni un organismo normalmente innocuo può diventare responsabile della diffusione di malattie e alterare l’equilibrio biologico degli ecosistemi sotterranei.

Le grotte ospitano infatti una grande varietà di funghi, batteri e altri microrganismi, molti dei quali sono ancora poco conosciuti oppure non sono stati ancora descritti dalla ricerca scientifica. Nella loro area di origine convivono normalmente con l’ambiente circostante, ma il loro trasferimento in altre cavità potrebbe produrre effetti ancora poco studiati.

La sindrome del naso bianco come esempio

Il caso più noto di inquinamento da agenti patogeni nelle grotte è rappresentato dalla sindrome del naso bianco (White-Nose Syndrome), provocata dal fungo Pseudogymnoascus destructans.

Secondo gli studi disponibili, il fungo sarebbe stato introdotto accidentalmente in Nord America dall’Europa attraverso attrezzature o indumenti contaminati. Dopo la sua introduzione ha causato la morte di milioni di pipistrelli, diventando uno dei più gravi episodi di diffusione di una malattia legata agli ambienti sotterranei.

Questo episodio ha evidenziato quanto il trasporto involontario di microrganismi possa avere conseguenze rilevanti sulla fauna cavernicola e sulla conservazione della biodiversità.

Il progetto al Gouffre Berger

Per valutare il fenomeno, i ricercatori raccoglieranno campioni microbiologici lungo diversi settori del Gouffre Berger e sulle tute degli speleologi prima e dopo la permanenza in grotta.

I campioni saranno successivamente analizzati mediante metagenomica, una tecnica che permette di identificare contemporaneamente il DNA di numerose specie di funghi e batteri presenti nello stesso campione, comprese quelle che non possono essere coltivate con i metodi tradizionali.

L’obiettivo è verificare quali microrganismi siano presenti nelle varie zone della cavità e quali possano essere trasportati involontariamente attraverso le attrezzature utilizzate durante le esplorazioni.

Il contributo degli speleologi alla ricerca

Gli organizzatori invitano gli speleologi presenti al Camp Berger a partecipare allo studio autorizzando il campionamento delle proprie attrezzature oppure raccogliendo campioni nelle aree più profonde e meno frequentate della grotta.

Durante il campo sarà presente un punto informativo riconoscibile dalle bandiere del Museo Nazionale di Storia Naturale di Sofia e di National Geographic. Sarà inoltre possibile contattare i ricercatori via posta elettronica per ricevere informazioni o aderire al progetto prima dell’inizio delle attività.

Una ricerca per migliorare la tutela delle grotte

Lo studio rappresenta un contributo alla conoscenza dell’inquinamento da agenti patogeni nelle grotte e potrà fornire indicazioni utili per aggiornare le procedure di pulizia e disinfezione delle attrezzature speleologiche.

Comprendere come i microrganismi si spostino tra diversi ambienti ipogei consentirà di definire pratiche sempre più efficaci per ridurre il rischio di diffusione involontaria di agenti patogeni e contribuire alla conservazione degli ecosistemi sotterranei e della fauna che li abita.

Fonti

L'articolo Project Berger 2026: al Gouffre Berger uno studio sull’inquinamento da agenti patogeni nelle grotte proviene da Scintilena.

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Scintilena supera le 250 mila visualizzazioni a luglio 2026: archeologia, speleologia ed esplorazioni guidano l’interesse dei lettori

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Le statistiche di Scintilena per il mese di luglio 2026 evidenziano un forte interesse per la speleologia, l’archeologia, le grandi esplorazioni sotterranee e la ricerca scientifica. Tra gli articoli più letti emergono i Neanderthal, i fiumi sotterranei, le miniere storiche e le nuove tecnologie applicate allo studio del sottosuolo.

Visualizzazioni giornaliere di Luglio 2026

Scintilena chiude luglio con 250 mila visualizzazioni

Il mese di luglio 2026 si è concluso con un risultato significativo per Scintilena, che ha raggiunto circa 250.000 visualizzazioni complessive. Un dato che conferma il crescente interesse verso le notizie dedicate alla speleologia, al patrimonio sotterraneo, all’archeologia e alla ricerca scientifica.

L’analisi degli articoli più letti mostra come il pubblico non sia composto esclusivamente da speleologi. Molti contenuti hanno attirato anche lettori interessati alla storia dell’uomo, ai paesaggi carsici, alle tecnologie di esplorazione e ai grandi siti archeologici.

Neanderthal e Homo sapiens dominano la classifica

L’articolo più letto del mese è stato “Neanderthal e Homo sapiens: in una grotta della Turchia emergono tracce di una possibile cultura condivisa”, con 25.266 visualizzazioni.

Il tema dell’evoluzione umana continua a suscitare un forte interesse. Gli studi condotti nelle grotte rappresentano infatti una delle principali fonti di informazioni sulla preistoria, grazie alla conservazione di reperti archeologici, resti fossili e testimonianze delle frequentazioni umane.

Anche il quarto posto della classifica conferma questa tendenza. L’articolo dedicato al nuovo quadro genetico sulla sopravvivenza dei Neanderthal ha raccolto 14.826 visualizzazioni, dimostrando come la paleoantropologia sia uno degli argomenti più seguiti dai lettori.

Le esplorazioni speleologiche continuano ad attirare il pubblico

Grande interesse è stato riservato anche alle esplorazioni sotterranee.

Al secondo posto si colloca la notizia dedicata alla Grotta S’Edera, che ha superato i 18 chilometri di sviluppo, raggiungendo 17.538 visualizzazioni.

Segue l’articolo sull’esplorazione del sistema Reka–Timavo, dove sono stati documentati oltre 800 metri di nuove gallerie nella Jama 1 v Kanjaducah, con 16.325 visualizzazioni.

Questi dati confermano come le grandi esplorazioni rimangano uno degli argomenti di maggiore richiamo all’interno della comunità speleologica, soprattutto quando riguardano sistemi carsici di rilevanza internazionale.

Miniere, opere sotterranee e patrimonio storico

La classifica evidenzia anche un forte interesse per il patrimonio ipogeo costruito dall’uomo.

L’articolo dedicato al Monte Fortin e alle gallerie cannoniere della Prima guerra mondiale ha raggiunto 13.798 visualizzazioni, mentre quello sulle nuove esplorazioni nella Miniera di Raibl, a Cave del Predil, ha ottenuto 7.438 visualizzazioni.

Anche il racconto dell’emissario del Lago di Nemi, esempio di ingegneria idraulica dell’antichità, è entrato nella Top 10 con 6.455 visualizzazioni.

Questi risultati mostrano come la speleologia in cavità artificiali, l’archeologia industriale e le opere sotterranee storiche rappresentino temi capaci di coinvolgere un pubblico molto ampio.

Grotte turistiche e nuove scoperte archeologiche

Fra gli articoli più consultati compare anche la notizia dell’apertura al pubblico della Grotta Guattari, al Circeo, con 11.076 visualizzazioni.

Il sito continua a rappresentare uno dei luoghi simbolo della ricerca sui Neanderthal in Europa e dimostra come le aperture al pubblico dei grandi siti archeologici suscitino un forte interesse.

Molto seguita anche la scoperta di una città Maya in Messico, individuata grazie alla tecnologia LiDAR, che ha raccolto 9.892 visualizzazioni. L’utilizzo del telerilevamento continua infatti a rivoluzionare la ricerca archeologica, consentendo di individuare strutture nascoste sotto la vegetazione senza interventi invasivi.

Fossili e paleontologia nelle grotte

La presenza del ritrovamento di nuovi resti di Ursus ladinicus nella grotta di Conturines, con 7.551 visualizzazioni, conferma l’interesse dei lettori per la paleontologia.

Le grotte continuano a rappresentare archivi naturali di grande valore scientifico, capaci di conservare reperti fondamentali per ricostruire la fauna del passato e l’evoluzione degli ecosistemi.

La classifica dei dieci articoli più letti

  1. Neanderthal e Homo sapiens: in una grotta della Turchia emergono tracce di una possibile cultura condivisa – 25.266 visualizzazioni
  2. S’Edera supera i 18 chilometri: il grande fiume continua a sfidare gli esploratori – 17.538
  3. Esplorazione del fiume sotterraneo Reka/Timavo: scoperti oltre 800 metri di nuove gallerie nella Jama 1 v Kanjaducah – 16.325
  4. I Neanderthal sarebbero sopravvissuti per decine di migliaia di anni: il nuovo quadro genetico – 14.826
  5. Monte Fortin e gallerie cannoniere della Prima guerra mondiale – 13.798
  6. Grotta Guattari apre al pubblico – 11.076
  7. Grazie al LiDAR scoperta in Messico una città Maya intatta – 9.892
  8. Nuovo ritrovamento di Ursus ladinicus a Conturines – 7.551
  9. Miniera di Raibl, nuove esplorazioni nelle gallerie storiche di Cave del Predil – 7.438
  10. L’emissario del Lago di Nemi, capolavoro sotterraneo dell’ingegneria antica – 6.455

I temi che interessano maggiormente i lettori

La classifica di luglio evidenzia alcune tendenze precise. La ricerca sui Neanderthal occupa due delle prime quattro posizioni, mentre le grandi esplorazioni speleologiche continuano a richiamare migliaia di lettori. Accanto alla speleologia emergono l’archeologia, la paleontologia, le miniere storiche, le opere idrauliche antiche e le tecnologie innovative come il LiDAR.

L’insieme dei dati conferma che l’interesse verso il mondo sotterraneo nasce dall’incontro fra esplorazione, ricerca scientifica e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale. Una combinazione che continua a caratterizzare la linea editoriale di Scintilena e a coinvolgere una comunità di lettori sempre più ampia.

Fonti

L'articolo Scintilena supera le 250 mila visualizzazioni a luglio 2026: archeologia, speleologia ed esplorazioni guidano l’interesse dei lettori proviene da Scintilena.

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