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    Condividi Man and Karst 2026 apre in Sicilia nella prima Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo, con sessioni scientifiche, visite alla Grotta Monello e itinerari nei geositi del Sud-Est Dal 13 al 19 settembre la Sicilia sud-orientale ospiterà Man and Karst 2026, quarta edizione della conferenza internazionale promossa dal CIRS ETS – Centro Ibleo di Ricerche Speleo-Idrogeologiche di Ragusa. L’appuntamento riunirà ricercatori, speleologi, geologi, biospeleologi, archeologi e opera
     

Man and Karst 2026 a Vendicari: ricerca, grotte e paesaggi carsici al centro dell’incontro

September 8th 2026 at 11:00

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Man and Karst 2026 apre in Sicilia nella prima Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo, con sessioni scientifiche, visite alla Grotta Monello e itinerari nei geositi del Sud-Est

Dal 13 al 19 settembre la Sicilia sud-orientale ospiterà Man and Karst 2026, quarta edizione della conferenza internazionale promossa dal CIRS ETS – Centro Ibleo di Ricerche Speleo-Idrogeologiche di Ragusa. L’appuntamento riunirà ricercatori, speleologi, geologi, biospeleologi, archeologi e operatori impegnati nello studio e nella tutela del patrimonio carsico. Il programma diffuso dall’organizzazione, a cura di Rosario Ruggieri, concentra le sessioni congressuali dal 14 al 16 settembre al Centro Regionale del Germoplasma di contrada Marianelli, nella Riserva naturale di Vendicari, nel territorio di Noto.

L’apertura è prevista domenica 13 settembre, data che coincide con la prima Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo istituita dall’UNESCO. La giornata inaugurale si svolgerà presso la Riserva naturale integrale Grotta Monello, nel Siracusano, con l’accoglienza dell’Università di Catania e una visita scientifica guidata da Sandro Privitera e Rosario Ruggieri.

Man and Karst 2026 e la Grotta Monello nel carsismo ibleo

La scelta della Grotta Monello collega Man and Karst 2026 a uno dei principali siti ipogei protetti degli Iblei. La riserva si trova in contrada Perciata, nel territorio di Siracusa, occupa circa 60 ettari ed è stata istituita nel 1998. L’Università di Catania ne evidenzia il valore geologico e biologico, oltre al regime di tutela integrale che vieta la fruizione turistica della grotta.

L’ipogeo, scoperto nel 1948, si sviluppa su più livelli per circa 540 metri. Ospita concrezioni e comunità faunistiche legate all’ambiente sotterraneo. La visita prevista per l’apertura assume quindi un carattere scientifico e istituzionale, coerente con le limitazioni poste a protezione del sito. Interverranno rappresentanti dell’Ateneo catanese, del Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali e del Libero Consorzio comunale di Siracusa.

La coincidenza con la ricorrenza UNESCO aggiunge un quadro internazionale all’incontro. La Giornata del 13 settembre è dedicata alla conoscenza, alla protezione, allo studio e alla gestione sostenibile di grotte e sistemi carsici. Per le aree mediterranee, in cui falde, sorgenti, coste e cavità sono spesso strettamente connessi, il tema interessa sia la ricerca sia le politiche territoriali.

Paesaggio carsico e speleologia nelle sessioni di Vendicari

Lunedì 14 settembre, dopo i saluti istituzionali e la presentazione di Man and Karst 2026 da parte di Rosario Ruggieri, inizieranno le sessioni di lavoro. La prima sarà dedicata alla protezione e alla valorizzazione del paesaggio carsico. Gli interventi porteranno casi di studio dalla Croazia, dalla Libia e dalla Sicilia, con contributi sui geositi regionali, sul geoturismo e sui processi educativi legati al patrimonio naturale.

La sessione successiva affronterà geomorfologia e speleologia. Il programma comprende ricerche sul Carso classico triestino, sul fluviocarsismo della Slovenia centrale, sui karren tropicali di Cuba, sui Monti Sibillini e sui paesaggi carsici dell’Oklahoma. Un intervento illustrerà inoltre le ricerche 2025-2026 nell’area dell’Al Jabal al Akhdar, in Cirenaica.

Nel pomeriggio spazio alla biospeleologia e alla biodiversità. Tra i temi annunciati figurano la conservazione della fauna sotterranea della Sicilia orientale, la valutazione del rischio d’invasione del gambero rosso della Louisiana nei sistemi carsici europei e mediterranei, gli organismi associati al moonmilk e nuove prospettive di ricerca sui biomi di grotta in Armenia. Sono argomenti che mostrano come il sottosuolo non sia un ambiente isolato: le acque, gli ingressi, le modificazioni climatiche e le pressioni antropiche possono influire sugli equilibri biologici delle cavità.

La quarta sessione, infine, sarà riservata a miniere e antichi acquedotti nelle aree carsiche. Sono previsti contributi sul rilievo 3D dell’acquedotto Galermi con iPhone LiDAR, sugli ipogei naturali e artificiali del Passo dell’Orco, sulle miniere di zolfo e potassio della Sicilia e sul lungo sistema di gallerie idriche di Yarmouk-Decapolis, in Giordania.

Rischio carsico, acque sotterranee e archeologia

Martedì 15 settembre il programma di Man and Karst 2026 proseguirà con geologia e pericolosità carsica. Sinkhole, instabilità delle falesie costiere, subsidenza e analisi con telerilevamento saranno al centro di studi riferiti alla Libia, al Friuli, alla Puglia e alla Sicilia sud-orientale. È previsto anche un contributo sulla nuova carta geologica CARG Siracusa in scala 1:50.000 e sulle sue implicazioni per la lettura dei processi carsici.

Seguirà la sessione dedicata a idrogeologia e vulnerabilità. L’attenzione sarà posta sulle sorgenti carsiche, sui modelli idrogeologici e sui problemi di contaminazione delle acque sotterranee. Il caso del sistema Oro-Scribano Misericordia, nel Sud-Est siciliano, sarà presentato come esempio di inquinamento in un acquifero carsico. Il tema è rilevante perché la circolazione in rocce fratturate e dissolte può trasferire rapidamente gli inquinanti dalle superfici alle falde e alle sorgenti.

Il pomeriggio sarà dedicato ad archeologia e paleontologia in grotta. Il calendario include lavori su Grotta Lazzaro a Rosolini, sulla grotta Sbriulia e su due cavità inedite nella Cava di Baulì, entrambe nel territorio di Noto, oltre a ricerche sul Monte Kronio, sugli ippopotami fossili di Acquedolci e sull’ipogeo di Monte Rotondo a Giarratana. Le due sessioni poster completeranno il quadro con approfondimenti su protezione delle acque carsiche, monitoraggi di CO2 e radon in cavità, pipistrelli delle grotte della provincia di Siracusa, habitat di Meta menardi nelle grotte laviche etnee e risorse carsiche dell’Albania.

Escursioni di Man and Karst 2026 sul territorio siciliano

Mercoledì 16 settembre sarà dedicato alle attività sul campo nella Riserva di Vendicari, sull’isola di Capo Passero e a Marzamemi. Il programma indica una visita guidata nella riserva, le escursioni sull’isola e al Forte spagnolo, quindi un passaggio alla tonnara storica di Marzamemi. La chiusura è prevista con una serata conclusiva.

Il calendario generale comprende anche escursioni pre e post-conferenza dal 13 al 19 settembre. L’elemento territoriale non costituisce una parte separata dell’incontro: mette in relazione i temi discussi in sala con geositi, coste carbonatiche, cavità, paesaggi rurali e testimonianze storiche della Sicilia. In questo quadro, Man and Karst 2026 propone un confronto tra casi mediterranei e internazionali, mantenendo nel Sud-Est siciliano il proprio riferimento geografico e scientifico.

Fonti

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Concluso Eurokarst 2026 a Neuchâtel: all’incontro hanno partecipato 250 specialisti provenienti da tutti i continenti.

September 8th 2026 at 10:00

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Al congresso europeo dedicato all’idrogeologia del carso e dei serbatoi carbonatici, Liviu Valenas ha presentato un contributo su geomorfologia e idrochimica delle cavità d’acqua in arenaria del Nord-Est della Thailandia.,

Eurokarst 2026, un confronto internazionale sulle acque sotterranee

Eurokarst 2026 si è svolto a Neuchâtel, in Svizzera, dal 31 agosto al 4 settembre.

La conferenza europea biennale è dedicata all’idrogeologia del carso e dei serbatoi carbonatici. Riunisce ricercatori universitari, tecnici e professionisti impegnati nello studio delle acque sotterranee e degli ambienti carsici.

La sede non è casuale. Neuchâtel si trova ai piedi del Giura, in un territorio segnato da rocce calcaree e dalla circolazione idrica sotterranea. La città aveva già ospitato la prima edizione dell’incontro nel 2016. Per l’edizione 2026, l’Università di Neuchâtel e l’Istituto svizzero di speleologia e carsologia hanno avuto un ruolo centrale nell’organizzazione e nel contesto scientifico locale.

Il sito ufficiale descrive Eurokarst come un forum di confronto tra ricerca accademica e pratica professionale. Nel programma è stata inclusa anche la riunione della Karst Commission dell’International Association of Hydrogeologists, organismo internazionale attivo sui temi della gestione delle risorse idriche in acquiferi carsici.

Eurokarst 2026, numeri e temi del programma scientifico

Secondo quanto riferito da Mónica Ponce, presidente della Commissione Materiali e Tecniche dell’Unione Internazionale di Speleologia, a Eurokarst 2026 hanno partecipato 250 specialisti provenienti da tutti i continenti. Il dato restituisce la dimensione internazionale dell’incontro.

Prima dell’avvio della conferenza, la comunicazione dell’Università di Neuchâtel indicava la presenza attesa di circa 200 specialisti dell’idrogeologia delle rocce calcaree. La differenza tra previsione e numero riportato dopo l’apertura può essere letta come un possibile incremento della partecipazione effettiva; il dato di 250 resta attribuito alla comunicazione di Ponce.

Il programma diffuso dalla Karst Commission comprendeva cinque relazioni principali, circa 100 comunicazioni orali e 90 poster. Erano previsti anche corsi brevi nella giornata del 30 agosto e tre escursioni successive alla parte congressuale. Le sessioni hanno affrontato la modellazione dei flussi sotterranei, l’infiltrazione delle precipitazioni, la qualità delle acque, la protezione delle captazioni e l’uso di dati di campo per migliorare i modelli idrogeologici.

Questi temi hanno rilievo anche per la speleologia. Nei sistemi carsici, la rapida connessione fra superficie e sottosuolo rende spesso più vulnerabili le falde. Misure, tracciamenti, analisi chimiche e osservazioni geomorfologiche permettono di ricostruire percorsi dell’acqua, tempi di trasferimento e possibili sorgenti di contaminazione.

Arenarie quarzifere della Thailandia al Poster Blitz di Eurokarst 2026

Nella giornata del 31 agosto, nella sezione Poster Blitz di Eurokarst 2026, Liviu Valenas ha presentato lo studio dedicato alla geomorfologia e all’idrochimica delle pozze d’acqua sviluppate nelle arenarie quarzifere del Nord-Est della Thailandia. Il lavoro è firmato da Liviu Valenas, Christine Viehweger e Stephanie Gimmler della Technical University of Freiberg, in Germania.

Il contributo porta l’attenzione su forme e processi che non coincidono con il carso classico in roccia carbonatica. Le arenarie quarzifere sono costituite in larga misura da granuli di quarzo. La loro evoluzione superficiale e sotterranea può dipendere dall’alterazione dei minerali, dalla disgregazione fisica della roccia, dall’erosione e dalla persistenza dell’acqua nelle depressioni.

Le pozze d’acqua in roccia, spesso indicate in letteratura internazionale come rock pools o weathering pits, possono conservare informazioni sull’azione combinata dell’acqua e dei sedimenti. Lo studio integrato della forma delle cavità e della composizione chimica dell’acqua può aiutare a distinguere i processi dominanti. Può inoltre documentare la relazione tra caratteristiche della roccia, stagionalità delle piogge e condizioni locali di drenaggio.

La presenza di questo lavoro a Eurokarst 2026 amplia quindi il confronto oltre i soli acquiferi carbonatici. La geomorfologia delle arenarie e l’idrochimica delle acque raccolte in piccole cavità costituiscono un terreno di dialogo tra geologia, idrologia e studio dei paesaggi di alterazione.

Eurokarst 2026 e divulgazione sul patrimonio sotterraneo

Accanto alle sessioni scientifiche, Eurokarst 2026 ha previsto iniziative aperte al pubblico. Il 30 agosto si è tenuta l’esecuzione corale Inception Horizon alla Chapelle de la Maladière. Il 31 agosto l’Aula des Jeunes-Rives ha ospitato un incontro sulla grotta Cosquer e sul cambiamento climatico, con Bruno Arfib dell’Università di Aix-Marseille.

La scelta di affiancare divulgazione e ricerca riflette la natura applicata dei temi discussi. Le acque sotterranee, le grotte e le aree carsiche riguardano la disponibilità idrica, gli ecosistemi, i rischi ambientali e la conoscenza del patrimonio naturale. Per la comunità speleologica, Eurokarst 2026 ha rappresentato anche uno spazio utile per seguire metodi e risultati provenienti dall’idrogeologia, dalla geomorfologia e dalle scienze della Terra.

Fonti

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  • Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo 2026: dall’Italia una rete di eventi tra ricerca, acqua e tutela
    Condividi La prima ricorrenza UNESCO del 13 settembre incontra le Giornate Nazionali della Speleologia, con appuntamenti in nove aree italiane dedicati alle cavità, agli acquiferi, alla biodiversità e alla divulgazione. La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo sarà celebrata per la prima volta domenica 13 settembre 2026. La data è stata proclamata dall’UNESCO come ricorrenza annuale per accrescere la conoscenza pubblica delle grotte e dei paesaggi carsici e per promuoverne studi
     

Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo 2026: dall’Italia una rete di eventi tra ricerca, acqua e tutela

September 8th 2026 at 08:00

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La prima ricorrenza UNESCO del 13 settembre incontra le Giornate Nazionali della Speleologia, con appuntamenti in nove aree italiane dedicati alle cavità, agli acquiferi, alla biodiversità e alla divulgazione.

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo sarà celebrata per la prima volta domenica 13 settembre 2026. La data è stata proclamata dall’UNESCO come ricorrenza annuale per accrescere la conoscenza pubblica delle grotte e dei paesaggi carsici e per promuoverne studio, protezione e gestione sostenibile.

In Italia, la ricorrenza si intreccia con le Giornate Nazionali della Speleologia promosse dalla Società Speleologica Italiana e dal Club Alpino Italiano. Il calendario diffuso sul portale nazionale propone attività dall’8 al 19 settembre, oltre a un intervento di bonifica previsto nel fine settimana del 12 e 13 settembre. Il programma riunisce visite accompagnate, conferenze, laboratori per famiglie, iniziative di documentazione e azioni dirette in ambiente ipogeo.

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo porta così sul territorio italiano temi che attraversano l’attività speleologica: la conoscenza delle cavità, la qualità delle acque sotterranee, la tutela dei chirotteri, la gestione delle visite e la trasmissione del patrimonio naturale e culturale.

Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: il quadro UNESCO

La denominazione ufficiale della nuova ricorrenza è International Day of Caves and Karst, in italiano Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, abbreviata IDCK. In alcuni contesti divulgativi può comparire l’espressione “Giornata mondiale delle grotte e del carsismo”. La data riconosciuta dall’UNESCO è però il 13 settembre, non una generica celebrazione mondiale priva di questa cornice istituzionale.

Secondo UNESCO, i paesaggi carsici e le grotte interessano quasi un quarto delle terre emerse e forniscono acqua potabile a oltre un miliardo di persone. Sono sistemi formati dalla dissoluzione di rocce solubili, soprattutto carbonatiche, che mettono in relazione forme di superficie, cavità, reti di fratture, sorgenti e falde. Ospitano inoltre biodiversità sotterranea e conservano archivi geologici, climatici, archeologici e storici.

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo richiama quindi il valore delle cavità oltre la sola dimensione esplorativa. UNESCO la collega agli obiettivi relativi all’acqua, alle città e alle comunità, al clima e alla biodiversità. Il primo appuntamento internazionale è previsto a Postojna, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre 2026, con una conferenza scientifica e una cerimonia ufficiale.

Giornate Nazionali della Speleologia tra visite e divulgazione

Il calendario italiano mostra una distribuzione geografica ampia. In Emilia-Romagna, il 13 settembre, la Tana della Mussina ad Albinea ospiterà due sessioni di accompagnamento. La giornata terminerà con la proiezione di un video dedicato ai Gessi Messiniani di Borzano, sito UNESCO.

A Trieste, la Caverna III di Basovizza aprirà al pubblico il 13 settembre in due fasce orarie. Il Club Alpinistico Triestino prevede una mostra didattica sui pipistrelli, con dodici pannelli trilingui, e un’attività al microscopio elettronico guidata da Sergio Dolce. L’iniziativa affronterà anche speleogenesi, flora e storia della cavità durante la Seconda guerra mondiale. Sempre a Trieste, il 15 settembre, il workshop “Duemila Grotte. 1926|2026. La speleologia, cent’anni dopo” riprenderà il tema del primo grande inventario delle cavità carsiche.

Nel Lazio, il 12 settembre a San Felice Circeo, una conferenza sarà dedicata alla Grotta Spaccata di Torre Paola. Il percorso annunciato collega esplorazione, paleontologia e tradizione omerica. Nelle Marche, dal 14 al 16 settembre, le biblioteche di Cerreto d’Esi, Sassoferrato e Mergo proporranno letture e laboratori per bambine, bambini e famiglie ispirati alla scoperta delle Grotte di Frasassi.

Carsismo, falde e biodiversità nel programma italiano

La tutela degli acquiferi è uno dei temi più ricorrenti della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo. In Veneto, a Valbrenta, l’open day del 13 settembre “Esplorare, capire e proteggere gli acquiferi carsici” prevede tre tappe presso Fontana Moretti, il Laghetto di Ponte Subiolo e la grotta fossile di Ponte Subiolo. Il programma introduce anche l’“Elefante Bianco”, cavità subacquea esplorata fino a meno 292 metri. Il 15 settembre, alle Grotte di Oliero, sarà invece presentata la guida “La fabbrica dell’acqua”.

Sempre nel Vicentino, sull’Altopiano dei Sette Comuni, I Recuperanti di Montagne Terzo Patrimonio svolgeranno una bonifica con rilievo cartografico di una cavità in Val Galmarara. L’attività, fissata il 12 e 13 settembre, riguarda la rimozione di rifiuti come vetro e plastica e la documentazione della grotta.

In Sardegna, l’11 settembre, il Parco di Monte Atzei a Narcao sarà il contesto di un’escursione tra le cavità della foresta del Rio Cannedu. Sulcis Underground annuncia approfondimenti sulla formazione delle grotte, sugli habitat e sui pipistrelli, con identificazione sul campo tramite bat detector.

Anche in Campania il programma prende la forma di un’uscita in cavità. Il 19 settembre, ai Monti Alburni, gruppi provenienti anche da Basilicata, Calabria e Puglia accompagneranno il pubblico alla Grotta di Fra’ Gentile, nell’area di Sant’Angelo a Fasanella. L’iniziativa è presentata come momento di osservazione dello stato degli ambienti ipogei e della fauna autoctona.

Sicilia e Puglia, conoscenza del territorio carsico

La Sicilia concentra diversi appuntamenti. A Noto, dal 13 al 19 settembre, la quarta edizione di “Man and Karst 2026” si svolgerà nell’area di Marianelli, nella Riserva naturale di Vendicari. Il CIRS ETS propone un programma dedicato a tutela, promozione e gestione sostenibile dei paesaggi carsici, degli ecosistemi sotterranei e dei beni culturali collegati.

A Catania, l’11 settembre, la conferenza “Gocce nel Buio” affronterà la salvaguardia delle falde acquifere e l’ecogestione del turismo sotterraneo. Il 13 settembre il Gruppo Grotte Catania CAI condurrà una giornata sul campo alle grotte Mastropietro e Genovese II, con prenotazione obbligatoria. A Palermo, nella Riserva naturale orientata Grotta della Molara, sono previsti due turni di visita con gli operatori della riserva e gli speleologi di ANS Le Taddarite.

In Puglia, l’8 settembre a Bari sarà presentato il volume “Viaggi sotto le Murge – Le radici del paesaggio”, dedicato alla lettura del patrimonio ipogeo in chiave culturale e naturalistica. Il 13 settembre, a Castellana Grotte, l’incontro “La speleologia: conoscere, condividere, divulgare” metterà a confronto associazioni, scuola, federazione e istituzioni. Sono annunciati contributi del Comune, della Federazione Speleologica Pugliese, della Commissione Nazionale Scuola di Speleologia SSI, del Gruppo Puglia Grotte e del Gruppo Speleologico Vespertilio.

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo offre dunque alle Giornate Nazionali della Speleologia un riferimento comune. Il calendario italiano porta l’attenzione sul rapporto fra ricerca e divulgazione, sul ruolo delle comunità locali e sulla fragilità dei sistemi carsici. Chi intende partecipare deve verificare direttamente con gli organizzatori gli orari, i requisiti, le prenotazioni e le eventuali coperture assicurative previste per ciascuna attività.

Fonti

Nota redazionale: date, luoghi, contatti, modalità di accesso e descrizioni del programma italiano sono ripresi dal testo di partenza indicato come proveniente dalla pagina della Società Speleologica Italiana e dal calendario nazionale delle Giornate della Speleologia. Prima della partecipazione è opportuno consultare gli organizzatori.

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  • Castellana Grotte, al via il 52° Corso di Speleologia del Gruppo Puglia Grotte
    Condividi Dal 20 settembre all’8 novembre 2026 torna a Castellana Grotte (Bari) il Corso di Introduzione alla Speleologia organizzato dal Gruppo Puglia Grotte APS, giunto alla sua 52ª edizione. Il corso, omologato dalla Società Speleologica Italiana, sarà diretto da Modesto Tartarelli. Le lezioni teoriche si svolgeranno il martedì e il giovedì, mentre i fine settimana saranno dedicati alle esercitazioni in parete e alle uscite in grotta. La sede delle attività teoriche sarà quella del Gruppo
     

Castellana Grotte, al via il 52° Corso di Speleologia del Gruppo Puglia Grotte

September 7th 2026 at 05:00

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Dal 20 settembre all’8 novembre 2026 torna a Castellana Grotte (Bari) il Corso di Introduzione alla Speleologia organizzato dal Gruppo Puglia Grotte APS, giunto alla sua 52ª edizione.

Il corso, omologato dalla Società Speleologica Italiana, sarà diretto da Modesto Tartarelli. Le lezioni teoriche si svolgeranno il martedì e il giovedì, mentre i fine settimana saranno dedicati alle esercitazioni in parete e alle uscite in grotta. La sede delle attività teoriche sarà quella del Gruppo Puglia Grotte, in via Margherita di Savoia 18, a Castellana Grotte.

Il programma affronta progressione su corda, tecniche esplorative, geologia e speleogenesi, prevenzione degli incidenti, ecologia e speleobiologia, cartografia e documentazione delle cavità. Le uscite interesseranno grotte del territorio di Castellana, del Gargano, del Matese e dell’area di Roccamorice.

Ad aprire il percorso sarà, domenica 20 settembre, un’uscita propedeutica alle Grotte di Castellana, aperta anche a chi desidera conoscere più da vicino l’attività speleologica prima di iscriversi. La partecipazione all’uscita non comporta l’iscrizione automatica al corso.

Il Gruppo Puglia Grotte, fondato nel 1971, svolge da oltre cinquant’anni attività di ricerca, esplorazione, formazione e divulgazione speleologica in Puglia, nell’Italia meridionale e all’estero.

Informazioni e iscrizioni: presso la sede del Gruppo il giovedì sera oppure agli indirizzi segreteria@gruppopugliagrotte.it e responsabileuscite@gruppopugliagrotte.it.

L’iscrizione e l’assicurazione SSI saranno effettuate direttamente dal direttore del corso, senza necessità di versamenti anticipati alla SSI.

Fonti:

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  • Nuove esplorazioni nel cuore delle Alpi Albanesi: la Shpella Shtares raggiunge lo sviluppo complessivo di 13,5 km
    Condividi Rientrata in Italia “Shtares 2026”, la spedizione organizzata dal Gruppo Speleologico Martinese nel villaggio di Vrane e Made La Shpella Shtares continua a crescere e a sorprendere. La spedizione Shtares 2026 torna dalle Alpi Albanesi con 1,4 chilometri di nuovi ambienti esplorati, nuove vie ancora tutte da inseguire e un complesso sotterraneo che raggiunge ormai circa 13,5 chilometri di sviluppo. Ma questa volta lasciamo subito la parola a chi, per più di due settimane, quei meandr
     

Nuove esplorazioni nel cuore delle Alpi Albanesi: la Shpella Shtares raggiunge lo sviluppo complessivo di 13,5 km

September 7th 2026 at 02:00

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Rientrata in Italia “Shtares 2026”, la spedizione organizzata dal Gruppo Speleologico Martinese nel villaggio di Vrane e Made

La Shpella Shtares continua a crescere e a sorprendere. La spedizione Shtares 2026 torna dalle Alpi Albanesi con 1,4 chilometri di nuovi ambienti esplorati, nuove vie ancora tutte da inseguire e un complesso sotterraneo che raggiunge ormai circa 13,5 chilometri di sviluppo. Ma questa volta lasciamo subito la parola a chi, per più di due settimane, quei meandri, pozzi e gallerie li ha percorsi, esplorati e studiati.

Si è conclusa con importanti scoperte la recente campagna esplorativa e scientifica Shtares 2026, organizzata dall’8 al 23 agosto sulle Alpi Albanesi dal Gruppo Speleologico Martinese e che ha visto la partecipazione di ben 28 speleologi provenienti da diversi gruppi speleo italiani (Società Alpina delle Giulie; Gruppo Speleo San Giusto – Trieste; CARS Centro Altamurano Ricerche Speleologiche; Gruppo Speleologico Lunense; Gruppo Speleologico Fiorentino; Speleo Club Tanaro; Speleo Club Nuoro; Gruppo Speleologico CAI Padova; Troglobius APS Verona).

La compagine esplorativa ha rilevato 1,4 km di nuovi ambienti, portando così la Shpella Shtares a uno sviluppo complessivo di circa 13,5 km.

«Le attività si sono divise su più fronti del complesso ipogeo – ha commentato Sebastiano Calella, capo spedizione –. Nel Ramo Poseidone le verifiche sui meandri e sui pozzi lasciati in sospeso l’anno passato hanno confermato la ricollegabilità dei passaggi alle condotte già note, mentre nella Sala di Morfeo è stata iniziata una risalita di circa 30 metri che attende ulteriori approfondimenti. Nella Forra dei Ragazzi, il ramo più distante dall’ingresso in cui non si tornava dal 2019, le squadre sono riuscite a bypassare un primo tratto bagnato, dovendosi tuttavia arrestare sotto una seconda risalita per la forte portata d’acqua e la roccia friabile. Il Ramo del Mezzogiorno ha invece regalato l’accesso a un’ampia galleria di circa cento metri dopo una risalita, con il prosieguo attualmente sbarrato da una frana alla base di un salto verticale. La scoperta principale è avvenuta nella zona della Connessione al termine della Via di Oniro, dove una risalita di quaranta metri ha permesso d’intercettare il nuovo Ramo Radio Alice. Quest’ultimo si sviluppa per circa cinquecento metri e presenta diverse condotte e un pozzo da discendere, le cui esplorazioni sono state temporaneamente sospese per l’esaurimento del tempo e dei materiali a disposizione».

Sul fronte logistico, il Campo Base ha garantito il costante funzionamento dei collegamenti radio interni e l’allestimento di otto posti letto, mentre nelle zone più remote della cavità è stato approntato un campo avanzato con amache all’interno del Ramo Apuani in Vacanza. Qui, la progressione è risultata particolarmente tecnica a causa della qualità della roccia presente in parete e si è incentrata su due fronti esplorativi principali. Sono stati, infatti, rilevati circa 500 metri di sviluppo e vari pozzi sono stati discesi, per circa cento metri, fino a una strettoia di complessa percorrenza che costituisce l’attuale limite raggiunto. Questa zona sarà un punto importante per le esplorazioni degli anni a venire.

«Parallelamente alle esplorazioni – ha commentato Alessandro Marraffa, responsabile scientifico della spedizione – abbiamo dedicato ampio spazio al monitoraggio microclimatico e alla ricerca biologica. Sono stati scaricati e riposizionati i termometri di profondità, integrati da un sensore esterno, e sono stati installati due anemometri nelle gallerie della Via di Oniro per analizzare la circolazione dell’aria nelle diverse stagioni dell’anno. In ambito biospeleologico si è proceduto al prelievo di campioni di fauna ipogea – anellidi, irudinei, insetti, collemboli, acari, pseudoscorpioni, miriapodi, aracnidi, tricotteri e oligocheti – oltre alla raccolta di campioni microbiologici di patine e vermicolazioni da analizzare nelle prossime settimane».

L’appuntamento è fissato per l’anno prossimo, quando i Martinesi torneranno nuovamente nel villaggio di Vrane e Made per Shtares 2027, continuando le esplorazioni lasciate in sospeso e i monitoraggi scientifici.

«Continuare a esplorare la Shpella Shtares insieme a diversi speleologi provenienti da varie parti d’Italia è un’occasione di vera e profonda crescita per il nostro gruppo – ha concluso Donatella Leserri, presidentessa del Gruppo Speleologico Martinese –. Ancora una volta l’Albania ci ha accolti a braccia aperte e ci ha fatto sentire a casa. Voglio ringraziare infine, per il sostegno, la SSI, la Federazione Speleologica Pugliese e il Servizio Regionale Puglia del Soccorso Alpino e Speleologico; Korda’s, per averci fornito parte delle corde utilizzate nel corso dell’esplorazione; Tiberino, per gli ottimi pasti liofilizzati; Carmine Lucia, per i caciocavalli, i salami e il miele; e lo Studio dentistico Verboschi».

fotografie e testi degli esploratori.

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  • Resaltes celebra 30 anni di speleologia con un grande camp regionale in Andalusia
    Condividi Resaltes celebra 30 anni di speleologia con un grande camp regionale in Andalusia Dal 9 al 12 ottobre a San Juan de los Terreros quattro giorni dedicati al mondo sotterraneo, tra grotte attrezzate, conferenze, fotografia e speleologia inclusiva. Trent’anni di esplorazioni, passione per il mondo sotterraneo e condivisione. Lo Speleoclub Resaltes festeggia il suo 30° anniversario con un appuntamento speciale: il Campamento Espeleológico Regional, in programma dal 9 al 12 ottobre a
     

Resaltes celebra 30 anni di speleologia con un grande camp regionale in Andalusia

September 6th 2026 at 05:00

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Resaltes celebra 30 anni di speleologia con un grande camp regionale in Andalusia

Dal 9 al 12 ottobre a San Juan de los Terreros quattro giorni dedicati al mondo sotterraneo, tra grotte attrezzate, conferenze, fotografia e speleologia inclusiva.

Trent’anni di esplorazioni, passione per il mondo sotterraneo e condivisione. Lo Speleoclub Resaltes festeggia il suo 30° anniversario con un appuntamento speciale: il Campamento Espeleológico Regional, in programma dal 9 al 12 ottobre a San Juan de los Terreros, in provincia di Almería.

Le iscrizioni sono ufficialmente aperte e gli organizzatori invitano gli interessati a prenotare il proprio posto prima dell’esaurimento delle disponibilità.

Il programma annunciato dalla locandina presenta un incontro pensato per vivere la speleologia sotto diversi punti di vista. Tra le attività previste figurano visite a grotte attrezzate, conferenze, esposizione fotografica e iniziative di speleologia inclusiva, affiancate dall’ospitalità per i partecipanti e da una borsa regalo dedicata all’evento.

L’incontro rappresenterà soprattutto un’occasione per celebrare la storia di Resaltes e riunire speleologi e appassionati attorno a quella curiosità per il sottosuolo che, da trent’anni, accompagna l’attività del club.

Un anniversario che guarda quindi alla storia, ma anche al futuro della speleologia: alla divulgazione, all’accessibilità e alla capacità di creare legami tra persone e realtà diverse accomunate dall’esplorazione e dalla conoscenza degli ambienti ipogei.

L’evento è realizzato con il sostegno e la collaborazione di diverse istituzioni e realtà del territorio e del mondo speleologico, alle quali gli organizzatori hanno rivolto un ringraziamento per il contributo alla realizzazione dell’iniziativa.

Le iscrizioni sono già aperte attraverso il modulo ufficiale indicato dagli organizzatori.

Quando: 9, 10, 11 e 12 ottobre
Dove: San Juan de los Terreros (Almería, Spagna)
Evento: Campamento Espeleológico Regional – 30° anniversario Resaltes

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  • Costacciaro 2026, si sta delineando un sogno: cinque elementi per raccontare il mondo sotterraneo
    Condividi Aria, Acqua, Terra, Fuoco, Vuoto. Il Raduno Internazionale di Speleologia prende forma. E fino al 31 agosto iscriversi costa meno Si sta delineando un sogno. Giorno dopo giorno Costacciaro 2026 acquista volti, immagini, parole e contenuti. Quello che qualche mese fa cominciava appena a prendere forma sta diventando il grande Raduno Internazionale di Speleologia, in programma dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, nel cuore del Monte Cucco. Il filo conduttore saranno ancora una vo
     

Costacciaro 2026, si sta delineando un sogno: cinque elementi per raccontare il mondo sotterraneo

August 29th 2026 at 04:30

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Aria, Acqua, Terra, Fuoco, Vuoto. Il Raduno Internazionale di Speleologia prende forma. E fino al 31 agosto iscriversi costa meno

Si sta delineando un sogno.

Giorno dopo giorno Costacciaro 2026 acquista volti, immagini, parole e contenuti. Quello che qualche mese fa cominciava appena a prendere forma sta diventando il grande Raduno Internazionale di Speleologia, in programma dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, nel cuore del Monte Cucco.

Il filo conduttore saranno ancora una volta i cinque elementi: ARIA, ACQUA, TERRA, FUOCO e VUOTO.

Cinque dimensioni per raccontare la speleologia e il mondo ipogeo: l’aria che respira nelle montagne, l’acqua che scava e trasforma, la terra che conserva la memoria, il fuoco come energia e trasformazione, il vuoto come spazio dell’esplorazione e dell’ignoto.

E adesso quei cinque elementi hanno anche cinque voci: Luca Mercalli, Simone Villotti, Antonio De Vivo, Gaetano Giudice e Robbie Shone, testimonial scelti per interpretarli e accompagnare il cammino verso Costacciaro.

Intanto il programma cresce: conferenze, mostre, workshop, esplorazioni, incontri e occasioni di confronto stanno componendo, tassello dopo tassello, quello che si annuncia come uno dei grandi appuntamenti della speleologia del 2026. Già a luglio Scintilena raccontava l’apertura delle iscrizioni e il ritorno dei cinque elementi come filo conduttore dell’incontro.

E per chi sta ancora pensando “mi iscrivo domani”, il momento è questo: l’iscrizione Early Bird a prezzo agevolato termina il 31 agosto.

Mancano pochi giorni.

Poi resterà l’attesa.

Quella di ritrovarsi a Costacciaro, tutti insieme, ancora una volta.

Aria. Acqua. Terra. Fuoco. Vuoto.

Cinque elementi. Un Raduno. Un sogno che sta prendendo forma.

Leggi l’articolo di luglio su Scintilena

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  • 13 settembre 2026, i Geoparchi UNESCO si mobilitano per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo
    Condividi La Global Geoparks Network invita tutti i Geoparchi mondiali UNESCO a partecipare alla prima celebrazione dell’International Day of Caves and Karst. Eventi internazionali sono in programma a Postumia, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre 2026. La Global Geoparks Network (GGN) ha invitato tutti gli UNESCO Global Geoparks del mondo a celebrare, il prossimo 13 settembre 2026, l’International Day of Caves and Karst (IDCK), la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo proclamata
     

13 settembre 2026, i Geoparchi UNESCO si mobilitano per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

August 24th 2026 at 06:00

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La Global Geoparks Network invita tutti i Geoparchi mondiali UNESCO a partecipare alla prima celebrazione dell’International Day of Caves and Karst. Eventi internazionali sono in programma a Postumia, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre 2026.

La Global Geoparks Network (GGN) ha invitato tutti gli UNESCO Global Geoparks del mondo a celebrare, il prossimo 13 settembre 2026, l’International Day of Caves and Karst (IDCK), la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo proclamata dall’UNESCO nel 2025.

La decisione è stata assunta dall’Executive Board della Global Geoparks Network durante la sua 176ª sessione, tenutasi il 3 giugno, con l’obiettivo di trasformare la prima celebrazione della Giornata in un grande momento internazionale dedicato alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione degli ambienti carsici.

Grotte e carsismo, un patrimonio fondamentale per il pianeta

La Giornata nasce per richiamare l’attenzione mondiale sull’importanza delle grotte e dei paesaggi carsici, ambienti straordinari ma spesso poco conosciuti e particolarmente vulnerabili.

I sistemi carsici custodiscono una biodiversità unica, importanti testimonianze geologiche, paleontologiche, archeologiche e culturali e rappresentano una risorsa fondamentale per le comunità umane.

Secondo la Global Geoparks Network, le acque associate agli ambienti carsici contribuiscono all’approvvigionamento di acqua potabile di oltre un miliardo di persone.

Allo stesso tempo, grotte e territori carsici sono sottoposti a pressioni crescenti dovute ai cambiamenti climatici, al degrado del territorio e a pratiche di utilizzo non sostenibili.

La loro protezione assume quindi un ruolo sempre più importante non soltanto per la conservazione del patrimonio naturale, ma anche per la sicurezza delle risorse idriche e per la resilienza delle comunità che vivono nelle regioni carsiche.

L’appello ai Geoparchi UNESCO

La Global Geoparks Network sottolinea il ruolo particolare degli UNESCO Global Geoparks, molti dei quali comprendono importanti sistemi carsici, grotte e paesaggi modellati dalla dissoluzione delle rocce.

La GGN invita i Geoparchi a organizzare iniziative insieme alle comunità locali per il 13 settembre e a promuovere la protezione e la gestione responsabile degli ambienti carsici attraverso ricerca scientifica, educazione, divulgazione e partecipazione delle comunità.

È stato inoltre rivolto ai Geoparchi l’invito a inviare fotografie rappresentative delle grotte e delle principali forme carsiche presenti nei rispettivi territori. Le immagini contribuiranno alla realizzazione di materiali promozionali destinati alla celebrazione internazionale.

Anche le reti regionali e nazionali dei Geoparchi sono chiamate a organizzare manifestazioni e attività nel corso dell’autunno 2026.

Dal 10 al 13 settembre gli eventi internazionali a Postumia

Uno dei momenti centrali della prima celebrazione internazionale si svolgerà a Postumia, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre 2026.

La Global Geoparks Network parteciperà agli eventi che segneranno simbolicamente e ufficialmente l’avvio della nuova ricorrenza mondiale.

Le manifestazioni si terranno sotto il patrocinio onorario della Presidente della Repubblica di Slovenia Nataša Pirc Musar e sotto il patrocinio dell’UNESCO, con il sostegno e la collaborazione della Commissione Nazionale Slovena per l’UNESCO, delle Grotte di Postumia, del Parco delle Grotte di Škocjan, dei Comuni di Postumia e Pivka e dell’Associazione Speleologica Slovena.

Il 13 settembre diventerà così un appuntamento annuale internazionale dedicato a uno dei patrimoni naturali più importanti e delicati del pianeta: il mondo sotterraneo e i territori carsici.

Per la comunità speleologica internazionale rappresenta anche un’occasione particolarmente significativa per portare fuori dalle grotte conoscenze maturate in decenni di esplorazione e ricerca e trasformarle in consapevolezza pubblica, educazione e tutela.


Fonte: Global Geoparks Network – post Facebook sull’International Day of Caves and Karst

Immagine: Global Geoparks Network / Lang Son UNESCO Global Geopark

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