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Grotte di Falvaterra: esercitazione SAF dei Vigili del Fuoco in ambiente ipogeo attivo

Apríl 15th 2026 at 10:00

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Un’operazione su scala nazionale ha coinvolto nuclei specializzati da Udine, Bergamo, Macerata, Napoli e Sicilia per simulare il soccorso in grotta con teleferica sopra il fiume sotterraneo


Esercitazione SAF a Falvaterra: il soccorso speleofluviale si mette alla prova

Mercoledì 8 aprile, nel Comune di Falvaterra, in provincia di Frosinone, si è svolta una importante esercitazione di soccorso in ambiente ipogeo. L’iniziativa è stata coordinata dalla Scuola dei Vigili del Fuoco, distaccamento di Cassino, attraverso il nucleo SAF — Speleo-Alpino-Fluviale. L’esercitazione SAF ha avuto carattere nazionale, con la partecipazione di gruppi specializzati provenienti da Udine, Bergamo, Macerata, Napoli e dalla Sicilia.

L’obiettivo era simulare un incidente in uno scenario complesso: un’area ipogea attiva attraversata da un corso d’acqua sotterraneo. Questo tipo di attività rientra in un programma formativo ed esercitativo specifico, finalizzato a migliorare il coordinamento tra unità dislocate su tutto il territorio nazionale, la rapidità di risposta e l’efficacia delle procedure di soccorso in ambienti speleologici.


Le Grotte di Falvaterra: un sistema carsico attivo e frequentato

Il teatro dell’esercitazione SAF è il complesso speleologico delle Grotte di Falvaterra, una delle aree ipogee più attive e visitate del Lazio meridionale. Le operazioni sono iniziate poco dopo le ore 8:00, con le varie unità che hanno raggiunto l’ingresso della grotta.

Il sistema è percorso da un piccolo fiume sotterraneo che, all’ingresso, prende il nome di Fosso Mastro e alla risorgenza quello di Rio Obaco. Il corso d’acqua proviene dall’inghiottitoio a monte delle Grotte di Pastena, dopo aver percorso in sotterraneo circa 2,5 chilometri. Il bacino idrografico si estende su oltre 40 chilometri quadrati. I tempi di corrivazione sono molto ridotti: nelle piene autunnali e invernali le portate possono raggiungere diversi metri cubi al secondo, rendendo il sistema particolarmente impegnativo dal punto di vista del soccorso.

Da oltre dieci anni il complesso ipogeo di Falvaterra è aperto al pubblico. Si contano alcune migliaia di visite speleoturistiche in acqua ogni anno, oltre a esplorazioni di gruppi speleologici che raggiungono le Grotte di Pastena su un percorso di alcuni chilometri e a circa 200 metri di profondità.


La simulazione di soccorso: barella, teleferica e ambiente ipogeo attivo

Il cuore dell’esercitazione SAF ha riguardato il recupero di un infortunato simulato, rappresentato da un manichino. Per il trasporto della barella all’interno della grotta è stata allestita una teleferica appositamente montata sopra le acque del fiume sotterraneo.

L’operazione ha messo alla prova le capacità tecniche e organizzative delle squadre nelle condizioni reali di un ambiente speleofluviale. Dopo il recupero della barella e lo smontaggio di tutta l’attrezzatura, compresa la teleferica, le unità intervenute hanno effettuato un’ispezione delle altre parti attive della grotta. L’obiettivo era verificare le difficoltà e le criticità che potrebbero emergere in caso di un intervento reale in un contesto ipogeo attivo.


Il precedente storico: la piena del 1976 e i tre operai salvati

Le Grotte di Falvaterra non hanno mai registrato incidenti nelle attività turistiche o speleologiche regolari. Esiste però un precedente storico significativo. Nel novembre del 1976, una piena improvvisa del fiume sotterraneo bloccò tre operai all’interno della grotta durante i lavori di costruzione di una galleria idraulica.

Intervennero i Vigili del Fuoco, in un’epoca in cui le unità specialistiche SAF non esistevano ancora. L’intervento si concluse positivamente con il salvataggio dei tre operai. Quell’evento ebbe anche una notevole risonanza mediatica: fu uno dei primi collegamenti in diretta del telegiornale della RAI dedicato a un’operazione di soccorso in grotta. Le interviste furono condotte dal giovane giornalista Pietro Badaloni. Il materiale è tuttora consultabile nelle teche RAI.


Il ruolo del Comune di Falvaterra e l’importanza del soccorso speleofluviale

L’Amministrazione comunale di Falvaterra ha espresso piena disponibilità allo svolgimento dell’esercitazione, sottolineando la rilevanza dell’iniziativa in ragione della intensa frequentazione dell’area speleologica locale. Il Comune ha inoltre evidenziato la professionalità delle unità dei Vigili del Fuoco intervenute e l’importanza strategica di queste attività per la sicurezza della comunità.

Le esercitazioni SAF in ambienti ipogei attivi sono considerate fondamentali per mantenere un elevato livello di preparazione operativa. Il soccorso in grotta richiede competenze specifiche che non si sviluppano in ambienti convenzionali. La combinazione di ambienti ristretti, acqua, oscurità e difficoltà logistiche rende ogni intervento speleofluviale una sfida tecnica complessa, che solo l’addestramento continuativo e coordinato può affrontare con efficacia.

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  • Il Soccorso Speleo Francese sotto la lente dell’Ispezione Generale dell’Amministrazione
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Il Soccorso Speleo Francese sotto la lente dell’Ispezione Generale dell’Amministrazione

Apríl 14th 2026 at 11:00

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Lo Spéléo Secours Français ottiene un riconoscimento istituzionale dall’IGA, che ne conferma il ruolo cruciale nel soccorso in ambiente sotterraneo e formula tre raccomandazioni per rafforzarne il sistema di finanziamento e di raccordo con i servizi di protezione civile.


Il SSF e il soccorso speleologico sotto audit: l’IGA conduce il controllo 2025

Nel corso del 2025, l’Inspection générale de l’administration (IGA) — corpo ispettivo del Ministero dell’Interno francese — ha sottoposto a controllo lo Spéléo Secours Français (SSF), la commissione tecnica di soccorso della Fédération Française de Spéléologie (FFS). Il controllo è stato condotto con il concorso dell’Inspection générale de la sécurité civile e rientra nella missione permanente dell’IGA di valutare le politiche di sicurezza civile, inclusa la gestione delle associazioni riconosciute di sicurezza civile (AASC).

Il rapporto di attività dell’IGA per il 2025 è stato pubblicato ufficialmente il 30 marzo 2026. Comprende 97 rapporti prodotti nell’anno e un capitolo specifico intitolato “Sécurité civile et gestion des crises”, con una sottosezione dedicata al “Contrôle de deux associations agréées de sécurité civile”: il SSF e il Bouclier bleu France. È il secondo controllo integrale del SSF nella sua storia. Il primo era stato condotto nell’ottobre-novembre 2012.


Un mémoire di 60 pagine: come il soccorso speleologico si è preparato all’audit IGA

Per prepararsi al controllo, la Direzione Nazionale del SSF ha redatto un mémoire di 60 pagine destinato agli ispettori. Il documento illustra le missioni dell’organizzazione, il bilancio operativo dei dieci anni precedenti, l’organizzazione interna e la precarietà dei finanziamenti. Si tratta di un atto di trasparenza istituzionale rilevante da parte di una struttura interamente volontaria.

Il SSF è la commissione tecnica di soccorso della FFS, federazione fondata nel 1963. La convenzione con il Ministero dell’Interno risale al 1977, facendo del SSF uno degli attori storici della sicurezza civile francese. Il riconoscimento formale come AASC risale al 2006, con l’agrément nazionale rinnovato da ultimo con l’arrêté del 2 dicembre 2024. Il SSF è l’unica federazione sportiva francese che gestisce direttamente i propri soccorsi, distinguendosi da tutte le altre strutture del volontariato civile.


Le conclusioni IGA: il soccorso speleologico è “cruciale” e “originale”

Il rapporto di attività IGA 2025 riassume le conclusioni in termini che la Direzione Nazionale del SSF ha dichiarato di condividere pienamente. Il testo recita:

“Entité spécialisée de la fédération française de spéléologie (FFS), le SSF joue un rôle crucial dans les opérations de secours en milieu souterrain, grâce à une expertise technique spécialisée et un engagement bénévole remarquable. Bénéficiant d’un agrément national, le SSF est organisé en antennes départementales qui, intégrées dans les comités départementaux de spéléologie, jouent un rôle opérationnel clé dans les dispositifs ORSEC.”

L’IGA ha scelto il termine “originale” per qualificare il SSF — insieme al Bouclier bleu France — all’interno del panorama delle AASC francesi. Il SSF è l’unica AASC il cui agrément riguarda esclusivamente le operazioni di soccorso in ambiente sotterraneo, senza dispositivi previsionali di soccorso (DPS), senza formazione al secourisme generalista e senza attività commerciali. Questa caratteristica lo rende strutturalmente diverso dalla quasi totalità delle associazioni riconosciute. L’IGA ha preferito il termine “originale” a “atipico”, e la direzione del SSF ha dichiarato che questa valutazione le conviene.


Le tre raccomandazioni per rafforzare il soccorso sotterraneo in Francia

A partire dalla propria valutazione, la missione IGA ha formulato tre raccomandazioni principali.

Prima raccomandazione: ridurre la capacità ISS autonoma dei SDIS. L’IGA invita a incoraggiare i Servizi Dipartimentali di Protezione Civile (SDIS) a ricondurre la propria capacità di intervento in sito sotterraneo (ISS) allo stretto necessario, rafforzando nel contempo i rapporti con l’antenne SSF locale. La logica è quella della sussidiarietà: formare squadre di vigili del fuoco per un’attività altamente specializzata e raramente necessaria è antieconomico, mentre il SSF garantisce già una copertura territoriale capillare con oltre 2.000 volontari formati. Nel 2025 si sono registrate 6 evacuazioni condotte autonomamente dai SDIS senza coinvolgimento dell’SSF locale.

Seconda raccomandazione: convenzioni bilaterali SSF/SDIS nei dipartimenti a rischio geologico. L’IGA mira a fare in modo che tutti i dipartimenti la cui geologia comporta rischi particolari vengano dotati di una convenzione bilaterale di assistenza tecnica tra SSF e SDIS. L’assenza di queste convenzioni crea ambiguità giuridiche e operative in materia di comando, allerta, indennizzi e formazione congiunta. Già nel 2012 il precedente controllo aveva evidenziato questa lacuna: su 47 SDIS che avrebbero dovuto avere rapporti con il SSF, solo 13 disponevano di una convenzione finanziaria con il Comitato Dipartimentale di Speleologia. A distanza di oltre un decennio, la questione rimane parzialmente irrisolta.

Terza raccomandazione: consolidare i bisogni di finanziamento del SSF. L’IGA invita a consolidare e oggettivare i bisogni di finanziamento pubblico espressi dal SSF. Il mémoire preparato per l’audit aveva sottolineato esplicitamente la precarietà delle entrate, frammentate, disomogenee sul territorio e spesso dipendenti da decisioni discrezionali delle autorità locali. Le risorse dipartimentali variano enormemente: alcune antenne beneficiano di convenzioni con i SDIS o di sovvenzioni dai Consigli Dipartimentali, altre funzionano con le sole contribuzioni dei soci FFS e con spese coperte direttamente dai volontari. La raccomandazione apre la strada alla costruzione di un dossier finanziario strutturato da presentare agli interlocutori istituzionali.


Bilancio operativo 2025: 38 persone soccorse sottoterra, 55% non speleologi

I dati del 2025 restituiscono un quadro operativo preciso dell’attività del SSF. Le strutture dipartimentali agréées sono 52, i soccorritori volontari attivi superano le 2.000 unità. Nel corso dell’anno sono state soccorse 38 persone in ambiente sotterraneo: 10 speleologi federati FFS, 7 speleologi non federati e 21 persone senza alcuna pratica speleologica. I non speleologi rappresentano il 55% del totale, a conferma della funzione di servizio pubblico universale svolta dal SSF. Si sono registrati 17 feriti e 2 decessi, entrambi visitatori di grotte attrezzate — uno per arresto cardiaco e uno per suicidio — non riconducibili a cause tecniche legate all’attività speleologica.

Il numero di eventi per il secondo anno consecutivo è in aumento, principalmente per falsi allarme e ritardi che coinvolgono non speleologi o speleologi non federati. Il numero elevato di auto-soccorsi dichiarati conferma invece la buona preparazione tecnica degli speleologi FFS.


Verso il 2027: i 50 anni della convenzione con il Ministero dell’Interno

Il SSF affronta questa nuova fase con un riconoscimento istituzionale rafforzato. La Direzione Nazionale ha già iniziato a preparare il 2027, anno in cui ricorrerà il cinquantesimo anniversario della convenzione con il Ministero dell’Interno. Si tratta di un appuntamento che la struttura intende utilizzare come momento di visibilità istituzionale e di consolidamento della propria vocazione pubblica. Il riconoscimento ottenuto dall’IGA rafforza la legittimità del SSF nel dialogo con i partner istituzionali — prefetture, SDIS, Consigli Dipartimentali — proprio nel momento in cui si apre la necessità di costruire un quadro finanziario più stabile e documentato.

Nel contesto più ampio del Beauvau de la sécurité civile — il processo di riforma avviato nel 2024 e concluso nel 2025 — le AASC sono state riconosciute per la prima volta come “partenaires des pouvoirs publics” e non semplici fornitori di servizi. Con 100.000 volontari e oltre 60.000 posti di soccorso garantiti ogni anno, le associazioni riconosciute rappresentano una componente strutturale del dispositivo nazionale. Il SSF, con la sua originalità riconosciuta, ne è uno degli esempi più coerenti e tecnicamente caratterizzati.


Fonti consultate

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  • Soccorso speleologico invernale alla Voragine della Ciuaiera: 15 tecnici CNSAS sfidano neve e profondità
    Condividi La Prima Delegazione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha simulato il recupero di un infortunato a -100 metri in condizioni invernali estreme, con 12 chilometri di avvicinamento su neve e nessun supporto elicotteristico. Esercitazione di soccorso speleologico ad alta quota: lo scenario operativo L’11 e il 12 aprile si è svolta un’esercitazione di soccorso speleologico organizzata dalla Prima Delegazione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (
     

Soccorso speleologico invernale alla Voragine della Ciuaiera: 15 tecnici CNSAS sfidano neve e profondità

Apríl 14th 2026 at 07:00

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La Prima Delegazione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha simulato il recupero di un infortunato a -100 metri in condizioni invernali estreme, con 12 chilometri di avvicinamento su neve e nessun supporto elicotteristico.


Esercitazione di soccorso speleologico ad alta quota: lo scenario operativo

L’11 e il 12 aprile si è svolta un’esercitazione di soccorso speleologico organizzata dalla Prima Delegazione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), con sede operativa presso la Voragine della Ciuaiera, nel comune di Ormea, in provincia di Cuneo.[1]

La cavità si apre a 2.099 metri di quota nelle Alpi Liguri, nell’area della Cima Ciuaiera, zona caratterizzata da importanti fenomeni carsici e da un accesso che, per gran parte dell’anno, risulta ostruito da abbondanti cumuli nevosi. L’obiettivo dell’esercitazione era simulare il recupero di uno speleologo infortunato in ambiente ipogeo, operando in condizioni invernali reali e in assenza di supporto aereo.[2][3][1]


Scenario simulato: frattura agli arti inferiori a cento metri di profondità

Lo scenario progettato per l’esercitazione prevedeva un incidente a 100 metri di profondità. Il figurante riportava una sospetta frattura agli arti inferiori in seguito a una caduta.[1]

Le operazioni di soccorso speleologico sono state condotte da una squadra composta da 15 tecnici. Ogni operatore era dotato di attrezzatura invernale completa: sci, ciaspole, pala, ARTVA e sonda. Lo scenario era privo di supporto elicotteristico, una scelta operativa che ha reso l’intervento più fedele a un’emergenza reale in quota.[1]


L’avvicinamento su neve: 12 chilometri con oltre 800 metri di dislivello

La fase di avvicinamento ha rappresentato uno degli elementi più impegnativi dell’intera operazione di soccorso speleologico. I tecnici hanno percorso circa 12 chilometri su neve, affrontando un dislivello positivo di 800 metri e accumuli nevosi superiori ai due metri.[1]

Il trasporto del materiale tecnico è avvenuto interamente a spalla. Non era disponibile alcun mezzo di supporto esterno per il rifornimento o la movimentazione delle attrezzature. Questa condizione logistica ha imposto una scelta accurata dei materiali, adottati in configurazione minima per contenere i pesi durante il lungo percorso.[1]

La Prima Delegazione CNSAS di Piemonte e Valle d’Aosta conta attualmente 45 tecnici specializzati per interventi in contesti naturali ipogei. Non è la prima volta che questa delegazione si addestra in ambienti ad alta quota in condizioni invernali: già in passato aveva svolto esercitazioni analoghe sui rilievi dell’Alta Valle Tanaro, nelle vicinanze della stessa area geografica.[4][5]


Dentro la grotta: pozzi verticali e tratti meandriformi

Una volta raggiunto l’ingresso della Voragine della Ciuaiera, i soccorritori hanno avviato le operazioni all’interno della cavità. Il recupero del figurante dalla quota di -100 metri ha richiesto il superamento di ostacoli naturali significativi.[1]

I tecnici hanno affrontato un pozzo da 20 metri, uno da 40 metri e diversi tratti meandriformi, tipici delle cavità carsiche dell’area. La Voragine della Ciuaiera è nota per la sua profondità superiore ai 200 metri e per la presenza di fauna endemica, tra cui il ragno Troglohyphantes vignai.[3]

Le operazioni di recupero della barella si sono svolte in modo continuativo, senza interruzioni, e si sono concluse in circa 10 ore.[1]


Addestramento continuo: la logistica come elemento critico del soccorso speleologico

L’esercitazione ha permesso al CNSAS di testare le procedure operative in uno scenario particolarmente severo. Uno degli aspetti più rilevanti emersi riguarda la gestione logistica: in ambienti invernali ad alta quota, l’accesso e la movimentazione rappresentano spesso le criticità principali, prima ancora delle operazioni di recupero in grotta.[1]

La configurazione minima dei materiali è stata una risposta diretta alle esigenze di trasporto su lunga distanza in terreno innevato. Questa impostazione richiede esperienza consolidata e capacità di valutazione tecnica da parte dei soccorritori.[1]

Esercitazioni di questo tipo rientrano nel programma di addestramento continuo del CNSAS, che si articola su scala nazionale attraverso 17 zone operative. Il soccorso speleologico italiano investe regolarmente in scenari formativi realistici, in contesti che spaziano dalle forze verticali in miniera agli ambienti alpini innevati.[6][7][8]


Il CNSAS e la formazione in ambiente ipogeo invernale

La Prima Delegazione Speleologica del CNSAS è storicamente impegnata in attività formative che includono la componente invernale. L’addestramento in ambiente nevoso, con utilizzo di ARTVA, pala e sonda, fa parte del programma modulare riconosciuto a livello nazionale.[9]

Interventi in grotte ad alta quota, dove l’ingresso è coperto da neve per buona parte dell’anno, richiedono una preparazione che integra le competenze speleologiche con quelle alpinistiche. Nessun supporto aereo, lunghi avvicinamenti e gestione autonoma dei materiali sono variabili con cui i tecnici devono confrontarsi regolarmente.[5][1]

L’esercitazione alla Voragine della Ciuaiera rappresenta un esempio concreto di come il soccorso speleologico si prepari ad operare in ambienti remoti e isolati, dove le condizioni meteorologiche e orografiche amplificano la complessità degli interventi.[1]

Fonti
[1] Neve, buio e 2.099 metri di quota: così il soccorso speleologico sfida … https://unionemonregalese.it/news/tendenza/311210/neve-buio-e-2-099-metri-di-quota-cosi-il-soccorso-speleologico-sfida-limpossibile.html

Comunicato ufficiale CNSAS

Neanche la neve ferma il soccorso speleologico

Voragine della Ciuaiera (CN): simulato il recupero di un infortunato in ambiente invernale a 2099 metri di quota

 

Si è svolta sabato 11 e domenica 12 aprile un’esercitazione di soccorso speleologico organizzata dalla Prima Delegazione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), finalizzata a simulare il recupero di uno speleologo infortunato in ambiente ipogeo in condizioni invernali particolarmente impegnative.

L’attività si è svolta presso la Voragine della Ciuaiera, nel comune di Ormea (CN), una cavità che si apre a quota 2.099 metri sul livello del mare e che, per gran parte dell’anno, presenta all’ingresso grandi cumuli di neve. Le condizioni ambientali hanno reso l’esercitazione particolarmente realistica, simulando uno scenario operativo privo di supporto elicotteristico e caratterizzato da un lungo avvicinamento su terreno innevato.

Lo scenario prevedeva un incidente a 100 metri di profondità, con uno speleologo coinvolto in una caduta e riportante una sospetta frattura agli arti inferiori. Le operazioni di soccorso sono state condotte da una squadra composta da 15 tecnici, equipaggiati con dotazioni invernali complete, tra cui sci, ciaspole, pala, ARTVA e sonda.

La fase di avvicinamento ha rappresentato uno degli elementi più impegnativi dell’intervento: i soccorritori hanno percorso circa 12 chilometri su neve, con un dislivello positivo di 800 metri e accumuli nevosi superiori ai due metri, trasportando a spalla il materiale tecnico necessario per le operazioni in grotta.

Una volta raggiunto l’ingresso, le squadre hanno effettuato la discesa nella cavità e il successivo recupero del figurante dalla quota di -100 metri, superando ostacoli naturali significativi, tra cui un pozzo da 20 metri, uno da 40 metri e diversi tratti meandriformi.

Le operazioni di recupero della barella si sono svolte in modo continuativo e senza interruzioni, concludendosi in circa 10 ore. La gestione dell’intervento ha richiesto un’attenta ottimizzazione dei materiali, utilizzati in configurazione minima a causa della necessità di trasporto su lunga distanza in ambiente innevato.

L’esercitazione ha permesso di testare procedure e capacità operative in uno scenario particolarmente severo, evidenziando l’importanza della preparazione tecnica e logistica per interventi in ambiente ipogeo in condizioni invernali, dove l’accesso e la movimentazione rappresentano spesso le principali criticità.

L’attività rientra nel programma di addestramento continuo del CNSAS, volto a garantire l’efficacia e la sicurezza degli interventi anche nei contesti più complessi e isolati.

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  • Concorso “Rilievo: tra Arte e Tecnica”: torna nel 2026 il concorso della SSI che promuove la restituzione dei rilievi
    Condividi Al via la terza edizione del concorso della Società Speleologica Italiana dedicata ai rilievi di grotte naturali Aperto ai soci SSI, il concorso premia qualità tecnica, chiarezza e resa grafica, con riconoscimenti fino a 350 euro La Società Speleologica Italiana ETS, attraverso la Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali, indice la terza edizione del concorso a premi “Rilievo: tra arte e tecnica”, l’iniziativa dedicata ai rilievi topografici di grotte naturali che mira a pro
     

Concorso “Rilievo: tra Arte e Tecnica”: torna nel 2026 il concorso della SSI che promuove la restituzione dei rilievi

Apríl 14th 2026 at 06:00

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Al via la terza edizione del concorso della Società Speleologica Italiana dedicata ai rilievi di grotte naturali

Aperto ai soci SSI, il concorso premia qualità tecnica, chiarezza e resa grafica, con riconoscimenti fino a 350 euro

La Società Speleologica Italiana ETS, attraverso la Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali, indice la terza edizione del concorso a premi “Rilievo: tra arte e tecnica”, l’iniziativa dedicata ai rilievi topografici di grotte naturali che mira a promuoverne produzione, realizzazione, accatastamento e diffusione.

Il concorso è aperto a tutti i soci SSI in regola con la quota associativa 2026 e riguarda rilievi 2D di cavità naturali italiane già inserite nel Catasto Grotte. Ogni partecipante potrà presentare un solo elaborato, di cui sia autore principale.

L’obiettivo è promuovere la qualità del rilievo speleologico in tutte le sue dimensioni: dalla leggibilità alla completezza, dall’accuratezza tecnica all’impatto visivo: il rilievo diventa un punto di incontro tra rigore scientifico e sensibilità grafica, tra misura e rappresentazione.

Il bando prevede 4 riconoscimenti (i primi 3 assegnati da una giuria di esperti, il 4° attribuito dal pubblico):

  • 1° premio: € 350,00
  • 2° premio: € 300,00
  • 3° premio: € 250,00
  • Premio del pubblico: € 200,00

La partecipazione richiede l’invio del rilievo in formato A0, accompagnato dalla documentazione tecnica prevista, all’indirizzo dedicato (concorsorilievo@socissi.it), entro il 19 ottobre 2026.

Il premio del pubblico sarà assegnato tramite votazione dei partecipanti al Raduno Internazionale di Speleologia 2026 a Costacciaro, mediante apposita scheda inclusa nella documentazione del Raduno

I lavori selezionati saranno esposti durante il Raduno Internazionale di Speleologia 2026, in programma a Costacciaro, dove avverrà anche la proclamazione dei vincitori nel corso dell’Assemblea dei soci SSI.

Alcune indicazioni:

  • i rilievi dovranno essere già accatastati, rispettare criteri formali ben definiti — con l’esclusione di elementi grafici non ammessi come fotografie o sfondi decorativi — ed essere distribuiti con licenza Creative Commons CC-BY-NC-SA,
  • la partecipazione prevede un contributo di € 20,00 per la stampa del rilievo.

La scelta di limitare il concorso ai rilievi 2D riflette una fase di transizione: le tecnologie 3D sono in rapido sviluppo, ma non ancora pienamente standardizzate nelle modalità di rappresentazione.

Al Raduno la Sala Rilievi potrà ospitare contributi fuori concorso ed esperienze multimediali 3D, a testimonianza di una disciplina in continua evoluzione.

Il bando completo è disponibile online e rappresenta un’importante occasione per tutti coloro che, attraverso il rilievo, contribuiscono a documentare, interpretare e trasmettere il patrimonio ipogeo.

Bando e informazioni

Per tutti i dettagli, i requisiti e le modalità di partecipazione è possibile consultare il bando completo:
https://drive.google.com/file/d/16vqlT0XMvZivTSt6xgjsLAYBqsfBnLly/view

Per richieste di chiarimento è possibile contattare l’organizzazione all’indirizzo: concorsorilievo@socissi.it

Il Concorso è partito: un’occasione concreta per rimettere al centro il rilievo come strumento di conoscenza e condivisione, capace di raccontare — con precisione e sensibilità — il mondo sotterraneo.

Ora sta agli speleologi attivarsi e partecipare.

Seconda edizione

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  • Campamento Internacional Garma Ciega 2026: due mesi di speleologia nel secondo sistema più lungo della Spagna
    Condividi Riaperte le porte del Sistema del Mortillano agli speleologi di tutto il mondo con un’edizione estesa. Le iscrizioni sono aperte per luglio e agosto 2026. Il Campamento Garma Ciega 2026 torna con una formula rinnovata Il Campamento Internacional Garma Ciega torna nell’estate 2026 con una formula ampliata rispetto alle edizioni precedenti. La Fundación Espeleosocorro Cántabro (ESOCAN), con sede a Ramales de la Victoria in Cantabria (Spagna), ha annunciato ufficialmente l’apert
     

Campamento Internacional Garma Ciega 2026: due mesi di speleologia nel secondo sistema più lungo della Spagna

Apríl 13th 2026 at 13:00

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Riaperte le porte del Sistema del Mortillano agli speleologi di tutto il mondo con un’edizione estesa. Le iscrizioni sono aperte per luglio e agosto 2026.


Il Campamento Garma Ciega 2026 torna con una formula rinnovata

Il Campamento Internacional Garma Ciega torna nell’estate 2026 con una formula ampliata rispetto alle edizioni precedenti. La Fundación Espeleosocorro Cántabro (ESOCAN), con sede a Ramales de la Victoria in Cantabria (Spagna), ha annunciato ufficialmente l’apertura delle iscrizioni per la nuova edizione, che si svolgerà dall’1 luglio al 31 agosto 2026.[1]

La principale novità di quest’anno è la durata bimestrale del campamento: nelle edizioni passate le attività si concentravano nel solo mese di luglio, mentre nel 2026 il periodo di apertura copre entrambi i mesi estivi. Un’altra novità riguarda la Sima del Sombrero: gli organizzatori hanno comunicato che quest’anno non verrà installata, ritenendola di scarso interesse per la maggior parte dei partecipanti.[2][3][4][5]

Le iscrizioni si effettuano tramite il Google Form ufficiale predisposto da ESOCAN. La quota di partecipazione è di 25 euro a persona, destinati all’acquisto e alla sostituzione delle corde fisse utilizzate nel sistema.[6]


Il Sistema del Mortillano: il secondo più lungo della penisola iberica

Il campamento si svolge nell’area del Sistema del Mortillano, complesso carsico situato nel comune di Soba, nell’Alto Asón cantabrico. Con oltre 140 km di gallerie esplorate e un dislivello che raggiunge i -930 m nel sifone di Garma Ciega, si tratta del secondo sistema sotterraneo più esteso della Spagna e uno dei più importanti d’Europa.[6][7]

Il sistema conta 20 bocche d’ingresso, otto fiumi sotterranei attivi e quattro dei pozzi più grandi della penisola, con profondità di 340, 266, 260 e 240 metri rispettivamente. Le due cavità principali interessate dal campamento sono la Grotta Garma Ciega e il Sumidero de Cellagua, collegati alla quota -450 m dalla magnifica Sala de los Titanes.[6][7][8]

Le esplorazioni nel sistema sono iniziate con le spedizioni polacche del Club PTIK di Gdynia e i successivi lavori dei gruppi francesi del Club di Bourgogne. L’Agrupación Espeleológica Ramaliega (AER) ha poi giocato un ruolo decisivo nell’aggiornamento topografico. Nel 2009 la connessione con la Sima del Acebo portò il sistema a superare 114 km di sviluppo e 950 m di dislivello, consolidandone il primato iberico. Le esplorazioni sono tuttora in corso.[7]


La traversata Garma Ciega – Cellagua: una delle più impegnative della Spagna

La traversata principale collega l’ingresso di Garma Ciega al Sumidero de Cellagua (o viceversa) attraverso la Sala de los Titanes: un percorso di circa 3,3 km con 440 m di dislivello in discesa, più la risalita dei pozzi di Cellagua. Il tempo di percorrenza stimato va dalle 18 alle 20 ore senza soste prolungate.[6][8]

Il percorso alterna grandi verticali — tra cui il “Pozo de los Fuertes” da 120 m — a meandri stretti e bagnati, gallerie fossili di grandi dimensioni, tratti dove è necessario nuotare e sezioni di canyon attivo. L’entrata di Garma Ciega si apre con un pozzo-rampa di 45 m che introduce nella via principale; quella di Cellagua presenta, in estate, sezioni bagnate alla base del P80 e del P58 che in caso di piena possono diventare impraticabili.[6]


A chi è destinato il campamento: requisiti e procedure

Il Campamento Internacional Garma Ciega è riservato esclusivamente a speleologi esperti e confermati, con piena autonomia nelle tecniche di progressione verticale, ottima forma fisica e adeguata preparazione psicologica. La traversata non è adatta a chi è alle prime armi o non ha un elevato livello tecnico.[6][8]

Per poter partecipare è obbligatorio disporre di una copertura assicurativa valida per il soccorso speleologico (tessera federativa o polizza privata). Il numero massimo di partecipanti è fissato a 10 persone al giorno per bocca, in rigoroso ordine di iscrizione: una volta raggiunto il limite, le date vengono chiuse.[6]

Il giorno precedente all’ingresso in grotta, ogni gruppo è tenuto a registrarsi presso l’ufficio ESOCAN di Ramales de la Victoria, comunicando data e ora di ingresso, obiettivo programmato e ora prevista di uscita. In alternativa, le stesse informazioni possono essere inviate via SMS o WhatsApp al +34 667 70 16 23. La notifica di avvenuta uscita al termine della traversata è obbligatoria.[9][6]


Il bivacco alla Sala de los Titanes e la logistica

A circa -500 m di profondità, nella Sala de los Titanes, è allestito un bivacco permanente con tende per 10 persone e materassino (senza sacco a pelo, gas o cibo, che ogni gruppo deve portare autonomamente). Il bivacco include anche un bidone stagne con kit di pronto soccorso completo. La priorità di accesso spetta ai gruppi in risalita dal sifone.[6]

ESOCAN non organizza un campo base in superficie: i partecipanti scelgono liberamente il proprio alloggio nella comarca dell’Alto Asón. L’area ricade in una zona naturale protetta ed è vietato circolare fuori dalle piste con i veicoli.[6]


Sicurezza: le raccomandazioni di ESOCAN

ESOCAN ribadisce che la traversata è un’attività ad alto impegno e con margine di rischio reale. Le condizioni idriche dei corsi d’acqua attivi — in particolare nella Galleria de la Ratonera — possono cambiare rapidamente in caso di pioggia, rendendo alcuni passaggi difficili o impraticabili. In periodi di precipitazioni intense, gli organizzatori si riservano il diritto di sospendere temporaneamente l’accesso.[6]

Tra l’equipaggiamento raccomandato figurano: kit completo di progressione verticale, coperta termica, cibo abbondante, illuminazione con riserve, indumenti caldi, fornellino con combustibile, chiave inglese 12/13, topografia completa della traversata e bussola. La dimensione ideale del gruppo è di 2-4 persone; gruppi superiori a 6 possono rallentare significativamente la progressione.[6]


Come iscriversi

Le iscrizioni al Campamento Internacional Garma Ciega 2026 sono aperte tramite il form ufficiale pubblicato da ESOCAN. La quota di 25 euro si versa tramite la piattaforma di pagamento ESOCAN o via bonifico all’IBAN ES04 1491 0001 2421 4922 4327 (banca Triodos). Nessuna iscrizione si considera valida senza la conferma del pagamento.[6]

Per informazioni è possibile contattare la Fundación Espeleosocorro Cántabro: Calle Trefilería n° 5, loc. 8, Ramales de la Victoria (Cantabria) — telefono/WhatsApp +34 667 70 16 23.[9][6]


Fonti consultate:

  1. ESOCAN – Información campamento Garma Ciega: https://espeleosocorro.es/informacion-campamento-garma-ciega/
  2. ESOCAN – Campamento internacional Garma Ciega: https://espeleosocorro.es/campamento-internacional-garma-ciega/
  3. ESOCAN – Fundación Espeleosocorro Cántabro (home): https://espeleosocorro.es
  4. ESOCAN – Archivo enero 2026: https://espeleosocorro.es/2026/01/
  5. Instagram ESOCAN – Annuncio Campamento 2026: https://www.instagram.com/p/DTf_bgCDH28/
  6. Facebook ESOCAN – Annuncio Campamento Internacional Garmaciega 2026: https://www.facebook.com/esocanfundacion/photos/campamento-internacional-garmaciega-2026-volvemos-a-la-carga-con-esta-actividad-
  7. Europa Press – Sistema Mortillano: https://www.europapress.es/cantabria/noticia-espeleologos-ramaliegos-convierten-sistema-mortillano-mayor-peninsula-iberica-15-mu
  8. El Confidencial – Garma Ciega-Sima del Sombrero: https://www.elconfidencial.com/espana/2024-06-24/pasajes-excursiones-cueva-garma-ciega-sima-sombrero-cantabria-2mpa_3909504/
  9. ESOCAN – Ex-07 14th ICRC 2024 Garma Ciega – Sima del Sombrero: https://espeleosocorro.es/ex-07-14-th-icrc-2024-garma-ciega-sima-del-sombrero/
  10. Firmania – Fundación Espeleosocorro Cántabro: https://firmania.es/ramales-de-la-victoria/fundaci%C3%B3n-espeleosocorro-c%C3%A1ntabro-esoc%C3%A1n-1762292

Fonti
[1] Fundación Espeleosocorro Cántabro ESOCAN https://espeleosocorro.es
[2] Sin categoría https://espeleosocorro.es/category/sin-categoria/
[3] enero | 2026 | Fundación Espeleosocorro Cántabro ESOCAN https://espeleosocorro.es/2026/01/
[4] CAMPAMENTO INTERNACIONAL GARMACIEGA 2026. … https://www.instagram.com/p/DTf_bgCDH28/
[5] Espeleosocorro – CAMPAMENTO INTERNACIONAL … https://www.facebook.com/esocanfundacion/photos/campamento-internacional-garmaciega-2026-volvemos-a-la-carga-con-esta-actividad-/916823370891890/
[6] Información campamento Garma Ciega https://espeleosocorro.es/informacion-campamento-garma-ciega/
[7] Espeleólogos ramaliegos convierten el Sistema del Mortillano en el mayor de la Península Ibérica y la 15ª del mundo https://www.europapress.es/cantabria/noticia-espeleologos-ramaliegos-convierten-sistema-mortillano-mayor-peninsula-iberica-15-mundo-20090812122959.html
[8] ¿Dónde está la cueva de la Garma Ciega-Sima del Sombrero en Cantabria? Así son sus excursiones de 20 horas https://www.elconfidencial.com/espana/2024-06-24/pasajes-excursiones-cueva-garma-ciega-sima-sombrero-cantabria-2mpa_3909504/
[9] Fundación Espeleosocorro Cántabro (Esocán), Ramales … https://firmania.es/ramales-de-la-victoria/fundaci%C3%B3n-espeleosocorro-c%C3%A1ntabro-esoc%C3%A1n-1762292
[10] 01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/86d36e7b-fb33-423c-9ed5-5859bb837351/01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt
[11] 02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/35124a74-892b-451f-9c91-aa405245406d/02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt
[12] 03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/2e8b1d27-c01e-4793-9b8a-e405da6de545/03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt

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  • Corso nazionale di primo soccorso e gestione emergenze in grotta a Casola Valsenio
    Condividi Appuntamento in Emilia-Romagna nel settembre 2026 Si terrà dal 25 al 27 settembre 2026 a Casola Valsenio (Ravenna), presso Casa Olmatelli, il corso nazionale “Primo soccorso e gestione dell’emergenza in grotta: aspetti medici, psicologici e comportamentali”. L’iniziativa, organizzata dal Comitato Esecutivo Emilia-Romagna della Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della Società Speleologica Italiana insieme alla Ronda Speleologica Imolese (CAI Imola) e in collaborazione con
     

Corso nazionale di primo soccorso e gestione emergenze in grotta a Casola Valsenio

Apríl 12th 2026 at 06:00

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Appuntamento in Emilia-Romagna nel settembre 2026

Si terrà dal 25 al 27 settembre 2026 a Casola Valsenio (Ravenna), presso Casa Olmatelli, il corso nazionale “Primo soccorso e gestione dell’emergenza in grotta: aspetti medici, psicologici e comportamentali”.

L’iniziativa, organizzata dal Comitato Esecutivo Emilia-Romagna della Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della Società Speleologica Italiana insieme alla Ronda Speleologica Imolese (CAI Imola) e in collaborazione con la Scuola Nazionale di Speleologia CAI, si propone di formare e informare i partecipanti sulla gestione delle emergenze sanitarie in ambiente ipogeo e torrentistico.

Il corso è rivolto a speleologi già formati: tra i requisiti è richiesto di essere soci SSI o CAI in regola con il tesseramento 2026 e aver frequentato almeno un corso di primo livello. Le attività didattiche prevedono lezioni frontali, simulazioni di ruolo, lavori di gruppo e una sessione pratica in grotta, con il contributo di tecnici e personale sanitario del CNSAS–SAER, oltre a psicologi e formatori.

Ampio spazio sarà dedicato non solo agli aspetti medici, ma anche alla gestione emotiva e psicologica dell’emergenza, dalle prime fasi dell’incidente fino all’arrivo dei soccorsi.

La quota di partecipazione è fissata in 160 euro, da versare entro il 15 agosto 2026. Il corso è a numero chiuso e le iscrizioni sono accettate in ordine cronologico. La quota comprende pernottamenti per le notti di venerdì e sabato e i pasti previsti durante le tre giornate, mentre restano escluse le spese di viaggio.

La sistemazione è prevista in camere condivise con servizi, cucina e spazi comuni, mentre tra le attività è inclusa un’uscita pratica in ambiente ipogeo nell’ambito delle simulazioni.

Gli organizzatori sottolineano che il corso non riguarda tecniche di autosoccorso su corda, ma è focalizzato sulla gestione sanitaria e comportamentale dell’emergenza, in un contesto dove il rischio residuo resta sempre presente.

Locandina:

https://www.sns-cai.it/evento/corso-nazionale-primo-soccorso-e-gestione-emergenza-emilia-romagna-sns-cai-2026/

Modulo iscrizione: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdqajQ8rSE5NEjzDGWCRtsNEnYhGTB1YDjLCKNO3UPp3WO3dQ/viewform

Fonte: SNS CAI / Commissione Nazionale Scuole di Speleologia

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  • Messico, minatore salvato dopo 14 giorni in una miniera allagata: il video del ritrovamento
    Condividi Intrappolato a 300 metri di profondità in una miniera di Sinaloa, è sopravvissuto in una galleria invasa dall’acqua: decisivo l’intervento dei soccorritori Un salvataggio che ha dell’incredibile arriva dal Messico, dove un minatore è stato recuperato vivo dopo aver trascorso 14 giorni intrappolato sott’acqua. Il video del momento in cui viene riportato in superficie sta facendo il giro del web, suscitando emozione e incredulità. L’incidente è avvenuto nello stato di Sinaloa, nel
     

Messico, minatore salvato dopo 14 giorni in una miniera allagata: il video del ritrovamento

Apríl 12th 2026 at 05:00

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Intrappolato a 300 metri di profondità in una miniera di Sinaloa, è sopravvissuto in una galleria invasa dall’acqua: decisivo l’intervento dei soccorritori

Un salvataggio che ha dell’incredibile arriva dal Messico, dove un minatore è stato recuperato vivo dopo aver trascorso 14 giorni intrappolato sott’acqua. Il video del momento in cui viene riportato in superficie sta facendo il giro del web, suscitando emozione e incredulità.

L’incidente è avvenuto nello stato di Sinaloa, nel comune di El Rosario, all’interno della miniera Santa Fe. Il lavoratore, Francisco Zapata Nájera, era rimasto bloccato a circa 300 metri di profondità in una galleria allagata, dopo un crollo avvenuto lo scorso 25 marzo 2026.

El Pais riferisce che al salvataggio hanno partecipato oltre 300 persone, tra cui i militari dell’esercito messicano, sommozzatori specializzati, protezione civile ed esperti del settore minerario. Decisivo l’intervento dei sub dell’esercito, che sono riusciti a individuare il minatore in un tunnel allagato: da quel momento sono servite più di 20 ore di operazioni complesse per riportarlo in superficie in sicurezza.

Le immagini mostrano l’intervento dei soccorritori, impegnati in un’operazione lunga e complessa. Dopo giorni di ricerche, la squadra è riuscita a localizzare l’uomo e a trarlo in salvo, nonostante le condizioni estreme e il rischio costante per la sicurezza.Visibilmente provato ma cosciente, il minatore è stato subito affidato alle cure dei medici.

La sua sopravvivenza, dopo un periodo così lungo in un ambiente ostile e sommerso, viene già considerata straordinaria.

Il video del ritrovamento è diventato virale in poche ore, simbolo della determinazione dei soccorritori e della straordinaria capacità di resistenza umana.

Fonti: Corriere della Sera

https://video.corriere.it/video-virali/messico-minatore-salvato-dopo-14-giorni-sott-acqua-il-video-del-ritrovamento/12cfc727-4dcd-4054-a522-9e7be29c5xlk

El País, edizione online https://elpais.com/mexico/2026-04-09/con-el-agua-a-la-cintura-tras-13-dias-bajo-tierra-asi-fue-el-rescate-de-uno-de-los-mineros-en-santa-fe.html

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  • “Grotta Sicura”: a Dorgali il seminario sulla sicurezza speleologica
    Condividi 11 e 12 aprile 2026: due giornate dedicate a formazione, prevenzione e tecniche di soccorso in speleologia Ha preso il via oggi, 11 aprile 2026, a Dorgali, il seminario “Grotta Sicura”, un appuntamento dedicato alla sicurezza in ambiente speleologico e rivolto agli speleologi della Sardegna. L’iniziativa, organizzata dalla Federazione Speleologica Sarda, è un importante momento di formazione e confronto su temi fondamentali quali la prevenzione degli incidenti, l’utilizzo delle
     

“Grotta Sicura”: a Dorgali il seminario sulla sicurezza speleologica

Apríl 11th 2026 at 05:00

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11 e 12 aprile 2026: due giornate dedicate a formazione, prevenzione e tecniche di soccorso in speleologia

Ha preso il via oggi, 11 aprile 2026, a Dorgali, il seminario “Grotta Sicura”, un appuntamento dedicato alla sicurezza in ambiente speleologico e rivolto agli speleologi della Sardegna.

L’iniziativa, organizzata dalla Federazione Speleologica Sarda, è un importante momento di formazione e confronto su temi fondamentali quali la prevenzione degli incidenti, l’utilizzo delle attrezzature e la gestione delle emergenze in grotta.

Antonio Chessa, consigliere della Federazione Speleologica Sarda, ha sottolineato l’importanza dell’evento, evidenziando come la due giorni sia pensata per rafforzare competenze e consapevolezza tra gli speleo regionali.

Il seminario è realizzato con la collaborazione del Comitato Esecutivo Regionale delle Scuole di Speleologia della Sardegna (CER) e del Soccorso Alpino e Speleologico della Sardegna (CNSAS), con il coinvolgimento di tecnici ed esperti del settore.

La prima giornata, ospitata a Dorgali, è dedicata a sessioni teoriche, testimonianze e approfondimenti.

Nella seconda sono previste esercitazioni pratiche in grotta, con simulazioni di intervento e gestione di infortuni.

Una lodevole iniziativa, che punta a promuovere la cultura della sicurezza, sempre più diffusa in speleologia.

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  • Recupero medicalizzato in grotta: il CNSAS testa nuove soluzioni all’Antro del Corchia
    Condividi All’Antro del Corchia tre giorni di esercitazioni CNSAS dedicati al recupero medicalizzato in grotta tra gilet riscaldanti e gestione del politrauma Recupero medicalizzato in grotta all’Antro del Corchia Dal 20 al 22 marzo, nel comune di Stazzema (LU), la Commissione Medica Speleologica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha svolto tre giornate di attività dedicate al recupero medicalizzato in grotta. L’incontro ha riunito medici, infermieri e formatori laici d
     

Recupero medicalizzato in grotta: il CNSAS testa nuove soluzioni all’Antro del Corchia

Apríl 5th 2026 at 06:24

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All’Antro del Corchia tre giorni di esercitazioni CNSAS dedicati al recupero medicalizzato in grotta tra gilet riscaldanti e gestione del politrauma


Recupero medicalizzato in grotta all’Antro del Corchia

Dal 20 al 22 marzo, nel comune di Stazzema (LU), la Commissione Medica Speleologica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha svolto tre giornate di attività dedicate al recupero medicalizzato in grotta. L’incontro ha riunito medici, infermieri e formatori laici del CNSAS, tutti tecnici di soccorso speleologico, con l’obiettivo di affinare procedure e materiali da impiegare in ambiente ipogeo.

Le sessioni teoriche in aula sono state affiancate da esercitazioni in grotta all’Antro del Corchia, uno dei complessi carsici più estesi e articolati d’Italia, già utilizzato in più occasioni come laboratorio sul campo per il soccorso speleologico. In questo contesto, il recupero medicalizzato in grotta è stato messo al centro del programma formativo, con scenari operativi studiati per riprodurre condizioni critiche e di difficile gestione.[1][2]


Soccorso speleologico medicalizzato e gilet riscaldante

La prima fase di esercitazione si è svolta lungo il ramo del Giglio, dove le squadre hanno simulato il recupero di un infortunato in barella. In questo scenario è stato testato un gilet riscaldante, attualmente in fase di sperimentazione come presidio di riscaldamento attivo da integrare nei sacchi sanitari.

Il dispositivo è stato valutato sia per il comfort percepito dalla persona trasportata, sia attraverso il monitoraggio strumentale della temperatura corporea con termometro timpanico. I dati raccolti hanno indicato un contributo concreto al mantenimento dell’isotermia in un ambiente freddo, saturo di umidità e privo di irraggiamento solare, condizioni tipiche delle cavità naturali. In questo modo il recupero medicalizzato in grotta si arricchisce di uno strumento in più per la prevenzione dell’ipotermia durante operazioni di lunga durata.


Recupero medicalizzato in grotta e gestione del politrauma

La seconda parte delle attività si è concentrata sulla gestione di un paziente con sospetto politrauma. La simulazione è stata allestita nel ramo del Serpente, un settore dell’Antro del Corchia caratterizzato da passaggi stretti, irregolari e con dimensioni molto ridotte.

In questo scenario è stato impiegato l’estricatore Ferno XT Pro, utilizzato per immobilizzare e movimentare il ferito in condizioni complesse. La progressione dei soccorritori lungo il ramo del Serpente ha mostrato in modo chiaro come il recupero medicalizzato in grotta diventi particolarmente delicato quando lo spazio utile è minimo. I normali sistemi di movimentazione su corda, abitualmente impiegati nel soccorso speleologico, risultano difficili da applicare senza aumentare il rischio di ulteriori traumi.


Criticità negli spazi confinati e sicurezza del paziente

Le prove dedicate al sospetto politrauma non hanno dato un esito pienamente soddisfacente. Le ridotte dimensioni degli ambienti, unite alla presenza di numerosi ostacoli naturali, hanno reso complessa la movimentazione del ferito e delle attrezzature di soccorso. In queste condizioni, garantire stabilità, immobilizzazione e protezione del paziente si è dimostrato particolarmente difficile.

L’esperienza ha messo in luce criticità precise nella gestione del trasporto in sicurezza di un paziente politraumatizzato in tratti di grotta molto stretti. Il recupero medicalizzato in grotta, soprattutto in spazi estremamente confinati, richiede soluzioni pensate specificamente per ridurre al minimo il rischio di aggravare il quadro clinico durante ogni manovra. La lezione operativa emersa da queste giornate indica la necessità di rivedere strumenti e procedure per questo tipo di ambiente.


Sviluppo di nuovi dispositivi per il soccorso speleologico medicalizzato

Alla luce dei risultati ottenuti, la Commissione Medica Speleologica del CNSAS proseguirà il lavoro insieme alla Commissione Tecnica Speleologica, responsabile di progettazione e sviluppo delle attrezzature di soccorso. L’obiettivo è ideare nuovi dispositivi che permettano un trasporto più sicuro e controllato dei pazienti politraumatizzati nei tratti di grotta meno modificabili e più disagevoli.

Il recupero medicalizzato in grotta viene così affrontato come un ambito in continua evoluzione, in cui competenze sanitarie, capacità tecniche e innovazione tecnologica devono procedere di pari passo. Le prove svolte in Toscana rientrano in un percorso di miglioramento costante, nel quale il CNSAS utilizza l’Antro del Corchia e altre cavità complesse come banchi di prova per affinare procedure, strumenti e strategie operative, con l’obiettivo di aumentare l’efficacia e la sicurezza del soccorso in ambiente ipogeo.

Il comunicato del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico

In Toscana test e sperimentazioni per il recupero medicalizzato in grotta
Attività della Commissione Medica Speleologica del CNSAS all’Antro del Corchia (LU)

Dal 20 al 22 marzo, medici e infermieri della Commissione Medica Speleologica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), insieme ai formatori laici – anch’essi tecnici del Corpo – si sono riuniti in Toscana, nel comune di Stazzema (LU), per tre giornate di attività teorico-pratiche dedicate al soccorso medicalizzato in ambiente ipogeo.
Le attività in aula sono state seguite da esercitazioni in grotta presso l’Antro del Corchia, uno dei complessi carsici più estesi d’Italia, scelto per le sue caratteristiche morfologiche che consentono di simulare scenari operativi particolarmente complessi.
L’esercitazione si è concentrata in primo luogo sul recupero di un ferito su barella lungo il ramo del Giglio, con l’impiego di un gilet riscaldante attualmente in fase di test come presidio di riscaldamento attivo. Il dispositivo, pensato per essere integrato nei sacchi sanitari utilizzati durante gli interventi, è stato valutato sia in termini di comfort percepito dal paziente sia attraverso il monitoraggio della temperatura corporea, rilevata mediante termometro timpanico.
Le prove hanno evidenziato risultati favorevoli: il gilet si è dimostrato efficace nel contribuire al mantenimento delle condizioni di isotermia del ferito in un ambiente caratterizzato da basse temperature, elevata umidità – prossima al 100% – e assenza di irraggiamento solare, come quello tipico delle cavità naturali.
Nella seconda fase dell’attività, è stata simulata la movimentazione di un ferito con sospetto politrauma mediante l’utilizzo dell’estricatore Ferno XT Pro, all’interno del ramo del Serpente, un tratto della grotta particolarmente angusto e caratterizzato da passaggi stretti e irregolari.
In questo contesto, la progressione si è rivelata particolarmente complessa: le dimensioni ridotte degli ambienti e la presenza di numerosi ostacoli naturali hanno reso difficoltoso il trasporto del presidio di soccorso speleologico con il ferito tramite l’ausilio dei dispositivi di movimentazione su corda normalmente impiegati nelle operazioni di soccorso in grotta.
L’esito delle prove in questo scenario non è stato pienamente soddisfacente, evidenziando criticità nella gestione del trasporto in sicurezza di un paziente politraumatizzato in spazi estremamente confinati, dove il rischio di aggravare le condizioni cliniche durante le manovre è particolarmente elevato.
L’attività ha quindi confermato la necessità di sviluppare soluzioni specifiche per il recupero di feriti in tratti di grotta particolarmente stretti e difficilmente modificabili. In questa direzione, la Commissione Medica del CNSAS, in collaborazione con la Commissione Tecnica Speleologica – responsabile della progettazione e sviluppo delle attrezzature utilizzate nelle operazioni di soccorso del CNSAS – proseguirà le attività di studio e sperimentazione finalizzate all’ideazione di nuovi dispositivi in grado di garantire il trasporto sicuro di pazienti politraumatizzati anche negli ambienti più estremi.
Queste attività rientrano nel continuo impegno del CNSAS nel migliorare l’efficacia e la sicurezza del soccorso in ambiente ipogeo, attraverso l’integrazione tra competenze sanitarie, capacità tecniche e innovazione tecnologica.

Fonti:

1] esercitazione interregionale nell’Antro del Corchia – Scintilena https://www.scintilena.com/soccorso-speleologico-sulle-apuane-esercitazione-interregionale-nellantro-del-corchia/03/29/
[2] successo dell’Open Day 2025 della CTS all’Antro del Corchia https://news.cnsas.it/tecnologia-e-innovazione-per-il-soccorso-in-grotta-successo-dellopen-day-2025-della-cts-allantro-del-corchia/
[8] Soccorso speleologico medicalizzato: Innovazione nella Grotta a Male https://www.scintilena.com/soccorso-speleologico-medicalizzato-innovazione-nella-grotta-a-male/11/13/
[9] Esercitazione interregionale di soccorso speleologico nell’Antro del … https://www.toscanaindiretta.it/cronaca/2026/03/29/esercitazione-interregionale-di-soccorso-speleologico-nellantro-del-corchia/234675/
[10] Toscana – CNSAS News https://news.cnsas.it/toscana/
[11] Delegazione III zona speleo – SAST https://www.sast.it/delegazione-iii-zona-speleo/
[12] [PDF] alpino e – boegan.it https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2012/02/CNSAS_50anni_webCompleto.pdf
[13] La Scuola di soccorso speleologico dell’Emilia – Facebook https://www.facebook.com/saercnsas/posts/la-scuola-di-soccorso-speleologico-dellemilia-romagna-ha-partecipato-allimportan/1262777142707942/
[14] Soccorso Alpino e Speleologico Toscano – Facebook https://www.facebook.com/SoccorsoAlpinoeSpeleologicoToscanoSAST/posts/durante-il-fine-settimana-del-21-e-22-marzo-lantro-del-corchia-%C3%A8-stato-teatro-di/1784375232582792/
[15] Soccorso Alpino e Speleologico Trentino | Instagram – Instagram https://www.instagram.com/p/DPyCJTdk8lF/

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  • Soccorso speleologico e comunicazione in grotta: alla Grotta del Frassino tre giorni di test tecnologici
    Condividi Alla Grotta del Frassino il Soccorso Speleologico sperimenta nuovi sistemi digitali per la comunicazione in grotta e il coordinamento dei soccorsi ipogei Esercitazione CTS del CNSAS e comunicazione in grotta alla Grotta del Frassino Nei giorni 27, 28 e 29 marzo 2026 la Commissione Tecnica Speleologica (CTS) del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha svolto una esercitazione alla Grotta del Frassino, nel massiccio del Campo dei Fiori, in provincia di Varese. L’at
     

Soccorso speleologico e comunicazione in grotta: alla Grotta del Frassino tre giorni di test tecnologici

Apríl 2nd 2026 at 07:00

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Alla Grotta del Frassino il Soccorso Speleologico sperimenta nuovi sistemi digitali per la comunicazione in grotta e il coordinamento dei soccorsi ipogei


Esercitazione CTS del CNSAS e comunicazione in grotta alla Grotta del Frassino

Nei giorni 27, 28 e 29 marzo 2026 la Commissione Tecnica Speleologica (CTS) del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha svolto una esercitazione alla Grotta del Frassino, nel massiccio del Campo dei Fiori, in provincia di Varese.

L’attività era centrata sullo sviluppo di nuovi sistemi di comunicazione per il soccorso in ambiente ipogeo, con particolare attenzione a come rendere più efficiente la comunicazione in grotta durante gli interventi reali.

Il tradizionale collegamento analogico su doppino telefonico resta il riferimento operativo in molti interventi di soccorso speleologico.

Durante l’esercitazione è stata verificata la possibilità di affiancare a questa tecnologia soluzioni digitali più versatili, mantenendo affidabilità e continuità del servizio anche in contesti morfologicamente complessi.


Sistemi wireless mesh e nuove frontiere della comunicazione in grotta

Uno dei filoni principali di lavoro ha riguardato tre diversi sistemi di comunicazione wireless basati su rete digitale con protocollo mesh.

Queste soluzioni consentono una comunicazione in grotta bidirezionale non solo per la voce, ma anche per testi, immagini e dati tecnici utili al coordinamento.

I sistemi mesh prevedono la distribuzione di nodi trasmettitori?ripetitori lungo lo sviluppo della cavità, in punti scelti in base alla morfologia interna.

Ogni nodo dialoga con i vicini, creando una rete decentralizzata che mira a garantire stabilità e continuità del segnale anche in presenza di meandri, pozzi e cambi di quota.

L’idea alla base ricalca il principio delle reti internet distribuite, adattato al contesto della comunicazione in grotta.

In questo modo, eventuali criticità su un singolo nodo possono essere compensate dal resto della rete, aumentando la resilienza complessiva del sistema di collegamento.


Il sistema Ermes: connettività Internet e supporto sanitario in grotta

In parallelo ai test sui sistemi wireless mesh sono proseguite le prove sul sistema Ermes, sviluppato dalla CTS proprio per portare connettività Internet in grotta.


Ermes è pensato per permettere al team sanitario presente sul ferito di inviare verso l’esterno dati diagnostici, immagini e comunicazioni vocali e testuali, così da ricevere supporto specialistico a distanza.

La comunicazione in grotta, in questo caso, non riguarda solo il coordinamento tecnico delle squadre, ma anche il flusso di informazioni sanitarie tra il personale sul posto e i medici in superficie.


Questo può risultare decisivo nelle fasi di valutazione del quadro clinico e nella scelta delle procedure di evacuazione più adatte.

Durante l’esercitazione sono stati verificati in particolare tre aspetti operativi.


Il primo ha riguardato la coesistenza tra fonia analogica tradizionale ed Ermes sullo stesso cavo telefonico, con l’obiettivo di ridurre al minimo interferenze e disturbi.


Il secondo punto è stato la risposta del sistema in presenza di cavo degradato, condizione frequente in scenari reali o su linee già utilizzate in precedenza.


Il terzo ambito di prova ha interessato il comportamento delle comunicazioni al variare delle modalità di giunzione tra le bobine di cavo.


Integrazione tra tecnologie e sviluppo del soccorso speleologico

L’esercitazione alla Grotta del Frassino si inserisce in un percorso più ampio di ricerca e sviluppo portato avanti dalla Commissione Tecnica Speleologica del CNSAS.


L’obiettivo è migliorare nel tempo capacità di comunicazione in grotta, coordinamento tra le squadre e gestione delle informazioni durante gli interventi ipogei.

La prospettiva è quella di integrare in modo progressivo le nuove tecnologie con i sistemi già collaudati sul campo, senza abbandonare strumenti che hanno dimostrato affidabilità nel tempo.


In questa logica, la comunicazione in grotta diventa un ambito in cui innovazione digitale e esperienza operativa devono procedere insieme.

Le prove svolte nel complesso carsico del Campo dei Fiori contribuiscono a definire protocolli e configurazioni tecniche replicabili in altre cavità, con scenari geologici e morfologici diversi.


Per la comunità speleologica e per il Soccorso Speleologico, questi test rappresentano un passo ulteriore verso interventi più efficaci, con una comunicazione in grotta sempre più strutturata, tracciabile e adatta alle esigenze reali del soccorso.

Il comunicato ufficiale CNSAS

Attività sperimentali del Soccorso Speleologico alla Grotta del Frassino (VA)

Test su nuove tecnologie di comunicazione in grotta

 

Nei giorni 27, 28 e 29 marzo 2026 si è svolta un’esercitazione della Commissione Tecnica Speleologica (CTS) del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), finalizzata all’avanzamento delle attività di progettazione e sviluppo di nuovi sistemi di comunicazione per il soccorso in ambiente ipogeo.

Le attività si sono svolte presso la Grotta del Frassino, nel complesso carsico di Campo dei Fiori in provincia di Varese, e hanno riguardato in particolare la sperimentazione di soluzioni innovative alternative al tradizionale collegamento analogico su doppino telefonico, comunemente utilizzato durante gli interventi di soccorso speleologico.

Tra i principali ambiti di test, sono stati valutati tre diversi sistemidi comunicazione wireless basati su rete digitale con protocollo mesh, che consentono la trasmissione bidirezionale non solo della voce, ma anche di testi, immagini e dati. I sistemi prevedono la distribuzione lungo lo sviluppo della cavità di nodi trasmettitori-ripetitori che comunicano tra loro, creando una rete decentralizzata in grado di garantire continuità e stabilità del segnale anche in ambienti complessi, secondo una logica analoga a quella delle reti internet distribuite.

Parallelamente, sono proseguite le attività di test e studio del sistema Ermes, sviluppato dalla CTS per portare connettività Internet in grotta. Il sistema consente al team sanitario impegnato sul ferito di trasmettere dati diagnostici, immagini e comunicazioni voce e testuali verso l’esterno, ricevendo al contempo supporto specialistico da remoto.

Le prove hanno riguardato in particolare la coesistenza tra sistemi di comunicazione tradizionali in fonia analogica ed Ermes sullo stesso cavo telefonico, con l’obiettivo di ridurre al minimo le interferenze; la valutazione delle prestazioni del sistema in presenza di cavo degradato ed il comportamento delle comunicazioni in funzione di diverse modalità di giunzione tra le bobine.

L’esercitazione si inserisce nel più ampio percorso di ricerca e sviluppo della Commissione Tecnica Speleologica del CNSAS, volto a migliorare le capacità di comunicazione e coordinamento negli interventi in grotta, attraverso l’integrazione tra tecnologie innovative e sistemi già consolidati.

 

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  • Savona, al via il 46° Corso di Speleologia: formazione nelle grotte liguri, in Val Bormida in particolare
    Condividi Presentato il nuovo ciclo del Gruppo Speleologico Savonese DLF: lezioni teoriche gratuite aperte a tutti – cinque uscite sul campo per gli iscritti tra aprile e giugno 2026 È stato presentato nella serata di venerdì 27 marzo 2026, presso il Salone del Dopolavoro Ferroviario di Savona, il 46° Corso di Speleologia organizzato dal Gruppo Speleologico Savonese DLF: un appuntamento atteso per la formazione speleologica nel territorio ligure. Il corso prenderà ufficialmente il via
     

Savona, al via il 46° Corso di Speleologia: formazione nelle grotte liguri, in Val Bormida in particolare

Apríl 2nd 2026 at 06:00

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Presentato il nuovo ciclo del Gruppo Speleologico Savonese DLF: lezioni teoriche gratuite aperte a tutti – cinque uscite sul campo per gli iscritti tra aprile e giugno 2026

È stato presentato nella serata di venerdì 27 marzo 2026, presso il Salone del Dopolavoro Ferroviario di Savona, il 46° Corso di Speleologia organizzato dal Gruppo Speleologico Savonese DLF: un appuntamento atteso per la formazione speleologica nel territorio ligure.

Il corso prenderà ufficialmente il via venerdì 10 aprile con la prima lezione teorica.

La prima esercitazione pratica si svolgerà domenica 12 aprile 2026 a Bardineto: grotta orizzontale e ricognizionenell’area carsica circostante.

Il programma prevede complessivamente dodici lezioni teoriche, che si terranno ogni venerdì sera fino al 12 giugno 2026, e cinque esercitazioni pratiche distribuite a domeniche alterne, dal 12 aprile al 7 giugno 2026. Le attività sul campo si svolgeranno principalmente nel territorio carsico della provincia di Savona, con particolare riferimento alla Val Bormida.

Le esercitazioni includeranno, oltre alla prima uscita esplorativa, due sessioni in “palestre” speleologiche su pareti di roccia e due discese in grotte con tratti verticali, dove i partecipanti potranno apprendere le tecniche di progressione su corda sia in discesa che in risalita.

Le lezioni teoriche saranno aperte gratuitamente a tutti gli interessati, mentre per partecipare alle attività pratiche è prevista una quota di iscrizione di 180 euro, comprensiva delle tessere associative al Gruppo Speleologico Savonese DLF, al Dopolavoro Ferroviario e alla Società Speleologica Italiana, oltre alla copertura assicurativa.

Il corso, organizzato dalla Scuola di “Savona e Alta Val Bormida”, è omologato dalla Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della Società Speleologica Italiana ETS, a conferma della qualità didattica e della preparazione degli istruttori. Si tratta del 46° corso in oltre mezzo secolo di attività: il primo è stato organizzato addirittura nel 1970.

Come sottolineano il direttore della Scuola Fabrizio Falco, il direttore del corso Stefano Palmesino e la segretaria Adele Sanna, il coro nasce per fornire agli allievi una preparazione completa, teorica e pratica, dalle tecniche di base della progressione in grotta fino agli aspetti scientifici legati al carsismo.

Grotta Viva le Bimbe – foto del Gruppo

Il percorso formativo offrirà anche un primo contatto con le attività di esplorazione, ricerca e documentazione svolte dal gruppo durante tutto l’anno, e permette ai partecipanti di comprendere concretamente cosa significhi fare speleologia.

Il corso è aperto a chiunque abbia compiuto 14 anni, senza limiti superiori di età, ed è una vera opportunità – come ogni corso di avvicinamento alla speleologia – per avvicinarsi in sicurezza al mondo sotterraneo, dove – come ricordano gli organizzatori – “natura e scienza, storia e folklore, avventura e sport si incontrano nelle profondità della terra”.

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  • 50 tecnici del soccorso sottoterra per 24 ore: esercitazione estrema nella Grotta delle Palme a Dossena
    Condividi La IX Delegazione Speleologica del CNSAS si è calata nel cuore della montagna per un addestramento continuo di alto livello, testando nuove tecniche di soccorso e comunicazione in profondità. DOSSENA (BG) – Importante esercitazione di squadra per la IX Delegazione Speleologica del CNSAS – Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, coordinata dalla Scuola speleologica: nel fine settimana appena trascorso, nella Grotta delle Palme, nel comune di Dossena, circa cinquanta tecnici d
     

50 tecnici del soccorso sottoterra per 24 ore: esercitazione estrema nella Grotta delle Palme a Dossena

Marec 30th 2026 at 08:00

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La IX Delegazione Speleologica del CNSAS si è calata nel cuore della montagna per un addestramento continuo di alto livello, testando nuove tecniche di soccorso e comunicazione in profondità.

DOSSENA (BG) – Importante esercitazione di squadra per la IX Delegazione Speleologica del CNSAS – Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, coordinata dalla Scuola speleologica: nel fine settimana appena trascorso, nella Grotta delle Palme, nel comune di Dossena, circa cinquanta tecnici di soccorso speleologico hanno preso parte a un’attività addestrativa complessa e continuativa, sviluppata nell’arco di più ore, dal sabato mattina fino alla notte tra sabato e domenica.

La componente speleologica del CNSAS riveste un ruolo fondamentale nel sistema di soccorso, operando in ambienti ipogei e contesti confinati dove ogni intervento richiede elevata preparazione tecnica, capacità di adattamento e coordinamento tra le squadre. L’esercitazione ha avuto come obiettivo principale il recupero di un ipotetico ferito, mettendo in pratica l’intero bagaglio tecnico acquisito dai partecipanti, attraverso l’utilizzo sia del materiale di squadra, sia delle dotazioni individuali assegnate a ciascun tecnico.

Durante l’attività è stato inoltre simulato un cambio squadra completo, riproducendo le dinamiche tipiche di un intervento reale e tenendo conto delle difficoltà specifiche dell’ambiente: meandri particolarmente stretti, e verticali con uscite complesse, che hanno richiesto attenzione, precisione e gestione efficace delle manovre. Un ulteriore obiettivo dell’esercitazione è stato il test dei nuovi strumenti di comunicazione con l’esterno grotta, fondamentali per garantire il coordinamento e la sicurezza delle operazioni in scenari operativi articolati.

L’elevato numero di partecipanti ha consentito di sviluppare un’esercitazione strutturata e realistica, permettendo ai tecnici di confrontarsi con situazioni complesse e di affinare ulteriormente le proprie competenze.

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