Zobrazenie na čítanie

Dalla grotta al Pianeta Rosso. Tunnel lavici lunari, la Luna offre un possibile rifugio per astronauti e una nuova frontiera per la speleologia planetaria

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GPR, geolocalizzazione sotterranea, grotte lunari e marziane, addestramento ESA e nuovi scenari per la speleologia planetaria

La ricerca speleologica e planetaria sta convergendo su un punto preciso: capire, misurare e raggiungere il sottosuolo senza dipendere dal GPS tradizionale. Nella stessa traiettoria si collocano il Ground Penetrating Radar, i sistemi di localizzazione sotterranea, i lavatubes lunari e marziani e i programmi ESA che usano le grotte come ambiente di addestramento.[scintilena]

GPR e sottosuolo

Il Ground Penetrating Radar è diventato uno strumento centrale per leggere il sottosuolo senza scavo. Il principio è semplice: invia impulsi elettromagnetici e registra gli echi riflessi quando il segnale incontra materiali diversi o vuoti, ricostruendo così la geometria interna dei terreni e delle cavità.[ntrs.nasa]

La profondità utile cambia molto in base al contesto. In materiali favorevoli può arrivare a decine di metri, mentre in suoli umidi o argillosi la penetrazione cala drasticamente; nei lavatubes il radar è particolarmente interessante perché il contatto tra vuoto e roccia riflette bene il segnale.[geomodel]

Lavatubes e stabilità

Le grotte laviche di Luna e Marte sono diventate oggetto di studi sempre più serrati perché potrebbero offrire rifugi naturali e, allo stesso tempo, conservare informazioni preziose sulla storia geologica dei pianeti. Le analisi recenti mostrano che la stabilità strutturale dipende da larghezza del tubo, spessore del tetto e stato di stress della roccia.[sciencedirect]

La gravità ridotta favorisce cavità più grandi rispetto alla Terra, ma non elimina il rischio di collasso. Per questo le tecniche geofisiche e i modelli numerici sono diventati essenziali per distinguere un vuoto promettente da una struttura fragile.[europlanet]

Grotte di Marte

Tra le prime immagini che hanno acceso l’interesse per il sottosuolo marziano ci sono le cosiddette “Sette Sorelle”, sette possibili ingressi individuati nei pressi di Arsia Mons. Quelle aperture sono state interpretate come potenziali skylight, cioè bocche di accesso a cavità più profonde, e hanno segnato un passaggio importante nella storia dello studio delle grotte su Marte.[scintilena]

Da allora l’attenzione si è spostata anche su altri siti e su possibili grotte di origine diversa, comprese strutture vulcaniche e, secondo ricerche più recenti, anche cavità modellate dall’acqua. Il quadro che emerge è quello di un sottosuolo marziano più vario di quanto si pensasse in origine.[en.wikipedia][youtube][ca.news.yahoo]

Grotte lunari

La Luna offre un altro scenario chiave. Qui i tubi di lava sono stati studiati sia per la loro grande dimensione potenziale sia per l’interesse operativo che hanno per future missioni umane. Le ricerche mostrano che alcune cavità lunari potrebbero essere molto stabili, ma solo a certe profondità e con tetti sufficientemente spessi.[pressroom.unitn]

Anche in questo caso il GPR è uno dei metodi più utili, perché può rilevare la transizione tra roccia e vuoto e aiutare a stimare la larghezza del condotto. L’esplorazione lunare sotterranea resta però un problema aperto, che richiede missioni robotiche e una forte integrazione tra sensori diversi.[spacearchitect]

Geolocalizzazione sotterranea

Un altro nodo emerso nella chat riguarda il posizionamento in grotta. Il GPS classico non funziona sottoterra perché il segnale satellitare non penetra in modo efficace nella roccia, ma sono stati sviluppati sistemi alternativi che usano trasmettitori in grotta e ricevitori georeferenziati in superficie.[scintilena]

Scintilena ha raccontato anche soluzioni più avanzate, come i sistemi basati sui muoni, pensati per ambienti estremi dove i segnali tradizionali falliscono. In prospettiva, la navigazione sotterranea potrebbe diventare un mix di radio, muoni, rilievo 3D e algoritmi SLAM.[scintilena]

ESA e grotte

Il lato umano di questa evoluzione passa anche dall’addestramento. Loredana Bessone, figura centrale dell’ESA, ha contribuito a sviluppare i programmi CAVES e PANGAEA, che usano le grotte come ambienti analoghi per preparare astronauti alle missioni nello spazio profondo.[euronews]

Questi corsi uniscono lavoro di squadra, isolamento, gestione del rischio e osservazione scientifica. Le grotte diventano così un laboratorio reale, non una semplice simulazione, e offrono anche un ritorno alla speleologia grazie a rilievi, campionamenti e documentazione sul campo.[esa]

Una frontiera comune

L’insieme di questi temi mostra una direzione molto chiara: la speleologia terrestre sta diventando una scuola tecnica per la speleologia planetaria. GPR, radar, gravimetria, geolocalizzazione sotterranea e addestramento astronautico non sono capitoli separati, ma strumenti di una stessa ricerca sul mondo nascosto sotto la superficie.[unige.iris.cineca]

In questo quadro, le grotte lunari e marziane non sono solo un oggetto di curiosità. Sono un banco di prova per la scienza, per la sicurezza e per l’esplorazione del futuro.[digitalcommons.usf]

Un’analisi dei dati radar della sonda Lunar Reconnaissance Orbiter ha individuato un tunnel lavico accessibile sotto Mare Tranquillitatis, vicino al sito di Apollo 11, aprendo scenari rilevanti per basi lunari, ricerca geologica e future esplorazioni speleologiche.

Il ritrovamento lunare

Un nuovo studio ha individuato la prova diretta dell’esistenza di un tunnel lavico sotto la superficie lunare, nel settore di Mare Tranquillitatis. La struttura appare collegata a una cavità accessibile dal suolo, un elemento che rafforza l’ipotesi di una rete più ampia di cavità nel sottosuolo della Luna.

Il dato è importante anche per la speleologia, perché conferma che i tunnel lavici non sono un fenomeno esclusivo della Terra. Il materiale di riferimento interno allo spazio ricorda che la speleologia planetaria è già parte della riflessione scientifica contemporanea.

Come è stata individuata

L’indagine ha sfruttato dati radar della sonda Lunar Reconnaissance Orbiter, con un’analisi capace di leggere oltre la semplice immagine di superficie. Le riflessioni radar hanno mostrato un’apertura nel fondo della depressione, interpretabile come accesso a una cavità sotterranea.

La depressione studiata si trova vicino al luogo di allunaggio di Apollo 11 e misura circa 100 metri di larghezza, con una profondità intorno ai 105-170 metri a seconda delle stime dei diversi resoconti. Gli autori hanno testato prima il metodo su grotte terrestri, così da verificare la coerenza tra misure da orbita e rilievi sul terreno.

Perché interessa NASA

Per NASA e programma Artemis, i tunnel lavici rappresentano un possibile rifugio naturale contro radiazione solare, micrometeoriti e forti escursioni termiche. L’assenza di atmosfera e campo magnetico rende il suolo lunare un ambiente ostile per permanenze lunghe.

La prospettiva non riguarda solo la protezione degli astronauti, ma anche l’organizzazione logistica di una base. Secondo i ricercatori, cavità di questo tipo potrebbero servire come depositi, spazi tecnici e ambienti da schermare con meno materiali rispetto a strutture interamente costruite in superficie.

Valore scientifico

Il tunnel lavico è rilevante anche per lo studio della storia geologica lunare. Gli ambienti sotterranei potrebbero conservare rocce non alterate dal vento solare e dai raggi cosmici, offrendo un archivio più integro del vulcanismo antico.

La ricerca richiama direttamente la prospettiva speleologica: le grotte sono ambienti stabili, capaci di conservare tracce del passato per tempi lunghi. Il documento interno sul carsismo e sulla ricerca scientifica sottolinea che il sottosuolo può essere decisivo per ricostruzioni paleoambientali, stratigrafiche e vulcanologiche.

Le criticità da risolvere

L’accesso a una cavità lunare non sarebbe semplice. Un ingresso potrebbe richiedere discesa con sistemi di sicurezza, mentre la stabilità delle volte resta un punto aperto, soprattutto in un ambiente soggetto a possibili “lunotremori”.

Anche la localizzazione pone problemi. Le aree con maggiore presenza di tubi lavici sembrano concentrarsi nelle pianure basaltiche, mentre il programma Artemis punta al polo sud per la disponibilità di acqua. Il risultato è una distanza non banale tra i due obiettivi strategici.

Speleologia oltre la Terra

Per la comunità speleologica, il caso lunare conferma che l’esplorazione delle cavità non riguarda solo il sottosuolo terrestre. Il materiale di riferimento interno allo spazio cita esplicitamente la speleologia planetaria come campo di sviluppo futuro.

In questo quadro, la Luna diventa un laboratorio naturale per studiare processi vulcanici, stabilità dei vuoti, protezione ambientale e progettazione di habitat. La notizia, in sostanza, non parla solo di un possibile rifugio per astronauti, ma anche di un nuovo capitolo per la lettura speleologica dei mondi rocciosi.

Sfide tecniche nell’esplorazione dei tunnel lavici lunari

Accesso, stabilità strutturale, comunicazioni e navigazione autonoma restano i nodi principali per trasformare i tunnel lavici lunari in ambienti esplorabili e, in prospettiva, utilizzabili dalle missioni umane.

Accesso e ingresso

La prima difficoltà riguarda l’accesso alla cavità. I tunnel lavici lunari si aprono spesso attraverso pozzi ripidi, con pareti verticali o molto inclinate, che rendono complessa la discesa di robot e astronauti.

Su questo punto pesa anche la logistica. Portare strumenti, sistemi di ancoraggio e moduli scientifici in un ambiente simile richiede manovre precise e una preparazione molto diversa da quella delle esplorazioni in superficie.

Stabilità della cavità

Il secondo nodo è la stabilità geomeccanica. Non tutti i tunnel lavici possono essere considerati sicuri, perché la resistenza del tetto e delle pareti dipende da geometria, spessore della copertura e proprietà del materiale lunare.

Le simulazioni richiamate dagli studi tecnici indicano che una cavità può restare stabile solo entro certi limiti dimensionali, mentre il collasso locale resta una possibilità concreta. Anche i lunotremori e gli impatti indiretti di meteoriti possono alterare l’equilibrio della struttura.

Navigazione al buio

Dentro un tunnel lavico la luce naturale manca del tutto o quasi. Questo obbliga a usare sistemi di visione artificiale, laser scanner, radar, telecamere e sensori di prossimità per costruire mappe tridimensionali affidabili.

La navigazione autonoma è uno dei problemi più delicati. In assenza di comunicazioni continue con la Terra, i robot devono decidere da soli dove andare, come evitare ostacoli e come tornare indietro in caso di guasto.

Comunicazioni difficili

Le comunicazioni radio all’interno delle cavità possono essere instabili o attenuate dalla roccia. Questo rende difficile trasmettere grandi quantità di dati, immagini e rilievi 3D in tempo reale verso i centri di controllo.

Per questo motivo, molte missioni di studio stanno valutando soluzioni ibride: rilancio del segnale, veicoli relais, memorizzazione locale dei dati e trasmissione selettiva dei contenuti più importanti.

Ambiente estremo

Anche se i tunnel lavici offrono una protezione naturale dalla radiazione e dalle escursioni termiche della superficie, l’interno non è un ambiente semplice. Polveri, detriti, pareti irregolari e passaggi stretti possono mettere in crisi sia i robot sia gli operatori umani.

Le missioni analogiche condotte a Lanzarote mostrano che il terreno lavico è instabile e complesso già sulla Terra. Su scala lunare, la difficoltà aumenta per effetto della gravità ridotta, della distanza operativa e della necessità di usare hardware molto affidabile.

Progettazione dei robot

La robotica per questi ambienti deve essere leggera, resistente e capace di adattarsi. Le proposte tecniche includono rover con ruote deformabili, sistemi calabili con funi, droni per il riconoscimento degli ingressi e piattaforme modulari per la mappatura interna.

La ricerca più recente insiste sul fatto che non basta esplorare il tunnel: occorre anche capire come renderlo accessibile in sicurezza, come proteggerlo da danni accidentali e come usarlo per future basi o depositi.

Il punto speleologico

Per la speleologia, queste sfide sono familiari. Cambiano il corpo celeste e la scala del problema, ma restano centrali gli stessi temi: ingresso, rilievo, stabilità, progressione, sicurezza e lettura geologica della cavità.

La Luna, in questo senso, porta la speleologia in un contesto nuovo. L’esplorazione dei tunnel lavici lunari non è solo una questione di tecnologia spaziale, ma anche di metodo speleologico applicato a un ambiente estremo e ancora poco conosciuto.

Confronto tra tunnel lavici terrestri e lunari per scopi di addestramento

Sulla base delle ricerche, i tunnel lavici terrestri sono il banco di prova più utile per l’addestramento, ma quelli lunari restano più grandi, più ostili e più difficili da replicare davvero. I siti terrestri servono per imparare tecniche, strumenti e procedure; i tunnel lavici lunari aggiungono gravità ridotta, assenza di atmosfera e vincoli operativi molto più severi.

Perché usare tunnel terrestri

I tunnel lavici terrestri offrono accesso reale, geologia osservabile e possibilità di testare sensori, rover e rilievi 3D in condizioni controllate. In Islanda, alle Canarie, alle Hawaii o in altri sistemi basaltici si possono simulare ingressi, passaggi stretti, buio totale e navigazione autonoma.

Per l’addestramento, questo è essenziale perché consente di esercitare squadre miste, procedure di sicurezza e raccolta dati senza i costi e i rischi di una missione spaziale. Gli studi analogici terrestri sono infatti usati per verificare magnetometria, GPR, modellazione 3D e perfino dinamiche di stabilità delle cavità.

Limiti del modello terrestre

Il problema principale è che un analogo terrestre non riproduce tutta la fisica lunare. Sulla Luna la gravità è inferiore, il vuoto cambia il comportamento dei materiali e le escursioni termiche, la radiazione e la polvere hanno effetti che sulla Terra non esistono.

Anche le dimensioni sono diverse. Le analisi comparative indicano che i tubi lavici lunari possono essere molto più grandi di quelli terrestri, quindi l’addestramento sulla Terra prepara il metodo, ma non sempre la scala operativa.

Cosa si può allenare

Nei tubi terrestri si allena soprattutto la catena operativa: mappatura dell’ingresso, discesa, orientamento interno, campionamento e ritorno. Le campagne PANGAEA e le simulazioni in lava tube hanno mostrato che la speleologia terrestre è un ottimo contesto per esercitare astronauti e ingegneri.

Si possono anche addestrare sistemi robotici e algoritmi di navigazione. Missioni concettuali e test sul campo hanno dimostrato che il lavoro coordinato tra rover, droni e sensori è più affidabile se sperimentato prima in grotte terrestri.

Cosa manca ancora

Manca però la dimensione lunare completa. Nessun sito terrestre può replicare in pieno la radiazione cosmica, l’assenza di atmosfera, la comunicazione ritardata con la Terra e la meccanica del suolo lunare.

Per questo i programmi più avanzati combinano tre livelli: grotte terrestri come campo prova, simulazioni digitali e modelli geofisici della Luna. Questo approccio riduce gli errori di progettazione e rende più credibile l’uso futuro dei tunnel lavici lunari come rifugi o basi.

Sintesi operativa

In pratica, i tunnel terrestri servono a preparare uomini e macchine; quelli lunari definiscono il vero obiettivo missione. Il primo ambiente insegna come esplorare, il secondo impone come sopravvivere.

La speleologia ha quindi un ruolo diretto nell’addestramento spaziale: dalle tecniche di progressione alle misure geofisiche, fino alla valutazione della stabilità delle cavità. Nel passaggio dalla Terra alla Luna cambia il contesto, ma non il metodo di fondo.

Luoghi terrestri per simulare tunnel lunari

Islanda, Hawaii, Canarie, Stati Uniti e alcuni campi vulcanici asiatici sono tra i siti più usati per addestrare missioni e testare robot destinati ai tunnel lavici lunari.

Islanda

L’Islanda è uno degli analoghi più citati perché unisce vulcanismo attivo, clima freddo e ampie cavità laviche. I sistemi di Surtshellir-Stefánshellir vengono spesso considerati adatti per habitat analoghi e missioni di prova.

Qui si possono simulare discesa, isolamento, studio dell’ambiente interno e permanenza prolungata. La combinazione di paesaggio aspro e basse temperature aiuta a riprodurre una parte delle condizioni operative previste per la Luna.

Hawaii

Le Hawaii sono molto usate per addestramento e ricerca perché offrono tubi lavici estesi e terreno basaltico giovane. L’area di Mauna Loa e i siti collegati a HI-SEAS sono impiegati per simulazioni di attività umane e robotiche in ambiente lunare o marziano.

Qui si testano anche procedure scientifiche, autonomia dei rover e gestione del lavoro in gruppo. Il contesto è utile perché il terreno lavico è reale, ma resta accessibile e relativamente ben monitorabile.

Canarie

Le Isole Canarie, in particolare Lanzarote e La Palma, sono tra i siti più completi per la geologia planetaria applicata. Le campagne ESA e i test su grotte vulcaniche hanno mostrato che questi ambienti sono adatti per esercitare astronauti e validare strumenti.

Lanzarote è utile per il suo paesaggio vulcanico arido, mentre La Palma ha offerto esempi recenti di tubi lavici formati durante eruzioni basaltiche. Questi luoghi aiutano a simulare ingresso in cavità, mappatura e uso di sistemi di comunicazione in ambienti difficili.

Stati Uniti

Negli Stati Uniti spiccano siti come Ape Cave, Lava Beds National Monument, Craters of the Moon e altre grotte basaltiche del Nord America. Ape Cave è stata usata come analogico terrestre per modellare misure di gravimetria e geometria dei tubi lavici lunari.

Questi luoghi sono molto utili per i test strumentali. Permettono di confrontare magnetometria, radar a penetrazione del suolo, modellazione 3D e stabilità delle cavità su geometrie naturali diverse.

Cina e altri campi

Anche alcuni campi vulcanici della Cina sono stati proposti come piattaforme analogiche per la simulazione di basi lunari. Uno studio ha indicato cave carsiche di Chongqing come piattaforma di prova per ambienti extraterrestri, mentre altri lavori hanno richiamato il campo vulcanico di Haikou come analogo marziano utile anche per la comparazione con ambienti lunari.

Questi siti sono preziosi quando l’obiettivo è testare sistemi di chiusura, habitat pressurizzati, ciclo dell’aria e circolazione interna. In prospettiva, aiutano a capire come un tunnel lavico possa essere reso utilizzabile senza perdere sicurezza.

Confronto utile

SitoPunti fortiUso principale
SitoPunti fortiUso principale
IslandaClima freddo, vulcani, grandi cavitàAddestramento operativo e habitat analoghi 
HawaiiBasalto giovane, accesso a test missioneSimulazioni umane e robotiche 
CanarieOttima varietà vulcanica, missioni ESAAddestramento astronauti e validazione strumenti 
Stati UnitiSiti studiati da decenni, dati abbondantiGravimetria, magnetometria, mappatura 
CinaAmbienti geologici e cavità per testHabitat, sealing, sistemi di supporto vitale 

Scelta migliore

Non esiste un luogo perfetto per simulare la Luna, ma esistono siti molto complementari. Se l’obiettivo è allenare esplorazione e navigazione, Hawaii e Canarie sono molto forti; se conta il clima e la sensazione di isolamento, l’Islanda offre un vantaggio; se serve confronto geofisico, i siti degli Stati Uniti sono tra i più solidi.

Per la speleologia applicata allo spazio, la soluzione più efficace è usare più analoghi insieme. Solo così si coprono geologia, strumentazione, sicurezza e comportamento umano in un ambiente sotterraneo vicino, ma non identico, a quello lunare.

Tecnologie robotiche per la mappatura di grotte vulcaniche terrestri

Le tecnologie più efficaci oggi combinano LiDAR, SLAM, fotogrammetria, GPR e robot cooperativi. Per la mappatura delle grotte vulcaniche terrestri, la tendenza è passare da rilievi manuali a sistemi autonomi o semi-autonomi capaci di costruire modelli 3D anche in assenza di GPS.

LiDAR e mappatura 3D

Il LiDAR è una delle soluzioni più mature per generare nuvole di punti ad alta densità. Montato su droni, rover o piattaforme calabili, consente di documentare geometrie complesse e di ricostruire l’andamento della cavità con buona precisione.

Nei contesti lavici, il vantaggio principale è la capacità di lavorare nel buio e di restituire un modello metrico utile per analisi geologiche e geomeccaniche. In grotte e tubi lavici, il LiDAR è spesso integrato con camere ottiche per migliorare interpretazione e texture.

SLAM e navigazione

Gli algoritmi SLAM sono centrali perché permettono al robot di localizzarsi mentre costruisce la mappa. In ambienti sotterranei, dove mancano segnali satellitari, questa funzione è decisiva per evitare smarrimenti e per mantenere il controllo operativo.

Le versioni più recenti usano sensori diversi, dal laser scanner alle telecamere stereo, fino a integrazioni con IMU e odometria. Le applicazioni in grotte laviche mostrano che SLAM e navigazione autonoma sono ormai una base tecnica credibile per missioni più complesse.

Droni e robot

I droni sono utili soprattutto per l’accesso iniziale e per la lettura rapida dello skylight o dell’ingresso. Possono entrare, osservare e tornare in tempi brevi, riducendo il rischio per le persone e per i robot terrestri più pesanti.

Per la parte interna, invece, funzionano meglio rover cingolati, quadrupedi o veicoli ibridi in grado di affrontare ghiaia, sabbia, pendenze e passaggi irregolari. Le missioni recenti a Lanzarote hanno mostrato che robot diversi, con ruoli differenti, possono cooperare nella stessa esplorazione.

Georadar e sensori

Il GPR è fondamentale per vedere oltre la superficie e capire se sotto un soffitto o lungo un condotto esiste ancora spazio vuoto. In ambiente vulcanico, aiuta a identificare il proseguimento dei tubi lavici e a stimare spessori e discontinuità.

A questi strumenti si aggiungono magnetometri, sensori ambientali, camere termiche e sistemi di misura dei gas. La combinazione di più sensori è importante perché nessun singolo strumento basta da solo in una grotta vulcanica complessa.

Operazioni cooperative

Una delle novità più interessanti è l’uso di squadre robotiche eterogenee. Un robot può fare da ricognitore di superficie, un altro può trasportare sensori, un terzo può calarsi all’interno e acquisire dati tridimensionali più dettagliati.

Questo modello riduce il rischio di perdita del sistema e migliora l’affidabilità della missione. È anche il più vicino alla logica delle future esplorazioni lunari, dove la cooperazione tra piattaforme sarà probabilmente essenziale.

Uso speleologico

Per la speleologia, queste tecnologie non servono solo allo spazio. Sono già strumenti utili per cartografare cavità difficili, monitorare instabilità, documentare accessi verticali e produrre rilievi condivisibili in formato digitale.

Il quadro generale è chiaro: la mappatura robotica delle grotte vulcaniche terrestri sta diventando una disciplina matura, utile sia alla ricerca speleologica sia alla preparazione di missioni su Luna e Marte.

Integrazione di droni e rover per esplorazioni speleologiche cooperative

L’integrazione di droni e rover è oggi una delle soluzioni più promettenti per esplorare grotte speleologiche in modo cooperativo. I droni coprono accesso, ricognizione e rilievo delle aree alte o strette, mentre i rover lavorano meglio sul fondo, nelle rampe e nei tratti più lunghi della cavità.

Ruoli complementari

Il vantaggio principale sta nella specializzazione. Un drone può entrare rapidamente nello skylight o in un volume difficile da raggiungere, acquisire immagini e creare una prima mappa, mentre il rover può trasportare sensori più pesanti e avanzare su terreni irregolari con maggiore autonomia operativa.

Nelle missioni cooperative più recenti, il robot a terra è stato usato come base di comunicazione e ricarica, mentre il mezzo aereo o il robot più agile svolgeva la parte esplorativa interna. Questa divisione dei compiti riduce il rischio di perdere il sistema in un ambiente dove il recupero è complesso.

Comunicazioni e rete

Uno dei problemi più critici è la comunicazione dentro ambienti sotterranei. Le rocce schermano i segnali e rendono instabile il collegamento tra robot interni e operatori in superficie, perciò si usano reti mesh, beacon e nodi relais distribuiti lungo il percorso.

Un approccio efficace è il rilascio di piccoli nodi di comunicazione lungo la cavità, quasi come una traccia di riferimenti successivi. Questo consente al sistema di mantenere il contatto con l’esterno anche quando il rover o il drone si spinge lontano dall’ingresso.

Mappatura cooperativa

Cave exploration robot 

La mappatura funziona meglio quando i mezzi non operano in modo isolato. Le sperimentazioni a Lanzarote hanno mostrato una sequenza operativa in quattro fasi: rilievo dell’area esterna, caratterizzazione dello skylight, discesa di un mezzo scout e cartografia 3D dell’interno.

Il drone è utile soprattutto per la ricostruzione iniziale e per le zone superiori o instabili. Il rover, invece, può scendere in corda, attraversare la parte più accessibile e raccogliere dati continui su geometria, rugosità e ostacoli del condotto.

SLAM e sensori

L’integrazione tra droni e rover dipende molto da SLAM, LiDAR, fotocamere e IMU. Il SLAM permette ai mezzi di localizzarsi mentre costruiscono la mappa, una funzione indispensabile dove il GPS non arriva e la visibilità è scarsa.

A questi sensori si aggiunge spesso il GPR, più utile per capire cosa succede sotto il pavimento o oltre il fronte di esplorazione. La combinazione tra visione aerea del drone e scansione terrestre del rover aumenta la qualità del modello finale.

Vantaggi operativi

La cooperazione tra droni e rover riduce il numero di ingressi umani e migliora la sicurezza. In una grotta vulcanica, il drone può verificare il percorso, mentre il rover consolida la mappa e controlla i dettagli del suolo con più continuità.

Questo schema è utile anche per la speleologia terrestre. Permette di documentare cavità fragili, minimizzare il disturbo e ottenere modelli tridimensionali molto più completi di quelli basati solo sul rilievo manuale.

Prospettiva futura

Le prove più recenti indicano che la cooperazione drone-rover non è più un’ipotesi teorica. È già un metodo testato in grotte reali, con ricadute dirette sia per la ricerca speleologica sia per l’esplorazione di ambienti lunari e marziani.

Per la speleologia, il valore aggiunto è doppio: migliore documentazione del mondo sotterraneo e trasferimento di tecnologie verso missioni planetarie. La direzione è chiara: cavità esplorate da squadre ibride, con mezzi aerei e terrestri che lavorano come un unico sistema.

Gestione dell’energia e ricarica autonoma in esplorazioni sotterranee prolungate

La gestione dell’energia è uno dei punti più delicati nelle esplorazioni sotterranee prolungate. Nei sistemi cooperativi più avanzati, la soluzione non è solo aumentare la batteria, ma integrare pianificazione, ricarica autonoma e rete di supporto lungo il percorso.

Pianificazione energetica

Le missioni sotterranee devono considerare fin dall’inizio il consumo di batteria, il ritorno alla base e la disponibilità di stazioni di ricarica. Gli studi recenti mostrano che l’esplorazione autonoma funziona meglio quando il robot decide anche dove e quando ricaricarsi senza interrompere il compito.

In pratica, il software deve bilanciare frontiere da esplorare, distanza dalla ricarica e margine residuo di energia. Questo vale sia per rover sia per robot leggeri che operano in grotte, miniere o tubi lavici.

Docking autonomo

La ricarica autonoma dipende da un aggancio preciso alla stazione. I sistemi più maturi usano marker visivi, stato di macchina dedicato e controlli finali di allineamento per far salire il rover sulla base di ricarica senza intervento umano.

Alcune soluzioni prevedono anche stazioni compatte che funzionano sia da punto di ricarica sia da nodo di comunicazione. In ambiente sotterraneo questo è particolarmente utile, perché il mezzo può rinnovare l’energia e inviare dati quando torna vicino all’ingresso o a un relais intermedio.

Tether e relais

Un’altra strategia è l’uso di tether o cavi che forniscono al tempo stesso alimentazione e collegamento dati. In diversi concetti missione, il cavo viene usato come ancoraggio e come infrastruttura per ricaricare il robot che entra nella cavità.

Accanto al tether si stanno sviluppando reti mesh di beacon distribuiti. Questi piccoli nodi estendono la comunicazione e possono anche contribuire alla gestione energetica, perché aiutano i robot a ritrovare il percorso verso zone di ricarica o recupero.

Batterie e autonomia

Le batterie restano il limite principale. Nei sistemi sotterranei non c’è luce solare diretta, quindi non si può contare sulla ricarica locale se non esiste una base attrezzata o un supporto mobile.

Per questo le missioni più efficaci usano piattaforme modulari: un rover padre può restare vicino all’ingresso come base di ricarica e comunicazione, mentre droni o piccoli esploratori interni consumano meno energia e rientrano ciclicamente.

Dati e consumo

Il trasferimento dei dati può assorbire molta energia, talvolta più del movimento stesso. Alcuni studi di pianificazione per ambienti planetari indicano che ridurre il traffico dati e adottare comportamenti di data-muling aiuta a estendere la durata delle missioni.

Questo principio è utile anche in speleologia terrestre. In grotta conviene inviare in superficie solo ciò che serve davvero, mentre il resto viene archiviato a bordo e scaricato quando il robot raggiunge una stazione idonea.

Applicazione speleologica

Per la speleologia, il tema energetico non riguarda solo lo spazio. Anche in una grotta terrestre lunga o complessa, la possibilità di ricarica autonoma aumenta la durata delle esplorazioni e riduce il rischio di bloccare il mezzo in profondità.

Il quadro attuale punta quindi a missioni sotterranee più continue, con ricarica automatica, comunicazioni distribuite e un uso più intelligente delle batterie. È una direzione che avvicina l’esplorazione delle grotte terrestri a quella dei futuri tunnel lavici lunari.

Gli stage dell’ESA CAVES

Gli stage di ESA CAVES si articolano in una fase di preparazione tecnica, scientifica e operativa, seguita da una spedizione sotterranea di più giorni. Il cuore del programma è l’esplorazione di una grotta reale come analogico di una missione spaziale, con compiti di mappatura, documentazione, ricerca scientifica e gestione del campo base.

Fase di preparazione

Nella prima parte del corso gli astronauti imparano a muoversi in grotta, a orientarsi, a usare corde e sistemi di progressione, e a lavorare con procedure di sicurezza simili a quelle delle EVA. Questa fase dura circa cinque giorni ed è pensata per creare una squadra operativa prima dell’ingresso nel sottosuolo.

Durante questa preparazione vengono anche assegnati compiti e problemi di missione. Gli astronauti apprendono come osservare l’ambiente, raccogliere dati, gestire i materiali e comunicare con la base esterna.

Spedizione sotterranea

Dopo l’addestramento in superficie, la squadra entra nella grotta per una spedizione che dura in genere sei giorni e sei notti. In questa fase il gruppo vive in un campo base sotterraneo, senza il ciclo giorno-notte e con risorse limitate, come in una vera missione spaziale.

Gli astronauti devono esplorare nuovi rami, documentare i passaggi, realizzare rilievi, fare campionamenti e condurre esperimenti scientifici. L’obiettivo non è solo tecnico, ma anche comportamentale: leadership, comunicazione, decisione condivisa e gestione dello stress.

Debrief e analisi

Conclusa l’uscita, restano alcuni giorni di debriefing e restituzione dei risultati. In questa fase si analizzano le osservazioni scientifiche, il funzionamento del gruppo e l’efficacia delle procedure adottate in grotta.

Il materiale di riferimento del programma sottolinea che ESA CAVES usa davvero la speleologia come analogico spaziale, e non come semplice esercizio fisico. Per questo ogni stage è costruito come una missione completa, con obiettivi operativi, scientifici e umani.

Versioni e sedi

Le varie edizioni hanno avuto sedi diverse, soprattutto in Sardegna e in Slovenia. In ciascun caso la struttura è rimasta simile: breve addestramento iniziale, missione sotterranea autonoma, ritorno e analisi finale.

Per la speleologia, ESA CAVES è interessante perché traduce in contesto astronautico molte pratiche tipiche dell’esplorazione in grotta: progressione, rilievo, campionamento, vita in base e coordinamento di squadra.

Requisiti psicologici e di team building richiesti agli astronauti

Gli astronauti devono mostrare adattabilità, autocontrollo, capacità di lavorare in gruppo e buona decisione sotto pressione. Nei programmi come ESA CAVES, questi aspetti contano almeno quanto la resistenza fisica, perché l’ambiente isolato e confinato mette alla prova comportamento, comunicazione e leadership.

Competenze chiave

Le competenze richieste includono teamwork, comunicazione efficace, giudizio, problem solving e capacità di vivere in spazi ristretti con poche risorse. Le analisi NASA e ESA indicano che, con missioni più lunghe e più autonome, diventano ancora più importanti la vita in piccolo gruppo, l’indipendenza operativa e il rispetto dei limiti reciproci.

Un altro requisito centrale è la stabilità emotiva. In ambienti chiusi e rischiosi, gli astronauti devono saper gestire stress, incertezza e fatica senza compromettere le decisioni del team.

Dinamica di squadra

Il team building non è un’attività accessoria, ma parte della missione stessa. ESA CAVES usa la grotta per far emergere leadership, followership, fiducia, distribuzione dei ruoli e capacità di adattarsi a un gruppo multiculturale.

La letteratura su ambienti isolati e confinati mostra che la coesione di compito è essenziale all’inizio, ma con il passare del tempo cresce anche il peso della coesione sociale. Per questo il gruppo deve saper lavorare bene e, insieme, convivere bene.

Pressione e adattamento

Le condizioni sotterranee spingono gli astronauti a confrontarsi con buio, disorientamento, privacy minima, igiene limitata e comunicazione ridotta. Questi fattori rendono la grotta un analogo molto efficace delle missioni spaziali, dove i margini di errore sono bassi e il supporto esterno è limitato.

Secondo diversi studi, le caratteristiche personali più utili sono apertura, self-control, hardiness, orientamento al compito e buona qualità del sonno. In pratica, conta la capacità di restare lucidi, flessibili e cooperativi anche quando le condizioni diventano scomode o imprevedibili.

Formazione psicologica

La preparazione psicologica viene trattata come un vero modulo di addestramento. Nei corsi analoghi si lavora sulla gestione delle emozioni, sulla consapevolezza dei propri limiti e sulla comprensione del modo in cui il gruppo reagisce alla pressione.

Questo tipo di formazione serve anche a ridurre conflitti, errori di comunicazione e reazioni impulsive. In un equipaggio spaziale, la qualità delle relazioni interne può incidere direttamente sulla sicurezza e sull’efficienza operativa.

Valore per le missioni

Le agenzie spaziali usano questi criteri perché il profilo psicologico di un astronauta non riguarda solo la personalità, ma il rendimento in missione. L’obiettivo è avere persone capaci di lavorare in autonomia, ma anche di integrarsi in una struttura complessa senza perdere affidabilità.

Per la speleologia applicata allo spazio, questa è una lezione centrale: l’esplorazione non è mai solo tecnica. È anche una prova di equilibrio umano, tenuta del gruppo e capacità di restare funzionali in isolamento.

Integrazione dell’esplorazione robotica nel training degli astronauti

L’integrazione dell’esplorazione robotica nel training degli astronauti è ormai una parte concreta dei programmi ESA, soprattutto in PANGAEA e nelle campagne PANGAEA-X. Qui gli astronauti non si allenano solo a osservare il terreno, ma anche a lavorare con strumenti digitali, rover, teleoperazioni e sistemi di documentazione pensati per missioni umane e robotiche insieme.

Perché conta

L’idea di fondo è che i robot possano preparare il terreno, raccogliere dati preliminari e raggiungere zone troppo rischiose, mentre gli astronauti restano essenziali per fare geologia di alta qualità e prendere decisioni scientifiche sul posto. Le fonti ESA sottolineano che l’obiettivo non è sostituire gli umani, ma farli lavorare in sinergia con sistemi robotici e strumenti di analisi portatili.

Questo approccio è particolarmente rilevante per Luna e Marte, dove il supporto da Terra è lento e i margini operativi sono stretti. L’addestramento serve quindi a sviluppare procedure in cui l’equipaggio sappia usare dati robotici, mappe 3D e analisi remote per scegliere dove andare e cosa campionare.

Cosa cambia nel training

In PANGAEA-X gli astronauti testano tecnologie che uniscono geologia, esplorazione e operazioni robotiche. Tra gli esempi ci sono rilievo 3D, mapping, strumenti di analisi in situ e attività di interazione uomo-robot in scenari realistici di sortita lunare.

Un elemento chiave è l’uso dell’Electronic Field Book, che permette di raccogliere e condividere dati, immagini e note con una squadra scientifica remota. Questo rende più credibile la simulazione di una missione spaziale, dove l’astronauta non lavora mai completamente da solo.

Strumenti e robot

ESA sta anche sperimentando strumenti portatili che combinano più tecniche analitiche, come Raman, LIBS e XRF, con imaging di contesto e collegamento wireless al campo digitale. Questi dispositivi sono pensati per essere utilizzati rapidamente dagli astronauti durante l’esplorazione superficiale.

Sul fronte robotico, il training include teleoperazione, droni autonomi e rover, oltre a test di interazione con sistemi intelligenti in ambienti analoghi. La logica è formare equipaggi capaci di coordinare il lavoro con asset robotici invece di considerarli semplici accessori.

Effetto operativo

L’integrazione robotica cambia anche il modo in cui si pensa alla geologia spaziale. Gli astronauti imparano a usare i robot per ampliare il raggio di osservazione, verificare zone pericolose e ottimizzare il tempo sul terreno, mentre la parte umana resta decisiva per l’interpretazione scientifica.

Questo modello riduce il rischio, migliora la qualità dei dati e rende più fluida la collaborazione con i team a Terra. In pratica, il training non prepara solo “esploratori”, ma sistemi uomo-macchina capaci di operare in modo coordinato su altri mondi.

Visione futura

Le attività ESA mostrano una traiettoria chiara: il futuro dell’esplorazione sarà misto, con astronauti, rover, droni e software che lavorano insieme. I programmi analoghi in grotta e in campo servono proprio a capire quali compiti convenga affidare ai robot e quali debbano restare nelle mani degli astronauti.

In questo quadro, l’esplorazione robotica non è un tema separato dal training umano. È una componente integrata della preparazione, utile per rendere le missioni più sicure, più efficienti e più scientificamente produttive.

L’attività in Italia

In Italia, l’attività legata a ESA CAVES si concentra soprattutto in Sardegna, dove per anni si sono svolti corsi e spedizioni sotterranee in sistemi carsici come il Supramonte e Sa Grutta. Più di recente, il programma ha coinvolto anche aree del Molise e del Campania, mentre altre grotte italiane sono state valutate come possibili sedi future.

Sardegna

La Sardegna è stata il principale laboratorio italiano di ESA CAVES. Le grotte del Supramonte e il sistema di Sa Grutta sono stati usati per addestrare astronauti di diverse agenzie nello stesso formato di missione: preparazione in superficie, discesa, vita in base e attività scientifiche nel sottosuolo.

Qui gli astronauti hanno lavorato su orientamento, rilievo, campionamento e convivenza in un ambiente isolato. La scelta della Sardegna dipende anche dalla varietà del contesto carsico e dalla possibilità di simulare bene la separazione dal mondo esterno.

Matese e Appennino

Nel 2025 il massiccio del Matese è stato indicato come sede del settimo corso CAVES in Italia. Il resoconto descrive un ambiente adatto a esercitazioni in profondità, con prove di progressione, sicurezza, misurazioni ambientali e raccolta di campioni microbiologici.

Il passaggio al Matese mostra che ESA CAVES non è legato a un solo sito. L’Italia offre più scenari utili, e l’Appennino centrale entra così tra le aree di interesse per l’addestramento speleologico-spaziale.

Lazio e Falvaterra

Anche il Lazio è entrato nel perimetro di interesse con le Grotte di Falvaterra e Pastena. Un sopralluogo dell’ESA ha valutato il sistema ipogeo del Monte della Lamia come possibile sito per il programma CAVES Pangaea, con attenzione alla dinamicità delle parti allagate e alla varietà del percorso.

Questa proposta è importante perché amplia la geografia italiana dell’addestramento analogico. Le grotte laziali offrono condizioni utili per testare esplorazione, sicurezza e lavoro di squadra in un ambiente complesso ma ben collegato.

Molise e Campania

Nel 2024 è stata annunciata la conclusione di un’edizione di CAVES svolta in Molise e Campania, con un crew internazionale. Il programma ha incluso lezioni tecniche, attività all’aperto e una spedizione di più giorni in isolamento sotterraneo.

Questo passaggio mostra che l’Italia non ospita solo grotte-scena, ma un vero sistema di siti e territori utilizzabili per l’addestramento. L’obiettivo resta lo stesso: preparare gli astronauti a esplorare, comunicare e lavorare in ambienti estremi.

Altri contesti italiani

Oltre ai siti di addestramento direttamente legati a ESA CAVES, in Italia esistono molte cavità e contesti ipogei usati per formazione, monitoraggio e ricerca. Le attività speleologiche italiane includono anche rilievi digitali, gestione sostenibile e progetti di tutela che rafforzano il ruolo del paese come base per analoghi spaziali.

In sintesi, l’attività italiana di ESA CAVES ruota attorno a Sardegna, Appennino centrale, Lazio e, in alcune edizioni, Molise e Campania. L’Italia resta uno dei paesi più importanti per questo tipo di addestramento, perché unisce varietà geologica, esperienza speleologica e continuità operativa.

Loredana Bessone

Loredana Bessone è una figura centrale dell’addestramento astronauti dell’ESA, soprattutto nei programmi CAVES e PANGAEA. Le fonti ESA e speleologiche la descrivono come responsabile dei programmi di addestramento analogico e come progettista e coordinatrice di corsi in grotta e in ambienti geologici simulati.

Ruolo all’ESA

Bessone dirige l’unità dedicata ai test analoghi sul campo e all’esplorazione, con responsabilità su CAVES, su parte della formazione di tipo geologico e su attività collegate al comportamento di squadra in ambienti estremi. Il suo profilo professionale la indica come responsabile dell’unità “Analogue Field Testing and Exploration Training” dell’Agenzia Spaziale Europea.

Nel programma CAVES ha avuto un ruolo di mission director e course designer, occupandosi della scelta dei siti, dell’organizzazione delle campagne e della definizione degli obiettivi formativi per astronauti di più agenzie spaziali.

Legame con la speleologia

Il suo lavoro ha collegato in modo diretto speleologia e addestramento spaziale. Le grotte vengono usate come ambienti analoghi perché impongono isolamento, confinamento, perdita dei riferimenti esterni e gestione del rischio, cioè condizioni simili a quelle di una missione spaziale.

In questo quadro, Bessone ha contribuito a trasformare la grotta da semplice campo di prova a vero strumento educativo e scientifico. I corsi CAVES includono attività operative reali, non solo simulate, con benefici anche per la comunità speleologica e scientifica.

PANGAEA e grotte lunari

Accanto a CAVES, Bessone ha avuto un ruolo anche in PANGAEA, il corso ESA dedicato alla geologia planetaria. In queste attività l’obiettivo non è solo l’addestramento tecnico, ma anche la capacità degli astronauti di osservare, descrivere e prendere decisioni sul terreno come farebbe un geologo.

Il suo nome compare inoltre nei progetti che hanno portato ESA a ragionare sull’esplorazione delle grotte lunari, con l’idea di sviluppare missioni future verso cavità sotterranee sulla Luna.

Presenza pubblica

Bessone è citata in numerosi incontri, interviste e comunicati di settore, spesso accanto a speleologi e ricercatori italiani coinvolti nei programmi ESA. Questo l’ha resa una figura molto nota sia nella comunità spaziale sia in quella speleologica.

In sintesi, Loredana Bessone è una delle personalità che hanno reso stabile il ponte tra grotte terrestri ed esplorazione spaziale. Il suo contributo riguarda soprattutto formazione, progettazione operativa e costruzione di ambienti analoghi per astronauti.

Jo de Waele e Francesco Sauro

Ho de Waele e Francesco Sauro

Jo De Waele e Francesco Sauro sono due figure centrali della speleologia italiana contemporanea, con un ruolo molto visibile anche nella ricerca legata a Luna e Marte. Lavorano spesso in modo complementare: De Waele con un forte profilo accademico e geomorfologico, Sauro con un ruolo di esploratore, formatore e riferimento per le grotte come analoghi planetari.

Jo De Waele

Jo De Waele è docente all’Università di Bologna ed è noto per gli studi su carsismo, morfologia ipogea e grotte vulcaniche. Nei materiali dell’Ateneo e in vari contributi scientifici compare in lavori su grotte sarde, sistemi carsici e analisi geomorfologiche, con una forte attenzione al rapporto tra forma del vuoto e processi geologici.

Il suo nome è anche legato alla divulgazione scientifica sulla speleologia come disciplina utile alla comprensione dei paesaggi sotterranei e delle loro dinamiche. In eventi pubblici e pubblicazioni recenti, De Waele viene presentato come uno dei riferimenti italiani per la lettura scientifica delle grotte.

Francesco Sauro

Francesco Sauro è speleologo, geologo planetario ed esploratore. Le fonti lo descrivono come una figura chiave nelle esplorazioni di ambienti estremi, dai Tepui venezuelani alle grotte laviche e alle cavità subglaciali, con un forte legame tra esplorazione terrestre e studio dei mondi planetari.

Sauro ha anche un ruolo diretto nei programmi ESA CAVES e PANGAEA, dove svolge funzioni tecniche e formative. In questo contesto, le grotte diventano un laboratorio per l’addestramento degli astronauti e per la preparazione alle missioni su Luna e Marte.

Il lavoro comune

Il legame tra i due è particolarmente forte nel quadro della speleologia scientifica italiana e dell’addestramento spaziale. In un articolo dell’Università di Bologna, entrambi vengono citati come figure di riferimento del programma ESA CAVES: Sauro come responsabile tecnico del corso, De Waele come responsabile scientifico.

Questa collaborazione mostra bene il doppio livello del loro lavoro. Da un lato c’è la ricerca sulle grotte terrestri, dall’altro il trasferimento di competenze verso l’esplorazione planetaria, un campo in cui l’Italia ha acquisito una posizione molto riconoscibile.

Rilievo per la speleologia

Per la speleologia, il loro contributo è importante perché unisce esplorazione, geomorfologia, geologia planetaria e formazione degli astronauti. Il loro lavoro ha contribuito a far vedere le grotte non solo come oggetti naturali da studiare, ma anche come ambienti di addestramento e di ricerca applicata.

In sintesi, De Waele rappresenta più la lettura scientifica del vuoto sotterraneo, mentre Sauro incarna di più la dimensione esplorativa e planetaria. Insieme hanno reso la speleologia italiana molto più presente nel dialogo internazionale tra Terra, Luna e Marte.

Contributi di Francesco Sauro alla missione ESA PANGAEA

Francesco Sauro ha avuto un ruolo centrale in ESA PANGAEA come course designer, coordinatore e direttore tecnico del programma. Le fonti ESA e i lavori successivi lo indicano anche come istruttore di geologia planetaria, responsabile della parte di campo e del collegamento tra geologia terrestre e addestramento astronautico.

Ruolo nel programma

In PANGAEA Sauro ha contribuito a costruire la struttura didattica del corso. Il programma prepara gli astronauti a osservare paesaggi, scegliere campioni, interpretare le rocce e prendere decisioni scientifiche durante traversi sul terreno.

Le fonti lo descrivono come direttore tecnico in tutte le edizioni PANGAEA, con un coinvolgimento continuo nella progettazione degli esercizi e nell’uso di strumenti come l’Electronic Field Book. Questo sistema serve a registrare immagini, note e dati di campo in modo ordinato e operativo.

Contributo scientifico

Sauro ha portato nel programma la sua esperienza di speleologo, geologo planetario ed esploratore di ambienti estremi. Il suo contributo è stato importante soprattutto per collegare le tecniche di osservazione geologica con contesti terrestri analoghi alla Luna e a Marte, come vulcani, campi lavici e grotte.

Ha anche contribuito alla costruzione di un approccio più operativo alla geologia planetaria, in cui gli astronauti non si limitano a guardare il terreno, ma imparano a formulare ipotesi, selezionare campioni e comunicare risultati in tempo reale.

Siti e prove sul campo

PANGAEA ha usato luoghi come Lanzarote, il cratere di Ries, i Dolomiti e altre aree analoghe, e Sauro ha avuto un ruolo chiave nella selezione e nell’interpretazione di questi ambienti. Le sessioni sul campo servono a rendere gli astronauti più efficaci nelle future missioni lunari e marziane.

In particolare, il suo lavoro ha aiutato a integrare le grotte e le cavità vulcaniche nel quadro dell’addestramento planetario. Questo aspetto è coerente con la sua ricerca sulle grotte come archivi geologici e come analoghi per l’esplorazione spaziale.

Impatto complessivo

Il contributo di Sauro a ESA PANGAEA non è solo organizzativo. Ha inciso sulla filosofia del programma, che mira a trasformare gli astronauti in esploratori scientifici più autonomi, più attenti al contesto geologico e più capaci di lavorare in squadra durante missioni complesse.

In sintesi, Sauro ha contribuito a fare di PANGAEA un corso di geologia planetaria applicata, con una forte impronta di campo e una chiara connessione tra speleologia terrestre ed esplorazione della Luna e di Marte.

Il contributo di Pozzobon

Il contributo di Riccardo Pozzobon a ESA PANGAEA è stato soprattutto quello di istruttore di geologia planetaria e responsabile dei materiali di addestramento, con un ruolo diretto nel trasferire agli astronauti le competenze di osservazione e interpretazione del terreno. Le fonti dell’Università di Padova e di ESA lo indicano anche come field instructor e science operations officer durante i traversi geologici.

Ruolo nel corso

Pozzobon ha lavorato alla costruzione dell’impianto didattico che porta gli astronauti a leggere un paesaggio come farebbe un geologo. Il suo compito non era solo spiegare le rocce, ma anche insegnare come selezionare siti, raccogliere campioni e adattare il percorso alle nuove osservazioni.

Nei materiali ESA è citato come il ricercatore che ha fornito i requisiti principali per strumenti e flussi operativi, inclusi il sistema di field book elettronico e la gestione delle informazioni in tempo reale. Questo ha reso il corso più vicino a una vera missione scientifica.

Competenze trasmesse

Il suo contributo riguarda soprattutto l’interpretazione geologica di ambienti analoghi alla Luna e a Marte. Pozzobon ha lavorato su lava tube, crateri da impatto, rocce vulcaniche e paesaggi che servono agli astronauti per imparare a leggere strutture, processi e storia geologica.

Una parte importante del suo insegnamento è la decisione scientifica sul campo. Gli astronauti devono capire rapidamente quali rocce osservare, dove andare e quali campioni hanno più valore, spesso con il supporto di una squadra scientifica remota.

Strumenti e innovazione

Pozzobon ha avuto un ruolo anche nell’introduzione di strumenti digitali. In PANGAEA ha seguito l’uso dell’Electronic Field Book, che integra immagini, appunti, audio e dati analitici, migliorando documentazione e comunicazione tra campo e centro di controllo.

Nel corso 2023-2024 gli astronauti hanno testato anche la HULC, una fotocamera destinata ad Artemis III. L’uso di questo tipo di tecnologia è coerente con il suo lavoro, perché unisce osservazione, registrazione e supporto alla scelta dei campioni.

Legame con la Luna

Il contributo di Pozzobon va oltre l’addestramento. Nel 2024 ha fornito la chiave geologica per interpretare l’esistenza di una cavità accessibile sotto il Mare Tranquillitatis Pit, contribuendo a trasformare una lettura radar in una spiegazione geologica credibile.

Questo aspetto è molto rilevante per ESA PANGAEA, perché collega direttamente la formazione degli astronauti alla futura esplorazione lunare. In altre parole, il suo lavoro aiuta a passare dal terreno terrestre analogico alla lettura dei veri ambienti lunari.

Sintesi

In sintesi, Pozzobon ha portato nel programma la combinazione di didattica, geologia planetaria e operatività sul campo. Il suo contributo ha reso PANGAEA più robusto dal punto di vista scientifico e più utile per le missioni spaziali future.

Se Sauro ha dato al programma una forte impronta esplorativa e speleologica, Pozzobon ha rafforzato la parte di lettura del paesaggio, selezione dei campioni e interpretazione dei dati. Insieme hanno reso PANGAEA un modello molto efficace di addestramento planetario.

Differenze tra addestramento geologico ESA e NASA

Le differenze principali sono nel focus e nella struttura: l’ESA usa due programmi complementari, CAVES e PANGAEA, mentre la NASA concentra la formazione geologica soprattutto su lezioni in aula, esercitazioni sul campo e training mirato alle missioni Artemis. ESA CAVES insiste molto su comportamento, team building e lavoro in ambiente confinato; PANGAEA invece punta sulla geologia planetaria e sulla decisione scientifica sul terreno.

Obiettivo formativo

L’addestramento ESA PANGAEA ha come obiettivo principale formare astronauti capaci di leggere paesaggi, scegliere campioni e interpretare il terreno come farebbe un geologo. L’addestramento NASA, secondo i materiali disponibili, è più integrato con la preparazione missione-specifica per Artemis e con la gestione delle attività geologiche da svolgere sulla superficie lunare.

In altre parole, ESA lavora molto su competenze di campo e ambienti analoghi europei, mentre NASA costruisce il proprio training attorno al ritorno operativo sulla Luna e all’uso delle abilità geologiche nel contesto delle EVA.

Struttura del corso

PANGAEA alterna strettamente aula e terreno, con passaggi rapidi tra teoria e pratica. Il corso usa siti analoghi come Dolomiti, Ries, Lanzarote e Lofoten per far studiare sedimentologia, impatti, vulcanismo e rocce lunari in contesti realistici.

La NASA, invece, secondo gli aggiornamenti recenti, organizza la formazione in moduli distribuiti su più anni, con una prima parte introduttiva e una seconda parte più avanzata dedicata a Luna, altri pianeti e lavoro sul campo.

Competenze sviluppate

ESA PANGAEA sviluppa soprattutto autonomia scientifica, documentazione efficiente, capacità di collaborare con un team scientifico remoto e abilità nel prendere decisioni rapide durante traversi geologici. Il corso vuole trasformare l’astronauta in un esploratore capace di osservare, interpretare e campionare con metodo.

NASA punta alle stesse abilità di base, ma con un taglio più orientato alla missione e all’operatività lunare. Nei materiali NASA emergono in particolare l’uso del linguaggio geologico, la lettura del paesaggio e la preparazione alle attività Artemis.

Ambiente di addestramento

ESA CAVES aggiunge un elemento che la NASA non usa come asse principale nel training geologico: l’ambiente ipogeo. In grotta si allenano isolamento, leadership, comunicazione multiculturale e gestione del rischio in spazi ristretti e privi di riferimenti visivi.

La NASA usa invece ambienti terrestri analoghi alla Luna, come campi vulcanici e terreni desertici, per simulare il lavoro geologico sulla superficie lunare. Questo rende il training più vicino alle future operazioni Artemis, mentre ESA mantiene una doppia linea: grotte per il comportamento e analoghi geologici per la scienza.

Sintesi comparativa

AspettoESANASA
Focus principaleGeologia planetaria e comportamento in ambienti estremi Preparazione missione-specifica per Artemis 
Ambienti usatiGrotte, Dolomiti, Lanzarote, Ries, Lofoten Campi vulcanici, deserti e siti lunari analoghi 
Competenze chiaveTeam building, autonomia, decision-making, lavoro con team remoto Lettura del paesaggio, geologia di campo, operazioni lunari 

In sintesi, ESA mette insieme speleologia, geologia planetaria e dinamiche di gruppo, mentre NASA costruisce un percorso più direttamente legato alle missioni lunari. Le due impostazioni si somigliano negli obiettivi finali, ma differiscono nel modo in cui preparano gli astronauti ad arrivarci.

I lavatubes e gli ingressi scoperti sulla Luna

I lavatubes lunari sono oggi una delle ipotesi più solide per future basi umane sulla Luna, e diversi “ingressi” o skylight sono stati individuati o interpretati come aperture verso questi condotti sotterranei. Le prove più forti arrivano da radar e da reinterpretazioni di immagini orbitali, in particolare nel caso del Mare Tranquillitatis e dell’area di Marius Hills.

Che cosa sono

I lavatubes sono tunnel formati da antiche colate laviche. Quando il tetto crolla, può comparire in superficie un pozzo o skylight, cioè un’apertura che mette in comunicazione con il vuoto sotterraneo.

Sulla Luna questi ambienti interessano molto perché offrono protezione da radiazioni, micrometeoriti ed escursioni termiche estreme. Per questo le agenzie spaziali li considerano tra i luoghi più promettenti per l’esplorazione abitata.

Ingressi individuati

Il caso più importante è il pit del Mare Tranquillitatis, dove nel 2024 un gruppo di ricerca ha trovato evidenze radar di un condotto accessibile sotto la superficie. Lo studio indica che una parte dei segnali può essere attribuita a una cavità lunga decine di metri, collegata a un sistema sotterraneo più ampio.

Un altro sito chiave è Marius Hills, dove già da anni si sospettava l’esistenza di un ingresso a un tubo lavico. Studi con radar lunare e gravimetria hanno rafforzato questa ipotesi, mostrando tracce compatibili con vuoti di grandi dimensioni sotto il suolo.

Perché sono importanti

Questi ingressi non sono solo curiosità geologiche. Se confermati e raggiungibili, potrebbero diventare rifugi naturali per astronauti e aree strategiche per la costruzione di basi lunari.

In più, i lavatubes potrebbero conservare un archivio quasi intatto della storia vulcanica lunare. A differenza della superficie esposta, il sottosuolo è meno alterato da radiazione e impatti continui.

Come si studiano

La scoperta degli ingressi avviene soprattutto con radar orbitale, modelli geometrici e simulazioni. In alcuni casi si usano anche modelli di intelligenza artificiale per individuare skylight e depressioni compatibili con aperture verso cavità sotterranee.

L’ESA sta già lavorando a missioni e strumenti per esplorare questi punti di accesso, con l’idea di scendere in una fossa, documentare l’ingresso e poi penetrare nel condotto. Il progetto europeo legato a queste cavità punta a missioni dedicate entro i prossimi anni.

Prospettiva scientifica

La conferma di ingressi accessibili sulla Luna cambia il modo in cui si pensa alla presenza umana fuori dalla Terra. Non si parla più solo di osservare la superficie, ma di esplorare spazi sotterranei già presenti e potenzialmente abitabili.

Per la speleologia planetaria, questi luoghi rappresentano un passaggio decisivo. Gli ingressi scoperti o ipotizzati sulla Luna sono il punto in cui geologia, robotica e futura esplorazione umana iniziano a incontrarsi davvero.

Quanti sono e come vengono classificate e censite le grotte lunari

Al momento non esiste un censimento unico e definitivo delle grotte lunari, ma le stime più citate parlano di oltre 200 cavità o ingressi potenziali individuati sulla Luna dalle immagini del Lunar Reconnaissance Orbiter e da analisi successive. Una parte di questi è stata interpretata come possibile skylight o apertura verso tubi di lava sotterranei; il totale dipende quindi da come si definisce “grotta lunare”.

Quante sono

Le fonti più aggiornate indicano che sulla Luna sono stati identificati più di 200 possibili ingressi, con diametri che vanno da pochi metri fino a centinaia di metri. In alcuni articoli ESA e NASA si parla di “centinaia” di pozzi o pit, ma solo una parte è considerata davvero promettente come accesso a cavità.

La conferma diretta di una cavità accessibile è arrivata nel 2024 sotto il Mare Tranquillitatis, dove il radar ha suggerito un condotto ancora integro sotto il pit. Questo però non significa che tutti gli altri ingressi siano già confermati come grotte esplorabili.

Come si classificano

La classificazione più usata distingue prima di tutto tra pitskylight e lava tube candidate. Un pit è una depressione o un foro osservato in superficie; uno skylight è un’apertura che sembra mettere in comunicazione con un vuoto sottostante; una lava tube candidate è un’apertura che probabilmente conduce a un tubo lavico.

Per Marte esiste un catalogo molto più articolato, con categorie come pit crater atipici, pinholes e ingressi laterali. Per la Luna, invece, la classificazione è più semplice e ruota soprattutto attorno alla relazione con i mari basaltici e con le colate laviche che hanno generato i tubi.

Come si censiscono

Il censimento avviene tramite immagini orbitali ad alta risoluzione, soprattutto del Lunar Reconnaissance Orbiter e delle missioni SELENE/Kaguya, integrate da radar, gravimetria e modelli digitali. Le analisi più recenti usano anche algoritmi e reti neurali per cercare apertures compatibili con ingressi sotterranei.

ESA parla di una futura missione per mappare e sondare le grotte lunari, mentre NASA ha già catalogato numerosi pit e ne ha confermato alcuni come possibili finestre su vuoti sotterranei. Il problema principale resta che molti ingressi sono visibili, ma non ancora verificabili direttamente.

Cosa resta incerto

L’incertezza maggiore riguarda il numero di cavità davvero accessibili e la loro geometria interna. Un pit visibile dall’orbita non coincide sempre con una grotta esplorabile, perché può essere un crollo isolato o una frattura senza un grande condotto dietro.

In sintesi, le grotte lunari vengono censite come potenziali ingressi, classificate in base alla morfologia e al legame con i tubi di lava, e monitorate con telerilevamento e radar. Il numero più prudente da usare oggi è “oltre 200 candidate”, ma le cavità realmente confermate restano poche.

Su Marte: Grotte marziane, lavatubes, quante sono e dove si trovano

Su Marte non esiste un censimento unico e definitivo delle grotte, ma le stime più usate parlano di oltre 1.000 candidate cave entrances e di centinaia di skylight collegati soprattutto ai grandi vulcani di Tharsis. Le aree più ricche sono Arsia Mons, Pavonis Mons, Ascraeus Mons e, in alcuni cataloghi, anche Elysium Planitia, Hellas e altre province vulcaniche.

Quante sono

Il catalogo USGS delle candidate cave entrances su Marte supera le mille unità. Un’analisi del 2024 riportava 1.029 buoni candidati e 349 possibili skylight di tubi lavici distribuiti in 27 tubi per circa 1.250 km complessivi di sviluppo ipotizzato.

Altri studi recenti parlano di circa 1.036 cave-like features documentate, mentre modelli basati su immagini visibili e machine learning hanno aggiunto decine di nuovi ingressi potenziali. In pratica, il numero cresce man mano che migliorano le immagini e gli algoritmi di riconoscimento.

Dove si trovano

La concentrazione principale è nella provincia vulcanica di Tharsis, in particolare sui fianchi di Arsia Mons e Pavonis Mons. Qui si trovano molti skylight e pit crater attribuiti al collasso di lavatubes, alcuni dei quali sono stati osservati anche da HiRISE e THEMIS.

Fuori da Tharsis, i candidati più interessanti compaiono in Elysium PlanitiaAcidalia Planitia e Margaritifer Terra. Un lavoro sul radar SHARAD citato nei materiali USRA indica che quasi tutti gli skylight esaminati si trovano nel settore di Tharsis, con poche eccezioni in altre regioni.

Come vengono classificati

Le cavità marziane vengono in genere divise in tre gruppi: lava-tube skylightpit crater e volcano-tectonic fracture cave candidates. I primi sono gli ingressi più promettenti verso tubi lavici; i secondi sono pozzi o crolli che possono oppure no collegarsi a cavità; i terzi sono aperture legate a fratture e strutture tettoniche.

In alcuni cataloghi più recenti si distinguono anche ingressi in base al contesto geomorfologico, alla forma del bordo, alla presenza di depressioni lineari e alla possibile continuità del tubo sotto la superficie. Questa classificazione resta però probabilistica, perché dall’orbita non si vede direttamente l’interno della cavità.

Censimento e metodi

Il censimento è costruito combinando immagini orbitali, analisi termiche, radar e revisione manuale dei candidati. Le missioni Mars Odyssey, Mars Reconnaissance Orbiter e i dati THEMIS, HiRISE e CTX sono centrali in questo lavoro.

Negli ultimi anni l’uso del machine learning ha ampliato il numero di ingressi riconosciuti, soprattutto in aree già note per alta densità di cave. Questo significa che il “censimento” marziano è dinamico: non è un elenco chiuso, ma un archivio in continua revisione.

Sintesi geografica

Se si guarda alla distribuzione, Marte mostra una forte prevalenza di grotte e ingressi in territori vulcanici giovani o molto estesi. Tharsis resta il principale polo di interesse, mentre Hellas e alcune pianure settentrionali offrono casi più isolati ma scientificamente rilevanti.

In sintesi, su Marte le grotte candidate sono almeno più di mille, con una concentrazione nettissima nei dintorni dei grandi vulcani di Tharsis. Le “vere” cavità interne restano però in gran parte da verificare, per cui il censimento attuale è soprattutto un elenco di accessi potenziali al sottosuolo marziano.

Un pò di storia: “Le Sette Sorelle” le prime grotte scoperte su Marte

Le “Sette Sorelle” sono le prime grotte candidate individuate su Marte e la notizia, rilanciata da Scintilena nel 2007, descrive sette ingressi possibili sui fianchi di Arsia Mons, nel grande complesso vulcanico di Tharsis. Le cavità furono associate a sette nomi propri: Dena, Chloe, Wendy, Annie, Abbey, Nicki e Jeanne.

La scoperta

Secondo il resoconto pubblicato da Scintilena, le aperture furono osservate nelle immagini della sonda Mars Odyssey e apparvero come pozzi molto ampi, con diametri stimati tra 100 e 250 metri. La profondità delle cavità venne allora stimata tra 70 e almeno 130 metri.

Il fatto che non si vedesse il fondo fu considerato un indizio importante. Per i ricercatori, quella geometria suggeriva l’esistenza di possibili accessi a grotte o tubi di lava sotterranei, piuttosto che semplici depressioni superficiali.

Dove si trovano

Le Sette Sorelle sono localizzate lungo i fianchi di Arsia Mons, un grande vulcano marziano vicino alla Valle dei Mariner. Questa area appartiene alla regione vulcanica di Tharsis, una delle più interessanti per lo studio dei lavatubes e delle cavità marziane.

La posizione è rilevante anche dal punto di vista esplorativo. I grandi vulcani a scudo possono avere estesi sistemi di condotti lavici, e le aperture osservate da orbita sono state interpretate come possibili “skylight” verso tali strutture sotterranee.

Perché interessano

La rilevanza scientifica della scoperta è stata subito chiara. Le grotte marziane potrebbero offrire protezione da radiazione, micrometeoriti e forti escursioni termiche, cioè condizioni molto più favorevoli rispetto alla superficie del pianeta.

Per questo le Sette Sorelle entrarono presto nel dibattito sull’abitabilità del sottosuolo marziano. Se confermate come cavità reali, avrebbero rappresentato uno dei primi obiettivi per future missioni robotiche e, in prospettiva, umane.

Riletture successive

Negli anni successivi, lo studio delle grotte marziane è avanzato molto. Oggi si sa che Marte ospita numerosi candidati a ingressi di caverne e tubi di lava, soprattutto nell’area di Tharsis, e le Sette Sorelle restano un riferimento storico nelle cronache di questa ricerca.

In sintesi, le Sette Sorelle sono il nome dato alle prime grotte candidate su Marte, scoperte nei pressi di Arsia Mons, e hanno segnato l’inizio dell’interesse moderno per il sottosuolo marziano.

Confronto tra condizioni ambientali di grotte lunari e marziane

Le grotte marziane e i lavatubes sono, in generale, più ospitali della superficie di Marte, ma restano ambienti estremi. Rispetto alle grotte lunari, quelle marziane hanno meno escursioni termiche, una pressione leggermente più alta e un possibile interesse biologico maggiore per la presenza di ghiaccio o volatili.

Temperatura

Sulla Luna il problema principale è l’estrema variabilità termica. Nei tubi lavici lunari la temperatura può essere molto più stabile della superficie, e in alcuni modelli si parla di valori intorno a -20 C o anche più bassi in zone in ombra permanente.

Su Marte la situazione è meno estrema, ma comunque severa. La superficie varia molto tra giorno e notte, mentre all’interno dei lavatubes il clima tende a essere più stabile e spesso più mite rispetto all’esterno.

Radiazione

Le grotte lunari sono particolarmente preziose perché sulla Luna manca un’atmosfera protettiva e la radiazione cosmica è molto più forte. I lavatubes lunari offrono quindi un rifugio naturale molto importante contro raggi cosmici e micrometeoriti.

Su Marte la radiazione è ancora un problema, ma la sottile atmosfera offre già una protezione maggiore rispetto alla Luna. Per questo i lavatubes marziani restano interessanti come rifugi, anche se il vantaggio relativo rispetto alla superficie è meno drastico che sulla Luna.

Ghiaccio e volatili

Nei lavatubes lunari il ghiaccio è possibile soprattutto vicino ai poli o in condizioni di cold-trapping. Alcuni studi suggeriscono che il sottosuolo possa conservare ghiaccio in zone molto fredde e ombreggiate.

Su Marte, invece, la possibilità di trovare ghiaccio dentro i tubi di lava è ritenuta più alta e più diffusa. L’atmosfera marziana è più ricca di H2O rispetto a quella lunare, e questo aumenta la probabilità che alcune cavità contengano depositi di ghiaccio o volatili.

Stabilità e abitabilità

I lavatubes lunari tendono a essere più stabili come temperatura e protezione, quindi migliori come potenziali basi umane. Il prezzo da pagare è un ambiente molto più inospitale e povero di risorse immediatamente disponibili.

Su Marte le grotte sono meno estreme e quindi più promettenti anche per astrobiologia, perché potrebbero aver conservato meglio tracce di acqua o vita microbica passata. In questo senso, Marte è spesso visto come il contesto più interessante per cercare segnali biologici, mentre la Luna è più forte come sito di rifugio e base.

Confronto rapido

FattoreGrotte lunariGrotte marziane
TemperaturaMolto stabile, ma più fredda e priva di atmosfera Stabile e in genere meno estrema della superficie 
RadiazioneVantaggio enorme, schermatura quasi decisiva Vantaggio importante, ma meno radicale 
GhiaccioPiù probabile ai poli o in ombra permanente Probabilità più alta e più diffusa 
AstrobiologiaInteresse soprattutto operativo Interesse forte anche per possibili biosignature 

In sintesi, le grotte lunari sono più adatte come rifugi naturali per future basi, mentre quelle marziane sono più promettenti per la ricerca di ghiaccio e di eventuali tracce di vita passata. Entrambe sono ambienti chiave per l’esplorazione spaziale, ma con ruoli diversi.

Impatto della gravità ridotta sull’instabilità strutturale delle grotte

La gravità ridotta tende ad aumentare la dimensione potenziale dei tubi di lava, ma non li rende automaticamente più sicuri. Il punto decisivo è che, su Luna e Marte, il peso del tetto è minore, mentre contano molto anche spessore della copertura, stratificazione, regolite e fratture da impatto.

Effetto della gravità

In un ambiente a gravità più bassa, la roccia esercita meno carico verso il basso. Questo favorisce la formazione di cavità molto più grandi di quelle terrestri, con stime che per la Luna arrivano a dimensioni enormemente superiori rispetto alla Terra e per Marte a valori intermedi.

La stessa riduzione di peso, però, non elimina i meccanismi di collasso. Se il tetto è troppo sottile o se la geometria del vuoto è sfavorevole, la cavità può diventare instabile anche in condizioni di bassa gravità.

Cosa destabilizza

Le ricerche mostrano che la stabilità dipende soprattutto da larghezza del tubospessore del tetto e stato di tensione iniziale della roccia. Modelli teorici indicano che un tubo lunare può restare stabile anche se molto ampio, ma solo con un tetto sufficientemente spesso e una profondità adeguata.

Un altro fattore importante è la regolite, cioè il materiale friabile che ricopre la superficie. Se si accumula sul tetto, aggiunge carico e può ridurre la stabilità delle cavità lunari, soprattutto quando il soffitto è già sottile.

Luna e Marte

Sulla Luna la bassa gravità favorisce cavità molto grandi, ma anche qui il rischio di collasso cresce se il tetto è fratturato o se il tubo ha sezioni variabili. Studi recenti mostrano che le forme non circolari e la presenza di strati nel soffitto abbassano la stabilità rispetto ai modelli ideali.

Su Marte la gravità è maggiore che sulla Luna, quindi le cavità tendono a essere meno enormi, ma restano comunque molto più grandi di quelle terrestri. Anche lì la stabilità dipende dalla geometria interna e da processi successivi come impatti, fratturazione e accumulo di detriti.

Collasso e rischio

Il collasso non avviene solo per il peso proprio del tetto. Su Luna e Marte gli impatti meteoritici e la fratturazione progressiva possono aprire nuove instabilità o allargare quelle già esistenti.

Per questo i modelli più recenti non si limitano a misurare la dimensione del vuoto, ma studiano anche il comportamento del soffitto in funzione della gravità e degli strati rocciosi. In altre parole, la bassa gravità è un vantaggio per la formazione delle grotte, ma non garantisce la loro sicurezza strutturale.

Sintesi operativa

Il risultato più utile per l’esplorazione spaziale è che grotte lunari e marziane possono essere enormi proprio grazie alla gravità ridotta. Ma per capire se siano abitabili o esplorabili servono modelli geomeccanici dettagliati, perché un grande spazio sotterraneo può essere stabile solo in certe condizioni precise.

Tecniche geofisiche per valutare l’integrità strutturale dei lavatubes

Le tecniche più utili per valutare l’integrità strutturale dei lavatubes combinano geofisica di superficie, radar e modelli numerici. La strategia più solida è usare più metodi insieme, perché una sola tecnica raramente basta a descrivere geometria, spessore del tetto e zone deboli.

Tecniche principali

La tomografia di resistività elettrica è una delle tecniche più usate per individuare vuoti e differenze litologiche attorno ai tubi di lava. Funziona bene per mappare limiti tra unità vulcaniche, presenza di cavità e possibili zone di frattura o alterazione.

La sismica è altrettanto importante. I profili sismici attivi e passivi permettono di vedere anomalie sopra le cavità, ricostruire la geometria del sottosuolo e stimare se il tetto risponde in modo stabile o mostra segnali di indebolimento.

Metodi radar

Il Ground Penetrating Radar è particolarmente adatto quando il tetto è poco profondo o quando si lavora su analoghi terrestri. In prove su grotte laviche della California, il GPR ha risolto bene soffitto e larghezza della cavità, ma diventa meno affidabile se la geometria è molto complessa o fuori piano.

Per i contesti planetari, il radar orbitale a bassa frequenza è una delle poche opzioni disponibili. Studi sulla Luna mostrano che un sistema multibanda è preferibile, perché frequenze diverse servono per cavità di dimensioni diverse e migliorano la probabilità di rilevare tubi stabili.

Gravità e magnetismo

Le misure di gravità aiutano a riconoscere deficit di massa associati a vuoti sotterranei o tubi di lava colmati solo in parte. Nel caso lunare, le anomalie gravitazionali sono uno dei segnali più forti per inferire grandi cavità sotto i mari basaltici.

Le misure magnetiche possono aggiungere un livello di dettaglio, soprattutto quando sono combinate con la gravità. In studi recenti sulla Luna, l’analisi congiunta di magnetismo e gravità ha aiutato a vincolare posizione, dimensioni e struttura interna del tubo.

Immagini e rilievo 3D

Il rilievo LiDAR e la fotogrammetria sono essenziali per costruire modelli tridimensionali di precisione. Questi modelli servono sia a descrivere il vuoto sia a verificare se le anomalie geofisiche corrispondono davvero a una cavità reale.

Nelle missioni analoghe, anche i droni e i sistemi SLAM consentono di mappare cavità difficili da raggiungere. Questo è utile perché il confronto tra modello 3D e dati geofisici riduce gli errori di interpretazione.

Valutazione dell’integrità

Per capire se un lavatube è strutturalmente integro, i ricercatori confrontano diversi indicatori: spessore del tetto, presenza di fratture, distribuzione degli sforzi e variazioni di densità o velocità sismica. I modelli numerici, spesso basati su FEM o metodi a elementi di contorno, servono a trasformare questi dati in una stima di stabilità.

Gli studi più recenti indicano che i metodi empirici sono utili come primo filtro, ma quelli numerici descrivono meglio il comportamento reale della cavità. La combinazione di dati geofisici e modellazione resta quindi l’approccio più affidabile.

Conclusione operativa

In pratica, la sequenza più efficace è: immagini orbitali per individuare i candidati, radar e gravità per confermare il vuoto, sismica ed ERT per definire il contorno, LiDAR per validare la geometria e modelli geomeccanici per stimare la sicurezza. È questo approccio integrato che permette di valutare davvero l’integrità strutturale dei lavatubes, sulla Terra e nei mondi planetari.

A quale profondità arriva il Ground Penetrating Radar e come funziona

Il Ground Penetrating Radar, o GPR, funziona inviando impulsi elettromagnetici nel sottosuolo e registrando gli echi riflessi quando il segnale incontra materiali con proprietà elettriche diverse. La profondità raggiunta varia molto: in terreni favorevoli può arrivare a decine di metri, mentre in argille umide può fermarsi a pochi centimetri o metri.

Come funziona

Il GPR trasmette onde radio nel terreno con un’antenna. Quando le onde incontrano un cambio di permittività, densità o umidità, una parte dell’energia torna in superficie e viene letta dal ricevitore.

Il tempo impiegato dall’eco per tornare indietro permette di stimare la profondità del bersaglio. Il risultato è un radargramma, cioè una sezione del sottosuolo che mostra strati, vuoti, tubi, rocce o altri contrasti.

A che profondità arriva

La profondità dipende soprattutto da frequenza dell’antenna e conducibilità del terreno. Con frequenze alte si ottiene più dettaglio ma meno profondità; con frequenze basse si vede più in profondità ma con minore risoluzione.

In condizioni favorevoli, come sabbie asciutte, ghiaccio o rocce poco conduttive, il GPR può arrivare a circa 30 metri o più, e in casi eccezionali anche oltre. In suoli umidi o argillosi, invece, la penetrazione può scendere a meno di 1 metro.

Frequenza e dettaglio

Le antenne tra 900 e 1600 MHz sono adatte a profondità molto basse ma con alta risoluzione, per esempio in cemento o per piccoli oggetti. Le antenne tra 100 e 400 MHz sono più usate per indagini geologiche, cavità e infrastrutture sepolte, perché offrono un buon compromesso tra profondità e dettaglio.

Per strutture più profonde si scende ancora di frequenza, ma la qualità dell’immagine cala. Questo è il motivo per cui il GPR va sempre scelto in funzione del problema da risolvere, non come strumento universale.

Cosa influenza la portata

Il fattore più importante è il tipo di materiale: argilla, acqua salata e terreni molto conduttivi attenuano rapidamente il segnale. Al contrario, ghiaccio, sabbia secca, granito e calcari asciutti consentono profondità molto maggiori.

Conta anche la potenza dello strumento, la lunghezza d’onda e il rumore del contesto. In missioni planetarie, come il radar WISDOM di ExoMars, si punta a risoluzione centimetriche e a profondità di circa 3 metri nel suolo marziano, proprio perché il comportamento del sottosuolo dipende molto dal materiale.

In breve

Il GPR è uno strumento non invasivo che “legge” il sottosuolo con onde elettromagnetiche. Può arrivare da pochi centimetri fino a circa 30 metri o più in condizioni ideali, ma la profondità reale dipende sempre da terreno, frequenza e obiettivo dell’indagine.

GPS che funzionano sottoterra

I GPS “classici” non funzionano sottoterra, perché il segnale satellitare non attraversa bene roccia, acqua e coperture dense. Su Scintilena, però, si parla di sistemi alternativi di localizzazione sotterranea che collegano un trasmettitore in grotta con ricevitori georeferenziati in superficie.

Cosa dice Scintilena

L’articolo di Scintilena del 2017 spiega che il progetto svizzero usa una trasmittente portata nello spazio sotterraneo e alcuni rilevatori posizionati in superficie, a contatto col terreno. I ricevitori, già georeferenziati via GPS, calcolano la posizione del punto sotterraneo tramite ritardo e attenuazione del segnale.

Lo stesso testo precisa che il sistema può essere usato anche in mare. Questo lo rende interessante non solo per la speleologia, ma anche per contesti subacquei e di ricerca operativa.

Come funziona

Il principio non è quello del GPS satellitare diretto, ma di una triangolazione tra trasmettitore sotterraneo e ricevitori esterni. In pratica, il segnale parte dal sottosuolo, viene captato dalla superficie e poi il software ricostruisce la posizione relativa.

La soluzione è utile perché in grotta il GPS tradizionale non riceve il segnale dei satelliti. Scintilena sottolinea proprio questo limite, comune a tutti i sistemi satellitari quando si entra nel sottosuolo.

Sistemi alternativi

Accanto a questo progetto, Scintilena ha raccontato anche altre tecnologie di posizionamento estremo, come i sistemi basati sui muoni. Questi non sono GPS in senso stretto, ma servono allo stesso scopo: localizzare persone o robot in ambienti dove il segnale satellitare non arriva.

Per la speleologia, questo significa che il futuro della localizzazione sotterranea non dipenderà da un singolo “GPS per grotte”, ma da più soluzioni integrate: radio, muoni, rilievo topografico e strumenti digitali di mappatura.

Limiti pratici

Il sistema descritto da Scintilena richiede comunque apparecchiature dedicate e una parte della rete di riferimento in superficie. Non è quindi un GPS autonomo che funziona come uno smartphone, ma una soluzione tecnica per misurare posizioni sotterranee con maggiore precisione.

In sintesi, sottoterra il GPS normale non funziona, ma esistono tecnologie ispirate alla geolocalizzazione che permettono di ricostruire la posizione in grotta. Scintilena mostra che questa frontiera è già in sperimentazione e interessa da vicino la speleologia moderna.

Fonti attendibili sui temi trattati: grotte lunari e marziane, GPR, geofisica, geolocalizzazione sotterranea, ESA CAVES

Questo file raccoglie le fonti più attendibili emerse nella conversazione sui principali temi trattati: confronto tra grotte lunari e marziane, stabilità dei lavatubes, tecniche geofisiche per valutarne l’integrità, funzionamento e profondità del Ground Penetrating Radar, sistemi di localizzazione sotterranea e ruolo di Loredana Bessone nei programmi ESA legati alla speleologia planetaria. Le fonti privilegiano Scintilena per la parte divulgativa e di contesto speleologico, integrate da ESA, NASA e letteratura tecnico-scientifica quando necessarie per i dati più solidi.[1][2][3]

Criteri di selezione

Sono state considerate più attendibili le fonti che presentano almeno una di queste caratteristiche: pubblicazione su sito istituzionale ESA o NASA, articolo scientifico o abstract tecnico, oppure articolo di Scintilena che richiama direttamente attività, progetti o studi riconducibili a enti e ricercatori identificabili.[1][4][2]

Per rispettare la richiesta, l’elenco non include link a file interni eventualmente presenti nello spazio. I link riportati sono pagine web pubbliche emerse nella ricerca.[5][6][3]

Fonti principali per argomento

1. Grotte lunari e marziane: contesto scientifico e confronto ambientale

TemaFontePerché è utileLink
Grotte lunari e marziane, quadro generaleESA: progetto sulle grotte lunari [1]Contestualizza l’interesse operativo e scientifico per l’esplorazione delle cavità lunari.ESA: Scienziati e ingegneri progettano l’esplorazione di grotte lunari
Speleologia planetaria e addestramentoESA CAVES e Pangaea su Scintilena [7]Collega grotte terrestri e missioni future verso Luna e Marte.L’Agenzia spaziale europea si prepara ad esplorare le grotte lunari
Cartografia geologica spazialeScintilena, cartografia geologica spaziale [5]Spiega perché mappare il sottosuolo è decisivo nelle missioni esplorative.Dai fondi oceanici alla Luna: la nuova era della cartografia geologica spaziale
Sintesi tecnico-scientifica sui lavatubesReview Earth, Moon and Mars [8]Fonte di riferimento per morfologia, dimensioni e conservazione dei tubi di lava.Lava tubes on Earth, Moon and Mars: A review
Potenziale abitativo delle cavitàRoadmap to cave dwelling [9]Utile per il tema rifugi naturali, missioni umane e architetture sotterranee.A roadmap to cave dwelling on the Moon and Mars

2. Le “Sette Sorelle”: prime grotte candidate su Marte

TemaFontePerché è utileLink
Prima notizia su ScintilenaScintilena sulle prime grotte su Marte [6]È la fonte richiesta per ricostruire il momento storico della scoperta.Ecco le prime grotte extraterrestri, scoperte su Marte
Contesto della scopertaScintilena su Marte e cavità [10]Collega radar, Marte e ingressi di grotte osservati da orbita.Sotto i ghiacci l’oceano di Marte
Supporto storico esternoSpace.com sulle sette aperture [11]Conferma esterna della notizia sulle sette cavità candidate.Possible New Mars Caves Targets in Search for Life
Sintesi storicaDavid Darling Encyclopedia [12]Riassume l’identificazione preliminare del 2007 ad Arsia Mons.Caves on Mars

3. Stabilità strutturale dei lavatubes e gravità ridotta

TemaFontePerché è utileLink
Stabilità dei tubi lunariStudio sulla stabilità strutturale [13]Fonte centrale per larghezza, spessore del tetto e condizioni di stabilità.The structural stability of lunar lava tubes
Confronto dimensionale e gravitàEuroplanet [14]Spiega in termini chiari l’effetto della gravità sulle dimensioni dei lavatubes.Lava tubes: the hidden sites for future human habitats on the Moon and Mars
Stato dell’arte geomeccanicoStudio 2025 su stabilità delle grotte [15]Utile per il passaggio da rilievo geofisico a stima della sicurezza strutturale.State of the Art on Empirical and Numerical Methods for Cave Stability Analysis

4. Tecniche geofisiche per valutare l’integrità dei lavatubes

TemaFontePerché è utileLink
Geofisica integrata su lavatubes lunariStudio su sismica, magnetismo e gravità [16]È una delle fonti più pertinenti per l’uso combinato di metodi geofisici.Seismic, magnetic and gravity investigations of Lunar lava tubes
Tomografia di resistività elettricaScintilena su ERT [17]Introduce in modo chiaro l’uso geoelettrico per mappare vuoti e discontinuità.L’impiego della tomografia di resistività elettrica per la mappatura dei vuoti
Monitoraggio geofisico in grottaScintilena sul caso Bossea [18]Mostra un’applicazione integrata reale con sismica e geomatica.Monitoraggio delle grotte con geomatica e geofisica: il caso Bossea
LiDAR e cartografiaScintilena su scanner 3D e droni [19]Fonte utile per la parte di rilievo e validazione geometrica.Scanner 3D e Droni: come la cartografia digitale delle grotte sta cambiando la speleologia

5. Ground Penetrating Radar: come funziona e a che profondità arriva

TemaFontePerché è utileLink
GPR applicato ai lavatubesNASA su risoluzione dei tubi di lava [2]Fonte tecnica molto solida sul radar e sulla risposta di soffitto e pavimento delle cavità.Resolution of Lava Tubes with Ground Penetrating Radar
Funzionamento generale del GPRFonte tecnica divulgativa [20]Spiega bene profondità massima e dipendenza dal materiale.Ground Penetrating Radar and how it works
Profondità e frequenzaGeoModel [21]Utile per il rapporto tra frequenza dell’antenna, profondità e risoluzione.What is Ground Penetrating Radar
GPR su MarteExoMars WISDOM [22]Indica un esempio concreto di radar da rover con penetrazione di circa 3 metri nel suolo marziano.WISDOM Calibration and Data Processing Pipeline for the ExoMars 2020 Mission

6. GPS che funzionano sottoterra e localizzazione in grotta

TemaFontePerché è utileLink
Sistema di localizzazione sotterraneaScintilena sul GPS sotterraneo [3]È la fonte principale richiesta per il tema del “GPS” che funziona sottoterra.Finalmente un GPS che funziona sottoterra!
Primo annuncio UGPSScintilena 2011 [23]Utile come antecedente storico della stessa linea tecnologica.Finalmente il GPS sotterraneo
Localizzazione estrema con muoniScintilena su MuPS [24]Mostra l’evoluzione oltre il GPS classico verso sistemi per ambienti estremi.Muoni, la nuova frontiera della geolocalizzazione estrema
Radio-localizzazione in grottaScintilena 2023 [25]Utile per confrontare le alternative al GNSS in ambiente ipogeo.Nuove tecnologie nel campo dell’esplorazione sotterranea: Radio Localizzazione

7. Loredana Bessone, ESA CAVES e addestramento astronauti in grotta

TemaFontePerché è utileLink
Profilo e ruoloLinkedIn professionale [26]Identifica il ruolo nell’unità ESA dedicata ai test analoghi e training.[Loredana Bessone
CAVES come addestramentoESA CAVES [4]Fonte istituzionale sul programma di addestramento in grotta.CAVES: exploring inner space for outer space
Articolo scientifico sul programmaActa Astronautica / USF [27]Fonte molto attendibile per finalità, struttura e risultati del programma CAVES.Speleology as an analogue to space exploration: The ESA CAVES programme
Progettazione e coordinamentoScintilena 2012 [28]Utile per documentare il ruolo di Bessone nelle prime fasi operative del corso.CAVES 2012 – Grotta come analogo extraterrestre
Collegamento con grotte lunariScintilena 2021 [7]Collega CAVES, Pangaea e il filone sull’esplorazione delle cavità lunari.L’Agenzia spaziale europea si prepara ad esplorare le grotte lunari

Elenco sintetico delle fonti più solide

Di seguito una lista rapida delle fonti che, nel complesso della chat, risultano le più forti per affidabilità, rilevanza e qualità del soggetto emittente.[2][4][27]

Nota finale

Per i temi divulgativi e di memoria storica della speleologia planetaria, Scintilena è stata la fonte guida più coerente lungo tutta la conversazione. Per i dati tecnici su radar, geofisica, stabilità dei lavatubes e programmi astronautici, le fonti più affidabili restano ESA, NASA e la letteratura specialistica richiamata in questo documento.[6][3][2][27]

L'articolo Dalla grotta al Pianeta Rosso. Tunnel lavici lunari, la Luna offre un possibile rifugio per astronauti e una nuova frontiera per la speleologia planetaria proviene da Scintilena.

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Roma sotto Roma

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Una Guida sull’immenso patrimonio con la Carta delle Cavità Sotterranee di Roma 2026

1. Introduzione: una città sopra un labirinto

Sotto strade, monumenti e quartieri di Roma si sviluppa una “città sotto la città”, un reticolo di cave, catacombe, cunicoli idraulici e altri ipogei scavato in oltre duemila anni di storia.


L’aggiornamento 2026 della Carta delle Cavità Sotterranee di Roma, curato da ISPRA, CNR-IGAG e Università della Tuscia, mostra che oltre 100 km2 del territorio urbano sono interessati da cavità artificiali, di cui quasi 61 km2 ricadono in aree a elevata densità di cavità.

Questa cartografia non ha solo valore culturale e scientifico, ma costituisce una base tecnica per la pianificazione urbanistica, la gestione del rischio di sinkhole antropogenici e la tutela del patrimonio storico?archeologico della Capitale.


2. Estensione e distribuzione delle cavità

Secondo i dati presentati da ISPRA nel 2026, la mappatura copre circa 350 km2 del territorio urbano romano caratterizzato dalla presenza di sistemi ipogei.

All’interno di quest’area sono stati censiti circa 5.600 elementi puntuali (cavità note ma senza estensione definita) e circa 1.600 elementi lineari o poligonali che rappresentano cunicoli e volumi di cavità mappati planimetricamente.

Le zone a maggiore densità di cavità risultano concentrate soprattutto nei Municipi I, II, IV, V e VIII, in corrispondenza delle aree storicamente interessate dallo sfruttamento di pozzolane e tufi e dalla presenza di estesi sistemi catacombali.


I settori nord-occidentali e occidentali della città mostrano invece una densità minore, in relazione alla diversa natura litologica dei terreni e alla più limitata attività estrattiva storica.


3. Tipologie principali di cavità sotterranee romane

La Carta delle Cavità Sotterranee di Roma distingue diverse categorie di vuoti artificiali, che riflettono funzioni, epoche e litologie differenti:

  • Cave di tufo e pozzolana:
  • Scavate prevalentemente nei terreni vulcanici che bordano a est e sud-est il centro storico.
  • Sono le cavità più diffuse e spesso organizzate in sistemi di gallerie a più livelli, con imbocchi alla base dei versanti.
  • Cave di conglomerati e sabbie:
  • Localizzate soprattutto nel settore sud-occidentale della città.
  • Generalmente meno estese delle cave di tufo e, a differenza di queste, non riutilizzate come necropoli, ma successivamente impiegate come depositi, fungaie o ambienti di servizio.
  • Catacombe e ipogei cimiteriali:
  • Rappresentano la seconda tipologia per estensione dopo le cave di tufo.
  • Utilizzate in particolare tra I e III secolo d.C. come luoghi di sepoltura e culto, spesso ricavate all’interno o in continuità con antiche gallerie estrattive.
  • Ipogei privati e strutture religiose (mitrei, cripte, ambienti di culto sotterranei):
  • Testimoniano usi rituali e residenziali del sottosuolo, spesso con forte valore archeologico.
  • Cunicoli idraulici e infrastrutture sotterranee:
  • Comprendono antichi acquedotti, drenaggi, condotte storiche e infrastrutture più recenti (gallerie di servizio, sottoservizi).
  • Riusi moderni:
  • Durante il Novecento molte cavità sono state sfruttate come rifugi antiaerei, depositi e fungaie, come testimoniato, ad esempio, nel comprensorio della Caffarella.

Questo mosaico di funzioni spiega la complessità della rete ipogea romana, con sistemi pluripiano a profondità variabile, spesso parzialmente sconosciuti, sotto quartieri densamente edificati.


4. Genesi storica: oltre duemila anni di scavi

Le cavità mappate hanno origine interamente antropica: sono il risultato cumulativo di attività estrattive, infrastrutturali, religiose e belliche svolte dall’età romana fino al XX secolo.

  • In età romana, le cave nei tufi e nelle pozzolane hanno garantito per secoli l’approvvigionamento dei materiali da costruzione per la città e il suo territorio.
  • Tra I e III secolo d.C., molte gallerie estrattive vennero riconvertite o affiancate da catacombe e ipogei cimiteriali, legati in particolare alle comunità cristiane.
  • Nel medioevo e nell’età moderna, alcune cavità continuarono a essere utilizzate per scopi agricoli e di servizio (conservazione, coltivazioni sotterranee, approvvigionamento idrico).
  • Nel Novecento, in particolare durante la Seconda guerra mondiale, ampi tratti di sottosuolo furono adattati come rifugi antiaerei, magazzini e percorsi di servizio.

L’immagine contemporanea è quindi quella di un sottosuolo multicronico, dove si intersecano cave antiche, catacombe, infrastrutture idrauliche e riusi moderni, spesso privi di una documentazione unitaria fino ai progetti ISPRA degli ultimi anni.


5. La prima Carta ISPRA (2017) e il salto al 2026

Prima della sistematizzazione curata da ISPRA, Roma non disponeva di una cartografia d’insieme né di un database completo che restituissero l’effettiva estensione delle cavità.


Gli studi archeologici e geotecnici avevano spesso carattere locale e risultavano dispersi in archivi differenti.

Nel 2017 ISPRA ha prodotto la prima Carta delle Cavità Sotterranee di Roma, affiancando ai dati puntuali una mappatura areale delle principali cavità e organizzando le informazioni in un sistema cartografico strutturato a quadranti.


Per raccogliere e uniformare i dati è stato creato un Gruppo di Lavoro che coinvolge Roma Capitale, CNR, Protezione Civile Nazionale, Roma Metropolitane, le principali associazioni speleologiche romane (tra cui Roma Sotterranea e Sotterranei di Roma) e la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.

L’aggiornamento 2026 rappresenta un salto di scala rispetto al 2017, sia per l’estensione dell’area coperta (circa 350 km² contro valori più limitati in precedenza) sia per la densità dei dati e l’integrazione con altre basi informative (cartografie archeologiche, archivi storici, database istituzionali, risultati di indagini dirette).


6. Fonti dati e metodologia di mappatura

La Carta delle Cavità Sotterranee di Roma 2026 è costruita integrando diverse categorie di fonti:

  • Letteratura scientifica e tecnica su archeologia del sottosuolo, geologia urbana, geotecnica e sinkhole.[web:18][web:17]
  • Archivi cartografici storici (mappe catastali, piante antiche, rilievi di cave e catacombe).[web:18][web:24]
  • Database istituzionali (archivi comunali, dati di Roma Metropolitane, progetti di monitoraggio ISPRA).[web:18][web:17]
  • Cartografie archeologiche prodotte da soprintendenze e Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.[web:18][web:24]
  • Indagini dirette e rilievi speleologici/geotecnici recenti, comprendenti anche contributi delle associazioni speleologiche romane.[web:18][web:24]

Dal punto di vista cartografico, la carta combina:

  • Dati puntuali: localizzazioni di cavità note prive di estensione geometrica precisa.
  • Dati lineari: tracciati di cunicoli, gallerie, percorsi ipogei.[web:24]
  • Dati poligonali: planimetrie e ingombri areali delle cavità maggiormente conosciute, cave, catacombe e grandi ipogei.[web:24]

Su questa base geometrica è costruita una mappa di densità dei sistemi ipogei, che esprime la concentrazione spaziale delle cavità e consente di individuare zone di maggiore o minore intensità di vuoti nel sottosuolo.[web:16][web:24]


7. Cavità sotterranee e sinkhole antropogenici a Roma

La presenza di cavità non note o non bonificate, in combinazione con perdite della rete idrica e dei sottoservizi, può produrre il collasso dei livelli superficiali del terreno con la formazione di sinkhole antropogenici (voragini urbane).[web:18][web:17]

Secondo il censimento ISPRA, dal XIX secolo a oggi a Roma sono stati registrati migliaia di eventi di sinkhole antropogenico, con una stima di circa 4.500 episodi e una media dell’ordine di decine/centinaia di nuovi casi all’anno nei periodi più recenti.[web:17][web:3]

Più di 30 km² del territorio urbano risultano essere stati interessati da fenomeni di sprofondamento nel corso di poco più di un secolo.[web:17]

Per analizzare questo fenomeno, ISPRA e CNR-IGAG hanno sviluppato dal 2017 un progetto specifico sulla suscettibilità agli sprofondamenti nel centro urbano di Roma, aggiornato nel 2025.[web:17][web:3]

Il progetto ha portato alla definizione di una mappa di suscettibilità ai sinkhole antropogenici, che classifica il territorio in base alla propensione al dissesto, superando la distinzione tradizionale rischio/pericolosità a favore di un’analisi probabilistica a lungo termine.[web:17][web:3]

Le aree a suscettibilità più elevata coincidono in larga parte con le zone di alta densità di cavità e con i settori caratterizzati da litologie vulcaniche più adatte allo scavo (tufi e pozzolane), confermando il legame tra rete ipogea, natura dei terreni e fenomeni di sprofondamento.[web:17][web:24]


8. Pianificazione urbanistica e gestione del rischio

La Presidente di ISPRA e i tecnici coinvolti nel progetto sottolineano come la conoscenza dettagliata del sottosuolo sia ormai indispensabile per la pianificazione dello sviluppo urbano di Roma e per la prevenzione dei rischi legati ai sinkhole.[web:24][web:27]

La Carta delle Cavità Sotterranee di Roma 2026 e la mappa di suscettibilità ai sinkhole possono essere utilizzate per:

  • Supportare la pianificazione urbanistica:
  • Identificando le aree dove nuovi carichi edilizi o infrastrutturali richiedono studi geotecnici di dettaglio e interventi di consolidamento.[web:18][web:17]
  • Definire priorità di monitoraggio e manutenzione:
  • Pianificando controlli mirati sulla rete idrica e sui sottoservizi nei quartieri con maggiore densità di cavità e più alta suscettibilità agli sprofondamenti.[web:17][web:3]
  • Gestire il rischio per infrastrutture strategiche (metropolitane, grandi vie di comunicazione, reti di servizio):
  • Incrociando i tracciati infrastrutturali con la mappa delle cavità per valutare interferenze e necessità di opere di mitigazione.[web:18][web:24]
  • Supportare la Protezione Civile:
  • Nella valutazione preventiva degli scenari di emergenza legati a voragini urbane e nell’individuazione delle aree critiche a scala comunale e metropolitana.[web:18][web:17]

In questo senso la carta non è un semplice prodotto descrittivo, ma un vero strumento operativo per amministrazioni, progettisti, servizi di emergenza e gestori delle reti.[web:18][web:24]


9. Valore culturale, archeologico e speleologico

Oltre agli aspetti di pericolosità, la carta restituisce il quadro di un patrimonio ipogeo straordinario, che intreccia geologia vulcanica, archeologia, storia urbana e pratiche sociali.[web:18][web:10]
Per la comunità speleologica e per chi si occupa di speleologia urbana, la mappa costituisce:

  • Una base di conoscenza per orientare esplorazioni, studi e progetti di documentazione del sottosuolo romano.
  • Uno strumento di dialogo con enti pubblici (Roma Capitale, ISPRA, CNR, Protezione Civile) per valorizzare i dati raccolti dalle associazioni speleologiche e integrarli nei database istituzionali.
  • Un punto di partenza divulgativo per raccontare al grande pubblico la “Roma nascosta”, come dimostrano gli articoli e le iniziative promosse da realtà come Scintilena e dai gruppi di esplorazione dei sotterranei.

Esempi concreti sono le esplorazioni e le visite guidate nel Parco della Caffarella, dove si possono osservare cave di pozzolana, catacombe, un mitreo e una fungaia, condensando in un solo contesto molti degli usi storici del sottosuolo romano.


10. Spunti per un approfondimento speleologico su Roma

Per chi volesse trasformare la Carta delle Cavità Sotterranee in materiale per articoli, conferenze o corsi di speleologia urbana, alcuni possibili filoni di approfondimento sono:

  1. La geologia come chiave di lettura del sottosuolo urbano:
  • Differenze tra terreni vulcanici (tufi, pozzolane) e terreni sedimentari (sabbie, conglomerati) nel controllo della distribuzione delle cavità.
  1. Dalle cave alle catacombe:
  • Processi di riuso delle gallerie estrattive come spazi funerari e religiosi tra I e III secolo d.C., con esempi lungo l’Appia Antica.
  1. Sinkhole antropogenici e città contemporanea:
  • Lettura integrata tra mappa delle cavità e mappa di suscettibilità agli sprofondamenti, casi studio di quartieri con alta frequenza di voragini.
  1. Citizen science speleologica:
  • Modalità con cui le associazioni possono contribuire con rilievi, segnalazioni e dati verificati all’aggiornamento continuo dei database ISPRA.
  1. Confronto con altre città sotterranee:
  • Paragoni metodologici con esperienze analoghe a Napoli o Parigi, in termini di cartografia ipogea, gestione del rischio e valorizzazione turistica.

11. Domande di ripasso e verifica

Per utilizzare questo materiale come guida di studio (ad esempio in vista di un articolo o di una relazione speleologica), possono essere utili alcune domande di controllo:

  1. Quali sono le principali tipologie di cavità sotterranee censite a Roma e in quali settori della città tendono a concentrarsi?
  2. Che differenze esistono tra le cave di tufo/pozzolana e le cave di conglomerati e sabbie, sia dal punto di vista geologico sia per gli usi storici?
  3. Quali sono le principali fonti dati utilizzate da ISPRA per costruire la Carta delle Cavità Sotterranee di Roma 2026?
  4. In che modo la mappa di densità dei sistemi ipogei viene costruita a partire da dati puntuali, lineari e poligonali?
  5. Che cosa si intende per sinkhole antropogenico e quale relazione lega questi fenomeni alla presenza di cavità sotterranee e alle perdite di rete idrica?
  6. Quali sono i principali risultati del progetto ISPRA–CNR IGAG sulla suscettibilità agli sprofondamenti nel centro urbano di Roma?[
  7. In che modo la Carta delle Cavità e la mappa di suscettibilità possono essere utilizzate nella pianificazione urbanistica della Capitale?
  8. Perché la partecipazione delle associazioni speleologiche romane è considerata strategica per l’aggiornamento continuo della carta?
  9. Quali esempi concreti di valorizzazione del patrimonio ipogeo romano (tour, esplorazioni guidate, percorsi didattici) sono citati nelle fonti?
  10. In che senso la Carta delle Cavità di Roma può diventare un modello o un termine di confronto per altre grandi città con estesi sistemi sotterranei?

Rispondere a queste domande aiuta a consolidare non solo i dati quantitativi (estensione, densità, numero di cavità), ma soprattutto la comprensione del rapporto tra sottosuolo, storia urbana, rischio geologico e pianificazione.

Fonti:

Fonti principali
• ISPRA — Carta delle Cavità Sotterranee di Roma 2026
https://www.isprambiente.gov.it/it/news/carta-delle-cavita-sotterranee-di-roma-2026[isprambiente]
• ISPRA — Carta delle cavità sotterranee di Roma
https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/suolo-e-territorio/cartografia/carta-delle-cavita-sotterranee-di-roma[isprambiente]
• ISPRA — La Città nascosta
https://www.isprambiente.gov.it/it/news/la-citta-nascosta[gov]
• ISPRA — Progetto “Studio della suscettibilità agli sprofondamenti nel centro urbano di Roma”
https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/suolo-e-territorio/sinkholes-e-cavita-sotterranee/i-sinkholes-antropogenici/progetti-e-collaborazioni/progetto-studio-della-suscettibilita-agli-sprofondamenti-nel-centro-urbano-di-roma[scintilena]
• ISPRA — I sinkholes antropogenici a Roma
https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/suolo-e-territorio/sinkholes-e-cavita-sotterranee/i-sinkholes-antropogenici/i-sinkholes-antropogenici-a-roma[scintilena]
Fonti Scintilena
• Scintilena — Roma sotto Roma, la nuova carta delle cavità sotterranee arriva il 10 giugno
https://www.scintilena.com/roma-sotto-roma-la-nuova-carta-delle-cavita-sotterranee-arriva-il-10-giugno/05/19/[scintilena]
• Scintilena — Sicurezza urbana e sinkhole a Roma: aggiornata la mappa di suscettibilità
https://www.scintilena.com/sicurezza-urbana-e-sinkhole-a-roma-aggiornata-la-mappa-di-suscettibilita/07/28/[scintilena]
• Scintilena — Sicurezza e mappatura delle cavità sotterranee nel Parco Regionale dell’Appia Antica
https://www.scintilena.com/sicurezza-e-mappatura-delle-cavita-sotterranee-nel-parco-regionale-dellappia-antica/07/04/[scintilena]
• Scintilena — Esplorazione Sotterranea nella Caffarella: Un Viaggio nel Cuore di Roma
https://www.scintilena.com/esplorazione-sotterranea-nella-caffarella-un-viaggio-nel-cuore-di-roma/10/31/[scintilena]
• Scintilena — Pagina categoria Lazio
https://www.scintilena.com/category/lazio/[scintilena]
• Scintilena — Roma presentata la prima mappa del sottosuolo con Sotterranei di Roma e Roma Sotterranea
https://www.scintilena.com/roma-presentata-la-prima-mappa-del-sottosuolo-con-sotterranei-di-roma-e-roma-sotterranea/06/29/[scintilena]
Altre fonti citate
• Città Metropolitana di Roma — “Carta delle cavità sotterranee di Roma” a cura di ISPRA
http://geologico.cittametropolitanaroma.it/pubblicazioni/carta-cavita-sotterranee-roma-cura-ispra[cittametropolitanaroma]
• CN Geologi — ISPRA: Roma sotto Roma, la nuova carta delle cavità sotterranee
https://www.cngeologi.it/2026/06/05/ispra-la-nuova-carta-delle-cavita-sotterranee/[cngeologi]
• Roma Capitale — Inquinamento dei terreni e delle falde acquifere
https://www.comune.roma.it/web/it/scheda-servizi.page?contentId=INF121302[roma]

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Matejeva Jama, a Gradisca la conferenza sulle grandi scoperte del Carso classico

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Il 19 giugno al Palazzo Monte di Pietà il G.S. Talpe del Carso propone un incontro pubblico dedicato alla nuova cavità esplorata tra Italia e Slovenia, con il relatore Matej Husu.

Conferenza speleologica a Gradisca d’Isonzo

Venerdì 19 giugno, alle 20:30, il Palazzo Monte di Pietà di Gradisca d’Isonzo ospiterà una conferenza pubblica a ingresso libero organizzata dal G.S. Talpe del Carso JK Kraški Krti.

L’appuntamento sarà dedicato alla Matejeva Jama, indicata come una delle scoperte speleologiche più rilevanti del Carso classico degli ultimi decenni.[1][2]

La serata vedrà come relatore Matej Husu, speleologo del Club di Sežana e protagonista della scoperta della cavità, che nel 2025 ha richiamato l’attenzione della stampa speleologica e locale per estensione, caratteristiche morfologiche e posizione transfrontaliera.

L’incontro si inserisce in una programmazione già avviata a Gradisca d’Isonzo nel segno della divulgazione scientifica legata al Carso e alle sue cavità.[2][3][4][1]

La scoperta di Matejeva Jama

La Matejeva Jama si trova in area carsica vicino a Orlek, con ingresso in Slovenia e gran parte dello sviluppo sotterraneo che prosegue in territorio italiano.

Le fonti consultate descrivono una grande sala interna, con misure rilevanti già emerse nelle prime fasi di esplorazione: circa 90 metri di lunghezza, 40 di larghezza e almeno 100 di altezza, con margini di verifica ancora in corso.[4][5][2]

La scoperta è stata presentata come un passaggio significativo per la speleologia del Carso classico, sia per l’importanza morfologica della cavità sia per il valore delle future campagne di rilievo e studio.

Nelle ricostruzioni diffuse da Scintilena, la grotta viene anche letta come un esempio di esplorazione attenta, capace di coniugare osservazione, misurazione e tutela dell’ambiente ipogeo.[3][2]

Un ciclo dedicato al Carso

La conferenza del 19 giugno chiuderà un ciclo di incontri che a Gradisca d’Isonzo ha affrontato temi diversi ma collegati al territorio: geologia, paleontologia, fauna carsica e divulgazione speleologica.

Il programma ha coinvolto realtà consolidate del territorio, tra cui il Museo Carsico e il Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer”, insieme al Gruppo Speleologico Talpe del Carso.

La presenza di questi soggetti conferma il ruolo di Gradisca d’Isonzo come punto di incontro per una divulgazione che lega esplorazione, ricerca e identità carsica.[6][1]

Il profilo di Matej Husu

Matej Husu è indicato nelle fonti come uno speleologo cresciuto nell’area carsica di Orlek e attivo con il Club Speleologico di Sežana dal 2014.

Nell’intervista pubblicata da Scintilena, Husu racconta una pratica speleologica radicata nella familiarità con il Carso e nella continuità familiare, con l’attività del padre come riferimento formativo.[7][2]

Le fonti riportano anche un precedente ritrovamento paleontologico legato a una prosecuzione di grotta, con resti attribuiti a bisonte delle steppe risalenti a circa 30.000 anni fa.

Questo elemento rafforza il quadro di una speleologia che non si limita all’esplorazione, ma produce anche dati utili alla lettura del paesaggio e della sua storia naturale.[2][7]

Valore scientifico e tutela

L’annuncio della conferenza richiama anche un tema più ampio: la necessità di esplorare e studiare le grotte mantenendo attenzione alla loro fragilità.

Le stesse fonti sottolineano che la Matejeva Jama è considerata interessante non solo per le dimensioni, ma anche per le potenzialità di ricerca su forme del carsismo, depositi e microambienti sotterranei.[3][2]

Nel contesto del Carso classico, la presentazione di una nuova grotta di grande sviluppo si collega quindi a un doppio livello di lettura: da un lato la scoperta speleologica, dall’altro la conservazione di un ambiente delicato.

La conferenza di Gradisca d’Isonzo offrirà così un’occasione di aggiornamento per il pubblico interessato alla speleologia e al patrimonio carsico transfrontaliero.[1][2]

Fonti

  • Scintilena, “Gradisca d’Isonzo, al via il ciclo di conferenze…”.[1]
  • Scintilena, “Matejeva Jama: scoperta una nuova grotta monumentale nel Carso sloveno”.[2]
  • Scintilena, “La Matejeva Jama: il nuovo gioiello nascosto del Carso”.[3]
  • Il Piccolo, “Scoperta sul Carso la Matejeva Jama…”.[5][4]

Fonti
[1] Gradisca d’Isonzo, al via il ciclo di conferenze tra grotte, proteo e … https://www.scintilena.com/gradisca-disonzo-al-via-il-ciclo-di-conferenze-tra-grotte-proteo-e-geologia-del-carso/05/13/
[2] Matejeva Jama: scoperta una nuova grotta monumentale nel Carso … https://www.scintilena.com/matejeva-jama-scoperta-una-nuova-grotta-monumentale-nel-carso-sloveno/05/30/
[3] La Matejeva Jama: il nuovo gioiello nascosto del Carso – Scintilena https://www.scintilena.com/la-matejeva-jama-il-nuovo-gioiello-nascosto-del-carso/04/27/
[4] Scoperta sul Carso la grotta che attraversa Italia e Slovenia – Il Piccolo https://www.ilpiccolo.it/cronaca/grotta-scoperta-carso-foto-matejeva-fama-jwyl8sz5
[5] Scoperta sul Carso la Matejeva Jama, la grotta che attraversa Italia e Slovenia https://www.ilpiccolo.it/cronaca/matejeva-jama-grotta-carso-rheka67p
[6] Catasto Speleologico Regionale – Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Scheda catastale – Grotta Regina del Carso https://catastogrotte.regione.fvg.it/scheda/2328-Grotta_Regina_del_Carso
[7] Hidden World Uncovered Near Trieste: ‘Caves Are the Last Frontier’ – InTrieste https://intrieste.com/2025/05/25/slovenias-hidden-gem-the-newly-unearthed-matejeva-cave-near-sezana/
[12] la Matejeva Jama, Un viaggio tra storie, fiumi e grotte che uniscono https://www.scintilena.com/ultime-scoperte-sul-carso-la-matejeva-jama-un-viaggio-tra-storie-fiumi-e-grotte-che-uniscono/07/25/
[13] GS Talpe del Carso – Jamarski Klub Kraski Krti https://www.kraskikrti.net
[14] Odkrili novo jamo: najve?je odkritje v zadnjih 20 letih | 24ur.com https://www.24ur.com/novice/slovenija/pri-orleku-na-sezanskem-odkrili-jamo-ki-sega-tudi-v-italijo.html
[15] JK Kraški krti = G.S. Talpe del Carso : 1988 | WorldCat.org https://search.worldcat.org/cs/title/JK-Kraski-krti-G.S.-Talpe-del-Carso-:-1988/oclc/438951467
[16] Matjaževa jama https://www.hribi.net/tocka/jama/matjazeva_jama/7816
[17] Visite – GS Talpe del Carso https://www.kraskikrti.net/?page_id=120
[18] la Matejeva jama! È una delle scoperte speleologiche più importanti … https://www.instagram.com/p/DHEb4XDCAsI/
[19] Gradisca d’Isonzo – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Gradisca_d’Isonzo
[20] Grotta Regina del Carso – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Grotta_Regina_del_Carso
[21] MATEJEVA JAMA: SCOPERTA UNA NUOVA GROTTA … – YouTube https://www.youtube.com/watch?v=qqauEqF6RnY
[22] Gradisca d’Isonzo – Wikipedia, wolna encyklopedia https://pl.wikipedia.org/wiki/Gradisca_d%E2%80%99Isonzo
[23] Matejeva jama ob meji. Sono proseguite le esplorazioni e i … https://www.facebook.com/speleoGTS/posts/matejeva-jama-ob-mejisono-proseguite-le-esplorazioni-e-i-rilevamenti-da-parte-di/968901865424165/

https://m.facebook.com/groups/157216234353387/permalink/36453160430998842/?

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Campo speleo Elce-Barile 2026, disostruzione e nuove verifiche nelle grotte dell’Umbria

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Buche del vento, Grotta Fiorita e visite a Vorgozzo, Vorgozzino ed Elce-Barile hanno segnato la chiusura del campo, con circa 50 speleologi impegnati e una linea di lavoro orientata anche al plastic free.

Campo speleo Elce-Barile 2026: il bilancio delle attività

Si è concluso oggi il campo speleo Elce-Barile 2026, appuntamento che ha riunito circa 50 speleologi provenienti da Marche, Lazio, Puglia e da diverse aree dell’Umbria.

L’iniziativa ha alternato momenti di esplorazione, lavoro tecnico e attività di gruppo, con un obiettivo operativo chiaro: proseguire la disostruzione delle Buche del vento.

Il cantiere, secondo quanto riferito dagli organizzatori, ha permesso di estrarre svariati metri cubi di detriti e resterà aperto per ulteriori interventi.

Il campo si è inserito in un contesto di attività speleologiche già noto nell’area, dove la continuità delle campagne di lavoro è considerata decisiva per avanzare nelle esplorazioni.

La partecipazione è stata definita propositiva e ha coinvolto gruppi differenti, con una collaborazione che ha dato sostanza alla parte più impegnativa dell’evento.

Le fasi operative sono state accompagnate da visite ripetute ad alcune cavità della zona, segno di un programma che ha unito lavoro di scavo e osservazione diretta del territorio ipogeo.

Buche del vento: disostruzione e cantiere aperto

L’intervento alle Buche del vento è stato il fulcro del campo speleo Elce-Barile 2026.

La disostruzione ha richiesto un’azione costante, con la rimozione di materiale accumulato nel tempo e il progressivo alleggerimento del fronte di lavoro.

La quantità di detriti estratti conferma la complessità del sito e lascia intendere che le prossime fasi richiederanno ancora tempo e organizzazione.

La prosecuzione del cantiere è stata indicata come parte del programma futuro.

In ambito speleologico, questi interventi sono spesso decisivi per verificare continuità, passaggi d’aria e possibili sviluppi della cavità.

Anche in questo caso, l’attenzione resta alta sulla lettura del contesto geologico e sulla possibilità di avanzare con metodi prudenti e progressivi.

Grotta Fiorita: armamento e correnti d’aria

Un altro punto centrale del campo speleo Elce-Barile 2026 è stato il lavoro alla Grotta Fiorita, dove è stato sistemato l’armo fino all’attuale fondo, oltre i 40 metri di profondità.

L’intervento ha reso più agevole la progressione e ha permesso di raggiungere una quota utile per ulteriori osservazioni speleologiche.

Durante le operazioni è stato utilizzato anche un fumogeno, strumento che ha consentito di verificare con chiarezza la zona di deflusso delle correnti d’aria interne.

Questo dato è particolarmente rilevante per chi lavora in grotta, perché le correnti possono segnalare spazi ancora da esplorare o sistemi ipogei collegati.

La Grotta Fiorita resta quindi un punto di interesse per le future campagne.

Visite alle cavità dell’area

Nel corso del campo sono state visitate ripetutamente anche le grotte del Vorgozzo, del Vorgozzino ed Elce-Barile.

Le visite hanno avuto una funzione conoscitiva e di confronto tra speleologi, oltre che di verifica delle condizioni dei diversi ambienti sotterranei.

L’insieme delle cavità coinvolte mostra un territorio ricco di potenzialità esplorative e capace di richiedere una presenza tecnica costante.

La frequentazione ripetuta di queste grotte conferma anche l’interesse per una lettura più ampia del sistema carsico locale.

In un campo di questo tipo, le osservazioni dirette, la condivisione delle informazioni e il lavoro comune diventano parte integrante del risultato finale.

Plastic free e gestione dei rifiuti

Un elemento significativo dell’edizione 2026 è stato l’avvio della filosofia plastic free, proposta dal GGP e adottata con una formula pratica che ha chiesto ai partecipanti di usare posate e stoviglie personali, evitando la produzione di rifiuti usa e getta.

Il Consiglio Direttivo ha inoltre acquistato all’ingrosso posate e tazze di metallo, poi rivendute ai partecipanti, con l’obiettivo di rendere stabile questa abitudine.

Il bilancio finale della gestione dei rifiuti è stato molto contenuto: una cassetta di vetro da smaltire e due sacchi di indifferenziato.

Il dato mostra una scelta organizzativa concreta, legata alla riduzione dell’impatto ambientale delle attività speleologiche.

Per un campo che insiste in un ambiente fragile come quello carsico, la gestione dei materiali e dei rifiuti rappresenta un aspetto non secondario del lavoro complessivo.

Ringraziamenti e prospettive

L’evento si è chiuso con un ringraziamento ai principali organizzatori, riconosciuti per il supporto dato alla riuscita del campo.

La partecipazione ampia e la varietà dei gruppi presenti hanno confermato la capacità dell’iniziativa di attrarre speleologi da più regioni e di costruire un confronto operativo utile per le attività future.

Resta ora aperto il lavoro sulle Buche del vento, mentre Grotta Fiorita e le altre cavità visitate continueranno a essere osservate nel quadro delle prossime uscite.

Il campo speleo Elce-Barile 2026 si chiude così con risultati concreti sul piano tecnico e con una sperimentazione organizzativa orientata alla riduzione dei rifiuti.

Fonte: Paolo Boccaccini, Gruppo Grotte Pipistrelli CAI Terni

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2027, anno internazionale dei pipistrelli

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Un’iniziativa globale punta a valorizzare il ruolo ecologico dei chirotteri, tra divulgazione, tutela e coinvolgimento delle comunità

Nel 2027 sarà celebrato l’Anno internazionale dei pipistrelli, iniziativa promossa dalla Global Union of Bat Diversity Networks, nota come GBatNet, con l’obiettivo di accendere l’attenzione sul ruolo dei pipistrelli negli ecosistemi e sulle minacce che ne mettono a rischio la sopravvivenza.

L’annuncio rilancia un tema centrale anche per la speleologia italiana, perché molti pipistrelli dipendono da grotte, cavità naturali e ambienti ipogei per rifugio, svernamento e riproduzione.[1][2][3][4]

Pipistrelli e speleologia

I pipistrelli sono i soli mammiferi capaci di volare e svolgono funzioni essenziali come il controllo degli insetti e, in varie aree del pianeta, anche l’impollinazione e la dispersione dei semi.

Per il mondo speleologico, questa notizia ha un rilievo diretto, perché la conservazione delle cavità coincide spesso con la tutela delle colonie che le abitano o le utilizzano in periodi chiave dell’anno.

Nel materiale di riferimento della Società Speleologica Italiana viene ricordato anche il valore degli ambienti di grotta per la biologia e per la conservazione degli equilibri sotterranei.[3][1]

Obiettivi dell’iniziativa

GBatNet indica tre priorità: aumentare la consapevolezza sull’importanza dei pipistrelli, connettere le comunità attraverso eventi condivisi e promuovere la conservazione a livello globale.

La campagna punta su scienza, narrazione e partecipazione pubblica, con un calendario di eventi internazionali in preparazione.

È stata inoltre aperta una call per un logo ufficiale, rivolta ad artisti, studenti, designer e appassionati, con scadenza fissata al 31 ottobre 2025.[2][3]

Il ruolo delle grotte

La scelta di dedicare il 2027 ai pipistrelli si lega in modo naturale alla speleologia, perché le grotte sono tra gli ambienti più importanti per molte specie di chirotteri.

Nelle grotte si trovano spesso condizioni stabili di temperatura, umidità e quiete, elementi fondamentali per il letargo e per altri comportamenti vitali.

Il tema richiama anche la necessità di monitoraggio e gestione attenta degli accessi, un principio già presente nella riflessione speleologica sulla protezione dell’ambiente ipogeo.[1]

Valore per il pubblico italiano

Per il pubblico interessato alla speleologia, l’Anno internazionale dei pipistrelli può diventare un’occasione di divulgazione concreta, con attività nelle scuole, nelle grotte turistiche, nei gruppi speleologici e nei territori carsici.

In Italia il tema tocca anche il rapporto tra fruizione e conservazione, già discusso nella letteratura speleologica, che sottolinea la necessità di controlli ambientali e di comportamenti responsabili.

La ricorrenza del 2027 potrebbe quindi favorire una comunicazione più ampia su biodiversità, tutela delle cavità e conoscenza dei chirotteri.[4][2][1]

Prospettiva internazionale

L’iniziativa si inserisce in un quadro globale di attenzione crescente verso la conservazione dei pipistrelli, con campagne e strategie già attive in vari paesi.

Il messaggio lanciato da GBatNet è chiaro: i pipistrelli sono spesso fraintesi, ma svolgono un ruolo utile e misurabile negli ecosistemi.

Per la comunità speleologica, il 2027 potrebbe diventare un anno di collaborazione tra ricerca, divulgazione e gestione attenta delle cavità frequentate da questi animali.[5][2][3][4][1]

Tutela Pipistrelli e Scintilena verso il 2027

L’Anno Internazionale dei Pipistrelli può diventare un terreno di collaborazione per divulgazione, grotte e conservazione in Italia

L’Anno Internazionale dei Pipistrelli 2027 può offrire un nuovo spazio di collaborazione tra l’Associazione Tutela Pipistrelli e Scintilena, già unite da progetti editoriali e iniziative di divulgazione sui chirotteri.

La notizia mette al centro un punto rilevante per la speleologia italiana: la tutela dei pipistrelli passa anche dalla protezione delle grotte e dalla gestione responsabile delle cavità frequentate da queste specie.[1][2][3][4]

Una collaborazione già attiva

Il rapporto tra Scintilena e Tutela Pipistrelli non nasce oggi.

Le due realtà hanno già dato vita alla rubrica “Pipistrelli al Crepuscolo” e a un magazine mensile dedicato alla divulgazione scientifica, alle buone pratiche e alla sensibilizzazione del pubblico.

In altre parole, esiste già una base concreta su cui costruire iniziative collegate al 2027, con contenuti, incontri e attività di comunicazione rivolti sia agli speleologi sia al pubblico generale.[2][5][1]

Grotte e rifugi da proteggere

Per l’Italia il tema è particolarmente sensibile, perché molte specie di pipistrelli usano grotte naturali, miniere e cavità artificiali come rifugi stabili o stagionali.

La letteratura speleologica ricorda che il disturbo umano può incidere sull’equilibrio di questi ambienti, soprattutto quando si tratta di colonie in letargo o riproduzione.

In questo quadro, una collaborazione con Tutela Pipistrelli potrebbe aiutare a diffondere regole semplici ma essenziali per la frequentazione delle grotte.[3][6][2]

Ruolo di Tutela Pipistrelli

L’Associazione Tutela Pipistrelli svolge attività di recupero, riabilitazione, monitoraggio e divulgazione scientifica sui chirotteri, con una presenza consolidata nel panorama italiano.

La presidente Alessandra Tomassini ha più volte dialogato con il mondo speleologico, rafforzando il legame tra conservazione dei pipistrelli e conoscenza degli ambienti ipogei.

Questa competenza può risultare preziosa nel 2027, quando crescerà l’interesse pubblico per eventi, notti del pipistrello, incontri informativi e campagne di sensibilizzazione.[7][2]

Un ponte con Scintilena

Scintilena, da parte sua, ha già costruito un archivio di contenuti dedicati ai pipistrelli, anche in collaborazione con l’associazione.

Una possibile partecipazione congiunta agli eventi del 2027 potrebbe tradursi in articoli, schede divulgative, interviste, materiali per gruppi speleologici e aggiornamenti sulle attività locali.

Per un notiziario speleologico, questa sarebbe anche l’occasione per rafforzare il racconto delle grotte come habitat da conoscere e non solo come luoghi da esplorare.[5][1][2][3]

Ricadute per il territorio

La collaborazione potrebbe avere un impatto concreto anche a livello regionale e locale.

In Italia esistono già esempi di iniziative che uniscono divulgazione e tutela, come eventi pubblici, uscite serali e attività di osservazione in grotta o presso siti di rifugio.

Per il pubblico interessato alla speleologia, il 2027 può quindi diventare un anno utile per trasformare la curiosità verso i pipistrelli in partecipazione informata e in rispetto degli ambienti sotterranei.[8][2][3][7]

Prospettiva 2027

Se la collaborazione tra Tutela Pipistrelli e Scintilena verrà sviluppata in modo organico, l’Anno Internazionale dei Pipistrelli potrà diventare una piattaforma di lavoro comune tra divulgazione, monitoraggio e tutela delle grotte.

Il punto centrale resta uno: proteggere i pipistrelli significa proteggere anche le cavità che li ospitano e gli equilibri naturali che le rendono idonee alla loro presenza.

In questo senso, la collaborazione sarebbe coerente con le esigenze della speleologia italiana e con l’attenzione crescente verso la biodiversità ipogea.[4][1][2][3]

Fonti

Le informazioni utilizzate provengono da materiali di Scintilena dedicati a Tutela Pipistrelli e ai progetti comuni già attivi, oltre a contenuti sull’Anno Internazionale dei Pipistrelli e su studi relativi ai chirotteri in Italia. Il contesto speleologico generale è stato integrato con il materiale di riferimento presente nello spazio.[6][1][2][3][4][5]

Fonti
[2] 2027: Un Anno per i Nostri Alleati Notturni, si celebra l … – Scintilena https://www.scintilena.com/2027-un-anno-per-i-nostri-alleati-notturni-si-celebra-lanno-internazionale-dei-pipistrelli/08/16/
[3] International Year of the Bats – Connecting the world through bats https://yearofthebats.org
[4] Our strategy – About Us – Bat Conservation Trust https://www.bats.org.uk/the-trust/our-strategy
[5] URGENT: Planning bill threatens bat conservation – ACT NOW – News – Bat Conservation Trust https://www.bats.org.uk/news/2025/03/urgent-planning-bill-threatens-bat-conservation-act-now
[6] Pipistrello dell’Anno 2026-27: BatLife Europe apre le candidature https://www.scintilena.com/pipistrello-dellanno-2026-27-batlife-europe-apre-le-candidature/08/15/

[1] Pipistrelli al Crepuscolo: il Magazine che illumina la … – Scintilena https://www.scintilena.com/pipistrelli-al-crepuscolo-il-magazine-che-illumina-la-notte-dei-chirotteri/02/04/
[2] L’importanza dell’Associazione Tutela Pipistrelli https://www.scintilena.com/limportanza-dellassociazione-tutela-pipistrelli/01/06/
[4] Bats conservation & the management of Gypsum habitats https://www.europarc.org/news/2019/07/bats-conservation-gypsum-habitats-italy/
[5] Al via la Rubrica Giornaliera ‘Pipistrelli al Crepuscolo’ – Scintilena https://www.scintilena.com/al-via-la-rubrica-giornaliera-pipistrelli-al-crepuscolo-sul-sito-di-scintilena/01/01/
[6] Distribution and diversity of cave bats of Latium (Central Italy … http://www.italian-journal-of-mammalogy.it/Distribution-and-diversity-of-cave-bats-of-Latium-Central-Italy-Distribuzione-e-diversita,77880,0,2.html
[7] La Notte Internazionale dei Pipistrelli: Un Evento Globale per la … https://www.scintilena.com/la-notte-internazionale-dei-pipistrelli-un-evento-globale-per-la-conservazione/08/18/
[8] I Signori dell’Oscurità: Quando la Scienza Svela i Segreti … – Scintilena https://www.scintilena.com/i-signori-delloscurita-quando-la-scienza-svela-i-segreti-dei-pipistrelli-cavernicoli/01/27/
[9] Vuoi fare il volontario per i pipistrelli a Roma? – Scintilena https://www.scintilena.com/vuoi-fare-il-volontario-per-i-pipistrelli-a-roma/05/12/
[10] BAT NIGHT DI “TUTELA PIPISTRELLI ONLUS” | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/2016/07/19/bat-night-di-tutela-pipistrelli-onlus/
[11] Salvaguardia dei pipistrelli: collaborazione tra CRAS Genova ed … https://www.scintilena.com/salvaguardia-dei-pipistrelli-collaborazione-tra-cras-genova-ed-esperti-volontari/02/21/
[12] Tutela Pipistrelli: uno strepitoso 2014! – Scintilena https://www.scintilena.com/tutela-pipistrelli-uno-strepitoso-2014/12/29/
[13] Primo soccorso ai pipistrelli in difficoltà: stasera l’incontro con … https://www.scintilena.com/primo-soccorso-ai-pipistrelli-in-difficolta-stasera-lincontro-con-alessandra-tomassini-di-tutela-pipistrelli/06/18/
[14] Echi Notturni: Alla Scoperta dei Pipistrelli a Terni – Scintilena https://www.scintilena.com/echi-notturni-alla-scoperta-dei-pipistrelli-a-terni/09/08/
[15] Associazione Tutela Pipistrelli – dona il tuo 5 per mille – Scintilena https://www.scintilena.com/associazione-tutela-pipistrelli-dona-il-tuo-5-per-mille/04/28/
[16] Tutela Pipistrelli Genova (@tutelapipistrelligenova) – Instagram https://www.instagram.com/tutelapipistrelligenova/
[17] Tutela Pipistrelli: nasce la prima sezione ligure dell’associazione … https://www.scintilena.com/tutela-pipistrelli-nasce-la-prima-sezione-ligure-dellassociazione-nazionale/01/30/
[18] Pipistrelli al crepuscolo Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/pipistrelli-al-crepuscolo/
[19] TUTELA PIPISTRELLI, BAT NIGHT 2014 AL PARCO DELLA MARCIGLIANA https://www.youtube.com/watch?v=MSj40OJSnqc
[20] I Pipistrelli – Scintilena https://www.scintilena.com/i-pipistrelli/04/07/

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Grosseto, la sede degli speleologi maremmani diventa un nuovo punto di documentazione per grotte, archeologia e missioni in Etiopia

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A Principina a Mare apre uno spazio con biblioteca scientifica, archivio fotografico, riunioni e materiali etnografici, dopo l’inaugurazione del 13 giugno.

La nuova sede a Principina a Mare

La Società Naturalistica Speleologica Maremmana ha aperto una nuova sede in via del Pesce Luna 5, a Principina a Mare, nel comune di Grosseto.

L’immobile è stato concesso dal Comune e, dopo una risistemazione, è stato inaugurato sabato 13 giugno con la presenza di rappresentanti istituzionali e del mondo speleologico locale.

La sede sostituisce una precedente collocazione indicata negli indirizzi della federazione regionale, confermando un percorso di consolidamento organizzativo per il gruppo maremmano.

Il nuovo spazio si propone come luogo stabile per attività associative, documentazione e incontri con il pubblico.[1][2]

Biblioteca scientifica e archivi

Nei locali trova posto una ricca biblioteca scientifica con volumi autoprodotti e materiali di studio, insieme a un’area per le riunioni e a una mostra fotografica dedicata alle ricerche dell’associazione.

Sono previsti anche filmati e proiezioni, così da rendere la sede fruibile nelle serate estive e trasformarla in un punto di divulgazione per visitatori e interessati.

La presenza di libri, immagini e documentazione rafforza il ruolo della sede come archivio della memoria speleologica maremmana.

Per un gruppo che opera da decenni tra ricerca e divulgazione, lo spazio fisico diventa parte del lavoro scientifico e culturale.[2]

Ricerca speleologica in Maremma

L’associazione, fondata dal professor Giuseppe Guerrini nel 1961 e guidata dal 1989 da Carlo Cavanna, ha dichiarato di aver affiancato indagini speleologiche e archeologiche nel territorio maremmano.

Nel tempo sono stati documentati numerosi siti di rilievo, tra cui La Fabbrica, Vado all’Arancio, il Riparo Cavanna, la Grotta dell’Artofago, la Buca di Spaccasasso, l’Aia del Castellare, Poggetti Vecchi, la Grotta Gianninoni e la Buca della Iena di Roselle.

Le attività sotto il Duomo di Grosseto hanno inoltre portato alla documentazione di un grande ambiente sotterraneo e di una cisterna prima ignoti.

Questa rete di ricerche rende la nuova sede uno snodo utile per consultare materiali e ripercorrere un lavoro lungo e stratificato.[3]

Le missioni in Etiopia

Un capitolo importante riguarda le 28 spedizioni archeologiche e umanitarie svolte in Etiopia dal 1995.

Le missioni hanno ottenuto in più occasioni il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Regione Toscana, soprattutto per i progetti di cooperazione culturale e internazionale.

Nel corso delle spedizioni sono stati documentati oltre 70 siti con arte rupestre inediti e sono stati seguiti interventi di collaborazione concreta, come la costruzione e l’allestimento di scuole presso le missioni dei frati cappuccini.

Tra i progetti citati figurano anche la realizzazione di una strada e di un bacino per uso irriguo. La nuova sede custodirà migliaia di fotografie e filmati legati a queste campagne.[3]

Un presidio per la divulgazione

L’apertura della sede risponde anche a un’esigenza di divulgazione verso il pubblico locale e verso i visitatori che arrivano in Maremma.

La presenza di oggetti etnici provenienti dall’Etiopia affianca la documentazione scientifica e rende leggibile il legame tra ricerca, cooperazione e territorio. In questo modo la sede non è solo un punto logistico, ma un presidio per raccontare la speleologia come attività di esplorazione, studio e tutela.

Durante le serate estive, il pubblico potrà accedere a materiali che mettono insieme grotte, archeologia, memoria associativa e cooperazione internazionale.[2][3]

Fonti
[1] Indirizzi Toscani – Scintilena http://www.scintilena.com/speleoit/indirizzi/toscana/toscana.html
[2] La società spelologica maremmana ha una nuova sede – Il Giunco https://www.ilgiunco.net/2026/06/09/la-societa-spelologica-maremmana-ha-una-nuova-sede-tutto-pronto-per-linaugurazione/
[5] Misteri etruschi e archeologia speleologica in proiezione al Museo … https://www.scintilena.com/a-grosseto-la-proiezione-del-documentario-campo-della-fiera-e-il-pozzo-del-tempo-il-18-luglio/07/16/
[6] Hidden Bussento 2026: torna l’esplorazione internazionale nel … https://www.scintilena.com/hidden-bussento-2026-torna-lesplorazione-internazionale-nel-cuore-carsico-del-cilento/04/03/
[7] Scintilena https://www.scintilena.com/page/332/
[8] Corso di Introduzione alla Speleologia del GS Maremmano CAI https://www.scintilena.com/corso-di-introduzione-alla-speleologia-del-gs-maremmano-cai-2/09/28/
[9] Speleonauta 2026: il corso di speleologia per principianti torna sul … https://www.scintilena.com/speleonauta-2026-il-corso-di-speleologia-per-principianti-torna-sul-carso-con-quattro-uscite-tra-aprile-e-maggio/03/12/
[10] Aprile 2026 – Pagina 8 di 18 – Scintilena https://www.scintilena.com/2026/04/page/8/
[11] Blade Runner seconda parte – Scintilena https://www.scintilena.com/blade-runner-seconda-parte/11/29/
[12] Scintilena – Notiziario di speleologia e del sottosuolo – Scintilena https://www.scintilena.com/page/2120/?t=50654352&wpmp_switcher=desktop
[13] La società spelologica maremmana ha una nuova sede – Il Giunco https://www.ilgiunco.net/2026/06/09/la-societa-spelologica-maremmana-ha-una-nuova-sede-tutto-pronto-per-linaugurazione?amp=1
[14] Dal 16 gennaio al 21 giugno 2026, un nuovo Viaggio … https://www.scintilena.com/dal-16-gennaio-al-21-giugno-2026-lutec-narni-propone-un-nuovo-percorso-formativo-tra-aula-parete-e-grotte-per-avvicinarsi-alla-speleologia-con-metodo-e-passione/12/08/
[15] Società naturalistica speleologica maremmana http://www.speleomaremma.it
[16] 29 maggio 2026 Sala Pegaso, Palazzo della Provincia, Grosseto … https://www.instagram.com/p/DYzRQdEAMJB/
[17] Stillicidio, nuovo numero di giugno 2026 per il Gruppo Triestino … https://www.scintilena.com/stillicidio-nuovo-numero-di-giugno-2026-per-il-gruppo-triestino-speleologi/06/13/
[18] inaugurazione nuova sede – Facebook https://www.facebook.com/groups/197228797279649/posts/2859027161099786/
[19] Elenco gruppi federati – https://www.speleotoscana.it/gruppi-federati/
[20] Openspeleo http://www.openspeleo.org/openspeleo/groups-view-16.html

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Soccorso speleologico Monte Mondolé: recupero simulato da -160 metri concluso in dieci ore

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All’Abisso Dolly, nel comprensorio di Prato Nevoso-Artesina, la Prima Delegazione del CNSAS ha verificato sul campo tecniche alleggerite, comunicazioni radio-telefono e organizzazione operativa per il soccorso speleologico in grotta[sasp-piemonte]

Esercitazione soccorso speleologico Monte Mondolé

Si è svolta sabato 13 giugno un’esercitazione della Prima Delegazione di Soccorso Speleologico del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico presso l’Abisso Dolly, cavità che si apre sul versante nord-orientale del Monte Mondolé, nell’area di Prato Nevoso-Artesina, in provincia di Cuneo. L’attività ha simulato il recupero di un infortunato da 160 metri di profondità e ha avuto come obiettivo principale la verifica sul campo delle tecniche alleggerite sviluppate nell’ambito della formazione nazionale del CNSAS per accelerare l’evacuazione in ambiente ipogeo.[destination.marittimemercantour]

Tecniche alleggerite CNSAS nell’Abisso Dolly

La simulazione è stata condotta da una squadra di dieci tecnici, tra i quali una medica esperta in soccorso in ambiente impervio, che ha operato lungo un sistema di pozzi alternati a strettoie, una configurazione che rende il trasporto della barella più complesso e richiede una gestione molto precisa dei carichi e delle progressioni. Il recupero si è concluso in dieci ore, un tempo contenuto per uno scenario di questo tipo, e il dato rafforza l’interesse operativo verso assetti più compatti, già sperimentati in altre esercitazioni recenti del soccorso speleologico CNSAS.[scintilena]

Recupero infortunato da -160 metri e passaggi stretti

Le operazioni sono partite dai meandri sub-orizzontali posti a quota -160 metri e si sono concluse in prossimità dell’ultimo pozzo, poco sotto l’ingresso della cavità. In un intervento reale, l’ultima strettoia avrebbe potuto richiedere il supporto dei tecnici della Commissione Disostruzione, il settore specializzato nell’allargamento in sicurezza dei tratti più angusti quando il passaggio della barella non è possibile con le sole manovre ordinarie.[formazione.cnsas]

Comunicazioni radio-telefono nel soccorso speleologico

Un elemento centrale dell’esercitazione sul Monte Mondolé ha riguardato le comunicazioni tra l’interno della grotta e il campo di direzione del soccorso, allestito nei pressi del Rifugio Balma. Il collegamento è stato mantenuto in modo continuo tramite il sistema radio-telefono sviluppato dal CNSAS per consentire il contatto diretto tra la squadra in cavità e un campo base anche distante dall’ingresso, un aspetto decisivo nella gestione di tempi, coordinamento e sicurezza.[formazione.cnsas]

Addestramento permanente e valore operativo

L’esercitazione rientra nel programma di addestramento permanente del CNSAS, che punta a migliorare procedure, tecniche di recupero e capacità di coordinamento in scenari sotterranei complessi. Nel caso del soccorso speleologico sul Monte Mondolé, la prova ha confermato il valore dell’esperienza maturata dalla Prima Delegazione piemontese, che sul piano organizzativo rappresenta uno dei nuclei storici del soccorso speleologico nazionale.[it.wikipedia]

Fonte: Comunicato stampa CNSAS:

Dieci tecnici recuperano un infortunato da -160 m in sole 10 ore: si trasforma in un blitz l’esercitazione di soccorso speleologico sul Monte Mondolé (CN)

La Prima Delegazione del CNSAS ha simulato il recupero di un infortunato con tecniche alleggerite.
Si è svolta sabato 13 giugno un’esercitazione della Prima Delegazione di Soccorso Speleologico del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) presso l’Abisso Dolly, cavità che si apre a quota 1775 metri sul versante nord-orientale del Monte Mondolé, nel comprensorio di Prato Nevoso-Artesina (Cuneo).

L’attività ha permesso una nuova verifica sul campo delle tecniche di recupero alleggerite sviluppate dalla Scuola Nazionale Tecnici di Soccorso Speleologico del CNSAS. Queste sono finalizzate a rendere più rapide ed efficienti le operazioni di evacuazione di un infortunato in ambiente ipogeo.

Una squadra composta da soli dieci tecnici – fra i quali un medico esperta in soccorso in ambiente impervio – ha simulato il recupero di una barella con un infortunato, risalendo attraverso il sistema di pozzi alternati a strettoie che caratterizza la cavità.

Le operazioni sono state avviate all’inizio dei meandri sub-orizzontali che si sviluppano a 160 metri di profondità e si sono concluse quando la barella con il figurante ha raggiunto l’ultimo pozzo, a breve distanza dall’ingresso. In uno scenario operativo reale, quest’ultima strettoia particolarmente angusta avrebbe reso necessario l’intervento dei tecnici della Commissione Disostruzione del CNSAS, specializzati nell’allargamento in sicurezza dei tratti più stretti mediante tecniche specifiche.

Durante tutte le operazioni, la direzione del soccorso – allestita a poche centinaia di metri dal Rifugio Balma, a quota 1890 metri – ha mantenuto un contatto continuo con la squadra impegnate in grotta grazie al sistema di comunicazione radio-telefono sviluppato dalla Commissione Tecnica Speleologica del CNSAS per consentire il collegamento diretto tra l’interno della cavità e un campo base posto anche a notevole distanza dall’ingresso.

L’intero recupero si è concluso in sole dieci ore. Il risultato ottenuto ha confermato l’efficacia delle tecniche di movimentazione alleggerite e l’elevato livello di preparazione e affiatamento dei tecnici coinvolti, evidenziando come l’esperienza maturata e l’aggiornamento continuo rappresentino elementi fondamentali per affrontare con efficacia le operazioni di soccorso in ambiente sotterraneo.

L’attività rientra nel programma di addestramento permanente del CNSAS e contribuisce al costante sviluppo delle procedure e delle tecniche impiegate negli interventi di soccorso speleologico, con l’obiettivo di garantire standard sempre più elevati di sicurezza ed efficienza operativa.

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Orvieto, il Comune acquisisce gli ipogei turistici di Orvieto Underground

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Il consiglio comunale approva l’operazione sui giardini dell’ex ospedale e sulle grotte sottostanti. L’acquisto rientra nell’accordo di programma del 2015 e punta a integrare patrimonio, servizi e gestione del percorso sotterraneo.

Acquisizione e valori economici

Il Comune di Orvieto ha approvato l’acquisizione dell’area degli ex giardinetti dell’ospedale di piazza Duomo e delle grotte ipogee sottostanti, note nel circuito turistico come Orvieto Underground.

La delibera è stata votata con 13 sì e una astensione, dando attuazione all’accordo di programma sottoscritto nel 2015 tra Comune, Usl Umbria 2 e Regione Umbria.

Il valore complessivo delle aree è stato fissato in 946 mila euro, mentre il credito del Comune per i lavori eseguiti sull’ex ospedale è di circa 890 mila euro.

Dopo la compensazione tra le reciproche posizioni, il corrispettivo finale da versare all’Usl è pari a circa 56 mila euro.[1]

Un percorso amministrativo lungo

L’operazione chiude un passaggio amministrativo aperto da anni e riguarda beni legati al complesso del Santa Maria della Stella.

Il consiglio comunale ha dato mandato agli uffici di procedere con l’atto pubblico di trasferimento e con gli adempimenti necessari al perfezionamento dell’acquisizione.

Il Comune subentrerà anche nei contratti di gestione già in essere, con l’obiettivo di mantenere continuità nell’uso delle aree e nella fruizione del percorso sotterraneo.

La vicenda si inserisce in un contesto più ampio che intreccia gestione urbana, tutela del sottosuolo e funzioni pubbliche nel centro storico.[1]

Orvieto Underground e speleologia urbana

Orvieto Underground è un sistema di cavità artificiali scavato nel tufo, composto da oltre 1.200 tra grotte, cunicoli, pozzi e cisterne.

Il percorso di visita si sviluppa nel sottosuolo della rupe e conserva tracce etrusche, medievali e moderne, con elementi come i colombai e i resti del mulino di Santa Chiara.

Per la speleologia, questo tipo di patrimonio rientra nella categoria delle cavità artificiali, un ambito che studia gli spazi ipogei creati dall’uomo e la loro evoluzione storica.

La loro gestione pubblica assume rilievo anche in termini di conservazione, perché il sottosuolo urbano è fragile e richiede monitoraggio, uso controllato e programmazione attenta.[2][3][4]

Impatto su servizi e turismo

Secondo l’amministrazione, l’acquisizione rafforza il controllo pubblico su un’area strategica per il centro storico e per l’accessibilità ai servizi.

Il parcheggio dei giardini dell’ex ospedale avrà un ruolo ancora più importante in vista dell’apertura della Casa di comunità, contribuendo alla funzionalità del presidio sanitario. Sul fronte turistico,

il Comune punta a integrare Orvieto Underground con gli altri attrattori culturali della città, mantenendo una gestione coordinata del percorso ipogeo.

In questo quadro, la valorizzazione delle grotte turistiche diventa anche un tema di equilibrio tra fruizione, tutela e governance pubblica.[5][2][1]

Una scelta per il sottosuolo

L’operazione conferma il peso del sottosuolo orvietano nella storia urbana della città e nella sua offerta culturale.

Il passaggio al patrimonio comunale permette di ricondurre gli ipogei a una regia unica, utile sia per la gestione sia per la promozione.

Per il mondo speleologico, il caso di Orvieto mostra come le cavità artificiali possano diventare parte stabile delle politiche cittadine, senza perdere il loro valore storico e documentario.

In una città costruita sopra e dentro la rupe, il rapporto tra superficie e ipogeo resta un elemento decisivo della pianificazione locale.[3][4][2][1]

Fonti
[1] Ok dal consiglio comunale all’acquisto dei giardini dell’ex … – Orvieto https://orvietosi.it/2026/06/ok-dal-consiglio-comunale-allacquisto-dei-giardini-dellex-ospedale-e-del-parco-delle-grotte/
[3D%3D&Expires=1781502016
[3] Orvieto Sotterranea: Un Viaggio nel Tempo tra Gallerie e Tesori Nascosti – Scintilena https://www.scintilena.com/orvieto-sotterranea-un-viaggio-nel-tempo-tra-gallerie-e-tesori-nascosti/07/04/
[4] Orvieto Underground: informazioni e orari https://www.orvietoviva.com/orvieto-underground/
[7] Straordinarie Scoperte Archeologiche a Orvieto – Scintilena https://www.scintilena.com/straordinarie-scoperte-archeologiche-a-orvieto/12/05/
[8] Nuovo studio rivoluziona la datazione del cranio di Petralona https://www.scintilena.com/nuovo-studio-rivoluziona-la-datazione-del-cranio-di-petralona-286-000-anni-svelano-segreti-dellevoluzione-umana-europea/09/01/
[11] Misteri etruschi e archeologia speleologica in proiezione al Museo … https://www.scintilena.com/a-grosseto-la-proiezione-del-documentario-campo-della-fiera-e-il-pozzo-del-tempo-il-18-luglio/07/16/
[21] Orvieto Underground it – – Umbria https://www.umbriatourism.it/it/-/orvieto-underground

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Hai un’idea per raccontare e proteggere il mondo ipogeo?

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La Società Speleologica Italiana ETS, in occasione della giornata mondiale dell’ambiente, apre il Bando 5×1000 SSI 2026, dedicato a programmi educativi strategici per coinvolgere comunità locali, giovani e gruppi speleologici nella salvaguardia degli ambienti ipogei.

Il bando sostiene progetti di educazione ambientale da realizzare in cavità naturali o artificiali, con l’obiettivo di promuovere consapevolezza, partecipazione, competenze pratiche e nuove forme di comunicazione per raccontare il valore degli ecosistemi sotterranei.

Grazie ai fondi del 5×1000, per il 2026 saranno premiati due progetti, con un importo complessivo di 2.547,81 euro. Tutti i progetti ritenuti validi potranno inoltre essere promossi sul sito SSI ETS, per dare visibilità alle iniziative e favorire nuove collaborazioni.

Possono partecipare soci e socie singolarmente o gruppi soci SSI in regola con la quota associativa 2026.

Le proposte devono essere inviate entro il 30 settembre 2026 a: segreteria@socissi.it.

Tutte le info e i moduli per la partecipazione sono disponibili qui: https://speleo.it/site/bando-2026-cinque-per-mille/

Un’occasione per trasformare idee, competenze e passione speleologica in azioni concrete per la tutela del patrimonio carsico, speleologico e ipogeo.

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Turchia, il cane domestico più antico del mondo emerge dal DNA paleolitico

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Il cane domestico più antico del mondo confermato geneticamente arriva da P?narba??, in Anatolia, e mostra che il rapporto uomo-cane era già presente 15.800 anni fa in una comunità di cacciatori-raccoglitori.

Una nuova ricerca pubblicata su Nature colloca in Anatolia la più antica prova genetica certa della presenza del cane domestico e arretra di circa 5.000 anni il precedente record genetico noto, fermo attorno a 10.900 anni fa.

Il sito di P?narba??, nella Turchia centrale, ha restituito resti datati a circa 15.800 anni fa e lega il cane domestico più antico del mondo a gruppi umani del Paleolitico finale, quando l’agricoltura non era ancora comparsa.[2][3][1]

Cane domestico in Turchia

La notizia ha un peso particolare perché non riguarda un’ipotesi morfologica o un confronto parziale, ma una conferma genetica ottenuta su resti paleolitici che separa con chiarezza il cane dal lupo in una fase molto antica della preistoria.

In termini cronologici, il cane domestico più antico del mondo finora verificato sposta indietro la documentazione diretta del legame uomo-cane e rafforza l’idea che la domesticazione sia iniziata durante l’ultima era glaciale, molto prima dell’arrivo delle prime specie domestiche legate all’agricoltura.

La prudenza resta necessaria sul luogo esatto dell’origine della domesticazione, ma il dato di P?narba?? offre oggi il punto fermo più antico disponibile sul piano genetico.[3][4][2]

DNA antico del Paleolitico

Per arrivare a questa identificazione, il team internazionale ha recuperato genomi nucleari e mitocondriali da resti di canidi rinvenuti a P?narba?? e li ha confrontati con oltre 1.000 cani e lupi antichi e moderni provenienti da diverse aree del mondo.

L’analisi ha confermato che quelle ossa appartenevano a cani e non a lupi, superando uno dei problemi classici degli studi sulle prime fasi della domesticazione, quando le differenze scheletriche erano ancora difficili da riconoscere nei contesti archeologici.

Il risultato non è isolato, perché lo studio inquadra questi dati dentro una serie più ampia di campioni europei e anatolici che mostrano una diffusione già avanzata del cane nell’Eurasia occidentale.[5][6][3]

Rapporto uomo-cane

Il contesto di P?narba?? non documenta soltanto la presenza di un animale domestico antico, ma suggerisce anche una relazione quotidiana già strutturata fra esseri umani e cani.

Le analisi isotopiche indicano che in quel sito gli umani probabilmente nutrivano i cani con pesce, mentre la deposizione intenzionale dei resti segnala pratiche funerarie che richiamano una forma di attenzione culturale verso questi animali.

In una società ancora composta da cacciatori-raccoglitori, questo elemento rende il cane domestico più antico del mondo rilevante non solo per la cronologia della domesticazione, ma anche per la storia sociale del rapporto uomo-cane.[7][3]

Grotte e diffusione

Il quadro ricostruito dai ricercatori non si ferma alla Turchia, perché lo stesso studio ha identificato un altro cane di circa 14.300 anni fa a Gough’s Cave, nel Regno Unito, oltre a campioni provenienti da siti mesolitici della Serbia. I

dati complessivi indicano che i cani erano già diffusi nell’Eurasia occidentale entro 14.000 anni fa e che una popolazione geneticamente omogenea era presente tra Europa e Anatolia nel Tardo Paleolitico superiore.

Per chi segue la ricerca in ambito speleologico, la presenza di Gough’s Cave tra i siti chiave conferma ancora una volta il ruolo dei contesti di grotta nella conservazione dei resti e nella ricostruzione delle relazioni tra comunità umane e fauna del passato.[6][1][2][3][5]

Diffusione in Eurasia

Secondo gli autori, i cani paleolitici analizzati erano molto simili sul piano genetico nonostante le grandi distanze geografiche, un elemento che suggerisce una rapida espansione della prima popolazione canina tra circa 18.500 e 14.000 anni fa.

Lo studio propone che questa diffusione possa essere collegata agli spostamenti dei gruppi umani o a scambi fra comunità culturalmente e geneticamente distinte, un’ipotesi coerente con la presenza del cane in contesti differenti dell’Eurasia occidentale.

Il cane domestico più antico del mondo, individuato a P?narba??, non chiude quindi il dibattito sulle origini assolute della domesticazione, ma offre una base più solida per studiare quando il rapporto uomo-cane entrò stabilmente nella vita delle società paleolitiche.[4][2][3][5]

Fonti
[1] Evidence of earliest dogs discovered on University of Liverpool … https://news.liverpool.ac.uk/2026/03/25/evidence-of-earliest-dogs-discovered-on-university-of-liverpool-excavation-sites-in-turkiye/
[2] Oldest genetic evidence for domestic dogs identified in Europe and … https://www.ox.ac.uk/news/2026-03-25-oldest-genetic-evidence-domestic-dogs-identified-europe-and-t-rkiye
[4] Dogs have deep genetic roots in ice-age Europe https://www.nature.com/articles/d41586-026-00378-2
[5] Dogs were widely distributed across western Eurasia during the … https://pure.york.ac.uk/portal/en/publications/dogs-were-widely-distributed-across-western-eurasia-during-the-pa/
[6] Dogs were widely distributed across western Eurasia during the … https://eprints.whiterose.ac.uk/id/eprint/239626/
[7] Ancient DNA reveals dogs and humans bonded 15,800 years ago in … https://www.turkiyetoday.com/culture/ancient-dna-reveals-dogs-and-humans-bonded-15800-years-ago-in-anatolia-3216939
[8] Xiaozhai Tiankeng: dentro la dolina più profonda del mondo, dove … https://www.scintilena.com/xiaozhai-tiankeng-dentro-la-dolina-piu-profonda-del-mondo-dove-una-foresta-primordiale-sopravvive-nellombra-dellabisso/05/01/
[9] DNA antico dalla Grotta di Stajnia ricostruito DNA Neanderthal https://www.scintilena.com/dna-antico-dalla-grotta-di-stajnia-ricostruito-il-profilo-genetico-del-piu-antico-gruppo-di-neanderthal-delleuropa-centro-orientale/04/24/
[10] Il Ghiaccio Nascosto delle Alpi Giulie Svela le Sue Origini nella … https://www.scintilena.com/il-ghiaccio-nascosto-delle-alpi-giulie-svela-le-sue-origini-nella-piccola-eta-glaciale/04/10/
[11] Conferenza su Plinio il Vecchio e le Grotte: Un Viaggio Attraverso la … https://www.scintilena.com/conferenza-su-plinio-il-vecchio-e-le-grotte-un-viaggio-attraverso-la-scienza-antica-e-le-tecnologie-moderne/08/31/
[12] La Ruta de las Alas e Refugio IKA: il corridoio di grotte che … https://www.scintilena.com/la-ruta-de-las-alas-e-refugio-ika-il-corridoio-di-grotte-che-puo-salvare-un-pipistrello-fantasma/02/06/
[13] Crypt of the Megafauna: il libro che racconta la scoperta dei fossili … https://www.scintilena.com/crypt-of-the-megafauna-il-libro-che-racconta-la-scoperta-dei-fossili-dellera-glaciale-in-una-grotta-messicana/03/02/
[14] L’ultimo rifugio dei Neanderthal: sopravvissuti fino a 12mila anni fa https://www.scintilena.com/lultimo-rifugio-quando-il-neanderthal-sopravvisse-il-doppio-di-quanto-credevamo/01/22/
[15] Olena Godlevska, la scienziata che ha portato i pipistrelli ucraini … https://www.scintilena.com/olena-godlevska-la-scienziata-che-ha-portato-i-pipistrelli-ucraini-fuori-dalloscurita/03/09/
[16] Controversie, Conflitti e Accordi sulla Protezione delle Grotte https://www.scintilena.com/controversie-conflitti-e-accordi-sulla-protezione-delle-grotte-la-sfida-della-tutela-del-patrimonio-speleologico-mondiale/07/27/
[17] Le Rocce Sedimentarie: Gli Archivi Naturali della Storia … https://www.scintilena.com/le-rocce-sedimentarie-gli-archivi-naturali-della-storia-terrestre/10/04/
[18] Sepoltura Neolitica e Profilo Bioarcheologico nella Grotta … https://www.scintilena.com/sepoltura-neolitica-e-profilo-bioarcheologico-nella-grotta-di-pietra-santangelo/10/05/
[19] GUIDA DIVULGATIVA ALLA SPELEOLOGIA – Scintilena https://www.scintilena.com/guida-accademico-divulgativa-alla-speleologia/01/21/
[20] Bracken Cave Preserve: la più grande colonia di pipistrelli … https://www.scintilena.com/bracken-cave-preserve-al-via-la-stagione-2026-per-visitare-la-piu-grande-colonia-di-pipistrelli-al-mondo/04/28/
[21] I Signori dell’Oscurità: Quando la Scienza Svela i Segreti … – Scintilena https://www.scintilena.com/i-signori-delloscurita-quando-la-scienza-svela-i-segreti-dei-pipistrelli-cavernicoli/01/27/
[22] L’acquedotto più lungo del mondo antico non è dove pensi – Scintilena https://www.scintilena.com/125844-2/05/03/
[23] Three 15800-year-old dog skeletons deliberately placed above a … https://timesofindia.indiatimes.com/science/three-15800-year-old-dog-skeletons-deliberately-placed-above-a-human-grave-at-pnarba-central-turkey-confirmed-via-ancient-dna-as-the-worlds-oldest-known-domestic-dogs/articleshow/131631899.cms
[24] Ancient DNA Reveals 16,000-Year-Old Dogs in Anatolia, Rewriting … http://www.anatolianarchaeology.net/ancient-dna-reveals-16000-year-old-dogs-in-anatolia-rewriting-the-origins-of-domestication/
[25] Phys.org on X: “Ancient DNA from central Anatolia identifies 15,800-year-old dogs buried like humans, showing close human–dog bonds and rapid dog dispersal across Europe by 14,000 years ago. https://t.co/owz7IdKZNw https://t.co/e0vLLMAYRU” / X https://x.com/physorg_com/status/2038346078236364921
[26] New results published in 2 papers in Nature identify very early dogs … https://biaa.ac.uk/ancient-dna-analysis-dogs-at-pinarbasi-and-boncuklu/
[27] Domesticated dogs were already widely distributed in western … https://www.facebook.com/NaturePortfolioJournals/posts/domesticated-dogs-were-already-widely-distributed-in-western-eurasia-at-least-14/1421866096636319/
[28] A puppy that lived in Turkey 15800 years ago is, for now, … https://en.ara.cat/science-technology/puppy-that-lived-in-turkey-15-800-years-ago-is-for-now-the-oldest-dog-in-the-world_130_5694658.html
[29] Scientists just found the oldest known dog — and it’s rewriting … https://www.ynetnews.com/environment/article/hkuu8cwobg
[30] Ancient DNA finds 15,800-year-old dogs in Anatolia, buried like … https://phys.org/news/2026-03-ancient-dna-year-dogs-anatolia.html
[31] Ancient DNA finds 15,800-year-old dogs in Anatolia, buried like … https://www.linkedin.com/posts/phys-org_ancient-dna-finds-15800-year-old-dogs-in-activity-7443673804813287424-5DHq

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Postojna ospita la prima Giornata UNESCO delle grotte e del carsismo

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Giornata internazionale delle grotte e del carsismo, conferenza e visite sul terreno dal 10 al 13 settembre 2026

La prima celebrazione della Giornata internazionale delle grotte e del carsismo si terrà a Postojna, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre 2026. L’iniziativa è organizzata dal Karst Research Institute ZRC SAZU e dalla International Union of Speleology, dopo la proclamazione dell’UNESCO del 13 settembre come data dedicata a grotte e paesaggi carsici.[1][2]

L’evento avrà la forma di una conferenza scientifica internazionale, con relazioni invitate e contributi orali dei partecipanti. Il tema indicato per il programma preliminare è la gestione sostenibile di grotte e carsismo, con attenzione a protezione, educazione e ricerca.[3][1]

Il programma a Postojna

Il calendario provvisorio prevede escursioni sul terreno, incontri tra speleologi e momenti pubblici legati alla ricorrenza. Tra le uscite annunciate figurano le Grotte di Škocjan e i laghi intermittenti di Pivka, oltre alla Grotta di Planina, ai ponti naturali di Rakov Škocjan e al campo carsico di Cerknica.[2][1]

Sono previsti anche una presentazione 3D di grotte, un Meeting of Speleologists e la cerimonia ufficiale dell’IDCK nella Grotta di Postojna, riservata ai partecipanti registrati e agli invitati. La cerimonia si affiancherà a un programma culturale e a una reception.[4][1]

Scadenze e iscrizioni

Il termine per l’invio degli abstract è fissato al 26 giugno 2026. La registrazione alla conferenza e alla cerimonia chiuderà il 28 agosto 2026.[1][2]

Per gli operatori e per la comunità speleologica, la Giornata internazionale delle grotte e del carsismo rappresenta un nuovo riferimento nel calendario internazionale. Il fatto che il debutto avvenga a Postojna, in un’area carsica di forte valore scientifico e simbolico, rafforza il legame tra ricerca, divulgazione e tutela del patrimonio ipogeo.[5][2]

Un riconoscimento per il carsismo

La proclamazione del 13 settembre è arrivata nel 2025 e ha dato forma a una ricorrenza annuale dedicata alla conoscenza delle grotte e dei territori carsici. Il messaggio che accompagna l’iniziativa insiste sulla conservazione, sull’educazione e sulla sensibilizzazione del pubblico.[6][7]

La prima celebrazione di settembre 2026 sarà quindi un passaggio importante per il settore. A Postojna si intrecceranno ricerca scientifica, confronto internazionale e valorizzazione dei siti carsici sloveni, con una proposta che punta a dare visibilità globale ai temi della speleologia e della geoconservazione.[5][1]

Fonti
[1] International Day of Caves and Karst (IDCK) https://izrkp.zrc-sazu.si/en/dogodki/international-day-of-caves-and-karst-idck
[2] First UNESCO International Day of Caves and Karst (Postojna … https://www.geomorph.org/2026/04/first-unesco-international-day-of-caves-and-karst-postojna-slovenia-10-13-september-2026/
[3] Save the Date – International Day of Caves and Karst (IDCK) – UIS https://uis-speleo.org/index.php/2026/01/14/save-the-date-international-day-of-caves-and-karst-idck/
[4] UIS Celebration of the International Day of Caves and Karst https://www.eurospeleo.eu/event/uis-celebration-of-the-international-day-of-caves-and-karst/
[5] The Global Geoparks Network celebrates the International Day of … https://www.globalgeoparksnetwork.org/news/global-geoparks-network-celebrates-international-day-caves-and-karst
[6] UNESCO proclaims the International Day of Caves and Karst https://www.scintilena.com/unesco-proclaims-the-international-day-of-caves-and-karst/11/13/
[7] UIS Proposal for the UNESCO International Day of Caves and Karst – UPDATE https://uis-speleo.org/index.php/2025/06/30/uis-proposal-for-the-unesco-international-day-of-caves-and-karst-update/
[12] Settembre 2026: Postumia ospiterà la prima celebrazione mondiale … https://www.scintilena.com/septembre-2026-postojna-ospita-la-prima-celebrazione-mondiale-della-giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo/01/16/
[13] L’Unione Internazionale di Speleologia chiede il riconoscimento … https://www.scintilena.com/lunione-internazionale-di-speleologia-chiede-il-riconoscimento-unesco-del-13-settembre-come-giornata-mondiale-delle-grotte-e-del-karst/08/31/
[14] Calendario Eventi Mondiali UIS Union International de Spéléologie https://www.scintilena.com/calendario-eventi-mondiali-uis-union-international-de-speleologie-programma-2025-2026/07/16/
[15] Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo – Scintilena https://www.scintilena.com/giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo-unesco-proclama-il-13-settembre-come-data-mondiale/11/13/
[16] Villa Adriana apre gli scavi al pubblico per le Giornate Europee dell … https://www.scintilena.com/villa-adriana-apre-gli-scavi-al-pubblico-per-le-giornate-europee-dellarcheologia-2026/06/10/
[17] Cave and Karst News di Giugno 2026 – Scintilena https://www.scintilena.com/cave-and-karst-news/06/10/
[18] English Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/english/
[19] 13 Settembre: il Mondo Celebra le Grotte — Postojna ospita la prima … https://www.scintilena.com/13-settembre-il-mondo-celebra-le-grotte-postojna-ospita-la-prima-giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo/04/12/
[20] Il Bureau dell’UIS si riunisce: sul tavolo il Congresso 2029 in … https://www.scintilena.com/il-bureau-delluis-si-riunisce-sul-tavolo-il-congresso-2029-in-romania-e-la-prima-giornata-unesco-delle-grotte-e-del-carsismo/02/27/
[21] Unesco https://www.caveskarstday.org/unesco
[22] UIS – Dear colleagues, We are pleased to invite you to … – Facebook https://www.facebook.com/uisspeleo/photos/dear-colleagueswe-are-pleased-to-invite-you-to-participate-in-the-events-marking/1358097936362167/
[23] 5th International Congress of Speleology in Artificial Cavities https://www.eurospeleo.eu/event/5th-international-congress-of-speleology-in-artificial-cavities-hypogea-2026/
[24] izrkp.zrc-sazu.si Save the date and join us in celebrating caves and … https://www.facebook.com/unionsoilsciences/photos/-save-the-date-idck-2026-%EF%B8%8Ffirst-celebration-of-the-international-day-of-caves-an/1318042297020102/

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Straordinario risultato in Sa Rutta e S’Edera, superato il settimo sifone: scoperti nuovi ambienti asciutti nella grotta del Supramonte

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La Commissione Speleosubacquea della Federazione Speleologica Sarda apre una nuova fase dell’esplorazione di Sa Rutta e S’Edera, oltre il limite storico del 2005 e dentro nuovi rami asciutti ancora da verificare.

La grotta di Sa Rutta e S’Edera torna al centro della speleologia sarda con il superamento del settimo sifone e l’avvio dell’esplorazione di nuovi ambienti asciutti oltre il limite storico raggiunto vent’anni fa.

Siamo entrati dunque in un intricato sistema intermedio rispetto alle gallerie che portano al sifone pensile e sarà necessario scendere un ulteriore pozzo prima di comprendere se si tratta di un revival di EQUINDI o se questo ci permetterà di continuare a seguire l’aria, (fortissima) che sentiamo in questa diramazione. Qualche giorno per toccare terra e vi aggiorneremo sulla strategia operativa per la prossima, imminente, PUNTATA ESPLORATIVA ! – Davide Godani su Speleoit

Il risultato si inserisce nel progetto 2025 della Commissione Speleosubacquea della Federazione Speleologica Sarda, nato proprio con l’obiettivo di riprendere le ricerche verso valle lungo il fiume sotterraneo fino ai sette sifoni, allora indicati come limite esplorativo della cavità.

Sa Rutta e S’Edera e il progetto 2025

Nel marzo 2025 la Federazione Speleologica Sarda aveva annunciato il ritorno operativo a Sa Rutta e S’Edera, presentando la ripresa delle esplorazioni federative come un passaggio importante dopo vent’anni di stop in questo settore della grotta.

L’obiettivo dichiarato era seguire il corso d’acqua sotterraneo verso nord e verificare la prosecuzione del sistema oltre i sette sifoni, coinvolgendo l’intera comunità speleologica sarda in un progetto plurimo di rilievo, documentazione ed esplorazione.

Il testo diffuso da Davide Godani attraverso la mailinglist Speleoit conferma che quella linea di lavoro ha prodotto un avanzamento concreto: il settimo sifone è stato oltrepassato dopo una lunga azione di trasporto materiali, organizzata come una catena di supporto nei vari punti della grotta fino al limite raggiunto nel 2025.

Il racconto parla di una progressione complessa e coordinata, costruita sul contributo di più squadre e su una logistica condivisa anche nelle zone più scomode oltre i sifoni.

Settimo sifone superato nella grotta sarda

Secondo il resoconto fornito, il nuovo tratto sommerso oltrepassato misura circa 160 metri nella parte inizialmente percorsa, mentre la distanza subacquea complessiva del settimo sifone viene stimata attorno ai 400 metri, dato che dovrà essere confermato da un rilievo preciso.

Si tratta di un elemento tecnico rilevante per la conoscenza di Sa Rutta e S’Edera, perché sposta in avanti il limite dell’esplorazione e ridefinisce la scala dell’ostacolo principale lungo il ramo del fiume.

Il quadro emerso nelle settimane precedenti mostrava già che il lavoro della ComSub FSS si stava concentrando su questo settore.

Nel primo sopralluogo del luglio 2025, infatti, i sub avevano già superato i sei sifoni storici, raggiungendo il vecchio limite del 2005, mettendo in sicurezza una frana e aprendo la strada a una nuova fase esplorativa che lasciava intuire sviluppi imminenti.[4][1]

Nuovi ambienti asciutti oltre il sifone

L’aspetto più interessante della nuova uscita è l’ingresso in ambienti asciutti oltre il settimo sifone.

Il testo parla di zone alte e fangose ancora da verificare, con la speranza di poter proseguire su livelli superiori rispetto a quello del fiume, così da evitare nell’immediato ulteriori immersioni e continuare l’esplorazione in asciutto.

Tra gli obiettivi della permanenza oltre i sifoni, programmata per circa dieci ore, vi era anche il ritorno nella diramazione in destra idrografica scoperta, esplorata e rilevata l’anno precedente.

Qui il sifone pensile non è stato affrontato per condizioni non ottimali, mentre è stata data priorità a una colata fangosa che nel 2024 aveva interrotto la progressione in un grande salone; la risalita di questo settore ha consentito di raggiungere la sommità dell’ambiente e di accedere a un sistema intermedio che potrebbe collegarsi a ulteriori rami fossili.

Esplorazione speleosub e prossime verifiche

Il resoconto segnala anche la presenza di una forte corrente d’aria in questa nuova diramazione, un elemento che in ambiente carsico viene spesso considerato un indizio utile per ipotizzare prosecuzioni verso altri volumi sotterranei.

Prima di capire se il ramo conduca davvero a nuovi sviluppi, sarà necessario scendere un altro pozzo e completare le verifiche morfologiche del settore appena raggiunto.

Resta centrale anche il tema del rilievo. La stessa attività 2025 a Sa Rutta e S’Edera era stata impostata fin dall’inizio come un progetto non solo esplorativo ma anche documentale, con attenzione alla sostituzione delle vecchie sagole, alla ricognizione dei sifoni già noti e alla raccolta di dati utili per pianificare gli attacchi successivi.

Collaborazione nella speleologia sarda

Dal testo emerge con chiarezza che il superamento del settimo sifone viene letto dagli stessi protagonisti come il frutto di un lavoro collettivo.

La Federazione Speleologica Sarda aveva già presentato il progetto 2025 come un’iniziativa costruita per coinvolgere tutta la comunità regionale, e il risultato appena annunciato sembra confermare questa impostazione operativa.

Per la speleologia sarda si apre ora una fase nuova in uno dei sistemi più seguiti del Supramonte.

Il superamento del settimo sifone a Sa Rutta e S’Edera non chiude il capitolo esplorativo, ma sposta l’attenzione sui nuovi ambienti asciutti individuati oltre l’ostacolo e sulla strategia della prossima punta, che dovrà chiarire se il ramo appena aperto porterà davvero a ulteriori sviluppi della cavità.

Fonti:

Messaggio di Davide Godani sulla Mailing List Speleoit

[3] La Federazione Speleologica Sarda annuncia i progetti 2025 della … https://www.scintilena.com/la-federazione-speleologica-sarda-annuncia-i-progetti-2025-della-comsub-fss/03/09/
[4] Sa Rutta e S’Edera, 2025: esplorazione e scoperte oltre il limite https://www.scintilena.com/sa-rutta-e-sedera-2025-oltre-il-limite/07/10/
[5] Sa Rutta ‘e S’Edera: ComSub in Supramonte sfida il settimo sifone https://www.scintilena.com/sa-rutta-e-sedera-la-commissione-subacquea-torna-nel-supramonte-per-sfidare-il-settimo-sifone/05/14/
[6] Commissione Speleosubacquea – Federazione Speleologica Sarda https://www.federazionespeleologicasarda.it/commissione-speleosubacquea/
[9] Riprendono le esplorazioni nella grotta Sa Rutta ‘e S’Edera con un … https://www.scintilena.com/riprendono-le-esplorazioni-nella-grotta-sa-rutta-e-sedera-con-un-programma-triennale/05/20/
[10] Campo FSS di placchettaggio delle grotte marine nel Golfo di Orosei https://www.scintilena.com/campo-fss-di-placchettaggio-delle-grotte-marine-nel-golfo-di-orosei/09/16/
[11] S’Edera – The Main River 2025 – Scintilena https://www.scintilena.com/sedera-the-main-river-2025/12/04/
[12] Straordinaria Esplorazione Speleologica oltre i sifoni di Sa Rutta ‘e … https://www.scintilena.com/sedera-the-main-river-nuove-frontiere-dellesplorazione-speleologica-oltre-i-sifoni-di-sa-rutta-e-sedera/07/31/
[13] SU PALU – la Commissione Speleosub inizia la sua attività … https://www.scintilena.com/su-palu-la-commissione-speleosub-inizia-la-sua-attivita/09/16/
[14] GASP! Porta a Termine Terza Immersione nella Grotta Rotolo https://www.scintilena.com/gasp-porta-a-termine-terza-immersione-nella-grotta-rotolo/07/31/
[15] Gli articoli più visti a maggio 2026 di Scintilena con 330mila … https://www.scintilena.com/gli-articoli-piu-visti-a-maggio-2026-di-scintilena/06/01/
[16] Grotta Sicura a Dorgali: il seminario sulla sicurezza in … – Scintilena https://www.scintilena.com/grotta-sicura-a-dorgali-il-seminario-sulla-sicurezza-in-grotta-della-federazione-speleologica-sarda/03/07/
[17] Sa Rutta ‘e S’Edera: riprendono le esplorazioni speleologiche per … https://www.scintilena.com/sa-rutta-e-sedera-riprendono-le-esplorazioni-speleologiche-per-superare-il-record-di-20-anni-fa/05/15/
[18] Siniscola (NU) – Campo della Federazione Speleologica Sarda “Sa … https://www.scintilena.com/siniscola-campo-della-federazione-speleologica-sarda-sa-conca-manna-e-locoli/07/12/
[19] S’Edera 2025: la Commissione Speleosubacquea della … – Scintilena https://www.scintilena.com/sedera-2025-la-commissione-speleosubacquea-della-federazione-speleologica-sarda-entra-nella-fase-operativa/06/12/
[20] Esplorazioni Subacquee in Sardegna: Storia e Racconti nella … https://www.scintilena.com/esplorazioni-subacquee-in-sardegna-storia-e-racconti-nella-speleologia-subacquea/11/17/
[21] sa rutta ‘e s’edera – Federazione Speleologica Sarda https://www.federazionespeleologicasarda.it/tag/sa-rutta-e-sedera/
[22] Dorgali, Sa Rutta e s’Edera, La Grotta dell’Edera – Gulliver https://www.gulliver.it/itinerari/dorgali-sa-rutta-e-sedera-la-grotta-delledera/
[23] Scintilena: Notiziario di Speleologia in Italia https://www.scintilena.com/scintilena-notiziario-di-speleologia-in-italia/06/11/
[24] Scheda Catastale 2778 SA/NU https://m.catastospeleologicoregionale.sardegna.it/scheda-catastale/2778
[25] Hidden Bussento – Tetide https://www.tetide.org/event/hidden-bussento/
[26] S’Edera 2025, si parte! Condividiamo il video che abbiamo … https://www.instagram.com/reel/DJbiwFsspmO/
[27] Grotte a ambienti allagati: gli speleosub – CNSAS https://www.cnsas.it/portfolio-item/scuola-nazionale-speleo-sub/
[28] La – S’Edera 2025: la Commissione Speleosubacquea … – Facebook https://www.facebook.com/Scintilena/photos/sedera-2025-la-commissione-speleosubacquea-della-federazione-speleologica-sarda-/1302052431927290/
[29] S’Edera, la grotta di Urzulei, continua a rivelare i suoi segreti https://sardegnanotizie24.it/sedera-la-grotta-di-urzulei-continua-a-rivelare-i-suoi-segreti/
[30] speleosub – Soccorso Alpino e Speleologico Toscano – SAST https://www.sast.it/speleosub/

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Microplastiche e bisfenoli nelle acque carsiche di Bossea

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La ricerca pubblicata su Environmental Research analizza il sistema della Grotta di Bossea Corsaglia durante una piena e rileva BPA in alcuni punti, assenza di BPAP e BPC e una diversa distribuzione degli inquinanti nei comparti idrologici del carsismo.

Studio su Bossea

Un nuovo articolo pubblicato sulla rivista internazionale Environmental Research di Elsevier amplia il quadro delle conoscenze su microplastiche e bisfenoli nelle acque carsiche. La ricerca riguarda il sistema della Grotta di Bossea Corsaglia, in Piemonte, studiato durante un evento di piena, con campionamenti dalle acque superficiali alle acque di grotta.[2][1]

Lo studio conferma la presenza di BPA in alcuni punti di prelievo e non rileva BPAP né BPC nelle acque analizzate. Il lavoro è stato presentato come una prima valutazione congiunta della contaminazione da bisfenoli e microplastiche nei sistemi carsici.[1][2]

Risultati del monitoraggio

Le analisi hanno considerato BPA, BPAP, BPC, microplastiche e microfibre. Secondo l’abstract disponibile, il BPA è risultato rilevante in diversi siti di campionamento, con i valori più alti osservati all’interno della grotta.[3][2]

Per le microplastiche, il quadro è diverso rispetto al periodo di magra già studiato nello stesso sistema. Durante la piena, le abbondanze risultano inferiori, con una distribuzione che varia tra acque correnti, acque di percolazione e acque stagnanti della rete sotterranea.[2][3]

Origine degli inquinanti

Uno degli aspetti più interessanti del lavoro è l’assenza di relazione tra le microplastiche rilevate e il BPA. Questo porta gli autori a interpretare il bisfenolo come più probabilmente legato a un inquinamento diffuso di suolo, acqua e aria superficiali.[3][2]

Il dato è coerente con quanto già emerso in studi precedenti sulle acque del sistema carsico di Bossea, dove la contaminazione da microplastiche era stata osservata nelle acque connesse tra superficie e sottosuolo.[4][3]

Acque carsiche vulnerabili

La ricerca ribadisce che i sistemi carsici sono ambienti aperti e vulnerabili. L’acqua può trasportare rapidamente contaminanti dalla superficie alle parti più interne del sistema, rendendo necessario un monitoraggio continuo degli inquinanti emergenti.[4][3]

Questo aspetto interessa da vicino la speleologia, perché le grotte non sono soltanto luoghi di esplorazione, ma anche archivi idrologici e ambienti delicati. Lo studio mostra che la distribuzione degli inquinanti può cambiare molto tra comparti idrologici diversi, non solo tra esterno e interno.[1][2]

Significato per la speleologia

Per il mondo speleologico, Bossea si conferma un laboratorio naturale di grande interesse. Il nuovo articolo aggiunge un tassello alla conoscenza degli effetti della pressione antropica sugli ambienti sotterranei e sulle acque che li attraversano.[5][2]

Il risultato principale è che il monitoraggio non va limitato ai soli siti turistici, ma deve riguardare l’intero sistema carsico. È un’indicazione utile per la tutela delle risorse idriche e per la conservazione degli ecosistemi ipogei.[2][4]

Fonte e accesso

L’articolo è disponibile tramite DOI: 10.1016/j.envres.2026.125007. La scheda disponibile in IRIS dell’Università di Torino conferma il tema della ricerca e la sua collocazione scientifica.[3][2]

È stato generato anche il file scaricabile con il testo completo della notizia: notizia_bossea.md.

Fonti
[2] Microplastiche nelle acque sotterranee: identificata presenza anche … https://www.scintilena.com/microplastiche-nelle-acque-sotterranee-identificata-presenza-anche-nella-fauna-ipogea/12/28/
[3] Preliminary investigations of microplastic pollution in karst systems … https://iris.unito.it/handle/2318/2136037?mode=complete
[4] Preliminary investigations of microplastic pollution in karst systems, from surface watercourses to cave waters https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0169772222001656
[5] La Grotta di Bossea, un viaggio nella storia e nella scienza sotterranea – Scintilena https://www.scintilena.com/la-grotta-di-bossea-un-viaggio-nella-storia-e-nella-scienza-sotterranea/06/29/
[6] Microplastiche trovate nelle grotte italiane: un campanello d’allarme per gli sforzi di conservazione – Scintilena https://www.scintilena.com/microplastiche-trovate-nelle-grotte-italiane-un-campanello-dallarme-per-gli-sforzi-di-conservazione/05/22/
[7] Microplastiche nelle Acque Sotterranee: Nuovo Studio nel Regno Unito Rivela Dati Preoccupanti – Scintilena https://www.scintilena.com/microplastiche-nelle-acque-sotterranee-nuovo-studio-nel-regno-unito-rivela-dati-preoccupanti/11/20/
[8] Monitoraggio delle grotte con geomatica e geofisica: il caso Bossea … https://www.scintilena.com/monitoraggio-delle-grotte-sotterranee-con-geomatica-e-geofisica-il-caso-bossea-mostra-la-risposta-sismica-a-temperatura-e-pioggia-12/09/01/
[9] Borneo Caves Sculpted by Bat Guano: A Major Discovery in Tropical Karst Formation – Scintilena https://www.scintilena.com/borneo-caves-sculpted-by-bat-guano-a-major-discovery-in-tropical-karst-formation/01/02/
[10] Microplastiche nei Sistemi Carsici: l’Inquinamento Silenzioso che … https://www.scintilena.com/microplastiche-nei-sistemi-carsici-linquinamento-silenzioso-che-raggiunge-il-cuore-della-terra/04/26/
[11] Microplastiche nelle grotte turistiche italiane: una nuova minaccia per il patrimonio geologico mondiale – Scintilena https://www.scintilena.com/microplastiche-nelle-grotte-turistiche-italiane-una-nuova-minaccia-per-il-patrimonio-geologico-mondiale/08/17/
[12] International Scientific Conference “Man and Karst” in Sicily in September 2022 – Scintilena https://www.scintilena.com/international-scientific-conference-man-and-karst-in-sicily-in-september-2022/12/12/
[13] Libri: ICE CAVES – Cave’s Cryosphere and Climate – Prima edizione … https://www.scintilena.com/libri-ice-caves-caves-cryosphere-and-climate-prima-edizione/11/10/
[14] [PDF] Preliminary investigations of microplastic pollution in karst systems … https://iris.polito.it/retrieve/84f5a411-a1cd-418a-8554-178d5c985981/preliminary.pdf
[15] 17 June 2025 https://cris.unibo.it/retrieve/handle/11585/883102/87264aae-a09c-4f0b-83d3-b4b1f9c68dfd/pagination_CATENA_106294.pdf
[16] Microplastics in caves: A new threat in the most famous geo-heritage in the world. Analysis and comparison of Italian show caves deposits https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0301479723009775
[17] Microplastic pollution in karst areas: a threat to caves … https://iris.polito.it/handle/11583/2972057
[18] Microbial diversity and proxy species for human impact in Italian … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9839721/
[19] Above and in the underground: Linking microplastic patterns in cave … https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0269749125013120
[20] [PDF] Study of the environmental impact in show caves – GEAM Journal https://www.geam-journal.org/docs/1643282991002balestra.pdf
[21] Microplastic pollution in vulnerable karst environments: case study from the Slovenian classical karst region https://ojs.zrc-sazu.si/carsologica/article/view/10597

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La Società Speleologica Italiana distribuisce schede per la sensibilizzazione agli animali di grotta

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Sono in distribuzione ai Gruppi associati SSI le schede plastificate della campagna nazionale “Animale di Grotta”.

Dal 2019 la Società Speleologica Italiana promuove questa iniziativa per valorizzare la fauna ipogea e sensibilizzare sulla tutela dei fragili ecosistemi sotterranei.

L’edizione 2026 è dedicata a due specie che abitano la zona di transizione delle cavità: Meta menardi e Meta bourneti. Questi ragni, predatori all’apice della catena alimentare della zona crepuscolare, sono importanti indicatori biologici e possono aiutare a monitorare gli effetti delle alterazioni microclimatiche negli ambienti sotterranei.

Ogni gruppo iscritto alla SSI riceverà gratuitamente una scheda plastificata, inviata per posta all’indirizzo comunicato in fase di iscrizione o rinnovo della quota.

La scheda raccoglie tutti gli “Animali di Grotta” celebrati dal 2019 al 2026 ed è arricchita da disegni originali pensati per facilitare il riconoscimento delle specie e per essere usati come supporto visivo e didattico.

Invitiamo i gruppi a utilizzare questi materiali nelle proprie attività: corsi, escursioni, uscite sul territorio e iniziative di Citizen Science dedicate alla biospeleologia.

La scheda identificativa del genere Meta, i poster delle scorse edizioni e le guide per il monitoraggio sono disponibili su: https://animalidigrotta.speleo.it/

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Valbondione, esercitazione canyoning del CNSAS Lombardo nel torrente Fiumenero

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Soccorso in forra e canyoning a Valbondione: addestramento congiunto tra squadra forra regionale e VI Delegazione Orobica per preparare la stagione delle attività nei torrenti bergamaschi

Esercitazione canyoning a Valbondione nel torrente Fiumenero

A Valbondione, in provincia di Bergamo, si è svolta nei giorni scorsi una esercitazione canyoning organizzata dalla squadra forra del CNSAS Lombardo insieme alla Stazione di Valbondione della VI Delegazione Orobica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.

Il lavoro si è concentrato nel torrente Fiumenero, un’area molto frequentata da chi pratica canyoning e torrentismo durante la stagione più favorevole.[1]

All’addestramento hanno preso parte tredici soccorritori: otto appartenenti alla squadra forra regionale e cinque alla componente alpina della VI Delegazione Orobica, con operatori delle Stazioni di Valbondione, Clusone e Oltre il Colle. La presenza congiunta delle due componenti ha permesso di verificare sul campo il coordinamento operativo in uno scenario realistico di soccorso in forra.

Soccorso in forra e briefing operativo prima delle manovre

La giornata è iniziata con un briefing nella sede di Valbondione, seguito da un ripasso sanitario prima del trasferimento sul terreno operativo. Questo tipo di impostazione rientra nella prassi addestrativa del CNSAS, che affianca la preparazione tecnica a quella sanitaria negli ambienti complessi.[2][3]

Il contesto scelto per l’esercitazione canyoning presenta caratteristiche utili per simulare un intervento reale in alveo, con tratti incassati e progressione in acqua. La scelta del torrente Fiumenero assume rilievo anche in chiave preventiva, perché il soccorso in forra richiede procedure specifiche in luoghi molto frequentati dagli appassionati.[4][1]

Tecniche di recupero in forra usate durante l’addestramento CNSAS

L’esercitazione prevedeva il recupero simulato di un infortunato all’interno della forra. Dopo l’imbarellamento, la persona è stata trasportata lungo il torrente dalla squadra forra, che ha gestito la movimentazione nel tratto acquatico e nelle parti più strette dell’alveo.

In una fase successiva sono intervenute le squadre alpine mediante palo pescante, tecnica impiegata per il recupero della barella dall’esterno del corso d’acqua. È stata poi predisposta una teleferica per riportare la barella all’interno dell’alveo e proseguire con il trasporto manuale fino all’uscita della forra. La sequenza ha consentito di testare il passaggio tra soccorso in forra e supporto alpino nello stesso scenario operativo.

Squadra forra CNSAS Lombardo e collaborazione con la componente alpina

L’addestramento ha confermato il valore della collaborazione tra diverse specializzazioni del CNSAS. La squadra forra è infatti una delle strutture specialistiche del Corpo e interviene in ambienti segnati da gole, torrenti incassati e cascate, cioè i contesti tipici del canyoning.[5][4]

Per il CNSAS Lombardo questa attività si inserisce in un percorso più ampio di formazione continua. Scintilena aveva già segnalato la crescita degli interventi in forra in Lombardia, con 26 attivazioni registrate nel 2023, più del doppio rispetto alle 11 del 2022. In questo quadro, l’esercitazione canyoning di Valbondione rappresenta una verifica concreta della capacità di risposta in ambienti acquatici e impervi.[6][2][5]

Canyoning in Lombardia e preparazione alla stagione

L’avvicinarsi della stagione del canyoning rende queste attività particolarmente rilevanti per i territori montani lombardi dove torrenti e forre richiamano praticanti esperti e principianti. La formazione dei tecnici del soccorso in forra viene infatti considerata essenziale proprio perché l’aumento della frequentazione porta con sé scenari di rischio che richiedono personale specializzato e attrezzature dedicate.[4][5]

L’esercitazione canyoning nel torrente Fiumenero mostra quindi una linea operativa precisa: preparazione condivisa, integrazione tra squadre e addestramento in ambienti reali. Per l’area di Valbondione, il soccorso in forra resta un ambito centrale da monitorare con attenzione nel corso dei prossimi mesi.

Fonti
[1] Esercitazione della squadra forra del Soccorso Alpino https://www.gazzettadellevalli.it/evento/esercitazione-della–squadra-forra-del-soccorso-al-510387
[2] Due Eventi Chiave per la Squadra Forra del Soccorso Alpino https://www.scintilena.com/formazione-e-addestramento-due-eventi-chiave-per-la-squadra-forra-del-soccorso-alpino/09/14/
[3] Apprendere l’autosoccorso in forra: la formazione della squadra … https://www.scintilena.com/apprendere-lautosoccorso-in-forra-la-formazione-della-squadra-forra-regionale-del-cnsas-lombardo/04/19/
[4] Forre e Canyon – Soccorso Alpino e Speleologico Sardegna https://cnsas.sardegna.it/dove-operiamo/forre-e-canyon/
[5] Cnsas Lombardo: cresce il numero di interventi in forra nel 2023 https://www.scintilena.com/cnsas-lombardo-cresce-il-numero-di-interventi-in-forra-nel-2023/12/07/
[6] Autosoccorso in forra: due giorni di formazione intensiva … – Scintilena https://www.scintilena.com/autosoccorso-in-forra-due-giorni-di-formazione-intensiva-per-la-squadra-del-cnsas-lombardo-nel-lecchese/05/08/
[8] Esercitazione di soccorso in grotta del CNSAS https://www.scintilena.com/esercitazione-di-soccorso-in-grotta-del-cnsas-tecnologie-avanzate-e-rapidita-dazione-al-servizio-della-sicurezza/06/19/
[9] il notiziario di speleologia ‘Scintilena’ chiude dopo 21 anni – Pesce d … https://www.scintilena.com/addio-alle-profondita-il-notiziario-di-speleologia-scintilena-chiude-dopo-21-anni/04/01/
[10] Secondo Appuntamento Formativo per Aspiranti Soccorritori in Forra … https://www.scintilena.com/secondo-appuntamento-formativo-per-aspiranti-soccorritori-in-forra-della-squadra-cnsas-lombardo/10/06/
[11] Scintilena: Notiziario di Speleologia in Italia https://www.scintilena.com/scintilena-notiziario-di-speleologia-in-italia/06/11/
[12] Lombardia Archivi – Pagina 24 di 37 – Scintilena https://www.scintilena.com/category/lombardia/page/24/
[13] Addestramento Speleologico al Pian del Tivano: Tecnici del CNSAS in Azione – Scintilena https://www.scintilena.com/addestramento-speleologico-al-pian-del-tivano-tecnici-del-cnsas-in-azione/11/28/
[14] Notizie Speleo Regionali https://www.scintilena.com/servizi-per-la-speleologia/notizie-speleo-regionali/
[15] Addestramento al Marmazzo: Tecnici del Soccorso Speleologico in … https://www.scintilena.com/addestramento-al-marmazzo-tecnici-del-soccorso-speleologico-in-azione-in-val-brembana/10/07/
[16] Forum permanente di Speleologia – Scintilena https://www.scintilena.com/servizi-per-la-speleologia/forum-permanente-di-speleologia/
[17] Disponibile on line il manuale CNSAS “Tecniche di … https://www.scintilena.com/disponibile-on-line-il-manuale-cnsas-tecniche-di-soccorso-in-grotta/05/27/
[18] Collaborazione tra CNSAS Emilia-Romagna e Veneto: Esercitazione congiunta nelle grotte di gesso – Scintilena https://www.scintilena.com/collaborazione-tra-cnsas-emilia-romagna-e-veneto-esercitazione-congiunta-nelle-grotte-di-gesso/11/27/
[19] Video dell’esercitazione in grotta | Soccorso Alpino e Speleologico … https://www.facebook.com/CnsasLombardia/videos/soccorso-speleologico-verifica-tecnic-a-a-dossena-bg/291695091982666/
[20] Linee guida del CNSAS per la sicurezza nelle immersioni in grotta https://www.scintilena.com/linee-guida-del-cnsas-per-la-sicurezza-nelle-immersioni-in-grotta/07/03/
[21] Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) – Cai https://www.cai.it/sezioni-territoriali/sezioni-nazionali/corpo-nazionale-soccorso-alpino-e-speleologico-cnsas/
[22] CNSAS – Quando il soccorso incontra l’acqua: le forre https://www.youtube.com/watch?v=CZSER2-QMOw
[23] Soccorso alpino lombardo, in Valtellina secondo … https://www.gazzettadellevalli.it/attualita/soccorso-alpino-lombardo-in-valtellina-secondo-appuntamento-formativo-497131
[24] CNSAS | Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico https://www.sasc.it/CNSAS-Corpo-Nazionale-Soccorso-Alpino-Speleologico.html
[25] Soccorso Alpino e Speleologico Alto Adige C.N.S.A.S. ODV https://www.soccorsoalpino.org/noi/soccorso-forra
[26] Cnsas Lombardo, addestramento IX Delegazione … https://www.gazzettadellevalli.it/notizie-flash/cnsas-lombardo-addestramento-ix-delegazione-speleologica-497235
[27] Dalle montagne allo Spazio con il CNSAS – Scintilena https://www.scintilena.com/dalle-montagne-allo-spazio-con-il-cnsas/10/06/
[28] Formazione su autosoccorso e problem solving per la squadra forra del CNSAS Lombardo – Montagne & Paesi https://montagneepaesi.com/formazione-su-autosoccorso-e-problem-solving-per-la-squadra-forra-del-cnsas-lombardo/
[29] Soccorso Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/soccorso/
[30] Addestramento in forra del corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico Molise – L’Eco https://ecoaltomolise.net/addestramento-in-forra-del-corpo-nazionale-soccorso-alpino-e-speleologico-molise/

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SpeleoBimbo 2026 alla Grotta del Colle di Rapino, una giornata per avvicinare i più giovani al mondo sotterraneo

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Alla Grotta del Colle di Rapino il Gruppo Grotte e Forre CAI Teramo ha proposto una giornata di speleologia per bambini e famiglie, tra visita al geosito, didattica ambientale e attività ludiche.

L’appuntamento in Abruzzo

Domenica 7 giugno 2026 il Gruppo Grotte e Forre CAI Teramo ha organizzato SpeleoBimbo 2026 alla Grotta del Colle di Rapino, in provincia di Chieti. L’iniziativa ha coinvolto bambini, adolescenti e famiglie, con il sostegno della Commissione Regionale Alpinismo Giovanile CAI Abruzzo.[1][2]

L’evento si è svolto in uno dei geositi più noti del territorio abruzzese, legato anche a una lunga storia di frequentazione umana e archeologica. La proposta ha puntato su un primo contatto con la speleologia, presentandola non solo come esplorazione, ma anche come osservazione dell’ambiente ipogeo.[3][4][1]

Programma e partecipazione

Il programma ha previsto il ritrovo alle 8.00 al casello di Roseto lungo l’A14, con successivo trasferimento al parcheggio della Grotta del Colle alle 9.30. L’avvicinamento al geosito è stato indicato come breve e semplice, con circa 15 minuti di cammino su sentiero facile.[2][5]

Dopo la visita e le attività di gruppo, è stato previsto il pranzo al sacco alle 13.00 e un pomeriggio dedicato al gioco dalle 14.00, con chiusura della giornata alle 17.00. La partecipazione era rivolta a bambini e adolescenti fino ai 16 anni, accompagnati dai genitori. Le iscrizioni risultavano chiuse al momento della consultazione, ma il format dell’evento conferma una formula ormai consolidata nel calendario CAI abruzzese.[1][2]

Educazione speleologica

Nel corso della giornata sono stati affrontati temi tipici della divulgazione speleologica per ragazzi: la storia della grotta, gli animali e gli insetti che vivono negli ambienti sotterranei, e il modo in cui si formano stalattiti e stalagmiti. Questa impostazione è coerente con una didattica che, in speleologia, unisce osservazione diretta e spiegazione scientifica.[6][1]

Il testo di riferimento evidenzia anche l’importanza della grotta come ambiente stabile, utile per conservare tracce naturali e biologiche, e quindi particolarmente adatto alla divulgazione scientifica. In questo senso, SpeleoBimbo ha riproposto un modello educativo che usa la grotta come aula sul campo.[6][1]

Il valore del geosito

La Grotta del Colle è un luogo di forte interesse naturalistico e culturale. Le fonti ricordano una frequentazione antica e la presenza di reperti rilevanti, tra cui la cosiddetta Dea di Rapino, oggi conservata in museo.[4][3]

La grotta ha anche un peso nella memoria locale e nella storia degli studi sul mondo sotterraneo. Inserire un’attività per famiglie in un contesto del genere significa collegare speleologia, archeologia e tutela del paesaggio carsico. Per un pubblico giovane, questo tipo di esperienza aiuta a capire che le cavità naturali non sono solo luoghi da visitare, ma ambienti da conoscere e proteggere.[3][1][6]

Una rete di collaborazione

L’iniziativa ha visto il coinvolgimento di più sezioni CAI e di accompagnatori impegnati nella logistica e nell’animazione della giornata. Il messaggio emerso è quello di una speleologia che lavora in rete, con attenzione alla formazione e alla partecipazione delle nuove generazioni.[2][1][6]

Anche la dimensione pratica ha avuto un ruolo importante: percorso breve, casco fornito dagli organizzatori, pranzo al sacco e giochi nel pomeriggio. Si tratta di una formula adatta a un pubblico familiare, che rende accessibile il tema della speleologia senza rinunciare alla correttezza dei contenuti.[5][7][1]

Fonti

  • Scintilena, SpeleoBimbo 2026 alla Grotta del Colle di Rapino.[1]
  • CAI L’Aquila, scheda evento Speleobimbo 2026.[2]
  • Gruppo Grotte e Forre CAI Teramo, comunicazione social sull’evento.[5]
  • Museo archeologico nazionale La Civitella di Chieti, scheda sulla Dea di Rapino.[4]
  • Materiale di riferimento speleologico fornito nello spazio.[6]

Importanza geologica e archeologica della Grotta del Colle di Rapino

La Grotta del Colle di Rapino ha un rilievo doppio, geologico e archeologico, perché unisce un ambiente carsico di interesse scientifico a una storia di frequentazione umana lunga e continua. Le fonti la descrivono come uno dei geositi ipogei più significativi dell’area della Maiella, con tracce che vanno dal Paleolitico al medioevo.[1][2]

Valore geologico

Dal punto di vista geologico, la grotta rappresenta un esempio utile per leggere i processi di modellazione del sottosuolo e la dinamica delle acque che agiscono nel tempo sulle cavità naturali. Al suo interno sono presenti concrezioni, stillicidio e forme tipiche degli ambienti ipogei, elementi che la rendono adatta anche alla divulgazione speleologica. La presenza di stalattiti e stalagmiti è parte del suo interesse didattico, perché consente di spiegare in modo concreto come si formano gli speleotemi.[3][4]

La Grotta del Colle è inoltre inserita in un contesto paesaggistico che rafforza il suo interesse geologico, perché si trova sul versante orientale della Maiella, area nota per il patrimonio carsico e per la connessione tra ambiente di superficie e sottosuolo. In questa chiave, la grotta non è solo un sito da visitare, ma anche un archivio naturale che conserva informazioni sul paesaggio e sulla sua evoluzione.[2][4][5]

Valore archeologico

Sul piano archeologico, la Grotta del Colle è considerata uno dei luoghi più importanti dell’Abruzzo per continuità di uso e varietà delle testimonianze rinvenute. Le fonti indicano una frequentazione dal Paleolitico superiore fino al medioevo, con una fase cultuale particolarmente rilevante in età italica. All’ingresso della cavità sono stati individuati resti di un edificio sacro, interpretato come tempio italico poi rielaborato in età cristiana.[5][6][7][1]

Tra i reperti più noti figurano la Dea di Rapino e la Tabula Rapinensis, due testimonianze che hanno dato alla grotta una posizione centrale nello studio dei culti antichi del territorio marrucino. La statuina, oggi conservata al Museo archeologico nazionale La Civitella di Chieti, è collegata a pratiche votive e a un culto della fertilità. Questa stratificazione rende la grotta un punto di riferimento non solo per la speleologia, ma anche per l’archeologia del sacro.[6][8][9][1][5]

Un sito di sintesi

La forza della Grotta del Colle sta proprio nella sovrapposizione di significati diversi. È un geosito, un luogo di culto, un contenitore di reperti e un punto chiave per ricostruire la lunga relazione tra uomo e ambiente carsico. Per questo motivo viene spesso richiamata come esempio di sito in cui la tutela deve tenere insieme natura e storia.[4][1][2][5]

Anche le attività divulgative, come la giornata per bambini organizzata dal Gruppo Grotte e Forre CAI Teramo, contribuiscono a far conoscere questo equilibrio. In un contesto simile, la speleologia diventa strumento di conoscenza del paesaggio e della memoria storica, non soltanto pratica di esplorazione.[10][4]

Fonti essenziali

  • Maiella Geopark, scheda sulla Grotta del Colle a Rapino.[2]
  • Ministero della Cultura, scheda sulla Dea di Rapino e sulla Grotta del Colle.[1]
  • Scintilena, articolo su SpeleoBimbo 2026 alla Grotta del Colle di Rapino.[10]
  • Abruzzo Parks, scheda divulgativa sulla Grotta del Colle e i suoi tesori.[5]
  • Materiale di riferimento speleologico fornito nello spazio.[4]

Reperti archeologici ritrovati nella Grotta del Colle

I principali reperti archeologici della Grotta del Colle di Rapino sono la Dea di Rapino e la Tabula Rapinensis, due rinvenimenti che hanno reso il sito uno dei più rilevanti dell’archeologia abruzzese. A questi si aggiungono materiali votivi, monete e tracce di frequentazione antica legate alla funzione cultuale della cavità.[1][2][3][4]

La Dea di Rapino

La Dea di Rapino è una piccola statuetta in bronzo, alta circa 12 centimetri, raffigurante una figura femminile. Le fonti la datano in modo diverso, tra VI secolo a.C. e periodo ellenistico, ma concordano sul suo valore storico e religioso.[2][5]

Il reperto proviene dalla Grotta del Colle ed è oggi conservato al Museo archeologico nazionale La Civitella di Chieti. In alcune letture è interpretato come figura legata al culto della fertilità o come offerente, più che come divinità autonoma.[5][6][2]

La Tabula Rapinensis

La Tabula Rapinensis è una lamina in bronzo di circa 15 per 15 centimetri, incisa in dialetto marrucino. Si tratta di una delle testimonianze epigrafiche più importanti del territorio, perché documenta una legge sacra e cita la comunità dei Marrucini e il culto di Ceria Iovia.[7][2]

Secondo varie fonti, la tavoletta fu rinvenuta nel XIX secolo e in seguito entrò in collezioni museali fuori dall’Italia. Il suo valore è duplice: archeologico, per il contenuto epigrafico, e storico-religioso, per ciò che rivela sulle pratiche cultuali antiche.[6][8][2][7]

Altri materiali votivi

Oltre ai due reperti più noti, la grotta ha restituito altri oggetti votivi e testimonianze materiali riferibili a una frequentazione religiosa. Le fonti parlano di numerose monete di epoca italica e di oggetti associati al santuario che sorgeva nell’area.[4][1][2]

All’ingresso della cavità sono stati segnalati anche resti di una piccola chiesa rupestre, costruita su un precedente luogo di culto italico. Questo passaggio mostra una continuità d’uso del sito, dal mondo preromano alla tarda antichità e al medioevo.[3][2][6]

Un sito di culto e memoria

La Grotta del Colle non è solo un deposito di reperti. È un luogo che conserva tracce di un rapporto prolungato tra comunità umane e ambiente sotterraneo. La presenza della Dea di Rapino e della Tabula Rapinensis indica che la grotta ebbe un ruolo centrale nella vita religiosa locale.[9][2][4][7]

Per la speleologia e per l’archeologia, questo significa leggere la cavità come un archivio di lunga durata, dove gli strati naturali e quelli culturali si sovrappongono. È anche il motivo per cui il sito viene ancora oggi presentato come uno dei più significativi dell’area della Maiella.[10][11][3]

Fonti

  • Ministero della Cultura, scheda sulla Dea di Rapino e sulla Tabula Rapinensis.[2]
  • Parco Nazionale della Maiella, scheda su Rapino.[3]
  • Preistoria in Italia, scheda sulla Dea di Rapino.[5]
  • Preistoria in Italia, articolo su Grotta del Colle e Dea di Rapino.[6]
  • Scintilena, articolo su SpeleoBimbo 2026.[12]
  • Materiale di riferimento speleologico fornito nello spazio.[10]

Musei dove ammirare i reperti delle grotte abruzzesi

Per vedere i reperti provenienti dalle grotte abruzzesi, il riferimento principale è il Museo Archeologico Nazionale La Civitella di Chieti, dove è esposta la Dea di Rapino e dove l’installazione dedicata alla Grotta del Colle valorizza il sito di Rapino. Un altro polo fondamentale è il Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo Villa Frigerj di Chieti, che raccoglie materiali di tutto il territorio regionale, dalla protostoria all’età altomedievale.[1][2][3][4]

Chieti e i reperti di Rapino

Al Museo La Civitella si trova la celebre Dea di Rapino, reperto proveniente dalla Grotta del Colle e legato al culto dei Marrucini. La scheda del museo segnala anche un allestimento dedicato proprio alla Grotta del Colle di Rapino, uno dei siti sacri più importanti dell’Abruzzo antico.[3][5][1]

A pochi minuti di distanza, Villa Frigerj offre un quadro più ampio della cultura materiale abruzzese, utile per contestualizzare i reperti grottici dentro la storia del territorio. Per chi studia speleologia e archeologia, l’accoppiata tra questi due musei è la più completa a livello provinciale.[2][4]

Bolognano e la Grotta dei Piccioni

Per i reperti della Grotta dei Piccioni il punto di riferimento è Bolognano, dove la Regione Abruzzo segnala il ritorno dei materiali al paese e la prospettiva di un museo dedicato. La scheda culturale regionale spiega che i reperti della grotta sono stati distribuiti in vari musei, tra Chieti, Pescara e altre sedi, per garantirne conservazione e catalogazione.[6][7]

Tra i materiali ricordati figurano vasi, strumenti litici e oggetti della vita quotidiana neolitica. La Grotta dei Piccioni è quindi il secondo grande nome da tenere presente quando si parla di reperti di grotta in Abruzzo.[8][6]

Altri musei utili

Il Museo di Speleologia “V. Rivera” a L’Aquila è un altro riferimento importante per chi segue la storia del sottosuolo abruzzese. Non raccoglie solo reperti archeologici, ma testimonia il rapporto tra speleologia, ricerca e valorizzazione del patrimonio ipogeo.[9][10]

Nell’area della Maiella, il Museo Naturalistico-Archeologico “M. Locati” di Lama dei Peligni espone anche fossili provenienti da grotte del territorio, come la Grotta degli Orsi Volanti di Rapino. Questo museo è utile per collegare i reperti archeologici ai resti paleontologici e alla storia naturale del massiccio.[11]

Itinerario essenziale

  • Chieti, Museo La Civitella: Dea di Rapino e focus sulla Grotta del Colle.[1][3]
  • Chieti, Villa Frigerj: collezione regionale di archeologia abruzzese.[4][2]
  • Bolognano: materiali della Grotta dei Piccioni e futuro museo locale.[7][6]
  • L’Aquila, Museo di Speleologia V. Rivera: storia della speleologia e del sottosuolo regionale.[10]
  • Lama dei Peligni, Museo M. Locati: fossili e materiali del territorio della Maiella.[11]

Se serve una mappa più pratica, la soluzione migliore è un itinerario tra Chieti, Bolognano e la Maiella, perché concentra i principali reperti provenienti dalle grotte abruzzesi.[6][1][11]

Itinerari archeologici sulla Maiella per famiglie

Sulla Maiella, per le famiglie, gli itinerari archeologici più interessanti si concentrano tra Rapino, Lama dei Peligni, Caramanico Terme e l’area di Bolognano. Sono percorsi che uniscono musei, siti rupestri e paesaggio, con tappe adatte anche ai bambini.[1][2][3]

Rapino e la Grotta del Colle

A Rapino l’itinerario più significativo è quello legato alla Grotta del Colle, uno dei siti archeologici più importanti della Maiella orientale. Qui la visita permette di collegare la cavità naturale ai reperti più noti, come la Dea di Rapino e la Tabula Rapinensis, oggi conservati nei musei di Chieti.[3][4][5][6]

Per le famiglie, questo percorso è utile perché unisce un tratto breve in natura a una lettura semplice della storia antica del luogo. Il sito è anche adatto a spiegare ai più giovani il rapporto tra grotta, culto e frequentazione umana nel tempo.[4][7][8][3]

Lama dei Peligni

Un secondo itinerario molto valido è quello del Centro Visite del Parco Nazionale della Maiella a Lama dei Peligni. Qui si trova una sezione archeologica, il Villaggio Neolitico e un percorso che aiuta a leggere la storia della Maiella orientale in modo accessibile.[2]

Questo tipo di visita è particolarmente adatto alle famiglie perché alterna museo, spazi all’aperto e narrazione didattica. È una soluzione pratica quando si vuole unire archeologia, natura e tempi di visita brevi.[9][2]

Caramanico e la Maiella

A Caramanico Terme il Museo Naturalistico e Archeologico offre un’altra tappa utile per un itinerario familiare. Il museo racconta la storia della Maiella attraverso reperti, diorami e percorsi sensoriali, con un taglio pensato anche per il pubblico non specialistico.[10]

Da qui si possono costruire visite a tema che collegano l’archeologia con l’ambiente del Parco. È una scelta utile per chi vuole un’esperienza meno concentrata sul singolo sito e più sulla lettura complessiva del territorio.[1][10]

Bolognano e i siti grotta

Per un itinerario familiare con taglio archeologico, anche l’area di Bolognano è molto interessante, soprattutto per la Grotta dei Piccioni. La cavità custodisce livelli che vanno dal Neolitico all’età del Bronzo e resta uno dei riferimenti più noti per l’archeologia in grotta in Abruzzo.[11][12][13]

Qui il valore dell’itinerario sta nel collegamento tra sito naturale e reperti conservati in altri musei, così da mostrare ai ragazzi come funziona la tutela del patrimonio. È una tappa che si presta bene a una giornata breve, con visita panoramica e approfondimento successivo in museo.[12]

Percorso consigliato

  • Rapino: Grotta del Colle e legame con la Dea di Rapino.[5][3]
  • Lama dei Peligni: Museo, Villaggio Neolitico e sezione archeologica.[2]
  • Caramanico Terme: Museo naturalistico-archeologico e percorso didattico.[10]
  • Bolognano: Grotta dei Piccioni e archeologia preistorica.[13][11]

Per una famiglia, il percorso più equilibrato è Rapino-Lama dei Peligni, perché combina una grotta storica e un museo ben strutturato. La Maiella, in questo senso, offre un itinerario archeologico diffuso ma leggibile anche dai più piccoli.[3][9][1][2]

Consigli per visitare siti rupestri con bambini in sicurezza

Per visitare siti rupestri con bambini conviene scegliere percorsi guidati, ben segnalati e brevi, con casco, luce e accompagnamento adulto costante. È importante evitare ingressi non autorizzati, controllare il meteo e non toccare concrezioni, reperti o animali presenti nella cavità.[1][2][3][4][5]

Prima della visita

Scegli siti con accesso regolato o con visita accompagnata, perché i bambini non dovrebbero entrare in grotta senza adulti e senza un percorso chiaro. Verifica che il tragitto sia adatto all’età, con terreno stabile e tempi brevi, così da ridurre stanchezza e distrazioni.[2][4][6]

Porta sempre almeno una luce per persona e, se si entra davvero in cavità, meglio avere una torcia di riserva e abbigliamento adeguato. Se il sito è soggetto a piogge o ruscellamenti, controlla il bollettino meteo prima di partire.[3][1][2]

Durante la visita

I bambini vanno tenuti vicini e seguiti senza eccezioni, soprattutto su gradini, pietraie, passerelle e tratti umidi. Nei siti rupestri il rischio non è solo la grotta in senso stretto, ma anche il sentiero di accesso, i bordi rocciosi e le superfici scivolose.[5][7][2]

Meglio procedere piano, usare calzature chiuse con suola aderente e non separare mai il gruppo. Se il sito ospita pipistrelli o altra fauna, la visita va condotta con attenzione per non disturbare gli animali.[8][9][1][3]

Cosa evitare

Non entrare mai in cavità chiuse da cancelli, cartelli o transenne, perché spesso segnalano rischio o tutela ambientale. Non improvvisare discese, passaggi stretti o arrampicate, perché con i bambini basta poco per perdere equilibrio o orientamento.[4][2][3]

Evita di toccare stalattiti, stalagmiti e reperti, perché sono fragili e in molti casi protetti. Se il sito è archeologico, non raccogliere nulla a terra e non spostare pietre o frammenti.[10][11][1][5]

Attenzione a grotte e siti sacri

Nelle grotte con valore archeologico o cultuale, come quelle della Maiella, il comportamento dev’essere ancora più prudente. Qui il rispetto per il luogo vale quanto la sicurezza, perché il passaggio di molte persone può alterare sia il microambiente sia il contesto storico.[11][12][13][14]

Con i bambini conviene spiegare in anticipo che la grotta non è un parco giochi, ma un ambiente delicato da osservare e ascoltare. Una visita breve, guidata e con contenuti semplici funziona meglio di un itinerario troppo lungo o troppo impegnativo.[6][15][4][8]

Mini checklist

  • Casco e luce per tutti, con batterie di scorta.[1][2]
  • Scarpe chiuse con buona aderenza.[2]
  • Acqua, snack e abbigliamento a strati.[7][2]
  • Percorso autorizzato e adatto ai bambini.[4][6]
  • Meteo controllato prima della partenza.[3][1]
  • Nessun contatto con reperti, concrezioni o fauna.[8][1]

Per una famiglia, la regola più utile è semplice: scegliere siti brevi, guidati e ben protetti, così la visita resta sicura e anche comprensibile per i più piccoli.[2][4]

Organizzare una gita scolastica o di gruppo in siti rupestri abruzzesi

Per organizzare una gita scolastica o di gruppo nei siti rupestri abruzzesi conviene scegliere luoghi con accesso regolato, tempi brevi e contenuti adatti all’età dei partecipanti. In Abruzzo, le opzioni più solide per un’uscita didattica sono la Grotta del Colle di Rapino, la Grotta dei Piccioni e alcuni percorsi della Maiella orientale con supporto di guide o speleologi.[1][2][3][4]

Siti consigliati

La Grotta del Colle di Rapino è adatta a gruppi scolastici perché unisce archeologia, speleologia e lettura del paesaggio carsico. Il sito è stato usato anche per attività divulgative rivolte a bambini e famiglie, con un percorso breve e un taglio didattico chiaro.[2][5][6]

La Grotta dei Piccioni a Bolognano è un altro riferimento importante per la preistoria abruzzese, ma va verificata la possibilità di visita e l’eventuale accompagnamento tecnico. L’area della Maiella propone anche itinerari culturali che collegano borghi, cavità e musei, utili per costruire una giornata completa.[3][7][8][1]

Come impostare la visita

Per una classe o un gruppo conviene dividere l’uscita in tre momenti: arrivo e accoglienza, visita guidata, attività finale di sintesi. Questo schema funziona bene sia per la didattica sia per la gestione dei tempi e dei movimenti del gruppo.[4][9][10][11]

Le attività più adatte sono osservazione guidata, laboratorio semplice e momento di restituzione, come schede, disegni o piccoli giochi di gruppo. Nei siti rupestri con valore archeologico è meglio evitare visite troppo lunghe o libere, perché l’accompagnamento riduce i rischi e migliora la comprensione del luogo.[5][10][12][13]

Sicurezza e logistica

Per i gruppi scolastici è fondamentale verificare in anticipo orari, prenotazione, numero massimo di partecipanti e presenza di guide abilitate. Vanno previste scarpe chiuse, acqua, abbigliamento adatto e, se si entra in grotta, casco e illuminazione.[12][14][15][2][4]

La presenza di bambini richiede un rapporto adulto-minori adeguato e un percorso semplice, senza passaggi esposti o tratte ripide. Se l’itinerario comprende un sito con fauna o pipistrelli, la visita deve rispettare i periodi e le regole di tutela ambientale.[13][16][17][18]

Proposta pratica

Una formula efficace per una scuola primaria o secondaria di primo grado può essere questa: mattina alla Grotta del Colle di Rapino, pranzo al sacco e pomeriggio in un museo vicino, come La Civitella o un centro visite del Parco. In alternativa, per gruppi più numerosi, la combinazione Rapino-Bolognano consente di unire due siti simbolici della preistoria abruzzese.[7][19][20][1][2][5]

Per una gita ben riuscita, la priorità resta la stessa: sito adatto all’età, visita guidata, tempi brevi e contenuti chiari. Così l’esperienza resta sicura e utile anche sul piano didattico.[10][11][4][12]

Come spiegare ai bambini l’importanza della tutela dei siti
archeologici

Per spiegare ai bambini l’importanza della tutela dei siti archeologici, conviene partire da un’idea semplice: quei luoghi sono come un libro antico, ma le pagine sono fatte di pietre, oggetti e tracce del passato. Se qualcuno li rovina, si perde una parte della storia che non si può più ricostruire.[1][2][3][4]

Un linguaggio semplice

Si può dire che un sito archeologico è un posto dove restano i segni delle persone che hanno vissuto tanto tempo fa. La tutela serve a proteggere questi segni, così gli studiosi possono capirli e anche i bambini di oggi possono vederli domani.[4][5][1]

Un esempio utile è quello delle grotte e dei siti rupestri della Maiella, dove natura e storia stanno insieme e vanno trattate con molta cura. In questi luoghi non si protegge solo la pietra, ma anche il racconto del passato che contiene.[2][6][7]

Cose da dire ai bambini

Si può spiegare che non bisogna toccare reperti, scrivere sui muri o portare via sassi e frammenti, perché ogni piccola azione può danneggiare il sito. È utile anche chiarire che gli archeologi lavorano con metodo, osservando e documentando tutto con attenzione, proprio per non perdere informazioni.[8][1][2][4]

Un altro messaggio semplice è questo: i siti archeologici appartengono a tutti, quindi ognuno ha una piccola responsabilità nel proteggerli. Per i bambini funziona bene l’idea che custodire un luogo del passato significa fare un regalo a chi verrà dopo.[5][9][4]

Attività pratiche

Con i più piccoli aiutano molto i giochi di osservazione. Si può chiedere di trovare “indizi del passato” in una foto, distinguere tra oggetto antico e oggetto moderno, oppure immaginare come si viveva in quel luogo.[2][8]

Funzionano bene anche le visite guidate brevi, con domande semplici e esempi concreti. In una grotta come quella del Colle di Rapino, per esempio, si può mostrare che un sito archeologico non è solo bello, ma è anche fragile e pieno di informazioni.[7][10]

Frase chiave da ricordare

Una formula molto efficace è: se lo roviniamo, perdiamo la storia; se lo proteggiamo, la raccontiamo ancora. È un messaggio corto, facile da ricordare e adatto anche ai bambini più piccoli.[9][1][4][5]

Abbigliamento tecnico
consigliato per escursioni in
grotta

Per un’escursione in grotta l’abbigliamento deve essere caldo, resistente e poco ingombrante, perché l’ambiente è umido, fresco e spesso abrasivo. La scelta migliore è vestirsi a strati, con tessuti sintetici o tecnici che restino gestibili anche se bagnati.[1][2][3]

Strati consigliati

Il primo strato dovrebbe essere aderente e traspirante, meglio se in materiale sintetico o lana tecnica, non in cotone. Il secondo strato serve a trattenere il calore, quindi vanno bene pile leggero o tuta termica.[3][4][1]

Lo strato esterno deve proteggere da fango, urti e abrasioni, perciò sono utili tute robuste o coverall da speleologia. Per le grotte con acqua o passaggi molto bagnati possono servire indumenti impermeabili o semiimpermeabili.[5][1][3]

Scarpe e protezioni

Le calzature devono garantire aderenza, caviglia protetta e buona resistenza su roccia e fango. In molte uscite si usano scarponi da trekking robusti o stivali impermeabili, a seconda del tipo di cavità.[6][7][1][3]

Sono molto utili anche guanti, ginocchiere e, nei passaggi stretti, capi senza parti sporgenti che possano impigliarsi. Per i bambini o i gruppi alle prime esperienze, meglio privilegiare semplicità e libertà di movimento.[7][8][3][5]

Cosa portare

Il casco con lampada frontale è parte dell’equipaggiamento essenziale, insieme a una luce di riserva. In uscite più impegnative si aggiungono imbrago, longe e materiale di progressione, ma questo dipende dal tipo di grotta e dall’organizzazione dell’attività.[1][3][6]

Conviene anche avere un cambio asciutto e un asciugamano, perché l’umidità in uscita può essere alta. Per le prime uscite, un abbigliamento tecnico semplice e ben stratificato è di solito sufficiente.[9][10][7]

In sintesi

  • Primo strato sintetico o lana tecnica, non cotone.[4][1]
  • Secondo strato in pile o materiale caldo e leggero.[3][1]
  • Esterno robusto, resistente a fango e abrasioni.[5][1]
  • Scarpe aderenti e impermeabili, meglio se con caviglia protetta.[7][1]
  • Casco con frontale e luce di riserva.[6][1]
  • Guanti, eventuali ginocchiere e cambio asciutto.[5][7]

Per una gita scolastica o una prima uscita, la regola più utile è questa: abiti tecnici semplici, caldi e non ingombranti, con scarpe solide e protezioni base.[3][6]

Come scegliere una lampada frontale per grotte e sentieri notturni

Per scegliere una lampada frontale per grotte e sentieri notturni conviene puntare su affidabilità, autonomia e un fascio luminoso adatto all’ambiente. In grotta serve soprattutto una luce robusta e resistente all’umidità; sul sentiero notturno conta anche il comfort e la possibilità di modulare la potenza.[1][2][3]

Cosa valutare

La prima cosa da guardare è la autonomia: per uscite brevi basta una frontale semplice, ma per speleologia è meglio avere durata elevata e almeno una luce di riserva. Un altro elemento importante è la regolazione dei livelli di luminosità, utile per passare da un fascio basso a uno più potente quando il terreno cambia.[4][5][6][7]

Conta molto anche il tipo di fascio. Per sentieri notturni serve spesso un cono più ampio, mentre in grotta è comodo poter combinare illuminazione diffusa e più concentrata. Se l’uso è misto, una frontale con modalità multiple è la scelta più pratica.[8][9][10][11]

Per la grotta

In speleologia la lampada frontale deve essere affidabile, ben fissata al casco e resistente a umidità, fango e urti. Le fonti consultate indicano che una frontale da grotta dovrebbe avere una buona resa in modalità media, con possibilità di aumentare la potenza nei tratti più ampi.[2][10][12][1]

È utile anche una protezione adeguata contro acqua e spruzzi, quindi un buon grado di impermeabilità è da preferire. Per attività più tecniche, molte guide consigliano soluzioni con batterie affidabili e lunga durata.[6][7][9]

Per i sentieri notturni

Per camminare di notte sui sentieri basta spesso una frontale meno potente di quella da grotta, ma con fascio ben distribuito e fascia comoda. Una luce troppo stretta crea effetto tunnel, mentre una luce più ampia aiuta a leggere il terreno ai lati.[3][13][8]

Se si cammina a lungo, conviene scegliere una lampada leggera, stabile sulla testa e con modalità economica per risparmiare batteria. La luce rossa può essere utile per consultare mappe o non disturbare il gruppo.[5][9][11][14]

Scelta pratica

  • Per grotte: robustezza, impermeabilità, autonomia lunga.[7][2]
  • Per sentieri notturni: comfort, fascio ampio, peso contenuto.[3][8]
  • Per entrambi: più livelli di luminosità e luce di riserva.[4][5]
  • Se usi il casco, verifica compatibilità e fissaggio stabile.[1][2]

Se la priorità è la speleologia, meglio privilegiare autonomia e affidabilità. Se invece l’uso principale è il trekking serale, conta di più il comfort.[12][13]

Differenze tra batterie ricaricabili USB e pile alcaline

Le batterie ricaricabili USB sono più comode e sostenibili nell’uso frequente, mentre le pile alcaline sono migliori quando serve lunga conservazione in cassetto e uso occasionale. La scelta giusta dipende da quanto spesso usi il dispositivo e da quanta energia consuma.[1][2][3][4]

Differenze principali

Le batterie ricaricabili USB si ricaricano dal cavo e possono essere riutilizzate molte volte, riducendo i rifiuti. Le pile alcaline, invece, sono monouso e vanno smaltite una volta esaurite.[2][5][6][7]

Dal punto di vista del voltaggio, molte alcaline partono da 1,5 V, mentre diverse ricaricabili standard lavorano a 1,2 V; alcune USB moderne mantengono un’uscita più stabile grazie all’elettronica interna. Questa stabilità può essere utile in torce, cuffie, mouse e dispositivi che soffrono i cali di tensione.[3][8][9]

Vantaggi delle USB

Le ricaricabili USB sono pratiche perché si collegano direttamente a una presa o a un power bank, senza caricatore dedicato in molti modelli. Nel lungo periodo possono essere più economiche, perché un solo set può sostituire molte pile usa e getta.[1][4][5][10]

Sono anche la scelta più adatta per chi usa spesso torce frontali, attrezzatura outdoor o dispositivi elettronici energivori. In ambito speleologico, la possibilità di ricaricare più volte è un vantaggio concreto.[6][8][11][12]

Vantaggi delle alcaline

Le pile alcaline hanno un punto forte chiaro: si conservano bene e perdono poca carica se lasciate ferme per mesi. Per questo sono utili nei dispositivi usati di rado o come soluzione di emergenza.[2][3][4][7]

Un altro vantaggio è la reperibilità immediata: si trovano facilmente e non richiedono ricarica preventiva. Se un apparecchio resta inutilizzato a lungo, l’alcalina può essere più pratica.[3][7][13][2]

Quale scegliere

  • Se usi spesso torce, frontali o dispositivi outdoor, meglio le ricaricabili USB.[5][6]
  • Se il dispositivo resta fermo a lungo, meglio le pile alcaline.[2][3]
  • Se ti serve continuità in escursioni e grotte, porta sempre una scorta di energia.[11][12]
  • Se vuoi ridurre rifiuti e costi nel tempo, le USB vincono quasi sempre.[10][5]

Per una frontale da grotta, la soluzione più pratica è spesso una ricaricabile USB con una seconda fonte di energia di riserva. Per un uso saltuario, invece, le pile alcaline restano una scelta semplice e affidabile.[4][12][2][11]

Fonti
[1] Are USB Rechargeable Batteries Actually Worth It? – BGR https://www.bgr.com/2185830/are-usb-rechargable-batteries-worth-it/
[2] Batterie ricaricabili e batteria usa e getta, quale scegliere – Fastweb https://www.fastweb.it/fastweb-plus/sostenibilita-inclusivita/batterie-ricaricabili-e-batteria-usa-e-getta-quale-scegliere/
[3] Are Rechargeable Batteries Better Than Alkaline? Most of the Time. https://www.nytimes.com/wirecutter/blog/are-rechargeable-batteries-better-than-alkaline/
[4] Why Usb Rechargeable Lithium Battery Powering a Smart Futurewww.pkcell.com › why-usb-rechargeable-lithium-battery-powering-a-smar… https://www.pkcell.com/why-usb-rechargeable-lithium-battery-powering-a-smart-future/
[5] Pros and Cons of USB Rechargeable Batteries – Paleblue https://paleblueearth.com/blogs/news/pros-and-cons-of-usb-rechargeable-batteries
[6] USB Rechargeable Batteries: Real Tech Efficiency for Low … https://lifetips.alibaba.com/tech-efficiency/usb-rechargeable-batteries
[7] Tre motivi e mezzo per usare batterie usa e getta – Digitec https://www.digitec.ch/it/page/tre-motivi-e-mezzo-per-usare-batterie-usa-e-getta-30731
[8] USB-Rechargeable AA & AAA Batteries: Are They Really Better … https://www.getusb.info/usb-rechargeable-aa-aaa-batteries-are-they-really-better-than-disposable/
[9] Batterie: Meglio le alcaline o le ricaricabili? https://www.youtube.com/watch?v=fiyLOfxfUgs
[10] Pile ricaricabili, quando usarle e quali comprare – il Salvagente https://ilsalvagente.it/2026/05/12/pile-ricaricabili-quando-usarle-e-quali-comprare/
[11] Tutelare le grotte – Buco del Prestigio https://www.scintilena.com/tutelare-le-grotte-buco-del-prestigio/02/21/
[12] Sicurezza in grotta – Scintilena https://www.scintilena.com/sicurezza-in-grotta/03/17/
[13] Rechargeable batteries vs alkaline – choose the best for you https://www.tycorun.com/blogs/news/rechargeable-batteries-vs-alkaline-choose-the-best-for-you
[14] Neanderthal “alpinisti estremi”: il kit da viaggio scoperto a 1.450 metri https://www.scintilena.com/perfetto-ora-posso-procedere-con-la-generazione-del-rapporto-finale-ho-raccolto-sufficiente-materiale-su/01/28/
[15] Disponibile il nuovo Kit DistoX2 – Scintilena https://www.scintilena.com/disponibile-il-nuovo-kit-distox2/12/24/
[16] Xiaozhai Tiankeng: dentro la dolina più profonda del mondo, dove … https://www.scintilena.com/xiaozhai-tiankeng-dentro-la-dolina-piu-profonda-del-mondo-dove-una-foresta-primordiale-sopravvive-nellombra-dellabisso/05/01/
[17] Conferenza su Plinio il Vecchio e le Grotte: Un Viaggio Attraverso la … https://www.scintilena.com/conferenza-su-plinio-il-vecchio-e-le-grotte-un-viaggio-attraverso-la-scienza-antica-e-le-tecnologie-moderne/08/31/
[18] L’idrodinamica endoglaciale: cosa succede davvero dentro un … https://www.scintilena.com/lidrodinamica-endoglaciale-cosa-succede-davvero-dentro-un-ghiacciaio-alpino-quando-nevica-o-fa-caldo/05/02/
[19] Biodiversità e Scoperte Scientifiche nelle Grotte della Vena … https://www.scintilena.com/meiogypsos-si-racconta-biodiversita-e-scoperte-scientifiche-nelle-grotte-della-vena-del-gesso-romagnola/10/03/
[20] Atti e Memorie n. 54 della Commissione Grotte “Eugenio Boegan … https://www.scintilena.com/atti-e-memorie-n-54-della-commissione-grotte-eugenio-boegan-quattro-studi-tra-storia-del-carsismo-microclimatologia-ipogea-e-batteri-fluorescenti/03/09/
[21] 3D Cave Viewer: quando la speleologia entra nel browser https://www.scintilena.com/3d-cave-viewer-quando-la-speleologia-entra-nel-browser/04/27/
[22] [PDF] Raccolta Aprile 2006 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2006_4_Raccolta_Scintilena_Aprile.pdf
[23] LI – BE – RA Vestiario Casual per la speleologia https://www.scintilena.com/li-be-ra-vestiario-casual-per-la-speleologia/12/07/
[24] L’Acquedotto Vergine: Due Millenni di Ingegneria Idraulica Romana … https://www.scintilena.com/perfetto-ho-raccolto-unampia-documentazione-procedo-con-la-redazione-della-ricerca-approfondita/01/28/
[25] Glossario speleologico UIS – Lettera ‘a’ Traduzione in italiano https://www.scintilena.com/glossario-speleologico-uis-lettera-a-traduzione-in-italiano/07/22/
[26] Il Guano dei Pipistrelli Modella le Grotte del Borneo https://www.scintilena.com/121131-2/01/02/
[27] Programma Speleonarnia 2015 – Raduno Nazionale di … https://www.scintilena.com/programma-speleonarnia-2015-raduno-nazionale-di-speleologia/10/14/
[28] Test – La carica giusta https://www.altroconsumo.it/-/media/altroconsumo/images/paper%20publications/altroconsumo/2014/283/article/reference/attach/pile-meglio-quelle-ricaricabili.pdf?rev=3b1aa60c-8d5e-4cb3-89fe-f0601dde60a8&hash=35683A212E71B9FDEE434A5F7FF0826A
[29] Batteries: types (alkaline, rechargeable…), how to choose them and duration test https://itigic.com/batteries-types-alkaline-rechargeable-how-to-choose/
[30] USB-C rechargeable AA batteries, really? – Yoctopuce https://www.yoctopuce.com/EN/article/usb-c-rechargeable-aa-batteries-really
[31] iGo Green Rechargeable Alkaline Batteries https://www.zdnet.com/article/igo-green-rechargeable-alkaline-batteries/

Fonti
[1] Sicurezza in grotta – Scintilena https://www.scintilena.com/sicurezza-in-grotta/03/17/
[2] L’Attrezzatura speleologica – Scintilena https://www.scintilena.com/attrezzatura-speleologica-equipaggiamento-necessario-per-lesplorazione-di-grotte-e-caverne/03/17/
[3] Lampade Frontali per Trail Notturno: Guida 2025 per Atleti https://www.montriathlon.fr/it/attrezzatura/lampade-frontali-trail-notturno-2025_a649
[4] Speleologi per un giorno alla Grotta di Bossea https://www.scintilena.com/alla-scoperta-della-grotta-di-bossea-un-viaggio-nel-tempo/08/22/
[5] Lampada frontale: guida completa https://superchineadventures.com/2025/05/30/lampada-frontale-guida-completa/
[6] How to purchase the best caving light? https://www.freasygears.com/info-detail/best-caving-headlamp
[7] Speleologia in condizioni estreme: L’attrezzatura necessaria https://www.namahropes.com/it/speleologia-in-condizioni-estreme-lattrezzatura-necessaria/
[8] Correre al buio in sicurezza: la guida a lampade e abbigliamento https://runlovers.it/2025/correre-al-buio-sicurezza-guida/
[9] La guida definitiva all’acquisto di fari 2025 – Consigli degli esperti https://mfopto.com/it/blog/the-ultimate-headlamp-buying-guide/
[10] Choosing a Caving Headlamp: A Guide – ActionStash https://www.actionstash.co.uk/choosing-a-caving-headlamp-a-guide-which-light
[11] Camminare in Montagna di Notte https://attrezzaturatrekking.it/camminare-in-montagna-di-notte/
[12] Consiglio per torcia Speleologia – cpfitalia forum https://www.cpfitaliaforum.it/phpbb/viewtopic.php?t=19541
[13] Lampade frontali per l’escursionismo e potenti … – RayonRando https://www.rayonrando.com/it/72-proiettori
[14] Qualche consiglio su come scegliere un pila frontale – Escursionismo.it https://www.escursionismo.it/qualche-consiglio-su-come-scegliere-un-pila-frontale/
[15] COVID-19 e Speleologia, le precauzioni consigliate dagli inglesi del BCRA – Scintilena https://www.scintilena.com/covid-19-e-speleologia-le-precauzioni-consigliate-dagli-inglesi-del-bcra/06/01/
[16] SpeleoRosa 2026: l’8 marzo si va in grotta a Ripe di Civitella con il … https://www.scintilena.com/speleorosa-2026-l8-marzo-si-va-in-grotta-a-ripe-di-civitella-con-il-cai-teramo/03/02/
[17] Siti Speleo in Inglese – Scintilena https://www.scintilena.com/siti-speleo-in-inglese/03/05/
[18] Descent 309: il nuovo numero della rivista britannica esplora le … https://www.scintilena.com/descent-309-il-nuovo-numero-della-rivista-britannica-esplora-le-grotte-piu-profonde-e-imponenti-del-pianeta/04/14/
[19] Esplorazione speleoturistica alle Grotte Vecchia Diga di Barcis: un viaggio tra mistero e geologia – Scintilena https://www.scintilena.com/esplorazione-speleoturistica-alle-grotte-vecchia-diga-di-barcis-un-viaggio-tra-mistero-e-geologia/07/05/
[20] Aria Sotterranea e Vuoti Irraggiungibili: Il Viaggio del Vento nella … https://www.scintilena.com/aria-sotterranea-e-vuoti-irraggiungibili-il-viaggio-del-vento-nella-montagna-di-santa-croce/01/06/
[21] [PDF] Raccolta Luglio 2023 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2023/08/2023_07_Raccolta_Scintilena_Luglio.pdf
[22] Lampenflora nelle grotte turistiche: il progetto Cavestour studia un … https://www.scintilena.com/lampenflora-nelle-grotte-turistiche-il-progetto-cavestour-studia-un-sistema-per-ridurre-la-peste-verde/11/15/
[23] Invitation for the International Speleological Expedition SPELEO … https://www.scintilena.com/invitation-for-the-international-speleological-expedition-speleo-laos-2019/11/29/
[24] Avventura Notturna tra le Grotte di Gualdo Tadino – Scintilena https://www.scintilena.com/avventura-notturna-tra-le-grotte-di-gualdo-tadino/07/18/
[25] 3D Cave Viewer: quando la speleologia entra nel browser https://www.scintilena.com/3d-cave-viewer-quando-la-speleologia-entra-nel-browser/04/27/
[26] Bus de la Spia, escursione speleologica per tutti con il CAI Feltre il 17 maggio 2026 – Scintilena https://www.scintilena.com/bus-de-la-spia-escursione-speleologica-per-tutti-con-il-cai-feltre-il-17-maggio-2026/05/11/
[27] Quotazero.com https://www.quotazero.com/forum/viewtopic.php?t=14335
[28] What kind of headlamps are recommended for caving? – Facebook https://www.facebook.com/groups/1113287172033553/posts/8473795212649342/
[29] Cave exploring headlamp suggestions? : r/flashlight – Reddit https://www.reddit.com/r/flashlight/comments/mdr1mp/cave_exploring_headlamp_suggestions/
[30] Caving Headlamps & Torches | Lighting – Inglesport https://www.inglesport.com/product-category/cave/helmets-lamps-lighting/headlamps-torches/

Fonti
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[3] Speleologia https://www.caicelano.it/le-attivita/vivi-la-montagna/speleologia/
[4] Exploring Caves: What To Pack – CBS New York https://www.cbsnews.com/newyork/news/exploring-caves-what-to-pack/
[5] What To Wear Caving: Clothes and Equipment List | startcaving.com https://startcaving.com/info/gear
[6] In Abruzzo Corso di Introduzione alla Speleologia – Scintilena https://www.scintilena.com/in-abruzzo-corso-di-introduzione-alla-speleologia-unopportunita-per-giovani-appassionati/09/12/
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[9] Visita guidata alle grotte Bomba e Genovese 2, Canicattini Bagni (SR) https://www.scintilena.com/28486/02/15/
[10] 1.1 Materiali Personali https://digilander.libero.it/gsvcai/Manuale/m_1/m_11.htm
[11] 5th European Speleological Congress – 5ème Congrès … – Scintilena https://www.scintilena.com/5th-european-speleological-congress-5eme-congres-europeen-de-speleologie/04/26/
[12] Minotaur: rivoluzione nella mappatura speleosubacquea – Scintilena https://www.scintilena.com/minotaur-rivoluzione-nella-mappatura-speleosubacquea/09/01/
[13] Campo Estivo Internazionale Didattico per Giovani Speleologi in … https://www.scintilena.com/campo-estivo-internazionale-didattico-per-giovani-speleologi-in-germania/02/07/
[14] NSS-CDS International Cave Diving Conference 2026 – Scintilena https://www.scintilena.com/nss-cds-international-cave-diving-conference-2026-la-speleosubacquea-mondiale-si-ritrova-in-florida/04/12/
[15] Hidden Earth, Leek, Staffordshire, United Kingdom – Scintilena https://www.scintilena.com/hidden-earth-leek-staffordshire-united-kingdom/01/03/
[16] I gamberi di grotta, Animale di Grotta USA 2025: e chi sarà il … https://www.scintilena.com/i-gamberi-di-grotta-animale-di-grotta-usa-2025-e-chi-sara-il-prossimo/02/26/
[17] Un giorno alla scoperta delle meraviglie sotterranee – Scintilena https://www.scintilena.com/un-giorno-alla-scoperta-delle-meraviglie-sotterranee-escursione-in-grotta-con-il-gruppo-speleologico-piemontese/10/18/
[18] What to Wear and What to Bring https://legacy.caves.org/safety/Articles/S&T%20Article2.pdf
[19] [PDF] Caving Equipment – National Speleological Society https://legacy.caves.org/youth/YGLC%20equipment%20discus%20logo%20Final%201~09.pdf

Fonti
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[8] [PDF] A scuola con l’archeologia https://www.iipp.it/wp-content/uploads/2012/10/Servizi-Educativi-2012-2013_web.pdf
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[12] Speciale Belo Horizonte: il 19° Congresso Internazionale di … https://www.scintilena.com/speciale-belo-horizonte-il-19-congresso-internazionale-di-speleologia/07/18/
[13] Alla scoperta delle Domus de Janas con gli studenti-archeologi https://www.scintilena.com/alla-scoperta-delle-domus-de-janas-con-gli-studenti-archeologi/02/22/
[14] [PDF] Raccolta Luglio 2023 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2023/08/2023_07_Raccolta_Scintilena_Luglio.pdf
[15] Grotte e speleologia: un viaggio nel mondo sotterraneo – Scintilena https://www.scintilena.com/grotte-e-speleologia-un-viaggio-nel-mondo-sotterraneo/12/11/
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[17] Lascaux: Quando il Patrimonio Paleolitico Incontra la Fragilità dell … https://www.scintilena.com/lascaux-quando-il-patrimonio-paleolitico-incontra-la-fragilita-dellambiente-carsico/01/20/
[18] Il CRIGA sbarca su Radio Fragola: il patrimonio speleo … – Scintilena https://www.scintilena.com/il-criga-sbarca-su-radio-fragola-il-patrimonio-speleo-archeologico-del-fvg-in-diretta/05/05/
[19] Manfredonia entra nella candidatura UNESCO delle grotte carsiche … https://www.scintilena.com/manfredonia-entra-nella-candidatura-unesco-delle-grotte-carsiche-preistoriche-grotta-scaloria-protagonista/03/18/
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[13] How to Safely Explore a Cave with Children https://hittinthetrail.com/how-to-safely-explore-a-cave-with-children/
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[16] Caving: our advice – Dolomiti Bellunesi https://www.visitdolomitibellunesi.com/en/mindful-in-the-mountains/caving-our-advice
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[24] Una Giornata alla Scoperta della Grotta Marelli e del Grande … https://www.scintilena.com/domenica-16-giugno-2024-una-giornata-alla-scoperta-della-grotta-marelli-e-del-grande-albergo-liberty-di-campo-dei-fiori/05/29/
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[27] Grotte di Cunardo: una giornata tra pietra e acqua nel cuore del … https://www.scintilena.com/grotte-di-cunardo-una-giornata-tra-pietra-e-acqua-nel-cuore-del-varesotto/07/09/
[28] Pitture rupestri dei Neanderthal: le datazioni sono davvero così … https://www.scintilena.com/pitture-rupestri-dei-neanderthal-le-datazioni-sono-davvero-cosi-antiche/05/31/
[29] Abruzzo Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/abruzzo/
[30] Un sito rituale dell’età del Ferro nelle Alpi Liguri – Scintilena https://www.scintilena.com/un-sito-rituale-delleta-del-ferro-nelle-alpi-liguri-la-roccia-incisa-del-riparo-degli-oranti/03/13/
[31] A Scuola con gli Speleologi: Un Viaggio nel Mondo Sotterraneo con … https://www.scintilena.com/a-scuola-con-gli-speleologi-un-viaggio-nel-mondo-sotterraneo-con-il-gruppo-le-taddaride/03/07/
[32] L’abbraccio di Romito arriva sul New England Journal of Medicine https://www.scintilena.com/labbraccio-di-romito-arriva-sul-new-england-journal-of-medicine/06/13/
[33] SpeleoRosa 2026: l’8 marzo si va in grotta a Ripe di Civitella con il … https://www.scintilena.com/speleorosa-2026-l8-marzo-si-va-in-grotta-a-ripe-di-civitella-con-il-cai-teramo/03/02/
[34] Le Giornate FAI d’autunno: un’occasione per riscoprire Rapino – HGnews https://www.hgnews.it/2025/10/11/le-giornate-fai-dautunno-unoccasione-per-riscoprire-rapino/
[35] Scuola dell’infanzia – Riserva naturale Incisioni Rupestri di Ceto … https://arterupestre.it/la-riserva-propone/scuola-dellinfanzia/
[36] Abruzzo. I sentieri di Rapino https://blogcamminarenellastoria.wordpress.com/2024/12/11/abruzzo-i-sentieri-di-rapino/
[37] Borgo di Bolognano https://www.yesabruzzo.com/cosa-vedere/borgo-di-bolognano
[38] Visite didattiche – sed.beniculturali.it https://www.sed.beniculturali.it/index.php?it%2F427%2Fvisite-didattiche
[39] la Grotta del Colle a Rapino e il tempio di Santa Maria de Cryptis https://www.youtube.com/watch?v=uhYBXtYThXk
[40] Grotta dei Piccioni – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Grotta_dei_Piccioni

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[4] How to Safely Explore a Cave with Children https://hittinthetrail.com/how-to-safely-explore-a-cave-with-children/
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[7] Caves visit tips for families in India https://thelandofwanderlust.com/tips-for-families-while-visiting-caves-in/
[8] Pipistrelli e grotte: la scienza conferma gli effetti del disturbo umano … https://www.scintilena.com/pipistrelli-e-grotte-la-scienza-conferma-gli-effetti-del-disturbo-umano-sulle-colonie-in-ibernazione/03/12/
[9] Effetti della luce artificiale sul comportamento dei pipistrelli https://www.scintilena.com/effetti-della-luce-artificiale-sul-comportamento-dei-pipistrelli/05/10/
[10] [PDF] Spelunking: Safety Activity Checkpoints https://mail.gssne.org/docs/contribute/Spelunking.pdf
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[12] Lascaux: Quando il Patrimonio Paleolitico Incontra la Fragilità dell … https://www.scintilena.com/lascaux-quando-il-patrimonio-paleolitico-incontra-la-fragilita-dellambiente-carsico/01/20/
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[19] Speciale Belo Horizonte: il 19° Congresso Internazionale di … https://www.scintilena.com/speciale-belo-horizonte-il-19-congresso-internazionale-di-speleologia/07/18/
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[27] Fontana del Lantro: torna il ciclo di aperture gratuite a Bergamo Alta https://www.scintilena.com/fontana-del-lantro-torna-il-ciclo-di-aperture-gratuite-a-bergamo-alta/04/28/
[28] Microplastiche nei Sistemi Carsici: l’Inquinamento Silenzioso che … https://www.scintilena.com/microplastiche-nei-sistemi-carsici-linquinamento-silenzioso-che-raggiunge-il-cuore-della-terra/04/26/
[29] How to prepare for a kid-friendly cave adventure https://www.stumpcrosscaverns.co.uk/how-to-prepare-for-a-kid-friendly-cave-adventure
[30] How To Explore Caves Safely? – Pocket Friendly Adventures https://www.youtube.com/watch?v=DzDyb21oKaQ
[31] Cave Safety – SERA – National Speleological Society https://sera.caves.org/safety.htm
[32] Hi, I am planning on bringing my family, my… – Grotte di Equi https://www.tripadvisor.com/FAQ_Answers-g4762366-d5485098-t5777584-Hi_I_am_planning_on_bringing_my_family_my.html
[33] Planning a Cave Trip https://dcg.caves.org/caving-resources/planning-a-cave-trip/
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[7] SpeleoBimbo 2026 alla Grotta del Colle di Rapino – Scintilena https://www.scintilena.com/speleobimbo-2026-alla-grotta-del-colle-di-rapino-la-decima-edizione-porta-bambini-e-famiglie-nel-geosito-abruzzese/06/01/
[8] Rapino (comune) – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Rapino_(comune)
[9] nome https://www.parcomajella.it/storia-e-natura-della-maiella-orientale.htm
[10] Chi siamo – Majambiente http://majambiente.it/chi-siamo/
[11] Bolognano, la Grotta dei Piccioni torna a splendere: in arrivo i lavori … https://www.scintilena.com/bolognano-la-grotta-dei-piccioni-torna-a-splendere-in-arrivo-i-lavori-di-risanamento-del-sito-neolitico/01/06/
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[15] Settimana del Pianeta Terra 2023: Alla Scoperta … https://www.scintilena.com/settimana-del-pianeta-terra-2023-alla-scoperta-del-geoparco-maiella/10/05/
[16] Doppio appuntamento in Abruzzo: Le miniere abbandonate della … https://www.scintilena.com/doppio-appuntamento-in-abruzzo-le-miniere-abbandonate-della-majella-situazione-attuale-nuove-scoperte-e-prospettive-future/03/08/
[17] Speleo Bimbo 2025: Una giornata dedicata ai bambini nella Grotta … https://www.scintilena.com/speleo-bimbo-2025-una-giornata-dedicata-ai-bambini-nella-grotta-delle-praje/06/07/
[18] Concluso a Manoppello il progetto “La Majella una miniera di risorse” – Scintilena https://www.scintilena.com/concluso-a-manoppello-il-progetto-la-majella-una-miniera-di-risorse/05/08/
[19] SpeleoRosa 2026: l’8 marzo si va in grotta a Ripe di Civitella con il … https://www.scintilena.com/speleorosa-2026-l8-marzo-si-va-in-grotta-a-ripe-di-civitella-con-il-cai-teramo/03/02/
[20] Alla scoperta delle miniere abbandonate della Maiella https://www.scintilena.com/alla-scoperta-delle-miniere-abbandonate-della-maiella-una-serata-emozionante-per-rivivere-la-storia-dellattivita-mineraria/06/23/
[21] Silvestro Petrini e le Miniere della Maiella: il patriota che trasformò l … https://www.scintilena.com/silvestro-petrini-e-le-miniere-della-maiella-il-patriota-che-trasformo-larcheologia-industriale-abruzzese/06/22/
[22] CAMPO MAIELLA 2014 – Scintilena https://www.scintilena.com/campo-maiella-2014/07/18/
[23] Le miniere dismesse della Maiella al Raduno Internazionale di … https://www.scintilena.com/le-miniere-dismesse-della-maiella-al-raduno-internazionale-di-speleologia-di-costacciaro/10/15/
[24] giornata delle miniere Archivi https://www.scintilena.com/tag/giornata-delle-miniere/
[25] Miniere di bitume della Maiella: il GRAIM estende le ricerche a … https://www.scintilena.com/miniere-di-bitume-della-maiella-il-graim-estende-le-ricerche-a-taranta-peligna-e-lama-dei-peligni/02/28/
[26] Le miniere abbandonate della Maiella: un patrimonio da … https://www.scintilena.com/le-miniere-abbandonate-della-maiella-un-patrimonio-da-riscoprire-attraverso-la-conferenza-del-graim/11/07/
[27] Maiella, verso il Parco Minerario: incontro a Scafa per la … – Scintilena https://www.scintilena.com/maiella-verso-il-parco-minerario-incontro-a-scafa-per-la-valorizzazione-del-giacimento/02/18/
[28] Doppio appuntamento in Abruzzo: Le miniere abbandonate della … https://www.scintilena.com/doppio-appuntamento-in-abruzzo-le-miniere-abbandonate-della-majella-situazione-attuale-nuove-scoperte-e-prospettive-future/03/08/2/
[29] Vivere la Maiella in famiglia: 5 itinerari da condividere – Majambiente https://www.majambiente.it/2016/11/18/vivere-la-majella-in-famiglia-5-itinerari-da-condividere/
[30] MAIELLA ESCURSIONI: Tutto quello che c’è da sapere (2025) https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g2552142-d26979089-Reviews-Maiella_Escursioni-Palena_Province_of_Chieti_Abruzzo.html
[31] LA GROTTA DI COLLE RAPINO https://semisottolapietra.wordpress.com/2021/11/15/la-grotta-di-colle-rapino/
[32] Fai d’autunno, un’occasione per riscoprire Rapino https://www.youtube.com/watch?v=zHzxmLBoLeU
[33] Sentieri Parco della Maiella. Ecco la lista (davvero) completa, +190 … https://www.viaggiando-italia.it/sentieri-parco-della-majella-ecco-la-lista-davvero-completa-190-sentieri-1200-km/
[34] 2 ore – Maiella Escursioni https://www.maiellaescursioni.it/escursioni/
[35] “Le miniere abbandonate della Maiella: situazione attuale, nuove … https://www.museo.unich.it/news/le-miniere-abbandonate-della-maiella-situazione-attuale-nuove-scoperte-e-prospettive-future
[36] GRAIM – Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le … https://sabapchpe.cultura.gov.it/attivita/sub-attivita/convenzioni/graim/

Fonti
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[2] Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo, orario apertura https://www.museionline.info/musei/museo-archeologico-nazionale-d-abruzzo
[3] MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE LA CIVITELLA, CHIETI – musA https://www.musabc.it/museo-archeologico-nazionale-la-civitella-chieti/
[4] Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo Villa Frigerj – Chieti http://www.abruzzoturismo.it/it/destinazioni/museo-archeologico-nazionale-dabruzzo-villa-frigerj-chieti
[5] Dea di Rapino (CH) – Preistoria in Italia https://www.preistoriainitalia.it/scheda/dea-di-rapino-ch/
[6] Grotta neolitica dei Piccioni – Abruzzo Cultura http://portalecultura.egov.regione.abruzzo.it/abruzzocultura/loadcard.do?id_card=114839&theme=aritwainew&force=1
[7] Bolognano. Il Comune custodirà i reperti della Grotta dei Piccioni http://www.metronews24.it/?p=75603
[8] Grotta dei Piccioni (giacimento in cavità naturale frequentazione a http://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchaeologicalProperty/1300252143
[9] Gruppi e Siti Speleologici Abruzzo – Scintilena https://www.scintilena.com/gruppi-e-siti-speleologici-abruzzo/09/13/
[10] Grotta a Male | Regione Abruzzo | Dipartimento Presidenza https://www.abruzzoturismo.it/it/destinazioni/grotta-male
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[17] Le grotte dell’Abruzzo sul Geoportale Cartografico Regionale – Scintilena https://www.scintilena.com/le-grotte-dellabruzzo-sul-geoportale-cartografico-regionale/12/30/
[18] Grotte dell’Aspromonte: patrimonio speleologico tra storia … https://www.scintilena.com/grotte-dellaspromonte-patrimonio-speleologico-tra-storia-spiritualita-e-ricerca-scientifica/04/11/
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[21] SpeleoRosa 2026: l’8 marzo si va in grotta a Ripe di Civitella con il … https://www.scintilena.com/speleorosa-2026-l8-marzo-si-va-in-grotta-a-ripe-di-civitella-con-il-cai-teramo/03/02/
[22] Grotte: le capsule del tempo che raccontano la storia della Terra https://www.scintilena.com/grotte-le-capsule-del-tempo-che-raccontano-la-storia-della-terra/12/12/
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[25] Come conservare il patrimonio archeologico nelle grotte – Scintilena https://www.scintilena.com/come-conservare-il-patrimonio-archeologico-nelle-grotte-una-guida-pratica/12/12/
[26] Scintilena – Notiziario di speleologia e del sottosuolo – Scintilena https://www.scintilena.com/page/799/
[27] Itinerario 6 https://sabapchpe.cultura.gov.it/turisma2021/itinerario-6/
[28] Valle dell’Orta https://www.countryhouseabruzzo.com/valle-dellorta-225/
[29] Musei Archeologici Nazionali di Chieti – Facebook https://www.facebook.com/museiarcheologicidichieti/posts/oggi-sulla-pagina-del-ministero-della-cultura-uno-dei-reperti-pi%C3%B9-rappresentativ/1172698728191497/
[30] Museo Archeologico Nazionale la Civitella – Chieti – Abruzzo Turismo http://www.abruzzoturismo.it/it/destinazioni/museo-archeologico-nazionale-la-civitella-chieti
[31] Museo Speleo-Archeologico – Fondazione MIdA https://fondazionemida.com/museo-speleo-archeologico

Fonti
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[3] LA GROTTA DI COLLE RAPINO – Semi sotto la pietra https://semisottolapietra.wordpress.com/2021/11/15/la-grotta-di-colle-rapino/
[5] La Grotta del Colle e i suoi tesori – Abruzzo Parks http://www.abruzzoparks.it/item/la-grotta-del-colle-e-i-suoi-tesori.html
[6] Dea di Rapino (CH) – Preistoria in Italia https://www.preistoriainitalia.it/scheda/dea-di-rapino-ch/
[7] I TESORI DELLA GROTTA DEL COLLE E LA SCOMPARSA DELLA … https://abruzzoforteegentile.altervista.org/i-tesori-della-grotta-del-colle-e-la-scomparsa-della-tabula-rapinensis/
[8] Grotta di Rapino: miti di Achille e Maia nell’identità marrucina – teatina https://www.radiolaquila1.it/2021/04/25/117380/
[9] La Dea di Rapino. Mitologia, storia e tradizioni popolari alle falde … https://abruzzostoriepassioni.com/2022/07/31/la-dea-di-rapino/comment-page-1/
[10] SpeleoBimbo 2026 alla Grotta del Colle di Rapino – Scintilena https://www.scintilena.com/speleobimbo-2026-alla-grotta-del-colle-di-rapino-la-decima-edizione-porta-bambini-e-famiglie-nel-geosito-abruzzese/06/01/
[12] Scoperte Preistoriche alle Grotte di Sant’Angelo di Cassano allo Ionio https://www.scintilena.com/scoperte-preistoriche-alle-grotte-di-santangelo-di-cassano-allo-ionio/08/09/
[13] Incontro Regionale di Speleologia alla Grotta del Trullo di Putignano https://www.scintilena.com/incontro-regionale-di-speleologia-alla-grotta-del-trullo-di-putignano/11/22/
[14] Primo modello 3D di uno pseudoscorpione troglobio nelle grotte del … https://www.scintilena.com/primo-modello-3d-di-uno-pseudoscorpione-troglobio-nelle-grotte-carsiche-del-carso-triestino/05/18/
[15] Bracciano (RM), l’acqua di Venere e il culto sotterraneo – Scintilena https://www.scintilena.com/bracciano-rm-lacqua-di-venere-e-il-culto-sotterraneo/07/22/
[16] Grotta dei Bambini a Oristano, attività speleologica per i più piccoli il … https://www.scintilena.com/grotta-dei-bambini-a-oristano-attivita-speleologica-per-i-piu-piccoli-il-24-maggio/05/16/
[17] Importante scoperta archeologica a Castrovalva: una sepoltura … https://www.scintilena.com/importante-scoperta-archeologica-a-castrovalva-una-sepoltura-millenaria-riporta-alla-luce-la-storia-della-valle-del-sagittario/08/18/
[18] Il Buso della Casara ora accessibile: presentazione … – Scintilena https://www.scintilena.com/il-buso-della-casara-ora-accessibile-presentazione-della-ricostruzione-3d-con-rilievo-lidar-fotografico/04/26/
[19] Dialogo tra Discipline: Il Seminario di Ginosa Illumina il Patrimonio … https://www.scintilena.com/dialogo-tra-discipline-il-seminario-di-ginosa-illumina-il-patrimonio-delle-gravine/05/28/
[20] Bolognano, la Grotta dei Piccioni torna a splendere: in arrivo i lavori … https://www.scintilena.com/bolognano-la-grotta-dei-piccioni-torna-a-splendere-in-arrivo-i-lavori-di-risanamento-del-sito-neolitico/01/06/
[21] Grotte dell’Aspromonte: patrimonio speleologico tra storia … https://www.scintilena.com/grotte-dellaspromonte-patrimonio-speleologico-tra-storia-spiritualita-e-ricerca-scientifica/04/11/
[22] La Grotta di Nurighe: il T.A.G. festeggia 40 anni di ricerche … https://www.scintilena.com/la-grotta-di-nurighe-il-t-a-g-festeggia-40-anni-di-ricerche-speleologiche-tra-scoperte-paleontologiche-e-archeologia/09/12/
[23] Una luce nel buio – il giornale quotidiano della speleologia italiana https://www.scintilena.com/category/0/page/2410/?wpmp_switcher=mobile%2Fwp-admin%2Finstall.php
[24] Alla scoperta delle Grotte de Balme con la Commissione … – Scintilena https://www.scintilena.com/alla-scoperta-delle-grotte-de-balme-con-la-commissione-speleologica-del-c-a-i-di-aosta/02/18/
[25] A Cagliari Esplorazione della Grotta di San Pietro – Scintilena https://www.scintilena.com/a-cagliari-esplorazione-della-grotta-di-san-pietro-unavventura-sotterranea/08/07/
[26] Le Giornate FAI d’autunno: un’occasione per riscoprire Rapino – HGnews https://www.hgnews.it/2025/10/11/le-giornate-fai-dautunno-unoccasione-per-riscoprire-rapino/
[27] Grotta del Colle – Pilgrimaps https://www.pilgrimaps.com/it/grotta-del-colle/
[28] Vol106-intro_1-Front. https://iris.uniroma1.it/retrieve/d7775dc5-c1eb-4d0f-918c-d8246a4d2d05/Fabbi_La%20grotta_2020.pdf
[29] Storie e Leggende – La grotta del Colle https://www.youtube.com/watch?v=theABHtC_hc
[30] La guida sul Comune di Rapino (Te) in Abruzzo – Italia https://www.abruzzocitta.it/comune/rapino/
[31] GROTTA DEL COLLE: Tutto quello che c’è da sapere (2026) https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g2386459-d9581569-Reviews-Grotta_del_Colle-Rapino_Province_of_Chieti_Abruzzo.html

Fonti
[1] SpeleoBimbo 2026 alla Grotta del Colle di Rapino – Scintilena https://www.scintilena.com/speleobimbo-2026-alla-grotta-del-colle-di-rapino-la-decima-edizione-porta-bambini-e-famiglie-nel-geosito-abruzzese/06/01/
[2] SPELEOBIMBO 2026 – GRUPPO GROTTE E FORRE CAI TERAMO https://cailaquila.it/attivita-cai-laquila/speleobimbo-2026-gruppo-grotte-e-forre-cai-teramo/
[3] LA GROTTA DI COLLE RAPINO – Semi sotto la pietra https://semisottolapietra.wordpress.com/2021/11/15/la-grotta-di-colle-rapino/
[4] Museo archeologico nazionale La Civitella di Chieti https://cultura.gov.it/luogo/museo-archeologico-nazionale-la-civitella-di-chiet-la-dea-di-rapino
[5] Gruppo Grotte e Forre CAI Teramo (@gruppogrotteeforrecaiteramo) https://www.facebook.com/gruppogrotteeforrecaiteramo/?locale=it_IT
[7] Avventura in Grotta! Il Gruppo Grotte e Forre CAI Teramo organizza … https://www.facebook.com/caiteramo.gransasso/photos/speleobimbo-2026-avventura-in-grotta-il-gruppo-grotte-e-forre-cai-teramo-organiz/1452219483599221/
[9] Incontri Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/incontri/
[10] In Abruzzo Corso di Introduzione alla Speleologia – Scintilena https://www.scintilena.com/in-abruzzo-corso-di-introduzione-alla-speleologia-unopportunita-per-giovani-appassionati/09/12/
[11] Una luce nel buio – il giornale quotidiano della speleologia italiana https://www.scintilena.com/category/0/page/2410/?wpmp_switcher=mobile%2Fwp-admin%2Finstall.php
[12] Scintilena, Autore presso Scintilena – Pagina 90 di 1922 https://www.scintilena.com/author/scintilena/page/90/
[13] A Scuola con gli Speleologi: Un Viaggio nel Mondo Sotterraneo con … https://www.scintilena.com/a-scuola-con-gli-speleologi-un-viaggio-nel-mondo-sotterraneo-con-il-gruppo-le-taddaride/03/07/
[14] Bimbi in Grotta: un’avventura sotterranea per i più piccoli – Scintilena https://www.scintilena.com/bimbi-in-grotta-unavventura-sotterranea-per-i-piu-piccoli/05/29/
[15] Presentazione della storia della speleologia nel Gruppo Grotte e … https://www.scintilena.com/presentazione-della-storia-della-speleologia-nel-gruppo-grotte-e-forre-cai-teramo/12/27/
[16] Campo di Esplorazione Speleologica nella Riserva Naturale Zompo … https://www.scintilena.com/campo-di-esplorazione-speleologica-nella-riserva-naturale-zompo-lo-schioppo/07/25/
[17] Speleo Bimbo 2025: Una giornata dedicata ai bambini nella Grotta … https://www.scintilena.com/speleo-bimbo-2025-una-giornata-dedicata-ai-bambini-nella-grotta-delle-praje/06/07/
[18] Rapino (comune) – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Rapino_(comune)
[19] La Grotta del Colle e i suoi tesori – Abruzzo Parks http://www.abruzzoparks.it/item/la-grotta-del-colle-e-i-suoi-tesori.html
[20] Grotta del Colle – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Grotta_del_Colle
[21] GROTTA DEL COLLE: Tutto quello che c’è da sapere (2026) https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g2386459-d9581569-Reviews-Grotta_del_Colle-Rapino_Province_of_Chieti_Abruzzo.html
[22] ORARI E PREZZI https://www.grottedicastellana.it/informazioni-utili/orari-e-prezzi/

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Straordinaria scoperta: Homo Erectus usava il fuoco già 1,79 milioni di anni fa

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Uso del fuoco e Homo erectus: la grotta di Wonderwerk sposta indietro la cronologia a 1,79 milioni di anni

Uso del fuoco, Homo erectus e Wonderwerk Cave: il nuovo studio pubblicato su PLOS One indica in Sudafrica le prove più antiche finora note di fiamme introdotte in un contesto antropico

Wonderwerk Cave e fuoco

Il nuovo studio non riguarda in prima battuta Koobi Fora, ma Wonderwerk Cave, nel Northern Cape sudafricano, dove i ricercatori hanno analizzato i livelli archeologici 10 e 11 della cavità e hanno identificato tracce di combustione datate tra 1,07 e 1,79 milioni di anni fa.

Nel lavoro, Koobi Fora in Kenya compare come termine di confronto tra i siti africani all’aperto che in passato hanno restituito possibili segnali di combustione, mentre Wonderwerk Cave offre un contesto più stabile perché le evidenze arrivano da una grotta profonda e non da un deposito esposto agli incendi naturali di superficie.[1]

La ricerca è stata pubblicata il 1° giugno 2026 su PLOS One e descrive nuove prove dell’uso del fuoco in due livelli del Pleistocene inferiore, con particolare rilievo per lo Stratum 11, che porta la cronologia delle frequentazioni con fuoco fino alla soglia di 1,79 milioni di anni.

Per questo motivo Wonderwerk Cave torna al centro del dibattito sulle prove più antiche dell’uso del fuoco da parte di Homo erectus o di ominini acheuleani molto vicini a questa specie.[1]

Prove dell’uso del fuoco

Le evidenze principali sono costituite da piccole ossa bruciate, sedimenti alterati dal calore e, nei livelli più alti già studiati in passato, anche utensili litici con segni compatibili con esposizione termica, tutti elementi rinvenuti in associazione stratigrafica nello stesso contesto archeologico.

Il team ha impiegato un protocollo non invasivo basato sulla luminescenza delle ossa, affiancato alla spettroscopia FTIR, per distinguere i resti davvero combusti da quelli alterati da processi chimici successivi alla fossilizzazione.[1]

Un dato importante riguarda la posizione dei reperti, collocati a circa 30 metri dall’ingresso della grotta al momento della deposizione, una distanza che rende poco plausibile l’ipotesi di un incendio naturale penetrato casualmente fino all’area di scavo.

Gli autori parlano perciò di eventi di combustione ripetuti e distribuiti nello spazio, compatibili con l’introduzione del fuoco all’interno della cavità da parte degli ominini.[2][1]

Homo erectus e braci

Lo studio non sostiene che Homo erectus sapesse già accendere il fuoco a comando, e questo punto resta essenziale per leggere correttamente la notizia.

L’interpretazione proposta è più prudente: gli ominini avrebbero potuto raccogliere il fuoco da incendi naturali all’esterno, trasportare braci o fiamme nel riparo e mantenerle vive per un certo tempo, fino al loro esaurimento.[2][1]

Nel testo scientifico gli autori spiegano che le prove di Wonderwerk Cave sono coerenti con un uso opportunistico del fuoco, non ancora con una piena domesticazione o con una tecnologia di accensione consolidata.

Anche la cottura dei cibi non è dimostrata in modo diretto nel sito, benché il controllo di braci e focolari venga considerato una tappa decisiva nell’evoluzione del comportamento umano.[2][1]

Koobi Fora nel confronto

Il richiamo a Koobi Fora resta comunque rilevante, perché il paper cita il sito kenyano tra le località africane con segnalazioni antiche di materiali combusti datati attorno a 1,5 milioni di anni, insieme ad altri contesti all’aperto discussi dalla letteratura paleoantropologica.

La differenza, secondo gli autori, è che in un sito aperto il ruolo degli incendi naturali è più difficile da escludere, mentre in Wonderwerk Cave la profondità del deposito e l’assenza di trasporto secondario rafforzano il legame tra combustione e presenza ominina.[1]

In questa prospettiva, la nuova ricerca non cancella Koobi Fora dalla storia delle prime interazioni tra ominini e fuoco, ma sposta il baricentro della discussione verso una prova più solida e meglio contestualizzata dal punto di vista stratigrafico.

La notizia, quindi, va letta come un avanzamento nella qualità delle prove più che come una semplice gara cronologica tra siti africani.[1]

Impatto sull’evoluzione umana

Se confermato da altri studi, questo scenario anticipa di centinaia di migliaia di anni il rapporto stabile tra Homo Erectus e uso del fuoco rispetto alle cronologie classiche che facevano riferimento a evidenze più tarde, spesso intorno a 1 milione di anni o meno per i casi più condivisi.

Nel quadro ricostruito dagli autori, la gestione di braci e combustioni avrebbe favorito protezione dai predatori, prolungamento delle attività nelle ore buie, accesso a nuove risorse alimentari e, nel lungo periodo, cambiamenti sociali ed ecologici di grande portata.[2][1]

Wonderwerk Cave si conferma così uno dei siti chiave per comprendere le origini dell’uso del fuoco nella preistoria africana e il ruolo di Homo erectus nell’emergere delle prime pratiche pirotecnologiche.

Per la ricerca preistorica, e anche per chi si occupa di archeologia in ambiente di grotta, il dato più rilevante è che le cavità continuano a offrire archivi stratigrafici decisivi quando si cerca di distinguere tra tracce naturali e azioni umane molto antiche.[1]

Fonti
https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0347480


[5] Lascaux: Quando il Patrimonio Paleolitico Incontra la Fragilità dell … https://www.scintilena.com/lascaux-quando-il-patrimonio-paleolitico-incontra-la-fragilita-dellambiente-carsico/01/20/
[6] Ominini già 400.000 Anni Fa Controllavano Consapevolmente il … https://www.scintilena.com/ominini-400-000-anni-fa-controllavano-consapevolmente-il-fuoco-la-scoperta-dagli-speleotemi-inglesi/12/12/
[7] Atapuerca: scoperti i più antichi resti facciali umani d’Europa – Scintilena https://www.scintilena.com/atapuerca-scoperto-il-piu-antico-volto-umano-deuropa/07/14/
[8] Nuovo studio rivoluziona la datazione del cranio di Petralona https://www.scintilena.com/nuovo-studio-rivoluziona-la-datazione-del-cranio-di-petralona-286-000-anni-svelano-segreti-dellevoluzione-umana-europea/09/01/
[9] Nel Sottosuolo di Cutrofiano la Ricerca Svela i Segreti … https://www.scintilena.com/nel-sottosuolo-di-cutrofiano-la-ricerca-svela-i-segreti-delle-cavita-ipogee-pugliesi-ora-ho-informazioni-sufficienti/01/31/
[10] Pitture rupestri dei Neanderthal: le datazioni sono davvero … https://www.scintilena.com/pitture-rupestri-dei-neanderthal-le-datazioni-sono-davvero-cosi-antiche/05/31/
[11] Preistoria: l’enigma delle mani dipinte https://www.scintilena.com/feed/
[12] 13 Settembre: il Mondo Celebra le Grotte — Postojna ospita la prima … https://www.scintilena.com/13-settembre-il-mondo-celebra-le-grotte-postojna-ospita-la-prima-giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo/04/12/
[13] I Tiankeng Cinesi: Giganteschi Portali verso Mondi … https://www.scintilena.com/i-tiankeng-cinesi-giganteschi-portali-verso-mondi-sotterranei-nascosti/08/21/
[14] Le Rocce Sedimentarie: Gli Archivi Naturali della Storia … https://www.scintilena.com/le-rocce-sedimentarie-gli-archivi-naturali-della-storia-terrestre/10/04/
[15] Risorgiva di Eolo: 300 metri di gallerie inviolate oltre il sifone https://www.scintilena.com/risorgiva-di-eolo-300-metri-di-gallerie-inviolate-oltre-il-sifone/03/18/
[16] Come funziona Scintilena: Le nostre fonti di informazione (per … https://www.scintilena.com/come-funziona-scintilena-le-nostre-fonti-di-informazione-per-adesso/05/21/
[17] La Memoria Radioattiva Nascosta nelle Grotte di Ghiaccio – Scintilena https://www.scintilena.com/le-grotte-glaciali-come-archivi-di-radioattivita-ambientale-pre-moderna/07/25/
[18] Il Bureau dell’UIS si riunisce: sul tavolo il Congresso 2029 in … https://www.scintilena.com/il-bureau-delluis-si-riunisce-sul-tavolo-il-congresso-2029-in-romania-e-la-prima-giornata-unesco-delle-grotte-e-del-carsismo/02/27/
[19] Non solo Derinkuyu: in Cappadocia ci sono oltre 200 città sotterranee https://www.scintilena.com/non-solo-derinkuyu-in-cappadocia-ci-sono-oltre-200-citta-sotterranee-e-una-e-piu-grande-di-tutte/05/22/
[20] Humans May Have Been Using Fire 1.8 Million Years … – IFLScience https://www.iflscience.com/earliest-evidence-for-fire-use-suggests-homo-erectus-may-have-transported-flames-179-million-years-ago-83786
[21] Wonderwerk Cave bones reveal possible fire use by human … https://phys.org/news/2026-06-wonderwerk-cave-bones-reveal-human.html
[22] Berna_Statement MC ed FB https://www.bu.edu/anthrop/files/2013/04/Berna-Statement.pdf
[23] The Early Domestication of Fire – Fubini – Swarthmore College http://fubini.swarthmore.edu/~ENVS2/S2007/wjohnso2/essay1.html
[24] Une erreur de plusieurs milliers d’années? La découverte d’ossements brûlés bouleverse l’histoire du feu https://www.geo.fr/histoire/des-ossements-brules-decouverts-en-afrique-du-sud-bouleversent-l-histoire-du-feu-232319
[25] When did humans discover how to use fire? – Live Science https://www.livescience.com/when-did-humans-discover-fire.html
[26] Koobi Fora – National Museums of Kenya https://museums.or.ke/koobi-fora/
[27] Wonderwerk Cave – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Wonderwerk_Cave
[28] The Invention of Fire: A Powerful Turning Point in Human … https://evolutionoftheprogress.com/invention-of-fire/
[29] Koobi Fora – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Koobi_Fora
[30] Hominids used fire 700,000 years earlier than previously thought https://sciencemediacentre.es/en/hominids-used-fire-more-700000-years-earlier-previously-estimated-according-study-involving-spanish
[31] Size matters: Preliminary results from an experimental … https://www.academia.edu/1505709/Size_matters_Preliminary_results_from_an_experimental_approach_to_interpret_Middle_Stone_Age_hearths
[32] Fossil footprints in Kenya show two ancient human species coexisted https://www.straitstimes.com/world/fossil-footprints-in-kenya-show-two-ancient-human-species-coexisted
[33] New Evidence Pushes Early Fire Use at Wonderwerk Cave Further … https://archiqoo.com/news/en/new+evidence+pushes+early+fire+use+at+wonderwerk+cave+further+back.php
[34] Humans were using fire in Europe 50,000 years earlier than we … https://theconversation.com/humans-were-using-fire-in-europe-50-000-years-earlier-than-we-thought-new-research-205807

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Albania e BSU, incontro a Tirana su cooperazione e adesione

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I rappresentanti della Speleological Union balcanica e dell’Associazione Speleologica Albanese hanno confermato a Tirana la volontà di rafforzare i rapporti tra le due organizzazioni.

Nel colloquio del 11 giugno, le parti hanno parlato di cooperazione, partenariato e partecipazione al prossimo Balkan Caver’s Camp in Macedonia del Nord.[1][2]

Incontro a Tirana tra BSU e Albania

A Tirana si è svolto un incontro tra Aleksey Zhalov, presidente onorario della BSU, e Ornold Bazaj ed Erkin Lika, rappresentanti dell’Associazione Speleologica Albanese. L’obiettivo del confronto è stato quello di rilanciare il dialogo tra le due realtà speleologiche.[3][1]

Durante la riunione, le parti hanno confermato il desiderio di cooperare e di costruire un partenariato più stabile. Nel quadro balcanico, la BSU riunisce organizzazioni speleologiche nazionali di diversi Paesi e promuove esplorazione, ricerca, conservazione e soccorso in grotta.[4][1]

Rinnovo della membership BSU

Uno degli elementi emersi riguarda la volontà della delegazione albanese di rinnovare l’adesione alla BSU. Il segnale arriva in un contesto in cui la collaborazione regionale è uno degli strumenti più usati per coordinare spedizioni, scambi tecnici e attività comuni.[1][4]

Per la speleologia balcanica, la membership BSU rappresenta un punto di collegamento tra associazioni che operano in aree carsiche spesso contigue. In passato, i rapporti tra speleologi bulgari e albanesi hanno già prodotto esplorazioni congiunte e studi su numerose cavità.[5][3]

Balkan Caver’s Camp in Macedonia del Nord

Nel corso dell’incontro è stata confermata anche la disponibilità degli speleologi albanesi a partecipare al prossimo Balkan Caver’s Camp, previsto in Macedonia del Nord nel mese di settembre. L’appuntamento è già indicato nel calendario degli eventi BSU per il 2026, a Shtavica, nel comune di Prilep.[2][6]

Il Balkan Caver’s Camp è uno dei momenti più riconoscibili della rete speleologica balcanica. L’evento unisce escursioni in grotta, incontri tra gruppi nazionali e attività di scambio tecnico. Nel 2025 si è svolto in Bosnia-Erzegovina, mentre il passaggio in Macedonia del Nord conferma la natura itinerante della manifestazione.[6][7]

Cooperazione speleologica nei Balcani

La notizia di Tirana si inserisce in una linea di continuità che la BSU porta avanti da anni. L’unione balcanica, fondata nel 2002, ha costruito la propria attività su collaborazioni transfrontaliere, conferenze e campi speleo internazionali.[4]

Per la comunità speleologica, questi contatti hanno un valore pratico. Facilitano la conoscenza reciproca, la condivisione di dati e l’organizzazione di progetti in aree ancora poco esplorate. Anche le iniziative più recenti della BSU mostrano una rete attiva su eventi scientifici e incontri internazionali.[8][1]

Prospettive per i rapporti albanesi

L’incontro di Tirana appare quindi come un passaggio utile per consolidare i legami tra l’Associazione Speleologica Albanese e la BSU. La conferma della disponibilità al rinnovo dell’adesione e la presenza attesa al Balkan Caver’s Camp indicano una volontà chiara di continuare il lavoro comune.[2][1]

Nel contesto balcanico, la cooperazione resta un elemento centrale. Le grotte, i sistemi carsici e le attività esplorative richiedono contatti stabili tra gruppi nazionali, soprattutto quando si tratta di territori condivisi e di progetti che superano i confini amministrativi.[9][1]

Quali sono i principali progetti speleologici nei Balcani

I principali progetti speleologici nei Balcani oggi ruotano attorno alla rete della Balkan Speleological Union, al Balkan Cavers’ Camp, alle spedizioni esplorative nazionali e ai programmi di cooperazione transfrontaliera. In parallelo, restano centrali i progetti su tutela, rilievo e turismo speleologico sostenibile.[1][2][3]

Rete BSU

La Balkan Speleological Union è il principale contenitore regionale. Riunisce speleologi di Albania, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Grecia, Montenegro, Macedonia del Nord, Romania, Serbia, Slovenia e Turchia, con l’obiettivo di collegare spedizioni, formazione ed eventi comuni.[1]
La BSU nasce da un’intesa tra associazioni balcaniche e da anni sostiene attività di ricerca, scambio tecnico e conservazione delle grotte.[3]
Per il 2026 il suo calendario conferma una presenza attiva nella programmazione degli eventi speleologici regionali.[4][5]

Balkan Cavers’ Camp

Il progetto più visibile è il Balkan Cavers’ Camp, appuntamento itinerante che ogni anno riunisce speleologi dei Balcani e di altri Paesi. L’edizione 2026 si terrà dal 16 al 20 settembre a Shtavica, nel comune di Prilep, in Macedonia del Nord.[4]
Il camp combina esplorazioni, workshop tecnici, incontri scientifici e momenti di confronto tra gruppi nazionali.[4]
Nel 2025 si è svolto in Bosnia-Erzegovina, mentre in passato ha toccato anche Croazia, Serbia e Montenegro.[6][7][8]

Spedizioni in Albania

L’Albania è uno dei territori più dinamici per le esplorazioni. Le spedizioni nel nord del Paese hanno già prodotto risultati rilevanti e continuano a essere considerate prioritarie per la speleologia balcanica.[9][10]
Nel 2026 Scintilena segnala anche la preparazione di una nuova spedizione britannica nel nord dell’Albania, con obiettivi di esplorazione in nuove aree carsiche.[11]
A questo si aggiunge l’interesse scientifico per i sistemi carsici attivi dell’Albania sud-orientale e per il recente lago termale sotterraneo Neuron.[12][13]

Progetti in Montenegro

In Montenegro spicca la spedizione UBSS “Kameno More 2026”, concentrata sul massiccio dell’Orjen e sulla ricerca di nuove cavità.[14]
Il Paese è uno dei grandi laboratori carsici dei Balcani, con un patrimonio sotterraneo molto esteso e ancora in parte da documentare.[15][16]
Per questo le attività speleologiche montenegrine uniscono esplorazione, rilievo e studio geomorfologico.[17][18]

Cooperazione adriatica

Un altro filone importante è quello della cooperazione tra Italia, Albania e Montenegro. Il progetto CAVES dell’Interreg IPA CBC punta a valorizzare il patrimonio speleologico dell’Adriatico con itinerari, buone pratiche e una rete transfrontaliera.[2][19]
L’obiettivo è promuovere il turismo speleologico in modo sostenibile, senza alterare l’equilibrio naturale delle cavità.[2]
Questo tipo di progetto affianca l’esplorazione pura con la gestione del patrimonio sotterraneo.[2]

Ricerca e tutela

Accanto alle esplorazioni, ci sono progetti dedicati alla tutela dei sistemi carsici e alle ricadute scientifiche. Tra gli esempi recenti figura Karst Aware, con una sessione online all’ONU sul futuro degli ecosistemi carsici.[20]
In Kosovo è stato avviato anche il monitoraggio di specie invasive nelle grotte, a conferma dell’attenzione crescente verso la conservazione degli ambienti ipogei.[21]
Questi filoni mostrano che la speleologia balcanica non è solo esplorazione, ma anche gestione ambientale e ricerca applicata.[20][21]

Quadro generale

In sintesi, i principali progetti speleologici nei Balcani sono la rete BSU, il Balkan Cavers’ Camp, le spedizioni in Albania e Montenegro, i programmi di cooperazione adriatica e le iniziative di tutela e ricerca.[11][14][1][2][4]
Il tratto comune è la collaborazione tra gruppi nazionali e la volontà di far crescere conoscenza, documentazione e protezione del patrimonio carsico balcanico.[3][20]

Come partecipare al Balkan Cavers’ Camp 2026

Per partecipare al Balkan Cavers’ Camp 2026, le informazioni già disponibili indicano che le registrazioni sono aperte e che il pagamento, per ora, sarà gestito in loco. L’evento si terrà dal 16 al 20 settembre 2026 a Shtavica, nel comune di Prilep, in Macedonia del Nord.[1][2]

Iscrizione

Il canale di riferimento indicato nelle fonti è l’indirizzo e-mail balkancaverscamp@gmail.com. Le comunicazioni recenti segnalano anche la presenza di un modulo di registrazione online, ma i dettagli completi sul sistema di pagamento digitale non risultano ancora definiti.[2][1]
Per chi vuole partecipare, il passo più semplice è quindi inviare una richiesta all’indirizzo ufficiale e compilare il form di iscrizione appena disponibile.[1][2]

Costi e modalità

Le informazioni pubblicate per l’edizione 2025 indicavano una quota di partecipazione e una gestione logistica semplice, con alloggio in prossimità dell’area del campo. Per il 2026, però, la fonte consultata conferma solo che il pagamento sarà al momento in loco, senza pubblicare ancora un tariffario definitivo.[3][2][1]
Questo significa che conviene attendere il comunicato organizzativo completo prima di pianificare in dettaglio viaggio e spese.[2]

Cosa aspettarsi

Il Balkan Cavers’ Camp è un incontro internazionale con esplorazioni in grotta, attività tecniche e momenti di confronto tra speleologi dei Balcani e di altri Paesi.[3][2]
Nel 2024 l’evento ha richiamato oltre 250 speleologi, segno di un interesse consolidato per questa formula di camp itinerante.[2]
Chi partecipa di solito trova un programma misto, con uscite sul terreno, aggiornamenti scientifici e workshop.[4][2]

Indicazioni pratiche

Conviene monitorare i canali ufficiali della Balkan Speleological Union e le pagine dedicate al camp per ricevere gli aggiornamenti su form, quota e programma definitivo.[5][2]
Al momento, i dati certi sono la sede, le date e l’indirizzo di contatto; il resto verrà probabilmente definito con i prossimi comunicati.[1][2]

Storia ed esplorazione delle grotte in Albania

La speleologia in Albania ha una storia più lunga di quanto spesso si pensi. Le fonti indicano come prima esplorazione documentata quella della Shpelles së Zyles nel 1936, mentre le ricerche moderne si sono sviluppate soprattutto dal 1990 in poi.[1][2]

Origini della speleologia

La documentazione disponibile segnala che l’esplorazione speleologica albanese inizia nel 1936 con Zyles Cave, considerata la prima cavità studiata in modo registrato nel Paese.[2]
Per decenni, però, la conoscenza delle grotte albanesi è rimasta limitata, anche per ragioni storiche e politiche.[3][2]
Solo dopo il 1990 le esplorazioni hanno ripreso con continuità, grazie all’arrivo di gruppi stranieri e a una maggiore apertura scientifica.[1][3]

Esplorazioni dal 1991

Un passaggio decisivo è stato l’avvio delle spedizioni bulgaro-albanesi nel nord dell’Albania nel 1991.[1][4]
Queste missioni hanno creato una tradizione di lavoro nelle aree del Prokletije, con basi nei pressi di Theth e Boga.[1]
Tra il 1991 e il 2013 le esplorazioni bulgaro-albanesi hanno individuato oltre 100 grotte, 52 delle quali completamente esplorate.[4]

Aree di maggiore interesse

Le Alpi Albanesi sono il cuore dell’esplorazione speleologica del Paese.[4][5]
Qui si trovano alcune delle cavità più note e più profonde, insieme a sistemi carsici ancora poco conosciuti.[1][6]
Anche l’area di Gramsh ha attirato l’attenzione di gruppi internazionali, con missioni che hanno raggiunto grandi profondità e alimentato nuove ipotesi di ricerca.[7]
Nel sud del Paese, le cavità legate al carsismo ipogenico e ai sistemi termali sotterranei stanno aprendo nuove linee di studio.[8][9]

Cavità note e siti simbolo

Tra le grotte più conosciute figura la Pellumbas Cave, detta anche Black Cave, importante sia per il valore carsico sia per gli aspetti archeologici.[10][11]
Un altro sito rilevante è la Konispol Cave, scavata a partire dal 1992 e associata a livelli di occupazione umana molto antichi.[3]
Queste cavità mostrano come in Albania la speleologia si intrecci spesso con archeologia, paleontologia e studio del territorio.[11][3]

Speleologia recente

Le esplorazioni recenti hanno continuato a produrre risultati importanti. La letteratura e le cronache speleologiche segnalano nuove cavità, rilievi aggiornati e studi sui grandi sistemi del nord e del sud del Paese.[6][8]
In parallelo, la cooperazione internazionale resta decisiva per affrontare aree difficili e ancora poco cartografate.[1][4]
L’Albania viene oggi considerata uno dei Paesi più promettenti dei Balcani per la ricerca carsica.[5][9]

Sintesi storica

In sintesi, la storia della speleologia in Albania parte da una prima esplorazione documentata nel 1936, passa per una lunga fase di conoscenza limitata e si sviluppa con forza dal 1991 grazie alle spedizioni internazionali.[1][2]
Le Alpi Albanesi, il nord del Paese, Gramsh e il settore meridionale restano i punti chiave di questo percorso.[4][7][8]
Oggi l’esplorazione delle grotte in Albania è una combinazione di ricerca, collaborazione e studio del carsismo in uno dei contesti più interessanti del Mediterraneo.[5][6]

Principali sistemi carsici in
Albania e Montenegro

I principali sistemi carsici in Albania e Montenegro si concentrano nelle Alpi Albanesi, nella zona ionica albanese e nel carsismo dinarico montenegrino. Sono due dei territori più ricchi di forme carsiche dei Balcani e d’Europa.[1][2]

Albania carsica

In Albania il carsismo è molto diffuso. Le rocce carbonatiche coprono circa 7.300 km², mentre gli evaporiti occupano circa 500 km², con forme carsiche sia superficiali sia sotterranee.[2][3]
Le aree più sviluppate sono le Alpi Albanesi e la zona ionica, dove si trovano valloni carsici, grotte, doline e sistemi idrogeologici profondi.[2]
Un altro settore importante è il Kurveleshi Superiore, citato tra le zone più carsificate del Paese.[4]
Nel sud e nel centro del Paese emergono anche sistemi evaporitici come Dumre e l’area di Kavaja, interessanti ma fragili dal punto di vista ambientale.[3]

Montenegro carsico

In Montenegro il carsismo domina gran parte del territorio, con una distribuzione particolarmente forte nelle zone montane e lungo la fascia adriatico-ionica.[1][5]
Le aree più rilevanti sono i massicci di Durmitor, Lov?en-Orjen, Maganik e Bjeli?, indicati come i settori con le cavità più importanti e profonde.[6]
La fascia tra Orjen, Lov?en e Rumija è tra le più carsificate del Paese e ospita grandi sistemi sotterranei ancora in studio.[5]
Anche il settore dello Žijovo, al confine con l’Albania, ha mostrato un elevato potenziale speleologico grazie a nuove grotte e ghiacciai ipogei.[7]

Sistemi e cavità note

In Albania, tra i sistemi più noti figurano i complessi delle Alpi Albanesi e alcune cavità simboliche come la Pellumbas Cave e la Konispol Cave, importanti anche per il valore archeologico.[8][9]
In Montenegro, le grotte di riferimento includono Lipa Cave, uno dei sistemi più significativi e visitati, e altre cavità profonde distribuite nei massicci principali.[6][10]
Le ricerche più recenti mostrano che sia Albania sia Montenegro hanno ancora ampi margini di esplorazione, soprattutto nei settori montani e nei grandi altopiani calcarei.[7][11]
Per questo i due Paesi restano centrali per la speleologia balcanica contemporanea.[12][13]

Quadro speleologico

In Albania il potenziale carsico è legato alla varietà geologica e alla presenza di sistemi profondi, termali e evaporitici.[2][14]
In Montenegro prevale invece il grande carsismo dinarico, con una forte concentrazione di grotte nei rilievi più alti e nei sistemi idrogeologici costieri e interni.[1][15]
In entrambi i casi, la combinazione tra dislivelli, rocce calcaree spesse e lunga evoluzione geologica rende questi territori tra i più interessanti del Mediterraneo per la ricerca speleologica.[5][2]

Quali sono state le principali spedizioni italiane in Albania e in Montenegro negli ultimi anni

Negli ultimi anni le principali spedizioni italiane in Albania e Montenegro sono state soprattutto missioni esplorative di gruppi speleologici di Trieste, Gorizia, Martina Franca e altri partner italiani. Le più rilevanti hanno lavorato nelle Prokletije, nello Žijovo e nelle Alpi Albanesi, con risultati concreti su rilievi, nuove grotte e dati scientifici.[1][2][3]

Albania, il filone più continuo

In Albania il progetto più stabile è quello del Gruppo Speleologico Martinese con il ciclo Shtares, attivo da più anni nelle Alpi Albanesi e nel Parco Regionale Nikaj-Mërtur.[2][4]
La spedizione Shtares 2024 ha visto la partecipazione di più sigle italiane ed europee, tra cui Gruppo Faentino, GSB-USB, La Venta, Continent 8 e ISSKA, sotto l’egida di SSI e UIS.[2]
Secondo le cronache, nel 2023 il team aveva già mappato 8,2 km di condotte e gallerie nella Shpella Shtares, lavorando su rami e risalite rimaste aperte.[2]
Nel 2025 il progetto è proseguito con Shtares 2025, segno di una continuità esplorativa rara nel tempo.[5]

Albania centrale e grotte sulfuree

Un altro fronte importante è quello della Shpella Avulit, nell’area di Gramsh e del canyon di Holtas. La spedizione Avulit 2023 ha studiato quella che viene indicata come la grotta sulfurea più profonda dell’Albania.[6]
Il lavoro italiano in questa zona ha coinvolto speleologi emiliano-romagnoli e pugliesi, coordinati da Ivano Fabbri e dalla guida Etmond Cauli.[6]
Sempre in Albania meridionale, un team italo-francese ha esplorato il sistema della Lengarice, con dati che hanno portato a un grande sviluppo esplorato e a nuove ipotesi sul carsismo ipogenico.[2]
Sul piano storico più generale, le missioni italiane in Albania hanno anche contribuito a chiarire il ruolo delle Alpi Albanesi come area prioritaria per la ricerca speleologica.[7][8]

Montenegro, la linea triestina

In Montenegro il ruolo principale spetta alla Commissione Grotte Eugenio Boegan di Trieste. La spedizione Montenegro 2024 si è svolta dall’8 al 19 agosto nell’area orientale del Paese, vicino al confine con l’Albania, in continuità con le Prokletije.[1]
Le cronache indicano che le ricognizioni del 2024 hanno permesso di individuare e mappare nuove cavità, mentre il lavoro ha incluso anche dati geologici, morfologici e biologici.[9][1]
Nel 2025 la stessa area è tornata al centro con Montenegro Speleo Expedition 2025, sempre guidata dalla CGEB, nello Žijovo/Ku?ke planine, con uso di droni, GIS e modelli digitali del terreno.[3]
Questa continuità conferma il Montenegro come una delle mete più importanti per la speleologia italiana nei Balcani.[10][11]

Monti di confine e Prokletije

Le spedizioni italiane hanno lavorato soprattutto lungo il sistema montuoso di confine tra Albania, Montenegro e Kosovo, dove il carsismo è più alto e più complesso.[12][9]
Nello Žijovo e sulle Ku?ke Planine, i gruppi italiani hanno trovato ambienti di alta quota con grotte anche ghiacciate e con forti valori scientifici.[9][12]
Queste missioni hanno un interesse duplice: esplorativo, per la scoperta di nuove cavità, e naturalistico, per lo studio di fauna, microclima e morfologia.[12][1]
Proprio per questo, le spedizioni italiane in Montenegro sono oggi tra le più strutturate del settore balcanico.[3][9]

Quadro complessivo

In sintesi, le principali spedizioni italiane degli ultimi anni sono state Shtares e Avulit in Albania, e le missioni Montenegro 2024 e Montenegro Speleo Expedition 2025 in Montenegro.[1][3][6][2]
A queste si aggiungono le attività lungo le Prokletije e gli interventi di gruppi italiani in collaborazione con partner locali e internazionali.[4][12]
Il tratto comune è la continuità: non si tratta di singole puntate, ma di progetti che tornano negli stessi territori per ampliare i rilievi e costruire conoscenza nel tempo.[3][2]

Importanza del carsismo ipogenico nell’Albania centrale

Il carsismo ipogenico nell’Albania centrale è importante perché rappresenta un modello raro e molto attivo di formazione delle grotte dal basso, legato a fluidi profondi e acque sulfuree. In quest’area, la speleologia non studia solo cavità grandi o profonde, ma anche i processi chimici e biologici che le generano.[1][2]

Processi ipogenici

Il carsismo ipogenico si forma quando fluidi aggressivi risalgono in profondità e dissolvono la roccia carbonatica. Nel caso albanese, il meccanismo è spesso legato all’idrogeno solforato, che ossidandosi produce acido solforico e accelera la dissoluzione del calcare.[2][3]
Questo processo, noto come sulfuric acid speleogenesis, crea grotte dall’interno verso l’esterno, a differenza del carsismo epigenico, alimentato dall’acqua superficiale.[2]
Per questo l’Albania centrale è considerata un laboratorio naturale di alto valore scientifico.[1][4]

Il caso Avulit

La grotta simbolo di questo contesto è la Shpella Avulit, nel distretto di Gramsh, lungo il canyon di Holtas.[1]
La spedizione Avulit 2023 ha descritto un ambiente con gallerie su più livelli, alte temperature, forte umidità e un torrente sulfureo nel settore più profondo.[1]
Queste condizioni favoriscono comunità microbiologiche specializzate, che vivono in assenza di luce e sostengono una catena alimentare basata su energia chimica e non solare.[1]
In altre parole, la grotta è importante non solo per la sua morfologia, ma anche per il suo ecosistema.[5][1]

Valore scientifico

L’Albania centrale è rilevante perché consente di studiare insieme geologia, idrochimica e microbiologia sotterranea.[1][4]
Le grotte ipogeniche aiutano a capire come si sviluppano i sistemi carsici profondi e quali relazioni esistono tra acquiferi, faglie e risalite di fluidi.[2][3]
Questi ambienti sono utili anche per interpretare il carsismo profondo in altri Paesi del Mediterraneo e dei Balcani.[4][2]
La loro struttura può inoltre offrire indicazioni sui percorsi delle acque sotterranee e sulla vulnerabilità degli acquiferi.[6][7]

Implicazioni ambientali

L’importanza del carsismo ipogenico in Albania centrale riguarda anche la tutela del territorio. Le aree carsiche sono fragili, e in Albania molte cavità sono minacciate da attività estrattive, degrado e pressione antropica.[8][9]
Conoscere questi sistemi significa quindi anche difendere un patrimonio naturale che può essere facilmente danneggiato.[6][9]
Nel caso di Avulit, la presenza di acque sulfuree e di ambienti chimicamente estremi rende ancora più urgente un approccio di studio e conservazione.[1][3]

Sintesi

In sintesi, il carsismo ipogenico dell’Albania centrale è importante perché mostra una speleogenesi attiva, ospita ecosistemi chimicamente specializzati e offre dati cruciali per la ricerca internazionale.[1][2]
La Shpella Avulit è oggi uno dei riferimenti principali di questo filone, insieme ad altre aree sulfuree dell’Albania meridionale e centrale.[4][1]
Per la speleologia, si tratta di uno dei contesti più interessanti dei Balcani per capire come nascono e si evolvono le grotte profonde.[2][1]

Fonti
[1] Partita la spedizione speleologica in Albania Avulit 2023 – Scintilena https://www.scintilena.com/partita-la-spedizione-speleologica-in-albania-avulit-2023/03/31/
[2] Sulfuric acid caves of the world: A review https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0012825224000205
[3] At 100 Meters Deep Underground, Scientist Discover the World’s … https://indiandefencereview.com/worlds-largest-underground-thermal-lake-albania-discovery/
[4] Scoperte Nuove Grotte Sulfuree tra Grecia e Albania https://www.scintilena.com/scoperte-speleologiche-nuove-grotte-sulfuree-tra-grecia-e-albania/01/03/
[5] Le Omics Rivoluzionano la Biologia Sotterranea: Grotte e Acquiferi … https://www.scintilena.com/le-omics-rivoluzionano-la-biologia-sotterranea-grotte-e-acquiferi-sotto-la-lente-molecolare/04/29/
[6] Protezione delle grotte e del carsismo, le raccomandazioni della UIS … https://www.scintilena.com/protezione-delle-grotte-e-del-carsismo-le-raccomandazioni-della-uis-in-21-lingue/08/22/
[7] “Karst springs of Albania and their management” by Romeo Eftimi … https://digitalcommons.usf.edu/kip_articles/3049/
[8] Evaporite karst of Albania: Main features and cases of … https://ricerca.uniba.it/handle/11586/468239
[9] Evaporite karst of Albania: main features and cases of environmental degradation https://digitalcommons.usf.edu/kip_articles/1778/
[10] Sorgenti Carsiche Protette nella Regione Montana … https://www.scintilena.com/sorgenti-carsiche-protette-nella-regione-montana-meridionale-dellalbania/08/07/
[11] [PDF] Raccolta Agosto 2018 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2018_8_Raccolta_Scintilena_Agosto.pdf
[12] Atti e Memorie n. 54 della Commissione Grotte “Eugenio Boegan … https://www.scintilena.com/atti-e-memorie-n-54-della-commissione-grotte-eugenio-boegan-quattro-studi-tra-storia-del-carsismo-microclimatologia-ipogea-e-batteri-fluorescenti/03/09/
[13] Evaporiti UNESCO: cosa è cambiato in due anni tra ricerca … https://www.scintilena.com/evaporiti-unesco-cosa-e-cambiato-in-due-anni-tra-ricerca-tutela-e-sfide-ancora-aperte/01/27/
[14] Pubblicato il nuovo bollettino dell’Unione Internazionale … – Scintilena https://www.scintilena.com/pubblicato-il-nuovo-bollettino-dellunione-internazionale-di-speleologia/02/20/
[15] Neve, rocce fratturate e droni: così si studia l’acqua nascosta dell … https://www.scintilena.com/neve-rocce-fratturate-e-droni-cosi-si-studia-lacqua-nascosta-dellappennino/04/29/
[16] SCOPERTA EPOCALE DI UNA NUOVA FINESTRA SUL TIMAVO https://www.scintilena.com/scoperta-epocale-di-una-nuova-finestra-sul-timavo-labisso-luciano-filipas-87-vg/01/27/
[17] Tutela dell’Uomo di Altamura: la lettera del CARS alla Soprintendenza https://www.scintilena.com/tutela-delluomo-di-altamura-la-lettera-del-cars-alla-soprintendenza/09/26/
[18] “Di ghiaccio e di fuoco”: Andrea Benassi racconta le grotte … https://www.scintilena.com/di-ghiaccio-e-di-fuoco-andrea-benassi-racconta-le-grotte-glaciovulcaniche-a-lugo-di-romagna/03/19/
[19] Speleologia Subacquea Sotto Carsoli c’è un “mondo sommerso” https://www.scintilena.com/speleo-subacquea-della-sotto-carsoli-ce-un-mondo-sommerso-oltre-30-speleologi-sfidano-il-sifone-finale-della-grotta-grande-dei-cervi/01/25/
[20] Il Gruppo Speleologico Martinese in Partenza per Shtares 2024 https://www.scintilena.com/esplorazioni-speleologiche-il-gruppo-speleologico-martinese-in-partenza-per-shtares-2024/08/13/
[21] Natural and anthropogenic hazards in karst areas of Albania https://nhess.copernicus.org/articles/4/569/
[22] A cave is discovered in Gramsh that is expected to change history https://www.koha.net/en/lemsh/zbulohet-ne-gramsh-shpella-qe-pritet-te-ndryshoje-historine
[23] Characteristics and importance of protected karst springs in … https://www.dlib.si/details/URN:NBN:SI:doc-XNK9VPOU?language=eng
[24] Geophysical Research Abstracts, Vol. 8, 01365, 2006 https://meetings.copernicus.org/www.cosis.net/abstracts/EGU06/01365/EGU06-J-01365.pdf
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[3] Tra cielo e pietra, in partenza la spedizione speleologica Montenegro 2025 https://www.planetmountain.com/it/notizie/alpinismo/tra-cielo-pietra-partenza-spedizione-speleologica-montenegro-2025.html
[4] Spedizione nelle alpi albanesi per gli speleologi di Martina Franca – Noi Notizie. https://www.noinotizie.it/08-08-2023/spedizione-nelle-alpi-albanesi-per-gli-speleologi-di-martina-franca/
[5] Spedizione Shtares 2025: Esplorazioni Internazionali nelle … https://www.scintilena.com/spedizione-shtares-2025-esplorazioni-internazionali-nelle-alpi-albanesi/08/17/
[6] Partita la spedizione speleologica in Albania Avulit 2023 – Scintilena https://www.scintilena.com/partita-la-spedizione-speleologica-in-albania-avulit-2023/03/31/
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[9] Esplorazioni Speleologiche in Montenegro: Scoperte … https://www.scintilena.com/esplorazioni-speleologiche-in-montenegro-scoperte-grotte-ghiacciate/08/28/
[10] Spedizione Speleologica Montenegro 2025: Tra Cielo e … https://www.scintilena.com/spedizione-speleologica-montenegro-2025-tra-cielo-e-pietra/08/20/
[11] Review of the most significant caves in Montenegro https://ojs.zrc-sazu.si/carsologica/article/view/7182
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[15] Speleologi Goriziani in Montenegro: Nuove Scoperte in Vista – Scintilena https://www.scintilena.com/speleologi-goriziani-in-montenegro-nuove-scoperte-in-vista/08/02/
[16] Speleologia e Cultura nel 2025: La Rivista ‘Sopra e Sotto il Carso’ Svela Nuove Frontiere di Ricerca – Scintilena https://www.scintilena.com/speleologia-e-cultura-nel-2025-la-rivista-sopra-e-sotto-il-carso-svela-nuove-frontiere-di-ricerca/02/04/
[17] Esplorazioni https://www.scintilena.com/category/esplorazioni/
[18] A cave is discovered in Gramsh that is expected to change history https://www.koha.net/en/lemsh/zbulohet-ne-gramsh-shpella-qe-pritet-te-ndryshoje-historine
[19] La spedizione in Montenegro termina con molte grosse … https://www.scintilena.com/la-spedizione-in-montenegro-termina-con-molte-grosse-novita-esplorative/07/28/
[20] Montenegro Speleo Expedition 2024: Successi Scientifici e Nuove … https://www.scintilena.com/montenegro-speleo-expedition-2024-successi-scientifici-e-nuove-scoperte/08/25/
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[20] Atti e Memorie n. 54 della Commissione Grotte “Eugenio Boegan” https://www.scintilena.com/atti-e-memorie-n-54-della-commissione-grotte-eugenio-boegan-quattro-nuovi-studi-tra-storia-del-carsismo-microclimatologia-ipogea-speleologia-in-montenegro-e-batteri-fluorescenti/02/21/
[21] Spedizione Speleologica Montenegro 2025: Tra Cielo e … https://www.scintilena.com/spedizione-speleologica-montenegro-2025-tra-cielo-e-pietra/08/20/
[22] Si è svolto in Montenegro il settimo Balkan Cavers Camp – Scintilena https://www.scintilena.com/si-e-svolto-in-montenegro-il-settimo-balkan-cavers-camp/07/23/
[23] UNESCO proclaims the International Day of Caves and Karst https://www.scintilena.com/unesco-proclaims-the-international-day-of-caves-and-karst/11/13/
[24] Guardians of the Underground: Why Albania Needs Its Cave Explorers https://www.visit-tirana.com/news/why-albania-needs-its-cave-explorers/

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[11] Shpella e Pellumbasit-Day Tour https://albatrip.com/tour/shpella-e-pellumbasit/
[12] Mezzo secolo sottoterra: il libro che racconta 50 anni di speleologia … https://www.scintilena.com/polovin-vek-pod-zemyata-il-libro-che-racconta-mezzo-secolo-di-speleologia-bulgara/11/28/
[13] Ghiaccio bollente: esplorazioni glaciovulcaniche in Islanda – Scintilena https://www.scintilena.com/ghiaccio-bollente-esplorazioni-glaciovulcaniche-in-islanda/08/07/
[14] Il geoscopio della Toscana si arricchisce con i dati delle grotte https://www.scintilena.com/il-geoscopio-della-toscana-si-arricchisce-con-i-dati-delle-grotte/12/30/
[15] Python Cave e Virus di Marburg: cosa rivela lo studio 2026 – Scintilena https://www.scintilena.com/python-cave-e-virus-di-marburg-cosa-rivela-lo-studio-2026/05/04/
[16] Virus Nipah dai pipistrelli in India: quanto dobbiamo … – Scintilena https://www.scintilena.com/virus-nipah-dai-pipistrelli-in-india-quanto-dobbiamo-davvero-preoccuparci-letalita-altissima-ma-focolaio-sotto-controllo/01/27/
[17] Immersione record a Santa Clara: la grotta sommersa … – Scintilena https://www.scintilena.com/immersione-record-a-santa-clara-la-grotta-sommersa-del-tamaulipas-raggiunge-205-metri-di-profondita/03/10/
[18] Dalle Leggende al Metodo Scientifico: La Speleologia … – Scintilena https://www.scintilena.com/dalle-leggende-al-metodo-scientifico-la-speleologia-nel-rinascimento/01/22/
[19] Immersione nella miniera di ardesia di Nuttlar – Scintilena https://www.scintilena.com/immersione-nella-miniera-di-ardesia-di-nuttlar-un-viaggio-subacqueo-tra-gallerie-e-storia-mineraria/03/10/
[20] “Di ghiaccio e di fuoco”: Andrea Benassi racconta le grotte … https://www.scintilena.com/di-ghiaccio-e-di-fuoco-andrea-benassi-racconta-le-grotte-glaciovulcaniche-a-lugo-di-romagna/03/19/
[21] Quanto tempo impiega una stalattite per crescere di un centimetro? https://www.scintilena.com/quanto-tempo-impiega-una-stalattite-per-crescere-di-un-centimetro/08/18/
[22] From Tirana: Hiking to Pellumbas Cave & visiting the Canyon https://www.myguide-albania.com/events/from-tirana-hiking-to-pellumbas-cave-visiting-the-canyon
[23] Half day trip: Cavernous Adventures on the Albanian Riviera – Tirana Times https://www.tiranatimes.com/half-day-trip-cavernous-adventures-on-the-albanian-riviera_105842/

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[3] Balkan Cavers Camp 2025: Speleologia e natura incontaminata in Bosnia-Erzegovina – Scintilena https://www.scintilena.com/balkan-cavers-camp-2025-speleologia-e-natura-incontaminata-in-bosnia-erzegovina/05/16/
[4] Workshop GIS per la gestione professionale dei dati delle grotte al … https://www.scintilena.com/workshop-gis-per-la-gestione-professionale-dei-dati-delle-grotte-al-balkan-cavers-camp-2024/04/30/
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[7] Alla scoperta delle grotte dei Balcani: dal 28 giugno al 2 luglio il 16° Balkan Cavers’ Camp si terrà in Serbia – Scintilena https://www.scintilena.com/alla-scoperta-delle-grotte-dei-balcani-dal-28-giugno-al-2-luglio-il-16-balkan-cavers-camp-si-terra-in-serbia/06/06/
[8] Estero Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/estero/
[9] Il Cavway X1 protagonista del prossimo webinar NSS con Siwei … https://www.scintilena.com/plug-into-the-underground-il-cavway-x1-protagonista-del-prossimo-webinar-nss-con-siwei-tian/04/25/
[10] Pagina 921 di 2351 – Una luce nel buio – il giornale … – Scintilena https://www.scintilena.com/category/0/page/921/?wpmp_switcher=mobile%2Fwp-admin%2Finstall.php
[11] Pagina 747 di 2424 – Una luce nel buio – il giornale … – Scintilena https://www.scintilena.com/page/747/?sid=18&lang=cn&act=topiccont&fid=1&id=1&page=1&pageall=1&numall=10&wpmp_switcher=desktop
[12] I prossimi eventi ed incontri internazionali di speleologia e carsismo – Scintilena https://www.scintilena.com/i-prossimi-eventi-ed-incontri-internazionali-di-speleologia-e-carsismo/02/28/
[13] 16esimo Balkan Cavers Camp – Scintilena https://www.scintilena.com/16esimo-balkan-cavers-camp/04/03/
[14] Tecnologia Speleologica: I Nuovi Strumenti per Esplorare le Grotte https://www.scintilena.com/tecnologia-speleologica-i-nuovi-strumenti-per-esplorare-le-grotte/08/21/
[15] Congresso Europeo di Soccorso in Grotta https://www.scintilena.com/congresso-europeo-di-soccorso-in-grotta/11/08/
[16] Il campo degli speleologi balcanici si terrà in Croazia nel 2024 https://www.scintilena.com/il-campo-degli-speleologi-balcanici-si-terra-in-croazia-nel-2024/12/15/
[17] Into Sternes le esplorazioni sotto le Montagne Bianche di Creta https://www.scintilena.com/into-sternes-un-decennio-di-esplorazione-sotto-le-montagne-bianche-di-creta/05/30/
[18] Kameno More 2026, la spedizione UBSS punta nuove cavità nel … https://www.scintilena.com/kameno-more-2026-la-spedizione-ubss-punta-nuove-cavita-nel-karst-del-montenegro/05/28/
[19] QGIS il Workshop per la speleologia al Balkan Cavers Camp 2024 https://www.scintilena.com/qgis-il-workshop-di-alex-pologea-al-balkan-cavers-camp-2024/04/23/
[20] Events from September 5, 2022 – May 17, 2023 https://www.eurospeleo.eu/events/
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[24] Balkan Cavers Camp arrives in Cerovac Caves – Lika destination https://www.lika-destination.hr/news/more/813/balkan-cavers-camp-arrives-in-cerovac-caves
[25] First UNESCO International Day of Caves and Karst (Postojna … https://www.geomorph.org/2026/04/first-unesco-international-day-of-caves-and-karst-postojna-slovenia-10-13-september-2026/
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[27] 16th Balkan Cavers Camp – European Speleological Federation https://www.eurospeleo.eu/event/16th-balkan-cavers-camp/
[28] Balkan Cavers Camp 2025 https://allevents.in/bihac/balkan-cavers-camp-2025/200028184218816
[29] 17th Balkan Cavers’ Camp – UIS – International Union of Speleology https://uis-speleo.org/index.php/event/17th-balkan-cavers-camp/
[30] THE BALKAN SPELEOLOGICAL CONFERENCE SOFIA` … https://www.eurospeleo.eu/wp-content/uploads/2022/10/ESP2013-04_Balkan-Conference_Report.pdf
[31] Balkan Fungus 2026 | 4th Balkan Conference on Medical Mycology … https://balkanfungus2026.com

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[18] Karst of Montenegro https://www.asak.org.rs/karst/montenegro/mnkarst.html
[19] Interreg Italy-Albania-Montenegro brings sustainable tourism to the Southern Adriatic https://ec.europa.eu/regional_policy/en/newsroom/news/2021/12/12-01-2021-interreg-italy-albania-montenegro-brings-sustainable-tourism-to-the-southern-adriatic
[20] Il carsismo alle Nazioni Unite: sessione online dell’iniziativa Karst … https://www.scintilena.com/il-carsismo-alle-nazioni-unite-sessione-online-delliniziativa-karst-aware-sullunea-7/03/04/
[21] Monitoraggio Specie Invasive nelle Grotte del Kosovo – Scintilena https://www.scintilena.com/monitoraggio-specie-invasive-nelle-grotte-del-kosovo-ricerca-scientifica-internazionale-per-la-protezione-degli-ecosistemi-sotterranei/09/13/
[22] Workshop GIS per la gestione professionale dei dati delle grotte al … https://www.scintilena.com/workshop-gis-per-la-gestione-professionale-dei-dati-delle-grotte-al-balkan-cavers-camp-2024/04/30/
[23] UIS World Events Calendar Union Internationale de Spéléologie https://www.scintilena.com/uis-world-events-calendar-union-internationale-de-speleologie-2025-2026-program/07/15/
[24] Cavway X1: a promising return and a warm wish for its ideator https://www.scintilena.com/cavway-x1-a-promising-return-and-a-warm-wish-for-its-inventor/06/24/
[25] [PDF] Raccolta Luglio 2023 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2023/08/2023_07_Raccolta_Scintilena_Luglio.pdf
[26] Il Cavway X1 protagonista del prossimo webinar NSS con Siwei … https://www.scintilena.com/plug-into-the-underground-il-cavway-x1-protagonista-del-prossimo-webinar-nss-con-siwei-tian/04/25/
[27] The new speleo Calendar-2026 of Balkan Speleological Union https … https://www.facebook.com/groups/124833477580102/posts/25628750133428419/
[28] Cerova?ke špilje bit ?e uskoro doma?in speleološke elite iz cijele … https://www.novilist.hr/rijeka-regija/lika-senj/cerovacke-spilje-bit-ce-uskoro-domacin-speleoloske-elite-iz-cijele-europe/
[29] Balkan Cavers Camp arrives in Cerovac Caves https://www.lika-destination.hr/news/more/813/balkan-cavers-camp-arrives-in-cerovac-caves

Fonti
[1] Balkan Speleological Union https://www.balkan-cavers.org
[2] Balkan Cavers’ Camp 2026 – Scintilena https://www.scintilena.com/balkan-cavers-camp-2026-speleologi-dai-balcani-e-dal-mondo-si-ritrovano-in-macedonia-del-nord/05/30/
[3] Some 300 caves studied in Albania https://www.tiranatimes.com/some-300-caves-studied-in-albania_112529/
[4] History – Balkan Speleological Union https://www.balkan-cavers.org/about-us/history
[5] Bulgarian-Albanian speleological explorations 1991-2013 https://www.academia.edu/33335500/Bulgarian_Albanian_speleological_explorations_1991_2013
[6] Events – Balkan Speleological Union https://www.balkan-cavers.org/events
[7] Balkan Cavers Camp 2025: Speleologia e natura incontaminata in Bosnia-Erzegovina – Scintilena https://www.scintilena.com/balkan-cavers-camp-2025-speleologia-e-natura-incontaminata-in-bosnia-erzegovina/05/16/
[8] Into Sternes le esplorazioni sotto le Montagne Bianche di Creta https://www.scintilena.com/into-sternes-un-decennio-di-esplorazione-sotto-le-montagne-bianche-di-creta/05/30/
[9] REPUBLIC OF ALBANIA https://faolex.fao.org/docs/pdf/alb42043E.pdf
[14] Elenco dei gruppi speleologi dei paesi balcanici – Scintilena https://www.scintilena.com/elenco-dei-gruppi-speleologi-dei-paesi-balcanici/02/11/
[15] Invitation to cooperation for speleological expeditions in Kyrgyzstan … https://www.scintilena.com/invitation-to-cooperation-for-speleological-expeditions-in-kyrgyzstan-and-central-asia/12/11/
[16] Estero Archivi – Pagina 30 di 154 – Scintilena https://www.scintilena.com/category/estero/page/30/
[17] Spedizione speleologica internazionale Shtares 2023 in Albania https://www.scintilena.com/spedizione-speleologica-internazionale-shtares-2023-in-albania-in-partenza-il-12-agosto/08/07/
[18] Settembre 2026: Postumia ospiterà la prima celebrazione mondiale … https://www.scintilena.com/septembre-2026-postojna-ospita-la-prima-celebrazione-mondiale-della-giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo/01/16/
[19] UIS World Events Calendar Union Internationale de … https://www.scintilena.com/uis-world-events-calendar-union-internationale-de-speleologie-2025-2026-program/07/15/
[20] Via all’ International Spring Project per monitorare le microplastiche nelle grotte – Scintilena https://www.scintilena.com/via-all-international-spring-project-per-monitorare-le-microplastiche-nelle-grotte/08/04/
[21] Acta Carsologica: La Voce della Ricerca Carsica nel 2026 – Scintilena https://www.scintilena.com/acta-carsologica-la-voce-della-ricerca-carsica-nel-2026/01/11/
[22] Events from September 5, 2022 – May 17, 2023 https://www.eurospeleo.eu/events/
[23] 3rd Balkan Speleological Conference https://www.eurospeleo.eu/event/3rd-balkan-speleological-conference/
[24] Calendario Eventi Mondiali UIS Union International de Spéléologie https://www.scintilena.com/calendario-eventi-mondiali-uis-union-international-de-speleologie-programma-2025-2026/07/16/
[25] Registrations for Balkan Cavers Camp are open!!! For … https://www.instagram.com/p/DNnZi8ttb9z/
[26] 15 –th BALKAN CAVERS’CAMP https://sites.google.com/view/15-th-balkan-caverscamp
[27] Esplorazioni Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/esplorazioni/
[28] Bulgaria 3rd Balkan Speleological Congress – Scintilena https://www.scintilena.com/bulgaria-3rd-balkan-speleological-congress/02/28/
[29] Scintilena – Una luce nel buio – il giornale quotidiano della … https://www.scintilena.com
[30] Gas tossici e roccia instabile: la corsa contro il tempo nella miniera d … https://www.scintilena.com/gas-tossici-e-roccia-instabile-la-corsa-contro-il-tempo-nella-miniera-doro-del-laos/05/29/
[31] Una luce nel buio – il giornale quotidiano della speleologia italiana https://www.scintilena.com/page/956/
[32] Balkan Cavers Camp 2026 – Facebook https://www.facebook.com/events/%D1%88%D1%82%D0%B0%D0%B2%D0%B8%D1%86%D0%B0-%D0%BF%D1%80%D0%B8%D0%BB%D0%B5%D0%BF-%D1%81%D0%B5%D0%B2%D0%B5%D1%80%D0%BD%D0%B0-%D0%BC%D0%B0%D0%BA%D0%B5%D0%B4%D0%BE%D0%BD%D0%B8%D1%98%D0%B0/balkan-cavers-camp-2026/1514003476934281/
[33] http://www.balkan-speleo.org Stelios Zacharias Secretary … https://zagrebacki-speleoloski-savez.hr/wp-content/uploads/sites/160/2015/10/BSU.2015.005.Convocation-GAM-2015.pdf
[34] Balkan Speleological Union – ????????? ??????????? ????’s post https://www.facebook.com/100064630244151/posts/-the-balkan-speleological-union-bsu-has-a-new-home-online-were-excited-to-launch/1196282749202722/
[35] Balkan Cavers Camp arrives in Cerovac Caves – Lika destination https://www.lika-destination.hr/news/more/813/balkan-cavers-camp-arrives-in-cerovac-caves
[36] Link to register for the event: https://forms.gle/BRSNfhfhhyrrsgeo8 https://www.facebook.com/100064630244151/videos/bcc-2025-intro/788494177133128/
[37] Protests against tourism project in Albania continue unabated https://m.aa.com.tr/en/europe/protests-against-tourism-project-in-albania-continue-unabated/3963555

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Postojna ospita la 33ª International Karstological School: focus sui percorsi del carbonio nel carsismo

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Dal 15 al 19 giugno 2026, la scuola internazionale di carsologia riunisce a Postojna ricercatori di tutto il mondo per discutere trasferimenti, riserve e flussi di carbonio nei sistemi carsici.

La scuola internazionale a Postojna

Dal 15 al 19 giugno 2026 Postojna, in Slovenia, ospita la 33ª International Karstological School “Classical Karst”, dedicata al tema “Carbon Pathways in Karst”. L’iniziativa è organizzata dal Karst Research Institute ZRC SAZU, che porta avanti la scuola dal 1993. Il programma prevede lezioni invitate, presentazioni orali, poster, escursioni e momenti di confronto tra giovani studiosi e ricercatori affermati.[1][2]

La sede slovena torna così al centro della scena internazionale del carsismo. L’incontro è pensato per favorire lo scambio di dati e metodi su uno dei temi più attuali della ricerca carsologica: il ruolo del carbonio nei processi sotterranei e superficiali.[1]

Carbonio e carsismo

Il tema scelto per questa edizione riguarda i passaggi del carbonio tra atmosfera, idrosfera, biosfera e litosfera. La scuola si concentra sulla distribuzione e sullo stoccaggio del carbonio nei sistemi carsici, con attenzione ai rapporti tra le diverse riserve e ai processi che influenzano la speleogenesi.[2][1]

Nel testo ufficiale viene ricordato che le aree carsiche coprono circa il 15% delle terre emerse prive di ghiaccio e che la dissoluzione dei carbonati, guidata anche dalla CO2, ha un ruolo importante nei cicli geochimici.

Per questo motivo il carsismo viene studiato sempre più spesso anche come componente dei bilanci globali del carbonio. Il carbonio nel carsismo è quindi un tema scientifico centrale, sia per la dinamica delle grotte sia per la comprensione dei flussi tra suolo, acqua e roccia.[1]

Programma e attività

Il programma preliminare prevede sessioni scientifiche, una sessione poster, escursioni di mezza giornata e giornate intere sul terreno. Sono previsti anche eventi sociali, tra cui un ice breaker, una ricezione di gala e il Karst Jam, pensati per favorire la discussione informale tra i partecipanti.[1]

Le escursioni saranno collegate al tema del convegno e toccheranno i principali siti del Carso Classico. L’ultima giornata di venerdì sarà dedicata alla presentazione generale delle aree più importanti del territorio. La combinazione tra carbonio nel carsismo, rilievi sul campo e confronto scientifico rende questa scuola un appuntamento utile anche per chi si occupa di grotte, idrogeologia e geomorfologia.[1]

Iscrizioni e scadenze

Sul sito ufficiale della scuola è indicato che la scadenza per registrazione e invio degli abstract è stata prorogata al 3 maggio 2026. La quota di iscrizione è fissata a 200 euro, mentre per gli studenti undergraduate è prevista una quota di 75 euro.[1]

Gli abstract devono essere presentati in inglese, anche se le lingue ufficiali dell’evento sono sloveno e inglese. Il numero delle comunicazioni orali è limitato, quindi parte delle proposte potrà essere reindirizzata verso il formato poster. Gli autori sono inoltre invitati a trasformare i lavori presentati in articoli per Acta Carsologica.[1]

Un appuntamento per la ricerca

La scuola di Postojna conferma la continuità di un format che, da oltre trent’anni, accompagna il confronto internazionale sulla carsologia. Il carbonio nel carsismo resta uno dei nodi più delicati da interpretare, perché coinvolge processi fisici, chimici e biologici ancora non del tutto chiariti.[3][1]

Per il mondo speleologico e per la ricerca carsica, l’incontro sloveno rappresenta un’occasione di aggiornamento su un tema che incrocia speleogenesi, dinamiche idriche e bilanci globali del carbonio. La centralità del carbonio nel carsismo, richiamata nel materiale informativo della scuola, mette in evidenza anche la necessità di nuovi dati e di confronti interdisciplinari.[4][1]

Fonti
[1] 33?? INTERNATIONAL KARSTOLOGICAL SCHOOL https://iks.zrc-sazu.si/en/
[2] 33?? International Karstological School »Classical Karst https://www.eurospeleo.eu/event/33%CA%B3%E1%B5%88-international-karstological-school-classical-karst/
[3] Coupled water-carbon cycling in karst regions: a review of … https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0022169425017147
[4] Research progress and prospects of carbon sink processes in karst … https://zgstbckx.xml-journal.net/en/article/doi/10.16843/j.sswc.2025054
[11] Speleomíting 2026: conferenza speleologica annuale in Slovacchia … https://www.scintilena.com/speleomiting-2026-conferenza-speleologica-annuale-in-slovacchia-il-21-marzo/02/13/
[12] 19th Karstological School Congress: “Karst underground protection” – Scintilena https://www.scintilena.com/19th-karstological-school-congress-karst-underground-protection/06/13/
[13] Cave and Karst News di Giugno 2026 – Scintilena https://www.scintilena.com/cave-and-karst-news/06/10/
[14] Una miniera di risorse nella libreria digitale di karst Information Portal – Scintilena https://www.scintilena.com/una-miniera-di-risorse-nella-libreria-digitale-di-karst-information-portal/04/14/
[15] Cave and Karst News (gennaio 2026): scadenze, eventi … – Scintilena https://www.scintilena.com/cave-and-karst-news-gennaio-2026-scadenze-eventi-e-opportunita-per-la-comunita-speleologica/01/15/
[16] 13 Settembre: il Mondo Celebra le Grotte — Postojna ospita la prima … https://www.scintilena.com/13-settembre-il-mondo-celebra-le-grotte-postojna-ospita-la-prima-giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo/04/12/
[17] Atti e Memorie n. 54 della Commissione Grotte “Eugenio Boegan … https://www.scintilena.com/atti-e-memorie-n-54-della-commissione-grotte-eugenio-boegan-quattro-studi-tra-storia-del-carsismo-microclimatologia-ipogea-e-batteri-fluorescenti/03/09/
[18] Slovenia – 25th International Karstological School “Classical Karst” MILESTONES AND CHALLENGES IN KARSTOLOGY – Scintilena https://www.scintilena.com/slovenia-25th-international-karstological-school-classical-karst-milestones-and-challenges-in-karstology/03/05/
[19] UIS Celebration of the International Day of Caves and Karst https://www.eurospeleo.eu/event/uis-celebration-of-the-international-day-of-caves-and-karst/
[20] Karst carbon sink mechanism and its contribution to carbon neutralization under land- use management – PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38782274/
[21] 33rd International Karstological School »Classical Karst«: Carbon … https://uis-speleo.org/index.php/event/33rd-international-karstological-school-classical-karst-carbon-pathways-in-karst/
[22] First UNESCO International Day of Caves and Karst (Postojna … https://www.geomorph.org/2026/04/first-unesco-international-day-of-caves-and-karst-postojna-slovenia-10-13-september-2026/
[23] Ecosystem-driven karst carbon cycle and carbon sink effects https://gwse.iheg.org.cn/article/id/83401e3d-9c19-44af-a876-1a90dbf295c3
[24] Events for September 13 – uis-speleo.org https://uis-speleo.org/events/list/?tribe-bar-date=2025-05-29
[25] Microbiome analysis of groundwaters in the Slovenian Dinaric Karst, a recognized biodiversity hotspot – PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41691855/
[26] Sediment carbon fate in phreatic karst (Part 1) – ScienceDirect.com https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0022169417302019
[27] 26th International Karstological School “Classical Karst” https://www.i-s-c-a.org/event/72-26th-international-karstological-school-%22classical-karst%22-show-caves-and-science
[28] Il carsismo alle Nazioni Unite: sessione online dell’iniziativa Karst … https://www.scintilena.com/il-carsismo-alle-nazioni-unite-sessione-online-delliniziativa-karst-aware-sullunea-7/03/04/
[29] Un paper scientifico sull’utilizzo dei tracciamenti con CO2 in grotta – Scintilena https://www.scintilena.com/un-paper-scientifico-sullutilizzo-dei-tracciamenti-con-co2-in-grotta/04/10/
[30] Conferenza su Plinio il Vecchio e le Grotte: Un Viaggio Attraverso la … https://www.scintilena.com/conferenza-su-plinio-il-vecchio-e-le-grotte-un-viaggio-attraverso-la-scienza-antica-e-le-tecnologie-moderne/08/31/
[31] Borneo Caves Sculpted by Bat Guano: A Major Discovery in Tropical Karst Formation – Scintilena https://www.scintilena.com/borneo-caves-sculpted-by-bat-guano-a-major-discovery-in-tropical-karst-formation/01/02/
[32] Slovenia: 12th International Karstological School “Classical Karst” Datations Of Cave Sediments – Scintilena https://www.scintilena.com/slovenia-12th-international-karstological-school-classical-karst-datations-of-cave-sediments/06/16/
[33] 7th International Workshop on Ice Caves – A Maggio a Postumia (Postojna) Slovenia – Scintilena https://www.scintilena.com/7th-international-workshop-on-ice-caves-a-maggio-a-postumia-postojna-slovenia/04/29/
[34] International Scientific Conference “Man and Karst” in Sicily in September 2022 – Scintilena https://www.scintilena.com/international-scientific-conference-man-and-karst-in-sicily-in-september-2022/12/12/
[35] Slovenia – Welcome to Karstology doctoral study – Scintilena https://www.scintilena.com/slovenia-welcome-to-karstology-doctoral-study/02/16/
[36] 32?? international karstological school, Extreme conditions and … https://ung.si/en/education/summer-schools/32-international-karstological-school-extreme-conditions-and-events-in-karst/
[37] Small reservoirs can enhance the terrestrial carbon sink of controlled basins in karst areas worldwide – PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39147046/
[38] 1 https://hess.copernicus.org/preprints/hess-2020-473/hess-2020-473-manuscript-version4.pdf
[39] The hidden carbon sponges: Karst reservoirs proven to be powerful climate allies https://www.eurekalert.org/news-releases/1129894

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Il record di immersione speleosub di Xavier Meniscus presentato a Marsiglia

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L’incontro si è svolto l’11 giugno 2026 a Mazargues con due film di Albert Ghizzo su Port-Miou e sulla discesa a -312 metri nel gouffre di Font Estramar.

Port-Miou e la ricerca sulle acque carsiche

A Marsiglia, il Club des Anciens de COMEX ha ospitato l’11 giugno una conferenza dedicata alle ricerche svolte con la CNPS sulle riviere misteriose di Cassis e sull’esplorazione della risorgenza di Port-Miou.

La calanque di Port-Miou è stata al centro di studi che hanno riguardato il suo ruolo di grande riserva di acqua dolce e il lungo sistema sommerso che continua a suscitare l’interesse di speleologi e idrogeologi.[1][2]

Nel corso dell’incontro, il tema dell’acqua sotterranea è stato presentato come una questione scientifica e ambientale.

Le informazioni raccolte indicano che Port-Miou è un sistema complesso, noto per la sua estensione e per la difficoltà di leggere con precisione il percorso della sua circolazione idrica.

L’evento ha quindi offerto un quadro utile per comprendere come la speleologia subacquea contribuisca anche allo studio delle risorse idriche costiere.[2][1]

Il record di -312 metri

La seconda parte della serata è stata dedicata alla discesa record di Xavier Meniscus a -312 metri nel gouffre di Font Estramar.

Le fonti consultate confermano che il record mondiale è stato stabilito il 6 gennaio 2024 e che la figura di Meniscus resta legata alla speleologia subacquea estrema e alla lunga esperienza maturata come scafandrista COMEX.[3][4]

Il film presentato da Albert Ghizzo ha ripercorso il contesto tecnico e umano di quell’impresa.

La proiezione ha mostrato come una discesa di questo tipo non venga letta solo come risultato sportivo, ma anche come parte di una ricerca che richiede controllo del rischio, disciplina e capacità di decisione in condizioni difficili.[4][3]

I film di Albert Ghizzo

I due film di Albert Ghizzo, realizzati per TEK Images, sono stati presentati davanti a un pubblico che ha seguito con attenzione i contenuti della serata.

Ghizzo, documentarista e autore di immagini subacquee, ha portato in sala due storie diverse ma collegate: da un lato Port-Miou, dall’altro Font Estramar.[5]

La scelta di affiancare le due opere ha rafforzato il messaggio dell’incontro.

La speleologia subacquea è stata raccontata come una disciplina che unisce esplorazione, divulgazione e tutela dell’ambiente sotterraneo.

La presenza del pubblico e il successivo momento conviviale hanno chiuso una serata costruita per valorizzare sia la ricerca sia la memoria industriale e speleologica legata a COMEX.[6][1][3]

Un pubblico interessato

L’incontro dell’11 giugno si è inserito in un contesto di forte attenzione verso i temi delle acque carsiche e delle esplorazioni profonde. Port-Miou continua infatti a essere un riferimento per chi studia il rapporto tra grotte sommerse e risorse idriche costiere.[1][2]

Anche il record di Font Estramar ha conservato un forte peso simbolico per la comunità speleologica. La serata di Marsiglia ha mostrato come eventi di questo tipo possano mettere insieme ricerca, memoria, documentario e divulgazione in un formato accessibile a un pubblico non specialistico.[3][4][5]

Dettagli tecnici sull’attrezzatura usata per scendere a -312 metri

Per la discesa record a Font Estramar, Xavier Meniscus ha usato un circuito chiuso e un sistema SNHP, cioè un sistema nitrox-elio profondo, oltre a scooter subacquei Seacraft Ghost 1500 e Ghost 2000.

Le fonti indicano anche l’impiego di una lunga fase di decompressione, di una tuta stagna SF Tech e di diversi supporti tecnici per la gestione del profilo profondo.[1][2]

Equipaggiamento

Secondo la documentazione disponibile, Meniscus ha ringraziato i costruttori del rebreather JOKI, segno che l’immersione si è basata su apparecchiature a circuito chiuso pensate per profondità elevate.

La stessa fonte cita l’uso di due scooter elettrici Seacraft, Ghost 1500 e Ghost 2000, scelti per ridurre il tempo di esposizione in profondità e contenere la fatica nella progressione orizzontale.[2][1]

L’elenco dei partner tecnici comprendeva inoltre Bigblue Dive Lights, AMX-TEKnology, TED’S dry gloves system, DiveAvenue, SF Tech Drysuit, Finnsub, Phaethon Light, O’Dive by Azoth Systems, Halcyon Dive Systems, Divertug Europe e DiveSystem.

In ambito speleosubacqueo, questi elementi servono a coprire illuminazione, isolamento termico, gestione dell’assetto, autonomia e controllo della decompressione.[3][1]

Profilo tecnico

La fonte che descrive il record precisa che la discesa a -312,10 metri è stata completata in 18 minuti e 30 secondi, con l’assistenza del sistema SNHP.

Un’altra scheda su Seacraft spiega che il Ghost è stato scelto perché adatto a profondità superiori a -300 metri e utile per limitare il tempo di permanenza nei tratti più profondi.[1][2]

Per Font Estramar, una scheda tecnica della FFESSM ricorda anche che il sito è pienamente sommerso, richiede una marcatura continua del percorso e impone una grande attenzione alla flottabilità e alla decompressione.

In pratica, l’attrezzatura non serve solo a scendere, ma anche a orientarsi, tornare indietro e gestire in sicurezza le lunghe soste necessarie al rientro.[2][3]

Approfondimento sulla gestione della decompressione

Nella discesa di Xavier Meniscus a Font Estramar la decompressione è stata una parte centrale dell’impresa, perché il film e le schede tecniche parlano di oltre 12 ore di risalita contro soli 18 minuti e 30 secondi di discesa. Questo squilibrio mostra quanto, nelle immersioni profonde in grotta, il rientro sia molto più impegnativo dell’andata.[1][2][3]

Come si gestisce

La decompressione serve a far risalire il sub in modo graduale, evitando che i gas inerti disciolti nei tessuti formino bolle dannose. Nel caso di Font Estramar, la strategia è stata costruita attorno a soste molto lunghe e a un profilo di risalita estremamente controllato, coerente con il fatto che il sito ha profondità estreme e tempi di fondo molto compressi.[1][3][4]

Per questo tipo di immersione si usano in genere miscele respiratorie studiate per ridurre l’inerzia dei gas e alleggerire la fase finale della risalita. Le fonti su Meniscus indicano infatti l’impiego di un sistema SNHP e di un rebreather, cioè un circuito chiuso che consente di controllare meglio il consumo di gas e la pianificazione delle soste.[3][5][1]

Fattori critici

A profondità così elevate, la decompressione non dipende solo dai minuti passati sul fondo, ma anche dalla velocità di discesa, dal controllo della flottabilità e dalla gestione termica del corpo. In grotta, inoltre, il sub non ha un accesso diretto alla superficie e deve tornare lungo un percorso vincolato, quindi ogni errore nella pianificazione può diventare molto più grave.[3][6]

La fonte su Meniscus segnala anche che durante la risalita si verificò un problema di decompressione, poi citato come parte della durezza dell’impresa. Questo conferma che, nelle immersioni record, la decompressione non è una semplice fase finale, ma un insieme di decisioni tecniche e fisiologiche da gestire in modo continuo.[1][3]

Supporto e monitoraggio

Nei record profondi la decompressione viene spesso verificata anche con strumenti dedicati al monitoraggio delle bolle e della qualità della risalita. Nel caso di Meniscus, una fonte tecnica ricorda l’uso del sensore O’Dive per controllare la bontà della decompressione, con esito definito ottimale in una precedente immersione.[7]

La presenza di supporti a più livelli, le soste programmate e il controllo dei gas fanno parte della logica della speleologia subacquea estrema. In pratica, la decompressione è il vero tempo dell’impresa: la profondità si conquista in pochi minuti, ma la sicurezza si gioca in molte ore.[1][2][3][8]

Rischi legati alla decompressione in ambienti confinati

In ambiente confinato la decompressione è più delicata perché il sub non può emergere direttamente e deve tornare lungo un percorso obbligato, con meno margine di errore e di soccorso immediato.

Nei sistemi carsici sommersi questo si somma a visibilità spesso ridotta, corrente, stress e possibile perdita di orientamento.[1][2][3][4]

Rischi principali

Il rischio più noto è la decompression sickness, cioè la formazione di bolle di gas nei tessuti e nel sangue durante una risalita troppo rapida o mal pianificata.

In forma lieve provoca dolore e confusione, in forma grave può causare embolia gassosa, paralisi o morte.[5][6][7]

In grotta il problema diventa più critico perché un errore non si corregge facilmente: se il sub perde la linea, consuma più gas del previsto o ha un guasto all’attrezzatura, deve comunque rispettare la decompressione prima di uscire.

La situazione peggiora se entrano in gioco narcosi, eccesso di CO2 o tossicità dell’ossigeno, fattori che possono alterare lucidità e capacità decisionale.[3][8][9][10]

Perché il confinamento pesa

Negli ambienti overhead il sub non ha accesso verticale alla superficie, quindi ogni sosta obbligatoria avviene sotto un tetto di roccia o in un tratto sommerso senza uscita immediata.

Questo rende la decompressione più lunga, più vincolata e più esposta a variazioni di profilo rispetto a un’immersione in acqua libera.[2][4][5][8]

A Font Estramar, per esempio, la profondità estrema e la complessità del sito hanno reso la fase di ritorno una componente ad altissimo rischio, tanto che la cavità è descritta come uno dei sistemi più pericolosi d’Europa.

In questi casi, la decompressione non è solo un obbligo fisiologico, ma anche una prova di tenuta psicologica e logistica.[1][11][12]

Fattori che la complicano

Più la risalita è lunga, più aumentano le probabilità di errore, affaticamento e raffreddamento del corpo.

Il freddo e lo stress possono influire sulla respirazione e sulla gestione del rebreather, con possibili ricadute sull’eliminazione della CO2 e sul controllo del carico di gas.[2][3][7][13]

Un altro punto critico è la pianificazione dei gas di decompressione, perché in ambienti confinati il sub deve prevedere margini per ritardi, deviazioni e problemi alla linea guida.

Per questo le procedure moderne insistono su profili molto conservativi, ridondanza dell’attrezzatura e supporto di squadra lungo il percorso.[4][9][10][14]

Implicazioni operative

Nella speleologia subacquea la decompressione va pensata prima dell’ingresso in acqua, non al momento della risalita.

Le regole di sicurezza raccomandano di limitare l’esposizione ai gas narcotici, mantenere un controllo rigoroso della profondità e usare miscele adeguate al profilo previsto.[7][9][10][13]

In sintesi, in ambiente confinato la decompressione è rischiosa perché un problema fisiologico si somma a un problema di spazio, accesso e recupero.

Più il sistema è profondo e complesso, più la gestione deve essere precisa, perché ogni minuto di ritardo o ogni deviazione dal piano aumenta il rischio complessivo.[1][2][4][6]

Differenza tra rebreather e circuito aperto nella
decompressione

La differenza principale è che il rebreather ricicla il gas espirato e permette di mantenere una miscela più stabile, mentre il circuito aperto espelle ogni espirazione in acqua.

Nella decompressione questo si traduce in una gestione più efficiente dei gas e, in molti profili, in tempi più contenuti rispetto a un assetto equivalente in circuito aperto.[1][2][3][4][5]

Rebreather

Nel rebreather il sub respira in un circuito chiuso o semi-chiuso, la CO2 viene rimossa dallo scrubber e l’ossigeno viene reintegrato secondo il setpoint o la logica del sistema.

Questo consente di mantenere una pressione parziale di ossigeno più costante durante l’immersione e di ottimizzare la decompressione in funzione della profondità reale.[1][3][4][5][6]

Il vantaggio pratico è duplice: meno consumo di gas e maggiore flessibilità nel profilo decompressivo.

Per immersioni molto lunghe o molto profonde, come quelle in grotta, questo può fare una grande differenza nella logistica e nella durata complessiva della risalita.[3][5][7][8]

Circuito aperto

Nel circuito aperto il sub respira da bombole e ogni espirazione viene dispersa nell’ambiente.

Questo sistema è più semplice da gestire, ma consuma molto più gas e richiede una pianificazione precisa delle miscele di decompressione, spesso con cambi gas programmati a diverse quote.[1][4][5][9]

La conseguenza è che, a parità di profondità e durata, la decompressione tende a essere più onerosa in termini di volume di gas da trasportare e di soste necessarie.

In ambienti confinati questo pesa ancora di più, perché ogni riserva aggiuntiva aumenta ingombro, fatica e complessità operativa.[7][8][10][1]

Differenze operative

Il rebreather richiede più controllo del sistema, perché il sub deve monitorare costantemente sensori, PPO2, volume del loop e possibile guasto dell’apparato.

Il circuito aperto, invece, ha una meccanica più lineare e meno punti di controllo elettronico, ma penalizza l’autonomia e la durata delle fasi di decompressione.[2][4][11]

Per questo molti tecnici considerano il rebreather più adatto alle immersioni profonde in grotta, mentre il circuito aperto resta una soluzione più semplice e robusta per profili meno estremi o per alcune fasi di supporto.

Nella pratica, la scelta dipende dal profilo dell’immersione, dalla profondità, dal carico di decompressione e dalla capacità della squadra di gestire ridondanze e bailout.[8][9][12][13][2]

In sintesi

In decompressione, il rebreather privilegia efficienza e ottimizzazione della miscela respirata, mentre il circuito aperto privilegia semplicità e immediatezza.

Nei grandi record speleosubacquei il rebreather è spesso preferito proprio perché permette di contenere i consumi e di sostenere profili molto lunghi, ma richiede addestramento e sorveglianza tecnica più elevati.[1][3][5][6][7]

Fonti
[1] I rebreather sono adatti alla subacquea ricreativa? Parte 1 https://alertdiver.eu/it_IT/articoli/i-rebreather-sono-adatti-alla-subacquea-ricreativa-parte-1/?print=pdf
[2] Rebreather Myths – Divers Alert Network https://dan.org/alert-diver/article/rebreather-myths/
[3] Closed Circuit Rebreathers for Cave Diving | Benefits & Equipment … https://www.cavedivingadventures.com/blog/ccr-cave-diving-advantages
[4] Diving and Hyperbaric Medicine Volume 46 No. 3 September 2016 http://www.swiss-cave-diving.org/PDF-dateien/Potts_30YearsUSACaveDiving.pdf
[5] Rebreathers Guide for beginners: advantages, how it works, training https://www.apdiving.com/en/rebreathers/new-to-ccr/
[6] MERGULHO SEM BOLHAS: O que é um Rebreather e como ele funciona? https://www.youtube.com/watch?v=nIEz_tTGvTs
[7] Esercitazione di soccorso speleosubacqueo ai Fontanazzi – Scintilena https://www.scintilena.com/esercitazione-di-soccorso-speleosubacqueo-ai-fontanazzi/03/29/
[8] Speleosubacquea nel cuore del Lot: i corsi PSS con Gigi Casati https://www.scintilena.com/speleosubacquea-nel-cuore-del-lot-i-corsi-pss-con-gigi-casati/05/09/
[9] Rebreather http://solitarydiver.altervista.org/alterpages/files/Rebreather.pdf
[10] Diving OC like a CCR https://advanceddivermagazine.com/articles/oc-ccr/oc-ccr.html
[11] Rebreather vs Open Circuit in Technical Missions – N9BO https://n9bo.com/2026/03/29/rebreather-vs-open-circuit-in-technical-missions-mission-dictates-equipment/
[12] Conclusa l’esercitazione nazionale di soccorso speleosubacqueo a Baunei – Scintilena https://www.scintilena.com/conclusa-lesercitazione-nazionale-di-soccorso-speleosubacqueo-a-baunei/05/30/
[13] Cave Rebreather – Is It Worth It? – DIVER magazine https://divermag.com/cave-rebreather-is-it-worth-it/
[14] Speleologia Subacquea: Un Passatempo Sano ed Economico – Scintilena https://www.scintilena.com/speleologia-subacquea-un-passatempo-sano-ed-economico/10/13/
[15] Acquae Imperatorum: dieci anni di esplorazioni speleosubacquee … https://www.scintilena.com/acquae-imperatorum-dieci-anni-di-esplorazioni-speleosubacquee-svelano-il-sistema-idrico-nascosto-di-roma/03/02/
[16] Scoperta Geologica dell’Anno in Portogallo – Scintilena https://www.scintilena.com/scoperta-geologica-dellanno-in-portogallo/10/31/
[17] GUE 2024: Crescita e Nuove Iniziative per la Comunità Speleosubacquea Internazionale – Scintilena https://www.scintilena.com/gue-2024-crescita-e-nuove-iniziative-per-la-comunita-speleosubacquea-internazionale/07/18/
[18] Nuovo numero di InDEPTH Magazine: le novità di luglio nella subacquea tecnica – Scintilena https://www.scintilena.com/nuovo-numero-di-indepth-magazine-le-novita-di-luglio-nella-subacquea-tecnica/07/09/
[19] Nuove Scoperte nel Cenote Darth Vader https://www.scintilena.com/esplorazione-subacquea-nelle-grotte-di-tulum-nuove-scoperte-nel-cenote-darth-vader/07/14/
[20] Pubblicata l’edizione inglese di Study of Cave Diving Accidents https://www.scintilena.com/pubblicata-ledizione-inglese-di-study-of-cave-diving-accidents/12/30/

Fonti
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[3] Cave Diving Group Risk Assessment https://cavedivinggroup.org.uk/wp-content/uploads/CDG-Risk-Assessment-V2.8-30Apr2024-Final.pdf
[4] Overhead | PDF | Scuba Diving | Underwater Diving – Scribd https://www.scribd.com/document/998195727/Overhead
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[9] Cave Diving’s Most Important Safety Rules – Adrex.com https://www.adrex.com/en/articles/water/scuba-diving/cave-diving-s-most-important-safety-rules/
[10] [PDF] Cave Diving Equipment and Planning – The Cenotes of Mayakoba https://cenotesofmayakoba.com/wp-content/uploads/2022/12/06-Equipment-and-Planning.pdf
[11] Nouveau drame dans le gouffre de Font Estramar https://madeinperpignan.com/gouffre-font-estramar-dangereux-pyrenees-orientales/
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[15] Proteggere il mondo sotterraneo: biodiversità delle grotte, servizi … https://www.scintilena.com/proteggere-il-mondo-sotterraneo-biodiversita-delle-grotte-servizi-ecosistemici-e-campagne-cave-animal-of-the-year/05/08/
[16] Incidenti in speleologia subacquea: il libro di Michel Ribera analizza … https://www.scintilena.com/incidenti-in-speleologia-subacquea-il-libro-di-michel-ribera-analizza-decenni-di-dati-e-svela-i-meccanismi-fatali/02/21/
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[18] SpeleoMedit in italiano: il Ministero della Cultura finanzia la prima … https://www.scintilena.com/speleomedit-in-italiano-il-ministero-della-cultura-finanzia-la-prima-panoramica-sulle-grotte-del-mediterraneo/04/27/
[19] La White Nose Syndrome ha raggiunto la Virginia – Scintilena https://www.scintilena.com/la-white-nose-syndrome-ha-raggiunto-la-virginia/03/08/
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[21] Concrezioni di salgemma e animali mummificati nella Goat Cave https://www.scintilena.com/concrezioni-di-salgemma-e-animali-mummificati-nella-goat-cave-una-nuova-frontiera-per-la-speleologia-nel-nullarbor/05/15/
[22] L’Acquedotto Vergine: Due Millenni di Ingegneria Idraulica Romana … https://www.scintilena.com/perfetto-ho-raccolto-unampia-documentazione-procedo-con-la-redazione-della-ricerca-approfondita/01/28/
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[19] CAVING IN ITALY http://www.scintilena.com/speleoit/caveit.html
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[23] La Font Estramar… – L’univers d’Erika https://lunivers-derika.over-blog.com/2022/02/font-estramar.html
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[8] Pipistrelli da record: Sulle Alpi a oltre 3000 metri ridisegnano la … https://www.scintilena.com/125317-2/04/23/
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[13] Speleologia in Campo dei Fiori: Mitragliatore e Pistole … https://www.scintilena.com/speleologia-in-campo-dei-fiori-mitragliatore-e-pistole-nascoste-in-una-grotta/01/26/
[14] Ghiaccio, ultima frontiera: gli speleologi italiani dentro i ghiacciai … https://www.scintilena.com/ghiaccio-ultima-frontiera-gli-speleologi-italiani-dentro-i-ghiacciai-alpini-tra-storia-scienza-e-urgenza-climatica/05/03/
[15] Nuovo incredibile record di profondità in una grotta subacquea https://www.scintilena.com/nuovo-incredibile-record-di-profondita-in-una-grotta-subacquea-308-metri-raggiunti-dallo-speleosub-francese-frederic-swierczynski/11/10/
[16] Glossario speleologico UIS – Lettera ‘a’ Traduzione in italiano https://www.scintilena.com/glossario-speleologico-uis-lettera-a-traduzione-in-italiano/07/22/
[17] Rpartite le le esplorazioni a Su Gologone 2025 – Scintilena https://www.scintilena.com/rpartite-le-le-esplorazioni-a-su-gologone-2025/06/10/
[18] Xavier Meniscus’ 312m dive at Font Estramar – Facebook https://www.facebook.com/groups/divetalk/posts/972541177735084/
[19] Font Estramar — Wikipédia https://fr.wikipedia.org/wiki/Font_Estramar
[20] manual serie XM.pdf https://es.scribd.com/document/402829559/manual-serie-XM-pdf
[21] Metal Gear Solid V: Ground Zeroes/Weapons and … https://metalgear.fandom.com/wiki/Metal_Gear_Solid_V:Ground_Zeroes/Weapons_and_Equipment [22] Xavier – Fallout Wiki – Fandom https://fallout.fandom.com/wiki/Xavier [23] Résurgence de font d’estramar https://village-de-caves.e-monsite.com/pages/visite-et-curiosite/resurgence-de-font-d-estramar.html [24] XM & XF Series High-Strength Chromoly Steel Rod Ends https://syzrodends.com/xm-xf-series-rod-ends-cross-reference-no-and-spec-sheet/ [25] World record for Xavier Méniscus! – Azoth Systems – O’Dive https://o-dive.com/en/world-record-for-xavier-meniscus/ [26] Le plongeur perdu de Font Estramar, des pionniers aux … https://www.plongee-infos.com/le-plongeur-perdu-de-font-estramar-des-pionniers-aux-nouveaux-explorateurs/ [27] XMG | Call of Duty Wiki – Fandom https://callofduty.fandom.com/wiki/XMG(Black_Ops_6)
[28] Frederic Swierczynski Dived To 308m And Set An Incredible New … https://divers24.com/frederic-swierczynski-cave-diving-wr-308-m/
[29] Le gouffre de Font-Estramar est-il dangereux ? – Vidéo … https://www.dailymotion.com/video/x9xnbxu
[30] XM Series https://fcc.report/FCC-ID/RF41607A/5629033.pdf

Fonti
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[2] Port-Miou – Marseille – Parc national des calanques https://www.calanques-parcnational.fr/fr/calanque-de-port-miou
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[4] Gouffre Font-Estramar: dichiarato disperso uno speleosub nei Pirenei Orientali – Scintilena https://www.scintilena.com/gouffre-font-estramar-un-altro-speleleologo-disperso/01/13/
[5] Albert Ghizzo | LinkedIn https://www.linkedin.com/in/albert-ghizzo-330bb135a
[6] CACx News – anciencomex https://www.anciencomex.com/pagesen/11_actualites.html
[7] a Civitavecchia la conferenza di Mario Mazzoli sulla speleologia … https://www.scintilena.com/ricerca-archeologica-nelle-grotte-sommerse-a-civitavecchia-la-conferenza-di-mario-mazzoli-sulla-speleologia-subacquea/02/26/
[8] Python Cave e Virus di Marburg: cosa rivela lo studio 2026 – Scintilena https://www.scintilena.com/python-cave-e-virus-di-marburg-cosa-rivela-lo-studio-2026/05/04/
[9] Evaporiti UNESCO: cosa è cambiato in due anni tra ricerca … https://www.scintilena.com/evaporiti-unesco-cosa-e-cambiato-in-due-anni-tra-ricerca-tutela-e-sfide-ancora-aperte/01/27/
[10] Le Rocce Sedimentarie: Gli Archivi Naturali della Storia … https://www.scintilena.com/le-rocce-sedimentarie-gli-archivi-naturali-della-storia-terrestre/10/04/
[11] Speleosub morto in Francia a Gennaio il Soccorso ritrova il corpo a https://www.scintilena.com/speleosub-morto-in-francia-a-gennaio-il-soccorso-ritrova-il-corpo-a-125-metri/02/25/
[12] Pubblicato il nuovo bollettino dell’Unione Internazionale … – Scintilena https://www.scintilena.com/pubblicato-il-nuovo-bollettino-dellunione-internazionale-di-speleologia/02/20/
[13] “Ghiacciai nascosti. La vita nelle grotte con ghiaccio”: ricerca, clima … https://www.scintilena.com/ghiacciai-nascosti-la-vita-nelle-grotte-con-ghiaccio-ricerca-clima-ed-ecosistemi-invisibili-nelle-prealpi-venete/01/28/
[14] -277 è record asiatico di immersione in una grotta sommersa – Scintilena https://www.scintilena.com/277-e-record-asiatico-di-immersione-in-una-grotta-sommersa/05/10/
[15] Xavier Méniscus (@xavier.meniscus) – Facebook https://www.facebook.com/xavier.meniscus/
[16] Chantier du réservoir d’eau de Cassis : accès au secteur … https://www.calanques-parcnational.fr/fr/actualites/chantier-du-reservoir-deau-de-cassis-acces-au-secteur-port-miou-perturbe
[17] TEK Images | Perpignan – Facebook https://www.facebook.com/tekimages.fr/
[18] Nuovo record di immersione speleosubacquea, Xavier Meniscus a https://www.scintilena.com/nuovo-record-di-immersione-speleosubacquea-xavier-meniscus-a-286-metri-alla-font-estramar/12/31/
[19] Port-Miou https://www.calanques-parcnational.fr/en/port-miou
[20] VOILES DE CASSIS 2026 – Club Nautique de PORT-MIOU https://www.cnport-miou.org/contact/voiles-de-cassis-2026.html
[21] Photo Club de Thuir – Facebook https://www.facebook.com/PhotoClubdeThuir/photos/1341052631393019/
[22] PLONGEE TEK MARSEILLE – SSI https://www.divessi.com/it/divecenter/plongee-tek-marseille-france-716220

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