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Federazione Speleologica Sarda: nuova Commissione Editoriale, le esplorazioni diventano racconti e ricerca

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Sardegna Speleologica raccoglie testi, fotografie e rilievi. La Federazione Speleologica Sarda collega la nuova attività editoriale a esplorazione, documentazione, formazione e tutela delle grotte

La Federazione Speleologica Sarda ha una nuova Commissione Editoriale. Insediato il 10 settembre 2026, l’organismo curerà la pubblicazione della rivista Sardegna Speleologica e la diffusione della cultura speleologica attraverso il sito istituzionale, i social network e le pubblicazioni online.

L’invito è rivolto a speleologhe, speleologi e gruppi che intendono condividere il lavoro svolto nel sottosuolo. La redazione raccoglierà resoconti esplorativi, studi, fotografie e rilievi. Prima dell’invio sarà necessario contattare la Commissione, per ricevere le indicazioni sugli standard richiesti nella preparazione dei file.

L’indirizzo di riferimento è redazione@federazionespeleologicasarda.it. Il contatto preliminare permetterà agli autori di predisporre i materiali secondo le esigenze redazionali.

Sardegna Speleologica: spazio a esplorazioni, scienza e patrimonio sotterraneo

Il programma editoriale abbraccia le diverse componenti della speleologia. Accanto alle nuove scoperte troveranno spazio biospeleologia, idrologia, geologia e paleontologia. Sono previsti contributi su rilievo, tecniche, materiali, speleologia urbana e cavità artificiali.

La raccolta comprenderà anche tutela e valorizzazione del patrimonio carsico. Rientrano nell’invito la storia della speleologia, le mostre, gli eventi e le attività didattiche. I gruppi potranno proporre resoconti di corsi, convegni e manifestazioni con contenuti di interesse generale.

Sardegna Speleologica mantiene così una funzione già riconoscibile nei numeri precedenti. Il fascicolo 28, del luglio 2016, affiancava esplorazioni e immersioni a studi sui pipistrelli, sui geotritoni e sulla sorgente di Su Gologone. Comprendeva inoltre ricerche sulle strutture sotterranee militari e sul ruolo degli speleologi nella pianificazione territoriale. [Fonte 9]

Federazione Speleologica Sarda: dalla rivista alla memoria delle esplorazioni

La pubblicazione dei risultati consente di conservare informazioni che nascono durante attività spesso lunghe e collettive. Relazioni, immagini e rilievi rendono consultabili percorsi di ricerca e conoscenze maturate dai gruppi.

Un esempio è il numero 29 di Sardegna Speleologica. Pubblicato nel 2017, è una monografia dedicata alla storia delle esplorazioni del Sistema Carsico del Supramonte Orientale. La Federazione presentò nello stesso periodo anche una guida alla Grotta di Santa Barbara e un volume sul monitoraggio della chirotterofauna del Sulcis-Iglesiente. [Fonte 10]

La nuova Commissione Editoriale si colloca in questa continuità. Il suo mandato riguarda sia la rivista sia i canali digitali. Sono strumenti diversi, riuniti dall’obiettivo dichiarato di promuovere la cultura speleologica.

Catasto e biblioteca: la documentazione della speleologia sarda

L’attività editoriale si inserisce in un sistema documentale più ampio. La Federazione Speleologica Sarda cura il WebGIS del Catasto Speleologico Regionale. Il portale permette di consultare ingressi georeferenziati, planimetrie e informazioni sulle cavità. Al momento della consultazione riporta 4.180 grotte a catasto. [Fonte 2]

A Iglesias, nella Foresteria Monteponi, hanno sede la Biblioteca Regionale di Speleologia e i centri di documentazione. La biblioteca raccoglie oltre 3.000 unità documentali. Il complesso è gestito dalla Federazione attraverso convenzioni con l’amministrazione regionale. [Fonte 5]

In questo quadro, Sardegna Speleologica costituisce uno dei luoghi di restituzione del lavoro sul campo. Le informazioni tecniche alimentano gli archivi; articoli e immagini ne rendono comprensibili i risultati a una comunità più ampia. Rivista e catasto mantengono funzioni differenti, entrambe legate alla conoscenza del patrimonio sotterraneo. [Fonte 4][Fonte 9]

Commissione Editoriale della Federazione Speleologica Sarda: come proporre i contributi

Per partecipare, gli autori dovranno prendere contatto con la redazione prima di trasmettere i materiali. La Commissione fornirà le indicazioni necessarie sull’elaborazione dei file.

L’invito riguarda testi, fotografie e rilievi. Le proposte potranno raccontare una scoperta, presentare uno studio oppure documentare un’attività utile alla comunità speleologica. Il riferimento resta redazione@federazionespeleologicasarda.it.

La richiesta della Federazione mette al centro il contributo degli esploratori. Il lavoro compiuto nelle grotte diventa materia da ordinare, conservare e raccontare attraverso Sardegna Speleologica e gli altri strumenti di comunicazione federale.


Relazione sulle attività e sulle azioni della Federazione Speleologica Sarda

Federazione Speleologica Sarda: una rete tra esplorazione, ricerca e servizi documentali

Le attività della Federazione Speleologica Sarda si sviluppano lungo più direttrici. Comprendono il coordinamento di iniziative comuni, l’esplorazione, la documentazione, la divulgazione e la collaborazione nella formazione. A queste si aggiunge la gestione di strumenti previsti dalla normativa regionale, a partire dal Catasto Speleologico Regionale. [Fonte 4][Fonte 1][Fonte 7]

Il rapporto tra questi ambiti costituisce un elemento centrale del lavoro federale. L’esplorazione produce osservazioni e rilievi. Il catasto raccoglie dati identificativi e tecnici. Biblioteca e centri documentali conservano le fonti. Le pubblicazioni diffondono risultati, metodi e conoscenze. La direttiva regionale sul catasto collega espressamente questi servizi alla pratica speleologica, alla ricerca e alla didattica. [Fonte 4]

L’attività non coincide quindi con le sole uscite in grotta. Comprende anche il lavoro successivo: verificare dati, archiviare documenti, organizzare bibliografie e rendere accessibili le informazioni. È su questo terreno che l’iniziativa dei gruppi assume una dimensione regionale. [Fonte 4][Fonte 6]

Catasto Speleologico Regionale: il ruolo pubblico della Federazione Speleologica Sarda

Il Catasto Speleologico Regionale rappresenta la documentazione ufficiale delle grotte e delle aree carsiche della Sardegna. Una prima istituzione risale alla legge regionale 21 settembre 1993, n. 46. Nel 1999 iniziò l’informatizzazione del materiale cartaceo. La legge regionale 7 agosto 2007, n. 4, istituì il catasto presso l’Assessorato della Difesa dell’Ambiente, confermandone la gestione federale. [Fonte 3]

La direttiva approvata con deliberazione regionale n. 44/19 del 29 settembre 2009 ne definisce il funzionamento. L’affidamento alla Federazione avviene tramite convenzione. La FSS è responsabile delle iscrizioni catastali e della corretta tenuta dei dati. Deve inoltre comunicare all’amministrazione regionale variazioni e aggiornamenti secondo le modalità convenzionali. [Fonte 4]

Il catasto comprende due sezioni: grotte o cavità naturali e aree carsiche. Le schede delle cavità raccolgono coordinate, quota, dislivelli, lunghezze e informazioni sul rilievo. Possono comprendere annotazioni sulla circolazione idrica, sullo stato di conservazione e su altre caratteristiche significative. [Fonte 4]

Per le aree carsiche vengono documentati anche estensione, litologia e principali fenomeni superficiali. La direttiva considera inoltre le informazioni sull’acquifero e sulla sua vulnerabilità. L’archivio collega quindi la descrizione delle singole grotte alla conoscenza del territorio che le ospita. [Fonte 4]

Questa impostazione attribuisce alla documentazione speleologica un’utilità che supera l’ambito associativo. La disponibilità di dati ordinati sostiene lo studio delle acque sotterranee, la conoscenza ambientale e la conservazione dei beni censiti. Sono finalità esplicitamente richiamate dalla disciplina regionale. [Fonte 4]

WebGIS delle grotte sarde: cartografia digitale e organizzazione territoriale

Il portale del Catasto Speleologico Regionale rende consultabili online i dati attraverso un WebGIS, cioè un sistema informativo geografico accessibile dal web. Il visualizzatore sovrappone a una base cartografica gli ingressi georeferenziati e le planimetrie delle grotte. Un motore di ricerca permette di interrogare la banca dati. [Fonte 2]

Sono disponibili versioni per computer e dispositivi mobili. Il sito comprende anche uno strumento dedicato alle schede di progressione. La documentazione cartacea è custodita presso la sede federale. Il dato di 4.180 grotte, riportato dal portale consultato, indica la dimensione dell’archivio e del lavoro di raccolta. [Fonte 2]

L’organizzazione territoriale attualmente indicata sul portale comprende sei ambiti: Cagliaritano, Nuorese, Ogliastra, Oristanese, Sassarese e Sulcis-Iglesiente. La presenza di referenti locali collega il sistema centrale alle attività condotte nei diversi settori dell’isola. [Fonte 2]

La verifica delle informazioni è parte integrante del servizio. La descrizione federale del catasto illustra il passaggio dai dati raccolti territorialmente ai controlli e all’archiviazione centrale. L’inserimento di una cavità richiede quindi un lavoro documentale, non la sola segnalazione dell’ingresso. [Fonte 6]

Tutela delle grotte e accesso ai dati: conoscenza e conservazione

La normativa collega il catasto alla tutela del patrimonio speleologico. La raccolta delle informazioni serve a identificare i beni e a descriverne caratteristiche e condizioni. Le schede possono conservare indicazioni utili sulla circolazione dell’acqua, sui reperti e sullo stato degli ambienti. [Fonte 4]

La direttiva del 2009 disciplina anche l’accesso ai dati. Per la loro pubblicazione o divulgazione prevede una comunicazione preventiva alla Federazione, la citazione della fonte e la consegna di una copia dell’eventuale pubblicazione. Tutela inoltre il lavoro intellettuale degli autori. [Fonte 4]

Un altro punto riguarda la sensibilità delle informazioni. L’accesso può essere limitato su precise disposizioni regionali quando la divulgazione rischia di danneggiare l’ambiente o interferisce con esigenze di sicurezza pubblica. Conoscenza e conservazione sono quindi considerate insieme. [Fonte 4]

Il ruolo federale comprende così un equilibrio tra consultazione, corretto uso dei materiali e salvaguardia dei luoghi documentati. È una funzione concreta di gestione del patrimonio informativo, distinta dalla semplice promozione della frequentazione delle grotte. [Fonte 4]

Biblioteca Regionale di Speleologia: archivi e memoria a Monteponi

La Biblioteca Regionale di Speleologia, il Centro di Documentazione Speleologica e il Centro Internazionale di Documentazione e Ricerca sulle Grotte di Miniera hanno sede a Iglesias. Si trovano nella Foresteria Monteponi, in viale Aligi Sassu. La gestione è affidata alla Federazione attraverso convenzioni con la Regione. [Fonte 5]

La biblioteca raccoglie oltre 3.000 unità documentali. È presente nel portale nazionale Speleoteca con la denominazione Biblioteca “Franco Todde” – Federazione Speleologica Sarda. Il patrimonio si arricchisce attraverso nuove acquisizioni. [Fonte 5]

Il Centro di Documentazione conserva carte geografiche, geologiche, naturalistiche ed escursionistiche. Sono presenti anche fotografie storiche e materiali audiovisivi. Questi documenti permettono di affiancare ai risultati recenti le testimonianze delle esplorazioni precedenti. [Fonte 5]

La direttiva regionale assegna alla FSS compiti di catalogazione, conservazione e incremento delle raccolte. Richiede inoltre di garantire l’integrità dei documenti e la consultazione nel rispetto del diritto d’autore. La biblioteca è dunque un servizio operativo per speleologi, ricercatori e attività didattiche. [Fonte 4]

Grotte di miniera e cavità artificiali: ricerca sul sottosuolo naturale e storico

Il Centro Internazionale di Documentazione e Ricerca sulle Grotte di Miniera promuove studi in collaborazione con istituti di ricerca, università e associazioni speleologiche. Il suo ambito riguarda le grotte di miniera, inserite nel più ampio patrimonio sotterraneo sardo. [Fonte 5]

La direttiva del 2009 prevede un raccordo con il Parco Geominerario della Sardegna. Le modalità di collaborazione devono essere definite attraverso un’intesa tra amministrazione regionale e Parco. Il centro è organizzato insieme al catasto, alla biblioteca e al Centro di Documentazione. [Fonte 4]

Le iniziative divulgate dal sito federale comprendono anche il convegno di Nuxis del 28 e 29 ottobre 2023 sulle cavità artificiali per un turismo sostenibile. Nello stesso anno, il programma culturale del sito Sa Marchesa ha affrontato la speleologia di miniera nel Medioevo sardo. Nel 2024 il sito federale ha inoltre annunciato un corso di secondo livello sulle cavità artificiali. [Fonte 1]

Le grotte naturali incontrate nelle attività minerarie e le cavità realizzate dall’uomo restano categorie differenti. Nel lavoro documentale federale trovano spazio sia la ricerca sugli ambienti naturali sia lo studio delle strutture sotterranee storiche. Lo testimoniano i servizi dedicati alle grotte di miniera e i contributi sulle opere militari pubblicati nella rivista. [Fonte 5][Fonte 9]

Commissione Speleosubacquea: esplorazioni e cooperazione nei sistemi carsici sardi

La Commissione Speleosubacquea è stata istituita il 17 giugno 2015, durante una riunione presso lo Speleo Club Oristanese. La pagina federale ne definisce gli obiettivi: esplorare, studiare, rilevare e documentare grotte sommerse terrestri e marine e sistemi carsici della Sardegna. [Fonte 7]

La collaborazione con altri gruppi regionali e nazionali costituisce un altro obiettivo dichiarato. La Commissione intende coinvolgere nuovi speleosubacquei e integrare il loro lavoro con il contributo degli speleologi impegnati nel supporto alle esplorazioni. [Fonte 7]

Un risultato documentato riguarda la Codula Ilune. Il portale del catasto ospita il documentario “Monte Longos – La via per la congiunzione”, realizzato dalla ComSub. Il film ricostruisce le esplorazioni del 2016 che collegarono diverse cavità, delineando un sistema di oltre 70 chilometri. Il dato si riferisce al risultato illustrato dal documentario. [Fonte 2]

Questa attività mostra il rapporto tra immersione, rilievo e restituzione pubblica. La scoperta di un collegamento viene accompagnata da documentazione tecnica e racconto audiovisivo. La cooperazione diventa così anche una modalità di produzione e trasmissione delle conoscenze. [Fonte 2][Fonte 7]

Sa Rutta ’e S’Edera: il progetto Main River 2026 e le esplorazioni oltre i sifoni

Nel 2026 le attività della ComSub hanno interessato Sa Rutta ’e S’Edera attraverso il progetto Main River. La preparazione ha compreso trasporto di materiali, organizzazione del campo e predisposizione delle attrezzature necessarie alle immersioni. [Fonte 13]

Il resoconto pubblicato da Scintilena il 19 maggio descrive il trasferimento dei materiali al primo sifone e la pianificazione dei trasporti verso S7. Il progetto comprendeva anche una raccolta fondi mediante una campagna di magliette, destinata a sostenere le spese tecniche. [Fonte 13]

Il 22 settembre 2026 Scintilena ha riportato il completamento dell’esplorazione del settimo sifone. Il rilievo ne ha fissato la lunghezza in 485 metri. Oltre il tratto sommerso sono stati raggiunti ambienti emersi e un lago con superficie stimata in circa 2.000 metri quadrati. [Fonte 14]

La sequenza restituisce la complessità organizzativa delle esplorazioni. Il risultato finale dipende anche dal lavoro di trasporto e preparazione, distribuito su più uscite. La documentazione pubblicata consente di ricostruire queste fasi insieme ai nuovi sviluppi della grotta. [Fonte 13][Fonte 14]

Biospeleologia in Sardegna: geotritoni, pipistrelli e tutela degli habitat

La costruzione della Commissione Biospeleologica prese avvio nel 2014. Una prima riunione informale si svolse a Nuxis durante un corso sulla tutela delle aree carsiche e degli ambienti ipogei. Seguì un incontro ufficiale a Oristano nel settembre dello stesso anno. [Fonte 8]

Gli obiettivi discussi comprendevano l’approfondimento delle conoscenze faunistiche e la tutela dei siti più vulnerabili. Tra le collaborazioni indicate figurava quella con l’Università di Milano-Bicocca per lo studio della distribuzione dei geotritoni. Furono inoltre previsti un corso di biospeleologia e una raccolta bibliografica condivisa. [Fonte 8]

L’attenzione alla fauna sotterranea è documentata anche dall’attività editoriale. Sardegna Speleologica n. 28 ospita contributi sui pipistrelli della Grotta di San Giovanni, sul microclima e sulle deposizioni dei geotritoni. Il fascicolo presenta inoltre il progetto sulla chirotterofauna del Sulcis-Iglesiente. [Fonte 9]

Nel 2017 la Federazione annunciò il volume “Studi sulla chirotterofauna in alcune grotte del Sulcis-Iglesiente”. La pubblicazione derivava dal monitoraggio del 2015-2016 ed era realizzata in collaborazione con la Provincia del Sud Sardegna, con finanziamento legato alla legge regionale n. 4/2007. [Fonte 10]

Queste iniziative collegano osservazione sul campo, formazione e pubblicazione dei risultati. La biospeleologia entra così nella conoscenza delle grotte insieme alla topografia e alla geologia, ampliando la documentazione delle loro caratteristiche ambientali. [Fonte 9][Fonte 8]

Formazione speleologica e sicurezza in grotta: collaborazione tra organismi distinti

La formazione coinvolge più soggetti della speleologia sarda. La Commissione Regionale Scuole di Speleologia pubblica programmi di corsi, aggiornamenti ed esami per le qualifiche didattiche SSI. Il calendario comprende, tra gli altri, il corso sulle tecniche di armo di base annunciato per il 28 febbraio e il 1° marzo 2026 a Perdasdefogu. [Fonte 11]

La collaborazione emerge anche nel seminario “Grotta Sicura”, organizzato dalla Federazione per l’11 e il 12 aprile 2026 a Dorgali. Il programma coinvolgeva il Comitato Esecutivo Regionale delle scuole CNSS-SSI, il CNSAS Sardegna e il Centro Speleo Archeologico Dorgali “Vittorio Mazzella”. [Fonte 12]

Le attività previste affrontavano organizzazione delle uscite, materiali, armi e prevenzione degli incidenti. Comprendevano testimonianze e dimostrazioni pratiche sulla gestione dell’infortunato nelle grotte Sos Jocos e Decima. La sicurezza veniva trattata attraverso confronto teorico ed esercitazione. [Fonte 12]

I ruoli restano distinti. La Federazione promuove e coordina iniziative comuni; le strutture didattiche operano nella formazione; il CNSAS interviene con le proprie competenze di soccorso. Il seminario rappresenta un esempio di collaborazione fra questi ambiti, senza sovrapporne le responsabilità. [Fonte 11][Fonte 12]

Divulgazione speleologica: riviste, mostre, convegni e canali digitali

La comunicazione federale comprende strumenti diversi. Il sito diffonde notizie sulle esplorazioni e sulle iniziative dei gruppi. La rivista ospita contributi estesi. Il portale del catasto affianca alle schede cartografiche fotografie e filmati. [Fonte 1][Fonte 2][Fonte 9]

Il complesso documentale di Monteponi ospita la mostra fotografica “La Sardegna Sotterranea”, costruita con materiali prodotti dai gruppi. Gli spazi sono utilizzati anche per attività convegnistiche e di promozione dello studio e della ricerca. [Fonte 5]

Il programma divulgato dal sito federale comprende raduni, mostre fotografiche e incontri tematici. Tra gli esempi figurano il Raduno Regionale di Speleologia di Lula del 2025, le iniziative culturali di Nuxis e il convegno del 2023 sulle esperienze delle grotte turistiche sarde. [Fonte 1]

La nuova Commissione Editoriale riunisce nel proprio mandato rivista, sito, social network e pubblicazioni online. L’invito del settembre 2026 mette a disposizione di questi canali i contributi della comunità speleologica. Il contatto preliminare con la redazione costituisce il passaggio operativo indicato agli autori.

Attività della Federazione Speleologica Sarda: le connessioni tra i diversi strumenti

Il quadro delle azioni federali può essere letto attraverso cinque collegamenti principali:

  • Esplorazione e documentazione: le ricerche producono rilievi e osservazioni, conservati e organizzati attraverso strumenti tecnici. [Fonte 4][Fonte 7]
  • Catasto e territorio: le schede associano le grotte alle caratteristiche delle aree carsiche e alle informazioni sugli acquiferi. [Fonte 4]
  • Ricerca e tutela: i programmi biospeleologici approfondiscono la conoscenza della fauna e l’attenzione ai siti vulnerabili. [Fonte 8]
  • Formazione e prevenzione: corsi e seminari mettono in relazione competenze tecniche e gestione delle situazioni critiche. [Fonte 11][Fonte 12]
  • Archivi e divulgazione: biblioteca, centri documentali, rivista e strumenti digitali conservano le fonti e ne diffondono i contenuti. [Fonte 5][Fonte 9]

La nuova attività editoriale si inserisce in queste relazioni. Pubblicare una ricerca significa renderne consultabili risultati e percorso. Raccogliere fotografie e rilievi permette di conservare il contributo degli autori. Per la Federazione, la comunicazione accompagna così il lavoro esplorativo e documentale che si sviluppa nei diversi territori della Sardegna. [Fonte 4][Fonte 9]

Fonti e documentazione

Comunicazione della nuova Commissione Editoriale della Federazione Speleologica Sarda, insediata il 10 settembre 2026: testo fornito per la redazione dell’articolo. Contatto: redazione@federazionespeleologicasarda.it.

  1. Federazione Speleologica Sarda – sito istituzionale e attività https://www.federazionespeleologicasarda.it/
  2. Catasto Speleologico Regionale della Sardegna – portale e WebGIS https://www.catastospeleologicoregionale.sardegna.it/
  3. Regione Sardegna, Sardegna SIRA – Catasto speleologico regionale https://portal.sardegnasira.it/catasto-speleologico-regionale
  4. Regione Sardegna – Direttiva per il funzionamento, aggiornamento e accesso al Catasto Speleologico Regionale, deliberazione n. 44/19 del 29 settembre 2009 https://www.regione.sardegna.it/documenti/1_73_20091001164354.pdf
  5. Regione Sardegna, Sardegna SIRA – Biblioteca Regionale di Speleologia https://portal.sardegnasira.it/biblioteca-speleologica-regionale
  6. Federazione Speleologica Sarda – Catasto delle Grotte https://www.federazionespeleologicasarda.it/catasto/
  7. Federazione Speleologica Sarda – Commissione Speleosubacquea https://www.federazionespeleologicasarda.it/commissione-speleosubacquea/
  8. Federazione Speleologica Sarda – Commissione Biospeleologica https://www.federazionespeleologicasarda.it/commissione-biospeleologica/
  9. Federazione Speleologica Sarda – Sardegna Speleologica n. 28, luglio 2016 https://www.federazionespeleologicasarda.it/sardegna-speleologica-28-luglio-2016/
  10. Federazione Speleologica Sarda – Sardegna Speleologica n. 29 e pubblicazioni, 9 novembre 2017 https://www.federazionespeleologicasarda.it/sardegna-speleologica-29789/
  11. Commissione Regionale Scuole di Speleologia della Sardegna – programmi formativi https://www.crss-sardegna.it/
  12. Scintilena – Grotta Sicura a Dorgali, 7 marzo 2026 https://www.scintilena.com/grotta-sicura-a-dorgali-il-seminario-sulla-sicurezza-in-grotta-della-federazione-speleologica-sarda/03/07/
  13. Scintilena – Grotta S’Edera, Main River 2026, 19 maggio 2026 https://www.scintilena.com/grotta-sedera-main-river-2026-il-progetto-entra-nella-fase-operativa/05/19/
  14. Scintilena – Sa Rutta ’e S’Edera, esplorazione del settimo sifone, 22 settembre 2026 https://www.scintilena.com/sa-rutta-e-sedera-il-settimo-sifone-si-arrende-dopo-485-metri-oltre-lacqua-appare-un-enorme-lago/09/22/

Consultazione delle fonti online: 4 novembre 2026. I dati numerici del portale catastale sono quelli visualizzati alla consultazione.

Sardegna Speleologica

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Federico Paperini Cavaliere della Repubblica: il riconoscimento al soccorritore del SASU e il lavoro del CNSAS

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A Terni l’onorificenza a Federico Paperini per gli interventi in ambiente impervio e nelle grandi emergenze. Il ruolo del SASU e le attività del CNSAS nel soccorso alpino e speleologico

Federico Paperini, componente del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria, ha ricevuto il 4 novembre 2026 a Terni l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. A consegnarla sono stati il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco, la prefetta Antonietta Orlando e il sindaco Stefano Bandecchi. Il riconoscimento riguarda un percorso che comprende oltre cento interventi tecnici e sanitari in ambiente impervio e la partecipazione alle emergenze del terremoto del Centro Italia del 2016 e di Rigopiano. [web:4]

Federico Paperini Cavaliere della Repubblica: la cerimonia del 4 novembre a Terni

La consegna si è svolta durante le celebrazioni della Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate. La mattinata si è aperta in piazza Briccialdi con l’alzabandiera e la deposizione delle corone al Monumento ai Caduti. La cerimonia è proseguita in piazza Tacito, dove sono state conferite le onorificenze a Federico Paperini, Cristiano Ceccotti, Stefania Capponi e Adriana De Santo. [web:5]

Per Paperini, conosciuto tra i soccorritori come “il Papero”, il titolo di Cavaliere della Repubblica riconosce anni dedicati all’assistenza delle persone in difficoltà. Nel percorso richiamato dal SASU rientrano gli interventi sul territorio e le operazioni nelle emergenze nazionali. Sono attività nelle quali preparazione tecnica e assistenza sanitaria devono procedere insieme. [web:4]

Federico Paperini e il SASU: interventi, organizzazione e volontariato

L’impegno di Federico Paperini nel SASU non riguarda soltanto le missioni di soccorso. Nei suoi mandati da vicepresidente ha contribuito allo sviluppo organizzativo del servizio regionale. La nota del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria richiama il lavoro istituzionale e l’attenzione alla tutela del personale volontario e tecnico. [web:4]

La continuità di una struttura di soccorso dipende anche da questo lavoro. La formazione, le verifiche delle competenze e i rapporti con il sistema sanitario costituiscono infatti attività permanenti del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. La legge ne disciplina il funzionamento e riconosce il carattere prevalentemente volontario dell’attività dei suoi membri. [web:8]

Il profilo di Paperini comprende anche il lavoro alla Provincia di Terni. A questo si affianca la promozione di attività sportive, educative e sociali in Valnerina, anche come istruttore presso il Centro Canoa e Rafting Le Marmore. Il riconoscimento riunisce così esperienze diverse di servizio alla comunità. [web:4]

Dal riconoscimento a Federico Paperini al soccorso alpino e speleologico in Umbria

Il SASU è il servizio regionale umbro del CNSAS. Opera in raccordo con il sistema di emergenza sanitaria per intervenire in montagna, in grotta e negli ambienti impervi. Il suo ruolo è richiamato dalla legge nazionale n. 74 del 2001 e dalla legge regionale umbra n. 1 del 2021. [web:42]

L’onorificenza a Federico Paperini si colloca dentro questa organizzazione. Il soccorso in un ambiente difficile richiede competenze che vanno oltre il raggiungimento dell’infortunato. Occorre assisterlo, proteggerlo e predisporne il trasporto lungo un percorso sicuro. Sono finalità che il CNSAS persegue attraverso la collaborazione tra personale tecnico, sanitari e sistema dell’emergenza. [web:8][web:14]

Il percorso del soccorritore umbro collega inoltre la dimensione regionale a quella nazionale. Le emergenze del Centro Italia e di Rigopiano hanno richiesto l’impiego di squadre provenienti da più territori. In quei contesti il CNSAS ha operato con le altre strutture del sistema di protezione civile, mettendo a disposizione le proprie specializzazioni. [web:41][web:47]

Relazione di approfondimento: attività, organizzazione e azioni del CNSAS

CNSAS: missione pubblica e ambiti del soccorso alpino e speleologico

Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico è una sezione nazionale del Club Alpino Italiano. Dispone di autonomia organizzativa, funzionale e patrimoniale. Svolge un servizio pubblico finalizzato al soccorso tecnico e sanitario e concorre alle attività di protezione civile. [web:14]

La sua competenza riguarda il territorio montano, l’ambiente ipogeo e le zone impervie. Il riferimento non è soltanto all’altitudine. Anche una cavità sotterranea o una forra possono richiedere attrezzature e preparazione specialistiche per raggiungere una persona e trasportarla. Il quadro operativo comprende pareti, sentieri, canyon, grotte e altri ambienti difficilmente accessibili. [web:14]

Le azioni fondamentali comprendono:

  • la ricerca e il soccorso degli infortunati e delle persone in pericolo;
  • l’assistenza ai soggetti esposti a un possibile peggioramento sanitario;
  • la ricerca dei dispersi;
  • il recupero e il trasporto delle persone soccorse;
  • il recupero dei caduti;
  • la prevenzione degli incidenti;
  • la formazione e l’aggiornamento del personale. [web:8][web:14]

L’espressione “rischio di evoluzione sanitaria” indica un elemento importante del mandato. L’attivazione non riguarda soltanto chi presenta già un trauma evidente. La legge comprende anche le persone le cui condizioni possono peggiorare, rendendo necessario un intervento tecnico e sanitario. [web:8]

Storia del CNSAS: dal soccorso alpino alla componente speleologica

La nascita dell’organizzazione nazionale risale al 12 dicembre 1954. A Clusone, il Consiglio centrale del CAI deliberò la costituzione del Corpo Soccorso Alpino. La decisione raccolse esperienze locali già sviluppate nelle comunità montane e nelle associazioni alpinistiche. Scipio Stenico fu il primo responsabile della nuova struttura. [web:14]

Il soccorso speleologico entrò nel Corpo nel 1968. Nel 1990 divenne parte integrante della struttura, dando vita al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Il passaggio consolidò l’integrazione tra due ambiti accomunati dalla difficoltà dell’ambiente, ma caratterizzati da tecniche e necessità operative specifiche. [web:14]

Questa evoluzione ha portato alla costruzione di una rete nazionale. I servizi regionali e provinciali assicurano il radicamento territoriale. Zone, delegazioni e stazioni organizzano la presenza locale e l’attività operativa. Il livello nazionale sostiene il sistema attraverso indirizzi, formazione e coordinamento. [web:14][web:28]

Organizzazione del CNSAS e ruolo dei servizi regionali come il SASU

L’articolazione territoriale consente di associare la conoscenza dei luoghi a procedure condivise. Lo statuto prevede che i servizi regionali e provinciali comprendano zone o delegazioni di soccorso. I soci sono inquadrati in stazioni alpine o speleologiche. [web:28]

La struttura permette di sviluppare competenze locali senza isolare le squadre. Un intervento complesso può richiedere l’arrivo di tecnici da altre regioni. Nel soccorso speleologico, questa collaborazione assume particolare rilievo quando servono specialisti, avvicendamenti e assistenza sanitaria prolungata. Un esempio è l’operazione all’Abisso Paperino del luglio 2025, che coinvolse oltre cinquanta tecnici di più delegazioni. [web:23]

Il SASU rappresenta l’articolazione di questo sistema in Umbria. Il suo collegamento con l’emergenza sanitaria regionale rende disponibile una risposta specialistica nei luoghi in cui l’accesso ordinario risulta difficile. Il servizio comprende sia la dimensione montana sia quella sotterranea. [web:42]

Legge 74 del 2001: competenze del CNSAS e collaborazione tra enti

La legge 21 marzo 2001, n. 74 riconosce il valore di solidarietà sociale e la funzione di pubblica utilità del CNSAS. Definisce i compiti di soccorso, ricerca e prevenzione. Stabilisce inoltre il rapporto con il Servizio sanitario nazionale e con il sistema dell’emergenza-urgenza. [web:8]

Il Corpo opera in stretto coordinamento con le centrali del Numero unico di emergenza 112 e con i servizi di elisoccorso. Le strutture regionali e provinciali sono individuate dalla legge come riferimento esclusivo per l’attuazione del soccorso sanitario nel territorio montano e nell’ambiente ipogeo. Le convenzioni disciplinano l’organizzazione dei servizi. [web:8]

Questo ruolo non elimina le competenze delle altre amministrazioni. La stessa legge le mantiene espressamente ferme. Nel proprio ambito operativo il CNSAS assume le funzioni di coordinamento e direzione previste dalla normativa quando intervengono squadre di enti diversi. Per le grandi emergenze e le calamità vale la distinzione indicata dalla legge n. 289 del 2002: il coordinamento generale rientra nel sistema dell’emergenza, al quale il Corpo concorre. [web:8][web:14]

Soccorso alpino del CNSAS: assistenza sanitaria e recupero tecnico

L’intervento in montagna combina due esigenze. La prima è raggiungere la persona e assisterla. La seconda è trasferirla senza aggiungere rischi a quelli già presenti. Per questo il soccorso comprende ricerca, recupero, trasporto sanitario e trasporto non sanitario. [web:14]

La componente tecnica consente di operare dove terreno e condizioni ambientali rendono difficile l’accesso. La componente sanitaria valuta e tratta l’infortunato. L’integrazione tra le due è il fondamento del rapporto con il sistema dell’emergenza, non una fase accessoria del recupero. [web:8][web:14]

L’elisoccorso rientra in questa organizzazione. La normativa riconosce la figura del tecnico di elisoccorso e disciplina il rapporto con i servizi sanitari e aeronautici. Restano centrali anche le squadre terrestri, alle quali fanno riferimento le operazioni sul terreno e le attività che richiedono una presenza diretta nell’ambiente. [web:8][web:14]

Soccorso speleologico CNSAS: medicina in grotta e trasporto del ferito

Il soccorso in grotta richiede una preparazione dedicata. L’ambiente ipogeo può imporre passaggi stretti, pozzi, meandri e lunghi percorsi di trasporto. L’assistenza sanitaria deve quindi essere organizzata all’interno della cavità e mantenuta durante le successive fasi del recupero. [web:23]

L’intervento all’Abisso Paperino, nel comune di Ormea, offre un esempio concreto. Il 21 luglio 2025 si concluse il recupero di uno speleologo ferito dalla caduta di un masso. L’incidente era avvenuto a circa quaranta metri di profondità. Due sanitari specializzati, provenienti da Piemonte e Umbria, lo stabilizzarono e monitorarono in una tenda riscaldata. [web:23]

Il trasporto richiese la disostruzione di tre strettoie e il superamento di due pozzi di circa quindici metri ciascuno. Parteciparono oltre cinquanta tecnici, arrivati da diverse regioni. Una volta all’esterno, il paziente fu affidato all’elisoccorso per il trasferimento in ospedale. [web:23]

Il caso mostra come la profondità non descriva da sola la complessità di un incidente. Contano soprattutto la geometria della cavità, le condizioni del ferito e le possibilità di movimentazione. La preparazione dell’itinerario di uscita deve procedere insieme all’assistenza medica. [web:23]

Specialisti CNSAS: disostruzione, speleosubacquea, ricerca e droni

La normativa riconosce numerose figure specialistiche. Oltre ai tecnici di soccorso alpino, speleologico e in forra, comprende sanitari per l’emergenza ad alto rischio, direttori delle operazioni e tecnici di centrale operativa. [web:8]

Tra le qualifiche figurano anche:

  • tecnici disostruttori;
  • tecnici speleosubacquei;
  • coordinatori delle operazioni di ricerca;
  • tecnici di ricerca;
  • unità cinofile da valanga e da ricerca in superficie;
  • piloti di sistemi aeromobili a pilotaggio remoto. [web:8]

Queste specializzazioni ampliano gli strumenti disponibili. La disostruzione permette di affrontare passaggi incompatibili con il trasporto del ferito. La speleosubacquea fornisce una competenza dedicata agli ambienti sommersi. Unità cinofile, tecnici di ricerca e droni concorrono alle attività di individuazione delle persone, secondo le caratteristiche dello scenario. [web:8][web:23][web:37]

Comunicazioni nel soccorso speleologico: ERMES e il campo interno ESTIA

Una parte del lavoro del CNSAS riguarda lo sviluppo di strumenti e tecnologie. Nel settembre 2026, all’Antro del Corchia, la Commissione Tecnica Speleologica ha riunito tecnici di diverse delegazioni per provare sistemi destinati agli interventi sotterranei. [web:18]

Tra questi figura ERMES, sviluppato per trasmettere voce, video, dati e parametri medici in grotta e negli ambienti confinati. La condivisione delle informazioni collega il lavoro vicino al paziente con il supporto disponibile all’esterno. L’attività formativa ha riguardato anche reti Mesh, ETHER e diagnostica delle linee telefoniche. [web:18][web:19]

Un altro settore è il supporto logistico agli interventi prolungati. ESTIA è un campo interno modulare pensato per le operazioni in profondità. Il progetto considera trasporto, installazione, impiego e recupero dei materiali. Sono aspetti necessari per sostenere la permanenza operativa nel sottosuolo. [web:18]

Formazione CNSAS: scuole nazionali, certificazioni e verifiche periodiche

La disponibilità delle squadre deriva da un’attività continuativa di formazione. La legge affida alle scuole nazionali la preparazione, la certificazione e la verifica periodica dell’operatività dei tecnici e delle unità cinofile. Gli aggiornamenti sono registrati nel libretto personale. [web:8]

Le scuole coprono il soccorso alpino, quello speleologico, la medicina in ambiente montano e ipogeo, il soccorso in forra, la cinofilia e la direzione delle operazioni. Il quadro formativo comprende anche il personale del Servizio sanitario nazionale per le competenze specifiche del Corpo. [web:8]

L’addestramento serve quindi a mantenere capacità individuali e lavoro di squadra. Le esercitazioni permettono di provare materiali e comunicazioni in scenari realistici. L’esperienza del Corchia ha perseguito anche questo obiettivo: trasferire nelle delegazioni territoriali le conoscenze sperimentate durante la formazione comune. [web:18]

CNSAS e grandi emergenze: terremoti del Centro Italia e Rigopiano

La partecipazione alle calamità costituisce un compito distinto dal soccorso ordinario. Il CNSAS è una struttura operativa del Servizio nazionale della protezione civile. Interviene entro le proprie competenze tecniche, cooperando con le altre componenti del sistema. [web:8][web:14]

Il Corpo ha operato nei terremoti del Centro Italia del 2016 e del 2017 e nell’emergenza di Rigopiano. Sono gli stessi contesti richiamati nel percorso di servizio di Federico Paperini, pur con una distinzione: i dati complessivi delle operazioni nazionali riguardano l’intera organizzazione. [web:4][web:47]

Per Rigopiano, il rapporto conclusivo del CNSAS documenta l’attivazione nella sera del 18 gennaio 2017. Furono impiegati complessivamente 403 tecnici, con 782 giornate/uomo e settanta mezzi fuoristrada per il trasferimento delle squadre. [web:41]

Le attività compresero ricerca in valanga, impiego di tecnologie RECCO, sonde tradizionali e sonde a vapore. Nelle macerie vennero utilizzate anche tecniche speleologiche. Il lavoro si svolse insieme agli altri enti presenti, nell’ambito dell’operazione diretta dal sistema di protezione civile. [web:41]

Attività CNSAS nel 2025: missioni, feriti e impegno dei soccorritori

Il rapporto sulle attività del 2025 restituisce la dimensione del servizio. Il totale nazionale pubblicato comprende 11.287 missioni del CNSAS e 1.750 del Soccorso Alpino Valdostano. Il risultato è di 13.037 missioni, circa l’8% in più rispetto alle 12.063 del 2024. [web:3]

Il report indica inoltre 9.624 feriti, 4.231 persone illese, 528 deceduti e 140 dispersi. Missioni e persone rappresentano grandezze diverse: un intervento può riguardare più soggetti. I dati sugli esiti non devono quindi essere letti come una suddivisione del numero delle missioni. [web:3]

L’impegno registrato raggiunge 204.996 ore/uomo. Le 46.927 presenze di soccorritori nelle attività vanno distinte dall’organico complessivo, pari a circa settemila tecnici: la stessa persona può partecipare a più operazioni nel corso dell’anno. [web:3]

Le cadute e le scivolate rappresentano il 45% delle cause d’intervento. Seguono i malori, con il 14,1%, e l’incapacità durante l’attività, con l’8,1%. L’escursionismo è l’attività più rappresentata, con il 43,6%. Questi dati orientano l’attenzione anche verso pratiche molto diffuse, non soltanto verso l’alpinismo tecnico. [web:3]

Prevenzione CNSAS: sicurezza in montagna, GeoResQ e richiesta di soccorso

La prevenzione è parte del mandato del Corpo. Le iniziative di “Sicuri sul Sentiero” affrontano pianificazione degli itinerari, scelta dell’equipaggiamento e modalità di richiesta di aiuto. Comprendono dimostrazioni e informazioni sulle tecnologie di localizzazione e di ricerca. [web:37]

Nel 2025 le centrali hanno gestito 354 eventi attraverso GeoResQ, l’app sviluppata dal CNSAS e dal CAI. Il rapporto indica 55.000 nuovi utenti e 256.000 utenti attivi complessivi. Lo strumento contribuisce alla localizzazione mediante coordinate GPS e al collegamento con la gestione dell’emergenza. [web:3]

Il riferimento telefonico per l’emergenza è il 112. La comunicazione della posizione e delle condizioni della persona permette alla centrale di organizzare la risposta. Nelle attività di prevenzione il CNSAS dedica spazio proprio alle informazioni da fornire e all’uso consapevole degli strumenti disponibili. [web:8][web:37]

Volontariato CNSAS: tutele, continuità del servizio e trasparenza

L’attività dei membri del Corpo è prevalentemente volontaria e senza fine di lucro. La legge n. 162 del 1992 riconosce specifiche tutele lavorative per le operazioni di soccorso e le esercitazioni. Si tratta di disposizioni che sostengono la partecipazione dei volontari al servizio. [web:8][web:14]

La continuità operativa richiede inoltre organizzazione, attrezzature, formazione e rapporti convenzionali con le istituzioni. Per rendere conoscibili questi aspetti, il CNSAS pubblica bilanci e documenti di approfondimento nella propria sezione dedicata alle pubblicazioni. [web:14][web:16]

Il lavoro delle strutture territoriali, compreso il SASU, si inserisce in questo quadro. Gli interventi rappresentano la parte più visibile. La preparazione delle persone e la gestione dell’organizzazione ne costituiscono il presupposto permanente. [web:8][web:14]

Fonti e indirizzi web completi

L'articolo Federico Paperini Cavaliere della Repubblica: il riconoscimento al soccorritore del SASU e il lavoro del CNSAS proviene da Scintilena.

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Grotta Rosa 2027, il decennale porta a Trieste dieci anni di speleologia al femminile

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Grotta Rosa 2027 riunirà le speleologhe tra Trieste e il Carso per tre giorni di incontri e condivisione. Sabato 13 marzo sarà dedicato alla grotta. Avviata la raccolta dei contatti: chi aveva lasciato il proprio nome a Costacciaro deve compilare nuovamente il modulo.

Grotta Rosa 2027: tre giorni tra Trieste e il Carso

Grotta Rosa festeggerà nel marzo 2027 il proprio decennale a Trieste. L’incontro riunirà speleologhe provenienti da tutta Italia per tre giorni tra la città e il Carso. Al centro ci saranno le grotte, il confronto tra gruppi e le relazioni costruite attraverso la frequentazione del sottosuolo.

La giornata di sabato 13 marzo 2027 sarà dedicata all’uscita in grotta. L’appuntamento prosegue un percorso nato nel 2017 attorno al gruppo speleologico Buio Verticale del CAI Gubbio. Nel tempo l’iniziativa ha collegato partecipanti e realtà associative di diverse regioni italiane.[web:37][web:7]

L’annuncio del decennale richiama la formula che caratterizza Grotta Rosa: vivere un’esperienza comune, raccontare le attività dei rispettivi gruppi e conoscersi anche fuori dalla grotta. L’uscita sotterranea costituisce quindi una parte di un incontro più ampio. La condivisione prosegue nei momenti di ritrovo e nelle conversazioni tra persone con esperienze differenti.

Grotta Rosa 2027: il modulo raccoglie le manifestazioni di interesse

La raccolta dei nominativi è già iniziata. Il modulo indicato dalle organizzatrici serve a ricevere gli aggiornamenti sul programma completo, sulla logistica e sulle successive modalità di adesione.

La compilazione non costituisce un’iscrizione definitiva e non comporta impegni. Si tratta di una manifestazione di interesse, utile a mantenere il contatto con chi vorrebbe partecipare. Questa distinzione chiarisce il significato dell’invito, anche quando il collegamento viene presentato informalmente come “modulo di iscrizione”.

Il riferimento operativo è il seguente:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeh3sv6KQBDTWKxN_slEbTnLG8_7prKZllwqapiUmuEcUO36Q/viewform

Da Costacciaro 2026 a Grotta Rosa 2027: l’appello a reinserire i contatti

La presentazione del decennale è passata anche da Costacciaro 2026, Raduno Internazionale di Speleologia. In quella sede erano state raccolte le prime manifestazioni di interesse presso lo stand di Buio Verticale, nell’ambito del CAI.

Il foglio con i nominativi e i recapiti è stato preso, come riferisce il messaggio delle organizzatrici. Da qui nasce la richiesta di compilare nuovamente il modulo online. L’appello riguarda in particolare le persone che avevano già lasciato i propri dati allo stand.

Nella comunicazione compare anche un ringraziamento a La Scintilena e al raduno di Costacciaro per lo spazio dedicato all’iniziativa. La presentazione ha permesso di raccontare il percorso di Grotta Rosa alla comunità speleologica e di annunciare l’appuntamento triestino.

Grotta Rosa e Marisa Siccardi: il dialogo tra generazioni di speleologhe

Tra i momenti ricordati dalle promotrici figura l’incontro con Marisa Siccardi, speleologa di Savona. Il richiamo alla sua esperienza collega il decennale alla storia della presenza femminile nella speleologia italiana.

Nata nel 1935, Siccardi ha iniziato a frequentare le grotte del Finalese negli anni Cinquanta. Alla pratica speleologica ha affiancato una lunga attività infermieristica e competenze nell’assistenza sanitaria. La sua vicenda comprende anche le difficoltà incontrate dalle donne nell’accesso ai ruoli organizzati del soccorso. Nel 1974 la proposta di un suo ingresso nel CNSAS non fu accolta per le restrizioni dell’epoca alla partecipazione femminile.

Il suo coinvolgimento nel racconto di Grotta Rosa mette in relazione percorsi personali lontani nel tempo. Accanto alle uscite e alle amicizie, l’iniziativa diventa così uno spazio in cui riconoscere esperienze, competenze e memoria della speleologia femminile.

Relazione di approfondimento: attività, azioni e scopo di Grotta Rosa nel decennio 2017–2027

Grotta Rosa e Buio Verticale: le origini al Monte Cucco nel 2017

La prima edizione di Grotta Rosa risale al 25 marzo 2017. Il modulo dell’epoca la identifica espressamente come prima edizione. L’organizzazione faceva capo alle speleologhe del Gruppo Speleologico CAI Gubbio “Buio Verticale”. Il luogo scelto era la Grotta di Monte Cucco, nell’Appennino umbro-marchigiano.[web:11]

Il programma prevedeva un’uscita sotterranea seguita da una serata insieme. Il percorso annunciato collegava l’ingresso alto del Nibbio all’ingresso Est, passando dalla base del Pozzo Perugia e dalla parte turistica. La cena e il pernottamento erano previsti al rifugio CAI di Gubbio.

Già questa prima impostazione conteneva due elementi rimasti centrali. Il primo era la pratica speleologica condivisa. Il secondo era il tempo dedicato alla conoscenza reciproca. Il ritrovo non si esauriva quindi nell’itinerario tecnico: comprendeva anche una dimensione associativa e relazionale.

Le condizioni di partecipazione erano definite. L’iniziativa era aperta a speleologhe maggiorenni, socie CAI con tesseramento valido. Veniva richiesta una buona autonomia nella progressione. Il limite era fissato a 25 partecipanti. Questi requisiti descrivono l’organizzazione del 2017 e non costituiscono le condizioni di accesso all’edizione 2027.

Grotta Rosa 2018 a Guarcino: la collaborazione con lo Speleo Club Roma

La seconda edizione portò Grotta Rosa nel Lazio. Il 17 marzo 2018 l’uscita fu organizzata alla Grotta degli Urli, nel territorio di Guarcino, in provincia di Frosinone. Buio Verticale collaborò con lo Speleo Club Roma.

Il trasferimento in un’altra regione ampliò la rete dell’iniziativa. A cambiare non fu soltanto la cavità visitata. Entrò in gioco una collaborazione tra gruppi, con un programma che univa la giornata sotterranea alla cena e all’ospitalità notturna a Riano.

La descrizione dell’itinerario comprendeva pozzi iniziali e successive gallerie. Anche in questa edizione era richiesta autonomia nella progressione. La partecipazione prevedeva tesseramento CAI o UISP, oppure un’apposita assicurazione giornaliera per le persone non iscritte alle due associazioni. Il numero massimo era di 20 partecipanti.

L’esperienza di Guarcino mostra un’azione concreta del progetto: mettere in contatto speleologhe attraverso la collaborazione tra associazioni ospitanti. L’incontro in grotta diventava il punto di partenza per una relazione tra realtà territoriali diverse.

Grotta Rosa 2019 a Frasassi: conoscere altri ambienti sotterranei

Nel 2019 Grotta Rosa raggiunse le Marche. La meta fu la Grotta del Fiume, nel complesso di Frasassi. La notizia pubblicata da Scintilena descriveva un percorso tra sale e gallerie al di sotto del livello della grotta turistica, con ingresso sul fiume Sentino.

La successione delle sedi costituisce un tratto significativo dell’iniziativa. Monte Cucco, Guarcino e Frasassi rappresentano tre tappe di un incontro itinerante. Le partecipanti hanno così potuto frequentare ambienti diversi e confrontarsi con gruppi legati a differenti territori. La ricostruzione pubblicata per l’appuntamento del 2025 ricorda anche il passaggio di Grotta Rosa in Emilia-Romagna.[web:9][web:8][web:7]

Questa mobilità favorisce la circolazione delle conoscenze. La familiarità di un gruppo con la propria zona può diventare patrimonio condiviso durante un incontro nazionale. La visita non sostituisce il lavoro continuativo delle associazioni locali: offre un contesto nel quale raccontarlo e metterlo in relazione con altre esperienze.

Grotta Rosa 2025 al Monte Cucco: gruppi e percorsi differenziati

L’8 e il 9 marzo 2025 Grotta Rosa tornò al Monte Cucco. L’appuntamento venne presentato come sesta edizione. Il programma prevedeva un’uscita il sabato, con gruppi distinti secondo esperienza e necessità tecniche. La domenica era destinata a una passeggiata e ad altri momenti di condivisione.

Il successivo resoconto di Buio Verticale riassunse l’incontro nel titolo “Grotta Rosa 2025: 35 Donne, 3 Percorsi, un’Unica Passione”. Il dato finale restituisce la dimensione di quell’appuntamento: 35 partecipanti e tre percorsi.

La differenziazione degli itinerari è un’azione organizzativa importante. Consente di costruire una giornata comune senza richiedere che tutte affrontino necessariamente lo stesso percorso. Nel programma del 2025 questa scelta era collegata esplicitamente all’esperienza delle partecipanti e alle esigenze tecniche.

Il ritorno al Monte Cucco collegava inoltre l’incontro alle sue origini. Il decennale del 2027 si riferisce ai dieci anni trascorsi dalla nascita del progetto nel 2017. La ricorrenza racconta dunque una storia iniziata dieci anni prima, senza coincidere automaticamente con il numero delle edizioni svolte.[web:7]

Lo scopo di Grotta Rosa: una rete nazionale di speleologhe

Lo scopo dichiarato di Grotta Rosa è creare incontro e condivisione tra donne che praticano la speleologia. La frequentazione delle grotte costituisce il terreno comune. La costruzione di rapporti tra persone e gruppi rappresenta l’altro asse dell’iniziativa. La presentazione del 2025 indica espressamente il rafforzamento delle competenze, delle amicizie e delle collaborazioni tra speleologhe.

Le azioni sviluppate nel tempo possono essere ricondotte a cinque ambiti:

  • Uscite in grotta, come esperienza pratica condivisa e punto centrale degli incontri.
  • Collaborazioni tra gruppi, documentate anche dall’organizzazione congiunta del 2018.
  • Confronto tra livelli di esperienza, attraverso la composizione dei gruppi e la scelta degli itinerari.
  • Momenti fuori dalla grotta, come cene, pernottamenti e passeggiate.
  • Continuità dei contatti, per collegare partecipanti provenienti da regioni diverse.[web:9][web:7]

La formula non si basa soltanto sul ritrovarsi in prossimità dell’8 marzo. Offre uno spazio riconoscibile alla partecipazione femminile nella comunità speleologica. Il carattere nazionale nasce dalla provenienza delle partecipanti e dalla capacità di collegare realtà associative differenti.

In questo quadro, la socialità non è separata dalla pratica. Raccontare un’uscita, confrontare le abitudini di un gruppo e condividere una giornata sotterranea sono parti dello stesso processo. Le relazioni possono proseguire oltre il singolo appuntamento, secondo l’obiettivo dichiarato di consolidare una rete di contatti e collaborazioni.

Speleologia femminile e autonomia: il ruolo dell’esperienza condivisa

Le prime edizioni chiariscono che partecipazione e attenzione alle competenze procedono insieme. Nel 2017 e nel 2018 l’autonomia nella progressione era un requisito esplicito. Nel 2025 l’organizzazione dei gruppi teneva conto dell’esperienza e delle necessità tecniche.[web:9][web:7]

Grotta Rosa mette quindi in relazione speleologhe con percorsi personali differenti all’interno di attività organizzate. La condivisione non elimina le esigenze della progressione sotterranea. Le riconosce nella scelta delle modalità di partecipazione e degli itinerari.

Il confronto con figure come Marisa Siccardi aggiunge una dimensione storica. La presenza delle donne nella speleologia passa anche attraverso il riconoscimento delle competenze e delle responsabilità esercitate. La sua esperienza nel rapporto tra grotta e assistenza sanitaria rende concreto questo collegamento tra pratica, preparazione e accesso ai ruoli associativi.

Grotta Rosa 2027 a Trieste: il decennale nel territorio del Carso

L’approdo a Trieste colloca il decennale in un territorio strettamente legato alla storia della speleologia. Sul Carso, tra Trieste e Lubiana, si svilupparono nell’Ottocento alcuni dei primi studi sistematici delle cavità. Il nome stesso del territorio è alla base della terminologia del carsismo.

L’annuncio per marzo 2027 riprende gli elementi consolidati dell’iniziativa. Prevede tre giorni insieme, un’uscita in grotta sabato 13 marzo e il confronto tra esperienze associative. Il legame tra attività sotterranea e incontro personale resta il filo conduttore del progetto.

La raccolta digitale dei contatti accompagna questa fase organizzativa. Chi aveva lasciato il proprio nome a Costacciaro è invitato a reinserirlo. Il modulo consentirà di ricevere programma, indicazioni logistiche e modalità di adesione al decennale di Grotta Rosa.

Fonti e collegamenti

Per l’annuncio di Trieste 2027, l’appello relativo ai contatti di Costacciaro e il racconto dell’incontro con Marisa Siccardi è stata utilizzata la comunicazione delle organizzatrici riportata nel testo di partenza. Il modulo seguente è il collegamento operativo indicato nella comunicazione.

  1. Grotta Rosa 2027 — modulo per la manifestazione di interesse:
    https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeh3sv6KQBDTWKxN_slEbTnLG8_7prKZllwqapiUmuEcUO36Q/viewform
  2. Buio Verticale — modulo della prima edizione, 25 marzo 2017:
    https://www.buioverticale.it/wp-content/uploads/2017/03/Grotta-Rosa-mod.pdf
  3. Scintilena — “Uscita in Rosa al Monte Cucco con il CAI Gubbio”:
    https://www.scintilena.com/uscita-in-rosa-al-monte-cucco-con-il-cai-gubbio/03/08/
  4. Scintilena — “Seconda edizione Grotta Rosa a Guarcino (FR)”:
    https://www.scintilena.com/seconda-edizione-grotta-rosa-a-guarcino-fr/02/25/
  5. Scintilena — “La Grotta Rosa: la speleologia al femminile si ritrova a Frasassi”:
    https://www.scintilena.com/la-grotta-rosa-la-speleologia-al-femminile-si-ritrova-a-frasassi/03/05/
  6. Scintilena — “Grotta Rosa 2025: la speleologia al femminile torna al Monte Cucco”:
    https://www.scintilena.com/grotta-rosa-2025-la-speleologia-al-femminile-torna-al-monte-cucco/02/18/
  7. Buio Verticale — “Grotta Rosa 2025: 35 Donne, 3 Percorsi, un’Unica Passione”:
    https://www.buioverticale.it/grotta-rosa-2025-35-donne-3-percorsi-ununica-passione/
  8. Scintilena — “Marisa Siccardi: novant’anni di passione, coraggio e profondità”:
    https://www.scintilena.com/marisa-siccardi-novantanni-di-passione-coraggio-e-profondita/06/27/
  9. Wikipedia — “Speleologia”, per l’inquadramento storico del Carso:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Speleologia

Grotta Rosa

L'articolo Grotta Rosa 2027, il decennale porta a Trieste dieci anni di speleologia al femminile proviene da Scintilena.

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Geositi, grotte e Livenza: a Caneva una giornata tra sorgenti, esplorazioni e realtà virtuale

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Sabato 7 novembre 2026 Caneva e Polcenigo presentano a Villa Frova i risultati dei progetti GEOinCANEVA e PolceniGEO.

In programma una visita alle sorgenti del Livenza, un convegno, l’anteprima dei nuovi strumenti immersivi e l’apertura della mostra «Le grotte tra esplorazione e ricerca». Ingresso libero.

Le sorgenti del Livenza, gli abissi del Cansiglio e le nuove tecnologie per conoscere il sottosuolo saranno i protagonisti di «Geositi, grotte e Livenza», in programma sabato 7 novembre 2026 a Stevenà di Caneva, in provincia di Pordenone.

L’iniziativa unisce i Comuni di Caneva e Polcenigo nella giornata conclusiva dei progetti di geodivulgazione GEOinCANEVA e PolceniGEO, realizzati con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Servizio geologico, ai sensi della legge regionale 15/2016.

L’appuntamento affiancherà l’esperienza sul territorio agli incontri con geologi, divulgatori e speleologi, con attività aperte al pubblico e ingresso libero.[1]

Dalle sorgenti del Livenza agli abissi del Cansiglio

La giornata inizierà dalle 10.00 alle 12.00 con una visita guidata alle sorgenti della Santissima e del Molinetto. Il ritrovo è previsto al parcheggio del Santuario della Santissima: da qui partirà una breve passeggiata ad anello lungo la sponda, seguita dal trasferimento in automobile al Molinetto.[1]

L’escursione offrirà l’occasione per conoscere due emergenze del sistema sorgentizio del Livenza. Insieme al Gorgazzo, la Santissima e il Molinetto costituiscono un geosito di importanza nazionale: manifestazioni differenti, ma collegate, della circolazione delle acque nel massiccio carsico del Cansiglio-Cavallo. La visita permetterà quindi di leggere il paesaggio attraverso il rapporto fra le montagne, i percorsi sotterranei dell’acqua e le sorgenti della pedemontana.[2]

Questo collegamento tra superficie e profondità è anche uno dei fili conduttori dei progetti GEOinCANEVA e PolceniGEO. Le attività sviluppate nel corso del 2026 hanno affiancato escursioni guidate, pannelli divulgativi, materiali di approfondimento e strumenti digitali, costruendo un percorso di conoscenza condiviso fra i due territori comunali.[3]

A Villa Frova il bilancio dei progetti e l’anteprima dei virtual tour

Il programma pomeridiano si aprirà alle 14.30 a Villa Frova con i saluti delle autorità. Alle 15.00 Massimo Zanetti, direttore del Servizio geologico della Regione Friuli Venezia Giulia, presenterà il quadro della geodiversità e dei geositi regionali. Alle 15.30 Barbara Grillo, di Divulgando Srl, illustrerà il bilancio delle attività dedicate ai geositi di Caneva e Polcenigo, dalle uscite sul territorio ai percorsi per le scuole.[1]

Alle 16.00 Alessio Mereu, di Divulgando Srl, presenterà in anteprima i nuovi strumenti multimediali di GEOinCANEVA e PolceniGEO: un virtual tour e un’esperienza immersiva con i visori. Il pubblico potrà provare i contenuti, pensati per accompagnare la scoperta dei geositi dalle sorgenti del Livenza agli ambienti sotterranei del Cansiglio.[1]

La presentazione darà forma a uno degli obiettivi annunciati all’avvio dei progetti: raccontare la continuità geologica fra la fascia delle sorgenti e l’altopiano, affiancando alla visita diretta strumenti consultabili anche in ambiente digitale. Per GEOinCANEVA il percorso virtuale è stato progettato lungo l’itinerario che collega la sorgente del Molinetto all’Abisso Col de la Rizza; PolceniGEO ha previsto l’ampliamento dei contenuti dedicati alla Santissima.[3]

Gli speleologi raccontano esplorazioni e nuove ricerche

Il contributo del Gruppo Speleologico Sacile porterà al centro del convegno l’attività esplorativa e la ricerca sul campo. Alle 16.45 Filippo Felici presenterà le esplorazioni nel geosito «Doline e Abissi del Cansiglio», mentre alle 17.30 Adriano Feltrin illustrerà le ricerche nel conglomerato dei colli di Polcenigo e Budoia, un ambito di studio proposto all’attenzione del pubblico anche nella prospettiva di un futuro geosito.[1]

Il geosito «Doline e Abissi del Cansiglio», condiviso da Caneva e Polcenigo, riunisce testimonianze del carsismo superficiale e profondo, insieme a elementi di interesse idrogeologico e paleontologico. Le esplorazioni speleologiche contribuiscono così a conoscere non soltanto le cavità, ma anche la storia delle rocce e la circolazione delle acque che alimentano le sorgenti del territorio.[3]

La mostra «Le grotte tra esplorazione e ricerca» aperta anche domenica

Alle 18.00 sarà inaugurata a Villa Frova la mostra itinerante «Le grotte tra esplorazione e ricerca», della Federazione Speleologica Regionale e della Regione Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Gruppo Speleologico Sacile e il Catasto Speleologico Regionale. L’esposizione resterà aperta anche domenica 8 novembre.[1]

Pannelli, campioni e reperti accompagneranno i visitatori alla scoperta del patrimonio ipogeo regionale. Ai materiali espositivi si affiancheranno visori di realtà virtuale, riprese inedite realizzate con droni e un totem touch per esplorare le cavità a 360 gradi: linguaggi diversi per avvicinare il pubblico alle esplorazioni e alle ricerche nel sottosuolo.[1]

L’appuntamento si inserisce inoltre nell’anno del novantesimo anniversario del terremoto del Cansiglio del 18 ottobre 1936, collegando la conoscenza dei geositi alla memoria geologica e storica del territorio.[1]

Il programma di sabato 7 novembre 2026

  • 10.00–12.00 — Visita guidata alle sorgenti della Santissima e del Molinetto, con ritrovo al parcheggio del Santuario della Santissima.
  • 14.30 — A Villa Frova, saluti delle autorità.
  • 15.00 — «Geodiversità e geositi del Friuli Venezia Giulia», Massimo Zanetti, direttore del Servizio geologico regionale.
  • 15.30 — «I geositi di Caneva e Polcenigo: bilancio finale delle attività di geo-divulgazione», Barbara Grillo, Divulgando Srl.
  • 16.00 — Presentazione del virtual tour di GEOinCANEVA e PolceniGEO e della visione immersiva con i visori, Alessio Mereu, Divulgando Srl.
  • 16.45 — «Le esplorazioni nel geosito Doline e Abissi del Cansiglio», Filippo Felici, Gruppo Speleologico Sacile.
  • 17.30 — «Le ricerche nel conglomerato dei colli di Polcenigo e Budoia: una novità per un futuro geosito», Adriano Feltrin, Gruppo Speleologico Sacile.
  • 18.00 — Inaugurazione della mostra «Le grotte tra esplorazione e ricerca».[1]

Informazioni e promotori

Il convegno e la mostra si svolgeranno a Villa Frova, a Stevenà di Caneva (PN). L’ingresso è libero e gratuito. Per informazioni è possibile contattare l’Ufficio Cultura del Comune di Caneva al numero 0434 797447; aggiornamenti sui canali Facebook «Officina Villa Frova» e Instagram «@in.caneva».[1]

L’iniziativa è promossa dai Comuni di Caneva e Polcenigo e dalla Magnifica Comunità di Montagna Dolomiti Friulane Cavallo Cansiglio, in collaborazione con la Federazione Speleologica Regionale FVG, il Gruppo Speleologico Sacile – SSI e lo Speleo Team CAI Conegliano. I progetti sono curati da Divulgando Srl e sostenuti dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Servizio geologico, nell’ambito della legge regionale 15/2016.[1]

Fonti consultate

Fonti
[2] Santissima e Molinetto. Le Sorgenti del Livenza https://www.pordenonewithlove.it/it/evento/santissima-e-molinetto-le-sorgenti-del-livenza
[3] Nel Cuore della Terra: viaggia tra gli abissi e le sorgenti … https://www.scintilena.com/nel-cuore-della-terra-viaggia-tra-gli-abissi-e-le-sorgenti-del-cansiglio/03/30/
[4] Il bacino idrografico del fiume Livenza | Protezione Civile … https://www.protezionecivile.fvg.it/it/il-bacino-idrografico-del-fiume-livenza-0
[5] REGIONE FVG INFORMA https://www.ilgazzettino.it/speciali/regione_fvg_informa/
[6] Livenza – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Livenza
[7] Officina Villa Frova | Contenitore culturale multifunzionale http://officinavillafrova.incaneva.it/
[8] Santissima e Molinetto. Le Sorgenti del Livenza https://albergodiffusovivaro.it/2026/04/30/santissima-e-molinetto-le-sorgenti-del-livenza/
[9] ITALIA PREISTORICA IN GROTTA. QUADRI REGIONALI, STORIA … https://www.iipp.it/italia-preistorica-in-grotta-quadri-regionali-storia-degli-studi-ricerche-e-nuove-scoperte/
[10] Presentazione del progetto GEOinCANEVA – InCaneva https://incaneva.it/it/presentazione-del-progetto-geoincaneva-28854
[11] THE SOURCES OF THE LIVENZA RIVER CIRCULAR ROUTE https://www.visitsacile.it/wp-content/uploads/2023/12/EN_Anello-Sorgenti-del-Livenza-1.pdf
[12] Geositi, grotte e Livenza https://www.fsrfvg.it/?p=12493
[13] Fvg, il Masterplan sui siti produttivi degradati si amplia con cinque nuove aree https://www.nordest24.it/fvg-masterplan-siti-produttivi-degradati-cinque-nuove-aree
[14] meraviglie sotterranee da esplorare tutto l’anno 2026 – Italia Delight https://www.italiadelight.it/blog/en/grotte-spettacolari-italia-2026/
[15] Turismo, Piemonte e Liguria si presentano insieme all’Eicma 2026 https://www.ossola24.it/index.php/eventi/turismo-piemonte-e-liguria-si-presentano-insieme-alleicma-2026

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Distrutto il quaderno di vetta del Gran Sasso. Esiste ancora la nostra poesia?

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Di Agnese Wilde

Il quaderno di vetta del Corno Grande sul Gran Sasso è stato ritrovato ridotto in pezzi da qualcuno che ne ha divelto la copertina, strappato le pagine e poi lo ha lasciato alle intemperie che hanno terminato il lavoro: l’intera memoria di una montagna buttata via, cancellata per sempre.

I resti del quaderno sono stati recuperati da Vincenzo Brancadoro che li ha trasportati alla sezione Aquilana del CAI, dove verranno conservati.

Appresa la notizia, il primo pensiero che ho avuto è stato: §trønzo. Il secondo è stato “dobbiamo riscriverlo” e ho iniziato a contattare i miei amici per organizzare. Il terzo pensiero è stato per la nostra poesia che era lassù. Quella che avevamo scritto in quell’avventura in un autunno che era di molti gradi e poche parole mentre noi eravamo un fiume in piena e avevamo deciso di unirle insieme.

Dove è finita la nostra poesia? Chissà se è sopravvissuta ed è al sicuro, se è diventata pure lei unostraccio illeggibile. Esiste ancora la nostra poesia? E se è diventata un brandello, allora non esiste più? Credevo che una cosa esistesse solo se una penna la può raccontare, eppure la posso sentire ancora, è dentro di me e di te. Non era solo lassù.

Io e i miei amici ci siamo incontrati e mentre eravamo lì davanti ai nostri calici parlavamo dell’accaduto. Eravamo tutti indignati e arrabbiati, io per prima, eppure c’era qualcosa che continuava a ronzarmi in testa. Il fatto è questo: pensiamo tutti che sia stato qualche vandalo, magari qualche ragazzino irrispettoso della montagna, che è arrivato lì e ha distrutto i nostri ricordi, la nostra poesia. “Oramai la montagna è fin troppo frequentata da gentaccia” dice uno di noi. “Non è neppure la prima volta che succede in questo periodo”.

Poche settimane prima infatti, nel Bivacco Piergiorgio Desiati (1815m) il registro di vetta è stato danneggiato e le pagine utilizzate per accendere un fuoco. Un’ondata di vandalismo che travolge la montagna.

Il pensiero continua a ronzare in testa. Non riesco a capire. Perché un vandalo dovrebbe farsi 3000 metri, arrivare fin lassù e davanti a tanta bellezza pensare invece a stracciare via la memoria intera di una montagna? E soprattutto: come è possibile, dio, che un essere umano riesca ad arrivare in vetta con quello stato d’animo? Senza che un minimo, un minimo dico, la nostra montagna lo acquieti?

Non riesco a capire, la mia mente non riesce a concepire un qualcosa del genere. Sarà che io sono convinta che non esiste persona al mondo capace di amare la montagna ed essere al tempo stesso una pessima persona. Magari uno può amare la montagna ed essere un tipo particolare (anzi, certamente lo sarà) oppure essere un po’ difficile ma non certo una pessima persona.Voglio dire non sto giustificando il tipo, se lo incontrassi gli direi anche io sei uno §trønzo. Però misto anche interrogando se, forse, non possa essere stato un modo per comunicare qualcosa.

Qualcos’altro, come una forma di metaforica protesta.

Lo dico perché proprio mentre scrivo fuori dal mio posto di lavoro c’è una di quelle manifestazioni per cui i ragazzi in questi giorni hanno anche spaccato le vetrine. Mi sono sempre ripromessa che non sarei diventata una di quei vecchi bigotti incapaci di capire i giovani e così come mi sono messa davanti alle immagini delle città depredate e ai municipi in fiamme sforzandomi di capire (e capendo) la rabbia dei giovanissimi, così allo stesso modo io guardo il nostro libro distrutto e mi chiedo: e se non fosse un solo atto di vandalismo? E se fosse lo stesso? Che cosa potrebbe cercare di comunicarci? Perché distruggere la memoria di una montagna? Perché si può essere così stufi e arrabbiati con la memoria di una montagna? La voleva cancellare o ne voleva forse una nuova? Curiosa questa idea… una nuova memoria per la montagna.

Ci rifletto.

Io, forse, un senso l’ho trovato. O forse l’ho voluto trovare, perché per me non può esistere uno che arriva a 3000 metri per distruggere la montagna. Non riesco ad accettare che uno arrivi a 3000 metri senza essere folgorato e placato da quella bellezza. Ma forse hanno ragione i miei amici, forse è stato solo un povero §trønzo, uno spostato o uno il cui tormento interiore è così acceso che neppure una vetta del genere è stata capace di spegnerglielo.

Eppure, anche in questo caso, il nostro vandalo mi lascia questa riflessione: che fine ha fatto la nostra poesia?

Solo perché lui l’ha stracciata allora non c’è più? Cos’è che davvero permetteva a quella poesia, alla memoria della montagna, di esistere?

“Allora Agne, andata per il primo weekend di marzo?” Andata per il primo weekend di marzo.”Ma.. riscriviamo la stessa?” O ne scriviamo una nuova?

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Speleologia Veneta, il numero 25 prende forma: circa 350 pagine per raccontare il sottosuolo

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Prenotazioni aperte fino al 14 novembre 2026 per Speleologia Veneta, la rivista della Federazione Speleologica Veneta. Uscita prevista nei primi giorni di dicembre. Dalle esplorazioni agli acquiferi carsici, un percorso editoriale iniziato nel 1984 e sviluppato attraverso rivista, aggiornamenti catastali e allegati scientifici.

Speleologia Veneta 25: uscita a dicembre e prenotazioni entro il 14 novembre

È in fase di impaginazione e revisione il numero 25 di Speleologia Veneta, la rivista della Federazione Speleologica Veneta. La pubblicazione è prevista per i primi giorni di dicembre 2026. Il nuovo volume avrà circa 350 pagine, con una consistenza particolarmente ampia rispetto alla produzione precedente.

La redazione ha aperto le prenotazioni al prezzo di 17,00 euro per copia. La scadenza è fissata al 14 novembre 2026. Le richieste serviranno anche a definire il numero di esemplari da stampare.

Per prenotare una o più copie occorre scrivere a pgasparetto@libero.it, indicando:

  • nome e cognome;
  • indirizzo postale completo per la spedizione;
  • numero di copie desiderate.

Le spedizioni avverranno, ove possibile, attraverso il servizio Piego di libri di Poste Italiane per invii inferiori a 2 chilogrammi. Per quelli di peso superiore è previsto il corriere espresso. Il costo esatto della spedizione e le modalità di pagamento saranno comunicati dopo la stampa. L’annuncio della redazione invita quindi a prenotare entro la scadenza, sostenendo la produzione e la diffusione della rivista.

Speleologia Veneta dal 1984: dalle fotocopie alla nuova serie

La storia di Speleologia Veneta comincia nel 1984. La pubblicazione nasce come foglio informativo interno fotocopiato. Contiene brevi notizie e i verbali dell’Assemblea dei delegati dei gruppi veneti. Fino al 1990 escono sei numeri in questa veste essenziale, pensata soprattutto per la comunicazione associativa. [web:2]

Il passaggio alla stampa tipografica arriva con i primi finanziamenti. La nuova serie si apre nel 1993, come documenta il catalogo della Federazione. Al primo volume si affianca un supplemento dedicato agli elenchi catastali delle grotte e delle aree carsiche del Veneto, firmato da Paolo Mietto. La rivista amplia così la propria funzione: non soltanto informazione interna, ma anche pubblicazione di dati sul patrimonio sotterraneo regionale. [web:2][web:24]

Un’altra tappa riguarda la veste grafica. Dal numero 5, uscito nel 1997, la pubblicazione diventa interamente a colori. Il cambiamento accompagna la volontà della Federazione di costruire un bollettino accurato, alimentato dai contributi degli autori veneti. I rinnovi della redazione introducono nel tempo nuove impostazioni e diverse modalità di organizzazione dei contenuti. [web:2]

La redazione di Speleologia Veneta e la crescita degli autori

La formazione degli autori costituisce uno degli obiettivi dichiarati della rivista. Le diverse redazioni hanno cercato di coinvolgere un numero crescente di speleologi nella scrittura delle proprie esperienze e ricerche. Il lavoro editoriale offre quindi uno sbocco alle attività dei gruppi e favorisce la loro trasformazione in documentazione consultabile. [web:2]

Nel percorso della testata si sono succeduti, come direttori responsabili, Federico Lanaro, Enrico Gleria, Giancarlo Marchetto e Paolo Gasparetto. Sono nomi legati a fasi differenti della sua evoluzione. La continuità del progetto risiede nell’attenzione agli autori e nella volontà di raccogliere il lavoro svolto sul territorio. [web:2]

La figura di Federico “Ico” Lanaro mostra il rapporto fra esplorazione e pubblicazione. Nel 1993 raccontò su Speleologia Veneta la Spurga del Viperotto, con l’articolo “Il Faedo ha un abisso: la Spurga del Viperotto”. Alla scrittura affiancava fotografie e rilievi. La sua attività documenta un modo di fare speleologia nel quale l’esplorazione prosegue attraverso il racconto e la rappresentazione delle cavità. [web:20]

Gli allegati scientifici di Speleologia Veneta: una seconda linea editoriale

Accanto alla rivista si sviluppa una produzione di supplementi e allegati. Dal 2007 l’allegato, pubblicato in precedenza in modo sporadico, assume una propria programmazione. La finalità dichiarata è ospitare ricerche ed eventi importanti della speleologia veneta, lasciando alla rivista una struttura più agile e leggibile. [web:2]

Le due linee editoriali rispondono quindi a esigenze complementari. La testata raccoglie contributi diversi, notizie e resoconti. I volumi tematici permettono di organizzare materiali estesi attorno a uno stesso argomento, progetto o incontro. Questa articolazione emerge anche dal catalogo delle pubblicazioni federali. [web:2][web:24]

Fra i titoli figurano gli “Atti del terzo incontro di Speleologia Veronese”, allegato scientifico numero 5 del 2007. Seguono il volume del 2009 sul progetto IN.A.C. e quello del 2010 dedicato a “Ramaloch 2007”. Nel catalogo compare anche “L’acqua che berremo”, del 2011, con il sottotitolo “Speleologi e istituzioni difendono la risorsa più preziosa”. Il programma editoriale collega così ricerca, confronto fra gruppi e divulgazione delle questioni ambientali. [web:24]

Catasto delle grotte del Veneto: la documentazione nelle pubblicazioni

La componente catastale accompagna la nuova serie fin dall’inizio. Al supplemento del 1993 si aggiunge, nel 2005, il volume “Elenchi catastali delle grotte del Veneto – X aggiornamento generale”, ancora a firma di Paolo Mietto. La pubblicazione degli aggiornamenti costituisce una parte riconoscibile dell’attività editoriale federale. [web:24]

Il catasto e la rivista svolgono funzioni distinte, ma collegate. Gli elenchi ordinano le informazioni sulle cavità. Gli articoli ospitano invece descrizioni, interpretazioni e resoconti delle attività. La presenza di entrambi nel catalogo permette di affiancare la registrazione del patrimonio carsico alla narrazione delle ricerche che ne ampliano la conoscenza. [web:24][web:25]

Questa relazione è visibile anche nella produzione recente. Nel volume 24 trovano spazio le nuove esplorazioni del periodo 2020-2024, curate da Francesco Sauro, e le ricerche sul Monte Baldo raccontate da Andrea Ceradini. La rivista conserva quindi una funzione di aggiornamento sulle attività esplorative regionali. [web:25]

Acquiferi carsici e progetto IN.A.C.: la ricerca pubblicata da Speleologia Veneta

Un esempio articolato della produzione scientifica è l’allegato numero 6 del 2009, “IN.A.C. – Inquinamento Acque carsiche”. Il volume conta 192 pagine. Il suo indice riunisce strumenti di misura, organizzazione dei dati, idrogeologia, qualità delle acque e indagini biologiche. [web:26]

Una prima parte affronta il confronto fra datalogger di temperatura, cioè strumenti che registrano le misure nel tempo. Un altro contributo riguarda il GIS delle sorgenti del progetto: un sistema informativo geografico che associa dati e cartografia. Il lavoro comprende la scelta del software, il sistema di riferimento e la struttura delle tabelle. La pubblicazione affianca così i risultati delle indagini alle modalità impiegate per raccogliere e organizzare le informazioni. [web:26]

I casi territoriali comprendono i Monti Lessini veronesi e l’altopiano Faedo-Casaron. Altri contributi riguardano la sorgente Copacan presso Lumignano, le sorgenti dell’Oliero e alcune sorgenti dell’Altopiano dei Sette Comuni. Il volume ospita anche uno studio sulle temperature delle sorgenti della Vena d’Oro, nelle Prealpi Bellunesi. [web:26]

La ricerca si estende alle acque ipogee del Bus de la Genziana e del Bus del Pal, sul Cansiglio. Include inoltre metodi di raccolta dei protozoi negli ambienti sotterranei e nelle risorgive. Due contributi affrontano i protozoi delle acque carsiche del Montello, anche come possibili indicatori di qualità. Il monitoraggio fisico e chimico viene quindi affiancato dall’osservazione biologica. [web:26]

Un capitolo presenta il lavoro condotto dal Liceo Scientifico di Asiago con protocolli IN.A.C. La sua presenza documenta anche una collaborazione fra ricerca speleologica e scuola. La raccolta non si limita a descrivere luoghi: mette in circolazione esperienze, procedure e bibliografie. [web:26]

Speleologia Veneta 24: esplorazioni, sorgenti e ghiacciai ipogei

Il volume 24, pubblicato nel 2024, offre un quadro recente degli interessi della testata. Conta 222 pagine e alterna sezioni dedicate a eventi, incontri, articoli di approfondimento e attività dei gruppi. Vi figurano l’inaugurazione della biblioteca “Francesco Dal Cin”, uno stage per istruttori e aiuto istruttori e gli atti di “Tutti giù in Lessinia 2023”. [web:25]

L’idrogeologia occupa uno spazio specifico con i contributi di Alessio Fileccia sulla sorgente del Meschio. Un articolo presenta i risultati del monitoraggio 2017-2020. Un secondo riferisce della ripresa delle esplorazioni dopo trent’anni, con aggiornamenti all’ottobre 2022. Le due prospettive affiancano lo studio del bacino di alimentazione alla frequentazione esplorativa della sorgente. [web:25]

Il numero comprende anche “Lo stato di salute di alcuni ghiacciai ipogei dell’Altopiano di Asiago, 25 anni dopo”, di Jacopo Zannoni. La presenza del contributo estende l’attenzione editoriale agli ambienti sotterranei con ghiaccio e al loro confronto nel tempo. Nella stessa pubblicazione trovano spazio temi di circolazione dell’acqua e dinamica dell’ambiente ipogeo. [web:25]

Cavità artificiali, mappe digitali e psicologia nella rivista

Speleologia Veneta non si limita alle grotte naturali. Il volume 24 comprende uno studio sugli antichi acquedotti sotterranei di Asolo, firmato da Massimiliano Zago, Daniele Davolio, Marcello Pellegrini, Roberto Sordi e Marco Sordi. La sezione dedicata alla speleologia artificiale raccoglie quindi ricerche sul sottosuolo costruito dall’uomo. [web:25]

Un altro contributo presenta “Il Buio in tasca”, di Daniele Davolio e Marco Romano. Il sottotitolo, “Mappe digitali per una speleologia diffusa e condivisa”, esplicita l’attenzione agli strumenti digitali e alla condivisione della documentazione. [web:25]

La sezione “Speleologia e Psyche” allarga ulteriormente il campo. Un articolo affronta caratteristiche e abilità di esperti e non esperti nell’ambiente ipogeo. Un secondo, di Tommaso De Vivo, riguarda la rappresentazione mentale del corpo negli speleologi. La rivista ospita così anche studi sull’esperienza umana della grotta, accanto a esplorazione, geologia e ricerca sulle acque. [web:25]

Recensioni, riferimenti ai gruppi veneti, laboratori di biologia sotterranea e incarichi federali completano il volume. La testata mantiene quindi un collegamento fra approfondimento e vita associativa, senza ridurre la propria funzione al resoconto delle sole esplorazioni. [web:25]

Fonti e documentazione

Speleologia Veneta

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Elezioni SSI 2026, Orsini presidente: affluenza fra le più alte degli ultimi anni

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Le Elezioni SSI 2026 si chiudono con il 35,02% di partecipazione e oltre 1.170 votanti. Sergio Orsini confermato alla presidenza della Società Speleologica Italiana ETS. Il rinnovo delle cariche accompagna le attività dell’associazione nella ricerca, nella formazione, nella documentazione e nella tutela del patrimonio sotterraneo.

Sergio Orsini è stato eletto presidente della Società Speleologica Italiana ETS con 630 voti, contro i 452 ottenuti da Vincenzo Martimucci. Lo scrutinio delle Elezioni SSI 2026 si è svolto il 30 ottobre a Costacciaro, durante l’Assemblea dei soci, nell’ambito del raduno internazionale di speleologia.

L’affluenza ha raggiunto il 35,02% dei 3.352 aventi diritto, con oltre 1.170 socie e soci partecipanti. La consultazione si colloca fra quelle con la partecipazione più elevata degli ultimi anni, sia per numero di votanti sia per percentuale sul corpo elettorale.

Il rinnovo riguarda la presidenza, gli otto componenti elettivi del Consiglio direttivo, i cinque membri dell’Organo di controllo e i tre probiviri. Le elezioni definiscono gli organi associativi per il triennio 2027-2029.[radunocostacciaro]

Elezioni SSI 2026 e partecipazione

Il dato dell’affluenza costituisce uno degli elementi principali delle Elezioni SSI 2026. Oltre un terzo degli aventi diritto ha partecipato alla scelta delle persone chiamate a guidare e presidiare il funzionamento dell’associazione.

Il confronto con due precedenti consultazioni restituisce la dimensione della partecipazione. Nel 2017 votarono 738 soci su 3.235 aventi diritto, pari a circa il 22,81%. Nel 2020 i votanti furono 864 su 2.662, corrispondenti a circa il 32,46%, secondo i rispettivi risultati del 2017 e risultati del 2020.

Rispetto a entrambe queste tornate, il 2026 presenta un numero maggiore di partecipanti e una percentuale superiore. Il risultato assume rilievo anche per l’ampiezza della base elettorale: gli aventi diritto sono stati 3.352.

Il voto riguarda una realtà nazionale articolata. La SSI riunisce competenze esplorative, scientifiche, didattiche e documentarie, che trovano espressione nelle commissioni, nelle scuole e nelle collaborazioni territoriali, come descritto nelle pagine ufficiali dedicate alla formazione e al Catasto nazionale.

Elezioni SSI 2026: la presidenza

La votazione per la presidenza ha assegnato 630 preferenze a Sergio Orsini e 452 a Vincenzo Martimucci. Il distacco fra i due candidati è di 178 voti.

Candidato alla presidenzaVoti
Sergio Orsini630
Vincenzo Martimucci452

Orsini prosegue così alla guida della Società Speleologica Italiana. Il suo nome compare già come presidente nei risultati ufficiali della consultazione del 2020.

Elezioni SSI 2026: il direttivo

Per gli otto posti del Consiglio direttivo, Marina Abisso ha ottenuto il maggior numero di preferenze, con 547 voti. Seguono Emilia Bottegal, conosciuta anche come Mila, con 493 voti, e Carla Galeazzi con 381.

Nelle prime otto posizioni figurano anche Andrea Benassi, Rossana D’Arienzo, Ferdinando Didonna, Stefano Cattabriga e Marco Vattano. La composizione definitiva dovrà tenere conto della scelta di Carla Galeazzi, risultata eletta anche fra i probiviri.

Candidato al Consiglio direttivoVoti
Marina Abisso547
Emilia Bottegal, Mila493
Carla Galeazzi*381
Andrea Benassi359
Rossana D’Arienzo350
Ferdinando Didonna333
Stefano Cattabriga328
Marco Vattano298
Alessandro Marraffa282
Luca Imperio274
Pierpaolo Fiorito265
Massimiliano Werk257
Francesco Murgia246
Giovanni Ragone215
Fedele Messina202
Massimiliano Zago192
Michele Magnoni157
Paolo Madonia127
Henry De Santis126
Lorenzo Grassi118
Rosario Ruggeri71

Carla Galeazzi dovrà optare per una sola carica.

SSI: controllo e probiviri

Per l’Organo di controllo, che prevede cinque componenti, le prime posizioni sono occupate da Cristina Donati Marchesi, Emanuela De Rossi, Giorgio Fornasier, Alessandro Casadei Turroni e Andrea Barbierato.

Candidato all’Organo di controlloVoti
Cristina Donati Marchesi625
Emanuela De Rossi472
Giorgio Fornasier412
Alessandro Casadei Turroni397
Andrea Barbierato378
Fabrizio Fusconi325
Antonio Denora286

Nella votazione per i tre probiviri, Maria Luigia Satta ha raccolto 625 preferenze. Seguono Federico Cendron con 582, Carla Galeazzi con 519 ed Enrico Maria Sacchi con 434.

Candidato al Collegio dei probiviriVoti
Maria Luigia Satta625
Federico Cendron582
Carla Galeazzi*519
Enrico Maria Sacchi434

Anche per questa graduatoria, l’esito definitivo terrà conto dell’opzione di Carla Galeazzi.

I risultati completi delle Elezioni SSI 2026 sono pubblicati nella pagina ufficiale dello scrutinio.

Società Speleologica Italiana: le radici

Il rinnovo delle cariche si inserisce nella storia di un’associazione che collega esplorazione, ricerca e protezione dell’ambiente sotterraneo. La SSI fu costituita il 25 giugno 1950 al Museo Civico di Storia Naturale di Verona, raccogliendo un percorso associativo avviato nel 1903, come ricostruisce la storia ufficiale della Società.

Fin dalla ricostituzione, l’associazione ha sviluppato rapporti con l’Istituto Italiano di Speleologia e con l’ambiente universitario bolognese. Questo legame ha contribuito a mantenere vicine l’attività dei gruppi e la ricerca sul carsismo, secondo la medesima ricostruzione storica.

La Società Speleologica Italiana è riconosciuta come associazione di protezione ambientale. Dal 2022 è inoltre Ente del Terzo Settore ed è membro dell’Union Internationale de Spéléologie e della Federazione Speleologica Europea, come riportato nella presentazione storica e istituzionale.

Questi diversi ambiti definiscono il suo ruolo. La SSI opera nella comunità speleologica, ma interviene anche nella conservazione degli ambienti ipogei, nella diffusione delle conoscenze e nel confronto con le istituzioni.

SSI e ricerca speleologica

L’attività scientifica della SSI comprende il sostegno a progetti, la valutazione delle proposte di ricerca e il collegamento fra discipline differenti. Nel 2022 è stato istituito un Comitato scientifico, con funzioni di supporto al Consiglio direttivo e alle commissioni, secondo la pagina ufficiale dedicata.

Il Comitato contribuisce alle posizioni associative sulle questioni ambientali. Collabora inoltre alla preparazione di documenti e alla valutazione dei progetti presentati ai bandi, fra cui il Premio internazionale Giovanni Badino e quelli finanziati con il cinque per mille, come precisato nella descrizione delle sue funzioni.

La ricerca sostenuta dall’associazione attraversa geologia, climatologia sotterranea, biospeleologia e documentazione digitale. La varietà dei progetti presentati al Premio Badino 2026 comprende anche ambienti glaciali, cavità laviche e organismi estremofili, secondo il resoconto ufficiale del premio.

SSI: scuole e formazione

La formazione è affidata alla Commissione Nazionale Scuole di Speleologia, la CNSS-SSI. Il suo lavoro comprende tecnica, ricerca esplorativa e scientifica, documentazione, prevenzione degli incidenti e rispetto ambientale, secondo la presentazione della Commissione.

L’organizzazione si sviluppa su tre livelli territoriali. Le scuole locali realizzano corsi di base e approfondimento; i comitati regionali promuovono qualificazione e specializzazione; la struttura nazionale organizza corsi specialistici e coordina la produzione didattica, come descrive la struttura della CNSS.

L’insegnamento non si esaurisce nelle manovre su corda. Comprende anche la capacità di osservare, rilevare e documentare una grotta, collocando la progressione tecnica all’interno di una pratica rispettosa dell’ambiente, in coerenza con gli obiettivi didattici della CNSS.

Un esempio recente è il corso del 2026 dedicato alla documentazione speleologica. Le attività hanno affrontato archivi, organizzazione delle biblioteche e ricerca bibliografica, con appuntamenti online e in presenza nell’area bolognese, come riportato da Scintilena.

Catasto SSI e conoscenza territoriale

Il Catasto Nazionale delle Grotte d’Italia raccoglie e mantiene aggiornate informazioni sulla posizione, sulle dimensioni e sui rilievi delle cavità naturali. La sua organizzazione si basa sul lavoro dei catasti regionali e dei rispettivi curatori, secondo la descrizione ufficiale del Catasto.

Questo patrimonio documentario collega le esplorazioni alla conoscenza del territorio. I dati riguardano anche le aree carsiche, le sorgenti associate e la vulnerabilità delle risorse idriche, come specificato nella pagina del Catasto nazionale.

Il rilievo speleologico assume quindi una funzione che supera il resoconto della singola uscita. Diventa una base per successive ricerche e per la lettura dei sistemi sotterranei.

La Commissione Catasto promuove anche il concorso “Rilievo: tra arte e tecnica”. L’iniziativa richiama l’attenzione sulla rappresentazione delle grotte e sulla qualità della documentazione prodotta dagli speleologi, come indicato fra le attività della Commissione.

Cavità artificiali: SSI e ISPRA

Un altro settore riguarda gli ambienti sotterranei realizzati o modificati dall’uomo. La SSI gestisce dal 1989 il Catasto delle Cavità Artificiali attraverso una rete di curatori regionali, secondo la presentazione della collaborazione con ISPRA.

La convenzione stipulata nel 2020 con ISPRA ha portato alla realizzazione del Geodatabase Nazionale delle Cavità Artificiali, disponibile online dal 2023. L’archivio raccoglie ubicazioni, documentazione, planimetrie, sezioni e relazioni di sopralluogo.[isprambiente.gov]

Il progetto dedica attenzione alle caratteristiche geologiche e morfometriche, oltre che agli aspetti di pericolosità. Le informazioni possono sostenere la gestione del territorio e gli interventi di mitigazione del rischio.[isprambiente.gov]

Si tratta di un collegamento concreto fra attività speleologica e utilità pubblica. La documentazione del sottosuolo antropico contribuisce alla conoscenza di strutture spesso poco visibili e alla valutazione delle loro condizioni.[isprambiente.gov]

Documentazione SSI e patrimonio bibliografico

La conservazione dei risultati è un altro asse dell’attività associativa. Il Centro Italiano di Documentazione Speleologica “Franco Anelli”, le biblioteche e gli strumenti di catalogazione permettono di consultare studi, relazioni e pubblicazioni prodotti in epoche diverse, come illustrato nell’approfondimento di Scintilena sulla documentazione speleologica.

Il progetto Speleoteca riunisce cataloghi di biblioteche specializzate e facilita la ricerca bibliografica. Offre uno strumento per ricostruire le conoscenze disponibili prima di avviare nuove esplorazioni o approfondimenti scientifici, secondo lo stesso articolo dedicato al corso SSI.

Questa attività riguarda anche la memoria dei gruppi. Rilievi, bollettini, fotografie e resoconti di spedizione costituiscono un patrimonio che deve essere ordinato e reso consultabile, come spiegato nell’approfondimento sulla formazione documentaria.

Editoria SSI e divulgazione speleologica

La produzione editoriale comprende le riviste Speleologia e Opera Ipogea. Le pubblicazioni ospitano contributi sulle esplorazioni e sugli studi del mondo sotterraneo, offrendo spazi differenti alla documentazione delle attività.[scintilena]

Anche il raduno di Costacciaro ha ospitato questo versante del lavoro associativo. Il programma SSI prevedeva un punto dedicato a libri e riviste, curato dal CIDS “Franco Anelli”, con il numero 94 di Speleologia in consultazione, secondo il programma ufficiale della presenza SSI.

La divulgazione passa inoltre attraverso incontri, corsi e strumenti audiovisivi. A Costacciaro era prevista per il 31 ottobre l’anteprima nazionale del documentario “Hidden Waters – Le acque nascoste”, inserita nel programma associativo del raduno.

Puliamo il Buio e tutela

La protezione degli ambienti ipogei trova un’applicazione operativa in Puliamo il Buio, la campagna promossa dalla SSI con Legambiente. Le attività comprendono rimozione dei rifiuti, documentazione del degrado e sensibilizzazione sul patrimonio sotterraneo.[scintilena]

L’iniziativa coinvolge gruppi e federazioni territoriali. Gli interventi richiedono competenze speleologiche quando i materiali si trovano in pozzi, inghiottitoi o settori raggiungibili soltanto con tecniche specifiche.[scintilena]

Nel 2026 le attività hanno interessato, fra gli altri luoghi, Tuvixeddu a Cagliari, l’inghiottitoio di Monte Carello fra Noci e Alberobello e la Buca di Pianiza dell’Alpe Sant’Antonio nel territorio di Molazzana.[speleotoscana][scintilena][scintilena]

La campagna non si limita alla pulizia. Punta a individuare le situazioni di rischio, documentarle e contribuire alla definizione di soluzioni per la bonifica e la prevenzione.[speleotoscana]

SSI e cambiamento climatico sotterraneo

Fra i progetti scientifici figura Underground Climate Change, UCC. Avviata alla fine del 2023, l’iniziativa di citizen science studia gli effetti del cambiamento climatico nelle grotte, secondo la presentazione ufficiale SSI.

Il progetto costruisce una rete di monitoraggio e una banca dati delle temperature di aria, acqua e roccia. Il lavoro comprende il recupero delle misure storiche e l’organizzazione di rilevamenti confrontabili nel tempo, come descritto dalla SSI e nell’approfondimento di Scintilena.[scintilena]

Alla fine del 2025 la rete contava oltre venti stazioni in funzione. Gli obiettivi riguardano la comprensione del riscaldamento sotterraneo e delle sue conseguenze sugli ecosistemi e sulle riserve idropotabili, secondo la scheda ufficiale UCC.

Il tema si inserisce in un settore scientifico in sviluppo. Uno studio pubblicato nel 2026 su Scientific Reports propone un protocollo di controllo della qualità delle temperature in grotta, sperimentato su dati di diciannove cavità piemontesi.[link.springer]

Biospeleologia SSI e tutela dei pipistrelli

La conoscenza della fauna sotterranea costituisce un ulteriore ambito di attività. La formazione specialistica permette agli speleologi di contribuire alle osservazioni senza separare la raccolta dei dati dalla conservazione degli habitat.

Un precedente documentato è il corso di biospeleologia sul monitoraggio dei chirotteri organizzato a Bari nel 2014 nell’ambito della CNSS-SSI. L’iniziativa coinvolse la Federazione Speleologica Pugliese, il Laboratorio Ipogeo Salentino di Biospeleologia, Tutela Pipistrelli e il Gruppo Speleologico Vespertilio, come riportato da Tutela Pipistrelli.

Il programma affrontava biologia, ecologia e tecniche non invasive per osservare le popolazioni. Prevedeva inoltre il coinvolgimento dei gruppi nella costruzione di una rete di monitoraggio regionale, secondo il programma del corso.

Nel 2026 l’attenzione divulgativa alla fauna di grotta ha riguardato anche i ragni Meta menardi e Meta bourneti, scelti dalla SSI come animali di grotta dell’anno. Le due specie consentono di affrontare il rapporto fra distribuzione, microclima e cambiamento climatico.[scintilena]

Premio Badino e ricerca finanziata

La SSI sostiene la ricerca anche attraverso contributi economici. Il Premio speleologico internazionale Giovanni Badino, promosso con l’associazione La Venta APS, è arrivato nel 2026 alla terza edizione, secondo il comunicato sui vincitori.

Sono stati presentati otto progetti. Il riconoscimento è stato assegnato a “Project STYX: Sulfur. Water. Life.”, presentato da Beatrice Rivoira con un gruppo internazionale di ricerca, come riportato nei risultati ufficiali del premio.

Il progetto riguarda il sistema carsico di Frasassi e lo studio della vita microbica in ambienti sotterranei sulfurei. Il contributo assegnato è di 2.500 euro, secondo il resoconto SSI.

Le candidature hanno affrontato anche permafrost, grotte subglaciali, risposta termica dei sistemi carsici e digitalizzazione tridimensionale. Il quadro mostra la varietà delle discipline che oggi concorrono alla ricerca speleologica, documentata nella graduatoria del Premio Badino 2026.

Cinque per mille ed educazione

Un altro strumento di sostegno è il bando finanziato con il cinque per mille. L’edizione 2026 ha destinato 2.547,81 euro, ricevuti nel 2025, a progetti di educazione ambientale rivolti alle comunità locali e soprattutto ai più giovani, secondo la comunicazione ufficiale sui vincitori.

I due progetti selezionati sono “Summer Camp Speleo Young 2027”, presentato da Francesco Maurano, e “Archeologia e Speleologia: due mondi in connessione”, presentato da Massimo Pozzo. La valutazione è stata affidata al Comitato scientifico, integrato da un componente del Consiglio direttivo, come indicato nei risultati del bando.

Il finanziamento collega così le risorse associative alla divulgazione e alla conoscenza degli ambienti ipogei. L’obiettivo dichiarato è coinvolgere le comunità nella loro salvaguardia, secondo i contenuti del bando 2026.

SSI e rappresentanza istituzionale

L’attività della Società Speleologica Italiana comprende anche il confronto con le istituzioni. Nel luglio 2026 la SSI ha portato il proprio contributo all’esame del disegno di legge n. 1499 sulla promozione e valorizzazione delle Grotte d’Italia, attraverso l’audizione del presidente Sergio Orsini presso la 9ª Commissione del Senato.[scintilena]

Questo ambito affianca il lavoro svolto sul terreno. La conoscenza accumulata attraverso esplorazioni, rilievi e studi entra nel confronto sui provvedimenti che riguardano il patrimonio carsico e sotterraneo.[scintilena][isprambiente.gov]

Sul piano internazionale, l’appartenenza alla UIS e alla Federazione Speleologica Europea colloca la SSI nelle reti di collaborazione della disciplina, come indicato nella presentazione istituzionale dell’associazione.

Le Elezioni SSI 2026 rinnovano quindi gli organi di una struttura impegnata su più fronti. Alla guida associativa si collegano scuole, archivi, catasti, progetti scientifici e campagne ambientali: attività che accompagnano il passaggio al triennio 2027-2029.[radunocostacciaro]

Fonti e approfondimenti


L'articolo Elezioni SSI 2026, Orsini presidente: affluenza fra le più alte degli ultimi anni proviene da Scintilena.

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Sa Marchesa, nuovi spazi per il turismo speleo-archeologico: accordo sul recupero delle ex aree minerarie

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Il Parco Geominerario della Sardegna e il Comune di Nuxis hanno firmato la convenzione per riqualificare gli ex spogliatoi della miniera. Il recupero delle ex aree minerarie rafforza l’accoglienza nel sito di Sa Marchesa, collegato alla Grotta di Acquacadda.

Il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna e il Comune di Nuxis hanno sottoscritto una convenzione per recuperare l’edificio degli spogliatoi dell’ex miniera di Sa Marchesa, in località Acquacadda. L’intervento prevede una sala convegni, una reception e un’area espositiva, a servizio del complesso geo-speleologico e archeologico del Sulcis.[1][2]

Sa Marchesa, la convenzione

La firma si è svolta nella sede del Parco a Serbariu, a Carbonia. Erano presenti il commissario straordinario Roberto Curreli e il sindaco di Nuxis Romeo Ghilleri.[2][1]

L’accordo interessa un edificio legato alla vita quotidiana dei lavoratori della miniera. Gli spogliatoi di Sa Marchesa sono documentati anche nel Catalogo generale dei beni culturali, che conserva una scheda dedicata al fabbricato.[3]

Il recupero delle ex aree minerarie assume così una dimensione concreta. Gli ambienti destinati ai servizi dei minatori saranno riutilizzati per accogliere il pubblico e ospitare attività culturali, mantenendo il collegamento con la storia del luogo.[2][3]

Turismo speleo-archeologico e accoglienza

La reception, la sala convegni e gli spazi espositivi aggiungeranno nuove funzioni al sito di Sa Marchesa. Il complesso ospita già iniziative dedicate alla conoscenza del sottosuolo e alla valorizzazione delle cavità naturali e artificiali.[4][2]

Nel 2023, proprio a Sa Marchesa, si è svolto il convegno sulle cavità artificiali e sul turismo sostenibile promosso dallo Speleo Club Nuxis. L’iniziativa ha riunito esperienze di ricerca e gestione dei siti ipogei, inserendo il patrimonio minerario in una riflessione più ampia sulla fruizione culturale del territorio.[4]

Il recupero delle ex aree minerarie si collega quindi a un’attività divulgativa già presente. La nuova destinazione degli spogliatoi offrirà ulteriori ambienti per svilupparla.[2][4]

Acquacadda, ricerca nella grotta

La Grotta di Acquacadda rappresenta una componente centrale del sito. Le indagini dell’Università di Cagliari, dirette da Riccardo Cicilloni, sono riprese nel settembre 2019 con metodologie archeologiche e archeometriche.[5]

Le campagne di scavo contribuiscono a ricostruire le frequentazioni preistoriche della cavità. Alle attività partecipano ricercatori e studenti, nel quadro di una collaborazione che coinvolge il territorio di Nuxis.[6][7][8]

Lo Speleo Club Nuxis svolge un ruolo nella gestione e nella divulgazione del complesso di Sa Marchesa. L’incontro tra ricerca universitaria, conoscenza speleologica e attività culturali costituisce uno degli elementi che caratterizzano il sito.[9][5][4]

Acquacadda è Monumento naturale

La valorizzazione del complesso si accompagna a un recente riconoscimento di tutela. Con il decreto dell’assessora regionale della Difesa dell’ambiente del 22 aprile 2026, n. 10, è stato istituito il Monumento naturale “Grotta di Acquacadda – Su Montixeddu”.[10]

Il provvedimento protegge l’integrità della cavità e vieta l’asportazione di concrezioni, minerali e cristalli. Riserva inoltre attenzione al rinolofo maggiore e al rinolofo minore, presenti nella grotta.[11]

La gestione, la conservazione e la valorizzazione del Monumento naturale sono affidate al Comune di Nuxis. Le attività devono rispettare le esigenze degli habitat e delle specie, evitando disturbi alla fauna.[11]

Patrimonio minerario e territorio

Il recupero delle ex aree minerarie consente di conservare edifici, attrezzature e testimonianze del lavoro, attribuendo loro nuove funzioni pubbliche. In questo percorso, Sa Marchesa affianca la memoria estrattiva alla ricerca preistorica e alla conoscenza dell’ambiente sotterraneo.[12][13][5][4]

Il Sulcis offre già un riferimento nella Grande Miniera di Serbariu. Il recupero del complesso ha reso disponibili strutture museali e didattiche dedicate alla storia del carbone, alle tecniche estrattive e alla vita dei minatori.[12]

A Nuxis, la riqualificazione degli spogliatoi si inserisce in questa prospettiva. Il recupero delle ex aree minerarie passa anche da edifici di servizio che possono tornare a essere utilizzati, questa volta per l’accoglienza, lo studio e la divulgazione.[3][2]

Fonti della notizia


Recupero delle ex aree minerarie: bonifica, manutenzione e turismo speleo-archeologico in Italia

Il recupero delle ex aree minerarie come patrimonio culturale e ambientale. Sicurezza, ricerca, conservazione e gestione continuativa sono componenti complementari del turismo speleo-archeologico.

Recuperare il paesaggio minerario

Una miniera dismessa non coincide soltanto con le sue gallerie. Il patrimonio comprende edifici industriali, impianti, documenti, macchinari, infrastrutture e testimonianze delle comunità che vi hanno lavorato.[14]

Il recupero delle ex aree minerarie riguarda quindi un paesaggio costruito nel tempo. A San Silvestro, in Toscana, il progetto del parco archeominerario è nato proprio con l’obiettivo di valorizzare un territorio segnato dall’estrazione, non un singolo monumento isolato.[15]

Questa impostazione offre un criterio utile anche per gli interventi di dimensioni più contenute. La proposta di recupero può partire da un edificio e ricostruire, attraverso di esso, i rapporti tra sottosuolo, lavoro e insediamento.

Turismo speleo-archeologico e conoscenza

Il turismo speleo-archeologico può mettere in relazione ambienti sotterranei, tracce delle attività umane e trasformazioni del territorio. Esperienze come San Silvestro affiancano gallerie minerarie, musei, insediamenti medievali e percorsi di interesse geologico e naturalistico.[16]

La distinzione tra grotta naturale, scavo minerario e cavità modificata dall’uomo deve restare chiara nel racconto al pubblico. Nel Campigliese sono documentati anche ambienti nei quali le forme naturali si intrecciano con l’attività degli antichi minatori.[17]

Una proposta divulgativa coerente può utilizzare queste differenze come chiave di lettura. Il visitatore viene accompagnato a riconoscere l’origine degli ambienti, le tecniche di scavo e le successive trasformazioni.

Patrimonio minerario e tutela

Il Codice dei beni culturali e del paesaggio comprende, all’articolo 10, comma 4, lettera h, i siti minerari di interesse storico o etnoantropologico. Il recupero deve quindi considerare, secondo il regime applicabile al singolo bene, anche le esigenze di conservazione del patrimonio culturale.[18][19]

La ricerca archeologica può fornire una base decisiva alla progettazione. Il caso di San Silvestro mostra un percorso avviato dagli scavi universitari e dalle ricognizioni territoriali, poi sviluppato nella costituzione del parco.[15]

Sul piano operativo, è opportuno che il progetto distingua ciò che deve essere conservato, ciò che può essere adattato e ciò che richiede ulteriori indagini. Questa distinzione consente di assegnare una funzione ai manufatti senza ridurli a semplici contenitori.

Bonifica delle ex aree minerarie

La bonifica ambientale e il restauro edilizio affrontano questioni differenti. La disciplina nazionale sui siti contaminati considera le matrici ambientali e il rischio sanitario e ambientale, mentre la sicurezza dei siti minerari richiede anche verifiche delle strutture e degli ambienti di visita.[20][21]

Per le strutture di deposito dei rifiuti estrattivi, ISPRA considera sia il rischio statico-strutturale sia quello ecologico-sanitario. La valutazione comprende, tra gli altri elementi, le caratteristiche dei materiali depositati, la stabilità e gli interventi di contenimento o drenaggio.[22]

Il recupero delle ex aree minerarie deve perciò fondarsi su valutazioni specifiche. Le condizioni di un sito non possono essere trasferite automaticamente a un altro.

Nel caso di Sa Marchesa, la convenzione descritta riguarda la riqualificazione degli spogliatoi e le loro nuove destinazioni. Le considerazioni sulle bonifiche sviluppate in questa relazione riguardano il quadro generale della riconversione mineraria.[2]

Bonifica e destinazioni d’uso

La normativa ambientale utilizza anche l’analisi di rischio sito-specifica per definire gli obiettivi degli interventi sui siti contaminati. La destinazione futura dell’area deve quindi essere considerata insieme alle condizioni ambientali e alle modalità di esposizione delle persone.[20]

Una proposta di recupero può distinguere gli spazi destinati all’accoglienza, quelli riservati alla ricerca e quelli non accessibili al pubblico. La pianificazione per ambiti consente di collegare ciascuna funzione alle verifiche necessarie.

L’obiettivo operativo non dovrebbe essere l’apertura indistinta dell’intero complesso. È preferibile individuare un sistema di fruizione compatibile con le caratteristiche effettive dei luoghi.

Sicurezza delle gallerie minerarie

ISPRA e la rete ReMi hanno pubblicato indicazioni tecniche dedicate alla messa in sicurezza dei siti minerari dismessi valorizzati per finalità culturali. Il documento raccoglie pratiche e riferimenti maturati anche attraverso l’esperienza delle regioni.[21]

Per gli ambienti sotterranei, la progettazione affronta stabilità, ventilazione, gestione delle acque, impianti e condizioni di esercizio. Le indicazioni considerano sia gli interventi preliminari sia la successiva gestione in sicurezza.[23]

L’accessibilità fisica di una galleria non equivale quindi alla sua idoneità alla visita. Il percorso turistico deve essere individuato e gestito attraverso una valutazione tecnica coerente con l’uso previsto.[23]

Manutenzione delle ex miniere

La manutenzione è parte della gestione del sito, non una fase separata dalla valorizzazione. Le indicazioni ReMi collegano la progettazione degli interventi alle condizioni di esercizio e alla continuità dei controlli.[23]

Per un sito aperto al pubblico, una proposta di piano manutentivo dovrebbe comprendere almeno:

  • Controlli delle opere di consolidamento e delle strutture.
  • Verifica dei drenaggi e dei punti di raccolta dell’acqua.
  • Manutenzione di impianti, illuminazione e comunicazioni.
  • Controllo di parapetti, passerelle e pavimentazioni.
  • Verifica della segnaletica e delle attrezzature di emergenza.
  • Registrazione delle anomalie e degli interventi eseguiti.

Le frequenze devono essere stabilite dai responsabili tecnici in relazione al sito. Il piano dovrebbe anche indicare chi effettua i controlli, chi valuta i risultati e chi dispone eventuali limitazioni all’accesso.

Acque e paesaggio minerario

La gestione delle acque compare tra gli aspetti tecnici affrontati nelle indicazioni sulla sicurezza delle miniere dismesse. Anche negli inventari dei depositi estrattivi, drenaggi e sistemi di copertura sono considerati elementi rilevanti per la stabilità delle strutture.[22][23]

Il progetto di recupero dovrebbe quindi leggere insieme superficie e sottosuolo. Una proposta operativa può prevedere la documentazione dei percorsi dell’acqua, dei drenaggi storici e degli interventi successivi.

La manutenzione non dovrebbe limitarsi agli ambienti più visibili. Anche le opere di servizio meritano una collocazione esplicita nel programma gestionale.

Conservare gli edifici minerari

Gli edifici di servizio raccontano aspetti del lavoro che la sola visita in galleria non può rappresentare. A Serbariu, il recupero museale comprende la lampisteria, la sala argani e gli ambienti dedicati alla storia del carbone e dei minatori.[12]

In Val Germanasca, l’offerta integra percorsi sotterranei, esposizione permanente, archivio storico, laboratori e centro di accoglienza. Queste esperienze mostrano una valorizzazione distribuita tra fabbricati e sottosuolo.[24][12]

Per gli interventi futuri, una scelta progettuale utile consiste nel mantenere riconoscibile la funzione originaria degli ambienti. Spogliatoi, officine e sale macchine possono ospitare nuovi servizi senza perdere il proprio significato documentario.

Ricerca speleologica e archeologia

Il contributo speleologico può affiancare la documentazione dei manufatti e la ricerca storica. A Nuxis, le attività sulle cavità artificiali sono state inserite in un programma dedicato al turismo sostenibile speleologico e archeologico.[4]

La ricerca universitaria aggiunge strumenti per ricostruire cronologie, frequentazioni e trasformazioni degli ambienti. Ad Acquacadda, il progetto dell’Università di Cagliari utilizza metodologie archeologiche e archeometriche.[5]

Un programma di recupero può prevedere un archivio comune di rilievi, fotografie, documenti e risultati scientifici. La proposta dovrebbe assegnare anche criteri di aggiornamento e responsabilità per la conservazione dei dati.

Pipistrelli nelle miniere dismesse

Grotte, miniere, fortificazioni e gallerie svolgono un ruolo nel ciclo biologico di numerose specie europee di pipistrelli. Possono essere utilizzate come rifugi invernali, riproduttivi o temporanei.[25]

In Italia, i chirotteri e i loro siti di riproduzione e riposo sono tutelati da un insieme di norme nazionali e internazionali. La progettazione degli interventi deve quindi considerare anche gli utilizzi faunistici degli ambienti artificiali.[26][27][28][25]

La gestione può richiedere limitazioni stagionali o l’esclusione dalla visita di determinati settori. Le indicazioni EUROBATS prevedono misure differenziate secondo l’importanza del rifugio e le modalità con cui viene utilizzato dai pipistrelli.[28]

Acquacadda e tutela ambientale

Ad Acquacadda, il decreto regionale richiama espressamente la protezione del rinolofo maggiore e del rinolofo minore. Le attività ammesse devono rispettare le esigenze di conservazione delle specie e degli habitat.[11]

Il recupero degli edifici esterni e la protezione della grotta possono essere progettati come componenti complementari. Una proposta coerente può concentrare negli spazi di superficie l’accoglienza, le conferenze e parte dell’attività espositiva.

Questa organizzazione offre anche un criterio divulgativo. Il pubblico può ricevere informazioni sul sito prima dell’eventuale accesso agli ambienti più sensibili.

Accessibilità del patrimonio minerario

L’accessibilità deve essere descritta attraverso caratteristiche concrete. Il progetto può distinguere percorsi esterni, edifici, tratti sotterranei e contenuti consultabili senza ingresso in miniera.

Gli strumenti digitali possono ampliare le modalità di conoscenza anche dove le tracce minerarie sono scomparse o gli ambienti non sono visitabili. Uno studio sulle miniere di lignite umbre propone archivi georeferenziati, modelli tridimensionali e realtà aumentata per ricostruire questi paesaggi.[29]

Per i siti in recupero, la proposta dovrebbe comprendere informazioni chiare su distanze, pendenze, fondo, ostacoli e condizioni ambientali. L’obiettivo è consentire una scelta consapevole dell’esperienza di visita.

Esperienze italiane di recupero

Le esperienze italiane mostrano modi diversi di collegare conservazione, ricerca e fruizione. Il confronto è utile per individuare funzioni trasferibili, senza riprodurre automaticamente lo stesso modello in territori differenti.[30] Sito Patrimonio valorizzato Elemento di interesse San Silvestro, Toscana Miniere, musei, villaggio medievale e sentieri. [16] Il progetto nasce dalla ricerca archeologica e considera l’intero paesaggio storico. [15] Serbariu, Sardegna Edifici minerari, collezioni, macchinari e percorso sotterraneo. [12] La storia industriale viene collegata alla vita dei minatori e alla città di Carbonia. [12] Val Germanasca, Piemonte Miniere Paola e Gianna, archivio, esposizioni e laboratori. [24] L’esperienza ecomuseale integra lavoro minerario, geologia e cultura della valle. [13]

A San Silvestro, il percorso unisce tecniche estrattive di epoche diverse e insediamento medievale. In Val Germanasca, ScopriMiniera e ScopriAlpi sviluppano rispettivamente il tema del lavoro minerario e quello dell’interpretazione geologica.[13][16]

Comunità e lavoro locale

La riconversione turistica delle miniere riguarda anche il rapporto con le comunità residenti. Una ricerca pubblicata nel 2025 dall’Università di Macerata considera partecipazione, accessibilità, sostenibilità e gestione nei siti ReMi di Marche, Toscana e Sardegna.[30]

Lo studio evidenzia differenze regionali e modelli di sviluppo locale non uniformi. Il progetto della Val Germanasca indica tra le proprie finalità la conservazione del patrimonio culturale e la creazione di opportunità lavorative per la popolazione della valle.[13][30]

Per i nuovi interventi, una proposta gestionale può prevedere il coinvolgimento di ex lavoratori, associazioni, scuole e operatori locali. Le testimonianze orali dovrebbero essere raccolte come documentazione, con attenzione alla loro conservazione e contestualizzazione.

Reti territoriali e turismo

Il collegamento con altre risorse culturali è presente nell’esperienza della Val Germanasca, dove il tema minerario si estende alla storia e alla cultura del territorio. Anche la ricerca sulle miniere umbre considera itinerari capaci di mettere in relazione diversi punti di interesse.[29][13]

Una proposta per le ex aree minerarie può quindi comprendere collegamenti con musei, siti archeologici, sentieri e servizi di ospitalità. L’organizzazione dovrebbe privilegiare itinerari comprensibili e tempi di visita realistici.

Nel Sulcis, questo criterio può essere applicato mantenendo distinte le identità dei singoli luoghi. Sa Marchesa può essere raccontata attraverso il rapporto tra miniera, grotta, ricerca preistorica e attività speleologica, senza uniformarla ad altri complessi.[5][4]

Gestione economica e continuità

La sostenibilità dei siti riconvertiti non può essere valutata soltanto attraverso l’attrattività turistica. La ricerca dell’Università di Macerata utilizza indicatori che comprendono anche accessibilità, partecipazione e sostenibilità.[30]

Un modello economico proposto per il recupero dovrebbe distinguere le spese iniziali dai costi ricorrenti. Tra questi ultimi andrebbero considerati personale, manutenzione, monitoraggi, servizi, aggiornamento degli allestimenti e conservazione delle collezioni.

Le entrate da biglietti possono essere affiancate, nel piano gestionale, da attività didattiche, servizi culturali e sostegno pubblico. La ripartizione dovrebbe derivare dalle funzioni del sito e da ipotesi di gestione esplicite, non da previsioni automatiche di crescita dei visitatori.

Programmare il recupero minerario

Sulla base dei temi tecnici e gestionali descritti, un possibile percorso operativo può essere articolato in fasi:

  1. Conoscenza del sito: ricognizione di edifici, gallerie, documenti, impianti e valori ambientali.
  2. Valutazioni specialistiche: esame degli aspetti strutturali, ambientali, archeologici e faunistici.
  3. Definizione delle funzioni: individuazione degli spazi pubblici, scientifici, tecnici e non accessibili.
  4. Progettazione integrata: coordinamento tra conservazione, sicurezza, eventuale bonifica e servizi.
  5. Organizzazione della gestione: responsabilità, personale, procedure e risorse.
  6. Piano di manutenzione: controlli, registrazioni, interventi e criteri di sospensione delle visite.
  7. Verifica dei risultati: valutazione periodica delle condizioni del patrimonio e della qualità della fruizione.

La proposta non configura una sequenza amministrativa valida per ogni situazione. Le autorizzazioni e gli adempimenti devono essere definiti secondo le caratteristiche e il regime giuridico del singolo sito.

Indicatori per il turismo minerario

Il monitoraggio può utilizzare una pluralità di indicatori, come proposto anche dalla ricerca sulla sostenibilità dei siti minerari riconvertiti. Una griglia gestionale dovrebbe affiancare ai dati di affluenza le condizioni del patrimonio e la continuità della manutenzione.[30] Ambito Indicatori proposti Conservazione Stato dei manufatti, aggiornamento della documentazione, interventi programmati ed eseguiti Sicurezza Verifiche effettuate, anomalie registrate, aggiornamento delle procedure Ambiente Risultati dei monitoraggi previsti per il sito, condizioni dei rifugi faunistici Accessibilità Informazioni disponibili, percorsi utilizzabili, contenuti alternativi Cultura Attività didattiche, ricerche, incontri e collaborazione con le scuole Comunità Partecipazione locale, raccolta delle testimonianze, collaborazioni territoriali Gestione Copertura dei costi ricorrenti, continuità del personale, risorse per la manutenzione

La griglia può essere adattata alla dimensione del complesso. Per una piccola struttura di accoglienza, gli obiettivi saranno diversi da quelli di una miniera-museo con un percorso sotterraneo esteso.

Sa Marchesa come progetto territoriale

La convenzione di Nuxis assegna agli ex spogliatoi funzioni di accoglienza, esposizione e incontro. Queste destinazioni si affiancano a un sito già interessato da ricerca archeologica, attività speleologiche e iniziative sul turismo sostenibile.[4][5][2]

Il successivo sviluppo del progetto può utilizzare tali funzioni per rendere leggibile il rapporto tra patrimonio minerario e ambiente naturale. L’allestimento può distinguere la storia della miniera, i risultati degli scavi e le misure di tutela della grotta.

La continuità gestionale dovrebbe essere prevista insieme al recupero edilizio. Per Sa Marchesa, come per altri siti italiani, la proposta è considerare manutenzione, divulgazione e conservazione come parti dello stesso servizio culturale.

Fonti dell’approfondimento


Fonti
[1] Roberto Curreli Archivi https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/tag/roberto-curreli/
[2] Parco Geominerario Archivi https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/category/turismo-2/parco-geominerario/
[3] Servizi e Spogliatoi 1 Miniera Sa Marchesa Nuxis, 1955/00/00 https://www.catalogo.beniculturali.it/detail/SARDEGNA/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/2000207463
[4] Nuxis – Convegno – Le cavità artificiali per un turismo … https://www.federazionespeleologicasarda.it/nuxis-convegno-le-cavita-artificiali-per-un-turismo-sostenibile/
[5] Acquacadda di Nuxis – unica.it – Università di Cagliari https://web.unica.it/unica/it/dip_letterelebc_scavi_3.page
[6] gli studenti di archeologia visitano la grotta di Acquacadda https://www.scintilena.com/alla-scoperta-del-patrimonio-nascosto-gli-studenti-di-archeologia-visitano-la-grotta-di-acquacadda/01/17/
[7] Nuove Scoperte Archeologiche a Nuxis: La Grotta di Acquacadda https://www.gazzettasarda.com/contenuto/0/35/650068/nuove-scoperte-archeologiche-a-nuxis-la-grotta-di-acquacadda
[8] Nelle grotte di Nuxis si scavano 5mila anni di storia https://www.rainews.it/tgr/sardegna/video/2025/07/grotte-nuxisacquacaddascavi-archeologici-nuxisscavi-archeologici-unica-7588df4d-c490-43f6-811e-c88c105e5e11.html
[9] Speleo Club Nuxis: il presidente Roberto Curreli traccia … https://www.tuttomotorienews.it/speleo-club-nuxis-il-presidente-roberto-curreli-traccia-il-bilancio-2023/
[10] Su Montixeddu”, sito in Comune di Nuxis. https://www.regione.sardegna.it/atti-bandi-archivi/atti-amministrativi/tutti-gli-atti/177754686081367
[11] Istituito il Monumento naturale “Grotta di Acquacadda – Su … https://www.regione.sardegna.it/notizie/istituito-il-monumento-naturale-grotta-di-acquacadda-su-montixeddu-nel-comune-di-nuxis
[12] La Grande Miniera di Serbariu e il Museo del Carbone https://www.museodelcarbone.it/la-visita/il-museo-del-carbone/
[13] Ecomuseo EM&VG – Ecomuseo Miniere https://www.ecomuseominiere.it/ecomuseo/progetto-ecomuseo-val-germanasca/
[14] Who we are https://parcogeominerario.sardegna.it/en/who-we-are
[15] Storia del Parco Archeominerario di San Silvestro https://www.parchivaldicornia.it/parchi-archeologici/parco-archeominerario-di-san-silvestro/storia/
[16] Parco Archeominerario di San Silvestro, Campiglia Marittima https://www.parchivaldicornia.it/parchi-archeologici/parco-archeominerario-di-san-silvestro/
[17] New studies on the ancient mines of the Archeological Mines … https://www.scintilena.com/new-studies-on-the-ancient-mines-of-the-archeological-mines-park-of-san-silvestro-tuscany/04/02/
[18] Gli strumenti per la tutela dei paesaggi sotterranei. La … – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/files/progetti/remi/guideri.pdf
[19] DECRETO LEGISLATIVO 22 gennaio 2004, n. 42 – Normattiva https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:2004;42~art10!vig
[20] DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-03;152~art240-com1-leta
[21] Indicazioni per la messa in sicurezza dei siti minerari dismessi – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/documenti-tecnici/indicazioni-per-la-messa-in-sicurezza-dei-siti-minerari-dismessi
[22] Inventario nazionale delle strutture di deposito di rifiuti … – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/files2023/pubblicazioni/rapporti/rapporto-inventario-strutture-deposito-rev-3782022.pdf
[23] re-mi-a4-doc-tecnico-sicurezza-miniere-dismesse … – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/files2021/pubblicazioni/documenti-tecnici/re-mi-a4-doc-tecnico-sicurezza-miniere-dismesse-rev8-quater-con-paolucci-2-1.pdf
[24] Visite https://www.ecomuseominiere.it/visite/
[25] Conservation of Key Underground sites: the database https://www.eurobats.org/activities/intersessional_working_groups/underground_sites
[26] Pipistrelli, comunicare il valore della biodiversità senza … https://www.scintilena.com/pipistrelli-comunicare-il-valore-della-biodiversita-senza-alimentare-paure-e-pregiudizi/07/14/
[27] Workshop Nazionale sui Chirotteri al Parco dei Monti Lucretili https://www.scintilena.com/workshop-nazionale-sui-chirotteri-al-parco-dei-monti-lucretili-a-palombara-sabina-la-formazione-sulle-linee-guida-ispra-per-il-recupero-e-la-riabilitazione-dei-pipistrelli/04/27/
[28] Protecting and managing underground sites for bats https://www.eurobats.org/sites/default/files/documents/pdf/Meeting_of_Parties/MoP5_Inf_50_UndergroundSites.pdf
[29] Ghost Mines for Geoheritage Enhancement in the Umbria … https://www.mdpi.com/2076-3263/13/7/208
[30] “Miniere di turisti”: l’analisi della sostenibilità e delle prospettive di … https://rivisteopen.unimc.it/index.php/cap-cult/article/view/3719
[32] [PDF] Raccolta Maggio 2019 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2019_5_Raccolta-Scintilena-Maggio1.pdf
[33] Sardegna Speleologica – on-line i bollettini della rivista della Federazione Speleologica Sarda. – Scintilena https://www.scintilena.com/sardegna-speleologica-on-line-i-bollettini-della-rivista-della-federazione-speleologica-sarda/12/03/
[34] Convegno sulle cavità artificiali per promuovere un turismo sostenibile https://www.scintilena.com/convegno-sulle-cavita-artificiali-per-promuovere-un-turismo-sostenibile/10/15/
[35] Parco Geominerario della Sardegna alla Riunione ReMi-ISPRA https://www.scintilena.com/parco-geominerario-della-sardegna-alla-riunione-remi-ispra-confronto-sul-futuro-del-patrimonio-minerario-europeo/07/01/
[36] Raccolta Dicembre 2020 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2020_12_Raccolta_Scintilena_Dicembre.pdf
[37] Raccolta Maggio 2017 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2017_5_Raccolta_Scintilena_Maggio.pdf
[38] La Miniera Abbandonata non è una Rovina: è un Organismo che … https://www.scintilena.com/la-miniera-abbandonata-non-e-una-rovina-e-un-organismo-che-cambia/04/28/
[39] Nuove Scoperte Archeologiche nel Sito Geo Speleo … https://www.scintilena.com/nuove-scoperte-archeologiche-nel-sito-geo-speleo-archeologico-di-sa-marchesa/07/01/
[40] Raccolta Maggio 2011 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2023/06/2011_05_Raccolta_Scintilena_Maggio.pdf
[41] Parco Geominerario e Università di Cagliari: al via il Piano … https://www.scintilena.com/parco-geominerario-e-universita-di-cagliari-al-via-il-piano-socio-economico-e-il-dottorato-pnrr/04/09/
[42] Nuova Campagna di Scavi nella Grotta di Acquacadda … https://www.scintilena.com/nuova-campagna-di-scavi-nella-grotta-di-acquacadda-presentata-nel-sito-archeologico-sa-marchesa/09/09/
[43] Una luce nel buio – il giornale quotidiano della speleologia italiana https://www.scintilena.com/page/435/
[44] Sa Marchesa ospita il convegno sulle grotte turistiche in … https://www.scintilena.com/sa-marchesa-ospita-il-convegno-sulle-grotte-turistiche-in-sardegna/12/05/
[45] Raccolta Dicembre 2017 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2017_12_Raccolta_Scintilena_Dicembre.pdf
[46] Raccolta Giugno 2014 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2023/06/2014_06_Raccolta_Scintilena_Giugno.pdf
[47] Sito Geo Speleo Archeologico “Sa Marchesa” https://www.sitosamarchesa.it/images/brochure/opuscolo%20ITA%20ok%200612.pdf
[48] Grotta di Acquacadda – Campagna scavi archeologici 2023 https://www.federazionespeleologicasarda.it/grotta-acquacadda-campagna-scavi-2023/
[49] Grotta Acqua Cadda Su Montixeddu – portal.sardegnasira.it https://portal.sardegnasira.it/grotta-acqua-cadda-su-montixeddu
[50] Istituito il Monumento naturale Grotta di Acquacadda – “Su Montixeddu”, nel Comune di Nuxis https://portal.sardegnasira.it/-/istituito-il-monumento-naturale-grotta-di-acquacadda-su-montixeddu-nel-comune-di-nuxis
[51] SITO GEO SPELEO ARCHEOLOGICO SA MARCHESA … https://www.fossilieminerali.it/musei/sito-geo-speleo-archeologico-sa-marchesa-speleo-club-nuxis-comune-di-nuxis/
[52] Il Sulcis del carbone e dei metalli – GEEG https://www.geeg.it/2026/09/30/il-sulcis-del-carbone-e-dei-metalli/
[53] Gli scavi archeologici nella Grotta di Acquacadda (Nuxis) a servizio dell’ … https://www.parks.it/news/dettaglio.php?id=63338
[54] Tariffe https://www.sitosamarchesa.it/index.php/tariffe
[55] Sito Geo Speleo Archeologico Sa Marchesa – Idese https://idese.cultura.gov.it/place/sito-sa-marchesa/
[56] Riccardo Cicilloni Archivi – Pagina 2 di 5 – La Provincia del Sulcis Iglesiente https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/tag/riccardo-cicilloni/page/2/
[57] Nuxis, Museo e sito geospeleologico Sa Marchesa https://www.sardegnacultura.it/articolo/nuxis-museo-e-sito-geospeleologico-sa-marchesa
[58] Sa Marchesa Geological Speleological Archaeological Site – Idese https://idese.cultura.gov.it/en/place/sa-marchesa-geological-speleological-archaeological-site/
[59] Il Dottor Roberto Curreli è il nuovo Commissario … https://parcogeominerario.sardegna.it/il-dottor-roberto-curreli—il-nuovo-commissario-straordinario-del-parco-geominerario-storico-e-ambientale-della-sardegnaUXB4L
[60] Siglata la convenzione tra il Parco Geominerario e … https://parcogeominerario.sardegna.it/siglata-la-convenzione-tra-il-parco-geominerario-e-il-comune-di-nuxis-per-il-recupero-degli-spogliatoi-dell-ex-miniera-di-sa-marchesaUF6ZP
[61] Sito Geo Speleo Archeologico Sa Marchesa https://www.sitosamarchesa.com/
[62] Terza Giornata Nazionale sulle Miniere – Il programma in … https://www.scintilena.com/terza-giornata-nazionale-sulle-miniere-il-programma-in-umbria/05/26/
[63] Esplorazione Mineraria in Italia: Quattordici Progetti per l … – Scintilena https://www.scintilena.com/esplorazione-mineraria-in-italia-quattordici-progetti-per-lautonomia-delle-materie-prime/08/02/
[64] Giornata Nazionale delle Miniere 2026 a Domusnovas, tra trekking … https://www.scintilena.com/giornata-nazionale-delle-miniere-2026-a-domusnovas-tra-trekking-museo-mineralogico-e-convegno-su-san-michele/05/17/
[65] Agordo ai tempi delle miniere: storia, misteri ed esplorazione nella … https://www.scintilena.com/agordo-ai-tempi-delle-miniere-storia-misteri-ed-esplorazione-nella-valle-imperina/08/24/
[66] L’importanza del catasto Speleologico https://www.scintilena.com/limportanza-del-catasto-speleologico-uno-strumento-multidisciplinare-per-la-tutela-del-territorio/01/25/
[67] Flash Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/flash/
[68] Cavità Artificiali Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/cavita-artificiali/
[69] La Cava Romana Luxis apre le porte: il 25 ottobre un’uscita … https://www.scintilena.com/la-cava-romana-luxis-apre-le-porte-il-25-ottobre-unuscita-aperta-anche-ai-neofiti/10/23/
[70] Sardegna Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/sardegna/
[71] Grotta del Monte Cucco, speleologa bloccata a 150 metri di … https://www.scintilena.com/monte-cucco-speleologa-bloccata-a-150-metri-di-profondita-soccorsa-nella-notte/10/31/
[72] Scintilena – Una luce nel buio – il giornale quotidiano della … https://www.scintilena.com/
[73] Tanari Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/tag/tanari/
[74] Tuvixeddu, niente tunnel sotto la necropoli: il sottosuolo … https://www.scintilena.com/tuvixeddu-niente-tunnel-sotto-la-necropoli-il-sottosuolo-archeologico-ferma-il-progetto/10/28/
[75] Linee guida per la gestione e valorizzazione di siti e parchi … – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/manuali-e-linee-guida/linee-guida-per-la-gestione-e-valorizzazione-di
[76] BOLLETTINO UFFICIALE https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/normativa-sulla-tutela-valorizzazione-e-fruizione-del-patrimonio-geologico-minerario/normativa-regionale/programma-regionale-valorizzazione-patrimonio-minerario-dismesso-lombardia.pdf
[77] ACCESSO AI DATI https://portalesgi.isprambiente.it/en/dissemination-activities/
[78] Presentazione standard di PowerPoint https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/progetto-remi-rete-nazionale-dei-parchi-e-musei-minerari-italiani/file/2-presentazione-lo-pumo-regione-lombardia-xii-riunione-di-rete-giugno-2021.pdf
[79] DEL23-2Allegato https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/normativa-sulla-tutela-valorizzazione-e-fruizione-del-patrimonio-geologico-minerario/normativa-regionale/2018-05-08-dgr-23-2-allegato-alle-direttive-per-il-rilascio-autorizzazione-riutilizzo-patrimonio-minerario.pdf
[80] Bollettino Ufficiale https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/normativa-sulla-tutela-valorizzazione-e-fruizione-del-patrimonio-geologico-minerario/normativa-regionale/delibera-regione-lombardia-xi-5708-catasto-miniere-dismesse.pdf
[81] LA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO https://www.isprambiente.gov.it/files/eventi/eventi-2015/il-recupero-e-la-valorizzazione-dei-siti-di-miniera-dismessi/presentazione_domenico_savoca.pdf
[82] ReMi Project – National Network of Italian Mining Parks and Museums https://www.isprambiente.gov.it/en/projects/soil-and-territory/mines-and-quarries/remi-project-national-network-of-italian-mining-parks-and-museums
[83] Progetto di legge regionale per la tutela e valorizzazione dei … https://www.isprambiente.gov.it/files/progetti/suolo-e-territorio/risorse-minerarie/02_Progetto_L_R_tutela_sitiminerari_dismessi.pdf
[84] News in highlight — English – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/en/projects/soil-and-territory/mines-and-quarries/remi-project-national-network-of-italian-mining-parks-and-museums/news-in-highlight
[85] ReMi Project – National Network of Italian Mining Parks and … https://www.isprambiente.gov.it/en/projects/soil-and-territory/mines-and-quarries/remi-project-national-network-of-italian-mining-parks-and-museums/remi-project-national-network-of-italian-mining-parks-and-museums
[86] LE BANCHE DATI — Italiano – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/progetto-remi-rete-nazionale-dei-parchi-e-musei-minerari-italiani/banche-dati
[87] homepage https://www.isprambiente.gov.it/en
[88] Notizie in primo piano — Italiano – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/progetto-remi-rete-nazionale-dei-parchi-e-musei-minerari-italiani/notizie-in-primo-piano
[89] Progetto ReMi – Rete Nazionale dei Parchi e Musei Minerari … https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/progetto-remi-rete-nazionale-dei-parchi-e-musei-minerari-italiani/progetto-remi-rete-nazionale-dei-parchi-e-musei-minerari-italiani
[90] Contatti | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/contatti/
[91] Le miniere della Sardegna come rifugio per i pipistrelli https://www.scintilena.com/le-miniere-della-sardegna-come-rifugio-per-i-pipistrelli/02/19/
[92] Pipistrelli in Italia: cosa dice la legge e come proteggere specie e rifugi https://www.scintilena.com/pipistrelli-in-italia-cosa-dice-la-legge-e-come-proteggere-specie-e-rifugi/07/30/
[93] Pipistrelli e grotte: la scienza conferma gli effetti del … https://www.scintilena.com/pipistrelli-e-grotte-la-scienza-conferma-gli-effetti-del-disturbo-umano-sulle-colonie-in-ibernazione/03/12/
[94] Raccolta Gennaio 2021 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2021_1_Raccolta_Scintilena_Gennaio.pdf
[95] Pipistrelli in Lombardia: il Piano d’Azione nasce dalla … https://www.scintilena.com/pipistrelli-in-lombardia-il-piano-dazione-nasce-dalla-partecipazione-e-dai-nuovi-monitoraggi/08/23/
[96] Come riconoscere il guano di pipistrello? https://www.tutelapipistrelli.it/2014/04/08/4433/
[97] Tutela Pipistrelli https://www.tutelapipistrelli.it/
[98] Come costruire una bat box: guida pratica per realizzare … https://www.scintilena.com/come-costruire-una-bat-box-guida-pratica-per-realizzare-rifugi-per-pipistrelli/07/03/
[99] Come comportarsi | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/come-comportarsi/
[100] Pipistrelli, cosa dice la legge in Italia | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/2012/09/28/pipistrelli-cosa-dice-la-legge-in-italia/
[101] Come aiutare i pipistrelli: acqua, habitat e meno disturbo https://www.scintilena.com/come-aiutare-i-pipistrelli-acqua-habitat-e-meno-disturbo/07/03/
[102] Diversità e ruolo ecologico dei pipistrelli https://www.scintilena.com/diversita-e-ruolo-ecologico-dei-pipistrelli-2/05/10/
[103] [PDF] Il Programma Nazionale di Esplorazione – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/progetto-remi-rete-nazionale-dei-parchi-e-musei-minerari-italiani/file/15-12-2025-riunione-rete-decennale-fumanti.pdf
[104] Doc XV, n. 365 https://www.camera.it/temiap/2025/06/05/OCD177-8096.pdf
[105] Tabella%201%2030_06_2025.xlsx https://indicatoriambientali.isprambiente.it/sites/default/files/indicatori_ambientali/2025-07-16/Tabella%201%2030_06_2025.xlsx
[106] [PDF] Dati sull’ambiente – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/files2020/pubblicazioni/stato-ambiente/annuario-2020/dati_ambiente.pdf
[107] ACCESSO AI DATI https://portalesgi.isprambiente.it/en/elenco-base-dati/10/
[108] Geology, soil and contaminated sites – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/en/activities/soil-and-territory
[109] Parco Geominerario https://parcogeominerario.sardegna.it/
[110] English https://www.isprambiente.gov.it/en/@@search?taxonomy_thesaurus:list=s4f5quvdn7&set_language=en&b_start:int=460&sort_on=relevance
[111] Choose the zones https://parcogeominerario.sardegna.it/singolo-comune-en/86
[112] Choose the zones https://parcogeominerario.sardegna.it/guida-scelta-en/57
[113] News & Eventi https://parcogeominerario.sardegna.it/category/news-eventi/
[114] e me l’ovrare appaga https://library.oapen.org/bitstream/20.500.12657/55594/1/9788855182195.pdf
[115] Burladores e Convitati a Napoli tra Sei e Settecento, da Perrucci ad Abri (e oltre) https://fupress.com/redir.ashx?RetUrl=14599.pdf
[116] La fraseografia genovese e le più recenti innovazioni in GEPHRAS e GEPHRAS2 https://bop.unibe.ch/linguistik-online/article/download/10782/13931
[117] Due lettere inedite di Giorgio Orelli https://bop.unibe.ch/versants/article/download/8993/11971
[118] Per un commento di “Entrebescar” (1982) di Rossi Precerutti [pp. 174-199] https://riviste.unimi.it/index.php/inopera/article/view/27711
[119] La fattoria più profonda del mondo a 1100 metri: miniere inglesi diventano laboratori agricoli – Scintilena https://www.scintilena.com/la-fattoria-piu-profonda-del-mondo-a-1100-metri-miniere-inglesi-diventano-laboratori-agricoli/08/25/
[120] [PDF] Raccolta Giugno 2021 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2021_6_Raccolta_Scintilena_Giugno.pdf
[121] Sicurezza in cavità urbane e ipogei: norme, rischi e … https://www.scintilena.com/sicurezza-in-cavita-urbane-e-ipogei-norme-rischi-e-strumenti-per-lavorare-nel-sottosuolo/06/11/
[122] Bonifica della Voragine di San Lorenzo nel Carso triestino https://www.scintilena.com/bonifica-della-voragine-di-san-lorenzo-il-club-alpinistico-triestino-restituisce-valore-a-una-storica-cavita-del-carso/07/05/
[123] On line consultabili gli ATTI del Atti del XXI Congresso … https://www.scintilena.com/on-line-consultabili-gli-atti-del-atti-del-xxi-congresso-nazionale-di-speleologia-diffusione-delle-conoscenze/08/27/
[124] Giornate di Speleologia Urbana nella Trieste sotterranea dal … https://www.scintilena.com/giornate-di-speleologia-urbana-nella-trieste-sotterranea-dal-5-al-30-novembre/11/01/
[125] Esplorati gli antichi acquedotti di Montefiascone (VT) https://www.scintilena.com/esplorati-gli-antichi-acquedotti-di-montefiascone-vt/03/18/
[126] Abisso del Bifurto, Cerchiara rende omaggio agli speleologi … https://www.scintilena.com/abisso-del-bifurto-cerchiara-rende-omaggio-agli-speleologi-che-raggiunsero-il-fondo-nel-1962/10/30/
[127] BOLLETTINO UFFICIALE https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/normativa-sulla-tutela-valorizzazione-e-fruizione-del-patrimonio-geologico-minerario/normativa-regionale/programma-regionale-valorizzazione-patrimonio-minerario-dismesso-lombardia-1.pdf
[128] Relazione di Piano https://www.regione.sardegna.it/documenti/1_385_20180802114418.pdf
[129] ISPRA, Quaderni – 8/2014 https://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/Quad_AS_8_14.pdf
[130] Remi https://www.etsy.com/market/remi
[131] Rémi P | LinkedIn https://www.linkedin.com/in/r%C3%A9mi-p-8295a3150
[132] Catalogue Remi Confection/LOTUS BLANC 2025-2026 – Calaméo https://www.calameo.com/books/00056900423f190235f71
[133] [PDF] recupero e valorizzazione delle miniere dismesse – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00009100/9196-qas-3-ultimo-corretto.pdf
[134] Le miniere in Italia – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/files2020/notizie/miniere.pdf
[135] ISPRA pubblica “Lo stato delle bonifiche dei siti contaminati … https://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/notizie-e-novita-normative/notizie-ispra/2023/08/ispra-pubblica-il-rapporto-lo-stato-delle-bonifiche-dei-siti-contaminati-in-italia-secondo-rapporto-sui-dati-regionali
[136] [PDF] la laveria di su zurfuru – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00003900/3979-c2738-m2-u1.pdf
[137] Linee Guida – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/manuali-lineeguida/MLG_148_17_LGVAS.pdf
[138] Online il Rapporto “Lo stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia” https://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/notizie-e-novita-normative/notizie-ispra/2025/12/online-il-rapporto-lo-stato-delle-bonifiche-dei-siti-contaminati-in-italia
[139] Listino Prezzi 2026 – Il Sogno di Remì – Locazione turistica https://ilsognodiremi.com/listino-prezzi/
[140] 1200 (75 of 113) – Nola and Remi water shoot Aug 2026 https://alloutdoor.smugmug.com/Mike-Reid-Photography-Promotional-Dance-Team/Nola-and-Remi-water-shoot-Aug-2026/i-r5kdSx6
[141] Congressi Archivi – Pagina 9 di 14 – Scintilena https://www.scintilena.com/category/congressi/page/9/
[142] Archeologia Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/archeologia/
[143] Autore: Marina Abisso https://www.scintilena.com/author/marina-abisso/
[144] Nuxis Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/tag/nuxis/
[145] Corso di Speleologia in Cavità Artificiali a Nuxis – Scintilena https://www.scintilena.com/corso-di-speleologia-in-cavita-artificiali-a-nuxis/09/03/
[146] Grotte turistiche della Sardegna: confronto tra esperienze https://www.scintilena.com/grotte-turistiche-della-sardegna-confronto-tra-esperienze/11/22/
[147] Convegno Internazionale sulla Gestione del Patrimonio … https://www.scintilena.com/convegno-internazionale-sulla-gestione-del-patrimonio-culturale-in-sardegna/11/12/
[148] Recupero e Riabilitazione dei Chirotteri: il Workshop di … https://www.scintilena.com/recupero-e-riabilitazione-dei-chirotteri-il-workshop-di-tutela-pipistrelli-diventa-gratuito-per-soci-ed-enti-partner/05/04/
[149] Dalla Regione 4,28 milioni di euro per la bonifica dell’area … https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2026/08/dalla-regione-428-milioni-di-euro-per-la-bonifica-dellarea-ex-mineraria-di-sa-marchesa-a-nuxis/
[150] Dalla Regione 4,2 milioni per bonificare l’ex miniera di Nuxis https://cagliarinews.it/area-vasta/dalla-regione-nuxis-bonifica-ex-miniera-24-agosto-2026/
[151] Parco archeominerario di San Silvestro https://www.parchivaldicornia.it/images/ufficio_stampa/Parco_SS.pdf
[152] Il Parco Archeominerario di San Silvestro – San Vincenzo https://visitsanvincenzo.it/it/cosa-fare/da-vedere/il-parco-archeominerario-di-san-silvestro/
[153] Miniere d’Italia – Recupero museale TOS https://sites.google.com/view/miniere-italia/regioni/toscana/recupero-museale-tos
[154] Parco Archeominerario di San Silvestro – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/museo/regioni/musei/parco-archeominerario-di-san-silvestro
[155] Rifiuti e bonifiche: 11,3 milioni per impianti, risanamento … https://www.regione.sardegna.it/notizie/rifiuti-e-bonifiche-11-3-milioni-per-impianti-risanamento-ambientale
[156] TOUR COMPLETO DEL PARCO DI SAN SILVESTRO – Visit Tuscany https://www.visittuscany.com/export/shared/make/documenti/tour-completo-del-parco-di-san-silvestro_dwe.pdf
[157] I PARCHI DELLA VAL DI CORNIA https://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00004600/4605-il-progetto-di-tutela-3-cornia.pdf
[158] Parco Archeominerario di San Silvestro | Visit Tuscany https://www.visittuscany.com/it/attrazioni/san-silvestro-archaeological-mines-park/
[159] www.visittuscany.com · en · attractionsSan Silvestro Archaeological Mines Park – Visit Tuscany https://www.visittuscany.com/en/attractions/san-silvestro-archaeological-mines-park/
[160] Sottoscritta la convenzione tra il GeoParco e comune di … https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2026/10/sottoscritta-la-convenzione-tra-il-geoparco-e-comune-di-nuxis-per-il-recupero-delledificio-che-ospitava-gli-spogliatoi-dellex-miniera-di-sa-marchesa-in-localita-acquacadda/
[161] Parco archeominerario di San Silvestro https://cultura.gov.it/luogo/parco-archeominerario-di-san-silvestro
[162] Parco archeominerario di San Silvestro https://www.archeologiatoscana.it/it/musei/73-parco-archeominerario-di-san-silvestro
[163] The enhancement of the Viterbo Porticoes Museum and the creation of a public/private network for the definition of territorial enhancement projects https://siev.org/10-39-2026/
[164] Le eccellenze storico-minerarie della Sardegna sud-occidentale entrano nella European Route of Industrial Heritage (ERIH) – Scintilena https://www.scintilena.com/le-eccellenze-storico-minerarie-della-sardegna-sud-occidentale-entrano-nella-european-route-of-industrial-heritage-erih/06/26/
[165] Marchesini Tappezzeria di Renato e Rossella Reggiani Snc https://www.unioncamere.gov.it/imprese-storiche/marchesini-tappezzeria-di-renato-e-rossella-reggiani-snc
[166] Salumificio Marchese S.r.l. – Pozzaglio ed Uniti – Pagine Bianche https://www.paginebianche.it/scheda/pozzaglio-ed-uniti/salumificio-marchese.14517140
[167] Archeologia Archivi – Pagina 24 di 83 – Scintilena https://www.scintilena.com/category/archeologia/page/24/?wpmp_switcher=desktop
[168] Addio a Gianguido Guasco, “Grotta”: il ricordo dello … https://www.scintilena.com/addio-a-gianguido-guasco-grotta-il-ricordo-dello-speleologo-imperiese/10/30/
[169] Centro Italiano della Cultura del Carbone, Grande Miniera di … https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/museo/regioni/musei/miniera-serbariu
[170] Museo del carbone – Ministero della cultura https://cultura.gov.it/luogo/museo-del-carbone
[171] Grande Mine de Serbariu à Carbonia : histoire du travail – Italia.it https://www.italia.it/fr/sardaigne/carbonia/patrimoine-culturel/grande-mine-de-serbariu
[172] Museo del carbone – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_del_carbone
[173] Inaugurazione del Centro italiano della cultura del carbone https://cultura.gov.it/comunicato/inaugurazione-del-centro-italiano-della-cultura-del-carbone-1
[174] Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna https://www.parks.it/parco.geominerario.sardegna/nov.php
[175] Italian Centre for Coal Mining Culture https://www.coe.int/en/web/cultural-routes/-/italian-centre-for-coal-mining-culture
[176] Accordi centri concessioni.xlsx https://web.unica.it/unica/protected/500461/0/def/ref/GNC474079/
[177] Riccardo Cicilloni Archivi – Pagina 3 di 5 – La Provincia del Sulcis Iglesiente https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/tag/riccardo-cicilloni/page/3/
[178] Museo del Carbone – Grande Miniera di Serbariu https://www.museodelcarbone.it/
[179] Riconversione della Grande Miniera di Serbariu a Carbonia https://rivista.clionet.it/volume-10-2026/riconversione-della-grande-miniera-di-serbariu-a-carbonia-il-museo-del-carbone/
[180] Italian National Radon Action Plan: New Challenges for Risk Assessment https://www.mdpi.com/2073-4433/15/7/846/pdf?version=1721281577
[181] Radon Hazard in Central Italy: Comparison among Areas with Different Geogenic Radon Potential https://www.mdpi.com/1660-4601/19/2/666/pdf
[182] Radon Survey in Bank Buildings of Campania Region According to the Italian Transposition of Euratom 59/2013 https://www.mdpi.com/2075-1729/11/6/533/pdf
[183] Prali, riaprono le miniere di talco dell’Ecomuseo della Val Germanasca https://www.giornalelavoce.it/news/attualita/682493/prali-riaprono-le-miniere-di-talco-dellecomuseo-della-val-germanasca.html
[184] ECOMUSEO DELLE MINIERE E DELLA VAL GERMANASCA https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g2059208-d2308265-Reviews-or180-Ecomuseo_delle_Miniere_e_della_Val_Germanasca-Prali_Province_of_Turin_Pied.html
[185] Raccolta Aprile 2009 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2023/06/2009_04_Raccolta_Scintilena_Aprile.pdf
[186] Scintilena – Raccolta Luglio 2023 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2023/08/2023_07_Raccolta_Scintilena_Luglio.pdf
[187] Giornata Mondiale dell’Acqua 2026: dalla “bancarotta idrica” globale alle falde carsiche che ci tengono in vita – Scintilena https://www.scintilena.com/giornata-mondiale-dellacqua-2026-dalla-bancarotta-idrica-globale-alle-falde-carsiche-che-ci-tengono-in-vita/03/22/
[188] Sotto i Tuoi Piedi: Il Tesoro Invisibile dell’Italia – Scintilena https://www.scintilena.com/sotto-i-tuoi-piedi-il-tesoro-invisibile-dellitalia/05/08/
[189] Le Aree Carsiche nel Mirino: Vulnerabilità, Inquinamento e Tutela https://www.scintilena.com/le-aree-carsiche-nel-mirino-vulnerabilita-inquinamento-e-tutela-di-un-patrimonio-idrico-nazionale/04/24/
[190] 99 cose da sapere se abiti in un territorio carsico – Scintilena https://www.scintilena.com/come-riconoscere-se-vivi-in-un-territorio-carsico/06/06/
[191] Diffida alle Grotte di Castellana: richiesta sospensione attività … https://www.scintilena.com/diffida-alle-grotte-di-castellana-richiesta-sospensione-attivita-turistiche-da-tutela-pipistrelli/01/01/
[192] Raccolta Gennaio 2026 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2020/03/Annales-Scintilena-Gennaio-2026.pdf
[193] Ecomuseo Regionale delle Miniere e della Val Germanasca https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/museo/regioni/musei/ecomuseo-regionale-delle-miniere-di-prali-e-della-val-germanasca
[194] Ecomuseum of Mines and Germanasca Valley https://www.outdooractive.com/en/poi/province-of-turin/ecomuseum-of-mines-and-germanasca-valley/806544499/
[195] Ecomuseo delle Miniere e della Valle Germanasca | Museum https://turismotorino.org/en/visit/things-to-do-and-things-to-see/museums-and-heritage/ecomuseo-delle-miniere-e-della-valle-germanasca
[196] Scopriminiera – Ecomuseo regionale delle miniere e della Valle Germanasca https://cultura.gov.it/luogo/scopriminiera-ecomuseo-regionale-delle-miniere-e-della-valle-germanasca
[197] MINING ECO-MUSEUM | Hotel Salei https://hotelsalei.it/en/attivita_post/mining-eco-museum/
[198] Risultati ricerca per radon – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/@@search?SearchableText=radon&sort_on=sortable_title&b_start:int=70
[199] [PDF] Didattica 2025-2026.indd – Scopriminiera https://www.ecomuseominiere.it/wp-content/uploads/2025/09/Didattica-2025-2026-1.pdf
[200] Da sabato 14 marzo nuovamente visitabili le ex miniere di talco dell … https://www.cittametropolitana.torino.it/comunicazione/da-sabato-14-marzo-nuovamente-visitabili-le-ex-miniere-di-talco-dellecomuseo-di-prali
[201] 2 https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticolo?art.versione=1&art.idGruppo=0&art.flagTipoArticolo=0&art.codiceRedazionale=15G00043&art.idArticolo=2&art.idSottoArticolo=1&art.idSottoArticolo1=10&art.dataPubblicazioneGazzetta=2015-03-23&art.progressivo=0
[202] LA RIDUZIONE DEL RADON IN AMBIENTI CONFINATI … https://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/eventi/2024/10/rischio-radon-e-interventi-di-efficientamento-energetico/dimenno.pdf
[203] Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 Norme in materia … https://www.isprambiente.gov.it/files/sostanze-pericolose/d.-lgs-152-2006.pdf
[204] Normattiva – Il portale della legge vigente https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006;152~art65
[205] DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 https://www.normattiva.it/eli/stato/DECRETO_LEGISLATIVO/2006/04/03/152/CONSOLIDATED/20250827
[206] https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?!vig=urn:ni… https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?!vig=urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-03;152&art=242
[207] Decreto Legislativo 152/2006 – Normattiva https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-03;152!vig
[208] L’Unione europea quale cerniera tra la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e gli ordinamenti degli stati membri tra graduale implementazione normativa, ‘approccio cosmetico’ e adesione sostanziale al modello sociale di disabilità https://www.medra.org/servlet/MRService?hdl=10.3280/CEU2024-002001
[209] La convenzione di Palermo venticinque anni dopo: tra visioni, obiettivi conseguiti, promesse mancate, crisi del diritto internazionale e un futuro incerto https://riviste.unimi.it/index.php/cross/article/view/30601
[210] La convenzione 2005 dell’UNESCO come quadro strategico e sinergico per strutturare le azioni del Piano Mattei https://antropologiaeteatro.unibo.it/article/view/23579
[211] Il fattore temporale nell’acquisizione transfrontaliera delle e-evidence: il bilanciamento operato nel secondo Protocollo addizionale alla Convenzione di Budapest https://riviste.fupress.net/index.php/nuovagiuridica/article/view/3409
[212] Heritage Walks: la Convenzione di Faro per un patrimonio culturale vivente http://www.urbanisticainformazioni.it/Heritage-Walks-la-Convenzione-di-Faro-per-un-patrimonio-culturale.html
[213] La Convenzione tra la Santa Sede e l’Italia in materia di scambio di informazioni tributarie. Il richiamo (non casuale) al Trattato Lateranense sulla corretta applicazione delle esenzioni tributarie https://www.semanticscholar.org/paper/7cda09d57f2e408d8af2d1ec3eb25cfee0ef73b1
[214] La Convenzione tra la Santa Sede e l’Italia in materia di scambio di informazioni tributarie, in Riv. Il Tributario, Milano, Giuffrè (ISSN 2465-2512) https://www.semanticscholar.org/paper/ad4519705bae41750bafd7bafdd91198f4fe1b8d
[215] Il provvedimento che attua la Convenzione di Bruxelles del 2000: una lunga gestazione e un destino incerto https://www.semanticscholar.org/paper/da3a9f8e8d29259b93b3415df9ad1ec4a0d2aca2
[216] [PDF] Raccolta Maggio 2013 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2023/06/2013_05_Raccolta_Scintilena_Maggio.pdf
[217] Giovedì 26 giugno il sito geo-speleologico archeologico Sa … https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2025/06/giovedi-26-giugno-il-sito-geo-speleologico-archeologico-sa-marchesa-a-nuxis-ha-ospitato-la-prima-conferenza-di-dopo-gli-scavi/
[218] Convegno “Le grotte turistiche in Sardegna. Esperienze a confronto” https://www.tuttomotorienews.it/convegno-le-grotte-turistiche-in-sardegna-esperienze-a-confronto-limportanza-di-fare-rete/
[219] Dalla Regione 330.000 euro al comune di Nuxis per la … https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2022/12/dalla-regione-330-000-euro-al-comune-di-nuxis-per-la-valorizzazione-del-sito-preistorico-di-acqua-cadda-nuxis-ex-miniera-di-sa-marchesa/
[220] Inaugurato il Meeting Nazionale dei Geoparchi Italiani a … https://www.scintilena.com/inaugurato-il-meeting-nazionale-dei-geoparchi-italiani-a-petralia-sottana/12/05/
[221] Archeologia Archivi – Pagina 79 di 95 https://www.scintilena.com/category/archeologia/page/79/
[222] Il decreto dell’assessora della Difesa dell’Ambiente n. 10/2026, ha istituito ufficialmente il Monumento Naturale “Grotta di Acquacadda – Su Montixeddu” https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2026/05/il-decreto-dellassessora-della-difesa-dellambiente-n-10-2026-ha-istituito-ufficialmente-il-monumento-naturale-grotta-di-acquacadda-su-montixeddu/
[223] Al via lunedì 23 giugno, per il sesto anno consecutivo, gli scavi archeologici presso il sito della Grotta di Acquacadda, a Sa Marchesa (Nuxis) https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2025/06/al-via-lunedi-23-giugno-per-il-sesto-anno-consecutivo-gli-scavi-archeologici-presso-il-sito-della-grotta-di-acquacadda-a-sa-marchesa-nuxis/
[224] Mercoledì 9 luglio, a Sa Marchesa (Nuxis), s’è tenuta una conferenza sul progetto “Argentaria” https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2025/07/mercoledi-9-luglio-a-sa-marchesa-nuxis-se-tenuta-una-conferenza-sul-progetto-argentaria/
[225] Inizia lunedì 1 luglio, a Nuxis, la seconda annualità del secondo triennio della campagna di scavi nella grotta di Acquacadda https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2024/06/inizia-lunedi-1-luglio-a-nuxis-la-seconda-annualita-del-secondo-triennio-della-campagna-di-scavi-nella-grotta-di-acquacadda/
[226] Sabato 9 dicembre il sito Geo Speleo Archeologico Sa Marchesa, a Nuxis, ospiterà il convegno “Grotte turistiche in Sardegna. Esperienze a confronto” https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2023/12/sabato-9-dicembre-il-sito-geo-speleo-archeologico-sa-marchesa-a-nuxis-ospitera-il-convegno-grotte-turistiche-in-sardegna-esperienze-a-confronto/
[227] Si conclude domani, nella miniera di Sa Marchesa, a Nuxis, la prima campagna di scavi nella grotta di Acquacadda (nota anche grotta di Su Montixeddu). https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2019/09/si-conclude-domani-nella-miniera-di-sa-marchesa-a-nuxis-la-prima-campagna-di-scavi-nella-grotta-di-aacquacadda-nota-anche-grotta-di-su-pontixeddu/
[228] Da venerdì 21 a domenica 23 ottobre, a Sa Marchesa (Nuxis), il 1° convegno internazionale “Le grotte nella preistoria: scavi, studi e valorizzazione” https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2022/10/da-venerdi-21-a-domenica-23-ottobre-a-sa-marchesa-nuxis-il-1-convegno-internazionale-le-grotte-nella-preistoria-scavi-studi-e-valorizzazione/
[229] Stamane la studentessa Francesca Mereu ha conseguito la laurea magistrale in Archeologia con una tesi sulla Grotta di Acquacadda (Nuxis), relatore il professor Riccardo Cicilloni https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2025/07/stamane-la-studentessa-francesca-mereu-ha-conseguito-la-laurea-magistrale-in-archeologia-con-una-tesi-sulla-grotta-di-acquacadda-nuxis-relatore-il-professor-riccardo-cicilloni/

L'articolo Sa Marchesa, nuovi spazi per il turismo speleo-archeologico: accordo sul recupero delle ex aree minerarie proviene da Scintilena.

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Premio Scintilena Miglior Autore 2026: Cosentino e Benassi, il valore delle esplorazioni raccontate

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Il Premio Scintilena Miglior Autore 2026 va ex aequo ad Antonio Cosentino e Andrea Benassi. Al centro del riconoscimento, la comunicazione speleologica: spedizioni preparate con cura, studi sul campo e testi capaci di condividere risultati e riflessioni. Per ciascuno un buono acquisto di 100 euro, offerto da Scintilena e Il Buranchetto.

Premio Scintilena Miglior Autore 2026: due firme premiate a pari merito

Antonio Cosentino e Andrea Benassi sono i vincitori, a pari merito, del Premio Scintilena Miglior Autore 2026. Il riconoscimento valorizza due percorsi di scrittura legati all’esperienza diretta delle esplorazioni e alla capacità di trasformare il lavoro sul campo in informazione accessibile.

Cosentino viene premiato per l’articolo dedicato alla grotta Verticalnaya, nel massiccio del Koytendag, in Turkmenistan. Il testo, pubblicato su Scintilena il 13 maggio, ha raggiunto 39mila visualizzazioni, secondo il dato comunicato per l’assegnazione del premio. Benassi riceve il riconoscimento per i numerosi articoli di spedizione e le relazioni pubblicate sul notiziario.

La motivazione comune riguarda la preparazione dell’attività esplorativa e di studio, insieme alla qualità della sua restituzione scritta. Il Premio Scintilena Miglior Autore 2026 riconosce testi completi, ricchi di particolari e capaci di offrire spunti di riflessione. Non soltanto cronache di quanto accaduto, quindi, ma descrizioni utili a comprendere obiettivi, metodi e significato delle attività raccontate.

Antonio Cosentino: il racconto speleologico della grotta Verticalnaya

L’articolo di Cosentino porta il lettore nel Koytendag, lungo un percorso che intreccia esplorazione, ricerca e memoria delle precedenti indagini. Il titolo è «Giallo nel Koytendag: sui passi di Maltsev, analizzata la mummia della grotta Verticalnaya, trovati altri 3 cadaveri nel pozzo».[1]

Il resoconto segue le attività del gruppo francese KRAC, Karstologie & Recherches Asie Centrale. Nella grotta Verticalnaya, sul fondo di un pozzo di circa 60 metri, la spedizione ha documentato il corpo mummificato già segnalato dallo speleologo Vladimir A. Maltsev e altri tre resti umani. Il testo collega questa ricognizione al lavoro più ampio condotto sul patrimonio carsico del massiccio.[1]

La narrazione comprende il contesto geografico, le figure coinvolte e le attività di ricerca. Accanto all’episodio centrale, trovano spazio la storia delle esplorazioni e lo studio degli ambienti sotterranei. Cosentino ha partecipato alla spedizione anche come regista e filmmaker, lavorando al documentario «Koytendag: la montagna inaccessibile».[1]

La qualità della scrittura e l’ampia circolazione dell’articolo accompagnano il riconoscimento. La motivazione del premio mette soprattutto in evidenza la capacità di restituire un’esperienza preparata e documentata, offrendo al pubblico una visione articolata dell’attività svolta.

Andrea Benassi: spedizioni e relazioni per la divulgazione speleologica

Per Andrea Benassi il premio riguarda un insieme di contributi. I suoi resoconti su Scintilena collegano il racconto delle spedizioni alle domande scientifiche che ne orientano lo svolgimento. Un esempio recente è la relazione sulla missione «Vatnajökull 2026 – Fire under Ice», pubblicata il 28 luglio.[2]

La spedizione, coordinata dal Consorzio Speleologi Ipogenici, ha coinvolto tredici partecipanti e documentato quasi 2,5 chilometri di nuove cavità glaciovulcaniche. Il resoconto descrive il complesso di Freyja Hellir, con circa 1,5 chilometri di sviluppo, insieme alle attività di monitoraggio e ai campionamenti microbiologici.[2]

Il racconto permette di seguire le relazioni tra ghiaccio, attività geotermica e circolazione delle acque. Illustra anche la collaborazione internazionale e la preparazione tecnica necessaria per lavorare in questi ambienti. La relazione rende così leggibile il percorso che conduce dall’esplorazione alla raccolta dei dati e alla loro successiva elaborazione.[2]

Scintilena e Il Buranchetto: un buono da 100 euro per ciascun autore

Il Premio Scintilena Miglior Autore 2026 è offerto da Scintilena e dal negozio Il Buranchetto. Ciascuno dei due vincitori riceve un buono acquisto di 100 euro, da utilizzare presso l’esercizio specializzato in attrezzature per le attività in montagna, comprese quelle speleologiche.[3][4]

A partire da quest’anno, il premio avrà cadenza annuale. Sarà dedicato ai migliori autori di articoli pubblicati su Scintilena.

L’iniziativa attribuisce un riconoscimento al lavoro di documentazione che prosegue dopo il rientro dalle spedizioni. Riordinare appunti, selezionare immagini e costruire un testo completo consente di condividere l’esperienza con la comunità speleologica e con il pubblico. È questo passaggio, dall’attività alla conoscenza comunicata, a unire i contributi premiati.

Fonti dell’articolo


Comunicazione speleologica in Italia: informare, documentare e tutelare il mondo sotterraneo

Relazione di approfondimento sul ruolo della comunicazione speleologica in Italia, sui rapporti tra esplorazione e divulgazione e sull’importanza di un’informazione corretta per la ricerca, la sicurezza e la conservazione degli ambienti ipogei.

Comunicazione speleologica: perché raccontare è parte dell’esplorazione

La comunicazione speleologica non riguarda soltanto la diffusione di una scoperta. Consente di trasferire osservazioni, metodi ed esperienze da chi frequenta il sottosuolo a chi deve studiarlo, amministrarlo o conoscerlo. Una relazione rende consultabile un’attività che, senza una restituzione ordinata, resterebbe affidata alla memoria dei partecipanti.

Il regolamento della Società Speleologica Italiana offre un riferimento preciso. Definisce la speleologia come scienza delle cavità naturali e artificiali, della loro origine ed evoluzione e dei fenomeni che vi si svolgono. Nella definizione di attività speleologica comprende ricerca, esplorazione, osservazione, studio e documentazione. La produzione di conoscenza condivisibile appartiene quindi al nucleo della disciplina.[5]

Questo legame spiega il valore di un riconoscimento dedicato agli autori. Premiare un testo significa attribuire importanza a una fase del lavoro diversa dalla progressione in grotta, ma complementare. La scrittura collega ciò che una squadra ha visto alle domande che altri potranno sviluppare.

Informazione speleologica in Italia: riviste, archivi e pubblicazioni digitali

Nel panorama italiano convivono strumenti con funzioni differenti. Le riviste permettono di sviluppare relazioni articolate. Gli archivi conservano la memoria delle ricerche. I notiziari digitali rendono tempestivamente disponibili aggiornamenti e resoconti. Le presentazioni pubbliche consentono il confronto diretto con autori e partecipanti.

La rivista «Speleologia», pubblicata dalla Società Speleologica Italiana dal 1979 con periodicità semestrale, costituisce un riferimento di questa tradizione. Il suo regolamento editoriale assegna spazio ai metodi, alle modalità e ai risultati della ricerca in Italia e all’estero. La versione «Speleologia in Rete», a lettura libera, affianca il periodico cartaceo con articoli e approfondimenti.[5]

Un ambito distinto è quello delle cavità artificiali. La rivista «Opera Ipogea», anch’essa della SSI, è dedicata a questo settore. Alla pubblicazione cartacea si affianca una versione elettronica con DOI per ciascun articolo. Il DOI è un identificatore persistente che facilita il riferimento a un contributo: un elemento utile per collegare divulgazione e ricerca bibliografica.[5]

La conservazione trova un presidio nel Centro Italiano di Documentazione Speleologica – Biblioteca «Franco Anelli». La struttura raccoglie monografie, periodici, fondi storici e materiali non librari. Il regolamento SSI ne descrive le raccolte e i servizi di consultazione, anche attraverso cataloghi online. La teca digitale rende inoltre disponibili riferimenti a periodici storici.[5][6]

Questi strumenti non vanno considerati alternativi. Una notizia può segnalare un risultato; una relazione può illustrarne il percorso; una pubblicazione scientifica può approfondire una questione specifica. L’archivio permette di ritrovare ciascun passaggio nel tempo.

Scintilena e divulgazione speleologica: collegare comunità e pubblico

Nel caso di Scintilena, i contributi premiati mostrano due forme complementari di comunicazione. Il racconto di Cosentino concentra l’attenzione su un episodio all’interno di una spedizione. La relazione di Benassi espone un programma di esplorazione e studio, articolandone attività, collaborazioni e prospettive.[1][2]

Il primo formato facilita l’ingresso del lettore attraverso una vicenda riconoscibile. Il secondo permette di seguire il lavoro nella sua estensione. Entrambi possono condurre verso temi più ampi: storia delle esplorazioni, geologia, documentazione, rapporti tra gruppi e continuità delle ricerche.

Il valore del notiziario specialistico risiede anche nella possibilità di mettere in relazione questi livelli. Il lettore occasionale cerca un’informazione comprensibile. Lo speleologo può cercare nomi, luoghi, riferimenti e metodi. La redazione deve costruire testi leggibili per il primo, senza privare il secondo degli elementi necessari.

La comunicazione speleologica funziona quando non richiede al pubblico di possedere già tutte le conoscenze. Introduce il contesto, chiarisce i termini e accompagna verso gli approfondimenti. Non riduce la complessità a una formula: la organizza.

Giornalismo speleologico e correttezza: distinguere osservazioni e interpretazioni

Un’informazione corretta consente di riconoscere la natura di ogni affermazione. Un’osservazione descrive ciò che è stato documentato. Una misura deriva da un procedimento e da strumenti. Un’interpretazione collega i dati a una spiegazione. Una prospettiva di ricerca indica il lavoro ancora da sviluppare.

Queste distinzioni non indeboliscono il racconto. Ne rendono comprensibile la struttura. Il lettore può seguire il passaggio dal terreno alla conoscenza senza confondere una domanda scientifica con una conclusione.

La relazione di Benassi sull’Islanda offre un esempio concreto. Il testo presenta cavità esplorate e attività svolte, poi illustra il monitoraggio predisposto per comprendere i cambiamenti del Kverkfjöll. Collega quindi i risultati della spedizione a un percorso di confronto successivo, attraverso strumenti, immagini e collaborazione con altri ricercatori.[2]

Per la redazione, questo comporta una verifica su più livelli: identità dei protagonisti, collocazione geografica, cronologia delle attività e significato dei risultati. Le fonti devono accompagnare il testo, non comparire soltanto come una formula conclusiva. Il loro compito è rendere rintracciabile il percorso informativo.

Relazioni di spedizione: dal diario personale alla conoscenza condivisa

Il diario conserva la voce dell’esperienza. La relazione organizza quell’esperienza perché altri possano utilizzarla. La notizia seleziona il risultato di interesse pubblico. Sono forme differenti, che possono convivere senza perdere le proprie funzioni.

Una relazione speleologica completa dovrebbe chiarire almeno alcuni elementi: obiettivi iniziali, area di lavoro, composizione della squadra, attività svolte, strumenti utilizzati e risultati ottenuti. Dovrebbe inoltre indicare dove reperire rilievi, immagini e approfondimenti, quando la loro diffusione è compatibile con la tutela dei siti.

La motivazione del premio a Cosentino e Benassi richiama proprio la preparazione e la ricchezza della restituzione scritta. Il punto non è accumulare dettagli. È selezionare quelli che spiegano perché una spedizione è stata realizzata e quale contributo abbia prodotto.

Il resoconto islandese comprende esplorazione, monitoraggio e campionamenti microbiologici. Descrive inoltre la collaborazione avviata con l’Università di Milano-Bicocca per lo studio dei materiali raccolti. La narrazione mostra così come una missione possa generare attività successive, anziché esaurirsi nell’annuncio della scoperta.[2]

Linguaggio della speleologia: precisione tecnica e accessibilità

La divulgazione richiede un lavoro di traduzione, non la rinuncia ai termini specialistici. Una parola tecnica è utile quando identifica un processo o un oggetto con precisione. Diventa un ostacolo quando compare senza contesto.

Le cavità glaciovulcaniche raccontate da Benassi permettono di comprendere questo equilibrio. La definizione indica ambienti generati dall’interazione tra attività vulcanica di tipo idrotermale e ghiaccio. Il lettore può poi seguire il ruolo delle fumarole, delle sorgenti calde e delle acque nella formazione e nell’evoluzione dei vuoti.[2]

La chiarezza si costruisce con frasi ordinate, esempi pertinenti e spiegazioni vicine al termine introdotto. Anche i dati richiedono contesto. Una lunghezza dovrebbe essere accompagnata dall’indicazione della cavità o dell’insieme di cavità a cui si riferisce. Una profondità non va confusa con la quota dell’ingresso.

La precisione riguarda anche i protagonisti. Gruppo esplorativo, coordinamento scientifico, patrocinio e sostegno economico sono ruoli diversi. Un buon articolo li distingue, riconoscendo il lavoro collettivo senza attribuire a un singolo soggetto l’intera attività.

Comunicazione speleologica e sicurezza: informare senza sostituire la formazione

Il racconto dell’esplorazione deve rendere comprensibile la preparazione necessaria. La descrizione di un passaggio tecnico non equivale a un percorso formativo. La spettacolarità delle immagini non permette, da sola, di valutare condizioni ambientali e difficoltà operative.

La SSI assegna alla propria Commissione Nazionale Scuole di Speleologia il compito di coordinare l’insegnamento, uniformare i programmi e diffondere norme di sicurezza e rispetto ambientale. Il sistema formativo collega quindi tecnica, prevenzione e tutela del sottosuolo.[5]

Anche il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico mette in relazione preparazione, sicurezza e prevenzione. Il percorso illustrato dal CNSAS per i tecnici di soccorso speleologico parte dalla selezione di speleologi con esperienza e capacità adeguate. In Sardegna, un’iniziativa congiunta tra SSI e servizio regionale del CNSAS è stata dedicata alla prevenzione e alla gestione degli incidenti in grotta.[7][8]

Per l’informazione di settore, la conseguenza è concreta. Un resoconto dovrebbe spiegare il ruolo della preparazione, delle competenze e delle scelte operative. La prudenza e la decisione di interrompere un’attività possono avere lo stesso valore informativo di un avanzamento esplorativo.

Soccorso speleologico e media: responsabilità durante le emergenze

La cronaca di un’emergenza richiede un’attenzione specifica. La velocità degli aggiornamenti deve accompagnarsi all’attribuzione delle informazioni e alla distinzione tra operazioni in corso e risultati confermati. Il racconto deve tutelare le persone coinvolte e rendere comprensibile il lavoro delle squadre.

Il CNSAS ha dedicato nel 2026 un percorso nazionale alla comunicazione istituzionale. La presentazione dell’iniziativa ne indica l’obiettivo nella definizione e valorizzazione del ruolo degli addetti stampa e delle strutture comunicative. È un segnale dell’importanza organizzativa attribuita alla corretta diffusione delle informazioni.[9]

Nella comunicazione speleologica questo principio dovrebbe estendersi anche al periodo successivo all’intervento. La conclusione del soccorso non esaurisce l’interesse pubblico. Formazione, esercitazioni e prevenzione spiegano il sistema di competenze che rende possibile operare nel sottosuolo.

Divulgazione speleologica e tutela ambientale: raccontare senza danneggiare

La conoscenza di una grotta comporta responsabilità anche nella scelta di ciò che viene pubblicato. La SSI richiama esplicitamente vulnerabilità e valore degli ambienti carsici, delle acque e delle cavità naturali e artificiali. Il suo regolamento richiede criteri di massima tutela e precauzione nella frequentazione.[5]

La comunicazione dovrebbe applicare lo stesso orientamento. Descrivere il valore di un sito non impone di trasformare ogni articolo in una guida all’accesso. Per ambienti vulnerabili, la diffusione dei dettagli localizzativi va valutata con chi ne segue lo studio e la conservazione.

I pipistrelli offrono un esempio immediato del rapporto tra informazione e comportamento. Tutela Pipistrelli spiega che il disturbo durante il letargo può provocare riattivazione del metabolismo e consumo delle riserve energetiche. L’associazione invita a evitare la frequentazione delle cavità con colonie ibernanti nel periodo sensibile e a limitare rumore, permanenza e illuminazione diretta degli animali.[10]

Una didascalia o un breve richiamo possono quindi svolgere una funzione educativa importante. La fotografia di una colonia dovrebbe essere accompagnata da informazioni sulla sua sensibilità. Il racconto dell’ambiente sotterraneo diventa più completo quando comprende gli organismi che lo abitano e le condizioni necessarie alla loro conservazione.

Fotografie, video e rilievi: la comunicazione visiva delle grotte

Le immagini rendono visibili ambienti che gran parte del pubblico non frequenterà direttamente. Il loro valore cresce quando sono accompagnate da luogo, data, autore e spiegazione del soggetto. Una fotografia documenta meglio quando il lettore comprende che cosa sta osservando.

Il lavoro di Cosentino nel Koytendag mette in relazione testo e produzione audiovisiva. L’articolo richiama anche il contributo fotografico di Philippe Crochet e Annie Guiraud e il documentario dedicato alla montagna. Nel resoconto di Benassi, immagini e fotogrammetrie rientrano invece tra gli strumenti di confronto previsti per il monitoraggio.[1][2]

La differenza è significativa. Un’immagine può avere una funzione narrativa, documentaria o di misura. Il giornalismo speleologico dovrebbe chiarire quale uso ne viene fatto, evitando di attribuire alla sola forza visiva un valore dimostrativo che dipende dal metodo.

Anche rilievi e carte richiedono una presentazione leggibile. Scala, legenda, orientamento e data aiutano a comprendere il documento. Il lavoro grafico non è soltanto un elemento estetico: permette di trasferire informazioni spaziali.

SEO e notizie speleologiche: farsi trovare senza deformare il contenuto

L’ottimizzazione per i motori di ricerca può essere affrontata come organizzazione dell’informazione. Titoli con nomi corretti, luoghi e argomenti espliciti aiutano il lettore a riconoscere il contenuto. Le sezioni tematiche consentono di individuare rapidamente i passaggi utili.

La scelta delle parole chiave dovrebbe seguire la notizia. Il nome di una spedizione, una cavità o un progetto di studio è più informativo di una formula generica. La ripetizione resta utile soltanto quando mantiene naturalezza e coerenza.

Per una redazione specialistica è importante anche collegare gli aggiornamenti. Annuncio della partenza, resoconto del rientro e relazione conclusiva appartengono allo stesso percorso. Un collegamento tra questi testi permette al lettore di ricostruire la cronologia e di riconoscere l’evoluzione delle ricerche.

La reperibilità deve proseguire nel tempo. Titoli comprensibili, indicazione degli autori e riferimenti alle fonti aiutano un articolo a restare consultabile anche dopo la sua prima diffusione.

Qualità della comunicazione speleologica: visualizzazioni e utilità nel tempo

Le 39mila visualizzazioni comunicate per l’articolo di Cosentino indicano l’ampia circolazione di quel contributo. Il riconoscimento ai numerosi testi di Benassi valorizza invece la continuità della restituzione. Le motivazioni del premio uniscono i due aspetti attraverso la preparazione delle attività e la completezza dei racconti.

La valutazione editoriale dovrebbe mantenere distinti diffusione e qualità. La prima riguarda la circolazione. La seconda comprende precisione, chiarezza, ricchezza documentaria e capacità di offrire riferimenti utilizzabili. Un articolo può raggiungere molti lettori oppure rivolgersi a una comunità ristretta e restare importante per le ricerche successive.

La tradizione documentaria descritta dal regolamento SSI offre una prospettiva di lungo periodo. Riviste e biblioteca conservano materiali che diventano consultabili al di là del momento in cui sono stati prodotti. La comunicazione digitale può contribuire allo stesso obiettivo quando cura attribuzione, archiviazione e collegamento tra le pubblicazioni.[5]

Premio Scintilena e futuro della comunicazione speleologica italiana

La cadenza annuale annunciata per il premio introduce un appuntamento dedicato alla qualità della scrittura su Scintilena. Il riconoscimento mette in evidenza il lavoro necessario per trasformare una spedizione in un testo leggibile e completo.

Il contributo della comunicazione speleologica consiste nel tenere insieme tre responsabilità. La prima riguarda la fedeltà all’attività svolta. La seconda consiste nel rendere comprensibili contenuti specialistici. La terza collega la diffusione delle conoscenze alla sicurezza e alla tutela degli ambienti.

Le finalità di esplorazione, studio, documentazione e salvaguardia indicate dalla SSI forniscono il quadro di questo rapporto. Informare correttamente permette di mostrare la speleologia come attività di conoscenza del sottosuolo, sostenuta da competenze e lavoro condiviso. La scrittura ne rende accessibili i percorsi e ne conserva la memoria.[5]

Fonti della relazione sulla comunicazione speleologica

Il file Markdown allegato contiene il testo integrale dell’articolo e della relazione, comprese le fonti.

Fonti
[1] Giallo nel Koytendag: sui passi di Maltsev, analizzata la mummia … https://www.scintilena.com/giallo-nel-koytendag-sui-passi-di-maltsev-analizzata-la-mummia-della-grotta-verticalnaya-trovati-altri-3-cadaveri-nel-pozzo/05/13/
[2] Islanda: scoperta Freyja Hellir, la seconda grotta … https://www.scintilena.com/islanda-sotto-il-vatnajokull-la-scoperta-di-freyja-hellir-la-seconda-grotta-glaciovulcanica-piu-estesa-del-pianeta/07/28/
[3] IL BURACHETTO negozio di attrezzature sportive per la montagna https://www.buranchetto.com/
[4] Sacchi speleo ^o^ Il Buranchetto https://www.buranchetto.com/106-sacchi-speleologia
[5] Il Regolamento – SSI https://speleo.it/site/regolamento/
[6] Teca digitale – Periodici https://bibliotecaanelli.speleo.it/tecadigitale-periodici/
[7] A Scuola di Soccorso Speleologico – CNSAS https://www.cnsas.it/2021/01/25/a-scuola-di-soccorso-speleologico/
[8] SARDEGNA – Primo soccorso in grotta: il corso della Società … https://news.cnsas.it/primo-soccorso-in-grotta-in-sardegna-il-corso-della-societa-speleologica-italiana-e-del-servizio-regionale-sardo-del-cnsas/
[9] Notizie – CNSAS News https://news.cnsas.it/notizie/
[10] Il periodo invernale | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/il-periodo-invernale/
[12] Speleologia, due numeri della rivista SSI ora disponibili … – Scintilena https://www.scintilena.com/speleologia-due-numeri-della-rivista-ssi-ora-disponibili-gratuitamente-online/04/19/
[13] “Di ghiaccio e di fuoco”: Andrea Benassi racconta le grotte … https://www.scintilena.com/di-ghiaccio-e-di-fuoco-andrea-benassi-racconta-le-grotte-glaciovulcaniche-a-lugo-di-romagna/03/19/
[14] Speleologia_84_Giu_2021.pdf – Società Speleologica Italiana https://www.speleo.it/site/images/speleologia/Speleologia_84_Giu_2021.pdf
[15] Islanda – si è conclusa la spedizione glaciospeleologica … https://www.scintilena.com/islanda-si-conclude-la-spedizione-glaciospeleologica-fire-under-ice-2026/07/27/
[16] Islanda: il 9 luglio prende il via la spedizione … https://www.scintilena.com/islanda-il-9-luglio-prende-il-via-la-spedizione-glaciospeleologica-vatnajokull-2026-fire-under-ice/06/30/
[17] Spedizione Speleologica Papua 2017_Aouk Underground River … https://www.scintilena.com/spedizione-speleologica-papua-2017_aouk-underground-river-di-andrea-benassi/12/14/
[18] Grotte glaciovulcaniche in Islanda: Fire under Ice arriva a … https://www.scintilena.com/grotte-glaciovulcaniche-in-islanda-fire-under-ice-arriva-a-costacciaro/10/07/
[19] “Di ghiaccio e di fuoco” – Le esplorazioni … https://www.scintilena.com/di-ghiaccio-e-di-fuoco-le-esplorazioni-speleoglaciovulcaniche-di-andrea-benassi-al-cai-roma/01/06/
[20] Attrezzature ^o^ Il Buranchetto (7) https://www.buranchetto.com/17-attrezzatura?page=7
[21] Chi siamo – Buranchetto https://www.buranchetto.com/content/4-chi-siamo
[22] [PDF] lpino – Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico https://www.cnsas.it/wp-content/uploads/2025/06/Rivista-CNSAS-Maggio-2025_web_compressed-1.pdf
[23] Riviste nazionali http://gwferrari.it/RivisteItaTest/407814188NAZ.html
[24] Disponibili i dati 2025 delle attività del Soccorso Alpino … https://news.cnsas.it/disponibili-i-dati-2025-delle-attivita-del-soccorso-alpino-e-speleologico/
[25] Disponibili i dati 2024 delle attività del Soccorso Alpino e … https://news.cnsas.it/disponibili-i-dati-2024-delle-attivita-del-soccorso-alpino-e-speleologico/
[26] Gli acquedotti di Praeneste (Palestrina, Roma) http://catastoartificiali.speleo.it/cholos/cavefile.php?filename=data/documenti/CA_LA_RM_453%2002.pdf
[27] Notizie – CNSAS https://www.cnsas.it/notizie/
[28] numero 2 http://www.cnsas.it/wp-content/uploads/2017/05/02-1990.pdf
[29] Sponsorizzazione https://www.cnsas.it/wp-content/uploads/2023/11/sponsorizzazione_3674.pdf
[30] Atti-convegno-CHIRecuperO-2016.pdf http://www.tutelapipistrelli.it/wp-content/uploads/2015/10/Atti-convegno-CHIRecuperO-2016.pdf
[31] nuova serie anno 1/1990 https://www.cnsas.it/wp-content/uploads/2017/05/01-1990.pdf

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Costacciaro 2026, il raduno di speleologia punta sull’iscrizione online per ridurre le code

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L’iscrizione online a Costacciaro 2026 permette di anticipare registrazione e pagamento: il QR code faciliterà l’accoglienza in segreteria. Dal 29 ottobre al 1° novembre, quattro giorni di incontri, escursioni e attività nel territorio del Monte Cucco.

https://radunocostacciaro.it/registrazione-partecipanti-2/

Iscrizione online a Costacciaro 2026: la segreteria comincia da casa

Anticipare l’iscrizione online per trascorrere meno tempo in segreteria e più tempo tra incontri e attività. È l’indicazione degli organizzatori del Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro 2026, in programma dal 29 ottobre al 1° novembre. La procedura digitale consente di completare prima della partenza i passaggi di registrazione e pagamento. Il QR code ricevuto servirà a rendere più rapido il riconoscimento dell’iscrizione all’arrivo.

Non è previsto l’acquisto di un biglietto per l’ingresso di un solo giorno, la quota deve intendersi come iscrizione come socio di Ippgenica, che darà accesso a tutti i luoghi del raduno.

Il richiamo riguarda soprattutto giovedì 29 pomeriggio, venerdì 30 e sabato 31 al mattino. Sono le fasce nelle quali l’organizzazione prevede il maggiore afflusso alla segreteria. Completare le operazioni in anticipo aiuta a distribuire il lavoro e a contenere gli assembramenti davanti al banco di accoglienza.

https://radunocostacciaro.it/registrazione-partecipanti-2/

QR code e iscrizione online: come preparare l’arrivo a Costacciaro 2026

L’iscrizione online a Costacciaro 2026 si effettua attraverso la pagina dedicata del sito ufficiale. Gli organizzatori invitano a tenere a portata di mano la carta d’identità e una carta di credito o un bancomat abilitato al pagamento online. La partecipazione prevede anche l’iscrizione all’Associazione Ipogenica 2026.

Il percorso comprende quindi la registrazione dei dati, l’adesione associativa e il pagamento della quota selezionata. Prima dell’arrivo sarà utile conservare il QR code in modo da poterlo mostrare senza doverlo cercare al momento dell’accoglienza.

La procedura non elimina il passaggio in segreteria. Permette di arrivarvi con le operazioni preliminari già eseguite. È questa la funzione dell’“elimina code” indicato dagli organizzatori: spostare a prima della partenza le attività che richiedono più tempo.

https://radunocostacciaro.it/registrazione-partecipanti-2/

Registrazione sul posto e pagamenti: la richiesta degli organizzatori

L’organizzazione manterrà la possibilità di iscriversi e pagare sul posto. L’invito resta quello di utilizzare questa soluzione soltanto quando necessario. Anche chi arriverà senza registrazione sarà indirizzato alla procedura online, con un inevitabile aumento delle operazioni da svolgere durante l’accoglienza.

L’iscrizione online a Costacciaro 2026 risponde anche a una scelta pratica. Riduce l’impiego di carta e limita i passaggi di denaro in segreteria. Consente inoltre agli addetti di concentrarsi sul controllo delle iscrizioni e sull’assistenza ai partecipanti.

La quota intera pubblicata nella pagina delle iscrizioni è di 40 euro, con iscrizione all’Associazione Ipogenica 2026. Il biglietto unico è valido per le quattro giornate del raduno. Non è previsto il ‘Biglietto Giornaliero’

https://radunocostacciaro.it/registrazione-partecipanti-2/

Raduno di speleologia Costacciaro 2026: più tempo per incontri ed escursioni

La richiesta di anticipare la registrazione accompagna un programma articolato. Il calendario annunciato comprende 171 eventi, tra conferenze, incontri, workshop, mostre e attività. All’interno del raduno, Scintilena propone 50 appuntamenti nello spazio Spritz Blitz Scintilens, in via M. Masserelli 30, davanti al Forno.

Le escursioni comprendono la traversata della Grotta di Monte Cucco e la visita alle sorgenti di Villa Scirca. Per queste attività è prevista la prenotazione attraverso il modulo indicato nella sezione dedicata del sito. La registrazione generale al raduno e la prenotazione delle escursioni sono quindi due passaggi da considerare separatamente.

L’iscrizione online a Costacciaro 2026 diventa così una parte della preparazione del viaggio. Completare prima la procedura significa arrivare con meno adempimenti da svolgere. Il programma potrà essere consultato in anticipo per individuare gli appuntamenti di interesse e organizzare la permanenza nel borgo umbro.

Relazione sul Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro 2026

Costacciaro 2026: un raduno nazionale aperto alla comunità internazionale

Il raduno si svolgerà dal 29 ottobre al 1° novembre 2026 nel territorio del Parco del Monte Cucco. L’appuntamento riunirà speleologi, associazioni, ricercatori, fotografi, esploratori e appassionati italiani e stranieri. Pur rappresentando un momento di incontro della comunità nazionale, la manifestazione porta la denominazione di Raduno Internazionale di Speleologia. Compare anche nel calendario della Federazione Speleologica Europea.

La sua struttura affianca contenuti scientifici e divulgativi, attività sul territorio e occasioni di confronto associativo. Non si tratta soltanto di una successione di conferenze. Il programma comprende mostre, workshop, esposizioni, presentazioni e spazi di incontro. Le diverse forme di partecipazione permettono di mettere in relazione il lavoro dei gruppi con quello di ricercatori, formatori e divulgatori.

I cinque elementi di Costacciaro 2026: aria, acqua, terra, fuoco e vuoto

Il filo conduttore dell’edizione è costituito da cinque elementi: aria, acqua, terra, fuoco e vuoto. L’impostazione offre una chiave comune per leggere temi diversi del mondo sotterraneo. L’aria richiama il respiro delle montagne. L’acqua rimanda alla trasformazione delle rocce e dei paesaggi. La terra custodisce tracce e memoria. Il fuoco introduce energia e trasformazione. Il vuoto identifica lo spazio dell’esplorazione.

Cinque testimonial accompagnano il percorso: Luca Mercalli, Simone Villotti, Antonio De Vivo, Gaetano Giudice e Robbie Shone. Il loro coinvolgimento si inserisce in una proposta che collega conoscenza scientifica, esperienza esplorativa e rappresentazione degli ambienti sotterranei.

Il tema dei cinque elementi permette di attraversare il programma senza ridurlo a un solo settore. Esplorazione, documentazione e tutela trovano posto nello stesso quadro. L’interesse per ciò che viene scoperto si affianca alle domande su come studiarlo, conservarlo e raccontarlo. Sono relazioni che ricorrono anche negli incontri dedicati all’etica, ai catasti e alla comunicazione.

Programma di Costacciaro 2026: 171 eventi tra ricerca e divulgazione

Il calendario annunciato comprende 171 eventi. Il numero riguarda l’insieme degli appuntamenti del raduno, mentre i 50 incontri di Spritz Blitz Scintilens costituiscono una parte della proposta. La distinzione permette di leggere correttamente l’articolazione della manifestazione. Lo spazio di Scintilena affianca il programma generale, senza esaurirne i contenuti.

Le attività mettono in relazione più dimensioni della speleologia:

  • esplorazioni, spedizioni e racconto delle scoperte;
  • ricerca scientifica e conoscenza degli ambienti sotterranei;
  • formazione, soccorso e riflessione sui rischi;
  • fotografia, libri e documentazione;
  • tutela ambientale, inclusione e comunicazione.

Il programma ufficiale è il riferimento per organizzare la partecipazione. La presenza di attività differenti richiede di scegliere un percorso personale tra gli appuntamenti. Per le segnalazioni relative al calendario, l’organizzazione indica l’indirizzo info@radunocostacciaro.it.

Spritz Blitz Scintilens: 50 incontri sulla speleologia a Costacciaro

Spritz Blitz Scintilens sarà ospitato in via M. Masserelli 30, davanti al Forno. Il calendario si estende dal giovedì sera alla domenica mattina. La formula privilegia il confronto diretto con persone e gruppi impegnati nell’esplorazione, nella formazione, nella ricerca e nella divulgazione.

Giovedì 29 ottobre l’apertura prevede Silvia Arrica alle 21.30 e Tullio Bernabei alle 22.30. Il primo incontro comprende fotografia, spedizioni, soccorso e Protezione civile. Il secondo porta i riferimenti a Underground Climate Change, Angel Robot e La Venta. La serata iniziale mette quindi in relazione il racconto visivo delle grotte con progetti di esplorazione e conoscenza.

Venerdì 30 ottobre la mattinata comprende Sergio Orsini, presidente della Società Speleologica Italiana, e un incontro sulla speleologia etica. Seguono la presentazione di “Abisso Ancona – Cronaca di una scoperta” e il confronto “Biblioteche, Catasti, una conoscenza da condividere”, con Graziano Ferrari, Marina Abisso e Marco Corvi.

Nel pomeriggio sono previsti appuntamenti su Speleomedit, Diversamente Speleo, CAI, SSI e scuole di speleologia. La programmazione prosegue con Toscana, Apuane, mineralizzazioni in grotta e Gessi dell’Emilia-Romagna. La serata è dedicata ai reportage e alle spedizioni, con riferimenti al Koytendag e agli ambienti estremi.

Sicurezza e formazione speleologica nel programma di Costacciaro 2026

Sabato 31 ottobre, alle 9, lo spazio di Scintilena ospiterà Giovanni Rossi e Stefano Cattabriga. Il tema comprende soccorso e primo soccorso, con riferimenti al CNSAS Emilia-Romagna e alle scuole di speleologia SSI. L’appuntamento collega l’esperienza operativa alla trasmissione delle competenze.

La formazione ricorre anche negli incontri dedicati alle scuole e alle guide delle grotte turistiche. Questi contenuti affiancano il racconto delle esplorazioni. Il programma affronta quindi non soltanto i risultati dell’attività, ma anche la preparazione e l’organizzazione che la accompagnano.

Domenica 1° novembre, alle 10, Gabriele La Rovere e Antonella Salomone presenteranno “Speleologia in cavità Artificiali Pericoli e Rischi”. Il sottosuolo realizzato dall’uomo entra così nel calendario attraverso una riflessione specifica su pericoli e rischi. Le cavità artificiali trovano spazio anche nella presentazione del libro di Paolo Guglia sulle opere idrauliche minori della periferia.

Tutela Pipistrelli e speleologia inclusiva a Costacciaro 2026

Sabato 31 ottobre, alle 12, è previsto l’incontro con Alessandra Tomassini dedicato a Tutela Pipistrelli. La presenza dell’associazione inserisce nel raduno il tema della conoscenza e della conservazione dei chirotteri. Il confronto si colloca accanto agli appuntamenti sull’etica e sulla tutela degli ambienti esplorati.

L’inclusione attraversa più momenti del calendario. Venerdì è annunciato l’incontro con Giancarlo Zanetti e Lia Sisino su Diversamente Speleo. Sabato, alle 12.30, Maria Fierli affronterà la speleologia nel Lazio e Diversamente Speleo. L’accesso alle esperienze sotterranee viene così discusso attraverso progetti e testimonianze differenti.

Tutela ambientale e partecipazione non sono presentate come questioni marginali. Compaiono accanto a esplorazione, formazione e documentazione. Questa distribuzione rende visibili le responsabilità che accompagnano la frequentazione del sottosuolo e le diverse modalità con cui la comunità può condividerne la conoscenza.

Escursioni al Monte Cucco e alle sorgenti di Villa Scirca

Le escursioni annunciate comprendono due proposte principali. La traversata della Grotta di Monte Cucco è prevista il 29, 30 e 31 ottobre e il 1° novembre, alle 8.30. La visita alle sorgenti di Villa Scirca è in calendario venerdì 30 ottobre alle 9. La prenotazione avviene tramite il modulo indicato nella sezione attività del sito ufficiale.

La traversata propone circa 900 metri nel sottosuolo. Il percorso consente di osservare ambienti rocciosi, acqua e formazioni calcaree. La visita alle sorgenti porta invece l’attenzione sulla captazione e sulla storia dell’approvvigionamento idrico. È previsto l’accesso a un luogo normalmente non visitabile.

Le due proposte hanno anche un collegamento idrogeologico. Le prove di tracciamento condotte dal Gruppo Speleologico di Perugia negli anni Settanta stabilirono il legame tra le acque della Grotta di Monte Cucco e la sorgente Scirca. Grotta e sorgente rappresentano quindi due punti di osservazione dello stesso sistema idrico.

Assemblee SSI a Costacciaro 2026: statuto ed elezioni

Il raduno ospiterà due assemblee della Società Speleologica Italiana ETS nella Sala San Marco. In seconda convocazione, venerdì 30 ottobre, l’assemblea straordinaria è fissata alle 15.30. L’assemblea ordinaria seguirà alle 16.

La straordinaria discuterà la modifica degli articoli 10 e 14 dello statuto, richiesta dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. L’ordinaria comprenderà le relazioni sulle attività del triennio 2024-2026, le quote sociali 2027 e il rinnovo degli organi per il triennio 2027-2029.

All’ordine del giorno figurano anche gli esiti del concorso “Rilievo: tra arte e tecnica”, del bando 5×1000 e del Premio speleologico internazionale Giovanni Badino. Il calendario affianca così al confronto culturale un passaggio della vita associativa nazionale.

Fotografia, libri e comunicazione della speleologia a Costacciaro 2026

Fotografia e produzione editoriale attraversano il raduno. Nel calendario dello spazio di Scintilena compaiono libri, reportage, concorsi fotografici e incontri sulla documentazione. Biblioteche e catasti introducono il tema della conservazione delle informazioni. Le presentazioni editoriali affrontano invece la restituzione delle esperienze e delle ricerche.

Il progetto Scintilena Multilingue porta l’attenzione sulla circolazione delle notizie oltre le barriere linguistiche. Domenica sono previsti gli incontri con Luca Calzolari su “Comunicare la Speleologia” e con Massimo Goldoni su “Raccontare la montagna e le grotte”. La comunicazione diventa quindi un argomento esplicito del programma.

Iscrizioni e organizzazione del raduno: preparare la partecipazione

La preparazione dell’arrivo comprende tre operazioni distinte: iscrizione generale, consultazione del programma e prenotazione delle attività che la richiedono. Il biglietto unico copre le quattro giornate. Le escursioni annunciate prevedono un modulo dedicato.

L’appello degli organizzatori all’iscrizione anticipata si inserisce in questa organizzazione. Completare registrazione e pagamento prima della partenza riduce le operazioni da svolgere nelle ore di maggiore affluenza. Il QR code collega la procedura online all’accoglienza in segreteria.

Costacciaro 2026 riunisce nello stesso appuntamento esplorazione, conoscenza scientifica, formazione e vita associativa. Il programma consente di passare dai sistemi sotterranei del Monte Cucco alle esperienze di altri territori, dai problemi della sicurezza agli strumenti della divulgazione. La registrazione anticipata accompagna questa proposta con un obiettivo concreto: rendere più scorrevole l’arrivo dei partecipanti.

Fonti e indirizzi completi

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Grotte come laboratori naturali: a Cagliari il confronto tra speleologia, ricerca e didattica

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Il 22 ottobre 2026, nella Cittadella universitaria di Monserrato, un seminario riunirà studiosi e speleologi. Dall’ecologia dei geotritoni alla preistoria, le grotte come laboratori naturali collegano discipline diverse. Il caso della Grotta di Bossea mostra come queste ricerche possano svilupparsi nel tempo.

Il seminario di Monserrato sulle grotte e le scienze naturali

Giovedì 22 ottobre 2026, alle 15.00, l’Aula 16 della Cittadella universitaria di Monserrato ospiterà il seminario “Le Grotte e le Scienze Naturali: Attualità e Prospettive, tra Ricerca e Didattica”. L’appuntamento coinvolge il corso di laurea in Scienze Ambientali e Naturali dell’Università di Cagliari e il Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano, GSAGS.

Il programma mette in relazione esplorazione, geologia, biologia, fisiologia umana e studio della preistoria. Al centro c’è un approccio comune: considerare le grotte come laboratori naturali, nei quali osservare processi attuali e leggere le tracce del passato.

L’incontro si aprirà con i saluti e l’introduzione. Alle 15.15 interverrà Nicola Sitzia, presidente del GSAGS, con “50 anni di GSAGS!”. Il cinquantenario del gruppo offrirà il punto di partenza per affrontare il rapporto tra attività associativa, conoscenza del territorio e ricerca speleologica.

Speleologia scientifica: dispendio energetico ed esplorazione geologica

Alle 15.35 Giorgia Antoni, del GSAGS, presenterà “Il dispendio energetico in ambiente ipogeo: risultati di ricerca e nuove prospettive per la speleologia scientifica”. L’intervento porterà nel seminario il tema dell’impegno fisico richiesto dalla frequentazione delle cavità e del suo studio attraverso la ricerca.

Alle 15.55 seguirà Giovanni De Falco, indicato nel programma con le affiliazioni CNR e UNICA e come presidente della Federazione Speleologica Sarda. Il suo contributo, “Grotte senza geologi, geologi senza grotte: il rapporto tra esplorazione speleologica e conoscenza geologica”, affronterà il collegamento tra osservazione diretta del sottosuolo e interpretazione scientifica.

L’accostamento dei due interventi amplia il significato della speleologia scientifica. La grotta è sia ambiente di indagine sia luogo nel quale studiare l’attività umana necessaria a condurre esplorazioni e misure.

Chirotteri, biospeleologia e geotritoni nel programma di Cagliari

Alle 16.15 Alessandro Donato, laureato in Scienze Naturali all’Università di Cagliari, parlerà di “Bioacustica applicata al monitoraggio dei Chirotteri: biologia, abitudini comportamentali e metodi di studio”. Il programma proseguirà alle 16.35 con Andrea Rinaldi, UNICA e GSAGS, che proporrà un’“Introduzione alla biospeleologia”.

Alle 16.55 Alessio Mereu, della Federazione Speleologica Sarda, presenterà “La Commissione Biospeleologica della Federazione Speleologica Sarda e lo studio dell’ecologia dei geotritoni in Sardegna”. Questi contributi porteranno l’attenzione sugli organismi che frequentano o popolano gli ambienti sotterranei e sui metodi impiegati per conoscerli.

Il rapporto tra speleologi e specialisti della fauna ha anche una ricaduta nella conservazione. Tutela Pipistrelli dedica una propria sezione alla collaborazione con il mondo speleologico, collegando la protezione dei chirotteri alla tutela delle cavità che li ospitano.[1]

Preistoria e cavità naturali: l’intervento conclusivo

Alle 17.15 Vitale Sparacello, dell’Università di Cagliari, interverrà su “L’utilizzo antropico delle cavità naturali nella preistoria: note bioantropologiche”. La discussione e le conclusioni sono previste alle 17.35.

L’intervento completerà un percorso che passa dai processi geologici agli organismi viventi, fino alla presenza umana nel passato. Le grotte come laboratori naturali comprendono infatti anche archivi sedimentari e biologici utili alla ricostruzione degli ambienti e delle frequentazioni preistoriche. Un esempio è Grotta Mora Cavorso, nel Lazio, dove lo studio di pollini e carboni ha contribuito a ricostruire l’evoluzione della vegetazione tra le fasi finali del Pleistocene e l’Olocene.[2]

La locandina riporta il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Cagliari. Compaiono inoltre la Federazione Speleologica Sarda e Sentieri nel Buio. Per informazioni sono indicati l’indirizzo rinaldi@unica.it e il numero 347 9933912.

Relazione di approfondimento: grotte come laboratori naturali per la ricerca scientifica

Dall’acqua al microclima, dalla biodiversità agli archivi del clima antico: le cavità consentono osservazioni interdisciplinari. La Grotta di Bossea, in Piemonte, offre un esempio di ricerca continuativa fondata su monitoraggi, collaborazione tra enti e attività speleologica.

Grotte come laboratori naturali: un sistema aperto da osservare

Definire le grotte come laboratori naturali significa riconoscere che al loro interno si possono studiare processi nel contesto in cui avvengono. Acqua, roccia, atmosfera e organismi interagiscono nello stesso ambiente. Le misure raccolte permettono di analizzare queste relazioni, invece di esaminare soltanto campioni separati dal luogo di origine.[3][4]

Molti settori profondi presentano oscillazioni termiche attenuate rispetto alla superficie. Questa relativa stabilità facilita alcune osservazioni di lungo periodo. Non equivale a immobilità: ventilazione, infiltrazione, piene e scambi gassosi continuano a modificare il sistema. La ricerca sul microclima ipogeo studia proprio il rapporto tra condizioni interne e sollecitazioni esterne.[4]

Il valore scientifico della cavità nasce quindi dall’incontro tra continuità e variazione. Un ambiente relativamente stabile permette di riconoscere segnali deboli. Gli eventi di pioggia e le variazioni stagionali mostrano invece come il sistema risponde al cambiamento. A Bossea, questo approccio collega le misure del torrente alle precipitazioni, alle temperature e alla composizione delle acque.[3]

Idrogeologia carsica: seguire l’acqua dentro la montagna

Le grotte offrono punti di accesso alle circolazioni sotterranee. Consentono di osservare corsi d’acqua, stillicidi e afflussi laterali, mettendo in relazione i diversi contributi che alimentano un acquifero. Nel laboratorio di Bossea le ricerche comprendono sia i grandi condotti sia i drenaggi minori e i circuiti impostati sulle fratture delle rocce.[3]

Le indagini combinano misure fisiche e chimiche con lo studio dell’assetto geologico. Le marcature mediante traccianti ottici o chimici aiutano a ricostruire i collegamenti idrici. Il monitoraggio continuativo permette poi di confrontare il comportamento dei diversi punti di misura durante le fasi di piena e di magra.[3]

Questo insieme di osservazioni chiarisce una distinzione importante. Il torrente visibile rappresenta soltanto una parte del sistema. Una quota dell’alimentazione può provenire da percorsi meno evidenti, ma significativi nel bilancio complessivo. A Bossea, i circuiti minori nelle rocce fratturate contribuiscono alla portata soprattutto nelle stagioni secche.[3]

Le grotte come laboratori naturali consentono così di passare dalla descrizione di una galleria alla comprensione del funzionamento di un acquifero. L’esplorazione individua i luoghi da osservare. Le misure permettono di interpretarli.[3]

Microclima delle grotte: temperatura, ventilazione e anidride carbonica

La meteorologia ipogea studia le condizioni dell’atmosfera sotterranea e i suoi scambi con l’esterno. Tra i parametri osservati figurano temperatura, pressione, umidità relativa, direzione e velocità delle correnti d’aria. Anche evaporazione e condensazione partecipano al funzionamento dell’ambiente.[3]

La concentrazione di anidride carbonica aggiunge un’altra dimensione. A Bossea viene studiata in relazione sia alla presenza umana sia al regime del torrente. L’osservazione congiunta dei parametri aiuta a distinguere fenomeni che, considerati separatamente, potrebbero apparire simili.[3]

Nelle cavità frequentate dal pubblico, il monitoraggio sostiene anche la gestione. Le ricerche sull’aria di grotta analizzano infatti gli effetti della frequentazione e dell’illuminazione artificiale sulle condizioni ambientali e sulle comunità microbiche. Il laboratorio naturale diventa così anche un luogo nel quale valutare il rapporto tra fruizione e conservazione.[4]

Speleotemi e paleoclima: le concrezioni come archivi ambientali

Stalattiti, stalagmiti e colate sono speleotemi: depositi minerali che possono conservare informazioni sulle condizioni nelle quali si sono formati. Le stalagmiti sono particolarmente utilizzate nelle ricostruzioni paleoclimatiche. Possono crescere per migliaia di anni, essere datate e fornire sequenze ambientali ad alta risoluzione.[5]

La loro composizione dipende dall’acqua che raggiunge la grotta. Questa risente delle precipitazioni, della temperatura, della vegetazione e dei processi che avvengono lungo il percorso di infiltrazione. Gli isotopi stabili dell’ossigeno e del carbonio, insieme agli elementi in traccia, costituiscono alcuni dei principali indicatori studiati.[5]

Un indicatore climatico non è una registrazione diretta e isolata della temperatura. Il segnale deriva da più processi collegati. Per interpretarlo servono cronologie affidabili e conoscenza del contesto ambientale. La rete di laboratori del CNR comprende preparazione di microcampioni, analisi isotopiche, studio degli elementi in traccia e datazioni uranio-torio.[5][6]

La Grotta di Ernesto, nell’Italia nordorientale, offre un esempio concreto. Uno studio sulla stalagmite ER 76 ha combinato isotopi stabili, spessore delle lamine, radiocarbonio e datazioni delle serie dell’uranio per esaminare la variabilità climatica dell’Olocene. Il lavoro mostra come più metodi concorrano alla lettura di uno stesso archivio.[7]

Biospeleologia: biodiversità e relazioni ecologiche nel sottosuolo

La biospeleologia studia gli organismi degli ambienti sotterranei e le loro relazioni con l’habitat. Le ricerche comprendono inventari faunistici, identificazione delle specie, distribuzione geografica e cicli vitali. La conoscenza della fauna acquista maggiore significato quando viene collegata alle condizioni fisiche e idrologiche della cavità.[3]

Bossea documenta questo percorso. Le ricerche biologiche furono presenti fin dalle prime fasi del laboratorio. Un inventario del 1991 riportava 50 specie animali. Le indagini successive ampliarono il quadro e portarono anche all’identificazione di specie nuove per la scienza. Questi dati descrivono tappe della ricerca, non un censimento definitivo della biodiversità attuale.[3]

La continuità delle osservazioni conta quanto la singola scoperta. Il laboratorio permette infatti di tornare negli stessi ambienti e approfondire aspetti differenti del popolamento. Lo studio dei cicli vitali dei coleotteri ipogei, documentato nella storia di Bossea, mostra come la ricerca possa andare oltre il semplice elenco delle presenze.[3]

Microbiologia delle grotte: minerali, comunità e ricerca applicata

Le cavità ospitano comunità microbiche che partecipano ai cicli degli elementi e alle trasformazioni dei minerali. La ricerca combina osservazioni ambientali, colture e strumenti molecolari. Questi approcci permettono di esaminare sia gli organismi coltivabili sia componenti delle comunità difficili da studiare con i soli metodi tradizionali.[4]

La microbiologia sotterranea riguarda anche la conservazione. Frequentazione e illuminazione possono modificare gli equilibri delle comunità presenti. Studiare tali variazioni aiuta a comprendere l’effetto delle attività umane sull’ecosistema e sulle superfici della grotta.[4]

Un ulteriore settore è la ricerca di sostanze e funzioni biologiche utilizzabili in ambito biotecnologico. Le revisioni scientifiche descrivono il microbioma delle grotte come un campo di indagine ancora ampio. Il potenziale applicativo richiede sperimentazione e va accompagnato da pratiche di campionamento sostenibili. Non coincide automaticamente con la disponibilità di prodotti o terapie.[8]

Chirotteri e geotritoni: ricerca scientifica e tutela degli habitat

Il seminario di Monserrato dedicherà spazio alla bioacustica dei chirotteri e all’ecologia dei geotritoni sardi. I due temi introducono organismi differenti e metodi di studio specifici. Condividono l’attenzione al rapporto tra presenza animale e caratteristiche dell’ambiente frequentato.

Per i pipistrelli, la collaborazione tra speleologi e chirotterologi consente di collegare le osservazioni raccolte durante l’attività in grotta alle competenze degli specialisti. Tutela Pipistrelli indica questa collaborazione come una risorsa per la conoscenza e la protezione delle cavità.[1]

La ricerca deve inoltre considerare i periodi sensibili del ciclo biologico. Nei siti di svernamento il disturbo può provocare risvegli e consumo delle riserve energetiche. La conservazione degli animali entra quindi nella pianificazione della frequentazione e delle attività di osservazione.[9]

Archeologia e bioantropologia: le grotte conservano la storia umana

Le cavità possono custodire sedimenti, resti animali e umani, carboni e pollini. L’interesse scientifico non riguarda soltanto i singoli reperti. Conta il contesto stratigrafico, cioè la posizione dei materiali e il loro rapporto con gli strati che li contengono. Lo studio integrato permette di collegare la frequentazione umana all’evoluzione dell’ambiente.[2]

A Grotta Mora Cavorso, sui Monti Simbruini, l’analisi dei pollini e dei carboni è stata affiancata allo studio della vegetazione attuale. Il confronto ha contribuito alla ricostruzione del paesaggio tra Pleistocene finale e Olocene, in una cavità con un patrimonio preistorico paleontologico e antropologico.[2]

Questo esempio chiarisce il collegamento con l’intervento di Vitale Sparacello. La bioantropologia si inserisce in una ricerca che mette insieme storia delle popolazioni, uso degli spazi e condizioni ambientali.

Grotta di Bossea: dal 1969 un laboratorio carsologico sotterraneo

La Grotta di Bossea si trova in Val Corsaglia, nel comune di Frabosa Soprana, in provincia di Cuneo. L’ingresso è a 836 metri di quota. La parte inferiore fu attrezzata per le visite nel 1874. Nel 1969 venne istituita la Stazione Scientifica, poi sviluppata nel Laboratorio Carsologico Sotterraneo di Bossea.[10]

La struttura nacque dall’iniziativa di soci del Gruppo Speleologico Alpi Marittime del CAI di Cuneo. Alle prime attrezzature seguirono strumenti e programmi più articolati. La collaborazione continuativa con il Politecnico di Torino iniziò nel 1981 e contribuì all’ampliamento delle indagini.[3]

Il quadro descritto dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente nel 2024 vede la Struttura Operativa Bossea del CAI Centrale collaborare con il DIATI del Politecnico di Torino, ARPA Piemonte, ARPA Valle d’Aosta e INRiM. Le attività comprendono idrogeologia carsica, meteorologia ipogea, radioattività naturale e biospeleologia.[10]

Bossea rappresenta dunque un esempio di interdisciplinarità costruita attraverso una sede permanente. Lo stesso sistema sotterraneo permette di osservare fenomeni diversi, mantenendo una base comune di dati ambientali.[3][10]

Idrogeologia di Bossea: grandi condotti e circuiti nelle fratture

Il sistema di Bossea presenta condizioni utili allo studio di differenti forme di drenaggio. Le osservazioni riguardano il collettore principale, le acque percolanti e gli apporti minori. Le rocce fratturate che circondano i calcari partecipano alla circolazione e contribuiscono all’alimentazione del sistema.[3]

Le ricerche hanno progressivamente integrato stazioni di misura distribuite in punti diversi della cavità. L’automazione permette acquisizioni continuative anche nei settori meno accessibili. Il Politecnico ha inoltre sviluppato la trasmissione di dati verso un elaboratore esterno consultabile via web.[3]

La serie temporale diventa parte essenziale dell’esperimento naturale. Una misura descrive un momento. Una sequenza di misure permette di seguire l’evoluzione del fenomeno e confrontarla con piogge, variazioni di portata e caratteristiche chimiche delle acque.[3]

Radon a Bossea: un tracciante degli scambi tra rocce, acqua e aria

Uno degli indirizzi di ricerca più caratteristici di Bossea riguarda il radon. Questo gas radioattivo naturale può passare dalle rocce alle acque e all’atmosfera della grotta. Le sue variazioni aiutano a studiare i meccanismi di generazione, trasporto e scambio nel sistema sotterraneo.[10]

A Bossea il quadro geologico permette di esaminare sia l’emissione dalle rocce sia il trasporto attraverso l’acqua. La successiva liberazione del gas nell’atmosfera collega il circuito idrico alla ventilazione della cavità. La lettura del dato richiede quindi il confronto con le condizioni meteorologiche e idrologiche.[3]

Scintilena ha dedicato a questa attività un approfondimento sulla collaborazione tra CAI, Politecnico e agenzie ambientali. Le conoscenze prodotte hanno interesse anche per la prevenzione sanitaria, con gli adattamenti necessari ai diversi contesti territoriali.[10][11]

Strumenti e qualità dei dati nei laboratori sotterranei

Un laboratorio in grotta richiede strumenti capaci di funzionare in condizioni impegnative. L’umidità e la condensa possono interferire con le apparecchiature. La continuità delle misure dipende quindi anche da alimentazione elettrica, manutenzione e verifica delle catene di acquisizione.[10]

Un intervento descritto da SNPA nel febbraio 2024 documenta concretamente questo lavoro a Bossea. Gli operatori ripristinarono strumenti danneggiati dalla condensa e confrontarono differenti sistemi per misurare il radon nell’acqua. Furono impiegati un dispositivo di degassificazione realizzato dai tecnici ARPA e campioni sigillati destinati alle analisi di laboratorio.[10]

Il confronto tra misure indipendenti costituisce parte della ricerca. Permette di verificare che le variazioni registrate appartengano al fenomeno studiato e non dipendano dal sistema di rilevamento. È un passaggio essenziale per trasformare l’osservazione in un risultato scientificamente utilizzabile.[10]

Didattica e volontariato: il laboratorio naturale come luogo di formazione

La storia di Bossea mette in relazione competenze scientifiche e attività volontaria. Gli operatori del CAI hanno contribuito all’installazione, alla manutenzione e al funzionamento del laboratorio. Le collaborazioni con università ed enti hanno ampliato strumenti, metodi e possibilità di interpretazione.[3]

Alla ricerca si sono affiancati convegni, pubblicazioni e corsi rivolti a docenti e operatori naturalistici. Il laboratorio ha così sviluppato una funzione didattica, oltre a quella di raccolta dei dati. La conoscenza prodotta nel sottosuolo è stata trasferita attraverso formazione e divulgazione.[3]

Il seminario del 22 ottobre a Monserrato si inserisce in questa relazione tra ricerca e didattica. Il programma porta nello stesso incontro esperienza associativa, scienze della Terra, studio degli organismi e bioantropologia. L’esempio di Bossea mostra come questo dialogo possa tradursi in osservazioni continuative, strumenti condivisi e formazione scientifica.

Fonti: programma del seminario e documentazione scientifica


Fonti
[1] La sezione speleo | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/la-sezione-speleo/
[2] Pollen record of the Late Pleistocene–Holocene stratigraphic sequence and current plant biodiversity from Grotta Mora Cavorso (Simbruini Mountains, Central Italy) https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9643123/
[3] Il laboratorio carsologico della grotta di Bossea https://csc.cai.it/il-laboratorio-carsologico-della-grotta-di-bossea/
[4] insights prehistoric caves can offer to our modern-day understanding https://link.springer.com/article/10.1007/s44274-025-00276-w
[5] Aree Tematiche – Cnr-Isp https://www.isp.cnr.it/index.php/it/earth/itemlist/category/53-aree-tematiche
[6] Speleotemi Archivi – CNR Paleoclima https://www.paleoclima.cnr.it/keyword-laboratorio/speleotemi/
[7] Holocene climate variability in north-eastern Italy: potential influence of the NAO and solar activity recorded by speleothem data https://cp.copernicus.org/articles/8/1367/2012/cp-8-1367-2012.pdf
[8] Microbiome of caves for bioprospecting: a critical review https://journal.hep.com.cn/smab/EN/10.1007/s43393-024-00322-3
[9] Bat Week 2026: dal 24 al 31 ottobre i pipistrelli al centro della tutela delle grotte – Scintilena https://www.scintilena.com/bat-week-2026-dal-24-al-31-ottobre-i-pipistrelli-al-centro-della-tutela-delle-grotte/10/15/
[10] Le ARPA e gli studi nella Grotta di Bossea – SNPA https://www.snpambiente.it/notizie/snpa/arpa-piemonte/le-arpa-e-gli-studi-nella-grotta-di-bossea/
[11] Grotta di Bossea: ARPA e CAI insieme per la ricerca sul radon https://www.scintilena.com/grotta-di-bossea-arpa-e-cai-insieme-per-la-ricerca-sul-radon/02/17/
[13] La Nostra Storia – CAI BOSSEA https://organizzazione.cai.it/struttura-operativa-bossea/chi-siamo/la-nostra-storia/
[14] Study of a complex karst system feeding: the case of Bossea cave https://www.semanticscholar.org/paper/dc6a048a3af6e51cc739d94c137a1af09255b07a
[15] STUDIO IDROGEOCHIMICO SUL CONTENUTO DI LANTANIDI NELLE ACQUE SOTTERRANEE https://www.semanticscholar.org/paper/44d228f6bfbc5baff1ba8582cefc2ad4f070e1bd
[16] Analisi delle concentrazioni di radon rilevate nella Grotta di Bossea … https://webthesis.biblio.polito.it/30350/
[17] Three pillars of sustainability in the wake of COVID-19: A systematic review and future research agenda for sustainable development https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8580193/
[18] Quei giovani degli anni 60 stregati dai segreti delle Grotte di Bossea https://www.lastampa.it/cuneo/2026/10/16/news/quei_giovani_degli_anni_60_stregati_dai_segreti_delle_grotte_di_bossea-15767305/
[19] An Integrated Approach for the Environmental Characterization of a Wide Potentially Contaminated Area in Southern Italy https://www.mdpi.com/1660-4601/14/7/693/pdf
[20] Aste di ottobre in Italia e all’estero – Finestre sull’Arte https://www.finestresullarte.info/mercato/aste-settimana-15-21-ottobre-2026
[21] An urban biorefinery for food waste and biological sludge conversion into polyhydroxyalkanoates and biogas. https://zenodo.org/record/3784607/files/Moretto%20Watres%202020%20-%201-s2.0-S0043135419311455-main.pdf
[22] Roma, dal 16 al 22 ottobre una settimana tra arte … https://www.lextra.news/roma-eventi-musei-mostre-visite-guidate-16-22-ottobre-2026/
[23] Temporary dense seismic network during the 2016 Central Italy seismic emergency for microzonation studies https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6761093/
[24] Un ottobre da record tra Parigi e New York: Monet guida le … https://insideart.eu/2026/10/16/un-ottobre-da-record-tra-parigi-e-new-york-monet-guida-le-vendite-la-lamborghini-miura-conquista-i-collezionisti/
[25] dal laboratorio sotterraneo alla fauna – Grotta di Bossea https://www.grottadibossea.com/esplora-la-grotta
[26] [PDF] Assetto geologico ed idrogeologico del Sistema Carsico di Bossea … https://iris.polito.it/retrieve/handle/11583/2869389/e384c434-c18b-d4b2-e053-9f05fe0a1d67/Assetto_Vigna%20Bossea%202020_.pdf
[27] [PDF] Fauna ipogea del sistema sotterraneo di Bossea e recenti ricerche https://iris.polito.it/retrieve/handle/11583/2938432/550877/Fauna%20ipogea%20min.pdf
[28] L’autunno a Roma con nuove mostre, visite guidate e la … https://www.revenews.it/cultura/2026/10/14/roma-eventi-culturali-16-22-ottobre-2026/
[29] Eventi astronomici 2026/2027: date e calendario del cielo https://www.sterngucker.de/it/eventi-astronomici/
[30] Notizie ed Eventi CNR https://dta.cnr.it/outreach/notizie-ed-eventi/
[31] Between history, work and passion: medieval castle, mud volcanoes and Ferrari https://iris.unimore.it/bitstream/11380/1067632/1/2015Sciarraetal.GFTsalse.pdf
[32] Carbonati biogenici Archivi – CNR Paleoclima https://www.paleoclima.cnr.it/keyword-laboratorio/carbonati-biogenici/
[33] Olimpiadi delle Scienze, brillano gli studenti di Genzano e Velletri https://www.castellinotizie.it/2026/03/28/olimpiadi-delle-scienze-brillano-gli-studenti-di-genzano-e-velletri-vailati-e-landi-tra-i-migliori-del-lazio/
[34] Analitico Archivi – CNR Paleoclima https://www.paleoclima.cnr.it/categoria-laboratorio/analitico/
[35] Biospeleologia, 445 specie in 16 grotte brasiliane: la biodiversità si decide nei microhabitat – Scintilena https://www.scintilena.com/biospeleologia-445-specie-in-16-grotte-brasiliane-la-biodiversita-si-decide-nei-microhabitat/10/13/
[36] Autunno dei pipistrelli https://valtellinamobile.it/autunno-dei-pipistrelli/
[37] Microfossili Archivi – CNR Paleoclima https://www.paleoclima.cnr.it/keyword-laboratorio/microfossili/
[38] Analisi elementare Archivi – CNR Paleoclima https://www.paleoclima.cnr.it/keyword-laboratorio/analisi-elementare/
[39] Biomarker Archivi – CNR Paleoclima https://www.paleoclima.cnr.it/keyword-laboratorio/biomarker/
[40] Suoli e sedimenti Archivi – CNR Paleoclima https://www.paleoclima.cnr.it/keyword-laboratorio/suoli-e-sedimenti/
[41] Microrganismi delle grotte e gas serra: il clima passa anche dal sottosuolo – Scintilena https://www.scintilena.com/microrganismi-delle-grotte-e-gas-serra-il-clima-passa-anche-dal-sottosuolo/10/13/
[42] Speleologia e ricerca scientifica: le grotte come laboratori naturali … https://www.scintilena.com/speleologia-e-ricerca-scientifica-le-grotte-come-laboratori-naturali-per-decine-di-discipline/03/11/
[43] Guano di pipistrelli al Camino del Hierro: la ricerca collega … https://www.scintilena.com/guano-di-pipistrelli-al-camino-del-hierro-la-ricerca-collega-salute-pubblica-e-tutela-delle-grotte/10/13/
[44] Classificazione genetica, caratteri petrologici distintivi e valori isotopici correlati di calcari incrostanti deposti da acque scorrenti (Travertini – Calcareous Tufa – Speleotemi) http://www.socgeol.it/792/rend_online_soc_geol_it_vol_27_2013_doi_10_3301_rol_2013_17.html
[45] Ricostruzioni paleoclimatiche e paleoambientali da concrezioni di grotta https://www.semanticscholar.org/paper/fc4da3f82dad26d4e0ca2cc14d26e56f13ddb345
[46] Microbiome of caves for bioprospecting: a critical review – OUCI https://ouci.dntb.gov.ua/en/works/lebR1WJ9/
[47] The Cave Environment – jstor https://www.jstor.org/stable/1727057
[48] Pollen-based reconstruction of Holocene vegetation and climate in Southern Italy: the case of Lago di Trifoglietti https://www.clim-past.net/8/1973/2012/cp-8-1973-2012.pdf
[49] [PDF] WORKSHOP – CNR Solar http://eprints.bice.rm.cnr.it/19020/1/Voume%20abstract%20Workshop%20paleoclima%20aggiornato.pdf
[50] The last 7 millennia of vegetation and climate changes at Lago di Pergusa (central Sicily, Italy) https://cp.copernicus.org/articles/9/1969/2013/cp-9-1969-2013.pdf
[51] Il Consiglio Direttivo | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/il-consiglio-direttivo/
[52] Contrasting patterns of climatic changes during the Holocene across the Italian Peninsula reconstructed from pollen data https://cp.copernicus.org/articles/9/1233/2013/cp-9-1233-2013.pdf
[53] Burst-like swarms in the Campi Flegrei caldera accelerating unrest from 2021 to 2024 https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11814350/
[54] Contenuti_italiano – Cnr-Isp https://www.isp.cnr.it/index.php/it/chi-siamo/storia/itemlist/category/1-contenuti-italiano?start=336
[55] Informazioni ipogee | aggrottiamoci https://aggrottiamoci.com/informazioni-ipogee/
[56] LINK SITI – Circolo Speleologico Romano https://www.circolospeleologicoromano.it/csr/collegamenti-esterni
[57] Vuoi fare il volontario per i pipistrelli a Roma? – Scintilena https://www.scintilena.com/vuoi-fare-il-volontario-per-i-pipistrelli-a-roma/05/12/
[58] [PDF] primo convegno italiano sul recupero e la riabilitazione dei chirotteri http://www.tutelapipistrelli.it/wp-content/uploads/2015/10/Atti-convegno-CHIRecuperO-2016.pdf
[59] From the Alps to the Arctic, the Politecnico Di Torino Guides Research Towards Zero Emission Scientific Bases https://ground.news/article/from-the-alps-to-the-arctic-the-politecnico-di-torino-guides-research-towards-zero-emission-scientific-bases
[60] RomaNatura dedica il calendario 2014 alle Secche di Tor Paterno https://www.tutelapipistrelli.it/2013/12/06/romanatura-dedica-il-calendario-2014-alle-secche-di-tor-paterno/
[61] Emergenza nel Mondo dei Pipistrelli: Tutela Pipistrelli Chiede Aiuto … https://www.scintilena.com/emergenza-nel-mondo-dei-pipistrelli-tutela-pipistrelli-chiede-aiuto-ai-cittadini/07/28/

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Speleoarcheologia, Lamalunga e Digital Twin: a Bari la tutela collega grotte e paesaggio

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Rilievi 3D, GIS e conservazione al centro di MetroArchaeo 2026: la speleoarcheologia di Lamalunga e lo studio delle orme di dinosauro indicano strumenti condivisi per documentare il patrimonio pugliese.

MetroArchaeo 2026: dalla speleoarcheologia di Lamalunga ai siti con orme fossili

La speleoarcheologia, i modelli digitali e la gestione dei dati territoriali entrano nel confronto sulla conservazione del patrimonio pugliese. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari ha partecipato a MetroArchaeo 2026 con due contributi. Il primo riguarda il sistema carsico di Lamalunga. Il secondo affronta la diagnostica conservativa dei siti con impronte di dinosauro del territorio barese.

Il convegno internazionale IMEKO TC26, dedicato alla metrologia applicata all’archeologia e ai beni culturali, si è svolto a Bari dal 14 al 16 ottobre 2026. Il suo campo di lavoro comprende produzione, interpretazione e affidabilità delle misure. Tra i temi figurano diagnostica non distruttiva, geomatica, modellazione tridimensionale e gestione digitale delle informazioni. [web:4]

I due lavori della Soprintendenza condividono una prospettiva operativa. La documentazione scientifica viene organizzata per sostenere il monitoraggio, riconoscere le vulnerabilità e orientare la conservazione. Le testimonianze studiate restano differenti per età, natura e ambiente. Il collegamento riguarda gli strumenti di conoscenza e tutela.

Lamalunga e Uomo di Altamura: la speleoarcheologia considera l’intero sistema carsico

Il contributo “From Neanderthal to Landscape: Protection Strategies and Digital Twin Approaches for the Lamalunga Cave System (Altamura – Apulia, Southern Italy)” presenta una ricerca multidisciplinare. Il lavoro parte dall’Uomo di Altamura e amplia l’indagine alla grotta e al paesaggio circostante.

Gli autori sono F.R. Paolillo, E. Dellù, C. Annese, F. Banfi, D. Blanco, S. Urbini, I. Nicolosi, T. Rinaldi, A. Quagliariello, S. Sivilli, A. Tenore e I. Fiore.

Il fossile fu scoperto il 3 ottobre 1993 nella grotta di Lamalunga, durante esplorazioni speleologiche. Gli studi morfologici e paleogenetici lo attribuiscono a Homo neanderthalensis. Le ricerche collocano l’individuo in un intervallo generalmente indicato fra circa 172.000 e 130.000 anni fa. La cronologia deriva anche dalle datazioni delle concrezioni carbonatiche associate ai resti. [web:38][web:46]

Per la speleoarcheologia, Lamalunga mostra quanto sia importante conservare il rapporto fra reperto e ambiente. Le ossa sono inglobate nelle concrezioni. La loro posizione, i sedimenti e la geometria degli spazi concorrono alla ricostruzione del contesto. La cavità che ospita lo scheletro richiede tecniche speleologiche per essere raggiunta. [web:40]

Digital Twin e rilievi 3D per la conservazione di Lamalunga

Il progetto presentato a MetroArchaeo integra rilievi tridimensionali, indagini scientifiche e approcci Digital Twin. L’obiettivo è collegare conoscenze diverse e sviluppare strumenti per il monitoraggio dell’intero sistema.

Un gemello digitale applicato al patrimonio non coincide con una semplice immagine tridimensionale. È un ambiente informativo che può associare geometrie, documentazione, analisi e aggiornamenti. Nel quadro scientifico del convegno, questi strumenti sono collegati alla manutenzione, alla conservazione preventiva e alla valutazione degli interventi. [web:8]

Lamalunga possiede già una storia di documentazione digitale. Un lavoro pubblicato nel 2004 descriveva il rilievo topografico tridimensionale dei resti e delle loro relazioni spaziali. Nel 2023, uno studio su Communications Biology ha ricostruito virtualmente il cranio mediante laser scanning e fotogrammetria. Le parti non direttamente osservabili furono acquisite con una fotocamera montata su una sonda. [web:44][web:40]

Queste esperienze mostrano una funzione concreta della documentazione 3D. Le tecnologie consentono di studiare dettagli difficili da raggiungere e di confrontare dati senza dover osservare ogni volta direttamente tutte le superfici. [web:40]

GIS e impronte di dinosauro: la tutela della rete dei siti baresi

Il secondo contributo è il poster “GIS-Based Conservation Diagnostics and Spatial Data Integration for the Management of Open-Air Ichnological Heritage: The Bari Dinosaur Tracksites Network (Southern Italy)”. Gli autori sono F.R. Paolillo, C. Annese ed E. Dellù.

Il lavoro propone l’integrazione di informazioni territoriali e conservative attraverso sistemi GIS. Questi strumenti permettono di mettere in relazione la posizione dei siti, le osservazioni sul loro stato e le vulnerabilità individuate. Il risultato atteso è un supporto alle strategie di conservazione della rete di giacimenti.

Le impronte appartengono al patrimonio icnologico, cioè alle testimonianze delle attività degli organismi del passato. Nel territorio di Altamura, Cava Pontrelli conserva una vasta superficie con tracce di dinosauri del Cretacico superiore. La Società Paleontologica Italiana ricostruisce la scoperta del sito nel 1999 e i successivi ritrovamenti nell’area. [web:59][web:62]

Il rapporto con Lamalunga non è cronologico. Le orme dei dinosauri precedono di decine di milioni di anni il Neanderthal. I due progetti si incontrano sul piano della gestione: documentare le testimonianze, comprenderne il contesto e trasformare i dati in decisioni di tutela. La speleoarcheologia si inserisce in questo dialogo mantenendo riconoscibili le competenze archeologiche, paleoantropologiche, paleontologiche e geologiche.

Relazione di approfondimento: la speleoarcheologia tra ricerca, documentazione e conservazione

La speleoarcheologia studia le testimonianze umane negli ambienti sotterranei attraverso il rapporto fra esplorazione, archeologia e scienze della Terra. Lamalunga offre un punto di partenza per comprendere metodi, responsabilità e sviluppi della ricerca.

Speleoarcheologia: campo di studio e rapporti con le altre discipline

La speleoarcheologia può essere descritta come un ambito interdisciplinare dedicato alle tracce della presenza umana nelle grotte e nei contesti ipogei. L’interesse non si limita agli oggetti. Comprende spazi, depositi, resti biologici e trasformazioni del sottosuolo. Le attività speleologiche italiane comprendono anche lo studio delle cavità artificiali di interesse storico e antropologico. [web:30][web:80]

È utile distinguere i principali campi coinvolti:

  • L’archeologia ricostruisce le attività umane attraverso le testimonianze materiali e i loro rapporti.
  • La paleoantropologia studia i resti umani antichi e l’evoluzione delle popolazioni.
  • La paleontologia analizza gli organismi del passato; l’icnologia considera anche le tracce delle loro attività.
  • La geologia e la sedimentologia chiariscono formazione della cavità, origine dei depositi e trasformazioni del contesto.
  • La speleologia fornisce conoscenze dell’ambiente sotterraneo, documentazione topografica e competenze esplorative.

Il caso di Altamura rende visibili queste connessioni. L’attribuzione del fossile deriva da dati anatomici e genetici. La cronologia richiede lo studio dei carbonati. L’accesso e la documentazione dipendono anche dalle condizioni della grotta. Nessuna di queste componenti sostituisce le altre. [web:46][web:40]

Grotte naturali e cavità artificiali nella speleoarcheologia

Le grotte naturali possono conservare tracce di frequentazione, depositi contenenti resti umani e animali, manufatti o testimonianze simboliche. Le cavità artificiali documentano invece anche il progetto di scavo e le funzioni assegnate al sottosuolo. La distinzione riguarda l’origine dello spazio, non il suo valore storico. [web:33][web:80]

Il Catasto Nazionale Cavità Artificiali comprende opere idrauliche, insediative civili, di culto, militari, estrattive e di transito. Acquedotti, cisterne, miniere e ipogei richiedono quindi letture differenti. Forma, tecnica costruttiva e collegamenti con la superficie concorrono a interpretarne la funzione. [web:83][web:30]

Una cavità può attraversare più fasi d’uso. La ricerca deve ricostruire queste trasformazioni attraverso le evidenze disponibili. Lo studio delle strutture considera anche i rapporti fra parti costruite, modifiche e contesto territoriale, secondo l’approccio dell’archeologia dell’architettura. [web:9][web:19]

Depositi di grotta e stratigrafia: come si forma l’archivio sotterraneo

Una grotta non è un contenitore immobile. Acqua, gravità, crolli e apporti esterni possono introdurre, spostare o asportare materiali. Anche le precipitazioni carbonatiche trasformano il deposito. Per questo l’interpretazione archeologica richiede una ricostruzione dei processi di formazione. [web:33]

I sedimenti possono provenire dalle pareti della cavità oppure dall’esterno. Tra gli apporti figurano detriti di versante, materiali trasportati dai corsi d’acqua, particelle infiltrate dal suolo e depositi eolici. Le concrezioni costituiscono invece depositi chimici. La loro crescita può ricoprire reperti e superfici preesistenti. [web:33]

La stratigrafia mette in relazione queste componenti. La posizione di un oggetto acquista significato insieme al sedimento che lo contiene e alle trasformazioni subite. Un reperto trasportato dall’acqua non documenta automaticamente un’attività umana nel punto esatto del ritrovamento. La lettura del contesto deve considerare anche erosione e rideposizione. [web:33]

La tutela riguarda quindi l’intero deposito. Un sedimento apparentemente uniforme può contenere informazioni sulla storia della grotta, sulle condizioni ambientali e sulle relazioni fra resti e processi geologici. La perdita di questi rapporti riduce le possibilità di interpretazione. [web:33]

Tafonomia e micromorfologia nella ricerca speleoarcheologica

La tafonomia studia i processi che intervengono fra la morte di un organismo e la conservazione dei suoi resti. In grotta aiuta a interpretare la distribuzione delle ossa, le trasformazioni del deposito e il rapporto fra accumulo biologico e attività umana. La microstratigrafia aggiunge una lettura a scala molto fine. [web:76]

A Lamalunga lo scheletro è disarticolato e rivestito da calcite. La disposizione dei resti e le condizioni della cavità sono parte della ricerca. Il rilievo tridimensionale pubblicato nel 2004 permise di esaminare le relazioni fra elementi scheletrici anche da punti di osservazione non accessibili direttamente. [web:44][web:40]

La micromorfologia analizza la struttura dei sedimenti attraverso campioni preparati per l’osservazione microscopica. Il suo valore consiste nel collegare le componenti minute alla loro posizione nel deposito. A Denisova, questi approcci sono stati integrati anche con lo studio del DNA antico conservato nei sedimenti. [web:76][web:84]

Scavo archeologico in grotta: documentazione e competenze

Lo scavo richiede un progetto scientifico e le autorizzazioni previste. In Italia, una ricerca finalizzata al rinvenimento di beni archeologici non può essere avviata come semplice prosecuzione di un’esplorazione speleologica. La documentazione ministeriale distingue esplicitamente le ricerche autorizzate dai ritrovamenti fortuiti. [web:22][web:26]

L’attività sul campo deve mantenere collegati descrizioni, fotografie, posizione dei materiali e informazioni stratigrafiche. I sistemi informativi digitali servono proprio a organizzare questi rapporti. Un caso metodologico pubblicato nel 2023 affronta l’acquisizione e l’archiviazione dei dati durante scavi archeologici in emergenza. [web:13]

Negli ambienti sotterranei, il progetto scientifico deve confrontarsi anche con le condizioni di accesso. Il caso di Lamalunga mostra una soluzione mirata: l’impiego di sonde fotografiche ha consentito di documentare parti del cranio separate dagli operatori da una cortina di concrezioni. La tecnica di acquisizione è stata adattata al contesto. [web:40]

Datazioni nella speleoarcheologia: radiocarbonio, uranio-torio e luminescenza

Non esiste un metodo di datazione valido per tutti i materiali. La scelta dipende dal campione, dall’età attesa e dal processo che si vuole ricostruire. Le rassegne sui depositi di grotta considerano radiocarbonio, serie dell’uranio, luminescenza e risonanza di spin elettronico. [web:32]

Il radiocarbonio è utilizzabile su materiali contenenti carbonio di origine biologica, quando le condizioni di conservazione lo permettono. Il suo campo operativo arriva, in termini generali, a circa 50.000 anni. Non è quindi il metodo adatto a collocare direttamente un individuo antico quanto l’Uomo di Altamura. [web:27][web:46]

Le datazioni uranio-torio sono particolarmente importanti per i carbonati di grotta. Misurano la formazione del materiale analizzato. Se una concrezione ricopre un reperto, la relazione stratigrafica permette di ricavare un vincolo cronologico. La data della calcite non va confusa automaticamente con quella dell’evento umano. [web:27][web:40]

La luminescenza permette di costruire cronologie dei depositi sedimentari. A Denisova, le datazioni ottiche sono state integrate con reperti, resti faunistici e DNA sedimentario. Lo studio pubblicato nel 2025 utilizza complessivamente 150 età ottiche per ricostruire la sequenza pleistocenica delle diverse camere. [web:75]

Il risultato più utile nasce dall’incrocio dei metodi. Una data misura un processo specifico. La ricostruzione storica richiede che quel processo sia collegato correttamente al contesto archeologico. [web:32][web:75]

DNA antico nei sedimenti: nuove informazioni per la speleoarcheologia

I depositi possono conservare informazioni genetiche anche quando non restituiscono resti umani riconoscibili. Il DNA sedimentario amplia quindi le possibilità di ricerca. Il suo impiego richiede una stretta integrazione con stratigrafia e cronologia. [web:73][web:75]

Nel 2021, uno studio su Denisova ha analizzato 728 campioni di sedimento. DNA mitocondriale umano antico è stato recuperato in 175 campioni. I risultati hanno documentato la presenza di Denisoviani, Neanderthal e Homo sapiens in differenti fasi della sequenza. [web:73]

Le ricerche successive hanno esteso il quadro. Lo studio del 2025 integra 963 campioni di sedimento e identifica DNA mitocondriale di ominini in 213 di essi. Questi numeri riguardano campioni analizzati, non individui vissuti nella grotta. Il dato genetico deve essere interpretato insieme alle altre evidenze. [web:75]

Rilievo 3D e fotogrammetria: misurare senza separare il reperto dal contesto

La documentazione tridimensionale registra forma e relazioni spaziali. Laser scanning e fotogrammetria possono essere combinati quando le condizioni di osservazione cambiano all’interno dello stesso sito. La ricerca sul cranio di Altamura costituisce un esempio concreto di questa integrazione. [web:40]

Nello studio del 2023, la parte frontale fu acquisita con laser scanner. Le porzioni posteriori furono documentate mediante fotogrammetria con una fotocamera su sonda. I due insiemi digitali furono successivamente ricomposti attraverso un protocollo basato sul confronto morfologico. [web:40]

La distinzione fra misura e ricostruzione è essenziale. La superficie acquisita deriva da un’osservazione strumentale. Il riallineamento delle parti richiede anche procedure interpretative. Dichiarare questi passaggi rende il modello utilizzabile per confronti scientifici e non soltanto per la visualizzazione. [web:40][web:8]

GIS e Digital Twin nella gestione del patrimonio sotterraneo

Il GIS organizza le informazioni nello spazio. Nel patrimonio culturale, l’integrazione fra dati geometrici e informazioni tematiche permette di collegare elementi, materiali, alterazioni e contesto territoriale. Il modello digitale diventa così interrogabile, anziché limitarsi a rappresentare una forma. [web:47]

Il Digital Twin sviluppa ulteriormente questo orientamento. Un sistema utile alla conservazione deve collegare il modello ai dati e prevedere il loro aggiornamento. Le applicazioni discusse a MetroArchaeo comprendono monitoraggio, gestione preventiva e scenari di intervento. [web:8]

Per la speleoarcheologia, questa impostazione suggerisce una gestione unitaria delle informazioni. Il rilievo della cavità può essere collegato a schede dei reperti, documentazione delle indagini e dati conservativi. Si tratta di una direzione metodologica, non della semplice produzione di un ambiente virtuale destinato alla visita. [web:8][web:13]

La qualità del risultato dipende dalla tracciabilità. Strumenti, procedure di acquisizione e margini di incertezza devono rimanere riconoscibili. Il programma scientifico di MetroArchaeo pone proprio l’affidabilità delle misure al centro del confronto. [web:4][web:8]

Conservazione delle grotte archeologiche e tutela dei pipistrelli

La conservazione del patrimonio sotterraneo comprende anche l’ambiente che lo ospita. Le modalità di accesso devono considerare la fragilità delle testimonianze e la presenza di organismi viventi. La tutela culturale non elimina le esigenze di protezione biologica. [web:40][web:85]

Per i pipistrelli, i periodi di ibernazione e riproduzione richiedono particolare attenzione. Il disturbo invernale può provocare risvegli e consumo delle riserve energetiche. L’illuminazione diretta e la permanenza ravvicinata presso le colonie devono essere evitate. La programmazione delle attività deve rispettare le limitazioni di accesso e le esigenze dei rifugi occupati. [web:85]

La documentazione remota offre anche una possibilità di divulgazione compatibile con siti difficilmente accessibili. Modelli e ambienti virtuali possono estendere l’esperienza senza trasformare ogni luogo di ricerca in uno spazio di visita diretta. La comunicazione deve distinguere evidenze, interpretazioni e ricostruzioni. [web:8]

Ritrovamenti in grotta: obblighi di legge e ruolo degli speleologi

Lo speleologo può contribuire in modo decisivo attraverso l’osservazione, il rilievo e la segnalazione. La storia di Lamalunga mostra il rapporto fra scoperta speleologica e successivo sviluppo della ricerca paleoantropologica. Scintilena ha documentato anche le attività di assistenza e sorveglianza svolte dal CARS in relazione al sito. [web:6][web:12]

In presenza di una scoperta fortuita, l’articolo 90 del Codice dei beni culturali prevede la denuncia entro ventiquattro ore. La comunicazione può essere indirizzata alla Soprintendenza competente, al sindaco o all’autorità di pubblica sicurezza. I beni devono essere conservati temporaneamente nelle condizioni e nel luogo del rinvenimento. [web:22]

La condotta operativa conseguente è prudente: interrompere le azioni che potrebbero alterare il contesto, non raccogliere i materiali e trasmettere la segnalazione alle autorità. La rimozione non è un passaggio ordinario dell’esplorazione. La normativa ammette esigenze specifiche di sicurezza e conservazione, che non autorizzano raccolte autonome. [web:22][web:26]

Il contributo dei gruppi speleologici resta quindi distinto dallo scavo archeologico. Conoscenza degli accessi, cartografia e continuità di osservazione possono sostenere i progetti coordinati dagli enti competenti. La collaborazione conserva valore quando ruoli e responsabilità sono chiari. [web:12][web:22]

Speleoarcheologia e patrimonio paleontologico: il significato del confronto pugliese

Lamalunga e i siti con orme di dinosauro appartengono a storie differenti. Nel primo caso, la ricerca riguarda un essere umano fossile e il suo contesto carsico. Nel secondo, studia tracce biologiche impresse in superfici molto più antiche. Le impronte non costituiscono testimonianze archeologiche della presenza umana. [web:46][web:59]

La connessione riguarda la documentazione e la gestione. Entrambi i patrimoni richiedono misure affidabili, lettura del contesto e conservazione delle relazioni spaziali. Il confronto proposto a MetroArchaeo colloca questi problemi nel più ampio campo delle tecnologie applicate ai beni culturali. [web:4][web:8]

Per la speleoarcheologia, la prospettiva più produttiva è l’integrazione. L’esplorazione individua e documenta gli ambienti. L’archeologia e le scienze naturali interpretano le testimonianze. La gestione digitale collega i risultati. La tutela conserva il sito e le informazioni che ancora contiene. [web:30][web:33][web:8]

L'articolo Speleoarcheologia, Lamalunga e Digital Twin: a Bari la tutela collega grotte e paesaggio proviene da Scintilena.

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SSI, a Costacciaro si sceglie il futuro della speleologia italiana

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Assemblea dei soci il 29 e 30 ottobre 2026, durante l’Incontro Internazionale di Speleologia: bilancio delle attività e rinnovo degli organi direttivi per il triennio 2027-2029.

Assemblea Ordinaria dei Soci SSI ETS – 29 e 30 ottobre 2026

La Società Speleologica Italiana ETS convoca l’Assemblea Ordinaria dei Soci, che si terrà a Costacciaro (PG), presso la Sala San Marco, in occasione dell’Incontro Internazionale di Speleologia.

Quando

  • Giovedì 29 ottobre, ore 21.30 – prima convocazione
  • Venerdì 30 ottobre, ore 16.00 – seconda convocazione, qualora non venga raggiunto il numero legale in prima convocazione.

Durante l’Assemblea saranno presentate le attività svolte dalla SSI nel triennio 2024-2026, le relazioni delle Commissioni e degli Uffici e gli esiti dei bandi e dei premi 2026. Si procederà inoltre allo scrutinio dei voti e all’elezione degli organi direttivi per il triennio 2027-2029.

Hanno diritto di voto i Soci e le Socie in regola con la quota associativa 2026 e iscritti da almeno tre mesi. È possibile partecipare anche per delega, secondo le modalità previste dallo Statuto.

I moduli per le deleghe sono disponibili qui: https://speleo.it/site/modulistica/

Eventuali comunicazioni da parte dei Soci e delle Socie dovranno essere inviate a: segreteria@socissi.it entro il 20 ottobre 2026.

La convocazione completa, l’ordine del giorno e i relativi allegati sono disponibili nell’area riservata ai Soci sul portale SSI.

Società Speleologica Italiana, a Costacciaro l’assemblea e lo spoglio delle Elezioni per il mandato 2027-2029

La Società Speleologica Italiana ETS riunisce i soci il 29 e 30 ottobre 2026 alla Sala San Marco. All’ordine del giorno le attività del triennio 2024-2026, le relazioni di Commissioni e Uffici, gli esiti di bandi e premi e il rinnovo degli organi sociali. Un approfondimento ricostruisce il lavoro dell’associazione tra formazione, ricerca, catasti, editoria e tutela del sottosuolo.

Assemblea SSI a Costacciaro: date, orari e sede

La Società Speleologica Italiana ETS ha convocato l’Assemblea Ordinaria dei Soci a Costacciaro, in provincia di Perugia. La riunione si terrà nella Sala San Marco, durante l’Incontro Internazionale di Speleologia. La prima convocazione è fissata per giovedì 29 ottobre 2026 alle 21.30. La seconda è prevista venerdì 30 ottobre alle 16.00, qualora nella prima non venga raggiunto il numero legale.

L’appuntamento si inserisce nel raduno internazionale in programma dal 29 ottobre al 1° novembre. Costacciaro ospiterà quindi, nello stesso periodo, incontri dedicati all’esplorazione e alla ricerca e un passaggio della vita associativa nazionale. Il tema del raduno richiama cinque elementi: aria, acqua, terra, fuoco e vuoto.[1][2]

Società Speleologica Italiana: attività 2024-2026 ed elezioni 2027-2029

Durante l’assemblea saranno presentate le attività svolte dalla SSI nel triennio 2024-2026. Seguiranno le relazioni delle Commissioni e degli Uffici e la comunicazione degli esiti dei bandi e dei premi 2026. Il programma comprende inoltre lo scrutinio dei voti e l’elezione degli organi sociali per il triennio 2027-2029.

La procedura elettorale avviata nell’estate 2026 riguarda la presidenza, il Consiglio Direttivo, il Collegio dei Probiviri e l’Organo di Controllo. Le candidature sono state raccolte dal 5 agosto al 10 settembre. Il rinnovo interessa quindi sia le funzioni di indirizzo e amministrazione sia quelle di garanzia e vigilanza interna.[3]

Le relazioni sul mandato in conclusione porteranno all’attenzione dei soci settori diversi ma collegati. La formazione prepara alla frequentazione consapevole delle grotte. I catasti organizzano i dati delle esplorazioni. Biblioteche e pubblicazioni conservano i risultati. La tutela ambientale utilizza queste conoscenze per proteggere cavità, paesaggi carsici e risorse idriche. Sono ambiti compresi nelle finalità e nelle attività istituzionali della SSI.[4][5]

Voto e deleghe all’assemblea della Società Speleologica Italiana

Hanno diritto di voto le socie e i soci in regola con la quota associativa 2026 e iscritti da almeno tre mesi. Il requisito dell’anzianità riguarda l’iscrizione nel Libro dei Soci, come stabilisce lo Statuto. È prevista la partecipazione per delega, secondo le regole associative.[5]

Ogni associato dispone di un voto. La delega può essere conferita a un altro associato che non faccia parte del Consiglio Direttivo o dell’Organo di Controllo. Ciascun delegato può ricevere al massimo tre deleghe. Per associazioni ed enti sono previste specifiche disposizioni sulla rappresentanza. La verifica della regolarità delle deleghe spetta alla presidenza dell’assemblea.[5]

I modelli sono disponibili nella sezione «Modulistica» del portale SSI. La pagina raccoglie anche i documenti per la rappresentanza dei soci collettivi, lo Statuto e il Regolamento.[6]

Assemblea SSI 2026: comunicazioni entro il 20 ottobre

Le eventuali comunicazioni delle socie e dei soci dovranno essere inviate a segreteria@socissi.it entro il 20 ottobre 2026. La convocazione completa, l’ordine del giorno e gli allegati sono disponibili nell’area riservata del portale SSI, secondo quanto indicato nell’avviso di convocazione.

L’assemblea riunirà così rendicontazione delle attività e rinnovo delle responsabilità associative. Le Commissioni hanno infatti l’obbligo di riferire al Consiglio Direttivo e all’Assemblea sul lavoro svolto. Il Regolamento prevede anche la comunicazione delle attività programmate e il coordinamento delle relative esigenze economiche.[7]

Relazione di approfondimento: il ruolo della Società Speleologica Italiana

La Società Speleologica Italiana, fondata nel 1950, opera all’incrocio tra esplorazione, ricerca, formazione e protezione ambientale. È un’associazione senza fini di lucro, apartitica e aconfessionale. Ha sede legale presso il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna, in via Zamboni 67.[5][8]

Il suo campo di attività comprende l’ambiente carsico superficiale e sotterraneo. Include inoltre le cavità artificiali di interesse storico, culturale, sociale e antropologico. Questa impostazione collega lo studio dei processi naturali alla conoscenza delle opere realizzate dall’uomo nel sottosuolo.[5]

Lo Statuto definisce una pluralità di strumenti operativi. La SSI può organizzare corsi, convegni e congressi, pubblicare libri e riviste, promuovere borse di studio e stipulare convenzioni. Può inoltre svolgere consulenze tecnico-scientifiche, proporre linee guida e assumere iniziative di tutela giuridica dell’ambiente carsico. Queste possibilità statutarie delineano il suo raggio d’azione, dalla produzione di conoscenza al confronto con le istituzioni.[5]

Commissioni SSI e Uffici: come si organizza il lavoro speleologico

Le Commissioni sono organi interni consultivi e organizzativi. Studiano o coordinano specifici aspetti della speleologia e della vita associativa. Il Consiglio Direttivo le istituisce e ne concorda annualmente gli obiettivi. I soci possono parteciparvi mettendo a disposizione competenze e interessi attinenti alle attività previste.[7]

Ogni Commissione deve riunirsi almeno una volta all’anno. Deve inoltre rendicontare il lavoro, presentare le attività successive e diffondere informazioni attraverso i canali sociali ufficiali. I finanziamenti richiesti per i progetti sono valutati in relazione alle disponibilità della SSI. La rendicontazione economica avviene in coordinamento con la Tesoreria.[7]

Accanto alle Commissioni operano le funzioni amministrative e documentarie. La Segreteria mantiene i rapporti con i soci e cura libri e verbali associativi. La Tesoreria predispone i documenti economici e segue entrate e spese. L’addetto alla Biblioteca gestisce il patrimonio documentario e collabora alla circolazione delle pubblicazioni. Questa struttura sostiene anche corsi, incontri e attività editoriali.[7]

Formazione speleologica SSI: corsi, istruttori e sicurezza

La Commissione Nazionale Scuole di Speleologia, CNSS, promuove e coordina l’insegnamento della disciplina. Lavora all’omogeneità dei programmi, alla qualificazione degli istruttori e alla diffusione delle norme di sicurezza e rispetto ambientale. La formazione comprende quindi sia la preparazione tecnica sia il comportamento da mantenere negli ambienti sotterranei.[7]

L’organizzazione si articola su tre livelli territoriali e didattici:

  • Le scuole locali, istituite da uno o più gruppi, organizzano i corsi di primo livello e preparano gli istruttori secondo gli standard CNSS.
  • I Comitati Esecutivi Regionali coordinano gli stage di qualificazione e i corsi di secondo livello, dedicati alla specializzazione tecnica, scientifica e culturale.
  • La struttura nazionale promuove e collabora all’organizzazione dei corsi di terzo livello, su temi culturali e tecnico-scientifici.[7]

Nel percorso di riorganizzazione del mandato 2024-2026 è stata indicata anche l’informatizzazione della storia formativa degli istruttori. L’obiettivo annunciato è rendere più leggibili aggiornamenti e specializzazioni, oltre alle qualifiche sintetiche. Si tratta di un indirizzo che collega la gestione della scuola alla documentazione delle competenze.[9]

Cavità artificiali e speleosubacquea: le scuole specialistiche SSI

La Scuola Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali opera nell’ambito della relativa Commissione. Promuove metodi e tecniche per lo studio e l’esplorazione degli ambienti artificiali e confinati. Cura la specializzazione degli istruttori, aggiorna gli elenchi delle qualifiche e omologa i corsi SSI nel proprio settore.[7]

Questa attività affianca la ricerca su acquedotti, cisterne, gallerie e altri sistemi sotterranei costruiti dall’uomo. La documentazione delle strutture viene collegata alla loro funzione e al contesto storico. Il campo di interesse è espressamente compreso nelle finalità culturali e scientifiche dell’associazione.[5][7]

La Scuola Nazionale di Speleologia Subacquea segue invece la formazione specialistica nelle cavità sommerse. Nell’attività istituzionale SSI la speleosubacquea comprende anche esplorazione, ricerca e organizzazione delle informazioni su sifoni, risorgenze e grotte marine.[4][7]

Un esempio del lavoro formativo è il programma rivolto agli operatori del 4° Nucleo Sub della Guardia Costiera di Cagliari, descritto nel gennaio 2025. La prima fase ha riguardato tecniche e metodologie per le immersioni in ambienti confinati naturali e artificiali.[10]

Catasto nazionale delle grotte e WISH: la documentazione del territorio

La SSI gestisce dal 1959 il Catasto Nazionale delle Grotte d’Italia. La Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali coordina il sistema decentrato dei catasti regionali. Promuove il censimento delle cavità e criteri condivisi per raccogliere, conservare e organizzare i dati.[4][11]

Il portale WISH, Web Information System Hyperlink, raccoglie informazioni sintetiche provenienti dai catasti regionali aderenti. Permette consultazioni su scala nazionale e regionale e ricerche statistiche. Il sistema mette in relazione il lavoro locale con una visione d’insieme del patrimonio carsico italiano.[11]

Il rilievo e la scheda catastale trasformano una scoperta in documentazione utilizzabile. La biblioteca conserva le pubblicazioni che la descrivono. Il catasto organizza invece le informazioni territoriali sulla cavità. Sono strumenti complementari per ricostruire lo stato delle conoscenze e preparare ulteriori ricerche. La formazione documentaria promossa dalla SSI affronta proprio questa relazione tra archivi, bibliografia e dati speleologici.[12]

Ricerca speleologica e collaborazioni con enti pubblici

La ricerca rientra nelle finalità statutarie della Società Speleologica Italiana. L’associazione promuove studi geografici, scientifici e storici e può collaborare con università, enti pubblici e soggetti privati. Il suo contributo comprende documentazione, scambio di dati, attività formative e diffusione dei risultati.[5]

Nel quadro delle priorità rese note all’inizio del 2025 figurano le convenzioni regionali per lo scambio dei dati catastali. È richiamata anche la collaborazione con il Friuli Venezia Giulia su tutela ambientale e integrazione delle informazioni bibliografiche e catastali. Per le cavità artificiali è stato indicato il rinnovo della convenzione con ISPRA. Queste linee di lavoro collegano gli archivi speleologici alle esigenze conoscitive delle istituzioni.[9]

La pagina istituzionale delle attività documenta inoltre un percorso di studi e collaborazioni su ambienti naturali e artificiali. Tra gli esempi figurano il Progetto Trias in Val Secchia, in rapporto con il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, e il Progetto Ipodata con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Sono parte del patrimonio di esperienze tecnico-scientifiche dell’associazione.[4]

Tutela delle grotte SSI: acquiferi, monitoraggio e precauzione

La protezione ambientale è una componente costitutiva della SSI. Lo Statuto collega esplorazione e studio alla salvaguardia degli ambienti carsici e dei beni naturali e culturali presenti. Il Regolamento richiama la vulnerabilità delle cavità, delle montagne carsiche e delle acque che ne derivano.[5][7]

Il principio operativo è la massima tutela e precauzione. La frequentazione del sottosuolo deve essere consapevole e sostenibile. Ricerca, esplorazione, acquisizione dei dati, didattica ed educazione ambientale vengono quindi collocate entro un quadro di responsabilità verso i luoghi studiati.[7]

Le attività istituzionali comprendono monitoraggi e analisi di compatibilità negli ecosistemi sotterranei. Includono anche la partecipazione a procedure amministrative e il lavoro sulle linee guida per gli acquiferi carsici. Nelle priorità divulgate nel 2025 compare inoltre la sensibilizzazione sulle microplastiche e sul valore delle sorgenti carsiche per l’approvvigionamento idrico.[4][9]

Educazione ambientale SSI e divulgazione della speleologia

Nel percorso di riorganizzazione del triennio è stata annunciata la rifondazione della Commissione Didattica come Commissione Educazione Ambientale. L’obiettivo indicato è preparare interventi rivolti alle scuole di ogni ordine e grado, in collegamento con il nuovo Ufficio Stampa.[9]

L’educazione ambientale si distingue dalla formazione tecnica degli speleologi. La prima porta la conoscenza del sottosuolo verso studenti, insegnanti e pubblico. La seconda prepara alla pratica della disciplina. Entrambe trovano spazio nelle finalità educative e culturali della SSI e concorrono alla diffusione di comportamenti rispettosi dell’ambiente carsico.[5][7]

Anche il patrocinio rientra negli strumenti di divulgazione. Le linee guida presentate nel 2026 riguardano il sostegno gratuito a eventi, mostre, progetti e pubblicazioni coerenti con ricerca, tutela degli ambienti ipogei e valorizzazione del patrimonio carsico. Il patrocinio affianca così le iniziative sviluppate direttamente dalle strutture associative.[13]

Biblioteca Franco Anelli e Speleoteca: la memoria della ricerca

Il Centro Italiano di Documentazione Speleologica «Franco Anelli», CIDS, raccoglie una delle maggiori biblioteche specializzate nel settore. Il patrimonio comprende monografie, periodici, stampe antiche, materiali non librari e fondi storici. I materiali appartengono alla SSI e sono depositati presso il Dipartimento BiGeA dell’Università di Bologna.[7]

La biblioteca è accessibile ai soci e alle persone interessate alla materia. I suoi ambiti comprendono carsismo, geologia, idrogeologia, mineralogia e biologia, insieme ad archeologia, paleontologia, cavità artificiali e tecnica speleologica. La consultazione dei cataloghi online affianca l’accesso in sede.[7]

Speleoteca permette di interrogare un catalogo condiviso delle biblioteche speleologiche aderenti. Nel 2026 questi strumenti sono stati al centro della seconda edizione del corso di terzo livello «Come, dove (e perché) documentarsi?», promosso dal Comitato Esecutivo Emilia-Romagna della CNSS. Il programma comprendeva una sessione online e giornate a Bologna e San Lazzaro di Savena, con attenzione alla ricerca bibliografica e alla valorizzazione degli archivi.[12]

Editoria SSI: Speleologia e Opera Ipogea

La rivista semestrale «Speleologia», pubblicata dal 1979, documenta metodi e risultati delle ricerche italiane e internazionali. Accoglie esplorazioni e contributi tecnici e scientifici utili alla disciplina. La versione «Speleologia in Rete» rende disponibili approfondimenti e una selezione di articoli a lettura libera.[7]

«Opera Ipogea», pubblicata dal 1999, è dedicata alla speleologia in cavità artificiali. Il suo sottotitolo è «Journal of Speleology in Artificial Cavities». Alla versione cartacea si affianca quella elettronica, con identificativi DOI per i singoli articoli. Il periodico raccoglie studi e documentazione sulle opere sotterranee italiane ed estere.[4][7]

La produzione editoriale comprende anche manuali, monografie, Quaderni Didattici e le «Memorie dell’Istituto Italiano di Speleologia». La pagina istituzionale distingue questo lavoro dalle pubblicazioni internazionali oggi edite da altri organismi, come l’International Journal of Speleology, passato all’Union Internationale de Spéléologie.[4]

Premi SSI 2026: ricerca Badino e rilievo speleologico

Nel 2026 la SSI e l’Associazione di Esplorazioni Geografiche La Venta APS hanno promosso la terza edizione del Premio Speleologico Internazionale Giovanni Badino. Il riconoscimento sostiene progetti avanzati, conclusi o prossimi al completamento, con attenzione all’innovazione nell’esplorazione, nella documentazione, nella divulgazione e nello studio degli ambienti ipogei.[14]

Il premio prevede 2.500 euro per il progetto vincitore e la presentazione del lavoro sulle riviste «Speleologia» e «KUR». Il bando ha fissato al 26 luglio 2026 la scadenza delle candidature. L’assegnazione è prevista durante il raduno di Costacciaro. La valutazione è affidata al Comitato Scientifico SSI e a due rappresentanti del Consiglio Direttivo di La Venta.[14]

La Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali promuove inoltre il concorso «Rilievo: tra arte e tecnica» 2026. L’iniziativa valorizza accuratezza, qualità grafica e capacità comunicativa della rappresentazione delle grotte. Il rilievo viene così considerato insieme come documento tecnico, prodotto scientifico e strumento di trasmissione delle conoscenze.[11]

Relazioni internazionali SSI ed etica delle esplorazioni

La dimensione internazionale comprende accordi di collaborazione e reciprocità con organizzazioni di altri Paesi. La SSI documenta intese con la Fédération Française de Spéléologie, la Sociedad Espeleologica de Cuba e la Sociedade Brasileira de Espeleologia. Questi rapporti sostengono l’interscambio tecnico e culturale.[4]

Un riferimento etico è la Carta di Casola, sottoscritta nel 1994 per l’organizzazione e la conduzione delle spedizioni all’estero. Il Regolamento SSI richiama inoltre il rispetto delle leggi e dei principi del Codice Etico UIS. La cooperazione internazionale viene quindi associata alla responsabilità scientifica e ambientale dell’esplorazione.[4][7]

Organi sociali SSI: amministrazione, garanzie e volontariato

L’Assemblea dei Soci è l’organo sovrano e deliberativo. Il presidente esercita la rappresentanza legale. Il Consiglio Direttivo amministra l’associazione e attua gli indirizzi assembleari. Il Regolamento stabilisce otto consiglieri eletti e la nomina interna di vicepresidente, segretario e tesoriere.[5][7]

Il Collegio dei Probiviri esamina le questioni disciplinari e le presunte violazioni delle norme associative. L’Organo di Controllo vigila sulla legalità, sulla corretta amministrazione e sull’assetto economico-contabile. Sono funzioni distinte, entrambe comprese nel rinnovo delle cariche 2027-2029.[3][7]

Il volontariato sostiene numerose attività associative, comprese Commissioni e redazioni. Statuto e Regolamento prevedono un registro dei volontari e la loro assicurazione. Disciplinano inoltre i rimborsi delle spese documentate e la gestione delle risorse. Queste regole collegano l’impegno personale alla continuità organizzativa necessaria per formazione, ricerca, documentazione e tutela del sottosuolo.[5][7]


Fonti
[1] Raduno Internazionale di Speleologia 2026 | Costacciaro https://radunocostacciaro.it/
[2] Costacciaro 2026, programma online: quattro giorni di … https://www.scintilena.com/costacciaro-2026-programma-online-quattro-giorni-di-speleologia-e-171-eventi-50-gli-incontri-di-spritz-blitz-scintilens/10/14/
[3] Società Speleologica Italiana: aperte le candidature per il rinnovo delle cariche 2027-2029 – Scintilena https://www.scintilena.com/societa-speleologica-italiana-aperte-le-candidature-per-il-rinnovo-delle-cariche-2027-2029/08/17/
[4] Attività – SSI https://speleo.it/site/attivita/
[5] Statuto – SSI https://speleo.it/site/statuto/
[6] Modulistica SSI – download area – SSI https://speleo.it/site/modulistica/
[7] Il Regolamento – SSI https://speleo.it/site/regolamento/
[8] 75 anni della Società Speleologica Italiana: storia e ruolo nella … https://www.scintilena.com/75-anni-della-societa-speleologica-italiana-storia-e-ruolo-nella-speleologia-e-tutela-ambientale/06/25/
[9] Riorganizzazione della Società Speleologica Italiana – Scintilena https://www.scintilena.com/riorganizzazione-della-societa-speleologica-italiana-nuove-priorita-e-progetti/01/01/
[10] Speleologia e Sicurezza: La Nuova Stagione della Società … https://www.scintilena.com/speleologia-e-sicurezza-la-nuova-stagione-della-societa-speleologica-italiana/01/22/
[11] Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali (SSI ETS) https://www.scintilena.com/docs/commissione-nazionale-catasto-cavita-naturali/
[12] Corso SSI sulla documentazione speleologica: archivi, OPAC e … https://www.scintilena.com/corso-ssi-sulla-documentazione-speleologica-archivi-opac-e-ricerca-bibliografica/04/27/
[13] Patrocinio SSI per eventi di speleologia: come richiedere il sostegno … https://www.scintilena.com/patrocinio-ssi-per-eventi-di-speleologia-come-richiedere-il-sostegno-della-societa-speleologica-italiana-ets/06/23/
[14] Torna il Premio Speleologico Internazionale Giovanni Badino https://www.scintilena.com/torna-il-premio-speleologico-internazionale-giovanni-badino-candidature-aperte-per-la-terza-edizione/06/03/
[16] Homepage – SSI https://speleo.it/site/
[17] Home page [www.speleo.fvg.it] https://www.speleo.fvg.it/
[18] Grotte di Pertosa-Auletta, la scuola entra nella montagna: scienze e archeologia nello stesso viaggio – Scintilena https://www.scintilena.com/grotte-di-pertosa-auletta-la-scuola-entra-nella-montagna-scienze-e-archeologia-nello-stesso-viaggio/10/15/
[19] ‘Stillicidio’ arriva al numero 4: esplorazioni, memoria e cultura speleologica narratae dal Gruppo Triestino Speleologi https://www.scintilena.com/stillicidio-arriva-al-numero-4-esplorazioni-memoria-e-cultura-speleologica-dal-gruppo-triestino-speleologi/10/13/
[20] Bat Week 2026: dal 24 al 31 ottobre i pipistrelli al centro della tutela delle grotte – Scintilena https://www.scintilena.com/bat-week-2026-dal-24-al-31-ottobre-i-pipistrelli-al-centro-della-tutela-delle-grotte/10/15/
[21] Recuperanti di Montagne, dalle grotte ripulite a un piano contro i rifiuti sull’Altopiano https://www.scintilena.com/recuperanti-di-montagne-dalle-grotte-ripulite-a-un-piano-contro-i-rifiuti-sullaltopiano/10/17/
[22] Quasi senza fine premiato a Málaga: il Buco del Castello e la … https://www.scintilena.com/quasi-senza-fine-premiato-a-malaga-il-buco-del-castello-e-la-memoria-del-soccorso-speleologico/10/14/
[23] Scintilena – Una luce nel buio – il giornale quotidiano della … https://www.scintilena.com/
[24] “Stillicidio” arriva al numero 4: il Gruppo Triestino Speleologi narra esplorazioni, memoria e cultura speleologica – Scintilena https://www.scintilena.com/stillicidio-gruppo-triestino-speleologi/10/13/
[25] Livorno, 7 febbraio 2026 https://www.unibs.it/sites/default/files/2026-02/Premio%20RODOLFO%20GIANNOTTI%2031-12-2026.pdf
[26] Digital Commons @ Univ ersity of Digital Commons @ Univ ersity of South Florida South Florida SSI news: Notiziario della Società Speleologica Italiana SSI news: Notiziario della Società Speleologica Italiana https://digitalcommons.usf.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1021&context=ssi_news
[27] SSI news: Notiziario della Società Speleologica Italiana https://digitalcommons.usf.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1003&context=ssi_news
[28] Speleologia, torna il concorso “Rilievo: tra arte e tecnica” 2026 https://radunocostacciaro.it/speleologia-torna-il-concorso-rilievo-tra-arte-e-tecnica-2026/
[29] International Speleology Meeting Costacciaro 2026 https://www.eurospeleo.eu/event/international-speleology-meeting-costacciaro-2026-in-italy/
[30] Società Speleologica Italiana https://www.speleo.it/
[31] Events from October 17 – May 14, 2027 – European … https://www.eurospeleo.eu/events/
[32] Costacciaro 2026 accende i motori: online la piattaforma per … https://www.scintilena.com/costacciaro-2026-accende-i-motori-online-la-piattaforma-per-partecipare-al-raduno-internazionale-di-speleologia/03/17/
[33] Programma Eventi | Raduno Internazionale di Speleologia 2026 https://radunocostacciaro.it/programma/
[34] Costacciaro ospita la nuova Biblioteca FUGS https://www.scintilena.com/costacciaro-ospita-la-nuova-biblioteca-del-catasto-speleologico-fugs/05/20/

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Recuperanti di Montagne, dalle grotte ripulite a un piano contro i rifiuti sull’Altopiano

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Recuperanti di Montagne e bonifica ambientale: il bando veneto da 577 mila euro apre la strada a interventi coordinati nei Sette Comuni

Un piano condiviso per rimuovere i rifiuti abbandonati nei boschi, nei pascoli e nelle cavità dell’Altopiano dei Sette Comuni. È la proposta rivolta all’Unione Montana e alle amministrazioni locali da un intervento pubblicato il 16 ottobre 2026 su 7 Comuni Online. Al centro figura il coinvolgimento dei Recuperanti di Montagne – Terzo Patrimonio, associazione che dal 2015 organizza interventi di pulizia in zone impervie e ambienti sotterranei. La proposta collega questa esperienza alle risorse regionali disponibili per la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti abbandonati. [web:6][web:39]

La Regione del Veneto ha destinato alla misura 577.000 euro. La scadenza per presentare le richieste è il 30 ottobre 2026. L’obiettivo del finanziamento è sostenere i Comuni nella gestione di un problema che interessa anche territori difficili da raggiungere. [web:34]

Recuperanti di Montagne e bando Veneto: la proposta per i Sette Comuni

Il bando regionale costituisce il riferimento economico dell’iniziativa proposta per l’Altopiano. Secondo le condizioni riportate da 7 Comuni Online, il contributo può coprire fino all’80% delle spese sostenute dai Comuni. Il limite indicato è di 80.000 euro per progetto. [web:6]

L’appello invita le amministrazioni a costruire una programmazione comune. La conoscenza del territorio maturata dai Recuperanti di Montagne potrebbe contribuire a individuare i siti, documentarne le condizioni e organizzare gli interventi. Il percorso proposto comprende mappatura delle microdiscariche, coordinamento logistico e sensibilizzazione di residenti e visitatori. Il conferimento dei materiali resterebbe collegato ai servizi di gestione e smaltimento autorizzati. [web:6]

Il finanziamento regionale e la proposta locale hanno funzioni distinte. Il primo mette a disposizione risorse pubbliche. La seconda indica una possibile collaborazione tra enti e volontariato, valorizzando un’attività già radicata sul territorio. [web:6][web:34]

Bonifica della Grotta di Fiara: l’esperienza dei Recuperanti di Montagne

La Grotta di Fiara rappresenta uno degli interventi più articolati condotti dall’associazione. La cavità si trova nel territorio di Gallio, su un fondo di proprietà del Comune di Rotzo. Questa distinzione chiarisce il ruolo dell’amministrazione di Rotzo nelle operazioni e nella logistica. [web:28]

Il 7 e l’8 settembre 2024 furono recuperati 45 sacchi di rifiuti. Il resoconto firmato da Claudio Barbato registra 29 partecipanti e 464 ore complessive di lavoro volontario. Tra i materiali rimossi figuravano resti di circa trenta pecore, un cranio bovino e un altro attribuito a un cavallo o a un asino. Furono recuperati anche plastica, vetro, ferro e batterie. [web:29]

La pulizia proseguì nel settembre 2025. Scintilena ha successivamente riportato la conclusione dell’intervento, insieme all’assegnazione all’associazione del riconoscimento «L’Altopianese dell’anno 2025». La vicenda di Fiara riunisce le principali componenti del lavoro dei Recuperanti di Montagne: organizzazione, competenze speleologiche, gestione dei rifiuti e collaborazione istituzionale. [web:10]

Tutela delle acque carsiche e rifiuti nelle grotte dell’Altopiano

L’interesse per queste operazioni non riguarda soltanto l’aspetto dei luoghi. Le grotte appartengono a un sistema idrico sotterraneo. Negli acquiferi carsici, fratture e condotti possono facilitare il trasferimento dei contaminanti dalla superficie al sottosuolo. La letteratura scientifica considera per questo essenziali la prevenzione delle sorgenti d’inquinamento e il monitoraggio delle acque. [web:23]

A Fiara, durante la campagna del 2024, furono raccolti campioni destinati ad analisi chimiche, microbiologiche ed ecotossicologiche. La rimozione dei rifiuti si affiancò quindi a un’attività conoscitiva sulle condizioni dell’ambiente ipogeo. [web:29]

Recuperanti di Montagne, volontariato e continuità della bonifica ambientale

La collaborazione proposta per i Sette Comuni si inserisce in una storia di interventi già documentati. Nel 2021, a Contrada Bosco di Asiago, l’associazione organizzò la rimozione di circa 500 chilogrammi di rifiuti da una galleria della Prima guerra mondiale. Nella stessa giornata furono ripulite altre due località vicine. [web:8]

Il passaggio verso una programmazione territoriale condivisa punta a dare continuità a queste azioni. La proposta pubblicata il 16 ottobre mette insieme conoscenza dei siti, risorse regionali e responsabilità amministrative. La scadenza del 30 ottobre definisce il termine per le richieste al bando, mentre il lavoro dei Recuperanti di Montagne offre un’esperienza concreta su cui costruire la collaborazione. [web:6][web:34]

Relazione di approfondimento sulle attività dei Recuperanti di Montagne – Terzo Patrimonio

Recuperanti di Montagne: origine dell’associazione e radicamento nell’Altopiano

I Recuperanti di Montagne – Terzo Patrimonio sono attivi dal 2015, anno indicato come fondazione dell’associazione. Il loro ambito d’intervento comprende discariche abusive e accumuli di rifiuti in zone impervie dell’Altopiano dei Sette Comuni. Già nel maggio 2022 l’associazione riferiva di avere ripulito una decina di discariche di questo tipo. Si tratta di un bilancio riferito a quella data, utile a descrivere il percorso precedente alla campagna di Fiara. [web:39]

Il nome richiama una figura storica del territorio: il recuperante che cercava ferro e materiali lasciati dalla Grande Guerra. L’associazione riprende quel riferimento legato alla frequentazione della montagna e lo orienta verso la tutela ambientale. L’attività contemporanea riguarda la rimozione dei rifiuti, non la raccolta di residuati bellici. [web:10]

Recuperanti di Montagne e censimento delle discariche abusive

La rimozione dei rifiuti è preceduta dalla conoscenza dei luoghi. Nel 2021 Scintilena riportava circa un centinaio di siti inquinati catalogati negli anni e progressivamente affrontati. Il dato descrive il patrimonio di segnalazioni e ricognizioni allora disponibile, non il numero delle bonifiche già concluse. [web:8]

Questa distinzione aiuta a comprendere la dimensione dell’attività. Un sito individuato può richiedere sopralluoghi, verifiche sulle condizioni di accesso, interlocuzioni con gli enti e organizzazione dei trasporti. Il caso di Fiara mostra quanto la preparazione possa incidere sui tempi complessivi. L’intervento era già stato annunciato per il giugno 2022, ma fu rinviato per questioni burocratiche ancora da risolvere. [web:39]

La proposta dell’ottobre 2026 valorizza proprio questa conoscenza territoriale. La mappatura delle criticità costituisce uno dei collegamenti indicati tra il lavoro associativo e l’eventuale programmazione dei Comuni. Il censimento assume così una funzione operativa: permette di passare dalla segnalazione del problema all’organizzazione di progetti localizzati. [web:6]

Bonifica di Contrada Bosco: rifiuti in una galleria della Grande Guerra

L’intervento di Contrada Bosco, nel territorio di Asiago, documenta l’impegno anche nelle cavità artificiali. Nell’ottobre 2021 i Recuperanti di Montagne organizzarono la pulizia di una galleria militare della Prima guerra mondiale. Parteciparono speleologi appartenenti a gruppi vicentini. [web:8]

Dalla cavità uscirono circa 500 chilogrammi di materiali. Il resoconto cita taniche di olio esausto, pneumatici, elettrodomestici, fiale di farmaci e un sedile d’auto. Segnala inoltre la presenza di eternit. Una parte consistente dei rifiuti risaliva agli anni Ottanta e Novanta. Il deposito raccontava quindi un uso prolungato del sottosuolo come luogo di abbandono. [web:8]

La cronaca registra una segnalazione ai Carabinieri e il deposito provvisorio dei materiali in attesa del recupero da parte della ditta incaricata della raccolta. Il lavoro non terminava all’uscita della galleria. Comprendeva il raccordo con la gestione esterna dei rifiuti. Nella medesima giornata furono ripulite altre due località vicine. [web:8]

Grotta di Fiara: dall’esplorazione speleologica alla preparazione della pulizia

La Grotta di Fiara era stata esplorata dal Gruppo Speleologico Settecomuni circa quarant’anni prima dell’intervento del 2024. Nel resoconto delle operazioni, uno degli esploratori ricordava che la cavità era pulita al tempo delle prime visite. Il successivo accumulo di carcasse e altri materiali aveva trasformato l’ambiente. [web:29]

La preparazione della pulizia precede di diversi anni l’ingresso operativo dei volontari. Un video dell’interno era già stato realizzato nell’agosto 2020. Nel 2022 venne annunciata una giornata di bonifica in coincidenza con la Giornata mondiale dell’ambiente, poi rinviata. Nel settembre 2024 il progetto arrivò alla fase di recupero dei rifiuti. [web:39][web:29]

La cavità si trova nel comune di Gallio, mentre il fondo appartiene al Comune di Rotzo. Nel percorso organizzativo intervennero quindi aspetti territoriali, patrimoniali e amministrativi. La ricostruzione pubblicata nel 2025 descrive il sostegno del Comune di Rotzo e dei Carabinieri Forestali di Asiago, insieme al contributo documentale del CAI e della Società Speleologica Italiana. [web:28]

Bonifica della Grotta di Fiara nel 2024: persone, attrezzature e organizzazione

Le operazioni del 7 e 8 settembre 2024 richiesero attività sia in superficie sia nel sottosuolo. All’ingresso fu rimosso un tronco caduto. Seguirono il disgaggio, la sistemazione di una recinzione e l’installazione di un verricello a bandiera. L’attrezzatura serviva a sollevare i big bag con i sacchi di rifiuti. [web:29]

Il resoconto delle due giornate elenca verricello, gruppo elettrogeno, corde, impalcatura, motosega, badili, picconi, leve, sacchi, big bag e pickup. Questa dotazione descrive un cantiere organizzato, nel quale il recupero verticale rappresentava soltanto una delle lavorazioni. La movimentazione proseguiva all’esterno, fino al punto di raccolta. [web:29]

I volontari si distribuirono tra mansioni differenti:

  • recupero e insaccamento dei materiali all’interno della grotta;
  • sollevamento dei carichi e ricezione in superficie;
  • separazione dei rifiuti recuperati;
  • trasporto dei sacchi al punto di raccolta;
  • gestione dei pasti e della logistica del campo. [web:29]

Il bilancio pubblicato da Claudio Barbato indica 29 partecipanti, 45 sacchi recuperati e 464 ore complessive di lavoro gratuito. Il Comune di Rotzo fornì quasi interamente cibo e bevande per circa trenta persone e tre pasti. Il sostegno logistico consentì di affiancare il lavoro sotterraneo alle attività esterne. [web:29]

Recuperanti di Montagne e collaborazione tra gruppi speleologici

La campagna di Fiara coinvolse una rete di gruppi, non soltanto i soci dell’associazione organizzatrice. Il resoconto del 2024 elenca GS Settecomuni, Gruppo Grotte Trevisiol, Gruppo Grotte Giara Modon di Valstagna, Gruppo Grotte Treviso, Gruppo Grotte Valdagno, Club Speleologico Proteo, Gruppo Speleologico Padovano CAI e Gruppo Speleologico Sacile. [web:29]

La presenza di più realtà mise in relazione conoscenza locale e capacità tecniche. Alla componente speleologica si affiancarono cittadini e volontari impegnati in superficie. Il modello consentiva una partecipazione differenziata: chi non entrava in grotta contribuiva alla selezione, al trasporto e alla logistica. [web:29]

Anche il programma del settembre 2025 prevedeva una collaborazione con il Gruppo Grotte Gastone Trevisiol CAI Vicenza e altri gruppi veneti e friulani. I Recuperanti di Montagne assicuravano vitto e materiali collettivi. L’organizzazione associativa svolgeva quindi una funzione di raccordo tra squadre, attrezzature e permanenza sul posto. [web:12]

Rifiuti animali, documentazione e rapporti con i Carabinieri Forestali

La presenza di resti animali rese la pulizia di Fiara diversa da una comune raccolta di rifiuti escursionistici. I sacchi contenevano carcasse e ossa, insieme a materiali eterogenei. Il lavoro richiedeva di gestire ciò che risaliva dalla cavità e di separarlo in superficie. [web:29]

Durante la campagna del 2024 alcuni marchi auricolari identificativi degli animali furono consegnati ai Carabinieri Forestali di Asiago. Il resoconto riferisce anche la documentazione fotografica dei materiali estratti dal pozzo. La rimozione si accompagnò così alla conservazione di elementi utili alle verifiche delle autorità. [web:29]

Questo passaggio distingue i compiti dei soggetti coinvolti. I volontari svolgevano le operazioni organizzate di recupero. I Forestali ricevevano la documentazione e gli elementi identificativi. Il contributo dell’associazione riguardava quindi anche l’emersione e la registrazione di una situazione di degrado sotterraneo. [web:29]

Tutela delle acque carsiche: il significato scientifico delle bonifiche

Il collegamento tra rifiuti e acqua costituisce il fondamento ambientale di queste attività. La revisione scientifica di F. Ka?aro?lu, pubblicata nel 1999 su Water, Air, & Soil Pollution, descrive l’elevata vulnerabilità degli acquiferi carsici all’inquinamento. Tra le pressioni considerate figurano gli scarichi e lo smaltimento di rifiuti domestici, agricoli e industriali. [web:23]

Il sottosuolo carsico non è un contenitore isolato. La circolazione attraverso fratture e condotti mette in relazione settori diversi dell’acquifero. La conoscenza dei percorsi dell’acqua diventa quindi importante per comprendere anche il trasferimento dei contaminanti. Una sintesi pubblicata nel 2025 dall’American Geophysical Union richiama il ruolo dei tracciamenti, del monitoraggio e della modellazione di questi processi. [web:27]

Nel caso di Fiara, i campionamenti del 2024 furono destinati ad analisi chimiche, microbiologiche ed ecotossicologiche. La ricostruzione giornalistica dell’agosto 2025 riferisce che le analisi avevano confermato un forte inquinamento. La pulizia interveniva quindi su una situazione per la quale erano state raccolte anche informazioni sulla qualità dell’acqua. [web:29][web:28]

La letteratura collega la protezione degli acquiferi a più azioni complementari: conoscenza idrogeologica, controllo delle sorgenti d’inquinamento, monitoraggio e informazione pubblica. Il lavoro documentato dei Recuperanti di Montagne si colloca soprattutto nella rimozione dei depositi e nella sensibilizzazione, con un raccordo alle verifiche ambientali. [web:23][web:29][web:17]

Grotta di Fiara nel 2025 e riconoscimento all’impegno dei Recuperanti di Montagne

La prima campagna non esaurì il materiale presente nella cavità. L’associazione organizzò una nuova fase per il 6 e 7 settembre 2025, destinata a completare la pulizia. L’intervento confermava la necessità di tornare sullo stesso sito, anziché limitarsi a una singola giornata di raccolta. [web:28]

Nel gennaio 2026 Scintilena riportò la conclusione della pulizia avvenuta nel settembre precedente. La stessa notizia attribuiva al lavoro del 2025 altre 490 ore. Il dato rende visibile la consistenza della seconda fase e il proseguimento dell’impegno dopo l’operazione iniziale. [web:10]

All’associazione fu assegnato il riconoscimento «L’Altopianese dell’anno 2025». La notizia collegava il premio alla campagna di Fiara e alle altre azioni contro le discariche abusive. Il riconoscimento portava all’attenzione pubblica un’attività distribuita nel tempo, fatta di preparazione, interventi sul campo e relazioni con la comunità. [web:10]

Recuperanti di Montagne e divulgazione ambientale a Rotzo

L’attività associativa comprende incontri pubblici e restituzione dei risultati. Il 20 dicembre 2024, alla Casa della Cultura di Rotzo, i Recuperanti di Montagne presentarono fotografie e filmati a una cinquantina di cittadini. La serata affrontò le condizioni dei pascoli e dei boschi, il carsismo e la tutela delle sorgenti. [web:17]

Fu proiettato anche un filmato sulle giornate di pulizia di Fiara, realizzato da uno speleologo e speleosub vicentino. La documentazione consentiva di mostrare ambienti e operazioni normalmente poco visibili a chi non frequenta il sottosuolo. Il racconto dell’intervento diventava uno strumento di informazione territoriale. [web:17]

Questa attività collega l’esperienza tecnica alla prevenzione. La revisione scientifica sulla protezione degli acquiferi carsici comprende proprio la consapevolezza pubblica tra gli elementi di un sistema di tutela. Nel lavoro dell’associazione, incontri e immagini accompagnano la rimozione materiale dei rifiuti. [web:23][web:17]

Bonifica ambientale dell’Altopiano: il raccordo tra volontariato ed enti pubblici

Le esperienze di Contrada Bosco e Fiara mostrano una filiera composta da soggetti diversi. L’associazione organizza persone e competenze. I gruppi speleologici contribuiscono alle operazioni ipogee. Le amministrazioni sostengono aspetti organizzativi e territoriali. Le autorità ricevono segnalazioni e documentazione. I servizi incaricati intervengono nella gestione dei materiali raccolti. [web:8][web:29][web:28]

La proposta pubblicata il 16 ottobre 2026 porta questa collaborazione a una scala intercomunale. I tre elementi indicati sono l’individuazione delle microdiscariche, l’integrazione tra risorse pubbliche e lavoro volontario e il coinvolgimento della comunità. Il bando regionale offre il possibile sostegno economico; l’esperienza dei Recuperanti di Montagne fornisce conoscenza dei luoghi e precedenti operativi. [web:6]

Il passaggio da singoli interventi a una programmazione condivisa è il tema della proposta rivolta all’Unione Montana. Il patrimonio di attività già realizzate ne costituisce il punto di partenza: ricognizioni, recuperi in cavità naturali e artificiali, rapporti con gli enti, documentazione e divulgazione. [web:6][web:8][web:29][web:17]

Fonti giornalistiche, istituzionali e scientifiche

  1. 7 Comuni Online, 16 ottobre 2026 — «Un’opportunità per il territorio: l’Unione Montana dei Sette Comuni e i “Recuperanti di Montagne” uniscano le forze per pulire i nostri boschi».
    https://www.7comunionline.it/2026/10/16/altopiano-e-recuperanti-di-montagne-insieme-per-la-bonifica-ambientale/
  2. Regione del Veneto — «Rifiuti abbandonati, 577 mila euro ai Comuni per rimuoverli».
    https://www.regione.veneto.it/article-detail?articleId=14422328
  3. 7 Comuni Online, 28 maggio 2022 — «Recuperanti di Montagne: bonifica alla Grotta di Fiara per la Giornata Mondiale dell’Ambiente».
    https://www.7comunionline.it/2022/05/28/recuperanti-di-montagne-bonifica-alla-grotta-di-fiara-per-la-giornata-mondiale-dellambiente/
  4. Scintilena, 22 ottobre 2021 — «Asiago I Recuperanti di Montagne ripuliscono 500 kg di rifiuti da una cavità della Prima Guerra Mondiale».
    https://www.scintilena.com/asiago-i-recuperanti-di-montagne-ripuliscono-500-kg-di-rifiuti-da-una-cavita-della-prima-guerra-mondiale/10/22/
  5. Scintilena, 14 settembre 2024 — «Bonifica della Grotta di Fiara: Un Impegno Corale per l’Ambiente», con resoconto di Claudio Barbato.
    https://www.scintilena.com/bonifica-della-grotta-di-fiara-un-impegno-corale-per-lambiente/09/14/
  6. Scintilena, 24 dicembre 2024 — «La Bonifica della Grotta di Fiara: Incontro a Rotzo con la Verità sui Pascoli e Boschi dell’Altopiano dei Sette Comuni».
    https://www.scintilena.com/la-bonifica-della-grotta-di-fiara-incontro-a-rotzo-con-la-verita-sui-pascoli-e-boschi-dellaltopiano/12/24/
  7. 7 Comuni Online, 25 agosto 2025 — «Grotta di Fiara, i Recuperanti di Montagne tornano per completare la bonifica».
    https://www.7comunionline.it/2025/08/25/grotta-di-fiara-i-recuperanti-di-montagne-tornano-per-completare-la-bonifica/
  8. Scintilena, 2 settembre 2025 — «Grotta di Fiara pronta alla bonifica: i Recuperanti di Montagne tornano all’opera».
    https://www.scintilena.com/grotta-di-fiara-pronta-alla-bonifica-i-recuperanti-di-montagne-tornano-allopera/09/02/
  9. Scintilena, 6 gennaio 2026 — «Recuperanti di montagne premiati come Altopianese dell’anno per la tutela ambientale dell’Altopiano».
    https://www.scintilena.com/recuperanti-di-montagne-premiati-come-altopianese-dellanno-per-la-tutela-ambientale-dellaltopiano/01/06/
  10. Ka?aro?lu, F., 1999 — «Review of Groundwater Pollution and Protection in Karst Areas», Water, Air, & Soil Pollution, 113, 337–356. DOI: 10.1023/A:1005014532330.
    https://link.springer.com/article/10.1023/A:1005014532330
  11. Eos, American Geophysical Union, 22 luglio 2025 — «Groundwater Pollution in Karst Regions: Toward Better Models».
    https://eos.org/editors-vox/groundwater-pollution-in-karst-regions-toward-better-models

Recuperanti di montagne

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Grotta Maria Colombo, dal fango riemergono ceramiche di 3.900 anni fa

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A Montesano sulla Marcellana, la Grotta Maria Colombo restituisce reperti del Bronzo Antico. Gli scavi dell’agosto 2026 proseguono una storia di esplorazioni iniziata nel 2007.

La Grotta Maria Colombo torna al centro delle ricerche sulla preistoria del Vallo di Diano.

La campagna archeologica condotta nell’agosto 2026 ha restituito concentrazioni di grandi frammenti ceramici, riferibili al Bronzo Antico, circa 3.900 anni fa.

I reperti provengono dalla cavità di località Pattano, nel territorio di Montesano sulla Marcellana, in provincia di Salerno. Le indagini hanno permesso di liberare l’accesso alla sala principale, ostruito da materiali di crollo e da una frana fangosa.[1]

Il ritrovamento amplia la documentazione sulla principale fase di frequentazione della grotta. L’interpretazione proposta dai ricercatori collega questa presenza umana a una possibile funzione funeraria e cultuale. Lo studio delle ceramiche e dei resti ossei costituirà il passaggio successivo della ricerca.[2]

Gli scavi nella Grotta Maria Colombo e il recupero dei reperti

La campagna del 2026 ha affrontato un ostacolo concreto alla prosecuzione delle indagini. Uno strato derivato dal crollo della volta e un accumulo fangoso impedivano l’accesso alla sala principale. La rimozione di questi materiali ha consentito di recuperare nuove concentrazioni ceramiche. I frammenti, di grandi dimensioni, sono stati attribuiti alla fase del Bronzo Antico già riconosciuta nel sito.[1][2]

L’intervento si inserisce in un percorso avviato dopo la scoperta della cavità nel 2007. Tra il 2013 e il 2015 erano state eseguite attività di rilievo topografico e indagini stratigrafiche. La nuova campagna riprende quindi un lavoro che comprende documentazione degli ambienti sotterranei e ricerca archeologica.[1]

Per il pubblico speleologico, la vicenda mostra il legame tra conoscenza della grotta e studio delle sue frequentazioni antiche. La restituzione degli spazi interni alla ricerca ha coinciso, in questo caso, con il recupero di ulteriori testimonianze materiali.[2]

Bronzo Antico e possibile uso funerario della Grotta Maria Colombo

La datazione a circa 3.900 anni fa riguarda la principale fase di presenza umana riconosciuta nella Grotta Maria Colombo. È a questa frequentazione che vengono ricondotti i nuovi frammenti. La lettura funeraria e cultuale rappresenta l’ipotesi di lavoro indicata per il sito.[1][2]

Le ceramiche saranno studiate insieme ai resti ossei recuperati. Le analisi, affidate alla Sapienza Università di Roma e al Museo delle Civiltà, approfondiranno le modalità di utilizzo della cavità. L’obiettivo è ricostruire il rapporto tra i materiali rinvenuti e le attività svolte al suo interno.[2]

Grotta Maria Colombo: gli enti coinvolti nella ricerca archeologica

Le attività si sono svolte in regime di concessione del Ministero della Cultura. A realizzarle è stata l’Associazione O.R.T.A. ETS, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino. Il Comune di Montesano sulla Marcellana ha sostenuto la ripresa delle indagini.[2]

Il coordinamento scientifico è stato affidato al Dipartimento SARAS della Sapienza Università di Roma, con Federico Nomi come referente. Il progetto ha coinvolto anche il Department of Anthropology della University of Michigan e il Servizio di Bioarcheologia del Museo delle Civiltà. La collaborazione riunisce competenze archeologiche e bioarcheologiche nello studio del deposito sotterraneo.[2]

La Grotta Maria Colombo nella preistoria del Vallo di Diano

Il sito si trova non lontano dal fiume Calore, nell’area meridionale di confine tra Campania e Basilicata. La Grotta Maria Colombo appartiene a una rete di cavità del Vallo di Diano frequentate durante la preistoria e la protostoria. Le ricerche contribuiscono alla ricostruzione delle dinamiche di popolamento di questo territorio.[2]

La prospettiva comprende anche la valorizzazione del patrimonio archeologico locale. Le attività nella grotta e negli altri siti sotterranei del Vallo di Diano potranno alimentare percorsi tematici dedicati alle frequentazioni antiche. Il passaggio immediato resta lo studio dei reperti recuperati nell’ultima campagna.[2]


Grotta Maria Colombo: storia delle esplorazioni e delle ricerche, dal 2007 agli scavi del 2026

Grotta Maria Colombo: due storie nel sottosuolo di Montesano

La storia della Grotta Maria Colombo si sviluppa su due piani temporali. Il primo riguarda la frequentazione preistorica, con una fase principale attribuita al Bronzo Antico. Il secondo comprende la scoperta moderna, la documentazione speleologica e le campagne archeologiche. Tra il rinvenimento della cavità nel 2007 e gli scavi dell’agosto 2026 trascorrono diciannove anni.[1]

Queste due vicende si incontrano nello studio del deposito. Le esplorazioni hanno portato la cavità all’attenzione della comunità speleologica. I successivi interventi hanno affrontato il rilievo degli ambienti, la stratigrafia e il recupero delle testimonianze umane. È in questo rapporto tra speleologia e archeologia che si colloca il percorso di ricerca del sito.[2][3][4]

La scoperta della Grotta Maria Colombo nel 2007

L’individuazione moderna della Grotta Maria Colombo risale al 2007 ed è attribuita al Gruppo Speleologico Leccese ’Ndronico. La scoperta avviene in località Pattano, nel territorio di Montesano sulla Marcellana. La cavità entra così nel percorso delle esplorazioni speleologiche dell’area del Vallo di Diano.[3]

Il 2007 costituisce il riferimento iniziale della storia contemporanea del sito. La presenza umana antica appartiene a una cronologia molto precedente. Le ceramiche oggi attribuite al Bronzo Antico documentano infatti una frequentazione risalente a circa 3.900 anni fa. La scoperta speleologica ha aperto la strada alla conoscenza moderna di questo archivio sotterraneo.[1][3]

La ricostruzione delle ricerche deve quindi tenere insieme due processi distinti. Da una parte vi è il riconoscimento della cavità come ambiente da esplorare e documentare. Dall’altra si sviluppa l’indagine sulle tracce lasciate dalle comunità preistoriche. Le tappe successive mostrano il progressivo incontro tra questi ambiti.[2][3]

La Grotta Maria Colombo nella letteratura speleologica del 2012

Un riferimento nella storia della divulgazione speleologica compare nel dicembre 2012. Il numero 45 di «Talp», periodico della Federazione Speleologica Toscana, comprende il contributo «Grotta Maria Colombo, Salerno, Campania», firmato da V. Cossio. Il sommario lo colloca a pagina 4, nella sezione «Notizie. Appendici Carsiche».[5]

La scheda dell’archivio online identifica l’autore come Vittorio Cossio. La pubblicazione documenta la circolazione della notizia della grotta nell’ambiente speleologico alcuni anni dopo la scoperta.[6]

Il riferimento del 2012 è una tappa editoriale riconoscibile nella vicenda del sito. Precede il ciclo di attività topografiche e stratigrafiche che le comunicazioni sulla campagna 2026 collocano tra il 2013 e il 2015. La sequenza comprende quindi scoperta, comunicazione speleologica e successivo sviluppo delle indagini archeologiche.[2][5]

Rilievi e ricerche nella Grotta Maria Colombo tra il 2013 e il 2015

Tra il 2013 e il 2015 vengono effettuate le prime attività di rilievo topografico e di indagine stratigrafica richiamate nella ricostruzione delle ricerche. È una fase centrale per il passaggio dalla scoperta allo studio organizzato della cavità. La documentazione riguarda sia gli ambienti sotterranei sia il deposito archeologico.[1][2]

Rilievo e stratigrafia rappresentano due componenti complementari di questo lavoro. Il primo affronta la descrizione spaziale della grotta. La seconda riguarda la successione dei depositi e il contesto dei materiali. Nel percorso della Grotta Maria Colombo, entrambe precedono la ripresa degli scavi del 2026.[2]

La campagna più recente si collega espressamente a queste ricerche. Il ritorno nella cavità non coincide quindi con una nuova scoperta del sito, ma con la prosecuzione delle indagini. I nuovi reperti ampliano la documentazione della principale fase di frequentazione già individuata.[1][2]

Crolli e fango nella storia esplorativa della Grotta Maria Colombo

La conformazione e le trasformazioni interne della cavità hanno inciso sul lavoro degli studiosi. L’accesso alla sala principale era stato ostruito da materiali provenienti dal crollo della volta e da una frana fangosa. La campagna del 2026 ha dovuto affrontare questa condizione prima di proseguire le indagini nell’ambiente principale.[1]

Questo passaggio lega direttamente la storia dell’esplorazione a quella dello scavo. Per raggiungere nuovamente gli spazi interni è stato necessario intervenire sui depositi che ne impedivano l’accesso. Durante la rimozione sono emerse concentrazioni di frammenti ceramici di grandi dimensioni.[2]

Il recupero archeologico è dunque avvenuto nel quadro di un intervento che riguardava anche la percorribilità della grotta. La notizia dei reperti non è separata dalla storia fisica della cavità. Crolli e accumuli fangosi costituiscono parte del contesto affrontato dai ricercatori.[1][2]

Agosto 2026: la ripresa degli scavi nella Grotta Maria Colombo

La nuova campagna si svolge nell’agosto 2026, con una concessione del Ministero della Cultura. L’Associazione O.R.T.A. ETS opera insieme alla Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino. Il Comune di Montesano sulla Marcellana sostiene la ripresa delle attività.[2]

La responsabilità del coordinamento scientifico è affidata al Dipartimento SARAS della Sapienza, con Federico Nomi come referente. Partecipano il Department of Anthropology della University of Michigan e il Servizio di Bioarcheologia del Museo delle Civiltà. La ricerca assume così una struttura che collega attività sul campo e studio specialistico dei materiali.[2]

L’intervento produce due risultati strettamente connessi. Viene liberato l’accesso alla sala principale e vengono recuperate nuove concentrazioni ceramiche. L’attribuzione al Bronzo Antico le inserisce nella principale fase di frequentazione della Grotta Maria Colombo.[1]

La Soprintendenza presenta la notizia sul proprio sito il 12 ottobre 2026. Il 14 ottobre il ritrovamento viene ripreso dall’ANSA e da diverse testate territoriali. Alla fase di scavo estiva segue quindi la comunicazione pubblica dei risultati, nel corso dell’autunno.[1][2][7]

Ceramiche e resti ossei: la ricerca sulla Grotta Maria Colombo prosegue

La storia delle indagini continua con lo studio dei reperti. Le ceramiche e i resti ossei saranno analizzati dalla Sapienza e dal Museo delle Civiltà. È su questi materiali che si concentra il successivo approfondimento delle modalità di frequentazione.[2]

L’ipotesi funeraria e cultuale collega il sito alle pratiche delle comunità del Bronzo Antico. La sua formulazione mantiene distinta l’attribuzione cronologica dei frammenti dall’interpretazione delle attività svolte nella cavità. I reperti vengono riferiti alla fase di circa 3.900 anni fa; l’utilizzo rituale costituisce la lettura da approfondire attraverso le analisi.[1][2]

Per la storia esplorativa questo significa un ampliamento degli obiettivi. Alla conoscenza degli ambienti si affianca la ricostruzione dei comportamenti umani. La Grotta Maria Colombo viene studiata non soltanto come cavità naturale, ma anche come luogo frequentato dalle popolazioni preistoriche del territorio.[2]

Cronologia delle esplorazioni e delle ricerche nella Grotta Maria Colombo

  • 2007: scoperta moderna della cavità, attribuita al Gruppo Speleologico Leccese ’Ndronico.[3]
  • Dicembre 2012: pubblicazione del contributo di V. Cossio sulla Grotta Maria Colombo nel numero 45 di «Talp».[5]
  • 2013–2015: attività di rilievo topografico e indagini stratigrafiche.[1]
  • Agosto 2026: nuova campagna di scavo; rimozione dei materiali di crollo e della frana fangosa; recupero delle concentrazioni ceramiche del Bronzo Antico.[2]
  • 12 ottobre 2026: pubblicazione della notizia dei ritrovamenti sul sito della Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino.[7]
  • 14 ottobre 2026: diffusione dei risultati attraverso ANSA e stampa territoriale.[1][2]
  • Prosecuzione della ricerca: studio delle ceramiche e analisi dei resti ossei a cura della Sapienza e del Museo delle Civiltà.[2]

La Grotta Maria Colombo e la valorizzazione del Vallo di Diano

La vicenda della cavità di Pattano appartiene a una ricerca territoriale più ampia. Nel Vallo di Diano sono presenti altre grotte frequentate durante la preistoria e la protostoria. Lo studio di questi contesti contribuisce alla conoscenza delle forme di popolamento e dell’uso degli ambienti sotterranei.[2]

Le prospettive indicate comprendono percorsi di valorizzazione, anche tematici, del patrimonio archeologico locale. La sequenza avviata nel 2007 trova così continuità nelle attività di ricerca e nella futura restituzione pubblica delle conoscenze. La base di questo lavoro resta costituita dagli ambienti documentati, dai depositi indagati e dai materiali recuperati.[2]

Fonti consultate per l’articolo e la relazione

  1. Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, «Nuovi ritrovamenti archeologici nella Grotta Maria Colombo di Montesano sulla Marcellana (SA)», notizia del 12 ottobre 2026 visibile nella pagina istituzionale.[7]
    https://sabap-saav.cultura.gov.it/
  2. ANSA, «Nuovi reperti archeologici nella Grotta Maria Colombo», 14 ottobre 2026.[1]
    https://www.ansa.it/campania/notizie/2026/10/14/nuovi-reperti-archeologici-nella-grotta-maria-colombo_98784d89-4470-4c02-b471-b84e922f7f60.html
  3. Ondanews, «Frammenti risalenti a circa 3900 anni fa legati ai riti funebri ritrovati nella Grotta Maria Colombo a Montesano», 14 ottobre 2026.[2]
    https://www.ondanews.it/frammenti-risalenti-a-circa-3900-anni-fa-legati-ai-riti-funebri-ritrovati-nella-grotta-maria-colombo-a-montesano/
  4. Federazione Speleologica Toscana, sommario di «Talp 45 – Dicembre 2012», con il contributo di V. Cossio sulla Grotta Maria Colombo.[5]
    https://www.speleotoscana.it/2012/12/28/talp-45-dicembre-2012/
  5. Archivio TALP Online, scheda e indicizzazione del contributo «Grotta Maria Colombo (Salerno – Campania)».[4][6]
    http://www.speleotoscana.it/talp_online/talp-online/grotta-maria-colombo-salerno-campania/
    http://www.speleotoscana.it/talp_online/tag/grotta-maria-colombo/
  6. Stile Arte, «Ma cosa c’è, lì sotto? Nuove scoperte nella grotta in provincia di Salerno…», 13 ottobre 2026; riferimento per l’attribuzione della scoperta al Gruppo Speleologico Leccese ’Ndronico.[3]
    https://www.stilearte.it/grotta-maria-colombo-ceramiche-bronzo-antico/

Fonti
[1] Nuovi reperti archeologici nella Grotta Maria Colombo https://www.ansa.it/campania/notizie/2026/10/14/nuovi-reperti-archeologici-nella-grotta-maria-colombo_98784d89-4470-4c02-b471-b84e922f7f60.html
[2] Frammenti risalenti a circa 3900 anni fa legati ai riti funebri ritrovati nella Grotta Maria Colombo a Montesano https://www.ondanews.it/frammenti-risalenti-a-circa-3900-anni-fa-legati-ai-riti-funebri-ritrovati-nella-grotta-maria-colombo-a-montesano/
[3] Ma cosa c’è, lì sotto? Nuove scoperte nella grotta in provincia di Salerno, dove nell’Età del Bronzo si viveva tra riti, morti e quotidianità. Cosa stanno trovando gli archeologi https://www.stilearte.it/grotta-maria-colombo-ceramiche-bronzo-antico/
[4] Talp 45 Dicembre 2012, Grotta Maria Colombo (Salerno – Campania) http://www.speleotoscana.it/talp_online/talp-online/grotta-maria-colombo-salerno-campania/
[5] Talp 45 – Dicembre 2012 – – Federazione Speleologica Toscana https://www.speleotoscana.it/2012/12/28/talp-45-dicembre-2012/
[6] TALP Online » Grotta Maria Colombo http://www.speleotoscana.it/talp_online/tag/grotta-maria-colombo/
[7] Soprintendenza ABAP – Salerno e Avellino https://sabap-saav.cultura.gov.it/
[9] NEOTROPICAL ALIEN MAMMALS: a data set of occurrence and abundance of alien mammals in the Neotropics. https://esajournals.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/ecy.3115
[10] Grotta Maria Colombo: emersi frammenti ceramici di 3.900 anni fa https://it.blastingnews.com/cultura-spettacoli/2026/10/grotta-maria-colombo-emersi-frammenti-ceramici-di-3900-anni-fa-004184885.html
[11] Archeologia dell’edilizia storica e costruzione del documento archeologico. Problemi di popolamento mediterraneo. I. Un’archeologia del costruito per la storia del territorio medievale https://www.openaccessrepository.it/record/61640/files/fulltext.pdf
[12] Montesano sulla Marcellana, nuovi reperti nella Grotta Maria … https://www.occhiodisalerno.it/article/montesano-sulla-marcellana-nuovi-ritrovamenti-archeologici-nella-grotta-maria-colombo/W9UAZ5OC-a
[13] L’archeologia dell’architettura in Italia nell’ultimo quinquennio (1997-2001) https://arqarqt.revistas.csic.es/index.php/arqarqt/article/download/3/3
[14] Montesano sulla Marcellana, scoperta archeologica nella … https://www.infocilento.it/montesano-sulla-marcellana-scoperta-archeologica-nella-grotta-maria-colombo-la-soddisfazione-del-sindaco-rinaldi/
[15] ‘Corredi emergenti’ e ‘ossicini pertinenti’ https://edizionicafoscari.unive.it/libri/978-88-6969-390-8/corredi-emergenti-e-ossicini-pertinenti/
[16] Comunicazione e didattica archeologica in scavi aperti e non ultimati: spunti di riflessione dalla Casa delle bestie ferite (Aquileia) https://www.uco.es/ucopress/ojs/index.php/anarcor/article/download/12449/11128
[17] Analisi antropologica dei reperti osteologici tardo-antichi provenienti dal contesto ipogeico di Licata. L’ipogeo Zirafi-settore G ? Licata (Sicilia) https://riviste.fupress.net/index.php/aae/article/download/2361/1566
[18] Grotta Maria Colombo, ceramiche di 3.900 anni a Montesano https://www.sbircialanotizia.it/articoli/2026/10/15/grotta-maria-colombo-6r0r7/
[19] Montesano, nuove scoperte alla Grotta Maria Colombo. Emersi … https://www.105tv.it/montesano-nuove-scoperte-alla-grotta-maria-colombo-emersi-resti-del-bronzo-antico/
[20] Montesano sulla Marcellana Archivi – Vallo Più https://vallopiu.it/category/paesi/montesano-sulla-marcellana/
[21] A Montesano sulla Marcellana ritrovati reperti di ceramica … https://www.lamoneta.it/topic/244993-a-montesano-sulla-marcellana-ritrovati-reperti-di-ceramica-risalenti-a-3900-anni-fa/
[22] LA BIBLIOTECA DELLA “BOEGAN” https://www.boegan.it/archivi/
[23] Sulle tracce degli antichi Greci in Campania, da Cuma a Paestum https://www.giornaledelcilento.it/sulle-tracce-degli-antichi-greci-in-campania-da-cuma-a-paestum/
[26] NEOTROPICAL CARNIVORES: a data set on carnivore distribution in the Neotropics. https://esajournals.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/ecy.3128
[27] Calabria segreta, una mappa svela i tesori geologici http://www.lacnews24.it/video/ambiente/calabria-segreta-una-mappa-svela-i-tesori-geologici-hclu0uvm
[28] NEOTROPICAL XENARTHRANS: a data set of occurrence of xenarthran species in the Neotropics. https://esajournals.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/ecy.2663
[29] Libri, lettere, scritte e testamenti: magia e pericoli della scrittura nelle raccolte di racconti popolari siciliani dell’Ottocento https://revistas.ucm.es/index.php/CFIT/article/download/67487/4564456554721
[30] «In versi latini all’improviso composti»: primi appunti per una storia della poesia estemporanea latina in Arcadia https://riviste.unimi.it/index.php/aoqu/article/view/24009
[31] L’Abate Galiani epigrafista https://edizionicafoscari.unive.it/libri/978-88-6969-375-5/labate-galiani-epigrafista/
[32] Archeologia nel Vallo di Diano: nuove scoperte alla Grotta Colombo https://www.infocilento.it/archeologia-nel-vallo-di-diano-nuove-scoperte-alla-grotta-colombo/
[33] TALP Online » Gruppo Speleologico Lecce ‘Ndronico http://www.speleotoscana.it/talp_online/tag/gruppo-speleologico-lecce-ndronico/
[34] TALP Online » admin – Federazione Speleologica Toscana http://www.speleotoscana.it/talp_online/author/admin/page/6/
[35] Montesano sulla Marcellana: tesori archeologici dalla Grotta … https://www.newslocali.it/montesano-sulla-marcellana/montesano-sulla-marcellana-tesori-archeologici-dalla-grotta-maria-colombo
[36] Montesano sulla Marcellana, nuovi ritrovamenti archeologici … https://www.unotvweb.it/article/montesano-sulla-marcellana-nuovi-ritrovamenti-archeologici-sono-stati-fatti-nella-grotta-maria-colombo/9CM2LSRR-a
[37] Nuovi reperti archeologici nella Grotta Maria Colombo https://article.wn.com/view/2026/10/14/Nuovi_reperti_archeologici_nella_Grotta_Maria_Colombo/
[38] Ricerca avanzata – Catasto Speleologico Regionale https://catastogrotte.regione.fvg.it/cerca
[40] Montesano S.M.: nuovi ritrovamenti archeologici nella Grotta Maria … https://vallopiu.it/2026/10/14/montesano-s-m-nuovi-ritrovamenti-archeologici-nella-grotta-maria-colombo/
[42] Montesano sulla Marcellana, nuove scoperte archeologiche nella … https://www.giornaledelcilento.it/montesano-sulla-marcellana-nuove-scoperte-archeologiche-nella-grotta-maria-colombo/
[44] Grotta Maria Colombo: ceramiche risalenti a 3.900 anni fa riemergono https://www.cronachedellacampania.it/2026/10/grotta-maria-colombo-riemergono-ceramiche-di-3-900-anni-fa/
[45] Grotta Maria Colombo, riemergono ceramiche di 3.900 anni fa – X https://x.com/cronachecampane/status/2110368631020265820
[49] Soprintendenza ABAP per le province di Salerno e Avellino https://sabap-saav.cultura.gov.it/la-soprintendenza/territori-e-funzionari/
[50] Soprintendenza ABAP per le province di Salerno e Avellino https://sabap-saav.cultura.gov.it/servizi/catalogo/
[51] Ritrovamento in Grotta Maria Colombo: ceramiche datate a 3. … https://napolive.it/2026/10/ritrovamento-in-grotta-maria-colombo-ceramiche-datate-a-3-900-anni-fa-arricchiscono-la-storia-della-regione/
[52] Frammenti ceramici legati ai riti funebri ritrovati nella Grotta Maria Colombo a Montesano https://www.ondanews.it/frammenti-ceramici-legati-ai-riti-funebri-ritrovati-nella-grotta-maria-colombo-a-montesano/
[54] La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le … https://sabap-saav.cultura.gov.it/la-soprintendenza/
[64] MONTESANO, RITROVATI RITI FUNEBRI DI 3900 ANNI FA NELLA … https://www.radiompa.it/montesano-ritrovati-riti-funebri-di-3900-anni-fa-nella-grotta-maria-colombo/

Scoperte archeologiche Grotta Maria Colombo Vallo di Diano

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TracerKanin, le vie dell’acqua sotto il Canin: a Gorizia una conferenza sul progetto Italia-Slovenia

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Il 24 ottobre 2026 Rino Semeraro presenterà le ricerche di TracerKanin sui torrenti sotterranei del Canin/Kanin. Appuntamento alle 19 nella Sala Dora Bassi, con ingresso libero.

TracerKanin a Gorizia: la conferenza del 24 ottobre

Dove scorre l’acqua nel cuore del Canin? La domanda sarà al centro della conferenza in programma sabato 24 ottobre 2026, alle ore 19, nella Sala Dora Bassi di Gorizia. L’incontro si terrà in via Garibaldi 7. L’ingresso è libero.

Il Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” APS propone una serata dedicata all’idrogeologia del massiccio condiviso da Italia e Slovenia. Il relatore sarà Rino Semeraro, con l’intervento “Torrenti sotterranei nel massiccio del Monte Canin/Kanin (Italia / Slovenia): TracerKanin Project”. La conferenza è rivolta a soci, speleologi, studiosi e cittadini interessati alla circolazione delle acque nelle montagne carsiche.

L’appuntamento porterà al pubblico il lavoro di TracerKanin, progetto internazionale avviato nel 2021. Le ricerche combinano esplorazione speleologica, tracciamenti delle acque, misure alle sorgenti e analisi di laboratorio. L’obiettivo è ricostruire i collegamenti idrici tra le grotte del massiccio e le risorgenze delle valli circostanti.[1]

Canin e Kanin: un acquifero che attraversa il confine

Il Canin, chiamato Kanin in Slovenia, appartiene alle Alpi Giulie. Le sue acque sotterranee circolano in una rete di pozzi, fratture, gallerie e collettori. Le sorgenti restituiscono parte di questi flussi nelle valli italiane e slovene. Tra i recapiti principali figurano il Fontanon di Goriuda, la Risorgiva Acquarolo e il Fontanon del Sart sul territorio italiano. Sul versante sloveno si trovano, tra le altre, le sorgenti Možnica, Glijun e Boka.[1]

La superficie della montagna non basta a descrivere questa circolazione. I bacini sotterranei richiedono indagini specifiche. TracerKanin affronta il problema attraverso esperimenti che seguono sostanze fluorescenti immesse nei corsi d’acqua delle grotte. Il loro ritrovamento alle sorgenti documenta i collegamenti. Le concentrazioni e i tempi di arrivo aiutano a descrivere il comportamento dell’acquifero.[1][2]

TracerKanin: dalle grotte italiane agli abissi sloveni

La prima campagna ha interessato il settore nord-occidentale del Canin. Il 4 settembre 2021 sono stati immessi tre traccianti nell’Abisso Gortani, nell’Inghiottitoio della Terra Rossa e nell’Abisso Picciola. Nell’Abisso Gortani l’operazione ha raggiunto il Grande Meandro, a circa 800 metri di profondità. Tutte e tre le sostanze sono state successivamente rintracciate nei punti di uscita monitorati.[1]

Nel 2022 TracerKanin ha esteso le indagini al versante meridionale sloveno. Il 9 luglio sono stati introdotti due traccianti negli abissi Renejevo brezno e Skalarjevo brezno. Le immissioni sono avvenute rispettivamente presso il lago Copacabana, a circa 1.240 metri di profondità, e nella zona del lago Free Willy, a circa 1.200 metri.[3]

Le operazioni sul campo si sono concluse il 13 agosto 2022. Le prime analisi hanno documentato l’arrivo dei traccianti alle sorgenti Boka e Bo?i?. I risultati hanno confermato collegamenti già conosciuti nella letteratura idrogeologica. Hanno inoltre fornito dati per approfondire i tempi di trasferimento e la distribuzione dei flussi.[2]

Speleologia e ricerca carsica: il lavoro condiviso di TracerKanin

Il progetto riunisce il Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer”, la Commissione Grotte “E. Boegan” SAG-CAI e la Società Adriatica di Speleologia. Partecipano anche la società speleologica di Lubiana e il Karst Research Institute dello ZRC SAZU di Postojna. Il coordinamento è affidato al Laboratorio speleologico e di tecniche fluorimetriche di Farra d’Isonzo.[1]

Questa collaborazione unisce le competenze necessarie per lavorare in profondità e per interpretare i dati raccolti all’esterno. La conferenza di Gorizia illustrerà le ricerche e i risultati di TracerKanin. Il tema centrale sarà il passaggio dall’esplorazione delle cavità alla comprensione dei sistemi idrici sotterranei del Canin/Kanin.

Fonti della notizia


TracerKanin e l’idrogeologia del Canin/Kanin: quadro di approfondimento

Dalle campagne di multitracciamento alla divulgazione scientifica: obiettivi, organizzazione e risultati della ricerca transfrontaliera.

TracerKanin: dai primi tracciamenti al programma pluriennale

I tracciamenti delle acque sul Canin iniziarono nel 1968. Prima dell’avvio di TracerKanin erano stati effettuati circa dieci esperimenti. Si trattava prevalentemente di prove qualitative, con alcuni contributi semiquantitativi. Avevano delineato diverse direzioni del drenaggio sotterraneo, preparando il terreno per indagini più articolate.[1]

TracerKanin nasce nel 2021 per integrare i collegamenti idrici con informazioni sull’idrodinamica. Il progetto considera concentrazioni, tempi di trasferimento, portate e condizioni meteorologiche. La ricerca non si esaurisce nel ritrovamento di un colorante alla sorgente. Prosegue con il trattamento delle registrazioni e il confronto con la struttura geologica del massiccio.[1][4]

La dimensione pluriennale deriva da questa successione di attività. Preparazione, sperimentazione, analisi e interpretazione richiedono tempi differenti. A queste fasi si aggiungono cartografia, pubblicazioni e divulgazione.[1][4]

Geologia del Canin: come si organizza la circolazione sotterranea

L’acquifero principale si sviluppa nel Calcare del Dachstein, di età norico-retica. La formazione ospita una rete di condotti carsici. Le acque circolano anche nelle fratture, dove il trasferimento può essere più lento e accompagnato da immagazzinamento.[1]

La Dolomia Principale, di età norica, si trova al di sotto del calcare o in contatto laterale attraverso faglie. Il contrasto di permeabilità contribuisce all’impostazione di gallerie e collettori. La dolomia non costituisce una barriera impermeabile assoluta. È interessata anch’essa da carsificazione e circolazione idrica, sebbene in misura minore.[1]

Questa struttura si riflette nella geometria delle grotte. Grandi successioni di pozzi raggiungono reti profonde, inclinate o suborizzontali. Alla base si incontrano torrenti sotterranei e sifoni. Nella zona epifreatica, interessata dalle oscillazioni del livello dell’acqua, le variazioni durante le piene possono superare il centinaio di metri.[1]

TracerKanin: partenariato e risorse della ricerca

Il progetto è stato completamente autofinanziato dai partner. Le risorse comprendono personale, strumenti e copertura economica delle attività. Alla campagna hanno contribuito anche speleologi esterni al partenariato.[1]

Il resoconto della prima fase indica 60 speleologi italiani e sloveni impegnati nelle operazioni. Il gruppo scientifico-tecnico comprende dieci specialisti, ricercatori, studiosi ed esperti. Tra i componenti figurano Rino Semeraro, Riccardo Corazzi, Špela Borko e Franci Gabrovšek. Questi numeri descrivono la prima fase, non il totale cumulativo del programma.[1]

L’organizzazione associa due reti operative. Una lavora nelle grotte, raggiungendo i punti di immissione. L’altra controlla sorgenti e corsi d’acqua esterni. Il collegamento tra queste attività permette di trasformare una discesa speleologica in un esperimento idrogeologico.[1][2]

Multitracciamento del Canin: strumenti e interpretazione

Il multitracciamento utilizza sostanze distinguibili, introdotte in punti diversi. Nella prima campagna sono state impiegate uranina, solforodamina B e Tinopal CBS-X. Il controllo delle uscite comprendeva fluocaptori, campioni d’acqua, fluorimetri e sonde per i parametri fisico-chimici.[1]

I diversi strumenti rispondono a esigenze complementari:

  • I fluocaptori raccolgono il segnale del passaggio del tracciante durante l’esposizione.
  • I campioni d’acqua consentono analisi riferite a momenti precisi.
  • I fluorimetri registrano l’andamento della concentrazione nel tempo.
  • Le misure di portata permettono di collegare le concentrazioni alle quantità d’acqua in transito.[1][5]

La curva di restituzione rappresenta l’andamento temporale del tracciante presso un punto di controllo. L’associazione tra concentrazione e portata permette di stimare la massa restituita. Questo passaggio distingue una lettura quantitativa dalla semplice identificazione di una connessione.[5]

TracerKanin 2021: la campagna nel settore italiano

La preparazione iniziò nel maggio 2021. Il resoconto tecnico descrive 22 punti di controllo sulle sorgenti e sui corsi d’acqua italiani e sloveni. Le installazioni comprendevano strutture protettive e ancoraggi progettati per resistere alle piene.[1]

Il 4 settembre furono effettuate tre immissioni quasi contemporanee:

  • Uranina nel Grande Meandro dell’Abisso Gortani, a circa 800 metri di profondità.
  • Solforodamina B nell’Inghiottitoio della Terra Rossa, poco sotto l’ingresso.
  • Tinopal CBS-X nell’Abisso Picciola, a circa 90 metri di profondità.[1]

Dal 28 agosto al 16 ottobre furono eseguiti dieci cicli di campionamento e misura. Tre squadre seguirono Val Raccolana e Valle del Rio del Lago, Val Resia, Val Možnica e conca di Bovec. Le operazioni principali terminarono il 17 ottobre. Alcune osservazioni proseguirono nei mesi successivi.[1]

Il lavoro comprendeva il controllo di dieci stazioni meteorologiche. Durante la campagna si verificarono tre eventi piovosi. Il maggiore raggiunse 171 millimetri di pioggia. Nessun fluocaptore andò perduto e nessuna apparecchiatura installata risultò danneggiata.[1]

TracerKanin: analisi e dimensioni del lavoro scientifico

La rendicontazione della prima fase distingue 87 giornate-persona per laboratorio e officina e 167 per le attività sul campo. Il totale raggiunge 254 giornate-persona. Il dato somma il tempo lavorato dai partecipanti e non indica giorni consecutivi di campagna.[1]

Il rapporto registra circa 471 analisi di laboratorio già eseguite, sette monitoraggi in continuo e 220 acquisizioni multiparametriche sul campo. Tutti e tre i traccianti erano stati rintracciati nei punti di uscita.[1]

L’elaborazione comprendeva l’aggiornamento della cartografia geologica e idrogeologica. Prevedeva inoltre il riesame dei dati idrochimici, geochimici e carsologici disponibili. Il progetto costruisce così una lettura integrata, nella quale le osservazioni sperimentali vengono confrontate con la struttura della montagna.[1]

TracerKanin 2022: il versante sloveno e le sorgenti Boka e Bo?i?

La seconda campagna fu programmata attraverso un incontro del 26 maggio 2022 al Karst Research Institute di Postojna. La preparazione utilizzò anche i dati della prima fase.[6]

Il 9 luglio venne immessa uranina nel Renejevo brezno, presso il lago Copacabana. Nello Skalarjevo brezno fu introdotta solforodamina B, nella zona del lago Free Willy. Le operazioni furono condotte rispettivamente dalla squadra di Lubiana e dal gruppo JKNM di Novo Mesto.[3]

Le prime analisi documentarono l’arrivo dei traccianti alle sorgenti Boka e Bo?i?. La campagna confermò collegamenti già presenti nella letteratura idrogeologica. Fornì inoltre elementi per approfondire concentrazioni e tempi di restituzione.[2]

L’assenza di precipitazioni caratterizzò il periodo descritto nel resoconto. I tempi di arrivo risultarono più lunghi del previsto. Questo andamento mostra il rapporto tra risposta del sistema e condizioni idrologiche dell’esperimento. I risultati vengono inquadrati in un acquifero composto da sottobacini interconnessi.[2]

Una connessione idrica va distinta da una giunzione speleologica. Il test positivo documenta il passaggio dell’acqua e del tracciante. Non dimostra, da solo, che l’intero percorso sia esplorato o percorribile dall’uomo.[1][2]

TracerKanin: pubblicazioni e divulgazione dopo le campagne

Il percorso del progetto comprende la diffusione delle ricerche. Al raduno internazionale di Costacciaro del novembre 2023 fu inserito nella programmazione il documentario “Tracerkanin Project” di Bruno Vojtissek.[1][7]

Nel gennaio 2024 il Laboratorio speleologico e di tecniche fluorimetriche segnalò una presentazione della prima fase tra i casi di studio collegati agli atti del “Seminario nazionale monitoraggi ambientali in grotte naturali”. Il seminario si era svolto a Cala Gonone nel 2022. Gli atti erano stati distribuiti durante il raduno di Costacciaro del 2023.[8]

Una presentazione di Riccardo Corazzi compare anche nelle attività per la Giornata mondiale dell’acqua 2024. L’incontro annunciato a Gorizia per il 24 ottobre 2026 si inserisce in questo percorso di comunicazione della ricerca.[9]

Fonti dell’approfondimento

Fonti
[1] TRACERKANIN Project https://www.speleolab.org/tracerkanin-project/
[2] TracerKanin project concluse con successo le operazioni sul … https://www.scintilena.com/tracerkanin-project-concluse-con-successo-le-operazioni-sul-campo-della-seconda-fase/09/09/
[3] TracerKanin fase 2 si tracciano le acque delle grotte slovene del … https://www.scintilena.com/tracerkanin-fase-2-si-tracciano-le-acque-delle-grotte-slovene-del-canin/07/26/
[4] TracerKanin Project – SAS https://sastrieste.it/index.php/2021/10/08/tracerkanin-project/
[5] [PDF] Prove di multitracciamento di ghiacciai rocciosi e ambienti … https://www.stsn.ch/wp-content/uploads/2015/05/01-Boll_101_Mari_pp13-20.pdf
[6] 2° Fase Tracerkanin – Speleolab https://www.speleolab.org/2-fase-tracerkanin/
[7] Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro 2023 – Scintilena https://www.scintilena.com/raduno-internazionale-di-speleologia-di-costacciaro-2023-unimmersione-nel-fascino-delle-grotte-attraverso-film-e-documentari/11/01/
[8] Prima fase del TRACERKANIN Project: pubblicata una … https://www.speleolab.org/prima-fase-del-tracerkanin-project-un-powerpoint-tra-i-casi-di-studio-congiuntamente-agli-atti-del-seminarionazionale-monitoraggi-ambientali-in-grotte-naturali-sa/
[9] Evento per la Giornata Mondiale dell’Acqua 2024 https://www.speleolab.org/evento-per-la-giornata-mondiale-dellacqua-2024-lacqua-per-la-pace/
[11] Comune di Gorizia https://www.comune.gorizia.it/
[12] Bio-bibliografia – Dora Bassi https://www.dorabassi.it/biobibliografia/
[13] 11610 – CANI smarriti e trovati https://www.canismarritietrovati.it/en/trovati/11610/
[14] Sul Monte Canin speleologi italiani e sloveni tracciano le … https://www.scintilena.com/sul-monte-canin-speleologi-italiani-e-sloveni-tracciano-le-acque-dalle-grotte-alle-sorgenti-con-il-progetto-internazionale-tracerkanin/10/01/
[15] Sul Canin terminati i prelievi del grande progetto di … https://www.scintilena.com/sul-canin-terminati-i-prelievi-del-grande-progetto-di-tracciamento-tracerkanin-ora-si-inziano-a-studiare-i-dati-della-circolazione-delle-acque-sotterranee/11/12/
[16] Scienze Archivi – Pagina 68 di 68 https://www.scintilena.com/category/scienze/page/68/
[17] Scienze Archivi – Pagina 69 di 69 https://www.scintilena.com/category/scienze/page/69/
[18] Estero Archivi – Pagina 189 di 190 https://www.scintilena.com/category/estero/page/189/
[19] Raccolta Settembre 2022 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2023/06/2022_09_Raccolta_Scintilena_Settembre.pdf
[20] Scienze Archivi – Pagina 67 di 67 https://www.scintilena.com/category/scienze/page/67/
[21] Sala Dora Bassi – Gorizia – èStoria https://www.estoria.it/locations/sala-dora-bassi/
[22] Scienze Archivi – Pagina 61 di 61 https://www.scintilena.com/category/scienze/page/61/
[23] Cento anni dalla nascita di Dora Bassi, Gorizia celebra l’artista che … https://www.ilgoriziano.it/articolo/cento-anni-nascita-dora-bassi-gorizia-celebra-artista-amava-citta-3-febbraio-2021
[24] Risultati – Federazione Italiana Sport Rotellistici https://www.fisr.it/artistico/risultati.html
[25] Race Results https://getraceresults.com/
[26] Games from 2023 https://www.nintendolife.com/games/browse?year=2023&page=21
[27] uno dei maggiori multi-tracer test eseguiti sull’idrologia carsica, in … https://www.boegan.it/2021/09/tracerkanin-project-uno-dei-maggiori-multi-tracer-test-eseguiti-sullidrologia-carsica-in-uno-dei-piu-vasti-carsi-dalta-quota-europei/
[28] [PDF] Rivista online del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” aps … https://www.cavernas.org.br/wp-content/uploads/2022/07/Sopra-e-sotto-il-Carso-6-2022.pdf
[29] Race-Tracking.com – Live Results https://www.race-tracking.com/
[30] Calendar and results | ROK Cup Italia https://italy.rokcup.com/risultati_en.php
[31] Bibliografia – Speleolab https://www.speleolab.org/bibliografia/
[32] Ficr: MANIFESTAZIONI VARIE https://risultati.ficr.it/
[33] All Events : : my.raceresult https://my.raceresult.com/
[34] Races Results – Advanced Timing https://www.advancedtiming.it/raceslist.asp
[35] Champions Gallery https://www.racingpost.com/profile/owner/144477/champions-gallery/?authme=owner-stats&state=L3Byb2ZpbGUvb3duZXIvMTQ0NDc3L2NoYW1waW9ucy1nYWxsZXJ5L3N0YXRzLw==
[36] Second To None https://www.racingpost.com/profile/owner/129443/second-to-none/?authme=owner-entries&state=L3Byb2ZpbGUvb3duZXIvMTI5NDQzL3NlY29uZC10by1ub25lL2VudHJpZXMv
[37] Gortani – Progettazione Cantine: Serbatoi, Autoclavi, Vinificatori https://www.gortani.com/
[38] Conclusa 2° Fase Tracerkanin – Speleolab https://www.speleolab.org/conclusa-2-fase-tracerkanin/
[39] Concluse le operazioni sul campo del TRACERKANIN Project https://www.fsrfvg.it/?p=10386
[40] Pubblicazioni Archivi https://www.speleolab.org/category/pubblicazioni/
[41] Dr.ssa Antonella Astori https://www.speleolab.org/team/antonella-astori/
[42] TracerKanin project: concluse con successo le operazioni sul … https://www.fsrfvg.it/?p=10706
[43] tracerkanin – Boegan https://www.boegan.it/tag/tracerkanin/
[44] Gortani – Carnia Industrial Park https://www.carniaindustrialpark.it/en/established-companies/Gortani/
[45] News https://www.speleolab.org/news/
[46] [PDF] Allegato 1 – Regione FVG https://www.regione.fvg.it/rafvg/export/sites/default/RAFVG/ambiente-territorio/geologia/FOGLIA44/allegati/DECRETO_AREE_ED_ACQUIFERI_CARSICI-_ALLEGATO_1_x1.0x.PDF
[47] [PDF] UNIVERSITÀ DI BOLOGNA Studio dell’acquifero carsico del Cansiglio https://amslaurea.unibo.it/id/eprint/17087/1/Tedesco_Luca_tesi.pdf
[48] Conferito a Nihon Hidankyo il Nobel per la Pace 2024 https://unipd-centrodirittiumani.it/it/notizie/conferito-a-nihon-hidankyo-il-nobel-per-la-pace-2024
[49] [PDF] 11. I TEST CON TRACCIANTE 11.1 Aspetti fisici del trasporto di un … https://art.torvergata.it/retrieve/e291c0d3-6a5d-cddb-e053-3a05fe0aa144/Cap11-12.pdf
[50] PACE 2024: Call for Participation https://pacechallenge.org/2023/11/20/PACE-2024-CFP/
[51] [PDF] Analisi di portate di un sistema carsico: il sistema delle Fuse https://webthesis.biblio.polito.it/secure/16568/1/tesi.pdf
[52] TracerKanin Project – Comunicato – SAS https://sastrieste.it/index.php/2021/11/13/tracerkanin-project-2/
[53] Strumentazione e misure sulla dissoluzione delle superfici carsiche https://www.boegan.it/1997/01/strumentazione-e-misure-sulla-dissoluzione-delle-superfici-carsiche/
[54] [PDF] Studio idrogeologico della Valle e del Lago di Tovel – MUSE Trento https://www2.muse.it/pubblicazioni/5/actaB81s2/Vol_LagoTovel_016.pdf

L'articolo TracerKanin, le vie dell’acqua sotto il Canin: a Gorizia una conferenza sul progetto Italia-Slovenia proviene da Scintilena.

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Bat Week 2026: dal 24 al 31 ottobre i pipistrelli al centro della tutela delle grotte

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La Bat Week 2026 richiama l’attenzione sulla conservazione dei pipistrelli: una settimana internazionale di divulgazione, con un incontro online tra speleologi e ricercatori e un approfondimento sulla biologia dei chirotteri

Bat Week 2026: le date e gli obiettivi della settimana dei pipistrelli

Dal 24 al 31 ottobre 2026 torna la Bat Week, la settimana internazionale dedicata ai pipistrelli e alla loro conservazione. L’iniziativa promuove la conoscenza dei chirotteri e delle funzioni che svolgono negli ecosistemi. Il calendario 2026 conferma le date della campagna annuale, che coinvolge realtà impegnate nella divulgazione e nella protezione della fauna.[1][2]

Il messaggio della Bat Week 2026 riguarda animali spesso poco conosciuti, pur essendo presenti in molti ambienti frequentati dall’uomo. I pipistrelli consumano insetti, impollinano fiori e disperdono semi, secondo le abitudini alimentari delle diverse specie. La conservazione dei loro rifugi sostiene quindi processi ecologici che interessano anche agricoltura e foreste.[2][3]

Il sito della campagna raccoglie appuntamenti e risorse educative. Nel calendario figurano attività divulgative, proiezioni, laboratori e iniziative rivolte a famiglie e insegnanti. Tra le risorse disponibili nel periodo della manifestazione compare una registrazione formativa promossa da Project WILD e Bat Conservation International. La settimana si sviluppa così attraverso iniziative locali e contenuti accessibili online.[2]

Bat Week 2026 e speleologia: il confronto online del 25 ottobre

Per il pubblico speleologico, la Bat Week 2026 comprende un appuntamento dedicato al rapporto tra esplorazione e tutela delle colonie. Domenica 25 ottobre, la Commissione Biologia dell’Union Internationale de Spéléologie e Bat Conservation International organizzano una sessione online. La trasmissione è prevista su Facebook Live.[4]

L’incontro riunisce speleologi, ricercatori, educatori e persone interessate alla conservazione dei chirotteri. Il programma mette al centro la collaborazione tra chi conosce le cavità e chi studia i pipistrelli. Gli obiettivi comprendono la condivisione di esperienze, il collegamento tra ricerca e interventi di tutela e il coinvolgimento delle comunità locali.[4]

Le grotte ospitano fasi importanti del ciclo biologico di numerose specie. Possono essere rifugi invernali, siti riproduttivi o luoghi utilizzati durante gli spostamenti stagionali. La loro protezione richiede attenzione alle condizioni interne e agli habitat esterni nei quali gli animali si alimentano. Conservare soltanto il punto in cui riposano non esaurisce quindi le esigenze delle colonie.[4][5]

Conservazione dei pipistrelli: il contributo degli speleologi durante la Bat Week 2026

In Italia, Tutela Pipistrelli propone attraverso la propria sezione speleo un questionario per segnalare la presenza di chirotteri nelle cavità. Le osservazioni aiutano a individuare rifugi importanti e a costruire una collaborazione con gli specialisti. La conoscenza del territorio sotterraneo può così diventare una risorsa per la conservazione.[4][5]

Questa attività deve rispettare la sensibilità degli animali. Tutela Pipistrelli indica il letargo e la nascita con crescita dei piccoli come le fasi più delicate. Nei rifugi occupati da colonie, i sopralluoghi vanno evitati in questi periodi. Le indicazioni stagionali devono essere riferite alle specie e alle condizioni del sito.[6][7]

Il disturbo invernale può provocare risvegli e consumare le riserve necessarie per arrivare alla primavera. Rumore, permanenza ravvicinata e illuminazione diretta richiedono quindi particolare attenzione. La Bat Week 2026 richiama una responsabilità concreta: conoscere i pipistrelli significa anche adattare la frequentazione delle grotte alle loro esigenze.[6][8]

L’attenzione agli animali rientra nella più ampia esigenza di una speleologia sostenibile. I materiali didattici della Società Speleologica Italiana richiamano la fragilità delle cavità e la necessità di comportamenti rigorosi. In questo quadro, la tutela dei rifugi collega esplorazione, conoscenza e conservazione del patrimonio sotterraneo.[9]

Relazione di approfondimento: le caratteristiche peculiari dei pipistrelli

Biologia dei pipistrelli: mammiferi con oltre 1.500 specie

I pipistrelli appartengono all’ordine dei Chirotteri. Il nome deriva dalle parole greche che indicano la mano e l’ala. Sono mammiferi, non uccelli, e costituiscono il secondo ordine di mammiferi per numero di specie. Bat Conservation International indica oltre 1.500 specie conosciute, distribuite in sei continenti.[3]

Questa diversità impedisce di descriverli attraverso un solo modello. Alimentazione, dimensioni, rifugi e organizzazione delle colonie variano molto. Il pipistrello calabrone raggiunge circa due grammi di massa. All’estremo opposto, alcune grandi volpi volanti presentano aperture alari che si avvicinano a 1,8 metri. Sono forme biologiche differenti appartenenti allo stesso ordine.[3]

La storia dei chirotteri supera i 50 milioni di anni. Nel corso di questa evoluzione, il volo e le diverse specializzazioni alimentari hanno permesso l’occupazione di numerosi ambienti. La loro presenza non è limitata alle grotte: riguarda anche foreste, paesaggi agricoli, deserti e costruzioni umane.[3][5]

Volo dei pipistrelli: una mano trasformata in ala

La prima peculiarità dei pipistrelli è il volo attivo. Sono gli unici mammiferi capaci di volare in modo sostenuto, invece di limitarsi a planare. Gli scoiattoli volanti, per esempio, scivolano nell’aria tra punti sopraelevati. I chirotteri producono invece il movimento necessario al volo attraverso il battito delle ali.[3][10]

L’ala deriva dalla trasformazione dell’arto anteriore. Le dita allungate sostengono una membrana, che forma la superficie alare. Il pollice rimane generalmente libero e può essere utilizzato per aggrapparsi e per la pulizia del corpo. La struttura conserva quindi l’origine anatomica di una mano, pur svolgendo una funzione diversa.[10][11]

La flessibilità delle ali consente manovre complesse. La membrana non è soltanto una superficie utile al movimento: partecipa anche a processi fisiologici, tra cui scambio di calore e bilancio idrico. Per questo una lesione alare può compromettere più funzioni contemporaneamente.[11][12]

Il confronto con gli uccelli mostra un caso di evoluzione convergente. Due gruppi differenti hanno sviluppato il volo battuto attraverso strutture diverse. Le ali svolgono una funzione analoga, ma non hanno la stessa organizzazione.[13]

Ecolocalizzazione dei pipistrelli: orientarsi attraverso gli echi

Molte specie utilizzano l’ecolocalizzazione. Emettono segnali sonori e interpretano gli echi restituiti dall’ambiente. Questo sistema permette di individuare ostacoli e prede, anche quando la luce è scarsa. Nelle specie che lo impiegano, l’informazione acustica integra gli altri sensi. I pipistrelli non sono ciechi.[3][11]

Gli echi forniscono informazioni sulla posizione degli oggetti, sulle dimensioni e sul movimento delle prede. Gran parte dei segnali è ultrasonica, quindi supera le frequenze normalmente percepite dall’orecchio umano. Il silenzio apparente di una notte con pipistrelli in volo può nascondere un’intensa attività sonora.[11][14]

Esistono modalità differenti di emissione. Molti chirotteri producono i segnali nella laringe e li emettono dalla bocca. Altri li proiettano attraverso il naso. Nei rinolofi, le strutture cutanee intorno alle narici contribuiscono a dirigere il segnale. Un lavoro presentato dal Natural History Museum nel febbraio 2026 collega le caratteristiche del cranio alle frequenze e alle modalità di emissione del sonar.[15]

L’ecolocalizzazione non va quindi considerata un dispositivo identico in tutte le specie. È una capacità specializzata, associata all’anatomia e alle esigenze ecologiche degli animali. Anche la ricerca scientifica utilizza queste differenze per comprendere l’evoluzione dei chirotteri.[15]

Alimentazione dei pipistrelli: insetti, frutta, nettare e altre risorse

L’insettivoria è la forma di alimentazione più diffusa tra i pipistrelli. Le specie italiane sono indicate come insettivore nel quadro divulgativo dedicato al loro ciclo biologico. In altri territori vivono chirotteri che consumano frutta o nettare. Esistono anche specializzazioni rivolte ad altre prede, compresi i pesci.[3][16]

Queste differenze corrispondono a funzioni ecologiche distinte. I pipistrelli insettivori contribuiscono al contenimento di insetti, inclusi organismi dannosi per le colture. Non è corretto attribuire a ogni specie lo stesso consumo alimentare. Il fabbisogno cambia con dimensioni, disponibilità di prede e fase riproduttiva. Bat Conservation International segnala consumi particolarmente elevati nelle femmine gravide o in allattamento.[3]

I nettarivori trasferiscono polline tra i fiori durante l’alimentazione. Questa attività interessa, tra le altre piante, agavi e grandi cactus. I frugivori disperdono semi, anche attraversando aree aperte. Possono così favorire la ricolonizzazione vegetale di superfici disboscate. Questi servizi appartengono soprattutto alle comunità tropicali e subtropicali e non vanno trasferiti indistintamente alla fauna italiana.[3][16]

Soltanto tre specie si alimentano di sangue. Vivono in America Latina. L’immagine del pipistrello come animale universalmente ematofago non descrive quindi la diversità dell’ordine e non riguarda le specie presenti in Italia.[3]

Rifugi dei pipistrelli: grotte, alberi ed edifici

Non tutti i pipistrelli vivono in grotta. Alcune specie utilizzano cavità arboree; altre occupano interstizi e ambienti nelle costruzioni. Le categorie troglofili, fitofili e antropofili indicano queste associazioni prevalenti. Non sono compartimenti rigidi: una specie può scegliere rifugi differenti durante l’anno.[5]

La scelta dipende dal clima locale, dalle opportunità del territorio e dalla fase biologica. Un rifugio adatto al riposo estivo può non soddisfare le esigenze dell’ibernazione. Analogamente, una colonia riproduttiva richiede condizioni favorevoli alla crescita dei piccoli. La conservazione deve quindi considerare una rete di siti, non soltanto una singola cavità.[5][16]

Molti pipistrelli riposano appesi a testa in giù. Le zampe posteriori sono specializzate per l’aggancio, mentre gli arti anteriori sono destinati al volo. Il pollice libero permette altri movimenti e appigli. Questa postura è legata alla loro anatomia e non indica una condizione anomala.[10]

Letargo dei pipistrelli: il risparmio energetico durante l’inverno

Nelle regioni temperate, la riduzione stagionale degli insetti rende difficile mantenere l’attività ordinaria. Molte specie superano l’inverno attraverso l’ibernazione. Durante il torpore diminuiscono metabolismo, temperatura corporea, frequenza cardiaca e respirazione. Il consumo energetico si riduce e gli animali utilizzano il grasso accumulato prima dell’inverno.[8][14]

Il letargo non equivale semplicemente a un sonno prolungato. È una condizione fisiologica di risparmio energetico. La riattivazione del metabolismo richiede energia, perché l’animale deve tornare a una temperatura compatibile con l’attività. I risvegli provocati dal disturbo possono quindi sottrarre riserve necessarie alla sopravvivenza.[8]

Temperatura, umidità e stabilità del rifugio sono importanti. Le grotte e altri ambienti sotterranei possono offrire condizioni favorevoli, ma non ogni cavità è adatta a tutte le specie. Tutela Pipistrelli indica orientativamente il periodo tra novembre e marzo come fase delicata per il letargo. La durata effettiva dipende dalle condizioni locali.[6][7][8]

Riproduzione dei pipistrelli: colonie di maternità e crescita dei piccoli

La maggior parte delle specie produce mediamente un solo piccolo all’anno. Si tratta di una riproduzione lenta rispetto a quella di molti altri piccoli mammiferi. La perdita di numerosi adulti non può quindi essere compensata rapidamente attraverso nuove nascite.[3]

In molte specie europee, gli accoppiamenti avvengono tra fine estate e autunno. Le femmine possono conservare lo sperma durante l’inverno, con fecondazione in primavera. Questo meccanismo collega la riproduzione al ritorno di condizioni favorevoli e a una maggiore disponibilità alimentare. Non rappresenta una regola universale per tutti i chirotteri.[16]

Le colonie di maternità, chiamate anche nursery, riuniscono femmine gravide e in allattamento. Il neonato dipende dalla madre per nutrizione e protezione. La crescita porta ai primi voli e poi all’alimentazione autonoma, con tempi differenti tra specie. La possibilità di volare non coincide automaticamente con il raggiungimento della maturità sessuale.[16]

Durante questa fase, l’abbandono del rifugio o il disturbo della colonia può compromettere la sopravvivenza dei piccoli. Tutela Pipistrelli richiama in particolare giugno e luglio come mesi sensibili per nascita, crescita e svezzamento. I calendari di protezione devono essere adattati al sito.[6][16]

Longevità dei pipistrelli: piccoli mammiferi che possono vivere per decenni

Le dimensioni ridotte non implicano necessariamente una vita breve. Alcune specie di pipistrelli raggiungono età elevate in natura. Bat Conservation International riporta un maschio di vespertilio di Brandt vissuto almeno 41 anni. Il dato rappresenta un caso documentato, non la durata media della vita di tutti i chirotteri.[3]

Il Dipartimento dell’Interno statunitense distingue questo record dalla situazione generale. Molti pipistrelli vivono meno di vent’anni, mentre per alcune specie sono documentate longevità superiori ai trenta. La combinazione tra lunga vita e poche nascite rende particolarmente importante la sopravvivenza degli adulti.[3][17]

Vita sociale dei pipistrelli: comunicazione e spostamenti stagionali

Le aggregazioni variano da individui isolati a colonie molto numerose. Nei rifugi riproduttivi, il calore condiviso può favorire condizioni adatte ai piccoli. Durante l’inverno, alcune specie formano gruppi compatti; altre restano separate o in piccoli nuclei. Non esiste quindi un’unica organizzazione sociale.[14]

I segnali acustici non servono soltanto all’orientamento. I richiami sociali aiutano a mantenere i contatti, riconoscere altri individui, segnalare rivalità e attirare partner. Possono comprendere frequenze udibili dall’uomo e frequenze ultrasoniche. Bat Conservation International descrive anche il riconoscimento dei richiami dei compagni di colonia in alcune specie.[18]

Gli spostamenti stagionali aggiungono un’altra dimensione. Alcuni pipistrelli migrano su lunghe distanze; altri rimangono nella stessa regione e utilizzano rifugi stagionali differenti. La migrazione e l’ibernazione rappresentano risposte diverse alla variazione delle risorse. Per le specie migratrici, la tutela deve estendersi ai territori attraversati.[3][14]

Guano dei pipistrelli: il collegamento tra superficie e biodiversità delle grotte

Il guano, cioè l’insieme delle deiezioni, introduce nutrienti negli ambienti sotterranei. In molte grotte le risorse alimentari sono limitate. I pipistrelli si alimentano all’esterno e trasferiscono parte della materia organica nel rifugio. Questo apporto sostiene comunità di organismi cavernicoli.[19]

Il collegamento può coinvolgere anche vertebrati. Uno studio sulla salamandra cavernicola Eurycea spelaea ha documentato l’ingestione di guano e la sua assimilazione nei tessuti. La ricerca mostra che l’apporto dei pipistrelli può alimentare relazioni trofiche più articolate di una semplice catena basata sulle prede catturate.[20]

La perdita di una colonia può quindi modificare anche la disponibilità di risorse nella cavità. La conservazione dei chirotteri interessa l’intero sistema biologico collegato al rifugio, non soltanto gli animali visibili sulle pareti.[19][20]

Minacce ai pipistrelli: habitat, cambiamento climatico e sindrome del naso bianco

La distruzione dei rifugi e degli habitat di alimentazione costituisce una pressione importante. A questa si aggiungono persecuzione, uso di pesticidi e cambiamento climatico. Siccità, temperature estreme e alterazioni della stagionalità possono incidere sulla sopravvivenza e sulla disponibilità di cibo.[2][3]

Anche gli impianti eolici possono causare mortalità, soprattutto in alcune specie migratrici. Bat Conservation International lavora su misure operative capaci di ridurre gli incidenti. La questione riguarda la compatibilità tra produzione energetica e conservazione della biodiversità, attraverso soluzioni basate sulla ricerca.[3]

In Nord America, la sindrome del naso bianco è una malattia fungina responsabile della morte di milioni di pipistrelli dall’emergere del problema nel 2006. Il fungo colpisce gli animali durante l’ibernazione. Le lesioni alle ali e i risvegli più frequenti alterano il bilancio energetico e possono portare all’esaurimento delle riserve prima della primavera.[12][21]

La malattia non va confusa con una generica presenza di materiale chiaro sul corpo. La diagnosi richiede competenze specifiche. Il quadro descritto dalle fonti riguarda soprattutto la crisi delle popolazioni nordamericane e non autorizza a trasferire gli stessi tassi di mortalità alle colonie italiane.[3][12]

Pipistrelli e persone: conservazione, osservazione e precauzioni sanitarie

La convivenza richiede comportamenti che proteggano persone e animali. I pipistrelli non devono essere manipolati da chi non possiede competenze adeguate. In caso di ritrovamento di un individuo in difficoltà, Tutela Pipistrelli invita a contattare rapidamente un esperto.[3][22]

Come altri mammiferi, possono contrarre infezioni trasmissibili all’uomo. Questo non significa che ogni individuo sia infetto. In caso di morso, Bat Conservation International raccomanda di lavare accuratamente la ferita con acqua e sapone e richiedere immediata assistenza medica. L’osservazione a distanza e l’assenza di manipolazioni evitano contatti non necessari.[3]

Per gli speleologi, le indicazioni essenziali comprendono il rispetto delle limitazioni di accesso e l’assenza di illuminazione diretta sulle colonie. Nei periodi di letargo e riproduzione, l’accesso ai rifugi occupati deve essere evitato. Le segnalazioni agli specialisti permettono di contribuire alla conoscenza senza trasformare ogni incontro in un censimento improvvisato.[5][6][7][8]

Fonti online


Fonti
[1] Bat Week – Purdue Extension https://extension.purdue.edu/events/2026/10/bat-week.html
[2] Home – Bat Week https://batweek.org/
[3] Bats 101 | Bat Facts, Species & Why They Matter https://www.batcon.org/about-bats/bats-101/
[4] Bat Week 2026: speleologi e ricercatori insieme per proteggere i pipistrelli delle grotte https://www.scintilena.com/bat-week-2026-speleologi-e-ricercatori-insieme-per-proteggere-i-pipistrelli-delle-grotte/10/10/
[5] La sezione speleo | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/la-sezione-speleo/
[6] Come comportarsi | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/come-comportarsi/
[7] Disturbo dei pipistrelli in grotta: perché le visite possono mettere a … https://www.scintilena.com/disturbo-dei-pipistrelli-in-grotta-perche-le-visite-possono-mettere-a-rischio-colonie-e-letargo/08/23/
[8] Il periodo invernale | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/il-periodo-invernale/
[10] Bats guide: species facts, what they eat, and whether they really are … https://www.discoverwildlife.com/animal-facts/mammals/bat-facts
[11] Flight, food and echolocation – About Bats – Bat Conservation Trust https://www.bats.org.uk/about-bats/flight-food-and-echolocation-2
[12] What Is White-nose Syndrome? (U.S. National Park Service) https://www.nps.gov/articles/what-is-white-nose-syndrome.htm
[13] Convergent evolution explained with 13 examples https://www.nhm.ac.uk/discover/convergent-evolution.html
[14] Bats – Lava Beds National Monument (U.S. National Park Service) https://www.nps.gov/labe/learn/nature/bats.htm
[15] How the echolocation of bats has shaped their skulls https://www.nhm.ac.uk/discover/news/2026/february/how-the-echolocation-of-bats-has-shaped-their-skulls.html
[16] Ciclo vitale dei pipistrelli: riproduzione, nursery e tutela … https://www.scintilena.com/ciclo-vitale-dei-pipistrelli-riproduzione-nursery-e-tutela-dei-rifugi/08/13/
[17] 13 Awesome Facts About Bats | U.S. Department of the Interior https://www.doi.gov/blog/13-facts-about-bats
[18] The Art of Bat Communication – Bat Conservation International https://www.batcon.org/the-art-of-bat-communication/
[19] Benefits of Bats – Bats (U.S. National Park Service) https://www.nps.gov/subjects/bats/benefits-of-bats.htm
[20] Coprophagy in a cave-adapted salamander; the importance of bat … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC1560199/
[21] White-nose Syndrome in National Parks https://www.nps.gov/articles/000/white-nose-syndrome-in-national-parks.htm
[22] Ho trovato un pipistrello – TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/ho-trovato-un-pipistrello/
[23] Bat Week – Bats (U.S. National Park Service) https://www.nps.gov/subjects/bats/bat-week.htm
[24] A Global Celebration of Bats and Their Ecological Importance https://www.batcon.org/press/a-global-celebration-of-bats-and-their-ecological-importance/
[25] WI Daily Update: A little love for bats https://www.outdoornews.com/2026/10/14/wi-daily-update-a-little-love-for-bats/
[26] Half of Wisconsin’s bat species remain state-threatened as International Bat Week approaches https://www.wearegreenbay.com/news/local-news/protecting-wisconsin-bats/
[27] Bat Week – Bee City USA https://beecityusa.org/event/bat-week-2/
[28] Pipistrelli Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/pipistrelli/
[29] Celebrate Bat Week Oct. 24-31 https://friendsofmoreaulake.org/2026/09/28/celebrate-bat-week-oct-24-31/
[30] Wisconsin Department of Natural Resources Press Releases https://www.einpresswire.com/sources/dnr.wisconsin.gov
[31] Bat Appreciation Day: il 17 aprile si celebra la Giornata … – Scintilena https://www.scintilena.com/bat-appreciation-day-il-17-aprile-si-celebra-la-giornata-internazionale-dei-pipistrelli/04/17/
[32] Myotis huariorum, una nuova specie di pipistrello tra le Ande e il deserto del Perù – Scintilena https://www.scintilena.com/myotis-huariorum-una-nuova-specie-di-pipistrello-tra-le-ande-e-il-deserto-del-peru/10/12/
[33] Notte Internazionale dei Pipistrelli 2025: Grande Mobilitazione per la … https://www.scintilena.com/notte-internazionale-dei-pipistrelli-2025-grande-mobilitazione-per-la-conservazione-dei-chirotteri/08/30/
[34] It’s Bat Week at Newport Public Library – NewsBreak https://www.newsbreak.com/lincoln-county-leader-the-news-guard-1600333/4937861539162-it-s-bat-week-at-newport-public-library
[35] Vaccines Give Bats a Wing Up Against White-Nose Syndrome on … https://www.nps.gov/articles/000/san-juan-island-white-nose-syndrome-vaccines.htm
[36] Fungus that Causes White-Nose Syndrome in Bats Detected in … https://www.nps.gov/orgs/1671/fungus-that-causes-white-nose-syndrome-in-bats-detected-in-south-dakota-for-the-first-time.htm
[37] Pathophysiology of white-nose syndrome in bats: A mechanistic … https://www.usgs.gov/publications/pathophysiology-white-nose-syndrome-bats-a-mechanistic-model-linking-wing-damage
[38] Bat Conservation International | Protecting Bats Worldwide https://www.batcon.org/
[39] Media Kit – Bat Conservation International https://www.batcon.org/news/media-kit/
[40] TutelaPipistrelli.it: Sito italiano dedicato ai chirotteri https://www.tutelapipistrelli.it/
[41] LINEE GUIDA RECUPERO E RIABILITAZIONE CHIROTTERI https://www.tutelapipistrelli.it/2026/01/22/linee-guida-recupero-e-riabilitazione-chirotteri/
[42] France | UNEP/Eurobats https://www.eurobats.org/country/france
[43] Bats, Insulation and Lining Materials – UNEP/Eurobats https://www.eurobats.org/document/bats-insulation-and-lining-materials
[44] Information Fact Sheet | UNEP/Eurobats https://www.eurobats.org/document/information-fact-sheet-0
[45] Guidelines for consideration of bats in lighting projects https://www.cms.int/node/45644
[46] Information on Bats and Infrasound | UNEP/Eurobats https://www.eurobats.org/node/43258
[47] Information Fact Sheet | UNEP/Eurobats https://www.eurobats.org/document/information-fact-sheet-5
[48] How to see UK bats and give them a helping hand https://www.nhm.ac.uk/discover/how-to-see-uk-bats-and-give-them-a-helping-hand.html
[49] Bats in flight identification guide | Natural History Museum https://www.nhm.ac.uk/take-part/identify-nature/bats-in-flight-id-guide.html
[50] Video (U.S. National Park Service) https://www.nps.gov/media/video/view.htm?id=2688A8C1-1DD8-B71B-0B903D86CBB43080
[51] Are migratory behaviours of bats socially transmitted? https://royalsocietypublishing.org/rsos/article/3/4/150658/36493/Are-migratory-behaviours-of-bats-socially
[52] A year in the life of a bat – About Bats – Bat Conservation Trust https://www.bats.org.uk/about-bats/a-year-in-the-life-of-a-bat
[53] Events & Training – Bat Conservation Trust https://www.bats.org.uk/events
[54] Why bats matter – About Bats – Bat Conservation Trust https://www.bats.org.uk/about-bats/why-bats-matter
[55] Woodland specialists – Bats and woodland – Bat Conservation Trust https://www.bats.org.uk/our-work/bats-and-woodland/woodland-specialists
[56] [PDF] Guidelines for Minimizing the Negative Impact to Bats and Other … https://wildlifeleaders.org/sites/default/files/documents/Bat%20Group%20SE%20Asia%20Bat%20Guano%20Harvesting%20Guidelines.pdf
[57] Pipistrello in casa: cosa fare senza toccarlo https://milazzo.life/blog/pipistrello-in-casa-cosa-fare/

L'articolo Bat Week 2026: dal 24 al 31 ottobre i pipistrelli al centro della tutela delle grotte proviene da Scintilena.

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Spedizioni speleologiche in Malaysia: a Perlis rilevati 7,7 chilometri tra grotte e antiche miniere

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La missione internazionale del progetto EuroSpeleo ESP 2026-03 documenta dieci cavità. Le spedizioni speleologiche in Malaysia collegano esplorazione, ricerca scientifica e conservazione, dalla penisola al Borneo.

Perlis 2026: dieci grotte nella campagna Malaysia-Svizzera

Dieci grotte documentate e circa 7,7 chilometri di gallerie rilevate. È il bilancio della Malaysia-Swiss Caving Expedition 2026, realizzata nel Perlis, all’estremità settentrionale della penisola malese. La missione ha lavorato vicino al confine thailandese, lungo i rilievi calcarei che si sviluppano a sud di Kaki Bukit verso Kangar. Il rapporto, firmato da Joerg Dreybrodt e datato 17 settembre 2026, presenta risultati topografici, osservazioni scientifiche e obiettivi per le prossime esplorazioni.[1]

La campagna rientra nel progetto EuroSpeleo ESP 2026-03. Ha coinvolto speleologi e ricercatori di Malaysia, Svizzera, Regno Unito e Giappone. La collaborazione ha unito il Dipartimento di Geologia della Universiti Malaya, la Malaysian Cave and Karst Conservancy e la Società Svizzera di Speleologia. Il lavoro sul territorio ha ricevuto il contributo dei Perlis Climbers, della comunità di Kaki Bukit e della guida locale Along. Le attività si sono svolte con l’autorizzazione del Dipartimento forestale del Perlis.[1]

Gua Kelam 2, Wang Mu e Fai Soo Long: i risultati del rilievo speleologico

Gua Kelam 2 costituisce il principale risultato cartografico della campagna, con circa 3,8 chilometri rilevati. Wang Mu raggiunge 1,3 chilometri. Fai Soo Long, non menzionata nei precedenti rapporti consultati dalla spedizione, aggiunge circa 1,2 chilometri di sviluppo documentato. Questi valori fanno parte del totale di 7,7 chilometri distribuito fra dieci cavità. Il dato indica la lunghezza dei passaggi rilevati durante la missione, comprendendo grotte già conosciute e settori di nuova documentazione.[1]

Nell’ultima giornata è stato individuato l’ingresso del pozzo Foh Thye, del quale è stata discesa la verticale principale. Restano da verificare possibili collegamenti con Fai Soo Long o Wang Mu. Il programma futuro comprende anche due pozzi, indicati nel riepilogo come profondi oltre 140 metri, rimasti da scendere. Nelle cavità rilevate sono inoltre rimaste alcune prosecuzioni minori. Brevi immersioni hanno consentito di esaminare il potenziale esplorativo di alcuni sifoni.[1]

Carsismo del Perlis e miniere di stagno nella Formazione di Setul

Le grotte interessate dalla missione si aprono soprattutto nei calcari della Formazione di Setul. La successione viene riferita all’intervallo compreso fra Ordoviciano e Devoniano inferiore. Queste rocce costruiscono parte della catena di Nakawan e proseguono oltre il confine thailandese. Il contatto con il granito mesozoico di Bukit China è associato alle mineralizzazioni che hanno alimentato i depositi di stagno della zona.[1]

La cassiterite, minerale dal quale si ricava lo stagno, si è concentrata nei sedimenti alluvionali delle valli e delle grotte. Il maggiore peso dei granuli rispetto ad altri componenti dei sedimenti ha favorito accumuli economicamente sfruttabili. Nel Novecento questi depositi hanno sostenuto un’attività estrattiva diffusa negli ambienti sotterranei del Perlis. Lo studio di Liz Price pubblicato su Acta Carsologica ne descrive la particolare estensione e il rapporto con le cavità naturali.[2]

Il paesaggio sotterraneo conserva ancora passerelle, strutture lignee, cavi e altri resti del lavoro minerario. In diversi punti, le gallerie naturali comunicano con tratti ampliati o modificati dall’uomo. Alcuni scavi profondi sono oggi allagati. La documentazione speleologica interessa quindi un ambiente nel quale morfologie carsiche e archeologia industriale si sovrappongono. Le vecchie infrastrutture, spesso deteriorate, aggiungono difficoltà alla progressione.[1]

Acque sotterranee, fossili e fauna delle grotte del Perlis

La spedizione ha affiancato il rilievo alle osservazioni scientifiche. A Gua Baba sono state misurate temperatura e conducibilità elettrica delle acque in più corsi sotterranei. Il rapporto riporta una temperatura di circa 25,5 °C e valori iniziali fra loro simili nei punti confrontati. Queste misure forniscono una prima caratterizzazione delle acque del sistema.[1]

Le osservazioni paleontologiche raccolte nelle campagne 2025 e 2026 comprendono resti attribuiti a pipistrelli, roditori, cervidi, cinghiali, primati e rinoceronti. Il documento segnala anche gasteropodi, conchiglie, brecce quaternarie e accumuli di origine archeologica. Si tratta di testimonianze di natura diversa, distribuite nelle cavità visitate. Il rapporto le presenta come un inventario di osservazioni, senza attribuire a tutti i reperti una medesima età.[1]

Durante i rilievi sono stati osservati anche pipistrelli, millepiedi, serpenti, granchi, rospi, tartarughe e pesci. La componente biologica collega il lavoro esplorativo alla conoscenza degli ecosistemi sotterranei. Il progetto ha ricevuto un contributo finanziario dalla Federazione Speleologica Europea e supporto in attrezzature da Aventure Verticale, partner ufficiale FSE.[1]

Dalle grotte del Perlis alle spedizioni speleologiche in Malaysia

La missione del 2026 prosegue una collaborazione già attiva nella campagna del febbraio 2025. In quell’occasione furono esplorate 54 cavità e rilevati 11.036 metri di passaggi fra Langkawi, Perlis, Baling e Merapoh. Il nuovo lavoro concentra l’attenzione su un settore preciso della penisola e ne aggiorna la cartografia. Si inserisce così nella storia delle spedizioni speleologiche in Malaysia, sviluppata attraverso progetti internazionali con caratteristiche differenti fra penisola e Borneo.[3]

Relazione di approfondimento sulle spedizioni speleologiche internazionali in Malaysia

Due grandi contesti per le spedizioni speleologiche in Malaysia

La storia delle spedizioni speleologiche in Malaysia comprende almeno due grandi contesti geografici. Il primo è la penisola, con le aree carsiche di Perlis, Kedah, Perak, Pahang e Kelantan. Il secondo è il Borneo malese, dove il Sarawak ospita il territorio di Gunung Mulu e altri importanti settori di ricerca. La distinzione aiuta a comprendere obiettivi, organizzazione e risultati delle diverse campagne.[3][4]

A Mulu si è consolidata una sequenza di spedizioni collegate, con ritorni ripetuti sugli stessi sistemi. Nella penisola, la documentazione mostra campagne distribuite fra massicci e colline calcaree differenti. Qui il lavoro ha spesso combinato ricognizione degli ingressi, primi rilievi, revisione di grotte già note e osservazioni naturalistiche. Le due esperienze condividono un elemento centrale: la collaborazione con istituzioni, personale e comunità locali.[3][5]

Mulu prima delle grandi spedizioni internazionali

Le prime descrizioni europee delle cavità di Mulu appartengono alla storia delle ricognizioni nel Sarawak ottocentesco. Spenser St. John descrisse calcari, caverne e gallerie naturali osservati nell’area nel 1858. Queste testimonianze documentano uno sguardo esterno su luoghi già appartenenti al territorio vissuto dalle popolazioni locali. La storia dell’esplorazione speleologica organizzata prese forma più tardi.[4]

Nel 1961 G. E. Wilford, del servizio geologico malese, visitò la zona e rilevò Deer Cave e parte di Cave of the Winds. Il suo lavoro anticipò il potenziale dei massicci calcarei di Mulu. La fase successiva avrebbe trasformato quelle indicazioni in un programma sistematico di esplorazione e ricerca.[4]

La spedizione Royal Geographical Society del 1977-1978 a Gunung Mulu

La Royal Geographical Society organizzò nel 1977-1978 una grande spedizione scientifica in collaborazione con il governo del Sarawak. Il progetto interessò il parco nazionale appena istituito e studiò diversi aspetti dell’ambiente forestale. Robin Hanbury-Tenison ne fu responsabile e direttore sul campo. Il coordinamento scientifico fu affidato a Clive Jermy, del British Museum of Natural History.[6]

La scheda istituzionale indica 145 membri complessivi e un’attività distribuita su quindici mesi, fra giugno 1977 e settembre 1978. All’interno di quel programma, sei speleologi esplorarono e rilevarono circa 50 chilometri di gallerie in tre mesi. Le attività interessarono Clearwater, Green Cave, Prediction Cave, Wonder Cave e altri ambienti. Il rapporto fra grandi volumi sotterranei, sedimenti e circolazione idrica diventò uno dei temi della ricerca successiva.[4][6]

Quella campagna costituisce il punto di partenza della cooperazione continuativa oggi descritta dal Mulu Caves Project. Il parco presenta il progetto come una collaborazione fra speleologi britannici, autorità del Sarawak, Sarawak Forestry Corporation e gestione locale. L’esplorazione non è quindi una successione di visite indipendenti, ma un’attività costruita attraverso relazioni mantenute nel tempo.[5]

Sarawak Chamber e le campagne speleologiche degli anni Ottanta

La spedizione denominata Mulu ’80 aggiunse circa 50 chilometri di passaggi rilevati. Fra i suoi risultati figura Sarawak Chamber, nel sistema di Lubang Nasib Bagus, conosciuto anche come Good Luck Cave. L’individuazione della grande sala ampliò l’interesse per le dimensioni dei vuoti sotterranei e per i processi che li avevano prodotti.[4]

Sarawak ’84 rilevò altri 54 chilometri di grotte. Clearwater aumentò di circa 14 chilometri, mentre a Benarat l’esplorazione di Cobweb Cave aggiunse circa 15 chilometri. Le campagne affiancarono alla topografia indagini geologiche, geomorfologiche, ecologiche e mineralogiche. Furono svolti anche tracciamenti delle acque, utili a riconoscere connessioni idrologiche fra settori del massiccio.[4]

Nel 1988 arrivò un cambiamento organizzativo. Una squadra di sei persone dimostrò la possibilità di ottenere risultati anche con una spedizione più leggera. Furono esplorati altri 16 chilometri e individuata Blackrock Cave. Nel 1989 una squadra di otto persone rilevò oltre 24 chilometri di passaggi, avvicinando progressivamente Blackrock e Clearwater.[4]

Clearwater: le connessioni che hanno costruito un grande sistema carsico

Nel 1991 venne individuato il collegamento fisico fra Blackrock e Clearwater. Il sistema superò così i 102 chilometri di sviluppo allora conosciuto. Questo passaggio illustra un meccanismo centrale dell’esplorazione a Mulu: riconoscere come grotte con ingressi diversi appartengano a una rete comune. Topografia e tracciamenti idrici hanno avuto ruoli complementari in questa ricostruzione.[4]

La distinzione fra collegamento idrologico e collegamento percorribile è importante. Alla fine degli anni Ottanta i tracciamenti avevano già mostrato il percorso delle acque dalla gola del Melinau attraverso Blackrock verso Clearwater. La successiva esplorazione rese possibile unire fisicamente le due cavità. La conoscenza del drenaggio e quella degli itinerari accessibili agli speleologi avanzarono quindi con tempi differenti.[4]

Whiterock, individuata nel 2003, entrò nel sistema Clearwater attraverso due connessioni nel 2005. Nello stesso anno, immersioni nei sifoni contribuirono a collegare componenti del sistema Terikan. Nel 2014 le esplorazioni dei livelli superiori di Clearwater portarono lo sviluppo complessivo oltre i 200 chilometri. Queste misure descrivono tappe storiche precise, non una lunghezza definitiva del sistema.[4]

Benarat, Hidden Valley e il contributo di squadre internazionali

L’attività nel Sarawak non si è limitata a Clearwater. Le spedizioni hanno lavorato anche a Benarat, nelle doline di Hidden Valley e nell’area di Gunung Buda. Nel 1997 una spedizione statunitense attiva a Buda esplorò Deliverance Cave sul margine nordorientale di Benarat. Una successiva campagna americana, nel 2000, ne portò lo sviluppo conosciuto a circa 4,3 chilometri.[4]

A Hidden Valley, le spedizioni degli anni Novanta dovettero affrontare soprattutto problemi di accesso e rifornimento. La campagna del 1998 utilizzò il percorso sotterraneo attraverso Cobra Cave come principale via di transito verso le doline. Nello stesso anno fu stabilito il collegamento fra Cloud e Bridge, all’interno del sistema Cobra-Cloud-Bridge. Il risultato mostra quanto esplorazione e logistica possano dipendere dalla stessa rete di cavità.[4]

Anche i progetti recenti mantengono obiettivi territoriali distinti. Benarat 2024, svolta fra il 29 dicembre 2023 e il 21 gennaio 2024, si concentrò sulle grotte di Gunung Benarat. Il programma comprendeva la ricerca esterna dell’ingresso Upper Cobweb, i livelli alti di Cobweb e possibili prosecuzioni verso Terikan.[7]

Mulu 2025: nove giorni nel campo sotterraneo di Armistice

La spedizione Mulu Caves 2025 operò dal 2 al 25 novembre 2025. Il progetto la identifica come la trentaquattresima spedizione anglo-sarawakiana a Gunung Mulu. Guidata da Rostam Namaghi, concentrò il lavoro sul settore Armistice di Clearwater, con l’assistenza del parco e di collaboratori locali.[8]

Un campo interno permise a sei speleologi di restare sottoterra per nove giorni. Una squadra di tre portatori effettuò un rifornimento intermedio. Una coppia lavorò su una risalita presso la sala Velodrome, mentre gli altri partecipanti cercarono prosecuzioni nel livello superiore di Armistice.[8]

Il superamento di un’ostruzione oltre il limite raggiunto nel 1989 aprì l’accesso a Reputation. Il rapporto preliminare descrive una galleria alta circa 40 metri e oltre 2,7 chilometri di nuovi passaggi di grandi dimensioni. Il ramo meridionale e varie diramazioni rimasero disponibili per ulteriori esplorazioni. La campagna conferma l’utilità di riesaminare limiti conosciuti da decenni, sostenendo la progressione con una logistica adeguata.[8]

Perlis: dalle campagne WWF e Axbridge al progetto EuroSpeleo 2026

Nella penisola, il Perlis possiede una storia esplorativa distinta. Il rapporto del 2026 richiama le attività WWF Malaysia del 1992 e la documentazione del 1998. A queste si affiancarono le campagne britanniche dell’Axbridge Caving Group del 1996 e del 1998, dedicate a esplorazione, rilievo, riprese e fauna delle grotte.[1][3]

L’archivio Caves of Malaysia attribuisce alla spedizione del 1996 circa 2.192 metri di passaggi scoperti e a quella del 1998 altri 1.628 metri. Il lavoro attuale riprende quel percorso in un ambiente fortemente modificato dall’estrazione mineraria. I rilievi del 2026 aggiornano la rappresentazione delle principali cavità e indicano obiettivi concreti per le campagne successive.[1][3]

Il contributo delle strutture malesi ha un ruolo operativo e scientifico. Università, associazioni, guide e comunità locali partecipano all’individuazione degli accessi e allo sviluppo delle ricerche. Nel progetto Perlis, questa collaborazione collega topografia, storia mineraria, osservazioni paleontologiche e conoscenza del territorio.[1]

Perak e Pahang: le spedizioni nella penisola malese

Nel Perak, le campagne internazionali hanno interessato Gua Tempurung e numerose colline calcaree della valle di Kinta. La spedizione del gruppo VHO a Gunung Lanno, nel novembre 2001, documentò 32 cavità e rilevò circa 12 chilometri di gallerie in tre settimane. Nello stesso anno speleologi di Adelaide rilevarono Gua Anak Tempurung, Gua Kanthan e Gua Kandu.[3]

La partecipazione italiana compare nel Lenggong Karst Project del 2015. Il progetto coinvolse il CIRS di Ragusa e l’AWAN Adventure Team di Kuala Lumpur. L’archivio delle spedizioni riporta la documentazione di cinque grotte. La Scintilena dedicò una notizia alla missione internazionale, inserendola nel percorso delle attività esplorative del gruppo ragusano.[3][9]

Nel Pahang operarono squadre francesi a Kenong Rimba nel 1990 e nell’area di Merapoh nel 1999. Nel settembre 2012 nove speleologi croati lavorarono con collaboratori locali attorno a Merapoh. Furono esplorate più di 25 grotte e rilevate le maggiori. Fra i risultati figura Gua Hari Malaysia, una cavità attiva di circa 930 metri con cascate e salti d’acqua.[3]

Nel 2013 una squadra giapponese proseguì i rilievi attorno a Merapoh e visitò il settore di Gua Musang, nel Kelantan. L’insieme di queste campagne mostra una geografia esplorativa distribuita. Il contributo internazionale non coincide soltanto con le grandi reti del Borneo, ma comprende sistemi minori e colline isolate della penisola.[3]

La campagna Malaysia-Svizzera 2025 e il ritorno nel Perlis

La spedizione Malaysia-Svizzera del 2025 si svolse dall’8 al 28 febbraio. L’archivio Caves of Malaysia indica sei partecipanti provenienti da Svizzera, Germania e Giappone, affiancati da sei malesi. I risultati comprendono 54 cavità esplorate e 11.036 metri rilevati in quattro aree: Langkawi, Perlis, Baling e Merapoh.[3]

La Scintilena ha descritto quella campagna mettendo in relazione grotte in marmo, sistemi fluviali e antiche miniere di stagno. Ha inoltre evidenziato il contributo di ranger, arrampicatori e appassionati locali. Il ritorno nel Perlis nel 2026 rappresenta una prosecuzione mirata: dalla ricognizione su più territori alla documentazione approfondita di un’area selezionata.[1][10]

Rilievo speleologico, dati digitali e ricerca scientifica in Malaysia

Le spedizioni speleologiche in Malaysia producono risultati differenti e complementari. Il rilievo misura lo sviluppo delle gallerie e ne ricostruisce le relazioni. I tracciamenti verificano le connessioni idriche. Gli studi su sedimenti, minerali e forme delle cavità affrontano la storia del carsismo. Le osservazioni biologiche descrivono gli organismi che frequentano questi ambienti. Queste attività sono documentate sia nelle campagne storiche di Mulu sia nel progetto Perlis 2026.[1][4]

A Mulu, nel 2011, Deer Cave e Sarawak Chamber furono sottoposte a scansione laser. Nella stessa campagna vennero stabiliti punti GPS di riferimento per migliorare la coerenza dei dati topografici. Nel 2018 iniziò anche un nuovo rilievo di parti di Clearwater. L’evoluzione tecnica affianca quindi la scoperta di passaggi alla revisione e al consolidamento della cartografia esistente.[4]

Il parco di Mulu ospita inoltre programmi internazionali su biogeochimica delle grotte, pipistrelli e registrazioni climatiche nelle stalagmiti. La speleologia fornisce accesso, orientamento e documentazione degli ambienti studiati. Le cavità diventano così luoghi di cooperazione fra esploratori e specialisti di discipline diverse.[5]

Biodiversità delle grotte malesi e conservazione del carsismo

Il valore scientifico delle cavità emerge anche dagli studi indipendenti dalle singole spedizioni. Una ricerca pubblicata nel 2024 su Tropical Life Sciences Research ha esaminato ragni di Gua Kelam 1. L’analisi morfologica e il DNA barcoding hanno identificato Nephilengys malabarensis, Orsinome vethi e un ragno attribuito al genere Pholcus. Lo studio riguarda Gua Kelam 1, distinta dalla Gua Kelam 2 rilevata nel progetto 2026.[11]

Gli autori descrivono popolazioni di origine epigea presenti in un settore privo di luce naturale, ma interessato dall’illuminazione artificiale. Non hanno riscontrato i caratteri morfologici tipici di una stretta specializzazione alla vita sotterranea. Il risultato mostra l’importanza di associare identificazioni accurate alle osservazioni sul campo, distinguendo presenza in grotta e adattamento esclusivo all’ambiente ipogeo.[11]

La conservazione coinvolge anche il rapporto fra grotte, attività economiche e paesaggio. Nel Perlis, le miniere hanno modificato passaggi e depositi. Nell’area di Merapoh, la documentazione delle esplorazioni richiama la pressione delle attività di cava su alcune colline calcaree. Cartografia, inventari e studi biologici forniscono elementi utilizzabili per conoscere e gestire questi territori.[2][3]

Prospettive delle spedizioni speleologiche internazionali in Malaysia

Le campagne recenti indicano due direzioni di lavoro. A Mulu proseguono l’esplorazione delle diramazioni e dei livelli superiori di reti già molto estese. Nella penisola, il lavoro comprende ancora ricognizioni territoriali, aggiornamento delle grotte note e documentazione di cavità poco descritte. Il Perlis riunisce questi obiettivi con lo studio del patrimonio minerario.[1][3][8]

Il progetto ESP 2026-03 lascia una base operativa precisa: dieci cavità rilevate, possibili collegamenti da verificare e verticali ancora da affrontare. Il suo significato si colloca nella continuità delle spedizioni speleologiche in Malaysia. La collaborazione internazionale acquista valore attraverso dati condivisi, ritorni sul terreno e partecipazione delle realtà locali.[1]

Fonti e documenti consultati


Fonti
[1] [PDF] Report Perlis – European Speleological Federation https://www.eurospeleo.eu/wp-content/uploads/2026/09/ESP-2026-03_Malaysia_Expedition_Perlis_2026.pdf
[2] [PDF] TIN MINING IN THE LIMESTONE CAVES OF PERLIS, MALAySIA … https://pdfs.semanticscholar.org/28e4/69f7f775c02e6ae68ca54bf0d39baafc80d0.pdf
[3] Expeditions – CAVES OF MALAYSIA – WordPress.com https://cavesofmalaysia.wordpress.com/expeditions/
[4] Exploration History – Mulu Caves Project https://mulucaves.org.uk/history-of-exploration
[5] Research – OFFICIAL PAGE Mulu National Park World Heritage Area https://mulupark.com/education-research/research/
[6] [PDF] RGS-IBG Field Research Programmes Gunung Mulu Expedition … https://www.rgs.org/media/01vfivyf/malaysia-mulu-sarawak-rp-1977-78.pdf
[7] Benarat 2024 Preliminary Report – Mulu Caves Project https://mulucaves.org.uk/expeditions/benarat-2024/benarat-2024-preliminary-report
[8] Mulu Caves 2025 https://mulucaves.org.uk/expeditions/mulu-caves-2025
[9] SPEDIZIONE INTERNAZIONALE IN MALESIA: LENGGONG KARST … https://www.scintilena.com/spedizione-internazionale-in-malesia-lenggong-karst-projcet/07/27/
[10] Alla Scoperta delle Grotte della Penisola Malaysia tra Giungle … https://www.scintilena.com/alla-scoperta-delle-grotte-della-penisola-malaysia-tra-giungle-miniere-e-marmo/07/19/
[11] Discovery of Web-Building Spiders in Gua Kelam, Perlis State Park … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11383626/
[12] file di riferimento.txt https://pplxfilegitgateway-projectfiles-prod-use1.s3.us-east-1.amazonaws.com/projectfiles-prod/gateway-object-store/repos/files-aefdb4c5417341983edaa662cb6682cd/lfs/objects/c4/53/c4535c97910b5909e4e5f508f1ef48045ec4ff9f733613404c4fc19d35c71df4?X-Amz-Algorithm=AWS4-HMAC-SHA256&X-Amz-Checksum-Mode=ENABLED&X-Amz-Credential=ASIA2F3EMEYEZX4K7JUD%2F20261015%2Fus-east-1%2Fs3%2Faws4_request&X-Amz-Date=20261015T044825Z&X-Amz-Expires=900&X-Amz-Security-Token=IQoJb3JpZ2luX2VjEPr%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2FwEaCXVzLWVhc3QtMSJIMEYCIQDtIqAXm2BA28qVllw1qCZAYEkpMsfuFfgZkCAv%2Bz7HwgIhAOslfpkeNSSfCSfZ13%2Fb7e4CaaM1NjIdQlxvw%2F0ZxCgWKrAFCML%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2FwEQARoMNjk5NzUzMzA5NzA1IgygYi3P%2Bb49J8MWpnEqhAWjKcNGHr9r38NIAfzS9YpBogeZmXr0%2BJmvc48id7EOv8boGr6Jo4iL39qpMP%2BO3nUU9OacxdTIkFlxyuicFqogU1UrU0QZLWab1Pus4n4wo06rgBoPVsy3o4GQUUqJrWviru8Tsc8%2BxHEM%2BZUXkA1zdi%2FBo2K0VDniiAr98jG4%2Brkf1RUPavVQk3IIy%2Fi6ysaTHwh4hnfzvuyLgifFhB5xg8iVdlpIvoSS8Ibc5zInoQhy7hdiW2DwWSnajE9Gh5617NEvAs4kijr6%2BGXzkdGsZvjb6SVfyE0DZgo1wZ2LlHluzGfFLdzPFqsFvhe01pVUif%2BsfOoPLo8uSF%2Fz6uc10IM%2BAtfcbgxRv%2FNUdEWPlFGBNkEJwQCUnrsqATcnCl7QL7fRf84a9zQnay2R6JSeAcWVxbPlos%2B2yrHRJ5WnlKaf1nX09HK7Wjj12G48%2BqwdlD6druE9MpFKSYjTad%2BXvBSjERJdmw85ziviknPVHcruHhKNtEOvNQuuG4y6F%2Bx0NwpLg2DaN%2FJfTFsXjTn%2FwBb%2FfVZ8BZ0d2jQHSFPqT47Fgro7f82BfhbLnrLtTni5FSI7DFsRkFlnXsBZ1pdfvxaTCODBV9Oe1MCq%2FNKEh96lxX9Av2QL0KMV%2Fp5rUfjY%2FmdPkO%2FK%2Fjh8j2nY44hCzISlrhG4OjvxiE4wHfCQTMn9oAsV%2BzWhnO%2FhLpjMg5jhGp1vLttn2j%2BCbC1BrHlOWyJ%2F9X6lGuNcQ%2BKxeSSa0L9AkZQBxMfAs595SMum3Sz9KEZI6BPHFKRQ1Dk2Ac6rtEZENyXvbG4%2BYpw7x%2BJbsSOhw4CGWF7UuzP2ihNh3lnaxDM%2BC1ss8Tut0QFgtLrOrlCyHjDZ1cDWBjqPAddP09R9cjHtgyeqYy9JH3YVxoI9r%2BJQPCqT2hpXE9QXktIv9CeoESc%2B9m4gA%2FNSCQSQl1iHNItgJDg57L22ixsNmDyg8LJ2%2BTANwpa%2BCxt%2BRZDhr8MyTuDcMHoYZhsxMDnGfmBOybMvI9YAUlfJ9Umif4E5GDYEMfCBqNEfv3iqnM1pJMV3jNupd9BUv3yJ&X-Amz-SignedHeaders=host&x-id=GetObject&X-Amz-Signature=6b4cee4cea4436cec9f142dcb2931a4dbff8856d7e487c05d7c412cd94b67d3e
[13] Tin mining in the limestone caves of Perlis, Malaysia https://ojs.zrc-sazu.si/carsologica/article/view/63
[14] Discovery of Web-Building Spiders in Gua Kelam, Perlis State Park, Malaysia https://ejournal.usm.my/tlsr/article/download/tlsr_vol35-no-1-2024_5/graphical-abstract
[15] Tin mining in the limestone caves of Perlis, Malaysia – dLib https://www.dlib.si/details/URN:NBN:SI:doc-LVPNIQ6L?&language=eng
[16] The Geological History of the Malay Peninsula https://zenodo.org/record/2467037/files/article.pdf
[17] Clearwater Cave system – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Clearwater_Cave_system
[18] Spedizione Malaysia-Svizzera in Perlis: scoperti 7,7 chilometri tra … https://www.scintilena.com/spedizione-malaysia-svizzera-in-perlis-scoperti-77-chilometri-tra-grotte-e-miniere-di-stagno/09/17/
[19] Mulu 1984 https://mulucaves.org.uk/stories/mulu-1984
[20] Tin mining in the limestone caves of Perlis, Malaysia | Price | Acta … https://ojs2.zrc-sazu.si/carsologica/article/view/63
[21] M is for Mulu National Park – Museum Volunteers, JMM https://museumvolunteersjmm.com/2021/10/25/m-is-for-mulu-national-park/
[22] Mulu National Park – Taman Negara Malaysia https://tamannegara2u.com/mulu-national-park/
[23] Tin mining in the limestone caves of Perlis, Malaysia – Academia.edu https://www.academia.edu/62534422/Tin_mining_in_the_limestone_caves_of_Perlis_Malaysia
[24] Scoperte nelle Grotte di Mulu: Un Aggiornamento dal SUICRO 2024 https://www.scintilena.com/scoperte-nelle-grotte-di-mulu-un-aggiornamento-dal-suicro-2024/08/14/
[25] The Expeditions – Mulu Caves Project https://mulucaves.org.uk/expeditions
[26] Mulu Caves 2024 https://mulucaves.org.uk/expeditions/mulu-caves-2024
[27] Mulu Caves Project https://mulucaves.org.uk/
[28] Scintilena – Una luce nel buio – il giornale quotidiano della … https://www.scintilena.com/
[29] Bibliografia – C I R S Ragusa https://cirs-ragusa.org/blog/attivita/bibliografia/
[30] La Speleologia secondo ChatGPT – Scintilena https://www.scintilena.com/la-speleologia-secondo-openai-chatcgp/03/18/

Malaysia

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EuroSpeleo Forum 2026 a Pazin: la FSE cerca nuovi collaboratori per la speleologia europea

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Dal 13 al 15 novembre, l’EuroSpeleo Forum 2026 riunirà in Croazia speleologi e istituzioni. In programma tutela del carsismo, sostegno ai giovani e confronto sulle candidature per il rinnovo degli organismi federali nel 2027.

La Federazione Speleologica Europea invita gli speleologi a partecipare alle proprie attività e a valutare una candidatura nei suoi organismi.

Il prossimo punto di incontro sarà l’EuroSpeleo Forum 2026, previsto a Pazin, in italiano Pisino, dal 13 al 15 novembre.

La manifestazione porterà per la prima volta in Croazia il raduno europeo, affiancandolo all’incontro degli speleologi croati sotto il nome di Mundus Spelaeus 2026.

L’appello arriva dal presidente Jean-Claude Thies. Nel messaggio rivolto alla comunità speleologica, la FSE collega la partecipazione al Forum a un percorso più ampio. L’obiettivo è coinvolgere nuovi collaboratori nel Bureau, nelle commissioni e nei gruppi di lavoro. Il rinnovo dei mandati è previsto durante l’assemblea generale del maggio 2027 a Morteau, in Francia.

EuroSpeleo Forum 2026: la rete europea si incontra in Istria

La Federazione Speleologica Europea conta oggi 32 organizzazioni aderenti. Nel suo messaggio, Thies ricorda i 36 anni di attività della federazione e la presenza costruita nel tempo attraverso incontri nazionali e regionali. Il Forum di Pazin prosegue questo lavoro di collegamento fra le comunità speleologiche.

L’organizzazione locale fa capo alla Società Speleologica Istra di Pazin. Collaborano l’associazione speleologica Estavela, la Società Speleologica di Karlovac e il club Ursus spelaeus di Karlovac. L’evento si svolge sotto l’egida della FSE. Lo sostengono la Federazione Speleologica Croata, la Commissione di speleologia dell’Associazione alpinistica croata e la Città di Pazin.

L’EuroSpeleo Forum 2026 riunirà esploratori, ricercatori e appassionati. Il confronto riguarderà nuove ricerche, esperienze di esplorazione e protezione degli ambienti sotterranei. Fra gli obiettivi figurano anche la cooperazione fra federazioni e club, la condivisione delle conoscenze e lo sviluppo di riferimenti etici e tecnici comuni.

Tutela del carsismo: il workshop della commissione europea ECPC

La conservazione delle grotte sarà uno dei temi centrali della presenza federale a Pazin. Nel messaggio di Thies è annunciato il “Workshop on Karst Underground Preservation”, organizzato dalla European Cave Protection Commission, la commissione della FSE dedicata alla protezione delle grotte.

Al confronto sono invitati speleologi, amministratori locali, esperti regionali, organizzazioni impegnate nella conservazione della natura e autorità competenti. Il workshop metterà in dialogo esperienze e responsabilità diverse. Il tema comune sarà la ricerca di idee e soluzioni per proteggere grotte e territori carsici.

Il programma dell’EuroSpeleo Forum 2026 comprende anche una tavola rotonda sulle discariche sotterranee. Il tema collega direttamente l’attività speleologica alla gestione dei problemi ambientali. Nella giornata di domenica 15 novembre sono previsti inoltre incontri delle organizzazioni croate e un confronto sul catasto speleologico.

Pazinska jama e Martel: 130 anni di storia speleologica

L’appuntamento si inserisce nella lunga tradizione esplorativa dell’Istria. Il territorio è legato alle origini della speleologia europea moderna e presenta paesaggi carsici che costituiscono parte del contesto scientifico del raduno.

Nel 2026 ricorrono anche i 130 anni dall’ultima visita ed esplorazione di Édouard-Alfred Martel alla grotta di Pazin, la Pazinska jama, avvenuta nel 1896. Thies richiama questa ricorrenza nel messaggio di presentazione della partecipazione federale.

Il programma affianca al confronto contemporaneo alcune esposizioni dedicate al patrimonio sotterraneo. Sono previste mostre sulla voragine di Rašpor, sui valori naturali, scientifici e culturali del carsismo e sulle grotte e sugli abissi dell’Istria.

Giovani speleologi: due borse FSE fino a 500 euro

Per favorire la partecipazione giovanile, la Federazione Speleologica Europea ha messo a disposizione due borse di studio. Ciascun contributo può raggiungere un massimo di 500 euro. Il sostegno riguarda la partecipazione al 18° EuroSpeleo Forum di Pazin.

I requisiti indicati dalla FSE sono:

  • affiliazione, tramite il proprio club, a un’organizzazione membro della federazione;
  • età non superiore a 26 anni;
  • almeno 18 anni al momento della firma e dell’invio della domanda;
  • presentazione del modulo di candidatura e di una lettera di raccomandazione.

Le domande devono essere inviate all’indirizzo contact@eurospeleo.eu. Il modulo ufficiale specifica i dettagli e la scadenza. L’iniziativa sostiene giovani attivi nella speleologia, nella ricerca sul carsismo o nella protezione delle grotte.

Candidature FSE 2027: il rinnovo a Morteau

L’invito di Thies riguarda incarichi diversi. Gli speleologi possono valutare un impegno nel Bureau, nelle commissioni oppure nei gruppi di lavoro. Gli avvisi dettagliati sulle candidature saranno pubblicati all’inizio del 2027, secondo il calendario annunciato dal presidente.

Le elezioni per tutti i mandati si svolgeranno alla successiva assemblea generale della FSE. La sede sarà Morteau, durante l’incontro nazionale franco-svizzero e il 19° EuroSpeleo Forum. La manifestazione è in calendario dal 14 al 17 maggio 2027.

L’evento riunirà il 51° Congresso nazionale della Federazione Speleologica Francese, il 15° Congresso nazionale della Società Svizzera di Speleologia e il Forum europeo. Il tema sarà la speleologia e il carsismo dell’Arco giurassiano, con attenzione a grotte, acqua e clima dal passato al futuro.

Pazin rappresenterà quindi un primo luogo di confronto per chi intende collaborare alla vita federale. Il presidente invita gli interessati a incontrare il Bureau durante il Forum oppure a contattarlo direttamente.

Stand FSE e informazioni per partecipare a Pazin

Al prossimo EuroSpeleo Forum saranno disponibili anche nuovi capi di abbigliamento della federazione. Il progetto grafico è stato fornito da Taraneh Khaleghi. Secondo l’annuncio di Thies, i capi saranno distribuiti attraverso lo stand FSE nei prossimi Forum europei.

Per partecipare all’EuroSpeleo Forum 2026, la quota è di 30 euro con preiscrizione e pagamento ricevuto entro le ore 16 del 6 novembre. L’iscrizione sul posto costa 35 euro. Relatori e autori di poster possono inviare gli abstract entro il 20 ottobre 2026 a mundusspelaeus@gmail.com.

Fonti

[1] MUNDUS SPELAEUS [EN] – Hrvatski speleološki savez https://www.speleo.hr/mundus-spelaeus-en/

[2] News https://www.eurospeleo.eu/category/news/

[3] EuroSpeleo Forum 2026 a Pazin, il programma di Mundus Spelaeus … https://www.scintilena.com/eurospeleo-forum-2026-a-pazin-il-programma-di-mundus-spelaeus-prende-forma/09/11/

[4] Scholarships to attend the 18th EuroSpeleo Forum https://www.eurospeleo.eu/2026/06/16/fse-scholarships-to-encourage-young-cavers-to-attend-the-18th-eurospeleo-forum-in-pazin-croatia-13-15-november-2026/

[5] 19th EuroSpeleo Forum 2027 in Morteau, France https://www.eurospeleo.eu/event/19th-eurospeleo-forum-2027-in-morteau-france/

[6] European Congress of Speleology – Congrès Spéléo 2027 https://congres2027.speleo-doubs.com/en/home/

[10] Mundus Spelaeus 2026: l’EuroSpeleo Forum arriva a Pisino, in Istria https://www.scintilena.com/mundus-spelaeus-2026-leurospeleo-forum-arriva-a-pisino-in-istria/06/27/

[11] EuroSpeleo Youth Contest 2026: giovani speleologi invitati a … https://www.scintilena.com/eurospeleo-youth-contest-2026-giovani-speleologi-invitati-a-raccontare-il-mondo-sotterraneo/10/06/

[12] EuroSpeleo Newsletter luglio 2026: la FSE mette in rete … – Scintilena https://www.scintilena.com/eurospeleo-newsletter-luglio-2026-la-fse-mette-in-rete-eventi-progetti-e-tutela-del-carsismo/07/03/

[13] Borse di studio per giovani speleologi: partecipare al 18 … – Scintilena https://www.scintilena.com/borse-fse-per-giovani-speleologi-partecipare-al-18-eurospeleo-forum-a-pazin-croaziasottotitolo-la-federazione-speleologica-europea-offre-borse-di-studio-fino-a-500-euro-per-favorire-la-parte/06/17/

[14] Animazione Grotta di Monte Cucco in 3D – Scintilena https://www.scintilena.com/animazione-grotta-di-monte-cucco-in-3d/04/28/

[16] Visioni Sotterranee – young contest – Tetide https://www.tetide.org/progetti/visioni-sotterranee-young-contest/

[17] EuroSpeleo Forum 2026 – UK Caving https://ukcaving.com/board/index.php?threads/eurospeleo-forum-2026.34584/

[18] EuroSpeleo Projects – European Speleological Federation https://www.eurospeleo.eu/eurospeleo-projects/

[19] Public Workshop on “The natural and cultural value of kar | Alpconv https://www.alpconv.org/it/home/organizzazione/gruppi-di-lavoro-tematici/public-workshop-on-the-natural-and-cultural-value-of-karst-landscapes-focus-on-classic-karst/

[20] On ouvre au sec samedi à Morteau https://www.estrepublicain.fr/sport/2026/09/25/on-ouvre-au-sec-samedi-a-morteau

[22] EuroSpeleo Newsletter – European Speleological Federation https://www.eurospeleo.eu/eurospeleo-newsletter/

[23] Nature Workshop: Karst – A Mosaic of Life – Chiesa di San Lorenzo https://www.go2025.eu/en/imports/events/proposed/anonymous/nature-workshop-karst-a-mosaic-of-life

[24] Events from August 31 – European Speleological Federation https://www.eurospeleo.eu/events/

[25] Venir à Morteau – Congrès Spéléo 2027 https://congres2027.speleo-doubs.com/venir-a-morteau/

[26] Congrès International de Spéléologie de MORTEAU 2027 https://www.speleoubs.be/agenda/congres-international-de-speleologie-de-morteau-2027

[27] [PDF] EuroSpeleo Newsletter – European Speleological Federation https://www.eurospeleo.eu/wp-content/uploads/2026/06/Newsletter_July_2026_EN.pdf

[28] Newsletter Feed Archives https://www.ocbj.com/category/newsletter-feed/

[29] October 2021 EuroSpeleo Newsletter – UK Caving https://ukcaving.com/board/index.php?threads/october-2021-eurospeleo-newsletter.28742/

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Grotte di Pertosa-Auletta, la scuola entra nella montagna: scienze e archeologia nello stesso viaggio

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Grotte di Pertosa-Auletta, Museo Speleo-Archeologico e Museo del Suolo: le proposte della Fondazione MIdA collegano didattica, ambiente e ricerca sul passato

Una visita in grotta può diventare una lezione che attraversa più discipline. A Pertosa, in provincia di Salerno, la Fondazione MIdA propone alle scuole percorsi che uniscono le Grotte di Pertosa-Auletta, il Museo Speleo-Archeologico e il Museo del Suolo. L’offerta mette in relazione scienze della Terra, storia, archeologia, ecologia ed educazione ambientale. Le attività vengono definite insieme agli insegnanti, per adattare visite e laboratori alle esigenze delle classi e alla programmazione scolastica.

Il filo conduttore è il rapporto tra ambiente e presenza umana. Gli studenti osservano il sottosuolo, incontrano le testimonianze delle comunità antiche e approfondiscono il ruolo del suolo negli ecosistemi. Tre luoghi permettono così di affrontare argomenti diversi attraverso uno stesso territorio.

Grotte di Pertosa-Auletta: geologia e acqua lungo il fiume sotterraneo

Il percorso comincia dalle Grotte di Pertosa-Auletta. La visita comprende la navigazione su un tratto del fiume sotterraneo Negro e l’osservazione degli ambienti carsici. Il contesto permette di collegare la geografia del territorio alle scienze della Terra. Roccia, acqua e forme della cavità diventano elementi concreti sui quali costruire la spiegazione.

Le visite guidate sono affiancate da attività didattiche di approfondimento scientifico. Il programma della Fondazione MIdA comprende esperienze pratiche e teoriche, con attenzione alla fragilità degli ambienti naturali. La grotta non viene quindi presentata soltanto come una meta da attraversare. Diventa un luogo nel quale osservare fenomeni e discutere la tutela del patrimonio sotterraneo.

Museo Speleo-Archeologico: la palafitta racconta la vita nell’età del Bronzo

La visita prosegue al Museo Speleo-Archeologico di Pertosa, dedicato alle antiche frequentazioni della cavità. Il percorso espone reperti originali e utilizza ricostruzioni, video, pannelli e strumenti interattivi. Al centro del racconto si trova l’insediamento su palafitta dell’età del Bronzo, costruito nell’area d’ingresso della grotta.

La struttura lignea permetteva di ottenere una superficie abitabile sopra un ambiente umido. La sua presenza collega l’archeologia alle caratteristiche del fiume sotterraneo. Le sezioni museali affrontano anche la preparazione e la conservazione degli alimenti, il confezionamento degli abiti e le attività domestiche. Un altro nucleo riguarda l’uso sacro della grotta, dalla preistoria alle epoche successive.

Per gli studenti, il passaggio dalla cavità al museo consente di associare i reperti al luogo della scoperta. Le testimonianze materiali diventano così parte di una storia ambientale e umana leggibile nello stesso paesaggio.

Museo del Suolo: biodiversità e sostenibilità sotto i piedi

Il Museo del Suolo introduce una diversa scala di osservazione. L’attenzione si sposta sulla formazione del suolo e sulla biodiversità vegetale e animale. Video, proiezioni tridimensionali, schede e laboratori accompagnano il percorso. L’obiettivo è rendere comprensibile un ambiente spesso poco visibile, ma fondamentale per la vita sul pianeta.

L’integrazione con le Grotte di Pertosa-Auletta permette di mantenere un legame tra superficie e sottosuolo. L’educazione ambientale incontra così il tema delle risorse e della sostenibilità. Gli argomenti affrontati nei manuali vengono ricondotti a elementi osservabili durante la visita.

Fondazione MIdA e scuole: percorsi concordati con gli insegnanti

La proposta non si limita a un itinerario uguale per tutte le classi. La Fondazione MIdA definisce i percorsi insieme ai docenti. Le combinazioni tra grotte, musei e laboratori rispondono ai diversi obiettivi formativi. Sul portale istituzionale sono disponibili la sezione dedicata ai viaggi d’istruzione e i materiali informativi per organizzare le attività.

Il legame con la ricerca è già entrato anche nei progetti rivolti agli studenti più grandi. Nel 2025 un’iniziativa di Formazione Scuola Lavoro, realizzata con Eduiren, ha consentito di osservare il cantiere archeologico. L’esperienza ha collegato gli scavi al Museo del Suolo e alle centrali idroelettriche. Alle Grotte di Pertosa-Auletta, la proposta educativa si inserisce quindi in un sistema che riunisce visita, conservazione e produzione di conoscenza.

Grotta dell’Angelo di Pertosa: relazione sugli studi e sulle scoperte archeologiche

Dalle palafitte dell’età del Bronzo ai luoghi di culto: storia delle ricerche, materiali, cronologie e nuove campagne nelle Grotte di Pertosa-Auletta

Grotta dell’Angelo di Pertosa: un archivio archeologico lungo millenni

La Grotta dell’Angelo, nel complesso delle Grotte di Pertosa-Auletta, conserva una lunga sequenza di frequentazioni umane. Le testimonianze attraversano la preistoria, la protostoria e le epoche storiche. Il sistema carsico si sviluppa per circa tre chilometri ed è attraversato da un corso d’acqua che riemerge all’esterno. L’ampiezza dell’ingresso, la disponibilità idrica e la posizione lungo una via naturale tra i rilievi hanno favorito l’uso della parte iniziale della cavità.

Il sito permette di studiare aspetti diversi della relazione tra comunità e sottosuolo. Le strutture lignee documentano l’organizzazione di superfici abitabili in un contesto soggetto ad allagamenti. Le ceramiche aiutano a ricostruire le fasi di occupazione. I resti vegetali descrivono l’impiego delle risorse. Gli oggetti votivi mostrano il ruolo religioso assunto dalla grotta. Le comunicazioni sulle campagne recenti inseriscono questi rinvenimenti in una storia di interazione tra uomo e ambiente lunga oltre ottomila anni.

Scavi archeologici a Pertosa: Patroni e Carucci nel 1898

Le prime indagini archeologiche risalgono al 1898. Giovanni Patroni e Paolo Carucci operarono separatamente nell’ampia antegrotta, vicino all’ingresso. I loro interventi portarono alla luce depositi contenenti materiali di epoche differenti e resti di costruzioni in legno. Da allora la palafitta è diventata uno degli elementi centrali nello studio del sito.

Patroni esplorò il deposito fino a circa un metro di profondità. Riconobbe una stratigrafia articolata e recuperò reperti protostorici ed ellenistico-romani. La comparsa di una struttura lignea simile a una palafitta ampliò l’interesse dell’indagine. Il giacimento mostrava infatti che la presenza umana non si esauriva in una frequentazione occasionale della cavità.

Carucci lavorò sul lembo terroso a destra dell’antegrotta. Raggiunse generalmente 2,80 metri di profondità. Nell’unico punto scavato fino a tre metri incontrò una seconda struttura palafitticola. Queste osservazioni introdussero il tema della sovrapposizione dei livelli e della storia delle sistemazioni lignee. La successiva ricostruzione delle vicende di scavo ha richiesto anche l’esame della documentazione d’archivio.

Archeologia sommersa e fiume Negro: le trasformazioni del giacimento

Il contesto osservato dagli archeologi moderni differisce da quello di fine Ottocento. Una parte del deposito terroso è stata inglobata nella banchina d’imbarco del percorso turistico. Lo sbarramento destinato allo sfruttamento idroelettrico ha inoltre innalzato il livello dell’acqua. Il giacimento è risultato sommerso per una profondità media di circa due metri.

Le indagini del 2009 e del 2013 hanno riaperto lo studio diretto delle strutture. È stato riconosciuto un ampio settore della palafitta anche lungo il margine sinistro dell’antegrotta. Le ricerche hanno documentato la prosecuzione dei resti in ambienti completamente bui. L’insediamento non occupava quindi soltanto la fascia immediatamente illuminata dall’esterno.

Nelle campagne più recenti, l’accesso ai depositi normalmente sommersi è stato reso possibile dallo svuotamento temporaneo del bacino artificiale vicino all’ingresso. La gestione dell’acqua è così parte integrante dell’organizzazione dello scavo. Il sostegno tecnico del gestore idroelettrico consente di rendere accessibili superfici che, nelle condizioni ordinarie, restano sotto il livello del fiume.

Palafitta di Pertosa: costruire uno spazio abitabile dentro la grotta

La palafitta della Grotta dell’Angelo costituisce un caso distintivo dell’archeologia europea. La particolarità non riguarda la sola presenza di pali antichi. Riguarda un sistema di strutture lignee realizzato in una cavità attraversata dall’acqua. Lo studio pubblicato su Radiocarbon interpreta la costruzione come una soluzione per rendere insediabile un luogo esposto a frequenti allagamenti. [web:4]

Il piano sopraelevato consentiva di ricavare superfici asciutte nell’antro. Le testimonianze comprendono palificazioni e altri elementi dell’impianto ligneo. La loro distribuzione permette di affrontare problemi di organizzazione dello spazio e di adattamento alle condizioni idrologiche. Il museo restituisce questa relazione attraverso ricostruzioni e reperti collegati alle attività quotidiane. [web:10][web:13]

La specificità del sito va quindi letta nel rapporto tra tecnica costruttiva e ambiente ipogeo. Il legno era impiegato per trasformare un’area umida in uno spazio utilizzabile. La presenza di strutture anche oltre la zona illuminata amplia la comprensione dell’occupazione sotterranea. Le campagne moderne hanno esteso la superficie documentata rispetto alle prime scoperte ottocentesche. [web:4][web:10][web:20]

Datazioni al radiocarbonio: la cronologia della palafitta e delle frequentazioni

Le datazioni sui resti lignei collocano le strutture studiate intorno alla metà del II millennio a.C. È il riferimento sintetizzato dalla Fondazione MIdA per la palafitta riconosciuta nelle indagini moderne. Questo dato inserisce la costruzione nel quadro dell’età del Bronzo. [web:10]

Un contributo specifico è A Radiocarbon Chronology for “Grotte di Pertosa” in Campania, Southern Italy. Il lavoro è stato pubblicato online l’11 dicembre 2023. È poi confluito nel volume 66, fascicolo 6, di Radiocarbon, datato dicembre 2024, alle pagine 1707-1717. Lo studio presenta una campagna di datazioni finalizzata a definire le fasi di occupazione dei diversi contesti e la cronologia dei manufatti lignei. [web:4]

Il radiocarbonio si affianca quindi all’esame dei materiali e della stratigrafia. L’obiettivo è ricostruire una successione di attività, non attribuire un’unica data all’intera storia della grotta. Le nuove evidenze del Bronzo finale, comunicate dopo gli scavi del 2025, arricchiscono questa articolazione cronologica. [web:4][web:7][web:20]

Ceramiche degli scavi Patroni: la ricerca di Alessia Fuscone

Nel 2023 Alessia Fuscone ha pubblicato su IpoTESI di Preistoria lo studio Grotta Pertosa. I materiali ceramici degli “Scavi Patroni” conservati al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il contributo, nel volume 16, fascicolo 1, occupa le pagine 75-120. Presenta un inquadramento cronologico e culturale dettagliato di questa raccolta. [web:7]

La ricerca mette in evidenza la componente abitativa della frequentazione protostorica. L’interpretazione proposta riconosce una continuità dal Bronzo medio, fase 2, al Bronzo finale-primo Ferro. In quest’ultimo passaggio l’aspetto cultuale acquisterebbe maggiore rilievo. La ceramica miniaturistica della stipe interna rappresenta un elemento centrale di questa lettura. La stipe è il deposito nel quale si concentrano materiali offerti nell’ambito delle pratiche religiose. [web:7]

Il risultato collega due ambiti spesso raccontati separatamente. Da un lato compaiono l’abitazione e le attività quotidiane. Dall’altro emerge l’uso rituale dello spazio sotterraneo. La sequenza ceramica permette di seguire il cambiamento del peso relativo di queste funzioni. Lo studio delle raccolte storiche contribuisce così alla ricostruzione del sito insieme ai nuovi scavi. [web:7]

Archeobotanica a Pertosa: legni, semi e risorse vegetali dell’età del Bronzo

Una parte rilevante delle conoscenze deriva dall’archeobotanica, lo studio dei resti vegetali nei contesti archeologici. Francesco Breglia e Girolamo Fiorentino, del Laboratorio di Archeobotanica e Paleoecologia dell’Università del Salento, hanno esaminato materiali provenienti dall’insediamento palafitticolo. Il loro contributo è presentato negli atti della diciottesima conferenza dell’International Workgroup for Palaeoethnobotany. [web:2]

Il campione comprende manufatti in legno, elementi strutturali della palafitta, carboni e semi recuperati nei sedimenti. Il contesto sommerso, povero di ossigeno, ha favorito la conservazione di resti vegetali non carbonizzati. Questa condizione consente di studiare materiali organici che documentano direttamente il rapporto tra le comunità e le risorse del territorio. [web:2]

L’analisi degli elementi lignei riguarda la selezione delle materie prime e le tecniche di carpenteria. È stato considerato anche il riutilizzo degli scarti di lavorazione come combustibile. I resti permettono quindi di collegare approvvigionamento del legno, costruzione e gestione del fuoco. La palafitta diventa una fonte di informazioni sulle conoscenze tecniche delle comunità protostoriche. [web:2]

Vinaccioli della Grotta dell’Angelo: lo studio della vite tra raccolta e coltivazione

I semi di vite rappresentano un altro nucleo significativo della ricerca. Gli studi archeobotanici hanno riconosciuto a Pertosa vinaccioli attribuiti sia a forme selvatiche sia a forme domestiche di Vitis vinifera. La distinzione è stata affrontata con metodi biometrici, basati sul confronto delle caratteristiche dei semi. [web:2]

Queste evidenze contribuiscono allo studio del passaggio dalla raccolta dell’uva selvatica alla gestione e coltivazione della vite. Gli autori collocano il problema nel più ampio processo di domesticazione durante l’età del Bronzo italiana. I reperti di Pertosa offrono quindi dati utili per la storia delle risorse alimentari e della viticoltura nell’Italia meridionale. Il loro significato riguarda l’impiego della pianta e la sua trasformazione nel tempo, senza identificarsi automaticamente con la prova di produzione di vino. [web:2]

Un lavoro comparativo di Breglia, Arianna Sellitto e Fiorentino considera anche la Grotta di Polla. A Pertosa sono segnalati vinaccioli e frutti dell’ambiente boschivo. A Polla, utilizzata come sito funerario, la presenza di orzo e frumenti rimanda invece a paesaggi più aperti. Il confronto permette di discutere le differenze tra contesti, disponibilità ambientali e sfruttamento delle risorse vegetali. [web:2]

Luogo di culto ellenistico: le scoperte archeologiche del 2025

Le indagini del 2025 hanno aggiunto nuovi elementi alla frequentazione storica della Grotta dell’Angelo. Nella prima fase della campagna è stata identificata una struttura di culto di età ellenistica, datata tra il IV e il I secolo a.C. Contemporaneamente è stata ampliata l’area documentata della palafitta protostorica. Le due linee di ricerca procedono nello stesso settore generale, ma riguardano fasi storiche differenti. [web:20]

La campagna conclusa dopo gli interventi del novembre 2025 ha restituito numerose lucerne in terracotta. Molte sono decorate e riferibili alla prima età romano-imperiale. Sono emerse anche monete ellenistiche e romane, insieme a piccoli ornamenti personali. Il complesso dei materiali permette di leggere circa cinque secoli di frequentazioni tra età ellenistica e prima età imperiale. [web:20][web:21]

La disposizione dei reperti e le loro caratteristiche sostengono l’interpretazione cultuale dell’area prossima all’ingresso. La grotta fu frequentata da gruppi locali o in transito nella valle del Tanagro. L’acqua e lo spazio sotterraneo costituiscono il contesto nel quale si svilupparono le pratiche votive. Le testimonianze ampliano la conoscenza della cavità come luogo religioso, oltre che come spazio insediativo protostorico. [web:20][web:21]

Bronzo finale a Pertosa: nuove palificazioni e battuto pavimentale

Gli scavi del 2025 hanno documentato anche nuove palificazioni lignee e un battuto attribuito al Bronzo finale. Il battuto è una superficie di calpestio compattata. Questi rinvenimenti si collegano al villaggio palafitticolo già noto e ampliano il quadro delle sistemazioni dell’area d’ingresso. [web:20]

È importante mantenere distinta la natura dei diversi elementi. Le palificazioni appartengono all’apparato costruttivo ligneo. Il battuto documenta una superficie frequentata. Considerati insieme, i reperti consentono di approfondire l’organizzazione e le trasformazioni degli spazi nel corso della protostoria. Il comunicato della Fondazione inserisce queste scoperte nel programma di analisi specialistiche e documentazione scientifica che accompagna le campagne. [web:20]

Scavi 2025-2027 alla Grotta dell’Angelo: istituzioni e programma di ricerca

Le attività rientrano nella concessione ministeriale 2025-2027 affidata alla Fondazione MIdA. La direzione scientifica è dello speleo-archeologo Felice Larocca. Collaborano la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per Salerno e Avellino, l’Istituto Centrale per l’Archeologia e il Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici”. Il Gruppo Iren fornisce sostegno economico e tecnico. [web:20]

Per la campagna annunciata a fine gennaio 2026, il programma ha individuato un deposito a circa quaranta metri dall’imbocco. L’area concentra numerose palificazioni verticali. Le indagini sono orientate ad approfondire le testimonianze dal Bronzo medio-finale all’epoca ellenistico-romana. Lo svuotamento temporaneo del bacino rappresenta la condizione operativa per accedere al contesto normalmente sommerso. [web:20]

L’Istituto Centrale per l’Archeologia contribuisce anche sul piano metodologico. Il suo intervento riguarda l’archeologia in contesti confinati, comprese cavità naturali e artificiali. Il cantiere di Pertosa riunisce quindi ricerca archeologica, competenze speleologiche, gestione dell’acqua e documentazione dei materiali. [web:20]

Museo Speleo-Archeologico e culto di San Michele: la restituzione della ricerca

Il Museo Speleo-Archeologico rende accessibili i risultati attraverso tre nuclei principali. Il primo riguarda la palafitta. Il secondo presenta la vita quotidiana nell’età del Bronzo. Il terzo affronta i riti e l’uso sacro della cavità. Reperti, ricostruzioni a grandezza naturale e apparati multimediali permettono di collegare le testimonianze alle attività umane. [web:13]

Il percorso dedicato alla sacralità comprende la preistoria, l’età ellenistico-romana e il Medioevo. Arriva fino al culto di San Michele Arcangelo, ancora legato alla grotta. La sequenza mostra il ripresentarsi dell’uso religioso del luogo in epoche diverse, accanto alle trasformazioni delle pratiche e dei riferimenti culturali. [web:13]

La relazione tra grotta e museo ha anche una funzione didattica concreta. Il visitatore osserva il paesaggio sotterraneo e trova poi gli strumenti per comprenderne i reperti. Le proposte per le scuole della Fondazione MIdA si inseriscono in questa continuità tra luogo della ricerca e divulgazione. La storia delle Grotte di Pertosa-Auletta diventa così leggibile attraverso strutture, oggetti e resti ambientali, ciascuno con il proprio contributo alla ricostruzione del passato. [web:11][web:13]

Fonti dell’articolo e della relazione

  1. Fondazione MIdA, “Scuole e viaggi d’istruzione”. Offerta educativa, laboratori e integrazione tra grotte e musei.
    https://fondazionemida.com/scuole-viaggi-d-istruzione
  2. Fondazione MIdA, “Grotte di Pertosa-Auletta – MIdA per le scuole”. Visite guidate e contenuti didattici.
    https://fondazionemida.com/didattica/le-grotte-pertosa-auletta
  3. Fondazione MIdA, “Museo Speleo-Archeologico”. Sezioni espositive, vita quotidiana, palafitta e riti sacri.
    https://fondazionemida.com/museo-speleo-archeologico
  4. Fondazione MIdA, “Gli scavi archeologici nelle Grotte di Pertosa-Auletta”. Indagini del 1898, campagne 2009 e 2013, trasformazioni del giacimento.
    https://fondazionemida.com/approfondimenti/gli-scavi-archeologici-nelle-grotte-di-pertosa-auletta
  5. Alessia Fuscone, “Grotta Pertosa. I materiali ceramici degli ‘Scavi Patroni’ conservati al Museo Archeologico Nazionale di Napoli”, IpoTESI di Preistoria, 16(1), 2023, pp. 75-120. DOI: 10.6092/issn.1974-7985/16645.
    https://ipotesidipreistoria.unibo.it/article/view/16645
  6. “A Radiocarbon Chronology for ‘Grotte di Pertosa’ in Campania, Southern Italy”, Radiocarbon, pubblicazione online 11 dicembre 2023; volume 66(6), dicembre 2024, pp. 1707-1717.
    https://www.cambridge.org/core/journals/radiocarbon/article/radiocarbon-chronology-for-grotte-di-pertosa-in-campania-southern-italy/C5DFE85D930A514072C46986004EB919
  7. Francesco Breglia e Girolamo Fiorentino, “Human-environment interaction in the Bronze Age pile-dwelling cave settlement of Grotte di Pertosa (Southern Italy)”; Francesco Breglia, Arianna Sellitto e Girolamo Fiorentino, “Human-environment interaction during the Protohistory in the Vallo di Diano (Southern Italy): new data from archaeobotanical analyses”. Contributi negli atti della diciottesima conferenza dell’International Workgroup for Palaeoethnobotany, pp. 166-167 del documento consultato.
    http://siba-ese.unisalento.it/index.php/iwgp/article/download/20560/17423
  8. Fondazione MIdA, archivio di comunicazioni sulle ricerche archeologiche 2025, sul programma 2025-2027 e sulla campagna annunciata per gennaio 2026.
    https://fondazionemida.com/tag/grotte/page/2
  9. Scintilena, “Scoperte Lucerne e palafitte nelle Grotte di Pertosa-Auletta”, 18 dicembre 2025.
    https://www.scintilena.com/scoperte-lucerne-e-palafitte-nelle-grotte-di-pertosa-auletta/12/18/
  10. Scintilena, “Scavi archeologici aperti al pubblico nelle Grotte di Pertosa-Auletta”, 14 novembre 2025.
    https://www.scintilena.com/scavi-archeologici-aperti-al-pubblico-nelle-grotte-di-pertosa-auletta/11/14/

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