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Abisso Paperino, questa sera le nuove esplorazioni raccontate da Marco Massola e Fausto Selvatico

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Mercoledì 4 novembre alle 21:00, incontro online dell’Associazione Gruppi Speleologici Piemontesi – AGSP dedicato alla grande cavità di Ormea: dalle recenti scoperte dell’estate 2026 ai collegamenti idrogeologici

L’AGSP prepara altre serate sulle esplorazioni piemontesi e sull’intelligenza artificiale applicata alla speleologia.

Questa sera, mercoledì 4 novembre 2026, alle ore 21:00, l’Associazione Gruppi Speleologici Piemontesi (AGSP) propone un incontro online dedicato alle ultime esplorazioni dell’Abisso Paperino, una cavità che negli ultimi anni ha riservato importanti sorprese agli speleologi piemontesi e liguri.

L’appuntamento, intitolato “Alla scoperta dell’Abisso Paperino – Ultime esplorazioni e risultati di una grande cavità”, vedrà come relatori Marco Massola, del Gruppo Speleologico Explora, e Fausto Selvatico, dello Speleo Club Tanaro.

La partecipazione avverrà attraverso Google Meet, a questo collegamento.

Un abisso che continua a crescere

L’Abisso Paperino si apre a 1.890 metri di quota sull’Alpe degli Stanti, nel territorio comunale di Ormea, in provincia di Cuneo.

La sua storia esplorativa è cominciata nel 1989, quando Livio Gai, Umberto Minazzo ed Enzo Trincheri hanno individuato e aperto l’accesso alla cavità attraverso lavori di scavo.

Nel 2000 il Gruppo Speleologico lmperiese CAI ha ripreso le esplorazioni, portando lo sviluppo conosciuto a circa 1.500 metri.

Dopo un lungo periodo di inattività, le ricerche sono ripartite grazie a una squadra composta principalmente da speleologi dello Speleo Club Tanaro, del Gruppo Speleologico Explora e dello Speleo Club Saluzzo “F. Costa” (SCS), insieme ad altri speleologi piemontesi e liguri.

Il risultato è stato un progressivo ampliamento della conoscenza della grotta, che oggi supera i tre chilometri di sviluppo esplorato, con numerosi punti ancora aperti.

Le novità del campo estivo 2026

Il 15 settembre Scintilena ha pubblicato un resoconto di Marco Massola dedicato alla ripresa delle esplorazioni nell’Abisso Paperino.

foto di Marco Massola

Dopo una lunga pausa invernale, dovuta alle abbondanti nevicate, gli speleologi sono tornati nella cavità e hanno proseguito le ricerche in più direzioni.

Il campo dell’agosto 2026 ha permesso di individuare nuovi ambienti, alcuni dei quali raggiungono 3-4 metri di larghezza e 10-15 metri di altezza.

Le prosecuzioni aperte sono numerose e lasciano intravedere ulteriori possibilità esplorative.

L’incontro di questa sera permetterà di ripercorrere queste attività attraverso il racconto diretto di due protagonisti delle ricerche, approfondendo i risultati raggiunti e le conoscenze acquisite.

Il collegamento con la risorgenza del Borello

Tra i risultati più significativi delle ricerche figura una colorazione delle acque sotterranee effettuata in uno dei rami dell’Abisso Paperino.

Il tracciamento ha dimostrato una connessione idrogeologica con la risorgenza del Borello, in Val Corsaglia, situata a circa sette chilometri di distanza e mille metri più in basso rispetto all’ingresso della grotta.

È un risultato importante per comprendere la circolazione dell’acqua all’interno del massiccio carsico.

La posizione dell’Abisso Paperino, tra il sistema del Borello e quello della Mottera, suggerisce inoltre la possibilità che la cavità possa rappresentare un elemento di collegamento tra due grandi sistemi sotterranei.

Si tratta, per il momento, di un’ipotesi che richiederà ulteriori esplorazioni e verifiche.

Un ciclo di incontri dedicato alle esplorazioni piemontesi

La serata sull’Abisso Paperino è il primo appuntamento di un ciclo organizzato dall’AGSP per condividere le nuove esplorazioni effettuate in Piemonte dai diversi gruppi speleologici.

Nei prossimi mercoledì saranno presentate anche le attività del Gruppo Speleologico Piemontese (GSP) a O Freddo, del Gruppo Speleologico Alpi Marittime (GSAM) alle Carsene e dello Speleo Club Tanaro (SCT) al Rem del Ghiaccio e all’Abisso Dolly.

È inoltre in preparazione una serata dedicata all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella ricerca di possibili collegamenti tra cavità in aree carsiche complesse.

Un tema particolarmente interessante, che potrebbe aprire nuove prospettive nell’analisi dei dati esplorativi e topografici. Le modalità e le date dei prossimi incontri saranno comunicate dagli organizzatori.

Il ciclo permetterà di mettere in comune risultati, difficoltà, metodi di lavoro e nuove prospettive di ricerca, dando spazio ai gruppi impegnati nell’esplorazione del sottosuolo piemontese.

Come partecipare questa sera

Mercoledì 4 novembre 2026, ore 21:00
Relatori: Marco Massola – Gruppo Speleologico Explora; Fausto Selvatico – Speleo Club Tanaro.
Modalità: incontro online su Google Meet.
Collegamento alla serata: https://meet.google.com/cdi-jost-htm

Fonti

Associazione Gruppi Speleologici Piemontesi – “Alla scoperta dell’Abisso Paperino. Ultime esplorazioni e risultati di una grande cavità” – Locandina dell’incontro del 4 novembre 2026 – comunicazione informale sul ciclo di incontri AGSP e collegamento alla prima serata – 4 novembre 2026.

Marco Massola – Nuove esplorazioni nell’Abisso Paperino – Scintilena – 15 settembre 2026
https://www.scintilena.com/nuove-esplorazioni-nellabisso-paperino/09/15/

Speleo Club Saluzzo “F. Costa” – Pagina ufficiale Facebook
https://www.facebook.com/SpeleoClubSaluzzo/

foto di Marco Massola

L'articolo Abisso Paperino, questa sera le nuove esplorazioni raccontate da Marco Massola e Fausto Selvatico proviene da Scintilena.

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Bat Week 2026: dal 24 al 31 ottobre i pipistrelli al centro della tutela delle grotte

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La Bat Week 2026 richiama l’attenzione sulla conservazione dei pipistrelli: una settimana internazionale di divulgazione, con un incontro online tra speleologi e ricercatori e un approfondimento sulla biologia dei chirotteri

Bat Week 2026: le date e gli obiettivi della settimana dei pipistrelli

Dal 24 al 31 ottobre 2026 torna la Bat Week, la settimana internazionale dedicata ai pipistrelli e alla loro conservazione. L’iniziativa promuove la conoscenza dei chirotteri e delle funzioni che svolgono negli ecosistemi. Il calendario 2026 conferma le date della campagna annuale, che coinvolge realtà impegnate nella divulgazione e nella protezione della fauna.[1][2]

Il messaggio della Bat Week 2026 riguarda animali spesso poco conosciuti, pur essendo presenti in molti ambienti frequentati dall’uomo. I pipistrelli consumano insetti, impollinano fiori e disperdono semi, secondo le abitudini alimentari delle diverse specie. La conservazione dei loro rifugi sostiene quindi processi ecologici che interessano anche agricoltura e foreste.[2][3]

Il sito della campagna raccoglie appuntamenti e risorse educative. Nel calendario figurano attività divulgative, proiezioni, laboratori e iniziative rivolte a famiglie e insegnanti. Tra le risorse disponibili nel periodo della manifestazione compare una registrazione formativa promossa da Project WILD e Bat Conservation International. La settimana si sviluppa così attraverso iniziative locali e contenuti accessibili online.[2]

Bat Week 2026 e speleologia: il confronto online del 25 ottobre

Per il pubblico speleologico, la Bat Week 2026 comprende un appuntamento dedicato al rapporto tra esplorazione e tutela delle colonie. Domenica 25 ottobre, la Commissione Biologia dell’Union Internationale de Spéléologie e Bat Conservation International organizzano una sessione online. La trasmissione è prevista su Facebook Live.[4]

L’incontro riunisce speleologi, ricercatori, educatori e persone interessate alla conservazione dei chirotteri. Il programma mette al centro la collaborazione tra chi conosce le cavità e chi studia i pipistrelli. Gli obiettivi comprendono la condivisione di esperienze, il collegamento tra ricerca e interventi di tutela e il coinvolgimento delle comunità locali.[4]

Le grotte ospitano fasi importanti del ciclo biologico di numerose specie. Possono essere rifugi invernali, siti riproduttivi o luoghi utilizzati durante gli spostamenti stagionali. La loro protezione richiede attenzione alle condizioni interne e agli habitat esterni nei quali gli animali si alimentano. Conservare soltanto il punto in cui riposano non esaurisce quindi le esigenze delle colonie.[4][5]

Conservazione dei pipistrelli: il contributo degli speleologi durante la Bat Week 2026

In Italia, Tutela Pipistrelli propone attraverso la propria sezione speleo un questionario per segnalare la presenza di chirotteri nelle cavità. Le osservazioni aiutano a individuare rifugi importanti e a costruire una collaborazione con gli specialisti. La conoscenza del territorio sotterraneo può così diventare una risorsa per la conservazione.[4][5]

Questa attività deve rispettare la sensibilità degli animali. Tutela Pipistrelli indica il letargo e la nascita con crescita dei piccoli come le fasi più delicate. Nei rifugi occupati da colonie, i sopralluoghi vanno evitati in questi periodi. Le indicazioni stagionali devono essere riferite alle specie e alle condizioni del sito.[6][7]

Il disturbo invernale può provocare risvegli e consumare le riserve necessarie per arrivare alla primavera. Rumore, permanenza ravvicinata e illuminazione diretta richiedono quindi particolare attenzione. La Bat Week 2026 richiama una responsabilità concreta: conoscere i pipistrelli significa anche adattare la frequentazione delle grotte alle loro esigenze.[6][8]

L’attenzione agli animali rientra nella più ampia esigenza di una speleologia sostenibile. I materiali didattici della Società Speleologica Italiana richiamano la fragilità delle cavità e la necessità di comportamenti rigorosi. In questo quadro, la tutela dei rifugi collega esplorazione, conoscenza e conservazione del patrimonio sotterraneo.[9]

Relazione di approfondimento: le caratteristiche peculiari dei pipistrelli

Biologia dei pipistrelli: mammiferi con oltre 1.500 specie

I pipistrelli appartengono all’ordine dei Chirotteri. Il nome deriva dalle parole greche che indicano la mano e l’ala. Sono mammiferi, non uccelli, e costituiscono il secondo ordine di mammiferi per numero di specie. Bat Conservation International indica oltre 1.500 specie conosciute, distribuite in sei continenti.[3]

Questa diversità impedisce di descriverli attraverso un solo modello. Alimentazione, dimensioni, rifugi e organizzazione delle colonie variano molto. Il pipistrello calabrone raggiunge circa due grammi di massa. All’estremo opposto, alcune grandi volpi volanti presentano aperture alari che si avvicinano a 1,8 metri. Sono forme biologiche differenti appartenenti allo stesso ordine.[3]

La storia dei chirotteri supera i 50 milioni di anni. Nel corso di questa evoluzione, il volo e le diverse specializzazioni alimentari hanno permesso l’occupazione di numerosi ambienti. La loro presenza non è limitata alle grotte: riguarda anche foreste, paesaggi agricoli, deserti e costruzioni umane.[3][5]

Volo dei pipistrelli: una mano trasformata in ala

La prima peculiarità dei pipistrelli è il volo attivo. Sono gli unici mammiferi capaci di volare in modo sostenuto, invece di limitarsi a planare. Gli scoiattoli volanti, per esempio, scivolano nell’aria tra punti sopraelevati. I chirotteri producono invece il movimento necessario al volo attraverso il battito delle ali.[3][10]

L’ala deriva dalla trasformazione dell’arto anteriore. Le dita allungate sostengono una membrana, che forma la superficie alare. Il pollice rimane generalmente libero e può essere utilizzato per aggrapparsi e per la pulizia del corpo. La struttura conserva quindi l’origine anatomica di una mano, pur svolgendo una funzione diversa.[10][11]

La flessibilità delle ali consente manovre complesse. La membrana non è soltanto una superficie utile al movimento: partecipa anche a processi fisiologici, tra cui scambio di calore e bilancio idrico. Per questo una lesione alare può compromettere più funzioni contemporaneamente.[11][12]

Il confronto con gli uccelli mostra un caso di evoluzione convergente. Due gruppi differenti hanno sviluppato il volo battuto attraverso strutture diverse. Le ali svolgono una funzione analoga, ma non hanno la stessa organizzazione.[13]

Ecolocalizzazione dei pipistrelli: orientarsi attraverso gli echi

Molte specie utilizzano l’ecolocalizzazione. Emettono segnali sonori e interpretano gli echi restituiti dall’ambiente. Questo sistema permette di individuare ostacoli e prede, anche quando la luce è scarsa. Nelle specie che lo impiegano, l’informazione acustica integra gli altri sensi. I pipistrelli non sono ciechi.[3][11]

Gli echi forniscono informazioni sulla posizione degli oggetti, sulle dimensioni e sul movimento delle prede. Gran parte dei segnali è ultrasonica, quindi supera le frequenze normalmente percepite dall’orecchio umano. Il silenzio apparente di una notte con pipistrelli in volo può nascondere un’intensa attività sonora.[11][14]

Esistono modalità differenti di emissione. Molti chirotteri producono i segnali nella laringe e li emettono dalla bocca. Altri li proiettano attraverso il naso. Nei rinolofi, le strutture cutanee intorno alle narici contribuiscono a dirigere il segnale. Un lavoro presentato dal Natural History Museum nel febbraio 2026 collega le caratteristiche del cranio alle frequenze e alle modalità di emissione del sonar.[15]

L’ecolocalizzazione non va quindi considerata un dispositivo identico in tutte le specie. È una capacità specializzata, associata all’anatomia e alle esigenze ecologiche degli animali. Anche la ricerca scientifica utilizza queste differenze per comprendere l’evoluzione dei chirotteri.[15]

Alimentazione dei pipistrelli: insetti, frutta, nettare e altre risorse

L’insettivoria è la forma di alimentazione più diffusa tra i pipistrelli. Le specie italiane sono indicate come insettivore nel quadro divulgativo dedicato al loro ciclo biologico. In altri territori vivono chirotteri che consumano frutta o nettare. Esistono anche specializzazioni rivolte ad altre prede, compresi i pesci.[3][16]

Queste differenze corrispondono a funzioni ecologiche distinte. I pipistrelli insettivori contribuiscono al contenimento di insetti, inclusi organismi dannosi per le colture. Non è corretto attribuire a ogni specie lo stesso consumo alimentare. Il fabbisogno cambia con dimensioni, disponibilità di prede e fase riproduttiva. Bat Conservation International segnala consumi particolarmente elevati nelle femmine gravide o in allattamento.[3]

I nettarivori trasferiscono polline tra i fiori durante l’alimentazione. Questa attività interessa, tra le altre piante, agavi e grandi cactus. I frugivori disperdono semi, anche attraversando aree aperte. Possono così favorire la ricolonizzazione vegetale di superfici disboscate. Questi servizi appartengono soprattutto alle comunità tropicali e subtropicali e non vanno trasferiti indistintamente alla fauna italiana.[3][16]

Soltanto tre specie si alimentano di sangue. Vivono in America Latina. L’immagine del pipistrello come animale universalmente ematofago non descrive quindi la diversità dell’ordine e non riguarda le specie presenti in Italia.[3]

Rifugi dei pipistrelli: grotte, alberi ed edifici

Non tutti i pipistrelli vivono in grotta. Alcune specie utilizzano cavità arboree; altre occupano interstizi e ambienti nelle costruzioni. Le categorie troglofili, fitofili e antropofili indicano queste associazioni prevalenti. Non sono compartimenti rigidi: una specie può scegliere rifugi differenti durante l’anno.[5]

La scelta dipende dal clima locale, dalle opportunità del territorio e dalla fase biologica. Un rifugio adatto al riposo estivo può non soddisfare le esigenze dell’ibernazione. Analogamente, una colonia riproduttiva richiede condizioni favorevoli alla crescita dei piccoli. La conservazione deve quindi considerare una rete di siti, non soltanto una singola cavità.[5][16]

Molti pipistrelli riposano appesi a testa in giù. Le zampe posteriori sono specializzate per l’aggancio, mentre gli arti anteriori sono destinati al volo. Il pollice libero permette altri movimenti e appigli. Questa postura è legata alla loro anatomia e non indica una condizione anomala.[10]

Letargo dei pipistrelli: il risparmio energetico durante l’inverno

Nelle regioni temperate, la riduzione stagionale degli insetti rende difficile mantenere l’attività ordinaria. Molte specie superano l’inverno attraverso l’ibernazione. Durante il torpore diminuiscono metabolismo, temperatura corporea, frequenza cardiaca e respirazione. Il consumo energetico si riduce e gli animali utilizzano il grasso accumulato prima dell’inverno.[8][14]

Il letargo non equivale semplicemente a un sonno prolungato. È una condizione fisiologica di risparmio energetico. La riattivazione del metabolismo richiede energia, perché l’animale deve tornare a una temperatura compatibile con l’attività. I risvegli provocati dal disturbo possono quindi sottrarre riserve necessarie alla sopravvivenza.[8]

Temperatura, umidità e stabilità del rifugio sono importanti. Le grotte e altri ambienti sotterranei possono offrire condizioni favorevoli, ma non ogni cavità è adatta a tutte le specie. Tutela Pipistrelli indica orientativamente il periodo tra novembre e marzo come fase delicata per il letargo. La durata effettiva dipende dalle condizioni locali.[6][7][8]

Riproduzione dei pipistrelli: colonie di maternità e crescita dei piccoli

La maggior parte delle specie produce mediamente un solo piccolo all’anno. Si tratta di una riproduzione lenta rispetto a quella di molti altri piccoli mammiferi. La perdita di numerosi adulti non può quindi essere compensata rapidamente attraverso nuove nascite.[3]

In molte specie europee, gli accoppiamenti avvengono tra fine estate e autunno. Le femmine possono conservare lo sperma durante l’inverno, con fecondazione in primavera. Questo meccanismo collega la riproduzione al ritorno di condizioni favorevoli e a una maggiore disponibilità alimentare. Non rappresenta una regola universale per tutti i chirotteri.[16]

Le colonie di maternità, chiamate anche nursery, riuniscono femmine gravide e in allattamento. Il neonato dipende dalla madre per nutrizione e protezione. La crescita porta ai primi voli e poi all’alimentazione autonoma, con tempi differenti tra specie. La possibilità di volare non coincide automaticamente con il raggiungimento della maturità sessuale.[16]

Durante questa fase, l’abbandono del rifugio o il disturbo della colonia può compromettere la sopravvivenza dei piccoli. Tutela Pipistrelli richiama in particolare giugno e luglio come mesi sensibili per nascita, crescita e svezzamento. I calendari di protezione devono essere adattati al sito.[6][16]

Longevità dei pipistrelli: piccoli mammiferi che possono vivere per decenni

Le dimensioni ridotte non implicano necessariamente una vita breve. Alcune specie di pipistrelli raggiungono età elevate in natura. Bat Conservation International riporta un maschio di vespertilio di Brandt vissuto almeno 41 anni. Il dato rappresenta un caso documentato, non la durata media della vita di tutti i chirotteri.[3]

Il Dipartimento dell’Interno statunitense distingue questo record dalla situazione generale. Molti pipistrelli vivono meno di vent’anni, mentre per alcune specie sono documentate longevità superiori ai trenta. La combinazione tra lunga vita e poche nascite rende particolarmente importante la sopravvivenza degli adulti.[3][17]

Vita sociale dei pipistrelli: comunicazione e spostamenti stagionali

Le aggregazioni variano da individui isolati a colonie molto numerose. Nei rifugi riproduttivi, il calore condiviso può favorire condizioni adatte ai piccoli. Durante l’inverno, alcune specie formano gruppi compatti; altre restano separate o in piccoli nuclei. Non esiste quindi un’unica organizzazione sociale.[14]

I segnali acustici non servono soltanto all’orientamento. I richiami sociali aiutano a mantenere i contatti, riconoscere altri individui, segnalare rivalità e attirare partner. Possono comprendere frequenze udibili dall’uomo e frequenze ultrasoniche. Bat Conservation International descrive anche il riconoscimento dei richiami dei compagni di colonia in alcune specie.[18]

Gli spostamenti stagionali aggiungono un’altra dimensione. Alcuni pipistrelli migrano su lunghe distanze; altri rimangono nella stessa regione e utilizzano rifugi stagionali differenti. La migrazione e l’ibernazione rappresentano risposte diverse alla variazione delle risorse. Per le specie migratrici, la tutela deve estendersi ai territori attraversati.[3][14]

Guano dei pipistrelli: il collegamento tra superficie e biodiversità delle grotte

Il guano, cioè l’insieme delle deiezioni, introduce nutrienti negli ambienti sotterranei. In molte grotte le risorse alimentari sono limitate. I pipistrelli si alimentano all’esterno e trasferiscono parte della materia organica nel rifugio. Questo apporto sostiene comunità di organismi cavernicoli.[19]

Il collegamento può coinvolgere anche vertebrati. Uno studio sulla salamandra cavernicola Eurycea spelaea ha documentato l’ingestione di guano e la sua assimilazione nei tessuti. La ricerca mostra che l’apporto dei pipistrelli può alimentare relazioni trofiche più articolate di una semplice catena basata sulle prede catturate.[20]

La perdita di una colonia può quindi modificare anche la disponibilità di risorse nella cavità. La conservazione dei chirotteri interessa l’intero sistema biologico collegato al rifugio, non soltanto gli animali visibili sulle pareti.[19][20]

Minacce ai pipistrelli: habitat, cambiamento climatico e sindrome del naso bianco

La distruzione dei rifugi e degli habitat di alimentazione costituisce una pressione importante. A questa si aggiungono persecuzione, uso di pesticidi e cambiamento climatico. Siccità, temperature estreme e alterazioni della stagionalità possono incidere sulla sopravvivenza e sulla disponibilità di cibo.[2][3]

Anche gli impianti eolici possono causare mortalità, soprattutto in alcune specie migratrici. Bat Conservation International lavora su misure operative capaci di ridurre gli incidenti. La questione riguarda la compatibilità tra produzione energetica e conservazione della biodiversità, attraverso soluzioni basate sulla ricerca.[3]

In Nord America, la sindrome del naso bianco è una malattia fungina responsabile della morte di milioni di pipistrelli dall’emergere del problema nel 2006. Il fungo colpisce gli animali durante l’ibernazione. Le lesioni alle ali e i risvegli più frequenti alterano il bilancio energetico e possono portare all’esaurimento delle riserve prima della primavera.[12][21]

La malattia non va confusa con una generica presenza di materiale chiaro sul corpo. La diagnosi richiede competenze specifiche. Il quadro descritto dalle fonti riguarda soprattutto la crisi delle popolazioni nordamericane e non autorizza a trasferire gli stessi tassi di mortalità alle colonie italiane.[3][12]

Pipistrelli e persone: conservazione, osservazione e precauzioni sanitarie

La convivenza richiede comportamenti che proteggano persone e animali. I pipistrelli non devono essere manipolati da chi non possiede competenze adeguate. In caso di ritrovamento di un individuo in difficoltà, Tutela Pipistrelli invita a contattare rapidamente un esperto.[3][22]

Come altri mammiferi, possono contrarre infezioni trasmissibili all’uomo. Questo non significa che ogni individuo sia infetto. In caso di morso, Bat Conservation International raccomanda di lavare accuratamente la ferita con acqua e sapone e richiedere immediata assistenza medica. L’osservazione a distanza e l’assenza di manipolazioni evitano contatti non necessari.[3]

Per gli speleologi, le indicazioni essenziali comprendono il rispetto delle limitazioni di accesso e l’assenza di illuminazione diretta sulle colonie. Nei periodi di letargo e riproduzione, l’accesso ai rifugi occupati deve essere evitato. Le segnalazioni agli specialisti permettono di contribuire alla conoscenza senza trasformare ogni incontro in un censimento improvvisato.[5][6][7][8]

Fonti online


Fonti
[1] Bat Week – Purdue Extension https://extension.purdue.edu/events/2026/10/bat-week.html
[2] Home – Bat Week https://batweek.org/
[3] Bats 101 | Bat Facts, Species & Why They Matter https://www.batcon.org/about-bats/bats-101/
[4] Bat Week 2026: speleologi e ricercatori insieme per proteggere i pipistrelli delle grotte https://www.scintilena.com/bat-week-2026-speleologi-e-ricercatori-insieme-per-proteggere-i-pipistrelli-delle-grotte/10/10/
[5] La sezione speleo | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/la-sezione-speleo/
[6] Come comportarsi | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/come-comportarsi/
[7] Disturbo dei pipistrelli in grotta: perché le visite possono mettere a … https://www.scintilena.com/disturbo-dei-pipistrelli-in-grotta-perche-le-visite-possono-mettere-a-rischio-colonie-e-letargo/08/23/
[8] Il periodo invernale | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/il-periodo-invernale/
[10] Bats guide: species facts, what they eat, and whether they really are … https://www.discoverwildlife.com/animal-facts/mammals/bat-facts
[11] Flight, food and echolocation – About Bats – Bat Conservation Trust https://www.bats.org.uk/about-bats/flight-food-and-echolocation-2
[12] What Is White-nose Syndrome? (U.S. National Park Service) https://www.nps.gov/articles/what-is-white-nose-syndrome.htm
[13] Convergent evolution explained with 13 examples https://www.nhm.ac.uk/discover/convergent-evolution.html
[14] Bats – Lava Beds National Monument (U.S. National Park Service) https://www.nps.gov/labe/learn/nature/bats.htm
[15] How the echolocation of bats has shaped their skulls https://www.nhm.ac.uk/discover/news/2026/february/how-the-echolocation-of-bats-has-shaped-their-skulls.html
[16] Ciclo vitale dei pipistrelli: riproduzione, nursery e tutela … https://www.scintilena.com/ciclo-vitale-dei-pipistrelli-riproduzione-nursery-e-tutela-dei-rifugi/08/13/
[17] 13 Awesome Facts About Bats | U.S. Department of the Interior https://www.doi.gov/blog/13-facts-about-bats
[18] The Art of Bat Communication – Bat Conservation International https://www.batcon.org/the-art-of-bat-communication/
[19] Benefits of Bats – Bats (U.S. National Park Service) https://www.nps.gov/subjects/bats/benefits-of-bats.htm
[20] Coprophagy in a cave-adapted salamander; the importance of bat … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC1560199/
[21] White-nose Syndrome in National Parks https://www.nps.gov/articles/000/white-nose-syndrome-in-national-parks.htm
[22] Ho trovato un pipistrello – TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/ho-trovato-un-pipistrello/
[23] Bat Week – Bats (U.S. National Park Service) https://www.nps.gov/subjects/bats/bat-week.htm
[24] A Global Celebration of Bats and Their Ecological Importance https://www.batcon.org/press/a-global-celebration-of-bats-and-their-ecological-importance/
[25] WI Daily Update: A little love for bats https://www.outdoornews.com/2026/10/14/wi-daily-update-a-little-love-for-bats/
[26] Half of Wisconsin’s bat species remain state-threatened as International Bat Week approaches https://www.wearegreenbay.com/news/local-news/protecting-wisconsin-bats/
[27] Bat Week – Bee City USA https://beecityusa.org/event/bat-week-2/
[28] Pipistrelli Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/pipistrelli/
[29] Celebrate Bat Week Oct. 24-31 https://friendsofmoreaulake.org/2026/09/28/celebrate-bat-week-oct-24-31/
[30] Wisconsin Department of Natural Resources Press Releases https://www.einpresswire.com/sources/dnr.wisconsin.gov
[31] Bat Appreciation Day: il 17 aprile si celebra la Giornata … – Scintilena https://www.scintilena.com/bat-appreciation-day-il-17-aprile-si-celebra-la-giornata-internazionale-dei-pipistrelli/04/17/
[32] Myotis huariorum, una nuova specie di pipistrello tra le Ande e il deserto del Perù – Scintilena https://www.scintilena.com/myotis-huariorum-una-nuova-specie-di-pipistrello-tra-le-ande-e-il-deserto-del-peru/10/12/
[33] Notte Internazionale dei Pipistrelli 2025: Grande Mobilitazione per la … https://www.scintilena.com/notte-internazionale-dei-pipistrelli-2025-grande-mobilitazione-per-la-conservazione-dei-chirotteri/08/30/
[34] It’s Bat Week at Newport Public Library – NewsBreak https://www.newsbreak.com/lincoln-county-leader-the-news-guard-1600333/4937861539162-it-s-bat-week-at-newport-public-library
[35] Vaccines Give Bats a Wing Up Against White-Nose Syndrome on … https://www.nps.gov/articles/000/san-juan-island-white-nose-syndrome-vaccines.htm
[36] Fungus that Causes White-Nose Syndrome in Bats Detected in … https://www.nps.gov/orgs/1671/fungus-that-causes-white-nose-syndrome-in-bats-detected-in-south-dakota-for-the-first-time.htm
[37] Pathophysiology of white-nose syndrome in bats: A mechanistic … https://www.usgs.gov/publications/pathophysiology-white-nose-syndrome-bats-a-mechanistic-model-linking-wing-damage
[38] Bat Conservation International | Protecting Bats Worldwide https://www.batcon.org/
[39] Media Kit – Bat Conservation International https://www.batcon.org/news/media-kit/
[40] TutelaPipistrelli.it: Sito italiano dedicato ai chirotteri https://www.tutelapipistrelli.it/
[41] LINEE GUIDA RECUPERO E RIABILITAZIONE CHIROTTERI https://www.tutelapipistrelli.it/2026/01/22/linee-guida-recupero-e-riabilitazione-chirotteri/
[42] France | UNEP/Eurobats https://www.eurobats.org/country/france
[43] Bats, Insulation and Lining Materials – UNEP/Eurobats https://www.eurobats.org/document/bats-insulation-and-lining-materials
[44] Information Fact Sheet | UNEP/Eurobats https://www.eurobats.org/document/information-fact-sheet-0
[45] Guidelines for consideration of bats in lighting projects https://www.cms.int/node/45644
[46] Information on Bats and Infrasound | UNEP/Eurobats https://www.eurobats.org/node/43258
[47] Information Fact Sheet | UNEP/Eurobats https://www.eurobats.org/document/information-fact-sheet-5
[48] How to see UK bats and give them a helping hand https://www.nhm.ac.uk/discover/how-to-see-uk-bats-and-give-them-a-helping-hand.html
[49] Bats in flight identification guide | Natural History Museum https://www.nhm.ac.uk/take-part/identify-nature/bats-in-flight-id-guide.html
[50] Video (U.S. National Park Service) https://www.nps.gov/media/video/view.htm?id=2688A8C1-1DD8-B71B-0B903D86CBB43080
[51] Are migratory behaviours of bats socially transmitted? https://royalsocietypublishing.org/rsos/article/3/4/150658/36493/Are-migratory-behaviours-of-bats-socially
[52] A year in the life of a bat – About Bats – Bat Conservation Trust https://www.bats.org.uk/about-bats/a-year-in-the-life-of-a-bat
[53] Events & Training – Bat Conservation Trust https://www.bats.org.uk/events
[54] Why bats matter – About Bats – Bat Conservation Trust https://www.bats.org.uk/about-bats/why-bats-matter
[55] Woodland specialists – Bats and woodland – Bat Conservation Trust https://www.bats.org.uk/our-work/bats-and-woodland/woodland-specialists
[56] [PDF] Guidelines for Minimizing the Negative Impact to Bats and Other … https://wildlifeleaders.org/sites/default/files/documents/Bat%20Group%20SE%20Asia%20Bat%20Guano%20Harvesting%20Guidelines.pdf
[57] Pipistrello in casa: cosa fare senza toccarlo https://milazzo.life/blog/pipistrello-in-casa-cosa-fare/

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EuroSpeleo Forum 2026 a Pazin: la FSE cerca nuovi collaboratori per la speleologia europea

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Dal 13 al 15 novembre, l’EuroSpeleo Forum 2026 riunirà in Croazia speleologi e istituzioni. In programma tutela del carsismo, sostegno ai giovani e confronto sulle candidature per il rinnovo degli organismi federali nel 2027.

La Federazione Speleologica Europea invita gli speleologi a partecipare alle proprie attività e a valutare una candidatura nei suoi organismi.

Il prossimo punto di incontro sarà l’EuroSpeleo Forum 2026, previsto a Pazin, in italiano Pisino, dal 13 al 15 novembre.

La manifestazione porterà per la prima volta in Croazia il raduno europeo, affiancandolo all’incontro degli speleologi croati sotto il nome di Mundus Spelaeus 2026.

L’appello arriva dal presidente Jean-Claude Thies. Nel messaggio rivolto alla comunità speleologica, la FSE collega la partecipazione al Forum a un percorso più ampio. L’obiettivo è coinvolgere nuovi collaboratori nel Bureau, nelle commissioni e nei gruppi di lavoro. Il rinnovo dei mandati è previsto durante l’assemblea generale del maggio 2027 a Morteau, in Francia.

EuroSpeleo Forum 2026: la rete europea si incontra in Istria

La Federazione Speleologica Europea conta oggi 32 organizzazioni aderenti. Nel suo messaggio, Thies ricorda i 36 anni di attività della federazione e la presenza costruita nel tempo attraverso incontri nazionali e regionali. Il Forum di Pazin prosegue questo lavoro di collegamento fra le comunità speleologiche.

L’organizzazione locale fa capo alla Società Speleologica Istra di Pazin. Collaborano l’associazione speleologica Estavela, la Società Speleologica di Karlovac e il club Ursus spelaeus di Karlovac. L’evento si svolge sotto l’egida della FSE. Lo sostengono la Federazione Speleologica Croata, la Commissione di speleologia dell’Associazione alpinistica croata e la Città di Pazin.

L’EuroSpeleo Forum 2026 riunirà esploratori, ricercatori e appassionati. Il confronto riguarderà nuove ricerche, esperienze di esplorazione e protezione degli ambienti sotterranei. Fra gli obiettivi figurano anche la cooperazione fra federazioni e club, la condivisione delle conoscenze e lo sviluppo di riferimenti etici e tecnici comuni.

Tutela del carsismo: il workshop della commissione europea ECPC

La conservazione delle grotte sarà uno dei temi centrali della presenza federale a Pazin. Nel messaggio di Thies è annunciato il “Workshop on Karst Underground Preservation”, organizzato dalla European Cave Protection Commission, la commissione della FSE dedicata alla protezione delle grotte.

Al confronto sono invitati speleologi, amministratori locali, esperti regionali, organizzazioni impegnate nella conservazione della natura e autorità competenti. Il workshop metterà in dialogo esperienze e responsabilità diverse. Il tema comune sarà la ricerca di idee e soluzioni per proteggere grotte e territori carsici.

Il programma dell’EuroSpeleo Forum 2026 comprende anche una tavola rotonda sulle discariche sotterranee. Il tema collega direttamente l’attività speleologica alla gestione dei problemi ambientali. Nella giornata di domenica 15 novembre sono previsti inoltre incontri delle organizzazioni croate e un confronto sul catasto speleologico.

Pazinska jama e Martel: 130 anni di storia speleologica

L’appuntamento si inserisce nella lunga tradizione esplorativa dell’Istria. Il territorio è legato alle origini della speleologia europea moderna e presenta paesaggi carsici che costituiscono parte del contesto scientifico del raduno.

Nel 2026 ricorrono anche i 130 anni dall’ultima visita ed esplorazione di Édouard-Alfred Martel alla grotta di Pazin, la Pazinska jama, avvenuta nel 1896. Thies richiama questa ricorrenza nel messaggio di presentazione della partecipazione federale.

Il programma affianca al confronto contemporaneo alcune esposizioni dedicate al patrimonio sotterraneo. Sono previste mostre sulla voragine di Rašpor, sui valori naturali, scientifici e culturali del carsismo e sulle grotte e sugli abissi dell’Istria.

Giovani speleologi: due borse FSE fino a 500 euro

Per favorire la partecipazione giovanile, la Federazione Speleologica Europea ha messo a disposizione due borse di studio. Ciascun contributo può raggiungere un massimo di 500 euro. Il sostegno riguarda la partecipazione al 18° EuroSpeleo Forum di Pazin.

I requisiti indicati dalla FSE sono:

  • affiliazione, tramite il proprio club, a un’organizzazione membro della federazione;
  • età non superiore a 26 anni;
  • almeno 18 anni al momento della firma e dell’invio della domanda;
  • presentazione del modulo di candidatura e di una lettera di raccomandazione.

Le domande devono essere inviate all’indirizzo contact@eurospeleo.eu. Il modulo ufficiale specifica i dettagli e la scadenza. L’iniziativa sostiene giovani attivi nella speleologia, nella ricerca sul carsismo o nella protezione delle grotte.

Candidature FSE 2027: il rinnovo a Morteau

L’invito di Thies riguarda incarichi diversi. Gli speleologi possono valutare un impegno nel Bureau, nelle commissioni oppure nei gruppi di lavoro. Gli avvisi dettagliati sulle candidature saranno pubblicati all’inizio del 2027, secondo il calendario annunciato dal presidente.

Le elezioni per tutti i mandati si svolgeranno alla successiva assemblea generale della FSE. La sede sarà Morteau, durante l’incontro nazionale franco-svizzero e il 19° EuroSpeleo Forum. La manifestazione è in calendario dal 14 al 17 maggio 2027.

L’evento riunirà il 51° Congresso nazionale della Federazione Speleologica Francese, il 15° Congresso nazionale della Società Svizzera di Speleologia e il Forum europeo. Il tema sarà la speleologia e il carsismo dell’Arco giurassiano, con attenzione a grotte, acqua e clima dal passato al futuro.

Pazin rappresenterà quindi un primo luogo di confronto per chi intende collaborare alla vita federale. Il presidente invita gli interessati a incontrare il Bureau durante il Forum oppure a contattarlo direttamente.

Stand FSE e informazioni per partecipare a Pazin

Al prossimo EuroSpeleo Forum saranno disponibili anche nuovi capi di abbigliamento della federazione. Il progetto grafico è stato fornito da Taraneh Khaleghi. Secondo l’annuncio di Thies, i capi saranno distribuiti attraverso lo stand FSE nei prossimi Forum europei.

Per partecipare all’EuroSpeleo Forum 2026, la quota è di 30 euro con preiscrizione e pagamento ricevuto entro le ore 16 del 6 novembre. L’iscrizione sul posto costa 35 euro. Relatori e autori di poster possono inviare gli abstract entro il 20 ottobre 2026 a mundusspelaeus@gmail.com.

Fonti

[1] MUNDUS SPELAEUS [EN] – Hrvatski speleološki savez https://www.speleo.hr/mundus-spelaeus-en/

[2] News https://www.eurospeleo.eu/category/news/

[3] EuroSpeleo Forum 2026 a Pazin, il programma di Mundus Spelaeus … https://www.scintilena.com/eurospeleo-forum-2026-a-pazin-il-programma-di-mundus-spelaeus-prende-forma/09/11/

[4] Scholarships to attend the 18th EuroSpeleo Forum https://www.eurospeleo.eu/2026/06/16/fse-scholarships-to-encourage-young-cavers-to-attend-the-18th-eurospeleo-forum-in-pazin-croatia-13-15-november-2026/

[5] 19th EuroSpeleo Forum 2027 in Morteau, France https://www.eurospeleo.eu/event/19th-eurospeleo-forum-2027-in-morteau-france/

[6] European Congress of Speleology – Congrès Spéléo 2027 https://congres2027.speleo-doubs.com/en/home/

[10] Mundus Spelaeus 2026: l’EuroSpeleo Forum arriva a Pisino, in Istria https://www.scintilena.com/mundus-spelaeus-2026-leurospeleo-forum-arriva-a-pisino-in-istria/06/27/

[11] EuroSpeleo Youth Contest 2026: giovani speleologi invitati a … https://www.scintilena.com/eurospeleo-youth-contest-2026-giovani-speleologi-invitati-a-raccontare-il-mondo-sotterraneo/10/06/

[12] EuroSpeleo Newsletter luglio 2026: la FSE mette in rete … – Scintilena https://www.scintilena.com/eurospeleo-newsletter-luglio-2026-la-fse-mette-in-rete-eventi-progetti-e-tutela-del-carsismo/07/03/

[13] Borse di studio per giovani speleologi: partecipare al 18 … – Scintilena https://www.scintilena.com/borse-fse-per-giovani-speleologi-partecipare-al-18-eurospeleo-forum-a-pazin-croaziasottotitolo-la-federazione-speleologica-europea-offre-borse-di-studio-fino-a-500-euro-per-favorire-la-parte/06/17/

[14] Animazione Grotta di Monte Cucco in 3D – Scintilena https://www.scintilena.com/animazione-grotta-di-monte-cucco-in-3d/04/28/

[16] Visioni Sotterranee – young contest – Tetide https://www.tetide.org/progetti/visioni-sotterranee-young-contest/

[17] EuroSpeleo Forum 2026 – UK Caving https://ukcaving.com/board/index.php?threads/eurospeleo-forum-2026.34584/

[18] EuroSpeleo Projects – European Speleological Federation https://www.eurospeleo.eu/eurospeleo-projects/

[19] Public Workshop on “The natural and cultural value of kar | Alpconv https://www.alpconv.org/it/home/organizzazione/gruppi-di-lavoro-tematici/public-workshop-on-the-natural-and-cultural-value-of-karst-landscapes-focus-on-classic-karst/

[20] On ouvre au sec samedi à Morteau https://www.estrepublicain.fr/sport/2026/09/25/on-ouvre-au-sec-samedi-a-morteau

[22] EuroSpeleo Newsletter – European Speleological Federation https://www.eurospeleo.eu/eurospeleo-newsletter/

[23] Nature Workshop: Karst – A Mosaic of Life – Chiesa di San Lorenzo https://www.go2025.eu/en/imports/events/proposed/anonymous/nature-workshop-karst-a-mosaic-of-life

[24] Events from August 31 – European Speleological Federation https://www.eurospeleo.eu/events/

[25] Venir à Morteau – Congrès Spéléo 2027 https://congres2027.speleo-doubs.com/venir-a-morteau/

[26] Congrès International de Spéléologie de MORTEAU 2027 https://www.speleoubs.be/agenda/congres-international-de-speleologie-de-morteau-2027

[27] [PDF] EuroSpeleo Newsletter – European Speleological Federation https://www.eurospeleo.eu/wp-content/uploads/2026/06/Newsletter_July_2026_EN.pdf

[28] Newsletter Feed Archives https://www.ocbj.com/category/newsletter-feed/

[29] October 2021 EuroSpeleo Newsletter – UK Caving https://ukcaving.com/board/index.php?threads/october-2021-eurospeleo-newsletter.28742/

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Grotte di Pastena, cento anni di esplorazioni nel cuore carsico del Basso Lazio

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A un secolo dalle esplorazioni del 1926, il grande sistema carsico dei Monti Ausoni racconta la storia dell’acqua, della speleologia e delle rocce mesozoiche in cui si sviluppano oltre tre chilometri di ambienti sotterranei.

Nel cuore dei Monti Ausoni, in provincia di Frosinone, le Grotte di Pastena rappresentano uno dei sistemi carsici più conosciuti del Lazio.

Nel 2026 il complesso sotterraneo celebra un anniversario particolarmente significativo: cento anni dalle esplorazioni del 1926, ricordate lo scorso 22 settembre con una giornata organizzata dal Comune di Pastena, dalla Regione Lazio e da LAZIOcrea.

L’anniversario offre l’occasione per guardare alle grotte non soltanto come attrazione turistica, ma come un sistema naturale nel quale si intrecciano geologia, idrologia e storia della speleologia italiana.

Le rocce hanno decine di milioni di anni, la grotta una storia diversa

Un aspetto merita una precisazione. Le Grotte di Pastena vengono spesso presentate come cavità vecchie di “80 milioni di anni”.

Più correttamente, questa età è riferibile alle rocce carbonatiche mesozoiche nelle quali il sistema carsico si è sviluppato, indicate dalle fonti locali in un intervallo compreso indicativamente tra 80 e 50 milioni di anni.

La formazione e l’evoluzione delle cavità sono invece il risultato di processi carsici successivi, legati alla circolazione e all’azione dissolutiva delle acque nel massiccio calcareo.

Pastena si trova infatti ai margini di un antico polje carsico, il cui drenaggio converge verso l’inghiottitoio della grotta.

Una grotta di attraversamento

Una delle caratteristiche più interessanti di Pastena è la sua natura di grotta di attraversamento.

Le acque del Fosso Mastro penetrano nel sottosuolo attraverso l’inghiottitoio e percorrono il ramo attivo inferiore.

Il corso d’acqua prosegue per circa 2.200 metri e riemerge nel territorio di Falvaterra con il nome di Rio Obaco, dopo aver ricevuto l’apporto di sorgenti sotterranee perenni.

Al ramo attivo si affianca il ramo fossile superiore, ormai abbandonato dalla normale circolazione delle acque e caratterizzato da un ricco concrezionamento. Il percorso attraversa sale con stalattiti, stalagmiti, colonne, drappeggi di calcite e altre forme legate all’evoluzione carsica del sistema.

Fra gli ambienti più noti si trova la Sala del Lago Blu, dove una cascata di circa dieci metri raggiunge un piccolo bacino alimentato anche da sorgenti perenni.

La temperatura dell’acqua è indicata intorno ai 14-15 °C e l’umidità relativa raggiunge valori prossimi al 95-98 per cento.

Dalle esplorazioni del 1926 al ramo attivo

L’ingresso della grotta era naturalmente conosciuto dalla popolazione locale da molto tempo, ma la storia dell’esplorazione speleologica moderna di Pastena prende avvio nel 1926 con Carlo Franchetti e altri speleologi. L’anno successivo, nel 1927, le grotte furono già aperte alle visite turistiche.

L’esplorazione del sistema non terminò però con la sistemazione turistica.

Un passaggio decisivo avvenne nel 1966, quando il geologo e speleosub Lamberto Ferri Ricchi affrontò il ramo attivo, superando i sette sifoni che allora interrompevano la progressione e contribuendo a chiarire la complessa struttura idrologica della cavità. In seguito diversi sifoni furono eliminati o bypassati; il tratto sotterraneo rimane oggi un itinerario propriamente speleologico, distinto dal percorso attrezzato per il pubblico.

Cento anni di rapporto tra uomini e sottosuolo

La storia di Pastena non è solamente quella delle esplorazioni. L’ampio ingresso conserva testimonianze della frequentazione umana fin dalla preistoria e, durante la Seconda guerra mondiale, gli ambienti sotterranei furono utilizzati come rifugio dalla popolazione in fuga dai bombardamenti e dai combattimenti che interessavano il territorio del basso Lazio.

A cento anni dalle esplorazioni del 1926, oggi come allora (e molto tempo prima), le Grotte di Pastena mostrano le diverse dimensioni del mondo sotterraneo: laboratorio naturale per comprendere il carsismo, luogo di esplorazione speleologica, archivio della presenza umana e ambiente da proteggere e conoscere.

23 giugno 2019: Diversamente Speleo a Pastena

Nel 2019 le Grotte di Pastena hanno ospitato un’iniziativa di Diversamente Speleo, alla quale ha partecipato anche Fabrizio Toso, amico e coordinatore della Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali della SSI ETS.

Il racconto di quella giornata, corredato da numerose fotografie, è disponibile sul blog Aggrottiamoci, qui: https://aggrottiamoci.com/2019/07/02/pastena-diversamente-speleo-23-06-2019/

Foto Fabrizio Toso

Foto Fabrizio Toso

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La geologia dei Monti Pisani: a Pisa un incontro per il Centenario della Speleologia Pisana, 1926-2026

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Venerdì 9 ottobre 2026, alle h 18:00, all’Università di Pisa i professori Michele Marroni e Chiara Frassi accompagneranno il pubblico alla scoperta della storia geologica dei Monti Pisani. L’appuntamento rientra nelle celebrazioni per i cento anni della speleologia pisana, 1926-2026.

PISA – Un viaggio nella storia più antica del territorio, tra rocce, strutture geologiche e paesaggi che raccontano milioni di anni di trasformazioni. Venerdì 9 ottobre 2026, alle ore 18, l’Università di Pisa ospiterà l’incontro “Geologia dei Monti Pisani”, dedicato alla conoscenza di uno dei complessi montuosi più significativi della Toscana settentrionale.

A condurre la serata saranno il professor Michele Marroni e la professoressa Chiara Frassi, del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa. L’appuntamento si terrà nell’Aula C del Dipartimento di Scienze della Terra, in via Santa Maria 53 a Pisa.

L’iniziativa si inserisce nel programma del Centenario della Speleologia Pisana, 1926-2026, un importante anniversario che celebra un secolo di esplorazioni, ricerche e attività dedicate alla conoscenza del mondo sotterraneo e del territorio.

I Monti Pisani rappresentano infatti un ambiente di particolare interesse non soltanto paesaggistico, ma anche scientifico. La loro struttura conserva testimonianze fondamentali per comprendere l’evoluzione geologica dell’area e offre numerosi spunti per mettere in relazione geologia, morfologia del territorio e fenomeni carsici.

Ci si potrà avvicinare alla geologia del comprensorio attraverso il contributo dei due studiosi dell’Università di Pisa, veri esperti di geologia strutturale e tettonica, che guideranno il pubblico alla scoperta della storia geologica dei Monti Pisani, approfondendo l’origine e l’evoluzione dei rilievi che caratterizzano il paesaggio tra Pisa e Lucca.

L’evento è organizzato nell’ambito delle manifestazioni per il Centenario della Speleologia Pisana, con il patrocinio del Comune di Pisa e la partecipazione delle realtà speleologiche e scientifiche coinvolte nelle celebrazioni.

Appuntamento venerdì 9 ottobre alle ore 18, nell’Aula C del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa, via Santa Maria 53.

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Espeleo Canyoning Cinema ASEDEB 2026, a Málaga tre giorni di cinema per speleologia e canyoning

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Dal 10 al 12 ottobre al Cine Albéniz proiezioni in concorso, premi e una chiusura con dibattito dedicata agli ambienti sotterranei e alle forre

Málaga ospiterà dal 10 al 12 ottobre 2026 la prima edizione dell’Espeleo Canyoning Cinema ASEDEB 2026, rassegna cinematografica dedicata alla speleologia, alla speleosubacquea e al canyoning. Il festival si svolgerà nelle sale del Cine Albéniz e proporrà opere audiovisive incentrate sull’esplorazione sotterranea, sulle discese in forra e sugli ambienti naturali collegati a queste pratiche.[1][2]

L’iniziativa è organizzata dall’Asociación Española de Espeleología y Barrancos, ASEDEB. Il catalogo della manifestazione è stato reso disponibile online e riunisce il programma delle proiezioni e le schede delle opere selezionate per il concorso. I trailer dei film in gara sono inoltre indicati attraverso il canale YouTube dell’associazione.[3][4]

Espeleo Canyoning Cinema ASEDEB 2026: due ambiti di concorso

Il regolamento dell’Espeleo Canyoning Cinema ASEDEB 2026 prevede due categorie: “Espeleología y Espeleobuceo” e “Descenso de cañones y barranquismo”. Per entrambe sono ammesse due modalità. I cortometraggi devono avere una durata compresa tra cinque e dieci minuti. I documentari devono superare i quindici minuti.[1]

La selezione comprende quindi produzioni che affrontano sia la frequentazione e l’esplorazione delle cavità naturali, compresi gli itinerari speleosubacquei, sia l’attività nei canyon e nei torrenti incassati. Il perimetro tematico collega pratica, racconto di esplorazione, paesaggio e documentazione audiovisiva.

Le opere concorrenti dovevano essere state prodotte dopo il 1° gennaio 2023. L’iscrizione era gratuita. La data fissata per l’invio dei lavori era il 10 agosto 2026, mentre la programmazione ufficiale è stata annunciata il 10 settembre. Il bando richiedeva l’invio digitale in formato mp4, almeno in alta definizione 1920×1080.[1]

Il cinema tra divulgazione e tutela delle grotte

L’Espeleo Canyoning Cinema ASEDEB 2026 nasce con l’obiettivo di usare il linguaggio del cinema per rendere accessibili ambienti che restano normalmente fuori dallo sguardo del pubblico. Grotte, fiumi sotterranei, pareti di forra e paesaggi carsici richiedono tecniche di ripresa specifiche e una preparazione adeguata.

La proposta dell’organizzazione non riguarda soltanto la qualità tecnica delle immagini. Il festival dichiara di voler valorizzare i racconti legati alla collaborazione, alla perseveranza, alla responsabilità individuale e al rispetto per l’ambiente. Sono elementi centrali nelle attività di speleologia, speleosubacquea e canyoning.[1][3]

Il tema della tutela assume un rilievo preciso. Le immagini possono mostrare la complessità di ecosistemi fragili e il carattere non riproducibile di molte cavità e forre. La diffusione audiovisiva può quindi favorire conoscenza e consapevolezza senza trasformare necessariamente ogni luogo in una meta di consumo.

Premi dell’Espeleo Canyoning Cinema ASEDEB 2026

Per ciascuna categoria e modalità, la giuria assegnerà premi per il miglior cortometraggio, il miglior documentario, il miglior cortometraggio di autore spagnolo e il miglior documentario di autore spagnolo. Ogni riconoscimento della giuria prevede diploma, trofeo e 1.250 euro.[1]

Sono previsti anche premi speciali del pubblico per cortometraggio e documentario, con diploma, trofeo e 625 euro. Il “Memorial José Antonio Berrocal”, assegnato dalla direzione ASEDEB a un’opera realizzata da un socio o una socia dell’associazione, punta a riconoscere la trasmissione di valori connessi allo sport in natura, al compagno di attività, all’etica e al rispetto ambientale. Il premio consiste in diploma, trofeo e materiale sportivo del valore dichiarato di 750 euro.[1]

La giuria sarà composta da tre persone con esperienza nel cinema e nelle discipline di speleologia, speleosubacquea e discesa di canyon. Una stessa opera potrà concorrere a più riconoscimenti, secondo quanto stabilito dal regolamento.[1]

Programma a Málaga e chiusura del festival

Le proiezioni ufficiali dell’Espeleo Canyoning Cinema ASEDEB 2026 sono distribuite nelle tre giornate dal 10 al 12 ottobre al Cine Albéniz di Málaga. I biglietti per le sessioni in concorso sono indicati al prezzo di 3 euro. Per la doppia proiezione conclusiva il prezzo comunicato è di 5 euro.[1][4]

La chiusura è programmata nel pomeriggio del 12 ottobre. Oltre alla consegna dei premi, è prevista la proiezione di un film o documentario commerciale, seguita da una tavola rotonda o da un colloquio con protagonisti dell’opera e con atleti o figure rilevanti nei temi affrontati dalla rassegna.[1]

L’Espeleo Canyoning Cinema ASEDEB 2026 propone quindi un appuntamento rivolto a speleologi, torrentisti, autori e pubblico interessato alla narrazione degli ambienti sotterranei e delle forre. La presenza di un concorso strutturato, di premi e di una programmazione pubblica colloca l’iniziativa nel percorso delle rassegne che utilizzano il cinema per documentare esplorazione, tecniche e questioni di conservazione.[1][2]

Fonti

Fonti
[1] Bases de la Convocatoria – Cinema Asedeb https://cinemaasedeb.es/bases-de-la-convocatoria/
[2] Espeleo Canyoning Cinema ASEDEB 2026: il festival di … – Scintilena https://www.scintilena.com/espeleo-canyoning-cinema-asedeb-2026-il-festival-di-cinema-di-speleologia-e-canyoning-arriva-a-malaga/03/03/
[3] Cinema Asedeb – Espeleo Canyoning Cinema ASEDEB 2026 https://cinemaasedeb.es/
[4] Programa – Cinema Asedeb https://cinemaasedeb.es/programa/
[6] film https://baynews9.com/events/2026/09/27/film_101
[7] Zinemaldia 2026: programa de películas del martes 22 https://www.diariovasco.com/culturas/zinemaldia/programa/zinemaldia-2026-programa-peliculas-martes-22-20260922163238-nt.html
[8] Disponible el catálogo oficial del Espeleo Canyoning Cinema … https://espeleo.com/noticia/disponible-el-catalogo-oficial-del-espeleo-canyoning-cinema-asedeb-2026/
[9] ESPELEO CANYONING CINEMA ASEDEB 2026 – festhome.com https://festhome.com/festival/espeleo-canyoning-cinema-asedeb
[10] ¡La cuenta atrás ha comenzado! Málaga acoge del 10 al 12 de … https://espeleo.com/noticia/la-cuenta-atras-ha-comenzado-malaga-acoge-del-10-al-12-de-octubre-el-espeleo-canyoning-cinema-asedeb-2026/
[11] Espeleo Canyoning Cinema ASEDEB 2026 – FilmFreeway https://filmfreeway.com/EspeleoCanyoningCinemaASEDEB2026
[12] Catálogo Espeleo Canyoning Cinema ASEDEB 2026 https://heyzine.com/flip-book/53524ef2c8.html
[13] Espeleo Canyonig Cinema ASEDEB 2026 Ficha de Inscripción https://cinemaasedeb.es/wp-content/uploads/2026/05/Ficha-inscripcion-Espeleo-Canyoning-Cinema-ASEDEB-2026.pdf
[14] Blog: Film festivals https://festhome.com/en/blog/call-for-entries/page:38
[15] Prossimi Appuntamenti della Speleologia https://www.scintilena.com/prossimi-appuntamenti-della-speleologia/06/12/
[16] Film festivals: Blog https://filmmakers.festhome.com/en/blog/call-for-entries/page:13

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Settimana della geodiversità 2026: a Pisa, Calci e Livorno sette giorni tra rocce, miniere e paesaggi

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Dal 3 all’11 ottobre il Museo di Storia Naturale e il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa propongono incontri, escursioni, attività didattiche e una nuova sala mineralogica. Nel programma anche georisorse, paleontologia, clima e la storia geologica del Monte Pisano.

È iniziata il 3 ottobre la Settimana della geodiversità 2026, iniziativa promossa dal Museo di Storia Naturale e dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa. Il calendario si sviluppa fino all’11 ottobre con sette giornate distribuite tra Calci, Pisa, Livorno, Montevarchi e alcune località del territorio pisano.[1]

La Settimana della geodiversità 2026 è realizzata con il Gruppo Geo-Mineralogico Livornese APS e la sezione di Pisa del Club Alpino Italiano. Il programma comprende conferenze, mostre, laboratori, escursioni, cinema e proposte didattiche. Al centro vi sono rocce, minerali, fossili, forme del paesaggio e processi geologici.[1]

Geodiversità e patrimonio geologico: il tema degli incontri

La geodiversità indica l’insieme dei caratteri geologici, geomorfologici, idrologici e pedologici che distinguono un territorio. Non riguarda soltanto gli oggetti conservati nelle collezioni museali. Include le rocce affioranti, le successioni sedimentarie, le cavità, le risorse minerarie, i suoli e le forme del rilievo.

Secondo ISPRA, questi elementi concorrono anche al funzionamento degli ecosistemi e sono strettamente connessi alla biodiversità. Conoscere il substrato e la storia fisica dei luoghi aiuta quindi a leggere la distribuzione degli habitat e delle specie, oltre alle trasformazioni del paesaggio.[2]

Per il pubblico speleologico, la Settimana della geodiversità offre una chiave utile per interpretare le cavità naturali e artificiali. Le grotte, i sistemi carsici e le miniere sono infatti espressioni di processi che coinvolgono litologia, fratturazione, circolazione delle acque e attività estrattive. La tutela del patrimonio geologico interessa anche questi ambienti e la loro documentazione.

ISPRA descrive la geodiversità come un “partner silenzioso” della biodiversità, poiché le caratteristiche geologico-geomorfologiche possono affiancare e condizionare lo sviluppo della vita sulla Terra.[3]

Miniere di magnesite e georisorse nei Monti Livornesi

L’apertura della Settimana della geodiversità 2026 è stata dedicata alle miniere di magnesite dei Monti Livornesi. Sabato 3 ottobre, al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno, un convegno ha affrontato la geologia, la storia e i minerali delle miniere di Rosignano Marittimo. È stata inoltre aperta una mostra temporanea di rocce, minerali e documenti storici relativi alla carbonatazione delle serpentiniti e alla storia mineraria locale.[1]

Domenica 4 ottobre si è svolta l’escursione didattica alla Miniera di Botro Massaccio. Il percorso, lungo circa sei chilometri e della durata prevista di sette ore, parte dalla località Le Forbici presso Castiglioncello. I partecipanti hanno osservato ciottoli di magnesite, affioramenti di serpentiniti e filoni rodingitici, fino agli impianti minerari e all’imbocco della galleria del primo livello di carreggio.[1]

Paleontologia, georisorse e clima nel programma pisano

La giornata del 4 ottobre ha compreso anche la partecipazione al Paleofest di Montevarchi. In piazza Vittorio Veneto si sono svolte attività su paleontologia e fossili, compreso un approfondimento sui grandi vertebrati marini rinvenuti nel deserto di Ica, in Perù. I laboratori del Museo hanno proposto invece esperienze sulla formazione dei fossili, sulle tracce biologiche del passato e sulla ricostruzione virtuale di reperti.[1]

Lunedì 5 ottobre il Cineclub Arsenale di Pisa ospita la proiezione del documentario Il Sale della Terra. L’introduzione curata dal Dipartimento di Scienze della Terra pone l’attenzione sulle georisorse, considerate una base materiale della società contemporanea. L’accesso avviene con biglietto del cinema; non è richiesta un’iscrizione specifica.[1]

Martedì 6 ottobre l’EarthLab del Dipartimento di Scienze della Terra ospita il terzo appuntamento del Laboratorio nelle Geoscienze. Il tema è “Parlare di clima a scuola nel 2026”. L’incontro, destinato a dodici docenti delle scuole superiori, prevede brevi seminari, la visita alla mostra fotografica “+2° ACCELERAZIONE PERICOLOSA” e un confronto su attività didattiche dedicate al clima.[1]

Monte Pisano, pietre da costruzione e minerali toscani

Mercoledì 7 ottobre, al Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa a Calci, lo storytelling “Non c’era una volta il Monte Pisano…” ripercorre circa 500 milioni di anni di storia geologica attraverso venti tappe. Rocce, minerali e fossili vengono utilizzati per raccontare antichi oceani, rilievi erosi, movimenti dei continenti e trasformazioni del territorio. L’iscrizione è gratuita ma obbligatoria; i posti disponibili sono venti.[1]

Sabato 10 ottobre la Settimana della geodiversità 2026 prosegue a Pisa con “Alla ricerca della pietra”, una caccia al tesoro geologica lungo le Mura. Dopo un’introduzione alle pietre usate nella costruzione della cinta muraria, le squadre dovranno riconoscere i conci in base a immagini di riferimento. L’attività è gratuita con prenotazione obbligatoria e un massimo di venti partecipanti.[1]

Nel pomeriggio dello stesso giorno, alle 15.30, il Museo di Calci inaugura la nuova sala “Meraviglie mineralogiche della Toscana”. Il nuovo allestimento segue la chiusura della precedente Galleria dei minerali, avvenuta all’inizio del 2023, e presenta una sezione dedicata al patrimonio mineralogico regionale.[1]

L’antico oceano Ligure-Piemontese a Castellina Marittima

La chiusura della Settimana della geodiversità 2026 è prevista domenica 11 ottobre con una geoescursione del CAI Pisa intorno a Castellina Marittima. L’itinerario ad anello segue in parte i Percorsi Verdi e i sentieri CAI delle Colline Pisane.[1]

L’escursione consente di osservare rocce datate tra circa 180 e 120 milioni di anni. Si tratta di formazioni sedimentarie e magmatiche delle Unità Liguri Interne, riferibili alla litosfera dell’antico bacino oceanico Ligure-Piemontese. Nel pomeriggio è prevista una visita guidata all’Ecomuseo dell’Alabastro, dedicato alla lavorazione e all’estrazione della pietra ornamentale.[1]

L’iniziativa è aperta ai soci CAI e ai non soci, con quote diverse e prenotazione obbligatoria. Il programma dettagliato, le modalità di iscrizione, i costi e i contatti per ciascuna attività sono disponibili nella pagina ufficiale del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa.[1]

Fonti

Fonti
[1] Settimana della geodiversità 2026 https://www.msn.unipi.it/it/eventi/settimana-della-geodiversita-2026/
[2] Geositi e Geoparchi (UNESCO) — Italiano – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/tutela-del-patrimonio-geologico-parchi-geominerari-geoparchi-e-geositi/index
[3] Giornata mondiale della geodiversità — Italiano – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/notizie-e-novita-normative/notizie-ispra/2024/10/giornata-mondiale-della-geodiversita
[5] Settimana della geodiversità 2026 – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/museo/calendario-eventi/2026/settimana-della-geodiversita-2026
[6] Geologia – Regione FVG https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/ambiente-territorio/geologia/FOGLIA55/
[7] [PDF] Patrimonio geologico e geodiversità – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00003700/3731-patrimonio.pdf
[8] Settimana della geodiversità – Museo di Storia Naturale dell … https://www.msn.unipi.it/it/eventi/settimana-della-geodiversita/
[9] Eventi Settimana della geodiversità https://www.msn.unipi.it/it/categoria-evento/settimana-della-geodiversita/
[10] Eventi – Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa – UNIPI https://www.msn.unipi.it/it/eventi/
[11] Rocce, fossili e paesaggi: sette giorni alla scoperta della geodiversità con l’Università https://www.lanazione.it/pisa/cronaca/rocce-fossili-e-paesaggi-sette-giorni-alla-scoperta-della-geodiversita-con-luniversita-f15d6486
[12] Sette giorni di eventi alla scoperta della geodiversità – PisaToday https://www.pisatoday.it/eventi/settimana-geodiversita-universita-pisa-ottobre-2026.html
[13] Settimana del Pianeta Terra 2026: 89 Geoeventi in tutta Italia – Pikaia https://pikaia.eu/settimana-pianeta-terra-2026-geoeventi/
[14] Geodiversità: “a portata di mano” tema per la Giornata 2026 https://www.regionieambiente.it/geodiversita-portata-di-mano-tema-giornata-2026/
[15] Settimana della Geodiversità a Pisa e Calci https://www.terredipisa.it/events/settimana-della-geodiversita-al-museo-di-storia-naturale-di-calci/
[16] Geoeventi 2026 – Settimana del Pianeta Terra https://www.settimanaterra.org/geoeventi

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Duemila Grotte a Trieste: il centenario del volume che ordinò il Carso sotterraneo

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Il workshop del 15 settembre 2026 ha messo in dialogo il catasto speleologico storico, la ricerca contemporanea e la prima Giornata internazionale UNESCO delle grotte e del carsismo

Trieste ha dedicato il 15 settembre 2026 un workshop a Duemila Grotte. Quarant’anni di esplorazioni nella Venezia Giulia, il volume pubblicato dal Touring Club Italiano nel 1926 e firmato da Luigi Vittorio Bertarelli ed Eugenio Boegan. L’incontro, intitolato “Duemila Grotte 1926-2026. La speleologia cent’anni dopo”, si è svolto alla Sala Luttazzi del Magazzino 26, nel Porto Vecchio.[1][2]

L’appuntamento ha riunito storia della speleologia, documentazione, rilievo, catasto e comunicazione. Il centenario del libro ha offerto un punto di osservazione sul cambiamento delle pratiche speleologiche nel Carso e sul valore degli archivi per le ricerche attuali.[1][3]

Duemila Grotte e il catasto speleologico della Venezia Giulia

Duemila Grotte occupa un posto centrale nella bibliografia speleologica italiana. Il volume conta 494 pagine, comprende incisioni, tavole a colori e una carta speleologica alla scala 1:100.000. La sua struttura associa divulgazione e organizzazione dei dati.[2][4]

La prima parte è costruita come un manuale di speleologia. Tratta il carsismo, la flora e la fauna ipogee, la paleontologia, l’esplorazione, il rilievo, la fotografia, le grotte di guerra e l’idrologia sotterranea. La seconda parte raccoglie il catasto delle cavità della Venezia Giulia nei confini dell’epoca tra le due guerre.[2]

Il censimento descriveva 2.142 cavità e conservava circa 800 rilievi. Mappe, localizzazioni, descrizioni e disegni consentivano di trasformare osservazioni raccolte in decenni in un patrimonio consultabile. Per la speleologia del Carso, il libro rappresentò quindi anche un modello di metodo: esplorare, misurare, ordinare e restituire le informazioni.[3][5]

La storia editoriale dell’opera è significativa. Le matrici originarie furono distrutte durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Nel 1986 fu realizzata una ristampa anastatica, che rese nuovamente disponibile il testo e ne preservò la consultazione.[2]

Workshop Duemila Grotte: archivi, rilievo e ricerca sul Carso

Il workshop Duemila Grotte è stato organizzato dalla Federazione Speleologica Regionale del Friuli Venezia Giulia APS con la Commissione Grotte Eugenio Boegan della Società Alpina delle Giulie, sezione di Trieste del Club Alpino Italiano. L’iniziativa ha avuto i patrocini della Società Speleologica Italiana e del Servizio geologico della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.[1]

Nel programma hanno trovato spazio la genesi del volume, le grotte di guerra, il rilievo ipogeo e l’evoluzione degli strumenti di misura. La parte contemporanea ha affrontato il Catasto speleologico regionale, la comunicazione della speleologia, le grotte turistiche, l’archeologia carsica, le cavità artificiali, le acque e la biodiversità sotterranee.[3]

Ha partecipato anche il Centro Italiano di Documentazione Speleologica della Società Speleologica Italiana ETS. La sua presenza ha richiamato un tema essenziale: le pubblicazioni speleologiche non sono soltanto testimonianze storiche. Sono strumenti per conservare dati, rendere confrontabili le osservazioni e trasmettere conoscenze a ricercatori, gruppi e pubblico.

Nel caso di Duemila Grotte, questa funzione emerge con particolare chiarezza. L’opera racconta le cavità e il paesaggio carsico, ma registra anche le tecniche e gli interessi della speleologia del primo Novecento. Il confronto con i catasti digitali e con il rilievo strumentale attuale permette di seguire l’evoluzione della ricerca senza separarla dalla sua documentazione.

UNESCO e Duemila Grotte nella Giornata delle grotte e del carsismo

La data del workshop si è collocata nel calendario della prima Giornata internazionale delle grotte e del carsismo. La ricorrenza UNESCO cade ogni 13 settembre ed è dedicata alla conoscenza, alla protezione, allo studio e alla gestione sostenibile degli ambienti carsici.[6][7]

Secondo l’UNESCO, grotte e paesaggi carsici coprono quasi un quarto delle terre emerse e forniscono acqua potabile a più di un miliardo di persone. Sono anche ambienti fragili, con biodiversità sotterranea, archivi geologici e testimonianze culturali che richiedono attenzione specifica.[6]

In Friuli Venezia Giulia, le iniziative per la ricorrenza hanno incluso aperture al pubblico, attività divulgative e appuntamenti dedicati al patrimonio ipogeo. Il workshop Duemila Grotte ha collegato questa dimensione internazionale alla storia locale del Carso triestino.[7]

Il nesso è concreto. Un catasto speleologico aggiornato contribuisce alla lettura dei sistemi sotterranei, alla pianificazione della tutela e alla conoscenza delle risorse idriche. Gli inventari storici permettono inoltre di confrontare dati, toponimi, accessi e condizioni delle cavità nel tempo.

Dal volume del 1926 alla documentazione speleologica attuale

A cento anni dalla pubblicazione, Duemila Grotte resta un riferimento per comprendere il rapporto tra esplorazione e scrittura scientifica. Il suo impianto riuniva discipline diverse e dava forma a un archivio territoriale del Carso.[1][2]

La speleologia contemporanea utilizza strumenti digitali, banche dati geografiche, rilievi tridimensionali e misure sempre più precise. Rimane invariata la necessità di verificare, archiviare e condividere i risultati. In questo senso, il workshop Duemila Grotte ha proposto una lettura attuale del libro: non un oggetto soltanto celebrativo, ma una fonte utile per discutere qualità della documentazione e continuità della ricerca.

La giornata triestina ha così riportato l’attenzione sul valore delle pubblicazioni speleologiche. Ogni rilievo, scheda catastale, fotografia e relazione può diventare parte di una memoria collettiva del sottosuolo. È una base necessaria per studiare e proteggere le grotte del Carso.

Fonti

Fonti
[1] FSR-FVG APS e La Gazzetta dello speleologo: Federazione … https://www.fsrfvg.it/
[2] DUEMILA GROTTE. 1926-2026 La speleologia cent’anni dopo – Eventi http://eventi.regione.fvg.it/Eventi/dettaglioEvento.asp?evento=28441
[3] Duemila Grotte, a Trieste il centenario del volume che ha dato forma … https://www.scintilena.com/duemila-grotte-a-trieste-il-centenario-del-volume-che-ha-dato-forma-al-catasto-carsico/09/12/
[4] Duemila grotte : quarant’anni di esplorazioni nella Venezia Giulia http://www.librinlinea.it/titolo/duemila-grotte-quarantanni-di-esplora/LO10249460
[6] International Day of Caves and Karst | UNESCO https://www.unesco.org/en/days/caves-and-karst
[7] Giornata internazionale delle grotte e del carsismo – IDCK https://catastogrotte.regione.fvg.it/pagina/39/idck-giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo
[8] [PDF] Luigi Vittorio Bertarelli, colui che ha saputo valorizzare il patrimonio … https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2009/12/Bertarelli_-Sopra-e-sotto-il-Carso-11-2020.pdf
[9] Workshop di speleologia cent’anni dopo “Duemila Grotte” https://www.triesteallnews.it/2026/09/workshop-di-speleologia-centanni-dopo-duemila-grotte/
[10] Duemila Grotte. 1926-2026, La Speleologia, cent’anni dopo https://salaluttazzi.comune.trieste.it/eventi/duemila-grotte-1926-2026-la-speleologia-centanni-dopo/
[11] Archivio per Agosto 2026 https://www.fsrfvg.it/?m=202608&ec3_listing=disable
[12] Duemila grotte – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Duemila_grotte
[13] Duemila grotte. Quarant’anni di esplorazioni nella Venezia Giulia da … https://www.abebooks.it/Duemila-grotte-Quarantanni-esplorazioni-Venezia-Giulia/32457996339/bd
[14] Luigi Vittorio Bertarelli – boegan.it https://www.boegan.it/2009/12/luigi-vittorio-bertarelli/
[15] UNESCO International Day of Caves and Karst https://www.caveskarstday.org/
[16] Luigi Vittorio Bertarelli http://www.gwferrari.it/RivisteSpeleo/BiblioPersone/BiblioBertarelli/BiblioBertarelli.html
[17] “Duemila grotte: quarant’anni di esplorazioni nella Venezia Giulia” di … https://www.cacciatoredilibri.com/duemila-grotte-quarantanni-di-esplorazioni-nella-venezia-giulia-di-luigi-vittorio-bertarelli-ed-eugenio-boegan-touring-club-italiano-1926/
[18] Duemila grotte. Quarant’anni di esplorazioni nella Venezia Giulia https://www.vialibri.net/years/books/911163630/1926-bertarelli-l-v-e-boegan-e-duemila-grotte-quarantanni-di-esplorazioni-nella
[19] Rifiuti abbandonati nelle grotte. Gli speleologi ne recuperano 400 kg https://www.lanazione.it/lucca/cronaca/rifiuti-abbandonati-nelle-grotte-gli-a8bc4db9
[20] Il mondo alla rovescia – RTV SLO https://www.rtvslo.si/capodistria/radio-capodistria/notizie/friuli-venezia-giulia/il-mondo-alla-rovescia/793791
[21] Resoconto del workshop Duemila Grotte – 1926 | 2026 https://www.fsrfvg.it/?p=12363
[22] Giornate della Speleologia – Il buio è portato alla luce, l’Italia … https://www.giornatedellaspeleologia.it/
[23] Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: a Postumia la … https://www.scintilena.com/giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo-a-postumia-la-prima-celebrazione-unesco/09/12/
[24] Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo 2026 – ESCA https://www.esca-pdsotterranea.it/portal/index.php/dalla-rete/giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo-2026
[25] Duemila Grotte. 1926-2026, La Speleologia, cent’anni dopo https://triestecultura.it/evento/duemila-grotte-1926-2026-la-speleologia-centanni-dopo/
[26] Duemila Grotte. 1926-2026, La Speleologia, cent’anni dopo https://triestecultura.it/evento/duemila-grotte-1926-2026-la-speleologia-centanni-dopo-3/
[27] CELEBRATI CON UN WORKSHOP I 100 ANNI DEL “DUEMILA … https://caisag.ts.it/cgeb-un-workshop-per-i-100-anni-del-2000-grotte-2026/
[28] giornata internazionale delle grotte e del carsismo Archivi https://grottadelvento.com/it/tag/giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo/
[29] Sito web ufficiale – Carsismo e Grotte nelle Evaporiti dell’Appennino … https://www.ekcna.it/

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Mostra fotografia speleologica a Cascina: Speleofotocontest porta le immagini ipogee alla Libreria Spazio Y

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Dal 24 al 30 ottobre una selezione dall’archivio di Speleofotocontest sarà esposta a Cascina. Il programma comprende l’inaugurazione con un talk e, il 30 ottobre, la proiezione del film “La montagna vuota” di Roberto Tronconi sull’Antro del Corchia.

Mostra fotografia speleologica tra grotte, roccia e luce

La mostra fotografia speleologica promossa dalla Federazione Speleologica Toscana sarà ospitata dalla Libreria Spazio Y di Cascina, in provincia di Pisa, dal 24 al 30 ottobre. L’esposizione presenterà una selezione di immagini provenienti dall’archivio di Speleofotocontest.

Il progetto propone al pubblico ambienti che, per loro natura, restano fuori dalla visione quotidiana. Grotte, pareti rocciose, concrezioni e spazi sotterranei saranno al centro di un percorso dedicato al rapporto tra esplorazione e fotografia. L’ingresso è gratuito.

La fotografia in grotta richiede tempi, tecniche e attenzione specifici. La luce artificiale non serve soltanto a rendere leggibile uno spazio buio. Può documentare morfologie, dimensioni e particolari degli ambienti carsici. Può anche restituire il lavoro di progressione e di ricerca svolto dagli speleologi.

La mostra fotografia speleologica si inserisce nel lavoro di divulgazione che la Federazione Speleologica Toscana ha già sviluppato attraverso esposizioni dedicate al patrimonio ipogeo. Nel 2025, la federazione aveva presentato a Livorno “Bellezza e Fragilità – Immagini rubate al buio”, con fotografie di cavità naturali e richiami alla necessità di tutelare ecosistemi sotterranei delicati.[1]

Federazione Speleologica Toscana e incontro del 24 ottobre

L’inaugurazione della mostra fotografia speleologica è fissata per venerdì 24 ottobre alle 18.30. Al taglio del nastro seguirà un talk dedicato alla speleologia e alla fotografia in ambiente sotterraneo.

L’appuntamento potrà offrire un contesto per leggere le immagini oltre il loro valore estetico. Ogni fotografia speleologica è infatti legata a una cavità, a una fase esplorativa, a una scelta tecnica e alle condizioni di tutela del luogo ripreso. La documentazione visiva può contribuire alla conoscenza delle forme carsiche e alla trasmissione della memoria delle esplorazioni.

La sede dell’iniziativa è la Libreria Spazio Y, in via Tosco-Romagnola 137 a Cascina. La libreria si presenta come realtà indipendente e spazio culturale della città; l’indirizzo e il riferimento alla fermata “Cascina – Via Tosco Romagnola 137” sono indicati anche nelle sue informazioni di contatto.[2][3]

La montagna vuota e l’Antro del Corchia

Il secondo appuntamento è previsto per giovedì 30 ottobre alle 18.30. Sarà proiettato “La montagna vuota”, film di Roberto Tronconi dedicato all’Antro del Corchia e alla sua storia esplorativa.

Il documentario ricostruisce il lungo rapporto tra gli speleologi e il complesso del Monte Corchia, nelle Alpi Apuane. Le prime testimonianze documentarie delle esplorazioni della Buca di Eolo, allora detta anche Ventajola, risalgono al 1840 e sono attribuite ad Angelo Simi e al figlio Emilio. Nel 1960 una spedizione congiunta dello Speleo Club Milano e del Gruppo Speleologico Bolognese raggiunse per la prima volta il fondo allora conosciuto del complesso.[4]

“La montagna vuota” raccoglie immagini e testimonianze sulle campagne esplorative sviluppate in particolare fra gli anni Sessanta e Settanta. Nel racconto trovano spazio Franco Utili, legato alla conoscenza storica del Corchia, e Andrea Gobetti, chiamato a riflettere sul significato contemporaneo dell’andare in grotta.[4]

Antro del Corchia, un sistema carsico delle Alpi Apuane

L’Antro del Corchia è tra i principali sistemi carsici italiani. Fonti di promozione territoriale indicano oltre 53 chilometri di gallerie e pozzi e collocano la cavità a Levigliani, frazione del comune di Stazzema, nel cuore delle Alpi Apuane. La documentazione della Federazione Speleologica Toscana riferisce uno sviluppo superiore ai 70 chilometri e una profondità di circa 1.187 metri, valori che possono variare nel tempo con il progredire delle esplorazioni e delle revisioni topografiche.[4][5]

Una parte del sistema è accessibile con visita guidata attraverso un itinerario attrezzato di circa due chilometri. Il percorso turistico, aperto nel 2001, utilizza un accesso artificiale realizzato presso una cava di marmo dismessa, così da non impiegare gli ingressi naturali della grotta.[5]

La proiezione permette quindi di affiancare alla mostra fotografia speleologica una narrazione storica del lavoro sul campo. Le immagini dell’archivio e il film sul Corchia riportano l’attenzione su due elementi centrali della speleologia: documentare gli ambienti sotterranei e conoscerne la storia senza separarla dalla loro conservazione.

Informazioni sulla mostra fotografia speleologica

  • Quando: dal 24 al 30 ottobre.
  • Dove: Libreria Spazio Y, via Tosco-Romagnola 137, Cascina (PI).
  • 24 ottobre, ore 18.30: inaugurazione della mostra e talk su speleologia e fotografia in ambiente sotterraneo.
  • 30 ottobre, ore 18.30: proiezione di “La montagna vuota” di Roberto Tronconi.
  • Ingresso: gratuito.

Fonti

Fonti
[1] Bellezza e Fragilità – Immagini rubate al buio – https://www.speleotoscana.it/2025/09/10/bellezza-e-fragilita-immagini-rubate-al-buio/
[2] Contatti – Libreria Spazio Y https://www.libreriaspazioy.it/contact/
[3] La libreria – Libreria Spazio Y https://www.libreriaspazioy.it/about-us/
[4] La Montagna Vuota – – Federazione Speleologica Toscana https://www.speleotoscana.it/2021/11/06/la-montagna-vuota/
[5] Antro del Corchia – Visit Tuscany https://www.visittuscany.com/it/attrazioni/antro-del-corchia/
[7] Parco Alpi Apuane: Antro del Corchia – parks.it https://www.parks.it/parco.alpi.apuane/Epun_dettaglio.php?id_pun=260
[8] Corchia, la montagna vuota: premiato il film del maremmano … https://www.ilgiunco.net/2020/02/20/corchia-la-montagna-vuota-premiato-il-film-del-maremmano-roberto-tronconi/
[9] Maremma Magazine – OTTOBRE 2017 – Numero 8 – [CS Edizioni srl] https://www.maxisoft.it/mdm/maremmamagazine/magazine.php?flash=no&rivista=1_1_78
[10] [PDF] Il CORCHIA, la montagna vuota – # Nuove Direzioni # http://www.nuovedirezioni.it/public/pubblicazioni/interi/10/Nd53_Antro_Del_Corchia_NUOVO_02.pdf
[11] 194 Complesso carsico dell’Antro del Corchia https://parcapuane.toscana.it/apuane_geopark/schede_geositi/complesso_carsico_antro_corchia.pdf
[12] Antro del Corchia – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Antro_del_Corchia
[13] Grotta Antro del Corchia – CorchiaPark https://www.corchiapark.it/cosa-fare/grotta-antro-del-corchia/
[14] Corchia La Montagna Vuota – Il film disponibile in visione gratuita https://www.scintilena.com/corchia-la-montagna-vuota-il-film-disponibile-in-visione-gratuita/11/07/
[15] Corchia – Prima proiezione ufficiale del film “La Montagna Vuota” di … https://www.scintilena.com/corchia-prima-proiezione-ufficiale-del-film-la-montagna-vuota-di-roberto-tronconi-il-16-luglio-a-levigliani/07/02/
[16] L’ANTRO DEL CORCHIA – Terre di Lunigiana https://www.terredilunigiana.com/natura/antrodelcorchia.php
[17] [PDF] «Vioz» – Teca digitale CAI https://tecadigitale.cai.it/periodici/PDF/Lo%20scarpone/Lo%20scarpone_1996_10_10.pdf
[18] [PDF] 187 13eme en lutte. Tredicesimo in lotta. Parigi. Francia. GC https://www.centrodocpistoia.it/pdfextra/bibliotecaRiviste.pdf
[19] [PDF] Fuoco & Fiamme https://www.luigifilocamo.it/Appennino/Appennino_1998_1.pdf
[20] Spazio Y – Turismo Roma https://www.turismoroma.it/en/places/spazio-y
[21] Libreria Spazio Y – Libreria indipendente a Cascina – https://www.libreriaspazioy.it/
[22] Home – Spazio Y https://spazioy.com/
[23] Spazio Y – Contemporary art venues https://luoghidelcontemporaneo.cultura.gov.it/en/esplora/spazio-y_en/
[24] LIBRERIA SPAZIO Y: Tutto quello che c’è da sapere (2026) https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g793691-d34607836-Reviews-Libreria_Spazio_Y-Cascina_Province_of_Pisa_Tuscany.html
[25] A Cascina apre Spazio Y: la nuova libreria indipendente tra lettura e … https://www.cascinanotizie.it/cascina-apre-spazio-y-la-nuova-libreria-indipendente-tra-lettura-e-cultura-condivisa
[26] Book club – Libreria Spazio Y https://www.libreriaspazioy.it/book-club/
[27] Chi siamo – Spazio Y https://spazioy.com/chi-siamo-2/
[28] Eventi – Libreria Spazio Y https://www.libreriaspazioy.it/blog-list/
[29] Contatti – Spazio Y https://spazioy.com/contact/
[30] Libreria Spazio Y (Cascina, Italy): Hours, Address – Tripadvisor https://www.tripadvisor.com/Attraction_Review-g793691-d34607836-Reviews-Libreria_Spazio_Y-Cascina_Province_of_Pisa_Tuscany.html
[31] Spazio Y https://luoghidelcontemporaneo.cultura.gov.it/esplora/spazio-y/

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ALLA SCOPERTA DELLA RISORGIVA DI EOLO

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Nuove esplorazioni nel cuore del Monte Cuar

Sabato 10 ottobre 2026, alle ore 20:30, nella Sala Murero, in via Grap 11, a Forgaria nel Friuli (UD), la Pro Loco Forgaria nel Friuli APS propone un incontro pubblico dedicato a uno dei luoghi più affascinanti e meno conosciuti del nostro territorio: la Risorgiva di Eolo, nel cuore del Monte Cuar, ad Avasinis, nel territorio di Trasaghis.

Dentro la montagna, esiste un mondo che dalla superficie non possiamo vedere: un complesso sistema di gallerie, sale, torrenti, laghi, sifoni e cascate, modellato dall’acqua nel corso del tempo e ancora oggi in parte inesplorato.

Negli ultimi anni gli speleologi dell’Unione Speleologica Pordenonese CAI sono tornati a percorrere sistematicamente questa cavità, che conta già oltre cinque chilometri di sviluppo conosciuto, individuando nuove prosecuzioni e spingendosi sempre più lontano dall’ingresso.

Le esplorazioni più recenti hanno portato anche al superamento di due sifoni, a oltre due chilometri dall’ingresso della grotta, consentendo di raggiungere ambienti mai percorsi prima.

Dietro ogni nuovo tratto tracciato sulla carta ci sono ore di progressione nel sottosuolo, trasporto di attrezzature, lavoro di squadra, preparazione tecnica e immersioni in luoghi completamente invisibili a chi vive e percorre la superficie.

Durante la serata sarà possibile entrare idealmente in questo mondo attraverso immagini, filmati e testimonianze dirette degli esploratori.

A guidarci nel racconto della Risorgiva di Eolo, delle nuove scoperte e dell’avventura umana e scientifica che accompagna ogni esplorazione sarà la giornalista Alessandra Ressa, moderatrice dell’incontro.

A lei la parola.

PROLOCO FORGARIA NEL FRIULI APS

COMUNICATO STAMPA

ALLA SCOPERTA DELLA RISORGIVA DI EOLO: NUOVE ESPLORAZIONI NEL CUORE DEL MONTE CUAR

Sabato 10 ottobre 2026, alle ore 20:30 nella Sala Murero, in via Grap 11, a Forgaria nel Friuli (UD), si terrà un incontro pubblico dedicato a una delle cavità più affascinanti e misteriose del Friuli Venezia Giulia: la Risorgiva di Eolo, nel cuore del Monte Cuar, ad Avasinis, nel territorio di Trasaghis. Protagonisti della serata saranno gli speleologi che da anni ne stanno esplorando i meandri e, in particolare, lo speleosub Daniele Ceschin dell’Unione Speleologica Pordenonese CAI, impegnato nelle più recenti esplorazioni dei rami inferiori della grotta.

Conosciuta da decenni dagli speleologi ma praticamente sconosciuta al grande pubblico, la Risorgiva di Eolo è un sistema carsico di straordinaria complessità, nel quale l’acqua ha scavato nel tempo un intricato susseguirsi di gallerie, strettoie, sale, laghi, torrenti, scivoli e spettacolari cascate sotterranee. La cavità, che presenta uno sviluppo già catastato di oltre cinque chilometri, si articola su diversi livelli e alterna tratti facilmente percorribili ad ambienti nei quali l’esplorazione richiede tecniche speleologiche e, nei settori allagati, speleosubacquee.

È proprio nei settori più lontani dall’ingresso che negli ultimi anni si sono concentrate le ricerche dell’Unione Speleologica Pordenonese CAI, gruppo particolarmente attivo sia nell’attività esplorativa sia nella ricerca scientifica e nella divulgazione speleologica. L’USP collabora infatti con altri gruppi a progetti di ricerca ed esplorazione, organizza attività didattiche anche rivolte ai bambini e prende parte a spedizioni speleologiche internazionali; è inoltre in preparazione una nuova spedizione in Brasile.

L’avventura nella Risorgiva di Eolo è iniziata circa cinque anni fa, quando gli speleologi dell’USP hanno deciso di tornare a confrontarsi con una cavità già esplorata in passato. L’analisi dei vecchi rilievi aveva evidenziato alcune zone molto lontane dall’ingresso nelle quali potevano esistere possibili prosecuzioni. Le esplorazioni precedenti risalivano inoltre a diversi decenni prima, quando le tecniche e soprattutto i sistemi di illuminazione erano molto differenti da quelli oggi disponibili. Da qui la decisione di rivisitare sistematicamente la grotta, verificando nuovamente i settori già conosciuti e cercando eventuali passaggi rimasti inesplorati.

Il lavoro ha portato alla scoperta di circa 250 metri di nuove gallerie, ma proprio durante queste ricognizioni è emerso un ulteriore elemento di grande interesse: nella parte allagata della cavità, a oltre due chilometri dall’ingresso, si apriva una prosecuzione subacquea ancora inesplorata. Il superamento di questo limite ha richiesto una complessa operazione logistica e l’impiego delle tecniche di speleologia subacquea. Per raggiungere il punto di immersione è stato necessario trasportare all’interno della grotta tutta l’attrezzatura per circa due chilometri, organizzando il lavoro di una squadra numerosa e predisponendo un campo base sotterraneo.

Nel corso delle esplorazioni, Daniele Ceschin ha superato due sifoni, affrontando complessivamente quasi 70 metri di percorso subacqueo, per poi proseguire per circa 300 metri oltre i sifoni, entrando in ambienti che fino a quel momento non erano stati percorsi. Le esplorazioni hanno così permesso di ampliare la conoscenza della parte terminale della Risorgiva di Eolo e di aggiornare la documentazione e la mappatura della cavità. Le recenti esplorazioni hanno effettivamente portato al superamento di due tratti sommersi, rispettivamente di circa 10 e 40 metri, seguiti da nuove gallerie caratterizzate da cascate, scivoli e laghetti.

Durante la serata sarà proiettato un filmato realizzato durante le recenti esplorazioni speleosubacquee, con immagini e audio originali che documentano sia il lungo trasporto dell’attrezzatura nel sottosuolo sia l’avvicinamento ai sifoni, l’immersione e la successiva esplorazione dei nuovi ambienti oltre il limite conosciuto. Sarà quindi possibile seguire, attraverso le immagini, tutte le fasi di un’esplorazione che normalmente rimane completamente invisibile a chi percorre la superficie del territorio.

A raccontare al pubblico questa straordinaria esperienza sarà proprio Daniele Ceschin, speleosubacqueo dell’Unione Speleologica Pordenonese CAI, che conosce ormai la Risorgiva di Eolo in profondità: negli ultimi anni vi è entrato circa 30 volte e ha effettuato quattro esplorazioni oltre i sifoni. Un’attività impegnativa, che richiede preparazione, organizzazione e una notevole capacità di adattamento alle condizioni dell’ambiente sotterraneo, ma che ha aperto nuove prospettive per la prosecuzione delle ricerche.

E l’esplorazione non è affatto conclusa. Le nuove gallerie hanno infatti mostrato che la Risorgiva di Eolo conserva ancora possibili prosecuzioni e l’USP ha già programmato di tornare nella cavità durante l’inverno. Questa volta l’esplorazione speleosubacquea potrà contare su due subacquei, con Ceschin affiancato a turno dai suoi figli.

La serata di Forgaria sarà dunque un’occasione per entrare idealmente in un mondo che si trova a pochi chilometri da noi, ma che rimane invisibile dalla superficie: un territorio sotterraneo modellato dall’acqua, fatto di gallerie, torrenti, laghi e cascate, dove ogni passaggio può nascondere una prosecuzione ancora sconosciuta. Un viaggio nelle profondità del Monte Cuar per conoscere da vicino il lavoro degli speleologi e scoprire, attraverso immagini e testimonianze dirette, le nuove frontiere dell’esplorazione della Risorgiva di Eolo.

L’ingresso è libero.

Modera l’incontro la giornalista Alessandra Ressa

Proloco Forgaria nel Friuli APS

Via Grap 11, 33030 Forgaria nel Friuli (UD)

www.prolocoforgaria.it

prolocoforgaria@gmail.com

Ufficio stampa: +39 3483515270 +39 333 8229514

Fonte notizia e fotografie: Alessandra Ressa

Risorgiva di Eolo: oltre i sifoni del Monte Cuar, incontro a Forgaria

https://www.scintilena.com/risorgiva-di-eolo-oltre-i-sifoni-del-monte-cuar-incontro-a-forgaria-nel-friuli/10/03/

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Speleorando 2026: alla scoperta delle grotte del Carso sloveno

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Il 3 e 4 ottobre 2026 due escursioni guidate per conoscere la fauna cavernicola e il mondo sotterraneo: sabato 3 ottobre nella Grotta Petnjak – domenica 4 ottobre nella Grotta Velika Sprincnica

Torna Speleorando, l’iniziativa del Club Alpinistico Triestino giunta alla sedicesima edizione.

Quest’anno il percorso conduce in due grotte del Carso sloveno, con un’attenzione speciale agli animali che vivono nel buio.

Le uscite sono aperte anche a chi si avvicina per la prima volta alla speleologia.

Per il programma e le informazioni su come partecipare, lasciamo la parola ad Alessandra Ressa, dell’ufficio stampa del Club Alpinistico Triestino.

CLUB ALPINISTICO TRIESTINO APS

“SPELEORANDO”, ALLA SCOPERTA DELLE GROTTE E DELLA FAUNA CAVERNICOLA DEL CARSO
Trieste, 26 settembre 2026 – Il Club Alpinistico Triestino rinnova anche quest’anno l’appuntamento con “Speleorando”, giunto alla sua sedicesima edizione, iniziativa dedicata alla conoscenza del mondo sotterraneo e rivolta a chi desidera avvicinarsi alla speleologia attraverso escursioni in grotte di facile accesso, accompagnati da esperti, istruttori di speleologia e guide speleologiche.

L’edizione 2026 sarà dedicata in particolare a “Le grotte e la fauna cavernicola” e proporrà due giornate di esplorazione nel Carso sloveno, in programma sabato 3 e domenica 4 ottobre. L’obiettivo dell’iniziativa è far conoscere l’ambiente ipogeo nel modo più semplice e divertente possibile, sempre nel rispetto delle condizioni di sicurezza e con un pizzico di avventura, offrendo ai partecipanti l’opportunità di entrare in alcune cavità particolarmente interessanti dal punto di vista morfologico e naturalistico.

Le grotte sono state infatti selezionate per le loro caratteristiche e per la possibilità di essere percorse senza particolari difficoltà, consentendo ai visitatori di assaporare con tranquillità il fascino del mondo sotterraneo e di osservare da vicino concrezioni, forme e ambienti modellati nel corso del tempo dall’acqua e dai processi carsici. Il programma sarà accompagnato da approfondimenti dedicati alla formazione delle grotte, al carsismo e soprattutto agli organismi che hanno sviluppato particolari adattamenti per vivere in questi ambienti privi di luce.

La prima uscita è prevista sabato 3 ottobre alle ore 9, con ritrovo nel parcheggio del quadrivio di Opicina, sul lato destro per chi arriva dall’Obelisco. La destinazione sarà la Grotta Petnjak, identificata con il numero 397 nel catasto speleologico storico del Friuli Venezia Giulia (VG) e con il numero 952 del Catasto Speleologico Sloveno. Nel corso dell’escursione i partecipanti potranno conoscere più da vicino la vita nel sottosuolo e la fauna cavernicola terrestre.

Domenica 4 ottobre, sempre con ritrovo alle ore 9 nel parcheggio del quadrivio di Opicina, si entrerà invece nella Grotta Velika Sprincnica, registrata con il numero 3390 VG e il numero 6495 del Catasto Speleologico Sloveno. In questa occasione è prevista anche una proiezione all’interno della grotta dedicata alla fauna cavernicola e ad alcuni aspetti del carsismo, per permettere ai partecipanti di approfondire gli argomenti affrontati durante l’escursione direttamente nell’ambiente sotterraneo.

A guidare gli incontri sarà il biologo Sergio Dolce, che accompagnerà i partecipanti alla scoperta delle caratteristiche delle cavità e degli organismi che le abitano. Una particolare attenzione sarà riservata alla fauna cavernicola e alle straordinarie strategie di adattamento sviluppate dagli animali che trascorrono la propria vita, o parte di essa, nel buio del sottosuolo. Il percorso didattico si concluderà inoltre con un approfondimento sull’utilizzo del bat-detector, lo strumento che consente di rendere udibili gli ultrasuoni emessi dai chirotteri, permettendo di avvicinarsi anche al mondo dei pipistrelli attraverso una tecnologia specificamente utilizzata nello studio e nell’osservazione di questi animali.

“Speleorando” nasce con l’intento di rendere accessibile la conoscenza della speleologia anche a chi non ha mai avuto occasione di entrare in una grotta. Le uscite sono concepite come vere e proprie esperienze di scoperta, nelle quali l’osservazione diretta dell’ambiente si unisce alle spiegazioni degli accompagnatori, permettendo di comprendere come si formano le cavità carsiche e quali forme di vita riescono a sopravvivere in condizioni ambientali estremamente particolari.

Le iscrizioni sono aperte fino a sabato 3 ottobre 2026, data della prima uscita, e possono essere effettuate presso la sede del Club Alpinistico Triestino, in via Raffaele Abro 5/A, il martedì sera dalle 21 alle 23, oppure attraverso il modulo scaricabile dal sito del CAT, www.cat.ts.it, e inviandolo all’indirizzo cat@cat.ts.it.

La quota di partecipazione, stabilita a titolo di contributo spese, è di 10 euro per gli adulti e 5 euro per i minori di 10 anni. I caschetti con illuminazione frontale saranno forniti dal Club Alpinistico Triestino; si raccomanda di presentarsi alle escursioni con abbigliamento adeguato e calzature adatte alla percorrenza in grotta.

La partecipazione è limitata a un massimo di 20 persone. Per i minori, l’età minima consentita è di 8 anni ed è obbligatoria la presenza di uno dei genitori o di chi ne fa le veci, oltre al consenso scritto degli stessi. I partecipanti dovranno attenersi alle disposizioni impartite dagli istruttori e dagli accompagnatori; il mancato rispetto delle indicazioni potrà comportare, a insindacabile giudizio dei responsabili dell’iniziativa, l’esclusione dall’escursione.

Con “Speleorando” il Club Alpinistico Triestino propone dunque ancora una volta un modo diretto e coinvolgente per entrare nel cuore del mondo carsico, conoscere gli ambienti sotterranei e scoprire la sorprendente biodiversità che si nasconde sotto la superficie, trasformando la visita a una grotta in un’esperienza di osservazione, divulgazione scientifica e conoscenza del territorio.

CLUB ALPINISTICO TRIESTINO APS

Via R. Abro, 5/A
34144 Trieste
cell.: 348 5164550
codice fiscale: 80016650329
e-mail:cat@cat.ts.it
pec:cat.trieste@pec.csvfvg.it
http://www.cat.ts.it

Ufficio Stampa: Alessandra Ressa +39 348 3515270

Due appuntamenti da non perdere, per scoprire il Carso anche sotto la superficie: sabato 3 ottobre nella Grotta Petnjak e domenica 4 ottobre nella Grotta Velika Sprincnica; forme modellate dall’acqua e incontri con la fauna cavernicola.

Quota di partecipazione ad uscita: euro 10,00 ad adulto, euro 5,00 a minore

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Visioni carsiche: le grotte della Sardegna diventano esplorabili in realtà virtuale

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Il Gruppo Grotte Nuorese porta alla SHARPER Night 2026 un’esperienza immersiva nelle profondità del territorio: con i visori VR sarà possibile entrare in una grotta reale, osservarla e scoprirne gli aspetti scientifici senza le barriere fisiche dell’esplorazione sotterranea

NUORO – Entrare in una grotta senza corde, senza casco e senza muovere un passo. È la proposta di “Visioni carsiche”, l’esperienza immersiva che il Gruppo Grotte Nuorese presenterà venerdì 25 settembre 2026, dalle 16 alle 20, al Centro Polifunzionale di via Roma a Nuoro, nell’ambito della SHARPER Night – Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori.

L’iniziativa porta l’esplorazione sotterranea in una dimensione nuova: quella della realtà virtuale.

Indossando un visore VR, i visitatori potranno muoversi all’interno della ricostruzione di una grotta reale, osservare gli ambienti, interagire con ciò che li circonda e attivare schemi e approfondimenti scientifici.

Non si tratta quindi soltanto di “vedere” una grotta, ma di avvicinarsi alla sua lettura.

La tecnologia diventa in questo caso uno strumento di divulgazione speleologica, capace di restituire almeno una parte dell’esperienza di un ambiente che, per sua natura, rimane difficilmente accessibile alla maggioranza delle persone.

“Visioni carsiche” rappresenta anche una delle possibili evoluzioni della documentazione fotografica del mondo sotterraneo.

Per generazioni la fotografia speleologica ha avuto il compito di portare in superficie immagini di luoghi raggiungibili soltanto dagli esploratori. Oggi le tecniche di acquisizione e ricostruzione digitale consentono di compiere un passo ulteriore: non più soltanto osservare un’immagine, ma immergersi virtualmente nello spazio dal quale quell’immagine proviene.

La grotta può così diventare un ambiente da percorrere e interrogare.

È una possibilità particolarmente interessante per la divulgazione del carsismo. Forme, morfologie e fenomeni che sulla carta o attraverso una fotografia possono risultare difficili da interpretare acquistano una diversa immediatezza quando il visitatore può osservarli nello spazio e cambiare il proprio punto di vista.

Dal Genova a Nuoro, la grotta entra nel visore

Quella proposta dal Gruppo Grotte Nuorese non è un’esperienza isolata. Proprio in queste settimane anche al Museo Speleologico del Monte Gazzo di Genova Sestri Ponente, Museo che ha come promotore lo speleologo Carlo Marzio, i visitatori possono indossare un visore e scendere virtualmente nella Spluga della Preta, uno degli abissi simbolo della storia della speleologia italiana.

L’installazione presente al Gazzo è stata concessa dall’Associazione Culturale Benetticeras APS e messa a disposizione grazie a Francesco Sauro.

Due esperienze diverse, a Genova e a Nuoro, che sembrano indicare la stessa direzione: utilizzare le nuove tecnologie non per sostituire l’esplorazione reale, ma per raccontarla e renderla accessibile a un pubblico molto più vasto.

È un passaggio interessante anche per i musei e per le associazioni speleologiche. Per decenni abbiamo raccontato il sottosuolo attraverso fotografie, rilievi, plastici, reperti e ricostruzioni. Oggi a questi strumenti se ne aggiunge uno nuovo: la possibilità di accompagnare virtualmente il visitatore dentro la grotta.

Una grotta accessibile

L’esplorazione speleologica reale richiede preparazione, attrezzature e condizioni fisiche adeguate e, in molti casi, comporta difficoltà oggettive che rendono determinati ambienti inaccessibili a una parte del pubblico.

La realtà virtuale non sostituisce naturalmente l’esperienza della grotta, ma può abbattere molte barriere.

Fonte: https://www.sharper-night.it/evento/visioni-carsiche/ VISIONI CARSICHE

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