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    Condividi La mostra fotografica Beyond the Surface, di Silvia Arrica del Gruppo Speleo Archeologico Giovanni Spano di Cagliari, nel programma del Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro, dal 29 ottobre al 1° novembre 2026. Un viaggio per immagini dedicato alla varietà del mondo sotterraneo. Beyond the Surface a Costacciaro Grotte diverse, mondi diversi, un unico viaggio oltre la superficie. La mostra fotografica Beyond the Surface di Silvia Arrica porta a Costacciaro uno sguard
     

Beyond the Surface: Silvia Arrica porta le grotte in mostra a Costacciaro

Október 7th 2026 at 09:00

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La mostra fotografica Beyond the Surface, di Silvia Arrica del Gruppo Speleo Archeologico Giovanni Spano di Cagliari, nel programma del Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro, dal 29 ottobre al 1° novembre 2026. Un viaggio per immagini dedicato alla varietà del mondo sotterraneo.

Beyond the Surface a Costacciaro

Grotte diverse, mondi diversi, un unico viaggio oltre la superficie. La mostra fotografica Beyond the Surface di Silvia Arrica porta a Costacciaro uno sguardo sugli ambienti sotterranei e sulle differenze che rendono ogni grotta un paesaggio da conoscere. L’esposizione fa parte del programma del raduno e rappresenta un appuntamento per chi segue la fotografia speleologica, pratica l’esplorazione o desidera avvicinarsi al sottosuolo attraverso le immagini.

Il Raduno Internazionale di Speleologia si svolgerà dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, nell’area del Parco del Monte Cucco. Mostre, incontri, conferenze, workshop ed escursioni compongono il programma della manifestazione, che riunisce la comunità speleologica e offre spazio a diversi modi di raccontare le grotte. In questo contesto, Beyond the Surface propone il linguaggio della fotografia. [web:4][web:13]

Andare oltre ciò che appare in superficie. Le fotografie diventano il punto d’incontro tra l’esperienza di chi frequenta gli ambienti ipogei e la curiosità di chi li osserva dall’esterno. Al centro resta la pluralità delle grotte, richiamata dal messaggio che accompagna la mostra.

Silvia Arrica e fotografia speleologica

Silvia Arrica appartiene al Gruppo Speleo Archeologico Giovanni Spano di Cagliari. Il suo lavoro fotografico trova spazio in raccolte dedicate al patrimonio sotterraneo della Sardegna e nella divulgazione speleologica. La Sardegna DigitalLibrary conserva immagini dell’autrice realizzate a Su Bentu, nel territorio di Oliena, e nella grotta del Bue Marino, a Dorgali. Tra i soggetti figurano la galleria dal fondo sabbioso e l’ambiente denominato «Il Ciclope». [web:10][web:21]

Le sue fotografie sono presenti anche nella galleria del Catasto Speleologico Regionale della Sardegna. La raccolta comprende scatti di Sa Rutta ’e Su Crabargiu, Eliches Artas e della grotta del Sorell. Altri lavori riguardano il sistema carsico della Codula Ilune e Lovettecannas. Queste presenze documentano il legame dell’autrice con la rappresentazione degli ambienti ipogei sardi. [web:26]

Anche La Scintilena ha ospitato il suo lavoro. Nel 2017 il notiziario ha pubblicato «Acqua e pietra», una fotografia della grotta di Su Palu, all’interno di un articolo dedicato alla fotografia sotterranea. Beyond the Surface porta ora il racconto fotografico di Arrica nel contesto espositivo del raduno di Costacciaro. [web:19]

Giovanni Spano e cultura speleologica

La partecipazione di Silvia Arrica si lega all’attività del Gruppo Speleo Archeologico Giovanni Spano, con sede a Cagliari. Nella scheda del Comitato Regionale Speleologico Sardo, l’autrice figura anche tra gli Istruttori di Tecnica del gruppo. Fotografia e formazione sono quindi due componenti del suo percorso nella speleologia. [web:10]

La mostra porta al raduno questa esperienza, affidando alle immagini il compito di raccontare il sottosuolo. Il richiamo a «grotte diverse» invita a considerare gli ambienti ipogei nella loro varietà. Il viaggio evocato dal titolo non si esaurisce nel passaggio sotto terra: propone al pubblico un cambiamento di prospettiva, dal paesaggio esterno ai mondi che custodisce.

Per gli speleologi, Beyond the Surface sarà un momento di incontro attorno al racconto fotografico. Per gli altri visitatori, offrirà un punto di accesso al tema delle grotte e alla cultura dell’esplorazione. La scelta di inserire l’esposizione nel raduno avvicina questi pubblici e affianca la dimensione visiva alle altre attività della manifestazione.

Fotografia e raduno di Costacciaro

A Costacciaro, Beyond the Surface si inserisce in un programma che mette in relazione esplorazione, conoscenza e divulgazione. La presenza delle mostre accanto a conferenze ed escursioni dà alla fotografia uno spazio nel confronto tra speleologi, ricercatori, associazioni e appassionati. [web:13]

L’appuntamento con Silvia Arrica invita a dedicare tempo all’osservazione delle immagini, oltre ai racconti e alle esperienze condivise durante il raduno. «Grotte diverse. Mondi diversi» diventa così il filo conduttore di una visita dedicata al paesaggio sotterraneo. Dal 29 ottobre al 1° novembre, Costacciaro sarà la cornice di questo incontro tra fotografia e speleologia. [web:4]

Fonti

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    Trocha informací z aktuálního dění u nás v krasu: Ve středu po práci jsme se v počtu pěti lidí sešli na základně. V plánu bylo pokračovat v sondě v Termitišti v jeskyni V Jedlích. Vyrazili jsme na jistotu s tím, že sonda bude tentokrát bez vody, což se na místě také potvrdilo. Nemile nás však překvapila velikost samotné deponie vytěženého sedimentu v Termitišti, nicméně poslední zbytky volného prostoru nám na tuto akci ještě stačily. Kdo zmeškal poslední akce na pracovišti, byl překvapený hloub
     

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Trocha informací z aktuálního dění u nás v krasu: Ve středu po práci jsme se v počtu pěti lidí sešli na základně. V plánu bylo pokračovat v sondě v Termitišti v jeskyni V Jedlích. Vyrazili jsme na jistotu s tím, že sonda bude tentokrát bez vody, což se na místě také potvrdilo. Nemile nás však překvapila velikost samotné deponie vytěženého sedimentu v Termitišti, nicméně poslední zbytky volného prostoru nám na tuto akci ještě stačily.

Kdo zmeškal poslední akce na pracovišti, byl překvapený hloubkou sondy, pěkně se tu postoupilo. Pokračovali jsme tedy dál v jejím prohlubování, ono taky moc jiných možností, kudy jít, stejně není. Původní předpoklad, že se sonda rychle zalomí a půjde spíše horizontálně někam pod stěnu, se ukázal jako lichý a z prostoru se stala čistá vertikála.

Práce běžela svižným tempem, vytahali jsme osmdesát kýblů a dno sondy jsme prohloubili minimálně o tři čtvrtě metru. V sedimentech se stále střídají vrstvy šedého až modrého jemného jílu s rezavými štěrkovými sedimenty. Celková hloubka sondy se odhadem pohybuje kolem pěti metrů. Celé by to začínalo působit trochu beznadějně, kdyby ke konci pracovní akce nedošlo k zajímavému obratu: Vzduch byl sice na dně sondy po celou dobu bez problémů dýchatelný, ale přeci jen na sebe pracovník na čelbě a ten nahoře nad sondou po pár desítkách kýblů téměř neviděli přes opar. Před koncem akce se však na dně pod stěnou objevila malá volná škvíra, spíše jen jíl odsednutý od stropu. V tu chvíli Dejv zezdola zahlásil, že má pocit, že začal proudit vzduch. To se vzápětí potvrdilo i vizuálně – opar byl najednou pryč, vzduch se krásně pročistil.

Pracoviště, které pomalu začínalo vypadat docela zoufale, tak má rázem novou perspektivu. Před námi teď stojí úkol, jak vyřešit hromadu vytěžené hlíny v Termitišti. Bude to chtít větší akci, spoustu lidí a další stovky a stovky kýblů sedimentu budou muset ven z jeskyně. Za tmy tak odjíždíme domů spokojení – na malou středeční pracovku je to pěkný výkon s velmi nadějným výhledem do budoucna.













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  • Hidden Bussento a Costacciaro: il fiume sotterraneo al centro dell’incontro con Francesco Maurano
    Condividi Hidden Bussento nel programma del raduno di speleologia di Costacciaro: Francesco Maurano presenterà le esplorazioni del tratto sotterraneo del fiume Bussento, tra Caselle in Pittari e Morigerati, nel Cilento. Hidden Bussento al raduno di Costacciaro Le esplorazioni del fiume Bussento arrivano a Costacciaro con la conferenza «Hidden Bussento», affidata a Francesco Maurano. L’incontro, annunciato nella presentazione «Dentro il programma», porterà all’attenzione degli speleolog
     

Hidden Bussento a Costacciaro: il fiume sotterraneo al centro dell’incontro con Francesco Maurano

Október 7th 2026 at 08:00

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Hidden Bussento nel programma del raduno di speleologia di Costacciaro: Francesco Maurano presenterà le esplorazioni del tratto sotterraneo del fiume Bussento, tra Caselle in Pittari e Morigerati, nel Cilento.

Hidden Bussento al raduno di Costacciaro

Le esplorazioni del fiume Bussento arrivano a Costacciaro con la conferenza «Hidden Bussento», affidata a Francesco Maurano.

L’incontro, annunciato nella presentazione «Dentro il programma», porterà all’attenzione degli speleologi il lavoro condotto lungo il tratto sotterraneo del corso d’acqua cilentano.

La presentazione si inserisce nel Raduno Internazionale di Speleologia, in programma dal 29 ottobre al 1° novembre 2026. Costacciaro, ai piedi del Monte Cucco, ospiterà conferenze, mostre, workshop e incontri dedicati al mondo ipogeo. Il filo conduttore della manifestazione comprende cinque elementi: aria, acqua, terra, fuoco e vuoto. Il tema del Bussento unisce direttamente l’acqua allo spazio sotterraneo attraversato dalle esplorazioni.[1]

Hidden Bussento offrirà al pubblico un percorso attraverso un sistema carsico nel quale la progressione speleologica incontra l’immersione in grotta. Al centro dell’appuntamento figurano le esplorazioni di un fiume che scompare nel sottosuolo e torna alla luce alcuni chilometri più a valle.

Il Bussento sotterraneo nel Cilento

Il sistema si sviluppa tra Caselle in Pittari e Morigerati, nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Il Bussento entra nell’omonimo inghiottitoio e riemerge dalla risorgenza situata nell’Oasi WWF di Morigerati. Il percorso sotterraneo è stimato in circa quattro chilometri. Questa misura descrive il collegamento tra i due estremi del sistema, non una traversata già interamente esplorata.[2]

La storia delle esplorazioni risale agli anni Cinquanta. Il Circolo Speleologico Romano e il Centro Speleologico Meridionale affrontarono allora cascate, rapide e portate elevate. La costruzione della diga Sabetta, completata nel 1959, ridusse il flusso e rese più accessibile la progressione nell’inghiottitoio fino al sifone terminale.[2]

Un sifone è un tratto di galleria completamente occupato dall’acqua. Nel Bussento questi passaggi segnano il punto di incontro tra esplorazione speleologica e attività speleosubacquea. Nell’inghiottitoio, il materiale flottante ha ostacolato a lungo i tentativi di immersione. Nel 2023, condizioni favorevoli e il lavoro di una squadra di Tetide APS hanno consentito una prima discesa fino a 22 metri di profondità.[2]

Hidden Bussento e le immersioni

Sul versante della risorgenza, le esplorazioni speleosubacquee sono riprese dal 2005. Nel 2009 un’immersione raggiunse 47 metri di profondità. Tra il 2023 e il 2025, la riattrezzatura della grotta ha consentito di proseguire oltre il precedente limite. Le immersioni hanno raggiunto 49 metri e individuato una nuova forra subacquea ascendente.[2]

Questi risultati hanno modificato la lettura del sistema. Il progetto Hidden Bussento descrive un collettore carsico con lunghi tratti sommersi in profondità. Non si tratta quindi soltanto di gallerie percorse da un fiume a superficie libera, separate da brevi passaggi allagati. Una parte rilevante dell’esplorazione si svolge in condotte completamente sommerse.[2]

La spedizione del 17-26 ottobre 2025 mostra anche il lavoro necessario prima delle immersioni. Quarantasei speleologi hanno partecipato al trasporto delle attrezzature per lo speleosub Gigi Casati. Il materiale è stato movimentato mediante teleferica e lungo il fiume sotterraneo. Francesco Papetti ha coordinato la logistica e la formazione delle squadre.[3]

Le attività hanno coinvolto i Comuni di Morigerati e Caselle in Pittari e IREN Energia, gestore della diga Sabetta. Un protocollo condiviso ha permesso di coordinare la gestione dei flussi d’acqua con le operazioni in grotta. La risalita subacquea verso le gallerie superiori non è stata completata durante quella spedizione, che ha preparato le successive fasi di ricerca.[3]

Esplorazioni e ricerca sul Bussento

Hidden Bussento procede su due fronti. Il primo riguarda l’avanzamento dalla risorgenza verso l’inghiottitoio, attraverso immersioni profonde. Il secondo comprende la ricerca di ingressi intermedi. Le attività previste includono analisi termiche del terreno, rilievi, prospezioni esterne e immagini acquisite con drone.[2]

La conferenza di Francesco Maurano porterà questo tema nel programma di Costacciaro. Il racconto delle esplorazioni riguarda sia i passaggi sommersi sia il lavoro delle squadre che rendono possibile raggiungerli. Per il pubblico del raduno, l’incontro sarà dedicato a un sistema nel quale carsismo, circolazione dell’acqua e organizzazione delle spedizioni restano strettamente collegati.

Fonti

Fonti
[1] Costacciaro 2026, si sta delineando un sogno: cinque elementi per … https://www.scintilena.com/costacciaro-2026-si-sta-delineando-un-sogno-cinque-elementi-per-raccontare-il-mondo-sotterraneo/08/29/
[2] Hidden Bussento – Tetide https://www.tetide.org/hidden-bussento/
[3] Alla scoperta del Bussento sommerso: 10 giorni di esplorazione … https://www.scintilena.com/alla-scoperta-del-bussento-sommerso-10-giorni-di-esplorazione-speleosubacquea-nella-risorgenza-di-morigerati/12/20/
[4] Grotte del Bussento e Oasi WWF, un viaggio tra natura e storia a … https://www.cilentoediano.it/2023/03/26/grotte-del-bussento-e-oasi-wwf-un-viaggio-tra-natura-e-storia-a-morigerati/
[5] Hydrogeology of continental southern Italy https://www.tandfonline.com/doi/pdf/10.1080/17445647.2018.1454352?needAccess=true
[6] Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni – Parks.it https://www.parks.it/parco.nazionale.cilento/pun_dettaglio.php?id_pun=2924
[7] Inghiottitoio del Bussento – Syphonìa2024 – Tetide https://www.tetide.org/syphonia2024/escursioni/escursioni-in-grotta/inghiottitoio-del-bussento/
[8] Hidden Bussento 2026: torna l’esplorazione internazionale nel … https://www.scintilena.com/hidden-bussento-2026-torna-lesplorazione-internazionale-nel-cuore-carsico-del-cilento/04/03/
[9] Trekking sulle rive del fiume Bussento e alle grotte di Morigerati https://www.walking-trekking.it/bussento.htm
[10] Hidden Bussento Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/tag/hidden-bussento/
[11] Obiettivo Bussento – Federazione Speleologica Campana https://www.fscampania.it/2021/06/08/obiettivo-bussento/
[12] Grotte/inghiottitoi dell’Alta Valle del Fiume Bussento https://www.itineraridelcilento.it/evidenze-della-natura/grotte-inghiottitoi-dellalta-valle-del-fiume-bussento/
[14] Costacciaro – Corso per Guida alla Grotta di Monte Cucco – Scintilena https://www.scintilena.com/costacciaro-corso-per-guida-alla-grotta-di-monte-cucco/06/04/
[15] Le escursioni e trekking migliori nei dintorni di Costacciaro – Komoot https://www.komoot.com/it-it/guide/646173/hiking-around-costacciaro
[16] I migliori percorsi di Escursionismo in Costacciaro – Wikiloc https://it.wikiloc.com/percorsi/escursionismo/italia/umbria/costacciaro

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  • Maree Ipogee, a Costacciaro 2026 i primi risultati della ricerca nelle grotte
    Condividi Il progetto Maree Ipogee arriva al Raduno Internazionale di Speleologia con una conferenza di Piero Dal Tio: al centro, il monitoraggio delle acque sotterranee e il confronto tra segnali mareali, pressione atmosferica e dinamiche degli acquiferi. Maree Ipogee a Costacciaro 2026 Dopo oltre un anno di lavoro, il progetto “Maree Ipogee” presenterà i primi risultati al raduno speleologico di Costacciaro. La conferenza annunciata, affidata a Piero Dal Tio, affronterà anche gli svilupp
     

Maree Ipogee, a Costacciaro 2026 i primi risultati della ricerca nelle grotte

Október 7th 2026 at 07:00

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Il progetto Maree Ipogee arriva al Raduno Internazionale di Speleologia con una conferenza di Piero Dal Tio: al centro, il monitoraggio delle acque sotterranee e il confronto tra segnali mareali, pressione atmosferica e dinamiche degli acquiferi.

Maree Ipogee a Costacciaro 2026

Dopo oltre un anno di lavoro, il progetto “Maree Ipogee” presenterà i primi risultati al raduno speleologico di Costacciaro. La conferenza annunciata, affidata a Piero Dal Tio, affronterà anche gli sviluppi futuri della ricerca. L’incontro rientra nel Raduno Internazionale di Speleologia, in programma dal 29 ottobre al 1° novembre 2026 nel territorio del Monte Cucco.

Il progetto ha coinvolto gruppi speleologici provenienti da tutta Italia. L’obiettivo è indagare l’influenza delle maree sulle acque sotterranee raggiungibili attraverso le grotte. L’attenzione si concentra soprattutto sulle acque prive di comunicazione diretta con il mare.

Il percorso ha già avuto occasioni di divulgazione. La Scuola Nazionale di Speleologia del CAI ha inserito una presentazione di Piero Dal Tio sul progetto nel calendario “Speleo Dentro” 2026, alla data del 16 aprile.

Maree Ipogee e acque sotterranee

Il riferimento alle maree non riguarda soltanto l’innalzamento e l’abbassamento del mare. L’azione gravitazionale di Luna e Sole provoca anche piccole deformazioni della parte solida della Terra. Queste deformazioni possono modificare la pressione dell’acqua presente nei pori e nelle fratture delle rocce. Negli acquiferi, la risposta può manifestarsi attraverso oscillazioni del livello idrico.

La letteratura scientifica studia da tempo la risposta delle acque sotterranee alle maree terrestri. Il fenomeno non richiede necessariamente un collegamento idraulico con il mare. Il progetto Maree Ipogee si colloca in questo quadro, concentrando l’osservazione sugli ambienti accessibili agli speleologi. Non si tratta quindi di dimostrare per la prima volta un effetto sconosciuto in idrogeologia, ma di indagarne le manifestazioni nei siti monitorati.

Occorre distinguere meccanismi diversi. In una cavità costiera collegata al mare, le variazioni possono risentire della marea marina. In un acquifero interno, può invece essere rilevante la deformazione mareale delle rocce. Anche la pressione atmosferica modifica il comportamento dei livelli sotterranei. Separare questi contributi è essenziale per interpretare le registrazioni.[3]

Maree Ipogee: grotte e monitoraggi

Una ricostruzione pubblicata da La Scintilena il 16 maggio 2025 descrive il progetto nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Speleo Dentro” del CAI. La stessa fonte cita Villasmundo, Rotolo, Nuovi Orizzonti, Punta degli Stretti e Frasassi tra le cavità interessate dalla ricerca. Questo elenco documenta una fase precedente del lavoro e non certifica, da solo, lo stato attuale di ciascuna stazione.[4]

Punta degli Stretti viene indicata come sito di prova per strumenti e analisi, grazie alla comunicazione diretta con il mare. La sua funzione differisce quindi da quella delle cavità utilizzate per studiare acque senza collegamento marino diretto. A Frasassi, la ricostruzione segnala l’installazione di sonde nel Lago dello Svizzero. Alla Grotta Rotolo, il monitoraggio viene descritto in prossimità della falda, a circa 265 metri di profondità.[4]

La strumentazione descritta comprende registratori di pressione e temperatura, con sonde collocate in aria e in acqua. Le misure consentono di ricostruire le variazioni del livello idrico tenendo conto della pressione atmosferica. La campagna era prevista su almeno un anno, per ottenere serie temporali utili al confronto e all’analisi.[4]

Maree Ipogee: analisi e prospettive

Il metodo illustrato nella documentazione divulgativa prevede l’analisi delle frequenze attraverso la trasformata di Fourier. Questa tecnica aiuta a cercare oscillazioni che si ripetono con una determinata periodicità. Tra i segnali d’interesse compare quello lunare semidiurno, con un periodo di circa 12 ore e 25 minuti.[4]

Una periodicità riconoscibile non basta, da sola, a descrivere l’intero funzionamento di un acquifero. Le oscillazioni mareali possono essere più piccole delle variazioni dovute alla ricarica stagionale o ad altri fattori. La letteratura considera sia l’ampiezza sia lo sfasamento del segnale rispetto alla sollecitazione mareale. L’interpretazione dipende inoltre dalle caratteristiche idrauliche e geologiche del sito.[3]

Le domande indicate per il progetto Maree Ipogee riguardano il rapporto tra oscillazioni, caratteristiche geologiche e volume della falda. Comprendono anche la possibile distinzione tra acque legate al livello freatico e laghi pensili. Nei siti costieri, un ulteriore tema è la distanza alla quale si avverte l’influenza marina. Si tratta di obiettivi d’indagine, non di conclusioni già dimostrate dai risultati annunciati.[4]

A Costacciaro, la presentazione potrà mettere a confronto queste domande con le misure raccolte. Per la comunità speleologica, il punto centrale sarà conoscere i segnali osservati, i limiti dei dati e le prospettive del monitoraggio. La ricerca sulle maree nelle acque sotterranee offre infatti strumenti per studiare le proprietà degli acquiferi, purché ogni interpretazione resti collegata al contesto geologico e al modello utilizzato.[3]

Fonti

Fonti
[1] Raduno Internazionale di Speleologia 2026 | Costacciaro https://radunocostacciaro.it/
[2] Progetto Speleo Dentro – CCST 2026 – SNS-CAI https://www.sns-cai.it/evento/progetto-speleo-dentro-ccst-sns-2026/
[3] Response to Tides, Barometric Pressure and Seismic Waves https://link.springer.com/chapter/10.1007/978-3-030-64308-9_5
[4] Le Maree Ipogee al centro dell’attenzione al Congresso CAI di … https://www.scintilena.com/congresso-cai-di-pordenone-il-progetto-maree-ipogee-al-centro-dellattenzione/05/16/
[5] Characterizing water level responses to barometric pressure … https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0022169424012393
[6] Programma Eventi | Raduno Internazionale di Speleologia 2026 https://radunocostacciaro.it/programma/
[7] Aperte le iscrizioni al Raduno Internazionale di Speleologia … https://www.scintilena.com/aperte-le-iscrizioni-al-raduno-internazionale-di-speleologia-costacciaro-2026/07/22/
[8] Costacciaro 2026 https://radunocostacciaro.it/costacciaro/
[9] RADUNO SPELEO 2026 – Kong Italy https://www.kong.it/it/post/raduno-speleo-2026/
[10] Come nasce il Raduno Internazionale di Speleologia 2026 https://radunocostacciaro.it/costruiamo-il-raduno/
[11] Comunicazione – Costacciaro 2026 https://radunocostacciaro.it/comunicazione/
[12] Iscrizioni Costacciaro 2026 | Raduno Internazionale di Speleologia https://radunocostacciaro.it/registrazione-partecipanti-2/
[13] Removal of Barometric Pressure Effects and Earth Tides from … https://www.academia.edu/26158686/Removal_of_Barometric_Pressure_Effects_and_Earth_Tides_from_Observed_Water_Levels
[14] Water Level Monitoring — Upper Loup Natural Resources District https://www.upperloupnrd.org/water-level-monitoring
[15] Changes in Tidal and Barometric Response of Groundwater during … https://www.mdpi.com/2073-4441/15/7/1327

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  • La geologia dei Monti Pisani: a Pisa un incontro per il Centenario della Speleologia Pisana, 1926-2026
    Condividi Venerdì 9 ottobre 2026, alle h 18:00, all’Università di Pisa i professori Michele Marroni e Chiara Frassi accompagneranno il pubblico alla scoperta della storia geologica dei Monti Pisani. L’appuntamento rientra nelle celebrazioni per i cento anni della speleologia pisana, 1926-2026. PISA – Un viaggio nella storia più antica del territorio, tra rocce, strutture geologiche e paesaggi che raccontano milioni di anni di trasformazioni. Venerdì 9 ottobre 2026, alle ore 18, l’Università
     

La geologia dei Monti Pisani: a Pisa un incontro per il Centenario della Speleologia Pisana, 1926-2026

Október 7th 2026 at 06:00

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Venerdì 9 ottobre 2026, alle h 18:00, all’Università di Pisa i professori Michele Marroni e Chiara Frassi accompagneranno il pubblico alla scoperta della storia geologica dei Monti Pisani. L’appuntamento rientra nelle celebrazioni per i cento anni della speleologia pisana, 1926-2026.

PISA – Un viaggio nella storia più antica del territorio, tra rocce, strutture geologiche e paesaggi che raccontano milioni di anni di trasformazioni. Venerdì 9 ottobre 2026, alle ore 18, l’Università di Pisa ospiterà l’incontro “Geologia dei Monti Pisani”, dedicato alla conoscenza di uno dei complessi montuosi più significativi della Toscana settentrionale.

A condurre la serata saranno il professor Michele Marroni e la professoressa Chiara Frassi, del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa. L’appuntamento si terrà nell’Aula C del Dipartimento di Scienze della Terra, in via Santa Maria 53 a Pisa.

L’iniziativa si inserisce nel programma del Centenario della Speleologia Pisana, 1926-2026, un importante anniversario che celebra un secolo di esplorazioni, ricerche e attività dedicate alla conoscenza del mondo sotterraneo e del territorio.

I Monti Pisani rappresentano infatti un ambiente di particolare interesse non soltanto paesaggistico, ma anche scientifico. La loro struttura conserva testimonianze fondamentali per comprendere l’evoluzione geologica dell’area e offre numerosi spunti per mettere in relazione geologia, morfologia del territorio e fenomeni carsici.

Ci si potrà avvicinare alla geologia del comprensorio attraverso il contributo dei due studiosi dell’Università di Pisa, veri esperti di geologia strutturale e tettonica, che guideranno il pubblico alla scoperta della storia geologica dei Monti Pisani, approfondendo l’origine e l’evoluzione dei rilievi che caratterizzano il paesaggio tra Pisa e Lucca.

L’evento è organizzato nell’ambito delle manifestazioni per il Centenario della Speleologia Pisana, con il patrocinio del Comune di Pisa e la partecipazione delle realtà speleologiche e scientifiche coinvolte nelle celebrazioni.

Appuntamento venerdì 9 ottobre alle ore 18, nell’Aula C del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa, via Santa Maria 53.

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  • Sotto il Carso comincia l’avventura: a Trieste il 44° corso di speleologia del CAT
    Condividi Dal 3 novembre al 1° dicembre 2026 la Scuola di Speleologia Ennio Gherlizza del Club Alpinistico Triestino propone il 44° corso di primo livello, con lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche nelle grotte del Carso RIESTE – Imparare a muoversi in grotta, conoscere il carsismo, osservare la vita sotterranea e avvicinarsi alla speleologia con attenzione alla sicurezza e alla tutela dell’ambiente ipogeo. È questo il percorso proposto dal 44° Corso di Speleologia di primo livello organ
     

Sotto il Carso comincia l’avventura: a Trieste il 44° corso di speleologia del CAT

Október 7th 2026 at 05:00

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Dal 3 novembre al 1° dicembre 2026 la Scuola di Speleologia Ennio Gherlizza del Club Alpinistico Triestino propone il 44° corso di primo livello, con lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche nelle grotte del Carso

RIESTE – Imparare a muoversi in grotta, conoscere il carsismo, osservare la vita sotterranea e avvicinarsi alla speleologia con attenzione alla sicurezza e alla tutela dell’ambiente ipogeo. È questo il percorso proposto dal 44° Corso di Speleologia di primo livello organizzato dalla Scuola di Speleologia Ennio Gherlizza del Club Alpinistico Triestino APS.

Il corso prenderà il via il 3 novembre 2026 e proseguirà fino al 1° dicembre, alternando incontri teorici nella sede del CAT di Trieste ed esercitazioni pratiche in cava e nelle grotte del Carso. L’iniziativa è rivolta anche a chi non ha precedenti esperienze speleologiche e vuole scoprire, con l’accompagnamento degli istruttori, tecniche, conoscenze e aspetti scientifici dell’esplorazione sotterranea.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Club Alpinistico Triestino.

La parola ad Alessandra Ressa.

COMUNICATO STAMPA con preghiera di pubblicazione

Scendere nel buio per scoprire un mondo nuovo: al via il nuovo corso di speleologia del Club Alpinistico Triestino

Non serve essere esperti alpinisti, né avere già messo piede in una grotta. Servono curiosità, voglia di mettersi alla prova e il desiderio di scoprire un mondo che, a pochi metri dalla superficie, cambia completamente le proprie regole. Il Club Alpinistico Triestino apre le iscrizioni al nuovo corso di primo livello di introduzione alla speleologia, un percorso pensato per chi vuole avvicinarsi al mondo sotterraneo imparando a conoscerlo, rispettarlo e viverlo in sicurezza.

C’è un momento, quando si entra per la prima volta in una grotta, in cui la luce del giorno scompare alle spalle e tutto ciò che sembrava familiare cambia improvvisamente. Il rumore dell’acqua diventa più vicino, le pareti assumono forme inattese, il buio non è più semplicemente assenza di luce e anche il proprio corpo comincia a percepire lo spazio in maniera diversa. È proprio da quella soglia che può cominciare un’avventura destinata a cambiare il modo di guardare il territorio.

Il nuovo corso di primo livello organizzato dalla Scuola di Speleologia Ennio Gherlizza del Club Alpinistico Triestino nasce per accompagnare passo dopo passo chi desidera compiere questo primo ingresso nel mondo sotterraneo. Non sarà soltanto un corso sulle tecniche necessarie per muoversi in grotta, ma un vero viaggio alla scoperta dell’ambiente ipogeo, delle sue origini, delle forme di vita che lo abitano, delle tracce lasciate dall’uomo e delle straordinarie caratteristiche geologiche del Carso.

La Scuola di Speleologia del CAT vanta una storia che risale al 1975 e dal 1983 organizza corsi di primo livello secondo gli standard della Società Speleologica Italiana. Nel corso degli anni la formazione si è sviluppata affiancando alle lezioni teoriche l’insegnamento delle tecniche di progressione, comprese quelle necessarie per muoversi su corda. Oggi la scuola dispone di un gruppo di istruttori e aiuto istruttori con competenze diverse e complementari, in grado di offrire agli allievi una formazione che unisce esperienza sul campo, preparazione tecnica e conoscenza scientifica.

Ed è proprio la qualità degli istruttori uno degli elementi che caratterizza il corso. Accanto agli istruttori nazionali certificati dalla Società Speleologica Italiana figurano infatti speleologi con una lunga esperienza di esplorazione e di didattica e professionisti impegnati anche nel Soccorso Alpino e Speleologico del Friuli Venezia Giulia.

Per chi si avvicina per la prima volta alla speleologia, questo significa poter imparare direttamente da persone abituate ad affrontare situazioni molto diverse in ambiente sotterraneo e a trasmettere agli altri non soltanto la tecnica, ma soprattutto il concetto fondamentale che sta alla base di ogni esplorazione: in grotta l’avventura comincia dalla conoscenza e dalla sicurezza.

Durante il corso si scoprirà innanzitutto come nasce una grotta. Si parlerà di carsismo, di acqua e di roccia, dei processi che nel corso di migliaia e talvolta milioni di anni hanno scavato condotti, pozzi, gallerie e grandi sale nel sottosuolo. Ma la geologia sarà soltanto il punto di partenza, perché una grotta è un ambiente complesso nel quale si incontrano fenomeni naturali, biodiversità, storia e tracce della presenza umana.

Gli allievi impareranno a riconoscere le principali morfologie e concrezioni che si possono incontrare sottoterra, comprendendo come si sono formate e perché alcune cavità presentano caratteristiche completamente diverse da altre. Si parlerà della fauna cavernicola e degli organismi che hanno sviluppato straordinarie strategie per vivere in un ambiente privo di luce, ma anche dell’importanza della tutela di un patrimonio fragile, che può essere danneggiato in modo irreversibile da comportamenti superficiali o semplicemente inconsapevoli.

Una parte importante sarà dedicata alla tecnica di progressione in grotta. Non si tratta semplicemente di imparare a camminare in un ambiente accidentato: una grotta può richiedere di superare passaggi tecnici nei quali è necessario utilizzare correttamente il corpo e l’attrezzatura. Gli allievi saranno accompagnati nell’apprendimento delle tecniche fondamentali, affrontando progressivamente le diverse situazioni che possono presentarsi durante un’uscita.

Ma la preparazione di uno speleologo non è soltanto fisica. Muoversi sottoterra significa anche imparare a gestire la fatica, la concentrazione e le proprie reazioni davanti a situazioni nuove. Per questo il corso affronterà anche aspetti legati alla gestione della paura e della fatica, aiutando gli allievi a comprendere come affrontare con lucidità le normali difficoltà che possono emergere durante una progressione. Imparare a riconoscere i propri limiti, mantenere la calma e affrontare un passaggio con metodo fa parte della formazione tanto quanto imparare una manovra tecnica.

E poi ci sarà la parte forse più affascinante: quella che porta a capire che sotto i nostri piedi esiste un vero archivio della storia del territorio. Nel corso si parlerà infatti di archeologia in grotta, delle tracce lasciate da uomini e animali che hanno frequentato le cavità nel corso dei secoli e dei millenni, dei reperti e delle testimonianze che possono trasformare una grotta in una preziosa fonte di informazioni sul passato. La speleologia non consiste soltanto nell’entrare in una cavità, ma anche nel saper osservare ciò che si incontra e nel comprendere il valore scientifico, naturalistico e storico di quell’ambiente.

Le lezioni teoriche, ospitate nella sede del Club Alpinistico Triestino di via Raffaele Abro 5/A a Trieste, permetteranno di acquisire le conoscenze necessarie prima di affrontare le uscite pratiche. Saranno proprio queste ultime a trasformare le nozioni apprese in aula in esperienza concreta, accompagnando gli allievi nelle prime esplorazioni e permettendo loro di prendere confidenza con l’ambiente ipogeo e con le tecniche di progressione.

Le lezioni teoriche sono in programma in orario serale dal 3 novembre al 1 dicembre ogni martedì e giovedì, mentre le uscite pratiche si svolgeranno ogni domenica dall’8 al 29 novembre 2026. Per informazioni e iscrizioni scrivere a cat@cat.ts.it

(foto a cura del Club Alpinistico Triestino)

CLUB ALPINISTICO TRIESTINO APS

Via R. Abro, 5/A
34144 Trieste
cell.: 348 5164550
codice fiscale: 80016650329
e-mail:cat@cat.ts.it

Il corso sarà la porta d’ingresso verso un territorio che a Trieste e dintorni è parte del paesaggio, della storia e dell’identità stessa della città, ma che continua a custodire sotto la superficie spazi e storie ancora da conoscere.

Per chi non è mai entrato in una grotta, può essere l’occasione per scoprire la speleologia: tecnica, corde e passaggi nel buio, ma soprattutto curiosità, osservazione, conoscenza e rispetto per un ambiente straordinariamente fragile.

Basta scendere pochi metri sotto i nostri piedi per cominciare a guardare con occhi diversi anche quello che è in superficie.

Programma del 44° Corso di Speleologia

  • Martedì 3 novembre, ore 20:30 – Presentazione; ambiente ipogeo; organizzazione della speleologia; Catasto Grotte
  • Giovedì 5 novembre, ore 20:30 – Equipaggiamento individuale
  • Domenica 8 novembre – Esercitazione pratica in cava a Rupinpiccolo
  • Martedì 10 novembre, ore 20:30 – Carsismo e speleogenesi
  • Giovedì 12 novembre, ore 20:30 – Speleobiologia
  • Domenica 15 novembre – Esercitazione pratica in Grotta Ternovizza
  • Martedì 17 novembre, ore 20:30 – Cartografia e rilevamento
  • Giovedì 19 novembre, ore 20:30 – Equipaggiamento collettivo e armo
  • Domenica 22 novembre – Esercitazione pratica in Grotta Natale
  • Martedì 24 novembre, ore 20:30 – Prevenzione e primo soccorso
  • Giovedì 26 novembre, ore 20:30 – Archeologia
  • Domenica 29 novembre – Esercitazione pratica in Grotta Ercole
  • Martedì 1° dicembre, ore 20:30 – Geologia; gestione della paura e della fatica; chiusura del corso

Quota di partecipazione: 150 euro
Età minima: 14 anni
Chiusura iscrizioni: martedì 27 ottobre 2026, ore 20:30
Informazioni e iscrizioni: cat@cat.ts.it – WhatsApp 349 5128401 (Clarissa)

Fonte notizia e immagini: Alessandra Ressa

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