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    Condividi La rubrica di speleologia dedica un’ora alla logistica delle esplorazioni ipogee sul Massiccio del Canin, ai campi in quota e alle tecniche usate oggi per cercare e studiare nuove cavità naturali insieme al Club Alpinistico Triestino Racconti dal Buio e Massiccio del Canin Martedì 7 luglio, dalle 20 alle 21, la trasmissione Racconti dal Buio porterà su Radio Fragola un approfondimento dedicato alla logistica delle esplorazioni ipogee sul Massiccio del Canin, con attenzione a camp
     

Racconti dal Buio, il Massiccio del Canin al centro della nuova puntata su Radio Fragola

Júl 7th 2026 at 12:00

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La rubrica di speleologia dedica un’ora alla logistica delle esplorazioni ipogee sul Massiccio del Canin, ai campi in quota e alle tecniche usate oggi per cercare e studiare nuove cavità naturali insieme al Club Alpinistico Triestino

Racconti dal Buio e Massiccio del Canin

Martedì 7 luglio, dalle 20 alle 21, la trasmissione Racconti dal Buio porterà su Radio Fragola un approfondimento dedicato alla logistica delle esplorazioni ipogee sul Massiccio del Canin, con attenzione a campi in quota, coordinamento delle squadre e lettura dei dati meteo utili alla sicurezza delle uscite.[1][2]

Il tema si inserisce in un contesto molto preciso, perché il Massiccio del Canin è descritto come uno dei più importanti sistemi carsici d’Europa, si sviluppa tra Italia e Slovenia e raggiunge i 2.587 metri di quota.[2][3]

Parlare di organizzazione, in questo caso, significa entrare in una parte centrale dell’attività speleologica, soprattutto in un ambiente montano dove la piovosità è elevata e la gestione di materiali, tempi e informazioni può incidere in modo diretto sul lavoro ipogeo.[2]

Club Alpinistico Triestino e campo speleologico sul Massiccio del Canin

Gli ospiti annunciati per la puntata sono Franco Riosa, presidente e direttore della Scuola di Speleologia del Club Alpinistico Triestino, Franco Gherlizza, organizzatore dei campi storici in Canin, e Clasisisa Brun, vicepresidente e responsabile del gruppo grotte del CAT, come riportato nel testo fornito.

Il rapporto tra il Club Alpinistico Triestino e il Massiccio del Canin ha una storia lunga, perché il CAT segnala di organizzare campi estivi nell’area da circa cinquant’anni, con attività dedicate alla ricerca di nuove grotte, all’esplorazione di cavità già note e alla formazione.[4]

La puntata mette quindi al centro un aspetto spesso meno visibile del racconto speleologico: la vita di campo, il lavoro condiviso con altri gruppi e la costruzione di una rete operativa capace di sostenere esplorazioni lunghe e complesse sul Massiccio del Canin.[4]

Questa dimensione organizzativa acquista ancora più rilievo se si considerano i numeri dell’area, dove sul versante italiano sono state esplorate più di mille cavità e dove il maggiore complesso sotterraneo ha superato negli anni gli 80 chilometri di sviluppo, con profondità intorno ai 1.100 metri.[3][5]

Speleologia sul Massiccio del Canin tra tecniche, materiali e dati meteorologici

L’annuncio della trasmissione richiama anche un tema tecnico molto attuale, cioè le tecniche e i materiali usati oggi per trovare e studiare nuove cavità naturali in ambiente montano.

Sul Massiccio del Canin, la speleologia non riguarda solo la scoperta di nuovi ingressi, ma anche rilievo topografico, documentazione dei passaggi, osservazione delle condizioni ambientali e studio dei percorsi idrici sotterranei.[3][2]

Le ricerche condotte nell’area mostrano infatti come le esplorazioni siano strettamente legate alla comprensione dei collegamenti tra grotte e delle direzioni di drenaggio delle acque in uno dei più vasti carsi d’alta quota europei.[2]

In questa prospettiva, l’attenzione ai dati degli osservatori meteorologici appare coerente con la natura del Massiccio del Canin, caratterizzato da precipitazioni abbondanti e da risposte idrologiche molto marcate tra periodi di magra ed eventi di piena.[2]

La logistica delle esplorazioni ipogee sul Massiccio del Canin, quindi, non coincide soltanto con il trasporto del materiale, ma comprende pianificazione degli accessi, gestione del campo, comunicazione tra squadre e valutazione continua delle condizioni esterne.[2]

Radio Fragola, diretta e archivio di Racconti dal Buio

Radio Fragola presenta Racconti dal Buio come una rubrica dedicata al mondo sotterraneo, con contenuti che intrecciano speleologia, geologia, biologia, storia e archeologia.[1]

La trasmissione va in onda ogni martedì dalle 20 alle 21 sulle frequenze FM 104.6-104.8 per l’area triestina e in streaming sul sito dell’emittente, mentre le puntate precedenti sono disponibili nella pagina archivio del programma.[6][7][1]

Durante la diretta resta attivo anche il numero WhatsApp 340 191 6542, indicato nelle comunicazioni della rubrica per l’invio di messaggi da parte degli ascoltatori.[7][6]

Con questa nuova puntata dedicata al Massiccio del Canin, la rubrica prosegue un percorso di approfondimento che nelle ultime settimane ha già ospitato contenuti legati alle esplorazioni, al soccorso speleologico e alla ricerca nelle grotte del Nord-Est.[8][9][7]

È stato preparato anche un file markdown scaricabile con il testo dell’articolo.

Fonti
[1] Racconti dal buio – Trieste – Radio Fragola https://www.radiofragola.com/racconti-dal-buio/
[2] Sul Monte Canin speleologi italiani e sloveni tracciano le … https://www.scintilena.com/sul-monte-canin-speleologi-italiani-e-sloveni-tracciano-le-acque-dalle-grotte-alle-sorgenti-con-il-progetto-internazionale-tracerkanin/10/01/
[3] [PDF] Monte Canin – Parco Naturale delle Prealpi Giulie https://www.parcoprealpigiulie.it/documents/379/Guida_sentiero_geologico_Foran_dal_Mus.pdf
[4] Uscite in grotta – Club Alpinistico Triestino https://www.cat.ts.it/uscite-grotta/
[5] Il ventre del Canin svela agli speleologi la più grande grotta mai … https://www.ilpiccolo.it/cronaca/il-ventre-del-canin-svela-agli-speleologi-la-piu-grande-grotta-mai-scoperta-in-italia-ec2qa2fj
[6] “Racconti dal Buio” torna su Radio Fragola con una puntata … https://www.scintilena.com/125545-2/04/28/
[7] Racconti dal Buio: il 16 giugno una puntata dedicata al Soccorso … https://www.scintilena.com/il-16-giugno-2026-dalle-ore-20-alle-21-radio-fragola/06/15/
[8] Monte Canin in onda a Trieste: la XXX Ottobre ospite di Racconti dal … https://www.scintilena.com/monte-canin-in-onda-a-trieste-la-xxx-ottobre-ospite-di-racconti-dal-buio/05/12/
[9] Grotte archeologiche su Radio Fragola: indagine, tutela … – Scintilena https://www.scintilena.com/grotte-archeologiche-su-radio-fragola-indagine-tutela-e-valorizzazione-al-centro-della-nuova-puntata/06/29/
[10] file di riferimento.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_26d203b6-8cab-4017-91e6-4ca44735d496/3985f585-fd58-4948-9a91-91bffa75bac0/file-di-riferimento.txt?AWSAccessKeyId=ASIA2F3EMEYESXR54FJ3&Signature=8V4we8rVaGb8en3bkQsWRLXV2sg%3D&x-amz-security-token=IQoJb3JpZ2luX2VjEJ3%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2FwEaCXVzLWVhc3QtMSJGMEQCIHJALqgBnae4%2BgwBr2d6rw40IVEonbYpWu0IuFYJihDsAiAp7RZnM82qqo9yXK1uyrMv3K79pXnIzWBBLcgbYcgorSrzBAhmEAEaDDY5OTc1MzMwOTcwNSIM3iXtLcVKvdfGjAQlKtAE%2FLzjYYLVeyMW%2BDkBgGotU0M%2BQ9%2BqMzkXdx7yahTKJbg3a2esW0KtlBXAKopgdhXCF7CkcaCjO6iG%2FvWfKZiwueTp18ICXP8Jl9%2BozGjaKd8pik7zhm7TKXRbLzh3ZBOngkhngZIMwQFMuP8TMhsF1uhVx%2Fuq3dWMaHTbet9QfpIFq6szsKmG0UcYIPvutlzW1Li888Du1T5KbVbwGYLP%2BsPP9e0XWWowGo47mVaowIbfVe7rPpchIyKSmSFfad8vsPTkQE8sufBmWgKRYxIehGb0EOkIgGg9WD6VEmqyUj4IURaqhn2mspcMbg3g%2BgeuWQ5hctyDR%2ByvMCEk24tpRMxe4rXoqENC%2BHYM5eospPBkBwurv85usjlxjV4DCBji5lqdKaYT988SwKt9qeX%2FrV5C7b63qyLbbZrS1vOu%2ByEr%2FBGFHQOHgjtBlcQuWwuooUum7oy%2B3soix34DG8Rv504QXZE2LJMiLlrwrGCX6CY3FlWIc7Z77BuFulfCXlMHdDVZhskClMhwGokpxyupTfnf6u%2BUReNNgdWflQDLW0lS1QRbfhhz%2Bv8O0%2FC1vGuXferVb7yJlCMbEx6ZSWHUpyr6UXS0JHe%2F52Oams9SBjL7UBLTCGQBFm4dJuYs34MKIwHBMFNv3CrSGwJB5D6P4kB93FsUlq2h1GLIBSx0niehDFqK6BEjVhiVwQocg8iDvh1S648clZ%2BN2b0BEuejatQxYyFBNiNPa7xrEAQaSNvWgWTxBqPwhVeAlmgy1SKKuvoRXOn8bauEMV3llpv0kzCpiLLSBjqZAbMbCpo5NvVbRBmAx5phtMkH1SW6pkoCXhy2YNg76uJlu%2F6pjSwL43AlkHLZHOkpNofQ6NeclyX2vCZsQKgcyGteHJpVQanzFIfmE6oXiLEqemrQ2BdAGtj9hb9zJUTqnsJENRtq5hIlPqtn%2B7SLu%2FIlD8mE6F%2BHLWOMWrSVqnF8Peh7HSpIcdpOrnv%2FDdsmcE7zzu7CPqVLMA%3D%3D&Expires=1783403004
[11] Racconti dal Buio: su Radio Fragola la speleologia torna in onda https://www.scintilena.com/racconti-dal-buio-su-radio-fragola-la-speleologia-torna-in-onda-memoria-scoperte-carso-ed-altro/01/27/
[12] Racconti dal Buio su Radio Fragola: una puntata dedicata alla … https://www.scintilena.com/racconti-dal-buio-su-radio-fragola-una-puntata-dedicata-alla-section-kustenland-e-alle-origini-dellalpinismo-nellalto-adriatico/06/09/
[13] il martedì sera su Radio Fragola tra grotte, acque sotterranee e Timavo https://www.scintilena.com/racconti-dal-buio-il-martedi-sera-su-radio-fragola-tra-grotte-acque-sotterranee-e-timavo/01/13/
[14] Esplorazioni Speleologiche in Canin: Il Club Alpinistico Triestino … https://www.scintilena.com/esplorazioni-speleologiche-in-canin-il-club-alpinistico-triestino-riapre-il-campo-estivo/07/30/
[15] Il ghiaccio della Grotta del Leupa rivela le sue origini – Scintilena https://www.scintilena.com/il-ghiaccio-della-grotta-del-leupa-rivela-le-sue-origini-i-depositi-ipogei-del-massiccio-del-canin-datati-alla-fine-della-piccola-era-glaciale/03/18/
[16] “Racconti dal Buio” su Radio Fragola: speleologia urbana e abissi … https://www.scintilena.com/ora-ho-tutte-le-informazioni-necessarie-posso-scrivere-larticolo/03/16/
[17] Ottant’anni di esplorazioni e didattica: il Club Alpinistico Triestino … https://www.scintilena.com/ottantanni-di-esplorazioni-e-didattica-il-club-alpinistico-triestino-celebra-la-sua-storia/01/24/
[18] Il Ghiaccio Nascosto delle Alpi Giulie Svela le Sue Origini nella … https://www.scintilena.com/il-ghiaccio-nascosto-delle-alpi-giulie-svela-le-sue-origini-nella-piccola-eta-glaciale/04/10/
[19] Cambio al vertice del Club Alpinistico Triestino: Riosa succede a … https://www.scintilena.com/cambio-al-vertice-del-club-alpinistico-triestino-riosa-succede-a-gherlizza-dopo-17-anni/05/03/
[20] Scoperta sul Canin la grotta più grande d’Italia, con la … – Scintilena https://www.scintilena.com/scoperta-sul-canin-la-grotta-piu-grande-ditalia-con-la-congiunzione-tra-il-complesso-col-delle-erbe-e-il-foran-del-muss-si-superano-gli-80-km/08/14/
[21] A Trieste Aperte le Iscrizioni al 42° Corso di Speleologia – Scintilena https://www.scintilena.com/nel-mondo-delle-grotte-aperte-le-iscrizioni-al-42-corso-di-speleologia/07/30/
[22] Complesso Prez – Boegan – Catasto Speleologico Regionale https://catastogrotte.regione.fvg.it/complessi/complesso_vedi/50
[23] Il Carso prima dei Sapiens: Giovanni Boschian ospite di “Racconti … https://www.scintilena.com/il-carso-prima-dei-sapiens-giovanni-boschian-ospite-di-racconti-dal-buio-su-radio-fragola/04/21/
[24] FRANCO CUCCHI () – GIACOMO CASAGRANDE () – PAOLO MANCA () https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2021/01/Chimismo-e-idrodinamica-dei-sistemi-sorgivi-del-massiccio-del-monte-Canin.pdf
[25] NOTE SUL FENOMENO CARSICO NEL MASSICCIO DEL … https://www.boegan.it/wp-content/uploads/1983/03/Fenomeno_carsico_Canin.pdf
[26] Circolo Speleologico e Idrologico Friulano – Udine https://www.csif.it/Archivi/CSIF/PDF/0000/350.PDF
[27] cronache ipogee https://s4580f21668c43698.jimcontent.com/download/version/0/module/8329625956/name/Cronache%20Ipogee%20%20n.9%20-%20settembre%202022.pdf
[28] [PDF] Il monte Canin – Moodle@Units https://moodle2.units.it/pluginfile.php/348324/mod_resource/content/1/01%20Canin_20.pdf

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Speleologia e scuole: a Gioia del Colle nasce un fumetto didattico per raccontare il carsismo e la tutela dell’ambiente

Júl 7th 2026 at 11:00

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Il Gruppo Speleologico GASP! del Club Alpino Italiano di Gioia del Colle presenta un progetto di educazione ambientale dedicato alle scuole. Al centro dell’iniziativa un fumetto didattico sulla speleologia, accompagnato da incontri con gli studenti e attività nelle grotte del territorio.

Un progetto di divulgazione della speleologia rivolto alle scuole

Giovedì 9 luglio, alle ore 20, nella sede della Sezione del Club Alpino Italiano “Donato Boscia” di Gioia del Colle, sarà presentato un nuovo progetto dedicato alla divulgazione della speleologia, del carsismo e della tutela dell’ambiente.

L’iniziativa è promossa dagli speleologi del GASP! – Gruppo Speleologico della Sezione CAI di Gioia del Colle – che illustreranno un percorso educativo destinato agli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado.

L’incontro è aperto ai soci e ai cittadini interessati e rappresenta il momento di avvio di un’attività che punta a far conoscere il patrimonio sotterraneo attraverso strumenti didattici pensati per i più giovani.

Il fumetto didattico per avvicinare i ragazzi alla speleologia

Il cuore del progetto è un fumetto didattico sulla speleologia, realizzato dagli stessi speleologi che hanno ideato il percorso educativo. La pubblicazione sarà distribuita gratuitamente negli istituti scolastici coinvolti.

L’obiettivo è proporre un linguaggio semplice e coinvolgente per spiegare come si formano le grotte, che cosa sia il carsismo, quali organismi vivano nell’ambiente ipogeo e perché questi ecosistemi richiedano particolare attenzione.

La scelta del fumetto come strumento di comunicazione risponde all’esigenza di rendere accessibili temi scientifici complessi attraverso una narrazione adatta ai bambini e ai ragazzi, favorendo curiosità e partecipazione.

Educazione ambientale tra aula e grotte del territorio

Il progetto non si limiterà alla distribuzione del materiale didattico.

Sono previsti incontri nelle scuole durante i quali gli speleologi presenteranno il mondo sotterraneo, illustrando gli aspetti naturalistici, geologici e ambientali delle cavità naturali.

A questa fase seguiranno attività pratiche nelle grotte del territorio, permettendo agli studenti di osservare direttamente gli ambienti carsici e comprendere l’importanza della loro conservazione.

L’esperienza sul campo rappresenta un elemento centrale del progetto, perché consente di trasformare le conoscenze teoriche in un contatto diretto con un patrimonio naturale spesso poco conosciuto.

Il ruolo del GASP! e del Club Alpino Italiano nella divulgazione

Il GASP! opera all’interno della Sezione CAI di Gioia del Colle ed è affiliato alla Scuola Nazionale di Speleologia del Club Alpino Italiano, oltre a far parte della comunità speleologica italiana. Negli ultimi anni il gruppo ha organizzato corsi di introduzione alla speleologia, attività rivolte alle famiglie e iniziative dedicate ai più giovani, affiancando all’esplorazione un costante lavoro di formazione e divulgazione. (caigioiadelcolle.it?)

La nuova proposta conferma questa attenzione verso la crescita della cultura ambientale e verso la diffusione di una conoscenza consapevole delle grotte e del paesaggio carsico.

Un invito aperto alla comunità

La serata del 9 luglio offrirà ai partecipanti la possibilità di conoscere da vicino il lavoro svolto dagli autori del progetto, gli obiettivi educativi e le attività previste durante il prossimo anno scolastico.

L’incontro si svolgerà presso la sede del Club Alpino Italiano di Gioia del Colle, in via Donato Boscia 27, con inizio alle ore 20. L’invito è rivolto ai soci del CAI e a tutti coloro che desiderano approfondire il valore della speleologia come strumento di educazione ambientale e di conoscenza del territorio.

Attraverso il fumetto, gli incontri nelle scuole e le esperienze nelle grotte, il progetto intende contribuire alla formazione di una nuova consapevolezza nei confronti degli ambienti sotterranei, promuovendo il rispetto del patrimonio carsico e delle sue caratteristiche naturali fin dai primi anni di scuola.

Fonti

  • Sezione CAI Gioia del Colle – Attività del Gruppo Speleologico GASP! (caigioiadelcolle.it?Attachment.png)
  • Scuola Nazionale di Speleologia del Club Alpino Italiano – Scheda del GASP! (SNS-CAI?Attachment.png)

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  • GIS e speleologia: opportunità formativa per ricercatori con il corso Spatial Ecology 2026  
    Condividi Il corso GIS e speleologia di Spatial Ecology propone una formazione avanzata in geocomputazione e machine learning. Per gli speleologi iscritti a una Laurea Magistrale o a un Dottorato è prevista una quota agevolata e la possibilità di sviluppare un progetto dedicato alle grotte con potenziali sbocchi scientifici. GIS e speleologia: una proposta dedicata a studenti e ricercatori Per gli speleologi interessati all’analisi dei dati territoriali e alla programmazione open s
     

GIS e speleologia: opportunità formativa per ricercatori con il corso Spatial Ecology 2026  

Júl 7th 2026 at 10:00

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Il corso GIS e speleologia di Spatial Ecology propone una formazione avanzata in geocomputazione e machine learning.

Per gli speleologi iscritti a una Laurea Magistrale o a un Dottorato è prevista una quota agevolata e la possibilità di sviluppare un progetto dedicato alle grotte con potenziali sbocchi scientifici.

GIS e speleologia: una proposta dedicata a studenti e ricercatori

Per gli speleologi interessati all’analisi dei dati territoriali e alla programmazione open source è disponibile una proposta formativa che unisce competenze informatiche e applicazioni ambientali.

Il centro di ricerca Spatial Ecology, diretto da Giuseppe Amatulli, organizza per l’autunno 2026 il corso Geocomputation and Machine Learning for Environmental Applications, rivolto a studenti di Laurea Magistrale, dottorandi, ricercatori e professionisti che desiderano approfondire le tecniche di elaborazione dei dati geografici. (spatial-ecology.net?)

Grazie a un’iniziativa promossa all’interno della comunità speleologica, gli speleologi iscritti a un percorso universitario magistrale o di dottorato possono accedere al corso con una quota di iscrizione ridotta pari a 400 euro.

Geocomputazione e machine learning applicati alle grotte

L’obiettivo del corso è fornire strumenti avanzati per la gestione e l’analisi di dati geospaziali attraverso software open source in ambiente Linux.

Il programma affronta temi quali GIS, telerilevamento, modellazione spaziale, statistica applicata, elaborazione di grandi quantità di dati e tecniche di machine learning, con esercitazioni pratiche e sviluppo di progetti individuali. (spatial-ecology.net?)

Per gli speleologi questa formazione offre applicazioni dirette nella ricerca sul carsismo. Tra gli esempi proposti figura la realizzazione di un modello probabilistico di distribuzione delle grotte, utile per individuare aree potenzialmente interessanti dal punto di vista speleologico e pianificare future campagne di esplorazione.

Le metodologie illustrate possono inoltre essere impiegate per l’analisi del rischio ambientale, la tutela degli acquiferi carsici, la gestione dei catasti speleologici e l’integrazione di dati provenienti da rilievi sul terreno, droni e immagini satellitari.

Il progetto finale dedicato alla speleologia

Uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa riguarda il progetto conclusivo.

Ogni partecipante svilupperà uno studio applicato utilizzando le competenze acquisite durante il corso.

Per gli speleologi il lavoro finale sarà incentrato su una tematica legata alle grotte o al territorio carsico.

I progetti ritenuti più significativi potranno essere ulteriormente sviluppati fino a diventare un articolo scientifico destinato alla pubblicazione su Underground Vision Magazine, rivista dell’associazione Tetide, oppure su altre riviste scientifiche specializzate.

Questa possibilità rappresenta un collegamento concreto tra formazione, ricerca e divulgazione scientifica.

Le modalità del corso Spatial Ecology 2026

Il percorso didattico si svolgerà tra settembre e novembre 2026.

Le lezioni saranno erogate online, consentendo la partecipazione anche a chi opera lontano dalla sede universitaria.

È inoltre previsto un workshop finale di cinque giorni presso l’Università degli Studi della Basilicata, a Matera, dedicato allo sviluppo dei progetti, alle esercitazioni e al confronto diretto con i docenti. Tutte le lezioni saranno registrate e rese disponibili ai partecipanti. (spatial-ecology.net?)

Il corso richiede una conoscenza di base dei sistemi GIS, della statistica e del linguaggio Python, oltre alla disponibilità di un computer portatile con sistema Linux o predisposto all’utilizzo degli strumenti open source previsti dal programma. (spatial-ecology.net?)

Un’opportunità per la ricerca speleologica

L’impiego dei GIS e delle tecniche di machine learning sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nella ricerca speleologica. L’integrazione di dati topografici, geologici, climatici e satellitari permette infatti di costruire modelli predittivi, supportare le attività di esplorazione e migliorare la conoscenza dei sistemi carsici.

Per studenti, dottorandi e giovani ricercatori impegnati nella speleologia scientifica, il corso rappresenta quindi un’occasione per acquisire competenze oggi sempre più richieste nella ricerca ambientale e nella gestione dei dati territoriali, favorendo l’incontro tra tecnologie informatiche e studio del mondo sotterraneo.

Messaggio originale:

A tutti gli speleologi appassionati di GIS e programmazione:

State frequentando un corso di Laurea Magistrale o di Dottorato in scienze ambientali o geologica e cercate un modo per potenziare le vostre competenze nell’analisi dei dati geospaziali?

Se la risposta è sì, il corso qui sotto fa proprio al caso vostro! 
Spatial Ecology (https://www.spatial-ecology.net) offre una quota di iscrizione ridotta (€400) per gli speleologi  per partecipare a un corso di alto livello su come gestire i geo-dati in modo moderno e professionale. Il corso prevede un progetto finale incentrato su un argomento speleologico (ad esempio, un geo-modello spaziale di distribuzione probabilistico delle grotte). 

I progetti finali più meritevoli avranno l’opportunità unica di essere sviluppati per un articolo scientifico per la rivista Underground Vision Magazine di https://www.tetide.org/ o su altra rivista scientifica 

Un caro saluto,
Selvaggio 


Dear Colleagues,

In view of enhancing computation skills in the geographic domain,https://www.spatial-ecology.net  is organising:

a Fall 2026 training Course: Geocomputation and Machine Learning for Environmental Applications (intermediate level) 

(https://www.spatial-ecology.net/pages/courses/2026/open_call_fall2026)

The course will be offered online with a supplementary 5-day in-person segment at the University of Basilicata, in the magnificent town of Matera, Italy.
This is a wonderful opportunity for PhD students, Post-Docs and professionals to acquire advanced computational skills with a Linux computer.

Consider that early bird discount is available if you register and pay by 30 May 2026.

Please forward to announce these opportunities within your network.

Sincerely,

Giuseppe Amatulli  & the Spatial Ecology Team

Geocomputation and Machine Learning for Environmental Applications  (intermediate level;  September, October, November, 2026)
(https://www.spatial-ecology.net/pages/courses/2026/open_call_fall2026)
On this course, students will be introduced to an array of powerful open-source geocomputation tools and machine learning methodologies in the Linux environment. Students who have never been exposed to programming in Linux will acquire confidence in using advanced open source data processing routines. Those with a programming background will find the course beneficial in improving their programming and modelling skills. We aim to equip attendees with powerful programming tools, as well as hone their abilities for independent development. This will be valuable not only for GIS related applications but also for general data processing and applied statistical computing in a number of fields. We strive to provide the best grounding for career development as a geographic data scientist.

More information and registration: www.spatial-ecology.net



-- 
___________
Dr. Giuseppe Amatulli,
Director of Spatial Ecology
g.amatulli@spatial-ecology.net

Fonti

  • Spatial Ecology – Corso “Geocomputation and Machine Learning for Environmental Applications” 2026. (spatial-ecology.net?Attachment.png)
  • Comunicazione di Giuseppe Amatulli, direttore di Spatial Ecology, relativa all’edizione autunnale 2026 del corso. (spatial-ecology.net?Attachment.png)

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  • Chiapas sotterraneo: a San Cristóbal de Las Casas un incontro dedicato all’esplorazione di grotte e abissi
    Condividi Il 14 luglio Kaleb Zárate Gálvez del Grupo Espeleológico Jaguar A.C. sarà protagonista di un incontro pubblico sulla speleologia in Chiapas, raccontando esperienze di esplorazione, ricerca e documentazione delle cavità del Messico meridionale. Speleologia in Chiapas al centro dell’incontro di San Cristóbal Martedì 14 luglio 2026, alle ore 18:00, il Restaurante Taniperla di San Cristóbal de Las Casas, nello stato messicano del Chiapas, ospiterà una conferenza dal titolo “Chiapas s
     

Chiapas sotterraneo: a San Cristóbal de Las Casas un incontro dedicato all’esplorazione di grotte e abissi

Júl 7th 2026 at 09:00

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Il 14 luglio Kaleb Zárate Gálvez del Grupo Espeleológico Jaguar A.C. sarà protagonista di un incontro pubblico sulla speleologia in Chiapas, raccontando esperienze di esplorazione, ricerca e documentazione delle cavità del Messico meridionale.

Speleologia in Chiapas al centro dell’incontro di San Cristóbal

Martedì 14 luglio 2026, alle ore 18:00, il Restaurante Taniperla di San Cristóbal de Las Casas, nello stato messicano del Chiapas, ospiterà una conferenza dal titolo “Chiapas subterráneo: una mirada desde la exploración de sus cuevas y simas”.

L’iniziativa è promossa dalla Sociedad de Científicos Anónimos San Cristóbal, organizzazione impegnata nella divulgazione scientifica attraverso incontri aperti al pubblico dedicati a discipline e temi molto diversi tra loro. La serie di appuntamenti affronta regolarmente argomenti che spaziano dalle scienze naturali all’archeologia, dalla biologia alla geologia, con l’obiettivo di favorire il dialogo tra ricercatori e cittadini.  

A guidare l’incontro sarà Kaleb Zárate Gálvez, speleologo del Grupo Espeleológico Jaguar A.C., che condividerà alcune delle esperienze maturate durante le esplorazioni di grotte e grandi pozzi naturali del Chiapas.

Il ruolo del Grupo Espeleológico Jaguar nella ricerca delle grotte del Chiapas

Il Grupo Espeleológico Jaguar A.C. (GEJ) è una delle principali realtà speleologiche del Messico. L’associazione opera nella ricerca, esplorazione, documentazione e studio delle aree carsiche del Chiapas, sviluppando progetti multidisciplinari che coinvolgono geologia, idrologia, biologia e conservazione del patrimonio sotterraneo.  

L’attività del gruppo è rivolta anche alla tutela delle cavità naturali e alla diffusione della cultura speleologica. Le spedizioni condotte negli anni hanno contribuito ad ampliare la conoscenza dei sistemi carsici della regione, ancora oggi solo parzialmente esplorati. Secondo gli speleologi del gruppo, una parte significativa delle grotte del Chiapas resta infatti ancora da documentare.  

Kaleb Zárate Gálvez tra esplorazione e ricerca scientifica

Kaleb Zárate Gálvez è conosciuto nell’ambiente speleologico messicano sia per l’attività esplorativa sia per quella scientifica. Ha partecipato a studi dedicati alle cavità della Reserva Ecológica Moxviquil, nei pressi di San Cristóbal de Las Casas, contribuendo alla documentazione di numerose grotte dell’area. È inoltre autore di ricerche dedicate alla fauna cavernicola del Chiapas, in particolare agli amblipigi presenti nelle cavità della regione.  

Durante la conferenza racconterà alcune delle esperienze vissute nelle esplorazioni delle grotte e delle simas del Chiapas, illustrando le caratteristiche dell’ambiente sotterraneo e le attività di documentazione svolte dal gruppo.

Il Chiapas, una delle principali aree carsiche del Messico

Il Chiapas rappresenta una delle regioni messicane più interessanti dal punto di vista speleologico. La presenza di estesi affioramenti calcarei ha favorito lo sviluppo di vasti sistemi di grotte, fiumi sotterranei e profondi pozzi naturali.

Questi ambienti ospitano ecosistemi di elevato valore biologico, importanti risorse idriche sotterranee e numerose testimonianze archeologiche. Le attività di esplorazione e rilievo consentono di migliorare la conoscenza del territorio e di fornire dati utili alla ricerca scientifica e alla conservazione del patrimonio carsico.  

Un appuntamento dedicato alla divulgazione della speleologia

L’incontro del 14 luglio offrirà al pubblico l’occasione di conoscere da vicino il lavoro degli speleologi impegnati nelle esplorazioni del Messico meridionale, attraverso il racconto diretto delle attività svolte sul campo.

L’iniziativa conferma il valore della divulgazione scientifica come strumento per avvicinare un pubblico più ampio alla conoscenza delle grotte, dei sistemi carsici e delle ricerche che si sviluppano negli ambienti sotterranei.

Fonti

  • Grupo Espeleológico Jaguar A.C. – sito ufficiale.  
  • Sociedad de Científicos Anónimos – calendario eventi e attività di divulgazione.  
  • Chiapas Paralelo – El aporte de la espeleología en Chiapas.  
  • Unión Mexicana de Agrupaciones Espeleológicas (UMAE) – pubblicazioni di Kaleb Zárate Gálvez sulle grotte del Chiapas e sulla fauna cavernicola.  

L'articolo Chiapas sotterraneo: a San Cristóbal de Las Casas un incontro dedicato all’esplorazione di grotte e abissi proviene da Scintilena.

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  • 79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica CAI: a Roccagorga una settimana di perfezionamento per gli speleologi
    Condividi Il 79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica della Scuola Nazionale di Speleologia del CAI si svolgerà dal 25 luglio al 1° agosto 2026 a Roccagorga, nei Monti Lepini. Il programma è dedicato agli speleologi che desiderano approfondire le tecniche di progressione, attrezzamento e gestione delle emergenze in ambiente ipogeo. Il 79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica nei Monti Lepini Dal 25 luglio al 1° agosto 2026 Roccagorga, in provincia di Latina, ospiterà il 79° Corso
     

79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica CAI: a Roccagorga una settimana di perfezionamento per gli speleologi

Júl 7th 2026 at 08:00

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Il 79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica della Scuola Nazionale di Speleologia del CAI si svolgerà dal 25 luglio al 1° agosto 2026 a Roccagorga, nei Monti Lepini. Il programma è dedicato agli speleologi che desiderano approfondire le tecniche di progressione, attrezzamento e gestione delle emergenze in ambiente ipogeo.

Il 79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica nei Monti Lepini

Dal 25 luglio al 1° agosto 2026 Roccagorga, in provincia di Latina, ospiterà il 79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica, organizzato dal Gruppo Speleologico CAI Roma sotto l’egida della Scuola Nazionale di Speleologia del Club Alpino Italiano.

L’iniziativa rappresenta uno degli appuntamenti formativi nazionali del calendario SNS-CAI ed è rivolta a speleologi già in possesso di una buona esperienza di progressione su corda. Il corso non costituisce un’attività introduttiva, ma un percorso di perfezionamento tecnico destinato a consolidare competenze già acquisite e a sviluppare metodologie operative avanzate. Il corso è inserito nel calendario ufficiale della SNS-CAI per il 2026. (SNS-CAI?)

Tecnica speleologica: obiettivi e contenuti del corso

L’obiettivo principale del 79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica è perfezionare la tecnica individuale e di squadra durante la progressione in grotta.

Nel corso della settimana saranno affrontati i principali aspetti dell’attrezzamento delle vie di progressione, l’utilizzo corretto dei materiali, la scelta degli ancoraggi e le metodologie di armo avanzato. Una parte significativa del programma sarà dedicata alle manovre di emergenza su corda e alle tecniche didattiche di autosoccorso, argomenti che rivestono un ruolo centrale nella formazione degli speleologi impegnati in attività esplorative.

Alle esercitazioni pratiche si affiancheranno lezioni teoriche dedicate alle caratteristiche dei dispositivi impiegati nella progressione speleologica, al loro corretto utilizzo e alle procedure operative sviluppate dalla Scuola Nazionale di Speleologia del CAI.

Attività pratiche tra palestra di roccia e grotta

Il programma alterna giornate in palestra naturale e uscite in ambiente ipogeo.

Le esercitazioni inizieranno con il ripasso della progressione individuale e delle tecniche d’armo, per poi affrontare progressivamente le configurazioni più complesse di attrezzamento e la gestione della progressione di squadra.

Le attività in grotta consentiranno di applicare quanto appreso durante le lezioni teoriche, mentre le esercitazioni finali comprenderanno simulazioni di emergenza e prove di soccorso, con particolare attenzione all’organizzazione del lavoro di squadra e alla sicurezza operativa.

La direzione del corso si riserva la possibilità di modificare il programma in funzione delle condizioni ambientali o delle esigenze didattiche.

Requisiti di partecipazione al Corso Nazionale di Tecnica Speleologica

Il corso è riservato ai soci del Club Alpino Italiano in regola con il tesseramento annuale e con almeno sedici anni di età.

Fra i requisiti richiesti figurano una buona padronanza della progressione su corda, la conoscenza delle tecniche illustrate nel Manuale Tecnico di Speleologia MTS-S1 e un’autonoma esperienza in ambiente ipogeo.

Possono presentare domanda coloro che hanno frequentato un corso di introduzione alla speleologia organizzato dal CAI. In assenza di tale attestazione è richiesto un curriculum speleologico controfirmato da un istruttore di primo o secondo livello della Scuola Nazionale di Speleologia.

Il numero massimo di partecipanti è fissato a venti allievi, selezionati sulla base dell’esperienza documentata e con l’obiettivo di garantire un’adeguata rappresentanza territoriale dei gruppi speleologici.

Organizzazione, logistica e sicurezza

La sede logistica sarà ospitata presso l’Istituto Comprensivo Roccagorga-Maenza.

La quota di partecipazione è fissata in 330 euro e comprende vitto e alloggio dalla cena di sabato 25 luglio fino al pranzo conclusivo di sabato 1° agosto.

Ogni partecipante dovrà utilizzare la propria attrezzatura tecnica conforme agli standard previsti dalla Scuola Nazionale di Speleologia, oltre all’equipaggiamento personale necessario per affrontare grotte con temperature comprese tra 10 e 12 °C.

Come avviene in tutte le attività formative del CAI, il regolamento ricorda che la frequentazione delle grotte comporta un rischio residuo non eliminabile. Le esercitazioni vengono organizzate adottando procedure e protocolli di sicurezza consolidati, ma la consapevolezza dei rischi propri dell’ambiente ipogeo costituisce parte integrante della formazione dello speleologo.

Fonti

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  • Figurine Liebig e grotte, quando la divulgazione scientifica passava da un cartoncino
    Condividi Dalla pubblicità dell’estratto di carne alla cultura del sottosuolo, le figurine Liebig raccontano un modello di divulgazione scientifica che ha accompagnato generazioni di lettori europei e che oggi torna utile anche per leggere la storia dell’immaginario speleologico. Le figurine Liebig nacquero come supporto promozionale legato all’estratto di carne ideato da Justus von Liebig e furono distribuite dal 1872 al 1975, trasformandosi presto in un fenomeno europeo che andò oltre la se
     

Figurine Liebig e grotte, quando la divulgazione scientifica passava da un cartoncino

Júl 7th 2026 at 07:00

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Dalla pubblicità dell’estratto di carne alla cultura del sottosuolo, le figurine Liebig raccontano un modello di divulgazione scientifica che ha accompagnato generazioni di lettori europei e che oggi torna utile anche per leggere la storia dell’immaginario speleologico.

Le figurine Liebig nacquero come supporto promozionale legato all’estratto di carne ideato da Justus von Liebig e furono distribuite dal 1872 al 1975, trasformandosi presto in un fenomeno europeo che andò oltre la semplice pubblicità del prodotto. In Italia la prima serie in lingua italiana documentata risale al 1878, segno di una diffusione ormai rapida anche nel mercato nazionale.[1][2][3]

Figurine Liebig e divulgazione scientifica

La loro importanza storica non dipende solo dalla durata editoriale, ma dal modo in cui unirono immagine, testo e consumo quotidiano, portando temi di scienza, geografia, zoologia e tecnica dentro le case di famiglie che spesso non avevano altri strumenti di accesso sistematico alla conoscenza. Le figurine erano pensate come piccole tavole illustrate di alta qualità, stampate in cromolitografia fino a dodici colori, con un linguaggio visivo immediato e adatto a un pubblico ampio. Era divulgazione popolare. E funzionava.[3][1]

Figurine Liebig, serie e collezionismo europeo

Il successo passò anche dalla forma editoriale: le serie complete, spesso composte da sei figurine, rendevano semplice la raccolta, incoraggiavano lo scambio e consolidavano un’abitudine collezionistica che sarebbe rimasta viva ben oltre la fine delle emissioni. Non si trattava di un dettaglio secondario, perché la serialità trasformava un omaggio commerciale in un archivio domestico ordinato per temi, anticipando in modo elementare la logica dell’album illustrato e della consultazione per argomenti. Ancora oggi il mercato antiquario e collezionistico continua a identificare, vendere e catalogare queste serie come nuclei completi, confermando la tenuta culturale di un oggetto nato per essere effimero.[4][5][6]

Figurine Liebig, grotte e immaginario speleologico

Per il mondo delle grotte il dato più interessante è che la produzione Liebig arrivò a toccare direttamente anche l’universo speleologico, come mostrano almeno la serie italiana La Speleologia del 1956 e la serie Leggende di grotte italiane del 1958. Questa presenza non appare casuale, perché la cultura delle grotte nel Novecento si sviluppò anche grazie alla divulgazione: la storia della speleologia moderna riconosce infatti alla comunicazione e alla pubblicazione di lavori, riviste e immagini un ruolo decisivo nella crescita dell’interesse pubblico verso il sottosuolo. Le figurine Liebig, in questo quadro, agirono come un ponte visivo tra curiosità domestica e sapere specialistico, offrendo una prima familiarità con caverne, miniere, ambienti carsici e scenari sotterranei prima dell’epoca dei documentari televisivi e della rete.[6][7][8][9][10]

Grotte, scienza e valore culturale delle figurine Liebig

Il legame con la speleologia diventa ancora più leggibile se si considera quanto il mondo di grotta sia, per sua natura, un crocevia di discipline: archeologia, geologia, idrogeologia, paleontologia, biologia e storia ambientale trovano nelle cavità un campo di ricerca comune. Per questa ragione, ogni raffigurazione popolare del sottosuolo non raccontava solo un paesaggio oscuro o suggestivo, ma introduceva il pubblico a una parte concreta della conoscenza scientifica, proprio come avveniva nei percorsi divulgativi che avrebbero poi accompagnato la speleologia italiana nel Novecento. Le figurine Liebig acquistano così un valore che va oltre il collezionismo: diventano documenti utili per capire come la società europea abbia imparato a guardare le grotte, non soltanto come rifugi, miniere o luoghi leggendari, ma come oggetti di osservazione, studio e racconto culturale condiviso.[7][9]

Figurine Liebig oggi tra memoria visiva e storia delle grotte

La riscoperta attuale delle figurine Liebig interessa quindi non soltanto i collezionisti, ma anche chi studia la storia della divulgazione, della grafica editoriale e dell’immaginario naturalistico. Nel caso delle grotte, queste piccole carte mostrano come il sottosuolo sia entrato nella cultura di massa molto prima della comunicazione digitale, attraverso un supporto leggero, domestico e ripetibile. In pochi centimetri di carta passava un’idea precisa: il mondo sotterraneo meritava di essere visto, classificato e compreso.[9][1][4][6][7]

Fonti
[1] Figurine Liebig – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Figurine_Liebig
[2] La collezione Figurine Liebig di Fabrizio https://www.my-liebig-collection.it/history_2.asp
[3] Justus von Liebig https://deboraserrentino.com/2017/12/05/justus-von-liebig/
[4] 60 FIGURINE LIEBIG https://www.collectorclub.it/1320-60-figurine-liebig.html
[5] La collezione Figurine Liebig di Fabrizio – MY LIEBIG COLLECTION https://www.my-liebig-collection.it/collection.asp
[6] Figurine Liebig – Serie n. 1656 Completa (6 … https://www.emporiodimilo.it/prodotti/collezionismo-cartaceo/figurine-e-album-di-figurine/figurine-liebig-serie-n-1656-completa-6-figurine-la-speleologia-edizione-italiana-1956/
[9] Serie n. 1690 Completa (6 figurine) – Leggende di grotte italiane https://www.emporiodimilo.it/prodotti/collezionismo-cartaceo/figurine-e-album-di-figurine/figurine-liebig-serie-n-1690-completa-6-figurine-leggende-di-grotte-italiane-edizione-italiana-1958/
[10] S 1690 / LIEBIG / LEGGENDE DI GROTTE ITALIANE (ITA) MF48080 https://mariottifilatelia.com/figurine-liebig/13431-s-1690-liebig-leggende-di-grotte-italiane-ita-7927501752993.html

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  • BCRA e Cave Radio: il seminario online del 13 luglio mette a fuoco i problemi aperti delle comunicazioni in grotta
    Condividi Il nuovo incontro della serie estiva del Cave Radio & Electronics Group approfondirà antenne, impermeabilizzazione, batterie e ricerca applicata nelle grotte, con un focus sul progetto del British Cave Science Centre di Poole’s Cavern. Seminario BCRA Cave Radio: data, orario e relatore La British Cave Research Association ha annunciato il prossimo appuntamento della sua programmazione online estiva dedicata al Cave Radio. L’incontro si terrà lunedì 13 luglio alle 19:30 BST, c
     

BCRA e Cave Radio: il seminario online del 13 luglio mette a fuoco i problemi aperti delle comunicazioni in grotta

Júl 7th 2026 at 06:00

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Il nuovo incontro della serie estiva del Cave Radio & Electronics Group approfondirà antenne, impermeabilizzazione, batterie e ricerca applicata nelle grotte, con un focus sul progetto del British Cave Science Centre di Poole’s Cavern.

Seminario BCRA Cave Radio: data, orario e relatore

La British Cave Research Association ha annunciato il prossimo appuntamento della sua programmazione online estiva dedicata al Cave Radio. L’incontro si terrà lunedì 13 luglio alle 19:30 BST, cioè alle 20:30 in Italia, e sarà affidato a David Gibson, esponente del Cave Radio & Electronics Group della BCRA.

Il titolo del seminario è “Current Problems in Cave Radio”. Il formato conferma l’attenzione della BCRA per la divulgazione tecnico-scientifica accessibile anche a un pubblico non strettamente accademico, pur restando centrato su temi specialistici di grande interesse per la speleologia operativa e per la ricerca.

Current Problems in Cave Radio: i nodi tecnici ancora aperti

Il tema centrale del seminario riguarda i problemi ancora irrisolti della Cave Radio, un settore che negli ultimi decenni ha reso possibili comunicazioni attraverso la roccia in contesti dove i sistemi radio convenzionali risultano inefficaci. Anche se la trasmissione through-rock è ormai consolidata, restano diversi interrogativi tecnici che non hanno ancora una risposta definitiva.

Tra gli argomenti annunciati figurano il confronto tra antenne a loop e antenne lineari, la differenza di rendimento tra antenne accordate e non accordate e la valutazione tra antenne in ferrite e antenne ceramiche. Si tratta di questioni rilevanti non solo per chi progetta apparati, ma anche per chi li usa sul terreno in attività di soccorso, esplorazione e monitoraggio.

Nel quadro della Cave Radio rientrano anche campi di studio più ampi, come l’uso della radio broadcast per indagini geofisiche e il possibile ruolo delle proprietà anisotrope del calcare nella propagazione dei segnali. Il seminario presenterà questi temi come piste di ricerca ancora aperte, con un interesse diretto anche per tesi e progetti universitari.

Elettronica speleologica e attrezzature: impermeabilizzazione, batterie e connettori

Una parte importante dell’intervento sarà dedicata ai problemi pratici di costruzione delle apparecchiature per Cave Radio. David Gibson affronterà aspetti molto concreti come impermeabilizzazione, scelta delle batterie, interruttori e connettori, tutti elementi che incidono sulla reale affidabilità di un sistema usato in ambiente ipogeo.

Tra gli esempi più significativi compare una domanda semplice solo in apparenza: perché contenitori dichiarati impermeabili finiscono spesso per avere acqua all’interno dopo una lunga permanenza in grotta? Il punto è di particolare interesse per la speleologia tecnica, perché mette insieme fisica dell’umidità, differenze termiche, materiali e qualità costruttiva dei contenitori.

La questione non viene presentata come un dettaglio marginale. Al contrario, emerge come un problema tipico della Cave Radio e dell’elettronica speleologica, dove la resistenza all’acqua, alla condensa e all’usura incide quanto le prestazioni del segnale.

Poole’s Cavern e British Cave Science Centre: un laboratorio per la ricerca Cave Radio

Secondo la presentazione del seminario, alcuni di questi temi potrebbero essere indagati direttamente sottoterra al British Cave Science Centre ospitato a Poole’s Cavern, a Buxton. Il centro nasce come struttura di supporto alla ricerca speleologica britannica e mette a disposizione un ambiente di lavoro controllato e dati scientifici aperti.

Il British Cave Science Centre viene descritto dalla BCRA come una piattaforma per progetti di cave science e innovazione, con sistemi di monitoraggio climatico già attivi nella grotta. In questo contesto, anche problemi apparentemente minori, come la tenuta dei contenitori o il comportamento dei materiali nel lungo periodo, possono trasformarsi in casi di studio utili per studenti, tecnici e gruppi di ricerca.

Per il mondo della speleologia, la presenza di un’infrastruttura come Poole’s Cavern amplia il valore del seminario oltre la semplice conferenza online. La Cave Radio viene infatti collocata dentro una rete di sperimentazione concreta, dove comunicazioni, strumentazione e ambiente carsico si incontrano in modo diretto.

Serie estiva CREG e seminari online BCRA: come si inserisce il nuovo appuntamento

La conferenza del 13 luglio rientra nella programmazione dei seminari online della BCRA, normalmente previsti il secondo lunedì del mese su piattaforma Zoom. Durante la pausa estiva, lo spazio viene occupato dal Cave Radio & Electronics Group, gruppo di interesse speciale della BCRA attivo dal 1988 nello sviluppo e nella diffusione di tecnologie radio, elettroniche e informatiche per la speleologia.

La stessa BCRA segnala che il ciclo estivo potrebbe adottare, in alcuni casi, una formula con più interventi brevi da circa 15 minuti invece della classica lezione unica. La scelta dipenderà dalle proposte disponibili, ma indica una possibile apertura verso un formato più dinamico e adatto a condividere esperienze applicate, test sul campo e aggiornamenti tecnici.

Per gli speleologi interessati alle comunicazioni sotterranee, il seminario su “Current Problems in Cave Radio” si presenta quindi come un appuntamento utile per seguire gli sviluppi di un settore in cui molte soluzioni esistono già, ma molte domande restano ancora aperte.

Fonti

  • British Cave Research Association, pagina seminari online 2026
  • British Cave Research Association, pagina del Cave Radio & Electronics Group
  • British Cave Science Centre, informazioni sul centro di ricerca di Poole’s Cavern
  • Scintilena, articoli di aggiornamento sui seminari BCRA e sulle comunicazioni in grotta

https://www.facebook.com/share/p/1C4V3Dd1ks/?mibextid=wwXIfr

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  • Il Catasto speleologico: molto più di un archivio di grotte – la parola a Fabrizio Toso
    Condividi Il coordinatore nazionale della Commissione Catasto Cavità Naturali della SSI ETS racconta perché il Catasto non è soltanto un archivio di dati, ma uno strumento fondamentale per la ricerca, la tutela e la storia dell’esplorazione Dietro ogni grotta censita c’è una storia fatta di esplorazioni, rilievi, studio e passione. Il Catasto delle grotte non è soltanto un elenco di cavità naturali: è la memoria collettiva della speleologia italiana, uno strumento indispensabile per la ricerc
     

Il Catasto speleologico: molto più di un archivio di grotte – la parola a Fabrizio Toso

Júl 7th 2026 at 05:00

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Il coordinatore nazionale della Commissione Catasto Cavità Naturali della SSI ETS racconta perché il Catasto non è soltanto un archivio di dati, ma uno strumento fondamentale per la ricerca, la tutela e la storia dell’esplorazione

Dietro ogni grotta censita c’è una storia fatta di esplorazioni, rilievi, studio e passione. Il Catasto delle grotte non è soltanto un elenco di cavità naturali: è la memoria collettiva della speleologia italiana, uno strumento indispensabile per la ricerca scientifica, la tutela del territorio, la sicurezza e la conservazione del patrimonio ipogeo.

Per comprendere meglio il valore di questo patrimonio abbiamo chiesto a Fabrizio Toso, speleologo, amico, amico di Scintilena e Coordinatore nazionale della Commissione Catasto Cavità Naturali della Società Speleologica Italiana ETS, di raccontare cosa rappresenta oggi il Catasto e quali prospettive si aprono per il suo futuro.

La sede dell’Istituto Italiano di Speleologia a Postumia Grotte – da Franco Anelli, Il Catasto delle Grotte italiane presso l’Istituto Italiano di Speleologia, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1941

Ne è nato un contributo ricco di spunti, che pubblichiamo integralmente, convinti che possa essere utile non solo agli speleologi più esperti, ma anche a chi si avvicina per la prima volta al mondo dell’esplorazione sotterranea.

Articolo di Fabrizio Toso – Coordinatore della Commissione Cavità Naturali SSI ETS

Il Catasto delle delle grotte: la memoria della speleologia

La Speleologia

La speleologia è un’attività multidisciplinare che si occupa delle cavità naturali dal punto di vista della loro esplorazione, studio e tutela.

Il termine “speleologia” deriva dal greco spélaion (grotta) e lógos (studio), e significa letteralmente “studio delle grotte”. Questa pratica unisce l’attività esplorativa e sportiva alla ricerca scientifica. Le principali caratteristiche di questa disciplina includono:

  • Ricerca scientifica: Studia l’origine e l’evoluzione delle cavità naturali, i fenomeni fisici, chimici e biologici al loro interno. Contribuisce alla conoscenza del territorio e di una delle risorse più preziose, l’acqua.
  • Esplorazione e Sport: Consiste nella discesa e progressione in ambienti ipogei utilizzando tecniche e attrezzature specifiche.
  • Tutela ambientale: Ha un ruolo fondamentale nella salvaguardia del patrimonio idrogeologico carsico e degli ecosistemi sotterranei.

Gli speleologi documentano la loro attività esplorativa e scientifica dando vita a pubblicazioni, ma anche inserendo i frutti del loro appassionato lavoro nel Catasto speleologico.

Il Catasto delle grotte

Il Catasto è una sorta di memoria della speleologia. È fondamentale per mappare, proteggere e gestire in sicurezza il territorio sotterraneo e le sue risorse.

Questo archivio nasce per raccogliere la posizione geografica, le mappe e i dati scientifici di tutte le cavità naturali scoperte.

Ecco i motivi principali per cui questo strumento è così importante:

  • Protezione dell’acqua: le grotte possono ospitare enormi riserve di acqua dolce sotterranea. Sapere dove si trova questa preziosa risorsa è già molto importante, ma potrebbe diventare un aspetto vitale nel prossimo futuro.
  • Sicurezza del territorio: Segnala la presenza di vuoti nel sottosuolo. È utile per le verifiche sul territorio durante la costruzione di case, strade o ponti.
  • Tutela dell’ambiente: custodisce dati su animali che vivono o frequentano le grotte e anche su minerali unici. Tiene memoria di situazioni di degrado ambientale delle grotte. Aiuta così a salvaguardare ecosistemi molto fragili.
  • Ricerca: Offre agli scienziati di varie discipline la base per studiare vari aspetti peculiari delle grotte, la storia del clima e della Terra, gli effetti sull’uomo della permanenza in grotta, particolari formazioni di batteri o altro che trovano nelle grotte un habitat adeguato.
  • Soccorso in grotta: in caso di incidenti, avere mappe precise permette al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) di intervenire con precisione e in tempi più rapidi. Un catasto costantemente aggiornato con visite ed esplorazioni permette anche un’azione preventiva di monitoraggio e messa in sicurezza delle grotte più frequentate.

In Italia la gestione di questi archivi è organizzata a livello regionale. Nella gran parte è affidata alle organizzazioni speleologiche presenti in ogni singola regione. Possono essere federazioni di gruppi speleologici o, in alcuni casi, dei singoli gruppi. Per alcune regioni la tenuta del Catasto speleologico è favorita e regolata da apposite leggi regionali che garantiscono una stretta interazione tra l’ente regione e la comunità speleologica oltre ai fondi necessari per una sua gestione ottimale.

In conclusione, il Catasto speleologico è un importante strumento per la gestione del territorio, la conservazione della biodiversità, la ricerca scientifica, la sicurezza di speleologi ed escursionisti. La sua creazione e manutenzione richiedono un impegno costante da parte della comunità speleologica, ma i benefici che ne derivano possono essere molteplici e duraturi.

Il Catasto delle grotte, la memoria degli speleologi

Il Catasto delle grotte è anche la “scatola dei ricordi” della speleologia, perché conserva la storia di ogni singola esplorazione per ogni grotta. Non è solo una lista di dati freddi e impersonali, ma il racconto scritto della fatica e delle scoperte di intere generazioni di speleologi.

Questo archivio custodisce la memoria di chi esplora il sottosuolo. Ogni scheda catastale racconta le scoperte, riporta i nomi di chi ha individuato una cavità e di chi ne ha proseguito l’esplorazione: salva dall’oblio il loro lavoro.

Una scheda catastale può contenere:

  • Diario delle esplorazioni: può tenere traccia dei racconti scritti dagli esploratori, memorizzando la pubblicazione o le indicazioni per reperirli. Preziose memorie che descrivono le emozioni e le difficoltà della scoperta. I nomi dati alle grotte, o loro parti come per esempio le sale (come “Sala del fango” o “Abisso del vento”) tengono memoria di aneddoti e storie vissute al momento della esplorazione.
  • Testimone dell’evoluzione delle tecniche: Le vecchie mappe fatte a mano mostrano come sono cambiati nel tempo i modi di misurare e disegnare il buio. Sia le vecchie che le nuove mappe permettono di studiare nuove esplorazioni, magari favorite dall’evoluzione delle tecniche esplorative stesse e dal conseguente evolversi del modo di vedere e valutare le possibilità esplorative da parte degli speleologi.
  • Passaggio di testimone: permette ai giovani speleologi di ripartire da dove i vecchi esploratori si erano dovuti fermare.

Il Catasto Grotte come fonte privilegiata e affidabile

Il Catasto delle grotte, mantenuto costantemente aggiornato dalla comunità speleologica, risulta la fonte più sicura e ufficiale per conoscere il mondo sotterraneo.

Certo, la comunità speleologica produce costantemente pubblicazioni con studi particolareggiati su grotte oggetto di esplorazione ma col tempo di esse si possono perdere le tracce. Il Catasto speleologico, nella sua funzione di memoria, può essere un punto valido di accesso alle informazioni salvando, per ogni grotta, la sua bibliografia ovvero l’insieme delle pubblicazioni in cui se ne parla.

Consente a tutti, anche ai non specialisti, di approfondire la conoscenza di una data grotta, evitando faticose ricerche bibliografiche.

In generale i suoi dati nascono da osservazioni e misurazioni fatte sul campo da tecnici esperti e appassionati. Per questo motivo, esploratori, scienziati e amministratori possono usarlo come guida fidata.

Sono diversi i motivi per cui questo archivio va considerato una fonte autorevole e privilegiata:

Controllo degli esperti: ogni dato viene verificato da speleologi esperti, solitamente i Conservatori del Catasto, prima di essere inserito nel Catasto speleologico.

Storia degli aggiornamenti: nonostante la competenza degli speleologi che aggiornano il Catasto e dei Conservatori che effettuano i controlli, eventuali sviste possono venire alla luce studiando la storia degli aggiornamenti. Ogni Catasto è solitamente strutturato per tenere memoria del succedersi degli aggiornamenti, cosa che permette di evidenziare eventuali incongruenze.

Mappe accurate: i rilievi topografici si sono evoluti permettendo una sempre maggiore precisione. Si usano strumenti moderni che riducono al minimo gli errori di misurazione e di posizione. È in rapido sviluppo l’utilizzo di dispositivi che permettono la visualizzazione della grotta in 3D con una definizione di dettagli inimmaginabile prima.

Dati completi: riunisce in un solo posto informazioni su geologia, biologia, clima sotterraneo e storia di ogni cavità.

Aggiornamento continuo: l’archivio cresce e si corregge ogni volta che gli speleologi scoprono nuove gallerie o usano tecnologie migliori.

Valore legale: In alcuni casi le grotte considerate preziose dal punto di vista scientifico e/o naturalistico vengono inserite in zone protette (ZPS, ZCS), dando alla grotta e quindi al catasto un’importanza ufficiale per la legge.

La diffusione della cultura del Catasto

La base su cui poggia il Catasto è la passione e la competenza della comunità speleologica. Senza il contributo continuo di tutti gli speleologi il catasto, come ogni archivio abbandonato a se stesso, rischia di diventare in breve tempo obsoleto, una mera curiosità per pochi appassionati.

In Italia esistono realtà nelle quali la stretta collaborazione con gli enti regionali favorisce non poco l’aggiornamento costante del Catasto. Purtroppo non è così per tutte le regioni. Tuttavia, anche nelle regioni più virtuose l’aggiornamento del catasto è demandato a pochi speleologi. Nel corso della storia della speleologia si ha l’impressione che, partiti da un’attività prettamente scientifica, si stia andando verso la predilezione per l’aspetto sportivo della speleologia.

Questo, anche se lecito, porta come conseguenza diretta un impoverimento delle informazioni in catasto.

In alcune regioni vengono privilegiate le ripetizioni di visite a grotte conosciute senza altro scopo che un’intensa sessione di attività fisica che il più delle volte non porta a un aggiornamento del Catasto.

In alcune realtà regionali capita che le nuove leve di speleologi non sappiano dell’esistenza del Catasto delle Grotte! Le ricognizioni fatte per verificare l’ingresso di grotte conosciute o per trovarne di nuovi sono un’attività poco conosciuta e frequentata.

Come guarire da questa deriva di disinformazione?

La risposta potrebbe essere semplice: formare e informare. Solitamente i nuovi speleologi di domani iniziano il proprio percorso formativo con il corso di primo livello. In alcune realtà il Catasto speleologico non viene proprio illustrato loro, oppure è trattato sommariamente in un momento in cui la loro mente è totalmente impegnata ad assorbire le tecniche di progressione. Forse sarebbe utile prevedere in coda al corso di primo livello delle lezioni specifiche sul Catasto delle grotte, sul motivo per cui è necessario averlo e tenerlo aggiornato, sulle attività complementari a una bella sgambata in grotta quali lo studio a tavolino e la successiva realizzazione di un’esplorazione, una ricognizione di ricerca ingressi vecchi e nuovi. Il tutto sottolineando ogni volta l’importanza e l’utilità di mantenere aggiornato il catasto con i risultati ottenuti.

Scheda trasparente per la localizzazione cartografica delle grotte – da: Franco Anelli, Il Catasto delle Grotte italiane presso l’Istituto Italiano di Speleologia, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1941

Ringraziamo Fabrizio Toso per aver condiviso questa riflessione, che richiama l’attenzione su uno degli strumenti più importanti della speleologia italiana. Il Catasto vive grazie al lavoro quotidiano di tanti volontari e alla collaborazione dei gruppi speleologici: custodire questa memoria significa preservare il passato dell’esplorazione e offrire solide basi alle generazioni future.

Il Catasto non è soltanto un archivio di grotte: è la memoria della comunità speleologica. Ogni aggiornamento, ogni rilievo, ogni nuova scoperta contribuisce a costruire un patrimonio di conoscenze che appartiene a tutti e che sarà il punto di partenza per le esplorazioni di domani.

Per chi desidera approfondire il lavoro della Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali della SSI ETS, Scintilena dedica una pagina con aggiornamenti, iniziative e materiali di approfondimento: https://www.scintilena.com/docs/commissione-nazionale-catasto-cavita-naturali/

Sul sito ufficiale della Commissione sono disponibili informazioni sulle attività, sulle modalità di collaborazione e sui contatti per avvicinarsi al mondo del Catasto speleologico: https://speleo.it/site/catasto/

Per informazioni è possibile scrivere a: catasto.grotte@socissi.it

Tra le iniziative più interessanti, è già aperto il Concorso SSI 2026 – “Rilievo tra arte e tecnica”, promosso dalla Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali. L’iniziativa intende valorizzare il rilievo speleologico non soltanto come documento tecnico indispensabile per la conoscenza e la sicurezza delle cavità, ma anche come espressione di competenza, precisione e capacità di rappresentazione. Il concorso premierà gli elaborati che sapranno coniugare rigore scientifico, efficacia comunicativa e qualità grafica, contribuendo a diffondere la cultura del rilievo come patrimonio fondamentale della speleologia italiana. Per tutti i dettagli, i requisiti e le modalità di partecipazione è possibile consultare il bando completo:
https://drive.google.com/file/d/16vqlT0XMvZivTSt6xgjsLAYBqsfBnLly/view – Altre INFO qui: https://www.scintilena.com/rilievo-tra-arte-e-tecnica-torna-il-concorso-ssi-2026-commissione-catasto-cavita-naturali/04/14/

Immagini:

Sprugola dei Picconi (LI1611) – Pignone (SP) – una grotta perduta e ritrovata – foto M. Abisso

La sede dell’Istituto Italiano di Speleologia a Postumia Grotte. L’edificio ospitò il primo centro coordinatore del Catasto delle grotte italiane, istituito per raccogliere, organizzare e conservare la documentazione sulle cavità naturali del Paese. Da qui prese forma uno dei primi grandi progetti di censimento speleologico nazionale. Da: Franco Anelli, Il Catasto delle Grotte italiane presso l’Istituto Italiano di Speleologia, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1941

Scheda trasparente per la localizzazione cartografica delle grotte. Il modulo veniva utilizzato per riportare con precisione la posizione delle cavità naturali sulle carte topografiche dell’Istituto Geografico Militare, rappresentando uno degli elementi innovativi del Catasto delle grotte italiane negli anni Trenta e Quaranta. Da: Franco Anelli, Il Catasto delle Grotte italiane presso l’Istituto Italiano di Speleologia, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1941

Rilievo della Sprugola dei Picconi (LI1611) – Autore: Marco Corvi – Fonte: Catasto Grotte della Liguria – Gestionale Speleologico Ligure. Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA Sprugola dei Picconi

Rilievo Sprugola dei Picconi (LI1611) – Autore Marco Corvi – Catasto Grotte Liguria–Gestionale Speleologico Ligure – Creative Commons CC BY-NC-SA

L'articolo Il Catasto speleologico: molto più di un archivio di grotte – la parola a Fabrizio Toso proviene da Scintilena.

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