Il Catasto speleologico: molto più di un archivio di grotte – la parola a Fabrizio Toso
Il coordinatore nazionale della Commissione Catasto Cavità Naturali della SSI ETS racconta perché il Catasto non è soltanto un archivio di dati, ma uno strumento fondamentale per la ricerca, la tutela e la storia dell’esplorazione
Dietro ogni grotta censita c’è una storia fatta di esplorazioni, rilievi, studio e passione. Il Catasto delle grotte non è soltanto un elenco di cavità naturali: è la memoria collettiva della speleologia italiana, uno strumento indispensabile per la ricerca scientifica, la tutela del territorio, la sicurezza e la conservazione del patrimonio ipogeo.
Per comprendere meglio il valore di questo patrimonio abbiamo chiesto a Fabrizio Toso, speleologo, amico, amico di Scintilena e Coordinatore nazionale della Commissione Catasto Cavità Naturali della Società Speleologica Italiana ETS, di raccontare cosa rappresenta oggi il Catasto e quali prospettive si aprono per il suo futuro.

Ne è nato un contributo ricco di spunti, che pubblichiamo integralmente, convinti che possa essere utile non solo agli speleologi più esperti, ma anche a chi si avvicina per la prima volta al mondo dell’esplorazione sotterranea.
Articolo di Fabrizio Toso – Coordinatore della Commissione Cavità Naturali SSI ETS
Il Catasto delle delle grotte: la memoria della speleologia
La Speleologia
La speleologia è un’attività multidisciplinare che si occupa delle cavità naturali dal punto di vista della loro esplorazione, studio e tutela.
Il termine “speleologia” deriva dal greco spélaion (grotta) e lógos (studio), e significa letteralmente “studio delle grotte”. Questa pratica unisce l’attività esplorativa e sportiva alla ricerca scientifica. Le principali caratteristiche di questa disciplina includono:
- Ricerca scientifica: Studia l’origine e l’evoluzione delle cavità naturali, i fenomeni fisici, chimici e biologici al loro interno. Contribuisce alla conoscenza del territorio e di una delle risorse più preziose, l’acqua.
- Esplorazione e Sport: Consiste nella discesa e progressione in ambienti ipogei utilizzando tecniche e attrezzature specifiche.
- Tutela ambientale: Ha un ruolo fondamentale nella salvaguardia del patrimonio idrogeologico carsico e degli ecosistemi sotterranei.
Gli speleologi documentano la loro attività esplorativa e scientifica dando vita a pubblicazioni, ma anche inserendo i frutti del loro appassionato lavoro nel Catasto speleologico.
Il Catasto delle grotte
Il Catasto è una sorta di memoria della speleologia. È fondamentale per mappare, proteggere e gestire in sicurezza il territorio sotterraneo e le sue risorse.
Questo archivio nasce per raccogliere la posizione geografica, le mappe e i dati scientifici di tutte le cavità naturali scoperte.
Ecco i motivi principali per cui questo strumento è così importante:
- Protezione dell’acqua: le grotte possono ospitare enormi riserve di acqua dolce sotterranea. Sapere dove si trova questa preziosa risorsa è già molto importante, ma potrebbe diventare un aspetto vitale nel prossimo futuro.
- Sicurezza del territorio: Segnala la presenza di vuoti nel sottosuolo. È utile per le verifiche sul territorio durante la costruzione di case, strade o ponti.
- Tutela dell’ambiente: custodisce dati su animali che vivono o frequentano le grotte e anche su minerali unici. Tiene memoria di situazioni di degrado ambientale delle grotte. Aiuta così a salvaguardare ecosistemi molto fragili.
- Ricerca: Offre agli scienziati di varie discipline la base per studiare vari aspetti peculiari delle grotte, la storia del clima e della Terra, gli effetti sull’uomo della permanenza in grotta, particolari formazioni di batteri o altro che trovano nelle grotte un habitat adeguato.
- Soccorso in grotta: in caso di incidenti, avere mappe precise permette al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) di intervenire con precisione e in tempi più rapidi. Un catasto costantemente aggiornato con visite ed esplorazioni permette anche un’azione preventiva di monitoraggio e messa in sicurezza delle grotte più frequentate.
In Italia la gestione di questi archivi è organizzata a livello regionale. Nella gran parte è affidata alle organizzazioni speleologiche presenti in ogni singola regione. Possono essere federazioni di gruppi speleologici o, in alcuni casi, dei singoli gruppi. Per alcune regioni la tenuta del Catasto speleologico è favorita e regolata da apposite leggi regionali che garantiscono una stretta interazione tra l’ente regione e la comunità speleologica oltre ai fondi necessari per una sua gestione ottimale.
In conclusione, il Catasto speleologico è un importante strumento per la gestione del territorio, la conservazione della biodiversità, la ricerca scientifica, la sicurezza di speleologi ed escursionisti. La sua creazione e manutenzione richiedono un impegno costante da parte della comunità speleologica, ma i benefici che ne derivano possono essere molteplici e duraturi.
Il Catasto delle grotte, la memoria degli speleologi
Il Catasto delle grotte è anche la “scatola dei ricordi” della speleologia, perché conserva la storia di ogni singola esplorazione per ogni grotta. Non è solo una lista di dati freddi e impersonali, ma il racconto scritto della fatica e delle scoperte di intere generazioni di speleologi.
Questo archivio custodisce la memoria di chi esplora il sottosuolo. Ogni scheda catastale racconta le scoperte, riporta i nomi di chi ha individuato una cavità e di chi ne ha proseguito l’esplorazione: salva dall’oblio il loro lavoro.
Una scheda catastale può contenere:
- Diario delle esplorazioni: può tenere traccia dei racconti scritti dagli esploratori, memorizzando la pubblicazione o le indicazioni per reperirli. Preziose memorie che descrivono le emozioni e le difficoltà della scoperta. I nomi dati alle grotte, o loro parti come per esempio le sale (come “Sala del fango” o “Abisso del vento”) tengono memoria di aneddoti e storie vissute al momento della esplorazione.
- Testimone dell’evoluzione delle tecniche: Le vecchie mappe fatte a mano mostrano come sono cambiati nel tempo i modi di misurare e disegnare il buio. Sia le vecchie che le nuove mappe permettono di studiare nuove esplorazioni, magari favorite dall’evoluzione delle tecniche esplorative stesse e dal conseguente evolversi del modo di vedere e valutare le possibilità esplorative da parte degli speleologi.
- Passaggio di testimone: permette ai giovani speleologi di ripartire da dove i vecchi esploratori si erano dovuti fermare.
Il Catasto Grotte come fonte privilegiata e affidabile
Il Catasto delle grotte, mantenuto costantemente aggiornato dalla comunità speleologica, risulta la fonte più sicura e ufficiale per conoscere il mondo sotterraneo.
Certo, la comunità speleologica produce costantemente pubblicazioni con studi particolareggiati su grotte oggetto di esplorazione ma col tempo di esse si possono perdere le tracce. Il Catasto speleologico, nella sua funzione di memoria, può essere un punto valido di accesso alle informazioni salvando, per ogni grotta, la sua bibliografia ovvero l’insieme delle pubblicazioni in cui se ne parla.
Consente a tutti, anche ai non specialisti, di approfondire la conoscenza di una data grotta, evitando faticose ricerche bibliografiche.
In generale i suoi dati nascono da osservazioni e misurazioni fatte sul campo da tecnici esperti e appassionati. Per questo motivo, esploratori, scienziati e amministratori possono usarlo come guida fidata.
Sono diversi i motivi per cui questo archivio va considerato una fonte autorevole e privilegiata:
Controllo degli esperti: ogni dato viene verificato da speleologi esperti, solitamente i Conservatori del Catasto, prima di essere inserito nel Catasto speleologico.
Storia degli aggiornamenti: nonostante la competenza degli speleologi che aggiornano il Catasto e dei Conservatori che effettuano i controlli, eventuali sviste possono venire alla luce studiando la storia degli aggiornamenti. Ogni Catasto è solitamente strutturato per tenere memoria del succedersi degli aggiornamenti, cosa che permette di evidenziare eventuali incongruenze.
Mappe accurate: i rilievi topografici si sono evoluti permettendo una sempre maggiore precisione. Si usano strumenti moderni che riducono al minimo gli errori di misurazione e di posizione. È in rapido sviluppo l’utilizzo di dispositivi che permettono la visualizzazione della grotta in 3D con una definizione di dettagli inimmaginabile prima.
Dati completi: riunisce in un solo posto informazioni su geologia, biologia, clima sotterraneo e storia di ogni cavità.
Aggiornamento continuo: l’archivio cresce e si corregge ogni volta che gli speleologi scoprono nuove gallerie o usano tecnologie migliori.
Valore legale: In alcuni casi le grotte considerate preziose dal punto di vista scientifico e/o naturalistico vengono inserite in zone protette (ZPS, ZCS), dando alla grotta e quindi al catasto un’importanza ufficiale per la legge.
La diffusione della cultura del Catasto
La base su cui poggia il Catasto è la passione e la competenza della comunità speleologica. Senza il contributo continuo di tutti gli speleologi il catasto, come ogni archivio abbandonato a se stesso, rischia di diventare in breve tempo obsoleto, una mera curiosità per pochi appassionati.
In Italia esistono realtà nelle quali la stretta collaborazione con gli enti regionali favorisce non poco l’aggiornamento costante del Catasto. Purtroppo non è così per tutte le regioni. Tuttavia, anche nelle regioni più virtuose l’aggiornamento del catasto è demandato a pochi speleologi. Nel corso della storia della speleologia si ha l’impressione che, partiti da un’attività prettamente scientifica, si stia andando verso la predilezione per l’aspetto sportivo della speleologia.
Questo, anche se lecito, porta come conseguenza diretta un impoverimento delle informazioni in catasto.
In alcune regioni vengono privilegiate le ripetizioni di visite a grotte conosciute senza altro scopo che un’intensa sessione di attività fisica che il più delle volte non porta a un aggiornamento del Catasto.
In alcune realtà regionali capita che le nuove leve di speleologi non sappiano dell’esistenza del Catasto delle Grotte! Le ricognizioni fatte per verificare l’ingresso di grotte conosciute o per trovarne di nuovi sono un’attività poco conosciuta e frequentata.
Come guarire da questa deriva di disinformazione?
La risposta potrebbe essere semplice: formare e informare. Solitamente i nuovi speleologi di domani iniziano il proprio percorso formativo con il corso di primo livello. In alcune realtà il Catasto speleologico non viene proprio illustrato loro, oppure è trattato sommariamente in un momento in cui la loro mente è totalmente impegnata ad assorbire le tecniche di progressione. Forse sarebbe utile prevedere in coda al corso di primo livello delle lezioni specifiche sul Catasto delle grotte, sul motivo per cui è necessario averlo e tenerlo aggiornato, sulle attività complementari a una bella sgambata in grotta quali lo studio a tavolino e la successiva realizzazione di un’esplorazione, una ricognizione di ricerca ingressi vecchi e nuovi. Il tutto sottolineando ogni volta l’importanza e l’utilità di mantenere aggiornato il catasto con i risultati ottenuti.

Ringraziamo Fabrizio Toso per aver condiviso questa riflessione, che richiama l’attenzione su uno degli strumenti più importanti della speleologia italiana. Il Catasto vive grazie al lavoro quotidiano di tanti volontari e alla collaborazione dei gruppi speleologici: custodire questa memoria significa preservare il passato dell’esplorazione e offrire solide basi alle generazioni future.
Il Catasto non è soltanto un archivio di grotte: è la memoria della comunità speleologica. Ogni aggiornamento, ogni rilievo, ogni nuova scoperta contribuisce a costruire un patrimonio di conoscenze che appartiene a tutti e che sarà il punto di partenza per le esplorazioni di domani.
Per chi desidera approfondire il lavoro della Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali della SSI ETS, Scintilena dedica una pagina con aggiornamenti, iniziative e materiali di approfondimento: https://www.scintilena.com/docs/commissione-nazionale-catasto-cavita-naturali/
Sul sito ufficiale della Commissione sono disponibili informazioni sulle attività, sulle modalità di collaborazione e sui contatti per avvicinarsi al mondo del Catasto speleologico: https://speleo.it/site/catasto/
Per informazioni è possibile scrivere a: catasto.grotte@socissi.it

Tra le iniziative più interessanti, è già aperto il Concorso SSI 2026 – “Rilievo tra arte e tecnica”, promosso dalla Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali. L’iniziativa intende valorizzare il rilievo speleologico non soltanto come documento tecnico indispensabile per la conoscenza e la sicurezza delle cavità, ma anche come espressione di competenza, precisione e capacità di rappresentazione. Il concorso premierà gli elaborati che sapranno coniugare rigore scientifico, efficacia comunicativa e qualità grafica, contribuendo a diffondere la cultura del rilievo come patrimonio fondamentale della speleologia italiana. Per tutti i dettagli, i requisiti e le modalità di partecipazione è possibile consultare il bando completo:
https://drive.google.com/file/d/16vqlT0XMvZivTSt6xgjsLAYBqsfBnLly/view – Altre INFO qui: https://www.scintilena.com/rilievo-tra-arte-e-tecnica-torna-il-concorso-ssi-2026-commissione-catasto-cavita-naturali/04/14/
Immagini:
Sprugola dei Picconi (LI1611) – Pignone (SP) – una grotta perduta e ritrovata – foto M. Abisso
La sede dell’Istituto Italiano di Speleologia a Postumia Grotte. L’edificio ospitò il primo centro coordinatore del Catasto delle grotte italiane, istituito per raccogliere, organizzare e conservare la documentazione sulle cavità naturali del Paese. Da qui prese forma uno dei primi grandi progetti di censimento speleologico nazionale. Da: Franco Anelli, Il Catasto delle Grotte italiane presso l’Istituto Italiano di Speleologia, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1941
Scheda trasparente per la localizzazione cartografica delle grotte. Il modulo veniva utilizzato per riportare con precisione la posizione delle cavità naturali sulle carte topografiche dell’Istituto Geografico Militare, rappresentando uno degli elementi innovativi del Catasto delle grotte italiane negli anni Trenta e Quaranta. Da: Franco Anelli, Il Catasto delle Grotte italiane presso l’Istituto Italiano di Speleologia, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1941
Rilievo della Sprugola dei Picconi (LI1611) – Autore: Marco Corvi – Fonte: Catasto Grotte della Liguria – Gestionale Speleologico Ligure. Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA Sprugola dei Picconi

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