Základné zobrazenie

  • ✇Scintilena
  • Il turismo distrugge L’ arte rupestre di Altamira: la denuncia del 1975 che cambiò la gestione della grotta
    Condividi La grotta di Altamira al centro di una denuncia fotografica, della stampa e poi di una nuova politica di conservazione. La vicenda di Francisco Santamatilde resta un passaggio chiave nella storia della tutela delle pitture rupestri. La denuncia sulla grotta di Altamira Nel 1975 Francisco Santamatilde individuò un segnale preciso: i colori dei bisonti e dei cervi di Altamira apparivano meno intensi rispetto a fotografie scattate dieci anni prima. Dopo avere confrontato le imma
     

Il turismo distrugge L’ arte rupestre di Altamira: la denuncia del 1975 che cambiò la gestione della grotta

Jún 28th 2026 at 14:00

Condividi

La grotta di Altamira al centro di una denuncia fotografica, della stampa e poi di una nuova politica di conservazione. La vicenda di Francisco Santamatilde resta un passaggio chiave nella storia della tutela delle pitture rupestri.

La denuncia sulla grotta di Altamira

Nel 1975 Francisco Santamatilde individuò un segnale preciso: i colori dei bisonti e dei cervi di Altamira apparivano meno intensi rispetto a fotografie scattate dieci anni prima.

Dopo avere confrontato le immagini e averne discusso con esperti, portò il caso alla stampa nell’ottobre di quell’anno.

La rivista Sábado Gráfico pubblicò il servizio con le sue fotografie e l’articolo “Altamira, una reliquia universal que se pierde”.[1]

La denuncia arrivò in un clima politico delicato in Spagna. Per evitare possibili rappresaglie, il nome di Santamatilde non fu reso pubblico subito e venne menzionato solo anni dopo.

La scelta rifletteva la tensione del periodo e il peso che poteva avere una presa di posizione su un tema di interesse culturale e istituzionale.[1]

Le immagini di Santamatilde

Santamatilde lavorava da anni sulla grotta di Altamira e aveva già costruito un archivio fotografico utile al confronto nel tempo.

Le sue immagini permisero di mostrare che il problema non riguardava soltanto un’impressione visiva, ma un deterioramento osservabile.

La documentazione fotografica diventò così uno strumento centrale nella discussione pubblica sulla conservazione della grotta di Altamira.[1]

Il suo lavoro si inseriva in una lunga attività di studio e valorizzazione del patrimonio di Cantabria.

La denuncia non nacque come gesto isolato, ma come esito di osservazioni maturate nel tempo, dentro una pratica fotografica attenta ai dettagli e alle trasformazioni del sito.[1]

La risposta delle istituzioni

Dopo la pubblicazione del servizio, diversi collettivi e mezzi di comunicazione rilanciarono l’allarme sullo stato di conservazione della grotta di Altamira.

Gli organismi ufficiali continuarono inizialmente a negare la gravità del problema.

La situazione cambiò solo dopo la svolta politica del 1976, quando un nuovo direttore generale del Patrimonio Artistico e Culturale avviò una commissione d’inchiesta.[1]

La commissione propose prima di limitare l’ingresso dei visitatori e poi di chiudere la grotta per approfondire lo studio delle condizioni ambientali e conservative.

Da quel momento prese forma una gestione della grotta di Altamira orientata in primo luogo alla protezione delle pitture rupestri.[1]

Conservazione e uso turistico

La vicenda segnò un passaggio importante nella storia della grotta di Altamira.

La priorità non fu più soltanto l’accesso del pubblico, ma la tutela del bene archeologico.

Questa impostazione influenzò in modo duraturo il rapporto tra visita turistica e conservazione, tema ancora centrale nella gestione dei siti preistorici.[2][1]

Altamira è oggi nota anche per le restrizioni all’accesso e per le continue valutazioni sul rapporto tra afflusso umano e stato di conservazione.

La storia della denuncia di Santamatilde aiuta a leggere queste scelte come il risultato di un processo lungo, nato da osservazioni tecniche, pressione civile e decisioni istituzionali successive.[2][1]

La mostra su Santamatilde

Il Museo de Altamira dedica a Francisco Santamatilde una mostra temporanea che ne valorizza il ruolo nella difesa delle pitture rupestri.

L’esposizione ricorda il fotografo nel centenario della nascita e riprende il contesto della sua denuncia pubblica del 1975.[3]

L’iniziativa richiama anche il valore della documentazione fotografica nella tutela dei beni sotterranei e preistorici.

Le ultime settimane per visitare #SantamatildeExpo confermano l’interesse verso una vicenda che unisce speleologia, archeologia e conservazione del patrimonio.[3]

Fonti e riferimento

Le informazioni di questo articolo derivano dal materiale fornito nel testo, dalla scheda biografica su Francisco Santamatilde e dalla pagina ufficiale del Museo de Altamira dedicata alla mostra.[3][1]

Fonti
[1] [PDF] Francisco Santamatilde – Turismo Santander https://turismo.santander.es/ruta-ilustres/pdfs/ilustre-36.pdf
[2] Riaprono al pubblico le Grotte di Altamira – Scintilena https://www.scintilena.com/riaprono-al-pubblico-le-grotte-di-altamira/02/27/
[3] Francisco Santamatilde: el fotógrafo que salvó Altamira https://www.cultura.gob.es/mnaltamira/que-hacer/exposicion-temporales/santamatilde.html
[6] Le pitture rupestri di Altamira – Le origini dell’Arte in mostra … https://www.scintilena.com/le-pitture-rupestri-di-altamira-le-origini-dellarte-in-mostra-al-museo-nazionale-ungherese/12/30/
[7] Joan Miró e le grotte di Altamira: quando l’arte rupestre … – Scintilena https://www.scintilena.com/now-i-have-sufficient-information-to-write-a-comprehensive-article-let-me-compose-it-following-the-space-instructions/03/11/
[8] Carta degli antichi acquedotti: gli speleologi italiani … – Scintilena https://www.scintilena.com/carta-degli-antichi-acquedotti-gli-speleologi-italiani-mappano-duemila-anni-di-ingegneria-idraulica/05/04/
[9] Great Blue Hole vs Taam Ja’: la guerra dei record tra le doline … https://www.scintilena.com/great-blue-hole-vs-taam-ja-la-guerra-dei-record-tra-le-doline-sommerse-che-nessuno-riesce-a-misurare-davvero/05/01/
[10] Pozzo del Merro: a 30 km da Roma c’è un abisso carsico … – Scintilena https://www.scintilena.com/pozzo-del-merro-a-30-km-da-roma-ce-un-abisso-carsico-allagato-senza-fondo-conosciuto/04/15/
[11] SpeleoMedit in italiano: il Ministero della Cultura finanzia la prima … https://www.scintilena.com/speleomedit-in-italiano-il-ministero-della-cultura-finanzia-la-prima-panoramica-sulle-grotte-del-mediterraneo/04/27/
[12] Dalle Leggende al Metodo Scientifico: La Speleologia nel … https://www.scintilena.com/dalle-leggende-al-metodo-scientifico-la-speleologia-nel-rinascimento/01/22/
[13] [PDF] Raccolta Agosto 2018 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2018_8_Raccolta_Scintilena_Agosto.pdf
[14] Iconografia claustrale e spazi liturgici https://hrcak.srce.hr/file/447865
[15] Francisco Santamatilde se suma a la Ruta Ilustres de … https://www.periodicofiltracion.es/santander/francisco-santamatilde-suma-ruta-ilustres-santander-dia-internacional-fotografo/20250220162437022965.amp.html
[16] No te pierdas la exposición “Francisco Santamatilde: el fotógrafo … https://www.facebook.com/museodealtamira/videos/no-te-pierdas-la-exposici%C3%B3n-francisco-santamatilde-el-fot%C3%B3grafo-que-salv%C3%B3-altami/1671583090642899/
[17] Home https://www.cultura.gob.es/mnaltamira/en/home.html
[18] Hoy inauguramos nuestro espacio Vínculos “Matilde Múzquiz … https://www.instagram.com/p/DG5sG0gqr6-/
[19] Museo Nacional y Centro de Investigación de Altamira – Wikipedia, la enciclopedia libre https://es.wikipedia.org/wiki/Museo_Nacional_y_Centro_de_Investigaci%C3%B3n_de_Altamira
[20] National Museum and Research Center of Altamira – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/National_Museum_and_Research_Center_of_Altamira
[21] National Museum and Resea…ntillana Del Mar https://lospueblosmasbonitosdeespana.org/patrimonio/santillana-del-mar/museo-nacional-y-centro-de-investigacion-de-altamira?lang=en
[22] National Museum and Research Centre of Altamira https://artsandculture.google.com/partner/museo-de-altamira

L'articolo Il turismo distrugge L’ arte rupestre di Altamira: la denuncia del 1975 che cambiò la gestione della grotta proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • In Palestina la scoperta di una nuova grotta preistorica sigillata apre una importantissima finestra sul Pleistocene
    Condividi Grotta preistorica, Poriya, Israele e ritrovamenti del Pleistocene al centro di una scoperta che unisce archeologia, speleologia e tutela del patrimonio sotterraneo. Scoperta in area infrastrutturale Una grotta preistorica rarissima, datata a circa 300.000 anni fa, è stata individuata a Poriya, nel nord di Israele, durante lavori infrastrutturali che hanno intercettato un vuoto sotterraneo profondo e articolato. Il sito era rimasto sigillato per centinaia di millenni e non ri
     

In Palestina la scoperta di una nuova grotta preistorica sigillata apre una importantissima finestra sul Pleistocene

Jún 28th 2026 at 13:00

Condividi

Grotta preistorica, Poriya, Israele e ritrovamenti del Pleistocene al centro di una scoperta che unisce archeologia, speleologia e tutela del patrimonio sotterraneo.

Scoperta in area infrastrutturale

Una grotta preistorica rarissima, datata a circa 300.000 anni fa, è stata individuata a Poriya, nel nord di Israele, durante lavori infrastrutturali che hanno intercettato un vuoto sotterraneo profondo e articolato.

Il sito era rimasto sigillato per centinaia di millenni e non risultava alterato da frequentazioni moderne.

Per gli archeologi dell’Autorità israeliana per le antichità, insieme a speleologi e geologi, si tratta di un contesto di grande interesse per lo studio del passato remoto della regione.

La grotta è stata riconosciuta come un deposito chiuso e stratificato, capace di conservare informazioni utili sul Pleistocene.

La sua apertura casuale ha permesso di avviare un’indagine rapida, con controlli immediati sullo stato dei sedimenti e sulla stabilità del vuoto.

La combinazione tra conservazione eccezionale e contesto geologico delicato rende il sito particolarmente rilevante per la speleologia scientifica.

Reperti e indicatori ambientali

Le prime analisi hanno documentato resti faunistici antichissimi appartenenti a specie oggi estinte, insieme a sedimenti e concrezioni utili a ricostruire il clima del Pleistocene.

Sono emersi anche indizi di un ecosistema sotterraneo rimasto isolato per periodi lunghissimi. Questi dati aiutano a definire le condizioni ambientali in cui si muovevano i gruppi umani e animali del periodo.

La presenza di ossa di fauna preistorica apre la strada a studi su dieta, ambiente e dinamiche di occupazione del territorio.

I sedimenti possono restituire informazioni su umidità, temperatura e fasi di deposizione. Anche le concrezioni sono considerate archivi naturali, perché conservano tracce del lungo equilibrio chimico e idrologico della cavità.

Perché il sito conta

Secondo gli archeologi, la grotta offre una finestra molto rara sugli ecosistemi e sul clima di 300.000 anni fa.

Il sito potrebbe contenere tracce di fauna preistorica non ancora osservate in Israele e nel Levante.

Per questo la cavità viene considerata un laboratorio naturale per lo studio dell’evoluzione ambientale della regione.

La datazione colloca il complesso in una fase del Paleolitico inferiore poco documentata nel territorio israeliano.

La scarsità di siti conservati di questo periodo rende ogni nuovo contesto sigillato particolarmente prezioso.

La grotta di Poriya assume così valore non solo locale, ma anche regionale, perché contribuisce a riempire un vuoto nella sequenza archeologica.

Tutela e ricerca multidisciplinare

La grotta è stata posta sotto tutela immediata, con accesso limitato ai soli ricercatori qualificati.

È previsto un monitoraggio geologico e biologico continuo, insieme alla valutazione del potenziale archeologico ancora in corso. L’obiettivo è evitare alterazioni del deposito e preservare la leggibilità delle stratificazioni.

L’IAA ha richiamato l’esigenza di un approccio multidisciplinare, dato che grotte così antiche e sigillate sono estremamente rare.

Servono competenze di archeologia, geologia, speleologia e paleontologia per leggere correttamente il sito.

La collaborazione tra specialisti sarà decisiva anche per capire se la cavità abbia ospitato una frequentazione umana diretta o se abbia funzionato soprattutto come archivio naturale del paesaggio antico.

Un caso di interesse speleologico

Per la speleologia, la scoperta di Poriya mostra quanto i vuoti sotterranei possano custodire dati rimasti intatti per tempi lunghissimi.

La qualità della conservazione dipende qui dalla sigillatura naturale, che ha protetto la grotta da erosione, disturbo e rimaneggiamenti.

In questo senso, la cavità rappresenta un caso utile anche per riflettere sulla protezione dei sistemi carsici ancora poco noti.[1]

La scoperta conferma inoltre il ruolo delle grotte come archivi del clima, della fauna e delle trasformazioni ambientali.

Nel nord di Israele, il sito di Poriya diventa quindi un riferimento per future ricerche sul rapporto tra paesaggio, preistoria e conservazione sotterranea.[1]

Fonti
[1] Prehistoric cave dating back 300000 yrs discovered in N. … https://english.news.cn/20260612/d72a9ee81d4b4e449387581362e971bb/c.html
[3] Non solo Derinkuyu: in Cappadocia ci sono oltre 200 città sotterranee https://www.scintilena.com/non-solo-derinkuyu-in-cappadocia-ci-sono-oltre-200-citta-sotterranee-e-una-e-piu-grande-di-tutte/05/22/
[4] Scintilena https://www.scintilena.com/category/0/page/870/?wpmp_switcher=mobile
[5] Rocce Verdi nei Pirenei: la Grotta 338 Rivela 4.000 Anni di … https://www.scintilena.com/rocce-verdi-nei-pirenei-la-grotta-338-rivela-4-000-anni-di-estrazione-preistorica-del-rame/05/05/
[7] Arte rupestre nelle grotte di tutto il mondo alla base della … – Scintilena https://www.scintilena.com/arte-rupestre-nelle-grotte-di-tutto-il-mondo-alla-base-della-scrittura-umana/08/18/?amp&amp
[8] Gran Bretagna – BCRA Cave Science Field Meeting – Cheddar … https://www.scintilena.com/gran-bretagna-bcra-cave-science-field-meeting-cheddar/01/19/
[9] Dalla grotta al Pianeta Rosso. Tunnel lavici lunari e marziani https://www.scintilena.com/dalla-grotta-al-pianeta-rosso-tunnel-lavici-lunari-la-luna-offre-un-possibile-rifugio-per-astronauti-e-una-nuova-frontiera-per-la-speleologia-planetaria/06/16/
[10] Zone carsiche e Tubi di lava segnalati dall’UNESCO per diventare … https://www.scintilena.com/zone-carsiche-e-tubi-di-lava-segnalati-dallunesco-per-diventare-patrimonio-dellumanita/06/20/
[11] La newsletter BCRA di marzo 2026 annuncia workshop, escursioni … https://www.scintilena.com/ora-ho-raccolto-informazioni-sufficienti-per-scrivere-larticolo-procedo-con-la-stesura/03/05/
[12] Controversie, Conflitti e Accordi sulla Protezione delle Grotte https://www.scintilena.com/controversie-conflitti-e-accordi-sulla-protezione-delle-grotte-la-sfida-della-tutela-del-patrimonio-speleologico-mondiale/07/27/
[13] Digitizing the Dead Sea Scrolls https://library.imaging.org/archiving/articles/6/1/art00025
[14] Saving Mount Carmel Caves: A Cautionary Tale for Archaeology in Our Times http://www.tandfonline.com/doi/full/10.1179/peq.2000.132.2.94
[15] Cave paleozoology in the Judean Desert: assembling records of Holocene wild mammal communities https://onlinelibrary.wiley.com/doi/pdfdirect/10.1002/jqs.3405
[16] Early production of table olives at a mid-7th millennium BP submerged site off the Carmel coast (Israel) https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7838305/
[17] 300,000-year-old prehistoric cave discovered south of Haifa reveals clues to early human societies https://timesofindia.indiatimes.com/world/rest-of-world/300000-year-old-prehistoric-cave-discovered-south-of-haifa-reveals-clues-to-early-human-societies/articleshow/131699186.cms
[18] Rare Prehistoric Cave Dating Back 300,000 Years Uncovered South … https://storiearcheostorie.com/2026/06/12/rare-prehistoric-cave-dating-back-300000-years-uncovered-south-of-haifa/
[19] Cave Provides Insight Into Prehistoric Life 300,000 Years Ago https://ground.news/article/rare-prehistoric-cave-uncovered-south-of-haifa
[20] Mystery cave collapse uncovers ‘advanced human time capsule’ https://www.express.co.uk/news/history/2220611/mystery-cave-collapse-advanced-humans-300000-years-ago
[21] Israel unearths cave from Pharaoh Ramesses II-era on Israel’s coastline https://www.ynetnews.com/travel/article/h1nji4nwo
[22] Ancient Cave Sealed 3,300 Years Ago Uncovered in Israel https://www.natureworldnews.com/articles/53208/20220921/ancient-cave-3300-years-ago-israel.htm
[23] 3,300-year-old cave ‘frozen in time’ from reign of Ramesses II … https://www.livescience.com/ancient-cave-burial-ramesses-II-period
[24] Scientists uncovered a 300000 year old prehistoric cave … – Facebook https://www.facebook.com/Lostthistoryy/posts/scientists-uncovered-a-300000-year-old-prehistoric-cave-in-northern-isrel-reveal/122294316872207458/
[25] A sealed cave on the slopes of Mount Carmel has revealed traces of … https://www.instagram.com/p/DZcYm8IAiVG/

L'articolo In Palestina la scoperta di una nuova grotta preistorica sigillata apre una importantissima finestra sul Pleistocene proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Mirabilite nelle grotte dei Carpazi, nuovi dati collegano i microorganismi alla formazione dei cristalli
    Condividi Uno studio nella grotta di Izvorul T?u?oarelor propone il concetto di “microbiocosmo” per descrivere l’equilibrio tra chimica, acqua, fauna e comunità microbiche nel deposito di mirabilite. Nuovi dati sulla mirabilite nelle grotte dei Carpazi Uno studio pubblicato su Biogeosciences il 26 giugno 2026 analizza i depositi di mirabilite nella grotta di Izvorul T?u?oarelor, nei Carpazi romeni, e mette al centro il ruolo dell’ambiente microbico nella loro formazione. La ricerca esa
     

Mirabilite nelle grotte dei Carpazi, nuovi dati collegano i microorganismi alla formazione dei cristalli

Jún 28th 2026 at 12:00

Condividi

Uno studio nella grotta di Izvorul T?u?oarelor propone il concetto di “microbiocosmo” per descrivere l’equilibrio tra chimica, acqua, fauna e comunità microbiche nel deposito di mirabilite.

Nuovi dati sulla mirabilite nelle grotte dei Carpazi

Uno studio pubblicato su Biogeosciences il 26 giugno 2026 analizza i depositi di mirabilite nella grotta di Izvorul T?u?oarelor, nei Carpazi romeni, e mette al centro il ruolo dell’ambiente microbico nella loro formazione.

La ricerca esamina campioni di mirabilite, sedimenti, acqua di stillicidio, moonmilk e insetti dipluri, con un approccio di metabarcoding e analisi geochimiche.[2][1]

Gli autori descrivono una firma chimica dominata da sodio, zolfo e calcio. Sul piano biologico, il quadro osservato non coincide con un semplice modello di riduzione dello zolfo.

Nei campioni di mirabilite non compaiono batteri solfato-riduttori del gruppo Desulfobacterota, mentre prevale Pseudomonas.[2]

Microorganismi e formazione della mirabilite

La ricerca suggerisce che la formazione della mirabilite possa dipendere da un ciclo dello zolfo diverso da quello atteso.

Invece di un processo guidato dai soli batteri riduttori, gli autori ipotizzano un percorso alternativo legato alla bio-ossidazione dei solfuri.[2]

Nel deposito mirabilitico spiccano anche Actinomycetota, un gruppo che potrebbe favorire la cristallizzazione grazie a strutture filamentose simili a un micelio. In un ambiente così povero di risorse, anche piccoli equilibri biologici possono incidere sulla crescita minerale.[2]

Il possibile peso dei pipistrelli

Un altro elemento rilevante riguarda la presenza di archei ossidanti l’ammoniaca, identificati come Ca. Nitrocosmicus, osservati solo nell’area con mirabilite.

I ricercatori collegano questa presenza a una piccola colonia di pipistrelli, capace di immettere quantità minime di ammoniaca nell’ambiente ipogeo.[2]

Secondo lo studio, questo apporto limitato potrebbe contribuire al mantenimento dell’equilibrio microbico necessario alla crescita della mirabilite.

La presenza di Nitrococcus rafforza l’idea di un sistema biogeochimico delicato, nel quale la fauna cavernicola e i microorganismi interagiscono con il substrato minerale.[2]

Il concetto di microbiocosmo

Per descrivere questo insieme di relazioni, gli autori propongono il termine “microbiocosmo”.

La definizione indica una rete connessa di elementi biotici e abiotici che agiscono insieme nel contesto della mirabilite.[2]

Il concetto è utile anche per la speleologia, perché sposta l’attenzione dal solo deposito minerale al sistema completo che lo sostiene. In questa lettura, acqua, sedimenti, fauna, chimica e comunità microbiche formano un unico ambiente funzionale.[2]

Interesse speleologico e prospettive di ricerca

Il lavoro non chiude il tema, ma apre un campo di indagine più ampio. La ricerca sulla mirabilite nelle grotte dei Carpazi mostra come i depositi evaporitici possano essere letti attraverso la microbiologia ambientale e la geochimica insieme.[1][2]

Per la comunità speleologica, questo significa osservare le grotte anche come ecosistemi attivi, dove i processi minerali non sono separati dalla vita. La mirabilite diventa così un indicatore di equilibrio ambientale, oltre che un oggetto di studio mineralogico.[2]

Fonti
[1] bg-23-4213-2026.bib https://bg.copernicus.org/articles/23/4213/2026/bg-23-4213-2026.bib
[2] The mirabilite microbiocosm in a Carpathian contact cave https://bg.copernicus.org/articles/23/4213/2026/bg-23-4213-2026-discussion.html
[5] Cave Week 2026, un webinar sulle salamandre cavernicole https://www.scintilena.com/cave-week-2026-un-webinar-sulle-salamandre-cavernicole/05/26/
[6] Sorgenti carsiche iblee: una passeggiata nella Valle della … https://www.scintilena.com/sorgenti-carsiche-iblee-una-passeggiata-nella-valle-della-misericordia-per-la-giornata-mondiale-dellacqua-2026/03/11/
[7] Minatori preistorici a Grotta della Monaca in Calabria – Scintilena https://www.scintilena.com/minatori-preistorici-a-grotta-della-monaca-in-calabria/09/15/
[8] Il Bureau dell’UIS si riunisce: sul tavolo il Congresso 2029 in … https://www.scintilena.com/il-bureau-delluis-si-riunisce-sul-tavolo-il-congresso-2029-in-romania-e-la-prima-giornata-unesco-delle-grotte-e-del-carsismo/02/27/
[9] “Sentieri nel Buio” in mostra 50 anni di speleologia a Cagliari https://www.scintilena.com/sentieri-nel-buio-il-gruppo-speleo-archeologico-giovanni-spano-porta-in-mostra-50-anni-di-speleologia-a-cagliari/04/30/
[10] Dalla grotta al Pianeta Rosso. Tunnel lavici lunari e marziani https://www.scintilena.com/dalla-grotta-al-pianeta-rosso-tunnel-lavici-lunari-la-luna-offre-un-possibile-rifugio-per-astronauti-e-una-nuova-frontiera-per-la-speleologia-planetaria/06/16/
[11] Concorso fotografico UIS sulle grotte, prorogata la scadenza del 2 … https://www.scintilena.com/concorso-fotografico-uis-sulle-grotte-prorogata-la-scadenza-del-2-contest-internazionale/06/24/
[12] CREG Journal: radio soccorso Nicola 4, antenne loop e telemetria … https://www.scintilena.com/creg-journal-radio-soccorso-nicola-4-antenne-loop-e-telemetria-ipogea-nel-nuovo-numero-della-rivista-britannica-di-tecnologia-speleologica/03/08/
[13] il 22 maggio il live della UIS Biology Commission – Scintilena https://www.scintilena.com/biodiversita-delle-grotte-e-giornata-internazionale-della-biodiversita-2026-il-22-maggio-il-live-della-uis-biology-commission/05/19/
[14] BG – Home https://www.biogeosciences.net
[15] The mirabilite microbiocosm in a Carpathian contact cave https://bg.copernicus.org/articles/23/4213/2026/bg-23-4213-2026-relations.html
[16] The mirabilite microbiocosm in a Carpathian contact cave https://bg.copernicus.org/articles/23/4213/2026/bg-23-4213-2026-metrics.html
[17] Into the Unknown: Microbial Communities in Caves, Their Role, and … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8877592/
[18] Microbial diversity and proxy species for human impact in Italian … https://www.nature.com/articles/s41598-022-26511-5
[19] Unearthing microbial diversity, environmental and human impacts in … https://dspace.unitus.it/entities/publication/3be77db3-a334-435e-92a9-98a555288fe0
[20] Cave microorganisms: hidden players in global greenhouse gas … https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1369527426000019

L'articolo Mirabilite nelle grotte dei Carpazi, nuovi dati collegano i microorganismi alla formazione dei cristalli proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • La Dama Bianca, pesce cieco scelto come Animale di Grotta dell’anno 2026 in Messico
    Condividi La Dama Bianca, pesce cieco dei cenotes dello Yucatán, sarà al centro di un incontro online il 30 giugno con la ricercatrice Patricia Ornelas García, dedicato alla conservazione della biodiversità sotterranea messicana. La Dama Bianca e l’Animale di Grotta dell’anno 2026 La Dama Bianca è stata indicata in Messico come Animale di Grotta dell’anno 2026, richiamando l’attenzione su una specie endemica dei cenotes yucatechi e degli ambienti sotterranei acquatici della penisola dello
     

La Dama Bianca, pesce cieco scelto come Animale di Grotta dell’anno 2026 in Messico

Jún 28th 2026 at 11:00

Condividi

La Dama Bianca, pesce cieco dei cenotes dello Yucatán, sarà al centro di un incontro online il 30 giugno con la ricercatrice Patricia Ornelas García, dedicato alla conservazione della biodiversità sotterranea messicana.

La Dama Bianca e l’Animale di Grotta dell’anno 2026

La Dama Bianca è stata indicata in Messico come Animale di Grotta dell’anno 2026, richiamando l’attenzione su una specie endemica dei cenotes yucatechi e degli ambienti sotterranei acquatici della penisola dello Yucatán.

La specie è nota scientificamente come Typhlias pearsei ed è descritta come un pesce cavernicolo messicano associato a cenotes, grotte allagate e sistemi acquiferi carsici.

L’iniziativa è stata rilanciata nel quadro delle attività collegate alla Giornata Mondiale dell’Ambiente, con un taglio divulgativo rivolto alla conoscenza della fauna sotterranea.

In questo contesto, la Dama Bianca diventa un caso emblematico per raccontare la biodiversità ipogea del Messico e la fragilità degli habitat acquatici sotterranei.

Il pesce cieco dei cenotes dello Yucatán

Typhlias pearsei è una specie endemica del Messico ed è segnalata nei cenotes e nelle acque sotterranee della penisola dello Yucatán.

Le fonti consultate la descrivono come un pesce privo di pigmentazione evidente, adattato alla vita in ambienti senza luce e collegato a sistemi acquiferi carsici anche in connessione con il mare.

L’habitat della Dama Bianca coincide con uno dei paesaggi sotterranei più studiati del continente, formato da reti di acque dolci e salmastre che sostengono comunità biologiche altamente specializzate.

Questo rende la presenza di Typhlias pearsei rilevante non solo sul piano zoologico, ma anche per la lettura ecologica dei cenotes e della biodiversità sotterranea.

Conservazione della Dama Bianca e minacce per i cenotes

Il 30 giugno 2026, alle 14:00 ora di Città del Messico, è previsto un incontro in diretta dedicato ai “Retos para la conservación de la dama blanca Typhlias pearsei”, con la partecipazione della biologa Patricia Ornelas García. L’immagine diffusa per l’evento conferma il titolo dell’intervento, la data, l’orario e il collegamento con il World Environment Day, oltre a indicare l’organizzazione della UIS Cave Biology Commission.

Secondo il materiale di presentazione, Patricia Ornelas García è curatrice della Colección Nacional de Peces presso il Pabellón Nacional de la Biodiversidad dell’Instituto de Biología dell’UNAM ed è specializzata in ittiologia e conservazione delle specie sotterranee. Il focus dell’intervento riguarda le minacce che gravano sulla Dama Bianca, in un ecosistema descritto come sempre più vulnerabile.

Tra i rischi principali per la specie, le fonti disponibili citano l’inquinamento delle acque sotterranee, l’impatto delle attività umane sopra l’acquifero e la compromissione della qualità idrica nei sistemi carsici. In un ambiente come quello dei cenotes yucatechi, anche variazioni apparentemente limitate possono incidere sulla sopravvivenza di specie poco numerose e molto specializzate.

Patricia Ornelas García e la biodiversità sotterranea

La conferenza sulla Dama Bianca si inserisce in una linea di ricerca che unisce biospeleologia, ittiologia e tutela degli ecosistemi sotterranei. Il profilo scientifico della relatrice, riportato nel materiale promozionale, indica un’attività centrata proprio sulla conservazione della fauna ipogea e dei pesci delle acque sotterranee.

Per il pubblico che segue la speleologia e lo studio delle cavità allagate, l’appuntamento offre un’occasione informativa su una specie che sintetizza molti temi attuali: endemismo, vulnerabilità degli acquiferi, pressione antropica e necessità di monitoraggio scientifico. La Dama Bianca, in questo quadro, non è solo una specie simbolica, ma anche un indicatore della salute ecologica dei cenotes dello Yucatán.

Speleologia, cenotes e valore della notizia

La designazione della Dama Bianca come Animale di Grotta dell’anno 2026 in Messico rafforza l’attenzione verso una fauna sotterranea che raramente entra nel dibattito pubblico fuori dagli ambienti specialistici. Per la comunità speleologica, il caso di Typhlias pearsei richiama il legame tra esplorazione, ricerca biologica e protezione degli habitat ipogei acquatici.

Nei cenotes della penisola dello Yucatán, la conservazione della Dama Bianca coincide con la tutela di un sistema carsico complesso e delicato, dove acqua, geologia e biodiversità sotterranea sono strettamente intrecciate. La notizia assume quindi interesse anche in ambito speleologico internazionale, perché mostra come una singola specie possa diventare il punto di ingresso per parlare di ecosistemi sotterranei e conservazione ambientale.

Fonti:

Moldovan, O. T., Theodorescu, C.-T., Levei, E. A., and Cadar, O.: The mirabilite microbiocosm in a Carpathian contact cave, Biogeosciences, 23, 4213–4226, https://doi.org/10.5194/bg-23-4213-2026, 2026.

Typhlias pearsei – Subterranean Fishes of the World https://cavefishes.org.uk/species-record.php?id=197

[3] Cenotes – Facebook https://www.facebook.com/CenotesUrbanosPlayaDelCarmen/photos/por-si-te-lo-perdiste-m%C3%A9xico-se-une-a-la-campa%C3%B1a-animal-de-la-cueva-del-a%C3%B1ohace-/1380918804060773/

[4] The complete mitochondrial genome of the Mexican blind brotula … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9245977/

[5] An integrative re-evaluation of Typhlatya shrimp within the karst aquifer of the Yucatán Peninsula, Mexico https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8961266/

[6] Mexican blind brotula – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Mexican_blind_brotula

[7] The trophic role of cave shrimps of the genus Typhlatya seen … – DOAJ https://doaj.org/article/5e8f3c1e53e541169f22d4113ce1f28f

[8] LINKING RADIOCARBON AND TROPHIC WEBS IN … https://www.cambridge.org/core/journals/radiocarbon/article/linking-radiocarbon-and-trophic-webs-in-karstic-groundwater-ecosystems-in-the-yucatan-peninsula-mexico/1DC677AB946918A65EDBB14BDD9CDFE8

[12] [PDF] primo convegno italiano sul recupero e la riabilitazione dei chirotteri http://www.tutelapipistrelli.it/wp-content/uploads/2015/10/Atti-convegno-CHIRecuperO-2016.pdf

[13] [PDF] Raccolta Agosto 2018 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2018_8_Raccolta_Scintilena_Agosto.pdf

[14] Dalla grotta al Pianeta Rosso. Tunnel lavici lunari e marziani https://www.scintilena.com/dalla-grotta-al-pianeta-rosso-tunnel-lavici-lunari-la-luna-offre-un-possibile-rifugio-per-astronauti-e-una-nuova-frontiera-per-la-speleologia-planetaria/06/16/

[15] SpeleoBimbo 2026 alla Grotta del Colle di Rapino, una giornata per … https://www.scintilena.com/speleobimbo-2026-alla-grotta-del-colle-di-rapino-una-giornata-per-avvicinare-i-piu-giovani-al-mondo-sotterraneo/06/14/

[16] Il ciclo di vita dei Materiali speleo-alpinistici – Scintilena https://www.scintilena.com/materiali-speleo-alpinistici-il-ciclo-di-vita-al-centro-del-iii-corso-nazionale-a-erba-e-monte-marenzo/04/25/

[17] Messico: Raggiunti -1484 metri https://www.scintilena.com/messico-raggiunti-1484-metri/07/31/

[18] 99 cose da sapere se abiti in un territorio carsico – Scintilena https://www.scintilena.com/come-riconoscere-se-vivi-in-un-territorio-carsico/06/06/

[19] Corso SSI sulla documentazione speleologica: archivi … https://www.scintilena.com/corso-ssi-sulla-documentazione-speleologica-archivi-opac-e-ricerca-bibliografica/04/27/

[20] Resultados de las exploraciones en la Cueva Güerta … https://www.scintilena.com/resultados-de-las-exploraciones-en-la-cueva-guerta-la-mayor-cueva-de-asturias-ya-suma-233-km-de-longitud/11/25/

[21] Non solo Derinkuyu: in Cappadocia ci sono oltre 200 città sotterranee https://www.scintilena.com/non-solo-derinkuyu-in-cappadocia-ci-sono-oltre-200-citta-sotterranee-e-una-e-piu-grande-di-tutte/05/22/

[22] Neve, rocce fratturate e droni: così si studia l’acqua nascosta dell … https://www.scintilena.com/neve-rocce-fratturate-e-droni-cosi-si-studia-lacqua-nascosta-dellappennino/04/29/

[23] L’arte dei Neanderthal: le pitture rupestri nella Cueva de … https://www.scintilena.com/larte-dei-neanderthal-le-pitture-rupestri-nella-cueva-de-ardales/09/23/

[24] [PDF] Raccolta Aprile 2006 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2006_4_Raccolta_Scintilena_Aprile.pdf

[25] Pipistrelli e sindrome del naso bianco: la diga del Michigan che … https://www.scintilena.com/now-i-have-comprehensive-information-let-me-write-the-article/03/04/

[26] Proceedings of the Biological Society of Washington https://dn760105.eu.archive.org/0/items/biostor-81300/biostor-81300.pdf

[27] DAMA BLANCA Typhlias pearsei Es un pez … https://www.facebook.com/EcosurUnidadChetumal/posts/%F0%9D%90%83%F0%9D%90%80%F0%9D%90%8C%F0%9D%90%80-%F0%9D%90%81%F0%9D%90%8B%F0%9D%90%80%F0%9D%90%8D%F0%9D%90%82%F0%9D%90%80%F0%9D%91%BB%F0%9D%92%9A%F0%9D%92%91%F0%9D%92%89%F0%9D%92%8D%F0%9D%92%8A%F0%9D%92%82%F0%9D%92%94-%F0%9D%92%91%F0%9D%92%86%F0%9D%92%82%F0%9D%92%93%F0%9D%92%94%F0%9D%92%86%F0%9D%92%8Aes-un-pez-ciego-que-habita-en-cuevas-y-cenotes-de-la-/8140570922634512/

[28] New distribution records of subterranean crustaceans from cenotes … https://www.sciencedirect.com/org/science/article/pii/S1313298920004267

[29] Mexican cave diving – Instagram https://www.instagram.com/reel/DNwTCBo4sZj/

[30] La dama blanca Typhlias pearsei Es un pez endémico del acuífero … https://www.instagram.com/p/C__acT9v-a5/

[31] Especies      I      Biodiversidad y Desarrollo Humano en Yucatán https://www.cicy.mx/documentos/cicy/sitios/biodiversidad/pdfs/cap4/47%20peces%20dulceacuicolas.pdf

[32] New distribution records of subterranean crustaceans from cenotes in Yucatan (Mexico) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7031413/figure/F3/

L'articolo La Dama Bianca, pesce cieco scelto come Animale di Grotta dell’anno 2026 in Messico proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • La foca monaca e le grotte marine: rifugi invisibili e nursery nel buio del Mediterraneo
    Condividi La foca monaca (Monachus monachus) utilizza le grotte marine costiere come rifugi fondamentali per il riposo, la muta, il parto e l’allattamento, e in Italia le segnalazioni recenti riguardano soprattutto Sardegna occidentale, Arcipelago Toscano, Puglia, Calabria ionica, Sicilia e, più di recente, l’area tra penisola sorrentina e Cilento.[2][3][1] Nel Mediterraneo la specie frequenta acque costiere, in particolare isole e tratti di litorale con cavità marine difficilmente accessibil
     

La foca monaca e le grotte marine: rifugi invisibili e nursery nel buio del Mediterraneo

Jún 28th 2026 at 10:00

Condividi

La foca monaca (Monachus monachus) utilizza le grotte marine costiere come rifugi fondamentali per il riposo, la muta, il parto e l’allattamento, e in Italia le segnalazioni recenti riguardano soprattutto Sardegna occidentale, Arcipelago Toscano, Puglia, Calabria ionica, Sicilia e, più di recente, l’area tra penisola sorrentina e Cilento.[2][3][1]


Nel Mediterraneo la specie frequenta acque costiere, in particolare isole e tratti di litorale con cavità marine difficilmente accessibili, e la sua presenza è oggi spesso documentata proprio in relazione a grotte e cavità costiere.[4][1]

Una specie costretta a nascondersi

La foca monaca non è sempre stata un animale “da grotta”: l’uso intensivo delle cavità costiere è anche il risultato della pressione antropica che l’ha progressivamente spinta lontano dalle spiagge aperte.[1][2]


Per questo motivo oggi la si associa soprattutto a rifugi nascosti, dove il disturbo umano è minore e la possibilità di riposo o riproduzione è più alta.[2][4]

In Italia, l’ISPRA ricorda che gli avvistamenti recenti sono stati registrati nel Mar Ligure, nell’Arcipelago Toscano, in Puglia, in Calabria Ionica, nella Sardegna occidentale e in varie località siciliane, comprese Egadi e Pantelleria.[1]


Questa distribuzione frammentata conferma che gli esemplari che transitano lungo le nostre coste sono spesso solitari o in dispersione, ma legati a microambienti costieri favorevoli.[1]

Le grotte che contano davvero

Non tutte le cavità costiere sono adatte alla specie.[5][6]
Le grotte marine più utili alla foca monaca sono quelle con ingresso marino discreto, camere interne con porzioni asciutte o sopraelevate e una conformazione capace di attenuare il moto ondoso e garantire una zona di sicurezza anche con mare moderatamente mosso.[6][5][2]

Nel caso italiano, studi e monitoraggi hanno evidenziato come alcune grotte della costa pugliese presentino aree interne emerse con caratteristiche idonee alla frequentazione riproduttiva.[5]

Allo stesso tempo, l’esperienza dell’Arcipelago Toscano mostra che anche una singola grotta può diventare oggetto di monitoraggio specifico quando viene individuata come possibile dimora della specie, come accaduto a Capraia.[7][8]

Nascere in grotta

Le grotte sono cruciali soprattutto nella fase riproduttiva, perché la foca monaca vi partorisce e allatta i piccoli.[4][2]


L’ISPRA sottolinea che le foche usano le grotte marine per riposare, mutare il pelo, partorire e allattare il cucciolo, mentre il mare aperto serve per cacciare e spostarsi.[2]

Questo rende la nursery un ambiente delicatissimo.
Un accesso troppo esposto, una camera interna insufficiente o una mareggiata intensa possono compromettere la sicurezza del cucciolo, soprattutto nelle prime fasi di vita in cui la dipendenza dalla madre è totale.[2][1]

Punta Campanella e il Cilento

Un caso molto attuale riguarda l’area di Punta Campanella, dove ISPRA e Area Marina Protetta hanno intensificato nel 2026 il monitoraggio con tre videocamere in due grotte costiere e nuovi campionamenti di acqua marina per l’analisi del DNA ambientale.[3]

Il dato è rilevante anche per il quadro più ampio della costa tra penisola sorrentina, Costiera Amalfitana e Capri, dove sono stati riportati circa 30 avvistamenti nell’ultimo anno.[3]

Nel Cilento, il monitoraggio e i consigli ai cittadini sono diventati parte della gestione della possibile presenza della specie, soprattutto dopo gli avvistamenti recenti e nel quadro dei progetti di tutela della biodiversità marina.[9][3]

Qui il tema non è solo biologico, ma anche di gestione del disturbo in aree frequentate da escursionisti, diportisti e operatori del mare.[9]

Sardegna, Orosei e Grotta del Fico

La Sardegna resta uno dei luoghi più importanti nella storia recente della foca monaca in Italia, con riferimenti al Golfo di Orosei e al nucleo storico legato alle grotte marine di quell’area.[10][11]

La Grotta del Fico è spesso richiamata come uno dei siti simbolo della frequentazione della specie nel passato recente, anche se oggi la divulgazione deve restare prudente per ragioni di conservazione.[11][10]

In questa fascia costiera la relazione tra carsismo, falesie e cavità marine crea ambienti particolarmente adatti a specie elusive e sensibili.[10]

Per uno sguardo speleologico, il Golfo di Orosei è un esempio evidente di come geologia e fauna protetta si intreccino in modo stretto.

Egadi, Capraia e altri siti

L’ISPRA segnala anche casi importanti nelle Isole Egadi, dove nel 2016 le foto-trappole hanno documentato un nuovo esemplare e hanno rafforzato il monitoraggio dell’arcipelago.[12]

Le stesse indicazioni ISPRA insistono su un punto chiave: in caso di avvistamento bisogna ridurre subito il disturbo, spegnere i motori, mantenere il silenzio e allontanarsi lentamente.[12][2]

Un altro caso rilevante è Capraia, nell’Arcipelago Toscano, dove il Parco ha avviato il monitoraggio di una grotta scelta come dimora da una foca monaca, con immagini e attività scientifiche presentate pubblicamente nel 2022.[8][7]

Anche qui il messaggio è chiaro: una grotta frequentata dalla specie non è un semplice “luogo interessante”, ma un habitat da proteggere con priorità.[7][4]

Speleologia e tutela

Per il mondo speleologico, la foca monaca rappresenta un caso emblematico di incontro tra conoscenza e responsabilità.

Le grotte costiere possono essere documentate e studiate, ma la frequenza umana deve essere minima o nulla quando esiste il sospetto di uso da parte della specie.[4][2]

ISPRA e le aree protette hanno ormai messo al centro strumenti non invasivi come fototrappole, eDNA e monitoraggi remoti, che permettono di studiare la specie senza trasformare il rifugio in un punto di pressione.[3][2]

Per gli speleologi, questo significa assumere un ruolo attivo nella tutela: riconoscere una cavità sensibile, non divulgarne i dettagli e collaborare con gli enti competenti.

Un rifugio da non trasformare in attrazione

Parlare della “vita sotterranea” della foca monaca significa raccontare una strategia di sopravvivenza costruita su grotte marine, silenzio e invisibilità.[1][2]

Dalla Sardegna al Cilento, dalle Egadi a Capraia, il messaggio è lo stesso: questi spazi sono essenziali per una delle specie più rare del Mediterraneo e vanno trattati come luoghi di conservazione, non di spettacolo.[7][10][12]

Se vuoi, posso adesso trasformare questo testo in una versione pronta per il CMS di Scintilena, con meta title, meta description, slug SEO e 3 tag suggeriti.

Fonti
[1] Monachus monachus (Hermann, 1779) https://www.isprambiente.gov.it/it/banche-dati/atlante-delle-specie-marine-protette/animali/vertebrati/mammiferi/monachus-monachus-hermann-1779
[2] BUONE PRATICHE IN CASO DI AVVISTAMENTO DI UNA FOCA MONACA https://www.isprambiente.gov.it/files2023/notizie/buone-pratiche-ispra-m-monachus.pdf
[3] Fototrappole e Dna ambientale per monitorare la foca monaca a … https://www.corriere.it/animali/pesci-fauna-marina/26_giugno_03/fototrappole-e-dna-ambientale-per-monitorare-la-foca-monaca-a-punta-campanella-bea28218-2b50-4a09-968c-5fae13d36xlk.shtml
[4] Foca Monaca – Parco Nazionale Arcipelago Toscano https://www.islepark.it/la-natura-del-parco/ambiente-marino/foca-monaca/
[5] ISPRA e ARPA Puglia: monitoraggio Foca monaca https://www.pugliaemare.com/ispra-e-arpa-puglia-monitoraggio-foca-monaca/
[6] [PDF] Piano di valutazione e conservazione della foca monaca Monachus … https://iris.unive.it/retrieve/4baed060-cff8-403f-8608-8bca3c0aa985/751554-1168669.pdf
[7] Risultati della ricerca – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/it/@@search?taxonomy_thesaurus%3Alist=589022996ac14896ae4dd6818c8ce418&b_start%3Aint=0&sort_on=relevance&set_language=it
[8] VIDEO FOCA MONACA Conferenza stampa PNAT in collaborazione con Federparchi https://www.youtube.com/watch?v=rUtw8TLLJro
[9] Cilento, come comportarsi se si avvista una foca monaca? I consigli del Parco del Cilento https://www.vocidalcilento.it/cilento-come-comportarsi-se-si-avvista-una-foca-monaca-i-consigli-del-parco-del-cilento.html
[10] La Foca Monaca nel Golfo di Orosei e Grotta del Fico, Baunei https://www.grottadelfico.it/la-foca-monaca/
[11] C’era una volta la foca monaca “Grotte del Bue Marino, Golfo di Orosei/Sardegna” (NU) https://www.youtube.com/watch?v=H3VP3dP5KKo
[12] COMUNICATO STAMPA https://www.isprambiente.gov.it/files/comunicati-stampa/2016/2016_luglio__foca_monaca_Egadi.pdf
[13] Punta Campanella https://www.puntacampanella.org

L'articolo La foca monaca e le grotte marine: rifugi invisibili e nursery nel buio del Mediterraneo proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • KarstPro e Karst Entry, aggiornamento QGIS per la prospezione carsica e l’inventario delle cavità
    Condividi La nuova release dei plugin QGIS KarstPro e Karst Entry introduce un collegamento diretto tra rilievo sul terreno e gestione dell’inventario, con esportazione CSV, foto di campo e quota calcolabile anche senza modello digitale del terreno nel progetto mobile. Aggiornamento plugin QGIS per la prospezione carsica Nel lavoro speleologico digitale continua a crescere il peso degli strumenti che collegano analisi cartografica, rilievo sul terreno e gestione ordinata dei dati. In q
     

KarstPro e Karst Entry, aggiornamento QGIS per la prospezione carsica e l’inventario delle cavità

Jún 28th 2026 at 09:00

Condividi

La nuova release dei plugin QGIS KarstPro e Karst Entry introduce un collegamento diretto tra rilievo sul terreno e gestione dell’inventario, con esportazione CSV, foto di campo e quota calcolabile anche senza modello digitale del terreno nel progetto mobile.

Aggiornamento plugin QGIS per la prospezione carsica

Nel lavoro speleologico digitale continua a crescere il peso degli strumenti che collegano analisi cartografica, rilievo sul terreno e gestione ordinata dei dati.

In questo quadro si inserisce la nuova versione 1.3.0 di KarstPro, affiancata dal plugin Karst Entry, due strumenti gratuiti per QGIS pensati per seguire l’intera catena della prospezione carsica.

KarstPro è orientato alla fase di analisi preliminare.

Il plugin serve a individuare doline e possibili ingressi a partire dai dati LiDAR HD IGN, a ordinarli con criteri morfometrici e a preparare un progetto QField pronto per l’uscita.

Karst Entry è invece dedicato alla registrazione e alla gestione dell’inventario delle cavità, con moduli rapidi di inserimento, riferimento univoco e funzioni di importazione ed esportazione.

La novità principale annunciata con questa release è il collegamento operativo tra i due plugin.

Al rientro dall’uscita, i dati raccolti sul terreno possono essere esportati da KarstPro in un file CSV pensato per l’importazione diretta in Karst Entry, con procedura di deduplicazione automatica rispetto all’inventario già esistente.

KarstPro e Karst Entry nel flusso di lavoro speleologico

L’aggiornamento punta soprattutto a ridurre i passaggi manuali che spesso rallentano il trattamento dei dati di prospezione.

Il CSV raccoglie le cavità inserite, gli obiettivi verificati e i punti marcati come “indice” o “cavità”, così da trasformare più rapidamente il rilievo di campagna in inventario strutturato.

Tra le funzioni aggiunte in KarstPro compaiono anche le foto di terreno.

Le immagini possono essere scattate direttamente in QField su cavità, target o gouffre, poi rientrano nel progetto sincronizzato e vengono integrate sia nel report PDF sia nel file CSV destinato a Karst Entry.

Un altro elemento operativo riguarda la quota.

La versione aggiornata introduce un selettore di modello digitale del terreno che consente di calcolare l’altitudine delle segnalazioni anche quando il progetto QField non contiene un DTM locale, situazione frequente quando si evita di caricare dataset troppo pesanti sui dispositivi mobili.

QGIS, LiDAR e speleologia digitale

Il quadro tecnico in cui si collocano KarstPro e Karst Entry è quello di una speleologia sempre più legata agli strumenti geospaziali.

QGIS viene descritto dal progetto ufficiale come un GIS libero, open source e multipiattaforma, fondato anche su un’architettura a plugin che consente di aggiungere funzioni specialistiche e repository esterni.[1][2][3]

Questo modello modulare si adatta bene al lavoro carsico, dove le attività passano dall’analisi di superficie alla georeferenziazione, fino al rilievo sul terreno e alla costruzione dell’inventario.

In un recente approfondimento, Scintilena ha osservato che il rilievo speleologico digitale integra sempre più poligonali classiche, nuvole di punti, LiDAR, fotogrammetria e software GIS.[4]

Anche la disponibilità di strumenti aperti per consultare e condividere dati speleologici conferma questa evoluzione. Un altro articolo di Scintilena ha mostrato come applicazioni web open source stiano rendendo più accessibili i rilievi tridimensionali delle cavità direttamente dal browser.[5]

Download plugin QGIS e aggiornamento release

I due plugin restano disponibili attraverso i repository GitHub indicati dagli sviluppatori: KarstPro su github.com/julientournois/KarstPro-qgis e Karst Entry su github.com/julientournois/KarstEntry-qgis.

Per seguire le prossime release, viene suggerito di attivare su GitHub la funzione “Watch” e selezionare le notifiche dedicate alle release, così da ricevere un messaggio email a ogni nuova pubblicazione.

Per informazioni generali sul progetto resta disponibile anche il sito karstpro.fr. Per chi lavora nella prospezione carsica, questo aggiornamento rafforza un punto preciso: collegare in modo più diretto l’analisi LiDAR, il lavoro in QField e la costruzione di un inventario delle cavità più ordinato, aggiornabile e riutilizzabile.

Fonti

https://karstpro.fr/
[1] QGIS is a free, open source, cross platform (lin/win/mac … – GitHub https://github.com/qgis/qgis
[2] GitHub – qgis/QGIS: QGIS is a free, open source, cross platform (lin/win/mac) geographical information system (GIS) https://github.com/qgis/QGIS
[3] 29.1. Les Extensions de QGIS https://docs.qgis.org/3.34/fr/docs/user_manual/plugins/plugins.html
[4] Dalla poligonale alla nuvola di punti – Scintilena https://www.scintilena.com/dalla-poligonale-alla-nuvola-di-punti/06/11/
[5] 3D Cave Viewer: quando la speleologia entra nel browser – Scintilena https://www.scintilena.com/3d-cave-viewer-quando-la-speleologia-entra-nel-browser/04/27/
[7] [PDF] primo convegno italiano sul recupero e la riabilitazione dei chirotteri http://www.tutelapipistrelli.it/wp-content/uploads/2015/10/Atti-convegno-CHIRecuperO-2016.pdf
[8] SpeleoBimbo 2026 alla Grotta del Colle di Rapino, una giornata per … https://www.scintilena.com/speleobimbo-2026-alla-grotta-del-colle-di-rapino-una-giornata-per-avvicinare-i-piu-giovani-al-mondo-sotterraneo/06/14/
[9] Feed RSS – Scintilena https://www.scintilena.com/feed/
[10] BOL_CFLP_2 https://www.scintilena.com/allegati/bollettinofealc2.pdf
[11] Concorso di cartografia al 16° ICS di Brno https://www.scintilena.com/concorso-di-cartografia-16ics/03/01/
[12] Classifica delle grotte più lunghe d’Italia http://www.scintilena.com/speleoit/atlas/longest_caves.html
[13] Lascaux: Quando il Patrimonio Paleolitico Incontra la Fragilità dell … https://www.scintilena.com/lascaux-quando-il-patrimonio-paleolitico-incontra-la-fragilita-dellambiente-carsico/01/20/
[14] Glossario Speleologico UIS – Lettera ‘B’ https://www.scintilena.com/glossario-speleologico-uis-lettera-b/07/22/
[15] Perché le AI Generative Falliscono in Geografia: Errori di … – Scintilena https://www.scintilena.com/perche-le-ai-generative-falliscono-in-geografia-errori-di-localizzazione-prossimita-e-allucinazioni/05/01/
[16] Vulnerabilità Climatica e Lacune nella Conservazione di … – Scintilena https://www.scintilena.com/nowhere-to-hide-vulnerabilita-climatica-e-lacune-nella-conservazione-di-zopherobatrus-un-raro-coleottero-troglobio/05/08/
[17] Classifica delle grotte più profonde d´Italia – Scintilena https://www.scintilena.com/speleoit/atlas/deepest_caves.html
[18] L’idrodinamica endoglaciale: cosa succede davvero dentro un … https://www.scintilena.com/lidrodinamica-endoglaciale-cosa-succede-davvero-dentro-un-ghiacciaio-alpino-quando-nevica-o-fa-caldo/05/02/
[19] Evaporiti UNESCO: cosa è cambiato in due anni tra ricerca … https://www.scintilena.com/evaporiti-unesco-cosa-e-cambiato-in-due-anni-tra-ricerca-tutela-e-sfide-ancora-aperte/01/27/
[20] QGIS Plugins¶ https://api.qgis.org/qgisdata/2.8/fr/docs/user_manual/plugins/plugins.html
[21] QGIS_portable_3x/README.md at master – GitHub https://github.com/pigreco/QGIS_portable_3x/blob/master/README.md
[22] PaPRIKa Toolbox — QGIS Python Plugins Repository https://plugins.qgis.org/plugins/Paprika/
[23] Home https://github.com/ctu-geoforall-lab/qgis-plugins-repository/wiki/Home/855795a53da35eb133063a77d923efafe8357f1a
[24] infordata-sistemi/karst-firewall-50 – GitHub https://github.com/infordata-sistemi/karst-firewall-50
[25] All Plugins — QGIS Python Plugins Repository https://plugins.qgis.org/plugins/
[26] Official repository of pyArchInit since Python 3 porting – GitHub https://github.com/pyarchinit/pyarchinit
[27] [PDF] two karst geomorphology modules and three virtual capstone p https://d-nb.info/1239828586/34
[28] Installation et mise à jour [QGIRéférentiels] http://piece-jointe-carto.developpement-durable.gouv.fr/NAT002/QGIS/plugins/doc/qgireferentiels/co/Installation.html
[29] QGIS Hub Plugin – Documentation – GitHub Pages https://qgis.github.io/QGIS-Hub-Plugin/
[30] A QGIS Plugin Based on the PaPRIKa Method for Karst Aquifer … https://ngwa.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/gwat.12855
[31] QGIS Data Versioning with Kart – FOSS4G Oceania 2022 https://pgrsc.org/wp-content/uploads/2023/07/LT-2-5-5-Hamish-Campbell_QGIS-Data-Versioning-with-Kart.pdf

https://karstpro.fr/

L'articolo KarstPro e Karst Entry, aggiornamento QGIS per la prospezione carsica e l’inventario delle cavità proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • CaveFinder: quando il LiDAR va a caccia di grotte
    Condividi La Balkan Speleological Union presenta una piattaforma che utilizza modelli digitali del terreno e dati LiDAR per aiutare gli speleologi a individuare nuovi obiettivi di esplorazione. Funziona anche in Europa e in Italia. La tecnologia entra sempre più spesso nello zaino degli speleologi. Dopo GPS, droni, rilievi digitali e fotogrammetria, un nuovo strumento promette di affiancare il lavoro di ricerca sul terreno: si chiama CaveFinder.app ed è una piattaforma progettata per individu
     

CaveFinder: quando il LiDAR va a caccia di grotte

Jún 28th 2026 at 08:06

Condividi

La Balkan Speleological Union presenta una piattaforma che utilizza modelli digitali del terreno e dati LiDAR per aiutare gli speleologi a individuare nuovi obiettivi di esplorazione. Funziona anche in Europa e in Italia.

La tecnologia entra sempre più spesso nello zaino degli speleologi. Dopo GPS, droni, rilievi digitali e fotogrammetria, un nuovo strumento promette di affiancare il lavoro di ricerca sul terreno: si chiama CaveFinder.app ed è una piattaforma progettata per individuare aree che potrebbero ospitare cavità naturali, utilizzando dati LiDAR e modelli digitali del terreno.

Il progetto è stato presentato il 24 giugno 2026 durante un incontro online organizzato dalla Balkan Speleological Union (BSU). A illustrarne il funzionamento è stato Zach Engelbert, direttore della National Speleological Society (NSS) statunitense, uno degli sviluppatori della piattaforma.

L’idea è semplice: sfruttare la grande quantità di dati topografici oggi disponibili per aiutare gli speleologi a pianificare le proprie esplorazioni. CaveFinder analizza automaticamente modelli digitali del terreno ottenuti da rilievi LiDAR e da altre banche dati geografiche, individuando depressioni, doline, lineamenti geomorfologici e altre anomalie che potrebbero indicare la presenza di un ingresso naturale.

Negli Stati Uniti il sistema utilizza principalmente i dati LiDAR del programma USGS 3DEP, mentre nel resto del mondo si appoggia a modelli digitali del terreno come Copernicus DEM, ALOS World 3D e SRTM, sfruttando automaticamente anche eventuali dati LiDAR pubblici disponibili. Questo significa che CaveFinder può essere utilizzato anche in Europa e in Italia, adattandosi alla qualità dei dati disponibili nelle diverse aree.

Naturalmente non si tratta di un’applicazione che “trova le grotte” in modo automatico. Gli stessi sviluppatori lo sottolineano chiaramente: CaveFinder non può creare grotte dove non esistono. Il software propone aree promettenti, ma ogni indicazione deve essere verificata sul campo. L’interpretazione geomorfologica, la conoscenza del territorio e l’esperienza dello speleologo restano elementi insostituibili.

La piattaforma offre anche strumenti per organizzare le uscite, esportare i dati in formato GPX, KML, CSV e GeoJSON e integrare le informazioni con software GIS. È disponibile una versione gratuita, che consente un numero limitato di analisi, e una versione professionale con funzionalità avanzate.

Anche in Italia il LiDAR è ormai uno strumento sempre più diffuso negli studi geomorfologici, archeologici e ambientali. La possibilità di “leggere” il terreno anche sotto la copertura forestale ha rivoluzionato il modo di osservare il paesaggio, mettendo in evidenza doline, paleoalvei, terrazzamenti e altre forme spesso invisibili durante una normale ricognizione.

Per la speleologia, CaveFinder potrebbe diventare l’evoluzione di questo approccio.

Se fino a pochi anni fa la ricerca di nuove cavità si basava soprattutto sull’interpretazione delle carte topografiche, delle fotografie aeree e sull’esperienza maturata sul terreno, oggi è possibile integrare tutto questo con strumenti di analisi digitale che aiutano a selezionare le aree più promettenti.

Il fascino della scoperta, tanto, resta immutato: nessun algoritmo può sostituire il momento in cui uno speleologo raggiunge una dolina, libera un piccolo ingresso nascosto dalla vegetazione o dai detriti e scopre che sotto i propri piedi si apre davvero una nuova cavità.

La tecnologia cambia gli strumenti, ma lo spirito dell’esplorazione resta lo stesso.

Per approfondire

La registrazione della presentazione organizzata dalla Balkan Speleological Union è disponibile online, così come il sito del progetto CaveFinder.app, dove è possibile provare gratuitamente la piattaforma e conoscere nel dettaglio le tecnologie utilizzate.

CaveFinder in breve:

  • Funziona anche in Europa.
  • Utilizza LiDAR e modelli digitali del terreno pubblici.
  • Esporta GPX, KML, CSV e GeoJSON.
  • È disponibile una versione gratuita e una Pro.
  • Non trova automaticamente le grotte: individua i luoghi con maggiore probabilità di ospitare un ingresso, da verificare sempre sul campo
  • https://cavefinder.app/

Certo che, leggendo i testi e provando CaveFinder, viene spontaneo pensare che sarebbe davvero interessante un webinar dedicato, magari organizzato dalla Commissione Catasto Cavità Naturali della Società Speleologica Italiana.

Zach Engelbert rappresenta bene una nuova generazione di speleologi: esploratore, esperto di GIS, LiDAR, cartografia digitale e analisi geospaziale, interpreta una speleologia in cui l’esperienza sul terreno si integra sempre più con l’analisi dei dati.

Negli Stati Uniti si parla ormai di cave prospecting: la ricerca sistematica di nuove cavità attraverso l’elaborazione di grandi quantità di informazioni geografiche, prima ancora di indossare il casco. Da noi lo si è sempre fatto con carte topografiche, geologia, fotografie aeree e tanta esperienza sul terreno. Poi sono arrivati TopoDroid, i software GIS, i droni, il LiDAR e molti altri strumenti che hanno cambiato il modo di preparare un’esplorazione. CaveFinder sembra essere un ulteriore passo in questa evoluzione, che mette tutta questa esperienza al servizio di un algoritmo.

Sarebbe interessante approfondire il progetto direttamente con il suo ideatore. Quanto dell’algoritmo nasce dall’esperienza degli speleologi e quanto dall’intelligenza artificiale? Quante nuove grotte sono già state individuate grazie a questo sistema? Può diventare uno strumento utile anche per la speleologia europea e per il Catasto Grotte italiano? E, soprattutto, come conciliare una tecnologia così potente con la necessità di tutelare il patrimonio ipogeo e la riservatezza delle localizzazioni?

Domande che, ne siamo certi, potrebbero stimolare un confronto molto interessante all’interno della comunità speleologica.

L'articolo CaveFinder: quando il LiDAR va a caccia di grotte proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Sotto i nostri piedi, a Nardò un incontro su tutela archeologica e speleologia
    Condividi Il Gruppo Speleologico Neretino presenta il 5 luglio al Castello Acquaviva un appuntamento dedicato a aree ipogee, ricerca archeologica e valorizzazione del territorio. Il Gruppo Speleologico Neretino presenta per domenica 5 luglio 2026, nell’atrio del Castello Acquaviva di Nardò, l’incontro «Sotto i nostri piedi». L’appuntamento è dedicato alla tutela, alla valorizzazione e alla fruizione delle aree archeologiche e speleologiche del territorio neretino. La serata si inserisce in un
     

Sotto i nostri piedi, a Nardò un incontro su tutela archeologica e speleologia

Jún 28th 2026 at 08:00

Condividi

Il Gruppo Speleologico Neretino presenta il 5 luglio al Castello Acquaviva un appuntamento dedicato a aree ipogee, ricerca archeologica e valorizzazione del territorio.

Il Gruppo Speleologico Neretino presenta per domenica 5 luglio 2026, nell’atrio del Castello Acquaviva di Nardò, l’incontro «Sotto i nostri piedi». L’appuntamento è dedicato alla tutela, alla valorizzazione e alla fruizione delle aree archeologiche e speleologiche del territorio neretino. La serata si inserisce in un percorso di studio e divulgazione che il gruppo porta avanti da anni.

L’iniziativa si aprirà alle 19 con i saluti istituzionali del consigliere con delega alla Cultura, Francesco Plantera. L’introduzione sarà affidata ad Antonio D’Elia, del Gruppo Speleologico Neretino. Seguiranno tre interventi di taglio scientifico, costruiti per offrire un quadro aggiornato sulle ricerche in corso e sulle criticità legate alla tutela del patrimonio.

Serena Strafella, della SABAP Br-Le-Ta, interverrà su «Attività di tutela archeologica ipogea ed epigea: esperienze e criticità». Il tema richiama il rapporto tra contesti sotterranei e superfici archeologiche, con attenzione alle pratiche di salvaguardia. Giovanna Cera, dell’Università del Salento, presenterà le novità sulle ricerche archeologiche nel sito messapico di località «Li Schiavoni», con un focus su un luogo di culto di età ellenistica. Antonio Saponara, sempre dell’Università del Salento, parlerà invece di analisi territoriale come strumento di tutela e della prospettiva di una carta archeologica digitale di Nardò.

Il programma mostra la volontà di collegare speleologia, archeologia e strumenti digitali. In questo quadro, la speleologia non è solo esplorazione, ma anche conoscenza del territorio e supporto alla tutela. La carta archeologica digitale, infatti, può diventare una base utile per orientare studi, protezione e future scelte di valorizzazione.

L’incontro si svolgerà nel centro storico di Nardò, in una sede che richiama il dialogo tra memoria, ricerca e paesaggio culturale. L’evento è promosso con il sostegno di realtà istituzionali e associative che condividono l’obiettivo di leggere e proteggere il patrimonio locale.

L'articolo Sotto i nostri piedi, a Nardò un incontro su tutela archeologica e speleologia proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Yellowstone, esplosione idrotermale a Biscuit Basin: nuovo pericolo dal sottosuolo in ebollizione
    Condividi Una piccola esplosione idrotermale a Biscuit Basin il 13 giugno 2026 ha aperto nuove fratture e formato una vasca bollente che ha spruzzato acqua fino a 6–9 metri, ricordando come il rischio principale non sia la lava ma l’acqua calda nascosta nel sottosuolo Il 13 giugno 2026 una piccola esplosione idrotermale si è verificata a Biscuit Basin, all’interno del parco nazionale di Yellowstone, pochi metri a nord della vasca nota come Black Diamond Pool, con emissione di un pennacchio sc
     

Yellowstone, esplosione idrotermale a Biscuit Basin: nuovo pericolo dal sottosuolo in ebollizione

Jún 28th 2026 at 07:00

Condividi

Una piccola esplosione idrotermale a Biscuit Basin il 13 giugno 2026 ha aperto nuove fratture e formato una vasca bollente che ha spruzzato acqua fino a 6–9 metri, ricordando come il rischio principale non sia la lava ma l’acqua calda nascosta nel sottosuolo


Il 13 giugno 2026 una piccola esplosione idrotermale si è verificata a Biscuit Basin, all’interno del parco nazionale di Yellowstone, pochi metri a nord della vasca nota come Black Diamond Pool, con emissione di un pennacchio scuro e alterazione delle caratteristiche termali locali. Questo episodio evidenzia come l’acqua sotterranea surriscaldata possa rappresentare un pericolo improvviso e potente nell’area del supervulcano di Yellowstone.[1][2]

Nuove fratture e aperture nel terreno


L’esplosione ha creato tre gruppi di ventilazione nella zona interessata e una frattura lunga circa 61 piedi (circa 18,5 metri) riempita di acqua quasi bollente, mentre altre fratture lineari raggiungevano i 49 piedi (circa 15 metri) in alcuni punti. Nei giorni successivi i geologi hanno osservato un collasso del suolo che ha prodotto una nuova vasca larga circa 21 per 17 piedi (circa 6,4 × 5,2 m), con acqua grigia e carica di sedimenti sospesi.[3][4]

Bolle, spruzzi e cambi rapidi

La nuova vasca è stata rilevata in ebollizione vigorosa e, nelle osservazioni successive, ha mostrato episodi intermittenti di spruzzi che hanno raggiunto altezze stimate tra i 20 e i 30 piedi (6–9 metri), comportamento che in alcuni momenti ha ricordato attività simile a quella di un geyser. Telecamere di monitoraggio e stazioni sismiche temporanee sono state impiegate per registrare segnali legati all’evoluzione dei nuovi condotti e per documentare l’evento ripreso la mattina del 13 giugno.[4][5][3]

Cause e differenza rispetto a un’eruzione vulcanica

Le esplosioni idrotermali avvengono quando l’acqua sotterranea surriscaldata si trasforma rapidamente in vapore, lanciando acqua, fango, rocce e detriti in superficie; non sono guidate dall’ascesa di nuovo magma ma dalla plumbing idrotermale superficiale e superiore, il che le rende imprevedibili e potenzialmente molto pericolose per chi si trovi nelle vicinanze. Yellowstone è famoso per la presenza di un grande apparato magmatico, ma questo episodio sottolinea che il rischio più immediato per i visitatori e per il parco può provenire dall’acqua bollente nascosta sotto la superficie più che da eruzioni magmatiche.[1][4]

Impatto ambientale e misure di sicurezza


L’esplosione ha reso il Firehole River torbido e grigio per la presenza di sedimenti sospesi trasportati dalle correnti, indicando un impatto diretto sull’idrologia locale. Biscuit Basin era già chiuso al pubblico dopo un’esplosione precedente nel 2024, e la chiusura ha evitato feriti nell’episodio del 13 giugno; le autorità e il Yellowstone Volcano Observatory continuano il monitoraggio della zona e l’installazione di sensori per valutare l’evoluzione dei nuovi apparati superficiali.[4][1]

Cosa significa per speleologia e ricerca ipogea


Per la comunità speleologica l’evento è un richiamo sull’importanza di conoscere le dinamiche dei sistemi idrotermali e delle loro interazioni con il sottosuolo: fratture e collassi possono aprire collegamenti rapidi tra riserve d’acqua sotterranee e superficie, alterando percorsi idrici e la stabilità del terreno in tempi molto brevi. Le osservazioni strumentali dell’evento forniscono dati utili per comprendere la frequenza e i segnali precedenti a tali esplosioni, informazioni preziose per la prevenzione e per la gestione dei siti termali visitati.[5][3][1]

Fonti

  • U.S. Geological Survey / Yellowstone Volcano Observatory, comunicato “Oops, it did it again: Another small hydrothermal explosion at Biscuit Basin”.[2]
  • USGS multimedia e immagini che mostrano la posizione dei nuovi elementi emersi dopo l’esplosione del 13 giugno 2026.[3]
  • Video e registrazioni delle telecamere di monitoraggio che riprendono l’esplosione e l’attività successiva a Biscuit Basin.[5]
  • Resoconti giornalistici e aggiornamenti che sintetizzano i dettagli sulle dimensioni delle fratture, le temperature misurate e l’attività del nuovo bacino.[4]

Fonti
[1] Yellowstone Volcano Observatory | U.S. Geological Survey https://www.usgs.gov/observatories/yvo
[2] Oops, it did it again: Another small hydrothermal explosion at Biscuit Basin https://www.usgs.gov/observatories/yvo/news/oops-it-did-it-again-another-small-hydrothermal-explosion-biscuit-basin
[3] Locations of new features associated with June 13, 2026, small … https://www.usgs.gov/media/images/locations-new-features-associated-june-13-2026-small-hydrothermal-explosion-biscuit
[4] Another hydrothermal explosion has occurred at Yellowstone … https://abcnews.com/US/hydrothermal-explosion-occurred-yellowstone-national-park/story?id=134130918
[5] Video of small hydrothermal explosion at Biscuit Basin on June 13 … https://www.usgs.gov/media/videos/video-small-hydrothermal-explosion-biscuit-basin-june-13-2026
[9] Panico a Yellowstone: Eruzione Anomala di un Geyser a Biscuit Basin https://www.scintilena.com/panico-a-yellowstone-eruzione-anomala-di-un-geyser-a-biscuit-basin/07/25/
[10] Pubblicato il nuovo bollettino dell’Unione Internazionale … – Scintilena https://www.scintilena.com/pubblicato-il-nuovo-bollettino-dellunione-internazionale-di-speleologia/02/20/
[11] Python Cave e Virus di Marburg: cosa rivela lo studio 2026 – Scintilena https://www.scintilena.com/python-cave-e-virus-di-marburg-cosa-rivela-lo-studio-2026/05/04/
[12] Scintilena https://www.scintilena.com/page/215/
[13] Quei 32 misteriosi simboli identici in centinaia di grotte – Scintilena https://www.scintilena.com/quei-32-misteriosi-simboli-identici-in-centinaia-di-grotte-la-donna-che-li-ha-decifrati-sara-alla-convention-speleologica-dellanno/03/03/
[14] Bracken Cave Preserve: la più grande colonia di pipistrelli … https://www.scintilena.com/bracken-cave-preserve-al-via-la-stagione-2026-per-visitare-la-piu-grande-colonia-di-pipistrelli-al-mondo/04/28/
[15] Scintilena – Raccolta Luglio 2023 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2023/08/2023_07_Raccolta_Scintilena_Luglio.pdf
[16] La newsletter BCRA di marzo 2026 annuncia workshop, escursioni … https://www.scintilena.com/ora-ho-raccolto-informazioni-sufficienti-per-scrivere-larticolo-procedo-con-la-stesura/03/05/
[17] DNA Barcoding per la Determinazione delle Specie di Grotta https://www.scintilena.com/dna-barcoding-per-la-determinazione-delle-specie-di-grotta-nuove-metodologie-nella-biospeleologia/12/16/
[18] Nel Sottosuolo di Cutrofiano la Ricerca Svela i Segreti delle Cavità … https://www.scintilena.com/nel-sottosuolo-di-cutrofiano-la-ricerca-svela-i-segreti-delle-cavita-ipogee-pugliesi-ora-ho-informazioni-sufficienti/01/31/
[19] Microplastiche nei Sistemi Carsici: l’Inquinamento Silenzioso che … https://www.scintilena.com/microplastiche-nei-sistemi-carsici-linquinamento-silenzioso-che-raggiunge-il-cuore-della-terra/04/26/
[20] Primo soccorso e gestione emergenze in grotta a Casola Valsenio https://www.scintilena.com/primo-soccorso-e-gestione-emergenze-in-grotta-a-casola-valsenio-2026/04/25/
[21] “Ghiacciai nascosti. La vita nelle grotte con ghiaccio”: ricerca, clima … https://www.scintilena.com/ghiacciai-nascosti-la-vita-nelle-grotte-con-ghiaccio-ricerca-clima-ed-ecosistemi-invisibili-nelle-prealpi-venete/01/28/
[22] Yellowstone Volcano Observatory – News | U.S. Geological Survey https://www.usgs.gov/observatories/yvo/news
[23] USGS – Yellowstone Volcano Observatory monthly update Friday … https://www.facebook.com/USGSVolcanoes/photos/yellowstone-volcano-observatory-monthly-updatefriday-may-1-2026-222-pm-mdthttpsw/1389021836605614/
[24] The New Norris Hot Spring (Yellowstone Monthly Update … https://www.usgs.gov/media/videos/new-norris-hot-spring-yellowstone-monthly-update-march-2026
[25] USGS Volcanoes’s post – Facebook https://www.facebook.com/USGSVolcanoes/posts/in-the-early-morning-hours-of-june-13-2026-a-small-hydrothermal-explosion-occurr/1435297365311394/
[26] YELLOWSTONE VOLCANO OBSERVATORY MONTHLY … https://www.facebook.com/USGSVolcanoes/posts/yellowstone-volcano-observatory-monthly-updatejanuary-2-2026-230-pm-msthttpswwwu/1288392406668558/
[27] Another blast hits Yellowstone. What just happened at Biscuit Basin? https://www.usatoday.com/story/travel/experience/national-parks/2026/06/24/yellowstone-hydrothermal-explosion-biscuit-basin/90680923007/
[28] Yellowstone Volcano Observatory – Multimedia – USGS.gov https://www.usgs.gov/observatories/yvo/multimedia
[29] USGS Volcanoes – Facebook https://www.facebook.com/USGSVolcanoes/posts/yellowstone-volcano-observatory-monthly-updatefriday-may-1-2026-222-pm-mdt-april/1389021853272279/
[30] Yellowstone Is Now Doing The One Thing Scientists Warned About – And It’s Terrifying https://www.youtube.com/watch?v=gYBx1M7trHQ
[31] What just happened at Biscuit Basin in Yellowstone National Park … https://www.facebook.com/USGSVolcanoes/videos/what-just-happened-at-biscuit-basin-in-yellowstone-national-park-kaboom-visitors/388728547160112/

L'articolo Yellowstone, esplosione idrotermale a Biscuit Basin: nuovo pericolo dal sottosuolo in ebollizione proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Journées Nationales de Spéléologie 2026 in Belgio, il mondo sotterraneo apre al pubblico il 3 e 4 ottobre
    Condividi Subito dopo l’estate, la spéléologia belga torna al centro con le Journées Nationales de la Spéléologie, in programma il 3 e 4 ottobre 2026 tra Vallonia e Bruxelles. L’iniziativa punta a far conoscere la speleologia al grande pubblico attraverso attività diffuse sul territorio. Un appuntamento diffuso sul territorio Le Journées Nationales de la Spéléologie sono presentate come un evento che, in linea di principio, si svolge ogni primo fine settimana di ottobre. L’edizione 2026 è
     

Journées Nationales de Spéléologie 2026 in Belgio, il mondo sotterraneo apre al pubblico il 3 e 4 ottobre

Jún 28th 2026 at 06:00

Condividi

Subito dopo l’estate, la spéléologia belga torna al centro con le Journées Nationales de la Spéléologie, in programma il 3 e 4 ottobre 2026 tra Vallonia e Bruxelles. L’iniziativa punta a far conoscere la speleologia al grande pubblico attraverso attività diffuse sul territorio.

Un appuntamento diffuso sul territorio

Le Journées Nationales de la Spéléologie sono presentate come un evento che, in linea di principio, si svolge ogni primo fine settimana di ottobre. L’edizione 2026 è fissata per il 3 e 4 ottobre e coinvolgerà diversi luoghi della Vallonia e di Bruxelles.[1]

L’obiettivo resta quello di avvicinare i visitatori al mondo sotterraneo con iniziative guidate e momenti di scoperta. La formula è pensata per un pubblico ampio, non solo per gli speleologi già esperti.[2][1]

La giornata nazionale della speleologia

Il materiale promozionale mostra chiaramente il richiamo alla giornata nazionale della speleologia come evento di divulgazione aperta. Nell’immagine allegata compaiono due speleologi in risalita su corda, con casco e lampada frontale, a sottolineare il carattere tecnico ma accessibile dell’attività.[3]

Il messaggio visivo insiste anche sull’idea di partecipazione e di lavoro di squadra, elementi che restano centrali nella speleologia. La presenza di attrezzatura tecnica richiama un’attività che richiede preparazione, prudenza e accompagnamento da parte di operatori esperti.[3]

Programma e partecipazione

Al momento, il programma non è ancora stato pubblicato. L’organizzazione segnala che l’aggiornamento arriverà prossimamente, mentre restano già indicati il periodo e i contatti pratici dell’iniziativa.[1]

La comunicazione ufficiale invita il pubblico a portare “spirito di squadra”, casco e lampada frontale. Questo approccio lascia intendere che le attività saranno costruite per far provare l’ambiente ipogeo in sicurezza, con la presenza di speleologi che metteranno a disposizione la propria esperienza.[1]

La rete speleologica belga

L’evento è promosso dall’Union Belge de Spéléologie, che sul proprio portale raccoglie informazioni, appuntamenti e riferimenti della comunità speleologica belga. Il sito conferma anche l’appuntamento del 3 e 4 ottobre 2026 e riporta i contatti della manifestazione.[2][1]

La dimensione nazionale delle giornate conta perché permette di coordinare attività in più aree e di presentare la speleologia come disciplina di esplorazione, studio e divulgazione. In questo quadro, la giornata nazionale della speleologia diventa un momento di contatto tra associazioni, appassionati e curiosi.[2][1]

Significato per il pubblico

Per il pubblico, queste giornate rappresentano un’occasione per conoscere da vicino grotte, tecniche di progressione e lavoro dei gruppi speleologici. Il richiamo al mondo sotterraneo, nel linguaggio dell’iniziativa, resta centrato sulla scoperta gratuita e sull’accompagnamento da parte di persone esperte.[1]

L’immagine allegata rafforza questo messaggio, mostrando la componente tecnica della disciplina senza trasformarla in spettacolo. La giornata nazionale della speleologia si presenta così come un evento di divulgazione, orientato alla conoscenza del sottosuolo e alla familiarizzazione con un ambiente fragile.[3][1]

Fonti

  • Union Belge de Spéléologie, Journées Nationales de la Spéléologie 2026.[1]
  • Portale speleo belga, Union Belge de Spéléologie.[2]
  • [1] Journées Nationales de la Spéléologie 2026 https://speleoubs.be/agenda/journees-nationales-de-la-speleologie-2026
  • [2] Union Belge de Spéléologie https://speleoubs.be
  • [5] [PDF] Raccolta Luglio 2023 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2023/08/2023_07_Raccolta_Scintilena_Luglio.pdf
  • [6] Pubblicato il nuovo bollettino dell’Unione Internazionale … – Scintilena https://www.scintilena.com/pubblicato-il-nuovo-bollettino-dellunione-internazionale-di-speleologia/02/20/
  • [7] Calendario Eventi Mondiali UIS Union International de Spéléologie https://www.scintilena.com/calendario-eventi-mondiali-uis-union-international-de-speleologie-programma-2025-2026/07/16/
  • [8] Journées Nationales de la Spéléologie et du Canyonisme … https://www.scintilena.com/journees-nationales-de-la-speleologie-et-du-canyonisme-in-francia/09/10/
  • [9] Berger 2026: iscrizioni chiuse in tempi record per il raduno … https://www.scintilena.com/berger-2026-iscrizioni-chiuse-in-tempi-record-per-il-raduno-speleologico-internazionale-al-gouffre-berger/03/09/
  • [10] Campo Speleo di Cittareale 2026: tre giorni di esplorazione nella … https://www.scintilena.com/campo-speleo-di-cittareale-2026-tre-giorni-di-esplorazione-nella-valle-di-san-rufo/04/14/
  • [11] 5° Simposio di Speleologia del Medio Oriente – Aprile 2026 in Libano https://www.scintilena.com/5-simposio-di-speleologia-del-medio-oriente-aprile-2026-in-libano/08/31/
  • [12] A Kranj il 19° Incontro Europeo del Soccorso Speleologico – Scintilena https://www.scintilena.com/a-kranj-il-19-incontro-europeo-del-soccorso-speleologico/04/26/
  • [13] Mappe dall’Oscurità: Come Nasce la Cartografia del Mondo … https://www.scintilena.com/mappe-dalloscurita-come-nasce-la-cartografia-del-mondo-sotterraneo-2/03/11/
  • [14] Speleomíting 2026: conferenza speleologica annuale in Slovacchia … https://www.scintilena.com/speleomiting-2026-conferenza-speleologica-annuale-in-slovacchia-il-21-marzo/02/13/
  • [15] Fotografia Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/fotografia/
  • [16] La Gouffre Berger compie 70 anni: il Vercors celebra il primo https://www.scintilena.com/la-gouffre-berger-compie-70-anni-il-vercors-celebra-il-primo-1000-al-mondo/04/17/
  • [17] Risorgiva di Eolo: superati i sifoni terminali, esplorati 300 metri di … https://www.scintilena.com/risorgiva-di-eolo-superati-i-sifoni-terminali-esplorati-300-metri-di-nuove-gallerie-oltre-il-limite-noto/03/01/
  • [18] Kranj ospiterà il 19° incontro europeo del soccorso speleologico https://www.scintilena.com/kranj-ospitera-il-19-incontro-europeo-del-soccorso-speleologico/06/18/
  • [19] Journées Nationales de la Spéléologie et du Canyonisme ad ottobre in Francia – Scintilena https://www.scintilena.com/journees-nationales-de-la-speleologie-et-du-canyonisme-ad-ottobre-in-francia/09/18/
  • [20] Les 27 et 28 juin 2026 ce sont les Journées Nationales … – Instagram https://www.instagram.com/reel/DZXiYLWI3Cl/
  • [21] Union Belge de Spéléologie | Namur – Facebook https://www.facebook.com/speleoUBS/?locale=fr_FR
  • [22] Journée Nationale de la Spéléologie – 27 juin 2026 – CDS 79 https://www.cds79-speleo.fr/journee-nationale-de-la-speleologie-27-juin-2026/
  • [23] speleo – Portail spéléologique de Belgique http://www.speleo.be
  • [24] 1986….2026 https://ffspeleo.fr/index.php?alias=
  • [25] Groupe Spéléologique de Charleroi: Accueil https://www.gsc-asbl.be
  • [26] Journées nationales de la spéléologie et du canyonisme et Journées du Patrimoine (souterrain) – Journées nationales de la Spéléologie et du Canyon https://jnsc.ffspeleo.fr/agenda/jnsc/
  • [27] JNSC 2025 – Journées nationales de la Spéléologie et du … https://jnsc.ffspeleo.fr/agenda/jnsc/jnsc-2025/
  • [28] Fédération Française de Spéléologie | Lyon – Facebook https://www.facebook.com/FFSpeleologie/
  • [29] Journées de la Spéléologie Scientifique https://speleoubs.be/informations-pratiques/journees-de-la-speleologie-scientifique
  • [30] JNSC – CDS Haute-Garonne – CDS31 https://cds31.net/pratiquer/jnsc/
  • [31] CDS 69 | Comité Départemental de Spéléologie du Rhône https://www.csr-rhonealpes.fr/cds69/

L'articolo Journées Nationales de Spéléologie 2026 in Belgio, il mondo sotterraneo apre al pubblico il 3 e 4 ottobre proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Campo speleologico all’Alpe degli Stanti per proseguire l’esplorazione dell’Abisso Paperino
    Condividi Il Gruppo Speleologico Explora organizza dall’9 al 16 agosto un campo di esplorazione focalizzato sull’Abisso Paperino e sulle cavità limitrofe Il Gruppo Speleologico Explora ha programmato un campo speleologico all’Alpe degli Stanti dall’9 al 16 agosto con l’obiettivo di proseguire le ricerche e l’esplorazione dell’Abisso Paperino e di altre cavità limitrofe. Per partecipare alle attività gli interessati possono contattare il G.S. Explora tramite il referente Marco Massola o all’in
     

Campo speleologico all’Alpe degli Stanti per proseguire l’esplorazione dell’Abisso Paperino

Jún 28th 2026 at 05:00

Condividi

Il Gruppo Speleologico Explora organizza dall’9 al 16 agosto un campo di esplorazione focalizzato sull’Abisso Paperino e sulle cavità limitrofe

Il Gruppo Speleologico Explora ha programmato un campo speleologico all’Alpe degli Stanti dall’9 al 16 agosto con l’obiettivo di proseguire le ricerche e l’esplorazione dell’Abisso Paperino e di altre cavità limitrofe. Per partecipare alle attività gli interessati possono contattare il G.S. Explora tramite il referente Marco Massola o all’indirizzo e?mail del gruppo.[1][2]

Organizzazione del campo e referenti — contatti per partecipare


Il campo è organizzato dal G.S. Explora, con il coinvolgimento di Fausto Selvatico e di altri speleologi interessati alle indagini sul territorio. L’organizzazione prevede la formazione di cassette operative per le uscite giornaliere e la gestione logistica del campo base all’Alpe degli Stanti. Per adesioni e informazioni è indicato il contatto telefonico di Marco Massola e l’indirizzo e?mail del gruppo, che coordinano iscrizioni e dettagli operativi.[2][1]

Obiettivi dell’esplorazione — rilevamento e mappatura dell’Abisso Paperino


La finalità principale del campo è la continuazione dell’esplorazione dell’Abisso Paperino, con attività di rilevo topografico, mappatura e prospezione delle cavità limitrofe per valutare vie di avanzamento e nuove connessioni. Le squadre si concentreranno su rilievi accurati e documentazione fotografica, utili per aggiornare il catasto speleologico locale e per pianificare successive campagne esplorative.[3][1]

Metodologia e norme di sicurezza in grotta


Le uscite saranno condotte secondo prassi speleologiche consolidate, con uso di SRT, sistemi di progressione su corda e attrezzature di sicurezza idonee; i partecipanti dovranno attenersi alle indicazioni degli organizzatori. La sicurezza operativa e la tutela dell’ambiente ipogeo sono priorità del campo: saranno applicate misure per minimizzare l’impatto sulle concrezioni e sulla fauna cavernicola, conformemente a buone pratiche speleologiche diffuse nella comunità scientifica.[3]

Tutela ambientale e comportamento in grotta


Durante le esplorazioni si porrà particolare attenzione a evitare danni permanenti alle strutture della grotta e a non disturbare possibili colonie di chirotteri o altri organismi troglofili. Le attività di primo ingresso e di scavo saranno valutate con cautela per contenere l’impatto iniziale, dato che la prima frequentazione può arrecare alterazioni significative all’ambiente sotterraneo.[3]

Modalità di partecipazione e requisiti tecnici


Chi desidera unirsi alle ricerche è invitato a contattare il G.S. Explora fornendo informazioni sul proprio livello di esperienza speleologica e sull’equipaggiamento posseduto; questo consentirà agli organizzatori di inserire i volontari nelle squadre più idonee. Verranno fornite indicazioni su orari di ritrovo, punto base e norme operative ai partecipanti iscritti.[1][2]

Fonti

  • Annuncio del campo pubblicato dal G.S. Explora con dettagli organizzativi e contatti.[1]
  • Pagina del Gruppo Speleologico Explora, informazioni sul gruppo e sui referenti.[2]
  • Documentazione tecnica e linee guida generali sulla sicurezza, rilievo e tutela ambientale in speleologia.[3]

Per ulteriori informazioni pratiche e per iscriversi al campo si raccomanda di contattare direttamente il G.S. Explora attraverso il numero e la mail indicati: il gruppo fornirà i dettagli logistici e operativi necessari ai volontari interessati.[2][1]

Fonti
[1] Dal 9 al 16 agosto, il Gruppo Speleologico Explora organizza un … https://www.instagram.com/p/DaDCrNdohTc/
[2] Video | GSExplora – Wix.com https://gsexplora.wixsite.com/home/video

L'articolo Campo speleologico all’Alpe degli Stanti per proseguire l’esplorazione dell’Abisso Paperino proviene da Scintilena.

❌