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Lo stencil più antico noto
La scoperta di Sulawesi ha portato a 67.800 anni fa la data minima di uno stencil di mano, oggi considerato il più antico esempio di arte rupestre conosciuto. La notizia rilancia il tema delle mani dipinte nella preistoria e del loro possibile significato simbolico e comunicativo.[1][2]
Il valore delle mani rupestri
Le mani dipinte, positive o negative, sono tra i motivi più riconoscibili dell’arte rupestre preistorica. In ambito speleologico e scientifico le grotte sono lette come archivi naturali, capaci di conservare tracce materiali e culturali per tempi lunghissimi. La mano, come segno di presenza e identità, resta però difficile da interpretare in modo univoco.[2][3][4]
Sulawesi e la datazione
Lo studio pubblicato su Nature ha riguardato stencil di mani nella grotta di Liang Metanduno, sull’isola di Muna, nell’area di Sulawesi. La datazione è stata ottenuta analizzando le croste minerali sopra il pigmento, così da ricavare un’età minima dell’immagine. Questo colloca la pratica in una fase molto antica della storia simbolica umana.[1][2]
Tecnica e diffusione
La mano negativa si ottiene appoggiando la mano sulla parete e spruzzando pigmento attorno al contorno; la mano positiva, invece, usa colore applicato direttamente sulla mano . Motivi simili compaiono in molte aree del mondo, dall’Europa all’Australia, fino alle Americhe, segno di una diffusione ampia e non locale. In questo quadro, la continuità tra gesto, corpo e roccia è un tema centrale anche per la lettura speleologica delle cavità decorate.[3][4][2]
Le ipotesi sul significato
Gli studiosi non propongono una sola spiegazione. Le ipotesi più discusse riguardano presenza personale, appartenenza al gruppo, memoria rituale, relazione con il territorio e comunicazione con il mondo invisibile. Alcune mani con dita modificate hanno suggerito anche letture legate a codici gestuali o conteggi, ma queste ricostruzioni restano prudenti e non definitive.[4][3]
Il confronto con l’Australia
L’etnografia aborigena australiana è utile perché mostra come l’arte rupestre possa essere legata a miti, paesaggio e vita sociale . Per gli studiosi, però, non offre una traduzione automatica del Paleolitico. Serve piuttosto a ricordare che un’immagine in grotta può avere funzioni multiple e non ridursi a semplice decorazione.[3][4]
Per la speleologia
Per un notiziario come Scintilena, la scoperta di Sulawesi è rilevante anche perché conferma il ruolo delle grotte come archivi di lunga durata e come luoghi in cui si intrecciano ricerca, conservazione e studio dei segni umani. Le mani dipinte, in questo senso, non sono soltanto un tema di preistoria, ma anche un esempio di come le cavità custodiscano tracce decisive per capire il rapporto tra esseri umani e ambiente sotterraneo. Il nuovo record cronologico non chiude il problema, ma rende ancora più evidente quanto sia antico e complesso il linguaggio delle mani dipinte.[2][4][1][3]
• definizione e tecniche delle mani positive/negative;
• la scoperta 2026 di Sulawesi (circa 67.800 anni) e il suo significato per la cronologia dell’arte rupestre;
• la diffusione globale delle mani dipinte e alcuni siti chiave (Gargas, Cueva de las Manos, complessi australiani);
• le principali ipotesi interpretative (firma personale, coesione sociale, supporto alla memoria mitica, letture sciamaniche, ipotesi mitologico?comparative) con relativi limiti critici;
• il ruolo dell’Australia come “laboratorio” etnografico per capire il nesso tra arte rupestre, mito e identità aborigena;
Preistoria: l’enigma delle mani dipinte
Obiettivi di studio
- Capire che cosa sono le mani dipinte nell’arte rupestre e perché sono importanti.[3][5]
- Conoscere la scoperta del 2026 a Sulawesi e la sua rilevanza cronologica.[2][1]
- Ripassare le principali ipotesi interpretative sul significato delle mani dipinte.[4][3]
- Comprendere perché l’etnografia aborigena australiana aiuta a formulare ipotesi, ma non fornisce “traduzioni” automatiche del Paleolitico.[6][3]
1. Che cosa sono le mani dipinte
Le mani dipinte sono impronte o sagome di mani umane realizzate sulle pareti rocciose, soprattutto in grotta, mediante due tecniche principali: la mano positiva e la mano negativa, cioè lo stencil. La mano positiva si ottiene appoggiando la mano pigmentata sulla roccia, mentre la mano negativa si crea appoggiando la mano nuda alla parete e spruzzando colore intorno al suo contorno.[2][5]
Queste immagini sono tra i motivi più riconoscibili e persistenti dell’arte rupestre preistorica, e la loro ricorrenza in regioni molto lontane suggerisce che rispondessero a bisogni simbolici profondi, non a un gesto casuale o puramente decorativo. Proprio perché la mano è insieme corpo, identità, gesto e presenza, essa costituisce un segno particolarmente potente dal punto di vista cognitivo e sociale.[3][4]
2. La scoperta di Sulawesi
Nel gennaio 2026 uno studio pubblicato su Nature ha annunciato che alcuni stencil di mani nella grotta di Liang Metanduno, sull’isola di Muna nell’area di Sulawesi, hanno un’età minima di almeno 67.800 anni. Questa datazione li rende la più antica arte rupestre conosciuta al mondo secondo le evidenze disponibili finora.[1][2]
La data è stata ottenuta analizzando sottili croste minerali formatesi sopra il pigmento, un metodo che permette di stabilire un’età minima dell’immagine perché la crosta deve essere necessariamente successiva alla pittura. La scoperta rafforza anche l’idea che l’Asia sud-orientale insulare sia stata un centro molto importante per lo sviluppo precoce del comportamento simbolico umano durante le migrazioni verso Sahul, cioè il grande blocco preistorico che comprendeva Australia e Nuova Guinea.[7][8][1][2]
Un dettaglio molto discusso è che alcune dita sembrano allungate o rese appuntite, come se la sagoma della mano fosse stata volutamente trasformata. Questo fa pensare che non si trattasse solo di “lasciare un’impronta”, ma di costruire un’immagine con valore simbolico, forse legata a metamorfosi, animalizzazione o identità rituali che oggi non sappiamo più decifrare con certezza.[4][1][2][3]
3. Diffusione mondiale
Le mani dipinte non sono un fenomeno locale di Sulawesi, ma compaiono in molte aree del mondo preistorico, dalle grotte europee ai siti sudamericani, dall’Africa all’Australia. Questa diffusione transcontinentale è uno dei motivi per cui la domanda sul loro significato è così importante: non si tratta di una tradizione isolata, ma di una forma espressiva ricorrente in gruppi umani molto diversi.[9][5][3]
In Europa, le mani negative sono note in vari complessi paleolitici; in Sud America il caso più celebre è la Cueva de las Manos in Argentina; in Australia, la lunga continuità dell’arte rupestre indigena offre un osservatorio eccezionale per confronti interpretativi.
Il fatto che lo stesso motivo compaia in contesti geografici e cronologici lontani non dimostra un unico significato universale, ma indica che la mano funzionava come segno particolarmente efficace per esprimere presenza, appartenenza o relazione con uno spazio significativo.[6][3][4]
4. Tecniche e forme
Le due forme principali sono dunque:
- mani positive, cioè impronte lasciate con pigmento applicato direttamente sulla mano;[5]
- mani negative, cioè silhouette lasciate spruzzando colore attorno alla mano appoggiata alla parete.[2][5]
Gli stencil negativi richiedono una certa padronanza tecnica, perché bisogna preparare il pigmento, scegliere la distanza giusta, controllare il soffio e usare una superficie adatta. In molti casi, quindi, non si tratta di un gesto impulsivo, ma di un’azione codificata e probabilmente condivisa da una comunità.[3][5][2]
Alcune mani mostrano variazioni insolite, come dita piegate, mancanti o trasformate, e ciò ha generato molte ipotesi interpretative. In passato questi dettagli sono stati letti come mutilazioni reali, codici di conteggio o linguaggi gestuali, ma oggi prevale maggiore prudenza, perché le stesse forme possono dipendere da posture volontarie delle dita, convenzioni iconiche o significati rituali che non possediamo più.[4][5][3]
5. La grande domanda: perché dipingere le mani?
La domanda centrale è questa: perché tanti esseri umani, in epoche e continenti diversi, hanno sentito il bisogno di lasciare la propria mano sulla roccia? La risposta più solida oggi non è una formula unica, ma l’idea che l’arte rupestre fosse un mezzo di comunicazione simbolica, memoria e relazione, il cui significato dipendeva dal contesto sociale e rituale di ciascun gruppo.[9][3][4]
Il Muséum national d’Histoire naturelle francese sottolinea che l’arte parietale è probabilmente dettata da un bisogno impellente di comunicare, ma che tali messaggi restano difficili da interpretare perché i loro codici simbolici ci sfuggono. Questo vale in modo speciale per le mani: sono immagini semplici da vedere, ma estremamente difficili da spiegare in modo definitivo.[3]
6. Ipotesi interpretative principali
6.1 Firma personale o presenza individuale
Una prima ipotesi vede nelle mani una forma di auto-segnatura, cioè la dichiarazione “io sono stato qui”. In questa lettura, la mano sarebbe una sorta di firma corporea, il segno più immediato dell’identità di una persona o della sua partecipazione a un evento collettivo.[5][3]
Questa interpretazione è intuitiva e convincente fino a un certo punto, ma da sola non basta, perché molte mani appaiono in gruppi ordinati, in luoghi specifici e in associazione con altri motivi simbolici. Questo suggerisce che la mano non fosse solo un gesto individuale, ma anche parte di sistemi più complessi di significato.[4][5][3]
6.2 Appartenenza e coesione sociale
Una seconda ipotesi interpreta le mani come segni di appartenenza al gruppo, alla comunità o a una tradizione rituale condivisa. Lasciare la mano su una parete poteva equivalere a iscriversi simbolicamente in una memoria collettiva, a mostrare presenza nel gruppo o a partecipare a una pratica socialmente riconosciuta.[6][3]
Questa lettura è particolarmente plausibile quando le mani compaiono in gran numero nello stesso luogo, quasi a costruire un archivio visivo delle presenze umane. In questo senso, la parete diventerebbe uno spazio sociale, non solo una superficie artistica.[5][3]
6.3 Memoria, mito e trasmissione
Un’altra ipotesi forte è che le mani servissero da supporti alla memoria di racconti, antenati, eventi o percorsi mitici. In molte interpretazioni contemporanee dell’arte rupestre, le immagini non illustrano semplicemente qualcosa, ma aiutano a ricordare narrazioni che venivano trasmesse oralmente e riattivate nel rito.[3][4]
Questa idea acquista particolare forza quando si guarda all’etnografia australiana, dove molte immagini rupestri sono collegate a storie ancestrali e a relazioni con il territorio. In tale prospettiva, la mano potrebbe non significare solo “una mano”, ma richiamare una persona, una storia, un antenato o un diritto rituale su un luogo.[10][6][3]
6.4 Comunicazione con il mondo invisibile
Una linea interpretativa molto diffusa nel Novecento collega l’arte rupestre a pratiche religiose, sciamaniche o a stati di coscienza alterata. In questo quadro, le mani potrebbero rappresentare tracce lasciate in uno spazio di contatto tra il mondo umano e un mondo altro, fatto di spiriti, antenati o forze invisibili.[11][4][3]
Questa ipotesi rimane affascinante ma discussa, perché è difficile provarla direttamente con i soli dati archeologici. Alcuni studi recenti hanno persino proposto che l’ambiente profondo delle grotte, con fumo, scarsa ventilazione e ipossia, potesse favorire stati alterati durante la realizzazione delle immagini, ma si tratta di spiegazioni ancora molto dibattute e non sufficienti da sole a spiegare il fenomeno.[11][4][3]
6.5 Codici, conteggi, linguaggi delle dita
Nel caso delle mani con dita incomplete o piegate, si è spesso pensato a sistemi di conteggio, linguaggi gestuali o codici convenzionali. L’idea è suggestiva, ma finora non esiste una dimostrazione condivisa e sistematica che confermi un vero “alfabeto delle mani” valido in modo generale.[4][5]
Oggi molti studiosi preferiscono considerare queste ipotesi come possibilità aperte ma non dimostrate. Le forme delle dita possono dipendere da posture intenzionali, effetti tecnici o significati locali diversi da sito a sito.[5][3][4]
7. L’Australia come laboratorio interpretativo
L’Australia occupa un posto speciale in questo dibattito perché conserva una tradizione rupestre aborigena di eccezionale continuità temporale e profondità culturale. Alcuni complessi d’arte rupestre australiana hanno età molto antiche, e soprattutto esistono testimonianze etnografiche e storiche che mostrano come l’arte su roccia possa essere legata a miti, territorio, genealogie e pratiche rituali.[10][6]
Questo non significa che le mani paleolitiche europee o indonesiane possano essere “tradotte” usando direttamente i significati aborigeni moderni. Significa però che l’etnografia dimostra una cosa fondamentale: l’arte rupestre può essere un mezzo vivo di memoria sociale, identità, spiritualità e legame con il paesaggio.[6][3]
Nei sistemi culturali aborigeni, molte immagini sono connesse al Dreaming o Tempo del Sogno, cioè alla trama ancestrale che collega esseri, luoghi, norme e percorsi sul territorio. In questa prospettiva, dipingere non significa semplicemente rappresentare, ma attivare relazioni tra persone, antenati e spazio.[10][6]
8. Cosa insegna il confronto etnografico
Il confronto etnografico insegna soprattutto prudenza metodologica. Da un lato, mostra che immagini apparentemente semplici possono avere significati ricchissimi e stratificati; dall’altro, ricorda che non bisogna trasferire automaticamente interpretazioni moderne o recenti a contesti di decine di migliaia di anni fa.[3][4]
Per lo studio delle mani dipinte, questo vuol dire evitare due errori opposti: pensare che siano “solo decorazioni” oppure credere di possederne la chiave definitiva. La posizione più rigorosa consiste nel combinare archeologia, studio dei pigmenti, datazioni, disposizione spaziale delle immagini e confronti antropologici controllati.[1][4][3]
9. Cosa cambia con Sulawesi
La scoperta di Sulawesi non risolve l’enigma, ma cambia la scala del problema. Se esseri umani producevano stencil di mani già quasi 68.000 anni fa, allora questa pratica appartiene a una fase molto antica dell’evoluzione simbolica umana e non può essere considerata un fenomeno tardo o marginale.[7][1][2]
Inoltre, il fatto che l’arte rupestre così antica emerga in Wallacea suggerisce che le popolazioni in migrazione verso Sahul possedessero già repertori simbolici complessi e forse li stessero trasformando in nuovi ambienti insulari. Le mani di Sulawesi non sono quindi soltanto un record cronologico: sono la prova che la relazione tra corpo, segno e roccia ha radici profondissime nella storia della nostra specie.[8][7][1][3]
10. Interpretazione più convincente oggi
L’interpretazione più equilibrata oggi è che le mani dipinte fossero segni polifunzionali. Potevano indicare presenza individuale, appartenenza collettiva, partecipazione rituale, memoria narrativa e relazione con luoghi speciali, tutto insieme e in forme diverse a seconda delle culture e dei momenti storici.[4][3]
In altre parole, la domanda “perché dipingevano le mani?” probabilmente non ha una sola risposta. Proprio come la scrittura, i simboli religiosi o i monumenti possono avere più funzioni contemporaneamente, anche le mani rupestri potevano agire su più livelli: personale, sociale, mitico e spirituale.[3][4]
11. Punti chiave da ricordare
- Le mani dipinte sono tra i motivi più antichi e diffusi dell’arte rupestre preistorica.[5][3]
- Lo stencil di Sulawesi datato a 67.800 anni è attualmente la più antica arte rupestre conosciuta.[1][2]
- Le mani negative si realizzano spruzzando pigmento attorno alla mano appoggiata alla roccia.[2][5]
- Il loro significato resta incerto, ma gli studiosi propendono per funzioni simboliche e comunicative, non decorative.[4][3]
- Le ipotesi principali riguardano identità personale, appartenenza sociale, memoria mitica, ritualità e comunicazione con l’invisibile.[11][3][4]
- L’etnografia aborigena australiana mostra che l’arte rupestre può avere relazioni profonde con territorio, miti e vita sociale.[10][6]
- Nessuna teoria unica spiega tutti i casi; serve un approccio comparativo e prudente.[3][4]
13. Domande di ripasso
- Che differenza c’è tra una mano positiva e una mano negativa nell’arte rupestre?[5]
- Perché la scoperta di Sulawesi del 2026 è così importante per la cronologia dell’arte preistorica?[1][2]
- Per quali ragioni le mani dipinte non possono essere interpretate come semplici decorazioni?[4][3]
- Quali sono le principali ipotesi sul significato delle mani dipinte?[3][4]
- Perché l’Australia viene considerata un laboratorio utile per interpretare l’arte rupestre?[6][10]
- In che senso la mano può essere letta come segno di presenza individuale e al tempo stesso collettiva?[3]
- Quali cautele servono nell’uso dell’etnografia per interpretare la preistoria?[4][3]
- Che cosa suggerisce l’aspetto modificato di alcune dita nelle mani di Sulawesi?[2][1]
- Quali limiti presenta l’ipotesi di un linguaggio delle dita o di un sistema di conteggio?[5][4]
- Perché oggi gli studiosi preferiscono spiegazioni multiple anziché una teoria unica?[4][3]
14. Flashcard
D1. Che cos’è una mano negativa?
R1. È una sagoma ottenuta appoggiando la mano alla roccia e spruzzando pigmento attorno al suo contorno.[2][5]
D2. Dove si trova oggi la più antica mano dipinta conosciuta?
R2. A Liang Metanduno, nell’area di Sulawesi, in Indonesia.[1][2]
D3. Quanti anni ha circa lo stencil più antico di Sulawesi?
R3. Almeno 67.800 anni.[1][2]
D4. Che cosa suggerisce la diffusione mondiale delle mani dipinte?
R4. Che rispondessero a bisogni simbolici ricorrenti e importanti in società diverse.[9][3]
D5. Qual è la funzione interpretativa più generale oggi accettata?
R5. Le mani fanno parte di una comunicazione simbolica complessa, non puramente decorativa.[3][4]
D6. Perché l’etnografia australiana è utile?
R6. Perché mostra che l’arte rupestre può essere legata a miti, territorio, identità e rituali.[10][6]
D7. Le mani di Sulawesi erano semplici impronte casuali?
R7. No, alcuni dettagli come le dita modificate suggeriscono una costruzione intenzionale dell’immagine.[2][1]
D8. Esiste una spiegazione unica del significato delle mani dipinte?
R8. No, oggi prevale un modello interpretativo plurale e prudente.[4][3]
15. Mini sintesi finale da memorizzare
Le mani dipinte sono uno dei segni più antichi, semplici e potenti dell’arte rupestre umana. La scoperta di Sulawesi, datata a 67.800 anni, mostra che questa pratica era già presente in una fase remotissima della storia simbolica della nostra specie. Il loro significato preciso resta incerto, ma le ipotesi più solide le collegano a identità, memoria, appartenenza, ritualità e comunicazione simbolica, mentre il confronto con l’Australia aborigena insegna che immagini apparentemente semplici possono custodire sistemi culturali molto complessi.[6][1][2][5][3]
Fonti
[1] Rock art from at least 67,800 years ago in Sulawesi – Nature https://www.nature.com/articles/s41586-025-09968-y
[2] Hand stencils discovered in an Indonesian cave are oldest-known … https://www.abc.net.au/news/science/2026-01-22/oldest-rock-art-hand-prints-sulawesi/106245480
[3] Pourquoi l’humain dessinait sur les parois des cavernes ? https://www.mnhn.fr/fr/pourquoi-l-humain-dessinait-sur-les-parois-des-cavernes
[4] Pourquoi ils ont peint dans les grottes https://www.scienceshumaines.com/pourquoi-ils-ont-peint-dans-les-grottes_fr_44907.html
[5] Exploring the utility of Geometric Morphometrics to analyse prehistoric hand stencils https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10943054/
[6] Ancient Aboriginal rock art, African sites make UNESCO World … https://www.aljazeera.com/news/2025/7/11/endangered-aboriginal-rock-art-gets-unesco-world-heritage-status
[7] Early human symbolic behavior in the Late Pleistocene of Wallacea https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5402422/
[8] Hand-stencil motifs found in caves in Sulawesi, Indonesia, dating to … https://www.facebook.com/NaturePortfolioJournals/posts/hand-stencil-motifs-found-in-caves-in-sulawesi-indonesia-dating-to-at-least-6780/1366931288796467/
[9] Pourquoi les hommes et femmes de la Préhistoire peignaient-ils … https://www.nationalgeographic.fr/histoire/sciences-paleoanthropologie-pourquoi-les-hommes-et-femmes-de-la-prehistoire-peignaient-ils-dans-les-cavernes
[10] Burrup Peninsula rock art gallery to be nominated for UNESCO … https://murujuga.org.au/burrup-peninsula-rock-art-gallery-to-be-nominated-for-unesco-world-heritage-listing/
[11] Science décalée : les artistes préhistoriques étaient-ils shootés pour réaliser leurs peintures rupestres ? https://www.futura-sciences.com/sciences/actualites/archeologie-science-decalee-artistes-prehistoriques-etaient-ils-shootes-realiser-leurs-peintures-rupestres-86744/
[12] The effects of climate change on the Pleistocene rock art of Sulawesi https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8119963/
[13] Oldest cave art found in Sulawesi https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7806210/
[14] A reassessment of the early archaeological record at Leang Burung 2, a Late Pleistocene rock-shelter site on the Indonesian island of Sulawesi https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5894965/
[15] SpeleoMedit in italiano: il Ministero della Cultura finanzia la prima … https://www.scintilena.com/speleomedit-in-italiano-il-ministero-della-cultura-finanzia-la-prima-panoramica-sulle-grotte-del-mediterraneo/04/27/
[16] Microplastiche nei Sistemi Carsici: l’Inquinamento … https://www.scintilena.com/microplastiche-nei-sistemi-carsici-linquinamento-silenzioso-che-raggiunge-il-cuore-della-terra/04/26/
[17] Perché le AI Generative Falliscono in Geografia: Errori di … – Scintilena https://www.scintilena.com/perche-le-ai-generative-falliscono-in-geografia-errori-di-localizzazione-prossimita-e-allucinazioni/05/01/
[18] Neve, rocce fratturate e droni: così si studia l’acqua nascosta dell … https://www.scintilena.com/neve-rocce-fratturate-e-droni-cosi-si-studia-lacqua-nascosta-dellappennino/04/29/
[19] Slovenia – Welcome to Karstology doctoral study – Scintilena https://www.scintilena.com/slovenia-welcome-to-karstology-doctoral-study/02/16/
[20] Sette ghepardi mummificati nelle grotte dell’Arabia – Scintilena https://www.scintilena.com/sette-ghepardi-mummificati-nelle-grotte-dellarabia-una-scoperta-che-riscrive-la-storia-naturale/01/17/
[21] In Australia la Scoperta del Gabarnmung Rock Shelter Rivela Arte Aborigena di 35.500 Anni Fa – Scintilena https://www.scintilena.com/in-australia-la-scoperta-del-gabarnmung-rock-shelter-rivela-arte-aborigena-di-35-500-anni-fa/11/12/
[22] Python Cave e Virus di Marburg: cosa rivela lo studio 2026 – Scintilena https://www.scintilena.com/python-cave-e-virus-di-marburg-cosa-rivela-lo-studio-2026/05/04/
[23] La newsletter BCRA di marzo 2026 annuncia workshop, escursioni … https://www.scintilena.com/ora-ho-raccolto-informazioni-sufficienti-per-scrivere-larticolo-procedo-con-la-stesura/03/05/
[24] Esplorazioni dei nativi americani e datazioni al radiocarbonio alla Grotta di Helms Deep, Tennessee – Scintilena https://www.scintilena.com/esplorazione-indigena-e-datazioni-al-radiocarbonio-alla-grotta-di-helms-deep-tennessee/07/27/
[25] Nuove Creature delle Grotte Scoperte in Spagna – Scintilena https://www.scintilena.com/nuove-creature-delle-grotte-scoperte-in-spagna-un-genere-inedito-e-due-specie-sconosciute-riscrivono-la-fauna-sotterranea-iberica/04/24/
[26] 13 Settembre: il Mondo Celebra le Grotte — Postojna ospita la prima … https://www.scintilena.com/13-settembre-il-mondo-celebra-le-grotte-postojna-ospita-la-prima-giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo/04/12/
[27] Evaporiti UNESCO: cosa è cambiato in due anni tra ricerca … https://www.scintilena.com/evaporiti-unesco-cosa-e-cambiato-in-due-anni-tra-ricerca-tutela-e-sfide-ancora-aperte/01/27/
[28] Il ciclo di vita dei Materiali speleo-alpinistici – Scintilena https://www.scintilena.com/materiali-speleo-alpinistici-il-ciclo-di-vita-al-centro-del-iii-corso-nazionale-a-erba-e-monte-marenzo/04/25/
[29] 99 cose da sapere se abiti in un territorio carsico – Scintilena https://www.scintilena.com/come-riconoscere-se-vivi-in-un-territorio-carsico/06/06/
[30] Oldest cave painting dated in Sulawesi – Bradshaw Foundation https://www.bradshawfoundation.com/asia/indonesia/oldest_cave_painting_dated_in_sulawesi/index.php
[31] Rock art from at least 67,800 years ago in Sulawesi | UK Caving https://ukcaving.com/board/index.php?threads%2Frock-art-from-at-least-67-800-years-ago-in-sulawesi.34068%2F
[32] Griffith researchers have discovered a 67,800 year old hand stencil … https://www.instagram.com/reel/DTzU_1qiacP/?hl=it
[33] Cave art found in Indonesia could be the world’s oldest The ancient … https://www.facebook.com/WIONews/posts/gravitas-cave-art-found-in-indonesia-could-be-the-worlds-oldestthe-ancient-hand-/1245788850993620/
[34] Murujuga rock art granted World Heritage status | ABC NEWS https://www.youtube.com/watch?v=OFc-pT0j4IE
[35] Lab Notes: The oldest rock art in the world…that we know of https://www.abc.net.au/listen/programs/lab-notes/lab-notes-the-oldest-rock-art-in-the-world-that-we-know-of/106246264
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