Základné zobrazenie

  • ✇European Speleological Federation
  • EuroSpeleo Newsletter, July 2026
    It is with great pleasure that the European Speleological Federation (FSE) publishes the next EuroSpeleo Newsletter of July 2026. This Newsletter will be exclusively available in electronic form and it will be distributed through the FSE mailing lists, website, Facebook and Instagram page. It is edited by the FSE Bureau and will inform member countries and individual speleologists about important events nationally and internationally as well as new developments and the initiatives of the FSE and
     

EuroSpeleo Newsletter, July 2026

It is with great pleasure that the European Speleological Federation (FSE) publishes the next EuroSpeleo Newsletter of July 2026. This Newsletter will be exclusively available in electronic form and it will be distributed through the FSE mailing lists, website, Facebook and Instagram page. It is edited by the FSE Bureau and will inform member countries and individual speleologists about important events nationally and internationally as well as new developments and the initiatives of the FSE and its member countries. This Newsletter will be released on an occasional basis.

Please spread this newsletter on the broadest way possible among caving clubs and individual speleologists and all those interested.

You can download the English version of the July 2026 newsletter and the French version of the Bulletin d’Information EuroSpeleo juillet 2026.

With cordial regards,

The FSE Bureau, July 2026

  • ✇Scintilena
  • Roberto Abiuso, il medico che portava lo stetoscopio anche nelle grotte
    Condividi La notizia della scomparsa di Roberto Abiuso è arrivata alla comunità speleologica attraverso un messaggio di Dino Bonucci sulla mailing list Speleo-IT. Poche righe, che sono in realtà un ritratto. «C’è sempre un uomo con lo stetoscopio nella vita di ognuno di noi. Ma non sempre lo si incontra nei luoghi in cui ci si aspetterebbe: un ambulatorio, un ospedale. A volte lo si scopre nei posti più impensati. Uno di quelli che hanno attraversato la mia vita è stato Roberto Abiuso, s
     

Roberto Abiuso, il medico che portava lo stetoscopio anche nelle grotte

Júl 1st 2026 at 17:50

Condividi

La notizia della scomparsa di Roberto Abiuso è arrivata alla comunità speleologica attraverso un messaggio di Dino Bonucci sulla mailing list Speleo-IT. Poche righe, che sono in realtà un ritratto.

«C’è sempre un uomo con lo stetoscopio nella vita di ognuno di noi. Ma non sempre lo si incontra nei luoghi in cui ci si aspetterebbe: un ambulatorio, un ospedale. A volte lo si scopre nei posti più impensati.

Uno di quelli che hanno attraversato la mia vita è stato Roberto Abiuso, scomparso in questi giorni. Con lui ho condiviso alcune avventure lontanissime dagli ambulatori, eppure ho sempre percepito in lui quella presenza vigile, quell’attenzione “con lo stetoscopio”. Eravamo lontanissimi dalle nostre case, ma, proprio in quelle lontananze, in qualche modo vicinissimi.

Non potrò dimenticare la sua espressione perplessa, ma calma e distaccata, con cui sembrava chiedermi, senza fretta: “Ma cosa ci stiamo facendo, esattamente, qui?”.

E addio anche a te, Roberto.»

Parole che hanno trovato eco anche nel ricordo pubblicato da Giulio Falcetta e di molti altri su vari canali, e che restituiscono bene una delle qualità più riconosciute di Roberto Abiuso: essere medico non solo per professione, ma per modo di stare accanto agli altri.

Nato a Roma nel 1950, laureato in Medicina e Chirurgia, Roberto Abiuso ha svolto per molti anni la professione di medico di famiglia a Magliano Sabina. Parallelamente ha coltivato una passione sempre più intensa per la montagna e la speleologia. Iscritto al CAI dal 1996, speleologo dal 2003, nello stesso anno entra a far parte dell’associazione La Venta, partecipando a spedizioni in Messico, nelle Filippine e in Argentina e collaborando anche alle attività editoriali dell’associazione. Nel 2005, insieme a Tullio Bernabei, è tra i fondatori del Gruppo Speleologico Sabino, di cui è stato segretario.

È proprio Tullio Bernabei, nel ricordo pubblicato da La Venta Esplorazioni Geografiche, a completare questo ritratto. Racconta di un medico che ha messo le proprie competenze al servizio della sicurezza delle spedizioni, ma anche di una persona che, con grande modestia, esitava a partecipare alle esplorazioni perché temeva di non essere abbastanza esperto come speleologo.

Una preoccupazione che, scrive Bernabei, era del tutto infondata. Roberto avrebbe dato molto alle spedizioni non solo per le sue competenze sanitarie, ma per il buon senso, la prudenza, l’ottima preparazione fisica e soprattutto per il suo carattere: il buonumore costante, l’ironia, la disponibilità verso tutti, spesso accompagnata da improvvisate strofe in rima che erano diventate un tratto distintivo della sua compagnia.

L’ultima grande spedizione condivisa con La Venta risale al 2018, in Chiapas, tra il canyon del Río La Venta e il Sumidero, un’esperienza che ricordava con particolare affetto. Negli anni successivi aveva progressivamente lasciato gli impegni associativi per dedicarsi completamente all’assistenza della compagna Teresa, con una dedizione che Bernabei definisce «una simbiosi totale» e che racconta forse meglio di ogni altra cosa la sua umanità.

Le parole di Dino Bonucci tornano allora a risuonare con ancora maggiore forza. Per molti Roberto Abiuso è stato proprio questo: un uomo che, anche lontano dagli ambulatori e dagli ospedali, continuava a portare con sé uno stetoscopio invisibile, fatto di attenzione, prudenza e cura per gli altri. Un modo di essere medico che non si interrompeva mai, nemmeno nel cuore di una grotta o durante una spedizione dall’altra parte del mondo.

L'articolo Roberto Abiuso, il medico che portava lo stetoscopio anche nelle grotte proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Mittelberg Ferner, le grotte di ghiaccio raccontano il rapido cambiamento del ghiacciaio del Tirolo
    Condividi Tra esplorazione speleoglaciale e cambiamento climatico, il Mittelberg Ferner mostra un paesaggio in continua trasformazione nel cuore della valle di Pitztal, ai piedi del Wildspitze. Mittelberg Ferner, un ghiacciaio simbolo delle Alpi Venoste Il Mittelberg Ferner, situato nella valle di Pitztal, nel Tirolo austriaco, è uno dei ghiacciai più importanti delle Alpi Venoste. Con una superficie che lo colloca al secondo posto nella regione dopo il Gepatschferner, scende dalle pen
     

Mittelberg Ferner, le grotte di ghiaccio raccontano il rapido cambiamento del ghiacciaio del Tirolo

Júl 1st 2026 at 14:00

Condividi

Tra esplorazione speleoglaciale e cambiamento climatico, il Mittelberg Ferner mostra un paesaggio in continua trasformazione nel cuore della valle di Pitztal, ai piedi del Wildspitze.

Mittelberg Ferner, un ghiacciaio simbolo delle Alpi Venoste

Il Mittelberg Ferner, situato nella valle di Pitztal, nel Tirolo austriaco, è uno dei ghiacciai più importanti delle Alpi Venoste.

Con una superficie che lo colloca al secondo posto nella regione dopo il Gepatschferner, scende dalle pendici del Wildspitze (3.770 metri), la montagna più alta del Tirolo settentrionale.

Negli ultimi anni questo ghiacciaio è diventato anche un laboratorio naturale per lo studio degli effetti del cambiamento climatico e dell’evoluzione delle cavità glaciali. Mittelbergferner Wildspitze (Meeting Organizer?)

L’articolo di Lorenzo Bordin, pubblicato sul numero 93 della rivista ‘Speleologia’ intitolato “Un altro buco nell’Acqua: viaggio nel cuore effimero del Mittelberg Ferner”, racconta proprio questa realtà: un ambiente che cambia rapidamente, dove le gallerie scavate dall’acqua di fusione nascono, si trasformano e scompaiono nel giro di poche stagioni.

Le grotte glaciali del Mittelberg Ferner sono ambienti in continua evoluzione

Le cavità che si sviluppano all’interno del Mittelberg Ferner rappresentano uno degli aspetti più interessanti della speleologia glaciale.

I torrenti di fusione scavano veri e propri sistemi sotterranei nel ghiaccio, creando gallerie, pozzi e grandi sale che possono modificarsi nel corso di pochi giorni.

Negli ultimi anni diversi gruppi di ricerca italiani e austriaci hanno documentato alcuni dei più estesi sistemi subglaciali oggi accessibili nelle Alpi.

Le esplorazioni hanno permesso di effettuare rilievi topografici, documentazione fotografica e osservazioni scientifiche utili a comprendere i processi di fusione del ghiacciaio. (Scintilena?)

L’attività speleoglaciale richiede competenze specifiche. A differenza delle grotte in roccia, le cavità glaciali sono caratterizzate da una stabilità molto limitata.

Il percorso può cambiare rapidamente e il rischio di crolli rende necessaria una costante valutazione delle condizioni ambientali.

Cambiamento climatico e ritiro del ghiacciaio del Mittelberg Ferner

Il Mittelberg Ferner rappresenta uno degli esempi più evidenti del ritiro dei ghiacciai alpini.

Gli studi geomorfologici mostrano che il ghiacciaio è in una fase di rapido assottigliamento. La fusione interessa sia la superficie sia la parte inferiore del ghiaccio, dove scorrono i torrenti subglaciali.

L’azione combinata dell’acqua e dell’aumento delle temperature favorisce la formazione di grandi vuoti interni che, con il tempo, possono collassare modificando completamente la morfologia del ghiacciaio. (Meeting Organizer?)

Le immagini satellitari e i rilievi eseguiti negli ultimi anni documentano una contrazione significativa della lingua glaciale.

Si tratta di un fenomeno osservato anche in molti altri ghiacciai delle Alpi, ma nel Mittelberg Ferner assume particolare evidenza perché l’area è facilmente accessibile ed è interessata anche dalla presenza degli impianti sciistici. (MeteoWeb?)

Tra turismo e ricerca scientifica sul ghiacciaio

La valle di Pitztal è una delle principali destinazioni alpine dedicate allo sci su ghiacciaio. Gli impianti raggiungono quote elevate e convivono con un ambiente naturale che sta cambiando rapidamente.

Da anni il rapporto tra utilizzo turistico e conservazione del ghiacciaio è al centro del dibattito. Ricercatori e associazioni ambientaliste sottolineano come il ritiro del ghiaccio stia modificando il paesaggio e aumentando l’instabilità di alcune aree, mentre il comprensorio sciistico continua a rappresentare un’importante risorsa economica per la valle. (FM4?)

In questo contesto, le esplorazioni speleoglaciali assumono anche un valore documentario. Ogni rilievo contribuisce a conservare la memoria di strutture che potrebbero non esistere più nel giro di pochi anni.

Un archivio naturale destinato a cambiare

Le grotte del Mittelberg Ferner costituiscono un patrimonio scientifico di grande interesse. Attraverso lo studio delle cavità, dei sedimenti e delle dinamiche dell’acqua di fusione, i ricercatori raccolgono dati preziosi sull’evoluzione dei ghiacciai alpini.

Il racconto di Lorenzo Bordin richiama l’attenzione proprio su questo aspetto: ogni esplorazione rappresenta l’osservazione di un ambiente effimero, destinato a trasformarsi continuamente. Le gallerie percorse oggi potrebbero essere completamente scomparse alla stagione successiva, sostituite da nuovi percorsi creati dall’acqua o cancellate dal collasso del ghiaccio.

Il Mittelberg Ferner continua così a essere uno dei luoghi più significativi per la speleologia glaciale europea, offrendo agli esploratori e ai ricercatori l’opportunità di documentare un ambiente naturale che cambia con una rapidità sempre maggiore.

Fonti

  • Articolo di Lorenzo Bordin, Un altro buco nell’Acqua: viaggio nel cuore effimero del Mittelberg Ferner.
  • Documentazione sulle esplorazioni speleoglaciali pubblicata da Scintilena. (Scintilena?Attachment.png)
  • Studi geomorfologici sul Mittelbergferner presentati alla European Geosciences Union. (Meeting Organizer?Attachment.png)
  • Studi e documentazione sul ritiro del ghiacciaio Mittelberg Ferner. (ScienceDirect?Attachment.png)

L'articolo Mittelberg Ferner, le grotte di ghiaccio raccontano il rapido cambiamento del ghiacciaio del Tirolo proviene da Scintilena.

Miniera di Raibl, nuove esplorazioni nelle gallerie storiche di Cave del Predil riportano alla luce il patrimonio minerario

Júl 1st 2026 at 13:00

Condividi

Uno studio pubblicato su Opera Ipogea documenta tre anni di esplorazioni nella Miniera di Raibl, con il censimento dei “minotemi” e una nuova ricostruzione delle gallerie storiche del Monte Re.

La Miniera di Raibl torna al centro della ricerca in archeologia mineraria

La Miniera di Raibl di Cave del Predil, nel comune di Tarvisio, rappresenta uno dei più importanti complessi minerari dell’arco alpino. Un contributo scientifico pubblicato sulla rivista Opera Ipogea presenta i risultati di una campagna di esplorazione svolta tra il 2021 e il 2024 da Marco Romano e Daniele Davolio, dedicata alla ricostruzione dei livelli minerari ancora accessibili e alla documentazione delle testimonianze dell’attività estrattiva.

L’indagine interessa i livelli superiori del Piccolo Monte Re, una parte della miniera che si sviluppa sopra il cosiddetto “livello Zero”, oggi non compresa nel percorso turistico del Parco Internazionale Geominerario di Raibl. Lo studio contribuisce ad ampliare la conoscenza di un reticolo sotterraneo che, nel suo massimo sviluppo, ha superato i 120-150 chilometri di gallerie distribuite su numerosi livelli. (cavedelpredil.it)

Esplorazioni nella Miniera di Raibl e documentazione dei minotemi

L’obiettivo principale della ricerca è stato quello di censire i cosiddetti minotemi, termine utilizzato dagli autori per indicare l’insieme delle strutture, delle attrezzature, delle opere di sostegno e degli spazi funzionali che raccontano direttamente l’organizzazione del lavoro minerario.

Nel corso delle esplorazioni sono stati documentati impianti di trasporto, sistemi di ventilazione, opere di armatura, discenderie, pozzi, officine e altri elementi conservati all’interno delle gallerie. Molti di questi manufatti risultano ancora in buono stato nonostante la chiusura definitiva della miniera, avvenuta nel 1991.

La ricerca ha consentito inoltre di aggiornare la conoscenza dell’assetto dei livelli superiori, rimasti per lungo tempo privi di una documentazione sistematica.

Oltre otto secoli di attività estrattiva

La storia della Miniera di Raibl attraversa oltre sette secoli di attività documentata. Le prime fonti scritte risalgono al XIV secolo, anche se lo sfruttamento dei giacimenti di piombo e zinco potrebbe essere ancora più antico.

Nel corso dei secoli la proprietà della miniera passò attraverso diverse gestioni fino all’acquisizione da parte degli Asburgo nel XVIII secolo. Durante l’Ottocento il sito conobbe una forte modernizzazione, culminata nel 1890 con la costruzione di una centrale idroelettrica che alimentava gli impianti minerari e rese Cave del Predil uno dei primi villaggi dell’area ad essere elettrificato. (Wikipedia)

La galleria del Bretto e il ruolo durante la Prima guerra mondiale

Tra le opere più significative figura la galleria del Bretto, realizzata tra la fine dell’Ottocento e il 1905 per consentire il drenaggio delle acque profonde della miniera.

Lunga quasi cinque chilometri e collegata al territorio oggi sloveno, questa infrastruttura ebbe anche un ruolo militare durante la Prima guerra mondiale. Nel 1917 venne utilizzata dall’esercito austro-ungarico per trasferire uomini e materiali senza essere osservati dalle postazioni italiane, nell’ambito delle operazioni che precedettero la battaglia di Caporetto. (Wikipedia)

Dalla produzione industriale al Parco Geominerario

La coltivazione del giacimento proseguì fino al 1991, quando la miniera cessò definitivamente l’attività per ragioni economiche, pur in presenza di consistenti riserve minerarie.

Oggi una parte delle gallerie è visitabile all’interno del Parco Internazionale Geominerario di Raibl, che conserva la memoria dell’attività estrattiva attraverso percorsi guidati, il museo della tradizione mineraria e iniziative dedicate alla valorizzazione del patrimonio industriale. Nel 2026 il percorso di visita è stato ulteriormente migliorato con l’introduzione di un nuovo trenino elettrico destinato ai visitatori. (ANSA.it)

Un contributo alla conoscenza del patrimonio ipogeo

Lo studio pubblicato su Opera Ipogea evidenzia come la Miniera di Raibl rappresenti non soltanto un sito di interesse storico e industriale, ma anche un importante laboratorio per la speleologia in cavità artificiali e per l’archeologia mineraria.

La documentazione dei minotemi permette di conservare informazioni sulle tecniche estrattive, sull’organizzazione del lavoro e sull’evoluzione tecnologica della miniera. I risultati della ricerca costituiscono una base utile per futuri studi scientifici e per la valorizzazione di uno dei più estesi sistemi minerari sotterranei dell’intero arco alpino.

Excerpt

Uno studio pubblicato su Opera Ipogea ricostruisce tre anni di esplorazioni nella Miniera di Raibl di Cave del Predil, documentando i minotemi e il patrimonio storico di uno dei più importanti complessi minerari delle Alpi.

Tag: Miniera di Raibl, Cave del Predil, Tarvisio, archeologia mineraria, Opera Ipogea, miniere storiche, cavità artificiali, Friuli Venezia Giulia, speleologia, patrimonio industriale.

Fonti

Fonti

[1] Opera Ipogea 1/2026 in spedizione: il nuovo numero tra cavità … https://www.scintilena.com/opera-ipogea-1-2026-in-spedizione-il-nuovo-numero-tra-cavita-artificiali-archeologia-e-ricerca-speleologica/06/26/

[2] Parco geominerario di Raibl – Turismo Friuli Venezia Giulia https://www.turismofvg.it/industria-e-tecnologia/parco-geominerario-di-raibl

[3] Miniera di Raibl Parco Internazionale Geominerario – Musei Tarvisio https://www.museitarvisio.it/parco-internazionale-geominerario/

[4] Raibl geomineral park https://www.turismofvg.it/art-and-culture/science-and-technique-tarvisio-and-surroundings/raibl-geomineral-park?LangSetCMS=en

[5] La miniera di Raibl – Commissario straordinario per il recupero del … https://www.cavedelpredil.it/it/parco-geominerario-86896/la-miniera-di-raibl-86898

[6] Museo storico militare delle Alpi Giulie https://cultura.gov.it/luogo/museo-storico-militare-delle-alpi-giulie

[8] Speleo-escursione alla Miniera di Cave del Predil – Scintilena https://www.scintilena.com/speleo-escursione-alla-miniera-di-cave-del-predil-gallerie-turistiche-e-zona-speleologica-sotto-la-sala-santa-barbara/02/28/

[9] Padova, ESCA Sotterranea e Giornata Nazionale delle Miniere 2026 https://www.scintilena.com/padova-esca-sotterranea-e-giornata-nazionale-delle-miniere-2026-due-giorni-tra-miniere-memoria-e-esplorazioni-speleologiche/05/15/

[11] Grotte e aneddoti della Prima Guerra Mondiale nella zona del Monte Pal Piccolo: conferenza a Ronchi dei Legionari – Scintilena https://www.scintilena.com/grotte-e-aneddoti-della-prima-guerra-mondiale-nella-zona-del-monte-pal-piccolo-conferenza-a-ronchi-dei-legionari/07/13/

[12] Portatrici Carniche: Storie di Resistenza e Memoria – Scintilena https://www.scintilena.com/portatrici-carniche-storie-di-resistenza-e-memoria/02/13/

[13] Sullo Stelvio scoperto intatto un rifugio austriaco della … https://www.scintilena.com/sullo-stelvio-scoperto-intatto-un-rifugio-austriaco-della-prima-guerra-mondiale-in-una-grotta/11/13/

[15] La rivista “ALPI GIULIE” pubblica il numero di dicembre 2023 – Scintilena https://www.scintilena.com/la-rivista-alpi-giulie-pubblica-il-numero-di-dicembre-2023/01/05/

[16] “Ghiacciai nascosti. La vita nelle grotte con ghiaccio”: ricerca, clima … https://www.scintilena.com/ghiacciai-nascosti-la-vita-nelle-grotte-con-ghiaccio-ricerca-clima-ed-ecosistemi-invisibili-nelle-prealpi-venete/01/28/

[17] Friuli Venezia Giulia Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/friuli-venezia-giulia/

[18] Trieste, in uscita la rivista “Atti e Memorie”, vol.48 – Scintilena https://www.scintilena.com/trieste-in-uscita-la-rivista-atti-e-memorie-vol-48/02/19/

[19] SOTTO I GHIACCI DELLE CARNICHE: Il Fontanon di Timau Rivela i … https://www.scintilena.com/sotto-i-ghiacci-delle-carniche-il-fontanon-di-timau-rivela-i-suoi-segreti-dopo-secoli-di-silenzio/01/24/

[20] SPECCHI CLIMATICI SOTTERRANEI: La Mostra “Ghiacciai … https://www.scintilena.com/specchi-climatici-sotterranei-la-mostra-ghiacciai-nascosti-rivela-i-segreti-di-ecosistemi-fragili-nelle-prealpi-venete/01/24/

[21] Miniera di Raibl – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Miniera_di_Raibl

[22] Parco Internazionale Geominerario del Raibl (2025) – All You Need to Know BEFORE You Go (with Reviews) https://www.tripadvisor.com/Attraction_Review-g3813685-d4721746-Reviews-Parco_Internazionale_Geominerario_del_Raibl-Cave_del_Predil_Province_of_Udine_Fr.html

[23] Parco Internazionale Geominerario – Comune di Tarvisio https://www.comune.tarvisio.ud.it/it/vivere-il-comune-38666/luoghi-49668/parco-internazionale-geominerario-38796

[24] Cave del Predil – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Cave_del_Predil

[25] La miniera di Raibl a Cave del Predil nel Tarvisiano, per secoli una … https://www.facebook.com/regione.fvg.it/posts/%EF%B8%8F-la-miniera-di-raibl-a-cave-del-predil-nel-tarvisiano-per-secoli-una-delle-pi%C3%B9-/1110566821115346/

[26] Miniere d’Italia – Miniera di Raibl https://sites.google.com/view/miniere-italia/regioni/friuli-venezia-giulia/metalliferi-e-fluorite/miniera-di-raibl

[27] PARCO INTERNAZIONALE GEOMINERARIO DI RAIBL: Tutto quello che c’è da sapere https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g3813685-d4721746-Reviews-Parco_Internazionale_Geominerario_del_Raibl-Cave_del_Predil_Province_of_Udine_Fr.html

[28] La miniera di Raibl – Recensioni su Parco Internazionale … https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g3813685-d4721746-r175141791-Parco_Internazionale_Geominerario_del_Raibl-Cave_del_Predil_Province_of_Udine_F.html

[29] La lunga storia della miniera di Raibl, un nome https://www.techefriulane.it/download.aspx?s=DTMI_RTIYIlDKL8dZZ-nA3uNE-pcliahYaRlAI2WQfY1717oYDlDKfdEeD8loeUc0

[30] Cave del Predil: un suggestivo viaggio all’interno della montagna – Tarvisio https://friuli.vimado.it/musei/cave-del-predil/

L'articolo Miniera di Raibl, nuove esplorazioni nelle gallerie storiche di Cave del Predil riportano alla luce il patrimonio minerario proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Albania sulfurea: la spedizione scientifica esplora le grotte ipogeniche dei Balcani
    Condividi Albania sulfurea racconta una spedizione scientifica internazionale dedicata allo studio delle grotte ipogeniche sulfuree dell’Albania meridionale, tra geologia, microbiologia, biologia e geochimica. Le grotte ipogeniche dell’Albania al centro della ricerca scientifica Una spedizione internazionale condotta nel marzo 2025 ha documentato alcuni tra i più importanti sistemi ipogenici sulfurei dei Balcani. Le ricerche hanno interessato il complesso della Langarices e le cavità di Su
     

Albania sulfurea: la spedizione scientifica esplora le grotte ipogeniche dei Balcani

Júl 1st 2026 at 12:00

Condividi

Albania sulfurea racconta una spedizione scientifica internazionale dedicata allo studio delle grotte ipogeniche sulfuree dell’Albania meridionale, tra geologia, microbiologia, biologia e geochimica.

Le grotte ipogeniche dell’Albania al centro della ricerca scientifica

Una spedizione internazionale condotta nel marzo 2025 ha documentato alcuni tra i più importanti sistemi ipogenici sulfurei dei Balcani. Le ricerche hanno interessato il complesso della Langarices e le cavità di Sulfur Cave, Atmos Cave e Shpella Breshkë, nel sud dell’Albania, lungo il confine con la Grecia.

Dal 22 al 28 marzo 2025 un gruppo internazionale di speleologi e ricercatori ha svolto una campagna di studi in alcuni dei più importanti sistemi carsici ipogenici dell’Albania meridionale. Il racconto dell’esperienza è firmato da Andrea Seviroli ed è stato pubblicato integralmente sull’ultimo numero della rivista Speleologia della Società Speleologica Italiana.

L’area di ricerca ha interessato il complesso della Langarices, nel territorio di Përmet, e tre cavità situate lungo il corso del fiume Sarandaporo, che segna il confine naturale tra Albania e Grecia: Sulfur Cave, Atmos Cave e Shpella Breshkë (Turtle Cave). Questi ambienti rappresentano alcuni dei più significativi esempi europei di grotte ipogeniche sulfuree, formatesi grazie ai processi di speleogenesi da acido solforico (Sulfuric Acid Speleogenesis, SAS).  

Albania sulfurea e gli ambienti estremi delle grotte sulfuree

L’obiettivo della spedizione è stato quello di raccogliere dati multidisciplinari su sistemi sotterranei ancora poco conosciuti. Le attività hanno coinvolto geologi, biologi, microbiologi e geochimici, con campionamenti e osservazioni finalizzati a comprendere il funzionamento di questi ecosistemi.

Le grotte ipogeniche sulfuree sono caratterizzate dalla presenza di acque termali ricche di idrogeno solforato (H?S), elevate concentrazioni di anidride carbonica e bassi livelli di ossigeno. In queste condizioni si sviluppano comunità microbiche chemioautotrofe, che ricavano energia dalle reazioni chimiche dello zolfo invece che dalla fotosintesi. Questi ambienti costituiscono laboratori naturali di grande interesse per comprendere l’evoluzione della vita in condizioni estreme.  

Il complesso della Langarices tra i maggiori sistemi ipogenici europei

Negli ultimi anni il complesso della Langarices è diventato uno dei principali obiettivi della ricerca speleologica internazionale. Le esplorazioni hanno consentito di documentare chilometri di nuovi condotti e di riconoscere uno dei più estesi sistemi idrotermali sotterranei conosciuti nei Balcani.

Le ricerche hanno evidenziato una morfologia modellata dall’azione delle acque termali profonde e dalla condensazione dei vapori ricchi di zolfo. Lo studio della dinamica termica, della circolazione dell’aria e dei biofilm presenti sulle pareti sta contribuendo a ricostruire i processi che hanno dato origine alla cavità e che ne influenzano ancora oggi l’evoluzione.  

Le prospettive di ricerca nelle grotte ipogeniche sulfuree

Le indagini condotte durante la spedizione si inseriscono in un programma internazionale che coinvolge ricercatori provenienti da diversi Paesi europei. Le campagne degli ultimi anni hanno già portato alla scoperta di specie endemiche adattate a vivere in questi ambienti estremi e, nel 2025, è stata annunciata anche l’individuazione del più grande lago termale sotterraneo conosciuto al mondo nella stessa regione del Vromoner.  

La documentazione raccolta durante Albania sulfurea contribuirà ad ampliare le conoscenze sulla speleogenesi da acido solforico, sulla biodiversità sotterranea e sulle connessioni idrogeologiche tra le sorgenti termali superficiali e i sistemi carsici profondi. I dati scientifici rappresentano anche una base importante per la tutela di questi geositi, considerati tra i più rilevanti del sud-est europeo.  

Un racconto che unisce esplorazione e divulgazione

L’articolo di Andrea Seviroli propone il diario di una spedizione nella quale l’attività speleologica diventa supporto alla ricerca scientifica. L’esplorazione, la documentazione fotografica e video e la collaborazione tra specialisti di discipline diverse permettono di raccontare ambienti sotterranei ancora poco noti, evidenziandone il valore naturalistico e scientifico.

La spedizione Albania sulfurea conferma il crescente interesse internazionale verso le grotte ipogeniche dell’Albania, un territorio che negli ultimi anni ha restituito risultati significativi sia sul piano esplorativo sia su quello della ricerca multidisciplinare.  

Fonti

  • Articolo di Andrea Seviroli pubblicato sul sito del Gruppo Speleologico Martinese.  
  • Rivista Speleologia n. 93 della Società Speleologica Italiana.  
  • Sulphuric acid caves of Albania: state of the art, Atti del 19° Congresso Internazionale di Speleologia.  
  • Studio sulla dinamica termica del sistema ipogeo di Langarices.  

L'articolo Albania sulfurea: la spedizione scientifica esplora le grotte ipogeniche dei Balcani proviene da Scintilena.

Deep Frasassi Project: un anno di esplorazioni speleosubacquee apre nuove prospettive per il sistema carsico di Frasassi

Júl 1st 2026 at 11:00

Condividi


Il Deep Frasassi Project celebra il primo anno di attività tra esplorazione speleosubacquea, documentazione scientifica e nuove metodologie di rilievo nel sistema carsico di Frasassi.

Il Deep Frasassi Project compie il primo anno di attività

Il Deep Frasassi Project traccia un primo bilancio dopo un anno di lavoro dedicato all’esplorazione delle porzioni sommerse del sistema carsico di Frasassi, uno dei complessi ipogei più studiati d’Europa e, allo stesso tempo, uno dei più ricchi di settori ancora da indagare.

L’iniziativa, sviluppata nel corso del 2025, ha riunito speleologi subacquei, tecnici, fotografi, ricercatori e specialisti della documentazione con l’obiettivo di approfondire la conoscenza delle parti sommerse delle grotte marchigiane. Il progetto è raccontato da Simone Villotti in un ampio contributo pubblicato sul numero 93 della rivista Speleologia della Società Speleologica Italiana.  

Speleologia subacquea nelle Grotte di Frasassi

Il sistema carsico di Grotte di Frasassi rappresenta uno dei principali laboratori naturali italiani per lo studio del carsismo ipogenico e della speleogenesi legata alle acque solfuree.

Con oltre trenta chilometri di gallerie conosciute, il complesso continua a conservare numerose diramazioni sommerse accessibili esclusivamente attraverso immersioni speleosubacquee. Questi ambienti richiedono tecniche avanzate, una complessa organizzazione logistica e una pianificazione accurata di ogni fase esplorativa.  

Il Deep Frasassi Project nasce proprio con l’intento di affrontare queste difficoltà attraverso un approccio multidisciplinare che integra esplorazione, rilievo topografico, fotografia, videodocumentazione e acquisizione di dati utili alla ricerca scientifica.

Documentazione digitale e condivisione dei dati

Uno degli aspetti che caratterizzano il Deep Frasassi Project riguarda la documentazione sistematica delle immersioni.

Accanto all’esplorazione tradizionale vengono impiegate tecnologie per la produzione di immagini ad alta definizione, riprese a 360 gradi e rilievi digitali capaci di restituire una rappresentazione sempre più accurata degli ambienti sommersi.

La finalità non è soltanto raggiungere nuovi tratti della cavità, ma creare un patrimonio di dati facilmente consultabile dalla comunità speleologica e scientifica. La condivisione delle informazioni rappresenta infatti uno degli elementi centrali dell’iniziativa.  

Un progetto costruito sul lavoro di squadra

Il progetto coinvolge numerosi collaboratori con competenze differenti.

Alle attività subacquee si affiancano il supporto logistico in grotta, la gestione della sicurezza, la documentazione fotografica e video, il coordinamento delle operazioni e la collaborazione con enti e gruppi speleologici locali.

Tra i partner figura anche DAN Europe, che partecipa ad attività di monitoraggio fisiologico dei subacquei durante le immersioni in ambiente ipogeo.  

L’organizzazione del lavoro consente di affrontare immersioni lunghe e complesse, durante le quali vengono trasportate attrezzature tecniche, sistemi di illuminazione, strumenti di rilievo e apparecchiature fotografiche.

Le prospettive future del Deep Frasassi Project

Dopo il primo anno di attività, il Deep Frasassi Project guarda alle prossime campagne esplorative.

Gli obiettivi comprendono il proseguimento delle esplorazioni nei sifoni ancora non completamente documentati, l’estensione dei rilievi tridimensionali e la raccolta di nuovi dati utili allo studio dell’idrogeologia del sistema carsico.

Le informazioni raccolte potranno contribuire anche agli studi sulla formazione delle cavità di Frasassi, considerate un riferimento internazionale per la ricerca sulla speleogenesi da acido solforico e sulle interazioni tra acque profonde e circolazione carsica.  

Un contributo alla conoscenza del patrimonio sotterraneo

Il Deep Frasassi Project conferma come l’esplorazione speleosubacquea possa rappresentare uno strumento di ricerca oltre che di scoperta.

L’iniziativa mette in evidenza il valore della collaborazione tra esploratori, tecnici e ricercatori, promuovendo un modello basato sulla documentazione accurata e sulla diffusione dei risultati.

In un sistema complesso come quello di Frasassi, dove ricerca scientifica ed esplorazione procedono da decenni insieme, ogni nuova immersione contribuisce ad ampliare la conoscenza di uno dei più importanti ambienti carsici italiani, aprendo nuove prospettive per gli studi futuri e per la tutela del patrimonio sotterraneo.  

Fonti

  • Rivista Speleologia n. 93 – Società Speleologica Italiana.
  • Articolo di Simone Villotti su InDEPTH Magazine.  
  • Studi geologici sul sistema carsico di Frasassi.  

L'articolo Deep Frasassi Project: un anno di esplorazioni speleosubacquee apre nuove prospettive per il sistema carsico di Frasassi proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Parco Geominerario della Sardegna alla Riunione ReMi-ISPRA: confronto sul futuro del patrimonio minerario europeo
    Condividi Il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna ha partecipato alla XXI Riunione della Rete ReMi-ISPRA a Tarvisio, presentando le prospettive di collaborazione internazionale dopo l’ingresso nell’European Route of Industrial Heritage (ERIH). La XXI Riunione della Rete ReMi-ISPRA a Tarvisio Il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna è stato tra i protagonisti della XXI Riunione della Rete ReMi-ISPRA, ospitata il 27 giugno 2026 a Tarvisio nell’ambito del pr
     

Parco Geominerario della Sardegna alla Riunione ReMi-ISPRA: confronto sul futuro del patrimonio minerario europeo

Júl 1st 2026 at 10:00

Condividi

Il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna ha partecipato alla XXI Riunione della Rete ReMi-ISPRA a Tarvisio, presentando le prospettive di collaborazione internazionale dopo l’ingresso nell’European Route of Industrial Heritage (ERIH).

La XXI Riunione della Rete ReMi-ISPRA a Tarvisio

Il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna è stato tra i protagonisti della XXI Riunione della Rete ReMi-ISPRA, ospitata il 27 giugno 2026 a Tarvisio nell’ambito del primo Incontro Internazionale Minatori d’Europa, svoltosi dal 26 al 28 giugno.

L’appuntamento annuale della Rete ReMi rappresenta uno dei principali momenti di confronto dedicati ai musei minerari, ai parchi geominerari e alle istituzioni impegnate nella tutela e valorizzazione del patrimonio minerario italiano ed europeo. L’obiettivo dell’incontro è condividere esperienze, individuare criticità e promuovere strategie comuni per una gestione sempre più efficace dei siti minerari storici. (ISPRA?)

Il Parco Geominerario della Sardegna presenta il patrimonio minerario dell’isola

A rappresentare il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna sono stati il Commissario Straordinario Roberto Curreli e il Direttore Fabrizio Atzori.

Nel corso del loro intervento hanno illustrato il patrimonio storico, geologico, culturale e naturalistico custodito dal Parco, che comprende numerosi siti distribuiti in diverse aree della Sardegna e testimonia migliaia di anni di attività estrattiva, dalle antiche miniere di ossidiana fino allo sfruttamento industriale del carbone, del piombo e dello zinco.

Il Parco, riconosciuto nel 1998 come primo Parco Geominerario al mondo promosso dall’UNESCO e istituito formalmente nel 2001, rappresenta oggi uno dei principali sistemi europei dedicati alla conservazione dell’archeologia mineraria e del paesaggio industriale. Comprende centinaia di siti minerari, geologici e naturalistici che costituiscono una parte significativa della storia economica e sociale della Sardegna. (parcogeominerario.sardegna.it?)

L’ingresso nell’European Route of Industrial Heritage

Uno dei temi centrali dell’intervento ha riguardato il recente ingresso del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna nell’European Route of Industrial Heritage (ERIH), la rete europea che riunisce alcuni dei più importanti siti del patrimonio industriale del continente.

L’adesione consente al Parco di entrare in un circuito internazionale dedicato alla valorizzazione dell’archeologia industriale, favorendo la collaborazione con musei, ecomusei e parchi minerari europei, oltre a promuovere nuove opportunità di ricerca, turismo culturale e sviluppo territoriale.

La rete ERIH collega infatti numerosi luoghi simbolo della storia industriale europea e promuove itinerari culturali finalizzati alla conoscenza delle trasformazioni economiche, tecnologiche e sociali che hanno caratterizzato il continente negli ultimi secoli. (erih.net?)

Collaborazione tra Rete ReMi-ISPRA e partner europei

Durante la riunione è stata ribadita la disponibilità del Parco Geominerario della Sardegna a sviluppare progettualità condivise con la Rete ReMi-ISPRA e con i partner europei.

L’incontro, coordinato da Agata Patanè, coordinatrice della Rete ReMi, e da Massimo Preite, componente del Board di ERIH, ha visto la partecipazione di rappresentanti di musei minerari, enti pubblici e istituzioni culturali provenienti da diverse realtà italiane ed europee.

Il confronto ha riguardato modelli di gestione, valorizzazione del patrimonio minerario, promozione turistica sostenibile, conservazione dei siti storici e iniziative capaci di rafforzare la cooperazione tra le diverse istituzioni aderenti alla rete. (ISPRA?)

Valorizzazione del patrimonio minerario e sviluppo sostenibile

Nel loro intervento Roberto Curreli e Fabrizio Atzori hanno sottolineato come il riconoscimento ottenuto con l’ingresso nell’ERIH rappresenti un ulteriore passo nel percorso di valorizzazione del patrimonio minerario della Sardegna.

I due rappresentanti dell’Ente hanno evidenziato che il dialogo sviluppato all’interno della Rete ReMi-ISPRA contribuisce a migliorare la qualità della fruizione dei siti minerari e ad ampliare le occasioni di collaborazione nazionale e internazionale.

L’attenzione rimane rivolta alla conservazione del patrimonio storico, alla diffusione della cultura mineraria e alla promozione di modelli di sviluppo sostenibile capaci di coniugare tutela ambientale, ricerca scientifica e turismo culturale.

Un patrimonio minerario inserito in una rete europea

La partecipazione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna alla XXI Riunione della Rete ReMi-ISPRA conferma il ruolo crescente dell’ente nei programmi dedicati alla valorizzazione del patrimonio minerario.

L’inserimento nelle reti nazionali ed europee consente infatti di sviluppare collaborazioni, condividere competenze e favorire iniziative comuni rivolte alla conservazione dei siti minerari storici, alla divulgazione scientifica e alla promozione di un turismo culturale attento ai valori ambientali e paesaggistici dei territori interessati.

Fonti

  • Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna.
  • ISPRA – XXI Riunione della Rete ReMi-ISPRA.
  • European Route of Industrial Heritage (ERIH).

L'articolo Parco Geominerario della Sardegna alla Riunione ReMi-ISPRA: confronto sul futuro del patrimonio minerario europeo proviene da Scintilena.

Cuccioli di pipistrello in difficoltà: aumenta il lavoro dei volontari, l’appello è contattare subito la rete di recupero

Júl 1st 2026 at 09:00

Condividi

L’estate coincide con il periodo delle nascite dei pipistrelli e cresce il numero di segnalazioni da tutta Italia. L’associazione Tutela Pipistrelli invita i cittadini a intervenire correttamente e a richiedere assistenza immediata per favorire il recupero dei chirotteri.

Recupero dei pipistrelli: l’estate è il periodo più impegnativo

Con l’arrivo dell’estate aumenta sensibilmente il numero di cuccioli di pipistrello ritrovati a terra o in difficoltà. È il periodo delle nascite per molte specie di chirotteri presenti in Italia e, di conseguenza, cresce anche il lavoro delle associazioni impegnate nel recupero e nella riabilitazione della fauna selvatica.

L’associazione Tutela Pipistrelli APS, che da anni opera nella cura e nella conservazione dei chirotteri, ha spiegato di aver ridotto la propria attività sui social network perché completamente impegnata nella gestione delle numerose richieste di aiuto provenienti da tutta Italia. Ogni giorno arrivano segnalazioni riguardanti sia cuccioli sia esemplari adulti, con interventi che richiedono assistenza continua, anche nelle ore notturne. (tutelapipistrelli.it?)

Cosa fare quando si trova un pipistrello in difficoltà

L’associazione ricorda che il fattore tempo è determinante. In presenza di un pipistrello in difficoltà, adulto o cucciolo, è importante contattare immediatamente il numero 339 360 5949, evitando iniziative improvvisate che potrebbero compromettere le possibilità di sopravvivenza dell’animale. (tutelapipistrelli.it?)

Nell’attesa delle indicazioni degli esperti, il chirottero può essere sistemato in una scatola di cartone dotata di piccoli fori per l’aerazione. Sul fondo è consigliabile posizionare un foglio di carta assorbente e, se disponibile, un piccolo pezzo di stoffa di cotone priva di fili pendenti, che permetta all’animale di aggrapparsi in sicurezza.

È utile inviare tramite WhatsApp alcune fotografie del pipistrello, indicando la località del ritrovamento. Queste informazioni consentono ai volontari di valutare rapidamente la situazione e di attivare il referente più vicino.

Una rete di volontari distribuita in tutta Italia

Negli anni Tutela Pipistrelli APS ha costruito una rete capillare di collaboratori e volontari distribuiti sul territorio nazionale. Questo sistema permette di coordinare gli interventi e di indirizzare rapidamente gli animali verso persone esperte o centri specializzati nella riabilitazione dei chirotteri. L’associazione collabora inoltre con diversi Centri di Recupero della Fauna Selvatica per garantire assistenza qualificata e il successivo rilascio degli animali recuperati. (tutelapipistrelli.it?)

Durante il periodo riproduttivo, quando possibile, viene sempre tentato il ricongiungimento dei piccoli con la madre. Se questa soluzione non può essere realizzata, i cuccioli vengono allevati fino al raggiungimento dell’autonomia necessaria per il ritorno in natura. (tutelapipistrelli.it?)

La tutela dei chirotteri passa anche dalla collaborazione dei cittadini

I pipistrelli sono specie protette dalla normativa italiana ed europea e rappresentano una componente fondamentale degli ecosistemi grazie al loro ruolo nel controllo naturale degli insetti. Per questo motivo è importante che chi trova un animale in difficoltà non tenti di alimentarlo o curarlo autonomamente, ma si rivolga immediatamente a personale qualificato. (izslt.it?)

Una segnalazione tempestiva, accompagnata da fotografie e dall’indicazione del luogo del ritrovamento, può fare la differenza e consentire un intervento rapido. L’attività quotidiana dei volontari dimostra quanto sia importante la collaborazione tra cittadini, associazioni e centri di recupero per garantire la tutela dei chirotteri e contribuire alla conservazione della biodiversità.

Fonti

  • Tutela Pipistrelli APS
  • Indicazioni operative dell’associazione per il recupero dei chirotteri. (tutelapipistrelli.it?Attachment.png)

L'articolo Cuccioli di pipistrello in difficoltà: aumenta il lavoro dei volontari, l’appello è contattare subito la rete di recupero proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Concorso fotografico UIS 2026: prorogata al 15 luglio la scadenza per partecipare
    Condividi La fotografia speleologica internazionale avrà due settimane in più per presentare immagini dedicate al tema “Invisible Life, Visible Impact”, promosso dalla Commissione Arti e Lettere della UIS. Proroga per il concorso fotografico internazionale UIS dedicato alla fotografia speleologica La Commissione Arti e Lettere della Union Internationale de Spéléologie (UIS) ha annunciato la proroga della scadenza per partecipare al 2° Concorso Internazionale di Fotografia Speleologica e Ca
     

Concorso fotografico UIS 2026: prorogata al 15 luglio la scadenza per partecipare

Júl 1st 2026 at 08:00

Condividi

La fotografia speleologica internazionale avrà due settimane in più per presentare immagini dedicate al tema “Invisible Life, Visible Impact”, promosso dalla Commissione Arti e Lettere della UIS.

Proroga per il concorso fotografico internazionale UIS dedicato alla fotografia speleologica

La Commissione Arti e Lettere della Union Internationale de Spéléologie (UIS) ha annunciato la proroga della scadenza per partecipare al 2° Concorso Internazionale di Fotografia Speleologica e Carsica. I fotografi interessati avranno tempo fino al 15 luglio 2026 per inviare le proprie opere, beneficiando di alcune settimane aggiuntive rispetto alla precedente scadenza del 30 giugno. (uis-speleo.org?)

Il concorso rappresenta una delle iniziative internazionali dedicate alla fotografia speleologica e punta a valorizzare immagini capaci di raccontare la complessità degli ambienti sotterranei, mettendo in evidenza sia la biodiversità delle grotte sia il rapporto tra attività umane e conservazione del patrimonio carsico.

Il tema “Invisible Life, Visible Impact” al centro della fotografia speleologica

L’edizione 2026 propone il tema “Invisible Life, Visible Impact: Guardians of the Dark”, che invita gli autori a documentare la vita nascosta degli ambienti ipogei e a riflettere sugli effetti che la presenza umana può avere su ecosistemi particolarmente delicati. (uis-speleo.org?)

L’iniziativa è organizzata dalla Commissione Arti e Lettere della UIS in collaborazione con la Commissione di Biologia delle Grotte e con la Commissione per la Protezione del Carsismo e delle Grotte. L’obiettivo è promuovere immagini che uniscano valore documentario, qualità tecnica e attenzione ai principi della conservazione ambientale.

Le fotografie potranno raccontare organismi adattati alla vita sotterranea, scenari di ricerca scientifica, attività esplorative e aspetti legati alla tutela delle grotte, offrendo una visione completa del patrimonio ipogeo mondiale.

Le categorie del concorso internazionale di fotografia speleologica

Il concorso è articolato in quattro categorie:

  • Biologia delle grotte, dedicata agli organismi e agli ecosistemi sotterranei.
  • Protezione e conservazione delle grotte, con immagini che illustrano la tutela degli ambienti carsici e gli effetti delle attività umane.
  • Prospettive artistiche e creative, riservata alle interpretazioni fotografiche del mondo sotterraneo.
  • Speleologia generale, che comprende esplorazione, ricerca scientifica e presenza umana in grotta. (uis-speleo.org?Attachment.png)

La valutazione sarà affidata a una giuria internazionale attraverso un sistema di giudizio anonimo, in modo da garantire imparzialità nella selezione delle opere.

Regolamento e criteri di partecipazione

La UIS richiede fotografie originali che non abbiano ottenuto riconoscimenti in altri concorsi internazionali. Le immagini dovranno essere inviate in formato JPG o PNG ad alta qualità, senza firme o watermark, rispettando le specifiche tecniche indicate nel regolamento ufficiale. (uis-speleo.org?)

È inoltre vietato l’utilizzo di immagini generate interamente con intelligenza artificiale o di strumenti di “generative fill” impiegati per aggiungere o rimuovere elementi significativi dalla fotografia. La documentazione dovrà riflettere un comportamento rispettoso dell’ambiente ipogeo e delle norme etiche della speleologia.

Premiazione durante l’International Day of Caves and Karst

Le fotografie selezionate saranno presentate durante gli eventi dell’International Day of Caves and Karst, promosso dall’UNESCO, che si svolgeranno a Postojna, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre 2026. In quell’occasione sarà annunciato l’esito del concorso e le opere premiate entreranno a far parte della mostra ufficiale della manifestazione. (uis-speleo.org?)

Pur non essendo previsti premi in denaro, i vincitori riceveranno attestati ufficiali della UIS e riconoscimenti commemorativi. Le fotografie premiate e quelle inserite nella selezione finale saranno inoltre pubblicate attraverso i canali ufficiali dell’organizzazione internazionale, contribuendo alla diffusione della cultura della fotografia speleologica e della tutela degli ambienti sotterranei.

Come inviare le fotografie

Il regolamento completo del concorso e il modulo di iscrizione sono disponibili sul sito ufficiale della UIS. Con la proroga al 15 luglio 2026, gli autori hanno a disposizione più tempo per preparare e presentare i propri lavori, contribuendo con immagini che raccontino il valore scientifico, naturalistico e culturale del mondo sotterraneo.

The UIS Arts and Letters Commission announces that the deadline for the International Cave Photography Contest has been extended to July 15, 2026. Photographers now have a few more weeks to submit their work capturing the ‘Invisible Life’ and ‘Visible Impact’ in caves. For rules and submission details, please check the updated poster and the submission links below:

Contest Details: https://uis-speleo.org/index.php/2026/04/28/the-2nd-uis-international-speleological-and-karst-photography-contest/

Submission Form: https://forms.gle/UUEDrNsiQR7HPb7F7

Fonti

L'articolo Concorso fotografico UIS 2026: prorogata al 15 luglio la scadenza per partecipare proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • PROTEctUS, il progetto che protegge il proteo nero e ripulisce le grotte della Slovenia
    Condividi Il progetto PROTEctUS unisce speleologi, ricercatori e volontari per la tutela del proteo nero, la pulizia delle grotte e la salvaguardia delle acque carsiche della Bela krajina, ricevendo l’EuroSpeleo Protection Label 2026. PROTEctUS premiato per la tutela delle grotte e del proteo nero La protezione degli ecosistemi sotterranei passa anche attraverso interventi concreti di bonifica delle cavità e monitoraggio ambientale. È questo l’obiettivo di PROTEctUS – Cleaning and Protecti
     

PROTEctUS, il progetto che protegge il proteo nero e ripulisce le grotte della Slovenia

Júl 1st 2026 at 07:00

Condividi

Il progetto PROTEctUS unisce speleologi, ricercatori e volontari per la tutela del proteo nero, la pulizia delle grotte e la salvaguardia delle acque carsiche della Bela krajina, ricevendo l’EuroSpeleo Protection Label 2026.

PROTEctUS premiato per la tutela delle grotte e del proteo nero

La protezione degli ecosistemi sotterranei passa anche attraverso interventi concreti di bonifica delle cavità e monitoraggio ambientale. È questo l’obiettivo di PROTEctUS – Cleaning and Protecting Cave Habitats for the Conservation of the Black Olm, il progetto sviluppato dal Jamarski klub Novo mesto, in Slovenia, che nel 2026 ha ricevuto l’EuroSpeleo Protection Label, il riconoscimento assegnato dalla Commissione Europea per la Protezione delle Grotte della Federazione Speleologica Europea (FSE). (Scintilena)

Il premio valorizza iniziative che contribuiscono alla conservazione degli ambienti carsici europei attraverso azioni pratiche e risultati misurabili. Nel caso di PROTEctUS, il lavoro si concentra sulla tutela dell’habitat del proteo nero (Proteus anguinus parkelj), uno degli anfibi sotterranei più rari del continente.

Il proteo nero vive solo in una piccola area della Bela krajina

Il proteo nero rappresenta una delle specie più rare della fauna cavernicola europea. È una sottospecie endemica che vive esclusivamente nelle acque sotterranee della regione della Bela krajina, nella Slovenia sud-orientale.

A differenza del più noto proteo bianco, il proteo nero presenta una pigmentazione scura e mantiene occhi funzionali, caratteristiche che lo rendono unico dal punto di vista evolutivo. Il suo areale di distribuzione è estremamente limitato e la sopravvivenza della specie dipende dalla qualità delle acque sotterranee alimentate dal sistema carsico. (MDPI)

Gli studi scientifici evidenziano come questa specie sia particolarmente sensibile all’inquinamento provocato da nitrati provenienti dall’agricoltura, scarichi civili non depurati e rifiuti abbandonati nelle doline e nelle grotte. Anche concentrazioni relativamente basse di contaminanti possono compromettere l’equilibrio dell’ecosistema ipogeo. (MDPI)

Pulizia delle grotte e monitoraggio dell’inquinamento

Il progetto PROTEctUS affronta il problema intervenendo direttamente sul territorio.

Le attività comprendono il censimento delle cavità, il rilievo dello stato di conservazione degli habitat, la rimozione dei rifiuti presenti nelle grotte e il monitoraggio delle sorgenti carsiche. Particolare attenzione viene riservata al bacino della sorgente Dobli?ica, importante sia per la biodiversità sotterranea sia come risorsa di acqua potabile per le comunità locali.

Secondo la documentazione del progetto, nell’area sono presenti circa 275 cavità conosciute e almeno 35 risultano interessate da fenomeni di inquinamento. Le operazioni di bonifica sono accompagnate da campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini e alle amministrazioni locali, con l’obiettivo di ridurre l’impatto delle attività umane sul sistema carsico. (Scintilena)

Le grotte come indicatori della qualità delle acque

Gli ecosistemi carsici costituiscono uno dei sistemi naturali più vulnerabili all’inquinamento. L’acqua penetra rapidamente attraverso fratture e inghiottitoi, trasportando eventuali contaminanti fino agli acquiferi sotterranei.

Per questo motivo il proteo nero viene considerato una vera specie indicatrice: la sua presenza segnala ambienti caratterizzati da acque pulite, ben ossigenate e stabili nel tempo. La sua conservazione coincide quindi con la tutela delle risorse idriche utilizzate anche dall’uomo. (MDPI)

Le ricerche più recenti sottolineano che la riduzione dell’inquinamento richiede interventi coordinati sia nel settore agricolo sia nella gestione delle acque reflue urbane, poiché entrambe le fonti contribuiscono al deterioramento degli acquiferi carsici. (MDPI)

Un modello europeo di conservazione degli ambienti sotterranei

Il progetto PROTEctUS rappresenta un esempio di collaborazione tra speleologi, ricercatori, enti pubblici e volontari. La rimozione dei rifiuti dalle cavità si integra con attività scientifiche e programmi di educazione ambientale destinati alla popolazione locale.

La Federazione Speleologica Europea ha evidenziato come iniziative di questo tipo dimostrino il ruolo che la comunità speleologica può svolgere nella tutela del patrimonio sotterraneo europeo, promuovendo una gestione sostenibile delle grotte e delle aree carsiche. (Scintilena)

L’esperienza slovena conferma che la conservazione degli habitat ipogei non riguarda soltanto la protezione di specie rare come il proteo nero, ma anche la salvaguardia delle risorse idriche, della biodiversità e degli ecosistemi che dipendono dall’integrità del mondo sotterraneo.

Fonti

  • Federazione Speleologica Europea (FSE) – EuroSpeleo Protection Label 2026. (ScintilenaAttachment.png)
  • Studio scientifico: Evaluation of Agricultural Measures to Safeguard the Vulnerable Karst Groundwater Habitat of the Black Olm from Nitrate Pollution. (MDPIAttachment.png)
  • Commissione Europea – Natura 2000, tutela del proteo. (EnvironmentAttachment.png)

L'articolo PROTEctUS, il progetto che protegge il proteo nero e ripulisce le grotte della Slovenia proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Scintilena: un giugno 2026 da record per le visualizzazioni, 385mila in un mese
    Condividi Scintilena supera 385mila pagine viste in un mese e conferma il ruolo di riferimento per le notizie di grotta. Scintilena: i numeri di giugno 2026 Nel mese di giugno 2026 il sito Scintilena ha registrato 385mila pagine visualizzate, con una media di oltre 10mila lettori al giorno. Il dato conferma una forte attenzione verso le notizie di grotta e verso i contenuti dedicati alla speleologia e al mondo sotterraneo, che coinvolgono un pubblico ben più ampio della sola com
     

Scintilena: un giugno 2026 da record per le visualizzazioni, 385mila in un mese

Júl 1st 2026 at 06:00

Condividi

Scintilena supera 385mila pagine viste in un mese e conferma il ruolo di riferimento per le notizie di grotta.


Scintilena: i numeri di giugno 2026

Nel mese di giugno 2026 il sito Scintilena ha registrato 385mila pagine visualizzate, con una media di oltre 10mila lettori al giorno.

Il dato conferma una forte attenzione verso le notizie di grotta e verso i contenuti dedicati alla speleologia e al mondo sotterraneo, che coinvolgono un pubblico ben più ampio della sola comunità tecnica degli speleologi.

In Italia gli speleologi attivi sono stimati in circa 5mila persone, ma il pubblico che segue Scintilena risulta molto più vasto e diversificato.

Alcuni articoli pubblicati nel mese hanno superato le 50mila visualizzazioni, evidenziando un interesse diffuso per temi che spaziano dalle esplorazioni alla ricerca scientifica, fino alla tutela degli ecosistemi ipogei.


Scintilena e il picco nella Top Ten ShinyStat

Nel corso di giugno, Scintilena ha fatto registrare un picco di oltre 60mila accessi in una sola giornata, entrando nella Top Ten giornaliera del contatore ShinyStat, sistema di monitoraggio del traffico web utilizzato da numerosi siti italiani.

La presenza in questa classifica mette in evidenza come un portale dedicato alla speleologia possa raggiungere numeri tipici di ambiti informativi molto più generalisti.

Un elemento rilevante riguarda la qualità delle visite: chi accede al sito di Scintilena sceglie attivamente di aprire e leggere gli articoli.

Non si tratta di contenuti che compaiono casualmente nel flusso di post social, ma di notizie cercate da lettori che intendono informarsi su grotte, esplorazioni e ricerca nel sottosuolo.


Gli articoli più letti: esplorazioni, grotte preistoriche e Neanderthal

La classifica degli articoli più letti di giugno 2026 mostra la capacità di Scintilena di connettere mondi diversi: esplorazioni tecniche, archeologia preistorica, divulgazione scientifica e grandi cavità.

Fra i dieci articoli in testa spiccano:

  • Sa Rutta e S’Edera, con il superamento del settimo sifone e la scoperta di nuovi ambienti asciutti nel Supramonte, che ha raccolto 65.981 visualizzazioni.
  • La nuova grotta preistorica sigillata in Palestina, divenuta una finestra sul Pleistocene, con 37.644 visualizzazioni.
  • Il Lago Neuron, tornato al centro dell’attenzione internazionale, con 29.403 visualizzazioni.

Accanto a questi, la storia di Carlo Caso, figlio di speleologi, impegnato nel viaggio in bicicletta dalla Cina a Narni, ha registrato 27.725 letture, avvicinando il pubblico alla dimensione umana della speleologia.

Temi legati ai Neanderthal e al nuovo quadro genetico, alle grandi cavità italiane come la Grava di Campolato e agli esempi di speleologia di tutela come la Cueva de las Estegamitas completano la lista, affiancati da Mammoth Cave e dall’Arma delle Manie.

Questa graduatoria interna dimostra come Scintilena riesca a tenere insieme contesti nazionali e internazionali, dalle grotte del Gargano alle cavità della Palestina, dalla Sardegna agli Stati Uniti, offrendo al lettore uno sguardo ampio sul mondo sotterraneo.


Scintilena: 1,6 milioni di visualizzazioni in sei mesi

Al giro di boa dell’anno 2026, dalla partenza di gennaio fino alla fine di giugno, Scintilena ha totalizzato 1 milione e 600mila visualizzazioni complessive.

Il dato conferma che il sito non è solo un punto di riferimento occasionale, ma un flusso costante di informazione quotidiana sulle grotte e sulla speleologia in Italia.

Nel corso degli anni, la sezione Archivio ha reso disponibili raccolte in PDF che documentano oltre vent’anni di attività, offrendo a speleologi e ricercatori una memoria storica organizzata di esplorazioni, congressi, progetti e campagne di tutela.

In questo quadro, le visualizzazioni del 2026 si inseriscono in un percorso di crescita che consolida Scintilena come luogo digitale dove la storia recente della speleologia italiana viene raccontata e conservata.


Il ruolo di Scintilena nel panorama italiano

Scintilena nasce come bollettino del Gruppo Speleologico UTEC Narni e dal 2003 si sviluppa come sito di informazione online dedicato a esplorazioni, ricerca scientifica, tutela ambientale ed eventi speleologici in Italia.


Oggi il sito si presenta come notiziario indipendente, “una luce nel buio”, il giornale quotidiano della speleologia italiana, con aggiornamenti continui sul mondo delle grotte e del sottosuolo.

Per i gruppi speleologici, i ricercatori e gli appassionati, Scintilena rappresenta un punto di riferimento per seguire le notizie di esplorazione, i corsi di Speleologia e le iniziative di tutela degli ambienti ipogei.


I risultati di giugno 2026 indicano che la narrazione delle grotte proposta dal sito contribuisce a mantenere alta l’attenzione su un patrimonio spesso nascosto, favorendo un dialogo fra la comunità speleologica e un pubblico più ampio interessato al sottosuolo.

Fonti:

Le statistiche base dei dati di accesso sono pubbliche e consultabili in tempo reale a questo link fornito dal contatore Shinystat:

https://s5.shinystat.com/cgi-bin/shinystatv.cgi?USER=scintilena&NH=1


[1] Scintilena – Una luce nel buio – il giornale quotidiano della … https://www.scintilena.com
[2] Chi siamo https://www.scintilena.com/chi-siamo/02/16/
[3] La Speleologia in Italia – Scintilena https://www.scintilena.com/la-speleologia-in-italia-2/02/11/
[4] Scintilena: Notiziario di Speleologia in Italia https://www.scintilena.com/scintilena-notiziario-di-speleologia-in-italia/06/11/
[5] Categoria: Archivio https://www.scintilena.com/category/archivio/
[6] Storia delle esplorazioni speleologiche in Italia – Scintilena https://www.scintilena.com/storia-delle-esplorazioni-speleologiche-in-italia/05/12/
[7] Prossimi Appuntamenti della Speleologia https://www.scintilena.com/prossimi-appuntamenti-della-speleologia/06/12/
[8] Riviste Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/riviste/
[9] Scintilena – il giornale quotidiano della speleologia italiana – Scintilena https://www.scintilena.com/page/139/?wpmp_switcher=mobile

L'articolo Scintilena: un giugno 2026 da record per le visualizzazioni, 385mila in un mese proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • È uscito il numero di giugno 2026 di Sopra e Sotto il Carso
    Condividi Dalla ricerca speleologica alla memoria della Guerra Fredda: un numero ricco di attualità, storia ed esplorazione È disponibile il numero di giugno 2026 di Sopra e Sotto il Carso, la rivista online del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” APS di Gorizia, che propone come di consueto un ricco panorama di notizie, approfondimenti e attività dedicate al mondo della speleologia e del patrimonio sotterraneo. Tra i temi di maggiore interesse spiccano il ritorno del Premio Speleolo
     

È uscito il numero di giugno 2026 di Sopra e Sotto il Carso

Júl 1st 2026 at 05:00

Condividi

Dalla ricerca speleologica alla memoria della Guerra Fredda: un numero ricco di attualità, storia ed esplorazione

È disponibile il numero di giugno 2026 di Sopra e Sotto il Carso, la rivista online del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” APS di Gorizia, che propone come di consueto un ricco panorama di notizie, approfondimenti e attività dedicate al mondo della speleologia e del patrimonio sotterraneo.

Tra i temi di maggiore interesse spiccano il ritorno del Premio Speleologico Internazionale Giovanni Badino, dedicato ai progetti di ricerca più innovativi, la campagna nazionale “Animale di Grotta” promossa dalla Società Speleologica Italiana e l’annuncio di Hypogea 2026, il Congresso Mondiale di Speleologia in Cavità Artificiali che si terrà a settembre a Tbilisi, in Georgia.

Ampio spazio è dedicato anche al dibattito sull’introduzione dei nuovi oneri per il rilascio dei nulla osta nelle grotte del Parco della Gola della Rossa e di Frasassi, con una riflessione sul ruolo degli speleologi nella tutela e nella gestione delle aree protette.

 Sono in distribuzione ai Gruppi associati SSI le schede plastificate della campagna nazionale “Animale di Grotta”

Il dossier centrale del numero guarda invece alla Guerra Fredda e al patrimonio sotterraneo del territorio goriziano: dai grandi bunker del Monte Calvario alle fortificazioni della “Soglia di Gorizia”, fino agli approfondimenti sugli ordigni nucleari previsti nell’area di Marcottini e ai progetti di valorizzazione promossi in vista di GO! 2025.

La rivista rende inoltre omaggio a Pino Guidi, insignito della Medaglia d’Oro del Club Alpino Italiano per una vita dedicata alla speleologia, e ricorda la figura di Giordano Marsiglio, con due contributi commemorativi. Non mancano le rubriche dedicate agli speleocollezionisti, ai nuovi volumi della biblioteca virtuale, alle notizie internazionali del NCKRI e al calendario dei principali appuntamenti speleologici.

Completano il fascicolo il tradizionale resoconto delle attività svolte dal Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” nel mese di giugno, tra esplorazioni, rilievi, ricerche sul territorio, documentazione di cavità naturali e artificiali, conferenze e iniziative divulgative.

Sopra e Sotto il Carso, in ogni numero, racconta speleologia e storia, ambiente e territorio, archeologia (in questo caso militare) militare e cultura del territorio carsico, e spazia con lo sguardo dalla ricerca scientifica alla memoria e alla divulgazione.

Il numero completo è disponibile gratuitamente sul sito del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer”.

L'articolo È uscito il numero di giugno 2026 di Sopra e Sotto il Carso proviene da Scintilena.

❌