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Corso SSI sulla documentazione speleologica: archivi, OPAC e ricerca bibliografica

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La Commissione Nazionale Scuole di Speleologia organizza la seconda edizione del corso “Come, dove (e perché) documentarsi?”, tra sessioni online e giornate in presenza a Bologna


La documentazione speleologica torna al centro della formazione SSI

La Società Speleologica Italiana porta avanti il suo impegno nella formazione tecnica con un corso dedicato a uno degli aspetti meno celebrati — ma non per questo meno essenziali — della pratica speleologica: la documentazione. Il corso “Come, dove (e perché) documentarsi?”, giunto alla seconda edizione, è organizzato dal Comitato Esecutivo Emilia-Romagna della Commissione Nazionale Scuole di Speleologia (CNSS-SSI) e si svolge in tre fasi tra maggio e giugno 2026. È un corso di III livello rivolto a tutti gli speleologi, indipendentemente dal livello di esperienza pratica e teorica. Il numero massimo di partecipanti è fissato a 35, con iscrizioni accettate in ordine cronologico di arrivo.


Un programma in tre fasi tra online e presenza a Bologna

Il corso si struttura in tre distinte giornate didattiche. La prima si svolge il 6 maggio in modalità online su piattaforma Google Meet (ore 21:00–22:30): introduce i contenuti, somministra un questionario conoscitivo anonimo e assegna un’esercitazione individuale di simulazione di ricerca bibliografica.

Le fasi successive si tengono in presenza. Il 16 maggio, i partecipanti si ritrovano al Campus dei Campioni di San Lazzaro di Savena (BO), sede del Centro Italiano di Documentazione Speleologica “Franco Anelli”, per una mattinata dedicata all’organizzazione delle biblioteche speleologiche, alla struttura del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) e alle tipologie di documenti archiviati. Nel pomeriggio lo scenario si sposta presso la Biblioteca “Franco Anelli” del Dipartimento BiGeA dell’Università di Bologna (via Zamboni 67), dove si entra nel vivo della ricerca bibliografica, con una visita alla biblioteca, la presentazione del catalogo Speleoteca e degli altri strumenti informatizzati.

La terza giornata, il 17 maggio, si svolge nuovamente al Campus dei Campioni: focus sulla metodologia per una buona documentazione speleologica, sulla valorizzazione degli archivi e un de-briefing finale. Il corso si chiude con pranzo e distribuzione degli attestati al Centro La Terrazza di Ponticella di San Lazzaro di Savena, alle porte del Parco dei Gessi Bolognesi.


Perché la documentazione è fondamentale per la speleologia

All’esplorazione del mondo sotterraneo segue — o dovrebbe seguire — la produzione sistematica di documenti che descrivono i risultati di quanto scoperto: relazioni di attività, rilievi, descrizioni di grotte, fotografie, resoconti di spedizioni. Il complesso mondo della documentazione speleologica ha trovato spazio su riviste e bollettini specializzati autoprodotti dai gruppi, ma anche in monografie e volumi accademici.

Questo patrimonio rappresenta uno strumento di conoscenza indispensabile per studiare un’area carsica, programmare nuove esplorazioni, conoscere lo stato delle ricerche già condotte in un determinato luogo. La transizione al digitale, però, rischia di favorire ricerche bibliografiche superficiali e lacunose: sapere dove e come cercare non è un’abilità scontata, anche nell’era di internet.


Speleoteca: il catalogo bibliografico unico al mondo

Tra gli strumenti al centro del corso c’è Speleoteca, l’OPAC (Online Public Access Catalog) dedicato alla speleologia: un unicum nel panorama speleologico mondiale. Nato nel 2007 come evoluzione del catalogo della Biblioteca “Franco Anelli”, raccoglie oggi oltre 40.000 titoli di pubblicazioni speleologiche e unisce 24 biblioteche italiane sotto un catalogo condiviso. La ricerca è possibile per autore, titolo, soggetto geografico, classificazione tematica, anno e numero standard. Il sistema adotta la classificazione dell’UIS (Bulletin Bibliographique Spéléologique), garantendo l’interoperabilità con gli strumenti internazionali.


GrottoCenter e gli Speleological Abstracts: la dimensione internazionale

Il corso affronta anche gli strumenti di documentazione a scala mondiale. GrottoCenter è il database collaborativo internazionale delle cavità, gestito dall’associazione WikiCaves e attivo in 131 paesi, con oltre 78.000 grotte registrate. A ciascuna cavità possono essere collegati documenti bibliografici, rilievi e informazioni ambientali, con aggiornamenti mensili scaricabili in formato aperto.

Gli Speleological Abstracts (SA/BBS), pubblicati dalla Commissione di Bibliografia dell’Unione Internazionale di Speleologia, costituiscono la principale rassegna annuale della letteratura speleologica mondiale: oltre 110.000 riferimenti bibliografici con circa 4.000 nuovi titoli ogni anno.


La Biblioteca “Franco Anelli”: il cuore della documentazione speleologica italiana

La sede del corso in presenza è la Biblioteca “Franco Anelli” di Bologna, il più importante centro di documentazione speleologica in Italia. Il Centro Italiano di Documentazione Speleologica (CIDS) nasce nel 1976 dalla fusione delle biblioteche dell’Istituto Italiano di Speleologia e della SSI, e dal 1988 ha sede presso il Dipartimento BiGeA dell’Università di Bologna. Il patrimonio supera i 70.000 volumi, con oltre 30.000 monografie e 3.000 testate di periodici, oltre a fondi speciali di stampe antiche, poster, materiali non librari e una teca digitale di periodici scaricabili online.


I relatori

Il corso è affidato a tre esperti di documentazione speleologica:

  • Luca Pisani, geologo, attuale bibliotecario e responsabile del CIDS “Franco Anelli”
  • Michele Sivelli, bibliotecario e già responsabile del CIDS “Franco Anelli”
  • Stefano Gambari, bibliotecario del Circolo Speleologico Romano e già responsabile del Polo SBN delle biblioteche di Roma

Competenze acquisite e quota di partecipazione

Al termine del corso il partecipante saprà interrogare le principali risorse documentali, organizzare una ricerca bibliografica, applicare metodologie corrette nella produzione di documentazione speleologica e utilizzare i portali Speleoteca e GrottoCenter. La quota di iscrizione comprende: gestione di segreteria, assicurazione, cartellina, pranzo al sacco del 16 maggio, cena del 16 maggio, pranzo del 17 maggio e attestato finale. Il pernottamento è da saldare a parte in loco.

Per programma e iscrizioni: https://speleo.it/site/corso-come-dove-perche-documentarsi/
Segreteria organizzativa: Stefano Cattabriga – s.cattabriga@libero.it


#SocietàSpeleologicaItaliana #SSI #Speleologia #DocumentazioneSpeleologica #CIDS #BibliotecaFrancoAnelli #Grotte #Carsismo #Bologna

Manuale di preparazione al corso CNSS-SSI “Come, dove (e perché) documentarsi?” (2ª edizione, maggio 2026).

Copre tutti i temi chiave che verranno trattati durante le tre giornate:
Cosa trovi nel report:

  1. Perché documentarsi — il ruolo storico e pratico della documentazione, dal rilevamento topografico alle relazioni di campo[scintilena]
  2. Tipologie di materiale documentale — dalla letteratura grigia ai periodici, dai rilievi agli archivi fotografici, con una tabella riassuntiva
  3. La Biblioteca “Franco Anelli” (Bologna) — storia, patrimonio (70.000+ volumi), servizi e come accedervi
  4. Speleoteca — cos’è un OPAC, come funziona il catalogo condiviso (40.000+ titoli, 24 biblioteche), e come interrogarlo efficacemente
  5. GrottoCenter — il database internazionale collaborativo (78.000+ grotte, 131 paesi)
  6. Speleological Abstracts (SA/BBS) — la rassegna annuale UIS con oltre 110.000 riferimenti
  7. Il Catasto e il portale WISH — 46.000 grotte georeferenziate
  8. Tabella comparativa di tutti i principali strumenti digitali
  9. Metodologia di ricerca bibliografica step by step
  10. Flashcard e domande di pratica per il ripasso pre-esame

Come, Dove (e Perché) Documentarsi in Speleologia

### Guida di Studio al Corso CNSS-SSI – 2ª Edizione (2026)

Sommario

La documentazione speleologica costituisce uno dei pilastri fondamentali della pratica speleologica moderna: senza un adeguato apparato bibliografico, ogni nuova esplorazione rischia di replicare quanto già scoperto o di ignorare conoscenze critiche. Il corso di III livello “Come, dove (e perché) documentarsi?”, promosso dalla Commissione Nazionale Scuole di Speleologia (CNSS) della Società Speleologica Italiana (SSI) e organizzato dal Comitato Esecutivo Emilia-Romagna, si terrà in tre fasi tra il 6 maggio e il 17 maggio 2026, con sessioni online e in presenza a Bologna. Questa guida approfondisce i principali temi del corso, dalle basi teoriche della documentazione speleologica agli strumenti pratici (Speleoteca, GrottoCenter, SBN), passando per la tipologia dei materiali documentali e le metodologie di ricerca bibliografica.


1. Perché Documentarsi: il Ruolo della Documentazione nella Speleologia

1.1 Una Tradizione Secolare

Fin dai suoi albori, la speleologia ha intrecciato esplorazione e documentazione in modo inseparabile. All’esplorazione di territori sconosciuti nel mondo sotterraneo segue (o dovrebbe seguire) la produzione — più o meno organizzata e sistematica — di documenti atti a descrivere i risultati di quanto scoperto: relazioni di attività, rilievi, descrizioni di grotte, eventi, spedizioni, fotografie e molto altro. Questo principio fondante è esplicitato nei documenti del corso: la documentazione non è un’appendice dell’esplorazione, ma ne è parte integrante e necessaria.[^1]

La storia della disciplina conferma quanto la produzione documentaria sia stata cruciale. La speleologia scientifica italiana affonda le radici nei decenni intorno al 1840, e già dai primi gruppi organizzati — come il Comitato alle Grotte di Trieste (1883), poi divenuto Commissione Grotte “Eugenio Boegan” — la sistematizzazione dei dati raccolti costituiva un obiettivo primario. Oggi la Commissione Grotte Boegan custodisce manoscritti, relazioni e verbali riguardanti la speleologia regionale dagli inizi ai giorni nostri.

1.2 Il Valore Pratico della Documentazione

Una documentazione adeguata consente di:

  • Studiare, comprendere ed esplorare un’area carsica con informazioni pregresse
  • Programmare attività in una nuova zona, sapendo già cosa è stato esplorato e da chi
  • Conoscere lo stato delle conoscenze acquisite in un determinato luogo del mondo
  • Evitare duplicazioni di lavoro scientifico già svolto

Il complesso e variegato mondo della documentazione speleologica e carsologica ha trovato ampio spazio su riviste e bollettini specializzati, spesso autoprodotti e editi dagli stessi gruppi speleologici, ma anche in monografie e volumi tematici legati al mondo accademico e scientifico. Tutta questa mole di documenti rappresenta uno scrigno di conoscenza inestimabile ed utilizzabile per chi si appresta a nuove esplorazioni.[^1]

1.3 Il Rischio della Digitalizzazione Superficiale

La corsa al mondo digitalizzato sta provocando una “sostituzione” progressiva dei supporti cartacei, portando più facilmente a condurre indagini bibliografiche sbrigative e lacunose. Per questo motivo, l’adeguata conoscenza dei repertori bibliografici oggi disponibili e la capacità di effettuare ricerche bibliografiche esaurienti sono elementi indispensabili per condurre esplorazioni speleologiche ben documentate e dunque efficaci. Questa è la ragione d’essere del corso, ora alla sua seconda edizione.


2. Le Principali Tipologie di Materiale Documentale

Comprendere la varietà delle fonti è il primo passo per saperle cercare. Il corso affronta esplicitamente le principali tipologie di documenti archiviati nelle biblioteche speleologiche: Tipologia Descrizione Esempi Monografie Volumi completi su un tema o una grotta Guide carsiche, atlanti speleo, manuali tecnici Periodici / Riviste Pubblicazioni seriali di associazioni Speleologia (SSI, dal 1979), Progressione (Boegan, dal 1978), Grotte (GSP, dal 1957) Letteratura grigia Materiale non commerciale, a diffusione limitata Bollettini di gruppo, atti di convegni, relazioni interne, diari di campo Rilievi topografici Mappe e piante delle cavità Rilievi catastali, planimetrie di sistemi carsici Archivi fotografici e video Documentazione visiva Archivi storici, reportage di spedizioni Manifesti e cartoline Materiale effimero di interesse storico Locandine di convegni, cartoline illustrate di grotte Materiali digitali Risorse nate digitalmente o digitalizzate PDF di bollettini, banche dati online, portali catastali

La letteratura grigia speleologica merita attenzione particolare: si tratta di bollettini, relazioni di campo, atti di convegni e pubblicazioni autoprodotte dai gruppi speleologici che raramente entrano nei circuiti bibliotecari tradizionali. Questa tipologia di documento costituisce spesso la fonte primaria più dettagliata su esplorazioni specifiche e aree geografiche periferiche.


3. Il Centro Italiano di Documentazione Speleologica “Franco Anelli”

3.1 Storia e Struttura

La sede principale del corso in presenza — la Biblioteca “Franco Anelli” di Bologna — è il più importante centro di documentazione speleologica in Italia e uno dei maggiori al mondo. Il Centro Italiano di Documentazione Speleologica (CIDS) nasce nel 1976 dalla fusione delle biblioteche dell’Istituto Italiano di Speleologia e della SSI. Il nome è un omaggio a Franco Anelli, direttore delle Grotte di Castellana, i cui familiari donarono un importante fondo librario.

Dal 1988, la biblioteca ha sede presso il Dipartimento BiGeA (Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali) dell’Università di Bologna, che ne garantisce l’accessibilità e la fruizione. A Bologna, la speleologia viene trattata a livello universitario da oltre mezzo secolo, e il Dipartimento è riconosciuto come uno dei centri specializzati più importanti al mondo.

3.2 Il Patrimonio

Il CIDS è una delle più grandi biblioteche a tema speleologico del mondo:

  • Oltre 30.000 volumi monografici
  • Oltre 3.000 testate di riviste periodiche
  • Fondi speciali: stampe antiche, poster, cartoline, emeroteca, materiali non librari
  • Fondo storico con pubblicazioni anteriori al 1831 e altri volumi rari
  • Stima totale del patrimonio: oltre 70.000 volumi

Il CIDS pubblica le principali riviste della SSI: Speleologia (dal 1979, a cadenza trimestrale) e Opera Ipogea (dal 1999, a cadenza semestrale, dedicata alle cavità artificiali).

3.3 Servizi Disponibili

La biblioteca offre servizi di:

  • Consultazione in sede (dal lunedì al venerdì, ore 9:00-17:00, previo appuntamento)
  • Reference: fornitura documenti, fotocopie, scansioni digitali, accesso a internet e supporto per consultazione banche dati
  • Teca digitale: accesso a documenti digitalizzati tramite portale dedicato
  • Prestito interbibliotecario tramite la rete SBN

4. Speleoteca: il Catalogo Condiviso OPAC

4.1 Che cos’è uno OPAC

Un OPAC (Online Public Access Catalog) è un catalogo bibliografico consultabile liberamente online. Il Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) è la rete delle biblioteche italiane promossa dal Ministero della Cultura, con circa 100 milioni di accessi annui e 20 milioni di ricerche annuali, consultabile gratuitamente 24 ore su 24. SBN collega biblioteche statali, universitarie, di enti locali e private in una rete cooperativa di catalogazione partecipata. Il Circolo Speleologico Romano partecipa alla rete SBN.

4.2 Il Progetto Speleoteca

Speleoteca (www.speleoteca.it) è l’OPAC dedicato alla speleologia, un unicum nel panorama speleologico mondiale:

  • Nato nel 2007 come evoluzione del catalogo della Biblioteca “Franco Anelli”
  • Attualmente raccoglie oltre 40.000 titoli di pubblicazioni speleologiche
  • Gestito con il software ClavisNG (Comperio), conforme agli standard internazionali di catalogazione
  • Riunisce 24 biblioteche speleologiche italiane sotto un unico catalogo condiviso

4.3 Come Interrogare Speleoteca

Le opzioni di ricerca disponibili includono:

  • Ricerca semplice e ricerca avanzata
  • Filtri per classi, soggetti e voci di autorità
  • Criteri: Autore/Titolo, Seriali, Classificazioni, Soggetto, Anno, Numeri Standard
  • Possibilità di salvare le proprie ricerche
  • Ricerca limitata a specifiche biblioteche aderenti

Per la classificazione tematica, Speleoteca adotta il sistema utilizzato dall’UIS nel Bulletin Bibliographique Spéléologique / Speleological Abstracts, con un adattamento elaborato da Aleksander Klimchouk. Il campo “Soggetto” funziona come lista di indicizzazione geografica, particolarmente utile per le ricerche su aree carsiche specifiche.

4.4 Biblioteche Aderenti al Progetto Speleoteca

Tra le biblioteche che partecipano al progetto:

  • Biblioteca “Franco Anelli” – Bologna (CIDS/SSI)
  • Archivio Speleologico A. Pastorelli – Sanremo
  • Biblioteca “F. Dal Cin” – Gruppo Grotte Treviso
  • Biblioteca “Franco Todde” – Federazione Speleologica Sarda
  • Biblioteca “L. Fantini” – GSB-USB
  • Biblioteca Commissione Grotte “E. Boegan” – Trieste
  • Circolo Speleologico Romano
  • Gruppo Speleologico Piemontese
  • Federazione Speleologica Campana
  • Federazione Speleologica Toscana
  • E molte altre (24 aderenti in totale)

Nel 2024, la biblioteca della Società Adriatica di Speleologia (SAS) è entrata a far parte del progetto, arricchendo ulteriormente il catalogo.


5. GrottoCenter: la Banca Dati Internazionale delle Grotte

5.1 Cos’è GrottoCenter

GrottoCenter è un database collaborativo dedicato alle grotte di tutto il mondo, alimentato da speleologi, associazioni e ricercatori. È gestito dall’associazione WikiCaves e si configura come un progetto open e collaborativo che coinvolge 131 paesi.

Il database conta attualmente circa 78.000+ grotte registrate, con contributi di migliaia di speleologi e organizzazioni. Negli ultimi anni la piattaforma ha sviluppato vari strumenti per scaricare, aggiornare e strutturare i dati sulle cavità, coinvolgendo centinaia di organizzazioni e migliaia di utenti.

5.2 Funzionalità

GrottoCenter consente di:

  • Consultare dati su grotte di tutto il mondo (posizione, sviluppo, profondità)
  • Accedere a documenti bibliografici collegati alle singole cavità, grazie alla collaborazione con gli Speleological Abstracts (SA/BBS)
  • Associare a ogni cavità regole ambientali e informazioni sui rischi (nuovo servizio 2026)
  • Scaricare dataset in formato JSON, aggiornati mensilmente

La Biblioteca “Franco Anelli” ha avviato una nuova collaborazione con WikiCaves-GrottoCenter, ospitando uno studente dell’Università di Montpellier per un tirocinio formativo finalizzato alla digitalizzazione del patrimonio speleologico mondiale.


6. Gli Speleological Abstracts (SA/BBS)

Gli Speleological Abstracts (SA), noti anche come Bulletin Bibliographique Spéléologique (BBS), sono la principale rassegna annuale della letteratura speleologica mondiale, pubblicati dalla Commissione di Bibliografia dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS).

Caratteristiche principali:

  • Ogni anno vengono inclusi circa 4.000 titoli, la maggior parte con un breve abstract in inglese, francese o altra lingua UIS
  • Il database completo contiene attualmente oltre 110.000 riferimenti bibliografici
  • Coprono oltre 38 anni di letteratura speleologica da tutto il mondo
  • Accessibili al sito: https://www.ssslib.ch/bbs/en/

Il sistema di classificazione degli SA è stato adottato anche da Speleoteca e dalla Commissione Informatica UIS (Speleological Subject Classification, SSC). Questo garantisce l’interoperabilità tra i diversi strumenti bibliografici speleologici a livello internazionale.


7. Il Catasto Speleologico: un’Altra Forma di Documentazione

Il catasto speleologico è un archivio informatico georeferenziato che raccoglie dati topografici, morfologici, idrologici, biologici e archeologici relativi a grotte e cavità sotterranee. In Italia, la Commissione Nazionale Catasto della SSI (fondata nel 1923) gestisce il Catasto Nazionale, coordinando una struttura decentralizzata su base regionale, ufficializzata dal 1973.

Il portale nazionale WISH (Web Information System Hyperlink), nato nel 2008, è il portale del Catasto Nazionale delle Grotte d’Italia: consente la consultazione di quasi 46.000 grotte georeferenziate, con rimandi ai WebGIS regionali per le informazioni di dettaglio. Ogni scheda catastale fornisce: posizione geografica precisa, sviluppo lineare, profondità, caratteri geologici e geomorfologici, dati idrici, rinvenimenti archeologici, fauna ipogea e stato di conservazione.

Il catasto è un tipo di documentazione complementare a quella bibliografica: dove la biblioteca conserva il sapere scritto, il catasto archivia il dato georeferenziato, cioè la localizzazione e le caratteristiche fisiche delle cavità.


8. Altre Risorse Bibliografiche Speleologiche

8.1 Biblioteche Speleologiche Italiane di Rilievo

Oltre al CIDS, esistono numerose biblioteche speleologiche sul territorio nazionale:

  • Commissione Grotte “E. Boegan” (Trieste): oltre mille testi di miscellanea, più di 200 testate italiane ed estere, circa un migliaio di libri e una preziosa emeroteca con articoli dal 1800 ad oggi, oltre a manoscritti e verbali storici.
  • Centro di Documentazione “Francesco Dal Cin” (Treviso): circa 1.000 monografie e 140 testate di periodici, parte del Progetto Speleoteca.
  • Circolo Speleologico Romano: fa parte sia di Speleoteca che della rete SBN del Polo di Roma.
  • Biblioteca “L. Fantini” (GSB-USB, Bologna): importante per la speleologia emiliano-romagnola.

8.2 Biblioteche Digitali e Portali Internazionali

Risorsa Tipo Contenuto Speleoteca (speleoteca.it) OPAC nazionale 40.000+ titoli, 24 biblioteche italiane GrottoCenter (grottocenter.org) DB internazionale grotte 78.000+ cavità, documenti collegati SA/BBS (ssslib.ch/bbs) Abstracts annuali 110.000+ riferimenti, letteratura mondiale OPAC SBN (opac.sbn.it) Catalogo biblioteche italiane Milioni di titoli, biblioteche accademiche e pubbliche Karst Information Portal Biblioteca digitale Letteratura carsica internazionale Speleogenesis Portale riviste Riviste scientifiche internazionali open access WISH (speleo.it/catasto) Catasto nazionale 46.000 grotte italiane georeferenziate Teca Digitale Anelli Archivio digitale Periodici SSI digitalizzati

8.3 Riviste Speleologiche Italiane Online

La comunità speleologica italiana produce una ricca produzione periodica, in gran parte disponibile online:

  • Speleologia (SSI): rivista semestrale, con archivio arretrati in PDF
  • Opera Ipogea: rivista SSI dedicata alle cavità artificiali
  • Progressione (Commissione Grotte E. Boegan): dal 1978, scaricabile in PDF
  • TALP (Federazione Speleologica Toscana): periodico regionale in PDF
  • Speleologia Emiliana (FSRER): rivista regionale in PDF
  • Grotte (GSP CAI-UGET): la rivista speleologica italiana più longeva, 67° anno di attività
  • Cave-O-Zines: prototipo di biblioteca virtuale delle riviste italiane, con oltre 300 riviste e 3.600 riferimenti

9. Metodologia per una Ricerca Bibliografica Speleologica

9.1 Fasi della Ricerca

Una ricerca bibliografica speleologica efficace si articola in fasi distinte:

  1. Definizione dell’obiettivo: identificare l’area geografica, il tema scientifico e il periodo storico di interesse
  2. Selezione degli strumenti: scegliere le risorse appropriate (Speleoteca per la letteratura italiana, SA/BBS per quella internazionale, GrottoCenter per dati sulle singole cavità)
  3. Interrogazione sistematica: utilizzare operatori di ricerca, filtri tematici e geografici
  4. Raccolta e valutazione: selezionare i materiali pertinenti e valutarne l’affidabilità
  5. Organizzazione della documentazione: strutturare la bibliografia secondo standard condivisi
  6. Verifica delle fonti primarie: quando possibile, risalire ai documenti originali piuttosto che affidarsi a secondarie

9.2 Come Interrogare le Risorse: Consigli Pratici

Per Speleoteca:

  • Iniziare con una ricerca per soggetto geografico (nome dell’area carsica o della grotta)
  • Affinare con criteri tematici (geologia, biologia, idrologia, storia ecc.)
  • Verificare la presenza della risorsa nelle biblioteche aderenti per il prestito

Per gli SA/BBS:

  • Usare il sistema di classificazione UIS per interrogazioni tematiche
  • Privilegiare la ricerca per abstract: consente di filtrare per rilevanza prima di ottenere il testo completo

Per GrottoCenter:

  • Cercare per nome della cavità o per coordinate geografiche
  • Accedere ai documenti collegati per trovare letteratura specifica su una grotta

Per l’OPAC SBN:

  • Utile per monografie scientifiche non strettamente speleologiche (geologia, biologia, archeologia)
  • Consente il prestito interbibliotecario tra le 6.251 biblioteche aderenti

9.3 Produrre Documentazione di Qualità

Al termine di ogni esplorazione o ricerca, lo speleologo dovrebbe produrre documentazione che includa:

  • Relazione di attività: descrizione sistematica delle esplorazioni condotte
  • Rilievo topografico: planimetria e sezioni della cavità, base di ogni documentazione
  • Scheda catastale: dati da inserire nel catasto regionale di riferimento
  • Materiale fotografico e video: documentazione visiva georeferenziata
  • Descrizione scientifica: osservazioni su geologia, biologia, idrogeologia, archeologia
  • Lista bibliografica: fonti consultate e nuovi contributi da citare

La metodologia moderna prevede l’utilizzo di software GIS — anche gratuiti — per creare archivi di dati georeferenziati, soprattutto quando intorno alle grotte esiste un interesse che va al di là di quello puramente speleologico.


10. Il Programma del Corso: Struttura Didattica

Il corso è strutturato in tre fasi (una online + due in presenza):

Fase 1 – Online (6 maggio, ore 21:00-22:30)

Introduzione al corso, questionario conoscitivo anonimo, distribuzione dei materiali e somministrazione di un’esercitazione individuale di simulazione di ricerca bibliografica.

Fase 2 – In presenza a Bologna (16 maggio)

Orario Sede Contenuto 10:00-12:30 Campus dei Campioni (S. Lazzaro di Savena) Organizzazione biblioteche speleologiche; Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN); tipologie di documenti 14:00-18:00 Biblioteca “Franco Anelli” (via Zamboni 67, BO) Visita alla biblioteca; ricerca bibliografica e repertori; catalogo Speleoteca; altri cataloghi

Fase 3 – In presenza a Bologna (17 maggio)

Orario Sede Contenuto 09:00-12:30 Campus dei Campioni Metodologia per una buona documentazione; valorizzazione degli archivi; discussione e de-briefing 13:00 Centro La Terrazza (Ponticella) Pranzo di fine corso e distribuzione attestati

Competenze Acquisite al Termine del Corso

Al termine del corso il partecipante sarà in grado di:

  • Conoscere e interrogare le principali risorse documentali disponibili
  • Conoscere le principali tipologie di materiali conservati nelle biblioteche e negli archivi speleologici
  • Organizzare una ricerca bibliografica
  • Applicare metodologie corrette ed efficaci nella produzione di documentazione speleologica
  • Utilizzare il portale Speleoteca (OPAC nazionale)
  • Utilizzare il portale GrottoCenter (database internazionale)
  • Redigere un elenco di informazioni utili ai fini di una ricerca speleologica

11. I Relatori del Corso

Il corso vede la partecipazione di tre esperti di documentazione speleologica:

  • Luca Pisani – geologo, attuale bibliotecario e responsabile del Centro Italiano di Documentazione Speleologica “Franco Anelli” (Bologna)
  • Michele Sivelli – bibliotecario e già responsabile del CIDS “Franco Anelli”; figura storica della documentazione speleologica italiana
  • Stefano Gambari – bibliotecario del Circolo Speleologico Romano, già responsabile del Polo SBN delle biblioteche di Roma; porta l’esperienza del sistema bibliotecario nazionale applicato alla speleologia

12. Flashcard per il Ripasso

Concetti Chiave

Cosa si intende per “letteratura grigia” in ambito speleologico?

Tutto il materiale bibliografico non commerciale e a diffusione limitata: bollettini di gruppo, relazioni di campo, atti di convegni, circolari interne. È spesso la fonte più ricca di informazioni su esplorazioni specifiche.

Cos’è uno OPAC?

Online Public Access Catalog: catalogo bibliotecario consultabile liberamente online, che permette di ricercare il patrimonio documentale di una o più biblioteche. Speleoteca è l’OPAC delle biblioteche speleologiche italiane.

Quante biblioteche partecipa al Progetto Speleoteca?

24 biblioteche speleologiche italiane, con un catalogo di oltre 40.000 titoli.

Cos’è il CIDS e dove si trova?

Il Centro Italiano di Documentazione Speleologica “Franco Anelli” è la più grande biblioteca speleologica in Europa. Ha sede presso il Dipartimento BiGeA dell’Università di Bologna (via Zamboni 67).

Qual è la differenza tra Speleoteca e GrottoCenter?

Speleoteca è un OPAC bibliografico (cataloga libri, riviste, documenti); GrottoCenter è un database delle cavità stesse (dati geografici, morfologici, documenti collegati a ciascuna grotta).

Cosa sono gli Speleological Abstracts (SA/BBS)?

Rassegna annuale della letteratura speleologica mondiale, pubblicata dall’UIS. Contiene oltre 110.000 riferimenti bibliografici, con circa 4.000 nuovi titoli l’anno.

Cos’è il WISH?

Web Information System Hyperlink: portale del Catasto Nazionale delle Grotte d’Italia, che consente la consultazione di quasi 46.000 grotte georeferenziate.

Cos’è il SBN?

Il Servizio Bibliotecario Nazionale è la rete delle biblioteche italiane promossa dal Ministero della Cultura. Collega 6.251 biblioteche organizzate in 102 poli. L’OPAC SBN è consultabile gratuitamente e conta circa 100 milioni di accessi annui.

Perché la documentazione speleologica è fondamentale per le nuove esplorazioni?

Consente di conoscere lo stato delle conoscenze già acquisite, evitare duplicazioni, programmare attività in modo mirato e valorizzare il patrimonio di conoscenze costruito dalla comunità speleologica nel tempo.


13. Domande di Pratica

  1. Un gruppo speleo vuole esplorare una nuova area carsica in Calabria. Quali tre strumenti digitali consultereste per una ricerca bibliografica preliminare e in quale ordine?
  2. Trovate un vecchio bollettino di un gruppo speleologico degli anni ’70, non presente in Speleoteca. Come potreste contribuire a renderlo accessibile alla comunità?
  3. Qual è la differenza tra una scheda catastale e una scheda bibliografica? In cosa si completano a vicenda?
  4. Elencate almeno 5 tipologie di materiale documentale che possono essere conservate in una biblioteca speleologica.
  5. Spiegate con parole vostre perché la transizione al digitale può portare a ricerche bibliografiche “sbrigative e lacunose”. Quali rimedi propone il corso?
  6. Qual è il sistema di classificazione tematica adottato da Speleoteca? Da dove deriva?
  7. Un ricercatore straniero cerca documenti sulle grotte del Salento. Quale strumento gli suggerireste come primo accesso e perché?

Informazioni Logistiche del Corso

Organizzatore: Comitato Esecutivo Emilia-Romagna della CNSS-SSI
Con il patrocinio: Dipartimento BiGeA, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
Posti disponibili: massimo 35 (accettazioni in ordine di arrivo)
Segreteria: Stefano Cattabriga – s.cattabriga@libero.it
Iscrizioni e programma: https://speleo.it/site/corso-come-dove-perche-documentarsi/

La quota di partecipazione include: gestione segreteria, assicurazione, cancelleria, pranzo al sacco del 16 maggio, cena del 16 maggio, pranzo del 17 maggio e attestato finale di partecipazione. Il pernottamento è da saldare a parte in loco.


References

  1. La biblioteca sotterranea: il tesoro nascosto della speleologia italiana – Il Centro Italiano di Documentazione Speleologica è aperto al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle …

Fonti consultate

Fonti
[1] 01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/86d36e7b-fb33-423c-9ed5-5859bb837351/01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt
[2] 02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/35124a74-892b-451f-9c91-aa405245406d/02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt
[3] 03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/2e8b1d27-c01e-4793-9b8a-e405da6de545/03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt

L'articolo Corso SSI sulla documentazione speleologica: archivi, OPAC e ricerca bibliografica proviene da Scintilena.

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Nella Gruta del Toro cento anni dopo Casteret: l’esplorazione subacquea torna protagonista ai Pirenei

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Al V Congresso Espeleopirineos di Boltaña, David Martínez, Teresa Alari e Manel Llenas presentano le nuove esplorazioni speleosubacquee nella grotta pirenaica dove il grande esploratore francese dimostrò l’origine del fiume Garonna


Il V Congresso Espeleopirineos 2026 a Boltaña

Il Palacio de Congresos di Boltaña, nel cuore del Geoparco Sobrarbe-Pirenei (Aragona, Spagna), ospita il 2, 3 e 4 ottobre 2026 il V Congresso Espeleopirineos, raduno degli speleologi che operano nella catena pirenaica. L’evento è organizzato dal Club Atlético Sobrarbeanche (CAS), che quest’anno festeggia i cinquant’anni di attività, in collaborazione con lo Speleo Club Sabadell e il SIES (Societat d’Investigació Espeleològica i Subaquàtica). Il congresso si svolge nella cornice del Geoparco Sobrarbe-Pirenei, uno dei territori carsici più rilevanti della Penisola Iberica.facebook+3

Tra le conferenze in programma, una attira l’attenzione della comunità speleologica internazionale. David Martínez, Teresa Alari e Manel Llenas presenteranno i risultati delle loro esplorazioni speleosubacquee nella Gruta del Toro, con un titolo che racchiude un preciso significato storico: “Exploración subacuática en la gruta de Toro, un siglo después de la incursión en solitario de Norbert Casteret”.


La Gruta del Toro e il mistero dell’origine della Garonna

Il Trou du Toro — in italiano “Buco del Toro” — è una cavità carsica situata nel massiccio pirenaico, sul versante spagnolo della Val d’Aran, a circa 2.000 metri di quota. Per secoli questa grotta è stata al centro di una delle grandi questioni geografiche europee: da dove nasce la Garonna, il secondo fiume della Francia per portata?traces-ecrites+1

Le acque che entrano nel Trou du Toro sul versante spagnolo percorrono un labirinto sotterraneo di gallerie e sifoni per riemergere ai Goueils de Jouéou (quota ~1.418 m) sul versante francese, dando origine alla Garonna. La connessione era ipotizzata da tempo, ma la sua prova sperimentale arrivò solo nel 1931, grazie a Norbert Casteret.books.openedition+1

Il 19 luglio di quell’anno, Casteret coordinò un esperimento di colorazione delle acque con fluoresceina, alla presenza di 14 testimoni. Il colorante immesso nel Trou du Toro ricomparve ai Goueils de Jouéou sul versante francese, dimostrando definitivamente il percorso sotterraneo transfrontaliero. I risultati furono presentati all’Académie des Sciences di Parigi.traces-ecrites


Norbert Casteret, il pioniere che sfidava i sifoni nudo e con una candela

Norbert Casteret (Saint-Martory, 19 agosto 1897 – Tolosa, 20 luglio 1987) è considerato uno dei padri fondatori della speleologia moderna. Sportivo eccezionale — nuotatore, alpinista, saltatore — iniziò l’esplorazione speleologica giovanissimo, sviluppando un metodo di ricerca tanto rigoroso quanto fisicamente estremo.treccani+2

La sua tecnica di attraversamento dei sifoni nelle prime esplorazioni era radicalmente semplice: si immergeva a corpo libero, senza muta né attrezzatura, portando con sé solo una candela impermeabilizzata e dei fiammiferi, fidando sulla propria capacità natatoria. Nei suoi libri successivi avvertì esplicitamente i lettori di non imitarlo.showcaves+1

Nel 1923 aveva già attraversato in apnea il sifone della Grotte de Montespan, scoprendo oltre la parete d’acqua sculture animali preistoriche risalenti a 20.000 anni fa. Nel 1926 scoprì la Grotte Glacée che porta oggi il suo nome, nel Circo di Gavarnie. Nel 1931 arrivò la dimostrazione dell’origine della Garonna attraverso il Trou du Toro. Casteret esplorò oltre 500 caverne e corsi d’acqua sotterranei nella sua carriera, prevalentemente nei Pirenei, e scrisse più di 43 libri tradotti in numerose lingue.wikipedia+4


Dalla candela di Casteret ai rebreather moderni: un secolo di tecnologia

Il confronto tra la speleosubacquea degli anni Venti e quella contemporanea è la dimensione più significativa della conferenza di Boltaña. In un secolo, la disciplina si è trasformata radicalmente.

Gli speleosub di oggi operano con mute stagne, autorespiratori a circuito aperto (SCUBA) con doppie bombole indipendenti, sagola guida come unico mezzo per trovare l’uscita nel buio totale, miscele gassose come Nitrox per gestire la narcosi da azoto, computer subacquei per il monitoraggio della decompressione e illuminazione frontale a LED. Le linee guida del CNSAS stabiliscono che non si può avanzare di un metro senza sagola guida e che l’utilizzo di almeno due bombole indipendenti è obbligatorio.ilsecoloxix+2

I sifoni pirenaici presentano condizioni particolarmente severe: le acque di fusione glaciale mantengono temperature tra 4°C e 10°C, la torbidità stagionale può azzerare la visibilità, e alcuni sifoni superano i cento metri di profondità. Nonostante l’evoluzione tecnica, la speleosubacquea rimane una disciplina ad alto rischio. A gennaio 2026, un esploratore francese ha perso la vita alla Font Estramar (Pirenei Orientali), con il corpo recuperato a 125 metri di profondità dopo tre giorni di operazioni — quella grotta conta già 9 vittime nella sua storia.scintilena+2


Una conferenza che unisce storia ed esplorazione contemporanea

La scelta di intitolare la conferenza “un siglo después” — un secolo dopo — non è casuale. David Martínez, Teresa Alari e Manel Llenas dello Speleo Club Sabadell portano avanti una tradizione di esplorazione sistematica nelle grotte sommerse dei Pirenei, aggiornando con le tecnologie attuali quanto Casteret aveva fatto con i soli mezzi del suo corpo.espeleologia+1

La Gruta del Toro torna così al centro dell’attenzione speleologica internazionale a distanza di cento anni: le sue gallerie sommerse, i sifoni e i misteri idrografici che ne fanno uno snodo cruciale del carsismo pirenaico restano un territorio aperto all’indagine. La conferenza al V Congresso Espeleopirineos di Boltaña rappresenta l’occasione per presentare alla comunità scientifica i risultati di esplorazioni che idealmente dialogano con il lavoro del grande speleologo francese, attraverso un secolo di storia sotterranea.


La locandina annuncia una conferenza al V Congresso Espeleopirineos 2026 (Boltaña, Aragona, 2–4 ottobre 2026), tenuta da David Martínez, Teresa Alari e Manel Llenas dello Speleo Club Sabadell, sul tema dell’esplorazione subacquea nella Gruta del Toro, a cent’anni esatti dall’incursione solitaria di Norbert Casteret.

Il report copre tutti gli aspetti principali del tema:

  • La Gruta del Toro: cavità carsica pirenaica d’importanza idrogeologica eccezionale, attraverso cui scorrono le acque che riemergono ai Goueils de Jouéou, sorgente della Garonna — una delle dispute geografiche più note della storia della scienza francese.
  • Norbert Casteret e il Trou du Toro: il celebre speleologo francese (1897–1987) esplorò la grotta da solo negli anni ’20, poi nel 1931 coordinò l’esperimento di colorazione delle acque con 14 testimoni che dimostrò definitivamente la connessione sotterranea e l’origine della Garonna. Una scoperta presentata all’Académie des Sciences di Parigi.
  • Un secolo di evoluzione tecnica: dalle immersioni in apnea di Casteret (nudo, con una candela impermeabilizzata) ai rebreather, alle sagole guida obbligatorie e ai gas di miscela usati oggi.
  • Il contesto congressuale: il CAS (Club Atlético Sobrarbeanche) che organizza l’evento festeggia i suoi 50 anni nel 2026, in un’area — il Geoparco Sobrarbe-Pirenei — tra le più ricche carsicamente della Penisola Iberica.

Esplorazione Subacquea nella Gruta del Toro: Un Secolo dopo Norbert Casteret

Il contesto: V Congresso Espeleopirineos 2026

La locandina analizzata annuncia una conferenza del V Congresso Espeleopirineos, l’incontro degli speleologi che operano nei Pirenei aragonesi, in programma al Palacio de Congresos di Boltaña (Aragona, Spagna) il 2, 3 e 4 ottobre 2026. L’evento è organizzato dal Club Atlético Sobrarbeanche (CAS), che nel 2026 celebra i suoi 50 anni di attività, con il patrocinio dell’Ayuntamiento de Boltaña e la co-organizzazione dello Speleo Club Sabadell e del SIES (Societat d’Investigació Espeleològica i Subaquàtica).[1][2][3]

La conferenza specifica promossa dalla locandina è quella di David Martínez, Teresa Alari e Manel Llenas, il cui tema dichiarato è:

“Exploración subacuática en la gruta de Toro, un siglo después de la incursión en solitario de Norbert Casteret”

L’immagine di sfondo raffigura due speleosub in piena attività dentro una grotta allagata, con le luci frontali che illuminano il sifone, mentre un terzo esploratore osserva da una cengia asciutta — una rappresentazione emblematica della speleosubacquea contemporanea nei Pirenei.


La Gruta del Toro e la scoperta delle sorgenti della Garonna

Il Trou du Toro: una porta sul sottosuolo pirenaico

Il Trou du Toro (in francese “Buco del Toro”), noto anche come Trou (o Gruta) del Toro, è una cavità carsica situata nel massiccio pirenaico, sul versante spagnolo, nella regione della Val d’Aran, a circa 2.000 metri di quota. È una cavità di importanza idrogeologica eccezionale: attraverso di essa scorrono le acque che, dopo un percorso sotterraneo di svariati chilometri, riemergono ai Goueils de Jouéou (quota ~1.418 m), nel versante francese, costituendo la sorgente principale del fiume Garonna, uno dei più importanti della Francia.[4][5]

La struttura è di tipo carsico, sviluppata nei calcari del massiccio mesozoico pirenaico, con gallerie parzialmente allagate e sifoni — tratti completamente sommersi — che rendono la progressione interna un’impresa speleosubacquea di notevole complessità.[6]

La storica incursione solitaria di Casteret (1926–1931)

La storia speleologica della Gruta del Toro è indissolubilmente legata al nome di Norbert Casteret (Saint-Martory, 19 agosto 1897 – Tolosa, 20 luglio 1987), considerato uno dei padri della speleologia moderna.[7][8]

Casteret era uno sportivo poliedrico, alpinista, nuotatore e sub, che iniziò l’esplorazione speleologica nel 1912, e divenne la figura di riferimento della speleologia francese per oltre mezzo secolo. Il suo motto era il motto latino Ad Augusta per Angusta (“attraverso le difficoltà alla grandezza”). Già nel 1923, durante la sua prima impresa eclatante, aveva eseguito un’immersione a corpo libero (senza muta né attrezzatura) nel sifone della Grotte de Montespan, attraversandolo con una candela impermeabilizzata in mano, portando alla scoperta di sculture preistoriche su di un lago sotterraneo.[9][8][10]

L’interesse di Casteret per il Trou du Toro nasce dalla storica questione geografica dell’origine della Garonna: per secoli si dibatteva se le acque che scaturivano ai Goueils de Jouéou in Francia provenissero effettivamente dal versante spagnolo attraverso una connessione sotterranea. Casteret si dedicò a questa ricerca con metodo idrogeologico.

Il 19 luglio 1931, Casteret organizzò e coordinò un’esperienza di colorazione delle acque alla quale parteciparono 14 testimoni. Il colorante (fluoresceina) fu introdotto nel Trou du Toro sul versante spagnolo e dopo qualche tempo ricomparvero ai Goueils de Jouéou in Francia, dimostrando definitivamente la connessione sotterranea e identificando il Trou du Toro come l’autentica sorgente della Garonna. Il verbale di quell’esperimento, firmato dai 14 partecipanti il 19 e 20 luglio 1931, è un documento storico della speleologia e dell’idrologia.[4]

Casteret stesso aveva precedentemente effettuato incursioni in solitaria nella grotta, esplorando le zone accessibili senza attrezzatura subacquea moderna, in quello stile audace e solitario che lo caratterizzava. La sua esplorazione fu la premessa scientifica necessaria per l’esperimento di colorazione.[5]

L’importanza scientifica della scoperta

La scoperta della connessione idrica tra il Trou du Toro e i Goueils de Jouéou fu presentata all’Académie des Sciences di Parigi, per la quale Casteret redasse un manoscritto autografo intitolato “Sur la détermination du Trou du Toro avec les Goueils de Joueau, source de la Garonne”. Questa scoperta:[4]

  • Risolse una controversia geografica secolare sull’origine del secondo fiume della Francia per portata[5]
  • Dimostò la possibilità di tracciare percorsi idrici sotterranei attraverso rilievi montuosi impervi
  • Aprì una nuova frontiera nell’idrogeologia carsica pirenaica
  • Fornì la prova sperimentale di connessioni sotterranee che potevano attraversare lo spartiacque transpirenaico

Norbert Casteret: il pioniere dell’esplorazione subacquea in grotta

Biografie e metodo

Casteret nacque il 19 agosto 1897 a Saint-Martory (Haute-Garonne) e morì il 20 luglio 1987 a Tolosa. Era figlio di un avvocato, studiò diritto e lavorò come impiegato notarile prima di abbandonare la carriera per dedicarsi all’esplorazione. Sportivo eccezionale, era campione di corsa, salto in alto, nuoto e altre discipline, il che lo rese fisicamente adatto all’ambiente ipogeo.[7][9][8]

La sua tecnica di esplorazione subacquea delle origini era radicalmente semplice e pericolosa: si immergeva nudo, portando con sé solo una candela e dei fiammiferi impermeabilizzati, fidando sulla sua capacità atletica di nuoto in apnea. Nei suoi libri successivi, avvertì esplicitamente i lettori di non imitare questo approccio. Col tempo apprese le tecniche speleologiche più strutturate da Édouard-Alfred Martel, il fondatore della speleologia moderna, che scrisse la prefazione al suo primo libro.[9]

Le grandi esplorazioni

Tra le imprese più significative di Casteret nei Pirenei:

AnnoGrotta/ImpresaSignificato
1922–1923Grotte de MontespanPrima immersione in sifone (nudo, con candela); scoperta di sculture preistoriche di 20.000 anni[8][11]
1926Grotte Glacée Casteret (Circo di Gavarnie)Scoperta della cavità con lago e fiume di ghiaccio fossile[12][13]
1931Trou du Toro / Goueils de JouéouDimostrazione dell’origine della Garonna; esperimento di colorazione con 14 testimoni[4][5]
1932–1933Grotte Cigalère e Gouffre Martel (-303 m)Esplorazione di grandi sistemi ipogei pirenaici[9]
1941–1947Henne MorteEsplorazione con record di profondità per l’epoca (inizialmente -446 m, poi corretto a -358 m)[8]
1952–1953Gouffre de la Pierre Saint-Martin (-689 m)Una delle cavità più profonde d’Europa all’epoca; tragica morte del compagno Marcel Loubens[8]

Casteret esplorò più di 500 caverne e corsi d’acqua sotterranei, prevalentemente nei Pirenei. Scrisse più di 43 libri tradotti in numerose lingue, e centinaia di articoli che resero la speleologia accessibile al grande pubblico. Tra le sue opere più note: Dix ans sous terre (1933), Au fond des gouffres (1936), tradotti in inglese come Ten Years Under the Earth.[9][8][10]


La speleosubacquea pirenaica: un secolo di evoluzione

Dal nuoto in apnea ai rebreather

Il confronto tra l’approccio di Casteret degli anni ’20–’30 e la speleosubacquea contemporanea rappresentata nella locandina è emblematico del progresso tecnico avvenuto in un secolo. Casteret affrontava i sifoni con il solo corpo, fiato e una candela. Oggi gli speleosub del Congresso Espeleopirineos operano con:[9][10]

  • Mute stagne e mute in neoprene per l’isolamento termico nelle acque fredde alpine
  • Autorespiratori a circuito aperto (SCUBA) con doppie bombole indipendenti
  • Sagola guida (il filo d’Arianna) che rappresenta l’unico mezzo per trovare l’uscita[14]
  • Miscele gassose come Nitrox o miscele ternarie per gestire la narcosi da azoto
  • Computer subacquei per il monitoraggio della decompressione
  • Illuminazione frontale a LED ad alta potenza

Le linee guida CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) stabiliscono 20 regole fondamentali per l’immersione in grotta, tra cui l’utilizzo obbligatorio di almeno due bombole indipendenti e l’assoluta impossibilità di avanzare anche solo di un metro senza sagola guida.[15][14]

Caratteristiche specifiche dei sifoni pirenaici

I sifoni carsici nei Pirenei presentano caratteristiche che li rendono particolarmente impegnativi:

  • Temperature molto basse: le acque di fusione glaciale e le infiltrazioni ad alta quota mantengono temperature tra 4°C e 10°C, limitando il tempo di immersione sicuro
  • Torbidità variabile: le piene stagionali possono azzerare la visibilità
  • Profondità elevate: alcuni sifoni nei sistemi alpini-pirenaici superano i 100 metri
  • Sviluppo orizzontale spesso molto lungo, con percorsi che possono superare il chilometro

La rivista Pyrénées Souterraines, recentemente fondata, dedica specifiche sezioni all’idrologia e alla speleologia subacquea pirenaica, confermando l’attualità del tema.[16]


Il Congresso Espeleopirineos e i protagonisti della conferenza

Il Congresso Espeleopirineos

Il Congresso Espeleopirineos è un raduno di speleologi che operano nei Pirenei aragonesi, che si tiene periodicamente a Boltaña e Ainsa (Aragona, Spagna). La sua quinta edizione, prevista per il 2–4 ottobre 2026, è organizzata in collaborazione tra il Club Atlético Sobrarbeanche (CAS) — che celebra i suoi 50 anni — e lo Speleo Club Sabadell, club catalano di lunga tradizione nelle esplorazioni sotterranee e subacquee.[1][2]

Il Congresso si svolge al Palacio de Congresos di Boltaña, nel cuore del Geoparco Sobrarbe-Pirenei, una delle aree carsiche più ricche e studiate di tutta la Penisola Iberica. Il territorio di Sobrarbe include formazioni calcaree di età mesozoica che ospitano complessi speleologici di grande interesse scientifico e storico.[17][1]

I relatori

I tre ponentes della conferenza — David Martínez, Teresa Alari e Manel Llenas — rappresentano l’eredità viva della tradizione speleologica pirenaica. La compresenza di tre relatori indica quasi certamente un lavoro di squadra pluriennale nella Gruta del Toro, con un approccio multidisciplinare tipico della speleosubacquea moderna, che richiede sempre almeno due subacquei in acqua e ulteriori supporti tecnici in superficie.[18][14]

L’annuncio della conferenza come “un siglo después” (un secolo dopo) conferisce alla presentazione un forte valore commemorativo e storico: si inserisce pienamente nella tradizione di omaggiare le grandi figure pionieristiche della speleologia revisitando le loro cavità con le tecnologie contemporanee.[8]


La speleosubacquea come disciplina scientifica

Più della semplice esplorazione

L’esplorazione speleosubacquea moderna va ben oltre l’aspetto sportivo e avventuroso. Come illustrato dalla presentazione al Congresso Espeleopirineos, essa contribuisce in modo determinante alla:

Idrogeologia carsica: i sifoni sono i nodi critici della circolazione idrica sotterranea. La loro esplorazione permette di tracciare le reti idriche, calcolare i tempi di transito e le portate, fondamentali per la gestione delle risorse idriche.

Geologia e speleogenesi: le gallerie sommerse conservano morfologie idrauliche — scallops, condotte forzate, cupole di dissoluzione — che raccontano la storia evolutiva del carso.[6]

Biospeleologia: le grotte allagate ospitano ecosistemi unici, con specie troglobie adattate all’oscurità permanente. Le acque sotterranee pirenaiche sono note per la presenza di crostacei anfipodi e altri invertebrati endemici.[19]

Archeologia subacquea: in contesti carsici mediterranei, i sifoni sommergono spesso depositi preistorici. Nel caso della Gruta del Toro, l’ambiente sotterraneo può conservare tracce dell’utilizzo antico della cavità.

Rischi e sicurezza

La speleosubacquea è unanimemente riconosciuta come una delle discipline più rischiose al mondo. La combinazione di oscurità totale, spazio confinato, impossibilità di risalire in superficie in caso di emergenza e complessità tecnica dell’attrezzatura crea condizioni estreme.[18][20]

L’incidente alla Font Estramar (Pirenei Orientali, gennaio 2026), dove uno speleosub francese di 45 anni ha perso la vita e il cui corpo è stato ritrovato a 125 metri di profondità dopo operazioni di recupero durate 3 giorni, testimonia quanto il margine d’errore sia ridotto anche per esperti. Quella cavità ha visto già 9 vittime nella sua storia.[21]

La differenza tra subacquea standard e speleosubacquea è sostanziale e spesso sottovalutata: chi è un subacqueo esperto in acque libere può non avere le competenze specifiche per sopravvivere in un sifone.[20]


Conclusioni: un secolo di storia, un futuro da esplorare

La conferenza di David Martínez, Teresa Alari e Manel Llenas al V Congresso Espeleopirineos 2026 è molto più di un resoconto esplorativo. È un dialogo attraverso il tempo, che connette:

  1. L’audacia solitaria di Casteret degli anni ’20–’30, che con il solo corpo e una candela percorse sifoni pirenaici e identificò l’origine della Garonna[10][4]
  2. L’evoluzione tecnica di un secolo, che ha trasformato la speleosubacquea da impresa quasi suicida a disciplina strutturata, ancorché pericolosissima[18][22]
  3. Il presente dell’esplorazione pirenaica, con gruppi come lo Speleo Club Sabadell che portano avanti la ricerca sistematica nelle grotte sommerse dei Pirenei[1]

Il fatto che a distanza di 100 anni dalla prima incursione di Casteret la Gruta del Toro ritorni al centro dell’attenzione speleologica internazionale è la prova più eloquente che il sottosuolo pirenaico — con i suoi sifoni, le sue gallerie sommerse e i suoi misteri idrografici — è ancora un territorio di frontiera, dove la storia si intreccia con la scoperta.


Questo studio si basa sulla locandina del V Congresso Espeleopirineos 2026 (Boltaña, 2–4 ottobre 2026) e su fonti bibliografiche e archivistiche relative a Norbert Casteret, alla Gruta del Toro, alla storia della speleosubacquea pirenaica e alla speleologia dei Pirenei aragonesi.

Fonti consultate

L'articolo Nella Gruta del Toro cento anni dopo Casteret: l’esplorazione subacquea torna protagonista ai Pirenei proviene da Scintilena.

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Speleologia a Palermo: al via il XVI corso di primo livello con Le Taddarite, lo Speleo Club Ibleo e la Scuola di Speleologia di Palermo

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“Le Taddarite”, ovvero i pipistrelli in siciliano: un nome che è già tutto un programma per un gruppo speleologico: torna a Palermo il corso organizzato dalla storica associazione e dallo Speleo Club Ibleo di Ragusa

La Scuola di Speleologia di Palermo organizza il XVI Corso di Speleologia di primo livello, un percorso formativo pensato per chi desidera avvicinarsi al mondo sotterraneo in modo consapevole e strutturato. L’iniziativa, promossa dall’associazione A.N.S. Le Taddarite con lo Speleo Club Ibleo e riconosciuta dalla Società Speleologica Italiana ETS, si svolgerà a Palermo dal 5 al 24 maggio 2026.

Il corso propone un programma completo di lezioni teoriche e attività pratiche, che offre una prima diversificata introduzione alla speleologia moderna.

Tra i temi trattati: speleogenesi e carsismo, tecniche di progressione in grotta, utilizzo dei materiali, biospeleologia e studio delle grotte vulcaniche.

Ampio spazio sarà dedicato alle uscite sul campo e alle esercitazioni, sia in ambiente naturale sia su parete di roccia: in quelle occasioni, i partecipanti potranno apprendere le tecniche di base per la progressione su corda in sicurezza.

Si costruiranno competenze, per trasmettere il valore dell’esplorazione responsabile.

Programma:

  • 5 Maggio – Martedì
    Presentazione del corso e del corpo istruttori
    Cenni di geologia
  • 7 Maggio – Giovedì
    Equipaggiamento di base, caratteristiche e resistenze dei materiali speleo-alpinistici
    Tecniche di progressione speleologica
  • 9 Maggio – Sabato
    Palestra di roccia (Sferracavallo, Palermo)
  • 10 Maggio – Domenica
    Palestra di roccia (Sferracavallo, Palermo)
  • 12 Maggio – Martedì
    Prevenzione degli incidenti e cenni di primo soccorso
    Biospeleologia
  • 14 Maggio – Giovedì
    Storia della speleologia e sua organizzazione in Italia e nel Mondo
    Speleologia in ambiente vulcanico
  • 16 Maggio – Sabato
    Palestra di roccia (Sferracavallo, Palermo)
  • 17 Maggio – Domenica
    Escursione in grotta verticale in rocce gessose
  • 19 Maggio – Martedì
    Carsismo epigeo e ipogeo
  • 21 Maggio – Giovedì
    Cenni di rilievo ipogeo
    Tutela degli ambienti carsici
    Riserve Naturali Speleologiche in Sicilia
  • 23 Maggio – Sabato
    Escursione in forra e in grotta, Gola Secca e Pozzo Gimmy (Isnello, Palermo)
  • 24 Maggio – Domenica
    Escursione in grotta verticale, Abisso del Vento (Isnello, Palermo)

Riepilogo, referenti e contatti

  • Evento: XVI Corso di Speleologia di primo livello
  • Direttore: Paolo Valenti
  • Luogo: Palermo –
  • Date: 5 – 24 maggio 2026
  • Organizzazione: Scuola di Speleologia di Palermo – A.N.S. Le Taddarite – S.C. Ibleo
  • Info e iscrizioni: le.taddarite@gmail.com – 328 924 8392 (dopo le 17:00)
    Sede: A.N.S. Le Taddarite – Via Terrasanta 46, Palermo – 328 924 8392 (dopo le 17:00)
  • Orari segreteria: giovedì dalle 21:30 alle 23:00
  • Link: https://www.letaddarite.it/2026/03/18/xvi-corso-di-speleologia-di-primo-livello/
  • La partecipazione al corso prevede l’iscrizione all’ANS Le Taddarite e alla Società Speleologica Italiana.
  • E’ previsto un contributo per la realizzazione del corso, da versare presso la sede sociale entro il 30 aprile 2026, compilando contestualmente la scheda di adesione: costo complessivo € 180,00

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Concorso “Rilievo: tra Arte e Tecnica”: torna nel 2026 il concorso della SSI che promuove la restituzione dei rilievi

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Al via la terza edizione del concorso della Società Speleologica Italiana dedicata ai rilievi di grotte naturali

Aperto ai soci SSI, il concorso premia qualità tecnica, chiarezza e resa grafica, con riconoscimenti fino a 350 euro

La Società Speleologica Italiana ETS, attraverso la Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali, indice la terza edizione del concorso a premi “Rilievo: tra arte e tecnica”, l’iniziativa dedicata ai rilievi topografici di grotte naturali che mira a promuoverne produzione, realizzazione, accatastamento e diffusione.

Il concorso è aperto a tutti i soci SSI in regola con la quota associativa 2026 e riguarda rilievi 2D di cavità naturali italiane già inserite nel Catasto Grotte. Ogni partecipante potrà presentare un solo elaborato, di cui sia autore principale.

L’obiettivo è promuovere la qualità del rilievo speleologico in tutte le sue dimensioni: dalla leggibilità alla completezza, dall’accuratezza tecnica all’impatto visivo: il rilievo diventa un punto di incontro tra rigore scientifico e sensibilità grafica, tra misura e rappresentazione.

Il bando prevede 4 riconoscimenti (i primi 3 assegnati da una giuria di esperti, il 4° attribuito dal pubblico):

  • 1° premio: € 350,00
  • 2° premio: € 300,00
  • 3° premio: € 250,00
  • Premio del pubblico: € 200,00

La partecipazione richiede l’invio del rilievo in formato A0, accompagnato dalla documentazione tecnica prevista, all’indirizzo dedicato (concorsorilievo@socissi.it), entro il 19 ottobre 2026.

Il premio del pubblico sarà assegnato tramite votazione dei partecipanti al Raduno Internazionale di Speleologia 2026 a Costacciaro, mediante apposita scheda inclusa nella documentazione del Raduno

I lavori selezionati saranno esposti durante il Raduno Internazionale di Speleologia 2026, in programma a Costacciaro, dove avverrà anche la proclamazione dei vincitori nel corso dell’Assemblea dei soci SSI.

Alcune indicazioni:

  • i rilievi dovranno essere già accatastati, rispettare criteri formali ben definiti — con l’esclusione di elementi grafici non ammessi come fotografie o sfondi decorativi — ed essere distribuiti con licenza Creative Commons CC-BY-NC-SA,
  • la partecipazione prevede un contributo di € 20,00 per la stampa del rilievo.

La scelta di limitare il concorso ai rilievi 2D riflette una fase di transizione: le tecnologie 3D sono in rapido sviluppo, ma non ancora pienamente standardizzate nelle modalità di rappresentazione.

Al Raduno la Sala Rilievi potrà ospitare contributi fuori concorso ed esperienze multimediali 3D, a testimonianza di una disciplina in continua evoluzione.

Il bando completo è disponibile online e rappresenta un’importante occasione per tutti coloro che, attraverso il rilievo, contribuiscono a documentare, interpretare e trasmettere il patrimonio ipogeo.

Bando e informazioni

Per tutti i dettagli, i requisiti e le modalità di partecipazione è possibile consultare il bando completo:
https://drive.google.com/file/d/16vqlT0XMvZivTSt6xgjsLAYBqsfBnLly/view

Per richieste di chiarimento è possibile contattare l’organizzazione all’indirizzo: concorsorilievo@socissi.it

Il Concorso è partito: un’occasione concreta per rimettere al centro il rilievo come strumento di conoscenza e condivisione, capace di raccontare — con precisione e sensibilità — il mondo sotterraneo.

Ora sta agli speleologi attivarsi e partecipare.

Seconda edizione

L'articolo Concorso “Rilievo: tra Arte e Tecnica”: torna nel 2026 il concorso della SSI che promuove la restituzione dei rilievi proviene da Scintilena.

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Hidden Bussento 2026: torna l’esplorazione internazionale nel cuore carsico del Cilento

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A Morigerati quindici giorni di ricerca speleologica

La speleologia internazionale torna a concentrarsi su uno dei sistemi carsici più affascinanti del Sud Italia. Dal 25 luglio al 9 agosto 2026, Morigerati (SA) ospiterà l’International Speleological Expedition “Hidden Bussento”, promossa da Tetide APS e rivolta a speleologi ed esploratori provenienti da diversi Paesi.

L’invito, diffuso a fine marzo dalla Presidenza Tetide a tutta la comunità speleologica, rilancia un progetto ambizioso: approfondire la conoscenza del complesso sistema sotterraneo del fiume Bussento, un’area che continua a offrire grandi margini di esplorazioni e connessioni ancora da chiarire.

E’ un progetto esplorativo multidisciplinare: l’attività si concentrerà su alcuni punti chiave del sistema:

  • la risorgenza del Bussento
  • gli inghiottitoi di Caravo, Orsivacca e Bussento
  • i sifoni terminali, oggetto di immersioni speleosubacquee
  • la ricerca esterna di nuovi ingressi e collettori

Il programma prevede il trasporto e l’armo di materiali speleo-subacquei, immersioni in ambienti ipogei complessi e attività di ricerca sul territorio: un approccio integrato: esplorazione, tecnica e osservazione scientifica insieme

Partecipazione e organizzazione

La spedizione ha una durata di 15 giorni ed è a numero chiuso (massimo 30 partecipanti), a conferma del carattere operativo e specialistico dell’iniziativa.

La quota di partecipazione è fissata in € 20,00 al giorno: grazie al supporto organizzativo locale, però, saranno richiesti ai partecipanti solo due giorni di contributo al momento dell’iscrizione (€ 40,00), a cui si aggiungono € 10,00 di quota associativa a Tetide per i non soci, per un totale di € 50,00.

I restanti costi della permanenza saranno coperti dall’organizzazione durante l’evento.

L’organizzazione mette a disposizione materiali tecnici collettivi (corde, trapani, imbarcazioni, ecc.), vitto (colazione e cena) e alloggio in struttura comunale a Morigerati.

Ai partecipanti è richiesto l’equipaggiamento personale completo (progressione, casco con illuminazione, muta almeno 5 mm), l’eventuale attrezzatura subacquea tecnica (coordinarsi con gli organizzatori), la copertura assicurativa per attività speleologica e l’invio di un breve CV speleo che descriva le proprie competenze ed esperienze.

Una rete di collaborazioni

“Hidden Bussento” nasce dalla collaborazione tra Tetide APS, la Commissione Speleosubacquea della Federazione Speleologica Sarda, la Cooperativa Labor Limae, il Gruppo Speleologico Natura Esplora e il Comune di Morigerati.

L’iniziativa gode inoltre del patrocinio di importanti realtà speleologiche:

  • Unione Internazionale di Speleologia
  • Federazione Speleologica Europea
  • Società Speleologica Italiana ETS
  • Federazione Speleologica Campana
  • Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni

Iscrizioni aperte

Le iscrizioni sono obbligatorie e aperte fino al 20 giugno 2026, previa registrazione online via QRcode sul manifesto in allegato, che riporta all’indirizzo https://www..org/event/hidden-bussento/.

Ai candidati è richiesto un profilo adeguato alle attività previste, in particolare per le operazioni in ambiente ipogeo complesso e subacqueo.

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Savona, al via il 46° Corso di Speleologia: formazione nelle grotte liguri, in Val Bormida in particolare

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Presentato il nuovo ciclo del Gruppo Speleologico Savonese DLF: lezioni teoriche gratuite aperte a tutti – cinque uscite sul campo per gli iscritti tra aprile e giugno 2026

È stato presentato nella serata di venerdì 27 marzo 2026, presso il Salone del Dopolavoro Ferroviario di Savona, il 46° Corso di Speleologia organizzato dal Gruppo Speleologico Savonese DLF: un appuntamento atteso per la formazione speleologica nel territorio ligure.

Il corso prenderà ufficialmente il via venerdì 10 aprile con la prima lezione teorica.

La prima esercitazione pratica si svolgerà domenica 12 aprile 2026 a Bardineto: grotta orizzontale e ricognizionenell’area carsica circostante.

Il programma prevede complessivamente dodici lezioni teoriche, che si terranno ogni venerdì sera fino al 12 giugno 2026, e cinque esercitazioni pratiche distribuite a domeniche alterne, dal 12 aprile al 7 giugno 2026. Le attività sul campo si svolgeranno principalmente nel territorio carsico della provincia di Savona, con particolare riferimento alla Val Bormida.

Le esercitazioni includeranno, oltre alla prima uscita esplorativa, due sessioni in “palestre” speleologiche su pareti di roccia e due discese in grotte con tratti verticali, dove i partecipanti potranno apprendere le tecniche di progressione su corda sia in discesa che in risalita.

Le lezioni teoriche saranno aperte gratuitamente a tutti gli interessati, mentre per partecipare alle attività pratiche è prevista una quota di iscrizione di 180 euro, comprensiva delle tessere associative al Gruppo Speleologico Savonese DLF, al Dopolavoro Ferroviario e alla Società Speleologica Italiana, oltre alla copertura assicurativa.

Il corso, organizzato dalla Scuola di “Savona e Alta Val Bormida”, è omologato dalla Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della Società Speleologica Italiana ETS, a conferma della qualità didattica e della preparazione degli istruttori. Si tratta del 46° corso in oltre mezzo secolo di attività: il primo è stato organizzato addirittura nel 1970.

Come sottolineano il direttore della Scuola Fabrizio Falco, il direttore del corso Stefano Palmesino e la segretaria Adele Sanna, il coro nasce per fornire agli allievi una preparazione completa, teorica e pratica, dalle tecniche di base della progressione in grotta fino agli aspetti scientifici legati al carsismo.

Grotta Viva le Bimbe – foto del Gruppo

Il percorso formativo offrirà anche un primo contatto con le attività di esplorazione, ricerca e documentazione svolte dal gruppo durante tutto l’anno, e permette ai partecipanti di comprendere concretamente cosa significhi fare speleologia.

Il corso è aperto a chiunque abbia compiuto 14 anni, senza limiti superiori di età, ed è una vera opportunità – come ogni corso di avvicinamento alla speleologia – per avvicinarsi in sicurezza al mondo sotterraneo, dove – come ricordano gli organizzatori – “natura e scienza, storia e folklore, avventura e sport si incontrano nelle profondità della terra”.

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